Il Papa e la preghiera sulla croce

«Gesù nel momento estremo della morte si affida totalmente nelle mani di Dio Padre, ci comunica la certezza che, per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio». Lo ha detto il Papa, nella catechesi che ha tenuto questa mattina nell’Aula Paolo VI, davanti a circa seimila pellegrini. Commentando la preghiera di Cristo sulla croce, descritta nel Vangelo di Luca, Benedetto XVI ha detto: «Gesù che chiede al Padre di perdonare coloro che lo stanno crocifiggendo ci invita al difficile gesto di pregare anche per coloro che ci fanno torto, ci hanno danneggiato, sapendo perdonare sempre, affinché la luce di Dio possa illuminare il loro cuore; ci invita, cioè, a vivere, nella nostra preghiera, lo stesso atteggiamento di misericordia e di amore che Dio ha nei nostri confronti».

Gesù sulla croce, ha spiegato ancora Ratzinger, «si rivolge al Padre e non solo chiede il perdono per i suoi crocifissori, ma offre anche una lettura di quanto sta accadendo. Secondo le sue parole, infatti, gli uomini che lo crocifiggono “non sanno quello che fanno”». Gesù pone, cioè, «l’ignoranza, il non sapere, come motivo della richiesta di perdono al Padre, perché essa lascia aperta la via verso la conversione».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

265 risposte a Il Papa e la preghiera sulla croce

  1. Antulio scrive:

    Sono in molti a non essere d’accordo sulle ultime parole del Papa: Coloro che lo stanno crocifiggendo sono benissimo quello che fanno, lo fanno di proposito e non è nemmeno la prima volta, è già successo con altri Papi.
    La Curia non è quel luogo di santità che molti furboni vogliono far credere.

    • Luis scrive:

      Mi scusi Antulio, ma non capisco il senso del suo commento.
      Quale papa non sapeva ciò che faceva?

      Penso che il Dr Tornielli facesse riferimento al fatto che il peccato sia una disgrazia così enorme che l’uomo non si rende pienamente conto delle conseguenze dei suoi atti scellerati.
      Il Signore ci ama talmente tanto da tener conto anche di questa flebile attenuante.

      Un saluto

      • luciano27 scrive:

        egr. luis, cos’è che le fa dire cheDio ci ama tanto?E chi è che definisce l’enormità del peccato? gli atti scellerati a cui lei accenna, sono di tante specie,e certuni l’uomo li fa coscientemente adduce ndo i motivi più disparati che talvolta comprendono quelli per creare benessere.Il vero pensiero di Dio non può essere quello che l’uomo gli attribuisce perchè se lo conoscesse sarebbe al suo livello, cosa che ritengo impensabile ,e può darsi sia diverso dai nostri ,quindi solo lui puo decidere ciò che è bene e ciò che è male; è valido il suo finale,perchè se Dio ha creato l’uomo(e seguita a crearlo)e gli ha concesso il libero arbitrio non penso sia cosi crudele da dannarlo se pecca. saluti

      • luciano27 scrive:

        egr. luis, cos’è che le fa dire cheDio ci ama tanto?E chi è che definisce l’enormità del peccato? gli atti scellerati a cui lei accenna, sono di tante specie,e certuni l’uomo li fa coscientemente adducendo i motivi più disparati che talvolta comprendono quelli per creare benessere.Il vero pensiero di Dio non può essere quello che l’uomo gli attribuisce perchè se lo conoscesse sarebbe al suo livello, cosa che ritengo impensabile ,e può darsi sia diverso dai nostri ,quindi solo lui puo decidere ciò che è bene e ciò che è male; è valido il suo finale,perchè se Dio ha creato l’uomo(e seguita a crearlo)e gli ha concesso il libero arbitrio non penso sia cosi crudele da dannarlo se pecca. saluti

        • minstrel scrive:

          Dio ha creato l’uomo(e seguita a crearlo)e gli ha concesso il libero arbitrio non penso sia cosi crudele da dannarlo se pecca

          Al riguardo ho risposto sotto secondo l’ortodossia cristiana. Buona lettura.

        • Luis scrive:

          Caro Luciano27,
          cosa mi fa dire che Dio ci ami così tanto? Ma è il vangelo! Un Dio che ci da la vita e che ci corre incontro per ogni nostro bisogno, fino a dare la vita per noi, cos’è se non un Amore infinito?
          “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Gv 15,13).

          Sulla Croce Cristo intercede per noi per questo suo sconfinato Amore e perché sa quanto poco conosciamo il male che facciamo. In questa nostra ignoranza è compresa anche quella dell’Amore di Dio. Ma il Signore ha voluto rivelare se stesso anche ai più piccoli.

          Un caro saluto.

          • luciano27 scrive:

            capisco la sua fede, caro Luis ma per quello che vedo e vivo,riesco a leggere solo parole poco credibili .Tempo un postista con gli stessi suoi pensieri, al quale in un contesto simile, avevo accennatoai miei malanni, diversi e seri,aveva scritto che”i mali sono doni miteriosi di Dio ,da prendere con gioia”.Come ho detto,capisco chi ha fede,ma non chi la usa in questo modo. ricambio il saluto

          • minstrel scrive:

            Mi dispiace Luciano, sinceramente, e capisco il suo astio.
            La saluto caramente.

          • Luis scrive:

            Caro Luciano27,
            mi dispiace molto per la sua salute e molto più per la risposta che ha ricevuto.
            Dio è Amore, come potrebbe darci il male?

            “Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt 7, 9-11).

            Pregherò il Signore anche per lei.

            Un saluto.

          • Sal scrive:

            “il Signore ha voluto rivelare se stesso anche ai più piccoli.”

            Vero !

            “E tu sai bene che Jehovah [Geova] tuo Dio è il [vero] Dio, il Dio fedele, che osserva il patto e l’amorevole benignità per mille generazioni nel caso di quelli che lo amano e di quelli che osservano i suoi comandamenti,  ma che ripaga in faccia chi lo odia, distruggendolo. Non esiterà verso chi lo odia; lo ripagherà in faccia.”

        • luciano27 scrive:

          invia 1 e trovi 2.sarà per le nevicate?

      • Antulio scrive:

        Sono io, cortese Luis,
        che mi devo scusare per la poca chiarezza. Rileggendo prima dell’invio, si eviterebbero sicuramente molte imprecisioni.
        - Come prima cosa dopo la parola Papa ci va un punto fermo e non i due punti;
        - secondo, al posto di ‘sono’, dopo la parola crocifiggendo, era da indicare ‘sanno’;
        - terzo, il mio commento non è riferito alle parole del dott. Tornielli, come poteva sembrare, ma proprio alle parole del Papa secondo le quali gli uomini che lo crocifiggono “non sanno quello che fanno”.
        E’ evidente che coloro che lo crocifiggono sanno benissimo ciò che fanno.

        • Luis scrive:

          Vede, caro, Antulio, coloro che crocifissero Gesù compirono un atto tremendo, ma pensavano, per quanto orribile, di suppliziare un semplice uomo, un bestemmiatore e, invece, stavano “uccidendo” Dio.

          Ogni nostro peccato concorre ad “uccidere” Dio su quella croce. Anche se noi pensiamo di non essere così colpevoli, il male che facciamo offende, delude, violenta Dio, scava un solco di profonda lontananza con Lui.

          Tutto ciò è talmente grave che noi non ce ne rendiamo completamente conto, un fatto che Dio, amandoci, computa a nostro favore.

          Ancora un saluto.

      • Sal scrive:

        Quale papa non sapeva ciò che faceva?
        “Papa Borgia che creò cardinale a soli 25 anni Paolo III Farnese per intercessione della sorella Giulia Farnese, diventata a soli 15 anni l’amante del pontefice.”
        I segreti del Vaticano p. 311 – Corrado Augias

    • michele scrive:

      pardon ma chi sarebbero questi molti che non sono d’accordo con il papa ? celentano ? don (?) gallo ? il “corriere della sera” ? “repubblica” ??

  2. Simon de Cyrène scrive:

    Sapere cosa si fà: ma chi lo sà? Non lo sa chi fà il bene e non lo sa chi fà il male.

    E chi fa il bene è solo lo Spirito di Dio: quanod lo compiamo non ne abbiamo nessun merito personale, se non quello di lasciarLo fare. Tutto il merito va a N.S. Gesù Cristo, il Quale sapeva con perfezione quel che faceva: la Volontà del Padre.

    Invece, del male che facciamo, noi ne siamo i soli e pienamente responsabili anche se non sempre sappiamo quel che facciamo, cioè, in realtà, rifiutare che la Volontà del Padre si attui.

    Il Giusto, Colui che sà, è il Solo che può implorare la Misericordia del Padre, a motivo dell’ignoranza dell’ingiusto. Noi, implorando il Padre a favore di chi ci fà del Male Gli ripetiamo nuovamente la richiesta del Giusto, col Soffio del Paraclito che sempre prende la nostra difesa.

    Quanto all’ingiusto, un giorno forse, se lo vuole, lascerà che sia fatta la Volontà del Padre nella sua vita.
    In Pace

    • luciano27 scrive:

      Simon, buona sera ; ecco una considerazione interessante, decidere cos’è il bene e cos’è il male con una formula che valga per tutti gli uomini che Dio crea, e che lui deve conoscere Penso che la maggior parte di beni e dei mali, siano rapportati ad altri uomini, quindi si possano intendere come etica di vita e che si possano concentrare in pochi punti essenziali dell’insegnamento di Cristo, che ritengo validi per tutte le religioni,ma che troppi di quelli che li conoscono li seguono. Non vado oltre perchè mi sembra di essere stato chiaro. saluti

  3. Sal scrive:

    “Gesù..ci comunica la certezza che, per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio»”

    Interessante il ragionamento, e anche condivisibile, ma…. C’è una piccola condizione che non va sottovaluta, per non cadere “fuori dalle mani” occorre stare “dentro” le mani. Come si fa a sapere ? c’è un modo per esserne sicuri ?
    Simon dice : “Gesù Cristo, il Quale sapeva con perfezione quel che faceva” Ma anche tutti gli altri lo sanno ? No, perché aggiunge : “siamo i soli e pienamente responsabili anche se “non” sempre sappiamo quel che facciamo, cioè, in realtà, rifiutare che la Volontà del Padre si attui.”
    Quindi anche Simon è fuori dalle mani… dato che non sa e dice anche :”col Soffio del Paraclito che sempre prende la nostra difesa.” E’ sbagliato sig. Simon il Paraclito NON prende le difese, magari ricorda o insegna, ma non difende nessuno.
    “Ma il soccorritore, lo spirito santo, che il Padre manderà nel mio nome, quello vi insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutte le cose che vi ho detto” ( Gv. 14.26) Si potrebbe dire che Quello diventa l’accusatore, avendo insegnato e ricordato, non il difensore.
    “Decidete perciò nel vostro cuore di non provare in anticipo come fare la vostra difesa”( Lc 21.24)
    E’ sempre il Vangelo ciò che andrebbe insegnato.!

    • Luis scrive:

      Caro Sal, ma che dici?
      Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo è detto il “Paràclito”. Questa parola deriva dal greco παρα κλητος, (paracletos), un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente “chiamato appresso”, cui l’equivalente latino è l’ad-vocatus, cioè “avvocato”, inteso come “difensore” o “soccorritore”, per estensione “consolatore”.

      Un saluto

      • Sal scrive:

        @ Luis
        “Stanno aumentando i preti alcolisti”- secondo il Corriere della Sera del 4 dicembre 1979, che afferma:- “Tra i molti temi trattati nell’ultima assemblea generale dei superiori religiosi che si è tenuta in un istituto vicino a Roma, uno ha particolarmente colpito l’uditorio per la sua singolarità e perché per molti è stata un’autentica scoperta. Il superiore della congregazione dei servi del Santo Paraclito, l’americano padre Joseph McNamara, ha rivelato che tra i sacerdoti e i religiosi si sta diffondendo l’alcolismo in misura sempre maggiore, tanto da destare serie preoccupazioni.
        “Secondo il superiore della congregazione, che ha tra l’altro per scopo istituzionale quello di ‘assistere i sacerdoti nei momenti di pericolo e di bisogno’, il fenomeno è così diffuso da colpire ogni nazione, società e cultura. I danni prodotti sono molto gravi: di ordine economico, sociale, psichico, morale e religioso.
        “Gli effetti del bere, ha osservato ancora padre McNamara, sono logicamente più disastrosi per un sacerdote che per un laico. Inoltre si direbbe che l’abitudine di bere sia negli ecclesiastici talmente radicata che è veramente difficile tentare di neutralizzarla. In alcune province religiose già si stanno attuando piani per curare in ogni modo questi religiosi malati”.

        E’ per questo che serve l’avvocato ? Se li arrestano dopo aver fatto il palloncino ?
        Wikipedia dice : “Il Vangelo di Giovanni presenta più chiaramente rispetto agli altri vangeli lo Spirito Santo come una persona distinta, chiamato «il Consolatore», che Gesù stesso promette ai suoi discepoli (Gv 7,37-39) -Forse serve a consolare dopo che l’avvocato gli ha fatto perdere le causa ?

        • Luis scrive:

          Gioca, Sal, continua a giocare, ma a studiare esegetica niente!

          • Sal scrive:

            L’esegetica è riservata ai cattolici con imprimatur ! Hanno il timbro in fronte. C’è scritto… ( non si può dire)… è un mistero !

            p.s. ha mai riflettuto ? c’è una frase che dice: “non si può cavare il sangue ad una rapa” come me, giustamente le rape non hanno il sangue… ma secondo lei si può cavare il sangue da una pagnotta ? No vero ?

            Come mai allora dice : “Io sono il pane della vita. I vostri antenati mangiarono la manna nel deserto eppure morirono. Questo è il pane che scende dal cielo, affinché chiunque ne mangi e non muoia.” Ma se è un panino come fa a dire di bere il suo sangue ? Il pane non ha sangue vero ?

            E poi…. Che contraddizione ? ha mai visto qualcuno eterno ? eppure dice che “chi magia qual pane vivrà per sempre”, molti della sua parte lo hanno mangiato ma sono morti lo stesso…. Come mai ? Morirà anche lei ? Eppure mi diceva che lo mangia spesso….
            Sarò io che capisco poco.. deve avere ragione lei, sicuramente ! le rape sono sempre rape. Non ci faccia caso.

          • Luis scrive:

            Caro Sal, è inutile che continui a tirare il sasso e a nascondere la mano. Sei stato tanato già molte volte.

            E’ inutile ricordare che ti ho già fatto notare come Gesù faccia esplicito riferimento al pane ed al vino come forme materiali della sua carne e sangue gloriosi.

            Così come è inutile ricordarti che ti dimostrai come l’anima NON muore, ma può dannarsi, come potrebbe essere accaduto a coloro che mangiarono una semplice manna, cosa che, invece, è impossibile a chi si comunica con il corpo ed il sangue del Cristo.

            E già, è proprio inutile ricordarti tutto ciò tanto tu non hai rispetto per la Scrittura e per insistere nei tuoi sbagli sei disposto pure a negare l’evidenza.

            Non mi resta che sperare nella tua buona fede.

            Stammi bene, caro Sal.

  4. mauro scrive:

    “per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio”?

    Erano coloro che si convertivano che non si sarebbero pentiti, ovvero non sarebbero stati strappati dalla mano del buon pastore (Gesu’), così come coloro che risorgevano non avrebbero perso la vita eterna, ovvero non sarebbero stati strappati dalla mano di Dio.

    Poiché la concessione della vita eterna è sottoposta al giudizio di Dio non possiamo mai sapere se saremo nelle Sue mani e la vita terrena, pur portando con sé prove dure, problemi difficile e sofferenza pesante, non ha alcuna attinenza con chi è già risorto, ovvero è già nelle mani salde di Dio.

    • minstrel scrive:

      concessione della vita eterna è sottoposta al giudizio di Dio

      Attenzione a non confondere per ortodossia cattolica concetti errati per la stessa.
      Riporto a tale proposito una risposta perfetta del solito Polymetis:
      “Quanto alla giustizia divina, nel paradigma cattolico attuale non c’è alcuna incompatibilità tra amore divino e giustizia divina, o finanche una condanna all’inferno, in quanto l’escatologia parla della perdizione come di un auto-esclusione del credente dal piano della salvezza offerto da DIo. Sicché DIo non manda all’inferno nessuno, eppure l’inferno non è vuoto, perché è riempito da chi permane nel suo rifiuto dell’accettazione di Dio. Dio cioè non fa altro che rispettare ciò che l’uomo s’è scelto in vita, e se ha deciso di vivere senza Dio sulla terra, vivrà senza Dio anche nella morte. L’inferno infatti non è un luogo, ma uno stato dell’anima, è la condizione di chi è lontano da DIo. è l’eterna privazione da Dio. Il Signore non può associare a sé chi ha scelto di rifiutarlo in vita, perché violerebbe la sua autodeterminazione, quindi Dio ama l’uomo al punto da rispettare il rifiuto che l’uomo gli oppone. Agostino diceva infatti “Chi ha creato te senza di te, non salverà te senza di te”.
      Quanto al fatto che occorra fare delle opere per “meritarsi” l’amore di Dio, come hai messo tu la cosa suona decisamente da eresia pelagiana. La salvezza è gratuita, non può essere meritata, ma solo accettata. Noi facendo buone opere configuriamo la nostra anima a vivere in sintonia con DIo, e ad accettarlo nella nostra vita, ma questo non vuol dire che le opere facciano “meritare” la salvezza. Siamo troppo inferiori a Dio per poter avere delle pretese su di Lui e credere di poter “meritare” qualcosa… Ti esorto a leggere la Dichiarazione Congiunta coi luterani sulla giustificazione per sola fede.
      La giustizia di Dio, è la giustizia che egli ci imputa se abbiamo fede, e dunque il Dio giudice non è colui che ci giudica, ma che ci rende giusti, ci giustifica, per i meriti di Cristo. La giustizia di Dio è cioè la sua misericordia. E si basi che questa non è solo la theologia crucis del teologo di Wittemberg, ma anche l’ortodossia cattolica”

      • Sal scrive:

        Bravo sig. minstrel ! Sta facendo progressi ! Mi congratulo. Effetto delle lezioni ?

      • mauro scrive:

        Non vorrei si riempisse la testa di fantasie.

        Intanto l’inferno come luogo di punizione non esiste ma esistono gli Inferi dove tutti soggiornano fino al giorno del giudizio universale ed è pieno totalmente perchè vi sono anche coloro che presumibilmente risorgeranno.
        L’auto-esclusione riguarda i vivi ma essi vanno sempre negli Inferi e lì vi rimarranno eternamente.
        L’inferno, visto invece come uno stato dell’anima, riguarda esclusivamente i vivi e nella specifica i soli credenti in Dio per il semplice motivo che si rendono conto di aver peccato non avendo seguito un predeterminato comportamento. Chi segue altro non ha nulla a che fare con quell’inferno e nemmeno glielo si può attribuire.
        Se “Dio cioè non fa altro che rispettare ciò che l’uomo s’è scelto in vita” non vedo come possa essere che “Il Signore non può associare a sé chi ha scelto di rifiutarlo in vita” quando la scelta è dell’individuo e Dio la rispetta.

        “Quanto al fatto che occorra fare delle opere per “meritarsi” l’amore di Dio, come hai messo tu “ bisognerebbe sapere chi l’ha scritto.

        Per essere giusti occorre applicare la giustizia e poiché è l’individuo che sceglie, Dio per applicare la propria rende valida e certa quella scelta. E poiché Dio offriva una nuova vita, egli può assegnarla a chi l’ha scelto mentre gli altri rimarranno dove sono sempre stati tutti, negli Inferi.

        Dio non giustifica nessuno in quanto rispetta le scelte dell’individuo, confondere giustizia proveniente dall’alto con giustificazione proveniente da chi sa di avere sbagliato è proprio di chi intende farsi un Dio a propria misura.
        La misericordia non appartiene a chi opera con giustizia e quindi non può appartenere a Dio quando applicherà la propria essendo nel pieno rispetto delle scelte dell’individuo.
        La misericordia di Dio opera esclusivamente con la cancellazione del peccato commesso prima della conversione, l’adorazione di falsi dei. Poi non vi altra misericordia proveniente da Dio.

        • vincenzo da torino scrive:

          @Mauro. Concordo ben poco. E’ vero che ‘inferno è uno stato essenzialmente come sono d’accordo i teologi, ma potrebbe anche essere un luogo. Non lo sappiamo. Gesù ci ha fatto tutti figli di Dio e da a tutti la possibilità di salvezza. Chi in vita per motivi che la sua coscienza retta giudicava giusta non ha accettato la fede o non ha avuto la possibilità di conoscere Dio o Gesù , come dice S.Paolo, è legge a se stesso e pertanto nel giudizio particolare illuminato da Dio potrà accettare Dio o no e saranno le sue opere che lo giustificheranno o condanneranno. Se non fosse così Dio condannerebbe una infinità di persone. . Cadremmo nella predestinazione.Satana era un angelo (non un umano) ora è un demone insegna qualcosa. L’inferno c’è anche per chi non vi crede come condanna poichè tutti saranno giudicati, o meglio, illuminati, da sè riconosceranno la propria condanna e avvversone a Dio.
          La misericordia di Dio è per tutti sempre purchè venga accettata dall’uomo. Lei mi sembra tanto a quei pastori protestanti che si fanno una teologia… fai da te che pensano di essere degli illuminati! Ah Lutero! Quanti errori madornali, pur con le migliori intenzioni!

  5. Ross Gatt scrive:

    Non possiamo mettere in discussione la Parola! Gesù intercede per noi presso il Padre e, come afferma il Santo Padre, offre anche una chiave di lettura della situazione, come per scusare la nostra radicale fragilità, affinché il male sia vinto dal bene, aprendo così la via al recupero. Gesù non è venuto per i sani, ma perché i malati guariscano: QUESTO E’ IL SUO STILE, QUELLO DELLA MISERICORDIA CHE SI CHINA SUL MISERO!! Beati noi se ne assimileremo anche solo una briciola!

    (Oggi celebriamo la memoria di un grande apostolo della Divina Misericordia e direttore spirituale di s.Faustina Kowalska: Beato Michele Sòpocko)

  6. macv scrive:

    se qualcuno ( anche non credente ) vuole riflettere veramente e profondamente sulla condizione umana , le “tre parole di Cristo sulla croce” di cui parla la catechesi del Papa , potrebbero essere tema di meditazioni interessanti.La prima di queste parole è
    “Perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.
    Frase bellissima , credo, anche per uno che non crede in Dio. anche per uno scettico, per un ateo, penso che addebitare la maggior parte delle azioni malvagie all’ignoranza
    e cioè alla non-sapienza , all’insipienza di molti uomini, sia una ipotesi profonda e
    compassionevole della natura umana. La maggior parte della gente , compresi i preti, non è cattiva, è semplicemente stupida, cioè non sa veramente quello che fa. Certo che sentire questa catechesi dal Papa, dopo quello che è successo ( con la fuga di notizie, gli scoop giornalistici, il fango gettato a palate su di lui grazie ai corvi svolazzanTii nel vaticano) è impressionante: un gigante ( della spiritulità) che persdona ai propri nemici così bassi e ignoranti dal punto di vista umano e spirituale.. “non sanno quello che fanno” !!!!

    • bo.mario scrive:

      MACV c’è da chiedersi a chi si riferisse il pope. All’attuale situazione o a tutta la storia della chiesa. Sembrerebbe il deprofundis di un pope non voluto, non accettato ma subito dalle gerarchie vere. Questo pope e il precedente non hanno fatto molto per la religione dei fedeli. Mi piaceva Luciani e pensavo ad una svolta della chiesa, avevo sbagliato in pieno. Un saluto.

      • macv scrive:

        secondo me invece questo pope come lo chiami tu ha fatto MOLTO per la religione dei fedeli. Un papa teologo è stato una manna divina. una persona che sa ragionare e che sa pensare
        non è mai da sottovalutare. preferisco questo papa a qualsiasi altro personaggio molto mediatico e molto popolare dell religione cattolica: a volte l’esser popolari e mediatici non vuol dire essere i migliori. per le persone riflessive, razionali, intelligenti, colte, che siano credenti oppure no,questo papa è molto molto interesssante. cento volte più interessante , almeno secondo me, di un Papa “politico” , abile nel governo o
        star dei media , come il predecessore.

    • john coltrane scrive:

      Assolutamente d’accordo con lei, mr Macv.
      E d’altronde, chiunque non sia accecato dal pregiudizio non può che trovare meravigliose le Parole del CRISTO.
      Il rischio è però proprio questo: che l’io dell’uomo, da DIO creato affinchè possa conoscerLo, può rivoltarsi in sè stesso, in una ridicola e (contemporaneamente) drammatica ipertrofìa.
      Può blaterare il nulla, in altre parole.
      La ringrazio, buona giornata.

  7. vincenzo da torino scrive:

    @Mistrel. Qualche precisazione sul post che mi sembra un pò di interpretazione protestante senza ulteriori chiarimenti che porta alla predestinazine: Dio da la fede ad alcuni e li spinge al bene , poichè tutto il bene viene da dio anche se fatto dall’uomo, questi si salva solo per i meriti di Gesù e non suoi . Gli altri: ciccia! Non è così. Gesù dice: credi e sarai salvo. S.Paolo dice : la fede senza le opere é vana. Quindi fede ed opere sono ambedue egualmente indispensabili alla salvezza. Le opere le fa l’uomo non Dio, il quale al massimo spinge al bene. Quindi si deduce che noi ci salviamo specialmente con le noste opere rispondendo all’impuso al bene che ci viene dalla nostra coscienza e dalla fede per chi crede. Infatti S.Paolo dice ai non credenti che essi sono legge a se stessi ossia devono seguire la loro coscienza che spinge al bene per essere salvi e raggiungere la salvezza che Gesù da anche ad essi. La parabola preziosissiama dei talenti lo chiarisce bene. Noi pecchiamo “in pensieri, opere ed omissioni”. Dante dove mette gli ignavi? . Quello che sarà il nostro rincrescimento se salvi e la condanna per i dannati è proprio i non aver fatto il bene secondo le opportunità e i talenti dati. In definitiva: noi ci salviamo specialmente con le nostre opere , non certo perchè esse bastino per salvarci, ma sono la parte insostituibile che Dio ci chiede per salvarci, convinti pure che siamo salvi principalmente per i meriti di Gesù. E importante sottolineare che saremo solo noi a salvarci. Dio spinge, ma rispetta l’uomo! Quando si comprende cosa vuol dire veramente amare Dio e il prossimo e ci si affida a Dio totalmente la comprensione viene facile e rimane solo la volontà e il piacere di bene operare, cosa non sempre facile!.

    • minstrel scrive:

      Sul sapore protestante posso capirlo visto che tale dottrina si trova pari pari nella dichiarazione congiunta dei cattolici coi luterani e, si sa, per molti è come fumo negli occhi. :)

    • luciano27 scrive:

      caroVincenzo, forse ne abbiamo già discusso tempo addietro.Affermi che Gesù dice*Credi e sarai salvo*,allora è chiaro che io,che non credo, e altre 6 milardi di persone che non credono, saremo dannati. Ma poiché, come dite, tutti siamo creati daDio,o nasciamo per sua volontà , lui che è chiamato Padre e Buono ed è onnisciente, ci da la vita sapendo che ci danneremo: non si può dedurre diversamente anche se non è logico, né credibile. buona notte

      • minstrel scrive:

        La dottrina dell’inferno è correlata alla dottrina della coscienza, ma non è la stessa cosa. Ti consiglio, se ti va di approfondire questa questione, una lezione audio di Ottaviano. Buon ascolto Luciano.

        • luciano27 scrive:

          caro minstrel, ne ho ascoltato solo una parte,ma non ho trovato il nesso con il mio ragionamento,che mi sembra molto chiaro, e che, secondo me,( lo dico molto sovente) non si presta ad interpretazioni;poichè la “lezione”mi se mbra molto lunga cercherò di registrarla,per sentila con comodo. grazie. comunque,e un saluto

          • minstrel scrive:

            Grazie di aver tentato questo approccio Luciano, davvero. La parte che potrebbe interessarla è verso la fine – seconda metà – dove Ottaviano discute la lettera ai Romani di San Paolo e con essa fa discendere il principio della coscienza. Buon ascolto e grazie a lei!

  8. Carlo scrive:

    Caro Luciano27,
    cosa mi fa dire che Dio ci ami così tanto? Ma è il vangelo! Un Dio che ci da la vita e che ci corre incontro per ogni nostro bisogno, fino a dare la vita per noi, cos’è se non un Amore infinito?
    “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Gv 15,13).

    Ma di quali bisogni parla caro Luis? Anche lei si beve le schiocchezze che le hanno detto? Si guardi intorno con onestà intellettuale e con obiettività e mi dica poi se “Dio ci corre incontro per ogni nostro bisogno”!! Ma su quale pianeta vive???

    • Luis scrive:

      Caro Carlo, secondo lei quali sono i nostri REALI bisogni? Star bene per qualche anno o vivere per sempre?

      Un saluto.

    • bo.mario scrive:

      Quello della fantasia Carlo. Un mondo parallelo in cui qualcuno pensa di vivere. Qualcuno pensa di dare lezioni a noi che viviamo nel pianeta vero, senza dubbio qualche bischerata. Ciao.

  9. giovannino scrive:

    Il comportamento di Gesù sulla croce è un modello di perfezione che dobbiamo cercare di imitare con tutte le nostre forze , ma consapevoli che è quasi impossibile centrare l’ obbiettivo . Chi riesce a perdonare di cuore l’ altro che gli sta facendo del male , è figlio di Dio , è nato alla vita ultraterrena , è un eletto , santo , giustificato ecc. . Il perdono è contrario all’ istinto di conservazione , è un comportamento sopra-naturale , un miracolo a tutti gli effetti.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Giovannino. Per riuscire a perdonare occorre fare un percorso spirituale mettendo in gioco se stesso con i propri pensieri ed istinti confrontato con l’amore ed il giudizio di Dio. La logica mi dice che non posso giudicare l’anima di nessuno anche di fronte a torti o misfatti. Inoltre penso che chi fa il male paga. Dovrei io aumentare la sua pena? Invece il perdono da la possibilità all’altro di redimersi poichè egli ha necessità del mio perdono. Vi aggiunga che se io non perdono Dio perchè dovrebbe perdonare le mie colpe anche se non vi è confronto di colpa? Certo è difficile sovente, ma conta il cuore e la volontà di riuscirci. Il perdono da la pace. Quanti lo hanno detto e confessato! Il perdono é un percorso necessario sopratutto per noi. Solo per santi? Non credo da quanto ho sentito. Difficile si quanto opportuno. Non va certamente sbattuto in faccia a chi ha appena subito un grave torto, come non si va a dire brutalmente a chi soffre che è tutta grazia di Dio.

  10. macv scrive:

    Il problema di questo Pontefice è che non ha una Curia alla sua altezza, anzi diciamolo chiaramente, ha dei collaboratori veramente pessimi.
    E’ una persona perbene e piena di buone intenzioni, caduta in un covo di vipere. E’ già tanto se riesce a sopravvivere al veleno delle persone intorno a lui che dovrebbero servirlo e invece lo intralciano. Preghiamo per lui, che non soccomba come pecora circondata dai lupi.Preghiamo per lui- che sofferenza per uno della sua altezza spirituale dover esser pasto degli avvoltoi e dei corvi svolazzanti !!!

  11. mauro scrive:

    Caro Vincenzo da Torino,

    io ho commentato un post di Minstrel che ha riportato un passo di Polymetis, poi ho commentato ciò che ha detto di suo.
    Se lei dovesse mai prendere il CCC92 dovrebbe leggervi che Gesu’ discese negli INFERI per conoscere chi avrebbe accettato Dio e poi risalì dall’INFERNO. Ora dagli INFERI-INFERNO nessuno risorse, benchè avesse accettato Dio, ed allora Inferno risulta essere un’invenzione della mente umana in quanto non può essere un luogo di punizione essendovi anche in attesa di chiamata coloro che dovrebbero risorgere.
    L’evidenza è che lei si confonde con l’episodio della Genna che non ha alcuna attinenza con un presunto quanto impossibile inferno. In tale episodio si affermava, contrariamente al paganesimo che vedeva nella consunzione del corpo ad opera del fuoco il raggiungimento dell’immortalità da parte dell’uomo, che se il fuoco consumava il corpo non vi era piu’ la possibilità di avere un corpo che risorgesse per poter raggiungere l’anima che già era ritornata a Dio quando l’uomo era morto.

    Sia lei che Minstrel parlate di una fantomatica applicazione di una teologia protestante o fai da te ma le devo dire che nel Vangelo c’è scritto già tutto e ciò fu previsto da Dio stesso affinchè l’uomo avesse un solo riferimento sulla terra per le generazioni presenti e future: Gesu’ e quanto disse e mi pare che vi siano dei Vangeli che possano essere liberamente consultati da tutti e dunque cosa servirebbe una teologia da qualunque parte provenga quando già i Vamgeli sono opere teologiche? Non vorrei che lei pensasse che i Vangeli non parlassero di Dio, del Suo Regno e della Vita eterna, sa con i tempi che corrono facile prendere delle cantonate.
    Dovrebbe spiegarmi quante volte vuole la misericordia di Dio in quanto se essa ha operato con la conversione cancellando il peccato precedente e si ha l’obbligo di osservare le Leggi del proprio popolo, non vedrei in alcun modo come possa dare un obbligo e poi fosse anche misericordioso, ovvero abbandonasse la sua giustizia. Se è l’uomo che sceglie il proprio destino (che non è un concetto cristiano ma universale) per quale motivo Dio dovrebbe cambiarlo?
    Con tale presupposto tutti risorgerebbero qualunque cosa facciano sulla terra.

  12. ritaroma scrive:

    MAURO,
    mi dispiace x lei, ma Dio (e Cristo E’ DIO9 può andare dove vuole, o lei lo vuole limitarlo come è, nella nostra natura umana?
    E’ venuto ed ha preso la natura umana x liberarla dal buio in cui stava….oggi sesiamo ancora nel buio è xchè gli uomini ( e meno male non tutti) sono di una cattiveria, di una ferocia, che ha fatto dire a Satana “gli uomini sono peggio di me…mi posso pure riposare”
    non sta scritto in nessuna pagina della Scrittura, ma credo agli esorcismi!
    ——
    Per ritornare al tredh,
    quando Gesù dice” perdona loro che non sanno quello che fanno”, fa riferimento a quei quattro gatti dei soldati romani, delegati a fare un servizio e a portare al patibolo uno che credevano un delinquente……
    Pilato che capiva e non capiva, non riuscendo a spuntarla verso quegli scalmanati giudei, senza volerlo scrivendo nelle tre lingue conosciute nel tempo ” questo è il re dei giudei” gli ha fatto il dispetto più grande del mondo….. xxhè è come se avesse anticipato l’universalità dell’evangelo!
    ——————
    capisco il dolore e la rabbia di Luciano 27,
    il dolore non ce lo toglie nessuno, e nessuno può aiutarci , neppure le più belle parole del mondo…solo la scelta verso Cristo che ha già sofferto anche x noi!
    Io penso sempre al dolore immenso di quella Santa Madre nel vedere la cattiva ostinazione e la ferocia verso quel Figlio e x giunta innocente!
    C’è un quadro, non ricordo di chi,dove si vedono le facce dei flagellatori che esprimono la brutalità e nello stesso tempo il piacere perverso nel fare il più male possibile!
    Nessuno a questo mondo è esentato dal portare una croce, ma pensiamo sempre che la nostra è più pesante di quella degli altri!purtroppo non è così….cambia solo il modo con cui la portiamo!
    speriamo sempre di incontrare in Cireneo che ci aiuti a portarla!

    “Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore
    e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
    E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme:
    le mie e quelle del Signore.

    Ma in alcuni tratti ho visto un sola orma.
    Proprio nei giorni più difficili della mia vita.

    Allora ho detto: “Signore, io ho scelto di vivere con te
    e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.

    Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti difficili?
    E lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo
    e non ti ho abbandonato mai:

    i giorni nei quali c’è soltanto un’orma nella sabbia
    sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”
    (un anonimo brasiliano)

    buona notte e che Dio ci benedica

  13. xagena scrive:

    OT: ci voleva un 32° (o 33° , ma non credo i suoi gradi siano onorifici per il rito scozzese) per far pagare l’ICI alla chiesa!

  14. mauro scrive:

    Cara ritaroma,

    Gesu’ ricevette il logos da Dio e lo fece conoscere agli uomini (“ io (Gesu’) ho dato loro la tua (di Dio) parola:egw dedwka autoiV ton LOGON; Gv 17,14) e in funzione di ciò, volendo porre Gesu’=Dio, questi non avrebbe avuto alcun bisogno di dare il logos a sé stesso essendo già in lui, così come parimenti Gesu’ non avrebbe avuto alcun bisogno di riceverlo da sé stesso. L’evidenza è che non vi è una relazione diretta fra Gesu’ e Dio ma una relazione diretta fra Dio ed il logos ed in funzione di un trasferimento proveniente da Dio fra il logos e Gesu’. Giovanni infatti scrive giustamente che “Dio era il Verbo” (qeoV hn o LOGOV) in Gv 1,1. Dovrebbe chiedersi perchè la traduzione CEI riporta invece “Il Verbo era Dio”, assegnamfo con ciò al Verbo (logos) la figura di Gesu’ anzichè quella di Dio, evitando con ciò di venirmi a dire che Gesu’ è Dio quando non lo è mai stato.

    E’ vero che Gesu’ è venuto per liberare l’uomo dal buio, mandato da Dio però (Gv 3,17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi …. ), ma il buio è la morte che colpisce l’uomo e la luce di Dio è la nuova vita che s lui offre. Non ha alcun rilevanza che l’umanità sia cattiva od altro in quanto accettare la Parola di Dio significa voler oltrepassare la morte che , almeno fino ad ora, colpisce tutti indiscriminatamente.
    Sta facendo la solita confusione, Gesu’ dicendo: “Convertitevi ed otterrete il Regno dei Cieli” non si interessava di sapere quanto cattivo fosse l’uomo, diversamente avrebbe offerto la vita eterna ai soli giusti.
    Mi sembra che lei tenga un atteggiamento alquanto discriminatorio: noi siamo i giusti, voi gli ingiusti ma ciò è contrario non solo al cristianesimo ma anche ad un vivere civile.

  15. Carlo scrive:

    MAURO,
    mi dispiace x lei, ma Dio (e Cristo E’ DIO9 può andare dove vuole, o lei lo vuole limitarlo come è, nella nostra natura umana?
    E’ venuto ed ha preso la natura umana x liberarla dal buio in cui stava….oggi sesiamo ancora nel buio è xchè gli uomini ( e meno male non tutti) sono di una cattiveria, di una ferocia, che ha fatto dire a Satana “gli uomini sono peggio di me…mi posso pure riposare”
    non sta scritto in nessuna pagina della Scrittura, ma credo agli esorcismi!
    ###########
    In pratica Ritaroma afferma che Gesù ha fallito!!! Una creatura (Satana) sarebbe più potente dell’onnipotente Dio!!!
    Ma invece di metter su tutta questa “storia” non era meglio che si affrontavano a viso aperto? (Dio vs Satana per veder chi era il più forte, invece di “giocare” sulla nostra pelle). Poichè Dio era Onnisciente, gia sapeva come sarebbe andata a finire, allora perchè ha creato ugualmente? Un genitore che sa in anticipo che suo figlio avrà una vita di sofferenza lo mette al mondo ugualmente? Io credo proprio di no (e parliamo di sofferenza terrena).

    • Sal scrive:

      @ Carlo
      Mentre sono del tutto d’accordo con lei sull’inutilità delle religioni, come indirizza a mauro, devo aggiungere che non sono del tutto d’accordo con l’argomento a ritaroma perché se dalla frase toglie “l’Onniscente” la questione cambia. E andrebbe tolta.

      “Jehovah [Geova] disse quindi a Mosè: “Ecco, vi farò piovere pane dai cieli; e il popolo deve uscire e raccogliere giorno per giorno ciascuno la sua quantità, affinché io lo metta alla prova per vedere se camminerà nella mia legge o no ( Esodo 16.4)

      “Ora, dopo queste cose, avvenne che il [vero] Dio mise Abraamo alla prova.” ( Gen 22.1)

      “Mosè disse dunque al popolo: “Non temete, poiché il [vero] Dio è venuto allo scopo di mettervi alla prova, e perché il timore di lui duri davanti alle vostre facce affinché non pecchiate”. (Esodo 20.20)

      A me pare che la faccenda dell’Onniscenza sia un po’ un’invenzione dato che è contraddittorio con le Scritture. Condivide ?

  16. Carlo scrive:

    @MAURO: La verità è che nonostante Gesù,Buddha,Allah,Maometto,ecc ecc l’uomo è sempre nella solita situazione, prova evidente che le religioni sono fantasie inventate dagli uomini!!!

    Che cosa migliora (almeno in parte) la nostra situazione su questa terra? La ricerca medico scientifica. Per cui invece di stanziare soldi per delle fantasie, si dirottino fondi alla ricerca!!!

    • minstrel scrive:

      Come vede anche lei punta a predicare la sua fede e per la sua fede. :)

      • Carlo scrive:

        La mia non è una fede, ma qualcosa di concreto. Bando alle favole

      • Sal scrive:

        E di cos’altro dovrebbe parlare ? Di ciò che non crede e non condivide o di ciò che qualcun altro vorrebbe che fosse ?
        La Ragionevolezza parla di cose concrete, l’illusionista parla di illusioni. A ognuno il suo.

        • minstrel scrive:

          E infatti io ho detto: vede che parla di quel che crede come noi?
          E’ Carlo che pensa che la scienza sia L’Assoluto con un atto di fideismo, appunto, assoluto.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Non condivido stavolta caro Ministrel, ;-)
            Carlo non “crede” nel senso che lo intendiamo noi: il nostro credere proviene dalla nostra fede, atto eminentemente ragionevole.

            Il nostro amico Carlo “crede” nella Scienza senza sapere perchè e senza sapere cosa sia nè come si costruisce nè quale ne siano i limiti: la sua è una “credenza” che va piuttosto assimilata a certe forme di superstizione e che con la “fede” non ha nulla o ben poco da compartire.
            In Pace

          • minstrel scrive:

            Le do ragione: sono stato superficiale, ma di fronte a certi (s)ragionamenti non si sa mai come partire per approfondire, senza rendersi incomprensibili.

  17. mauro scrive:

    Caro Carlo,

    la presenza di un essere che non può essere sconfitto da Dio, e mi riferisco a Satana od in qualunque altro modo lo si voglia chiamare, fa assurgere questi ad essere uguale a Dio. Infatti Lucifero, altro nome di Satana, è colui che “porta luce” come Dio. Altra cosa sono i demoni, esseri che non hanno trovato la pace dopo la morte, così come racconta il Vangelo, che chiedono di poterla raggiungere ed a ciò provvede Gesu’ stesso.
    Né diavoli, genericamente, né demoni sono contrari a Dio ma chi volle sfruttare il cristianesimo per assoggettare al proprio potere gli altri(potere temporale), a cui vietò di conoscere le scritture affinchè non scoprisse la verità, li fecero diventare entrambi calunniatori di Dio ed ad essi associarono gli Inferi trasformandoli in Inferno, un luogo di punizione, affinchè cedessero al loro potere e per completare l’opera associarono il fuoco della Geenna come tormento dell’anima, assegnato da Dio a chi si ribellava.
    Un pura follia intellettuale/sclerotica di chi vuole negare che l’anima non ritorni a Dio dopo la morte e che il fuoco della Geenna, consumando il corpo, non permetteva a questo unicamente di risorgere.
    Si sono costruiti in duemila anni un mare di menzogne sfruttando anche il passaggio del brano relativo alla tentazione subita da Gesu’ ad opera del diavolo nel deserto mostrando che il diavolo fu sconfitto da Gesu’. Ma se Dio non lo sconfigge, potrà sconfiggerlo Gesu’?
    Quel brano della tentazione nel deserto mostra che non ci ciba solo di pane ma anche della Parola di Dio, che se ci si fida Dio si ottiene quella vita promessa (rappresentata dagli angeli che sorreggono l’uomo evitando che muoia eternamente), che solo quella vita eterna promessa all’uomo appartiene a Dio (rappresentata dal praticare il Suo culto).

    Da una storia ne è stata inventata un’altra per proprio uso e consumo ma non è nemmeno attendibile. Il Vangelo si propone come momento di speranza e di gioia per l’uomo e non vedo come un diavolo, un demone, un inferno, tutti di stampo cattolico in quanto peggiorativo per l’uomo, possano appartenervi.

  18. Sal scrive:

    Dice il papa: “«Gesù ..ci comunica la certezza che, per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio».”

    Mi pare che ci sia una dimenticanza in questo concetto, ( volutamente ?) ma la promessa del Dio, registrata nella Scrittura dice : “ Tuttavia, se non mi ascolterete né metterete in pratica tutti questi comandamenti, e se rigetterete i miei statuti, e se le vostre anime aborriranno le mie decisioni giudiziarie in modo da non mettere in pratica tutti i miei comandamenti,… allora io, da parte mia, vi farò quanto segue, e per punizione recherò certamente su di voi turbamento con tubercolosi e febbre ardente, facendo venire meno gli occhi e consumando l’anima. E semplicemente seminerete il vostro seme per nulla, giacché lo mangeranno certamente i vostri nemici. E in effetti porrò la mia faccia contro di voi, e sarete certamente sconfitti davanti ai vostri nemici; e quelli che vi odiano proprio vi calpesteranno, e realmente fuggirete quando nessuno vi inseguirà” ( Lev. 26.14-17)

    Anche Gesù rimene su questa linea di ragionamento ponendo una condizione: Se rimanete nella mia parola, siete realmente miei discepoli,”(Gv. 8.31) e ribadisce : “ Producete dunque frutto degno di pentimento; e non presumete di dire a voi stessi: ‘Per padre abbiamo Abraamo’. Poiché vi dico che Dio può suscitare figli ad Abraamo da queste pietre. Già la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero, dunque, che non produce frutto eccellente sarà tagliato e gettato nel fuoco.” ( Mt. 3.8-10)

    Strano modo, dunque quello di far confidare nell’irrealtà senza proporre nessuno sforzo.

    • bo.mario scrive:

      SAL un dio peggio di Giove? che intreccio tra mitologia e religione, cui qualcuno ci crede. Le scritture che citi spesso danno indicazioni e non obbligano ad avere un capo, dei sottocapi e la truppa. La gerarchia amministra, cosa? Ciao.

  19. Pippo scrive:

    Mi son posto questa domanda:
    “Perchè mai un crocifisso che sta morendo asfissiato , fiaccato nel corpo e piagato nello spirito, si sforza per utilizzare i suoi ultimi deboli fiati per pronunciare parole?”
    Non trovo nessuna logica risposta se non quella che egli stia compiendo la sua importante rivelazione, sintetizzando come in un indice tutto ciò che è e sarà veramente “cruciale” all’esito della sua missione.
    Sette, come i sacramenti, sono i capitoli di questo indice e noi non possiamo dirci cristiani se ci attardiamo a non comprenderli e non viverli.
    Continui ad aiutarci il Santo Padre dall’alto della sua scienza.

  20. Ross Gatt scrive:

    Mi sento di fare una precisazione, pur non essendo una teologa: gli inferi e l’inferno, sono due cose differenti. Gli inferi sono lo sheol, luogo di vita umbratile dal quale, buoni e cattivi, sono stati salvati da Cristo disceso agli inferi dopo la morte e prima della Risurrezione. Mi piacerebbe sentire la spiegazione di un teologo! L’inferno è, invece, lo stato di rifiuto volontario di Dio da parte dell’uomo pienamente consapevole di ciò che sceglie. @Carlo: Il nostro Dio, Padre misericordioso, è in cerca di malati da guarire; di anime lacerate dalle ferite della vita, da sanare col balsamo del Suo amore. Parlo per esperienza personale: per troppi anni sono stata scettica riguardo all’amore di Dio… poi Lui, finalmente mi ha vinta! Dio non è un grande filantropo che sta dalla parte del povero, ma si è fatto povero come noi, accogliendo l’umiliazione, la derisione, la lacerazione del suo corpo e l’abbandono anche dal parte del Padre sulla croce, perché si compisse l’opera della salvezza . “Per accedere alla ricchezza della sapienza divina, la porta è la croce” (s. Giovanni della Croce). Buona giornata nella pace di Gesù a tutti!!!

    • Sal scrive:

      @ Ross Gatt
      “Mi piacerebbe sentire la spiegazione di un teologo!” – Non sono un teologo… ma inferi e inferno sono la stessa cosa, la parola traduce l’ebraico sheʼòhl il greco hàides.il latino inferus
      Wikipedia qui la spiegazione di inferus
      In tutte le lingue queste parole indicano la “tomba” dove tutti vanno e dove andò anche Gesù dopo morto.
      Un’altra parola che viene confusa con l’inferno è “Geenna” che fa riferimento alla valle di Innom dove venivano gettati i rifiuti. La scritture indica che dall’inferno si esce, mediante la risurrezione, mentre dalla geenna non si esce.
      Può consultare Wikipedia qui la spiegazione circa la dottrina cattolica.
      Se preferisce la traduzione dei termini:
      Qui il significato di “heides” dal vocabolario di laparola.net

  21. mauro scrive:

    Cara ritaroma,

    come farebbe Gesu’ a riferirsi a quei quattro gatti di romani che sono delegati al servizio di portarlo al Golgota con “perdona loro che non sanno quello che fanno”?
    Pilato voleva liberare Gesu’ perchè non trovava che fosse contro il potere di Roma ma l’apparato religioso si oppose e Pilato non aveva alcuna Legge romana per rendere nullo il potere religioso.
    Pilato fu costretto perciò a decidere per il meglio, ovvero offrire una possibilità a Gesu’ che il suo potere gli consentiva una sola volta all’anno e che coincideva in tale periodo dell’anno: sottoporre Gesu’ alla scelta del popolo (che è sovrano) assieme a un tal Barabba a cui si attruiva un delitto ma non era stato ancora accertato.
    Il popolo, sobillato dai sacerdoti, scelse di liberare Barabba.

    Conclusione: non erano quei quattro gatti di soldati romani ma il potere religioso a cui Gesu’ si rivolgeva con “ perdona loro che non sanno quello che fanno”.

    Proprio non le dice nulla che fosse contro il potere dei sacerdoti sulla terra? Chissà che non le venga in mente che Gesu’ fu dichiarato da Dio unico sacerdote per l’umanità intera, anche se dispero che finalmente capisca.

  22. Sal scrive:

    @ Luis
    “ti ho già fatto notare come Gesù faccia esplicito riferimento al pane ed al vino come forme materiali della sua carne e sangue gloriosi.”

    Miracolo sig. Luis, allora anche lei conferma il simbolismo. Quindi il pane e il vino sono solo un simbolismo…Alleluiah ci è arrivato anche lei alla fine. Meno male.
    Poi però aggiunge: “come è inutile ricordarti che ti dimostrai come l’anima NON muore, L’anima non muore ? perché vuole continuare a negare perfino ciò che è scritto ? Sig. Luis, immagino che sa leggere….

    Ezechiele 18:4
    Nuova Diodati: “Ecco, tutte le anime* sono mie; tanto l’anima del padre come l’anima del figlio sono mie. L’anima che pecca morirà.”
    Riveduta:</b< ”Ecco, tutte le anime* sono mie; è mia tanto l’anima del padre quanto quella del figliuolo; l’anima che pecca sarà quella che morrà.”
    Nuovo Mondo : “Ecco, tutte le anime* appartengono a me. Come l’anima del padre così l’anima del figlio appartengono a me. L’anima che pecca, essa stessa morirà.” – Può controllare su laparola.net

    Pur di insistere è disposto pure a negare l’evidenza ? Si ravveda non può negare anche la Scrittura !
    *Le anime “Le anime”: ebr. hannefashòhth; gr. psychài; lat. animae.

    Nel VT la parola ebraica “nèfesh” ricorre 754 volte, la prima delle quali in Ge 1:20
    Nel NT la parola” psychè” ricorre da sola 102 volte, la prima delle quali in Mt 2:20.
    E sia in greco che in ebraico si riferisce : alla vita degli animali, all’uomo e alla vita dell’uomo. Vede ? Dizionario biblico :laparola.net
    yuc» (psuchê)

    da yÚcomai
    TDNT – 9: 608,1342
    Numero Strong: G5590
    sostantivo femminile

    1) fiato
    1a) il fiato della vita
    1a1) la forza vitale che anima il corpo e si mostra nella respirazione
    1a1a) di animali
    1a12) di uomini
    1b) vita
    1c) quello in cui c’è la vita
    1c1) un essere vivente, un’anima vivente
    2) l’anima
    2a) la sede dei sentimenti, desideri, affezioni, avversioni (quello che noi chiamiamo il cuore, l’anima eccetera)
    2b) l’anima (umana) in quanto è costituita affinché con l’uso giusto degli aiuti offerti da Dio possa giungere al suo fine più alto ed ottenere la beatitudine sicura ed eterna, l’anima come un essere morale creato per la vita eterna
    2c) l’anima come essenza che la differisce dal corpo e non è dissolta dalla morte (distinta da altre parti del corpo)

    Giobbe 33:22
    Nuova Diodati : “così la sua anima si avvicina alla fossa e la sua vita a quelli che danno la morte.”
    Riveduta:! l’anima sua si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che danno la morte.”
    Come fa l’anima ad avvicinarsi alla fossa ?

    Salmi 78:50
    Nuova Riveduta: ”Diede sfogo alla sua ira; non preservò dalla morte la loro anima, ma abbandonò la loro vita alla peste.”
    Riveduta: “Dette libero corso alla sua ira; non preservò dalla morte la loro anima, ma abbandonò la loro vita alla pestilenza.”
    Diodati: “Ed aveva appianato il sentiero alla sua ira, E non aveva scampata l’anima loro dalla morte, Ed aveva dato il lor bestiame alla mortalità.”

    Si ravveda sig. Luis La scrittura la contraddice. Non può negare l’evidenza.

    • Sal scrive:

      @ Luis
      ma sig. Luis, perdoni l’impertinenza, ma lei è mica un apostata ? o un eretico ?

      • Simon de Cyrène scrive:

        In un certo qualmodo, ammiro la pervicacia un po’ tonta di Sal: continua a commentare di testa sua, anche senza nè capo nè coda, testi di cui non può nè comprovarne l’origine, nè dimostrarne il valore, nè l’autorevolezza, nè la qualità della traduzione, nè il senso, senza, ovviamente, riferirsi implicitamente alla vera ed unica Chiesa di Cristo che li ha riconsociuti validi nel seno del proprio Dpeositum Fidei durante tanti Sacro Santi Concili Ecumenici lungo tanti secoli.
        Bah.
        Ammiro ancora di più Luis che continua a cercar di ragionare con certi perditempo.
        In Pace

        • Sal scrive:

          @ Simon
          Grato di essere ammirato da Simon. Mi fa piacere, almeno lei mi rivaluta, mica il sig. anniballo che continua imperterrito nei suoi convincimenti, vero ? In ogni caso lui ha più fede di me che continuo imperterrito a riferirmi a un libro sconosciuto di cui non si consoce l’origine ma che il papa definisce sacro e tiene sull’altare proprio a rimarcare la sacralità anche quando lo innalza con la copertina tutta d’oro. Strano che non se ne si ancora accorto Simon. Basto io ad essere un po’ tonto, in due saremmo troppi.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ma, Caro Sal: il Papa e i cattolici romani lo sanno perchè quei libri sono sacri ed ispirati: perchè la Chiesa ce lo ha certificato e rato ininterottamente lungo i secoli, di generazione in generazione, colla successsione apostolica.

            Lei invece si deve appoggiare (implicitamente e inofficialmente) su detta successione apostolica per affermare il valore di questi Libri menter al tempo stesso la vuol combattere: schizofrenia intellettuale.
            In Pace

          • Simon de Cyrène scrive:

            Quanto, aic onvincimenti del gentile Anniballo, caro Sal, essi non hanno nessuna base ragionevole: sono solo una successione di credenze.
            Ma come tutte le credenze, esse sono spesso settarie perchè non riescono a correlare con il reale e a fargli ragionevolmente faccia.
            In Pace

        • Luis scrive:

          Ti ringrazio, Simon, della tua considerazione nei miei confronti, ma ogni tanto a Sal è bene rinfrescare la memoria.

          Un caro saluto, in pace.

    • Luis scrive:

      Furbetto Sal,
      leggi bene quello che scrivo:

      “ti ho già fatto notare come Gesù faccia esplicito riferimento al pane ed al vino come forme materiali della sua carne e sangue gloriosi.”

      Non ho detto che il pane ed il vino siano dei simboli, ma la FORMA MATERIALE con cui vediamo il corpo ed il sangue gloriosi del Cristo. Pane e vino pur restando nella loro forma originaria si trasformano nella sostanza del corpo e del sangue gloriosi di Cristo. Vediamo pane e vino, percepiamo il loro sapore, ma la loro intima sostanza è corpo e sangue. Quindi nessun simbolo, ma la reale presenza della sostanza del corpo e del sangue.

      E poi, caro Sal, come fai ad essere così sprovveduto? Ma almeno leggi quello che posti. Mi scrivi:

      “Nel VT la parola ebraica “nèfesh” ricorre 754 volte, la prima delle quali in Ge 1:20, nel NT la parola” psychè” ricorre da sola 102 volte, la prima delle quali in Mt 2:20. E sia in greco che in ebraico si riferisce : alla vita degli animali, all’uomo e alla vita dell’uomo. Vede ? Dizionario biblico :laparola.net
      yuc» (psuchê)”

      Ed io non ho niente da obiettare, è proprio così. Infatti nel testo ebraico di Ezechiele 18, 4.20 non vi è anima, ma “nefesh”. La traduzione esatta e fedele è la seguente: “Morirà la persona che pecca”. Come vedi qui non centra la morte dell’anima, ma quella della persona. D’altronde Ezechiele credeva nello Sceol, ossia nella sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte. (Ez 32, 17-32)

      Stesso discorso per Giobbe 33, 21-22 dove troviamo “nefesh” addirittura come pronome:

      “la carne gli si consuma e sparisce,
      mentre le ossa, prima invisibili,
      gli escon fuori;
      EGLI (nefesh) si avvicina alla fossa,
      e la sua vita a quelli che infliggono la morte” (Nuova Riveduta).

      E’ chiaro che il senso del contesto riguarda il corpo dell’uomo, carne ed ossa, non l’anima.

      Lo stesso deve dirsi per il Salmo 78 dove “nefesh” indica sempre la persona che muore, non l’anima.

      Che tali traduzioni siano giuste lo conferma il fatto che la Bibbia insegna chiaramente che esiste una vita dopo la morte e che l’anima di chi muore sopravvive. Alcuni esempi:

      “I morti vanno in pace presso i loro padri” (Genesi 15,15);
      “sono riuniti ai loro antenati” (Genesi 25, 8-9; 35,29; 49,33);
      Di Abramo è detto: “Spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi padri” (Genesi 25, 8-9);

      “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Luca 23,43).

      “Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno (…) Sono stretto in questa alternativa: ho il desiderio d’andarmene per essere con Cristo, che è cosa di gran lunga migliore; ma il rimanere nella carne è più necessario a riguardo di voi” (Fil 1,21-24);

      “Preferiamo piuttosto sloggiare da questo corpo per andare nella patria, presso il Signore” (2 Cor 5,8).

      In questi passi Paolo insegna che c’è la vita dopo la morte.

      “Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della Parola” (Ap 6, 9)

      Ecc…

      Spero tu capisca, mio caro Sal, quante stupidaggini ti abbiano raccontato.

      Stammi bene

      • Sal scrive:

        @ Luis
        Ahhh siii ? Che meraviglia. Come sei sapiente sig. Luis, E’ stupefacente tutta questa conoscenza. Sono impressionato, ma poichè ignorante come una capra non capisco. Se “i morti vanno presso il loro padri e si riuniscono con i loro antenati” come fa a sapere che sono in paradiso ? Sarebbe lo stesso anche sotto terra, nella tomba in attesa della risurrezione, o no ? Lazzaro docet o non risorse ?

        E poi, come avrebbe potuto andare “oggi” in paradiso il ladrone con Gesù se Gesù ci andò dopo 40 giorni ? Forse si è sbagliato ? Vede come sono pignolo, mi impiglio su certi aspetti che confondono …

        Quando lei dice “Paolo insegna che c’è vita dopo la morte” fa un altro “piccolo” errore, perché Paolo non parla di morire, ma di andare a vivere in un altro luogo. Legga bene, non si parla di morte:

        “Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. “ ( 1 Tess. 4.16 – CEI)

        Forse io leggo con troppa attenzione, ma rifletta dice, “noi vivi” non dice noi morti, quindi si può vivere con il Signore anche senza morire no ?. Sig. Luis, gli occhiali altrimenti davvero fa la figura dell’apostata eretico. Io voglio solo aiutarla….non sia caparbio….

        • bo.mario scrive:

          Forse SAL i cattolici attuali non hanno ben capito cosa vanno dicendo. Uno ci presenta un esimio che parla per otto ore e penso che alla fine non ci abbia capito nemmeno lui cosa ha detto, punto di riferimento? Le scritture che citi sono ornamentali e servono solo a dire che ci sono. Sono autoapostati? però!, sarebbe curioso. Ciao.

          • Sal scrive:

            Beh certo che si, si sono inventati le cose più fantastiche perchè colpivano i “poveri di spirito” e li sottomettevano all’illusione della felicità eterna proprio giocando sul fatto che più le cose erano complicate e fantastiche e meno quelli capivano.
            Domanda di questa sera di Gerry Scotti: “in quale paese è più alto il volontariato ? Italia Germania Svezia. ? ( Pensa i concorrenti si sono giocati tutto sull’italian e hanno perso) l’Italia è al 15° posto. La risposta giusta era la Svezia.
            Lì i cattolici son pochi e c’è il più alto tasso di volontariato ? Mistero ? No è inversamente proporzionale. Però da noi si dice tutta un’altra storia. Vedi che a giocare come la raccontano si perde ?

            “La legge che sancisce la libertà di culto risale al 1951, dal 1593 fino al 2000 la chiesa di stato è stata quella evangelico-luterana alla quale ancora oggi aderisce la maggioranza della popolazione (72,9%). Il 18,5% si dichiara ateo o agnostico. Vi sono minoranze di protestanti evangelici quali battisti, pentecostali ecc. (2%) e una crescente minoranza musulmana (4%)

            I cattolici sono una minoranza; secondo statistiche diocesane l’1,6% della popolazione svedese è parte della Chiesa cattolica.” Wikipedia.

          • minstrel scrive:

            Mario, il suo fideismo assoluto generalizza in modo talmente imbarazzante da farmi sorridere.
            Grazie, serve sempre.

        • Luis scrive:

          C’era d’aspettarselo, caro Sal, non puoi far altro che arrampicarti sugli specchi.

          Ma tutti devono capire a quali penosi sotterfugi fai ricorso. Dici:

          “Se “i morti vanno presso il loro padri e si riuniscono con i loro antenati” come fa a sapere che sono in paradiso?

          E chi parla di Paradiso? Qui la Scrittura lascia chiaramente intendere che l’anima NON muore dopo la morte fisica del corpo, a prescindere da dove vada a finire.

          La resurrezione di Lazzaro fu un ritorno alla vita fisica terrena, non nella vita eterna. Infatti Lazzaro, come tutti i resuscitati da Gesù, dovranno morire una seconda volta.

          Mio caro Sal, come sei ingenuo, secondo te nel Paradiso scorre il tempo? In Lc 23, 43 quell’oggi è l’oggi di Dio, cioè l’eternità. Per il Cristo risorto non c’è più il tempo, c’è l’eternità. Sono stati gli apostoli che percepirono le Sue apparizioni come settimanali, per 40 giorni (ovviamente trattasi di un numero simbolico).
          Ma il senso del mio citare questo versetto è dimostrarti che NON si muore dopo la fine della vita fisica.

          Paolo non parla di morire? Leggi bene:

          “Per me infatti il vivere è Cristo e il MORIRE un guadagno”

          Che guadagno può esserci se morendo non esistiamo più?

          Il tuo ricorso a 1 Tes 4, 16 è del tutto fuorviante, infatti in questo passo è descritta la Parusia, cioè la seconda venuta del Cristo, la fine del mondo, il giudizio universale, dove i vivi sarebbero i superstititi, cioè coloro che tale momento ha trovato vivi.

          Quanto poco conosci la Scrittura, caro Sal.

          Un saluto, in pace.

      • Sal scrive:

        Vedo che non ha capito, è una sua facoltà, ma si rilegga il mio post in Sal scrive: 16 febbraio 2012 alle 12:44 , con attenzione però, riflettendo sul significato di “anima”o vita. Non si dimostri così incapace sig. Luis, lo dico per il suo vantaggio, penseranno che oltre ad esser eretico è anche “di collo duro” e di “cervice dura” – “perché tutti quelli della casa d’Israele sono di testa dura e di cuore duro. “ ( Ezechiele 3.7) Per questo furono spazzati via. Lo sapeva ?

  23. simone scrive:

    Dovendo pregare per quelli che ci fanno torti, oggi ho pregato per lei per il torto fatto alla verità scrivendo (come purtroppo quasi tutti i suoi colleghi, ma quelli lo fanno per via di Babilonia – come aveva scritto Accattoli sul Regno alcuni anni orsono) : L’emendamento Monti, che abroga l’esenzione fino ad oggi prevista per gli immobili dove l’attività non commerciale era prevalente ma non esclusiva (e dunque risultava esente anche la parte dove si svolgeva attività commerciale),
    Se lei avesse letto la circolare del Dipartimento delle finanze del 26 gennaio 2009 (la trova in rete) non avrebbe scritto il contrario di quanto prevede la legge (nella interpretazione della locuzione – non esclusivamente commerciale). Che cioé se un albergo ha al suo interno una cappella pagherà l’ICI tutto l’albergo compresa la cappella (che come luogo di culto sarebbe esente) e non il contrario che cioé l’albergo non paga l’ICI perché vi é una cappella al suo interno.
    L’ememdamento Monti consentirà l’esenzione della sola cappella all’interno dell’albergo (attualmente non possibile).
    Faccia uno sforzo : legga la circolare del Dipartimento delle Finanze (come ha fatto il direttore di Avvenire che sa quello che scrive) e poi ne scriva anche Lei e bene,
    Grazie e cordiali saluti
    simone

  24. Carlo scrive:

    @Symon De Cirène: Mi attribuisci pensieri che non mi appartengono. Io non ho “fede” nella scienza per come la intendi tu. Sono ben consapevole che la scienza è “limitata” ma è la sola “arma” che abbiamo per cercare di vivere meglio. Il resto sono solo illusioni!!

    @Ross Gatt: Le sue sono parole senza alcuna utilità pratica. Nel mondo ci sono milioni di persone malate, milioni di persone con qualche handicap ecc ecc. Dove sta Dio? Perchè non guarisce se veramente come dice “è in cerca di malati da guarire”? E’ ovvio che la realtà è ben diversa da quello che le religioni ci raccontano. Una persona malata ha bisogno di un medico che la guarisca non di un medico che si “ammala” della stessa malattia (così invece di 1 malato avremo 2 malati).
    E’ propio questo il discorso che facevo prima sull’inutilità pratica della religione (ma Symon de Cirène fa finta di non capire!!!). Qualcuno ha detto che si tratta semplicemnete di oppio dei popoli

    • Simon de Cyrène scrive:

      “Il resto sono solo illusioni!!” Ecco una bel esempio di affermazione di un credenza irrazionale ben ancorata, caro Carlo, eprchè lei ci deve ancora spiegare con quali mezzi ce lo può dimostrare. In effetti, lo potrebeb fare col discorso scientifico, solo tali “illusioni” fossero oggetti legittimi della conoscenza scientifica, in certi casi sì, in altri no, quindi tutto da dimostare.

      E, anche, è tutta da dimostrare la sua ipotesi e (falsa) credenza implicita al suo discorso che la consocenza universale si limita al solo sapere scientifico: anzi è dimostrato che non è vero.

      “[La scienza] è la sola “arma” che abbiamo per cercare di vivere meglio”: ecco un’altra affermazione apodittica indimostrabile. In effetti, questa sua opinione, rimane solo sua opinione e va contro l’esperienza diretta e personale di tanti altri. Non ne può fare una affermazione generale e universale: farlo rileva della “credenza” e in effetti è irrazionale.
      In Pace

    • Ross Gatt scrive:

      @Carlo.
      Bellissima la sua immagine: “un medico che si ammala della stessa malattia”. Penso sia la più bella icona di Dio!!! Davvero il Dio di Gesù Cristo ha scelto di fare questo per noi!
      Ha assunto le nostre infermità (fisiche e morali) per redimerle, salvarle.
      Lei, a ragione, obietta: Ma perché, nella concretezza non è efficace questa guarigione? Perché il male dilaga?
      Non stiamo trattando solo di malattie fisiche, bensì anche di quelle dell’anima (anima=psiché) e spirituali; parliamo di terremoti e disastri ambientali, strutture del male per irretire nel vizio, guerre, crudeltà e chi più ne ha, più ne metta. E’ la nostra tara ereditaria, quella del peccato originale…
      Ma, Dio ricco di misericordia, non ci ha abbandonati al nostro peccato, perché non solo ci ha creati a Sua immagine e somiglianza, ma ci ha voluto rendere figli nel Figlio Suo, Gesù Cristo. Egli è il vero Medico, perché in virtù della Suo farsi uomo, del Suo accettare il tradimento, la flagellazione e l’abbandono, di essere inchiodato ad una croce come un malfattore, ha conosciuto a fondo la nostra “malattia”, per poterla guarire con la potenza del perdono (Padre perdonali perché non sanno quello che fanno) e dell’AMORE. Ha portato una guarigione “potenziale”, per tutti quelli che l’accolgono… Non è finita qui: ci ha lasciato il Suo Spirito, aiuto indispensabile ai credenti, che ci porta a riconoscere la ” vera medicina”, il Suo Corpo e il Suo Sangue che in ogni momento, in tutti gli altari del mondo, continua a donarsi, a rendersi presente il Suo sacrificio per la nostra “salvezza=salute “. La parola chiave dunque è: ABBANDONARSI a queste verità di fede, perché Cristo possa compiere il miracolo in noi e nel mondo intero. Non è cosa automatica, ma è una sfida… sfida a questo mondo che vuole tutto e subito senza faticare. La grazia di Gesù, morto e risorto sia con lei +++

      • minstrel scrive:

        I concetti creano idoli, solo lo stupore conosce.
        San Gregorio Nissa

        Quanta verità in questa frase difficile da concepire, difficilissima da seguire.

        • bo.mario scrive:

          Minstrel non ho potuto continuare la discussione precedente perchè non avevo replica. Se spieghi cosa intendevi possiamo anche discutere. Se butti delle frasi lì che non hanno ne capo ne coda devo dare ragione, come sempre, a SAL, non sapete cosa dire. Siete autoapostati e non ve ne accorgete? siete quelli della religione fai da te? Volete anche dare istruzione alla nazione Italia? uno scherzo o una bischerata? Un saluto.

          • minstrel scrive:

            Credere, anche per scherzo che in casi come questi non è mai in buonafede, che Berzi non capisca quello che spiega significa semplicemente non aver ascoltato un minuto di quelle otto ore ed è per questo che mi permetto di dire che lei ha un FIDEISMO (=fiducia cieca) nei confronti della sua GENERALIZZAZIONE che la acceca.
            Spero di essere stato più chiaro ora.

  25. Sal scrive:

    @Simon de Cyrene
    “quei libri sono sacri ed ispirati: perchè la Chiesa ce lo ha certificato e rato ininterottamente lungo i secoli, di generazione in generazione, colla successsione apostolica.”
    Ed ha ragione ancora una volta Simon solo che non mi spiego perchè li hanno bruciati appendendoli al collo di chi li possedeva. Mi sembra tanto una contraddizione oltre che uno sgarbo gratuito alle povere vittime. Ma non ci faccia caso, io non ci capisco di questi interessi sacri. Ve a finire che alla fine si tratta di povertò ricca o di ricchezza povera. Scelga lei.
    A proposito ha notato ? Hanno deciso di pagare l’Ici o Imu, pensi che se non avessero fatto l’accordo ieri/oggi, avrebbero dovuto sottostare alla multa dell EU che li avrebbe condannati a pagare dal 2005. Così almeno risparmiano 7 anni. A visto che ad essere generosi si guadagna ?

    • Simon de Cyrène scrive:

      Il problema forse era quello ed è sempre quello, anche nel Suo caso, gentile Sal: c’è gentecome che crede “possedere” le Sacre Scritture e così fan dir Loro quel che vogliono. Ma le Sacre Scritture nessuno Le possiede e solo lo Spirito Santo nella Sua Chiesa può annunciarLe e spiegarLe (cf. 2P).

      Quanto all’Ici , non essendo italiano, Le dirò che questa materia essendo dell’ordine del circostanziale il più assoluta non me ne importa un bel niente.
      In Pace

      • mauro scrive:

        Che strana cosa, lo spirito santo può annunciare e spiegare le scritture solo nella Chiesa.

        Vorrà dire che se qualcuno leggendo il Vangelo ne fosse convinto e volesse aderire prenderebbe una solenne cantonata in quanto lo Spirito Santo si è ben guardato dall’annunciare e spiegare le Sacre Scritture.

        Verrebbe da dire anche che questo individuo, aderendo, era persona intelligente mentre i cattolici hanno bisogno che si spieghi loro le scritture, non direttamente per oper dello Spirito Santo, ma tramite altri che hanno ricevuto la spiegazione dallo Spirito Santo.

        Sconcertante, lo Spirito Santo agisce solo sulla Chiesa perchè i credenti i Dio non hanno la capacità di capire.

        Così come ha scritto, Caro Simon, è riuscito nel suo intento: discriminare anche l’intervento dello Spirito Santo non bastandole discriminare gli uomini ma ha commesso un errore: ha dato dell’intelligente a chi comprende le scritture in maniera autonoma.

        • minstrel scrive:

          Mauro, Simon ha scritto semplicemente un discorso logico. E’ base dell’atto di fede. Basta prendersi una dispensina di fondamenti per rendersene conto:
          “Secondo i cattolici, l’atto di fede è prima di tutto un atto di fiducia nella Tradizione (sia orale, sia scritta), cioè nella comunità cristiana (Chiesa).
          Cristiano è colui che decide di fidarsi della Chiesa che
          - abbia valutato con sufficiente spirito critico le persone degli apostoli e le loro testimonianze orali e scritte;
          - abbia scelto quei testi che erano veramente conformi alla loro predicazione;
          - abbia fedelmente trasmesso i testi lungo i secoli;
          - li abbia correttamente interpretati, secondo quanto veramente volevano dire;
          - ne abbia ininterrottamente trasmessa anche l’interpretazione.
          Fidarsi della Chiesa non vuol dire accettare che, lungo i secoli, tutti i singoli cristiani (e la gerarchia in particolare) abbiano sempre vissuto coerentemente con i testi che hanno predicato. Vuol solo dire accettare che essa abbia conservato e trasmesso correttamente la vera tradizione apostolica, sia orale, sia scritta.

          Secondo i cattolici (e anche secondo altri gruppi cristiani come ortodossi, anglicani,…) la fede cristiana non può essere un atto di fiducia nei testi, ma prima di tutto deve essere un atto di fiducia nella comunità cristiana che li ha prodotti. Il Cristianesimo, infatti, è sorto verso il 30, mentre i primi documenti cristiani che possediamo
          sono posteriori al 50.”

          Qui in completo.

          Leggila come vuoi Mauro, anche che lo Spirito Santo discrimina. In realtà significa solo che se vuoi usare questi scritti per criticare la tradizione che li ha scelti compi un errore logico rispetto all’atto di fede poiché prima di arrivare a credere equindi commentare lo scritto, bisogna credere in primis che tale scritto sia stato perfettamente scelto, perfettamente conservato e POI perfettamente interpretato. Ma anche qui un’eventuale critica è assurda poiché lo scritto è parte della tradizione pertanto esso dipende da quest’ultima e non viceversa. Ribaltare i termini è un errore logico che fa crollare in premessa qualsiasi esegesi contraria.

      • Sal scrive:

        @ Simon
        IO no, io sono contento, almeno ora con i soldi della chiesa e dei vescovi (molto seccati che dovranno pagare), il buon sindaco olimpionico ci rifarà le strade se vuole essere rieletto, insieme a Zingaretti pres. della provincia. Hanno risparmiato pure le spese delle olimpiadi. Ora non hanno scuse. E’ ormai sparito l’asfalto, sono rimaste solo le buche per Roma. Strano che il papa non dice nulla e si accontenta di queste piste da slalom per i suoi pellegrini. E che vergogna visitare il papa e cadere in tutte le voragini delle pietose periferie romane sempre allagte per giorni quando piove. Non è dignitoso sig. Simon lo dica al papa, potrebbe alzare la voce anche per i suoi pellegrini no ?

  26. mauro scrive:

    L’anima è immortale?

    E’ probabile che sia una credenza di chi non sa neppure cosa sia il Vangelo ma se ci si trovasse nell’imbarazzante situazione che quel Vangelo sia la propria guida, quella credenza diventerebbe reale e la durezza del suo legno intontirebbe chiunque volesse sfidarla a colpi di testa.

    Matteo 10:“28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna”

    Quel generico “colui”, che ha il potere di far perire l’anima, chi sarà? Non è Dio perchè sempre Mt 10 ”29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.” ovvero nessuno sarà in grado di strapparlo dalla Sua mano e ciò corrisponde a non poter togliere la vita eterna quando Dio l’ha assegnata.

    L’anima perciò può morire prima che Dio possa intervenire e la causa di ciò è la Geenna, ovvero è quel “colui” a determinarlo con una propria e precisa azione attraverso il fuoco della Geenna.

    Certo che a pensarci bene se si dovesse bruciare un corpo nel fuoco della Geenna non potrebbe piu’ risorgere (avendone ricevuta facoltà da Dio) ed anche l’anima morirebbe (avrebbe fine) in quanto non potrebbe portare a compimento la propria missione: riunirsi al corpo.

    E’ evidente che sia una bufala, è sufficiente essere un buon cattolico come Luis e Simon per capire che l’anima non muore mai.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Per capire che l’anima non può morire non c’è bisogno di essere un buon cattolico: un Aristotele ce l’aveva fatta da solo.
      Può solo morire qualcosa di composto, in quanto si può scomporre: l’anima essendo una unità, non può scomporsi, ergo non può morire.
      Buona notte in Pace

      • mauro scrive:

        Caro Simon,

        che i cattolici negassero i Vangeli , e ho postato il passo che attesta la morte dell’anima assieme al corpo, è cosa risaputa ma poichè l’anima viaggia assieme al corpo dopo la morte, se il corpo manca ciao anima.

        Aristotele, per suo norma e regola, ha scritto che l’anima fa parte del vivente ma il passo di Matteo prevede che non vi sia piu’ un vivente, anzi due in quel caso.

        Grazie per la risposta, non dubitavo.

        • minstrel scrive:

          Mauro, invece di indicare a dito la presunta ignoranza cattolica, non basterebbe forse abbassarsi a domandare “ma voi cattolici come spiegate la vostra anima immortale con questo passo?”.
          Ti verrebbe quindi riferita l’esegesi che deriva dalla tradizione (che fra parentesi ha scelto quello scritto, probabilmente a tuo avviso in un impeto di schizofrenia…) e poi sei libero di scegliere la tua visione o l’altra.
          La tua certezza di essere nell’unica verità e il tuo indicare a dito chi non è in tale verità ritenendo le altre assolutamente irragionevoli ti rende fallace a priori, qualsiasi cosa ragionevole tu possa riferire.

          • bo.mario scrive:

            Quando devo replicare manca la possibilità. Se pensi che Benzi dica qualcosa di utile lo può fare in dieci minuti. La stessa situazione di quando parla Socci, hai dei dubbi se ha capito lui quello che dice. Fine della diatriba, per me. Un saluto.

          • minstrel scrive:

            Benzi ci impiega dieci minuti a dire una cosa interessante? Beh, Enrico BERTI impiega 10 secondi a smontare un interessante assioma che pare indistruttibile 5 minuti prima.
            Ma chiudo anche io, ho un’altra lezione da ascoltare. :)

  27. Carlo scrive:

    Caro Cirenè, se vogliamo credere in tutto allora non la finiamo più. Mi dimostri che Babbo natale non esiste, o mi dimostri che gli ufo non esistono!!!

    La sua fede viene smentita dalla semplice realtà. Infatti lei afferma dell’esistenza di un Dio Buono ed Onniptente, ma la realtà la smentisce…..lei afferma dell’onnipotenza della preghiera ma la realtà la smentisce…devo continuare?
    Ecco basta essere un po’ obiettivi per capire. Se poi lei sta meglio credendo… buon per lei….l’effetto placebo è sempre in agguato!!!!

    • Simon de Cyrène scrive:

      Gentile Carlo,
      non mi aspettavo altro tipo di risposta da parte di qualcuno che ha delle credenze irrazionali incancrenate nel suo spirito: in effetti Lei ha, puntualmente, slittato via dalle mie considerazioni alle quali non sa rispondere, per venir parlar di un Babbo Natale, che c’entra con quel che Le ho detto come i cavoli alla merenda.

      Quanto alle Sue domande, esse sono di un’imrpecisione madornale: cosa intende Lei per Dio buono ed onnipotente: la probabilità è altissima che Lei ha una comprensione falsa del significato di bontà e dionnipotenza e dalì una concezione di Dio sballata, la quale ovviamente la conduce a delle conclusioni senza senso e irragionevoli perchè cozzanti colla realtà.

      Lo stesso colla Sua nozione di preghiera che credo Lei confonda colla nozione di formula magica. Precisi il Suo pensiero chè ne possiamo giudicare.
      In Pace

    • minstrel scrive:

      Dopo il perfetto post di Simon le lancio questa riflessione Carlo reperita su web:

      le prove, proprio in quanto prove, non sono sggette a interpretazioni. La forza di gravità è provata, e su questo siamo tutti d’accordo,

      Risposta:
      Non lo siamo affatto. Per Newton la gravità era un forza che esprimeva un’interazione tra due masse, mentre per Einstein è la proprietà della materia di deformare lo spazio-tempo. Per alcuni è una radiazione, per altri esiste un mediatore chiamato gravitone. Per altri ancora è un fenomeno illusorio, quindi non esiste affatto.

      Strano mondo, vero? Ogni prova, un’interpretazione. Eppure le mele continueranno a caderci sulla testa.

      e aggiungo quello che dice più o meno il mio amico fisico nucleare: “ho studiato 10 anni per capire che la gravitazione nessuno ha ancora capito cosa sia, anche se c’è la certezza che essa, se mai esista come da noi è formulata, FUNZIONA!”

      Prove dimostrate?

  28. Reginaldus scrive:

    “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno…”
    Certo, questa è la preghiera di Gesù, nella quale sta racchiusa tutta la sua missione : quella di essere venuto non per condannare il mondo ma per salvare il mondo (Gv 12,47-48))…. Non sanno quello che fanno – e si fanno – i suoi crocifissori materiali, i Romani; non sanno quello che fanno ( e si fanno ) i Giudei che ne hanno voluto la crocifissione: e come potrebbe mente umana capire l’enormità del gesto di crocifiggere e mettere a morte l’Autore della vita, Colui che è la Vita stessa??? E proprio in vista di questa incapacità dell’uomo di volere il male assoluto, Dio è pronto a perdonare l’uomo…. Ma a patto che l’uomo creda finalmente in Dio e in Colui che Dio ha mandato. Ché a tutti Dio , dà l’illuminazione della mente e il pentimento del cuore, perché ognuno possa pentirsi e tornare a Lui, per la Via del suo Figlio: “A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” Altro che perduranza salvifica dell’ Antico Patto, altro che presenza per semi dello Spirito che salva comunque pur nella varianza delle religioni.. “Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno”.

    • Cherubino scrive:

      Lei confonde malamente l’atto del perdono e la sua efficacia. Il vangelo ci dice che Dio perdona l’uomo in anticipo e senza alcuna condizione. L’amore di Gesù sulla Croce non è solo per il ladrone pentito, ma per entrambi. Quindi Dio non perdona affatto “a patto che” ! La morte di Gesù sta a sigillare indefettibilmente e irrevocabilmente il suo donarsi all’uomo peccatore, senza se e senza ma. Quel corpo che pende dalla croce è il segno di una scelta che Dio ha scelto fosse definitivamente infinita e senza ritorno.

      Altra cosa è l’efficacia, il fatto che questo amore trovi spazio e trasformi il cuore dell’uomo, il che richiede la docilità dell’uomo all’azione purificatrice dell’amore di Gesù e all’azione dello Spirito Santo.

      • Reginaldus scrive:

        no, Dio perdona a macchinetta…

        • Cherubino scrive:

          a macchinetta ? Se per lei il vangelo è una macchinetta libero di pensarlo, però a me pare una bestemmia.

          • Reginaldus scrive:

            Una bestemmia la mia, Cherubico il mio interlocutore? E io che credevo che la bestemmia l’avesse detta lei, guarda un po’! Quando collega automaticamente amore e perdono! Dio ama tutti, e chi lo nega: Dio è Amore! Ma se io rifiuto il suo Amore, come posso avere il suo perdono??? perché allora non va bene: “a patto che”? Capisce ora il senso della battuta: “a macchinetta”??? Che c’entra la bestemmia! Io affermo che Dio va rispettato, e lei mi dice che io bestemmio .. Mah!… ma come funziona il suo senso sinderico? Legga e, se può, contesti ancora questo: “Com’è vero ch’io vivo – oracolo del Signore Dio – io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio SI CONVERTA DELLA SUA CONDOTTA [credo che il convertirsi presupponga il pentimento...] e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perché volete perire, o Israeliti? (Ez. 33,11) E difatti il paradiso Cristo Signore l’ha promesso al ladrone pentito, non ad ambedue! L’altro che non sia sprofondato nell’inferno con le sue bestemmie ??? O Dio ama anche gli abitanti dell’inferno, diavoli e dannati insieme??? O l’inferno è un’ idea peregrina , in linea con la nuova teologia??? Tutto ritorna al punto…

          • Cherubino scrive:

            certo che la sua è una bestemmia. Il fatto che il perdono di Cristo sia 1) per tutti, 2) sempre, 3) in anticipo, 4) incondizionato, 5) irrevocabile,
            non lo dico io ma il vangelo, se lo legga almeno.

            Lei dice “se io rifiuto il suo Amore, come posso avere il suo perdono”. Non si accorge dicontraddirsi ? Se c’è un rifiuto, c’è quel qualcosa che lei rifiuta e che è stato offerto. Lei distingue il perdono e l’amore. Distinzione assurda. Il perdono ha due significati e lei gioca indegnamente sulle parole.
            Il primo significato basta per aversi un atto di perdono e avviene nel cuore di chi perdona. Se lei riceve un torto e nel suo cuore perdona chi la offesa, anche se quella persona non si pente e non vuole riconciliarsi con lei, il perdono avvenuto nel suo cuore scompare ? Non esiste ? Lei forse non ha perdonato ? La decisione di non tenere conto dell’offesa e di amare ugualmente la persona offensiva, dipende dalla sua volontà o dall’accoglienza dell’altro ? Vede l’assurdità della sua farneticazione ?

            Poi avviene la riconciliazione, se l’altro si piega al suo ricambiare con l’amore all’offesa. Questo non dipende unicamente dall’offeso, ma da entrambi e, quindi, se l’offeso ha perdonato, dipende dalla disponibilità e dal pentimento dell’offensore.
            Il vangelo ci dice che Dio ha già perdonato tutti i nostri peccati, che egli ricambia sempre il male con il bene, l’odio con l’amore. La sua volontà di perdonare è irrevocabile. Egli quindi dona il suo Spirito e la sua Grazia ad ogni uomo e la rimessione dei peccati con il perdono è già data. Ma non è un atto magico e per divenire efficace, per portare ad una trasformazione del cuore peccatore ha bisogno del sì da parte di ogni singolo uomo.
            Lei gioca sulle parole, come dicevo, perchè vuole intendere il perdono come l’azione del perdono in noi, l’effetto che è l’avvenuta remissione dei peccati. Ma questo non è che il punto terminale del perdono. Può anche non esserci alla fine, se il cuore è duro e impenitente, ma ciò non vuol dire che Dio non abbia comunque perdonato quei peccati, non abbia giò disposto tutte le grazie che per quei peccati “ha meritato” il sangue di Cristo (che è GIA’ sparso per essi). E’ però un dono di cui l’impenitente non riesce (meglio: non vuole) godere.
            Lei diffondendo un’idea di Dio che perdona (=decide di non tenere conto dell’offesa ricevuta) in modo condizionato, oltraggia il vangelo e quindi dice una grave bestemmia.

          • Cherubino scrive:

            quanto al ladrone pentito, lei fa un’esegesi da quattro soldi e distorsiva.
            Lei dice che Gesù “promette il paradiso” solo ad uno dei due, quello pentito, e non all’altro.
            Lettura da fondamentalista. Innanzitutto dove legge la promessa ? Legge forse “io ti prometto…” ? Si tratta di una dichiarazione di ciò che è prossimo ad avvenire.
            Gesù dice che il futuro di quel delinquente è il paradiso. Dell’altro non dice niente (non vedo quindi perchè lo deve dire lei…), perchè prende atto della sua apertura al dono.
            Ciò indica che quel dono Gesù non lo abbia offerto anche all’altro delinquente ? Assolutamente no. Anzi appare chiaramente il contrario. Gesù risponde alle offese del delinquente impenitente ? Lo maledice e gli promette l’inferno ? Ordina ai suoi angeli di farlo morire prima o dopo (punizione peggiore) ? Gli toglie il saluto o gli mostra tutta la sua Gloria (come se ce ne fosse una diversa dal pendere dalla Croce) ?
            In realtà si capisce che Gesù ha sopportato la cattiveria di entrambi i delinquenti, ha risposto manifestando la docilitàa farsi colpire anche da loro, oltre che dalle guardie, dal pubblico, dai sacerdoti. E’ proprio questo che ha “crepato” la durezza di cuore di uno dei due. E’ il suo accogliere l’ultimo posto anche rispetto agli ultimi -questa è l’essenza di Dio- Agnello di Dio che porta il peso dell’odio dell’uomo, di ogni uomo, ha sbalordire uno dei due ladroni. Questa “compagnia” di Gesù sulla croce, la croce segno di maledizione, tortura atroce e disumana, fa breccia nel cuore del ladrone. Lentamente il luogo della spazzatura dell’umanità diventa il luogo di speranza (“Trasformerò la valle di Acor in porta di speranza” Osea 2,17), la maledizione diventa benedizione, la morte vita. Il ladrone pentito è già in paradiso, è con Gesù, ha conosciuto l’unico senso della vita. Egli solo teme di poter godere troppo poco di questa tardissima scoperta. Vivere di una Vita con la maiuscola solo per pochi minuti.
            La risposta di Gesù allora non è un premio e neanche una promessa nel senso stretto. E’ una rassicurazione che quella relazione vitale, unica, insperata e immeritata non finirà. Non sarà l’ultimo respiro dei nostri polmoni a rompere quella stretta di mano che ci ha afferrato nel buio dell’odio e dell’amore condizionato e interessato, troppo fragile per resistere alla paura della morte e al pungolo del Maligno.
            La sposa ha ritrovato l’amato del suo cuore. Dice il Cantico dei Cantici. Questo amore è una “fiamma di Javhe”. L’anima ha finalmente accolto lo Sposo che bussa alla porta. Il sordo ha finalmente sentito la voce che ha urlato più forte della sua sordità (si ricorda S. Agostino?). Ed è stato Lui a prendere l’iniziativa, a cercarci, a bussare e gridare pazientemente, senza sosta, senza fine, fino all’ultimo e senza alcun ripensamento.

          • Cherubino scrive:

            piccola aggiunta: certo che Dio ama anche gli “abitanti” dell’inferno, uomini e angeli. Ci mancherebbe altro ! Deus charitas est. Senza se e senza ma.
            L’inferno è purtroppo la condizione di coloro che quell’amore rifiutano, non certo la condizione di quello che Dio non ama.
            Lei va di male in peggio.

        • Cherubino scrive:

          E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
          ascolta. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

          Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimoe odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

  29. Antulio scrive:

    Per lo Ior, il vulnus, come dicono le persone istruite, foriero di tutti gli intrallazzi, si ha proprio all’atto della sua fondazione. Quando Nogara prese la guida dell’Istituto, pose due condizioni per accettare l’incarico assegnatogli: gli investimenti dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e realizzabili in ogni parte del mondo.
    E’ chiaro che con queste premesse, prive di valore etico e morale, non potevano aversi che guai, malaffare, faide interne.
    A lungo la chiesa riuscì a mettere a nascondere gli scandali, ma oggi non è più possibile.

  30. ritaroma scrive:

    Io mi rendo comìnto, sempre e continuamente che chi ha paura di tanto amore incondizionato, si rifiuta di credere,,,,xchè dice a se stesso: “nessuno da niente x niente”
    solo che Dio ha dato tutto per “niente” e quel “niente” siamo noi pieni di arroganza, di superbia, di intolleranza, di incapacità a vivere….siamo sèiazzati di fronte al dolore….alla malattia…..alla fatica di vivere giorno x giorno…..
    ci lamentiamo continuamente anche x un bicchiere d’acqua…..
    eppure pensiamo di metterci davanti a Dio e a chiedergli ragione del suo operato….
    lo fece anche Giobbe….malato solo, alloontanato dalla moglie, incolpato dai suoi amici, ridotto una larva….poi alla fine disse” (Giobbe 38 , 3.42,1-6

    ” Allora l’Eterno rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: 2 “Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno? 3 Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami! 4 Dov’eri tu quand’io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. 5 Chi ne fissò le dimensioni? giacché tu il sai! chi tirò sovr’essa la corda da misurare? 6 Su che furon poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare 7 quando le stelle del mattino cantavan tutte assieme e tutti i figli di Dio davan in gridi di giubilo?
    (Giobbe 38:34-)Puoi tu levar la voce fino alle nubi, e far che abbondanza di pioggia ti ricopra? 35 I fulmini parton forse al tuo comando? Ti dicono essi: “Eccoci qua”? 36 Chi ha messo negli strati delle nubi sapienza, o chi ha dato intelletto alla meteora? 37 Chi conta con sapienza le nubi? e gli otri del cielo chi li versa 38 allorché la polvere stemperata diventa come una massa in fusione e le zolle de’ campi si saldan fra loro?

    42:1-6 Giobbe rispose all’Eterno e disse: 2 “Io riconosco che tu puoi tutto, e che nulla può impedirti d’eseguire un tuo disegno. 3 Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?… Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; son cose per me troppo maravigliose ed io non le conosco. 4 Deh, ascoltami, io parlerò; io ti farò delle domande e tu insegnami! 5ma allora ti conoscevo solo per sentito dire, ora invece ti ho visto con i miei occhi. 6quindi ritiro le mie accuse e mi pento,mi cospargo di polvere e sulla cenere per la vergogna”.

  31. ritaroma scrive:

    rendo conto….spiazzati ( corretto)

    • Sal scrive:

      @ ritaroma
      “Io riconosco che tu puoi tutto, e che nulla può impedirti d’eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?… Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; son cose per me troppo maravigliose ed io non le conosco.”

      Perchè non se lo incornicia e lo rilegge tutti i giorni piuttosto che pensare che Dio debba fare ciò che va bene a lei ?

  32. peccatore scrive:

    Dio è amore.
    Il vero amore è libero.
    Dio ama tutti e non costringe nessuno ad amarLo.
    Tra quanti non Lo amano ce ne sono di inconsapevoli ed ignoranti.
    Consapevole di questa attenuante, Gesù chiede al Padre il loro perdono.
    Lo chiede anche di fronte al danno arrecato persino a Lui in persona.
    Il Padre accoglie la richiesta del Figlio, Gesù, vero Dio e vero uomo.
    In fondo all’uomo, posto di fronte in extremis all’incontro, basta un atto di pentimento. Di volontario pentimento.
    E sincero: Dio legge esattamente che cosa abbiamo nel cuore.
    Chi confida in Dio, anche sotto o sulla croce che lo riguarda, non è mai solo. E’ salvo.
    Chi non confida in Dio può farlo, in extremis, secondo gli imperscrutabili modi di Dio.
    Dio non toglie a nessuno l’opportunità di scegliere l’amore, cioè Lui.
    Ma l’amore è libero. E non costringe.
    Ed è vero, perciò non bara, nemmeno in prossimità della bara.
    Chi cerca improbabili “furbate”, come in un qualunque affare umano, non riesce…
    Chi, liberamente, rifiuta l’amore di Dio, si colloca -da se stesso- fuori da quell’amore.
    E Dio lo rispetta, lasciandolo al suo inferno. Eterno.
    Perciò sulla croce Dio non ci abbandona.
    Ma noi, è una tragica possibilità, possiamo abbandonare Dio.
    Molti “amori” umani, per lo più degli amorazzi, sono in realtà sfide aperte e deliberate.
    Non parlo di chi, anche per amore, può sbagliare: chi ama sa pentirsi e Dio perdona volentieri chi molto ama: a loro sarà perdonato di più, proprio per questo.
    Parlo di chi chiama “amore” i propri loschi affari, le proprie idolatrie, certe pretese ammantate di delirio di onnipotenza e fumanti di qualche simpatia satanica, determinata a contristare Dio e svillaneggiare i suoi fedeli e la Chiesa Sua sposa.
    Anche per costoro sarà possibile, in extremis, pentirsi.
    Ma dovrà essere vero pentimento: non un disperato rimorso, non una ennesima menzogna, credendo di poter imbrogliare persino Dio. Là le porte saranno chiuse. Perchè l’amore rispetta la libertà. E questa libertà è nostra proprio perchè Dio ci ama, usa solo l’amore e ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza.
    Possiamo perciò dire di no. Ed andare all’inferno, che non l’ha creato Dio, ma si è determinato da quando il primo della fila dei dannati ha scelto di dire definitivamente no all’amore di Dio.

    • luciano27 scrive:

      peccatore che Dio-amore è se rispetta qualcuno, ma lo lascia nell’inferno?ragioni su queste parole che non ho inventato io, ma sono parole vostre .
      Dio è buono,è nostro padre, e ci ama
      Dio, onnisciente e onnipotente conosce passato,presente e futuro
      tuttociò che accade, è sua volontà Dio ci dà solo il bene; il male viene da satana,che lui, onnipotente che ci ama lascia che imperversi
      chi non lo conosce è dannato, ma fa nascere miliardi di uomini che non potranno conoscerlo. Ce n’è a sufficienza per mettere in dubbio tutte le sue parole,che,gliel’ho già scritto una volta,esterna più per convincere lei stesso, perchè chi cerca Dio non lo trova sicuro nei suoi scritti. saluti

      • peccatore scrive:

        Il vero amore è libero.
        Maria ha detto sì.
        C’è chi dice no. Per sempre.
        E Dio rispetta anche il no.
        Cion dispiacere: vorrebbe salvare tutti, ma non rinuncia ad essere amore ed un amore vero lascia liberi.
        Siamo ad immagine di Dio: liberi. Non ad immagine dei debiti, nel regno di mammona e dei suoi druidi, con cui i potentati umani, che ti coccolano melliflui di “libertà” e “diritti” ti schiavizzano fino a farti morire, specie se ti ribelli.
        Siamo creati liberi di decidere.
        E chi decide di dire no, volontariamente, deliberatamente, con impenitenza pervicace, va all’inferno, per propria libera scelta.
        Fa paura che possa succedere?
        Vorreste essere schiavi? Meglio liberi. Ma c’è il rischio: il rischio di non amare, perchè non conosciamo l’amore di Dio e perciò non conosciamo nemmeno il perdono.

        • mauro scrive:

          Caro peccatore,

          mi perdonerà se ogni tanto intervengo sui suoi scritti fantasiosi e non fantastici ma l’impulso che mi muove è ristabilire la verità riportata dal Vangelo.

          Deve sapere che nel Vangelo, che lei non avrà di certo letto ma ne avrà sentito la spiegazione da qualcuno non ben informato, sta scritto:”31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.” e Maria rispose “avvenga di me quello che hai detto”. Lo scritto accerta che L’Angelo non le chiese se volesse avere un figlio e lei di rimando acconsentisse ma ch,e saputo che avrebbe avuto un figlio, affidò sé stessa al destino che l’Angelo le aveva preannunciato.
          E’ chiaramente una posizione intermedia fra il si ed il no dovuta all’impossibilità di dominare il destino.

          Volendo ora addentrarmi sul suo concetto di libertà che ha voluto spiegarci devo dire che non ci è riuscito, ne ha fallito in pieno l’obiettivo in quanto, pur sapendo riconoscere la propria, non è in grado di concederla agli altri.
          Le spiego meglio con un esempio. Se lei ed io ci mettessimo a parlare e non ci trovassimo d’accordo, se fosse in grado di riconoscere la mia libertà mi direbbe di regolarmi come meglio credo e non mi direbbe mai che andrei all’inferno o di andare all’inferno.

          Lei è schiavista delle libertà altrui in quanto ne ha una folle paura non potendo in alcun modo dimostrare le sue assurdità cattoliche.

  33. Squilpa scrive:

    Secondo ( Esodo 16.4), siamo dunque nelle mani di un matto vanaglorioso che si diverte a fabbricare Universi ed a metterci dentro la materia vivente , all’unico scopo di metterla “alla prova per vedere se camminerà nella mia legge o no” .
    Siamo tutti liberi di dover esistere senza averlo scelto e siamo tutti liberi di obbedire alla legge di Dio.
    Contrariamente, c’è il fuoco infernale per tutti, e per tutta l’eternità.
    Grande libertà, grande amore !!!
    Ma,soprattutto, grande follìa dei pazzi che ci credono,, anche se c’è l’escamotage di versare qualche congruo assegno alla chiesa cattolica….

    • peccatore scrive:

      Se vorremo andare all’inferno Dio ce lo lascerà fare.
      Per quanto se ne sa (da sacre scritture, santi e veggenti) l’inferno c’è e purtroppo non è vuoto, con buona pace di certi teologi moderni.
      Dio non ha responsabilità: l’inferno c’è per il rifiuto di Dio: è la non esistenza di Dio, scelta da chi la vuole scegliere, a creare l’inferno.
      Siccome però Dio è eterno, la non scelta, definitiva, inescusabile, è eterna.
      E’ terribile pensare a quale lucida follia possiamo aderire.
      Eppure la storia è piena di lucide follie ed ancor più numerosi aderenti.
      Perciò il cristianesimo è (anche) vigilanza: esiste un nemico.
      Il fedele non ha nulla da temere, se confida in Dio.
      L’uomo che non confidasse in Dio, farebbe meglio a temere di se stesso…
      Il matto è l’uomo che preferisce l’odio.
      Il diavolo seduce perchè blandisce di menzogne ed ottunde la ragione.
      Dio è amore, ossia logica pura! Perciò insegna ad amare anche i nemici.
      Propone amore. Non lo impone. L’imporre è farina satanica.
      Ed a molti piace essere schiavi. La verità invece rende liberi!

    • Ross Gatt scrive:

      @squilpa. Sento tanta amarezza nelle sue parole! So per esperienza che è molto difficile accettare che Qualcuno ci abbia chiamato “fortemente” alla vita e che si prenda cura di noi senza pause. In questa nostra vita non ci siamo sentiti amati a sufficienza e abbiamo finito per non credere più all’amore. Capita un po’ a tutti…
      La invito, se vuole, a meditare sul Salmo 139 (138) che inizia così: “Signore, tu mi scruti e mi conosci…” e finisce così: “… vedi se percorro una via di dolore e guidami per una via di eternità”.
      Anche se lo vorrei tanto, sono certa che non riuscirò a convincerla circa l’amore che Dio nutre per lei e per ognuno, ma la Parola di Dio è viva ed EFFICACE e sa compiere meraviglie!
      La grazia di Dio avvolga tutta la sua vita e la sua storia +++

      • luciano27 scrive:

        *credi e sarai salvo*. Vorrei solo sapere cosa ne sarà di tutti quelli che *l’amore di Dio* fa nascere sapendo che non potranno mai conoscerlo,e quindi credere.questi credono, magari in un altro loro Dio,che i cristiani aborriscono,

        • minstrel scrive:

          “il modello di vita cristiana è uno e cioè imitare Gesù Cristo. Che senso ha allora vivere? E il cristiano risponde: comportarsi come Gesù. E come si è comportato Gesù? il NT risponde “obbedendo sempre e in tutto al Padre fino eventualmente alla morte”. Accettare la volontà di Dio costi quello che costi di sacrificio personale. [...]ogni cristiano dovrà interrogarsi nel modo più frequente possibile su cosa farebbe in questo frangente, qui e ora, Gesù? E a questa domanda dovrà rispondere sempre e solo lui e cioè secondo la conoscenza che in quel momento ha di Gesù stesso! Ne deriva allora una conseguenza importante, deve studiare Gesù, deve conoscerlo, deve conoscere l’NT e su di esso basare la sua vita, in base a quel che in quel momento conosce della verità.[...] Una piccola aggiunta: ogni uomo secondo il cristianesimo deve fare questo, ogni uomo deve vivere secondo la verità che conosce. E il cristiano sa che la verità è una sola ed è Cristo. Perciò la dove c’è uno che vive secondo la verità che conosce, e non potete pretendere che una persona viva secondo una verità che NON conosce, o che non conosce come verità, là c’è uno che magari senza saperlo vive secondo Gesù Cristo. Ma allora c’è un unico principio morale: vivi secondo la verità che conosci che diventa un principio cristiano quando il cristiano dice: gesù è la verità e seguendolo per come lo conosco io sono nella verità. In conseguenza di questo devo dire che tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza, perché anche il Boshimano, che non sa niente del cristianesimo, se vive secondo la verità che conosce, si salva. Perché ci dice San Paolo in Timoteo 2, 4 “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” e allora anche il Boshimano può salvarsi se vive per quel poco di verità che conosce e si realizza così la parabola dei talenti. Se hai ricevuto due devi rispondere per due, se hai ricevuto cinque devi rispondere per cinque, se hai ricevuto dieci devi rispondere per dieci.
          Dottrina non certo nuova visto quanto riportato anche da Tommaso D’Aquino nella S. T. prima parte, secondo libro, questione 19 articolo 5.”
          Don Piero Ottaviano

          • vincenzo da torino scrive:

            @Minstrel. Ho conosciuto personalmete , ormai morto,don Ottaviano ed ho seguito parte dei suoi corsi negli anni ’70. Rimane su internet il suo “Didaskaleion” evangelizzzione. Invito tutti a leggerlo per la sua profondità, semplicità e verità. Troveranno molte risposte , pur in sintesi, e tanti argomenti qui dibattuti potrebbero cadere o megio compresi.

          • minstrel scrive:

            Scoperto da poco, ahimé troppo tardi. Grazie Vincenzo, mi saluti Torino!

          • luciano27 scrive:

            caro minstrel ce l’ho proprio con lei: sono ,assolutamente d’accordo sul cristiano che deve imitare Cristo, almeno nella sua etica, i cui punti essenziali sono quelli che, a mio avviso, ho già scritto anche troppe volte; quanti cristiani lo fanno? pregano, assitono, alle funzioni, leggono libri edificanti ma poi nei rapporti con il prossimo non c’è differenza tra quelli che non lo sono.Non sono le parole o i gesti che fanno il cristiano. ne conviene?saluti

          • minstrel scrive:

            Assolutamente. Sono sia la fede che le azioni. Ed è innegabile che molti cristiani siano tutt’altro che santi. E il primo sono io…
            Ma non per questo sento l’ortodossia fallace o mi sembra che essa dipenda dall’ortoprassi di chi cerca di seguirla.
            Grazie ancora Luciano.

          • Sal scrive:

            Sorpresa, mi trova per una volta d’accordo. Vede che non è difficile ? Basta farlo !

      • Squilpa scrive:

        Peccator vaneggia e ,nel suo delirio mistico allucinatorio, non capisce ciò che io ho scritto. Essere trascinati a vivere è già una costrizione, che noi non abbiamo scelto.
        Non è una costrizione da poco, è il cento per cento del problema.
        A quel punto che fai, ti uccidi?
        Non è facile perchè siamo tiranneggiati dall’istinto di sipravvivenza, nè è lecito perchè la vita è un dono di dio e si va all’inferno.
        [Tra l'altro, è un "dono" quello che non puoi rifiutare ????]
        E non è tutto, perchè sei forzato ad osservare la legge di dio , sennò pure all’inferno vai !
        Aspetto che Peccator smetta di prendere allucinogeni, metta in moto quell’unico neurone critico che gli sarà rimasto, e capisca un problemino così semplice!

        RINGRazio molto il cortese Ross Gatt, ma temo che la tesi dell’amore di Dio sia una chimera frutto della nostra invincibile inclinazione a crederlo esistente.
        Così come a crederci seguiti da una Intelligenza progettuale, intenzionale e provvidenziale che vigila, ci accompagna e dispone ogni cosa per il meglio.
        Basta considerare la scena del mondo per un solo attimo con libero e genuino rigore valutativo per accorgersi che siamo nell’ambito delle pure lusinghe teoriche.
        La cosa più assente da essa scena è proprio la chimera vile dell’amor divino…
        Grazie, intanto e comunque.

        • minstrel scrive:

          A quel punto che fai, ti uccidi?
          Non è facile perchè siamo tiranneggiati dall’istinto di sipravvivenza

          Dunque questa è la sua schiavitù. Ed è la schiavitù di un’idea che lei sente interiormente. D’altra parte qualcun altro, riprendendo i triti discorsi che si fanno sull’esistenza di Dio, potrebbe dirle: “l’istinto di sopravvivenza è un’idea abitudinaria, rinfocolata da millenni di condizionamenti esterni utilizzati per schiavizzare l’unione di più uomini” esattamente come quando dicono “l’istinto dell’idea di Dio è un’idea abitudinaria, rinfocolata da millenni di condizionamenti esterni utilizzati per schiavizzare l’unione di più uomini”

          Il suo discorso può anche essere accettato dal punto di vista logico, ma diviene emblema del problema umano senza Dio. Lei scrive di una vita maledetta, uomo “animale malato” (chissà di chi è questa eh?), dono infame: questa è nonvita, è DISumanizzazione. O non lo è? Sente che questa è la realtà delle cose? Dunque l’uomo è questo, ma a rileggersi non sente che tutto questo è profondamente ingiusto, profondamente (non per proforma sociale) ESTRANEO al suo essere uomo che, tra l’altro, si definisce libero? E’ chiaro che c’è una schizofrenia di fondo in un atteggiamento simile; attegiamento che non può portare che al caos e alla cessazione di ogni valore, fin’anche istintivo come pare sia quello della sopravvivenza. Ed ecco il suicidio.
          Ed ecco anche spiegato uno dei principali motivi per cui si soliti dire che senza Dio non esiste UOMO (come uomo umanizzato).

          • luciano27 scrive:

            caro minstrel,quella di squilpa è una chiara sintesi delle contraddizioni della religione cattolica .Ma più giusto è dire di chi la insegna e la pratica,riempiendola di interpretazioni antitetiche, che ne facilitano la messa in discussione: le diverse attribuzioni di parole a Dio e a Cristo, attribuzioni, specie quelle a Dio, frutto della superbia di chi si picca di conoscerli,sono convinto che snaturino e distorcano il rapporto tra l’uomo e la divinità in cui crede. Io trovo che è più vicino alla realtà dire che senza UOMO non esiste DIO vista la varietà e quantità di divinità esistenti.Se esistesse veramente un Dio, allora la sua asserzione diventerebbe valida. saluti

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ancora uno con credenze settarie indimostrabili e irragionevoli: chissà perchè questo blog li attira tanto?
            Sembra ritrovarsi ai tempi dei Gesù quando tutti gli indemoniati Gli venivano dietro, anche se sapevano che sarebbero finiti nei porci.
            In Pace

          • Squilpa scrive:

            E’ difficile precisare cosa sia una inclinazione geneticamente fissata; chiamiamo istinto un atteggiamento comportamentale difficilmente derogabile, affermatosi positivamente in millenni di competizione selettiva.
            Qual’è il problema umano senza Dio? Il problema esiste, ma solo nella misura in cui l’intelletto umano concepisce e controlla meglio una realtà in cui suppone l’esistenza di una intenzione; ma è una cosa che comincia e finisce all’interno della scatola cranica dell’uomo stesso. E’ chiaro che questa idea conforta ed aiuta : aiuta a spiegare, aiuta a supportarsi, aiuta a rendere coesi i gruppi umani, ed anche a dar fondamento ad un etica.
            Ma nulla prova che sia vero.
            Resta il punto se non sarebbe più dignitoso e conveniente imparare a darsi un assetto psichico, sociale e civile che sapesse prescindere dalle favole illusorie : non è affatto detto,però, che ciò dovrebbe obbligatoriamente comportare il crollo di ogni valore.
            Non dimentichiamo che l’idea di Dio funziona accettabilmente all’interno di ciascun singolo gruppo umano, ma è veicolo di sanguinosissime divisioni tra gruppi diversi.
            Il che è ulteriore riprova che l’idea di Dio non è che artifizio.
            Grazie.

        • Ross Gatt scrive:

          @Squilpa e @Carlo
          Vi invito a guardare questo link: la testimonianza dello scienziato russo Vladimir Efremov che ha visitato l’aldilà, suo malgrado. Rossella

          http://torsunov.altervista.org/resources/Aldila.pdf

          • Squilpa scrive:

            RossGatt, trovo strano abbandonarsi con tanta facilità a credenze singolari; come si fa ad essere certi che qualcuno abbia davvero fatto un tour nell’ aldilà ?
            Sono credenze “indimostrabili ed irragionevoli”, per citare l’autorità di Simon da Cirene; due aggettivi perfetti, peccato che Simon li usa per l’obbiettivo sbagliato.
            Indimostrabile ed irragionevole è precisamente la religione, invece! Qualunque essa sia.
            Grazie.

    • Sal scrive:

      @ Squilpa
      “Non dimentichiamo che l’idea di Dio funziona accettabilmente all’interno di ciascun singolo gruppo umano, ma è veicolo di sanguinosissime divisioni tra gruppi diversi. Il che è ulteriore riprova che l’idea di Dio non è che artifizio.”

      In senso generale mi potrei dire d’accordo, ma se provassi a modificare “leggermente” il suo pensiero così: “Non dimentichiamo che l’idea di Dio funziona accettabilmente all’interno di ciascun singolo gruppo umano, ma è veicolo di sanguinosissime divisioni tra gruppi diversi….(quando ciascun gruppo vuole imporre il proprio) Il che è ulteriore riprova che l’idea di Dio non è [che]un artifizio “ Cambia ?
      Che non è un artifizio lo dimostra il fatto che i gruppi sono disposti a combattersi, e nessuno combatterebbe e morirebbe per una cosa che non c’è, quindi la spiegazione logica sarebbe dire che sono matti, ma se i matti sono disposti a morire per un’idea, vuol dire che quell’idea è reale, no ? Infatti Dio è uno Spirito e lo spirito dimora solo nella mente. Quindi è reale almeno per loro. Altrimenti non se ne parlerebbe nemmeno. Non si discuterebbe di ciò che non c’è perchè diventa reale ( nella mente) nel solo parlarne.

      E se posso aggiungere con tutta la finezza dovuta ad una sig.ra : ”Secondo ( Esodo 16.4), siamo dunque nelle mani di un matto vanaglorioso che si diverte a fabbricare Universi ed a metterci dentro la materia vivente , all’unico scopo di metterla “alla prova per vedere se camminerà nella mia legge o no” . – Poiché la citazione è mia, sento il dovere di una spiegazione, così senza pretesa di infallibilità.
      Quando lei avesse un bebè, e questi iniziasse a fare i primi passi, lei da buona amorevole madre che fa ? Non gli lascia mai la mano per capire se può reggersi da solo ? Oppure di tanto in tanto “si diverte” a lasciargli la mano per fargli acquistare un “self control” pronta a ridere se per caso dovesse cadere ? Oppure quando volesse insegnargli ad andare in bicicletta, quando lo vede in equilibrio instabile ? Non strilla per avvertirlo dicendo “continua a pedalare ?” potrebbe apparire anche lei un po’ vanagloriosa. No ? E’ solo questione di prospettiva.
      Secondo me bisogna uscire dagli schemi fin qui proposti e in questo concordo con lei e mi complimento anche perché lei è già per strada almeno rinuncia alle spiegazioni semplici. Purtroppo in troppi siamo stati avvelenati e anche con la nicotina per disintossicarci ci vuole veramente molto tempo.
      Senza pretese.

      • Squilpa scrive:

        Monsieur Sal,
        1) Che ognuno voglia “imporre il proprio” (Dio) è quasi obbligatorio, essendo la religione un fatto essenzialmente identitario. Se io accetto passivamente il tuo Dio, implicitamente metto in discussione il mio. L’ecumenismo è solo una fiaba.
        2) Circa il nessuno combatterebbe per una cosa che non c’è, lei si sbaglia. Intendo, col combattere si prova a sè medesimi che la propria convinzione è giusta. Se si rinuncia a combattere per il proprio dio, si nega sè stessi e la propria storia,cultura, memoria ed identità. Combattere è obbligatorio, dunque, ma non una prova dell’esistenza di dio.
        3) E’ l’uomo stesso che decide il destino di Dio ; intendo, se Dio esiste e nessuno ci crede, sarebbe proprio come se non esistesse davvero. All’opposto, se Dio non esiste e tutti ci credono, sarà proprio come se Dio esistesse davvero.
        4) E’ un antico gioco di successo attribuire a dio le nostre mentalità e comportamenti. Il genitore umano ragiona da procreatore del suo bimbo e sappiamo come si comporta (anche per istinti e carnalità basse); ma Dio è creatore. Cioè, è Uno che ha deciso di procedere ad un atto creativo dal nulla. E’ qualcosa di molto diverso, non credo che abbia bisogno di spiegarglielo io!
        Qui scatta un problema di tipo nuovo : perchè lo fa? Per la propria gloria? A me fu insegnato che è così, almeno in gran parte. Ecco perchè ho usato la parola vanaglorioso. (E sorvolo sulle Sue immense responsabilità, assai maggiori di quelle delle povere creature, mi sembra!)
        Grazie.

        • peccatore scrive:

          Squilpa lei mi ricorda quegli scientisti, laicissimi, razionali e rigorosamente anti-clericali, che -finalmente- alle prese con un problema trascendente si risolvono a rivolgersi agli “esperti”: e così, tronfi del proprio “bagaglio culturale” trovano almeno un appiglio per dialogare con chi sì crede a qualcosa, ma almeno schifa con tutta l’anima il papa e la Chiesa.
          Perciò vanno dalla zingara che legge le carte, dal mago Otelma, da Vanna Marchi o da Scientology … Siamo lì…

          Visto che sta almeno aprendosi, sia logico e si informi da chi non usa la Sacra Scrittura come un culturista la palestra (e qualche pillolina per gonfiare i bicipiti).

          In fondo non deve far bella figura al mare con le ragazzine…

        • Sal scrive:

          @ Squilpa
          sono io che ringrazio lei. E’ un piacere incrociare le lame con così tanto raffinato acume. Un vero privilegio. Perde però un po’ di fascino perché mi devo dichiarare d’accordo con lei quasi in toto.
          1) “Che ognuno voglia “imporre il proprio” (Dio) è quasi obbligatorio, essendo la religione un fatto essenzialmente identitario. Se io accetto passivamente il tuo Dio, implicitamente metto in discussione il mio. L’ecumenismo è solo una fiaba.” Infatti è vero e anche la Bibbia sostiene questa posizione relativa al Dio personale. Non vorrei mai imporle il mio sarebbe come dire che deve pensare con la mia testa. Ma lei ha già sua che funziona pure meglio. Io confronto solo le idee.
          2)“col combattere si prova a sé medesimi che la propria convinzione è giusta.” Lo diceva anche Don Chisciotte quando se la prendeva con i mulini a Vento ma non rendeva giusta la sua pur legittima convinzione. “Se si rinuncia a combattere per il proprio dio, si nega sé stessi e la propria storia, cultura, memoria ed identità.” E’ Vero, alcuni combattono, ma poi da morti non servono più a nulla, mentre la Bibbia dice : “un cane vivo è meglio che un leone morto. ( Eccl. 9.4) Non serve avere ideali da morti è meglio avere principi sani da vivi che aiutino a sopravvivere : “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra;” Non è necessario morire per l’orgoglio di rivendicare la propria fede. Il vangelo non lo afferma “Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quelli che vi perseguitano” ( Mt. 5.44) Quindi “Combattere non è obbligatorio” se ne può fare a meno.
          3) ”E’ l’uomo stesso che decide il destino di Dio ; intendo, se Dio esiste e nessuno ci crede, sarebbe proprio come se non esistesse davvero.” Molto giusto davvero.
          4)“Dio è creatore. Cioè, è Uno che ha deciso di procedere ad un atto creativo dal nulla. E’ qualcosa di molto diverso, non credo che abbia bisogno di spiegarglielo io! Perché dovrebbe essere diverso se “siamo a sua immagine e somiglianza? “ ciò che riteniamo giusto, etico, morale, buono deriva da questa somiglianza o no ?
          Ed ecco l’onesta La Verità “A me fu insegnato che è così,” Allora se il suo fidanzato le regala il famoso “brillocco” da 5 karati ( il minimo per Madame) lei che fa lo rifiuta perché lui è vanaglorioso ? Magari la trovo io la fidanzata che rinuncia anche al viaggio di nozze. La sposo subito. (nella prossima vita) Sai che risparmio. Dovevano insegnarle altro che farsi regalare il famoso “brillocco. Chi l’avrà insegnata questa brutta abitudine ? Secondo me è un inganno, fa leva solo sull’avidità per raggiungere uno scopo. Ma lei non sarà d’accordo !
          Alla prossima con molto piacere.

  34. peccatore scrive:

    Vangelo odierno:

    In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro:

    «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.
    Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita?

    Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

    Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».

    MEGLIO RIBADIRE UN CONCETTO

    “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

    Insomma: siamo liberi di di vergognarci dell’amore di Dio, incarnatosi in Gesù, crocifisso e risorto. Possiamo darlo. Dio rispetta le nostre libere scelte. Ma non è senza conseguenze.

    Perciò bisogna convertirsi: Signore aumenta la nostra fede!

    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-non-praevalebunt-4537.htm

    • Cherubino scrive:

      concordando sulla conclusione (non pensare che non occorra un cambiamento per accogliere la salvezza), ricordo che le immagini usate nei vangeli (no a caso sono immagini, analogie) vanno sempre lette alla luce del kerygma, la morte e resurrezione di Gesù.
      Quando Gesù parla del Figlio dell’uomo che “si vergognerà” di qualcuno, indica un’immagine precisa, tratta dall’antico testamento (Daniele). Nel giudizio (la venuta del Figlio dell’uomo), sarà radicalizzata la relazione che abbiamo scelto con lui.
      “Vergognarsi” dice il non avere relazione, la incomunicabilità tra due persone, una barriera. Adamo ed Eva si vergognano, e si nascondono.
      La “vergogna” del giudizio finale non sarà una mancanza d’amore, o il rendere questo meno gratuito e incondizionato, ma la presa d’atto di una scelta dell’uomo di sottrarsi definitivamente alla relazione.
      Consiglierei di leggere questo bel commento alle “immagini di Dio” di un salesiano http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=125329

    • Sal scrive:

      @ peccatore

      “Veramente vi dico: Alcuni di quelli che stanno qui non gusteranno affatto la morte prima di aver visto il regno di Dio venuto con potenza”. ( Mr. 9.1)
      Com’è possibile sig. peccatore, sono morti tutti i presenti a quel discorso e il Regno non si è visto ! come lo spiega ?

    • luciano27 scrive:

      scrivo qui perchè Simon18:37 criticando in modo poco cristiano un mio scritto, senza citarmi direttamente,limitandosi a”settario e poco ragionevole”e finendo per paragonarmi ai porci, non mi ha dato possibilità di replica. Simon de Cyrène,a differenza di lei e di altri, non è mia abitudine insultare chi non pensa come me, neanche se lui mi insulta. Insultare in uno scambio di vedute dimostra che non si hanno argomenti validi da proporre. saluti

  35. Eremita scrive:

    Aveva ragione Marcinkus quando affermava che la chiesa non si amministra con le preghiere. Se decidessero di applicare alla lettera il vangelo all’amministrazione ecclesiastica, questa finirebbe il giorno dopo. vogliamo continuare a credere dobbiamo prenderne atto, inutile arrampicarsi sugli specchi per difendere l’indifendibile: chiesa non coincide necessariamente con il vangelo, anzi. Chi è coerente con la propria fede in Cristo, è sempre critico circa la sua chiesa: non si può essere fedeli a due padroni.

    • Ross Gatt scrive:

      @Eremita
      Efesini 5, 21-33: Non aggiungo altro, perché è s. Paolo che replica!!

    • Sal scrive:

      “chiesa non coincide necessariamente con il vangelo, anzi.”
      Lieto di apprender che non sono il solo a pensarla così.
      La ringrazio per il conforto.

  36. anniballo scrive:

    ———–”SAL”, sui massimi sistemi——————————————-

    Mi sono permesso di aggiungere una ulteriore, e finale, postilla sulle considerazioni fatte sui problemi del creazionismo – evoluzionismo, nel thread precedente.
    Mi scuso per l’OT, grazie a SAL, grazie a Tornielli, grazie a tutti.

  37. gianni scrive:

    “non sanno quello che fanno”». potrebbe essere riferito solo a coloro che lo stavano materialmente crocifiggendo, pertanto non assolverebbe quelli che lo hanno fatto condannare a morte.

  38. Eremita scrive:

    Ross Gatt, non capisco che cosa c’entri Efesini 5, 21-33 con il fatto di essere critici nei riguardi dell’amministrazione ecclesiastica. Cerchi di leggere la Bibbia prima di citarla a sproposito. Se una cosa è mal amministrata, non cominciamo a gettarci fumo negli occhi: si cambia l’amministratore, e non vedo che cosa c’entrino le scritture in questa richiesta. Smettiamola di prenderci in giro, non c’è nessuna verità divina in ballo. Ma se vuol leggere qualcosa di istruttivo riguardo alle tecniche amministrative dei preti, vada a Daniele 14, 1-22. I soldi che si presume vadano a Dio talvolta forse vanno a finire da qualche altra parte, possiamo credere in Dio senza per forza credere a tutto quel che ci dicono quelli che pretendono di parlare a nome suo.

  39. mauro scrive:

    Caro Minstrel,

    non vi è alcun bisogno di esegesi quando il passo è chiaro e non da fraintendimenti di sorta. L’anima ed il corpo possono morire assieme quando il fuoco consuma il corpo e ciò avviene per volontà di una terza persona. Era d’uso che i cadaveri che non venivano reclamati dai parenti fossero bruciati per ragioni igieniche ovvero non diffondessero malattie.
    Così come non vorrà dirmi che non sa che l’uso del fuoco nel paganesimo era utilizzato dall’uomo per darsi l’immortalità e che il cristianesimo sovvertì tale concetto negando che la si ottenesse.
    Questa è la tradizione sull’uso del fuoco che proviene dal cristianesimo ed a fronte di ciò sostituì il fuoco con l’acqua del battesimo per far ottenere all’uomo sempre quella immortalità. Non l’ho scritta io la storia ma se lei dice di studiare e di dover studiare ancora non posso che pensare che sia ancora agli albori, molto lontano dal comprendere cosa sia e rappresenti il cristianesimo.

    • minstrel scrive:

      Certo che sono agli inizi Mauro, difatti mi manca tutta la sicumera di chi pensa di essere nel completo giusto senza se e senza ma, quando in questo mondo, senza scomodare Heisenberg, manco una circonferenza è assolutamente certa da misurare.
      E a questo punto non so se continuare a studiare per arrivare alle tue altezze di conoscenza e certezza…

    • minstrel scrive:

      PS: ma i passi che indicava Luis? Ah certo… quelli invece non sono chiari e invece necessitano di interpretazione. Ora penso d’aver capito.

      • mauro scrive:

        Non sono grandi altezze da raggiungere ma il semplice capire cosa vi è scritto, che vedo non sia per tutti coloro che sono stati frastornati da altri.
        Luis ha sempre indicato passi che dicevano diversamente da quanto sosteneva. Se lei crede che non fossero chiari si sbaglia perchè proponendoli, di sua iniziativa, dava ragione a me.

        p.s. vedo che non sa controbattere a ciò che scrisse l’apostolo sul fuoco e sulla morte del corpo e dell’anima. Se lei crede di controbattere me si sbaglia. Scripta manent e quantunque si voglia far passarli per altro, rimangono a memoria imperitura delle schiocchezze cattoliche e nello specifico che rappresentasse l’inferno dove il corpo assieme all’anima soffrissero per l’eternità. Lo sanno tutti che un corpo morto non prova sensazioni di alcun genere, tranne i cattolici come lei, mentre un corpo che vive è in grado di provare tutte le sensazione della nuova vita offerta da Dio.
        Lei va a negare ciò che è connaturato nella natura umana come se il Vangelo non ne tenesse conto. Se Dio dà una nuova vita è evidente che non può eliminarla ma solo permettere all’uomo di superarla con il suo intervento.

        • minstrel scrive:

          Basterebbe replicare che non sono mai morto per saperlo e la scripta la mantenuta la mia Chiesa e mi pare che su questo punto e a quello collegato dell’atto di fede chi non risponde è qualcun altro. :)

          • minstrel scrive:

            La Scripta L’HA (Accidenti a me!)

          • mauro scrive:

            Può sempre fare la respirazione bocca a bocca ad un cadavere, così imparerà se sentir il suo respiro e si rianimerà (riacquisterà le proprie sensazioni di quanfo era vivo) affinchè lei sappia che ciò che capita a lui succederà anche a lei da morto (quando verrà il suo tempo naturalmente).

            Fede è sinonimo di fiducia, crede forse che sia attinente alla sole religioni? Ma se lei non ha fiducia nell’apostolo, ed in ciò che ha scritto, lei è sui tetti a guardare la luna e sogna.
            Continua a non voler replicare all’apostolo tutto preso dal sogno.
            Lei è fatto così, qualche battuta sparsa qua e là ma non sa sostenere le proprie idee perchè non ne ha.

          • minstrel scrive:

            Io ho fiducia nella Scrittura dell’apostolo poiché è la Chiesa che mi dice in primis che quella scrittura non fu cambiata e discende da un testimone oculare o da chi frequentò tale testimone. poiché ci tengo alla logica di un discorso.
            Facciamo che replico ad una mia scrittura quando mi spieghi per quale autorità pensi che essa dica il vero?
            Infine ho già detto che sono un artista: stare sui tetti a sognare è una parte del mio lavoro. :)

        • Luis scrive:

          “Luis ha sempre indicato passi che dicevano diversamente da quanto sosteneva. Se lei crede che non fossero chiari si sbaglia perchè proponendoli, di sua iniziativa, dava ragione a me”.

          Si, certo, caro Mauro, la lascio nella sua illusione.
          Personalmente non credo che gli altri visitatori del blog siano di questo avviso.

          Un saluto.

  40. Antulio scrive:

    Ma quando una mamma in difficoltà si getta da una finestra con la figlia di tre anni braccio, come è successo a Torino, a che pro disquisire su Dio?

  41. Sal scrive:

    @ anniballo
    ——————–Sui massimi sistemi —————-
    mi scuso per l’OT.

    Il <b<Determinismo biologico, chiamato anche determinismo genetico, è <b<l'ipotesi secondo cui solo i fattori biologici, quindi i geni di un organismo, (e non ad esempio i fattori sociali o ambientali) determinano il modo in cui un organismo agisce o cambia nel tempo.
    Recentemente però , una critica si è sviluppata contro l’utilizzo del determinismo biologico o della biologia intesa come ideologia (definito col termine biologismo). Il più noto libro a tal riguardo è Biologia come ideologia. La dottrina del DNA (Biology as Ideology: The Doctrine of DNA), 1991 di Richard Lewontin.
    “Lewontin afferma che mentre il tradizionale darwinismo ha dipinto l’organismo come un recipiente passivo nei confronti delle influenze ambientali, una corrente interpretazione enfatizza l’organismo come un attivo costruttore del suo proprio ambiente. Gli ambienti non sono vuoti ricettacoli pre-formati nei quali gli organismi sono inseriti, bensì sono definiti e creati dagli organismi stessi. La relazione organismo-ambiente è reciproca e dialettica.” – Wikipedia

    La biologia molecolare ha pure dimostrato che la struttura fondamentale del sistema cellulare è essenzialmente la stessa in tutti i sistemi viventi sulla terra, dai batteri ai mammiferi. – Perché ?

    I ruoli del DNA, dell’mRNA e delle proteine sono identici in tutti gli organismi. Anche il significato del codice genetico è praticamente lo stesso in tutte le cellule. Le dimensioni, la struttura e il modo in cui sono fatte le parti che compongono il meccanismo per la sintesi proteica sono praticamente uguali in tutte le cellule. Perciò, in termini di struttura biochimica fondamentale, nessun sistema vivente può essere considerato primitivo o ancestrale rispetto a qualsiasi altro sistema, né c’è il minimo indizio empirico di una sequenza evoluzionistica fra tutte le cellule incredibilmente diverse della terra”.

    “QUANTO può apprendere il cervello umano? Questa domanda continua ad affascinare e sbalordire i ricercatori. Peter Russell scrive: “Più si impara sul cervello umano, più si scopre che le sue capacità e il suo potenziale vanno molto oltre le congetture precedenti”. — The Brain Book.
    “La memoria non è un recipiente che un po’ alla volta si riempie”, dice Russell, “piuttosto è simile a un albero con dei ganci a cui si legano i ricordi. Ogni ricordo costituisce un’altra serie di ganci a cui si possono legare nuovi ricordi. Quindi la capacità della memoria continua a crescere. Più conosci, più puoi conoscere”. Questo ci riporta alla nostra domanda precedente: Perché il cervello umano possiede riserve così vaste?
    La teoria dell’evoluzione non offre nessuna risposta ragionevole. In particolare il concetto della sopravvivenza del più adatto lascia perplesse le persone riflessive che si chiedono cosa spinse il cervello umano a sviluppare la sua straordinaria capacità. Per fare un esempio, perché costruire un camion enorme se si intende trasportare soltanto una palata di sabbia ?

    “In ogni testa c’è una formidabile centrale elettrica, un organo compatto, efficiente, la cui capacità sembra espandersi ulteriormente all’infinito via via che impariamo a conoscerlo”. — TONY BUZAN E TERENCE DIXON, DIVULGATORI SCIENTIFICI.

    E poi ? L’evoluzione si sarebbe fermata ? o continua ?

    • Simon de Cyrène scrive:

      Il modello teorico evoluzionistico riposa su un certo numero di ipotesi non ancora dimostrato per poter essere scientificamente validato.
      Ma è un modello ragionevole anche se, concordo con Lei, non ancora dimostrato e ancora incapace di spiegarci in modo scientifico, misurabile e riproducibile tanti paradossi come quelli a cui Lei ci fa cenno.

      Comunque niente in questa possibile interpretazione della fenomenologia biologica si oppone per natura o per metodo al fatto che l’Universo e la Vita siano creati ex-nihilo in questo stesso “istante” ontologico dal Creatore, in conformità colla Rivelazione che Egli ce ne fa colla Buona Novella annunciataci dalla Sua Santa Chiesa.
      In Pace

    • anniballo scrive:

      Caro “SAL”,
      penso certamente, con molti altri, che il determinismo biologico sia un errore concettuale ed una teoria azzardata ed anche pericolosa. L’eredità culturale gioca un ruolo altrettanto decisivo, in ogni caso; (s’è parlato di “memi”, al riguardo, come unità di eredità culturale, che funzionerebbero un pò come i geni…)
      Certamente, non esiste il minimo dubbio sul fatto che la massa degli organismi contribuisce a determinare le caratteristiche dell’ambiente; a me risulta che questo è un concetto ben presente ai biologi evoluzionisti (Dawkins, per esempio, lo sottolinea con chiarezza).
      Parimenti, sono del tutto d’accordo con quanto Lei sostiene sul DNA, sui meccanismi replicativi, sulla loro universalità, sulla “pari dignità” di tutti i sistemi cellulari.

      Tuttavia, non riesco a capire in qual modo tutto questo generi,poi, in Lei, perplessità sull’idea evolutiva centrale : nessuno dei dati giustissimi che Lei scrive può generare intoppi al riguardo.
      La notevole spinta evolutiva del cervello umano è stata dettata da una storia di stimoli e di libertà, gli uni potenziando l’altra, insieme agli importanti fattori collaterali della prensilità delle mani, l’opposizione del police e il lento affermarsi del linguaggio. Non sono tesi nè azzardate nè semplicistiche, sono anche state ottimamente illustrate in testi divulgativi pubblicati da biologi italiani. Nè vi sono dubbi sulla continuità evolutiva : perchè, infatti, dovrebbe arrestarsi?
      La saluto con affetto.

      • Sal scrive:

        distinto uomo di fede scentifica anniballo… mi permetto questa introduzione solo per l’amicizia e il rispetto che mi vedono suo interlocutore. Mi pffre l’assist ed io approfitto. Perdonerà lo zelo spero e mi insulti pure, a volte lo merito.
        Dicevamo, Dawkins ? Questo Richard Dawkins,? noto evoluzionista e ateo: “, nell’universo “non c’è né progetto, né scopo, né bene, né male, non c’è nient’altro che indifferenza cieca e spietata”

        Ha mai visto un coccodrillo indifferente di fronte a una gazzella ? E Un leone di fronte a un asino ? e un pedofilo di fronte a un giovane ?Una farfallina di fronte ad una tribuna sanremese ? Indifferenza ? Di fronte a una vincita al superenalotto ? O forse quella dello IOR di fronte allo scandalo quando pagò 240 milioni di dollari ? (implicita ammissione di correità) Lo vede che Dawkins dice cose non vere? Cos’è il “rimorso o senso di colpa ?” Indifferenza ? e lo Sdegno e l’irritazione ? “Indifferenza !” Ha ragione.

        Richard Dawkins dichiara esplicitamente: “Se incontrate qualcuno che dice di non credere all’evoluzione, o è ignorante o stupido o folle” Io non credo all’evoluzione, ma Le sembro folle ? Magari non me ne sono accorto ! La rivista Time, pur affermando che la teoria dell’evoluzione poggia su “molti solidi dati di fatto”, riconosce che l’evoluzione è una storia complessa con “molte lacune e numerose teorie discordanti su come colmarle” ( Questa non è indifferenza)

        Gli evoluzionisti ammettono che, sebbene esistano molte teorie contrastanti, l’origine della vita rimane un mistero. Richard Dawkins, esponente di spicco del neoateismo, sostiene che, considerato l’enorme numero di pianeti che devono esistere nell’universo, era inevitabile che la vita comparisse da qualche parte. ( Perché ? era inevitabile ) Ma molti scienziati autorevoli non ne sono così sicuri. John Barrow, docente presso l’Università di Cambridge, afferma che “l’evoluzione della vita e dell’intelligenza è disseminata di vicoli ciechi, in ogni sua fase. I modi in cui l’evoluzione può interrompersi in un ambiente complesso e ostile sono così numerosi che sarebbe pura hýbris supporre che, dati semplicemente un’adeguata quantità di carbonio e un tempo sufficiente, tutto sia possibile”.

        “L’EVOLUZIONE è un fatto come lo è il calore del sole” – afferma Richard Dawkins, Che il sole emani calore ovviamente è provato dagli esperimenti e dall’osservazione diretta. Ma gli esperimenti e l’osservazione diretta provano in modo altrettanto incontestabile la teoria dell’evoluzione?
        Lo scienziato Tariq H. Janabi ha analizzato gli argomenti addotti dagli evoluzionisti. “Mi sono accorto che la situazione è ben diversa da come ci viene presentata” – dice – “Le testimonianze sono troppo scarse e frammentarie per sostenere una teoria così complessa come quella dell’origine della vita”… la difesa dell’evoluzione, in particolare per quanto attiene alle origini della vita secondo la teoria dell’evoluzione, non può contare su testimonianze concordi.” – Osserva che i fautori dell’evoluzione “hanno elaborato e abbandonato nel corso degli anni molte teorie spesso errate e corrette ma finora nessuna teoria in particolare ha ottenuto il consenso generale degli scienziati”. Fatto interessante, Charles Darwin aveva previsto questo conflitto di opinioni. Nell’introduzione dell’Origine delle specie scrisse: “So bene . . . che sono ben pochi gli argomenti trattati in questo libro ai quali non si possono opporre dati di fatto che portano a conclusioni chiaramente contrastanti con quelle cui io sono arrivato.” In realtà, queste testimonianze discordanti mettono in dubbio la credibilità della teoria dell’evoluzione.
        Queste mi sembrano posizioni più ragionevoli e le condivido.

        L’assenza di prove ha spinto Tariq H. Janabi a considerare la teoria dell’evoluzione “semplice ‘fede’”. Il fisico Fred Hoyle la definisce “il Vangelo secondo Darwin”. Il dott. Evan Shute si spinge ancora più in là. “Sospetto che il creazionista abbia meno misteri da spiegare dell’evoluzionista convinto”. Altri esperti sono d’accordo. “Quando contemplo la natura dell’uomo”,- ammette l’astronomo Robert Jastrow, – “l’emergere di questo essere straordinario dalle sostanze chimiche disciolte in una pozza d’acqua calda mi sembra un miracolo tanto quanto il racconto biblico sull’origine dell’uomo”.
        Lei ha più fede di me ne sono sempre più convinto. Io sono un semplice credente nell’impossibile. Non tenga conto dell’ignoranza che mi vede semplice fedele ignaro.

        Alla fine degli anni ’30 del secolo scorso gli scienziati conclusero che se la selezione naturale poteva produrre nuove specie di piante da mutazioni casuali, la selezione artificiale delle mutazioni avrebbe potuto farlo in modo ancor più efficace. “L’entusiasmo contagiò i biologi in generale, ma soprattutto i genetisti e gli esperti di tecniche di selezione”, ha detto il ricercatore Wolf-Ekkehard Lönnig, che lavora in Germania presso l’Istituto Max Planck per la Ricerca sul Miglioramento Genetico delle Piante Coltivate. Perché un tale entusiasmo? Lönnig, che da circa 28 anni studia le mutazioni genetiche nelle piante, afferma: “Quei ricercatori pensarono fosse venuto il momento di rivoluzionare i metodi tradizionali con cui si selezionavano piante e animali. Ritenevano che inducendo e selezionando mutazioni vantaggiose si potessero generare organismi vegetali e animali migliori”.
        Scienziati di Stati Uniti, Asia ed Europa avviarono programmi di ricerca ben finanziati, usando metodi volti ad accelerare i tempi dell’evoluzione. Dopo oltre 40 anni di intensa ricerca quali sono stati i risultati? “Nonostante gli ingenti capitali investiti”, afferma il ricercatore Peter von Sengbusch, “il tentativo di ottenere varietà sempre più produttive tramite irradiazione si è dimostrato in linea generale un fallimento”. Lönnig dice: “Intorno agli anni ’80 le speranze e l’entusiasmo dei ricercatori naufragarono in un insuccesso globale. Nei paesi occidentali la selezione artificiale mediante induzione di mutazioni (mutation breeding) come ramo di ricerca a sé stante fu abbandonata. Quasi tutti gli organismi modificati riportavano ‘caratteri di selezione indesiderati’, cioè morivano o erano più deboli delle varietà presenti in natura”.

  42. Carlo scrive:

    @Simon de Cirène: Inutile che si “sbracci” tanto. Lo sto ripetendo da quando sono entrato in questo forum, ma le sue arrampicate sugli spechi sono spettacolari…. potresti essere un ottimo scalatore.

    Se Dio è Buono ed Onnipotente ci devi spiegare da dove cavolo viene il male, e non parlo del male che l’uomo compie ma di quello che subisce. Se non è in grado di spiegarmi questo per me la faccenda si chiude qui!!!!

    Per cortesia evita nuove “scalate”, o almeno abbi il coraggio di ripetere le stesse parole usate dal mio parroco (ed anche dal papa): La sofferenza è un mistero che non è comprensibile. Solo nell’altra vita capiremoAlmeno fa più bella figura

    • Simon de Cyrène scrive:

      Ancora una slittata via dal soggetto percedente per mai entrare nel merito, eh caro Carlo? ;-)
      Se non ce la fa, invece di fare scivoloni un po’ ridicoli, si sieda e rifletta prima di scrivere.
      In Pace

      • anniballo scrive:

        IL DARWINISMO NON E’ FEDE
        Sono davvero ripugnanti i posts di Simon di Cyrene; i suoi sono balbettamenti fasulli di un uomo che non è interessato se non a nascondere la verità, in una isterica e sterile difesa della sua propria ignoranza e dei convincimenti nei quali si crogiola beato (senza alcun riguardo alla loro veridicità).
        Le cose che Simon scrive sull’evoluzionismo sono la tragicomica testimonianza di individui che desiderano rimanere in una colpevole ignoranza ; il dabben uomo non vuol capire, non vuol studiare, non vuole accettare lo stato delle cose e scrive posts che sono un insulto allo sviluppo dell’intelligenza e della conoscenza umane.
        Se qualcuno cercasse prove sulla nefasta influenza che la fede può avere sulla conoscenza e sulla cancellazione della umana dignità, può abbeverarsi alle menzogne disperate di questo pover’uomo.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Che scoppio di rabbia bavosa, gentile Anniballo! La Sua maschera è finalmente caduta dopo cinque anni…

          Non avendo niente da controbattere nel merito Lei si limita ora ad offendere chi cerca di farLa riflettere sui fondamenti delle Sue credenze alquanto fideistiche.

          Questa Sua reazione emozionale mostra quanto poco siano le sue convinzioni radicate in un vero discorso di ragione e a fortiori scientifico.
          In Pace

  43. Antulio scrive:

    Pone molte domande il fatto che Dio abbia negato l’aiuto alla mamma suicida, ma ancor più ne pone il fatto che non abbia aiutato la bambina di tre anni.

  44. ritaroma scrive:

    CARLO,
    scusi….ma secondo lei gli uomini vivono ognuno su un’isola deserta?

    “non parlo del male che l’uomo compte ma di quello che subisce”
    e non sono gli altri uomini che cmq fanno del male?
    lei subisce qualcosa che un altro essere come lei fa! mi sembra che lei si sta arrampicando sugli specchi!
    a meno che non parla del “male” come malattia….allora le ricordo che lei non è un robot ( anche se pure lui s’inceppa) e siccome pur essendo capace di grandi cose è fragile ed è talmente delicato che si può tranquillamente ferire anche solo con un foglio di carta….non le è mai capitato ?
    ci provi a passare un dito sul bordo di un foglio…..oltre a sentire dolore, vedrà sgorgare il suo preziosissimo sangue!!!!!

    vede? non le parlo nè di Dio, nè dell’errore dell’uomo, ma dell’essere umano in quanto tale….
    stia bene

  45. ritaroma scrive:

    ANTULLIO;
    un certo Tonino Lasconi scriveva così:
    ” La prudenza è non dimenticare mai di essere una creatura, che non possiede la verità, ma deve cercarla.
    La prudenza è sapere che ogni apparenza può essere
    specchio per le allodole.
    E’la capacità di guardare dentro, al di là, oltre il look.
    —————
    Vede non è Dio che ha negato l’aiutro alla mamma suicida…. e la bambina…..sono state le persone che le stavano attorno che non hanno considerato ciò che lei a modo suo esprimeva….Dio è presente ma lascia che gli uomini (visto che li ha creati liberi) agiscano e si comportino come Cristo ha fatto ed insegnato….

    • Antulio scrive:

      Non creda, Ritaroma,
      che non tenti di capire il suo ragionamento, ma, dato che dicono che esistono i miracoli, quale miglior occasione per farne uno!

  46. ritaroma scrive:

    SAL,
    il passo di Giobbe io lo conosco molto bene , ma è lei che dovrebbe rileggesi il prima e il dopo dello stesso passo.
    per la sua superbia lei non si metterebbe mai la cenere sulla testa, xchè ritiene di sapere molto più di quello che invece non sa….
    Io nella mia pochezza mi faccio istruire da Lui e dal suo Spirito…..lei invece dalla sua “Verità ragionevole”(?)

    • Sal scrive:

      Ma io lo so che lei è più zelante, va a suo merito. Faccia come dice Pietro, quello vero- Pietro dice : “per questa stessa ragione, compiendo in risposta ogni premuroso sforzo, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la padronanza di sé, alla padronanza di sé la perseveranza, alla perseveranza la santa devozione, “ ( 2 Pietro 1.5-7)
      Così poi potrà divertirsi a schiacciarmi…..

    • Sal scrive:

      Perché la Verità non è ragionevole ?

  47. Carlo scrive:

    @Antulio: In realtà non si pone nessuna domanda. Lei ha mai visto “Dio” “Santi” o “Madonne” quando è stato in difficoltà? Io mai… me la sono dovuta sbrigare sempre da solo.

    @Cirenè: Inutile continuare tempo sprecato. può far concorrenza a Jerry Moffatt.

    @Ritaroma: Vada a farsi un giro in un qualsiasi ospedale (specie se pediatrico) e vada a raccontare la storiella della ferita e del foglio di carta.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Queste Sue, caro Carlo, sono tipiche risposte insofferenti degli altri e mostranti il poco interesse ad un dialogo razionale: ulteriore comprova che l’ateista medio come Lei (1) non ha argomenti rragionevoli per spiegare ul Suo punto di vista basato su presupposti dogmatici indiostrabili; (2) reagisce come tutti i settari cercando di imporre il proprio punto di vista cercando di discreditare chi non la pensa come Lei, invece di avere il coraggio di discutere nel merito; (3) mostra la solita boria di chi non ha riflettuto abbastanza a livello personale su quel che ha ingoiato acriticamente dal pensiero unico dominante, ma che crede poter imporre con un certo bullismo manco saccente.
      In Pace

    • Antulio scrive:

      Il fatto è, Carlo,
      che molte persone sono portate alla spiritualità, e credere in un Dio li aiuta psicologicamente.

  48. Carlo scrive:

    @Simon de Cirène: Se sai rispondere alle mie più che lecite domande bene, altrimenti ti lascio alle tue scalate!!!

  49. Simon de Cyrène scrive:

    O.T: per il Dr Tornielli.
    Apparso su “La Croix”, il cardinale Ricard conferma che il disacordo con i lefebvristi è stato messo agli atti in quanto per il Papa “il momento è venuto dove non si può accettare che non solo si fiuti il Concilio ma che si rifiuti l’insegnamento dei papi seguenti da Givanni XXII fino a Benedetto XVI, cosicoome il actechismo della Chiesa cattolica e del codice di diritto canonico”
    http://www.la-croix.com/Religion/S-informer/Actualite/Le-cardinal-Ricard-confirme-le-desaccord-de-Rome-avec-les-integristes-_NG_-2012-02-17-769674
    In Pace

    • Simon de Cyrène scrive:

      Se il cardinale Ricard si è pronunciato, questo costituisce la risposta unofficiale di Roma all’annunzio altrettanto unofficiale da parte di Fellay a Winona qualche giorno fa di voler rimanere nello scisma.
      Questo anche ci conferma molto chiaramente che il fatto che la FSSPX rimane ormai fuori dalla Chiesa non proviene solo da problemi disciplinari ma soprattutto dalla sua incapacità ad insegnare quel che l’unica Chiesa di Cristo insegna con spirito fiiale ed obbediente unita al Magistero del successore di Pietro e dei vescovi in unione con lui, come insegna la Tradizioen da più di duemila senza discontinuare.
      Ubi Petrus Ibi Ecclesia.
      In Pace

  50. Carlo scrive:

    @Symon de Cirène: Scala scala!!!

  51. ritaroma scrive:

    SAl,
    spiacente, io non schiaccio neanche ” i bacarozzi”!
    ………………………….
    Antulio,
    ha ragione, ma vede quando Gesù era in croce gli dicevano…………
    “39 Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo 40 e dicendo: “Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!”. 41 Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: 42 “Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. 43 Ha confidato in Dio;lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!”. 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo”…(Mt 27, 39-44)

    come lei sa, Gesù non è sceso dalla croce e neppure il Padre è andato a liberarlo….
    secondo Dio era giusto così, secondo noi, umanamente parlando ,un pò meno!
    ————-per quanto mi riguarda , credere in Dio non è un aiuto psicologico, la mia fede in lui non è una malattia….xchè allora è malato anche un bambino cheha fiducia, crede ai suoi genitori….
    la mia fede non gliela posso dare, – ognuno ha la sua- però la posso testimoniare….ma lei, come altri, possono rimanere scettici a vita….
    l’apertura alla fede è una richiesra d’amore e di desiderio rivolto a Dio e a voler capire……. tutti i se, i ma, i perchè sono parole inutili, così i passi delle scritture se non c’è volontà, resterebbero solo feasi fatte e discorsi “favolosi” specialmente x chi dice ” mi sono fatto da me”
    concetto in fondo in fondo errato, nessuno si fa da se, tutt’al più tenterà di realizzarsi !

    • john coltrane scrive:

      Lasci perdere, cara Rita: quando l’io si è staccato da DIO resta progressivamente costretto (l’esatto contrario della libertà che dona DIO) ad inventarsi pseudorazionalità che si opporrebbero alla logica assoluta della Fede.
      “Non date le perle ai porci”, dice Gesà, “perchè si rivolteranno contro di voi fino a sbranarvi”.
      L’uomo che lotta -pateticamente- contro DIO è un uomo violento, psicologicamente perlomeno.
      E’ logico: non può sopportare DIO, perchè non Lo conosce, ma non Lo conosce xchè non “vuole”, conoscerLO.
      Si bea nel suo adolescenziale complesso di superiorità, ma va in tilt non appena gli si chiede di dimostrare l’inesistenza di DIO.
      Resta senza parole, il vuoto del suo assunto gli si rivela improvvisamente come un abisso…
      E allora sclera.
      Alla fin fine, fatti suoi.
      La saluto, buona giornata,

      • Carlo scrive:

        @Coltrane: Puoi dimostrare l’esistenza di Dio? Perchè non ammetti che non ha mai visto mai un tubo, ma credi semplicemente in quello che ti hanno detto? Ti rendi conto che se fossi nato in Iran molto probabilmente saresti musulmano? Ti rendi conto che se fossi nato in qualche sperduta foresta molto probabilmente saresti uno sciamano?
        E poi si lamentano se gli fai domande “scomode” a cui non sanno rispondere. Ma voi qualche domanda ve la fate ogni tanto?

      • bo.mario scrive:

        Caro Coltrane quella LOGICA ASSOLUUTA DELLA FEDE me la devi spiegare. Logica e fede sono agli antipodi. Spero che riuscirai a tirar fuori il nesso.
        Vamos a buscar da tutte? è molto cristiano. Una squadra degna del Cottolengo? Ciao.

        • peccatore scrive:

          La forza del cristianesimo è proprio la sua perfetta logica: Dio è amore, il rifiuto dell’amore nega Dio.
          L’amore è libero. Tutto ciò che è schiavitù nega Dio.
          L’amore vero è da Dio e ciò che lo nega è falsità.
          L’amore vero è fedele: perciò sa perdonare.
          L’amore vero sa sacrificarsi: perciò è necessaria la croce.
          L’amore genera vita: la sua negazione genera morte.
          La sapienza della croce è centrale ad ogni sapienza.
          La sapienza del mondo rifiuta la croce.
          E’ sensato che non la possa capire chi, inseguendo l’illogicità del mondo, consideri illogico ciò che non riesce a comprendere. E’ un’orribile disastro, una carneficina storica, ininterrotta, in nome della volontà dell’uomo di rifiutare Dio, di “farsi dio” o di “usare” Dio secondo logiche che non Lo ritengono innanzitutto amore, sollecito, vicino, incarnato, vero e libero, e noi Sua immagine. Da sempre l’insegna “manicomio” è affissa all’esterno del luogo che vorrebbe racchiudere. Non è una barzelletta. Infatti è una tragedia. La logica è la vera forza (con la gioia) della fede cristiana.
          Persino al termine della vita terrena, con ciò che segue.
          Ma verrà un giorno (e personalmente non lo ritengo lontano) in cui il Signore darà a tutti, simultaneamente, la percezione di una consapevolezza che ora manca e che non so quanto sinceramente sia desiderata e cercata. Per quasi tutti non potrà essere una sensazione piacevole, anzi, credo che personalmente mi atterrirà. Sarà una bella occasione per un salutare reset, tutto interiore, senza fulmini e saette per intenderci.
          Passato questo shock, rimarranno la conversione o l’abitudine. La fede o lo sfacelo. E quel che Dio vorrà.
          Credo

          • peccatore scrive:

            … credo che tutto ciò sia necessario e prossimo.

            Il cristianesimo è essenzialmente un “sì” a Dio, che è amore.

            Questo mondo è un coacervo di “no”.

            E non è l’Inter a non fare goal, ma tutti noi a tirare il pallone lontano dalla porta: infatti il peccato è essenzialmente un “mancare il bersaglio”.

            E, come l’Inter, oltre a non prendere la porta giusta, becchiamo di brutto nella nostra… Solo sfortuna? Incapacità? Poca voglia? Errori?

            Il fatto grave è che il diavolo, quello vero, non è rossonero… Non ha nemmeno le corna. Si intende di Sacra Scrittura, più di Mauro e Sal, è un “professorone”, maneggia gli spread come un giocoliere le palle che sa far volare ed usa della comunicazione come un Goebbels e suoi nipotini, oggi asserviti all’informazione mainstream…

            E quanti gonzi a bersele.

          • john coltrane scrive:

            “La sapienza della croce è centrale ad ogni sapienza.
            La sapienza del mondo rifiuta la croce.”

            Assolutamente logico, caro Peccatore.
            Ed è assolutamente logico che il mondo ( inteso come l’io autonomo, l’io che dice “io” senza sapere cosa sia, insomma) non possa capire niente.
            “Non prego per il mondo, ma x coloro che TU mi hai dato” (GV XVII,9).
            Chi rifiuta di seguire CRISTO giunge al termine della vita nella più totale confusione: “Signore che io non resti in confusione in eterno” (Salmo 70,1).
            Mah, contenti loro, n’est ce pas?
            La ringrazio, buona serata.

    • Sal scrive:

      Vuol dire che è troppo “buona” ?

    • Sal scrive:

      “credere in Dio non è un aiuto psicologico, la mia fede in lui non è una malattia”
      e che differenza c’è tra “credere” e avere fede ?

      • Antulio scrive:

        Via, caro Sal,
        lei lo sa bene: se molti credono nell’astrologia, vuole che non ci sia chi crede in una delle numerose religioni esistenti?

        • Squilpa scrive:

          certi giorni, peccatore sbaglia la dose e va in “over”

        • Sal scrive:

          “ se molti credono nell’astrologia, vuole che non ci sia chi crede in una delle numerose religioni esistenti?

          Ha ragione, ma volevo dire che è stupefacente come molti, che si definiscono “cattolici”e dicono di credere in Dio, poi dicono di credere anche nell’astrologia. Non ultima una certa Ross Gatt che come molti cattolici continua a propagandare il “Mistero”. Ma anche l’Astrologia è “mistero” quindi chi crede nel mistero crede nell’astrologia inspiegata e inspiegabile.

          Che sia un Mistero, è spiegato dal fatto che una certa costellazione non è sempre presente in certe posizioni del cielo, ma solo in un certo periodo come farà quindi ad influenzare sempre la vita delle persone quando per effetto della precessione degli equinozi, le costellazioni ruotano e non sono sempre nella stessa posizione ?
          Ogni 13000 anni sarà Vega a indicare il polo nord sostituendo l’Orsa Minore così come dal 21 marzo al 20 aprile non sarà più l’ariete ma ci sarà un’altra costellazione dominante. Quindi è un mistero continuare a credere che sia fisso ciò che è variabile e vv.
          Misteri della fede.

          • Antulio scrive:

            A Sal.
            Avevo intenzione di lanciarmi in una ardita disquisizione astronomica, ma ne sono stato dissuaso dalla sua ultima proposizione: “misteri della fede!”
            Trasecolo, Sal! Non mi vorrà mica dire che lei non ha fede???
            Sicuramente ho capito male!

  52. mauro scrive:

    Caro minstrel,

    l’autorità proviene dell’apostolo stesso che così scrisse affinchè fosse inteso che l’anima sarebbe morta se il fuoco avesse consumato il corpo.
    Se le scrivo che è l’apostolo che deve contestare direi proprio che non capisce da quale parte provenga l’autorità ed ancora oggi non lo sa.
    Lei se è un artista può sognare quanto vuole in quel campo, è tutto suo e ne ha piena disponibilità e responsabilità, ma non può in alcun modo fare attribuire agli altri, e mi riferisco a ciò che scrisse l’apostolo, concetti diversi da quelli che lui ha espresso in quanto non appartengono a lei così come non ne ha disponibilità. Quello ha scritto e quello rimane così come lo propose affinchè tutti sapessero che l’anima poteva morire assieme al corpo per causa altrui e ciò non permetteva di risorgere.

    Se lei ogni tanto utilizzasse l’intelligenza anche al di fuori dell’arte, saprebbe che Dio offriva una nuova vita ma non condannava nessuno in quanto era l’uomo che negava a sé stesso la vita eterna che Lui offriva. Tale concetto esprime la piena responsabilità dell’individuo di fronte a Dio e questi non poteva far altro che accettare la scelta dell’uomo. Non vi è nessuna condanna e tanto meno un inferno, che a quel passo possa essere attribuito, dove il corpo e l’anima soffrano eternamente per non aver scelto Dio.

    • minstrel scrive:

      Capisco, ma chi le dice che quelle parole sono quelle dell’apostolo visto che non abbiamo l’autografo e siamo pressoché certi di possedere il testo del III (!) secolo? E ancora chi le dice che durante quegli anni non sia stati fatti dei cambiamenti e dei fraintendimenti nella scrittura? E ancora chi le dice che quello era davvero uno scritto attribuibile ad un testimone oculare o redatto da chi testimone oculare lo fu? E allora perché accettare quella scrittura e non quella del cosidetto Vangelo di Pietro? O la Didaché che contemporanea (anzi forse più antica ancora) che pretende in poche righe di ribadire la testimonianza orale degli apostoli? Perché questa deve essere Verità e la Didaché no (o solo in parte)? Chi ti dice non essere il contrario?

      Moh, volo che ho un cd da finire entro fine mese! CIAO!

  53. mauro scrive:

    Caro luis,

    l’illusione è tutta la sua di credere che sia nel vero.

    Prendo esempio, fra i tanti, dalle parole di Gesu’ che parlava in prima persona:”Benedite nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” che nostra che se avesse inteso sé stesso si sarebbe indicato e avrebbe detto:” Benedite nel nome del Padre, di me stesso e dello Spirito Santo” o “ Benedite nel nome del Padre, del suo figlio Gesu’ e dello Spirito Santo”.
    Lei è come minstrel: volete piegare al vostro intendimento i Vangelo o piegaroi a ciò che vi viene detto in nome di una ipotetica esegesi quando ciò che fu scritto non è in alcun modo oggetto di fraintendimento.

    Il figlio è il logos, quello stesso che Dio diede a Gesu’ e questi fece conoscere agli uomini.

    • Luis scrive:

      No, mi dispiace, caro Mauro, è lei che vive di illusioni.
      Ho già avuto modo di verificare che lei non sa né di esegetica e né di lingua greca, quindi le sue interpretazioni non hanno alcun valore.

      La fattispecie che riporta è l’ennesimo esempio del suo modo “fai da te” di interpretare la Scrittura ingenuo e sbagliato. Infatti chi sa di esegetica sa bene che nei vangeli Gesù spesso si riferisce a se stesso parlando in terza persona (Sappiate che il Figlio dell’Uomo è padrone del sabato…. e vedrete il Figlio del’Uomo venire sulle nubi… ecc.). Si tratta del “rispetto” teologico, cioè del retaggio ebraico che aveva ancora la prima comunità giudeo-cristiana che ha concorso alla redazione del vangelo di Matteo, di non riferirsi a Dio in prima persona.

      L’esegesi, non è “ipotetica”, ma una scienza che si basa sullo studio della Scrittura. Per poterla conoscere occorre avere delle basi che lei, mio caro sprovveduto Mauro, non ha.

      Un saluto.

      PS
      Ancora Mauro? Gesù è il Logos, perché è il Logos che si è incarnato.

      • Sal scrive:

        all’anima della “spocchia”! Se non è presunzione questa ! Mah si…son cattolici…. non sono mai cambiati. Non hanno ancora capito che a spararle troppo grosse non passano dal buco della canna.

        Si chiama auto incoronazione. E’ l’anticamera del manicomio. Credono alla verginità del parto, eppure è uscito anche “Il codice Da Vinci”…. Auguri Luis… il teofago!

  54. Carlo scrive:

    Anzitutto mi scuso per gli errori nel post precedente. La fretta è una brutta cosa…

    @Peccatore: Fede e logica è un ossimoro!!! Lei continua a parlare di un Dio amore, ma non vede la realtà. Un Dio amore non avrebbe creato conoscendo tutto il “macello” che l’atto creativo avrebbe comportato.

    Aspettiamo con ansia il giorno in cui il Signore darà a tutti, simultaneamente, la percezione di una consapevolezza che ora manca e che non so quanto sinceramente sia desiderata e cercata.
    Che dici ce la facciamo per il 3012?

  55. Carlo scrive:

    Sempre pronto a cambiare idea di fronte alle evidenze.

    • Ross Gatt scrive:

      Non riesco a capire perché un ateo convinto perda tempo a parlare di Dio?
      Questo è un vero MISTERO!

      Per poter conoscere Dio occorre la fede, la quale illumina la ragione, che a sua volta permette di “entrare” nel mistero.
      Il mistero di Dio, comunque, non è alla portata dell’uomo, quindi è Lui che vi introduce, man mano, chi gli vuole aprire il cuore.
      La fede invece è alla portata di tutti…basta desiderarla e chiederla umilmente…
      Questo è il vero grande DONO che Dio fa all’uomo: la possibilità di conoscerLo e amarLo.
      Buona Domenica nella luce del Signore!

      • Carlo scrive:

        Si certo!!! Per mistero possiamo credere in tutto quello che vogliamo.
        Infatti sulla terra ci sono centinaia di credenze dissimili.

        Non resta che attendere “con ansia il giorno in cui il Signore darà a tutti, simultaneamente, la percezione di una consapevolezza che ora manca e che non so quanto sinceramente sia desiderata e cercata.

        ….alle calende greche!!!!

        • bo.mario scrive:

          Carlo è una strategia. Per convincerti basta che pensi a cosa ne hanno fatto dei presunti segreti di Fatima. Ci hanno giocato per molti anni poi è andato tutto a farsi friggere, non ci credeva più nessuno. Una cosa era dire queste cose nel medioevo e altra è dirle adesso, pochi beccano e qualcuno è quì dentro al blog. Ciao.

        • Ross Gatt scrive:

          Di fronte al Dio di Gesù Cristo, non siamo una “massa” a cui dare simultaneamente delle percezioni di Se Stesso; Dio ci vuole incontrare nell’intimo del nostro cuore… Per Lui ogni essere umano è unico e irrepetibile, anche chi lo contesta. Specialmente chi lo contesta!!!
          Il mistero avvolge Dio e il Suo operato, ci piaccia o no; ripeto: nel mistero si può solo entrare e assaporare, non capire a priori.
          Invito a guardare questo link: la testimonianza dello scienziato russo Vladimir Efremov che ha visitato l’aldilà, suo malgrado. Rossella

          http://torsunov.altervista.org/resources/Aldila.pdf
          Replica

      • Sal scrive:

        @ Ross Gatt
        Mi intrufolo come il prezzemolo, col suo permesso, ma non mi torna ciò che lei afferma. Tanto per capire : “Il mistero di Dio, comunque, non è alla portata dell’uomo, quindi è Lui che vi introduce, man mano, chi gli vuole aprire il cuore.” Non mi risulta che sia così. Il Vangelo dice : ”Questa [immeritata benignità] egli fece abbondare verso di noi in ogni sapienza e buon senso, in quanto ci fece conoscere il sacro segreto della sua volontà. Esso è secondo il suo beneplacito, che egli si propose in se stesso per un’amministrazione al pieno limite dei tempi fissati, cioè radunare di nuovo tutte le cose nel Cristo, le cose nei cieli e le cose sulla terra.” ( Efesini 1.8-12)
        Se dunque Dio ha rivelato il suo progetto, tale che non è più un segreto come lo fu in precedenti generazioni : “ In altre generazioni questo [segreto] non fu fatto conoscere ai figli degli uomini come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti mediante lo spirito, cioè che persone delle nazioni sarebbero state coeredi e membra dello stesso corpo e partecipi con noi della promessa unitamente a Cristo Gesù per mezzo della buona notizia.” ( Efesini 3.5-6)
        Perché continua a dire : “Per poter conoscere Dio occorre la fede, la quale illumina la ragione, che a sua volta permette di “entrare” nel mistero.” – Non c’è più mistero, è stato svelato non c’è più bisogno di fede dato che la promessa è stata mantenuta. E’ certificato dalla scrittura di fronte a testimoni. Di che tipo di fede parla ? Fede in che cosa ?
        Piuttosto Paolo dice : non essendo smossi dalla speranza di quella buona notizia che avete udito, e che è stata predicata in tutta la creazione”( Efe 4.4) Ora si tratta solo di mantenere viva quella speranza come dice : non essendo smossi dalla speranza di quella buona notizia che avete udito, e che è stata predicata in tutta la creazione” ( Col.1.23)
        Lei ha speranza ? Mi sa che il Sig. Carlo ha molta più coerenza di ragionamento.

        • Ross Gatt scrive:

          @Sal
          Sono cattolica. Fede, speranza e carità sono le tre virtù teologali, indispensabili al credente per un rapporto vero con Dio, il quale è avvolto nel MISTERO…
          Non mi dica che lei “conosce” Dio Onnipotente!!! Dalle Sacre Scritture, se siamo credenti, possiamo dedurre che Dio ci sia e che in Gesù si sia incarnato e rivelato, ma CONOSCERE Dio non è possibile al cervello limitato dell’uomo. Che ci piaccia o no.

          • Sal scrive:

            Beh, come le pare, ma il vangelo- come sempre – dice cose diverse da quello che “credono” i cattolici sempre ciascuno a modo suo.
            Io avrei detto, invece che “avvolto” nel mistero si potrebbe dire racchiuso in menti misteriose ? Tanto non cambia niente per chi ha il “cervello limitato” che ci piaccia o no.

          • Sal scrive:

            @ Ross Gatt

            “Non mi dica che lei “conosce” Dio Onnipotente!!!”
            Se si definisce cristiana dovrebbe aver letto questo :

            “A sua volta, chi ama me sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi mostrerò chiaramente a lui. ( Gv 14.21)
            E’ Vangelo ! Ma forse non ci crede.

  56. Ross Gatt scrive:

    OSSERVATORE ROMANO
    - Alla ricerca del tempo perduto – Intrappolati in Rete cercando di esistere -

    La cifra che definisce l’uso dei nuovi media è una: presenziare. Per esistere, in rete, non basta esserci, occorre moltiplicarsi. Siamo già oltre l’era dell’apparenza, perché anche l’apparire si misura sulla quantità: l’applicazione di una delle piattaforme di condivisione che adesso vanno per la maggiore come Twitter ci aggiorna — noi e tutti i nostri cari followers — del numero di conquiste accaparrate dall’ultima settimana: abbiamo tot nuovi amici, siamo stati tot volte citati, tot volte nominati.
    “Siamo” tot volte tutte queste cose messe insieme. Ma per compiere tutto questo occorre investire un pari tot di tempo. Nello scatenamento generale di post, sottopost, tweet, retweet e mille allegati (music, blog, news) non si capisce dove la gente ricavi il tempo per leggerli, ascoltarli, curiosarli, commentarli: una massa enorme ed eterogenea di materiale le cui dimensioni crescono in proporzione alla nostra esposizione, esposizione che proprio di questa messe informativa si nutre, invischiandoci in un ciclo vorticoso diinfotainment martellante le cui spire alimentano la dipendenza.
    Non è in discussione il ruolo di formidabile acceleratore della comunicazione, e dunque detonatore di mille opportunità, che la rete rappresenta, specialmente in campo lavorativo, ma bisogna ripensare l’opportunità dell’investimento temporale nelle nostre vite, di tutto quel materiale di risulta che è il sottoprodotto di un uso “leggero” e viziato della rete: la singolarità demenziale da commentare a tutti i costi, la nota spiritosa da allegare sempre e comunque, la volgarità plateale da applaudire senza riserve, il tutto da rigirare puntualmente e indistintamente ai propri amici perché il vero e solo scopo di queste piattaforme è inebriarsi di spirito di partecipazione, partecipazione che si traduce in conquista di visibilità. Ma anche in una irrimediabile sottrazione di tempo prezioso alle nostre vite e a quelle di chi ci è più caro.
    Si obietta che tutto questo è il frutto dell’intrinseca vocazione alla socializzazione che da sempre ispira l’animo umano, eppure lì, dove investiamo più tempo — cioè i social media — il dialogo è morto. Non cerchiamo veri scambi di idee ma solo conferme, cerchiamo una spalla che stia al nostro gioco, la critica è bandita e il critico disamicato subito.
    Ci ubriachiamo delle nostre “saggezze” aspettandoci tanti complimenti in ritorno e quando non arrivano la nostra autostima cala bruscamente. Non solo i personaggi più noti ma, nel loro piccolo, tutti soffrono da sindrome di autoinfatuazione. Quando le amicizie sono solo frutto di un tornaconto promozionale e dedichiamo a queste — per fare massa — un tempo sproporzionato rispetto ai nostri veri affetti, ai nostri legami più significativi, si può davvero parlare di un oggettivo progresso sociale? E se sì, a che costo?
    Non sarà il caso di rivolgere le nostre esistenze verso esperienze concrete, capaci di cementare legami e affetti più durevoli e che non diano solo la fugace sensazione di pienezza ma destinate implacabilmente a portarci, oltre la beffa di rapporti segnati dall’inconsistenza affettiva, anche il danno di tutto quel tempo andato perduto?
    CRISTIAN MARTINI GRIMALDI
    18 febbraio 2012 – OSSERVATORE ROMANO

  57. Carlo scrive:

    Carlo è una strategia. Per convincerti basta che pensi a cosa ne hanno fatto dei presunti segreti di Fatima. Ci hanno giocato per molti anni poi è andato tutto a farsi friggere, non ci credeva più nessuno. Una cosa era dire queste cose nel medioevo e altra è dirle adesso, pochi beccano e qualcuno è quì dentro al blog. Ciao.
    #####################
    Lo so bene che è una strategia. Stessa cosa è gia successa con i segreti di Fatima. Prima dovevano essere svelati nel 1960, poi hanno rimandato. Infine li hanno rivelati nel 2000 (ma non integralmente). Poi non si sa da dove è uscito 4 segreto di Fatima!!!!! (parte mancante del terzo)
    Dopo un po’ di tempo tra polemiche inutili e accuse reciproche è finita a “tarallucci e vino”.
    Stessa cosa ora per Medjugorje. Ma questa volta se non succede nulla, non credo la religione sopravviverà.
    Non ti preoccupare bo.mario non mi faccio imbabolare!!!

  58. Carlo scrive:

    Mi dispiace solo che da domani non posso più scrivere nel blog. Ci vediamo tra qualche mese

    • Antulio scrive:

      A presto, egregio Carlo!

    • giovannino scrive:

      Caro Carlo , speriamo di riaverti nel blog, ma con argomenti un po’ più aggiornati . Il tuo positivismo non è meno superato del tomismo di alcuni tuoi interlocutori , dei quali cerchi di farti beffe , senza averli ben compresi .

  59. Antulio scrive:

    Il fatto sconcertante è che c’è antitesi fra la magnificenza del Dio che si predica e gli orribili avvenimenti del mondo.
    Come può una qualunque divinità chiudere gli occhi davanti a tanto sfacelo?

    • Carlo scrive:

      E’ un mistero

    • Sal scrive:

      ”Se, ora, la buona notizia che dichiariamo è infatti velata, è velata fra quelli che periscono, fra i quali l’iddio di questo sistema di cose ha accecato le menti degli increduli, affinché la luce della gloriosa buona notizia intorno al Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda [loro].” ( 2 Cor. 4.4)

      L’Iddio di questo sistema di cose, non ha chiuso gli occhi, anzi li ha bene aperti. Ma li ha chiusi ad altri che non capiscono. Sono accecati non è un mistero.

      • john coltrane scrive:

        “L’Iddio di questo sistema di cose, non ha chiuso gli occhi, anzi li ha bene aperti. Ma li ha chiusi ad altri che non capiscono. Sono accecati non è un mistero.”

        Proprio così, mr SAL.
        D’altronde “la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a DIO.” (1 COR 3,19).
        L’io autoesaltatao mai capirà nulla, sempre si rivolterà nelle tenebre della propria ridicola superbia.
        Buona giornata.

    • giovannino scrive:

      caro Antulio , se non sei una divinità , ma una umanità come noi altri faresti forse meglio a fare quanto umanamente è possibile perchè non accadano fatti orribili. Non sei tu che puoi giudicare Dio , ma il contrario .

  60. Squilpa scrive:

    Carlo, dispiace anche a noi..la sua collaborazione è preziosa ,per me, mi pare una luce nel buio….Oltre alla consolazione di vedere che è rimasta qualche mente pensante. Torni presto!

    • Sal scrive:

      @ Madame Squila & @ Monsieur anniballò
      Rsipondo qui per mancanza di spazio all’argmento postato
      a proposito di inclinazione gentica.

      L’istinto – “Inclinazione geneticamente fissata” Da chi ? ( Dal caso in millenni di competizione selettiva) direbbe l’ateo, ma :

      SI DICE che gli egiziani iniziassero la fabbricazione della carta nel III millennio a.E.V. Scortecciavano i fusti di una pianta acquatica chiamata papiro. Le anime midollose che rimanevano venivano tagliate in strisce larghe ma sottili e disposte verticalmente, appena sovrapposte. Dopo avervi applicato un sottile strato di colla, un altro strato di strisce di papiro veniva messo sopra il primo ma con le fibre disposte in senso orizzontale. I due strati venivano battuti con un maglio fino a formarne uno solo. Dopo l’essiccatura al sole e la lucidatura, i fogli erano pronti per la scrittura. Fra tutti i primi materiali scrittori, il papiro era quello che assomigliava di più alla carta.
      Però, nella fabbricazione della carta gli egiziani giunsero tardi. Erano in ritardo di migliaia d’anni! Sono state le vespe le prime a fabbricare carta. Gli esemplari più grandi sono i calabroni, la Vespa crabro in Europa e la Vespa maculata nell’America del Nord. All’inizio il nido di carta è piccolo, il lavoro di una singola femmina termina in un’imponente palla di carta del diametro di 30-60 centimetri, che può ospitare una forza lavorativa di migliaia di insetti. Il lavoro inizia con una sola femmina, la regina. Dopo avere scelto un posto per la costruzione, di solito in un albero, essa raschia piccoli pezzetti di legno stagionato e li mischia con la saliva fino a formare una pasta.
      Con questa pasta di legno, la regina fa un favo molto piccolo e lo appende a un ramo o a un altro sostegno. La pasta si indurisce velocemente. La regina avvolge il favo in un involucro protettivo consistente di diversi strati di carta, separati l’uno dall’altro da intercapedini d’aria per l’isolamento. Questa copertura non tocca il favo, ma per avere sostegno si attorciglia attorno ai rami e ai ramoscelli sovrastanti. L’unica apertura in questa palla cava di carta è un foro all’apice inferiore, l’ingresso del nido. Le poche celle esagonali del favo si affacciano verso il basso e in ciascuna la regina depone un uovo.
      In pochi giorni le uova si schiudono. La regina nutre le larve, le quali per chiedere cibo raschiano rumorosamente le pareti della cella. In tre settimane le larve si chiudono all’interno della cella filando una membrana di seta sull’apertura. Dopo altre tre settimane in questo stadio di pupa, i calabroni completamente sviluppati guadagnano l’uscita rosicchiando la membrana. Sono pronti per andare a lavorare, e la regina smette di fabbricare carta per concentrarsi nella deposizione delle uova.
      Questo significa che la produzione di carta deve aumentare velocemente! Servono più celle per ospitare le uova. Il favo originale aumenta di circonferenza mentre altre celle vengono aggiunte tutt’intorno. Vengono calati dei pilastri in modo da sostenere sotto di esso un favo nuovo e più grande. Vengono aggiunti altri favi più grandi, fino ad arrivare a otto o più. L’uomo costruisce dal primo piano in su; i calabroni costruiscono dall’ultimo piano in giù. I piani costruiti dall’uomo si appoggiano su quelli sottostanti; i piani dei calabroni sono appesi a quelli superiori. Per fare spazio a questa espansione interna, vengono demoliti muri interni mentre ne vengono aggiunti altri esterni. Con la crescita della famiglia, il nido si allarga come un palloncino gonfiato.
      Qualche volta si possono vedere i calabroni aggiungere alla copertura questi strati esterni. Portano palline di pasta di legno ben masticata e camminando all’indietro distendono queste palline ottenendo delle strisce, che uniscono l’una all’altra. Il disegno di queste strisce unite tra di loro si può vedere sulla copertura ultimata. La saliva del calabrone serve da collante nella pasta di legno.
      Un fatto interessante — e affascinante — è che il calabrone riesce a controllare la posizione delle fibre nella sua carta. Allorché vengono trasformate in fogli per gli strati murali, le fibre formano un disegno irregolare, essendo incrociate per conferire maggiore resistenza, un po’ come facevano gli egiziani con le strisce di papiro. Ma quando la carta serve a fabbricare i peduncoli o i pilastri con cui appendere il primo favo a un ramo o attaccare ulteriori favi a quelli di sopra, tutte le fibre di legno sono disposte parallelamente. Ciò conferisce grande resistenza per reggere le strutture più pesanti del nido. Un esperto fa questo commento al riguardo: “Si ottiene considerevole forza portante allineando tutte le fibre del legno in senso longitudinale, proprio come i tendini dei muscoli ricavano la loro immensa resistenza dal fatto che tutte le fibre del tessuto connettivo sono allineate parallelamente le une alle altre nella direzione della tensione”.
      A proposito, questa rassomiglianza tra i pilastri del calabrone e i tendini umani è forse la prova dell’evoluzione? Gli evoluzionisti argomentano in genere che una rassomiglianza indica l’esistenza di un rapporto. Naturalmente, quando la rassomiglianza non si adatta, arbitrariamente e per convenienza la accantonano come una convergenza accidentale. In realtà, seguendo l’istinto i calabroni prendono in considerazione i vari gradi di resistenza necessari nelle diverse strutture e predispongono di conseguenza le fibre nella pasta.
      È anche per istintiva saggezza che i calabroni mantengono nel nido una temperatura costante di 30° C. I molti strati di carta usati nel ricoprire il nido, con le intercapedini d’aria tra l’uno e l’altro — come le finestre termiche che l’uomo costruisce — facilitano di parecchio il mantenimento di una temperatura costante. “Questo muro esterno”, riferisce un esperto in materia, “può essere tanto efficace nell’isolare dal caldo e dal freddo quanto un muro di mattoni di circa 40 centimetri”.
      Comunque, questo non è sempre sufficiente. Quando la temperatura scende al di sotto dei 30° C, uno speciale gruppo di calabroni operai mettono velocemente in moto i muscoli del volo battendo le ali da fermi, come un’automobile col motore in folle. Questa attività muscolare genera calore. Se il nido diventa troppo caldo, i calabroni introducono acqua per inumidire le celle, e poi agitano le ali per far evaporare l’acqua e quindi rinfrescare il nido, come fa il radiatore di un’automobile per raffreddare il motore.
      E non si dica ora che tutta questa saggezza si è evoluta per caso, <b<senza alcuna prova che ciò sia accaduto o di come poteva accadere. Questi straordinari fabbricanti di carta sono quasi dei robot, ma come hanno fatto a evolversi senza saperne niente di ingegneria e di termodinamica ? ‘Sono istintivamente saggi’. — Proverbi 30:24.
      Per quanto concerne il fabbricare la carta, hanno preceduto gli egiziani di migliaia d’anni! Il che è ulteriore riprova che l’idea di Un proggettista non è artifizio. C’è la prova. !

      Scusate per essere andato fuori tema. E’ troppo importante !

      • Reginaldus scrive:

        Sal
        davvero bella e significativa la storia dei calabroni fabbricatori di carta….( e quante storie simili nella natura ) Complimenti! ma che non sia stato in grazia del Caso e della Necessità???

        • Sal scrive:

          @ Reginaldus,
          ringrazio e aggiungo: ““Spinoza è sicuramente il più importante teorico della Necessità divina che governa la Natura in ogni sua espressione con un determinismo assoluto.”
          Il caso in filosofia s’intende ciò che contraddistingue:
          • o un avvenimento che si verifica senza una causa definita e identificabile, contraddicendo così ogni teoria deterministica che assegna ad ogni accadimento una precisa causa;
          • o un evento accaduto per cause che certamente vi sono ma non sono conosciute ovvero “non-lineari”, sconnesse o meglio “intricate”, che non presentando una sequenza causalità-effettualità necessitata, cioè deterministica, tale da permettere l’identificazione di esse e la predicibilità degli effetti.
          L’interpretazione deterministica della causalità si ritrova in quelle antiche correnti filosofiche che, concependo l’universo come creato da un Logos ordinatore, negano l’esistenza del caso in quanto tutto avviene “per necessità”, sostenendo che il caso è soltanto una “ignoranza delle cause”, come in tempi moderni sosterrà l’astronomo Pierre Simon Laplace.” – Wikipedia

          Non per negare la possibilità da lei proposta, ma nessuno è in grado di dare una risosta certa. Possiamo solo osservare il fenomeno e motivarlo a piacimento.

          “L’istinto è un impulso di origine psichica o motivazione che spinge un essere vivente ad agire per la realizzazione di un particolare obiettivo, mediante schemi d’azione innati ed, appunto, “istintivi”.
          Se sono “innati” qualcuno o qualcosa li avrà fatti nascere, pensati progettati. Dal niente non viene niente e ciò che è progettato non accade senza progettista.

  61. Sal scrive:

    @ Antulio.
    “Avevo intenzione di lanciarmi in una ardita disquisizione astronomica, ma ne sono stato dissuaso dalla sua ultima proposizione: “misteri della fede!” Trasecolo, Sal! Non mi vorrà mica dire che lei non ha fede???
    Sicuramente ho capito male!”

    Perché trasecolare sig. Antulio, ciascuno ha la sua di fede, alcuni hanno credenze, altri hanno speranze,in un mondo libero e relativo tutto è relativo:
    “Non condivido neanche una parola di quello che dici , ma mi batterò fino alla morte perchè tu possa continuare a dirlo “. Voltaire
    Pierino sta in classe quando il maestro gli chiede: “Pierino, quanto fa 2 + 2?”. “E’ relativo, signor maestro, perché se i numeri sono in orizzontale fa 22, ma se sono in verticale fa 4″. “Ah… Ti credi molto intelligente, vero Pierino? Ti credi un saputello eh? Allora dimmi, quanti sono i Comandamenti?”. “I Comandamenti sono… Mah , è relativo, signor maestro”. “Come è relativo!!!?”. “E’ relativo, perché se sono per gli uomini sono 10, ma se sono per le donne sono 9, perché le donne non possono desiderare la donna d’altri, a meno che non siano lesbiche”. “Sei un figlio di pu****a, Pierino!”. “E’ relativo, signor maestro, perché se in realtà sono figlio di mia madre NO, però se sono figlio della sua, direi di SI”.

    Tutto è relativo sig. Antulio, la mia fede ? Questo sistema politico economico sociale non può durare. E’ giunto al capolinea e si scioglierà come il burro al sole. Se non se n’è ancora accorto le suggerisco di guardar meglio gli eventi, non le stelle o trovare la risposta nell’oroscopo. E’ sotto gli occhi di tutti. Lo spread, le banche che non fanno credito, il lavoro che manca, Se anche lo IOR si trasferisce in Germania, qui la vedo male e quelli se ne intendono. Non crede ?
    L’ha detto anche Gesù, “non sanno quello che fanno ” Hai voglia a stare nelle mani di Dio, forse quelle stanno solo in Germania.

  62. Reginaldus scrive:

    Cherubino,
    quanto alle sue sproloquiose ribattute delle ore 18 io mi devo arrendere… non ho certo la visione di Dio e delle Sue cose come può averle un alato Cherubino che sta davanti al suo Trono!!!

    • Reginaldus scrive:

      Cherubino,
      (sempre in margine alle sue ribattute delle ore 18…)

      Allora io bestemmio… non leggo nemmeno il vangelo… non mi accorgo di contraddirmi… faccio distinzioni assurde… (quindi) non vedo l’assurdità delle mie farneticazioni… . gioco indegnamente con le parole… faccio una lettura da fondamentalista (cristo-talebanista???)… faccio un’esegesi da quattro soldi e distorsiva … oltraggio il vangelo e quindi (ci risiamo) bestemmio…. e ( a concludere) vado di male in peggio…

      —-Ma da uno che parla tanto d’amore e di perdono ( che non si debbono distinguere assurdamente altrimenti si avrebbe la pura assurdità farneticante….), almeno un po’ di ritegno sarebbe del tutto normale aspettarselo – non oso dire un segno dell’amore e del perdono che si va predicando… questo no, perché si sa da sempre… tra il dire e il fare …) PS – A propos, e mi consenta di usare il suo metodo, mi dica: prima di fare questa sua sciorinata esegetica, quanti cicchetti si è ingollato???)

      • Cherubino scrive:

        carissimo, non vedo però perchè si offende, le mie sono correzioni fraterne e semplici costatazioni.
        Che non legge il vangelo è una semplice constatazione di fatto, e non può che dispiacere, per lei e anche per il vangelo che lei distorce (e ribadirlo è un servizio alla verità e una difesa di coloro che lei vuol privare del Kerygma). In questo senso dico che lei “bestemmia”, non perchè offenda direttamente il Padreterno, ma perchè ne diffonde una immagine errata, antievangelica.
        Che le sue affermazioni siano errate (esegesi da quattro soldi, farneticazioni, distorsioni, contraddizioni, assurdità, ecc.) sono tutte mie critiche alle sue parole e non alla sua persona e quindi del tutto lecite in un dibattito. Lei invece mi schernisce parlando di “cicchetti ingolllati”. Come vede le mie frasi sono molto meno offensive delle sue.
        Che poi lei “vada di male in peggio”, che è espressione ignaziana (strano che un tradizionalista come lei dice di essere non se ne sia accorto !) è un invito ad accorgersi del suo errore e a cominciare a procedere “di bene in meglio”.
        Ma dalla sua risposta vedo che non ci pensa affatto.

        • Reginaldus scrive:

          A Cherubino delle ore 00,31

          Io non mi offendo caro il cherubico mio interlocutore ma constato semplicemente la sua “finesse” ( perfettamente secondo la peggior moda gesuitica la sua distinzione tra parole e persona , come se le parole ‘sgangherate’ non provenissero da persona ‘sgangherata’.) Ma sono io che devo constatare che è lei che non sa leggere, non dico il vangelo – impresa grande – ma un semplicissimo scritto— Un esempio, tratto da dove lei mi attribuisce una “esegesi da quattro soldi”, a proposito del due ladroni con-crocifissi. ….Dove leggo la promessa all’uno??? Dove è detto : “oggi sarai meco in paradiso…” Se lei non vi legge una promessa, che cosa vi legge???? Una lettura delle carte??? …. Dell’altro il Vangelo non dice niente, certo, e nemmeno io dico niente…Mi faccio solo una domanda, se legge bene: “l’altro che non sia sprofondato nell’inferno con le sue bestemmie ???”. E’ una POSSIBILITA’, e mi auguro che no, che fino a quando non gli si è spenta la luce, anche costui ha avuto modo e tempo di ravvedersi e pentirsi e quindi di salvarsi… .Pacifico! Dove legge che io caccio all’inferno qualcuno???
          – Sui “cicchetti ingollati” non si adonti troppo: anche agli apostoli che parlavano a Pentecoste alle folle furono attribuite bevute mattutine fuori posto… Dovrebbe essere lusingato dall’accostamento…. Comunque, se io offendo, lo faccio apertamente , non alla maniera gesuitica, con le distinzioni e sottodistinzioni… Comunque, per finire questa diatriba, e per fare un buon uso del tempo, le chiedo solo se è d’accordo con quanto dice Ezechiele nel passo da me succitato, e che ripeto:

          “Com’è vero ch’io vivo – oracolo del Signore Dio – io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio SI CONVERTA DELLA SUA CONDOTTA [credo che il convertirsi presupponga il pentimento...] e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perché volete perire, o Israeliti? (Ez. 33,11)

          Lei è d’accordo, con Ezechiele, mica con me, che senza pentimento e conversione l’uomo perisce, e nemmeno Dio con tutto il suo Amore vi può fare niente??? Se lei è d’ accordo, allora siamo d’accordo. Il resto è chiacchera… ( e lasci stare il kerygma, il disprezzo e le sue supposizioni…)

          • Cherubino scrive:

            mi sembra di aver già detto che all’uomo sta la responsabilità ultima di dire sì o no all’amore di Dio. Pentimento e conversione sono quindi assolutamente necessari, ma io vado oltre ciò che lei intende o fa intendere. Il pentimento è la conversione non sono semplicemente la lista dei peccati su cui fare mea culpa e ammenda ma molto di più. E’ la coscienza di qualcosa che non va in se stessi, quando ci rendiamo conto di rifiutare colui che ama come nessun altro può amarci, quando ci accorgiamo che invece di fare i salti di gioia nello scoprire il kerygma di colui che perde la vita per noi, tanto più quanto più noi gli siamo ostili.
            Lei non può dire seriamente “lasci perdere il kerygma”. Il kerygma è l’unica cosa che può far pentire e convertire il cuore. Il kerygma, l’annuncio dell’amore infinito e mai ritrattato di Dio in Gesù, è ciò che dà vita al pentimento, quello vero, che non è solo “morale”, ma è la coscienza di una tendenza fortissima a rifiutare il dono.
            E’ il perdono di Dio che muove al pentimento e dà forza alla riconciliazione, non è il pentimento causa del perdono come volontà di Dio di amarci in ogni caso.
            Ma è ovvio che se è il perdono di Dio a muovere il pentimento, riconosco che una persona accoglie l’amore di Dio se in lui cresce il pentimento. Così come quindi è ovvio che l’ostinazione nel non pentimento impedisce al cuore di aprirsi al perdono di Dio e lo “lega” alla sua schiavitù.

    • Cherubino scrive:

      quanto alle mie “sproloquiate ribattute” è davvero deludente la sua reazione. Le ho parlato della buona notizia, le ho messo davanti agli occhi un annuncio del keygma, e lei lo disprezza e addirittura risponde (perchè non riesce a trattenersi) lontano fisicamente e con un riferimento impreciso (ore 18) per far in modo che chi legge non rilegga il mio post.
      La sua avversione al kerygma è la fonte del suo disprezzo per la Chiesa e non è certo opera dello Spirito di Dio.

  63. Ross Gatt scrive:

    @Sal

    ###########################################################
    Sono i protestanti a “capire” le Scritture , ognuno a modo proprio (e qui non ci piove!); il cattolico ne accoglie l’interpretazione sulle “ginocchia” della Chiesa, sua Madre. E ne va fiero!!! Perché Dio si rivela ai “piccoli”e ai semplici, a coloro cui non interessa avere un cervello limitato o meno, perché si sentono amati da Dio così come sono. E con questo chiudo coi blog, per dedicarmi alle cose vere della vita. Auguro di cuore ogni bene a tutti.

    • Sal scrive:

      Spiacente che non voglia continuare ad appronfondire. Infatti è incomprensibile come si possa continuare ad accettare ciò che altri suggeriscono piuttosto che prestare fede al suo personale intelletto.
      Come dire che lei preferisce credere a ciò che non è dimostrabile piuttosto che a cioò che tocca vede.
      Interessante teoria, da suggerire ai tribunali italiani in modo che venga estromessa l’onere della prova per dare credito alle illazioni.
      Davvero interessante.

  64. mauro scrive:

    Caro minstrel,

    Non mi pongo tutte le domande che mi fa lei e nemmeno sono in grado di risponderle ma, come le ho già evidenziato altre volte utilizzo, come tutti, l’attestazione (imprimatur) della Chiesa Cattolica su 4 Vangeli scelti fra altri, sono in lingua greca e sono gli unici a cui si possa fare riferimento e nello stesso tempo da essi si prende l’attestazione degli avvenimenti e di ciò che venne detto.

    Se vuole risposte può chiederle a chi fa parte della Chiesa ma le posso dire che non scioglierà alcun suo dubbio in quanto attesteranno la veridicità dei vangeli.

    • minstrel scrive:

      Grazie Mauro, anche e soprattutto per l’onestà.
      Le mie domande sono alla base del cosidetto atto di fede e come tale, avendolo fatto (tentando di farlo ogni giorno…) le risposte posso dire di averle. Grazie ancora, davvero, e a presto.

  65. anniballo scrive:

    ———–”SAL” (e gli ultimi due posts). REPLICA—————————
    Stimatissimo amico, sforzandomi alla brevità, identifico i segg punti dei Suoi ultimi scritti cui mi sento di porter ribattere.
    -relativam all’idea di indifferenza,essa non si riferisce alle reazioni dei viventi di fronte a circostanze inerenti a sopravvivenza (o le altre di cui Lei parla). L’indifferenza è qualcosa di presente oggettivamente negli ordinamenti di Natura. La Natura privilegia i comportamenti vincenti e chiude gli occhi di fronte al soccombente; si disinteressa all’errore genetico che uccide un bambino o a milioni di vittime di un’epidemìa, (o di un sisma). Lo stesso Universo è totalmente indifferente di fronte all’esistere dell’uomo e delle sue vicende. E’ questa la indifferenza cui si riferiva Dawkins.
    -L’origine della vita rimane un mistero, anche se i suoi contorni vanno diradandosi; va ricordato, cmq, che l’evoluzionismo non si propone di spiegare l’origine della vita, ma solo il differenziarsi delle specie. Non possiamo, d’altronde meravigliarci, se vari aspetti di una vicenda durata miliardi di anni presentano punti oscuri. Gli altri pianeti? Qui rispondere è impossibile, ma le considerazioni statistiche avranno, penso, un valore. Credere che la Terra (ed il suo contenuto) sia lo scopo dell’intero Universo , questa sì è hybris!
    -L’evoluzione è un fatto, qui Dawkins ha ragione. Bastò lo studio su “Biston betularia” a Manchester, a provarla; e lo vediamo ogni giorno, quando un batterio diventa resistente ad un antibiotico. Non basta,peraltro, una adeguata quantità di carbonio : ciò che occorre è il formarsi di un replicatore (più vari miliardi di anni, appunto -che non è poco!-) L’espressione usata da R. Jastrow sulla pozza d’acqua calda è inqualificabilmente semplicistica.
    -Le testimonianze discordanti tocca aspettarsele; già pochi testimoni di un fatto di cronaca recente son capaci di presentare scenari diversi, figurarsi che problemi presenta una vicenda lunga come la nostra: non si dimentichi che sono pochissimi decenni che la scienza è stata lasciata libera di avviare le sue indagini…Una immediata ed universale concordanza sarebbe sospetta; l’essenziale è che nessuno ha una alternativa più credibile da presentare, e tantomeno lo è il puro dogma creazionista.
    -Che le selezioni artificiali indotte dall’uomo artificialmente vadano incontro a fallimento in pochi decenni non smonta l’impianto concettuale di base; anzi ne conferma il funzionamento. Che esse,poi, non reggano la selezione ambientale non vuol dire che è sbagliato il meccanismo, vuol dire che le modifiche erano inadeguate e la selezione le boccia (Appunto!!). Le meraviglie viventi che vediamo oggi (a cominciare dalla strabiliante vicenda della carta e dei calabroni), ci sorprendono e ci fanno gridare al miracolo divino; ma vogliamo, temo, ignorare o dimenticare che esse sono costate miliardi di anni; miliardi di anni di tentativi mutazionali, di errori e correzioni senza fine e -soprattutto- una immensa, agghiacciante, paurosa , incalcolabile ecatombe di poveri esseri viventi.
    -Qui non rispondo più, ma ripeto io una considerazione: celebrare i successi della vita è bello e tutti ci incantiamo di fronte alle ottime trasmissioni televisive sulle meraviglie della natura. Però, la considerazione che ho appena fatto provoca un immediato contrappeso sull’altro piatto della biliancia : la strage, la sofferenza, il massacro che è stato provocato dal procedere per tentativi. Noi non conosciamo i fallimenti passati e non vogliamo tener conto della sofferenza tuttora operante; l’intera storia fossile e lo studio del DNA archiviato ci fanno capire una sola cosa, precisissima : la storia naturale è una storia di arrangiamenti e di RABBERCIO. Come se non bastasse, oltre il 90% delle specie mai comparso si è estinto; non bastano,cioè, le tragedie dei singoli, ci sono anche quelle di intere specie.
    Si può mai pensare seriamente che tutto ciò è opera di un Progettista consapevole? E, se davvero lo fosse, Le pare che dobbiamo tenere questo Progettista in grande stima? A me pare proprio di no, sinceramente.
    SAl, in questo forum, scrivono vari fanatici ciechi e il loro piatto dogmatismo non mi fa soffrire; ma la Sua incomprensione, sì; quella la giudico amarissima e perniciosa.

    La saluto, stia bene.

    • Sal scrive:

      @ anniballo
      Capisco il suo punto di vista, e rispetto le sue opinioni pur non condividendole. Spero non vorrà addebitarmi anche quest’ulteriore amarezza alle già molte che costellano la quotidianità di tutti noi. Mi spiace per la perniciosità, ma se non le fa piacere si senta libero di non replicare non me la prenderò a male. Capirò.
      Approfitto dell’occasione per riepilogare alcuni punti che avevo sottolineato alcuni anni fa quando lessi “L’origine della Specie” di Charles Darwin (Scientifica Boringhieri) 6° ediz. 1872 traduz. Luciana Frattini.

      Scrive Darwin: “ Sembra che l’evoluzione non si possa provare e soprattutto che ‘l’intimo suo meccanismo sfugga ad ogni tentativo d’indagine” ( p. 47)
      “Non nego che si possono sollevare molte e serie obiezioni alla teoria della discendenza con modificazioni attraverso la variazione e la seleziona naturale … c’è una lotta per l’esistenza … ma in Natura osserviamo tante strane gradazioni che dovremmo essere estremamente cauti ad affermare che un organo o un istinto o un’intera struttura non possono aver raggiunto il loro stato attuale attraverso tappe graduali. “ ( p. 526-527 ) “chi spiegherà in modo definitivo perché un elefante o una volpe non si riproducono in uno stato di cattività nel loro paese di origine mentre un maiale o un cane domestico si riproducono liberamente nelle più disparate condizioni “( p.528)
      “Fin qui ho ricapitolato i fatti e le considerazioni che mi hanno profondamente convinto che le specie si sono modificate in un lungo corso di discendenza” ( p.544) – “Ma poiché le mie conclusioni sono state di recente molto travisate e si è affermato che io attribuisco la modificazione delle specie esclusivamente alla selezione naturale…. Chi può spiegare qual è l’essenza della forza di gravità ? Ritengo che gli animali derivino da quattro o cinque progenitori al massimo e le piante da uno stesso numero a da un numero inferiore di progenitori” (p.549)

      Come ho recentemente osservato relativamente ai membri di ogni grande regno abbiamo nelle strutture embriologiche omologhe e rudimentali, la prova evidente che tutti i membri di ogni regno discendono da un unico progenitore.” ( p. 550) ” A mio parere con quanto sappiamo delle leggi imposte dal Creatore alla materia, si accorda meglio l’ipotesi che la produzione e l’estinzione degli abitanti passati e presenti del globo siano dovute a cause secondarie come quelle che determinano la nascita e la morte degli individui” (p.553) ” vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme o in una sola, e nel fatto che mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge di gravità, da un così semplice inizio, innumerevoli forme bellissime e meravigliose si sono evolute e continuano a evolversi” ( p.554)

      Mi sembra di poter dire che secondo Darwin “con le leggi imposte dal Creatore” alla materia, l’evoluzione non sia altro che una modificazione della specie “delle forze che il Creatore ha inizialmente impresso”che fa adattare alle condizioni di vita. Non mi pare si possa negare l’evidenza di un Creatore almeno così scrive anche perchè l’adattamento è un’altra prova di una capacità che non può essersi sviluppata autonomamente.
      Un saluto

    • Reginaldus scrive:

      Lei dice, “l’origine della vita rimane un mistero, anche se i suoi contorni vanno diradandosi ”… e quindi se la nebbia che avvolge il punto da cui ha avuto origine la vita va diradandosi significa che il mistero relativo all’origine verrà il momento che non sarà più tale, e che quel ‘punto’ risplenderà davanti a tutti…la natura allora darà di sé la spiegazione di se stessa : e la natura che è e si manifesta sussistente, ragione di se stessa, è la Natura-Dio! Già detto.

  66. anniballo scrive:

    Devo dire che la prosa di Darwin è accattivante, ed ha anche un andamento molto dimesso e misurato (soprattutto a paragone del contenuto “esplosivo” dei concetti).

    Nel merito, penso che non vada dimenticato che Darwin esponeva, all’epoca, uno studio speculativo, frutto di anni di osservazioni e personali deduzioni; egli non sapeva nulla di ciò che andava scoprendo Mendel, in quegli anni, nè immaginava che potesse esistere un codice genetico (sulle cui mutazioni puntiformi avrebbe trovato perfetta base biochimica lo stesso meccanismo evolutivo).
    E’ possibile,dunque, anche che lo stesso Darwin abbia nutrito qualche perplessità in merito alle proprie deduzioni, o a qualche aspetto di esse; circa le pulsioni religiose dell’Autore, va ricordato che egli riteneva la religione una funzione “alta” dell’istinto di conservazione, e ,quindi, un prodotto della mente umana.
    Ma queste nostre attuali sono scaramucce di retroguardia, caro SAL; Darwin precisò anche che la sua opera non aveva relazione alcuna con la teologia e ,comunque, non so se si può affermare ch’egli abbia avuto, in età matura, un qualche tipo di fede profonda. Il suo riferirsi al Creatore non è interpretabile in tale senso, mi pare.
    Ma, al di là di tutto questo, restano i fatti : restano le conferme che la sua teoria ha avuto, e che sono assai maggiori delle perplessità che possono esistere relativamente alla necessità di chiarirne vari aspetti (e che i biologi non si nascondono).

    Le contesto (bonariamente) solo una inadeguatezza lessicale: le mie non sono “opinioni”, come Lei scrive; in materia di evidenza scientifica contano, sì, le ipotesi, ma , quando arrivano le prove, la parola “opinione” è imprecisa. Nè, per il medesimo motivo, si può dire che la mia sia una “fede” scientifica. Di fronte ad eventuali nuove evidenze, infatti,si può cambiare parere (cosa che il credente non fa); nè sono classificabili tout court come vere le elucubrazioni religiose perchè godono del privilegio di non essere soggette a smentita.
    Ho fiducia che Lei comprenderà benissimo anche il senso di queste mie ultime affermazioni e La lascio con un caro saluto.

  67. anniballo scrive:

    “SAL”, Le posso chiedere un favore supplementare?
    Mi dice come fa ad inserire grassetti e corsivi ?
    Non ci sono mai riuscito….

    • Sal scrive:

      Può trovare on line numerosi siti che spiegano il linguaggio HTML che è quello usato in rete. Uno è questo ma ne può consultare molti altri basta ricercare “linguaggio html”, esistono anche programmi che può scaricare che convertono automaticamente il testo digitato in linguaggio HTML.

      Cmq è facile, se su un normale foglio Word digita il testo e aggiunge il comando all’inizio e alla fine delle parola o frase che vuole evidenziare” [ ( bold) all’inizio della parola o frase e a fine della parola o frase] ” quando lo incolla nell’apposito spazio del blog, verrà convertito automaticamente.

      Inserendo ( “all’inizio e ” () alla fine verrà sottolineato (underline), “ e “verrà italico e c’è una serie di altri comandi per fare altre cose come cambiare colore o aggiungere il collegamento ad altra pagina web, il comando è “ leggi qui ;) ci son anche le faccine può ricercare in rete il sito che preferisce ma non tutti i sono riconosciuti sempre. spero di essere stato chiaro, se non riesce riproviamo.
      Saluti

    • Sal scrive:

      Può trovare on line numerosi siti che spiegano il linguaggio HTML che è quello usato in rete. Esistono anche programmi che può scaricare che convertono automaticamente il testo digitato da Word in linguaggio HTML.

      Cmq è facile, se su un normale foglio Word digita il testo e aggiunge il comando all’inizio e alla fine della parola o frase che vuole evidenziare quando lo incolla nell’apposito spazio del blog, verrà convertito automaticamente.
      Inserendo “u” all’inizio e”/u” ” alla fine verrà sottolineato, deve essere racchiuso tra ; “i” e “ /i” “verrà italico e c’è una serie di altri comandi per fare altre cose come cambiare colore o aggiungere il collegamento ad altra pagina web. Ci sono anche le faccine. Può ricercare in rete il sito che preferisce ma non tutti i sono riconosciuti sempre. ;) :)
      Tutti i comandi sono racchiusi tra “”
      Saluti

  68. ritaroma scrive:

    GRAZIE, JOHN C; buona giornata

    LUIS,
    non riesco ad iscrivermi nel tuo blog.
    quelle lettere-parole non le trascrivo mai bene,- così dice- per cui ti saluto, pazienza!
    PS. una rompiscatole di meno

    Ringrazio il dr Tornielli,che non le ha mai messe…
    è vero che quì entrano ” porci e cani” però da a tutti la possibilità di farlo, anche di andarsene con la velocità del suono – volendolo!
    un saluto, Luis e buona quaresima

  69. Luis scrive:

    Ciao Ritaroma, mi dispiace che non sei riuscita ad iscriverti, se vuoi puoi provare ora, ho modificato le impostazioni, ogni tua visita ed eventuale commento sono sempre ben accetti.

    Buona quaresima anche a te!