Ennesimo caso mediatico sul Papa. Speriamo sia abortito…

Cari amici, qualcuno già ieri e poi soprattutto oggi ha letto il passaggio del discorso del Papa ai politici angolani dedicato all’aborto come come uno schierarsi dello stesso Benedetto XVI dalla parte del vescovo di Recife sul caso della bambina violentata e rimasta incinta di due gemelli. Lettura indebita perché, come ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, «Non ha parlato assolutamente di aborto terapeutico, non ha detto che deve essere rifiutato sempre: il Papa è contro il concetto di salute riproduttiva che rintroduce largamente l’aborto come mezzo di controllo delle nascite».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

58 risposte a Ennesimo caso mediatico sul Papa. Speriamo sia abortito…

  1. Sergio Bresciani scrive:

    Altro disastro lombardiano. Quindi, se il Papa non ha parlato dell’aborto “terapeutico” – che non esiste – e non ha detto che va rifiutato sempre, vuol dire che il Papa dice che l’aborto procurato va accettato “qualche volta”???

    E comunque, il protocollo di Maputo collega esplicitamente la cosiddetta “salute riproduttiva” all’aborto a seguito di stupro. La Chiesa ha sempre messo in guardia contro il linguaggio orwelliano ONU sulla “salute riproduttiva” come centrato sui falsi argomenti per presentare l’aborto – che va sempre rifiutato – come una “terapia”.

  2. Luisa scrive:

    Questo l`art 14 del Protocollo di Maputo

    Articolo 14 – Diritti in materia di salute e salute riproduttiva

    1. Gli Stati Parti assicurano che il diritto delle donne alla salute, compresa la salute sessuale e riproduttiva, sia rispettato e sostenuto. Tale diritto comprende:
    a) il diritto al controllo sulla propria fertilità;
    b) il diritto di decidere se avere o non avere figli, il numero di figli e la distanza tra una gravidanza e l’altra;
    c) il diritto di scegliere l’uno o l’altro mezzo di contraccezione;
    d) il diritto di tutelarsi e di essere tutelate in relazione alle infezione sessualmente trasferibili, compreso l’HIV/AIDS;
    e) il diritto di ogni donna ad essere informata in merito al proprio stato di salute e allo stato di salute del proprio partner, in particolare nel caso sia affetto da infezione sessualmente trasmissibile, compreso l’HIV/AIDS, nel rispetto degli standard e delle migliori pratiche internazionalmente riconosciuti;
    g) il diritto all’educazione alla pianificazione familiare.
    2. Gli Stati Parti assumono misure adeguate al fine di:
    a) fornire servizi sanitari adeguati, a buon prezzo e accessibili, compresi programmi di
    informazione, di educazione e di comunicazione per le donne, in particolare le donne in aree rurali;
    b) istituire e rafforzare i servizi sanitari e nutrizionali per il parto e le fasi pre- e post-parto e prenatali già esistenti per le donne durante la gravidanza e l’allattamento al seno;
    c) proteggere i diritti riproduttivi delle donne autorizzando l’aborto terapeutico nei casi di violenza sessuale, stupro, incesto e quando portare avanti la gravidanza comporterebbe la salute mentale e fisica della donna o la vita della donna o del feto.

    Questo ha detto il Papa:

    Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute “materna”! Quanto sconcertante la tesi di coloro secondo i quali la soppressione della vita sarebbe una questione di salute riproduttiva (cfr Protocollo di Maputo, art. 14)!

    A me sembra che il Papa parli chiaro, l`aborto figura effettivamente come un diritto nell`articolo sulla salute riproduttiva, dunque come una cura.
    Sono sempre più che perplessa da queste continue aggiunte, soppressioni, modifiche, sedicenti spiegazioni su ciò che ha detto il Papa o non avrebbe detto .
    Se poi è per difendere mons. Fisichella, lo capisco ancor meno.
    Ricordo che la diocesi di Recife ha pubblicato un comunicato che spiega come sono andate realmente le cose e non è molto tenero con Mons. Fisichella.
    Il presidente della Conferenza episcopale brasiliano si era pure lui espresso, specificando l`operato del vescovo di Recife che non aveva scomunicato nessuno ma ricordato una sanzione canonica che esiste, che è automatica .

  3. robdealb91 scrive:

    Ha scritto bene, dottor Tornielli….ennesimo caso…ennesimo…non se ne può veramente più…questa dell’aborto come “salute riproduttiva” però è la prima volta che lo sento, inteso come termine…avevo sentito “Interruzione volontaria della gravidanza”, anzi IVG (ma cos’è, un partito politico, un treno ad alta velocità, un’associazione?)…ma “Salute riproduttiva” mai…sarò malizioso, ma a me vengono in mente le aberrazion dell’aborto, delle sterilizzazioni, dell’eugenetica e degli esperimetni “scientifici” nazisti…

  4. robdealb91 scrive:

    Tra l’altro poi il Papa ha duramente condannato (o meglio, ha ribadito le secolari condanne) la magia, lo spiritismo, la superstizione, che fanno tantissime vittime…vittime assistite e curate dalla Chiesa e dai missionari…ma di questo non se ne parla, naturalmente….nè dell’opera di educazione e di promozione umana…

  5. Egr. Dott. Tornielli,

    a proposito del caso della bimba brasiliana, quando tornerà, non è che approfondirebbe la notizia pubblicata dal suo collega Massimo Pandolfi (http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/pandolfi/la_verita_sulla_bimba_incinta_di_nove_anni_in_brasile). Se le cose stessero nel modo descritto, sarebbe un’ulteriore conferma della cattiva informazione che viene data contro la Chiesa.
    Cordiali saluti
    Andrea Nepoti

  6. Mattia scrive:

    Duole constatare, stimato Tornielli, che ancora una volta lei si fa amplificatore partecipe di dichiarazioni scandalose da parte di prelati o portavoce vaticani, come ben evidenzia il commento di Sergio Bresciani.

    La dinamica di questi “infortuni” vaticani pare sempre la stessa: il Papa o un vescovo fa dichiarazioni o attua provvedimenti assolutamente ineccepibili; il “mondo”, com’è logico e naturale da 2000 anni a questa parte, si profonde nel suo strepito farisaico; Mons. Fisichella, Padre Lombardi o chi per lui si sentono in dovere di “chiarire gli equivoci” profondendosi in circiterismi maldestri e involontariamente eterodossi, che hanno l’unico effetto di scandalizzare e confondere i buoni.

    E lei, stimato Tornielli, ormai investito del ruolo di giornalista ufficiosamente “autorizzato” dalla Santa Sede, si schiera sistematicamente a fianco di questi… pasticcioni.

    Non le chiedo di rispondermi e nemmeno di pubblicare questo post, ma solo di riflettere se per caso io non abbia un filino di ragione nel muoverle questi rilievi fraternamente critici.

  7. gianniz scrive:

    Perchè la gran parte dei giornalisti, oggi, si permette di offrire interpretazioni personali senza offrire anche un’informazione corretta? L’etica professionale non prevede più la correttezza (obiettività è troppo)? Quest’etica non prevede più la corretta distinzione tra l’informazione, la notizia e l’interpretazione della stessa? Il rispetto della libertà del lettore non è più un valore? E’ così rivoltante sentirsi oggetto passivo, vittima di strategie altrui, non dichiarate!!!!!

  8. bo.mario scrive:

    Tornielli che dire, i pasticci mediatici non sono sempre da una parte. In questi ultimi tempi tra rettifiche e precisazioni non si è fatto altro che seminare al contrario. Sono contrario all’aborto come cura. Ci sono dei casi in cui è inevitabile. Mi piacerebbe che la chiesa si facesse promotrice di una cultura sessuale che renda meno ignorante la gente su questo settore. Affidata a laici sposati che sanno di cosa parlano. Due ragazzi che si amano possono farlo a prescindere dalla generazione di figli. Si amano, non si ammazzano! Il concetto è semplice ma difficile da digerire? perchè? Se dio l’ha fatti in questa maniera chi è che non gli stà bene? Se società, chiese educassero la gente, l’aborto servirebbe poco o niente. Un saluto.

  9. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Mattia, io non sto bene a causa della profilassi antimalarica, questa mattina mi sono alzato alle 5.30 per prendere i discorsi del Papa, alle 7.30 sono uscito per andare a incontrare gli operatori del Cuamm, che lavorano in una zona difficile della città. Poi ho visitato alcune zone di baracche… Poi ho seguito la messa del Papa, ora sto seguendo l’incontro dei giovani. Qui c’è un caldo torrido, che aggrava il malessere. Non voglio fare la vittima, nella maniera più assoluta, ma solo dirle che mi pesa un po’ la definizione di “amplificatore partecipe” e di giornalista “autorizzato” in queste giornate: padre Lombardi ha fatto una dichiarazione sulle parole del Papa, dopo che era partito un certo tam tam mediatico, lo stesso che ha distolto l’attenzione dalla realtà del viaggio portandola solo sul preservativo. Ritenevo utile riportarla anche sul blog. Lombardi non è il primo che passa per la strada, ma il portavoce vaticano. Così come Fisichella non è un prete qualsiasi, ma il presidente della Pontificia accademia della vita nonché il rettore dell’università del Papa. Ritenevo opportuno dare conto delle sue parole.
    Lei è ovviamente liberissimo di pensare ciò che vuole su Lombardi, Fisichella e – ovviamente – sul sottoscritto. Ma non mi accusi per aver riportato le parole del portavoce del Papa.

  10. mauro scrive:

    L’aborto è mezzo di controllo delle nascite ma anche il contrario. E’ fuori dubbio che ogni cosa ha due facce, ogni moneta ha la testa e la croce, ogni cosa cambia significato nel rispetto della posizione che si assume. Nel caso della bambina violentata non è certo un mezzo di controllo delle nascite perchè permettere che una bambina, a quella età, diventi madre, è un comportamento che, quando seguito da altri, porterebbe a ritenere che lo stupro fosse lecito perchè per la Chiesa è basilare che sia protetta la nascita (effetto) e non chi subisce lo stupro (causa della nascita). E ciò va a frantumare il concetto della Chiesa che i figli siano il frutto dell’amore fra coniugi per farlo diventare il frutto di un mero atto sessuale, che va ad inficiare anche il sacramento del matrimonio come mezzo approvato dalla Chiesa per mettere al mondo figli. La Chiesa sta mettendo a dura prova la sua credibilità con discorsi, smentite, prese di posizione che confondono il fedele. E’ una Chiesa che si sta lentamente lacerando dall’interno.

  11. Gianfranco scrive:

    Caro Andrea,
    al di la’ del malessere dell’antimalarico, di cui abbiamo parlato, hai una fortuna enorme:
    quella di riprendere con i tuoi propri occhi e di ritrasmettere con la tua penna e con l’onesta’ culturale che ti caratterizza una realta’ differente da quella che i media di tutto il mondo cercano di distorcere.

    Gli stessi che vogliono usare queste terre ricche e mantenerle nella miseria, nella malattia, nell’ignoranza e nella corruzione, usano il megafono del “goldone” liberatore di tutti i mali e dell’AIDS…una giustificazione del c… per coprire la realta’ di sfruttamento di molte multinazionali senza scrupoli: guarda caso il primo ad essersi alzato a sbraitare e’ stato il Ministro degli Esteri Francese…forse per difendere gli interessi transalpini in una ex-colonia come il Cameroun?
    La storia si ripete e c’e’ sempre Cristo o il rappresentante del momento ad essere la pietra dello scandalo.
    Tutti i “ministri” vanno..vanno proprio tutti, ma Cristo affascina anche nei piu’ recondidi luoghi della terra (appunto come l’Angola), mostrandosi come punto di ragionevolezza e di conforto nella grande contraddizione della vita.

    Dall’Angola

    Gianfranco

  12. Luisa scrive:

    Innanzitutto Andrea auguri per la sua salute, don Todeschini, su Telepace, ci descrive le condizioni climatiche che sembrano veramente difficili…”sorveglio” il Papa che mi sembra come sempre calmo, sereno, attento…e sono rassicurata!
    Per ritornare a padre Lombardi, egli è senza dubbio il portavoce vaticano, non so invece se il titolo portavoce del Papa sarebbe il più adatto, porta veramente la voce del Papa?
    Mi sembra di poter dire che il Papa ha parlato chiaro, anche questa volta e come sempre, non vedo il bisogno di interpreti che non fanno che seminare confusione.
    Purtroppo chi dovrebbe aiutare il Papa gli sta complicando la vita, chi dovrebbe essere una passerella fedele che non modifica, interpreta, aggiunge, tolge, ma che si limita a riportare fedelmente senza aggiunte personali le parole del Papa, si sta trasformando in un ostacolo alla trasmissione .
    Il Papa parla, non abbiamo bisogno di persone che interpretano il suo pensiero, non sono all`altezza, la confusione che creano sta diventando insopportabile.
    Queste continui interventi per spiegare che cosa il Papa ha voluto veramente dire finiranno per far credere che Benedetto XVI non parla chiaro, non si esprime bene, non sa spiegarsi bene, dice A ma voleva dire B, noi sappiamo quanto Benedetto XVI lavori i suoi discorsi, quanto li mediti, quanto li limi fino alla fine.
    Che gli adetti ai lavori cessino di cadere nei tranelli che tendono loro certi giornalisti.
    Laddove non c`è confusione la creano, laddove c`è bisogno solo di una conferma senza alcuna aggiunta di parole inutili creano confusione, laddove interpretano creano confusione.
    Mi permetto timidamente di fare osservare a padre Lombardi che il Procollo di Maputo (che ho riportato più sotto) nel suo articolo 14 non menziona l`aborto come mezzo di contraccezione…..
    Insopportabile.

  13. Quixote scrive:

    Mi sembra che non si voglia capire cosa intenda la Chiesa quando parla di difesa della vita, ma come si sa non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire. La vita di un essere umano inizia al CONCEPIMENTO e già a quel punto, quando ancora è costituito da una o da poche cellule, configura un essere assolutamente originale, diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto e da quelli che lo seguiranno. Si tratta di un essere UNICO e non di materiale biologico come qualcuno, non disinteressatamente, vorrebbe far credere. Il neoconcepito, per il fatto di non essersi ancora sviluppato in forme apprezzabili e non aver maturato, ovviamente, nemmeno un nucleo di personalità, non ha diritti inferiori a quelli dei suoi genitori, anzi per il fatto di trovarsi esposto facilmente all’arbitrio di chi può deciderne il destino, in condizioni di assoluta vulnerabilità, dovrebbe disporre eventualmente di diritti aggiuntivi a tutela della sua incolumità. Non mi sembra un concetto così incomprensibile. Quando si provoca un aborto si distrugge una vita, ne più ne meno di questo. Mi piacerebbe sapere in cosa si vorrebbe far consistere la differenza tra una vita ancora in utero e quella di un handicappato grave, che, come capita, non abbia nemmeno coscienza di esistere. Vogliamo tornare ai protocolli nazisti per essere coerenti? Chi non aderisce alle norme della Chiesa può agire come crede, nel solo rispetto della legge civile e non vedo come questo possa scandalizzare o menomare i diritti di alcuno. Quando si tratta di emanare nuove leggi su questi argomenti il problema da religioso diventa politico e, vivendo in una repubblica di un certo tipo, sono le maggioranze che contano. A dimostrazione di questo fatto, in un paese che è sede del Vaticano, si pratica con la tutela della legge l’aborto terapeutico (sic!) in pubbliche strutture, mentre il divorzio e la convivenza more uxorio sono diventate pratiche estremamente diffuse. Mi sembra eccessivo che in nome di un certo tipo (discutibile) di libertà si invochi il bavaglio al papa e al clero ed il confinamento delle pratiche religiose al privato più riservato. Forse i non cattolici non capiscono che la religiosità di un individuo non è assimilabile ad un hobby da confinare nel tempo libero, ma investe la vita nella sua interezza, in tutti i molteplici aspetti delle sue manifestazioni, decisioni politiche comprese. Senza offesa vorrei pregare alcuni che partecipano a questa discussione a prendersi il dizionario e verificare la differenza tra sesso e amore, che NON sono sinonimi. La morale sessuale della Chiesa è troppo severa? Non bisogna dimenticare il mandato ricevuto dal divino Fondatore il quale aveva la spudoratezza (come potrebbe diversamente definirla un non credente?) di affermare: “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.”

  14. Vincenzo scrive:

    …”Prima”… il Papa, parlava e, il mondo, ascoltava; poi, caso mai, se quanto detto dal Santo Padre era “ostico” alle menti umane normale (como la mia, ad esempio)ognuno andava a farsi spiegare la cosa da chi,per cultura e autorevolezza(un Professore di Liceo, ad esempio, ma di… Liceo di “allora”…, oppure, un Parroco particolarmente noto per la sua acutezza intellettuale…),era ritenuto all’altezza del compito.
    Oggi, invece, tutti sanno tutto, e, i Giornalisti,poi, sanno “più tutto” di tutti e, questo, è il risultato.
    Inoltre, a motivo della loro prevenuta saccenterìa e della loro ansia di “uscire prima degli altri”, hanno ridotto la divulgazione/commento della parola del Papa, ai livelli surreali di un precipitante comizio alla Ettore Petrolini/Nerone… … .
    Perchè, Cari Cattolici(senza aggettivi), non li lasciate perdere? Perchè, Cari Cattolici(senza aggettivi), non meditate le parole del Santo Padre e, dopo qualche ora(o giorno), se non tutto avete capito, andate umilmente a farvi spiegare i passaggi difficili da qualcuno che ne sia in grado?(esistono ancora…certi preparati Professori di Liceo(Classico possibilmente, ma non solo)…o i Parroci, con o senza tonaca, ma sicuramente con la testa funzionante e ben piantata sulle spalle.
    Ricominciamo, anche così, a “fare i Cattolici”; non inseguiamo l’attimo fuggente, esercitiamo la “santa pazienza” e, soprattutto, l’umiltà di essere consapevoli di non sapere un sacco, ma un sacco, di cose.

    L.J.C.

  15. Vincè che fai sfotti.

    Il Papa parla così chiaro!!!

    Forse chi ascolta deve darsi una…. pulitina d’orecchi…

  16. Andrea Tornielli scrive:

    Un abbraccio a Gianfranco Melpignano, che ho conosciuto all’università di Padova e che ora ritrovo in Angola…
    at

  17. Quixote scrive:

    Scusatemi, il mio ultimo commento non doveva finire qui dove risulta inequivocabilmente fuori argomento.

  18. bruno volpe scrive:

    proprio su questa tema suggerisco leggere su http://www.pontifex.roma.it interviste don Bux e Calabrese BV

  19. Salvatore scrive:

    E’ chiaro l’atteggiamento stravolgente di “media interessati” e di interessi multinazionali”occinentali” nelle cose drammatiche delle popolazioni africane. Il Papa, lo si condivida o no, è limpidamente coerente come uomo e come capo della Chiesa. Sono tempi questi dove la massoneria dimostra la propria virulenza ramificata a livello internazionale contro l’unico segnacolo umanizzante ancora operante:la Chiesa con la sua gerarchia.Comunque ogni giorno di più tocchiamo l’avvilimento e la nullità valoriale di molti organismi internazionali.ONU compresa, ormai lavamani dell’umanità.
    Guai ai deboli, ai piccoli, ai poveri e ai disgraziati…La loro fine sarà la soluzione finale iniziata 70 anni fa in Germania e oggi perfezionata dalle democrazie corrotte.

  20. A. scrive:

    A norma di legge 190, ogni aborto è “terapeutico”, giacché viene effettuato per la salute psichica o fisica della gestante. Tutte le norme varate dagli stati in tema di aborto, spacciano il medesimo come “terapia”.

    Comunque, la Chiesa non ammette, in nessun caso, che per salvare la vita della madre si sopprima il feto. Mi stupirei davvero se il papa dicesse il contrario, e prima di credere che lo abbia fatto, vorrei sentirlo con le mie orecchie o leggerlo in un documento di suo pugno. Le veline non sono affidabili.

  21. Artefice1 scrive:

    Un saluto a tutti.
    Ma Vincenzo……se intendi PER-Fezionarti assumendo significati inutili (per la Vita) Prodotti da chi intende favorirli PER Professione e Potere, Liberamente direi, fai pure.

    Ma sappi che, a mio parere, in questo caso, adoreresti l’Ideatore di quei significati affatto PRE-Valenti.

    Io direi che PRE-Vale assolutamente la Vita! Quanto in ciascuno resta dopo i Fatti Irripetibili.
    Quello che intendo l’avrei già scritto insomma

    Amerei la Persona Sensata piuttosto che l’Individuo significante, praticamente dannoso, quando non inutile..

    ^^___^^ Adoro la Vita.

  22. Vincenzo scrive:

    …Artefice1…
    … parlacchiando col passo scozzese,
    di una nave che esce dal Porto,
    per andarsi a prendere un morto,
    e pagarlo alla fine del mese.

  23. mauro scrive:

    Caro Quixote, la sua difesa del concepito è apprezzabile anche se dimentica che durante la gestazione la vita di colui che diverrà un essere umano (quando non vi sia aborto naturale), è già protetta in modo naturale dal corpo della madre ed che i diritti del concepito devono essere gli stessi della madre, diversamente se i primi fossero superiori saremmo portati a considerare la madre alla stregua di una mera macchina. Permettere od imporre ad una bimba di 11 anni di filiare ne è l’esempio lampante. A quell’età si è ancora nell’infanzia, non si hanno capacità e mezzi per allevare un figlio ed allora perchè non vogliamo ammettere che l’aborto, che in Italia, e non solo, è sempre terapeutico (in quanto pone a salvaguardia la salute fisica o pscichica della donna), è l’unica istituzione che considera la fattrice al pari di un essere umano? Non permettere od ammettere una simile pratica abortiva è indice del mancato rispetto che l’uomo ha verso la donna, di un esacerbato potere maschilista, quello per cui la donna è, e sarà sempre, assoggettata ai voleri dell’uomo (tante religioni lo permettono, tante non lo contrastano). Anche la Chiesa cattolica, avendo una struttura formato da soli uomini, esercita e ricade in quel potere. Lei rimane allibito che nella città del Vaticano si eserciti l’aborto terapeutico? Forse dimentica che la Chiesa cattolica ha accettato nel suo territorio le Leggi italiane, civili e penali in quanto non ne ha di sue. Domanda: ma se è lecito nella Città del Vaticano l’aborto (che è sempre terapeutico per le ragioni espresse), perchè al di fuori non è permesso? Altra domanda, se non ha Leggi sue, non Le sembra sconveniente (eufemismo) che si adoperi per modificare quelle dello Stato italiano quando entrambi hanno sottoscritto “libera Chiesa in libero Stato”? Vuole forse dimenticare che la religiosità di un individuo, per comune accordo sancito dai Patti Lateranensi, non ricade mai nell’ambito civile, ne è distinto e ne è tutelato come tale?

  24. Artefice1 scrive:

    Significativo Vincenzo.
    “… parlacchiando col passo scozzese,” (Se intendi al Vento, direi abbia Senso c.s.)
    “di una nave che esce dal Porto,” (Come dire che la Libertà dimostra fon’anche l’Utilità della Nave?)
    “per andarsi a prendere un morto,” (Essendo la Morte assolutamente reversibile, immagino sempre il salvataggio)
    “e pagarlo alla fine del mese “ (Visto che il tempo sarebbe un attimo che si ripete, sarebbe come dire l’Indispensabile Eterno?)

  25. Artefice1 scrive:

    Mauro……ma la Persona la Senti?
    “i diritti del concepito devono essere gli stessi della madre, diversamente se i primi fossero superiori saremmo portati a considerare la madre alla stregua di una mera macchina.”
    Il Senso, dici che non basta proprio?
    La così detta “AutoCONservezione” Individualmente de Universalmente Sentita, ad esempio, non dimostra forse l’Assoluta Legittimità?
    Cosa produce una legge, così come ogni significato, che PRE-Scinde la Legittimità? Ne hai esperienza?

    “A quell’età si è ancora nell’infanzia, non si hanno capacità e mezzi per allevare un figlio ed allora perchè non vogliamo ammettere che l’aborto, che in Italia, e non solo, è sempre terapeutico (in quanto pone a salvaguardia la salute fisica o pscichica della donna), è l’unica istituzione che considera la fattrice al pari di un essere umano?”
    Qui direi che tu abbia presentato la donna come INDIVIDUO svincolato dal CON-Testo!
    Il Creatore non ha forse PRE-Disposto il proprio TUTTO fin dal Principio?
    PER-cepisci e Ammetti la divinità terrestre, determinata da Figli, che dispensa i beni PER la sussistenza?
    Non capisci proprio la Vita? (la tua! Identica Essenzialmente. Essendo Unica Persona caratterizzante Libera-Mente ciascun significante)

    Penso possa bastare.

  26. Marina scrive:

    Il papa e la chiesa quando dicono no all’aborto,sanno che effetti micidiali ha sull’uomo l’agente arancio,versato abbondantemente sul terreno del Vietnam e tutt’ora attivo?
    è giusto far nascere bambino così per colpa dell’uomo e non per volere divino?
    Sapete la soffernza di quei bimbi?
    Perchè una mamma non deve abortire in questi casi?
    Perchè è Dio che li ha voluti così??

    http://veritascomode.myblog.it/guerra/

  27. bruno volpe scrive:

    sul tema consiglio leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista con il prof Introvigne e la strana confessione di Pippo Franco saluti cari bv

  28. mauro scrive:

    Carissimissimo Artefice 1, la donna non è un oggetto da usare quando serve ( es. lo stupro) nè tantomeno quello che è stato scritto sulla Bibbia (la sua dipendenza dall’uomo in quanto formata da una costola a lui tolta). Tutti siamo uguali dinanzi a Dio, con uguali diritti e doveri, quindi i piani della madre e del nascituro sono identici, hanno pari dignità, pari diritti, pari tutela, pari legittimità. Mai vi è prevalenza del nascituro nei confronti della madre perchè senza di Lei non vi sarebbe una nuova vita. La madre è quindi parte essenziale e principale perchè generatrice, quindi svincolata.

  29. Quixote scrive:

    Mauro io non so se nella città del Vaticano si pratichi l’aborto (sospetto di no). Quando dicevo “in un paese che ospita …” intendevo indicare l’Italia, che contiene fisicamente lo stato del Papa e gli è quindi vicinissima. Non mi permetterei mai di considerare “fattrice” una donna o una mamma, tanto meno quella che mi ha partorito e accudito, ne quella che, in gioventù, ha accettato di mettere la sua vita in comune con la mia anche per generare e custodire i nostri figli. Noi cattolici poi abbiamo un’estrema considerazione per le madri, nel ricordo di come sono andate le faccende già nove mesi prima di Natale dell’anno zero. Definire maschilista una religione che ha affermato la dignità delle donne e dei bambini, in un’epoca in cui le une e gli altri erano considerati proprietà dell’uomo, e proprio per bocca del suo fondatore, mi sembra fuori luogo (non stiamo parando del Vecchio Testamento o del Corano ma dei Vangeli). Non ignoro i pasticci combinati al proposito nei secoli successivi, ma quando ragiono di queste cose prediligo, per quanto possibile, rifarmi ai documenti originali (i Vangeli per l’appunto). In ospedale per assistere un congiunto di sesso femminile ho sentito di “signorine” che si erano ricoverate per il sesto aborto terapeutico (sic!) e ciò ha confermato i miei timori sul pessimo uso di una legge che non garantisce più per nulla la vita del concepito. La bambina gravida dopo uno stupro interroga in maniera assai dolorosa la mia coscienza, anche se, fortunatamente, posso astenermi da ogni giudizio mancando di elementi essenziali per valutare la questione (non semplice come si è voluto farla apparire per motivi assai poco limpidi). Non mi sembra che i patti Lateranensi riguardino la religiosità dei cittadini (si tratterebbe di una palese violazione dei diritti individuali, non le pare?) quanto piuttosto i rapporti tra due stati sovrani: il Vaticano e l’Italia. Il fatto che molti Italiani siano anche cattolici determina poi alcune apparenti complicazioni Poniamo che il referendum sull’aborto avesse determinato l’abrogazione della legge relativa: il fatto che a votare contro fosse stata una maggioranza di cattolici influenzati da religione, coscienza e gerarchie ecclesiastiche avrebbe forse inficiato la validità del voto? Come dicevo nel mio precedente intervento, la religiosità investe l’intera personalità dell’individuo, anche nelle sue manifestazioni politiche e in ciò non vedo alcun male (o i cattolici devono considerarsi dei cittadini di rango inferiore?). Dovrei difendere il diritto ad abortire se sono convinto che si tratti di una pratica immorale? E non dovrei difendere una legge contro l’aborto se la ritengo sacrosanta? Occorre tenere nella stessa considerazione la libertà di tutti, religiosi e non, poi, vivendo in una democrazia, occorre accettare le decisioni delle maggioranze, anche quando non gradite, anche continuando a lottare, con strumenti leciti, per cambiare le cose. Conosco le obiezioni più utilizzate per contrastare il mio punto di vista, sulle quali svetta quella che afferma: “la tua libertà non deve limitare la mia, se tu ritieni immorale l’aborto nessuno ti costringe a praticarlo mentre io, che lo considero una pratica lecita, devo essere libero di agire di conseguenza”. Anche la contro obiezione è già nota da tempo ma forse conviene ricordarla. Supponiamo di vivere in una società dove la maggioranza consideri la pedofilia, o lo stupro, o l’omicidio pratiche lecite. Il fatto di desiderare la messa al bando di tali comportamenti può essere considerato volontà di limitare le libertà degli altri? Noi cattolici abbiamo un pallino, che ci viene da molto lontano e che determina le nostre scelte, spesso difficili e dolorose: siamo convinti della sacralità della vita umana o, in altri termini, della sua indisponibilità e ciò ci induce a contrastare, in linea di principio, la pena di morte, la guerra, l’eutanasia e tante altre pratiche dell’umanità tra cui, per l’appunto, l’aborto. Occorre aggiungere che i cattolici non sono tanto sciocchi da non riconoscere che, in determinate circostanze, comportamenti considerati non leciti, possano diventarlo (legittima difesa, accanimento terapeutico, ecc.) ma si tratta pur sempre di eccezioni che non modificano la legge generale. Il cristianesimo già dalle sue origini, fatto assolutamente straordinario per l’ambiente e le culture circostanti, ha rimarcato la differenza tra legge civile e religione (ancora Gesù e i Vangeli: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio.”) ma ha anche posto la salvezza dello spirito al di sopra di quella del corpo (“Se la tua mano ti è di scandalo …”) tanto da rendere addirittura accettabile il martirio. Penso che il problema alla radice dei contrasti tra cattolici e non religiosi (particolarmente sulle questioni etiche) nasca dal diverso significato attribuito alla vita, precisamente identificato per i primi, misterioso ed indecifrabile per i secondi, che per orientarsi dispongono del solo, debole aiuto della ragione. So per esperienza che queste mie considerazioni non modificheranno i suoi punti di vista, che rispetto per intero anche quando non li trovo condivisibili, ma ho ritenuto di dover replicare per amore delle convinzioni che ho maturato in assoluta libertà e sincerità, nonché nella speranza di seminare qualche dubbio foriero di fruttuose riflessioni. Mentre mi scuso ancora col moderatore del blog per essere ulteriormente uscito dal tema proposto, la saluto con tutta la mia cordialità.

  30. quirinus scrive:

    Su questo e sulle castronerie di Fisichella sulla bambina di Recife, altro magistrale articolo di magister, documentato e puntuale:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1337637

    bisogna pregare per il Papa, specialmente se questa è la curia con la quale deve lavorare…

  31. pró-life scrive:

    Il Papa parla chiaro e il Padre Lombardi dice lo contrario che il Santo Padre. Bene faceva Giovanni Paolo II quando non lasciava ai iesuiti e amici mettere le mani nelle sue vicende. Sono buoni ragazzi ma hanno un sacco di problemi dottrinali nelle sue teste.

  32. mauro scrive:

    Caro Quixote, forse non ha considerato che ancor prima dei Vangeli, viene riportato dalla Genesi che quando Dio creò la donna utilizzò la costola dell’uomo, che altro non è che porre la donna sotto il dominio dell’uomo in quanto generata utilizzando una sua parte (Genesi 2,21-22). In piu’ non esistono Vangeli redatti da donne, proprio perchè la donna era asservita all’uomo e doveva dedicare la sua vita esclusivamente ad umili faccende ed ad allevare i suoi figli. Tutto quello che esulava da quei compiti era di pertinenza dell’uomo. Lei può ritenere, personalmente, che non viviamo in una società maschilista, nè che mai ci sia stata, ma come cristiano Lei è parte attiva di una religione costruita sul maschilismo dove il clero è formato da soli uomini che prendono decisioni, così come è dalla notte dei tempi in tutto il mondo da parte dell’uomo.
    Sulla bambina gli elementi essenziali li ha, solo che non li vuole accettare perchè stridono con la sua coscienza. Vuole forse dimenticare che non è una donna, che ha subito uno stupro, che nessuno ha preso le sue parti come minorenne neanche il vescovo che ha voluto difendere l’aborto come unica evidenza morale?
    I patti Lateranensi riguardano la religione cattolica in quanto lo stato la riconosce e la tutela nelle proprie manifestazioni. Diveramente potrebbe essere, ed è, perseguitata come avviene in Cina dove la stessa ordina vescovi, a questo punto di regime, vale a dire che impone il proprio punto di vista sulla religione che deve servire unicamente a rafforzare il proprio potere.
    L’esempio che fa sul referendum sull’aborto è un problema di etica civile (ciò che la maggioranza ritiene lecito o meno) che può riguardare qualsiasi donna possa trovarsi in difficoltà ad avere figli. La religione che mai è etica perchè impone doveri (in questo caso la filosofia parla di morale), non può mettersi in contrasto con la sua eventuale aprovazione perchè ha riconosciuto nello Stato la facoltà di approvare Leggi che tutelino i diritti civili di tutti, quindi anche di chi è cattolico. Questo giuridicamente è ineccepibile perchè nei Patti LAteranensi si riconosce allo Stato il diritto di emanare Leggi nell’interesse del cittadino ed alla Chiesa di svolgere la propria missione seguendo principi morali. Vale a dire che la cura civile del cittadino è dello Stato mentre quella morale, che altro non è che la cura dell’anima di ogni individuo (quindi relativa allo spirito), è della Chiesa. Quando la Chiesa ritiene che l’aborto sia un problema morale esula dalla propria competenza confondendo il cattolico e spacciando l’etica per morale. Casi eclatanti sono stati su tutti i giornali e Le ricordo per brevità quando il Papa parlava dell’etica che dovevano avere e tenere gli scienziati.
    Quindi se la salvezza dello spirito è al di sopra di quello del corpo (giusta la sua osservazione ma anche il principio religioso in cui si dà risalto e maggiore considerazione all’anima), quando l’aborto fosse ritenuto lecito non andrebbe a sminuire la valenza dell’anima perchè su un piano superiore a quello terreno (in quanto spirituale).
    La saluto cordialmente.

  33. Annarita scrive:

    Io sono convinta Tornielli, che se anche il Papa non ha parlato dell’aborto terapeutico, sia sottinteso comunque che non è lecito, che sia terapeutico o no. Non cerchiamo di difendere il Papa mettendogli nella mente ciò che abbiamo noi nella mente, soprattutto non peggioriamo la sittuazione, per accontentare i liberi pensatori: sarebbe molto peggio che il Papa avesse detto che in qualche caso l’aborto è tollerato, che se avesse detto che l’aborto attivo non è mai permesso. Il medico, secondo la morale cattolica, deve cercare di salvare entrambi, e se i farmaci per salvare la vita della madre, ACCIDENTALMENTE fanno morire il nascituro, non è un aborto voluto, ma una disgrazia, come può essere un aborto naturale. Es. la madre può fare la chemioterapia se deve farla anche se questa può compromettere la vita del bambino che ha in grembo,(l’eroismo non è richiesto a tutte, anche se ci sono casi luminosi), ma non può decidere di abortire attivamente. Mi pare assurdo voler far pensare che il Papa ammetta come lecito l’aborto attivo, se terapeutico. Se fosse così allora si potrebbe pensare pure che sia lecito usare le staminali embrionali, se sono terapeutiche.

  34. Annarita scrive:

    Ennesima prova, che il Papa sta dicendo cose che da 40 anni non si dicevano più, pertanto sta destabilizando le menti di quelli che erano convinti che i cattolici possono fare tutto anche il peccato, basta che sia fatto per un bene superiore: il loro. Mi pare chiaro che il pensiero cattolico aveva ormai preso la strada larga del mondo, altrimenti non ci sarebbero tutti questi attacchi contro il Papa, solo perchè ribadisce i fondamenti della nostra Fede.

  35. Quixote scrive:

    Caro Mauro la ringrazio per la sua controreplica. Sono al corrente di quanto si racconta nel libro della Genesi e anche di quanto segue (legge mosaica), particolarmente a proposito della considerazione in cui erano tenute le donne e i bambini dell’epoca (proprietà del marito e del padre). Al tempo della venuta di Gesù i costumi erano ancora quelli e certamente non rappresentavano un’esclusiva della cultura ebraica. Nel Vangelo assistiamo ad una rivoluzione nella rivoluzione quando il Signore si contrappone alla dottrina ed ai costumi dell’epoca, elevando le donne e i bambini al rango di persone (e che persone) da oggetti quali erano praticamente considerati. Certo la Chiesa ha risentito dell’epoca e del contesto sociale in cui è nata e si è sviluppata, assorbendone la piega maschilista che lei rimprovera. La situazione si è protratta per secoli senza che avvenisse un più profondo riscatto delle donne ne in ambiti religiosi ne, tantomeno, in ambiti laici. Innegabilmente quei costumi si sono trasferiti in buona misura nella tradizione e nelle regole della Chiesa (sacerdozio e gerarchie esclusivamente maschili, ecc.) come lei fa rilevare, ma in tutto questo non vedo colpa, particolarmente alla luce della situazione attuale, che vede assai mutato il ruolo della donna anche per la Chiesa, la quale ha condiviso la rivoluzione dei costumi fin dove la sua dottrina glielo consentiva. Non so quale peso dare all’impossibilità per le donne di accedere alle gerarchie ecclesiastiche o al sacerdozio, anche se ho l’impressione che la cosa non susciti, ne abbia mai suscitato, proteste o manifestazioni di qualche rilevanza. Non credo che le cose potranno cambiare in avvenire, la Chiesa è stata fondata da un uomo, che ha scelto uomini per dare seguito alla sua missione e quelle scelte iniziali sono state tramandate nei secoli come espressione della volontà del Redentore. Altrettanto innegabile però il fatto che, per opera della predicazione di Cristo, donne e bambini, vedove e orfani, Ebrei e Gentili, liberi e schiavi siano stati tutti riportati alla dignità umana molto prima di ogni altra rivoluzione, ponendo le basi del riscatto che, in buona misura, si è poi materialmente compiuto. Tutto questo per dirle che, in quanto cattolico, non mi sento maschilista, che non tengo le donne in minor conto e considero le loro differenze (non intese alla francese) una sterminata ricchezza per l’umanità e ciò si traduce sempre in rispetto e spesso in ammirazione.
    Le questioni della bambina stuprata e dell’aborto in generale, non mi sembra però si possano far discendere da una visione maschilista della condizione femminile, dipendente a sua volta da una maledizione ancestrale a sfondo religioso. I mussulmani, ad esempio, che ancora osservano le disposizioni bibliche, affrontano, se ho ben capito, con grande leggerezza la pratica in questione, pur conservando una condizione femminile precristiana. Devo controbattere la sua accusa di non essermi pronunciato sulla vicenda dello stupro per problemi legati alla mia coscienza. In effetti è vero che non dispongo di notizie precise (temo non ne abbiano nemmeno molti di quelli che hanno preso partito) magari per inerzia da parte mia, e nemmeno le notizie che possiedo hanno una garanzia di verità. Allora per risponderle ricorrerò ad uno stratagemma, fingendo che la bimba sia mia figlia, lo stupratore un mio vicino di casa e lasciando perdere tutti gli aspetti meno rilevanti. La questione da chiarire è quindi come io, cattolico, affronterei la situazione ipotizzata. La prima cosa che mi viene in mente è che, nel momento in cui venissi a conoscenza del terribile fatto, potrei anche uscire di testa, abbandonandomi a comportamenti istintivi, alla ricerca di una giustizia personale intesa a cancellare i responsabili e gli effetti del crimine. Se invece, come spero, riuscissi a controllare le mie reazioni, starei ben attento a non provocare ulteriori danni, garantendo immediatamente presenza ed assistenza alla prima vittima dello stupro, mia figlia. Cercherei poi di capire la situazione della seconda vittima dello stupro, il piccolo concepito. E qui le domande si farebbero assai numerose sulla possibilità di proseguire la gravidanza, con quali rischi per la bimba e per il concepito, sull’opportunità di anticipare il parto per diminuirli, ecc. Sulla base delle risposte ricevute deciderei il da farsi nell’interesse di ambedue le vittime. Nel caso il concepito venisse poi regolarmente alla luce lo accoglierei nella mia famiglia come un figlio mio o meglio come un nipote, quale in effetti sarebbe. Nel caso di decesso del concepito per una nascita troppo prematura, determinata dall’esigenza di salvaguardare la vita della bambina, non sentirei di aver violato alcun codice morale avendo agito nell’interesse di ambedue le vittime, pur nei limiti imposti dalla situazione. Con queste considerazioni mi rendo conto di percorrere un crinale molto stretto, compreso tra il mio ordine morale e l’etica corrente della nostra società e quindi esposto da una parte al compromesso e dall’altra alle accuse di crudeltà, disumanità, mancanza d’amore, che mi sembra già di sentire. Ciò non mi impedisce di continuare a considerare assolutamente inaccettabile l’ipotesi di poter rimediare (???) ad un grande male (lo stupro di una bimba) con un male maggiore (l’assassinio di un innocente mio congiunto). Ho già scritto molto quindi eviterò di aggiungere considerazioni sulla morale degli individui e sull’etica della società, se non per dire che, secondo me, quando venga sollevata una questione quale la legalizzazione dell’aborto, i convincimenti morali di una maggioranza, in una società democratica, hanno pieno diritto di essere trasferiti in forma di leggi nell’etica sociale. Non chiedo nemmeno più scusa ad Andrea Tornielli per la continua deroga alle sue indicazioni, nella speranza che voglia sopportarci ancora per un po’. Gradisca i miei saluti

  36. mauro scrive:

    Gentile Davide K, io personalmente non ho mai ritenuto che Lei come cattolico fosse maschilista, nè me ne ha dato prova. Io ho solamente parlato di Chiesa che si fonda essenzialmente su un concetto maschilista, una visione univoca e quindi di parte, essendo il clero fondato e ammnistrato da uomini senza che la donna possa ricoprire quei posti. Sulla bimba è ammirevole quanto Lei sarebbe in animo di fare ma forse dimentica che la donna sa quando è il tempo di mettere al mondo figli perchè si sente matura e pronta ad allevarli. Se lei li alleva in nome della figlia, i due gemelli saranno sempre legati a Lei Davide K perchè Lei stesso diventa il riferimento concreto della loro vita presente e futura, mentre sua figlia sarà sempre e solo una sorella maggiore. A Lei Davide K questo comportamento potrà andare bene ma potrebbe essere (è una pia illusione) che sua figlia, in età matura, non provi attenzione per quei due gemelli che sono sangue del suo sangue, in quanto come madre si accorge che non è punto d riferimento e non ha nessun ‘potere decisionale’ su di loro. Si acuirebbe perciò il problema di far capire alla bimba, diventata matura, che è madre ma sentirsi trattata da sorella maggiore peggiorerebbe la situazione che da estremamente delicata diventerebbe ingestibile. L’aborto, come già le ho spiegato, non appartine alla sfera spirituale dell’anima, per ammissione della Chiesa quando afferma che la salvezza dello spirito è al disopra di quello del corpo e fintanto che la Chiesa non riuscirà a spiegare come possa fare parte della sfera spirituale ed allo stesso tempo a quella materiale, essendo due piani diversi, credo che la Chiesa forzi la mano allo Stato per imporre, tramite l’opinione ed il voto dei propri fedeli, la propria volontà univoca che altro non è che una presa di posizione che nulla ha a che vedere con la spiritualità. In poche parole ed allargando il concetto, la Chiesa per mantenere un potere deve favorire le nascite, sempre e quasiasi sia l’opportunità in cui si manifestano.
    La saluto caramente.

  37. mauro scrive:

    Gentile Quixote, io personalmente non ho mai ritenuto che Lei come cattolico fosse maschilista, nè me ne ha dato prova. Io ho solamente parlato di Chiesa che si fonda essenzialmente su un concetto maschilista, una visione univoca e quindi di parte, essendo il clero fondato e ammnistrato da uomini senza che la donna possa ricoprire quei posti. Sulla bimba è ammirevole quanto Lei sarebbe in animo di fare ma forse dimentica che la donna sa quando è il tempo di mettere al mondo figli perchè si sente matura e pronta ad allevarli. Se lei li alleva in nome della figlia, i due gemelli saranno sempre legati a Lei Quixote perchè Lei stesso diventa il riferimento concreto della loro vita presente e futura, mentre sua figlia sarà sempre e solo una sorella maggiore. A Lei Quixote questo comportamento potrà andare bene ma potrebbe essere (è una pia illusione) che sua figlia, in età matura, non provi attenzione per quei due gemelli che sono sangue del suo sangue, in quanto come madre si accorge che non è punto d riferimento e non ha nessun ‘potere decisionale’ su di loro. Si acuirebbe perciò il problema di far capire alla bimba, diventata matura, che è madre ma sentirsi trattata da sorella maggiore peggiorerebbe la situazione che da estremamente delicata diventerebbe ingestibile. L’aborto, come già le ho spiegato, non appartine alla sfera spirituale dell’anima, per ammissione della Chiesa quando afferma che la salvezza dello spirito è al disopra di quello del corpo e fintanto che la Chiesa non riuscirà a spiegare come possa fare parte della sfera spirituale ed allo stesso tempo a quella materiale, essendo due piani diversi, credo che la Chiesa forzi la mano allo Stato per imporre, tramite l’opinione ed il voto dei propri fedeli, la propria volontà univoca che altro non è che una presa di posizione che nulla ha a che vedere con la spiritualità. In poche parole ed allargando il concetto, la Chiesa per mantenere od accrescere un potere deve favorire le nascite, sempre e quasiasi sia l’opportunità in cui si manifesta.
    La saluto caramente.

  38. mauro scrive:

    Mi scuso con Quixote perchè l’ho citato come Davide K ed allora ho ritenuto ripropore quanto ho scritto con l’indicazione esatta del suo nome. Chiedo scusa anche alla redazione.

  39. Artefice1 scrive:

    Mauro…..scusa il ritardo
    Credo proprio che il Senso non lo capisci proprio.
    Infatti mi pare proprio che tu abbia un pallino come Fine, in testa, che non corrisponde proprio all’Autentico.

    Prima ammetti, come sostengo io, che il CON-Cepito è Persona. “””…..i diritti del concepito devono essere gli stessi della madre….”””
    Ora insinui “””La madre è quindi parte essenziale e principale perchè generatrice, quindi svincolata.”””
    Svincolata da chi e da che cosa???

    Non ti basta Riconoscere e Accogliere quello che è Già PRE-Stabilito?
    Oppure sarebbe indispensabile, o almeno auspicabile che ci reinventassimo seguendo l’andazzo in atto?

    Quale mio significato ti ha spinto a dirmi “Carissimissimo Artefice 1, la donna non è un oggetto da usare quando serve ( es. lo stupro)”
    Per Essere sincero mi pare che siano i tuoi significati adatti a stuprare il Principio Capitale Intrattabile.
    Sul piano Naturale saremmo TUTTI Imperfetti, dunque Uguali, Esistendo Separati e Distinti grazie alla capacità di Determinare.
    Sul piano Essenziale Partecipiamo alla stessa Essenza assumendo la Persona, dunque adottando il Senso saremmo Unicizzati.

    L’aspetto Determinante, ovvero la Capacità di Determinare, affidato dal Creatore all’Umano Individuo, dunque Capacità Legittima e Riconoscibile, risulta assolutamente diversa paragonando il maschio e la femmina.
    Nell’Uomo PRE-Vale l’Essenza Eterna Riconoscente la Persona Determinata.
    La Donna Determina l’aspetto Naturale PROVVISORIO, PRO-Pensa all’Esistenza
    In fatti ritengo che l’Opera del Creatore si regge su due Poli, da un lato la Natura e l’altro siamo noi.

  40. Artefice1 scrive:

    Mauro……Se non ti Riconosci di tuo, potrei farlo io o chiunque altro per te?

    “””L’aborto, come già le ho spiegato, non appartine alla sfera spirituale dell’anima, per ammissione della Chiesa quando afferma che la salvezza dello spirito è al disopra di quello del corpo e fintanto che la Chiesa non riuscirà a spiegare come possa fare parte della sfera spirituale ed allo stesso tempo a quella materiale, essendo due piani diversi, credo che la Chiesa forzi la mano allo Stato per imporre, tramite l’opinione ed il voto dei propri fedeli, la propria volontà univoca che altro non è che una presa di posizione che nulla ha a che vedere con la spiritualità.”””

    La risposta te la darei io se i significati CON-Venzionabili PER Parole PRE-Disposte PRE-CON-Ssentissero il Senso, Permettendo di CON-Ferimento ovvero trasmetterlo.
    Il Fatto è che noi siamo separati, mentre il Senso sarebbe UNICO, come dire che non ci stà dentro, pressappoco.
    Possiamo Riconoscerlo?
    A me pare proprio di poter dire SI. Avallato da Infiniti Individui che hanno inteso Testimoniarlo.

    In Somma:
    L’Esistente (Ogni COSA CON-Creta e Astratta) Esisterebbe come non ci fosse (pensa al CORPO) se non fosse Dotata dell’Essenza DETERMINANTE (Sentimento Dedicato)

    Se il Sentimento lo dedichi al Naturale, determini PER-PASSIONE (nulla Funziona)
    Altrimenti Essenzialmente, CON-Senti (Non usi la Forza ma la Riconoscenza, logiche Distinte) non Determini PER Voglia ma PER-Severi il Sentimento Originario Impresso dal Creatore, CON, Senso.

  41. mauro scrive:

    Artefice1, se i diritti sono uguali non puoi prevaricare i diritti della futura madre per favorire il concepito perchè la donna è colei che dà la vita sempre ed in qualsiasi momento. Senza la donna non c’è nascituro in quanto questi non è in grado di darsi la vita. Noi facciamo sempre parte del mondo animale, c’è sempre qualcuno come te che se lo dimentica. Anche negli ultimi giorni c’è stato un abbandono da parte di una madre scimmia nei confronti del piccolo che aveva messo alla luce perchè non lo voleva (ed è sufficientemente frequente). Non poteva abortire (come noi intendiamo per gli esseri umani) perchè non ne aveva i mezzi nè le capacità, nè poteva usare il suo linguaggio per comunicarlo agli esseri umani che l’accudivano. Allora noi umani, appartenenti al regno animale) cosa preferiamo? L’abbandono o l’aborto? O preferiamo combatterli entrambi, Artefice1? Prova ad andare in certe zone del mondo dove l’abbandono è all’ordine del giorno ma considera che non sono pochi casi, si tratta di milioni di bambini. Hai la capacità, Artefice1, di prenderli tutti sotto le tue ali e non dimenticarne nessuno per il resto della tua vita? Fintanto che la Chiesa si interesserà di vietare ciò che non le compete (materialità delle cose), avremo sempre piu’ abbandoni. Dio ci ha veramente abbandonato alla mercè di una Chiesa materiale che non riesce piu’ a scavare nell’intimo dell’uomo.

  42. Artefice1 scrive:

    Mauro Carissimo…..Veramente Oneroso. Non assegnarmi come premio le tue fesserie.

    “””Artefice1, se i diritti sono uguali non puoi prevaricare i diritti della futura madre per favorire il concepito perché la donna è colei che dà la vita sempre ed in qualsiasi momento.”””
    Qui tu rappresenti la Donna come un puro Significato, Operativo come fosse una macchina Funzionante PER VOGLIA (fa i figli e lava i piatti allo stesso modo insomma). Pensa piuttosto al SUO Sentimento che Ignori pur Essendo!!! Anche tuo. (Ficcati in tesata che la tua PER-Cepita parità neppure sogna la mia CON-Cepita Identità.)
    Non ti ho forse già detto:
    “Non ti basta Riconoscere e Accogliere quello che è Già PRE-Stabilito?” (Logica Essenziale chiamata Riconoscenza)
    “Se non ti Riconosci di tuo, potrei farlo io o chiunque altro per te?” (Logica naturale chiamata Forza)
    Come dire, Se Lei non Riconosce se stessa puoi farlo tu non Essendo e PER giunta Neppure Donna???
    Potresti rispondere CON-Siderando nel Merito (non mio ma Suo) le mie domande?

    “””Senza la donna non c’è nascituro “””
    Questa per me sarebbe una manifestazione di PURA FOLLIA !!!
    Scopri di tuo il motivo, perché se.” Noi facciamo sempre parte del mondo animale,” E BASTA?, la Libertà te la scordi! Va bene? (dunque proprio in questo tuo modo risiede il germe dello Sfruttamento!)
    Ammetti che Gesù Cristo ci ha Liberati???
    Stai sicuro che non mi dimentico come fai tu.
    Chi di noi due sarebbe Essenzialmente l’analfabeta?

    Se pretendi trattarmi da Bestia Animale scordatelo!
    Rispetterei la tua predilezione comunque, per quello che è però, come faccio CON ogni Significato.
    Ma mettiti sicuramente da parte, Esistendo quel tanto che basta, da non rovinare la Vita. PER Favore.

    Mi sorge il dubbio rileggendoti “forse è ispirazione” che anche l’Animalità serva PER Dimostrare e difendere la Vita quando questa viene SOTTO-Messa.
    Prendo spunto e traduco per quello che Riconosco, il tuo Sentimento.
    “””cosa preferiamo? L’abbandono o l’aborto?””” (scegliere almeno tra Bene e Male non reputi sia possibile? Oppure vuoi PRE-Valere a tutti i cosi?)
    Sarebbe come dire che Esistendo Imposto un Sistema Individuale VULNERATO da Animali, pronto ad abbandonare ogni CON-Cezione.
    CON-Cezione PER-Cepita dal Sistema Animale Vulnerato come CON-Corrente, dunque alternativa e non CON-Facente.
    Io Individuo Animale che aspiro alla Vita Imprescindibile, e Istintivamente PORTATO a reputare che l’INDISPENSABILE mi viene IMPEDITO, pur negando l’Esistenza del Sentimento Originario del Creatore impresso nella sua opera, dunque Riconoscibile, difendo da Animale la Vita, distruggendo l’UMANITA’, come dire la materia prima PER il Sistema.
    Si ignora il fatto che in tal modo lo stesso Sistema “Democratico” Partecipa.
    Dunque a Sua volta il Sistema VIENE Costretto ad assecondare la Distruzione del proprio Fondamento grazie al proprio Prodotto, in quanto il proprio Prodotto non risulta CON-Facente, Essendo alternativo e PRE-Valente il Senso rispetto a se stesso.

    Assecondando la tua Forzata Logica, dunque assecondando il tuo Sistema vigente, potrei dirti che accoglierei sicuramente PER mio e del Sistema, Piacere, sotto le mie ali quei Bambini abbandonati.
    (Strano a dirsi, non potrei PRE-Scindere le Risorse indispensabili all’esistenza, dunque direi da sottrarsi alle Famiglie)
    Come dire che limiterei la soluzione ad un gruppo.
    PER Potere
    E abbandonerei il TUTTO, ovvero il resto e il Progetto Originario Stesso che ritengo UNICO SEMPLICE E FUNZIONANTE.

    CON-Cludendo il tuo commento, sembrerebbe che saremmo dalla stessa parte del fiume.
    Non è così.
    Dovessi dirti Sinceramente dove puoi trovarmi,
    Ti direi nell’acqua che il Senso non abbandona affatto.

  43. mauro scrive:

    Artefice1, tu parli con il linguaggio metafisico della presenza (l’anima è presente a sè stessa) in quando credi in una struttura pura del significato (che esiste prima e fuori dal tempo), di una verità stabile e dunque della ragione il cui carattere consiste nel rivendicare il privilegio del logos rispetto ad altre forme di produzione del senso, e non ti interroghi e non ti sforzi sulle origini ‘non logiche’ della stessa logica , quindi della razionalità.
    Dovrei dire che potresti essere logocentrista se non fosse un termine facente parte della dimensione orale ed allora, visto che scrivi, in te l’anima è assente da sè in quanto la scrittura dilata lungo il tempo l’insegnamento orale e ne modifica la sua forma essenziale che è quella dell’attimo.
    Vale a dire che la scrittura, durando nel tempo molto di piu’ della parola detta, toglie al suo messaggio quella collocazione nello spazio e nel tempo rendendola suscettibile di differenti interpretazioni lungo il trascorrere delle epoche.
    Ogni tanto inventano battute divertenti, semplici ed efficaci, te ne propongo una di un ex comico che vorrebbe fare il politico e che per l’uopo tiene un blog per farsi una base elettorale solida na non ci riesce: resettati.

  44. Artefice1 scrive:

    Mauro…..questa tua non sarebbe affatto una fesseria! Sarebbe una esibizione circense a pagamento?

    “di una verità “
    (Se la verità non fosse UNICA come potrebbe Essere tale? Dunque distinguerSi, ovvero come la Verità si Distingue dal naturale IDEA-BILE?)
    “stabile e dunque della ragione”
    (Ma se la Verità Fosse della Ragione, Anche il Naturale Ideabile sarebbe Verità.)
    “il cui carattere consiste nel rivendicare il privilegio del logos rispetto ad altre forme di produzione del senso,”
    (Ma scusami tanto, quando fai un passo sulla Pubblica strada rivendichi il tuo primato sulla stessa? Oppure hai l’esclusiva nell’attimo in cui ti permetti di appoggiare il piede? Sarebbe l’Esclusiva che ti regge il Piede? Quale altro Senso posso CON-Siderare possibile o come dici tu potrei mettere in Produzione, spremendo meningi e fantasia, oltre all’”esclusiva” corrispondente alla pianta della tua indistinta come la mia scarpa?)
    “e non ti interroghi e non ti sforzi sulle origini ‘non logiche’ della stessa logica , quindi della razionalità.”
    (Sapresti pensare che io sia stato un nullafacente e stia sguazzando nella mia illogicità? Così fosse, allora lasciami dire che proprio tu, in questo modo, Ritengo, stia appunto snobbando il tuo Dovere Tenuto ad Onorare, appunto la Logica che ti manca.)

    “Dovrei dire che potresti essere logocentrista se non fosse un termine facente parte della dimensione orale ed allora, visto che scrivi, in te l’anima è assente da sè in quanto la scrittura dilata lungo il tempo l’insegnamento orale e ne modifica la sua forma essenziale che è quella dell’attimo.”
    (Puoi anche dire sciocchezze PER Tutta l’Esistenza.
    Sarebbe appunto l’Inutile Significato, Mio, Tuo, della Bibbia, e di tutta la sedicente Cultura, che difendi.
    Stai sicuro che in me l’Anima non manca affatto, o almeno non ho mai inteso disdegnarla!
    Piuttosto sarebbe il Significato che non possiede l’Anima, Esistendo come tollerato Mezzo PER trasmettere. Il vero impedimento. Non mi riguarda affatto, non avendo inventato io tale Convenzione, e dopo che in Buona Fede ho Testimoniato Sinceramente il Senso che Riconosco di Mio.
    O prendi atto che l’Anima, dunque la Persona, sicuramente Unica, da ciascuno così CON-Siderando, Assunta, Determina la Relazione che il Significato Corrispondente al Senso Univocamente Riconosciuto può Dimostrare, (sarebbe Indispensabile anche PER Determinare in ogni modo), oppure è come se tu stia viaggiando in macchina su due ruote.

    “Vale a dire che la scrittura, durando nel tempo molto di piu’ della parola detta, toglie al suo messaggio quella collocazione nello spazio e nel tempo rendendola suscettibile di differenti interpretazioni lungo il trascorrere delle epoche.”
    (Non credi almeno utile,
    se non ti garba il mio Indispensabile,
    (in ogni modo anche per onorare questo tuo Fatto Significato),
    sarebbe Auspicabile CON-Siderare,
    Assolutamente Imprescindibile,
    oltre che la Semplice PER-Suasiva Mente,
    Il Lasciarsi Permeare dall’Unico Senso?
    TANTO PER CAPIRSI Senza COM-Promessi Insolvibili.)

    Resterebbe un Rispetta!

  45. laurentinum scrive:

    Cara Annarita
    Ho scritto questo commento che concorre nel senso di sua riflessione, mi sono reso conto che lo inviato nello blog sbagliato perciò lo suggerisco cui in continuità del suo commento sull’aborto terapeutico.

    Ragionamento sull’ aborto terapeutico
    Oggi si mantiene una confusione fra l’atto di asportazione da una madre del suo embrione o feto e la sua uccisone che avviene in una seconda fase. Si codesti, vengono asportati per un motivo o un altro non si capisce perché essi in secondo tempo debbono essere uccisi?
    Se quando c’è pericolo di vita sulla madre è naturale difendere la vità della madre cioè non implica che cioe che è stato asportato sia ucciso, ma l’embrione asportato o il feto deve poter essere reimpiantato se possibile in una madre portatrice o allora messi sotto incubatrici o “placenta artificiale”, insomma con il progresso della scienza si potrà fare vivere e crescere il feto fuori della madre d’origine.
    Sono soluzioni estreme ma che risolvono il dilemma dell’aborto terapeutico, con il salvataggio della madre e il tentativo di salvare i feti o embrioni.
    Una donna che abortisce sull’argomento “ è mio corpo faccio quello che mi pare” li vorrei rispondere “ è un’evidenza che questo corpo sia il tuo, ma a prescindere della discutibile scelta morale di quest’atto, di quale diritto una volta che il feto non è più in te, pretendi che sia messo a morte?”
    Poiché uscendo dal ventre della madre, è disconnesso del corpo della madre , dovrebbe scattare automaticamente la riconoscenza legale della singola persona con tutti sui diritti connessi, e la madre non potrà più argomentare “è mio corpo faccio quello che voglio” dato che il feto sarebbe fuori dal corpo d’origine
    Cosi che anche un singolo embrione potrebbe avere una “carta d’identità” con un nome e una cittadinanza in quanto un individuo in se stante. Di conseguenza bisognerebbe legiferare sull’interdizione assoluto di uccidere il feto o l’embrione una quale volta asportato dal ventre dalla sua madre di origine, e che scatti l’obbligo di difendere la vita di codesti con tutti mezzi tecnologici a disposizione includendo il reimpianto in una madre portatrice volontaria se possibile.
    Tuttavia queste procedure esplicitato cui sopra dovrebbero essere solo delle procedure di eccezioni e che troverebbero la loro giustificazione nel carattere di urgenza, rappresentato della minaccia alla vita della madre.

  46. mauro scrive:

    Artefice1, in sintesi:
    La verità stabile dell’attimo (la ragione) si è persa nel trascorso dei tempi perchè quel logos non è ripetibile e lo scritto non lo rappresenta.
    Se accetti la logica dello scritto (diverso senso) così com’è e non ti chiedi quanto di illogico vi sia, quello scritto si colloca al di fuori della razionalità.
    Nella struttura pura del significato l’anima è presente a sè stessa perchè il tempo non la modifica, non la contamina, la mantiene stabile, ma si manifesta solo ed unicamente in quell’attimo. Se non presenzi quell’attimo ne perdi il vero significato.
    Gli scritti , che riportano il logos, sono permeati di verità stabile dell’attimo ma il tempo, modificandola, ha reso l’anima assente da sè stessa.
    Finale: Quello che riporti nello scrivere (logica) è una interpretazione mancante di razionalità perchè non cerchi quanto possa essere illogica (non essendo stato presente nell’attimo della sua manifestazione). Questo ti farà imbufalire ma ho detto riporti, perchè ritengo che tu abbia studiato come tutti e che quello che scrivi faccia riferimento a quanto hai assimilato dallo studio.
    Personalmente la ragione non mi appartiene ma la razionalità la perseguo.

  47. Artefice1 scrive:

    Mauro siccome i Significati polverizzano il Senso

    Occorre ricomporre CON Ragione il Senso FRAZIONATO dunque Razionato. CON-Facente la Razionalità.

    Vuoi che ti ripeta per l’ennesima volta che non sono affatto uno studiato?
    Testimonio la mia Vita! Unico Libro Vero, perché Completo, fatto di Significati e del Sentimento che li ha Determinati e che Riconosco.
    Visto che saremmo uguali, cosa aspetti ad aprire a tua volta il tuo, tanto per poter Comunicare insomma, altrimenti “portiamo a vanti i significati)
    Non pretendo e ti prego di non raccontare i FATTI O AFFARI TUOI, Passati e Irripetibili Fedelmente, ma solo quanto rimane Eternamente.
    Sono chiaro?

    Dunque se PER-Segui la Razionalità fatta di Senso, non puoi PRE-Scindere la Ragione dettata dalla Vita (Quel che resta DOPO l’attimo chiamato Fatto) Rimuovi piuttosto i Significati e vai CON = Dio.
    Così ci si intende, altrimenti temi la mia PER-Correnza, come fosse una strada diversa dalla tua.

  48. mauro scrive:

    Artefice1, che abbia detto che tu hai studiato come tutti (me compreso), non vuole dire che tu od io od entrambi abbiamo fatto le scuole ‘alte’ ma solo che abbiamo ricevuto un’insegnamento, qualunque esso sia. Che io parli di filosofia, che non è la mia specificità, e nel caso di Platone, dipende unicamente dalle predisposizioni che assecondo ma non fanno parte di ciò che ho studiato ed ho svolto nella vita perchè questa raramente ti offre ciò che si desidera. La tua è una testimonianza di vita? Se è piena di significati che riconosci in quanto libro aperto dei tuoi sentimenti rappresenta quello che hai provato in prima persona, in quanto presente al fatto, ma rimane tuo patrimonio esclusivo perchè solo tu ne conosci il puro significato. Lo stesso vale per tutti, me compreso. Se permei il puro significato, quello che solo tu conosci e riconosci, di razionalità, diventa patrimonio universale perchè tutti sono in grado di comprenderlo e smetteremo di leggere in questo blog che qualcuno si sente cretino perchè non ti capisce.

  49. don stefano bellunato scrive:

    appena ricevuto. non so se qualcun´altro lo abbia giá pubblicato…in ogni caso…relax!…

    “Il fait beau!” a déclaré Benoît XVI
    >
    >
    > A son retour à Rome, par une belle après-midi ensoleillée, le Pape aurait confié à une journaliste : “Il fait beau aujourd’hui !” Ces propos ont aussitôt soulevé dans le monde entier une immense émotion et alimentent une polémique qui ne cesse de grandir.
    >
    > 
Quelques réactions :

    >
    > Le maire de Bordeaux : “Alors même que le pape prononçait ces paroles, il pleuvait à verse sur Bordeaux ! Cette contre-vérité, proche du négationnisme, montre que le pape vit dans un état d’autisme total. Cela ruine définitivement, s’il en était encore besoin, le dogme de l’infaillibilité pontificale !”
    >
    > Le Grand Rabbin de France : “Comment peut-on encore prétendre qu’il fait beau après la Shoah ?”
    >
    > Le titulaire de la chaire d’astronomie au Collège de France : “En affirmant sans nuances et sans preuves objectives indiscutables qu’il “fait beau aujourd’hui”, le pape témoigne du mépris bien connu de l’Église pour la Science qui combat ses dogmes depuis toujours. Quoi de plus subjectif et de plus relatif que cette notion de “beau” ? Sur quelles expérimentations indiscutables s’appuie-t-elle ? Les météorologues et les spécialistes de la question n’ont pas réussi à se mettre d’accord à ce sujet lors du dernier Colloque International de Caracas. Et Benoît XVI, ex cathedra, voudrait trancher, avec quelle arrogance ! Verra-t-on bientôt s’allumer des bûchers pour tous ceux qui n’admettent pas sans réserve ce nouveau décret ? ”
    >
    > L’Association des Victimes du Réchauffement Planétaire : “Comment ne pas voir dans cette déclaration provocatrice une insulte pour toutes les victimes passées, présentes et à venir, des caprices du climat, inondations, tsunamis, sécheresse ? Cet acquiescement au “temps qu’il fait” montre clairement la complicité de l’Église avec ces phénomènes destructeurs de l’humanité, il ne peut qu’encourager ceux qui participent au réchauffement de la planète, puisqu’ils pourront désormais se prévaloir de la caution du Vatican.”
    >
    > 

Le Conseil Représentatif des Associations Noires : “Le pape semble oublier que pendant qu’il fait soleil à Rome, toute une partie de la planète est plongée dans l’obscurité. C’est là un signe intolérable de mépris pour la moitié noire de l¹humanité!”
    >
    > 

L’Association féministe Les Louves : “Pourquoi “il” fait beau et pas “elle” ? Le pape, une fois de plus s’en prend à la légitime cause des femmes et montre son attachement aux principes les plus rétrogrades. En 2009, il en est encore là, c’est affligeant !”
    >
    > 

La Ligue des Droits de l’Homme : “Ce type de déclaration ne peut que blesser profondément toutes les personnes qui portent sur la réalité un regard différent de celui du pape. Nous pensons en particuliers aux personnes hospitalisées, emprisonnées, dont l’horizon se limite à quatre murs ; et aussi à toutes les victimes de maladies rares qui ne peuvent percevoir par leurs sens l’état de la situation atmosphérique. Il y a là, sans conteste, une volonté de discrimination entre le “beau”, tel qu’il devrait être perçu par tous, et ceux qui ressentent les choses autrement. Nous allons sans plus tarder attaquer le pape en justice.”
    >
    > A Rome, certains membres de la Curie ont bien tenté d’atténuer les propos du pape, prétextant son grand âge et le fait qu’il ait pu être mal compris, mais sans succès jusqu’à présent.

  50. mauro scrive:

    Caro Don Stefano Bellunato, se la curia romana comincia a giustificare il Papa perchè la sua tarda età può portarlo a dire cose che potrebbero essere fraintese, vogliamo dire che la Curia per l’ennesima volta dimostra il suo poco discernimento perchè si fa scudo delle difficoltà di Papa Benedetto XVI. Che fosse in difficoltà è da tempo che lo si è capito ma mi sembra che lo si voglia abbandonare quando invece avrebbe bisogno del loro aiuto.
    Questo comportamento della Curia non fa altro che alimentare i forti dissapori all’interno della Chiesa. Che ci sia qualcuno che manovri dall’interno ormai è chiaro ma non vorrei che ciò portasse a qualche drastico cambiamento, non nuovo nella Chiesa.
    In ultima analisi Benedetto XVI non si è preso il soglio di Pietro facendosi largo ma è stato regolarmente eletto e tutti i cattolici (dal piu’ umile fedele al piu’ anziano cardinale) lo devono accettare così com’è e neppure si può dire che fosse uno sconoscuto chi per tanti anni, avendo lavorato a Roma, è stato anche in contatto con Govann Paolo II.
    Mi risulta, attraverso questo blog, che i fedeli siano i primi a difenderlo sempre, in ogni evenienza della sua missione perchè credono in lui, in ciò che dice senza metterlo minimamente in discussione.
    Io non sono ateo ma per indole critico. Personalmente ritengo che l’elezione di Papa Benedetto XVI sia stata uno sbaglio non voluto causa la forte emozione da tutti provata per la scomparsa di Giovanni Paolo II che per tanti anni ha guidato la Chiesa con forza, passione, carisma.
    Ma difendo Papa Benedetto XVI come preda del lupo che lo attende con le fauci spalancate. La curia ne è piena.
    Di reazioni insipide, come quelle che ha riportato, messuna rimarrà nelricordo ed in fondo, avendo il Papa espresso il proprio parere come persona ad una manifestazione atmosferica presente al suo arrivo a Roma, non ha nulla da temere perchè nulla c’entra con la sua missione. Chi mette malizia nell’altrui dire dimostra quanto poco sentimento lo pervada e quanta poca aria riesca a muovere.
    Qua piove, se riesce a farmi un commento sul genere di quelli che ha riportato, ci facciamo quattro risate insieme.

  51. Luisa scrive:

    Cool…relax….andate qui:

    http://blog.messainlatino.it/2009/03/una-nuova-tempesta-mediatica-contro-il.html

    … e fatevi quattro belle risate, anche se potrebbe esserci un fondo di amarezza, di amara verità!

  52. don stefano bellunato scrive:

    Salve Mauro, ierisera, alla fine di una giornata per noi di solito… intensa, controllando la posta ho appena sbirciato sul blog e non ho letto praticamente gli interventi, se non qualcosa degli ultimi in ordine di tempo. Mi sono dunque limitato a riportare quanto scritto ( “Il fait beau!” a déclaré Benoît XVI, appunto) per sdrammatizzare un po´. Ora leggo il suo ultimo e mi fa piacere constatare la sua solidarietá al Pontefice in occasione delle ultime polemiche, tanto piú che lei si dice: “non sono ateo ma per indole critico. Personalmente ritengo che l’elezione di Papa Benedetto XVI sia stata uno sbaglio non voluto…” quindi, se capisco bene, non un fan incondizionato dell´ala Ratzinger.
    Ora non ho ulteriori battute da esprimere, anche perché il suo post sollecita una risposta seria.
    Se vuole il mio parere, quelle sui discorsi africani, a mio modestissimo, avviso non sono che la coda di una polemica piú ampia cominciata con la reintroduzione della Messa Tradizionale, o forse addirittura con l´elezione di Benedetto XVI. Oggi egli é evidentemente percepito dalla lobby catto-laico-progressista (di cui abbiamo eccelsi campioni tra l´episcopato nord-eropeo, ma anche su questo blog) come un evidente “ostacolo”, se non addirittura come un nemico, ad un´ulteriore “modernizzazione”, ma sarebbe piú giusto dire “modernistizzazzione” se non suonasse cosí male, della Chiesa. Ironia della sorte per un Pontefice che, giovane teologo del Card. Frings se non erro, fu personaggio di punta dell´ala progressista (Conferenza del Reno, es. vedi Ralph Wiltgen V.D., “Le Rhin se jette dans le Tibre”) durante il Concilio, grande amico di K. Rahner S.J. e di tutti i Nuovi Teologi, nonché ideatore, o almeno “portatore” poiché lo mutuó dal Bultmann se non erro, del famoso “subsistit in”. Perché dunque questo, in qual misura vedremo in futuro, ma tanto augurato quanto indubitabile “cambio di rotta”, almeno nei modi, tra il giovane Teologo Ratzinger e il Papa di oggi?
    Non sono vaticanista come Andrea e mi trovo anche abbastanza lontano dalla Curia per cui le mie analisi valgono relativamente, ma per quel poco che so, innanzitutto credo che Papa Ratzinger, dopo Giovanni Paolo II, sia il Papa che si trova a camminare di piú tra le “macerie della Chiesa”, giá prefigurate da Suor Lucia almeno in quanto ci é stato fatto conoscere del Terzo Segreto di Fatima, ironicamente poi da Ratzinger stesso, allora in veste di Prefetto dell´ex-Sant´Uffizio. Giovanni Paolo II, per i suoi trascorsi di attore e di filosofo fenomenologista ed esistenzialista, é sembrato troppo… “ottimista” per riconoscere la drammaticitá e la realtá di tali macerie, se non in fin di vita quando parló di “apostasia silenziosa” (ma non mi stupirebbe se il futuro Papa Ratzinger abbia contribuito largamente a tale definizione). A papa Ratzinger invece, tedesco, ma soprattutto bavarese, sempre per quanto posso capirne trovandomi da un po´di tempo in Baviera, resta troppo buon senso paesano per fare finta di nulla mentre passa ogni giorno nel bel mezzo di tali macerie e lamenti di una Chiesa in chiara agonia, e poter affermare allo stesso tempo che tutto sia “primavera” dopo 50 anni di “effetto-Concilio”, come invece vorrebbe sempre la glossa di qualcuno dei nostri blogghisti “adulti”.
    Insomma una “resipiscenza” (mi si passi il termine) quella del Papa a mio avviso tanto provvidenziale quanto purtroppo incompresa da larga parte dell´episcopato “adulto”, che non vuol vedere le conseguenze di 50 anni di guasti del Concilio ed una rarefazione “qui crêve les yeux” della Santa Chiesa.
    Certo, Papa Ratzinger non puó neanche fare astrazione completa dalla sua formazione, per nulla “scolastica”, e dai suoi trascorsi di teologo della “Nuova teologia”, per cui da un punto di vista teorico, da bravo discepolo di Schleiermacher e fraterno amico di Rahner, invoca sempre L”ermeneutica della continuitá”, quando “ermeneutica” significa giá rottura.
    Da un punto di vista pratico poi, in questo tentativo di accumulo delle macerie in vista di una ricostruzione, si sta servendo dei “materiali” piú eterogenei, se non addirittura incompatibili, ma sempre “conciliabili” secondo la “buona” (si fa per ridere) filosofia hegeliana. Cioé si vuol servire dei Movimenti ecclesiali, che han sempre goduto dell´appoggio papale, e inconcepibili senza il Conc Vat. II da una parte, ma anche dall´altra del, senza dubbio numericamente insignificante, ma sempre contro ogni attesa rifiorente, nonostante i vigorosi colpi di falce assestatigli a piú riprese dai Papi del Concilio, “tradizionalismo” (di cui mi glorio di far parte seppur indegnamente). Questa vigoria imbarazzante della “mala erba” del deprecatissimo e politicamente scorrettissimo “tradizionalismo”, che si é permesso di erigere 6 seminari in un tempo nei quali tutti chiudevano, che ha ordinato in trent´anni o poco piú 500 sacerdoti per se e altrettanti forse per le congregazioni amiche (o anche nemiche), che sa organizzare ogni anno 20.000 persone in un massacrante pellegrinaggio di tre giorni tra Parigi e Chartres, e che ne ha portate 25.000 a Lourdes pochi mesi fa, che é presente in piú di 60 paesi del mondo, e che soprattutto non smette di crescere e di influenzare piú o meno direttamente altre realtá conservatrici ufficialmente del tutto allineate, nonostante anni di messa al bando e di emarginazione in una “Chiesa del Concilio” che si vuole come la prima ad aver abbattuto tutti gli steccati, tale vigoria in mezzo alle macerie del Concilio, dicevo, non puó fare a meno di “interpellare” chi ha ancora abbastanza vista per vedere e udito per udire, Papa Ratzinger in testa dunque. E´quanto egli stesso confessa nella lettera al suo Episcopato, seppur con tutte le riserve del caso. La fronda sempre meno “catto-” e sempre piú “progressista” assomiglia invece sempre piú a quanti lapidarono S.Stefano: “audientes autem haec dissecabantur cordibus suis, et stridebant dentibus in eum… exclamantes autem voce magna continuerunt aures suas, et impetum fecerunt unanimiter in eum”, non vogliono vedere le macerie e non vogliono ascoltare i lamenti della Chiesa i bravi vescovi nordeuropei in genere, i successori cioé di quella Conferenza del Reno che fece il Concilio, e perció fanno impeto su chiunque si azzardi anche solo a prospettare una discussione del Concilio.
    Grazie a Dio ci sono peró anche i Castrillon Hoyos, i Bagnasco e quanti nella Chiesa Cattolica, pur non condividendo in gran parte la linea dei “tradizionalisti”, hanno abbastanza coerenza, coraggio, e anche fede, per riconoscere che quanto sta facendo il Santo Padre non puó e non deve essere criminalizzato, ma che puó anch´esso, dopo tanti sedicenti e mai provati “carismi” e “profeti-smi” usciti o fuoriusciti dal Concilio, essere una via del tutto legittima per cercare un´uscita dalle secche e dalle macerie fin troppo reali del dopo-Concilio. A costoro tutta la mia ammirazione, amicizia e le mie seppur modestissime preghiere.
    Eppoi, dopo tutto, lo Spirito Santo mica puó esser “copyright” dei comitati di base, no?

  53. Cherubino scrive:

    “una Chiesa in chiara agonia” si addice più alla Fraternità S. Pio X che alla Chiesa Cattolica. Abbiamo visto come si sta sfilacciando in più filoni la mitica Fraternità…
    Quanto alla Chiesa cattolica proprio Benedetto XVI stamane celebrando nella parrocchia romana ha avuto parole di grande stima e di elogio per tutto il lavoro pastorale e i frutti di questa Chiesa nella quale molte persone ricevono sostegno materiale e sprituale “dall’attiva Caritas locale, così come dai sette movimenti ecclesiali impegnati nelle opere di evangelizzazione e sostegno, come la Milizia dell’Immacolata (fondata da padre Massimiliano Kolbe), il gruppo di preghiera Padre Pio, la comunità Gesù Risorto, tre comunità neocatecumenali, cinque centri di ascolto della Parola nelle case e la Comunità di Sant’Egidio.” oltre alla “casa di riposo del quartiere, gestita dalle religiose della Congregazione delle Povere Figlie della Visitazione.” (zenit.org)

    E riguardo a questa Chiesa per qualcuno “agonizzante” Benedetto XVI ha ringraziato Dio questa domenica per il sangue che hanno versato e continuano a versare i missionari nel mondo per annunciare il Vangelo di Gesù Cristo.
    Il Papa ha condiviso questo sentimento con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita della preghiera mariana dell’Angelus, dopo aver constatato durante il suo viaggio in Camerun e in Angola l’apprezzamento della gente per questi evangelizzatori.
    Il 24 marzo, su iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, sono stati ricordati tutti i missionari uccisi (cfr. ZENIT, 24 marzo 2009). Il giorno scelto è quello dell’omicidio, nel 1980, di monsignor Óscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, di cui è attualmente in corso la causa di beatificazione.
    “Nella grande festa della fede vissuta insieme in Africa”, ha confessato riferendosi alla sua prima visita apostolica nel continente, dal 17 al 23 marzo, “abbiamo sperimentato che questa nuova umanità è viva, pur con i suoi limiti umani”.
    “Là dove i missionari, come Gesù, hanno dato e continuano a spendere la vita per il Vangelo, si raccolgono frutti abbondanti. A loro desidero rivolgere un particolare pensiero di gratitudine per il bene che fanno”, ha sottolineato.
    “Si tratta di religiose, religiosi, laici e laiche. E’ stato bello per me vedere il frutto del loro amore a Cristo e constatare la profonda riconoscenza che i cristiani hanno per essi. Rendiamone grazie a Dio, e preghiamo Maria Santissima perché nel mondo intero si diffonda il messaggio della speranza e dell’amore di Cristo”.

    E, a proposito, mi piacerebbe sapere da don Bellunato se continuano a celebrare messa disubbedendo al papa o se hanno cominciato ad obbedire sul serio astenendosi dal fare ciò che la Chiesa proibisce loro …

  54. Artefice1 scrive:

    1Cor 5:6 Non é una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? (sacrificare i significati?)

    Es 18:11 Ora io so che il Signore é più grande di tutti gli dei(i significati?), poiché egli ha operato contro gli Egiziani con quelle stesse cose di cui essi si vantavano.

    1Re 20:11 Il re di Israele rispose: Riferitegli: Chi cinge le armi non si vanti come chi le depone.

    Gdt 9:7 Or ecco gli Assiri hanno aumentato la moltitudine dei loro eserciti, vanno in superbia per i loro cavalli e i cavalieri, si vantano della forza dei loro fanti, poggiano la loro speranza sugli scudi e sulle lance, sugli archi e sulle fionde (significati?) e ignorano che tu sei il Signore che disperdi le guerre;

    Sal 20:7 Ora so che il Signore salva il suo consacrato; gli ha risposto dal suo cielo santo con la forza vittoriosa della sua destra.
    Sal 20:8 Chi si vanta dei carri e chi dei cavalli, noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio.

    Sal 49:6 Perché temere nei giorni tristi, quando mi circonda la malizia dei perversi?
    Sal 49:7 Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. (significati?)
    Sal 49:8 Nessuno può riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo.

    Sal 75:4 Si scuota la terra con i suoi abitanti, io tengo salde le sue colonne.
    Sal 75:5 Dico a chi si vanta: Non vantatevi. E agli empi: Non alzate la testa!

    Sal 94:3 Fino a quando gli empi, Signore, fino a quando gli empi trionferanno?
    Sal 94:4 Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno tutti i malfattori?
    Sal 94:5 Signore, calpestano il tuo popolo, opprimono la tua eredità.

    Qo 2:11 Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi é apparso vanità e un inseguire il vento: non c’é alcun vantaggio sotto il sole.

    Qo 2:13 Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza é il vantaggio della luce sulle tenebre:

    Qo 2:15 Allora ho pensato: Anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato d’esser saggio? Dov’é il vantaggio? E ho concluso: Anche questo é vanità.

    Sir 9:16 Tuoi commensali siano gli uomini giusti, il tuo vanto sia nel timore del Signore.

    Rm 2:17 Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,
    Rm 2:18 del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,
    Rm 2:19 e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,
    Rm 2:20 educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l’espressione della sapienza e della verità…
    Rm 2:21 ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso?

    Rm 3:26 nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.
    Rm 3:27 Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

    Mt 16:26 Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?

  55. mauro scrive:

    Caro Don Stefano Bellunato, ho apprezzato con vivo interesse quanto Lei si è sentito in dovere di riportare alla mia modesta ma al tempo stessa attenta considerarazione, non disdegnando quella di chi la legge al pari mio su questo blog.
    Questo che oggi viviamo è un momento fondamentale per la vita stessa della Chiesa perchè è oggetto di troppe divisioni e correnti che vengono alimentate quotidianamente dal dubbio stesso dei fedeli. Manca una visione forte, coerente, prolungata nel tempo che accorpi tutto attorno a sè. Benedetto XVI ci sta provando con grandi sforzi mentre piu’ opposizione interne sono sempre piu’ prodighe nel contrastarlo, nel voler avocare a loro stesse il privilegio di indirizzare la Chiesa verso posizioni che risultano essere non condivise da tutti. L’impronta di Giovanni Paolo II è stata di gran rilievo per la vita della Chiesa considerando quanto lui fosse determinato ma aveva un gran vantaggio su Benedetto XVI: la sua giovanile età, quindi la possibilità di poter offrire una guida sicura e prolungata a tutta la Chiesa. Lei giustamente ha affermato che Giovanni Paolo II s’era accorto che qualcosa stava cambiando negli ultimi anni del suo Pontificato. Questa sua considerazione è il punto focale in cui tutto è apparso chiaro perchè il sole, entrando nel mezzogiorno, non ne oscurava piu’la presenza. Ma al tempo stesso era il momento in cui Giovanni Paolo II non aveva piu’ quella forza, quella tenacia che l’hanno sempre contaddistinto, la sua voce si era fatta flebile e chi dissentiva gonfiava il petto preparandosi a far sentire la propria voce. L’elezione di Papa Benedetto XVI, grande studioso della tradizione e quindi anche grande Papa per riportare la Chiesa sui giusti binari, si è trovato nella medesima condizione di Giovanni Paolo II quando si accorse che l’apostasia stava minando la Chiesa. Ciò nonostante sono convinto che Papa Benedetto XVI lascierà la propria impronta sul suo pontificato ma non riuscirà a sopire le correnti e dovrà combattere forse inutilmente su due fronti, considerando anche quello esterno che si è rivelato parimenti duro ed ostile. Per affrontare il nemico occorre che le proprie truppe marcino allo stesso passo e siano unite. Quindi la prima cosa basilare per la Chiesa è unire le proprie forze e Benedetto XVI lo sta facendo con alterne fortune (consideraro come esempio i Lefevriani da oltre vent’anni al di fuori dalla Chiesa) ma il tempo, Don Stefano Bellunato, è tiranno e nessuno di noi è in grado di saperne od almeno prevederne gli esiti, nè tantomeno la continuità dell’intervento che sta attuando il Papa.
    Personalmente sono contrario ad alcuni interventi del Papa, e non solo, riportati dai media (a cui assegno il beneficio di aver male interpretato le parole) ma Benedetto XVI è e rimane il capo della Chiesa ed a lui tutti devono guardare, dal semplice fedele al piu’ anziano Cardinale, opposizioni interne comprese.
    Per quanto da Lei pubblicato in francese, non si preoccupi, è stata l’occasione che mi ha permesso di esprimere il mio parere al pari di un osservatore neutrale, al di fuori della contesa. E poi, vuol mettere, c’è anche chi si è preoccupato che qualcuno non conoscesse il francese (Luisa) ed ha scritto l’indirizzo Web dove ne è riportata la traduzione in italiano.

  56. Vincenzo scrive:

    Artefizio1… Zak, Bum, Trak, Fiii, Screeek, Swap, Slurp, Glu Glu, Sob, Gulp, Gasp … Rumble Mumble … Rumble Mumble.

  57. mauro scrive:

    Gentile Vincenzo, mi piacerebbe sapere quanti piatti e bicchieri ha rotto Artefice1 con questi ‘comics’ perchè noto che la sua testa è ancora sana.