Se i vescovi restano in carica meno dei direttori di un Tg Rai…

[photopress:Mazzocatook.jpg,full,alignleft]Cari amici, sono tornato dalle vacanze. Negli ultimi giorni ho scritto qualche articolo sul Giornale (dando conto ad esempio della nomina di mons. Pietro Parolin, sottosegretario ai rapporti con gli Stati, a nunzio in Venezuela e della nomina del suo successore, mons. Ettore Balestrero). Ora vi anticipo che domani sarà dato l’annuncio della nomina del nuovo arcivescovo di Udine, che prenderà il posto di mons. Pietro Brollo. Si tratta dell’attuale vescovo di Treviso, Andrea Bruno Mazzoccato. Di per sé si tratterebbe di un normale avvicendamento… ma c’è un ma. E vi spiego subito qual è la mia perplessità: monsignor Mazzoccato, originario della diocesi di Treviso, dov’era stato padre spirituale del seminario (1977-2001) e poi anche rettore dello stesso seminario (dal 1994), era stato nominato alla fine del 2000 vescovo di Adria-Rovigo, quindi, dopo appena 3 anni, era stato trasferito a Treviso (gennaio 2004). Ora, dopo appena cinque anni, diventa a sorpresa arcivescovo di Udine. E’ fuori discussione l’indubbio valore della persona, che viene chiamata a risolvere situazioni delicate o dove esistono contrasti. Ma è lecito chiedersi quale immagine di Chiesa venga data facendo “ballare” i vescovi da una sede all’altra nel giro di pochi anni. Un tempo il vescovo “sposava” la diocesi e vi permaneva a vita. Dopo il Concilio, i vescovi vanno in pensione a 75 anni. Si capisce che possano avvenire trasferimenti per promuovere a sedi particolarmente importanti prelati che hanno già fatto un’esperienza episcopale sul campo (anche se, vorrei ricordare ad esempio che gli arcivescovi ambrosiani Schuster, Montini e Martini sono arrivati in diocesi di Milano senza precedenti esperienze episcopali: il primo è beato, il secondo è diventato Papa e anche per lui è in corso il processo di beatificazione); ma questa girandola continua di sedi non può non destare perplessità, anche perché a suo tempo, l’allora cardinale Joseph Ratzinger, così come l’allora Prefetto della Congregazione dei vescovi cardinale Bernardin Gantin, si erano espressi contro questa prassi ormai invalsa. Sembra che la scelta sia caduta su monsignor Mazzoccato dopo che non è andata in porto la designazione dell’attuale Segretario della Congregazione dei religiosi, l’arcivescovo francescano Gianfranco Gardin, che pare comunque destinato a lasciare la Curia romana e non è escluso che ora venga candidato a Treviso. Sono convinto che le Chiese locali meritino più attenzione e quando ricevono un pastore, dovrebbero poter contare sul fatto che il vescovo rimanga in sede come minimo per una decina d’anni.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

99 risposte a Se i vescovi restano in carica meno dei direttori di un Tg Rai…

  1. sammypeter scrive:

    Gentilissimo Tornielli,
    al caso da lei citato del Vescovo di Udine, mi consenta di aggiungere quello del nuovo Vescovo di Manfredonia – Vieste – S. Giovanni Rotondo. Questo perché Michele Castoro, che deve ancora prendere possesso della Diocesi, a quanto mi risulta, e che sostituisce Mons. D’Ambrosio, promosso Arcivescovo di Lecce, è stato in carica come Vescovo di Oria, la mia diocesi di provenienza, 4 anni scarsi. Prima di lui era stato per qualche annetto in più, Mons. Marcello Semeraro, poi promosso Vescovo di Albano. Per capirci, da noi si sta diffondendo l’idea che Oria sia solo una diocesi di passaggio.. E non è molto bello.

  2. Tradizionale scrive:

    Finalmente, Tornielli!!!
    Era veramente ora che Lei parlasse con chiarezza come ha fatto in questo thread e condannasse apertamente questa, come mille altre consuetudini di erosione della Chiesa di Cristo nel nome di una malintesa ermeneutica del Concilio, secondo la quale – nell’ottica della filosofia Rahaneriana che impregna di sè ogni documento consiciale, la Chiesa di Cristo deve sempre più potare l’apparato gerarchico per privilegiare un non meglio precisato sacerdozio regale dei credenti (leggasi credenti laici pseudoprogressisti).
    Intanto le diocesi stanno diventando terra di frontiera e di nessuno, i seminari si svuotano, l’obbedienza al Papa è divenuta in mille casi un fatto purtroppo risibile…

  3. Andrea Tornielli scrive:

    Ringrazio per l’ulteriore esempio, ma vedete, c’è una differenza sostanziale: è vero che sia mons. Castoro sia mons. Semeraro sono stati solo per poco tempo ad Oria, però nel caso che ho citato siamo al secpondo trasferimento dopo breve tempo. Per questo il caso di mons. Mazzoccato (un prelato, ribadisco, di valore) balza agli occhi…

  4. silvio scrive:

    Facciamoli nominare dallo stato italiano… Sono certo che il problema, anche nella bassa cultura ed onestà che
    contraddistingue il ns ordinamento statale, sarebbe meno grave che non oggi.

  5. Simon de Cyrène scrive:

    Bentornato,Gentilissimo Dott. Tornielli!

    Se Lei mi permette di essere un po’ caustico, direi che il problema (almeno fuori Italia) in certe diocesi, a volte, sarebbe di avere certi prelati (sessantottardi) un po’ troppo a lungo…

    Comunque, scherzi a parte, concordo sul fondo: un (Buon) Pastore deve essere stabile.

    In Pace

  6. Michelangelo scrive:

    Carissimo Andrea, è rientrato dalle vacanze in splendida forma! Condivido le sue osservazioni. Quanto bisogno di santità abbiamo!!!

  7. Francesco scrive:

    Anche il quarto trasferimento di Mons. D’Ambrosio, balza agli occhi…

  8. raffaele savigni scrive:

    Concordfo sostanzialmente con le osservazioni di Adrea Tornielli, anche se credo che in casi particolari sia giusto promuovere i vescovi migliori.Una chiesa deve poter sentire il suo pastore conme un padre stabile, che la conosce veramente (e per conoscere bene una diocesi ci vogliono anni).
    Le osservazioni di Tradizionale invece c’entrano come i cavoli a merenda. L’avvicendamento dei vescovi non è certo colpa del Concilio. Ed è giusto sottolineare il sacerdozio regale dei fedeli, della cui centralità erano convinti già i Padri (vedi il libro di Dabi, Le sacerdoce royal…). sant’Agostino diceva: “per voi sono vfescovo; con voi sono cristiano”.

  9. Tradizionalista scrive:

    Solo l’Arcivescovo di Salerno, Monsignor Gerardo Pierro, continua a restare saldo sulla sua Cattedra malgrado il continuo tentativo della Sede Apostolica di spostarlo e convincerlo a dimettersi… Ma aprile è vicino e a 75 anni dovrà fare le valigie…

  10. Gian scrive:

    apprendo da queste righe il trasferimento del mio amato Vescovo Andrea Bruno…come ben detto un prelato di altissimo valore….una persona splendida, molto alla mano, simpatico..

  11. Caro Oritano,
    su castoro non mi pronuncio, ma la perdita di quell’altro non è che sia stata una di quelle da piangere a lungo ;)

    Vedi, la tua Diocesi, come mille altre in italia rischiano, è vero, di divenire “di passaggio” o per “di tirocinio” per personaggi ambiziosi(coi santi in….oops…nei sacri palazzi), tipo quello lì.
    Il fatto è che, obiettivamente, mi chiedo se non sia il caso di pensare(dico: P E N S A R E)ad alcuni accorpamenti, cosa del resto già avvenuta. Con tutto il rispetto: piazza armerina, teggiano,sessa aurunca, trivento,oria stessa, pinerolo,pescia,foligno…….devo andare avanti?

  12. Purtroppo la Chiesa non è esente da giochetti “mondani”.

    Ecclesia casta et meretrix.

  13. Gabriella scrive:

    Ben tornato Mr. Andrea :)

  14. alberto quagliotto scrive:

    Mi associo in toto alle osservazioni sul trasferimento di Mons. Mazzoccato, oltre che alle lodi sulle sue indubbie capacità. Troppa velocità rischia di burocratizzare e desacralizzare il munus vescovile, e mette i fedeli in un continuo clima da campagna elettorale, più consono a costumi laicali che non a quelli sacerdotali. Un clima sottilmente pre-tridentino, piuttosto che post-conciliare (…intelligenti pauca…..).
    A questo punto, stante il breve orizzonte, dobbiamo forse già chiederci chi sarà il successore del successore del vescovo attualmente in carica.

  15. Ennodius scrive:

    Mi chiedo che cosa è meglio: essere una “diocesi di passaggio” (quindi avere come vescovi delle persone in gamba seppure per un tempo relativamente breve), o una “diocesi di parcheggio”, cioè “binari morti dove vengono dimenticati i vagoni di lusso”? Conosco più di una diocesi dove da cinquant’anni si attende un vescovo capace di risollevarne le sorti… e dove invece vengono piazzate delle brave persone, magari anche spirituali, ma incapaci di governare senza lasciarsi condizionare dal loro “entourage”.

  16. sammypeter scrive:

    Gent.mo De Matteis,

    concordo con lei che la perdita di Semeraro non sia stata decisamente da piangere (anzi, siamo franchi, c’è stato proprio di che rallegrarsene). Concorderei pure per il resto, ma, che ci vuole fare… alla mia Diocesi sono attaccato :D
    Saluti.

  17. Andrea Tornielli scrive:

    Non concordo affatto con le espressioni di Sammypeter e Cosimo circa il vescovo Semeraro, che ho avuto modo di conoscere personalmente e di apprezzare.
    at

  18. Silvano scrive:

    quando la massoneria si esprime così: “… sacerdozio regale dei fedeli …” si lascia “scappare” il suo massimo auspicio …

  19. D. scrive:

    Una sola piccola precisazione. Il Beato A. I. Schuster, pur non essendo vescovo, era da 11 anni Abate Ordinario di S. Paolo. Oltre a questo aveva avuto alcuni incarichi dalla S. Sede, ad esempio era stato Visitatore Apostolico proprio al seminario di Milano.

  20. Andrea scrive:

    Bentornato dott. Tornielli!
    Complimenti per la puntualità con la quale ci aggiorna, complimenti tra l’altro condivisi da un importantissimo Arcivescovo italiano e impegnato in Italia… con il quale ho avuto modo di parlare nei giorni scorsi proprio del Suo blog.
    Anch’egli come me condivide pienamente il Suo pensiero. Assodato il concetto che le doti e le virtù di mons. Mazzoccato sono indiscusse, resta il fatto che da questo modo di agire da parte di chi a ciò e preposto… (per carità non mettiamo di mezzo il Papa) si evince una concezione dell’episcopato inteso come carriera. Lo stesso termine “promosso” indica questa stortura mentale. Il termine esatto dovrebbe essere “traslato”. La Diocesi di Milano agli occhi di Dio ha lo stesso valore della Diocesi di Ischia o della Abbazia Territoriale di Cava. Identico concetto dovrebbe valere per gli uomini di Chiesa!
    I vescovi come pretenderanno di essere credibili agli occhi dei preti (loro primi collaboratori) se essi per primi (non tutti per carità!) vivono nell’attesa di approdare a nuovi lidi ovviamente sempre più importanti (umanamente parlando!)?
    In Italia, si sa, ci sono – e ci saranno – dei casi di vescovi inquieti che – credo – non si acquieteranno neppure al compimento dei 75 anni; avranno sempre la speranza di raggiungere la porpora! (In alcuni post è stato fatto almeno un esempio molto calzante…!).
    Credo proprio che sia arrivato il tempo di riconsentire al clero locale di scegliere il proprio vescovo e di determinare in qualche modo il trasferimento dello stesso. Non è sufficiente l’inchiesta che viene fatta prima dell’elezione del vescovo anche perchè quell’inchiesta per una serie di motivi – veri o presunti tali – non sortisce mai l’effetto desiderato dal clero.
    La Nunziatura dovrebbe prima chiedere che tipo di vescovo si desidera; dopo aver individuato una rosa di nomi approvati dalla Congregazione competente, dovrebbe presentarla al clero locale il quale dovrebbe indicare tra questi nomi una terna da sottoporre al Santo Padre.
    Una volta che il vescovo viene eletto deve restare nella sua diocesi almeno una dozzina di anni. Ovvero il tempo necessario per apportare nei primi tre anni le eventuali necessarie modifiche all’apparato diocesano e poi finalmente improntare un piano pastorale che abbia la durata almeno di un mandato di un parroco (circa nove anni).
    Qualcuno ha sollevato il problema delle “diocesi parcheggio”. E’ vero anche questo è un problema. Ma quando ci si accorge che forse si è fatto qualche errorino nell’elezione di un vescovo oppure (succede spesso) il clero locale è davvero molto poco malleabile (ho usato un grande eufemismo!) come si fa a cambiare? Nel primo caso nessuna diocesi vuole quel vescovo, nel secondo nessun vescovo vuole quella diocesi.
    Per concludere credo che qualcosa in Italia potrà finalmente mutare quando muteranno i vertici della Congregazione a ciò deputata (ai tempi di Gantin e di Neves Lucas Moreira questi casi erano più rari).

  21. giacomo giuffrida scrive:

    Forse vado fuori tema, ma, che dire del tourn-over dei parroci, che spesso non restano in carica ed in sede per più di 5/6 anni, e poi vengono trasferiti ad altra sede ? In una piccola comunità,come quella in cui abito, (3500abitanti) la cosa è più triste, visto che appena instaurata una reale sinergia coi fedeli, si debba ricominciare a conoscersi, comprendersi e stimarsi. Una volta il tuo parroco ti conosceva sin dall’infanzia, e ti seguiva poi, in genere lungamente, nel tuo cammino d’uomo, e tu sapevi che c’era e sopratutto “chi fosse”, oggi questa bellissima continuità pastorale spesso viene meno, con conseguenti scollamenti ricorrenti. Perchè questo raccorciamento drastico della loro missione ??

  22. maxx scrive:

    Secondo me, i vescovi una volta nominati, dovrebbero rimanere in una diocesi per sempre, in questo modo si limiterebbe il carrierismo di certi vescovi, i quali, pensano sempre ad essere trasferiti a sedi più prestigiose, magari cardinalizie. Inoltre, sono del parere, che bisognerebbe coinvolgere anche i fedeli nella scelta del vescovo, come avveniva nei primi secoli della Chiesa, mentre invece, oggi i fedeli, non hanno alcuna voce in capitolo e le nomine, vengono fatte secondo interessi particolari di alcuni gruppi di potere, non certo per salvaguardare le esigenze dei fedeli.

  23. Damiano scrive:

    Qui a Cagliari alcune voci danno per prossimo partente anche il nostro Arcivescovo Mons. Giuseppe Mani cosa che escluderei visto che ha compiuto già 73 anni e non avrebbe senso dargli un nuovo incarico che terrebbe per soli due anni

  24. Giuseppe scrive:

    E’ giusto che i vescovi e i parroci dopo un certo tempo devono essere trasferiti. Capitano situazioni dove per anni e anni di situazioni disastrose rimangono tali e rovinano intere generazioni di fedeli.

  25. Carlo scrive:

    Salve dott. Tornielli,

    riguardo all’uscita del vescovo Mazzocato, mi sembra strano che questo vescovo viene mandato in una diocesi – cioè a Udine – che conta meno abitanti e meno sacerdoti rispetto a quella di Treviso. Certo, Mazzocato è stato “promosso” ad arcivescovo ma fino a che punto conta questo “titolo”? E’ davvero una promozione o è da ritenersi una bocciatura? Qual è la sua opinione?

  26. Alberto - Udine scrive:

    Concordo in linea generale con quanto affermato da Tornielli, ma nel caso particolare di Udine credo sia stato meglio mettere un sacerdote con precedenti esperienze nell’episcopato.

    La situazione della chiesa udinese è terribile ed esige mano ferma: un clero riottoso e disobbediente con preti dediti più a militanze politiche che alla missione sacerdotale. Una secolarizzazione avanzata che ha rivoltato come un calzino la secolare vocazione cattolica della regione; logge massoniche che insieme ad una classe dirigente politica proveniente dall’esterno (Honsell, Serracchiani etc.) sta lavorando per sradicare tradizioni secolari: basti pensare al caso Englaro. Non vi era un solo sacerdote all’altezza in diocesi e un vescovo friulano sarebbe stato ostaggio dei confratelli: evidentemente papa Benedetto XVI è stato ben informato.

  27. Tradizionale scrive:

    Bravo, Silvano.
    Oramai i muratori stanno dietro una cattedra e danno lezione di volgarità oltre che di ignoranza.

  28. Marco Agostini scrive:

    Sono un diocesano di treviso ed ex seminarista.. Sono entrato in seminario l’anno della ordinazione episcopale di Mons. Andrea Bruno Mazzocato all’età di 15 anni quando era Rettore.. Fin da quell’età nutro una profonda stima per questo Sacerdote che ho avuto la fortuna di avere come mio Vescovo e che ha lasciato nelle nostre terre una grandissima eredità per la solerzia e l’energia con cui in questi anni ha guidato la nostra diocesi, per l’impegno e la passione con cui si è dedicato ai giovani, ai movimenti e al Seminario . Ad udine arriva un grande che merita la preghiera corale della diocesi che gli ha dato il sacerdozio e che ha guidato in questi troppo brevi 5 anni. Accogliete con gioia il dono che il buon Dio fa alla chiesa di Udine e pregate per lui.
    Grazie Eccellenza

  29. Andrea Tornielli scrive:

    Il vescovo Mazzoccato a mezzogiorno di oggi ha annunciato la nomina ad arcivescovo di Udine. Non nascondendo la propria commozione, mons. Mazzocato ha ammesso di essere stato informato della richiesta del Papa soltanto alcune settimane fa, aggiungendo di aver «accettato in filiale obbedienza». «Il fatto che il papa mi abbia chiesto questa
    disponibilità in un momento della vita in cui i miei programmi erano altri – ha aggiunto – mi conferma ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che questa è la volontà di Dio».
    Mi colpiscono queste parole. Confermano la grandezza del vescovo, che ha obbedito, oggi come cinque anni fa, quando lasciò con rimpianto la diocesi di Adria-Rovigo dov’era appena arrivato. Ma non cambio idea sul fatto che questa “traslazione” lascia più che perplessi: per risolvere un problema a Udine, si interrompe un cammino da poco iniziato a Treviso. Mi chiedo: davvero non c’era in tutto il Triveneto (o in tutta Italia) un sacerdote episcopabile per Udine?

  30. raffaele savigni scrive:

    Il “sacerdozio regale dei fedeli” è tema che fa parte della Tradizione patristica, non certo inventato dai massoni. E io figlio di un muratore (non certo massone, né io né lui…), sono stanco della volgariotà stupida di chi della vera Tradizione non capisce nulla. Basta!
    Di fronte ad un clero che rischia l’estinzione è giusto pregare per le vocazioni. Ma mi sembra anche gusto valorizzare i carismi di tanti laici preparati: questo volevo dire e questo ribadisco. Alla faccia di chi ha la bocca piena di formule ripetitive e non nasconde una vecchia mentalità clericale: questa sì estranea alla vera Tradizione. Fosse per voi, cari Silvano e Tradizionale, scomunichereste anche sant’Agostino, Gregorio Magno e il beato Rosmini!. Forza, provate a leggere questi autori.

  31. Andrea scrive:

    Bravo Savigni!
    Il sig. Tradizionalista così pio e devoto s’informi prima di sparare giudizi (calunnie). L’Arcivesco Primate Metropolita di Salerno-Campagna-Acerno è stato prosciolto da ogni accusa con formula piena e a motivo delle infinite e quotidiane sofferenze inflittegli dal suo clero nelle settimane scorse ha anche avuto un infarto. “La carità salverà il mondo” non gli inchini e gli incensi.

  32. Silvano scrive:

    il mondo non verrà di certo salvato da tavole imbandite con lo straccio arcobaleno, quanto alle letture, lo scrittoio “è pieno” di Sant’Agostino, Sant’Alfonso Maria De Liguori, Columba Marmion, Padre Lorenzo Scupoli quindi, veda di cominciare lei a leggere Mons. Benigni, Don Paolo De Toth, Don Davide Albertario, … e non le porcherie murriane che ingombrano le vostre cattedre moderniste .

  33. Matteo-Udine scrive:

    Concordo con quanto detto dal mio concittadino Alberto.

    Lo stato della chiesa friulana è avvilente da molto tempo e percepibile da tutti: malversazioni economiche e scandali morali, militanze politiche (e massoniche) di molti sacerdoti con posizioni palesemente contrarie alla Fede. Assenza in molte parrocchie di qualsiasi prospettiva comunitaria e di carità tra il clero e con i laici. La scelta, a suo tempo, di un arcivescovo friulano, già ausiliare del precedente ordinario Battisti non ha certo aiutato ad affrontare questi nodi.
    Poi c’è stato il caso di Eluana, in cui la diocesi, sin nei suoi più alti esponenti, ha avuto un comportamento che definire ambiguo è un eufemismo e che ha sconcertato molti laici e probabilmente anche qualche ambiente romano..

    Leggo in proposito che Mazzoccato arriverà a Udine già in settimana. Un vero e proprio blitz da amministratore apostolico, che forse conferma il “giro di vite” in diocesi di cui parlano.. vedremo! Intanto preghiamo per il nuovo Arcivescovo e, aggiungo in Friulano, che Diu nùs Judi!

    PS un complimento a Tornielli per il blog, gli articoli e i libri.

  34. Intanto non si capisce dove un tale, che ha scritto qui, ha appreso della c.d. “abbazia territoriale di cava”, accomunandola-con un pizzico di disprezzo-alla diocesi campana di ischia e accomunandola-con due pizzichi di ipocrisia-a quella meneghina. Dico questo perchè è arcinota la boria di moltissimi appartenenti alla diocesi ambrosiana e parimenti di quella patavina(prima e seconda, rispettivamente, per grandezza). Non mi soffermo su quest’ultimo aspetto(potrei farlo, però: sei anni vissuti a pd me lo permetterebbero). In tale ottica di conoscenza diretta va letto, forse, l’accorato intervenire di Andrea, chioggiotto, in questo thread triveneto. Ed in tale ottica(oria è a 20 km da casa mia)che mi sento di confermare quanto ho detto di marcellosemeraro e quanto, a maggior ragione, ha potuto dire l’oritano sammypeter. Certo, i suoi fan (e, SINCERAMENTE, non mi sento di includere fra costoro Tornielli)diranno che è un santo è che “si avvicina decisamente VERSO ROMA”-così dicono gli sfegatati supporter del suo villagio rurale natio. (altri, viceversa dicono, che un pericolo è meglio averlo sempre sotto controllo, da qui il suo stare ai castelli). Chissà, forse qualcuno di albano conosce la verità…..
    (ps:ho poi letto queste parole “Credo proprio che sia arrivato il tempo di riconsentire al clero locale di scegliere il proprio vescovo e di determinare in qualche modo il trasferimento dello stesso. Non è sufficiente l’inchiesta che viene fatta prima dell’elezione del vescovo anche perchè quell’inchiesta per una serie di motivi – veri o presunti tali – non sortisce mai l’effetto desiderato dal clero.” e vi ho letto tutta la martin….ooops milanesità. ;)
    http://partitopopolaresturziano.myblog.it/

  35. Intanto non si capisce dove un tale, che ha scritto qui, ha appreso della c.d. “abbazia territoriale di cava”, accomunandola-con un pizzico di disprezzo-alla diocesi campana di ischia e accomunandola-con due pizzichi di ipocrisia-a quella meneghina. Dico questo perchè è arcinota la boria di moltissimi appartenenti alla diocesi ambrosiana e parimenti di quella patavina(prima e seconda, rispettivamente, per grandezza). Non mi soffermo su quest’ultimo aspetto(potrei farlo, però: sei anni vissuti a pd me lo permetterebbero). In tale ottica di conoscenza diretta va letto, forse, l’accorato intervenire di Andrea, chioggiotto, in questo thread triveneto. Ed in tale ottica(oria è a 20 km da casa mia)che mi sento di confermare quanto ho detto di marcellosemeraro e quanto, a maggior ragione, ha potuto dire l’oritano sammypeter. Certo, i suoi fan (e, SINCERAMENTE, non mi sento di includere fra costoro Tornielli)diranno che è un santo è che “si avvicina decisamente VERSO ROMA”-così dicono gli sfegatati supporter del suo villagio rurale natio. (altri, viceversa dicono, che un pericolo è meglio averlo sempre sotto controllo, da qui il suo stare ai castelli). Chissà, forse qualcuno di albano conosce la verità…..
    (ps:ho poi letto queste parole “Credo proprio che sia arrivato il tempo di riconsentire al clero locale di scegliere il proprio vescovo e di determinare in qualche modo il trasferimento dello stesso. Non è sufficiente l’inchiesta che viene fatta prima dell’elezione del vescovo anche perchè quell’inchiesta per una serie di motivi – veri o presunti tali – non sortisce mai l’effetto desiderato dal clero.” e vi ho letto tutta la martin….ooops milanesità. ;)

  36. Andrea scrive:

    Sono sincero: non ho capito bene quanto ha commentato Cosimo de matteis!
    Risponderò in base a quanto mi è sembrato di comprendere.
    A Cava dei Tirreni (Sa)- in pieno territorio dell’Archidiocesi di Amalfi-Cava – esiste un’Abbazia Territoriale denominata “SS. Trinità” la cui giurisdizione si estende a 3 (tre)parrocchie cittadine; l’abate Ordinario è Dom. Chianetta; quest’anno l’Abbazia celebrerà il proprio millennio di fondazione.
    Nel mio commento ho cercato di dire che una diocesi tanto piccola (così come lo è anche Ischia) è importante agli occhi di Dio tanto quanto la mega diocesi ambrosiana; pertanto un qualunque uomo di Dio (vescovo, presbitero, ecc…) dovrebbe lavorare alacremente e sentirsi onorato di farlo e in una micro diocesi e in una macro diocesi. In qualche modo quindi intendevo sostenere – sebbene con toni diversi – lo stesso discorso fatto dal de matteis.
    Quindi nessun disprezzo per nessuna diocesi.
    Mi è sembrato, poi, di capire che dovrei essere affetto da un qualche non meglio specificato virus chiamato “martinite”… e chi l’avrebbe mai detto!!! Innanzitutto per rassicurare il de matteis circa il mio ottimo stato di salute faccio presente che sono profondamente meridionale e appartengo fieramente a una micro diocesi dell’entroterra. Il mio personalissimo pensiero circa l’elezione dei vescovi – che ho volutamente sottoposto al giudizio di chi per ministero è preposto a questo – non risente affatto del pensiero “martiniano” ma se proprio gli si vuol dare un padre (la madre è la mia mente) allora devo rimandare al pensiero di Ratzinger (V. MESSORI, Rapporto sulla Fede, Ed. Paoline,1985, p. 64 ss).
    Spero di aver fugato ogni ombra circa quanto da me commentato senza avere la presunzione di essere il detentore della verità.

  37. Caro Andrea “dell’entroterra”(io invece sto sul mare :)
    ammetto che il tono
    del mio intervento non era tenerissimo
    e, probabilmente, poco chiaro(come hai detto tu).
    Ma ho come l’impressione che si sia, comunque, colto il significato: la tua risposta ne è una dimostrazione.(Naturalmente non indugiare a chiedere-se vuoi-un qualche ulteriore chiarimento.sono assolutamente a disposizione).

    Quanto al “virus”: se tu ne fossi realmente “infetto” non avresti fatto quei distinguo, sicchè mi fa piacere saperti col cuore e con l’anima nell’Ovile Santo ed in comunione con Pietro.(però comprendimi: sentir parlare di collegialità fa subito venir in mente la pretesa “elezione”dei vescovi o addirittura dei parroci, come si vagheggiava/delirava nel postconcilio e, purtroppo, ancor oggi)
    Ogni Bene.

  38. marco scrive:

    La diocesi di Udine è meno importante della grande Treviso sia per numero di parrocchie, sacerdoti, religiosi che per le attività educative… Mi sa ma Mazzoccato è stato trombato

  39. Andrea scrive:

    Credo di scatenare un putiferio ma… “la verità vi farà liberi”… Io non credo nella cosiddetta “collegialità” intesa così come, per esempio, viene esercitata nel contesto di una qualunque Conferenza Episcopale (= la maggioranza vince e quindi una decisione, un documento, ecc… sono della Conferenza Episcopale). Non sono solito appoggiarmi al pensiero degli altri per supportare le mie tesi – talvolta può sembrare un segno di debolezza di ragionamento – (per carità non vorrei sembrare un presuntuoso) ma per una questione così importante e delicata devo necessariamente farlo. Pertanto prima che mi si sommerga di “gentilissimi” post rimando alla lettura del citato libro di Messori (Rapporto sulla fede, Ed. Paoline, 1985, p. 61 ss): la mia concezione di Collegialità Episcopale coincide perfettamente con quanto dichiarava l’allora card. Ratzinger.
    In materia di elezione episcopale non possiamo parlare di collegialità (anzi vorrei dire: la si deve smettere di parlare di collegialità, sappiamo tutti come vanno le cose).
    Il fine ultimo della mia idea-proposta è quello di evitare i puntuali dissapori che si creano all’interno di un presbiterio quando arriva il nuovo vescovo.
    Se i presbiteri all’unanimità (o quasi) individuano una terna fra gli “episcopabili” presentati dalla Congregazione il bene della diocesi sarà assicurato. Il nuovo vescovo eletto dal Papa fra la terna presentata avrà immediatamente la stima e l’affetto dei suoi presbiteri e il 70% del suo ministero sarà già stato fatto.
    Quando un presbiterio si vede recapitare in “dono” uno di cui già si sa che sta lì di passaggio, o contro voglia (ma ci è andato per prendere l’infula), o prevenuto, o “promosso” perchè “rimosso”, ecc.. si crea immediatamente un muro che difficilmente può essere superato.
    Per esempio il povero neo Arcivescovo di Udine oltre alla certezza di fare la volontà di Dio sarebbe stato ancora più contento di sapere che era stato l’intero presbiterio a fare il suo nome; e quindi il suo “sì” generoso e coraggioso sapeva di poter CONCRETAMENTE confidare nella collaborazione dei preti (lasciamo perdere tutti quegli stupidi discorsi che si fanno all’ingresso del nuovo Vescovo). Non dimentichiamoci che la Chiesa è fatta di uomini e che pertanto il neo Arcivescovo dovrà avere a che fare con loro e con tutti i loro pregi e – a quanto pare numerosi – difetti.

  40. Andrea scrive:

    Si continua a parlare di “promozioni” e “trombature”…
    Probabilmente data la situazione difficile di Udine per il momento solo mons. Mazzocato era all’altezza di risolvere la situazione.
    A Treviso dove è tutto più tranquillo manderanno un altro settentrionale; magari con meno esperienza di governo e di attività pastorale.

  41. marco scrive:

    ho sentito un amico di udine, i preti della diocesi non sono contenti della nuova nomina. Avrà sicuramente problemi.

  42. bo.mario scrive:

    Mi rivolgo a Savigni per cercare di capire. Quasi sempre dite di leggere questo o quello. Il mio dubbio è che ci sarà tanta confusione di idee che annebbia la visione che deve essere chiara. Tutti che vogliono scrivere e la biblioteca vaticana ha milioni di libri che nessuno leggerà mai. Chiedo quale sia la necessità di scrivere, di dire la propria. Perchè ognuno dice la propria versione di un fatto. BXVI ha scritto libri, per chi? per cosa? C’è una versione unica della religione o ognuno si fà la propria. Un saluto.

  43. Porca putrella! Chi osa dire che noi Ambrosiani siamo boriosi? Noi abbiamo la Verità su ogni cosa, a volte la portiamo in tasca, talvolta preferiamo la ventiquattrore. Ma soprattutto è la nostra umiltà cristallina che risplende, e la finissima carità con cui mandiamo tutti a quel paese (la chiamiamo correzione fraterna).

    E’ uno scherzo senza nessun significato, se non quello di salutare l’amico Cosimo!!
    Ciao a tutti!!

  44. Andrea scrive:

    Caro dott. Tornielli,
    sono andato a rileggermi il Suo articolo e mi sono soffermato su un particolare all’apparenza insignificante.
    Sembra che – almeno da come è scritto – gli episcopati di Schuster, Montini e Martini essendo partiti tutti e tre – diciamo così – da zero abbiano conseguito gli stessi risultati.
    Avrei molte riserve in proposito. Faccio dei piccoli esempi.
    Quante volte il beato benedettino ha visitato PERSONALMENTE la sua mega diocesi (si tenga presente il periodo storico: mezzi di comunicazione, mezzi di trasporto, strade)?
    Quante volte lo ha fatto il gesuita?
    Quanti ausiliari aveva Schuster (e Montini) e quanti Martini? Quante volte Martini è andato nelle singole parrocchie ad amministrare le Cresime? A quest’ultima domanda aggiungo: i Vescovi ausiliari quante volte all’anno vanno nelle singole parrocchie del loro settore? (risposta: MAI!Neppure per le Cresime a cui provvedono i decani).
    Di grazia dott. Tornielli sarebbero bastati come esempi Schuster e Montini. Martini sarà anche una grande studioso ma per carità la pastorale non sa neppure dov’è di casa. Un vescovo che non conosce i suoi preti che vescovo è? Persino il Papa si è sforzato di conoscere una per una le parrocchie della Sua diocesi e ha voluto sempre incontrare precedentemente parroci ed eventuali vicari. Negli ultimi episcopati milanesi la visita pastorale (obbligatoria secondo il Codice) avviene per Decanati… con una grande celebrazione in piazza. Per favore!!!

  45. Le considerazioni di Andrea(non tornielli)su schuster, montini e martini-particolarmente sulle mancanze pastorali di quest’ultimo- sono abbastanza chiare. Mi permetto però di far osservare che Andrea(Tornielli)ha accomunato i tre episcopati non tanto su “dove sono giunti” quanto su “da dove son partiti”. Che Schuster e,presto, Montini siano sugli altari non significa che il gesuita vi giungerà pure lui, nè credo che Andrea(Tornielli)avesse fatto tale “pronostico”. E cmq, nulla è impossibile a Dio…..

  46. Alberto - Udine scrive:

    Una precisazione per Marco: La diocesi di Udine è molto più importante di quella di Treviso: dal punto di vista canonico trattasi di arcidiocesi metropolitica risultata dallo smembramento dell’unico patriarcato occidentale (oltre a Roma): quello di Aquileia. Passare da Treviso a Udine è senza dubbio una promozione, non una regressione.

    Convengo invece sulla seconda affermazione: si Mons. Mazzocato avrà enormi problemi nella diocesi udinese. Non credo di esagerare se già da ora posso pronosticare una guerra del clero al nuovo vescovo: troppo cattolico, eccessivamente ortodosso.
    …. vedo già partire le solite lettere di preti politicamente corretti verso il Vaticano….helas!

  47. anniballo scrive:

    SCRIVE IL VESCOVO :

  48. anniballo scrive:

    SCRIVE IL VESCOVO ::

  49. raffaele savigni scrive:

    A Bo.Mario: secondo me c’è un testo-base (almeno per i cristiani) che tutti dovrebbero leggere: la Bibbia (antico e Nuovo Testamento). Poi, con un grado diverso di autorevolezza, ci sono i decreti dei concili ecumenici, gli scritti dei Padri della Chiesa, i documenti del magistero ordinario, i testi spirituali (da Caterina da Siena a Charles de Foucauld e madre Teresa), gli scritti dei teologi (che non sono dogmi di fede…), gli scritti deri vaticanisti e degli altri opinionisti (ad es. le biografie dei papi,, di padre Pio ecc.). Dato che la Chiesa non è una caserma, una volta fissati i necessari “punti comuni” (nessuno può inventarsi la Scrittura o il Credo e le formule liturgiche e che vuole…) ognuno è libero di preferire l’una o l’altra teologia, l’uno o l’altro autore spirituale, l’uno o l’altro movimento. Ci sono molte letture utili ma non tutte sono indispensabili. Anch’io, ahimé,ho la casa piena di libri che non sempre riesco a leggere: spesso riesco solo a leggerne in fretta qualche pagina, sperando di poter completare la lettura in futuro. A chi (come Lei, se non ho capito male) non è credente chiederei di partire dalòla Bibbia (in particolare dai Vangeli), non dalle polemiche su padre Pio o sul vecchio e nuovo rito.

  50. maxim scrive:

    conosco personalmente mons. Mazzoccato e posso testimoniare le grandi qualità di intelligenza e spiritualità, è certamente un vescovo al di sopra della media comune. Proprio per questo i suoi trasferimenti hanno creato una grossa delusione, soprattutto nei laici, che in lui hanno trovato un grande riferimento. A Treviso ha avuto il coraggio di costruire un programma pastorale “dal basso”, coinvolgendo tutte le parrocchie ed ora erano giunti alla fase dell’attuazione…
    Credo occorra più rispetto per le diocesi e per il loro cammino. Gli esempi negativi non mancano e le colpe non stanno solo in una congregazione romana (si veda il caso del segretario cei, vescovo di Noto per un solo anno).
    Poi esiste il problema della dimensione:
    le diocesi piccole sono esposte ad essere “pista di decollo” per chi vuole salire o di atterraggio per chi ha deciso di tornare a casa e mettere i remi in barca, così passano dall’iperattivismo all’inedia.
    Le diocesi grandi invece lamentano che i loro vescovi vengono scelti in vista della composizione del collegio cardinalizio e non per le reali necessità di quella Chiesa (a Milano hanno tremato quando Bertone ha consegnato la sua disponibilità al papa dopo l’affare lefevriano, perchè sapevano che un segretario di stato non poteva certo finire in una piccola diocesi).
    Occorre maggiore trasparenza nelle nomine e meccanismi di confronto tra diocesi (collegio consultori) e s.sede. Questo modo di procedere crea una docilità rassegnata e menefreghista nel clero, ma alla lunga può suscitare reazioni violente nei laici che avrebbero la loro da dire e sarebbe ora di cominciare ad ascoltare.

  51. Tradizionale scrive:

    Savigni un po’ di pudore. Per lei, una volta fissati dei punti fermi( attraverso la lettura – magari non mediata dalla Chiesa – della Bibbia) ciascuno è libero di seguire la teologia o la moda teologica , vale a dire il movimento o la realtà ecclesiale che più gli aggrada.
    Insomma l’elogio all’ennesima potenza del relativismo.
    Ci rifletta molto, Savigni, e taccia nel suo e nell’altrui interesse.

  52. JnClaudette scrive:

    Prossimamente un altro piemontese in Vaticano
    Sembra ormai certa la notizia che don Marco Brunetti prete torinese verrà nominato sottosegretario del “Ministero della Salute”, il Pontifico Consiglio della Salute…
    Un altro piemontese (questa volta un torinese!) alla Santa Sede… un motivo di onore per tutti noi!

  53. bo.mario scrive:

    Savigni ringrazio dell’attenzione. Devo dire che ho letto quello che proponi senza la mediazione di qualche stregone, come nota un suo poco amico. La mitologia greca era fantasia e non aveva bisogno di impalcature di sostegno. Quella civiltà ha generato grandi pensatori a prescindere. La bibbia la si vuole far passare per vera e questa è già una forzatura intellettuale. Profeti, Adamo e Eva, le tavole della legge, l’arca di Noè, ecc. Immagino che non crede a queste cose ma più ai simbolismi che esse rappresentano. La fede non ha bisogno di certezze se no che fede sarebbe. Di certo c’è che nonostante i papi e via discorrendo ancora si parli della religione, questo è il vero miracolo.
    Un saluto.

  54. raffaele savigni scrive:

    Caro Tradizionale, non mi vergogno di quanto ho detto, anzi lo ribadisco. Un cristiano che rispetta la scrittura ed il Credo è libero di preferire l’uno o l’altro dei movimenti riconosciuti dalla Chiesa, e magari di crearnme uno nuovo, come fecero san Francesco, san Domenico, Giovanni Acquaderni, Chiara Lunich, Andrea Riccardi e tanti altri. Nel Medioevo c’erano nella Chiesa diverse correnti teologiche (ad esempio Pier Damiani ed Anselmo d’Aosta, san Bernardo ed Abelardo, san Tommaso e san Bonaventura) e spirituali (domenicani, francescani, gruppi eremitici, serviti), che pur condividendo gli stessi fondamenti della fede ne sviluppavano aspetti un po’ diversi. Mi sembra legittimo. Siete voi che volete trasgformare la Chiesa in una caserma. “In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”. Il criterio di valutazione è la fedeltà al Vangelo e all’insegnamento dei Padri, non la dottrina di questo o quel teologo. L’”ipse dixit” vale solo per Gesù Cristo e per nessun altro.

  55. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Sig Savigni,

    Sono spesso d’accordo con quel che Lei scrive, ma la Sua affermazione « Il criterio di valutazione è la fedeltà al Vangelo e all’insegnamento dei Padri, non la dottrina di questo o quel teologo” vale sicuramente per i protestanti che io rispetto moltissimo ma che non sono.

    Il criterio di valutazione per un cattolico è il Magistero Autentico che è il solo che può giustificare la Tradizione, le Scritture e la Morale( Codex Iudex Canonici 1983 Can 750 §1 e 2).

    Per il resto, mi permetterei di parafrasarLa, in accordo con Lei come segue. “Un Cattolico Romano che rispetta il MAgistero autentico è libero di preferire l’uno o l’altro dei movimenti riconosciuti dalla Chiesa, e magari di crearnme uno nuovo…”

    In Pace

  56. Pippo scrive:

    Preghiamo tutti per la Chiesa, oggi più che mai ne ha bisogno.
    Tante sono le diocesi con i problemi di Udine.

  57. Vero, verissimo quanto dice pippo.
    e, del resto, la Vergine Santa ci ha invitato piu volte, accoratamente, di pregare per i Pastori. Facciamolo!

  58. Tradizionale scrive:

    Dice Savigni:

    Caro Tradizionale, non mi vergogno di quanto ho detto, anzi lo ribadisco. Un cristiano che rispetta la scrittura ed il Credo è libero di preferire l’uno o l’altro dei movimenti riconosciuti dalla Chiesa, e magari di crearnme uno nuovo, come fecero san Francesco, san Domenico, Giovanni Acquaderni, Chiara Lunich, Andrea Riccardi e tanti altri. Nel Medioevo c’erano nella Chiesa diverse correnti teologiche (ad esempio Pier Damiani ed Anselmo d’Aosta, san Bernardo ed Abelardo, san Tommaso e san Bonaventura) e spirituali (domenicani, francescani, gruppi eremitici, serviti), che pur condividendo gli stessi fondamenti della fede ne sviluppavano aspetti un po’ diversi. Mi sembra legittimo. Siete voi che volete trasgformare la Chiesa in una caserma. “In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”. Il criterio di valutazione è la fedeltà al Vangelo e all’insegnamento dei Padri, non la dottrina di questo o quel teologo. L’”ipse dixit” vale solo per Gesù Cristo e per nessun altro.

    Se Lei non si vergogna ancora di queste perle che sta sfornando a getto continuo, allora sicuramente ha qualche propblema da risolvere con se stesso:

    a)Un cristiano che rispetta la scrittura ( sed non salam scripturam, ut Lutero voluit) ed il Credo( e la Tradizione Apostolica insieme al Credo?) è libero di inventarsi un movimento o un ordine , PURCHE’ RESTI RISPETTOSO DELLA LITURGIA E NON LA STRAVOLGA TOTALMENTE COME FA QUALCHE MOVIMENTO ATTUALMENTE.

    b)”Siete voi che volete trasformare la Chiesa in una caserma. ” Lei scherza? Noi chi? Chi ama la Tradizione come elemento costitutivo indispensabile della Chiesa di Cristo? In ogni caso meglio una caserma che la torre di Babele che Ella sembra preferire.

  59. matteo scrive:

    in tutto questo,Mazzocato o no, resta il fatto che Brollo non è stato trattato molto bene dal Vaticano. Se a Udine (e io sono udinese) la situazione è grave, non è certo colpa dell’Arcivescovo uscente. E’ difficile parlare di “comunità cristiana” quando non ci sono preti: il mio Parroco (anzi, amministratore) è Mons. Del Zotto di Palmanova, che amministra contemporaneamente una dozzina di parrocchie. Ditemi voi che colpe ha Brollo. E ditemi come questo non friulano potrà risolvere la situazione. A meno che non sia dotato di poteri miracolosi…

  60. f. r. scrive:

    Concordo con le osservazioni di Tornielli… magari vescovi (più) stabili e meno diocesi-francobollo!
    Una domanda: ma Gardin deve proprio lasciare la CIVCSVA?? Dicesi – è vero – che non pochi nel presbiterio di Treviso lo invocherebbero come loro vescovo, ma non era stato scelto proprio come persona competente nell’ambito della vita religiosa e consacrata? In più proprio come uno dei primi nuovi inserimenti della curia ratzingeriana…

  61. Alberto - Udine scrive:

    ” E ditemi come questo non friulano potrà risolvere la situazione

    Ca va commencer!

  62. Valerio scrive:

    Sono un trevigiano che ha appreso la notizia “in anticipo” su questo blog. Esprimo tutta la mia amarezza per il poco rispetto che c’è stato nel publicare notizie così delicate senza attendere la comunicazione ufficiale.

  63. Andrea Tornielli scrive:

    Valerio scrive: “Sono un trevigiano che ha appreso la notizia “in anticipo” su questo blog. Esprimo tutta la mia amarezza per il poco rispetto che c’è stato nel publicare notizie così delicate senza attendere la comunicazione ufficiale”.

    Gentile Valerio, mi dispiace davvero di averla amareggiata. Io faccio il giornalista, non l’addetto stampa della Curia romana o di quella trevigiana. Se conoscere con 24 ore di anticipo una notizia certa poi verificatasi la amareggia così tanto, non mi resta che consigliarLa di non leggere i blog, ma nemmeno i giornali, né di navigare in Internet. Per le notizie ufficiali riguardanti la Chiesa legga l’Osservatore Romano, per quelle riguardanti la Chiesa locale, l’ottimo settimanale La Voce del Popolo.
    Le chiedo ancora scusa per quello che lei considera “poco rispetto” nel pubblicare la notizia non ancora ufficiale. Io resto dell’idea che poco rispetto per la Chiesa di Treviso è stato manifestato nel “traslare” l’ottimo vescovo Mazzoccato ad appena cinque anni dal suo ingresso a Treviso, dopo che ne aveva trascorsi appena tre a Rovigo. So bene che a Udine ci sono difficoltà, tante… Ma resto dell’idea che si doveva trovare un buon arcivescovo altrove, senza privare Treviso del suo pastore. Lo dico e lo scrivo sommessamente. E’ soltanto il mio parere personale. Se fossi un diocesano di Treviso – e un po’ lo sono, per ragioni familiari che non sto qui a descrivere – mi sentirei amareggiato per il fatto che il mio vescovo viene spostato dopo così pochi anni, non per il fatto che un povero giornalista scalcagnato come il sottoscritto ha dato la notizia con 24 ore di anticipo.
    Mi stia bene.
    at

    PS
    So per certo che più di un buon sacerdote trevigiano s’è arrabbiato per l’anticipazione. Vedrete che alla fine sarà colpa mia se hanno trasferito mons. Mazzoccato…

  64. raffaele savigni scrive:

    Caero Tradizionale, ribadisco quanto ho detto. Se uno rispetta la Scrittura ed il Credo (ed anche, certamente, la tradizione apostolica: quella di Paolo, Clemente romano, Ignazio d’Antiochia ed Ireneo, nonché di Cipriano, ripresa poi da Agostino e dagli altri Padri) è libero di seguire l’uno o l’altro orientamento teologico, spirituale, liturgico ecc. che non sia stato esplicitamente condannmato dalla Chiesa. Il giudizio sugli eventuali “stravolgimenti” della liturgia spetta al papa ed ai vescovi, non ai movimenti tradizionalisti, i cui esponenti non hanno unm’autorità maggiore della mia.
    Noto poi la doppiezza di molti tradizionalisti: chiedono giustamente rispetto per chi preferisce la Messa di san Pio V in nome della libertà e della pari dignità di tutti i cattolici; poi vorrebbero negare ai cattolici “postconciliari” la libertà di seguire la messa di Paolo VI, di ricevere la Comunione in mano ecc. A che gioco giochiamo? A questo alludo quando dico che la Chiesa non è una caserma e mi appello all’autoriotà di san Paolo, lettera ai Galati (autorità superiore a quella di monns. Fellay ed anche di qualche teologo e cardinale tradizionalista, mi consenta).

  65. Silvano scrive:

    SI, HANNO UN’ AUTORITA’ MAGGIORE DELLA SUA , perchè hanno fedeli che li seguono, lei è nessuno, non ha autorità perchè non ha un movimento, lei è una nullità accademica.

  66. Tradizionale scrive:

    Savigni, non si arrampichi sugli specchi. La Sua è una dialettica ormai in panne da tempo.
    E’ impresa assai ardua comiugare un certo postconciliarismo di maniera con il credo del triancolo del compasso e del grembiulino . Non crede?
    Tra l’altro, ma solo per chiarirlo a chi legge, quello della Comunione sulla mano è solo un indulto e non deve diventare( come purtroppo è diventato) una consuetudine.
    Legga Savigni, legga!

  67. raffaele savigni scrive:

    Non accetto lezioni e giudizi da sedevacantisti scismatici.
    E neppure accuse infamanti di appartenenza alla massoneria, che non ho mai frequentato. Non si possono lanciare accuse infamanti senza alcuna prova né indizio.

  68. Valerio scrive:

    Gentile “giornalista un po’ scalcagnato”, non è spostando la questione che “il poco rispetto” venga a cadere: c’è stato e la questione resta. Accolgo le sue scuse e la sua onestà. La sofferenza per noi trevigiani (e quindi anche per la sua parte di trevigianità) resta grande. Mons. Andrea Bruno lo conosco personalmente e più volte ho avuto modo di apprezzare il suo lavoro, la sua fede, la sua determinazione. Sono ancora disorientato per quanto sta accadendo. Sapere poi che le notizie vengono date così, magari (e mi passi l’affermazione un po’ forte) speculandoci un po’ su, certo da molto fastidio. E’ per questo motivo che ritengo la fuga di notizie una prassi da condannare. Ritengo che la serietà di un giornalista la si misura anche dalla capacità di saper aspettare e non solo dal dover avere l’esclusiva. Anche questo è stima verso un Vescovo e una Diocesi che ora vivono momenti di grande sofferenza.
    Certo che ho dovuto attendere l’ufficilità della curia romana, dell’osservatore romano e dell’ottimo settimanale diocesano “La Vita del popolo” (non “la voce del popolo” – forse è di un’altra diocesi) per fugare ogni dubbio e ciò a conferma che le fughe di notizie servono solo per alimentare la confusione e il disorientamento.

    P.S. Non si preoccupi non la ritengo così influente da riuscire a spostare un Vescovo, un po’ ho capito come funzionano le cose in Vaticano.
    Grazie ancora, comunque.

  69. GMB scrive:

    Gentile Valerio,
    sono trevigiano anche io come Lei e come lei sono molto dispiaciuto per questo trasferimento di Mons. Vescovo…però per quanto mi riguarda non vedo come l’anticipo della notizia possa essere una mancanza di rispetto verso Sua Eccellenza….anzi dall’articolo di Tornielli emerge molto chiaramente la grande stima e l’ottima opinione che egli ha verso Mazzocato..

  70. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Valerio, non accetto da lei lezioni di giornalismo e rispedisco al mittente l’accusa di speculare sulle notizie. I giornalisti non lavorano solo sulle notizie ufficiali, se lei non lo sa, va bene lo stesso. Ma non pretenda di insegnare a me il mestiere. Ho commesso tanti errori, ma la notizia su Mazzoccato non è tra questi. Grazie per la segnalazione del lapsus sul la Vita del Popolo.
    at

  71. Luisa scrive:

    Non desidero intromettermi nello scambio fra Valerio e Andrea Tornielli, ma resta pur vero che mi son spesso posta la domanda del perchè delle anticipazioni di nomine, di documenti vaticani.
    Perchè dare una notizia prima che l`organo ufficiale preposto a questo compito la dia?
    Quale è l`interesse di queste anticipazioni, esclusività, scoop ?
    Chi ha interesse a farlo?
    E quale interesse per me fedele di venire a sapere una settimana prima, un giorno prima, che tale giorno sarà annunciata tale nomina, uscirà tale e documento e, nel caso del documento, venire perfino a conoscenza di alcuni contenuti che dovrebbero restare segreti?
    Una cosa sono i rumors vaticani che posso al limite capire, anche se non ne sono affatto ghiotta, un`altra dare l`annunzio prima dell`organo ufficiale.
    A che serve dunque l`Organo di informazione vaticano?
    Mi si dirà: è il lavoro del giornalista.
    Appunto, sarei grata al giornalista di spiegarmi il perchè, l`utilità, l`interesse e la pertinenza di queste anticipazioni….domani verrà confermata la nomina di….sabato prossima sarà ufficializzata la nomina di….sono convinta che non è l`orgoglio del giornalista, che è il primo a dare tale notizia, ad essere il motore di tale pratiche, usi e costumi che non datano probabilmente di oggi.
    C`è chi è all`origine di queste fughe di notizie, i venticelli vaticani che talvolta sono delle vere e proprie correnti d`aria, e c`è il giornalista che li accoglie, son convinta che Andrea di notizie ne riceve tante e ne trattiene molte, altre va a cercarle, e fin qui è il lavoro del giornalista….restano poi le mie domande di qui sopra!
    Ringrazio Andrea se vuole prendere il tempo di rispondermi e lo prego di credere che le mie domande sono sincere interrogazioni su un funzionamento che non capisco.

  72. Pinuccio scrive:

    Che i vescovi non dovessero incardinarsi a vita nelle diocesi, sotto certi aspetti, mi sembra giusto, perchè molti esercitavano o non hanno più esercitato un ministero sacerdotale ed episcopale, ma un vero e proprio potere, condizionando anche scelte politiche. Si creavano l’orticello o un guscio dal quale non volevano più uscire, una specie di casta o di alone di casta finiva per crearsi attorno a loro, piuttosto che una aureola di santità. Carissimo Andrea, il caso che poni all’attenzione dei tuoi lettori non è il solo e non è il primo. Io sono pugliese e posso raccontarti quello che avvenuto in diverse occasioni. Dopo le dimissioni, per raggiunti limiti di età, di mons. Casale, da arcivescovo di Foggia, il suo successore, difficile da individuarsi fu individuato in mons. D’Ambrosio, da un anno nella diocesi di Larino. Dopo che questi stette pochi anni nella città capoluogo, chiese di essere trasferito e lo mandarono a Manfredonia- Vieste, con l’aggiunta di San Giovanni Rotondo e la responsabilità diretta delle opere di padre Pio. Foggia restò scoperta e la santa Sede pensò bene, perchè molti rifiutavano, essendoci una situazione economica e finanziaria sull’orlo del fallimento, di calare un vescovo da Roma, l’ex abate dell’Abbazia di Montevergine, nel frattempo diventato vescovo non residenziale, con incarichi di curia, nella persona di mons. Pio Francesco Tamburrino. Nell’arco di tutti questi anni, quasi venti, è avvenuto che il successore di mons. Casale nella Diocesi di Vallo della Lucania, mons. Giuseppe Rocco Favale dopo essere stato designato, eletto e consacrato non ha conosciuto altre sedi, restando per vent’anni in quella sua prima unica sede vescovile, celebrati a maggio scorso. L’attuale vescovo di Frascati, mons. Giuseppe Matarrese, pronto al pensionamento, perchè a giugno ha compito i 75 anni canonici che lo destituiranno, ipso facto, dal suo incarico. Anch’egli, per quasi vent’anni è rimasto sempre a Frascati. C’è di più. Mons. Michele Castoro, eletto solo tre anni fa al posto di mons. Marcello Semeraro, trasferito a sua volta da Oria ad Albano, è stato trasferito a Manfredonia-Vieste- San Giovanni Rotondo, senza l’incarico di doversi occupare delle opere di padre Pio che conntinueranno ad essere appannaggio della Santa Sede. C’è dell’altro e di più. Don Ennio Appignanesi, incardinato nel clero romano, fu eletto vescovo di castellaneta. dopo pochi anni divenne uno dei vicegerenti della Diocesi di Roma. Dopo qualche periodo di parcheggio romano, nel mentre si rese vacante la sede di Matera, dopo che l’ex arcivescovo mons. Giordano era stato destinato improvvisamente da taranto a Napoli, mons. Appignanesi fu trasferito da Roma a Matera. Che dire che nel corso di due anni di stanza l’uno dall’altro, nella stessa mia diocesi Altamura- Gravina- Acquaviva vengono nominati e consacrati vescovi due sacerdoti di Altamura, nelle persone di don Michele castoro, prima e don Domenico Cornacchia, destinati rispettivamente ad Oria e a Lucera, il secondo? Sono queste le anomalie che non dovrebbero avvenire all’interno della Chiesa dove ci sono persone che sgomitano per guadagnarsi dignità che forse non meritano? Dove ci sono i raccomandati, ma non coloro che in realtà meritano, molto pochi, e, che, come tali, vengono solo emarginati e lasciati marcire. Così come ci sono quelli che diventati vescovi, non per meriti, ma per sapiente senso di lecchinaggio nei confronti dei propri vescovi, vengono lasciati morire nelle loro prime ed uniche destinazioni. Che senso ha nominare questi vescovi, così insipidi? Eppure salgono il gradino ambito della dignità episcopale. Dinanzi a questo scenario, vogliamo parlare di come sono stati gestiti, proprio dal cardinale Gantin, i riordini delle diocesi nel 1986′ Stendiamo un velo pietoso, perchè sono cose che fanno rabbrividire anche i più insensibili e anche quelli dalla più dura cervice.

  73. Solo un breve commento di comprensione e “solidarietà” al signor Pinuccio(non fosse altro che per la comune appartenenza alla regione piu lunga d’italia). Come si vede i nomi che tornano sono quelli. Cio conferma, caro Andrea, che ognuno conosce un pò meglio le situazioni della propria terra (con le dovute eccezioni, è ovvio)e però conferma pure quello che in tanti stanno scrivendo in questo thread: la problematic -anzi: il PROBLEMA, chè di problema si tratta- riguarda purtroppo non solo udine e mazzoccato.
    Faccio mio l’invito accorato della Regina della pace: “pregate per i vostri pastori”. E aggiungo io: preghiamo particolarmente per quelli ACCECATI dall’ambizione e per i presbiteri cinquantenni in odore di nomina CHE NON PENSANO ALTRO CHE A QUELLO, dimenticando di essere anzitutto S A C E R D O T I. Ancora un grazie a Pinuccio che mi ha dato modo di esprimere queste considerazioni.un saluto a tutti, particolarmente Ubi , in un giorno , per lui, speciale.

  74. ps: se fossi cattivo vi darei i nomi di almeno tre o quattro presbiteri cinquantenni(incluso un vicario) che -E’ EVIDENTE- non pensano altro che a quella sperata nomina!!!Dimenticando così di svolgere bene il proprio dovere(di parroco, vicario eccetera). Il brutto è che poi, costoro, se non giungono all’ambita meta si arrabiano, si inacidiscono, si inaridiscono, si chiudono nella loro ingiustificata frustrazione e chi ne soffre ovviamente sono i poveri fedeli. Ed invece, proprio qui, per grazia di Dio, abbiamo un pastore che è stato un santo parroco(ho un gruppo su facebook dove giungono attestati di stima verso questo santo vescovo anche da parte di persone che lo ricordano, dopo oltre trentanni, come parroco esemplare)e che ora è un ottimo Vescovo, non altezzoso, intelligente e che però ci tiene moltissimo alla DIGNITA VESCOVILE. ed i presbiteri che fanno? scambiano questo sacrosanto comportamento per una non meglio identificata “pomposità”. Chi sa da dove scrivo non potrà che confermare le mie parole.

  75. Franc scrive:

    Trovo gratuite e senza fondamento le speculazioni ideologiche sulla modalità e/o sui criteri di discernimento del Papa nell’avvicendamento dei Vescovi.
    Al di là degli aspetti più evidenti (problemi economici ecc. ) che hanno portato a Udine Mons. Mazzocato ve ne saranno certamente altri che non conosciamo, che probabilmente sono a conoscenza di pochi (ed è bene che sia così) e per i quali il Santo Padre è evidentemente intervenuto.
    Come Cristiani il nostro atteggiamento sia di Fiducia attenta sulle scelte dei nostri pastori per i quali dobbiamo pregare con vero affetto fraterno nella fede.
    Credo che la discussione debba rientrare in modalità e termini più consoni alla nostra vocazione alla Carità.
    Preghiamo insieme lo Spirito Santo che illumini con forza i cuori del Santo Padre del Vescovo entrante e di quello uscente.
    Saluti a tutti…. Sbaruffanti!!
    Francesco

  76. Tommaso scrive:

    Schuster, Montini e Martini sono arrivati in diocesi di Milano senza precedenti esperienze episcopali: il primo è beato, il secondo è diventato Papa e anche per lui è in corso il processo di beatificazione)
    E IL TERZO E’ UN MEZZO ERETICO…

  77. Valerio scrive:

    Gentile Andrea,
    non mi pare d’aver giudicato il suo mestiere da giornalista (e mi scusi se le è sembrato tale), ma solo ho chiesto che un po’ di prudenza in più prima di lanciare certi dibattiti su scelte, persone, disagi, et… non ci sta male. Tutto qua… Se il dibattito l’avesse lanciato dopo la notizia ufficiale avrei applaudito all’iniziativa e avrei condiviso favorevolmente le sue valutazioni.
    Non mi resta che augurarle un proficuo lavoro.

  78. valè, lo hai giudicato alla grande e stai continuando a farlo, con maggiore ipocrisia di prima.
    Se può interessarti non sei il solo: anche una femmina ha elegantemente giudicato Andrea(e non è la prima volta, anzi), quindi sèntiti in compagnia.anzi fate un club.auguri.

  79. Luisa scrive:

    Cosimo il suo rispetto per la gens femminile è veramente ammirevole e non si smentisce mai! :)
    La femmina alla quale così elegantemente lei allude sono io, forse per lei porre domande ad un giornalista è giudicarlo, emettere dubbi o perplessità per certi usi e costumi in ambito giornalistico è mancargli di rispetto, se farlo con correzione viene scambiato per ipocrisia, dovrei dedurne che c`è una casta al disopra di ogni osservazione, critica e autocritica, al riparo di ogni domanda che potrebbe essere giudicata scomoda, …ciò che io non credo e ciò che non penso creda Andrea Tornielli.
    È vero che non mi ha ancora risposto, è libero di non farlo e immagino abbia molto da fare e altre priorità.

  80. azzurra scrive:

    Ci sono ” femmine ” infatti che NON hanno nulla da invidiare o da imparare da certi ” massschi “, cara Luisa infatti a leggere il commentuccio di cosimo ” mariologo ” della regina della pace si commenta da solo…..

    Cara Luisa le auguro una buon pomeriggio e volevo dirle che sono andata con molti miei amici a La Salette.

    E’ stato un Dono del Cielo, pregare nel Punto esatto dove La Santa Vergine sedeva in lacrime con le mani sul suo bellissimo viso….NON LO DIMENTICHERO’ FACILMENTE, incantevole poi è la posizione del Santuario, emerge solo ed IMPONENTE circondato dalle montagne di pascoli verdi e brillanti, lo stordimento è stato tale che ripeto NON LO DIMENTICHERO’ FACILMENTE.

    Un caro saluto

  81. Luisa scrive:

    Un carissimo saluto anche a lei Azzurra e bentornata!
    La ringrazio per aver condiviso con noi l`intensità e la profondità del nutrimento spirituale che ha ricevuto durante il suo pellegrinaggio a la Salette !

  82. Silvano scrive:

    Bentornate ” Stelle della Tradizione” !

  83. azzurra scrive:

    Carissimi Silvano e Luisa GRAZIE a VOI, a La Salette abbiamo ricordato tutti il Santo Padre, la Santa Madre Chiesa i Sacerdoti che sono in prima linea e tutti fedeli che con molta speranza aspettano che la Stella Polare della Tradizione sorga più fulgida che mai.

    La Salette la porto nel mio cuore, e quella piccola statuina, che raffigura Nostra Signora con le mani sul suo Santo Viso piangente, mi aiuta molto nella preghiera, è un’immagine molto intensa che parla della sofferenza di Dio Padre, di Gesù e di tutti i Santi.

    Grazie Gesù Grazie Nostra Signora e Madre Nostra!!

  84. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Valerio, accolgo il richiamo alla prudenza. Però lei hai scritto che io “speculo” su queste notizie e speculare significa trarre il massimo vantaggio, con mezzi spesso illeciti, da situazioni favorevoli a sé e sfavorevoli ad altri. Ora io mi difendo da questa accusa, dato che il mio lavoro consiste nel dare notizie. Non ho commesso alcun illecito, ho fatto soltanto il mio lavoro, che dovrebbe essere giudicato dall’accuratezza dell’informazione che do.

  85. Andrea Tornielli scrive:

    Rispondo solo ora a Luisa perché ieri sono stato tutta la giornata al Meeting di Rimini e non mi sono mai collegato.
    Mi permetta, Luisa, di girare a lei alcune domande:
    Che utilità ha sapere in anticipo qualcosa che deve accadere? Conoscere un retroscena non detto, la genesi di un documento o di una decisione, i contenuti di un testo che sarà reso pubblico prima o poi? Che utilità ha o potrebbe avere sapere in anteprima che cosa si muove nel dietro le quinte vaticane?
    Lei mi può rispondere: per me nulla! E infatti non è la prima volta che mi richiama su questo argomento, chiedendosi perché non si aspetta L’Osservatore Romano. Beh – e mi scuso per la banalità della risposta – una prima considerazione è che il Giornale e questo blog non sono L’Osservatore Romano. I giornali sono prodotti editoriali che si vendono per ciò che offrono: commenti, interpretazioni, e, soprattutto notizie. Notizie possibilmente non uguali a quelle che potete ritrovare nelle pagine degli altri organi di informazione. Anche i blog funzionano così. Anche se voi non pagate nulla, visitando questo piuttosto che un altro blog, contribuite a farlo mantenere in vita, perché la pubblicità che è associata al sito del Giornale esiste soltanto perché c’è un numero congruo di visitatori interessati.
    Ora, il mestiere del giornalista è quello di cercare notizie, di verificare se sono fondate, di comunicarle al lettore offrendone l’interpretazione più corretta e sensata. Per questo esistono i giornali e per questo esistono tanti giornali così diversi tra di loro. Nessuno toglie al lettore il diritto dell’ufficialità (si può vivere benissimo leggendo solo L’Osservatore Romano, e persino senza leggere alcun giornale…), nessuno impone al lettore di comprare questo o quel giornale, o di visitare questo o quel sito.
    Confesso che trovo un po’ disarmante dover ripetere così spesso su queste pagine in che cosa consista la professione giornalistica, continuando a ricevere benevoli rimbrotti (come sono stati sempre i suoi, gentile Luisa) ma anche insinuazioni un po’ più pesanti (come quella di speculare sulle notizie), che mi portano talvolta, nella fretta, a rispondere non troppo cortesemente come ho fatto con Valerio, pentendomene.
    Se qualcuno si è sentito offeso nell’apprendere un giorno prima della nomina di Mazzoccatto a Udine, e si è sentito in dovere di segnalarlo, non posso farci nulla se non consigliarlo, la prossima volta, di tenersi alla larga dal blog. Ma trovo francamente strano che si accusi il giornalista e non si apra, invece, un serio dibattito su questa girandola di trasferimenti. Non sono stato io a “traslare” il vescovo di Treviso!
    Dunque, per tornare a lei, Luisa: quale utilità? A questa domanda devono rispondere i lettori, non io. Io sto semplicemente cercando di fare al meglio il mio lavoro, che consiste nel dare le notizie.

  86. ….ed infatti il dibattito si è aperto.
    e, grazie a Dio, è stato civile, competente e serio(almeno nel complesso).
    Inoltre, contrariarmente ad una antipatica prassi, si è rimasti nel tema. Interventi specifici, spesso appassionati (segno che il problema esiste e bene ha fatto Andrea a segnalarlo)e sopratutto sono intervenute NON LE SOLITE PERSONE ma nuovi nomi hanno gioiosamente riempito questo blog, tutti i numerosi silenti lettori (quelli che spesso-giustamente-di fronte ai reiterati battibecchi fuoritema e ripetitivi intervenivano per dire “BASTA, PER FAVORE!”).un saluto a tutti!

  87. Luisa scrive:

    Andrea, ci stiamo incrociando su due thread…
    Mi ha posto qualche domanda, non so se le mie saranno delle risposte o solo una riflessione.
    A mio avviso, un avviso dunque soggettivo, dare le notizie non significa necessariamente anticiparle, sopratutto quando questa anticipazione rischia di ostacolare, mettere un freno, influenzare, una trattattiva in corso, un riflessione, creare reazioni nel pubblico, paure infondate ma che verranno strumentalizzate ad arte da chi ha interesse a farlo e via dicendo.
    Mi sembra ci sia un ampio lavoro nel commentare le notizie una volta ufficiali e darne a quel momento tutti i dettagli compresi quelli che il giornalista conosceva già ma che ha tenuto riservati.
    Dico questo evidentemente per le decisioni importanti, per i documenti del Papa, queste sono notizie che non dovrebbero, secondo me, far l`oggetto di anticipazioni con tutti i rischi prevedibili di strumentalizzazione.
    Spero ad esempio che il più grande segreto, la più grande riserva, saranno rispettati durante le discussioni fra la Santa Sede e la FSSPX.
    Le altre anticipazioni, annunciare un giorno, una settimana prima, la nomina di un vescovo, i rumors, non mi interessano, non ne vedo l`utilità, quando una notizia è ufficiale la leggo e leggo i commenti, ma è solo il mio punto di vista e credo volontieri che vi sian persone ghiotte di rumors e gossip vaticani….
    Altro è quando gli adetti ai lavori ci tengono al corrente della loro riflessione, scelgono di informarci, e ci è dato purtroppo talvolta di osservare che parlando complicano la situazione….

  88. Albert scrive:

    Mons. A.B. MAZZOCATO è un ottimo Vescovo che ha “lavorato” benissimo fin dal suo ingresso in Diocesi con una particolare attenzione alle vocazioni e ai giovani (vds p.e. gli incontri annuali organizzati a livello diocesano). La Sua nomina ad Arcivescovo di Udine la vedo come un attenzione del Papa verso quella Arcidiocesi che in questi ultimi anni ha incontratto moltissime difficoltà causa limitate vocazioni e sacerdoti anziani non molto “spirituali” impegnati a gestire anche 3, 4 parrocchie.
    Certamente Mons. Mazzocato avrà un grande lavoro e spero trovi ottimi collaboratori prima di tutto a livello curiale.
    Penso che il Papa pensi anche al futuro: Mons. Mazzocato ora a Udine e fra 6, 7 anni (da cardinale) a Venezia quale Patriarca. E’ giovane, ha energia ed è in gamba. Tuttavia anche la scala gerarchica della Chiesa ha dette tappe da percorrere.

  89. Pino scrive:

    Basta ora con Mazzoccato. Lasciamolo lavorare in pace e preghiamo per la sua diocesi.

  90. CiGi83 scrive:

    Per puntualizzare.
    Io sono della diocesi di Manfredonia.
    Il 19 settembre prossimo farà il suo ingresso il nuovo Arcivescovo Michele Castoro, finora vescovo di Oria (da meno di quattro anni). Castoro sostituisce Mons. D’Ambrosio (originario della nostra Diocesi e già nostro sacerdote diocesano), 68 anni, traslato a Lecce, che è entrato a Manfredonia nel 2003 dopo essere stato 9 anni (dal 1990 al 1999) a Termoli e 4 anni scarsi a Foggia.

    P. S. Complimenti a Tornielli per il suo ottimo lavoro e per le anticipazioni sempre puntuali e precise.

  91. CiGi83 scrive:

    Concordo pienamente con quanto scrive Tornielli.
    Ritengo che i vescovi, come i parroci d’altra parte, abbiamo bisogno di una certa stabilità. Che senso ha trasferirli ogni tre/quattro/cinque anni? Non fanno in tempo a conoscere le situzioni, i terrioritori con i loro problemi, i sacerdoti con cui andranno a lavorare, che devono andarsene.
    La stessa cosa deve dirsi per i trasferimenti dei vescovi in età da pensione….

    E’ anche da dire che non è buona neanche il vecchio modo dei vescovi “inamovibili”, perchè potrebbero venirsi a ceare situazioni ancora peggiori.

  92. cosimo de matteis scrive:

    già, gli inamovibili…..

    qui da noi ne sappiam qualcosa: ci siam sciroppati un ultraventennale episcopato(1975-2000!!!!)-che oggi è rimpianto SOLO da chi si era “ben piazzato” in curia, ed eran tantissimi- conclusosi con la ispirata ed improvvisa decisione del Servo di Dio Giovanni Paolo II di donarci, in pieno Anno Santo, l’attuale Pastore. Del quale non si può che dire bene.(eppure ci son persone che riescono pure a criticarlo!!!!presbiteri inclusi, ovviamente. Mi disgustò letteralmente sentire uno di costoro, in piena mormorazione, fare il verso al Vescovo imitandone persino la cadenza dialettale con l’intento di ridicolizzarlo)

  93. cosimo de matteis scrive:

    permettete un breve offtopic
    (spero di non infastidir nessuno):

    “Cari figli,

    oggi vi invito di nuovo alla conversione.

    Figlioli, non siete abbastanza santi e non irradiate santità agli altri, perciò pregate, pregate, pregate e lavorate sulla conversione personale affinchè siate segno dell’amore di Dio per gli altri.

    Io sono con voi e vi guido verso l’eternità alla quale deve anelare ogni cuore.

    Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

    http://piangerestedigioia.splinder.com/post/21183810/A+F+F+I+N+C+H+E%27+++S+I+A+T+E++
    (affinchè SIATE SEGNO!!!!!)

  94. Effettivamente…
    anche questo è “esser segno”

    Grazie Cosimo!!!

  95. andrea scrive:

    Riesco finalmente a trovare un PC con cui posso riprendere parte alla conversazione (sono in vacanze nella bellissima Puglia) che in effetti in certi momenti si è fatta interessante.
    E’ vero molti di noi non sono mai entrati nelle conversazioni poichè ci sono i soliti che le monopolizzano e di sovente escono volentieri fuori tema.
    Come dicevo nel mio primo POST complimenti sinceri al dr Tornielli per il suo lavoro e per le sue anticipazioni che sono decisamente importanti.
    Con una anticipazione data in internet o più semplicemente su un giornale l’opinione pubblica comincia la discussione prima che la cosa sia ufficiale. E magari l’autorità competente in base alle reazioni può anche pensare di soprassedere. Se per esempio ci fosse stata qualche “maggiore anticipazione” sul caso Williamson (si scrive così?) la Santa Sede avrebbe potuto gestire la cosa diversamente e il nostro grande Papa non avrebbe, poi, dovuto scrivere quella (bellissima) lettera ai vescovi dell’orbe.
    Poi a chi non interessano le anticipazioni di Tornielli ouò tranquillamente cambiare sito.
    Complimenti Dr Tornielli, per quanto possa valere il mio giudizio.
    Mi dispiace che Cosimo abbia un tale giudizio del grande mons. Todisco, un perfetto gentiluomo. Caro Cosimo il suo attuale Arcivescovo sarà pure un sant’uomo ma, per carità, impari a parlare l’italiano o almeno a perdere quell’antipatica cadenza dialettale.
    Mi perdoni Cosimo – viva la libertà dei figli di Dio – ma potrebbe evitare di postarci certi “messaggi”?!
    Mi scuso per gli eventuali errori e se sono stato farragginoso ma non posso rileggere il post. A presto. Andrea

  96. roberto scrive:

    Dottor Tornielli, buona sera !

    Mi permetto, per la prima volta, di “bussare” al suo blog, ma, in realtà, è un bel pò che la leggo e (quando posso) l’ascolto (da ultimo, ero tra il pubblico venuto a sentirla a Chioggia, il 13 agosto scorso: complimenti per l’intervento !).
    Una domanda che, se vuoi (possiamo passare al “tu” ?), mi riguarda personalmente, vivendo io in provincia di Venezia: che mi dici di Monsignor Gardin, probabile, o possibile (lo scrivi tu) mio nuovo Vescovo ?

    Un caro saluto.

    Roberto

  97. Pinuccio scrive:

    Sull’argomento voglio ancora tornare, visto che ci sono stato già una prima volta, per fare alcune precisazioni che possono servire a tutti, compreso il nostro moderatore e l’amico di Manfredonia. Da quel che mi risulta, mons. D’Ambrosio è stato trasferito a 68 anni nella diocesi di Lecce, sostituendo mons. Cosmo Francesco Ruppi, a malincuore, tant’è che lo scrive lui stesso nella lettera di commiato: “Al Santo Padre ho dato la mia obbedienza: accepto in crucem. Ogni virtù è frutto di un impegno, di una fatica, di una rinunzia: non può essere scontata! Bisogna che si scelga di andare al di là di se stessi, al di là di facili e non turbanti acquiescenze. Bisogna fare la scelta di un’altra e alta parola e viverla come la sola che può darti ‘pace’”. Quella che viene scambiata per obbedienza è un nascondere una verità ben più amara. Mons. D’Ambrosio doveva essere trasferito prima, ma non si era mostrato mai d’accordo. Il trasferimento è avvenuto allo scadere dei nove anni, così come prevede il diritto canonico, dinanzi al quale ha dovuto chinare il capo. Probabilmente lui era stato già destinato a Lecce, ma non c’era l’assenso da parte sua, tanto è vero che la sede metropolitana leccese è rimasta per tre anni sede vacante, dopo che Mons. Ruppi al 75 anno d’età aveva rassegnato le dimissioni. Poi per quanto riguarda il post relativo alla diocesi di Oria, definita da qualcuno diocesi di passaggio, devo ricordare che la mia ex diocesi, cioè Gravina_Irsina e poi Diocesi di Gravina e Prelatura di Altamura _ Acquaviva, successivamente diventata, anche grazie a qualche mascalzone nominato ed eletto vescovo residenziale e non faccio nome per pudore e per non guastargli la festa, Diocesi Altamura – Gravina -Acquaviva, è stata per un periodo una diocesi di passaggio. Mons. Giordano, da amministratore apostolico stette solo due anni prima di essere trasferito a Matera, e, successivamente e rocambolescamente a Napoli, pur essendo stato inizialmente nominato, con bolla papale firmata da Giovanni Paolo II, a Taranto. Mons. Superbo, attuale arcivescovo di Potenza, è stato due anni nella mia diocesi, trasferito da Sessa Auruna. Parcheggiato a Gravina in attesa di scalare la vetta dell’Azione cattolica, come assistente centrale. Quindi, meno vittimismo, perchè il mondo è uguale dappertutto, anche quando non si conoscono certe situazioni.

  98. Cigi83 scrive:

    Che D’Ambrosio abbia lasciato a malincuore Manfredonia è vero, tuttavia devo precisare che dal suo insediamento a Manfredonia non sono trascorsi nove anni, ma bensì solo sei (2003-2009).
    Non solo, ma nessuna norma del Codice di Diritto Canonico parla di permanenza di 9 anni per i vescovi in una sede. Tale norma riguarda solo ed esclusivamente i parroci per cui il CIC parla di “certa stabilità”, demandando alle Conferenze Episcopali. La CEI decise, con propria delibera, appunto i 9 anni.

  99. Gigi scrive:

    Gentile dottore,
    che dire sulla nomina del Vescovo di Oria??? Troppi nomi, forse insoliti ma sembra strano, però, che tra quelli fatti ne manchi uno che al momento sembra non essere da meno!