Cristiani, minoranza anche in Occidente

I dialoghi del Papa con i sacerdoti, le sue risposte alle loro domande, sono uno dei punti più alti e più belli del pontificato. Oggi vorrei attirare l’attenzione su un altro brano di quello straordinario dialogo con preti di Belluno e Treviso, pubblicato integralmente dalla Sala Stampa. riguardante il rapporto con le altre religioni nel contesto occidentale.
Non esiste più un mondo uniforme. Soprattutto nel nostro Occidente sono presenti tutti gli altri continenti, le altre religioni, gli altri modi di vivere la vita umana. Viviamo un incontro permanente, che forse ci assomiglia alla Chiesa antica, dove si viveva la stessa situazione. I cristiani erano una piccolissima minoranza, un grano di senape che cominciava a crescere, circondato da diversissime religioni e condizioni di vita. Quindi, dobbiamo reimparare quanto hanno vissuto i cristiani delle prime generazioni. San Pietro nella sua prima Lettera, al terzo capitolo, ha detto: “Dovete essere sempre pronti a dare ragione della speranza che è in voi”. Così lui ha formulato per l’uomo normale di quel tempo, per il cristiano normale, la necessità di combinare annuncio e dialogo. Non ha detto formalmente: “Annunciate ad ognuno il Vangelo”. Ha detto: “Dovete essere capaci, pronti a dare ragione della speranza che è in voi”. Mi sembra che questa sia la sintesi necessaria tra dialogo e annuncio. Il primo punto è che in noi stessi debba essere sempre presente la ragione della nostra speranza. Dobbiamo essere persone che vivono la fede e che pensano la fede, la conoscono interiormente. Così in noi stessi la fede diventa ragione, diventa ragionevole.

….. e specificamente sui musulmani
Il primo aspetto è vivere con loro, riconoscendo con loro il prossimo, il nostro prossimo. Vivere, quindi, in prima linea l’amore del prossimo come espressione della nostra fede. Io penso che questa sia già una testimonianza fortissima e anche una forma di annuncio: vivere realmente con questi altri l’amore del prossimo, riconoscere in questi, in loro, il nostro prossimo, così che loro possano vedere: questo “amore del prossimo” è per me. Se succede questo, più facilmente potremo presentare la fonte di questo nostro comportamento, che cioè l’amore del prossimo è espressione della nostra fede.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Cristiani, minoranza anche in Occidente

  1. Francesco scrive:

    Semplicemente bellissimo. Questo è il Ratzinger profondo, che ci piace che il mondo veda e conosca, sempre di più.

  2. Garlyc scrive:

    Verissimo.

  3. Carlo scrive:

    Il Santo Padre ha dimostrato nuovamente quanto, parlando a braccio e familiarmente, riesca a toccare argomenti profondi con semplicità e chiarezza.
    Un uomo di grande spessore teologico ma anche un Papa che dialoga, ben lontano da quello che volevano far credere alcuni, fraintendendo, o meglio, strumentalizzando la citazione del discorso magistrale all’università di Regensburg del settembre 2006.

  4. Michelangelo scrive:

    Nonostante la notevolissima cultura teologica, credo che il nostro Papa risulti comprensibile a tutti. Chi all’inizio del suo pontificato lo riteneva eccessivamente riservato e poco incline ai contatti con la gente si sarà ricreduto. Speriamo!!!

  5. Tolly scrive:

    Queste parole dovrebbero essere spunti di riflessione per chi cerca tra le parole di questo Papa un richiamo allo scontro di civiltà.

  6. renato scrive:

    ….semplicemente intelligente, l’intelligenza della vera Fede!

  7. Francesco scrive:

    Chi vi scrive non è un fideista ma un invaghito della figura di Gesù di Nazareth,” l’Unto ” .Ho sempre vagliato attentamente le parole degli ultimi Papi e Benedetto VI° mi ha subito entusiasmato per la decisione e semplicità delle sue affermazioni. Finalmente un Papa che evangelicamente dice ” si, si e no, no ” !Questo Papa che difende,ancora finalmente,la cultura giudaico-cristiana occidentale nel pieno rispetto di altre religioni.

  8. SPOCK scrive:

    Naturalmente non pubblicherete questo commento ma vorrei davvero sapere quale entusiasmo si può avere per un papa che ha aderito alla più squallida delle ideologie mai apparse sulla faccia della terra; il nazismo. Non dimenticate che è un ex SS.
    E chissà che cosa pensa Ratzinger di un altro difensore dei valori cattolici; Cosimo Mele, deputato UDC.

  9. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Spock, invece lo pubblico il tuo commento. Per dirti amichevolmente che hai scritto una bugia grande come una casa: Ratzinger non ha mai aderito al nazismo, il padre era antinazista. L’unica divisa che ha indossato è stata quella dell’esercito, quando venne costretto ad arruolarsi in un corpo di riservisti che si occupavano di vettovagliamenti. Mai stato un SS, mai stato un nazista, mai stato neanche lontanamente un simpatizzante del nazismo. Questo è accertato e documentato, e se ti interessa posso inviarti la documentazione. Quanto a Cosimo Mele, è un difensore dei valori cattolici che predica bene ma razzola malissimo. Ha compiuto un fatto grave. Ma oggi non riuscivo a non pensare anche alla sua famiglia distrutta, e alla moglie incinta che ha appreso nella notte la bravata del marito onorevole.
    Un caro saluto
    andrea tornielli