Pio XII, l'incontro allo Yad Vashem

[photopress:cov_yadvashem_040607ok.jpg,full,alignleft]Cari amici, molti di voi mi hanno scritto chiedendomi notizie del convegno a porte chiuse che si è svolto domenica 8 e lunedì 9 allo Yad Vashem di Gerusalemme, per fare il punto sullo stato della ricerca su Pio XII e la Shoah. Questo è l’articolo che pubblico oggi sulle pagine culturali del Giornale. Credo che il dialogo e il confronto fra due diverse posizioni – quella che accusa Papa Pacelli di “silenzio” e di insensibilità, e quella che invece legge la sua prudenza verbale alla luce della grande e innegabile opera di carità messa in atto – sia stato positivo. Ciò che è avvenuto a Gerusalemme è soltanto il primo passo di un cammino. Ma il clima è stato cordiale, positivo e – soprattutto dalla direzione di Yad Vashem – è stata dimostrata disponibilità ad acquisire e pubblicare i documenti che abbiamo prodotto. Vorrei ringraziare il nunzio apostolico Antonio Franco, e i due organizzatori dell’evento: don Roberto Spataro, dello Studium Theologicum Salesianum di Gerusalemme, e Yael Nidam-Orvieto, dello Yad Vashem.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

22 risposte a Pio XII, l'incontro allo Yad Vashem

  1. L'Enigmista scrive:

    Il dialogo da sempre buoni frutti. Specie quando a condurlo ci sono persone in gamba.

    I miei complimenti Dottor Tornielli.

  2. Curioso scrive:

    Complimenti.

    Ovviamente, a tutto questo – stante “le porte chiuse” – bisogna credere sulla parola …

    Ah, la trasparenza e il dialogo ! Frutti (perduti ?) del CVII …

  3. Ratzingeriana scrive:

    Caro Andrea, complimenti vivissimi come sempre, un abbraccio! Ratzingeriana

  4. sasso scrive:

    …Poi, l’arcivescovo ha fatto notare come non esista un documento scritto di Hitler che ordini la terribile «soluzione finale» contro gli ebrei, anche se nessuno ovviamente dubita che sia stato il Führer in persona a pianificare il genocidio. «Lo stesso criterio – ha detto il nunzio – vorremmo fosse applicato alla Chiesa cattolica e al Vaticano di fronte alla mancanza di un ordine scritto del Papa in favore degli ebrei. Non contano solo i documenti, conta anche la realtà dei fatti».

    ahahaahaha!!!!cosa avrei dato per vedere le contorsioni dei rabbini!

  5. Cherubino scrive:

    ringrazio Enos per la difesa e segnalo questo eccezionale insegnamento del vescovo e teologo Bruno Forte, proprio sul rapporto tra antica e nuova alleanza, sulla teologia della sostituzione e sulla chiamata irrevocabile di Israele.
    Credo di non aver mai letto nulla di più chiaro, approfondito e documentato.
    http://www.sidic.org/fr/conferenzaView.asp?id=10

  6. Fr. Martini scrive:

    Tutti i post che appaiono nel blog fanno riferimenti a Isrele, gli ebrei, il caso Williamson,… Capisco che il rapporto con l’ebraismo è una delle questioni importanti nel momento attuale della Chiesa… Ma è l’unica? Non ci sono altre preoccupazioni?

  7. Roberto Martelli scrive:

    Che s’haddafà pe’ campà!

  8. A. scrive:

    Ponendosi nella prospettiva della Curia, l’esito della riunione allo Iadvascem è molto negativo.

    L’obiettivo che era lecito auspicare venisse raggiunto era quello di una breve integrazione della didascalia sotto la fotografia di Pio XII, che in spirito “wikipediano” (ossia, la verità è relativa: a questo ci siamo ridotti), attestasse, senza eccessiva enfasi, che sull’operato del pontefice vi sono letture diverse e affatto contrarie alla sua presentazione come volenteroso complice dei nazisti.
    Questo risultato minimo sarebbe stato, a tempo debito, ingigantito dal Vaticano per far digerire all’opinione pubblica cattolica che il papa possa andare allo Iadvascem a farsi prendere per i fondelli.

    La direzione dello Iadvascem, che evidentemente se ne infischia del governo israeliano (al quale vicenda di Pio XII va di traverso e farebbero volentieri a meno degli oltranzismi di certuni in tema), si sarebbe persino guardata dall’affrontare il tema della famosa fotografia. Uso volutamente il condizionale, perché credo proprio, malgrado Tornielli asserisca il contrario, che se ne sia, invece, discusso, magari non nella riunione di studio, ma “a latere” e forse non Tornielli. Di sicuro il nunzio ne ha parlato, eccome, trovando orecchie aperte nelle sue controparti politiche e chiuse in quelle dei funzionari del museo-santuario.

    E’ accaduto tutto, insomma, come avevo previsto qualche giorno or sono.

    E si comincia a vedere dove lo Spirito Santo vuole andare a parare: nessuna spugna d’aceto per lenire l’umiliazione del Vicario di Cristo, che dovrà passare davanti al ritratto di Pio XII esposto fra quelli dei delinquenti, se vorrà andare allo Iadvascem.

    Evidentemente, nei programmi della Provvidenza si vuol permettere o che il papa venga umiliato sino in fondo, oppure che sia indotto a non andare. E’ Gesù, infatti, che sa cosa conviene meglio alle pecore che ha affidato a Pietro.

    Quale delle due vie lo Spirito ha scelto, lo sapremo fra qualche mese. Contenti, comunque, perché, per chi ama Dio tutto concorre al bene.

    Mi dispiace soltanto della delusione dei funzionari curiali, che sono brave persone e contavano di riuscire a mettere la proverbiale pezza nuova sul vestito vecchio. Talvolta, purtroppo, non funziona. Ma essi avevano il dovere di tentarlo.

  9. Reginaldus scrive:

    Inutile impegnarsi nella speranza: Papa Pacelli sarà in eterno bollato di infamia dall’ odio ebraico per non avere voluto riconoscere lo Stato d’Israele, quello Stato che le grandi Potenze, Russia prima che gli Usa , avevano riconosciuto…Si vede anche in questi giorni , chi tocca i Israele muore, d’ ‘infamia’! Qualcuno non ha già parlato dell’ora delle tenebre?

  10. Caro Andrea,

    Consentimi di intervenire come diretto interessato su alcune gravi inesattezze che ho letto nel primo commento al tuo ultimo messaggio.

    1) L’analisi dell’articolo di Tornielli dà un quadro fedele di come si è svolta la nostra riunione a porte chiuse coi colleghi chiamati da Yad Va-shem.

    2) Non capisco come si faccia a considerare l’esito della riunione “molto negativo”, non conoscendone chi esprime questo giudizio i contenuti concreti.

    3) L’obiettivo era quello di parlare serenamente sulla figura di Pio XII, ciò che è stato, in un sincero confronto di pareri e con la produzione di molti documenti. A tal proposito, la “delegazione vaticana” si è presentata all’incontro abbastanza “ferrata”.

    4) La vessata questione della didascalia su Pio XII ha molto a che vedere con un confronto storiografico di cui si sono appena gettati i semi; essa ha pochissimo a che fare con gli aspetti protocollari, che sono stati affrontati in altra sede, tenendo ben presenti i problemi aperti.

    5) La direzione dello Yad Va-Shem, composta da storici, ha non solo il diritto, ma anche il dovere di infischiarsi altamente di ciò che il Governo israeliano pensa in merito alla didascalia su Pio XII, essendo un governo giocoforza guidato da esigenze e da considerazioni meramente politiche.
    Un’Istituzione scientifica qualsivoglia non si fa dettare da un qualsiasi Governo le norme di condotta su una questione che reputa scientifica e niente affatto politica. Ora: se Yad Va-shem ha voluto incontrare degli storici cattolici per parlare di Pio XII, evidentemente non si infischia affatto della questione della didascalia; vuole solo affrontarla e risolverla sul piano storiografico, senza pressioni politiche di sorta. Altrimenti, non sarebbe stato neppure possibile incontrarsi.

    6) Questo è stato solo il primo di una serie di incontri con Yad Va-shem, che speriamo lunga e fruttuosa. Abbiamo prodotto documentazione, abbiamo prodotto saggi, ed è prevedibile che di tutto ciò si faccia una pubblicazione congiunta. Continueremo a lavorare insieme. Non conosco altro modo di affrontare con Yad Va-shem la questione di Pio XII.

    7) Non posso parlare per altri. Ma per ciò che mi riguarda, invece di affrontare il tema della didascalia, nei miei colloqui privati con la controparte (soprattutto a tavola) ho preferito creare un’atmosfera di intimo scambio, di fiducia e di rapporti interpersonali (scambiarsi biglietti da visita, numeri di telefono, ecc) forse più utile per comprendersi meglio.
    8) E’ assolutamente inesatto dire che il Vicario di Cristo subirà un’umiliazione, passando “davanti al ritratto di Pio XII esposto fra quelli dei delinquenti, se vorrà andare allo Yad Va-shem”. Anche i meno esperti di protocollo diplomatico sanno che nessuno vorrà o potrà creare al Santo Padre simili imbarazzi. E, mi sia consentito dire, nel rispetto delle forme, mai come in questo caso, vi è rispetto della sostanza.

    Mi associo ad Andrea nel ringraziare il Delegato Apostolico a Gerusalemme, mons. Antonio Franco, don Roberto Spataro e Iael Orvieto, infaticabili propugnatori e organizzatori di questa splendida iniziativa.

    Matteo Luigi Napolitano

  11. roberto spataro scrive:

    Carissimo Andrea,
    leggo ora il tuo commento contenente il riferimento all’articolo apparso oggi sul “Giornale”. Abbiamo vissuto delle giornate molto importanti. Tutti noi che eravamo presenti abbiamo colto una sincera attitudine al dialogo e alla ricerca sincera della verita’. Credo che l’esito positivo sia da attribuire alla preghiera che tante anime buone hanno elevato per il successo dell’iniziativa. Tra esse, vorrei ricordare, con tanta gratitudine, le Carmelitane di Nazareth. Nella comunione del Corpo Mistico il contributo delle claustrali e’ indispensabile.
    don roberto

  12. Andrea Tornielli scrive:

    Vorrei ringraziare per i loro commenti gli amici Matteo Luigi Napolitano e don Roberto Spataro. Abbiamo condiviso giorni di lavoro molto intensi. A don Roberto anche la gratitudine per aver reso possibile, con un grande impegno, l’incontro a Yad Vashem.
    at

  13. A. scrive:

    Per Tornielli e Napolitano

    Prendo atto delle puntualizzazioni di M.L. Napolitano. Tenuto conto non solo dei loro contenuti, ma soprattutto delle loro comprensibili motivazioni, preciso a mia volta quanto segue:

    1) quanto da me scritto in merito all’incontro dello Iadvascem costituisce esclusivamente una mia personale valutazione della vicenda e di tutti i suoi profili, ivi compresi quelli relativi alle ipotesi da me formulate circa gli obiettivi che con tale incontro si siano posti coloro che vi hanno partecipato o che vi hanno in qualche modo contribuito

    2) non ho alcuna conoscenza diretta dei fatti e delle circostanze dell’incontro e della sua preparazione, né tantomeno una loro conoscenza indiretta, mediata attraverso contatti personali con chicchessia: non posseggo alcun particolare canale informativo, né in Israele, né in Italia, tantomeno ho contatti di alcun genere con laici o con esponenti del clero che svolgano attività in Vaticano o che abbiano accesso alle informazioni ed alle strutture del Vaticano.

    3) i fatti relativi a tale incontro di mia conoscenza sono ESCLUSIVAMENTE quelli, sicuramente parziali e incompleti, che ho appreso attraverso i media, ossia dipendono da informazioni DI PUBBLICO DOMINIO. Fra l’altro, non ho condotto alcuna ricerca e raccolta sistematica delle informazioni concernenti tale incontro che sono state rese di pubblico dominio

    Ho ritenuto necessario precisare tutto ciò alla luce della possibilità che qualcuno, leggendo i miei commenti, possa averne tratto la ERRATA conclusione che io abbia informazioni privilegiate sull’incontro in questione e abbia formulato una opinione qualificata in merito alla luce di informazioni non pubbliche.

    Inoltre è certo che, se alcuno può aver erroneamente dedotto dal tenore del mio intervento che io disponessi di qualche informazione privilegiata sulla vicenda dell’incontro allo Iadvascem, ciò costituisce circostanza assolutamente da me non voluta e della quale, nello scrivere il mio intervento, non mi sono in alcun modo accorto.

    Pur non mutando, alla luce di quanto scrive M.L. Napolitano, la mia convinzione che l’incontro non abbia risolto il nodo della famigerata fotografia, che per il papa sarà in ogni caso umiliante andare allo Iadvascem fintanto che tale fotografia starà dove si trova e con la didascalia attuale, e che, comunque, la Provvidenza divina disporrà per il meglio trasformando l’umiliazione in trionfo, desidero esprimere il mio RAMMARICO che il mio intervento abbia causato imbarazzo a chi ha partecipato all’incontro e/o ai suoi promotori, soprattutto a coloro ai quali va la mia incondizionata devozione.

    Al fine di evitare ulteriori, possibili equivoci e di ostacolare involontariamente il lavoro di chi sta lavorando per il pontefice, mi asterrò da altri interventi su questo tema.

    Ringrazio in ogni caso Tornielli dell’ospitalità accordatami.

  14. Gladiator scrive:

    8 GIUGNO 1972 messaggio a Domenico Masselli
    O figlio,dopo la Mia Assunzione al Cielo mi sono sempre interposta come Madre ,mediatrice tra il Mio Figliolo e tutta l’umanità.
    Durante questi secoli,quante grazie ho elargito,quanti favori,quanti castighi ho fermati sulla terra ,quanti colloqui ho avuto con le anime e,quante visite ho fatte ancora sulla terra per portare agli uomini i Miei messaggi !
    Ma gli uomini continuano ad offendere il Signore .Ecco perché desidero l’unione mondiale della comunione riparatrice ,un atto di amore e di riconoscenza da parte di tutti voi figli,verso il Signore .
    Ho scelto questo luogo perché sarà dedicato sempre alla preghiera per cui si trasformerà in un luogo di grazie.
    Ora guarda il Cielo, ricordati tutto e scrivi :”mi ha fatto vedere
    il Cielo col sole ala mia sinistra e sopra di me ho visto apparire il Santo volto di Gesù, risplendente di infinita bontà”.Dopo avermi guardato,Gesù si è girato in modo che io vedessi il Suo profilo, indi ha teso le mani in avanti e fissato lo sguardo su di esse; offrendole alla mia vista ,le vidi ,avvolgersi in una intensa luce che si innalzava verso l’alto simile ad una fiammata.
    Mi ha rivolto alcune parole…
    (il terzo segreto al mondo ) pregate

    3 NOVEMBRE 1972
    O figlio, dopo tre giorni di tenebre si possono concludere le mie parole annunciate a tutti voi .I castighi sono inevitabili perché l’umanità aberrava non è più in grado di redimersi .Il castigo finale sarà preceduto dal miracolo , ed il miracolo si verificherà dopo che i cattivi si saranno ubriacati di sangue .Dopo il grande miracolo cioè l’apparizione della croce nel cielo , si concluderà il periodo della misericordia di Dio , comincerà quello della giustizia che culminerà col flagello finale che annienterà i tre quarti dell’umanità. quindi , gli uomini saranno tutti cambiati e la carità di Cristo unirà tutti i cuori.
    pregate
    4 NOVEMBRE 1977
    O figlio,quante volte ti ripeto :avrai sofferenze e incomprensioni ,questa è la mia opera e nessuno la toccherà.I miei angeli hanno già iniziato la battaglia ,ai miei ordini stanno radunando da ogni parte del mondo questi miei figli . Il mio cuore sa con quali mezzi devono essere raggiunti,la mia gioia più grande è quanto mi rispondono di si. Militi si sentono tanto piccoli e indegni , riconoscono tante passate infedeltà e debolezze e sono come perplessi nel fare questo passo .Il si che essi mi dicono ,fa trasalire di gioia questo mio cuore . Quando io ordino nessuna struttura giuridica per il movimento è perché è mio preciso volere che si diffonda nel silenzio e nel nascondimento .O figlio ,dato che nessuno ti crede ,alias vias versus sumes, ti rivolgerai verso altre vie.
    Stai attento alla mia voce , ti metterò in guardia .Il nemico , non fidarti , ti attaccherà sempre .Quando ti avrò avvisato metterai la cella in una della tue stanze , dove dovrai soffrire per amore mio e per la salvezza dei peccatori.
    pregate
    18 NOVEMBRE 1977
    Lasciate, o figli, che per voi sia la mamma a parlare.
    Lo farei così volentieri se mi lasciaste liberamente agire in voi.
    Perchè io parli,ho bisogno del vostro silenzio.Alcuni di voi questo difficilmente riescono a capire : eppure questo silenzio è così necessario alla vostra stessa parola.Alcuni credono che per il mio movimento occorra fare,scrivere ,agire;eppure questo silenzio è così necessario alla diffusione del mio movimento secondo il disegno già chiaramente tracciato dal mio cuore immacolato.Parlate sempre con la vita , la vera vita sia sempre la vostra parola,allora sarò io stessa che parlerò in voi e per voi. Allora le vostre parole saranno intese dal cuore di chi vi ascolta.
    pregate

  15. Andrea Carancini scrive:

    la migliore difesa mai scritta su Pio XII:
    http://ita.vho.org/Rassinier.htm

    caro tornielli,
    perchè voi vaticanisti non nominate mai rassinier?
    eppure quando scrisse il suo libro su Pio XII, l’opera venne molto apprezzata negli ambienti di Curia:
    http://andreacarancini.blogspot.com/2009/02/paul-rassinier-buon-samaritano-di-pio.html
    domanda: come si fa a difendere in modo credibile PIO XII se non ci si decide finalmente a dire che la presunta “testimonianza oculare” su cui è stata imbastita la gigantesca soperchieria del dramma “Il Vicario” – e cioè il cosiddetto Rapporto Gerstein – è INATTENDIBILE (come è stato riconosciuto negli anni scorsi anche da uno studioso come Michael Tregenza)?
    va bene che voi vaticanisti “tenete famiglia”, ma un po’ di coraggio in più non guasterebbe.
    cordiali saluti,
    andrea carancini

  16. Lodevole l’intento di cercare di rimuovere l’inimicizia giudaica nei confronti di Papa Pio XII, anche se personalmente la considero una fatica sprecata in quanto ogni atto proveniente da parte giudaico-rabbinico-talmudica, tanto più se sionista, è solo e sempre stato organico agli interessi di parte israelita e mai onestamente disinteressato o teso a stabilire verità.
    Ma è pur vero che la speranza è sempre l’ultima a morire, anche se ultimamente pare essere proprio agonizzante.
    Le osservazioni di Andrea Carancini sono quindi da ritenersi più che valide e fondate, sicuramente da non sottovalutare.
    Recentemente rientrato, insieme ad un gruppo di osservatori e testimoni,dai territori palestinesi occupati, dalla così detta Terra Santa, ho visitato le comunità cattoliche e cristiane più isolate e abbandonate, fuori dai percorsi “turistici” dei “pellegrini”. A parte un paio di sacerdoti residenti e che eroicamente non le abbandonano, queste comunità, le pietre vive di Terra Santa, sono ignorate da tutti, carcerate nella loro propria terra, la Palestina storica e geografica, e mentre tutti sono rivolti ad un museo vuoto, lo Yad Vashem, dove verità e menzogna sono abilmente mescolate per confondere le idee al prossimo (vedi le calunnie nei confronti di Papa Pio XII ancora non rimosse), delle vite negate di intere comunità, padri di famiglia, madri, miriadi di bei bambini, del loro lavoro impedito, della loro libertà di comunicazione, di accesso alle cure mediche, nonchè delle angherie di coloni ebraici e fanatici di ogni tipo, nessuno si occupa. Tanto rispetto per un museo funebre artefatto e organico al ricatto sionista nei confronti del mondo, e nessuna considerazione per un popolo vivo, nelle cui vene scorre sangue caldo, prigioniero e ostaggio di coloro di fronte ai quali ci si inchina e prostra in omaggio a lutti antichi di oltre 60 anni. Prima o poi verrà edificato il museo dell’olocausto palestinese, causato da 60 anni di lento genocidio per via della follia ideologica sionista e della cinica vigliaccheria imperiale britannica. I nomi degli attuali e passati leader israeliani, nessuno escluso, non potranno che essere, al pari di Pio XII oggi, esposti quali complici dei crimini commessi da Deir Hiassin al Libano a Gaza. Vedremo se tanta deferenza e sensibilità sarà offerta allo stesso modo, dalla ostinata gerarchia rabbinica, ai martiri senza nome rinchiusi nel lager di Cisgiordania e Gaza. Questa è ovviamente un’illusione e una provocazione, perchè sappiamo tutti bene che mentre ci ricorderemo della Shoah imperituramente, della Nakba palestinese, cristiana e musulmana, nessuno vorrà mai celebrare la memoria. Ma la speranza, anche se agonizzante, è sempre l’ultima a morire.

  17. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile direttore di Terrasantalibera, sono certo che la popolazione palestinese soffre e ha sofferto, ma fare paragoni impropri con la Shoah credo sia profondamente ingiusto.

  18. Roberto Martelli scrive:

    Gentile Dott. Tornielli,
    io trovo invece profondamente ingiusta la sua risposta al direttore di TerraSanta libera: che la cristianità del medioriente, ed in particolare di Terrasanta, sia sottoposta ad una persucuzione ai limiti dello sterminio, è testimoniato dalle statistiche che l’anno vista crollare dal 30% della popolazione residente a meno del 2% dopo la nascita dello stato d’Israele. Lei come lo chiama questo : rinascimento? Che la colpa non sia solo attribuibile agli israeliani è vero, ma che ci sia il loro influsso, diretto o indiretto, è anche parimenti assodato. Devo forse ricordarle, ad esempio, la vicenda del Libano destinato a divenire nel progetto Sionistico la nuova patria dei palestinesi ( determinando così la fine, come poi è avvenuto, dell’unico stato cristiano del medioriente?). Il dialogo senza la verità ci rende solo utili idioti di un progetto altrui.
    Cordialità.

  19. Caro Tornielli, mi spiace di tale sua impropria risposta, dalla quale si evince che lei non conosce o non è consapevole del martirio, del lento genocidio, del progetto di pulizia etnica della popolazione araba palestinese da parte del regime sionista che ha colonizzato la Terra Santa. Certo che se ci si reca solo a gerusalemme e Tel Aviv, o magari Betlemme, accompagnati o accompagnando autorità e con scorta israeliana, non vedrete nè vi faranno mai vedere il lager di Palestina. La invito a venire con me nel prosimo nostro pellegrinaggio di testimonianza, attraverso i check-point e nei territori occupati palestinesi. Voi non conoscete le sofferenze delle pietre vive di Terra Santa, altrimenti trovereste improprio celebrare solo e sempre i lutti, drammatici certo, ma di decenni fa, girando la testa dall’altra parte e ignorando quelli di oggi a danno del popolo palestinese.
    Avete dimenticato 60 anni di distruzioni (oltre 500 villaggi rasi al suolo) di esodo forzato di una popolazione intera dalla propria terra e dalle proprie case, di massacri, dal 48 sino al Libano nel 2006 e a Gaza oggi. Perchè negli anni ’40 quando gli ebrei e i popoli invasi da potenze straniere occupanti si ribellavano e resistevano erano detti eroi ed i palestinesi che reagiscono ad una brutale aggressione che dura da 60 anni non devono essere presi in giusta considerazione e bollati invece come terroristi? Tornielli lei era una persona che stimavo e che consideravo maggiormente coraggiosa e intellettualmente onesta, ma evidentemente mi sbagliavo. La Verità vi renderà liberi. Auguri per la sua professione.

  20. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile direttore di Terrasanta.org, lei è libero di non stimarmi. Sappia però che io sono stato molte volte in Terrasanta e non sempre “accompagnando personalità”. Sono entrato anche in un campo profughi palestinese. Non ho mai nascosto le indicibili sofferenze di quel popolo. Solo contesto come assolutamente inaccettabile l’idea di paragonare Israele al regime nazista, così come trovo del tutto fuori luogo chiamare lo stesso Israele “regime sionista”. Sono paragoni e terminologie che contribuiscono ad accrescere l’odio. E se c’è una cosa di cui non si sente davvero bisogno in Terrasanta è l’odio.
    saluti
    at