Lo sguardo del Papa

Sul Giornale di oggi ho pubblicato un commento sulla vicenda della lettera di Benedetto XVI. Ve lo propongo: è la chiave di lettura che mi sento di dare dopo giorni di paginate sulle divisioni nella Chiesa.
Martedì mattina parto con il Papa per l’Africa che visiterà Camerun e Angola. Non so quanto potrò aggiornare il blog.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

92 risposte a Lo sguardo del Papa

  1. Bruno Demasi scrive:

    Mi permetta di congratularmi, dr. Tornielli. Un articolo epocale perchè pone lo sguardo senza polemiche e sciocchi silenzi sulla REALE situazione comunicativa e organizzativa della curia vaticana e sul fatto che il Papa con questa lettera ha lanciato, tra gli altri, un messaggio chiarissimo ai “suoi” collaboratori nei vari dicasteri: “Non mi fido affatto dei vostri chiarimenti e dei vostri annunci, prefersico fare da solo!”.

  2. bruno volpe scrive:

    segnalo sul tema intervista di introvigne su http://www.pontifex.roma.it e parere di gaeta su medjugorje

  3. Fabiola scrive:

    Caro Andrea, un ringraziamento di cuore per l’articolo più acuto e vero che abbia letto su questa vicenda. C’è davvero un unico dolore: non lasciarsi amare da Cristo e sfidare dalla sua misericordia. E’ lo sguardo del Papa che dobbiamo imparare e possiamo, perchè lui per primo ci guarda così. Grazie ancora. Buon viaggio e buon lavoro. A Benedetto e a te. Vi accompagno con la preghiera.

  4. Filippo scrive:

    Non apprezzo Il Giornale, troppo appiattito su certe posizioni politiche, anzi personalistiche.
    Eppure, quando mi capita tra le mani (in allegato ad un quotidiano a tiratura provinciale), corro a leggere le pagine culturali, curate molto bene, e gli articoli del Nostro Andrea.
    Anche stavolta sono orgoglioso di averlo fatto.
    Le considerazioni sulla presa di posizione coraggiosa, umile e leale del Papa denotano un’acuta e limpida capacità d’analisi.
    Nella lettera “A Diogneto”, forse risalente alla metà del II secolo, si scrive che i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo.
    Le malsane e mondane categorie del potere, dunque, non vanno automaticamente associate a ciò che dice o che fa Benedetto XVI.

  5. Reginaldus scrive:

    Ma la carità non esiste al di fuori della verità, come pur ha detto lo stesso papa Ratzinger. E la verità oggi nella chiesa non si sa più dove sia, e dal momento che la si è voluta rendere progressista e al passo coi tempi che cambiano ( dal Concilio in poi…) non c’è più modo di fermarne la corsa verso un progresso sempre più accelerato, in sintonia coi tempi che cambiano…. E allora intorno a che cosa stabilire il rapporto di carità? Ciò che muta in continuazione non aggrega non unifica: ci sarà sempre modo di contrapporsi in nome di una visione più avanzata della ‘verità’ ! Il proposito del papa “di far risplendere davanti agli uomini e alle donne di oggi la luce di Cristo: non la propria luce, ma quella di Cristo”, rimane inattuabile dal momento che ognuno nella chiesa oggi vede quella luce di Cristo a modo suo, in base alla sua visione del mondo in continua evoluzione.

  6. massimo scrive:

    io credo che la carità discenda dalla verità.per questo consiglio a tutti il bell’articolo di Sandro Mgister sul suo blog,ad Andrea un augurio di buon viaggio,e al papa UN GRANDISSIMO AUGURIO ACCOMPAGNATO DA UNA AFFETTUOSA PREGHIERA.

  7. bruno volpe scrive:

    sul tema segnalo in http://www.pontifex.roma intervista ad introvigne e parere su medjugorje di gaeta saluti bv

  8. Gladiator scrive:

    Contrariamente alle aspettative del mondo intero , l’8 febbraio 1960 il vaticano rilasciò il seguente laconico messaggio attraverso l’agezia di Stampa A.N.I .
    La lettera su cui sr. Lucia ha scritto le parole che la Vergine Maria indirizzò ai tre pastorelli non verrà mai aperta .

    Quindi elenca tutta una serie di scusanti e menzogne in cui si smonta per filo e per segno il messaggio di fatima .
    Però questo stesso comunicato ci fa capire che il segreto rivelato il 26.06.2000 in cui c’è solo una visione senza commento di una visione ,
    non potrebbe mai essere tutto il messaggio perchè li si critica molte altre cose che nel messaggio del 2000 non ci sono .
    Scusate , il Vaticano poteva mai pubblicare un messaggio in cui si diceva che sul soglio di Pietro sarebbe salito un antipapa,eletto illecitamente in combutta con un anticristo ?
    mettetevi nei panni del vaticano , se non vi siete gia messi .

  9. Enos scrive:

    Caro Gladiator,
    dov’è che ha preso queste sue informazioni sul contenuto autentico dei segreti di Fatima?
    Antonio Socci, che è un giornalista che stimo, su questo argomento ha fatto dire a Mons. Loris Capovilla delle cose da lui successivamente smentite (vedi intervista http://www.zenit.org/article-11954?l=italian).
    Come si concilierebbe poi un’affermazione del genere:
    “un messaggio in cui si diceva che sul soglio di Pietro sarebbe salito un antipapa,eletto illecitamente in combutta con un anticristo ” con la rivelazione pubblica di Gesù, presente nei Vangeli, “Tu sei Pietro, e su questa pietra fonderò la mia chiesa e le porte deli inferi non prevarranno contro di essa”?
    Se una rivelazione privata dicesse cose in contrasto con la rivelazione pubblica, contenuta nei Vangeli, allora non potrebbe essere autentica.
    Fatima è stata riconosciuta dalla Chiesa come apparizione autentica.
    Non sono un esperto di diritto canonico, ma elezione “illecita” mi sembra che non voglia dire “nulla ed invalida”.
    Giovanni Paolo II ha pubblicato la costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis”, “circa la vacanza della sede apostolica e l’elezione del romano pontefice” in cui si dice addirittura:

    78. “Se nell’elezione del Romano Pontefice fosse perpetrato – che Dio ce ne scampi – il crimine della simonia, delibero e dichiaro che tutti coloro che se ne rendessero colpevoli incorreranno nella scomunica latae sententiae e che è tuttavia tolta la nullità o la non validità della medesima provvista simoniaca, affinché per tale motivo – come già stabilito dai miei Predecessori – non venga impugnata la validità dell’elezione del Romano Pontefice.”(23)

    Di fronte ad argomenti di simile complessità e gravità, la bussola del Vangelo e la fede in Gesù e nella sua Chiesa penso proprio debba rimanere la nostra bussola principale

    Pax et Bonum

  10. Marina scrive:

    Visto che il viaggio del papa lo porta dalle parti del congo,mi piacerebbe sentirgli dara una bella tirata di orecchi a questa persone,seguita magari da una bella scomunica verso i guerrafondai che finanziano questa sporca schiavizzazione.Visto che il suo è un viaggio per portare il messaggio evangelico,lo lanci questo messaggio Alzando la voce fortemente.Sfruttare e schiavizzare gli esseri umani è contro la volontà di DIO.
    ——————-
    Nonostante il Protocollo di Kimberley e gli aumentati controlli continua incessante il contrabbando di diamanti dalla Repubblica Democratica del Congo, un traffico che a sua volta alimenta diversi microconflitti nell’area. E’ con il traffico di diamanti (e alcune volte del Coltan) che la guerriglia si finanzia, acquista armi e materiale per la loro guerra atta principalmente alla difesa delle miniere dove ogni giorno centinaia di bambini sono costretti ad estrarre con le mani le pietre preziose per pochi dollari di paga.

    Da notare che in Africa non ci sono fabbriche di armi.

  11. Marina scrive:

    Il 95 per cento della popolazione del Congo è cristiana e cattolica.

    Un bel messaggio forte del vaticano in questo caso ci vuole ,altrimenti cosa ci stà a fare?

  12. massimo scrive:

    UNA BELLISSIMA NOTIZIA LEGGETE:
    COMUNICATO: INDIZIONE DELL’ANNO SACERDOTALE

    In occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, Sua Santità ha annunciato questa mattina che, dal 19 giugno 2009 al 19 giugno del 2010, si terrà uno speciale Anno Sacerdotale, che avrà come tema: “Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote”. Il Santo Padre lo aprirà presiedendo la celebrazione dei Vespri, il 19 giugno p.v., solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, alla presenza della reliquia del Curato d’Ars portata dal Vescovo di Belley-Ars; lo chiuderà, il 19 giugno del 2010, prendendo parte a un “Incontro Mondiale Sacerdotale” in Piazza San Pietro.

    Durante questo Anno giubilare Benedetto XVI proclamerà San Giovanni M. Vianney “Patrono di tutti i sacerdoti del mondo”. Sarà inoltre pubblicato il “Direttorio per i Confessori e Direttori Spirituali” insieme ad una raccolta di testi del Sommo Pontefice sui temi essenziali della vita e della missione sacerdotale nell’epoca attuale.

    La Congregazione per il Clero, d’intesa con gli Ordinari diocesani e i Superiori degli Istituti religiosi, si preoccuperà di promuovere e coordinare le varie iniziative spirituali e pastorali che saranno poste in essere per far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea, come pure la necessità di potenziare la formazione permanente dei sacerdoti legandola a quella dei seminaristi

  13. claudio scrive:

    Non entro nel merito del viaggio in Africa visto che l’oggetto del post è un altro, quindi, dopo aver letto l’articolo ribadisco il commento lasciato al primo post sulla vicenda della lettera:

    Ma egregi, vi pare davvero possibile che il Santo Padre non sapesse delle affermazioni di Williamson? Senza parlare della scusa addotta: non ha potuto consultare l’internet!

    Ad ogni modo noi ci stiamo operando per donare al Santo Padre un computer portatile con connessione Wi-Fi così sarà sempre informato su tutto.
    Anche sulle ultime imprese di quella Fraternità può leggerle qui:
    http://milano.repubblica.it/dettaglio/bergamo-bufera-sul-sacerdote-del-saluto-romano-a-forza-nuova/1599740

  14. gice scrive:

    x enos a proposito di smentite
    mai smentito le voci che davano il cardinal SIRI eletto poi fozatamente e -_spintaneamente-_ dimessosi

  15. Luisa scrive:

    Riprendo la notizia data da Massimo e suggerisco la lettura dell`importantissimo discorso che il Santo Padre ha pronunciato oggi davanti alla Plenaria della Congregazione per il Clero.

    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23540.php?index=23540&lang=it

  16. A. scrive:

    Sono preoccupato !

    Da quando Bruno Volpe si è fatto vivo l’ultima volta, per annunziare gli aggiornamenti del suo sito “Pontifex” sono passate diverse ore…

    Che sarà accaduto ? Si sarà sentito male ? Un suo “target” dopo l’intervista, lo ha forse divorato, come una mantide femmina fa col maschio ? E’ stato rapito dagli alieni ? Oppure è il primo degli eletti rapiti all’inizio della seconda venuta del Signore ?

    E se Bruno Volpe fosse, in realtà, un’alias utilizzato da Tornielli per creare una sorta di “contro-blog” ?

    Il mistero continua…;-)

  17. Gladiator scrive:

    La Fraternità San Pio X disposta a dibattere sul Concilio Vaticano II

    Comunicato di monsignor Fellay in risposta alla lettera del Papa

    MENZINGEN, venerdì, 13 marzo 2009 (ZENIT.org).- “La Fraternità Sacerdotale San Pio X assicura a Benedetto XVI la sua volontà di affrontare le questioni dottrinali considerate ‘necessarie’ dal Decreto del 21 gennaio”. Lo ha affermato il Superiore della Fraternità, il Vescovo Bernard Fellay, in risposta alla Lettera di Benedetto XVI ai Vescovi cattolici del mondo sulla remissione della scomunica ai presuli “lefebvriani”, resa pubblica questo giovedì dalla Santa Sede.

    Fellay ringrazia il Papa per aver restituito, “dopo la recente valanga di proteste”, “il dibattito al livello a cui deve stare, quello della fede”, e concorda con lui sul fatto che la prima preoccupazione è la predicazione “nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento”.

    Allo stesso modo, ribadisce la sua volontà di affrontare il dialogo previsto dal Papa sulla questione del Concilio.

    “Lungi dal voler fermare la Tradizione al 1962, desideriamo considerare il Concilio Vaticano II e l’insegnamento post-conciliare alla luce di questa Tradizione”, afferma il presule, “senza rotture e in uno sviluppo perfettamente omogeneo”.

    Di seguito, offriamo la traduzione del testo del comunicato, il cui originale è in francese:

    Comunicato del Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X

    Papa Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica, datata 10 marzo 2009, in cui rende note le intenzioni che lo hanno portato all’importante passo rappresentato dal Decreto del 21 gennaio 2009.

    Dopo la recente “valanga di proteste”, ringraziamo vivamente il Santo Padre per aver restituito il dibattito al livello a cui deve stare, quello della fede. Condividiamo pienamente la sua preoccupazione prioritaria per la predicazione “nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento”.

    La Chiesa attraversa, infatti, una grande crisi che potrà essere risolta solo con un ritorno integrale alla purezza della fede. Con Sant’Atanasio, professiamo che “Chiunque voglia essere salvato, deve prima di tutto mantenere la fede cattolica: colui che non la conserva integra ed inviolata andrà, senza dubbio, verso la sua rovina eterna” (simbolo Quicumque).

    Lungi dal voler fermare la Tradizione al 1962, desideriamo considerare il Concilio Vaticano II e l’insegnamento post-conciliare alla luce di questa Tradizione che San Vincenzo di Lérins ha definito “ciò che tutti gli uomini hanno creduto in ogni tempo e ovunque” (Commonitorium), senza rotture e in uno sviluppo perfettamente omogeneo. E’ così che possiamo contribuire efficacemente all’evangelizzazione voluta dal Salvatore (cfr. Matteo 28,19-20).

    La Fraternità Sacerdotale San Pio X assicura a Benedetto XVI la sua volontà di affrontare le questioni dottrinali considerate “necessarie” dal Decreto del 21 gennaio, con il desiderio di servire la Verità rivelata, che è la prima carità che bisogna manifestare a tutti gli uomini, cristiani o meno. Gli assicura anche la sua preghiera affinché la sua fede non si affievolisca e possa confermare tutti i suoi fratelli (cfr. Luca 22,32).

    Poniamo questi dibattiti dottrinali sotto la protezione di Nostra Signora della Fiducia, con la sicurezza che ci otterrà la grazia di trasmettere fedelmente ciò che abbiamo ricevuto, “tradidi quod et accepi” (I Cor. 15,3).

  18. bruno volpe scrive:

    invito a visitare http://www.pontifex.roma.it che ospita intervista a padre Amorth sui Vescovi che si sono ribellati al Papa e Obama e del vescovo Bettazzi BV

  19. A. scrive:

    Ah, meno male ! Bruno Volpe è vivo.

  20. anniballo scrive:

    E’ difficile capire l’ingenuo entusiasmo dei cattolici per questo ennesimo viaggio papale. Il messaggio di Cristo è nei vangeli e questi sono acquistabili in libreria a basso prezzo; chiunque può conoscerli e basare la propria vita su di essi.Nelle società evangeliche, il messaggio cristiano è diffuso da un semplice pastore (anche laico!) che poi torna a casa a piedi. I viaggi papali sono,invece, fracassoni e spettacolari e si risolvono in giganteschi spot pubblicitari per il potere vaticano. E,come se non bastasse, li paghiamo noi contribuenti italiani.

  21. Gladiator scrive:

    ragazzi quando avete fame , abbuffatevi a casa vostra , lasciate stare la ss. messa !

  22. Enos scrive:

    Caro Gladiator, non riesco a capire, se tutti questi alti prelati erano massoni, perché non hanno fatto sì che fosse tolto il divieto ai cattolici di aderirire alla massoneria?
    Chi controlla poi se le proclamate adesioni di uomini di Chiesa alle logge massoniche, non sia un’opera di disinformazione, allo scopo di confondere ancora di più i fedeli?
    Io preferisco fidarmi del Vangelo, e del Signore che non può permettere che la Chiesa universale ed il suo pastore insegnino eresie (in caso contrario, Lui può sempre “esonerarli” dall’incarico immediatamente).

    Pax et Bonum

  23. Luisa scrive:

    E mentre Benedetto XVI rivolge un discorso epocale alla plenaria della Congregazion per il clero, ecco che cosa decide il vescovo di Linz a proposito del prete che ha ammesso vivere in concubinaggio…

    http://www.la-croix.com/afp.static/pages/090316175205.no8gaaox.htm

  24. Alberto Farina scrive:

    Le tre svolte di Ratzinger
    Il Concilio vaticano II diventa un vero punto «dottrinale»; viene superata «l’ ermeneutica della continuità»; il dialogo interreligioso è un dovere «per tutti coloro che credono in Dio»

    L’ Osservatore Romano ha stigmatizzato duramente la fuga di notizie sulla lettera del Papa relativa alla remissione delle scomuniche ai vescovi lefebvriani. Ma bisogna dare atto al furbetto e ai suoi mandanti di aver ottenuto un risultato strepitoso, almeno in Italia. Infatti il grosso dei commenti dipende più dalla maliziosa sintesi apparsa sul Foglio che dalla attenta lettura di un testo così impegnativo. Viene da questo autoinganno pilotato dall’ indiscrezione il profluvio di parole sul Papa solo, che si sente «odiato». Passaggio che c’ è. Passaggio che sorprende chi sa che l’ amaro disorientamento di tanti vescovi e fedeli davanti al governo del fatto compiuto discende dell’ amore alla Chiesa e a Pietro, mica dall’ odio. Passaggio che sarà usato dai moschettieri che già s’ affrettano a usarlo come una lama per distinguere i buoni dai cattivi – salvando se mai chi si serve del Papa e trafiggendo chi il Papa lo serve. La lettera «per la pace nella Chiesa» è, invece, tutt’ altro. Perché prende di petto il nodo che soggiace a questo incidente (il settimo dopo quelli di Regensburg, di Auschwitz, del Messale, dell’ Oremus, di Pera e di Pio XII). Per scioglierlo con un aumento di pace, Benedetto XVI si scusa coi vescovi, che, pur chiamati per diritto divino al governo della Chiesa universale come collegio con e sotto Pietro, sono stati trattati per la milionesima volta da scolaretti. Annuncia il commissariamento dell’ organo che ha gestito la questione con un personalismo divenuto esplosivo. Ma soprattutto cambia solennemente posizione su tre punti nodali per il futuro della Chiesa. La prima correzione di rotta riguarda la qualificazione del problema posto dai lefebvriani: Benedetto XVI dice di capire che il Vaticano II non è un caso disciplinare su cui far lavorare qualche apprendista del diritto canonico o della disciplina liturgica, ma un vero punto «dottrinale» (6 volte) nel quale è richiesta una comprensione profonda della transizione epocale che il Concilio fu ed è nella e per la Chiesa. Il secondo mutamento riguarda l’ abbandono del linguaggio usato nel 2005, quando il Papa contrappose una ermeneutica del Concilio della continuità e della riforma contrapponendola ad una ermeneutica della discontinuità del soggetto-Chiesa. Distinzione troppo sottile per una pubblicistica che alla fine approdava (come ha mostrato don Pino Ruggieri in Chi ha paura del Vaticano II?) alla difesa di una identità puramente ideologica fra l’ età dei papi Pii e quella del Concilio. Nella lettera ai vescovi Benedetto XVI non usa mai (mai) la parola «continuità», come voleva far credere il primo «scoop». Invece il Papa afferma contro ogni abuso che «il Vaticano II porta in sé l’ intera storia dottrinale della Chiesa»: formula di grande bellezza, che richiama proprio il cuore della lezione di Pino Alberigo sulla profondità storica del rinnovamento conciliare e che rimette il teologo del Concilio che Ratzinger fu al livello che gli spetta. Il terzo cambiamento riguarda il dialogo interreligioso. Tema sui quali Ratzinger era stato duro da cardinale (si pensi alla dichiarazione Dominus Jesus o alla condanna del teologo Dupuis ad esempio) e che da Papa aveva liquidato in una prefazione dove, seguendo Marcello Pera, negava la possibilità di un dialogo interreligioso «in senso stretto». Oggi Benedetto XVI davanti al collegio episcopale spiega che la testimonianza ecumenica appartiene alla «priorità suprema» per le Chiese e definisce in modo limpido il dialogo interreligioso in senso stretto come il dovere «che tutti coloro che credono in Dio cerchino insieme la pace, tentino di avvicinarsi gli uni agli altri, per andare insieme, pur nella diversità delle loro immagini di Dio, verso la fonte della Luce». Se la lettera del Papa rimarrà ostaggio della politica ecclesiastica (che in Italia finisce sempre per essere politica tout court) sentiremo citare questa lettera in pubblico e in privato per dire che chi nella Chiesa cattolica pensa o addirittura parla, anche se vescovo, odia il Papa. Se verrà sottoposta a decifrazioni psico-mediologiche sentiremo parlare del Papa «solo» o di internet. Se invece la lettera sarà colta per quello che ha di decisivo, se porterà nella Chiesa quella pace che non è stata funestata solo dal basso, allora sarà un altra storia.

    Melloni Alberto – Corriere della Sera

  25. Luisa scrive:

    Le svolte di Ratzinger o le svolte che vede un Melloni leggermente inacidito?
    E così dunque l`ermeneutica della continuità sarebbe superata ?
    Peccato per Melloni che oggi nel suo discorso il Santo Padre abbia detto:

    “In tal senso, è importante favorire nei sacerdoti, soprattutto nelle giovani generazioni, una corretta ricezione dei testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, interpretati alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa”.

    E

    “La missione ha le sue radici in special modo in una buona formazione, sviluppata in comunione con l’ininterrotta Tradizione ecclesiale, senza cesure né tentazioni di discontinuità”

    Superata l`ermeneutica della continuità…veramente ? Suvvia Melloni!
    E tutte le critiche, anche violente, che hanno così rammaricato Benedetto XVI sono state fatte per amore?
    E risuvvia… strana concezione dell`amore tout court e ancor più di quello per il Successore di Pietro!
    Potrei continuare ma non ne vale la pena mi fermo qui.

  26. Dario scrive:

    Il testo di Melloni mi lascia in due punti decisamente perplesso. Non pretendo di entrare nella sua testa, però:
    come fa a dire che l’ermenutica della continuità è stata sostituita?
    Il papa ha cambiato i termini, ma se il concilio racchiude in se tutta la storia dottrinale della Chiesa, allora è ovvio che per seguire correttamente questo concilio, i suoi insegnamenti devono essere letti in continuità col magistero precedente. Escludere quest’ultimo, significherebbe tagliare le radici al concilio stesso.
    Forse Melloni, che è sempre stato uno dei fautori più attivi dell’ermenutica della discontinuità, si è fatto troppo prendere la mano dalla gioia per l’assenza del termine opposto, continuità. E magari pensa che finalmente il papa si è accodato alla scuola di Bologna, mah.
    L’altro punto riguarda la presunta polemica su Marcello Pera e il dialogo interreligioso: quando mai Ratzinger è stato duro in questo campo (semmai chiaro) e ha pensato di liquidarlo con quella lettera indirizzata a Pera?
    Il dialogo religioso in senso stretto non è possibile perchè le religioni, se possono avere elementi concordanti, ne hanno tanti altri decisamente inconciliabili. Su questi ultimi non ci potrà mai essere accordo perchè a tentare di raggiungerlo, si rischierebbero o pericolosi compromessi per la fede di ciascuno (sfocianti magari nel sincretismo) oppure se ne potrebbe concludere che il dialogo è inutile, alzando cosi nuove barriere.
    Ma il dialogo tra religioni intenso in senso culturale e storico, anche nella lettera a Pera veniva indicato come utile e necessario.
    Ma è stato considerato cosi sin dall’inizio.
    Il papa nella lettera ai vescovi ha solo ribadito con calma e fermezza quello in cui ha sempre creduto.

  27. A. scrive:

    Non fatevi scuotere dalle parole dei teologi. Essi sono oggi poco più che impiegati di stato. Non sono i pensatori di un tempo, di famiglia agiata quanto bastava per non farne i servi di alcuno oppure nati poveri ma protetti da cariche abbadiali in potenti monasteri.

    Credete forse che se Tommaso, figlio del Conte d’Aquino, fosse stato un poveretto che sgobbava per passare i concorsi (tremando ogni dì al pensiero delle censure del Corriere della Sera), avrebbe scritto la Summa e sarebbe ricordato, oggi, come Pastor Angelicus ?

    Che peso hanno questi teologi ? Vi dico che non contano nulla. Fra cent’anni quasi di nessuno di loro ci si ricorderà.

  28. A. scrive:

    Doctor non Pastor..

  29. A. scrive:

    Vi segnalo un curioso fenomeno:

    Tanto maggiore è la foga che ci mette un teologo nel sottolineare, magari fanaticamente e impropriamente , “l’ermeneutica della continuità” tra Vecchio e Nuovo Testamento, tanto più si rifiuta di riconoscere che la stessa collega il Concilio Vaticano II a tutti i concilii ed al magistero precedente.

    Questo genere di teologi è sempre pronto a brandire l’accusa dil “eresia alla Marcione” come una clava per rimproverare e minacciare chiunque osi ricordare che, dopotutto, nel Magistero cattolico la Nuova Alleanza è sovraeminente rispetto a quella Antica. Ma quando si tratta di magistero, solamente il “nuovo” conta. Anche il Concilio Vaticano II, per costoro, è superato e già vecchio.

    Chi oggi si esalta nella sua personale interpretazione di ciò che scrive il papa (evidentemente, anche al papa si nega “l’ermeneutica della continuità” non solo al Concilio), appena qualche settimana or sono invocava disperatamente un Concilio Vaticano III.

  30. Angel N scrive:

    “Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa.

    Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive.”

    Ma Melloni aveva letto questa parte della lettera del Papa ?

  31. elianna scrive:

    Per tutti quelli che leggono nella lettera del Papa solo la parte che fa comodo alla loro ideologia vale sempre la parola di Gesù:
    “Hanno occhi e non vedono, orecchie e non odono”.

  32. Cherubino scrive:

    il testo di Melloni pur con qualche “distinguo” mi sembra colga bene un riposizionamento che Ratzinger sta operando nei suoi discorsi pubblici. Io no parlerei di vero e proprio cambiamento, nè di abbandono dell’ermeneutica della continuità, ma appare chiaro che se in passato il papa aveva accentuato alcune critiche, alcune sottolineature, deve essersi resoconto di quanto siano state strumentalizzate e quindi intenda ora non offrire il fianco a tali strumentalizzazioni. Per questo egli più volte ribadisce anche l’aspetto di sviluppo del CVII, per non dare l’idea che continuità equivalga a fissità; così approva movimenti e statuti come quello neocatecumenale; così sottolinea i numerosi frutti del lavoro pastorale (vedi Chiese d’Africa, vedi discorso fatto ad Udine l’anno scorso e da me riportato, vedi GMG definite una pentecoste).
    Per questo Melloni coglie giustamente un mutamento anche se forse si spinge troppo oltre nel valutarlo come rottura con il passato. Eccellente tra l’altro la notazione che il riconfluire del problema lefevbriano in questione dottrinale e quindi nella gestione della Congregazione per la dottrina della fede segna la fine dei giochi per i tradizionalisti anticonciliari.

  33. Luisa scrive:

    Interessante commento di Baget-Bozzo sul Giornale

    Perché il Papa difende la tradizione

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336728&START=0&2col=

  34. Luisa scrive:

    Il Santo Padre prima di partire per l`Africa ha donato alla Chiesa due testi fondamentali, epocali, entrambi da meditare: la sua lettera ai vescovi e il discorso che ha pronunciato ieri alla Plenaria della Congregazionee per il clero.
    Rimetto il link.

    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23540.php?index=23540&lang=it

  35. Cherubino scrive:

    Lo sguardo del papa si volge ai problemi del saceerdozio ordinato. Tra le varie sottolineature che riprendono la dottrina classica, mi sembra vi sia una vera novità che condivido pienamente: la formazione permanente.
    Troppo spesso infatti si vedono sacerdoti limitati sotto due aspetti opposti ma complementari (come evidenzia anche il papa): da un lato la perdita di un gran bagalio teologico del passato -da s.Tommaso alla patristica, all acorretat comprensione dei dogmi- dall’altro i grandi contributi del ’900: gli studi biblici, l’ecclesiologia di comunione, l’affinamento del discernimento morale rispetto all’area della coscienza soggettiva e a nuove situazioni del mondo moderno.

  36. Gladiator scrive:

    noi chiediamo una nuova enciclica contro il modernismo e il progressimo cattolico !

    A meno che Ratzinger non ci spieghi il senso di tutte quelle encicliche dei suoi predecessori .
    Si decida ; o le annulli , allora sappiamo da che parte andare ; oppure le riconfermi senza vie di mezzo .
    La dottrina cattolica non va soggetta a privata contrattazione e cedimenti .

  37. raffaele savigni scrive:

    L’articolo di Melloni è interessante, anche se offre una lettura un po’ riduttiva della lettera del papa. Quello di Baget Bozzo è in alcuni punti decisamwente fazioso. Come si fa ad usare la parola “modernismo” (sia pure “moderato”) a proposito di Giovanni XXIII? E ad accusare le edizioni paoline di propagandare l’idea di una rivoluzione nella Chiesa?

  38. raffaele savigni scrive:

    “noi chiediamo una nuova enciclica contro il modernismo e il progressimo cattolico !
    A meno che Ratzinger non ci spieghi il senso di tutte quelle encicliche dei suoi predecessori” .
    Io non sento davvero il bisogno di una nuova enciclica contro il modernismo (e non mi piace chi, come il movimento “Radici cristiane” di Roberto De Mattei, ha promosso una ristampa della “Pascendi” quasi per contrapporla al Magistero postconciliare). Attendo invece con interesse l’enciclica “sociale” ed una ripresa del dialogo ecumenico ed interreligioso.
    Le encicliche di Pio IX, Pio X ecc. che piacciono tanto al nostro gladiatore non vanno rigettate né assolutizzate: sono una tappa nella direzione di un magistero che si è raffinato, liberandosi dai condizionamenti di una concezione “antimoderna”. In quelle encicliche (che non sono documenti infallibili) ci sono affermazioni ancora valide ed altre ormai superate.Esse vanno lette alla luce del Magistero più recente e del Vaticano II, perché la Chiesa è un organismo vivente, non un fossile.

  39. Silvano scrive:

    MA INSOMMA SI PUO’ DIRE IN UN BLOG, SOTTO L’EGIDA DE IL GIORNALE, CHE IL LUTERANO SAVIGNI E’ ORRIBILMENTE FAZIOSO ? (padrone di casa, censura anche questa !)

  40. Luisa scrive:

    Questo dice Raffaele Savigni :

    E ad accusare le edizioni paoline di propagandare l’idea di una rivoluzione nella
    Chiesa?

    Questo ha scritto Baget-Bozzo :

    La scuola di Bologna, potenziata dalla forma teologica del san Raffaele di Milano, è il cuore di questo sentimento di rigetto anche in Italia e nell’Episcopato italiano. Nei mezzi di informazione come nella Chiesa. Ciò opera soprattutto nelle edizioni paoline.

    Io non so quale sia la “linea” delle edizioni paoline.
    Ciò che posso dire, per averlo visto, è che a diverse riprese sono entrata nelle librerie paoline, in diverse città, domandando i libri del Papa.
    Ero obbligata di chiederli perchè non erano visibili.
    Non c`è attualità sul o del Papa, mi era risposto davanti al mio stupore di vedere in primo piano i libri di Martini o di teologi laici o di esponenti di quella corrente a cui allude Baget-Bozzo.
    Le encicliche, il Gesù di Nazaret, il suo Magistero, i libri sulle sue catechesi non sono d`attualità?
    In una libreria, ho dovuto andare nel piano inferiore dove in un angolo scuro, c`era ciò che restava loro di Benedetto XVI…
    Non so se ciò ha un senso, se devo tirarne delle conclusioni nel senso di Baget-Bozzo e probabilmente non è così dappertutto. Spero.
    Recentemente una mia amica che desiderava procurarsi il messale romano del 1962, era in visita a Roma, trovandosi in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, si è detta, perfetto qui lo trovo sicuramente!
    È ripartita con le mani vuote dopo essere stata ricevuta con poca simpatia per non dire in modo infastidito!
    Ma questo è forse ancora un altro discorso.

  41. Silvano scrive:

    Sig.ra Luisa, come vede, il perfido luterano, ha passato il segno. Conosce altri ferventi papalini da schierare a protezione del Santo Padre contro i feroci savignini ? Saluti ameriani.

  42. Reginaldus scrive:

    lo sguardo del papa? mi fa paura: esso riflette la tragica situazione della chiesa di oggi, che avendo deviato dalla retta dottrina ed avendo rincorso le novità, si trova, al suo interno, dilaniata dai contrapposti personalismi.

  43. lycopodium scrive:

    @ Savigni
    Non mi sembra ci sia nulla di strano o di irrealistico in questo passaggio di GBB:
    “Giuseppe Alberigo nella sua storia del Vaticano II ha costruito l’informazione sul Concilio alla luce della grande rottura tra Giovanni e Paolo ed è quindi l’espressione dell’odio teologico nei confronti dell’opera di Benedetto di interpretare il Concilio come un Concilio che ha riespresso alcuni ripensamenti del linguaggio, ma ha mantenuto il pieno valore della struttura dogmatica e dottrinale della Chiesa cattolica dei due millenni. La scuola di Bologna, potenziata dalla forma teologica del san Raffaele di Milano, è il cuore di questo sentimento di rigetto”.
    Che manifestano oggi di diverso Melloni e Mancuso?

  44. Tradizionale scrive:

    Come al solito, Savigni è entrato sbattendo porte e tacchi, ha gettato due ragli, tre flatulenze ed è uscito spandendo bava dalla bocca.
    Chi cavolo è lui per giudicare il Papa attraverso le parole di Melloni o di Bozzo.
    Si limiti a giudicare i presunti e presuntuosi esegeti della lettera papale e poi vada a fare qualche gargarismo , che non guasta mai!

  45. Sally scrive:

    Il Papa non si può permettere di dire: «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi»
    Capisco il discorso di cambiare la mentalità sulla sessualità ma dire che i preservativi aumentano i problemi è quanto meno criminale. Soprattutto visto precedenti,i discorsi dei vari vescovi in Africa che addirittura dicevano che i preservativi non sconfiggono l’AIDS. Signor Tornielli, quando va in viaggio in Africa col Papa, provi a spiegarglielo per cortesia, c’è un limite a tutto.

  46. Sally scrive:

    Il Papa non si può permettere di dire: «non si può superare il problema dell’AIDS con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi»
    Capisco il discorso di cambiare la mentalità sulla sessualità ma dire che i preservativi aumentano i problemi è quanto meno criminale. Soprattutto visto precedenti,i discorsi dei vari vescovi in Africa che addirittura dicevano che i preservativi non sconfiggono l’AIDS. Signor Tornielli, quando va in viaggio in Africa col Papa, provi a spiegarglielo per cortesia, c’è un limite a tutto.

  47. lelino scrive:

    @ Luisa

    l’episodio che Lei racconta circa una sua amica a Roma alle Edizioni Paoline
    è capitato anche a me a Milano, un paio di anni fa, nel negozio dietro il Duomo..
    ho chiesto anche io se avevano il Messale del 1962 e la risposta (un pò scortese anche nei miei confronti a dire il vero, ma lasciamo stare magari il commesso si era alzato male) è che l’avrei trovato solo da una bancarella ai mercatini o presso un negozio di antiquariato..

    anche io lì per lì ero rimasto male (mi ero domandato come fosse stato possibile gettare secoli di storia in soli 40 anni…)

    relativamente all’articolo di GBB oggi sul Giornale,
    constato ocn amarezza che i ragazzi del CVII sono già all’attacco …sono davvero senza pietà…non apprezzano nemmeno una voce dissenziente dal coro dei soliti Melloni, Politi etc…
    vogliono tutto con loro..
    forse vorrebbero un Melloni anche al Giornale..
    vogliono il 100% dei vaticanisti o degli opinionisti cattolici schierati a magnificare il CVII..

  48. A. scrive:

    Chiedere una enciciclica al papa per “arminizzare” il Magistero recente della Chiesa con quello meno recente, è, ahimé, molto sciocco !

    Significa, infatti, dichiarare implicitamente che il Magistero attuale sia, appunto, in contrasto con quello più antico. Che è esattamente la tesi dei teologi alla moda, per i quali conta il consenso più della verità. Hanno, dunque, essi ragione ? Lo Spirito Santo ha mentito ? I doni “irrevocabili”, fra cui la “lealtà di Dio” sono tali solo per i giudei ? Forse lo Spirito Santo cambia le carte in tavola, e se parla per bocca di Simone di Giovanni, di Urbano Barberini, di Antonio Michele Ghislieri, dice cose di significato differente rispetto a quando parla per bocca di Josef Ratzinger ?

    Baget Bozzo e voi, miei cari e semplici amici, dovreste piuttosto scrutare il Magistero con maggior rispetto, per scoprire – esaminandolo con attenzione – che esso è perfettamente coerente con duemila anni di insegnamento.

    Prima di invocare encicliche dal papa, è doveroso studiare bene i documenti del Magistero recente, a cominciare da quelli del Vaticano II. E’ doveroso chiedersi con umiltà se le espressioni che sembrano confliggere con l’insegnamento di sempre, non abbiano un significato ben diverso da quello che ad esse attribuiscono proprio i cosiddetti “modernisti”, o i “giudaizzanti” o i “comunisti”, etc.

    Inquietandovi oltre misura per i balbettii dei “modernisti”, dei “giudaizzanti”, dei “comunisti”, etc. che affermano dalle loro cattedre universitarie o dalla stampa, o da internet vi giurano su quanto di più sacro hanno che la Chiesa è diversa da come la immaginate voi, dimostrate una singolare povertà di fede.

    Non siete diversi, in questo, da quei primi cristiani che San Paolo rimproverava perché attribuivano importanza alle chiacchiere e si facevano togliere la pace dagli “stronzi”, (intesi quali escrementi canini), di quel tempo.

    Piuttosto, ogni volta che vi capita di leggere che un papa, un prelato, un documento ecclesiale va contro il vostro senso della fede, prendete fiato e cominciate a meditarne il significato seriamente.

    Vi accorgerete infallibilmente che è molto più conforme alla dottrina di ogni epoca di quanto a prima vista non sembri.

    Non invocate quindi “encicliche”. Tutto è perfettamente chiaro, se si ha la pazienza di ascoltare il Magistero. Ma voi ne avete ? Ho l’impressione, dai commenti che leggo, che la vostra principale occupazione consista nel farvi agitare da due o tre provocatori coi quali continuate a interlocuire anziché isolarli nella più completa indifferenza.

  49. A. scrive:

    L’eresia esiste, ovviamente, ma non è “nel Magistero” come vorrebbero gli eretici, bensì in loro…

    Meditate !

  50. bo.mario scrive:

    Sally finalmente una che scrive cose vere. Il papa ha detto una leggerezza, tra le tante ultime, tanto può dire quello che vuole, quì dentro verrà difeso. Andare in Africa e portare una buona dose di preservativi sarebbe stato meglio. Una catastrofe sociale e lui li prende pure in giro. Il preservativo è l’unica arma per evitare le stragi e quando si sarà trovata la cura per AIDS si potrà parlare dei principi, sbagliati, ma sempre principi. Che non si renda conto del male che fà la dice lunga sulla gerarchia della chiesa stessa. Perdere quel minimo di credibilità rimasta è sintomo di non capire i tempi e rimanere ad Adamo e Eva, complimenti. Un saluto.

  51. raffaele savigni scrive:

    A Lycopodium: io non ho affatto difeso Melloni e la sua ermeneutica della rottura. Ho solo detto che stavolta mi è sembrato meno estremista del solito, anche se ha dato una “lettura riduttiva” della lettera papale.
    Più grave mi è sembrata l’insinuazione di Baget Bozzo sul presunto “modernismo moderato” di Roncalli (ed anche l’accusa gratuita e generica ai Paolini): si può insultare impunemente un papa che è beato?

  52. raffaele savigni scrive:

    Il nostro Tradizionale, con tutta la sua saccenteria, non sa far altro che parlare di ragli, bava, gargarismi e simili. Inoltre mi accusa di avere attaccato il papa. Ma quando mai? Provate a rileggere quanto ho scritto.
    Intelligentibus pauca.

  53. Silvano scrive:

    Per favore, fermate savigni !

  54. Spirit.B scrive:

    Questo che si firma Tradizionale non rende un buon servizio alla fede. E’ troppo scurrile verso chi non la pensa come lui.

  55. Gladiator scrive:

    Almeno questo papa, che non ha fatto parte della resistenza come quell’altro,non va in africa mentre a Castel Gandolfo gli costruiscono la piscina personale .
    Mi semba che ci sia più coerenza cristiana in questo sul piano del vangelo .
    ( segue il passo sul giovane ricco )

  56. Cherubino scrive:

    l’articolo di Baget Bozzo sul piano sostanziale è più o meno pari al vuoto. In realtà è un pamflet propagandistico. Inventa sul piano storico: quanto assolutizza quelle che sono state deviazioni, eccezioni, nel modo di vivere il Concilio nella Chiesa, indicandole come modo standard; si inventa addirittura uno scisma che però nessun papa guarda caso ha mai dichiarato. Insomma è le trita e ritrita tesi dell’antichiesa nella Chiesa. Che siccome non corrisponde a quanto la Chiesa dei papi ha detto di sè è in realtà un messaggio politico, una strizzatina d’occhio ai tradizionalisti. Solo una cosa di vero ha detto (forse involontariamente): quando ha definito “modesta” la Fraternità S. Pio X.

  57. Cherubino scrive:

    la favoletta sui negozi dei paolini è veramente ridicola. Nelle loro vetrine e nei negozi si trovano tranquillamente le opere di Benedetto XVI, così come quelle di tanti altri autori, tra cui ovviamente Martini, Tettamanzi, Ravasi ecc. ecc.
    E Famiglia cristiana resta sempre uno dei migliori settimanali nel panorama editoriale. Certamente molto più cristiano di un Panorama o di un Espresso (così rispettiamo la par-condicio).

  58. raffaele savigni scrive:

    Confermo quanto ha detto Cherubino. Anch’io nelle librerie dei Paolini (e dei Dehoniani…) trovo senza difficoltà le opere di Benedetto XVI, accanto a quelle di Martini, di Enzo Bianchi, di padre Livio, di mons. Fisichella, di don Giussani, di Messori, del card. Biffi… Non ho notato “discriminazioni”. E mi sembra giusto.

  59. Luisa scrive:

    Cherubino , cherubino, ricominciamo con le favolette?
    Beh le concedo che uno sforzo c`è… mi ha evitato la sua parola totem “lei sbaglia”, anche se il senso resta quello. :)
    Purtroppo, o per fortuna, il mondo non si ferma allo spazio da lei visitato e conosciuto reale o virtuale, quello che ho scritto corrisponde alla mia piccola realtà e esperienza.
    Che poi lei metta in dubbio, anzi deridi, quello che scrivo mi lascia indifferente, perchè purtroppo non cambierà la realtà di ciò che ho visto, senza generalizzare e l`ho anche scritto.
    Su Baget-Bozzo non polemico, mi permetto solo di dirle cherubino che la sua visione, può pure lei essere considerata un pamphlet propagandista, di un altro colore, ok, ma pur sempre un pamphlet, non mi spingerò però sino a dire che è pari al vuoto, non me lo permetterei !

  60. Annarita scrive:

    Ma a forza di dire: il CVII è stato male interpretato, a forza di dire: sembra che il nuovo Magistero (il Magistero può essere nuovo se ribadisce sempre le verità rivelate?), sia in contrasto con quello vecchio, non viene il dubbio, che in realtà se ci sono tanti sè e tanti ma e tanti fraintendimenti, non sia proprio vero ciò che si teme e cioè che ultimamente sono state insegnate cose eronee, contrarie al Magistero della Chiesa?
    Possibile che la Chiesa in questi ultimi 40 anni, abbia detto le cose sempre dette, ma una gran parte di cattolici ne hanno intese di nuove? Perchè se si volevano ribadire le Verità rivelate, lo si è fatto con termini incomprensibili e dubbi? non solo a parole, ma anche nei fatti sono state fatte cose non cattoliche in ambito cattolico (es. le Messe show), cose peraltro non prontamente contrastate dai vertici, passate sotto silenzio, come se fossero normali tutti gli abusi e le fantasie viste nei pontificati passati. Non si poteva parlare chiaro come si era sempre fatto? Non si poteva agire come si è sempre agito, se non si voleva fare nulla di nuovo? Se con il CVII si sono ribadite le cose di sempre, non capisco, perchè i Progressisti hanno gioito delle novità e i Tradizionalisti hanno pianto sulle novità, e anche la gente più semplice ha percepito che non si stava più facendo quello che si era sempre fatto, nè pensando ciò che si era sempre pensato. Se era tutto cristallino, come mai i Papi del concilio non si sono stupiti di tutto questo malessere nel mondo cattolico “Tradizionalista”. Non potevano ribadire più chiaramente che nulla era cambiato, in modo da ridimensionare la creatività progressista e lo sconforto dei cattolici di sempre? Invece si è lasciato fare, si è lasciato credere, che la Chiesa poteva dire altro, qualcosa di diverso, si è lasciato credere pure che la Tradizione era roba abolita per sempre, la Messa di S.Pio V un ricordo da museo. Certo che si era lasciato credere, perchè in molti si sono sentiti in diritto di ghettizzare i “Tradizionalisti”, in molti si sono sentiti privati della propria Patria (la Chiesa Cattolica), e nessuno a smentire i primi e nessuno a rassicurare i secondi, un gran silenzio, almeno percepito dai semplici, da quelli, che non vanno a fare l’analisi logica e grammaticale delle encicliche papali, per trovare quella frase che li rincuori, ma che vedono i fatti concreti nelle parrocchie e ne rimangono allibiti. Si era lasciato credere…fino ad ora, ma ora finalmente Benedetto XVI ha spezzato un tabù. Speriamo che con la Grazia e le nostre preghiere non indietreggi difronte ai lupi e faccia chiarezza in mezzo a tutta questa nebbia.

  61. Marina scrive:

    Il papa ne ha detta un’altra delle sue.L’AIDS non si cura con il profilattico,e come si deve evitare l’AIDS?
    Impedendo di fare sesso? Praticando la castità? In quelle zone di guerra dove non esiste niente,vivono tutti all’aria aperta, senza bagni ne docce,come si fà?

  62. ako scrive:

    a me sembra tutto molto chiaro!!!
    E’ sufficiente che la fraternità accetti il magistero della chiesa (compreso il concilio v. II) !
    Basta leggere la lettera del papa!!!

  63. Cherubino scrive:

    Annarita, nel suo post vi sono dei passaggi che lasciano un pò perplessi, ch esi possono capire al massimo come uno sfogo, ma se si vuole prenderli sul serio non sono accettabili.
    Tra i vari mi colpiscono due: lei dice “invece si è lasciato fare, si è lasciato credere”. Io resto sempre stupito di come si possano dire cose del genere e, volendo pensare al meglio, credo che non ci si renda conto della gravità di affermazioni del genere. Infatti si accusa l’autorità ecclesiale, al cui vertice sono i papi, di negligenza, di mancata vigilanza, di omissione nel compito di insegnare. E’ una delle più gravi resposnabilità morali che un papa e dei vescovi possano avere. Ma prima di tutto i papi che conoscendo la Chiesa hanno “lasciato fare e credere”. Io preferisco credere che ciò che i papi hanno “lasciato fare e credere” sia il magistero autentico e se non corrisponde a ciò che penso io preferisco pensare che sbaglio io. Fin da piccolo -sapete che sono cresciuto tra i gesuiti, non come scuole ma come formazione spirituale e morale- sono stato abituato ad una grande riverenza verso la figura del sacerdote e quando devo purtroppo osservare delle deficienze per me è sempre una grande sofferenza. E cerco della scusanti, delle motivazioni che attenuino la mia valutazione. Ho anche imparato, mai abbastanza è vero, a credere che Dio serve la mia vita anche con strumenti imperfetti e che devo lasciarmi servire anche se il “buon samaritano” non risponde alle mie aspettative. Non è facile, ma è la via della vita. Perchè i primi buoni samaritani da cui lasciarsi servire e perdonare dove non arrivano, sono i nostri genitori.
    La seconda cosa che lei confonde (nel senso di fondere insieme) è ciò che nella Chiesa non deve cambiare e ciò che invece deve farlo, proprio per essere fedele al Vangelo. I dogmi non devono cambiare, ma devono essere approfonditi e protetti dai fraintendimenti che lo stesso linguaggio, con il passare del tempo può insinuare. I fondamenti della morale cristiana non devono mutare, anche se nuove situazioni impongono un discernimento “fine” e non grossolano a colpi d’accetta e di “principi”. Il “principio”, lo dice la parola e ciò da cui si inizia, ma l’inizio è tale se permette di fare un percorso di verità, che è la ricerca della verità e della giustizia del caso concreto. Se il principio lega soltanto è morte. La lettera uccide, lo Spirito dà la vita. Lo Spirito santo è dinamismo, è continua creazione, è la novità del chicco di senapa che silenziosamente diventa albero e dà riparo agli uomini stanchi e assetati di verità e di vita. Così nella Chiesa molte cose sono cambiate e dovevano cambiare. Doveva essere proclamato il kerygma più della condanna, doveva essere lasciato il potere temporale, per una Chiesa “popolo di sacerdoti” che sul monte fosse “luce delle nazioni”; doveva essere riscoperta sempre più la presenza di Dio nella sua Parola; doveva essere lanciato l’apostolato dei laici nelle professioni e nella famiglia come una vocazione e un carisma specifico, doveva essere approfondito il mistero della attività trinitaria ad extra fuori dei confini della Chiesa cattolica…

  64. Gladiator scrive:

    Un vescovo del ticino appena eletto, alcuni anni fa andò in africa nella sua missione e, informarosi un pò della situazione , stabilì che il profilattico è cosa buona e giusta e lo scisse in una lettera dall’africa al suo giornale in ticino .

  65. bruno volpe scrive:

    segnalo su http://www.pontifex.roma.i intervista a padre bonieky su giovanni paolo II e medjugorje bv

  66. Cherubino scrive:

    sentite cosa dice il papa della Chiesa odierna:

    “«Per dire la verità devo un po’ ridere su questo mito della mia solitudine. In nessun modo mi sento solo. Ricevo quotidianamente i collaboratori più stretti, vedo regolarmente tutti i capi dei dicasteri». «Ogni giorno – ha aggiunto il Papa – ricevo vescovi in visita ad limina, ultimamente ho visto i vescovi della Nigeria, dell’Algeria, oltre a tanti colloqui amichevoli, una rete di amicizie, anche i miei compagni di messa dalla Germania sono venuti in questi giorni solo per chiacchierare con me. Niente solitudine dunque, sono veramente circondato da amici in una stretta collaborazione con i vescovi, i collaboratori e con i laici. Sono lieto per questo».
    dal Giornale di oggi… a firma di Andrea Tornielli

  67. Cherubino scrive:

    e ancora “C’è un incontro profondo che dà speranza. Cresce il dialogo interreligioso. Ho parlato con più della metà dei vescovi e mi dicono che relazione con i musulmani è molto buona.”
    dal Corriere della Sera
    http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_17/in_viaggio_col_papa_intervista_vecchi_5239ba9c-131b-11de-8994-00144f02aabc.shtml

  68. bo.mario scrive:

    Gladiator sembra che questo argomento quì dentro sia tabù. Il papa ha detto una cosa sbagliata e nessuno che tenta di correggerlo. Non si impicci di cose che non capisce, peggiora la situazione. Mi meraviglio che non sia stato denunciato alla corte dell’AIA per crimini. Un saluto.

  69. A. scrive:

    Bove Mario,
    vedremo se qualche seguace di Alberigo denunzierà all’AIA il papa. Se e quando, ti avvertiremo.

  70. Annarita scrive:

    Certo Cherubino, che doveva essere protetta la Verità ed i fondamenti dai fraintendimenti, invece mi pare che i fraintendimenti siano aumentati. Certo che i sacerdoti dovevano essere la luce delle nazioni, come lei cita, ma invece hanno offuscato la Fede. Poi mi parla della “lettera che uccide e dello Spirito che da la vita”, ma mai come in questi 40 anni si sono scritte tante lettere (forse per questo tante anime sono morte alla Fede?) e date tante interpretazioni, mentre proprio quello che è mancato è lo Spirito, infatti si notano le deviazioni che ne sono uscite. Lei rimane scandsalizzato, perchè io ho detto “hanno lasciato credere”, ma non lo dico certo per polemica gratuita, ma perchè è sotto gli occhi di tutti la divisione che c’è nella Chiesa, l’ostilità che c’è in vescovi e sacerdoti, che fino ad ora hanno fatto ciò che volevano nelle loro diocesi, stravolgendo la Messa, operando contro il Papa, dicendo cose contrarie alla Fede di sempre( vedi in Austria, Svizzera…) Come mai solo oggi questi vescovi, insorgono contro il Papa? Come mai non sono insorti contro Giovanni Paolo II? Forse, perchè oggi il Papa parla più chiaramente e opera per raddrizzare le storture? Se siamo al punto che i vescovi mettono in dubbio l’autorità del Papa così palesemente, non sarà forse perchè gli si era “lasciato credere” che potevano dubitare del primato di Pietro e sostituirlo con le riunioni di condominio di tipo democratico? Dimenticando che la Chiesa è una monarchia e non una democrazia? Io non mi scandalizzerei del fatto che qualcuno constata che si è lasciato credere oltre che lasciato fare, ma mi rallegrerei del fatto che oggi, finalmente c’è chi parla chiaro e non lascia più fare o credere. Certo siamo dentro ad un mistero, ma non ci aveva forse avvertiti, la Madonna sia alla Salette (…”Roma perderà la Fede”), che a Fatima? Ma abbiamo anche la certezza che il Buon Dio trae del gran bene anche dalle nostre miserie e che le porte dell’Inferno non prevarranno e con questa certezza ci abbandoniamo alla sua Misericordia.

  71. Annarita scrive:

    l’AIA, la ditta che confeziona pollame?

  72. Cherubino scrive:

    Annarita, la sua opinione non è condivisa da nessun papa, compreso l’ultimo. Forse non ha letto come il papa sorride del MITO (io avrei detto favola, ma è lo stesso) del “papa solo” e della Chiesa divisa. Parla di amicizia e collaborazione feconda con vescovi, collaboratori e laici.

    “Per dire la verità devo un po’ ridere su questo mito della mia solitudine. In nessun modo mi sento solo. Ricevo quotidianamente i collaboratori più stretti, vedo regolarmente tutti i capi dei dicasteri». «Ogni giorno – ha aggiunto il Papa – ricevo vescovi in visita ad limina, ultimamente ho visto i vescovi della Nigeria, dell’Algeria, oltre a tanti colloqui amichevoli, una rete di amicizie, anche i miei compagni di messa dalla Germania sono venuti in questi giorni solo per chiacchierare con me. Niente solitudine dunque, sono veramente circondato da amici in una stretta collaborazione con i vescovi, i collaboratori e con i laici. Sono lieto per questo”

  73. Marina scrive:

    I cattolici che difendono il papa dopo questa schifosa dichiarazione sono dei perfetti imbecilli,insensibili alla sofferenza umana e lontani anni luce degli insegnamenti del vangelo.
    Ipocriti ,a questo punto fate a meno di pronunciare le paole del vangelo e il nome di Gesù figlio di DIO.

  74. Annarita scrive:

    Mica ho detto che il Papa è solo, per fortuna non lo è. Ma non mi verrà mica a dire che in questi ultimi mesi non si è accorto che c’è stato qualche trambusto. O le pare che non sia successo nulla? Se tutto va bene, non capisco perchè il Papa si è disturbato a scrivere una lettera? Forse per bacchettare i cattivoni Lefebvriani?

  75. Annarita scrive:

    Mi ritengo una perfetta imbecille e invidio tutte quelle sensibili ed umane persone, che invece, per amore degli africani, propagandano la sterilizzazione delle loro donne, l’aborto dei loro figli e regalano a mani piene, non pane e latte, non aiuti per creare lavoro e autosostentamento, non schifosi farmaci, ma sublimi preservativi con cui poter fare amore libero e leggero (perchè gli stomaci sono vuoti) ed essere finalmente felici di morire di altre pestilenze, di povertà e di inedia, felici di potersi estinguere lentamente tra un amplesso e l’altro. Beata imbecillità, che ti rende insensibile delle sofferenze altrui, lasciando questo peso ai fabbricatori di preservativi.

  76. bo.mario scrive:

    Annarita ti sei infilata in un cul de sac. Muore gente per malattia e tu ci scherzi. Se non hai capito bene esiste una corte internazionale dell’AIA per i crimini contro l’umanità. Si parla di profilassi utile e tu parli di aborto. Non si deve arrivare all’aborto, ma perchè vi rimane difficile da capire. Oltre che dare da mangiare insegnate agli africani una sana vita sessuale, è vietato anche questo? Lasciate perdere perchè non sapete neanche quello che scrivete.
    Un saluto.

  77. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Ciao Mariolino!!!
    Ancora fai a cazzotti con questi ottusi ipocriti?
    A breve avremo una obiettiva cronaca di Tornielli sulla vicenda…
    Fatti vivo!!

  78. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Scusa, Marina, non ti avevo visto… un abbraccio!

  79. Magnani dott. Riccardo scrive:

    E Raffaele… un abbraccio anche a te!

  80. Annarita scrive:

    bo Mario, io certo non scherzo su chi muore in Africa ed in altri Paesi, io ironizzo le parole di Marina, che cataloga come insensibili ed imbecilli i cattolici. Come se i sensibili invece fossero tutti quei ben pensanti, che non sanno far altro che proporre preservativi e roba del genere, come soluzione ai problemi di quella povera gente. La più sicura profilassi, che inoltre non arricchisce le case farmaceutiche? La purezza, la continenza, che significa ridare all’atto sessuale il senso voluto da Dio, che non è certo l’amore libero che intendono molti oggi, ma a volte è rinuncia per un bene superiore, quale può anche essere la salute di chi amiamo.
    Lo so ho detto cose inconcepibili, siamo ormai abituati ad un tipo di “amore” privo di carità, che ci pare inconcepibile il sacrificio, la rinuncia, ci pare che amore sia sempre appagamento degli istinti e soddisfazione dei desideri, ma spesso in realtà si ama proprio quando si rinuncia a se stessi per il bene degli altri. Per quanto riguarda l’AIA era una battutaccia la mia, lo so che è l’”Associazione Italiana Arbitri”, a no “l’Associazione Italiana Allevatori” ops, forse l’”Associazione Italiana Acustici”. Scusa, mi dimenticavo che ti scandalizzi difronte agli scherzi. Non vi sapevo così seri e cupi voi atei. Uomini tutti d’un pezzo che risolvono la fame e le malattie del mondo, indignandosi contro il Papa. Mentre tanti cattolici “ipocriti ed insensibili” stanno in silenzio e lavorano nelle missioni accudendo chi ha bisogno. Ma lasciamo perdere non sappiamo neppure quello che scriviamo, almeno però non ci manca la gaiezza. Deve essere duro sapere sempre tutto così chiaramente e portare il peso di queste conoscenze sulle spalle, beata ignoranza!

  81. Marina scrive:

    non schifosi farmaci, ma sublimi preservativi con cui poter fare amore libero e leggero (perchè gli stomaci sono vuoti.

    Annarita .se lei ancora non lo sà i farmaci hanno sempre effetti collaterali,e a tutt’oggi non mi sembra che ce ne sia uno che guarisca l’AIDS,o sbaglio?
    perchè siete così contro il preservativo? Che male vi ha fatto?
    Se usando il preservativo le persone non si ammalano e non muoiono,il papa dovrebbe esere contento,non è a favore della vita?
    Perchè invece non scomunica i dittatori africani che la vita la tolgono?

  82. Annarita scrive:

    Anche i preservativi hanno degli effetti collaterali: a volte si rompono! E poi non guariscono chi l’aids lo ha già.
    Come si fa a scomunicare, chi non è nella Chiesa?

  83. laurentinum scrive:

    Lettera giustissima del Papa, che con la sua lettera ha chiarito tutto quello che c’era da chiarire mettendo in modo netto tutti i punti e smascherando i falsi processi che taluni in malafede hanno tentato di fare contro di lui.
    Chiaramente c’é chi, che confonde attivismo e senso di Dio, molti di questi pseudo cattolici con l’attivismo ideologico cercano in realtà di supplire al senso perso di Dio, e per nascondere questo fatto se la prendono contro il Papa, con dei toni certe volte di estrema violenza ideologica, come se fosse lui il responsabile del loro smarrimento del senso di Dio.
    Se tale teologo attivista si è allontanato dal senso di Dio ne deve dare la colpa al Papa, ma non li viene in mente che potrebbe essere per colpa della sua propria violenza ideologica accecante.
    L’essenza del discorso e proppio il senso di Dio.
    Che cosa è il senso di Dio? credo che egli sia la percezione del quasi infinito, con il sentimento, unico modo di percepire la nozione del quasi infinito.
    Tutto quello che possiamo visualizzare e sentire normalmente è nell’ordine del finito , il senso di Dio é l’unico sentimento e percezione vera del quasi infinito ,che dunque trascende , che si puo solo dunque percepire come detto prima con il sentimento.
    Con il quasi infinito possiamo uscire dalle percezioni finite delle suggestioni della natura, tutto come Dio che ha originato l’universo, separandosi del tutto originale per riaffermare il suo infinito tramite la sua autodeterminazione, autodeterminazione che possiamo sperimentare nella vera democrazia di Dio.
    Quando Gesù risorse non fu con lo stesso corpo di prima se pure con simile sembianze, quello che avvenne e che il senso di Dio in Gesù era talmente potente che fu trascendente al suo corpo crocefisso, creando un nuovo corpo imperniato del nuovo senso di Dio separandosi del vecchio corpo.
    Tutto come Dio separandosi dal tutto originale originando l’universo, si puo dire che veramente il logos si è fatto pienamente carne al momento della resurrezione. L’annunciazione ne fu la prima fase , dove la potenza del senso di Dio in Maria fu in grado di trasmutare la naturale biologia femminile.
    Il senso di Dio è dunque il logos ed é la percezione dell quasi infinito.
    Il logos che si è fatto carne è il senso di Dio che si è fatto carne.
    L’unita di tutti i cristiani veri e del vecchio e nuovo tempio si farà dunque con la percezione profonda e individuale del vero senso di Dio.
    Laurentinum

  84. Tommaso Farina scrive:

    Bo,mario, marina, magnani: sempre lo stesso trio di mestatori.

  85. Quixote scrive:

    Per rimediare alla gaffe (?) del Papa potremmo suggerire al Vaticano di farsi promotore di una campagna a favore dei preservativi, aggiungendo magari qualche spot pro aborto e sterilizzazione degli africani (maschi e femmine). Se la campagna avrà successo avremo così risolto in Africa sia il problema dell’Aids che quello della sovrappopolazione e conseguentemente quello della fame. Basta vedere cosa sta succedendo ai giovani del nostro paese, per capire la pericolosità di “certi” diritti civili e dei loro sostenitori. Non mi sembra poco apparente il disfacimento morale e civile in corso, per effetto del quale ragazzi sempre più giovani, privi di ogni guida morale e di ogni senso di trascendenza, si abbandonano sempre più al consumo di alcool e di droga, cercando di cancellare nell’estraneazione e nello stordimento il senso di vuoto in cui si sentono smarrire. Tutto il gran chiacchierare che ne accompagna lo sviluppo impedisce ormai loro di comprendere la differenza tra amore e sesso, tanto che i due termini vengono utilizzati come sinonimi. Tanto cominciano ad emergere le conseguenze dei comportamenti liberi da anacronistiche costrizioni religiose degli anni trascorsi, per i quali basta cercare tra le dipendenze irreversibili, le malattie psichiche e le degenerazioni cerebrali (vedi epilessia).

  86. bo.mario scrive:

    Annarita leggo che stai tentando di uscire da quel cul de sac in cui ti eri cacciata. Io parlo di educazione sessuale e tu parli che vogliono sterilizzare le persone malate. La natura ha fatto maschi e femmine. Che abbia sbagliato il vs creatore? Avrà sbagliato chi è venuto dopo cercando, per assurdo, di andare contro natura. Su questo campo siete scoperti e state cercando di giustificare qualcosa di sbagliato. Le battute spiritose mi piacciono, non sono per niente quello che pensi tu. Un saluto.

  87. Annarita scrive:

    bo Mario che confusione che fai. Sinceramente nel mio ultimo post non ho assolutamente parlato di sterilizzazione, ma di purezza e astinenza E poi quando mai tu mi hai parlato di educazione sessuale? Se ne avessi parlato magari ti avrei risposto che sono d’accordo sull’educazione sessuale. Ma tu nel post a cui io ho risposto, in realtà avevi parlato di giusta profilassi (quella del preservativo). Poi cosa centra la storia che siamo stati creati maschi e femmina? Non l’ho capita. Mi sarà sfuggito un passaggio. Sono comunque al corrente che ci ha fatto maschi e femmina, ma non comprendo cosa vuoi dire. Magari dillo ai circoli gay, forse li non lo sanno. Comunque dai, finchè c’è vita, c’è speranza, coraggio! Ho fiducia che prima o poi uscirò dal vicolo cieco dove dici sono caduta.

  88. Silvano scrive:

    SONO CATTOLICO e leggo che due cretini idioti mi hanno definito imbecille e ipocrita.
    Come disse il Vs. idolo giacobino “NON CI STO, IO NON CI STO…”. Una, è ‘na bbrutta stregaccia cattiva, mentre, dell’altro, conosciamo l’e-mail ….