Nomine (lente) in Vaticano: Sarah al posto di Martino

L’enciclica sociale Caritas in veritate è in traduzione: porterà la data del 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, e sarà pubblicata e presentata nei giorni successivi. L’uscita del documento, la cui gestazione – con annunci e rinvii – è durata oltre due anni, segnerà anche il cambio al vertice del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace, dove al dimissionario cardinale Renato Raffaele Martino, rimasto al suo posto fino ad ora proprio per seguire i lavoro sull’enciclica, dovrebbe subentrare l’arcivescovo africano Robert Sarah, 64 anni, emerito di Conakry e Segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli dal 2001. Sul Giornale di oggi elenco anche altre nomine previste: il nunzio a Parigi Fortunato Baldelli potrebbe prendere il posto del cardinale americano Stafford come Penitenziere maggiore, mentre il settantacinquenne segretario della Congregazione per i vescovi, Francesco Monterisi, prenderà il posto del cardinale Montezemolo come arciprete di San Paolo fuori le Mura. Al suo posto, come numero due della “fabbrica dei vescovi”, potrebbe arrivare – ma non è ancora deciso – l’attuale nunzio a Madrid, il portoghese Manuel Monteiro de Castro. Non si sa nulla, invece, sulla destinazione dell’assessore Gabriele Caccia, e del sottosegretario ai rapporti con gli Stati Pietro Parolin, che ha oltre un anno sono dati in partenza e candidati per varie nunziature. Un dato di fatto che emerge negli ultimi mesi e il consolidamento dell’influenza del Sostituto della Segreteria di Stato Fernando Filoni sul governo di tutta la Curia romana.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

94 risposte a Nomine (lente) in Vaticano: Sarah al posto di Martino

  1. Arneb scrive:

    Sbaglio o possiamo anche constatare che il papa sta sempre più internazionalizzando (cioé de-italianizzando) la curia?

  2. Francesco73 scrive:

    E Frascati??
    Andrè, che ci dici di Frascati?
    E’ una strategicissima diocesi suburbicaria, Titolo del Segretario di Stato.

  3. Luisa scrive:

    Sapendo che Mons. Filoni è un grande amico del cammino neocatecumenale, che ha aiutato Kiko Arguello a redigere lo statuto del cammino, uno statuto nel quale si fa in continuità riferimento agli orientamenti alle équipes dei catechisti, sapendo che questi testi, UN ANNO dopo la consegna non sono ancora pubblicati e suppongo non approvati, non accolgo di certo l`informazione che dà Andrea con piacere, anzi.
    Mons. Filoni non sembra aver dato una grande importanza nè ai testi di Kiko Arguello che da quello che conosciamo non sono conformi alla dottrina cattolica, testi top secret base della formazione dei catechisti e seminaristi neocatecumenali, nè al rito creato da Kiko Arguello.
    Se aumenta l`influenza di Mons. Filoni in seno alla Curia , ne deduco che aumenterà anche quella del cammino neocatecumenale.
    E dunque non mi stupisco che le catechesi di Kiko Arguello, ben che difformi, riposino tranquillamente in qualche armadio della CDF !

  4. eugenio scrive:

    Non capisco questo continuo disprezzo del cammino neocatecumenale, e di tutto quello che ci ruota intorno. Anche quando LA CHIESA ha dato il suo placet? Ma allora siamo cristiani per quello che ci piace nella Chiesa e per il resto disprezziamo, o il Magistero della Chiesa è veramente indiscutibile? Mah….capisco l’indifferenza, ma il voler a tutti i costi dire che nel cammino neocatecumenale tutto è contro la Chiesa, ne passa. E l’obbedienza al Papa? Si obietterà che anche nel cammino non tutti obbediuscono, ma una cosa è desiderare di obbedire e a volte sbagliare (è umano) una cosa è non accettare in toto e denigrare ciò che la Chiesa, ripeto, LA CHIESA, ha approvato. Preghiamo in questa veglia di Pentecoste perchè veramente ci sia unità nella Chiesa di Dio, preghiamo per tutti, anche per i neocatecumenali, s’intende.
    Eugenio

  5. Antonio scrive:

    Per Luisa: l’insegnamento di Kiko è così difforme da quello della Chiesa, come dici tu, che qualche settimana fa un organismo ufficiale della Chiesa Cattolica ha ben pensato di conferire una laurea ad Honorem a Kiko per la indiscussa validità dei suoi insegnamenti sulla “Famiglia”. Dico io, ma prima di dire baggianate, volete usare il cervello?

  6. Luisa scrive:

    Caro Antonio, le ha lette le catechesi di Kiko Arguello?
    Almeno quelle che sono conosciute grazie ai fuoriusciti?
    Sa che sono allo studio della CDF e che ancora non ne sono uscite?
    Crede veramente che un`onorificenza honoris causa di un istituto possa cancellare le storture dottrinali delle catechesi neocatecumenali?
    Crede che sia normale che non conosciamo i testi fondanti di un gruppo che è stato definito, un anno fa, strumento di formazione e iniziazione cattolica?
    Trova normale che questi testi siano segreti?
    Io, no.
    So che per un neocat la parola di Kiko Arguello è parola di vangelo, ma per me, che neocat non lo sono, è sorgente di sconcerto che sia sulla base di quei testi che i neocat siano inviati ad evangelizzare e dei seminaristi siano “formati”.
    Solo appoggi influenti, amicizie dotate di potere al posto giusto, possono spiegare, ma di certo non giustificare, che ciò sia possibile.

  7. Fabio scrive:

    Ma che dite! Lo statuto del cammino Neocatecumenale è pubblico da un bel pezzo! http://www.camminoneocatecumenale.it

  8. maxx scrive:

    I neocatecumenali, sono una piaga tremenda all’interno della Chiesa e, rimango sconcertato dal fatto che questa setta è stata riconosciuta dalla S.Sede. Non conosco tutte le dottrine eretiche che propagano questa setta, ma so che negano la presenza di Cristo nell’Eucarestia e, questo per me è più che sufficiente, per non riconoscere la validità dei loro insegnamenti. Inoltre, mi risulta che i neocatecumeni, hanno un’ autentica venerazione per il loro fondatore Kiko Arguello, il quale viene considerato come una specie di divinità e tutto questo è certamente dannoso, per coloro che frequentano questa setta. Mi auguro che coloro che ne fanno parte, possano aprire gli occhi ed uscire da questo inferno, con l’aiuto del Signore.

  9. Gladiator scrive:

    La diocesi del ticino non vuole che altri parlino a suo nome ,perchè dato che loro proprio non parlano , nessuno deve parlare su interenet, cosi diventano gelosi se altri si affacciano . E’ solo una questione di forme secondo loro, non di sostanza .
    Ecco che preferisce che i suoi preti si dedichino a minacciare bambini , oppure frequetino siti porno e non a postare roba in inglese sui siti di facebook in inglese e americano sul crezionismo contro la favola del darwinismo .
    noi preferiamo che un’ ignorante posti roba in tedesco contri Rhaner e soci e non che i teologi usino internet per monitorare i siti pornografici .

  10. Gladiator scrive:

    LA PRIMA DIOCESI CHE HA ACCETTATO SUL SUO SUOLO LE ESPERIANZE ECCLESIALI PIU ASTRUSE , ANZI i SEMINARI REDENTOR MATER DEI NEOCATECUMENALI, è STATA LA DIOCESI TICINESE .
    QUESTA DIOCESI SI PERMETTE DI FARE ECUMENISMO E DI INTRATTENERE RAPPORTI CON LE CHIESE ORIENTALI FREGANDOSENE DI INTEPELLARE ROMA !! FA TUTTO PER CONTO SUO ! PERò QUANDO HA BISOGNO DI SOSTEGNO E DI AVVALORARE LE CAZZATE CHE COMBINANO PER FATTI LORO, CHIEDONO IL SOSTEGNO E IL SUPPORTO DI ROMA . QUEL VESCOVO ANDREBBE DEFENESTRATO !
    iL VICARIO APOSTOLICO ANDREBBE PENSIONATO !
    c’ERA UN FRATE FRANCESCANO CHE VOLEVA METTERE IN GIRO STRANE COMUNITA’ SU UNA BASE DI PROMISQUITà .
    NESSUNO LO FACEVA ENTRARE IN ITALIANELLE DIOCESI CON IL SUO GRUPPO DIOCESANO.
    SAPETE DOVE HA TROVATO SUBITO BUON ALBERGO COI SUOI FRATI E LE SUE SUORE ?
    NELLA DIOCESI DEL TICINO !!!!!!
    SUORE E FRATI CHE VANNO A DORMIRE INSIEME , MAGIANO INSIEME E DORMONO INSIEME !

  11. Luisa scrive:

    Fabio, se lei mi avesse letto con un occhio libero da paraocchi avrebbe visto che mi riferisco alle catechesi di Kiko Arguello, agli orientamenti per le équipes di catechisti, che sono la base della formazione dei catechisti e dunque delle catechesi neocatecumenali.
    Questi testi a cui si riferiscono diversi articoli dello statuto continuano ad essere, un anno dopo la consegna dello statuto, segrete, non pubblicate, dunque con ogni probabilità non ancora approvate dalla CDF, e ciò malgrado il desiderio espresso da Benedetto XVI, come ebbe da dire Kiko Arguello durante la conferenza stampa del 14 giugno 2008.
    Abbiamo dunque nella Chiesa cattolica la situazione anomala di un gruppo definito strumento di formazione e iniziazione cattolica di cui non conosciamo i testi e quello che conosciamo ci dice quanto siano non conformi alla dottrina cattolica.
    Ciò malgrado vescovi e parroci continuano ad affidare parrocchie e catechesi al cammino neocatecumenale.

  12. bo.mario scrive:

    Luisa visto che sei scettica ti potrei offrire una chiave di lettura. All’interno della chiesa ci sono varie anime. I neocatecumeni possono rappresentare, a loro avviso, un braccio, quasi armato, per diffondere la fede. Un gruppo fondamentalista? il ritorno degli antichi gesuiti? I loro metodi lo dimostrerebbero. Se ho fatto del fantavaticano me ne scuso. Visti i tempi, certe posizioni, non avrebbero senso ma va a capire cosa hanno in testa. Luisa sei una purista e penso che non te lo puoi immaginare una cosa del genere. Un saluto.

  13. asd scrive:

    E’ assolutamente falso quanto detto circa le catechesi neocatecumenali.. sono TUTTE QUANTE ed in TOTO controllate ed accettate dalla S.Sede… se avete dubbi (piuttosto che ciarlare con ignoranza e supponenza) vi suggerisco di leggervi gli STATUTI approvati del cammino neocatecumenale dove trovate anche cio’ che concerne l’approvazione delle catechesi e di tutto l’iter neocatecumenale che fu definito dallo stesso Paolo Giovanni II “itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni” (AAS 82 [1990] 1513-1515).

  14. Artefice1 scrive:

    Bo Mario….sai che questa sarebbe diventata, come dire, la vera pandemia equamente diffusa in tutte le istituzioni?

    Tu sostieni decisamente che
    “””All’interno della chiesa ci sono varie anime.”””

    Come dire che sarebbero molteplici le divinità?

    Come i Prodi sostenevano strenuamente che
    Anche la Golden Shares aveva le proprie sostenute irrefutabili autorità.

    Mi si dice che
    “””L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia per la Golden Shares”””

    Va bene.

    Ma La Corte di Giustizia avrebbe dovuto condannare pure tutti i media in blocco.

    Perché il cittadino che prima subisce e poi paga.
    Potrebbe Eventualmente sapere, ogni volta che succede, in che consiste la condanna che lo riguarda?

    Oppure basta la parola?
    Come la tua.

    Ho fatto uno strappo
    Ma la questione sarebbe proprio Essenziale.

  15. amos scrive:

    bene, quanto veleno contro questo cammino che si… brucia, ma anche purifica.Avanti tutta con il Cammino e tutte le realtà che rinnovano la nostra chiesa!

  16. Artefice1 scrive:

    Ciao Amos….Mi sa che vai PER Funghi.
    Visto che non ti basta e ignori completamente quanto ho già detto CON Senso: Ritengo.
    Così
    Al massimo si rinnovano le spore, non il gusto.

  17. Luisa scrive:

    Caro bo.mario, non so se sono una purista… speravo, come una grande ingenua che crede nella buona fede e integrità di chi dovrebbe guidarci e proteggerci da chi porta il gregge su pascoli paralleli, che certe anomalie sarebbero state corrette, più il tempo passa e meno credo che ciò avverrà… per mano o decisione d`uomo.
    Sono comunque consapevole che la pubblicazione, spero prossima, delle catechesi neocatecumenali, riviste e corrette dalla CDF, non impedirà a Kiko Arguello di continuare le sue catechesi orali “ispirate” e senza alcun controllo, ma almeno avremo un punto di riferimento.
    Potremo mettere in confronto ciò che i catechisti insegnano con ciò che sta scritto sui testi pubblicati, anche se sappiamo che i catechisti obbediscono a Kiko Arguello si può sempre sperare che anche loro si sentano legati dai testi rivisti e corretti dalla CDF.
    Ma, oggi come oggi, continuiamo ad avere un gruppo che catechizza con dei testi sconosciuti, segreti e, lo ripeto, da quel che conosciamo poco conformi quando non sono completamente difformi.

  18. Physikelly scrive:

    Cara Luisa,

    consoliamoci del consolidamento curiale filoniano (sotto gli auspici del Re e del Decano) , con questo Fisichella davvero…extraordinario :

    http://www.icrsp.org/IMAGES-APOSTOLATS/IMAGES-2009/Gricigliano/Pelerinage-Rome/Mons.%20Fisichella/Mons-Fisichella.htm

  19. Artefice1 scrive:

    Appunto Luisa……… fai ancora assegnamento sull’immagine dell’uomo? Piuttosto che dell’Essere? Quando t’Innamori?

    Quegli Individui capiranno di Essere stati; POI PER-Suasi, svaniranno pure gli statuti.

    Altrimenti l’opera dello Spirito PER-Sona come?

  20. Luisa scrive:

    Leggo solo ora il commento di asd.
    Mi dispiace, asd, forse è quello che le è stato detto nel cammino, se così fosse è una menzogna, le catechesi di Kiko Arguello, riposano ancora sulle scrivanie o….negli armadi della CDF.
    Aspettiamo la loro pubblicazione, in effetti è nostro diritto di fedele sapere con quali testi i neocatecumenali catechizzano, abbiamo il diritto di conoscere il contenuto delle catechesi neocatecumenali.
    E assolutamente anomalo e sconcertante che quei testi siano ancora segreti!
    Ma siccome so che solo la parola di Kiko Arguello ha il sigillo della “verità” le metto, asd, ciò che egli disse il giorno della conferenza stampa dopo la consegna dello statuto.

    
”Sappiamo che il Papa vuole ora che anche le catechesi diventino pubbliche, indipendentemente dagli studi degli altri dicasteri: un desiderio, quello del Santo Padre, – dice Kiko – che ci è stato confermato dal segretario sostituto di Stato, mons. Filoni”.
“Non sappiamo con quali tempi, dunque, ma presto la pubblicazione degli Orientamenti alle equipes di catechisti sancirà l’ultima fase del percorso di approvazione dei contenuti teologici del Cammino”


    Un anno dopo le catechesi neocateumenali non sono ancora pubbliche.

  21. Cherubino scrive:

    certo che è strana la confusione che a volte si riesce a creare… catechesi neocateucmenali, è un problema che non sono pubbliche ? da un punto di vista soggettivo se ne può discutere e ognuno può avere le sue preferenze.
    Ma quello che NON si può fare, se si vuole essere corertti, è insinuare che vi siano chissà quali errori o eresie. Questo facendo confusione tra la pubblicazione di esse, che non è ancora avvenuta, e l’esame di esse da parte degli organi Vaticani, che evidentemente è già avvenuta. Non è assolutamente credibile che siano stati approvati gli Statuti in via definitiva senza che siano stati esaminati i fondamenti del percorso del movimento, quindi la formazione che in esso si trova.
    Deve essere quindi chiaro a tutti che l’approvazione dello Statuto E’ l’approvazione del Cammino neocatecumenale, quindi del percorso di formazione cristiana che in esso si può incontrare.
    Altro poi è la forma da dare ad un corpo di insegnamenti nati oralmente e che nella stesura scritta devono essere rivisti, sistemati, resi anche più esatti e coerenti nella loro struttura, arricchiti di riferimenti. E’ un lavoro ingente. Ma alimentare dubbi sulla validità di ciò che Pietro ha già approvato è veramente segno di poca sintonia, innancitutto con Pietro.

  22. Luisa scrive:

    In realtà non ci sono 36.000 possibilità all`origine della non pubblicazione delle catechesi neocat un anno dopo la consegna dello statuto e malgrado la volontà espressa dal Santo Padre.

    O la mole di lavoro di correzione e revisione è tale che la CDF non è ancora arrivata al termine del suo lavoro o…

    il lavoro è terminato, le catechesi sono corrette, dunque diventate conformi, ma Kiko Arguello ne blocca la pubblicazione con l`appoggio dei suoi influenti amici.

    Già nel passato egli rifiutò il lavoro della commissione ad hoc creata per la correzione delle sue catechesi, argomentando che non riconosceva più le SUE catechesi, le rifiutò davanti al cardinal Rtazinger, che fu da lui definito “buonissimo” per non avere reagito male davanti al suo rifiuto.

    Forse anche oggi, Kiko Arguello blocca la pubblicazione, per non essere limitato dai testi corretti dunque conformi, forse desidera mantenere la sua libertà d`ispirazione e dunque quella dei suoi obbedienti catechisti che ripeteranno i testi trasmessi oralmente, et tant pis se il risultato non è conforme alla dottrina cattolica!

    Domande senza risposte dunque, una sola certezza, i catechisti neocat continuano indisturbati a catechizzare con i testi di Kiko Arguello!

  23. Danbow scrive:

    caro Maxx

    se ti può consolare: NON è assolutamente vero che i neocatecumenali negano la presenza di Cristo nell’Eucarestia, anzi, è ESATTAMENTE il contrario; ritornare ad una Eucarestia più rivolta alla presenza di Cristo che ad altro…

    e ti posso garantire che se anche qualcuno può avere una certa ammirazione per Kiko, non è certamente diversa da quella che può avre qualunque appartenente ad un altro movimento per l’iniziatore dello stesso; un ciellino per Don Giussani o un focolarino per Chiara Lubich o altro…

    Saluti

  24. Vincenzo Gini scrive:

    Cara Luisa, mi ha destato notevole preoccupazione la tua ( giusta) osservazione sull’incongruenza gravissima che il PCL abbia approvato un “Cammino” di fede, non approvando a monte , o almeno contestualmente, tutto il suo corredo teologico e dottrinario.
    E’uno dei misteri più gravi della curia romana degli ultimi anni,che è stigmatizzato, per quanto io ne sappia, anche da moltissimi vescovi e da varie conferenze episcopali locali che hanno preso anche posizione scrivendo le loro perplessità a chi di dovere.
    Aspettiamo, ma ci saranno sicuramente delle sorprese.

  25. Danbow scrive:

    ah e devo anche quotare ASD: è stato tutto approvato fino al più piccolo accento, e per quel che ne so, prima di fare ciò, tutto quello che riguarda il cammino è stato fatto passare come il riso, come si dice.. Chiaro che poi qualche catechista può dire delle castronerie o delle cose sbagliate, in una catechesi, ma vi assicuro che ho anche sentito dei Preti fare delle prediche che con il Catechismo della Chiesa Cattolica avevano ben poco a che fare..
    Ma la Chiesa è questa, ed è giusto che sia cosi..

    di nuovo saluti..

  26. Luisa scrive:

    Danbow, quoti asd, e non mi stupisco, ma potresti anche quotare Kiko Arguello, quando ammette che per la completa approvazione del suo cammino manca ancora la pubblicazione delle SUE catechesi?
    Vuoi che ti rimetta le sue parole?
    Eccole:

    
”Sappiamo che il Papa vuole ora che anche le catechesi diventino pubbliche, indipendentemente dagli studi degli altri dicasteri: un desiderio, quello del Santo Padre, – dice Kiko – che ci è stato confermato dal segretario sostituto di Stato, mons. Filoni”.
“Non sappiamo con quali tempi, dunque, ma presto la pubblicazione degli Orientamenti alle equipes di catechisti sancirà l’ultima fase del percorso di approvazione dei contenuti teologici del Cammino”


    Potete girare la frase come volete, potete negare l`evidenza, la realtà è questa ed è innegabile, un anno dopo la consegna di uno statuto incompleto, le catechesi del cammino, non sono pubblicate.

  27. giovanni scrive:

    Carissima Luisa.
    Leggo regolarmente questo blog di Tornielli e ne ammiro la serieta, la professionalità e il senso di equilibrio. Pero, tu gli stai facendo una cattiva pubblicità con questo “odio” sfrenato contro questa realta di Chiesa che è il Cammino.
    Faccio 5 riflessioni.
    1. Se è davvero eretico il cammino e suo fondatore…prima o poi la Chiesa (dopo analisi degli scritti) lo sentenzierà. Dormi tranquilla e lascia lavorare la Santa Sede che in queste cose se ne intende.
    2. Se qualche nemico della Chiesa, legesse questi tuoi interventi su questo blog, certo che direbbe ” bella compagina!”, Quello che critichiamo dall mondo, agressività, intolleranza…siamo i primi a darne il cattivo esempio, contribuendo così a scandalizzare, i lontani, o meglio (gli allontanati )come gli definisse un noto vaticanista. Il nostro Signore ci ha comandato l’amore per i fratelli…ma anche se ti fossero nemici “la setta dei neocatecumeni”, c’è un brano del Vangelo che ci ordina pure l’amore dei nemici.
    3. Puo darsi che personalmente tu abbia sofferto di alcune pratiche di questo movimento, ma ti sembra onesto sputare cosi su una realtà nella quale 1 milione di persone han trovato, seppur, in modo imperfetto, un pò di vita ecclesiale, solo per regolare i tuoi conti ? A me sembra ecessivo e sproporzionato.
    4.L’articolo di Tornielli parlava di nomine…parlava di alcuni vescovi…come mai tutti si siano subito affretati a fare comenti su Kiko e il cammino… Penso al povero Tornielli che non potrà più scrivere niente che tocasse da vicino il Cammino e temi correlati..tipo, movimenti, carismi, PCL, Spagna, Seminari…povero Torniello, il tuo articolo, nessuno lo ha letto..mi ricordo quando il povero Tornielli annunciò, molto semplicemente un suo viaggio, con i lettori in Terra Santa…apriti cieli! va a fare visita alla cittadella dell Cammino furono alucne reazioni.
    5. Cara Luisa. Le sfide che si presentano alla Chiesa oggi richiedono da noi tutti di combattere nella stessa direzione…chi non è contro di noi, è con noi. Fraternamente.

  28. Cherubino scrive:

    evidentemente Luisa non sa quale mole di lavoro ci vuole per trasformare una ingente quantità di testo nato oralmente in testo per la stampa, nonchè in precise definizioni teologico-pastorali.
    Alimentare il sospetto, quando ormai il Vaticano ha studiato, lungamente approfondito e verificato, consultato tutte le voci ecc. ecc., non viene dallo Spirito di unità e non contribuisce certo al bene della Chiesa.
    Ciò che Pietro scioglie nessuno ha l’autorità di legare. E Pietro ha detto che i cristiani possono proficuamente ricevere una formazione di fede nel cammino neocatecumenale (come in TANTE altre realtà ecclesiali).

  29. Cherubino scrive:

    e giusto per la precisione: la completa approvazione dei “contenuti” si riferisce alla pubblicazione. Estrapolare 5-6 righe di testo per fargli dire ciò che non dicono è ridicolo.
    L’approvazione dello Statuto è definitiva e con esso il cammino neocatecumenale. Poi si potranno adeguare, migliorare i percorsi, ma questo non c’entra nulla con un DISCERNIMENTO sulla provenienza divina di un movimento, sul giudizio positivo relativo ai frutti che da esso derivano.
    Qui si fa una grande confusione. Anche gli ordini religiosi hanno rivisto talvolta il loro percorso, adattandolo ai tempi, alle nuove sensibilità, alle esigenze dei chierici o delle religiose. Questo non c’entra niente con il discernimento, sulla definizioen di una realtà come DONO DI DIO e quindi come luogo di positiva formazione cristiana.

  30. Luisa scrive:

    O le catechesi sono state riviste, corrette e approvate, allora perchè non sono pubblicate?

    O

    Le catechesi non sono ancora approvate, allora perchè è stato consegnato uno statuto che in continuità fa riferimento a quei testi, pur sapendo che non sono approvati?

    Io cerco solo delle risposte a delle domande che mi sembrano logiche e che ho come fedele cattolica il diritto di pormi.
    Sapendo che come lo statuto lo dice, quei testi sono alla base della formazione dei catechisti neocat e dei seminaristi dei Redemptoris Mater.

  31. bo.mario scrive:

    Luisa sono un pò dispiaciuto della tua situazione. Chiedi cose normali e ti rispondono che il cammino NCT è di ispirazione divina. Provano a prenderti in giro? Rileggi il mio pezzo precedente e questi metodi avvalorano la mia ipotesi. Il vaticano è in uno stato confusionale? Sono arrivati al bivio, al trivio, o al quadrivio? Fai un pò te.
    Ciao e non te la prendere.

  32. Luisa scrive:

    Giovanni leggo solo ora il suo commento.
    Secondo lei porre domande è odiare il cammino?
    Come si permette di attribuirmi sentimenti che non mi appartengono?
    Perchè non risponde piuttosto alla mia domanda: perchè le catechesi neocatecumenali sono ancora segrete?
    Perchè non sono pubblicate, malgrado questa sia la volontà del Pontefice e ciò un anno dopo la consegna del vostro statuto?
    Anche se il cammino neocatecumenale sembra usufruire di privilegi particolari e incomprensibili, e non da oggi, ciò non obbliga i fedeli che non sono neocat a tacere, subire, fare finta di non vedere quello che vedono, ignorare ciò che leggono, e testimoniare ciò che vivono.

  33. Victor scrive:

    per Giovanni
    5. Cara Luisa. Le sfide che si presentano alla Chiesa oggi richiedono da noi tutti di combattere nella stessa direzione…chi non è contro di noi, è con noi. Fraternamente.
    ————
    questo poteva dirlo Cristo ed inoltre in qualche modo lo dice il “falso ecumenismo”: “guardiamo quel che unisce”… si può guardare quel che unisce, se quel che divide non sono elementi FONDANTI la Fede, tipo: la Presenza Reale del Signore Gesù nell’Eucaristia; Eucaristia, Suo Sacrificio celebrato su un Altare che POI ci accumna nel ‘banchetto escatologico’ o non intorno alla mensa della festa dell’Assemblea… potrei continuare a lungo…

  34. Luisa scrive:

    Caro bo.mario, come le ho detto sono un pò tanto ingenua, forse troppo, continuo a dirmi che le mie domande, che sono poi quelle che si pongono in molti, dovrebbero normalmente trovare una risposta.
    Il problema è che queste risposte stentano a venire…
    Lei ipotizza che ci siano diverse anime in seno alla Chiesa…., quello che so è che ci sono diverse correnti in seno alla Curia Vaticana (e anche fuori…), alcune che vanno nel senso del Successore di Pietro, altre in senso contrario, altre che sembrano navigare nel buon senso salvo poi ad accorgersi che non è così….
    Le dirò che queste lotte di influenza, di potere, mi scioccano profondemente anche se so che esistono da sempre.
    Quando leggo ciò che ha scritto Rodari sul Riformista:

    “Da Paolo VI in poi, infatti, è la segreteria di Stato a gestire ogni richiesta dal basso vuole essere esposta al Papa. È la segreteria di Stato a decidere, dunque, quali questioni siano degne d’essere comunicate al Pontefice e quali no. È la segreteria di Stato a bloccare riforme della curia e cambiamenti in posti di potere importanti. Una centralizzazione di potere che blocca l’effettivo esercizio del potere a discapito, in fondo, dello stesso Pontefice.”

    E sapendo che Mons. Filoni, Sostituto della Segreteria di Stato, è grande amico e protettore del cammino nc e gode dell`influenza descritta da Andrea Tornielli, mi dico che certe domande sono più che legittime e anche che alcune potrebbero, dico potrebbero, trovare una risposta, come ad esempio, perchè le numerosissime lettere-testimonianze dei fuoriusciti del cammino nc, non sono arrivate sino al Papa.

  35. Physikelly scrive:

    Ragazzi, vi ricordate come, dopo la nomina della Palin a candidata vice presidente di McCain, la sua pagina su Wikipedia venne ‘edulcorata’, ‘abbellita’, etc..?
    La cosa avviene spesso, per molti personaggi: avere una pagina di Wikipedia specchiata e nel segno dell’esemplarità/irreprensibilità, fa parte senz’altro del marketing politico-umano d’oggidì.. Però, dopo aver letto la pagina di Mons. Filoni, ci sono rimasto davvero di stucco..

    Qualche suo fan (o suo collaboratore, o lui stesso -spero proprio di no) ha fatto davvero un lavorone..:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fernando_Filoni

    Alcune perle di asciutta umiltà :

    “…è in contatto in ogni emisfero del mondo con popoli di razze e religioni diverse, al servizio della pace e della Chiesa.”

    “La nomina a Sostituto della Segreteria di Stato non giunge inattesa o all’improvviso, ma dopo un percorso diplomatico irto di asperità e di momenti difficilissimi, dopo una lungo lavoro diplomatico al servizio della Santa Sede, e caratterizzato da una serie di missioni svolte in numerose Rappresentanze Pontificie…”

    “L’ultima prestigiosa nomina, ovviamente, premia il grande coraggio dell’arcivescovo di Volturno che, negli anni della cruciale nunziatura a Bagdad (2001-2006) mentre infieriva la guerra, non aveva voluto abbandonare il paese dilaniato dalle bombe, affrontando quotidiani rischi personali, e testimoniando più volte, la vicinanza della Chiesa romana alle popolazioni martoriate, e in maniera critica, il dissenso del Pontefice Giovanni Paolo II nei confronti delle potenze belligeranti…”

    “Alla perfetta conoscenza di numerose lingue, il sostituto mons. Filoni aggiunge numerosi saggi e studi filosofici…”

    E, come in un anticipato dossier di beatificazione, si scomoda un quasi beato:

    « Sono certo che sarai per le comunità cristiane sparse in quelle terre un messaggero di pace e di speranza. »

    (Giovanni Paolo II in occasione della sua nomina ad arcivescovo titolare il 19 marzo 2001) ”

    [Sono peraltro certo che l'estensore di tale pagina ai limiti dell'adulazione, avrebbe già pronta la frase "La nomina a Segretario di Stato non giunge inattesa o all'improvviso, ma dopo un percorso..."

    In confronto, lo stesso Sepe parrebbe un dilettante...]

  36. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Physikelly

    Hai mai sentito parlare di “Invidia della grazia altrui”????

  37. Luisa scrive:

    Physikelly, è sempre un piacere leggerti!
    Ti ringrazio per i tuoi link che sono sempre interessanti e sopratutto “conditi” con il tuo personalissimo tocco di humour intelligente e pungente!

  38. Artefice1 scrive:

    Luisa….anche tu non scherzi, come lui.

    Nel tuo caso
    Sarebbe quel “pungente” che mi, come dire, CON-Ficca il dubbio.

  39. Cherubino scrive:

    voglio fare lo sforzo di credere che quello che scrive Luisa sia solo frutto di inesperienza.
    E’ bene uscire dall’ottica burocratica e cercare di capire che nessuno approva “le catechesi”. In qualsiasi movimento la parte fondante nasce innanzitutto come una serie, spesso disorganica, di atti orali, un canovaccio che viene seguito, e interpretato poi dai vari catechisti, contemporanei e successivi.
    Quando la Chiesa approva una realtà di questo genere, non può (e sarebbe sbagliato farlo) sottoporre ogni parola che viene detta, da chiunque abbia un qualche ruolo.
    Verifica certamente però che nella struttura portante, uffciale, non vi siano errori dottrinali.
    Questo sicuramente la Chiesa lo ha fatto. Ma non sulla base di un “testo” equivalente ad un trattato. Secmplicemente verificando che la dottrina cristiana sia rispettata da quanto detto (a voce o con canovacci scritti) nel movimento.
    La Chiesa non può approvare un “testo” rigoroso che non c’è, ma ha approvato il corpo di insegnamenti (orali o scritti) su cui si basa la formazione nel cammino, chiedendo in seconda battuta di formalizzare questi contenuti che Essa ha già conosciuto.
    Questo lavoro richiede tempo, e non è poi così primario come si vuole qui far credere. Nessuno può essere così stupido da pensare che ciò che viene effettivamente detto nei gruppi sia diverso da ciò che verrà scritto nel testo ufficiale.

  40. Artefice1 scrive:

    Il fatto è che Si credono PER davvero.

    Forse perché non amo i processi. Come potrebbe Mai Essere possibile all’Illusoria Imperfezione dirimere i CON-Trasti?

    Apprezzo Infinita-Mente le evoluzioni CON-Servatrici. (Sarebbero La Meraviglia garantita, dal Senso Misericordioso)

    Ogni qual volta sento “Processo di Pace” Essudo!
    Piuttosto che sentirmi Essuto.

    Da dove nascono le Patologie?

    Mi sembra chiaro.

  41. Luisa scrive:

    Cherubino, farò anch`io uno sforzo per credere che lei conosce male o poco o vuole banalizzare l`importanza reale delle catechesi neocatecumenali che sono alla base della formazione dei catechisti e dei seminaristi neocat.
    Ne abbiamo diverse di queste catechesi in circolazione, i cosidetti orientamenti per le équipes di catechisti, le può facilmente trovare su internet, le posso comunque già assicurare che come tali quei testi non dovrebbero essere diffusi, eppure così e con essi da anni si catechizza !
    Eccome che quei devono essere approvati, lo dice Kiko Arguello stesso, e per essere approvati hanno dovuto subire un lungo lavoro di lettura e correzione, è da anni che quei testi sono allo studio delle congregazioni competenti, un duro lavoro, tanto c`era da correggere, eppure Arguello ha già una volta rifiutato il risultato delle correzioni della commisisone ad hoc.
    E così dunque si è ricominciato .
    Certo che quei testi devono essere approvati, non dimentichiamo che il cammino è stato definito strumento di formazione e iniziazione cattolico, le pare poco?
    Trova normale che non conosciamo questi testi, quello che Arguello chiama i fcontenuti teologici del cammino? Io no!
    Forse lei non sa che i catechisti neocatecumenali non godono di libertà, ripetono obbedienti e fedelmente ciò che hanno ricevuto da Arguello.
    Dunque, cherubino, è la logica e il buon senso che mi fanno dire che è incomprensibile che ci sia nella Chiesa cattolica un gruppo che può permettersi di catechizzare, da anni oramai, con dei testi segreti .
    È giunto il momento che, con l`approvazione del cammino nc, siano conosciuti anche i testi teologici che lo fondano.

  42. Danbow scrive:

    Gesù Cristo ha detto hai suoi apostoli che per valutare se una cosa è buona o meno bisogna vederene i frutti. io nel cammino ho visto famiglie ricostruite (che conosco), vocazioni ( un mio fratello di 48 anni al quale è morta la moglie 8 anni fa, tumore all intestino a 38 anni, tra 10 gg diventa prete), famiglie con numerosi figli, famiglie pronte a partire per portare il Vangelo (non la parola di Kiko)dove lo Spirito le manda ( 1 nella mia comunità, con 5 figli) , ecc.

    il resto sinceramente non mi interessa. come ha detto qualcun’altro negli ATTI :”se viene da Dio andrà avanti, senno finirà tutto da sé” o qualcosa del genere.

    Saluti

  43. Physikelly scrive:

    A chi mi può aver frainteso: non intendo in ultima analisi giudicare Filoni stesso, ci mancherebbe! Solo che, a mio modesto avviso, l’unico ‘spin doctor’, se mai ve ne debba essere uno, di un ecclesiastico, dovrebbe essere lo…Spirito Santo ; non zelanti membri del suo inner circle e/o adulatori/clientes varii… Non credo peraltro che lo Spirito Santo vada ad editare pagine di Wikipedia con uno stile da volantino elettorale per le elezioni del consiglio comunale..

  44. Physikelly scrive:

    [Luisa -vera e propria martire- , consolati , ricorati che non sei sola.. : http://www.newliturgicalmovement.org/2009/06/chartres-pilgrimage-2009.html ]

  45. Luisa scrive:

    Caro Physikelly, so di non essere sola….so che le parole che posso scrivere qui sono state, e continuano ad esserlo, pronunciate, scritte da moltissimi e in diverse sedi, fino ai vertici….ma senza essere ascoltate, senza ricevere alcun riscontro, ma martire però… :)
    Ho seguito il pellegrinaggio a Chartres grazie al sito Le Salon Beige, gioia e consolazione.

    Per Danbow.

    Sono convinta, Danbow, che le persone che fanno il cammino sono persone abitate da un sincero amore per Cristo, il desiderio di conformarsi al suo insegnamento e di appartenire ala Chiesa cattolica romana.
    È anche per loro, forse sopratutto per loro, che è dunque importante che l`insegnamento che ricevono nel cammino corrisponda alla dottrina cattolica, e non alla visione che ne ha l`iniziatore de cammino.
    È importante che guardino con attenzione come il Santo Padre celebra la Santa Eucaristia, che ascoltino il suo insegnamento, che lo leggano e lo meditino.
    Si renderanno così conto che la storia della Chiesa non si è fermata con Costantino per riprendere con il Concilio Vaticano II, come viene detto loro, che prima di Giovanni XXIII ci sono stati altri Papi, che la Tradizione della Chiesa non ha 40 anni, potranno leggere la Bibbia alla luce del Magistero della Chiesa, del Magistero costante che di nuovo non è cominciato con Giovanni XXIII.
    Guardando il Santo Padre celebrare la Santa Messa, vedranno che sull`altare c`è la Croce di Cristo e non un candelabro ebreo a nove braccia, ascoltando le sue omelie, le sue catechesi si renderanno conto della centralità del Sacrificio di Cristo, celebrato sull`altare, dell`importanza dell`Adorazione eucaristica con la quale rendiamo lode a nostro Signore Gesù Cristo che resta vivo nel Tabernacolo anche dopo la celebrazione del Sacrificio Eucaristico.
    Potrei continuare, ma lo ripeto e mi ripeto, è diventato urgente e necessario che ciò che viene insegnato nel cammino e dai catechisti necoatecumenlai corrisponda alla dottrina cattolica, lo è ancor di più da quando questo cammino è stato riconosciuto come uno strumento di formazione cattolico.
    È uregnte e necessario che tutti possano conoscere il contenuto teologico di questo strumento.

  46. A. scrive:

    Luisa, ingenuità non è far domande sui neocatecumenali, ma abboccare di continuo alle provocazioni di un cattolico fasullo come lo pseudononimo che utilizza.

  47. A. scrive:

    …e i candelabri ebrei sono a sette, non a nove braccia. Basta che vai su google e cerchi “menorà arco di tito” per vederne uno particolarmente bello, che un gruppo di legionari romani si è portato a casa, come Gesù aveva predetto…

  48. Auguri scrive:

    RINUNCIA DEL PENITENZIERE MAGGIORE E NOMINA DEL SUCCESSORE

    Il Santo Padre ha accolto la rinuncia, presentata per limiti d’età, dall’Em.mo Card. James Francis Stafford, ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l’Ecc.mo Mons. Fortunato Baldelli, Arcivescovo tit. di Bevagna, finora Nunzio Apostolico in Francia.

    [00872-01.01]

  49. Luisa scrive:

    No, A , mi dispiace di dover contraddirla, i candelabri sono due, c`è quello a 7 braccia, la Menorah, e quello a 9 braccia la Hanouccah, termine ebreo della dedicazione che si riferisce alla riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nel 161 a.C.
    E l`uso del candelabro a 9 braccia nel cammino neocatecumenale non è indifferente al disegno di Kiko Arguello di ricostruire la Chiesa….

  50. A. scrive:

    ..e allora, sii precisa, o ti metti sullo stesso piano del guazzabuglio demoniaco-pseudoteologico che vomita il tuo abituale interlocutore su questo blog

  51. Luisa scrive:

    Mi dispiace A ma non la capisco.
    Ci deve essere un`interferenza sulla linea!
    Penso essere stata sufficientemente chiara, se non fosse stato il caso, chi vuole maggiori informazioni può andare qui:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/channukkia.html

  52. A. scrive:

    E’ sconcertante che si accusino più o meno velatamente i neocatecumenali di eresia, senza portare alcuna concreta prova a riguardo. Anzi, chi li accusa ammette candidamente che i documenti “scottanti” che comprovano le deviazioni dottrinali dei neocatecumenali sarebbero segreti.

    Che specie prova d’accusa sarebbe un documento che non si può conoscere ?

    Si afferma che l’uso da parte dei neocatecumenali di oggetti della liturgia ebraica pre-cristiana (candelabri, corni) sarebbe un sicuro indizio di deviazione e costituirebbe un’indebita appropriazione di simboli degli ebrei.

    Ma sia l’accusa di devizione che quella di appropriazione sono inconsistenti. E’ la Chiesa, infatti, il Vero Israele, non certo coloro che oggi si ostinano a non riconoscere il Cristo e perseverano nella religione rabbinico-farisaica. Ogni cristiano è veramente e pienamente stirpe di Abramo. Per cui quei simboli, il candelabro, lo shofar, sono a pieno titolo parte della tradizione del Popolo di Dio, dell’Israele, che oggi è costituito dalla Chiesa.

    Si afferma poi che nelle celebrazioni e nelle catechesi i neocatecumenali richiamerebbero passi del Talmud o parlerebbero di midrash e simili. E questa sarebbe, secondo i loro detrattori, la decisiva prova della loro devianza dall’ortodossia cattolica.

    Ma qualcuno può dire, con certezza, in che maniera e con quale finalità questi richiami siano utilizzati ? Forse per negare l’Incarnazione ? O per affermare che la Beata Vergine era una pettinatrice poco casta ? Qualcuno ha mai sentito un’omelìa tenuta da un sacerdote neocatecumenale nella quale si affermino cose del genere ? Perché se è vero (ed è senz’altro vero) che la religione rabbinico-farisaica non è la Fede vera, d’altra parte, scintille di verità sono disseminate in tutte le religioni diverse da quella del Popolo di Dio. Dunque, una citazione del Talmud non è sempre e unicamente contro la verità.

    Non sono un neocatecumenale. E non so se i neocatecumenali siano eretici o meno. Ma il metodo col quale si pretende di giudicarli è ridicolo. Le prove addotte contro di loro sono insulse e inconsistenti.

    Poi, se i loro statuti sono stati approvati dalla Chiesa, tanto deve – fino a dimostrazione contraria – bastare per ritenerli una realtà ecclesiale a pieno e legittimo titolo. E chi vuole criticarli seriamente e dimostrare che siano eretici, lo faccia.

    Ma porti prove dottrinali concrete, non chiacchiere. O taccia.

  53. Luisa scrive:

    A., A. lei arriva con la sua analisi che si vorrebbe definitiva… prima di partire in tromba a sostegno delle sue tesi, che ha già avuto modo di esporre su questo blog nel passato, confrontandosi se non vado errata, con cherubino, farebbe bene di informarsi e vedrebbe che le sue scorciatoie riduttrici, per quel che riguarda le catechesi neocatecumenali non tengono “la route”.
    Se quelle catechesi sono allo studio delle congregaziono competenti, e da anni, è perchè qualche problemino dottrinale c`era, il fatto che non siano ancora pubblicate è incomprensibile ma ne abbiamo parlato e non mi ripeto.
    Sono segrete, sì A, segrete, se possiamo leggerne alcune è perchè sono uscite dal cammino ma non di certo per volontà dei neocatecumenali.
    Quello che leggiamo in molti di quei testi non è conforme alla dottrina cattolica e necessita di una correzione, che spero verrà al più presto.
    Comunque se lei vuole leggere alcuni di quei testi, li troverà facilmente su internet.

  54. A. scrive:

    Sei tu, Laura, a dover provare le tue accuse di eresia, ora che le hai formulate. Non certo io a dover inseguire “su internet” quello che tu o i tuoi amici avete eventualmente postato o disseminato.

    Sei convinta che i neocatecumenali siano eretici ? Allora spiega in modo circostanziato in cosa consistano i loro errori dottrinali. O i loro falsi precetti morali.

    Oppure la tua è solo una obiezione estetica ? Ti preoccupa che invece di decorare le parrocchie con pale di Luca Giordano usino “gadgetteria” veterotestamentaria ? Oppure ti fa rabbrividire lo stentoreo stridere dell’aria che soffiano nei corni di caprone invece di intonare il Credo Terzo ? Per carità, tutte ragioni di legittimo disgusto. Ma che c’entra l’estetica con l’eresia ? Anche a me fa schifo l’Ara Pacis di Maier-Rutelli, anche io trovo rivoltante che da Sotheby’s una tela imbrattata da Rotko batta cento volte il prezzo d’asta di un fondo oro del Trecento, anche a me dispiace che nei giardini dove un tempo il Beato Pio IX pregava, oggi ci passeggi chi loda una costituzione repubblicana. Ma per mia fortuna e grazie a Dio, non sono obbligato a decorare il mio appartamento con quadri di Rotko e nemmeno a guardare tutti i giorni gli obrobbri costruiti dagli architetti alla moda o a tenere accesa la TV mentre Fini parla di quello che secondo la sua opinione di oggi è il male assoluto (e i cherubini lo applaudono).

    Non ti piacciono le liturgie neocatecumenali ? Va altrove. La Chiesa è un supermercato di carismi e persino gli apostoli avevano gusti diversi e litigavano fra loro se andare ad Antiochia oppure in Macedonia. Ma non ricordo di aver mai letto che San Paolo abbia accusato San Barnaba d’eresia per un problema di viaggi.

    Prove. Portaci le prove. O sta zitta.

  55. A. scrive:

    Ricordo che il “metodo” di attribuendo eresie a destra e manca sulla base di “documenti segreti” non è proprio una novità. Ben prima che si accusassero i neocatecumenale di eresia col pretesto che le loro catechesi siano “riservate”, si è ripetutamente strillato contro i presunti regolamenti segreti dell’Opus Dei.

    E’ il metodo giudiziario di Caifa ed Anna. Cristo, perfetto Dio, perfetto uomo, e perfetto conoscitore dei principi del processo, li coglie in contropiede: “ho parlato apertamente, se di qualche cosa vuoi accusarmi, non chiedermi della mia dottrina , Ma interroga coloro che mi hanno ascoltato”. Una risposta degna di un SuperCarnelutti.

    Laura, è bello sentirsi un pò sinedrita, eh ? Magari, di questo passo, finisci proprio tu per sostituire nel cuore al Crocefisso una menorà.

    Comunque, i tuoi strali contro i neocatecumenali, mancanti di qualsiasi supporto, non sono inutili. Fanno riflettere sui pregiudizi che persino un cattolico può avere

  56. Luisa scrive:

    A, caro A. che cosa le succede oggi?
    Qualcosa a pranzo che non è passato?
    Un pò troppa acidità?
    L`ho conosciuto su questo blog più cortese , comunque sappia che non sarà certo lei ad intimarmi di stare zitta ! ;)
    Per le catechesi che le stanno tanto a cuore pur non conoscendole, mi confido alla saggezza di chi le ha nelle sue mani e che ha come compito di difendere la dottrina della fede cattolica, immagino che dopo così tanti anni di duro lavoro, riusciranno questa volta ad imporre le loro correzioni e che presto avremo la pubblicazione annunciata già un anno fa.
    Non mi dilungo, ho già detto tutto ciò che ho giudicato utile dire, spiacente che a lei non basti!

  57. Luisa scrive:

    A. io almeno mi firmo con il mio nome, potrebbe avere la cortesia di lasciarmelo?
    Laura è molto carino…

  58. A. scrive:

    Luisa, le “chiacchiere”, come si dice in Vaticano dall’epoca di Sisto V e come ben sa Tornielli “stanno a zero”…capisci che significa ?

    Chi ha nelle mani le catechesi (ovviamente e rigorosamente segrete, soprattutto quelle riguardanti l’Arca perduta) dei neocatecumenali è lo stesso soggetto che ha nelle mani l’intero movimento dei neocatecumenali.

    Se hai fiducia in questo soggetto devi averla per intero, non solamente per ciò che riguarda i segreti dell’Arca.

  59. Physikelly scrive:

    [Intanto, nuovo corso, a Londra, con il nuovo Arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols... :

    "The Latin Mass Society of England and Wales (LMS), in association with the Archdiocese of Westminster, is organising a residential training conference for priests wishing to learn the Extraordinary Form of the Roman Rite (Traditional Latin Mass) at All Saints Pastoral Centre, London Colney, Herts, the premier conference centre of the Archdiocese of Westminster.

    The conference will run from Monday 24 August to Friday 28 August 2009 and will feature Traditional liturgies in London Colney’s magnificent Ninian Comper-designed chapel together with a Gregorian Chant schola and polyphonic choir.

    Expert tuition in the celebration of Mass in the Usus Antiquior will be provided on a small group basis. There will be guest lecturers and all participants will receive 1962 Missals.

    As well as daily Sung Mass, devotions will include Lauds, Benediction and Rosary.

    The subsidised fee to participants is only £115.00 which includes full board and accommodation. Places are limited and priests are urged to register as soon as possible.

    Further details and registration forms can be obtained from the LMS office (Tel: 020 7404 7284) or downloaded from the LMS website, http://www.latin-mass-society.org

    Mark Johnson, lead organiser, said, “We are extremely pleased to have the backing of the Archdiocese of Westminster and Archbishop Vincent Nichols. This conference – our first at London Colney – builds on the success of our two previous conferences at Merton College, Oxford. I hope the laity will tell their priests about this wonderful opportunity to learn the Usus Antiquior in a welcoming and recollected environment.” "

    http://rorate-caeli.blogspot.com/2009/06/training-for-priests-archdiocese-of.html ]

  60. marco scrive:

    leggendo i bloog si nota quanta acrimonia ci sia fra i cattolici all’ interno della Chiesa. Il problema non sono gli atei o i miscredenti che del cattolicesimo se ne fregano, ma i cattolici che si odiano. Uno contro l’ altro

  61. Danbow scrive:

    scusami A.

    la Menorah è a 7 bracci, la Hanukkah a 9
    uno è il simbolo ebraico, l’altro viene usato nella Festa della Luce.

    saluti

  62. laurentinum scrive:

    Quella che la chiesa ha bisogno é di un nuovo concilio per mettere le vere questione sul tavolo e affrontarle direttamente nella loro pienezza.

  63. Luisa scrive:

    Danbow, non so che cosa ti hanno insegnato all`interno del cammino, ma i due candelabri la Menorah e Hanouccah sono due simboli ebrei.

    La Menorah, candelabro a 7 braccia,uno dei simboli più antichi della religione ebraica,simboleggia secondo alcune tradizioni il rovo ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Horeb, secondo altre rappresenta il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione.

    La Hanouccah, candelabro a 9 braccia, le cui luci si accendono durante la festa ebraica, “Festa delle Luci”, che commemora la riconsacrazione del Tempio dopo la vittoria dei Maccabei su Antioco IV Epifane, ricorda il miracolo del tempio nel quale rimase acceso per otto giorni nonostante l’olio bastasse per un giorno solo…

.

    E dai neocatecumenali è posto sulla loro tavola-mensa, al posto della Croce, per significare i veri “ricostruttori” della Chiesa…

  64. giovanni scrive:

    Inviterei a riflettere su cio che scrive Marco. Discutiamo ma,non sparliamo gli uni degli altri in nome di una nostra presunta verità e legittimazione a che la Santa Sede faccia sempre e subito cio che noi riteniamo sia giusto. ci riconoscerenano suoi discepoli all’amore che avremo fra noi, o per lo meno alla nostra unità.

  65. Luisa scrive:

    Porre delle domande, esporre dei fatti, non è sparlare ma esprimere perplessità e incomprensioni su situazioni che il semplice buon senso indica non essere “normali”.
    Purtroppo le risposte non vengono, è forse per questo che bisognerebbe tacere e cessare di interrogarsi e interrogare chi dovrebbe essere in misura di rispondere ?

  66. Efrem scrive:

    Smettetela con tutte queste storie di Menorah o Hannucha… andate al Cairo o in tanti altri posti in medioriente e troverete le Meonrah dipinte sotto tutti i Pantocrator delle chiese copto-CATTOLICHE. A riprova che è un segno BIBLICO e non semplicemente ebraico. E’ descritto in Esodo 25,31-40. E fino a prova contraria l’antico testamento è Parola di Dio anche per noi cristiani.
    Ciò non significa che ci sia un _obbligo_ ad usare quel candelabro, ma non si può rimporverare nulla a chi ne fa uso. Punto.

  67. Efrem scrive:

    Luisa, quanto al motivo per cui sia usato il candelabro nel cammino neocatecumenale ti sfido a trovare un documento in cui Kiko affermi che indica “i veri ricostruttori della Chiesa” come tu sostieni falsamente.

    Innanzitutto quel candelabro NON è a 9 braccia, ma a 8, quello centrale si chiama “il servente” ed a volte è diverso dagli altri e più piccolo perché avrebbe una funzione ausiliaria.
    Ed il numero 8 è simbolico perché richiama il Battesimo, l’ottavo giorno, il giorno inaugurato dalla Resurrezione di Gesù Cristo, la vita eterna cui ci fa passare appunto l’Eucarestia, vera Pasqua del Signore. Essae ci fa passare dalla morte alla vita, dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio, coeredi di Cristo, eredi di Dio. Il cielo si fa presente sulla terra, figura e caparra del banchetto del Regno a cui il Signore ci invita, e questo lo viviamo, noi cristiani, ogni volta che celebriamo la Pasqua del Signore, l’Eucarestia.

    Per questo ha molto senso metterlo, come fa il cammino neocatecumenale, sull’altare durante l’eucarestia. Faccio comunque notare che non c’è alcuna prescrizione e nessun obbligo a farlo, neppure tra le comunità neocatecumenali. E’ facile trovare comunità che celebrano senza candelabro…
    Per cui smettetela di montare la panna…

  68. Cherubino scrive:

    si sta facendo parecchia confusione sui simboli (in generale) e la Menorah e l’Hannukkah in particolare.
    Per prima cosa si deve chiarire che si tratta di un livello simbolico (semiotico si direbbe tecnicamente) ben diverso e chiaramente distinto dalla Croce cristiana.
    Basti pensare che quelli indicano concetti, atteggiamenti sprituali, mentre questa è rappresentazione di un evento storicamente reale.
    Si pongono quindi su due piani assolutamente non competitivi.
    Nel dettaglio si deve dire che la menorah e hannukkah non sono semplicemente simboli ebraici, ma per noi cristiani sono parte della nostra stessa Tradizione, come vissuta da Gesù stesso, in continuità (“non sono venuto ad abolire ma a completare”) con l’Antica Alleanza.

    Menorah non si riferisce al roveto ardente, ma è dovuto ad una espressa prescrizione biblica attribuita a Mosè in Esodo 25, 31-39. Essa doveva stare ad illuminare l’Arca e la Torah. Diviene così segno della luce che rende intelligibile la Parola e visibile la Presenza. Inoltre il fumo delle candele è segno classico della preghiera dell’uomo. In essa è quindi facile e suggestivo vedere un simbolo dello Spirito Santo. Le sette fiammelle, segno dei sette doni; la luce che illumina la Torah quello Spirito che ci permette di comprendere la Parola di Dio e ci mette in grado di vedere la sua Presenza; il fumo che sale verso il cielo è la preghiera che lo Spirito stesso alimenta in noi (Sl. 141,2).

    Circa hannukkah basterebbe ricordare che essa è legata non semplicemente alla Festa delle Luci, ossia alla riconquista del Tempio nel 164 a.C. da parte di Giuda Maccabeo e alla sua purificazione, ma soprattutto al “miracolo dell’ampolla”. Questa piccola ampolla, ritrovata nel Tempio, bastava per un giorno solo e invece brillo per tutti gli otto giorni della festa. E’ quindi segno della Provvidenza di Dio, il cui dono è in grado durare e portare frutto. Perchè Egli è fedele alle sue promesse.

  69. Cherubino scrive:

    vedo ora il post di Efrem e spiego: il fatto che la nona ampolla sia piccola è legata proprio al fatto che indica la piccola ampolla miracolosa, mentre le altre otto luci indicano gli otto giorni in cui brillò la piccola ampolla.

  70. Luisa scrive:

    È forse ingiusto domandare che un gruppo che se ne va per il mondo ad evangelizzare a nome della Chiesa cattolica, lo faccia con dei testi conformi e conosciuti da tutti, è forse illogico sapere con quali testi sono formati i seminaristi che fanno il cammino nei Redemptoris Mater, è forse fuori luogo domandare a un gruppo che rifiuta di essere definito movimento, perchè pretende essere una fondazione di beni spirituali, di uscire dal segreto e rendere pubblici i suoi testi catechetici?
    Non siamo noi che “riteniamo giusto” e pretendiamo che la Santa Sede faccia ciò che vogliamo noi, è al contrario la domanda che si fa pressante che altri cessino, indisturbati, di continuare a fare ciò che fanno, portando divisione laddove di installano.
    Non rigiriamo la frittata , è chi porta la divisione con prassi liturgiche e catechetiche diverse che deve impegnarsi per l`unità , per la collaborazione con le comunità parrocchiali!

  71. Cherubino scrive:

    se per questo c’è chi giocherella con pietre, colori, fiori di vario genere e prano-cavolate… tutta roba condannata dalla Chiesa eppure si fa paladino della “fede”…

  72. Luisa scrive:

    Kiko Arguello si è appropriato di un simbolo ebreo, legato alla storia del popolo ebreo, per metterlo, al posto della Croce di Cristo, sulla tavola-mensa neocatecumenale.
    Anche qui il semplice buon senso dovrebbe evidenziare che la presenza di quel simbolo ebraico sull`altare dove viene celebrato il Sacrificio eucaristico è inadeguato e solo il frutto di una certa visione del fondatore del cammino necoat.
    Mi sconcerta che si possa arrivare anche a giustificare una tale anomalia, una fra le tante.
    Comunque, siccome ciò mi sembra talmente evidente, non mi dulungo, e mi limito a rimettere qui qualche passaggio della Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI :

    11. In questo modo Gesù inserisce il suo novum radicale all’interno dell’antica cena sacrificale ebraica. Quella cena per noi cristiani non è più necessario ripeterla. Come giustamente dicono i Padri, figura transit in veritatem: ciò che annunciava le realtà future ha ora lasciato il posto alla verità stessa. L’antico rito si è compiuto ed è stato superato definitivamente attraverso il dono d’amore del Figlio di Dio incarnato. Il cibo della verità, Cristo immolato per noi, dat … figuris terminum (20). Con il comando « Fate questo in memoria di me » (Lc 22,19; 1 Cor 11,25), Egli ci chiede di corrispondere al suo dono e di rappresentarlo sacramentalmente. Con queste parole, pertanto, il Signore esprime, per così dire, l’attesa che la sua Chiesa, nata dal suo sacrificio, accolga questo dono, sviluppando sotto la guida dello Spirito Santo la forma liturgica del Sacramento. Il memoriale del suo dono perfetto, infatti, non consiste nella semplice ripetizione dell’Ultima Cena, ma propriamente nell’Eucaristia, ossia nella novità radicale del culto cristiano.

    37. Poiché la liturgia eucaristica è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito, il suo fondamento non è a disposizione del nostro arbitrio e non può subire il ricatto delle mode del momento

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.htm

  73. Cherubino scrive:

    il brano di Benedetto XVI citato da Luisa non c’entra niente con il discorso che si sta facendo. Un conto è dire che i cristiani non hanno più bisogno di celebrare la Pasqua ebraica (a questo si riferisce quel passo) e un conto e riproporre la mai approvata teologia della sostituzione.
    Ho già citato molte volte la dotta confutazione della “sostituzione” offerta da don Cantoni e leggibile in rete.

    Poi si insiste come se nulla fosse: Luisa parla impropriamente di simboli ebraici che sostituiscono la Croce. Ma non risulta da nessuna parte che i neocatecumenali facciano tale oltraggio alla Croce. La centralità del kerygma nel loro cammino testimonia anzi il contrario.

  74. Luisa scrive:

    Cherubino, cherubino, io sto solo parlando di simboli ebrei che non hanno niente da fare sull`altare dove si celebra il Sacrificio Eucaristico !
    In nessun libro liturgico cattolico è prescritto l’uso di un candelabro ebraico (menorah o hannunkkiàh che sia). La verità è che è una delle tante arbitrarie innovazioni anche in campo liturgico, introdotte dall`iniziatore del cammino necoatecumenale.
    Comunque Il passaggio della SC che ho citato si riferisce alla visione che Kiko Arguello ha dell`Eucaristia, il candelabro a nove braccia sulla tavola-mensa neocat è in piena coerenza con la sua visione.
    Dunque, ogni tanto, “remettre les pendules à l`heure” non fa male!

    Rimetto il link.

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/images/Namur-lettorato06.jpg

    Foto presa in un seminario Redemptoris Mater, a Namur.

  75. Cherubino scrive:

    Luisa, le hanno già risposto abbondantemente: le hanno detto che non sono assolutamente “prescritti” come dice lei, le ho mostrato che sono simboli tutt’altro che estranei alla spritualità cristiana, le è stato pure detto che non vi è alcuna equiparazione o sostituzione alla Croce.
    A parte il piccolo particolare che tutto che lei dice sia stato fatto è pubblico e con tutto ciò il Vaticano ha già approvato il cammino neocatecumenale, diversi vescovi hanno celebrato messa con loro e non hanno trovato nulla di così scandaloso.
    Ma forse lei ne sa più di loro…

    io personalmente non abbonderei in segni che alla fine sono ridondandi, soprattutto per la hannukkah, mi sembra più interessante l’uso della menorah. Ma con questo è certo (ossia certificato dalla Chiesa) che non si fa peccato con queste usanze di carattere secondario. Se può servire per fare “mistagogia” simbolica e ciò è di utilità a qualcuno non vedo motivi per impedirlo. D’altra parte, come qualcuno pure le ha fatto notare, le Chiese da sempre sono affrescate di simboli, scene di racconti biblici (anche vetero-testamentari) o agiografici, raffreschi di inferni e paradisi… una menorah o una hannukkah ci possono pure stare !
    Se poi il problema è la posizione (sull’altare) è ovvio che dipende da quanto ciò sia discreto e non venga posto in evidenza in modo soverchiante. Ma questa non è questione di regola, di pro o contro, ma di misura. E quindi di educazione e di buon senso. Non certo di scandali o eresie.

  76. Cherubino scrive:

    quanto al candelabro a nove braccia, io personalmente non lo userei in modo così centrale, ma una volta comrpeso il suo significato non è inadeguato.
    Gli otto lumi indicano il giorno ottavo, quello escatologico. Per noi cristiani esso è iniziato -ma non completato- con la resurrezione di Gesù e con l’effusione dello Spirito Santo. Vi facciamo parte con il battesimo.

  77. Luisa scrive:

    Cherubino non vedo traccia di risposta che mi spieghi che cosa ci faccia su un altare cattolico un candelabro ebreo.
    Sono sconcertata che si possa anche solo giustificare questa presenza!

    Kiko Arguello si è appropriato di un simbolo ebreo dando un senso pretestuoso, all’interno, che indica i neocoatecumenali come i “ricostruttori della vera Chiesa” con perfetta consonanza e reminiscenza del miracolo e della riconsacrazione del Tempio operata dai Maccabei. Per “quelli di fuori”, invece c’è la versione dell’”ottavo giorno” . Se lei è neocatecumenale, non ho ancora capito se lo sia o meno, ha ascoltato la teoria di Kiko Arguello, trasmissione orale”bien entendu”….io, che noecat non lo sono, l`ho ascoltata da chi è uscito dal cammino e l`ho vista confermata in diverse testimonianze.
    Comunque questo candelabro è solo uno degli elementi sincretistici che caraterizzano il rito neocatecumenale .
    Potrei citarne altri, ma mi fermo qui, perchè non è mia intenzione riprendere una discussione che ci ha già occupati a lungo un anno fa.

     

  78. Cherubino scrive:

    Luisa, lei sa benissimo che non sono neocatecumenale, come non lo sono i tanti vescovi che hanno celebrato messa con loro e non hanno trovato nulla di anomalo.
    Poi il fatto che lei non riesca a capire una cosa così semplice, ossia che un simbolo di origine ebraica sia di casa anche nella liturgia e nella spiritualità cristiana è semplicemente indice di preconcetti e di ignoranza.
    il Nuovo testamento e la liturgia cristiana sono pieni di riferimenti e di elementi presi dall’ebraismo, quell’ebraismo -glielo ripeto- che Gesù non è venuto ad abolire ma a portare a compimento.
    E come ormai tutti sanno, l’antico testamento è figura e preparazione del nuovo, contenendo la stessa fede essendo il Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe lo stesso Dio Padre di Gesù e Padre nostro, allora i simboli ebraici non possono essere considerati “altro” dal cristianesimo. Gesù ha pregato e ha celbrato con quei simboli. Ha creduto che la hannukkah e la menorah fossero degni segni della fede… perchè non dovremmo farlo anche noi ?

    comunque, lezioni di anti-sincretismo da lei -che qualche tempo fa in questo blog aderiva a cose da new age, pranoterapie, guaritori e cose simili- proprio non le accetto. Si ricordi di togliere la trave dal suo occhio, prima di occuparsi della pagliuzza in quello altrui.

  79. Luisa scrive:

    Cherubino, cherubino, ma sa che lei mi sta cadendo proprio in basso?
    Ogni tanto la leggo da Accattoli e osservo, con quale rispetto, diplomazia, si rivolge ai suoi interlocutori, non ho ancora letto nessuna delle sue frasi totem che sembra riservare ai poveri ignoranti del blog di Tornielli e anche oggi ci ricasca, proprio non può farne a meno, però la storiella del new age avrebbe potuto evitaresela, d`accordo che è a corto di argomenti per cercare di giustificare ciò che è ingiustificabile, però il new age… suvvia…. :) :)

  80. Cherubino scrive:

    se vuole le vado a recuperare le pagine del blog in cui si faceva promotrice di cose da new age…
    ricordi la pagliuzza e la trave…

  81. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Cherubino e Luisa.

    Vi reinvito per l’ennesima volta a guardarvi il film “Dracula, morto e contento”, che offre addirittura la trama di un film intero su chi “deve avere l’ultima parola”. Qualora lo aveste già visto, significa che non imparate nessuna lezione.

    Luisa, lasci stare i neocatecumenali, se ne sta facendo una malattia peggiore dei miei incubi musicali, posta su (contro!) di loro su tutto il web-mondo!

    Cherubino, e tu qualche volte “lascia perdere” Luisa.
    Il Signore ha dato libertà anche di questo.

  82. Luisa scrive:

    Cherubino, se non vuole ridicolizzarsi, è meglio che non lo faccia, poi se ha tempo da perdere faccia pure! ;)
    Quando si scade nell`attacco attacco personale è veramente segno che gli argomenti mancano.
    Non ho nessuna intenzione di fare di ciò che mi sta particolarmente a cuore una stupida querelle personale, non entrerò in uno stupido giochetto che vorrebbe deviare l`attenzione da ciò che ho sollevato.
    Ognuno è libero di giudicare se un candelabro ebreo ha il suo posto su un altare cattolico o meno.
    Chi vuole poi conoscere le altre novità introdotte da Kiko Arguello, troverà tutto il materiale necessario e sufficiente sulla rete.
    Comunque, e per ritornare a ciò che ci ha occupati all`inizio, posso dire che quello che mi importa è che i testi catechetici del cammino siano pubblicati al più presto, che i necoatecumenali ascoltino non solo le lodi del Papa ma anche e soprattutto i suoi numerosi richiami affinchè collaborino con le altre comunità parrocchiali, che cessino di sconvolgere gli spazi sacri ovunque si installano.
    Sperando che le parole del Papa abbiano maggior successo di quelle che domandavano al cammino di adeguarsi al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione, restate incomprensibilmente lettera morta!
    Per finire una lettura, o rilettura, spero benefica :

    ISTRUZIONE
    Redemptionis sacramentum

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

  83. Cherubino scrive:

    non preoccuparti Ubi, non ho intenzione di perdere altro tempo con Luisa. Non ne vale la pena. Basta l’autorità del papa e dei vescovi. Ognuno può vedere come in questo blog si sono radunati -contro le intenzioni del padrone di casa- uno gruppetto di contestatori della Chiesa.
    A non leggerli si sta meglio (io per primo), per questo ho allentato la mia presenza qui, ma ogni tanto mi muove un pò di pietà per chi potrebbe prendere le loro basse accuse per vero zelo cristiano.
    Per questo invito (è solo un invito) a non leggere le loro accuse contro questo o quel papa, contro il Concilio Vaticano II, contro questoo quel vescovo, movimento, prete, biblista ecc. ecc.
    Fanno male alla salute spirituale.

  84. Danbow scrive:

    scusa Luisa, l’ultima cosa e poi basta.

    so benissimo cos’è e cosa significa l’Hanukkah.

    e non è messo “AL POSTO DELLA CROCE DI CRISTO”. La Croce c’è sempre ed è da parte all’ambone. d’altronde trovami una chiesa dove ci sia una Croce sull’altare durante l’Eucarestia.

    il candelabro è un simbolo secondario, poco di più di un arredo, tant’è vero che il metterlo o meno è lasciato alla libera scelta.

    passo e chiudo.
    E Buona Domenica, nel Signore.

  85. Luisa scrive:

    Caro Danbow, il candelabro a nove braccia, sulla tavola-mensa neocatcumenale non è di certo un simbolo secondario e ancor meno un arredo e lo sai perfettamente, questo è ciò che dite a noi “quelli di fuori”, ma mi sono già spiegata più sotto e non mi ripeto.
    Là dove hai ragione, purtroppo, è che la Croce è sparita da molti altari, ma spero che con l`esempio e l`insegnamento di Papa Benedetto le cose cambieranno e credo che già stiano cambiando.
    Ciò che è certo è che un candelabro ebreo non ha il suo posto sull`altare dove si rende presente il Sacrificio redentore di Cristo.
    Come sta scritto nella Sacramentum caritatis:

    “36. La bellezza intrinseca della liturgia ha come soggetto proprio il Cristo risorto e glorificato nello Spirito Santo, che include la Chiesa nel suo agire.”

    E ancora:

    “a) Si tratta innanzitutto della interpretazione dei riti alla luce degli eventi salvifici, in conformità con la tradizione viva della Chiesa. In effetti, la celebrazione dell’Eucaristia, nella sua infinita ricchezza, contiene continui riferimenti alla storia della salvezza. In Cristo crocifisso e risorto ci è dato di celebrare davvero il centro ricapitolatore di tutta la realtà (cfr Ef 1,10).”

    « La fede si esprime nel rito e il rito rafforza e fortifica la fede » (14). Per questo, il Sacramento dell’altare sta sempre al centro della vita ecclesiale; « grazie all’Eucaristia la Chiesa rinasce sempre di nuovo!

    Durante la Santa Messa i nostri occhi, i nostri cuori, sono rivolti al Figlio di Dio che ci viene incontro e desidera unirsi a noi e non ad un candelabro ebreo simbolo importante della storia del popolo ebreo.

    Spero che la Congregazione competente esigerà come minimo che quel candelabro ebreo sparisca dalle vostre tavole-mense durante la santa Eucaristia!

  86. Cherubino scrive:

    mi spiace doverlo dire (e alimentare il solito sarcasmo) ma la visione di Luisa pecca di astrattismo. Non si può partire dal principio che Gesù è il centro della nostra fede e del nostro culto e poi contraddirlo vistosamente. Perchè se Gesù è il centro, è alla sua posizione rispetto alle cose che dobbiamo rifarci. La nostra è sempre una imitatio christi.
    E allora vediamo cosa ha fatto Gesù.
    Egli ha pregato alla maniera ebraica, con quei simboli, partecipando a quelle feste religiose. Egli ha istituito l’eucarestia come realizzazione piena della pasqua ebraica, come compimento delle promesse. Si è rifatto continuamente alle Scritture ebraiche, ritenendole ispirate da Dio Padre.
    Egli ha detto che uno scriba (=studioso di cose sacre) che si apre al Regno dei Cieli è come chi trae dal suo scrigno cose nuove e cose antiche. I vangeli sono pieni di passi e riferimenti all’antico testamento, alle usanze e alle tradizioni ebraiche. Sicuramente Gesù e la sua famiglia festeggiavano Hannukkah.
    Certamente non è obbligatorio usare questi simboli, ma se è vero che essi sono simboli religiosi semiti e, come ha detto un papa, noi siamo spiritualmente semiti, allora sideve dire che pur non essenso obbligatori e del tutto accessori non sono per nulla estranei o in contrasto con il nostro culto e la nostra fede.
    Se Lui non ha rigettato i simboli

  87. Luisa scrive:

    Ancora una volta sono sconcertata che per difendere il cammino neocat si arrivi anche a giustificare la presenza di un simbolo ebreo sull`altare.
    Io pecco di astrattismo?
    Anche riportando fedelmente il Magistero della Chiesa?
    Mah!
    Comunque ancora una dose di Magistero petrino e non astrattamente luisiano:

    Dalla Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI :

    Figura transit in veritatem

    11. In questo modo Gesù inserisce il suo novum radicale all’interno dell’antica cena sacrificale ebraica. Quella cena per noi cristiani non è più necessario ripeterla. Come giustamente dicono i Padri, figura transit in veritatem: ciò che annunciava le realtà future ha ora lasciato il posto alla verità stessa. L’antico rito si è compiuto ed è stato superato definitivamente attraverso il dono d’amore del Figlio di Dio incarnato. Il cibo della verità, Cristo immolato per noi, dat … figuris terminum (20). Con il comando « Fate questo in memoria di me » (Lc 22,19; 1 Cor 11,25), Egli ci chiede di corrispondere al suo dono e di rappresentarlo sacramentalmente. Con queste parole, pertanto, il Signore esprime, per così dire, l’attesa che la sua Chiesa, nata dal suo sacrificio, accolga questo dono, sviluppando sotto la guida dello Spirito Santo la forma liturgica del Sacramento. Il memoriale del suo dono perfetto, infatti, non consiste nella semplice ripetizione dell’Ultima Cena, ma propriamente nell’Eucaristia, ossia nella novità radicale del culto cristiano. Gesù ci ha così lasciato il compito di entrare nella sua « ora »: « L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione » (21). Egli « ci attira dentro di sé » (22). La conversione sostanziale del pane e del vino nel suo corpo e nel suo sangue pone dentro la creazione il principio di un cambiamento radicale, come una sorta di « fissione nucleare », per usare un’immagine a noi oggi ben nota, portata nel più intimo dell’essere, un cambiamento destinato a suscitare un processo di trasformazione della realtà, il cui termine ultimo sarà la trasfigurazione del mondo intero, fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cfr 1 Cor 15,28).

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html

  88. Cherubino scrive:

    ma cosa c’entrano queste citazioni ? c’è scritto “vietato mettere l’Hannukkah sull’altare” ? che, si badi bene, è un candelabro, come quelli che si mettono su tutti gli altari, solo che in più fa parte della tradizione ebraica (quella in cui è cresciuto Gesù).
    Il brano citato non c’azzecca niente. Nessuno sta dicendo di celebrare la pasqua ebraica, di circoncidere i bambini, di celebrare Shabbat ecc. ecc.
    Luisa fa una grande confusione. Si sta solo dicendo che queste cose, non obbligatorie, sono piene della stessa fede, anche se per noi non sono necessarie perchè dalla “figura” siamo approdati alla realtà, dal segno a ciò che è significato, Gesù salvatore.
    Ma il fatto che non siano necessarie -e il tale catecumenale ha già detto che sono cose accessorie, libere- non vuol dire che siano negative, contrarie.
    E sia ben chiaro: io non la userei. Ma per un fatto comunicativo, non di teologia fondamentale. La ridondanza dei segni, specie se bisognosi di speigazione, non sempre aiuta. Ma non escludo che a qualcuno possano servire come elemento mistagogico.

  89. Luisa scrive:

    Cherubino , cherubino è lei che fa una grande confusione, non io !
    Non solo fa confusione ma contribuisce a diffondere storture e anomalie liturgiche.
    Lei non sembra conoscere, o conosce male, il vero significato dato a quel simbolo dal fondatore del cammino nc.
    Chi è uscito dal cammino ha passato questa informazione, che appartiene alla trasmissione orale…mistero e segreto per quelli di fuori, che siamo noi.
    Chi ha ancora la pazienza di leggerci si sarà fatta la propria opinione.
    Comunque credo che la Congregazione per il culto divino stia facendo il necessario affinchè quel simbolo ebraico scompaia definitivamente dalle tavole neocatecumenali .

  90. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    “Chi ha ancora la pazienza di leggerci si sarà fatta la propria opinione”

    Adoro gli “incubi”, specie quegli degli altri!.

    Fortunatamente i miei però sono “musicali”.

  91. ecclesiadilexi scrive:

    Dott. Tornielli, le chiedo una sua opinione: chi potrebbe essere il nuovo Nunzio a Parigi? e di chi si parla come successore del Card. Re ai Vescovi?