Alta tensione tra Obama e la Chiesa. Le messe di Langone

[photopress:obama_1ok.jpg,full,alignleft]Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato alla tensione crescente fra la Chiesa Usa e il presidente Barak Obama. Tensione che coinvolge anche il Vaticano: da settimane infatti si è creato un impasse per la nomina del nuovo ambasciatore Usa, che dovrà sostituire Mary Ann Glendon (designata da Bush e notoriamente vicinissima alle posizioni di Benedetto XVI). La Santa Sede vorrebbe un diplomatico professionista cattolico e non un politico del partito democratico da premiare per il suo sostegno alla campagna di Obama. Non è facile infatti trovare infatti politici cattolici del partito democratico che non siano “pro choice” sull’aborto.
Nelle pagine culturali, inoltre, ho ampiamente recensito il nuovo libro di Camillo Langone: una guida Michelin alle messe italiane.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

46 risposte a Alta tensione tra Obama e la Chiesa. Le messe di Langone

  1. massimo scrive:

    grazie Andrea per i tuoi articoli,ti seguo sempre,buona Pasqua.

  2. Vincenzo scrive:

    Ho letto la recensione relativa alla Guida su Chiese, e relative Messe “con l’asterisco”… e, per quanto ne ho capito, potrebbe comunque aiutare nel non trovarsi immischiati (senza volerlo…)in qualche Messa …beat. Certo, bisognerà leggerlo tutto, il libro, e vedere se e quanto, i commenti che lo compomgono, reggano poi alla verifica di noi “utenti”, credenti e praticanti” (almeno nei casi nei quali questa verifica, ci sia logisticamnte possibile…) .
    Quanto alla faccenda degli Ambasciatori USA “politicamente corretti”… oltre ed essere personalmente ed ovviamente “col Vaticano a prescindere”, mi piacerebbe sapere cosa, ad esempio, si metterebbero a starnazzare, nel campo progressista, se Obama si decidesse, ad esempio, per “spedire” a Madrid, un tizio, esponente di un’ipotetica corrente di pensiero, democratica sì, ma anticomunista come ce ne sono, e “davvero” cattolico come anche ce ne sono… … … .

  3. Giuseppe scrive:

    ho letto il bel libro di langone e l’ottima recensione fatta da Tornielli.
    entrambi li trovo belli ed utili perchè è vero che la Chiesa è “cattolica” cioè universale, ma è anche vero che esistono delle liturgie ossia dei modi di celebrazione del mistero eucaristico filtrati e ponderati dalla tradizione della Chiesa, che aiutano a capire dove ci si trova e cosa si sta celebrando; al contrario alcune trovate estrose e creative di sacerdoti esibizionisti o politicizzati trasformano un culto divino in un talk-show, balletto o simili.
    talvolta capita che cerimonie di tipo massonico siano molto più “spirituali” di certe messe-spettacolo.
    avendo due figli cerco di preservarli da errori (relativismo, massoneria, pan-religiosità) ma anche da false verità (celebrazioni eucaristiche che celebrano solo sacerdoti o “fedeli” fantasiosi).
    Quindi ben vengano libri ed articoli come quelli di cui stiamo parlando, sempre ricordandosi che non sono canonici e quindi vincolanti….
    quindi,…grazie Langone,…grazie Tornielli!

  4. ellekappa scrive:

    “La Santa Sede vorrebbe un diplomatico professionista cattolico”

    Ma “professionista” si riferisce a “diplomatico” o a “cattolico”?

  5. paola martorelli scrive:

    Un augurio sincero di Buona Pasqua e un grazie per i bellissimi articoli.

  6. Quixote scrive:

    In un commento su un argomento diverso avevo già espresso il mio parere sulle liturgie innovative dei nostri tempi con le parole che riporto: “personalmente preferivo la S. Messa in latino e tutte le vecchie liturgie, che abbondavano di paramenti sontuosi, suoni d’organo e sbuffi d’incenso, ma sono riuscito ad adattarmi alle funzioni in italiano, alle battute di mani, agli applausi e ai concerti di chitarre assortite, senza perdere di vista l’essenziale. Forse si è esagerato nell’inseguire i supposti gusti del “pubblico” (più opportuno parlare di fedeli?), abbandonando la tradizione e rinunciando spesso ad ogni solennità, che invece non guasta mai nelle faccende che riguardano Dio”.
    Un aspetto della questione, su cui sento la necessità di ritornare, è proprio la solennità delle funzioni. Come ricordava anche Filippo, a proposito di un altro argomento, noi a volte possiamo ascendere verso verità razionalmente irraggiungibili, poggiando su realtà alla nostra portata, come sui gradini di una scala a pioli. La solennità, unitamente alla struttura e agli addobbi dei luoghi sacri, per me, aveva proprio questa funzione. Come giustamente osservano Langone e Tornielli molte chiese di recente costruzione, lungi dall’ispirare pensieri elevati e riflessioni profonde, di fatto le impediscono o, perlomeno, le rendono più difficili. Per facilitare l’espressione della mia fede quindi, piuttosto degli stanzoni impersonali, ricchi di cemento a vista anche sotto forma di travi e colonne dalla sorprendente postura, trovo molto migliore una vecchia, piccola cappella, dagli intonaci irregolari approssimativamente imbiancati, arredata con suppellettili realizzate da artigiani spesso improvvisati, che almeno ricorda la fede di chi, vissuto prima di noi, non avendo spesso nemmeno il necessario, ha voluto lasciarcene una tangibile testimonianza.
    Non dimentico che il Signore ci ha insegnato ad adorarlo “in spirito e verità” indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo ma, considerando la mia debolezza di uomo, sono naturalmente portato a cercare ambienti e situazioni che mi facilitino nel colloquio con Dio che è alla base delle mie preghiere. Non sono attratto ne dal lusso ne dallo spreco, che anzi mi mettono a disagio, ma non ritengo la sciatteria di molte attuali celebrazioni, una manifestazione di maggior democraticità della religione. Nessuno ci chiede il sacrificio che Abramo aveva accettato per rispetto della volontà del suo Dio, ma, all’altro estremo, non mi sembra opportuna la riduzione di cerimonie, che a quello stesso Dio si rivolgono, a manifestazioni folkloristiche gradite forse solo a chi di quelle cerimonie farebbe volentieri a meno.

  7. Marco scrive:

    Certo che un’eventuale nomina di Caroline Kennedy sarebbe stata discutibile.
    La signora in questione, essendo parte dalla “famiglia reale” americana, ha sperato di ottenere un posto al Senato per sostituire la Signora Clinton, ma il Governatore dello Stato di New York (che “gode” di una popolarità del 22%) le ha preferito la deputata Gilbrand in attesa delle elezioni di conferma del 2010, ma Oba Oba che fa? Per consolare la rampolla della super-famiglia avrebbe voluto mandarla in Vaticano? Oltre i pidocchiosissimi 50.000 dollari promessi per gli aiuti ai terremotati, si tenga anche la Signora Kennedy ed invii presso la Santa Sede un ambasciatore di professione e di provata vicinanza al cattolicesimo evitando di smerciare i boiardi del suo partito impantanati nell’ideologia liberal, ma spacciati per cattolici (adulti?).

  8. Luisa scrive:

    Dall`articolo di Andrea Tornielli:

    La messa non va mai ridotta a pura estetica, né la liturgia a questione di pizzi, ori, merletti, candele e inginocchiatoi. Il gregoriano è stupendo, il latino è sublime, l’incenso affascina. Ma senza un po’ di cattolica ferialità, di canti popolari e di messe basse e claudicanti, di assemblee variegate e scomposte, l’atmosfera nelle nostre chiese finirebbe per essere soffocante.
    Anche se liturgicamente perfetta.

    Non vedo come la bellezza della Iiturgia, il rispetto della sua sacralità, possa essere soffocante!
    Non vedo come delle assemblee scomposte potrebbero rendere la Liturgia maggiormente respirabile!
    Non posso condividere la conclusione dell`articolo di Andrea .

    Dall`omelia di Papa Benedetto a Parigi durante i Vespri:

    Le nostre liturgie della terra, interamente volte a celebrare questo atto unico della storia, non giungeranno mai ad esprimerne totalmente l’infinita densità. La bellezza dei riti non sarà certamente mai abbastanza ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza infinita. Le nostre liturgie terrene non potranno essere che un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella Gerusalemme del cielo, punto d’arrivo del nostro pellegrinaggio sulla terra. Possano tuttavia le nostre celebrazioni avvicinarsi ad essa il più possibile e farla pregustare!

  9. Ester scrive:

    Come Tornielli scrive oggi su “Il Giornale”, il primo nome della lista di Obama bin Laden è Douglas Kmiec. Questo signore ha scritto un libro per sostenere Obama, intitolato “Can a catholic support him?” (Può un cattolico sostenerlo?). La Chiesa americana – la Santa Sede sicuramente non è stata tenuta all’oscuro – ha risposto: «No, un cattolico non può stare con Obama».

  10. mauro scrive:

    Caro Dott. Tornielli, nulla è meglio che il confronto tra culture diverse. Se ciascuno rimane nella propria rischia di soffocare e chiude il proprio animo all’altro. E’ politicamente corretto che giunga a Roma un ambasciatore non strettamente cattolico perchè diversa è la visione politica di Obama e lo è altrattanto accoglierlo benevolmente e cristianamente. Se così non fosse dovremmo respingere anche chi sbarca clandestinamente in Italia solo in virtu’ del diverso pensiero religioso.
    O crede che l’ambasciatore ed i clandestini siano diversi? In Vaticano sembra di sì.

  11. bo.mario scrive:

    Che un ambasciatore deve essere gradito è giusto. Che deve essere gradito in un certo modo vuol dire che il vaticano non gradisce la politica di Obama. Questi piccoli dispetti indicano che l’ambasciatore è un effetto, la causa è altra. Un ambasciatore al servizio del vaticano? Sà molto di pochezza politica di cui il vaticano ha dato chiare manifestazioni di praticare. O sei con me o contro di me. Il vaticano prova a mostrare i muscoli, chi gli darà tutto questo potere è tutto da dimostrare. Un saluto.

  12. Andrea Tornielli scrive:

    A Luisa: con la chiusa del mio articolo – che immaginavo avrebbe provocato qualche reazione – intendevo dire che, rispetto al libro di Langone, ci possono essere liturgie profonde e curate con le chitarre e le candele elettriche; così come ci possono essere liturgie tridentine o post-conciliari tradizionali esteriormente perfette ma vuote, perché così come ci sono stati e ci sono purtroppo tanti abusi in un senso, c’è anche il sopravanzare di un’attenzione un po’ troppo maniacale al pizzo e al merletto… Posso dirle, secondo la mia esperienza, che ho partecipato a messe con le chitarre che mi hanno edificato, e a messe tradizionalissime che non lo hanno fatto. Il senso di quella frase finale era soltanto questo: attenti a non assolutizzare qualche aspetto o qualche particolare. Il culto liturgico va curato e non lo sarà mai abbastanza. Ma la messa non dovrà mai diventare un fenomeno elitario e soprattutto ciò che conta veramente è l’atteggiamento del nostro cuore.
    Grazie Luisa per le sue osservazioni e buona Pasqua.
    at

  13. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Mauro, io ho scritto un articolo che descrive una situazione, delle posizioni e delle ragioni. Non ho espresso giudizi personali. In questo momento sembra che ciò che più conta agli occhi del Vaticano è che l’ambasciatore sia “pro life”. Sono certo che la Santa Sede preferirebbe un evangelico “pro life” piuttosto che un cattolico “pro choice”. Ovviamente ho delle opinioni in merito, che non ho espresso nell’articolo: pur rispettando la posizione della Chiesa statunitense, mi sembra che la guerra preventiva a Obama sia esagerata…
    at

  14. dante scrive:

    Penso che per i prossimi 5 anni il Vaticano farà a meno delll’ ambasciatore USA. Fossi io Obama me ne infischierei della gerarchia cattolica ed infatti lo fa molto volentieri almeno negli states…

  15. bruno volpe scrive:

    cari naviganti Buona Pasqua. Suggerisco in tema etico e di testamento biologico sorprendente intervista al Magistrato di Cassazione cattolico Nardi che da ragione a Fini. Anche intervista a mons Bux sui matrimoni in crisi BV

  16. Vincenzo scrive:

    …Luisa@…
    …cattolica ferialità…della Messa bassa… “scomposta” e claudicante… Ecco, “sottoscriverei” il tutto, compresa la ferialità claudicante, meno quella “scompostezza” durante la Messa… .
    Evidentemente il nostro Ospite, usando quella parola, aveva in mente qualcosa che forse era solo un po’ troppo agitato. Se, invece, intendeva proprio dire “scomposta”, beh…non potrei mai essere d’accordo con lui perchè, “scomposta”, è la mamma della gravida di “sguaiata” che, a sua volta, inevitabilmente, partorisce la improvvisazione o la travisazione “oscena”.
    Quanto alla “ferialità”, che può coinvolgere un pubblico di Fedeli, certo puntuali, ma forse meno “dotati” liturgicamente(soprattutto in fatto di Canti…), essa mi pare rientri nell’ordine naturale di quelle cose che, nonostante tutto, restano un po’difficili … da migliorare.
    A volte, ad esempio, capita di vedere, in una Messa “feriale”, che quella decina di persone..anziane…sempre le stesse, non mettono apparentemente grande foga nell’eseguire i Canti; secondo me, non ci si deve, per questo, abbattere. Ciò, il più delle volte, accade perchè, nella Chiesa quasi vuota, quell’impegno darebbe risultati disastrosi e obbiettivamente sgradevoli.
    Se, invece, la “scompostezza o, anche, la sciatterìa”, la si intende riferita al Celebrante, allora, “Messa feriale o non feriale”, è una cosa riprovevole. Sempre, e quindi anche per me.

    PS)
    Ci ha fatto piacere, l’averLa rivista su questo Blog… … .

  17. Cherubino scrive:

    condivido pienamente quanto dice Tornielli, senza dimenticare che c’è comunque la terza possibilità (io personalmente spesso sono stato frtunato in tal senso): messe cantate modernamente ma comunque solenni e ben curate da corali competenti e da commissioni liturgiche che sanno sottolineare opportunamente con un pizzico di mistagogia il significato dell’azione liturgica.

  18. Vincenzo scrive:

    …A.Tornielli… quanto dice, rispondendo a Luisa@ è, per certi versi, ovvio , sia pure nell’àmbito del “male minore”(come l’ambasciatore Evangelico, ma anti-abortista, rispetto al Cattolico, ma “pro-choice”…). Che però, poi, sia da tutti condivissibile, beh, questa è un’altra faccenda; infatti, almeno per me, le Messe con le chitarre e i bonghi, mai riuscirebbero a farmi emozionare come, ancora oggi, dopo oltre mezzo secolo di …”pratica”, capita con la Messe “cantate”, ma come “si deve”… : non vedo quindi la cura estrema nella Liturgìa, come idolatrìa dei pizzi e merletti (i quali ultimi, però, fanno parte di quel rispetto e decoro che, maxime debetur, a Nostro Signore Gesù Sacramentato. Dopodichè, ognuno, la vede come preferisce.
    Con la stima di sempre, Auguri di Buona Pasqua anche a Lei, Egregio Dott.Tornielli.
    Vincenzo.

  19. “L’Eucaristia non puo’ mai essere solo un’azione liturgica. E’ completa solo, se l’agape liturgica diventa amore nel quotidiano”.

    “Nel culto cristiano – ricorda il Papa teologo – le due cose diventano una: l’essere gratificati dal Signore nell’atto cultuale e il culto dell’amore nei confronti del prossimo”

    Lo riafferma Benedetto XVI nell’omelia della messa in “coena domini” da lui celebrata questo pomeriggio nella basilica di San Giovanni in Laterano.

    Mò, nella mia ignoranza deduco che…….

  20. mauro scrive:

    Dott. Tornielli, volevo solo sapere come la pensava e l’ho stimolata. Ora sono soddisfatto.

  21. MARCO D. scrive:

    Qui siamo ai soliti aut aut da protestanti. Noi cattolici siamo per l’et-et (Messori docet).
    Quando ero ventenne mi sentivo estasiato da un’aria di Bach, ma mi commuovevo anche per un canto di Sequeri o di Chieffo.
    Non si può buttare a mare qualche decennio di musica sacra moderna, che ha prodotto canti bellissimi (mi riferisco specialmente a quelli nati durante e appena dopo il Concilio) e la chitarra ben suonata è bella e utile, specie se manca (quasi sempre) un organista.
    E poi dove li mettiamo i bambini e gli adolescenti di oggi, magari di una periferia urbana?
    Comunque la Santa Messa è ben celebrata se il sacerdote è per primo lui preso dalla liturgia e da quello che sta facendo. Se sa predicare bene e ama la sua gente.
    La sciatteria spesso è dovuta alla poca fede e carità dei preti.
    Conta anche l’ambiente: il migliore è la natura stessa (consiglio sante messe celebrate in montagna), poi le chiese antiche. Purtroppo le moderne sono state fatte spesso da chi fede non ha. E torniamo sempre al punto di partenza.

  22. fedenrico scrive:

    La Messa è Ultima cena, Calvario e Resurrezione. chi vi assiste sta ai piedi di Gesù crocifisso; riconosce il proprio peccare; risorge con Lui. Parola e musica sono espressione di questi stati.

  23. Ester scrive:

    I provvedimenti di Obama sull’aborto faranno molte più vittime innocenti della guerra preventiva all’Iraq.

    Magari i vescovi italiani fossero come quelli americani!

  24. Luisa scrive:

    Grazie Andrea, per il la sua precisazione.
    Devo dire che sono totalmente allergica alle chitarre, bonghi e altre fantasie musicali durante la santa Messa, sono molto tradizionale anche in questo.
    Ripeto che non vedo la necessità di tutto cò che il suo “senza” indica…sopratutto le assemblee scomposte…. non vedo come l`atmosfera potrebbe diventare soffocante se chi prepara la Liturgia, il sacerdote in primis, che la vive in Persona Christi, cosciente di ciò che avviene durante la Messa, del suo senso, desidera prepararla con accuratezza, ricerca, anche estetica, perchè no.
    Sarebbe elitismo questo?
    Non penso che la ricerca della bellezza nella Liturgia sia elitista, non credo che permettere ai fedeli di avvicinarsi alla bellezza divina, di pregustare come dice Papa Benedetto la Liturgia celeste, sia permesso solo ad una élite e preclusa ai più che non potrebbero seguire, participare, capire, al contrario penso che la ricerca della bellezza perchè coscienti del significato della Santa Liturgia, coscienti della Presenza divina, del Mistero della Presenza di Dio sia un movimento naturale, che innalza i cuori e gli animi.
    La Liturgia domanda il canto, il canto a lode di Dio , il canto che ci fa sentire la Presenza divina: “realmente nella liturgia la bellezza divina ci appare e si apre il cielo” ebbe da dire il Papa.
    Aggiungo che non sento il bisogno dei pizzi e dei merletti ma non mi disturbano, non ho nessun pregiudizio nei loro confronti, pregiudizio che leggo sovente in chi critica e dileggia il Rito antico.
    È anche pur vero che che la ricerca della bellezza per la bellezza è vuota, questo sì, partecipa di quella auto-celebrazione o auto-presentazione di cui parlava il Santo Padre.
    Nel libro “Rapporto sulla fede” alla pagina 132 l`allora card. Ratzinger diceva:

    “Molti liturgisti hanno messo da parte quel tesoro (la musica sacra) dichiarandolo “accessibile a pochi”, l`hanno accantonato in nome della comprensibilità per tutti e in ogni momento” della liturgia postconciliare. Dunque non più “musica sacra”, relegata semmai, per occasioni speciali, nelle cattedrali, ma solo “musica d`uso”, canzonette facili, melodie, cose correnti”.

    ” L`abbandono della bellezza” si è dimostrato, alla prova dei fatti, un motivo di sconfitta pastorale”

    “È divenuto sempre più percepibile il pauroso impoverimento che si manifesta dove si scaccia la bellezza e ci si assoggetta solo all’utile. L’esperienza ha mostrato come il ripiegamento sull’unica categoria del «comprensibile a tutti» non ha reso le liturgie davvero più comprensibili, più aperte, ma solo più povere. Liturgia «semplice» non significa misera o a buon mercato:
    c’è la semplicità che viene dal banale e quella che deriva dalla ricchezza spirituale, culturale, storica”.

    Buona Pasqua anche a lei, caro Andrea !
    Sono sicura che sulla sostanza siamo d`accordo!

  25. Americo scrive:

    La tensione scaturisce dall’equivoca situazione del papa come capo di stato e come capo di una confessione religiosa i cui valori etici possono o no essere condivisi, ma che in nessuna maniera si puo pretendere che facciano parte di un ordine legale la cui norma suprema é una costituzione e non il dio di una qualsiasi confessione religiosa.
    Il papa come capo di stato deve dimenticare la teologia perché questa affetta tutti i suoi atteggiamenti e che, dopo tutto, d’accordo con Feuerbach, é solo una patologia psichica.

  26. Abner scrive:

    Non condivido, Tornielli, il suo giudizio, se non nella velenosa coda. Il libro di Langone è riassumibile così: quanto più la S. Messa e gli arredi sacri si avvicinano a quelli ante riforma, tanto più lusinghiero è il giudizio.
    All’Autore dà fastidio il popolame che parla nel tempio ed è consapevole di quello che dice mentre si rivolge a Dio. Che si scambia la pace vicendevole. Che ciba il suo spirito come insegnatogli dal suo Signore e non si fa imboccare come gli infanti. Che prova a intendere e incarnare le scritture senza delegarne l’intelligenza ai soli pastori. Che non allunga i propri filatteri non pialla gli inginocchiatoi. I cui canti esprimono ciò che lo spirito è e non ciò che dovrebbe essere. La cui liturgia è simbolo e non teatro.
    A me no.
    Quando ho visto il libro di Langone mi ci sono avventato e mi sono detto “che splendida idea”!
    Mi ha lasciato un senso di squallore, di vuoto e la voglia di scrivere una guida che cerchi di trattare del Dono e non del fiocco.
    Io sono nato e cresciuto da quarant’anni anni, in una chiesa che è stata felice di essersi recentemente convertita un po’ di più di prima. Sono parte di quel popolo di Dio che cerca di seguire il Cristo con il proprio aratro in un solco più orientato di prima a quello che Lui vuole. Non mi volgerò indietro.

  27. stefano scrive:

    Sono d’accordo anch’io con la chiosa di Tornielli. Dirò di più: a mio avviso la bellezza di una celebrazione eucaristica dipende molto più dalla fede dell’assemblea e del celebrante che dai dettagli estetici. Poi si va a finire di filtrare il moscerino ed ingoiare il cammello.

    Una bellezza che è solo pizzi, merletti, gregoriano la troverei anch’io soffocante

  28. maxx scrive:

    Io invece sono convinto che la crisi della Chiesa sia dovuta in larga parte alla riforma liturgica fatta da mons. Bugnini. La nuova messa, o cena ecumenica come venne chiamata, somiglia molto, almeno esteriormente alle messe protestanti, come fecero notare i cardinali Ottaviani e Bacci nel Breve esame critico del Novus Ordo Missae che inviarono a papa Paolo VI e che questi purtroppo ignorò.
    Sono convinto, che mons. Lefebvre abbia avuto pienamente ragione a ribellarsi a quella riforma e il fatto che dopo 40 anni è stato liberalizzato il rito di S.Pio V dimostra che la stessa Chiesa si è accorta dell’errore commesso.

  29. A. scrive:

    A giudicare farisaico il libro di Langone sono, come al solito, i più simpatetici e vicini a discendenti dei spirituali dei farisei.

    Il ché oltre a dirla lunga sulle critiche a Langone, è l’ennesima dimostrazione che la madre di tutte le divisioni odierne nella Chiesa passa per la fede nella unicità del Popolo di Dio.

    Meno male che il Concilio Vaticano II ha sbarrato la porta all’eresia, ricordando e dogmaticamente affermano che il Nuovo e Unico Israele è la Chiesa.

    E più tempo passa, più ci accorgiamo di essere debitori allo Spirito Santo di un Concilio senza il quale la Chiesa oggi sarebbe quasi scomparsa e l’apostasia trionferebbe ovunque.

  30. Luisa scrive:

    È strano come chi non ama il rito antico o-e la messa di Paolo VI, la messa voluta dal CV II, quella celebrata da Benedetto XVI, quando si parla di bellezza della liturgia, la riduce volentieri a “pizzi e merletti”, riduzione-associazione un tantino disonesta ma rivelatrice .
    La divina Liturgia può essere semplice ma non sciatta, può essere spoglia(dépouillée) ma non svuotata della sua essenza perchè la sua essenza è Dio.
    La Liturgia è Bellezza, perchè è Dio, somma bellezza, che si fa Presente, che è Presente.
    Certo che se si mette l`assemblea al centro, tutto diventa possibile, via gli inginocchiatoi, i cattolici adulti non si inginocchiano, non piegano le loro ginocchia nemmeno per adorare Colui che è presente, al bando i canti sacri, il gregoriano, il latino, troppo difficili, sedicenti per una élite, l`assemblea deve capire tutto, deve emozionarsi con canti coinvolgenti, deve applaudire, gli usi e costumi del mondo entrano nello spazio sacro, la Messa può diventare uno spettacolo, con tanto di regista, attori e comparse.
    Si dimentica così facendo che la Liturgia non ci appartiene, non è al servizio dei nostri gusti e desideri, la riceviamo come un dono.
    Detto questo, Dio essendo la somma Bellezza, la Sua reale Presenza , rende anche la celebrazione la più semplice, se e quando vissuta con questa coscienza, un momento di pura bellezza e preghiera, vissuta nell`Amore di Colui che ci porta a Lui, con le nostre differenze , i nostri limiti.

  31. Barbalbero scrive:

    in cauda venenum…..

  32. stefano scrive:

    Luisa, faccio notare che gli inginocchiatoi sono previsti anche nel rito nuovo. E non ho nemmeno detto che non amo il rito antico e nemmeno voglio ridurlo a una questione di pizzie merletti

    Riguardo a questa frase:
    “La divina Liturgia può essere semplice ma non sciatta, può essere spoglia(dépouillée) ma non svuotata della sua essenza perchè la sua essenza è Dio.”
    mi trova d’accordo.

    Tuttavia, trovo che qualcuno (forse non lei) tenda a ridurre la fede ad una serie di più o meno complicate regole liturgiche: non applaudire, inginocchiarsi durante la consacrazione, utilizzare canti “adeguati” (gregoriano), etc.

    dare un voto alla messa solo sulla base di come e quanto vengono rispettate le regole liturgiche mi sembra un tantino riduttivo. Chiaro che anche quelle contano, ma non facciamone solo una questione di regole, perché altrimenti si diventa farisaici.

  33. laurentinum scrive:

    Obama deve essere confrontato sull’etica dei valori cristiani, il partito repubblicano deve riunirsi intorno a questi valori e proporre la democrazia etica in alternativa, su questi temi va costruito un progetto futuro per l’America.
    La recente vittoria sul referendum in California per proteggere il matrimonio tradizionale dimostra che anche nei stati come la California , lo stato più “ liberal” dei Stati Uniti , una coalizione sui temi etici puo vincere, dunque e da li che il partito repubblicano deve partire e è da li che il Vaticano deve impostare la sua relazione con i Stati Uniti.

    Per il tema di Langone bisogna essere attenti a non separare la forma della sostanza, come dice il Papa
    “L’Eucaristia non puo’ mai essere solo un’azione liturgica. E’ completa solo, se l’agape liturgica diventa amore nel quotidiano”.
    Tuttavia l’emozione vera del bello il senso del Dio trinitario, armonia fondamentale, il senso dell’infinito e l’amore del prossimo sono un tutto uno.

  34. mauro scrive:

    Obama, come tutti i capi di stato, l’unico confronto che può fare è con sè stesso, con le proprie attitudini di indirizzo governativo, con le idee che ha trasmesso alla popolazione americana, che lo ha designato suo presidente, con i cambiamenti politici e strategici che intende perseguire. Quale capo rinnegherebbe sè stesso favorendo altri valori che non condivide? Nessuno, neppure il Papa.

  35. bruno volpe scrive:

    cari naviganti su http://www.pontifex.roma.it viene recensione al libro del vaticanista valli la tradizione tradita e intervista con il prof Lojodice esperto di diritto ammnistrativo sulle probabili responsabilità nel terremoto bv

  36. bo.mario scrive:

    Che dire, tornando al discorso di quel vescovo latino-americano che l’alluvione di New Orleans la mandata dio perchè c’erano cliniche abortiste. Il terremoto chi l’ha mandato? Fate qualche riflessione in più prima di parlare. Dio è stato generoso, solo quei morti ha voluto. Scrivete sulle funzioni religiose lì almeno non dite fesserie. Un pensiero, sempre, a quella povera gente così martoriata. Vittime di tante cose ma non colpevoli di niente.
    Un saluto.

  37. massimo scrive:

    BUONA PASQUA ANDREA A TE E ALLA TUA FAMIGLIA,E GRAZIE DEL TUO LAVORO.UN AUGURIO DI UNA SANTA PASQUA A TUTTI.MASSIMO.

  38. Vincenzo scrive:

    In altre parole§(non quelle di A.Tornielli),la Santa Messa, per essere “pregnante” e “up to date”, cioè innovativa, dovrebbe essere, per forza, “scomposta, chiassosa e stracciona?” … .

  39. Vincenzo scrive:

    …dopo Messa, c’è Pasquetta,
    ch’è vacanza usa e getta,
    e, a chi in gita, sta partendo
    (Giove Pluvio permettendo…).
    leggo tosto uno strambotto
    mentre son …10 alle otto,
    …Pensierino del mattino,
    delicato oppur cretino? …
    …”fesserìe per fesserìe, quelle orgogliosamente sostenute dei Cattolici anti-tradizione, restano insuperabili e paradigmatiche, quanto a …odio perfetto… per tutto ciò che, nella Chiesa di Roma, dati più di cinquant’anni”.

    Buona giornata.

  40. Gladiator scrive:

    perchè La Chiesa nei tempi normali , e non in quelli di apostasia come oggi , sta sempre normalmente con la destra ?
    E’ semplice .
    Parchè la destra , la verda destra, non quelle dei traditori ideologizzata , è quel movimento di pensiero e di azione che difende le leggi di natura che salvagurdano il bene comune di un popolo e nazione . Salvaguardare il bene comune ,che è il centro del discorso politico, significa pure rendere giustizia ai poveri ,anzi fa parte del discorso sul bene comune che non si puo avere senza giustizia . Quindi la Chiesa non può non essere allaeta della Vera Destra perchè ha gli stessi obbietivi sul piano sociale di uno stato , mentre sul piano spirituale va oltre .

  41. Luisa scrive:

    Andrea, mi son ricordata che nell`agosto 2007 lei aveva fatto il post seguente:

    “Messe show, facciamo un catalogo?
    Leggendo alcuni dei vostri commenti ai post dedicati al Motu proprio di Benedetto XVI che liberalizza il messale antico, mi è tornato in mente un vecchio progetto, per il quale vorrei chiedere il vostro aiuto. Mi piacerebbe “censire” in qualche modo, con dovizia di documentazione (e un pizzico di ironia) gli abusi liturgici che vengono compiuti nelle nostre chiese. Una panoramica dettagliata – potrebbe essere un libro – credo aiuterebbe a capire perché ci sono persone che riscoprono l’antica liturgia. Allego una foto, che riprende un illusionista intento a fare un gioco (la sospensione della partner) quale “offertorio” durante una messa. Vi va di aiutarmi?”

    In un commento lei aveva detto:

    “Credo però che un’attenzione sulla liturgia, un’attenzione perché sia ben celebrata, rappresenti un aiuto per tutti. E, soprattutto, penso segnalare (fraternamente) abusi, sciatterie, etc. possa rappresentare comunque un antidoto nei confronti di chi vede solo la pagliuzza negli occhi altrui dimenticando la trave nei propri.”

    Potrebbe dirci a che punto è il suo progetto?
    Penso che di materiale ne ha ricevuto in abbondanza, quel post è stato anche uno dei più inviati se mi fido alla colonnina di destra del suo sito….
    Lei evocava anche l`architettura sacra…quanto ci sarebbe da dire anche su questo spinoso probema…
    Ho visto sul blog Messa in latino che lei, immagino con un pò di ironia, ha scritto che si metterà a scrivere una guida Michelin sulle Messe tridentine…ma nel frattempo…il libro sugli abusi liturgici postconciliari vedrà il giorno?

  42. Gladiator scrive:

    L’ECCESSIVA COMPASSIONE PUÒ ESSERE UNA GRANDE CRUDELTÀ
    (Lettera a Gerard du Puy, Abate di Marmoutier,
    alla vigilia del Grande Scisma dell’Occidente)

    Ahimè! Ahimè! Le membra di Cristo si corrompono perché nessuno le castiga.

    Gesù ha una particolare avversione a tre vizi: l’impurità, l’avarizia e l’orgoglio che dilagano nella Chiesa di Cristo, cioè, in coloro che pensano soltanto ai piaceri, alle onorificenze, alle ricchezze.

    Costoro vedono che i demoni dell’inferno rapiscono le anime… e non se ne inquietano, perché loro stessi sono dei lupi e trafficano con la grazia divina.

    Sarebbe necessaria una giustizia forte per castigarli: l’esagerata compassione è a volte una grande crudeltà.

    (Santa Caterina da Siena)

  43. Marina scrive:

    Per Silvano e Andrea Tornielli

    Chi non è capace di affrontare la sofferenza ,rimarrà sempre immaturo.

  44. yochanan scrive:

    Magari la scelta è già stata fatta,
    ma l’unica cosa certa è che un ambasciatore di qualsiasi nazione a maggioranza (veramente) messianica in Vaticano dovrebbe essere un messianico (cristiano) con gli attributi, quindi assolutamente NON cattolico. Cioè libero da qualsiasi forma di ricatto morale, condizionamento e subordinazione nei confronti del papa e dai suoi accoliti. In poche parole fedele solo a YHWH, Yeshua e alla propria nazione.
    Shalom

  45. yochanan scrive:

    Caro A.,
    tu dici: “Meno male che il Concilio Vaticano II ha sbarrato la porta all’eresia, ricordando e dogmaticamente affermano che il Nuovo e Unico Israele è la Chiesa”.

    Il nuovo ed unico Israele è costituito dai discendenti di Abraham che credono nel Mashiach Yeshua. Solo essi sono al contempo Israele e Chiesa.

    La chiesa romana (sedicente) cattolica non solo non è Israele, ma nemmeno Chiesa: non ne ha la struttura, la Fede, la storia, la sede, la forma. Insomma, nulla. E se, come penso, non mi credi, studia la Scrittura (e la storia, la geografia, ecc.ecc.). E vedrai. Del resto tu non sei stato nemmeno battezzato……
    E un giorno, secondo le Scritture, la tua insignificante comunità sarà distrutta dai suoi stessi alleati. YHWH lascerà che siano loro a fare la Sua opera di pulizia.
    Chi ha orecchi …..

    Shalom

  46. adele scrive:

    carissimo Yochanan, non demordi eh, non sei ancora stanco?
    Sono stata ad un convegno, recentemente, su Israele. Credo abbiamo amici in comune.
    Un saluto fraterno