Betori: “Ici, fare chiarezza è importante”

Cari amici, ieri ero a Roma per seguire il concistoro. Abbiamo visto un Papa che, a dispetto delle voci, è apparso in buona forma durante la cerimonia dell’imposizione della berretta a 22 nuovi cardinali. Sono giorni difficili in Vaticano, a motivo degli scontri interni e dei veleni che filtrano. Benedetto XVI ha parlato – indirettamente – anche di questo, invitando i cardinali a non seguire la via del potere e della gloria, ma quella del servizio.

Nel pomeriggio, prima delle visite di cortesia ai nuovi porporati (un tempo si chiamavano “visite di calore”) ho partecipato a una mini-conferenza stampa dell’arcivescovo di Firenze, il neo-cardinale Giuseppe Betori, che si è svolta nella sede della presidenza dell’Azione Cattolica, in via della Conciliazione. Era soprattutto un incontro con la stampa fiorentina, ma Betori – abituato fin dai tempi delle conferenze stampa della Cei – non si è sottratto a domande più generali.

Gli ho rivolto una domanda sull’emendamento riguardante l’Ici sugli immobili degli enti no profit (come sapete mercoledì scorso il premier Mario Monti ha annunciato l’abrogazione della norma che consentiva l’esenzione nel caso le attività svolte in quegli immobili fossero a prevalenza non commerciale: d’ora in avanti sarà meglio precisato che le aree degli immobili adibiti ad attività commerciale dovranno comunque pagare).

Il cardinale Betori ha risposto: “Fare chiarezza in ogni cosa è sempre importante. Se c’erano delle ambiguità o degli errori, eliminarli è cosa buona e se verrà fatta sarà salutata bene anche dalla Chiesa italiana. Ovviamente vanno salvaguardate le attività di culto e pastorali, come pure quelle di carattere no profit per la solidarietà, nel campo educativo e della promozione dell’uomo. Fatto salvo questo principio, ogni chiarezza va bene”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

87 risposte a Betori: “Ici, fare chiarezza è importante”

  1. xagena scrive:

    No, le scuole cattoliche devono pagare, si fanno pagare e paghino…non cominciamo col latinorum , la “promozione dell’uomo” non mi dice niente… solo per fare un esempio. Chiese, oratori e mense dei poveri è giusto che non paghino, il resto cacci l’obolo allo stato che tanto ha coccolato la Chiesa in questi anni!

  2. Sal scrive:

    Vediamo se ho capito bene ? – Betori dice che “Sono giorni difficili, che ci sono scontri e veleni”, poi aggiunge che “Se c’erano delle ambiguità o degli errori, eliminarli è cosa buona” ma pur essendo cosa buona eliminarli non è intenzionato a perseguirla, perché se verrà fatta, sarà salutata dalla Chiesa” ma lascia aperta la porta alla possibilità che non venga fatta; infatti dicendo “se verrà fatta” lascia intendere che ci sia la possibilità che non venga fatta pur essendo cosa buona, ma lui non alzerà un dito affinché venga fatta.
    Non manca la sottigliezza al Betori che si dimostra più interessato al profitto che a fare cose buone. Come sempre, tutto l’opposto del Vangelo il quale sostiene che “quando vedrete i giorni difficili” non state fermi, “a prendere i beni della casa” ma “fuggite ai monti “( Mt. 24.16) Avrà mica voluto dire Mario Monti ?

  3. bruno frusca scrive:

    SAL: La punta di malignità del suo intervento è di cattivo gusto !
    Questa volta ha ( volutamente ) capito male!
    Il cardinale parla di un evento la cui realizzazione è di stretta competenza del Governo Italiano e del Parlamento, e non rientra affatto nei compiti riservati alla sua missione di pastore.
    Il ” se ” non è ” dubitativo ” ma ” Potenziale ” e neppure indica il desiderio di frapporre ostacoli alla realizzazione dell’ azione chiarificatrice all’ interno della legge già esistente.
    Non ci sono interpretazioni di pensieri reconditi ma soltanto la capacità di saper leggere la lingua italiana!

    Cordialità.

    bruno frusca

    • Sal scrive:

      @ bruno frusca
      La ringrazio per la spiegazione distinto bruno, avevo capito ciò che lei mi indica. Dal mio puto di vista, sarebbe stato più nobile, se, poiché religioso e difensore della giustizia, benché la faccenda sia di competenza dello stato italiano, egli [Betori], in veste di colui che riconosce e pratica cose buone e utili, avesse “per primo” esposto l’idea di modificare una palese “ingiustizia” o se preferisce “disparità” in merito ad una concorrenza sleale in nome della Giustia, compassione e rispetto per il prossimo.

      E’ sempre la questione di “a chi è stato dato di più sarà richiesto di più.”(Lc.12-48) E a Betori è appena stata data la “berretta” rossa simbolo di privilegio, ma se non lo suggerisce lui per primo e non agisce lui per primo ad aggiustare una stortura, lo fa di mala voglia quindi per forza. Ergo non è gradita a Dio malgrado la berretta rossa.

      “Ciascuno faccia come ha deciso nel suo cuore, non di malavoglia o per forza, poiché Dio ama il donatore allegro.” ( 1 Corinti 9.7)
      E’ di tutta evidenza che se il governo italiano glielo fa fare “per forza” non può nemmeno rifiutarsi ma solo “mostrarsi” allegro e rosicare.

      • sagrista scrive:

        Ricordiamoci che dietro la questione ICI-Chiesa Italiana ci sono le contestazioni mosse da un pò di tempo dall’Unione Europea all’attuale sistema che secondo Bruxelles non va e non può andare.

      • il maccabeo scrive:

        si bravo, cosi´dopo avresti potuto dire a Betori di farsi gli affari suoi e di non fare ingerenza sulle scelte e sulle leggi dell´italia laicarda!
        Ma mi faccia il piacere!!!!

        • sagrista scrive:

          Lo dici tu, io non l’ho proprio detto. La contestazione dell’UE all’Italia con possibile procedura d’infrazione e quindi multe a carico nostro, rimane. Se si processano anche le intenzioni!

  4. bo.mario scrive:

    Sal hai ragione e come scrivo spesso da quegli ambiti ci vuole che tutto sia limpido, nessuno che possa adombrare qualcosa. Che mandare avanti tutta quella organizzazione servono soldi è vero. La chiesa doveva e dovrà fare i passi secondo la gamba come tutti. Tornielli stesso, autore del post, avrà capito che di chiaro non c’è niente. Se proprio devo farlo almeno ci si dia uno sconto. A me non sono consentiti sconti e ad altri sì? Secondo me è la chiesa stessa che dovrebbe fare i passi per rendersi credibile. Opus dei e propaganda fide devono presentare i bilanci certificati da enti esterni. Interessi in giro per il mondo? ma la chiesa è questa? Spostare soldi in Germania per evitare controlli? Come dire che quando GPII mando soldi alla Polonia, si è ancora in attesa di sapere quali erano i soldi a da chi l’ha presi. L’acqua se è limpida si corre a berla. L’acqua torbida non interessa nessuno. Un saluto.

  5. kuber scrive:

    Purtroppo questo concistoro ha fatto “poco notizia”. Se n’è parlato ieri, se ne parla oggi ma poi… per diversi motivi: il contesto in cui si è svolto (periodo di polemiche fuori e dentro la Chiesa) la presenza di cardinali italiani (piemontesi e genovesi; la Chiesa è solo li?) e per di più curia (alcuni a guida di dicateri economici quando la Chiesa viene ricordata che deve essere povera…) la mancanza di presenze tra i nuovi cardinali di vescovi africani, europei (non si è vista una grande collegialità della Chiesa…) Sarà un forse un segno dei tempi anche questo di verifica e di riflessione….. speriamo in un futuro migliore!

  6. g.m.v. scrive:

    Penso sia proprio giusto che la Chiesa paghi il dovuto su attività che sono commerciali. Però non dovrebbero anche le Coop (la Coop sei tu)!?, le Coop edili, i Partiti politici, Sindacati, Circoli ricreativi mantenuti gratuitamente dal mio Comune per convenienza elettorale, etc, pagare come paghiamo tutti noi dipendenti a reddito fisso?

    • il maccabeo scrive:

      mettici dentro pure L´Uaar, che vende gadget e calendari dai suoi siti e prende il 5 per mille dallo stato.
      Chissá se loro pagano l´Ici nei 45 circoli territoriali censiti sul loro sito.

      http://www.uaar.it/shop

      • ilsanta scrive:

        @il maccabeo

        Cooperative e associazioni sono ben regolamentate e comunque non mi risulta che fare a gara fra il tanto peggio tanto meglio sia segno di intelligenza.
        Se ci sono aree grigie, ovunque siano, si debbono chiarire e subito, alla faccia dei vostri distinguo.
        Per completezza concludo ricordando che i sindacati pagano l’ICI sia per le loro sedi istituzionali che per gli altri immobili destinati a reddito.

        • il maccabeo scrive:

          Potrei pur essere d´accordo che “fare a gara fra il tanto peggio tanto meglio sia segno di intelligenza”.
          Ma pure l´incaponirsi su una istituzione, solo per motiivi ideologici, come unica beneficiaria di un certo trattamento e corresponsabile del disastro economico italiano quando essa fornisce molti piú servizi di quanto faccia lo stesso stato sembra …. altrettanto intelligente.

          • il maccabeo scrive:

            ops, é saltato un “non” tra “meglio” e “sia” e un “indicandola” dopo “ideologici”… credo sia chiaro.
            Insomma…
            Potrei pur essere d´accordo che “fare a gara fra il tanto peggio tanto meglio NON sia segno di intelligenza”.
            Ma pure l´incaponirsi su una istituzione, solo per motiivi ideologici, indicandola come unica beneficiaria di un certo trattamento e corresponsabile del disastro economico italiano quando essa fornisce molti piú servizi di quanto faccia lo stesso stato sembra …. altrettanto intelligente.

          • ilsanta scrive:

            @il maccabeo

            Siamo daccordo che le regole valgono per tutti, ma certo fra tutti i seggetti chiamati a fare chiarezza quello di maggior peso, se non altro economico, è la Chiesa.
            Non si tratta di accanimento si tratta di peso specifico diverso.

  7. anniballo scrive:

    Penso, stimabile BFrusca, che non vi è sufficiente esercizio di malignità o ironia, riguardo ai problemi di cui si dibatte : SAL ha, dunque, ragione.
    Posso aggiungere una cosa sola? Lei (e tutti i supporters cattolici), non trovate assolutamente imbarazzante e strano che l’ammissione circa eventuali errori e/o anomalìe da correggere sia sempre così tardiva?
    Non trovate imbarazzante e strano che la denunzia e lo stimolo alla correzione vengano sempre dal mondo esterno?
    La chiesa deve dunque aspettare che sia il laicume secolare e scientifico ad indicarle sempre quali sono i corretti comportamenti?
    Io pago l’otto per mille ai Rappresentanti di Dio per vederli sempre abbracciare il partito preso dell’insuccesso, dell’errore, del sentiero sbagliato?
    Pago l’otto per mille per assistere allo spettacolo delle lagrime di Ratzinger, per vedere Wojtyla che chiede scusa, e Betori che ammette ambiguità ed errori?

    Sono alquanto deluso BrunoFrusca mio, sono alquanto deluso……

    • il maccabeo scrive:

      lei l´8 per mille alla Chiesa non lo paga se non lo vuole, non faccia la “tragedy queen”, non le riesce bene.
      Sono alquanto deluso Anniballo, che deve ancora rispondere a come la Chiesa sia, secondo i suoi e quelli dei suoi simili, post, al contempo “omofoba”, “pedofila” e “piena di preti omosex e pedofili”.
      Sono alquanto deluso Anniballo mio, sono alquanto deluso……

  8. mauro scrive:

    Meno male che è intervenuto Bruno Frusca a mettere ordine alla frase del Card. Betori. Quel “se verrà fatta” è POTENZIALE, così sappiamo anche che il primo “Se c’erano delle ambiguità o degli errori” è altrettanto POTENZIALE.

    Giusto quando scrive:”Non ci sono interpretazioni di pensieri reconditi ma soltanto la capacità di saper leggere la lingua italiana!”

  9. bruno frusca scrive:

    Caro Anniballo,
    non si tratta di essere o meno supporters cattolici, nè di essere più o meno delusi.

    Non so se il priore della Chiesa di Sant Germain des prés, a Parigi paghi la tassa francese equivalente alla nostra ICI, per tutto il vasto complesso dell’ annessa Abbazia Benedettina.
    So per certo che l’ eventuale esborso non rappresenterebbe un gesto di liberalità ma l’ ottemperanza ad una precisa legge dello Stato Feancese.
    Aspettiamo che lo Stato Italiano promulghi una legge in base alla quale siano chiaramente ( speriamo ) indicati i soggetti ad essa vincolati.
    Lasciamo da parte, per una volta, ogni inquinamento clericale o anticlericale.
    Cordialità

    • luciano27 scrive:

      ai primi sospetti di irregolarità, il vaticano avrebbe dovuto produrre le necessarie documentazioni cha attestassero il non luogo a sospetti. Perchè non è stato fatto? L’Avvenire aveva promesso la pubblicazione degli atti che dimostrassero la falsità dei sospetti; non si è visto alcun accenno in queste rubriche,anzi si è tentato di far passare i sospetti per attacchi alla chiesa. Era decisamente meglio, qualora possibile, dimostrare la falsità delle accuse.La chiesa cattolica ne sarebbe uscita a testa alta .Ma questa chiesa non la può più tenere,a causa dei suoi governatori

    • il maccabeo scrive:

      Ottimo Frusca, no, la Chiesa in Francia l´Ici non la paga, perché in Francia lo stato laicardo ha fatto prima a rubare tutte le Chiese, distruggerne un gran numero nelle varie rivoluzioni apportatrici di pace, di cultura, di tolleranza e di rispetto per le idee altrui (durante la rivoluzione francese esistevano manuali-fai da te sulla distruzione di Chiese cattoliche, specialmente romaniche; i templi protestanti e le sinagoghe guardacaso non furono mai toccati), per poi accorgersi che non sapeva che farsene neanche di quelle che erano rimaste e che non voleva accollarsi le spese di manutenzione che ne derivano necessariamente.
      L´intelligenza laicarda francese, sempre piú illuminata, ha dunque escogitato ad un certo punto la mirabile intuizione: e se noi affidassimo le Chiese a chi ne fa domanda per ragioni di culto?
      E cosi´ basta una domandina scritta e se c´é una Chiesa libera l´amministrazione francese é ben contenta di disfarsi della gestione, dandola praticamente in “comodato d´uso”, spesso a colui al quale l´ha… rubata.

  10. Pino scrive:

    Possibile che le parole di un vescovo, di un prete, non mi interessa che ruolo abbia, non siano lette per quello che dicono e che si debba sempre cercare di vederci chissà quale sotterfugio o senso recondito? E poi, è mai possibile che il problema ICI riguardi solo la Chiesa e si parli solo di essa, e dei sindacat, dei partiti, delle orgnazzazione sportive, ecc…. che usufruiscono della stessa agevolazione che è concessa sulla base di una legge del 1992 che esanta dal pagamento dell’ICI chi svolge determinate attività ivi contemplate. La chiesa l’ICI la paga là dove deve pagarla. E’ ora di finirla di fare falsa informazione. Vorrei chiedere a questi signori che sanno sempore tutto: secondo loro la retta che pagano le famiglie per mandare i figli alle scuole dell’infanzia paritarie,(nel Veneto sono il 70 per cento delle famiglie), o in una scuola dell’obbligo non statale (in base alla legge del 2000 che mette scuole statali e paritarie sullo stesso piano, eccetto quello economico), quel versamento di retta costituisce attività “commerciale”?. Nella mia città, la diocesi ogni giorno sfama centinaia di poveri e paga l’ICI perchè lo stabile in cui svolge questa attività è in affitto… Lo strsso dicasi delle Case per ferie, dove si svolgono attività di campi scuola e si tengono occupati i ragazzi durante l’estate con attività ricerative, sportive, ecc… Se chi parla si informase prima di parlare, troverebbe un’ottima occasione per stare zitto. E questi signori che vogliono che la chiesa paghi l’ICI, cosa fanno per aiutare i poveri , gli emarginati e le persone in difficoltà ? Per me si tratta di un attacco alla chiesa, alle sue opere per chiuderla nelle sacrestie e impedirle di svolgere la sua missione anche nel sociale.

    • ilsanta scrive:

      @Pino

      Egregio Pino, perchè tanto clamore sull’ICI per la Chiesa?
      Potrebbe essere perchè forse la Chiesa Cattolica, quella poverella, possiede solo il 20% dei beni immobili in Italia?
      Potrebbe essere che non risulti a nessuno che una casa su 5 sia effettivamente luogo dove vengono svolte attività caritatevoli?
      Parliamo della scuola. Le sembra strano che se la scuola è una ONLUS (organizzazioni su cui ci sarebbe molto da dire) allora si possa esentare dall’ICI ma se si tratta attività imprenditoriale lo si debba pagare?
      Non sarebbe poi interessante capire perchè attorno ad alcune attività della Chiesa vi sia una così decisa difesa a priori di interessi decisamente sospetti?
      Anche nel suo caro Veneto non le risulta ad esempio che vi siano vere e proprie tariffe per l’uso di strutture della Chiesa (Chiese per matrimoni, sale parrocchiali, ecc.) che nulla hanno a che vedere con i rimborsi spese e che sono obbligatori a fronte di un “servizio”? Se serve posso farle degli esempi di Santuari dove le messe di suffragio vengono celebrate solo dietro compenso con “offerta minima”anche se a chiederla è la vecchietta di 80 anni. Oppure le racconto di mia moglie e di come le sia stato offerto di poter acquistare materiale di cancelleria per la scuola a prezzo scontato attraverso una associazione, parrocchiale, messa su a bella posta per cercare di giustificare il giro di danaro che in occasione dei campi estivi serve per pagare strutture, persone ma anche i festeggiamenti del patrono e via incassando.
      PS: se vuole sapere cosa faccio io per aiutare gli altri le posso dire che fino a circa un anno fa facevo parte della Protezione Civile (volontario) ed ora stò seguendo un corso per fare lo stesso in croce rossa, forse chi vuol far pagare l’ICI alla Chiesa si fa meno pubblicità di chi vuole difenderne i privilegi.
      Saluti.

      • Alessandra scrive:

        “Potrebbe essere perchè forse la Chiesa Cattolica, quella poverella, possiede solo il 20% dei beni immobili in Italia?”

        Ecco una di quelle affermazioni apodittiche che sono state messe in circolo per confondere le acque…

        20% ?? fino all’anno scorso dicevano il 16….Chi offre di più?

        A parte il balletto delle cifre, magari si potrebbe fare la FONDAMENTALE distinzione tra CEI (conferenza Episcopale Italiana) e STATO DEL VATICANO (che è uno stato estero, che piaccia o meno)

        Quindi quando si parla di Chiesa, a che cosa ci si sta riferendo? Allo stato del Vaticano? E lo STATO del Vaticano possederemmo il 20 % degli immobili? Ma mi faccia il piacere (come direbbe Totò) Parliamo della Chiesa Italiana? Bene, in questo 20 % allora sono comprese le chiese che sono tantissime (ebbene sì, i nostri padri avevano questo brutto vizio di costruirne), ci sono i conventi, e ci sono ANCHE le attività commerciali su cui la chiesa italiana L’ICI LA PAGA GIA’.

        Ci sono “zone d’ombra” (le quali riguardano tutti gli enti che hanno esenzione come le coop, l’arci e i partiti) ? Ben venga un chiarimento, ma non mistifichiamo la realtà (e ancora si continua a dire che “la cappella nell’albergo da esenzione”FALSO!)

        • ilsanta scrive:

          @Alessandra

          Colpita nel vivo?
          Se le cifre che le ho riportato non le sembrano corrette proponga lei le sue, per me non è un problema, se invece si limita a piagnucolare imitando i tanti rappresentanti del clero che in questo periodo si stracciano le vesti per l’ICI, le posso solo dire che si trova in buona, per lei, compagnia.
          La sua distinzione fra CEI e Vaticano non ha senso nello specifico, visto che si parla di immobili in Italia vuol dire che lo Stato del Vaticano è escluso, il resto poco importa visto che la norma parla di proprietà ecclesiastiche senza meglio definirle.
          Se lei poi afferma che in Italia è il numero delle Chiese (edifici) a fare la differenza, ritengo che si possa ben dire che il suo è un tentativo ridicolo di arrampicarsi sugli specchi, se le percentuali date (20% è pure cautelativo) sono corrette, a lei dimostrare il contrario, per quante Chiese ci siano non sono certo una ogni cinque abitazioni.
          Il resto è il classico ed ormai consolidato tentativo di far accettare l’imbroglio dicendo che c’è ben altro da perseguire, che in fono la Chiesa lavora a fin di bene per tutti, che la Chiesa non fa altro che seguire le norme dello Stato.
          Ho sentito evasori, imprenditori che assumono in nero ed eludono il fisco fare i medesimi discorsi e non mi stupisco che tale mentalità sia così diffusa anche fra i sepolcri imbiancati che fanno la morale agli altri ma appena li si tocca si mettono a strillare esagitati.
          Saluti.

          • il maccabeo scrive:

            mah, io so che al mio paesello fino a 5 anni fa c´eran le suore a gestire l´asilo e chiedevano 100€ (si cento €) al mese per tenere i bambini,
            Poi é subentrato il comune poiché di suore non ce n´é piú, e nonostante i comuni godano di ben maggior supporto dallo Stato di qunto ne possa godere un convento di suore la retta mensile é levitata magicamente da un mese all´altro da 100 a 600€ ca.
            Altro miracolo dello Stato laico che pnsa solo al bene della gente.
            Preciso: mi trovo in un comune e una provincia a maggioranza ASSOLUTA di sinistra, gli stessi delle Coop e dei circoli Arci che non pagano una benemerita… e mi fermo.

          • ilsanta scrive:

            @il maccabeo

            Non so di cosa parli lei esattamente (asilo o scuola materna).
            Le ricordo che le suore chiedevano 100€ forse perchè ….ricevevano sovvenzioni statali e magari anche comunali e ricevevano già lo stipendio pagato (fino a prova del contrario) anche con il famigerato 8×1000.
            Altra cosa è pagare degli insegnanti di tasca propria. Fare i generosi con i soldi altrui è molto facile egregio Maccabeo.

          • Alessandra scrive:

            Punta sul vivo”? Beh, guardi, la Chiesa (intesa come unità dei fedeli) è una famiglia. E se tu scopri che dicono menzogne (dicesi MENZOGNE) sulla tua famiglia qlc effetto ti fa, o no?

            Per il resto io non “piagnucolo”. Semplicemente faccio notare tutta una serie di affermazioni apodittiche sono state messe in giro da chi, evidentemente, per motivi ideologici, economici, o chissà cos’altro, con il semplice risultato di fare più confusione possibile.

            Vede, caro ilsanta, dire che “il 20% degli immobili appartiene alla Chiesa” andava assieme alla frase “il VATICANO non paga luce, acqua e gas”. Il risultato è che sto ancora a spiegare che le parrocchie la luce, l’acqua e il gas la pagano. Così come magari sto ancora a spiegare che a Madrid ci sono andata spendendo i MIEI soldi e non con i soldi dell’8×1000.

            Lasciamo stare poi quelle che potremmo chiamare “diffamazioni a mezzo stampa” (ultima quella sulla Diocesi di Ferrara. Una bufala dietro l’altra).

            Insomma, tutto questo A CHI GIOVA??

          • ilsanta scrive:

            @Alessandra

            Se lei pensa che qualcuno dice menzogne lo dovrebbe provare non crede? Perchè una cosa è lo slancio di solidarietà, altra cosa è la difesa aprioristica.

            Scrive ancora: “Vede, caro ilsanta, dire che “il 20% degli immobili appartiene alla Chiesa” andava assieme alla frase “il VATICANO non paga luce, acqua e gas”

            Io questa frase non l’ho mai scritta, mi auguro che lei non debba inventarsi anche le menzogne altrui pur di avere ragione.

            Sul fatto che lei si sia pagata il viaggio a Madrid non esclude che per tale manifestazione siano stati spesi soldi per organizzarla e, cosa che importa veramente a me, che siano stati spesi anche soldi pubblici. Su come viene suddivisa la torta dell’8×1000 a me importa marginalemente, a me interessa la grandezza della torta e chi la paga. Se poi per lei va bene che solo il 20% del contributo destinato alla Chiesa Cattolica sia investito in interventi caritativi in Italia e nel terzo mondo è cosa che vedrà lei nella sua famiglia.

            Sul caso della Diocesi di Ferrara non vedo dove stia la diffamazione, se il Comune non ha elenchi aggiornati dei contribuenti non vedo quali colpe dovrebbero avere i radicali, ecco il piagnisteo di cui le parlavo….

          • Alessandra scrive:

            Caro ilsanta,

            “Se lei pensa che qualcuno dice menzogne lo dovrebbe provare non crede?”

            Giusto, peccato che si sentano dire le STESSE COSE DA ANNI. Si dicono delle cose, SI SMENTISCONO CON LE PROVE, e poi, passato un pò di tempo, SI RIPETONO LE STESSE COSE tali e quali.

            Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.

            2)”Io questa frase non l’ho mai scritta, mi auguro che lei non debba inventarsi anche le menzogne altrui pur di avere ragione.”

            Non ha detto lei questa frase e mai l’ho affermato. Ma è vero che chi propugna la “verità” della Chiesa che non paga l’ICI, quelle frasi le dice, e le ripete da anni. Inutile nascondersi dietro un dito. Evidentemente qlc ha interessa a fare confusione.

            ” non esclude che per tale manifestazione siano stati spesi soldi per organizzarla e, cosa che importa veramente a me, che siano stati spesi anche soldi pubblici”

            Le faccio gentilmente notare che quei soldi pubblici che sono stati spesi sono stati ampiamente ripagati dagli sponsor, dalle nostre quote e sopratutto dal guadagno CERTIFICATO che ha avuto la città di Madrid (personalmente non spendevo meno di 20 euro al giorno per non disidratarmi), ma si preferisce continuare a dire stupidaggini anche su questo. Mah…

            3) “Sul caso della Diocesi di Ferrara non vedo dove stia la diffamazione, se il Comune non ha elenchi aggiornati dei contribuenti non vedo quali colpe dovrebbero avere i radicali, ecco il piagnisteo di cui le parlavo…”

            Le ricordo che sono stati i radicali ad inventarsi la balla della “cappellina che dava l’esenzione all’albergo”. Le ricordo che sono stati i radicali a dire che la “Chiesa no paga l’ICI sugli edifici commerciali” evitando ACCURATAMENTE di aggiungere il fondamentale avverbio ESCLUSIVAMENTE (così come dice effettivamente la legge)

            Ripeto: A CHI GIOVA QUESTO COMPORTAMENTO?

          • Alessandra scrive:

            Rettifico l’ultima parte e chiarisco i radicali dicono che la chiesa non paga l’ICI per le attività commerciali. La legge dice chiaramente che l’ici deve essere pagata (e questo vale per la chiesa cattolica, i valdesi, le coop e chi più ne ha più ne metta) per le attività ESCLUSIVAMENTE commerciali.

            Quindi la chiesa (come tutti) l’ICI per le attività commerciali la paga eccome.

          • ilsanta scrive:

            @Alessandra

            Se lei riesce a smentire i dati sulle proprietà della Chiesa lo faccia, visto che di quello si parlava.

            Il fatto che lei senta pronunciare frasi alla cavolo contro la Chiesa è plausibile, lo stesso succede all’inverso da anni senza che vi sia lo stesso clamore mediatico. In ogni caso io tendo ad attribuire alle persone le cose che dicono senza fare del qualunquismo.

            Che i soldi pubblici per le manifestazioni (non solo religiose) siano poi ampiamente ripagati è una balla colossale. Un conto è dire che possano avere una ricaduta sul turismo, altro è dire che lo Stato viene ripagato.

            Il caso di Ferrara mi pare chiarissimo, a meno di non volerci mettere la malafede, se qualcuno mi dice che un tal edificio non paga l’ICI pur avendo evidenza che dovrebbe mi pare lecito reagire.
            Se poi il Comune sbaglia e dare i riferimenti non vedo cosa centrino i Radicali visto che non governano la città.

            Sull’ultimo punto ancora una volta non capisco quale sia il mtivo di sollevare il polverone mediatico, si chi deve pagare l’ICI già lo fà senza trucchi e inganni allora non ci saranno problemi.
            La legge 4 agosto 2006 n. 248 (di conversione del DL 223/2006) dispone che: «L’esenzione (dall’ICI) si intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale».
            Pertanto che le paghi su attività strettamente commerciali è un fatto, che se ne sia approfittata anche per intraprendere attività non esclusivamente commerciali (ma prevalentemente commerciali) ed ottenere l’esenzione è un altro fatto.

  11. anniballo scrive:

    ———FRUSCA EQUIVOCA DELIBERATAMENTE?————————-
    Frequentavo, da ragazzo, una grande basilica vicino casa mia perchè disponeva di una ampia area giochi , con molti campi e diverse installazioni sportive. Nel bar annesso, si poteva bere una gazosa con sole 10 lire (che , all’epoca, era cifra stranamente bassa).
    Un giorno ne chiesi ragione al frate che più seguiva noi ragazzi e lui mi replicò, con una smorfia furba :”perchè qui, noi, non paghiamo le tasse”.

    Allora, torniamo al punto di prima : la chiesa sa bene se si svolgono attività commerciali all’interno delle sue proprietà, sa quante sono e quali sono.
    E’ vergognoso che “ci marci”, come dicono a Roma; è vergognoso che non sia essa per prima a presentarsi, all’alba, agli uffici competenti, per urlare che vuole mettersi in regola. E’ vergognoso che si attenda che siano i laici a segnalare la cosa e che ,finalmente, un certo Betori ammetta che , sì, via, forse, c’è qualcosa che non va… E,poi, aggiunge la degnazione che penseranno a sistemare le cose.

    Lo stesso è successo per lo scandalo dei preti pervertiti; ed aggiungerò, allora, caro Frusca, che s’è visto anche di peggio : s’è vista la negazione, la protezione ,l’omertà.
    Dai rappresentanti di Dio in terra mi aspetterei qualcosa di più.
    Intanto, se costoro sono i responsabili della formazione delle coscienze, allora si spiega perchè siamo al 90° posto nel mondo come onestà nella condotta e perchè guidiamo le classifiche europee della corruzione (vedi le recenti comunicazioni delle autorità giudiziarie).

    • il maccabeo scrive:

      E chissá quanto ci guadagnava il frate se una gazzosa le costava dieci lire “(che , all’epoca, era cifra stranamente bassa)”.
      Il che vuol anche dire che lo Stato italiano pompa tasse a dismisura se tra una gazzosa tassata e una non tassata c´é un tale dislivello. Non parliamo della benzina poi, 95% tasse, la piu´cara al mondo in uno dei paesi piú in cirsi nel mondo.
      E tasse per far cosa? Per le auto blu, per pagare vitalizi ai politici dopo pochi anni di servizio, per le lenzuola d´oro, per costruire migliaia di strutture mai terminate e per foraggiare un a corruzione tutta “made in stato laico” che non fa che aumentare!
      Altroché Vaticano.
      I preti hanno un´ora alla settimana a scuola per formare le coscienze.
      LA scuola laicarda, la televisione e i giornali laicardi hanno invece 7 giorni a settimana meno un´ora. A quelli si rivolga se vede problemi di formazione delle coscienze.
      E la smetta di dire ora che i preti son pervertiti e cinque minuti dopo che la Chiesa é sessuofoba.
      O almeno si rilegga ogni tanto, che sennó fa ridere i polli.

      • Cherubino scrive:

        spargere veleno sembra il suo sport preferito …
        il costo della benzina è determinato per il 53% da accise e tasse, per il 47% dal costo del produttore-distributore.
        Non è poco la quota di tributi, ma non è certo il 95% che lei spara per alimentare il malcontento.
        http://www.intrage.it/rubriche/consumatori/spendere_informati/benzina/index.shtml

        • il maccabeo scrive:

          Nein!
          “come è composto il prezzo della benzina:

          Costo del prodotto e margine di guadagno (31.33% sul prezzo complessivo);
          Accise (cioè tutte le imposte di cui il prodotto è gravato siano esse di carattere locale, regionale o statale – la voce pesa per il 52,00%);
          Imposta sul valore aggiunto, IVA, uguale al 20% (la voce pesa, ovviamente, per il 20% rispetto alla somma delle prime due e, pertanto, per il 16,67% sul totale pagato).”
          (52 + 16, 67) %= 68, 67%

          http://www.cosechenonvanno.com/societa/assurda-composizione-del-prezzo-della-benzina-un-vero-bene-di-lusso

          E questo é un articolo del 2008, qundo la “benzo” costava 50 centesimi in meno.
          Poi abbiamo avuto un rincaro di circa 30 centesimi in una botta colla “Manovra salvabanca”… oops” “salvastato”, tutti dovuti ad un aumento di accise e IVA.
          Eppoi, illuminatissimo, dimmi un pó, ma il produttore su que 30% che lui RICAVA (non guadagna) da un litro di benzina, non ci paga anche lui le tasse?
          E allora il 95% é davvero cosí lontano?

  12. Antulio scrive:

    Il Papa consiglia ai nuovi cardinali di seguire la logica di Cristo e non quella del mondo: Certo che trattare con quei furboni della Curia dev’essere proprio dura!

  13. Reginaldus scrive:

    “se c’erano delle ambiguità o degli errori, eliminarli è cosa giusta e buona…”: un altro capolavoro di finezza diplomatica, cioè di ipocrisia, degno di un nuovo porporato che deve guardare alla gloria di Dio piuttosto che alla gloria del mondo..in ciò seguendo il Capo suo che di quella gloria mondana lo ha appena investito…Come si fa a dire così candidamente e così piamente:’ se c’erano delle ambiguità e degli errori…., come se questi e quelle fossero state prodotte da un destino cieco e crudele… No, non era voluto che il sotterfugio della finalità religiosa rappresentata dalla piccola cappelletta o statua della Madonnina in un angolo del giardino, fosse tale da colorare di finalità religiosa generale l’intera attività commerciale dei lussuosi alberghi romani una volta conventi e ora vuoti di vocazioni ma degni di essere riempiti di turisti devoti , che grazie a quel sotterfugio potevano godere dei costi scontati ( quanto? Il 40%???) dell’alloggio in confronto degli equivalenti esercizi commerciali, con parallelo vantaggio degli operatori ecclesiastici… No, una pura svista, che deve ora, scoperta ( sempre così…) essere giustamente corretta…E vabbene! Non diceva una volta la volpe per giustificarsi che non poteva raggiungere l’uva, che l’uva non era ancora matura, nondum matura est????

    • il maccabeo scrive:

      Reginaldus, io sono spessissimo d´accordo con te finche´ti muovi sul terreno dottrinale e quel che ti dico te lo dico col cuore in mano, non per polemica.
      Ma non vedi qui che ai laicardi non frega nulla di moralizzare la Chiesa come vorresti tu, mentre quel gli importa e´di tirare sull´Istituzione fondata da Gesú Cristo, cosí come i farisei facevano contestando a Gesú il pagamento del tributo a Cesare?
      Non ti avvedi che a loro non importa nulla se la Chiesa sia quella del post o del preconcilio e che a loro sta a cuore solo tirare sulla “sposa di Cristo”, post o preconcilio che sia?
      Non vedi che stanno li a criticare questo e quell´introito della Chiesa come Giuda stava a criticare la Maddalena per il vaso di Nardo pistico, “che si sarebbe potuto vendere e dare il ricavato ai poveri?”. E non vedi che a loro come a Giuda non gli frega nulla dei poveri?
      E infatti che cavolo fanno i circoli Uaar per i poveri e i bisognosi? Hanno forse i circoli Uaar comunitá per curare i tossicodipendenti? Hanno forse loro fatto ospedali, scuole per i poveri o mense per i barboni e quant´altro?
      Allora, caro Reginaldus, tu sei un´ottimo tiratore, preciso e acuto, ma guardati un po´attorno e gira di 180 gradi il tuo fucile che, per una volta, stai tirando dalla parte sbagliata.
      Sai, errare é umano, e a volte puó durare anche a lungo che si rimanga nell´errore, non c´é da far drammi. Ma perseverare a ragion veduta puó esser… spero tu mi capisca.

      • Reginaldus scrive:

        Caro Maccabeo, ti ringrazio del forte richiamo fraterno sull’ opportunitù di un certo tipo di polemica ( e della condivisione che frequentemente manifesti delle mie posizioni i dottrinali…). Ma credo di avere chiaro il quadro delle intenzioni di chi muove i suoi attacchi alla istituzione chiesa e ai suoi uomini. D’accordissimo con te che a costoro non importa nulla dei poveri e dei malati e dei bisognosi, come non importa nulla della purezza dei costumi e dei pensieri quando si riferiscono alla tragica vicenda della clero-pedofilia…loro che sono i promotori della più ampia ‘libertà’ ( la chiamano così!) sessuale , alla quale bisogna accedere fin dai primi umani vagiti, pena il soffocamento del pieno ‘épanouissement personnel’ …. Sono d’accordissimo con te che a sgobbare per i bisognosi, a sporcarsi le mani tutte le volte che occorre , non sono quelli dell’ Uaar…. na come faccio notare nel mio post del 20 ore 12:13 è insopportabile che mentre la ‘truppa’ dei buoni cristiani ‘s’impegna nelle opere della misericordia corporale ( purtroppo molto meno in quelle della misericordia spirituale… ) , gli ufficiali e i generali diano uno spettacolo così indecoroso e avvilente. I mercanti del tempio di per sé erano necessari per l’esercizio del culto, ma erano degenerati in corporazione che bramava solo il proprio guadagno sotto il pretesto della gloria di Dio, e Cristo li cacciò a staffilate, su di loro e sui loro ‘banchi’ cambiavalute…E poi, l’avrai già capito da tempo, non sono d’accordo con te su un punto: quando ti riferisci alla chiesa pre- e post- conciliare come alla Sposa di Cristo… Eh no Maccabeo, questa del post-concilio non è la Sposa di Cristo: e il fatto stesso che tu abbia diviso la Chiesa in pre- e post- la dice tutta sulla malformazione indotta dal concilio sull’ idea stessa di ‘Chiesa”: come se potesse essere una stessa Chiesa la chiesa del pre-concilio, quasi duemila anni di dottrina tràdita incorrotta, e la chiesa del post- , con una dottrina che di quella è una semplice smentita…(.il dio unico, le due Alleanze che persistono, le religioni come vie per andare a Dio, le religioni che devono fondersi, nel dialogo, certamente, – vedi Astana…- ecc. ecc…) Certo, anche la Chiesa di Cristo dei secoli, dei due millenni passati, ha conosciuto nei suoi uomini momenti terribili – ma mai mai nemmeno per mano dei suoi rappresentanti più indegni la veste della sua Dottrina è stata lacerata, e dal seme stesso della indegnità morale Dio ha saputo trarre il contrapposto della fulgida santità ( papa Borgia e San Francesco Borgia, suo pronipote ). Ora a tanta indegnità morale a tanta avidità di potere e di gloria mondana [ i 20 cardinali di stanza a Roma nel 2007, detto da The Tablet, giornale cattolico, citazione in ‘I Senza
        Dio’, percepivano 3.000.000 di euro , 150.000 a testa, più, più…. …. ), corrisponde la devastazione del patrimonio della fede, per cui il popolo di Dio, genuino e in buona fede, viene inconsapevolmente tratto a vivere nell’ignoranza della vera fede: e questo è imperdonabile come lo sono i peccati contro lo Spirito Santo…

  14. bo.mario scrive:

    Il post si riferisce alle tasse che la chiesa deve onorare come tutti. Si innesca il discorso più generale che tutti quelli che ciucciano devono onorarle coma la chiesa. Dai partiti, ai sindacati e alle famose coop. Un bordello tutto italiano che dimostra che la gestione dei voti per i partiti erano a ns carico due volte. Rimborsi elettorali e tasse inesistenti. L’ultima che è uscita è che uno si è preso dalla cassa milioni di euro. Cioè, noi tiriamo la cinghia e gli altri gozzovigliano. In questo aspetto etico la chiesa non ci fà brutta figura in confronto. Chi può mettere ordine in questo bordello? Basta ciucciare dalle casse comuni con l’intento di fare i ns interessi, non ci crede più nessuno. Cominci la chiesa a dare il buon esempio e collaborare, almeno una istituzione che fa il suo dovere. Per gli altri sono state rubate braccia all’agricoltura come si diceva una volta. Spazzare via la morchia che ormai non se ne può più. Un saluto.

  15. Luciano scrive:

    Spero che il Card. Bertone lo dica anche a Marco Tarquinio, che da Avvenire parla dall’inzio di questa storia di persecuzione e fanatismo ideologico anti-cattolico (che al massimo sarebbe comunque anti-clericale), dicendo che la Chiesa paga tutto cio’ che deve pagare, che nella legge non ci sono mai state ambiguita’ e che tutto era chiarissimo.
    Ho gia’ scritto su questo blog che troverei assurdo che pagassero l’ICI le chiese mense per i poveri, gli istituti di beneficienza, gli oratori dove i volontari si ritrovano per raccogliere i vsetiti per i poveri e i carcerati, ecc. Ma nessuno mi ha mai detto se l’istituto geriatrico dove si pagano fior di rette o l’albergo in centro a Roma paghino o meno l’ICI se hanno una cappellina, se non la pagano solo sulla cappellina o non la paghino perche’ “fanno i furbi”. Insomma, mi pare che anche la CEI voglia finalmente un po’ di trasparenza. Spero che la facciano anche i suoi organi di informazione, senza giustificazioni ideologiche e senza fare del vittimismo, che, francamente, e’ davvero irritante.
    PS: per favore, non dite che sono come Celentano. Criticare a ragion veduta Avvenire non significa pensare che vada chiuso ne’ che non parli di Dio.

    • Pino scrive:

      A me pare che ci sia una pessima informazione, perchè tutto si basa su l’affermare che c’è una clinica, un albergo e via dicendo che non paga le tasse…. per favore bisogna non fare affermazioni generiche ma portare prove: l’albergo tal dei tali, che una volta era un convento, e si trova a Roma in via tal dei tali non paga le tasse, la clinica XY che si trova a Canicattì dovesi pagano fior di rette, ecc… Io mi riferisco a situazioni concrete delle scuole paritarie, dalle materne a quelle dell’obbligo che fanno parte integrante del sistema nazionale di istruzione e devono sottostare a tutte le leggi e norme, e quindi riconosciute come tali dallo stato, legge del 2000 sulla parità scolastica con il governo di centro sinistra e ministro dell’istruzione Berlinguer, e che per andare avanti si deve sempre chiedere aumento delle rette per pagare gli insegnanti, e in cui abbiamo famiglie che chiedono riduzioni perchè non ce la fanno, ci sono poi i poveri (extracomunitari e anche italiani che non pagano). Gli enti pubblici (comuni, regione e Miur che hanno tagliato i miseri contributi che danno e che arrivano con un anno di distanza), inoltre paghiamo l’IRAP e oneri connessi ai contratti di lavoro, e si avanti proprio cercando di recuperare attraverso quei miseri introiti che si hanno con le attività dei centri parrocchiali che sono regolati dalle leggi vigenti e sottostanno a tutte le norme presscritte dai comuni, dalle regioni, eccc… e alla fine, proprio grazie ai volontari, si riesce a portare avanti e coprire i buchi delle attività educative e formative (scuole, campi-scuola, centri estyivi, Grest, eccc.). Ma chi parla è mai andato a vedere una scuola materna parrocchiale, un centro parrocchiale dove nei cortili trascorrono il tempo i ragazzi e quando ci sono scioperi degli insegnanti, delle scuole pubbliche i ragazzi che sono abbandonati per le strade, vengono a bussare alle nostre porte per stare al caldo di inverno e potere giocare nei cortili dei ns, centri parrocchiali o di istituti religiosi che sono sempre aperti, non ad orario come quelli dello stato…quelli che sostengono che le opere della chiesa devono pagare l’ICI, s’accorgeranno quando si dovrà chiudere tutto perchè sarà impossibile andare avanti per tenerli aperti…Voglio vedere se lo stato sarà in grado di affrontare il problea dele 70 per cento delle famiglie del Veneto che gestiscono le scuole materne se i Gestori porteranno ai sindaci le chiavi degli stabili perchè il pagamento dell’ICI su questi ne segnerà il tracollo).Io sono certo per conoscenza diretta che dove c’è da pagare l’ICI, la chiesa e gli istituti religiosi lo pagano e quindi dice bene Avvenire quando scrive questo. Canteranno vittoria quelli che sostengono che la chiesa deve pagare l’ICI quando ci saranno migliaia di dipendenti delle scuole e centri professionali che resteranno senza lavoro. Non si dicano cristiani e cattolici costoro, dovrebbero invece fare un serio esame di coscienza e chiedere perdono per la mancanza di aiuto e sostegno morale che danno alle comunità cristiane di potere portare avanti opere che i grandi santi della carità (don Bosco, don Guaenella , don Orione, il Cottolengo, don Gnocchi , ecc… la lista è lunghissima) hanno avviato con grandi sacrifici e tra le ostilità dei governi anticlericali e massoni del loro tempo. Mi pare che siamo tornati indietro invece che progredire e questo grazie anche alla insensibilità di tanti che sono cristiani-cattolici solo perchè sono iscritti all’anagrafe parrocchiale. Però la storia farà giustizia.

      • Reginaldus scrive:

        ma non sarà nell’istituzione ‘chiesa’ quello che avviene nella società in generale, che a sgobbare sia la truppa degli impegnati nelle opere assistenziali ed educative, e a godersela la fuffa dei tanti furbastri che sulla religione ci marciano alla grande? Perché non fare ordine all’interno della istituzione e cacciare i mercanti dal tempio???

      • ilsanta scrive:

        @Pino

        Io, rispondendo ad un suo precedente post, le ho fatto degli esempi visti in prima persona.
        Sono esempi concreti che chiunque non abbia fette di salame sugli occhi potrà verificare.
        Il suo tentativo di voler far passare l’applicazione dell’ICI per una sorta di tassa su tutte le attività della Chiesa è a dir poco patetico ed irrispettoso per chi le tasse se le paga tutte, di più e non ha nemmeno i mezzi per poter manifestare il suo disagio.
        Le scuole cattoliche lei le dipinge come enti caritatevoli dimenticandosi che per esse si paga una retta, ci sono aiuti statali e spesso regionali, provinciali e comunali.
        Lei dimentica che tali scuole sono accessibili solo a chi ha i soldi per pagarle, queste scuole non subiscono i tagli diretti che hanno subito quelle pubbliche, queste scuole spesso non sono dotate di insegnanti di sostegno che invece la scuola pubblica è obbligata per legge ad avere. Queste scuole spesso hanno insegnanti pagati poco e trattati male (guarda caso hanno un turn over elevato fra il personale).
        Dimentica che gli oratori in cui si rifiugiano dal fredo e dal caldo (immagine da libro Cuore) i ragazzi, sono stati pagati spesso dagli stessi fedeli magari con il loro sudore, sono mandati avanti da volontari non pagati (cosa che lo Stato non può fare) e dimentica anche che spesso per tali servizi (parlo di accoglienza dei dei bambini fuori dal periodo scolastico) si paga e pure salato talvolta spesso però senza che vi sia uno straccio di ricevuta.
        Regolarizzare la situazione stabilendo con chiarezza cosa è servizio a pagamento e cosa è obolo, quale sia l’attività caritatevole e quale sia quella commerciale, quale sia il confine fra Chiese e Stato è cosa che spaventa molto coloro che hanno qualcosa da nascondere.

    • Sal scrive:

      @ Luciano
      “troverei assurdo che pagassero l’ICI le chiese mense per i poveri, gli istituti di beneficienza, gli oratori dove i volontari si ritrovano per raccogliere i vestiti per i poveri e i carcerati, ecc.”

      Distinto sig. Luciano, pur comprendendo il suo punto di vista, mi permetto offrirle un altro modo di vedere lo stesso problema. Tutti coloro che hanno ricavi da una qualunque attività, devono pagare le tasse.( Spesso anche chi lavora in perdita). Anche l’offerta del sacro è un’attività che produce reddito, con le raccolte di fondi, elemosine, donazioni e quante altre forme esistono per accumulare quattrini. Tutto questo avviene perché la Chiesa, tramite le sue “strutture” che sono di molti tipi, attira con grande fascino, le persone umili, proponendo un “servizio”: la celebrazione di funzioni, della messa, e quanti altri riti. Tutti questi sono modi per ottenere una fedeltà, devozione, pubblicità, sottomissione, tutti aspetti che per la chiesa divengono fonte di acculo e di reddito che poi reinveste in modi anche non trasparenti e/o contrari alla legislazione.
      Ma non è obbligata a farlo, perché il Vangelo invita a fare solo la predicazione della venuta del Regno di Dio, che non necessita di un luogo di riunione magnifico, l’esempio è quello della Lettera a Filemone: “ la chiesa che è in casa tua”

      Quindi la questione è un po’ questa: l’attività religiosa, di qualunque tipo produce reddito e quindi deve essere soggetta a tassazione. Sarebbe un’ipocrisia dire “io non pago perché faccio beneficenza, perché ho la mensa per i poveri”. L’aspetto sociale è di competenza dello Stato per cui potrebbe essa richiedere di essere compensata se lo fa in sostituzione.
      Il Vangelo invece chiede di dar da mangiare ai poveri, non di essere esentati dalle tasse perché lo fai. Il Vangelo suggerisce di pregare “nella cameretta”, non di svolgere funzioni o riti e chiedere l’esenzione dalle tasse in funzione di qualcosa che l’uomo può benissimo svolgere in privato e senza l’apparato. Fare la beneficenza è cosa buona è utile, ma richiedere di essere beneficiari dell’esenzione perché si fa la beneficenza è solo un modo ipocrita di chi approfitta della situazione di necessità di altri, per trarne un profitto e ricavarne un beneficio. Il Vangelo non richiede questo, anzi condanna l’ipocrisia di colui che nascondendosi dietro “il presunto fare il bene” ne trae un vantaggio.
      Il Vangelo dice : ““Rendete a tutti ciò che è dovuto, a chi [chiede] la tassa, la tassa; a chi [chiede] il tributo, il tributo; a chi [chiede] timore, tale timore; a chi [chiede] onore, tale onore. Non siate debitori di nulla a nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; poiché chi ama il suo simile ha adempiuto [la] legge. “ ( Rm 13.7-8)
      Non le sembra ipocrita chiedere di essere esonerati perché si dice che si sta dimostrando amore ?
      Ha mai letto questo ? : “L’amore è longanime e benigno…. non cerca i propri interessi,” ( 1 Cor. 13.4-5) Richiedere un beneficio o un privilegio perché si è dimostrato amore è un’ipocrisia tipica di chi si trincera dietro il proprio privilegio per ottenere un vantaggio.
      “Se amate quelli che vi amano, che ricompensa ne avete? Non fanno la stessa cosa anche gli esattori di tasse? “ Se ti fai pagare per aver fatto il bene o chiedi un privilegio, hai già ottenuto la ricompensa…Gesù non chiese di essere esonerato dal pagamento delle tasse. ”Badate bene di non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere osservati da loro; altrimenti non avrete nessuna ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai doni di misericordia, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle vie, per essere glorificati dagli uomini. Veramente vi dico: Essi hanno appieno la loro ricompensa. Ma tu, quando fai doni di misericordia, non far sapere alla tua mano sinistra quello che fa la tua destra, affinché i tuoi doni di misericordia siano fatti in segreto; allora il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà.” ( Mt. 5.46-6.4) come si fa a fare i doni di misericordia in segreto se si chiede l’esenzione ?
      Certo capisco che per seguire il Vangelo ci vuole un cambiamento di mentalità, ma lo prenda come una possibilità da esaminare.

  16. anniballo scrive:

    ——————-PINO E’ PIU’ REALISTA DEL RE ?—————————–
    Se viene ammesso dalle stesse gerarchie cattoliche che bisogna fare chiarezza su ambiguità ed errori, bisogna per lo meno concludere che queste esistono, come certamente esistono, se risulta perfino a me (come si evince da quanto accadutomi in prima persona e di cui parlavo nel precedente post).
    Già il fatto che la chiesa abbia accumulato ricchezze immense vendendo il messaggio del cristo è abbastanza osceno : non aggiungiamoci anche una supplementare inclinazione alle irregolarità. Comunque, resterà verissimo il fatto che ,nei millenni, la chiesa ha molto più preso che dato….

    • Pino scrive:

      Lasciamo stare i “millenni” (non si può giudicare quello che non si conosce o lo si conosce se in maniera sfasata da una certa lettura storica laicista e anticlericale: si possono negare le iniziative di un Cottolengo, di un don Bosco, ecc… lo facevano per fare soldi loro? ma per piacere un po’ di onestà intelletuale, tant’è che sono considerati i “benefattori” dell’umanità, lo studiavo ancora nel mio “sussidiario” di 5 elementare) e guardiamo all’oggi, la situazione reale in cui operano le tanto criticate iniziative della chiesa, non facendo illazioni ma andando a verificare sul posto, su situazioni, persone, istituzioni con tanto di ragione sociale presso gli uffici competenti dello stato. A me piace parlare con gente che non fa affermazioni gratutite e generiche, ma che porta dati concreti. Ripeto che quello che dico corrisponde a verità: so per conoscenza diretta perchè ci ho lavorato in passato e ci lavoro ancor oggi, che quello che è soggetto all’ICI la chiesa lo paga come lo ha sempre pagato. Fare discorsi per arrampicarsi sugli specchi per tirare l’acqua al proprio mulino, citando la Scrittura a sproposito, mi pare proprio che non sia nè logico nè corente. Le gerarchie hanno detto che “se” c’è da verificare qualcosa o qualche caso, lo si farà (io non credo che esista, perchè le strutture esentate dall’ICI sono codificate dalla legge stessa che l’ha introdotta). Ma certo che è diffcile ragionare con gente che è di dura “cervice” e per di più è “prevenuta”; quando si va avanti a forza di preconcetti non si capirà mai niente e soprattutto non ci si intenderà, perchè chi non vuol capire si intestardisce nel non voler capire. Nessuno risponde ai casi concreti che io pongo: facciano pure pagare l’Ici a tutte le istituzioni gestite dalla chiesa, ma chi darà lavoro a tutti coloro che verranno licenziati: questi sono i problemi concreti e non le vostre chiacchere inconcludenti. Certo non saranno quei quattro soldi che lo stato mungerà che salveranno l’Italia.

      • Sal scrive:

        @ Pino
        Ma che meraviglia sig. Pino…. Che sorpresa ! Ma lei è cristiano ? Perdoni la domanda impertinente; lei dice :” Nessuno risponde ai casi concreti che io pongo: facciano pure pagare l’Ici a tutte le istituzioni gestite dalla chiesa, ma chi darà lavoro a tutti coloro che verranno licenziati: questi sono i problemi concreti e non le vostre chiacchiere inconcludenti. Certo non saranno quei quattro soldi che lo stato mungerà che salveranno l’Italia.”
        E’ vero, non saranno quelli, su questo condivido, ma se pensa che con i soldi non versati dell’ICI si possono mantenere coloro che verrebbero licenziati, lei sta facendo due errori:
        Il primo è che si possono mantenere un numero molto maggior di persone di quante sono occupate ora.
        Il secondo è che confidando nelle “ricchezze ingiuste” oltre a sottintendere un velato ricatto, non tiene conto del Vangelo e il Vangelo dice: “Non potete essere schiavi di Dio e della Ricchezza”. ( Lc 16.9-13) Lei sminuisce il potere del Dio per le povere anime – non dice il Vangelo : ”Osservate attentamente gli uccelli del cielo, perché essi non seminano né mietono né raccolgono in depositi; eppure il vostro Padre celeste li nutre. Non valete voi più di loro?”.. E riguardo al vestire, perché siete ansiosi? Imparate una lezione dai gigli del campo, come crescono; essi non si affaticano, né filano;… Se, dunque, Dio riveste così la vegetazione del campo, che oggi è e domani è gettata nel forno, non rivestirà molto di più voi, uomini di poca fede? Quindi non siate mai ansiosi, dicendo: ‘Che mangeremo?’ o: ‘Che berremo?’ o: ‘Che indosseremo?’ Poiché tutte queste sono le cose che le nazioni cercano ansiosamente. Infatti il vostro Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose”. ( Mt. 6.26)

        Lei pensa davvero che essendo ansiosi e limitando il Potere i poveri potranno vivere meglio ? Forse anche lei è sulla linea di Marcinkus “niente messa con le ave marie” ?
        E’ davvero sorprendente sig. Pino, a che serve predicare il Vangelo se poi al dunque rimane lettera morta ? E badi che questo non è preconcetto né prevenzione, è la dura realtà che le fa dire: “E’ meglio che la Chiesa non paghi l’ICI e mantenga i poveri licenziati, ma dimentica di farci sapere quanto spende per quelli e quanto pagherebbe per l’Ici. Se poi, come lei dice, paga come ha sempre pagato, sembrerebbe che non legge il fatto quotidiano e neanche le lettere di Viganò. Però può pensarla come preferisce anche se non condivido.

        • luciano27 scrive:

          sal, secondo lei il versetto Mt6-26ha finora dato riscontri positivi? se così fosse, non vi sarebbero pro blemi di sostentamento in nessuna parte della terra creata e popolata dal “padre vostro” che dice lei SA’,ma dico io,non dà; neanche a chi lo prega. Prima di elargire versetti, che definite verità, provi ad accertarsi che lo siano;quello non lo è di certo

          • Sal scrive:

            @ luciano27
            Prima di rispondere nel merito al suo argomento, certamente fondato, mi permetta di dirle che se pensa così, per essere coerente dovrebbe praticare lo sbattezzo. Se lei non crede che ci sia Qualcuno che possa aver dato inizio e che sia così Potente da poter disporre e regolamentare, le sue cose, dovrebbe davvero praticare lo sbattezzo e dichiararsi altro da cristiano. Sempre per coerenza.
            E vengo al merito, Quello è il libro che definiscono “Parola di Dio”, quindi se Dio parla e nessuno ascolta, mi sembra coerente dal punto di vista di Dio di divenire “sordo” alle richieste, di chi dice che lo prega ogni giorno in modi che Lui non accetta o non vuole comprendere. La spiegazione è alquanto semplice ed è inclusa nel libro stesso, che lei dimostra di non conoscere, quando dice : “ Non avete perché non chiedete. Chiedete e non ricevete, perché chiedete per uno scopo empio, per spendere nelle vostre brame di piacere sensuale.” ( Giacomo 4.2-3) e (Zaccaria 7:13) riprende “‘E accadde dunque che, proprio come egli chiamò ed essi non ascoltarono, così essi chiamavano e io non ascoltavo’, ha detto Jehovah [Geova] degli eserciti.”
            Quindi è il libro che le risponde, forse dovrebbe meditarlo di più abbandonando un certo modo di pensare cattolico per capire ciò che il Dio vuole da lei, poi quando imparerà la lingua “pura” ( Sofonia 3.9) che Egli dice dobbiamo imparare per poter parlare con Lui, allora forse, e se sarà utile, credo che avrà una risposta positiva. Dipende sempre da lei.
            Si ricordi nessuno viene pagato prima di aver lavorato, solo a fine giornata !E dare gratuitamente non è profittevole, vizia. Ricordi la parabola dei talenti.
            Saluti

          • luciano27 scrive:

            caro sal,non vedo cosa c’entra lo sbattezzoche ha valore come il battesimo,perchè entrambi decisi da uomini. Mi contesti quello che ho scritto, dimostrandomi che non è realtà, e non con altri versetti, che come questo non dicono nulla di reale ,altrimenti penso che non sà cosa dire,constatato che non vuole repliche. saluti ricambiati

      • mauro scrive:

        Caro Pino,

        Direi che anche lei proviene da quella cultura cattolica che nega che Gesu’ fosse laicista, ovvero non dividesse il potere dell’uomo da quello di Dio ed è sufficiente riportare il passo dove disse che quella tassa che Cesare chiedeva andava pagata: “Date a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio” per mostrarne l’assurdità.

        Lei stesso dovrebbe essere laicista, volendo imitare Gesu’, ma il suo atteggiamento è portato discriminare gli altri ed ad elevare le iniziative del Cottolengo, di don Bosco come esempi chiari di quanto la Chiesa fa [già troppo lontani per capire e per sapere cosa successe, lei scrive e posso essere d'ccordo] ma dimentica che Don Verzè ha lasciato un buco enorme al Fatebenefratelli utilizzando le risorse disponibili per proprio vantaggio personale e questo non lo troverà nel suo sussidiario di 5a elementare e non è neppure un’illazione ma cruda realtà d’oggi, senza dimenticare che tanto premeva alla Chiesa Cattolica l’istituto ed il personale che non hanno fatto una controfferta lasciando che altri divenissero legittimi proprietari.

        Su questo blog si è decantata la Chiesa Cattolica ed il suo intervento per salvaguardare il Fatebenefratelli ma poi quando il vento è cambiato tutti se ne sono stati zitti. Ho l’impressione che nel tempo si ricorderà tale iniziativa positiva e si minimizzerà sul fallimento come se il Fatebenefratelli fosse rimasto di proprietà.

        Non capisco il suo problema sull’ex ICI, ora IMU che deve pagare la Chiesa Cattolica. La paga secondo quanto fu stabilito per Legge a suo tempo ma da qualche anno è cambiata la musica perchè vi fu un intervento dell’Europa unita, secondo una Legge comunitaria, che mise in mora l’Italia se non provvederà a modificare i termini di quell’esenzione e Monti è costretto a limitarla alla Chiesa Cattolica per non incorrere in una sanzione.

        Non vedo il problema che si pone lei e la Chiesa quando la parte dell’8 per mille dello stato va quasi interamente alla Chiesa Cattolica (sono circa 400 miliomi di euro). Non direi che alla fine sia la Chiesa Cattolica a dover pagare di tasca propria quanto di piu’ emergerà dall’iniziativa di Legge di Monti, sarà caso mai una mancata entrata, un tirare la cinghia come sta capitando a quasi tutti gli italiani, i quali non potranno che ringraziare in quanto , al pari dei risultati della lotta all’evasione, potranno avere piu’ servizi. Non è necessario possedere una cervice dura per capire che se a fronte di una preoccupazione, mostrata dalla Chiesa Cattolica sullo stato sociale degli italiani, si giunge anche in soccorso con il proprio aiuto essa è un’opera meritoria che va a beneficio della Chiesa Cattolica, la qualcosa andrebbe anche a mostrare che non si intende in alcun modo favorire propri privilegi. Non crede che una cervice in fin dei conti sia piu’ malleabile di chi gira con una testa di cocco sul collo?

        C’ un’altra cosa che non capisco ed è il fatto che la Chiesa Cattolica sia costretta a licenziare a causa del pagamento dell’ulteriore ICI. Per quanto ne so la Chiesa ciò che riceve in beneficenza dovrebbe riversarla ai bisognosi e non vedo come possa istituire con quelle elargizioni, faccio un esempio, alberghi che forniscono utili e dipendenti da pagare. Le attività della Chiesa Cattolica dovrebbero essere improntate al volontariato attivo e fattivo e chi intende offrire il proprio servizio alla Chiesa Cattolica non pretendere nulla per sé in quanto va a servizio volontario di terzi. Io stesso che faccio del volontariato civile e per quanto esso sia meritorio non solo non vengo pagato dallo stato italiano ma ci rimetto anche del mio.

        Mi pare che se la Chiesa Cattolica possiede attività che sconfinino con la beneficenza siano attività da considerate alla pari di quelle di un imprenditore a cui richiedere il pagamento dell’IMU, vigendo un contratto di compravendita, senza dimenticare l’obbligo dell’emissione dello scontrino fiscale e della presentazione dei redditi in quanto realizzati su territorio italiano.

        E’ evidente che nella Città del Vaticano la Chiesa Cattolica può operare come meglio crede avendo poco piu’ di 400 cittadini civili e se ritiene di fare della beneficenza, scucendo lei di persona per offrire a loro servizi, ben può farlo e ben venga in quanto la magnanimità d’animo è sempre gradita da chiunque.

      • ilsanta scrive:

        @Pino

        Mi dispiace ma le sue esperienze sembrano l’esatto opposto delle mie.

        “pure pagare l’Ici a tutte le istituzioni gestite dalla chiesa, ma chi darà lavoro a tutti coloro che verranno licenziati”

        Gradirei a tal proposito che la Chiesa risarcisca mia moglie che a seguito di una maternità si è vista dare solo metà del trattamento economico che le sarebbe spettato visto che lavorava con due contratti di cui uno CO.CO.PRO. pur facendo esattamente lo stesso lavoro sia la mattina che il pomeriggio.
        A causa di questa attenzione per la famiglia dimostrata dalle istituzioni parrocchiali e da ben più di un sacerdote, ci siamo dovuti spendere i risparmi accumulati per far fronte alle spese della maternità e del breve periodo successivo di astensione dal lavoro (breve perchè senza soldi non si campa purtroppo).
        A nulla è valsa la mia segnalazione all’ispettorato del lavoro che appena ha saputo che il datore di lavoro era una parrocchia si è immediatamente barricato dietro la richiesta di testimoni (facile visto che erano tre persone in tutto e che testimoniare avrebbe comportato ripercussioni facili da immaginare), nulla ha potuto anche la mia richiesta di fare un sopralluogo e verificare dal vivo la situazione, figuriamoci “irrompere” in una parrocchia, disturbare il parroco, violare il sacro suolo, sia mai!
        Inutile dire che mia moglie ha cambiato lavoro ed io ho iniziato a cambiare opinione su questi enti “caritatevoli”.
        Sarò il solito caso isolato per lei, nevvero?

        • il maccabeo scrive:

          Seppur spiacevole, anzi spiacevolissimo, caro il Santa, e seppur il suo caso meriti tutta la simpatia e la solidarietá possibile, il suo resta un caso, magari neppure isolato, che peró per essere giudicato serenamente e per poter essere portato a prova di una supposta condanna di tutta un istituzione, dovrebbe trovare riscontro ovunque o quasi ovunque e rappresentare il solo tipo di attivitá offerto anche oggi dalla Chiesa.
          Ora, senza essere io personalemnte particolarmente tenero verso la Chiesa ufficiale di oggi, spesso dedita a compromessi nel piu perfetto stile ex-DC (anche un caso solo sarebbe “spesso”), non posso peró non riconoscere che sia l´unica entitá nell´Italia laica che si occupa di diverse classi di persone in difficoltá per varie ragioni (tossicodipendenti, prostitute, immigrati, abbandoni, recuopero detenuti, malati ecc.) di cui l´emerito Stato Laico cosí sollecito a “lottare contro gli evasori” e a “tenere alto il prestigio dell´Italia nel mondo” non si é MAI fatto carico né si fará mai carico.
          Insomma, io non mi sentirei di buttare il bimbo con l´acqua sporca.
          Vorrei poi sapere se il nostrano Stato Laico , con nuove e vecchie “riforme del lavoro” che han prodotto fino ad oggi milioni di disoccupati ( e ne so qualcosa pur io poiché ho qualcuno in famiglia disoccupato da oltre due anni), assicuri un miglior trattamento alle donne che vogliono figli. E´di ieri lo scandalo alla RAI, ente statale laico, accusata proprio di questo.

          • ilsanta scrive:

            @il maccabeo

            Quanto lei dice non è corretto.
            Lo Stato si occupa di tutte le categorie disagiate che lei cita, anzi fa di più, lo fa per legge.
            Una scuola pubblica ad esempio non può rifiutare un bambino con problemi di apprendimento perchè non ha l’insegnate di sostegno, la scuola privata può farlo.
            Lo Stato non può rifiutare l’assistenza sanitaria alle prostitute e ai tossicodipendenti, mentre nessun volontario può essere obbligato a fare altrettanto ne alcuna struttura privata a meno che non vi siano convenzioni (e quindi finaziamenti) con lo Stato.
            Questa situazione di obbligo legale all’assistenza porta di contro talvolta ad una bassa efficienza in questi servizi, in particolare oggi visto che i tagli nel pubblico sono stati ampi e poco ragionati.
            Se poi a queste strutture pubbliche si affiancano anche quelle private (religiose o meno) meglio, ma dire che se non ci fossero queste lo Sato sarebbe inerme è una palese falsità.
            In merito poi al volontariato lei sembra dimenticare che esistono associazioni di volontariato laiche, esiste la protezione civile (molto sentita nella mia Regione), esiste la croce rossa, ecc.
            Il confronto quindi per essere corretto deve tenr conto anche di queste realtà.
            Saluti.

          • il maccabeo scrive:

            “Questa situazione di obbligo legale all’assistenza porta di contro talvolta ad una bassa efficienza in questi servizi,…”

            D´accordissimo su tutto tranne che sul “talvolta”. Ad es. in piú del metadone quale terapia ha mai proposto lo stato ai tossicodipendenti, cioé oltre alla sostitutzuione di un farmaco con un´altro?
            Od oltre all´arresto e alla carcerazione quali forme di assistenza propone lo stato per le prostitute?…
            Oppure, oltre a riempire i carceri quali forme di recupero propone l Stato per i detenuti…

            Vabbé. Vado a pregare che e´meglio…

            PS. Preciso. Ben vengano la Croce Rossa e la Protezione Civile, che stimo moltissimo.
            Ma esisterebbe la Protezione Civile in Italia senza quasi venti secoli di cultura cattolica? Come mai questa attenzione al prossimo, tipica dell´Italia, non si ritrova in Paesi che si vantano peraltro di essere il faro de umanitá come USA e Giappone. Ad es. dopo lo Tsunami in Giappone non si vedeva nessuno scavare fra le macerie, mentre in Italia il pronto intervento nei primissimi minuti é la Prioritá assoluta? Dopo l´uragano Kathrina a New Oerleans i primi soccorsi sono arrivati dopo tre giorni , come mai?
            A mio avviso il Primato della dedizione e della rapiditá di intervento nel mondo, tipico della Protezione Civile Italiana (almeno fino a qualche tempo fa), non esisterebbe senza questo… riflesso pavloviano cristiano dettato dall` “ama il prossimo tuo come te stesso”.
            E´la mia opinione almeno … e la condivido.´ :D
            Ossequi anche a lei.

          • il maccabeo scrive:

            e poi non capisco in che maniera un servizio obbligatorio possa vantare un primato su quello volontario.
            Il primo é remunerato mentre il secondo no.

          • ilsanta scrive:

            @il maccabeo

            Le ho fatto degli esempi di servizi pubblici che funzionano generalmente bene (sanità e scuola), a fianco a questi ci sono servizi che funzionano meno bene ai quali per fortuna (lo avevo già detto) si affiancano anche attività di volontariato che, nello specifico, non verranno colpite dall’ICI e quindi non sono oggetto del contendere.
            In merito al fatto che da noi la protezione civile funzioni bene per un non meglio definibile spirito di carità di natura cristiana la devo deludere.
            La protezione civile è nata come emanazione del genio civile e solo nel 1976 (terremoto del Friuli) è diventata l’organo che conosciamo oggi, per cui un po tardino per essere meramente ispirata da principi cristiani.
            Quanto lei afferma poi sui disastri di Giappone e di New Oerleans non tiene conto della vastità degli eventi che si sono verificati, non può paragonare i 72.000 abitanti de l’Aquila al milione circa di una New Orleans allagata, ne può immaginare cosa sarebbe successo nel nostro Paese dopo un terremoto ed uno tsunami come quelli giapponesi (le garantisco che non c’è protezione civile che tenga in quei casi).
            Ricordo infine il caso dell’autostrada giapponese ripristinata dopo solo 6 giorni (non mesi, giorni) dal terremoto … con tanto di scuse per il tempo impiegato.
            Infine dice di non capire “in che maniera un servizio obbligatorio possa vantare un primato su quello volontario”.
            Non è questione di primati è questione di fatti. La scuola privata non è tenuta ad avere l’insegnante di sostegno, la pubblica sì con i relativi costi da sostenere, il volontario non è obbligato a dare aiuto, la struttura pubblica sì pena denuncia, è evidente quanto sia più difficile tenere in piedi una struttura che DEVE fornire servizi rispetto ad una che PUO’ fornire servizi ma anche no.
            Tutto qua.

          • luciano27 scrive:

            egr. il maccabeo,è talmente laica la rai che non lascia spazio al laicsmo, salvo un pochino rai 3,,ma concede fior di ore a trasmissioni cattoliche, dai viaggi papali alla strada di damasco da don Matteo ai film edificanti. cosa vuole un’altra tv 2000scv? emittente che i cattolici, se fossero seri, dovrebbero vedere, abbandonando al suo destino la laica rai. Poi che viene a dire di stato laico, da sempre governato da cattolici e da sempre con l’imprimatur vaticano, anche con il più laido, abortista , div0rziato e bestemmiatore capo del governo egr. il maccabeo cerchi di pensare un pochino ,prima di scrivere lanterne per luccioleun saluto

  17. anniballo scrive:

    ———I FACILI GIUDIZI DI PINO——————————–
    Simpatico amico,
    non discuto le Sue affermazioni :può essere che molti laici siano “prevenuti”, come Ella scrive,ma è anche vero che ,nei fedeli cattolici, giuoca ,all’opposto, un fortissimo pregiudizio positivo che è altrettanto efficace nel togliere lucidità di giudizio.

    Giudico opportuna una tripla considerazione : primo, Ella scrive che “non si può giudicare ciò che non si conosce”; ebbene, se ciò fosse giusto, sarebbero moltissime le cose di cui non potremmo parlare : con i nostri occhi vediamo poche cose, della massima parte abbiamo piuttosto notizia. Vede, quindi, che il Suo giudizio è troppo categorico.

    Secondo, tutte le iniziative di beneficenza di cui si può fare l’elenco, non debbono essere negate, ma diventa una questione di “bilanci” (non so trovare parola migliore). La mia opinione è che la chiesa ha drenato quantità immense di ricchezza e le sono state utili per acquistare potere e prestigio; altre sono servite a circondarsi di agi, splendori, ed anche di opere d’arte (e via discorrendo). Tutti i capolavori che ammiriamo in Italia, ad esempio, sono frutto anche di immense quantità di danari drenati dall’intera Europa per secoli (come ben videro i riformatori del ’500). Orbene, Lei comprenderà che un pò di beneficenza andava pur fatta, altrimenti perfino i cattolici (generalmente di bocca assai buona) si sarebbero rizzelati…
    Consideri ,poi, il ritorno di immagine che le iniziative benemerite costituiscono per la chiesa stessa e vedra’ che ,alla fine,la beneficenza è un astuto investimento.

    Terza considerazione : non possiamo escludere che, se tante risorse non fossero finite nei bilanci ecclesiali, anche le società laiche avrebbero saputo e potuto metter su istituzioni assistenziali e caritatevoli. La carità clericale è alquanto pelosa ed induce a giudizi fuorvianti; ed è cosa buona innanzitutto per chi la fa. Per esempio, in Germania non hanno bisogno di Camillo dè Lellis per disporre di ospedali eccellenti ed esistono ottimi istituti per l’assistenza agli handicappati senza dover ringraziare nessun Cottolengo; e lo stesso dicasi del Giappone, ad esempio, dove non è di casa il crocifisso : non so se mi sono spiegato.
    Ma, se non mi sono spiegato, chiarisco ancora meglio; la buona gestione delle società dipende da una buona e rigorosa formazione delle coscienze. Nei paesi protestanti questo avviene, anche senza clero ed anche senza santi. Qui, che siamo proni e sottomessi alle autorità ecclesiali, non abbiamo le cose perchè sono diritto dei cittadini, ma le abbiamo perchè qualche santo, bontà sua, ha voluto elargircele.
    Quindi, prego inginocchiarsi,baciare la mano del buon prete, ringraziare e lasciare un obolo. Anche perchè Sua Santità deve compertarsi i mocassini nuovi e so che costano parecchio…

    • il maccabeo scrive:

      Anniballo, il suo quadro nord europeo é ottimistico.
      In Germania hai assistenza medica se ti puoi pagare l´assicurazione privata…
      Alla Caritas e alla Casa Sollievo della sofferenza, non serve nessuna assicurazione privata.
      l´Italia é il terzo Paese nella lista dei contribuenti europei. Dove cavolo vanno a finire sti soldi?
      Guardacaso la sede della Banca Europea é : “…Ihr Sitz ist im Eurotower in Frankfurt am Main.” L´Euro é infatti un Deutsch Mark travestito che tutti paghiamo. Ecco perché la Germania tiene mentre l` Italia… in dieci anni di € si é miseramente impoverita!
      Ed ecco perché Monti é andato a presentare la manovra “Salvabanche…” ooops, pardon, “Salvastato” alla Merkel prima di presentarla al parlamento italiano.
      In Germania si sta bene perché piovon soldi da tutta Europa, altroché.
      Che bel successo per l´Italia.
      Che poi i soldi finiti alla Chiesa impediscano alle Coop, ai Comuni, o alle Province o allo Stato con la loro selva di balzelli IVA, Irpef, Ici, multe, tasse automobilistiche, parchimetri, e chi piu´ne ha piú ne metta, di fare altrettanto quanto la Chiesa questo lo creda pure. Ma é puro fideismo uaarino.

      • anniballo scrive:

        Temo che il pregiudizio positivo di cui parlavo con Pino, abbia contagiato anche “Maccabeo” (ma lo dico senza nessun intento polemico).
        In sostanza, “Maccabeo”, io Le risponderei questo : emettere una sentenza negativa sulla sanità tedesca –per stare all’esempio– perchè si paga una assicurazione, come altrove, è frettoloso e superficiale. I costi sono certo calibrati sulle possibilità dei cittadini, comunque va bene così se poi funziona (da noi è alquanto peggio, io ho passato una vita negli ospedali) ed ,ancora, non credo che i non coperti da assicurazioni li mettano fuori a calci.
        Infine, mentre ho notizia di tanti italiani che ricorrono a cure all’estero, non ho mai sentito di scandinavi che vengono a farsi curare qui.
        Nè ho mai sentito che in Germania si sta bene perchè lì piovono soldi da tutta Europa. (?)

        Nessuna delle Sue argomentazioni, comunque, centra il punto fondamentale che io volevo sottolineare: in nord Europa vi sono società,cioè, che funzionano bene in tutte le loro parti perchè è diversa la procedura con cui si formano le coscienze: e quando funzionano bene le coscienze, c’è senso del dovere e profondo rispetto per l’etica pubblica.
        E, quindi, i cittadini si giovano di servizi spesso eccellenti perchè è loro diritto di contribuenti inseriti in società evolute, ben organizzate e ben amministrate ( e non perchè c’è stata l’attività di singoli ben motivati che hanno deciso di dedicarsi ad assistenza, elemosina, carità e via discorrendo).
        Non è dal santo che io voglio la soluzione delle mie esigenze, nè voglio una religione che si veste di forme che ricordano imprese commerciali o partiti politici, gestite da prelati-manager.
        La saluto, stia bene.

  18. anniballo scrive:

    ——————-”SAL ———————————————

    Ho dimenticato di inviarLe i miei ringraziamenti per le indicazioni che mi ha trasmesso nell’altro thread. Molto gentile davvero.
    Le lascio cari saluti.

  19. Sal scrive:

    @ luciano27
    “Mi contesti quello che ho scritto, dimostrandomi che non è realtà, e non con altri versetti, che come questo non dicono nulla di reale ,altrimenti penso che non sà cosa dire,constatato che non vuole repliche. saluti ricambiati”
    Sig. Luciano, senza i versetti non avrei modo di sostenere un ragionamento. Sarebbero opinioni personali ma non è questo lo scopo, preferisco fornire spiegazioni alternative in modo che ciascuno possa valutare.
    L’argomento da lei sollevato sembrerebbe darle ragione, se non capisco male il suo punto è che se quel versetto ( Mt 6.26) fosse vero vi sarebbero riscontri positivi che lei fino ad ora non ha visto. Mi corregga se ho capito male, ma la spiegazione è semplice.
    Se considera il VT, Dio dice di avere un “popolo eletto” al quale aveva comandato le sue leggi per il tramite delle quali il popolo non avrebbe sofferto come accade oggi. Vero che non tutti anche in quel tempo erano ricchi, ma nessuno era nella condizione di morire di fame. Vuoi perché le tasse erano solo il 10% vuoi perché ai ricchi era fatto obbligo di lasciare per es. i bordi del campo non spigolati a disposizione dei meno abbienti che potevano liberamente andare a spigolare secondo necessità. Poi c’era l’anno sabatico, poi ogni 7 il Giubileo e la terra tornava di proprietà di chi aveva dovuto venderla, la libertà degli schiavi ecc.
    Un bell’ esempio è nel libro di Rut che essendo povera spigolava nel campo di Boaz. Quindi non un elemosina, ma la possibilità che tutti avessero ciò di cui poter vivere. Il risultato è che per mezzo di quella legge ( Le 10 Parole “scritte col dito di Dio”+ Levitico) veniva offerto al popolo di Dio il modo di vivere degnamente. E come dice 1 Cronache 29.23: “Salomone regnava sul trono di Jehovah [Geova]” come dire al posto suo. Naturalmente sulla terra non esisteva solo quel popolo anche definito “dal collo duro” ma non sappiamo se e come Dio si sia interessato di altri “singoli” ma quello era il “suo popolo e il suo trono”. La venuta di Gesù ha una sua motivazione in funzione di un raggruppamento di un altro più grande popolo che ubbidisca ad una nuova legge che ricalca quella precedente, come ricorda Romani 10.5 “Poiché Mosè scrive che l’uomo che ha osservato la giustizia della Legge vivrà per essa. Cos’è la giustizia ? ” Come fa l’uomo a osservarla ?
    Lascio aperte queste questioni, ma ricordo che la promessa era “E il mio popolo non proverà vergogna a tempo indefinito.” ( Gioele 2.27) “Quelli che non sono mio popolo chiamerò ‘mio popolo” ( Romani 9.25) dimostrando che c’era ancora la volontà di avere un popolo come nell’antichità, e lo ricorda bene Giacomo quando dice : “Simeone ha narrato completamente come Dio per la prima volta rivolse l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome. E con questo sono concordi le parole dei Profeti, come è scritto: ‘Dopo queste cose tornerò e riedificherò la capanna di Davide che è caduta; e riedificherò le sue rovine e la erigerò di nuovo,” ( Atti 15.14-16) E Gesù ricorda con queste parole “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.” (Mt. 8.22) intendendo che coloro che non fanno parte di quel nuovo popolo è come se fossero già morti e senza speranza. Per questo lei contesta il valore di Mt. 6.26 ma se facesse parte di quel popolo si renderebbe conto della differenza.
    Capisco che è difficile comprendere ciò che non si conosce districandosi con ciò che ci è stato proposto in modo diverso da ciò che è la realtà del messaggio, ma lo scopo del dialogo e proprio quello di fare chiarezza rendendo a Cesare le cose di Cesare a Dio le cose di Dio e fra queste ci sono i cuori volenterosi desiderosi di Giustizia. Spero di aver risposto e mi scuso per la lunghezza.

    • luciano27 scrive:

      grazie della risposta egr. Sal ,;ma non capisco perchè un Dio giusto e Padre di tutti gli uomini debba avere un suo popolo eletto al quale concedere, e chiedere, più che agli altri uomini mi dice che non può rispondermi che con altri versetti, e così fà. Con le parole,si può spiegare qualunque cosa nel modo giusto o contrario; specie quando le parole devono essere interpretate.la sua risposta, quindi elude il problema e conferma che le parole dette o scritte da chiunque,se non hanno riscontro non hanno alcun senso,e non valgono alcun ragionamento. cordialmente

      • Sal scrive:

        @ luciano27
        La sua domanda è “ non capisco perchè un Dio giusto e Padre di tutti gli uomini debba avere un suo popolo eletto al quale concedere,”

        La risposta è semplice, perché Egli ha una sola Legge e chi si conforma a vivre secondo “quella” legge dimostra di essere suo popolo. E’ una porta aperta a tutti. ( Per questo è giusto) Ma coloro che vogliono vivere in modi diversi si danneggiano ed è come se dicessero che vogliono essere figli di se stessi o seguaci di un’altra divinità.
        La realtà è che non è dato all’uomo scegliere autonomamente il bene e il male perché facendolo muore. Così è accaduto. Anche oggi si discute molto sui vari problemi che affliggono l’umanità sia dal punto di vista economico, che morale o etico. Ogni volta ci sono suggerimenti diversi che variano nel tempo, ma nessuno o pochi si sono assoggettati a vivere secondo quella legge che è eterna. Chi lo fa dimostra di esser “suo popolo”, gli altri sono popolo di altri dei. Non dice che avrebbe diviso le pecore dai capri ? Chi vuol essere suo figlio accetta la disciplina del Padre, gli altri fanno come preferiscono.

        • minstrel scrive:

          Concordo in linea di massima Sal, “Chi vuol essere suo figlio accetta la disciplina del Padre” tentando cioè di vivere come Cristo, naturalmente in base alla sua conoscenza del Cristo stesso che ha in quel momento, poiché all’uomo è chiesto di vivere secondo la Verità che conosce e non si può pretendere che egli viva secondo una verità che non conosce o che non conosce come tale.

  20. Bastiano scrive:

    Sono d’accordo che la Chiesa dovrebbe pagare l’ICI sui beni che vengono utilizzati a scopi commerciali o, comunque, con qualche utile oconomico, e mi risulta che lo faccia già. Forse qualcuno interpreta questo dovere in modo troppo elastico, e ciò non mi piace. Ciò premesso, non capisco l’astio, l’animosità e l’ignoranza della storia che dimostra chi ritiene che lo Stato italiano sia la vittima innocente di una Chiesa opportunista e ladrona. Probabilmente perché, e forse il mio è un difetto, io sono portato a valutare le situazioni non partendo dall’altro ieri ma dalla Storia, almeno da quella degli ultimi 150 anni. E allora non posso non ritenere che la realtà sia l’esatto contrario, e che, nonostante tutto, ad avere la coscienza non del tutto a posto non sia la Chiesa ma lo Stato italiano. Mi fa un certo effetto sentire che uno Stato italiano, che si è fregato non solo uno Stato della Chiesa che in base al diritto internazionale aveva altrettante ragioni per esistere, ma che si è preso anche centinaia di migliaia di ettari di terreno che la gente aveva donato alla Chiesa in tutte le regioni d’Italia, e migliaia e migliaia di edifici di Enti religiosi nei quali oggi, credo con qualche piccolo vantaggio economico, sono ospitati innumerevoli scuole, università, caserme, uffici pubblici, ospedali, venga fatto passare per vittima di una Chiesa irresponsabile e ladrona. Signori, cerchiamo di essere seri e di guardare al di là del nostro naso. Il Concordato fra Stato e Chiesa è nato dalla consapevolezza che quanto sto dicendo non è una mia opinione, ma la verità. Una verità che non è meno vera perché nel frattempo è passato qualche decennio. Ripeto: che la Chiesa paghi l’ICI, senza interpretazioni estensive delle norme di esenzione. Ma non ci stracciamo le vesti: probabilmente, e nonostante tutto, essa è ancora in credito nei confronti dello Stato.

    • ilsanta scrive:

      @Bastiano

      La metta così, le conquiste dello Stato italiano ai danni di quello Vaticano sono solo un misero risarcimento per l’oppressione che tale Stato ha esercitato sui cittadini e sul mondo per secoli.
      Inoltre visto che lo Stato del Vaticano ha avuto una origine anch’esso a quali Stati il Vaticano ha pagato i danni per le conquiste subite?

      • Sal scrive:

        mi accodo a – il santa :ecco:

        • Bastiano scrive:

          Il mio discorso si basava su argomenti di carattere storico. Il santa e Sal, invece, rispondono con argomenti ideologici, che andrebbero bene in una discussione fatta al bar dello sport. All’affermazione, fatta senza argomenti e prove, che la Chiesa avrebbe oppresso il mondo, non è difficile rispondere che, al contrario, essa ha fatto il bene del mondo, specialmente dell’Europa, e specialissimamente dell’Italia, e quindi non c’era niente per cui dovesse essere punita dallo Stato italiano. L’argomento in base al quale, non essendo ben chiaro come la Chiesa si sia procurati i suoi possedimenti è pericoloso. Se fosse serio, io potrei venire a casa vostra e fregarvi la casa e, se li avete, gli altri beni, perché chissà come ve li siete procurati o come se li sono procurati i vostri antenati che ve li hanno lasciati in eredità? Se ragionassi come voi potrei sentirmi a posto: e invece sarei un ladro e basta. Vi rendete conto che, se fosse valido il vostro modo di ragionare, nessuno Stato al mondo potrebbe sentirsi al riparo dalle aggressioni di chi lo accusasse, magari con argomenti strumentali, di qualsiasi cosa? Dove andrebbe a finire il diritto internazionale? I vostri argomenti sono veramente fasulli. Ma, evidentemente, se si tratta di accusare la Chiesa, qualsiasi argomento è buono. Non pretendo di avervi convinto. Probabilmente a voi gli argomenti razionali fanno un baffo! Molto meglio l’ideologia da quattro soldi!

          • ilsanta scrive:

            @Bastiano

            Le piaccia o meno lo Stato del Vaticano ha fregato, uso la sua terminologia, i suoi possedimenti a qualcun altro, è un fatto inoppugnabile.
            Lo Stato del Vaticano si è comportato con i suoi sudditi in maniera non difforme da quello che facevano gli altri Stati, pena di morte, torture e persecuzioni incluse. Dire che ha fatto anche del bene sarebbe come ammettere che visto che Mussolini ha bonificato l’agro pontino (cosa certo buona) sia stato un illuminato, malgrado abbia causato la morte di centinaia di migliaia di persone.
            Credo che il Vaticano sia uno degli Stati che ha ricevuto e riceve più risarcimenti altro che quattro soldi.
            Questa pseudo difesa per ragioni storiche non solo è anacronistica ma manifesta le vere intenzioni degli estremisti cattolici, fregare lo Stato il più possibile e al contempo piangere per le “cattiverie” subite. Si direbbe un comportamento alla “chiagni e …..”.

          • minstrel scrive:

            Apprezzo almeno che qui si parli di “Stato Vaticano” senza generalizzazioni. Deo Gratia!

  21. Bastiano scrive:

    Carissimi Santa e Sal, io ho fatto un discorso basandomi su argomenti di carattere storico, che dovrebbero valere per tutti. Voi mi rispondete con argomenti puramente ideologici, che andrebbero bene in una discussione fatta al bar dello sport. All’apodittico argomento che la Chiesa debba farsi personare l’oppressione esercitata per secoli sul mondo, non è difficile rispondere con l’argomento che la Chiesa noin solo non ha nessuna oppressione da farsi perdonare, ma anzi ha il grande merito di aver cambiato molto in meglio la storia del mondo, specialmente quella dell’Europa, specialissimamente quella dell’Italia. Quanto alla pretesa che la Chiesa dovrebbe spiegare come e a chi a rubato i beni che lo Stato italiano a sua volta le ha fregato, la risposta è facile, almeno per chi non ha i paraocchi dell’ideologia: è storicamente appurato che se c’era uno Stato che non era nato per conquista, e che non ha mai conquistato niente, ma che è nato per libere donazioni, quello era il defunto Stato della Chiesa. Se voi potere dimostrare il contrario fate pure. Con l’argomento: chissà come la Chiesa si è fatto il suo Stato; chissà come preti e frati si erano procurati i beni che lo Stato ha loro sequestrato: con questo argomento si potrebbe mandare in galera chiunque. Con questo argomento io potrei venire da voi e prendermi la vostra casa e i vostri terreni (se ce li avete) e voi: zitti e mosca! perché chissà come ve li siete fatti, o come se li sono fatti i vostri antenati che ve li hanno lasciati in eredità? E io mi sentirei tranquillissimo. Voi, invece, credo che vi incazzereste tremendamente. E avreste mille ragioni. Mentre io sarei semplicemente un ladro. Ergo….Ma non pretendo mica di avervi convinto! Con chi ragiona con i paraocchi dell’ideologia ci vuole altro degli argmenti di carattere storico! Saluti. Bastiano.

    • ilsanta scrive:

      @Bastiano

      Se fossi in lei arrossirei un pochino visto che basta una semplice ricerca per capire di che tipo di “donazioni” si tratta.
      Possiamo iniziare con il FALSO documento della donazione di Costantino (mentire per la Chiesa evidentemente non era peccato).
      Oppure possiamo parlare delle guerre di conquista per interposta persona (Pipino il breve scambiò terre conquistate con il sangue in cambio della nomina per se ed i figli a patrizi romani, evidentemente per la Chiesa l’importante era non sporcarsi le mani non tanto la morte delle persone). Oppure possiamo parlare dell’intervento richiesto dal Papa, di Ottone primo in Italia che si è fatto incoronare imperatore dal Papa stesso in cambio del consolidamento dei possedimenti della Chiesa.
      Oppure parliamo del cardinale Albornoz, e di come, anche manu militari, riprese il controllo dopo la cattività avignonese, (la crociata contro i Forlivesi consistette solo in buffetti sulle guance e predicozzi giusto?).
      Potrei proseguire ma credo che il motivo per cui non mi ha convinto sia chiaro anche a lei adesso.
      Saluti.

  22. Bastiano scrive:

    Caro ilsanta: siamo proprio alla storia a fumetti. Siamo agli avvenimenti di secoli fa letti e interpretati alla luce di criteri di oggi: il metodo più antistorico che esista. Tanto per dirne una, che La Donazione di Costantino sia falsa non vuole dire che l’origine del potere temporale sia illegittima. Se così fosse, siccome i Savoia si sono fatti costruire da storici compiacenti una origine antichissima e nordeuropea di pura fantasia, vorrebbe dire che le origini del ducato sabaudo sono illegittime. Sono più convinto di prima: lei è gravemente malato di ideologia. Spero che di professione non faccia l’insegnante di storia, altrimenti povera storia, poveri studenti, e poveri
    noi!!!

    • ilsanta scrive:

      @Bastiano

      Lei svicola.
      Lei parla dei danni per evento occorso quasi un secolo e mezzo fa e poi dice a me di interpretare i fatti storici alla luce dei criteri odierni.
      Mi spiace ma lei è la tipica persona che ritiene di poter giustificare tutto solo per motivi di fede. D’altra parte chi è più relativista di coloro che tacciano gli altri di esserlo?

  23. Bastiano scrive:

    Caro ilsanta, credo che parlare di avvenimenti di 150 anni fa (peraltro appena celebrati a livello nazionale) non sia la stessa cosa che riesumare quelli che ebbero per protagonisti Pipino il Breve e Ottone I, dandone per giunta un’interpretazione alquanto fantasiosa. Nell’affrontare il discorso che stiamo facendo, poi, non sono mai ricorso ad argomenti di fede: rileggere per credere. Anzi, mi danno fastidio quelli che su questo tema vi ricorrono, sostenendo che la Chiesa non avrebbe dovuto reagire, e oggi non deve lamentarsi di essere stata derubata, perché per lei, organizzazione spirituale, è giusto che sia andata così (discorso che ritengo valido, ma solo se fatto all’interno della Chiesa. Non mi piace che lo facciano Cavour o Rattazzi per giustificare il loro operato). Sostengo, invece, che il discorso sul Risorgimento, sui diritti dello Stato della Chiesa e del Regno di Napoli, se quella dello Stato Sabaudo sia stata o no un’aggressione indebita, vada fatto soltanto alla luce del diritto internazionale, che non mi sembra un argomento di fede. Le faccio anche notare che, se anche le cose con Pipino e con l’impetarore Ottone fossero andate come dice lei, e se ciò giustificasse l’aggressione allo Stato Pontificio, nessuno Stato attuale sarebbe al riparo da aggressori convinti di essere in dovere e diritto di fare giustizia di presunti torti fatti dieci o più secoli fa: quale Stato, infatti, è esente da scheletri nell’armadio? Credo che, veramente, lo sia solo quello pontificio, a meno che, come fa lei, non attribuisca alla Chiesa l’operato di Pipino, Ottone o, magari, Carlo Magno. Saluti.

    • ilsanta scrive:

      @Bastiano

      Lei continua a travisare e cambiare discorso.
      L’Italia di oggi non è quella 150 anni fa, non lo è in termini di diritti civili, non lo è in termini di diritto internazionale. Pertanto se lei vuole accostare l’Italia di oggi a quella di 150 anni fa mi posso ben io permettere di fare lo stesso con Pipino il breve o chicchessia.
      In merito alla “santità” dello Stato del Vaticano che lei continua improvvidamente ad eseltare, le ho già portato riferimenti storici che la contraddicono, che dimostrano che questo Stato ha approfittato del sangue versato anche, ma non soloo, da altri per rimpinguare le proprie casse, come qualsiasi altro Stato al mondo.
      Credo che oggi nessuno in Italia accetterebbe le richieste di risarcimento da parte di Stati invasi nel corso della I guerra mondiale, mentre lei va in cerca di motivazioni che risalgono a periodi ancora anteriori per giustificare le odierne esenzioni della Chiesa .
      Se non è spinto da motivi religiosi mi dica lei allora cosa la spinge.
      Saluti.

  24. Bastiano scrive:

    Caro ilsanta, visto che non è possibile intendersi sulla sostanza, almeno cerchiamo di farlo sui termini. Io non ho mai parlato di “santità” dello Stato Pontificio, ma di legittimità, e non alla luce del Vangelo ma alla luce dei principi di diritto internazionale, accettai da tutti (ci scommetto anche da lei) purché non sia in ballo la Chiesa.
    Se l’attaccamento alla Chiesa e il senso di appartenenza sono i “motivi religiosi” che secondo lei mi spingono a difendere la Chiesa, ha ragione: solo che, qualunque cosa mi spinga, nella difesa sto usando esclusivamente argomenti nei quali la fede e la religione non c’entrano affatto.
    Se, secondo lei, per un giudizio sulla verità o meno di quanto io ho asserito (che, cioè, è la chiesa in credito verso lo Stato italiano e non il contrario) la promessa di Kiersy calza come gli avvenimenti risorgimentali, non so che cosa ribatterle: non perché non abbia argomenti, ma perché mi cascano le braccia.
    Infine, io non chiedo nessun risarcimento per la Chiesa. E nemmeno la Chiesa lo fa. Anzi, ho detto che è giusto che paghi l’ICI o altre tasse, come fanno tutti i cittadini. Ho solo aggiunto che mi dà fastidio l’acredine e l’astio con cui molti (anche lei) parlano della Chiesa, approfittando di ogni pretesto, dei quali l’ICI è solo uno, dimostrando che la cosa importante è attaccare la Chiesa comunque e che, semmai, il vero problema è capire i veri motivi di questo astio. Ma si sa: le profondità del cuore umano sono insondabili. Quindi, anch’io, pur indignandomi, rinuncio a sondare. Saluti.