Fellay e gli altri vescovi

Cari amici, su Vatican Insider ho pubblicato un pezzo dedicato allo scambio di lettere avvenuto tra i vescovi della Fraternità San Pio X. Potete leggere il pezzo qui, e qui invece leggere il testo originale delle due lettere: la prima è stata spedita dai vescovi Tissier de Mallerays, Alfonso de Gallareta e Richard Williamson, al superiore della Fraternità San Pio X, Bernard Fellay. La seconda è la risposta di Fellay ai tre confratelli.

Il superiore della Fraternità ricorda che «la Chiesa attuale ha ancora Gesù Cristo come capo. Si ha l’impressione che voi siate talmente scandalizzati da non accettare più che questo possa essere ancora vero». «Per voi – chiede Fellay ai tre confratelli, consacrati illegittimamente come lui da Lefebvre nel 1988 – Benedetto XVI è ancora il Papa legittimo? Se lo è, Gesù Cristo può ancora parlare attraverso la sua bocca? Se il Papa esprime una volontà legittima che ci riguarda, che è buona e che non ci ordina nulla di contrario ai comandamenti di Dio, abbiamo il diritto di rifiutare, di rispedire al mittente questa volontà? Non credete che se il Signore ci guida, ci donerà così i mezzi per continuare la nostra opera?»

Sono documenti molto interessanti che fotografano il dibattito interno alla Fraternità. Devo dire di essere stato positivamente colpito dal tono e dalle argomentazioni di monsignor Fellay, tono e argomentazioni sensibilmente diversi da quelli usati in passato. Nei prossimi giorni i cardinali della Congregazione per la dottrina della fede discuteranno la proposta di cambiamento del «preambolo dottrinale» inviata lo scorso 17 aprile da Fellay in Vaticano. Poi la decisione finale verrà rimessa al Papa. Per fine maggio si prevede l’annuncio, le previsioni sono positive, anche se lo scambio di lettere che è stato pubblicato mostra molto chiaramente l’opposizione forte che si trova all’interno della Fraternità San Pio X a qualunque accordo con Roma.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

421 risposte a Fellay e gli altri vescovi

  1. er tripparolo scrive:

    Tempo addietro questo articolo avrebbe attirato come il miele…..
    Una previsione positivissima, quasi un annuncio anticipato di accordo raggiunto.
    Eppure nessuno che venga ad esprimere la sua soddisfazione e gioia.
    Questo potrebbe o dovrebbe forse significare che buona, grossa parte, dei simpatizzanti della FSSPX che postavano su questo blog, hanno scarso piacere che l’accordo venga raggiunto?

    Per il Dottor Tornielli:
    mi ero permesso di farle una domanda e mi permetto di riformularla, sperando in una sua cortese risposta.
    Come mai il suo articolo ” Liturgia e il “protestantesimo” tradizionalista” del 25 dicembre 2010 è scomparso dal blog, cosi come sono scomparsi tutti gli articoli che vanno dal mese di agosto 2008 al dicembre 2008?
    Anticipatamente ringrazio per la sua cortese, attesa, risposta.

  2. Reginaldus scrive:

    “voi non vedete più l’assistenza della grazia e dello Spirito Santo” : è l’accusa di questo Fellay a chi non è d’ accordo con lui…. Beato lui che vede in quello che fa l’assistenza della grazia e dello Spirito Santo ( chissà poi perché separare grazia e Spirito…)! E non è il solo: una chiesa alla sfascio, e i suoi fans vi vedono l’assistenza dello Spirito Santo: magnifico!

    • M scrive:

      Benissimo, allora se la Chiesa è allo sfascio, caro Reginaldus, lasciamola andare del tutto a ramengo! Tanto a noi cosa importa…
      Ops, ma se non ci importa che la chiesa vada a ramengo, noi chi/cosa siamo?
      M

      • Reginaldus scrive:

        parlo di ‘questa’ chiesa, non della Chiesa! ( per fortuna la prima non ha ucciso la seconda)

        • luciano27 scrive:

          due cose interssanti:la distinzione tra “questa cesala e la Chiesa,ormai inesistente. E la visione di eremita per credenti nel suo Dio, ma in un modo diverso
          dal suo. Non ho voce in capitolo ma non credo che al loro Dio interessi se sono pre o post conciliariortodossi,protestanti ecc. ecc.

        • michele scrive:

          LA SECONDA CHIESA QUELLA CHE VEDE E FREQUENTA IL SOLO REGINALDUS – QUELLA IN CUI LUI SI SENTE PAPA VESCOVO SACERDOTE E FRUITORE DELLA COMUNIONE CON SE STESSO.
          TUTTO RIUNITO IN UNA SOLA PERSONA – QUELLA DI REGINALDUS – GLORIA A REGINALDUS NELL’ALTO DEI CIELI !!!

          • Reginaldus scrive:

            questo michele mi attribuisce la visione di una seconda chiesa quando io ho affermato che la (vera) Chiesa non è travolta dalla nuova, che essendo nuova è seconda! Questione di lettura e di comprensione….

  3. Eremita scrive:

    Ho letto attentamente la lettera di Fellay ai tre della cricca di Williamson, a prima vista è aperta ed attraente, ma alla fine si tradisce. La sostanza è questa: “…io sto con voi, ma la mia tattica è più fine ed astuta: invece di rifiutare ogni compromesso, faccio finta di aderire e mi preparo un posto al calduccio della chiesa come prelatura personale, così i vescovi locali non mi possono toccare, poi è questione di tempo, molti hanno dimenticato il Vaticano II, che ormai è un libro coperto di polvere che le nuove leve del clero non hanno mai letto e meno ancora vissuto; qualche anno ancora, e lo manderemo direttamente al macero. Anzi, meglio ancora, se siete furbi fate come me, e poi faremo festa tutti insieme organizzando i roghi di tutti i documenti conciliari sui sagrati delle chiese, vedrete che spasso.” Benedetto XVI avrà anche studiato teologia, ma non zoologia, e non sa nulla di vipere e scorpioni: quelli stanno anche quieti, ma quando pungono, pungono. E prima o poi lo fanno, è nella loro natura.

  4. Sara scrive:

    Sono in 4 e riescono a litigare e dividersi tra loro.
    Figurarsi quando dovranno fare i conti con il resto della Chiesa.
    Va bene che se li prendono in carico a Roma, ma insomma, è da vincere il Nobel alla pazienza.

  5. @ Sara. Non sono in 4 : sono quattro Vescovi Cattolici perchè godono della Successione Apostolica avendo avuto il ritiro della scomunica a causa della loro illegittima, ma valida, consacrazione episcopale.
    Non lasciamoci influenzare dalle “veline” delle agenzie giornalistiche : il “fenomeno” della Fraternità Sacerdotale San Pio X è ben lungi dall’essere etichettato come la risultanza di fanatismo, che pure in alcuni settori, ci sarà. Se tanti cattolici, soprattutto in Francia o nel nord Europa, hanno dovuto scegliere la scomodissima strada percorsa dalla Fraternità pur di rimanere cattolici un motivo ci sarà.
    Quando il Beato Giovanni Paolo II ha tante volte con accorati appelli ha chiesto di salvaguardare le”radici cristiane” come “una questione di identità spirituale”, lo ha fatto constatando lo sfascio che si era prodotto, a danno della salvezza delle anime, in molti Paesi che avevano ceduto alle lusinghe del mondo ( noi siamo nel mondo o ma non del mondo – aveva ammonito il Divin Redentore. La nostra unica mèta è il Cielo e la Chiesa, al di fuori della quale non c’è salvezza, ha questo unico scopo ! La Fraternità Sacerdotale San Pio X, sia pur con le limitazioni umane, ha sempre cercato di rivolgere gli occhi dei fedeli verso il Cielo non dimenticando che accanto agli altari e alle chiese restaurati ( spesso ricomprati dai rigattieri) dovevano ri-fiorire le scuole cattoliche, l’arte cattolica, le aggregazioni giovanili cattoliche : in una sola parola la Civiltà Cattolica. Un Clero giovane, motivato, abituato mangiare ( come i santi di un tempo) “un giorno si e due no, che fa centinaia di chilometri per assistere spiritualmente i fedeli. Possiamo noi cattolici fedeli non ammirare tutto questo ? Possiamo noi cattolici far finta che anche dalle nostre contrade italiane sono fiorite vocazioni al Sacerdozio e alla vita religiosa in seno a quella vituperata, schiacciata dai mass media e infangata Fraternità ? Quei giovani Sacerdoti sono idealmente gli stessi che mi hanno catechizzato da piccolo, che mi hanno preparato alla Prima Comunione e alla Santa Cresima. Non vedo alcuna differenza nei Sacerdoti della FSSPX e quelli che nel corso della mia vita mi hanno insegnato ad amare Cristo e la Sua Chiesa prima di ogni altra cosa! A quei giovani Alter Christus il Superiore Generale SER Mons.Fellay, seguendo l’insegnamento del mite vescovo-missionario Mons. Marcel Lefebvre, vuole preparare quanto di più bello ha un prete cattolico : l’abbraccio con il Successore di Pietro il Papa!
    Abbraccio che diviene automanticamente anche garanzia di piena ortodossia nel comune “sentire cum Ecclesia”. La Chiesa, che si sta risvegliando dal torpore provocato dal veleno modernista, ha bisogno anche di quei giovani Sacedoti per riportare i fedeli alla contemplazione di Dio nella retta via del Vangelo. Che il Signore doni ai fedeli cattolici il dono del discernimento cosicchè possiamo ragionare con la nostra testa, ispirata dallo Spirito Santo, e rigettare tutto quanto viene da anni detto e scritto contro la Fraternità “colpevole” solo di trasmettere quello che ha ricevuto : la FEDE !

    • Sara scrive:

      Appunto 4 vescovi, e io che ho detto?
      :-)

    • Cherubino scrive:

      Al momento non sono affatto “cattolici”. La revoca della scomunica non toglie il fatto che sono privi della potestas iurisdictionis che deriva solo dalla comunione con il papa. E il fatto che continuano ad ordinare sacerdoti contro il volere del papa è un atto gravissimo che la Santa Sede tollera solo per evitare che lo scisma si allarghi.
      Possibilmente smettiamola di raccontare bugie.

      • il maccabeo scrive:

        ah, perche se uno non ha giurisdizione nella chiesa non sarebbe cattolico? ha ah ah!!!!!
        Ma si guardi allo specchio ogni tanto, e la smetta di tremolare ogni volta che si parla di FSSPX.
        In quanto a bugie poi lei, cosí bravo a riconoscersi cosi´tanti carismi mentre agli altri non sa riconoscere che menzogne ed errori, ne ha di lezioni da dare.
        Ma non si rende conto di quanto sia pietoso il suo ego?

    • Pandora scrive:

      Bravo!!!!!!!!!!!!!!!!!Quello che fa veramente schifo sono questi vaticanisti che non fanno altro che “il fuoco amico”, ma questo Tornielli non si vergogna di fare ecco a queste lettere in un momento cosi importante e delicato per Santa Madre Chiesa e il Papa? Ma che catolici siamo? che schifo veramente, viene da vomitare, per fare un articuleto di 4 soldi si fa publicita a qualcosa che puo metere in pericolo un acordo cosi importante per la chiesa , che schifo veramente, che schifo,

    • Eremita scrive:

      “Un Clero giovane, motivato, abituato mangiare ( come i santi di un tempo) “un giorno si e due no, che fa centinaia di chilometri per assistere spiritualmente i fedeli. ” Ma dove le va a scovare queste amenità? sembrano le mitologie della Lega nostrana, con i guerrieri duri e puri ed incorruttibili, e poi scopriamo che il Trota si compra gli studi in Albania. Ma vada a contarla a a qualcun altro che i preti lefevbriani mangiano ogni due giorni, io a Williamson lo vedo sempre bello grasso, forse è come i digiuni di Pannella. A forza di ripetere corbellerie, finisce per crederci pure Lei, Andrea.

      • Io ho scritto dei preti che sono encomiabilmente in compagnia di Sorella Povertà, questo nessuno lo può negare !
        E’ incredibile lo zelo pastorale dei preti della Fraternità che ricorda le virtù dei Santi di altri tempi !
        Chi scrive NON ha potuto frequentare, come avrebbe desiderato, la FSSPX da quando si furono le Consacrazioni Episcopali del 1988 con relative scomuniche, ma ho diretta comprova di quanto ho affermato .
        Su questo penso che i giudizi potrebbero convergere da parte di tutti. Buona giornata a tutti.

      • gianni scrive:

        se tu li frequentassi, vedresti e capiresti, ma gia tu sei un eremita e vivi in disparte.

        • Bah, non sono poi un eremita … li ho visti nella loro opera pastorale diverse volte : mi hanno fatto un’ottima impressione come i bravi curati di una volta.

      • il maccabeo scrive:

        beh, eremita, almeno riconoscerai che i preti della Fraternitá, non partecipano ai benefici dei preti diocesani.
        Essi vivono certo non grazie all´8 per mille ne grazie al Sostentamento del Clero, come invece fanno probabilmente gli ecclesiadeisti.
        Infatti una delle obiezioni di giovani sacerdoti che conoscono la Fraternitá e che li spinge spesso a non entrare é proprio la domanda: ” ma se vengo da voi come faccio a mangiare?”…
        I sacerdoti della Fraternitá vivono dei soli onorari di messa. I piú fortunati in Europa sono rimborsati dei viaggi e dell´assistenza medica, ma quelli in Missione in Asia o in America del Sud…beh, hanno i soli onorari di messa che io sappia, e in quei paesi non sono certo grossi onorari. Certo, sono ordinati “ad mensae communis”, il che vuol dire che il vitto e l´alloggio son garantiti. Poi peró bisogna comprarsi un´auto, da vestire ecc. e a quello pensano talvolta i genitori, talvolta dei generosi benefattori.

        • bruno scrive:

          vero. concordo.

          • Eremita scrive:

            Sono commosso ed emozionato, forse vivo in un altro pianeta, ma a me consta che a Buenos Aires erano lautamente foraggiati dalla giunta militare che ammazzava preti e vescovi. Ma queste cose a voi non le raccontano, e voi neppure vi date la briga di cercarle. In fondo vivere di favole è sempre rassicurante.

          • il maccabeo scrive:

            caro eremita, non posso che prendere atto delle tue informazioni. Io purtroppo non ho le tue stesse fonti, in argentina non ci sono ancora stato. Ma come ho avuto giá modo di scriverti ho conosciuto parecchi sacerdoti sudamericani della Fraternitá, convertiti addirittura dall´ateismo comunista. Bisognerebbe poter mettere insieme questi pezzi del puzzle e vedere se i benefattori della Faternitá in Argentina siano tali in quanto dittatori o… nonostante cio´. Non mi sembra comuun

          • il maccabeo scrive:

            caro eremita, non posso che prendere atto delle tue informazioni. Io purtroppo non ho le tue stesse fonti, in argentina non ci sono ancora stato. Ma come ho avuto giá modo di scriverti ho conosciuto parecchi sacerdoti sudamericani della Fraternitá, convertiti addirittura dall´ateismo comunista. Bisognerebbe poter mettere insieme questi pezzi del puzzle e vedere se i benefattori della Faternitá in Argentina siano tali in quanto dittatori o… nonostante cio´.
            Non mi sembra comunque che nelle cappelle della FSPX si insegni a prendere il potere con la violenza e ad eliminare i propri nemici politici. Anzi per quanto mi consta i modelli suggeriti sono quelli di San Luigi IX e Gabriel Garcia Moreno, il quale mise in prigione i criminali solo per far fare loro gli esercizi spirituali di S. Ignazio. E li convertí pure…

  6. Cherubino scrive:

    è vero che i toni sono diversi dal passato, ciò che però mi fa ritenere che l’atteggiamento di fondo non sia cambiato è la frase finale “Non credete che se il Signore ci guida, ci donerà così i mezzi per continuare la nostra opera?”

    Ciò vuol dire che siamo ancora nell’ambito dei tatticismi, che non c’è alcuna consapevolezza del proprio errore e quindi alcun pentimento. E quando il Signore non donerà loro i mezzi per quella che loro immaginano erroneamente essere la sua volontà ? Quando dovranno realmente scegliere se riconoscere che la loro opera non era e non è quella di Dio, oppure ricominciare a accusare la Chiesa di eresia (come hanno fatto tante volte fino a pochi mesi fa) ?

    O forse qualcuno veramente vuole insinuare che Giovanni Paolo II (e il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede RAtzinger) erano nel torto, che la scomunica era immotivata, che il Concilio era pieno di errori dottrinali ecc. ecc. ?

    Recentemente la Fraternità S. Pio X, che è in comunione con la Chiesa cattolica, è stata bacchettata perchè non insegna l’integrale magistero della Chiesa che comprende il Concilio Vaticano II e l’insegnamento dei pontefici successivi. Quante volte dovremo assistere a tali richiami verso gli ex (si può dire o si offendono?) lefebvriani ? Loro sanno di essere “ex” o no ?

    A mio modesto parere si tratta solo di un gran quantità di lavoro in più per la Congregazione per la dottrina della fede, per gli uffici diocesani e delle Conferenze episcolali, per la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata.
    Buon lavoro. Noi andiamo avanti nell’attuazione del Concilio.

    • antonella lignani scrive:

      Voleva scrivere proprio Fraternità S. Pio X o si è sbagliato? Non si tratta forse della Fraternità San Pietro?

      • Cherubino scrive:

        si, è vero …

      • Simon de Cyrène scrive:

        Non è vero per niente Cherubino, la FSSP non c’entra un bel niente: questo è il caso dell’IBP.
        Rimanga preciso o rischia di calunniare chi non lo merita.
        In Pace

        • Cherubino scrive:

          ma mi faccia il piacere … citavo a memoria una notizia letta velocemente. Notizia che ognuno può verificare.
          In ogni caso, visto che ci tenete, leggete cosa aspetta la FSSPX se e quando rientrerà nella Chiesa cattolica (da cui sono ancora fuori). Mons. Guido Pozzo ha scritto al Superiore dell’Istituto Buon Pastore le seguenti parole:

          “La questione della pratica della forma straordinaria, così com’è formulata negli Statuti – scrive Pozzo – va precisata nello spirito del Summorum Pontificum. Converrebbe semplicemente definire questa forma come il “rito proprio” dell’Istituto, senza parlare di “esclusività” ”

          “Più che su una critica, sia pure ‘seria e costruttiva’, del Vaticano II, gli sforzi dei formatori dovranno volgersi alla trasmissione dell’integralità del patrimonio della Chiesa, insistendo sull’ermeneutica del rinnovamento nella continuità e prendendo come base l’integrità della dottrina cattolica esposta nel Catechismo della Chiesa Cattolica”.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Personalmente ho trovato la lettera di Mgr Pozzo all’IBP eccellente e non penso che ci sia nulla da ridire per un tradizonalista serio ma in unione con la Chiesa.
            In Pace

        • Cherubino scrive:

          Voglio precisare comunque che nonostante le correzioni del tutto opportune di mons. Guido Pozzo, personalmente stimo i tradizionalisti che hanno saputo restar fedeli alla Chiesa.
          Più volte ho citato proprio la Fraternità Sacerdotale San Pietro come esempio positivo di come si possa coltivare una spiritualità tradizionalista nel solco dell’integrale Magistero e in obbedienza alla Chiesa.

    • il maccabeo scrive:

      ah ah!… confonde Bon Pasteur, F. San Pietro e Frat. S. Pio X…. ha una visione chiarissima della situazione, non c´e´che dire….quando poi si preoccupa per il lavoro del CDF é addiruttura grottesco!

    • bruno scrive:

      il concilio Vaticano XII è un concilio “Pastorale”, quindi non c’è nessuna verità nuova di fede e di morale nuova a cui bisogna crederre. diverso è l’invenzione del cosi detto “spirito” del Concilio e dei guasti che ha prodotto . quindi se poi le “pecore” sono divenute quasi tutte autocefale, ripeto appaiono sempre più spesso autocefale.., (intendo alcuni dei curati contestano i parroci, alcuni dei i parroci sbeffeggiano il vescovo, alcuni dei vescovi addirittura contestano apdertamente il Papa) qualcosa sarà o meno andato storto e contro le intenzioni di Giovanni XXIII o nò???
      quanto alla “gran quantità di lavoro in più per la Congregazione per la dottrina della fede, per gli uffici diocesani e delle Conferenze episcolali, per la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata” è sufficiente che invece di occuparsi di tante cose della vita pubblica amministrativa e politica(non intendo certo ciò che riguarda i principi etici non negoziabili..) si occupino di disciplina dei sacerdoti, della corretta Liturgia, raccogliendo tra l’altro dal mondo così “accarezzato” , spesso solo critiche e calunnie e che poi “serrino le fila”… perchè i tempi si fanno difficili.. .
      se Marcel Lefebre ha resistito disubbidendo a Paolo VI per via della Santa Messa Novus Ordo che veniva imposta che grave colpa ha commesso ? visto che San Pio ha avuto anche lui la dispensa proprio dal papa per questa cosa ed ora è stato elevato agli onori degli altari… e visto che ormai da anni per Legge della Santa Sede la stessa Messa in forma Straordinaria, quella del messale di Giovanni XXIII, che non era certo propenso a cambiare la Messa, può essere celebrata da ogni sacerdote che non ne è impedito al pari di quella in forma Ordinaria.
      quanto alle quattro ordinazioni non approvate dal Papa, cui è seguita solo per questa ragione la scomunica l.s. , mi sembra di ricordare che comunque una era stata accordata da Giovanni Paolo II, quindi vuol dire che soto sotto la Fratrernità non era ritenuta eretica perchè celebrava col rito antico. quanto all’”assemblearismo” nella chiesa, riporovato dalla Fraternità, che credendo nella “reglità” anche addirittura “sociale” di Nostro Signore, quindi a maggior ragione all’interno del Corpo Mistico loro pensano che il potere deve essere monarchico e non democratico.. non è certo una verità di fede che infici la dottrina (caso mai è da valutare se le nuove scelte hanno giovato).
      Preghiamo intensamente ed incessantemente in questo storico frangente per tutti i nostri sacerdoti ed uniamoci alle intenzioni del Santo Padre che sorretto in modo unico dalla Grazia dello Spirito Santo anela all’unico gregge sotto l’unico Pastore. bruno

      • Cherubino scrive:

        non esiste nel diritto canonico alcuna distinzione tra Concili dogmatici e pastorali. Il termine “pastorale” usato per il Vaticano II intende sottolineare che in esso sono centrali le tematiche del rapporto tra la Chiesa e il mondo contemporaneo.
        Ma basta leggere il titolo delle Costituzioni dogmatiche (appunto!) per rendersi conto che la solita solfa sul concilio “solo” pastorale, è una falsità enorme.

        • il maccabeo scrive:

          ha ha ha , quando non sa che rispondere sa solo dare del bugiarod al prossimo senza MAI saperlo dimostrare…si legga i discorsi di introduzione al Concilio di Giovanni XXIII e quello di Paolo VI per la II sessione del Concilio invece di fare la maestrina stizzita che si arrabbia con gli allievi che non sa gestire dandogli indistintamente dei monellacci.

        • Fabio Sansonna scrive:

          L’ha detto Paolo VI che era solo pastorale, sottolineando che non per questo non meritava l’attenzione e la considerazione di qualsiasi altro Concilio.
          La stima verso il Concilio non la si procura alterando i termini, soprattutto quando i termini li ha stabiliti Paolo VI.

      • Pietro scrive:

        BRUNO, sono con te, sei stato bravo a cantargliele, specialmente al partenopeo.

  7. Cherubino scrive:

    Comunque mi pare evidente che mons. Fellay firmerà per se stesso e non rappresenta sostanzialmente altri che se stesso.
    Alla fine, tanti sforzi comunque avranno un successo molto limitato, anche se il ravvedimento fosse pure di una sola persona ha un valore inestimabile.
    Speriamo però che almeno uno si ravveda.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Tutto sbagliato Cherubino: il Suo livore alla sola idea del rientro di questi fratelli separati Le fanno sperare cose irreali.

      S.E.R. Mons. Fellay è il Superiore Generale della FSSPX e assieme al Primo Assistente e al secondo assistente è, formalmente parlando, la FSSPX: se loro hanno firmato il protocollo di accordo, come ce lo ha già annunciato il Dr. Tornielli, vuol dire che è la FSSPX che lo ha firmato e se questo è giudicato sufficiente da chi di dovere, è la FSSPX che viene ammessa nella Chiesa.

      A quel punto, chi non volesse entrare nella Chesa Cattolica, uscirebbe a tutti gli effetti dalla FSSPX. Quindi S.E.R. Mgr Fellay non rappresenta solo se stesso, ma veramente la FSSPX.
      In Pace

      • Cherubino scrive:

        livore ? ma non mi faccia ridere …

        E siccome tutti sanno contare, tre vescovi contrari contro uno favorevole rende del tutto evidente che Fellay rappresenta solo se stesso. Formalmente forse (salvo cause civili seguenti) riesce a portare la denominazione della FSSPX con sè, ma nella sostanza è in netta minoranza. Questo è il fatto.
        E quando i tre vescovi -il cui status è pari a quello di Fellay- faranno la FSSPX-bis cosa sarà cambiato ?
        Quasi nulla.

        • Simon de Cyrène scrive:

          I tre vescovi NON hanno responsabilità di governo nella FSSPX che io sappia: loro sì che rappresentano solo se stessi.

          Se c’erano una nuova entità essa non sarà storicamente quella fondata dallo scismatico Lefebvre, ma non avrà neanche nessun nesso giuridico colla Fraternità che ai suoi inizi era un’opera riconosciuta dalla Chiesa fino al 1975.

          La FSSPX è una struttura gerarchica come lo è la Chiesa e le nozioni di minoranze o maggioranze c’entrano ben poco: se la “struttura” entra in Roma allora chi non vuole entrare assieme resterà fuori anche della FSSPX, ma lo scisma del 1988 in quanto tale sarà “risanato”-
          In Pace

          • Cherubino scrive:

            “non hanno responsabilità di governo”, veramente ridicolo. Governo di che ? Un’associazione privata. Stanno mica governando la Svizzera o la Santa Sede !
            Al 99% andranno in tribunale e se questi gli darà torto faranno la Nuova Fraternità S. Pio X.
            Et voilà. Facile no ?

          • Simon de Cyrène scrive:

            Certo, ma non sarà la FSSPX: non sarà uscita dal “costato” della Chiesa: il significato di questa nuova entità è che sarà nata fuori dalla Chiesa, non sarà neanche uno scisma in quanto sarà creata da vescovi che sono già fuori della Chiesa.
            Li potremo invitare a venir pregare ad Assisi IV per il cinquantennario nel 2036 o ad iscriversi alla CEC.
            In Pace

        • Fabio Sansonna scrive:

          quel che conta è che almeno 1 di loro torni in piena comunione
          il resto non sono fatti che ci riguardano

  8. La Chiesa tutta va avanti nell’attuazione del Sacrosanto Concilio Vaticano II, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo e la guida sicura del Successore di Pietro.
    Il Sacrosanto Concilio Vaticano II quello che fu firmato da tutti i Padri Conciliari e pubblicato solennemente dal Santo Padre.
    Tutto il resto, spirito conciliare, interpretazioni conciliari ecc ecc alla ( ometto i soliti nomi dei fanatici conciliaristi …) è feccia dalla nauseabonda puzza infernale !

    • Sara scrive:

      “feccia dalla nauseabonda puzza infernale”

      Olè!

      Sinceramente io capisco che qualcuno abbia voluto usare i lefebvriani per richiamare l’ala troppo, diciamo così, conciliarmente esuberante, ma quando fanno così si ottiene solo di buttarla in caciara e aumentare la confusione.
      mah.

    • Cherubino scrive:

      e lei chi è, il papa, per giudicarlo ? Lo decidono i pontefici, lei pensi ad obbedire.

      • Jacu scrive:

        Bravo Cherubino,

        dia il buon esempio: se il Papa riporta i lefrebviani nella Chiesa Cattolica, non giudichi il Papa, ma pensi a obbedire.
        Ma dalla poche volte che sono entrato in questo blog ho solo potuto notare come lei sia una persona che predica agli altri virtù, che lei non intende praticare.

        • il maccabeo scrive:

          parole sante.

        • Cherubino scrive:

          niente affatto, e lei sta mentendo. Citi anche un solo mio post n cui dico che no voglio accettare ciò che il papa deciderà.
          Glielo ripeto, visto che ha problemi di memoria: se il papa deciderà in quel senso, io lo accetto senza problemi. Anche perchè ho già detto più volte che il problema non è far rientrare i lefebvriani, ma farceli restare.
          Ma lei accetterà che il Novus Ordo
          1) non è protestante
          2) non è un rito deficitario o minore
          3) trasmette la grazia senza se e senza ma
          4) spetta comunque alla gerarchia ecclesiastica giudicare se e in che misura vi siano degli eccessi e non al primo che passa
          ????

  9. Gianpaolo1951 scrive:

    Possibilmente smettiamola di raccontare bugie.

    Appunto…,
    caro Cherubino!
    Cominci lei a dare l’esempio…,
    smettendo di scrivere fandonie!!!

    • Cherubino scrive:

      quali fandonie ? Legga i documenti della Chiesa. I Vescovi e i sacerdoti della FSSPX non esercitano alcun ministero nella Chiesa. Ciò che fanno lo fanno illecitamente, ossia contro le disposizioni del papa. Sono sospesi dal ministero sacerdotale, sono privi della potesta iurisdictionis, amministrano finti sacramenti come nel caso della Confessione che non trasmette alcuna remissione dei peccati perchè oltre ad essere illecita è anche invalida…
      Non manca qualcosa per definirli “cattolici” ?

      • Gianpaolo1951 scrive:

        Sì!…
        Manca l’imprimatur di Sua Eccellenza
        Cherubino Primo…
        Ma mi faccia il piacere!!!

      • Cherubino scrive:

        Non serve, c’è quell del Santo Padre. Lettera del 10 marzo 2009:

        “finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa [...] Finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcun stato canonico nella Chiesa e i suoi ministri non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa”

      • il maccabeo scrive:

        ah ah ah! Il grande teologo che non cosnosce né l´errore comune ne´il caso di necessitá! ha ha ha!!!
        Finti sacramenti! Saran veri quelli dei neo-tremolanti che non ci credono nemmeno come insegna il loro buon padre…Lutero!

        • Cherubino scrive:

          errore comune è ridicolo, stato di necessità in questo caso non esiste affatto, come è stato più volte precisato, anche dalla Congregazione per la dottrina della fede

  10. Che strano : quando ci si appella ai Documenti del Sacrosanto Concilio Vaticano II, legittimamente firmati da tutti i Padri Conciliari e solennemente pubblicati dal Servo di Dio Papa Paolo VI, a qualcuno, evidentemente abituato alle “allegre” e fantasiose traduzioni aumenta la pressione ….

    • Sara scrive:

      A proposito di interpretazioni: “Come sapete, il prossimo mese di ottobre si celebra il cinquantesimo anniversario dell’inizio del concilio Vaticano II, la cui Dichiarazione Nostrae Aetate continua a essere la base e la guida dei nostri sforzi per promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione tra le nostre due comunità.
      Questa Dichiarazione non solo assunse una netta posizione contro ogni forma di antisemitismo, ma gettò anche le basi per una nuova valorizzazione teologica del rapporto della Chiesa con l’ebraismo, e mostrò la sua fiducia nel fatto che l’apprezzamento dell’eredità spirituale condivisa da ebrei e cristiani avrebbe portato a una comprensione e a una stima reciproca sempre più grandi (n. 4).”
      E’ di oggi, va bene come interpretazione?

      • stefano scrive:

        Questo è gioco sporco, l’antisemitismo non ha mai trovato cittadinanza nella Chiesa. Il problema teologico è sempre stato quello dell’antigiudaismo (chi vuole si studi la differenza). Il Papa ha ribadito l’estraneità della Chiesa all’antisemitismo proprio per sottolineare che “il rispetto della dignita’ umana e una pace duratura, il dialogo sincero e rispettoso tra religioni e culture è fondamentale per futuro della nostra famiglia umana”.

        • Sara scrive:

          “nuova valorizzazione teologica del rapporto della Chiesa con l’ebraismo”
          Nuova.

          • Cosa c’è di strano o di sconveniente se la Chiesa decide di approfondire teologicamente le comuni radici che da Abramo portano fino agli Atti degli Apostoli ?
            Considero veramente come fratelli gli Ebrei perchè amo veramente Nostro Signore Gesù Cristo che, pur essendo di natura divina, quando fu la pienezza dei tempi, nascque da una Donna ( ebrea, della stirpe di David ). Chi ama Gesù ama tutta l’antica tradizione che lo ha preceduto. Quando abbraccio, non è solo un modo di dire, i tanti amici/che del Popolo dell’Antica Alleanzasento dal profondo del mio cuore che la mia fede rinvigorisce e rinverdisce.

          • Sara scrive:

            Bene: allora perchè i lefebvriani in occasione di Assisi hanno detto messe di riparazione?

          • Jacu scrive:

            Sara, mi spiega come mai adesso per lei le parole del Santo Padre sono così autorevoli?

            Lei metterebbe la firma sotto il summorum pontificum e darebbe una tale autorità a quell`enciclica? O le parole del Papa sono autorevoli solo quando fanno comodo?

          • Sara scrive:

            Veramente sono autorevoli sempre, fosse per me sa dove li avrei mandati i lefebvriani?
            invece il Papa mi invita ad accoglierli e io almeno ci provo.

          • M scrive:

            Ci prova. Sinceramente non si direbbe.

          • Sara scrive:

            Mi applicherò meglio!!

    • Cherubino scrive:

      Lei si appella ai documenti del Concilio ? Facciamo qualche esempio ?
      E poi ci sono le encicliche dei pontefici, il Catechismo del ’92, il Novus Ordo, il nuovo Codice canonico…
      Si appelli, si appelli … ma davvero però ! Non solo per gettare un po’ di fumo negli occhi.

  11. @ Sara : Lei mi giudica “lefebvriano” … spero che non leggano i veri lefebriani ( = dei cattolici più coerenti e devoti di me ) perchè sicuramente si offenderanno…

  12. Cherubino scrive:

    per esempio :
    “La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.” Nostra Aetate, 2.

    Tuttavia secondo l’Apostolo, gli Ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento (11). Con i profeti e con lo stesso Apostolo, la Chiesa attende il giorno, che solo Dio conosce, in cui tutti i popoli acclameranno il Signore con una sola voce e « lo serviranno sotto uno stesso giogo » (Sof 3,9) (12).

    Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogo.

    E se autorità ebraiche con i propri seguaci si sono adoperate per la morte di Cristo (13), tuttavia quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo.

    E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla sacra Scrittura. Curino pertanto tutti che nella catechesi e nella predicazione della parola di Dio non si insegni alcunché che non sia conforme alla verità del Vangelo e dello Spirito di Cristo.” Nostra Aetate, 4.

    3. La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra (5), che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
    Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.” Nostra Aetate, 3

    Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo [16]. Il sacerdote ministeriale, con la potestà sacra di cui è investito, forma e regge il popolo sacerdotale, compie il sacrificio eucaristico nel ruolo di Cristo e lo offre a Dio a nome di tutto il popolo; i fedeli, in virtù del loro regale sacerdozio, concorrono all’offerta dell’Eucaristia [17], ed esercitano il loro sacerdozio col ricevere i sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con l’abnegazione e la carità operosa. (Lumen gentium, 10)

    Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale. Dio non e neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4). Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna [33]. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. (Lumern gentium 16)

    • Gianpaolo1951 scrive:

      … … …
      (Lumen Cherubinum 2012)

      • Cherubino scrive:

        come si permette ? Quelli è Magistero della Chiesa, sono testi sottoscritti da un papa e da un Concilio ecumenico. Lei non sa cosa dice !

        • Gianpaolo1951 scrive:

          Ma chi si crede di essere lei per dire a me
          come si permette?
          Scenda dal suo scranno…,
          che un po’ di umiltà non può che farle bene!!!

        • Jacu scrive:

          “Io sono la via, la verità e la vita. NESSUNO viene al Padre se non per mezzo di me”. S. Giovanni 14, 6.
          “Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d`angolo. In NESSUN ALTRO c`è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che siamo salvati”. Atti degli Apostoli 4, 11-12.

          Lei si tenga il documento del Concilio, io mi tengo la S. Scrittura e Gesù Cristo.

          • Jacu scrive:

            aggiungerei
            “E (Gesù) disse loro:”Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a OGNI creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato”. S. Marco 16, 15-16.
            “Gesù si avvicinò e disse loro “A me è stato dato goni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli TUTTI i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo , insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. ” S. Matteo 28, 18-20

            Sinceramente io non leggo nelle parole di Gesù nessuna eccezione: nessuno si salva se non LO riconosce.

          • minstrel scrive:

            Il fatto che non si riesca a comprendere come queste due scritture (Bibbia – Lumen) possano legare insieme dipende a mio avviso da una lettura troppo “ampia” del documento conciliare e troppo “ristretta” del NT.

            Jacu, il suo tenersi una scrittura stabilita da un concilio per distruggerne superficialmente un altro rende illogico il suo seguire il concilio stesso che stabilì canonica quella scrittura (scrittura, che ricordo, in originale non esiste!).

          • minstrel scrive:

            L’uomo quindi è sempre tenuto a seguire la sua coscienza certa e possibilmente vera, ma anche se è in errore 98, perché essa è la regola prossima e immediata (soggettiva) delle nostre azioni. Di conseguenza, nessun comando di qualsiasi superiore deve essere eseguito se la nostra coscienza lo ritiene ingiusto. Vi potranno così essere dei conflitti fra la realtà e il diritto, tra la verità e la sentenza del giudice, e questo potrà avverarsi, seppure più raramente, pure nel foro ecclesiastico. E S. Tommaso non sa dare alla povera vittima altro consiglio se non quello di subire piuttosto la immeritata scomunica della Chiesa – la quale «giudica dalle “apparenze esterne”; né c’è per questo un errore di giustizia ma solo di fatto» -, che adempiere un suo ordine che urti contro la propria coscienza e convinzione; oppure di fuggire in regioni più lontane, dove ai suoi tempi non arrivava l’autorità anche temporale della Chiesa stessa.”

            97 Cf. Summa Teologica II Sent., d. 24, q. 2, a. 4
            98 Cf. ibid. d. 39, q. 3, a. 3

            Pizzorni, Reginaldo M. Il diritto naturale dalle origini a S. Tommaso d’Aquino, Bologna, ESD – Edizioni Studio Domenicano, 2000 pp. 473 – 474

        • Jacu scrive:

          Minstrel,

          lei mi sta dicendo che i Vangeli hanno validità dottrinale perché il Concilio di Trento ne ha stabilito la canonicità, e che varrebbero quanto una dichiarazione di un Concilio?

          • Cherubino scrive:

            eccolo qua lo spirito protestante !
            Sola Scriptura allo stato puro.

          • minstrel scrive:

            Eh si; e se ne stanno accorgendo anche i protestanti.
            Ad esempio lui da protestante è diventato agnostico dopo aver studiato sulle carte, pur di non affidarsi a Madre Chiesa…

          • Simon de Cyrène scrive:

            Jacu,
            Minstrel ha perfettamente ragione: questa è dottrina cattolica e ragionamento cattolicissimo!
            In Pace

          • Fabio Sansonna scrive:

            “L’ufficio poi di interpretare autenticamente la parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al solo Magistero vivo della Chiesa” ( Dei Verbum 10,b)
            Contrapporre scritture, Vangelo e Magistero è mettersi contro ciò che dice il Concilio, ma non solo l’ultimo , tuti e 21 i Concili e tutta la Tradizione della Chiesa.

  13. Espolon scrive:

    Si la verdadera Iglesia Una y Santa, Esposa Inmaculada de Cristo , no está en el vaticano II debido al alejamiento de ellos de la verdadera doctrina católica, a la que cambiaron por un falso ecumenismo y por los intereses del mundo,¿ a que Iglesia quiere ir M. Fellay, a la apóstata? se siente solo dice, ¿ quién allí lo va a consolar ?, si allí no está la verdad absoluta .

  14. Eremita scrive:

    Per qualcuno che voglia fare l’amish cattolico, i gruppi lefevbriani vanno benissimo. Si rinchiudano nelle loro riserve e non pretendano di far suicidare la chiesa intera per accontentare le loro fisime. Ma mi tolgano una curiosità: se vogliono riandare alle origini del cristianesimo, perchè non si vestono con tuniche e mantelli, vanno in giro a dorso d’asino e vivono di pesca (e sia, anche miracolosa) sulle sponde di qualche lago? A me sembra che siano usanze più vicine al fondatore del cristianesimo rispetto alle lunghe tonache nere, le cotte di pizzo, e i paramenti coperti d’oro del seicento europeo. Non si può mai tornare indietro, è una illusione: la ricostruzione del passato finisce sempre in una recita artificiale. Vogliono fare la riedizione dell’epoca tridentina: padroni loro, ma sarà sempre una recita storica, non la vita reale.

  15. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile El Tripparolo, lei mi chiede:

    “Per il Dottor Tornielli:
    mi ero permesso di farle una domanda e mi permetto di riformularla, sperando in una sua cortese risposta.
    Come mai il suo articolo ” Liturgia e il “protestantesimo” tradizionalista” del 25 dicembre 2010 è scomparso dal blog, cosi come sono scomparsi tutti gli articoli che vanno dal mese di agosto 2008 al dicembre 2008?”

    Non avevo visto prima la sua domanda, altrimenti le avrei risposto. Nell’aprile 2011 ho lasciato il Giornale e sono andato alla Stampa. Ho dovuto portar via il blog dalla piattaforma del Giornale, ma non l’ho trasferito su quella della Stampa, che usa sistemi diversi. Ho creato uno spazio mio sul web. Ho cercato di trasferire tutti i post e i commenti vecchi, ma nel trasferimento si sono persi alcuni pezzi. Non sapevo che si fosse perso proprio quel post da lei citato, che peraltro aveva suscitato un numero di commenti record.

    Sapevo che si era perso qualcosa nel trasferimento, ma non sapevo cosa. Non si è trattato però di una scelta dipendente dalla mia volontà, nè un caso di autocensura…

    • er tripparolo scrive:

      Anche se avevo ringraziato anticipatamente, ringrazio di nuovo per la cortese risposta.
      Un vero peccato che si sia perso un pezzo di storia.

  16. Gianpaolo 1966 scrive:

    Non capisco tutte queste polemiche, io sono solo felice che la Fraternità San Pio X presto, almeno spero, potrà ritornare in piena comunione con Roma. Chi ha paura della Fraternità e chi ha paura nella Fraternità di rientrare faccia ciò che vuole. Io credo che la Tradizione trovi nuova linfa dal ritorno di questi fratelli che per ragioni validissime si erano allontanati, ragioni che il Santo Padre ha spazzato via. Tremino ora chi si è allontanato veramente dal Magistero della Chiesa con le loro stravaganze e eresie.

    • Cherubino scrive:

      “per ragioni validissime” ?
      Per dichiarazioni del genere vale ancora la scomunica.

    • lauraromana scrive:

      Giampaolo stia attento che Dio perdona, ma Cherubino, no. E dai suoi interventi piovono scomuniche, come se diluviasse, ma sempre in una direzione sola, quella dei lefevriani, mentre altri possono dire qualsiasi fesseria certi della comprensione, delle aperture e della disponibilità di questo papino in pectore, che ritiene di dispensare per conto di Dio la misericordia e la condanna.
      Attento Giampaolo, che un paio d’ali non fanno un angelo: anche gli avvoltoi e i diavoli le hanno!!!!

  17. gianni scrive:

    Gli interrogativi, che contengono già la risposta di Fellay, non sono altro che un richiamo alla Fede, i quali otre ad essere rivolti alla sua comunità, sono rivolti soprattutto alla chiesa di Roma. La chiesa attuale avendo Cristo come capo non può avere avere nessun dubbio e nessuna paura.

  18. @ Sara Tutti coloro che hanno il cuore puro e colmo di vera onestà intellettuale e morale, converranno che nei nostri difficili pre-dominati dalle agenzie di stampa e dai mass media anche le più buone intenzioni possono essere traviate e mal presentate.
    Poichè i mass media, nonostante le ortodosse dichiarazioni preventive della Santa Sede, stavano dipingendo Assisi3 con toni sincretisti inaccettabili per un cattolico, ben han fatto i Sacerdoti , appertenenti a dversi gruppi ecclesiali, di celebrare una Santa Messa di riparazione !
    La stessa cosa è stata fatta, in tutto il territorio Nazionale, in occasione della rappresentazione in un teatro milanese di uno spettacolo durante il quale il Santo Volto del Nostro Redentore è stato imbrattato con qualcosa che voleva significare gli umani escrementi .
    Anche in quel caso i giovani e motivati Sacerdoti della FSSPX han dato prova di assoluta dedizione alla sana dottrina invitando i fedeli a recitare il Santo Rosario nei pressi di quel teatro.
    Anche in quell’occasione sono state celebrate alcune Sante Messe di riparazione ! Che il Signore conceda alla Sua unica Chiesa ” … secura tibi faciàs libertas servire” e non schiavizzata dal potere mediatico e informatico …

    • Sara scrive:

      Si va bhe….

    • Cherubino scrive:

      si dà il caso che quelle celebrazioni sono canonicamente illecite

      • Questo lo inventa lei , caro signor Cherubino : le celebrazioni e i sacramenti della FSSPX non sono canonicamente illeciti, ci sono stati diversi pronunciamenti vaticani al riguardo.

        • Cherubino scrive:

          assolutamente lei è in errore. Non c’è alcun pronunciamento. Lo citi.
          Le messe celebrate da un qualunque prelato privo della potestas iurisdictionis, che deriva dall’incardinamento nella Chiesa, sono oggettivamente valide ma illecite. Diverso è il discorso di un fedele laico che inconsapevole di ciò partecipi a tali messe. Ma questo non riguarda il celebrante che compie comunque un atto illecito.
          Le Confessioni invece sono anche invalide, quindi non c’è assoluzione dei peccati se non in caso di assoluzione in punta di morte.

  19. antonella lignani scrive:

    Non sciupiamo questo bel momento (il ritorno della FSSPX alla piena comunione con Roma) con inutili polemiche.

    • Fabio Sansonna scrive:

      giusta osservazione ! sembra che a quakuno dia fastidio che qualcosa si possa concludere e scrive sul blog per mettere zizzania in anticipo

  20. antonella lignani scrive:

    Mi sono dimenticata di aver ringraziato il dott. Tornielli per averci dato questa buona notizia.

  21. José Vidal Floriach scrive:

    Reginaldo, i Superiori hanno la grazzia di stato e le grazzie attuale per il successo di loro ministero. E una materia nella quale si trova l’ossequio della fede.

    • Cherubino scrive:

      la Confessione dei lefebvriani non è vero sacramento, in quanto invalida.

      • Fabio Sansonna scrive:

        E’ vero, ma solo a condizione che il penitente fino a quel momento non sia al corrente di questa situazione canonica, altrimenti “supplet Ecclesia”. Nel momento in cui il penitente venisse a rendersi conto della situazione canonica e la riconoscesse per quella che è, è consigliabile rifare tutto in una confessione generale.

        Ce la sentiremmo di andare in Russia a dire che tutte le Confessioni delgi ortodossi sono invalide ? Che coscienza ne hanno quei penitenti o hanno avuto nei secoli i penitenti russi dell’ultimo millennio, per lo più contadini poco colti , di tutte le vicende storiche e canoniche che seono seguite al 1054?
        La responsabilità maggiore è in chi guida quelle chiese e la FSSPX.

    • Cherubino scrive:

      la grazia attuale e la grazia di stato non garantiscono nè l’infallibilità (o forse qualcuno lì si sente antipapa?) nè sono una forza magica che impedisce di prendeere decisioni errate.
      Peraltro nella potestas iurisdictionis di cui sono privi rientra anche il munus docendi. Ergo …
      Suvvia…

  22. bruno scrive:

    Sig. Chjerubino,
    il concilio Vaticano XII è un concilio “Pastorale”, quindi non c’è nessuna verità nuova di fede e di morale nuova a cui bisogna crederre. diverso è l’invenzione del cosi detto “spirito” del Concilio e dei guasti che ha prodotto . quindi se poi le “pecore” sono divenute quasi tutte autocefale, ripeto appaiono sempre più spesso autocefale.., (intendo alcuni dei curati contestano i parroci, alcuni dei i parroci sbeffeggiano il vescovo, alcuni dei vescovi addirittura contestano apdertamente il Papa) qualcosa sarà o meno andato storto e contro le intenzioni di Giovanni XXIII o nò???
    quanto alla “gran quantità di lavoro in più per la Congregazione per la dottrina della fede, per gli uffici diocesani e delle Conferenze episcolali, per la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata” è sufficiente che invece di occuparsi di tante cose della vita pubblica amministrativa e politica(non intendo certo ciò che riguarda i principi etici non negoziabili..) si occupino di disciplina dei sacerdoti, della corretta Liturgia, raccogliendo tra l’altro dal mondo così “accarezzato” , spesso solo critiche e calunnie e che poi “serrino le fila”… perchè i tempi si fanno difficili.. .
    se Marcel Lefebre ha resistito disubbidendo a Paolo VI per via della Santa Messa Novus Ordo che veniva imposta che grave colpa ha commesso ? visto che San Pio ha avuto anche lui la dispensa proprio dal papa per questa cosa ed ora è stato elevato agli onori degli altari… e visto che ormai da anni per Legge della Santa Sede la stessa Messa in forma Straordinaria, quella del messale di Giovanni XXIII, che non era certo propenso a cambiare la Messa, può essere celebrata da ogni sacerdote che non ne è impedito al pari di quella in forma Ordinaria.
    quanto alle quattro ordinazioni non approvate dal Papa, cui è seguita solo per questa ragione la scomunica l.s. , mi sembra di ricordare che comunque una era stata accordata da Giovanni Paolo II, quindi vuol dire che soto sotto la Fratrernità non era ritenuta eretica perchè celebrava col rito antico. quanto all’”assemblearismo” nella chiesa, riporovato dalla Fraternità, che credendo nella “reglità” anche addirittura “sociale” di Nostro Signore, quindi a maggior ragione all’interno del Corpo Mistico loro pensano che il potere deve essere monarchico e non democratico.. non è certo una verità di fede che infici la dottrina (caso mai è da valutare se le nuove scelte hanno giovato).
    Preghiamo intensamente ed incessantemente in questo storico frangente per tutti i nostri sacerdoti ed uniamoci alle intenzioni del Santo Padre che sorretto in modo unico dalla Grazia dello Spirito Santo anela all’unico gregge sotto l’unico Pastore.

    gentile Sara,
    “fosse per me sa dove li avrei mandati i lefebvriani?”
    fosse appunto per Lei perchè sicuramente non conosce la Fraternità (prima di disprezzare si deve conoscere..) coraggio provare ad esempio assistendo alcune volte almeno alla Messa Vetus Ordo, leggerne attentamenti i testi e confrontarli con la nuova Messa, e la sfido a trovarmi qualcosa che sia in contrasto con le verità della fede cattolica.. . buone cose. “provare per credere” diceva sempre mio nonno. bruno

    bruno

    • Cherubino scrive:

      1) il Concilio Vaticano II è Magistero quanto meno autentico; ciò è stato ribadito più volte dalla CDF e dai pontefici, da Paolo VI a Benedetto XVI. La distinzione “pastorale” vs “dogmatico” non esiste in diritto canonico, mi dimostri il contrario se riesce ! Resta il fatto che il titolo di Costituzione dogmatica manifesta un livello più alto dello stesso Magistero autentico e, comunque, che la materia trattata è dogmatica.
      2) Il Magistero autentico non può contenere errori in materia di fede e di morale, pur essendo approfondibile (non correggibile) in talune questioni. Si vada a vedere la Professio fidei: “Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto alle dottrine che il Romano Pontefice o il Collegio dei Vescovi propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarle con atto definitivo”.
      3) L’atto di Lefebvre non è solo una semplice disobbedienza, che comunque sarebbe gravissima già in sè, ma uno scisma, punito con la massima pena canonica, la scomunica. Anche se è triste ricordarlo, ma a gente come lei va ricordato, mons. Lefebvre è morto scomunicato.
      4) l’assemblearismo è una vostra invenzione, dato che l’istituzione dei “dodici” fu fatta da Gesù in persona, dato che già negli Atti degli Aspostoli si legge che Pietro riuniva i dodici per le decisioni importanti, e questo non ha mai tolto nulla al suo primato; la verità è che voi siete intrisi di ideologia di destra estrema. Il diritto canonico stabilisce che affianco al papa, che resta titolare della plenitudo potestatis, vi sia il Collegio apostolico. Voi non difendete affatto il papa con le vostre ridicole accuse, perchè un papa solo è un papa più debole, un papa che obbedisca all’imperatorucolo turno.

      • Reginaldus scrive:

        qui sono d’accordo con Cherubino: non esiste distinzione tra pastorale e dogmatico: peccato che questo concilio sia dogmaticamente/pastoralmente fuori della grazia di Dio, cioè sballato….

      • Fabio Sansonna scrive:

        Anche S Cipriano di Cartagine è morto scomunicato.

    • antonella lignani scrive:

      Bene.

      • antonella lignani scrive:

        Intendevo dire: bene Bruno, ma poi la scritta è andata sotto.

        • Cherubino scrive:

          si si, bravi, promuovetevi pure a vicenda, tanto non cambiano i vostri errori.
          Quanto alla leggenda di Padre Pio che rifiuta il Novus Ordo, Luigi Accattoli ha già mostrato quanto sia infondata
          http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=1065

          • Clemens Carlous scrive:

            Padre Pio era morto (1968) prima dell’introduzione del nuovo messale (1970).

          • bruno scrive:

            Sig. Cherubino,
            le consiglio di leggere, prima di parlare con saccenteria,… “L’ultima Messa di Padre Pio” di Gnocchi e Palmaro e vedrà che troverà di che neditare. tra l’altro Lefebre andò in pellegrinaggio da San Pio per chiedere aiuto dall’alto circa la rivolta modernista nel Suo Istituto… e sorpresa!! Padre Pio, anzichè impartire una benedizione di aiuto al vescovo Lefebre si rifiutò.., e volle invece Lui baciare l’anello di Lefebre (fatto documentato storicamente e fotografia riportata sul libro). Se poi nega che Paolo VI concesse la dispensa a Padre Pio si vede che è poco informato (molto acculturato però..).
            Sò che per molti modernisti il “capuccino” è poco gradito ma, pensa un poco!, mi sembra che sia stato portato agli onori da Giovanni Paolo II non certo un tradizionalista, e comunque i Francescani dell’Immacolata, anche femminili hanno molte vocazioni… e la Fraternità così scioccamente disprezzata ha moltissime vocazioni.., anche le Fraternità e gli Istituti che seguono la tradizione in Liturgia, regolarmente incardinati nella Chiesa hanno moltissime vocazioni : forse che, secondo Lei, lo Spirito Santo non sà più quello che fà e “sbaglia” a chiamare giovani proprio lì ???
            vuole proprio negare che nella Chiesa non c’è assemblearismo e che “non si muove foglia che il consiglio pastorale non voglia???” ma dove vive. pensi che conosco addirittura parroci che sono in difficoltà a non farsi mettere sotto i piedi dagli/le animatori/trici(particolarmente queste) e si sentono quasi svuotati di ogni ragione del loro ruolo sacro. questa è realtà…. : si vede che Lei dall’alto non la vede perchè ci sono le nuvole.
            comunque io non ho mai parlato di Concilio ma di deriva modernista dello “spirito” del Concilio e di ciò che è purtroppo seguito.. . ripeto: non giriamo le carte in tavola.
            Le consiglio il libro di Lefebre “Santità e Sacerdozio” e magari poi potrà parlare.., comunque vedrà che quando arriverà in paradiso magari, con sorpresa, ci troverà lo “scomunicato” a Lei tanto in odio.
            quanto alle disubbidienze, al Papa veda un poco le” travi nell’occhio” in casa cattolica che avrebbero dovuto far partire altro che scomuniche: in ogni caso il Papa è in grado di ragionare o nò? quindi se le scomuniche le ha tolte una ragione ci sarà pure, o no??? ah già ha fatto il Motu Proprio da solo, magari non vale!!

          • Cherubino scrive:

            vedo che ha letto le dettagliate ricerche di Accattoli…

          • Fabio Sansonna scrive:

            Non parliamo di Padre Pio e della concessione fattagli di Paolo VI come di un caso isolato, molti missionari rientrati dopo il 1973 (P Pio era già morto) , dopo la Riforma Liturgica, hanno ricevutro dai loro superiori il permesso di celebrare in privato come avevano imparato a celebrare , per ragioni di età avanzata, di difficoltà nell’apprendere nuove formule liturgiche, e questo al di là di ogni giudizio o valutazione sul NO e sul VO.
            Padre Pio aveva chiesto esplicitamente di celebrare col VO, per ragioni anche sue personali, ma non ne ha fatto motivo di contrasto con la Chiesa e col Papa.
            Il Papa glie l’ha concesso, dov’è il problema ?
            Voler capire se Pdre Pio lo ha chiesto per ragioni di età, come i missionari anziani, o per altre ragioni ? Ammesso che avesse altre ragioni non ne ha fatto motivo di contrasto, quindi egli è in un certo senso l’anticipatore delle condizioni esplicitate poi del Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI.

    • Sara scrive:

      Veramente dico quello che dico dopo averli conosciuti.
      Sulla messa mi va bene la mia non ho bisogno di andare a cercare altro. E’ il rito ordinario sono a posto così.
      Poi se rientrano bene, basta che rientrare non significhi nascondersi sotto la protezione di Roma per continuare a offendere e sbeffeggiare il resto della Chiesa.

      • stefano scrive:

        Sara, ma che cacchio dici!?

        • Sara scrive:

          Se rientrano si spera che lo facciano con il minimo di simpatia per il resto della Chiesa indispensabile ad evitare dissidi, liti e divisioni.
          A leggere i loro siti ci vedono più o meno come l’anticristo la vedo dura andare d’accordo.

          • stefano scrive:

            Sara, la inviterei fraternamente a pregare per l’unità della Chiesa invece di auspicare che alcuni figli ne rimangano fuori o separati, sol perché le rimangono antipatici. La Chiesa non è un club.

          • Sara scrive:

            Io non auspico che rimanga fuori nessuno, auspico invece che rientrino in spirito di carità. (verso il resto della Chiesa)

          • stefano scrive:

            A maggior ragione. Quello può essere solo un frutto della preghiera.

          • Sara scrive:

            Della preghiera ma anche del libero arbitrio degli interessati.
            o forse i lefebvriani sperano che Dio divida in due nuovamente le acque del mar Rosso per poter rientrare?
            Aiutati che il ciel ti aiuta diceva mia nonna!
            :-)

      • Fabio Sansonna scrive:

        C’è chi sbeffeggia la Chiesa già adesso fingendo di esser in comunione col Papa, attento solo a restare formalmente in quei binari che gli permettono di sopravvivere senza sanzioni canoniche , anche se se le meriterebbero.
        Perchè non ce la prendiamo mai con questi ?

  23. andre scrive:

    io sposo in toto le parole di quel mostro progressista umanista ateo, pericolosissimo attentatore dell’unità della Chiesa e lupo travestito da pecora di nome Enzo Bianchi che ha detto: “Ogni cattolico – anche chi come me può testimoniare con gioia per averlo a lungo praticato che il messale di Pio V lo ha fatto crescere nella fede, nell’intelligenza eucaristica e nella vita spirituale e lo sente come un monumento liturgico, un’architettura rituale capace di far vivere la comunione diacronica di tutta la chiesa – deve interrogarsi per non lasciare spazio a forme di idolatria e, con il cardinale Ratzinger, “ammettere che la celebrazione dell’antica liturgia si era troppo smarrita nello spazio dell’individualismo e del privato e che la comunione tra presbitero e fedeli era insufficiente”. Sì, nessun idealismo né sul messale né sulla sua pratica e non sia un messale a far guerra all’altro messale, perché così si sfascia la chiesa”.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Adesso si è eecduto nella dimesnione orizzontale riducendo all’osso quella verticale, basta leggere i libri di Ratzinger sulla liturgie, il Papa vuole solo riequilibrare gli elementi, non restaurare l’antica liturgia o come lingua o come forma.
      Certo che testo del VO avrebbe forti contributi da dare su un testo della Messa rinnovato, come auspica il Papa stesso e molti contenuti liturgici del VO vanno assolutamente recuperati, in latino o in italiano, in piedi o in ginocchio, di riffe o di raffe.

  24. andre scrive:

    All’ermeneutica della discontinuità si oppone l’ermeneutica della riforma, quale la hanno intesa Giovanni XXIII nell’indire il Concilio e avviarne i lavori, e Paolo VI che l’ha continuato e concluso.
    Quando l’interpretazione del Concilio si è attenuta al programma «estremamente esigente» di Giovanni XXIII, sapendo distinguere fra il deposito delle verità della fede, che sono immutabili, e il modo storico, contingente, col quale esse sono annunciate, “è cresciuta – rileva Benedetto XVI – una nuova vita e sono maturati frutti nuovi.
    Quarant’anni dopo il Concilio possiamo rilevare che il positivo è più grande e più vivo di quanto non potesse apparire nell’agitazione degli anni intorno al 1968. Oggi vediamo che il seme buono, pur sviluppandosi lentamente, tuttavia cresce, e cresce così anche la nostra profonda gratitudine per l’opera svolta dal Concilio”.

    6. Concilio pastorale e non dogmatico significa che il Concilio non è stato voluto né incaricato per sancire nuovi dogmi.
    Il suo carattere è stato pastorale, e cioè di rinnovamento nella santità e di nuovo approccio col mondo.
    QUESTO NON SIGNIFICA CHENI SUOI ATTI NON ABBIANO UN GRANDE PESO DOGMATICO. Ce l’hanno, eccome. Ma il Concilio non ha voluto sancire dogmi o condannare errori.

    • bruno scrive:

      e quali sono i nuovi dogmi dall’alto valore, scusi, li precisi?
      così magari posso riflettere?
      avessero sancito la ” Corredenzione di Maria” come da anni auspicato, capisco, creda io non ho notato nulla di nuovo sotto il sole, ma forse Lei essendo nato dopo il Concilio ha pensato che prima nella Chiesa non c’era nulla ?? . io non ho detto che i vescovi non contano, e comunque le loro decisioni valgono purchè non siano in contrasto con la volontà del Papa: veda San Paolo, che non è il più sprovveduto, e che diverse volte è salito a Gerusalemme da Pietro (il solo detentore delle ”
      Chiavi” .. ” a Tè…” non al collegio ha dato le Chiavi)
      se legge bene e comunque il Papa non è solo perchè diversamente a qual titolo si fa aiutare dai Cardinali??
      vedi sopra la replica al Sig. Cherubino. preghiamo tutti .buone cose. bruno

      • minstrel scrive:

        Sinceramente meno male che non c’è dogma della corredenzione per quanto mi riguarda. Sono convinto infatti che la morte di Gesù, così come è avvenuta, non fosse stata pensata esattamente nei particolari da Dio, ma abbia agito anche il libero arbitrio umano. Preferisco la visione finale della lumen gentium

  25. Clemens Carlous scrive:

    La decisione che Mons. Fellay ha dovuto prendere non era facile e gli avversari di una soluzione nel senso di un “accordo” hanno argomenti da non sottovalutare, però le vie di Dio non corrispondono con quelle degli uomini e spesso Egli ci chiede un atto di fiducia. Il Papa è Vicario di Cristo e ne rappresenta l’autorità, potrà fare alcune cose che ci sembrano sbagliate (e possibilmente lo sono), ma non chiederà mai di andare contro la Fede, di abbandonare la Speranza e venir meno alla Carità. Ricordiamo che Mons. Lefèbvre, di venerata memoria, aveva votato a favore di quasi tutti i documenti approvati dal Vaticano II, anche quello (pessimo) sulla liturgia; poi si rese conto dei danni e rivide la sua posizione, ma avrebbe sempre voluto rimediare all’interno della Chiesa. Giovanni Paolo II, in modo provvidenziale, perché altrimenti ai quei tempi la FSSPX sarebbe stata divorata, non lo permise. Papa Benedetto XVI dà questa possibilità, i cui frutti, se ci saranno, si potranno vedere solo nel medio-lungo termine.

    Forse sarebbe utile ricordare la parabola di S. Matteo (13, 47-50):

    47 Iterum simile est regnum cælorum sagenæ missæ in mare, et ex omni genere piscium congreganti. 48 Quam, cum impleta esset, educentes, et secus littus sedentes, elegerunt bonis in vasa, malos autem foras miserunt. 49 Sic erit in consummatione sæculi : exibunt angeli, et separabunt malos de medio justorum, 50et mittent eos in caminum ignis : ibi erit fletus, et stridor dentium.

    Questa è la Chiesa. Fuori da questa “rete” non c’è salvezza. Penso sia appropriato ricordare quanto scrisse Sant’Agostino nelle XVII Questioni sul Vangelo di Matteo.*
    _______
    * 11. Mentre gli uomini dormivano venne un suo nemico e in mezzo al grano gettò i semi della zizzania e se ne andò. In un tempo in cui le persone poste a capo della Chiesa agivano con negligenza, o anche dopo che gli apostoli si furono addormentati nella morte, venne il diavolo e buttò la semente di quella genìa che il Signore denomina figli cattivi. Al riguardo è giusto chiedersi se si tratti degli eretici o dei cattolici dalla cattiva condotta. Potrebbero infatti chiamarsi figli cattivi anche gli eretici perché traggono origine dallo stesso seme del Vangelo e portano il nome di Cristo, anche se poi per opinioni devianti aderiscono a dogmi falsi. Tuttavia, siccome precisa che sono seminati in mezzo al grano, sembrerebbe piuttosto che vi si rappresentino coloro che vivono nella stessa comunione. In direzione opposta orienta però il fatto che il Signore, spiegando cosa sia il campo, dice che non è la Chiesa ma il mondo: per cui nella zizzania si possono vedere gli eretici i quali, sebbene in questo mondo non siano mescolati ai buoni per l’appartenenza all’unica Chiesa o per la professione dell’unica fede, lo sono tuttavia perché portano lo stesso nome di cristiani. Quanto poi a coloro che vivono male pur professando la stessa fede cattolica, li si deve identificare con la paglia piuttosto che con la zizzania, poiché la paglia ha in comune con il frumento anche lo stelo e la radice. Mi sembra pertanto non assurdo se in quella rete dove sono inclusi pesci buoni e pesci cattivi questi ultimi li si identifichi con i cattivi cattolici. Una cosa infatti è il mare, che simboleggia questo mondo, e un’altra la rete, che, a quanto sembra, rappresenta la comunione nell’unica fede e nell’unica Chiesa. Tra gli eretici e i cattivi cattolici infatti c’è questa differenza: gli eretici credono in false dottrine, gli altri, pur credendo nella verità, non vivono in conformità con la loro fede.

  26. Reginaldus scrive:

    e teniamoci attaccati a un papa (si fa per dire ) che crede in Dio fifty fifty ( cioè non ci crede ) e in Gesù Messia con la stessa percentuale ( cioè non ci crede) . Cari ratzinger-papalisti, smentire le parole di Ratzinger, vostro papa, se potete, e non prendetevela con chi ve le cita ( e non volete leggere) ….E quanto a Fellay, si può ben dire che una messa val bene una prelatura….

    • Reginaldus scrive:

      A proposito della fede fifty/fifty ( cioè NULLA ) ri-cito per comodità di lettura ( se cito malamente, dimostratelo, altrimenti perché prendervela con me?):

      -“Alla fine, per arrivare alla questione definitiva, direi: Dio o c’è o non c’è . Ci sono solo due opzioni. O si riconosce la priorità della Ragione creatrice che sta all’inizio di tutto ed è il principio di tutto… o si sostiene la priorità dell’ irrazionale, per cui tutto quanto funziona sulla nostra terra e nella nostra vita sarebbe solo occasionale, marginale, un prodotto irrazionale. NON SI PUÒ ULTIMAMENTE “PROVARE” L’UNO O L’ALTRO PROGETTO, ma la grande opzione del cristianesimo è l’ opzione per la razionalità. Questa mi sembra un’ ottima opzione, che ci dimostra come dietro a tutto ci sia una grande Intelligenza, alla quale possiamo affidarci” ( Ratzinger il 6 Aprile 2006, ai giovani della diocesi di Roma in preparazione alla XXI GMG – Zenit, 7 aprile 2006)

      -In: ‘Il popolo Ebraico e le Sue sacre Scritture nella Bibbia Cristiana’( Pontificia Commissione Biblica , Prefazione del card. Ratzinger, 2000):
      -“L’attesa messianica ebraica non è vana.”
      “…leggere la Bibbia alla maniera del giudaismo implica necessariamente l’accettazione di tutti i presupposti di quest’ ultimo, cioè l’accettazione integrale di ciò che è costitutivo del giudaismo, in particolare l’autorità degli scritti e delle tradizioni rabbiniche, che escludono la fede in Gesù come Messia e Figlio di Dio…..I cristiani possono e devono ammettere che la lettura ebraica della Bibbia è una lettura possibile…”.

      – In Dio e il Mondo’- Ratzinger, 2000:
      - “Naturalmente è possibile leggere l’antico testamento in modo tale da non intenderlo nella prospettiva di Cristo.; non si può affermare che esso sia rivolto in modo inequivocabile a Cristo. E se i giudei non riescono a vedere che le promesse si sono compiute in lui, questo non è segno di una cattiva volontà da parte loro, ma è semplicemente dovuto all’oscurità dei testi… Ci sono allora senz’altro buone ragioni per negare che l’Antico Testamento si riferisca a Cristo e per dire: No, non è quello che egli dice [di essere]! E nello stesso tempo ci sono altrettante buone ragioni per riferirlo a lui – in questo sta la disputa tra Gesù e i Giudei.”

      • bruno scrive:

        legga il catechismo al riguardo e vedrà che l’”Alleanza” non è mai stata revocata… e che Cristo ritornerà quando gli Ebrei diranno: “benedetto colui che vuiene nel Nome del Signore”. bruno

        • Reginaldus scrive:

          ma che cosa legge lei? Quando gli ebrei/giudei diranno “benedetto colui che viene nel nome del Signore” allora sarà il momento della loro CONVERSIONE…e sa lei che cosa vuol dire CONVERSIONE??? Se già sono nel giusto, se l’Alleanza Antica perdura ancora per loro, che bisogno hanno di convertirsi alla Nuova e di proclamare che Gesù è Colui che viene – è venuto, verrà – nel nome del Signore??????

          • Reginaldus scrive:

            “hic est enin calix sanguinis mei, novi et aeterni Testamenti – mysterium fidei – qui pro vobis et pro multis [ah già, pro MULTIS! ] effundetur in remissionem peccatorum”… Mai letto???? Novi, non ‘secundi’…( ‘nuovo’ implica la sparizione del ‘vecchio’… pare….e difatti nemmeno il vino, quando è nuovo, si può mettere in otri vecchi….)

          • Cherubino scrive:

            per gli Ebrei non si parla tecnicamente di “conversione” ma di illuminazione, di riconoscimento di ciò che completa e conferma la loro fede.
            Tanto è vero che gli ebrei catecumeni adulti non devono fare per il battesimo la rinuncia agli idoli, come chi viene da altre religioni.

          • Cherubino scrive:

            ah già “novi”: volete il latino e non lo conoscete nemmeno !
            Novus non vuol dire direttamente una cosa che sostituisce una precedente, ma “ultima”, ossia più recente e perfetta. Tanto è vero che i “novissimi” sono le realtà ultime, mica il superlativo del nostro “nuovo”, il contrario di novus non è vecchio, ma imperfetto, incompleto, in attesa di miglioramento.

          • bruno scrive:

            ma dove la legge la parola conversione?? si sogna?? replichi a qualcun altro.
            in ogni caso la mia citazione è delle parole di Gesù dette alle donne che piangevano su di Lui e Gesù ha loro detto che “non mi vedrete più finchè..” quindi il “finchè” vuol dire che non c’è un rigetto definitivo. è o meno importante che esiste un popolo che ci conferma il vecchio testamento nonostasnte tutto quello che ha subito nella storia?????.. pensi che Itler e tutti gli indemoniati vogliono la scomparsa di Israele, perchè?? perchè gli ebrei sono i testimoni storici, eroici con quello che han passato, che ci garantiscono che il vecchio testamento (le nostre radici ..) non è stato scritto ed inventato dai cristiani… Itler ed altri illuministi.. prima di far fuori i cristiani doveva tagliare loro le radici e quindi annientare totslmente gli ebrei … e non è certo la mia interpretazione.

            comunque grazie per le erudizioni che ha elargito anche qui sotto.
            perchè il latino, leggo sotto, le fà così preoccupazione?.
            e poi chi crede di convincere se mi da dell’ignorante??
            vede i musulmani (a quelli arabi mi pare che dobbiamo l’algebra..)per lo studio del Corano usano in qualsiasi parte del mondo l’arabo…
            perchè il cattolico non può avere una lingua comune che in qualunque parte del mondo permetta di partecipare alla Messa sentendosi a casa?? (mi riferisco naturalmente alle parti fisse..).
            bruno

          • Cherubino scrive:

            non capisco se risponde a me o a Reginaldus, comunque per chiarezza, io non stavo rispondendo a lei, la cui affermazione sull’importanza di Israele condivido.
            La Teologia della sostituzione non è mai stata dottrina costante o ufficiale.

            Quanto al latino, io l’ho studiato e non ho problemi, ma sta di fatto che 1) non è un dogma che la Messa debba essere in latino, 2) il cristianesimo non ha una “lingua sacra”, anche se il latino ha un valore storico particolare, 3) l’esigenza della actuosa partecipatio rende opportuno in varie parti della Messa l’uso della lingua locale, opportunamente approvata dal Vaticano.

    • bruno scrive:

      la Messa vale la “Redenzione” altro che la prelatura, ma chi ci crede più di voi moderni??
      quanto ai “papalisti” , o papisti(è più luterano) sono fiero di esserlo. bruno

  27. Simon de Cyrène scrive:

    Purtroppo, proprio oggi, il solito Caqueray, superiore del distritto francese della FSSPX, sempre uguale e fedele a lui stesso, rimane inferrato in quel che il Superiore Generale ha chiamato essere uno spirito poco soprannaturale ed irrealistico continuando ad esprimere posizioni materialmente sedecantiste del tipo “ci dobbiamo diffidare del Concilio Vaticano II e l’insegnamento dei papi post-conciliari come della peste”!!!

    Allucinante il frutto dello scisma di Lefebvre: chi semina vento raccoglie la tempesta: la disobbedienza è madre di ancor più disobbedienza.
    Ubi Petrus ibi Ecclesia. In Pace

    http://www.laportelatine.org/publications/presse/2012/fideliter207/cacqueray_207.php

    • Mi auguro per il bene della Chiesa e per la salvezza dei singoli chierici e religiosi della FSSPX che le posizioni del Superiore Generale SER Mons. Fellay possano essere eccepite con cuore umile e obbediente da parte di tutti gli altri, vescovi e sacerdoti. Soprattutto invoco la Divina Provvidenza che scongiuri il flagello di nuove illecite ordinazioni episcopali che farebbero meritare a tutti la maledizione della scomunica !

    • Carlos scrive:

      Simon,

      L’articolo di Cacqueray è realistico e eccellente. Essere ubbidiente alla Chiesa significa essere forzato a rinunciare al magistero dei papi pre-conciliare? Possiamo credere al Syllabus ancora? O dobbiamo rinunciare per credere ai capricci dei liberali?

      • Simon de Cyrène scrive:

        Io sono un fan del Syllabus: un documento di Magistero che risponde perfettamente sul piano dottrinale a tante idee sbagliate del XIX secolo e che, a volte, ancora sussistono oggi nelle ideologie veicolate dal pensiero unico mondano.

        Cossicome sono un fan dei documenti conciliari i quali, senza mai contraddire il Syllabus en ancor meno Quanta Cura , ma andando più in là e tenendo conto dei nuovi problemi dottrinali e ideologici hanno saputo riattualizzarlo nel contesto post-moderno.
        In Pace

        • il maccabeo scrive:

          Comunque la ringrazio per i link, Simon, é da ieri che volevo farlo.
          PS. Son convinto che Mons. Fellay abbia comunque ragione a provare una mediazione. Gli altri tre vescovi son rimasti molto isolati in questi mesi e non hanno colto forse gli stessi elementi di cambiamento che invece Mons. Fellay ha loro elencato nella sua lettara.

        • Reginaldus scrive:

          “Con ciò, nella dottrina dei modernisti, ci troviamo giunti ad uno dei capi di maggior rilievo, all’origine cioè e alla natura stessa del dogma. Imperocché l’origine del dogma la ripongon essi in quelle primitive formole semplici; le quali, sotto un certo aspetto, devono ritenersi come essenziali alla fede, giacché la rivelazione, perché sia veramente tale, richiede la chiara apparizione di Dio nella coscienza. Il dogma stesso poi, secondo che paiono dire, è costituito propriamente dalle formole secondarie. A conoscere però bene la natura del dogma, è uopo ricercare anzi qual relazione passi fra le formole religiose ed il sentimento religioso. Nel che non troverà punto difficoltà, chi tenga fermo, che il fine di cotali formole altro non è, se non di dar modo al credente di rendersi ragione della propria fede. Per la qual cosa stanno esse formole come di mezzo fra il credente e la fede di lui; per rapporto alla fede, sono ESPRESSIONI INADEGUATE del suo oggetto e sono dai modernisti chiamate simboli; per rapporto al credente, si riducono a MERI ISTRUMENTI. NON È LECITO PERTANTO IN NIUN MODO sostenere che esse esprimano una VERITÀ ASSOLUTA: essendoché, come simboli, sono SEMPLICI IMMAGINI DI VERITÀ, e perciò da DOVERSI ADATTARE AL SENTIMENTO RELIGIOSO IN ORDINE ALL’UOMO; come istrumenti, sono veicoli di verità, e perciò da ACCONCIARSI A LOR VOLTA ALL’UOMO IN ORDINE AL SENTIMENTO RELIGIOSO. E poiché questo sentimento, siccome quello che ha per obbietto l’assoluto, porge infiniti aspetti, dei quali oggi l’uno domani l’altro può apparire; e similmente colui che crede può passare per altre ed altre condizioni, ne segue che LE FORMOLE ALTRESÌ CHE NOI CHIAMIAMO DOGMI DEVONO SOTTOSTARE AD UGUALI VICENDE ED ESSERE PERCIÒ VARIABILI. Così si ha aperto il varco alla intima EVOLUZIONE DEI DOGMI. Infinito cumulo di sofismi che ABBATTE E DISTRUGGE OGNI RELIGIONE!
          …..
          Il progresso del dogma nasce principalmente dal bisogno di superare gli ostacoli della fede, di vincere gli avversari, di ribattere le difficoltà…”
          ….
          “Intanto si dànno forse a credere di PRESTARE OSSEQUIO a Dio ed alla Chiesa; ma in realtà GRAVISSIMAMENTE LI OFFENDONO…
          (Pascendi)

          —quindi, già

          • Cherubino scrive:

            Quello che lei riporta non c’entra niente. Parlare di adesione implicita e inconsapevole non riguarda la questione dei simboli. Lei mischia le carte quando comincia a perdere.

            A Noi ed a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna. Dio infatti vede perfettamente, scruta, conosce gli spiriti, le anime, i pensieri, le abitudini di tutti e nella sua suprema bontà, nella sua infinita clemenza non permette che qualcuno soffra i castighi eterni senza essere colpevole di qualche volontario peccato. (Pio IX, Quanto conficiamur)

            Ma nel tempo stesso si deve pure tenere per certo che coloro che ignorano la vera religione, quando la loro ignoranza sia invincibile, non sono di ciò colpevoli dinanzi agli occhi del Signore. Ora, chi si arrogherà tanto da poter determinare i limiti di codesta ignoranza secondo l’indole e la varietà dei popoli, delle regioni, degl’ingegni e di tante altre cose? (Pio IX, Singulari quadam)

            “Poiché non si richiede sempre, affinché uno ottenga l’eterna salvezza, che sia realmente incorporato come un membro della Chiesa, ma questo almeno è richiesto, che egli aderisca alla stessa con il voto e con il desiderio. Questo voto, poi, non è necessario che sia sempre esplicito, come accade per i catecumeni, ma dove l’uomo soffre di ignoranza invincibile, Dio accetta pure un voto implicito, chiamato con tale nome, perché è contenuto in quella buona disposizione dell’animo con la quale l’uomo vuole la sua volontà conforme alla volontà di Dio” (Lettera del Sant’Uffizio all’Arcivescovo di Boston, 1949)

    • il maccabeo scrive:

      allucinanti sono piuttosto i “frutti” del Concilio. Basta vedere su questo blog: “Tot capita, tot opiniones”. Esattamente come tra i Protestanti…

      • Sara scrive:

        Ma i vescovi anticonciliari sono i 4 e non vanno d’accordo su nulla.

        • bruno scrive:

          nomi, cognomi, fatti specifici carissima Sara. io non ne sono al corrente. o forse si riferisce al vescovo inglese che negava l’olocausto ?: ma cosa crede che conti ormai nella Fraternità?. bruno

          “Sulla messa mi va bene la mia non ho bisogno di andare a cercare altro. E’ il rito ordinario sono a posto così.”
          cara Sara, anche a mè va bene così tanto che vi assisto quasi sempre quando posso, semprehè vengano rispettate fedelmente le Rubriche e non ci siano “animazioni” insopportabili…, però dal Motu Proprio è possibile , dove gli ordinari hanno aiutato il Papa ed hanno concesso la celebrazione (tanti purtroppo o hanno fatto finta di niente o hanno frapposto mille ostacoli od anche hanno ridicolizzato il Papa come… non faccio nomi per carità cristiana), riscoprire un autentico “tesoro nascosto” .
          Comunque nelle “Preghiere dei fedeli” diciamo sempre che amiamo questo, aiutiamo l’altro, confortiamo quell’altro, illuminiamo tizio ateo, preghiamo per le religioni, per la pace, per i governanti, per tutti tranne che a quelli della Messa Antica???,…. e poi il “Segno della Pace” si deve dare solo a chi prega in italiano.. . non mi sembra… . rifletta. coraggio ed auguri. bruno

          • Cherubino scrive:

            il segno della pace si deve dare a chiunque, anche se povero, senza permesso di soggiorno, extracomunitario, di lingua slava o ruandese …

          • Cherubino scrive:

            poi lo legga bene il Messale. Quelle che lei chiama “animazioni” sono spesso forme di actuosa partecipatio previste ed ammesse. Gli eventuali abusi non l’autorizzano a parlare di “animazioni” sempre e comunque.

      • Reginaldus scrive:

        è il frutto dello spirito ( alla Enzo Bianchi, per intenderci, o alla cherubinesca…

  28. Cherubino scrive:

    scenario probabile nelprossimo futuro, secondo le recenti notizie:
    1) Se (e sempre se) il papa accoglie la lettera di Fellay come sufficiente per un rientro nella comunione cattolica e l’incardinamento di vescovi e sacerdoti FSSPX, un decimo circa di questi rientrerà e diventerà qualcosa di simile alla FSSP.
    2) Gli altri faranno battaglia legale per il diritto sul nome FSSPX, ordineranno nuovi vescovi, alimenteranno una campagna di stampa contro il papa e i “traditori”.

    Molto più incerto lo sviluppo a medio termine. I rientrati riusciranno ad attirare alcuni dei rimasti fuori, o si faranno tentare da nostalgie scismatiche, probabili alle prime decisioni pontificie contrarie alla loro “opera” all’interno della Chiesa ?
    E intanto la “Nuova FSSPX” intenta a ordinare vescovi, si dividerà all’interno o si rafforzerà, spostandosi su tesi sedevacantiste (già intraviste dallo stesso Fellay…), nominando così un antipapa ?

  29. Reginaldus scrive:

    ‘novissimi’ appunto: ché le cose passate non sono più! “Ecce ego NOVA facio omnia..”. le ultime??? Ma che latinorum sa lei ??? E mi risponda, piuttosto, sulle grandi parole del suo papa, che ho citate sopra, e non svicoli per le tangenti! Sono parole scritte in italiano, quindi dovrebbe raccapezzarsi!!

    • Cherubino scrive:

      ecco il solito fondamentalista che cita a sproposito … quel versetto, come altri dello stesso tenore, non indicano una cancellazione della realtà presente, ma di una sua liberazione dalla morte e dalla corruzione. Ma non si tratta di un’altra realtà, come il corpo che avremo da risorti non sarà un altro corpo, o il corpo di un altro, ma questo corpo immerso nella potenza dello Spirito Santo e vivificato da esso.
      S. Tommaso d’Aquino arriva a dire che avremo anche una sessualità, perchè l’uomo risorto è l’uomo integrale e non menomato. Quindi tutto ciò che di sano, naturale, parte della realtà creata, sarà “assunto” nella gloria di Dio, non cancellato.
      Appunto il senso della parola “novus” e dei “novissimi” che dicevo.
      Ma forse pretendo troppo da lei …

      • Reginaldus scrive:

        ma quando la finisce con questa sua insopportabile saccenteria che la costringe ogni volta ad evoluzioni ridicole? Ma stia in pace nero cherùbo, gesuita da strapazzo!

        • Reginaldus scrive:

          e ripeto, ‘novus’ vuol dire che quello che era prima non è più: come il chicco di grano della spiga non è certo il chicco marcito nella terra! La vecchia Alleanza è ABOLITA perché la Promessa si è compiuta nella Nuova: e fino a che i Giudei non entrano nella Nuova, la Vecchia è per loro motivo di CONDANNA! ( Cfr Galati ). Questa è la verità “una e unica” della Chiesa cattolica non modernista! Il resto è un gridare vano di assurdità! E a proposito di sessualità ricordiamo le parole di Cristo: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio” (vv. 34-36). Uguali agli angeli! E discutiamo adesso del sesso degli Angeli??? E lasci stare San Tommaso d’Aquino, e se lo cita citi luogo e pagina…. ( questo lo dico non per lei che sa tutto tutto, dal suo trono arcangelico, lo dico solo perché il fumo mi infastidisce….)

          • Cherubino scrive:

            quando hanno scoperto l’America, chiamata “nuovo mondo” l’Europa è scomparsa ?

            Lasci perdere, su che accumula figuracce.

          • Cherubino scrive:

            quanto al brano evangelico citato, se lo legga S. Tommaso almeno ! Infatti per il santo teologo la sessualità non sarà eliminata, ma perfezionata e assunta nella resurrezione anch’essa.

  30. andre scrive:

    Riporto le parole di Enzo BIanchi: “Ogni cattolico – anche chi come me può testimoniare con gioia per averlo a lungo praticato che il messale di Pio V lo ha fatto crescere nella fede, nell’intelligenza eucaristica e nella vita spirituale e lo sente come un monumento liturgico, un’architettura rituale capace di far vivere la comunione diacronica di tutta la chiesa – deve interrogarsi per non lasciare spazio a forme di idolatria e, con il cardinale Ratzinger, “ammettere che la celebrazione dell’antica liturgia si era troppo smarrita nello spazio dell’individualismo e del privato e che la comunione tra presbitero e fedeli era insufficiente”. Sì, nessun idealismo né sul messale né sulla sua pratica e non sia un messale a far guerra all’altro messale, perché così si sfascia la chiesa”.

    • bruno scrive:

      quante citazioni di “illustri” personaggi!!!
      che ne dice della riforma Liturgica che ha cancellato dal Canone della Messa il nome di San Giuseppe, sbeffeggiando Giovanni XXII che lo ha voluto inserito? proprio durante il Concilio Vat. II, – a dire il vero “quel che resta” del Canone Romano lo si sente, non sempre, alla fine della quaresima- . Non era il Papa Buono??? . bruno
      Per mè sì, tanto che la Sua versione del messale (1962) che si usa oggi nella forma straordinaria della Celebrazione è di Papa Roncalli e ritengo sia perfetta.
      Forse che se un papa ” troppo tradizionalista” lo aveva addirittura chiamato quale Protettore Universale della Santa Chiesa, non era più “opportuno” laaciarlo per non offendere i protestanti ecc. ecc.

  31. Cherubino scrive:

    Il problema di Fellay è che ora vorrebbe spegnere il fuoco che ha alimentato e che credeva di tenere sotto controllo. Invece il falò è diventato un rogo ingestibile e l’unica cosa che può fare è salvarsi allontanandosene.
    Speriamo che si renda conto di quanto è stato sprovveduto e strumento di divisione.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Sprovveduto fu lo scomunicato Lefebvre per aver generato uno scisma in primo luogo ed in secondo luogo per aver scelto di consacrare i più ottusi della sua compagine.
      Anzi, bisogna dire, Mgr Fellay ha mostrato un certo coraggio da febbraio ad oggi.
      In Pace

      • il maccabeo scrive:

        uh… Lefebvre sprovveduto?….40 anni missionario, 28 anni Vescovo, Delegato Apostolico per l´Africa francofona, Superiore della piú grande congregazione Missionaria del pre-concilio…ma siamo sicuri ? Allora fu sprovveduto pure Pio XII, che lo scelse come suo rappresentante per tutta l´africa francofona?…mah! sará… ma non ci credo..
        … ha ordinato vescovi i piú ottusi? …tra cui quel Mons. Gallareta a guida dei teologi della Fraternitá accettati dal Papa come interlocutori? Allora sarebbe pure papa Ratzinger sprovveduto? Mah….sará! Ma non ci credo.
        Piuttosto credo di sentire …come un po´dell´ invidia dell´ex-…. come un po´dell´acrimonia della “sposa” sedotta e abbandonata… Che c´`e Simon? invidioso? o sedotto e abbandonato pure lei?… magari un ex- che nell´88 non fu scelto per diventare vescovo?…
        In ogni caso … Alla faccia dell´ …”in pace”!
        Lei proprio “in pace” non sembra, ogni volta che si parla di Mons. Lefebvre e dei Vescovi.

        • vincenzo da torino scrive:

          @Il maccabeo. Proprio per i grandi merito conseguiti sul campo che mi lascia perplesso il comportamento di Lefevre. Mi ricorda Mons. Milimgo, pur su un piano diverso. Anch’egli fece del gran bene e poi…Da parte di Lefreve aver in Concilio perorato la sua causa da conservatore è cosa lecita. Una certa resistenza anche dopo il Concilio pure. Ma mettersi contro la chiesa, anzi accusarla di eresia, soprattutto consacrare vescovi e sacerdoti senza autorizzazione ossia creare una sua chiesa è un fatto che come vescovo avrebbe dovuto comprendere che andava proprio contro la tradizione che vuole conservare. A Calcedonia nella diatriba fu detto ” Pietro ha parlato per bocca di Leone” Questa è la chiesa di sempre. Perchè Lefevre non l’ha capita? Getta un’ombra triste su tutto il suo operato e in parte l’annulla, purtroppo. Misteri dell’uomo…

      • bruno scrive:

        mi sembra che invece di aiutare Gesù a portare la Croce con quel suo modo di offendere gli “ottusi” dia a Gesù dispiacere: vede Dio, e le apparizioni mariane lo confermano tutrtre, sceglie sempre gli ottusi, i semplici, i non sapienti, perchè non imparas e non continua ad offendere questi fratelli?? forse perchè spera che leggano. e si scoraggino pensando di rientrare in una casa di scorpioni ??

        se i Lefebriani mi leggono dico loro: non sono tutti così nella Chiesa, anzi rientrate perchè ne abbiamo assolutamente bisogno. preghi invece che l’auspicio di Benedetto XVI si concretizzi. bruno

    • Cherubino scrive:

      sottolineo che io non ho usato la parola “sprovveduto” nei confronti di Lefebvre, che era tutt’altro che tale, e infatti non ha mai dato segno di ripensamenti sulle sue infauste scelte.
      Invece per Fellay il termine che ho usaot è sinonimo di imprudente, e indica uno che non ha saputo prevedere gli effetti dei comportamenti, effetti che credeva di poter controllare e che ora gli sfuggono commpletamente di mano.

      • Simon de Cyrène scrive:

        Ho usato il termine di sprovveduto per Lefebvre nel Suo stesso senso.
        In Pace

  32. Gianpaolo 1966 scrive:

    @ Cherubino. Proprio non le va giù, cosa posso dirle, se accadrà, come sembra, si dovrà rassegnare.

    • Cherubino scrive:

      cosa è che non mi va giù ? Essere additato da quattro presuntuosi come cattivo credente, o non credente perchè ho sempre seguito le indicazioni e gli insegnamenti della Chiesa ?
      Si, ha proprio ragione.

  33. vincenzo da torino scrive:

    Per quanto gradisca che vi sia una soluzione positiva per i lefreviani, ritengo che , da quanto si arguisce dalle varie lettere e dai sostenitori delle buone ragioni dei lefreviani, condivido la inevitabile diffidenza verso una intesa che sia piena. Le risposte di Cherubino hanno logica e sono puntuali, alcuni altri mi paiono semplici tifosi senza cogliere le esigenze indispensabili per entrare a pieno titolo nella chiesa. In essi l’accusa di modernismo, termine che pare a troppi confuso o male interpretato, alla chiesa rimane, pertanto a che pro una intesa? Ho fiducia nel papa , poco in troppi lefreviani. Quello che mi dispiace è vedere una organizzazione cattolica fatta di fedeli che si impegnano molto nel bene che siano così sviati dai loro capi. Una forza che potrebbe essere utilissima alla chiesa per controbilanciare troppe fughe in avanti anche qui interpretando male il modernismo. Abbiamo un grande papa che può dare indicazioni preziose e dirimere controversie. Perchè non lo si ascolta , non si leggono i vari documenti e discorsi e nonsi medita su quanto dire e propone?

  34. Reginaldus scrive:

    a cherubino:

    NUOVO:
    “Diverso, nell’essenza e nelle caratteristiche da ciò che c’era o che si aveva prima”( dal vocabolario Treccani, accezione che fa al caso nostro, caro nero acrobatico cherùbo…- e siamo in italiano, ripeto, non in latino….) – e perché insistere su questo particolare di vocabolo, a vuoto, per disperazione, per dargli quel significato che le Scritture e la Dottrina consolidata escludono chiaramente, e non una parola di commento sulle parole del suo grande illuminato ( molto ‘illuminato’- di Baviera??? ) Ratzinger? Sono impaziente di contemplare le sue evoluzioni acrobatiche polisemiche…

    • Cherubino scrive:

      Si parlava del significato in latino … vabbè che lei non lo conosce, ma almeno che vi possano essere delle differenze tra parole apparentemente uguali in lingue diverse, lo capisce anche un bambino.

      Quanto a S. Tommaso d’Aquino:
      Summa Theologiae q. 98 : la generazione avviene già nello stato antecedente il peccato originale, e avviene tramite il coito. La differenza sessuale è naturale. Infatti dice S. Tommaso: «Né si dica quindi che prima del peccato essi non sarebbero stati usati, come gli altri organi naturali».
      Del resto il discorso di ST è semplice: la resurrezione riguarda il corpo come l’anima, e il corpo senza sessualità è monco, mentre la ressurrezione riguarda l’uomo integro.
      In Summa contra gentiles egli ricorda che la ressurrezione : «sarà compiuta mediante la glorificazione dello stesso corpo [...] nel senso che come il nostro spirito è stato redento dal peccato, così il nostro corpo viene redento dalla corruzione e dalla morte». E ciò non annulla la funzione vegetativa e sensitiva (Scg IV, 81,2).
      Più specificamente dice «all’integrità del corpo umano, come appartengono le altre membra, appartengono anche quelle che servono alla generazione, sia nei maschi sia nelle femmine» (Scg IV, 87). La distinzione di genere è quindi perfezione della specie e segno della sapienza del Creatore.
      Nel Supplementum (q. 81, a 3, ad 3) si afferma quindi la sussistenza dei sessi nella resurrezione. In essa infatti i corpi gloriosi devono essere perfettamente integri (Compendio di teologia, nn 316-317). Quindi «sembra che tutta la natura corporale sia stata fatta per l’uomo in quanto è animale ragionevole» (CT, 297), e quindi «il rinnovamento del mondo coinciderà con la glorificazione dell’uomo» (Supplementum, q. 91, a 1). Per questo Tommaso afferma: “si dice che, risorto l’uomo, viene rinnovato il mondo, secondo quanto afferma l’Apocalisse: «Vidi un ciclo nuovo e una terra nuova» (Ap 21,1) e Isaia «Ecco, io creo cicli nuovi e una terra nuova» (Is 65,12)” (Ct, n. 333; Scg, IV, 97).

      • Reginaldus scrive:

        stavamo discutendo della novità del ‘nuovo testamento’ e siamo finiti a parlare della novità sessuale dei risorti. Al riguardo perché non citare . 1Cor15, dove al riguardo della resurrezione del corpo San Paolo ci dice che : “ si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un CORPO ANIMALE, risorge un CORPO SPIRITUALE”- Ecco il senso qui della ‘novità’! E San Tommaso d’Aquino non fa che illustrare questa dottrina…

        Ma per tornare al punto e provare di essere costruttivi, smettendo di parlare d’altro,

        - che cosa ne dice di questa definizione di ‘NUOVA’ Alleanza:

        “ L’ alleanza con Cristo è definita “NUOVA” (Lc22,20: 1Cor11,25: 2Cpr3,6; Eb 8,8:9,15;12,24), “MIGLIORE” (Eb7,22;8,6) ed “ETERNA” (Eb. 13,20), non perché ANNULLI quella antica irrevocabilmente stabilita da Dio, o perché SI AFFIANCHI ad essa venendo quasi a costituire DUE ALLEANZE PARALLELE, ma perché l’UNICA ALLEANZA di Dio con il suo popolo trova il suo effettivo compimento nella persona e nell’opera di Cristo, l’autentico discendente, e perciò anche erede, di Abramo, perché figlio non solo “secondo la carne”, ma anche secondo lo spirito” (Gal 4,29-31) “ ( Giliani Vigini Dizionario del N.T. )-???

        - e della descrizione del rapporto tra l’ Antico e il Nuovo Testamento data da Sant’ Agostino:

        «nell’Antico Testamento è già nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato dell’Antico (Sant’Agostino, Quaest., in Hept., II, 73)»- ???

        – –e questo certamente non nel quadro di una continuità tra ebraismo/giudaismo e cristianesimo (cattolico), tanto cara alla modern(-ist)a visione della Nova Chiesa ( in questo caso sì, ‘nuova’ come ‘diversa nell’ essenza e nelle caratteristiche…!) – il famoso mantra delle “comuni radici” , rigettato persino da un so studioso della parte opposta come il rabbino Neusner…!:

        «il cristianesimo non è tale perché ha MIGLIORATO l’ebraismo (…). Ma perché costituisce un sistema religioso AUTONOMO, ASSOLUTO, UNICO [ NUOVO????]. (…) Ebraismo e cristianesimo sono due religioni del tutto diverse» ( Neusner, Ebrei e cristiani. Il mito di una tradizione comune )

        PS– aspetto sempre commenti sulla ‘fede’ al 50% ( fifty/fifty..).di Ratzinger…citazioni sopra riportate

        Ma la prego, la smetta con gli attacchi personali, davvero squallidi e meschini: mi scusi, ma lei pensa di risorgere tal quale nell’ultimo giorno, da autentico maleducato saccente? Povero cielo, abitato da simili cherubini!

        • Cherubino scrive:

          e allora ? Neusner non è un teologo cristiano.
          Le altre citazioni (ma le ha lette?) confermano ciò che ho detto.
          Il brano di S. Paolo ancora di più, perchè appunto parla di un corpo spirituale (corpo, lo ha capito ? il corpo spirituale non è puro spirito) e ciò che risorge incorruttibile non è un soggetto diverso ma lo stesso soggetto che è stato “seminato”. Tutti quegli esempi di Paolo indicano che c’è una trasformazione, non una sostituzione.
          Quanto ai passi di S. Tommaso, mi sfidava a citarlo, ora fa finta di niente e passa a citazioni ininfluenti, addirittura fuori dalla teologia cattolica.
          Che dire ? Mi fa venire in mente un personaggio vicedirettore RAI e presentatore di un programma tv, nell’imitazione di Crozza …

        • Cherubino scrive:

          pensi che, tra l’altro, S. Tommaso rigetta la tesi di alcuni secondo cui il sesso femminile nell’escatologia scomparirebbe, in quanto “inferiore” (mas occasionatus), e segue S. Agostino secondo cui invece nel “mondo futuro” la donna resterà donna e il maschio maschio.
          Perchè la resurrezione è spiritualizzazione e quindi perfezionamento della natura, nella cui integrità c’è anche la differenza sessuale.
          E’ chiaro che -a scanso di equivoci- il soddisfacimento sessuale sarà totalmente diverso (ma non annullato) perchè ogni desiderio troverà nella beatitudine la sua piena realizzazione.
          Così la pienezza di integrazione con l’altro sesso non avrà bisogno dell’atto sessuale, in quanto il corpo spirituale non ha bisogno di mutamento per avere percezione.

          Però forse pretendo troppo da lei …

          • Reginaldus scrive:

            ma chi ha mai sostenuto che in Cielo la donna smette di essere donna e il maschio maschio??? L”ho sfidata’ a citare san Tommaso semplicemente perché dalla citazione apparisse chiara la verità del corpo spiritualizzato, maschio o femmina che sia, del corpo seminato animale ma che risorge spirituale”….

            Che Neusner non sia teologo cristiano l’ho detto chiaramente: l’ho chiamato studioso di parte opposta ( alla teologia cattolica, pare chiaro). E da tale, da rabbino, dice cose che la Chiesa ( la vera) ha sempre detta…: il suo libro, qui citato, verte addirittura sul MITO di una tradizione comune tra cristiani e ed ebrei. Lei dove trova la conferma di quello che voi sostenete a proposito delle radici comuni, di una tradizione comune??? Come sempre lei è grande: vede dove i miseri terrestri non vedono….

            E poi dagli con le gentilezze cherubiche: adesso è la volta di Crozza: e della dichiarazione di resa, che non si può pretendere troppo da chi non ce la fa….carino ( e arrogante….ma chi è lei??? Cioè, chi CREDE di essere? Un gran maleducato, ecco che cos’é1 E io dovrei pensare di ritrovarmi di nuovo, nella resurrezione , con un tipo come lei??? Che Dio me ne scampi…

            —Attendo poi sempre elocubrazioni sue sulla fede fifty fyfty del suo patron Ratzinger, dalle quali è partita tutta questa polemica… . Ma qui non ci sente!

            -E non ha dato risposta neppure sulle domande che le ho fatto, se è d’ accordo con quanto è detto nelle due citazioni, a proposito di come intendere la NOVITA’ del Nuovo Testamento. Per semplificare: è d’accordo con quanto afferma sant’Agostino? Se sì, allora io sono d’accordo anche con lei. Discorso chiuso.

            O pretendo troppo da lei???

          • Cherubino scrive:

            cioè in pratica non ha risposto:
            1) citazioni di S. Tommaso ? Evita di entrare nel merito e non porta contro-citazioni
            2) Neusner, che dica le stesse cose della dottrina cattolica è un’affermazione sua, quindi una tautologia
            3) il fatto che la donna resti donna non lo ha negato, ma io non l’ho detto per questo (sa leggere?) ma per mostrarle come la teologia cattolica non ha mai detto che la nostra conformazione sessuale sarà annullata nella resurrezione. E se gli organi saranno presenti non sarà come residuo storico inutile di un tempo che fu. L’organo indica la funzione, che è l’integrazione della persona maschile con quella femminile, integrazione che qui si realizza imperfettamente tramite l’atto sessuale, integrazione che non scompare nell’escaton, ma si realizza in altro modo e perfettamente nella visione beatifica.
            In parole povere non faremo sesso per il semplice fatto che la radice del nostro desiderio “sessuale”, l’essere “due in uno”, sarà appagata in Dio.

  35. bruno scrive:

    “Questa è la chiesa di sempre. Perchè Lefevre non l’ha capita?”
    vede caro Vincenzo, -12/5 ore 01.03-

    il problema è che la Chiesa è quella di sempre, ma quelli dello “spirito del concilio” l’hanno stravolta… a cominciare dalla Liturgia (cavallo di Troia) per finire con l’aperta contestazione di intere “Conferenze Episcopali” che si ribellano – non esiste solo la Chiesa italiana , si guardi in giro!!!- : quindi sono diversi uomini di Chiesa che non sono più quelli di sempre…. .
    Comunque una Chiesa divenuta cosi “autocefala” sono in tanti a non averla capita… ed essendo molti, troppi quiesti contestatori del papa, troppi specie all’estero, a volte questa circostanza può far dubitare, se non si tiene lo sguardo fisso al Magistero Supremo, che si sia, pian piano, scivolati in una nuova religione:
    i richiami di Roma, qui comando io..(noi) , il Catechismo, è da interpretare ed aggiornare…, le esortazioni Apostoliche, metti lì che ci guarderemo perchè adesso c’è il “sociale”, le Encicliche, roba bella e teorica del Papa, o dei papi.. ma bisogna contestualizzare, aggiornarsi, e poi noi abbiamo la Pastorale…,
    l’osservanza scruppolosa delle Rubriche durante le Celebrazioni, sì ma qualche modifica del Sanctus per poter fare esprimere gli “animatori”, l’abito talare, nò perchè altrimenti mi metto sù un piano diverso dagli altri, e magari umilio i laici che il Concilio ha finalmente riconosciuto “sacerdoti “…, le mani giunte, non se ne parli nemmenoalla prima comunione.. (alzare le braccia ci rende più sacerdoti..)ecc. ecc. .
    e poi scusi, tirare in ballo Milimgo, quasi a fare un confronto di persone, mi sembra fuori luogo e ridicolo. vede a volte “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” : altro che scomunica immediata l.s. per Milingo, ci son voluti anni di riprovevole e scandaloso comportamento, – lo sarebbe stato già per un semplice presbitero ma lo era molto di più per un vesovo..- prima che finalmente, dopo tante carezze si intervenisse….
    a volte mi chiedo se, secondo tanti nella Chiesa , lo “Spirito Santo” che ha voluto sulla Cattedra di Pietro Benedetto XVI, che mette il crocefisso sull’altare quando Celebra con le candele accese ai lati, che distribuisce la Gesù facendo inginocchiare il comunicando e consegna l’Ostia sulla lingua, che recita le principali preghiere in latino, e che “scandalo”o abbia riabilitato la Messa antica, ecc. non abbia saputo quali erano le necessità di oggi e si sia” sbagliato” : che cosa vogliono questi tizi che lo Spirito Santo venga su questa terra per un “corso di aggiornamento accelerato” onde non “sbagliare più” la prossima volta… magari passando a documentarsi da quelli della “Cattedra dei non credenti”.. .
    Perchè tutte queste critiche(non mi riferisco certosolo a Lei)!! noi cattolici, dobbiamo peregare di più, tutti quanti, perchè i tempi si fanno difficili per i cristiani. bruno

    • Cherubino scrive:

      Non mi sembra che il papa abbia imposto alla Chiesa comunione sulla lingua e in ginocchio. Se fossero cose così essenziali per la salvezza sarebbe quindi colpevole di omertà per non averle imposte ?

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

        • Eremita scrive:

          Fabio, ammiro la sua buona volontà, “ci si immedesimi liberamente nel suo modo (del Papa) di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.” Ma non le pare che più che imitare il papa, sarebbe necessario imitare il Cristo. A me pare che le due non sono la stessa cosa, potrebbe persino capitarle che si trovi in contrasto con il papa, come è capitato a San Paolo davanti a Pietro.

      • Fabio Sansonna scrive:

        L’ imposizione sarebbe un ammettere l’inconsistenza del gesto.
        Non è pensabile che un padre vero, profondamente cosciente della sua posizione e della sua responsabilità educativa, dia l’esempio ai suoi figli sperando in cuor suo che i suoi figli non lo imitino e facciano tutt’altro. Più è intelligente e amoroso e meno o per niente usa l’imposizione.
        Fa appello al loro amore e alla loro intelligenza nel dare esempio ed è ovvio che speri di essere seguito e imitato , non a forza di calci in culo (esistono padri purtoppo che ricorrono anche a questo) , ma per stima e intelligenza.
        L’obbedienza è immedesimarsi nelle ragioni e nell’esempio di chi è più grande nella fede , il Papa si spera che lo sia, non è frutto di imposizioni.
        E’ quindi ovvio che il Papa lascia piena libertà solo perchè fa appello all’intelligenza, spera che ci si domandi e ci si immedesimi liberamente nel suo modo di porre i gesti, e possibilmente lo imiti.
        Di conseguenza chi trae la conclusione che può fare ciò che gli pare e piace , pur legittimamente , solo perchè il Papa non impone nulla, non corrisponde di cuore e con intelligenza all’esempio del Papa.

        • Cherubino scrive:

          ha qualche problema ?

          E poi le sue sono supposizioni, sue congetture. Sta di fatto che se il papa non impone una cosa non può ritenere ciò un pericolo per la fede altrui. Sarebbe moralmente inaccettabile.
          Tutto il resto è arrampicarsi sugli specchi.

          • bruno scrive:

            se partecipa alla Santa Messa nel nuovo rito Lei può scegliere come Le pare in ogni caso perchè la Chiesa ha concesso di ricevere il Santissimo Sacramento anche sulla mano con un “indulto” .
            mi permetto però di ricordare che la pratica di introduzione della Comunione sulla mano fù introdotta all’epoca dai Riformatori esplicitamente per distruggere la fede nella Presenza Reale “per abolire qualsiasi forma di adorazione del pane!” perchè alla fine li abbiamo imitati? per ecumenismo??

            Paolo VI, mi sembra di ricordare, che avesse ribadito nella Memoriale Domini che la Comunione andasse distribuita sulla lingua e Giovanni Paolo II nella Domenica Cenae dice che toccare il Santissimo Sacramento “è privilegio degli Ordinati”. Poi si è rivoltato una parte del clero olandese e del centro europa ed allora ha concesso con indulto nel nuovo rito la pratica della comunione sulla mano.
            ora, piccolissiumi frammenti dell’Ostia potrebbero cadere.. ed inoltre il sacerdote deve rigorosamente anche assicurarsi che chi riceve la Particola la ingoi per evitare che venga sottratta per atti sacrileghi.. .
            Massima libertà quindi nel nuovo rito ma con le dovute attenzioni. Ciò non esclude che per zelo verso Dio, si possa per amore verso il Dolce Cristo in Terra, seguire l’esempio che ci da il Papa.

          • Cherubino scrive:

            certamente si tratta di un indulto. Il problema è il suo retropensiero:
            1) se la Chiesa concede l’indulto vuol dire che va bene, e lei non ha nessun diritto di criticare tale scelta o di fare le sue elucubrazioni in merito; insinuare poi che si tratti del risultato di “pressioni” ricevute dai pontefici è squallido e offensivo verso la Chiesa e mostra che sapete accettarla solo quando è conforme al vostro pensiero, quando non lo è dovete “aggiustare” le sue scelte con argomenti meschini;
            2) lei ritiene che prendere le Comunione non in mano sia segno di amore: può esserlo, ma anche prendere la Comunione sulla mano può essere segno di amore; il vostro problema è questo, ci sono i “segni” e i comportamenti meritevoli e di serie A, e pretendete che sia riconociuto, poi vi sono i segni e i comportamenti scadenti e di serie B, semi-protestanti ecc. ecc. e non riconoscete agli altri il diritto che pretendete per voi.
            Molto farisaico. E comunque non è ciò che fa la Chiesa.

          • Cherubino scrive:

            p.s. : ma vi date il turno al computer ?

          • Fabio Sansonna scrive:

            Le sue sono congetture, so che risponde sempre con le solite frasi quando non è d’accordo.
            Sta di fatto che al momento attuale la comunione in mano è tollerata con un indulto, significa che per il bene delle anime si tollera qualcosa che non è proprio l’ideale. Qualcuno dirà che anche la Messa antica era stata concessa inizialmente da GP II come indulto, vero, ma il MP Summorum Pontificum ha abolito il criterio dell’indulto e questo significa che non è più solo tollerata.
            Al contrario, mentre

  36. Pietro scrive:

    Il Concilio Vaticano II non ha scoperto l’America nè tantomeno l’acqua calda, cari amici e scusatemi se vi chiamo così, tra poco ci sarà la Pentecoste pregate lo Spirito Santo Paraclito che illumini e protegga sempre la Chiesa e voi non state a sgozzarvi, vi fate solo sangue cattivo. Tra poco ci saranno anche le Rogazioni, una volta erano preghiere per i campi e le messi, ma di campi e messi ora ce ne sono ancor più. Allez.

  37. bruno scrive:

    la concessione dell’indulto è stata una presa d’atto quasi obbligata di una pratica già ormai diffusa in varie parti d’europa, in disubbidienza alla pratica tradizionale: quali pressioni sul Papa? sa leggere?
    stabilire che una pratica viene ammessa per “indulto” vuol dire quanto meno che non è la prassi standard, e neanche che è consigliata o no???
    vede la Santa Comunione è un grandissimo Miracolo è Il Miracolo, e per come mi è stato insegnato per mè è un dispiacere vedere che ci si accosta a riceverla in mano. Lei ha la libertà di fare quello che vuole, e mi sembra di averlo detto chiaramente.., ma non può impedirmi di esprimere il mio pensiero, altrimenti altro che “Segno della Pace”.

    se poi è “Molto farisiaco” ciò che dico perchè mi legge. Comunque io non replico l’offesa, La invito solo a rileggere meglio i miei post. bruno

    • Cherubino scrive:

      Certamente è molto farisaico giudicare chi segue una prassi concessa dalla Chiesa come fosse una sorta di “cristiano minor”.
      E quanto all’amore che lei crede di mettere nel suo gesto mi permetto di dubitarne, perchè nessun atto d’amore può avere per fondamento la superbia. Amare sentendosi superiori e mettendosi su un gradino è esattamente quello che fece il presuntuoso della parabola narrata da Gesù, che diceva “ti ringrazio perchè NON sono come quello lì”.
      Non si tratta di amore, ma amor proprio, non si dà lode a Dio, ma a se stessi. Proprio chi fa così quando si presenta il Signore non lo riconosce e lo crocifigge.

      • bruno scrive:

        ecco un altro Suo “segno della Pace” …oltre che farisiaco mi da anche del superbo. complimenti.
        i miei nonni non erano superbi, mio padre e mia madre non erano superbi, eppure facevano la Santa Comunione sulla lingua ed in ginocchio. così ho imparato e così ho trasmesso e così continuerò a fare. Lei poi è libero di pensare che lo faccio per superbia e perchè mi sento superiore “non sono come quelli”.. io ho solamente detto che mi dispiace che molti si accostano a ricevere la Comunione in mano. punto.
        su questo invece sono perfettamente d’accordo con la Sua citazione:
        “Ma ciò che veramente conta è la purezza dell’anima e la rettitudine della coscienza con cui ci si accosta alla Comunione”
        ma Le sembra di essere in armonia con una Sua coscienza retta quando dall’alto del Suo scranno pontifica sulle segerte intenzioni dei cuori altrui, del mio in particolare offendendomi in quelle cose che mi sono piuù care???? Lei è solamente un uomo cattivo. se poi è un’ “Operatore Pastorale” moderno è dancora più cattivo e poco saggio.
        Comunque io continuerò nella mia pratica ed a esortare a seguirla..: Le sembra che se chi si comunica dal Papa, si inginocchia e riceve la Comunione sulla lingua lo faccia solo per farsi vedere in televisione.. : provi un poco a ragionare!.
        bruno

        • Cherubino scrive:

          quali intenzioni altrui io steri giudicando ?
          Lei fa delle affermazioni esplicite, di giudizio verso gli altri , per di più un giudizio contrario al discernimento della Chiesa.
          Lei questo lo chiama “amore” ? Ma ci faccia il piacere, lei e la sua retorica ammuffita. E guardi che amare non vuol dire ogni tanto arrabbiarsi e dire pane al pane e vino al vino ! Qualche volta anzi è un servizio reso all’altro. Le cose che le dico sono un atto di carità.

    • minstrel scrive:

      Cioè l’indulto sarebbe avvenuto in quanto “presa d’atto semi obbligata” perché tutti facevano così?! Cioè della serie che se tutti fanno l’aborto quindi è ora che il Papa dia l’ok a questa pratica?!?! Logica assurda 0_0

  38. Reginaldus scrive:

    per cherubino:

    AMEN!

  39. Gianpaolo1951 scrive:

    Già…,
    la Comunione sulle mani!…
    Da bambino, quando dovevo prepararmi per la Prima Comunione, il mio parroco si raccomandava che dovessimo riceverla assolutamente sulla lingua e di non sfiorarla nemmeno con i denti per non commettere sacrilegio!…
    Si doveva poi restare in ginocchio e in religioso concentramento, finché la Santa Ostia non si fosse completamente sciolta in bocca…
    Poi un bel giorno (si fa per dire) – contrariamente a quanto sino ad allora insegnato e ordinato – si pensò che non era più il caso di ottemperare a tutte quelle inutili e superflue disposizioni e – con un vero colpo di mano – si permise la Comunione sulle mani!…
    Ora, logica permettendo, per l’ennesima volta mi pongo il seguente “interrogativo-risposta”:
    o sono stato preso per i fondelli da piccolo…, o qualcosa nell’odierna pratica non funziona!!!

    • Cherubino scrive:

      sì sì “non sfiorarla coi denti” … ma avete dei seri problemi !

      • Gianpaolo1951 scrive:

        I problemi ce li ha lei, caro Cherubino, se non sa quali fossero le disposizioni della Chiesa pre e post-conciliare in tema di assunzione della Santa Comunione!!!
        Si informi e si aggiorni lei…,
        prima di scrivere scemenze!!!

        • Pietro scrive:

          Bravo Giampaolo sei grande. Allez.

          • Cherubino scrive:

            e dove non c’erano le particole (o prima che venissero confezionate le ostie) ma pane, cosa facevano, rischiavano di strozzarsi ?

          • Cherubino scrive:

            Don Severino Dianich, teologo e parroco, risponde ad alcune domande sull’Eucaristia.

            Si può masticare l’ostia?

            «Non c’è mai stata una regola che imponesse di comunicarsi senza toccare l’ostia consacrata con i denti. È stata una forma di scrupolo nata per l’eccesso di zelo di qualche nonna devota o di qualche catechista. In realtà Gesù ha distribuito per la prima volta la comunione durante una normale cena, nella quale si stava sdraiati per terra o su dei cuscini e il pane era quello normale che si usava a quei tempi in Palestina. Quando i cristiani divennero molto numerosi, per comodità si cominciò a usare la forma dell’ostia, bianca, così sottile da poterla mandar giù anche senza masticare. Nell’intenzione di accentuare la sacralità del gesto, venne fuori la strana idea di cui stiamo parlando. È vero, però, che a partire dal Medioevo si sono sviluppate molte norme liturgiche tese a circondare il pane consacrato di gesti di onore e di adorazione ed esprimere così la fede nella reale presenza del corpo di Cristo: le ostie consacrate vengono conservate in recipienti dorati, in un tabernacolo di pregevole fattura che solo il sacerdote può aprire, i frammenti stessi vengono raccolti con cura… Ma ciò che veramente conta è la purezza dell’anima e la rettitudine della coscienza con cui ci si accosta alla Comunione».
            http://www.stpauls.it/fc03/0312fc/0312f103.htm

          • Cherubino scrive:

            intorno all’anno 1000 Berengario venne obbligato dal Card. Umberto da Silvacandida a sottoscrivere la seguente dichiarazione di fede:
            “il corpo di Cristo nell’eucaristia è talmente reale che viene spezzato dalle mani del sacerdote e triturato dai denti dei fedeli sensibilmente e non solo sacramentalmente”.

          • Cherubino scrive:

            “Il pane ed il vino che sono posti sull’altare sono, dopo la consacrazione, non il solo sacramento ma anche il vero corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo che, in modo sensibile, non solo in sacramento, ma in verità, è toccato e spezzato dalle mani dei sacerdoti ed è masticato dai denti dei fedeli”. (Papa Niccolò II)

            (Era eretico ?)

        • lauraromana scrive:

          Caro Giampaolo 1951,ne “Il Dio vicino”, raccolta di omelie ed articoli del cardinale Ratzinger sull’Eucaristia, il futuro Papa spiega con non-interpretabile chiarezza la questione del comunicarsi ricevendo l’Eucaritia in bocca o in mano, in ginocchio o in piedi.
          Ora, ricorda Ratzinger che, purtroppo, anche con la bocca si possono compiere peccati gravissimi: ergo la bocca può essere sporca quanto le mani.
          In quanto all’inginocchiarsi è chiaro che Benedetto XVI preferisce questo modo di onorare il Santissimo; ma il problema non è questo. Il problema è che , restando la libertà e la facoltà di comunicarsi in piedi E in ginocchio, di ricevere l’ostia in bocca E in mano, c’è una sorta di diktat per cui si ostacola in tutti i modi lo stare in ginocchio: certo perché ci distanzia dai protestanti che stanno sempre seduti o in piedi. Inutile poi parlarne con Cherubino che ebbe circa un anno fa, su questo blog, un lunghissimo scambio di messaggi – mi pare – con Antonella Lignani, negango disperatamente e accanitamente – con il suo solito stile dittatoriale e relativo copia-incolla di un interminabile chilometraggio di documenti”ecclesiologici” e ricorrendo a tutti i sofismi e i bizantinismi possibili per dribblare gli interventi del Papa in materia – anche la semplice possibilità o libera facoltà di inginocchiarsi davanti alla maestà di Nostro Signore Gesù Cristo, perfettamente Dio e perfettamente Uomo che morì in croce per i nostri peccati.
          S. Agostino afferma:” In necessariis concordia, in dubiis libertas, in omnibus charitas”; c’è gente – e Cherubino è soltanto uno – che ha scambiato le necessaria con le dubia; e in quanto alla Charitas, nei suoi interventi rabbiosi e astiosissimi, non se ne ravvede neppure l’ombra.

          • minstrel scrive:

            Solo una domanda: chi si comunica in ginocchio ha una fede migliore di chi non lo fa?
            Grazie.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Minstrel, cosa intende Lei per fede “migliore”?

            Dal punto di vista del foro esterno, direi semplicemente che è qualcuno che è più cosciente di essere in presenza di Dio, Creatore e Redentore e della Sua Maestà e quindi della Sua Trascendenza.
            Ma vuol dire ciò che la sua fede è “migliore”?

            La bontà di una fede, sempre in foro esterno, la vedrei piuttosto nella carità delle opere e nella forza della speranza.
            Che ne pensa?

            Nei tempi attuali, dove la trascendenza è negata dal pensiero unico dominante, purtroppo anche dentro la Chiesa, a me sembra un’ottima testimonianza il fatto ci comunicarsi a ginocchio, perchè di segni esterni e concreti abbiamo tutti bisogno.
            In Pace

          • minstrel scrive:

            Grazie Simon, direi che ha risposto. La mia domanda verteva infatti non su una ipotetica “condanna” (brutta parola sorry) di chi si inginocchia (vorrei ben vedere), ma di chi lo fa e nelle sue parole pare giudicare la “carità delle opere” e la “forza della speranza” di chi non lo fa.
            Diciamo che non tutti sono equilibrati come lei nel dare questi giudizi; e sono felice sia stato proprio lei a rispondere a questa mia domanda. :)

          • Fabio Sansonna scrive:

            S. Tommaso dice che l’unico atteggiamento inaccettabile è la mancanza di rispetto verso l’Ostia.
            Quello che secondo me è inaccettabile oggi è voler far corrispondere a tutti i costi, ideologicamente , la propria modalità di ricezione dell’Ostia con quella dell’Ultima Cena , che non sappiamo quale fosse.
            La Messa, val al pena ricordarlo, non è la rappresentazione teatrale dell’Ultima Cena, ma è un mistero che travalica nel tempo quella cena per giungere al Golgota , abbracciarlo e finire con la Resurrezione.
            Altrimenti perchè il Padre Nostro è dopo la consacrazione e non prima , visto che kl’ha insegnato prima dell’Ultima Cena ‘
            Appunto perchè non si tratta di una rappresnetazione teatrale come negli ultimi decenni si è voluto far intendere.
            Secondo alcuni studiosi poi, per la mentalità orientale, quindi ebraica, dare un boccone ad un amico significava darlo in bocca e solo in bocca. Non darei la vita per insistere su questo particolare storico-esegetico, ma esiste.
            Quand’anche non fosse stato così , Gesù avrebbe dato in mano l’Ostia agli apostoli che erano gerarchicamente come dei vescovi , quindi avevano tutto il diritto di tenere l’Ostia in mano.
            Dal Vangelo non si può dedurre quindi alcun argomento a favore delle distribuzione nella mani dell’Ostia ai laici, storicamente e culturalmente è più probabile che fosse stata distribuita in bocca, nell’Ultima Cena, a dei vescovi e basta. Quindi, per noi laici del terzo millennio l’unica soluzione è affidarsi alle disposizioni della Chiesa, senza giudicarsi a vicenda.
            C’è chi esprime il suo rispetto verso l’Ostia in un modo , chi nell’altro. C’è chi è più erudito e sa che la comunione nelle mani , a parte qualche periodo di persecuzione e poi solo in qualche regione agli inizi della storia della Chiesa, è un’abitudine che alla fine ha prevalso in modo sistematico, dico sistematico, solo in ambito ariano e protestante e ne trae le sue conseguenze e perciò la riceve in bocca , (per questi motivi in tempi di arianesimo nel Medioevo ci sono state anche disposizioni di scomuniche per la ricezione dell’Ostia nelle mani e in piedi).
            C’è chi queste cose non le sa, o ritiene non abbiano oggi più rilevanza ed esprime il suo rispetto ricevendola in mano.
            Quello che conta è essere in grazia di Dio e avere la disposizione interiore, perchè si può mangiare la propria condanna sia in bocca che dalle mani.

          • stefano scrive:

            Caro Fabio, concordo su tutto. Se mi consenti, il tuo discorso si potrebbe sintetizzare così: l’ostia si può prendere con la bocca o si può prendere con le mani. Ma non si può prendere con i piedi.
            P.S.: odio dovermi spiegare ma c’è sempre chi fraintende. Fare le cose con i piedi significa farle male.

    • vincenzo da torino scrive:

      Non so dove trova la “presa per i fondelli” in quello che dice. Anch’io ho vissuto quei tempi compresa la necessità del digiuno assoluto. Tuttavia non mi è mai stato insegnato di alcun “sacrilegio” particolare salvo quando non vi era la confessione necessaria. Il tutto aveva un solo chiaro senso: rispetto , comprensione di un atto molto importante per cui occorreva una preparazione accurata. Anch’io ho sentito quanto certi parroci troppo relanti avessero esagerato nel pretendere certi atti come quello di non toccare con la lingua l’ostia. E’ noto che per molto tempo fu insegnato e ritenuto che la comunione fosse da farsi molto raramente. Poi per fortuna si ritenne che addirittura andare alla messa senza fare la comunione fosse sbagliato. Quello che un poco mi meraviglia è come sia così difficile capire come certi insegnamenti ed applicazioni pratiche possano variare senza per questo nulla togliere al valore ed essenza del sacramento dell’Eucarestia. E’ quello che spesso fanno i lefreviani. Certamente ritengo che l’ostia in bocca e in ginocchio sia grandemente da preferire, diversamente mi sembra un atto un po troppo…banale. Tutto qui. Dovrebbe essere chiaro che la messa tridentina e quella del Ordus Novo sono perfettamente sostanzialmente uguali. La prima però era ed è poco “comunitaria” la seconda spesso è solo “comunitaria” e mette la sordina al “sacrificio” che invece è centrale. E’ importante che i due aspetti “orizzontale” e “verticale” convivano e sia presenti sempre nella S.Messa. Anche per questo continuo a non capire le ragioni profonde dei lefreviani, semplicemente perchè non esistono. O meglio esistono nella loro… testa e direi nel loro… carattere. Come l’accusa di “sincretismo” è fuori…ragione. Sono convinto, per quanto conosco il grande pontefice Pio IX che ebbe la sventura di fare il pontefice in un periodo veramente difficile e pieno di contrasti, egli oggi parlerebbe del modernismo in modo completamente diverso da quanto si desume dai suoi scritti e documenti. Anzi direi che sono sicurissimo, solo perchè era un uomo aperto oltre a un santo costretto dagli eventi a chiudersi troppo. Le situazioni , i contraccolpi , le paure cambiano anche gli uomini migliori.

    • stefano scrive:

      Caro Gianpaolo1951, l’ha mai sfiorata il pensiero che le due pratiche non si escludono a vicenda, tant’è che rimangono ambedue lecite, e che ciò che realmente conta è la disposizione del cuore? Se un tempo si insegnava la giusta predisposizione insegnando a non toccare la particola con i denti, mentre oggi lo si fa invitando i fedeli ad accoglierla nel palmo della mano, non mi pare questione attinente alla natura dell’eucaristia, e neanche che possa indurre dubbi di fede. Perciò, né lei da piccino è stato preso per i fondelli, né si deve concludere che l’odierna pratica non funziona. Il suo è un tipico caso di falso problema. Se il suo dubbio persiste, tenga presente che non è mai Dio colui che viene a turbare la nostra pace.

    • Eremita scrive:

      Giampaolo, avere una mentalità come la sua predispone ad essere preso per i fondelli.

      • Gianpaolo1951 scrive:

        Sarà…,
        ma gli insegnamenti della Santa Chiesa devono essere chiari, limpidi e validi ieri, oggi e domani!!!
        Come si può essere certi di una dottrina, se poi basta una semplice votazione della CEI – magari anche risicatissima come quella della Comunione sulle mani – per cambiarla?!?
        La Santa Chiesa non è “Mediaset”…
        Non può permettersi di essere su scherzi a parte!!!

        • stefano scrive:

          Ecco, questa si chiama caduta di stile.

        • vincenzo da torino scrive:

          Credo che per molti alcune variazioni liturgiche come anche i nuovi atteggiamenti della chiesa verso il mondo abbia creato non pochi problemi di adattamente e comprensione.L ‘espressione che si coglieva e ancora per alcuni lo è: ma la chiesa non è più quella di prima! Spiegare che dottrinalmente non era cambiato nulla e che i santi, ad esempio, rimanevano tali e non erano spariti anche se non più nel calendario , non convincevano tutti nei primi tempi del post concilio.
          Un pò credo che sia dipeso dal concetto di “insegnamento” che non sempre è stato spiegato bene ai fedeli,non abitualdoli a cogliere l’essenza del messaggio cristiano e della dottrina della chiesa e dividerla da quella che possono essere le applicazioni pratiche , le riflessioni che da esse derivano come anche da certi atteggiamenti e insegnamenti di sacerdoti un poco troppo…zelanti. La chiesa è in continuo mutamento per adattarsi ai tempi e alla migliore riflessione teologica, rimanendo sempre se stessa nei suoi fondamenti dottrinali e fede: ieri, oggi e domani.

          • Sara scrive:

            Ma sono passati più di 40 anni!! se fosse solo un problema di disorientamento post conciliare vorrebbe dire che non ci sono lefebvriani sotto i 70.
            E’ più facile che i tradizionalisti giovani si sentano invece attratti dal vecchio ritto che oggi appare (in confronto con il solito delle parrocchie) nuovo nuovo.
            E’ la solita storia dei figli che fanno il contrario dei padri..

          • stefano scrive:

            Sara, ti faccio presente che il vetus ordo non è mai stato abrogato. E’ poi cosa abbastanza normale che dopo 40 anni di brutalizzazione a colpi di batterie e chitarre elettriche – e mi fermo qui per amor di patria – il nuovo rito mostri ormai qualche segno di usura.

          • Sara scrive:

            Alla faccia della tradizione i lefebvriani sono il nuovo che avanza.

  40. Gianpaolo1951 scrive:

    Già…
    E perché non:
    Ai tempi di Adamo ed Eva?…
    E prima di Mosè?…
    E prima della venuta di Gesù Cristo?…
    Ma non sia ridicolo!…
    Risponda al mio
    “interrogativo-risposta”!…
    e lasci perdere le battute da
    asilo infantile!!!

  41. Padre Alain Contat scrive:

    Chi capisce il francese può sentire una conferenza di 66 minuti, tenuta da uno dei partecipanti alle conversazioni dottrinali con la Santa Sede, seguendo questo “link”:
    http://www.fecit-forum.org/forum.php?id=17382 .

    Sono rimasto molto colpito dal tono sì tranquillo, ma assai ideologico del conferenziere, nonché dalla logica nella quale la problematica lefebvriana viene da lui impostata, che è quella di un rapporto di forza. Lo Spirito Santo aiuti il Santo Padre in questa decisione estremamente delicata !

    • vincenzo da torino scrive:

      E’ quello che spaventa dei lefreviani: il carattere, si fa per dire, la convinzione di dover salvare la chiesa intera!

    • stefano scrive:

      Forse capire il francese non basta. Bisogna capire i francesi.

  42. Eremita scrive:

    Adesso ho capito la funzione delle prelature personali del papa: sono come le riserve indiane, ci si rinchiude una specie in via di estinzione per proteggerla dall’ambiente, e li si aiuta a sopravvivere senza troppi conflitti con la realtà. Facciamo una riserva per gli amish cattolici lefevbriani e che la smettano di rompere finchè la natura non compia il suo ciclo naturale.

    • bruno scrive:

      se la Tradizione è sopravvissuta dal Concilio ad oggi, andando secondo voi, tutti quelli che la seguivano all’inferno… perchè “scomunicati”, ed ora viene accolta dal Papa in una “riserva” non le sembra più arduo che si verifichino tanto meno probabilmente le Sue aspettative… in questo caso poi trattandosi di Anime Eterne la “Natura” Celeste che le governa queste Anime, perchè non ha compiuto ed ancora concluso il “ciclo” sognato dai modernisti di tutto il mondo…???
      Io non ho mai trovato una virgola in loro, che non fosse conforme al Catechismo, ma questo lo possono capire solo quelli che si affidano al Magistero della Chiesa ed anche che possono fare confronti fra il pre ed il post… Il contrario invece ho trovato fra di noi cattolici dove a volte certe prediche praticamenrte quasi sempre rivolte all’immanente.. e peggio in tanti casi invece di commentare il Vangelo (scomodo..) si sciorinano le trovate dei nuovi terologi da TV.. . Non parliamo di certi sciagurati abusi liturgici anche gravi che peraltro non sono per ora mai stati censurati con dei provvedimenti che superino il richiamo.. .
      Se non capite non è colpa vostra è solo che non sapete.
      E poi scusi caro Eremita, il Papa è un incapace di interndere.. se erige dellle Prelature..?
      Spero ardentemente che tutte queste critiche, se lette dai fratelli della Fraternità San Pio X, non facciano fallire, quanto è di auspicio che avvenga al più presto come desiderato dal Papa di avere un’Unico Gregge.
      Non scoraggiatevi, rientrate per il bene della Chiesa. bruno

  43. Reginaldus scrive:

    Caro Andrea Carradori,

    la chiesa dopo duemila anni meno i 60 della congrega V2 ha ancora bisogno di approfondire teo-lo-gi-ca-men-te le famose “comuni radici”??? ( mi riferisco al suo intervento dell’ 11 maggio 8:44) ??? Non sono bastati i Vangeli, san Paolo i Padri della Chiesa, i Dottori della Chiesa i Pontefici … fatta esclusione di quelli della congrega di cui sopra??? E poi ‘comuni ‘in che senso? In quello inteso da sant’ Agostino, per cui «nell’Antico Testamento è già nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato dell’Antico ( Quaest., in Hept., II, 73)»?- D’accordo! Ché altra ‘comunanza’ non esiste, come si vorrebbe oggi dar da intendere, tra ebraismo e cristianesimo, come se ci fosse una condivisione- parola che indica ‘reciprocità’( che altrimenti che condivisione sarebbe???) – tra le due parti sul tema del Dio Uno e Trino, della divinità di Cristo, della sua incarnazione e messianicità…Che cosa resta da chiarire, allora ??? O è la smania dell’intesa ad ogni costo tra tutti i ‘credenti’ della terra ( e non credenti, perché anche questi in fondo ‘credenti’, in quanto frequentatori del ‘cortile’ ……) che ci porta a ‘dialogare’ a ‘dialogare’ a ‘dialogare’, mascherando sotto questa parola – DIALOGO! l’ intesa già raggiunta, quella sulla “religione universale”, secundum Astana ??? Che intesa ci può esser tra quelli che interpretano il Vecchio Testamento alla luce del Nuovo, e quelli che il Vecchio lo leggono alla luce del Talmud??? Nessuna, incompatibilità assoluta. Già affermato,da sempre, nella Dottrina cattolica, e, guarda la sincerità – onore ad essa! – da uno studioso della sponda opposta, che è da presumere la conosca a sufficienza, e dalla quale può dire che parlare di una tradizione comune tra le due sponde, è semplicemente inseguire un Mito( una favola ): ma purtroppo le favole hanno presa sugli sprovveduti e vengono raccontate dai ‘furbi’ per turlupinare gli sprovveduti….

  44. Reginaldus scrive:

    e poi, caro Andrea Carradori, anche a lei questa pare la “chiesa di sempre”???? Quella che sopporta alla sua testa e riconosce come suo papa uno che fa della fede in Dio un’ opzione indimostrabile – quindi avallando l’opzione opposta; uno che fa della fede nel Messia una semplice plausibiltà, pari alla sua contraria…. e lasciamo stare il resto…. A questo proposito mi piacerebbe sapere come legge, lei, dalla sponda della Traditio Catholica Romana, le affermazioni di questo Ratzinger che ho riportate più sopra, l’11 maggio ore 14: 56: le paiono in linea con la Traditio Catholica Romana??? Anche al Fellay che firma preamboli dopo ponderata riflessione paiono indegne di attenzione??? Ma che fede esiste nella Chiesa di oggi??? Quella del ‘self-service’, prendi quello che ti piace???

    • Papa Benedetto XVI, nella sua grande sapienza e mitezza ci conferma nella fede con un’onestà mentale che riesce a superare finalmente le assurde definizioni, di stampo post – conciliari, che hanno erroneamente ipotizzato due tipi di magistero : dogmatico e/o pastorale.
      Dai veri documenti del Sacrosanto Concilio Vaticano II e dal Catechismo della Chiesa Cattolica nasce la constatazione che la vera Fede non è mai venuta meno nella Chiesa Cattolica anzi, non è mai stato assunto dal Magistero alcun errore o eliminata alcuna Verità.
      Il rinnovato affetto ed approfondimento culturale nei confronti del Popolo dell’antica Alleanza fa parte anche di una più ampia “battaglia comune” che la Chiesa Cattolica compie contro una società laicista .
      E’ la continuazione , sia pur con sfumature più consone ai nostri giorni, dell’edificazione della Civitas Dei.
      La Chiesa vuole e deve ancora condurre per mano l’uomo, afflitto e sperduto nel deserto della modernità, all’unico porto della salvezza all’ombra della Croce e delle chiavi affidate al Pescatore.
      Già prima del Sacrosanto Concilio Vaticano II, de facto, in grandi Paesi pluralisti come gli USA i cattolici hanno collaborato con protestanti e con ebrei per perseguire grandi finalità comuni .
      Per questo la Santa Sede, soprattutto durante i Pontificati di Pio XI e Pio XII, ha appoggiato massimamente le scelte dei pastori locali .
      Se nel particolare momento storico nato dopo la tremenda persecuzione subita dal popolo dell’antica Alleanza , per criminale colpa di sataniche ideologie a-cristiane, il Magistero invita i credenti ad una più intensa conoscenza reciproca nel solco della “Dominus Jesus” direi che tutto questo fa parte della secolare “devotio” cattolica.
      Per quanto mi riguarda io considero dal profondo del mio animo gli Ebrei come i miei Fratelli Maggiori : è commovente pensare, sia pur per un attimo, che essi sono i discendenti di protagonisti dell’Antico Testamento su cui si è innestata la Nuova Alleanza fondata sul Sangue salvifico di Cristo Signore.

      • Cherubino scrive:

        veramente sono quelli che ce l’hanno con il Vaticano II a fare la distinzione (insussistente) tra concili dogmatici e pastorali.
        Se la prenda con loro, non con noi che rispettiamo e amiamo il Concilio come magistero della Chiesa e come dono di Dio al nostro tempo.

        • Il Sacrosanto Concilio Vaticano II fu definito “pastorale” dal Beato Giovanni XXIII, prima, e dal Servo di Dio Paolo VI, poi.
          La qualifica “pastorale” non è riduttiva : il Sacrosanto Concilio Vaticano II è un atto del Magistero e come tale va rispettato .
          Quanti avuto la grazia di leggere di suoi documenti , comprese le quasi ignorate Note previe, hanno ricevuto una boccata di sana dottrina.
          Da quando, signor Cherubino, nella Chiesa esistono i “loro” ? Non siamo forse tutti fratelli in Cristo Signore ? Mi farebbe molto più piacere leggere espressioni di amore fraterno, caritas, e di reciproca fratellanza.

  45. bruno scrive:

    x “cherubino”
    ecco un altro Suo “segno della Pace” …oltre che farisiaco mi da anche del superbo. complimenti.
    i miei nonni non erano superbi, mio padre e mia madre non erano superbi, eppure facevano la Santa Comunione sulla lingua ed in ginocchio. così ho imparato e così ho trasmesso e così continuerò a fare. Lei poi è libero di pensare che lo faccio per superbia e perchè mi sento superiore “non sono come quelli”.. io ho solamente detto che mi dispiace che molti si accostano a ricevere la Comunione in mano. punto.
    su questo invece sono perfettamente d’accordo con la Sua citazione:
    “Ma ciò che veramente conta è la purezza dell’anima e la rettitudine della coscienza con cui ci si accosta alla Comunione”
    ma Le sembra di essere in armonia con una Sua coscienza retta quando dall’alto del Suo scranno pontifica sulle segerte intenzioni dei cuori altrui, del mio in particolare offendendomi in quelle cose che mi sono piuù care???? Lei è solamente un uomo cattivo. se poi è un’ “Operatore Pastorale” moderno è dancora più cattivo e poco saggio.
    Comunque io continuerò nella mia pratica ed a esortare a seguirla..: Le sembra che se chi si comunica dal Papa, si inginocchia e riceve la Comunione sulla lingua lo faccia solo per farsi vedere in televisione.. : provi un poco a ragionare!.
    bruno

    • Cherubino scrive:

      lei conferma ciò che dico: le dispiace per quelli che fanno la comunione nella mano, così generalizza una posizione che è valida finchè lei la restringe a se stesso.
      Lei può dire legittimamente che per lei fare la comunione non sulla mano è meglio, è espressione di amore ecc. ecc., ma quando fa diventare ciò un giudizio sugli altri allora fa un grave peccato. Sia verso il prossimo, di cui lei non conosce la disposizione interiore, sia soprattutto verso la Chiesa che ha il potere di giudicare e ha stabilito che quel fare la Comunione con le mani non è affatto ciò che lei ritiene e per cui giudica e disprezza il prossimo.
      Allora, se veramente il suo è un atto di amore, si limiti a valutarlo per se, e lasci alla Chiesa stabilire cosa è bene per la generalità dei fedeli, senza usurparne l’autorità.

      • bruno scrive:

        altro “schiaffo della pace” , forse don Cherubino che è una penitenza obbligata che mi fà subire via internet per il mio grave peccato? preghi perchè invece io credo di amare la Chiesa e magari finisco all’inferno praticando “alla vecchia” ed esortando gli altri.. io non giudico(e devo dedurre che non legge bene ciò che scrivo..) ma ritengo di avere liberamente il diritto di dispiacermi e di esternare il mio pensiero: che ne è della “Libertà Religiosa” di cui i moderni si riempono la bocca??? e dell’”Ecumenismo” con tutti.. fuorchè con chi, nella Chiesa, dice il Pater in latino?
        è forse uno di quei don veneziani che si sono lamentati del Papa perchè a Venezia ha inserito “troppo” latino nella Messa?
        i motivi per cui continuerò a “peccare gravemente” ed “indurre” gli altri sulla via della rovina ricevendo la Santa Comunione sulla lingua sono:
        -a) perche credo che sia un modo dove esprimo un maggior rispetto verso il Santissimo
        -b) per evitare che le Sacre Ostie, quindi Gesù, vengano sottratte ed usate per motivi sacrileghi o altro di peggio dai satanisti (ciò obbliga il Sacerdote ad una ferrea vigilanza..)
        -c) per prevenire il pericolo che qualche frammento anche piccolissimo dell’Ostia cada inavvertitamente a terra : “Cristo esiste totale e intero sotto la specie del pane e sotto qualsiasi parte della specie; esiste totale altrettanto sotto la specie del vino e le sue parti” – Conc. di Trento cap. 3 sez. XIII-
        i nostri Sacerdoti nella terra dei lumi dove dovevano lavorare gratis per il gulag celebravano di nascosto (liberte’,fraternite’, egalite’ ….e botte da massacrite), consacrando piccole briciole di pane e goccini di vino..
        nella celebrazione antica con la comunione sulla lingua è escluso che ciò accada ed inoltre si usa il piattello ed una tovaglia sulla balaustra
        -d) per salvaguardare meglio la fede nella presenza reale (ho già ricordato che la forma nuova di ricevere la comunione è stata introdotta dai Riformatori “per abolire qualsiasi forma di adorazione del pane” :noti la parola “pane”
        -e) perchè appunto il nuovo modo è stato concesso per “indulto” e quindi non, ripeto non, è certo laregola…(mi sembra di ricordare fra l’altro , ma nion insisto, che la decisione fù presa con una maggioranza risicata)
        -f) perchè ho ricevuto così l’insegnamento dai miei, alla prima comunione dal acerdotre che mi preparò ed ho “trasmesso” così senza modifiche
        -g) perchè infine auspicherei che in casa cattolica si seguisse l’esempio che danno quelli che vanno a ricevere la Comunione dal Papa che distribuisce loro la Comunione appunto in bocca.
        l’unica cosa che ho sbagliato è quella di averle detto cattivo e Le chiedo scusa, ma me l’ha proprio tirata fuori. bruno

  46. Eremita scrive:

    Cerco di capire gli elementi essenziali di questo contrasto fra lefevbriani, conservatori antipapasedevacantisti, conservatori propapa, riformisti, conciliaristi e anti conciciliaristi, novus et vetus ordo, e francamente devo ammettere che non ho molti elementi per farmene una ragione. Tuttavia l’evoluzione della Chiesa dopo la seconda guerra mi ricorda in modo sorprendente il percorso della Russia comunista, che aveva un gruppo dirigente di ultraottantenni, viveva rinchiusa in se stessa, aveva procedure e riti immutabili e codificati. Con la perestroika sembrava che sarebbe venuta un’ondata di rinnovamenti democratici, invece abbiamo solo avuto un conato di rinnovamento, e gli spazi vuoti sono stati occupati invece da avventurieri ed affaristi. Ed infine, c’è ancora un piccolo gruppetto che rimpiange i fasti (?) del passato e vota comunista, convinto che sia la soluzione di tutti i mali. La chiesa della prima metà del novecento era retta da una genontocrazia, viveva rinchiusa in se stessa, aveva procedure e riti immutabili e codificati chiamati CJC e Vetus Ordo ed altre cose.. Con il concilio sembrava che sarebbe venuta un’ondata di rinnovamenti democratici, invece abbiamo solo avuto una parvenza di rinnovamento, e gli spazi vuoti sono stati occupati da avventurieri ed affaristi dall’Opus Dei a CL ed eccetera. Ed infine, c’è ancora un piccolo gruppetto che rimpiange i fasti (?) del passato e invoca Lefevbre, con tutte le sfumature intermedie, convinto che sia la soluzione di tutti i mali. A prima vista, questo confronto mi era sembrato blasfemo, ma più ci penso e più aumentano le somiglianze. Spero siano solo esteriori…

    • Sara scrive:

      Ma lo sa che per alcuni il comunismo è un’eresia del cristianesimo?

      • antonella lignani scrive:

        Questo ragionamento, Eremita, mi fa venire i brividi. Spero solo di vivere tanto da vederlo sconfessato.

      • stefano scrive:

        Sara, premesso che il paragone di Eremita è assurdo, oltre che provocatorio, sappi un’eresia cristiana è sicuramente peggiore e più pericolosa di un’eresia di altra dottrina.

        • Sara scrive:

          Messa così sembra che il Vangelo sia pericolosissimo dato che le sue cattive interpretazioni sono il massimo del negativo.

        • Eremita scrive:

          La storia prova che le eresie hanno provocato meno morti che la repressione delle stesse.

          • bruno scrive:

            “Non so, anche i totalitarismi moderni sono stati fenomeni “religiosi”.”
            sì, appunto Sara,
            hai ragione, sono un prodotto della religione “umanitaria”, tanto di moda oggi come non mai fù, cioè quando l’uomo pone sè stesso quale salvatore di sè e del mondo buttando nel cestino Gesù Cristo (il risultato: campi di sterminio nazisti e campi di rieducazione comunisti, e poi aborto obbligato specie per le bambine, ma anche per malati, eutanasia galoppante, embrioni (piccolissimi bambini è più esatto dire)tenuti per anni in frigor, libertà di dare scandalo dai midia per rovinare la gioventù (altro che libertà religiosa..), diritto ai viaggi del sesso dove si stuprano i piccoli e le piccole ed anche teste tagliate ai cristiani o bruciati in chiesa e questo mai come oggi, pulizie etniche contro i cristiani (la “primavera” tanto enfatizzata dai nostri governanti europei si stà dimostrando per i credenti cristiani in quei paesi un vero “inverno” e non si vedono miglioramenti anzi!) . ecc. ecc. l’Armenia non ha fatto riflettere nessuno??
            chi è l’ispiratore di tutto ciò? il diavolo che fà insuperbire l’uomo(Giovanni lo chiama chiaramente l’anticristo ma oggi tanti dicono che il diavolo e roba da medio evo ed una fissazione di San Pio . bruno

          • Sara scrive:

            Caro Bruno i campi di sterminio però ci sono stati prima del concilio quando i fedeli frequentavano solo il rito antico, pregavano in latino e si sentivano nominare il diavolo.
            Il pessimismo alla Spengler era diffuso anche agli inizi del secolo scorso e non portò buoni frutti.

          • Cherubino scrive:

            cara Sara, la retorica di Bruno è sottile. Parlando di “religione umanitaria” ci infila dentro tutto ciò che sa di democrazia e di diritti umani, dimenticando che non tutto ciò che uscito dalle rivoluzioni del ’700 e del ’800 sono negative e cotnrarie alla dottrina cristiana.
            Anzi, per alcuni aspetti ne sono un’attuazione.
            Basterebbe citare ai neo-fas travestiti da finti tradizionalisti le encicliche di Leone XIII e tutta la dottrina sociale della Chiesa che è nata ben prima del Concilio Vaticano II.
            Basterebbe ricordare che tra i liberali e i socialisti, ce ne erano tanti che non accettavano le idee contrarie al cristianesimo, e accoglievano solo gli aspetti più positivi.
            La vera “religione umanitaria” non è tanto quella che fa attenzione all’uomo, perchè Gesà ha detto di mettere i piccoli al centro, e un santo ha detto che la gloria di Dio è l’uomo vivente.
            La vera religione umanitaria è quella che crede in un “super-uomo”, e in questo sono soprattutto le ideologie di estrema destra ad essersi prestate a questa idolatria.
            Che poi questo sia il frutto della modernità è un altro falso storico. L’impero e le monarchie assolute, che spesso dettavano legge alla Chiesa stessa, vengono ben prima della rivoluzione francese. I mille volti del “faraone” sono rintracciabili fin dall’antichità, e già l’ebraismo è una critica radicale ad ogni forma di re-dio.
            Quindi alla fine, attaccare una cultura più consapevole dei rischi insiti in ogni totalitarismo, più cosciente dell’uguaglianza degli uomini, più attenta ai diritti umani, nonostante le distorsioni che ciò può subire, è alla fine fare il gioco della “restaurazione”. Per questo a questi signori serve una Chiesa più “attenta” a non dare loro fastidio.

          • Cherubino scrive:

            Parlando di “religione umanitaria” bruno ci infila dentro tutto ciò che sa di democrazia e di diritti umani, dimenticando che non tutto ciò che uscito dalle rivoluzioni è negativo e contrario alla dottrina cristiana.
            Basterebbe citare le encicliche di Leone XIII e tutta la dottrina sociale della Chiesa che è nata ben prima del Concilio Vaticano II.
            Basterebbe ricordare che tra i liberali e i socialisti, ce ne erano tanti che non accettavano le idee contrarie al cristianesimo, e accoglievano solo gli aspetti più positivi.
            La vera “religione umanitaria” non è tanto quella che fa attenzione all’uomo, perchè Gesà ha detto di mettere i piccoli al centro, e un santo ha detto che la gloria di Dio è l’uomo vivente.
            La vera religione umanitaria è quella che crede in un “super-uomo”, e in questo sono soprattutto le ideologie di estrema destra ad essersi prestate a questa idolatria.
            Che poi questo sia il frutto della modernità è un altro falso storico. L’impero e le monarchie assolute, che spesso dettavano legge alla Chiesa stessa, vengono ben prima della rivoluzione francese. I mille volti del faraone sono rintracciabili fin dall’antichità, e già l’ebraismo è una critica radicale ad ogni forma di re-dio.
            Quindi alla fine, attaccare una cultura più consapevole dei rischi insiti in ogni totalitarismo, più cosciente dell’uguaglianza degli uomini, più attenta ai diritti umani, nonostante le distorsioni che ciò può subire, è alla fine fare il gioco della “restaurazione”. Per questo a questi signori serve una Chiesa più attenta a non dare loro fastidio.

  47. Reginaldus scrive:

    Qualcuno qui sa dire che cosa ci fanno sulla stola papale quelle fiaccole o torce di traverso sulle croci a braccia uguali (croci templari….) che si susseguono su di essa , come vediamo ad ogni apparizione ‘liturgica’ di Ratzinger – come ancora oggi ad Arezzo col Monti devoto fedele a presenziare…????

  48. Antulio scrive:

    Si è tenuta oggi la marcia per la vita, con numerosi baciapile in prima fila. Ma si sono dimenticati di precisare che esiste anche la vita che è indegna di essere vissuta, che offende la dignità dell’uomo, e come tale non degna di tutela.

    • Reginaldus scrive:

      …e chi lo stabilisce, quando una vita non è degna di tutela??? Comunque ha ragione sui baciapile: tenere marce per la vita marce della pace marce per l’accoglienza… senza sapere a quale fede collegarle è davvero un non-sense: il relativismo sulla fede – tutte le fedi sono buone- non può portare che al relativismo morale- tutti i comportamenti sono buoni…L’accettazione e il rispetto di ogni religione – libertà religiosa – non può dissociarsi dalla accettazione e rispetto di ogni scelta – libertà morale!

      • Antulio scrive:

        Data l’ora, Reginaldus,
        risponderò solo alla prima sua domanda: Una vita è indegna di essere vissuta e quindi non dev’essere preservata, quando mortifica l’uomo e lo rendere pari ad un vegetale.

        • Reginaldus scrive:

          quindi tutto dipende dall ‘ idea che si ha della vita, e quindi tutto dipende dal contesto di riferimenti nel quale quell’ idea si pone…

          • Antulio scrive:

            A Reginaldus.
            Strabilianti discorsi, questi vostri, qui non si tratta di astratte idee della vita, né di discutibili contesti di riferimento, ma di mortificazione dell’intimo agire di che sfortunatamente si trova in quelle condizioni.

            A Simon de Cyrene.
            I Nazisti hanno perpetrato molti orrori, ma l’eugenetica non è uno di quelli.
            Il vero indiscutibile orrore è quello di far vivere un uomo come se fosse un vegetale.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Discorso nazista: anche loro consideravano che certe vite non valevano la pena di essere vissute.

          Ma non è una scoperta: l’eugenismo, l’aborto, l’eutanasia sono odio contro l’essere umano, il quale è immagine di Dio: sono quindi odio di Dio.

          L’ateismo è di per sua natura intrinsecamente omicida come il nazismo che è una delle sue manifestanzioni le meno subdole.
          In Pace

          • Sara scrive:

            Il nazismo non era però completamente ateo. Più panteista. (basta leggere la Mit brennender Sorge)
            Con strane connessioni con quello che George Mosse chiama Cristianesimo infetto.
            http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_positivo

          • Sara scrive:

            6. NESSUNA ADULTERAZIONE DI NOZIONI E TERMINI SACRI

            Venerabili Fratelli, abbiate un occhio particolarmente vigile, quando nozioni religiose vengono svuotate del loro contenuto genuino e applicate a significati profani.

            Rivelazione, in senso cristiano, significa la parola di Dio agli uomini. Usare questo stesso termine per suggestioni provenienti dal sangue e dalla razza, per le irradiazioni della storia di un popolo, è, in ogni caso, causare disorientamento. Tali false monete non meritano di passare nel tesoro linguistico di un fedele cristiano.

            La fede consiste nel tener per vero ciò che Dio ha rivelato e mediante la Chiesa impone di credere: è « dimostrazione di cose che non si vedono »(24). La fiducia gioiosa e altera sull’avvenire del proprio popolo, cosa cara ad ognuno, significa ben altra cosa che la fede in senso religioso. L’usare l’una per l’altra, il volere sostituire l’una con l’altra e pretendere con ciò di essere riconosciuto come « credente » da un convinto cristiano, è un vuoto gioco di parole, una consapevole confusione di termini, o anche peggio.

            L’immortalità, in senso cristiano, è la sopravvivenza dell’uomo dopo la morte terrena, come individuo personale, per l’eterna ricompensa o per l’eterno castigo. Chi con la parola immortale non vuole indicare altro che una sopravvivenza collettiva nella continuità del proprio popolo, per un avvenire di indeterminata durata in questo mondo, perverte e falsifica una delle verità fondamentali della fede cristiana e scuote le fondamenta di qualsiasi concezione religiosa, la quale richiede un ordinamento morale universale. Chi non vuole essere cristiano dovrebbe almeno rinunziare a volere arricchire il lessico della sua miscredenza col patrimonio linguistico cristiano.

            Il peccato originale è la colpa ereditaria, propria, sebbene non personale, di ciascuno dei figli di Adamo, che in lui hanno peccato(25), è perdita della grazia, e conseguentemente della vita eterna, con la concupiscenza che ciascuno deve soffocare e domare per mezzo della grazia, della penitenza, della lotta e dello sforzo morale. La passione e morte del Figlio di Dio hanno redento il mondo dal maledetto retaggio del peccato e della morte. La fede in queste verità, fatte oggi bersaglio del basso scherno dei nemici di Cristo nella vostra patria, appartiene all’inalienabile deposito della religione cristiana.

            La croce di Cristo, anche se il suo solo nome sia diventato per molti follia e scandalo(26), resta per il cristiano il segno sacrosanto della redenzione, il vessillo di grandezza e di forza morale. Nella sua ombra viviamo, nel suo bacio moriamo; sul nostro sepolcro starà come annunziatrice della nostra fede, testimonio della nostra speranza, protesa verso la vita eterna.

            L’umiltà nello spirito del Vangelo e la implorazione dell’aiuto di Dio si accordano bene con la propria dignità, con la fiducia in sé e coll’eroismo. La Chiesa di Cristo, che in tutti i tempi, fino a quelli a noi vicinissimi, conta più confessori e martiri eroici di qualsiasi altra società morale, non ha certo bisogno di ricevere da tali campi insegnamento sul sentimento e l’azione eroica. Nel rappresentare stoltamente l’umiltà cristiana come avvilimento e meschinità, la ripugnante superbia di questi innovatori rende irrisoria soltanto se stessa.

            Grazia, in senso largo, può chiamarsi ciò che proviene alla creatura dal Creatore. Grazia, nel senso proprio cristiano della parola, comprende però le gratificazioni soprannaturali dell’amore divino, la degnazione e l’opera per cui mezzo Dio eleva l’uomo a quella intima comunione della sua vita, che il Nuovo Testamento chiama figliolanza di Dio: «Vedete quale grande amore il Padre ci ha mostrato: noi ci chiamiamo figli di Dio, e siamo realmente tali »(27). Il ripudio di questa elevazione soprannaturale alla grazia, a causa di una pretesa peculiarità del carattere tedesco, è un errore, un’aperta dichiarazione di guerra ad una verità fondamentale del Cristianesimo. L’equiparare la grazia soprannaturale coi doni della natura significa violentare il linguaggio, creato e santificato dalla religione. I pastori e i custodi del popolo di Dio faranno bene a opporsi a questo furto sacrilego e a questo lavoro di traviamento degli spiriti.

            http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_14031937_mit-brennender-sorge_it.html

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ateismo, panteismo, atanismo e odio di Dio devono per forza caricaturare la Chiesa di Cristo: così fanno anche i massoni nelle loro “cerimonie” con simboliche rovesciate nei loro significati.

            Ma tutti costoro, senza eccezione, ammazzano esseri umani: quelli la cui vita loro hanno deciso non è degna di essere vissuta!

            Mentre il cristiano vede in ogni vita una speranza e una presenza di Dio tale che essa vale sempre di essere vissuta!
            In Pace

          • Sara scrive:

            Si, ma è più facile condannare l’ateismo materialista, di un calderone di cristianesimo, misticismo neopaganesimo (basta pensare alla lega di oggi che va a messa dai lefebvraini e pasticcia con le ampolle del Dio Po)
            E’ molto più subdolo e più semplice caderci dentro.

      • vincenzo da torino scrive:

        Lei forza appositamente i concetti dando interpretazioni personali che non sono quelle accettate e formulate dal cattoliocesimo e neppure dal Concilio Vat II. Punto fermo della dottrina è: solo Cristo salva l’uomo. Salva anche quelli che non hanno potuto conoscerlo qualora si comportino secondo coscienza (bene conosciuto) o secondo i dettami di fede e morale della loro religione. Diversamente Gesù salverebbe solo chi ha avuto la possibilità di conoscerlo, vanificando il suo sacrificio e creando dei predestinati, veramente pochini da Adamo! Inaccettabile! Non conosciamo il modo con cui Gesù potrà farsi riconoscere ed accettare per questi poichè ha detto: chi crede in me sarà salvo, chi non crede sarà dannato. Una frase che se mal capita può trarre in inganno. Non vuole semplicemente dire che la salvezza arriva solo dal suo sacrificio per tutta l’umanità? Chi avrà meritato e non conosciuto Gesù non sarà come chi non aveva mai conosciuto suo padre ed ha poi la possibilità di conoscerlo nell’altra vita? Chi si indirizza al male vanifica il sacrificio di Gesù, chi fa il bene viene salvato dal suo sacrificio.
        Pertanto come si può arrivare a conoscere Dio con la ragione, come dice S.Tommaso, così si può conoscere il bene tramite le varie religioni che sono nate proprio per dare un senzo e una morale agli uomini. Quindi tutte le religioni sono soggettivamente positive e valide per la salvezza, anche se non lo sono oggettivamente poichè solo Cristo salva. Pertanto mentre si ha rispetto per esse e se ne valorizza la verità per quanto monca in esse contenute, con altrettanta fermezza ci si impegna a proclamare Cristo unico salvatore. Dove sta il relativismo religioso secondo la sua accusa? Io, e parlo per me e credo di trovare molti che la pensino così, mi preoccuperei di più di testimoniare la fede con l’esempio , piuttosto che con troppe discussioni che anzichè chiarire possono essere un pessimo esempio tanto da allontanare alcuni da Gesù. saluti.

        • Reginaldus scrive:

          Non conosciamo il modo con cui Gesù potrà farsi riconoscere ed accettare per questi poichè ha detto: chi crede in me sarà salvo, chi non crede sarà dannato. Una frase che se mal capita può trarre in inganno. Non vuole semplicemente dire che la salvezza arriva solo dal suo sacrificio per tutta l’umanità?

          —-

          come siamo messi male…nemmeno parole così chiare come quelle di Cristo in ordine alla salvezza – che parlano di risposta personale e libera a quell’unica offerta di salvezza – riescono più a farsi capire….

          • Cherubino scrive:

            veramente è lei che è messo male … come fa a non capire che la salvezza della Croce può raggiungere gli uomini anche se questi sono incosapevoli di ciò ? Se un uomo vive un’apertura implicita, un’atteggiamente battesimale, senza sapere che ciò che vive è unione a Cristo, egli è salvo.
            Lo diceva già papa Pio IX.

          • minstrel scrive:

            Eh, lo diceva pure il San Tommaso già citato!
            Summa Teologica I-II questione 19 articolo 5

    • bo.mario scrive:

      Atullio è cominciata la campagna elettorale. L’aborto è solo un pretesto, non gliene frega niente a nessuno. Si cercano voti dei cattolici e otterrano, forse, quelli che scrivono qui nel blog. Omicidi di stato? La legge non obbliga niente e l’ipocrisia la fa da padrona. Dopo aver smesso con il divorzio ora cercano di trovare qualcosa che li può unire. Leggendo i commenti del post devo dire che non cercherei i voti di queste persone. Non sanno cosa è la società laica e non sanno nemmeno loro cosa cercano. Sono in disaccordo tra loro e mi è piaciuto l’accostamento con gli indiani d’America. Si sono messi loro stessi in una riserva in attesa dell’ estinzione culturale. Un saluto.

      • Antulio scrive:

        A Bo. Mario.
        concordo sicuramente con quanto dici, ma aggiungo anche che sono ancora molti che hanno digerito la 194.
        Sebbene, alcuni di questi siano i primi ad usufruirne.

  49. Alberto Farina scrive:

    Mi permetto di consigliare a tutti l’articolo di Raniero La Valle al link
    http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201205/120512lavalle.pdf

    Considerazioni molto interessanti che fanno capire la posta in gioco e come l’informazione dovrebbe porsi riguardi ai temi dell’attualità ecclesiale…

  50. Reginaldus scrive:

    mentre attendo risposte alle domande di cui sopra ( che mi illuminino ), leggo da televideo, oggi: il papa ad Arezzo chiede politici illuminati… ILLUMINATI, capito???….Dopo di lui, il papa ILLUMINATO, dopo il concilio ILLUMINATO, dopo i cristiani ILLUMINATI da un concilio e un papa ILLUMINATI, non possono che attendersi politici ILLUMINATI, per un’Italia da ILLUMINARE…della Luce della TORCIA che tutti e tutto ILLUMINA, anche la croce di Cristo, che senza quella LUCE come potrebbe ILLUMINARE??? “Io sono la Luce del mondo”… la ‘luce’ che vien dalla Baviera???

  51. Cherubino scrive:

    eccole qui le “pecorelle” che “tornano” all’ovile. E che amore verso il papa !
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=1652&ID_sezione=396

    • Simon de Cyrène scrive:

      Non credo che tornino questi qui, anche se dobbiamo sempre sperare che finiscano per sottomettersi allo Spirito Santo, in questo caso seguendo il loro Superiore.

      Ma chi obbedisce meglio? Colui che dice sì ma poi non fa niente o addirittura il contrario o colui che dice no, ma poi si pente, si ravvede e poi fa?
      In Pace

    • bruno scrive:

      grazie per aver accolto le scuse. anche perchè andando a leggere i suoi post vedo che in fondo difende con rigore la Chiesa.
      mi permetta di aggiungere una spiegazione del primo punto propostoLe fra i motivi per cui preferivo ricevere lEucarestia in bocca così formulato”la
      bruno: -a) perche credo che sia un modo dove esprimo un maggior rispetto verso il Santissimo.
      ci fù un periodo, breve per la verità, in cui anch’io cominciai a Comunicarmi ricevendo il Gesù direttamente sulle due mani, ma probabilmente per come ero abituato non mi sentivo a mio agio, nel senso che la cosa mi dava quasi una specie di inquietudine perche? all’inizio quando incominciò la pratica sotto sotto istintivamente la rifiutavo perchè mi sembrava di tradire i propositi fatti da piccolo, ma per converso sentivo quasi il dovere di seguire il nuovo corso.. seguendo l’esempio anche delle suore che facevano la comunione il quel modo. subentò poi una leggera euforia, quasi una “fierezza” di essermi “superato” e quasi un “vantarmi” nel senso “ora sì che faccio da mè..” o giù di lì.. . dall’altra mi chiedevo se le mie mani erano sufficentemente pure abituato alla cura che avevano i preti nel trattare all’epoca Gesù Sacramentato specie nell’Elevazione durantre la Messa e nelle Benediszioni solenni (peraltro una volta non c’erano i Ministri straordinari) e dall’altro canto quel “vantarmi” mi sembrava una piccola colpa ed anche non poter tenere le “mani giunte” mi dispiaceva.
      poi però rientrato in mè stesso, ricordandomi della prima Comunione, di quel modo di ricevere il “Vero Cibo” direttamente quasi “imboccato” dal sacerdote, che mi “nutriva” esattamente come i miei genitori ed i miei nonni, da infante mi nutrivano con piccoli bocconcini di cibo o cucchiaini di pappa “imboccati”, ed io e mia moglie poi così facevamo con mio figlio.. capii che prendere la Particola in bocca era un comportamento più “da bambino”, più da innocente, e bisognoso di ricevere, più che di prendere e fare da mè….. .
      mi chiesi, non dovevo cercare di essere simile ai bambini ? ed allora tornai alla vecchia pratica che mia moglie peraltro non aveva mai abbandonato. certo, quindi Le assicuro che non è che mi comunichi all’antica perchè voglio “distinguermi” o ” vantarmi” considerando gli altri meno santi.
      una ulteriore riflessione che feci proprio di recente vedendo come si comunicano gli ammalati e gli anziani che sono (saremo tutti..) costretti a tornare “bambini” bisognosi di tutto.. che non hanno(non avremo) la forza per fare da sè e che anche per il Cibo Celeste devono(dovremo) farsi/ci “imboccare”.. .
      Io penso che dobbiamo molto a questo Papa anche per via della possibilità che ci ha dato di poter fruire della Messa col forma del rito “straordinario” ora divenuto possibile per Legge della Chiesa, vero “tesoro nascosto” : nell’Adore Te Devote, cantato proprio dopo la Santa Comunione, si cita il Pio Pellicano, che nutre con Gocce del suo Preziosissimo Sangue che da ai suoi “piccoli” ferendosi il “petto”….
      (mi ricorda come una merla, nella cavità di un muro a secco, imboccava i piccoli del suo nido che spalancavano il becco)
      io sono contrario alle sciocche contrapposizioni che scoraggiano l’accordo con questi fratelli, del resto se a volte rispondono acidamente credo che sia dovuto al fatto che per moltissimi anni sono stati trattati come cani quando con grande sacrificio hanno tenuto fede…
      vede adesso, nella Chiesa si fà esattamente la stessa cosa con quelli che, quando possono, vanno alla Messa tradizionale… atteggiamenti di esclusione, di disprezzo, di etichettatura politica, e poi ostacoli anche pratici a non finire : a volte mi chiedo se anche un cane che, oltre che viene tenuto legato, viene anche spesso preso a calci, se si ribella con dei grugni.., di chi è la colpa?? è solo del cane?? . quindi se per queste cose si scoraggiano i cattolici che vanno alla Messa tradizionale e “grugniscono”magari esageratamente..dai siti … (perchè in definitiva questa Messa ora si può celebrarla), bisogna anche comprenderla la diffidenza di alcuni della San Pio X a rientrare in questo contesto: io prego incessantemente perchè per mè questi sacerdoti che si vestono in talare sono da ammirare ( è una dimostrazione che non si vergognano di Gesù Cristo e questa semplicissima testimonianza esterna vale molto di più di mille prediche…) . in ogni caso buone cose. bruno

  52. Reginaldus scrive:

    siamo messi davvero male… e nemmeno si ha il pudore di trattenersi dal citare San Tommaso d’Aquino e addirittura Pio IX, quello che nella proposizione XVI del suo Sillabo condanna la NEGAZIONE del dogma ‘Extra ecclesiam nulla salus’ e nella XVII persino l’ ATTENUAZIONE dello stesso …. ).

    PS-Il il battesimo di desiderio è dottrina di sempre della Chiesa e la Chiesa non ha mai negato la libertà a Dio di salvare chi vede, Lui, di cuore retto e ben disposto… Dante – MEDIOEVO, in piena Cristianità…- mette nel Purgatorio, quindi tra i salvati, il poeta pagano Stazio -canto XXI, quindi….(altra cosa dall’affermare che Dio salva per principio, a prescindere, come da dottrina di congrega vaticanseconda….)

    • minstrel scrive:

      Trascrivo l’ultima parte della lezione dedicata alla Coscienza di Don Ottaviano della didaskaleion:
      “il modello di vita cristiana è uno e cioè imitare Gesù Cristo. Che senso ha allora vivere? E il cristiano risponde: comportarsi come Gesù. E come si è comportato Gesù? il NT risponde “obbedendo sempre e in tutto al Padre fino eventualmente alla morte”. Accettare la volontà di Dio costi quello che costi di sacrificio personale. [...]ogni cristiano dovrà interrogarsi nel modo più frequente possibile su cosa farebbe in questo frangente, qui e ora, Gesù? E a questa domanda dovrà rispondere sempre e solo lui e cioè secondo la conoscenza che in quel momento ha di Gesù stesso! Ne deriva allora una conseguenza importante, deve studiare Gesù, deve conoscerlo, deve conoscere l’NT e su di esso basare la sua vita, in base a quel che in quel momento conosce della verità.[...] Una piccola aggiunta: ogni uomo secondo il cristianesimo deve fare questo, ogni uomo deve vivere secondo la verità che conosce. E il cristiano sa che la verità è una sola ed è Cristo. Perciò la dove c’è uno che vive secondo la verità che conosce, e non potete pretendere che una persona viva secondo una verità che NON conosce, o che non conosce come verità, là c’è uno che magari senza saperlo vive secondo Gesù Cristo. Ma allora c’è un unico principio morale: vivi secondo la verità che conosci che diventa un principio cristiano quando il cristiano dice: gesù è la verità e seguendolo per come lo conosco io sono nella verità. In conseguenza di questo devo dire che tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza, perché anche il Boshimano, che non sa niente del cristianesimo, se vive secondo la verità che conosce, si salva. Perché ci dice San Paolo in Timoteo 2, 4 “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” e allora anche il Boshimano può salvarsi se vive per quel poco di verità che conosce e si realizza così la parabola dei talenti. Se hai ricevuto due devi rispondere per due, se hai ricevuto cinque devi rispondere per cinque, se hai ricevuto dieci devi rispondere per dieci.
      Dottrina non certo nuova visto quanto riportato anche da Tommaso D’Aquino nella S. T. prima parte, secondo libro, questione 19 articolo 5″

    • vincenzo da torino scrive:

      Di nuovo interpreta come vuole.. o può! Certo, Dio salva a prescindere nel senso che é sua decisione e volontà salvare tutti, ma a seguito del libero arbitrio solo l’uomo può concedere a Dio di essere salvato. Riesce ogni tanto almeno non dare colpa della propria confusione ad altri!

    • Cherubino scrive:

      non faccia confusione, il battesimo di desiderio non è la stessa cosa di un’adesione inconsapevole a Cristo sulla base dell’ascolto della retta coscienza morale e dell’apertura al trascendente nel mistero.
      Proprio il fatto che lo stesso papa che diceva quelle cose e poi affermava l’extra ecclesia nulla salus, mostra come vada inteso questo principio, ossia come “l’essere nella Chiesa” può avere livelli di consapevolezza molto diversi.

      • Reginaldus scrive:

        e difatti Stazio – provi a rileggermi – era aperto a Dio e Dante – Chiesa Medievale – lo ha collocato tra i salvati… ma Dante, e Pio IX, non avrebbero certo collocato Lutero tra i santi del cielo, come ha fatto il suo papa di oggi… Non sarà che c’è un modo di usare quasi le stesse parole per esprimere sensi completamenti diversi??? Lei lo immagine San Tommao pregare coi Saracìni, o Pio IX entrare nella Sinagoga di Roma e accendervi la menorah?????? -

  53. bruno scrive:

    “Caro Bruno i campi di sterminio però ci sono stati prima del concilio quando i fedeli frequentavano solo il rito antico, pregavano in latino e si sentivano nominare il diavolo”
    cara Sara, – 14/5 ore 00.10-
    cosa vuole dire che la colpa dei campi di sterminio tedeschi è dei cristiani??? ed anche che quella dei gulag russi, di quelli del sud est asiatico, pol pot, di Cuba ecc. ecc. è dei cristiani “perchè c’era la Messa in latino” e non si era ancora tenuto il Copncilio ????

    ma scusi forse, per salvare le sue “certezze” che le hanno insegnato a scuola, è affetta dalla la sindrome di Nerone ??? dice così perchè oggi “fa tendenza” fra i radical scic delle discoteche? oppure appartiene al partito illuminista dei….. “calunniate, calunniatre, qualcosa resterà” ?. Se lo fà coscientemente perseguita Dio ed aizza gli sgozzatori di credenti cristiani in ogni parte del mondo a perpetrare i loro crimini ed in questo caso, ma , sottolineo bene..solo in questo caso, si vergogni perchè fà una cosa ignobile in quanto diviene mandante morale!.
    ah, dimenticavo, guardi che se lo fà apposta il diavolo essere pervertito ma reale, forse Le è alquanto vicino. vuole verificare? si rechi in una chiesa dove Gesù è esposto e si inginocchi davanti a Lui: se non riesce a resistere o se ancora peggio crede che Le vengano i brividi solo a pensarce di recarsi dove c’è Lui faccia qualcosa perchè vuol dire che è gia quasi in “suo” possesso, almeno mentalmente.
    infatti “chi odia voi odia Mè..” e chi induce a questo comportamento se non “Satana, che fù bugiardo ed omicida fin da principio” .. . l’avverto, se è “lui” avrà immediatamente questo primo pensiero: povero bigotto di un bruno.. .
    bruno

    • Sara scrive:

      Non dico che è colpa dei cristiani, ma che latino e messa antica non hanno protetto dagli orrori, e il continuo nominare il diavolo non ha fatto si che gli uomini ne avessero paura più di oggi (dato quello che hanno avuto il coraggio di fare).
      Anzi forse l’unico periodo di pace continua è stato quello dei decenni appena trascorsi.

      • macv scrive:

        “Che latino e messa antica non hanno protetto dagli orrori”
        ????????????????????
        “Che volgare e messa moderna non proteggano dagli orrori”:
        la piaga dei preti pedofili è scoppiata esattamento DOPO il CVII, la maggior parte dei preti pedofili non erano tradizionalisti e sedevacantisti ma modernisti ed entusiasti dellle novit’. Certo la nuova Chiesa lasciava molto più le redini lasche.. i preti potevano fare un po’ quel che gli pareva..
        E allora? cara Sara se il tuo ragionamento vale , vale anche per gli orrori che sono successi DOPO il CVII.. non c’è solo il nazismo fra di orrori nel XXI secolo ce ne sono moltri altri di cui non si parla, esempio l-aborto selettivo delle femmine in Cina e in India,* milioni e milioni di bimbe non nate.. ma di questi orrori certo, tu non varrai imputare la Messa in volgare italiano.. e allora perchè imputare degli altri la Messa in latino????

        • Sara scrive:

          Io non imputo gli orrori delle due guerre mondiali alla Chiesa preconciliare, mi parebbe onesto fare lo stesso con quella postconciliare.

          • stefano scrive:

            Va bene Sara, abbiamo capito il punto. Adesso però smettila di parlare di Chiesa preconciliare e di Chiesa postconciliare, perché esiste una sola Chiesa, quella nata il Giovedì Santo dell’anno 33. Non mi sembra così difficile.

      • bruno scrive:

        “Anzi forse l’unico periodo di pace continua è stato quello dei decenni appena trascorsi”
        cara Sara,
        se restringe il campo all’europa d’accordo ma il mondo non è solo europa : non le dice niente libia, egitto, siria, irak, iran, israele, palestina, somalia, eritrea, e mezza africa(tremendo..), ed ancora altre …? forse è giovanissima e quindi aveva altro a che pensare che occuparsi dei cristiani perseguitati nel mondo..
        cosa c’entra il Concilio pre o post ? e la preghiera in latino? se a perseguitarli erano i vari …ismi , figli dell’ateismo seguaci della “dea Ragione” tutte medaglie con due facce, rosse e nere, ma dello stesso conio originale.. l’illuminismo. certo prima hanno cercato di far fuori totalmente il popolo ebraico, perchè è testimone storico certificato, fedelissimo che la Scrittura dell’Antico Testamento non è un’invenzione dei cristiani.. ma nei piani di Itler e di Stalin in seconda battuta ci sarebbero stati i cristiani da eliminare (il piano è alquanto simile a quello in atto oggi non Le sembra???) . non le dice niente il fatto storico del patto frà i Due per la spartizione della Polonia???
        ora vedendo l’apostasia dal cristianesimo dilagantre in europa siamo sotto tiro e falcidiati, o no ??
        è per questo che La invitavo a non lanciare accuse assurde e quasi calunnie, ai cristiani, particolarmente pericolose se poste sui midia.. . chi ha tentato di far ammazzare Giovanni Paolo II ? ? chi era il mandante? chi, magari aizzato dalle calunnie continua l’opera..
        inoltre cosa c’entra la paura del “diavolo” che non avrebbe protetto.. .
        vede da piccolo mi hanno insegnato che il diavolo c’è, ma anche ora la Chiesa insegna che c’è, ovvero chi nella Chiesa non lo fà nasconde che esiste il Pericolo (il maiuscolo è d’obbligo) che può portare a far sì che noi se non ci alimentiamo in continiuazione della Grazia Santificante alla fine lo preferiamo a Gesù rifiutando la Sua Misericordia fino alla fine. si legga cara Sara come questo “mistero d’iniquità” lo definisce Paolo VI(che non è certo un Lefebriano e mi sembra che ha obbligato ad accettare la riforma liturgica, facendo anche piangere alcuni poveri sacerdoti (a San Pio concesse la facoltà di celebrare col rito di sempre, ma perchè questo se non era un rito teologicamente corretto? ) un essere personale “pervertito e pervertitore” altro che mito preconciliare .. . nel Catechismo di Giovasnni Paolo II, quando Ratzingher era Prefetto.. , non cambia una virgola.
        vede , il pericolo è quello di non sapere che satana è estremamente pericoloso (specie nella tentazione) e di lasciarsi abbindolare credendo che fare il bene non è gratificante.. e che tutto sommato, fare il male non è poi così pericoloso perchè c’è la Misericordia Infinita.. che ci obbligherebbe comunque a finire in Paradiso alla fine, e che la Giustizia di Dio era un concetto del Medio Evo per far paura agli allocchi ignoranti…
        ma mi chiedo e chiedo: che Paradiso sarebbe se fossi “obbligato” comunque ad amare DIO???, ed in eterno per giunta?? in definitiva l’inferno è “Giustizia” proprio perchè essendo noi esseri creati ad immagine di Dio, siamo esseri LIBERI di rifiutarlo eternamente e la Giustuizia di Dio non può ledere la nostra “natura” proprio nell’attributo più modellato a Sè.
        che ne è derivato a non parlarne più? che la terra stà diventando una propaggine visibile , nel tempo, dell’inferno invisibile, eterno..(cronaca di ogni giorno) che non è ne vuoto ne mai si svuotera se uno sceglie, per odio a Dio, volontariamente di finirvi.. . le consiglkio Asia News su Radio Maria (lunedì ore 21)e vedrà se per i cristiani in certi paesi non c’è l”inferno umano”: d’accordo che poi andranno in Cielo ma… .
        lo studio della storia è importante. buone cose. bruno

        • Sara scrive:

          Sullo studio della storia condivido, infatti ci ho preso una laurea!!
          Sul resto ho già chiarito di non imputare le persecuzioni naziste al preconcilio, mi pare onesto fare lo stesso con l’aborto selettivo nella Cina comunista.
          Sul fatto che in questi decenni ci sia stata la pace lo vedo come un segno anche di una predicazione “buonista” , quella di cui in ampie zone del mondo ancora in mano ai fondamentalisti manca, e quella che voi vorreste liquidare tanto rapidamente anche da noi.
          Ma la pace è dono fragile e prezioso e va tutelato.

          • Sara scrive:

            Con la Cina comunista del post concilio scusate.

          • stefano scrive:

            Cara Sara, questa teoria secondo cui la predicazione buonista della Chiesa avrebbe garantito al mondo decenni di pace è davvero interessante. Di fatto rivoluziona la convinzione – evidentemente falsa – che la pace seguita alla conclusione della II Guerra Mondiale si reggesse sull’equilibrio del terrore. Insomma, quella che ritenevamo essere la pace come la da il mondo, era in realtà la pace che ci ha lasciato Gesù. Chissà com’è potuto succedere allora che, quando sono poi caduti blocchi, nonostante il buonismo avesse ormai raggiunto il climax, s’è scatenato l’inferno. Mah, sarà come diceva Voltaire: se la realtà smentisce la teoria, tanto peggio per la realtà.

          • Sara scrive:

            In che senso si è scatenato l’inferno? Ha un carrarmato davanti a casa sua? Un aereo la sera sgancia bombe sopra la sua testa?

        • Sara scrive:

          Se invece si riferisce ai cristiani in zone come già ho detto in mano a fondamentalisti le vorrei ricordare che la risposta in ogni caso è una sola, una sola la strada da perseguire.

          http://www.youtube.com/watch?v=-coKlbTU6nM&feature=related

          • stefano scrive:

            No, per fortuna casa mia ancora non ha subito danni. Però, a meno che tu non sia stata ibernata negli ultimi 20 anni, penso troveresti offensivo da parte mia un elenco di tutte le guerre scatenate nel mondo dalla caduta del muro a oggi e le rispettive cifre dei morti, soprattutto tra le popolazioni civili. E mi limito a quelli che fanno ancora notizia. I cristiani ormai non fanno neppure più notizia. Se non ti sei accorta che da allora si è scatenato l’inferno e che il mondo ora si trova sull’orlo della distruzione totale, non saranno certo le mie parole a ridonarti la vista.

          • Sara scrive:

            Vietnam e Corea non hanno beneficiato dell’equilibrio del terrore mi pare.
            Per il resto pensa che prima di 20 anni fa nel resto del mondo ci fosse la Pace?
            Diciamo che la bolla fortunata sono questi decenni di buonismo europeo, ma si stanno dando da fare con nazionalismi e secessionismi per farlo finire.

    • Cherubino scrive:

      ha perfettamente ragione Sara, ed è inutile buttarla in litigio per scantonare una semplice ovvia verità: le maggiori atrocità del ’900 sono avvenute prima del Concilio Vaticano II. Ora, come non è colpa della Chiesa pre-conciliare, a MAGGIOR ragione i totalitarismi non possono essere colpa della Chiesa post-conciliare.

  54. Reginaldus scrive:

    ora i moderni campioni della moderna chiesa non sapendo a che santi più appoggairsi si danno a citare addirittura San Tommaso d’Aquino, con specificazione commovente di parte libro questione articolo …. Esilarante!

    • minstrel scrive:

      E’ esilarante chiarire che all’art. 19 della summa teologica non c’è mai arrivato?

      • Reginaldus scrive:

        c’era bisogno di arrivare all’articolo 19 della Summa T. per capire che San Tommaso non è proprio arruolabile come sostegno delle nuove idee vaticansecondesche???

        • Reginaldus scrive:

          e poi, minstrel,
          provi ad arrivare alla Parte Prima, questione 2, articolo 3 della Summa Th., e veda un po’ se la lectio di San Tommaso sulle 5 Vie si armonizza con quella impartita dal papa teologo intellettuale professore secondo la quale credere che Dio esista è una semplice possibilità (come da omelia del 6 Aprile 2006 ai giovani di Roma e più sopra riportata – post dell’11 maggio ore 14.56 – e sulla quale vanamente ho chiesto qualche commento…) – E se non c’ è armonia tra i pensieri delle due lezioni, sulla questione che è fondamento di tutto il discorso cristiano, che armonie e concordanze andiamo a cercare in san Tommaso??? Citarlo con iniziali e numeri e virgole fa certo una qualche impressione, ma a che scopo???

          • minstrel scrive:

            Qui quello che lei mette come conclusione è l’inizio di otto ore di lezione subito dopo la prova di Anselmo.
            Alla fine del corso comprenderà come la filosofia è avanzata nei secoli approfondendo le intuizioni di Tommaso e superando financo Kant verso posizioni tutt’altro che superficiali come quelle della Vanni Rovighi o di Marino Gentile.

    • Eremita scrive:

      Il problema non è essere un conservatore o progressista, ma essere conservatore o progressista incolto.

      • Reginaldus scrive:

        ohhhh!

      • stefano scrive:

        … che per un progressista è aggravante inescusabile (scusi Reginaldus, non era per lei, ma non ho saputo resistere all’assist).

        • Eremita scrive:

          “Incolto” era un eufemismo.

          • Reginaldus scrive:

            Certo, incolto ignorante sprovveduto incapace di intendere minorato psicolabile- quando non infame e squallido… tutto va bene, sotto eufemismo e fuori eufemismo: lo diceva anche quel corto di mente di san Pio X quando denunciava e svelava il gioco da bari dei signori intelligentoni moderni, che come sono pronti a “ricoprire di encomi” chi si acconcia a dar loro ragione in qualsivoglia ponzata del loro ingegno, allo stesso modo “trattano da ignoranti”chiunque a loro si opponga…

            “Oh! Veramente ciechi e conduttori di ciechi, che, gonfi del superbo nome di scienza, vaneggiano fino al segno di pervertire l’eterno concetto di verità e il genuino sentimento religioso: “spacciando un nuovo sistema, col quale, tratti da una sfrontata e sfrenata smania di novità, non cercano la verità ove certamente si trova; e disprezzate le sante ed apostoliche tradizioni, si attaccano a dottrine vuote, futili, incerte, riprovate dalla Chiesa, e con esse, uomini stoltissimi, si credono di puntellare e sostenere la stessa verità” (Gregorio XVI, Lett. Enc.”Singulari Nos”, 25 giugno 1834).

  55. Cherubino scrive:

    “L’Anno della Fede, il ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II 50 anni fa, deve essere per noi un’occasione di annunciare il messaggio della fede con nuovo zelo e con nuova gioia. Lo troviamo naturalmente in modo fondamentale e primario nella Sacra Scrittura, che non leggeremo e mediteremo mai abbastanza. Ma in questo facciamo tutti l’esperienza di aver bisogno di aiuto per trasmetterla rettamente nel presente, affinché tocchi veramente il nostro cuore. Questo aiuto lo troviamo in primo luogo nella parola della Chiesa docente: i testi del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica sono gli strumenti essenziali che ci indicano in modo autentico ciò che la Chiesa crede a partire dalla Parola di Dio. E naturalmente ne fa parte anche tutto il tesoro dei documenti che Papa Giovanni Paolo II ci ha donato e che è ancora lontano dall’essere sfruttato fino in fondo.”

    Parola di papa Benedetto XVI !!!

  56. Cherubino scrive:

    SALUTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AD UNA DELEGAZIONE DEL CONGRESSO EBRAICO LATINO-AMERICANO

    Sala dei Papi – Giovedì, 10 maggio 2012

    Cari amici ebrei,

    Sono molto lieto di dare il benvenuto a questa delegazione del Congresso Ebraico Latino-Americano. Il nostro incontro è particolarmente significativo, poiché voi siete il primo gruppo che rappresenta organizzazioni e comunità ebraiche in America Latina che incontro qui in Vaticano. In tutta l’America Latina, e specialmente in Argentina e in Brasile, ci sono comunità ebraiche dinamiche, che vivono insieme a una grande maggioranza di cattolici. A partire dagli anni del concilio Vaticano II, le relazioni tra ebrei e cattolici si sono rafforzate anche nella vostra regione, e ci sono diverse iniziative che continuano ad approfondire la reciproca amicizia.

    Come sapete, il prossimo mese di ottobre si celebra il cinquantesimo anniversario dell’inizio del concilio Vaticano II, la cui Dichiarazione Nostrae Aetate continua a essere la base e la guida dei nostri sforzi per promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione tra le nostre due comunità. Questa Dichiarazione non solo assunse una netta posizione contro ogni forma di antisemitismo, ma gettò anche le basi per una nuova valorizzazione teologica del rapporto della Chiesa con l’ebraismo, e mostrò la sua fiducia nel fatto che l’apprezzamento dell’eredità spirituale condivisa da ebrei e cristiani avrebbe portato a una comprensione e a una stima reciproca sempre più grandi (n. 4).

    Nel considerare i progressi compiuti negli ultimi cinquant’anni di relazioni ebreo-cattoliche, in tutto il mondo, non possiamo fare a meno di rendere grazie all’Onnipotente per questo segno evidente della sua bontà e della sua provvidenza. Con la crescita della fiducia, il rispetto e la buona volontà, gruppi che inizialmente si relazionavano con una certa sfiducia, poco a poco sono diventati interlocutori fiduciosi e amici, persino buoni amici, capaci di far fronte insieme alla crisi e di superare i conflitti in modo positivo. Certo resta ancora molto da fare nel superamento degli ostacoli del passato, nella promozione di migliori relazioni tra le nostre due comunità, e nella risposta alle sfide che i credenti affrontano sempre più nel mondo attuale. Tuttavia è un motivo per cui rendere grazie il fatto che siamo impegnati a percorrere insieme il cammino del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione.

    Cari amici, in un mondo sempre più minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali, che sono quelli che possono garantire il rispetto della dignità umana e la pace duratura, un dialogo sincero e rispettoso tra religioni e culture è fondamentale per il futuro della nostra famiglia umana. Nutro la speranza che questa visita odierna sia fonte d’incoraggiamento e di fiducia rinnovata al momento di affrontare la sfida di costruire vincoli di amicizia e di collaborazione sempre più forti, e di rendere testimonianza profetica della forza della verità di Dio, della giustizia e dell’amore riconciliatore, per il bene di tutta l’umanità.

    Con questi sentimenti, cari amici, chiedo al tre volte Santo di benedire voi e le vostre famiglie con abbondanti doni spirituali e di guidare i vostri passi lungo il cammino della pace.

    Shalom elichém.

    • bruno scrive:

      grazie della segnalazione che ho scaricato.
      veda sopra le scuse ore 15.31. bruno

    • Reginaldus scrive:

      la baggianata del MITO (Neusner ) continua… Chissà che non si mettano d’accordo per una messianicità di Cristo al 50%!

      • minstrel scrive:

        Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea erano con molta probabilità ebrei DEL SINEDRIO (cfr. leizoni di Barbaglia). Come la mettiamo?

        • Reginaldus scrive:

          « En eux [les juifs ] s’accomplit donc cette terrible parole : “Celui qui aura blasphémé contre le Saint-Esprit, il ne lui sera pardonné ni dans ce siècle, ni dans le siècle futur [Matth. XII, 32]”. La synagogue court à la malédiction. Obstinée dans son erreur, elle ne veut rien écouter, rien voir ; elle a faussé à plaisir son jugement : elle a éteint en elle la lumière de l’Esprit-Saint ; et on la verra descendre tous les degrés de l’aberration jusqu’à l’abîme. Lamentable spectacle que l’on retrouve encore trop souvent de nos jours, chez ces pêcheurs qui, à force de résister à la lumière de Dieu, finissent par trouver un affreux repos dans les ténèbres ! » (Dom Guéranger dans L’année liturgique, commentaire du 1er dimanche de la Passion).
          PS _ a minstrel: ebrei, non ‘giudei della sinagoga’. E per questo anche Cristo è Ebreo, e Sua madre, e Pietro e Paolo, il convertito dalla Sinagoga…

        • Reginaldus scrive:

          ma Nicodemo non è quello che andò da Gesù di notte perché quelli del SINEDRIO non lo scoprissero???? e perché nascondersi??? Mah!

          • minstrel scrive:

            Perché in minoranza nel sinedrio? Ipotesi di lavoro eh.

          • Reginaldus scrive:

            perché NASCONDERSI?????? Quando ti nascondi, significa che hai paura: paura di quelli che non sopportano dissensi di minoranze!

  57. Antulio scrive:

    Oggi è stata aperta la tomba del criminale De Pedis, così caro ad alcuni altri prelati. Oltre ai sui resti ne sono stati trovati altri: vedremo di chi si tratta.

  58. Marius Augustin scrive:

    Das Schreiben von den drei Bischöfen Richard Williamson, Bernard Tissier de Mallerais und Alfonso de Gallareta an Bernard Fellay geschah, bevor es eine Kehrtwende gab, daher kann man davon ausgehen, dass Ihre Bedenken nochmals auch von Bischof Fellay an höchster Stelle vorgetragen und mit eingearbeitet werden, mir als traditionellen Gläuben ist kein Schriftstück von Bernard Tissier de Mallerais und Alfonso de Gallareta bekannt, in dem diese erklären im Falle eines Abkommens der Priesterbruderschaft mit Rom diese zu verlassen, bekannt ist sowas nur von Richard Williamson, der aber momentan eh total ruhig gestellt ist. Auch ich bin für die Einigung und möchte nochmal die Worte von Pater Franz Schmidberger in Erinnerung rufen: “Falls diese zustande käme, würde sie alle bewahrenden Kräfte in der Kirche bedeutend stärken; im anderen Fall würden diese eher geschwächt und entmutigt werden. Es geht also in erster Linie nicht um unsere Bruderschaft, sondern um die Kirche.

    Marius Augustin, Poing, Germany

  59. Reginaldus scrive:

    Parole di Fellay, l 2011:

    « … nous savons que quand nous traitons avec l’Eglise, nous avons affaire avec Dieu, avec la divine Providence, et nous savons que cette Eglise est Son Eglise. Les hommes peuvent perturber, détruire. Ils peuvent mettre de l’agitation, mais Dieu est au-dessus de cela, et Dieu sait comment diriger son Eglise sur des lignes droites…”

    « De la part de Rome, il nous manque la clarté ; nous voudrions que Rome devienne de nouveau le phare de la vérité ».

    « Il très important que la Fraternité porte ce témoignage, c’est même la raison de ces entretiens doctrinaux. Il s’agit vraiment de faire entendre à Rome la foi catholique »

    ALORS::
    - cette Eglise est l’ Eglise de Dieu
    DONC:
    – elle n’est plus le phare de la vérité,
    - parce qu’ elle n’ entend plus la foi catholique.
    BELLE LOGIQUE!
    La Mission de la Fraternité c’est alors “ de faire entendre à Rome la foi catholique”
    — capisco ora l’ ‘entente cordiale’ tra Ratzinger e Fellay: il primo essendoglisi spento il faro della verità si è rivolto a Fellay perché provveda lui, con la sua Fraternité, a riaccenderglielo —

    _Certo la filosofia “è avanzata nei secoli”( minstrel) : soprattutto nella sezione della logica ( ma quel ‘è avanzata ‘ che significa, che la filosofia è diventato una ‘avanzo’, un resto trascurabile del ragionamento umano, buona sola ad essere gettata????)

  60. Alberto Farina scrive:

    La cosa che mi ha colpito più negativamente di questa brutta vicenda è il fatto che il famoso preambolo sia stato tenuto segreto. Se si tratta di qualcosa che riguarda il patrimonio della fede, esso riguarda tutti i credenti e non solo quelli che se ne stanno asseragliati nei loro sacri palazzi cheportano avanti le loro trattative. In questo modo sembra che il testo sia stato tenuto segreto per evitare critiche di chi potrebbe non condividerlo dalla parte opposta a quella dei tradizionalisti. Bisognerebbe fare tutto alla luce del sole e non utilizzare questi mezzi che contraddicono palesemente lo stile evangelico.

    • stefano scrive:

      Mi scusi, ma mi chiedo come lei possa solo ipotizzare che quanto scritto nel preambolo possa essere materia di fede. E poi, nel caso, non sarebbe nel preambolo, ma, soprattutto, non sarebbe secretata.

      • Alberto Farina scrive:

        Il preambolo è “dottrinale”: dunque il suo contenuto inerisce senz’altro ai contenuti della fede. Che sia segreto è, a mio modo di vedere, scandaloso.

        • stefano scrive:

          Ma se è segreto, lei come lo sa?

          • Sara scrive:

            “In sostanza, il preambolo contiene la «professio fidei», la professione di fede richiesta da chi assume un ufficio ecclesiastico. E dunque stabilisce che va dato un «religioso ossequio della volontà e dell’intelletto» agli insegnamenti che il Papa e il collegio dei vescovi «propongono quando esercitano il loro magistero autentico», anche se non sono proclamati e definiti in modo dogmatico, come nel caso della maggior parte dei documenti del magistero. La Santa Sede ha più volte ripetuto ai suoi interlocutori della Fraternità San Pio X che sottoscrivere il preambolo dottrinale non avrebbe significato porre fine «alla legittima discussione, lo studio e la spiegazione teologica di singole espressioni o formulazioni presenti nei documenti del Concilio Vaticano II».”

            http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/lefebvriani-lefebvrians-lefebvrianos-14410/

          • Alberto Farina scrive:

            Certamente non si parlerà di come si cucina la pizza o di come si alleva un cane o altre cose del genere… non crede?

  61. er tripparolo scrive:

    ma ch’è aò?
    L’ultime anticipazione hanno messo in fuga li tradiprotestanti?
    E calato un silenzio….. pure sull’atri blogghe…..
    capisco, er rospo je duro da manna giù, cianno capito che cianno solo perso tempo…..

    • Eremita scrive:

      Ho letto il rimando a Disputationes, e poi sono corso in fretta a leggere qualche pagina dei Vangeli. A partire dal linguaggio, ma “che c’azzecca” il Vangelo con le Disputationes in questione? sono entrambi di pianeti così differenti…
      Masturbationes Theologicae?

  62. Antulio scrive:

    Si vocifera che che il criminale genetico De Pedis, uomo del vaticano, dopo la cremazione andrà al Verano, il cimitero monumentale, nientemeno: privilegio ancora non da poco. Talché risorge la domanda di chi fosse in realtà il bel “Renatino”.

  63. Cherubino scrive:

    Come anticipato da agenzie di stampa, oggi si è riunita la Sessione ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è stata discussa anche la questione della Fraternità San Pio X. In particolare è stato esaminato il testo della risposta di mons. Bernard Fellay, pervenuta il 17 aprile scorso, e sono state formulate alcune osservazioni che saranno tenute presenti nelle ulteriori discussioni tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X. In considerazione delle posizioni prese dagli altri tre vescovi della Fraternità San Pio X, la loro situazione dovrà essere trattata separatamente e singolarmente.

    • vincenzo da torino scrive:

      Si delinea una scissione tra i lefreviani? Credo che sia la cosa migliore…Rientra , pur con alcune poche concessioni di tipo liturgico od arganizzativo, chi non pretende che sia la chiesa e il Concilio a dover cambiare!

      • Cherubino scrive:

        Pare anche che le risposte di Fellay non convincano del tutto la Congregazione per la Dottrina della Fede.
        Come sottolineato da Lombardi probabilmente serviranno ulteriori incontri, sempre che il papa non decida diversamente.
        Ma soprattutto è ormai chiaro che la posizione di Fellay non che valere per lui soltanto e per chi deciderà di seguirlo. In parole povere lo scisma non è affatto finito.

        • il maccabeo scrive:

          Sono d´accordo con Cherubino, lo scisma della FSPX non é affatto finito, soprattutto perché …. non é mai cominciato.
          Chi fa scisma é colui che si allontana dal Magistero di sempre per inventarsene uno tutto nuovo, su misura per il mondo e perció lodato e incoraggiato da esso e dai suoi anfitrioni.
          Non fa invece scisma chi si attacca al Magistero di sempre come …la cozza allo scoglio.
          Buona digestione.

          • stefano scrive:

            Maccabeo, scusa la correzione un po’ didascalica, ma lo scisma si ha quando non si riconosce più il Papa (per esempio lo scisma ortodosso, in cui però la dottrina non ha subito modifiche). Quindi, nel caso della divisione interna alla confraternita, si può parlare di scisma solo in senso traslato. Invece chi si allontana dal magistero non fa scisma, ma eresia.

          • il maccabeo scrive:

            gentile Stefano, vero “absolute loquendo”. Lo scisma nega prima di tutto, nell´ordine della perfezione, l´autoritá. Per fare ció peró utilizza lo scisma sempre un errore dottrinale (primo dunque nell´ordine della generazione) come ad es. una restrizione troppo angusta del ruolo esercitato dal Vescovo di Roma (ad es il celebre “primus inter pares” degli ortodossi), o una esagerazione di quello episcopale o di quello conciliare (vedi ad es. Conc. Basilea o le rimostranze gianseniste a Pistoia). O addirittura una negazione del carattere petrino: vedi lo scisma degli antiinfallibilisti di Döllinger.
            Nella fattispecie del post concilio poi chi nega pertinacemente il Magistero di piú Papi, come avvenuto per il Magistero preconcilio letteralmente buttato alle ortiche in nome di una nuova Pentecoste di stile montanista, ne nega almeno indirettamente l´autoritá.
            Chi poi in nome di quella nuova Pentecoste, come fanno ormai da anni le Conferenze Episcopali di mezzo mondo, insegna il contrario di quanto Roma afferma da sempre ad es. in materia di morale coniugale (si ricordino ad es. le reazioni delle Conferenze Episcopali nordeuropee ad Humanae vitae di Paolo VI) o in materia di ordinazioni sacerdotali come i “bravi” sacerdoti austriaci, vive nello scisma da tempo, anche se un decreto romano non é stato ancora emesso.
            Lo scisma, che é la disobbedienza al Maestro di sempre, e l´eresia, che é la disobbedienza al Magistero di sempre, sono insomma cause ad invicem. Non a caso gli ortodossi riconoscono oggi il divorzio. Ne gli antiinfallibilisti si sposano per caso…
            Essí, scisma ed eresia vanno sempre a braccetto.
            Anche tra le fila di cattolici che si credono adulti o che gridano “we are Church”.
            Senza poterlo provare.

          • stefano scrive:

            Caro Maccabeo, vedo che sei molto più ferrato di me in materia. Non voglio quindi arrischiare una replica per non peggiorare la situazione. Così mi imparo a fare il professorino con chi non conosco. Io che parlo ancora come mangio.

          • Cherubino scrive:

            ma erchè non parla con parole chiare ?
            Per lei Benedetto XVI è un finto papa, in realtà un vescovo scismatico, insieme a Giovanni Paolo II, fino a Paolo VI e forse Giovanni XXIII.

            Invece chi sarebbe il vero papa ?

          • vincenzo da torino scrive:

            La storia della chiesa sul piano sia dottrinale come pastorale è imperniata sui Concilii e sul primato Pietrino. Si deduce che dopo ogni concilio era possibile, come in effetti alcuni casi vi sono stati, che un gruppo poteva uscire dalla chiesa come scismatico o come eretico. Oggi voi siete scismatici di fatto perchè non riconoscete l’autorità ne del papa regolarmente eletto , nè del Concilio e scomunicati, salvo per i vescovi parzialmente integrati, e quindi siete fuori dalla chiesa. Punto.
            Il suo è solo bizzantinismo incoerente per cercare di confondere le acque. La chiesa cattolica non si è ai sognata di rinnegare il magistero di più papi , diversamente di ogni concilio precedente dovrebbe valere lo stesso ragionamento,per quello succesivo. Poi alcuni esempi che ha citato non sono indice di scisma o eresia , per ora. Vi fregate con i vostri stessi ragionamenti. E’ un problema di… testa e superbia incredibile. Fate una vostra chiesa ed eleggete un vostro papa e la facciamo finita. Se non fosse che credo nella buona fede di troppi fedeli lefreviani, per lei e i vari vescovi , credo che sia meglio che non veniate ad agitare le acque nella chiesa cattolica, visto che di problemi ne ha già abbastanza. Con voi credo che sia impossibile intendersi, se sono tutti come lei. Mi dispiace, ma non vedo via di uscita alcuna. Ho l’impressione, mi consenta la battuta, che neanche lo Spirito Santo sappia che pesci pigliare con lei o voi!

  64. Sara scrive:

    Ma come fa una persona normale a districarsi tra lefebvriani, paralefebvriani, criptolefebvriani, sedevacantisti?
    La rete pullula dei loro blog all’inizio ci ero caduta pure io.
    Non sarebbe il caso che la Santa Sede cominciasse a dare qualche indicazione più chiara in merito? E’ vero che padre Lombardi ha detto non possiamo mettere il bollino ai siti, però bho, qualche linea guida.
    Così è la Babilonia.

  65. Sara scrive:

    Tenuto conto che alla congregazione della dottrina della sede (che mi pare ci capiscan) per districarsi devono parlare con i vescovi uno per uno separatamente, noi nel gran mare della rete come si fa ?

  66. Cherubino scrive:

    sembra che ormai Fellay conti sempre meno nella FSSPX. Il sito italiano infatti riporta questa dichiarazione del superiore:

    “come sapete la Fraternità San Pio X sta attraversando un periodo difficile. Dopo la pubblicazione, grave ed immorale, di lettere private fra tre vescovi ed il Consiglio Generale diretto dal nostro superiore, Mons. Fellay, la Congregazione per la Dottrina della Fede in data odierna (16 maggio), ha reso pubblico un comunicato stampa. Nel testo da una parte si manifesta la volontà di proseguire in “ulteriori discussioni tra la santa Sede e la Fraternità San Pio X”, dall’altra si afferma, in riferimento alla lettera dei tre vescovi, che: “In considerazione delle posizioni prese dagli altri tre vescovi della Fraternità San Pio X, la loro situazione dovrà essere trattata separatamente e singolarmente”.
    Questo modo di agire manifesta chiaramente l’intenzione di dividere la nostra Fraternità Sacerdotale nei suoi massimi rappresentanti. Per questo invitiamo tutti gli amici e fedeli ad intensificare le loro preghiere ed in particolare il S. Rosario, nella Crociata indetta dal nostro Superiore, perché la Fraternità San Pio X resti unita nella battaglia contro gli errori penetrati nella Chiesa.”
    http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=640:comunicato-del-superiore-di-distretto&catid=53:attualita&Itemid=50

    Ora, attribuire alla Chiesa la volontà di dividere la fraternità sacerdotale che ha recentemente mostrato di avere poca fraternità al suo interno, è un tentativo di minimizzare le pesanti lettere intercorse tra Fellay e gli altri tre vescovi. Lo stesso comunicato in fondo abbraccia le tesi dei tre vescovi, linkando la Lettera agli amici e benefattori n°78 di Fellay, in cui si leggono le solite accuse verso la Chiesa. Lettera che in effetti stride fortemente con le recenti posizioni “soft” dello stesso Fellay.

  67. il maccabeo scrive:

    Intanto, alla facciaccia di ogni fomentatore di divisione nella Fraternitá San Pio X, il Superiore di Francia invita alla Preghiera fono alla Pentecoste per Mons. Fellay, gli assistenti e i “nostri vescovi” in occasione del 25mo anniversario dalle Consacrazioni episcopali del 1988 :
    “…Implorons le Ciel pour notre Supérieur Général, pour ses Assistants, pour nos évêques afin que leur soit accordé les grâces de lumière et de force dont ils ont besoin pour demeurer fermes dans le bon combat de la Foi, en ces circonstances si difficiles. Nous devons une immense reconnaissance à nos quatre évêques et nous supplions le Bon Dieu, le 30 juin 2013, de nous donner la joie de leur fêter le beau jubilé d’argent de leur épiscopat….”

    Una data che fa ancora male al demonio, il quale sta chiaramente tentando il tutto per tutto e sta uovendo tutte le sue pedine a Roma come altrove.
    Ma é risaputo…”NON praevalebunt”.

    • Cherubino scrive:

      veramente le pedine ve le state muovendo da soli …
      Forse sarebbe meglio citare un altro testo:
      “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.” Marco 3,22

      • il maccabeo scrive:

        “Come può Satana scacciare Satana?”
        Lo chieda ai tremolanti pentecostali e carismatici figliolini del protestantesimo americano.

        • Cherubino scrive:

          tremolanti ? No davvero, stiamo perfettamente in piedi. Anzi, come dice un nostro canto:

          Los que esperan, los que esperan en Jesús
          Los que esperan, los que esperan en Jesús
          Como las águilas, como las águilas
          sus alas levantarán.
          Como las águilas, como las águilas
          sus alas levantarán.

          Caminarán y no se cansarán
          correrán no se fatigarán
          nuevas fuerzas tendrán,
          nuevas fuerzas tendrán,
          los que esperan,
          los que esperan en Jesús
          nuevas fuerzas tendrán,
          nuevas fuerzas tendrán,
          los que esperan,
          los que esperan en Jesús
          Los que esperan, los que esperan en Jesús
          Los que esperan, los que esperan en Jesús

  68. Fabio Sansonna scrive:

    Anche in CL si canta molto in spagnolo, e non perchè c’è don Carròn, già don Giussani aveva incominciato, anche perchè in Spagna CL da decenni aveva maturato una grande presenza.

    S, teresa d’Avila fu accusata di non obbedire al Concilio di trento.
    C’è sempre qualche persona insicura psicologicamente e spiritualmente , in ogni epoca, che prende i Concili come rassicurazione psicologica per le proprie incertezze esistenziali,e trasforma i suggerimenti dello Spirito dei Concili in regole e leggi rigide rassicuranti per se stessi utili solo per giudicare il prossimo, come spade impietose verso gli altri.

    Grazie a Dio S Teresa d’ Avila è santa e pure dottore della Chiesa e dimostra nella sua libertà autentica di aver capito e applicato il Concilio della sua epoca più dei difensori rigidi del Concilio stesso.

    • Cherubino scrive:

      vabbè, mò mettiamo santa Teresa con … i lefebvriani (si riferiva a loro, giusto?)
      Peccato che la prima fu solo “accusata” falsamente, e non dal papa, i secondi invece sono stati scomunicati e dichiarati contrari alla dottrina da qualche pontefice (3 per l’esattezza) e decenni di Congregazione per la dottrina della fede.
      Ma che vuole che sia una scomunichina, qualche papa e un po’ di vescovi …

      Sminuite sminuite, prima o poi qualcuno ci crederà…

      • Fabio Sansonna scrive:

        No, evidentemente no, legga meglio, stavo parlando di Cl e poi applicare il 21-esimo Concilio non è certo tra gli obiettivi esplisiti dlla FSSPX.
        L’associazione con Santa Teresa mi è venuta per i canti spagnoli , ho pensato a “Nada te turbe “.
        CL è falsamente accusata di non applicare il Concilio numero 21 perchè si canta ancora in latino e obbedisce più al Papa che ai vescovi locali, entrambe xchiare indicazioni del vero Concilio Vaticano II.
        Purtoppo una falsa concezione del Concilio è dura a morire, una concezione che vorrebbe un popolo cristiano in conflitto tra obbedienza al vescovo o al Papa, ritendendo l’obbedienza al Papa un residuo del Medioevo, dell’epoca preconciliare. Il vescovo è colui che porta la parola del Papa nella sua Diocesi , non colui che la censura , la trascura o addiritttura la contesta o dice il contrario. Se il vescovo è in sintonia col Papa per il opolo cristiano non esiste nessun problema. Pensino i vescovi che non agiscono da altoparlanti del Papa nella loro diocesi a quanto danno e confusione creano nelle anime !
        Questa è una concezione non solo anticonciliare , ma anche anticattolica e purtoppo è la più diffusa ancora oggi.

        • Cherubino scrive:

          ah bè, se parlava di CL …
          Però di CL si dicono tante cose senza tenere conto che a livello locale sono le persone che fanno il gioco e non le regole del movimento o dell’associazione.
          Quindi quelle accuse possono essere talvolta vere e talvolta false.
          Quanto poi al diosbbedire al vescovo in nome di una presunta e autovalutata obbedienza al papa, è un principio del tutto scorretto e contrario al diritto canonico, che è la Legge nella Chiesa.
          Quando il papa vorrà cambiarlo ovviamente potrà benissimo farlo, ma finoa quando il papa lascia il diritto attuale non è lecito farsene uno proprio.
          Il protestantesimo strisciante sta proprio in queste autogiustificazioni.

          • Fabio Sansonna scrive:

            “Quanto poi al disobbedire al vescovo in nome di una presunta e autovalutata obbedienza al papa, è un principio del tutto scorretto e contrario al diritto canonico, che è la Legge nella Chiesa.” Del tutto d’accordo, ma legga bene quello che scrivo prima di rispondere d’istinto quello che lei ha già in mente , io non ho mai parlato di disobbedire al vescovo, nè che esista una qualche possibilità di autogiustificazione ner farlo, nè tanto meno l’ha mai fatto don Giussani , anzi. (Il problema casomai riguarda il caso Medjugorie, dove la diosobbedienza ai vescovi locali è ritenuta da alcuni del tutto giustificata in base ad autovalutazioni, e questo è un vero problema per il riconoscimento delle apparizioni). Il suo ragionamento è dunque aprioristico e non riguarda in nessun caso nel mondo la realtà di CL che è al servizio dei vescovi. Infatti le accuse in tal senso a CL sono del tutto infondate , non si è mai verificato che un vescovo potesse concretamente dire che CL abbia disobbedito nella sua Diocesi. Il bersaglio delle sue considerazioni sul diritto canonico non è quindi CL e non può esserlo e questo sia chiaro . Nessuna autovalutazione , questo non è mai accaduto in CL. Ma solo il vivcere a fondo il proprio carisma già riconosciuto valido dall’autorità della Chiesa di Roma , e viverlo come dono al vescovo. Il problema di conflitto di coscienza è proprio invece in chi accusa falsamente CL di questo , dimostrando di non aver mai valutato i fatti oggettivi, e non aver capito nè CL, nè il vero valore cattolico della figura del vescovo (anche se ne idolatra uno per motivi di convenienza personale in quel momento) , non avendo capito il valore autentico del vescovo quello autentico, come lo enuncia il Concilio numero 21 e tutta la Tradizione.
            Il problema sta in coloro che pur vantando un spirito post conciliare hanno una visione della Chiesa ancora pre conciliare, legata a particolarismi e localismi ( e poi magari criticano la Lega Nord in campo politico !!!!! loro che sono i leghisti in campo clericale), localismi che nell’epoca pre conciliare avevano senso , oggi sempre meno, per come è cambiata la società.
            La realtà dei movimenti è un dato di fatto, il Diritto Canonico del 1983 lo conferma, e sono anacronistici e antiecclesiali coloro che invocano nelle Diocesi una “verifica ” della realtà dei movimenti che sono già stati verificati e approvati dalla Santa Sede in consonanza col nuovo codice.
            Se i vescovi obbediscono al Papa , ripeto , non esisterà mai nessun problema per nessuno in nessuna diocesi. Se i contrasti nascono nelle coscienze vuol dire che qualcosa non è in sintonia, in comunione tra il nuovo che dal Concilio è emerso , cioè i movimenti, i vescovi e il Papa. I vescovi non possono avere una visione pre conciliare nelle loro Diocesi e pensare che tutto ruoti solo ed esclusivamente intorno alle parrocchie e si concepiscano come manager di parrocchie, il Concilio ha detto chiaramente che la realtà ecclesiale locale è più ampia delle parrocchie, e i movimenti ne sono una grande testimonianza. Solo che, piaccia o non piaccia ai vescovi, i movimenti sono approvati dalla Santa Sede e non dagli Ordinari e di questo occorre prendere atto. Con buona pace di tutti.
            E la colpa spesso non è degli Ordinari, ma soprattutto di coloro che si legano in modo puramente clericale ad un Ordinario particolare per motivi individuali dei più vari, e non capiscono neanche di trovarsi davanti ad un vescovo ., cioè una figura ecclesiale che ha un valore che trascende la loro convenienza immediata. Come i movimenti sono approvati dalla Santa Sede , anche i vescovi sono nominati dal Papa, e se non altro per questo riferimento vescovi e movimenti assieme dovrebbero guardare insieme verso il Papa.
            I particolarismi e i localismi oggi più che mai sono anacronistici , residui dell’epoca pre conciliare in cui erano fisiologici, oggi non lo sono più. Ma si sa , dell’epoca pre conciliare si dice tutto e il contrario di tutto, ma alla fine quando fa comodo si prende senza troppe remore quello che serve per il proprio potere.

          • Cherubino scrive:

            e no signor Sansonna, non rigiri la frittata !
            Ta nto per cominciare non tiri in ballo CL per dare forza alle sue tesi, che non è per niente detto che siano quelle di CL. Lei rappresenta se stesso e il mio post è riferito a lei a non a CL, di cui ho già parlato in termini positivi.
            Quanto a lei, se l’italiano ha ancora un valore si rilegga, prima di scrivere per difendere ciò che è indifendibile.
            E’ lei che dice che “CL è falsamente accusata di non applicare il Concilio numero 21 perchè si canta ancora in latino e obbedisce più al Papa che ai vescovi locali”.
            Lei non usa un verbo al condizionale, e pone quella frase dopo l’altra del canto in latino. E’ del tutto chiaro che lei afferma come fatto positivo che “si obbedisce al più al papa che al vescovo locale”. A nulla serve poi l’attribuire questa opposizione agli altri , perchè è sempre lei che sottolinea che cantare in latino e obbedire più al papa che al vescovo locale sono “chiare indicazioni del vero Concilio Vaticano II”. Cosa ovviamente del tutto distorta.
            Quindi, la conseguenza logica della sua esplicita affermazione, che si deve obbedire più al papa che al vescovo locale, è che ognuno deve valutare se il vescovo locale obbedisce al papa, secondo la propria personale valutazione, e decidere se obbedirgli oppure no.
            Il punto è proprio che non c’è quella alternativa nella Chiesa. Il conflitto “se obbedire al papa oppure al vescovo” è una falsa ipotesi. Perchè se il vescovo è nella legittima potestà gli si deve obbedienza e basta, perchè se è in quella posizione è il papa stesso che ce lo lascia. Se si avesse il dubbio che il papa non sia informato a sufficienza (e già questo denota sfiducia nel papa), si ricorre agli organi giursdizionali della Chiesa, ma intanto si continua ad obbedire al vescovo.
            Insomma, se “ci sono giudici a Berlino”, come dice un famoso detto, a maggior ragione ce ne sono nella Chiesa. E lei non è uno di essi.

          • stefano scrive:

            Caro Fabio, mi consenta di correggere quanto lei ha affermato sopra a proposito di Medjugorie. La competenza sulle apparizioni è stata da tempo avocata a Roma, per cui i Vescovi locali sono ormai canonicamente esonerati da ogni giudizio sui fenomeni. Uno dei motivi è che le apparizioni non sono più – ormai da anni – legate al luogo, ma ai veggenti, e di fatto avvengono in tutto il mondo (anche sull’aereo). Nelle more del giudizio finale – che ovviamente non potrà essere emesso fintanto che il fenomeno continua – la Santa Sede ha consentito il culto e i pellegrinaggi organizzati privatamente – cioè non dalle Diocesi – e sotto la guida pastorale di sacerdoti. Il problema per il riconoscimento delle apparizioni legato al parere contrario dei Vescovi locali che lei paventava, è pertanto destituito di ogni fondamento. Un saluto fraterno.

          • Cherubino scrive:

            è errato quanto lei dice: la Chiesa ha ammesso i pellegrinaggi al santuario come del resto è per qualsiasi altro santuario, e NON il culto alla “signora di Medjugorie”. Quindi come luogo di preghiera (del resto è una chiesa) e non di apparizioni.

          • stefano scrive:

            Allora Cherubino, visto che non siam mica qui a curare gli orecchioni a Dumbo, e neanche a smacchiare i leopardi, le fornisco questa trascrizione direttamente dalle disposizioni della Santa Sede su Medjugorie (a firma del Card Bertone): “Infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali”. Inoltre la informo che la “Signora di Medjugorie” non esiste. La Vergine là si presenta con il titolo di Regina della Pace.

          • Cherubino scrive:

            le consiglio un buon corso di lettura ragionata: il fatto che si parli di “culto mariano” è indicativo che si limita il pellegrinaggio ad una venerazione verso Maria SENZA ALCUN EPITETO DISTINTIVO e quindi senza alcun riferimento a presunte apparizioni. In sostanza la chiesa di Medjugorie è uguale a qualsiasi chiesa dedicata a Maria, senza riferimento ad apparizioni. C’è ad esempio a Milano una parrocchia dedicata alla Madonna di Lourdes, che ha lo stesso valore della chiesa di Medjugorie.
            Quanto alla signora di Medjugorie, è l’unico nome corretto, dato che non c’è alcun documento della Chiesa che riconosca una “Madonna di Medjugorie” e quindi è prudente non chiamare in tal modo quelo fenomeno che lì accade e che può avere ben altra origine.

          • stefano scrive:

            Come si vede che lei non c’è mai stato!

          • stefano scrive:

            P.S.: la Chiesa di Medjugorie non è dedicata a Maria, ma a S.Giacomo patrono dei pellegrini.

          • Cherubino scrive:

            sono stato molte volte a Lourdes.

          • stefano scrive:

            Me ne rallegro. Allora suggerirei di augurarci la pace. La saluto fraternamente.

          • Cherubino scrive:

            il fatto che non sia “intitolata” a Maria non cambia nulla: non è riconosciuta come luogo di apparizioni, ma di semplice culto mariano come si può fare in migliaia di altri posti.

          • stefano scrive:

            Le ho già augurato la pace quindi non voglio indispettirla, ma se Medjugorie è diventato un luogo di culto mariano è solo perché quello è il luogo delle apparizioni. Che queste non siano state ancora ufficialmente riconosciute va da sé, dal momento che sono ancora in corso. La Chiesa non può dire di più allo stato attuale, ma è altrettanto evidente che dopo più di 30 anni di apparizioni quotidiane e di esame dei veggenti e dei frutti dell’albero, la Chiesa non ha potuto esprimere un parere negativo, anzi ha autorizzato i pellegrinaggi. Questo non può non essere interpretato come un segno di qualcosa di molto importante. Se la Madonna viene da così tanto tempo, non possiamo aspettare che se ne vada per rispondere alla sua chiamata. Non si può rimanere così spiritualmente frigidi. E’ ovvio che dopo sarà troppo tardi.

        • Cherubino scrive:

          quanto alla Messa, non mi risulta che CL la dica in latino. Ad esempio, in Università Cattolica, dove spesso la messa è animata e seguita dai ciellini, si fa una normalissima messa in Novu Ordo, con in latino solo le parti come ad il Santo, l’Agnello di Dio, magari il Padre nostro, il Miserere… ma il cuore della Messa, ossia la Preghiera eucaristica e la liturgia della Parola, e il resto sono in italiano. Questo non è “dire la Messa in latino”.

          • Cherubino scrive:

            cosa vuole dire ?
            Non mi è mai capitato di sentire Messa in Cattolica in rito straordinario, eppure non è raro che mi fermi per la Messa.
            In ogni caso si parlava delle Messe seguite dai ciellini, e le posso assicurare che la Messa del mattino seguita da molti di loro è in Novus Ordo.

          • Sara scrive:

            Ogni tanto nominano la Cattolica su messainlatino e ci ho badato.
            Comunque da quello che leggo qui pare che non sia un fatto insolito ,

            Santa Messa tradizionale in Università Cattolica

            Aderendo volentieri alle richieste pervenute, si segnala per coloro che condividono la predilezione per la liturgia tradizionale in latino che, in applicazione del motu proprio Summorum Pontificum del Santo Padre Benedetto XVI, con sollecitudine pastorale il Rev.do Mons. Prof. Sergio Lanza, Assistente Ecclesiastico Generale del nostro Ateneo, ha autorizzato da tempo la celebrazione mensile nella Cappella S. Cuore di una Santa Messa con il rito tradizionale romano (detto “Tridentino”). La prossima Santa Messa sarà celebrate alle ore 18 di mercoledì 23 maggio. Per eventuali informazioni rivolgersi agli indirizzi:”

            http://docenti.unicatt.it/web/bacheca.do?cod_docente=01638&language=ITA&section=bacheca#ID_avviso_11922

          • Cherubino scrive:

            la Cattolica cerca di essere pluralista, come è giusto sia per un ambiente di ricerca. Quindi è normale che vi sia spazio per la richiesta di chi desidera la Messa nel rito straordinario. Resta il fatto che si tratta di una minima minoranza e che tra docenti e studenti l’interesse per il rito straordinario si conta sui decimali di punto percentuale, se non meno.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Infatti , legga bene , non ho scritto che in CL si celebra la Messa in latino , ama che si canta in latino !
            Evidentemente lei ha risposto per quello che aveva in mente prima di leggere.
            Può succedere .

          • Fabio Sansonna scrive:

            “CL è falsamente accusata di non applicare il Concilio numero 21 perchè si canta ancora in latino …”

            ho scritto si canta ….non ” si celebra “

  69. Fabio Sansonna scrive:

    Don Giussani ha sempre detto che la categoria della possibilità è la forma più alta dell’uso ella ragione.
    Perchè giudicare tutto prima del tempo ? diceva S Paolo.

    Se mons Fellay stabilirà una piena comunione con la Santa Sede c’è da gioire e basta, quello che succederà poi… magari lui stesso scoprirà cose nuove che sono anche antiche (perchè la FSSPX non è la detentrice esclusiva delle cose antiche del cattolicesimo, molti aspetti vivi della Tradizione loro li hanno persi inancrenendosi nella polemica degli utlimi decenni) e magari anche altri nella Chiesa scopriranno grazie a loro cose antiche che per loro saranno nuive e li aiuteranno nel cammino di fede.
    In tutte queste polemiche mi spiace dirlo mancano la Speranza per il bene futuro nella Chiesa, e lo sguardo diretto verso Cristo e il Papa.

  70. andre scrive:

    Io li farei entrare tutti, compresi i nazifascisti che ci sono tra loro.
    Ci penserà lo Spirito Santo a convertirli.

  71. Eremita scrive:

    Non ho mai capito perché ad alcuni non basti essere cristiani tout court, ma sentano il bisogno irrefrenabile di intrupparsi in qualche sottospecie separata in lotta feroce con le altre suddivisioni.

  72. andre scrive:

    no è mio…non è forse un dato oggettivo ed incontestabile che tra i lefevriani ci sono ALCUNI nazifascisti? capisco che per alcuni Enzo Bianchi è fuori dalla Chiesa e invece i lefevriani sono il prototipo di cattolico modello, ma mi spiace deludervi: Enzo Bianchi è nella Chiesa e per ora i lefevriani sono fuori..se poi vi dà fastidio che Enzo Bianchi sia nella Chiesa, fate un esposto alla Congregazione per la dottrina della Fede sia contro di lui, ma forse anche contro Benedetto XVI che avendolo voluto al Sinodo dei vescovi del 2008 come esperto della Parola di Dio forse è anch’egli ottenebrato dal fumo di Satana..

    • stefano scrive:

      Alcuni cattolici mi ricordano le casalinghe sull’orlo di una crisi di nervi. Sempre a provocare, ma guai a prenderli in giro.

      • Eremita scrive:

        Stefano, ma allora si faccia capire meglio, non sappiamo mai quando scherza o parla sul serio.

      • Eremita scrive:

        Prendere in giro va bene, ma almeno confronti gli scritti di Enzo Bianchi e convenga su di un fatto: anche se Lei non si trova d’accordo sul contenuto, sono scritti seri, a differenza dei deliri settari dei lefevbriani.

        • Eremita scrive:

          Quanto al successo numerico dei lefevbriani, che poi è da pesare meglio, è spiegabile facilmente senza ricorrere alla teologia: nella società la percentuale di masochisti è molto maggiore dei sadici, e quindi organizzare un movimento come quello è un fatto naturale: i pochi sadici al comando come vescovi e superiori, gli altri masochisti come preti e fedeli, con un mix intermedio di sadomasochisti. Oh, stavo scherzando, se non l’ha capito ancora.

        • stefano scrive:

          A me Enzo Bianchi sta anche simpatico e apprezzo molte cose che dice. Altre che ho letto – sicuramente perché astratte dal contesto, ma non ho approfondito – mi hanno provocato una reazione di orripilazione (quando ti si rizzano i peli sulle braccia). Ma questo non è un problema, succede a tutti di spararla grossa. Ciò non cambia il mio giudizio sulle persone, che è sempre benevolo. Quello che mi urta è quando – soprattutto in ambito cattolico – qualcuno mi riporta indietro agli anni peggiori della mia vita (gli anni settanta) e con sussiego comincia a dare del nazifascista a chi gli pare e piace, sicuro con ciò di trovarsi al riparo da ogni reazione.
          P.S.: prendere un po’ in giro (benevolmente) è la mia caratteristica. Spero nessuno se ne abbia amale. Buona Domenica.

          • Cherubino scrive:

            bè, però che vi siano nazifascisti in giro, anche nei blog, che fanno propaganda usando i temi “tradizionalisti” non è un’invenzione, ma una triste realtà.

  73. andre scrive:

    Ribadisco: io non do del nazifascista a chi mi pare e piace, infatti ho detto ALCUNI.
    Mi riferisco ad esempio alle dichiarazioni OGGETTIVAMENTE ED INCONTESTABILMENTE nazifasciste del vescovo Williamson, che ha detto che le camere e gas sono un’invenzione.
    Non c’è solo mons. Richard Williamson a negare l’esistenza delle camere a gas e a mettere in dubbio l’Olocausto: un altro sacerdote appartenente alla Fraternità di San Pio X, don Floriano Abrahamowicz capo della comunità lefebvriana di Treviso, in Italia, ha detto le stesse cose del vescovo scismatico britannico al quotidiano La Tribuna di Treviso.

    Don Abrahamowicz, fra l’altro, ha celebrato il 15 settembre 2007 la messa in latino a Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi. “Io so che le camere a gas – ha detto il sacerdote – sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi”.
    per non parlare delle patetiche idiozie OGGETTIVAMENTE ED INCONTESTABILMENTE sbagliate che scrivono sui loro siti su quelli che sarebbero gli errori in cui noi poveri cattolici annebbiati dal fumo di satana versiamo, una su tutte quelle che riportano: “Anche se la lingua sacra ha la sua importanza, è più giusto dire che i sacerdoti della Fraternità celebrano la S. Messa di sempre ovvero quella che ci è stata tramandata, nelle sue parti più caratterizzanti, dagli albori della Chiesa. Questo rito esprime perfettamente la Fede Cattolica e la natura sacrificale della S. Messa, contrariamente alla nuova liturgia a sapore protestante coniata “ex novo” per ecumenismo”.
    Cioè questi qua non dicono semplicemente che ci sono degli eccessi liturgici che a volte si vedono in certe messe e ci può stare, ma dicono che in sè e per sè considerata la messa in italiano non esprime perfettamente la fede cattolica!!!!!!!
    PA-TE-TI-CI

    • stefano scrive:

      Io scherzavo, ma mi pare che qui le casalinghe sono davvero sull’orlo di una crisi di nervi.

  74. Cherubino scrive:

    il giornale La Vie rilancia la notizia seguente:

    Selon le site sédévacantiste Traditio.com, Mgr Fellay aurait annulé le chapitre général extraordinaire de la Fraternité sacerdotale Saint Pie X prévu en juillet prochain. Cette assemblée générale de la totalité des clercs de la Fraternité lefebvriste aurait dû se prononcer sur l’accord avec Rome; si cette information est juste, il est probable que ce soit le rapport de force défavorable à la position défendue par le supérieur général, à savoir l’accord avec Rome, qui ait causé cette décision.

  75. andre scrive:

    Caro Stefano,
    non ce l’ho con lei, ma con la supponenza di questi che traspare dai loro siti internet, dove mi sono avventurato per capirci qualcosa di più.
    Si ritengono depositari della verità, criticano i documenti del concilio su democrazia e libertà religiosa, e criticano gli ultimi 5 papi (compreso l’attuale, per le sue affermazioni nel libro intervista “luce del mondo”).
    Perchè ovviamente se critichi il papa “da sinistra” vuol dire che non segui il magistero e sei un apostata, se invece lo critichi “da destra” allora va bene.

    • stefano scrive:

      No, non va bene. Mai.
      P:S.: comunque se uno si indigna facilmente in internet non ci dovrebbe proprio andare.

      • Sara scrive:

        E’ vero io mi sono ripromessa con il prossimo Papa di non leggere nemmeno un articolo di giornale.
        Ho cominciato a cercare notizie in rete sul Papa dopo i fatti della Sapienza. Non lo avessi mai fatto, farebbero diventare ateo anche San Paolo.

  76. Cherubino scrive:

    Fellay sempre più solo ? L’abbé Régis de Cacqueray contraddice Fellay e contesta pesantemente Benedetto XVI. FSSPX sempre più vicina al sedevacantismo.

    http://www.laportelatine.org/publications/presse/2012/fideliter207/cacqueray_207.php