La lettera del Papa e la misericordia di Dio

E’ stata pubblicata la lettera di Benedetto XVI per l’Anno Sacerdotale che sarà inaugurato domani e che inizia nel 150° anniversario della morte del santo Curato d’Ars. Mi ha colpito in particolare un passaggio della lettera: “E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un’espressione di toccante bellezza: ‘Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!’ “.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

241 risposte a La lettera del Papa e la misericordia di Dio

  1. Gabriella scrive:

    Veramente un’espressione di toccante bellezza! Racchiude in se tutto il mistero di Dio.
    Grazie.

  2. PaoloD scrive:

    Splendida lettera del Papa Benedetto XVI.
    http://www.maranatha.it/catesti/aspage.htm

  3. Reginaldus scrive:

    io mi chiedo che cosa se ne faccia la chiesa oggi di sacerdoti, se per celebrare l’atto sacro per eccellenza – la messa – c’è il battezzato popolo di dio che, allo scopo, si raduna “da un confine all’altro della terra per offrire a dio il sacrificio perfetto “…Per avere un Presidente dell’Assemblato popolo di dio? ma per questo basta una nomina sul campo…— ( Per avere operatori sociali, agit-prop politici o sindacali, collaboratori con imam e rabbini, bastano seminari del tipo di quello un tempo esistente in via delle Fratocchie ( il nome della via poi sarebbe bene- augurante )

  4. Cherubino scrive:

    grandissima Lettera ! a mio modesto parere il migliore documento di Bendetto XVI. Un grandissimo equilibrio tra dimensione personale e dimensione comunitaria del presbitero, tra sacerdozio ordinato e sacerdozio comune dei laici, tra spiritualità e gestione delle cose del mondo, nella distinzione e nel reciproco servizio di tutte le membra del Corpo di Cristo.
    Eccellenti le citazioni, tra l’altro, di Paolo VI.

  5. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Citazioni anche di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

    Citazioni a parte che dimostra il profondo rispetto per i suoi predecessori, viene fuori, oltre la cultura teologica, la profonda dimensione spirituale e l’amore per il sacerdozio, pura tensione verso Dio.

  6. Antoine scrive:

    Caro sig. Reginaldus, spero che “il battezzato popolo di dio” non sia formato tutto da gente come lei, con le idee un po’ confuse, altrimenti sa che confusione alla liturgia domenicale. Meno male che ci sono ancora dei preti che sanno fare il loro dovere senza aver frequentato certi seminari di sua conoscenza. A proposito, il nome è “Frattocchie”, frazione del comune di Marino RM, e spero non abbia niente a che fare col presente convento dei frati Trappisti.

  7. Marina scrive:

    Se un divorziato o un convivente non può tenere a battesimo o a cresima un bambino perchè non idoneo agli occhi della chiesa,in quanto non sarebbe in grado di educare il bambino(in mancanza dei genitori)ai valori della fede cristiana,come può un religioso ( macchiatosi di gravi crimini)continuare a svolgere la sua missione? I sacramenti amministrati sono validi se un religioso è corrotto o peggio??
    Un cordiale saluto

  8. Lorenzo scrive:

    Marina, i cattolici non sono necessariamente santi, anche se dovrebbero cercare di esserlo. Anche i sacerdoti e il papa ammettono tranquillamente di essere peccatori, e spesso anche gravi peccatori.
    Una cosa però è un peccato, che si riconosce come tale e dal quale si vorrebbe uscire anche se vi è una tendenza a ricadervi, un’altra cosa è un “programma di vita nel peccato”, quale quello degli adulteri (mi sembra che lei si riferisca a questi quando parla di “divorziati”, intendendo probabilmente le persone legate da un matrimonio canonico valido, di cui l’autorità civile ha dichiarato cessati i soli effetti civili e quindi unitesi civilmente ad un’altra persona) o stabili conviventi.
    Anche se può sembrare strano agli occhi del mondo, per un battezzato “andare a p…ne” ogni tanto, è meno grave che sposarsi civilmente.

  9. Marina scrive:

    Un divorziato non è un adultero,e neanche un convivente,è una scelta di vita nel secondo caso,qualche volta o quasi sempre una necessità nel secondo.In entrambi i casi i bambini vengono comunque educati ai valori del cristianesimo che sono scritti nei 10 comandamenti.Come lei giustamente ha fatto notare ci sono parecchi cristiani e cattolici che vanno tranquillamente a p….e,e nessuno gli chiede il resoconto al momento di entrare in chiesa ,e neppure quando decide di fare il padrino alla cresima,come invece succede per i divorziati.Come lei saprà bisogna compilare una carta ,e in questo documento c’è scritto che è fatto divieto di fare il padrino ai divorziati e ai conviventi anche se questi sono persone oneste.
    Al contrario noi genitori dobbiamo accettare il sacerdote così com’è.Non possiamo chiedere se è degno ,potrebbe benissimo essere pedofilo o qualcos’altro e ce lo dobbiamo tenere.Quello che voglio sapere io è questo: è valido il sacramento se il religioso ha commesso un reato? Se lei mi risponde si,perchè si è confessato e si è pentito e non lo fa più,mi può anche andare bene,un errore lo si può perdonare.Ma se continua a peccare perchè tanto poi va a confessarsi e si mette l’anima in pace no non mi va bene.
    Un cordiale saluto

  10. Gabriella scrive:

    S. Agostino ha scritto: “Nella Chiesa Cattolica riguardo al mistero del corpo e del sangue del Signore un buon sacerdote non fa niente di più di un sacerdote cattivo: perché il mistero si compie non secondo i meriti del consacrante, ma per la parola del Creatore e per la virtù dello Spirito Santo”.

  11. elianna scrive:

    Luce immensa su tutti i cattolici,

    a lode e onore imperituro del sacerdote,
    per il suo dover-essere un “alter Christus”
    (cme il Papa qui ricorda:
    ”Con umile ma vera analogia, anche il sacerdote deve anelare a questa identificazione”)
    si irradia dalle parole del Santo Curato d’Ars:

    “Oh come il prete è grande!… Se egli si comprendesse, morirebbe… Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia…”.

    …E spiegando ai suoi fedeli l’importanza dei sacramenti diceva: “Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote.”

    [dunque: non il laico, ma il sacerdote…]

    “Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote.
    Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo?
    Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote… Dopo Dio, il sacerdote è tutto!…
    [non il laico,ma il sacerdote…]

    Lui stesso non si capirà bene che in cielo
    ….
    Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente. È il prete che continua l’opera della Redenzione sulla terra..”
    ————————–

    E’ per questa somma venerazione sempre sentita dai santi di ogni tempo (almeno fino ai “favolosi” anni ’60…), che S. Francesco dichiarava:
    “Se io incontrassi un sacerdote ed un Angelo, saluterei prima il sacerdote e poi l’Angelo”

    * * *
    Penso che tutti i ministri di Dio in ogni tempo potranno attingere abbondante nutrimento ed elevazione per la loro anima e missione dalle parole di questo santo Curato :
    Curato, poichè si parlava, allora, di “CURA d’anime” espressione di una missione oggi sentita come arcaica, pre-moderna, pre-adulta … o che altro? Non erano ancora sorti all’orizzonte disincantato del Novecento i “guaritori” freudiani che sarebbero stati chiamati a sostituire nelle anime la potenza guaritrice di Gesù “Medico e Medicina”…

    Parole oggi più che mai attuali, anche perchè si è arrivati troppo spesso a confondere i ruoli di laici e sacerdoti (in certi movimenti addirittura alla prevaricazione dei primi sui ministri di Dio in alcune loro importanti funzioni)
    …sempre a causa di una estensiva interpretazione o fraintendimento pernicioso dell’ “actuosa partecipatio” indicata dal Concilio.

    * * *

    Mi ha colpito, tra i mille spunti di meditazione, il rilievo dato al suo profondo sentire il valore dell’espiazione, (necessaria realtà spirituale oggi completamente tramontata nelle catechesi e nella pastorale, ma strettamente connessa al Sacrificio Eucaristico…):

    “Al di là delle concrete penitenze a cui il Curato d’Ars si sottoponeva, resta comunque valido per tutti il nucleo del suo insegnamento:

    le anime costano il Sangue di Gesù e il sacerdote non può dedicarsi alla loro salvezza se rifiuta di partecipare personalmente al “caro prezzo” della redenzione.

    Così l’antico (pre-conciliare?) concetto di “mortificazione”, sempre legato al Sacrificio di Gesù vero Dio e vero Uomo, che vuole e gradisce i nostri sacrifici,
    vivificandoli nell’unione col Suo:

    mortificare se stesso a bene delle anime che gli erano affidate e per contribuire all’espiazione dei tanti peccati ascoltati in confessione
    …ritorna ora in auge, ripescato dalle “soffitte” della memoria cattolica occidentale per ricevere – di nuovo – il giusto posto
    nella coscienza dei veri cristiani, che vivono la Fede in parole e opere,
    unendo i loro meriti a quelli della Passione di Nostro Signore.

    L’opera di questo Santo – eccelsa nella fatica quotidiana umile e nascosta – è stata veramente quella di un Pastore mite casto ferventissimo amante dell’Eucaristia, vero “testimone evangelico” di
    CARITA’ NELLA VERITA’.
    …..

    Grazie, Papa Benedetto!
    Signore sii lodato per il Curato d’Ars, Patrono – e modello! – di tutti i parroci del mondo:
    concedi alla Tua Chiesa assetata di Santi,
    che egli sia
    ancora oggi
    un dono immenso per i Tuoi figli confusi e affamati di Te!

    (Grazie per il testo della lettera a
    http://www.maranatha.it/catesti/aspage.htm)

  12. Jacu scrive:

    Marina: mi dispiace per te, ma i divorziati che si risposano e consumano il secondo matrimonio sono secondo le parole di Cristo adulteri: leggiti il capitolo 10 di S. Marco.
    Se non ti va bene, cambia religione, non pretendere di insegnare a Cristo come deve essere la Sua religione!

  13. Lorenzo scrive:

    Il divorziato di per sè può anche non avere nessuna colpa.
    Se mia moglie se ne va di casa e chiede il divorzio, io posso anche subire tale divorzio senza mia colpa né volontà, e continuare a mantenere l’impegno di fedeltà che le avevo promesso. Nessuno potrà negarmi i sacramenti, né di fare da padrino.
    Quando lei parla di divorziati mi sembra evidente che si riferisca, come detto precedentemente, ai cosiddetti divorziati che si risposano civilmente e quindi si mettono volontariamente in una situazione di adulterio: per di più non occasionale, ma coperto da un nuovo impegno. Se questo non è un programma di vita nel peccato, che cos’è? E’ ovvio che è più grave, ad esempio, di un adulterio occasionale in una situazione di tentazione particolare.
    Quanto ai preti peccatori, il sacramento da loro celebrato è valido non solo se si sono pentiti e confessati, ma (fortunatamente per noi) anche se non sono affatto pentiti né confessati. Il fatto che possano compiere un sacrilegio, ad esempio assumendo la Comunione mentre sono nel peccato mortale è un loro problema, non mio.
    Ma ha mai pensato quali problemi teologici e pratici si creerebbero se ogni fedele dovesse impicciarsi della vita privata del prete e analizzarne la coscienza per sapere se la Messa o il Battesimo sono validi? Renderebbe la vita impossibile a tutti e creerebbe una Chiesa di serie A, quella dei santi o sedicenti tali, e una di serie B, i peccatori, da segnare a dito. Il problema era già sorto nei primi secoli della Chiesa, ma non so più quale concilio ha sancito la soluzione più logica sopra riportata.

  14. Victor scrive:

    Risposta del Superiore del Seminario di Zaitzkofen alle contestazioni dei Vescovi tedeschi

    In seguito alle pressioni di alcuni episcopati europei, in particolare quello tedesco cui ha fatto eco la sala stampa vaticana Risposta del Superiore del Seminario di Zaitzkofen alle contestazioni dei Vescovi tedeschi

    In seguito alle pressioni di alcuni episcopati europei, in particolare quello tedesco cui ha fatto eco la sala stampa vaticana il giorno 17 giugno u.s., il Direttore del Seminario di lingua tedesca della Fraternità, Padre Stefan Frey, ha rilasciato la dichiarazione qui di seguito riportata.

    L’accusa che viene rivolta alla Fraternità è quella di procedere ad ordinazioni sacerdotali prima di avere una situazione canonica definita. È evidente l’uso strumentale del Diritto Canonico semplicemente per impedire alla Fraternità di continuare la propria missione. È chiaro che se la Fraternità non ha uno status giuridico definito, si tratta d’una conseguenza della situazione gravissima in cui versa la Chiesa. Di tale crisi che coinvolge la Chiesa universale, l’atteggiamento degli Episcopati di lingua germanica ci sembra essere una delle più emblematiche espressioni.

    Il seminario Cuore di Gesù della fraternità FSSPX in merito alla prevista ordinazione sacerdotale del 27 giugno 2009 dichiara quanto segue:
    1. Queste ordinazioni verranno impartite nell`intenzione di servire la Chiesa Cattolica. Impartiremo tale ordinazione sacerdotale perchè vogliamo esprimere così la nostra unità con Roma. Tale unità consiste nel medesimo Magistero, nei medesimi Sacramenti e nel Sacrificio della Messa di tutti i tempi. I nuovi sacerdoti ordinati come tutti i membri della fraternità riconoscono l`ufficio del Papa e l`autorità della Chiesa. I candidati all`ordinazione pregheranno in tutte le loro Sante Messe nominalmente per il Santo Padre in carica così come per il vescovo locale, espressione di unità che tutti i sacerdoti della fraternità praticano da oltre trent`anni. Non vogliamo fondare alcuna chiesa parallela, bensì intendiamo conservare nell´unica vera Chiesa cattolica l`inestimabile tesoro della Tradizione Cattolica.
    2. Il Santo Padre aveva sicuramente in mente un provvedimento di vita, e non di morte, con la revoca della scomunica ai quattro vescovi del 21 gennaio 2009. Il magnanimo gesto è stato soprattutto un provvedimento per gli imminenti colloqui teologici con i rappresentanti della Santa Sede, pensati per chiarire le rimanenti difficoltà e che si suppone non saranno facili.
    3. Una situazione di emergenza richiede adeguati provvedimenti di necessità. Esiste nella Chiesa di oggi una tale situazione di emergenza? A tale nostra dichiarazione in appendice alleghiamo una serie di dichiarazioni di Pontefici, Cardinali, vescovi e teologi che documentano una tale crisi. Papa paolo VI parla di “autodemolizione della Chiesa”, Papa Giovanni Paolo II di “silenziosa apostasia”. Due esempi numerici: nel 1950 13 milioni di cattolici frequentavano regolarmente la Santa Messa domenicale, oggi sono meno di due milioni, una riduzione di più dell`85%! Il numero delle ordinazioni sacerdotali nelle diocesi tedesche quest`anno non ha raggiunto nemmeno il numero di 100, e mai si era verificata una cifra così bassa. Si tratta dell`esistere o del non esistere del Cristianesimo in Europa. Si dovrebbe rimandare l`ordinazione sacerdotale di nuovi preti formati sul solido fondamento della Tradizione Cattolica e che per la continuità della Chiesa sono così necessari? Non si dovrebbe ringraziare invece con insistenza il Signore per la Grazia di tali vocazioni, oggi che le vocazioni autentiche sono così rare? Di un affronto all´unità della Chiesa non se ne parla nemmeno, e tantomeno di un rifiuto alla mano tesa dal Santo Padre, per il quale ogni giorno preghiamo.
    4. Gli adirati vescovi si appellano sempre al diritto canonico. Allora un paragone: un prezioso edificio brucia con fiamme alte, un gruppo di giovani uomini coraggiosi si affretta sul luogo dell`incendio per spengerlo o almeno circoscriverlo, per più tardi cominciare la ricostruzione. Ecco che però i tutori dell`ordine ostacolano tali uomini, dicendo loro che avrebbero infranto i limiti di velocità. Allora non è più valido l`ultimo canone del diritto canonico del 1983, in base al quale la suprema legge della Chiesa è la salvezza delle anime?
    5. Poichè i problemi esistenti non sono di natura disciplinare, la discussione si deve portare allora su di un altro piano, quello della Fede. Se Papa Benedetto XVI nella sua lettera ai vescovi del 10 marzo 2009 ha dichiarato drammaticamente che la Fede in molte parti del mondo minaccia di estinguersi, non dovremmo allora tutti insieme fare il possibile per ricercare le cause di questa crisi della Fede ed eliminarle? In tal senso rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo con i vescovi tedeschi in un`atmosfera di pace e di onestà intellettuale, lungi da polemiche e sterili accuse.
    Padre Stefan Frey, rettore del Seminario Herz Jesu
    (traduzione a cura del blog di Messainlatino.it)

  15. mauro scrive:

    Caro Lorenzo, a me sembrava che quello che diceva Marina non era poi difficile da comprendere. Se nel clero vi sono peccatori macchiatisi di gravi crimini (Marina ha scritto “crimini” non peccati), non si capisce perchè la Chiesa li consideri di poco conto, non inficianti la loro missione. Non dimentichiamoci che i crimini sono contro l’umanità tutta, mentre il divorziato ed il separato fa peccato ma non crimine verso Dio perchè viene solo allontanato dalla Chiesa.

  16. mauro scrive:

    Caro Jacu, come possono essere i divorziati, che si risposano, considerati adulteri dalla Chiesa se lo fanno civilmente? A me risulta che ci sia una convenzione che i matrimoni fatti in Chiesa possano valere anche civilmente ma non il contrario.
    Questo è un abuso che fa la Chiesa. Non mettere in mezzo Cristo e S. Marco per dare validità a quello che dici. Mettici la tua testa e spiega perchè lo è, se hai capito perchè.

  17. Cherubino scrive:

    le farneticanti dichiarazioni dei lefevbriani sono di una gravità incredibile: è scisma.

  18. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Ogni commento è superfluo!
    Una bella preghiera a S. Domenico è quello che ci vuole.

    Preghiera a San Domenico del Beato Giordano di Sassonia

    O santissimo sacerdote di Dio, ottimo confessore ed egregio predicatore, beatissimo Padre Domenico, uomo eletto dal Signore, siamo ben lieti di averti speciale nostro avvocato presso il Signore nostro Dio. A te io elevo il mio grido. Vienimi in aiuto. Io lo so, sì lo so, ne son certo che tu puoi farlo; e confido nel tuo grande amore perché tu lo voglia. Io spero che, per la grande familiarità che hai avuto con Cristo Gesù, egli non te lo negherà ed otterrai da lui tutto ciò che vorrai. Cosa, infatti, potrebbe negare a te, suo diletto, un tale amico? Tu, nel fiore della giovinezza, consacrasti a lui la tua verginità. Tu, forgiato dal lavorio della grazia, ti votasti interamente al servizio di Dio. Tu, tutto lasciasti per seguire nudo il Cristo nudo Tu, infiammato dallo zelo di Dio, ti spendesti tutto per la povertà perpetua, per la vita apostolica e la predicazione evangelica. E per questa grande opera istituisti l’Ordine dei Frati Predicatori. Tu, con i tuoi meriti e i tuoi esempi gloriosi, hai fatto rifulgere la santa Chiesa. Vieni dunque in mio aiuto, ti prego; in aiuto mio e di tutti quelli che mi sono cari. Tu che cercasti con tanto zelo la salvezza del genere umano, vieni in aiuto al clero, al popolo cristiano, al sesso femminile così devoto. Prostrato ai tuoi piedi, te invoco quale mio protettore; te scongiuro e a te con fiducia mi affido. Accoglimi con bontà, custodiscimi, aiutami, fammi recuperare col tuo aiuto la grazia di Dio, fammi ritrovare la sua misericordia: che io possa meritare di ottenere quanto mi è necessario per la vita presente e quella futura.

  19. Cherubino scrive:

    quale risposta migliore di questa ?

    “un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità. “Lo Spirito nei suoi doni è multiforme… Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate… ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell’unico Corpo e nell’unità dell’unico Corpo” (45). A questo proposito, vale l’indicazione del Decreto Presbyterorum ordinis: “Sapendo discernere quali spiriti abbiano origine da Dio, (i presbiteri) devono scoprire con senso di fede i carismi, sia umili che eccelsi, che sotto molteplici forme sono concessi ai laici, devono ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza” (46). Tali doni che spingono non pochi a una vita spirituale più elevata, possono giovare non solo per i fedeli laici ma per gli stessi ministri. Dalla comunione tra ministri ordinati e carismi, infatti, può scaturire “un valido impulso per un rinnovato impegno della Chiesa nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo della speranza e della carità in ogni angolo del mondo” (47)”

  20. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Della serie…. rinsaldiamo i ranghi….. e tiriamo su il

    morale della truppa…… tutto va bene …. vinceremo….

    Non posso credere ai miei occhi.. forse è.. un … sogno…

  21. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino… basta!!!
    Qui solo la preghiera può far qualcosa.

  22. Victor scrive:

    perché tanta gioia?
    Quanti sono i movimenti nella Chiesa? Uno solo?
    Ma quest’altro passo, non conta altrettanto e forse anche di più, perché è il cuore dell’identità e del ruolo del Sacerdote?
    “” [Il curato D'Ars]Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: «La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”.[18] Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: “Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.[Linguaggio leggermente estraneo per certi presbiteri assoggettati ai catechisti. o no? L'offerta è pagana; il 'sacrificio'? Ohibò] come la mettiamo? Ci prendiamo solo le poche righe che fanno al caso nostro? Non sarebbe la prima volta!

  23. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Postare robe del genere alla vigilia dell’Anno Sacerdotale, alla vigilia del giorno della Solennità del Sacro Cuore di Gesù, in un post dedicato alla lettera (meravigliosa) del Papa per l’Anno Sacerdotale dice tutto.
    Dice molto anche il treadh e il suo andamento. NON UN COMMENTO sulla Lettera del Papa, da parte dei polemisti professionisti, che rispettano i documenti del Papa solo quando utili al copia-incolla per “difendere” delle assurde tesi, DICE TUTTO.
    Quindi consiglio di non far scendere la discussione sul piano dottrinale. Ne verrebbe fuori solo polemica, sterile polemica.
    I veri colloqui dottrinali si terranno tra chi li dovra tenere. E chi è preposto a ciò è ben preparato e facente parte organicamente della Chiesa Cattolica.
    Ci vuole solo la preghiera!

  24. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Il Santo Curato d’Ars, sacerdote “legittimo” di Santa Madre Chiesa, in essa incardinato, che celebrava lecitamente, nella Sua grande Umiltà (che ne ha fatto un santo) si sentiva indegno.
    Qui c’è qualcuno che non fa parte della Chiesa, qualcuno che ordina illecitamente, eppure si sente molto “degno”.
    E qualcuno vorrebbe darcela a bere.
    Oltre il copia- incolla e il “polemismo”, non riesce ad andare.
    Manca dei “fondamentali”.

  25. Cherubino scrive:

    e chi ha detto che si escludeva il resto della Lettera ? Ho già detto che è interamente un documento eccezionale. Invece non ho sentito da Victor del compiacimento per TUTTA la Lettera…

    comunque, perchè sia inteso nella sua interezza il ruolo sacrificale del sacerdozio, andrebbe unito l’aspetto sacramentale con quello della vita, come dice il Papa:

    “Nel mondo di oggi, come nei difficili tempi del Curato d’Ars, occorre che i presbiteri nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica. Ha giustamente osservato Paolo vi: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni” (32). Perché non nasca un vuoto esistenziale in noi e non sia compromessa l’efficacia del nostro ministero, occorre che ci interroghiamo sempre di nuovo: “Siamo veramente pervasi dalla Parola di Dio? È vero che essa è il nutrimento di cui viviamo, più di quanto lo siano il pane e le cose di questo mondo? La conosciamo davvero? La amiamo? Ci occupiamo interiormente di questa Parola al punto che essa realmente dia un’impronta alla nostra vita e formi il nostro pensiero?” (33). Come Gesù chiamò i Dodici perché stessero con Lui (cfr Mc 3, 14) e solo dopo li mandò a predicare, così anche ai giorni nostri i sacerdoti sono chiamati ad assimilare quel “nuovo stile di vita” che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli (34).
    Fu proprio l’adesione senza riserve a questo “nuovo stile di vita” che caratterizzò l’impegno ministeriale del Curato d’Ars. Il Papa Giovanni xxiii nella Lettera enciclica Sacerdotii nostri primordia, pubblicata nel 1959, primo centenario della morte di san Giovanni Maria Vianney, ne presentava la fisionomia ascetica con particolare riferimento al tema dei “tre consigli evangelici”, giudicati necessari anche per i presbiteri: “Se, per raggiungere questa santità di vita, la pratica dei consigli evangelici non è imposta al sacerdote in virtù dello stato clericale, essa si presenta nondimeno a lui, come a tutti i discepoli del Signore, come la via regolare della santificazione cristiana” (35). Il Curato d’Ars seppe vivere i “consigli evangelici” nelle modalità adatte alla sua condizione di presbitero. La sua povertà, infatti, non fu quella di un religioso o di un monaco, ma quella richiesta ad un prete: pur maneggiando molto denaro (dato che i pellegrini più facoltosi non mancavano di interessarsi alle sue opere di carità), egli sapeva che tutto era donato alla sua chiesa, ai suoi poveri, ai suoi orfanelli, alle ragazze della sua “Providence” (36), alle sue famiglie più disagiate. Perciò egli “era ricco per dare agli altri ed era molto povero per se stesso” (37). Spiegava: “Il mio segreto è semplice: dare tutto e non conservare niente” (38). Quando si trovava con le mani vuote, ai poveri che si rivolgevano a lui diceva contento: “Oggi sono povero come voi, sono uno dei vostri” (39). Così, alla fine della vita, poté affermare con assoluta serenità: “Non ho più niente. Il buon Dio ora può chiamarmi quando vuole!” (40). Anche la sua castità era quella richiesta a un prete per il suo ministero. Si può dire che era la castità conveniente a chi deve toccare abitualmente l’Eucaristia e abitualmente la guarda con tutto il trasporto del cuore e con lo stesso trasporto la dona ai suoi fedeli. Dicevano di lui che “la castità brillava nel suo sguardo”, e i fedeli se ne accorgevano quando egli si volgeva a guardare il tabernacolo con gli occhi di un innamorato (41). Anche l’obbedienza di san Giovanni Maria Vianney fu tutta incarnata nella sofferta adesione alle quotidiane esigenze del suo ministero. È noto quanto egli fosse tormentato dal pensiero della propria inadeguatezza al ministero parrocchiale e dal desiderio di fuggire “a piangere la sua povera vita, in solitudine” (42). Solo l’obbedienza e la passione per le anime riuscivano a convincerlo a restare al suo posto. A se stesso e ai suoi fedeli spiegava: “Non ci sono due maniere buone di servire Dio. Ce n’è una sola: servirlo come lui vuole essere servito” (43). La regola d’oro per una vita obbediente gli sembrava questa: “Fare solo ciò che può essere offerto al buon Dio” (44).”

  26. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Sacro cuore di Gesù, io confido e spero in te!

  27. bo.mario scrive:

    Esprimere simpatia per una lettera di intenti come fa Gabriella è come apprezzare un testo. Scendendo sul pratico alla questione posta da Marina c’è una chiusura priva di motivazioni. Quando si parla del reale Vi perdete in inutili giochini, quasi una ginnastica con la tastiera. Cosa vuol dire quello che ha legato dio nessuno osi… La promessa fatta è una unità di intenti dei due sposi. Poi la realtà offre ben altro e a volte la separazione è inevitabile. Niente di straordinario, è cosa comune. Se due non vanno d’accordo chi li obbliga a stare insieme?. Leggo che qualcuno dice di cambiare religione e penso che la religione può essere imprecisa ma nessuno lo dice. In quanto al prete che sbaglia portate avanti una teoria che non ha ne capo ne coda. Il prete può sbagliare, le persone no. Devono essere punite, fuori dalla chiesa. Mentre il prete stà nella chiesa senza problemi? Un saluto.

  28. Gladiator scrive:

    Alcune perplessità sul concetto morale Woytjliano .
    Per capire se il grande papa umanista e filosofo Karol Woytjla abbia avuto un concetto morale consono alla tradizione cattolica bisogna andare ad alcuni suoi scritti che parlano espressamente , anzi direttamente, del problema morale , in modo da “aggredire” direttamente il problema dell’ethos woytjliano .
    Nessun testo ora è cosi sintetico e chiaro tra tutti i suoi discorsi come questa omelia che riportiamo del lontano Agosto 1983 pronunciata a Piazza San Pietro durante una celebrazione alla folla . In sintesi il Papa si chiedeva come definisce il Concilio la coscienza dell’uomo : “ il nucleo più segreto dell’uomo , dove lui è solo con Dio ! “. Poi esiste nella coscienza , nello spirito umano un “attività valutativa”, che noi definiremmo l’asse della vera libertà umana , in grado di decidere tra il bene e il male , tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto .
    Ora dove trova la coscienza i criteri per compiere questa valutazione ? Il Papa riferendosi al Concilio dice : “Ascoltiamo attentamente le parole del Concilio Vaticano II : “ Norma suprema della vita umana è la legge divina ,eterna , oggettiva ed universale, per mezzo della quale Dio con un disegno di amore , ordina , dirige e governa tutto il mondo e le vie della comunità umana…. L’uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività , per arrivare a Dio suo fine” . La coscienza umana desume i criteri valutativi dalla legge divina alla quale si rifà nella sua valutazione di un atto . Quindi, costata il papa , non è la coscienza umana a darsi i criteri di ciò che è giusto e stabilire le leggi del bene e del male ! La dignità dell’uomo sta proprio in questa opera valutativa che l’uomo compie nella sua coscienza , insieme con Dio . Arrivati a questo punto è tutto chiaro , l’uomo non deve fare altro che adeguarsi a queste norme che egli scopre già dentro di sé .
    Però proprio a partire da questo punto Woytjla incomincia a introdurre degli elementi di sospetto .
    “ L’uomo può sbagliare, dice Woytjla , perché non è lui l’istanza ultima , colui che stabilisce le norme eterne “
    Si , è chiaro,diciamo noi ,non è l’uomo a stabilire le norme eterne ,né deve essere lui a stabilirle,anzi può solo violarle nella sua libertà oppure conformarsi ad esse. Ci sembra qui però accordare un ulteriore autonomia all’uomo nel desumere (liberamente ?) dalle norme eterne . Che se poi desume male , quasi sempre è giustificato , perché ? perché troppo ignorante e non sapeva ! Ma non poteva non sapere , diciamo noi !
    Comunque non c’è nessuna vocazione in questo lavoro di valutazione: l’uomo legge ed esegue.
    Se non esegue , viola la legge e spezza quel legame con Dio : pecca .
    Quindi non dobbiamo conformarci alla mentalità di questo mondo,a satana,ma a Dio.
    L’uomo affetto da ignoranza invincibile , dice il papa, non pecca . Ad esempio diciamo noi , un bambino piccolissimo, non avendo ancora sviluppato un apparato cognitivo , non pecca ,anzi , non è in grado né di peccare ne di scegliere il bene , anzi resta nel suo stato angelico di benevolenza divina . Woytjla precisa : “l’uomo che non segue un giudizio erroneo,per ignoranza invincibile,non pecca”. Ma , ci chiediamo noi , come mai quest’uomo ha la capacità (o maturità) di seguire un giudizio erroneo per essere giustificato, ma non ha nello stesso tempo la capacità di fare il bene , per essere colpevole ? E’ proprio necessario questo perdonismo a buon prezzo ?
    E’ capace di seguire un giudizio erroneo avendo un’ ignoranza invincibile ? Allora sarà anche capace di una scelta di bene ! Non bisogna essere troppo pessimisti con l’uomo e trovare solo scusanti all’uomo che pecca .
    Ma i veri dubbi ci vengono quando il grande papa sembra contraddirsi a proposito della legge morale ,eterna ed immutabile che dimora già in ogni uomo .Il Papa dice : “ non è sufficiente dire all’uomo : “segui la tua coscienza”, Ma è necessario aggiungere subito e sempre : “ chiediti se la tua coscienza dice il vero o il falso ,cerca instancabilmente di dire la verità”. Qui il Papa volendo evitare un soggettivismo della coscienza , in realtà risulta troppo generico e confuso , al di là dei termini nobili che usa . Prima aveva detto che l’uomo deve adeguarsi alla legge eterna che trova,vede chiara , nella sua coscienza ; adesso ci dice : “ chiediti se la tua coscienza dice il vero o il falso , …cerca la verità “. Nulla di più dispersivo e generico ! Purtroppo la legge morale non ci sembra una verità filosofica . L’uomo corre di nuovo il rischio di decidere lui cosa sia il vero o il falso, proprio quello che il papa vorrebbe evitare con la sua specificazione . Ora l’uomo non deve conoscere proprio nulla , non deve essere responsabile , deve solo obbedire . L fede, poi, rende responsabili . L’uomo nel settore morale diventa pericoloso quando tenta di stabilire lui cosa sia la verità o il bene e le giustificazioni si sprecano, lo abbiamo visto con la storia di Adamo .
    Questa troppa importanza che si da alla conoscenza ci porta a una morale perdonista e sempre scusante che abbiamo già visto . L’uomo che non conosce la verità , ma obbedisce alla norma morale , diciamo noi , non pecca , ma l’uomo che conosce la verità e non si adegua , pecca !
    Se poi si trova già in uno stato di grazia , come il bambino piccolissimo battezzato , non deve fare alcuna indagine conoscitiva , perché non conosce il male ma solo il bene in cui vive immerso .
    Questo perché la coscienza umana è fallibile , ma la legge eterna e immutabile , eziandio, è un giudice infallibile .

    LA COSCIENZA MORALE LUOGO IN CUI DIO PARLA
    17 Agosto 1983 Piazza San Pietro
    Le parole dell’Apostolo ora ascoltate ,ci descrivono qual è il compito cui è chiamata la coscienza morale dell’uomo : “ discernere la volontà di Dio,ciò che è buono ,a Lui gradito e perfetto”.
    La nostra riflessione sull’ethos della Redenzione oggi si ferma a considerare “ il nucleo più segreto dell’uomo , dove egli si trova solo con Dio “. Come il Concilio Vaticano II definisce la coscienza morale . Che cosa intende l’Apostolo quando parla di “discernimento” in questo campo ? Se noi facciamo attenzione alla nostra esperienza interiore , costatiamo la presenza dentro di noi di una attività spirituale, che possiamo chiamare attività valutativa. Non è forse vero che spesso ci capita di dire , o di pensare : “questo è giusto ,questo non è giusto ? “
    Esiste cioè in ciascuno di noi una sorta di “senso morale “ che ci porta a discernere ciò che è bene
    e ciò che è male ,così esiste una sorta “senso estetico” che ci porta a discernere ciò che è bello da ciò che è brutto.. E’ come un occhio interiore , una capacità visiva dello spirito , in grado di guidare i nostri passi sulla via del bene . Ma le parole dell’Apostolo hanno un significato più profondo. L’attività della coscienza morale non riguarda soltanto ciò che è bene e ciò che è male universalmente. Il suo discernimento riguarda in particolare la singola e concreta azione libera che stiamo per compiere o abbiamo compiuto .
    E’ di essa che la coscienza morale ci parla , è essa che la coscienza valuta : questa azione , ci dice la coscienza , che tu nella tua irripetibile singolarità ,stai compiendo ( o hai compiuto ) è buona , o è cattiva . DONDE desume la coscienza i suoi criteri di giudizio ? In base a che cosa la nostra coscienza morale giudica le azioni che stiamo per compiere o che stiamo o che abbiamo compiute ? Ascoltiamo attentamente le parole del Concilio Vaticano II : “ Norma suprema della vita umana è la legge divina ,eterna , oggettiva ed universale, per mezzo della quale Dio con un disegno di amore , ordina , dirige e governa tutto il mondo e le vie della comunità umana…. L’uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività , per arrivare a Dio suo fine” .
    Riflettiamo attentamente su queste parole così dense ed illuminanti . La coscienza morale non è un giudice autonomo delle nostre azioni . Essa desume i criteri dei suoi giudizi dal quella “legge divina “,eterna oggettiva e universale, da quella Verità immutabile” di cui parla il testo conciliare: quella legge , quella verità, che l’intelligenza dell’uomo può scoprire nell’ordine dell’essere .
    E’ per questa ragione che il Concilio dice che l’uomo , nella sua coscienza, è solo con Dio “. Si noti : il testo non si limita ad affermare : “è solo” , ma giunge : “ con Dio “.
    La coscienza morale non chiude l’uomo dentro una invalicabile ed impenetrabile solitudine ,ma lo apre alla chiamata , alla voce di Dio . In questo e non in altro ,sta tutto il mistero e la dignità della coscienza morale: nell’essere cioè il luogo , lo spazio santo nel quale Dio Parla all’uomo .
    Di conseguenza se Dio non ascolta la propria coscienza , se consente che in essa prenda dimora l’errore ,egli spezza il vincolo più profondo che lo stringe in alleanza con il suo Creatore .
    Se la coscienza morale non è l’istanza ultima che decide ciò che è bene e ciò che è male ,ma deve conformarsi alla verità immutabile della legge morale,ne consegue che essa non è un giudice infallibile : può errare . Questo punto merita oggi una particolare attenzione .
    “ Non conformatevi “ insegna l’apostolo ,alla mentalità di questo mondo,ma rinnovatevi nello spirito della vostra mente” . Nei giudizi della nostra coscienza si annida sempre la possibilità dell’errore . La conseguenza che deriva da tale errore è molto seria : quando l’uomo segue la propria coscienza errata,la sua azione non è retta,non realizza obiettivamente cio che è bene per la persona umana . Certo ,”succede non di rado come il Concilio precisa immediatamente che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile “. In tal caso essa “ non perde la sua dignità “,e l’uomo che ne segue il giudizio non pecca . Lo stesso testo conciliare però ,prosegue osservando:”Ma ciò non si può dire quando l’uomo poco si cura di ricercare la verità e il bene ,e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all’abitudine al peccato ”.
    Non è sempre suffiente dire all’uomo :” segui la tua coscienza” E’ necessario aggiungere subito e sempre :” chiediti se la tua coscienza dice il vero o il falso , e cerca instancabilmente di conoscere la verità “. Se non si facesse questa necessaria precisazione ,l’uomo rischierebbe di trovare nella sua coscienza una forza distruttrice della sua umanità vera ,anizichè il luogo santo dove Dio gli rivela il suo vero bene.
    E’ necessario “ formare “ la propria coscienza . In tale impegno di credente sa di avere un particolare aiuto dalla dottrina della Chiesa . “Infatti per volontà di Cristo la Chiesa cattolica è maestra di verità e il suo compito è di annunciare e di insegnare in modo autentico la verità che è Cristo , e nello stesso tempo di dichiarare e di confermare con la sua autorità i principi dell’ordine morale che scaturiscono che scaturiscono dalla stessa natura umana “.
    Chiediamo insistentemente a Crsto nostro Redentore la grazia di potere “ discernere “
    Qual’ è la volontà di Dio cio che è buono , a Lui gradito, e perfetto” . Il dono cioè di essere nella verità , per dare la verità .

  29. Jacu scrive:

    Leggo i vostri commenti e i vostri tentativi di creare un cristianesimo a prescindere da Cristo, che ben si adatti alle vostre esigenze, mode, piaceri, gusti e colori.
    è come se io cercassi di sintetizzare la dottrina di Kant, prescindendo da Kant o anzi stravolgendone il pensiero: per meglio adattarla ai giorni nostri.
    Fatevene una ragione: Gesù ha detto: nessuno OSI dividere ciò che Dio ha unito, chi lascia la/il propria/o moglie/marito e si risposa è un adultero: S. Marco 10.
    Gesù in quel passo dice che Mosè aveva concesso il divorzio solo per la loro cecità di cuore: non vi vergognate non solo ad essere nella stessa cecità di cuore ma anche di farvene vanto?
    Io vi chiedo: perché volete essere cattolici senza credere nei principi del cattolicesimo? per me è come voler essere musulmani senza creder nel corano: non ha senso.

  30. Gabriella scrive:

    Santa festa del Sacro Cuore a tutti.

    Quello che dice Jacu mi sembra giusto.

    Perchè non parliamo chiaro? Perchè le nostre parole non sono si si no no?

    Per un Cattolico fare l’amore ‘fuori’ dal Sacramento del Matrimonio è peccato mortale.

  31. elianna scrive:

    Oggi,
    all’inizio dell’anno sacerdotale indetto dal Papa
    che vuole
    “promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi”,
    leggo le parole di un sacerdote
    che accoglie con sollievo (quasi con un sospiro che dica: “finalmente”!) quella esortazione
    alla santità a cui essi, a pro dei fedeli, devono nessariamente tendere,
    sollecitati dal luminoso esempio del Santo curato d’Ars
    e dalla sua vita totalmente aderente alla Persona e alla volontà di Gesù Buon Pastore,
    attraverso la costante offerta a Lui della propria vita e missione,
    operando ognuno di essi come “alter Christus”,
    come dice il Papa,
    “cercando di aderire a Lui con i pensieri, la volontà, i sentimenti e lo stile di tutta la propria esistenza.”
    ———————-

    Leggo dunque su
    http://www.querculanus.blogspot.com
    le parole di Padre Giovanni Scalese:

    “Pertanto, ben venga un “Anno sacerdotale” a ricordare a noi sacerdoti quali sono i nostri doveri,
    primo fra tutti la santità.

    Negli anni dopo il Concilio si è fatto di tutto per distruggere l’immagine del prete; si guardava con sufficienza a tutti i tradizionali strumenti per la sua santificazione (preghiera e studio severo, mortificazione e sacrificio, prudenza e distacco dal mondo, ecc.); si è voluto fare del prete, a seconda dei casi, uno psicologo, un sociologo, un agitatore sociale, un sindacalista, un politico; ed ecco che cosa ci ritroviamo: non possiamo fare altro che raccogliere i cocci di quello che era una volta il prete.
    Ora ci viene riproposto l’esempio del Santo Curato d’Ars, che spese la sua vita in ginocchio davanti al Santissimo e seduto in confessionale.
    Saremo capaci di accogliere questo messaggio? Una cosa è certa: se vogliamo che la Chiesa si rinnovi, dobbiamo ripartire di lí.”
    ……….

    Ripartire da lì: appunto, dalla santità, che può sorgere e crescere nelle anime solo dalla continua adesione a Gesù Cristo
    realizzata con quella ad-orazione permanente del Mistero Eucaristico, Comunione fisica e spirituale con Esso, che nutre di linfa vitale – la Caritas Christi – tutta la vita pratica della Chiesa Cattolica, e alla quale di continuo il Santo Curato educava i fedeli:

    “Venite alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite
    a vivere di Lui per poter vivere con Lui…[14] “È vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!”.
    …..

    Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all’ascolto e al perdono. In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata “il grande ospedale delle anime”.
    ————-

    La Chiesa di oggi ha urgente bisogno di santi sacerdoti come questo:
    il Curato D’Ars interceda per loro e per noi fedeli che dovremo chiedere
    a Dio questa Grazia speciale, come nei secoli si è sempre fatto.
    Oggi, poi, nella Festa del Ss.mo Cuore di Gesù,
    sarà bello che i sacerdoti tengano ben impressa nel cuore
    quella profonda convinzione del Santo Curato, riportata dal Papa:

    Il Sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù

    Venerdì 19 giugno 2009:
    nello spirito della paterna esortazione del Papa,
    da piccola fedele, vorrei pregare anch’io tutti i sacerdoti
    di rinnovare e promuovere tra i fedeli il culto al Sacro Cuore, che negli anni più recenti è stato spesso diminuito, se non deprezzato e
    da qualche catechesi modernista schernito…come fosse “arcaico” o “lezioso” e non adatto a cattolici “adulti”!

    “Vivere di Lui per poter vivere con Lui.”

    Questo supplichiamo, in questo nuovo millennio dell’era cristiana, che sia per i sacerdoti il programma
    di vita e opere sante, come lo fu per il grande
    Curato d’Ars.

  32. bo.mario scrive:

    Jacu siamo al fondamentalismo? Se due si vogliono bene ci deve essere un prete che autorizzi. Con tutta la buona volontà che ci metto non riesco a capire cosa state dicendo. Aspetto la risposta che un comune mortale viene mandato fuori dalla chiesa e un prete che sbaglia no. Il prete può sbagliare, il comune mortale, anche per necessità oggettive, no. Esiste la sacra rota, perchè? La gente può amarsi basta che non faccia sesso. Quello deve essere autorizzato dalla religione. Fateci un pensierino e rispondete, se potete. Un saluto.

  33. Artefice1 scrive:

    Gabriella ….. non occorre una preparazione geniale PER Capire.

    “””Perchè non parliamo chiaro?””” A me andrebbe benissimo.
    Ma l’adattamento dei giorni nostri ti renderebbero della rompiscatole. Come minimo, poi a salire.
    Comunque resto al tuo fianco perché Amo il tuo significato.

    Non ostante certi significati non RENDONO l’Idea capace di CON-Sentire IL Sentimento Autentico, Vengono PER-Severati PER – che?

    Ad esempio
    Dire “ é peccato mortale” non ti sembra che il soggetto sembra il peccato e non l’Individuo?
    Io direi semplicemente a quell’Individuo il Fatto é proprio Mortale!

    Il Decesso sarebbe una Cosa.
    La Morte sembra peggio.

    Come dire
    Quando si subisce
    PER un attimo o PER sempre.

  34. Artefice1 scrive:

    Jacu……i principi sono Cose.
    IL Principio aspetta.

  35. Jacu scrive:

    Io fondamentalista? tutt’altro caro: io ho diversi amici omosessuali con cui vado d’accordissimo, amici e parenti sposati solo civilmente con i quali i rapporti sono bellissimi. Io credo solo che se Cristo ha detto una cosa, quella è PUNTO. Se non ci va bene, siamo liberi di fare quello che ci pare, ognuno pagherà le conseguenze secondo quanto LUI vorrà, non io né tu. Sta di fatto che il Vangelo in più passi, se apri un Nuovo Testamento della CEI, troverai indicati per Marco 10 i passi paralleli, nei quali si dice la stessa cosa. Ora io mi chiedo: se i Vangeli sono concordi sulla questione, che cosa dobbiamo discutere?
    Guarda che i divorziati non vengono mandati via dalla Chiesa: non possono fare la comunione!! Io non ho mai sentito che qualcuno sia stato scomunicato perché si è risposato!

  36. mauro scrive:

    Caro Jacu il “nessuno OSI dividere ciò che Dio ha unito” presuppone che sia Dio ad unire, invece nella realtà è la Chiesa che unisce in virtu’ di quel “QUELLO CHE VERRA’ LEGATO IN TERRA VERRA ‘ LEGATO NEI CIELI E QUELLO CHE VERRA’ SCIOLTO SULLA TERRa VERRA’ SCIOLTO NEI CIELI” che disse Gesu’ a Pietro.
    S.Marco in fin dei conti ha detto una falsità perchè attribuiva a Dio il non volere dividere.
    Se lei avesse fatto attenzione a quella frase di Gesu’, se l’avesse pronunciata egli stesso, sarebbe stata:”QUELLO CHE VERRA’ LEGATO IN CIELO VERRA ‘ LEGATO IN TERRA E QUELLO CHE VERRA’ SCIOLTO IN CIELO VERRA’ SCIOLTO IN TERRA” perchè il riferimento era ciò che si faceva in Cielo, rappresentando quella la volontà di Dio. Solo in quel caso S.Marco avrebbe detto la verità.

  37. mauro scrive:

    Cara Gabriella, se fosse come sant’Agostino dice, tutti potrebbero accedere al mistero del corpo e del sangue del Signore, Lei ed io compresi proprio perchè il mistero si compie per la parola del Creatore e per la virtù dello Spirito Santo.
    Invece la realtà è che il mistero del corpo e del sangue del Signore non è altro che un rito pagano.
    Bere il sangue dell’animale che si doveva cacciare equivaleva ad entrare in sintonia con l’animale e ne favoriva la cattura.
    Se vuole trasporre questo concetto pagano nella realtà della Messa, chiunque voglia entrare in sintonia con il Signore è sufficiente che beva il sangue di Dio.
    Considerato che il sangue di Dio non esiste perchè Dio è puro spirito, si prende il vino e lo si trasforma. Come non pensare che si prende una solenne ubriacatura pensare che lo spirito contenuto nel vino possa rappresentare il puro spirito di Dio?
    Se poi ne mangia anche il corpo, direi che si tratta di cannibalismo vero e proprio perchè noi siamo simili a Dio.

  38. Lorenzo scrive:

    Bo. e Mauro, mi sembrano i vostri commenti ad essere basati su delle premesse confuse riguardo ai principi della Chiesa.
    Marina aveva chiesto testualmente: “è valido il sacramento se il religioso ha commesso un reato?” La risposta è sì, e non può essere diversamente. Anche il sacerdote, come il laico, più peccaminoso può essere sospeso, sollevato dall’incarico, incarcerato, ma non può essere “espulso dalla Chiesa”, il battesimo è irreversibile.
    Quanto ai cosiddetti battezzati divorziati, nessuno ha mai detto che sono fuori dalla Chiesa: fanno parte della Chiesa come tutti gli altri, hanno l’obbligo di assistere alla Messa festiva come tutti gli altri, devono partecipare all’Eucarestia, ma soltanto non possono ricevere la comunione. A causa del loro stato non possono assumere incarichi di esempio o guida per altri battezzati, ad esempio quello di padrino (ma possono essere testimoni ad un matrimonio).
    Se voi effettuate lo strano collegamento tra l’essere nella Chiesa al non aver commesso reati, perché non contestate anche l’assistenza spirituale e la celebrazione della Messa domenicale nelle carceri.

  39. Artefice1 scrive:

    Mario…..questa volta senza Bo.

    Bella la tua sinfonia, si direbbe che riesci a Sentire.

    Ma il Punto che ti preme non richiede affatto tutta quella bella ROBA.
    Basta il CON-Vincimento. (Non stò a spiegarti come si Determina, secondo me)

    Come dire che se non vuoi Sentirti Fregato PER Sempre, dunque non Renderti CON-Sapevole, non dovresti seguire il Caso o la Casualità piuttosto delle Orme Originarie che t’appartengono.

    Per quanto riguarda il Fatto, non certo PRE-Valente, che il Creatore non abbia Creato un Arem per l’Uomo, portatore di Senso, oppure che PER Generare non serva affatto un combinato PRE-Disposto, avrebbe pure un significato Chiaro.

    Dunque la CON-Statazione PRE-Valente e a mio modo di vedere non sarebbe quella dell’Arem.

    Quando si viene meno rispetto all’Evidente Senso, si perdono due Aspetti Sublimi: La Felicità e la CON-Sapevolezza.
    Come dire o abbia detto Morte?

    Esistere, come il Decedere, rispetto alla Morte, sarebbe tutt’altra Cosa. Ti pare?

    Se non ti basta questo spunto potrei CON-Tinuare.
    Meglio se prima mi dai il tuo spunto. Puntual-Mente.

  40. Cherubino scrive:

    “un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità.” dalla Lettera.

  41. Tradizionalista scrive:

    A proposito di peccati e confessione, quando il premier Berlusconi darà spiegazioni sul giro di veline ed escort nelle sue residenze private? Su http://www.papanews.it ho letto un duro affondo di ‘Avvenire’. Il giornale dei vescovi chiede chiarezza. E noi italiani, pure.

  42. Artefice1 scrive:

    Lorenzo……questa sarebbe proprio Fedele!

    “””ma non può essere “espulso dalla Chiesa”,””” diciamo pure espulso, (scarpa destra) o abbandonare, (scarpa sinistra).

    Visto che queta RiconoScenza discende dal Comandamento: Onora il Padre e la Madre, dunque l’istituzione.

    Come si spiega che sacerdoti, PREPARATI…………… SOTTO METTONO LA FAMIGLIA, perorando l’Autonomia dei figli???

    Qui Gatta sà COVARE proprio!

  43. Artefice1 scrive:

    Lorenzo………… ./.

    Anche in provetta.

  44. Silvano scrive:

    Tradizionalista, le risulta che il direttore di papanews si sia presentato alle elezioni comunali di Salerno nell’italia dei valori (monetari ed immobiliari !) ???????

  45. Enos scrive:

    Caro Victor, se dovessimo valutare le varie realtà ecclesiali in maniera “quantitativa”, cioè in base al numero di vocazioni sacerdotali e religiose fatte nascere al loro interno (o comunque, con il loro aiuto), cosa dire dei tanto vituperati neocatecumenali, della Comunità delle beatitudinio del Rinnovamento nello Spirito?
    Da un punto di vista puramente numerico sono molto più “fecondi” della Fraternità San Pio X.
    In più, le vocazioni sacerdotali nate al loro interno, arrivano ad una ordinazione, oltreché valida, anche perfettamente lecita, nel giudizio dell’intera Chiesa universale.
    L’errore fondamentale, a mio modesto parere, della Fraternità sacerdotale San Pio X, come si evince anche da quel comunicato, è il considerarsi “vera Chiesa” per ragioni puramente “formali-estetiche” (fedeltà alla Liturgia di San Pio V) e non “sostanziali-dottrinali” (ad esempio, fede nella indefettibilità ed infallibilità della Chiesa e del suo supremo magistero ordinario di tutti i vescovi in comunione fra loro e con il papa).

    Pax et Bonum

  46. Artefice1 scrive:

    Enos….e a mio modo di vedere

    “”"L’errore fondamentale,”"” avere la presunzione di rinnovare lo Spirito.

    Quanti padreterni.

  47. Tradizionale scrive:

    Per iùncrementare la corretta informazione in questo che rischia di diventare un focolaio di progressisti presuntuuosi e nulla di più:

    Austria e Cina. I vescovi con le pagelle peggiori

    I capi delle diocesi austriache sono stati chiamati a rapporto dal papa, scontento per come lasciano correre ribellioni ed abusi. Mentre in Cina vi sono vescovi che ubbidiscono più al governo comunista che a Roma. Ma anche la diplomazia vaticana ha le sue colpe, dice il cardinale Zen

    di Sandro Magister

    ROMA, 19 giugno 2009 – A fine mese i vescovi della Fraternità San Pio X ordineranno nuovi preti e la Santa Sede ha confermato che anche queste ordinazioni saranno considerate illegittime.

    Ma i lefebvriani scismatici non sono i soli vescovi che preoccupano la Chiesa romana. Nei giorni scorsi si sono accesi i riflettori su due episcopati che per diversi motivi danno anch’essi filo da torcere: l’austriaco e il cinese.

    Il 15 e 16 giugno sono scesi a Roma tutti i vescovi dell’Austria, chiamati a rapporto da Benedetto XVI.

    Hanno incontrato a porte chiuse il papa e cinque capi di curia: i cardinali Giovanni Battista Re, della congregazione per i vescovi, William J. Levada, della congregazione per la dottrina della fede, Claudío Hummes, della congregazione per il clero, Zenon Grocholewski, della congregazione per l’educazione cattolica, Stanislaw Rylko, del pontificio consiglio per i laici. In più c’era il nunzio apostolico a Vienna, Peter Stephan Zurbriggen.

    Il comunicato emesso al termine dell’incontro non l’ha detto, ma per due giorni filati i vescovi austriaci hanno subito severi rimproveri.

    Papa Joseph Ratzinger conosce l’Austria molto da vicino. All’inizio del suo pontificato i vescovi austriaci furono tra i primi a recarsi da lui in udienza. E il 5 novembre del 2005, a conclusione della visita “ad limina”, il papa li strigliò per bene. Li accusò di tacere punti importanti della dottrina e della morale cristiana per paura di proteste e derisioni. Li esortò a prendere in mano, finalmente, il catechismo e ad insegnarlo per intero. Ingiunse loro, letteralmente, di “cambiare rotta”.

    Dopo più di tre anni, evidentemente, l’impressione di Benedetto XVI è che i vescovi austriaci si siano ravveduti poco o nulla.

    Una prova è anche ciò che è accaduto nei mesi scorsi nella diocesi di Linz. Come vescovo ausiliare di questa diocesi il papa aveva nominato il 31 gennaio un parroco del luogo, Gerhard Maria Wagner, 54 anni, con fama di conservatore. Immediatamente esplose la protesta dell’opinione cattolica progressista, che rinfacciò al designato il triplo misfatto d’aver equiparato anni addietro lo tsunami dell’Asia e il ciclone di New Orleans a “punizioni divine”, e la saga di Harry Potter a macchinazione diabolica. Da queste risibili accuse si arrivò rapidamente a esigere la revoca della nomina.

    Il brutto, agli occhi di Roma, era che i vescovi austriaci si guardarono bene dal difendere la nomina di Wagner, e così larga parte del clero. Anche l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, si accodò all’onda. La pressione fu tale che Roma cedette. Il 2 marzo un laconico comunicato vaticano rese noto che il papa aveva “dispensato” Wagner “dall’accettare l’ufficio di vescovo ausiliare di Linz”. Botto finale: uno dei capi della rivolta antiromana, Josef Friedl, prete di punta della diocesi di Linz, nel dichiarare vittoria rivelò anche di convivere con una compagna e di non tenere in alcun conto l’obbligo del celibato, con l’approvazione dei suoi parrocchiani e di altri preti austriaci, anch’essi concubini, e con la tolleranza dei vescovi.

    Ma il caso Wagner era solo la cima di un più generale malessere. Il comunicato finale dell’incontro del 15-16 giugno ha elencato una serie nutrita di punti critici, riguardanti la dottrina, l’azione pastorale, l’insegnamento del catechismo, il clero, i seminari, le facoltà teologiche.

    Su questo sfondo, appare ancor più vistoso il contrasto tra la timidezza con cui i vescovi austriaci governano le rispettive diocesi e, contemporaneamente, il loro pratico accedere all’orgogliosa pretesa che sia l’opinione pubblica a designare i nuovi vescovi o a porre il veto su quelli nominati da Roma.

    Un altro vistoso contrasto riguarda il numero uno dei vescovi austriaci, il cardinale Schönborn. Passa per amico fidato di papa Ratzinger, ma in patria lascia libero campo alle correnti antiromane. Tra febbraio e marzo, all’apice della polemica contro la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, i vescovi austriaci furono tra quelli che meno si spesero nel difendere il papa. Il vescovo di Salisburgo, Alois Kothgasser, sentenziò che con Benedetto XVI la Chiesa “si sta riducendo a una setta”.

    Nell’incontro del 15-16 giugno il papa ha cercato di riportare i vescovi austriaci all’ordine, come si intuisce da questo passaggio del comunicato finale:

    “Il Santo Padre ha richiamato l’urgenza dell’approfondimento della fede e della fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al magistero post-conciliare della Chiesa, e del rinnovamento della catechesi alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica”.

    Quanto al clero concubino, valgono per l’Austria le norme generali, di maggiore severità, stabilite dal papa lo scorso 30 gennaio. Quando un prete convive con una donna e continua a svolgere il suo ministero, la congregazione vaticana per il clero ha l’autorità di dimetterlo dallo stato clericale.

    ***

    Il caso dei vescovi cinesi è più complicato. Qui la gerarchia è divisa tra un ramo ufficiale, riconosciuto dal governo di Pechino, e un ramo clandestino, privo di tale riconoscimento.

    Questo secondo ramo è fedelissimo al papa. Mentre quello ufficiale, con i vescovi designati per via politica, è stato creato dalle autorità comuniste proprio con la finalità di separarlo dall’obbedienza a Roma.

    Negli anni passati, molti vescovi ufficiali si sono rappacificati col papa, col tacito assenso del governo. Nel 2007 Benedetto XVI, con una lettera aperta ai cattolici cinesi, ha detto a tutti come procedere per sanare del tutto la spaccatura e portare l’intera Chiesa cinese alla comunione piena con Roma.

    Ultimamente, però, le autorità cinesi hanno rilanciato la politica della separazione. E diversi vescovi ufficiali hanno ceduto alle pressioni.

    Il cardinale Joseph Zen Zekiun, vescovo emerito di Hong Kong, fotografa così l’attuale fase, in un’ampia intervista del 16 giugno ad “Asia News”:

    “La svolta verso la chiarezza non c’è stata. Anzi, a me sembra che si stia scivolando in modo preoccupante lungo la china del compromesso. L’episodio più inquietante di questo continuo compromesso, che va contro le indicazioni del papa, è la celebrazione del cinquantesimo anniversario delle prime consacrazioni episcopali illegittime. Se, come temo, tale celebrazione, prevista entro il 2009, riuscisse ad ottenere grande partecipazione di vescovi e di preti, sarebbe la fine. Sarebbe il completo spreco di tutti gli sforzi fatti negli anni precedenti e un insulto al Santo Padre. Si, sarebbe proprio come dare uno schiaffo a lui, perché sarebbe come ignorare completamente la sua lettera ai cattolici cinesi”.

    Ma il cardinale Zen dice anche dell’altro, nella stessa intervista:

    “Certamente in Cina hanno fatto di tutto per oscurare la lettera del papa. Ma io penso che anche da parte della Santa Sede si sarebbe dovuto dare più sostegno alla lettera. La Santa Sede avrebbe dovuto seguire di più il papa lungo la linea della chiarezza. A me sembra che ciò non sia avvenuto”.

    Lo scorso 30 marzo si è riunita per due giorni, in Vaticano, la commissione che Benedetto XVI ha istituito nel 2007 per studiare le questioni relative alla vita della Chiesa cattolica in Cina. Fanno parte di detta commissione i capi dei dicasteri della curia romana competenti in materia e alcuni rappresentanti dell’episcopato cinese e di congregazioni religiose.

    Il cardinale Zen, che ha partecipato a questa riunione e anche a una precedente del 10-12 marzo 2008, ritiene che la segreteria di Stato vaticana ceda a compromessi con le autorità cinesi, perché punta soprattutto a riallacciare le relazioni diplomatiche:

    “Le relazioni diplomatiche da sole non aggiustano tutto. Anzi, possono ingannare, perché possono dare la falsa impressione che esista la libertà religiosa. La cosa più importante è la libertà religiosa, e certamente essa può essere facilitata dalle relazioni diplomatiche. Ma non è sempre vero che quando ci sia l’una ci sia necessariamente anche l’altra. Oltre tutto, in questo momento la possibilità che la Cina instauri relazioni diplomatiche col Vaticano sembra meno probabile perché le relazioni tra Pechino e Taiwan sono notevolmente migliorate”.

    Come dunque c’è divisione tra i vescovi cinesi, nel loro rapportarsi a Roma, così anche la politica vaticana appare divisa. Da una parte c’è la linea del cardinale Zen, dall’altra quella della segreteria di Stato.

    Questa seconda divisione si riflette anche nelle riviste cattoliche specializzate. L’agenzia “Asia News” del Pontificio Istituto Missioni Estere è col cardinale Zen. Il mensile internazionale “30 Giorni”, diretto dall’ex capo del governo italiano e ministro degli esteri Giulio Andreotti, è con la segreteria di Stato.

  48. Gladiator scrive:

    Scusate , ma i vescovi svizzeri, non li passa sulla grata nessuno ?

  49. Enos scrive:

    Sempre dal bellissimo blog di Magister, vorrei riportare anche quanto segue:

    “Mai la Chiesa ha avuto come oggi più urgente bisogno di oppositori contro il liberalismo religioso, mentre, ahimé, questo errore si stende come una rete su tutta la terra. [...] Il liberalismo religioso è la dottrina secondo la quale non esiste nessuna verità positiva in campo religioso, ma che qualsiasi credo è buono come qualunque altro; e questa è la dottrina che, di giorno in giorno, acquista consistenza e vigore. Questa posizione è incompatibile con ogni riconoscimento di una religione come vera. Esso insegna che tutte sono da tollerare, in quanto sono tutte materia di opinione. La religione rivelata non è verità, ma sentimento e gusto, non fatto obiettivo. [...] Ogni individuo ha diritto a interpretarla a modo suo. [...] Si può andare nelle chiese protestanti e in quelle cattoliche; si può ristorare lo spirito in ambedue e non appartenere a nessuna. Si può fraternizzare insieme in pensieri e affari spirituali, senza avere dottrina comune o vederne la necessità. Poiché la religione è un fatto personale e un bene esclusivamente privato, la dobbiamo ignorare nei rapporti reciproci”.

    Joseph Ratzinger? Camillo Ruini? Né l’uno né l’altro. Per trovare l’autore di questa citazione bisogna risalire indietro di 130 anni, al 12 maggio del 1879, al discorso che John Henry Newman pronunciò dopo aver ricevuto da Leone XIII il “Biglietto” della nomina a cardinale.

    Il discorso di Newman uscì sulla prima pagina de “L’Osservatore Romano” di due giorni dopo. Ed è stato riproposto 130 anni dopo, lo scorso 20 maggio, ancora da “L’Osservatore Romano”.
    Con questo commento finale, da parte del teologo Inos Biffi:

    “È difficile non riconoscere la rovinosa attualità di questo liberalismo religioso, che preoccupava Newman nel 1879. Oggi infatti si sta esattamente e largamente avverando e diffondendo la persuasione che le religioni siano equivalenti, che sia indifferente e non pertinente la questione della loro verità, che una confessione o una Chiesa si equivalgono. E che, in ogni caso, la religione appartiene esclusivamente all’ambito privato e personale, senza riflessi sociali. A non mancare di equivocità è talora lo stesso dialogo interreligioso: quando cioè dovesse attutire la coscienza che, alla fine, a importare è la religione vera. La confusione che al riguardo si sta creando, all’interno stesso di esperienze cristiane elitarie, e ‘profetiche’, come le chiamano, è mirabile e singolare, ma è assolutamente contraria al Vangelo e alla tradizione ecclesiale. Parlano del Popolo di Dio e ne annebbiano le certezze.”

    Carissimi, siamo proprio sicuri che questo appunto di Inos Biffi valga solo per gli eccessi compiuti in certe comunità ecumeniche, dove finisce per contare di più ricerca della pace che la ricerca della verità?

    Ritenere pure che il mio gruppetto che rifiuta la fede nell’indefettibilità ed infallibilità della Chiesa Universale e del suo supremo Magistero ordinario (cosa che del resto fa anche Kung) sia l’unica Chiesa rimasta in circolazione, non è forse “annebbiare le certezze del popolo di Dio”?

    Io non voglio assolutamente arrivare, nella foga di contrastare gli uni, a dare ragione sempre e comunque a quelli che stanno dall’altra parte, e così ritengo sia pure l’intento degli altri fratelli che operano in questo blog.

    “Non deviare né a destra né a sinistra,
    tieni lontano il piede dal male.” Poverbi, 4,27

    Concludo ancora con un altro pezzo del commento di Inos Biffi:
    “Oggi chi afferma una cosa stramba o antiecclesiale si autofregia del titolo di profeta. Lo fu invece davvero Newman, le cui opere con la loro finezza storica e psicologica, con la loro bellezza poetica, e con lo splendore della loro verità, hanno impreziosito per sempre la Chiesa”.

    Pax et Bonum

  50. Enos scrive:

    Caro Artefice, semmai è “rinnovarsi” nello Spirito, e “il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Galati 5,22).

    Pax et Bonum

  51. Marina scrive:

    Iacu,Cristo ha detto ANCHE QUALCOSA IN MERITO A COLORO CHE DANNO SCANDALO AI FANCIULLI,com’è che la chiesa tace???
    Non sono peccatori e non continuano a vivere nel peccato questi?

  52. mauro scrive:

    Caro Enos, sarebbe un bel discorso se la Chiesa non accettasse nessuno di quei sacerdoti che citi , metterli in contrapposizione quando li si accetta tutti non ha senso perchè non sono persi ma guadagnati, vista la carenza di vocazioni che ha la Chiesa.
    Ed io che pensavo che esistesse una sola e vera Chiesa e fosse questa l’unione di tutti fedeli. Trovarsene così improvvisamente una vera ed una falsa (i lefevriani) mi sconcerta considerato che il Papa, togliendogli la scomunica, altro non ha fatto che riconoscere i lefevriani come appartenenti alla Chiesa vera.
    Ma almeno ti rendi conto di quello che scrivi? Ragioni con la testa, non con la fede.

  53. Marina scrive:

    C’era una volta…
    A quei tempi(non mi ricordo esattamente,appena ho un pò ti tempo lo cerco)una legge ,voluta da un qualche papa,che autorizzava i cosidetti ministri di dio,a entrare tutte le volte che volevano nelle case (specialmente di notte)per vedere se le coppie facevano sesso,se venivano colti sul fatto venivano castigati duramente.
    Ma io mi chiedo:se dio ha detto all’uomo: andate e moltiplicatevi e se ha creato il sesso,perchè era proibito farlo???

  54. elianna scrive:

    Per capire già da oggi le reazioni non sempre compiacenti e accoglienti verso la splendida lettera del Papa…
    ecco le pungenti osservazioni di
    Francesco Colafemmina:

    PADRE CABRA E IL PRETE POSTCONCILIARE

    “A che gioco sta giocando l’Osservatore Romano? Proprio quando si inaugura l’Anno Sacerdotale indetto da Benedetto XVI e che esplicitamente si richiama ad una figura di sacerdote incarnata dal modello del Santo Curato d’Ars, il “giornale del Papa” dà ampio spazio ad una stanca tirata sul modello del “prete postconciliare”.
    L’articolo è interessante perchè traccia un netto discrimine, anche con un’aria di sufficienza e saccenteria notevole, sempre condita dall’immancabile “spirito di carità cristiana”. L’articolo è di padre Piergiordano Cabra e si intitola senza mezzi termini “Il prete del postconcilio”.

    Il Cabra sin dalle prime righe entra in aperta polemica col Papa, la tipica polemica pretescamente sussurrata, con la compiacenza di chi sa che il suo pezzo identifica la “fronda” antipapale.
    Vale la pena citarle: “Quando si parla di santità sacerdotale il pensiero va spontaneamente alle grandi figure del passato, preferibilmente dell’Ottocento, illustrato da eminenti personalità di preti che si sono imposti al loro tempo, suscitando ammirazione e stupore per il loro modo di porsi e d’incidere nella società. Difficilmente il pensiero va al prete degli anni del postconcilio, tanto scossi da terremoti culturali e sociali, oltre che caratterizzati da un processo di ridefinizione della figura del prete, non privo d’incertezze teologiche e operative. Eppure la seconda metà del secolo scorso può essere caratterizzata da una “nuvola di testimoni” che sono vissuti nella tensione tra vecchio e nuovo, tra lealtà alla Chiesa e amore delle necessità del proprio gregge, tra attese e realizzazioni, tra risultati promessi e delusioni pratiche. ”
    ……..
    [ovvero: Commento a un'apologia del prete post-conciliare e della sua santità "incompresa"...]
    Notevole e condivisibile la tagliente valutazione conclusiva di F. Colafemmina sull’art. di P. Cabra.

    http://www.fidesetforma.blogspot.com/

  55. Silvano scrive:

    alla novella Pimentel : e allora ? qualche problema con fidesetforma ? Vuole che la ricordiamo nelle nostre preghiere ? Oremus et pro perfides eliannae ….

  56. Silvano scrive:

    pardon … ho capito l’ironia di fondo ! pardon miss eliannae

  57. Gabriella scrive:

    Ma che cosa mi sta dicendo, Mauro? Ho capito bene?

    Per quanto riguarda il Corpo e il Sangue di Nostro Signore, Nel marzo del 20 d.C, nella sinagoga di Cafarnao, dopo aver motiplicato i pani, Gesù, assediato dalla folla, invita tutti a credere alla sua parola.
    I Giudei, chiesto a lui un segno della sua credibilità, ricordano il miracolo della manna ottenuta da Mosè nel deserto …
    Il Maestro risponde promettendo che non più Mosè ma lo stesso Padre darà loro il vero “Pane del Cielo”.
    La folla chiede questo pane ed è allora che Gesù dichiara di essere Lui stesso “il Pane della Vita”; chi aderisce al Maestro non avrà più nè fame nè sete …
    Gli ebrei però conoscendo l’origine terrena di Gesù obbiettano che Egli non può essere venuto dal Cielo. Ma il Maestro insiste affermando che chiunque crede in Lui ha la Vita Eterna, essendo appunto Egli “il Pane della Vita”. Da questo momento però il discorso prende un’altra piega, perchè, sfidando l’incredulità dei presenti, Gesù ripete di essere “il Pane disceso dal Cielo”, non solo, ma specifica aggiungendo che il pane di cui Lui parla è la sua stessa carne, destinata ad essere sacrificata per la salvezza del mondo. I Giudei protestano: “come può costui darci da mangiare la sua carne?” E Gesù risponde: “In Verità, in Verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’Uomo e non Berrete il Suo Sangue non avrete la Vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e Io lo resusciterò. Perchè la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, il Vivente ha mandato me, e io vivo per il Padre, così chi mangia di me vivrà per me …” Gesù insiste che non si deve fare alcuna interpretazione metaforica, a Lui preme proprio il senso letterale della promessa al punto che molti discepoli scandalizzati dalle insolite espressioni del Signore, lo abbandonano e anche agli apostoli, Gesù dice ve ne volete andare anche voi? Ma gli Apostoli che erano in grado di intravvedere e di accettare il senso misterioso ma realissimo delle sue parole restarono, memori di quanto aveva insegnato loro Gesù e delle parole dette loro l’anno precedente “la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda”. La sera del giovedì 6 aprile del 30 d.C. la promessa di Cafarnao, nell’ultima cena acquista un senso che libera da qualsiasi dubbio. Il Signore Gesù, nella notte in cui venne tradito prese il pane e dopo aver reso grazie lo spezzò e disse: “Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi”. E dopo la cena allo stesso modo prese il calice rese grazie e disse: “Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

    Per quanto riguarda il paganesimo e i riti pagani, forse il più bel libro mai scritto è ‘Eretici’ di Chesterton – bellissimo, ironico, profondo, come tutti i suoi libri d’altronde ;) lo consiglio vivamente … “Nell’ambito dei rapporti tra cristianesimo e paganesimo, sussiste un fatto ovvio, così semplice che molti ne sorrideranno, ma così importante, che tutti i moderni se ne dimenticano. Il fatto fondamentale riguardo al cristianesimo e al paganesimo è che uno venne dopo l’altro. Nel mondo moderno, esiste una sola componente che si sia trovata faccia a faccia con il paganesimo; nel mondo moderno, esiste una sola componente che, in questo senso, sappia qualcosa del paganesimo; e quella componente è il cristianesimo…”.

  58. Gabriella scrive:

    Per Marina, con simpatia ;)

    “Quanto mi sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
    Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto ti devo!
    Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
    Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità.
    Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure!
    No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te!
    E poi, dove andrei?
    A costruirne un’altra?
    Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò sarà la mia chiesa, non più quella di Cristo. Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri”. (Carlo Carretto)

  59. Silvano scrive:

    però noi possiamo … liberarci di marina !!!! iabadabaduuuuuuu

  60. mauro scrive:

    Cara Gabriella, il suo bellissimo racconto altro non è che paganesimo puro.
    Gesu’ insegnò come mangiare il suo corpo ed insegnò come bere il suo sangue, cioè come ritualizzare la comunione ma avendo per oggetto corpo e sangue (appartenenti all’uomo ma non a Dio che è puro spirito) non si può parlare di rito cristiano ma di rito pagano, piu’ precisamente totemaico. Sui libri che parlano che parlano di paganesimo, legga almeno quelli scritti da chi ha studiato i movimenti religiosi fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra. D’altra parte non comprendo cosa possa di ironico nella religiose per parlarne in quel senso. Freud non le dice nulla?
    Eppure chi l’ha studiato sa bene quanto quello che ha scritto è valido per tutte le religioni, non solo per quella cattolica.
    Se il cristianesimo viene dopo il paganesimo, qualcosa sempre ha preso dal paganesimo. Diversamente dovremmo anche credere che in Italia non ci fossero piu’ fascisti il giorno della liberazione, ma occorre ricordare che il giorno prima c’erano, eccome che c’erano. Solo che il giorno della liberazione presero un fazzoletto rosso e se lo misero al collo o al braccio dichiarandosi partigiani. Nemmeno sapevano cosa fossero. Ma ad un lavoro pubblico ed ad una pensione di guerra non furono capaci di rinunciarvi, furono capaci di abiurare di essere mai stati fascisti.
    Ci metta il cristianesimo, il paganesimo nel concetto che le ho espresso e veda cosa ne salta fuori.

  61. Artefice1 scrive:

    Grazie Enos…………..La terra è una Cosa, Il Mondo sarebbe l’Aspetto.

    “””Caro Artefice, semmai è “rinnovarsi” nello Spirito,”””
    E dagli e ridagli che alla fine cede.
    Non mi pare la Soluzione CON-Senziente.

    Dunque secondo te la Passione (da correggere) sarebbe Spirito? (A quanti gradi?)

    Io Credo che lo Spirito sia l’UNICO Senso Originario.
    “Impresso nel Creato.”

    Senso Originario, Come dire: il Sentimento del Creatore. In Noi. Dunque Riconoscibile.

    Se ne inventi uno di tuo, sia pure partecipato oppure sezionato.
    E ti PER-Suadi pure,
    Che quel tuo sentimento, sarebbe buona Fede conciliata, e io cedo, (dopo il dagli e rifagli) mi dici dove vado a Finire???

    Come potrei fare a gestire una cosa non mia?
    Avrei la mia Vita CON-Sentita che mi dimostra il Vero.
    E PER GIUNTA il tuo significato che non sta in piedi, ma che DEVE PRE-VALERE.
    Ti pare Sensata la faccenda?
    Io dico di NO
    Gal 5:1 Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

    Se non parti dal Principio Capitale e neppure dall’Inizio, come fai a capilta?

    “IL FRUTTO dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Galati 5,22).

    Il FRUTTO Viene DOPO non Prima.

    Come fai a rinnovare lo Spirito se non Conosci il Frutto di quello che Rovini?

  62. Andrea scrive:

    Gentile sig. Tornielli,
    ho aperto – come faccio quotidianamente – il GIORNALE per cercare il suo articolo che – ne ero sicuro – oggi non sarebbe mancato. L’intera pagina è occupata dal tema odierno. Ma! Ma! Ha visto qual è la pubblicità piazzata proprio nel riguadro in basso che parla dell’esperienza di quel sacerdote tanto impegnato? L’UNICA pubblicità presente in quella pagina! Davvero di pessimo gusto.

  63. Cherubino scrive:

    Colafemmina. Dal sito mondogreco: classe 1980, laureato in lettere classiche, frequentante fino al 2005 la scuola di giornalismo della RAI (cosa vuol dire, che non ha finito ?), si occupa di consulenza finanziaria, in particolare tra Italia e Grecia.
    Insomma un vero esperto di teologia. E secondo lui l’articolo di don Cabra, Consultore della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, sarebbe in contrasto con la Lettera del Papa ? Visto che la cosa mi suonava strana, sonoandato a vedere l’articolo di don Cabra.
    Non una parola che suona anche solo allusivamente contraddittoria rispetto all’insegnamento papale. Perbacco ! Si direbbe che l’edizione pugliese dell’Osservatore romano sia diversa da quella nazionale !

  64. Cherubino scrive:

    magari proviamo a parlare di grandi preti, ad esempio Matteo Ricci. Da zenit:

    Un “ponte” che ha permesso alla Cina di conoscere l’Europa e all’Europa di conoscere la Cina: questo, per monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, il rilevante contributo di Matteo Ricci al dialogo tra oriente e occidente e all’evangelizzazione dei popoli.

    Alla figura del gesuita di Macerata è stato dedicato un film documentario dal titolo “Matteo Ricci. Un gesuita nel regno del drago” (Rai Eri – Cda servizi editoriali), presentato giovedì a Roma in anteprima mondiale, per iniziativa del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, della Curia generalizia della Compagnia di Gesù e della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

    (continua)

  65. Cherubino scrive:

    molto interessante poi è il sito inaugurato dal Vaticano sull’anno sacerdotale http://www.annussacerdotalis.org

    ricco di documenti che testimoniano la grande vitalità della Chiesa cattolica in ogni tempo (comrpeso quello attuale).

  66. bo.mario scrive:

    Artefice avevo fatto domande chiare, reali. Il tuo girovagare, tutti metafisico, mi convince che non volete affrontare la realtà, troppo difficile. Sapete come funziona la sacra rota? su quali principi si basa? Immagino che non ci provate nemmeno perchè tutto quello che riguarda la sfera sessuale per Voi è tabù. Tutto il male viene da lì. Eva e la sua mela, siete messi peggio di quanto pensassi. Un saluto.

  67. MARCO D. scrive:

    Mauro ha scritto: “Cara Gabriella, il suo bellissimo racconto altro non è che paganesimo puro”.
    Peccato che quel pezzo citato da Gabriella sia di Fratel Carlo Carretto. Mai sentito Mauro?
    Carretto è talmente pagano, che in questi giorni si sentono sue registrazioni su radio Maria.
    Non è che coperti dall’anonimato si possono giudicare così anche i sant’uomini.

  68. Gladiator scrive:

    ho trovato questa lettera su intenet :

    Molti ci girano attorno ,intuiscono , ma non risolvono il problema tra Vecchio e Nuovo Testamento . In pratica non chiudono il cerchio nel confronto-scontro tra legge e fede,ragione e fede,tra popolo ebraico e popolo cristiano . Tra legge naturale e legge evangelica .
    La legge naturale obbliga, e come ! non uccidere …. è un imperativo !
    Il vangelo invece è un’ opzione : se vuoi ….. volgi l’altra guancia !
    Ora la legge naturale che gli ebrei ci hanno conservato e per la quale si sono battuti , è la legge da imporre a tutti i popoli ; non è un’ opzione , non è soggeta ai voti . La legge ebraica non è altro che la legge naturale dei pagani rivelata !
    La politica segue solo la legge naturale !
    Se la politica seguisse il vangelo , la cosa piu giusta sarebbe il sistema comunista .

    ALLA SACRA CONGREGAZIONE PER LA CAUSA DEI SANTI
    Oggetto : Processo di Canonizzazione del Santo Padre Giovanni Paolo II

    Eminentissimo Presidente ,
    della Sacra Congregazione per la Causa dei Santi .
    Ci è stato detto di rivolgerci a voi per esprimere tutti i nostri dubbi circa il processo di beatificazione della figura benemerita di Sua Santità Giovanni Paolo II di cui si sta intentando un processo per la sua elezione a beato . Il guaio che blocca tutto è la mancanza di miracoli , anzi quello che alcuni portano come miracolo ( la suora francese ) a noi desta molto sospetto in quanto è un miracolo legato molto alla psicologia della persona e si sa che le sorelle sono molto emozionabili e molto emotive nella loro vocazione .
    Abbiamo notato che c’è un tacito accordo di tutti , non scritto, per promuove la figura di questo grande papa ecumenico , cosa di cui non abbiamo alcun dubbio, ma , in quanto a proporre la sua vita come vita di santità , ci viene qualche sospetto, anzi a noi sembra che si voglia far politica per affermare una linea teologica spesso in contrasto con la Tradizione della Chiesa .
    Noi oggi siamo qui a chiederle che non si affretti nessun processo, almeno chè di ricusare gli attuali giudici troppo di parte e troppo sbilanciati ! Non dimentichiamo il detto paesano che dice :” la gatta per partorire in fretta, fece i figli ciechi .” Noi tempo fa esprimemmo alcune riserve sia telefonicamente e sia tramite internet al monsignore polacco che sta organizzando il processo .
    Ad esempio nella sezione del suo sito dove raccoglieva testimonianze , comunicammo una testimonianza contraria, cioè non potevamo digerire una decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II di farsi costruire una piscina personale per fare ginnastica a Castel Gandolfo, perché nessun Papa lo aveva mai fatto . Un sant’uomo che vuole far ginnastica , nessuno lo impedisce , basta che fa un po’ di footing per il giardino e tutto è risolto, ma passare alla piscina personale ci sembra un po’ troppo ;non diciamo che sia antievangelico, però non tutti i santi papi l’hanno mai avuta e sarebbe una novità assoluta .
    Dovevamo tacere questa cosa per far andare avanti liscio il processo e mettere sotto i piedi la giustizia ? Giammai !
    Ebbene il sant’uomo , Monsignore polacco, non ritenne opportuno nemmeno prendere in considerazione la nostra segnalazione e rispondere con giustificazioni contrarie perché ciò era contro il buon nome del suo connazionale e del lavoro che stava svolgendo ! Ora noi sappiamo che in ogni processo ci sono i pro e i contro e c’è pure un avvocato del diavolo ! Il Monsignore ha riportato solo cose positive cancellando le negative ! Ad esempio, nonostante i mille sforzi e le mille occasioni , pare che non sia mai riuscito a fare un efficace esorcismo il nostro santo padre . Sappiamo che per queste cose ci vuole , purtroppo , un minimo di vita cristiana e di vera preghiera, anzi che non sia affettata .
    E riguardo al patrimonio economico della Chiesa , vi pare che lo abbia saputo amministrare ? Non vi pare che abbia avuto uno sbilanciamento finanziario di tipo nazionalistico, solo da una determinata parte ? Urgono delle indagini su questa cosa per accertarne la santità in grado eroico .
    Passiamo poi alla sua dottrina e consideriamo almeno se sia secondo la tradizione .
    Ebbene nominiamo una sola lettera enciclica, la Laborem Exercens, che abbiamo letto ultimamente .
    Sembra che sia pervasa da una mentalità marcionita dove è negata finanche la pena di morte nel V. T .
    Egli dice : “ è solo questione di interpretazione dei testi e dei generi letterari “ . A noi ci sembra semplicemente assurda una tale affermazione ! A un certo punto sembra più onesto Marcione che per scongiurare la considerazione da dare al V. T . disse che non era più valido e non era più parola di Dio perché c’era troppa violenza , anzi c’era un Dio cattivo che poi si è evoluto col tempo nel Nuovo Testamento ….in bene , perciò “meglio abbandonare le antiche scritture per la loro violenza …..”
    Nella Laborem Excercens poi si afferma che il lavoro dell’uomo è ancora più fondamentale dell’istituto di diritto naturale quale è la famiglia , quindi la famiglia dipende dal lavoro dell’uomo.
    Insomma è tutta una questione economica la vita e la stessa riuscita della famiglia ! Il Papa santo subito ha fatto questa scoperta nuova : se abbiamo un buon lavoro , sarà pure possibile una buona famiglia !
    Al di là della battuta , notiamo nella visione sociale di questo papa, non una società organica ; un insieme di famiglie e di corpi sociali che danno l’autorità a un potere terzo che presieda al bene comune fondato sulla legge naturale,anzi la legge di Dio , ma notiamo una concezione della società e della storia intesa come lotta tra ricchi e poveri , tra categorie economiche benestanti e categorie povere ; tra lavoratori e padroni , tra sfruttati e sfruttatori ! La stessa visione storica , del resto , che notiamo nella Populorum Progressio del beneamato Paolo VI a cui lui successe . E in questa lotta storica e sociale l’uomo con la sua pretesa dignità è solo con Dio e le sue scelte dipendono dalla sua coscienza . Cristo sarebbe venuto al mondo quasi esclusivamente per la dignità dell’uomo !
    Ebbene questa visione dell’uomo non ci sembra poi tanto cristiana quanto evoluzionista ,infatti in essa soggiace la convinzione che tra gli uomini la legge della giungla sia l’asse portante della sua vita e della sua storia e l’uomo è un lupo per l’altro uomo . Tra gli uomini, i forti e i deboli , che spesso possono essere anche gli stessi deboli armati , vincono sempre i forti …….cioè chi è più scaltro . Il vangelo starebbe quindi con i deboli e la dignità dell’uomo …… Egli ha fatto la scelta di classe !
    Non è questa concezione pessimistica e riduttiva la visione cristiana della società e del creato !
    E che dire poi di alcune sue affermazioni personali dove in qualche congresso pare abbia affermato che “ l’evoluzionismo è qualcosa di più di una semplice teoria filosofica ? Pare che il pensiero ateo abbia insegnato la stessa idea . Se neghiamo che l’uomo sia nato da una sola coppia umana ( Adamo ed Eva ), allora sono giustificabili tutte le teorie razziste di questo mondo perché non siamo più fratelli e ognuno è nato dal brodo primordiale con i microrganismi di un animale diverso : chi dal serpente saettone, per ipotesi, e chi dalle cellule dell ‘ Ippopotamo . ………
    Ci sarebbe poi da esaminare il suo eclettismo e il suo ghandismo anarchico ….ma sarebbe troppo lungo il discorso .
    Due parole le vorremmo spendere pure sulla sua visione del sacrifico eucaristico dove ha profuso fior di dottrina ,un lavoro bellissimo , avendo capito che nella Chiesa e nei sacerdoti andava affievolendosi l’amore all ‘eucaristia . Ebbene, tutta la sua magnifica letteratura però manca di un idea centrale . Avendo abbandonato l’dea che sia stato il Padre a chiedere la morte del Giusto , anzi il sangue del Figlio come vittima di espiazione per i peccati perchè il Padre sarebbe solo “buono “ , ecco che il sacrifico eucaristico diventa nei suoi scritti solo una presenza e un incontro di comunione conviviale dei fedeli tra loro e con Dio . La SS. Messa., poi, è solo una festa e un incontro ! Nella sua visione eucaristica il Figlio ha solo sacrificato se stesso perdonando i peccati e basta . Non ha offerto al Padre se stesso come vittima al posto del peccatore ,al Padre adirato per i peccati dell’uomo; al Padre che voleva la morte del peccatore perchè offeso infinitamente. Cristo ,quindi, ha offerto un generico sacrifico per amore dell’uomo senza scomodare l’ira furente del Padre per superare Marcione che concepiva solo un Padre buono . Ecco perché poi le donne che abortisco sono delle martiri da capire soltanto ……..e le martiri vere cosa sono allora ?
    Ma ci sarebbe anche da discutere sulle parole che rivolse al Parlamento Italiano quando chiese espressamente un indulto per i detenuti e i criminali . Molti politici persero il loro onore e la loro credibilità facendo approvare un provvedimento che sapeva di anarchia e di rinuncia dello Stato alla giustizia uguale per tutto il popolo . Sappiamo che molti tornarono a delinquere e a uccidere e i mass media tacquero che all’origine di quel provvedimento c’era proprio il papa santo subito !
    Con profondi ossequi e con rinnovata stima e devozione nel Magistero che Cristo ha affidato a Pietro, innanzitutto , vi saluto fraternamente .

  69. Gladiator scrive:

    scusate ma carlo carreto non fu quello che fu sbatuto fuori dall’azione cattolica e tra quelli che la condusse alla rovina ?
    Non fu quello che negava la legge naturale e disse che il matrimonio naturale è valido solo per i cattolici e non per tutti ?
    Non si schierò a favore del divorzio ?
    E’ come se uno dicesse a un lavoratore : io ti do lo stipendio non perchè hai sudato e lavorato un mese nella mia azienda , ma perchè pratico la carita e seguo il vangelo .Per un atto di misericordia perchè sono un buon cattolico !

    Insomma il vangelo che predicava nei sui molti libri di pieta e bigotteria poggiva sul nulla del nulla !

  70. Gabriella scrive:

    Gladiator, confesso che non conosco la biografia di Carlo Caretto e casco dalle nuvole a quello che dici! :(
    Conosco solo il suo libro ‘Lettere dal Deserto’ e amo quel suo ‘pezzo’ sull’amore per la Chiesa. Tutto lì.

  71. Gabriella scrive:

    Mauro, il mio racconto non è paganesimo puro, mi dispiace, è Vangelo!
    I riti pagani erano sacrifici o umani o di bestie e nostro Signore ci ha insegnato invece, in poche parole, il sacrificio della Messa. Con il cristianesimo, quei riti pieni di sangue hanno avuto fine. Certo, quando il cristianesimo iniziò a diffondersi, dovette venire a patti con le tradizioni pagane molto radicate, per cui la Chiesa tentò, tutto sommato con successo, di “appropriarsi” di alcune feste, ecc. e ha sempre tollerato di buon grado queste contaminazioni, in quanto hanno favorito l’adesione al cristianesimo da parte delle popolazioni pagane, che potevano ritrovare elementi a loro familiari.
    Il cristianesimo non proclamava una morale superiore a quella delle altre. Anche gli ebrei, anche i pagani sapevano che non dovevano uccidere e non dovevano rubare. La novità cristiana stava nell’amore che legava tra loro i fedeli e ciascun fedele personalmente a Dio. E’ questo il capolavoro della religione cristiana. Poi, anche quando Costantino favorì in ogni modo la Chiesa, senza peraltro mai vietare il paganesimo, e tantomeno perseguitare i pagani, paganesimo e cristianesimo convissero per molto tempo fino a quando le grandi epidemie del secondo e del terzo secolo hanno messo in crisi le credenze pagane e hanno contribuito alla loro conversione al cristianesimo. Il paganesimo è caduto vittima della sua incapacità di affrontare crisi sociali e spirituali rilevanti.
    Si, ho letto molti libri su quest’argomento ma ti consiglio sempre Chesterton, specialmente il suo ‘Uomo Eterno’.
    Per quanto riguarda la storiella dei fascisti il giorno dopo la liberazione, mi dispiace, non posso metterci il paganesimo nel concetto che ha espresso perché non credo proprio che i pagani erano così ansiosi di passare per cristiani e andare a morire nel colosseo …

  72. mauro scrive:

    Caro Marco D., peccato che tu confondi ancora, nonostante anni di scuola, un racconto (quello della comunione insegnata da Gesu’) da un pensiero (del Carreto). Che ci andavi a fare a scuola, a scaldare il banco?
    E per questa confusione che hai nella testa, ti senti in dovere di accusare gli altri di malafede? Prova a pensare cosa gli altri penseranno di te se parli senza rilettere. Minimo diranno che non capisci. E già va grassa.

  73. copperfield scrive:

    La lettera del Papa di indizione dell’anno sacerdotale è bellissima e la scelta del curato d’Ars è perfetta.Io stessa sono rimasta molto colpita dalla figura di questo sacerdote quando a radio Maria ne leggevano la biografia.San Giovanni Maria Vienney è un esempio stupendo,per ogni sacerdote,di amore a Dio e di totale abnegazione verso la propria missione.Dovrei consigliare la lettura della sua biografia ogni volta che incontro persone che criticano il celibato e si scagliano contro la chiesa come se la castità sacerdotale fosse ,per loro,un ‘assurda imposizione nel mondo di oggi.Invece ,come ha detto il Papa,la castità deve essere vissuta come un dono e San Giovanni M.Vianney ma anche tanti altri pastori ne sono un esempio.Si tratta di una rinuncia alla propria vita per il bene di tante anime,di un dono totale di se stessi a imitazione di Cristo ,di una vita di rinuncie e sacrifici per salvare tante anime dall’inferno.Per fortuna che ci sono i sacerdoti!Inoltre ,tornando alla lettera del Santo Padre,è importante la condanna della pedofilia sulla quale la chiesa non deve più fare sconti a quei ministri di Dio che si macchiano di un simile crimine.

  74. mauro scrive:

    Cara Gabriella, l’hai detto tu stessa. Erano anche sacrifici umani. Il pane che si trasforma in corpo ed il vino che si trasforma in sangue è quello perchè lo si mangia e lo si beve per entrare in sintonia ( o contatto) con Dio (diversamente non potremmo farlo perchè lui è puro spirito).

    E’ una forma di un cannibalismo tribale rapportato ad un’entità non presente che viene materializzata attraverso la trasformazione rituale di sostanze alimentari. La loro successiva consumazione rassicura la tribu’ di poter raggiungere quell’entità e ottenere pieno soddisfacimento per i propri bisogni o necessità.

    Tipica di quei tempi in cui non era ancora apparsa nessuna religione, è la caccia all’animale sacro, ritenuto tale perchè se ne contavano solo pochi esemplari. E quell’animale proprio perchè sacro era anche il protettore della tribu’.

    Sul concetto che il cristianesimo non proclamasse una morale superiore alle altre, ci andrei piano, molto piano, io anzi direi il contrario. La parabola del ricco epulone ne è un esempio perchè condanna l’epulone (che era un pagano, ricordarselo!) che non aveva sfamato Lazzaro. Questo significa che ilconcetto di sfamare chi aveva fame non ha mai fatto parte del paganesimo. E’ un concetto troppo elevato per loro considerare il prossimo come fosse, per esempio Giove stesso valutando che per il cristianesimo considerare il prossimo come fosse Dio è una formulazione sufficientemente recente.

    La storia, non storiella perchè è verità, dei fascisti che erano improvvisamente diventati partigiani il giorno dopo la liberazione (naturalmente non tutti ma erano tantissimi), era solo per farti capire che era impossibile che si dichiarassero non fascisti (l’italia era staboccante di fascisti, pochissimi non lo erano ed erano perseguitati, incarcerati od esiliati). Questo sta a significare che era anche impossibile che il paganesimo non avesse influenzato il cristianesimo perchè semplicemente le due religioni convivevano. E chi passava al cristianesimo finiva per portare con sè sempre qualcosa del paganesimo, come chi passava dal fascismo all’essere partigiano portava sempre qualcosa di quel fascista. Le nostre stesse Leggi sono rimaste per decenni quelle fasciste. Eppure il fascismo non c’era piu’ come non c’erano piu’ fascisti, partigiani invece sì ed in quantità.

  75. Cherubino scrive:

    quanto dice Gladiator di Carlo Carretto è falso. Se si vuole leggere una biografia vera si può andare sul sito dell’Azione Cattolica (guarda un pò…)
    http://www.azionecattolica.it/aci/testimoni/Figure/Carretto

  76. Gladiator scrive:

    A TRENTA’ANNI DA REFERENDUN
    “Se la DC aveva paura di perdere il controllo del potere,
    altri gruppi e singoli cattolici si opposero al referendum,
    non firmando prima la richiesta di referendum e poi
    operando pubblicamente perché la legge rimanesse in vigore.

    Vi saranno i cattolici democratici, che predisposero un
    appello contrario all’abrogazione della legge (Francesco
    Traniello, Sabino Samuele Acquaviva, Franco Bassanini,
    Paolo Prodi, Tiziano Treu, Giuseppe Alberigo, Pietro
    Scoppola, Paolo Brezzi, Pierre Carniti, Nuccio Fava,
    Raniero La Valle, Mario Pastore, Luigi Pedrazzi, Pasquale
    Saraceno, Giancarlo Zizola, Guglielmo Zucconi, Adriana
    Zarri e altri).

    Ma saranno soprattutto il rettore dell’Università Cattolica,
    Giuseppe Lazzati, e il piccolo fratello della congregazione
    fondata da Charles de Foucauld, Carlo Carretto, ad assumersi
    la responsabilità di posizioni pubbliche che ferirono
    profondamente l’unità dei cattolici di fronte al problema
    del divorzio.

    Carretto scriveva sul quotidiano La Stampa del 7 maggio
    1974 un articolo (che sembra venisse riprodotto dal PCI
    in un milione di copie) nel quale testualmente affermava:
    “Voto no …E Tu, Signore, per chi voti? Mi par di saperlo
    dalla pace che sento dentro di me”.

    Poi Carretto ritratterà pubblicamente, anche se in maniera
    ambigua, da come si deduce leggendo l’intervento contenuto
    nella sua autobiografia (Cittadella editrice, 1992, pp.
    337-340), il 3 aprile, giovedì santo del 1975, nella
    cattedrale di Foligno, davanti al vescovo mons. Siro
    Silvestri, ma intanto il danno, indubbiamente elevato,
    era stato prodotto.

    Lazzati era contrario al referendum, anche se a dire di
    mons. Piero Zerbi, voterà a favore dell’abrogazione, il
    12 maggio 1974.
    In una lettera a papa Paolo VI, riprodotta da Lombardi,
    emerge la sua incomprensione del carattere naturale e
    civile del problema del divorzio, come era stato per
    Carretto, e quindi la sua avversione al referendum.”
    http://www.fattisentire.net/
    Marco Invernizzi
    (C) il Timone, n. 30, anno VI, febbraio 2004

  77. Gladiator scrive:

    Sig. Cherubino stai parlando dell’azione cattolica italiana , quella che nel suo spot pubblicitario per i nuovi tesserati compare il priore di barbiana , Teillard De Chardin , il falso monaco di Bose ?
    Ah , si , mo’ capisco .

  78. Artefice1 scrive:

    BO! – Mario……..se dico: non ti capisco, dovrei star zitto.

    “””Artefice avevo fatto domande chiare, reali. “”” Vediamo.

    “””siamo al fondamentalismo?”” Non mi pare proprio. Neppure necessario. Può bastare il tuo, se non sapresti farne a meno.

    “””Se due si vogliono bene ci deve essere un prete che autorizzi.””” Quando mai? ( Primo il Creatore avrebbe dovuto sacrificarsi. Poi avrebbe dovuto Creare: l’Uomo, la Donna e pure il Prete.)
    Se non fosse per il maniacale arroccamento, Fiducioso nella carta bollata, causato delle evidenti fregature.
    Essendo proprio Loro i ministri, In Famiglia si potrebbe fare senza permessi.

    “””Con tutta la buona volontà che ci metto non riesco a capire cosa state dicendo.”””
    Così come vado? Può andare meglio?

    “””Aspetto la risposta che un comune mortale viene mandato fuori dalla chiesa e un prete che sbaglia no. “””
    Ma se non si potrebbe propro.
    “Onora il Padre e la Madre, dunque l’Istituzione”. Che Accoglie.

    Riconosciuta la Decisione Giusta, chi ce l’ha se LO Tiene!

    Solo in cucina è CON-Templato il Rifiuto.

    “””Il prete può sbagliare, il comune mortale, anche per necessità oggettive, no.”””
    Qui non ti capisco io.
    Sarebbe “il comune mortale” l’impedimento.
    Pensavo che fosse equamente diffuso il decesso.
    Mentre, Altrimenti, la Morte sarebbe l’eccezione ego centrista.

    “””Esiste la sacra rota, perchè?””
    Ma perché i guai non vengono per caso.

    “””La gente può amarsi basta che non faccia sesso.”””
    Mi sembri la signora Rottermaier.

    “””Quello deve essere autorizzato dalla religione.”””
    Che disastro
    Non Funzionerebbe più in assoluto. Fosse come dici.

    “””Fateci un pensierino e rispondete, se potete. Un saluto.”””
    Mario, dammi retta
    Non pensarci più.
    E cerca di muoverti tranquillamente.
    Vivresti!
    Lasciando Vivere.

    I Frutti li guarderemo DOPO.

    Mantenendo il CON, la Produzione andrà oltre le immaginazioni.
    Eccederà insomma.
    Ti pare giusto bloccare l’eccedente eccesso?

    Bella la tua sinfonia, si direbbe che riesci a Sentire. (Si ma Solo quando ti fai le domande.)

    Il Punto che ti preme non richiede affatto tutta quella bella ROBA.
    Basta il CON-Vincimento. (Non stò a spiegarti come si Determina, secondo me)
    Come dire che se non vuoi Sentirti Fregato PER Sempre, dunque non Renderti CON-Sapevole, non dovresti seguire il Caso o la Casualità (Evidente) piuttosto delle Orme Originarie che t’appartengono. (Le lascia la Vita)
    Per quanto riguarda il Fatto, non certo PRE-Valente, che il Creatore non abbia Creato un Arem per l’Uomo, portatore di Senso, oppure che PER Generare non serva affatto un combinato PRE-Disposto,(come dire Interscambio e Stoks/Ammucchiata/Ammasso) avrebbe pure un significato Chiaro.
    Dunque la CON-Statazione PRE-Valente e a mio modo di vederem non sarebbe quella dell’Arem.

    Quando si viene meno rispetto all’Evidente Senso, si perdono due Aspetti Sublimi: La Felicità e la CON-Sapevolezza.
    Come dire o abbia detto (CON-QUI-STA’) Morto/e?

    Esistere, come il Decedere, rispetto alla Morte, sarebbe tutt’altra Cosa. Ti pare?

    Se non ti basta (ancora)questo spunto potrei CON-Tinuare.
    Meglio se prima mi dai il tuo spunto. Puntual-Mente.

    “””Il tuo girovagare, tutto metafisico, mi convince che non volete affrontare la realtà, troppo difficile. “””
    E a me pare proprio che la tua intramontabile concretudine PRE-Cluda la Meta-Fisica.
    Ma proprio da farci soffrire.

  79. Artefice1 scrive:

    Dott Tornielli……. Rassegnamoci.

    Il Primato Assoluto non lo avremo MAI. Natural-Mente.

    “”” “E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un’espressione di toccante bellezza: “””
    I Casi sono sempre due, dentro la Libertà.
    O il modello è Autentico.
    Oppure sarebbe Artefatto.

    “””‘Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!’ “. “””

    Mi pare proprio l’Origine dello SFRUTTAMENTO.
    Fosse proprio così, dovremmo supporre che Dio Padre Creatore sarebbe privo di Senso.
    E Avrebbe prestato il fianco all’idea di Sfruttamento.

    LO dico per Capire.

    In buono Sentimento. Essenzialmente. (Fa il paio col naturale “in buona sostanza”)

    AvendoSI, il Creatore Disposto: IL TUTTO (sempre Lui).

    Indubitabilmente Sà: ConoscendoSI.
    (L’Essere IN Noi é UNICO ed UNIVERSALE?)

    Dunque, Sarebbe MAI possibile che abbia a PER- Donare/SI?

    Io direi piuttosto che.
    AL PADRE COMPETE IL GIUSTO NON QUELLO CHE PER-DONA.
    La DONAZIONE (Accoglienza) VIENE PRIMA DELL’INDIVIDUO E RESTA LA STESSA. IMMUTABILE PRE-CEDENTE!
    In Attesa del Giusto CON-Senso.
    Pena la Morte. (lasciamo stare il decesso che non conta nulla)

    L’Individuo Morto che confessa uno stereotipo, privo di Senso, dunque privo del CON-Vincimento, potrebbe mai Risorgere, manifestando CON-Senso all’UNICO VERO DIO CREATORE DELL’UNICO PRINCIPIO CAPITALE???

    Visto l’argomento Abbandonerei Assolutamente i COM-Promessi.

    Buona Giornata.

  80. MARCO D. scrive:

    E’ una pagina questa che parla di misericordia, ma ci sono tanti gladiatori che sferzano di brutto.
    Ce n’è per tutti: Carretto, Giovanni Paolo II…
    Come ho già scritto, siamo certi che il santo per la Chiesa sia il signor “perfettini”?
    Il primo santo, cari Gladiator & C fu il rivoluzionario o ladro che era in croce con Gesù: pensa lei che la sua vita sia stata limpida e casta?
    Eppure, caro Gladiator, è stato il primo ad entrare in Paradiso.
    Oppure vuole criticare pure Cristo?
    Si ricorda quando disse che ladri e prostitute ci precederanno nel Regno dei cieli?
    E chi l’ha detto che una piscina inficia la vita eterna?
    Comunque qualcuno potrebbe a questo punto criticare le scelte di GP II riguardo a moltissimi vescovi, poi scopertisi indegni o rivoluzionari (chi ha voluto Martini a Milano, per esempio?)

    Gladiator se la prende con le piscine, ma allora va bene beato un Pio IX che metteva in galera e permetteva le condanne a morte eseguite con tutti i sistemi più truci? (leggi le memorie del boia dello Stato della Chiesa, rintracciabile su internet)
    Va bene beato l’imperatore d’Austria che era il capo supremo delle truppe austriache durante la I Guerra Mondiale (provi a visitare il Museo di Caporetto e veda che armi si usavano).
    Per favore chiariamoci cosa sia santità e misericordia, signori

  81. Cherubino scrive:

    capisco, Gladiator, che tanti tradizionalisti lo sono solo di nome ma non di fatto, e quindi non mi stupisco che lei non sappia o sminuisca il fatto che l’Azione Cattolica da sempre è il principale e per certi versi esclusivo organo di partecipazione dei laici al governo e all’azione della Chiesa.
    L’azione Cattolica viene approvata il 2 maggio 1868 da papa Pio IX con il breve pontificio Dum filii Belial. Difesa strenuamente dai papi durante il fascismo, rimane l’associazione dei cattolici per antonomasia. Sottoposta al Vescovo diocesano ha attraversato varie fasi ed è stata diretta da grandi personalità del mondo cattolico. Sempre benemerita agli occhi del Vaticano.
    Può leggere il recente Manifesto al Paese http://www.azionecattolica.it/net/notizie/wp-content/uploads/2007/09/manifesto.pdf

  82. Cherubino scrive:

    MANIFESTO DELL’AZIONE CATTOLICA AL PAESE

    Noi, bambini e ragazzi, giovani e adulti, donne e uomini dell’Azione Cattolica Italiana, desideriamo rinnovare e condividere il nostro impegno nella Chiesa e nella comunità civile.
    La nostra grande famiglia associativa compie centoquarant’anni. Ha attraversato due secoli e si è affacciata alle soglie del terzo millennio; ha visto formarsi e crescere l’Italia; ha vissuto sempre con fedeltà il suo servizio alla Chiesa. È una famiglia carica di storia: in questa storia vogliamo riscoprire le radici del nostro futuro. Non ci siamo tirati indietro, mai. Nelle parrocchie e nelle città, nelle aule di scuola e nelle università, sui luoghi del lavoro, nella società civile e nelle istituzioni democratiche, il popolo dell’Azione Cattolica ha sempre cercato di offrire
    il suo servizio disinteressato per l’annuncio del Vangelo e la crescita del Paese.
    In questi anni il volto della nostra società è profondamente cambiato. Ci sentiamo sospesi tra un mondo che muore ed uno che nasce, ma continuiamo a credere che il tempo del Vangelo è adesso e vogliamo stare ancora
    dentro questo tempo. Con la forza del passato, con il coraggio del futuro, con la passione di sempre.
    A quarant’anni dall’inizio del rinnovamento dell’Ac, sgorgato dal Concilio Vaticano II, vogliamo ripartire dalle radici della nostra scelta religiosa, che è essenzialmente primato del Vangelo: incontro con Gesù Cristo, testimonianza pubblica di una vita secondo lo Spirito, responsabilità formativa.
    Con questo stile rinnoviamo il nostro servizio alla Chiesa, soprattutto nella sua dimensione diocesana, in una parrocchia sempre più missionaria, radicata nella sua terra, partecipe delle gioie e delle speranze, delle attese e dei problemi della gente. Vogliamo mettere la nostra storia al servizio di quest’incontro tra fede e intelligenza, tra l’altezza dell’infinito e l’ordinarietà del quotidiano.
    Con questo stile siamo al servizio dell’uomo: per onorare la dignità personale con i suoi valori irrinunciabili, a cominciare dalla vita e dalla pace, dalla famiglia e dall’educazione; per camminare accanto a tutti e ciascuno, e tessere insieme una trama viva di relazioni fraterne.
    Siamo consapevoli della possibilità e della bellezza di una vita pienamente umana e cristiana: per questo vogliamo
    continuare ad essere scuola di vocazioni laicali, a spenderci in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia.
    Il Paese merita un futuro all’altezza del proprio patrimonio di fede cristiana, di cultura umanistica e scientifica, di passione civile e di solidarietà sociale. Ha diritto alla speranza. Noi vogliamo compiere un passo avanti verso questo Paese, con il Vangelo e con la vita: incontro alla gente, nel segno di un ethos condiviso, secondo uno spirito di autentica laicità, ricercando un’armonia sempre possibile tra piazze e campanili.
    Questo è il nostro impegno. Un impegno e un invito. Un invito e una speranza. Mille incontri per un unico, vero,
    grande Incontro. Il tuo sì ci interessa.

    Hanno già manifestato il loro sostegno:
    Giuseppe Acocella
    Angela Ales Bello
    Leonardo Ancona
    Giulio Andreotti
    Dario Antiseri
    Nicola Antonetti
    Mirella Arcamone
    Giampaolo Azzoni
    Emilio Baccarini
    Giovanni Bachelet
    Renato Balduzzi
    Maria Bettetini
    Lorena Bianchetti
    Paola Bignardi
    Paolo Blasi
    Dino Boffo
    Francesco Botturi
    Mario Brutti
    Marco Buzzoni
    Giorgio Campanini
    Raffaele Cananzi
    Vincenzo Cappelletti
    Franco Casavola
    Lorenzo Caselli
    Carlo Casini
    Dora Castenetto
    Santino Cavaciuti
    Piero Chinellato
    Carlo Cirotto
    Michele Colasanto
    Emilio Colombo
    Edio Costantini
    Antonio Da Re
    Giuseppe Dalla Torre
    Bruno Dallapiccola
    Gian Candido De Martin
    Maria Luisa Di Pietro
    Luca Diotallevi
    Pierpaolo Donati
    Luciano Eusebi
    Adriano Fabris
    Giovanni Ferretti
    Umberto Folena
    Giancarlo Galeazzi
    Franco Garelli
    Roberto Gatti
    Marianna Gensabella
    Giuseppe Gervasio
    Alessandro Ghisalberti
    Giovanni Giacobbe
    Paolo Giuntella
    Piergiorgio Grassi
    Anselmo Grotti
    Raffaella Iafrate
    Marco Impagliazzo
    Marco Ivaldo
    Alba Lazzaretto
    Vincenzo Lumia
    Francesco Malgeri
    Angiola Maria Mangiarotti
    Marta Margotti
    Luciano Marigo
    Sergio Marini
    Salvatore Martinez
    Ferruccio Marzano
    Pier Luigi Marzorati
    Virgilio Melchiorre
    Alberto Monticone
    Stella Morra
    Vera Negri Zamagni
    Paolo Nepi
    Gianni Novello
    Gennaro Nuzzo
    Andrea Olivero
    Marco Olivetti
    Laura Palazzani
    Marco Paolino
    Franco Pasquali
    Anna Maria Mauro Pastorino
    Ugo Perone
    Mario Picozzi
    Antonio Pieretti
    Piero Pisarra
    Bruno Pizzul
    Mario Pollo
    Iolanda Poma
    Vittorio Possenti
    Umberto Regina
    Stefano Ricci
    Paola Ricci Sindoni
    Armando Rigobello
    Franco Riva
    Armido Rizzi
    Maria Teresa Russo
    Augusto Sabatini
    Marco Sala
    Silvia Sanchini
    Giuseppe Savagnone
    Oscar Luigi Scalfaro
    Italo Sciuto
    Lilia Sebastiani
    Fabio Severo Severi
    Antonio Spagnolo
    Paola Stroppiana
    Mario Taccolini
    Tiziano Torresi
    Francesco Totaro
    Giorgio Vecchio
    Franco Venturella
    Marco Vergottini
    Carmelo Vigna
    Francesco Viola
    Stefano Zamagni
    Doriana Zamboni
    Fabio Zavattaro

  83. bo.mario scrive:

    Artefice e dagli con il metafisico. Puoi dire tutto e il contrario di tutto. Ginnastica con la tastiera. Mi piace che si parli di A.C. che riflette l’ipocrisia dell’entrare nella società prevenuti da dogmi. Nei rapporti sindacali che ho avuto l’unica cosa che veniva fuori era l’impotenza di fronte a cose che hanno bisogno di risposte. La fede e la metafisica lì non servivano. Artefice non mi hai risposto sulla sacra rota, la cui funzione si basa su principi, quali? tutti giusti? Un saluto.

  84. mauro scrive:

    Caro Marco D, eppure mi sembrava chiaro che far santo qualcuno non dipendesse da Dio ma dall’uomo. Che santo sarebbe il ladro che era in croce con Gesu’? Se quello avesse ammazzato per rubare? Lei sa che cosa fece nella sua vita? Non lo sa nessuno ed allora perchè farlo santo? Dobbiamo prenderlo ad esempio? E per che cosa? Perchè Gesu disse che ladri e prostitute ci precederano in Paradiso?
    Ma si rende conto che allora in Paradiso ci sarebbero buoni e cattivi e nessuno sarebbe obbligato a seguire gli insegnamenti della Chiesa, tanto in Paradiso ci si va lo stesso? Non le sembra? Eppure per la Chiesa è sufficiente che uno si penta alla fine della sua vita, anche se prima ha ammazzato milioni di persone.
    Io non sarei preoccupato per Gladiator, ma se fossi al suo posto sarei preoccupato di ritrovarmelo in Paradiso. Infatti Lei non fa altro che dire che quello non è il suo posto. Eppure se ci sono ladri e prostitute in Paradiso, un domani Lei ci troverà anche lui. Con una leggera differenza. Che mentre Gladiator le sorriderà, Lei sarà perlomeno “corrucciato” di ritrovarselo anche lì.

  85. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ …..

    “ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell’unico Corpo e nell’unità dell’unico Corpo”

    é inserita in questo contesto: “un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità. “Lo Spirito nei suoi doni è multiforme… Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate… ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell’unico Corpo e nell’unità dell’unico Corpo”. A questo proposito, vale l’indicazione del Decreto Presbyterorum ordinis: “Sapendo discernere quali spiriti abbiano origine da Dio, (i presbiteri) devono scoprire con senso di fede i carismi, sia umili che eccelsi, che sotto molteplici forme sono concessi ai laici, devono ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza”

    SPIEGAZIONE:
    L’OGGETTO di quella frase sono I MOVIMENTI ECCLESIALI e i CARISMI al suo interno, e lo Spirito all’interno di essi opera nell’unità e nell’unicità di quel corpo (la CHIESA).

    Forse qualche lezione di “ripetizione” gioverebbe!
    A meno che……
    P.S. L’edificio si costruisce dalle fondamenta. Solo riconoscendo le piccole verità, si giunge in ultimo piano alla grande Verità.

  86. Artefice1 scrive:

    Caro Marco………come mi piaci?

    “””Il primo santo, cari Gladiator & C fu il rivoluzionario o ladro che era in croce con Gesù: pensa lei che la sua vita sia stata limpida e casta?
    Eppure, caro Gladiator, è stato il primo ad entrare in Paradiso.”””

    Dunque i significati non contano!
    Basta il CON-Senso!

    Mt 21:28 ……………………………..Un “uomo” padre aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna.
    Mt 21:29 Ed egli rispose: Si, signore; ma non andò.
    Mt 21:30 Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.
    Mt 21:31 Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre? Dicono: L’ultimo. E Gesù disse loro: In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

    Basta curare e seguire le parole PER restare indietro?

    Probabilmente, questa non la dovresti dire al Re-cettore Gladiator, che Usa Distintamente i suggerimenti. Tralasciando i CON-Sigli.
    Ma Piuttosto dilla agli esperti specialisti COM-Petenti.
    Praticamente Artefacenti.

    “””Si ricorda quando disse che ladri e prostitute ci precederanno nel Regno dei cieli?”””

    Non mi pare abbia manifestato simpatia per tali Individui.
    Mc 11:17 Ed insegnava loro dicendo: Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!.

    Lc 12:33 Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; (Come dire: Dite la Verità che possedete senza reticenze?) fatevi borse che non invecchiano (Sentimenti?), un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.
    Lc 12:34 Perché dove é il vostro tesoro, la sarà anche il vostro cuore.

    Non sempre la Verità si può significare.
    Vedi?
    Mt 27:40 Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!

    Altro che “buon pastore”
    Gv 10:7 Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la Porta delle pecore.
    Gv 10:8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.

    Gesù è il Sentimento Autentico. Unico Senso del Padre.
    Perché aggiunge: “ io sono venuto perché abbiano la Vita e l’abbiano in abbondanza.”
    L’Esistenza non centra proprio. Sarebbe: le sole parole.

  87. Gino scrive:

    Il santo curato d’Ars, vissuto a cavallo della rivoluzione francese in un periodo di acceso anticlericalismo, era di una straordinaria semplicità e passava intere giornate nel confessionile. La frase da lei riportata mette al centro la misericordia di Dio per noi poveri peccatori e la vita del santo.

  88. Silvano scrive:

    ringrazio l’adoratore di pietre profumate per aver pubblicato l’elenco dei firmatari dell’appello … lo aggiungerò a quello degli ottocento idioti che firmarono contro il commissario Calabresi ….

  89. Artefice1 scrive:

    Mario ….senza Bo…..ti mando un Bacio per la chiarezza.

    Lo dicevo già prima che sarebbe stata la Voglia, l’unica Sostanza che ti frega.

    “””Nei rapporti sindacali che ho avuto l’unica cosa che veniva fuori era l’impotenza di fronte a cose che hanno bisogno di risposte.”””

    Ma ti pare forse che, nell’auspicabile caso sussistesse il CON-Senso, avresti avuto di che sindacare?

    Hai letto qui sotto il mio precedente spunto?

    ESSENZA (Dare) – NATURA (Avere) Sempre (Vedi ladrone, prostituta, ribelle ecc. come il Padrone) Non sono affatto Unidirezionati come te.

    Tu l’ESSENZA la chiami sdegnosamente Metafisica (fai come ti pare).
    E Sbatti la testa inutilmente, quante volte Vuoi. (prima o poi capirai che almeno farebbe male)
    Ma non puoi lamentarti, proprio perché dimostri inequivocabilmente di non Sentire!
    Né puoi Pretendere di Forzare. (Come dire: ottenere una soluzione soddisfacente PER Forza Come minimo ti trovi un’uguale e sempre CON-Trario)

    Dunque o ti schieri CON: l’UNICO Senso, Riconoscendo.

    Altrimenti (nella migliore delle ipotesi) ottieni soltanto Illusori COM-Promessi e Perdi Inevitabil-Mente. Fattene una Ragione Perché quelle promesse in cui credi come sindacalista sono Insolvibili.
    Dunque se insisti ancora così, direi che Ti sei Perso.

  90. Cherubino scrive:

    “ringrazio l’adoratore di pietre profumate…” Silvano confonde me con qualcun altro. Probabilmente qualcuno fra i suoi amici.

  91. Cherubino scrive:

    venerdì il papa ha detto al Patriarca di Antiochia dei Siri:

    “Che la celebrazione dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita ecclesiale, vi mantenga ancorati all’antica tradizione siriaca, che rivendica di possedere la lingua stessa del Signore Gesù e, allo stesso tempo, schiuda dinanzi a voi l’orizzonte dell’universalità ecclesiale!”

    ma come ! non era il latino l’unica ed eterna lingua sacra ? evidentemente no…

  92. Gino scrive:

    Il santo curato d’Ars fece del confessionile il centro della sua vita. La frase riportata sottolinea la misericordia di Dio e l’azione della vita del santo. Grazie

  93. Physikelly scrive:

    [ "Father Balázs Barsi O.F.M., an outstanding spiritual authority among Hungarian Catholics, celebrated his first public Sung Mass in the extraordinary form of the Roman rite. The ceremony, after a long and meticulous period of preparation, took place on 14 June 2009, the Second Sunday after Pentecost, in a little church dedicated to the memory of the Venerable John Henry Newman in Sümegcsehi, a small village in North Western Hungary. The liturgy, assisted by members of the Lay Chapter of St. Michael the Archangel (CLSMA) and sung by students of the Ferenc Liszt Academy of Music (Budapest), was recorded by a famous Hungarian TV director and will be broadcast on 12 July by Channel "M1" (of the Hungarian State Television: MTV). This is a truly remarkable and important event because Father Barsi is the most popular preacher, retreat master, and widely influential spitirual writer of the Hungarian church. He lives a quasi-eremetical life in a remote Franciscan friary but his books enjoy immense popularity and his regular retreat sermons on Lenten and Advent Sundays in one of the centrally located churches of the Hungarian Capitol are always completely crowded."

    http://www.newliturgicalmovement.org/2009/06/liturgical-report-from-hungary.html ]

  94. Artefice1 scrive:

    Cherubino Carissimo…….adesso mi sembri un cameriere.

    Ritengo che Qui ci sia tutto il DIS-Senso possibile.

    “””È una famiglia carica di storia: in questa storia vogliamo riscoprire le radici del nostro futuro.

    Comincia dalla “Famiglia” passa dal quarto d’ora di “Storia” e termina PER. Le radici.

    Mi chiedo se intuiscono l’esistenza del Principio Capitale.

    Oppure avrebbero i principi?

    Tu cosa adici?

  95. mauro scrive:

    Caro Cherubino, se afferma che l’Azione Cattolica è sottoposta al Vescovo diocesano, non può affermare che la stessa partecipa al Governo della Chiesa.
    Essere sottoposti è ubbidire, governare è decidere.

  96. Physikelly scrive:

    ” A great thing just happened which surprised me greatly.

    As we are – right now – boarding a flight, a young lady who had paused next to me seat said in a strong voice: “Happy Year of Priests, Father!”

    A great surprise and shot in the arm.

    We are barely into the first day of this Year and this wonderful affirmation of Pope Benedict’s project and vision comes out of the blue and in a public place with people listening and watching.

    This sweet twenty-something traveler gave a witness to her faith and identity in public and performed a work of charity!

    She must have made a plan to do things like this.”

    http://wdtprs.com/blog/2009/06/a-nice-thing-just-happened/

  97. Luisa scrive:

    Ubi, ubi , perchè non mi risponde sul blog Messa in latino?
    Mi legge ovunque io scriva? È un onore!
    O scrive anche lì in modo coraggiosamente anonimo?
    Ancora una volta l`umile ubi si erge in professore, in colui che sa, giudica, crede dover dare lezione ai poveri ignoranti che non solo non hanno nessuna spiritualità ma che cumulano anche il difetto supremo di non condividere le SUE opinioni.
    Comunque, ubi superbia, è vero che la frase :

    “ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell’unico Corpo e nell’unità dell’unico Corpo”

    si inserisce nel contesto dell Spirito Santo che agisce ma penso lei sappia che in una frase quando figura un MA bisogna sempre prestare un`attenzione fondamentale a ciò che viene dopo perchè lì si trova la centralità del messaggio, ciò che la persona vuole veramente dire.

    A mio umile avviso, il Santo Padre ci avverte, ci dice, attenti, Lo Spirito Santo agisce sempre e unicamente in vista dell`unico Corpo di Cristo.
    Ed io aggiungo quella è la cartina tornasole per giudicare se un movimento, gruppo, sono opera dello Spirito Santo o no, un movimento, associazione, comunità, che non operano in seno alla Chiesa veramente ma solo in apparenza, che non operano a favore e nell`unicità dell`unico Corpo di Cristo, che portano divisione laddove agiscono, portando dottrine e prassi diverse, creando confusione e divisione, non operano in vista dell`unità della Chiesa .
    Del resto ancora ieri nella sua omelia il Santo Padre ha parlato del male che fanno alla Chiesa coloro che deviano i fedeli con le loro private dottrine.

    Le metto qualche esempio di MA, presi nell`omelia di Benedetto XVI, del 3 giugno 2006;

    “A Nicodemo che, nella sua ricerca della verità, viene di notte con le sue domande da Gesù, Egli dice: “Lo Spirito soffia dove vuole” (Gv 3, 8). Ma la volontà dello Spirito non è arbitrio. È la volontà della verità e del bene. Perciò non soffia da qualunque parte, girando una volta di qua e una volta di là; il suo soffio non ci disperde ma ci raduna, perché la verità unisce e l’amore unisce.

    Se guardiamo la storia, se guardiamo questa assemblea qui in Piazza san Pietro – allora ci accorgiamo come Egli susciti sempre nuovi doni; vediamo quanto diversi siano gli organi che Egli crea, e come, sempre di nuovo, Egli operi corporalmente. Ma in Lui molteplicità e unità vanno insieme

    Non ci toglie la fatica di imparare il modo di rapportarci vicendevolmente; ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell’unico corpo e nell’unità dell’unico corpo.

    Ancora una volta: lo Spirito Santo soffia dove vuole. Ma la sua volontà è l’unità. Egli ci conduce verso Cristo; nel suo Corpo. “Dal Cristo – ci dice san Paolo – tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20060603_veglia-pentecoste_it.html

  98. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Luisa

    Io leggo TUTTO! L’ho già affermato più volte.
    Per quanto riguarda l’intervenire, sono solo due i blog in cui non intervengo: uno è quello, l’altro è “Il blog di …..”.
    Per il resto quando posso, umilmente, un po dappertutto la lezioncina la do.
    Sempre umilmente, credo di poterla dare tranquillamente la lezioncina.

  99. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Luisa
    E sempre a proposito di lezioncina…..

    se legge la lettera vedrà che trova al termine di quella frase un numero (45). Ci riporta alla nota d’origine di quella frase che è l’ “Omelia nella Veglia di Pentecoste, 3.6. 2006.” fatta nell’ INCONTRO CON I MOVIMENTI ECCLESIALI E LE NUOVE COMUNITÀ.
    Bisogna saperla leggere una “semplice lettera”, altrimenti……. ci si becca la ….lezioncina.

    Non faccianmo dire al Papa ciò che non ha detto!

    Il link dell’Omelia di riferimento e… buona lettura….
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20060603_veglia-pentecoste_it.html

  100. bo.mario scrive:

    Artefice che io mi sia perso nei Vs meandri non mi pare. Faccio discorsi di sostanza, quelli che servono. Mi piacciono gli scritti di Luisa e Elianna e anche Gabriella pur se nuova. Parlano della fede senza mescolare sacro e profano. Siccome a me spetta il profano tento di far capire che qualcosa la chiesa deve rivedere. Deve essere di aiuto nella società e non di intralcio. L’ultima sui preservativi o profilattici la dice lunga. Banalizza il sesso. La chiesa che parla di sesso a cui, in teoria, è vietato. Dopo tanta frequentazione di questo blog non ho capito il SENSO come dici te. Rinuncio al chiarimento sulla Sacra Rota, evidente la ritrosia a parlarne.
    Un saluto.

  101. Luisa scrive:

    Ubi superbia, si compri degli occhiali, il link, l` ho messo io stessa alla fine del mio commento, riferendomi appunto alla nota 45!

    Appunto perchè la nota si riferiva all`omelia rivolta ai movimenti, che ho in seguito riletto, ho cercato di sottolineare i diversi ma .
    Come può dire che faccio dire al Papa ciò che non ha detto, mentre riferisco le sue testuali parole ?
    Non c`è peggior cieco e sordo di chi non vuole vedere e ascoltare!
    Si direbbe che il fanatismo fondamentalista non sia laddove si penserebbe trovarlo e sopratutto laddove taluni amano dire si trovi!

  102. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Si Luisa lo so, ma forse lei legge una omelia diversa dalla mia percio le ho rimesso il link……
    rilegga…. rilegga….. INCONTRO CON I MOVIMENTI ECCLESIALI E LE NUOVE COMUNITÀ.

    Ed il Papa ad un incontro cosa fa???
    Fa il Papa, ovvero CONFERMA ED ESORTA NELLA FEDE!!!!!!
    Quel “MA” è una esortazione, come dire “attenzione che”.
    E il Papa lo fa e deve farlo sempre Confermarci ed esortarci.
    Al termine dell’omelia da la Benedizione.
    Non esprime nessuna condanna ne nei confronti dei movimenti ne degli appartenenti ai tali, ne la ha espressa fino ad ora!
    Lo fa lei, non perdendo occasione di “remare contro” i movimenti, in contraddizione con il pensiero e gli atti del Papa.
    Serve precisare che i movimenti si trovano in una posizione “INTERNA”, organica alla Chiesa.
    Sembra a me che lei appoggi qualcosa di “ESTERNO” che NON HA una posizione organica nella Chiesa.
    Capisco bene capisco: “Il gatto quando non può arrivare al lardo dice che puzza”

  103. Jacu scrive:

    ulla Chiesa. Come possono gli uomini di Chiesa parlare di sesso se non lo può fare? Vorrei chiedere: il legislastore per emanare una legge contro la mafia, deve essere/essere stato mafioso? il legislatore quando ha decretato che chi guida ubriaco viola la legge, è perché ha giuidato ubriaco?
    Certe leggi nascono dal buon senso: si è visto che guidare ubriaco era male e comportava dei pericoli.
    Ora a voi ricordo che quando Gesù stabilì l’indissolubilità del matrimonio, lo fece andando contro la società: quante culture ai Suoi tempi conoscevano l’indissolubilità del matrimonio? l’ebraica no, la romana no… Quindi se Gesù non si è piegato che alla società allora, perché dovrebbe farlo adesso? Lui ci chiede di essere nel mondo non del mondo.

  104. Artefice1 scrive:

    Jacu…….detta così come la dici anche tu, sembra che ci si rimette qualche cosa.
    Quando lasci una cosa c’è sempre chi ne approfitta.

    Per ciò
    Ritengo non tanto l’Indissolubilità, ma l’Unicità.

    Lasciarsi attrarre dalla molteplicità, significa PERDERE IL TUTTO.

    Questo Danno chi MAI potrebbe RI-Fonderlo?

  105. Luisa scrive:

    No, ubi superbia, abbiamo letto la stessa e unica lettera del Papa solo lei preferisce minimizzare i ma e interpretarli come una semplice esortazione mentre sono una condizione sine qua non, io li vedo e li sottolineo, perchè sono essenziali, che questo le piaccia o meno.
    Ha mai visto il Papa condannare qualcuno? Non lo ha fatto nemmeno con i vescovi e sacerdoti autriaci . È però molto importante sapere leggere fra le righe o meglio, ancor più importante, non minimizzare, non troncare a piacimento parte del suo pensiero prendendo in conto solo ciò che aggrada.
    E questo dovrebbero farlo tutti, lei, io , tutti, compresi i giornalisti.
    Io appoggio qualcosa di esterno?
    Su ubi dica apertamente: io penso che lei appartenga alla FFSPX…ebbene anche se ho il massimo rispetto per la FFSPX, non ne faccio parte, eppure sarebbe così facile per me..logisticamente intendo….

  106. Sal scrive:

    “‘Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!’ “.
    Tutto vero ma non completamente e mi fa sentire un po’ come il giovane Eliu nei dialoghi del libro di Giobbe. Era il più giovane dei 3 eppure ha sentito la necessità di precisare alcune inesattezze come cercherò di fare perchè a volte la grande esperienza o la profonda meditazione filosofica fanno perdere un po’ di vista l’essenziale che però rimane scritto a beneficio di quanti possano essersene dimenticati.
    Per es. Esodo 34:6-7 “Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».”(ma non lascia senza punizione).
    Effettivamente c’è una promessa di perdono, ma non è senza conseguenze.
    Si può anche considerare Ebrei 10:26-31 “Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell’alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? Conosciamo infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente!” (Non rimane più alcun sacrificio per i peccati) Quindi ? Non sembra essere vero il perdono sempre.
    Altro esempio può essere quello di Isaia 2:6-9 ” Poiché tu, o Eterno, hai abbandonato il tuo popolo, la casa di Giacobbe, perché sono pieni di pratiche orientali praticano la magia come i Filistei, stringono alleanze con i figli degli stranieri. Il loro paese è pieno d’argento e d’oro e i loro tesori sono senza fine, il loro paese è pieno di cavalli e i loro carri sono senza fine. Il loro paese è pieno di idoli; si prostrano davanti all’opera delle loro stesse mani, davanti a ciò che le loro dita hanno fatto. Perciò l’uomo comune è umiliato e l’uomo eminente è abbassato, ma tu non li perdoni.
    (Ma tu non li perdoni ?)
    Si può proseguire ricordando Matteo 12:31-32 “Per questo vi dico: Ogni sorta di peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo spirito non sarà perdonata. Per esempio, a chiunque dica una parola contro il Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo spirito santo non sarà perdonato, no, né in questo sistema di cose né in quello avvenire. (Qui il perdono non è previsto neanche per il veniente sistema di cose).
    Si potrebbe continuare con 1 Giovanni 5:16, ma come si è visto il perdono non è garantito nè senza conseguenze. E concludo con le parole di Ebrei 5:11-14  ”Riguardo a lui abbiamo molte cose da dire e difficili a spiegarsi, giacché siete divenuti di udito torpido. Poiché, in realtà, mentre dovreste essere maestri a causa del tempo, avete ancora bisogno che qualcuno vi insegni dal principio le cose elementari dei sacri oracoli di Dio; e siete divenuti tali che avete bisogno di latte, non di cibo solido. Poiché chiunque partecipa al latte è senza conoscenza della parola della giustizia, perché è bambino. Ma il cibo solido è per le persone mature, per quelli che mediante l’uso hanno le loro facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male.”
    Non sembra che Dio sia così ben disposto a dimenticare pur di perdonare, credo che Dio sia Giusto e Saggio da ricordare chi ha bisogno di perdono e chi no.

  107. Artefice1 scrive:

    Ma Figurati Sal…….Sentendo però

    “””Per es. Esodo 34:6-7 “Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».”(ma non lascia senza punizione).
    Effettivamente c’è una promessa di perdono, ma non è senza conseguenze.”””

    E neppure senza esecutori.
    Come dire che necessitano i farisei. “Erano forse il dio vivente?”

    Penso che questo passo metta in evidenza la differenza abissale che dovrebbe intercorrere tra Ebrei e Cristiani.

    Non tutti sarebbero svelti allo stesso modo.

    “””Si può anche considerare Ebrei 10:26-31 “Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli.”””

    C’è poco da fare.
    Se quella conoscenza sarebbe anche un dagli e ri dagli, fin’anche una PER-Suasione, come potrebbe MAI Essere un affronto a Dio? l’alternativa ritenuta come vantaggiosa sarebbe sempre Opera Sua.

    Occorre il CON-Vincimento PER Onorare!
    CON-Vincimento più delle volte precluso PROPRIO DAI SIGNIFICATI Più o meno suadenti o Perentori, Incuranti della Libertà.

    E della Vita.

    Perché La Giustizia sarebbe il premio di chi la Produce.

  108. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    1) Infatti ha “esortato” i vescovi ed i sacerdoti austriaci.
    Vescovi e sacerdoti FACENTI PARTE DELLA CHIESA.
    Paternamente richiamati all’ordine, pena sanzioni canoniche a norma del Codice di Diritto Canonico (che è la Legge della Chiesa, il suo codice di diritto) in caso di “renitenza” alle disposizioni della Chiesa. E’ il modus operandi della Chiesa, dovrebbe saperlo.
    Ometto di fare un discorsetto sul Diritto Canonico che alcuni si apprestano a trasgredire……..

    2) Non mi risulta che il Papa parli tra le righe anzi il contrario, Vedi lettera ai vescovi e altro…….

    3) Il Papa deve attenersi solo alla legge canonica.
    La condanna morale la può e la deve fare sempre!
    Ma se per condanna lei intende “scomuniche” o “sospensioni” o la “riduzione allo stato laicale”, tali condanne possono essere emesse solo se ricorrono i presupposti previsti nel codice di Diritto Canonico, ovvero che vi sia stata l’infrazione di una norma che prevede quella sanzione (e che di solito si irroga sempre dopo aver previamente ammonito, tranne i casi in cui quella condotta posta in essere faccia scattare automaticamente e immediatamente la sanzione, come, un esempio a caso, Ordinare vescovi senza autorizzazione).

    4) Capisco le sue difficoltà grammaticali, non essendo lei di lingua madre italiana.

  109. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    @ Luisa, scusi è partito il post e non avevo terminato.
    lei scrive: “non minimizzare, non troncare a piacimento parte del suo pensiero prendendo in conto solo ciò che aggrada.”
    Volevo chiederle: lei, i riferimenti nella Lettera ai Presbiteri, rispetto a Papa Giovanni XXIII, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, li tiene nel debito conto???

  110. Artefice1 scrive:

    Ometto d’un Ubi……….Tu Tralasci il TUTTO, mica quisquiglie.

    “””3) Il Papa deve attenersi solo alla legge canonica.”””

    Fatta dai tuoi simili???

    Se questa non ti porterebbe al “rogo” significa che siamo in ferie.

  111. Luisa scrive:

    Ubi, ubi, la sua arroganza e la sua presunzione stanno diventando caricaturali…le mie difficoltà grammaticali?
    Oh certo, di errori ne faccio e me ne scuso presso chi mi legge, sì, mi scuso se ogni tanto torturo la lingua tanto cara al mio cuore, ma…so leggere e penso aver espresso chiaramente il mio pensiero sul quale non desidero ritornare.

  112. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Artefice, Analisi logica e del periodo” : 1
    Il voto esprimibile, più basso in assoluto.

    P.S. Prima che mi fai un altra brutta figura e ti becchi 1 in matematica, essendo i voti espressi in decimi, la decina va da 1 a 10. E’ questa la tua fortuna, altrimenti beccavi 0 (zero).

  113. peccatore scrive:

    Provo a rientrare in tema: la lettera di Benedetto XVI per l’Anno Sacerdotale. “E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un’espressione di toccante bellezza: ‘Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!’“.
    Dio è disposto a … “dimenticarsi l’avvenire” pur di perdonarci. Siamo dei malati bisognosi di cure, sacerdoti compresi. Saremo salvati tanto quanto ci lasciamo curare confidando in Dio. Oggi è la festa del cuore immacolato di Maria: affidiamole il nostro cuore che immacolato non è. E affidiamolo a San Giuseppe, umile e nascosto nel suo ruolo di custode. Veglia su di noi, sul cuore di Maria, sul scro cuore di Gesù, mentre abbondano anche i “ladri di pecore” tutti presi da qualche balzana idea. Il problema non è peccare, ma non detestare il peccato. Il problema è mirare alla santità: chi mira, prima o poi centra il bersaglio. Chi ormai è girato altrove può solo sperare di convertire il tiro… Dio non attende altro, ma non può girarci di peso, anche quelli che portano la tonaca.

  114. Artefice1 scrive:

    Ubi……….non potevo far altro per superarti in umiltà.

    Cosa vuoi ancora?
    Io m’Accontento dei voti che la Vita m’ha già dato.

    Posso rilassarmi?

  115. Artefice1 scrive:

    Peccatore ……. Non ti smentisci. Proprio.

    “””Dio non attende altro, ma non può girarci di peso, anche quelli che portano la tonaca.”””

    Insinui forse la Per-suasione di prima, la dove fai capire che Dio non sarebbe Perfetto?
    Figurati se non sarebbe alla Sua portata Girare un peso, proprio nel momento che fa girare l’Universo. Dovesse disturbare

    “””Il problema non è peccare, ma non detestare il peccato.”””

    Come dire che il problema non ci sarebbe per il Fatto che si ferma il ciclo produttivo, ma sarebbe un Dilemma da risolvere prima, detestando chi lo ferma.

    PER questo gl’incalliti trasgressori ti faranno un monumento.

    Poco poco non avresti istruito così anche gli extra?

  116. peccatore scrive:

    Artefice: forse hai capito poco…
    O forse hai capito troppo bene che non ti conviene capire.
    TI propongo una paginetta di Don Dolindo. Ossigeno puro.

    Non dobbiamo stupirci dei tormenti che l’anima soffre nel Purgatorio. Noi consideriamo le nostre colpe col nostro criterio, sembrano cosa da nulla, come consideriamo le nostre meschine opere buone quasi fossero grandi eroismi, e non vediamo le loro miserie, e di quanta purificazione hanno bisogno per diventare gioielli della immortale corona.
    Lancio verso il cosmo un razzo: la traiettoria del lancio spostata di un millesimo di millimetro a terra è una cosa trascurabile, gli operatori del lancio non se ne accorgono. Eppure il millesimo di millimetro lontano da qui devia dall’obiettivo centinaia di chilometri. L’angolo iniziale è quasi invisibile, ma i lati che si aprono non sono un punto, e, se si aprono verso l’Infinito, divergono in modo considerevole. Ogni peccato veniale a noi sembra una sciocchezza, tanto è vero che lo commettiamo con grande facilità ed incoscienza. Ma ogni nostra azione non si restringe alla terra, né è calcolata sui criteri terreni, tende verso Dio, perché è il prezzo della conquista dell’eterna felicità.
    Il peccato veniale non è più, come lo stimiamo noi, una trascurabile imperfezione, ma è una deviazione dall’amore di Dio, e questa deviazione nel Purgatorio deve correggersi, deve purificarsi, perché l’anima possa mettersi nell’orbita purissima dell’amore, e raggiungere Dio nell’eterna felicità. La colpa è una stonatura nell’armonia dell’amore. Un violino con una corda stonata non può partecipare ad una dolcissima orchestra d’archi, se non è accordato. La corda del violino può essere stonata o per rilassamento dal piolo a cui è avvinta, o per una lesione nella cassa armonica dello strumento. E’ necessario o stirarla con uno sforzo, che sarebbe penoso per la corda, se fosse sensibile, o col riparare la lesione della cassa armonica. Le corde del violino sono quattro: Sol – re – la – mi… tre e una, e si accordano su di una nota fondamentale: il la del corista. Se una corda si sposta da quella fondamentale, tutto il violino è scordato. Così è l’anima quando non si accorda nella sua vita con Dio perfettamente, amandolo sopra tutte le cose. Dio è il primo principio e l’ultimo fine, e se l’anima, anche per poco, non tende a Lui, è deviata dal suo amore, e deve riaccordarsi a Lui. La nostra meschinità deve accordarsi all’infinito Amore e deve diventare amore.
    Sul monte Palomar, in America, è installato il più colossale telescopio del mondo, che avvicina il cielo stellato all’occhio che lo scruta, di milioni di anni luce. Questa in un minuto secondo percorre 300 mila chilometri. Per avvicinare l’occhio al cielo stellato c’è voluto questo telescopio gigantesco, la cui lente ha un diametro di 5 metri e 50 centimetri. Per rendere pura e limpida la lente, in modo da non avere imperfezioni, neppure di un piccolissimo neo, ci vollero 12 anni di lavoro, impiegando, per purificarla, 70 tonnellate di abrasivo specialissimo. Terminata questa lunga purificazione, per trasportare la lente sul monte in modo che non si fosse minimamente scalfita, si dovette perforare il monte con un vasto tunnel, si dovettero costruire ponti e strade speciali. Montata la lente nel telescopio, fisso al cielo stellato per l’apertura della cupola, si cominciarono le osservazioni. Per osservare una stella, tanta assoluta purezza in una lente, tanto prolungato lavoro di purificazione, tanta penosa fatica di operai!

    L’anima nostra non deve fissare una stella ma Dio; non deve vederlo con una lente, ma col lume della gloria, e questo lume non può tutta illuminarla se rimane in lei anche un neo che può offuscarlo. A queste riflessioni che sono strettamente e rigorosamente scientifiche, chi potrebbe osare di lamentarsi della divina giustizia? Ma non è tanto giustizia, è misericordia, e mai come nel Purgatorio la giustizia e la misericordia si sono abbracciate nel bacio dell’amore, mai l’amore di una creatura in grazia ha sospirato alla perfezione quanto un’anima purgante. E’ una toilette di amore che deve fare, e non la trova né lunga né ingiusta, perché deve presentarsi alle eterne nozze di una eterna felicità.
    E’ logico, come sono logiche tutte le verità della fede: l’anima, stando in grazia di Dio, lo ama intensamente, e tanto più intensamente, quanto maggiore è la sua purezza. Questo amore le fa apprezzare l’infinita grandezza e perfezione di Dio, e la sua infinita bontà. In questa luce e tensione di amore, l’anima vede meglio la propria imperfezione che le rende impossibile andare a Dio; ne è lontana e si accende tutta dalla fiamma generata, per così dire, dal suo stesso amore.

    Ogni colpa è come un nucleo di atomo, spezzato e separato da Dio, è come l’inverso della formula di Einstein. In questa formula la materia si muta in energia; nell’anima la sua energia spirituale si muta quasi in materia, in fuoco ardente, che la tormenta per l’ansia del suo amore, e la purifica perché le accresce il desiderio, l’apprezzamento e l’amore di Dio, rendendola così gradatamente atta alla visione beatifica.
    La purificazione è un bisogno dell’anima. Non è un atto di severità da parte di Dio, è assurdo il pensarlo, perché Dio è amore, e per lo stato di grazia dell’anima, Dio l’ama di smisurato amore, ma è un bisogno dell’anima medesima. L’adorante apprezzamento che ha di Dio, le fa considerare la sua infinita santità, e non vuole raggiungerlo per goderlo, senza essere tutta Purificata.

    Nel Purgatorio il fuoco che tormenta l’anima è attenuato dall’amore e dalla speranza dell’eterna gloria. L’anima soffre come soffrirono i Santi sulla terra, in piena unione alla Divina Volontà, e possiamo dire piena di gaudio per ogni colpa che è purificata dal fuoco doloroso, e che accresce il suo amore ed il suo sospiro a Dio, Infinito Amore. Anche sulla terra chi fa un bagno di mare, pur subendo il fastidio dell’acqua fredda, prova un benessere tale, da fargli sentire persino il bisogno di manifestarlo.

    Nell’Inferno invece il fuoco tormenta i dannati in una disperazione spaventosa, perché quel fuoco è il loro stato, volontariamente ed ostinatamente scelto; e poiché il dolore disperato eccita terribilmente l’ira, essi sono in uno stato di tremendo odio e si tormentano a vicenda. La sofferenza che espia, mette l’ordine e la pace, la sofferenza disperata genera il disordine e il sempiterno orrore, come disse Gesù.

    Io non so pensare ad un’anima che si perde, ad una anima dannata; mi fa una pena profondissima. E, per carità, non dite mai: Io mi danno, io vado all’Inferno… Per carità, figli miei, per carità, per carità, voi dovete salvarvi! E’ orribile il dannarsi, è irrimediabile!… A costo di ogni sacrificio dovete salvarvi!… Per questo Gesù, nell’impeto del suo Cuore, disse: Se l’occhio tuo, il piede, la mano ti scandalizza, e quindi ti mette nella condizione di andare perduto; strappali, recidili, perché è meglio andare minorato nel Regno di Dio che andare sano corporalmente nel fuoco eterno (cfr. Mt. 5, 29-30).

    Salviamoci, figli miei, salvatevi; si tratta di eterna gioia o di eterna disperazione! …

    Vedi Artefice: non è questione di monumenti, ma di salvarsi.

  117. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Bellissimo peccatore, edificante al massimo questo scritto di don Dolindo. Mi ha impressionato questa immagine “Per osservare una stella, tanta assoluta purezza in una lente, tanto prolungato lavoro di purificazione, tanta penosa fatica di operai!”
    Il “lavoro” di Dio, che ha consumato il Preziosissimo Sangue di Cristo per permetterci di vedere un giorno la luce del Suo Volto.

    Ti pregherei, se puoi, di mettere il link di dove trovarlo, o eventualmente scaricarlo

  118. Physikelly scrive:

    RINUNCE E NOMINE , 20.06.2009

    NOMINA DEL SOTTO-SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

    Il Santo Padre ha nominato Sotto-Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede il Rev.do Monsignor Damiano Marzotto Caotorta, finora Capo Ufficio nel medesimo Dicastero.

    ” Un uomo alla ricerca di Dio

    di Damiano Marzotto Caotorta, Officiale Congregazione per la Dottrina della Fede [2005]

    Quando nel luglio del 1982 il cardinale Martini mi convocò per comunicarmi che il cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, gli aveva chiesto un collaboratore per il suo dicastero ed egli aveva pensato a me, fu come un colpo di fulmine. Sarebbe stato un cambiamento radicale della mia esistenza sacerdotale e i motivi per rifiutare erano molti, come quelli per accettare. Su tutto campeggiò l’immagine che mi ero fatta del cardinale Ratzinger, leggendo il suo meraviglioso libro Introduzione al Cristianesimo.
    Così, qualche giorno dopo, varcai il portone del palazzo del Sant’Uffizio. Passando a fianco della antica fontana, vidi fermo alla porta dell’ascensore un prete, in talare nera, con una borsa in mano, i capelli bianchi e due occhi penetranti. Mi colpì subito il portamento, riservato, ma affabile. Ci stringemmo la mano, mi presentai e salimmo insieme al secondo piano, ove ci intrattenemmo alquanto nella sala di ricevimento. Il dialogo fu semplice e cortese, come fra professore e studente; si informò dei miei interessi, studi, pubblicazioni e alla fine mi presentò ai suoi collaboratori. A partire da ottobre, iniziò così una collaborazione quotidiana, che si sarebbe protratta per oltre 22 anni.
    Il suo atteggiamento di vita mi ha sempre impressionato. Il cardinale Ratzinger era ed è un uomo alla ricerca di una comprensione sempre più profonda del mistero di Dio, di cui molto ha penetrato, ma di cui non cessa di sondare le ricchezze. Il suo è un itinerario di carattere intellettuale, ma egli si getta con lo stesso interesse anche in ogni relazione umana, in ogni incontro con l’altro. Con lui mi sono sempre sentito a mio agio, come con qualcuno che sta guardando avanti e che ti fa partecipare al suo cammino.
    Si deve forse a questo suo atteggiamento anche il modo mirabile con cui conduceva le innumerevoli riunioni che era chiamato a presiedere. Faceva sempre cominciare a parlare i più giovani, ascoltava tutti con grande attenzione e poi riassumeva in termini sintetici e chiari i risultati raggiunti, valorizzando il contributo di ciascuno ed eventualmente ponendo in luce gli aspetti che restavano aperti e che dovevano ancora essere risolti. Non vi era periodo storico o corrente teologica che egli non avesse approfondito e analizzato criticamente. Era come uno sprazzo di luce in un campo arato. Non ha mai cercato di orientare le discussioni o di pregiudicarne i risultati, perché credeva in questa onesta ricerca intellettuale al servizio della fede e della Chiesa. Piuttosto ne stimolava la prospettiva spirituale ed esistenziale.
    Seguendolo nella sua lunga e molteplice attività, avevo modo di leggere diversi suoi testi personali (relazioni, omelie, interventi vari). La cosa che più mi colpiva era come egli non si ripetesse mai, ma il percorso del suo pensiero fosse sempre in evoluzione. Quel suo continuo interrogarsi sull’esistenza e sui suoi significati, coniugato con una dimestichezza invidiabile con la Scrittura e soprattutto con i Padri della Chiesa, gli suggerivano approcci sempre nuovi e affascinanti. Mi colpiva anche la ricerca dell’espressione migliore, che rendesse insieme contenuti e forma, che fosse stilisticamente elegante ed evocativa, e che allo stesso tempo facesse accedere alla pienezza del mistero.
    Il cardinale Ratzinger era ed è un tipo schivo, non cerca di mettersi in mostra, crede nella sostanza delle cose e delle parole. Questo suo atteggiamento sobrio è stato talora interpretato come freddezza. In realtà ho incontrato poche persone così sensibili e attente verso la realtà profonda dell’altro. Questo si manifestava in particolare con le persone umili, povere, anziane, verso cui aveva vera delicatezza e grande pazienza. Con i sacerdoti egli si intratteneva con semplicità e cordialità su temi di attualità, di cultura, di scienza teologica, di vita quotidiana. Faceva domande, voleva essere informato sulle vicende della vita italiana, sui nostri studi e attività d’insegnamento. Ci teneva che ciascuno di noi, oltre l’ufficio, avesse qualche altra attività universitaria o pastorale e pubblicasse qualche scritto scientifico almeno ogni anno.
    Questo stile di comunicazione semplice emergeva poi ancor più durante l’annuale gita del dicastero in una località storicamente e artisticamente significativa. In viaggio in genere pregava o leggeva, ma durante le visite si intratteneva con noi o ascoltava con partecipazione le esposizioni della guida, valorizzandone la competenza e l’esperienza, così che al termine si creava sempre una cordialità profonda con tutti.
    Ma il capitolo più interessante che riguarda il Cardinale è quello della preghiera. Nel palazzo del Sant’Uffizio vi è da sempre una piccola cappella, dedicata a San Pio V a disposizione dei sacerdoti che vivono ai piani superiori. Quando il Cardinale arrivò alla Congregazione, una delle sue prime iniziative fu quella di restaurare questa cappella. Il gesto aveva naturalmente un valore simbolico: il centro del nostro lavoro è l’Eucaristia, la preghiera, il Dio vicino. Me ne accorsi subito, perché non di rado tutta la Congregazione era convocata in cappella per la preghiera o per una messa, in genere da lui presieduta. In genere il Cardinale lasciava predicare un altro sacerdote, anche perché, all’inizio, non dominava bene la lingua italiana. Ma nel 1989 ci recammo in Austria per un incontro con i presidenti delle Commissioni dottrinali delle Conferenze Episcopali europee. Eravamo a Laxenburg, in un convento di suore: tutte le mattine il Cardinale presiedeva l’Eucaristia e faceva l’omelia in tedesco. Allora mi resi conto di come il suo spirito si nutriva del contatto con la Parola di Dio e di come egli era sempre con il cuore elevato in alto.
    Un’espressione fulgida di questa sua tensione al Signore si palesò nel 2001, quando prese possesso del titolo cardinalizio di Ostia e vi fu una celebrazione eucaristica nella chiesa di Ostia antica. Ispirandosi alla famosa visione di Agostino e Monica e prendendo spunto dal ricordo del cardinale Gantin – suo grande amico, che l’aveva preceduto in quel titolo, ma che era ora ritornato in Africa -, il Cardinale innalzò i nostri cuori al cielo, all’eterno, e mi resi conto che quella era la sua dimensione più autentica e costante. Il nome di Benedetto, che egli ha ora scelto per il suo servizio nel ministero petrino, ne è manifestazione evidente. L’orazione, il contatto con Dio è il respiro della sua anima, egli vive abbandonato in Dio.”

    http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=246450

  119. mauro scrive:

    Caro Jacu. E secondo te Gesu’ avrebbe stabilito l’indissolubilità del matrimonio? Le parole di Gesu’ rivolte alle domande dei farisei sul tema del ripudio della donna furono:
    ” 4.Non avete infatti letto che, fin da principio, Dio creò l’essere umano in modo che fosse un uomo ed una donna e disse: per questo un uomo o una donna lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie o a suo marito e i due saranno una carne sola?
    5. Così ora non sono più due, ma un’unica carne. L’uomo non separi dunque ciò che Dio ha congiunto.” (Cap. 42, 1-5).

    Che i Farisei già conoscessro la Bibbia è evidente perchè ha circa 3000 anni ma che glielo domandino è assurdo perchè i farisei erano religiosi. La domanda sarebbe compatibile solo se il significato che viene dato da Gesu’ fosse diverso da quello di Dio citato nella Bibbia.

    Infatti nella Bibbia la donna è indicata in sudditanza dell’uomo (fu generata da una sua costola). Quindi non potevano essere una sola carne perchè Dio stesso aveva distaccato la donna dall’uomo.
    Se la Bibbia racconta il vero, Gesu’ non l’ha mai detto ma glielo si è voluto attribuire forzatamente. Non credi che la Bibbia, che è molto anteriore a Gesu’, possa dire la verità, considerato che è la storia degli Ebrei?

    In ultima analisi: Gesu’ dicendo dell’indissolubilità del matrimonio avrebbe contraddetto Dio che invece li aveva separati.
    Noto che c’è ancora qualcuno che dimentica che Gesu’ è Dio fattosi uomo.

  120. Physikelly scrive:

    [Bene, ora che l'italiano (di Milano) è diventato Sotto-Segretario, si apre un bel posto di Capo Ufficio per lo scozzese mirabile (già da anni alla CDF, alla quale è giunto ancora giovane) Patrick Burke :

    http://www.faith.org.uk/Ideas/Articles/FrBurke.htm

    "...he did a doctorate on the Vatican II theologian Karl Rahner after training at the city's Scots College.Rahner is clearly something of a hero to Fr Burke despite the fact he profoundly disagrees with his conclusions: "The Church took a tragic side step by embracing Rahner in the 1960s," he says blaming the current "pastoral problems in the Church" on the theologian." ...WOW! ;]

  121. Physikelly scrive:

    [Sul Burke (junior) segnalo anche questo:

    http://andrewcusack.com/mitre/0306/artc1.html ]

  122. mauro scrive:

    Peccatore, perchè ci proponi un brano di Don Dolindo che non ammette che il Purgatorio è un’invenzione umana? Come potrebbe spiegare ciò che dice se non esiste? Solo se parlasse di aria fritta. Infatti è spuntato un bel razzo nel suo discorso. A forza di roboanti impulsi deve aver centrato un occhio della Luna, ne sento i lamenti da qui.

  123. don stefano bellunato scrive:

    Don Dolindo Ruotolo? Se qualcuno sapesse con chi era in contatto!… ah, l´rionia della Provvidenza!

  124. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    perchè non posta?

  125. Artefice1 scrive:

    Peccatore….cominciamo bene.
    Tanto per capirci.
    Li si parla di Gesù Cristo oppure di Dante Alighieri?

    Mi sa che non hai capito tu.
    Ammesso che intendi affondare in tal modo il problema.
    Riassumo così.
    Tu dici di non curare la linea produttiva.
    Ma di cercare un dito intenzionato a fermarla.
    Questo é.
    “””Il problema non è peccare, ma non detestare il peccato.”””
    Ridetta papale, papale.
    Di Dio non te ne frega niente.
    Che conta è rifare i connotati al dito.

    Don Dolindo si sarebbe reso conto che siamo immersi nell’Imperfezione?
    Avrei l’impressione che abbia ristretto l’angolo visuale, adattandolo alle proprie capacità.
    Costretto ad integrarle usando termini vagli e PER-Cezioni indefinite.

    Classificare l’errore ignorando le CON-Seguenze, a cosa serve? Chi dice che la Ideata classifica corrisponda all’Intendimento del Creatore Dio Padre?
    Citare l’Amore di Dio genericamente a che serve?

    Se poi CON-Stato che l’Amore di Dio è Stato e Resta.
    Essendo l’Amore: Dono del Tempo
    Il Padre Dio Creatore ci ha Amato Creando il Tempo.
    E Come Figlio Gesù Cristo, l’Amore ce lo ha Dimostrato, Spirando in Croce. Dono del Tempo Purificato.

    Penso di averti spiegato cosa è l’Amore per me.
    Ripeto
    Amare è Donare il Tempo!!!

    “””Il peccato veniale non è più, come lo stimiamo noi, una trascurabile imperfezione, ma è una deviazione dall’amore di Dio, e questa deviazione nel Purgatorio deve correggersi, deve purificarsi, perché l’anima possa mettersi nell’orbita purissima dell’amore, e raggiungere Dio nell’eterna felicità.”””

    Adesso puoi chiedere a Don Dolindo di spiegarci cosa sarebbe quell’Amore di Dio svicolabile come se fossimo “Berte”?
    Così come qui dichiara lui.

    Per il resto credo che basti ed avanzi la Relazione, indipendentemente dai violini e dalle sinfonie cantate.
    Così come un padre apprezza l’opera Imperfetta del Figlio, quando questi L’Onora.
    Ovvero Dedica CON Sentimento la propria meschina opera, sapendo di poterne Beneficiare Pienamente.

    Saluti.

  126. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Bellunato, Padre Pio!

    E la preghiera a S. Pio tu lo sai, inizia cosi
    “Insegna anche a noi Ti preghiamo l’umilta del cuore per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo….

    Tu vuoi stare tra i piccoli del Vangelo o tra i grandi teologi?
    Tiro a sorte?

  127. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    E di S. Pio, è il caso di ricordare l’obbedienza totale, incondizionata ed assoluta al Papa successore di Pietro ed alla Chiesa.

    E qui la Divina provvidenza non ha fatto nessuna ironia.

  128. don stefano bellunato scrive:

    ah ah ah…don dolindo, tu che sai, prega per noi. Con Padre Pio e… con don Francesco…., ah ah ah.

  129. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Ricorda: Ride bene chi ride ultimo.

    Per non dire oltre…..

  130. don stefano bellunato scrive:

    Bien chère M.me Luisa, toutes mes félicitations. Vous avez un courage et une perseverance indomptables. Ne vous inquietez pas, votre italien est bien meilleur de celui de beaucoup d´entre nous, même sur ce blog. Mais vous savez que “quand on veux tuer un chien, on dit qu´il a la rage!”, n`est-ce-pas? Nos adversaires en font toujours de même. Dés qu`ils craquent, ils commencent à insulter, voir a ménacer tribunaux et enquêtes de toute sorte.
    Quelle tristesse.
    Veuillez accepter mes meilleures salutations sacerdotales e mes souhaits d´un joyeux Dimanche
    en Jesus et Marie

    PS. pardonnez les faux accents et orthograph par-ci e par-là. Je me fais vieux, et, comme disait un de mes fidèles au agbon: “je ne suis qu´un locataire de la langue francaise”. :D

  131. don stefano bellunato scrive:

    e mes souhaits …voilá la faute, ah zut!

  132. don stefano bellunato scrive:

    agbon…Gabon..

  133. Reginaldus scrive:

    @Antoine: fortunati voi che le idee ve le siete schiarite alla scuola di Lutero e di Cranmer, via Bugnini : complimenti! E complimenti anche ai suoi preti, comunque da FraTTocchie!.

  134. don stefano bellunato scrive:

    Intanto ieri si é raggiunta e superata quota 500 sacerdoti per la Fraternitá con le ordinazioni di Winona, Stati Uniti.

  135. Perfino le nostre carenze, i no­stri limiti e debolezze devono ricondurci al Cuore di Gesù.
    Se infatti è vero che i peccatori, contemplandoLo, devono ap­prendere da Lui il necessario « dolore dei peccati » che li ri­conduca al Padre, questo vale
    ancor più
    per i sacri ministri. Come dimenticare, in proposi­to, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quan­to i peccati dei suoi pastori, so­prattutto di quelli che si tra­mutano in « ladri delle pecore » ( Gv 10,1ss), o perché le devia­no con le loro private dottrine, o perché le stringono con lac­ci di peccato e di morte?
    Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericor­dia, e ugualmente dobbiamo rivolgere
    con umiltà
    l’accorata e incessante domanda al Cuo­re di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di
    danneggiare coloro che siamo
    tenuti
    a
    sal­vare.
    Poc’anzi ho po­tuto venerare, nella Cappella del Coro, la reliquia del Santo Curato d’Ars: il suo cuore.
    Un cuore infiammato di amore di­vino, che si commuoveva al pensiero della dignità del pre­te e parlava ai fedeli con ac­centi toccanti e sublimi, affer­mando che « dopo Dio, il sa­cerdote è tutto! … Lui stesso non si capirà bene che in cie­lo » ( cfr Lettera per l’Anno Sa­cerdotale, p.2)

    Dal discorso di Papa Benedetto XVI, tenuto ieri
    in S.Pietro, per l’Apertura dell’Anno sacerdotale

  136. Luisa scrive:

    Merci don Stefano ! Votre français est impeccable!

  137. oui, surement impeccable.
    et l’infer , ille vous attende, vite!

  138. Sal scrive:

    Ad Artefice 1
    Rispondo con umiltà per dire che non ho capito molto dal tuo commento, perchè mi sembrava di aver espresso un concetto semplice, quello che dice: “La vita è la tua, vivila come meglio credi, ma sappi che da come la vivi io saprò quanto l’apprezzi, quali sono i tuoi principi, e se ti riterrò degno potrei dartene dell’altra. Mi viene in mente una parabola di Gesù :( Matt. 20:8-16) “Quando si fece sera, il signore della vigna disse al suo incaricato: ‘Chiama gli operai e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi’. 9 Essendo venuti gli uomini dell’undicesima ora, ricevettero un denaro ciascuno. 10 Perciò, quando vennero i primi, pensavano di ricevere di più; ma anche loro ricevettero un denaro ciascuno. 11 Ricevutolo, mormoravano contro il padrone di casa, 12 dicendo: ‘Questi ultimi hanno fatto una sola ora di lavoro; eppure li hai uguagliati a noi che abbiamo sopportato il peso del giorno e l’ardente calore!’ 13 Ma rispondendo a uno di loro disse: ‘Amico, non ti faccio nessun torto. Ti sei messo d’accordo con me per un denaro, non è vero? 14 Prendi ciò che è tuo e vattene. Io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare quello che voglio con ciò che è mio? O il tuo occhio è malvagio perché io sono buono?’ 16 In questo modo gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi”.
    Mi sembra di capire che nessuno è obbligato ad andare a lavorare, ciascuno può vivere come vuole, la sua libertà non è in discussione come non è in discussione il fatto che il proprietario della vigna può dare a ciascuno come gli pare. Non so se è chiaro ma come tutti possono essere pagati a discrezione così è anche per quanti non verranno pagati perchè anzichè lavorare hanno danneggiato la vigna. Non ti pare ? Così è anche il PER-DONO che non è garantito a tutti e sempre. Comunque grazie per il commento.

  139. Orsobruno scrive:

    E’ commovente questo tema della “dimenticanza” in Dio.
    A me dà una grande gioia anche ricordare che Dio, a differenza degli uomini, perdona e dimentica. Qualunque cosa possiamo avere fatto, dopo la Confessione il rapporto con Gesù tornerà vivo, intenso, fresco, gioioso, come se non fosse successo niente. Il Suo sorriso sarà sempre quello dell’Innamorato che incontra per la prima volta la Sua amata.

  140. pino d. scrive:

    Avvenire, sabato 20.06.09, articolo senza firma: “Papa: peccati dei pastori fanno soffrire la Chiesa”. Tra l’altro si legge: “Tutelare la Chiesa dalle ricorrenti eresie è il ministero specifico del Papa, e Joseph Ratzinger si sente investito dalla stessa responsabilità a tutela dei bambini che uomini di Chiesa hanno violato e per quelli che essi potrebbero ancora violare…” Quindi, il Ministero specifico del Papa è tutelare la Chiesa dalle ricorrenti eresie, afferma l’articolo di Avvenire, e prosegue spiegando che il Papa “si sente” investito dalla stessa responsabilità ecc. Per le eresie, “è”, per la pedofilia, “si sente”. Inorridisco per le possibili interpretazioni di quel “si sente”. Ci vien suggerito che la difesa dei bambini non è Ministero del Papa? Chiedo scusa, credevo che attenesse all’esser Pastore. Mi chiedo, perché riunire due cose così diverse in un’unica considerazione, quasi contrapponendole tra loro in ordine di importanza? Forse qualche eretico è più importante di migliaia di bambini? Io credo che per il Papa la pedofilia non venga “dopo”. pino d.
    Da: L’ANTITESTIMONIANZA E LO SCANDALO( http://www.vatican.va/) GEORGES COTTIER
    Nella Lettera apostolica Tertio Millennio adveniente (n. 33), la Chiesa è inviata «a farsi carico con più viva consapevolezza del peccato dei suoi figli nel ricordo di tutte quelle circostanze in cui, nell’arco della storia, essi si sono allontanati dallo spirito di Cristo e del suo Vangelo, offrendo al mondo, anziché la testimonianza di una vita ispirata ai valori della fede, lo spettacolo di modi di pensare e di agire che erano vere forme di antitestimonianza e di scandalo». E ancora: Lo scandalo dei piccoli.È dopo aver invitato i discepoli a farsi piccoli e ad accogliere i bambini, che Gesù parla, con grande severità dello scandalo arrecato ad altri: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (cf. Mt. 18, 6-7).

  141. Silvano scrive:

    invidiosetto … il campione pugliese di giaculatorie slave !

  142. don stefano bellunato scrive:

    “Dés qu`ils craquent, ils commencent à insulter,…”
    Et voilá! C´est vraiment facile parfois d`apparaitre comme prophètes… Je me sens vraiment investi d´un charisme spécial! mais il y en a qui auront de la peine á le reconnaitre!
    ah ah; :D :D
    Bon e Saint Dimanche à tous!

  143. bo.mario scrive:

    Jacu ringrazio per il tentativo di risposta. Fai una confusione degna di qualcun altro, molto presente quì dentro. Hai fatto delle similitudini che non hanno capo ne coda. Se per me è vietato, perchè è il massimo del peccato, perchè?, gli altri ne devono subire le conseguenze. Non fa una grinza per la situazione attuale. Ritenta la risposta e spero sarai più fortunato. Un saluto.

  144. mauro scrive:

    Caro Sal, la parabola insegna che si può prendere la stessa paga pur lavorando meno quando il padrone della vigna è un cretino perchè in fin dei conti non vuole raccogliere l’uva. La prossima volta i lavoratori verranno all’ultima ora ed il proprietario della vigna sarà costretto a pagarli molto di piu’ di quello che gli spetterebbe per ogni ora lavorata se vuole raccogliere l’uva. Quello che ha operato il proprietario della vigna si chiama “sfruttamento della manodopera”, un tema caro oggi giorno alla Dottrina sociale della Chiesa.
    Se vuoi fare il collegamento con il perdono, direi che sarà garantito a tutti, considerando che il proprietario della vigna sarà costretto a pagare il dovuto.

    p.s. Quel ” prendi ciò che è tuo e vattene”, rappresenta il disprezzo per la persona, vale a dire chi rappresenta il prossimo per un cristiano. Stai a vedere che il padrone della vigna era un pagano.

  145. mauro scrive:

    L’enfer n’existe pas, il suffit de demander à Dante Alighieri, s’il vous plaît.

  146. Cherubino scrive:

    è veramente triste constatare come oggi si sia consumato un ennesimo atto di arrogante sfida alla Chiesa da parte di suoi figli erranti. La consacrazione illecita di sacerdoti da parte della Fraternità S. Pio X, a Winona, non può che costituire un ennesimo ostacolo alla riconcialiazione.
    Emerge così la contraddizione di chi recita l’atto di obbedienza al papa proprio mentre disubbidisce in materia importantissima, arrogandosi poi di dare a questo gesto il significato che vuole, in perfetto stile luterano e calvinista.
    Forse neanche Enrico VIII è stato talmente raffinato e perverso nella sua disubbidienza.
    Bisogna pregare per questi sacerdoti consacrati, perchè si ravvedano e rinneghino proprio coloro che li hanno consacrati con spirito di superbia.
    Bisogna pregare per coloro che hanno peccato, e per il papa che riesca ad essere presenza di quel Dio di cui dice il Salmo 18:

    “Con l’uomo buono tu sei buono
    con l’uomo integro tu sei integro,
    con l’uomo puro tu sei puro,
    con il perverso tu sei astuto.
    Perché tu salvi il popolo degli umili,
    ma abbassi gli occhi dei superbi.”

  147. Artefice1 scrive:

    Sal……….cosa dovrei pensare?

    Non hai capito la funzione dei farisei oppure il non tutti sono svelti allo stesso modo.

    Forse che sia l’opera Sua a disturbare le Invenzioni Naturali?
    Poi loro se la prendono CON: gli sprovveduti?
    Occorre il CON-Vincimento PER Onorare!
    CON-Vincimento più delle volte precluso PROPRIO DAI SIGNIFICATI Più o meno suadenti o Perentori, Incuranti della Libertà. E della Vita.
    Che ci vuole per Capire?
    Io Sono, poiché Sento.
    Perché ho fatto quel che dico.
    Questa Legittima sintonia.
    Non abusa CON, la prosa.
    Coerente si mantiene.
    Anche a costo di schiantare.
    Vedi tu se val la pena.
    D’abusare senza tema.
    Arrestando la vocazione.
    Che succede?
    ……….

    Se non lavori non mangi
    La Libertà non Licenzia.

    Mi sa tanto che non hai capito proprio.

    Altri miei spunti in tema li puoi trovare prima di questo.
    Altrimenti sarebbero ripetizioni delle ripetizioni.

  148. elianna scrive:

    Don Stefano
    e Luisa:

    sono costernata, come già in passato,
    di fronte agli insulti e alle minacce che ricevete da un sedicente devoto del Sacro Cuore:
    difficilissimo da capire!
    Purtroppo, certe persone, che non possono fare a meno di insultare il prossimo cristiano, sol perché fedele alla Tradizione,
    (appena un attimo dopo aver parlato dell’amore infinito del Cuore di Gesù per tutti noi peccatori piccoli e grandi…), non contente di ciò, ritenendosi anche investite del ruolo di Caronte (?),
    passano direttamente a condannare e spedire all’Inferno, con intima certezza, (“ille vous attende, vite!”) chi non gli aggrada: con quale autorità, non si sa proprio…

    Essendo sottoposti a una ben dura prova di pazienza (più volte ripetutasi su questo blog), simile a quella spina nella carne che il Signore assegnò a San Paolo, non resta che compatire e sopportare
    simili persone, secondo la 7. opera di Misericordia spirituale, (secondo me la più dura, insieme al perdono delle offese…), da esercitare incoraggiati da Nostro Signore:
    “Beati voi quando vi perseguiteranno e vi insulteranno per causa mia…”.

  149. silvio scrive:

    Ciò che colpisce del passaggio citato nella lettera, è la
    totale presunzione di un qualcosa che esiste solo nella fantasia di chi l’ha scritta. Una ingenuità gigantesca e
    potenzialmente catastrofica, oppure una immensa invenzione
    subdola e supponente che tende ad intimidire le menti più
    deboli. Questo è quello che penso.

  150. Artefice1 scrive:

    Sal………….Proviamo a chiamare quei lavoratori vergini e lo sposo Vita.

    Mt 25:6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
    Mt 25:7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
    Mt 25:8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
    Mt 25:9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; (andate a PRO-Curarvi) l’olio.
    Mt 25:10 Ora, mentre quelle andavano per (PRO-Curarsi) l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
    Mt 25:11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
    Mt 25:12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.

  151. Artefice1 scrive:

    Sal………..dimmi se ci sarebbero CON-Traddizioni tra parabola e scritture.

    Gdc 9:16 Ora voi non avete agito con lealtà (questa mi pare rispettata nella parabola degli operai) e onestà proclamando re AbimŠlech, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni

    Ger 32:19 Tu sei grande nei pensieri e potente nelle opere, tu, i cui occhi sono aperti su tutte le vie degli uomini, per dare a ciascuno secondo la sua condotta e il merito delle sue azioni.

    C’è qualcosa che non va. Ti pare?
    Forse troppe mani hanno tradotto e ricopiato i testi?

  152. Cherubino scrive:

    dall’Osservatore Romano di oggi:

    “”Volgendo ormai al termine l’anno dedicato all’apostolo Paolo, abbiamo voluto inviare alcuni eminentissimi cardinali in quei luoghi in cui quell’illustre annunciatore del Vangelo di Cristo visse ed operò, e che a ragione possono essere definiti luoghi paolini”. …

    e chi sono i cardinali scelti dal papa per questo delicato e importante compito ?
    Guidano le delegazioni Walter Kasper, Ennio Antonelli, Raffaele Martino, Jean-Louis Tauran, Jozef Tomko, Antonio María Rouco Varela, André Vingt-Trois.

    Meditate gente, meditate…

  153. Luisa scrive:

    Cher don Stefano, si vous passez par ici faites-le moi savoir, je préférerais vous rencontrer à Genève plutôt que dans les flammes de l`enfer ! :)

    Cara Elianna, in fondo è abbastanza spassoso osservare l`arroganza, la presuntuosità, la superiorità, di coloro che nutrono una simpatia immoderata per quelli che gentilmente chiamano “Tradizionalisti”, secondo loro uno sparuto gruppetto, che aveva fino qualche tempo fa la decenza di restare nella sua riserva “indiana”, ma ecco che quel gruppetto si rivela non essere poi così piccolo e sopratutto di essere in piena forma, vivo e entusiasta, eccoli allora spiazzati i nostri cari amici e costretti di combattere una “battaglia” che mai avrebbero immaginato dover combattere…la difesa dela nuova Chiesa secondo loro nata dopo l`avvenimento Concilio Vaticano II, la Chiesa conciliare e postconciliare e i suoi frutti!
    Chi difende la Tradizione per questi censori di un nuovo tipo, questi inquisitori del terzo millennio, è necessariamente contro il Concilio, un Concilio che spesso sono i primi a non rispettare nella sua lettera ma che importa?
    Chi osa considerare il CV II non come un dogma, chi pensa che i suoi documenti non hanno tutti la stessa importanza, che molti sono soggetti a diverse intepretazioni, sono considerati nemici del Concilio, marcati con il bollo infamante “anticonciliari” e poco importa che colui che è oggi Papa lo abbia più di una volta dichiarato da cardinale!
    Insomma, cara Elianna, l`agitazione che sento in questi difensori ad oltranza della Chiesa postconciliare, intesa come una nuova Chiesa rinata dalle ceneri, mi fa piuttosto sorridere, ma ti ringrazio per la tua comprensione e..solidarietà!

  154. Artefice1 scrive:

    Cosimo……….Ribadisco anche per Luisa.

    Risposte a “Da domani in Terrasanta”
    1. Artefice1 Scrive: March 2nd, 2009 at 8:33 pm

  155. Jacu scrive:

    O forse tu non hai capito. Cerca di rivolgerti nei miei confronti con meno sufficienza, cafone dei miei stivali.

  156. Sal scrive:

    x Artefice 1
    Mi scuso ma non capisco, ma non mi pare di notare contraddizioni tra parabole e scritture.
    Per es. Geremia 32.19 Ribadisce che la Giustizia sarà imparziale sostenendo quindi l’idea espressa precedentemente che il perdono non è sempre e comunque, ma per alcuni peccati si per altri no, ricordi Ebrei 10:26-31 “Infatti, se pecchiamo volontariamente….non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli.”

    Per quanto riguarda Giudici 9.16. Abimelech – Figlio del giudice Gedeone nato a Sichem dalla sua concubina. Dopo la morte del padre, Abimelec con presuntuosa impudenza cercò di diventare re. Astutamente ricorse ai proprietari di terre di Sichem per mezzo dell’influente famiglia materna. Ottenuto il loro aiuto finanziario assoldò alcune canaglie, andò a casa di suo padre a Ofra e vi massacrò i fratellastri su un’unica pietra. Dei 70 fratellastri, solo il minore, Iotam, sfuggì alla strage.
    Abimelec fu allora acclamato re, ma YHWH lasciò sorgere un cattivo spirito fra gli abitanti di Sichem e il loro nuovo “re”, per vendicare tutto il sangue sparso nella congiura. Una rivolta fu organizzata da Gaal. Abimelec la soffocò prontamente, catturò e distrusse la città di Sichem e vi sparse il sale. Poi attaccò la cripta della casa o santuario di El-Berit e vi appiccò il fuoco, e nell’incendio perirono un migliaio dei suoi ex collaboratori, i proprietari di terre della torre di Sichem che vi avevano trovato rifugio. Immediatamente dopo questo successo Abimelec attaccò Tebez a N, ma una donna dalla torre della città gli scagliò sulla testa una macina da mulino. I tre anni di “regno” di Abimelec ebbero fine quando il suo scudiero, cedendo alla sua richiesta fatta in punto di morte, lo trafisse con la spada, affinché non si potesse dire che l’aveva ucciso una donna. — Gdc 8:30, 31; 9:1-57; 2Sa 11:21.

    Mi sembra che tutto sia conforme al fatto che il perdono non è sempre o comunque. Ma che la Giustizia era all’opera anche in quel caso.
    Saluti

  157. raffaele savigni scrive:

    “Intanto ieri si é raggiunta e superata quota 500 sacerdoti per la Fraternitá con le ordinazioni di Winona, Stati Uniti”.
    Non mi sembra una cosa di cui vantarsi. Se qualche vescovo progressista volesse ordinare (violando i canoni, come li violano i lefevriani) uomini sposati ne troverebbe a decine di migliaia…

  158. Artefice1 scrive:

    Sal…….Grazie, per il racconto storico.
    Ma molto puerilmente mi riferivo al “per dare a ciascuno secondo la sua condotta e il merito delle sue azioni.”
    Perché
    “Tu sei grande nei pensieri e potente nelle opere, tu, i cui occhi sono aperti su tutte le vie degli uomini,”
    In fatti nella parabola si Onora la “Lealtà” che il padrone della vigna sottolinea imponendone i termini accordati.
    Delle due l’una.
    Dio Ripaga la CON-Dotta Determinante il Merito. Determinando UNICITA’
    Oppure non lo fa come risulta dalla parabola. Questa sarebbe discrezione che non UNICIZZA.

  159. mauro scrive:

    Caro Cherubino, che importanza ha sapere che chi ha ordinato quei sacerdoti l’aveva fatto con superbia. Non mi sembra che questa ricada sui sacerdoti perchè la Chiesa li accetta come fossero da Lei ordinati, quindi non li ritiene in peccato. Che peccati dovrebbero avere per pregare per loro? Sarebbe come dire che le colpe dei padri ricadono sui figli. Allora saremmo tutti in peccato, tu ed io compresi ed allora non serve proprio pregare ma occorre dimostrare che non è vero, non ne convieni?

  160. Non c’è niente da fare: un cuore ostinato alla fine cadrà nel male.
    Non è Dio che manda all’inferno, è l’uomo che presto vi si infila e lì vuole restare.
    Vi invito ORA, sabato 20 giugno 2009, a considerare questo che sto per dire: gli avversari di Cristo e della Sua Chiesa, purtroppo, sono tanti. Alcuni scrivono anche qui, è evidente. Ma-ripeto:segnatevi quello che stò dicendo-questo blog ha il tristissimo “privilegio” di ospitare gli interventi di un uomo(consacrato)che piu di ogni altro ha gettato fango sulla presenza della Madre di Dio qui, in mezzo a noi. Mi sento di poter dire che è un peccato molto grave, mi sento di accostarlo alla orrida colpa di cui si macchiò l’uomo iniquo che tradi il Suo Santissimo Figlio(“meglio per lui che non fosse mai nato”.
    Amici , fratelli in Cristo: qui non c’entra lefrev e le bistecche di linz e neppure le pazzie di milingo. Quello è veramente schifoso, certamente. L’ostinazione, però, di chi RESPINGE la Regina della Pace è un fatto grave. Molto grave. Fermo restando, ad oggi, la stima verso il giornalista che tiene questo blog, mi rifiuto decisamente di avere qualcosa a che spartire con chi, povero nichilista fanatico e disperato, respinge gli accorati appelli della Madre di Dio.

    Ragazzi, è grave.
    La Vergine ha detto che al tempo, oramai prossimo, dei segreti, ci sarà chi si recherò li, sul podbrdo a vedere il segno. Ma lo farà con curiosità quando non proprio per scettuicismo. Sicchè è-purtroppo- inevitabile la sordità che ci sarà ai suoi materni e Divini richiami. Ma che io stia qui, a contaminarmi col veleno di un posseduto(non dalla follia: magari fosse matto)che nega la Presenza di Maria, bè non mi và proprio.
    “un cuore ostinato alla fine cadrà nel male”.
    Pregate per quello sventurato.
    E pure per me che non abbia ad imbattermi ancora coi servi sciocchi del cornuto.

    Sia lodato Gesù Cristo.

  161. mauro scrive:

    Caro Raffaele Savigni, tu lo trovi un vanto, a me sembrava un dato statistico che indica quanto siano seguiti. Se prima erano in 480 a dire messa, ora sono in 500 a dire messa. Sembra la canzone di Edoardo Vianello. Non mi sembra che i lefevriani ordinino violando i canoni considerato che il Papa li accetta.
    Mi sembra, parere personale, che vadano a tempo.

    Devo ancora leggere le controdeduzione a quanto ti ho contestato nei post precedenti. A quando? Fatti coraggio, io non sono il leone che sbranava i cristiani, sono solo un elefante che non dimentica.

  162. don stefano bellunato scrive:

    Cara Elianna, grazie della simaptia, ma non si scandalizzi.
    La cibernetica in generale (e il blog in particolare) offre, grazie ad una certa impersonalitá e un certo distacco intrinseci al mezzo , una specie di paravento, che forse non permette di mostrare la miglior parte di noi stessi, specialmente quando siamo magari un po´piú stanchi, deboli a causa delle fatica della vita… e magari ci sentiam protetti da uno pseudonimo (ma potrebbe andar peggio se al posto del blog ci fosse un`interfaccia per lancio missili ad es. ;) ).
    Eppoi in fin dei conti i nostri avversari si degnano ancora di parlarci, seppure duramente.
    Stavo discutendo poco fa con un confratello e devo dire che, sará perche´mi risuonano ancora le parole del Sacro Cuore a S. Marguerite Marie Alacoque o, non so, forse perchè vivo al momento in una grande cittá e nella massa si sperimenta nonostante tutto un certo isolamento, non so davvero, ma quello che mi fa piú dolore in quanto sacerdote non é tanto la gente che ci avversa quanto quella che é indifferente.
    C´è un sacco di gente oggi naturalemente retta, che magari si sveglia ogni mattina e fa sacrifici per la carriera, la linea, la pensione, la seconda casa, le vacanze, i figlioli magari ecc… e poi? E poi?… E poi arriva un giorno di fronte al Creatore senza mai essersi posta la domanda: ma tutte ste cose per chi o cosa le ho veramente fatte?…
    Almeno i nostri interlocutori hanno scelto una parte, e, credetemi, son convinto che (quasi?) tutti siano in una certa buona fede. Nonostante la testa un po´dura. Ma “chi é senza testa dura, scagli la prima capata”. Anzi meglio di no.
    La fede, voglio dire, é infatti una grazia che non ci si puó dare da soli: “Ego dixi vos amicos”. Certo, il Buon Dio non la nega a nessuno (in maniera sufficiente) e quando non c´é ne siamo responsabili, spesso a causa delle nostre omissioni, piú che dei peccati veri e propri. Ma quando l`abbiamo, seppur meritevole, la fede (efficace) rimane sempre una grazia. Specialmente in tempi dove si vedono addirittura vescovi “felicemente” regnanti dubitare che Gesú sia poi morto per i nostri peccati che cosa possiamo pretendere veramente dal gregge?
    Eppoi grazie a Dio la storia della Chiesa é piena di personaggi che osteggiavano la veritá e che poi han ricevuto la luce (es. S. Agostino, il B. Bartolo Longo, P. Alphonse Ratisbonne ecc…). Magari cadendo da cavallo come S. Paolo….
    Ora mi viene un dubbio: che sia per quello che il Papa ha mandato certi “alcuni eminentissimi cardinali in quei luoghi in cui quell’illustre annunciatore del Vangelo di Cristo visse ed operò…”
    …E ora ho capito la grande intuizione del Concilio: una volta mandavano i Chierici da riformare a corsi di Esercizi Spirituali. Ora invece li mandano… a “corsi di equitazione”? Con la speranza …? Beh, se funzionasse perché no? Sarebbe vera continuitá con la Tradizione… ;D :D
    Buona notte!

    PS: si celia, ragazzi, non c´é bisogno di chiamare la polizia, l´esercito o… “Striscia”!

  163. don stefano bellunato scrive:

    Non sta parlando di me, non preoccupatevi.
    Sta solo parlando di tutti coloro che rifiutano a Medjugorie qualsiasi carattere soprannaturale, cioé del vescovo Zanic (R.i.P.), di Mons. Peric che lo ha succeduto sul soglio di Mostar, del Card. Bertone e dello stesso a quel tempo Cardinale Ratzinger che definí ogni raccomandazione di Medjugorie da parter sua come “frei erfunden”. Cioé inventata:

    “Il 27 maggio 1998, un vaticanista della Radio Televisione Tedesca, Luitpold A. Dorn, inviò all’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, un documento di otto pagine in cui Claus Peter Clausen, autore del bollettino cattolico Schwarze Brief, aveva raccolto varie dichiarazioni, favorevoli a Medjugorje, che gli apologeti delle “apparizioni”, come padre Laurentin, attribuivano allo stesso Ratzinger, oltre che a Giovanni Paolo II.

    Il 22 luglio il cardinal Ratzinger inviò la sua risposta, di cui ecco uno stralcio:

    “La ringrazio molto per avermi mandato il memorandum di Claus Peter Clausen, che ben conosco come autore di Schwarze Brief.
    Posso solo dirle che le affermazioni attribuite al Santo Padre e a me, riguardo a Medjugorje, sono semplicemente inventate”
    [testo originale: Für die Zusendung des Memorandums von Claus Peter Clausen, der mir als Verfasser des Schwarzen Briefes durchaus ein Begriff ist, danke ich Ihnen vielmals. Ich kann dazu nur sagen, dass die dem Heiligen Vater und mir zugeschriebenen Äusserungen über Medjugorje frei erfunden sind]

    Il successivo 10 agosto, lo stesso Clausen inviò la risposta autografa del cardinale alla Curia di Mostar (il vescovo, mons. Ratko Perić, ha ricordato quest’episodio nella sua omelia tenuta a Medjugorje il 24 aprile 2005, poco dopo l’elezione a pontefice del già cardinale Joseph Ratzinger).

    ***

    Il 24 febbraio 2006 il vescovo di Mostar si intrattenne a colloquio con Benedetto XVI, nel corso della visita “ad limina” in Vaticano. Tra gli argomenti toccati vi fu anche Medjugorje.
    Leggiamo una parte del resoconto di questo colloquio che mons. Perić ha pubblicato nelle pagine 22-24 del numero 4/2006 di “Crkva na kamenu” (La Chiesa sulla roccia), bollettino pastorale della diocesi di Mostar-Duvno:

    Il Santo Padre mi ha detto:

    [Le apparizioni] stanno ancora accadendo ogni giorno?

    Ho risposto: “Ogni giorno, Santo Padre, ad uno di loro a Boston, ad un’altra vicino Milano ed ancora ad un’altra in Krehin Gradac (Erzegovina), tutto sotto il nome di “apparizioni di Međugorje”. Finora ci sono state circa 35.000 “apparizioni” e non se ne vede la fine.”
    Il Papa allora ha continuato:

    La Conferenza dei Vescovi dell’ex Jugoslavia aveva pubblicato una dichiarazione secondo cui “non constat de supernaturalitate” (la Conferenza non ha usato proprio questa formula specifica, ma la frase “secondo le indagini svolte finora, non si può affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali” corrisponde alla formula tradizionale in questi casi). La Conferenza degli attuali Vescovi della Bosnia-Erzegovina o della Croazia ha riconfermato la dichiarazione precedente?

    Ho risposto: “Non c’è stata una conferma unitaria, ma ogni singolo Vescovo quando parla di questo argomento si rifà alla Dichiarazione”.

    Ho aggiunto che sono stato inviato a Mostar nel 1992 e che sto seguendo gli eventi dall’inizio e, dall’ultima Dichiarazione dei Vescovi del 1991 sino ad ora, niente di significativo è cambiato, niente di nuovo è accaduto, né ci sono nuovi elementi che possano modificare il significato degli eventi.
    Per quanto mi riguarda, sulla base di tanti fatti accaduti lì, è evidente che questi eventi possono essere definiti non soltanto con la formula “non constat de supernaturalitate” (non è evidente che si tratti di apparizioni soprannaturali), ma anche “constat de non supernaturalitate” (è evidente che non si tratta di apparizioni soprannaturali).
    I numerosi messaggi assurdi, le bugie, le falsità e la disobbedienza associate fin dall’inizio agli eventi e alle “apparizioni” di Medjugorje, tutto confuta ogni pretesa di autenticità.
    Sono state esercitate molte pressioni per ottenere il riconoscimento dell’autenticità di queste rivelazioni private, non sulla base di argomentazioni convincenti e reali, ma per il compiacimento di essersi convertiti o per il fatto di “sentirsi bene”. Come si può ritenere tutto ciò prova dell’autenticità delle apparizioni?

    Da Crkva na Kamenu, n° 4/2006

    molto di piú in: http://marcocorvaglia.blog.lastampa.it/mcor/pericratzinger.html

  164. pierluigi scrive:

    Il papa, nella sua lettera, dice di aver “adorato” il cuore del Curato d’Ars: vi chiedo, da laico,: questa non è idolatria? Cosa significa venerare teche con parti di organi di defunti ? Spiegatemelo un pò.

  165. don stefano bellunato scrive:

    Il termine usato é improprio, la Chiesa VENERA (culto di DULIA) e ha sempre VENERATO (mai adorato: culto di latria, riservato al solo Creatore e Signore)i corpi dei Santi, perché i santi sono altrettanti mediatori verso quel Gesú, vero Dio e vero Uomo, che hanno specialmente imitato.
    In special modo la Chiesa Cattolica VENERA, ma con culto di IPERDULIA, la sola Santissima Vergine, Madre Immacolata di Dio, secondo le prescrizioni del I Concilio di Nicea. (325). E´chiaro che parlo della Chiesa Cattolica e dei Cattolici.
    Gli altri poi faran quel che gli pare e se ne assumeranno le relative responsabilitá.

  166. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Bellunato “Magari cadendo da cavallo come S. Paolo….”
    La caduta da cavallo esiste solo nell’iconografia…

    A proposito di cadute…
    solitamente sono… improvvise…
    e più si casca dall’alto (della propria superbia)… e più ci si fa male (sono rovinose)…

    Altro dirti non vo’… (poetico)

  167. Cherubino scrive:

    “La cibernetica in generale (e il blog in particolare) offre, grazie ad una certa impersonalitá e un certo distacco intrinseci al mezzo , una specie di paravento” … ora si improvvisa anche scienziato e massmediologo…
    cibernetica: scienza dei sistemi e dei meccanismi di auto ed etero-regolazione. Per sistema si intende qualsiasi rete di elementi (nodi+connessioni) dotato di stabilità e tale da presentare qualità emergenti globali superiore alla semplice somma della parti. Quindi anche quelli biologici, galattici, sociali… quindi tutt’altro che impersonali.

    La cibernetica poi include come sua componente la scienza dell’informazione, essendo la regolazione basata sull’informazione. La comunicazione umana – compresa quella verbale, corporea ecc. ecc. – è analizzabile con gli strumenti concettuali della scienza dell’informazione.

    Parte della scienza dell’informazione è l’informatica (quello che probabilmente voleva dire Bellunato con grande confusione), che riguarda un sistema chiuso di segni particolare che è il linguaggio di programmazione (o i linguaggi) con cui sono fatte le pagine web…

    Magari prima di sparare paroloni, sapere ciò di cui si parla…

  168. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Vedi Bellunato… non tutto è ciò che sembra…

    1)Una donna si da a tanti uomini ma ha una anima santa.
    E’ il caso di una ragazza sfruttata e costretta a prostituirsi in un luogo nascosto dove i suoi aguzzini la tengono segregata e non ha vie di fuga, continuamente sorvegliata.

    2)Una donna è casta nel corpo ma nel suo cuore è una prostituta. E’ il caso di una moglie lussuriosa, che il marito fa tenere sempre custodita da eunuchi.

    3)Un uomo piamente, tutti i giorni si reca a messa, si confessa e con aspetto contrito e pio in ginocchio si comunica. Eppure ogni volta che si comunica commette un sacrilegio…

    e potrei continuare all’infinito…

    non tutto è ciò che sembra… o vuol sembrare…

  169. ritaroma scrive:

    vorrei rispondere a MAURO che dice”Infatti nella Bibbia la donna è indicata come -sudditanza-dell’uomo (fu generata da una sua costola). Quindi non potevano essere una sola carne xchè Dio stesso aveva distaccato la donna dall’uomo”. (distaccato:come dire- erano gemelli siamesi?) Forse hai letto male o ti traduci i testi a tuo uso e consumo oppure la tua Bibbia non porta l’IMPRIMATUR!
    Proprio per evitare idee come la tua che Dio ha creato la donna dalla costola dell’uomo…”perchè fosse carne della sua carne” non una sottomarca ,nè tanto meno per dividerli,allora tanto valeva che Adamo restasse solo e nel caso poteva evitare di lamentarsi..(oh, a ‘sti uomini non gli va bene mai niente!) La Bibbia è stata scritta d.C., ed è vero,ma solo xchè prima tutto era rimandato oralmente, tanto è vero che se la leggessi bene troveresti tante ripetizioni..proprio per non dimenticare. Ed è stata scritta d.C. per evitare che col passare del tempo e le tante sette che proliferavano quà e là ognuno potesse gestire il Verbo a proprio uso e consumo. Certamente tu non dimentichi che Gesù è Dio fatto Uomo ma dimentichi che è venuto a migliorare e a definire ciò che era stato detto e promesso!
    Precedentemente nel rispondere a Gabriella hai detto…”la realtà è che il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo non è altro che un rito pagano..”
    Nel catechismo di Pio X, che aveva la bellezza di sintetizzare i concetti, c’è scritto che l”Eucaristia è il sacramento che ,sotto le APPARENZE del pane e del vino, continene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del nostro Signore Gesù Cristo per nutrimento delle anime” (nel Nuovo CCC il tutto è molto più ampliato) -come dire che dopo la CONSACRAZIONE non c’è più nè pane nè vino ma nè restano solamente le SPECIE o APPARENZE senza la sostanza(uva e grano). Ora, se ben ricordi EUCARISTIA significa RENDIMENTO di GRAZIA e non mi sembra che i riti pagani avessero questo significato oltre quello di sacrificio puro e semplice che non può essere paragonato a quello di Cristo sulla croce.
    E’ Salomone (2 Cron7,1-3) che inaugura il culto sacrificale al tempio nuovo…Cristo E’ il TEMPIO e offre se stesso al Padre x la nostra salvezza, nello Spirito Santo-Fuoco Divino, che consuma totalmente l’olocausto del Figlio che segna l’accettazione d’amore al Padre. In parole povere…”il VERBO” di Dio ( leggi il prologo di Gv) che sussiste nel Seno del Padre,uscì- per così dire- dalla Divinità ed entrò nel mondo dei peccatori e ne
    morì…e diventò CIBO di VITA ETERNA, “cotto” dal Fuoco dello Spirito SAnto x essere donato agli uomini…ti sembra un rito pagano questo? e spiegami una cosa: xchè, secondo te, Cristo nell’ultima cena benedice per 2 volte il calice e rende grazie?
    ho letto da altri vari strafalcioni ma non voglio infierire … buonanotte

  170. Gladiator scrive:

    El problema de la salud psíquica y neurosis, está inseparablemente ligado

    a la de la ética. Cada neurosis representa un problema moral.

    Enric Fromm

  171. Americo scrive:

    Stupendo esempio di contorsionismo alogico.

  172. ritaroma scrive:

    dimenticavo leggere Marco 10,6-12 ” Gesù disse loro: per la durezza del vostro cuore………”

  173. Artefice1 scrive:

    Cosimo…………..secondo me tu parli PER Esperienze Dirette, come tutti. Diversamente non avremmo significati disponibili.

    “””Non c’è niente da fare: un cuore ostinato alla fine cadrà nel male.
    Non è Dio che manda all’inferno, è l’uomo che presto vi si infila e lì vuole restare.”””

    Prova ad immaginare il caso fortunato, nel quale, quel cuore possa Essere CON-Vinto.
    Non mi pare proprio possa Sembrare il tuo Caso.
    Perché tu sei PER, non CON.
    Ti distingui insomma.

    Come salveresti le tue sparate?

  174. Artefice1 scrive:

    Sal….Le Vie del Signore che poi potremmo dire ESSERE le vie della Persona, Sono Infinite.
    Così Rispondo anche a questa tua sottile e sott’Intesa STRUMENTALE Insinuazione.

    Non sempre gli strumenti superano la Persona in fatto di Evidenza.

    Come puoi fissare il marchio definitivo di “Ribelle” all’Individuo, senza paventare il Dubbio di tralasciare l’Essenziale che lo sorregge, Sua sola e unica Guida?

    Temo che PER te l’Interesse PRE-Valga sul Capitale.
    E poco t’importa delle CON-Dizioni del Debitore.
    Come dire propendi PER lo ”Strozzinaggio”

    10:26-31 “Infatti, se pecchiamo volontariamente….non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli.”

    Essendo in campo la Volontà dell’Unico Dio Invisibile, Puro Spirito, dovremmo verificare quelle che sembrano anche le tue decisioni finali.

    Da te Assunte Volontariamente?

    Quel “Volontariamente” presuppone la Piena Conoscenza. Non ti pare?
    Essendo Ogni PER-Suasione un Inganno! Così Credo.
    Sento di CON-Cludere Personalmente dicendo che Anche qui c’è qual’Cosa che non Va.
    O meglio: taluno rema contro l’Opera dello Spirito, PER Attribuzione.

    Tutt’altro che CON-Senso.

  175. don stefano bellunato scrive:

    Una precisione decisamente necessaria, e che da tutta un´altra luce a quanto ho scritto a elianna, quella di un certo…”cibernauta”…. O da ieri non si dice piú cosi´?
    tra l´altro se certi “cibernauti” si improvvisano teologi e liturgisti, posso io pure improvvisarmi scienziato o massmediologo (ammesso e non concesso che quest´ultima sia una scienza degna di tale nome).
    Chissa´poi se su wikipedia qualche “cibernauta” troverà anche il significato della parola “saccente”, o magari “pedante”?
    Ma vedo che sul resto del post a Elianna anche certi “cibernauti” non hanno nulla da eccepire. E tanto mi basta.

  176. Cherubino scrive:

    cibernauta e cibernetica hanno in comune solo l’etimologia, ma sono termini che nulla hanno in comune tra di essi.
    Quanto alla mia competenza teologica Bellunato non ha nè i titoli, nè l’oggetto per dare valutazioni.
    Quanto alla sua tanto vantata competenza teologica è davvero strano che pretenda di averla chi semina bocciature a migliaia di docenti di diritto canonico e altre alte materie teologiche, papi compresi, continuando a dire che non capiscono un’acca.
    Essere bocciati da cotanto professore è sicuramente un titolo onorifico. Il giorno che cominciasse a farmi dei complimenti mi preoccuperei seriamente.

    Ma pare che gli esami si avvicinano anche per lui, Fellay &Co. davanti alla Congregazione per la dottrina della fede. E il giochino di presentarsi come gli esaminatori questa volta non gli riuscirà.
    Invece di perdere tempo a scrivere per blog gli consiglierei di mettersi sotto a studiare.

  177. Luisa scrive:

    Non si preoccupi, caro don Stefano, su questo blog vegliano due sentinelle sempre sul chi vive, moooolto diligenti, saccenti……e sopratutto molto, ma molto umili.
    Quando leggo uno di loro scrivere:

    “e più si casca dall’alto (della propria superbia)… e più ci si fa male (sono rovinose)…”

    posso solo domandarmi se lo scrivente possiede uno specchio nel quale riflettersi.
    Il loro astio sta raggiungendo delle proporzioni caricaturali, ho talvolta l`impressione che stanno perdendo non solo il controllo ma anche il semplice buon senso con il risultato di solo ridicolizzarsi.
    La lezione che cherubino ha giudicato utile darle andando a pescare su internet le definizioni che le ha poi servite, ne è un buon esempio.
    Quando non si hanno argomenti validi si attacca la persona, quando si arriva a quello stadio, bisognerebbe cominciare a riflettere e forse avere il riflesso di fermarsi prima di aggiungere una dose di ridicolo.

  178. Cherubino scrive:

    e come non vedere nelle parole del papa di venerdì, stesso giorno delle illegittime ordinazioni della Fraternità S. Pio X a Winona, proprio un commento a tali ordinazioni:

    “Come dimenticare che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in ‘ladri delle pecore’, o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte?”

    “private dottrine e lacci di peccato e di morte”: calza perfettamente.

  179. Luisa scrive:

    Cherubio dixit:

    “Come dimenticare che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in ‘ladri delle pecore’, o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte?”

    “private dottrine e lacci di peccato e di morte”: calza perfettamente.”

    Suvvia, cherubino, dunque quando le fa comodo i sacerdoti della FFSPX diventano pastori della Chiesa di Cristo??

    Ma non era lei che aveva perfino tolto il “don” a don Stefano?

    Nè io nè lei siamo nella mente del Santo Padre, ma è più che probabile che abbia pensato a quei pastori, sacerdoti, vescovi, cardinali che dovrebbero essere uniti al Successore di Pietro e che invece propagano “private dottrine”, ne abbiamo avuto qualche esempio ancora recentemente in Germania, ma anche in Italia.
    Invece di tenere il suo dito accusatore puntato sulla FFSPX e il suo sguardo spietato pure, guardi un pò che cosa succede nel giardino in cui si trova, accetti di osservare la confusione creata anche da pastori da lei tanto amati.

  180. Artefice1 scrive:

    Bo Mario……dovresti Capovolgerti.
    Altrimenti non capisci proprio che la Natura è FORMA e l’Essenza (Che come maschio intendo Testimoniare) sarebbe la SOSTANZA!

    “””Artefice che io mi sia perso nei Vs meandri non mi pare. Faccio discorsi di sostanza, quelli che servono. “””
    Privo di Sostanza, dovremmo dire che non Potresti proprio, Altro che Perderti.
    Non certo nei nostri meandri INVISIBILI, ma nei Tuoi, Proprio CONCRETI!

    “””Mi piacciono gli scritti di Luisa e Elianna e anche Gabriella pur se nuova. “””
    PER FORZA SAREBBE LA NATURA CHE ADORI.
    PERCHE’ NON VEDI CHE LEI
    LA NATURA
    E’ FEMMINILE!!!
    Ti ricordi la Costola? Non più di tanto però.

    “””Parlano della fede senza mescolare sacro e profano.”””
    Hanno soltanto Naturali significati da mescolare.
    Quando mescoli il latte resta quello.

    “””Siccome a me spetta il profano tento di far capire che qualcosa la chiesa deve rivedere.”””
    Se intendi: “per accantonarti”, potrei darti entrambe le mani.
    Sarebbe l’Impedimento PRE-Valente! Il Vero Intralcio che Paventi.

    Quella per la quale tu mi dici che sarei ritroso debbo incorniciarla.
    E’ la prima volta che la ricevo.

    Il tuo problema è che pretendi di farmi gestire il Naturale proprio della rua specie.
    Come dire che date le difficoltà che incontri tu, Esercitando le tue Individuali passioni, cerci di coinvolgermi, Praticamente io dovrei PER-Fezionarti programma industriale.

    Non ti penserei proprio se insisti.

  181. Cherubino scrive:

    certamente Luisa, ho sempre detto che nulla tolgo al “carattere” sacerdotale, inteso in senso sacramentale di Bellunato. E’ questione di chiarezza. Io ho un amico sacerdote francescano che ha avuto la dispensa per sposarsi dal suo Vescovo. Nella sostanza egli resta un sacerdote. Ma nessuno si sognerebbe di chiamarlo “don”. E’ questione di chiarezza. Se il papa ha detto più volte che i lefevbriani non esercitano alcun ministero legittimo all’interno della Chiesa, il titolo di “don” a mio parere può far credere il contrario.
    Oltretutto non mi risulta che sia un titolo obbligatorio. Diminutivo di Dominus, da cui Domne e poi Don, è strettamente legato all’ufficio, non al carattere sacerdotale.

    Quanto poi all parole del papa, basta prenderle sul serio.

    LADRO= colui che sottrae qualcosa alla proprietà altrui, ponendo fine od ostacoli insormontabili all’appartenenza di tal cosa alla sfera giuridica dell’altro.

    LADRO DI PECORE= (ecclesiastico) colui che sottrae fedeli alla Chiesa inducendoli a separarsi da essa, spesso per entrare in altra denominazione religiosa.

  182. Luisa scrive:

    Senza dubbio, cherubino, senza dubbio.
    Vedo che non ha potuto evitare di aggiungere una dose di lezione ex cathedra cherubiniana.
    Senza dubbio definizioni esatte laddove dissentiamo è nell`applicazione o meglio a chi applicare tali definizioni ! :)

    Prendere le parole del Santo Padre sul serio?
    Oh, finalmente una frase che ci trova d`accordo, spero che tanti sacerdoti, vescovi e cardinali che tanto male fanno alla Chiesa con i loro gesti e le loro parole, mediteranno la lettera del Santo Padre, anche se il modello di santità che è loro offerto è quello di un santo sacerdote nato prima del Concilio!

  183. Luisa scrive:

    ….nato prima del Concilio Vaticano II !

    È sempre meglio essere precisi.

  184. Artefice1 scrive:

    Ah ah ah Luisa…………l’ispirazione Era Perfetta.

    La Voglia precisa ti ha fregato.

  185. Sal scrive:

    x ritaroma
    scusa ma mi sembrava che la Bibbia fosse un insieme di rotoli dei quali i primi scritti da Mosè per ordine stesso di Dio (Esodo 17:14) nel 1513 aev a finire con i vangeli e le lettere. Che NON si tratta di una tradizione orale è dimostrato dal fatto che Gesù stesso nella sinagoga lesse dal rotolo di Isaia una delle profezie che lo riguardavano, (Luca 4:17) mentre è lo stesso Paolo a definire “tutta la scrittura è ispirata” (2 Timoteo 3:16) – TUTTA LA SCRITTURA – non tradizione orale, inoltre chiese che gli fossero portati i rotoli e le pergamene (2 Timoteo 4:13). Forse mi sono perso qualche passaggio !?
    Saluti

  186. Sal scrive:

    x ritaroma…..aggiungo che parlare di sudditanza è sempre motivo di competizione, mentre la Scrittura parla di “Complemento” (Genesi 2:18-19) che è motivo di unione e partecipazione, sostegno, aiuto. Una bella descrizione è quella di (1 Corinti 11:1-10). Credo ti piacerà.
    Saluti

  187. Artefice1 scrive:

    Luisa……Chi più di Gesù Cristo aveva la Conoscenza di Dio Padre Creatore?

    Dunque Sarebbe Anche Sacerdote?

    Fosse il modello del Sacerdozio CON-Sentito probabilmente si dovrebbe dissolvere la categoria, della Libera-Mente.

  188. Artefice1 scrive:

    Sal ……..permetti?

    Evidentemente salti qualche passaggio.

    Si direbbe che l’intera Umanità VISSUTA prima di Babilonia e della scrittura fosse senza l’unico Dio.

    Ti sembra Verosimile?

    In costanza della Libertà, (guarda un po cosa mi sento di dire.)

    Francamente resta la successione Verbale Unita strettamente all’Esempio la Forma di Educazione Ottimale. Come dire Anima e Corpo.

    Mentre la scittura sarebbe solo Forma.

    Starei per dire
    Che i Figli vissuti prima della scrittura
    Essenzialmente furono più Fortunati dei nostri.

    Senza dubbio.

  189. Cherubino scrive:

    “il modello di santità che è loro offerto è quello di un santo sacerdote nato prima del Concilio!” questa affermazione è ridicola.

    Bastava che Luisa guardasse le citazioni per accorgersi dell’enormità di quanto dice:
    PAPI: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, (se stesso)
    DOCUMENTI DI CONCILI: Presbyterium ordinis, Lumen gentium, Evangelii nuntiandi.
    CATECHISMI: quello attuale, n. 1589, 2715.

    C’è poi il primato della Parola di Dio e della Carità:
    “Nel mondo di oggi, come nei difficili tempi del Curato d’Ars, occorre che i presbiteri nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica. Ha giustamente osservato Paolo VI: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”.[32] Perché non nasca un vuoto esistenziale in noi e non sia compromessa l’efficacia del nostro ministero, occorre che ci interroghiamo sempre di nuovo: “Siamo veramente pervasi dalla Parola di Dio? È vero che essa è il nutrimento di cui viviamo, più di quanto lo siano il pane e le cose di questo mondo? La conosciamo davvero? La amiamo? Ci occupiamo interiormente di questa Parola al punto che essa realmente dia un’impronta alla nostra vita e formi il nostro pensiero?””

    C’è il riconoscimento del ruolo dei laici, portatori di veri e propri carismi utili non solo alla Chiesa in generale, ma anche alla vita spirituale dello stesso sacerdote.
    ““Sapendo discernere quali spiriti abbiano origine da Dio, (i presbiteri) devono scoprire con senso di fede i carismi, sia umili che eccelsi, che sotto molteplici forme sono concessi ai laici, devono ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza”.[46] Tali doni che spingono non pochi a una vita spirituale più elevata, possono giovare non solo per i fedeli laici ma per gli stessi ministri.” PER GLI STESSI MINISTRI !

    Ci sono poi i movimenti ecclesiali:
    “Nel contesto della spiritualità alimentata dalla pratica dei consigli evangelici, mi è caro rivolgere ai sacerdoti, in quest’Anno a loro dedicato, un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità.”

    Alla faccia dell’identikit del sacerdote di stampo pre-conciliare…

  190. Gladiator scrive:

    Come finanziare una missione italiana in Etiopia, Somalia ed Eritrea ?

    Visto che l’Italia non è capace di debellare la mafia in sicilia e sud italia come ci riuscirono bene i piemontesi eliminando i briganti e sterminando interi paesi della calabria , perché la pena di morte da fastidio alla massoneria cattosocialicomunista e buonista che impera incontrastata nel nostro paese da decenni , a destra come a sinistra . Anzi la pena di morte non eliminerebbe il problema mafia , come recita la loro canzone ; lo aumenterebbe “, come è dimostrato in america che , come dice sempre la loro vecchia canzone , si continua ad uccidere nonostante la pena di morte ….
    Questa tesi altamente scientifica applicata dalla democrazia italiana, cioè dal volto buono della massoneria cattoumanista che fonda la sua società sul lavoro e non sul bene comune, è il principale ostacolo a una missione veramente umanitaria dei soldati italiani in quelle terre per ristabilire l’ordine e la convivenza civile . Una missione altamente altruistica e pacifica a livello mondiale !!!! E per ristabilire la civiltà e il progresso , senza nessuna mira coloniasta e imperialista !!!! Lì non c’è il petrolio infatti , ma bisogna andare lì e rischiare di farsi ammazzare dai delinquenti come per la mafia in italia .
    Quindi è inutile mandare trattori, mezzi agricoli, finanziare scuole ed ospedali , costruire strade ,mandare onlunus parassitarie ,programmi alimentari a fabbriche di preservativi per risolvere i problemi di questi nostri fratelli più piccoli . E’ inutile accoglierli nelle terre europee a più non posso dove non ci sarebbe più posto .
    E’ necessario innanzitutto un intervento armato per ristabilire l’ordine ed il rispetto della legge sul posto !!!!
    E facendo che cosa ? Ammazzando, ammazzando, ammazzando più delinquenti possibile perché un esercito non può andare per il sottile per ristabilire l’ordine civile ! Poi ci mandiamo i carabinieri come polizia ! Agli innocenti casualmente ammazzati senza colpa , in seguito si darà una pensione e una medaglia perché hanno sofferto per ristabilire l’ordine nel loro paese ; anche loro avranno contribuito con la loro innocenza ! L’italia potrebbe guidare una coalizione di soldati , tedeschi, polacchi, albanesi,romeni , croati , serbi e stabilire un protettorato su tutto il Cono d’Africa , impegnandosi a costruire strade , ospedali, scuole , infrastrutture dopo aver ristabilito l’ordine e un minimo di convivenza civile ! Logicamente si tratta di reperire fondi e soldi . Quello che non e possibile reperire dalle risorse locali si potrebbe reperire organizzando le telethon a livello europeo mensilmente . Togliendo i soldi alla Chiesa Cattolica , abolendo l’ora di religione , eliminando tutti i giornali di partiti ….,arrestando tutti gli organizzatori di onlunus.
    Facendosi finanziare dalla comunità europea e dall’ america . Sequestrando soldi alla mafia ! E , come ciliegina sulla torta , impiccando in pubblica piazza , insieme a qualche personalità vaticana , tutti i membri della Comintà Sant’ Egidio .Io penso che i soldi si troverebbero e ne avanzerebbero pure per qualche altra missione in africa e in estremo oriente . Si risolverebbe il nostro problema della disoccupazione ,anzi dell’ economia mondiale ; si aprirebbero tante nostre scuole per formare operatori locali e si ristabilirebbe una pace mondiale in un’ epoca dove stanno scomparendo le ideologie . Sarebbero contenti anche i fascisti e i nazionalcomunisti perchè gli italiani diventerebbero come dei maestri della politca mondiale .

  191. Artefice1 scrive:

    Cherubino……….lasciami ribadire la mia testimonianza.

    “””C’è poi il primato della Parola di Dio “””

    Io direi che il Primato spetta Dio Padre Creatore in Prima ed Unica Persona!

    Quella che chiami parola Sua, sarebbe da prima già scrittura!
    E prima di diventare scrittura Era Sentimento!
    Ritengo inoltre che proprio l’Autentico Sentimento Ispiratore della parola sia lo Spirito che Relaziona l’Individuo all’Unico Dio Padre Creatore.
    Il Quale così Manifesta la Propria Volontà, Già Determinata!

    Figurati quanti passaggi o traduzione avvengono e quale peso abbia l’Imperfezione.

    Immagini ancora di assegnare garanzie a scatola chiusa?

    “””e della Carità:”””
    Fammi il piacere. Di sostituirla, altrimenti anneghiamo di nuovo.

  192. Artefice1 scrive:

    Gladiator…..già in prima mattina vai fuori di melone?

    Sarebbe un Legge PER-Fezionata da te?

    Lasciati perdere al di la di dove sei Finito.

  193. Luisa scrive:

    Cherubino la sua collera le fa perdere il controllo! :(

    E così, dicendo che il Santo Padre ha offerto ai sacerdoti di oggi l`esempio di santità di un sacerdote nato prima del Vaticano II, avrei detto un`enormità!
    Che il santo curato di Ars sia nato prima del CV II è un dato di fatto, che sia indicato come esempio, vediamo un pò se mi sbaglio.

    Dalla lettera del Santo Padre:

    “Cari fratelli nel Sacerdozio, chiediamo al Signore Gesù la grazia di poter apprendere anche noi il metodo pastorale di san Giovanni Maria Vianney!

    Cari fratelli nel Sacerdozio, chiediamo al Signore Gesù la grazia di poter apprendere anche noi il metodo pastorale di san Giovanni Maria Vianney!

    Ciò che per prima cosa dobbiamo imparare è la sua totale identificazione col proprio ministero

    Dal Santo Curato d’Ars noi sacerdoti possiamo imparare non solo un’inesauribile fiducia nel sacramento della Penitenza che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del “dialogo di salvezza” che in esso si deve svolgere.

    Il Curato d’Ars, nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l’amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell’Amore: Deus caritas est (1 Gv 4,8).

    Al di là delle concrete penitenze a cui il Curato d’Ars si sottoponeva, resta comunque valido per tutti il nucleo del suo insegnamento: le anime costano il sangue di Gesù e il sacerdote non può dedicarsi alla loro salvezza se rifiuta di partecipare personalmente al “caro prezzo” della redenzione.”

    E infine ecco la conclusione della lettera del Santo Padre:

    “Alla Vergine Santissima affido questo Anno Sacerdotale, chiedendole di suscitare nell’animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l’azione del Santo Curato d’Ars. Con la sua fervente vita di preghiera e il suo appassionato amore a Gesù crocifisso Giovanni Maria Vianney alimentò la sua quotidiana donazione senza riserve a Dio e alla Chiesa. Possa il suo esempio uscitare nei sacerdoti quella testimonianza di unità con il Vescovo, tra loro e con i laici che è, oggi come sempre, tanto necessaria. Nonostante il male che vi è nel mondo, risuona sempre attuale la parola di Cristo ai suoi Apostoli nel Cenacolo: “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16,33). La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cari sacerdoti, Cristo conta su di voi. Sull’esempio del Santo Curato d’Ars, lasciatevi conquistare da Lui e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace!”

    Allora cherubino, anche il Santo Padre dice delle enormità ?

    Quanto alla sua conclusione:
    “Alla faccia dell’identikit del sacerdote di stampo pre-conciliare…”
    spero che lei si renda conto quanto la sua collera le fa perdere il controllo e la porti a scrivere frasi du quel genere che evito di commentare e che non le fanno di certo onore.

  194. Cherubino scrive:

    Luisa, Luisa… quando la smetterà di arrampicarsi sugli specchi ? e poi l’assicuro che sono assolutamente tarnquillo, anzi quasi divertito dai suoi interventi.

    Ora, dopo l’evidente riferimento del papa al magistero recente e post-conciliare -contraddice vistosamente quanto da lei detto- ribatte dicendo che il Curato d’Ars era pre-conciliare. E allora ? E’ lei che contrappone continuamente le due cose. E comunque la Lettera del papa non è mica uno studio biogafico del santo ! Egli attinge all’esempio luminoso del santo, che commenta e legge alla luce di vaolro pienamente presenti nel Concilio Vaticano II. Sviluppo e continuità. Insieme. Le virtù del santo e la rinnovata centralità della Parola di Dio non sono in antitesi, sono tutti elementi che confluiscono in un modello di sacerdote che li comprende entrambi. Così come vi comprende un nuovo schema di cooperazione con il laicato (nuovo e antico insieme, se si considera la Chiesa precedente l’alto medio-evo, nonchè la grande tradizione d’Oriente).

  195. bo.mario scrive:

    Artefice non mi hai detto niente di concreto. Girovaghi un pò di quà e un pò di là. Non è che non capisci il SENSO di quello che scrivo, non lo accetti a priori. Faccio un ultimo tentativo perchè qualcuno mi spieghi cosa ci fà la sacra rota in tutto questo. Si basa su dei principi etici della chiesa? Non avrebbe senso da quello che ho letto quì dentro. Se non consumi ti puoi dividere? aridai con il sesso, è proprio una fissa. Un saluto.

  196. Luisa scrive:

    Cherubino, chi si sta divertendo, forse, leggendoci, si farà la sua idea su chi si sta arrampicando sugli specchi.
    Lei ha detto che dicevo enormità, io ho cercato di mostrarle che non facevo che riportare, a parte il dato anagrafico, alcune parole del Santo Padre, molto chiare, talmente chiare che ne ha fatto la sua conclusione.
    Il Santo Padre ha affidato l`Anno sacerdotale alla Vergine Santissima chiedendole:
    “ di suscitare nell’animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l’azione del Santo Curato d’Ars”.
    Preghiamo affinchè la lettera di Benedetto XVI sia non solo letta, ma meditata dai nostri sacerdoti, che possa ricordare loro, ove ve ne fosse bisogno, il loro dover-essere un “alter Christus”
    Preghiamo affinchè questa lettera arrivi a tutti i sacerdoti ovunque si trovino nel mondo.

    E infine mi peremtto di riprendere le parole di Elianna:

    “Grazie, Papa Benedetto!

    Signore sii lodato per il Curato d’Ars, Patrono – e modello! – di tutti i parroci del mondo:
    concedi alla Tua Chiesa assetata di Santi,
    che egli sia
    ancora oggi
    un dono immenso per i Tuoi figli confusi e affamati di Te!”

  197. Cherubino scrive:

    che strano, però: il santo Curato d’Ars non avrebbe mai disubbidito alla Chiesa come fanno ripetutamente e pervicamente da alcuni decenni i preti lefevbriani.

  198. Cherubino scrive:

    e poi Luisa, non offenda l’intelligenza dei frequentatori del blog. Lei ha detto: “anche se il modello di santità che è loro offerto è quello di un santo sacerdote nato prima del Concilio!” opponendo chiaramente un presunto modello pre- e un presunto modello post-conciliare.
    Invece tale opposizione non c’è. Le virtù dei preti prima del Concilio sono le stesse di quelli venuti dopo. I buoni e i cattivi c’erano prima e ci sono stati dopo. Non è il Concilio lo spartiacque dei sacerdoti buoni e cattivi. E i santi venuti dopo il Concilio non sono tali “nonostante” esso, come lei vorrebbe far intendere. Nè i oho mai detto che i santi venuti prima sono stati santi “nonostante” la spiritualità preconciliare.
    Anzi, oso dire che l’impatto novativo del Concilio sul sacerdozio come sacramento dell’ordine è marginale, mentre in realtà il grande rinnovamento si ha nella concezione ecclesiologica e nella formazione spirituale offerta ai laici e nella loro identità, oltre che nel rapporto con il mondo non cristiano o ateo.

  199. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    La fretta la porta il …

    Personalmente so attendere…
    mi auguro ben per loro… che abbiano capito il senso della lettera:
    “Con ciò viene chiarito che i problemi che devono ora essere trattati sono di natura essenzialmente dottrinale e riguardano SOPRATTUTTO L’ACCETTAZIONE DEL CONCILIO VATICANO II e del MAGISTERO POST-CONCILIARE DEI PAPI.”

    Ora qui si potra da parte di alcuni scaldar gli animi, chiamare a raccolta a “serrare i ranghi”, si potra dirottare l’argomento su altro………

    MA ALLA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRINA DELLA FEDE SI DOVRA’ ACCETTARE CONCILIO E MAGISTERO POST-CONCILIARE DEI PAPI!!!!

    Ecco perchè a Bellunato ricordavo che : ride bene chi ride ultimo.

    Sparate gli ultimi fuochi rimasti, perchè è finita la festa…. e tra poco si vedra se piangere o ridere…

  200. Artefice1 scrive:

    Bo Mario…….farei di tutto pur d’accontentarti.
    Senza rovinare niente però.

    Se ti prometto una Ferrari fiammante e te la regalo pure.
    Saresti contento per sempre?

    Se tu mi dici di no
    Dopo aver fatto le ferie.

    Avrei diritto di chiederti la restituzione???

    Capisci che il diritto non funziona?

    Direi che Finziona.

  201. mauro scrive:

    Cara ritaroma, la Bibbia è la storia degli Ebrei, piu’ o meno romanzata, piu’ o meno ripetuta (a causa delle ripetizioni) considerato quanti vi hanno messo le mani nel corso dei 10 secoli che sono intercorsi prima che nascesse Gesu’ (La tradizione orale non centra nulla perchè in quei tempi si usava già il papiro che gli egiziani commercializzano). Essendo una storia essi hanno raccontato ciò che vivevano umanamente e spiritualmente ma non potevano dire dell’indissolubilità del matrimonio, non sapevano neppure cosa fosse il matrimonio e cosa significasse perchè loro convivevano secondo le usanze della donna o dell’uomo che si applicavavano in un determinato territorio. Nulla di piu’, nulla di meno. Questo convivere era la consuetudine di tutto il medioriente, ma anche in Italia vi è traccia e credo anche in Europa anche se non ne ho la sicurezza ma so che in America quella convivenza era praticata dagli indiani e loro non avevano una religione ma si rifacevano ancora ad una concezione totemica dove il totem rappresentava il protettore della tribu’. E non ho dubbi che fosse così anche in Africa dove ancora oggi esiste una concezione totemica del sacro in certe tribu’ che sono rimaste ancorate alla tradizione.
    Quel “dare in sposa” che la nostra tradizione ancora oggi usa deriva da quegli accordi di convivenza che anticamente si prendevano.
    Se fosse come dici tu anche il convivere rappresenterebbe quel “fosse carne della propria carne ” proprio perchè è la storia degli Ebrei ma anche quella del medioriente, degli indiani d’America, dell’Africa e non è una cosa compata in aria.
    Il mistero del corpo e del sangue di Cristo è che quella trasformazione indicata dalla Chiesa altro non è un rito pagano. Se vuoi rileggimi. Se non ci credi, e non ho dubbi, riguarda solo te in fin dei conti. Non sono io che ti devo convincere. Di libri che ne parlano ce ne sono in quantità considerevole, occorre solo che si voglia aprirne uno, anche solo per curiosità. D’altra parte quei libri altro non fanno che parlare della domanda continua che l’umanità si faceva e continua a fare sul significato della vita a cui oggi nessuno ha dato una risposta perchè nessuno ha trovato la verità.
    Pensi che sia vero quello del cristianesimo? Nel mondo ci sono circa 36.000 religioni che avrebbero gli stessi diritti del cristianesimo. Il cristianesimo ne dà un’interpretazione ma è indubbio che sia stato contaminato dalle credenze che lo precedettero.

  202. mauro scrive:

    Caro Cosimo De Matteis, come può un cuore ostinato cadere nel male (l’inferno che tu indichi)?
    Ostinazione (il fissare) ha la stessa etimologia di destino (il destinare) ma il destino lo conosce solo Dio, o devo pensare che te l’abbia suggerito? Ed intanto che ci sei chiedegli anche se è vero che l’Inferno l’ha inventato il sommo poeta Dante nella Divina Commedia.
    Senz’altro ne sa qualcosa perchè gli sembra di vivere un inferno sapendo che l’Alighieri ci ha messo anche i Papi.

  203. Silvano scrive:

    cherusatana e ubidemone stanno dando il meglio di loro … continuate giullari dell’apocalisse !

  204. Cherubino scrive:

    Silvano, credo che tu stia giocando con il fuoco. A furia di nominare diavoli non ti accorgi che ti si fanno sempre più vicini. Non è buona cosa giocare con certi nomi.

  205. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    thò il Silvano, maremma…

    grazie per l’energumeno.
    Effettivamente, sono un tipo “poco raccomandabile…

    Ieri Bellunato parlava di cavalli…
    oggi leggendoti io dovrei parlare di… “cavalcature”…
    ma è Domenica e… non mi va.
    Buona Domenica, e…

  206. bo.mario scrive:

    Artefice accetterei la Ferrari se me la mantenessi. Non sono il tipo che cerca di ostentare. Se era un simbolo che mi avresti offerto il massimo ti devo dire che tutto è relativo. Devo dire che la sacra rota non è un argomento interessante, ve ne vergognate? Un saluto e asta la vista.

  207. Artefice1 scrive:

    Ciao Mario………non sono tanto dotato da mantenerti la Ferrari.

    Piuttosto sarebbe stato il Diritto l’Elemento che avresti dovuto mantenere.

    Non ne so proprio niente della sacra rota, tranne che sarebbe un tribunale.

    Devi sapere che quando le Cose non mi toccano, io le Ignoro.
    Mai ho pensato di perdere la mia Nanna.
    Sono talmente Certo.
    Che pur essendo deceduta.
    Lei è, proprio come sempre.
    Appunto perché io Sono.

    Ti basta per chiudere l’argomento sacra rota?

  208. Artefice1 scrive:

    Ciao Mario………non sono tanto dotato da mantenerti la Ferrari.

    Piuttosto sarebbe stato il Diritto l’Elemento che avresti dovuto mantenere.

    Non ne so proprio niente della sacra rota, tranne che sarebbe un tribunale.

    Devi sapere che quando le Cose non mi toccano, io le Ignoro.
    Mai ho pensato di perdere la mia Nanna.
    Sono talmente Certo.
    Che pur essendo deceduta.
    Lei è, proprio come sempre.
    Appunto perché io Sono.

    Ti basta per chiudere l’argomento sacra rota?

  209. Artefice1 scrive:

    Caro Mauro………..Sento di non poter fare a meno di dirtelo.

    In tutta quella tua Individuale Invenzione, Forzatamente logica, tratti una realtà dinezzata.

    Tralasci il Sentimento Determinante, capace di smontarti ogni virgola.

    Pensi forse che quei nostri progenitori non fossero dotati di Sentimento?

    Io penso che non solo LO avevano, ma erano pure facilitati nell’Uso, data la semplicità, e l’essenzialità CON-Testo.

    Così come per altro verso dimostri tu ignorandoLO, data la quantità di Cose disponibili e la persenza di un CON-Testo Esasperato.

    Ieri Achille avrebbe detto che avremmo quasi surclassato la volontà del Creatore.
    Il sudato pane verrebbe garantito dai robot.

  210. raffaele savigni scrive:

    “Caro Cherubino, se afferma che l’Azione Cattolica è sottoposta al Vescovo diocesano, non può affermare che la stessa partecipa al Governo della Chiesa.
    Essere sottoposti è ubbidire, governare è decidere!.
    Mi sembra una visione molto semplicistica della comunione ecclesiale. La Chiesa non è una democrazia ma neppure una monarchia assoluta: è una comunità in cui ognuno partecipa secondo i suoi carismi e ministeri, mettendo a disposizione di tutti i suoi doni; poi chi esercita l’autorità (papa, vescovo, presbitero) fa la sintesi e prende le decisioni finali raccoglendo e valorizzando il contributo di tutti.
    L’Azxione cattolica partecipa al “fine generale apostolico della Chiesa” (vedi gli Statuti) fornendo il proprio contributo di idee e traducedolo in scelte operative che non fa da sola, ma inserendosi nel piano pastorale del vescovo che guida la diocesi. C’è quindi obbedienza, ma in uno speiro di collaborazione attiva: un “obbedire in piedi”, come disse un presidente dell’Azione cattolica; non un obbedire da schiavui, né un ritagliarsi un proprio spazio extraterriotoriale (come rischia di fare qualche movimento ecclesiale). Nella logica, mi pare, delle lerre di san Paolo ai Corinzi.

  211. raffaele savigni scrive:

    Volevo dire “in uno spirito di collaborazione”.

  212. Lorenzo scrive:

    @Mauro (21 giugno ore 12.41)
    Nel mondo ci saranno anche 36.000 religioni, ma non mi risulta che – al di fuori di una sola – i loro fondatori (a) siano stati predetti e attesi, (b) abbiano apertamente dichiarato di essere la Divinità stessa, e (c) siano infine risorti dalla morte.
    Il fatto che aspetti apparentemente relativi a culti pagani possano essere presenti nella Chiesa cattolica non mi sembra così strano, anzi può essere visto in senso esattamente opposto a quello secondo il quale lo vuole interpretare Lei.
    Tutti gli uomini discendono dai primi in cui Dio ha infuso il proprio spirito e, come insegna anche il Secondo Concilio Vaticano, in ogni religione si può trovare qualche traccia o scintilla della vera religione, sia pure velata ed in mezzo ad errori, falsità e deformazioni. Gli aspetti dei culti pagani che Lei crede essere stati utilizzati dal Cristianesimo possono essere anche interpretati come intuizioni o anticipazioni inconsce del vero e unico culto perfetto a Dio.

  213. mauro scrive:

    Caro Lorenzo, E’ davvero strano che non tu non sappia che in altre religioni ci sono stati profeti, esempio Maometto l’ultimo profeta per l’Islam, Zoroastro profeta persiano del Mazdeismo, Mahavira profeta indiano del giainismo, Manes profeta persiano del Manicheismo, il Bab profeta persiano dondatore del babismo, Bahaullah profeta persiano del bahaismo. L’Islam riconosce come profeti anche alcune figure bibliche fra le quali Adamo, Noè, Abramo, Isacco, Elia, Enoch, Ismaele, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Davide, Salomone, Giovanni Battista, Gesu’ stesso.
    Questi profeti sono comparsi quando si sono manifestate condizioni di difficoltà nella popolazioni evidenziate da forti disagi materiali, politici e religiosi.
    E che Gesu’ nel cristianesimo abbia dichiarato di essere la divinità stessa è perchè, come è evidente nella Bibbia, la sua funzione/azione era quella di essere
    l’avversario del “re” in quanto detentore di un potere tramite il quale imponeva la propria etica. Esattamente come oggi, esattamente come sta facendo Benedetto
    XVI quando non accetta l’etica dello stato italiano ma vuole imporre la morale cattolica che la Chiesa chiama etica ma non lo è, giusto per rimanere in ambito nazionale ma lo fa anche quando bacchetta gli ebrei per i significati diversi che vengono attribuiti alla stessa religione.
    Che Gesu’fosse realmente risorto ne ho già parlato in un altro mio commento.

    Ora caro Lorenzo, mettiamo subito i puntini sulle i, chiariamoci subito.
    Non ci possono essere due poteri che vogliono comandare un popolo proprio perchè le visioni sono diverse. Ciò provoca continuamente una rivalità che sconfina
    inevitabilmente in uno scontro. E piu’ c’è scontro piu’ si uccide in nome di un “Dio” che dovrebbe invece essere amore. Gli stessi kamikaze mediorientali dimostrano quanto il potere della religione influisca sulle loro decisioni. Davvero credi che chi volontariamente si immola in nome di quella religione sia un uomo deciso, coerente? E’ un uomo debole che si fa circuire, che viene sfruttato alla pari di chi oggi volontariamente si droga nella sicurezza di trovare e raggiungere una forma di “beatitudine”. Lo stesso ragionamento sull’influenza
    della religione vale per le migliaia di Crociati che combatterono ed ammazzarono in nome della Chiesa, alla pari dei mussulmani che ammazzarono i crociati in nome
    dell’Islam. Non ci sono differenze di alcun genere, la violenza viene sempre dalla religione che prevarica gli altri poteri e vuole imporsi, anche uccidendo.

    Se si vogliono due poteri, uno deve essere escluviamente terreno, l’altro esclusivamente spirituale. E non si deve permettere che quello spirituale sovrasti l’altro imponendo regole di vita. Già ci sono e sono le Leggi dello Stato ed ogni stato ha le proprie leggi e per il semplice fatto che ogni stato persegue il soddisfaciemento materiale del proprio popolo, quello religioso deve soddisfare unicamente quello spirituale, cioè preparare l’uomo, non ad una visione diversa
    della vita terrena ma ad una continuazione della vita terrena proprio perchè il grande dilema dell’umanità è domandarsi “cosa sarà dopo che morirò, qual’è il
    significato per che oltrepassa la mia esistenza? “.

  214. pierluigi scrive:

    per Lorenzo.La Sua risposta a Marco mi sembra totalmente illogica.Su quali basi storiche si fondano le Sue affermazioni ? E poi, il Concilio Vaticano II quale autorità ha nell’affermare, come Lei riporta, che anche altre religioni possono avere “briciole” di verità seppur velate da errori etc, etc? Il mio “bianco” è più “bianco” di quello degli altri? Presunzione cattolica , solo presunzione. Saluti

  215. mauro scrive:

    Caro Raffaele Savigni, solo lei non sa che la Chiesa è una monarchia con un monarca a vita?
    Non sono le sfumature che cambiano “un obbedire”. Quelle servono sono a relazionarsi verso i partecipanti al movimento dell’Azione Cattolica, per dare un senso a ciò che si fa per la Chiesa ed in suo nome. Quante decisioni in proprio ha preso l’Azione Cattolica senza avere l’autorizzazione del vescovo a cui sono sottoposti?

  216. ritaroma scrive:

    @Mauro, PierLuigi ed altri:
    non sò da quale pianeta scendete ma se credete nella Chiesa Cattolica, Apostolica nella quale – se- siete stati battezzati, sapete che i Concilii servino per definire dogmi di fede e vari principi cattolici, per cui il CONCILIO ECUMENICO VATICANO II ha l’autorità delle proprie affermazioni.
    a)-l’Islam riconosce i profeti biblici e anche Gesù stesso- beh non fa nessuno sforso, con l’unica variante che non considera che Gesù NON E’ SOLO un grande uomo e profeta..
    b)e che- Gesù sia venuto per essere l’avversario del “re” detentore di un potere tramite il quale imponeva la propria etica- beh, stai proprio fuori, anzi come direbbe qualcuno, l’hai fatta proprio fuori dal vasetto!
    te l’ho già detto, sicuramente la tua Bibbia non ha l’IMPRIMATUR e sicuramente stai studiando su enciclopedie fasulle o ti stai aggiornando su testi scadenti! Stai confondendo la CHIESA con l’acqua surgelata! Il Papa non fa altro che ricordarci quello che siamo e quello che dovremmo essere, prima di tutto rispettosi verso la vita…ad es. il condom non protegge e non libera dalle malattie virali e sessuali…e non libera dagli aborti…sapessi quanti figli sono nati perchè si è rotto o si è bucato….ma porcaccia la miseria- come diceva l’altro prima dime- ma da dove trai le tue informazioni! ma che leggete!
    c) le regole di vita ci vogliono come è necessario in tutte le famiglie, altrimenti c’è il caos ( te l’ho già detto da un’altra parte del blog) Gli scontri ci sono sempre (basta leggervi)
    d) la violenza non viene dalla religione ma dal “pensiero”
    degli uomini.Gesù dice che, non è quello che mangi che ti sporca ma quello che esce dalla tua bocca -che naturalmente viene dai pensieri…nel libretto rosso di Mao e in quello di Max veniva detto che la religione è l’oppio dei popoli, però loro il popolo l’hanno fatto morire di fame! I cristiani non fanno i KamiKaze, ma vengono uccisi..c’è una bella differenza!
    d) ti fai tante domande -e chi non se le fa?- ma con tanto livore e arroganza sarà difficile trovare delle risposte!
    Se dovessi pensare che tutta la mia vita si riduca solo a questo mi sarei già suicidata da un pezzo- come fanno e purtroppo hanno fatto in tanti pur avendo ricchezza, bellezza ed altro!
    Se quando morirò non troverò niente al di là del tunnel, pazienza,starò ne + ne – come tanti altri anche non credenti, ma ..- se C’E'…quello a cui credo, peggio per gli altri e non è presunzione.Il mio”bianco” forse non sarà più bianco degli altri ma per me E’ bianco!
    MAURO, è vero che gli Egiziani avevano il papiro. ma tu pensi che agli schiavi ebrei era permesso usarrlo? e che la plebe di Roma e Grecia potesse usare le tavolette? e lasciamo stare gli indiani d’America e l’Africa, invece di guardare oltre la siepe, cerchiamo di curare il nostro giardino… vedrai che qualche fiore nascerà, anche se fosse solo di camomilla…

  217. ritaroma scrive:

    il testo del CONCILIO EUCUMENICO VATICANO II è di 900 pagine, senza indice e varie, forse, chissà, alla fine delle vacanze sarete riusciti a leggerlo tutto!divertitevi

  218. pierluigi scrive:

    Cara Ritaroma,
    siamo su due piani diversi, solo che io non dico che il mio “bianco” per me E’ “bianco”. Non lo so, ma non mi piace chi mi scrive: “se C’E’…quello a cui credo, peggio per gli altri e non è presunzione”. Peggio??? E non è forse ,questa si, presunzione? Uno degli attributi di Dio è la misericordia che, putroppo, molti cattolici non hanno.
    Sorvolo sugli altri punti della Sua inconsistente risposta. La saluto.

  219. Lorenzo scrive:

    @Mauro e Pierluigi
    non occorre essere un esperto di religioni per sapere che il Messia era atteso da secoli dal popolo ebraico. Su quale fonte si basa questa affermazione? Cominci a leggere la Bibbia e ne troverà a bizzeffe, dalla prima pagina (Gen 3, 15) in poi. Dia in particolare un’occhiata alle profezie di Isaia (VIII sec. a.C.), soprattutto a quelle da 49 a 55, ma ovviamente ve ne sono altre centinaia. Nessuno dei noti profeti e fondatori di religioni che Mauro cita mi risulta essere stato predetto e atteso fin da molti secoli pria della nascita. Solo Maometto a tentato di accreditarsi come predetto (e poprio da Gesù!), in base alla nota trascrizione erronea della parola greca “paraclito” o consolatore, ma questa tesi può essere smentita da qualunque linguista.
    Il fatto che Gesù abbia affermato di essere esso stesso la Divinità viene dai Vangeli e non vedo perché dubitarne, in quanto è con ogni evidenza la causa principale della sua condanna a morte. Le risulta che altri dei profeti che Mauro cita abbiano affermato lo stesso? Sarebbe interessante saperlo, ma credo che sarebbero stati considerati dei poveri pazzi.
    Il fatto che Gesù sia risorto è assurdo, ma al tempo stesso confermato da persone affidabili che hanno dato la vita per non rinnegare quello che avevano visto e sperimentato di persona. Come è stato detto da altri, se è possibile immaginare che delle persone possano dae la vita per testimoniare ciò in cui credono (anche se tale credenza è erronea), non sembra credibile che delle persone diano la vita per testimoniare ciò che sanno essere falso. Gli apostoli sono praticamente morti tutti come martiri: essendo proprio loro i primi ad essersi dichiarati testimoni della resurrezione, perché avrebbero dovuto arrivare a questo punto estremo (dare la vita) se avessero saputo che la resurrezione non era altro che una loro invenzione?
    Quanto a Pierluigi, è vero, se Gesù non fosse risorto sarebbe una vera presunzione affermare la superiorità del Cattolicesimo sulle altre religioni. Anzi, se non fosse veramente risorto, i cristiani sarebbero “i più miserabili di tutti gli uomini”. Se però Gesù è risorto, come credono i cristiani, allora non è più concepibile paragonare la religione di Cristo, che si è dimostrata vera grazie alla sua resurrezione, con tutte le altre religioni: queste non possono che essere considerate “false” o, se proprio vogliamo usare un linguaggio più diplomatico, soltanto l’espressione di una sorta di naturale religiosità dell’uomo.

  220. mauro scrive:

    Cara ritaroma, nel mondo esistono due poteri sempre, uno civile ed uno religioso. O forse non sai che nell’Islam comanda quello religioso? E per colpa di questo sta succedendo il finimondo nel mondo arabo? Mentre noi, con potere civile, siamo tutti in pace.
    Maometto venne dopo Gesu’ e per l’Islam Gesu’ era un profeta. Era il loro punto di vista ed io l’ho rispettato perchè parlavo di loro. Cosa sia per il cristianesimo non riguarda l’Islam ma i cristiani.
    Il Papa non fa altro che ricordarci cosa siamo e quello che dovremmo essere proprio per quell’esercizio del potere religioso, per assoggettarsi al volere della Chiesa, per comandarci. Tu non sei libera di scegliere. La religione annulla la tua volontà e rafforza la loro! Scegliere in nome di una religione, ma che scelta sarebbe? sarebbe un’imposizione accettata supinamente!
    Le regole di vita esistono in ogni stato e si chiamano Leggi e rappresentano le esigenze di tutte le religioni perchè lasciano libertà si scelta nel convincimento della propria religione. Le regole cristiane della Chiesa non rispettano le altre religioniimponendo le proprie regole morali.
    LA violenza viene sempre dalla religione perchè la religione rappresenta un ideale spirituale. In nome della religione si continua ad uccidere ancora oggi in tutto il mondo arabo. Anche Mao e Marx propugnavano degli ideali. Sai quanti cinesi ha ammazzato MAo in nome di quell’ideale! I cristiani hanno ucciso per la durata di 10 crociate e per tutto il periodo dell’inquisizione tacciando il nemico di eresia.
    Non erano gli schiavi ebrei ad usare i papiri. Saper leggere e scrivere, come è stato fino a tutto il nostro ’600 era prerogativa solo dei sacerdoti, di chi serviva i re, la corte. e di pochi altri funzionari.
    Aggiungo: quando il papiro diventò troppo caro, subentrò la carta pergamena che prese il nome dalla città persiana che l’ideò.

    Io cara ritaroma non ce l’ho con te personalente. C’è lo con una cultura usa e getta. Non pretendo di insegnare a nessuno ma mi farebbe piacere vedere che ci si è documentati. Nessuno ha tempo oggi, tutti vanno a pappa fatta. Io ci provo a far conoscere, ma non faccio cultura perchè la cultura resta un fatto esclusivamente personale non trasmissibile.

  221. ritaroma scrive:

    ha ragionr Pierluigi nel dire che la frase non gli è piaciuta infatti è incompleta…”se C’E'quello a cui credo BUON x ME e peggio x gli altri” in Luca 10,38-42 è scritto:” ….Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta” ora, se vuoi, puoi pure seguitarla a chiamare presunzione!

  222. ritaroma scrive:

    ho letto che “bo.Mario” è interessato ad avere notizie sulla Sacra Rota, consiglio di andare su WIKIPEDIA-tribunale della Rota Romana.it
    oppure http:// www,sacra rota.it
    oppure sul sito http://www.Gaetano Landolfi.it Patrocinante del Tribunale Apostolico della Rota Romana

    non era mica tanto difficile cercare su internet

  223. ritaroma scrive:

    @ bo.mario http://www.sacra rota.it

    facile no!

  224. bo.mario scrive:

    Ritaroma de Roma fino a lì ci arrivavo. Mi piaceva che esternaste i Vs pensieri. Solo la chiesa può unire e può dividere. Si è montata la testa? Le due persone che si vogliono unire o dividere sono un accessorio?
    Ciao e senza polemica.

  225. ritaroma scrive:

    @ bo.Mario: c’è poco da esternare, leggi Marco 10.1-12 o pure tu hai un Vangelo dimezzaqto e illegibile? e Gesù non ha forse dato a Pietro e agli Apostoli il potere di sciogliere e di legare?(Matteo 18,15-18) e …poi le chiacchiere stanno a zero , xchè o sei cristiano cattolico praticante o qualsiasi doscorso risulta inutile. salve

  226. Artefice1 scrive:

    Egregio Prof Savigni……..le coso sono Vere quando funzionano

    “””l’Azione Cattolica è sottoposta al Vescovo diocesano, non può affermare che la stessa partecipa al Governo della Chiesa.”””
    Questa sarebbe un Falso di cherubino, poi avvitato e Falsificato per altro verso.
    Come dimostra lo stesso ragionamento che segue.

    “””Essere sottoposti è ubbidire,”””
    Chi lo dice?
    Pensa che il Padreterno, LO stesso che Riconosco e al quale restituirei l’Esistenza. Pur di non SOTTO-Mettere alcun che, avrebbe CON-Cesso la Libertà, sostenuta dal proprio Essere: Sentimento Determinante.

    Come dire che se io ti lascio fare, tu puoi operare a mio nome come per PRO-Cura.

    “”” governare è decidere!.”””
    Questo è il Guaio che ci tocca, solo perché saremmo tenuti ad impastare il pane quotidiano.
    E l’appetito (il Decidere) è venuto mangiando.

    “””Mi sembra una visione molto semplicistica della comunione ecclesiale. La Chiesa non è una democrazia ma neppure una monarchia assoluta:
    è una comunità in cui ognuno partecipa “””
    Vedi che le Cose si sanno?
    Ma non basta saperle, occorre SentirLO altrimenti ci si perde.

    “””secondo i suoi carismi e ministeri,”””
    Quali sarebbero?
    La specializzazione del prestinaio?
    Servirebbe per impastare il pane, non per CON-Sentire!!!
    Come dire Determinare l’Unica Relazione.

    Non ti pare che l’Essenziale Dotazione sarebbe Identica per Ciascuno???

    “””mettendo a disposizione di tutti i suoi doni;”””
    Si ottiene la CON-Sapevolezza!!!

    “””poi chi esercita l’autorità “””
    Abusa facilmente………………….

    “””(papa, vescovo, presbitero) fa la sintesi e prende le decisioni finali raccogliendo e valorizzando il contributo di tutti.”””
    Ma non avrebbe Già PRE-Disposto TUTTO Perfettamente il Creatore Dio Padre???
    L’ESSERE FEDELE A COSA SERVE???

    Se Inventiamo le Alternative.

    Il Fare neppure assomiglia al Riconoscere.
    Come il Governare Rovina l’ONORARE

  227. mauro scrive:

    Caro Lorenzo, Chi predice sono coloro che sono ritenuti profeti. Perchè ci dovrebbe essere un profeta che predice i profeti? Neanche mi passava per la testa.
    E’ davvero strano che Gesu’non sia stato considerato pazzo, con l’affermarsi egli stesso divinità, mentre altri se l’avessero fatto lo sarebbero. E che regola sarebbe? La dissocianza? Veramente la cabala, il gnosticismo, il sufismo (primo accenno di religione in India) si appoggiano ad un Dio terreno (come Gesu’ fu Dio in terra per i cristianesimo) che muore e resuscita. Che differenza ci sarebbe con Gesu’, che morì e resuscitò anch’egli?
    La verità sta proprio in quell’affermazione che la Chiesa appoggia: di Gesu’ sulla terra non ce ne saranno altri perchè è un evento irripetibile.
    Purtroppo non essendo il solo, la resurrezione e l’essere Gesu’ divino è un’invenzione.

    Caro Lorenzo, resucitare, vuol dire nascere a nuovo. E questo resuscitare nell’antichità, prima ancora che nascesse il cristianesimo, corrispondeva ad una possibile soluzione alla continua domanda che l’umanità si è sempre fatta: che vita avrò dopo la morte, se vita c’è.
    La resurrezione era riferita all’uomo stesso perchè si riteneva che una particella del proprio essere oltrepassasse la durata della vita e permettesse di vivere una nuova vita diversa da quella terrena. Qui nasce il concetto di divino (oltre la terra) e di anima, proprie delle religioni odierne.
    La differenza che esiste nel cristianesimo, rispetto all’idea originale, è che nessuno di noi resuscita autonomamente, quel Dio ipotetico diventa Dio vero e solo lui può resuscitarci nel giorno del Giudizio universale. Questo significa che Dio assurge a giudice e di rimando la Chiesa diventa giudice perchè fondata da Dio stesso (dicono, ma nella realtà quel Dio che resuscitava, ripeto, serviva a dimostrare che c’era qualcosa oltre la vita umana e per raggiungerla occorreva che l’uomo resuscitasse come quel Dio).
    Questo si chiama assunzione illegittima di un potere mai ricevuto. in poche parole dittatura.

  228. Lorenzo scrive:

    @Mauro
    Lei confonde resurrezioni mitiche di altre religioni, con la resurrezione concreta del Cristo.
    Non si possono paragonare leggende senza senza luogo e senza tempo, come quelle di Osiride, con la storia di Gesù, descritta da coloro che l’avevano conosciuto e che ne erano stati testimoni.
    E poi la sua teoria non risolve la contraddizione di fondo: se la resurrezione fosse un’invenzione, perché i suoi inventori, gli apostoli evangelizzatori e i loro collaboratori avrebero dovuto dare la vita per questo inganno? Peché davanti al patibolo non avrebbero dovuto dire “non era vero, abbiamo inventato tutto?”.
    Quanto al suo discorso sui profeti, non capisco cosa intende. Io dico solo che nessun fondatore di religioni era stato predetto né era atteso, come evidentemente era Gesù, atteso da secoli dal popolo ebreo. Mi sembra un’affermazione semplice e ben documentata.

  229. mauro scrive:

    Caro Lorenzo, allora proprio non hai capito che tutte le resurrezioni sono un concetto costruito dall’uomo. Eppure te l’ho spiegato chiaramente, fin da prima che il cristianesimo esistesse. Fra due/tremila anni sarà “mitica” anche la resurrezione di Gesu’ come quelle delle altre religioni perchè vi saranno altre religioni che proporranno soluzioni diverse. La veridicità di un qualsiasi avvenimento religioso può essere provata solo da chi è al di fuori della Chiesa. La storia nega troppe cose sulla vita di Gesu’ per ritenerle come avvenute o dette. E la storia non mente perchè è testimonianza acritica. Questo non ti esime dal credere , se hai il sentimento, al cristianesimo, perchè dai sempre una risposta alla domanda che ti fai sulla vita, ma non credere che vi sia solo una resurrezione vera, nè che il cristianesimo sia l’unica religione valida perchè vera.

    Per finire. L’uomo è in continua evoluzione ma i concetti basi della vita rimangono identici.
    L’aspirazione base umana è ritenere che oltre la vita terrena ci sia qualcosa d’altro. E’ un pensiero che non è databile tanto affonda nella storia umana. Le religioni attuali invece sono il frutto di un pensiero recente, considerata l’età dell’uomo.

  230. ritaroma scrive:

    @Mauro: ma di un pò, sai parlare solo di crociate, di inquisizione e di miti e leggende?per uno che dice di non voler far cultura…è piuttosto limititiva la cosa.
    capisco che l’essere umano è limitato e limitante ma nella Chiesa, pur composta da uomini, non possiamo sottovalutare l’azione dello Spirito Santo protagonista principale della svolta storica di essa, pur nella complessità degli eventi umani che s’intrecciano e si susseguono. …Mangiare a pappa fatta?… hai preso i cristiani per una massa di imbecilli? in 1Gv1,1-3 l’apostolo dice:” cio che era fin da principio, ciò che abbiamo sentito,cio che abbiamo visto con i nostri occhi.ciò che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato riguardo al Verbo della Vita… nè diamo testimonianza e lo annunciamo anche a voi…..”così anche gli altri discepoli hanno visto, udito e toccato…perchè quindi non dovrei credere? in Luca 9,51-56 (guarda quanti riferimenti ti faccio che potresti approfondire, anche solo per cultuta generale) Gesù stesso tollera che ci siano altri che non lo accolgono. Tollera l’incredulità…non impone il riconoscimento della verità…o l’accogli o non l’accogli. ( la stessa cosa fa il Papa ripete il VERBO ma non prende nessuno per i capelli)…x chi non vuole ascoltare,il problema è suo, …quindi è inutile perdersi in discorsi dove il dialogo non esiste per mancanza di principi…scriveva Trilussa ” Incuriosita de sapè che c’era, una colomba scese in un pantano, s’inzaccherò le penne e bonasera.,
    Un rospo disse- Commarella mia, vedo che pure te,caschi ner fango…
    -Però non ce rimango…- rispose la colomba. E volò via.”
    nessuno è esente dagli errori ma perseverare è diabolico!

  231. mauro scrive:

    Cara ritaroma, c’è un problema con le le penne inzaccherate la colomba non priesce ad alzarsi in volo a causa del peso del fango. Ad ogni tentativo ricadrebbe a terra inevitabilmente. O le leggi della fisica non le conosci? Trilussa era un poeta e la colomba rappresentava la libertà, perciò “doveva” volare nonostante il fango che l’inzaccherava.

    Tutte le testimonianze che porti sono della Chiesa ma la Chiesa non è acritica in quanto appoggia le sue tesi. Solo chi è al di fuori della Chiesa può proporre una critica serena in quanto non influenzata come la storia che non dà ragione alla religione perchè nega che certi avvenimenti siano avvenuti e che certe frasi siano state dette.
    Lodarsi, come fa la Chiesa, è imbrodarsi.

  232. Lorenzo scrive:

    Caro Lorenzo, allora proprio non hai capito che tutte le resurrezioni sono un concetto costruito dall’uomo. Eppure te l’ho spiegato chiaramente, fin da prima che il cristianesimo esistesse. Fra due/tremila anni sarà “mitica” anche la resurrezione di Gesu’

    @Mauro
    La veridicità di qualsiasi avvenimento non può “essere provata solo da chi è fuori dalla chiesa”, ma dai contemporanei che hanno visto e sperimentato tale avvenimento.
    Lei parla della resurrezione di Cristo come di un “avvenimento religioso”, gli apostoli e i vangeli ne parlano come di un avenimento fisico. C’è una bella differenza, e non cambierà nulla tra migliaia di anni.
    Il fatto storico resta sempre storico, quello mitico resta sempre mitico. Il fatto storico non diventa mitico perché passano i secoli. La morte di Cesare è più antica della resurrezione di Gesù, ma nessuno si sognerebe di considerarla mitica. Il problema del fatto storico è il suo accertamento, nella maggior parte dei casi ci si deve accontentare delle fonti che possono essere parziali, mutile, contraddittorie, ecc. e, sempre nella maggior parte dei casi si può arrivare ad un livello di probabilità o di possiblità. Una dimostrazione scientifica non è possibile praticamente per nessun fatto storico, in quanto ogni fatto, per sua natura, non è ripetibile.
    Siccome né io né lei abbiamo asisstito alla resurrezione (né all’uccisione di Cesare, o all’avvelenamento di Napoleone), dobbiamo affidarci alle fonti e decidere quale grado di ragionevolezza e probabilità attribuire alle stesse. Lei potrà ritenere la resurrezione di Cristo questo avvenimento poco probabile o del tutto improbabile, come io posso ritenere tale l’assassinio di Napoleone, ma il mito non ha nulla a che vedere con questi argomenti.

  233. mauro scrive:

    Caro Lorenzo, guarda che i contemponei a Gesu’ sono quelli che scrivono la storia,
    ma la storia non sono i quattro Vangeli perchè il piu’ recente fu scritto nel 79 d.c. E chi lo scrisse non poteva essere vissuto al tempo di Gesu’ perche la durata della vita era sui 40 anni. Immaginati gli altri 3 che sono posteriori. A scuola di dice scopiazzati.

    La resurrezione è un cambiamento di stato. Si passa da uno stato fisico (umano) ad uno stato divino proprio perchè la resurrezione vuol dire nuova vita e nuova vita è quella divina. non può essere un avvenimento fisico perchè si rimarrebbe nello stesso stato iniziale(quello umano), anche se sotto altra forma. Questa è semplicente fisica. A quei tempi non sapevano neanche che esistessero leggi che riguardavano la materia.

    Cesare seppe costruire il proprio mito quando era ancora in vita, attribuendosi la discendenza da Venere, legandosi così al mito originario della città di Roma, che risaliva a Enea, figlio di Venere. Immagina quando morì dopo aver riportato clamorose vittorie ed annessioni di nuovi territori che ingigantirono il potere di Roma nell’area mediterranea. Tu che storia hai studiato?

    Direi che piu’ che notizie mutili nella religione ci siano sovrabbondanza di notizie, vedi i Vangeli. Quelli apocrifi sono stati rigettati dalla Chiesa perchè supportavano tesi contrarie ai 4 approvati. Eppure sono tutti Vangeli. Non credi allora che ne sarebbe bastato uno perchè quello che vi sarebbe stato scritto sarebbe stata la verità? Invece no, 4 ufficiali, troppi rifiutati. Eppure parlavano tutti della vita di Gesu’. O dobbiamo pensare che Gesu’ vivesse due vite parallele?

    Quelle fonti che tu invochi sono quelle storiche, le uniche che ragionevolmente attestano i fatti. Tutto quelle che oltrepassa la storia è frutto del pensiero.
    Può essere giusto e può essere sbagliato ma è sempre un aggiunta.

    il mito è l’insieme dei racconti che formano il patrimonio culturale antico e fondamentale di un popolo attraverso storie che hanno come protagonisti dei personaggi straordinari. In essi manca la verifica storica.

  234. Lorenzo scrive:

    Lei non spiega perché i membri della chiesa del primo secolo avrebbero dovuto inventare una storia simile, né perché avrebbero dovuto dare la vita per non smentirla.

    Le sue teorie possono essere interessanti, ma rimangono sempre teorie. Invito soprattutto i lettori a non confondere le sue affermazioni apodittiche (ad esempio: “la storia non sono i quattro Vangeli perchè il piu’ recente fu scritto nel 79 d.c.”, o “chi lo scrisse non poteva essere vissuto al tempo di Gesu’ perche la durata della vita era sui 40 anni” o “La resurrezione è un cambiamento di stato” o “tutte le resurrezioni sono un concetto costruito dall’uomo” o infine “la storia non mente perchè è testimonianza acritica”, quest’ultima affermazione poi è proprio la più balzana di tutte) con fatti obiettivi.
    Ovviamente, invece, (1) vi sono molte fonti storiche scritte o raccolte da testimoni alcuni decenni dopo i fatti, (2) la vita media dell’antichità dipendeva sopratutto dalla mortalità infantile: una volta passata l’infanzia, l’aspettativa di vita era ben più elevata. Comunque il solo Vangelo scritto da un apostolo è quello di Giovanni, gli altri risalgono ai segretari degli apostoli, di norma un po’ più giovani, (3) la resurrezione di Gesù è descritta dagli apostoli sia come cambiamento (il passaggio attraverso i muri, il mancato riconoscimento da parte della Maddalena o dei discepoli di Emmaus), sia come un fatto fisico (Tommaso toccò le ferite, Gesù mangiò pesce insieme agli apostoli).

  235. ritaroma scrive:

    @mauro: mi rendo conto che non conosci la Bibbia, anzi hai proprio paura a toccarla…come puoi pensare di giudicare una cosa che non conosci? Il tuo straparlare non ha limiti, sei talmente presuntuoso che non sai nemmeno quello che dici…non sei cristiano( o almeno non vorresti esserlo) non sei ateo,forse geovista o forse simpatizzante new age…certo che il fango si atacca alle ali ma la colomba non se lo fa seccare addosso, le ali le sbatte e se ne libera, quello che il rospo non potrà mai fare, al massimo si butta nello stagno, acqua immobile e poco chiara! Nella vita non si può girare a destra e a manca come una trottola, è necessario un punto fermo, un punto di riferimento dove potersi confrontare.è troppo facile dire parliamo…ma di che … non certo con una persona normale che come te e me può tranquillamente sbagliare e d’altra parte non saprei proprio che farmene..( Adamo non era un profeta).anche perchè non sei in grado di giudicare correttamente nè serenamente…la scienza dell’uomo, che ha tanti meriti, in molte cose è presuntuosa e fallace…..all’origine c’era l’uovo primordiale che divenne frutto, che non si creava da se stesso, in lui era contenuta l’aria splendente, da essa nacque il fuoco vivente, ed entrambi rappresentano la “Vita”.scommetto che quest’idea ti aggrada molto più che sentirti ricordare che sei nato per amore e non solo dei tuoi genitori e che comunque che tu lo voglia o no sopra di te c’è U N O molto ma molto ma molto più grande di te…!

  236. luigi scrive:

    Lorenzo, non rispondere più. Do not feed the troll.

  237. mauro scrive:

    Cara ritaroma
    Se essere presuntuoso è essersi fatto una cultura, io sono presuntuoso.
    Se per te non sono cristiano io non sono cristiano, se per te non sono ateo io non sono ateo. Sono e non sono tutto di tutto.
    Sai quante cantonate ho preso quando ero giovane, hai voglia! ma se non fossi determinato per natura la mia vita sarebbe stato un fallimento. Sono troppo determinato quando scrivo? Lo so è un difetto che ho anche quando parlo. Ma io non porto rancore con nessuno quando mi contestano , nè con te, ne con Cherubino, nè con Artefice1, con nessuno in questo blog e nella vita perchè io rimango sempre sereno, sono sempre pronto al sorriso, sempre il primo a scherzare. E neppure parlo male della gente che conosco e frequento perchè rispetto tutti per principio. E se non condivido le tue idee almeno permettimi di contestarle, come tu contesti le mie, mica ci prendiamo a schiaffi o ci offendiamo. E’ una sana contesa che può solo rafforzarci. Senza dialogo saremmo degli automi, come dice Artefice1, senza anima e cuore.
    Io per abitudine ascolto tutti, tutte le campane, e provo a mettermi nei panni degli altri per capire quello che mi dicono, per sapere quali sono le loro ansie, i loro dubbi, le loro aspettative perchè alla fine sono le domande che mi pongo anch’io.

    Cambio discorso.
    In questi giorni sono molto felice perchè fra qualche giorno ospiterò un bambino della Bielorussia per due mesi. Sai, quelli che sono tuttora colpiti dal disastro nucleare di Chernobyl. Dico colpiti perchè il loro terreno è radioattivo, sembra ancora per piu’ di cent’anni, immagina cosa mangiano. Il loro governo li manda all’estero per ragioni di salute perchè sono malnutriti ed hanno bisogno di proteine, specialmente, perchè là pochi possono permettersi la carne e raramente mangiano fagioli, ma anche di sali minerali. Il mio bambino è orfano dall’età di tre anni, è stato messo prima in un orfanotrofio, poi è stato assegnato ad una casa-famiglia. Lì vivono in dieci compresi padre, madre e nonna adottiva ed un figlio legittimo. Gli altri sono tutti bambini dai 7 ai 13 anni. Di case famiglia ce ne sono a migliaia ma per fortuna ci sono anche diversi istituti che li accolgono e lì stanno meglio anche se manca loro una famiglia adottiva.

    Qui mi fermo per non annoiarti e ti pongo una rilessione : nessuno parla di questi bambini eppure la Bielorussia fa parte dell’Europa, sono in casa nostra.

  238. Artefice1 scrive:

    Ciao Mauro……….cambia un tantino l’idea.
    Vista la tua arringa.
    Allora dovresti già sapere che per quanto mi riguarda non aspetto un bel niente.
    Sarei come in fase di smobilizzo e ogni rimessa disposizione naturale definisce un Intralcio.

    Questa è Vera oppure sarebbe un effetto speciale?
    “””E se non condivido le tue idee almeno permettimi di contestarle,”””
    Direi
    Che avresti un arretrato ormai incolmabile.

  239. Cherubino scrive:

    a proposito della misericordia di Dio che fa piovere sui buoni e sui cattivi…

    Agenzia SIR

    “Non sicurezza, crudeltà”. Secondo d. Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore del Gruppo Abele “non c’è altra parola” per definire le misure sull’immigrazione approvate oggi in Senato. “Non c’è altra parola – afferma – per definire questo accanimento contro chi fugge dalla miseria, dalla discriminazione, dall’oppressione, dalle guerre. Sono persone, prima che immigrati, quelle che chiedono di essere riconosciute e accolte nella legalità”. Per don Ciotti “è doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati”. Gli immigrati, ricorda, “sono vittime della povertà”, anche se “la povertà più grande, oggi, è la nostra. Povertà di coraggio, di senso, di umanità”. “Dati alla mano – sottolinea don Ciotti -, è dimostrato che, laddove si è lavorato con impegno, è stato possibile armonizzare il diritto con l’accoglienza, saldare il rispetto delle regole – che deve valere per tutti – con l’integrazione”. Il presidente di Libera si dice “dispiaciuto” perché, “ad eccezione di una minoranza di voci nette e coerenti, su una questione cruciale come quella dell’immigrazione, la politica è venuta meno al suo orizzonte ideale: stimolare la promozione culturale e sociale di un paese, trasformando in speranze le paure della gente”.

  240. Cherubino scrive:

    dall’Avvenire di oggi:

    Associazioni, volontari, magistrati, avvocati, medici, sindacati. Sono in tanti ad esprimere dubbi sulla legge-sicurezza, soprattutto sulle norme ri­guardanti gli stranieri. Per Caritas – a par­lare è il responsabile immi­grazione Oliviero Foti – il te­sto «contiene norme slega­te fra di loro. Appare chiaro l’intento del governo di rag­giungere altri fini, più lega­ti al consenso che alla ge­stione dell’immigrazione». Il governo, prosegue Foti, «non ha avuto volontà d’a­scolto. La prima preoccu- pazione doveva essere per il mezzo milione di ba­danti che lavora nelle famiglie italiane».

    Parole simili dalle Acli, che si dicono «seriamente preoccupate» per le conseguenze della legge. Per il presidente Andrea Olivero «si agisce nella sfera dei diritti fondamentali: il governo dovrà assumersi la responsabilità per aver favorito un clima di pau­ra che alimenterà la clandestinità anzi­ché combatterla » . Proseguendo tra le associazioni eccle­siali, Franco Miano, presidente dell’A­zione cattolica, si dice preoccupato per le «conseguen­ze culturali » della legge: «Crediamo ancora – spiega Miano – in un’in­tegrazione che nasca dal dialogo, non solo dal ri­gore ». Il Forum terzo settore critica il ricorso alla fiducia, mentre Lucio Babolin, presidente del Coor­dinamento delle comunità di accoglienza, affer­ma che «gli immigrati ora dovranno aver paura an­che di rivolgersi ai servizi sociali».

    E Savino Pez­zotta, per il Comitato italiano rifu­giati, chiude tutto in una frase: «O­ra c’è maggiore insicurezza per tut­ti » . Sintetico anche il giudizio di don Luigi Ciotti, fondatore di Libe­ra e del gruppo Abele: « Questa è crudeltà». Focsiv, sigla che aggrega le organizzazioni cristiane di servi­zio civile internazionale, sottolinea che «sono stati ignorati i trattati in­ternazionali ». Insorgono anche i medici cattolici: «Siamo contrari a qualsiasi norma che introduca l’obbligo di denunciare gli immigrati irregolari. Sia­mo anche pronti – spiega il presidente Vincenzo Sa­raceni – a fare delle campagne in questa direzio­ne ». D’accordo l’ordine dei medici: «Se un nostro collega dovesse incorrere in sanzioni penali lo so­sterremmo, fino ad arrivare all’autodenuncia». Sicuramente nuova è la convergenza tra magistrati e penalisti. Per l’Anm, il segretario Giuseppe Ca­scini parla di «norme dannose, ingiuste e senza al­cun effetto positivo per la sicurezza dei cittadini».

    Fanno eco i penalisti: «È un provvedimento pro­pagandistico, inaccettabile, che segna una involu­zione autoritaria del sistema». Si parla sempre di immigrati, ma gli avvocati fanno riferimento an­che alla reintroduzione del reato di oltraggio a pub­blico ufficiale, che invece piace al sindacato auto­nomo polizia (Sap). Lo stesso Sap, però, e l’asso­ciazione dei funzionari di polizia, non lesinano cri­tiche a ronde e reato di clandestinità. Compatti nel parere negativo Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Torna alla carica, infine, sia sulla legge sia sui re­spingimenti, l’Alto commissariato Onu per i rifu­giati (Unhcr), con la portavoce per l’Italia Laura Boldrini: «Si avalla l’equazione immigrazione u­guale criminalità».

  241. Artefice1 scrive:

    Cherubino……non si erano già chiariti le idee in passato?

    Una sola cosa mi pare sia sicura e certa, leggendoti.
    Non sei presente né attuale.
    Di oggi insomma.

    Almeno avresti dovuto togliere la muffa.