Don Giacomo

E’ morto ieri sera don Giacomo Tantardini, il prete – nato a Barzio, in Valsassina, ma naturalizzato romano – che è stato l’anima del mensile 30Giorni. L’ho conosciuto da vicino nel 1992, quando improvvisamente e inaspettatamente lasciai Padova, dove pensavo sarei vissuto, per trasferirmi a Roma entrando a far parte della redazione di 30Giorni. Se quegli anni sono stati i più belli della mia vita, è stato per l’incontro con lui e con gli amici che stavano con lui. A Bergamo, il 15 marzo 2010, durante una meditazione sulla Passione, don Giacomo aveva detto:

La passione di Gesù non è un eroismo. E’ il bambino che, abbandonato, si abbandona per una pienezza di amore che gli si è riversata nel cuore. E’ il bambino che vive tutta l’esperienza del dolore umano abbandonandosi nelle braccia del Padre per una pienezza di predilezione che gli è infusa nel cuore[…] Non so se sono riuscito a esprimere la commozione nel guardare così Gesù crocifisso. Nel guardare Gesù che dice “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e che nello stesso tempo, si abbandona nella braccia del Padre. Si abbandona per una pienezza di carità che il Padre gli dona. Così anche la sua ubbidienza, che ci ha salvati, è innanzitutto grazia, è predilezione del Padre per il Figlio prediletto.

L’immagine più viva che conservo di lui è quel suo sguardo di bambino abbandonato nelle braccia di Gesù.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

27 risposte a Don Giacomo

  1. minstrel scrive:

    Dio si è fatto bambino – che cosa significa questo in una società che è ostile ai bambini come nessun’altra in nessun’epoca e in nessun luogo? Significa per forza di cose che mai degli esseri umani sono stati tanto lontani da Dio come noi uomini d’oggi. Significa anche che, nella nostra società, la caratteristica specifica dei bambini – e cioè la capacità di stupirsi e l’attendersi tutto dagli altri – non deve essere una vergogna, bensì una virtù, anzi, qualcosa di divino. [...] Affinché, d’ora in poi, lo stupore e l’interrogarsi contino di più che sapere molte cose.”

    Berger, Klaus. Jesus, Munchen, Pattloch Verlag GmbH & Co., 2004 (tr. it. Anna Bologna, Gesù, Brescia, Queriniana, 2006) p. 155

    Grazie Dott. Tornielli.

    • Sal scrive:

      @ minstrel
      Mi congratulo sig. minstrel, vedo che finalmente ha trovato la risposta alla mia domanda: “ cosa significa divenire come bambini” ( 1 Cor 14.20) “ la capacità di stupirsi e l’attendersi tutto dagli altri”.
      “lo stupore e l’interrogarsi contino di più che sapere molte cose.”
      ‘Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode’” (Mt. 21.16) Continui così !

  2. Mario scrive:

    Sono davvero grato al Signore per aver incontrato un uomo buono e un grande testimone con don Giacomo. A Dio caro nostro don giacomo salutaci Tommaso e tutti i nostri amici in paradiso.
    Pregate per noi

  3. stefania piergallini scrive:

    Grazie Andrea! Anche io e Franco con i nostri figli ieri sera, nel gran dolore per la sua perdita (perchè mi dispiace non poterlo sentire più parlare di Gesù come sapeva fare lui, commuovendo il cuore), li abbiamo immaginato…finalmente in braccio al Bambino Gesù…con don Giussani e tutti i cari amici, grandi e piccoli, famosi e non, di cui ha sempre custodito la memoria viva e ce l’ha trasmessa.
    Ieri sera nostro figlio Luca ci ha chiesto di raccontargli qualcosa di lui, come chiede spesso di don Giussani, dispiaciuto di non averli conosciuti. Gli abbiamo detto che è stato per noi un grande testimone di Gesù vivo, presente commovente…come Gesù per, per la vedova di Nain, per Maria Maddalena, per il buon ladrone…
    E…ora lo pregheremo…che interceda per noi perchè conserviamo una fede semplice.

  4. roberto di roma scrive:

    Grazie Don Giacomo
    mi hai fatto conoscere Gesù

    ancora ricordo quella domenica in cui casualmente ero venuto a Santa Maria in Trastevere
    il 16 giugno 1985
    ragazzetto in procinto della maturità
    con domande dubbi speranze
    e schemi per arrangiarsi con risposte non corrette

    sentirti seduto su quelle scale
    e neppure potevo vedere chi parlava

    ma mi sembrava che parlassi solo a me
    che rispondessi a tutte le mie domande
    che spazzassi via le mie inutili certezze

    Grazie Don Giacomo
    ti voglio bene

  5. davide scrive:

    Non un ricordo ma una certezza.
    Don Giacomo con i suoi splendidi momenti nei quali ci parlava di Sant’Agostino solo con quella passione e quell’attrattiva che non poteva non coinvolgerti .
    Grazie per quei appassionanti momenti nella Basilica del Santo a Padova, per quelle giornate trascorse insieme , per quella limpida passione per Gesù .Riusciva semplicemente a trasmetterci l’entusiasmo per la bellezza

  6. igor traboni scrive:

    solo il Signore sa di quali Amici abbiamo bisogno. E davvero per te Andrea, e per molti altri, è stata una grande Grazia. Come ha scritto oggi mons. Negri, nell’addio c’è un “a Dio”

  7. Ferdinando scrive:

    Pur non potendo nascondere la tristezza per non poter più vedere, né sentire Don Giacomo, che è stato il mio padre spirituale per più di 30 anni, prevale nel mio cuore la gratitudine per la Grazia di aver fatto parte di una compagnia che ha avuto lui come riferimento.
    Sono certo che ora dal Paradiso, vicino a Santa Teresina, continuerà a starci vicino ed a guidarci.
    A Dio caro Don Giacomo

  8. Alberto Farina scrive:

    Tantardini non era brianzolo, essendo nato a Barzio, in Valsassina, territorio che niente ha a che fare con la Brianza.

    • thom yorke scrive:

      Aggiungo alla nota geografica una piccola nota storica: a beneficio dei lettori che non ne fossero già a conoscenza – anche il padre (putativo. . .) di Alessandro Manzoni era di Barzio. . .
      Mi ha sempre fatto riflettere pensare sulla profondità delle radici della storia: le bellissime pagine di Giacomo Tantardini su Manzoni (“Il cristianesimo una storia semplice” – se non erro, il titolo del libello) sono anche un incredibile esempio della materialità della successione e della tradizione della una cultura. . . la fede di don Giacomo e quella dell’autore dei “Promessi sposi” (romanzo storicoo che parla proprio della povertà della fede) hanno la stessa patria. . . Bisogna riflettere su questo punto, specie perché oggi nella Chiesa l’eredita di Manzoni è assolutamente sottovalutata. . .
      Cito G. da quelle pagine, le prime sue che ho letto:
      “Te ne abbiamo dette tante, Maria: ci resta solo una preghiera semplice”

      • Sal scrive:

        @ thom yorke
        Il cristianesimo una storia semplice” – …. i “Promessi sposi” (romanzo storico che parla proprio della povertà della fede) . . . Bisogna riflettere su questo punto, “
        Si caro thom credo sia proprio il caso di riflettere, ma non sulla povertà della fede, quanto sulle complicazioni che essa presenta, perché la questione non è così ”semplice” anzi, piuttosto complicata mi pare, le faccio qualche esempio:
        Nel Vangelo si legge che Gesù disse a Maria Maddalena, “non toccarmi perché non sono ancora asceso al Padre” Però poi si fa toccare da Tommaso, ha idea perché la differenza ? E poi, come avrebbe potuto toccarlo DOPO che fosse asceso ? Oppure, perché mai avrà dato ai suoi amici lo Spirito Santo due volte, ? ( Gv. 20.22 Atti 2.3) e poi dice di non “allontanarsi da Gerusalemme,” ( Atti 1.4) e mi chiedevo come mai ? forse che lo Spirito Santo non avrebbe funzionato fuori città ? Oppure perché mai Paolo dice che la vera circoncisione è quella dello Spirito ( Rm 2.25-29; Fil 3.3) ma poi fece circoncidere Timoteo a motivo dei giudei,( Atti 16.3) ancora, nel vangelo è scritto di pregare nella cameretta ( Mt 6.6) e si fanno moltissime cerimonie e riti esterni, oppure di non pregare dicendo le stesse parole ( Mt 6.7) ma i rosari sono una ripetizione delle stesse parole e potrei continuare… le pare una fede semplice ? a me pare complicato spiegare tutte queste situazioni. Ci ha mai fatto caso ? Ce ne sono molte altre ancora.

        • thom yorke scrive:

          una considerazione base: interrogarsi sulle verità della fede, particolarmente complesse, così alla rinfusa mi pare solo un modo per alzare polvere intellettuale. . .

          comunque posso consigliarti di approfondire sui vari testi dei padri della chiesa, se sei così paziente: sono questioni che hanno occorso secoli per essere affrontate a dovere. . .

          io personalmente, sono un tipo curioso, ma penso che ognuno abbia i suoi doni: alcuni sono costituiti sacerdoti, altri profeti, altri hanno il dono delle lingue, etc etc

          un paio di note: paolo di tarso si “contraddice” a ripetizione nei vari insegnamenti che rifila alle comunità sparse per il mediterraneo. . . ma trattandosi di suggerimenti pratici. . . sono consigli elaborati caso per caso. . . naturalmente. il vangelo, ancora di più, è una storia. . . per comprenderne l’evoluzione bisogna tenersi informati . . .

          mi permetto di suggerire un modo per esercitare la mente alle variazioni sul tema: l.v.beethoven: “diabelli variationen” (ottima produzione deutsch gramm., polini, 10/15 euro)

          infine, occhio al più marchiano degli errori in partenza: il vangelo non è stato scritto in italiano, per cui fossi in te diffiderei da certe questioni – specie affindandosi a traduzioni cei anni ’70, de opinio. . . – meglio prima provare a verificare di persona il testo in greco, oggi si può fare: c’è un’edizione con testo a fronte, san paolo.

          molto affascinante

          verso altri utenti che hanno commentato dopo di me sei stato “vagamente irriverente”, che ti passa per la testa?

    • Ambrogio D'Agostino scrive:

      Carissimo Alberto ti sbagli. Ti posso assicurare che era anche brianzolo, per l’esattezza Lissonese, te lo dice qulacuno che ha avuto la fortuna di vedere con lui moltissimi film di cowboy. Ringraziamo Dio, che ce la donato e ce l’ha fatto incontrare.

  9. FILIPPO LANDI scrive:

    Grazie Andrea per il tuo ricordo di Don Giacomo. Grazie per la sua foto che hai deciso di pubblicare e per il commento finale che hai scritto. Giacomo era un uomo buono, innamorato di Gesù, ma non facile, così come lo sono i bambini. Grazie Giacomo per la fede in Cristo e l’amore all’Uomo che hai trasmesso anche a me. Filippo

  10. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie a tutti.
    Grazie ad Alberto, che mi ha permesso di correggere l’errore sul “brianzolo”…

  11. Emanuela scrive:

    Don Giacomo mi ha insegnato a pregare, a vivere direttamente e concretamente il rapporto con Gesù.
    Quando ho avuto la possibilità di vederlo pregare o celebrare la S. Messa era evidente questo abbandono nelle braccia del Padre proprio come un bambino e mi si stringe il cuore pensare di non vederlo più, anche se sono certa, come ho riletto stasera, quello che Don Giussani gli aveva detto e cioè che in Paradiso sarebbe stato vicino a Santa Teresa di Gesù bambino.

    • Sal scrive:

      @ Emanuela
      “quello che Don Giussani gli aveva detto e cioè che in Paradiso sarebbe stato vicino a Santa Teresa di Gesù bambino.”
      E Giussani come faceva a saperlo ? una linea diretta ?

      p.s dopo il purgatorio o nessun purgatorio ?

  12. Corrado scrive:

    Commentando le parole del centurione sotto la croce (“Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”, Mc 15, 39), nell’ultima, brevissima, omelia a San Lorenzo fuori le mura, durante la S.Messa per la Domenica delle Palme di sabato 31 marzo, Giacomo concludeva dicendo: “Nelle parole del centurione c’è tutta la fede cristiana (…) Come è bello lasciarsi portare dalle braccia del Figlio di Dio!”. Sono le ultime parole che in tanti gli abbiamo sentito pronunciare. Parole che abbiamo non solo ascoltato quel giorno, ma visto in atto – senza alcun nostro merito, ma per la bontà del Signore – nei suoi occhi e nella sua vita, conforto e sostegno per – come lui diceva spesso – “il nostro povero cuore”. Ci benedica e ci aiuti dal Cielo a rimanere in questo abbandono, nutrito di silenzio e di preghiera.

    • Sal scrive:

      @ Corrado
      “Commentando le parole del centurione sotto la croce (“Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”, Mc 15, 39),”

      Sig. Corrado, credo che il centurione non potesse saperlo non era ancora risorto…
      ” costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.” ( Rm 1.4)

      Ma se fu costituito Figlio DOPO la risurrezione ? Prima cos’era ?

  13. Biagio scrive:

    Conservo il ricordo di un prete che leggeva le pagine dei Dialoghi con Leucò a una platea di diecimila ragazzi incantati. E quella voce che sussurrava ed evocava immagini di grande potenza e tenerezza insieme. Non ho mai dimenticato quella voce, che si faceva a gara, poi, a imitare scherzando. Spero solo che mio figlio a vent’anni possa incontrare uno così.

  14. ritaroma scrive:

    Non ho conosciuto personalmente don Giacomo, ma dal tono dei vs post ho la certezza che fosse veramente un bravo sacerdote e un ottimo “pastore”…
    ecco, dato che ora si trova davanti al Signore, e non ha più barriere spirituali( solo Dio legge nel cuore degli uomini) , io gli chiederei di essere luce e forza per i giovani sacerdoti che sono in cammino di “ordinazione”……….. e illumini la mente a coloro
    (sacerdoti e cristiani)che hanno poco o confuso senso di pastoralità!

  15. ritaroma scrive:

    Non ho conosciuto personalmente don Giacomo, ma dal tono dei vs post ho la certezza che fosse veramente un bravo sacerdote e un ottimo “pastore”…
    ecco, dato che ora si trova davanti al Signore, e non ha più barriere spirituali( solo Dio legge nel cuore degli uomini) , io gli chiederei di essere luce e forza per i giovani sacerdoti che sono in cammino di “ordinazione”……….. e illumini la mente a coloro
    (sacerdoti e cristiani)che hanno poco o confuso senso di pastoralità!
    grazie dr Tornielli

  16. Sal scrive:

    @ritaroma
    “dato che ora si trova davanti al Signore, e non ha più barriere spirituali”

    ma lei pensa sempre prima di scrivere ? spirituale è il prodotto della mente e dato che l’encefalogramma è piatto come farà mai ad avere qualcosa di spirituale da morto ? Inoltre, essendo che la spiritualità è una roba solo per vivi, è una roba che non ha confini solo da vivi e non da morti.
    Ma che dice sig.ra ritaroma si riprenda dalle baldorie del sabato sera…. e come fa a sapere che si trova davanti al Signore ? il purgatorio no ? magari dopo ?!
    Aggiungo…. e la risurrezione no ? quando risorgerà, e se averrà, che farà lascerà il Sigore per tornare a combattere gli atei ?
    La spina mai o è andata via la corrente ?

  17. ritaroma scrive:

    quando la smetterà di parlare di cose che non conosce e di fare domande cretine, sarà sempre in tempo!
    si beva un bel bicchiere di latte invece del grappino, che alla sua età diventa pericoloso!

    Gli altri in questo thred sono stati più intelligenti di me, l’hanno ignorata….!
    bravi ragazzi!

    • Sal scrive:

      @ ritaroma
      “quando la smetterà di parlare di cose che non conosce”
      Perché non me le spiega ?
      “e di fare domande cretine,”
      Perché cretine ?

  18. Salvatore scrive:

    Anch’io come Andrea ho conosciuto don Giacomo nei primi anni 90.
    Incontrandolo avevi chiaro che Gesù era un fatto assolutamente nuovo e presente, capace di attirarti senza precondizioni morali.
    Incrociando il suo sguardo, come guardava le persone ti imbattevi in una scena evangelica.
    Per lui Cristo era una “cosa” che accadeva, strana, dell’altro mondo. Si capiva che quando parlava lui di Gesù, parlava di un ‘altra cosa, che non delle solite verità che come ricordava, “sono sempre e non accadono mai”.
    Ricordo la sua contagiosa allegria e l’essere sospesi alla Grazia.
    Com’era trasparente questo!
    Adesso, che non lo vedevo da tempo, lo sento già più vicino, come un amico in Paradiso. Grazie Don Giacomo, Ti voglio bene! Stammi vicino .

  19. FRANCO scrive:

    Ho conosciuto Giacomo nel’70 avevo 14 anni di famiglia di immigrati contadini poveri Un giorno mi ha fermato per strada e mi ha voluto bene da subito, ne ho da raccontare di cose che grazie a lui poi son successe in quell’anno che da novello sacerdote era nella nostra parrocchia di lissone,se volete vi potremo raccontare………dico solo che grazie a lui mi son sentito voluto bene dal Signore e che mentre pregava piangendo di commozione mi sentivo compreso e amato nella mia nullita’. Grazie Giacomo son sicuro che sei vicino a Santa Teresina del Bambin Gesu’ ne sono certo e a tutti i nostri cari che tu al funerale del tuo papa’ hai definito i nostri angeli in cielo che pregano per noi