Da domani in Terrasanta

Cari amici, inizia domani mattina il viaggio del Giornale in Israele e nei Territori sottoposti all’autorità palestinese. Un viaggio alla radici della nostra storia, sui luoghi di Gesù. Saremo in tanti e alloggeremo a Nazaret e poi a Gerusalemme. La squadra del Giornale è nutrita: ci saranno Marcello Foa, Dan Vittorio Segre, Livio Caputo (che del nostro quotidiano è stato vicedirettore) e Stefano Passaquindici. Cercheremo di informarvi giorno per giorno – se sarà possibile – sul nostro percorso. Mi scuso in anticipo per gli inevitabili rallentamenti che subiranno i commenti del blog.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

167 risposte a Da domani in Terrasanta

  1. massimo scrive:

    buon viaggio,buona “esperienza” a tutti,quindi anche a noi a casa,Andrea stai attento.in bocca al lupo.

  2. curioso scrive:

    Cavoli, in viaggio con la commissione interna ! ;-)

    Occhio a quello che dice … e buon viaggio !

  3. Michele M scrive:

    Buon viaggio,
    e grazie in anticipo per quanto potrete raccontarci.

  4. bruno volpe scrive:

    cari amici vi invito a leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista di nek su medjugorje e donna assunta almirante grazie bv

  5. robdealb91 scrive:

    Buona viaggio, o meglio, buon cammino!
    Pregherò per voi e vi seguirò…non leggo “Il Giornale”, nonostante penso sia uno dei più seri in Italia, ma da domani voglio iniziare a comprarlo, non voglio perdermi neanche una puntata.
    E anche voi pregate per noi, che sarete nei luoghi in cui Dio si è manifestato a Israele e in cui Gesù, Maria, gli Apostoli e i primi cristiani hanno vissuto, sofferto, amato e pregato.
    Un saluto!

  6. matteo tassinari scrive:

    scusi tornielli, non sarà ora di fare il suo mestiere e di finirla di incarnare quello di responsabile ufficio stampa del Papa Ratzinger? Vedo da come, scrive, e come è trattato da “Raffaella” (che entrambi sappiamo cosa sia), che sia sempre il ben informato, quello prediletto da Vaticano. In sintesi, faccia il giormalista il più possibile impaziale e la smetta di inquinare i suoi resoconti con articolazioni incredibili a favore sempre del Papa, strumentalizzando fatti, notizie, inventandosi dossier…

    L asaluto.

  7. matteo tassinari scrive:

    scusi tornielli, non sarà ora di fare il suo mestiere e di finirla di incarnare quello di responsabile ufficio stampa del Papa Ratzinger? Vedo da come, scrive, e come è trattato da “Raffaella” (che entrambi sappiamo cosa sia), che sia sempre il ben informato, quello prediletto da Vaticano. In sintesi, faccia il giormalista il più possibile impaziale e la smetta di inquinare i suoi resoconti con articolazioni incredibili a favore sempre del Papa, strumentalizzando fatti, notizie, inventandosi dossier…

    La saluto.

  8. matteo tassinari scrive:

    Mi scusi il doppione, sono poco pratico della tastiera e anessi e connessi.

    Di nuovo saluti.

  9. lycopodium scrive:

    dice Tassinari:
    “Raffaella” (che entrambi sappiamo cosa sia)…

    bene, è possibile socializzare tali arcane conoscenze?

  10. Daniela scrive:

    BEATI VOI!

  11. fulvia scrive:

    buon viaggio! aspettiamo racconti…

  12. Francesco73 scrive:

    Buon viaggio, con un pò di rammarico.
    Avrei voluto esserci.

  13. gianni scrive:

    Lei, Sig. Tassinari, non apprezza la linea “editoriale” di Andrea Tornielli? Non le piace quello che Tornielli pensa, scrive o crede? Mi dica, secondo lei, Tornielli ha o non ha il diritto (come Lei e me) di scegliere come meglio esercitare la sua professione? Lei, vede la realtà in modo diverso? Risolva il suo problema. Eviti di entrare in questo blog! Eviti. Scelga altri “amici” e “maestri”. Non è obbligato, penso, da nessuno. Ci sono tante altre opportunità!
    Non capisco perchè ci tenga tanto ad esercitare “pressioni” (si fa per dire perchè non credo che Tornielli sia così influenzabile!)sul padrone di casa!Mi permetta di dire che si tratta di un tentativo veramente ingenuo e un pò meschino.

  14. raf scrive:

    Pur essendoci già stato diverse volte è un peccato non essere con voi. Quando ho cercato di prenotare i posti erano già tutti esauriti e forse è stato meglio così perchè impedimenti familiari oggi me lo avrebbero impedito. Un segno del destino! Buon viaggio

  15. ako scrive:

    Buon viaggio caro dott. Tornielli, buon viaggio anche a tutti i suoi colleghi.

  16. stefania scrive:

    Buon viaggio a tutti quanti. Fortunati voi che camminerete sullo stesso suolo dove ha camminato il figlio di Dio.
    Una preghiera: quest’anno sono arrivata troppo tardi per iscrivermi. Potete rimettere in calendario questo pellegrinaggio??? Grazie in anticipo perchè so già che se oggi siete in tanti, al prossimo viaggio saremo ancora di più. Stefania

  17. Tradizionalista scrive:

    Buon viaggio, caro Tornielli.

  18. Mauro W. Fuolega scrive:

    Caro Tornielli, buon viaggio e buon pellegrinaggio nei luoghi della nostra fede. Mi “consenta” però una battuta: si equipaggi di un Kway, caso mai passasse davanti ad una scuola rabbinica… Saluti!

  19. raffaele savigni scrive:

    Buon viaggio, con l’augurio che quella terra possa respirare la pace.

  20. Artefice1 scrive:

    Buon Viaggio.

    Un augurio CON-Senso alle popolazioni che attendono la Vita.

  21. paolo scrive:

    Buon viaggio, sulle tracce del ns. Credo e delle radici della ns. Civiltà, che tanto infstidisce certa cultura contemporanea. Una preghiera per noi nei luoghi del Signore, di Pietro e di Paolo (apostolo delle genti). Anche noi vi penseremo nelle ns. preghiere perché possiate trasmettereci le emozioni di un viaggio mai fatto che resta nel profondo del cuore.

  22. Panda scrive:

    Per chi vuole conoscere anche l’altra faccia di Medjugorje (probabilmente l’unica seria voce critica esistente in Italia):

    http://www.marcocorvaglia.blog.lastampa.it

  23. sara scrive:

    Buon Viaggio a tutti…

  24. Cherubino scrive:

    auguri di buon pellegrinaggio. Ricordo che il papa Giovanni Paolo II baciò quella terra. Che lo stesso atteggiamento possa accompagnarvi.

  25. Gladiator scrive:

    Il SENSO DEL SACRIFICO CRUENTO

    La pratica del sacrificio ,dello spargimento del sangue di animali risale agli
    inizi dei rapporti tra Dio e l’uomo peccatore e pervade tutta la Bibbia . Nel Nuovo Testamento essa fornisce
    la terminologia per spiegare la morte di Gesù Cristo (es. Ebrei9,11).

    Il versetto chiave di Levitino 17,11 dice che il sacrificio è qualcosa donato
    da Dio all’uomo,un dono fatto in risposta a un bisogno umano . E’ perciò sbagliato dire (come fanno molti esperti del Vecchio Testamento) che il significato fondamentale del sacrificio consiste in un offerta o in un dono fatto a Dio.

    Il termine tradotto con “offerta” significa certamente dono. Di conseguenza
    -dicono i sostenitori di questa concezione – la persona che porta l’offerta
    si impossessa della vita , del sangue dell’animale sacrificato e puo’ donarla
    a Dio. In tal modo essa inietta nuova vita nei suoi rapporti
    conDio o è in grado di interporre uno schermo vivente tra se stessa peccatrice e il Dio santo. Ma come è possibile scambiare un dono di Dio all’uomo con un dono dell’uomo a Dio ?

    Levitico 17,11 ci offre due indicazioni importanti per capire il significato
    del sangue e del sacrificio. Primo : il sangue mira a espiare . Tutte le
    volte che il termine tradotto con “espiazione”viene adoperato, esso significa
    pagare un prezzo di riscatto. Pertanto non è sufficiente dire che il sangue
    “protegge”l’offerta , ma bisogna dire che esso ha questo effetto perché
    rappresenta un prezzo sufficiente per pagare il debito del peccato davanti a
    Dio.

    Anche qui, come sempre nella Bibbia ,”il salario del peccato è la morte “.
    Nessun peccato , nessun peccatore puo’ entare alla presenza di un Dio
    perfettamente santo.

    La separazione da Dio è sinonimo di morte . L’uomo peccatore puo’ sperare di
    essere perdonato e di essere riammesso alla presenza di Dio solo se è in grado
    di pagare questo prezzo, solo dopo aver accettato questa sanzione e questa
    sentenza . Tale ruolo ,ci dice Levitico 17,11 ,è svolto precisamente dal sangue . In secondo luogo viene detto che il sangue puo farlo “a prezzo della vita ” . A prezzo di” traduce una preposizione ebraica che viene di regola
    adoperata per esprimere un prezzo o una spesa (per es.1 Re 2,23;Proverbi
    7,23; Lamentazioni 5,99;lo troviamo in un passo giuridico fondamentale circa la necessita di una giustizia esatta.: ( Deuteronomio 19,21) ,
    cioe “vita i pagamento di vita ” In altre parole sangue significa morte , la
    fine della vita , esattamene come quando viene adoperato in senso metaforico (vedi per es. Genesi 9,5;37,26,ecc.)

    Il sacrificio pone fine alla vita . Il sangue versato è il simbolo e la prova
    che la vita è stata tolta in pagamento dei peccati del colpevole e in
    sostituzione della sua vita macchiata di colpa .

    Il sacrificio degli animali esprimeva il principo , che doveva verificarsi
    nella sua piena realtà nella morte di nostro Signore Gesu Cristo . Dio ha
    donato al popolo dell’Antico Testamento una prefigurazione del sangue versato da Gesu , della sua morte vicaria al posto nostro per i nostri peccati ,
    della morte subita dal giusto per gli ingiusti .

    J.A Motyer

  26. elioro scrive:

    La pratica del sacrificio …
    Si tratta sempre di ovini e bovini, ovvero, animali innocenti; innocenti perché rigorosamente erbivori.
    Il “rito” consiste nel “sostituire” al bambinino Isacco, l’agnello o il vitello.
    La nascita della pasqua (Esodo 12), oggi celebrata con l’agnello e l’uovo, si riferisce al ricordo delle madri incinte (uovo) ed i bambini egizi (agnello).
    Il “meccanismo del rito” va ben oltre l’atto visibile ai “profani”. In realtà si sacrifica al Dio d’Israele il figlio del Dio Rama (dei Ramses) ed il figlio del Dio Toro degli Egizi.
    Si tenga presente che alla sintesi di questo commento, ho dovuto “sacrificare” molti dettagli ed esempi storici.

  27. Luisa scrive:

    Per chi legge il francese, un`interessante testimonianza di un giornalista musulmano che insorge contro le persecuzioni di cui è vittima la comunità cristiana in Palestina.

    http://fr.novopress.info/?p=15721

  28. Victor scrive:

    Interessante Luisa. Propio oggi che il Papa risulta aver sottolineato la ricchezza che costituiscono i cristiani per il mondo musulmano (dialogo, ecc.)
    Vedi sul blog Raffaella…

  29. Francesco Ursino scrive:

    Caro Tornielli, le auguro un buon viaggio… . Siate occhi anche per chi non potrà accompagnarvi… . :)

    Buon pomeriggio!

    f.u.

  30. onofrio scrive:

    Scusate, ma non mi ci identifico. Intanto quel posto non ha
    nulla di santo o di promesso. Uno schifo di paese che ha provocato nei millenni più morti e disgrazie di qualsiasi altro posto nel mondo. E poi chi è che torna alle proprie
    radici? le ns radici sono greche, romane ed occidentali,
    non mediorientali. Abbiamo avuto la disgrazia di essere
    stati colonizzati da una cultura straniera ed opprimente
    che ha scalzato la cultura che ha dato luce al mondo antico, ma per tornare alle origini dobbiamo cancellare
    questo incubo straniero della religione cristiana che ha
    pretese sull’uomo completamente diverse da quelle
    ”nostre ”. Una cultura che asserve l’uomo e lo mette a
    ”pecoroni”, e che è inferiore a quella occidentale che
    invece mette l’uomo al centro e ne risolve i problemi.

  31. igor traboni scrive:

    buon viaggio andrea

    e pregate per tutti noi

  32. Nino 35 scrive:

    Come sarei feice se anche io potesse visitare i luoghi cui avrete la fortuna di andare.Fate una preghiera per me e i miei cari.
    Attendo con ansia a leggere tutto ciò ch ci racconterete

  33. oxen scrive:

    Beati voi!

  34. Paolo scrive:

    off topics!!!

    Archbp. Ranjith’s observations about today’s state of the liturgy

    From the blog of:
    Fr. John Zuhlsdorf http://wdtprs.com/blog/

    We haven’t heard much from His Excellency Archbishop Malcolm Ranjith lately. He is the indomitable and clear-thinking Secretary of the Congregation for Divine Worship and Discipline of the Sacraments.

    CWN (http://www.catholicculture.org/)has posted that Archbp. Ranjith wrote a forward to a book by Nicola Giampietro, a CDW staffer, about the personal papers of the late Ferdinando Card. Antonelli, OFM, one time Secretary of a previous incarnation of the CDW, the Congregation of the Discipline of the Sacraments (1965-69). Antonelli was no fan of Bugnini’s Consilium or what it did.

    The book will be published in English by Roman Catholic Books next September under the title True Development of the Liturgy.

    In his ten page forward, Archbp Ranjith makes pointed observations about what happened after the Council mandated a reform of the liturgy.

    PERTAINENT DIGRESSION: There is a huge disconnect between what the Council’s document on the liturgy, Sacrosanctum Concilium, actually mandated, and what we actually got after the Council. The body called the Consilium, set up under the leadership of Card. Lercaro and Fr. Annibale Bugnini, had their own ideas about what liturgy was all about. They were able to use the authority of the Council to batter away at the Church’s ecclesiology and sacramental theology set forth by the Council of Trent. You can get an insider (favorable) view of what happened in the book that came out under the name of Archbp. Piero Marini, once the papal MC and apprentice of Bugnini.

    I haven’t read the book by Giampietro yet, but I suspect it in part balances Marini’s book.

    Thus endeth the disgression.

    Here are some quotes of Ranjith’s forward included in the CWN entry. You readers will probably resonate with these observations.

    Some practices which Sacrosanctum Concilium had never even contemplated were allowed into the Liturgy, like Mass versus populum, Holy Communion in the hand, altogether giving up on the Latin and Gregorian Chant in favor of the vernacular and songs and hymns without much space for God, and extension beyond any reasonable limits of the faculty to concelebrate at Holy Mass. There was also the gross misinterpretation of the principle of “active participation.” …

    Basic concepts and themes like Sacrifice and Redemption, Mission, Proclamation and Conversion, Adoration as an integral element of Communion, and the need of the Church for salvation—all were sidelined, while Dialogue, Inculturation, Ecumenism, Eucharist-as-Banquet, Evangelization-as-Witness, etc., became more important. Absolute values were disdained. …

    An exaggerated sense of antiquarianism, anthopologism, confusion of roles between the ordained and the non-ordained, a limitless provision of space for experimentation—and indeed, the tendency to look down upon some aspects of the development of the Liturgy in the second millennium—were increasingly visible among certain liturgical schools. …
    Clear and accurate.

    Ranjith observes that we need a “reform of the reform” inspired not merely by a “desire to correct past mistakes”. It must be “true to what the Liturgy in fact is and means to us and what the Council itself defined it to be.”

    I wonder if The Tablet will review the book.

  35. Filippo scrive:

    “Se ti dimentico, Gerusalemme, si secchi la mia mano destra.
    Mi si attacchi la lingua al palato se non mi ricordo di te, se non pongo Gerusalemme al di sopra di ogni mia letizia.”
    Con le struggenti parole del Salmo 137, un augurio di buon viaggio ai pellegrini del “Giornale”, una speranza personale di compiere anch’io questo viaggio ed, infine, un auspicio di gioire tutti nella Gerusalemme Celeste.

  36. Cherubino scrive:

    il commento di Gladiator al Levitico 17,11 e ciò che ne fa scaturire è profondamente errato.
    Innanzitutto il versetto citato non parla di un dono di Dio all’uomo, ma dice “vi ho concesso”, il che indica un permesso che , nel linguaggio semitico antico, dice solo il fatto che quel sacrificio è “gradito” ossia dotato di una certa efficacia (antropomorfismo che riconduce ogni evento a Dio quale causa prima).
    In secondo luogo il fatto che sia cruento è solo un elemento secondario. Esso indica che l’elemento del sacrificio esce dall’area umana ed è reso disponibile definitivamente ed esclusivamente a Dio. Entra nell’area del sacro.
    Antropologico la religiosità, come dato puramente umano, elabora il senso del sacro come ciò che è separato, distinto e indisponibile all’uomo. In esso dimora il divino. Da qui la biforcazione tra religione, come atto di sottomissione alla divinità e la magia come atto di tentata coercizione del divino. Ma spesso il confine tra i due è oltrepassato dall’uomo religioso che non resiste alla tentazione di “obbligare” Dio con le sue azioni, anche se formalmente buone.
    Tutto il percorso pedagogico del Dio di Abramo, che in realtà è la lettura restrospettiva del grande evento dell’Esodo, il kerygma ebraico, mostra una graduale purificazione del senso del sacro. Se la santità di Dio ne fonda la assoluta intangibilità -chi toccava l’Arca moriva- Egli per mezzo dei profeti mostra di essere estremamente libero dagli schemi del do-ut-des religioso. La prevalenza della misericordia del Dio “lento all’ira”, di colui che no gode della morte del peccatore, sempre pronto a soccorrere il suo popolo infedele che nella schivitù grida a lui… e insieme a tutto ciò un senso più profondo del sacrificio.
    Perchè se da parte dell’uomo è impossibile entrare nell’area sacra, ciò diventa possibile se è Dio stesso che lo chiama ad entrarvi. Ed è proprio quello che il Dio di Abramo mostra di volere. Mosè può avvicinarsi, senza calzari, al roveto ardente, può salire sul Sinai e parlare con Dio. Elia può vedere Dio , seppur di spalle. Giacobbe lotta con Dio e non muore. Davide può entrare nel tempio per mangiare i pani. Nei salmi Dio ribadisce che tutto è suo e che è da stupidi pensare che egli si sazia del sangue dei tori. “7Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. 8Allora ho detto: “Ecco, io vengo. Sul rotolo del libro di me è scritto,
    9che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero,
    la tua legge è nel profondo del mio cuore”.” (Sl, 40).
    “17Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode; 18poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. 19Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.” (Sl 50).
    E così il grande Isaia 58:
    Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. 4Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. 5È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica?
    Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno
    e giorno gradito al Signore?
    6Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? 7Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? 8Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. 9Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
    implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, 10se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
    la tua tenebra sarà come il meriggio.”

    Così lentamente l’etica sacrale dell’ebraismo diventa un’etica del cuore, della giustizia (il massimo epiteto per l’ebreo è essere tzadik, giusto), liberandosi da tutti quegli elementi di esteriorità formale, di ritualismo “commerciale”. Così lo stesso rito e la stessa liturgia tanto sono validi quanto esprimono la purezza del cuore, senza la quale sono inganno.
    Gesù riprende e realizza pienamente questo percorso, rendendo la sua persona la pietra della verità di ogni culto, angolare per alcuni, di scandalo per altri. Basta pensare ad alcuni suoi detti:
    “23Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” (Mt, 5)
    “5Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    7Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.” [Padre Nostro] 14Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
    16E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”
    “1In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. 2Ciò vedendo, i farisei gli dissero: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato”. 3Ed egli rispose: “Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? 4Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? 5O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? 6Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio. 7Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa. 8Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato”.”

  37. marcello sassoli scrive:

    Buon pellegrinaggio! A tutti voi un augurio sincero di un proficuo viaggio in Terrasanta!!!

  38. Marcello Teofilatto scrive:

    Questa, poi… “Territori sottoposti all’autorità palestinese”. Bisognerebbe chiamarli “territori occupati”, ma a volte, in sionisticamente corretto, li si chiamano solo “territori”, aggiungendo magari “contesi”. “Sottoposti…” è una novità di cui non si sentiva la mancanza. Comunque, buon viaggio.

  39. Gladiator scrive:

    Ragazzi , c’è qualcuno che , conoscendo bene le scritture , potrebbe spiegarmi perchè il Padre , tanto buono , tanto pedagogo nei confronti dell’uomo , chiede in offerta e accetta il sacrificio del Figlio unigenito ?
    Il sacrifico e la croce ? Sangue vero di un uomo e non quisquiglie simboliche .
    Cristo a chi viene offeto a satana oppure al Padre ?
    Perchè quando Cristo ha chiesto al Padre di essere risparmiato , il Padre ha girato la testa dall’altra parte ? Io vedo molto del ravasi pensiero in certe considerazioni .

  40. Gladiator scrive:

    “un cumulo di deduzioni semplicistiche e superficiali fondate sui pregiudizi della scuola ateo-razionalista “.

  41. Artefice1 scrive:

    Gladiator Scrive: February 25th, 2009 at 5:37 pm

    Gladiator…perché non ti vai a rivedere gli spunti che esistono?
    Poi CON-Sentendo, li Ri-SENTI, cogliendo l’UNICO ETERNO ED UNIVERSALE Sentimento VITALE che tali fatti Dimostrano Oggettivamente.

    Il Regno di Dio Padre Creatore Esiste oppure no?
    Sarebbe il Puro Sentimento?

    Gesù Spirando non dimostra forse l’Amore?
    Sarebbe l’Amore che Libera l’Umanità???
    Dunque sarebbe un sacrificio che Onora Chi ed in favore di chi???
    ecc….

  42. Vincenzo scrive:

    Buon Viaggio ad A.Tornielli… . Mi chiedevo, dopo aver conversato con una certa Persona, come mai, fra i tanti Edifici Cristiani(Chiese), oramai in disarmo per mancanza di Vocazioni, laggiù a Gerusalemme, ci sia un enorme Tempio Neo-Cat…tolico… zeppo di Sacerdoti e di Fedeli…? Ma, non basta, perchè,a quanto pare, sempre quell’Organizzazione Neo-…Ecclesiale, si accingerebbe a costruire colaggiù, un altro Tempio, ancora più faraonico… … . Mi chiedevo come mai… ma, poi, ho pensato che, se a qualcuno si lascia piena libertà e poi, anche, gli si consente di agire “in nome e per conto”, allora, reperire i “conquibus”… non è un’impresa complicata, soprattutto di questi tempi, dove, la insicurezza e il terrore per il futuro, fanno aprire le borse di tanti che, a certe esteriorità cerimoniali e rassicuratrici, si sentono attirati inarrestabilmente.
    Mah… sarà perchè sono vecchio, ma quasi quasi avrei paura che, fra Menhorà, Stelle,Triangoli e Compassi, la “mia” vecchia Chiesa Cattolica,stia rischiando di fare la fine del vaso di coccio… Ma so che Gesù, nonostante quello che può apparire alle nostre limitate intelligenze, non lascerà scomparire la “Sua” Chiesa; ergo, faccio quello che posso: prego.
    L.J.C.

  43. Vincenzo scrive:

    PS)
    Egregio nostro paziente “Ospite”, A.Tornielli, potrebbe, Lei che è “laggiù”… controllare direttamente, o informarsi tramite persone fidate(che non Le rifilino una falsa notizia…)se, “Oi Barbaroi”… hanno tolto dal loro Museo della Memoria, il pannello che avevano “dedicato” a PIO XII, nella Sala dei Cialtroni?
    Grazie (se potrà farlo, e Grazie, anche, se non Le sarà possibile).

  44. Signor Veneranda scrive:

    Ragazzi , c’è qualcuno che , conoscendo bene le scritture , potrebbe spiegarmi perchè il Padre , tanto buono , tanto pedagogo nei confronti dell’uomo , chiede in offerta e accetta il sacrificio del Figlio unigenito ?
    ——————————————————-

    Sarebbe riduttivo e completamente fuorviante pensare che l’offerta di se stesso al Padre PER AMORE NOSTRO, da parte di Cristo, sia una sorta di sacrificio pagano tipo “sangue per vita” di cui il Padre si debba saziare per perdonare l’uomo. No. Il cuore del sacrificio di Cristo è l’offerta LIBERA di se stesso al Padre per amore dell’uomo e per amore della volontà del Padre. Per amore dell’uomo perchè attraverso la sua sofferenza e la sua morte, Cristo distrugge nella sua carne la morte ed il peccato permettendo così che lo Spirito possa regnare nell’uomo.
    Per amore del Padre perchè attraverso la sua sofferenza e la sua morte Cristo si consegna al Padre confidando nel suo amore più potente della morte e del peccato dell’uomo e confessando che la volontà del Padre porta alla gloria e non alla distruzione. Dando così perfetta gloria a Dio.
    Senza questo amore, che ne costituisce la fonte e la motivazione, (misericordia voglio e non sacrificio)il sacrificio materiale della sua vita e l’offerta del suo sangue sarebbero un controsenso.

  45. ako scrive:

    Per Cherubino e S. Veneranda.
    Per gentilezza potreste dirmi, secondo ciò che pensate che dica la chiesa a riguardo, chi è il responsabile della sofferenza dell’uomo?
    Cioè, nel mondo, la malattia, il dolore, la sofferenza la manda Dio o no? E un bene o no?
    Se non volete rispondere in questo blog e c’è possibilità di conoscere in qualche modo la mia mail siete autorizzati a scrivermi lì.
    Ve ne sarei grato.

  46. Gladiator scrive:

    Discorso agli universitari romani 11 dicembre 2008

    La Lettera ai Romani – lo sanno bene alcuni dei docenti qui presenti – è senza dubbio uno dei testi
    più importanti della cultura di tutti i tempi. Ma essa è e rimane principalmente un messaggio vivo
    per la Chiesa viva, e come tale io la pongo questa sera nelle vostre mani. Possa questo scritto,
    scaturito dal cuore dell’Apostolo, diventare nutrimento sostanzioso per la vostra fede, portandovi a
    credere di più e meglio, ed anche a riflettere su voi stessi, per arrivare ad una fede “pensata” e, al
    tempo stesso, per vivere questa fede, mettendola in pratica secondo la verità del comandamento di
    Cristo. Solo così la fede che uno professa diventa “credibile” anche per gli altri, i quali restano
    conquistati dalla testimonianza eloquente dei fatti. Lasciate che Paolo parli a voi, docenti e studenti
    cristiani della Roma di oggi, e vi renda partecipi dell’esperienza da lui fatta in prima persona: che
    cioè il Vangelo di Gesù Cristo “è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rm 1,16).
    L’annuncio cristiano, che fu rivoluzionario nel contesto storico e culturale di Paolo, ebbe la forza di
    abbattere il “muro di separazione” che vi era tra Giudei e pagani (cfr Ef 2,14; Rm 10,12). Esso
    conserva una forza di novità sempre attuale, in grado di abbattere altri muri che tornano ad erigersi
    in ogni contesto e in ogni epoca. La sorgente di tale forza sta nello Spirito di Cristo, a cui Paolo
    consapevolmente si appella. Ai cristiani di Corinto egli dichiara di non contare, nella sua
    predicazione, “su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
    potenza” (1 Cor 2,4). E qual era il nocciolo del suo annuncio? Era la novità della salvezza portata
    da Cristo all’umanità: nella sua morte e risurrezione la salvezza è offerta a tutti gli uomini senza
    distinzione.
    Offerta, non imposta. La salvezza è un dono che chiede sempre di essere accolto personalmente. E’
    questo, cari giovani, il contenuto essenziale del Battesimo che quest’anno vi viene proposto quale
    Sacramento da riscoprire e, per alcuni di voi, da ricevere o da confermare con una scelta libera e
    consapevole. Proprio nella Lettera ai Romani, al capitolo 6°, si trova una geniale formulazione del
    significato del Battesimo cristiano. “Non sapete – scrive Paolo – che quanti siamo stati battezzati in
    Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte?” (Rm 6,3). Come ben potete intuire, è questa un’idea
    profondissima, che contiene tutta la teologia del mistero pasquale: la morte di Cristo, per la potenza
    di Dio, è fonte di vita, sorgente inesauribile di rinnovamento nello Spirito Santo. Essere “battezzati
    in Cristo” significa essere immersi spiritualmente in quella morte che è l’atto d’amore infinito e
    universale di Dio, capace di riscattare ogni persona e ogni creatura dalla schiavitù del peccato e
    della morte. San Paolo infatti così prosegue: “Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a
    lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così
    anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4).
    L’Apostolo, nella Lettera ai Romani, ci comunica tutta la sua gioia per questo mistero, quando
    scrive: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? … Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né
    angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra
    creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,35.38-
    39). E questo stesso amore è ciò in cui consiste la vita nuova del cristiano. Anche qui, san Paolo
    opera una sintesi impressionante, sempre frutto della sua esperienza personale: “Chi ama l’altro –
    egli scrive – ha adempiuto la Legge … pienezza della Legge infatti è la carità” (Rm 13,8.10).
    Ecco, cari amici, ciò che vi consegno questa sera. E’ un messaggio di fede, certo, ma è al tempo
    stesso una verità che illumina la mente, dilatandola secondo gli orizzonti di Dio; è una verità che
    orienta la vita reale, perché il Vangelo è la via per giungere alla pienezza della vita. Questa via l’ha
    già percorsa Gesù, anzi, la Via è Lui stesso, che dal Padre è venuto fino a noi perché noi potessimo
    per mezzo suo giungere al Padre. Questo è il mistero dell’Avvento e del Natale. La Vergine Maria e
    san Paolo vi aiutino ad adorarlo e a farlo vostro con profonda fede ed intima gioia. Grazie a voi tutti
    per la vostra presenza. In vista delle ormai prossime Feste Natalizie, formulo a ciascuno auguri
    cordiali, che estendo volentieri alle vostre famiglie e ai vostri cari. Buon Natale!

  47. Dodo scrive:

    Buon viaggio!

    E mi raccomando: ricopia bene le veline del Likud!

  48. Vincenzo scrive:

    @ako…provi a leggersi …di Paul Ricoeur “Il Male: Una sfida alla Filosofìa e alla Teologìa” Morcelliana, Brescia 1993; e, sullo stesso argomento, veda in”Gesù di Nazareth” di Giuseppe Ratzinger… Cardinale e Prefetto del… Sant’Uffizio… .

    PS)
    Non pretenda, però, di riuscire a “comprendere” (cioè, senza scomodare Artefice1), ad abbracciare tutte intere e completamente, certe “Verità”. Infatti, data la limitatezza della mente umana…e Lei dovrebbe essere un bipede di quel genere, l’incommensurabile non potrà mai essere “capìto”(dal Latino..Capere=prendere, contenere…), cioè, “contenuto”,in un contenitore limitato come la suddetta mente.
    Mi spiace, ma così è.
    Anche per Lei.

  49. Gladiator scrive:

    Ecco la legge universale, perchè la DESTRA si appella proprio a questa legge univevrsale , quando è destra veramente .

    http://www.zenit.org/article-16411?l=italian

  50. Gladiator scrive:

    La legge universale non è altro che l’ adeguazione della giustizia a una realtà geografica e socioculturale precisa .
    Prendiamo ad esempio la normativa sulla purificazione e sul lavarsi le mani fino ai gomiti prescritto nella legge prima di mangiare .
    In una società come quella mediorientale con scarsità di acqua , israele sarebbe scomparso mille volte a causa di epidemie .
    Giorni fa sentivo il prete in chiesa che dileggiava i farisei che allontanavano i lebbrosi fuori città , “li cacciavano invece di accoglierli “.
    Ma questo cretino si rendeva conto che c’era una legge divina da osservare e che non bisognava uccidere una intera città ?
    Cosa prescrivono le moderne profilassi di igiene scolastica e alimentare ?
    Cinque tomi non bastano a racchiudere tutte le leggi li scritte dalla comunita europea !!!!!
    Allora chi sono i veri farisei ? quelli o questi ? Il concetto della legge è semplice : si puo uccidere anche se non ti lavi le mani . Bisogna fare profilassi e chi non la fa , può diventare un assassino : 5° non ammazzare !

  51. Cherubino scrive:

    sig. Ako,
    per affrontare un tema come quello del male ci vorrebbe ben altro spazio. Tenga quindi conto della necessaria sintesi nel leggere questa risposta.
    Occorre prima di tutto intenderci sul significato della parola “male”. Essa coinvolge tutto ciò che intuitavamente ogni individuo percepisce come una lesione della propria persona, del proprio essere, e poi dell’essere in generale (propria specie biologica, proprio gruppo, estensioni del porprio essere nello spazio e nel tempo, quindi ambiente e memoria).
    Tale diminuzione dell’essere, per essere male, non va intesa come assoluta, ma come propria. Il cane non avverte come male l’essere cane e non aquila. Solo quando la relazione con l’aquila è per lui fonte di diminuzione dell’essere egli desidera essere “come” l’aquila, ossia avere attributi ulteriori alla sua natura di cane (ad es. saper volare). Non è quindi il limite in sè ad essere male, ma il limite che causa male. Essendoci anche un llimite che causa bene.
    Faccio questa precisazione per inserire un piccolo inciso: già nello stato beato primordiale l’uomo viveva una condizione di limite, ma questo era per lui fonte di felicità. Perchè era per lui il “luogo” (eistenziale) dell’essere amato come creatura prediletta del suo Creatore. Tenga presente questo più avanti. Il gioco del Maligno è quello di far percepire all’uomo ogni limite come male, insinuando in lui la diffidenza verso il Creatore, offuscando la precezione del limite-vita e generando la paura che il limite sia sempre male, diminuzione dell’essere fino al non-essere totale e definitivo, la morte.
    Il Maligno, come l’uomo, è stato dotato della qualità principale degli essere spirituali, la libertà del volere.
    L’effetto della sepazione da Dio è proprio ciò che l’uomo voleva evitare: il limite-luogo-del-dono smette di essere aperto al dono, è sottratto all’amore e diventa morte. Ciò genera rivalità tra gli uomini e quindi fratricidio.

    Di fronte a tale disastro Dio può intervenire “rifacendo” la creatura e togliendole una qualità essenziale, la sua libertà usata male, cioè prima di tutto contro di sè, in modo masochistico. Oppure riportando al non-essere ogni creatura separata, anche solo lasciando agire gli effetti di tale separazione, essendo Dio la fonte della vita.
    Invece Egli, che senza alcuna costrizione o bisogno aveva portato all’essere l’uomo, non rinuncia al suo progetto ma divinamente lo sottomette alla sua potestà, ponendo un male minore contro un male maggiore. Se infatti la natura umana è un coagulo di materia e di spirito, il male diminuzione dell’essere agisce in entrambi i livelli, ma non con gli stessi effetti. La morte corporale preoccupa meno Dio, in quanto essa non è un impedimento per Lui nel dare l’essere alla sua creatura. La vera morte è quella spirituale, è quella causata dalla contro-volontà dell’uomo, la chiusura al dono. Questa riesce a rendere definitiva sia la morte spirituale sia quella corporale.
    Allora Dio agisce ritornando alla radice della separazione, la diffidenza instillata dal Maligno. Non elimina ancora la morte fisica sia perchè il limite è connaturale all’uomo e la morte è solo la deviazione del limite dalla sua sede naturale, sia perchè senza di essa si radicalizzerebbe la separazione dell’uomo. Ma non può neanche lasciare che la morte resti ciò che è, puro annientamento. Deve fare in modo che il limite sia di nuovo il luogo dell’incontro, del dono. Egli decide quindi di “scendere” nella morte, di condividere la condizione dell’uomo, il suo limite. Quel limite che era stato la leva del Maligno, può tornare ad essere il luogo del dono solo mostrando all’uomo che Dio è disposto a condividerlo, a farsene carico, a fare “a cambio” con l’uomo. Se l’uomo aveva immaginato Dio come l’avversario che dà la morte, Dio cambia i ruoli e pone l’uomo nella condizione di essere l’avversario che dà la morte a Lui. E in questo ruolo l’uomo può guardarsi per ciò che è, “rientrare in se stesso”, accorgersi della insanità del suo odio e della sua diffidenza tendere la mano a quella dell’amico crocifisso con lui. Rendersi conto che Dio è questo amico e donargli il proprio limite perchè gli ritorni beneficato e risorto. Il battesimo (in greco vuol dire “immersione”) è esattamente il gesto con cui sacralizziamo il ritorno del nostro essere in quella comunione in cui il nostro limite è luogo-del-dono. Ogni atto direttamente o indirettamente battesimale ci permette di sperimentare l’azione di condivisione e resurrezione di Gesù, qui e oggi. Tra questi atti di disposizione battesimale ricordo:
    - la preghiera, in particolare a) la contemplazione della Croce, b) la meditazione della bibbia, c) l’invocazione del nome di Gesù, d) l’intercessione altrui;
    - la vita fraterna, quindi e) il consiglio spirituale di persona esperta, f) la condivisione nella comunità cristiana, g) le opere di carità (volontariato ecc.)
    - i sacramenti

  52. Marina scrive:

    Forse anche gli ebrei divrebbero fare un esame di coscienza e chiedere scusa per i crimini commessi.Altrimenti non si và da nessuna parte.Io cristiano mi devo pentire per quel che ho fatto contro gli innocenti ebrei.Ma anche gli ebrei devono chiedre scusa per quel che hanno fatto ai cristiani e ai musulmani.

    http://www.effedieffe.com/content/view/5824/152/

  53. elianna scrive:

    per Ako

    La realtà del male è molto semplice, ma bisogna avere la Fede per capirlo: esso fa parte della storia della Salvezza e del suo mistero oggetto della fede cristiana.
    Non si può capire l’esistenza del male se non si crede all’esistenza di Satana e degli angeli ribelli
    che sono stati precipitati nell’inferno all’inizio della creazione.
    Gesù dice: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10, 17-18).

    Il male ha origine da Satana con la sua ribellione a Dio, prima della creazione dell’uomo: per lui è stato creato l’inferno, luogo di ogni male e tormento eterno, dove dimorano tutti i demoni e le anime dei dannati, che sono finiti lì per aver rifiutato fino all’ultimo istante la Grazia di Dio in Gesù Cristo Salvatore.
    “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
    (Mt 25, 41)
    ——————————

    Il male è entrato nel mondo col peccato di Adamo ed Eva, ispirato a loro da Satana in persona.
    Ogni male all’uomo e alla natura, la morte in primis, provengono dal peccato originale, con tutte le ferite
    materiali e morali ad esso conseguenti.
    Il male continua ad agire negli uomini quando peccano
    e nelle malattie, nelle sofferenze fisiche e morali, nella morte, nei disastri naturali, essendo tutta la natura ferita insieme con noi da quella colpa d’origine.

    Se neghiamo la realtà del peccato originale e la realtà dell’inferno come regno di Satana,
    crolla tutta la dottrina cristiana, e la Fede in Gesù Cristo venuto a salvarci dalla perdizione
    eterna: la Salvezza operata con la Sua Croce, il cui Sacrificio si ripete in ogni S. Messa, non avrebbe senso.

    Infine tenga presente la considerazione
    fatta da S. Paolo e condivisa da tutti gli uomini:
    «C’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio»
    (Lettera ai Romani 7, 18-19).

    Le consiglio, per capire l’insegnamento perenne della Chiesa, di leggere e riflettere sulla catechesi del Papa:

    “La fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c’è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono…”

    “Questa contraddizione interiore del nostro essere
    [osservata da S. Paolo] non è una teoria. Ognuno di noi la prova ogni giorno. E soprattutto vediamo sempre intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà. Basta pensare alle notizie quotidiane su ingiustizie, violenza, menzogna, lussuria.
    Ogni giorno lo vediamo: è un fatto.
    Come conseguenza di questo potere del male nelle nostre anime, si è sviluppato nella storia un fiume sporco, che avvelena la geografia della storia umana.
    Il grande pensatore francese Blaise Pascal ha parlato di una «seconda natura», che si sovrappone alla nostra natura originaria, buona.
    Questa “seconda natura” fa apparire il male come normale per l’uomo…”

    http://www.magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2008/12/la-fede-ci-dice-che-non-ci-sono-due.html

  54. Gladiator scrive:

    Signor Ako , da una sola cosa la metto in guardia ;stia molto attento alla condivisione fraterna in una comunità cristiana . Io l’ho avvisata .
    Almenochè non decide di diventare un religioso con i voti ! basta la codivisone nella sua familgia ( prossimo) , il resto è letteratura buonista .

  55. Quixote scrive:

    Ako mi perdoni se mi intrometto brevemente nella sua conversazione con Cherubino e S.Veneranda. Non sono un teologo e nemmeno un religioso quindi non possiedo titoli che diano autorevolezza alle mie opinioni. Un titolo però lo possiedo: sono vissuto a lungo e mi sono interrogato sulla questione del male. Mi colpiva in particolare il dolore degli innocenti, quello che entra nella vita di bambini anche piccolissimi, trasformando la stagione dell’ingenuità e della fiducia in un lungo calvario di dolore. Ho letto, ho cercato spiegazioni e poi sono tornato, come spesso mi è capitato anche per altri argomenti, al testo fondamentale, che contiene quasi sempre le risposte cercate inutilmente altrove, il santo Vangelo. Il Signore non ha cercato di giustificare il male con molte inutili parole, e in ciò mi è sembrato di scorgere un suggerimento ad accettare l’esistenza di verità che la nostra mente non è in grado di accogliere e per le quali non possediamo nemmeno un linguaggio adeguato. In almeno due momenti si è però espresso con chiarezza dandoci qualche strumento utile a convivere col dolore: all’inizio della passione, quando pregando chiede al Padre, se possibile, di allontanare il calice che gli si stava preparando, ma pronto ad accettarne la volontà, anche contro la propria, con un’adesione completa e nel discorso della montagna quando, elencando le beatitudini, afferma incredibilmente “Beati coloro che piangono perché saranno consolati”. Cosa si può concludere se non che il dolore, avendo un valore intrinseco tale da meritare una ricompensa, deve essere accettato di buon grado anche se va oltre la nostra comprensione. Capisco come queste spiegazioni possano non essere pienamente soddisfacenti per la nostra mente, che vorrebbe conoscere il motivo di ogni cosa, ma sarebbe paradossale se, in una rivelazione divina, tutto potesse essere spiegato e razionalizzato, con la pretesa di portare il divino interamente al nostro livello. Inoltre, col passare degli anni, ho anche capito quanto sia illusoria la nostra conoscenza del mondo materiale, quello di cui abbiamo direttamente esperienza, e come, in realtà, il mistero ci sommerga da ogni direzione. In questi giorni, Dante (non l’Alighieri ma un blogger che gira da queste parti) condividendo un mio pensiero, mi ha ricordato l’aneddoto del vecchio greco che morente affermò: “Io so … di non sapere”, che riassume esaurientemente la consapevolezza del destino riservato al nostro illimitato desiderio di conoscenza.

  56. Quixote scrive:

    Onofrio, senza offesa, dove la nostra cultura, senza cristianesimo, come qualsiasi altra cultura, riesce ad affrontare i problemi esistenziali dell’uomo in maniera anche parzialmente soddisfacente? La cultura cristiana ha avuto successo proprio innestandosi sulle nostre radici greche e romane e divenendo essa stessa radice della nostra successiva cultura. Ciò che si trova nella predicazione di Cristo è molto spesso in aperto contrasto con la cultura che lei definisce mediorientale (voleva forse dire ebraica?) dell’epoca, anch’essa (monoteismo) già in aperto contrasto con le altre culture circostanti (politeismo, idolatria, ecc.). Leggendone la storia sembra di assistere ad un continuo miracolo, tanti e tali sono gli avvenimenti improbabili che si verificano. Un popolo insignificante, se paragonato agli imperi che si sono succeduti nell’area, sviluppa una fede assolutamente originale, che rifiuta tutte le divinità precedenti anche a costo della vita, dicendosi vincolato ad una promessa di Dio. Per secoli, il succedersi di oracoli, di cui viene tramandata memoria scritta, narra di un regno che, traendo origine da Israele, si diffonderà ovunque. Nei tempi profetizzati nasce e si rivela un redentore dalle caratteristiche inattese che, contrapponendosi al potere religioso, viene condannato a morte. La storia sembrerebbe doversi così concludere, come tante altre volte, invece il piccolo nucleo di seguaci di quell’uomo, tra l’altro appartenenti alle classi più povere e meno colte, a rischio della vita, che sono comunque destinati ad immolare, inizia a diffondere il messaggio ricevuto ottenendo un successo incredibile. Già questo dovrebbe far riflettere, indipendentemente dal contenuto del messaggio, per il semplice fatto che questo sia stato accolto dagli individui che, in quelle culture a cui lei fa riferimento (greca e romana), stavano vivendo la loro quotidianità. Com’è pensabile che culture già perfette fossero tanto facilmente permeabili ad una cultura d’importazione, opprimente e schiavizzante come lei considera il cristianesimo? Forse basta dare un’occhiata al contenuto del messaggio, particolarmente se confrontato alla barbarie alimentata proprio dalle culture dell’epoca, per rendersi conto dell’enorme valore della predicazione di Cristo, messaggio che in duemila anni non ha ancora perso nulla della sua freschezza e vitalità.

  57. Cherubino scrive:

    sono in parte d’accordo con Quixote, ma ritengo insoddisfacente la risposta da lui data, seppure “classica”. Essa è l’unica risposta umana possibile, ma non è ancora illuminata dalla Buona Notizia. Infatti quegli argomenti sono già presenti nell’Antico Testamento, anzi sono da esso già superati. Quello della incomprensibilità del disegno divino e quindi dell’umiltà della mente è già tutto presente nel libro di Giobbe e nel Qoelet. Così la speranza della ricompensa ultraterrena è già nei Salmi e nel libro dei Maccabei (si veda il mirabile racconto del martirio dei sette fratelli e della loro madre).
    Questa posizione pre-pasquale è chiara nella posizione di Marta, sorella del defunto Lazzaro. Ma non basta. Dal cuore dell’uomo sorge quella più schietta di Maria: “se tu fossi stato qui…”.
    Ed proprio a questa voce più profonda che Dio vuole dare risposta. E Gesù non dice “un giorno risorgerà”, ma ora, qui potete sperimentare la forza della resurrezione. Per piccoli passi, per morti parziali (in fondo anche Lazzaro tornò a morire). Ma in questa immersione nella potenza salvifica attuale e non solo futura sta l’esperienza pasquale. Esperienza che non è solo lavacro dal peccato, ma sconfitta della morte stessa.
    E alla radice di questa salvezza sta l’esperienza dello “scambio”. Si deve notare che nel Vangelo di Giovanni la decisione dei sacerdoti di uccidere Gesù è diretta conseguenza della resurrezione di Lazzaro. La buona notizia non è nella resurrezione, ma nel fatto che Gesù prende il posto di Lazzaro. “Paga” (all’egoismo umano e non certo al Padre) il riscatto dell’amico. E questa libertà dalla paura della morte, libertà di perdersi per amore, diventa allora il dono e il miracolo più grande. Egli, dice S. Paolo, si è fatto povero per fare noi ricchi della sua povertà. E’ fondamentale fare esperienza ora di questo intervento di Dio nella nostra vita. Altrimenti la fede resta l’adesione intellettuale e morale a “verità” che non consolano e non infondono il coraggio del martirio. Occorre l’esperienza della resurrezione che viene a noi nella manifestazione dello Spirito Santo. Occorre sentire, come i discepoli ad Emmaus, ardere il cuore mentre lui ci parla, oggi nella nostra personale esistenza e riconoscerlo (non solo pensarlo) nello spezzare il Pane eucaristico. Finchè riteniamo di essere noi a cercare lui e non ricordiamo (“riportiamo al cuore” secondo l’etimologia) i precisi eventi con cui egli ci ha cercato e ci ha parlato strappandoci da morte certa… la nostra fede non è ancora battesimale. Quando S. Paolo dice che Egli ci ha amati quando eravamo ancora peccatori (Rm 5,8) non lo dice solo in senso collettivo, ma soprattutto individuale. Infatti lui stesso più volte racconta quel preciso giorno in cui Gesù lo ha strappato dalla buio riportandolo alla luce.
    Per finire potemmo guardare alla vita dei santi, che è bene ricordare come fossero semplici uomini e donne come ognuno di noi. Non vi è uno di loro che non riporta all’esperienza diretta di Dio l’origine della propria fede e del proprio amore. Quando la Chiesa li ha canonizzati non era principalmente per riconoscerne il merito, ma per offrirci un modello di cammino da seguire.

  58. Artefice1 scrive:

    ako Scrive: February 25th, 2009 at 11:22 pm

    Caro Ako……..mi meravigli, come avessi detto che non ti Riconosci.
    Non hai ancora capito il Fatto??? (Intendo il tuo)
    Quando scegli, abbandoni tutto il resto PER quella tua scelta???
    Potremmo dire che quella scelta sarebbe il Tuo MONDO?(Puro Immacolato insomma)

    Aggiungeremmo che il Ri-Pensamento sarebbe l’Origine del Dolore???
    Che centra il Creatore?
    Sai che avresti azzerato la tua Liberà significando quell’ Ipotesi che avresti Ritenuta….!!!

    Pensi che possa sussistere lo stesso Dolore, nel caso quel Ri-Pensamento non ci fosse?

    Caro Vincenzo…..nessun disturbo, anzi CON Piacere.
    Ti prego di CON-Siderarmi Normale.
    Identico Insomma, visto che l’Uguale non basta.

  59. fedenrico scrive:

    Caro Ako,

    voglio proporti l’esempio di Daniela, una ragazza del ’62 che ha vissuto in un comune a pochi chilometri dal mio.

    Fin dalla nascita ha dovuto convivere con una impietosa malattia, l’epidermolisi bollosa distrofica, che la costringeva a quotidiane, lunghe e dolorose medicazioni.
    Ha studiato; ha conseguito il diploma magistrale. E’ stata attiva nel gruppo giovanile parrocchiale.
    Nel novembre del 1984, Famiglia Cristiana pubblica un suo appello contro l’eutanasia. Eccone un sunto:

    “Io vorrei urlare a tutti che la vita di ogni creatura è sacra e bella… Ho una malattia della pelle che mi procura piaghe in tutto il corpo, ho perso i capelli, le unghie di mani e piedi, le mie dita sono chiuse a pugno, ho dovuto farmi estrarre tutti i denti e da sei mesi mi sottopongo, quattro volte al giorno, a dialisi peritoneale… Non è semplice trascorrere ventidue anni sulla croce, ma credo in Dio, lo amo intensamente e lo ringrazio per avermi donato la vita, perché ogni giorno che mi regala è un’occasione in più che ho per amarLo e servirLo.”

    Nel marzo dell’86 scrive:
    “Nel dolore avviene quell’unione particolare tra terra e cielo in cui l’uomo partecipa al patire di Cristo e con Lui compie la redenzione dell’umanità”.

    Il 13 aprile, prima di entrare in coma:
    “Grazie, grazie di tutto”.

    Il giorno dopo ha un breve risveglio, sorride, e lascia questa vita.

  60. don stefano bellunato scrive:

    Bell´anima questa Daniela.
    Per Ako, se mastica un po di latino mi permetta di consigliarle la lettura (con molta pazienza) del trattato “De malo” scritto da S.Tommaso e di solito raccolto nelle “Queastiones disputatae”. E´illuminante e taglia la testa a qualsiasi obiezione, sempreché sia ben compreso.

    Nel frattempo lascerei stare i cani che desiderano diventare aquile, nonché i linguaggi che rimangono nella stratosfere essenzialiste. Sono linguaggi assai poetici, ma mi ricordano un certo filosofo che diceva che “tutti i poeti sono mentitori, poiché rispondono falsamente a problemi veri” (Aristotele, inizio Metafisica credo…o Cosmologia…).

    In sintesi peró caro Ako, (molto approssimativa, poiché non pretendo di far meglio di San Tommaso e del Concilio di Trento) il male:

    1. In se stesso é una mancanza di essere che dovrebbe esistere. es. E´male per un uomo non avere la vista, ma non per la pietra, poiché la sua natura non lo richiede; lei ha mai sentito una pietra lamentarsi di non poter vedere il Grande Fratello? o un cane di non avere la vista di un´aquila? Io ancora no.;
    2. deve essere distinto in fisico e morale, cioé quello dovuto all´infermitá della natura (es. malattia e morte) deve essere distinto da quello dovuto all´abuso della volontá (es. peccato degli angeli, il mio, il suo, le camere a gas ecc.). Quello morale Iddio non lo vuole “ullo modo”, ma solo lo permette, perché la sua saggezza e la sua potenza sono tali che ne tirerá fuori un piú gran bene. Es. Iddio non vuole l´uccisione di nessun innocente. Quello fisico Iddio lo vuole invece come castigo del peccato, come ha ben spiegato Elianna, ma lo vuole come un Padre che punisce i suoi Figli, cioé anche in questo caso per amore di giustizia e per far crescere i propri figli, come bene illustra l´esempio di Fedenrico e tutte le vite dei Santi. In realtá quello che manca all´uomo per la comprensione del male fisico é spesso la coscienza della gravitá del peccato, cioé del male morale. Il peccato é offesa fatta a un Dio infinito. Esso perció, anche quando in se stesso riguarda una cosa di poco conto, chessó rubare una mela, avrá comunque una certa infinitá, poiché infrange un ordine creato da un Dio infinitamente buono. La pessima percezione della gravitá dei nostri peccati, che si affina sempre piú mano a mano che ci si avvicina a Dio é il grande ostacolo allla comprensiuone del male: “Ma che male sará mai?” dice infatti spesso la notra coscienza appena magari insulta il prossimo o manca alla giustizia verso il proprio dovere di stato. E converso per i Santi anche le piú leggere manchevolezze diventano causa di sincera e intensa contrizione. Si dice infatti che SAn Pietro abbia pianto tutta la vita il proprio tradimento, o che San Luigi Gonzaga abbia confessato per tutta la sua seppur corta vita due peccati veniali, che a noi fan ridere (uno era una parolaccia udita da un soldato e ripetuta allétá di sei sette anni), ma che a lui erano causa di pianti continui in confessionale e dopo.
    Unico specchio o immagine utile a farci comprendere meglio la gravitá del peccato, male morale, é per noi appunto… il male fisico. Come il bimbo che non capisce di aver appena rischiato di far saltare in aria la casa per aver aperto il gas per gioco ed essersi messo a giocare coi solfanelli, e come il buon padre che gli dá uno scapaccione per fargli intuire un po´il dolore che il suo gesto avrebbe provocato se non arrestato in tempo, cosí Dio per amore ha riempito innanzitutto di scapaccioni suo Figlio, perché noi potessimo capire un po´la gravitá dei nostri peccati nelle sue piaghe, e siccome neanche questo basta a farci inginocchiare in un confessionale e a chiedere perdono, ecco che a volte egli ci prende a scapaccioni personalmente. MA siccome anche questo a volte non funziona e il Buon Padre sa che la nostra miseria e il nostro orgoglio ci farebbero rifiutare anche la piú giusta delle punizioni, ecco che il Buon Padre punisce ALTRI per i nostri peccati. Si, egli si SCEGLIE LE SUE VITTIME si associa degli innocenti, ma di buon cuore e di buona volontá e che saprá ricompensare IL CENTUPLO, per convertire i cuori dei piú duri. L´esempio di Fedenrico é illuminante. Questa ragazza sará stata anche colma di mali fisici, un po´come il Santo Giobbe, peró era ricolma di beni a noi invisibili, ma ben piú profondi e duraturi che … partecipare a Miss Italia o al Grande Fratello. Lo stesso si puó facilmente vedere in tantissime vitre dei Santi come i fanciulli di Fatima, che in tenerissima etá si imposero mortificazioni che la stessa Santa Vergine dovette moderare. Oppure Padre Pio, San Francesco, le lacrime di Sant´Ignazio ecc. sono altrettanti esempi che ben illustrano questa realtá. Certo, ha ragione Elianna, anche se i filosofi si sono sempre posti il problema del male, e le loro risposte non sono da disdegnare, la risposta completa la da solo il lume piú alto della fede.

    “Ubi crux, ibi pax”

    Ossequi, caro Ako, e parimenti a tutti i blogger, nonché al nostro paziente ospite.

  61. Cherubino scrive:

    caro Ako, le consiglio di lasciar perdere il linguaggio della filosofia e leggere la bibbia. In versione CEI possibilmente. Quanto a quanto le ho detto, quei discorsi li capivano anni fa ragazzi dei vicoli di Napoli e quindi non vedo perchè non li possa capire anche lei. Senza nulla togliere a S. Tommaso che parlava in modo eccellente ai teologi e ai papi del suo tempo, forse il linguaggio dell’esistenza e dell’esperienza è quello più adatto all’annuncio della Buona Notizia di Gesù morto per condividere la nostra condizione. Di questo, prima che del De Malo (che pure ho letto, ma molti anni dopo aver creduto nel Vangelo) ha bisogno l’uomo.
    E se proprio vuole leggere S. Tommaso cominci pure dal commento al Cantico dei Cantici… l’opera che più egli amava. Ma soprattutto legga la bibbia, preghi la bibbia. Essa è stata scritta -anzi prima annunciata e raccontata- in gran parte non per dottori, ma l’uomo comune, magari analfabeta, ma in grado di credere e di affidarsi al Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, al Dio Padre nostro che Gesù dice “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt 11)
    Comunque, per inciso, se proprio vuole il parere di un sacerdote le consiglio (a parte le encicliche degli ultimi papi, ad es. Dives in misericordia di GPII) di leggere qualcosa del card. Martini, del padre Fausti, di mons. Ravasi, di p. Raniero Cantalamessa (ad esempio il sempre ottimo “La vita nella signoria di Cristo” fuori commercio). Comunque una esposizione dettagliata di quanto le ho detto la trova in p. Spicacci Virginio S.I., La buona notizia di Gesù. Un saggio di primo annuncio, ed. Monti.

  62. Cherubino scrive:

    don Bellunato sbaglia profondamente quando dice che Dio ha preso a scapaccioni suo Figlio per farci capire ecc. ecc.
    Questa visione è contraria alla rivelazione, grossolana dal punto di vista dottrinale ed errata.

  63. L'Enigmista scrive:

    Tutta questa ansia di suggerimenti da offrire al Sig. Ako mi hanno messo una sana voglia di protagonismo. Voglia quindi accettare da me il Sig. Ako, il suggerimento di leggere il Cantico delle creature (che per l’occhio attento in una sua parte finale fa riferimento ai Novissimi, tanto cari a certo pubblico).
    Lettura edificante, ricordando che Dio vuol essere amato più che temuto (l’amore allontana il timore, dove v’è amore non v’è timore; se il figliol prodigo avesse temuto, non sarebbe tornato dal Padre), e che ama più la misericordia che il sacrificio, che mai nessuno l’ha visto in volto (ma possiamo riconoscerlo nel volto dell’uomo, del fratello).
    Tenendo pure a mente che il Serafico Santo diceva: Dio è Amore e dal nostro disamore nasce l’ignoranza.
    Aggiungo in ultimo di mio: non si interroghi sul male, ma mediti e compia il bene, solo cosi facendo eviterà il male.

    Cantico delle Creature
    Altissimu, onnipotente, bon Signore,
    tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
    Ad te solo, Altissimo, se konfano,
    et nullu homo ène dignu te mentovare.
    Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
    spetialmente messor lo frate sole,
    lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.
    Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
    de te, Altissimo, porta significatione.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
    in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
    et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
    per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
    la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
    per lo quale ennallumini la nocte:
    ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
    la quale ne sustenta et governa,
    et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
    Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
    et sostengo infirmitate et tribulatione.
    Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
    ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente pò skappare:
    guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
    ka la morte secunda no ‘l farrà male.
    Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
    e serviateli cum grande humilitate.

  64. Luisa scrive:

    Cherubino, sarà un giorno possibile che lei dia la sua opinione senza sminuire quella degli altri quando è diversa dalla sua ?
    Si rende conto che le risulta difficile se non impossibile esprimere il suo pensiero senza mettere in preambolo un giudizio negativo sulle opinioni espresse da chi l`ha preceduta, al minimo la loro interpretazione è insoddisfacente, non è sufficiente quando non è totalmente errata, gli altri si sbagliano profondamente, anche in modo grossolano, commettono errori, dicono falsità.
    Insomma il suo giudizio è forse infallibile, è forse aureolato dal marchio della qualità indiscutibile e assoluta?
    Si sente così investito dal suo ruolo=missione di sentinella della retta interpretazione?
    Mah, non capisco questo bisogno di sminuire gli altri, lo capisco ancor meno perchè lei non manca di argomenti di un certo spessore, li esponga dunque poi chi li legge si farà la sua opinione, li metterà a confronto con gli altri avvisi e forse può anche succedere che non siano d`accordo cone lei ma condividano il pensiero che lei giudica errato.
    Mah, comunque suggerisco a ako di leggere, se non sprofonda sotto tutti questi riferimenti, il testo dell`udienza del Santo Padre del 3 dicembre scorso che Elianna, con la quale una volta ancora mi trovo in perfetto accordo, ha già messo in link.

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20081203_it.html

  65. Cherubino scrive:

    Luisa si sbaglia, ha iniziato don Bellunato a squalificare la mia risposta. E poi il fatto di essere un sacerdote, anche se sospeso, non lo mette al riparo dalla correzione. Esponga la buona dottrina, annunci il Vangelo e nessuno avrà da ridire.

  66. Luisa scrive:

    CVD…Luisa si sbaglia… ;)

    Cherubino, ho molta stima e rispetto per la sua preparazione e le sue conoscenze, allora mi permetto solo un piccolo sorriso, un attimo di leggerezza che non viene a scalfire la mia considerazione!

  67. bruno volpe scrive:

    segnalo interessanti interviste albano e padre sorge su http://www.pontifex.roma.it saluti bv

  68. Cherubino scrive:

    Luisa, a me veramente il suo modo di falsificare la comunicazione non fa ridere per niente. Molte volte lei ha fatto questo gioco: evidenzia la mia reazione staccandola dal contesto , ossia dalla provocazione che l’ha preceduta. Gliela ricordo. dopo il mio pacifico intervento in risposta ad Ako, il mistico don Bellunato ha detto, con riferimento diretto al mio post e con tanta carità cristiana: “Nel frattempo lascerei stare i cani che desiderano diventare aquile, nonché i linguaggi che rimangono nella stratosfere essenzialiste. Sono linguaggi assai poetici, ma mi ricordano un certo filosofo che diceva che “tutti i poeti sono mentitori, poiché rispondono falsamente a problemi veri””. In sostanza mi ha dato del mentitore. Per di più sparando poi errori dottrinali grandi come un palazzo.
    La mia reazione, in proporzione, è stata pacifica. Comunque mi importa poco degli sberleffi di don Bellunato e delle sue risate. Il seme del kerygma che indegnamente ho annunciato è la mia unica ricompensa e il suo frutto è nelle mani di Colui che, come dicevo, mi ha cercato per primo, mi ha raccolto e mi si è manifestato con il suo Cuore squarciato, e dalla cui pienezza ho ricevuto “grazia su grazia” (Gv. 1, 16)

  69. Signor Veneranda scrive:

    Per gentilezza potreste dirmi, secondo ciò che pensate che dica la chiesa a riguardo, chi è il responsabile della sofferenza dell’uomo?
    Cioè, nel mondo, la malattia, il dolore, la sofferenza la manda Dio o no? E un bene o no?
    ——————————————————–
    Ti dico ciò che penso, fuori dai denti. Spero che sia ciò che pensa la Chiesa. Ci sono alcune cose che riteniamo un male perchè ci privano momentaneamente di un bene. Mi riferisco in primo luogo a tutte quelle cose naturali che sono i terremoti, le eruzioni vulcaniche, le inondazioni ecc. Sono voluti da Dio con tutte le loro conseguenze. Sono voluti per un bene superiore al bene che ci viene tolto e in questo bene includo il nostro bene personale e quello di tutte le creature. Il fatto che sono voluti da Dio non implica che l’uomo non possa con l’intelletto donatogli da Dio fare tutto quello che è nele sue possibilità per prevederli, controllarli, mitigarne i danni.
    Quanto detto vale anche per le malattie, l’invecchiamento, la morte. Per quanto riguarda invece i mali e le sofferenze procurate agli uomini dagli uomini, Dio le permette per due motivi : per rispattare la libertà dell’uomo e perchè è così potente da saper trasformare un evidente male in un bene (vedi la storia di Giuseppe ma anche e soprattutto quella di Gesù Cristo).

  70. Cherubino scrive:

    mi sembra utile riportare un insegnamento di Ratzinger (2001):

    ” La prima tappa deve essere una questione preliminare alla comprensione essenziale del termine sacrificio. Si considera comunemente il sacrificio come la distruzione di una realtà preziosa agli occhi dell’uomo; distruggendola, egli vuole consacrare questa realtà a Dio, riconoscere la sua sovranità. Tuttavia, una distruzione non onora Dio. Ecatombi di animali o di qualsiasi cosa non possono onorare Dio. “Se avessi fame, a te non lo direi, mio è il mondo e quanto contiene. Mangerò forse la carne dei tori, berrò forse il sangue dei capri? Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli nell’Altissimo i tuoi voti” — dice Dio a Israele nel salmo 50 (49), 12-14.
    In che cosa consiste allora il sacrificio? Non nella distruzione, ma nella trasformazione dell’uomo. Nel fatto che diventa lui stesso conforme a Dio, e diventa conforme a Dio quando diventa amore. “È per questo che il vero sacrificio è qualsiasi opera che ci permette di unirci a Dio in una santa comunità”, dice a proposito Agostino. A partire da questa chiave neotestamentaria, Agostino interpreta i sacrifici veterotestamentari come simboli che significano questo sacrificio propriamente detto, e per questo, dice, che il culto doveva essere trasformato, il segno doveva scomparire in favore della realtà: “Tutte le prescrizioni divine della Scrittura concernenti i sacrifici del tabernacolo o del tempio, sono delle figure che si riferiscono all’amore di Dio e del prossimo” (La Città di Dio, X, 5).
    Ma Agostino sa anche che l’amore diventa vero solo quando conduce l’uomo a Dio e così lo indirizza verso il suo vero fine; solo qui si può verificare l’unità degli uomini tra loro. Così il concetto di sacrificio rinvia alla comunità e la prima definizione tentata da Agostino si trova, a partire da questo momento, ampliata dal seguente enunciato: “Tutta la comunità umana riscattata, cioè l’unione e la comunità dei santi è offerta a Dio in sacrificio dal Gran Sacerdote che si è offerto lui stesso” (ibid. X, 6). E più semplicemente ancora: “Tale è il sacrificio dei cristiani: la moltitudine, un solo corpo nel Cristo” (ibid. X, 6).
    Il “sacrificio” consiste dunque —diciamolo ancora una volta — nella conformazione dell’uomo a Dio nella sua theiosis, direbbero i Padri. Consiste, per esprimersi in termini moderni, nell’abolizione delle differenze, nell’unione tra Dio e l’uomo, tra Dio e la creazione: “Dio tutto in tutti” (1 Cor 15, 28). Ma come ha luogo questo processo che fa sì che diventiamo amore e un solo corpo con il Cristo, che noi diventiamo una sola cosa con Dio, come avviene questa abolizione della differenza? Prima di tutto esiste a questo proposito una netta frontiera tra le religioni fondate sulla fede di Abramo da una parte e dall’altra parte le altre forme di religione come le troviamo in particolare in Asia, ma anche — probabilmente sulla base di tradizioni asiatiche – nel neo-platonismo di impronta plotiniana.
    Là l’unione significa liberazione dalla finitezza che si svela infine come apparenza, abolizione dell’io nell’oceano del tutto che, di fronte al nostro mondo di apparenze, e il nulla, tuttavia in verità è il solo vero essere. Nella fede cristiana, che dà compimento alla fede dl Abramo, l’unità è vista in modo completamente diverso: è l’unità dell’amore, nella quale le differenze non sono abolite, ma si trasformano nell’unità superiore degli amanti, quale si trova, come in archetipo, nell’unità trinitaria di Dio. Mentre, per esempio, presso Plotino, il finito è decadenza in rapporto all’unità ed è per così dire il livello del peccato e in quanto tale e al tempo stesso il livello di ogni male, la fede cristiana non vede il finito come una negazione, ma come una creazione, come il frutto di un volere divino, che crea un partner libero, una creatura che non deve essere abolita, ma deve essere compiuta e inserirsi nell’atto libero dell’amore.
    La differenza non è abolita, ma diventa la modalità di una superiore unità. Questa filosofia della libertà, che è alla base della fede cristiana e la differenzia dalle religioni asiatiche, include la possibilità della negazione. Il male non è una semplice decadenza dell’essere, ma la conseguenza di una libertà male utilizzata. Il cammino dell’unità, il cammino dell’amore, è perciò un cammino di conversione, un cammino di purificazione, prende la figura della croce, passa attraverso il mistero pasquale, attraverso la morte e la Resurrezione. Ha bisogno di un Mediatore che nella Sua morte e nella Sua Resurrezione diventa per noi la via, ci attira tutti a lui (Gv 12, 32) e ci esaudisce.
    Gettiamo un colpo d’occhio addietro.
    Nella sua definizione: sacrificio eguale amore, Agostino si appoggia con ragione sul termine presente sotto diverse varianti nell’Antico e nel Nuovo Testamento che egli cita secondo Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (6, 6; 5. Agostino, La città di Dio, X, 5). Ma questa affermazione non mette semplicemente una opposizione tra ethos e culto — in questo caso il cristianesimo si ridurrebbe a un moralismo —, rinvia a un processo che è più che la morale, a un processo di cui Dio prende l’iniziativa. Lui solo può avviare nell’uomo il cammino verso l’amore.
    È solo l’amore con cui Dio ama che fa crescere l’amore verso di Lui. Questo fatto di essere amato avvia un processo di purificazione e di trasformazione, nel quale noi non siamo solo aperti a Dio, ma uniti gli uni agli altri. L’iniziativa di Dio ha un nome: Gesù Cristo — il Dio che si è fatto Lui stesso uomo e si dona a noi. Ecco perché Agostino può sintetizzare tutto questo dicendo “Tale è il sacrificio dei cristiani: la moltitudine è un solo corpo nel Cristo. La Chiesa celebra questo mistero con il sacrificio dell’altare, ben conosciuto dai credenti, perché in questo le è mostrato che nelle cose che essa offre, essa stessa è offerta” (ibid. X, 6). [...]

    Infine vorrei segnalare molto brevemente una terza via secondo la quale è progressivamente diventato più chiaro il passaggio dal culto di sostituzione, quello della immolazione di animali, al vero sacrificio — alla comunione, alla offerta del Cristo. Presso i profeti pre-esilici c’era stata contro il culto del tempio una critica estremamente dura, che Stefano, con stupito terrore dei dottori e dei sacerdoti del tempio, riprese nel suo grande discorso. segnatamente questo versetto di Amos: “Mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant’anni nel deserto, o casa di Israele? Avete preso con voi la tenda di Moloc e la stella del dio Refan, simulacri che vi siete fabbricati per adorarli” (5,25, At 7,42).
    La critica dei profeti fu il presupposto interno che per mise ad Israele di attraversare la prova della distruzione del tempio, dell’epoca senza culto. Allora ci si trovò nella necessità di mettere in luce in modo più profondo e nuovo che cosa è il culto, l’espiazione, il sacrificio. Al tempo della dittatura ellenistica, in cui Israele fu di nuovo senza tempio e senza sacrificio, il libro di Daniele ci ha trasmesso questa preghiera: “Ora, Signore, noi siamo diventati più piccoli dl qualunque altra nazione.., ora non abbiamo più né principe, né capo, né profeta, né olocausto, né oblazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e trovare misericordia. Potessimo essere accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocausti dl montoni e di tori, come migliaia di grassi agnelli. Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a Te e ti sia gradito, perché non c’è delusione per coloro che confidano in te. Ora ti seguiamo con tutto i! cuore, ti temiamo e cerchiamo il Tuo volto” (Dn, 37-41).
    Così lentamente maturò la scoperta che la preghiera, la parola, l’uomo che prega e diviene lui stesso parola è il vero sacrificio. A questo proposito la lotta di Israele poté entrare in fecondo contatto con la ricerca del mondo ellenistico: anche esso cercava il ripiego per uscire dal culto di sostituzione delle immolazioni di animali, per arrivare a un culto propriamente detto, alla vera adorazione. In questa prospettiva è maturata l’idea della loghikè tysia — del sacrificio consistente nella parola che noi incontriamo nel Nuovo Testamento in Romani 12,1, dove l’apostolo esorta i credenti ad offrire se stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio.
    Questo è indicato come loghikè latreia, come servizio divino secondo la parola, ragionevole. Sotto un’altra forma, troviamo la stessa affermazione in Eb 13, 15: “Per mezzo di Lui — il Cristo — offriamo a Dio continuamente un sacrificio di fede, cioè il frutto di labbra che confessano il Suo nome”. Numerosi esempi, provenienti dai Padri della Chiesa, mostrano come queste idee furono sviluppate e divennero il punto di congiunzione tra la cristologia, la fede eucaristica e la traduzione pratico-esistenziale del mistero pasquale.
    Vorrei solo citare, a titolo di esempio, alcune frasi di Pietro Crisologo, di cui si dovrebbe in verità leggere l’intero Sermone in questione per poter seguire questa sintesi da capo a fondo: “Singolare sacrificio, dove il corpo si offre senza il corpo, il sangue senza il sangue! Vi scongiuro, dice l’Apostolo, per la misericordia di Dio, di offrire i vostri corpi come sacrificio vivente. Fratelli questo sacrificio prende ispirazione dall’esempio di Cristo che immolò il Suo corpo, perché gli uomini abbiano la vita. Diventa, uomo, diventa il sacrificio di Dio e il suo sacerdote. Dio cerca la fede, non la morte. Ha sete della tua promessa, non del tuo sangue. Il fervore lo placa, non l’uccisione”.
    Anche qui si tratta di tutt’altra cosa che di un puro moralismo, tanto l’uomo vi è impegnato nel suo essere totale: sacrificio consistente nella parola. I pensatori greci avevano già messo questo aspetto in relazione al logos, alla parola stessa, indicando che il sacrificio della preghiera non deve essere un puro discorso, bensì la trasformazione del nostro essere ne logos, l’unione con Lui. Il culto divino implica che noi stessi diventiamo degli esseri della Parola, che ci conformiamo alla Ragione creatrice. Ma è nuovamente chiaro che non possiamo ottenere tutto questo da noi stessi e così tutto sembra di nuovo finire nel nulla, fino al giorno in cui viene il Logos, il vero, il Figlio, fino al giorno in cui sì fa carne e ci attira a se stesso nell’esodo della croce.
    Questo vero sacrificio, che ci trasforma tutti in sacrificio, vale a dire ci unisce a Dio, fa di noi degli esseri conformi a Dio, è certamente fissato e fondato in un avvenimento storico, ma non si trova come una cosa del passato dietro di noi; anzi diventa contemporaneo e accessibile a noi nella comunità della Chiesa, che crede e prega, nel suo sacramento: ecco che cosa significa il sacrificio della Messa. L’errore di Lutero si fondava – ne sono convinto — su un falso concetto di storicità, in una errata comprensione dell’unicità ( ephapax). Il sacrificio di Cristo non si trova dietro di noi come una cosa del passato. Raggiunge tutti i tempi ed è presente in noi.
    L’Eucaristia non è semplicemente la distribuzione di ciò che viene dal passato, ma più a fondo è la presenza dei mistero pasquale del Cristo che trascende ed unisce i tempi. Se il Canone romano cita Abele, Abramo, Melchisedec, annoverandoli tra coloro che celebrano l’Eucaristia, lo fa nella convinzione che anche in essi, i grandi offerenti, il Cristo attraversava i tempi, oppure meglio che nella loro ricerca essi camminavano incontro al Cristo. La teologia dei Padri, così come la troviamo nel Canone, non nega l’insufficienza dei sacrifici precristiani; però il Canone include, con le figure di Abele e Melchisedec, gli stessi “santi pagani” nel mistero di Cristo.
    La conclusione è precisamente che tutto ciò che precedeva è visto nella sua insufficienza come ombra, ma pure che il Cristo attira tutto a sé, che vi è anche nel mondo pagano una preparazione al Vangelo, che anche elementi imperfetti possono condurre al Cristo, qualunque siano le purificazioni di cui hanno bisogno.

  71. elianna scrive:

    Alla domanda di Ako
    “chi è il responsabile della sofferenza dell’uomo?”
    risponde Veneranda : February 27th, 2009 at 2:10 am
    ————————
    Bisogna dunque ribadire con forza questa verità così spesso negata:
    DIO NON E’ AFFATTO RESPONSABILE DEL MALE.

    Ritengo che le affermazioni di Veneranda si possano accettare solo nel senso
    della visione provvidenziale espressa dalla famosa
    considerazione di A. Manzoni, cattolico di profonda fede:
    “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande…..”

    Esse però richiedono una correzione importante:
    Dio, sommo Bene, NON PUÒ VOLERE il male, ma LO PERMETTE, volgendolo con Sapienza ai suoi insondabili fini:
    “.. Dio non è in alcun modo, nè direttamente nè indirettamente la causa del male morale. Però rispettando la libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene.” ( CCC n° 311 ),
    così come ha permesso (non voluto) il libero peccato di Adamo e il suo decadere nella malattia e mortalità, freddo, fame e fatica, più tutti i disastri, dolori e peccati voluti o subìti, della storia umana fino ad oggi…
    così come ha permesso la Passione, Crocifissione e Resurrezione di Gesù Cristo per la nostra
    salvezza, sempre amandoci e sempre a Sua gloria.

    Dio non è machiavellico, né limitato nell’ESSERE BUONO, non ha bisogno del male per fare il bene: questo va detto chiaramente.

    E il senso della sofferenza, piccola o grande rispetto alle colpe di chi la vive, e non causata certo da esse
    (diciamo infatti spesso:”Che ha fatto costui di male per meritare questo dolore?”)
    è sempre – giova ricordarlo – quello che si riconosce nella Croce Redentrice:
    tutte le sofferenze umane, come da sempre i santi ci hanno mostrato, unite al Sacrificio di Redenzione della Croce, partecipano dei meriti stessi di Gesù che si offre al Padre, Agnello senza macchia, in espiazione dei peccati del mondo (tollit= prende su di sé e distrugge) e PER LA SALVEZZA ETERNA DEGLI UOMINI.
    La Chiesa ci ha sempre insegnato che in tutti i sofferenti (ultima immagine-simbolo Eluana) è sempre presente Gesù stesso che soffre ancora la Sua Passione, purificando dalle colpe sia quell’anima, sia tante altre, fino alla fine dei tempi.

    Ricordiamo le parole di S. Paolo:
    “Completo quello che manca ai patimenti di Cristo nella mia carne, in favore del suo corpo, che è la Chiesa” (Col 1,24)

  72. don Luca scrive:

    Assolutamente e totalmente OT, ma per un Tornielli che va in Terra Santa c’è un vescovo che sbarca sul web mettendosi un po’ in gioco.. sul blog del seminario.. se avete un minuto da investire… http://www.iltesoro.org

    Grazie…

  73. don stefano bellunato scrive:

    Dai Cheru, non fare cosí… :D
    non sparare sul postino perché non ti piace la lettera! :D :D :D
    leggi bene quel che ho scritto… se puoi! :D :D
    …. e fai ricorso a piene mani al tuo proverbiale senso dell´umorismo. Maccome, non sei forse anche tu “Parte-nopeo, e parte-napoletano?” ;D …
    ….Ok, seriamente, caro Cheru. Non era mia intenzione darti del “bugiardo” in senso morale (e mi aspettavo anche che NON lo capissi), cosiccome Aristotele non ha mai dato del bugiardo in senso morale ai poeti. Solo ne evidenza l´approccio intellettuale.
    Cosiccome il poeta si pone problemi veri, che meriterebbero cioé di essere analizzati facendo ricorso al lume della ragione, ma ai quali il poeta risponde piú col sentimento e colla gioiosa metafora (NB. anche quella ha grosso valore filosofico), che quelle piaccion di piú al cuore dell`uomo, ecco che il filosofo si assume invece l´ingrato, ma necessario compito di rispondere a quei problemi con il rigoroso ragionamento, il quale per sua natura,e specialmente a causa delle conseguenze del peccato (perdita dei doni preternaturali) risulta difficoltoso, arduo, lungo, e perció incontra poco successo mondano. Non cantava infatti forse qualcuno: “Povera et nuda vai filsofia, dice la turba al vil guadagno intesa…” (Petrarca, Canzoniere… o giú di lí)?
    La Poesia é dunque necessario inizio del filosofare, ma non sufficiente a risolverne i problemi. Ecco perché la grande Grecia ebbe innanzitutto sommi poeti dai quali trasse immenso materiale che fu poi sfruttato poi a piene mani da un altrettanto immensa filosofia. Ed ecco perché il sommo Petrarca stigmatizza in versi chi disprezza la seconda, quasi a vederne un grande pericolo per la prima. Sbaglia dunque chi le separa fino a farne delle avversarie, come si intuisce da chi oppone “la vita, l`esistenza, il cuore ecc.” alla filosofia per rifiutarne i limiti necessariamente e salutarmente imposti da una sana ragione (qualcuno ha parlato infatti nel dopo concilio della filosofia scolastica come di “troppo impersonale”). Cosiccome ha sbagliato e sbaglia certo razionalismo scientista, che cogliendo di fatto poco la ragione, ma anche tutta la natura umana fatta anche di sensibilitá e sentimento (o meglio volendola negare ad arte) vorrebbe far consistere la civiltá in un insieme superorganizzato e impersonale tanto barbaro quanto tecnologizzato fatto di soli mezzi di lavoro, di ricerca, di trasporto, di comunicazione o che so io, tutti dipendenti da una rete fatta di fili o cavi di cui non si conosce chi ne ha il controllo. E´il “Brave new world” di Aldous Huxley, sempre meno improbabile purtroppo.
    Insomma caro Cheru, stai tranquillo, non ce l´ho minimamente con te come ho giá ripetuto piú volte, e ancora meno con le tue liriche involate fatte di doni, di aperture all´altro (che peró non ho ancora trovato nella… “Bibbia”) e di Kerygmi.
    Sono solo a volte un po´ preoccupato che, anche tu come tutti noi mortali, dimentichi il “non plus sapere quam oportet sapere, sed sapere ad sobrietatem” di Rom. XII e , quasi un novello Icaro, non ti involi troppo verso un sole da cui sarai prima accecato e poi …
    Insomma, … “hoddettotutto”.
    Ciiiaoooo…..!

  74. Alberto Farina scrive:

    http://www.ilregno.it/it/rivista_articolo.php?RID=0&CODICE=49482

    Il link all’articolo de “Il Regno” che riscostruisce la vicenda della revoca della scomunica ai lefevriani; vi è anche un passaggio al ruolo non proprio commendevole avuto da “Il Giornale”…

    Buona lettura a tutti

  75. don stefano bellunato scrive:

    Merci bien, Mme Luisa.
    Heureux de vous “re-lire” sur ces pages-web si simpathiques…
    Ne m`oubliez pas dans vos prières, s.v.p.

  76. pietro scrive:

    Scusate l’off topic, ma il vescovo della mia città, Torino, il Cardinale Severino Poletto, da oggi posta su un blog:
    http://www.iltesoro.org

  77. ancora qui?
    quaresima, penitenza,CONVERSIONE.
    Quell’articolo ancora grida vendetta.
    nessuna indulgenza per chi attacca la Vergine Santa.

  78. Quixote scrive:

    Ako le abbiamo risposto in molti e senza risparmiarci. Quando le dicevo che ho letto e cercato spiegazioni facevo riferimento anche a quanto, in minima parte, è stato riversato in numerose delle risposte al suo appello e delle polemiche che ne sono scaturite. Non intendo minimamente censurare o criticare teologi e filosofi, intendo solo dire che, dopo tanti ragionamenti, mi è capitato spesso di ritrovarmi col cuore più vuoto di prima. Solo dopo simili esperienze ho cominciato a dubitare del percorso intrapreso e sono tornato talmente sui miei passi da ritrovarmi all’inizio di questi, col Vangelo in mano e nella mente, concludendo il tutto esattamente dove l’avevo cominciato. Non pretendo di possedere la verità ma ho imparato ad apprezzare la semplicità e a diffidare della mia capacità di ragionare, quando gli argomenti siano di un certo tipo. La filosofia, nella visione che mi sono venuto costruendo, e lo dico chiaramente perché non voglio tirarmi addosso gli anatemi dei filosofi, è una cosa che non ha molto a che fare col Vangelo e comunque, quando le due cose vengano in contatto nelle nostre elucubrazioni, conviene dare subito una frenatina per rimetterle al posto che loro compete. Voglio aggiungere solo due cose su Blaise Pascal e una sul Vangelo. Nel capitolo 5 dei “Pensieri” Pascal afferma: “… noi stimiamo che tutta la filosofia non valga un’ora di fatica”. Pur trattandosi di una scienza che non ha smesso di affascinarmi, credo non possa aiutare più di tanto nell’indagare i problemi esistenziali per i quali, sempre secondo Pascal, le soluzioni non possono contraddire la ragione ma nemmeno possono scaturire da questa sola. Nel capitolo 2 dei “Pensieri” si legge ancora “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce …” e “ Il cuore, e non la ragione, sente Dio”. Il Vangelo non fa un grande uso di sillogismi ne si perde in alate disquisizioni teologiche: “Il vostro parlare sia si, si, no, no …” ma predilige il linguaggio dei semplici, dei quali si dice addirittura che approdano a conoscenze negate ai “sapienti e agli intelligenti”. Ribadisco che non intendo censurare o criticare chi la pensa diversamente da me, perché sono convinto che ognuno abbia una sua strada, una sua dotazione di strumenti che però possono non valere per altri e questo ho voluto suggerire ad Ako che manifesta, sempre a mio modo di vedere, curiosità di assai arduo soddisfacimento.

  79. sasso scrive:

    avete visto le vignette anticattoliche e antipapa che gli ebrei francesi hanno fatto?
    forse il titolo è un po forte ma anche le vignette non scherzano!
    http://www.fainotizia.it/2009/02/27/la-feccia-ebraica-insulta-di-nuovo-papa-benedetto-xvi-e-i-cristiani

  80. sasso scrive:

    ooops scusate ho dimenticato i l link

  81. basta, basta.la smetti di attaccare Israele?
    basta, per favore.

  82. don Mario scrive:

    Scusate se mi inserisco al di fuori del tema in discussione. Da oggi il Cardinale di Torino, Severino Poletto, posta su un blog:

    http://www.iltesoro.org

  83. Luisa scrive:

    Buongiorno don Bellunato! È sempre un piacere leggerla.
    Ho pensato molto a lei nei giorni seguenti la decisione del Santo Padre, speravo in un suo intervento, ancor più sapendo che lei abita in Germania e conoscendo l`odiosa campagna contro Papa Benedetto che si svolgeva e si svolge purtroppo ancora in quel Paese.
    Ho ricevuto ieri una mail di un`amica tedesca che mi dice tutta la sua tristezza e preoccupazione, constatando il tradimento di coloro che dovrebbero difendere il Papa, spiegare e agire per l`unità e nell`obbedienza.
    Ho cercato di consolarla dicendole che quelle reazioni così violente avevano in realtà suscitato la contro-reazione di moltissimi cattolici fedeli al Successore di Pietro.
    Certo costoro non hanno accesso ai media, i media aprono le loro pagine ai contestatari ed è facile far credere che sono la maggioranza, in realtà molte iniziative come quelle nate in Francia, ma che si sono in seguito sviluppate trasversalmente in diversi Paesi, hanno raccolto un grandissimo successo riunendo un numero incredibile di firme a sostegno del Papa, chiaramente i media non ne hanno parlato.
    Preferiscono, come il Regno, citare articoli del giornale “Le Monde” o “la Croix”, le cui simpatie o antipatie non sono più da dimostrare, anche il secondo che si definisce un giornale cattolico.
    Penso che a seguito della decisione del Papa abbiamo assistito a ciò che c`è di peggio e non è di sicuro solo la comunicazione vaticana interna e esterna a dover fare un bilancio e un`autocritica se possibile costruttiva.
    I media, se ne sono capaci, dovrebbero fare lo stesso esercizio, e di certo non solo quelli che il Regno chiama giornali tradizionalisti!
    Che coloro che hanno attaccato il Papa in modo vergognoso, che coloro che non lo hanno difeso o sostenuto, preferendo tacere, che coloro che hanno contribuito a seminare una volta ancora confusione divisione si interroghino.
    Come fedele cattolica, non sono stata particolarmente fiera del comportamento di certi pastori, anzi sono stata molto contrariata.

  84. giorgio da verona scrive:

    Già sig. De Matteis, basta attaccare Israele.
    In fondo, ha solo un paio di centinaia di testate atomiche, uno dei più forti eserciti convenzionali del mondo e sa gestire molto bene i mezzi di informazione occidentali.
    Ha proprio bisogno di essere difesa.

  85. se vi pago un pellegrinaggio a medjugoje, ci verreste?

  86. ako scrive:

    a cosimo de mat.
    io si. sicuro.

  87. ako scrive:

    Inizio col ringraziare tutti coloro che hanno voluto aiutarmi.
    Ero un po di giorni fuori e non ho letto i commenti.
    ora leggo tutto.
    A dopo.

  88. Cherubino scrive:

    mi sembra che corra un equivoco, da qualcuno seguito involontariamente, da qualcun altro usato come argomento discreditante. Mi riferisco al fatto che il mio post sia stato categorizzato ora come fisolofico, ora come poetico. In entrambi i casi si tratta di uno stravolgimento della realtà e di una buona dose di pregiudizi e anche di inesperienza pastorale.
    Chi ha avuto a che fare, come me, con non credenti, sia colti sia analfabeti (come gli scugnizzi dei vicoli di Napoli cheben conosco) sa che le risposte di fede, quelle vere, richiedono un approccio basato sull’esperienza e sulla riflessione a partire da essa.
    Per qualcuno ciò è sembrato filosofia -perchè si avvicina ad un approccio esistenzialista- per qualcun altro è sembrato poesia, quindi scarsamente razionale. In realtà esso è l’uno e l’altro e molto di più. Della filosofia ha l’aspetto riflessivo (che per S. Tommaso è l’essenza stessa dell’intelletto), della poesia ha la completezza dell’esperienza che è fatta di volontà. La prima serve a farci “rientrare” in noi stessi, la seconda a farci decidere: “tornerò alla casa di mio padre”.
    D’alta parte l’uso delle parabole si fonda sullo stesso meccanismo, una situazione di vita e una riflessione su di essa: “un uomo scendeva da Gerusalemmen a Gerico…”, “un uomo aveva cento pecore…”.
    In realtà le interpretazioni fuorvianti che sono state date riflettono un chiaro meccanismo di difesa. Filosofia, poesia. Vita in realtà. I miei amici carcerati capivano benissimo cosa fosse la paura della morte, la diffidenza verso quel Dio che ci appare nemico, capivano benissimo l’invito a sperimentare la promessa di Gesù: vieni e vedi. Capivano benissimo la rivalità di Giuda e la delusione di Pietro. Sapevano per esperienza che l’amore, quello disinteressato, non alberga nel cuore dell’uomo. Che ognuno alla fine cerca il suo tornaconto, di salvare la propria vita, ad ogni costo. E, di fronte alla libertà di perdersi per amore dei suoi nemici mostrata da un galileo di 2000 anni fa, come il centurione riuscivano a dire “veramente quest’uomo è Figlio di Dio”. Questa non è nè filosofia, nè poesia. E’ la condizione umana ed è da qui che si deve partire per annunciare il Vangelo. “La verità vi farà liberi” dice Gesù. E il salmo 84 “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.”
    E se qualcuno ha capito la buona notizia e creduto in Gesù non è certo per aver conosciuto la teologia di s. Tommaso. Nè perchè qualcuno gli ha detto che Dio, per non prendere a mazzate gli uomini ha preso a mazzate suo figlio. Cosa che neanche un padre disgraziato farebbe e che non è certo segno di amore.
    La dottrina della “soddisfazione vicaria” può essere travisata e intesa in modo completamente distorto e antievangelico. Già S. Tommaso avvertiva che essa è da considerare in modo analogico. All’immutabilità di Dio non si addice il passaggio tra passioni. Così la “soddisfazione” non può essere intesa come passaggio dall’odio o dal rifiuto all’amore. In Dio l’amore è eterno. Lo stesso si può dire di espressioni come “gradire”, “espiare”. A Dio non si aggiunge nulla, perchè nulla gli può essere tolto. Essi vanno sempre intesi come effetto sugli uomini dell’azione che realizza in essi il ritorno al Padre.
    Così dal punto di vista trinitario non bisogna separare troppo le Persone divine: l’appropriazione ad una di esse di un’attività non comporta mai l’estraneità delle altre Persone. Esse sono sempre compresenti e compartecipi.

    Rimando comuqnue a ciò che dice la Commissione Teologica Internazionale in “Questioni di Cristologia” (1980):
    “La morte di Gesú è stata una “espiazione vicaria” definitivamente efficace, poiché il gesto del Padre che consegna e dona il Figlio (Rm 4,25; 8,32; cf. Gv 3,16; 1 Gv 4,9) è ripreso esemplarmente e realmente nel Cristo che dona se stesso, consegnando e dando se stesso con perfetta carità (cf. anche Ef 5,2.25; 1 Tim 2,6; Tt 2,14). Ciò che tradizionalmente veniva chiamato “espiazione vicaria” deve essere compreso, trasformato ed esaltato come “avvenimento trinitario”.”

    e più avanti: “Sant’Anselmo ha proposto un’altra teoria, che ha prevalso fino a un’epoca molto recente. Il Redentore non si sostituisce al peccatore in senso stretto, ma egli esercita un’azione unica, la quale, agli occhi di Dio, compensa il debito delle colpe umane. Egli accetta la morte, alla quale non era soggetto; il suo gesto ha un valore infinito in forza dell’unione ipostatica. Quest’azione del Figlio realizza il disegno salvifico della santissima Trinità tutta intera. In tale sistema della soddisfazione, la formula “morto per noi” significa soprattutto che il Cristo accetta la morte “in nostro favore” e non “al nostro posto”. San Tommaso ha conservato nella sostanza tale presentazione del mistero della salvezza e vi ha aggiunto elementi ripresi dalla teologia dei padri. Egli insiste sul fatto che il Cristo è capo della Chiesa e che la grazia che egli possiede come capo viene trasmessa a tutte le membra della Chiesa in forza della congiunzione organica del corpo mistico.” [...] “Non si tratta di pensare che Dio abbia punito o condannato il Cristo al nostro posto. Questa è una teoria erroneamente avanzata da parecchi autori soprattutto nella teologia della riforma.”
    http://web.infinito.it/utenti/i/interface/Questioni.html

  89. ako scrive:

    Nel ri-ringraziare tutti coloro che gentilmente sono intervenuti, volevo precisare che non ho parlato di male (inteso come peccato)!!! Ma di sofferenza vera e propria, di malattia. Ora, può darsi che l’accostamento non sia casuale, e allora spiegherebbe già tanto; Nel caso fosse una svista mi spiego meglio.
    Ho partecipato ad una lezione di un teologo che diceva in buona sostanza che la sofferenza c’è, ma se non ci fosse sarebbe meglio.
    Ora, mi piacerebbe capire, (per esempio) chi è la causa della malattia. Nel senso fideistico intendo. E’ il demonio che ha il potere di mandarmela o Dio Ma Dio lo permette o la dona?
    Ma se la dona allora serve alla mia conversione; ma allora è amore per me! Ma allora è meglio che ci sia!
    Cioè vorrei dire, se la sofferenza fosse senza senso anche per noi cristiani, allora veramente hanno ragione in molti a dire “stacchiamo la spina”. Non vi pare?
    Le mie sono domande.
    Mi ha colpito moltissimo la testimonianza di fedenrico. Perché è la vita vissuta che tocca l’uomo. E che mi riguarda nel profondo.
    Non cerco risposte filosofiche, non perché la filosofia non aiuti, ma perché si fa presto a filosofare sulla sofferenza degli altri, ma in realtà se , per esempio, mi arriva una grave malattia, o credo che ha senso per me, (e con questo intendo per la mia fede, la mia conversione ecc…) o sono un disperato. Perché penso che fuori da Cristo la sofferenza non abbia senso.
    Ri-attendo vostri pareri, ringraziando Dio che c’è ancora qualcuno che riflette su queste cose.

  90. bruno volpe scrive:

    cari lettori segnalo su http://www.pontifex.roma.it interviste su Medjugorje e all’onorevole Binetti in tema di testamento biologico grazie bv

  91. Artefice1 scrive:

    Ako Carissimo.
    CON-Sapevolmente oppure Ignorando.
    Diremmo che L’Esistenza funziona CON: Cause ed Effetti. Giusto?

    La Malattia ha sempre una causa Naturale.
    Dunque come fai a dubitare che sia specifica Volontà di Dio???
    Essendo Dio l’Essenza che sostiene in ogni modo appunto l’Esistenza.
    Non ha PRE-Disposto Tutto in Suo Favore?

    Io Ritengo che l’Essere, CON-Sapevole accoglie appunto anche il Dolore.
    Essendo L’Essere il Sostegno e Fondamento dell’Esistenza
    VITA e CON-Senso che si Manifesta.

  92. Cherubino scrive:

    @Ako, nella mia risposta parlavo anche del male fisico e della morte (fisica). Spero che se ne sia accorto …

  93. Gladiator scrive:

    Scusate , non capisco allora perchè San Padre Pio non volle mai celebrare la ss Messa di Paolo VI se era una messa come le altre .

    Riguardo allo Spirito Santo ; ma ci siamo mai chiesti se lo abbiamo lasciato libero di parlare , oppure lo abbiamo messo in condizioni di non nuocere al Concilio Vaticano II ? Scusate ma quando le premesse firmate a un Concilio sono quelle che non si debba parlare di Tizio o di Caio perchè portrebbe urtarsi , allora forse non avremmo avuto bisogno di nessun Concilio perchè non poteva essere nemmeno pastorale .
    Non è che si sia commesso qualche peccato contro lo Spirito Santo ?

  94. Davide scrive:

    Buon viaggio!
    spero che troviate una mezza giornata per andare a visitare la Domus Galilae!
    Andrea guarda questo video e convici l’autista del pulman per una piccola deviazione di percorso… tanta stada e non vedere il monte degli ulivi dove fu fatto il sermone della montagna di Gesù è un vero peccato! :-)
    è un posto bellissimo!

    http://www.youtube.com/watch?v=52XuThi2Stc&NR=1

    un abbraccio e pregate per me!

  95. elso scrive:

    OPINIONI SU ISRAELE.ORA SI CAMBIA, E SI ACCETTA LA VERITA’

    http://www.jerusalem-holy-land.org/

  96. ako scrive:

    Certo cherubino che mi sono accorto.
    Tu e veneranda mi aiutate sempre tantissimo.

  97. Marina scrive:

    ISRAELE

    Vuole veramente la pace? O vuole continuare con il progetto sionista del 1880 che vuole il grande Israele con capitale Gerusalemme?
    Il regno di Sion mai abbandonato dai rabbini,scritto nel Talmud,nei Protocolli dei Savi di Sion,parzialmente realizzato.Manca ancora la sottomissione dei paesi arabi e poi tutto è compiuto come ordinato da DIo.Solo a loro è concesso il dominio sui popoli.Solo al popolo “eletto”dal sangue santo.

  98. Gladiator scrive:

    Cherubino in questo periodo mi sto occupando della rievangelizzazione neomarcioniti e non di neognostici cattolici , perciò non posso seguirti in quello che dici .

  99. Artefice1 scrive:

    Cherubino Scrive: February 27th, 2009 at 6:27 pm

    “””Capivano benissimo la rivalità di Giuda e la delusione di Pietro. Sapevano per esperienza che l’amore, quello disinteressato, non alberga nel cuore dell’uomo. Che ognuno alla fine cerca il suo tornaconto, di salvare la propria vita, ad ogni costo. E, di fronte alla libertà di perdersi per amore dei suoi nemici mostrata da un galileo di 2000 anni fa, come il centurione riuscivano a dire “veramente quest’uomo è Figlio di Dio”.”””

    Ma se oggi Lo Riconosci come puoi farne un minestrone infarcito d’Esistente???
    L’equivoco che paventi ti pota a PRE-Scrivere un Significato esistente e Pre-Diletto?
    Come dire che il Senso (Dio Padre Creatore) non sarebbe possibile senza il PRE-Diletto Significato Prodotto da Figli?
    Mi pare che il CON-Vincimento sia un Dono CON-Fermato dalla Persona Incarnabile..
    Come dire che la Vita (ciò che resta Dopo il Fatto) Dimostra la Verità CON-Sentita.
    Prima viene il TUTTO poi si CON-Stata la Bontà specifica della scelta Personale effettuata insomma.

    “”Capivano benissimo la rivalità di Giuda e la delusione di Pietro.””
    Credo lo capiscano Tutti. Sarebbe Universal-Mente Comandato dal Bisogno di Sopra-Esistere.

    “”Sapevano per esperienza che l’amore, quello disinteressato, non alberga nel cuore dell’uomo.””
    Forse per quanti PER-Cepiscono il Potere di Pre-Dominare.
    Tralasciando la parola “cuore” Dove mai e diversamente albergherebbe l’ “Agape” ???
    L’Essenza dell’Uomo CON-Ferente la Persona a che servirebbe diversamente ignorasse o PRE-Scindesse l’Amore???

    “”Che ognuno alla fine cerca il suo tornaconto, di salvare la propria vita, ad ogni costo.””
    Sarebbe la prova che la Vita per te non esiste. Sussiste la sola Esistenza insomma.
    Mi chiedo in cosa mai potresti Credere, visto che quanto esiste svanisce in un lampo.

    “”E, di fronte alla libertà di perdersi per amore dei suoi nemici mostrata da un galileo di 2000 anni fa, come il centurione riuscivano a dire “veramente quest’uomo è Figlio di Dio”.””
    Ritengo d’averlo Testimoniato formulando significati a perdere.
    Se CON-Senti.

  100. Mamy scrive:

    @Affus
    Il Missale Romanum di Paolo VI stato promulgato nel 1969, mentre Padre Pio è morto nel 1968

  101. don stefano bellunato scrive:

    “Ora, mi piacerebbe capire, (per esempio) chi è la causa della malattia. Nel senso fideistico intendo. E’ il demonio che ha il potere di mandarmela o Dio Ma Dio lo permette o la dona?
    Ma se la dona allora serve alla mia conversione; ma allora è amore per me! Ma allora è meglio che ci sia!..”

    Esatto.

  102. don stefano bellunato scrive:

    Cara Luisa, proveró a risponderle domani sera…sperando di avere un po´di tempo.
    Buona Santa 1a Domenica di Quaresima

  103. raffaele savigni scrive:

    Marina, la politica di Israele è criticabile. Ma i “Protocolli dei Savi di Sion” sono un falso clamoroso: è stato dimostrato molto tempo fa da studi seri (di De Miochelis e di altri).

  104. Gladiator scrive:

    Prima della fine del Concilio, nel febbraio 1965, qualcuno gli annunciò che presto si sarebbe celebrata la Messa secondo il nuovo rito, ad experimentum, in lingua volgare, rito che era stato composto da una commissione liturgica conciliare al fine di rispondere alle ispirazioni dell’uomo moderno. Padre Pio scrisse immediatamente a Paolo VI, prima ancora di avere visto il testo, per chiedergli di essere dispensato da questa esperienza liturgica e di potere continuare a celebrare la Messa di San Pio V. Quando il Cardinale Bacci venne a visitarlo per portargli l’autorizzazione richiesta, Padre Pio si lasciò sfuggire un lamento in presenza del messaggero del papa: «Per pietà, mettete fine rapidamente al Concilio» . Quello stesso anno, in mezzo all’euforia conciliare che prometteva una nuova primavera della Chiesa, egli confidò ad uno dei suoi figli spirituali: «In questo tempo di tenebre, preghiamo. Facciamo penitenza per gli eletti».

  105. ako scrive:

    CH
    CHI VIOLA LA TREGUA?

    La Republica.it 24oreInvia
    Stampa.Ashkelon (Israele), 12:27
    GAZA: RAZZO PIOMBA IN CORTILE SCUOLA ISRAELE, NO FERITI
    E’ piombato nel cortile di una scuola ad Ashkelon, sulla costa mediterranea, uno dei cinque nuovi razzi lanciati oggi dalla Striscia di Gaza contro Israele da estremisti palestinesi: lo hanno denunciato fonti militari dello Stato ebraico, secondo cui non ci sono comunque stati feriti, sebbene per la sola ragione che l’istituto era deserto, essendo chiuso per la festivita’ settimanale dello ‘shabbat’. In caso contrario, sarebbe potuta essere una strage, perche’ nell’impatto le schegge dell’ordigno sono state scagliate tutto intorno, e si sono proiettate all’interno delle classi. L’attacco ha messo ancor piu’ a repentaglio il gia’ fragile cessate-il-fuoco, proclamato unilateralmente meno di un mese e mezzo fa dallo Stato ebraico e da Hamas. Soltanto un altro degli ordigni e’ riuscito a raggiungere la localita’ costiera, che si trova tuttavia circa 21 chilometri a nord della frontiera con l’enclave palestinese, vale a dire a una distanza superiore alla gittata media dei ‘Qassam II’, i piu’ comunemente utilizzati dalle fazioni radicali. Dall’inizio della tregua ammontano ormai a oltre un centinaio gli attacchi da Gaza con razzi o colpi di mortaio, cui Israele ha reagito a sua volta lanciando incursioni aeree sul piccolo territorio, durante le quali sono stati bombardati arsenali, i tunnel sotterranei al confine con l’Egitto attraverso cui passa il contrabbando di armi oppure, direttamente, gli stessi miliziani.

  106. Gladiator scrive:

    Caro Cherubino su un episodio del vangelo vorrei soffermarmi quest’oggi ; quando Gesù, con premeditazione si costruì uno scudiscio e …. giù botte e scudisciate ai venditori del Tempio .
    E pare che avesse appena fatto il discorso della montagna , dove consigliava ai discepoli di volgere l’altra guancia . …..

    Questo episodio ci impedisce di classificare Gesù tra i gandhiani e i pacifisti nostrani e ci insegna a rivedere la figura di Gesù .

  107. Cherubino scrive:

    Gladiator, neanche un fondamentalista pentecostale sarebbe riuscito a leggere così male un passo evangelico. Le cito sotto un commento di don fulvio Bertellini tratto da una pagina, che le linko, in cui può trovare diversi commenti al brano in questione.
    Sottolineo solo una annotazione: è strano che di tutti i peccati si guarda spesso a quelli di lussuria, di violenza fisica, o -da parte dei tradizionalisti- a quelli liturgici. Qui si parla di soldi e di ladri. Di Mammona. Innanzitutto nel rapporto con Dio, dal quale tutto è donato gratuitamente, perchè nulla può essergli dato in cambio che non sia già suo. E siccome il tempio di Dio è primariamente Gesù, e secondariamente il cuore dell’uomo, il discorso si allarga a tutti quei peccati che per lucro rendono schiavo l’uomo. Falso in bilancio, distorsione delle regole di mercato, monopoli occulti, bancarotta fraudolenta, lavoro nero, negazione di diritti fondamentali su base etnica, inquinamento ambientale… non per niente di Giuda si dice solo una cosa: che era ladro. Un epiteto che oggi nella nostra Italia sta diventando quasi un complimento, un titolo onorifico… uno status da tutelare.

    da http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?criteri=1&codice=BQ030&data=2009-03-15

    don Fulvio Bertellini
    In linea con la tradizione
    Sembra che questo sia l’unico brano del Vangelo in cui Gesù si comporta in maniera per così dire “violenta”. Ma la lettura attenta del brano ci conduce a misurare l’esatta portata dei gesti di Gesù, che non vanno confusi con una generica “arrabbiatura”, o con uno stravagante andare “contro” le convenzioni consolidate. Gesù sale a Gerusalemme, per il pellegrinaggio della festa. Non ci può essere un agire più tradizionale e conforme alle “regole”. Trova nel tempio venditori e cambiavalute. Da un certo punto di vista, si tratta di modernità, innovazione, ragionevole organizzazione. I sacrifici richiedono animali, e procurarli per tutti esige una efficiente rete commerciale; al tempio arrivano da tutte le regioni della terra, con le loro monete, ed è perfettamente logico organizzare un servizio di cambio. Dunque, per usare categorie semplificate, Gesù è per la tradizione, i venditori sono per la modernizzazione. Una modernizzazione che però non è in linea con lo spirito originario del tempio.

    Per quanto tempo?
    Quello che potrebbe ingannarci è la nostra lettura frettolosa e veloce, come se tutto si svolgesse nell’arco di pochi minuti. Chiediamoci invece, sulla base del testo di Giovanni, quanto tempo impiega Gesù a girare tra i banchi dei venditori, in un edificio enorme e sontuoso qual era il tempio di Gerusalemme. E’ presumibile che la zona del mercato fosse il portico regio, una specie di grande basilica circondata da colonne, larga almeno duecento metri, che si affiancava al grande cortile meridionale. Possiamo supporre anche che i venditori fossero particolarmente numerosi, trattandosi di una festa. Dalla descrizione dell’evangelista, ricaviamo che Gesù prende visione di tutta la zona, valutando la presenza di diverse categorie di venditori, nonché i banchi dei cambiavalute. E’ lecito anche supporre che durante il giro che percorre, cresca lo sdegno di Gesù. Ma uno sdegno consapevole e misurato, non un’arrabbiatura inconsulta.

    Come un buon mandriano
    Gesù si fabbrica una frusta di cordicelle. E’ il dettaglio a prima vista più violento, di fatto il più innocente. La frusta serve per guidare gli animali. Torpidi buoi e imbelli pecorelle. Anche questo inganna chi non ha mai visto o fatto il lavoro di guidare gli animali. Occorre essere calmi e misurati, ma anche forti e decisi. La frusta serve solo in casi estremi, anche perché eccitare gli animali oltre il limite può essere pericoloso. La scena è più comica che violenta: con un dettaglio ironico l’evangelista fa notare che “tutti” (i venditori) sono scacciati dal tempio “con le pecore e i buoi”: tutti associati in un unico gregge, o un’unica mandria, tutti accomunati dalla stessa bovina ignoranza. Certamente, è anche una scena concitata: ci vuole un po’ di tempo prima che tutti i greggi siano usciti, e che si possa passare ai banchi dei cambiavalute. Assordati dal rumore dei soldi, costoro si lasciano smuovere solo con un gesto forte. Gesù fa capire che sta parlando seriamente. Ai venditori di colombe basta la parola, ed è un dettaglio che colpisce: sono gli unici che non subiscono l’azione diretta di Gesù. Forse perché non ce n’è bisogno, o forse perché rovesciare le gabbie sarebbe pericoloso per gli animali?

    L’annuncio del Padre
    Dal racconto dell’evangelista ricaviamo anche che Gesù non viene arrestato, non viene fermato, non c’è rissa con i venditori. I miei amici commercianti mi assicurano che non sarebbe normalmente possibile. Se uno va al mercato e si mette a scaravoltare tutto, succederebbe un putiferio. Ma in questo caso Gesù ha colpito nel segno. I venditori sanno di non essere a casa loro, e comprendono l’intenzione di Gesù. O in ogni caso si adeguano. Il gesto forte ha scosso il torpido, animalesco automatismo, la pacifica accettazione di una abitudine parassita. Il tempio è la casa di Dio. Ma Gesù lo chiama “casa del Padre mio”. Anche la cacciata dei venditori è annuncio di Dio, annuncio del Padre. Gesù non lotta contro le strutture economiche, ma lotta perché Dio sia riconosciuto come il Padre di tutti, che tutti accoglie nella sua casa.

    La reazione
    L’evangelista ci presenta solo la reazione dei discepoli, che interpretano l’agire di Gesù come agire profetico, sulla scorta del versetto di un salmo. Gesù è l’ultimo profeta, giunto a purificare il tempio, come Geremia un tempo aveva predicato contro le false pretese nazionaliste legate al santuario di Gerusalemme. I Giudei chiedono un segno. Anch’essi, significativamente, non contestano l’azione di Gesù, ma si interrogano sulla sua autorità. Sanno che egli ha fatto la cosa giusta, ma si rendono anche conto della pretesa che si cela dietro le sue parole. Gesù non si proclama soltanto restauratore del tempio, ma anche autentico interprete della volontà del Padre. E’ lui il nuovo tempio. E il segno, l’inaugurazione del nuovo luogo di incontro con il Padre, avverrà con la sua Passione. Il suo corpo, distrutto e risuscitato, sarà il vero grande segno attraverso cui tutti potranno ritornare al Padre.

  108. Cherubino scrive:

    quanto al rapporto con il male (fisico o non) mi viene in mente un famoso detto di S. Ignazio, di cui esistono diverse versioni, ma sostanzialmente coincidenti. Ne riporto due:
    “Fa’ tutto come se dipendesse da te sapendo che dipende da Dio, e poi riposati!”
    “Operare come se tutto dipendesse da me e sperare come se tutto dipendesse da Dio”

  109. Spirit.B scrive:

    Israele vuole la sottomissione dei Paesi Arabi? Ma, Marina, ho capito che detesti gli Ebrei ed Israele con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua volontà, ma cerca di rimanere attaccata alla realtà, mantieniti coi pidi per terra altrimenti rischi l’equilibrio mentale. Questo te lo dico non con cattiveria, ma con molto spirito di compassione (inteso alla maniera Buddista). Hai presente quanti sono e come sono i Paesi Arabi? Saluti Shanti Om

  110. Spirit.B scrive:

    A proposito della discussione sul Male e sul Bene. Perchè i Cristiani non prendono in considerazione l’idea della Reincarnazione attraverso la quale si potrebbero spiegare e capire cose che, partendo dal principio che viviamo una sola vita nel mondo materiale, non hanno nè un senso nè una spiegazione? Il principio è che Dio ci permette, vita dopo vita, esperienza dopo esperienza, anche quelle più dolorose, di evolverci spiritualmente. La vita che conta veramente è quella spirituale. Noi non siamo corpi con uno spirito, siamo spiriti che ci incarniamo. La domanda a questo punto è la seguente: che razza di spiriti siamo? Da qui un’altra domanda: chi porta il Male nel Mondo? Chi può portare il BENE? Secondo me, siamo noi, solo noi, esclusivamente noi. Dio ci ha donato la capacità di discernimento, la capacità di comprendere, la possibilità di scegliere (libero arbitrio). Sta a noi operare le scelte.

  111. Artefice1 scrive:

    herubino Scrive: March 1st, 2009 at 8:52 am

    Cherubino….ottimo intervento.
    Tutti i miei complimenti abilmente suscitati sono tuoi.

    “”Gesù non lotta contro le strutture economiche, ma lotta perché Dio sia riconosciuto come il Padre di tutti, che tutti accoglie nella sua casa.””

    Come dire che la Dignità del Padre sarebbe sopra ogni cosa Determinata da Figli???

    Oggi la Chiesa sarebbe appunto CON-Seguente?
    Come dire
    La realtà che conosciamo Onora la Famiglia ovvero la Sotto-Mette???

    Quale delle due realtà Strumentalizza?

  112. Azazel scrive:

    @don stefano bellunato
    > Esatto.

    Immagino quindi che tu, quando sei malato, non cerchi di curarti.

    Ma, ammesso, che un dio ci abbia creati, oltre a darci le malattie ci ha dato anche la curiosità e l’intelligenza occorrenti ad indagare sulle malattie, ed a scoprirne (in una certa misura) le cause ed i rimedi, e ci ha dato il desiderio di stare bene.

  113. Gladiator scrive:

    “don Fulvio Bertellini
    In linea con la tradizione
    Sembra che questo sia l’unico brano del Vangelo in cui Gesù si comporta in maniera per così dire “violenta”. ”

    ——

    Niente di più falso !

    Verso la fine della sua missione Gesù dice agli apostoli : da oggi chi ha un mantello lo venda e compri una spada ! ”

    Escono subito fuori cinque spade detenute dagli apostoli sotto la veste .
    Ora Cristo lo sapeva che c’erano cinque spade nascoste sotto le vesti , Gesù era Dio , come mai le tollerava ?
    Come mai sopportava tanta ipocrisia nel suo gruppo ?
    Cherubino , mi sa che i tuoi tentativi di stravolgere la figura di Gesù e assimilarla al pacifintismo non funziona proprio . Ridurre tutto a un fatto episodico, uno che con premeditazione si prepara la frusta non per gli animali ma certamente per i venditori ! Do atto al tuo impegno in difesa ma mi sa che non ci sei riuscito bene . Se avessi studiato di piu , forse potevi dire qualcosa di piu credibile.

  114. Marina scrive:

    Per Savigni
    Anche il Talmud è un falso clamoroso inventato dallo Zar ?
    Eppure nel Talmud si dicono le stesse cose che ci sono scritte nei Protocolli di Sion.Lo zar non era al corrente di questo perchè il Talmud lo conoscevano solo gli ebrei.
    Comunque Marx,già nel 1800 aveva progettato il comunismo, aveva detto che un regime basato sul terrore sarebbe stato utile per avere il dominio dei popoli del mondo.Nei Protocolli si dice la stessa cosa.
    Marx,Engel,Lenin erano ebrei,così come erano ebrei gli inventori dei gulag e tanti politici e generali dell’armata rossa.
    Come vede mi sembra difficile credere che i Protocolli di Sion siano stati un’invenzione dello zar.
    Un cordiale saluto

  115. Gladiator scrive:

    Ma io non vorrei venire qui a sostenere che Gesù Cristo fosse un violento,solo mi ribello alle facili catalogazioni che tendono a classificarlo tra i pacifinti .
    Il Cristo Salvatore quando si trova di fronte al peccatore pentito , é il Cristo che perdona.
    Quando inceve si trova davanti al peccato e ai tentativi di mediazione , non ci sono nè santi, nè madonne .

  116. don stefano bellunato scrive:

    azazel

    “Immagino quindi che tu, quando sei malato, non cerchi di curarti.”

    sbagliato
    —-
    “Ma, ammesso, che un dio ci abbia creati, oltre a darci le malattie ci ha dato anche la curiosità e l’intelligenza occorrenti ad indagare sulle malattie, ed a scoprirne (in una certa misura) le cause ed i rimedi, e ci ha dato il desiderio di stare bene.”

    esatto

  117. Artefice1 scrive:

    Don Stefano….CON-Senta.

    Cosa centra Mai l’idea che “Dio darebbe le malattie?” da Lei avallabile.

    La malatta come già detto sarebbe uno dei tanti aspetti Naturali, dunque come ogni Espressione Naturale sarebbe Frutto di Causa/Effetto.

    Che rilevanza avrebbe la nostra Incoscienza?
    Incapace di Capire.

  118. bruno volpe scrive:

    Suggerisco di leggere su http://www.pontifex.roma.it l’articolo sui lefebvriani con intervista al prof. de mattei saluti bv

  119. don stefano bellunato scrive:

    Carissima Luisa,
    beh, che dire, non posso che essere d´accordo.
    Per quanto mi riguarda le critiche dei vescovi tedeschi al ritiro della scomunica non mi hanno colto di sorpresa. Per il poco che li conosco sapevo che non sono proprio la punta del tradizionalismo. Uno di loro ha dichiarato non tantissimo tempo fa “Quando mi parlano di Cristo Re io rispondo sempre ´Vade retro satana´”. In perfetta linea coi media sedicenti indipendenti, ma di fatto sempre progressisti. Se poi accoppiamo (nel senso di “mettere in coppia” e non di “terminare”) i vescovi tedeschi a quelli austriaci che patrocinano mostre gay blasfeme e messe tecno nei locali della diocesi e poi si scandalizzano dei loro colleghi che ricordano come l´omosessualitá sia moralmente ancora un peccato contro natura, beh non c´é prorio da stupirsi che si allinenino alle posizioni delle famose (o famigerate?) giornaliste lesbo che hanno lanciato il caso Williamson.
    Quello che mi stupisce di piú, e positivamente, é che in tutto questo bailamme il Papa sembra rimasto solo, almeno in quanto teologo nordeuropeo. Si, per la prima volta da tanto tempo, che lo si voglia o no, il Pontefice ha preso una decisione per lo meno “impopolare” tra le varie Conferenze Episcopali del nordeuropa, quelle stesse cioé che storicamente hanno voluto e introdotto i piú grandi cambiamenti col Concilio e di cui il giovane teologo Ratzinger ne rappresentava in gran parte la testa pensante, almeno secondo le cronache di P. Wiltgen (Le Rhin se jette dans le Tibre, Editions du Cèdre) che gli attribuisce la creazione del famoso “subsistit in”.
    Per la prima volta da molto tempo insomma il Vescovo di Roma esercita il suo potere universale senza dover chiedere prima a destra e a manca cosa piace a questo o a quello.
    Evidentemente per prendere questo rischio ha in mente qualcosa di grosso. Che cosa non so, ma Papa Ratzinger che rimane teologo e pensatore, anche se definitivamente appartente alla corrente della Nuova Teologia dei De Lubac, Schillebex e Rahner, tanto per citarne qualcuno, é in questo momento percepito dai progressisti come un pentito, almeno parzialmente. Da qui la reazione spropositata e perfino comica dagli apostoli del Concilio, i quali per una volta sembrano completamente dimentichi di uno dei loro grandi cavalli di battaglia: il Dialogo. Quel dialogo che i progressisti hanno sempre rimproverato alla Chiesa preconciliare come una delle sue piú grandi deficienze, e di cui essi stessi si sono sempre fregiati come un nuovo spartiacque tra buoni e cattivi, diventa oggi per loro un clamoroso autogol. Non c´é dialogo possibile con chi difende il passato della Chiesa, soprattutto nella dottrina precedente al Concilio.
    Anche se la Nota della Segreteria di Stato ha calmato di fatto gli ambienti ebraici per quanto riguarda l´acquisizione di Nostra Aetate, rimane la sospensione della scomunica come atto unilaterale del Sovrano Pontefice e come sterzata inaspettata anche negli ambienti piú tradizionalisti.
    Speriamo che egli abbia anche la forza di iniziare le discussioni dottrinali e un bilancio spassionato di quasi 50 anni di Concilio.
    Oremus.

  120. don stefano bellunato scrive:

    “Cosa centra Mai l’idea che “Dio darebbe le malattie?” da Lei avallabile.”

    Si, Dio in quanto causa prima, operante tramite le sue creature di potenza ordinata.

    “La malatta come già detto sarebbe uno dei tanti aspetti Naturali, dunque come ogni Espressione Naturale sarebbe Frutto di Causa/Effetto.”

    Se Iddio ` Iddio, cioé “ens a se” la Natura é causa seconda, cioé non é “ens a se” ma anch`essa, come le malattie che ne sono parte, é “ens ab alio”, cioé strumento della Provvidenza: “OMNIA per ipsum facta sunt et sine ipso factum est NIHIL”!

    Insomma Iddio e Natura non si escludono nella causalitá, ma la seconda é subordinata al primo come lo strumento nelle mani dell´artista.
    Caro Artefice, la cosa non é difficile se si ammette che Dio sia Iddio e che operi di potenza ordinata tramite le sue creature, come l´artista “effice” l´opera per mezzo dello strumento.
    Ma come, proprio lei che é “Artefice” (ars: recta ratio factibilium”) dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro come…. l´Artefice “effice” l`artefatto.
    Per mezzo dello strumento.

  121. don stefano bellunato scrive:

    errata c. “Se Iddio È Iddio, cioé “ens a se”… volevo scrivere.

  122. ma non vedi che parli da solo?
    ma è meglio che nessuno legge.
    avresti grossi problemi con la legge.
    se coloro che attacchi si rivolgessero alla legge.
    ed invece sei il solo che legge.

    sentiamo, fai il nome del presunto autore della frase su CRISTO RE. Dai, dicci il nome di questo Successore degli Apostoli, tanto hai le prove no? mica dici il falso tu. tu sei coraggioso. hai persino affrontato….vabbè và, lasciamo perdere.

    guai a chi semina zizzania.

  123. Luisa scrive:

    La ringrazio, caro don Bellunato, per la sua analisi-riflessione.
    Sì preghiamo affinchè le acque si calmino e le discussioni fra la Santa Sede e la FFSPX possano cominciare e svolgersi con serenità e direi sopratutto al riparo di venticelli vaticani o-e cattive volontà varie da ambedue le parti.
    Il cammino sarà forse lungo e senza dubbio seminato di ostacoli ma confido nel reale e sincero intento di arrivare a quella riunione che dovremmo tutti sperare e augurare.

  124. Gladiator scrive:

    Carissimi io credo che se a un Concilio si dice di non parlare e testimoniare la verità , se a un Concilio si dice : ” questo si puo dire e quest’altro no “, oppure ” di questo non è politicamente corretto parlarne” , allora già nella premessa si vuole fare a meno dello Spirito Santo . Se poi si viene a sapere che nel messaggio di Fatima dato nel ’44 la Madonna chiedeva che fosse rivelato proprio nel ’60 e nel sessanta ,guarda caso , proprio quel tema si voleva evitare e quel Concilio non era previsto nel ’44 ,ma fu annunciato all’insaputa di tutti nel ’59 , allora c’è stata una volontà perversa di escludere la voce del Signore ; la sua guida , cadendo nell’apostasia annunciata da quel messaggio . “Soltanto il Potogallo si salverà dall’ apostasia …..” -.

  125. Gladiator scrive:

    Quindi per Fatima l’apostasia sarebbe il Concilio stesso .

  126. Artefice1 scrive:

    Caro Don Stefano……..non abbia a dubitare che la mia visione sia estremamente semplice nell’ammettere Dio, come PER tutte le cose, quando sono semplici Funzionano!

    Caro Artefice, la cosa non é difficile se si ammette che Dio sia Iddio e che operi di potenza ordinata tramite le sue creature, come l´artista “effice” l´opera per mezzo dello strumento.

    Dunque la Complicazione deriverebbe dalla CON-Fusione!!!
    L’Essere, Puro Spirito, Ovvero Puro Sentimento Originario, Senso Impresso nell’Opera, sarebbe IL SOSTEGNO IMPRESCINDIBILE PER L’ESISTENZA. Come dire l’Essere Determinante l’Eterno.
    Questo Essere (in noi) quando c’è (Persona), arriva ad annullare il Dolore, dunque ogni Degenerazione Naturale!

    Esistendo pure l’Individuo costituito di Natura, LIBERO e Dotato della Capacità di DETERMINARE, Egli solo è Causa del Proprio Male, anzi IMPONE PURE LE CON-SEGUENZE che ne possono derivare ai CON-Viventi ed ai Posteri.

    Dunque il buona sostanza il Sentimento Puro (Dio Padre Creatore), neppure Determina l’Amore, necessitando l’Amore del Tempo Naturale (Amare è Donare il Tempo, come avrebbe Dimostrato Gesù Cristo Figlio), Dio Padre Creatore si manifesta solo CON la Relazione!!!

    Questo io Ritengo, ma I significati non CON-Sentono trasmettere il Senso.

  127. Cherubino scrive:

    Gladiator i suoi tentativi di fare esegesi peggiorano di giorno in giorno. Quando Gesù ha detto di prendere la spada voleva dire di prepararsi anche a divisioni dolorose (in altro passo cita genitori e figli) tanto è vero che nell’unico passo in cui qualcuno dei suoi ha veramente preso la spada lo ha rimproverato, ha rimesso le cose a posto e ha detto: “chi di spada ferisce di spada perisce”. Lasci perdere le sue interpretazioni falangiste e fondamentaliste e si converta al Vangelo.

  128. Gladiator scrive:

    Germania : Vescovessa Kassman divorziata .

    06 agosto 2007 – (ve/idea) L’unione matrimoniale della vescova luterana di Hannover Margot Kässmann con il pastore evangelico Eckhard Kässmann è stata legalmente sciolta. Lo ha comunicato, il 6 agosto, il portavoce della Chiesa evangelica luterana di Hannover. Margot ed Eckhard Kässmann, genitori di quattro figlie, sono stati sposati per 26 anni. La 49enne vescova, che presiede dal 1999 la Chiesa evangelica luterana di Hannover, la più grande chiesa evangelica regionale tedesca, e che fa parte del comitato direttivo della Chiesa evangelica in Germania, aveva già annunciato lo scorso 10 maggio di avere inoltrato la richiesta di divorzio.
    Il consiglio direttivo della Chiesa di Hannover ha fatto sapere di avere discusso la questione del divorzio della vescova e di essere giunto alla decisione di esprimere a Margot Kässmann “il proprio incondizionato sostegno in questa fase difficile e di voler continuare a collaborare con lei nello svolgimento del suo apprezzato ministero”. La vescova Kässmann è considerata, in Germania, accanto al presidente della Chiesa evangelica tedesca, vescovo Wolfgang Huber, la personalità evangelica di maggiore profilo.
    Dopo l’annuncio della richiesta di divorzio, in Germania si è acceso un vivo dibattito sull’opportunità o meno delle dimissioni da parte della vescova Kässmann. La diretta interessata si è rivolta ai pastori e alle autorità ecclesiastiche della sua chiesa, con una lettera, affermando di voler continuare a svolgere la propria funzione di vescova. “Il fallimento del mio matrimonio non condiziona la mia vocazione al servizio della chiesa. Intendo continuare a svolgere il compito affidatomi. Posso continuare a rappresentare un modello mantenendo un atteggiamento aperto, di trasparenza e autenticità“. La vescova ha ribadito di ritenere il matrimonio “un dono buono del Signore”, nel quale anche lei continua a credere. “Chi si sposa, deve essere deciso a rimanere unito al proprio partner per tutta la vita. Anche io e mio marito volevamo che le cose andassero in questo modo, purtroppo abbiamo fallito”. Kässmann ha detto di credere che “la grazia di Dio non dipende dal fallimento o dal successo del matrimonio, ma è donata liberamente per amore”.

  129. Cherubino scrive:

    il rapporto tra causa prima e seconda, illustrato come di strumento nella mani di un artefice (non quello che posta in questo blog per fortuna) non è corretta.
    Essa sottovaluta l’azione nelle cause seconde di leggi proprie nell’essenza e nell’attività. Dio in quanto causa prima ordinariamente non forza l’attività delle cose create contro la loro natura, nè devia dal loro corso i rapporti di causa ed effetto tra le cose create. L’azione straordinaria (miracolo) di Dio è eccezione e non regola. La sua Provvidenza e quindi il suo essere causa prima si attua nel far sì che l’immenso incrociarsi di relazioni produca effetti buoni. Nel caso degli esseri spirituali (angeli e uomini) le azioni buone o cattive restano tali in sè, ma Egli sa destinare al bene anche le azioni malvagie. Bisogna stare attenti in questa dottrina a non rendere la volontà umana come vincolata da quella divina. Egli è causa prima della nostra libertà primaria ed è causa prima degli effetti da noi non voluti quando pecchiamo, ma non ha comandato a nessuno di peccare.

  130. Cherubino scrive:

    per i catastrofisti di vario genere: la Chiesa gode buona salute. Lo dicono inequivocabilmente i dati dell’Annuario Pontificio 2009.
    http://www.zenit.org/article-17378?l=italian

  131. Artefice1 scrive:

    Cherubino….ahahahahah………mi temi forse?

    “””il rapporto tra causa prima e seconda, illustrato come di strumento nella mani di un artefice (non quello che posta in questo blog per fortuna) non è corretta.”””

    Dimentichi che saremmo Uguali???

    Te lo ripeto, visto che PER-Severi questa PER-Versione.

    “””Essa sottovaluta l’azione nelle cause seconde di leggi proprie nell’essenza”””

    Ma dico io.
    Quali MAI sarebbero queste LEGGI Essenziali, Pratica-Mente Determinate sa Individui Calati Nell’Imperfezione???

    Spero di farmi capire, prima o poi, anche da te.
    Ritengo che l’Essenza (Puro Sentimento Originario Manifestato da Dio Padre Creatore e Impressa Nell’Universo Riflettente appunto: IL SENSO, LEGGITTIMA!!!
    Non è UNA LEGGE!!!
    NELL’UNICITA’ PERFETTA, POTRESTI DIRCI A CHE SERVIREBBE MAI LA LEGGE???

    DIO PADRE CREATORE PROPONE LA RELAZIONE!!!

    Posso capirti sai?
    Questo progetto Originario non ti può andar bene perché inibisce il Potere!

  132. Tradizionalista scrive:

    Su papanews.it consiglio la lettura di un editoriale intitolato ‘Eretici’ e scritto da Monsignor Andrea Gemma.
    Grazie.

  133. bruno frusca scrive:

    CHERUBINO:

    Vorrei poter condividere il suo ottimismo sulla attuale situazione della Chiesa Cattolica che le statistiche danno in crescita, ma, come Lei ben sa, non sempre la quantità da sola è indice positivo ( anche se non trascurabile ).

    Se le sarà possibile, veda di non aggredire sempre quanti non sono in pieno accordo con lei.

    Inoltre voglia accettare un piccolo consiglio: renda i suoi post un po’ più ricchi di carità è meno professorali ( e anche un po’ più corti )

    Un cordiale saluto.

  134. laurentinum scrive:

    Cari Amici non si puo che augurarvi un successo in questo viaggio preparativo a quello del Santo Padre sulle orme di Cristo, dove sarà riunito il vecchio tempio con il nuovo tempio come fulcro di una nuova era per la storia umana tramite l’alleanza unica e riconfermata di Dio.
    Molte forze in particolare quelle che hanno sfruttato l’affare williamson, come il Cancelliere Tedesco e una parte della chiesa tedesca ribella, lobby omosex, Luterani esasperati o altri, hanno fatto il lorro possibile per deragliare l’attesa visita del Santo Padre nel tentare di fare credere quello che egli non era e cioè alimentando e creando la giustificazione per show blasfemi. Questo è il frutto di forze che temono di essere relegate nel dimenticatoio della storia dalla grandezza degli avvenimenti a venire. Il male tedesco questo iper-romanticismo dove Dio é confuso con la natura , magnificato da Wagner dove uno sceglie la sua morte non è altro che nazismo o nazionale comunismo serpeggiante, non ha caso Marx e Hitler erano di cultura tedesca , per combattere questo male del secolo la spirito santo primo a nominato Giovanni Paolo II per affrontare il “super uomo” comunistus, poi lo spirito santo ha scelto Benedetto XVI perché chi meglio di lui puo estirpare questa pianta del male in Germania e finire l’opera , egli è veramente il custode della vigna del signore estirpandone le piante più malefiche , i ribelli tedeschi l’hanno ben capito che era venuto l’ora, non è in realtà contro Benedetto XVI che si scagliano ma bensì contro la volontà stessa dello spirito santo di sconfiggere il male oscuro che serpeggia in Germania. Ratisbonna diventerà uno dei luoghi, dove il futuro della civiltà Europea si deciderà dunque la civiltà occidentale, di conseguenza, li lo spirito è pronto a dare battaglia e a scendere nel’arena tale un gladiatore dell’antica Roma.
    In questa grande battaglia dello spirito, il viaggio del Santo padre in terra Santa sarà dunque un anticipo dell’ultimo giudizio della storia, quello di Dio con i uomini tramite il figlio dell’uomo e l’alleanza riconfermata.

    Laurentinum

  135. Cherubino scrive:

    sig. Frusca, cercherò di far tesoro dei suoi consigli, però le faccio notare che essere un professore non è peccato. Vengo da una cultura che non demonizza le diversità anzi le valorizza. E poi sono cresciuto per le strade dei peggiori quartieri di Napoli… ma ciò che conta è saper dire con S. Ignazio “Signore che io non preferisca ricchezza a porvertà, onore a disprezzo ecc. ecc.

    Quanto alla quantità non crede di avere un pò di disistima verso coloro che hanno realizzato l’Annuario ? uno studio quantitativo che non faccia emergere dati qualitativi è uno studio mal fatto. Invece sembra che il papa l’abbia molto apprezzato. In secondo luogo, di fronte a dati quantitativi certi l’onere della prova che essi portino a conclusioni fuorvianti si inverte: è chi li contesta che deve dimostrare perchè certi numeri non equivalgono a “realtà” sostanziali, cioè deve falsificarli rilevando l’errore metodologico che permette di “scostare” il dato (numero) dall’informazione (concetto).
    Purtroppo mi ha costretto a fare ancora il professore… me ne vergogno profondamente ma è più forte di me… :)

  136. Luisa scrive:

    Ci sono le ciffre, c`è l`analisi delle ciffre, c`è l`abilità di far dire alle ciffre quello che si vuole esse dicano, mettendo in rilievo un punto e tralasciandone un altro, insistendo su certe ciffre e trascurandone altre.
    Ci sono le ciffre nude, se posso esprimermi così, poi ci sono le analisi fatte dagli specialisti, le diverse interpretazioni, le diverse visioni.
    Da un`analisi molto rapida, lo confesso, sembrerebbe che il miglioramento venga dall`Africa e dall Asia, la situazione è molto meno rosa in Europa e in America.
    Non si dice poi da dove vengono in Europa l`aumento delle vocazioni, ma sappiamo che sono in gran parte dovute a chi è legato alla Tradizione.
    E poi, al dilà delle ciffre, anche se mi rallegro che il cattolicesimo sia in crescita in certi parti del mondo, non è purtroppo un bilancio, fosse anche pontificio, a nascondere o smentire la realtà che ho sotto gli occhi, non solo nel mio piccolo angolo di Terra, ma in Europa e lo abbiamo visto anche recentemente.
    C`è la quantità e c`è la qualità, quanto è vera questa affermazione.

  137. Luisa scrive:

    La Chiesa va bene, molto bene.
    Vorrei solo segnalare quella che per me è una pessima notizia.



    DISPENSA DEL SANTO PADRE

    

Il Santo Padre ha dispensato il Rev.do Mons. Gerhard Wagner dall’accettare l’ufficio di Vescovo Ausiliare di Linz (Austria).
[00354-01.01]



    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23490.php?index=23490&lang=it#DISPENSA%20DEL%20SANTO%20PADRE

    

Se questa dispensa non è seguita da una decisione del Santo Padre che indica chiaramente la sua volontà di rimettere ordine in quella diocesi, ciò significherebbe che la Santa Sede ha ceduto alla pressione di gruppi progressisti che non operano di certo nel senso della fedeltà al Successore di Pietro.
    Ciò rischia di “legittimare” le contestazioni sistematiche, lanciate e rilanciate con l`aiuto dei media, di incoraggiare chi vuole andare verso una piena autonomia delle conferenze episcopali nazionali.
    Spero che questa dispensa sia seguita da una decisone compensatrice e chiarificatrice.

  138. bruno frusca scrive:

    CHERUBINO:

    Caro amico, lei mi attribuisce intenzioni e capacità di analisi che non possiedo ( Il dato… l’informazione… ecc. ecc.) Mi ero limitato ad osservare che la quantità non è di per sè un dato sufficiente per giungere a conclusioni.. e neppure avevo inteso criticare il lavoro degli estensori dell’Annuario cui lei fa riferimento.

    Sono perfettamente d’accordo con lei che ” essere ” professore non è un peccato. Diventa a volte stucchevole ( non riprovevole, sia chiaro ) l’atteggiamento di chi voglia ” fare ” il professore, anche quando non è necessario.

    Cordialità

  139. don stefano bellunato scrive:

    Esistendo pure l’Individuo costituito di Natura, LIBERO e Dotato della Capacità di DETERMINARE, Egli solo è Causa del Proprio Male, anzi IMPONE PURE LE CON-SEGUENZE che ne possono derivare ai CON-Viventi ed ai Posteri.

    quale male? Distinguere please!
    A)male Morale: concedo; quia Deus hoc non volet ULLO MODO (Conc. di Trento)Deus est INTENTATOR MALORUM (moralium).ognuno é tentato dalla propria concupiscenza…(Jac 1, 13-14);
    B)male Fisico: nego ; quia 1)OMNIA per IPSUM facta sunt…
    2) la corruzione della materia é un prorpio della materia; la corruzione della materia vivente (morte, malattia) é un proprio degli animali, anche se razionali come l´uomo. Essa sarebbe esistita anche in Adamo se non avesse avuto i doni preternaturali dell´immortalitá e dell´integritá.Essa ha dunque Iddio come primo autore, il quale, dopo il peccato originale reintrodusse detta corruzione come punizione per il peccato.

  140. convertiti.
    e CONFESSA quel terribile peccato ad un santo Sacerdote.
    e che la Vergine faccia scorrere sul tuo viso calde lacrime di pentimento e compunzione.

    un giorno verrà il giudizio di Dio.

  141. Messaggio a Mirjana 2 Marzo 2009
    “Cari figli! Sono qui in mezzo a voi. Guardo nei vostri cuori feriti e inquieti. Vi siete persi, figli miei. Le vostre ferite del peccato diventano sempre più grandi e sempre di più vi allontanano dall’autentica verità. Cercate la speranza e la consolazione nei posti sbagliati, invece io vi offro la sincera devozione che si nutre di amore, di sacrificio e di verità. Io vi dò mio Figlio”.

    http://www.medjugorje.hr

  142. Artefice1 scrive:

    Don Stefano Carissimo
    Se quei significati fossero frutto della Convenzione Onorata da Gesù Cristo e Inventata dal Padre e non fossero Invenzioni Pagane, potrei risponderle.

    Poi, Cortesemente, Se mi fornisci, Non dico le impossibili Prove, ma un semplice Indizio Logico e Riconoscibile Essenzialmente, che non sia un significato inventato naturalmente, pur riconoscendo la Buona Volontà, Ti prometto che Crederei Ciecamente a quella cocente PER ora pare proprio provvisoria sciocchezza.

  143. Artefice1 scrive:

    Cosimo Carissimo…….cerca di capirmi CON-Sentendo.

    “”"Io vi dò mio Figlio”"”

    Se t’Assomiglia, ovvero NON CON-SENTE, te lo dico subito e Chiaro.

    Puoi Tenerlo!

  144. Artefice1 scrive:

    Don Stefano…..cerco di spiegarmi.

    Se come presumi dicendo a proposito della Morte e della Malattia “Essa sarebbe esistita anche in Adamo se non avesse avuto i doni preternaturali dell´immortalitá e dell´integritá.”
    Sarei Legittimato Ritenere che tale CON-Dizione COM-Porti la PER-Fezione.
    Per questo semplice Fatto NON TI CREDO PROPRIO!
    Semplicemente perché Ritengo che la Perfezione Impone l’UNICITA’
    PER Tanto i casi sarebbero sempre Due
    1) In Adamo era la Perfezione, dunque non Esisteva Naturalmente!
    2) Oppure Essendo Imperfetto (Ovvero Frutto della Separazione, GODENDO DELLA LIBERTA’) non poteva godere dell’Immortalità!

    CON-Vieni???

  145. Luisa scrive:

    Foto del viaggio in Terrasanta visibili qui :

    http://www.ilgiornale.it/viaggi_terrasanta_foto.pic1?

  146. ma basta, stolti, con stì giochi di parole.
    ma volete davvero ignorare gli avvertimenti?

    mi metto in ginocchio, convertiti, fai la VERA conversione della tua vita e spendi i giorni che ti restano a CERCARE di cancellare quella colpa enorme.

    Comincia col leggere qui:

    “Cari figli! Sono qui in mezzo a voi. Guardo nei vostri cuori feriti e inquieti. Vi siete persi, figli miei. Le vostre ferite del peccato diventano sempre più grandi e sempre di più vi allontanano dall’autentica verità. Cercate la speranza e la consolazione nei posti sbagliati, invece io vi offro la sincera devozione che si nutre di amore, di sacrificio e di verità. Io vi dò mio Figlio.”

    Dopo di chè lascia perdere tutto
    vai lì
    prima ti confessi tu
    e poi passa il resto dei tuoi giorni
    ad amministrare il Sacramento della Riconciliazione.

    E’ l’unica via per te.

    ed l’ultima volta che te lo dico ripetendoti con la Bibbia:
    UN CUORE OSTINATO ALLA FINE CADRA NEL MALE

    ecco, non essere ostinato
    ed il Signore compira meraviglie
    persino con te.

  147. raffaele savigni scrive:

    “Il Santo Padre ha dispensato il Rev.do Mons. Gerhard Wagner dall’accettare l’ufficio di Vescovo Ausiliare di Linz”.
    Per me non è una cattiva notizia. E spero che il parere delle conferenze episcopali nazionali venga maggiormente ascoltato in futuro, per evitare “incidenti” di questo genere.

  148. Artefice1 scrive:

    Caro Cosimo
    Ti Rispondo Personalmente.
    Anche se non mi Riguarda Affatto il tuo commento!!!

    Lo faccio perché é Indispensabile, visto che ti escludi, sentenziando PER Supposizioni gli altri.

    Vedi piuttosto di abbandonare i tuoi significati INUTILI, Potrai Sentire In Verità, ANCHE DI QUANTO AVRESTI PER-SEVERATO DA PER SUASO.
    Fossi CON-Vinto quelle sciocchezze neppure le sogneresti, né ambiresti a tale Potere.

    Dio Padre Creatore Ispira CON-Tinuamente Tranne gli Avvenimenti. Non usa la contingenza!!!
    Questa sarebbe l’Armonia, chiamata Democrazia che quando la Ri-Ascolti diventa Melodia.

    Al resto non pensarci, provvede Lui.

  149. Cherubino scrive:

    anche io ringrazio Luisa per la bella notizia. Evidentemente anche il Santo Padre ha riconosciuto cosa buona per la Chiesa austriaca la rinuncia di Wagner.

    Per Frusca, sono d’accordo con lei, il punto è che spesso in questo blog l’andamento delle discussioni è polemico, quindi la “necessità” di assumere un punto di vista più tecnico sorge da sè. E’ vero che la cosa può prendere la mano, come è vero che, avendo ognuno i suoi buoni meccanismi di difesa, è probabile che uno dei miei preferiti sia la razionalizzazione. E quindi la ringrazio per il suo consiglio che non trovo per nulla offensivo.
    Quello che però deve essere chiaro è che ad ogni attacco ognuno ha diritto -e dovere aggiungo io in questioni di fede- di sostenere quella che ritiene la verità con la migliore argomentazione possibile. Disse S. Pietro “siate pronti a dare ragione della speranza che è in voi” (1 Pietro 3) e anche Paolo “Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna” (2 Tm 4, 2).
    Infine devo rivelarle anche un piccolo particolare: quando feci anni fa la preghiera per l’effusione dello Spirito Santo nel Rinnovamento nello Spirito, durante la preghiera d’intercessione una persona chiese per me il “dono di Scienza” (per un approfondimento consiglio il sempre ottimo Augusto Drago, I doni dello Spirito, ed. Ancora di cui trova anche in rete vari brani e commenti). Devo dire che ho sentito spesso l’azione di questo dono, senza nulla togliere allo studio (“gratia non tollit naturam sed perficit”) e alla possibilità di errare come chiunque altro. Ovviamente lei sicuramente sa che la prima “sapienza” di chi è veramente colto è la consapevolezza della straordinaria quantità di cose che ancora non sa, al cui confronto ciò che si sa appare veramente poco. Questo senso di perenne inadeguatezza di fronte al mistero del reale che sempre ci supera, di cui cogliamo solo sempre una piccola parte, e al cui apice sta Colui che ingenerato di tutto è l’origine (“aghennetos”). Come dice la Scrittura “principio della Sapienza è il Timore del Signore”. Per questo cerco ogni mattina di fare “ascolto” (la mia piccola lectio) sulle letture della liturgia del giorno. Questo per me vale più di tutti i libri e i bei discorsi della terra.

  150. Luisa scrive:

    Chgerubino, lungi da me il desiderio di entrare nuovamente in polemica con lei, niente mi interesserebbe di meno.
    Però il suo ringraziarmi per la buona notizia definita da me pessima, è sintomatico e rivelatore del poco rispetto che lei ha per chi non condivide il suoi pensiero e opinione.
    Raffaele Savigni ha pure lui espresso la stessa sua opinione, ma senza ironizzare sulla mia o quella di altri.
    La scienza se e quando non è unita alla vera umiltà e al rispetto dell`altro è parassitata dall`orgoglio.
    Per quel che riguarda la dispensa accordata a Mons. Wagner mi asterrei dal definire buona per la Chiesa austriaca quella rinuncia in assenza di un`analisi più approfondita della situazione di quella Chiesa che è veramente in uno stato di quasi apostasia come testimoniato anche da chi in Austria ci vive o che ne è reduce.

  151. Luisa scrive:

    Definire poi “bella” una notizia che ha senza dubbio causato sofferenza a diverse persone, in primis a Mons. Wagner , che è senza alcun dubbio stata preceduta da manovre poco belle e rispettabili, che rivela la situazione poco rilucente di una Chiesa, che ha costretto il Papa a ritornare su una sua decisione….mi sembra un tantino esagerato e fuori luogo !

  152. artefice CON-vertiti.

    “puzzi” di avversione a medjugorje lontano un miglio.

    e se poi sei chi dico io
    allora il tanfo è nauseabondo.

  153. Cherubino scrive:

    insomma ! non lo sa Luisa che i napoletani sfottono ? dopo il pallone, le sfogliatelle e la monnezza è una delle cose principali per noi ? Quanto alle sofferenze, fossero sempre queste le sofferenze della vita … c’è ben altro secondo me che fa patire, al cui confronto queste sono bazzecole. Pensi ai ninos de rua, alle donne sottoposte ad infibulazione, agli stupri, a quelli che da un giorno all’altro si trovano senza lavoro con moglie e figli da sfamare … mi preoccupano di più i crolli dei colossi finanziari che affondesseranno la vita di milioni di persone, o certa chimica allegra che diffonde malattie e tumori a piene mani. Cosa vuole che sia la mancata nomina a Vescovo di Wagner… a parte il fatto che continuo a ritenere che se la quasi totalità dei Vescovi austriaci si è fatta sentire a sfavore qualche buon motivo ci doveva essere.

  154. Artefice1 scrive:

    Kosimo

    Ti sei pluridefinito Chiaramente da solo!

    Ti avrei già CON-Sigliato di CON-Fidare in Dio Padre Creatore, non nei tuoi significati PRE-Diletti, Naturalmente Ulimi.

    Io mi corico e mi addormento, poi mi sveglio perché mio Padre mi sostiene. Non temo te né la moltitudine di genti che contro di me si sono accampate.

    Almeno Vergognati.

  155. Marina scrive:

    Il mondo cattolico non ha bisogni di “santi iquisitori”
    Lascino da parte le maledizioni divine,che non servono,ormai più nessuno ci crede.Sono eventi naturali che le religioni hanno sapientemente usato per impaurire e sottomettere.
    Quindi hanno fatto fatto bene i vescovi austriaci a mettere i paletti a Wagner.
    Indietro non si torna.La chiesa deve rispolverare il vangelo e i 10 comandamenti,applicandoli,se vuole riconquistare la fiducia dei cattolici.
    Un cordiale saluto

  156. Gladiator scrive:

    ATTENZIONE ! ATTENZIONE !
    RIVOLUZIONE !

    ORA I GESUITI SONO DIVENTATI CREZIONISTI FINALMENTE !
    http://www.ticinodiocesi.net/index.php

  157. don stefano bellunato scrive:

    carissimo artefice,
    ho preso nota delle tue obiezioni, credimi, con interesse: Ma necessito la risposta ad una domanda prima di continuare a risponderti.
    Sei cattolico, cioé membro della Chiesa Cattolica Romana? Se non fosse il caso mi piacerebe sapere in quale confessione ti collochi.
    Poi vedremo anche di discutere sul tuo cavallo di bataglia, il “sinn und bedeutung”.

  158. Artefice1 scrive:

    Scusa Don Stefano

    IL CATTOLICESIMO (Esempio di Gesù Cristo) sarebbe LA SANTA CHIESA DEPOSITARIA APPUNTO DELL’UNICO SENTIMENTO DETERMINANTE E IMPRESCINDIBILE PER L’ESISTENZA???

    Oppure sarebbe un Partito? Fazione? Squadra? Associazione? Movimento? Un Ente Fonda-Azione???

    Non ti Basta quello che dico a Testimonianza?
    Oppure Immagini che stia scherzando?

  159. scambiatevi il numero di telefono o la mail.
    davvero incomprensibili ed irritanti i vostri monologhi scimmiottanti un dialogo.
    go home, go away, go dove volete (purchè non qui)

  160. Artefice1 scrive:

    Kosimo…..non fare anche il ridicolo.
    Possibile che non sai metterne in fila una CON l’altra?
    Fossi in te proverei a CON-Trollare almeno i nervi

  161. don stefano bellunato scrive:

    salve artefice, mi duole che la mia domanda ti abbia irritato. non era mia intenzione, credimi, cercavo solo di capire. Sai, non sempre ció che ti sembra chiaro lo é anche agli altri.
    In ogni caso ci si risente, ora devo andare.
    unione di preghiere

  162. Artefice1 scrive:

    Don Stefano……non immaginare solo il verosimile.
    Occorre la CON-Ferma per poter affermare la propria Idea Individuale.

    Non mi hai affatto irritato, piuttosto ti sono molto grato, per il semplice fatto che m’avreati PER-Messo Comunicare quanto Sento, Sinceramente.
    Sarebbe un fatto molto raro.

    Approfitto prendendo uno spunto dal tuo commento precedente.
    Proponendo una riflessione a proposito del termine “CON-Cupiscenza”
    A volte ci si scontra solo per il fatto che ciascuno all’insaputa dell’altro assegna significati diversi alle parole.
    Questo Prodotto composto chiamato significato, che disdegna il Senso, porta al travisamento, PRE-Disposto alla manipolazione, dunque all’annientamento, di ogni Buona Proposizione. Ovvero ogni significato CON-Senso.

    (Conc. di Trento)Deus est INTENTATOR MALORUM (moralium).ognuno é tentato dalla propria concupiscenza…(Jac 1, 13-14);

    Per Tanto

    Se alla CON-Cupiscenza assegnassimo il significato sinonimo di “Desiderio di Fare, Passionalità, Intemperanza, Bramosia, Avidità ecc.” direi che la Natura si sarebbe accaparrata ogni possibile forma espressiva, pur non Essendo lei l’esclusiva Effettività

    Altrimenti si capirebbe il Senso, dunque in Verità la proposizione del CON-Cilio.
    CON(Dio Padre Creatore) -CUPI(Invisibile)-SCENZA(COM-andante Libero)

    Si capisce?

    Così e sempre, Idealmente unito.

  163. BASTA: SEI INSOPPORTABILE!

  164. Artefice1 scrive:

    Sentimi Bene Kosimo
    Se mi spieghi per Bene la Ragione che ti porta a queste reazioni.
    Posto che sia CON-Forme ed accoglibile.
    Ti Prometto che assecondo senza ripensamenti la tua Proposta.
    Ti va Bene???
    Spiegati!

    Caro Don Stefano……ma ci mancherebbe altro, oltre l’eternità.

    “”"Insomma Iddio e Natura non si escludono nella causalitá, ma la seconda é subordinata al primo come lo strumento nelle mani dell´artista.”"”

    Neppure sopravviveremmo, o meglio esisteremmo, ritengo.
    La natura fosse priva dell’Essenza Determinante come minimo esisterebbe come non ci fosse.

    La Distinzione imprescindibile, nasce secondo me, dal fatto che per l’Umanità la Natura s’IMPONE Concretamente, mentre il Senso, Dio Padre Creatore, Essenza Determinante, Puro Sentimento, Opera pure Inconsciamente. Ovvero se ne frega che tu lo capisca oppure no. Il Tuo Bene lo avrebbe già PRE-Disposto.

    In FATTI, Dio Padre Creatore HA PRE-DISPOSTO TUTTO PER-FETTAMENTE, DUNQUE NON NECESSITA DI RITOCCHI.

    Mentre l’Individuo Dotato della Capacità di Determinare, Appunto nel CON-Testo Determinato chiamato TUTTO, Comprendente il Bene ed il Male, Sceglie e assume ogni CON-Seguenza.
    Chiamiamola Positiva, quando sarebbe CON-Forme, altrimenti Malattia quando Dis-Gusta.
    Causa ed effetto sarebbero propri della Separazione, Libera ed Imperfetta, Non della Perfezione del Padre Dio Creatore.

    Il Padre non si lascia CON-Dannare dal Figlio Incapace della Relazione, dunque Incosciente!!!

  165. matteo scrive:

    Rispetto a quanto scrive un certo Gianni incolpandomi d’avercela con il signor Tornielli, almeno 80 post più in su, rispondo ora in quanto prima ignaro di tutto: “Raffaella” è il nome di un blog cattolico che molto spesso rilanciano articoli e testi scritti da Andrea Tornielli. Tutto qua.