Ecclesia Dei passa all'ex Sant'Uffizio, dialogo con i lefebvriani

[photopress:fellay_pbxviok.jpg,full,alignleft]Sarà pubblicato nelle prossime settimane il motu proprio di Benedetto XVI che rende la commissione Ecclesia Dei – sorta per volontà di Papa Wojtyla allo scopo di favorire il rientro nella piena comunione con Roma dei lefebvriani – un organismo interno alla Congregazione per la dottrina della fede. Papa Ratzinger lo aveva già annunciato nel marzo scorso, nella lettera dedicata al caso Williamson e alla revoca della scomunica ai prelati consacrati da Lefebvre, inviata ai vescovi di tutto il mondo. Il prossimo 4 luglio il cardinale Darìo Castrillòn Hoyos, attuale presidente di Ecclesia Dei, compirà 80 anni e lascerà l’incarico per raggiunti limiti d’età. La commissione sarà quindi presieduta dal Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il cardinale americano William Joseph Levada. Il vicepresidente monsignor Perl rimarrà al momento al suo posto, mentre verrà nominato un nuovo segretario in sostituzione dello scomparso Mario Marini. Proprio questa mattina, ha rivelato l’agenzia francese IMedia, nella riunione della “feria quarta” i cardinali membri della Congregazione per la dottrina della fede hanno messo a punto una prima piattaforma per l’inizio del dialogo con i lefebvriani. Dialogo che compete al supremo dicastero dottrinale in quanto i seguaci di Lefebvre sostengono che con il Concilio Vaticano II è la dottrina cattolica ad essere cambiata e chiedono che su questo avvenga il chiarimento in vista di un rientro formale della Fraternità San Pio X nella Chiesa cattolica. Intanto, come anticipato dal Giornale nei giorni scorsi, già questo sabato – o all’inizio della prossima settimana – dovrebbe essere annunciata la nomina del segretario della Congregazione del Culto Divino, monsignor Malcom Ranjith Patabendige Don, ad arcivescovo di Colombo. Al suo posto sarà designato l’attuale sottosegretario dellìex Sant’Uffizio, il domenicano Di Noia.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

245 risposte a Ecclesia Dei passa all'ex Sant'Uffizio, dialogo con i lefebvriani

  1. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Siamo finalmente in dirittura d’arrivo. Dico finalmente perchè questi colloqui metteranno termine al noioso stillicidio di incomprensioni e talora accuse che vengono messe al Concilio Vaticano II, all’Ecumenismo, ed ai Papi post-conciliari. E si mettera finalmente la parola fine ad una vicenda (l’eccessiva critica o l’eccessiva enfatizzazione del Concilio), che rischiava di minare l’unità della Chiesa e la Fede dei semplici.
    Auguro buon e proficuo lavoro a chi è impegnato nei colloqui, e spero che siano risolti tutti i dubbi e fatti tutti i necessari chiarimenti, e che finalmente ci sia il rientro dei membri della fraternità a pieno titolo in Santa Romana Chiesa.
    E che quanto verrà deciso sia pienamente e unanimemente accettato da tutti in spirito di unità, fedeltà al magistero e carità.

  2. Fran scrive:

    E chi sarebbe, quindi, sottosegretario della Congregazione per la dottrina della fede? E della Ecclesia Dei?

  3. laurentinum scrive:

    Questo rientro deve sfoggiare in una nuova discussione corale, una discussione che deve per forza coinvolgere tutta la chiesa, dato che non si possono essere due dottrina in parallelo e differente in una specie di multiculturalismo delle dottrine. Una discussione corale della chiesa per stabilire una nuova dottrina.

  4. Barbalbero scrive:

    Bene. potrebbe essere un modo ideato dal Benedetto XVI per controllare senz’altro meglio lo svolgersi dei colloqui.
    Ritengo che se ai membri della Fraternità San Pio X fecessero recitare pubblicamente il simbolo di Sant’Atanasio o il Credo della Chiesa Cattolica la querelles potrebbe rientrare in pochi minuti.

  5. Barbalbero scrive:

    Bene. potrebbe essere un modo ideato dal Benedetto XVI per controllare senz’altro meglio lo svolgersi dei colloqui.
    Ritengo che se ai membri della Fraternità San Pio X fecessero recitare pubblicamente il simbolo di Sant’Atanasio o il Credo della Chiesa Cattolica la querelles potrebbe rientrare in pochi minuti.

  6. Physikelly scrive:

    Che bella sarebbe la nomina di Di Noia al Culto Divino! …Immagino che Padre Tim Radcliffe, già suo indimenticato Maestro, ne sarà contentissimo..!!

    ” National Catholic Reporter, July 4, 1997

    When members of the U.S. Eastern Province of the Dominican Order opened their quadrennial chapter June 6 in Providence, R.I., they quickly elected a new provincial.

    But when the name of the new provincial, Fr. Joseph Augustine DiNoia, was faxed to the Dominican master in Rome, he just as quickly nullified the selection, a prerogative reserved for the master.

    In the words of the order’s rule, the election of DiNoia was “cassated” by the Dominican master, Fr. Timothy Radcliffe. According to the rules of the Dominicans, also known as the Order of Preachers, Radcliffe was not required to give a reason for the action and chose not to give one.

    Speculation followed. What had DiNoia, executive director of the National Conference of Catholic Bishops’ Committee on Doctrine, done or not done?”

    http://www.natcath.com/NCR_Online/archives2/1997c/070497/070497f.htm

  7. Gladiator scrive:

    Intanto è stato pubblicato un nuovo documento sulla legge naturale della commissione teolgica

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20090520_legge-naturale_it.html

    …….e questo è quello che ne promana per la nuova costituzione italiana che non puo essere piu laica oramai .

    NUOVA COSTITUZIONE DELLO STATO ITALIANO

    ( in nome di Dio e della Trinità Santissima , si da inizio alla Costituzione Italiana )

    Art.1- LA COSTITUZIONE ITALIANA CHE E’ FONDATA SULLA GIUSTIZIA DEL DIRITTO NATURALE DELLE GENTI ( O RIVELATO ) E HA COME FINE IL BENE COMUNE , NON SI FONDA SU MAGGIORANZE O MINORANZE DI ASSEMBLEE DEMOCRATICHE ABITANTI IL SUOLO ITALIANO GEOGRAFICO , DOVE I RAGGRUPPAMENTI FAMIGLIARI CHE FORMANO L’OSSATURA DEL POPOLO HANNO LE STESSE TRADIZIONI , CULTURA, LINGUA, E L’UNICA RELIGIONE RIVELATA,VIVENDO ASSOCIATI SECONDO L’ORDINE CHE SI SONO DATI .

    Art.2- L’ASSOCIAZIONE DEI NUCLEI FAMILIARI, ESSENDO LA RADICE DELLA COSTITUZIONE SOCIALE DEL POPOLO,HA UNA SUA ESPRESSIONE PIU’ ALLARGATA ,PER GRADI SUPERIORI, IN UNA

    FORMA DI STATO O DI GOVERNO INDICATA DA UN’ AUTORITA’ SUPERIORE CHE LE RAPPRESENTA TUTTE , AUTORITA’ CHE E’ SCELTA DAL POPOLO ATTRAVERSO LA VOTAZIONE DEI CAPI FAMIGLIA .

    Art.3 – LA COSTITUZIONE ITALIANA NON RICONOSCE DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO CHE SI OPPONESSERO AL DIRITTO NATURALE UNIVERSALE ,MA RICONOSCE SOLO QUEI DIRITTI GIA’ INSITI NELLA SUA NATURA*,DOVE NON ALBERGA NESSUNA LIBERTA’ ASSOLUTA E ANARCHICA ,NE’ RICONOSCE LIBERTA’INDIVIDUALI RISPETTO ALL’ORDINAMENTO SOCIALE E ALL’AUTORITA’ GARANTE SU ESSA COSTITUITA CHE LA RAPPRESENTA .IL DIRITTO DEI SINGOLI NON DEVE MAI INFICIARE IL DIRITTO DEI NUCLEI FAMILIARI E NATURALI LIBERAMENTE ASSOCIATI .

    Art.4 – NON TUTTI I DIRITTI SONO UGUALI MA TUTTI GLI INDIVIDUI SONO UGUALI DAVANTI ALLA GIUSTIZIA DELLA LEGGE ,LA QUALE NON GUARDA IN FACCIA NE’ A UNA MAGGIORANZA ,NE’ A UNA MINORANZA, NE’ AL RICCO,NE’ AL POVERO ,NE’ A UNA LOBBY ECONOMICA ASSOCIATA ,MA TUTTI SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE CHE E’ SEMPRE UNA PROMANAZIONE TEMPORALE E PARTICOLARE DI UNA LEGGE UNIVERSALE . LA LEGGE ITALIANA E’ QUINDI UNA CODIFICAZIONE TEMPORALE DI NORME UNIVERSALI DEL CODICE UMANO,NON E’ LEGATA A NESSUN INTERESSE PARTICOLARE DI CLASSE ,NE’ ESPRESSIONE DI OPINIONI UMANE ,NE’ DI UN IDEOLOGIA FILOSOFICA O UTOPICA NE’ FRUTTO DI INTERESSI DI UNA CASTA .

    Art. 4- LO STATO , CIOE’ L’AUTORITA’ CHE E’ LA PROMANAZIONE RAPPRESENTANTE MILIONI DI FAMIGLIE DI UN TERRITORIO GEOGRAFICO, PROMUOVE TUTTI QUEI SERVIZI CHE AIUTANO LE ATTIVITA’ DI LAVORO CREANDO LE CONDIZIONI E VALORIZZANDO LE CAPACITA’ DEI SOGGETTI, AIUTANDO LE FAMIGLIE IN TUTTO CIO’ CHE GLI E’ PERTINENTE ,NON RICONOSCENDO A NESSUNO PERO’ DEI DIRITTI SOCIALI ACQUISITI E INNATI ,ANZI UN SOGGETTO PERDE SUBITO LA SUA DIGNITA’ E UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO NON APPENA

    DELINQUESSE E VIVESSE IN CONTRASTO CON LE LEGGI MORALI STABILITE PER TUTTI.

    Art.5 – OGNI SINGOLO ,OGNI FAMIGLIA ,PROVVEDE A SE STESSA INSERENDOSI NEL TESSUTO SOCIALE CON IL LAVORO ,I GENITORI EDUCANDO LA PROLE AIUTANDOLA A DIVENTARE AUTONOMA PER LA CREAZIONE DI UN NUOVO NUCLEO FAMILIARE ,LO STATO PROMUOVENDO I SERVIZI . CHI NON COOPERA CON LA FORMAZIONE DELLA FAMIGLIA ,OFFRE IL PROPRIO CONTRIBUTO CON IL LAVORO SECONDO LE SUE CAPACITA’ E POSSIBILITA’ AL FINE DEL BENE COMUNE . MA GLI INDIVIDUI CHE, CRESCENDO, DIMOSTRANO UNA INNATA RIBELLIONE E FOSSERO DI GRAVE INTRALCIO ALLA VITA SOCIALE ,SU SEGNALAZIONE DEGLI STESSI GENITORI ,VANNO SEPARATI DALLA COMUITA’E, NEI CASI GRAVI, ELIMINATI .

    Art.6 – LO STATO ITALIANO SUL CUI TERRITORIO RISIEDE LA CHIESA CATTOLICA CHE HA UNA FUNZIONE MONDIALE ,E’ UNO STATO AUTONOMO E INDIPENDENTE NEL SUO GOVERNO ,MA SICCOME NON E’ AUTONOMO CIRCA LA SCELTA DEL BENE COMUNE NATURALE O RIVELATO , COLLABORA E PROMUOVE LA CHIESA CATTOLICA NELLA SUA MISSIONE UNIVERSALE NON INTERFERENDO SULLA SUA DOTTRINA E LA SUA AUTONOMIA .

    Art.7- LO STATO ITALIANO PROVVEDE AL BENE COMUNE DEI CITTADINI SEGUENDO ED ATTUANDO IL DIRITTO NATURALE ,LA CHIESA SI OCCUPA DELLA SALVEZZA ,BASANDOSI AL SUO INTERNO SULL’EGUALITARISMO DEL VANGELO E DELLA FEDE. OGNI COMMISTIONE , FUSIONE ,SCAMBIO DI FINI ,COMPROMESSO DI UTOPIA POLITICA E DEVIAZIONE DAI FINI RECIPROCI DELLE DUE SOCIETA’E DI COOPERAZIONE A LORO ASSEGNATI, VANNO DURAMENTE PUNITI E IMPEDITI . L’UTOPIA SOSTITUITA AL DIRITTO DOVRA’ ESSERE DURAMENTE COLPITA NEI SUI RAPPRESENTATI E PROMOTORI .

    Art.8 ­– LO STATO ITALIANO , UNO E INDIVISIBILE,RICONOSCE LE MINORANZE LINGUISTICHE ,LE GIUSTE AUTONOMIE LOCALI O FEDERATIVE ,LE SITUAZIONI GEOGRAFICHE PARTICOLARI E , PER I PROPRI BISOGNI ISTITUZIONALI , ESERCITA UN PRELIEVO MAI SUPERIORE AL 10% DEL REDDITO DEGLI EFFETTIVI GUADAGNI DEI CITTADINI E DELLE FAMIGLIE E, AFFINCHE’ LE FAMIGLIE NON CADANO VITTIME DELL’USURA , NAZIONALIZZA LE BANCHE , PROTEGGE I RISPARMI, EMETTE MONETA ,E ASSICURA A TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI PUBBLICI COME LA SCUOLA,LE STRADE, I TRASPORTI ,COMUNICAZIONI , SANITA’PUBBLICA,ACQUA ,IGIENE PUBBLICA ,AZIENDE PUBBLICHE .

    ART. 9 – LO STATO ITALIANO NEI GIUSTI LIMITI ACCOGLIE GLI STRANIERI DI QUALSIASI RAZZA AIUTANDOLI E INTEGRANDOLI NEL PROPRIO TESSUTO SOCIALE A PATTO CHE QUESTI ACCETTINO LE NOSTRE LEGGI ,LA NOSTRA LINGUA,LA NOSTRA RELIGIONE ,LE NOSTRE TRADIZIONI,LA NOSTRA CULTURA E SENZA QUESTE CONDIZIONI NECESSARIE , VEDRA’ LA LORO PRESENZA SOLO COME UNA MINACCIA ALLA PROPRIA IDENTITA’ E ALL’ORDINE SCELTO DALLE FAMIGLIE CHE LO STATO PROTEGGE .

    Art.10- LO STATO ITALIANO RICONOSCE UNA E UNA SOLA CONFESSIONE RELIGIOSA ,QUELLA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA E DISCONOSCE OGNI PARTITO , OGNI MOVIMENTO O FAZIONE CULTURALE CHE PORTI A VIOLARE SIA LE NORME MORALI IN GENERALE E SIA QUELLE CHE REGOLANO L’ASSOCIAZIONE E L’ISTITUZIONE FAMILIARE PARTICOLARE E PER QUESTO ISTITUISCE UN COMITATO DI MORALITA’ PUBBLICA COMPOSTA DA 13 SAGGI TERRITORIALI O DIPARTIMENTALI CHE SIANO ANZIANI ESPERTI DI MORALITA’ E TRATTINO I CASI PARTICOLARI DI CARATTERE SOCIALE, ADATTANDO LA NORMA UNIVERSALE AL CASO PARTICOLARE E ALLA TRADIZIONE PIU’ ANTICA .

    Art.11- LO STATO ITALIANO NON RICONOSCE NESSUN VALORE GIURIDICO A QUALSIASI TRATTATO INTERNAZIONALE CHE NON RISPETTI I FONDAMENTI CULTURALI DEL POPOLO ITALIANO OPPURE CHE INFICI L’ORDINE GIURIDICO E ASSOCIATIVO DEL NOSTRO STATO CON LE SUE LEGGI BASATE SUL DIRITTO UNIVERSALE .

    Art. 12 – LO STATO ITALIANO RIPUDIA LA GUERRA COME MEZZO DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI INTERNAZIONALI MA COOPERA CON LE PROPRIE FORZE ARMATE E FORZE DELL’ORDINE PUBBLICO

    AD ADDESTRARE LE NAZIONI CHE NECESSITASSERO DI AIUTO E DI PACE PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO E IN CUI NON FOSSE GARANTITO L’ORDINE NAZIONALE E MONDIALE . QUINDI PRODUCE MEZZI SOFISTICATI DELLA TECNICA PER ATTUARE TALE CONTROLLO E PRESERVARE IVI LA PACE .

    INOLTRE ESSO HA DEI SIMBOLI E DEI SEGNI LEGATI ALLA SUA SPECIFICA TRADIZIONE CHE LO INDENTIFICHINO IN MEZZO ALLE ALTRE NAZIONI .

    Art. 13 – SONO PROIBITE , TUTTE E INDISTINTAMENTE ,LE MANIFESTAZIONI POLITICHE E SINDACALI AL DI FUORI DEI CORPI ISTITUZIONALI RICONOSCIUTI E ATTI A FAR CONOSCERE I PROPRI PROBLEMI DI QUALSIASI NATURA DELLE CATEGORIE SOCIALI E CHE AGISSERO AL DI FUORI E AL DI SOPRA DEI CORPI INTERMEDI CHE SONO NATI COME CINGHIA DI TRASMISSIONE DEI PROBLEMI E DISAGI DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO . E’ QUINDI PROIBITA E PERSEGUITATA OGNI ORGANIZZAZIONE SEGRETA CHE ABBIA LE CARATTERISTICHE DI SETTA E DI AIUTO RECIPROCO O DI DOMINIO SULLA SOCIETA’ E LO STATO .

    Art.14 – SONO AMMESSE SOLO LE ASSEMBLEE E MANIFESTAZIONI CIVILI, RELIGIOSE, ECONOMICHE, MILITARI ,SPORTIVE , ARTISTICHE O SCOLASTICHE ISPIRATE AL BUON FUNZIONAMENTO DELLO STATO .

    Art.15 – TUTTI SONO TENUTI A IMPEGNARSI AL RETTO FUNZIONAMENTO DELLO STATO CHE HA COME FINE IL BENE COMUNE CON LEGGI DEL DIRITTO UNIVERSALE E CHI NON VUOLE PRATICARE L’UNICA RELIGIONE RICONOSCIUTA COME RIVELATA ,NON E’ OBBLIGATO ALLA FEDE CATTOLICA ED E’ LIBERO DA TALE IMPEGNO E PRATICA SOLO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA COSCIENZA E DELLE PROPRIE MURA DOMESTICHE ,MA SUL PIANO SOCIALE E COMUNITARIO INCORRE IN GRAVE VIOLAZIONE , ANCHE CAPITALE , E SONO GIUDICATI DA APPOSITI TRIBUNALI POPOLARI ( DI CUI SOPRA ALL ‘ART.13 ) COSTITUITI SOLO DA ANZIANI ,CIVILI O INVALIDI DI GUERRA ,SE PROPAGANDA E FA ADEPTI PER UN’ALTRA RELIGIONE –

    Art.16 – OGNUNO E’ RESPONSABILE DEI PROPRI ATTI COMPROVATI E TESTIMONIATI ,SALVO L’ADESIONE AD ASSOCIAZIONI ATTE A DELINQUERE ,PERCIO’ LO STATO TRAMITE L’ISTITUZIONE PENITENZIARIA NON E’ DEPUTATA A REDIMERE MA A PUNIRE E FAR ESPIARE LA COLPA COMMESSA TRAMITE LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ PERSONALE OPPURE OBBLIGANDO A UN LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’SEMPRE NEL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI CHI DELINQUE . CHI DELINQUE CON ATTI CRIMINOSI ACCERTATI , PARTICOLARMENTE GRAVI, ANCHE SE “MALATO” O INVALIDO O MINORENNE , VIENE ELIMINATO CON PENA CAPITALE .

    Art.17 LO STATO RICONOSCE COME UTILI E IDONEI QUEGLI ENTI CHE ABBIANO UNA FUNZIONE PUBBLICA UTILE , SOCIALE E MORALE ; LI FAVORISCE E LI PROTEGGE ,QUINDI PROMUOVE SOLO L’INFINITO E MOLTEPLICE PROGRESSO DELLA TECNICA E NON DELLA SCIENZA IDEOLOGICA PER UN PROGRESSO CIVILE ORDINATO UMANO E SOCIALE . OBBLIGA OGNI EDIFICIO E LUOGO PUBBLICO AD AVERE UN CROCIFISSO COME SIMBOLO DELLA LEGGE E DELLA DIVINITA’ DELLO STATO .

    Art .18 – LO STATO VIETA L’INSEGNAMENTO DELLA FEDE RELIGIOSA NEI PROPRI ISTITUTI DI ISTRUZIONE E DI EDUCAZIONE ,MA OBBLIGA CON UN ORARIO MAGGIORITARIO ALL’INSEGNAMENTO DI ALCUNE MATERIE DEL DIRITTO MORALE NATURALE E RIVELATO O BIBLICO IN OGNI BRANCA DEL SAPERE ,DALL’IGIENE PUBBLICA ALLA MORALE STRADALE , PERCHE’ ALLA BASE DELLA PROPRIA CONVIVENZA E TRADIZIONE . QUINDI REPRIME E NON RICONOSCE COME MATERIE UMANE QUELLE SCIENZE CHE DISPREZZASSERO OGNI GIUSTA NORMA RITENENDOLA UN DIVIETO E UN LIMITE ALLA VITA UMANA E ALLA SANITA’ MENTALE . QUELLE SCIENZE CHE LE RIVALUTASSERO E NE SCOVASSERO OLTRE AI CONFLITTI INTERNI, GLI OSTACOLI ALLA MORALE NELLA MENTE DEL MALATO, SONO INVECE FAVORITE .

    Art. 19 – CHIUNQUE VUOLE PROPORSI ALLA GUIDA AMMINISTRATIVA DI UNA CITTA’ DICHIARA IL SUO NOME IN UN ALBO COMUNALE PUBBLICO CHE POTRA’ RACCOGLIERE NON PIU’ DI 13 NOMI , QUANDO IL NUMERO E’ IN ECCESSO SARA’ TIRATO A SORTE PER STABILIRE SOLO IL NUMERO DI 13 ELEGENDI . QUINDI I CAPIFAMIGLIA GLI DARANNO IL PROPRIO VOTO OGNI 5 ANNI . IL CAPO POI SCEGLIE I SUOI CONSIGLIERI IN PARTE TRA I VOTATI (50%) E IN PARTE TRA GLI AMICI .

    Art. 20 – LO STATO STABILISCE CHE I GIORNI LAVORATIVI DELLA SETTIMANA SIANO SEI E IL SETTIMO SIA DI RIPOSO DAL LAVORO MATERIALE ,QUINDI STABILISCE ALTRE FESTE CELEBRATIVE DELLA PROPRIA TRADIZIONE SECONDO LA NECESSITA’ , STABILENDO DEROGHE PER QUEI LAVORI DI FINALITA’ PUBBLICA , UTILI E BENEFICI ALLA STESSA FESTIVITA’.

    Art. 21 – LO STATO STABILISCE CHE HANNO DIRITTO DI VOTO A LIVELLO TERRITORIALE SOLO E SOLTANTO IL PADRE E LA MADRE IN OGNI NUCLEO FAMIGLIARE , INOLTRE ANCHE QUEI SOGGETTI

    CHE DICHIARASSERO E ASSUMESSERO UNA PROPRIA SITUAZIONE SOCIALE DI PUBBLICA UTILITA’ PURCHE’ SEMPRE MINORITARI RISPETTO AI CAPI FAMIGLIA . E’ VIETATO INVECE IL VOTO ALLE RELIGIOSE E RELIGIOSI CHE ABBIANO SCELTO UN DIVERSO STATO SOCIALE LEGATO AL DIRITTO CANONICO ECCLESIALE . AI SACERDOTI E RELIGIOSI INOLTRE E’ VIETATO OGNI DISCORSO PRETTAMENTE POLITICO PUBBLICO MA NON DI GIUSTIZIA SUL PROPRIO STATO . QUESTI CAPI DI CITTA’ POI ELEGGERANNO 120 SENATORI CHE LEGIFERERANNO E QUESTI UN CAPO DELLO STATO .

    Art. 22- I SENATORI ELEGGERANNO UN NUMERO DI 67+3 (=70) SAGGI ELETTI DAL CAPO DELLO STATO , SCELTI PER LO PIU’ TRA L’ORDINE GIUDIZIARIO MASCHILE E FEMMINILE CHE AVRANNO POTERE DI VIGILANZA SULL’ORDINE GIUDIZIARIO STESSO E NEL CODIFICARE LE PROPOSTE DI LEGGE .QUINDI IL CAPO DELLO STATO IN CARICA PER SEI ANNI SCEGLIERA’ TRA TUTTI GLI ELETTI VOTATI IL PROPRIO GOVERNO E I MINISTRI IDONEI AL POPOLO ITALIANO .

  8. Victor scrive:

    Intanto è stato pubblicato un nuovo documento sulla legge naturale della commissione teolgica
    ——-
    sa tanto di nuovo ordine mondiale. La Chiesa non deve annunciare Gesù Cristo, Sorgente Unica di ogni etica e di ogni ordine? A che serve proporre riflessioni e ‘palliativi’ ché tanto nessuno ascolta?
    Potrebbe sembrare in parallelo con gli Ebrei che si propongono sempre più come “popolo di Sacerdoti”, vero popolo dell’Alleanza, e dei goyim assoggettati alle leggi noachidi (al posto della legge naturale), con la differenza che gli Ebrei affermano la loro identità, mentre la Chiesa non fa altro che diluire sempre più la sua

  9. Reginaldus scrive:

    che il vaticano intenda dialogare coi lefebvriani, che meraviglia è? Il vaticano dialoga con tutti, no? Che i difensori della Dottrina della Tradizione e della Messa di Pio V dialoghino con il vaticano, questo non si capisce: alla ricerca di quale compromesso? C’è un compromesso sulla verità? Sconti sulla verità in nome del volemose bene sono possibili? Non ha ricordato anche questo papa – e benissimo – che verità e carità vanno a braccetto? O le parole hanno un significato secondo il momento in cui si pronunciano?

  10. Victor scrive:

    secondo voi perché il Papa ancora non celebra il VO?

  11. Carlo l'Aretino scrive:

    La Chiesa con questo Papa è tornata o sta tornando a fare la Chiesa. La ricerca del dialogo con i lefebvriani dimostra che la gerarchia preferisce recuperare chi crede in Cristo, anche se non nel Concilio, piuttosto che avventurarsi in un dialogo ad ogni costo con l’Islam. Mi sembra che questa comportamento voglia anche dare una risposta ad un futile laicismo che sottovaluta o, addirittura nega. l’importanza del Cristianesimo nella formazione dell’Europa. La Chiesa sta tornando cattolica, l’ecumenismo è finito con Giovanni Paolo II e non poteva essere diversamente vista l’acutezza teologica di Benedetto che non corre dietro a immagini più o meno taumaturgiche, ma esalta Cristo come Verbo Incarnato.

  12. Sal scrive:

    “e se una casa diviene divisa contro se stessa, tale casa non può durare…” Marco 3:25 “La loro gola è un sepolcro aperto, hanno usato l’inganno con loro lingue. Veleno di aspidi è dietro le loro labbra.” Romani 3:13

  13. Cherubino scrive:

    discorso di Benedetto XVI – agosto 2005, Germania

    Cari fratelli e sorelle in Cristo nostro comune Signore!

    E’ una gioia per me, in occasione della mia visita in Germania, poter incontrare Voi, rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali. Vi saluto tutti molto cordialmente! Provenendo io stesso da questo Paese, conosco bene la situazione penosa che la rottura dell’unità nella professione della fede ha comportato per tante persone e tante famiglie. Anche per questo motivo, subito dopo la mia elezione a Vescovo di Roma, quale Successore dell’apostolo Pietro ho manifestato il fermo proposito di assumere il ricupero della piena e visibile unità dei cristiani come una priorità del mio Pontificato. Con ciò ho consapevolmente voluto ricalcare le orme di due miei grandi Predecessori: di Paolo VI che, ormai più di quarant’anni fa, firmò il Decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, e di Giovanni Paolo II, che fece poi di questo documento il criterio ispiratore del suo agire. La Germania nel dialogo ecumenico riveste un posto di particolare importanza. Essa infatti non è solo il Paese d’origine della Riforma; è anche uno dei Paesi da cui è partito il movimento ecumenico del XX secolo. A seguito dei flussi migratori del secolo scorso, anche cristiani delle Chiese ortodosse e delle antiche Chiese dell’Oriente hanno trovato in questo Paese una nuova patria. Ciò ha indubbiamente favorito il confronto e lo scambio. Insieme ci rallegriamo nel constatare che il dialogo, col passare del tempo, ha suscitato una riscoperta della fratellanza e creato tra i cristiani delle varie Chiese e Comunità ecclesiali un clima più aperto e fiducioso. Il mio venerato Predecessore nella sua Enciclica Ut unum sint (1995) ha indicato proprio in questo un frutto particolarmente significativo del dialogo (cfr nn. 41s.; 64).

    La fratellanza tra i cristiani non è semplicemente un vago sentimento e nemmeno nasce da una forma di indifferenza verso la verità. Essa è fondata sulla realtà soprannaturale dell’unico Battesimo, che ci inserisce nell’unico Corpo di Cristo (cfr 1 Cor 12,13; Gal 3,28; Col 2,12). Insieme confessiamo Gesù Cristo come Dio e Signore; insieme lo riconosciamo come unico mediatore tra Dio e gli uomini (cfr 1 Tm 2,5), sottolineando la nostra comune appartenenza a Lui (cfr Unitatis redintegratio, 22; Ut unum sint, 42). Su questo fondamento il dialogo ha portato i suoi frutti. Vorrei menzionare il riesame, auspicato da Giovanni Paolo II durante la sua prima visita in Germania nell’anno 1980, delle reciproche condanne e soprattutto la “Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione” (1999), che fu un risultato di tale riesame e portò ad un accordo su questioni fondamentali che fin dal XVI secolo erano oggetto di controversie. Bisogna inoltre riconoscere con gratitudine i risultati costituiti dalle varie comuni prese di posizione su importanti argomenti quali le fondamentali questioni sulla difesa della vita e sulla promozione della giustizia e della pace. Sono ben consapevole che molti cristiani in questo Paese, e non in questo soltanto, si aspettano ulteriori passi concreti di avvicinamento. Me li aspetto anch’io. Infatti è il comandamento del Signore, ma anche l’imperativo dell’ora presente, di continuare in modo convinto il dialogo a tutti i livelli della vita della Chiesa. Ciò deve ovviamente avvenire con sincerità e realismo, con pazienza e perseveranza nella fedeltà al dettato della coscienza. Non può esserci un dialogo a prezzo della verità; il dialogo deve svolgersi nella carità e nella verità.

    Non intendo sviluppare qui un programma per i temi immediati del dialogo – questo è compito dei teologi in collaborazione con i Vescovi. Mi sia concessa soltanto un’annotazione: le questioni ecclesiologiche, e specialmente quella del ministero consacrato, ossia del sacerdozio, sono connesse inscindibilmente con la questione sul rapporto tra Scrittura e Chiesa, sull’istanza cioè della giusta interpretazione della Parola di Dio e dello sviluppo di essa nella vita della Chiesa.

    Una priorità urgente nel dialogo ecumenico è costituita poi dalle grandi questioni etiche poste dal nostro tempo; in questo campo gli uomini di oggi in ricerca si aspettano con buona ragione una risposta comune da parte dei cristiani, che, grazie a Dio, in molti casi si è trovata. Ma purtroppo non sempre. A causa di contraddizioni in questo campo la testimonianza evangelica e l’orientamento etico che dobbiamo ai fedeli e alla società perdono di forza, assumendo non di rado caratteristiche vaghe, e così veniamo meno al nostro dovere di dare al nostro tempo la testimonianza necessaria. Le nostre divisioni sono in contrasto con la volontà di Gesù e ci rendono inattendibili davanti agli uomini.

    Che cosa significa ristabilire l’unità di tutti i cristiani? La Chiesa cattolica ha di mira il raggiungimento della piena unità visibile dei discepoli di Cristo secondo la definizione che ne ha dato il Concilio Ecumenico Vaticano II in vari suoi documenti (cfr Lumen gentium, nn. 8;13; Unitatis redintegratio, nn. 2;4 ecc.). Tale unità sussiste, secondo la nostra convinzione, nella Chiesa cattolica senza possibilità di essere perduta (cfr Unitatis redintegratio, n. 4). Essa non significa, tuttavia, uniformità in tutte le espressioni della teologia e della spiritualità, nelle forme liturgiche e nella disciplina. Unità nella molteplicità e molteplicità nell’unità: nell’Omelia per la solennità dei santi Pietro e Paolo, lo scorso 29 giugno, ho rilevato che piena unità e vera cattolicità vanno insieme. Condizione necessaria perché questa coesistenza si realizzi è che l’impegno per l’unità si purifichi e si rinnovi continuamente, cresca e maturi. A questo scopo può recare un suo contributo il dialogo. Esso è più di uno scambio di pensieri: è uno scambio di doni (cfr Ut unum sint, n. 28), nel quale le Chiese e le Comunità ecclesiali possono mettere a disposizione i loro tesori (cfr Lumen gentium, nn. 8;15; Unitatis redintegratio, nn. 3;14s; Ut unum sint, nn. 10–14). E’ proprio grazie a questo impegno che il cammino può proseguire passo passo fino a giungere all’unità piena, quando finalmente arriveremo “tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13). E’ ovvio che un tale dialogo in fondo può svilupparsi solo in un contesto di sincera e coerente spiritualità. Non possiamo “fare” l’unità con le sole nostre forze. La possiamo soltanto ottenere come dono dello Spirito Santo. Perciò l’ecumenismo spirituale, e cioè la preghiera, la conversione e la santificazione della vita costituiscono il cuore del movimento ecumenico (cfr Unitatis redintegratio, n. 8; Ut unum sint, nn. 15s; 21 ecc.). Si potrebbe anche dire: la forma migliore di ecumenismo consiste nel vivere secondo il Vangelo.

    Vedo un confortante motivo di ottimismo nel fatto che oggi si sta sviluppando una sorta di “rete” di collegamento spirituale tra cattolici e cristiani delle varie Chiese e Comunità ecclesiali: ciascuno si impegna nella preghiera, nella revisione della propria vita, nella purificazione della memoria, nell’apertura della carità. Il padre dell’ecumenismo spirituale, Paul Couturier, ha parlato a questo riguardo di un “chiostro invisibile”, che raccoglie tra le sue mura queste anime appassionate di Cristo e della sua Chiesa. Io sono convinto che, se un numero crescente di persone si unirà alla preghiera del Signore “perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21), una tale preghiera nel nome di Gesù non cadrà nel vuoto (cfr Gv 14,13; 15,7.16 ecc.). Con l’aiuto che viene dall’Alto, troveremo, nelle varie questioni tuttora aperte, soluzioni praticabili, e il desiderio di unità alla fine, quando e come Egli vorrà, sarà appagato. Invito tutti voi a percorrere, insieme con me, questa strada.

  14. Cherubino scrive:

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 giu – I vescovi tedeschi chiedono alla Santa Sede una ”parola chiara” nei confronti della lefebvriana Fraternita’ Sacerdotale San Pio X, che ha annunciato per questo mese l’ordinazione di 21 nuovi preti in tre diverse parti del mondo. Le richieste di intervento da parte della Santa Sede nei confronti degli ultradizionalisti, ai cui quattro vescovi – tra cui il negazionista mons.

    Richard Williamson – papa Benedetto XVI ha revocato la scomunica in gennaio, si sono fatte piu’ pressanti negli ultimi giorni, man mano che si avvicinano le ordinazioni al sacerdozio, previste per il 19 giugno nel seminario statunitense di Winona nel Minnesota, per il 27 giugno in quello tedesco di Zaitzkofen e per il 29 giugno nel ‘quartier generale’ lefebvriano di Econe, in Svizzera.

    Contro la nuova ‘sfida’ degli ultratradizionalisti, ha fatto particolarmente sentire la propria voce il vescovo di Ratisbona, mons. Gerhard Ludwig Muller, che ha definito le ordinazioni una ”provocazione”. Il vescovo – sotto la cui giurisdizione ricade il seminario lefebvriano di Zaitzkofen – aveva gia’ scritto in Vaticano in primavera, in occasione di alcune ordinazioni minori da parte della Fraternita’ (successivamente spostate in Svizzera), per chiedere una parola chiara sulla legittimita’ o meno di questi atti da parte dei lefebvriani. Muller non ha pero’ ricevuto risposta e la scorsa settimana ha nuovamente presentato la questione di fronte alla Congregazione per la Dottrina della Fede – di cui e’ membro – che ha iniziato a discutere della ‘cornice’ all’interno della quale avviare il ”dialogo dottrinale” con la Fraternita’ lefebvriana, in vista di un suo possibile reintegro ufficiale nel seno della Chiesa.

  15. raffaele savigni scrive:

    “La Chiesa sta tornando cattolica, l’ecumenismo è finito con Giovanni Paolo II”.
    Assolutamente no. La Chiesa non ha mai smesso di essere cattolica; e l’ecumenismo è da mezzo secolo parte integrante della missione evangelizzatrice della Chiesa.Non serve sognare impossibili ritorni al passato.

  16. Cherubino scrive:

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 10 giu – La Congregazione vaticana per la dottrina della fede ha discusso questa mattina su come dare avvio al dialogo ”dottrinale” con la lefebvriana Fraternita’ Sacerdotale San Pio X, ai cui quattro vescovi – tra cui il negazionista mons. Richard Williamson – papa Benedetto XVI ha revocato in febbraio la scomunica.

    Secondo quanto riferisce l’agenzia francofona I.Media, i cardinali dell’ex-Sant’Uffizio – a cui papa Ratzinger ha affidato il dialogo con i lefebvriani in vista di un loro eventuale reinserimento, in futuro, nella struttura della Chiesa – hanno discusso di un testo ”volto a precisato il quadro del dialogo dottrinale con la Fraternita”’. Questo dialogo dovrebbe partire dalla necessita’ ”dell’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero dei papi” successivo al Concilio Vaticano II.

    Secondo I.Media, il superiore dei lefebvriani, mons.

    Bernard Fellay, e’ stato ricevuto dalla Congregazione per la dottrina della fede lo scorso cinque giugno e, anche se non sono ancora stati definiti i ‘team’ che, dalle due parti, condurranno effettivamente il dialogo, e’ probabile che facciano parte delle delegazioni il domenicano svizzero p.

    Charles Morerod, neo-segretario della Commissione teologica internazionale e, per la parte lefebvriana, l’abate Gre’goire Celier, co-autore di un recente libro di Benedetto XVI.

    Intanto, mentre il dialogo ”dottrinale” con il Vaticano muove i suoi primissimi passi, i lefebvriani hanno deciso di sfidare nuovamente l’autorita’ del papa, annunciando l’ordinazione nelle prossime settimane di almeno 21 nuovi preti in tre diverse parti del mondo.

  17. Cherubino scrive:

    se p. Morerod guiderà il confronto con i lefevbriani… mi sembra interessante questo vero gioiello del padre domenicano, tra l’altro sul dialogo interreligioso e sull’ “extra ecclesia nulla salus”. La distanza dalla Fraternità S. Pio X è abissale.
    Da leggere lentamente e da conservare.
    http://www.predicazione.it/libri/parliamo_di/dialogo.html

  18. Silvano scrive:

    Papa Giovanni Paolo II ricevette , in Assisi, il premio Defensor Pacis in onore di due delinquenti parigini Marsilio da Padova e Giovanni di Jandun …..

  19. maxx scrive:

    Mi sembra di capire, che il dialogo tra la FSSPX e la S.Sede è partito con il piede sbagliato. Praticamente la S. Sede, chiede alla FSSPX la piena accettazione del CVII, prima di iniziare il confronto. Semmai invece dovrebbe essere il contrario, ovvero prima si discute e si affrontano i problemi dottrinali, poi una volta chiariti, si potrà parlare di piena accettazione. Se invece, la FSSPX dovesse piegarsi alle condizioni del Vaticano, sarebbe inutile discutere, perchè una volta accettato non ci sarebbe niente di cui parlare. Devo dire che il modo in cui è iniziato il dialogo, non promette nulla di buono. Speriamo in Dio.

  20. Cherubino scrive:

    mi sembra che qualcuni si illudi che il confronto tra CDF e lefevbriani sia una sorta di trattativa o un Concilio Vaticano III. Nulla di tutto questo.
    Comunque l’articolo linkato del p. Morerod lascia capire che non vi sarà alcun cedimento alle pretese dei lefevbriani. E se qualcuno pensa che la parola “pretese” sia eccessiva vada prima a leggere che contenuti e che toni girano sul sito ufficiale della Fraternità S. Pio X

  21. mauro scrive:

    Caro Maxx, quando non si è in democrazia devi sempre accettare. Poi, se viene concesso, può discutere ciò che hai accettato, che equivale a non tornare piu’ indietro, vale a dire che se avevi un dubbio o una riserva non conta piu’ nulla, ormai hai accettato. Se tu leggi i giornali sportivi è ciò che pretende Mosley dalla Ferrari e dalla Fota. E chiaro che accettando non possono piu’ tornare indietro, devono correre con o senza l’accordo. Se dicono no all’accettazione senza condizione, avranno la testa dell’antidemocratico Mosley che prima firma gli accordi, poi li rinnega.
    E’ chiaro che quest’ultima parte del pensiero non può essere associata al Papa perchè non vi erano accordi precedenti e soprattutto perchè un Papa è eletto a vita.

  22. L'Enigmista scrive:

    Effettivamente…. Cherubino ha ragione. Di solito si tratta tra “pari”. Con tutto il rispetto, mi sembra che i lefevriani non siano ne i loro membri formino, il “supremo dicastero dottrinale”.

  23. Victor scrive:

    Cherubino dixit:
    mi sembra che qualcuni si illudi che il confronto tra CDF e lefevbriani sia una sorta di trattativa o un Concilio Vaticano III. Nulla di tutto questo.
    Comunque l’articolo linkato del p. Morerod lascia capire che non vi sarà alcun cedimento alle pretese dei lefevbriani. E se qualcuno pensa che la parola “pretese” sia eccessiva vada prima a leggere che contenuti e che toni girano sul sito ufficiale della Fraternità S. Pio X

    —————–
    i contenuti e i toni della Fraternità sono pubblici, mentre quelli di certi Cammini hanno la versione intra moenia e quella per “quelli di fuori” che tanto non possono capire…
    Non si riesce a capire tanta avversione per la FSSPX se non come quella che c’è tra il diavolo e l’acqua santa ;)

  24. Silvano scrive:

    mi sembra che “qualcuno”, oggi, in Lombardia, non festeggi la quarta edizione de “La Giornata Nazionale dei Petali Profumati” … in certe sette bergamasche ….

  25. Tradizionale scrive:

    io mi illudi
    tu ti illudi
    egli s’illudi
    noi c’illudimo
    voi v’illudite
    essi s’illudino

    …ehem… nell’ermeneutica della discontinuità grammaticale…forse il Vticano II ha curato anche certe coniugazioni progressiste…?

  26. Tradizionale scrive:

    Anche a Rimini quest’anno piovevano petali profumati alla comnvocazione nazionale di ventimila anime del Rinnovamento nello Spirito. Euro 85,00 a cranio per entrare in fiera per 3 giorni e mezzo e pregare.
    Chi non paga non prega Punto

  27. L'Enigmista scrive:

    Ma è mai possibile, ho girato tutta Roma chiedendo di indicarmi dove fosse il “Vticano” e nessuno mi ha saputo rispondere, tutti a dire … che???? … cosa???

    E intanto mentre guardava la pagliuzza…. cozzò la testa sotto un trave…..

  28. L'Enigmista scrive:

    E intanto mentre guardava la pagliuzza…. cozzò la testa sotto un trave…..
    poi ebbe la “comnvocazione” e…. ricozzò…..

  29. Tradizionale scrive:

    Se 85 euro sono una pagliuzza,….fino a tre tonnellate certe tasche possono anche sopportare…

  30. Luisa scrive:

    Eh sì caro Victor, c`è chi dice avere testi catechetici corretti e addirittura approvati MA non li pubblica (13 giugno 2008 -13 giugno 2009…) e nessuno dice niente, si trova assolutamente normale questo segreto che perdura, legittimato dalla gerarchia vaticana, si tace su questa anomalia e si vorrebbe zittire chi pone domande scomode, c`è la FFSPX che pubblica i suoi testi, nessun segreto, impossibile trovare eresie nei loro testi, ora, gli stessi che a priori difendono dei testi coperti dal segreto, dunque senza conoscerli, sono spesso i più accaniti oppositori della FFSPX .

    Talvolta mi sorprendo a domandarmi se i soli che oggi difendono la retta dottrina, la Tradizione e la sacralità della divina Liturgia, non siano i sacerdoti della FFSPX !

    A loro senza dubbio il Santo Padre non avrebbe bisogno di rivolgere i discorsi e gli accorati appelli che senza sosta sta rivolgendo ai sacerdoti cattolici, l`ultimo ancora durante il Corpus Domini, o anche il suo discorso alla plenaria della Congregazione per il Clero.
    Paradossale no?

    Metto in link un articolo di Robert Spaemann

    Che cosa significa accettare il Concilio Vaticano II?

    http://blog.messainlatino.it/2009/05/che-cosa-significa-accettare-il.html

  31. L'Enigmista scrive:

    “Se 85 euro sono una pagliuzza,….”

    “Perché 10 euro sembrano tanto piccoli al supermercato,
    ma tanto grossi in chiesa?” (Anonimo)

    Un giorno, una moneta da 5 centesimi e una banconota da 500 euro si trovano assieme in una tasca, e iniziano a discutere delle proprie esperienze. La banconota da 500 inizia a vantarsi: “Ho avuto una grande vita,” dice. “Sono stata in così tanti grandi alberghi, mi hanno messo nei portafogli di attori famosi, ho viaggiato in aereo da un paese a un altro! Sono passata tra le mani di un paio di presidenti, e un giorno una regina mi ha usato per fare la spesa.”
    Con un senso di riverenza, la monetina commenta, “Caspita! A me non è capitato niente di simile… però sono stata spesso in chiesa!”

  32. Tradizionale scrive:

    Il problema è che gli 85 euro non sono mica andati in chiesa…

  33. L'Enigmista scrive:

    Tradizionale, se per lei una comunità riunità in preghiera non è chiesa, non so cosa possa essere “chiesa” per lei.
    Forse chiesa è per lei solo l’edificio visibile….
    che io sappia è anche altro cmq……..
    detto questo, rammento la storiella dell’asino e della Madonna e S. Giuseppe, ovunque passassero, o l’uno, o l’altro o in due sopra l’asino, o entrambi a piedi…. c’era la critica per ogni opzione…
    detto ancora questo, se 20000 si riuniscono, e devono affrontare i costi dello spazio che li ospiterà, la critica è .. spendaccioni.
    Se 20000 si riuniscono in uno spazio (difficile da trovare)… gratuito, tipo un campo…la critica è: che cattivi cristiani, occupano gratuitamente suolo pubblico, intralciano il traffico e devastano un campo….
    oppure…. si riuniscono visibili a pregare all’aperto per farsi osservare e lodare….
    poi ci sono le altre opzioni… con relative critiche….
    scelga lei quali…..
    visto che le piace la critica, solo che secondo me è un po “acritica”….

  34. maxx scrive:

    Comunque io non credo che mons. Fellay accetterà di piegarsi al Vaticano, riconoscendo il Concilio senza che prima vengano risolti i problemi dottrinali, perchè se lo facesse si creerebbe una spaccattura drammatica all’interno della Fraternità, rendendo vana l’opera di Mons. Lefebvre. Quindi penso che se le cose stanno così, non vi sarà nessun riavvicinamento, ma spero sinceramente che Roma cerchi di trattare in qualche modo, e che soprattutto, vengano chiariti i punti dottrinali del Concilio sui quali si è in disaccordo.

  35. Physikelly scrive:

    Corpus Domini a Linz, quest’anno:

    http://it.gloria.tv/?media=27931

  36. Cherubino scrive:

    ricominciano le diffamazioni: 85 euro come “pass” per tre giorni alla fiera sembrano troppi ? il tale che vorrebbe far credere che vi sia qualcosa di scandaloso evidentemente vive sulla luna.
    L’uso delle aree (molteplici e molto grandi, necessariamente) non è mica dato in comodato gratuito ! la corrente elettrica (luci, impianti voce e musicali, maxischermi ecc.) pure è necessaria, le spese di materiale cartaceo, servizi vari affidati alle cooperative ecc. vanno comunque pagati…
    85 euro alla fine è un prezzo congruo. Uno può non condividere il convegno, ma dire che il prezzo è esagerato è pura calunnia, o pura ignoranza.

  37. Luisa scrive:

    Linz, la diocesi dove Mons. Wagner, nominato dal Papa, è stato costretto a rinunciare su pressione dei vescovi, a capo dei quali il card. Schönborn, dove il parroco e decano della diocesi Josef Friedl, dopo aver riconosciuto che convive con una donna è stato mantenuto al suo posto.
    Perchè Roma tace?

  38. Cherubino scrive:

    la rabbia che veda spuntare da parte di certi fanatici fa capire quanto il procedere delle cose non permette più che si illudano (così son più contenti) sulle intenzioni della Congregazione per la dottrina della fede. La nomina di Levada e la notizia circa la nomina di p. Morerod, la vigilanza del vescovo Muller, non lasciano molte illusioni sul fatto che la Chiesa non pensa minimamente di mettere in discussione il proprio magistero, nè tanto meno il Concilio, in particolare le Costituzioni dogmatiche.
    La lettera di pasqua di Fellay, sprezzante nei toni ed piena di errori dottrinali, fa capire che da parte loro c’è sempre il solito stantio ritornello sulla deriva della Chiesa, sugli errori del Concilio, sulla liturgia tradita ecc. ecc.
    Di questo passo sanciranno definitavamente quello che in nuce già sono e che si sperava di correggere: una setta.
    D’altra parte le ordinazioni illecite che si preparano a fare sono una sfida aperta. Se ci fosse la minima volontà di dialogare veramente, accogliendo l’autorità della Chiesa, non procederebbero con un atto di aperta disobbedienza e di aperta contraddizione di quanto detto purtropp ofinora solo a parole.
    Verrà il giorno in cui al successore di PIetro non resterà che scuotere la polvere dai suoi calzari.

  39. Luisa scrive:

    Beh si direbbe che i fanatici non stiano solo e unicamente da una parte, preferibilmente sempre la stessa!

    Fanatici ciechi e apparentemente anche sordi!

    “il solito stantio ritornello sulla deriva della Chiesa, sugli errori del Concilio, sulla liturgia tradita ecc. ecc.”

    Cherubino ha per caso ascoltato l`omelia del Santo Padre al Corpus Domini, il suo discorso alla plenaria della Congeregazione per il clero, il suo discorso ai seminaristi e via dicendo?
    Cherubino si rende conto che Benedetto XVI, senza sosta, è obbligato di ripartire dai fondamentali della fede cattolica? Che è perfino obbligato di ricordarli ai sacerdoti?
    Bisogna essere ciechi e sordi per non accettare che il Santo Padre più di una volta ha citato le errate applicazioni del Vaticano II dovute ad un falso spirito del Concilio.

    Anche Benedetto XVI ama gli stantii ritornelli?
    Suvvia, l`odio verso la FFSPX , che spesso cherubino ha manifestato anche attraverso il suo poco rispetto per don Bellunato, toglie valore alle sue argomentazioni, il troppo storpia.

  40. Tradizionale scrive:

    Caro Cherubino dei congiuntivi e delle parole in libertà, 83 euro a testa al convegno del Rinnovamento nello SWpirito a Rimini X 20.000 partecipanti (cifre ufficiali) ci danno un introito totale ( solo per i pass) di €. unmilionesettecentomila.
    A voler abbondare per i noli delle strutture, luci, heidofor, ecc e per spese di segreteria si possono spendere al massimo (ad abundantissimum) euro 400/500.000.
    Il resto mancia. Ok?

    X Enigmista

    Te confondi le offerte, le elemosine, gli oboli con i tributi. Mettiti un pochino d’accordo con la tua coscienza e non difendere coloro i quali non meritano, quanto meno, di essere difesi.

  41. elianna scrive:

    “Qualunque cosa il Papa faccia, ai cattoregressisti non va mai bene:

    Perché?

    Perché Benedetto XVI ha ripeturamente indicato che
    ci deve essere continuità tra la Chiesa prima e dopo il Concilio.

    Questo ha mandato all’aria i piani di chi, da decenni, vuole creare una nuova religione post-conciliare.

    Il Motu proprio Summorum Pontificum non è attaccato da persone che non sopportano il latino,
    ma da chi non sopporta sentirsi dire che ci deve essere continuità tra prima e dopo il Concilio,
    liturgia compresa.

    La Chiesa non può avere, nel corso dei secoli, espressioni contraddittorie: tutto ciò a motivo delle promesse del Salvatore che l’ha costituita indefettibile, e che quindi non permetterà mai che in due epoche diverse della sua storia, essa proponga a credere verità incompatibili tra di loro.

    Questa è la posta in gioco:

    la nuova religione anticristica della discontinuità e del relativismo da un lato,
    la nostra santa religione cattolica dall’altro,
    il cui sviluppo è omogeneo e mai contraddittorio, per le promesse del Salvatore.

    Sosteniamo il Papa
    attaccato dai cattoregressisti !”

    http://www.latunicastracciata.net/agimustibigratias/

  42. Victor scrive:

    cherubino dixit
    La lettera di pasqua di Fellay, sprezzante nei toni ed piena di errori dottrinali
    ————-
    errori dottrinali????? Ma a quale dottrina si rifà lei????
    Se il Vaticano secondo avesse davvero cambiato dottrina (e non credo che lo abbia fatto) sarebbe da buttar via!!!!

  43. Victor scrive:

    … e allora perché il Papa si sgolerebbe a parlare di “continuità”? Una Chiesa “discontinua” non è più la Chiesa di Cristo!!!

  44. Cherubino scrive:

    Luisa, se il papa denuncia le deformazioni del Concilio vuol dire che il Concilio in sè è perfettamente ortodosso. Fellay & Co. invece dicono che il Concilio è sbagliato.
    Le due cose sono diametralmente opposte.
    Comunque per ogni passo in cui il papa evidenzia le difficoltà che vi sono state in una corretta applicazione del dettame Conciliare ve ne sono almeno dieci in cui fa le lodi dei frutti che dal Concilio sono venuti.
    Non vi illudete: non si tornerà mai indietro, e la “restaurazione” invocata da Fellay sarà totalmente frustata.

    Per chi parla di continuità, forse dovrebbe rispolverare un vocabolario. La continuità fra due elementi richiede che fra vi essi vi sia anche uuna diversità, seppur non contraddittoria. Con questo la continuità di cui parla il papa logicamente indica che la dottrina attuale include quella passata, aggiungendovi nuovi valori e purificando dalle false interpretazioni.
    Chi vuole quindi interpretare i documenti eccelsiali del passato si legag i più recenti, che di quelli chiariscono ed esprimono il vero significato.

    Quanto a Tradizionale, come contabile fa veramente pena. Dimentica che il pass non è il semplice corrispettivo dell’ingresso ai padiglioni, dimentica che i sacerdoti non pagano (quindi la loro parte di spalma sugli altri) dimentica che nel calcolo si fa un bilanciamento di quelle che sono gli oneri che graverebbero sulle famiglie che partecipano alloggiando negli alberghi (chi compra il pass spesso si è arrangiato da solo, presso amici o con il camper, o abita abbastanza vicino da andare e tornare a casa in giornata …) comunque potrebbe farci sapere come spende i suoi soldi, così facciamo a lui i conti in tasca come lui fa senza alcun titolo e meschinamente nelle tasche altrui…

  45. Cherubino scrive:

    parole di Benedeto XVI:

    “Con la Dichiarazione Nostra Aetate i Padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali: hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei, hanno ribadito la stima verso i musulmani ed i seguaci delle altre religioni ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa”

    “Cari fratelli e sorelle, mentre vi invito a riprendere tra le mani questi documenti, vi esorto a pregare insieme con me la Vergine Maria, affinché aiuti tutti i credenti in Cristo a tenere sempre vivo lo spirito del Concilio Vaticano II, per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo, creato a immagine di Dio”.

    (sulla Dei Verbum) “Tra i molteplici frutti di questa primavera biblica mi piace menzionare la diffusione dell’antica pratica della lectio divina, o “lettura spirituale” della Sacra Scrittura. Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi “ruminandolo” come dicono i Padri, e spremendone, per così dire, tutto il “succo”, perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta”.

    Alla luce della centralità di Cristo, la Gaudium et Spes interpreta la condizione dell’uomo contemporaneo, la sua vocazione e dignità, come pure gli ambiti della sua vita: la famiglia, la cultura, l’economia, la politica, la comunità internazionale. E’ questa la missione della Chiesa ieri, oggi e sempre: annunciare e testimoniare Cristo, perché l’uomo, ogni uomo possa realizzare pienamente la sua vocazione”.
    CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 28 ottobre 2008 (ZENIT.org).- “I documenti conciliari con il passare degli anni non hanno perso di attualità”, rivelandosi al contrario “particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata”.
    Lo ha affermato questo martedì Benedetto XVI nel messaggio ai partecipanti al Congresso Internazionale “Il Vaticano II nel Pontificato di Giovanni Paolo II”, organizzato dalla Pontificia Facoltà Teologia San Bonaventura-Seraphicum e dall’Istituto di Documentazione e di Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II.
    Secondo il Papa, “noi tutti siamo davvero debitori di questo straordinario evento ecclesiale”, al quale ricorda che ebbe “l’onore di partecipare come esperto”.
    “Rendere accessibile all’uomo di oggi la salvezza divina fu per Papa Giovanni il motivo fondamentale della convocazione del Concilio e fu questa la prospettiva con la quale i Padri hanno lavorato”.
    In questo senso, il Pontefice ha elogiato la figura e l’opera di Papa Giovanni Paolo II, “che a quel Concilio recò un significativo contributo personale come Padre conciliare, divenendone poi, per volere divino, primario esecutore negli anni di pontificato”.
    Giovanni Paolo II “ha accolto praticamente in ogni suo documento, ed ancor più nelle sue scelte e nel suo comportamento come Pontefice, le fondamentali istanze del Concilio Ecumenico Vaticano II, diventandone così qualificato interprete e coerente testimone”, ha affermato.
    Il Concilio, ha aggiunto, “è scaturito dal cuore di Giovanni XXIII, ma più esatto sarebbe dire che esso ultimamente, come tutti i grandi avvenimenti della storia della Chiesa, scaturì dal cuore di Dio, dalla sua volontà salvifica”.
    “La molteplice eredità dottrinale che ritroviamo nelle sue Costituzioni dogmatiche, nelle Dichiarazioni e nei Decreti, ci stimola tuttora ad approfondire la Parola del Signore per applicarla all’oggi della Chiesa, tenendo ben presenti le numerose necessità degli uomini e delle donne del mondo contemporaneo, estremamente bisognoso di conoscere e sperimentare la luce della speranza cristiana”.
    Benedetto XVI ha augurato ai congressisti di avvicinarsi “ai documenti conciliari per cercarvi risposte soddisfacenti ai molti interrogativi del nostro tempo”, imitando San Bonaventura, patrono del Seraphicum.
    “L’ansia per la salvezza dell’umanità, che animava i Padri del Concilio orientandone l’impegno nella ricerca di soluzioni ai tanti problemi odierni, non era meno viva nel cuore di San Bonaventura di fronte alle speranze e alle angosce degli uomini del suo tempo”, ha aggiunto.
    “La meta ultima di tutte le nostre attività deve essere la nostra comunione col Dio vivente – ha concluso –. Così anche per i Padri del Concilio Vaticano II l’ultimo scopo di tutti i singoli elementi del rinnovamento della Chiesa fu guidare al Dio vivente rivelatosi in Gesù Cristo”.

  46. ritaroma scrive:

    vorrei ringraziare l’enigmista per la storiella dei 5 cent e delle 5oo euro. fra tante elucubrazioni,… qualcosa di facilmente raggiungibile! daltronde il Cristo parlava in parabole xchè tutti lo potessero capire e a volte anche “i suoi scelti” avevano bisogno delle sue spiegazioni.

  47. Tradizionale scrive:

    Vedo che Cherubino, in modo palesemente falso ( e a questo punto mi parreb be anche interessato) continua aq difendere capziosamente e pretestuosamente ciò che ormai da tempo non è più difendibile e si pone come una vera e propria aggregazione finanziaria più che come associazione di fedeli cattolici.
    Il Rinnovamento nello Spirito infatti, senza contare le altre mille occasioni in cui durante l’anno pone ion essere raduni e incontri ( tutti costosissimi e a carico dei fedeli partecipanti), nella convocazione nazionale di Rimini di aprile/maggio, cui partecipano ogni anno circa 20.000 persone, impone un pass salatissimo di 85 € a testa SOLO PER ENTRARE IN FIERA. Ne sono esenti i 400/500 sacerdoti che ogni anno vi partecipano. Pagano invece i molti religiosi ( frati e suore) che vi entrano.
    In totale SOLO DAGLI INTROITI DEL PASS il RnS ricava una cifra oscillante tra 1.600.000 e 1.800.000 €.
    Il signor Cherubino sa inoltre benissimo che ogni persona che intende recarsi a Rimini deve pagare A PARTE ( alla cd. cooperativa di servizi del RnS) il costo per vitto er alloggio inb alberghi convenzionati con la cooperativa servizi.
    Inutile precisare che si pagano ancora a parte i costi di viaggio in pullman o treno per arrivare a Rimini.
    Fermiamoci agli introiti realizzati da questa elefantiasca organizzazione finanziaria che è il RnS attraverso la vendita dei pass ( abbondantemente arrotondata attraverso la vendita di gadgets, libri, generi di ristoro ecc); su 1.700.000 euro, le spese per il nolo della fiera per 4 giorni, nonchè dei servizi( amplificazione, video…ecc, per pagamento viaggi e soggiorno ai relatori, spese di segreteria…ecc) non supera affatto i 500.000 euro è anzi di molto inferiore), ci domandiamo
    IN QUALI OPERE CARITATEVOLI IL RNS INVESWTE OGNI ANNO IL PIU’ CHE ABBONDANTE MILIONE DI EURO CHE GLI RIMANE DOPO AVER PAGATO TUTTE LE SPESE ( E ANCHE DI PIU’) PER L’ORGANIZZAZIONE DELLAQ CONVOCAZIONE NAZIONALE?

  48. mauro scrive:

    caro Cherubino, scrivi

    ***se il papa denuncia le deformazioni del Concilio vuol dire che il Concilio in sè è perfettamente ortodosso. Fellay & Co. invece dicono che il Concilio è sbagliato.***

    Assolutamente no. Vuole dire che la Chiesa, pur riconoscendo che vi erano state deformazioni, non poteva rifiutarle non potendo sconfessare un intero concilio. Rifiuto che i lefevriani peraltro opposero con il distacco dalla Chiesa.
    Non è in discussione la validità del concilio ma la sua accettazione considerato che il Papa quest’ultima ha richiesto ai lefevriani.
    E questo proprio perchè già allora i lefevriani furono scomunicati per disobbedienza.
    Tutta la Chiesa (compreso i lefevriani) si era resa conto che quel concilio non era ortodosso. Diversamente dovremmo credere che la Chiesa non usò neppure il buon senso.

    D’altra parte Benedetto XVI è un tradizionalista, come i Lefevriani.
    Se gli ha tolto la scomunica è proprio per quella comune appartenenza.
    Ora si incontreranno e troveranno un accordo. Non si toglie una scomunica per niente.

  49. Luisa scrive:

    Cherubino, non sto qui a cercare nelle parole di Papa Benedetto ciò che potrebbe avvalorare una mia eventuale tesi che sarebbe quella che il CV II “non s`aveva da farsi, non è quello il mio intento!
    Mi limito come cattolica, scappata dopo aver subito la follia della tempesta postconciliare, restata lontana dalla pratica, ma senza mai abbandonare la fede, ritornata con stupore, gioia e entusiasmo….a osservare con tristezza e amarezza che ciò che mi aveva fatto scappare ha preso radice e causato danni enormi.
    Mi limito ad osservare che il Santo Padre è obbligato di partire dai concetti elementari e fondamentali che dovrebbero far parte del terriccio di ogni cattolico anche con una pur minima formazione.
    Perchè deve farlo?
    Se non perchè i danni causti da 40 anni di ideologia postconciliare sono profondi e catastrofici?
    Perchè Benedetto XVI si sente in obbligo di martellare il significato della Santa Messa, di sottolineare che il Sacrificio di N.S.G.C. viene prima del banchetto che senza il Suo Sacrificio non potrebbe esserci banchetto?
    Perchè ci parla e riparla della Presenza reale del Corpo di Cristo nella Santa Messa, Presenza che continua anche dopo la Messa?
    Perchè deve dirci come a Capodanno che la Risurrezione non è un mito, una favola?
    Non dovrebbe essercene bisogno eppure l`ignoranza è tale che deve farlo, anche quando si rivolge ai sacerdoti!
    L`apostasia di cui già parlava Giovanni Paolo II non è nemmenpo più silenziosa, la disobbedienza generalizzata, la religione fai da te, la teologia fai da te, la liturgia fai da te, l`ecumenismo fai da te, sono frutti di 40 anni di deformazione dottrinale e liturgica. Papa Benedetto si trova davanti un compito immane di ricupero della retta dottrina, di riformazione delle coscienze dei cattolici .

    Allora prima di attaccare e disprezzre la FFSPX sarebbe utile fare un bilancio di 40 anni di spirito conciliare, di quellache ilcardinale Benelli chiamavala Chiesa conciliare, come se una nuova Chiea fosse nata con il Concilio!

  50. Luisa scrive:

    Riporto la fine del mio commento, correggendolo…

    Allora prima di attaccare e disprezzare la FFSPX sarebbe utile fare un bilancio di 40 anni di spirito conciliare, di quella che il cardinale Benelli chiamava la “Chiesa conciliare”, come se una nuova Chiesa fosse nata con il Concilio!

    E rimetto qui il link ad un articolo di Robert Spaemann

    Che cosa significa accettare il Concilio Vaticano II?

    http://blog.messainlatino.it/2009/05/che-cosa-significa-accettare-il.html

  51. A. scrive:

    Cari amici buoni, perché fedeli al papa e alla Chiesa in tutto, non abbiate timore !

    La scelta del pontefice di affidare al Sant’Uffizio la trattativa con i fratelli lefebvriani separatisi dalla Chiesa è molto saggia e di portata assai ampia.

    Il Santo Padre vuole che la scissione dei seguaci di Mons. Lefebvre sia superata, perché si fonda sul nulla. Le divergenze sono frutto di equivoci, non di effettive divisioni.

    Al Sant’Uffizio è affidato il compito importante di aprire gli occhi ai lefebvriani sulla perfetta coerenza e assoluta continuità del Concilio Vaticano II con la tradizione.

    Così facendo, il Sant’Uffizio non solo richiamerà gli scismatici in seno ad una Chiesa dalla quale si sono separati perché la credono a torto cambiata, ma taglierà l’erba sotto i piedi di quegli eretici autentici che si ispirano al Concilio Vaticano II perché lo reputano un elemento di rottura col passato. Sarà un vero de profundis per costoro.

    Siate dunque felici della scelta del nostro papa. Il compito della Commissione Ecclesia Dei è necessariamente terminato con la reintroduzione della piena libertà dei sacerdoti di celebrare secondo il messale di San Pio V-Giovanni XXIII.

    Ora e’ il momento di riportare a casa quei figli di Cristo che una errata comprensione del Concilio Vaticano II aveva allontanato.

    Disprezzate gli eretici e togliete gli empi da mezzo a voi. In cuor vostro sputate su coloro che utilizzano pseudonimi che offendono la vostra sensibilità in sacris.

  52. L'Enigmista scrive:

    Della serie…. “una botta alla botte e una al cerchio”.

  53. don stefano bellunato scrive:

    Qualcuno da giorni cerca di convincerci, contro 200 anni di Magistero contrario, che qualsiasi battezzato appartiene alla Chiesa di Cristo, e cita tra gli altri un discorso del Papa in Germania:

    Maggiore : “La fratellanza tra i cristiani non è semplicemente un vago sentimento e nemmeno nasce da una forma di indifferenza verso la verità. Essa è fondata sulla realtà soprannaturale dell’unico Battesimo, che ci inserisce nell’unico Corpo di Cristo (cfr 1 Cor 12,13; Gal 3,28; Col 2,12).”

    Minore: Ora tutti i vescovi, sacerdoti e fedeli della Fraternitá San Pio X sono battezzati.

    Conclusione: Tutti i vescovi, sacerdoti e fedeli della Fraternitá San Pio X sono inseriti “nell´unico Corpo di Cristo”.
    Minore 2: Ora il Corpo di Cristo é la Chiesa

    Conclusione 2: Che la si smetta dunque di romperci le scatole con sta storia del “rientrate nella Chiesa”. In cosa dovremmo rientrare se ci siamo giá?
    Amenocché non si voglia dire che Gesú accetta tutti nella sua Chiesa, “cristiani anonimi” inclusi…. tranne i fedeli al Magistero costante e bimilenario della Chiesa, i quali lo difendono proprio per rimanere attaccati a Cristo.

    Eh, quanto si é perso da quando non si studia piú logica. Al ridicolo non c´é davvero limite.

  54. don stefano bellunato scrive:

    PS. Anche all´inferno ci sono un sacco di Battezzati. Apppartengono forse alla Chiesa? Il Corpo mistico di Gesú si troverebbe dunque all´inferno? O é forse l´inferno che non esiste?

  55. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Noto con piacere che si inizia a navigare “a vele basse”.
    Di solito si ammainano in prossimita dell’ingresso nel “porto”.
    Non posso esserne che felice.
    Felice approdo.
    P.S. Aspetto con ansia in banchina per congratularmi.

  56. mauro scrive:

    Caro don stefano Bellunato, forse il dire “rientrate nella Chiesa” vuole dire non che ne siete fuori ma che dovete accettare le decisioni della Chiesa, in particolare accettare il CVII, non le pare?
    Solo per spirito di fratellanza perchè il Papa è con voi avendovi tolto la scomunica. Ed anche vi privilegia permettendo di discutere sulla deriva del CVII.
    E’ un bel gesto quello del Papa perchè riconosce che parte di quanto stabilito dal CVII non era proprio conforme alla dottrina, vi dà ragione e per voi è pur sempre una vittoria.
    Se qualcuno ha detto “rientrate nella Chiesa” e non intendeva quando ho significato, forse non ha capito perchè il Papa vi ha tolto la scomunica, come io non capisco l’animo esacerbato con cui ha voluto puntualizzare.
    E’ in guerra per caso con i cattolici che hanno accettato il CVII? Mi sembra che dovrebbe esserci quantomeno un comune intendimento considerato che il Papa ve l’ha offerto.

  57. Luisa scrive:

    I vescovi austriaci sono stati convocati a Roma per un comitato di crisi.

    http://cathcon.blogspot.com/

  58. Cherubino scrive:

    Tradizionale assomiglia sempre di più ad un comunista che vorrebbe sottoporre ogni fatto economico al suo diretto controllo… perchè poi si dovrebbe dare conto alui di quello che uno vuole fare dei suoi soldi è un mistero. Ed un discorso talmente insulso e autosqualificante che lascio vaneggiare da solo…

    quanto al disco ormai rotto del “mi limito” … “la crisi della Chiesa” … ecc. ecc. vanità di vanità direbbe il Qoelet. Di tutte queste parole non resterà nulla. Solo il dispiaciuto ricordo di un gruppetto di persone che hanno rinnegato la fedeltà alla Chiesa, messo in dubbio qualche dogma (per esempio quello della infallibilità del papa e del Concilio, quello della indefettibilità della Chiesa…) disubbidito pesantemente al papa e al proprio vescovo, seminato menzogna a piene mani… peggio per loro e per chi gli andrà dietro.

  59. Emanuele scrive:

    Cherubino ha scritto:

    quanto al disco ormai rotto del “mi limito” … “la crisi della Chiesa” … ecc. ecc. vanità di vanità direbbe il Qoelet. Di tutte queste parole non resterà nulla. Solo il dispiaciuto ricordo di un gruppetto di persone che hanno rinnegato la fedeltà alla Chiesa, messo in dubbio qualche dogma (per esempio quello della infallibilità del papa e del Concilio, quello della indefettibilità della Chiesa…) disubbidito pesantemente al papa e al proprio vescovo, seminato menzogna a piene mani… peggio per loro e per chi gli andrà dietro.

    Più o meno quello che è rimasto di coloro che per quarant’anni hanno ripetuto fino alla nausea che il rito gregoriano era stato definitivamente abrogato, salvo poi essere clamorosamente smentiti dal Sommo Pontefice…
    In merito allo “sparuto gruppetto”, riporto quanto ha scritto sul quotidiano francese Le Monde (organo di informazione notoriamente vicino della FSSPX) del 2 luglio 2008 il giornalista Henri Tincq: «Il tradizionalismo, se non ha guadagnato nei testi, ha guadagnato nelle teste. Coloro che venti anni fa avevano confuso – ed erano numerosi – quest’episodio delle consacrazioni con la manifestazione di un folklore desueto destinato alla pattumiera della storia, con una nostalgia un po’ sciocca per l’incenso, la tonaca e la messa in latino, si sono sbagliati. I tradizionalisti sono sempre là. Largamente francese all’inizio – per la nazionalità di Mons. Lefebvre e per le reazioni alla liturgia moderna in seno all’Esagono – il fenomeno si è mondializzato» Tenga inoltre presente che la fraternità conta:

    1 Casa Generalizia,
    6 seminari, 6 case di formazione, 14 distretti, 3 case autonome, 159 priorati,
    725 chiese, cappelle e centri di Messa,
    2 istituti universitari, 88 scuole, 7 case di riposo
    4 vescovi, 491 sacerdoti,
    215 seminaristi, 41 preseminaristi, 117 frati, 164 suore, 80 oblate
    5 conventi di carmelitane.
    La Fraternità è presente in 31 paesi e ne serve altri 32,
    in totale svolge il suo apostolato in 63 paesi nel mondo.
    Sono collegati alla Fraternità numerosi ordini di rito latino e di rito orientale.
    (dati al mese di aprile 2009, consultabili anche qui: http://www.unavox.it/CartinaFSSPX.htm)

  60. Luisa scrive:

    “quanto al disco ormai rotto del “mi limito” … “la crisi della Chiesa” … ecc. ecc. vanità di vanità direbbe il Qoelet. Di tutte queste parole non resterà nulla. Solo il dispiaciuto ricordo di un gruppetto di persone che hanno rinnegato la fedeltà alla Chiesa, messo in dubbio qualche dogma (per esempio quello della infallibilità del papa e del Concilio, quello della indefettibilità della Chiesa…) disubbidito pesantemente al papa e al proprio vescovo, seminato menzogna a piene mani… peggio per loro e per chi gli andrà dietro.”

    Vanità delle vanità di chi pretende che tutto vada bene nella Chiesa, di chi vede mezogne e diosbbedienze solo da una parte ma rifiuta ostinatamente di vederle quando a compierle sono vescovi di Santa Roma Chiesa, vanità delle vanità di chi pretende che il futuro sarà come lui lo concepisce e spera.
    La realtà è per esempio che i vescovi austriaci sono convocati a Roma e dovranno rendere conto della disastrosa situazione della Chiesa cattolica in Austria, la realtà è il Papa che deve domandare ai vescovi francesi di rispettare le sue prescrizioni perchè la Tunica di Cristo è già fin troppo stracciata, la realtà sono i vescovi italiani e non solo ch si oppongono al Summorum Pontificum disobbedendo apertamente al Santo Padre, la realtà è un Papa che deve scivere una lettera toccante ai vescovi, un Papa che deve ripartire dai fondamentali della nostra fede e ripresentarceli ad ogni sua omelia, Angleus o catechesi, un Papa, il nostro Papa Benedetto che si trova confrontato all`immane compito di riportare la Barca di Pietro sulla giusta rotta.

  61. Gabriella scrive:

    Devo dire che anch’io sono felicissima che siamo finalmente in dirittura d’arrivo (come scrive Ubi humilitas …). E si mettera finalmente la parola fine ad una vicenda (l’eccessiva critica o l’eccessiva enfatizzazione del Concilio), che ha minato l’unità della Chiesa e la Fede dei semplici.
    Speriamo che con calma e senza pregiudizi risolvono la questione perché, ad essere giusti, la FSSPX non ha tutti i torti.
    Ci sono documenti del Concilio Vaticano II che sono in netta contraddizione con gli insegnamenti precedenti, ad esempio: ‘Nostrae Aetate’ (sulle religioni non cristiane) e ‘Unitatis Redintegratio’ (decreto sull’ecumenismo) sono in contraddizione con la “Mortalium Animos” di Pio XI, il quale insegna che l’unica religione rivelata da Dio è la Cattolica e che nessun’altra può essere vera.
    ‘Dignitatis Humanae Personae’ (sulla libertà religiosa) è in contraddizione con il “Sillabo” e la “Quanta Cura” di Pio IX.
    E non dimentichiamo che uno dei primi atti del CVII è stata la soppressione del Sant’Uffizio (che reprimeva l’eresia). Infatti nessun eretico è stato più condannato dalla chiesa (?) dal 1965 ad oggi e l’unica scomunica comminata dalla chiesa conciliare è stata quella contro Mons. Lefebvre (!)
    Che confusione! Perché un Papa deve avere ragione e l’altro no? Perché l’altro viveva in tempi diversi? Perché non può più essere considerato in sintonia con i tempi moderni? E l’infallibilità della Chiesa?
    Giovanni Paolo II il 6 febbraio 1981 al congresso delle missioni disse: “I cristiani oggi, in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi; si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata; si sono promulgate vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale… si è manomessa la liturgia” …
    Allora … che sia fatta chiarezza! Benvenga questo benedetto dialogo dottrinale! :)

  62. Tradizionale scrive:

    Tradizionale è meno comunista di quanto il Cherubino possa lontanamente credere. Non è qualunquista come il Cherubino e, soprattutto, gli danno fastidio i ladri matricolati, mercificatori della fede e della preghiera.
    Ecco tutto.

  63. Artefice1 scrive:

    Luisa……….non trarre CON-Clusioni affrettate. (Anche su di me, per quello che dico di seguito.)
    E spanna gli occhiali.

    “””confrontato all`immane compito di riportare la Barca di Pietro sulla giusta rotta.”””

    L’UNICO Immanente che ho Riconosciuto è il Padre. Dio Creatore Sacrificatosi come Figlio.
    Tutto il resto RESTA SINGOLO PARTICOLARE!

    Partire da “Kiko” piuttosto che dal Padre PER i Figli…………mi fa dire Sentitamente: L’Immanenza che paventi CON-Figura Banalità.

    Mi pare.

  64. Cherubino scrive:

    qui si sparano dati come fossero caramelle: 4 vescovi e 491 sacerdoti ? alla faccia ! sono molti di più i testimoni di geova …
    invece i cattolici che non sentono bisogno dei lefevbriani sono circa un miliardo… papa compreso, che ha definito la revoca della scomunica “un atto di misericordia”. Ma gli atti di misericordia non si fanno verso chi ha sbagliato ?
    In secondo luogo il papa ha chiaramente distinto l’aspetto disciplinare (che però vedremo che piega prende ora che si apprestano a qualche ordinazione sacerdotale vietata) da quella dottrinale, sulla quale non vi è stata e non vi sarà alcun ripensamento sul magistero recente.
    A riprova basta vedere come lo stesso Ratzinger continua a citare abbondamente i documenti del Concilio nei suoi discorsi, continua a contraddire le aspettative dei tradizionalisti fondamentalisti (vedi neocatecumenali, vedi rapporto con gli ebrei, vedi ecumenismo, vedi libertà religiosa…).

  65. Artefice1 scrive:

    Cherubino…..E’ MEGLIO se stai ZITO! (non ho detto Sarebbe)

    “””Ma gli atti di misericordia non si fanno verso chi ha sbagliato ?”””

    VISTO che neppure Conosci la MISERICORDIA!!!

    La tua Carità ne ha già fatti di danni, Appunto a miliardi.

    Mi hai provocato e mi Sentivo in dovere.
    Te l’ho detto.

  66. Cherubino scrive:

    quanto alla discussione tra i lefevbriani e la congregazione per la dottrina della fede, non vorrei che la parola “dialogo” usata da Tornielli sia interpretata male: è evidente che non si tratta di un confronto tra pari, i lefevbriani che siederanno al tavolo non hanno alcun ruolo nella Chiesa, nè rappresentano una parte in comunione con essa. Il ruolo della CDF non sarà sicuramente quello di farsi spiegare da loro la “dottrina della fede”, ma quello di esporre ai lefevbriani i motivi per cui le cose che essi non accettano in realtà sono giuste. A provarlo basta pensare che se la CDF avesse rilevato degli errori dogmatici nel magistero degli ultimi decenni li avrebbe sicuramente già indiviati e denunciati. Questo non risulta in alcun modo.
    Figuriamoci poi rispetto al Concilio Vaticano II.

    Si tratterà quindi in una offerta di spiegazione, un servizio di docenza della CDF verso i lefevbriani. Purtroppo, stando alle ultime dichiarazioni di Fellay, essi vi si recano non con lo spirito di chi va ad imparare qualcosa, ma con chi con gli occhi accecati dalla superbia che gli fa credere di essere maestri nella Chiesa.
    Il “dialogo”, ultima offerta di riconciliazione, purtroppo sarà come la pietra dello scandalo: per alcuni potrà essere salvezza per altri causa di inciampo e separazione definitiva.

  67. Cherubino scrive:

    Artefice1, ricordati di non metterti alla guida dopo aver bevuto…

  68. Artefice1 scrive:

    Cherubino Caro………mettimi alla prova.
    Altrimenti sei il palloncino.

    Spiega al Mondo secondo te cosa sarebbe la Misericordia.

    Ripeto
    Secondo te!

  69. elianna scrive:

    Nel sito appena citato da Luisa

    http://www.cathcon.blogspot.com
    …si può assistere ad un’eloquente dimostrazione del disfacimento progressivo della sacralità dei culti (e della vera Fede) nella coscienza di parte del clero cattolico (minima…? speriamo sempre di aver toccato il fondo), con un esempio di profanazione ripugnante (a mio avviso) del SS.mo Sacramento dell’altare
    (ma in tempi di relativismo forse siamo rimasti in pochi a inorridire su Gesù profanato e schernito…)

    ? Significa ancora qualcosa la parola SCEMPIO dinanzi a questa scena:
    http://www.cathcon.blogspot.com/2009/06/linz-another-giant-leap-towards-leaving.html
    ??
    Il filmato ci mostra il rito “alla maniera di Linz” per la processione del Corpus Domini:
    Una pinza gigantesca che trattiene una focaccia “esibita” al pubblico… a quale scopo?
    (ci può richiamare tutt’al più qualche passo delle novelle burlesche del ‘300…)
    Questo sarebbe il rito, la forma dell’adorazione, dell’omaggio devoto e riverente che vescovi e fedeli cattolici di quella Diocesi tributano a Gesù Cristo Signore Vivo e Vero Dio realmente presente nell’Ostia consacrata?

    “What is wrong, to show the Lord of Creation in the shape of bread in this manner? One sees relaxed people standing in the background : They recognise Him no longer, they see only the bread. The Cherubim and Seraphim, Thrones and Powers, who, it is to be hoped, even in this place, accompany the celebration of the mystery recognize His glory and prostrate themselves before Him. The Church in it wisdom traditionally shows us, whose eyes are held, the Body of the Lord in the golden aureole, so we at least suspect, what we see.”

    Sarà mai possible per quegli astanti riconoscere e adorare il Signore presentato in quella maniera? –
    (ma io poi mi chiedo: Il Signore si degna ancora di farsi vilipendere in quel modo, veramente si rende presente in così tanti contesti pressochè carnevaleschi? Quanto durerà la sua pazienza prima che torni a cacciare questi clown dal suo Tempio…se non lo fanno – dopo 40 anni e più di lassismo senza limiti – coloro che hanno l’autorità per dire “Basta!” ?)
    La Chiesa ci ha sempre mostrato il Corpo SS.mo del Signore nell’ostensorio circondato dall’aureola,
    per darci almeno un piccolo segnale che lì E’ REALMENTE PRESENTE il Signore della Gloria, esortandoci al giusto senso di timore e amore e alla AD-ORAZIONE:
    ma come viene incoraggiato il fedele a credere ciò e adorare questo Mistero fondante della nostra Fede,
    quello davanti al quale
    “si prostrano Cherubini, Serafini, Troni e Dominazioni” , se il rito diventa uno stupido, goffo e folkloristico show tra mille altri?
    Lo si chiami allora intrattenimento, festival, kermesse, piuttosto!

    Giustamente soggiunge il commentatore:
    ”questi illuminati [pastori] modernisti non solo non hanno il sacro Timor di Dio, ma neanche rispetto per gli uomini”, che alla Fede essi dovrebbero condurre con ogni parola e gesto delle sacre cerimonie!

    E con ottima ragione si chiede l’altro gestore:

    ”Linz Catholic or Roman Catholic that is the question!”
    Cattolici di Linz o Cattolici Romani, questo è il dilemma!
    Si decidano, invece di dare scandalo come se tutto ormai fosse “normale”, in nome di una libertà
    creativa, ispirata chissà da chi…!
    E sarebbe ora che si chiarisse, in tutte le diocesi del mondo, nella coscienza di tutti i fedeli e di uomini del clero, piccoli e grandi
    – dopo 40 anni di “ricreazione”, mentre il Papa ricomincia ad insegnare con pazienza l’ABC del cattolicesimo, e gli scolaretti-Pierini continuano a fare chiasso e sberleffi, a danno degli alunni diligenti e volenterosi, (attenti ad ogni parola del Pontefice), frastornandoli col caos dilagante, col 2+2 = 4 ma anche 5 ecc…
    (poichè loro si sentono “adulti” e già dotti, e non hanno bisogno di una Chiesa Madre e Maestra che corregga gli errori pervicaci e deleteri) -

    …si chiarisse che cosa significa essere cattolici, oggi!

  70. Emanuele scrive:

    Il ruolo della CDF non sarà sicuramente quello di farsi spiegare da loro la “dottrina della fede”, ma quello di esporre ai lefevbriani i motivi per cui le cose che essi non accettano in realtà sono giuste.

    Cherubino, l’albero si riconosce dai frutti che esso produce. Prima del Vaticano II era anche solo immaginabile una cosa del genere in occasione della solennità del Corpus Domini?

    http://cathcon.blogspot.com/2009/06/linz-another-giant-leap-towards-leaving.html

    Lei ovviamente può obiettare che tutto ciò è la conseguenza di una errata interpretazione dei documenti conciliari. Bene. Ma “solo” 60 anni fa a cosa sarebbe andato incontro un sacerdote che avesse fatto una cosa del genere? Mi scusi ma, con tutta la buona volontà, bisogna esser ciechi per sostenere che vi è perfetta continuità tra l’età pre-conciliare e quella post-conciliare.

  71. Cherubino scrive:

    Strano, Emanuele, perchè è quello che dice Benedetto XVI !

  72. Cherubino scrive:

    le obiezioni mosse alla processione di LIntz sono quanto di meno cattolico vi possa essere.
    Gli argomenti di Elianna lo mostrano. Credere che ci sia bisogno di una teca fatta di raggi in argento e oro per “per darci almeno un piccolo segnale che lì E’ REALMENTE PRESENTE il Signore della Gloria” è segno di un approccio all’eucarestia prevalentemente estetizzante ed emozionale.
    E’ proprio nel segno del nascondimento, che si realizza nell’umiltà del comune pane di frumento, che Gesù ha voluto realizzare il sacramento della sua presenza nel mondo. E certamente il pane che le comunità cristiane per secoli hanno spezzato era molto più simile a quello di Linz che alle nostre bianche ostie (che pure vanno tranquillamente bene).
    E proprio in una materia così umile si è voluto nascondere il Deus absconditus (S. Tommaso d’Aquino) perchè lo cercassimo con gli occhi della fede. Perchè la sua Gloria si è manifestata non in una teofania celestiale, ma nel sangue frammisto a sudore versato su una croce infamante, tra delinquenti, sgherri e gente comune.
    E si è fatto pane per dirci che di lui ci possiamo a dobbiamo nutrire, che non c’è un amore come il suo, che possiamo smettere di abbeverarci a otri forati, con un acqua che non disseta.
    Si usa il termine focaccia in modo dispregiativo. Lo Spirito Santo che ode ogni voce giudicherà questi scherni. A noi basta ricordare quel simbolo dell’eucarestia nell’antico testamento costituito dalla focaccia che l’angelo cuoceva ad Elia, desideroso di morire, perchè si alzasse e camminasse fino all’Oreb, per incontrare Dio.
    E i pani eucarstici rotondi raffigurati in San Vitale in Ravenna sono quasi uguali a quel pane del Corpus domini di Lintz.
    Guardare (con fede però) per credere.

  73. Artefice1 scrive:

    Cherubino….In parte avrebbe Senso quello che hai detto.

    Ma se dico che quella era una Pinza di cui Gesù ignorava l’esistenza.
    Cosa dici?
    Non tirar fuori un’altro profeta ne.

  74. Cherubino scrive:

    certo che ti presento un altro profeta, Isaia:
    “Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare.”

    Mi sa che quelle molle erano … una pinza !

  75. Artefice1 scrive:

    Cherubino….ma che angelo era…….
    Se usava le pinze? Era un maniscalco.

    Volevi dire che le pinze “tengono stretto”?

    Io dico che LO Strapazzano!

  76. Physikelly scrive:

    [ Luisa, consolati:

    http://www.newliturgicalmovement.org/2009/06/usus-antiquior-news-from-poland.html

    (eccellenti notizie dalla Polonia) ]

  77. Enos scrive:

    Salve a tutti, vorrei raccontarvi una vecchia storia, solo un tantino parafrasata.

    C’era una volta un sacerdote-polemista, che, spinto dalla propria riflessione personale, giunse a nuove e sconvolgenti tesi, che mettevano in discussione alcuni punti fondamentali della dottrina e della pratica liturgica allora pubblicamente professata dalla Chiesa, compresi alcuni punti espressi in un concilio indetto alcuni anni prima.
    In una grande assemblea, convocata per dicutere le tesi di questo famoso sacerdote-polemista, si trova a controbattere contro un laico, un avvocato, abbastanza preparato che però talvolta si faceva “prendere un po’ la mano” nella sua vis polemica.
    Appena arrivato il sacerdote-polemista al luogo del dibattito, viene subito attaccato dall’avvocato laico che comincia col meravigliarsi come mai su tali questioni di fede siano sorti tanti dubbi, “nelle cose della fede non c’è dubbio, non ci può essere dubbio per nessuno (e lui è in grado, documenti alla mano, di dimostrarlo)” e gli impone, senza tanti complimenti di rispondere e ritrattare.
    Il sacerdote-polemista, tra le altre cose, in risposta dichiara ed esemplifica, mediante citazioni canonistiche, il suo buon diritto di criticare i papi (ed i Concili) che disubbidiscono alla dottrina evangelica e ai detti dei padri (la Tradizione). Questo è un suo buon diritto, come di ogni buono, vero e fedele cristiano.
    L’avvocato laico, piccato, s’alzò allora a rispondere che al sacerdote-polemista richiedeva la ritrattazione di eresie vecchie e da lungo tempo confutate; non è possibile che la Chiesa sia vissuta in errore fino all’arrivo del suddetto sacerdote-polemista; ritratti costui le sue proposizioni ereticali, comprese quelle che contrastano le decisioni del precedente Concilio. Aggiunge poi che se a ognuno fosse permesso di cercare nella Scrittura (o magari nei detti dei padri, nella Tradizione) prove o controprove per tutto quello che nel corso del tempo è stato definito dall’autorità della Chiesa nel suo complesso, nella cristianità nulla ci sarebbe di certo e sicuro, (ad esempio nemmeno quali Scritture siano da ritenersi ispirate o meno). Per questo motivo, per obbedienza alla Chiesa di Cristo, dia il suddetto sacerdote-polemista una risposta univoca, semplice e chiara.
    Il sacerdote-polemista risponde allora che egli dichiara semplicemente e univocamente d’essere pronto a ritrattarsi solo se sarà convinto per scrittura o ragionamento, poiché è pericoloso per la salvezza dell’anima fare qualunque cosa contro la propria coscienza (e per quanto riguarda la Chiesa di Cristo, lui ovviamente ritiene di esserne parte con maggior diritto di tanti altri).

    L’avvocato laico perde allora la pazienza, e gli replica di smetterla con tutti questi suoi discorsi, che invocano ora la logica, ora la coscienza. Pensa forse, il suddetto chierico, di esser solo lui ad aver ragione, e che il sacro e santo Concilio, con tanti sapienti vescovi e dottori, abbia sbagliato? “Ebbene sì, – risponde il sacerdote-polemista, hanno sbagliato e per molti articoli: è chiaro come il sole, e lo dimostrerò. Che Dio mi aiuti: sono pronto”.

    Cherubino e Don Bellunato?

    No, ma è la storia, solo leggermente pafrasata, dell’incontro alla dieta di Worms fra l’avvocato imperiale di Carlo V e Martin Lutero. Il concilio in questione è quello di Costanza.

    Spero possa servire come provocazione per tutti (me compreso).
    “Chi ha orecchi per intendere intenda”

    Pax et Bonum

  78. Artefice1 scrive:

    Cherubino…….mi hanno detto d’invitarti.
    Non puoi tirarti indietro. Dovrai prestarti dopo ciò che hai detto e sostenuto.

    L’anno prossimo
    In onore della trovata geniale
    Organizzeremo la via crucis perfezionata.

    Alla prima stazione esordiremo
    Facendoti vedere la luce
    Ostenteremo il Cherubino (facente le veci del) CON le Pinze.

  79. Artefice1 scrive:

    Cherubino…..se vado a cercarla la trovo.
    “Da Prendere Con le Pinze”
    E’ una tua frase.

    Giova a chi usa le pinze?

  80. Artefice1 scrive:

    Cherubino……Certo che voi Cattocomunitaristi le inventate tutte pur di fare i padreterni.

    Incuranti del ridicolo.
    Che arriva sempre tardi.

    Perché prima si paga il brevetto.

  81. Luisa scrive:

    “…un servizio di docenza della CDF verso i lefevbriani”

    Chi dovrebbe far prova di decenza è lei, cherubino!
    L`odio, il disprezzo che lei prova per la FFSPX le sprizza da tutti i pori della pelle, passa anche attraverso la tastiera del suo computer. Comportamento veramente poco cristiano, per una persona che ama citare il Vangelo, potrei dire a questo punto, che ama servirsi del Vangelo, per far lezione a chi non condivide la sua angelica visione!

    “Si usa il termine focaccia in modo dispregiativo
    Lo Spirito Santo che ode ogni voce giudicherà questi scherni.”

    Chi schernisce?
    Lei sta perdendo le staffe cherubino, lasci lo Spirito Santo tranquillo e non si serva di Lui per cercare di giustificare l`ingiustificabile, abbia la decenza, l`umiltà se le è possibile, di non pretendere di sapere ciò, chi e come lo Spirito Santo giudicherà!
    Come può difendere e giustificare il comportamento di quel parroco austriaco?
    È così acceccato dalla sua ideolgia? Il semplice fatto che siti legati alla Tradizione abbiano mostrato quell`ignominia le basta per perdere ogni buon senso?

  82. Gabriella scrive:

    Mons. Brunero Gherardini, un grande teologo, quando recentemente gli hanno chiesto di chiarire il valore ‘magisteriale’ del CVII ha spiegato il tutto molto bene – riporto solo una breve parte:

    “… Nessuno potrà impedire allo studioso di verificarne il fondamento – lo esige anzi l’invocata ermeneutica teologica – ma nessuno dovrebbe mai osare di negar loro religiosa attenzione interna ed esterna.
    C’è tuttavia un “ma” ed un “se”. Facciamo l’ipotesi che in qualcuno dei sedici documenti del Vaticano II, o addirittura in tutti, si rilevino errori. In astratto, è possibile: si è sempre discusso se un Concilio possa venir meno alle sue dichiarate intenzioni e finalità, o se possa addirittura cader in eresia. Il mio sommesso parere è che ciò non sia da escludere, attesa la fragilità o la malizia del cuore umano; ritengo tuttavia che, ove ciò si verificasse, un Concilio cesserebbe d’esser tale. Quanto al Vaticano II, da circa cinquant’anni l’attenzione critica s’è come assopita dinanzi ad esso, soffocata dal continuo osanna che l’ha circondato. Eppure i problemi non mancano, ed estremamente seri. Non parlo ovviamente d’eresia, ma di spunti dottrinali non in linea con la Tradizione di sempre e quindi non facilmente riconducibili al “quod semper, quod ubique, quod ab omnibus” del Lerinense, mancando a tali spunti la continuità dell’ “eodem sensu eademque sententia” del suo “Commonitorium”. Per esempio, un “subsistit in” non può esser accolto a cuor leggero, se non si dimostri, attraverso la ricerca e la discussione critica – intendo ad alto livello scientifico – che tutto sommato può esser interpretato in maniera ortodossa: il che, a mio avviso, dovrebbe escludere il decantato allargamento della “cattolicità” e della capacità salvifica alle denominazioni cristiane non cattoliche …”

    E arriva a dire che quelle decisioni prese “… quelle, infine, la cui novità appare o inconciliabile con la Tradizione, o ad essa contrapposta, potranno e dovranno esser seriamente sottoposte ad esame critico sulla base della più rigorosa ermeneutica teologica”.

    Quindi, cari amici (nuovi per me :) ) ripeto … che sia fatta chiarezza! Benvenga questo benedetto dialogo dottrinale! Per il bene di tutti noi!

  83. Cherubino scrive:

    mons. Gherardini può dire quello che vuole, ma fa testo sopra quello che lui pensa, la Congregazione per la dottrina della fede, che ha ribadito la perfetta dogmaticità del “subsistit in” che ribadisce e precisa il magistero di sempre.
    Al parere privato del monsignore preferisco quello ufficiale e pubblico della Chiesa e di chi ha titolo a rappresentarla nella definizione della Verità: il papa (e lui non lo è), i vescovi (neanche questo), la Congregazione per la dottrina della fede (non ne fa parte). Per questo, pur essendo uno studioso di alto livello, non rappresentando la Chiesa la sua opinione è certo da scartare ove sia in contraddizione con quella del magistero.

  84. Artefice1 scrive:

    lasci lo Spirito Santo tranquillo e non si serva di Lui per cercare di giustificare l`ingiustificabile,

  85. Enos scrive:

    Penso che la principale critica che si possa rivolgere alla processione di Linz sia questa:

    Come facciamo a garantire che l’eucaristia in questa forma e portata in questo modo non si sbricioli lungo il percorso, magari a causa dell’umidità dell’aria o di goccioline di pioggia (vero pane degli angeli,[...] non va gettato)?

    Il fatto che la gente, in questo modo, non riconosca più la presenza reale di Gesù nell’eucaristia è questionabile. Magari in una piccola comunità, sottoposta ad una efficace catechesi, questo gravissimo pericolo può essere evitato.

    Comunque sia, vorrei sapere qual’è il motivo profondo di questa scelta, cosa si vuole comunicare? Questa scelta, alemno su internet, ha provocato rabbia ed incompresione. Se, come dice San Paolo, “se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.” (1Cor 8,13), a maggior ragione si deve usare la prudenza in ambito liturgico.
    Comunque sia, come dice San Paolo nella lettera ai Romani 14,12 “Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso. Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.”

  86. Artefice1 scrive:

    Luisa …………..l’Imperfezione è equamente diffusa e ne combina di tutti i colori.

    “””ama servirsi del Vangelo, per far lezione a chi non condivide la sua angelica visione!”””
    Essenzialmente quando MAI Individuo potrebbe servirsi del Vangelo?

    Cara Luisa, quel “servirsi”, capita a tutti quelli che adorano i significati, “pinze” e “ostensori” compresi.

    “””lasci lo Spirito Santo tranquillo e non si serva di Lui per cercare di giustificare l`ingiustificabile,”””
    Come fa a lasciarLO ancora?
    Non lo conosce affatto secondo me, altro che PER. E solo PER nome.
    RiconoscendoLO si capirebbe che ai significati manca il Senso. Dunque non bastano PER la Vita.

    Dunque Cherubino
    Non dico che non lo potresti avere.
    Ma dovresti darti da fare e recuperarLO.
    Perché i Significati non possono Essere!
    Tanto meno Autosufficienti e o Autonomi.

  87. Luisa scrive:

    Per respirare un pò d`aria fresca e pura:

    Il sacrificio glorioso dell’Eucaristia
    Un amore paziente e intramontabile

    di Inos Biffi

    http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/135q04a1.html

  88. Cherubino scrive:

    “se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.” dice Enos, peccato che non riferisca a se ed ai tradizionalsiti fondamentalisti questo passo.
    La gente che era presente a quel rito, dalla foto non sembra particolarmente scandalizzata.
    Invece il disprezzo che una foto male interpretata, abbondamente contornata di commenti negativi verso i sacerdoti e verso la Chiesa, quello sì che scandalizza, crea inciampo, mina l’obbedienza dei fedeli.
    Oltre ad andare contro il Codice di diritto canonico:
    Can. 1373 – Chi pubblicamente suscita rivalità e odi da parte dei sudditi contro la Sede Apostolica o l’Ordinario per un atto di potestà o di ministero ecclesiastico, o eccita i sudditi alla disobbedienza nei loro confronti, sia punito con l’interdetto o altre giuste pene.

  89. Artefice1 scrive:

    CHERUBINO

    Perché i Significati non possono Essere!
    Tanto meno Autosufficienti e o Autonomi.

    ANCHE SE SONO DEGLI ELETTI O DEI PARTECIPI.

    FATTA ECCEZIONE per i CON-Venuti.
    Questi si Sentono e li capisco.

  90. Cherubino scrive:

    miii ! Artefice è peggio di una mosca ! gli rispondi una volta e ti gira intorno con i suoi autoamplessi neurologici come impazzito !

  91. don stefano bellunato scrive:

    Gentilissimo Mauro, la ringrazio della garbatissima risposta e mi scuso se il mio post suonava un po` rabbioso.
    La invito peró anche a considerare che esser trattati per quasi quarant´anni a tutt`oggi (nel mio caso solo 22) come “paria” o poco piú, in una Chiesa, o meglio da certi membri, a dir loro, della Chiesa che si vogliono al contempo i campioni indiscussi del dialogo e dell´accoglienza, puo´ a volte spingere ad imitare piú il Gesú che gridava “razza di vipere” che quello che implorava il Padre con il “perdonali perché non sanno quel che fanno”.
    Detto questo, capisco che il “cattolico allineato” desideri che la Fraternitá accetti il CVII in toto e senza riserve per spirito di cosiddetta obbedienza o fratellanza, ma mi stupisce comunque sempre, mi permetta, l`ingenuitá di una tale richiesta, specialmente da parte di chi come lei certo ingenuo non é. L`ingenuitá sta semplicemente nel fatto che se facessimo quel che lei dice la Fraternitá San Pio X non avrebbe mai avuto ragione di esistere e chiunque avrebbe ragione da vendere se ci trattasse in seguito come imbecilli.
    Voglio dire: ma le pare che una persona rischi di essere ai margini della Chiesa che ama difendendo una certa idea per 4 decenni, solo perché semplicemente si é dimenticata che poteva anche obbedire? Non le sembra troppo semplice? Una tale proposta nasconde anche dunque un altro problema, una certa ignoranza cioé della genesi e dello sviluppo del problema “Fraternitá San Pio X”, nonchè della natura dei colloqui che sono iniziati con Roma nel 2000. Io credo infatti che nessuno di quelli che invitano la Fraternitá a “rientrare” in una Chiesa alla quale apparterrebbero anche i “cristiani anonimi”, abbia peró speso un solo minuto per leggere un solo libro del suo fondatore, Mons. Lefebvre, e abbia mai cercato di rendersi conto del suo pensiero e delle sue obiezioni. Lo ammetta, caro Mauro, ho fiducia nella sua onestá intellettuale, mi dica, quanti libri scritti da Mons. Lefebvre ha letto lei stesso?
    Io credo perció che per questo Papa Benedetto XVI abbia dimostrato di essere un tantino piú intelligente dei suoi predecessori proprio smettendola da una parte di brandire l´”obbedite, obbedite” di “sestopaolina” memoria e in parte anche di secondopaologiovannea memoria, e dalláltra accettando il fatto che le obiezioni della Fraternitá San Pio X ( o di mons. Lefebvre se le pare) siano, dopo 40 anni, semplicementre una realtá con la quale si debba fare i conti.
    Dopo la scomunica ai Vescovi del 1988 infatti il Vaticano, nonché i vescovi e i media, ci hanno ignorato per dodici anni, fino a quando cioé quasi diecimila tradizionalisti si son riversati a Roma per il Giubileo (ogni anno comunque 20.000 sfilano a Parigi alla Pentecoste ma mai nessun giornalista ne parla). Grazie a Dio il Card. Hoyos, uomo molto pratico, non ha voluto nascondere la testa sotto la sabbia e ha fatto quel che ha fatto, convincendo Giovanni Paolo II a smetterla di ignorarci. Allora é certo che ridiventare visibili, anche per i media, dopo tanti anni, e ottenere la liberazione della Messa Tradizionale e la revoca delle scomuniche almeno in linea di principio, é per noi una vittoria, anzi una serie di vittorie, e siamo profondamente grati a tutti coloro che in Vaticano hanno accettato la realtá della nostra esistenza.
    Tuttavia la nostra, caro Mauro, non é una battaglia per far prevalere posizioni personali od ottenere privilegi, prebende o prelature. Se fosse cosí ci saremmo piegati come tanti prima di noi, vedi ad es. la Frat. San Pietro, Campos, Buon Pastore ecc.
    Noi, e questo é il nostro motore e ragione di esistere, siamo semplicemente convinti che il Conc.Vat. II NON sia stata la “primavera della Chiesa”, ma solo un grosso danno per la Chiesa, e quel che vogliam difendere é proprio la Chiesa tutta da uno “spirito di novitá” introdotto dal Concilio Vat. II e che buca gli occhi ad es. quando permette oggi le Messe Halloween e le mostre blasfeme nei locali della Chiesa Cattolica, mentre ostracizza tutto cio´che la Chiesa (e con essa la Civiltá, mi permetta) ha sempre fatto, Messa Tradizionale e Sacerdozio Tradizionale in primis, sterilizzando cosí le anime e soffocando la Chiesa fino ad un´estinzione ormai prossima, nonché minando la Societá tutta con la corruzione evidente delle persone. Un solo esempio, prima del Concilio in Germania, da dove le scrivo, c´erano 13 milioni di praticanti. Oggi sono meno di due milioni, e nel grafico di questa tendenza non ci fu mai nel dopo Concilio alcuna ripresa benché minima, ma solo un lento e costante declino. Lo stesso si puó dire di Francia, Spagna, Italia, Usa e di quasi tutti gli stati in passato a maggioranza cattolica.
    Ora, se per difendere la Chiesa Maestra Eterna (non solo dal CVII) di veritá bisogna anche accettare di essere messi al di fuori dei suoi limiti visibili, chi se ne importa. Gesú non é vissuto nei palazzi dei Grandi Sacerdoti o é andato a braccetto coll´autoritá romana per predicare la Fede, ma é stato cacciato piú volte dalla Sinagoga e crocifisso fuori dalle Mura di Gerusalemme. La nostra dunque non é una guerra con i cattolici che accettano in buona fede per mille ragioni diverse il Vat. II e che pssono essere mille volte migliori di noi presi singolarmente, e neanche é una guerra contro le persone che chiamano (curiosamente) “disobbedienza” l´obbedienza a 2000 anni di Magistero preconciliare. La nostra é solo una guerra di difesa di quel Magistero e di quella Chiesa per la salvezza delle anime tutte, e non solo per le nostre. Insomma non una “guerra contro le persone”, che il Buon Dio ci manda a salvare, ma una guerra contro le “idee sbagliate di certe persone”, proprio per amore delle nostre e delle loro anime.
    E sembra che sempre piú persone (specialmente sacerdoti giovani) anche in Vaticano (es. Mons. Gherardini o Ranjith) si rendano conto che le obiezioni della Fraternitá non siano ipotetiche rincorse di mulini a vento, ma fondati timori contro reali minacce, anche se solo intellettuali e non fisiche (per ora) che da troppo tempo fanno che la Chiesa corra rapidamente verso una sua prossima estinzione. Furono infatti gli stessi Papi del Post Concilio, e non i nostri vescovi, che parlarono prima del “fumo di satana” nella Chiesa, poi dell´Apostasia silenziosa e finalmente della “dittatura del relativismo”. A cosa si riferivano? Alla Fraternitá San Pio X? Mi permetta di dubitarlo. Anzi credo che in tali battaglie forze come la Fraternitá San Pio X siano i primi e piu leali alleati del Papa.
    Tutto qui, mi creda, caro Mauro, e grazie ancora per il suo post che mi permette di precisare quanto sopra.

  92. Enos scrive:

    Riguardando meglio la foto in questione, adesso mi viene il dubbio che non si sia trattato di un’autentica processione del Corpus Domini per le vie di Linz, ma solo una celebrazione all’aperto in cui probabilmente veniva mostrata ai fedeli un “pane eucaristico” forse prima ancora della consacrazione. Capisco, Cherubino, “lo zelo che ti divora” nel contrastare coloro che ritieni essere in grave errore, una minaccia all’unità della Chiesa ed alla fede dei semplici.
    Il mio appunto voleva essere solo un richiamo alla prudenza sempre necessaria in ambito liturgico, anche per evitare “di reggere il bordone” a chi parte dalla liturgia per minare la fede nell’indefettibilità della Chiesa e dell’assistenza dello Spirito Santo nei concili “debitamente convocati” ed i cui atti sono “promulgati dal legittimo Sommo Pontefice”.

    Pax et Bonum

    PS Cosa ne dici della storiella raccontata qualche post fa, interessante o irriverente? Spero non ti sia risentito!

  93. Artefice1 scrive:

    Luisa…..ne dico una come mi viene.

    “””L’immolazione della croce scioglie e consuma il valore transitorio di tutti i sacrifici levitici, per imporsi e risaltare come il sacrificio perfetto e intramontabile. I primi erano precari e destinati a ripetersi: I sacerdoti che li compivano erano, infatti, segnati dalla mortalità (per cui dovevano essere sostituiti) e insieme dalla debolezza (per cui quei sacrifici si esaurivano e dovevano essere ripetuti). Erano sacrifici imperfetti, privi di valore permanente: incapaci di operare una purificazione definitiva, si stemperavano nel tempo.”””

    L’Amore non si lascia stemperare dal Tempo, perché il Tempo Lo Dona.

    Interessante il CON-Cetto di Sacrificio Imperfetto come rappresentato. Aggiungo COM-Preso nella Liberazione.

    La Perfezione del Sacrificio IRRIPETIBILE (come detto), non richiede Forzature, la SUA COM-Prenzione é automatica.
    PER la Forzatura come PER la CON-Traddizione, la pena prescritta dal Senso è il rifiuto.

  94. ritaroma scrive:

    caro cherubino, artefice è come il ragno umanitario delle storie di Trilussa
    “un ragno stava a fà la sentinella
    per acchiappà un moscone ch’era entrato, con un raggio de sole imporverato. da la fessura d’una finestrella.- questo me lo lavoro de sicuro-pensava- tutto sta che se decida,d’entrà nell’ombra ed accostasse ar muro…- Ma er moscone ,sbadato, se posò
    su ‘na striscia de carta moschicida e, manco a dillo, ce s’appiccicò.-Nun s’era mai veduto- strillò er ragno- un sistema più barbaro e feroce…-
    Ma sottovoce disse:- E mò, che magno?

  95. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino,
    Rito della Comunione fuori della Messa

    “I. ESPOSIZIONE DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA
    A. Esposizione eucaristica e Messa
    L’adorazione e la Messa

    90. L’esposizione della santissima Eucaristia, sia con la pis­side che con l’OSTENSORIO, porta i fedeli a riconoscere in essa la mirabile presenza di Cristo e li invita alla comunione di spirito con lui, unione che trova il suo culmine nella comunione sacramentale. È quindi un ottimo mezzo per ravvivare il culto dovuto al Signore in spirito e verità. Nelle esposizioni si deve porre attenzione che il culto del santissimo Sacramento appaia con chiarezza nel suo rap­porto con la Messa. Nell’apparato dell’esposizione si eviti con cura tutto ciò che potrebbe in qualche modo oscurare il desiderio di Cristo, che istituì la santissima Eucaristia principalmente perché fosse a nostra disposizione come cibo, rimedio e sollievo 32.”

    “La veste liturgica

    100. Il ministro, se sacerdote o diacono, indossa il camice o la cotta sulla veste talare e la stola di colore bianco. Gli altri ministri indossano la veste liturgica eventualmente adottata nella loro regione o una veste che si addica a questo sacro ministero e sia approvata dall’Ordinario. Per impartire la benedizione al termine dell’adorazione quando si è fatta l’esposizione con l’OSTENSORIO, il sacerdote o il diacono indossano anche il piviale e il velo omerale di colore bianco; quando si è fatta l’esposizione con la pisside, indossano il velo omerale.”

    non si parla da nessuna parte di ostensori a forma di pinza.

  96. Artefice1 scrive:

    Come Eros………..va bene che siamo in una crisi che giustifica ogni sforzo.
    Dovevi dirlo che era un prestinaio.
    Strano, mica tanto, a dirsi.
    Le promozioni sono utili quando hanno Senso. Altrimenti hanno il tornaconto.

    Non il Corpus Domini “””ma solo una celebrazione all’aperto in cui probabilmente veniva mostrato ai fedeli un “pane eucaristico” forse prima ancora della consacrazione.”””

    Dovrei dirti che saresti scandalosamente PER-Suaso!!!
    Cambia Sintonia.(la tua é Naturale l’altra é Essenziale)
    Vedrai che Ti CON-Viene.

  97. Luisa scrive:

    Cherubino,cherubino suvvia un pò di umiltà, perfino il Codice di diritto canonico per giustificare ciò che è ingiustificabile, quando non è il Vangelo è il codice ?
    Che cosa ha ancora in riserva per giustificare l`ingiustificabile?
    Ciò che io trovo scioccante è che lei non sia scandalizzato da quella processione, il suo troppo astio per gli uni e il suo troppo amore e rispetto per le focaccie in uso in certe comunità la sta facendo fuorviare!
    Chi crea scandalo?

  98. Enos scrive:

    Don Stefano, non le è mai venuto il dubbio che la scristianizzazione post moderna non dipenda dal Concilio Vaticano II, ma da una diabolica strumentalizzazione dello stesso, al fine magari di voler far buttare via il bambino con l’acqua sporca?
    Qui sotto riporto un estratto di un interessante articolo di Massimo Introvigne (magari non del tutto condivisibile), che può trovare per intero nel sito del CESNUR:
    http://www.cesnur.org/2008/mi_1968.htm

    “Con una svolta sorprendente rispetto alle sue posizioni solo di pochi anni prima, Clodovis Boff
    esprime apprezzamento per le posizioni di Benedetto XVI. Rintraccia le radici
    dell’«antropologismo modernizzante» (ibid., 1009), che arriva con la «teologia della liberazione»
    alle estreme conseguenze, nel soggettivismo di Martin Lutero (1483-1546), nel moralismo
    illuminista di Immanuel Kant (1724-1804), nel modernismo condannato da san Pio X (1835-1914)
    nell’enciclica Pascendi del 1907 e infine — ma ogni passaggio prepara quello successivo — nella
    cosiddetta svolta antropologica nella teologia di Karl Rahner S.J. (1904-1984). Senza dubbio
    Clodovis Boff non è passato — come invece, in una dura replica all’articolo, pensa, suo fratello,
    l’ex-francescano Leonardo Boff (Boff L. 2008) — «dall’altra parte» rispetto a una certa corrente
    culturale. Infatti, continua a considerare quelli che chiama il «divinismo» e il «totalitarismo
    teologico» (Boff C. 2007, 1010) della Chiesa pre-moderna — la «Chiesa della cristianità» (ibidem)
    — come elementi almeno parzialmente responsabili, in quanto avrebbero generato una reazione per
    molti versi comprensibile, del «mondanismo» (ibidem) e del totalitarismo politico che la modernità
    ha opposto alla Chiesa. Tuttavia, riconosce pure con Benedetto XVI che «grazie all’apertura
    conciliare l’estremismo della modernità è riuscito a entrare in modo virulento nel seno stesso della
    Chiesa, generando anche rotture» (ibid., 1010-1011).
    Il testo di Clodovis Boff è così importante perché mostra che la «teologia della liberazione» — se si
    vuole, la sua corrente d’ispirazione marxista — si situa alla fine di un processo, il progressismo, che
    ha accompagnato tutta la storia della Chiesa nell’era moderna e contemporanea. Come il
    Sessantotto non si comprende se non come esito di un processo rivoluzionario plurisecolare, così
    anche il Sessantotto nella Chiesa non può essere capito a fondo se non lo s’inquadra in una lunga
    storia che da Lutero e dai cedimenti cattolici all’Illuminismo passa per il modernismo e per Karl
    Rahner prima di arrivare all’incontro con il marxismo. Gioca qui un ruolo cruciale, certo,
    un’interpretazione errata del Concilio Ecumenico Vaticano II secondo quella «ermeneutica della
    discontinuità e della rottura» rispetto alla tradizione precedente denunciata da Benedetto XVI
    (Benedetto XVI 2005). E tuttavia il Sessantotto della Chiesa non è solo questione d’interpretazione
    del Concilio. Il dissenso sulla Humanae vitae, la controversia sul Nuovo catechismo olandese e la
    nascita della «teologia della liberazione» d’impronta marxista sono l’esito — che non casualmente
    si manifesta proprio nel 1968 — di processi più che secolari, di dinamiche che già esistevano prima
    del Concilio cui la stessa teologia preconciliare non aveva posto una argine sufficiente, così che la
    stessa reazione ai dissidenti da parte di un pensiero etico e teologico conservatore all’immediato
    indomani del 1968 manifesta una grave «inadeguatezza» (Caffarra 2008).
    Infine, il Sessantotto nella Chiesa non è semplicemente il riflesso all’interno del mondo cattolico di
    avvenimenti nati al di fuori di esso. Gli eventi sono più complessi, e qualche volta le manifestazioni
    più deteriori del Sessantotto, che evidentemente si estendono agli anni successivi, non vanno dal
    mondo alla Chiesa ma nascono nella Chiesa per poi penetrare nel mondo. All’inizio degli anni 1990
    un teologo cattolico potrà per esempio scrivere che la «rivoluzione culturale» del 1968 «non fu un
    fenomeno d’urto abbattutosi dall’esterno contro la Chiesa bensì è stata preparata e innescata dai
    fermenti postconciliari del cattolicesimo»; lo stesso «processo di formazione del terrorismo italiano
    dei primi anni ’70», il cui legame con il 1968 è a sua volta decisivo, «rimane incomprensibile se si
    prescinde dalla crisi e dai fermenti interni al cattolicesimo postconciliare». Il teologo in questione è
    il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede”

    Pax et Bonum

  99. mauro scrive:

    Cherubino, secondo te perchè la Chiesa istituisce una CDF, dopo aver perdonato i lefevriani, se serve solo a spiegare dove questi ultimi sbagliano?
    A me sembrava che già lo sapessero quando si sono distaccati dal CVII. E’ inutile perdonarli prima per rispiegarglielo dopo. Avrebbe dovuto essere l’esatto contrario: Prima si discuteva, poi, eventualmente, si perdonava.

    Forse il motivo dell’istituzione di quella CDF è un’altro, considerato che il Papa ed i lefevriani sono tradizionalisti ed anche hanno un’opinione sufficientemente simile sul CVII.
    Con l’accettazione del CVII da parte dei lefevriani (che li parifica all’accettazione che fece la Chiesa tutta) e di cui il Papa non dubita perchè per primo li ha perdonati, si parlerà, si dicuterà ma anche si modificherà “qualcosina” del CVII proprio per tornare nella tradizione, loro obiettivo comune.

    Diversamente perchè il Papa avrebbe detto che nel CVII ci furono devizioni sulla dottrina? A che pro se tutti le devono osservare e nessuno vi si può sottrarre.
    Forse togliendo la scomunica ai lefevriani, le accetterebbero? Proprio no perchè i motivi del dissenso rimangono e discutere del dissenso non serve ma parlare dei punti in comune si, perchè la CDF è stata istituita per trovare un accordo, una via comune.

    Se la CDF avesse rilevato errori nel magistero degli ultimi anni li avrebbe denunciati solo se il Papa ne fosse stato altrettanto consapevole. E’ il Papa che muove la Chiesa, non la CDF. Infatti Benedetto XVI, ha reso pubblici quelle deviazioni. Come dire: preparatevi, ci saranno novità.

    Cherubino, non sono uomo di studi e scienze come te, ma noto che se tu fossi un po’ piu’ logico ti avvicineresti un po’ di piu’ alla realtà.

    Io almeno ci provo, pur non vivendo nei palazzi vaticani.

    Poi il Papa può anche essere impazzito ma è tutto da dimostrare.

    P.s. considerazine personale: questo Papa è migliore di GPII, di gran lunga. Per riportare la Chiesa alla dottrina tradizionale sta facendo una fatica enorme, ha tutti contro. E sai perchè lo fa? perchè GPII andava costantemente a sinistra allontanando la Chiesa dal suo originale scopo. Libero di non crederci ma la storia del suo lungo papato lo conferma in pieno.

  100. Silvano scrive:

    Boff è l’idolo di tutti i “cherubini adulti” e dei “savignini adulti” … i grandi frutti della “squola di Bologna” !

  101. Artefice1 scrive:

    Luisa…..guarda che non sono giustificazioni.
    La chiamano Legalità.

    Prima sfornano leggi “Astratte?” a ripetizione.
    Poi usano il combinato predisposto.

    Altrimenti le centinaia di migliaia di leggi a cosa servirebbero?
    Se eccepisci ti dicono che sarebbe politica democratica.

    Sento Fortemente lo Scandalo di tale Fatto.
    Che proprio la Chiesa preposta alla difesa della LEGITTIMITA’ abbia Istruito la Terra e non il Mondo, proprio in tal senso al punto d’abbandonare l’Autentico, come dimostra il Cherubino, non dovrebbe Essere più un Mistero ormai.

  102. mauro scrive:

    Caro don Bellunato, la ringrazio per la risposta che mi ha dato. Ho avuto il tempo di leggere qualche riga ma ora devo assolvere impegni presi in precedenza e non posso risponderle. Lo farò in seguito, domani è piu’ probabile.

  103. Cherubino scrive:

    Enos, posso capire il tentativo di mediare, quindi non senta rivolta direttamente contro di lei la mia risposta (e se lo era mi correggo), ma resto dell’idea che sia molto più di scandalo una foto estrapolata dal contesto e strumentalizzata per una bassa propaganda fondamentalista che non una deviazione dal costume “standard” come può essere l’uso di quello sostegno per la processione. Non credo neanche fosse l’ostensorio, perchè evidentemente inadatto ad essere poggiato sull’altare.
    Perchè se sull’uso del pane in forma di “pane” anzicchè dell’ostia non ci possa essere obiezione (mi scusi ma anche quella delle briciole non regge: dipende dal tipo di pane, e comunque per secoli la Chiesa ha usato il pane semplice) allora cosa resta ? il sostegno ?
    E’ la classica pagliuzza di chi non vede la trave (l’alabero a questo punto) nel suo occhio invidioso. Invidia verso una Chiesa, che forse con eccessi ed errori, ma ha ritrovato la freschezza della lode, il senso dell’incarnazione di Cristo, la Buona notizia del suo essersi fatto fratello nostro ed averci fatti familiari di Dio. Una Chiesa che ha ritrovato il coraggio di mettersi contro i potenti, di parlare tutte le lingue del mondo.
    La Chiesa è sempre santa, ma in certi periodi lo Spirito Santo rinnova la sua pentecoste riportando alla vera Tradizione: il kerygma della morte e resurrezione di Gesù, Figlio di Dio che mostr ail volto del Padre che esce incontro al figlio ribelle che torna e fa festa.
    Una Chiesa che non considera un colore della pelle superiore ad altri, o una cultura astrattamente superiore ad altre, ma in tutti gli uomini e in tutte le culture vede la possibilità che il seme della Parola faccia crescere l’albero del Regno.

  104. Silvano scrive:

    un gregge di anarchici disturba, bestemmiando, una processione a Livorno … Ha letto la notizia, Sig.ra Luisa ?

  105. Cherubino scrive:

    invece Silvano ha per idolo la svastica

  106. Luisa scrive:

    “Invidia verso una Chiesa, che forse con eccessi ed errori, ma ha ritrovato la freschezza della lode, il senso dell’incarnazione di Cristo, la Buona notizia del suo essersi fatto fratello nostro ed averci fatti familiari di Dio. Una Chiesa che ha ritrovato il coraggio di mettersi contro i potenti, di parlare tutte le lingue del mondo.”

    Scusi cherubino di quale Chiesa sta parlando??
    Non crede che sta arrampicandosi sugli specchi, a corto di argomenti?
    Però quella dell`invidia….ci vuole una buona dose di fantasia o fanatismo fondamentalista per anche solo immaginare quella sua uscita. Complimenti!
    Scenda dalle sue nuvole cherubino, senza dubbio anche il Papa è invidioso di questa bella Chiesa fresca e coraggiosa e inventiva ed è senza dubbio per complimentare alcuni dei suoi rappresentanti che ha convocato i vescovi austriaci, senza dubbio!

  107. Artefice1 scrive:

    Cherubino……….non dirmi che estrapolo, altrimenti ti ricordo che sono dotato dell’Imperfezione Equamente diffusa, e per giunta non ho il dono dell’ubiquità, che tocca anche al Cervello, quando Riflette.

    “””Invidia verso una Chiesa, che forse con eccessi ed errori, ma ha ritrovato la freschezza della lode,”””

    Che novità sarebbero questi “eccessi ed errori”?

    Un attimo prima eri schierato per la Perfezione e l’Assoluto Affidamento.

    Come si spiega?

  108. Cherubino scrive:

    come è presuntuosa Luisa (con la maiuscola perchè mi sembra così infantile quel suo scrivere cherubino con la minuscola !) che crede di sapere perchè il papa convoca i vescovi… e perchè non per farsi consigliare ? perchè non per sentire direttamente dalla viva voce e decidere insieme il da farsi ? Magari, dopo essere stato mal consigliato da qualcuno nei mesi passati, ritiene ora di dover dare più spazio alla collegialità !

  109. Luisa scrive:

    Cherubino le ho già spiegato perchè scrivo il suo nick con la minuscola, non per disprezzo per lei ma per rispetto per i Cherubini, i veri, se posso esprimermi così, siccome lei non mi ha detto se cherubino è il suo vero nome, e lo capisco, io continuerò a scrivere cherubino.

    Per quel che riguarda il mio essere presuntuosa, forse è vero, ma con lei sono in eccellente compagnia, non potrei trovarne una migliore! :)

  110. Emanuele scrive:

    Cherubino, dopo quello che ho letto oggi, non mi resta che pregare per lei. Le assicuro dunque che mi ricorderò di lei durante la recita del Santo Rosario e delle altre orazioni quotidiane. Le auguro una buona serata ed una buona settimana.

  111. Cherubino scrive:

    la domanda di Luisa è talmente oziosa che non se ne capisce il senso. Del resto è contraddittoria, dato che riferito ad un vero cherubino non si usa scrivere il nome con la maiuscola, essendo un nome comune.
    Comunque, visto che non vorrei Luisa passasse le notti insonni per questo, dico quello che mi sembrava ovvio:
    1) non sono un angelo
    2) non mi chiamo Cherubino di nome
    3) non ho mai incontrato qualcuno che si chiamasse Cherubino di nome
    4) forse ho incontrato qualche cherubino angelico
    5) ho scelto questo nick perchè mi piace
    6) non sono parente di Luigi Cherubini

  112. Cherubino scrive:

    padre Morerod, dato per l’interlocutore scelto per il confronto con i lefevbriani, dice

    Ultimo tema è il tema della grazia di Cristo come capo della Chiesa.
    Leggo e spiego un po’ qualcosa, nella Terza Parte della Somma di teologia, questione 8, ( III, 8, 1) :
    “Primo, per l’unione con Dio la sua grazia è la prima in ordine di nobiltà, (la grazia che Cristo come uomo ha ricevuta è la prima in ordine di nobiltà) sebbene non in ordine di tempo, poiché tutti gli altri hanno ricevuto la grazia dipendentemente dalla grazia sua, come dice l’apostolo: “Quelli che ha preconosciuto li ha pure predestinati ad essere conformi all’immagine del suo figlio, perché questo sia il primogenito di molti fratelli”.

    Finora dice: tutti quelli che hanno ricevuto la grazia, hanno ricevuto la grazia tramite Gesù Cristo; aggiunge: “Secondo, possiede la perfezione per la pienezza di tutte le grazie, conforme alle parole evangeliche: – Lo abbiamo visto pieno di grazia e di verità – (Giov.1, 14)…Terzo, ha ricevuto la virtù di comunicare la grazia a tutte le membra della Chiesa, secondo le parole evangeliche: – Della sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto – (Giov.1,16). È così evidente che Cristo va denominato capo della Chiesa”.

    Qui c’è un principio fondamentale di S. Tommaso: ogni grazia data al mondo è data tramite Cristo, vuol dire che ogni uomo che sia cristiano o no, se è salvato, è salvato mediante la salvezza di Gesù Cristo che lo sappia o no questo non è un problema, ma è l’informazione fondamentale del suo modo di capire la Chiesa.

    Per commentare questo, prendo come ultimo testo, un testo di un discepolo di S. Tommaso del ventesimo secolo, che era un teologo svizzero, di lingua francese come me. Si tratta di Charles Journet che dopo la pubblicazione di questo libro, almeno diciamo dell’edizione francese di questo testo, sarà anche cardinale, che era molto legato con PaoloVI come si può indovinare un po’ alla fine di questo testo.

    Prima del testo che avete (vedi appendice) Journet dice che c’è un regime normale e pieno della salvezza, che è di conoscere Cristo esplicitamente, di ricevere il suo vangelo e i sacramenti. Ma che quando non c’è questo, Dio cerca di salvare gli uomini e probabilmente ci riesce, speriamo spesso.

    Poi viene il testo che avete voi (Il mistero della Chiesa secondo il Concilio Vaticano II, Queriniana, Brescia,1967 (2), p.108-112) :

    [108] “I battezzati sono nel mondo una minoranza”.

    Vedete, cosa che Bonifazio VIII probabilmente non vedeva, probabilmente.
    “La Chiesa però continua ad essere presente fin nelle comunità non cristiane mediante i valori di verità e di santità che esse posseggono, in quanto non sono state rifiutate le grazie – esse [adesso] passano tutte attraverso Cristo…”, (vedete il principio di S. Tommaso che dice ogni grazia è data tramite Cristo) – di questo Dio che vuole la salvezza di tutti gli uomini…

    [112] Il piccolo gregge è, sotto la fonte della gerarchia, (nel suo sistema vuol dire, dove la Chiesa annuncia il vangelo, trasmette la parola di Dio e dà i sacramenti, è il senso della parola sotto la fonte della gerarchia, probabilmente oggi si sceglierebbe una parola diversa ma il senso è lo stesso), il luogo in cui la Chiesa può essere presente nel suo atto completo, nella pienezza della grazia donatale attraverso i sacramenti e guidata dalla predicazione del Vangelo.

    Tutto attorno però la Chiesa, disposta come in zone concentriche nelle quali si fa sempre meno visibile…(queste zone concentriche sono espresse anche da Paolo VI nella prima enciclica che ha pubblicata “Ecclesiam suam” a proposito di tre cerchi di dialogo) è insieme presente nel suo atto imperfetto quale popolo immenso di redenti; e nessuno sarà salvo se almeno all’ultimo momento e nel segreto della propria anima non sarà diventato suo figlio mediante un atto di fede implicita e il desiderio teologale della salvezza”.

    Quindi desiderio che nasca il desiderio.

    Vedete una cosa: tutta attorno però la Chiesa è disposta come in zone concentriche nelle quali si fa sempre meno visibile per Journet; ma ovunque dove c’è la grazia, la Chiesa è sempre presente.

    Secondo Journet, e questo secondo me è abbastanza originale nel suo pensiero, dice: “Ovunque Dio agisce anche tramite i non cristiani, per motivo del principio di S. Tommaso che ogni grazia viene tramite Cristo, si edifica il corpo di Cristo che è la Chiesa che dunque è già un po’ presente, almeno come un inizio non molto sviluppato che si dovrebbe sviluppare di più”.

    È già visibile anche quando noi non la riconosciamo e spiega perché, dice: “La grazia produce la carità, l’amore di Dio e degli altri”.

    E questo in un certo senso si vede che la carità produce atti di carità.

    Quindi c’è già un minimo di visibilità che noi non riconosciamo forse, ma che comunque è già visibile anche se non siamo capaci di vederlo.

    L’idea è quindi che in tutto il mondo Dio, sempre attraverso Cristo, può dare la sua grazia prima di Cristo e dopo Cristo e sempre attraverso Cristo.

    Quindi abbiamo visto alcuni principi che riassumo in un minuto.

    Prima lo sviluppo di “fuori della Chiesa nessuna salvezza”, grazie ai principi di S. Tommaso, per esempio che un atto responsabile è sempre un atto cosciente, poi che c’è la possibilità di ottenere l’effetto di un sacramento soltanto col desiderio.

    Poi abbiamo visto come S. Tommaso parla del dialogo sulla base della ragione, che può essere usato con ogni persona che non è cattolica e o anche con i cattolici.

    Poi abbiamo visto un esempio dove parla di un tema tipico del cristianesimo che è l’Incarnazione del Figlio di Dio, dicendo che questo non lo troviamo con la ragione, ma la ragione non ci mostra questo come irragionevole, al contrario.

    Infine abbiamo visto il suo principio che è ogni grazia è data nel mondo attraverso Cristo, e abbiamo visto come un suo discepolo, non l’unico a parlare di questo, ma l’ho preso anche perché è svizzero e vi ho detto che qualcosa di buono può venire anche dalla Svizzera come…il cioccolato!… e gli orologi, ma visto che ci sono gli orologi, appunto, mi devo fermare e mi fermo.

  113. Luisa scrive:

    Cherubino, io non le ho posto nessuna domanda, almeno non nel mio ultimo commento le ho dato una spiegazione, che poi lei la giudichi contradditoria poco importa.
    Considero in seguito un onore che lei sia andato a scomodare padre Morerod, il cioccolato e gli orologi per onorare il mio Paese, anche se en passant, in modo nemmeno tanto elegante e fine, ne approffitta per darmi una graffiattina o meglio tentare di farlo….
    Segnalo che i responsabili della Diocesi di Linz, coraggiosi ma non temerari, hanno tolto le immagini di quella vergognosa processione.
    Troppo tardi però perchè stanno facendo il giro del web sollevando commenti e reazioni in conseguenza.

  114. don stefano bellunato scrive:

    -Invidia verso una Chiesa, che forse con eccessi ed errori, ma ha ritrovato la freschezza della lode,…
    vedi Messe Halloween, Tecno, palloncini, pagnotte issate su pali e dsitribuzioni eucaristiche a mò “tavola calda”;

    -il senso dell’incarnazione di Cristo,…
    vedi mostre blasfeme con beneplacito cardinalizio allestite nei locali della curia e onorificenze cattoliche distribuite a leader abortisti;

    -la Buona notizia del suo essersi fatto fratello nostro ed averci fatti familiari di Dio…
    vedi “cristiani anonimi” …ma per caritá non ci mettiamo la Fraternitá San Pio X;

    -Una Chiesa che ha ritrovato il coraggio di mettersi contro i potenti…
    vedi visite moltiplicate all´ONU, B´nai Brith e funerali dell´ultimo Papa con decine di capi di stato presenti;

    -di parlare tutte le lingue del mondo…
    ad eccezione chissá perché del latino, unica lingua, solo sulla carta, ufficiale della Chiesa cattolica Romana.

    Evidentemente qualcuno si é perso anche il senso della parola “invidia”.

  115. Cherubino scrive:

    quindi l’affermazione che non le avevo risposto era solo una scusa … pazienza, ancora una volta mi rendo conto che a credere alla sua buona fede si sbaglia.

  116. Cherubino scrive:

    Bellunato mi saluti padre Morerod…

  117. Cherubino scrive:

    anzi quasi quasi le faccio un piacere: anticipo al padre domenicano qualcuna delle sue idee via mail… così potrà restare colpito dalle sue argomentazioni.

  118. Enos scrive:

    Sinceramente mi risulta ancora difficile pensare come si possa girare per le vie di una città, nella processione del Corpus Domini, con l’eucaristia in posizione precaria su di un supporto scomodissimo (avete mai provato a tenere un qualcosa con delle pinze-molle, si fa molta fatica dovendo esercitare una forza con un “braccio” molto corto) che non si può poggiare nemmeno sull’altare. Per di più con il rischio che l’umidità o la pioggerellina possano inzuppare il pane eucaristico facendolo spezzare. Tanto varrebbe allora portarla a mano!
    A mio modesto parere quella non poteva essere la processione del Corpus Domini nella città di Linz, anche solo per ragioni esclusivamente pratiche (dopo poche centinaia di metri, a meno di essere Schwarzenegger non si resiste più), probabilmente era una cerimonia molto più limitata e circoscritta alla piazzetta di quel centro commerciale.
    Comunque non sono sicuramente io che deve giudicare l’esecuzione della liturgia nella diocesi di Linz e l’opportunità di una tale celebrazione.
    Ho l’impressione che il responsabile, data anche la rilevanza mondiale che ha preso la vicenda, non avrà sonni tranquilli.

    Parlando in termini più generali, penso che non ci sarebbe alcun problema nel far costruire invece una teca-ostensorio apposita, capace di contenere un pane eucaristico di tali dimensioni e forma, utilizzabile in autentiche processioni del Corpus Domini per le vie di una comunità.

    Pax et Bonum

  119. don stefano bellunato scrive:

    Caro Enos,

    la ringrazio della parabola nella quale assimila me a Lutero, qualcun´altro all´avvocato laico dell`imperatore e il Concilio Vaticano II a quello di Costanza.
    Ora, se dopo tutti i miei post lei ha questa impressione gliela lascio francamente volentieri. Quel che mi sciocca di piú é peró l`ultimo paragone tra i Concili. Evidentemente lei ha forse letto i documenti dell´ultimo Concilio, ma é ben lontano dal conoscere almeno questo paragrafo del Conc. di Costanza, SESSIONE VIII (4 maggio 1415):
    “…per autorità del concilio romano e per ordine della chiesa e della sede apostolica, concesse le dovute dilazioni, SI È PROCEDUTO ALLA CONDANNA DI WICLEFF E DELLA SUA MEMORIA, esponendo pubblicamente editti e annunci per convocare chi volesse difendere lui o la sua memoria; ma non è comparso nessuno che volesse farlo.
    Esaminati, inoltre, i testimoni sulla impenitenza finale e l’ostinazione di Wicleff da commissari, a ciò deputati dal signor Giovanni, papa regnante, e da questo sacro concilio; osservate tutte le norme, come prescrive il diritto in questa materia, è stata raggiunta LA PROVA LEGALE DELLA SUA IMPENITENZA FINALE E DELLA SUA OSTINAZIONE, confermata da testimoni legittimi
    Su istanza, quindi, del procuratore fiscale, preannunciata per oggi la sentenza, questo santo sinodo dichiara, definisce e sentenzia che GIOVANNI WICLEFF È STATO ERETICO NOTORIO E OSTINATO, E CHE È MORTO NELL’ERESIA; LO ANATEMATIZZA, E CONDANNA LA SUA DOTTRINA. STABILISCE E ORDINA INOLTRE CHE VENGANO ESUMATI IL SUO CORPO E LE SUE OSSA, se è possibile distinguerli dai corpi degli altri fedeli, e VENGANO GETTATI LONTANO DAL LUOGO DELLA SEPOLTURA ECCLESIASTICA, secondo le legittime sanzioni dei diritto canonico.”

    Davvero lo stesso Ecumenismo del Vat. II, e la stessa fiducia nel potere salvifico del “cristianesimo anonimo”, non c´è che dire.

  120. don stefano bellunato scrive:

    Caro Enos,
    per l´articolo di Introvigne su Boff mi sembra che questo concluda esattamente all`opposto di quanto lei afferma, se so ancora leggere quanto riportato dall´allora teologo Ratzinger: “…la «rivoluzione culturale» del 1968 «non fu un fenomeno d’urto abbattutosi dall’esterno contro la Chiesa bensì è stata preparata e innescata dai fermenti postconciliari del cattolicesimo»; lo stesso «processo di formazione del terrorismo italiano dei primi anni ’70», il cui legame con il 1968 è a sua volta decisivo, «rimane incomprensibile se si prescinde dalla crisi e dai fermenti interni al cattolicesimo postconciliare»…” Non vedo dove si parli di “strumentalizzazone” del Concilio al fine di affossarlo. Mi illumini se puó.
    Anzi, mi sembra che qui si affermi chiaramente come i “fermenti postconciliari del Cattolicesimo” abbiano causato (tra altre cause, per caritá) 68 e terrorismo e non l´inverso come afferma lei, cioé che il 68 o il terrorismo anni 70 o altre cause eventuali abbiano manipolato un Concilio, che tra l`altro li precede cronologicamnete. E infatti ancora “…Gli eventi sono più complessi, e qualche volta le manifestazioni più deteriori del Sessantotto, che evidentemente si estendono agli anni successivi, non vanno dal mondo alla Chiesa(,) ma nascono nella Chiesa per poi penetrare nel mondo.”
    Mai detto il contrario. La crisi della fede e conseguentemente della societá ha la sua causa nel Concilio e non viceversa, anche se a sua volta il Concilio trova bene le sue fondamenta negli errori di Lutero fino a Kant e ben oltre questo.
    Senno´come ci rtitroveremmo con liturgie tecno e pani issati su bastoni? Non mi sembra di leggerlo nel Concilio do Costanza ne tantomeno in quello di Trento.
    Ad es. Costanza-Ferrara, SESSIONE XXI (9 giugno 1435):
    (Non si tengano spettacoli in chiesa).

    “…Detestando anche quel vergognoso abuso, divenuto frequente in alcune chiese, – per cui alcuni benedicono con mitra, pastorale e vesti PONTIFICATI COME VESCOVI E ALTRI SI VESTONO DA RE E DUCHI (e questa FESTA in alcune regioni si chiama DEI MATTI, o degli innocenti, o dei fanciulli), altri fanno GIOCHI DA MASCHERE E DA TEATRO, ALTRI BALLI E BALDORIE TRA UOMINI E DONNE E SPINGONO LA GENTE AL DIVERTIMENTO E AL RISO, ALTRI PREPARANO BANCHETTI E CONVITI, – questo santo sinodo stabilisce e comanda sia agli ordinari che ai decani e rettori di chiese, sotto pena della sospensione da tutti i proventi ecclesiastici per tre mesi, CHE NON PERMETTANO PIÙ che nella chiesa, che deve essere casa di preghiera (22), e anche nel cimitero abbiano luogo questi e SIMILI LUDIBRI, e che si tengano mercati o commerci di fiere. E non manchino di punire i trasgressori con la censura ecclesiastica e con altri rimedi del diritto.

    Questo santo sinodo stabilisce pure che siano nulle tutte le consuetudini, le leggi e i privilegi che su questi argomenti non si accordino con questi decreti….”

    Un´altro punto di contatto evidente tra Conc. di Costanza, CVII e riforma liturgica seguente, non le pare?

    A.M.D.G.

  121. Cherubino scrive:

    beh, ma non tutto il ’68 è da buttare via, ci mancherebbe ! diverse istanze dei sessantottini erano valide e hanno contribuito ad una coscienza civile migliore. Come al solito si confonde: una cosa è stato il ’68 altra cosa è stata la deriva nichilista (alimentata da molta industria culturale capitalista e multinazionale) degli anni ’80. Ci sono connessioni, ma anche molte differenze. SE si confrontano dei ragazzi d’oggi e i ragazzi di allora l adiversità è stridente.

  122. Cherubino scrive:

    a proposito, Bellunato, guardi un pò con chi avrete a che fare fra un pò…

    CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 1° dicembre 2005 (ZENIT.org).- Dal 28 novembre al 2 dicembre è in
    svolgimento la Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale. Tra i vari argomenti trattati, figura la sorte dei bambini morti prima di aver ricevuto il Battesimo.
    La Sessione Plenaria ha luogo nella “Casa Santa Marta” in Vaticano sotto la presidenza di monsignor Joseph
    Levada, che ha sostituito il Cardinale Joseph Ratzinger nell’incarico di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è quindi per statuto nuovo Presidente della Commissione.
    I lavori dell’assemblea sono diretti da padre Luis Ladaria S.I., Segretario Generale.
    Secondo quanto afferma una nota distribuita dalla Sala Stampa vaticana, “in conformità con quanto deciso l’anno
    scorso circa la programmazione del lavoro dell’attuale quinquennio, il primo tema all’attenzione sarà la sorte dei bambini morti senza Battesimo, nel contesto del disegno salvifico universale di Dio, dell’unicità della mediazione di Cristo e della sacramentalità della Chiesa in ordine alla salvezza”.
    A questo proposito, si sottolinea, “verrà esaminata una prima bozza di Documento”.
    Si preparerà poi l’iter di studio degli altri due temi scelti come argomenti di discussione nel quinquennio
    2004-2008: “l’identità della natura e del metodo della teologia come scientia fidei e l’approfondimento dei
    fondamenti della legge morale naturale, nella linea dell’insegnamento delle Lettere Encicliche di Giovanni Paolo II Veritatis splendor e Fides et ratio”.
    Commentando in una intervista al quotidiano “La Stampa” (29 novembre 2005) la questione del destino dei
    bambini morti senza Battesimo, il Cardinale Georges-Marie Cottier, fino a questo giovedì Teologo della Casa
    Pontificia, ha affermato che si tratta di “un bel problema” di cui il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica parla
    “in maniera molto generale”, sostenendo che la Chiesa non può far altro che affidare questi bambini alla
    misericordia divina.
    “La grande misericordia di Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e la tenerezza di Gesù verso i
    bambini” “consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo”, ha spiegato.
    Il porporato ha osservato che molti bambini muoiono perché sono “vittime del male attuale”: “la fame nel mondo, per esempio e molte malattie vengono da un disordine sociale enorme, e dalla miseria. E non parliamo dei frutti dell’aborto, e di tutto questo… Questa è un pista sulla quale c’è molto da riflettere”.
    “Sono vittime del peccato, non muoiono di una morte naturale, come noi a una certa età, dopo che ci siamo spesi in tutta una vita”, ha aggiunto.
    Il problema fondamentale, ha constatato il Cardinale, è che “il Battesimo è necessario per la salvezza”.
    “Allora, che cosa succede di loro?”, si è chiesto, rispondendo che già Sant’Agostino poneva il problema e che San Tommaso “ha fatto un grande passo, trattando della beatitudine che potrebbe avere l’uomo anche se non fosse elevato al mondo della grazia”.
    “Il Battesimo è comunque di necessità – ha proseguito –. E’ lì il problema. Però si apre allora un altro problema:
    molte famiglie ignorano il problema del Battesimo, e se non battezzano non è certo colpa dei bambini! E neanche
    colpa dei genitori, se ignorano la necessità del Battesimo. E’ il problema collegato al mondo attuale, dove la maggioranza degli abitanti del pianeta non è neanche cristiana”.
    Quello in questione è dunque “un campo pieno di interrogativi”, ha affermato il Cardinal Cottier, sottolineando che “noi pensiamo che Dio vuole la salvezza di tutti, e che c’è la bontà infinita di Dio”.
    Per avere “un quadro completo”, ha suggerito, bisogna mettere insieme tutti questi elementi e il fatto che “la
    passione di Cristo ha salvato tutti gli uomini, e i frutti della redenzione sono universali”.
    Sulla questione relativa ai bambini morti senza aver ricevuto il Battesimo ha parlato anche l’Arcivescovo Joseph Levada, nel suo indirizzo di saluto a Benedetto XVI, durante l’udienza concessa questo giovedì dal Papa ai
    partecipanti alla Plenaria della Commissione Teologica Internazionale.
    Stando alla sintesi offerta dalla “Radio Vaticana”, monsignor Levada ha osservato che “nell’odierna stagione di relativismo culturale e di pluralismo religioso il numero dei bambini non battezzati aumenta considerevolmente”. La Chiesa, ha aggiunto, sa che la salvezza “è unicamente raggiungibile in Cristo per mezzo dello Spirito”, ma “non può rinunciare a riflettere, in quanto madre e maestra, sulla sorte di tutti gli uomini creati ad immagine di Dio, e in modo particolare dei più deboli e di coloro che non sono ancora in possesso dell’uso della ragione e della libertà”.
    “La discussione in questo ambito è stata molto proficua e si può ben sperare che in tempi ragionevolmente brevi lo
    studio intrapreso dalla Commissione Teologica avrà esito positivo anche in vista della eventuale pubblicazione di
    un Documento al riguardo”, ha osservato Levada.
    In una intervista rilasciata alla emittente pontificia, il padre gesuita Luís Ladaria, Segretario Generale della
    Commissione Teologica Internazionale, ha affermato che sulla questione “non c’è una definizione dogmatica, non
    c’è una dottrina cattolica che sia vincolante”.
    “Noi sappiamo che per molti secoli si è pensato che questi bambini andavano al Limbo, dove godevano di una
    felicità naturale, ma non avevano la visione di Dio. Questa credenza, oggi, dai recenti sviluppi non soltanto
    teologici, ma anche magisteriali, è in crisi. Noi, dunque, stiamo adesso studiando questo problema sapendo che è un punto sul quale un pronunciamento definitivo non c’è stato”, ha spiegato.
    A questo proposito, bisogna “evidentemente” “partire dal fatto che Dio vuole la salvezza di tutti e non vuole
    escludere nessuno”, e che “Cristo è morto per tutti gli uomini e che la Chiesa è un Sacramento universale di
    salvezza, come insegna il Concilio Vaticano II”.

  123. mauro scrive:

    Caro Don Bellunato, finalmente ho potuto leggerla per intero. Non ho mai appoggiato chiunque voglia imporre un potere e capisco il suo sfogo amaro nell’aver constatato personalmente come è stata trattata la sua confraternita. Dopo tutto quelli erano altri tempi e la Chiesa si rivolgeva già allora a sinistra come se fosse incompleta. E’ stato facile sbagliare perchè tutti remavano in quella direzione, forse pochi non erano d’accordo ma non potevano far sentire la propria voce o non vollero per paura. Voi lo faceste e perciò pagaste con una scomunica per disobbedienza.
    Ora il Papa vi ha tolto quella scomunica ma nello stesso vorrebbe togliervi anche quel marchio di disobbedienza ma non può farlo perchè dipende da voi. Io penso, come ho già significato a Cherubino, che Benedetto XVI sia un grande Papa per la Chiesa, di gran lunga superiore a GPII che costantemente deviava a sinistra, lui polacco di nascita ma di coltura comunista. Posso certamente sbagliare ma questo Papa non cerca consenso come GPII, non deve far contento nessuno perchè sa che la cosa piu’ importante è fare il bene della Chiesa.
    E neanche credo che vi tradisca una volta che accetterete il CVII perchè quella stessa scomunica che vi ha tolto sta a significare le sue buone intenzioni e se lo facesse tradirebbe anche sè stesso.
    Immagini che dopo avervi tolto la scomunica, ve là ridia, che figura farebbe di fronte al mondo ed alla stessa Chiesa? Ritengo giusto che non vi impuntiate e accettiate il CVII per evitargli di fare quella figura non dimenticando che se vi allungano una mano è quantomeno scortese ritirare la propria e neppure penso che vogliate evitare quella mano per rimanere tali e quali come siete.
    E ciò in considerazione che credo che la scomunica ve l’abbia tolta di sua iniziativa ed allora, se fosse così, aspetta la vostra iniziativa di obbedienza.
    Se vuole considerare il tutto dalla parte del Papa, possiamo pensare che quella mano ve la dia perchè qualcuno vi ha spinto fuori dalla Chiesa? Direi di sì perchè il Papa vi vuole dentro la Chiesa proprio per quella scomunica che vi ha tolto.
    Lo confesso, non ho letto mai alcun libro di Mons. Lefevre. Non mi interesso di granchè di dottrina, di valori umani sì perchè è il mio “pallino”.
    Devo riconoscere che la Chiesa tutta si è accorta degli errori del CVII ma come sempre accade, nella Chiesa, occorre tempo, molto tempo per accorgersene. Per lo meno quel tempo necessario, a cambiare i vertici di un’intera istituzione (non le sembra? a me sì perchè tutti i vertici vi lavorano fino a che sono in vita).
    Porei dire che siete fortunati se sono passati solo quarant’anni perchè venisse accettata la verità. Fortunati perchè GPII s’è accorto dello sbaglio della scomunica ed anche perchè Benedetto XVI era dello stesso parere. Provi ad immaginarsi se Benedetto XVI fosse stato contrario.
    Condivido quanto ha precisato sulla confraternita, e su quanto ha difeso perchè ritengo che le intenzioni del Papa siano le stesse vostre. Secondo il mio modesto parere il Papa ha i vostri stessi occhi.
    La ringrazio per l’attenzione che mi ha riservato.

  124. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Scusate l’orario!
    Mi ha svegliato l’incubo musicale:
    Attenti al …..! Cu! Cu!

    Con tanti galli che cantano: chì chì chì cò cò cò,
    troppe …. rispondono: cocococococo’,
    e se i piccioni spariscono: cucurucucu,
    tutte le ….. piangono: qua qua qua qua qua.

    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua,
    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua.

    Il gallo si sa, becca qua, becca la,
    la talpa fa tutti i buchi che può,
    e il gatto non va dove il pesce non c’è,
    il lupo scenderà quaggiù.
    Il coccodrillo, sa, che presto morderà
    e che nessuno lo prenderà
    e il giaguaro è già pronto a colpire finchè
    ogni gallo canterà.

    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua,
    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua,
    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua,
    Chì chì chì cò cò cò cucurucucu cu qua qua.

  125. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Precisazione dovuta (per mia e altrui sensibilità): ho sostituito i termini delle parole corrispondenti con dei puntini, perchè non è mia intenzione dare del matto a nessuno, e perchè partecipando al dialogo anche una Signora, non vorrei che intendesse gli altri termini corrispondenti riferiti a lei. La filastrocca musicale fa proprio così!
    Chi ovviamente mi conosce sa che sugli “incubi musicali” ci scherzo spesso, e che per indole sono portato allo scherzo, ma mai all’offesa.
    “Nobles oblige”

  126. Artefice1 scrive:

    Ubi…..la terza guerra mondiale non é ancora scoppiata.

    Più che che che musica
    Sarebbe in codice.

    Figurati che mi hai detto che sono inCOMprensibile.
    Giustamente perchè amo il CON.

    Quando CON-Vieni?

  127. Cherubino scrive:

    Giovanni Paolo II “deviava a sinistra” ? ma qui si danno i numeri …

  128. mauro scrive:

    Caro Cherubino, deviava sì a sinistra, altrimenti come avrebbe avuto tanti consensi dalla sinistra considerato che la Chiesa è di natura reazionaria, l’opposto del comunismo? Altrimenti come avrebbero fatto i cattolici ad andare a sinistra (i cattocomunisti)? Altrimenti come avrebbe fatto ad emanare una centesimus annus che nel sociale prevedeva le stesse teorie sul lavoro di Marx? (dimenticandosi, come Marx, dei doveri del lavoratore nei confronti delle aziende). Non te ne sei accorto? Eppure sei uno studioso. Ah, ho capito, solo di religione.
    Ora che ci penso anch’io sul momento non me ne ero accorto, non pensavo alla religione.

  129. Physikelly scrive:

    E’finalmente ufficiale: Ranjit a Colombo, Di Noia al suo posto al Culto Divino : http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/24000.php?index=24000&lang=en

    MA una interessante notizia di oggi è anche quella che oggi è stato nominato il primo Vescovo finlandese autoctono, a guidare la (relativamente ‘giovane’) Diocesi di Helsinki/Finlandia:

    ” NOMINA DEL VESCOVO DI HELSINKI (FINLANDIA)

    Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Helsinki (Finlandia) il Rev.do Padre Teemu Sippo, S.C.I., Amministratore diocesano della medesima diocesi.

    Rev.do Padre Teemu Sippo, S.C.I.

    Il Rev.do Padre Teemu Sippo, S.C.I., è nato il 20 maggio 1947 a Lathi (diocesi di Helsinki). È membro della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani) ed ha emesso la prima professione l’11 ottobre 1970 a Maria Martental (diocesi di Trier, Germania).

    Ha seguito gli studi filosofico-teologici presso l’Università di Freiburg im Breisgau (Germania).

    È stato ordinato sacerdote il 28 maggio 1977 a Helsinki.

    Dal 1978 ha ricoperto l’incarico di Vice-parroco nella parrocchia di S. Olaf a Jyväskylä e dal 1981 nella parrocchia di S. Maria a Helsinki.

    Dal 1982 al 1985 è stato anche Direttore del Centro cattolico di Informazione.

    Dal 1985 al 2002 è stato parroco della Cattedrale di Helsinki.

    In seguito è stato nominato Vicario Episcopale per l’Ecumenismo, lavorando nello stesso tempo come Vicario parrocchiale nella parrocchia di S. Maria a Helsinki.

    Dal 2 luglio 2008 è Amministratore diocesano di Helsinki.”

  130. Cherubino scrive:

    “una centesimus annus che nel sociale prevedeva le stesse teorie sul lavoro di Marx”

    ah ah ! vedremo cosa dice la ormai vicina enciclica di Ratzinger sullo stesso tema: un piccolo suggerimento a mauro: provi a contare le citazioni della Centesimus annus di Giovanni Paolo II…

  131. Enos scrive:

    In attesa che gente più preparata di me spieghi e contestualizzi la discordanza di toni fra le decisioni prese a Costanza e quelle del Vaticano II (necessità di essere forti contro l’errore ecc.ecc.) che comunque non implica alcun problema dottrinale (le basterebbe la minaccia di anatema, per farla rientrare di tutto cuore nella Chiesa Cattolica in piena comunione con il papa?), vorrei invitarla, caro Don Stefano, a rileggere ancora l’articolo di Introvigne, interessante anche se magari non del tutto condivisibile.
    Introvigne non accusa affatto il Concilio Vaticano II ed i suoi documenti di essere “eretico”, come invece sembra fare lei, ma punta l’attenzione sul fatto che nel corpo della Chiesa post-conciliare (così come della società civile) si siano liberate forze latenti che andando completamente al di là dei documenti e decisioni conciliari (e della stessa riforma liturgica successiva) sembrava quasi volessero portare all’autodistruzione l’intera Tradizione, liturgia e cultura cattolica e con essa la Chiesa e la Fede stessa, allo stesso modo in cui alcune frange di contestatori “sociali”, sono finiti per rigettare in blocco l’intera cultura definita “occidentale”, non riconoscendovi più alcun merito o grandezza ma solo ciò che è detestabile e vegognoso.
    Questo non vuol dire che la Chiesa e la società pre’68 fossero una sorta di Eden senza problemi. i problemi (anche liturgici) c’erano eccome e pure la necessità di risolverli, ma come in tutte le cose, il “troppo stroppia”.

    Infatti “riconosce pure con Benedetto XVI che «grazie all’apertura conciliare l’estremismo [ESTREMISMO] della modernità è riuscito a entrare in modo virulento nel seno stesso della Chiesa, generando anche rotture»”

    Ed ancora “Come il Sessantotto non si comprende se non come esito di un processo rivoluzionario plurisecolare, così anche il Sessantotto nella Chiesa [vede caro Don Stefano, Sessantotto, non Concilio Vaticano II, nda] non può essere capito a fondo se non lo s’inquadra in una lunga
    storia che da Lutero e dai cedimenti cattolici all’Illuminismo passa per il modernismo e per Karl
    Rahner [quest'accusa a Karl Rahner da parte di Introvigne non mi sembra sia del tutto condivisibile] prima di arrivare all’incontro con il marxismo. Gioca qui un ruolo cruciale, certo, un’interpretazione errata del Concilio Ecumenico Vaticano II [vede Don Bellunato, cosa ne pensa Introvigne su questo punto, allo stesso modo di Ratzinger?] secondo quella «ermeneutica della discontinuità e della rottura» rispetto alla tradizione precedente denunciata da Benedetto XVI (Benedetto XVI 2005). E tuttavia il Sessantotto della Chiesa non è solo questione d’interpretazione del Concilio [e ci risiamo, convinto a questo punto che l'obiettivo di Introvigne non è il Concilio Ecumenico Vaticano II né tantomeno i suoi documenti, dichiarazioni e costituzioni dogmatiche?]. Il dissenso sulla Humanae vitae, la controversia sul Nuovo catechismo olandese e la nascita della «teologia della liberazione» d’impronta marxista sono l’esito — che non casualmente si manifesta proprio nel 1968 — di processi più che secolari, di dinamiche che già esistevano prima
    del Concilio cui la stessa teologia preconciliare non aveva posto una argine sufficiente [non esiste alcun "Eden" pre-conciliare...], così che la stessa reazione ai dissidenti da parte di un pensiero etico e teologico conservatore all’immediato indomani del 1968 manifesta una grave «inadeguatezza» (Caffarra 2008). [capito forse anche un'altro motivo della crisi post-68?]”

    Ribadisco quello che è un mio intimo convincimento.
    La scristianizzazione post moderna non dipende dal Concilio Vaticano II, ma da una diabolica strumentalizzazione dello stesso, al fine magari di voler “far buttare via il bambino con l’acqua sporca”. In questo modo, saremo ancora meno in grado di rispondere alla sfida della modernità (o post-modernità), e cioè la motivazione di fondo del Beato Giovanni XXIII posta per la convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II (per il cui buon esito non ha esitato di offrire la vita).

    Pax et Bonum

  132. Cherubino scrive:

    grande confusione regna sotto il cielo… ma perchè non provate ad andare alle fonti ? provate a leggere cosa dice il papa del Concilio, del ’68, della modernità (quella sana e quella erronea…)

    http://www.diocesi.it/bellunofeltre/documenti/2007/pdf/risposte_papa.pdf

  133. Cherubino scrive:

    Bendetto XVI, luglio 2007, incontro con il clero della Diocesi di Belluno – Feltre

    Anch’io ho vissuto i tempi del Concilio, essendo nella Basilica di San Pietro con grande entusiasmo e vedendo come si aprivano nuove porte e pareva realmente essere la nuova Pentecoste, dove la Chiesa poteva nuovamente
    convincere l’umanita, dopo l’allontanamento del mondo dalla Chiesa nell’Ottocento e nel Novecento, sembrava si rincontrassero di nuovo Chiesa e mondo e che rinascesse nuovamente un mondo cristiano ed una Chiesa del mondo e veramente apeita al mondo. Abbiamo tanto sperato, ma le cose in realta si sono rivelate piu difiicili. Tuttavia rimane la grande eredita del Concilio, che ha aperto una strada nuova, e sempre una magna charta del cammino della Chiesa, molto essenziale e fondamentale. Ma perché e andata cosi? Prima vorrei forse cominciare con un’osservazione storica. I tempi di un post-Concilio sono quasi sempre molto difiicili. Dopo il grande Concilio di Nicea — che per noi e realmente il fondamento della nostra fede, di fatto noi confessiamo la fede formulata a Nicea — non e nata una situazione di riconciliazione e di unita come aveva Spcrato Costantino, promotore di tale grande Concilio, ma una situazione realmente caotica di lite di tutti contro tutti. San Basilio nel suo libro sullo Spirito Santo paragona la situazione della Chiesa dopo il Concilio di Nicea ad una battaglia navale di notte dove nessuno piu conosce l’altro, ma tutti sono contro tutti. Era realmente una situazione di caos totale: cosi descrive con colori forti il dramma del dopo Concilio, del dopo Nicea, San Basilio. Poi 50 anni dopo, per il Concilio primo di Costantinopoli, l’imperatore invita San Gregorio Nazianzeno a partecipare al Concilio e San Gregorio Nazianzeno risponde: No, non vengo, perché io conosco queste cose, so che da tutti i Concili nasce solo confusione e battaglia, quindi non vengo. E non e andato.
    Quindi non e adesso, in retrospettiva, una sorpresa cosi grande come era nel primo momento per noi tutti digerire il Concilio, questo grande messaggio. lmmetterlo nella vita della Chiesa, riceverlo, cosi che diventi vita della Chiesa, assimilarlo nelle diverse realta della Chiesa, e una sofferenza, e solo nella sofferenza si realizza anche la crescita. Crescere e sempre anche soffrire, perché e uscire da uno stato e passare ad un altro. E nel concreto del d0po—Concilio dobbiamo constatare che vi sono due grandi cesure storiche. Nel dopo-Concilio, la cesura del ‘68, l’inizio 0 l’esplosione – oserei dire – della grande
    crisi culturale dell’Occidente. Era finita la generazione del dopoguerra, una generazione che dopo tutte le distruzioni e vedendo l’orrore della guerra, del combattersi e constatando il dramma delle queste grandi ideologie che avevano realmente condotto le persone verso il baratro della guerra, avevamo riscoperto le radici cristiane dell’Europa e avevamo cominciato a ricostruire l’Europa con queste ispirazioni grandi. Ma iinita questa generazione si vedevano anche tutti i fallimenti, le lacune di questa ricostruzione, la grande miseria nel mondo e cosi comincia, esplode la crisi della cultura occidentale, direi una rivoluzione culturale che vuole cambiare radicalmente. Dice: non abbiamo creato, in duemila anni di cristianesirno, il mondo migliore. Dobbiamo ricominciare da zero in modo assolutamente nuovo; il marxismo sembra la ricetta scientiiica per creare iinalmente il nuovo mondo. E in questo —diciamo — grave, grande scontro tra la nuova, sana modernita voluta dal Concilio e la crisi della modernita, diventa tutto difficile come dopo il primo Concilio di Nicea. Una parte era del parere che questa rivoluzione culturale era quanto aveva voluto il Concilio, identiiicava questa nuova rivoluzione culturale marxista con la volonta del Concilio; diceva: questo az il Concilio. Nella lettera i testi sono ancora un po’ antiquati, ma dietro le parole scritte sta questo spirito, questo e la volonta del Concilio, cosi dobbiamo fare. E dall’altra parte, naturalmente, la reazione: cosi distruggete la Chiesa. La reazione — diciamo — assoluta contro il Concilio, la anti-conciliarita e — diciamo — la timida, umile ricerca di realizzare il vero spirito del Concilio. E come dice un proverbio “Se cade un alhero fa grande rumore, se cresce una selva non si sente niente perché si sviluppa un processo senza rumore” e quindi durante questi grandi rumori del progressismo sbagliato, dell’anti-conciliarismo cresce molto silenziosamente, con tante sofferenze e anche con tante perdite nella costruzione di un nuovo passaggio culturale, il cammino della Chiesa. E poi la seconda cesura nell’89. ll crollo dei regimi comunisti, ma la risposta non fu il ritorno alla fede, come si poteva forse aspettare, non fu la riscoperta che proprio la Chiesa con il Concilio autentico aveva dato la risposta, La risposta fu invece lo scetticismo totale, la cosiddetta post-modernita. Niente e vero, ognuno deve vedere come vivere, si afferma un materialismo, uno
    scetticismo pseudo-razionalista cieco che finisce nella droga, finisce in tutti questi problemi che conosciamo e di nuovo chiude le strade alla fede, perché e cosi semplice, cosi evidente. No, non c’è nulla di vero. La verita e intollerante, non possiamo prendere questa strada. Ecco: in questi contesti di due rotture culturali, la prima, la rivoluzione culturale del ’68, la seconda, la caduta potremmo dire nel riichilismo dopo l’89, la Chiesa con umilta, tra le passioni del mondo e la gloria del Signore, prende la sua strada. Su questa strada dobbiamo crescere con pazienza e dobbiamo adesso in un modo nuovo imparare che cosa vuol dire rinunciare al trionfalismo. Il Concilio aveva detto di rinunciare al
    trionfalismo — e aveva pensato al barocco, a tutte queste grandi culture della Chiesa. Si disse: cominciamo in modo moderno, nuovo. Ma era cresciuto un altro trionfalismo, quello di pensare: noi adesso facciamo le cose, noi abbiamo trovato la strada e troviamo su di essa il mondo nuovo. Ma l’umilta della Croce, del Crocifisso esclude proprio anche questo trionfalismo, dobbiamo rinunciare al
    trionfalisrno secondo cui adesso nasce realmente la grande Chiesa del futuro. La Chiesa di Cristo e sempre umile e proprio cosi é grande e gioiosa. Mi sembra molto importante che adesso possiamo vedere con occhi aperti quanto è anche cresciuto di positivo nel dopo Concilio: nel rinnovamento della liturgia, nei Sinodi, Sinodi romani, Sinodi universa li, Sinodi diocesani, nelle strutture parrocchiali, nella collaborazione, nella nuova responsabilita dei laici, nella grande corresponsabilita interculturale e intercontinentale, in una nuova esperienza della cattolicita della Chiesa, dell’unanimita che cresce in umilta e tuttavia e la vera speranza del mondo. E cosi dobbiamo, mi sembra, riscoprire la grande eredita del Concilio che non e uno spirito ricostruito dietro i testi, ma sono proprio i grandi testi conciliari
    riletti adesso con le esperienze che abbiamo avuto e che hanno portato frutto in tanti movimenti, tante nuove comunita religiose. In Brasile sono arrivato sapendo come si espandono le sette e come sembra un po’ sclerotizzata la Chiesa cattolica; ma una volta arrivato ho visto che quasi ogni giomo in Brasile nasce una nuova comunita religiosa, nasce un nuovo movimento, non solo crescono le sette. Cresce la Chiesa con nuove realta piene di vitalita, non cosl da riernpire le statistiche – questa e una speranza falsa, la statistica non e la nostra divinita — ma crescono negli animi e creano la gioia della fede, creano presenza del Vangelo, creano cosi anche vero sviluppo del mondo e della societa. Quindi mi sembra che dobbiamo combinare la grande umilta del Crocifisso, di una Chiesa che e sempre umile e sempre
    contrastata dai grandi poteri economici, militari ecc., ma dobbiamo imparare insieme con questa umilta anche il vero trionfalismo della cattolicita che cresce in tutti i secoli. Cresce anche oggi la presenza del Crocifisso risorto, che ha e conserva le sue ferite; é ferito, ma proprio cosi rinnova il mondo, da il suo sofflo che rinnova anche la Chiesa nonostante tutta la nostra poverta. E direi, in questo insieme di umiltà della Croce e di gioia del Signore risorto, che nel Concilio ci ha dato un grande indicatore di strada, possiamo andare avanti gioiosamente e pieni di speranza.

  134. mauro scrive:

    Caro Cherubino, ma almeno l’hai letta? Si direbbe che l’hai solo sfogliata perchè non te ne sei accorto. Tu guardavi solo ai temi religiosi, il sociale non ti importava.

  135. Artefice1 scrive:

    Ciao Cherubino………””” un piccolo suggerimento a mauro: provi a contare le citazioni della Centesimus annus di Giovanni Paolo II…”””

    Direi che Marx non ha fatto pratica nell’altro mondo. Non ti pare? Sarà andato all’oratorio.

  136. Cherubino scrive:

    Artefice, tutti sanno che Marx era ebreo, figlio di un rabbino. Si fece battezzare -pare per opportunismo- a 25 anni, nella Chiesa luterana. Quindi non frequentò l’oratorio, semmai vi fosse.

  137. Cherubino scrive:

    chissà cosa penserà Fellay di frasi come questa

    “rimane la grande eredita del Concilio, che ha aperto una strada nuova, e sempre una magna charta del cammino della Chiesa, molto essenziale e fondamentale” Benedetto XVI

    devo dire anche che mi diverte questa nuova strategia: prima si inveisce, si costruiscono scenari fantasiosi… poi quando arriva una prova inoppugnabile di tanta fantasia si tace, si ignora, poi dopo un pò si fa come niente fosse e si ricomincia da dove si era lasciato. Una tattica molto simile alla strategia del controllo mass-mediale in corso: la scomparsa delle notizie, e quando non si possono far scomparire si ignorano, si relegano nello sfondo. Finchè scompaiono.

    Fa niente, torneremo a rinfrescare la memoria quando occorrerà.

  138. Luisa scrive:

    Ritorno a questo post e vedo che cherubino continua senza stancarsi il suo processo contro la FFSPX!
    Per portuna che cherubino non fa parte della commissione che alla CDF discuterà con la FFSPX, per fortuna che le persone che saranno in carica di questo delicato e importante compito non sono riempiti dello stesso disprezzo viscerale contro la Fraternità.
    Almeno lo spero! ;)

    Sono sempre molto divertita nel vedere questi grandi difensori del Vaticano II eretto in dogma assoluto, accusare e attaccare chi osa commettre il crimine supremo di mettere dei bemolle a certi testi del Concilio e sopratutto allo spirito che ne è seguito.
    Questi grandi difensori della “Chiesa conciliare” (card. Benelli) o “postconciliare”, termini assolutamente impropri, come se esistese una Chiesa preconciliare, conciliare e postconcilaire, sono sovente i primi a non rispettarne la lettera!

    Rimetto in link un articolo di Robert Spaemann

    Che cosa significa accettare il Concilio Vaticano II?

    http://blog.messainlatino.it/2009/05/che-cosa-significa-accettare-il.html

  139. Artefice1 scrive:

    Storicamente i tempi del dopo Concilio sono stati quasi sempre molto difficili.

    “Anch’io ho vissuto i tempi del Concilio – ha risposto il Papa -, essendo nella Basilica di San Pietro con grande entusiasmo e vedendo come si aprivano nuove porte e pareva realmente essere la nuova Pentecoste, dove la Chiesa poteva nuovamente convincere l’umanità, dopo l’allontanamento del mondo dalla Chiesa nell’Ottocento e nel Novecento, sembrava si rincontrassero di nuovo Chiesa e mondo e che rinascesse nuovamente un mondo cristiano ed una Chiesa del mondo e veramente aperta al mondo. Abbiamo tanto sperato, ma le cose in realtà si sono rivelate più difficili. Tuttavia rimane la grande eredità del Concilio, che ha aperto una strada nuova, è sempre una magna charta del cammino della Chiesa, molto essenziale e fondamentale. Ma perché è andata così?”.

    Storicamente i tempi di un dopo Concilio sono quasi sempre molto difficili. Dopo il grande Concilio di Nicea – che per noi è realmente il fondamento della nostra fede trinitaria, di fatto noi confessiamo la fede formulata a Nicea – non è nata una situazione di riconciliazione e di unità come aveva sperato Costantino, promotore di tale grande Concilio, ma una situazione realmente caotica di lite di tutti e contro tutti.
    Altrettanto in preparazione del primo Concilio di Costantinopoli nel 381. L’imperatore invita San Gregorio Nazianzeno a partecipare e questi risponde: No, non vengo, perché io conosco queste cose, so che da tutti i Concili nasce solo confusione e battaglia, quindi non vengo. E non è andato.
    ———————————————–
    Solo attraverso il SENSO si realizza ogni RELAZIONE, CON Partecipata. Sotto la preminente e sempre decisiva azione guida dello Spirito Santo (Sentimento Determinante) Libera dai rischi del libero arbitrio dei Cherubini.
    ………………………………………..

  140. Artefice1 scrive:

    Cherubino……………Rassegnati!!! E affida il cuore alla Pace non ai significati.

    Ogni Concilio é una sfilza di COM-Promessi.
    Promesse INSOLVIBILI.

    E’ IMPRESCINDIBILE E INDISPENSABILE IL CON!!! SENSO DETERMINANTE!!! CHE LEGITTIMA!!!

    CHI HA LA CAPACITA’ DI LEGITTIMARE???

    Te lo suggerisco, visto che ti risulta un Mistero.

    LA PERSONA.

    Smettila di Giocare col Potere.

  141. Artefice1 scrive:

    Cherubino………………..mi è scappato un sentimento mentre scrivevo.

    Anche se lo avrebbe detto il papa.
    Nessun Concilio può CON-Vincere.
    Il COM-Promesso resta una Promessa col Destino Segnato non Segnata dal Destino.

    CON-Vince SOLO il CON-Senso e basta. UN ASPETTO!!!
    Anche se l’Esistenza intera, per aspettare, non ti basta. Accontentati della Famiglia.

  142. Cherubino scrive:

    la retorica di Luisa ormai è sempre la stessa… processo ? chi ha parlato di processo ? non certo io.
    Non è un processo, non è neanche un tè all’inglese. E’ inutile nascondersi dietro un dito: la posizione della FSSPX non si è mossa di un millimetro. E allora mi sembra di portare qualche elemento di chiarimento verso chi sta alimentando fantasie ed aspettative su questo incontro. Le idee di Levada, Morerod, dello stesso papa che definisce il Concilio Vaticano II una “magna carta”, cioè un documento fondativo, una sorta di piccola Costituzione, lasciano pochi dubbi sul fatto che i lefevbriani non possono aspettarsi gandi “cedimenti”.
    Infatti stanno affilando i coltelli.
    Nè d’altra parte gli interventi di Bellunato lasciano intendere che vi sia la minima ammissione di errore da parte loro. Questo non è un processo, semmai quello che fate voi alla Chiesa della gente comune, alle parrocchie, ai movimenti, al clero che non si interessa del Vetus ordo, ai Vescovi che devono curare “la pecora grassa e la pecora magra”… questi sono processi, e sono processi ben strani, dato che ogni difesa e ogni tentativo di argomentare vengono demonizzati e riletti come “attacchi”. Tattica astuta, ma che non servirà a nulla.

  143. Cherubino scrive:

    “Cherubino………………..mi è scappato un sentimento mentre scrivevo.” e meno male che non ti è scappato altro !

  144. Cherubino scrive:

    chissà poi cosa pensa Fellay di quest’altro passo di RAtzinger:

    “Mi sembra molto importante che adesso possiamo vedere con occhi aperti quanto è anche cresciuto di positivo nel dopo Concilio: nel rinnovamento della liturgia, nei Sinodi, Sinodi romani, Sinodi universali, Sinodi diocesani, nelle strutture parrocchiali, nella collaborazione, nella nuova responsabilità dei laici, nella grande corresponsabilità interculturale e intercontinentale, in una nuova esperienza della cattolicita della Chiesa, dell’unanimita che cresce in umilta e tuttavia e la vera speranza del mondo. E cosi dobbiamo, mi sembra, riscoprire la grande eredità del Concilio che non è uno spirito ricostruito dietro i testi, ma sono proprio i grandi testi conciliari riletti adesso con le esperienze che abbiamo avuto e che hanno portato frutto in tanti movimenti, tante nuove comunita religiose.”

    e dire che qualcuno si è fissato con il motivetto della “crisi della Chiesa” …

  145. Artefice1 scrive:

    Ma Cherubino…..sei un sasso?

    Bisogna vedere se “quanto è cresciuto”
    nel dopo concilio
    è il niente che C’ERA,
    PER fare,
    oppure
    sarebbe cresciuta una Sostituzione.

    Avendola subita posso dirti che è una Sostituzione.

  146. Luisa scrive:

    Retorica?
    La mia sarà sempre la stessa ma come retorica ripetitiva lei non è secondo a nessuno!

    Cherubino c`è chi si inventa una crisi della Chiesa e c`è chi si inventa una primavera, anzi una nuova primavera della Chiesa.

    Dei due chi ha la maggiore immaginazione?

    Aprendo gli occhi e osservando tutta la realtà, e non solo quella che si predilige, ma ancora più semplicemente ascoltando il Santo Padre nei suoi interventi sempre più accorati, io direi che chi nega che nella Chiesa vi sia una crisi, ah di certo non la prima e senza dubbio non l`ultima, fa prova di una cecità e cocciuttagine senza limiti.
    Tattica astuta?
    Come può chiamare tattica le domande che salgono sempre più insistenti da chi si interroga su questa crisi reale e non immaginaria, domande che vengono dalla Chiesa della gente comune per usare la sua strana espressione ?

  147. Artefice1 scrive:

    Cherubino………… simboleggi un sasso.

    Perché sei arido.
    Non esprimi un sentimento tuo.
    Ottieni il massimo rendimento, sfruttando sempre le parole di altri,
    La Forza è la sola logica che *COM-Prendi.
    Sei PER-Suaso e non hai una risposta Sensata

    Com’eri bello quando t’ha fatto

    *COM: sigla di Comandante.
    Il tuo DIO, (a questo punto diverso dal mio,) PADRE CREATORE, a chi ha affidato la Terra nel Rispetto del Mondo?

  148. Cherubino scrive:

    “magna carta”, Luisa, “magna carta”, parola di Benedetto XVI

  149. don stefano bellunato scrive:

    intanto Zenit…
    ———-
    Fraternità San Pio X: imminente la ristrutturazione di Ecclesia Dei

    Nuove minacce di scomunica in Germania

    di Kris Dmytrenko*

    TORONTO (Canada), martedì, 16 giugno 2009 (Zenit.org).- E’ imminente l’annuncio secondo cui sarà la Congregazione per la Dottrina della Fede a supervisionare d’ora in poi i colloqui con la Fraternità di San Pio X, afferma il suo Superiore generale.

    Il Vescovo Bernard Fellay ha rivelato a ZENIT che la Congregazione gli ha rivelato la pubblicazione imminente – prima del 20 giugno – di una dichiarazione emessa come “motu proprio” (di propria iniziativa) da Benedetto XVI sulla nuova struttura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

    Il Vescovo ha confermato di aver incontrato il 5 giugno il Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Durante una visita di questo lunedì a Toronto, il Superiore generale ha spiegato che la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita proprio per supervisionare il processo di “guarigione” dello strappo venutosi a creare tra questa Fraternità sacerdotale e la Chiesa cattolica, rimarrà un’entità distinta all’interno della Congregazione vaticana.

    “In base a ciò che abbiamo ascoltato”, ha osservato il Vescovo, “l’ipotesi più probabile è che uno dei monsignori della Congregazione sia il capo esecutivo di Ecclesia Dei. Per questo sarà unito strettamente alla Congregazione”.

    Il Vescovo Fellay era stato scomunicato insieme ad altri tre Vescovi ordinati dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre, nel 1988, senza approvazione vaticana. Benedetto XVI ha rimesso la scomunica nel gennaio scorso.

    La Fraternità di San Pio X non ha ancora lo status canonico richiesto per il legittimo esercizio del ministero, che, secondo una Lettera inviata da Benedetto XVI a marzo a tutti i Vescovi della Chiesa, potrà essere garantita solo quando la Fraternità accetterà l’autorità del Concilio Vaticano II e gli insegnamenti magisteriali dei Papi dal Concilio in poi.

    Dal 2000 la Pontificia Commissione è stata guidata dal Cardinale Darío Castrillón Hoyos, che il Vescovo Fellay ha descritto come “molto amichevole” nei confronti della Fraternità. Il presule ha affermato che, anche dopo il suo incontro del 5 giugno con il Cardinal Levada, non è sicuro di come i cambiamenti attesi interesseranno i negoziati con il Vaticano.

    “Non lo conosco [il Cardinal Levada] abbastanza per poterlo dire. […] Quando siamo stati ricevuti è stato molto cortese. […] Francamente non so se ci saranno dei cambiamenti reali e quali potranno essere”.

    Nuove scomuniche

    La cosa più urgente per la nuova leadership di Ecclesia Dei sarà evitare una nuova serie di scomuniche. Il 27 giugno, il Vescovo “lefebvriano” Alfonso de Galaretta dovrebbe ordinare tre sacerdoti e tre diaconi nel seminario della Fraternità a Zaitzkofen, in Baviera (Germania). Il Vescovo Gerard Muller di Ratisbona ha avvertito la Fraternità che, fino a che non verrà risolta la questione dello status canonico, le ordinazioni mancherebbero dell’autorizzazione dovuta e quindi farebbero incorrere in misure disciplinari.

    “Il nostro Vescovo sta aspettando un consiglio su come rispondere”, ha affermato il portavoce diocesano Jakub Schotz all’inizio di giugno. “Ci sarebbe quasi sicuramente una scomunica per questi sacerdoti e per il Vescovo che li ordina”.

    Il Vescovo Fellay ha affermato che la Fraternità di San Pio X ha già rimandato quest’anno delle ordinazioni al suddiaconato a Ratisbona e ha detto di credere che il Vaticano ora “non abbia problemi di fondo” nei riguardi delle prossime ordinazioni sacerdotali.

    “Non possiamo dire ‘smetti di respirare’”, ha osservato in difesa dell’amministrazione dei sacramenti da parte della Fraternità. “Abbiamo bisogno di respirare. E se il Papa è stato così buono da rimettere la scomunica significa che non vuole che moriamo”.

    La Fraternità sta progettando, quindi, di procedere con le ordinazioni, nonostante la preoccupazione del Vescovo Fellay che una nuova scomunica possa “compromettere tutto” e far deragliare i colloqui con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Al centro di questi colloqui saranno le condanne senza ambiguità da parte della Fraternità del Concilio Vaticano II, soprattutto in riferimento alle affermazioni conciliari sulla libertà religiosa, l’ecumenismo e la separazione tra Chiesa e Stato.

    Il Superiore generale di origine svizzera ha confessato di voler risolvere queste questioni dottrinali prima di accettare lo status canonico nella Chiesa, ed ha insistito sulla sua apertura verso una posizione di compromesso provvisorio con il Vaticano.

    “Se Roma ci desse sufficienti garanzie per così dire di sopravvivenza, penso che prenderemmo senz’altro in considerazione la cosa”, ha affermato. “Non abbiamo ovviamente alcun problema circa il nostro riconoscimento da parte della Chiesa”.

    ————

    * Kris Dmytrenko è produttore associato della Salt and Light Television, con base a Toronto. Salt and Light trasmetterà un’intervista esclusiva al Vescovo Bernard Fellay domenica 28 giugno all’interno di una puntata della serie di interviste Witness (Testimone), presentata da padre Thomas Rosica, CSB.

    [Traduzione dall'inglese di Roberta Sciamplicotti]

  150. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    ” fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al magistero post-conciliare della Chiesa”

  151. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, attento ai dettagli apparentemente insignificanti “UNA magna charta”, non LA magna charta.

  152. Cherubino scrive:

    certamente Mandis, hai fatto bene a sottolinearlo, ma questo non fa altro che confermare l’importanza del Concilio che “siede” al fianco di tutti gli altri Concili e atti di alto magistero del papa. E poi, LA magna carta, se per questo, è il Vangelo.

  153. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Queste parole mi sembrano un dettaglio moooooooooooooolto “Significante”

    “fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al magistero post-conciliare della Chiesa”

  154. Giovanni Mandis scrive:

    la Magna Charta sono la Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione che sono le due colonne del cattolicesimo.
    i cattolici devono essere fedeli al concilio di trento come al vaticano primo e al vaticano secondo e al magistero della Chiesa di ieri e di oggi.

  155. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Sig. Mandis, il problema è che la fraternità sembra abbia più di qualche problema col Concilio Vaticano II in quanto “sostengono che con il Concilio Vaticano II è la dottrina cattolica ad essere cambiata”

  156. Luisa scrive:

    Ubi, penso che il suo entusiasmo sia forse mal motivato!
    Perchè crede che il Santo Padre è oggi obbligato rivolgendosi a dei vescovi e cardinali di Santa Romana Chiesa, non a dei vescovi della FFSPX , di ricordare loro la fedeltà ai testi del Concilio Vaticano II, troppo spesso oggetto di interpretazioni abusive ad opera del famoso spirito del Concilio e dei suoi zelanti e creativi ideologi?
    Perchè crede che deve senza sosta ricordare la lettera del Concilio, i suoi documenti?
    Come se quei testi fossero ancora oggi più di 40 anni dopo da scoprire?
    E lo fa rivolgendosi a dei vescovi cattolici?
    Lo trova normale? Io no!

    E perchè sente il bisogno di parlare di fedeltà al Magistero postconciliare, appunto quello che fra l`altro contiene tutti i richiami al concilio anche a seguito di tutte le sue applicazioni errate.
    Perchè deve farlo parlando a dei vescovi cattolici se non perchè quel Magistero è stato troppo sovente ignorato?

    Non penso ci sia motivo di rallegrarsi per quei richiami, anzi sono la conferma che se si domanda fedeltà è perchè questa fedeltà è mancata!
    Come stupirsi del resto conoscendo la situazione della Chiesa in Austria, ma non solo?

    Poi ci si può anche domandare come mai quei testi hanno permesso tutte quelle interpretazioni abusive…ma questa è un`altra storia, un capitolo a parte!

  157. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa, questi discorsi da Lei……????????
    Ma non difendeva loro e diceva con loro che il Concilio Vaticano II ha cambiato la fede?????
    E le sue affermazioni sull’Ecumenismo??????
    E le sue affermazioni sulla liturgia???????
    E i suoi continui collegamenti ad artcicoli che parlavano di ciò??????
    Se ha “metabolizzato” il Concilio sono contento per lei!!!
    Non si può però affermare tutto ed il contrario di tutto.
    Io leggo TUTTI i blog…… e lei lo sa!!!!!!!
    Vedo anche ciò che scrive altrove!!!!!!
    Faccio copia incolla o metto i link?????
    Suvvia si decida!!!!!

  158. Cherubino scrive:

    Luisa, chi le dice quale sia il motivo per cui il papa ha fatto quella specificazione ? io lo leggo più come una rassicurazione rivolta a tanti cristiani, laici e prelati, preoccupati per i tanti attacchi al Concilio da gente come lei.
    L’incontro dei vescovi con il papa è stato su tanti argomenti relativi alla Chiesa d’Austria, e non è mistero che sono state mosse domande anche sul significato della remissione della scomunica ai lefevbriani, sui colloqui che si avvicinano, sulle ordinaizoni illeggittime che si stanno per compiere, ulteriore offesa al papa e alla Chiesa.

  159. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Risponda chiaramente Luisa, accetta IN TOTO il Concilo Vaticano II (inteso come lo intende Sua Santità Benedetto XVI???

    [SI] [NO]

  160. Luisa scrive:

    Ubi sta delirando?
    Ha letto la fine del mio messaggio?
    Io non sono affatto un`incondizionale del Concilio Vaticano II, non lo considero un dogma ho letto i suoi documenti, partendo da quello sulla Liturgia, e constato il triste stato della Chiesa oggi nel 2009.
    Ma io sono una semplice fedele, il Papa oggi si rivolgeva a dei vescovi e cardinali, che abbia dovuto domandare loro fedeltà al CV II e al Magistero petrino è abbastanza sintomatico e rivelatore.

  161. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Signora Luisa, senza offesa, chi scrive crede che della buona educazione, nel suo piccolo, possa farsene un vanto. Nei confronti di TUTTI. Figurarsi poi di una Signora, come ho sempre fatto nei suoi confronti. Quindi, educatamente, la inviterei ad non usare nei miei confronti la parola “delirio”.
    Sono perfettamente lucido, orientato e mnesico e ho il sensorio integro.
    Quindi si allo scherzo, no alle parole “non misurate”.
    Usi tranquillamente “sogna” o “è trasognato”.
    Non se la prenda, so essere estremamente sincero:

  162. Luisa scrive:

    Mi dispiace Ubi se l`ho offesa, allora mi correggo:
    Ubi sta sognando?
    Il modo in cui lei mi domanda di rispondere alla su domanda, come potrei definirlo, senza offenderla…..imperioso? Le va? Forse non è nemmeno francese?
    Poi le dirò che in francese, “tu délires”? non ha la portata che lei sembra dare in italiano!
    Può anch essere scherzoso!
    Comunque detto questo e per essere ancora più precisa, caro Ubi, vuole che le parli dell`ecumenismo fai da te, della liturgia fai da te, della teologia fai da te, della religione fai da te, come le vivo nel mio Paese e come sono vissute in Francia, Germania, Austria e penso anche in Italia?
    Perchè questo è potuto succedere ?
    Solo a causa del falso spirito conciliare o forse già nei testi c`era in nuce la possibiltà di queste derive intepretative che hanno portato all`emorragia dei sacerdoti che lasciavano, alla crisi delle vocazioni, alla desacralizzazione della Liturgia, all`allontanamento dalla pratica della fede, ad un ecumenismo dove sono sempre solo i cattolici a rinunciare e fare concessioni come sulla Presenza Reale, la Santa Messa trasformata in un banchetto =cena sempre più simile alla cena protestante, per non parlare della consapevolezza dell`identità cattolica sempre più fievole?

    Sì, non sono un`incondizionale del Concilio Vaticano II, mi pongo molte domande e cerco di trovare le risposte…

  163. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cosa dirle, rispetto l’opinione degli altri, anche se me ne dispiaccio……
    certo però… ne perde lei, nel momento in cui chiede agli altri (vescovi) l’obbedienza che lei dichiara di non avere.
    Cisi ne perde lei quando richiama all’obbedienza (giusta e dovuta!) al magistero del Papa (così come lo è il M.P. S.P.) e poi ne scarta una parte.
    Mi spiace dirlo ma sembra che “si serva a quel supermarket della fede” che lei ha sempre (come faccio io) sempre condannato.
    Questo giusto per chiarirci.

  164. Luisa scrive:

    Con la sola differenza che io non ho pronunciato un solenne “VOLO” che mi legava al Vescovo di Roma, al quale promettevo obbedienza .
    Rispetto la sua opinione anche se non la condivido.

  165. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa…… il Battesimo e la …..Confermazione, non sono un “Solenne Voto”??????
    La Confermazione l’amministra …. il Vescovo.
    Che poi il Vescovo di Roma è…… il Papa.

  166. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa, ….

    Rinuncio…..
    Rinuncio….
    Rinuncio….

    CREDO….
    CREDO….
    CREDO..la Santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati , la risurrezione della carne e la vita eterna

  167. Cherubino scrive:

    l’arte della … trasformazione. Il papa ha dovuto “domandare loro [i vescovi riuniti con lui] fedeltà al CV II e al Magistero petrino” dice Luisa.

    L’agenzia stampa invece dice “ha richiamato l’urgenza dell’approfondimento della fede e della fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al Magistero post-conciliare della Chiesa, e del rinnovamento della catechesi alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica”.

    Ora, dire ad uno che è urgente qualcosa è chiaramente in italino non un rimprovero, ma una missione, un indicazione di lavoro.
    Certo c’era un richiamo ad una fragilità ecclesiale da curare, correggere. Ma è del tutto fuorviante far credere che il papa abbia rimproverato i vescovi. Anzi l’agenzia dice che l’incontro si è svolto “CON VIVO AFFETTO COLLEGIALE”. Sono le parole che indicano un rimprovero ?

    Quello che emerge, e che si vuole offuscare, è
    1) l’unità del papa con questo episcopato austriaco al quale il papa si è presentato come un fratello maggiore;
    2) il chiarimento, rivolto a TUTTI, che il dialogo non significherà sicuramente mettere in discussione il Concilio Vaticano II.

    Aggiungo come mia osservazione un dato di contesto. Una tale dichiarazione mi sembra un indiretto avvertimento ai lefevbriani. Si sa che c’è in arrivo il problema delle ordinazioni prossime in casa lefevbriana. Proprio di queste ore c’è stata le dichiarazione di Fellay sulla possibilità di un rientro a patto che non si imponga loro l’accettazione piena del Concilio. La dichiarazione del papa contenuta nella dichiarazione stamapa è “casualmente” l’esatto opposto.
    Come non vederci una pronta risposta all’ “offerta” di Fellay ? Se non fosse intenzionale sarebbe un atto di imprudenza, dato che verosimilmente i lefevbriani non prenderanno molto bene queste parole.
    Mi sembra che se da un lato si vuole dialogare si stanno anche mettendo dei bei paletti alla discussione, da entambe le parti, come per far capire quella che nelle strategie di negoziazione è “l’opzione di uscita”, ossia il punto di rottura, gli elementi non negoziabili. Farlo capire in anticipo è un modo per cercare di non fallire prima ancora di iniziare, nella speranza che l’altra parte ci pensi bene prima di arrivare alla rottura.
    Purtroppo, non sembra che l’avvicinarsi degli incontri sia accompagnato da un avvicinamento. Al contrario vi segnali evidenti di una tensione crescente.
    Quello che certamente in Vaticano, a cominciare dal papa, stanno cercando di far capire, è che la Chiesa non ritiene di avere errori dottrinali da correggere, nè papi passati da bacchettare.

  168. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Quindi…..
    quella Promessa la lega Chiesa Cattolica…….
    il cui capo visibile è.. il Papa….

    Oggi se non sbaglio il Papa, oltre al riferimento al Concilio, nell’incontro con i vescovi, ha fatto riferimento anche al…… Catechismo della Chiesa Cattolica.

  169. Luisa scrive:

    Ubi invece di farmi lezioni, sempre ben accette…. potrebbe esprimersi su ciò che ho scritto, comunque lei mi ha posto una domanda, io le ho risposto.
    Buona notte, senza troppi incubi musicali….

  170. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    …. meglio se…….. non mi esprimo……
    Buonanotte…….

  171. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino… un saluto……

  172. Cherubino scrive:

    resto abbastanza stupito di una dichiarazione del genere da parte di Luisa: “Con la sola differenza che io non ho pronunciato un solenne “VOLO” che mi legava al Vescovo di Roma, al quale promettevo obbedienza . Rispetto la sua opinione anche se non la condivido.”

    Atteso che “volo” penso volesse essere “voto”, e restando semplicemente alle parole, mi chiedo come si possa dimenticare che il battesimo è un voto di obbedienza al papa e al proprio Vescovo. Castità, povertà e obbedienza sono le tre virtù del battesimo. Esprimono la rinuncia ai tre vizi fondamentali del potere, della ricchezza e dell’orgoglio.
    E l’obbedienza del credere rispetto al magistero si deve anche a quell verità da ritenere infallibili anche se non esplicitate come dogma.
    Dice la Congregazione per la dotrtina della fede in “Professione di fede e Giuramento di fedeltà” (29.6.1998)

    “La terza proposizione della Professione di fede afferma: «Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il romano pontefice o il collegio episcopale propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo».
    A questo comma appartengono tutti quegli insegnamenti in materia di fede o morale presentati come veri o almeno come sicuri, anche se non sono stati definiti con giudizio solenne né proposti come definitivi dal magistero ordinario e universale”.

    Questo si chiama magistero ordinario autentico, cui si accompagna il magistero straordinario e definitorio (sempre infallibile) e il magistero ordinario definitivo (anche questo infallibile).

    Quindi il campo del “Rispetto la sua opinione anche se non la condivido” non è molto ampio, ovviamente per un cattolico. Tanto più se laico. E certamente non include un Concilio ecumenico.

  173. Cherubino scrive:

    ciao Ubi, ad maiorem Dei gloriam.

  174. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino……..
    già detto tutto … ma…..

  175. Cherubino scrive:

    ah dimenticavo, ho trovato una bella sintesi, molto semplice, su infallibilità magistero ed obbedienza.

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=376

  176. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Certo Cherubino. Per la maggior Gloria di Dio.

    Purtroppo però da certe parti sembra si lavori per la
    maggior gloria …. della…….. boria….
    La.. vanitas….. di essere.. “gli eletti”, “il piccolo gregge”.
    Speriamo……

  177. Enos scrive:

    Un saluto a tutti, volevo solo aggiungere che ho letto il link proposta da Luisa (l’articolo di Robert Spaeman) e posso dirle tranquillamente che, nella Chiesa da me frequentata abitualmente, tutte le malefatte e disubbidienze ai documenti conciliari, al magistero millenario ed alle indicazione per la liturgia della Chiesa universale ( “il negare apertamente i dati della fede definiti durante i concili anteriori e confermati dal Concilio Vaticano II”, il contestare da parti di teologi e vescovi del concetto di “sacrificio della Messa”, “il relativismo e un pluralismo scettico” proclamato e diffuso da alcuni teologi, la mancanza al “richiamo del celibato sacerdotale”, l’introduzione di “novità la cui utilità non è giustificata” , “la sparizione del Simbolo Niceno-costantinopolitano”) non sono vissute o propagandate in alcun modo. Se talvolta si assiste a troppa “inventiva” nella celebrazione, non si ha paura di farlo notare, con la dovuta fermezza e dolcezza, a chi di dovere.

    Pax et Bonum

  178. Luisa scrive:

    Cherubino, amico mio, o dovrei chiamarla signor professore, o signor catechista, per caso i vescovi non pronunciano un solenne “volo” , al momento della loro ordinazione?
    A meno che sia sorda è ciò che ho ascoltato in San Pietro.
    Comunque le suggerirei di dare i suoi preziosi e documentati avvisi ai vescovi di Santa Romana Chiesa.
    Hanno un gran bisogno di riascoltarli!

  179. Artefice1 scrive:

    Ubi humilitas, ibi sapientia. Scrive: June 16th, 2009 at 7:47 pm

    Ubi………..Umilmente. (Sempre che tu non abbia già fatto incetta di tutta l’UMILTA’.)
    Posso?
    Mentre si stà parlando di CON-Cilio, mi pare esagerato carpionarsi su una parola, ritenendo fra l’altro essa possa CON tenere sempre l’Intero Sentimento da assegnare all’autore. Siamo proprio sicuri che sia di Luisa?
    Determinante Parola da te Definita proprio col tuo Sentimento Appassionato.
    Si direbbe che tu riesca facilmente nell’operazione di trasformazione Passione / convenzione. Normalmente a me quasi impossibile.

    Mi sento Campagnolo, e va bene.
    Eppure, guarda caso.
    Proprio il qui presente ti avrebbe rivolto la parola, (a questo punto sarei curioso di sapere se ti è potuta essere sembrata educata. Potrei pensare ad un’apparizione.) ma la tua signoria che si distingue PER educazione, non si permette CON-Cedere, sia pre, un rifiuto espresso e motivato, dunque un’udienza, visto l’argomento trattato, proprio quando il Sentimento Determinante sarebbe d’obbligo, come avrebbe testimoniato anche Gesù Cristo.

    D’altro canto ci sarebbe la CON-Siderazione.
    Questa farebbe Pensare.
    Di Trattare puntualmente ogni particolare della Vita, Unico problema al quale ciascuno è come minimo Incuriosito, e dalla quale non ci si dovrebbe sottrarre.

    CON – Tra. – Porre, alla sempre auspicabile Relazione, una parola, detta magari, come pare, a sostegno di un lodevole Argomento, lascia quell’amaro, foriero di rancori.
    Mi chiedo.
    Se tutto viene da Dio, Libertà COM-Presa soltanto, Il Rancore causato dalla mancata Relazione non rileva affatto? Conta solo l’immagine?

    Allora devo chiederti, prendendo come oro colato la tua esperienza.
    Che funzione avrebbe l’Educazione?

    Tutto quanto potrebbe Essere educato?
    Oppure il TUTTO potrebbe Sembrare educato?
    Da chi?
    Potrebbe bastare la Riconoscenza?

    p.s.
    Avrei anche l’Impressione che ignori, come fosse dovuta, la Fatica che ogni spunto COM – Porta.
    In questo caso il mio, sempre inutile.

  180. Enos scrive:

    Allora d’accordo, cara Luisa, acclamiamo Cherubino, a furor di popolo (come Sant’Ambrogio), a vescovo ausiliare di qualche diocesi, magari svizzera o austriaca?
    Eh eh, tanto sappiamo che può sopportare un po’ di follia da parte nostra!

    Pax et Bonum

  181. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Artefice 1

    Mi scuso se il “pigliate na pastiglia” ti ha offeso.

    Godo anche di buona memoria. Me ne pentii ma non me ne scusai.
    Lo faccio ora.
    Un caro saluto.

  182. Luisa scrive:

    Ah, cherubino , mi era sfuggito uno de suoi commenti, adesso capisco meglio, dunque solo per essere precisi, la mia frase. “Rispetto la sua opinione anche se non la condivido”…era rivolta a Ubi….unita ai miei auguri di buona notte che rinnovo! ;)

  183. Artefice1 scrive:

    Cherubino…….Spiegati meglio, altrimenti resto indietro.
    Temo di Essere. Troppo avanti.

    “””Atteso che “volo” penso volesse essere “voto”, e restando semplicemente alle parole, mi chiedo come si possa dimenticare che il battesimo è un voto di obbedienza al papa e al proprio Vescovo. Castità, povertà e obbedienza sono le tre virtù del battesimo. Esprimono la rinuncia ai tre vizi fondamentali del potere, della ricchezza e dell’orgoglio.
    E l’obbedienza del credere rispetto al magistero si deve anche a quell verità da ritenere infallibili anche se non esplicitate come dogma.
    Dice la Congregazione per la dotrtina della fede in “Professione di fede e Giuramento di fedeltà” “””

    Nei Sacramenti il Celebrante, dunque il Sacerdote, non sarebbe il rappresentante di Dio in terra (vescovo compreso)?

    Dunque il rapporto Sacramentale che si Determina è tra il Battezzato e Dio?
    Oppure col Potere Naturale?

    Cominciamo così per asesso.

  184. Artefice1 scrive:

    Ubi…….te l’ho detto da campagnolo ci passo sopra.

    Ma se svicoli tirando in ballo il trapassato, non posso ritenere quell’oro colato della tua educazione.

  185. Luisa scrive:

    Sono sicura, Enos,che cherubino si troverebbe perfettamente a suo agio con certi vescovi svizzeri, ancor più a suo agio con certi cattolici di base, tanto forse da perfino dimenticare di farli usufruire delle sue preziose lezioni sulle virtù della disciplina e dell`obbedienza al Successore di Pietro e al suo Magistero.
    Eppure Dio solo sa quanto bisogno avrebbero di avere qualcuno che ricordasse loro certi principi.
    Sono stata molto contenta perchè a seguito dell`ultima riuniuion della CES, i vescovi svizzeri hanno ammesso che molti cattolici si sono lamentati del trattamento subito dal Papa nei media negli ultimi tempi, cattolici sconcertati anche dal silenzio dei vescovi che non solo non avevano difeso il Santo Padre ma avevano al contrario pubblicato un comunicato molto critico che aveva fatto la gioia dei media.

  186. Artefice1 scrive:

    Ubi……..non sono sicuro d’un fatto.

    Come detto io passo sopra senza scompormi alle Cose prive di Senso, perché al vivente compete il giusto non Quello che perdona.

    Non saprei però come la pensa Quello che Perdona.

    Nel dubbio potrei suppore che sarebbe un’adeguata difesa il Fatto se tu abbia a rispondere nel merito a quel mio commento.

    Probabilmente eviteresti la CON-Danna e magari ricevi dei buoni.

  187. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Artefice
    Riformulami la domanda.
    Ci penso tutto (il turno) di notte e domani ti rispondo.

  188. Artefice1 scrive:

    Ubi……..Non é una domanda.
    Dove vedi il punto di domanda?

    Sarebbe un’orazione.

    Che detto brutalmente dice.

    Al Vivento compete il Giusto e non quello che Perdona.

    Dunque rispondi agli argomenti e vai pari.
    Le scuse non servono a nessuno tanto meno alla Vita.

    Con quello che Perdona farai tutto un conto, detratte le risposte.

    Buona Notte.

  189. Artefice1 scrive:

    Ubi……manca un Giuste, perché vedo che non capisci.
    Sforzati un tantino e mettici del tuo.

    Dedotte le risposte Giuste.

  190. Cherubino scrive:

    ah “volo” era latino ! il “voglio” dei vescovi… bè ma la sostanza non cambia di molto. E seppur mi faccia piacere che quella frase sull’opinione non condivisa fosse riferita ad Ubi e non al papa, rimane il fatto che il “volo” lo dice ogni cristiano, come spiegato con la citazione della Congregazione per la dottrina della fede (e il testo del domenicano linkato).

  191. Artefice1 scrive:

    Cherubino……….quelli li sono i soliti.

    Sono tutti PER e richiami singolari, PER-Fezionati da Fallibili. Giusto?

    Mi auguro come te che non fallisacno.

    Ma per capirLO servono i CON. E mi hai capito.

    Buona Notte.

  192. Silvano scrive:

    se il magnifico Padre Tyn avesse avuto tra le mani certi “cherubini rinnovati nell’alcool” li avrebbe polverizzati con l’eloquio …

  193. Enos scrive:

    Cara Luisa, ritengo che l’intransigenza di Cherubino nei confronti di tutto ciò che abbia a che fare con la Fraternità San Pio X ed alle tesi da essa sostenute sia una conseguenza di questo: la percezione del gravissimo pericolo, per la fede dei semplici (ma non solo), che comporta la denuncia di un Concilio Ecumenico della Chiesa universale, debitamente comvocato e proclamato dal papa legittimo, come “eretico”, non conforme al Magistero precedente. Una tale perdita di fede nei confronti della Chiesa e della sua indefettibilità ed infallibilità del supremo magistero ordinario di tutti i vescovi in comunione fra loro e con il papa (non questio “de papa heretico”, ma addirittura “de Magisterio heretico”) è di gran lunga più grave di qualunque, pur grave, abuso liturgico. Una tale perdita di fede era, ritengo, alla base di tutti gli errori di Lutero, (su questo cercavo tra l’altro di far riflettere con la storiella di qualche post fa). Chiedersi perché i documenti conciliari abbiano permesso in varie parti deviazioni dal vero Spirito che li animava sarebbe analogo al chiedersi perché dalle Lettere di Paolo, Lutero o Calvino abbiano dedotto le loro dottrine sulla giustificazione e predestinazione, dimenticando o travisando l’intera Sacra Tradizione precedente. “La lettera uccide, è lo Spirito che dà la vita”, senza la lettura nel complesso ecclesiale (di tutti i tempi ed iluoghi) e secondo lo Spirito, tutto anche le più chiare “costituzioni dogmatiche” rimangono “lettera morta”. Per avere il “Con-Vincimento” interiore (come direbbe qualcuno) della ortodossia del Concilio Vaticano II e del messaggio da esso recato alla Chiesa del Terzo millennio, è necessario un “atto di fede” (o fiducia) nella Chiesa e nel Suo Magistero, secondo le parole di Gesù. Atto di fede certamente ragionevole, ma non esclusivamente “razionale” (in tal caso, se bastasse solo la logica, la “fede” nella Chiesa non diventerebbe forse “certezza”, quale la si avrà solo nella visione beatifica?). La mia esperienza personale mi fa dire che dopo questo atto di fede iniziale, anche le motivazioni e le decisioni magisteriali diventano intimi convincimenti della coscienza, per nulla difficili da “comprendere” e “concepire”.
    “Credo ut intelligam , et intelligo ut credam”

    Pax et Bonum

  194. Luisa scrive:

    Come ho detto a Ubi, dico anche a lei Enos, rispetto la sua opinione ma non la condivido nel senso che considero gli abusi liturgici, gravissimi ben più gravi di una riflessione dovuta sul Concilio Vaticano, riflessione alla quale si sono consacrati molti studiosi, aspetto di poter leggere il libro di Monsignor Gherardini, e non vedo perchè dovrebbero essere prese in considerazione, accettate e osannate solo le teorie e interpretazioni di chi ha fatto del Concilio l`inizio di una nuova Chiesa, la Chiesa conciliare o postconciliare, di chi ha imposto la sua egemonia intellettuale durante gli ultimi 40 anni.
    Il mio buon senso mi suggerisce che qualcosa ha disfunzionato, il mio bisogno di capirne le ragioni, di andare a monte di un problema che ho sotto gli occhi, mi spinge a cercare, studiare, porre le domande a chi ne sa più di me.
    E sempre più mi dico che i testi stessi del Vaticano II contenevano dei termini ambigui che hanno permesso tutte le interpretazioni abusive e le derive alle quali assistiamo ancora oggi.

  195. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa, lei nella sua “semplificazione” purtroppo non tiene conto di una cosa fondamentale: qui non è in gioco la mia o la sua opinione su questo o quel fatto, o la scommessa a chi paga la bevuta. Qui è in gioco LA SALVEZZA DELL’ANIMA.
    Lei la riflessione non la fa dall’interno della Chiesa, ma dal punto di vista della fraternità. Ora devo purtroppo ricordare che comunque si voglia argomentare, la fraternità non è in piena comunione con Roma (altrimenti non ci sarebbero i “colloqui dottrinali”).
    Il problema come faceva giustamente notare Enos, è lo scandalo che possono ricevere i “semplici” e quanti potrebbero perdersi dietro idee malsane.
    Detto apertamente, ma non per offender, ma da alcuni commenti degli “appartenenti e parteggianti” trapela una scarsissima spiritualità. E’ la “spiritualità che forma il cristiano, non la sua cultura teologica (che molti hanno “deformata”).
    Se ama Cristo e se stessa lasci perdere, non si erga a giudice di vescovi e sacerdoti, preghi per loro. Accetti i sacramenti distribuiti da qualunque sacerdote, anche il più indegno, basta che quel sacramento sia lecito e valido.

    Ogni giorno è buono per fare come il figliuol prodigo e ritornare a casa del Padre.
    Approfitti ogni giorno che si può dire “oggi”.
    Del doman non v’è certezza.

  196. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa, e a proposito di.. “piena comunione”, e lecito ed illecito…… sembra che Roma si sia espressa sulla “illeicità” delle ordinazioni…….

  197. Enos scrive:

    Vorrei solo aggiungere alcune parole al mio precedente post:

    “Per avere il “Con-Vincimento” interiore (come direbbe qualcuno) della PIENA ortodossia del Concilio Vaticano II e del messaggio da esso recato alla Chiesa del Terzo millennio, è A MIO PARERE, necessario PRIMA un “atto di fede” (o fiducia) (ED UMILTA’) nella Chiesa e nel Suo Magistero, secondo le parole di Gesù.
    [...] La mia esperienza personale mi fa dire che dopo questo atto di fede iniziale, anche le motivazioni e le decisioni magisteriali diventano intimi convincimenti della coscienza, per nulla difficili da “comprendere” e “concepire”, CHIARI ANCHE NELLA COMPRENSIONE LOGICA INTELLETTUALE.
    “Credo ut intelligam , et intelligo ut credam”

    Ad esempio ritengo una grandissimo, definitivo ed irriformabile risultato del Concilio Vaticano II la dichiarazione “Dignitatis Humanae” che spiega il vero concetto di “libertà religiosa” (che non è da intendersi, come si spiega chiaramente, con l’indifferentismo religioso giustamente denunciato dal Concilio Vaticano I) così importante nel mondo contemporaneo in conformità piena con il Vangelo, la Sacra Tradizione (vedi la critiche, mi smebra di ricordare, di Sant’Ambrogio a Teodosio per l’esecuzione di un vescovo eretico e le motivazioni addotte) ed il Magistero precedente, rinunciando per sempre ad un ambiguo compromesso con l’autorità civile, iniziato ai tempi di Federico II (eresia = lesa maestà e quindi punibile con la pena di morte da parte dell’autorità civile).

    L’altro punto “dolens” del “subsistit” è stato ampiamente spiegato dalla Congregazione della Dottrina della Fede. Il motivo per cui è stato scelto questo termine nuovo è stato pure parimenti spiegato ed attualmente mi sembra che sia chiaro a chiunque voglia avvicinarsi ai testi con “retta coscienza” e non con spirito inutilmente critico ed autodistruttivo del suo essere parte della Chiesa (per non dire anche un po’ superbo ed arrogante).
    Idem dicasi del concetto di Chiesa come “Popolo di Dio”, suscitato dallo Spirito Santo (vedi episodio della prima Pentecoste), il quale Spirito lo nutre mediante i sacramenti e lo edifica suscitando i differenti carismi (visione pneumatologica della Chiesa, perfettamente complementare all’interpretazione “storica” e gerarchica). Lo stesso vale per il rinnovato impegno dei laici e la nascita dei movimenti ecclesiali (senza i quali anche molte delle vocazioni sacerdotali, non so se avrebbero avuto risposta che hanno avuto, nella nostra società scristianizzata). Cara Luisa, non rimanga più nella concezione di essere un membro di serie B nella Chiesa (non sono membro del clero, quindi devo dare meno fiducia ed amore alla Chiesa), ma riscopra il suo essere membro attivo, che prega e vive nella comunione ecclesiale. Così anche nella sterilità dell’ambiente ecclesiale in cui vive potranno nascere nuove vocazioni e rinnovamento liturgico, secondo i suoi intimi desideri. La “medicina” della Fraternità San Pio X per la crisi della Chiesa da lei vissuta, mi creda, la scongiuro, è sbagliata!

    Pax et Bonum

  198. Luisa scrive:

    “Semplificazione”…..libero, Ubi, di giudicare come tale la mia riflessione .
    Io non rifletto dal punto di vista della Fraternità alla quale non appartengo, ma dal mio punto di vista di cattolica, che è in grado di osservare e riflettere.
    Non penso affatto che la salvezza della mia anima sia messa in pericolo dai miei dubbi e dalle mie domande sul Concilio Vaticano !!
    Spero, Ubi, che avrà la stessa preoccupazione per lo scandalo che possono ricevere i piccoli quando è causato dal comportamento di certi sacerdoti cattolici, a tutti i gradini della scala gerarchica, una realtà questa, non un`ipotesi.
    Quanto alla “scarsissisma spiritualità”, la sua osservazione è talmente gratuita, presuntuosa, al limite dell`offesa, che preferisco rinviarla al mittente.
    Stesso dicasi per i consigli disinteressati e non richiesti alla fine del suo commento!
    Le ricordo che il suo nick è ubi humilitas…..

  199. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Luisa, ci mediterò su quello che dice. Ho bisogno di un pò di tempo però, diciamo qualche mesetto.

  200. Artefice1 scrive:

    Ubi……..Forse, come ecclesiastico, tu dovresti ignorare la parola rispetto.
    Perché la tua unica parola, sarebbe: “Fedele”

    Questa ultima diresti che sarebbe di un rispettoso fedele?

    Secondo me assomiglia a quella donazione di Luisa PER opere di bene che tu investi umilmente riconoscendomi al 12%.
    Mentre le opere di bene arriveranno, come dici tu, fra due mesi.
    Forse.
    Quando va bene.

    Ciao umile.

  201. mauro scrive:

    Caro Enos, a me sembra invece che sia difficile per la Chiesa ammettere di aver sbagliato ma se lo sta timidamente facendo è perchè riconosce che essa stessa si lasciò trasportare dalla rivoluzione culturale della sinistra che sfociò nel ’68 nei moti studenteschi. Rivoluzione culturale che ha sconquassato gran parte dell’Europa per i valori illusori che proponeva. Non vi era fondamento allora e non vi è fondamento oggi proseguire su quella via che ha danneggiato tutti, principalmente i fedeli cattolici che hanno assimilato concetti che nulla hanno a che vedere con la fede. Non cambiare equivale a mettersi sullo stesso piano di Lutero e Calvino, far nostre le loro tesi e sconquassare ancor di piu’ la Chiesa. Non penso che essa voglia lacerarsi, semmai riunirsi e la prova è la scomunica tolta ai lefevriani che, pur disobbedendo alla Chiesa, provano quanto essi fossero nel vero. Togliare quella scomunica è equivalso a togliere il velo che nascondeva tutte le falsità che uscirono dal CVII.
    Lei parla di perdita di fede nel considerare quel concilio “eretico”, io invece affermo che la perdita di fede è nel considerarlo legittimo perchè avalleremmo gli scismi, avallerremmo la frantumazione nella Chiesa, avalleremmo tutto quello che è stato ordito e scritto contro la Chiesa, metteremmo la Chiesa in balia di sè stessa, incapace di determimare il proprio scopo.
    L’infallibilità ed indefettibilità esiste solo quando non ci si lascia trasportare da mode. Lasciarsi confondere è confusione nella fede, non mancanza.
    E’ la stessa confusione che provano i fedeli, oggi disorientati ma non privi di fede.
    Quella fede, o fiducia, che Lei invoca, è parte fondante dei fedeli, non può essere considerata un’aggiunta per capire quello che la Chiesa sta facendo, nè può essere ragionevole o razionale. Fede è convizione personale , mai è un parto dell’intelletto o dei sensi. Lei prospetta una fede che si basa sulla “credenza”, attivata da formulazione e articolazione dottrinale. Non lo potrà mai essere perchè quella è soggetta al pensiero mentre la fede vera è una fiducia senza riserve.

  202. Artefice1 scrive:

    Ubi ………………tutt’altro che umilante.

    Un bel niente

    “””Ogni giorno è buono per fare come il figliuol prodigo e ritornare a casa del Padre.”””

    Penso proprio che tu abbia fatto sempre i conti senza l’oste.

    Tralasci il Ravvedimento.

    Di chi sbaglia.
    Come te.
    Naturalmende Sentendo TUTT’altro che il mio spunto.

  203. Artefice1 scrive:

    Ubi……..ho capito.

    La parabola del figlo prodigo.

    Tu non la Senti.

    La PER-Segui!!!

  204. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Il Caro Artefice.
    Dunque caro, io a “lettere e filosofia” non sto messo bene come te. A Teologia punto e peggio.
    Ti rifai a Scoto Eriugena? E’ difficile da comprendere per me!
    Ti rispondo, si effettivamente la persegu(it)o più di sentirla la parabola del Figliol Prodigo. Riconosco, è mancanza di Carità, e mò mi è scappata! Sai a volte affinchè qualcuno non abbia a credersi saggio (cfr Proverbi)(quel qualcuno sono anche io a volte!) una uscita dal “seminato” ci vuole.
    Per quel che riguarda il ravvedimento, li la colpa è pure nostra se a volte a qualcuno non arriva. Forse preghiamo poco o male! Oppure con la “contesa” crediamo che noi possiamo ottenere qualcosa. E’ sbagliato, quel qualcosa è dono di Dio. Anzi la mia ostinazione nel ripetere certe cose, può ostinare ancor più l’altro nella sua idea.
    Ti ho risposto, e lo faccio quando perlomeno qualcosa riesco ad afferrare, ma per l’altra domanda di ieri, perdonami ma mi sfugge il Senso. Senso che se aggiungiamo CON- davanti diventa un grosso problema da spiegare.
    Che altro dirti, mi sembra che ti veli anche sotto un alto nick-name, se è quello che intendo io, li ti capisco e bene pure!
    Un saluto, però ti prego, semplice-semplice con me, sono abbastanza “ignorantello” (non è falsa modestia, ma la verità).
    Un caro saluto, ti è dovuto, e scusa per quella volta.

  205. Artefice1 scrive:

    Ubi…………lo dicevo che la cultura frega il TUTTO.

    Scordati che possa aver aperto un libro.

    Quando parlo prendo spunto dalla mia Vita. Unico libro Vero Disponibile PER ciascuno.

    Dunque se dici di Riconoscere, non puoi PRE-Scindere il Sentire.
    La Riconoscenza sarebbe la logica dell’Essenza. Sente il Senso.
    Da quanto sto vedendo, resterebbe la Forza, logica Naturale. Produce Significati.

    Quindi cerca di ostinare quello che Riconosci, col beneficio del dubbio, e non quello che Produci Forzatamente.

    La Mancanza tout coure, ti è proprio scappata, perché sarebbe solo del Figlio, carità in testa! (come dire Inventore)

    Che lo sia tu, a volte? non mi meraviglia affatto, visto che non Senti il Padre altro che al 12%.
    Meglio sempre star fuori dal seminato, ti pare? Favorisce la Crescita.

    Se il Ravvedimento non arriva, ci sarebbe un blocco.
    Va a capire chi lo piazza.
    Basta un niente qualunque, per costiparsi.

    “””Forse preghiamo poco o male!”””
    Senza forse: Siamo in Crisi!
    Significa che l’Opera manca e l’Ora abbonda. Come dire che le chiacchiere sono più dei fatti, già adesso. ( Ricordi? ESSENZA Dare – Natura AVERE) L’Essere Sente, dunque fa i Fatti. E non parla.

    “””Oppure con la “contesa” crediamo che noi possiamo ottenere qualcosa.”””
    No affatto Non sogno proprio.
    Scordati Mr. “contesa”. Sarebbe eventualmente Presidente dei trasformisticisimi significati.
    “Sbagliano”? meglio dire “Inadeguati”.

    Prova a semplificarti.
    Magari depositando per un attimo le PER-Suasioni in cassaforte.
    Capiresti che io sono più semplice ancora.

    Se non ce la fai a semplificarti posso aiutarti, come al gioco delle costruzioni.

    Sono talmente genuino da possedere un nome solo, deciso anche nel web, fino al mio decesso.

    Ricambio il saluto e spero ti si CON-Senta giocare alle costruzioni.
    Il Senso: CON (Dio Padre Creatore) DETERMINA, poi tu FARAI come credi meglio.
    Tra le Infinite Ipotesi quella Giusta è una sola.
    Figurati cosa succede se manca.

    Troppo Buono.

  206. ritaroma scrive:

    carissimi fratelli in Cristo o come volete, ho letto e riletto i vostri ultimi dialoghi e…come sempre, alla fine c’è lo scontro e il cosidetto dialogo diventa discriminazione e va a farsi benedire. Paroloni, scioglilingua, meriti e non…come se si può avere qualcosa solo perchè lo si merita: grande presunzione…chi è senza peccato…
    ma una cosa la voglio proprio dire a “Ubi”: è vero, nessuno può ergersi a giudice di un altro.. .è vero che i sacramenti distribuiti da qualunque sacerdote- anche- “mascalzone”sono validi, ma semplicemente perchè…quando stende le mani per benedire, non è per suo volere o sua sapienza o umiltà o merito ma è Cristo che agisce! però al di fuori di quel momento,( per il quale ha ricevuto l’”ORDINE”) anche se sta sull’altare e porta gli abiti liturgici, è un cristiano come me divenuto “sacerdote” per mezzo del Battesimo.Anch’io- da lettore- posso leggere il Lezionario; anch’io da -ministro straordinario- posso dare o portare l’eucaristia; o da catechista insegnare il catechismo ecc…Perciò se al di fuori di quei momenti particolari, io penso che metterei al muro a mò di poster qualche- prete -che conosco con un miliardo di piccoli appuntiti e sottili chiodini, non mi sentirei per nulla colpevole! Non basta essere stato “ordinato” per essere un buon sacerdote, deve essere un vero pastore! E’ vero che il PADRE perdona anche il peccato più scarlatto, ma ci vuole contrizione e conversione, altro che belle e pompose parole!- S: Giuseppe si trovava in Sicilia con la sacra famiglia, vede una colonmba e gli spara. Maria gliene chiede la ragione e lui risponde” Giuseppe dimentica ma non perdona!” io invece faccio il contrario…è scarsa carità? Da quale pulpito viene la predica? PS. a me “quei preti”mi hanno solo trattato e risposto male, e io non lo permetto a nessuno specialmente se ho ragione…figuriamoci se accadesse altro…non è l’abito che fa il monaco e io questo glielo ricordo!e non tanto con le parole ma con il mio comportamento. diceva Gesù- se anche mi chiudessero le labbra, parlerebbero per me le pietre! Fate vobis

  207. ritaroma scrive:

    piccola aggiunta: è facile capire perchè molti ce l’hanno tanto con il concilio Vaticano II e contestano il Papa- perchè hanno dato più spazio ai laici (da non confondere con il laicismo)nelle realtà ecclesiali!

  208. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Ritaroma, quindi lei al di fuori del confessionale può tranquillamente essere “messa al muro a mò di poster con un miliardo di piccoli appuntiti e sottili chiodini, e chi lo fa non non deve sentirsi per nulla colpevole”, perchè le è stato perdonato, ma non è stato dimenticato, Giusto!
    Oltretutto in virtù del Battesimo, è anche lei sacerdote e quindi non sta consacrando.
    Altrettanto appena fa qualche peccato, possiamo metterla al muro. Ha invoca il tempo per pentirsi? E lei lo ha lasciato a quel prete????
    Dicono… che ci si penta in punto di morte e che Cristo perdona in punto di morte. Il ragionamento fila perfettamente come il suo, non si contraddice. Solo che è sbagliato totalmente!!!
    Ha lei non parlava di morte, parlava di supplizio!
    Non è previsto dal Magistero della Chiesa, non si trova nel Catechismo della Chiesa Cattolica ne altrove.
    Mi dica sulla base di quale Magistero o atto trova la sua giustificazione!
    Mi spiace dirglielo ma ha preso un grosso abbaglio!

  209. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    piccola aggiunta: Sono laico, semplice indegno fedele e non partecipo a nessuna “realtà ecclesiale o movimento (anche se non ho nulla contro di essi)

  210. Artefice1 scrive:

    Cio Rita…….forse non sarà merito, appunto perché l’autonomia non esiste.

    “”"Paroloni, scioglilingua, meriti e non…come se si può avere qualcosa solo perchè lo si merita: grande presunzione…chi è senza peccato…”"”

    Per quello bisogna dare il massio alla Milanese.

  211. ritaroma scrive:

    Ubi—non sono d’accordo riguardo allo sbaglio-abbaglio,come sempre dipende dai punti di vista…
    se gli ho lasciato il tempo? 15 anni ti sembrano pochi?è stato peggio, si è montato di più la testa! Tutti coloro che sono stati battezzati nel nome di Cristo sono -anche-sacerdoti, non consacriamo- è logico- visto che non abbiamo quel “tipo” di mandato, ma il prete non deve essere prete solo quando “stende le mani”per CON-SACRARE ( come dice art…1)ma deve esserlo sempre anche al di fuori delle celebrazioni! In quale magistero trovo la mia giustificazione?
    non mi autogiustifico,affatto, non guardo la pagliuzza nel tuo occhio per non vedere la trave nel mio, ma non vedo perchè mi devo ricordare che lui è” un uomo” solo per giustificarlo e non lo è più quando lo voglio appiccicare ( ti va meglio questa parola?) al muro! Il mio non è un supplizio, è che spero che prima di finire i chiodini si sia ricordato per quale motivo si sia fatto prete!….la mia poi è autodifesa! Gesù dice di porgere l’altra guancia ma non mi dice mica, poi, cosa dovrei fare…!!!O forse lo sò: “Ama il prossimo tuo come te stesso” ma lui – il rev.do- pensi che se lo ricorda ???

    ARTEFICE 1- potresti trradurmi che cosa vuoi dire con” bisogna dare il massio alla Milanese?

  212. Artefice1 scrive:

    Rita Cara………………Capisci soltanto l’Autonomia tu?
    Come dire: La tua bocca, misurabile col sestante?

    Direi che
    Questa tua succhia mangia e sputa a più non posso, come se la fatica non esistesse.

    E dire, che la bocca senza mani dovrebbe schiantare.

    ì “””Paroloni, scioglilingua, meriti e non…come se si può avere qualcosa solo perchè lo si merita: grande presunzione…chi è senza peccato…”””

    Come la tua bocca, che ti avrebbe ispirata?
    Dal momento che Esiste,
    A chi si dovrebbe Accreditare il Fatto medesimo? Chiarito che da sola avrebbe realizzato l’opposto.

    Proprio per questo bisogna dare il massimo alla Milanese.
    Milano usa proprio le mani, in funzione della bocca. (Il Cervello dovrebbe Essere comune, tanto per non creare CON-Fusione)

    Forse non sarà un merito, ma dal momento che non capisci neppure te stessa, debbo ripeterti che l’autonomia non esiste!
    Anche se a te piace molto.

    In sintesi
    Si sarebbe detto che qui c’eravamo rassegnati: A Milano le Braccia e a Roma la Bocca.
    Non ha Funzionato.

    Perché tu hai detto che “””come se si può avere qualcosa solo perchè lo si merita: grande presunzione”””

  213. ritaroma scrive:

    senti ARTEFICE: se invece di scrivere”MASSIO” avresti scritto, subito CORRETTAMENTE “massimo” non ti avrei nemmeno interpellato; Percio SMETTILA di SPROLOQUIARE e STAI più ATTENTO a quello che SCRIVI!!!

  214. Artefice1 scrive:

    Rita……….Prova a Sentire. Senza rileggere.

    Rm 12:3 Per la grazia che mi é stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto é conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. (l’Oggettività del Senso?)
    Rm 12:4 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,
    Rm 12:5 così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.

    A questo punto, Cara Rita, se vaporizzi il Merito, cosa resta PER IntenderSI?
    Te lo dico io, anche se non mi capisci.
    Resta soltanto la Forza.

    Rm 12:2 Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che é buono, a lui gradito e perfetto.

    Senza COM-Plicazioni strumentali (Passioni clericali), potrebbe bastare l’Oggettività del Senso per Capirsi, dunque Capire?

  215. Artefice1 scrive:

    Rita ……… non l’ho Voluto .
    Sarebbe una prova della mia imperfezione equamente diffusa.

    Oppure l’ha Voluto Lui a mia insaputa.
    Forse per metterti alla prova.
    Ma non dovrei dirlo. (in questo caso dubita di Lui non di me)

    Avessi riconosciuto il Senso, non ti saresti Sentita cagionevole PER la mancanza di una sola lettera.

  216. Artefice1 scrive:

    Rita……..prova a verificare questa.

    Sarebbe ineccepibile Verità.

    Ad OGNI Significato, mancano sempre intere parole. Visto che il Senso, CON-Giunto, non LO si trasmette.

  217. Enos scrive:

    Caro Mauro, riprendendo degli spunti sulle caratteristiche della fede, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica (153-154-155-156 -158), vorrei dirti che “e’ impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo” (che non li nega ad chiunque abbia l’umiltà di richiederli). “Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo far credito a Dio ed aderire alle verità da lui rivelate [...]
    Nella fede, l’intelligenza e la volontà umane cooperano con la grazia divina: “Credere è un atto dell’intelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della grazia, da’ il proprio consenso alla verità divina” (San Tommaso D’acquino, Summa theologiae).

    Per quanto riguarda il rapporto fra la fede e l’intelligenza, “il motivo di credere non consisite nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere ed intellegibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo “per l’autorità di Dio stesso, il quale non può ingannarsi népuò ingannare. Nondimeno, perchél’ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione. Così i miracoli di Cristo e dei santi (i segni che ci rimandano a considerare una realtà “altra”, trascendente quella naturale), le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e stabilità sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza, sono motivi dic redibilità i quali mostrano che l’assenso della fede non è affatto un moto cieco dello spirito.

    La fede cerca anche di comprendere, “è caratteristico della fede che il credente desideri conoscere meglio colui nel quale ha posta la sua fede e comprendere meglio ciò che egli ha rivelato; una conoscenza più penetrante richiederà a sua volta una fede più grande, sempre più ardente d’amore. La grazia della fede apre “gli occhi della mente” (Efesini 1,18) per un’intelligenza viva dei contenuti della Rivelazione, cioè all’insieme del disegno di dio e dei misteri della fede, dell’intima connseeione tra loro e con Cristo, centro del mistero rivelato. Ora “affiché l’intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda lo Spirito Santo perfezione continuamente la fede per mezzo dei suoi doni, così secondo il detto di San’Agostino: “Credi per comprendere, comprendi per credere”.

    Pax et Bonum

  218. Enos scrive:

    AArgghh, mi scuso per l’errore bestiale sul nome di “San Tommaso D’Aquino”.

    Comunque volevo aggiungere una riflessione ancora sul suo post, caro Mauro. Come può leggere anche nell’articolo di Introvigne, da me linkato più in basso, si vede chiaramente come i movimenti di contestazione di sinistra del ’68 siano successivi temporalmente al Vaticano II. Bisogna riconoscere come talvolta lo abbiano “strumentalizzato” ai loro fini di rifiuto totale della eredità della tradizione e civilizzazione precedente per inseguire una “chimera” mostruosa rivelatasi tale proprio grazie all’eroica testimonianza di fede dei cristiani, in primis in Polonia e di Giovanni Paolo II (ha letto “Alzatevi andiamo”), molto più efficace delle “guerre stellari” di Reagan.
    Non ritengo che la revoca alla scomunica voglia poi dire riconoscere che la Chiesa con il Concilio vaticano II (il cui risultato ed eredità sono, lo ribadisco, i documenti conciliari e non le deviazioni successive quali la teologia della liberazione, il nuovo catechismo olandese, la contestazione alls Humanae vitae ecc.ecc.) abbia sbagliato lasciandosi trascinare da ideologie mondane, e mi sembra che questo sia anche il pensiero di Benedetto XVI. Se tutto ciò ha portato ad una discussione ed approfondimento del vero senso del Vaticano II nel complesso della Chiesa anche in risposta alle obiezioni dei lefebvriani, ben venga, ma questo non vuol dire che si pensi alla sua “rottamazione”, come ha detto (paventandolo) un commentatore “progressista”.

    “Lei parla di perdita di fede nel considerare quel concilio “eretico”, io invece affermo che la perdita di fede è nel considerarlo legittimo perchè avalleremmo gli scismi, avallerremmo la frantumazione nella Chiesa, avalleremmo tutto quello che è stato ordito e scritto contro la Chiesa, metteremmo la Chiesa in balia di sè stessa, incapace di determimare il proprio scopo.” Per quale motivo? Secondo me lei sta sbagliando il bersaglio (come purtroppo altri in questo blog).
    “L’infallibilità ed indefettibilità esiste solo quando non ci si lascia trasportare da mode. ” troppo ambigua, la fede nell’infallibilità e indefettibilità ci dice proprio, invece, che la Chiesa nel suo complesso e nel suo supremo magistero ordinario non può lasciarsi trasportare da mode “mondane” e da “ogni vento di dottrina”.
    Abbiamo già discusso in altri post sulla dottrina sociale della Chiesa, da lei vista come influenzata (ed inficiata)dal marxismo. Su questo punto, visto che non ha trovato soddisfacenti le mie risposte, non posso che rimandarla a chiedere a persone più qualificate e preparate di me.
    “Quella fede, o fiducia, che Lei invoca, è parte fondante dei fedeli, non può essere considerata un’aggiunta per capire quello che la Chiesa sta facendo, nè può essere ragionevole o razionale. Fede è convizione personale , mai è un parto dell’intelletto o dei sensi.”
    Su questo punto, spero di aver detto qualcosa di corretto riportando il Catechismo della Chiesa cattolica, sintesi agile dell’intero Depositum Fidei bimillenario della Chiesa su questo tema.

    Pax et Bonum

  219. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Enos si scusa “per l’errore bestiale sul nome di “San Tommaso D’Aquino”.
    Grande umiltà di Enos. Un errore di battitura non è nulla.
    Avessero la tua stessa umiltà ed ammettessero, coloro che scrivono i ben più gravi “orrori”, che non sono di scrittura, ma dottrinali e molto gravi.

    P.S. “Orrori” non è un errore di battitura con la “o” al posto della “e”. Sono proprio “orrori”

  220. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Domanda per Eno che scrive “io invece affermo che la perdita di fede è nel considerarlo legittimo perchè avalleremmo gli scismi”

    Forse intendeva “illegittimo”

  221. Enos scrive:

    Caro Ubi, quella era la citazione copiaeincollata di Mauro (come si puo vedere dal “virgolettato”), alla quale rispondevo “Per quale motivo? Secondo me lei sta sbagliando il bersaglio ecc. ecc.”.
    Effettivamente, a rileggerla adesso, portebbe confondere le idee.
    Grazie per la precisazione!
    Una domanda, secondo lei dovrei cambiare thread, in quanto questa pagina è ormai sorpassata e non più consultata?

    Pax et Bonum

  222. Artefice1 scrive:

    Enos…….apprezzo molto il tuo sforzo, significato.

    Non intendo speculare, ma piuttosto segnalare quanto non potrei avallare.

    “””far credito a Dio”””

    Non ritengo sia Sensato.
    Essendo il TUTTO da Dio Padre Creatore, non solo dall’origine, ma proprio perché qui ed ora ci PER-Mette Determinare, dire che noi avremmo di che accreditare in suo favore. Quella ritengo sia proprio una sciocchezza.
    A volte gli’Intermediari, come dire, s’approfittano

    Proprio della Voglia Naturale.

    PER quanto riguarda la Libera Ragione, direi che sarebbe tale, solo Dopo la scelta CON-Facente, mai prima.
    La Ragione ritengo possa Essere Dimostrata soltanto dalla Relazione.

    Dunque la Fede come tale, dovrebbe Essere e non sembrare, Ininfluente PER ogni e su ogni Cosa, tra queste c’é pure la Ragione. Diversamente la Ragione ciene repressa e non Produce Fedel- Mente.
    Come dire che una Cosa sarebbe l’aiuto teso ad emancipare.
    Altro sarebbe l’Aspetto CON-Sapevole, da CON-Seguire.

    In buona sostanza
    Noi siamo CERTI quando Riscuotiamo il Credito Promesso.

    Ricordi? Riconoscenza Certezza e Misericordia!

    Fede speranza e carità Mantengono l’Emergenza!

    Buona Giornata.

  223. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Non le so dire se cambiar thread o no. Dipende se ha altro da aggiungere.

    Sarei contento però che quando legge “errori” corregga, come lei da dimostrazione di saper “magistralmente” fare.
    Pace e Bene.

  224. Artefice1 scrive:

    Enos…………pensa cosa Sento io.

    “””San’Agostino: “Credi per comprendere, comprendi per credere”.

    Quella giusta, potrebbe anche Essere.

    Credi PER COM-Prendere, ma almeno COM-Prendi PER Sapere.
    Altrimenti si resta al palo o punto di partenza.

    Va bene che Principio e Fine sarebbero la Steaa Essenza, ma PER il Vivente il Fine dovrebbe restare.
    Chiaro?

  225. Artefice1 scrive:

    Ubi………..non posso né riuscirei immaginarLo prendendoti complessivamente per vero.
    E dire che sarebbe in noi.

    Quel lui chi sarebbe?

  226. Enos scrive:

    “Credi PER COM-Prendere, ma almeno COM-Prendi PER Sapere.”
    CONoscenza per fede, più certa di ogni conoscenza “mondana”.

    “La certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce naturale” (San Tommaso D’Aquino), sopratutto su ciò (diritto, etica, ecclesiologia, esegesi biblica, spiritualità) che non è per sua natura (Teo-Logica), soggetto ad analisi chimica o fisica.

    “la Libera Ragione, direi che sarebbe tale, solo Dopo la scelta CON-Facente, mai prima.”
    La Ragione ritengo possa Essere Dimostrata soltanto dalla Relazione. Dunque la Fede come tale, dovrebbe Essere e non sembrare, Ininfluente PER ogni e su ogni Cosa, tra queste c’é pure la Ragione. Diversamente la Ragione viene repressa e non Produce Fedel- Mente.”

    Negli ambiti sopra esposti (diritto, etica, ecclesiologia, esegesi biblica, spiritualità) la fede, l’atto difede “purifica” la ragione dagli ostacoli (superbia intellettuale ecc.ecc.) che ne potrebbero inficiarne l’utilizzo da farsi “Con-Vinta-Mente”.

    “Infatti, sebbene la ragione umana, per dirla semplicemente, con le sue forze e la sua luce naturale possa realmente pervenire ad una conoscenza vera e certa di un Dio personale, il quale con la sua provvidenza si prende cura del mondo e lo governa, come pure di una legge naturale inscritta dal Creatore nelle nostre anime, tuttavia la stessa ragione incontra non poche difficoltà ad usare efficacemente e con frutto questa sua capacità naturale. Infatti le verità che riguardano Dio e riguardano i rapporti che intercorrono tra gli uomini e Dio trascendono assolutamente l’ordine delle cose sensibili, e, quando devono tradursi in azioni ed informare la vita, esigono devoto assenso e rinuncia a se stessi. Lo spirito umano, infatti, nella ricerca intorno a tali verità, viene a trovarsi in difficoltà sotto l’influsso dei sensi e dell’immaginazione ed anche a causa delle tendenze malsane nate dal peccato originale. Da ciò consegue che gli uomini facilmente si persuadono, in tali argomenti, che è falso o quanto meno dubbio ciò che essi non vorrebbero che fosse vero”

    Pio XII, lettera enciclica Humani Generis, citata in Catechismo della Chiesa Cattolica, articolo 37.

    Pax et Bonum

  227. Artefice1 scrive:

    Senti Enos…………Dio è unico e Personale! Ok? Dunque io ci provo soltanto a Testimoniare la mia Vita.
    Direi che:
    Sono i significati che ti fregano. (diritto, etica, ecclesiologia, esegesi biblica, spiritualità) Ecc.

    “”” “La certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce naturale” (San Tommaso D’Aquino), “””

    Si ma tutt’altro che Irreale e Indisponibile!

    “”” sopratutto su ciò (diritto, etica, ecclesiologia, esegesi biblica, spiritualità) che non è per sua natura (Teo-Logica), soggetto ad analisi chimica o fisica.”””

    Pur NON ESSENDO neppure Matematica.

    Il COM: sarebbe la sigla di Comandante, e ciascuno lo è di se stesso. Natural-Mente!

    La Ragione dunque non è Necessariamente la Natural-Mente!

    Il Prendere: Sarebbe Indispensabile, Essendo il Bisogno stesso Imposto all’Individuo dal Creatore.

    “Credi PER COM-Prendere, ma almeno COM-Prendi PER Sapere.”

    Che la Scelta sia PER Fede o PER Caso, poterebbe non rilevare Essenzialmente. In quanto entrambe non Garantiscono un bel niente!!! Ovvero non Garantiscono il Risultato Necessario.
    Appunto perché SI PRE-Vede la Scelta.

    Arriviamo al dunque.
    Ogni Scelta è un infimo banale dettaglio, PER POI COM-Prendere la Vita. Altrimenti a che servirebbe?

    La Scelta che si FA : O è Vera (Bene) oppure è Falsa (Male).
    Questa, sempre la Scelta, S’INCARNA. —– Cosa significa?

    Significa che i casi sono sempre Due.
    O l’Individuo tende a Rimuovere l’Evidenza. E RESTA tale e quale. Incoscente.

    Oppure RESTA il Sapere, LA VITA, l’Assoluto che Opera Costantemente, LA PERSONA portatrice del CON-Vincimento (Come dire: Dio, l’Essere Invisibile, VINCE).
    LA / IL CON-QUI-STA’.

    Figurati se ci potrà mai Essere un capace di Vincere senza Inganno.

    Come sai già quanto dico PRO-Viene dalla mia Vita coerente, tutt’altro che una Individuale religione, né un Inganno. Anche se non trova, al momento, chi può MAI saperLO? In te, la Relazione.

    Ritengo che la differenza evidente, che ci distingue, dipenda soltanto dalla tua clericalistica Voglia.

  228. mauro scrive:

    Caro Enos, non so come puoi pensare che un fedele cristiano non abbia la grazia di suo e l’aiuto dello spirito santo insieme. Potremmo pensarlo di chi non abbraccia il cattolicesimo pur se non è vero perchè siamo tutti figli di Dio. Tu essenzialmente divide il fedele tra chi comprende e chi non accetta nella considerazione che quest’ultimo non ha la grazia e neppure l’aiuto dello spirito santo. Strana cosa,davvero, l’aiuto dello spirito santo che è l’aiuto in fin dei conti di Dio, come se Dio lo concedesse solo a richiesta.
    Credere non è umano, caso mai può essere inteso come istinto umano essendo l’uomo appartenente al regno animale. Già con l’istinto l’animale riece a vivere e scampare il pericolo, se ci metti la ragione umana non aggiungi nulla in piu’ se non il dubbio della ragione.
    A proposito della fede comprendere non è conoscere come lei afferma. Conoscere è sapere, comprendere è capire. Si può comprendere anche senza conoscere ma non si può conoscere senza comprendere. Comprendere è un fattore personale appartenente alla sfera emotiva al pari della fede, conoscere è prettamente un fattore umano. Quindi solo la fede riconosce l’errore, lo studio (il sapere) no. D’altra parte come non riconoscere che lo stesso Papa ha parlato di deviazioni del CVII in funzione della fede e non dell’intelletto, diversamente dovremmo credere che il Papa non è infallibile per questioni di fede.
    Per quanto riguarda il ’68 già dissi che allorà sfociò nei moti giovanili perchè fu il culmine non l’inizio. Non so lei ma io c’ero anche molto prima del ’68 e le prime manistazioni della cultura di sinistra avvennero nei primissimi anni ’60, non oltre il ’63.
    E per essere manifestazioni vuol dire che erano già allora in molti a sostenenrla e che quella cultura era già strisciante. Il CVII è di quei tempi, non successivo. E quello strisciare si insinuò anche nel CVII. Questo vuol dire che il dubbio si insinuò prepotenetemente nel CVII e devastò la fede. Con la ragione, con l’intelletto o con quello che vuole lei non si potrà mai dare ragione alla fede. Il CVII ne è l’esempio.

  229. Artefice1 scrive:

    Ciao Mauro……..prova a verificare.

    “””Conoscere è sapere, “”” e va bene
    “””comprendere è capire.””” Un corno. Casomai COM-Prendere (fare tutto da soli) è Arraffare.
    “””Si può comprendere anche senza conoscere””” PER Forca, perché non si è capito.
    “””ma non si può conoscere””” senza Essere CON-Sapevole, perché il “”” senza comprendere.””” Era, l’inizio.
    La Vita è ciò che Resta
    DOPO la COM-Prensione,
    ovvero DOPO l’attimo chiamato Fatto.

  230. Artefice1 scrive:

    Mauro…… ./.
    “””conoscere è prettamente un fattore””” Tutt’altro che “”“umano”””.
    Sarebbe un Aspetto Essenziale!!!

    Fosse stato umano, saremmo stati già a posto. PER-Fetti insomma.
    Ma senza Libertà però

  231. Artefice1 scrive:

    Mauro……… ./.

    Certa e Tale “””cultura di sinistra avvennero nei primissimi anni ‘60, non oltre il ‘63.””” Aggiungi pure subito dopo la guerra coi motti partigiani. Poi Cresciuti all’oratorio. C’andavano praticamente tutti più o meno saltuariamente.

  232. Artefice1 scrive:

    Grazie Mauro …… questa l’approvo così com’é.

    “”"E per essere manifestazioni vuol dire che erano già allora in molti a sostenenrla e che quella cultura era già strisciante.”"”

    Sopratutto lo STRISCANTE!

  233. Artefice1 scrive:

    Enos………Questo significato ritengo sia Impeccabile.

    “Lei parla di perdita di fede nel considerare quel concilio “eretico”, io invece affermo che la perdita di fede è nel considerarlo legittimo perchè avalleremmo gli scismi, avallerremmo la frantumazione nella Chiesa, avalleremmo tutto quello che è stato ordito e scritto contro la Chiesa, metteremmo la Chiesa in balia di sè stessa, incapace di determimare il proprio scopo.”

    Dunque dovremmo trarne le CON-Seguenzze.
    La Fede può danneggiare.
    Quando la Con-Sapevolezza della PERSONA viene SOTTO-Messa dagli Individui. Come dire Che la Vitale Famiglia, Fondata Misericordia, viene dopo i codici significati da significati

    Sopra il TUTTO sarebbe lo strisciante?

  234. mauro scrive:

    Per non trarre in errore sui significati che mi vengono attribuiti e che non ho espresso sul mio ultimo post, devo precisare che:

    *** Si può comprendere anche senza conoscere*** è il rovescio della spegazione che dà Artefice1 . D’altra parte era indubbio che fosse così perchè lui stesso non ha compreso che conoscere non è indispensabile per comprendere. Forse non sà che comprendere un sentimento, un atteggiamento non appartiene alla sfera cognitiva dell’uomo, il sapere.

    *** conoscere è un fattore umano.*** Artefice1 ha messo “tutt’altro che” tra “è” e “un” non comprendendo che per conoscere occorre che l’uomo usi le capacità nervose dello studio e dell’applicazione.

    *** comprendere è capire**** non è fare tutto da soli come sostiene Artefice1 ma indossare gli altrui panni e capire quello che viene proposto.

    Scusate per le spiegazioni.

  235. gigi scrive:

    Troppo lunga la pagina per leggerla tutta. Ma credo di non sbagliarmi se annoto che nessuno ha fatto caso che nella preparatoria dei colloqui si dice che si esigerà dalla FSSPX l’accettazione del Concilio V. II e di tutto il SUCCESSIVO Magistero pontificio.
    La “fissazione” sul Concilio è una brutta bestia. Sembra che lì abbia fatto tappa la storia della Chiesa (finita?) per restare immobile. Non c’é altra fonte, non c’é altro Magistero, tutto dipende da lì. Così pensano Melloni & C., un po’ come con la Costituzione della Repubblica Italiana.

    Ma porcaccia la miseria ladra! possibile che anche chi vuol essere sinceramente fedele alla Tradizione santa e viva della Chiesa debba pensarla allo stesso modo? Dico soprattutto al sacerdote della Fraternità che ha scritto (non mi ricordo più come si chiama): guarda che i Papi hanno parlato, hanno scritto; il Sant’Uffizio si è sprecato. Il Concilio non è la Fine della storia, come non ne è il nuovo Inizio: impara a leggerlo come ti spiega il Papa! E anche se non lo vuoi più leggere va bene lo stesso. Anche da analfabeti si può essere buoni cattolici e santi.

    BENTORANTI FRATELLI, SURSUM CORDA!!
    Andate con gioia a farvi questi bei colloqui e fatevi spiegare tutto quello che volete. Accettate tutto nella verità e con carità. E non state più a tergiversare che c’é tanto da lavorare!
    Solo così tutto quello che è stato acquisterà un senso anche per voi. Diversamente bisognerà pur togliere quel “sinceramente” che ho scitto sopra (ma non ci voglio credere).

  236. Artefice1 scrive:

    Cedevole Mauro…………..grazie della spiegazione perché mi CON-Sente schiarirla.

    “””Scusate per le spiegazioni.””” Ma quando ci vuole, ci vuole.

    “””Per non trarre in errore sui significati che mi vengono attribuiti e che non ho espresso sul mio ultimo post, devo precisare che:”””
    Non sarebbe forse vero che Per te la Comprensione resta sopra Tutto?

    Tu dici
    “””Si può comprendere anche senza conoscere”””
    Sapendo che
    “””Conoscere è sapere, “””
    Mi chiedo
    Cosa potrebbe succedermi se Prendo (Come COM-Andante) una cosa che non conosco?

    “”” *** Si può comprendere anche senza conoscere*** è il rovescio della spiegazione che dà Artefice1 .”””
    Appunto. Esatto. Ma dico io. Tu lo faresti?

    Pensa che io non m’azzardo a prendere, neppure quando mi dicono che ho vinto senza la mia CON-Tro Partita.
    Hai presente la schiera di mutilati, causata dalle mine “giocattolo”?
    Succederebbe pure nel Web.

    “””D’altra parte era indubbio che fosse così perché lui stesso non ha compreso che conoscere non è indispensabile per comprendere. Forse non sa che comprendere un sentimento, un atteggiamento non appartiene alla sfera cognitiva dell’uomo, il sapere.”””
    Fosse vero come dici tu, ma dubito fondatamente lo sia, dovrei Essere Accorto Doppiamente. Come dire: DOVREI Rifiutare PER Mancanza di Giudizio dunque un Rifiuto PRE-Giudiziale.
    Ma quando il Sentimento é dell’UNICO, dunque anche mio, mi Rilasso perché andrebbe come Predisposto dal TUTTO, ovvero Benissimo.
    Si CAPISCE!?

    “”” *** conoscere è un fattore umano.*** Artefice1 ha messo “tutt’altro che” tra “è” e “un” non comprendendo che per conoscere occorre che l’uomo usi le capacità nervose dello studio e dell’applicazione. ”””
    Ma dico io
    L’Ispirazione ad es. dove l’hai messa?
    Guarda che ogni Benefattore della Umanità Erge l’Ispirazione Inconfutabilmente.

    Dove MAI Tali Geni avrebbero nervosamente studiato le loro scoperte?

    “”” *** comprendere è capire**** non è fare tutto da soli come sostiene Artefice1 ma indossare gli altrui panni e capire quello che viene proposto. “””
    Magari come somari?
    Scusa Mauro, ma non pensare di fregarmi.
    O Cresciamo insieme Felicemente
    Oppure dobbiamo rassegnarci Serenamente ed allenandoci alle Rinunce.

    Spero di Essere Stato Chiaro al punto da PER Metterti di Riconoscere il Senso tutt’altro che mio.
    Nè Frutto della Scienza.

    Buona Giornata.

  237. Francesco scrive:

    Caro Andrea,
    sulle prossma nomina di Perugia, sai niente?
    Si parla di Mons. Gualtiero Bassetti, attuale vescovo di Arezzo…e al posto di questo Mons. Riccardo Fontana, può essere?
    Ciao
    Francesco

  238. Andrea Tornielli scrive:

    A Francesco: risulta anche a me. A giorni l’annuncio di Bassetti a Perugia. Ad Arezzo dovrebbe andare Fontana. E a Spoleto potrebbe così liberarsi la sede per monsignor Boccardo, che lascerebbe il Governatorato.

  239. annunciaziò annunciaziò

    il 14 luglio prossimo
    (l’evento era previsto per il 21 giugno, poi è slittato.e siccome il venti settembre è ancora lontano ed i capi hanno bramosa fretta…)
    sarà presentato il nuovo mensile
    “l’obbedienza non è piu una virtù”
    (sottotitolo-sempre presente sotto la testata_”men che meno al Papa).

    C’è ancora una disputa per la Direzione
    (voci autorevoli parlano di un ticket sciortino-bellunato, con ricossa caporedattore)
    ma son solo dettagli.

    Da indiscrezioni è trapelato che il servizio d’apertura
    del primo numero
    sarà dedicato a medjugorje
    (i maligni ritengono che sia un riadattamento di quanto già apparso sul sito dello uaar, ma noi non ci crediamo).

    Il numero sarà disponibile (RIGOROSAMENTE con DOPPIA incelofanatura) al modico prezzo di 17 euro, 15 se si acquistano cento numeri.

    (ps:riguardo il celophan-per evitare che sbircino e poi non comprino- ed il costo, pare che siano giunti suggerimenti da una nota casa editrice della carnia, che quanto a venalità e disobbedienza non è seconda a nessuno).

    Ulteriori notizie ve le forniremo man mano che ci giungono.
    Dimenticavo: special guest del primo numero saranno gemma,gallo,ciotti, ameri,zoff, gentile e cabrini.
    Correte in edicola!

  240. http://partitopopolaresturziano.myblog.it/archive/2009/06/30/il-disperato-nichilismo-di-fini-e-dei-finiani.html

    certe volte
    -oggi ancor piu di ieri-
    penso che berlusconi sbagliò
    nello “sdoganare” gli ex(ex?)fascisti.
    Non aveva scelte, probabilmente.
    (anche se, col senno di poi, si potrebbe ipotizzare qualcosa di diverso).
    E tutto sommato ebbe ragione:
    i comunisti non presero il potere.
    (in realtà lo avrebbero fatto-squallidamente-appena due anni dopo).
    Il problema
    (mi vengono stè riflessioni leffendo appuntini di ex missini mai cresciuti epperò assesori, segretari ecc)
    è la vena acattolica(quando non proprio agnostica o -peggio- la corrente magico/nazista/neopagana che culmina con un fecale gnosticismo)di costoro.
    Da fini, l’adultero, giù giu fin il cretinetto di paese
    (ma magari il cretinetto di paese si confessa,ogni tanto: il caposporcaccione NO, mai)
    hanno sempre(avuto) l’avversione per la diccì
    -per loro “democristiano” è uno dei peggiori insulti.epperò….-
    e magari ci può pure stare come critica POLITICA al malcostume dc(epperò….).

    Il fatto è che dietro tale avversione alla dc
    vi era
    nella grande maggioranza dei casi
    un vero e proprio fastidio
    per quel cattolicesimo
    che -almeno sulla carta- la democrazia cristiana rappresentava.

    A distanza di anni
    ciò è ancora piu nitido:
    la vena anticattolica
    -”pagana” vorrei dire-
    di certi politici
    oramai è palese, sfrontata.

    Dal capo adultero
    a quasi tutti i suoi colonnelli
    (con la sola eccezione-FORSE-di gasparri)
    sono solo una massa di libertini.

    Giu giù,
    fin al ridicolo
    consigliere
    che ultraquarantenne
    gioca a fare il giovane
    rievoca i campi del fdg
    ed è un nichilista disperato.

    Come un disperato cinico e bugiardo è il loro capo.
    Spero berlusconi
    (ma sopratutto formigoni)
    lo capisca per tempo.
    Prima che sia troppo tardi.

  241. mauro scrive:

    Caro Cosimo De Matteis alias Cherubino, ti sei completamente perso su quelli che ritieni ex fascisti. Se non ci fosse stato il cavalier Benito, la religione cattolica in Italia non avrebbe ancora oggi una posizione di privilegio rispetto alle altre religioni. Quei patti Lateranensi del 1929 sancirono, in effetti, che la religione cattolica era la religione dello Stato italiano. E come puoi sputare sugli ex fascisti che ti hanno addobbato l’altare e ti hanno detto s’accomodi, faccia pure? Come puoi affermare che gli ex fascisti siano acattolici? E’ storicamente falso perchè nella dottrina laica fascista era scritto:
    «Lo Stato fascista non rimane indifferente di fronte al fatto religioso in genere e a quella particolare religione positiva che è il cattolicismo italiano. Lo Stato non ha una teologia, ma ha una morale. Nello Stato fascista la religione viene considerata come una delle manifestazioni più profonde dello spirito».

    Immagina quale fosse l’avversione verso la DC, andavano a braccetto nella religione. Solo il momento storico del dopoguerra non permise agli ex fascisti di affacciarsi al potere.

    Hai scritto un mare di schiocchezze che solo una mente traviata può concepire.

  242. Cherubino scrive:

    mauro dice “come puoi sputare sugli ex fascisti” altro che se posso ! ovviamente in senso metaforico…
    vista poi la coincidenza consiglierei di leggere La Civiltà Cattolica del 6 giugno. La nota rivista dei Gesuiti, fortemente voluta da papa Pio IX, esce con il visto della Santa Sede.
    Il numero che dicevo, oltre a riportare una chiara critica della legge Bossi Fini sull’immigrazione clandestina, riporta un articolo dello storico Giovanni Sale S.I. su “La difficile applicazione delle leggi razziali fasciste”. La distanza tra Santa Sede e fascismo è assoluta, e solo strategie di diplomazia (e la morte di Pio XI) impedirono lo scontro frontale.
    Il fascismo non ha dato niente al mondo cattolico, anzi ha cercato di togliere sempre più: il concordato fu sensibilmente sconfessato nella pratica e nelle leggi successive. L’azione culturale della Chiesa ridotta al lumicino. Per fortuna il tentativo di ridurre il cattolicesimo a “religione di stato” al servizio della ragion politica fallì, ma grazie ai papi e al mondo cattolico, intellettuali e politici per primi, che già allora pensavano che bisognasse “resistere, resistere, resistere”.

  243. Cherubino scrive:

    quanto a religione cattolica e ideologia fascista, più che di distanza si dovrebbe parlare di assoluta contraddizione.
    Si sa che il fascismo si basava sulle ideologia dello stato etico, sostanzialmente figlia di ambienti massoni.
    La religione cattolica blandita dal fascismo era svuotata dall’interno e ricondotta all’eresia di un cristianesmo antievangelico, di carattere razionale illuministico, fondato sull’idealismo post-hegeliano.
    Tentazione finissima e pericolosissima, nella quale sono cadute tante menti illustri. Salvo per alcuni anche una evidente finzione, come quella di Giovanni Gentile, il filosofo che nel 1925 pubblicò il manifesto degli intellettuali fascisti, dapprima avverso al Concordato e poi immprovviso fautore. Cambiamento definito dal De Felice “una mezza plinodia tipica e triste”.
    In quel “cattolicesimo fascista” c’era insomma tanto spirito del mondo, tanta contraddizione con il Vangelo. E non a caso in pochi anni si ridusse al silenzio la stampa cattolica, all’inattività le associazioni cattoliche (comrpese quelle educative), sitentò pure di impedire al papa di parlare, come dimostra la censura sulla stampa imposta da Mussolini per non far conoscere certi discorsi di Pio XI di condanna del fascimo e del nazismo.
    Il concordato fu un boccone di cibo avvelenato, che solo la Parola di Cristo (“se berranno qualche veleno, non recherà loro danno”, Mt. 15) rese non mortale per la Chiesa.