Paolo VI e i naviganti del blog "Sacri Palazzi"

[photopress:copertinaPaoloVIridotta.jpg,full,alignleft]Cari amici, dopodomani, martedì 9 giugno, esce in libreria il mio “Paolo VI. L’audacia di un Papa” (Mondadori, collana Le Scie, pp. 728, euro 28), una biografia del pontefice bresciano eletto nel giugno 1963 e scomparso nell’agosto 1978. Circa due anni fa, quando questo blog iniziava a muovere i primi passi, era stato uno di voi a chiedermi di scrivere una biografia di Papa Montini. Ci avevo già iniziato a lavorare, a conclusione del lavoro su quella dedicata a Pio XII: ho consultato archivi ancora inesplorati, anche all’estero, ho raccolto i racconti dei testimoni e ora finalmente questo libro faticoso ma appassionante vede la luce.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

34 risposte a Paolo VI e i naviganti del blog "Sacri Palazzi"

  1. Silvio scrive:

    Gentile sig. Tornielli,
    se ha rilasciato qualche intervista audio/video a riguardo del libro, sarei felice di pubblicarla nel mio sito.
    Buona domenica!

  2. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    “Audax fortuna juvat”

    Quando si è Papa, quella “fortuna” che aiuta è lo Spirito

    Santo. Sempre vicino ai papi tutti, cosi come a Paolo VI,

    che ben operò “In nomine Domini”.

    “Donaci Signore, un cuore capace di amare”

  3. Bellarmino scrive:

    Sono molto lieto che sia giunto alla pubblicazione del libro!!! Lo acquisterò subito… Buon lavoro per tutta la sua attività!

  4. Luca scrive:

    Mi permetto di segnalare una mia ricerca, sulla crisi del mondo cattolico italiano negli anni Cinquanta, di cui parlai in un convegno all’università Cattolica di Milano (gli atti furono poi pubblicati in “Dal centrismo al Sessantotto”, ediz. Ares, compreso il testo integrale della mia relazione), in cui citai l’accoramento dell’allora arcivescovo Montini verso coloro che si facevano sedurre dal comunismo: ciò mi valse le contumelie di un tale Ghiringhelli, che qualcuno aveva insediato in quella università in veste di presunto “grande storico”, e il rinnegamento da parte di certi sedicenti “cattolici tradizionalisti”. Negli anni seguenti è stato un susseguirsi di studi in cui si evidenziava come Montini non fosse affatto favorevole al centrosinistra. In poche parole, avevo ragione io, solo che, essendo un illustre sconosciuto, era lecito prendermi a pesci in faccia. Ecco qual è la realtà delle università italiane e degli ambienti cosiddetti “cattolici”.

  5. Auguri ad Andrea per l’uscita dell’atteso libro: non lo ho ancora fra le mani ma sono certo che diventerà l’opera di riferimento per conoscere e RI-conoscere il Servo di Dio Paolo VI.
    All’amico che cita il bel lavoro della ares
    -cui egli stesso ha collaborato-
    dico che gli va tutta la mia solidarietà:
    e per l’ostracismo subito allora
    e per le poche cose che ci riassume qui.
    E cmq mi hai dato l’occasione per riprendere in mano quel bel volume, in questa domenica elettorale.
    Ciao a tutti gli amici, vecchi e nuovi.

    dematteiscosimo@hotmail.it

  6. ako scrive:

    Auguri dott. Tornielli.
    Saprò cosa leggere quest’estate.

  7. maxx scrive:

    Dott. Tornielli, mi auguro davvero che con il suo libro, lei riesca a mettere in luce e a chiarire, alcuni aspetti controversi di papa Montini. Devo dire ,che personalmente sono rimasto sconvolto, da alcuni episodi che avvennnero durante il suo pontificato, che mi auguro lei sia riuscito a chiarire. Le faccio i miei più sentiti auguri e spero, di poter acquistare il suo libro al più presto.

  8. raffaele savigni scrive:

    Quanto dice Rodari mi sembra una lettura alquanto riduttiva del pontificato di Paolo VI, che fu soprattutto colui che portò a compimento il Concilio, realizzò la riforma liturgica e scrisse la “Populorum progressio”. Sicuramente Paolo VI reagì a certi eccessi, ma non fu quel cupo pessimista che potrebbe sembrare dalle frasi citate, né un conservatore. Fu il papa del dialogo, grande amico di Maritain (al quale affidò il messaggio del concilio agli intellettuali) e di Moro.
    Sono certo che il libro di Andrea Tornielli parlerà anche e soprattutto di questo, non solo del “fumo di Satana” (frase abuusata da chi vuole che la Chiesa torni indietro anche rispetto a Paolo VI). Io sono cresciuto negli anni del pontificato di Paolo VI e lo ricordo con grande simpatia, stima ed affetto.

  9. NATAN scrive:

    Portare a termine il burrascoso Concilio vaticano II non fu semplice per Paolo VI. La tristezza che pervarse l’ultimo periodo di pontificato (dal 1970 in poi) fu quella di constatare come la situazione scappò di mano. Ma era naturale, con un Bugnini, che ebbe carta bianca su una riforma liturgica a sua volta ancora ancora riformata che arrivò annaquata nelle parrocchie.
    Allora nell’ACR, fummo educati ad una celebrazione di messa, che era tutto tranne ciò che era stata fino al giorno prima dell’entrata in Vigore del nuovo Messale. le messe , furono pervarse da ritmi con canzoni di J beaz, Delirium, De Gregori . Era accettabile una cosa così? Il Concilio aveva detto questo? eppure dagli amboni, i sacerdoti gridavano forte come al tempo delle crociate: E’ il Concilio che lo vuole. Quanti di noi apertamente , educati alla messa quale sacrificio abbandonarono la pratica domenicale e quanti invece, come me, aprimmo una guerra contro questi devastatori della liturgia, che haimè continua ancora oggi.
    Poi arrivo Wojtila, e le cose sembrarono cambiare, ma le cattive abitudini nelle parrocchie erano diventate consuetudini, e le consuetudini erano diventate leggi. Accoliti e lettori non formati vennero nel nome del Concilio a dettare una nuova forma di messa, mentre movimenti come RNS o Neocatecumenali facevano priprie le clelbrazioni domenicali che dovevano essere di tutto il popolo.
    Insomma, 40 anni e anche più di confusione che oggi non ci permettono di avere ancora clelbrazioni dengne come era nel pensiero di padri Conciliari o dell’amletico Paolo VI.

    Per altri versanti, il Montini seppe camminare e navigare nelle tempeste , certo che lo Spirito santo lo avrebbe sempre aiutato.

  10. Silvano scrive:

    (…) Sono certo che il libro di Andrea Tornielli parlerà anche e soprattutto del ” fumo di Savigni”( termine indicante da chi vuole che la Chiesa torni alla Defensor Pacis dei due idioti Marsilio da Padova e Giovanni di Jandun) ….

  11. A.Vila scrive:

    Audacia????? Ci vole coraggio per dire che Paolo VI fu audace!!!!!!!.Lui era il Papa e nonostante tutto… era il Papa!!!!!!!

  12. Reginaldus scrive:

    speriamo che sia una VERA biografia, non una AGIOGRAFIA … Perché, pensare alla santità in associazione con la pur “santa paersona” di Montini, fa davvero il colmo…

  13. Francesco73 scrive:

    Ero stato io a chiedertelo, e tu avevi risposto in modo reticente.
    Forse dopo, e ora, ho capito il perchè! :-)
    Sono molto felice, Montini meritava una biografia seria, in Italia per troppo tempo non si è trovata.
    Lo considero, se posso abusare, anche un piccolo regalo di compleanno: domani, infatti, divento un pò più vecchio.
    Grazie!

  14. raffaele savigni scrive:

    “termine indicante da chi vuole che la Chiesa torni alla Defensor Pacis dei due idioti Marsilio da Padova e Giovanni di Jandun”.
    I due pensatori citati hanno sostenuto idee sbagliate, ma non erano idioti.E non mi risulta comunque che abbiano influenzato il cattolicesimo postconciliare.

  15. Pipo scrive:

    Comme pour le livre sur Pie XII, j’espère une traduction en français de cet ouvrage sur Paul VI.
    Merci

  16. mauro scrive:

    caro Raffaele Savigni, che i due pensatori sostenessero idee sbagliate, dopo aver letto il loro pensiero, non direi proprio, anzi dobbiamo riconoscere che ciò che prefiguravano e’ validissimo. Considerare la Chiesa un’organizzazione religiosa non è proprio sbagliato perchè i fedeli sono una comunità all’interno della comunità piu’ grande, lo Stato. Ma all’interno dello Stato esistono anche altre comunità, religiose e laiche, dalla piu’ piccola alla piu’ grande. La volontà dello Stato è considerata da Marsilio da Padova la volontà di tutto il popolo, quindi quella di tutte le comunità.
    Non credi che quella volontà popolare sia la prerogativa esercitata dal nostro Parlamento?

    E’ la volontà popolare che attribuisce al Governo il potere di comandare su tutte le altre parti (comunità), ed è un potere delegato esercitato in nome della volontà del popolo.
    Non credi che il nostro Governo abbia le stesse caratteristiche?

    La conseguenza di questi principi era che l’autorità politica non discendeva da Dio o dal Papa, ma dal popolo.
    Guarda che coincidenza. Oggi il Papa, tramite i cattolici in Parlamento, vuole imporre una visione cristiana sulle Leggi dello Stato. A me non risulta di aver eletto un Papa, a te?

    Questi due pensatori già allora avevano visto giusto. Noi 700 anni dopo, siamo nelle medesime condizioni, non è cambiato nulla. Abbiamo un Parlamento ad elezione popolare, un Governo che esercita un potere delegato dal popolo, un Papa che vuole comandare ma non potrebbe farlo perchè la sua volontà non è quella popolare.

    Vi sono altre analogie che si possono trattare. Per me è sufficiente quanto ho scritto, diversamente richiedetemelo.

  17. Gladiator scrive:

    fu il papa che diede carta bianca a un Heder Camara e alla Teolgia della liberazione che devastarono la chiesa del sud america , un Herder camara che è piu eretico di Hans Kung e Martini messi assieme .

  18. Gladiator scrive:

    actung, actung
    ANNUNCIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM

    oggi 8 giugno e stata appena scritta LA NUOVA COSTITUZIONE DELLO STATO ITALIANO . Una vera bomba !
    LA VERA COSTITUZIONE che ci accompagnerà per il futuro .

    adesso è scritto tutto a penna , 30 articoli, non appena si interpreterà cio che si è scritto e lo si mette sul computer , la si darà alle stampe su internet .

    alcune chicche :
    votano solo marito e moglie di un gruppo famigliare , oppure gente che ha dichiarato il suo stato. questi eleggono i sindaci , i sindaci eleggono 120 deputati e questi eleggono 70 saggi incaricatri di tradurre in forma giuridica le proposte di legge …….
    I 120 eleggono pure il capo dello stato ogni cinque anni .
    natualmente sono aboliti i partiti ma ci saranno le rappresentanze delle corporazioni e i corpi intermedi come cinghia di trasmissione dei problemi sociali .

  19. Reginaldus scrive:

    a illustrare la biografia di papa Montini Paolo il sant’uomo, ci sarà anche la fotografia di lui contento e soddisfatto insieme ai teologi protestanti che con lui – per interposto Bugnini – hanno così bene ‘lavorato’ alla demolizione della messa cattolica?

  20. Guy Fawkes scrive:

    (OT) Mi permetto di segnalare l’apertura a Torino di una petizione per la concessione di una parrocchia personale per i fedeli VO:

    http://www.unavox.it/Novita2009/Novi0905_Petizione_TO.html

    Oltre alla pubblicità, sono ovviamente gradite preghiere a sostegno dell’iniziativa.

  21. Francesco73 scrive:

    Dovremmo ringraziarlo anche solo per aver abolito la Corte Pontificia.
    Basterebbe questo a canonizzarlo.

  22. Francesco73 scrive:

    E anzi, esponenti di quella Corte si incazzarono talmente tanto che composero libercoli e saggetti densi di ogni inimmaginabile calunnia, infarciti di stupidaggini e di rimpianti da esaltati.
    Meno male che quel caravanserraglio è sparito dalla scena.

  23. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Quoto “in toto” Francesco73.

    Sottoscrivo!
    “Il mio regno non è di questo mondo”

  24. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Francesco73, c’è ancora qualcosina da aggiungere.

    Papa Paolo VI sospese l’uso del Triregno, mettendolo in vendita. Lo acquistò il cardinale Francis Joseph Spellman, ed il ricavato fu utilizzato per le missioni africane.
    Da far Santo anche per questo.

  25. Andrea scrive:

    C’è anche qualche “cosona” da aggiungere.
    Paolo VI, sempre per aiutare i poveri, aveva deciso di vendere la Pietà Vaticana.
    Politica lungimirante e facciamolo pure “Santo anche per questo”: io, francamante, preferisco Pio VII (non santo) e Canova a Paolo VI e Wildenstein.

  26. Reginaldus scrive:

    Andrea,perfetto, e diciamo pure come avrebbero campato questi moderni papi santi subito se il vaticano invece delle sue Stanze e Musei e Cappelle Sistine fossero addobbati delle penne degli indiani sioux ed esibissero collezioni dei tamburo bongo dell’africa nera?…E quando i papi santi subito avessero poi voluto aiutare qualche poveraccio, che cosa gli avrebbero potuto dare, un pennacchio indiano???

  27. Francesco scrive:

    Leggerò con vivo interesse la sua biografia di papa Montini, papa a me molto caro, umanista di classe, pontefice lungimirante.
    Sinceramente ammirato delle sue informazioni sempre puntuali e precise.
    Fra Francesco Marino O.P.

  28. Reginaldus scrive:

    correggo, ovviamente: se il vaticano… fosse addobbato… esibisse…

  29. raffaele savigni scrive:

    Marsilio da Padova e il suo collega, pur prefigurando alcune idee in parte “democratiche”, sbagliavano laddove volevano subordinare la Chiesa allo Stato.Si tratta invece (come riconosce la nostra stessa Costituzione) di due ordinamenti indipendenti e sovrani. Se mai aveva più raione papa Gelasio (che alla fine del V° secolo parlava di due autorità nel mondo: quella papale-vescovile e quella regale). Purtroppo fu male interpretato in senso teocratico nel pieno Medioevo. Ma Marsilio, Giovanni di Jandun e asnche Occam sostenevano un Impero che voleva controllare la Chiesa.

  30. raffaele savigni scrive:

    Ho acquistato oggi il libro: purtroppo avrò tempo di leggerlo sistematicamente solo durante l’estate (anche non resisterò alla tentazione di leggerne qualche “spezzone”). Mi sembra, ad un primo sguardo, un volume interessante.

  31. Silvano scrive:

    l’estate è la sola stagione in cui l’attak posto sulla seduta degli scranni accademici molla la presa … poi, arriva l’autunno e certi “baroni” in odor di zolfo non li schioda più nessuno ….

  32. mauro scrive:

    Caro Raffaele Savigni, non ci siamo.

    L’art. 7 della costituzione dice che sono indipendenti e sovrani nel proprio ordine. Hai dimenticato quel “nel proprio ordine” perchè, relativamente alla Chiesa, si intendere col termine “ordine” tutto quanto concerne il “religioso”.

    D’altra parte dovresti sapere che la Chiesa altro non è che la Città del Vaticano, uno Stato estero. Quando mai potrebbe avere indipendenza e sovranita in Italia se non fosse esplicitamente riconosciuto per un determinato scopo?
    Con quell’articolo lo stato italiano gliele concede per salvaguardare la specificità della Chiesa sancita dall’art. 2 dei Patti lateranensi in quanto la religione non fa parte dei compiti dello stato italiano.

    Quindi il ragionamento che la Chiesa dovrebbe dipendere dallo Stato è corretto perchè è proprio l’art. 7 che assegna indipendenza e sovranità alla Chiesa quando nella realtà non dovrebbe averli.

  33. Gianni scrive:

    caro Dott. Tornielli, ho acquistato e iniziato la lettura del poderoso volume dedicato a Paolo VI. Dalla lettura dei primi capitoli, vedo che questa biografia del grande Papa Montini è scritta veramente con cuore e competenza. Soprattutto dai capitoli dell’infanzia e dell’età scolastica si scoprono cose importanti e significative. Grazie per la fatica spesa. Continuo con piacere la mia lettura.