Ranjith, la nomina può attendere

La malattia, già ben superata, del cardinale Canizares, Prefetto della Congregazione del Culto divino, ha fatto rimandare la pubblicazione della nomina ad arcivescovo di Colombo – da tempo già decisa - del Segretario della stessa Congregazione, l’arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don. C’è chi parla di giorni o settimane, chi addirittura di qualche mese. Di certo sulla nomina del nuovo Segretario è in atto un braccio di ferro, dato il ruolo chiave che quel dicastero ha nel portare avanti la riconciliazione sul “campo di battaglia” della liturgia e nel cercare di attuare quella “riforma della riforma” auspicata ormai diversi anni fa dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Canizares, l’ex arcivescovo di Toledo soprannominato ”il piccolo Ratzinger”, vorrebbe che Ranjith rimanesse ancora a Roma. E nel caso probabile che non riesca a trattenerlo, vorrebbe come numero due un collaboratore che prosegua sulla stessa linea. L’unica certezza è che sarà un anglofono. Ma al momento è inutile fare nomi (che pure ci sono), perché la situazione è in continua evoluzione.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Ranjith, la nomina può attendere

  1. Gladiator scrive:

    Comunque se il processo canonico a favore di papa Wojtyla va avanti senza intoppi, il merito è tutto da ascrivere ai silenzi di Mons. Francesco Tasciotti che chiude continuamente gli occhi e fa finta di non vedere e non sapere , soprassedendo a tutti gli abusi di natura giuridica che ci sono in questo processo . Le fonti avverse sono opportunamente messe a tacere , anzi semplicemente ignorate e nessuno chiede se ci siano . Non tutto per colpa del Monsignore davanti al quale i fans progressiti presentano il fatto compiuto, tacendo e chiedendo di tacere .
    Se li sono scelti bene i candidati giudicanti in modo da non avere nessun fastidio e tutto possa scorra liscio come l’olio !

  2. annarita scrive:

    Speriamo che alla fine rimanga Ranjith!

  3. Gladiator scrive:

    Testimonianze circa la pena di morte

    Quarto Concilio del Laterano (anno 1215)
    L’autorità civile «senza peccato può infliggere la pena di morte, purché sia mossa non dall’odio ma dalla giustizia e non proceda senza precauzione ma con prudenza».

    Papa Innocenzo III (1198-1216)
    “Per quanto riguarda il potere secolare dichiariamo che può esercitare il giudizio di sangue, senza peccato mortale, purché nel portare la vendetta proceda non per odio ma per atto di giustizia, non in modo incauto, ma con riflessione” (DS 795).

    San Tommaso d’Aquino (1225 ca.-1274)
    “L’uccisione di un uomo [...] può essere ordinata sia all’esecuzione della giustizia [pena di morte] sia all’appagamento dell’ira [vendetta]. […] nel primo caso si avrà un atto di virtù, e nel secondo un atto peccaminoso” (“Summa teologica”, I-II, q. 1, a. 3, ad 3).
    “Chi deve farlo in forza del suo ufficio può lecitamente punire o anche uccidere i malfattori” (“De caritate”, a. 8, ad 10).

    Catechismo del Concilio di Trento, detto «Romano» (anno 1566)
    “Altra categoria di uccisioni permessa è quella che rientra nei poteri di quei magistrati che hanno facoltà di condannare a morte. Tale facoltà, esercitata secondo le norme legali, serve a reprimere i facinorosi e a difendere gli innocenti. Applicandola, i magistrati non solamente non sono rei di omicidio, ma, al contrario, obbediscono in una maniera superiore alla Legge divina, che vieta di uccidere, poiché il fine della Legge è la tutela della vita e della tranquillità umana. Ora, le decisioni dei magistrati, legittimi vendicatori dei misfatti, mirano appunto a garantire la tranquillità della vita civile, mediante la repressione punitiva dell’audacia e della delinquenza”.

    Cesare Beccaria (1738-1794)
    “quando anche privo di libertà egli [il reo] abbia ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma del governo stabilita. La morte di un cittadino divien dunque necessaria” (“Dei delitti e delle pene”, capitolo 28).

    Papa Pio XII (1939-1958)
    “È riservato al potere civile di privare il condannato del beneficio della vita in espiazione del suo crimine”.

    Catechismo della Chiesa Cattolica (1992)
    “L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte” (n. 2267).
    “Assuming that the guilty party’s identity and responsibility have been fully determined, the traditional teaching of the Church does not exclude recourse to the death penalty” (Catechism of the Catholic Church, 1992, n. 2267).

  4. dante scrive:

    speriamo che il vescovo segretario del culto Divino sia allontanato da Roma, perchè con le sue improvvide interviste ha creato odi, divisioni, spaccature, sofferenze all’ interno della Chiesa. Quindi che torni nella sua terra e là mediti e faccia cio’ che vuole. Tanto non sarà nemmeno nominato cardinale

  5. laurentinum scrive:

    Che sia un Anglofono e un americano in particolare mi pare un ottimo idea dato che il fronte americano sta diventando un fronte caldo.
    . Tuttavia al monsignore Ranjith li darei una missione speciale fare da intermediario fra i tamoul e i cingalesi, e occuparsi del delicato soggetto della tolleranza religiosa nel sub continente indiano, in seguito alle brutale persecuzioni che ci sono state. Lo nominerai inviato speciale ad hoc per quelle missione specifiche, alfine che possa essere l’ artefice di una grande riconciliazione religiosa e politica nel sub continente indiano, dal Pakistan a Ceyland. Un compito molto difficile che richiederebbe grande senso di diplomazia e di tatto ma anche di fermezza e determinazione.
    Invece dato che ci siamo, manderei Mons Agostino Marchetto a un corso accelerato di diritto marittimo internazionale, tanto che faccia affermazioni in competenza, e lo manderei a meditare a Tripoli.

  6. L’intervento di Dante è disgustoso e ripugnante!
    Come può un fedele, laico, rivolgersi nei confronti di un uomo di Chiesa, un Consacrato in quel modo?
    Oggi a Roma ho percepito da diversi uomini di Chiesa una profonda amarezza per quanto si è scritto, anche qua, ma soprattutto per il clima “da stadio” con cui taluni vorrebbero l’allontanamento dalla Curia di colui che sta solo facendo il proprio dovere.
    Per fortuna il Signor Dante non è ne’ il Papa e tanto meno non rappresenta la Divina Provvidenza, che sa operare dove e come vuole nella Chiesa.
    Noi, della linea liturgica “benedettiana” non staremo a guardare il gioco al massacro fra coloro che vogliono “proclamare solo se stessi” piuttosto che Cristo Signore ed il Magistero che Lo rappresenta sulla terra.
    Reagiremo con la preghiera e con la penitenza : le “armi” che hanno sempre aiutato la Chiesa nei momenti difficili!
    Quanto alle improvvide interviste di Sua Eccellenza, egregio signor Dante, sappia che alcune sono state delle vere e proprie “bufale” mai concesse e tanto meno mai registrate.
    Anche in questo Sua Eccellenza ha avuto dei grandi “compagni” : degli uomini di Chiesa che sono state vittime di organizzate “bufale” spacciate per interviste.
    La storia si ripete.
    E’ una gioia, cristianamente, essere vittime di complotti e di derisioni, come quella del Signor Dante, pazientemente sopportate nel nome di Cristo Signore !
    Comunque a Roma in diversi sono tristi : perchè quello che sarebbe dovuto essere un gesto di fiducia e di grande responsabilità, da parte del Papa nei confronti di un suo fidatissimo collaboratore, viene tacciato come una specie di cacciata dalla Curia.
    La lobby dei liturgisti, quella che condiziona, ancora, tutto, dagli acquisti dei paramenti alle nomine dei maestri di cappella… non ha colpito , ci mancherebbe altro, ma cerca di strumentalizzare un normale incarico di grande fiducia ad un mite e responsabile uomo di Chiesa.
    Che il Signore perdoni coloro che gettano veleno nella fresca acqua della Chiesa.
    “Andiamo avanti” come dice il nostro meraviglioso Papa !

  7. Gladiator scrive:

    Un influente rabbino difende i lefebvriani e il Papa. E consiglia di sceglier meglio i vescovi.

    In un’intervista rilasciata alcune settimane fa a LifeSiteNews.com, il rabbino Yehuda Levin (nella foto), influente presidente di un gruppo di 800 rabbini negli Stati Uniti e Canada, ha commentato la revoca delle scomuniche ai lefebvriani in modi che contraddicono radicalmente certe interessate proteste di alcuni suoi colleghi e, soprattutto, dei professionisti del dissenso e del progressismo.

    Secondo il rabbino, il movimento “di sinistra” nella Chiesa cattolica ha seriamente minato negli ultimi 40 anni l’insegnamento ecclesiale sulla vita e la famiglia.

    “Io sono d’accordo con questa mossa” di riconciliare la fazione tradizionalista della Chiesa, dice il rabbino, “perché comprendo il quadro più ampio, che è quello che la Chiesa cattolica ha un problema. C’è una forte ala sinistra nella Chiesa che sta causando un danno incommensurabile alla fede”. Rabbi Levin ha detto che comprende “perfettamente” perché la riconciliazione è vitale alla battaglia contro l’aborto e il movimento omosessuale.

    “Comprendo che è molto importante riempire i banchi della Chiesa cattolica non con cattolici ‘per cultura’ e con progressisti, che stanno aiutando a distruggere la Chiesa e a corrompere i valori della Chiesa cattolica”. Questa corruzione, ha detto, “ha un effetto a catena su ogni singola comunità religiosa nel mondo”.

    “Che cosa sta facendo il Papa? Sta cercando di recuperare i tradizionalisti perché hanno molte cose importantissime per contribuire al bene comune del cattolicesimo”.

    “Ora, se nel processo ha inavvertitamente incluso qualcuno che è importante nel movimento tradizionalista e che è avvenuto abbia detto cose molto strane circa l’Olocausto, è questa una ragione per gettare il bambino con l’acqua sporca e iniziare a condannare Papa Benedetto? Assolutamente no”.

    Durante una visita a Roma alla fine di gennaio, Rabbi Levin ha detto a LifeSiteNews.com di credere che il furore dei media sulla revoca delle scomuniche dei quattro vescovi della FSSSPX è un pretesto. Ha definito “risibili” le accuse di antisemitismo a Papa Benedetto XVI o alla Chiesa cattolica e ha descritto come “molto forti” le affermazioni con cui la Santa Sede e il Papa hanno preso le distanze dai commenti di Williamson.

    Rabbi Levin era a Roma per tenere incontri ad alto livello in Vaticano e proporre quel che ha chiamato “un nuovo corso di pensiero” per il dialogo interreligioso della Chiesa, una basato su insegnamenti morali comuni, specie sul diritto alla vita e la santità del matrimonio naturale.

    “Il punto più importante”, ha detto, è il lavoro che la Chiesa sta compiendo “per salvare bambini dall’aborto, e salvare le menti dei bambini e dei giovani, aiutandoli a riconoscere il bene e il male sui temi della vita e della famiglia”.

    “Qui è dove deve indirizzarsi l’ecumenismo e il dialogo interreligioso”.

    Sebbene i numeri siano difficili da determinare, si stima che la Frat. S. Pio X abbia oltre un milione di fedeli nel mondo. Il movimento tradizionalista nella Chiesa cattolica è notato per l’ortodossia dottrinale e l’entusiasmo non solo per pratiche devozionali fuori moda, ma per l’insegnamento morale della Chiesa e l’opposizione ai costumi sessuali postmoderni. I liberali nella Chiesa, e specie in Europa, si sono acidamente opposti ad ogni apertura alla FSSPX e agli altri tradizionalisti, in particolare al recente permesso del Papa di ripristinare la Messa in latino tradizionale.
    [..]
    Rabbi Levin ha difeso in particolare Papa Benedetto, dicendo che è lui il genio dietro i passi di Papa Giovanni Paolo II per riconciliare la Chiesa con la comunità ebraica.

    “Chiunque capisce e segue la storia vaticana sa che nelle ultime tre decadi, uno dei sostegni morali e intellettuali del papato di Giovanni Paolo II, era il card. Ratzinger”. “E perciò, molte cose che ha fatto Papa Giovanni Paolo II circa l’Olocausto, egli [Benedetto] potrebbe averle fatte lui, sia visitare Auschwitz o visitare e parlare nelle sinagoghe o chiedere perdono. Molto di tutto questo aveva la diretta ispirazione del card. Ratzinger. Chiunque non capisce questo non comprende che quest’uomo, Papa Benedetto XVI, ha una storia di decenni di antinazismo e di simpatia per gli Ebrei”

    In un altro intervento, sempre su LifeSiteNews.com, il rabbino Levin aggiunge che “a questo punto c’è stata una sconfessione magnificamente forte del Vaticano rispetto al vescovo Williamson e perciò la comunità ebraica, a giudicare dalle dichiarazioni, sembra essere soddisfatta che le cose stiano andando nel senso giusto”. “Questo andrà ad aumentare l’agitazione dei Cattolici progressisti, sia dentro la Chiesa che fuori, perché adesso devono portare la palla da soli, nel senso di continuare l’attacco al Papa”.
    [..]
    Rabbi Levin suggesisce che vi sia un aspetto positivo nella crisi. “E’ diventato ora per tutti molto chiaro da vedere, l’estremo pericolo di avere alcuni che tengono alte posizioni nella Chiesa e tentano di distruggere la loro stessa chiesa e attaccare il loro stesso papa”. Ha aggiunto: “l’aspetto positivo è che ora le linee di battaglia sono chiare”.

    “Il rimedio, io credo”, dice il rabbino “è che la gerarchia ecclesiastica intraprenda una forte azione nel trattare con questo tipo di insurrezione”. Ha aggiunto: “Questo dovrebbe essere un segnale significativo per il Papa, che è assolutamente essenziale che le persone giuste siano nominate in ogni incarico dappertutto nel mondo. E i fedeli della Chiesa hanno bisogno di una leadership priva di ambiguità, in linea con l’insegnamento tradizionale della Chiesa”.

    da una vox

  8. Alan Robinson scrive:

    Do you have any material in English ? I am trying to discover good material on the continuity of Vatican II and post Vatican II. I have one article translated of Fr Giovanni Scalese. Do you know of anything else ? Thank you .Alan Robinson