Il Papa non si dimette

Poche parole, pronunciate alla fine del discorso ai cardinali, prima di imporre la berretta rossa ai nuovi porporati: «Pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa». Una frase che lascia intendere come Ratzinger non intenda dimettersi. Nonostante i veleni, i dossier, le manovre di palazzo alle quali abbiamo assistito negli ultimi tempi.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

66 risposte a Il Papa non si dimette

  1. don Luca scrive:

    Semplicemente Deo Gratias… i lupi di cui aveva parlato all’inizio del pontificato continuano a digrignare i denti ma il pastore non demorde, con mite ed umile fermezza.

    Che esempio straordinario: tutto può in Colui che gli dà forza!

  2. peccatore scrive:

    Mai pensato che Benedetto XVI potesse dimettersi.
    Ma contentissimo che lo abbia fatto capire lui.
    Mi auguro che la “mite fermezza” giunga prestissimo a snidare le serpi che abbondano anche in prossimità dei bellissimi giardini vaticani…
    Niente che possa scandalizzare la protezione animali: una bella teca riscaldata, con tanto di nome affisso fuori della vetrina e biglietto a pagamento per visitare il rettilario, dove gli esemplari vivono ben nutriti, studiabili anche dai bambini.
    Giusto per sapere con chi si può aver a che fare…

  3. Carino scrive:

    Amen e così sia. La Chiesa più che mai ha bisogno del Supremo Pastore Benedetto XVI.
    Peccato che in Curia ci sono tanti che non sembrano rendersi conto di tale fatto.
    E’ triste vedere quanto lontano dall’essere papabile è il gran numero dei Cardinali, inclusi si nuovi. L’unica eccezione è il Card. T. Dolan di New York, e si vede che – che sorpresa – Benedetto XVI la pensa esattamente così. Vediamo se anche i Cardinali curiali, tra cui semplicemente troppi italiani non sufficientemente affidabili, lo capiscono ed iniziano, finalmente, a comportarsi come “pars corporis Papae”.

  4. xagena scrive:

    Tanto uno vale l’altro e cmq :morto ‘n papa se ne fa ‘nartro…………………….

  5. Bruno scrive:

    Potremmo sostituire il Padre con un altro Padre? Lo Spirito Santo guiderà il Santo Padre per tutta la sua vita come Pastore della Chiesa.

  6. Paride scrive:

    Morto un Papa, fatto un altro. Benedetto XVI svolge bene il suo compito. Giovanni Paolo II ha svolto bene il suo compito. Giovanni Paolo, I nel suo breve pontificato, ha svolto bene il suo compito. Paolo VI ha svolto bene il suo compito. Giovanni XXIII ha svolto bene il suo compito. Pio XII ha svolto bene il suo compito. E così, andando indietro nel tempo. I cattolici hanno sempre lodato e augurato lunga vita ai pontefici mentre erano regnanti, a volte con fanatismo e quindi mancando di spirito critico. Solo gli avversari della Chiesa hanno parlato male, a volte molto male, dei Papi durante il loro periodo di vicari di Cristo e successori di San Pietro. I cattolici dovrebbero sapere che la Chiesa non si regge sui Papi, ma sulla guida dello Spirito Santo. E i Papi possono commettere anche degli errori, come uomini. Un po’ di spirito critico e meno fanatismo, insieme ad una maggiore fiducia nello Spirito Santo, farebbero bene anche ai cattolici.

    • luciano27 scrive:

      sono d’accordo;èeccessivo culto della personalità,non accordato, però, a chi se lo merita veramente:papa Giovanni XXIII

      • sagrista scrive:

        La mia impressione è quella che su questo immenso e grandissimo Papa , tra l’ altro Beato , il tempo che passa stia stendendo un pò di patina per dimenticare e ci sia qualcuno in Vaticano che dà una mano. Per fortuna il popolo dei fedeli non la pensa così. C’e’ un pò voglia di dimenticare anche la grandissima figura di Paolo VI. Non certo da Benedetto XVI° credo sia l’ultimo cardinale creato da Papa Montini e basta leggere quello che ha detto del Suo precedessore nella visita a Brescia . Speriamo che in occasione dei 50 anni dell’apertura del Concilio Vaticano II°, si voglia ridare la luce che meritano Papa Roncalli e Papa Montini.

  7. Reginaldus scrive:

    Questa è davvero una bella protesta di autenticità della quale si chiama a testimonio Dio stesso! Ma certamente sarà qualche altro dio da quello testimoniato da sempre nella Chiesa di Dio e del suo Cristo!!! Quanto al volere restare al suo posto, non dice il proverbio: l’uomo propone ma Dio dispone??? E abbiamo ferma fiducia che anche il male Dio ‘dispone’/ permette per il nostro bene…

  8. Antulio scrive:

    Il Papa non si dimetterà … marpioni curiali permettendo, ovviamente!

  9. Sara scrive:

    “Con mite fermezza”. Alla faccia di chi vorrebbe fargli usare il bastone (contro gli altri off course)

  10. giovannino scrive:

    Le dimissioni di Ratzinger non avrebbero senso e certo non risolverebbero i problemi della denominazione cattolico – romana. Diverso sarebbe se Benedetto XVI abolisse il titolo cardinalizio e il concistoro , convocasse un Concilio con compiti costituenti e si presentasse dimissionario davanti a tale Concilio . Il Concilio allora darebbe un nuovo assetto alle istituzioni ecclesiali ed eleggerebbe direttamente il nuovo Papa. Indubbiamente ci saranno delle difficoltà iniziali , ma a lungo andare questa è la via giusta. Probabilmente questa soluzione non è imminente , ma credo ci si arriverà , se Dio vuole.

    • il maccabeo scrive:

      che Iddio ce ne scampi.

    • lauraromana scrive:

      @giovannino
      …ed ecco subito il seguace del libro della smorfia olandese che gufa tutto contento; ci sono “cattolici” che del Vangelo hanno capito e seguono la strada di Giuda: un perenne astio verso il Papa è la loro caratteristica distintiva e la loro ragione sociale.

      • giovannino scrive:

        cara lauraromana , il medico che consiglia una dieta al paziente obeso , è un sadico affamatore ? Se il Papa riformasse saggiamente le istituzioni ecclesiali e rinunciasse a prerogative superflue e in parte usurpate, vivrebbe meglio e potrebbe dedicarsi maggiormente alle sue funzioni. Sarebbe vantaggioso anche per lui.

        • lauraromana scrive:

          @giovannino
          ci sono anche medici che lavorano ad ammazzare il paziente, magari per motivi nobilissimi, anzi “umanitari”: e Lei pare proprio uno di essi.

  11. Reginaldus scrive:

    un capolavoro di camuffa questo Ratzinger-Benedetto XVI! Mette a capo dell’ufficio che deve perseguire i pedo-preti un protettore di questi e amico degli omosessuali (Levada )… invita i cardinali a cercare Dio e non il potere, quando Lui è IL C APO del sistema di potere finanziario del vaticano e sa bene che i suoi ambiscono a quella porpora non certo per amore della testimonianza alla Chiesa fino al sangue, e Lui li accontenta… e ora chiama Dio a testimonio della sua retta dottrina quando la ‘ vera’ retta dottrina della Chiesa Lui l’ ha stravolta …..

    • luciano27 scrive:

      reginaldus, con questo suo scritto mi stupisco di aver avuto contrasti con lei.sono in perfetta sintonia con il suo post

      • il maccabeo scrive:

        gli estremi si toccano sempre…

        • luciano27 scrive:

          solo nelle figure pianela fine dl perimetro cincide con il suo inizio:nelle linee rette o in certe curve, no.

        • Reginaldus scrive:

          di quali estremi parla? di quelli dell’ipocrisia? Io sarei un ‘ estremo’ perché faccio quella considerazione su Levada??? O è una considerazione fondata sul falso, e allora le sarei grato se me lo dimostrasse, oppure sul vero: e allora che c’entrano gli estremi??? E così sul resto…

  12. Emendatio scrive:

    Le ultime parole del Papa non lasciano dubbio sulla sua fermezza nel guidare la nave di Pietro. Dobbiamo, si, pregare perché lo faccia, seguendo la luce dello Spirito Santo. Vero è che la sua età non permette troppi viaggi, ma lo fa per il bene della Chiesa. Il Concistoro lascia intravedere la linea del prossimo Pontificato; tifo per um asiatico o un africano (Rangitt (Arc. di Colombo), Sarah (Pres. del P. C. Cor Unum), Cipriani (Arc. de Lima), ma non un italiano. C’è molta gente interessata nello establishment, ma l’America Latina grida: noi i cattolici siamo in maggioranza. Oltre ciò, la crisi dei vari scismi è vicina; la presenza della malvagità satanica spaventa. Bisogna pregare!

  13. Cherubino scrive:

    da figlio spirituale della Compagnia di Gesù non posso che rallegrarmi per la presenza tra i nuovi cardinali di un gesuita il p. Karl Becker.
    Emerito teologo e professore, il p. Becker è stato uno degli ispiratori della Lumen Gentium e della linea del Concilio Vaticano II su libertà religiosa ed ecumenismo. Inoltre ha partecipato ai colloqui tra Santa Sede e rappresentanti lefebvriani.
    La sua nomina cardinalizia per questo ha secondo me anche un valore simbolico non indifferente.

  14. Sal scrive:

    “la testimonianza della dottrina sicura” – dice il papa. In tema di dottrina sicura non si è ancora capito come fa ad essere sicura sia che la sostenga un papa o un altro papa.
    Gesù dice : “Questo è il pane che scende dal cielo, affinché chiunque ne mangi e non muoia” ( Gv 6.50) Sono secoli che i cattolici dicono che mangiano quel pane, ma non ne è rimasto uno vivo, sono morti tutti. Da cui la giustificazione che sono vivi in paradiso, ma questa è solo un’ipotesi, non c’è alcuna sicurezza dato che non può essere dimostrato. Come si fa a dire di una dottrina “sicura” se non può offrire alcuna garanzia ? Si può solo sostenere che sia una pia speranza ma non è sicura.
    E’ sicuro tutto ciò che si vede, si tocca, e si può dimostrare altrimenti è aleatorio. Definire una dottrina “sicura” senza poter provare alcuna di queste caratteristiche è una speculazione fatta sugli ingenui.
    Si dice che Gesù è risorto il terzo giorno, ma poi si dice che nessuno lo riconosceva, questa non può essere definita una dottrina “sicura”, ma, mera credulità in un racconto antico non dimostrabile di cui non esiste neanche l’originale. Come fa ad essere sicura ? Il fatto che alcuni ci credono non lo rende “sicuro” né credibile come quando si dice che gli asini parlano, o che l’ombra torna indietro…. Che Dio sia una trinità, non c’è nulla di sicuro né dimostrabile in tutto ciò. Quindi definire sicuro ciò che non lo è affatto, è una mistificazione o un’irragionevolezza o una speculazione. Però ciascuno può credere ciò che vuole.

    • GG scrive:

      Si chiama, gentile Sal, “fede”. Una fede ragionevole nella parola dei testimoni oculari che hanno visto quanto accaduto e, da poveri pescatori illetterati quali erano, l’hanno semplicemente raccontato (facendo anche, per inciso, la figura degli idioti, non avendo capito niente di quanto Gesu’ aveva detto per tre anni davanti a loro, e ammettendolo).

      I vangeli canonici, anche nell’interpretazione piu’ malevola, sono databili nelle immediate vicinanze dei fatti, comunque prima del 100 d.C (l’ultimo e’ quello di Giovanni, vicino a quella data, mentre i sinottici sono probabilmente del 45-50 al massimo). Un po’ prima delle ridicole “traduzioni”, da lei propinate come se nessuno sapesse niente di greco e latino, fornite dai testimoni di “Geova” (nome clamorosamente inventato, noto errore medievale, peraltro molto raro, ripescato non si sa perche’). Se, per caso, avesse voglia di prendere il testo latino (o greco) originale, studiare un po’ e vedere se i passaggi cruciali sono piu’ fedeli nella versione cattolica o in quella dei testimoni di “Geova”, in particolare nei passi che riguardano la divinita’ di Cristo, la crocifissione, la resurrezione, la trinita’, forse si farebbe qualche domanda. Si trovano molte pagine, anche in rete, in cui si documentano in modo inquivocabile le volontarie manipolazioni dei testi originali: ma, ripeto, basterebbe prendersi fisicamente tali testi e guardare, con un minimo di buona fede. La prego, lo faccia. Val la pena studiare un po’ e rendersi conto della realta’.

      Una minima lettura sulla immediatezza del riconoscimento della divinita’ di Cristo la trova ad esempio qui: http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-divinit-di-cristo-non-lha-inventata-costantino-427.htm

      E’ indirizzata verso i libri di Dan Brown, ma putroppo temo che il tipo di obiezioni sia dello stesso livello e il riferimento vada quindi bene.

      • Sal scrive:

        @ GG
        Mi sorprende sig. GG lo dice lei stesso: “ facendo la figura degli idioti” se dunque tutti gli altri pensavano che fossero idioti, lei ha fede in ciò che “idioti” le hanno raccontato.
        Non che voglia contestarla se da retta agli idioti, è sua facoltà, ma mi sembra un pò idiota.

        Se le raccontano che gli asini parlano o che l’ombra torna indietro, come hanno fatto a fare le “meridiane” ? giravano al contrario ? Lei ha fede in questo ? complimenti proprio vera fede ! mi saluti l’asino se lo incontra ! Non le chiederò che ora è.

        Lei dice anche: “Geova” (nome clamorosamente inventato, noto errore medievale, peraltro molto raro, ripescato non si sa perche’).”
        Strano però che lo usarono anche i padri della chiesa ne parlano per es: Girolamo, il traduttore della Vulgata latina,( IV sec dc) dice nel prologo ai libri di Samuele e Re: “In certi volumi greci troviamo tuttora il nome di Dio, il Tetragramma [cioè, יהוה], espresso in caratteri antichi”. In una lettera scritta a Roma nel 384 E.V., Girolamo dice: “Il nono [nome di Dio] è composto di quattro lettere (tetragramma); lo si pensava anecfòneton, cioè ineffabile, e si scrive con queste lettere: iod, he, vau, he. Ma alcuni non l’hanno decifrato a motivo della rassomiglianza dei segni; e quando lo hanno trovato nei libri greci l’hanno letto di solito [ΠΙΠΙ, lettere greche che corrispondono alle romane PIPI]”. — Le lettere, Roma, 1961, vol. I, pp. 237, 238; cfr. J. P. Migne, Patrologia latina, vol. 22, coll. 429, 430 ( Non proprio medioevale direi)
        Nell’Esapla di Origene . . . le versioni greche di Aquila, di Simmaco e dei LXX rappresentano tutte JHWH con ΠΙΠΙ; nella seconda colonna dell’Esapla il Tetragramma era scritto in caratteri ebraici”. <i<(The Journal of Theological Studies, Oxford, vol. XLV, 1944, pp. 158, 159)

        I ritrovamenti di Tel Arad ( al Museo di Gerusalemme) ancor prima che medioevale direi, e molti altri, però, confermano che nei tempi biblici il nome di Dio era usato liberamente nella vita quotidiana, nelle formule di saluto e nelle benedizioni. Ad esempio un’iscrizione dice: “Al mio signore Eliasib. Possa Yahweh [Geova] interessarsi del tuo benessere. . . . Egli risiede nel tempio di Yahweh”.

        Il prof. George Howard ha scritto: “Abbiamo tre diverse copie precristiane della Settanta greca e in nessun caso il Tetragramma viene tradotto kyrios, né in alcun altro modo. Possiamo ormai affermare quasi con certezza che prima, durante e dopo il periodo neotestamentario gli ebrei erano soliti scrivere il nome divino . . . nel testo greco della Scrittura”. — <i<Biblical Archaeology Review. Non mi dirà che è mediovale.

        SymP. Vindob. G. 39777 rende il nome divino col Tetragramma scritto in caratteri ebraici arcaici ( oppure ) nei seguenti luoghi: Sl 69:13, 30, 31. Questo frammento di un rotolo di pergamena con parte del Sl 69 nella versione di Simmaco (Sl 68 nei LXX), conservato nella Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, è stato datato al III o IV secolo E.V. Fu pubblicato dal dott. Carl Wessely in Studien zur Palaeographie und Papyruskunde, vol. XI, Lipsia, 1911, p. 171.
        Se non basta può sempre riferirsi a Wikipedia che riproduce il tetragramma raffigurato anche all’interno di chiese cattoliche.

        Strano che ha fede in ciò che idioti raccontano e non ha fede in ciò che può verificare, è proprio strano che certe volte in certi posti tutto è al contrario. Lei ha fede anche al parto verginale ?
        forse era una pratica prcristiana inventato in tempi medioevali e abbandonata….non è strano ?

        • il maccabeo scrive:

          Mamma mia Sal quante contraddizioni. Prima ci vuol dimostrare la sua personalissima esegesi a proposito di qualsiasi cosa citando passi del vangelo (geovista) a palate. Poi salta fuori con sto post che fa del vangelo della resurrezione un “racconto antico non dimostrabile di cui non esiste neanche l’originale”. Come se avessimo l´originale ad. es. di qualsiasi altro libro della Bibbia o di testi quasi contemporanei ai Vangeli come il “De bello gallico” di Giulio Cesare o dell´Eneide di Virgilio a cui nessuno passa per la testa di contestarne la bontá, quando le copie che ne abbiamo sono invece posteriori di secoli a quelle dei Codex dei Vangeli attualmente in possesso (vedasi ad es. quello conservato alla Chester Beatty Library di Dublino, datato alla seconda metá del II sec. d.C. 150 d.C. ca.).
          Il suo fumismo poi e le sue citazioni non fanno altro che provare l´esistenza del nome Yahwé, negando proprio al contempo quello di Geova, ben piú tardo, tanto quanto i Testimoni che ad esso si rifanno.
          Che infatti Yahwé (dell´originale ebraico) e Geova (trasposizione italiana di una sbagliata pronuncia americana dello stesso nome ebraico) siano lo stesso nome lo creda pur lei. Al limite lo sono tanto quanto il siculissimo Calogero sta allo slangissimo Chazz della Little Italy a New York.

          • Sal scrive:

            @ maccabeo
            Perdoni la pignoleria, ma mi pare di aver scritto io questo ? O ricordo male ?
            Ad esempio un’iscrizione dice: “Al mio signore Eliasib. Possa Yahweh [Geova] interessarsi del tuo benessere. . . . Egli risiede nel tempio di Yahweh”. Proprio qui sopra.
            Per quanto attiene all’originale, non mi risulta che nel de Bello Gallico, Cesare dice che la sua somara lo rimproverava né che Virgilio abbia scritto che regolava la clessidra con l’ombra che tornava indietro.
            Lei è libero di credere a ciò che vuole, però coerenza vorrebbe che chi predica una Verità debba essere in grado di spiegarla altrimenti è poco credibile. Sarebbe stato interessante che fra le molte lei avesse voluto chiarirmi perché una madre con tanti figli possa essere vergine, come un uomo vivo e vegeto possa far mangiare la sua carne a chi non è cannibale essendo vietato dalla legge,oppure com’è possibile che si parla della circoncisione del cuore, poi pretende che il suo amico si circoncida, magari se vuole può anche spiegare perché mai, chi sa fare i miracoli a distanza del tipo di far risorgere i morti, poi debba fare un miracolo in due tempi, oppure perché mai il cugino che lo conosceva e lo riconosce figlio di Dio, poi debba chiedergli se era lui o doveva aspettare un altro.
            Quando lei studia il de Bello Gallico deve anche essere in grado di poterlo spiegare perché se dice che è un bel libro, mai poi non sa di che parla evidentemente si trova in trasgressione. Lei non crede ?
            Non contesto il libro, contesto chi dice di crederci ma non sa di che parla. Mi aiuti a capire lei che è bravo, le sarò riconoscente.
            Poi se non le piace Geova dica pure Yahvèh o Jehovàh, non me la prenderò a male. Ne ha facoltà.

          • il maccabeo scrive:

            ha ha! Ma come? la torre di guardia non le spiega queste cose?
            Se anchío gliele spiegassi lei non mi ascolterebbe.
            Le dico solo questo: le risposte di tutti questi quesiti sono ben spiegate dai Padri della Chiesa da venti secoli o giú di li, dai dottori della Chiesa e dal Magistero, si legga quelli invece della torre di Guardia e magari le spiegazioni dell´Abate Ricciotti nella Bibbia da lui commentata invece che la bibbietta monca dei TDG, che tanto Lei, da bravo TDG, non ha mai ascoltato o creduto a nessun argomento portato da qualsiasi cattolico su questo blog.
            Solo qualche es. che scrivo non per lei ma per chi avesse qualche dubbio:

          • il maccabeo scrive:

            Le risposte le scrivo non per lei “o uomo dalla dura cervice”, ma per chi potrebbe chiedersi le stesse cose e pensare che non ci sia risposta:

            “perché una madre con tanti figli possa essere vergine,”
            Lei si riferisce a Maria e ai “fratelli di Gesú” di Mt. 12, 46; 13, 55 o di Marco 3,31?
            Non é scritto da nessuna parte che Maria, Madre di Gesú avesse “tanti figli”. L´espressione semitica “fratello” indica indistintamente qualsiasi memnbro di una stessa famiglia, spesso a volte persone provenienti da uno stesso luogo. “l´ebraico e l´aramaico al tempo di Gesú e degli Apostoli, non hanno un termine distinto per indicare: cugino, nipote, cognato; si esprimono tali gradi di consanguineitá col termine fratello, sorella, se non vogliono ricorrere a lunghe circonlocuzioni, quale ´figlio del fratello del padre´. Lot e Giacobbe ad es. son rispettivamente nipoti di Abramo (Gen 11, 27; 14, 12) e di Labano, eppure son detti tra loro fratelli (Gen 13, 8; 29, 15)…. Di due dei “fratelli di Gesú”, cioé di Giacomo e di Giuseppe, i Vangeli danno il nome della madre: Maria, sorella (cognata) della Madre di Gesú. (Mt 27, 56; Mc. 15, 40) Son quindi certamente cugini di Gesú (figli di un fratello di S.Giuseppe) e tuttavia il Nuovo Testamento li chiama “fratelli di Gesú”…. Mai alcuno di questi “fratelli di Gesú” vien detto poi“figlio di Maria” o “figlio di Giuseppe”. Mentre ogni qualvolta troviamo accanto al nome di Maria SS.ma l´appellativo di Madre, segue sempre la netta specificazione “di Gesú…”” (Dizionario Biblico, Mons. F. Spadafora, Ed Studium 1963)

            “ come un uomo vivo e vegeto possa far mangiare la sua carne a chi non è cannibale essendo vietato dalla legge,”.
            E´il mistero della S. Eucaristia e della Presenza Reale di Gesú nel pane e nel vino consacrato al Giovedí Santo da Gesú, eterno sacerdote, e dagli Apostoli e dai loro successori per sua volontá (fate questo in memoria di me) ad ogni S. Messa, mistero che lei non accetterá mai ne capirá minimamente finché non legge un buon catechismo. L´Istituzione dell´Eucaristia al Giovedi Santo é poi “sostituzione della Pasqua giudaica”. L´Agnello Immacolato e il sangue che salvo´Mosé e chi tinse la porta con quel sangue dall´Angelo della morte prima dell´uscita dall Egitto non é altro che il simbolo del Corpo di Gesú immolato per i nostri peccati e che lui ha trovato modo di darci da mangiare in maniera “sacramentale”, cioé misteriosa, nella S. Eucaristia, senza sppargimento di sangue, affinché assumendo i suo corpo e il suo sangue possiamo diventare come Lui. Tutto cio´e permesso solo dal Sacrificio incruento della S. Messa celebrata da un sacerdote validamente ordinato e mai da un laico, per quanto eccelso sia o creda di essere.

            “oppure com’è possibile che si parla della circoncisione del cuore, poi pretende che il suo amico si circoncida, “
            S. Paolo fa circoncidere Timoteo mentre lo vieta per Tito affinchè Timoteo, di madre ebrea, fosse accettato dagli ebrei e potesse loro predicare. “S. Agostino distinse tre epoche. La prima, precedente alla passione di Cristo, in cui le cerimonie legali non erano né mortifere, né morte. La seconda, posteriore alla promulgazione del Vangelo, in cui le cerimonie legali sono morte e mortifere. La terza è un’epoca intermedia, che va dalla passione di Cristo alla divulgazione del Vangelo, nella quale le cerimonie legali erano morte, poiché non avevano più alcun valore, e nessuno era più tenuto a osservarle; ma non erano mortifere, poiché i cristiani convertiti dal giudaismo potevano osservarle lecitamente, purché non ponessero in esse la loro speranza, al punto da reputarle necessarie alla salvezza, come se la fede cristiana fosse stata incapace di giustificare senza di esse. Per quelli poi che si convertivano dal paganesimo non c’era nessun motivo di osservarle. Ecco perché S. Paolo circoncise Timoteo, che era nato da un’ebrea; mentre non volle circoncidere Tito, che era nato da genitori pagani.
            Lo Spirito Santo non volle, in tal modo, che agli ebrei fosse proibita subito l’osservanza delle cerimonie legali, come invece erano interdetti ai convertiti dal paganesimo i loro riti, per mostrare la differenza esistente tra l’uno e l’altro rito. Infatti i riti pagani venivano ripudiati come assolutamente illeciti; mentre i riti della legge antica, istituiti da Dio a prefigurare il Cristo, venivano a cessare, perché adempiuti nella passione di Cristo.” (San Tommaso, Summa Th.ae, Ia IIae, 103, 4, corp.)

            “magari se vuole può anche spiegare perché mai, chi sa fare i miracoli a distanza del tipo di far risorgere i morti, poi debba fare un miracolo in due tempi,”
            Qui non capisco esattamete a cosa si riferisca. Ma se si riferisce alla Resurrezione dopo la Passione é evidente che senza la Passione non ci sarebbe stata chiara espiazione dei peccati degli uomini, ne prova di fedeltá per gli Apostoli e per i cristiani. Gesú ha annunziato la sua Passione in vari luoghi, cosí come é passato in mezzo ai farisei quando ha voluto, nonostante essi volessero piú volte arrestarlo, lapidarlo o gettarlo da una rupe. Ha dunque sofferto quella Passione quando e come ha voluto, dimostrando di precedere e controllare tutti gli eventi della sua vita, manifestando un attributo unicamente divino. E´poi rimasto tre giorni sepolto come annunciato “[Matt 16, 4] Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona» perché la fedeltá degli Apostoli fosse messa alla prova come predetto: “”Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”( Matt. 26, 14). Risorgere dopo tre giorni dalla morte violenta inferta da qualcun altro e largamente prevista é dunque miracolo ben maggiore di sfuggire costantemente a chi perseguita.

            “oppure perché mai il cugino che lo conosceva e lo riconosce figlio di Dio, poi debba chiedergli se era lui o doveva aspettare un altro.”
            San Giovanni (Luca 7, 19, Matteo 11) non manda i discepoli a cercare Gesú e a fargli questa domanda perché lui avesse dubbi a riguardo. Lo aveva riconosciuto Messia sin da quando era nel seno di S. Elisabetta, lo aveva giá annunciato come “l`agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” e ne aveva dichiarato la superioritá su ogni altro. Ma molti non credevano ancora in Gesú e Giovanni sapeva che sarebbe stato di li a poco ucciso. Esso dunque invio´i discepoli a fare questa domanda a Gesú per dare occasione ad essi stessi di rafforzare la loro fede in Gesú e perché lo seguissero dopo la morte del Precursore. Gesú risponde invitando a vedere i miracoli che egli compie e poi si profonde in un grande elogio di Giovanni e chiede a quegli stessi che lo seguivano: “Cosa siete andati e a vedere? Una canna agitata dal vento?” cioé qualcuno che avrebbe annunciato una profezia umana, non sostenuta dallo Spirito Santo, e che avrebbe avuto esitazioni? “ non è sorto fra i nati di donne uno più grande di Giovanni Battista!” Cioé tutto quello che ha annunciato é vero, poiche lo vedete ora nei miracoli che ho appena compiuto davanti ai vostri occhi.

            Beh, credo sia chiaro a chiunque con un po´di senno chi sia veramente colui che conosce il Vangelo e lo sappia spiegare se si deve scegliere tra un cristiano, seppur modesto come me, e un TDG che conosce solo Torre di Guardia, Svegliatevi e la sua Bibbietta monca e alterata senza nomi di traduttori.
            Buona giornata.

      • mauro scrive:

        Solo chi è presente ai fatti e ne è partecipe può capire, tutti coloro che non ne fanno parte solo indovinare, evenienza che si annacqua e si allontana nel tempo piu’ questo passa.
        Se non si capisce che nei Vangeli era Gesu’ che doveva spiegare piu’ volte attraverso riferimenti diversi e che se tutti avessero mostrato di capire, i Vangeli non sarebbero così completi ma frammentari, ovvero per soli studiosi.

        Scrivere che gli apostoli erano degli idioti è come dire che lo sono anche i cristiani, cattolici compresi in quanto da un’idiozia ne può solo nascere un’altra.

        Proporre il testo in latino è paradossale in quanto è la copia conforme di quello in italiano e sono entrambi diversi da quello greco. Vorrei proprio sapere quanti sono in grado di tradurre un testo greco, poi ci accorgeremo che invece di parlare di fede nel Vangelo saremmo costretti a parlare di fede nella Chiesa, ovvero spostare una fede da un livello superiore a quello quello terreno.
        Qui si parla allegramente di divinità di Gesu’ come se gli apostoli lo avessero scritto ma per il paradigma che gli apostoli erano degli idioti, ecco spuntare la divinità ed anche la Trinità con inserito Gesu’, dimenticandosi che gli apostoli scrissero che Gesu’ risorse ed essendo un uomo, tutti coloro che si sarebbero convertiti avrebbero seguito la medesima sorte e da ciò derivò la fede nella resurrezione. Vorrei vedere come un divinità potrebbe risorgere quando la propria vita è eterna e pertanto non soggetta alla morte. Avrebbero, gli apostoli, raccontato una panzana e nessuno risorgerebbe in quanto nessun uomo risorse.

        Certo che “Si trovano molte pagine, anche in rete, in cui si documentano in modo inequivocabile le volontarie manipolazioni dei testi originali”, così come è vero che dal 1958 sono stati pubblicati 4 libri sul Vecchio Testamento, da parte di una commissione internazionale di studiosi, che hanno mostrato i madornali errori che sono stati compiuti nella sua traduzione così come le sostituzioni di parti di versetti, ma forse non si tratta di manipolazioni ma solo di idioti.

        • luciano27 scrive:

          se bibbia e vangeli sono verità, le loro parole non dovrebbero essere interpretate in modo diverso, né dalle varie religioni cristiane, né nei vari tempi in cui vengono lette. Qualunque discorso, o scritto’ che si presti ad essere interpretato, non può mai essere verità assoluta. Questo è confermato dalla diversità delle tante religioni sparse nel mondo,ognuna delle quali crede che il suo Dio sia unico e vero, ed ha i suoi libri sacri che lo dovrebbero dimostrare.Ma anche questi sono interpretati. Né è prova la varie tà di *correnti* che ogni religione ha in sé.

      • il maccabeo scrive:

        Bravo GG, ma forse é meglio solo pregare.
        Sto TDG é da anni che gli viene proposto un po´di approfondimento serio, ma lui non molla. torna sempre al´attacco colla sua bibbietta geovista monca, alterata e non firmata dai traduttori per poi venirci a raccontare che i Vangeli sarebbero un “racconto antico non dimostrabile di cui non esiste neanche l’originale”.
        Chissá se lui e i suoi compagni di sventura hanno mai trovato e verificato gli originali delle copie di “Torre di Guardia” e di “Svegliatevi” che son costretti ad assumere come norma di fede nonché a vendere porta a porta e agli angoli delle strade, pena la disassociazione per i contravventori al verbo geovista, senza poi avvedersi del “Non passate di casa in casa.” di Luca 10, 7?

        • Sal scrive:

          @ maccabeo
          Interessante argomentazione la sua, davvero. Proverò a dirle come la penso sperando che riesca a capirlo anche lei.
          Quando si “argomenta”, qualsiasi sia l’argomento, se tutti fossero della stessa opinione non ci sarebbe molto da dire essendo tutti d’accordo, non potrebbero fare altro che dirsi tutti felici e contenti; mentre se ci sono voci diverse che esprimono idee contrarie, portano nuova linfa al dibattito ciascuno sarebbe spinto ad argomentare e spiegare il suo punto di vista e le ragioni che stanno alla base del ragionamento; ma si devono avere idee per poterlo fare. Ma se, come tutti possono verificare, si cerca solo di fare una inutile difesa della propria posizione, senza argomenti, utilizzando ( per altro senza riuscirci) solo la denigrazione dell’altro, colui che lo fa rivela la pochezza di argomenti e l’incapacità che lo caratterizza perché non offre nulla al dibattito, ma solo facili insulti e critiche non dimostrate. Lei dimostra di non avere argomenti perché si sa benissimo chi sono gli autori delle copie della Torre di Guardia e di Svegliatevi. Si sa benissimo chi ha tradotto la copia della New world (NM ) ma si preferisce non divulgare i nomi, e per un esempio facile che anche lei può capire, se andasse al ristorante, preferirebbe mangiar bene senza sapere chi è il cuoco o farsi fregare mangiando una schifezza e pagano molto, solo perché pensa che il cuoco è famoso ? Quindi il valore della traduzione si stabilisce dal contenuto, non dai pettegolezzi degli invidiosi. E che lei sia un commentatore incapace lo ha dimostrato citando Luca 10.7 perché avendo riportato “non passate di casa in casa” quale proibizione per chi lo fa, dimostra di non aver compreso il senso e si è qualificato da sé, con mio sommo dispiacere per lei; perché dovrebbe sapere che il senso di cui al comando di Gesù di predicare “di casa in casa”, era di non continuare a farlo quando qualcuno avesse accettato di ospitarli e avesse dimostrato interesse a voler comprendere ciò che quelli avevano da dire. Sarebbe stato una scortesia e un atto di maleducazione nei confronti dell’ospitante rifiutare l’ospitalità offerta per andare nuovamente “di casa in casa”: “e lì rimanete finché non partiate.” ( Mt. 10.11)
          Ma certo son sottigliezze che certi cattolici hanno difficoltà a capire, come dice il Vangelo: “ a causa della durezza dei cuori” ( Mt. 19.8) dato che dice anche : “Non portate nulla per il viaggio, né bastone né bisaccia da cibo, né pane né denaro d’argento; né abbiate due vesti.”( Lc. 9.3) Perchè avrebbero goduto dell’ospitalità di chi li avrebbe ricevuti.
          Però alcuni sono sempre pronti a credere alle favole meravigliose e impossibili e inspiegabili piuttosto che sforzare un attimo le meningi per cercare di capire. Per avere idee….
          Ha molta ragione quel vecchio dal nome Maria Martini (tanto per citare un cattolico) quando dice “Ho sognato una Chiesa che concede spazio alla gente, che pensa più in là , una Chiesa che dà coraggio in special modo in chi si sente piccolo e peccatore, Una Chiesa giovane.” Oggi invece non sogno più, prego per questa Chiesa.” E se lo dice lui…
          E a chi gli chiedeva “come si vive la malattia da credente” l’uomo Martini rispose:“Nello stesso modo in cui vive chi non crede, non c’è differenza. L’ importante è affrontare la vita con ottimismo.” Vede ? Non c’è differenza l’unica differenza la fa colui che non capisce, quando pensa di esser in cima al monte e di poter guardare dall’altro in basso non rendendosi conto che il monte sul quale stava aveva un odore particolarmente disgustoso, e non è di terra.
          Stia bene

          • il maccabeo scrive:

            “l’unica differenza la fa colui che non capisce, quando pensa di esser in cima al monte e di poter guardare dall’altro in basso non rendendosi conto che il monte sul quale stava aveva un odore particolarmente disgustoso, e non è di terra.”

            Ha fatto un perfetto ritratto di se stesso. Complimenti.

          • il maccabeo scrive:

            Sal, ne prenda atto, qiella dei TDG ´el´unica Bibbietta al mondo snza nomi dei traduttori.
            Questo la dice lunga sulla serietá scientifica della stessa.
            Sal, si voglia bene, fugga da quella setta ceh le racconta solo un mare di idiozie, soggette tra l´altro a revisione perpetua.
            Lei é un a vittima, si voglia bene e torni alla fede dei suoi padri.

  15. gibici scrive:

    Perche’ tutti i vescovi, attualmente piu’ di 2000, sono richiesti per buoni motivi di ritirarsi al compimento di 75 anni e uno solo (quello di Roma), con maggiori responsabilita’ ed oneri, non potrebbe essere indotto a dimettersi per gli stessi motivi, essendo ben dieci anni piu’ anziano. Non mi sembra che ci siano motivazioni ne’ storiche ne’ teologiche essenzialmente differenti nei due casi.

    • giovannino scrive:

      caro gibici , fosse tutto qui . Adesso anche il card. Segretario di Stato resta lì sine die , nonostante non abbia nessun primato sugli altri Vescovi e cardinali , ma solo per arbitraria decisione del Papa . Il quale Papa ha detto , di fronte al Parlamento di Germania , che lo Stato senza diritto si riduce a una banda di ladroni. Nella Chiesa invece è giusto che il Papa fa quel che gli pare ?

  16. bruno scrive:

    gentile Sig. Tornielli, ho fatto vari interventi, (vedi verso la fine quelli sul.card. Siri e la Libertà religiosa) per confutare quello che il Sig. Sal diceva coi suoi interventi, citando io molti versetti dei vangeli che potessero spiegare quello che dicevo: ebbene io li vedevo perfettamente a video prima di cliccare il “commento all’articolo”, ed invece quando rivedevo dopo averli inviati, mi accorgevo che, anche da subito alla fine.., erano incredibilmente scomparsi e tale rendeva il contenuto dei miei post, astruso tanto da far supporre che a scrivere fosse un rimbecillito (oltre credo ad infastidire altri…) . Pertanto ritengo che, se questo strumento del blog è sotto attacco, ovvero controllato da altri… per scopi volti solo di disturbare ed a seminare dubbi sulla fede cattolica, … è meglio chiuderlo (o quanto meno verificare cosa accada). preciso che non sono il “Bruno” del soprariportato 6° intervento. bruno

  17. annarita scrive:

    E perchè dovrebbe dimettersi? Fare il Papa mica è un lavoro a tempo determinato. Preghiamo che il coraggio non gli manchi difronte ai lupi che lavorano nelle vicinanze.

    • Sal scrive:

      @ annarita
      La sua interessante domanda : “E perché dovrebbe dimettersi ?” trova facilmente risposta in un argomento di cui lei forse non è a conoscenza e che cercherò di riassumere pur non garantendone l’infallibilità e che giustifica anche la notizia del trasferimento dei soldi in Germania. Non credo neanche sia l’unico motivo, ma che certamente riveste una grande influenza sulla decisione che si dice sia stata presa .

      Trattasi di quanto segue, e la notizia viene dal sito “Palazzo Apostolico” di Paolo Rodari: “Un papato penitenziale”. Dice Rodari su il Foglio : “Venerdì scorso, mentre il gotha d’oltretevere era impegnato in un symposium internazionale alla Pontificia università gregoriana tutto dedicato agli “errori della chiesa” incapace di arginare la pedofilia nel clero, dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, davanti alla Corte distrettuale del Wisconsin i denuncianti del caso “John Doe 16 vs. Holy See” annunciavano il ritiro dalla causa quando era data oramai per certa l’assoluzione piena per il Papa e per i cardinali Tarcisio Bertone (segretario di stato) e Angelo Sodano (decano del sacro collegio) accusati di avere responsabilità per gli abusi commessi da padre Lawrence Murphy, il prete che dal 1950 al 1974 aveva lavorato in una scuola per bambini sordomuti di Milwaukee, finito sulla prima pagina del New York Times nel marzo 2010, l’annus horribilis dello scandalo della pedofilia.
      Nonostante il clamoroso esito della vicenda, nessuno tra le alte gerarchie vaticane osava dichiarare qualcosa in merito, a dimostrazione che, anche di fronte alla vittoria sulla faziosità di chi ha voluto portare in tribunale il Papa per crimini che non ha commesso, la parola d’ordine è ed è rimasta una: penitenza. E dunque silenzio”

      Allora la questione è questa, se il papa fosse stato “assolto” dalla corte distrettuale del Wisconsin, non sarebbe stato più soggetto ad ulteriori giudizi per lo stesso reato. Ed essendo certa l’assoluzione, come dice l’articolo di Rodari, poteva con grande sollievo permettersi di andarsene, mentre, essendo stato ritirata l’accusa, rimane la possibilità di incriminare nuovamente il papa per situazioni simili. Ne deriva che essendoci ora nuovamente la possibilità che venga citato in tribunale, preferisce avvalersi dello status di Capo di Stato per evitare di testimoniare o essere condannato.
      Come vede le questioni sono molto più terrene che celesti. E’ questione di praticità e fino a quando sarà capo di stato potrà evitare di comparire in tribunale. Tutta roba molto terrena e poco celeste e molto diversa dal comportamento di quel Gesù di cui parla il Vangelo di cui tutti si fanno promotori senza sapere di che parla.

  18. ritaroma scrive:

    PARIDE
    perfettamente d’accordo, ma apprezziamo quello che lo S. Santo ogni volta ci propone…ognuno ha un compito ben preciso che lo Spirito sa, ma noi sosteniamolo con la preghiera.,..
    nessuno è perfetto….!

  19. Sal scrive:

    @ maccabeo
    Lei ha perfettamente ragione a chiamarmi “uomo dalla dura cervice” E’ vero, non è facile convincermi che la credulità dei padri sia la fede. Ma deve perdonare la dura cervice, se le dico che “la sua Bibbia”, quella con l’imprimatur, regolarmente canonizzata riporta : “Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?” ( Mt. 13.55 CEI)
    “Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.” ( Mr 3.31 CEI)
    “Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.” ( Mt. 12.46 CEI)
    Quindi non è vero che “non è scritto da nessuna parte, è scritto lì e dato che lei sostiene cosa diversa da ciò che è scritto, dovrebbe spiegare lei ai lettori perché non avete tradotto “sua madre i suoi cugini o i suoi nipoti”. Non si capisce perché avete scritto una cosa e ne volete intendere una diversa. Lo spot dice che la fede si da a ciò che si vede, non a ciò che si dovrebbe intendere. Faccia tradurre in modo diverso altrimenti il testo è testo, “verba volant scripta manent.” E’ scritto così vuol dire quello che è scritto. Lo faccia cambiare dai suoi traduttori (ottimi)

    E passiamo ai misteri, lei dice: “E´il mistero della S. Eucaristia e della Presenza Reale di Gesú nel pane e nel vino consacrato al Giovedí Santo da Gesú, eterno sacerdote”
    Lei deve perdonare la “dura cervice”, ma dovrebbe spiegarmi come fa a spiegare i misteri se sono inspiegabili e incomprensibili. Allora è lei che vuole dare un significato a qualcosa che non è spiegabile, ma in questo caso non si può prendere per certa una spiegazione personale ipotetica che potrebbe non essere quella vera. Non metto l’accento sul fatto che i sacrifici non possono essere “incruenti” dato che “se il sangue non è versato non ha luogo nessun perdono.” ( Ebr. 9.22-23)

    L’unico su cui ha ragione, è la questione della circoncisione, lì condivido con lei , anche se è una forma di ipocrisia dire una cosa e farne un’altra anche se per i motivi più ragionevoli.

    E vengo al terzo aspetto che non era facilmente individuabile ha ragione. Marco 8.22-25 : “ Ora giunsero a Betsaida. Là gli portarono un cieco, supplicandolo di toccarlo. E preso il cieco per la mano, lo condusse fuori del villaggio, e, avendo sputato sui suoi occhi, pose le proprie mani su di lui e gli chiedeva: “Vedi qualcosa?” E avendo alzato gli occhi, l’uomo diceva: “Vedo gli uomini, perché osservo come degli alberi, ma camminano”. Quindi pose di nuovo le sue mani sugli occhi dell’uomo, e l’uomo vide chiaramente e fu ristabilito, vedendo ogni cosa distintamente. E lo mandò a casa, dicendo: “Ma non entrare nel villaggio”. ( Marco 8.22-25)
    Perché dovette fare il miracolo in due momenti ? Perché gli sputò in faccia ? Perché non doveva tornare nel villaggio ? Mi riferivo a questo.

    La sua spiegazione su G. Battista non è coerente. Mi spiace ma c’è un’altra risposta. E’ evidente che lei non la conosce. E, se “non è sorto fra i nati di donne uno più grande di Giovanni Battista!” Questo include anche Maria come nata di donna, perché mai dunque tutto l’ambaradam ?
    Chiudo dicendo : “Beh, credo sia chiaro a chiunque con un po´di senno chi sia veramente colui che conosce il Vangelo e lo sappia spiegare se si deve scegliere tra un cristiano, seppur modesto come me, e un TDG cattolico che conosce solo Torre di Guardia, Svegliatevi e la sua Bibbietta monca e alterata senza nomi di traduttori.l’interpretazione misteriosa di misteri inspiegabili e irragionevoli.
    Buona giornata anche a lei.

  20. ritaroma scrive:

    SAL,
    Sicuramente è chiaro a tutti meno che a lei.
    non perdo tempo a dilungarmi, come è sua abitudine che tra l’altro è più ripetitivo di una nenia,
    ………la storia dei cosidetti” fratelli e le sorelle” è vecchia quanto il mondo e lei sa benissimo( se lo sa altrimenti studi le realtà giudaiche) che si chiamano “fratelli e sorelle” tutti coloro che appartengono alla stessa parentela e che non esiste nel loro linguaggio il termine -concetto di “cugino”!
    “quello che scritto è scritto” disse Pilato, ma quella è un’altra storia!
    …..x il cieco, bastano due parole…
    Dio-Gesù non ha bisogno di segni spettacolari x guarire le persone
    -l’ha guarito in due nmomenti xchè non doveva solo essere “guarito” ma anche “purificato!
    e non doveva entrare nel villaggio, xchè prima doveva andare nel Tempio dai sacerdoti per farsi notificare “guarito” ed essere “riammesso” nella società come persona “purificata” non più impura!
    —————-
    “Beh, credo sia
    chiaro a chiunque con un po´di senno chi sia veramente colui che conosce il Vangelo e lo sappia spiegare se si deve scegliere tra un cristiano, seppur modesto come me, e un TDG cattolico che conosce solo Torre di Guardia, Svegliatevi e la sua Bibbietta monca e alterata senza nomi di traduttori.l’interpretazione misteriosa di misteri inspiegabili e irragionevoli.!
    ……………….
    ( nel riportare le frasi non si vede la sottile linea, come di cancellatura!)
    che fa, si prende in giro da solo e non se ne accorge!!?

    • Sal scrive:

      Lei può pensar quello che vuole è sua facoltà, ma non ci ha “preso” nenache una sola volta. Mi spiace per lei, non ha argomenti, solo il dileggio. Facevano così anche alle streghe e ai trovatori e ancor prima a Gesù. Lieto di sapere che una gran fede in ciò che non conosce e non sa spiegare. E’ affar suo, ma non si arrampichi sugli specchi, scivola giù inevitabilmente.

  21. annarita scrive:

    Ma da quando in qua un Papa deve essere giudicato da un tribunale laico? Sal lei dice cose dell’altro mondo! Mica stiamo parlando di un omuncolo qualsiasi, né di un politico, stiamo parlando del vicario di Cristo, del Cristo in terra, dell’uomo più importante del mondo. La corte distrettuale del Wisconsis si interessi di Obama, e provi ad assolverlo se riesce.

    • gibici scrive:

      Dal medioevo i papi sono considerati al di sopra di qualsiasi giurisdizione laica anche se sono stati gli imperatori che per primi hanno riformato il papato nell’undicesimo secolo. In momenti di crisi il concilio, formato anche da laici, ha imposto le dimissioni ai papi (Costanza). Comunque questo riguarda il diritto canonico e non quello degli stati. Non credo comunque che il presente papa e il segretario di stato dopo che abbiano dato le dimissioni abbiano da temere realmente la magistratura USA. Resta invece il caso interno alla Chiesa cattolica: come mai un incarico non a tempo determinato come quello dei vescovi e del papa, viene trattato in modo profondamente diverso, quando uguale e’ il problema da affrontare, cioe’ il decadimento delle facolta’ personali indotto dalla vecchiaia?

    • Sal scrive:

      Si ha ragione, ma non deve dirlo a me, lo deve dire a loro. E per sua info non è il solo caso da tribunale, ce n’è anche un altro presso la corte di Strasburgo, per “associazione a delinquere” per non aver preso provvedimenti pura essendo a conoscenza dei crimini che i suoi dipendenti compivano.

      provi a legger l’articolo qui

      Basta che digita su google “papa in tribunale” ne troverà molti altri.
      Saluti

      • gibici scrive:

        Non rispondevo a Lei e non intendo entrare nel vivo della discussione sulle denunce ai vertici della Chiesa che, mi sembrano molto sospette per gli interessi finanziari che le muovono. Rispondevo solo alla specifica domanda se un tribunale laico puo’ giudicare il papa. Oggi la risposta varia se viene data in base al diritto della Chiesa (dir.canonico per il quale la s.sede e’ al di sopra di qualsiasi giurisdizione) o di quello della corte nazionale o internazionale presso la quale viene sollevata l’accusa. E riproponevo il quesito dell’opportunita’ di prevedere un termine per le dimissioni di un papa, analogo a quello previsto per i vescovi, anche se questo termine sara’ indicativo, non imponibile.

  22. annarita scrive:

    Decadimento delle facoltà personali? Forse Napolitano, ma Benedetto XVI non mi pare abbia tali problemi avessi io la sua testa!

    • Cherubino scrive:

      e che c’entra Napolitano ? Il quale peraltro ha dimostrato di averne a quintali di intelligenza e lucidità.

  23. macv scrive:

    Il decadimento delle facoltà mentali ce l’hanno persone come Gibici che vorrebbero il Papa giudicato da un tribunale di laici. E chi giudica IL TRIBUNALE DI LAICI?
    Ve l’immaginate quanti conflitti di interesse, quanta poca “obbiettività” avrebbe un simile tribunale???’ e poi da CHI prenderebbe l’AUTORITA’ un simile tribunale, preposto a giudicare il Papa?? Dallo Stato? Dio ce ne scampi: se ci fosse uno stato ateo al papa verrebbe tagliata subito la testa! Da DIO direttamente? ma allora tale tribunale si arrogherebbe i diritti che ora ha il papa stesso : e cioè di avere il suo potere direttamente da DIO. Se si è cattolci si crede che il Papa sia il vicario di Cristo, eletto in Conclave per ispirazione dello Spirito santo. lo Spirito Santo NON PUO’ sbagliare. il Papa è detto SANTO PADRE.
    se NON si è cattolici non si crede in tutto ciò.Quelli che sono ridicoli sono i sedicenti cattolici adulti:quelli che vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, credo ma non non credo, vorrei ma non vorrei, gli amletici e ridicoli alfieri di un pensiero debole all’interno della religione..per costoro il papa è sì il Vicario di Cristo, per costoro, tuttavia si potrebbe impunemente dimissionere o giudicare . Dove sta la coerenza e la logica? meglio gli atei totali che cattolici tanto depravati dall’antica dottrina da voler il Papa sottostare al giudizio di un tribunale di uomini….

    • gibici scrive:

      Si vuole evitare di prendere di petto il problema cercando di offendere le persone, esattamente il contrario dell’indicazione evangelica. Proprio per evitare antipatici giudizi ad personam si e’ indicata per i vescovi un’eta’ di riferimento che reputo ben scelta. Per lo stesso motivo si dovrebbe indicare qualcosa di analogo (non necessariamente uguale) anche per il papato, senza scendere a giudicare le singole persone. Oppure si dica che ci si e’ sbagliati per i vescovi, voluti dallo Spirito Santo …o altre motivazioni vere, ma inconcludenti.

      • Cherubino scrive:

        Gentile gibici, la condizione del papa è diversa da quella degli altri vescovi, sotto diversi aspetti.
        Basti il fatto
        - che il papa detiene la plenitudo potestatis e gli altri vescovi no,
        - che il papa non è così immediatamente intercambiabile come per un altro vescovo, sia per la procedura sia per la responsabilità che grava su di lui,
        - il papa è anche un capo di Stato.

      • giovannino scrive:

        caro gibici , sebbene il Papa sia originariamente il Vescovo di Roma è un punto di vista giacobino , nel senso negativo di antistorico e astrattamente razionalistico , ignorare che in due millenni di storia il suo ruolo istituzionale all’ interno della chiesa cattolico-romana è diventato completamente differente da quello degli altri Vescovi. Attualmente la questione si pone riguardo alla posizione del card. Segretario di Stato , che ha superato l’ età pensionabile e sta per superare anche il biennio di proroga che viene a volte concesso , a totale discrezione del Papa. Dati i suoi poteri di monarca assoluto BXVI può ovviamente prorogare il card. Bertone quanto gli pare e piace , ma sarebbe un segno di debolezza , una dimostrazione che non ha molte persone di cui fidarsi nei “sacri” palazzi e ha paura di avvicendarlo.

        • gibici scrive:

          Non nego le particolari prerogative papali, ma nessuna di esse toglie il problema che si pone per tutti ed e’ stato preso in considerazione per i vescovi: quando si invecchia le capacita’ della persona s’indeboliscono. La plenitudo potestatis del papa pone alcuni problemi, ma non ritengo che impedisca di prevedere un’eta’ congrua per le dimissioni, evidentemente indicativa. Anche i vescovi non decadono automaticamente dal loro mandato al compimento dei 75 anni.

          • giovannino scrive:

            caro gibici , come considerazioni di buon senso , quelle che tu proponi sono in larga misura condivisibili. Ma considerando che per regolare le prerogative pontificie è necessario nientemeno che un Concilio ecumenico , direi che non lo si farà tanto presto al 99,99% . Inoltre se si convocasse un Concilio ci sarebbero riforme da fare sullo status del clero molto più importanti , come richiesto, e.g. , dai sacerdoti austriaci di Pfarrerinitiative.

          • Cherubino scrive:

            innanzitutto l’assunto di partenza è errato: non è matematico che con l’avanzare dell’età le facoltà della persona diminuiscano. Quali facoltà ? La memoria ? Ci sono novantenni che ne hanno più di un 40enne.
            Il ragionamento ? Non ne parliamo nemmeno: guardiamo certi premi Nobel, ma -per esempio- lo stesso Giovanni Paolo II che ha ben ragionato fino alla fine.
            Allora cosa decade che non possa decadere prima ? Nulla.
            Al contrario, l’età e l’esperienza, specie ricoprendo ruoli di responsabilità permettono l’accumularsi di conoscenze, l’affinarsi delle competenze di ruolo, una maggiore compassione per le debolezze altrui.
            La norma del “pensionamento” dei vescovi ha altra motivazione, perchè è sotto gli occhi di tutti che tanti vescovi sono perfettamente in grado di continuare a reggere una Diocesi anche a 80 anni e oltre. Si tratta quindi più di un meritato risposo e soprattutto un modo per far crescere altri in quella responsabilità.
            Per il ruolo del pontefice i vantaggi di tale normale avvicendamento sono del tutto inferiori agli svantaggi, quindi la Chiesa sapientemente lascia che sia il pontefice stesso a decidere. Del resto, una norma in senso contrario sarebbe inutile, perchè il pontefice che ritenesse di non applicarla a sè può cambiarla in 5 minuti.
            Diverso è il caso di incapacità di intendere e volere, che però non dipende dall’età. Anzi, proprio questa quando è avanzata stimola il nuovo pontefice a disporre con lettera segreta le modalità delle proprie dimissioni in caso di incapacità sopravvenuta.

  24. gibici scrive:

    A Cherubino: grazie delle motivazioni sulle dimissioni dei vescovi, provi a inviarle in Vaticano dove potranno essere utili.
    Sulle dimissioni di un papa: una norma puo’ essere adottata in qualsiasi momento dal papa e potra’ essere cambiata da lui e dai suoi successori. Ma una norma ha una funzione propositiva anche quando non puo’ essere imposta, naturalmente se ha delle buone motivazioni.

    • Cherubino scrive:

      “una norma ha una funzione propositiva anche quando non puo’ essere imposta, naturalmente se ha delle buone motivazioni.”

      Non è vero, anzi è il contrario. Il valore della Legge è “l’effettività” (non troverà testo di filosofia del diritto che non lo dica) e una Legge inefficace produce l’effetto di svalutare il valore di cui è segno.
      Una norma che il destinatrio può infrangere e modificare a suo piacimento diventa ridicola e rafforza il comportamento contrario.

      • gi.bi.ci scrive:

        Risposta coerente con le precedenti. Ma provi a pensare alla figura che farebbe il papa o qualsiasi autorita’ in situazione analoga se, dopo avere emanata una norma riguardante la propria funzione, la violasse o la cambiasse per violarla. Naturalmente senza motivazioni adeguate.

      • gibici scrive:

        Risposta coerente con le precedenti. Ma la teoria mal digerita inganna. Basti pensare alla figura che farebbe il papa o qualsiasi autorita’ in situazione analoga se, dopo avere emanato una norma riguardante la propria funzione, la violasse o la cambiasse per violarla. Naturalmente senza motivazioni adeguate. Nel privato significa venir meno alle promesse. Bei papi Lei si immagina.