Et et, la legge segreta del cristianesimo

E’ stata pubblicata oggi l’intera trascrizione del dialogo tra il Papa e i 400 sacerdoti delle diocesi di Belluno e Treviso, che si è svolto ieri ad Auronzo di Cadore. Riporto un passaggio che descrive il segreto del cristianesimo, l’et et.

Il cattolicesimo, un po’ semplicisticamente, è stato sempre considerato la religione del grande et et: non di grandi esclusivismi, ma della sintesi. Cattolico vuole dire proprio “sintesi”. Perciò sarei contro una alternativa o giocare al pallone o studiare la Sacra Scrittura o il Diritto Canonico. Facciamo ambedue le cose. E’ bello fare lo sport, io non sono un grande sportivo, ma magari andare in montagna mi piaceva quando ero ancora più giovane, adesso faccio solo camminate molto facili, ma sempre trovo molto bello camminare qui in questa bella terra che il Signore ci ha dato. Quindi non possiamo sempre vivere nella meditazione alta, forse un Santo nell’ultimo gradino del suo cammino terrestre può arrivare a questo punto, ma normalmente viviamo con i piedi per terra e gli occhi verso il cielo. Ambedue le cose ci sono date dal Signore e quindi amare le cose umane, amare le bellezze della sua terra non solo è molto umano, ma è anche molto cristiano e proprio cattolico. Direi che – e mi sembra di averlo già accennato prima – ad una pastorale buona e realmente cattolica appartiene anche questo aspetto: vivere nell’et et; vivere l’umanità e l’umanesimo dell’uomo, tutti i doni che il Signore ci ha dato e che abbiamo sviluppato e, nello stesso tempo, non dimenticare Dio, perché alla fine la luce grande viene da Dio e soltanto da Lui viene poi la luce che dà gioia a tutti questi aspetti delle cose che ci sono. Quindi vorrei semplicemente impegnarmi per la grande sintesi cattolica, per questo “et et”; essere veramente uomo ed ognuno secondo i suoi doni e secondo il suo carisma amare la terra e le belle cose che il Signore ci ha dato, ma essere anche grati perché sulla terra splende la luce di Dio, che dà splendore e bellezza a tutto il resto. Viviamo in questo senso gioiosamente la cattolicità.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Et et, la legge segreta del cristianesimo

  1. Gilbert scrive:

    Davvero bello questo pensiero di Benedetto XVI che nel colloquio con i sacerdoti dice cose davvero interessanti (ad esempio la risposta sul Concilio Vaticano II).

  2. Mauro Sgarzi scrive:

    Sarei stato più contento se avesse provato a esaminare i 400 sacerdoti su nozioni di catechismo, e sull’ultimo Motu proprio della messa in latino.

    Ne avremmo viste, anzi sentite delle belle.

  3. Psico scrive:

    Una volta Messori mi spiegò che il cattolicesimo è in piedi da duemila anni anche perché conosce questa legge segreta dell’”Et, et”. E pensare che ci sono tanti cristiani (e “atei devoti”) che vorrebbero quella dell’”Aut, aut”.

    Grazie, Tornielli.

  4. Grisostomo scrive:

    Mah. Non semplifichiamo così.
    In un momento di forte confusione e smarrimento alcuni richiami identitari, che credo lo stesso Benedetto XVI abbia nelle sue corde, fanno solo bene ai credenti.
    Forse quei cristiani (o atei devoti, come dici tu) vogliono solo far presente che non si può contemporaneamente credere et a Dio et a Mammona ….
    Ed infine, per amor di battuta: gli atei devoti ai cristiani non possono dare nessun turbamento.
    Senpre meglio -comunque- quelli che si interrogano, meglio i Nicodemi, piuttosto di quelli che sanno pregare e lo fanno con le sole labbra, lodandosi per la loro fede …..

  5. Stilicone scrive:

    L’et et, è comprensibile, solo all’interno dell’ortodossia, altrimenti si finisce nel relativismo nichilista, o nella teologia dell’assenza, quel farsi lievito che porta alla scomparsa, anzi al suicidio (Gramsci) dei cattolici democratici, i responsa ce lo ricordano chiaramente.
    E’ un pò come la pluralità dei carismi.
    Vi sono molteplici vie, per un unica destinazione, la santità.
    Che è cosa ben diversa dal cattocomunismo.

  6. Garlyc scrive:

    Forse vado fuori tema, ma sono imprevedibilmente d’accordo con Stilicone. Pur essendo, per molti versi, un “cattolico democratico” (che è solo una definizione politica: perché, quanto a fede, sono cattolico _e basta_), ho sempre percepito il malsano che veniva da un “farsi lievito” inteso come annichilamento della specificità cristiana. Il lievito si mescola con la pasta, ma la fa lievitare tutta, come il sale la fa diventare tutta salata: e sappiamo bene cosa dice il Signore del sapore del sale.