Giornalismo, lezione di 400 anni fa

Cari amici, ieri ho partecipato all’incontro del cardinale Angelo Scola con i giornalisti per la festa del nostro patrono, san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa, vissuto tra il 1567 e il 1622. L’arcivescovo ha iniziato il suo intervento leggendo alcune bellissime citazioni tratte da «Filotea», l’introduzione alla vita devota scritta dal santo. Sono parole che mantengono intatta la loro attualità e potrebbero rappresentare una sorta di piccolo vademecum per chi fa informazione.

«Quando parlo del prossimo, la mia bocca nel servirsi della lingua è da paragonarsi al chirurgo che maneggia il bisturi in un intervento delicato tra nervi e tendini: il colpo che vibro deve essere esattissimo nel non esprimere né di più né di meno della verità».

«Il tuo modo di parlare sia pacato, schietto, sincero, senza fronzoli, semplice e veritiero. Tieniti lontano dalla doppiezza, dall’astuzia e dalle finzioni. È vero che non tutte le verità devono sempre essere dette; ma per nessun motivo è lecito andare contro la verità».

«Occorre seguire l’interpretazione più benevola del fatto. Bisogna agire sempre in questo modo, Filotea, interpretando sempre in favore del prossimo; e se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione al più bello…».

«L’uomo giusto quando non può scusare né il fatto né l’intenzione di chi sa per altre vie essere uomo per bene, rifiuta di giudicare, se lo toglie dallo spirito, lascia a Dio solo la sentenza… Quando non ci è possibile scusare il peccato, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendolo alla causa più comprensibile che si possa pensare, quali l’ignoranza e la debolezza».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

77 risposte a Giornalismo, lezione di 400 anni fa

  1. luciano27 scrive:

    i primi 3 punti hanno indiscutibile valore,ma ad onor del vero in questi 400 anni sono stati, sono e, oso dire, saranno sempre trascurati: troppo difficile, se non impossibile trovare una* vera* verità, valevole per tutti gli uomini:ogni uomo ha una sua verità, specie nel campo religioso,insegnata o scoperta; il quarto punto è invece discutibile perchè il bello è piuttosto soggettivo esemplificato dal famoso”non è bello ciò che è bello,ma è bello ciò che piace”; il quinto punto,essendo di struttura prettamente religiosa, per me non è compatibile con i primi tre.

  2. Antulio scrive:

    Non si capisce per quale motivo Scola frequenti il chiacchierato Firmigoni egli affaristi di CL.

  3. Giuliano scrive:

    Mi occorreranno ore per assimilare queste preziose parole di S.Francesco di Sales. Sono un concentrato di saggezza.

  4. Sal scrive:

    Molto indicativo, veramente rivelatore ! Per aver fatto un discorso di questo tipo, evidentemente l’oratore deve aver avuto sentore che “qualcuno” non agisce, giornalisticamente parlando, secondo i desideri del colle. La questione rivela quindi che il colle è poco avvezza alle critiche o alle verità scomode che preferisce vengano “dimenticate”. Che mal sopporta la libertà.
    Dovendo quindi vibrare il colpo, in modo esattissimo e rivelando solo la verità, la verità è, tanto per fare un esempio, che la dottrina della trinità è un dogma umano, invenzione di filosofi che non trova nessun riscontro nel Vangelo. Fa anche questo parte di quelle verità che non devono essere nascoste ( non sempre dette) è qindi logico che se ne parli.

    Dovendo concentrare l’attenzione sull’aspetto più bello, a mio modesto parere è che finalmente si può dire la verità senza tema di passare per “eretici”, lasciando solo a Dio la sentenza contro chi per secoli ha “mutato la verità di Dio in menzogna” “e ha mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in qualcosa di simile all’immagine dell’uomo corruttibile, ” ( Rm, 1.23) senza dover passare per i tribunali dell’inquisizione
    sapendo che alla fine “il dolore sarà mutato in gioia.” ( Gv 16.20) Non per aver compiaciuto chi voleva nascondere verità scomode, ma per avere testimoniato la Verità.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        Ringrazio, ma la informo di quanto segue:
        “Poiché hanno diretto contro di te ciò che è male;Hanno escogitato idee che non possono adempiere.” ( Sal. 21.11)

        Come noterà, anche il Salmo dichiara che certi dogmi non sono attuabili malgrado qualcuno poco esperto si sforzi a farne una difesa impossibile. Troppo misteriosa dice l’art234 – 237 del catechismo. Incomprensibile. Non si può avere fede in ciò che non si conosce né si può capire. Sia ragionevole.

        Art. 1
        51 “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini, per mezzo di Cristo, Verbo** fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono così resi partecipi della divina natura” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2].

        Ma secondo lei, com’è possibile che se Dio rivela il suo disegno di benevolenza, Gesù viene predicare la Cavalcata dei Cavalieri dell’Apocalisse guidati da Abadon, o Apollion per recare la distruzione? ( Luca 21.20-28)

        Com’è possibile che se Dio si è rivelato, si debba parlare di misteri ? Incomprensibili ? Impossibile, o è rivelato o è misterioso non può essere ambedue no ?

        “237 La Trinità è un mistero della fede in senso stretto, uno dei “misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono divinamente rivelati” [Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3015]. Indubbiamente Dio ha lasciato tracce del suo essere trinitario nell’opera della creazione e nella sua Rivelazione lungo il corso dell’Antico Testamento. Ma l’intimità del suo Essere come Trinità Santa costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione, come pure alla fede d’Israele, prima dell’Incarnazione del Figlio di Dio e dell’invio dello Spirito Santo.”
        Ma che bisogno aveva di lasciare tracce se si è rivelato ?

        Suvvia sia ragionevole, non si arrampichi sugli specchi era conveniente avere una massa di fedeli ignoranti, impauriti e incapaci di razionalità propria così da doversi affidare a chi per mestiere avrebbe inculcato tanti misteri che più erano incomprensibili più facevano comodo. Lo sanno anche i bambini che la superstizione è l’arma del dominio. Anche lei racconta la favola di cappuccetto rosso qualche volta ai bambini per impressionarli.

        “Perciò questo è ciò che ha detto Jehovah [Geova] degli eserciti contro i profeti: “Ecco, faccio mangiare loro l’assenzio, e di sicuro darò loro da bere acqua avvelenata. Poiché dai profeti di Gerusalemme l’apostasia è uscita in tutto il paese”. ( Ger. 23.15)
        Come credo riuscirà a capire anche lei, il pericolo è quello di bere “acqua avvelenata”, quindi preferisco astenermi dall’abbeverarmi da certe fonti. Dovrebbe farlo anche lei. E’ più prudente ! Faccia come Davide.
        “E Davide agiva di continuo con prudenza in tutte le sue vie e Geova era con lui. E Saul continuò a vedere che agiva con molta prudenza, così che ne aveva paura.” ( 1 Sam 18.14-15)
        E mediti sul catechismo che è un’ottima fonte di contraddizioni.
        Stia bene

        ** il Verbo non è Gesù, ma è il messaggio che Dio aveva presso di sénascosto nella Scritture e compreso da Gesù di Nazareth per mezzo dello Spirito Santo e che Lui ha diffuso rendedolo più comprensibile:

        “Ora a colui che vi può rendere fermi secondo la buona notizia che io dichiaro e la predicazione di Gesù Cristo, conforme alla rivelazione del sacro segreto che per tempi di lunga durata è stato taciuto, ma che ora è stato reso manifesto ed è stato fatto conoscere per mezzo delle scritture profetiche fra tutte le nazioni secondo il comando dell’Iddio eterno per promuovere l’ubbidienza mediante la fede: a Dio, solo sapiente, sia la gloria per mezzo di Gesù Cristo per sempre. Amen.” ( Rom 16.25-27)
        Non c’è più niente di misterioso. Svegliatevi sig. minstrel !

        • minstrel scrive:

          Sal, se Dio si rivela all’uomo, che è imperfetto di natura, si aspetta forse che tale rivelazione perfetta venga perfettamente intesa dall’imperfezione? Ci sono presupposti logici che portano la logica a PIU’ logiche conclusioni delle sue.
          il Verbo non è Gesù, ma è il messaggio che Dio aveva presso di sénascosto nella Scritture
          eheh, domanda iniziale fra le millemila che nascono ad un’interpretazione tanto bislacca: quali scritture?
          Senza forzare nulla basterebbe togliere dalla lettura considerata “vera” (canonica) e considerare non apostolico Giovanni. Purtroppo però l’NT per ora giunto fino a noi è infestato di insinuazioni sulla trinità che agendo in quel modo ci si ritrova con un pugno di scritture. Forse.
          Vede, il problema è che le scritture SONO contraddittorie e partendo dal presupposto trinitario i passi si possono spiegare senza distorsioni, delineando la strada che il pensiero teologico degli apostoli ha compiuto in pochi decenni. Togliendo tale presupposto tutto va riletto e ci si scontra con interpretazioni che ritenere forzose è poco.
          Dagli appunti di Piero Ottaviano:
          “Lettera di Paolo ai Colossesi (cap. 2 – 3) – anni 61-63
          Cap. 2
          6.Come dunque riceveste il Cristo Gesù il Signore, in lui
          camminate,
          7. radicati ed edificati in lui e resi certi nella fede come foste ammaestrati, sovrabbondando nel rendimento di grazie.
          8. Badate che nessuno sia colui che vi trae in errore mediante la filosofia e vuoto inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo i princípi del mondo e non secondo Cristo
          * Polemica contro una dottrina (filosofia) che alcuni andavano diffondendo a Colosse, la quale poneva tra Dio,
          gli uomini, molti esseri intermedi (angeli – i princìpi del
          mondo!) da cui la vita dell’uomo dipendeva:
          - in alto, sopra i cieli, stava Dio;
          - al di sotto, stavano vari cieli, ognuno dei quali si
          credeva fosse retto da una potenza angelica (eone).
          Ultimo di questi esseri, il più vicino all’uomo e quindi
          il meno perfetto, era il Cristo;
          - sulla terra stavano gli uomini;
          - sotto terra, in un luogo detto Sheòl, stavano i morti e
          i demoni.
          La ragione del «camminare secondo Cristo» è questa:
          9.poiché in lui dall’alto-abita tutta la pienezza della divinità
          corporalmente,
          * «dall’alto» è un’espressione ebraica per dire «da
          Dio», perché, secondo la concezione ebraica, Dio era in
          alto al di sopra dei cieli ed inoltre il nome di Dio non si
          doveva pronunciare.
          10.e siate in lui riempiti, lui che è il capo di ogni principato e potestà.”
          Giusto per capire come si dovrebbe leggere un passo trinitario.

          Ma chi sono io per dirle a cosa deve o non deve credere. Ognuno compie il proprio percorso ed è giusto che io non faccia da pietra di inciampo alla fede, come insegna Paolo ai Romani (cap. 14), sotto interpretazione sempre dell’Ottaviano:
          “13. Non più dunque a vicenda giudichiamoci; ma questo giudicate piuttosto, di non porre inciampo al fratello o scandalo (= pietra che imbroglia il cammino).
          14. So e sono persuaso nel Signore Gesù che niente è impuro di per sé; ma per colui che pensa che qualcosa è impuro, per lui (è) impuro.
          15. Se infatti per un cibo il fratello tuo è contristato, non cammini certo secondo la carità. Per il cibo tuo non uccidere quello, per lui (lett. per il quale) Cristo morì.
          16. Non sia screditato dunque il vostro bene.
          17. Il regno del Dio infatti non è cibo, bevanda, ma giustizia e pace e gioia in Spirito santo;
          18. colui infatti che in questo serve il Cristo, è gradito al Dio e stimato dagli uomini.
          19. Dunque seguiamo le (opere) della pace e le (opere) dell’edificazione reciproca.
          20. Non distruggere a causa di un cibo l’opera del Dio.
          * L’opera del Dio probabilmente è la fede.
          Tutte le cose (sono) pure, ma (è) male per l’uomo che
          mangia per (= nonostante si accorga di causare) inciampo.

          * Paolo ripete il principio del v. 14 (cfr. Tito 1,15). E
          sottolinea che il male sta nel motivo per cui si agisce.
          21. (È) bello non mangiare carne, né bere vino, né (fare cosa) in cui il fratello tuo cada (o sia scandalizzato o si indebolisca – aggiunta di alcuni manoscritti).
          22. La fede (= convinzione?) che hai custodiscila per te
          stesso davanti al Dio. Felice colui che non giudica se stesso in ciò che approva,
          * Frase difficile da interpretare. Pensiamo voglia dire:
          “Felice colui che, avendo accettato per sé il principio
          della libertà di coscienza, non lo nega poi per il
          fratello debole di fede, condannandolo”; oppure:
          “Felice colui che non condanna se stesso per cose di cui
          è convinto”.
          23. Ma colui che è incerto, se mangia, è condannato perché non da fede; tutto ciò che non (deriva) da fede, è peccato.
          * Fede = buona fede, secondo la maggior parte dei
          biblisti.

          In conclusione,
          partendo da un caso particolare, Paolo teorizza il
          principio della coscienza: ognuno deve imitare Gesù
          (principio oggettivo della morale cristiana), come è in
          grado di conoscerlo (principio soggettivo).
          Ciò che conta davanti a Dio non è l’azione che si
          fa, ma il movente.”

          Fonte qui.

          Le auguro un buon cammino nella strada dell’imitazione di Cristo.

          • Sal scrive:

            @ minstrel
            “se Dio si rivela all’uomo, che è imperfetto di natura, si aspetta forse che tale rivelazione perfetta venga perfettamente intesa dall’imperfezione?”
            Secondo lei allora Dio è scemo ! Complimenti ! Fa qualcosa che sa essere inutile ! Bravo vero pensiero cattolico nelle sabbie mobili che più si agita più affonda. Sia serio almeno una volta però !
            “Purtroppo però l’NT per ora giunto fino a noi è infestato di insinuazioni sulla trinità che agendo in quel modo ci si ritrova con un pugno di scritture.” ( che sono quele che dovrebbe seguire) – Purtroppo per lei se non sa leggere e va fantasticando impossibili interpretazioni, ma non è una novità in un’organizzazione dedita alla protezione del pedofilo. Lo trova normale ?

            “In conclusione, partendo da un caso particolare, Paolo teorizza il principio della coscienza: ognuno deve imitare Gesù”
            Bravo minstrel ha detto una cosa giusta finalmente:
            “ ‘Io ascendo al Padre mio e Padre vostro e all’Iddio mio e Iddio vostro’”. ( Gv 20.17)
            “E andando un po’ avanti cadde sulla sua faccia, pregando e dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice. Tuttavia, non come io voglio, ma come tu vuoi”. ( Mt. 26.39)
            Provi anche lei a pregare il Padre ad imitazione di Gesù, chissà che fra tanta confusione le faccia schiarire le idee…

          • minstrel scrive:

            Sal, le ho già detto che se cerca lo scontro per farmi sbottare, non ci riuscirà mai perché ho troppa stima dell’uomo che è (o meglio come qui appare) e pure di quello che potrebbe essere.
            Lei può darmi dell’idiota patentato quanto vuole, ma finché non chiarirà a sé stesso, riga per riga, quanto da me proposto anche mediante link esterni, le sue risposte appariranno queruli improperi gonfie di astio che non le fa bene covare in seno.
            Lei mi propone una lettura che a suo dire distrugge la trinità, naturalmente senza pensare che tale scrittura è stata canonizzata dalla mia Chiesa in una dottrina successiva a quella trinitaria. Io le potrei citare le altre trinitarissime a cui lei deve forzare chiaramente l’interpretazione. La differenza è che io in primis posso citare la scrittura canonica senza alcuno scandalo alla logica base poiché alla Grande Chiesa credo ed appartengo mediante atto di fede e in secondo luogo non forzo mai la scrittura, poiché essa è parte di una tradizione interpretativa a cui io ho dato assenso di fede e quindi non potrebbe mai la Scrittura contrastare con la dottrina che l’ha scelta.
            Chi le dice che Gesù è quello del vangelo di Giovanni e non quello di Pietro? Lei vuole indicarmi a dito come stolto poiché non leggo la scrittura come dice lei, quando è chiaro che la scrittura è in primis “ascoltabile” poiché canonizzata da una chiesa a cui si crede principalmente mediante atto di fede?
            Libero di essere irragionevole.
            Sempre lì torno? Eh si, perché queste sono due delle parecchie righe che le spiegavo poco sopra.
            Libero di tentare di offendere la mia intelligenza scendendo a compromessi con la sua.
            A me dispiace e non poco.
            Buona giornata Sal.

  5. bo.mario scrive:

    SAL devi capire che quando il vaticano organizza questi incontri è per far capire che qualcosa non gli quadra. Non credo ad un incontro per scambiarsi opinioni, che quelle non possono esistere. Io se fossi un giornalista cattolico ne sarei uscito demoralizzato. Prima si è iniziato con i politici, con i medici e adesso anche chi dovrebbe scrivere verità vengono ripresi e inquadrati. Se non se ne accorgono mi dispiace per loro. Un saluto.

    • Sal scrive:

      “«L’uomo giusto quando non può scusare né il fatto né l’intenzione di chi sa per altre vie essere uomo per bene, rifiuta di giudicare, se lo toglie dallo spirito, lascia a Dio solo, la sentenza…”
      Caro Bo.Mario, evidentemente si è scordato che le Streghe, i Trovatori, gli “eretici”, gli ariani, i catari, i valdesi, gli hussiti, gli ugonotti, i puritani, I savonarola, i Galilei, e quanti altri dimentico, avevano certamente invocato lo stesso principio. Inutilmente!
      Che cambiamenti caro Bo, che cambiamenti. Sapevi che i serpenti cambiano pelle periodicamente, ma non cambiano mai abitudini !

    • vincenzo da torino scrive:

      E’ sufficiente che si vergogni delle sue assurdità e boiate! I Vaticanisti se la cavano benissimo, lei invece non sa di che parla. Capisco i Vaticanisti non capisco lei. Sarà che non sono alla sua altezza? Ha sempre Sal l’incomprensibile che vuole ammaestrare e far aprire gli occhi. E’ in ottima compagnia. Auguri.

      • Sal scrive:

        @ vincenzo da torino

        “I Vaticanisti se la cavano benissimo,…”
        Per questo si sono messi a litigare con i cinesi prima con Obama poi, proprio il loro “alleato” più pezioso che li ha mandati all’inferno ( hell to you!) testuale. E’ così che se la cavano bene ? Chiese vuote, Cardinali che litigano e si danno del “truffatore” pedofili nascosti in ogni dove. Beh, è questione di punti di vista, anche D’Ercole è inquisito per i fondi Giovanardi. E’ questo “il Bene ?”

  6. ritaroma scrive:

    LEGGO.,
    «L’uomo giusto quando non può scusare né il fatto né l’intenzione di chi sa per altre vie essere uomo per bene, rifiuta di giudicare, se lo toglie dallo spirito, lascia a Dio solo la sentenza… Quando non ci è possibile scusare il peccato, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendolo alla causa più comprensibile che si possa pensare, quali l’ignoranza e la debolezza»
    ——–Giusto, ma prendendo ad esempio il Castellucci non penso proprio che la sua sia “ignoranza e debolezza” anzi….
    ———– ma non pensiamo di essere tanto migliori….fortuna che, in modo molto più forte e misericordioso, è l’atteggiamento di Dio nei nostri confronti!

    meditate gente …. …..meditiamo!.

  7. Cristiana scrive:

    Ho un legame speciale con questo grande santo, ho giusto ripreso in mano “Filotea” da una decina di giorni, me lo rileggo di tanto in tanto, e noto ogni volta quanto è bello avere un padre spirituale “tascabile”….
    sono ripartita dagli esercizi e mi gusto una paginetta al giorno di sapienza, sarebbe da scrivere con la S maiuscola.
    Il primo punto ci rammenta che ogni parola detta in più ci espone ad un rischio effettivo, ma ce ne accorgiamo sempre dopo….
    il secondo che se a volte è meglio omettere di dire una cosa bisogna guardare e chiamare onestamente cose e azioni per quello che sono realmente, esattamente il contrario di quel che fa il mondo oggi….ieri…da sempre
    col terzo punto, impariamo a fare discernimento…quando siamo ispirati da Dio cerchiamo sempre di vedere
    le sfaccettature buone, quando siamo ispirati dal nemico guardiamo con malizia cercando solo il brutto ( e chi è senza peccato scagli la prima pietra) ;-)
    Il quarto è tanto vero quanto indigesto alla mente umana, se a volte l’ignoranza ha bisogno di uno scrollone per essere combattuta e vinta, noi cosi’ santi, cosi’ giusti…..quante volte puntiamo il dito innalzandoci a soloni per nulla disposti a perdonare e quante volte guardiamo con com-passione chi sbaglia? oltrea Filotea la parabola del fariseo e del pubblicano ce la dovremmo rileggere con umiltà almeno una volta a settimana!!!!

  8. Mirabili le parole di questo dottore della Chiesa.
    Figlio della Chiesa di profonda spiritualità e preghiera, mai disgiunte dall’azione pratica.
    Fermo e preciso nella retta fede e dottrina, quanto prodigo nella carità.

  9. Filippo scrive:

    “…Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare per colpire di nascosto l’innocente…Ma Dio li colpisce, …li trae al laccio con la loro stessa lingua…”
    Queste parole sono tratte dal Salmo 64 ed, assieme ad altri salmi, evidenziano la gravità del comportamento del maldicente, del calunniatore, del diffamatore, di chi sparge veleni, giudizi e pregiudizi sul prossimo.
    San Francesco di Sales era sicuramente a conoscenza di quanto e come la Bibbia stigmatizzi tale condotta.
    Chi informa gli altri deve essere leale, veritiero, prudente e misericordioso.
    Non deve servire il proprio editore, il marketing del consumo della carta stampata, nè la pruderie voyeuristica dei lettori.
    Con l’aiuto dello Spirito Santo, può riuscirci….

  10. Sal scrive:

    “le ho già detto che se cerca lo scontro per farmi sbottare, non ci riuscirà mai”
    ma sig. minstrel, perché mai dovrei farla sbottare, io voglio solo aiutarla a riflettere mica darle dell’idiota. Non è che lei cambia se lo dico o non lo dico io, lei resta ciò che è, e cambia da solo, non in funzione della mia opinione. Anche lei reclama la libertà di autonomia, com’è giusto che sia, è un razionalista anche lei, perché anche se non dipende dalla sua razionalità sceglie di dipendere da quella di altri

    “le sue risposte appariranno queruli improperi gonfie di astio che non le fa bene covare in seno.” Lo dice anche lei : “appariranno” quindi ognuno, anche lei, vede ciò che vuole vedere. Ma le assicuro che anche se “tale scrittura è stata canonizzata” lei deve credere solo a ciò di cui si convince (autonomamente ) secondo ragionevolezza, non perché lo ha stabilito qualcun altro, ma perché se n’è convinto lei. Perché preferisce credere di più ad altri e meno al suo raziocinio ?

    “come anche il nostro diletto fratello Paolo vi scrisse secondo la sapienza datagli, parlando di queste cose come fa anche in tutte le [sue] lettere. In esse, comunque, ci sono alcune cose difficili a capirsi, che i non istruiti e gli instabili torcono, come [fanno] anche col resto delle Scritture, a loro propria distruzione.” ( “ Pie. 3.15-16)
    Assodato che ci sono alcuni che “torcono” e di cui io potrei esserne uno, come può capire chi è nell’errore ? e se fosse l’altro ? Chi lo deve valutare ? Se lei lo lascia valutare ad altri, rinuncia alla sua razionalità, la fede non va riposta nell’uomo, ma nella Parola, non nella chiesa, ma nella sua capacità di valutare se ciò che la chiesa afferma è conforme. Altrimenti dimostra di non esser persona autonoma capace di valutare, ma solo una succube pecorella soggetta e complice in una storia di atrocità.

    Lei dice che non forza la scrittura, certo ma l’hanno già forzata quelli a cui lei ha dato la sua fiducia con i dogmi e le invenzioni che non trovano riscontro ma che lei accetta come atto di fede negli uomini e non in Dio perché Dio sa meglio di loro come fare a chiarirle lei idee se glielo chiede, ma se sceglie “altro” come fece eva non potrà lamentarsi se altro si è sbagliato.
    E che c’entra la traduzione interpretativa ? Anche gli ariani avevano realizzato una loro tradizione interpretativa se li avessero lasciati vivere e chi assicura che la sua tradizione interpretativa non sia fallata sin dall’inizio per cui l’errore si è tramandato per non perdere la faccia e avessero ragione gli altri ?

    Per es: Il concilio del 451 a Calcedonia definì il carattere delle “nature” di Cristo. Mentre l’Occidente accettò il simbolo redatto da questo concilio, le chiese orientali dissentirono, il che portò alla formazione della Chiesa Copta in Egitto e in Abissinia e delle chiese “giacobite” di Siria e Armenia. Non può invocare l’unità della Chiesa Cattolica che è costantemente minacciata da divisioni su astruse questioni teologiche, soprattutto quelle riguardanti la definizione della dottrina della Trinità. ( Leggi Fellaye CVII)
    Will Durant afferma: “Lo stesso Celso [oppositore del cristianesimo vissuto nel II secolo] aveva osservato con sarcasmo che i Cristiani erano separati in tante fazioni, ciascuna delle quali teneva per sé. Verso il 187 Ireneo elencava venti varietà di cristianesimo; nel 384 Epifanio ne contava ottanta”. —The Search for the Christian Doctrine of God. pagina 778.

    “La chiave di volta per la diffusione del monofisismo fu il Secondo concilio di Efeso del 449, presieduto da Flaviano di Costantinopoli, in cui l’insegnamento di Eutiche fu dichiarato ortodosso. Durante il concilio, Dioscoro di Alessandria operò in modo che fossero destituiti i più importanti teologi antiocheni, con l’accusa di nestorianesimo, e perfino Flaviano venne aggredito da sostenitori di Eutiche che ne causarono la morte. Il concilio si concluse con l’assoluzione di Eutiche e la scomunica di Flaviano e di papa Leone I (440-461). – Wikipedia
    Com’è possibile che fosse scomunicato un papa ? Di quale tradizione mi parla mr. Minstrel… si riprenda e ringrazi, apra gli occhi e smetta di sognare io non offendo la sua intelligenza, le faccio notare l’inghippo. Libero non ritenerlo valido. Su certe questioni non si può fare compromesso dando la preferenza all’amicizia per qualcun altro diverso dalla Verità. L’ha detto Scola. Dire sempre la verità.

    • minstrel scrive:

      E ora da dove inizio?
      Da una domanda, via: dove è scritto nella Bibbia quali siano i libri della Bibbia?
      Lei mi chiede, probabilmente non comprendendo illogicità di tale discorso, e se fosse l’altro (che torce la scrittura) ? Chi lo deve valutare ? Se lei lo lascia valutare ad altri, rinuncia alla sua razionalità, la fede non va riposta nell’uomo, ma nella Parola, non nella chiesa, ma nella sua capacità di valutare se ciò che la chiesa afferma è conforme.
      Faccio rispondere a Piero Ottaviano, prendendo da una sua lezione che è anche reperibile in formato audio perché, visto che glielo già spiegato molte volte senza arrivare a comprendere l’errore logico di un pensiero simile, sicuramente sbaglio io a spiegarmi.
      “Dire che i libri della Bibbia sono «ispirati», significa che le Chiese riconoscono che in essi è contenuto quanto Dio vuole rivelare all’umanità, non nel senso che Dio parli ebraico o greco, ma nel senso che il contenuto di essi corrisponde, in modo comprensibile dagli uomini, a quanto Dio ha voluto che i cristiani sapessero sul senso della vita umana e sul modo migliore per realizzarlo”
      Ottaviano si fa proprio le domande che chiede lei Sal, come vede da buon teologo lei fa le domande giuste:
      “Hanno senso perciò ulteriori domande:
      a) Chi può interpretare autorevolmente la Bibbia?
      b) Con quali criteri o metodi deve essere interpretata?”
      Ma la risposta? Perché dico che la sua è illogica?
      “Come si è visto, è stata la Chiesa che ha stabilito quali sono i libri sacri. È perciò la Chiesa che fonda e giudica le Sacre Scritture e non viceversa.
      Pensare diversamente vuol dire mettersi nell’impossibilità di stabilire quali siano le Sacre Scritture. Perché infatti il vangelo secondo Luca dovrebbe essere parola di Dio, mentre la Didaché (libro contemporaneo al vangelo secondo Luca e che pretende di contenere la dottrina dei Dodici Apostoli) no?
      L’unica risposta che i cristiani possono dare è che la Chiesa di allora, guidata dallo Spirito di Gesù, così ha giudicato.
      Dunque, secondo la testimonianza delle Chiese antiche (contestata però da Lutero nel 1500), la Sacra Scrittura non può da sola essere norma e fondamento della fede, in quanto essa, almeno per il Nuovo Testamento, è venuta dopo: la fede cristiana c’era già quando il Nuovo Testamento non c’era ancora.”
      Si legga per documentazione il Commonitorio, 2-3 di Vincenzo di Lérins redatto prima del 450 d.c.
      E chiude il cerchio con l’unica sintesi LOGICA:
      “Lo specchietto che segue espone sinteticamente il percorso obbligato che deve fare il cristiano per arrivare a dire che la Bibbia (e in particolare il N.T.)
      è parola di Dio: 1. l’atto di fiducia nella Chiesa antica ed attuale porta a dire che i libri del Nuovo Testamento sono libri antichi e ufficiali;
      2. l’atto di fiducia nella Chiesa del I/II sec. porta a dire che sono libri apostolici (sono stati prodotti direttamente o indirettamente dagli apostoli);
      3. l’atto di fiducia negli apostoli porta a dire che sono libri storici;
      4. l’atto di fiducia in Gesù, figlio di Dio perché risorto, che ha dato l’infallibilità alla Chiesa, porta a dire, sull’autorità della stessa, che sono libri sacri – parola di Dio.”
      Ne salta uno? Salta il canone e con esso la pretesa di Verità scritturale.
      C’è, nello studio, anche una splendida appendice dove in conclusione arriva a delineare due modi opposti di leggere la scrittura biblica:
      “Ecco allora due modi opposti di leggere la Bibbia:
      1. una lettura pagana: leggere il testo sentendo che risponde alle nostre esigenze. Il testo è vero, perché corrisponde alle nostre idee.
      2. una lettura di fede: non sempre si sa bene che cosa sia la verità e quindi non sempre si trova che il testo sia vero, ma lo si crede vero, fidandosi della Chiesa, anche quando non corrisponde alle nostre idee.”
      Allora la domanda è: lei vuole leggere quello che le fa comodo in quel momento o il pensiero degli autori?
      Vede Sal, dopo Rahner i protestanti più dotti (e non son pochi) sono ben consapevoli di tutta l’illogicità strutturale della Sola Scriptura. Ogni tanto qualcuno tenta di risolvere l’impossibile andando a schiantarsi (la sua risposta ad esempio, già confutata dalla storia stessa appena nacque, è una fra le tante) e per ora così si resta, in attesa di un nuovo messia che sappia portare l’irragionevole verso il ragionevole, piegando la logica senza che nessuno se ne accorga.

      Detto questo le chiedo di lasciar perdere i voli pindarici perché è chiaro che se non comprende questo INIZIALE (ed unico) passaggio logico per il quale la Bibbia esiste ed è Sacra solo in forza della Chiesa, non può comprendere tutti gli altri passaggi che da questo, semplicemente, logicamente, da esso dipendono.

      • luciano27 scrive:

        una lettura pagana, perchè il testo sembra rispondere alle mie esigenze allora un credente che legga nei libri sacri cose che si confanno ai suoi pensieri è un lettore pagano, secondo lei; un non credente(io) può fare una lettura di fede cercando di capire,ma non si fida della chiesa perchè questa vuol fargli capire cosa vuole essa. Lei dice a sal di non fare voli pindarici,ma lei non gli è dameno da meno;perciòin sintesi sono 20 secoli che si dibatte su questi libri,senza venire a capo di nulla .Ognuno vuole essere portatore di verità e crede di possederla

        • minstrel scrive:

          Luciano, ma ha letto Ottaviano? Lei vuole cercare belle frasi in quei libri in forza di quale autorità?! La sua? Allora diventeranno libri come altri, importanti per la vita quanto l’Ulisse di Joyce, ed è libero di distruggerli come vuole con la sua lettura. DOmanda: come si legge Dante? O si legge e si parafrasa (quando va bene) e si dice “beh, si carino, cito ‘sta frase che mi serve” oppure si studia una vita e si comprende l’entroterra medioevale e stilnovistico, i perché e i percome di certe scelte stilistiche, mitiche, poetiche e allora si citerà molto meno e sempre con un certo rispetto nei confronti dell’autore e del suo mondo.
          Questi solo libri SCELTI da una CHIESA fra i tanti perché ben LA RAPPRESENTAVA e come tutti i libri o si rispettano gli autori o si violentano. Liberi di fare come volete, l’importante è la consapevolezza.

        • minstrel scrive:

          Per di più analizziamo logicamente questa frase di Sal
          Chi lo deve valutare ? Se lei lo lascia valutare ad altri, rinuncia alla sua razionalità, la fede non va riposta nell’uomo

          Palesemente illogica, come si può notare.
          Sal dice: non si può lasciare la scrittura agli ALTRI (presumibilmente intendendo “alla razionalità degli altri”) poiché la fede non va posta nell’uomo. E allora Sal cosa fa? Lascia la scrittura ALLA SUA razionalità. Razionalità, va da sé, umana e come tale questo è un modo di avere fede SOLAMENTE NELL’UOMO. L’uomo in quanto IO, Sé stessi, non gli altri uomini. Ma la differenza sostanziale dove è?
          Una frase come “non bisogna avere fede dell’uomo” esclude ontologicamente anche chi la pronuncia.

  11. Sal scrive:

    @ minstrel
    “E che c’entra la traduzione interpretativa “ Leggi tradizione !

  12. Antulio scrive:

    Scola, tardivamente, prende le distanze da Firmigoni, deus ex machina di CL e Compagnia delle Opere: data la lunga dimestichezza fra i due, è chiaro che Sola avrebbe dovuto defilarsi con largo anticipo.
    Sono cose che non fanno bene alla chiesa.

  13. Antulio scrive:

    Che questo Firmigoni non fosse uno stinco di santo, Scola avrebbe dovuto intuirlo da quando si professava casto e puro come un giglio: Ciò fin a quando non è saltata fuori una fidanzata che ha smentito quel sogno di candore. Certo appartenere a CL è proprio dura.

  14. giovannino scrive:

    Svolgere coscienziosamente il proprio lavoro , qualunque esso sia , è uno dei principali doveri di ogni cristiano . Non a caso il tedesco “Beruf ” ( lavoro , impiego , professione ) viene da “rufen” ( chiamare ) . Lavorare è lodare Dio , come pregare. Questo vale anche per i cattolici , è chiaro infatti che non avrebbero senso i santi patroni delle professioni e mestieri , se questi non avessero carattere sacro. Quando esiste un’ etica professionale , il suo rispetto è obbligatorio agli occhi di Dio . Dovere del giornalista è di rendere pubblica la notizia , anche quando per altri essa è privata e riservata.
    ” È vero che non tutte le verità devono sempre essere dette ” , non vale per il giornalista. Il giornalista che tace una notizia ragionevolmente certa, anche su richiesta del Vescovo , si macchia di un peccato . E’ come il medico che manipola la cartella sanitaria o il capitano che abbandona la nave che affonda. In generale è giusto cercare di conservare la vita e dunque è da lodare il passeggero che scappa dalla nave che affonda , ma questo non vale per il Capitano , per il quale è preminente il dovere di protezione di quanto gli è affidato. Allo stesso modo , salvo casi veramente eccezionali , il giornalista ha l’ obbligo di divulgare la notizia , diversamente compie peccato di omissione. Sta a chi , al contrario del giornalista, svolge attività che richiedono la riservatezza ( sacerdote , giudice ecc.) , mantenere il silenzio , non certo al giornalista.

    • Sal scrive:

      “Lavorare è lodare Dio , come pregare. Questo vale anche per i cattolici…”
      Bisognerebbe ricordarlo a tutti quelli del terzo polo che rappresentano l’area più marcata dei cattolici… l’ultima di oggi il tesoriere si è fregato 13 milioni… l’ultima di ieri Viganò accusa di truffe e ruberie dentro la S.Sede…. Si, una bella lode.
      Anche Bertone col jet privato fa un lavoro faticoso. In Mercedes poi, si deve sempre asciugare la fronte dal sudore.
      Da “I SENZA DIO. L’INCHIESTA SUL VATICANO”
      di STEFANO LIVADIOTTI
      Bompiani
      I particolari qui

      • minstrel scrive:

        Fa bene a ricordarglielo, basta che il suo sia spirito di carità nei loro confronti e non di reprimenda pura che naturalmente non inficia l’ortodossia cattolica poiché essa è indipendente dall’ortoprassi di chi la predica.

        • Sal scrive:

          Buon giorno minstrel, è certo che non è reprimenda, le ho detto che “sono una voce che grida nel deserto” io non rimprovero nessuno, indico fatti che ognuno può osservare come preferisce.
          (Però un pò mi diverte) Confesso…..
          “Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, alzatevi e levate in alto la testa, perché la vostra liberazione si avvicina”. ( Lc 21.28)

          • minstrel scrive:

            Eheh, anche a me fa sorridere visto che gli apostoli furono i primi a sbagliare credendo che la fine fosse oramai imminente.
            :)

  15. ADRIANO MEIS scrive:

    bene fa Giovannino a richiamare il concetto di tedesco “beruf” : la sua applicazione dà gli ottimi risultati che vediamo di continuo nella società tedesca.
    Andrebbe sottolineato,però, che è un concetto dovuto a Lutero… Il “beruf” è una “chiamata” all’impegno nel mondo :l’obbedienza al comandamento divino si esplica nell’attività intramondana e, nel successo terreno, il fedele ricava un segno della benevolenza divina.
    Da noi è accaduto il contrario : il perseguimento dei beni terreni è stato sempre classificato come pericoloso per la salvezza dell’anima (e,per questo, la chiesa è poverissima….)
    Sappiamo bene che ,con i suoi concetti, il protestantesimo ha posto le basi del profondo senso del dovere e dell’onestà che anima quelle società, nonchè della solidissima etica pubblica che le contraddistingue.
    Tutti precetti che presuppongono una grande responsabilità: cosa che ,qui in Italia, noi, abituati alla comoda prassi della confessione ed allo spurgo periodico delle coscienze, ignoriamo completamente (con i tristissimi risultati sotto gli occhi di tutti : che la scena pubblica, da noi, sia ridotta ad un letamaio è proprio conseguenza del procedimento cattolico di formazione delle coscienze).
    Francesco di Sales si esprime magnificamente, come è ovvio : ma, per qualche strana ragione, presso la chiesa (ed il suo modo di fornire l’indirizzo etico dominante), le parole sono state sempre bellissime ed i risultati pratici pessimi nove volte su dieci.

  16. Eremita scrive:

    Anche questa è verità, peccato che nessuno dei giornalisti cattolici e famosi vaticanisti la racconta.
    “Von Wernich e la messa del prete assassino Nei giorni della memoria, la Chiesa argentina dimentica la sua “piccola” Shoah: 30 mila morti, come gli ebrei scelti uno per uno, quasi sempre ragazzi. Giovani madri uccise nei lager segreti appena mettevano al mondo la creatura. Bambini da vendere alle coppie sterili o regalati se il capo famiglia era in divisa. Le nonne di piazza di Maggio hanno restituito la memoria rubata a più di cento adulti cresciuti nell’inganno da chi aveva ucciso i genitori. E la ricerca continua.

    Ma se fra i protagonisti del genocidio c’è un sacerdote sepolto dalla giustizia dietro le sbarre, i vescovi discutono e non trovano l’accordo: sospenderlo a divinis o lasciar maturare chissà quale pentimento? E il prete resta prete. Può confessare e dir messa come ogni sacerdote dal cuore innocente. Confessa e assolve assassini che gli somigliano.

    Marcos Paz è un carcere speciale attorno a Buenos Aires. Gli ospiti fanno la differenza con ogni altra prigione. Paga l’ergastolo il capitano Astiz, angelo della morte: due religiose francesi violentate e strangolate. C’è Luis Alberto Patti, maestro nell’arte orribile della picana, tortura alla quale nessuno sapeva resistere.

    E, nella cella accanto, Christian von Wernich, sacerdote che “consolava” gli studenti destinati a sparire nei sotterranei segreti della Scuola Meccanica della Marina. Anni della dittatura militare: 1977, 1983. Proprio nei giorni della memoria, Von Wernich scrive ai giornali: “Sono vittima di una persecuzione rivoltante. Mi è proibito dir messa nella cappella dove si raccolgono i prigionieri. La colpa? Aver combattuto l’eversione sacrilega del marxismo”.

    Von Wermich sconta l’ergastolo per aver ingannato con trappole sacrileghe 34 ragazzi: 7 non sono mai tornati. Ha partecipato alla tortura di 32 prigionieri. I sopravvissuti lo hanno riconosciuto in tribunale. Jacopo Timerman ricorda nel suo libro: “Assisteva ai miei interrogatori. Ero bendato, ma quando la benda si è abbassata per il sussulto della scossa elettrica, l’ho visto seduto accanto al capo della polizia Ramos Camps. Mi guardava come si guarda un cane che sta per morire”.

    La sua trappola era la confessione. Consolava i prigionieri che non si arrendevano alla violenza. Parole di speranza: “Se pensi che i tuoi amici siano in pericolo, dimmi chi sono: corro a metterli in salvo”. E mandava la polizia. Accompagnava le vittime a morire invitando alla serenità “perché Dio lo sa”. Dopo l’ergastolo si attendeva la sospensione dai ministeri religiosi, competenza della Chiesa argentina. Sono passati 4 anni, i vescovi non riescono a mettersi d’accordo. Nessun provvedimento. Sacerdote come prima.

    Sul poeta Ernesto Cardenal, trappista, e Miguel D’Escoto, domenicano, entrati in politica nel Nicaragua liberato dalla dittatura di Somoza, papa Woytila alza l’indice dell’esclusione: proibita per sempre la messa. E Ferdinando Cardenal, gesuita, ministro della scuola, fratello di Ernesto, a 70 anni torna a fare il noviziato con l’umiltà di un adolescente. È andata meglio a Gianni Baget Bozzo, deputato europeo nel nome di Craxi: benevolmente gli si è concesso di celebrare, ma non in pubblico. Entrare in politica può essere considerato un peccato più odioso dell’omicidio e della tortura?

    Christian von Wermich non si accontenta. “La Chiesa conferma la mia piena dignità sacerdotale, perché il direttore del carcere mi impedisce di esercitarla?”. Si lamenta per la costrizione del dir messa “nella solitudine della cella”. Si lamenta del divieto a partecipare “come chierico d’aiuto al celebrante” nella cappella dei reclusi. “Violenza della politica”. Non ha mai chiesto perdono alle vittime. Anche il comunicato della Conferenza episcopale argentina se n’è dimenticato. Immagino che il nunzio di Buenos Aires abbia riferito a Roma. Perché anche il Vaticano non decide?

    Il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2012

  17. ADRIANO MEIS scrive:

    L’eccellente forumista Sal, a ricompensa dei suoi scritti e del tempo che perde in questo forum, raccoglie due cose : o silenzio o insulti.
    Basterebbe questo per lasciarsi andare alle più amare considerazioni circa la preparazione dei cattolici, circa la loro autonomia di coscienza, circa la loro capacità critica e la loro maturità.
    E’ assai comdo, dopotutto, essere cattolici : la chiesa penso lo abbia capito per tempo ed ha dato alle proprie pecore ciò che esse domandano : qualcuno davanti a cui inchinarsi, che tolga loro il peso dell’autonomia ed alcuni fantocci terreni da adorare.
    Alti prelati che si spacciano per rappresentanti di dio e santi quasi a portata di mano…Una specie di acconto di paradiso, una specie di paradiso tangibile sceso in terra.
    Una lussuosa dependance…

    • minstrel scrive:

      Adriano, mi indichi UN SOLO insulto fatto dal sottoscritto a Sal, dato che – a medesima richiesta – lo stesso Sal non ha mosso replica alcuna. Ho anche già detto che se mai questo fosse avvenuto, chiedo venia fin d’ora, prendendomi eventuali oneri di esplicare i motivi di tale presunta affermazione offensiva.
      Mi potrà dunque rispondere che io non l’ho fatto, ma altri si e allora sarà di nuovo la dimostrazione che la generalizzazione sistematica e puntuale che lei fa – ad esempio confondendo Chiesa con Clero con CEI con IOR con Vaticano con Preti con politici cattolici corrotti – avviene forse fin troppo spesso; e questo non le fa onore.

      • Sal scrive:

        Non sia triste minstrel, non se la prenda, non le rimprovero nulla anzi noto la sua costanza, e il suo impegno. Mi rincresce un pochino per la sua ostinazione nel difendere una causa persa, così per ricompensarla le dedico una poesia, spero di suo gradimento chiedendo venia per OT:
        « Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
        L’hanno persa e danno la colpa a te,
        Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
        Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
        Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
        O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
        O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
        Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

        Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
        Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
        Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
        E trattare questi due impostori allo stesso modo.
        Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
        Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
        O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
        E piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

        Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
        E rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
        E perdere, e ricominciare daccapo
        Senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
        Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
        A sorreggerti anche quando sono esausti,
        E così resistere quando in te non c’è più nulla
        Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

        Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
        O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
        Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
        Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
        Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
        Dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
        Tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
        E — cosa più importante — sarai un Uomo, figlio mio! »

        Joseph Rudyard Kipling – 1895 dedicata al figlio.

        In sintesi si “diventa davvero uomini” quando si raggiunge una stabilità ed un’autocoscienza tali da non perdere la calma anche quando chi ci circonda è in panico, oppure quando si imparano alcune “virtù” come parlare, pensare, perdonare, amare, sognare, rischiare, non farci condizionare, resistere alle avversità, e credere sempre in noi stessi.
        In altri termini si diventa uomini prendendo coscienza di sé stessi e stando a contatto con gli altri facendo esperienze con quelli più grandi di noi, restando ben presenti a sé stessi, mantenendo la fede nelle certezze acquisite ed avendo, in sintesi, la forza per restare al mondo senza essere in balia dei più grandi.

        Ma “se” è una condizione da verificarsi che non sempre accade ! Specie fra cattolici ! Non sono stati abituati.

        • minstrel scrive:

          Grazie Sal!
          La lessi la prima volta a 10 anni circa, ma questa traduzione la trovo migliore di quella che tenni e che ho ancora a casa. Leggerò questa a mio figlio, in attesa naturalmente che la sappia affrontare in inglese, poiché – si sa- la comprensione precisa di un testo scrivvo avviene solo con la lingua originale.

  18. ADRIANO MEIS scrive:

    “La sua trappola era la confessione”, scrive Eremita.
    Ben scritto, dico io, ma forse non è tutto.
    Con la confessione, la chiesa ha diretto e controllato le coscienze, tenuto a bada le eresie e -con ” l’alleanza tra trono ed altare”, chissà che altro….

    Tutto questo, al solito, non a vantaggio del messaggio di Cristo(che non è mai seriamente entrato nelle italiche coscienze), ma a proprio vantaggio sì, certamente…

  19. bo.mario scrive:

    Penso che ci sia poco da aggiungere a quanto letto in precedenza. Da poco c’è stata la commemorazione dell’olocausto, di chì? degli ebrei, degli Ucraini, dei polacchi, degli indios americani, quelli del Rhuanda, quelli di Pol Pot e ultimo si aggiunge la nefasta collaborazione tra potere e chiesa in Argentina, cose da brividi. Ora sembra che stia nascendo un problema in alto loco in vaticano. Il richiamo di Scola è arrivato puntuale e certe notizie vanno filtrate con motivazioni derivanti da antichi santi, non c’entrano ma il concetto è chiaro. In questo giornale ci sono tre vaticanisti. Il ns Tornielli non si fa scrupolo di aprire discussioni su problemi controversi. Ci sono altri due che sono portavoce del vaticano. Lunga vita a Tornielli. Un saluto.

  20. ADRIANO MEIS scrive:

    In realtà, caro Minstrel, la cosa sta proprio come Lei dice : d’altra parte, io non ho scritto che a rivolgere insulti o critice a Sal sono le stesse persone. Diversi forumisti lo gratificano equiponderalmente dell’una o dell’altra cosa, ma non necessariamente i medesimi.
    E’ un fatto, tuttavia, che rarissimamente Sal trova qualcuno capace di rispondergli nel merito, e di ciò mi sento con lui solidale, poichè quasi sempre io subisco lo stesso destino.
    Circa la seconda metà del Suo post, la colpa non è mia : è la chiesa che si presenta, allo stesso tempo, come acconto di paradiso, come organizzazione terrena, come corpo mistico, come Istituzione, come sposa di Cristo, come condottiera di eserciti, come santa e come prostituta.
    Un disgraziato come me, che vorrebbe chiarirsi le idee, non ci si raccapezza e commette gli errori che io commetto.
    Oppure, è vero il contrario : che tanta confusione di ruoli e di definizioni, serve appunto ai furbi a presentarsi in un modo quando l’accusano di essere nell’altro (e viceversa), e serve agli ingenui a credere effettivamente in quella che al momento si presenta, tra le varie, multiformi realtà.
    E’ difficile che ci sia vero errore dove c’è vera chiarezza…..

  21. Eremita scrive:

    Stamattina ho seguito il consiglio di Scola, e mi son messo a leggere i giornali. Non l’avessi mai fatto: prima l’articolo de Il Fatto sul cappellano militare argentino che confessava i detenuti nei centri illegali e poi passava le notizie alla polizia segreta, assistendo allegramente agli interrogatori con torture. Poi oggi una nota sui fondi per le beatificazioni: “Truffa del Madoff dei Parioli, parla il frate postulatore. Il frate domenicano Francesco Ricci ha affidato alla società di Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli, un milione e 700mila euro per rivederne solo 900mila. Si tratterebbe dei soldi che i fedeli versavano per sostenere le cause di beatificazione di figure vicine alla chiesa o di congiunti. Ai microfoni di Radio Capital il frate smentisce che quei soldi fossero utilizzati come anticipi delle spese dei processi di canonizzazione .” Ma che giro strano, questo dei santi, ma allora chi non ha soldi non è santo?
    E poi oggi passavo davanti alla chiesa, e vedevo un pensionato, il doppio dell’età del giovane parroco ben vestito ed elegante, spalare la neve davanti alla canonica (non la chiesa, ma la casa del parroco: e non per soldi, lo faceva volontariamente). Il giovanotto, tutto solenne e ieratico, in giro con un libro sotto il braccio. Ma è una vergogna lavorare? Io ho sempre fatto una sacco di lavori gratis per la chiesa del paese, ma adesso basta. E i giornalisti cattolici faranno meglio a non seguire i consigli di Francesco di Sales (non dico San: ci sarà arrivato pure lui coi soldi?): se si mettono a raccontare la verità …

  22. Sal scrive:

    @ minstrel
    “Eheh, anche a me fa sorridere visto che gli apostoli furono i primi a sbagliare credendo che la fine fosse oramai imminente.”

    A me non pare proprio, ma provi lei a ragionarci su magari ha ragione:
    “Comunque, fratelli, riguardo alla presenza del nostro Signore Gesù Cristo e al nostro radunamento presso di lui, vi preghiamo di non essere presto scossi dalla vostra ragione né di eccitarvi sia per un’espressione ispirata che per un messaggio verbale o per una lettera come se [venisse] da noi, secondo cui il giorno di Geova sia venuto.
    Nessuno vi seduca in alcuna maniera, perché esso non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione. Egli si pone in opposizione e s’innalza al di sopra di chiunque è chiamato “dio” o oggetto di riverenza, così che si mette a sedere nel tempio del Dio, mostrando pubblicamente di essere un dio. E ora sapete ciò che agisce da restrizione, in vista della sua rivelazione al proprio tempo stabilito. Infatti, il mistero di questa illegalità è già all’opera; ma solo finché colui che ora agisce da restrizione non sia tolto di mezzo. Allora, in realtà, sarà rivelato l’illegale, che il Signore Gesù sopprimerà con lo spirito della sua bocca e ridurrà a nulla mediante la manifestazione della sua presenza “
    ( 2 Tess. 2.1-8)

    “Comunque, l’espressione ispirata dice esplicitamente che in successivi periodi di tempo alcuni si allontaneranno dalla fede, prestando attenzione a ingannevoli espressioni ispirate e a insegnamenti di demoni,” ( 1 Tim. 4.1)

    Dicendo : “Esso non viene se prima non viene l’apostasia” non mi sembra che dice sia “imminente,” anzi, dicendo “in successivi periodi di tempo” indica un tempo futuro lontano o sbaglio ?
    Gesù aveva detto : “e Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni non siano compiuti.” ( Lc 21.24) –Quanto sarebbero dovuti durare “i fissati tempi delle nazioni ?“
    “E ci saranno segni nel sole e nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia delle nazioni, che non sapranno come uscirne a causa del muggito del mare e del [suo] agitarsi, mentre gli uomini verranno meno per il timore e per l’aspettazione delle cose che staranno per venire sulla terra abitata” ( Lc. 21.25-26)

    Immagino che Pietro sapesse che “l’angoscia delle nazioni” non è riferita al suo tempo no ?
    “quando vedrete avvenire queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. ” ( Lc 21.31-33)
    Pietro sapeva bene che la generazione di cui parlava Gesù non era la sua, ma quella che avrebbe dovuto vedere qui segni, quindi futura dato che i “fissati tempi delle nazioni” non erano ancora cominciati.
    Capisce che c’è di più nascosto da sapere ? E se posso aiutarla Si rilegga Daniele, 4 il sogno dell’albero e “passino si di esso sette tempi” ( 4.16) Quanto durano 7 tempi. Possibile che gli apostoli non sapessero ?
    “ma ai suoi discepoli spiegava privatamente ogni cosa.” ( Mc. 4.34)
    Forse lei non è della comitiva…..

  23. ritaroma scrive:

    SAL,
    neppure lei è della comitiva….

    Matteo 24:36 “Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno lo sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre “!

    • minstrel scrive:

      Eheheh, e questa sarà sicuramente una prova per sal dell’inconsistenza della trinità nelle sacre scritture.
      Loop!

      • Sal scrive:

        Eh bravo il sig. minstrel. Ha colto nel segno. Se quell’ora e quel giorno li conosce solo il Padre, nemmeno il Figlio che trinità è ! Complimenti comincia a far funzionare le rotelle. Davvero bravo !
        @ ritaroma
        Che si può dire a una nc che non si accorge che affonda nella palude ? si è accorta che né il Figlio né gli angeli non sanno il giorno e l’ora ? E che trinità è se è così “ignorante” ? Ci rifletta suvvia, forse ci arriva anche lei. Magari può venire a far parte della comitiva delle persone “riflessive” !

        “a chi ha sarà dato dell’altro; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”.” ( Mr. 4.25)

        • minstrel scrive:

          Sal, so benissimo come fare a (s)ragionare come fa lei. Pensa che sia intelligenza torcere le scritture come HO appena fatto? Tsk…
          Io avrei una domanda: ma davvero lei crede che in 2000 anni NESSUNO si sia posto il problema di una bieca ovvietà come quella da lei sollevata? Sal, ma si rende conto o no che il cattolicesimo cristiano ha nella sua storia alcune delle più grandi menti teologiche degli ultimi 2000 anni? L’Aquinate che, fra le tante cosettine, sapeva a memoria l’NT in greco (!!!), non si sarebbe mai accorto di questa banale lettura? O forse c’è dell’altro?! Sal, come può essere tanto in malafede pensando di essere nella piena intelligena solo lei? Attenzione, non sto dicendo che sei si è intelligenti bisogna per forza essere cattolici e credere alla Trinità! Ho forse mai detto questo?
          Piuttosto bisogna dare atto che l’impalcatura della trinità è stabilissimo, e al massimo dire “io non ci credo, perché per me è irragionevole e pertanto non lo credo!”. Ma si figuri se me la prendo! E’ irrazionale anche credere alla resurrezione che è il cardine del cristianesimo. La fede E’ IRRAZIONALE, ma – please be careful – è al contempo RAGIONEVOLE.
          Allora basta tentare di demolire ciò che non si conosce e, oramai è chiaro, nemmeno si ha voglia di conoscere! Per lei è talmente irrazionale da non aver nemmeno la voglia di capire di cosa si tratta. Amen, pensa forse che io creda sia fondamentale questa consapevolezza per la salvezza? Mannò, lei è in buona fede pertanto non è mica in peccato!
          Le chiedo solo di non vedere gli altri, tutti gli altri che hanno altre RAGIONEVOLI credenze, come degli ebeti zombie di Romeriana memoria.
          Abbia la bontà di comprendere l’inutilità di buttar via il suo tempo demolendo un fantasma teologico inesistente nella dottrina cattolica, sollevando dubbi che, agli occhi di chi ha almeno una parvenza di conoscenza al riguardo, appaiono quanto meno ridicoli.
          Se invece vuole studiare e quindi comprendere le nostre RAGIONI, prima studi e poi dica: “le vostre ragioni NON MI CONVINCONO”, ma vedrà che sarà solo una decisione PERSONALE e libera (e giusta!) e non certo sarà presa per unica possibile, alimentandola da una lettura storpiata di NOSTRE scritture, le quali sono state scelte poiché corrispondevano a quel che LA NOSTRA CHIESA pensava (fra cui la trinità, attestata STORICAMENTE già nelle lettere del 60-70 e poi da Giustino nella sua prima apologia datata 130 fra i tanti!).
          Sarebbe come, con le dovute differenze, dire ad un autore: “lei non ha capito nulla della sua opera!”…

          0_0

  24. nicola scrive:

    Il mio non e’ un commento Dott Tornielli, piuttosto una richesta. L’ho sentita ieri sera su Radio Maria nella Sua rubrica Cronache Cattoliche (mi complimento per la Sua analisi equilibrata dei fatti esposti e non era facile) e volevo chiederLe se Le era possibile dirmi da quale libro/testo aveva tratto quelle frasi bellissime di San Francesco di Sales , grazie !!! Nicola.

  25. nicola scrive:

    Il mio non e’ un commento Dott Tornielli, piuttosto una richesta. L’ho sentita ieri sera su Radio Maria nella Sua rubrica Cronache Cattoliche (mi complimento per la Sua analisi equilibrata dei fatti esposti e non era facile) e volevo chiederLe se Le era possibile dirmi da quale libro/testo aveva tratto quelle frasi bellissime di San Francesco di Sales , grazie !!! Nicola.

  26. Andrea Tornielli scrive:

    Il libro di San Francesco di Sales s’intitola FILOTEA, ma le citazioni le ho raccolte dal cardinale Scola.

  27. ritaroma scrive:

    SAL,
    intanto non capisco quel n.c., se fa riferimento ai neo catecumenali, ha preso una delle tante “sole” della sua vita e tanto per non farle sprecare altro tempo le dico, che oltre ad essere cristiana cattolica faccio parte del R, Carismatico Cattolico…..
    ….Le sue elucubrazioni mentali, che piacciono ai molti che la incensano (bontà loro). le fanno dimenticare ( se poi lo sa ….mah?) (A ragione MINSTREL….)che Gesù ha detto che Lui e il Padre sono una cosa sola ( Gv 10,30)…..quindi se lo sa “solo” il Padre lo sa anche lui come UOMO-Dio….e non intende riferire ciò che sa, xchè tanto ci saranno i paurosi che vivono nel terrore, e i negazionisti che se la ridono….
    ma come dice il proverbio …ride bene chi ride ultimo…..!!
    e poi ad ogni giorno basta il suo affanno….figuriamoci se devo temere x “quel domani”
    che può essere in qualsiasi momento!
    ….. inoltre per ” quel domani” mi occupo….non preoccupo…. ogni giorno !!!

    • Sal scrive:

      @ ritaroma
      Simpatica amica, lei oltre a tutto il resto deve essere anche un po’ scordarella perché già una volta le dissi in -Sal scrive: 23 gennaio 2012 alle 23:08 – che quando cita le scritture, non deve riportare SOLO ciò che le fa comodo, ma deve riportare il pensiero per intero. Si tratta di onestà ma anche di ubbidienza.
      Forse non ha mai letto questo ma cerchi di ricordarselo perchè non l’ho scritto io : Non dovete aggiungere alla parola che vi comando, né dovete togliere da essa,” ( Deut. 4.2) – (Deut 12:32) Non dovete aggiungere a esso né togliere da esso.
      (Proverbi 30:6) “Non aggiungere nulla alle sue parole, affinché egli non ti riprenda e affinché tu non sia trovato bugiardo.” ( Ed è ciò che accade ora a lei)
      Lei ha riportato nuovamente solo ciò che le faceva comodo togliendo la parte che non le fa comodo per sostenere la sua tesi (falsa) perché è vero che Gesù disse : “Io e il Padre siamo uno”. Ma disse anche : “In quel giorno voi saprete che io sono unito al Padre mio e voi siete uniti a me e io sono unito a voi… affinché siano tutti uno, come tu, Padre, sei unito a me ed io sono unito a te, anche loro siano uniti a noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato..” ( Gv. 14.20; 17.21)

      Lei dice :“Quindi se lo sa solo il Padre lo sa anche lui” Evidentemente lei non sa leggere bene, ma continua a farneticare negando perfino quello che dicono le scritture, “aggiungendo quello che lei vorrebbe credere ” ma così facendo va contro la scrittura suddetta. Dovrebbe mettersi altri occhiali invece che dare corpo ai suoi pii desideri. Rimangono solo pii desideri. Lì c’è scritto un’altra cosa. Lei può pure fare i salti mortali, ma non potrà cambiare ciò che è scritto : “Né gli angeli né il Figlio”.

      Con quel “nc” mi riferivo proprio ai neocatecumenali, e mi sorprende questo suo atteggiamento di rifiuto, pensavo che foste tutti fratelli, ma vedo che volano coltelli….succede sempre così quando invece di cristiani ci sono tante sette che si differenziano. Ride sempre bene chi ride ultimo. Era questo che intendeva ?

  28. Sal scrive:

    “Sal, come può essere tanto in malafede pensando di essere nella piena intelligenza solo lei?”
    Lei travisa mr. minstrel, Io non ho mica detto di essere l’unico intelligente. Io testimonio ciò che è scritto. Se non le piace non deve mica comprare. E’ lei che ci deve ragionare col suo cervello mica con quello dell’Aquinate. All’inferno ci andrà lei mica l’Aquinate se lei si sbaglia. Lei continua a non capire. Lei si fida degli altri a cui lei ha già concesso la sua fiducia per motivi che non mi interessano, e rinuncia ad un suo giudizio. Sono fatti suoi ma non i sembra un atteggiamento saggio.
    Io le ho proposto un quadro è lei che deve valutarlo. Se poi preferisce affidarsi al giudizio di altri a me non importa. Il mio compito era di farglielo vedere. Il resto non è affar mio. Io non devo convincere nessuno. Sono fatti suoi. Però provi a usare il suo cervello qualche volta non lasciandolo alle ortiche.
    E poi dica ?: Perché ha scritto – “Eheheh, e questa sarà sicuramente una prova per sal dell’inconsistenza della trinità nelle sacre scritture.” Evidentemente ha capito bene, quindi perché ora rinnega il suo giudizio e rifiuta una presa di responsabilità personale ?
    Per es.: “ Tommaso d’Aquino (1225-74), contribuì a creare i presupposti per lo scontro tra Galileo e la Chiesa. L’Aquinate aveva grande stima di Aristotele, che lui chiamava “il Filosofo”. Nell’arco di cinque anni si adoperò per fondere la filosofia aristotelica con gli insegnamenti della Chiesa. Secondo quanto afferma Wade Rowland nel libro Galileo’s Mistake (L’errore di Galileo), al tempo di Galileo “l’ibrido Aristotele della teologia dell’Aquinate era divenuto un pilastro dogmatico della Chiesa di Roma…” Che ora si fonda sul pensiero Aristotelico e sull’errore di Tommaso.
    Tommaso aveva solo interesse a combinare le due filosofie per evitare contrasti eliminando gli intoppi. Questo non significa rendere testimonianza alla Verità, questa è solo la bottega della convenienza.
    Nel XIII secolo, Tommaso d’Aquino spiegò che “le guerre . . . sono lecite e giuste in quanto difendono i poveri e tutto lo stato dai soprusi dei nemici”.
    Lei è d’accordo ? Lo trova conforme all’insegnamento di Gesù ?

    • minstrel scrive:

      Noto che ignora le mie domande e le mie risposte alle sue critiche. Prendo atto.
      Le rispondo solo a questo visto che il tempo è quanto meno tiranno:
      E poi dica ?: Perché ha scritto – “Eheheh, e questa sarà sicuramente una prova per sal dell’inconsistenza della trinità nelle sacre scritture.” Evidentemente ha capito bene, quindi perché ora rinnega il suo giudizio e rifiuta una presa di responsabilità personale ?
      Perché un errore critico e ignorante come quello da me redatto con estrema facilità (a sbagliare si fa alla svelta), giusto per farle piacere, ero solito farlo quando avevo 15 anni.
      Ah, età d’incandescente superbia quella.

  29. ritaroma scrive:

    In quanto a scrivere ciò che fa comodo, lei ne è maestro!
    NON serve sciorinare intere frasi della Scritturax farne sfoggio, conta la frase chè spiega il concetto del discorso, il resto è un sopra più…..
    E’ lei che appartiene ad una setta visto che ha sempre sorvolato sul suo credo e si limita a dire che non porta casacche, e ragiona con la sua testa…..
    non porterà casacche ma sicuramente si sta cucendo addosso una bella camicia di forza,….!
    Penso,proprio….che lei si vergogna di dire a quale “scuola” pseudo religiosa appartiene…..
    fa tanto scientology…dove la crescita della propria libertà ed intelligenza si misura a livelli… lei .a che livello sta?
    ci illumini e ci renda saggi con la sua sapienza…..
    ——————-
    Scientology è una religione nel suo senso più elevato, poiché aiuta a portare l’uomo a una totale libertà e verità. I principi fondamentali di Scientology sono:

    Tu sei un essere spirituale immortale.
    La tua esperienza va oltre a una sola vita. Le tue capacità sono illimitate, anche se ora non te ne rendi conto…….
    ———–
    se ne rende conto. se ne rende conto, va in giro con tutti i filatteri…..!
    .

    • minstrel scrive:

      Ah però, quelle sono le basi di Scientology? Dogmi puri senza fondamento? Molto interessante…

    • Sal scrive:

      Perchè è interessata alla mia appartenenza ? Io non appartengo che alla Verità Ragionevole. Quante volte glielo devo spiegare.

      “Perché devi chiedere del mio nome, quando esso è meraviglioso?” Gdc. 13.18) Lei dovrebbe valutare solo se quello che le dico è vero, tutto il resto non ha importanza.

  30. ritaroma scrive:

    HA importanza, ha importanza, eccome!
    E’ facile nascondersi dietro un libro….passare per un saggio, e sottilmente fa credere che tutto il resto è niente, anzi noia, come dice la canzone di Califano!
    “Alla Verità Ragionevole”? ci illumini…. a quale livello si trova?

    • Sal scrive:

      Lei si fida troppo delle apparenze e poco della sostanza. Per questo è affascinata dai riti, dall’abbigliamento colorato e fantastico come il pastorale e la mitra ecc. Per questo lei disubbidisce a Dio. Lo stesso Dio che aveva comandato agli Israeliti tutto il cerimoniale previsto per i Leviti e per il servizio tempio, ha deciso di cancellare tutto perché ha ritenuto superata quella forma di culto e lei lo vorrebbe ripristinarlo dando sostanza ad una religione fatta di nomi, titoli, abbigliamento ? Dimostra di non aver capito la sostanza del cristianesimo.

      State attenti che qualcuno non vi porti via come sua preda per mezzo della filosofia e di un vuoto inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo le cose elementari del mondo e non secondo Cristo;… In relazione a lui foste anche circoncisi con una circoncisione non fatta con mani, mediante lo spogliarsi del corpo della carne, mediante la circoncisione che appartiene al Cristo,… Egli ci perdonò benignamente tutti i nostri falli e cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti e che ci era contrario; ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce [al palo di tortura.] “
      “Ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto ora che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo alle deboli e meschine cose elementari e volete nuovamente essere loro schiavi?( Gal 4.9) – “Continuate a provare se siete nella fede, continuate a provare ciò che voi stessi siete.” ( 2 Cor. 13.5) – “Perseguite l’amore, ma continuate a cercare zelantemente i doni spirituali,” ( 1 Cor. 14.1)

      Non sono i riti le cerimonie, le funzioni spettacolari che la porteranno a conoscere la Verità Ragionevole. Ci rifletta. E’ il Vangelo che lo dice, non io che sono come dice il Salmo 22.6-7

  31. ritaroma scrive:

    Lei scantona sempre e cerca di far passare in errore gli altri, …..e gira e rigira intorno ai versetti…. se lo risparmi!….. quello che penso delle sue elucubrazioni non cambia….

    • Sal scrive:

      Io magari scantono e per evitare di far scantonare anche lei, le elenco le scritture così non può dire che esse scantonano. Sono quelle che rendono testimonianza, io le indico e basta. Il resto lo capisce lei da sola ! ( e secondo me lo capisce anche bene, solo che ha una fifa matta di accettare che può essere in errore)

  32. Claudio scrive:

    Caro Tornielli,
    La ringrazio molto per aver portato a conoscenza, anche dai microfoni di Radio Maria, le sapienti frasi di San Francesco di Sales per quanto riguarda un corretto modo di fare giornalismo. Ma io direi an che su un corretto modo di essere cristiani.
    Per questo – pur tenendo conto delle mie manchevolezze e peccati – deisdero far partecipi i partecipanti a questo blog su una mail che ho inviato a Gian Antonio Stella, che oggi termina la sua partecipazione a Prima Padina di Radio3.

    Caro Signor Stella,
    Giorni fa le ho scritto una mail che non so se avrà letto, nella quale le dicevo che, ascoltandola mentre legge e commenta i giornali, si ha l’impressione che lei si diverta molto nel passare in rassegna le miserie di questa povera umanità. Certo, una rassegna stampa – seppur blasonata come quella di Radio3 – è pur sempre la rappresentazione dell’effimero, di ciò che passa o ritorna. Le notizie di oggi saranno sostituite da quelle di domani o dopodomani.
    Fa impressione comunque constatare come in questo tempo della comunicazione veloce, mutevole, spesso superficiale e passeggera, non rimanga traccia della “Vera notizia”, quella che ora ci parla quasi solo dalle magnifiche opere d’arte, letteratura e carità che il passato ci ha lasciato. Che cosa ci rimane del ricordo delle opere dei grandi santi, che per altro ci sono anche oggi, e della Parola che li ha ispirati? Che sia rimasta soffocata o ricoperta – come la neve di questi giorni -, sotto il diluvio di parole delle rassegne stampa?
    Eppure, nei giorni scorsi, a Napoli, 25mila persone si sono radunate in preghiera e in ascolto di quella Parola, e, dal cielo, hanno ricevuto anche una bella lezione, che vale per tutti, politici e giornalisti compresi.
    Glie la propongo qui sotto con un mio piccolo commento, come l’ho pensato per gli amici della mia mailing list.
    E se fosse proprio perché abbiamo soffocato quella Parola che non riusciamo ad uscire dai nostri guai, nonostante le mille analisi giornalistiche?
    Buona giornata.
    Claudio di Trento

    ________________________________________

    Nello scorrere veloce dei nostri giorni i mezzi di comunicazione ci inondano di messaggi di ogni genere.
    Ci rattristano, raccontandoci con dovizia di particolari il tanto male che gli esseri umani sono in grado di fare, ma ci stordiscono anche con tante banalità.
    Ci raccontano anche – con pareri contrastanti – ciò che il governo dei tecnici intende fare per raddrizzare le sorti della nostra economia malata.
    Anche il tempo meteorologico, con le sue bizze – o le sue normalità? – è oggetto di osservazione e analisi.
    Ma qual è invece la situazione dei tempi che viviamo? C’è un passo evangelico in cui ci viene detto che siamo abbastanza bravi nel capire da alcuni segni come andrà il tempo meteorologico… Perché – ci viene chiesto – «non siete altrettanto bravi nel leggere i “segni dei tempi”?

    Ieri, 2 febbraio, a Napoli, davanti a migliaia di persone in preghiera, la veggente Mirjana ha ricevuto da Maria questo messaggio. Ovviamente siamo liberi di credere o non credere, come anche di fare un beffardo sorriso. Però, visto che tutti parlano di “completezza dell’informazione”, sentiamo quanto il “cielo” ha da dirci.
    Buona lettura… per chi vorrà.
    Claudio

    “Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio ed il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio.
    Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori”.

  33. ritaroma scrive:

    SAL
    il diavolo fa le pentole non i coperchi, è inutile che giriversa….per cui non attacca!

    • Sal scrive:

      La fifa aumenta….i pagani restano sempre tali non rispondono mai alle domande. Le avevo chiesto se i comandamenti collimano con quanto la sua….fede propone !
      Auguri !

  34. ritaroma scrive:

    è lei che ha fifa, altrimenti avrebbe detto QUAL’è il suo credo ,invece di svicolare tirando in ballo altro?!
    e non le risponderò finchè non darà la sua risposta…quella vera non quella di comodo!

    • Sal scrive:

      Gentile ritaroma

      Le ho detto molte volte che il mio credo è la Verità Ragionevole. La Verità Ragionevole, non è appannaggio di qualcuno in esclusiva, ma di tutti coloro che la ricercano e non si trova solo in un luogo, ma Essa pervade tutto l’universo senza limitazioni d tempo e di spazio. Non ha bisogno di dogmi, né di riti, né di cerimonie, ma ha vuole motivazioni e rivela le risposte di quelle domande che tutti si pongono. Lei mi ha risposto dicendo di farmelo dire da Geova perché sono morti i più deboli e indifesi, e le ho risposto che Geova me lo ha già detto il perché, è scritto lì da un sacco di tempo, ma sembra che lei non sia in grado di leggere.
      Ricorda ? A chi ha sarà dato di più, a chi non ha sarà tolto anche quello che crede di avere ?
      “Se lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma se lo abbandoni, egli ti respingerà per sempre.” ( 1 Cron. 28.9)
      “Poiché, ecco, i medesimi che si tengono lontani da te periranno.” ( Sal. 73.27)
      “Figlio mio, se riceverai i miei detti e farai tesoro dei miei propri comandamenti presso di te, in modo da prestare attenzione alla sapienza col tuo orecchio, per inclinare il tuo cuore al discernimento; se, inoltre, chiami l’intendimento stesso e levi la voce per lo stesso discernimento, se continui a cercarlo come l’argento, e continui a ricercarlo come i tesori nascosti, in tal caso comprenderai il timore di Geova, e troverai la medesima conoscenza di Dio.” ( Prov. 2.1-5)

      Lei preferisce i riti, le messe, le funzioni, le cerimonie che non le insegnano nulla. Fanno solo leva sul suo sentimentalismo e sul suo amore languido. Non è questo che la fa essere accettata dal Dio. Egli vuole altro. L’amore non è sentimentalismo, è la capacità di applicare con giusto giudizio e decisione il pensiero di Dio nella sua vita.
      Deve studiare di più e meglio !

  35. ritaroma scrive:

    la cosidetta verità ragionevole è limitata come sono limitati gli uomini che ritengono di aver raggiunto la Verita con la sola ragione.
    lei è talmente presuntuoso da far invidia a lucifero!
    stia in pace
    ………….
    Inoltre la sua domanda non ha senso….. xchè io non posso sapere ciò che–sempre secondo lei–Dio farebbe….
    dimenticando che Gesù dice:” il Padre mio fa piovere sui buoni e sui cattivi”
    ovvero non ha preferenze di persone…..può capitare a tutti indistintamente ……
    si tenga le sue prediche, io mi tengo le mie Messe!

    • Sal scrive:

      La scelta è tutta sua ma non dimentichi Scoto Eriugena. E’ tutto un simbolismo da capire.
      “La fede, per Eriugena, è dunque la ricerca e lo sforzo di interpretazione del significato delle Scritture, che porta al riconoscimento della loro intrinseca struttura razionale; esse, infatti, devono essere lette ed intese in senso allegorico, e non letterale, perché lo Spirito Santo, che parlava attraverso i profeti, si esprimeva attraverso immagini e metafore che hanno infiniti significati” Wikipedia

      • minstrel scrive:

        La posizione di Scoto Eriugena è ragionevolissima ed è anche in linea con la visione fra ragione e fede della Chiesa Cattolica.
        Ma anche la posizione opposta di Kierkegaard sulla fede non è meno ragionevole, nonostante lei e io con lei non saremmo d’accordo.

        A tale proposito le riporto un sunto velocissimo reperito via web dell’utente Elijah Six:
        “La chiesa cattolica è in linea di massima contro la separazione tra fede e ragione. Reputa la tesi di una ragione debole pericolosa (così Papa Giovanni Paolo II nell’enciclica Fides e Ratio).
        La ragione però non può decidere e stabilire se i contenuti della rivelazione di Dio sono corretti e sensati. La ragione lavora ed è al cospetto della fede.

        Kierkegaard invece reputa la fede un passo nel vuoto, contro ogni argomento razionale.
        Martin Lutero – restiamo sempre in ambito protestante – reputava la ragione sotto il potere di Satana, talmente corrotta dal peccato originale da non essere più utile e utilizzabile. Lutero non aveva problemi ad ammettere che usando esclusivamente la ragione umana non si poteva che giungere alle seguenti conclusioni: o Dio non esiste, o Dio non è giusto (questo di fronte al problema del male). La tesi della doppia predestinazione sostenuta da Lutero veniva reputata da Lutero stesso un controsenso, se analizzata tramite la ragione umana.
        Quindi? Quindi niente. L’uomo non è in grado di comprendere i misteri di Dio. Se vuole salvarsi – così Lutero – deve affidarsi ciecamente e incondizionatamente alla sua grazia.
        Una simile posizione viene considerata in ambienti cattolici come fideismo.
        Tieni comunque presente che in ambito protestante non tutti hanno seguito Lutero, Kierkegaard e co.
        Basta approfondire un po’ la filosofia della religione per capirlo.

        Un esempio attuale: il cristiano riformato Alvin Plantinga, studioso che ha argomentato in modo logico sul perché la coesistenza di un Dio onnipotente e buono non sia in contraddizione con l’esistenza del male nel mondo.
        È grazie a lui se buona parte degli studiosi reputa al giorno d’oggi il problema della teodicea non più tanto un problema insormontabile dal punto di vista logico (poi ovviamente ci sono e ci saranno sempre persone che sosterranno il contrario).

        Anche in questo caso: il mondo è bello perché è vario. Detto in altro modo: trovi posizioni di tutti i generi in qualsiasi confessione e nello stesso ateismo.”

        E come può notare in questa sintesi non c’è alcuna demonizzazione delle altrui credenze. A discutere si fa così.

        • Sal scrive:

          @ minstrel
          “La ragione però non può decidere e stabilire se i contenuti della rivelazione di Dio sono corretti e sensati.”

          Mi dica sig. minstrel, i pazzi, possono avere fede ? hanno i matti una cosciente consapevolezza di Dio ?
          I passi nel vuoto li faccia da solo e speri che ci sia qualche appiglio…..

          Perché si ostina a riprendere il pensiero di Luetero, di Kierkegaard e di chiunque altro ? Ma lei un cervello suo non ce l’ha ? Lei dovrebbe maturare una sua consapevolezza autonoma, non ricercare il pesiero altrui per farsene scudo in difesa di ciò che non può difendere.

          “Lutero non aveva problemi ad ammettere che usando esclusivamente la ragione umana non si poteva che giungere alle seguenti conclusioni: o Dio non esiste, o Dio non è giusto (questo di fronte al problema del male).” – provi a pensare con la sua testa, ci potrebbe essere una terza via ?
          Nella sua situazione Gesù chiese : “Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo?” Essi dissero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti”. Egli disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?” ( Mt. 16.13-15)

          Alla fine è la sua opinione che deve maturare è il suo Dio che le deve rivelare le cose: “E proseguì, dicendo: “Se ascolterai strettamente la voce di Geova tuo Dio e farai ciò che è retto agli occhi suoi” ( Esodo 15.26) Non dice vostro, dice TUO;
          “Gesù gli disse: “Va via, Satana! Poiché è scritto: ‘Devi adorare Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio” ( Mt. 4.10) Non dice “NOSTRO” dice TUO. E’ cosa privata e singola. Quello di Lutero o di chiunque altro non è il suo perché da lei potrebbe richiedere cose diverse da ciò che richiede ad un altro. Ancora non capisce il significato di singolarità ? e rapporto personale ? A discutere si fa così.

          • minstrel scrive:

            Trascrivo anche a te quanto dice Ottaviano sulla coscienza e sulla propria verità.
            Non apparirle che non centra con il suo discorso. In realtà è il fulcro della visione teologica cristiana e da una bella immagine del cosidetto “rapporto personale”.

            “il modello di vita cristiana è uno e cioè imitare Gesù Cristo. Che senso ha allora vivere? E il cristiano risponde: comportarsi come Gesù. E come si è comportato Gesù? il NT risponde “obbedendo sempre e in tutto al Padre fino eventualmente alla morte”. Accettare la volontà di Dio costi quello che costi di sacrificio personale. [...]ogni cristiano dovrà interrogarsi nel modo più frequente possibile su cosa farebbe in questo frangente, qui e ora, Gesù? E a questa domanda dovrà rispondere sempre e solo lui e cioè secondo la conoscenza che in quel momento ha di Gesù stesso! Ne deriva allora una conseguenza importante, deve studiare Gesù, deve conoscerlo, deve conoscere l’NT e su di esso basare la sua vita, in base a quel che in quel momento conosce della verità.[...] Una piccola aggiunta: ogni uomo secondo il cristianesimo deve fare questo, ogni uomo deve vivere secondo la verità che conosce. E il cristiano sa che la verità è una sola ed è Cristo. Perciò la dove c’è uno che vive secondo la verità che conosce, e non potete pretendere che una persona viva secondo una verità che NON conosce, o che non conosce come verità, là c’è uno che magari senza saperlo vive secondo Gesù Cristo. Ma allora c’è un unico principio morale: vivi secondo la verità che conosci che diventa un principio cristiano quando il cristiano dice: gesù è la verità e seguendolo per come lo conosco io sono nella verità. In conseguenza di questo devo dire che tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza, perché anche il Boshimano, che non sa niente del cristianesimo, se vive secondo la verità che conosce, si salva. Perché ci dice San Paolo in Timoteo 2, 4 “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” e allora anche il Boshimano può salvarsi se vive per quel poco di verità che conosce e si realizza così la parabola dei talenti. Se hai ricevuto due devi rispondere per due, se hai ricevuto cinque devi rispondere per cinque, se hai ricevuto dieci devi rispondere per dieci.
            Dottrina non certo nuova visto quanto riportato anche da Tommaso D’Aquino nella S. T. prima parte, secondo libro, questione 19 articolo 5.

            Pensare con la mia testa? Lo faccio ed esattamente nella visione descritta qui sopra dall’Ottaviano.
            Sono dunque schiavo della dottrina?
            Schiavo di una dottrina simile? Di una dottrina che ti libera? Di una dottrina che sento totalmente mia?

          • minstrel scrive:

            E chiedo scusa per gli errori di battitura, la fretta non aiuta.