Il gesto di Dragan

Vorrei dedicare un pensiero a Dragan Cigan, il muratore bosniaco, padre di famiglia, che è morto travolto dalle onde dopo aver salvato due bambini di 7 e 10 anni figli di una coppia di Roncade (Treviso). Un gesto che ci dovrebbe insegnare – credo – a guardare con uno sguardo diverso, più attento alla complessità dei problemi e meno semplificatorio, al fenomeno dell’immigrazione e alla convivenza (non sempre facile) con persone provenienti da altre culture.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il gesto di Dragan

  1. marcello foa scrive:

    Hai perfettamente ragione, Andrea. E che dire dei genitori dei bimbi salvati? Se ne sono andati senza un grazie. Ma come si fa ad avere un cuore così arido? O forse è un segno dei nostri tempi, in cui l’egoismo sembra essere l’unico parametro per valutare la propria esistenza?
    Marcello

  2. Michela scrive:

    Egregio Signor Tornielli,
    mi associo al suo pensiero quando afferma che il signor Dragan si è comportato da eroe nel salvare quei due bambini e trovo deplorevole il comportamento dei genitori di chi ha beneficiato di un così assoluto altriusmo. Il signor Dragan merita rispetto. La sua famiglia la stima e la gratitudine in primis dei genitori dei bambini e poi di tutti noi, non in modo plateale, ma in silenzio, lontano dalle luci della ribalta, perchè è bene che “la mano destra, non sappia cosa fa la sinistra.” come ha cercato di insegnarci qualcuno, tanato tanto tempo fa. Premesso questo vorrei aggiungere una considerazione: non facciamo di tutta un erba un fascio! Le persone comuni non sono intolleranti, pochi ospitali o ostili verso quegli immigrati che vivono, lavorano o studiano e si costruiscono un futuro nel nostro paese. Si diventa “cattivi” quando si scopre che la legge non è uguale per tutti, che si devono cambiare le proprie credenza e le proprie abitudini in nome di un rispetto che non è reciproco. Non generaliziamo. Le persone perbene si incontrano, convivono, diventano amici, si sposano. Di qualunque nazionalità, colore o religione siano. Gli altri no. E mi sembra normale che si possa continuare a scegliere con chi dividere la propria esistenza. Grazie

  3. fulvia scrive:

    un gesto splendido che non so quanti altri avrebbero fatto, che merita menzione non solo perché è stato fatto da un immigrato, ma soprattutto perchè rivela in sè la grandezza dell’uomo, così spesso oggi contabbandata con quelle larve d’uomini che si offrono alle telecamere per ogni motivo e a qualunque ora del giorno e della notte.
    la cultura e la religione influiscono molto sul nostro modo di vedere, ma il gesto meraviglioso di quest’uomo ci insegna che non sono fondamentali perchè ne nasca una persona stupenda nè vincolanti.

  4. Matteo scrive:

    Caro Tornielli, il suo è un pensiero nobile e generoso, in questi tempi dove è più lo “scontro” a far notizia.
    Colgo l’occasione per ringraziarla del suo interessantissimo Blog e per segnalarle il mio http://matteolibero.splinder.com . Credo di condividere con lei molte cose, a partire dal riconoscimento dell’importanza di un’informazione più corretta, onesta e completa sulla storia e sull’attualità dell’azione della Santa Sede a promozione della dignità della persona umana e della pace nel mondo

    Matteo Prandi