Il Papa: appello ai vescovi sulla fede

Cari amici, a mezzogiorno di oggi Benedetto XVI è intervenuto all’assemblea generale della Cei. Questo è l’articolo che ho scritto per Vatican Insider. Mi ha colpito il fatto che ai vescovi italiani ha fatto un discorso interamente dedicato all’essenziale della fede, alla nuova evangelizzazione in un contesto sempre più secolarizzato. Anche se la situazione del nostro Paese è diversa da quella di altri Paesi occidentali di antica evangelizzazione, è significativo il realismo del Papa e l’invito pressante rivolto ai vescovi.

«Tanti battezzati – ha detto il Papa – hanno smarrito identità e appartenenza: non conoscono i contenuti essenziali della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiale. E mentre molti guardano dubbiosi alle verità insegnate dalla Chiesa, altri riducono il Regno di Dio solo ad alcuni grandi valori».

«In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato, non ci sarà rilancio dell’azione missionaria senza il rinnovamento della qualità della nostra fede e della nostra preghiera».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

107 risposte a Il Papa: appello ai vescovi sulla fede

  1. minstrel scrive:

    Aggiungerei quel che dice Klaus Berger nel suo recente Gesù (cito a memoria quindi sicuramente per difetto!): ridicolo perdersi nelle spiritualità orientali dello yoga – di cui non potremo mai comprenderne il vero valore – pensando che qui da noi non esistano simili oasi mistiche, e non essere mai stati in un chiostro silenzioso di una certosa dopo i vespri.
    Esotismo superficiale da romanticismo ottocentesco da estirpare con un innalzamento della QUALITA’ della fede e cioè nel suo approfondimento!
    Abbiamo dalla nostra la “logica della testimonianza” accidenti, cominciamo ad usarla sul serio, dismettendo l’abito della prima comunione che – è chiaro – ci è stretto da adulti, apparendoci finanche banale, bambinesco, assolutamente non per uomini maturi.
    Qualità!
    Grazie Benedetto, sperando che non siano parole a vuoto.

  2. Simone 2 scrive:

    «Tanti battezzati – ha detto il Papa – hanno smarrito identità e appartenenza: non conoscono i contenuti essenziali della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiale. E mentre molti guardano dubbiosi alle verità insegnate dalla Chiesa, altri riducono il Regno di Dio solo ad alcuni grandi valori».
    Per una volta sono d’accordo con il papa, perché senza inutili giri di parole è andato dritto al nocciolo della questione.
    Certo, può non piacere, ma è questa la realtà attuale, in cui tantissime persone vivono la propria fede, e qui non importa se a ragione o no, prescindendo dalla mediazione ecclesiale.
    È ciò che penso da molto tempo e qualcuno in questo spazio mi ha accusato per averlo scritto di essere troppo occupato a liberare il mondo dalla peste cattolica e che era inutile cercare di distogliermi dalla missione della mia vita!
    Un giudizio semplicemente ridicolo, pensato da chi non riesce a osservare al di là del proprio naso, ma tant’è!
    Ciò che importa e non si può tacere è che si è giunti a questo punto per tanti motivi e molti studiosi di grido di sicuro impegneranno i prossimi anni della loro esistenza per cercare di sviscerare e comprendere il fenomeno nelle sue più intime dinamiche.
    Io credo che la spiegazione di questa “deteologizzazione” parta da lontano e si possa fare poco per arginarla.
    Secondo me è stata individuata con discreto anticipo dal prof. Galimberti, il quale per spiegarne le cause parte da lontano e si chiede quale sia il vero significato della frase: Dio è morto.
    Asserire che Dio è morto che cosa vuol dire? Non certo chiedersi se Dio esiste o non esiste, come avviene nella domanda metafisica abituale. Significa, piuttosto chiedersi se Dio oggi “fa ancora mondo oppure no”.
    Questo è il punto importante. Se noi facciamo riferimento al Medioevo, periodo in cui l’arte sacra era sacra e la letteratura parlava di inferno, purgatorio e paradiso, e persino le donne erano considerate donne-angelo, Dio certamente esiste, “fa ancora mondo”, è ben presente.
    Se io tolgo la parola Dio dal mondo medioevale automaticamente quel mondo non lo capisco più. Ma se tolgo la parola Dio dal mondo contemporaneo le cose proseguono esattamente come prima. Mentre la stessa cosa non accadrebbe se togliessimo per esempio la parola “denaro” o la parola “tecnica”.
    Allora dire che Dio è morto significa affermare in primo luogo e fondamentalmente che oggi Dio “non fa più mondo”.
    Viviamo cioè, come dice il papa: “In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto”.

  3. Reginaldus scrive:

    «inaccettabile» la chiave di lettura che presenta il Vaticano II «discontinuità» «rottura» con la tradizione precedente”???

    Ma con quale faccia! E allora che continui pure il Nostro a lagnarsi sugli effetti mancati di un Concilio che doveva, come pomposamente annunciato, rinnovare la faccia della terra! Avanti così e questa chiesa ( si magna licet componere parvis) farà la fine – la sta facendo – dei partiti italici….

  4. vincenzo da torino scrive:

    Il papa richiama cose arcinote. Parla null’altro che “secolarismo” che vuole dire distacco dalla fede e dalla religione. Questo provoca sopratutto “ignoranza religiosa” come ben si vede da parte di molti in questo blog. Spesso basta leggere certi catechismi per capire quanto spesso si fanno discorsi fumosi e buonisti. Mancano le basi delle fede religiosa e cattolica in particolare nella stragrande maggioranza dei fedeli. Stranamente spesso ricorro alle definizioni del catechismo di Pio X , tanto è la confusione che a volte mi viene leggendo certi articoli! Gia trent’anni fa Don Piero di Didaskaleion suggeriva che in ogni predica ci fosse un po’ di sano catechismo! Egli spese la sua vita proprio a catechizzare.

  5. peccatore scrive:

    Il Papa ha medicato la ferita in uno dei luoghi dove essa sanguina.
    La CEI, che non è solo un acronimo, ma un gruppo di persone, con le loro idee in campo dogmatico, teologico e pastorale, al di là delle posizioni dei singoli (molto variegate) ha tollerato senza fermezza una serie di derive che fanno dell’Italia un Paese cattolicamente strano: è l’unico tra i grandi Paesi secolarizzati a vantare ancora una pratica religiosa diffusa, articolata e per nulla marginale socialmente parlando; e tuttavia soffre di una propensione a secolarizzare “da dentro” il cattolicesimo, cioè senza subire eroicamente l’assedio, ma anzi aprendo con disinvoltura le porte “al mondo”, sempre facile ad una parola di rimprovero per chi (cattolicamente) ama -nella carità- ribadire i puntini sulle i, e con tantissima delicatezza nel blandire chiunque altro, senza troppa cura per la Verità, senza troppa vigilanza del Nemico, senza mettere in guardia dalla dittatura imperante del relastivismo, ma con acritiche “aperture” al “mondo”, al “sociale” ed ai “lontani”, tanto da aver un po’ smarrito l’abitudine per le cose che davvero contano: mettere Dio al centro, adorarLo e servirLo nelle crature, a motivo di Gesù, realmente presente E CHE TORNERA’. Non saremo noi a salvare l’umanità. La salverà comunque Dio.
    Persino malgrado noi. Si avvicina l’anno della fede. Che tutti lo preparino senza mezze misure. Al resto ci penserà lo Spirito Santo, che invochiamo particolarmente in questi giorni. Come Maria, madre della Chiesa, umile serva del Signore, nostra incomparabile ausiliatrice, ben più di ogni convegno e iniziativa parrocchiale, specie se sbilanciata sui fritti, le costine ed i festoni che non fan festa al Festeggiato ma “alla comunità” …

  6. bo.mario scrive:

    In quella assemblea non c’è nessuno che ha lavorato un giorno. Nessuno che deve portare avanti la famiglia, di questi tempi poi.. Per loro la vita è una cosa astratta e li manderei a lavorare così capiranno qual’è la differenza tra pontificare e vivere. Leggo che avete il pope che denuncia, cosa? La realtà è questa da molti decenni e se n’è accorto ora? Vivere tra le nuvole è molto meglio. Un saluto.

  7. Eremita scrive:

    Quali sono gli elementi essenziali? e quali gli elementi non essenziali che nella chiesa continuano ad essere proposti come essenziali? A me sembra che è come lo stipendio dei parlamentari: tutti parlano di ridurlo, ma restano tutti aggrappati all’esistente. C’è un solo comandamento, secondo la risposta di Cristo. Ma no, vedrete che continueranno a caricarci di devozioni a Padre Pio, a Fatima, a Lourdes, a Medjugorje, a novus ordo, a vetus ordo, alle offerte per l’Africa, alla difesa della vita, al voto per i difensori della fede, al latino, al rosario, alle novene ed ai pellegrinaggi, che se non fai tutte queste cose non sei cristiano. Per favore, perchè non la smettete di rompere e ci lasciate fare “SOLO” quelle due cosette raccomandate da Cristo? senza insultarci se non ci va di correre dietro a tutto il resto?

    • stefano scrive:

      Allora, in cambio della rinuncia al piacere dell’insulto, tu raccontaci quelle due cosette raccomandate da Cristo.

      • Eremita scrive:

        Se proprio non le conosci, è perchè invece di leggere il vangelo leggi altro, ed è assolutamente inutile che te le dica.

      • luciano27 scrive:

        stefano,da ammirare il tuo sacrificio della rinuncia agli insulti ;sbalorditivo! non si conosce mai abbastanza la gente.

        • stefano scrive:

          ma per ora eremita non ha accettato lo scambio.

          • luciano27 scrive:

            stefano lo accetto io:- ama il prossimo tuo come te stesso-
            non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto te-
            guardi la pagliuzza nell’occhio altrui, e non vedi la trave che c’è nel tuo-
            chi è senza peccato scagli la prima pietra-
            basta e avanza per un vivere terreno migliore di quello attuale farcito di “cristianesimo” parolaio, ma povero anche solo di questi quattro punti. Personalmente cerco di attenermici, nonostante sia untroglodita cavernicolo; il resto,non mi interessa molto,e mi avvìo serenamente e senza timore alla non lontana resa dei conti..; se esiste un giudice, saprà lui, e solo lui cosa decidere

          • Eremita scrive:

            Vede che chi legge i Vangeli lo sa? la smetta di perder tempo con i libercoli.

          • minstrel scrive:

            Luciano, per quel che vale, la parte finale del tuo scritto è meravigliosa perché esprime una fede mica da ridere.
            Non posso certo essere certo di cosa certamente ti riserverà il futuro, ma un “grazie” te lo devo.

  8. Reginaldus scrive:

    oh certo, il Nostro è preoccupato delle sorti della fede… Dopo tutto quanto fatto per svecchiare rinnovare adattare assimilare stare al passo coi tempi… dopo tanto ascoltare accomodare blandire …DIALOGARE……

    “. ..Ond’ è che [i modernisti] dan capo al loro lavoro coll’ammonire i razionalisti che essi DIFENDONO la religione NON coi LIBRI SACRI né colle STORIE VOLGARMENTE USATE nella Chiesa e SCRITTE ALLA VECCHIA MODA; ma colla STORIA REALE COMPOSTA A SECONDA DEI MODERNI PRECETTI E CON METODO MODERNO. E ciò dicono…perché credono che SOLO IN TALE STORIA SI TROVI LA VERITÀ. Non si curano poi, nello scrivere, di insistere sulla propria sincerità: sono essi già noti presso i razionalisti , sono già LODATI SICCOME MILITANTI SOTTO UNA STESSA BANDIERA; della quale lode, che ad un cattolico dovrebbe fare ribrezzo, essi SI COMPIACCIONO …

    Il fine che si propongono è di CONDURRE L’UOMO CHE ANCORA NON CREDE a PROVARE IN SÉ QUELLA ESPERIENZA DELLA CATTOLICA RELIGIONE CHE È BASE DELLA FEDE.”
    Per via oggettiva, movendo dall’ agnosticismo, “tendono … a provare che la religione cattolica qual è al presente, è la STESSISSIMA che Gesù Cristo fondò, ossia il progressivo sviluppo del germe recato da Gesù Cristo. … [Ecco denunciata la famosa astuzia dell' “ERMENEUTICA DELLA CONTINUITÀ”, in nome della quale si vorrebbero fulminare – scomunicare? - quelli che non se la bevono! - NdR]
    -E quindi, passano a “ dimostrare come questo germe, sempre immanente nella religione cattolica, di mano in mano e di passo con la storia, siasi SVILUPPATO e sia venuto ADATTANDOSI alle successive circostanze, da queste VITALMENTE ASSIMILANDOSI quanto gli si affacesse di forme dottrinali, culturali, ecclesiastiche…”
    [ e qui descritto il PRINCIPIO EVOLUTIVO in base al quale far crescere vitalmente la fede cattolica! - NdR]
    - Parole che rivelano quanto i moderni cristiani siano zelanti della fede cristiana: peccato che si tratti di una illusione di fede…. quella che sgorga dalle loro fantasie smaniose di novità… e se ne vedon gli effetti! — E comunque già tutto detto e analizzato in quella magnifica radiografia del tessuto connettivo del pensiero cristiano-moderno… anno 1907!

  9. Eremita scrive:

    Reginaldus, si metta l’animo in pace, il 1907 non ritornerà mai. Se poi pensa che 100 anni fa per quel che riguarda la religione si era nella verità ed ora no, non vedo perchè non dovrebbe essere lo stesso per le altre cose: venda la macchina, butti televisore e telefoni e radio e frigorifero, si comperi un calesse ed un cavallo e vada in giro con il pastrano a due code. E poi, perchè usa Internet, che è uno strumento del diavolo modernista? Torni alle regie poste, mandi le lettere col sigillo in ceralacca e si limiti ai libri in cartapecora.

    • Reginaldus scrive:

      che grande argomentazione!

      • Reginaldus scrive:

        l’unico vero ‘ progresso’ possibile per la dottrina della fede è già stata indicato, autoritativamente, dal Concilio vaticano I, con queste parole, con le quali si promuove come necessario un sempre maggiore approfondimento – “esplicazione” – del dato di fede:

        “Cresca dunque e molto e con slancio PROGREDISCA l’intelligenza, la scienza, la sapienza così dei singoli come di tutti, così di un sol uomo come di tutta la Chiesa coll’avanzare delle età e dei secoli; ma solo nel suo genere, cioè nello STESSO DOGMA, nello STESSO SENSO e nella STESSA SENTENZA” ( Const. Dei Filius, cap. IV ).

  10. Sara scrive:

    Sinceramente io comincio a pensare che se l’alternativa alla secolarizzazione è il lefebvrian-sedevacantismo-tradizional-apocalittico, quasi quasi è meglio la secolarizzazione…

    • stefano scrive:

      Sara, come ha detto il Papa, l’alternativa è il ritorno alla fede. Evidentemente, certi pruriti ti tolgono lucidità.

      • Sara scrive:

        Appunto: cosa c’entrano i lefebvrian sedevecantisti ecc. ecc. con la fede?
        Stiam perdendo tempo secondo me.

        • Reginaldus scrive:

          Sara, perché “quasi quasi”??? Ci sei già dentro alla secolarizzazione…e goditela.
          Guarda al dirimpettaio Islam: non ha rinunciato ad uno iota della sua fede, né nella forma né nella sostanza: e stanno trionfando! Avvenne così già nei paesi cristiani del vicino Oriente e dell’Africa del Nord: a un cristianesimo irriconoscibile nei suoi stravolgimenti dottrinari subentrò trionfante l’Islam duro e puro, allora come adesso. Risultato: cristiani ridotti al lumicino e insignificanti e quei pochi spesso ancora affetti dall’antica malattia… Noi ci saremo modernizzati, va bene, ma a che scopo? tra un po’ di noi, pur modernizzati, non rimarrà nemmeno l’ eco… Che ne sarà della nostra modernizzazione, del nostro passo coi tempi, senza più il passo???

      • luciano27 scrive:

        quale fede stefano, la tuache ti fa insultare tutti quelli che non sono in sintonia con te?è questa la tua evangelizzazione?

  11. Cherubino scrive:

    sinceramente non mi sembra che il papa voglia introdurre elementi di novità o dare una notizia sensazionale.
    Al di là delle prevedibili distorsioni, va notato che si parla di battezzati, che sono ancora oltre il 90% delle persone.
    Che di queste persone molte non siano cristiani consapevoli e praticanti, non è una novità. E giustamente il papa fa rilevare che ciò è triste e sbagliato. Ma non mi sembra che neghi o che voglia minimizzare il fatto che vi siano una “minoranza qualificata” che si aggira intorno al 20% e una minoranza meno impegnata, ma stabilmente presente, che aggiunge un altro 10-20%.
    Questo stesso papa ha sottolineato più volte la vivacità spirituale dei movimenti, e gli aderenti ai vari movimenti non sono affatto pochi, e non sono affatto ignoranti sui contenuti della Fede. Così vi sono tante persone che nelle parrocchie o presso i conventi degli ordini religiosi coltivano la propria formazione spirituale in modo profondo e costante.

    • stefano scrive:

      Il Papa non da percentuali, ma mi pare molto preoccupato delle proporzioni che stanno assumendo tra i fedeli, da un lato quelli che non conoscono i contenuti della fede, dall’altro quelli che ritengono di poter coltivare la propria fede escludendo la mediazione della Chiesa. Questo accentua lo sconforto di un mondo dove non solo aumenta il numero di coloro che rifiuta apertamente gli insegnamenti della Chiesa, ma dove si riduce il Cristianesimo ad alcuni grandi valori (io direi anche piccoli valori – vedasi ad esempio il commento di Eremita più sopra). E tuttavia non sono i dati quantitativi quelli di cui il Papa auspica una correzione, ma quelli qualitativi della fede e della preghiera, specialmente quella dei pastori.

      • Sara scrive:

        Meglio qualche grande valore che piccoli litigi però..
        Bho, onestamente questa seconda parte di pontificato non la capisco. che la fede si perda va bene lo viviamo ogni giorno. Ma la risposta qual’è a questo punto? Il catechismo? La congregazione della dottrina della fede? il Latino?

        • stefano scrive:

          “Pregate, pregate, pregate”, ti ricorda niente?

          • Sara scrive:

            Appunto Stefano: pregate non scrivete corbellerie sui blog!!

          • minstrel scrive:

            Non solo pregare secondo me! La qualità è anche comprensione piena di quanto lasciato dai padri in 2000 anni.
            Studiare di brutto e pregarci sopra! Questo il mio cammino. E per quanto mi riguarda in questo sto col papa al 100(0)% :)

        • stefano scrive:

          P.S.: Sara, forse dormivo durante l’intervallo, ma quando sarebbe cominciata la seconda parte di pontificato?

    • Fabio Sansonna scrive:

      “I vescovi , quando insegnano in comunione col Papa, devono essere da tutti ascoltati…”(Lumen Gentium 25)
      E quando insegnano non in comunione col Papa , vanno ascoltati lo stesso ?
      L’appello del Papa sembra colpire al centro della mancata catechesi degli ultimi decenni, e di chi è la responsabilità?
      Ormai tutti ubriachi di dialogo interreligioso (ottima cosa, ma come l’alcool va preso in dosi ragionevoli), che non è più quel “rispetto” verso le altre religioni raccomandato dal Concilio numero 21 in Nostra Aetate, ma bensì una sbracatura continua e indecente di ammirazione verso le altre religioni con ignoranza e disistima della propria dottrina e tradizione cattolica!
      Come un marito che ammiri le altre per non essere tacciato di integralismo, e sminuisca il valore di sua moglie, è un piccolo e inconsapevole adulterio, ma ormai qui l’ho detto e non è più inconsapevole da ora in poi. Ci sono catechisti che “insegnano” che il cristianesimo è solidarietà, ma che purtoppo nella Chiesa sopravvivono certi miti come la morte e resurrezione di Cristo ! (questo mi è stato riferito da un religioso carmelitano). E il vescovo che permette che certi catechisti dicano certe cose non è responsabile ?
      Ormai i ragazzi che fanno catechismo, tutti sanno cosa sono le altre religioni, ma non conoscono iù la loro, quella cristiana.
      I ragazzi vanno a fare la Cresima , ma non sanno neanche più i 7 sacramenti (mi è capitato di verificarlo di persona facendo più vlte da padrino)

    • Fabio Sansonna scrive:

      Il modo migliore per coltivare la fede oggi e conservarla è annunciarla negli ambienti, come insegna Apostolicam Actuositatem. E l’unico esempio di questo , quindi l’unico esempio di reale applicazione del Concilio , è stato ed è CL perchè nessun altro ha raccolto questa ndicazione del Concilio, creare comunità criistiane , ovvero fare apostolato associativo negli ambienti di lavoro e studio. Questa è la novità , anzi l’obbligo per i laici dato dal Concilio, disatteso dalla stragrande maggioranza, perchè le parrocchie e i conventi esistevano già da prima.

      • Cherubino scrive:

        l’unico esempio reale ? Non faccia il furbetto che tenta di opporre, mettere i cristiani l’uno contro l’altro … Questo il “Giussa” non lo approverebbe mica !
        E poi è un falsità enorme.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Se s’è uno che mette continuamente zizzania è lei,io faccio solo constatazioni storiche che sono solo un invito a seguire il cammino che CL ha già percorso, indicato però dal Concilio a tutti i laici, non solo a CL:
          “I nostri tempi non richiedono minore zelo da parte dei laici, anzi le circostanze odierne richiedono assolutamente che il loro apostolato sia più intenso e più esteso”(1,b) e “ L’apostolato dell’ambiente sociale, cioè l’impegno d’informare dello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità in cui uno vive, è un compito e un obbligo proprio dei laici…nel campo del lavoro o della professione o dello studio…”(13,a) e ancora “Nelle attuali circostanze poi è assolutamente necessario che nell’ambiente di lavoro dei laici sia rafforzata la forma di apostolato associata e organizzata poiché solo la stretta unione delle forze è in grado di raggiungere pienamente tutte le finalità dell’apostolato odierno e di difenderne validamente i beni “(18,d).
          L’ha mai letto ?

          • luciano27 scrive:

            la zizzania è seminata a manciate in questo blog,anche e specialmente fra i diversi rami cristiani sarebbe questa la fede?

  12. Reginaldus scrive:

    una verità “camaleontica” in continua transmutazione è una non-verità : a chi può interessare? Lamentarsene è pura ipocrisia….

    • Cherubino scrive:

      parola di antipapa !

      • Reginaldus scrive:

        No, parola di papa:

        “È lor [dei moderni/-sti] principio generale che in una religione vivente tutto debba essere mutevole e mutarsi di fatto. Di qui fanno passo a quella che è delle principali fra le loro dottrine, vogliam dire all’evoluzione. Dogma dunque, Chiesa, culto, Libri sacri, anzi la fede stessa, se non devon esser cose morte, fa mestieri che sottostiano alle leggi dell’evoluzione. … ” (Papa San Pio X)
        ù

  13. Sbirro scrive:

    Ho trovato queste domande in un blog americano (canterbury tales).
    10 domande alle quali un bambino preparato alla 1a comunione dovrebbe poter rispondere
    1Quali sono i due tipi di peccati? (originale ed attuale)
    2.Quali sono i due tipi di peccati attuali? (mortali e veniali) Qual è la differenza?
    3. Quali sono le persone della Santa Trinità?
    4. Vi è un solo Dio o tre Dei?
    5. Il nome dei 7 Sacramenti?
    6. Quali sono i 10 Comandamenti?
    7. Il 7 precetti della Santa Chiesa?
    8: Cosa succede se si muore in stato di peccato mortale?
    9. Cosa succede durante la consacrazione durante la Santa Messa?
    10. Recita il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gloria, il Credo Apostolico e l’atto di contrizione.

    Onestamente, quanti bambini preparati alla prima comunione riescono a rispondere al 50% di queste domande? Su 6 nipoti “comunicati” in questi ultimi 3 anni in 3 parrocchie diverse, nessuno conosceva la differenza tra peccato veniale e peccato mortale, per non parlare del significato della confessione, o l’apprendimento delle preghiere!!!!!
    Ancora peggio, quanti cattolici adulti riescono a rispondere al 35% delle domande poste qui sopra?
    Questi sono i fondamenti della fede! È come per leggere e scrivere. Una volta imparato l’alfabeto e le regole base della grammatica, non ho bisogno di capire a 8 anni quanto leggo. Ma se non ho mai imparato l’alfabeto e la grammatica, a 25 anni non potrò capire nessun testo.
    Quello che viene memorizzato da piccole teste innocenti, tornerà utile in età adulta e adolescenziale per poter approfondire la propria fede.
    Ha ragione il Santo Padre a insistere sulla revangelizzazione!!!!! I cattolici, e non solo per colpa loro, vivono nell’ignoranza completa. Quanti sacerdoti sono colpevoli di questo? Tanti! Ho avuto la “gioia” di sentir parlare di buddismo, animismo, di quanto le altre religioni hanno di buono, ma della mia religione, durante le ore di religione, ho sentito parlar ben poco :-( Dio mi ha graziato facendomi incontrare dei preti fedeli al Santo Padre. Questi mi hanno insegnato quello che la Chiesa veramente insegna e non quello che loro reputavano importante!

    • stefano scrive:

      Lei confonde le cause con gli effetti. Non sono i catechismi che hanno provocato la crisi della fede, ma è la crisi di fede che ha generato gli errori nei catechismi. E poi i catechismi non li legge nessuno. Il Papa ha detto che dobbiamo rinnovare la nostra fede e la nostra preghiera, non ha dato la colpa ai catechismi.

      • Sal scrive:

        Ma dai, hanno stufato dopo 2000 anni di scandali guerre, ipocrisia e opportunismo la gente ha avuto anche troppa perseveranza e paziente sopportazione non credi ? Anche con i politici si sono accorti con abbondante ritardo che sono solo avidi egoisti, con questa chiesa sono stati abbondantemente magnanimi e tolleranti, ma ogni progetto viene alla sua fine. Nulla è eterno no ?

        Chi semina ingiustizia mieterà ciò che è nocivo, ma la medesima verga del suo furore perverrà alla fine.” ( Prov 22.8) “Ancora pochissimo tempo, e la denuncia sarà pervenuta alla fine, e la mia ira, alla loro consunzione.” ( Isa 10.25)

      • Sbirro scrive:

        Forse mi sono espresso male. Io intendo che la colpa di questa perdita della fede sta proprio nell’aver rinunciato ad insegnare la Fede cattolica e questo cominciando dai bambini. Non è colpa dei catechismi, è colpa di chi non li ha più proposti.
        Se non sbaglio, il Santo Padre ha fatto redigere un catechismo sul modello di quello di San Pio X e ha chiesto che se ne imparassero le parti più importanti a memoria. Dunque torno alle mie domande poste in precedenza :-)

    • Reginaldus scrive:

      ha ragione su tutto, fuorché là dove dà ragione al ‘papa’: di quale evagelizzazione parla costui? Quella secundum concilium vaticanum secundum, per la quale e grazie alla quale si hanno i bei risultati da lei constatati sui suoi nipoti…

      • stefano scrive:

        Reginaldo, tu e Sara sembrate un disco rotto. E un po’ avete rotto.

        • Reginaldus scrive:

          e allora sentiti questa:

          “Alcuni fra voi, gonfi come otri dello spirito di vanità, si sforzano con novità profana di valicare i termini segnati dai Padri; piegando alla dottrina filosofica dei razionali l’intelligenza delle pagine Celesti, non per profitto degli uditori ma per far pompa di scienza… ” ( Gregorio IXLettera ai maestri di Teologia di Parigi, 7
          luglio 1223).

          O questa:

          “Né la dottrina della fede, che Dio rivelò, è proposta agli umani ingegni da perfezionare come un ritrovato filosofico, ma come un deposito consegnato alla Sposa di Cristo, da custodirsi fedelmente e da dichiararsi infallibilmente. Quindi dei sacri dogmi altresì deve sempre ritenersi QUEL SENSO CHE una volta dichiarò la Santa Madre Chiesa, né MAI DEVE allontanarsi da quel senso sotto pretesto e nome di più alta intelligenza” ( Concilio Vaticano I Const. Dei Filius, cap. IV).

    • luciano27 scrive:

      fino a 10-15 anni li abbiamo conosciuti tutti questi 10 punti.Ma a cosa hanno servito? solo a far capire a molti la loro inutilità per un buon vivere terreno.MJolto meglio seguire i punti più importanti dei vangeli,lasciando a parte tutto ilresto

  14. Carlo scrive:

    Evidentemente la fede non interessa più nessuno. Poteva interessare quando regnava l’ignoranza ma oggi non attecchisce più. E se continuano gli scandali nella Chiesa tra poco neppure loro ci crederanno più.

    Nemmeno io so rispondere ai quesiti di Sbirro, anzi forse sono preparato solo sull’ottavo…

    8: Cosa succede se si muore in stato di peccato mortale?

    Risp: Si viene seppelliti nella basilica di Sant’Apollinare!! Giusto??

    • stefano scrive:

      Se non sei un autore di Crozza, hai però delle chances.

    • Sbirro scrive:

      È vero, viviamo in un epoca d’intelletti talmente eccelsi che tutto il mondo dei chiaroveggenti e compagnia fa la fame per mancanza di creduloni!!!!! Talmente illuminati e raziocinanti che gli astrologi guadagnano più dei medici….
      Erano più istruite e piene di buon senso le vecchiette del mio paese che non riuscivano a mettere in piedi una frase in buon italiano, che tanti universitari d’oggi!
      P.S. Le ricordo che non conta dove si viene sepelliti!

  15. Simon de Cyrène scrive:

    Del discorso del Santo Padre questi mi sembrano essere i punti veramente salienti.

    (1) Bisogna continuare a trasmettere pura ed integra la dottrina della Chiesa: un’affermazione che va da essere ripetuta continuamente e che va da essere ricordata inlassabilmente specialmente in questi tempi di relativismo e personalismo.

    (2) É assolutamente inaccettabile per un cattolico avere una chiave di lettura che presenta il Vaticano II «discontinuità» «rottura» con la tradizione precedente : questo messaggio molto diretto va contro le pretese speculari dei modernisti e dei tradiprotestanti.

    (3) Ha ricordato un principio epistemologico di base e di buon senso: che il discorso scientifico si occupi del proprio campo di indagine e non abbia la ridicola pretesa di ridurre la ricerca della ragione ad esso. Questo è importante nel quadro della nuova evangelizzazione e nel dialogo coi “gentili”, i quali hanno un approccio impoverito del reale.

    (4) L’importanza della Santa Confessione: in effetti, in una situazione di peccato mortale non si può ragionare diritto e va di pari con una perdita della propria identità di cattolico figlio di Dio e della conoscenza del cuore e dell’intelletto della propria fede.

    (5) Ha ricordato ancora una volta che l’incontro colla Verità non è la “possessione” di un concetto o di un insieme di idee, ma la relazione con una Persona, relazione che non ha da essere solo intima e privata ma anche pubblica e societale.

    Insomma, magistrale e concreto il nostro beneamato Santo Padre, come sempre!
    In Pace

    • john coltrane scrive:

      Giusto, caro Simon.
      E’ assolutamente da sottolineare come il Pontefice insista sempre sulla fede che conduce alla Carità, la Conoscenza di DIO.
      Proprio l’essenza del Messaggio di CRISTO, che conclude con la sublime Preghiera Sacerdotale (il vertice delle Sue Parole, dunque il vertice di ciò che si può dire di DIO in parole umane, e dunque -ancora- il vertice di ciò che si può dire di valido in termini umani: vale più -insomma. il cap XVII di Giovanni che migliaia di libri di scienza, filosofia, ecc.); ecco: afferma il Signore al termine del Suo mandato:
      “Questa è la Vita Eterna, conoscere te, Unico Vero DIO, e Colui che TU hai inviato, Gesù Cristo” (v.3).
      Giustamente il Pontefice invita i Cristiani a puntare lì, in questo modo si è “veramente Suoi discepoli” (GV VIII,31)-
      La ringrazio, buona giornata.

      • minstrel scrive:

        L’importanza della Santa Confessione!!!

        e questa è un ulteriore sprono al sottoscritto… grazie Simon

    • luciano27 scrive:

      Simone,chi può trasmettere una dottrina che riporti alle pratiche da lei citate?non certo quelli che l’hanno lasciata deteriorare. D’altro canto quelle pratiche non hanno mai impeditoa chi usava farle il comportarsi in modo indegno; basti pensare alle ultime guerre fra cattolici e agli infiniti fatti di cronaca poco o molto cruenti che succedevano anche allora;è feticismo affidare la propria fede a gestualità o parole.Non trova?

  16. Sal scrive:

    Riassumendo: Il contesto è secolarizzato, i battezzati “hanno smarrito l’identità e l’appartenenza, non conoscono i contenuti della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiastica”. – Molti guardano dubbiosi alla verità della Chiesa. Dio è divenuto il Grande sconosciuto.
    Non c’è che dire, Il magistero ha fallito. Dovrebbe dare le dimissioni. Licenziare i falsi maestri incapaci e chiudere bottega. Ha ragione Reginaldus. E’ d’accordo pure Dio. Ha steso le chiese, non le gradisce più neppure Lui. Come si potrà fare il “rilancio” se non si cambia spartito e orchestra ?
    I vecchi suonatori potranno pure cambiare divisa ma suoneranno sempre la stessa musica. Invece è la musica che bisogna cambiare, non l’orchestra. Eppure si continua a pensare che il pubblico non deve scegliere, che si deve sorbire sempre il vecchio spartito senza neanche qualche variazione di tono. Che dilemma. Se a questo si aggiunge che non si conosce neanche la strada per andare dove devono andare a trovare uno sconosciuto, chi andrà mai a trovare uno sconosciuto che non sa dove abita sapendo che sonerà una vecchia musica non gradita ? Altro che fede. E’ del tutto naturale.
    Se ci si guarda in giro, fra i tanti negozi, fabbriche e imprese chiuse. Fallite. Una più una meno, non ci farà più caso nessuno.

    • minstrel scrive:

      Non c’è che dire, Il magistero ha fallito. Dovrebbe dare le dimissioni.

      muahahahah

    • Reginaldus scrive:

      giusto, Sal, l’ho pensato e detto anch’io: Dio stesso non gradisce queste chiese e per questo le ha stese…Di qui infatti è cominciato – diocesi di Bologna, Lercaro imper(vers) nte- lo ‘Stripping of the Altars”… vedrai che adesso, per un po’ almeno, quello scempio i nuovi preti lo andranno a fare in qualche garage o capannone, tra quelli che son rimasti in piedi, e attenzione! Ché le chiese di una volta, costruite da cristiani di un’ altra razza e con una fede di un altro stampo, non ce la facevano proprio più a subire questa violenza…

  17. Francesco scrive:

    La chiesa è in crisi nel mondo occidentale secolarizzato (non solo quella cattolica ma tutte le fedi e le confessioni, basta guardare i giovani ebrei in palestina o i giovani islamici qui in Italia). In Africa, Asia ed America centro-meridionale il numero dei cattolici è anzi stabile e persino in aumento.
    Occorre secondo me uscire da una vecchia mentalità: noi cattolici italiani veniamo da un grande passato, in cui la stragande maggioranza della popolazione viveva seguendo la morale cristiana (persino i comunisti, cresciuti in una cultura cristiana, ne condividevano molte principi). Bisognerebbe passare da una visione quantitativa ad una visione qualitativa, il messaggio di Cristo è si rivolto a tutti ma già all’epoca del Cristo terreno non erano pochi quelli che dopo averlo ascoltato se ne andavano.

  18. Simone 2 scrive:

    Scrive Sbirro: “La colpa di questa perdita della fede sta proprio nell’aver rinunciato a insegnare la Fede cattolica e questo cominciando dai bambini. Non è colpa dei catechismi, è colpa di chi non li ha più proposti”.
    E davvero lei crede si possa insegnare a una qualsiasi persona ad aver vera fede in qualcosa?
    Non le viene in mente per esempio che ci possano essere tantissime persone che mostrano nessun interesse per l’argomento e ciò che racchiude?
    Prendiamo ad esempio quelle 10 domande inerenti il catechismo. Dieci domande cui tutti i comunicandi dovrebbero poter rispondere in modo semplice ed esaustivo.
    Che cosa accade di solito? Qualche bambino si sforza di imparare le risposte a memoria, qualcun altro è meno diligente e spera che il sacerdote chiuda un occhio e c’è la pecora nera che pensa soltanto ai fatti suoi ignorando del tutto l’argomento. Niente di nuovo sotto il sole, è stato sempre così.
    Ma la domanda da porsi è un’altra: quanti di quei bambini hanno colto il vero senso di ciò che hanno vissuto e quanti, oltre a ricordarsi di quell’esperienza, ne trarranno concreto insegnamento?
    Nei tempi passati la situazione era molto diversa da quella di oggi ed era scontato e certo che quegli insegnamenti si sarebbero rafforzati e avrebbero poi maturato frutti succosi.
    Non era però merito del sacerdote e tantomeno del catechismo: era merito dell’ambiente familiare!
    Il segno della croce prima di iniziare a mangiare, la preghiera di ringraziamento prima di addormentarsi, il segno della croce prima di uscire di casa, l’andare a messa tutti quanti insieme, per molti il servir messa, la festa del santo patrono, le feste religiose e le processioni e tante altre piccole consuetudini che rafforzavano e preservavano quell’atmosfera di religiosità che difficilmente si sarebbe dissolta nel tempo, anche se una minima percentuale, nonostante tutto, si allontanavano comunque dalla Chiesa.
    Oggi tutto questo è scomparso: quell’atmosfera familiare non esiste più se non in rari casi. E si può star certi che non sarà il Vetus Ordo, il ritorno della messa in latino o chissà che cos’altro a invertire il corso del tempo.
    Oggi, dopo la catechesi e la partecipazione alla prima comunione, una grandissima parte dei ragazzi e delle ragazze cessa di frequentare la chiesa e soltanto una minima percentuale vi ritornerà se e quando sceglierà di celebrare il proprio matrimonio in chiesa.
    Un’ultima cosa a proposito di quest’affermazione: “Non è colpa dei catechismi, è colpa di chi non li ha più proposti”. Potrebbe avere ragione, ma non dimentichi che per proporre qualcosa è necessario che dall’altra parte ci sia sempre qualcuno disposto ad ascoltare o ad acquistare il prodotto.

    • Sara scrive:

      Mia madre fa la catechista, mi racconta che i genitori (dei bimbi che si preparano alla comunione perchè gli altri nemmeno se ne curano) portano i bimbi a messa e tornano a prenderli un’ora dopo.
      La situazione è questa altrochè lefebvriani.
      In ogni caso beati quelli che pensano che sia sufficiente il catechismo di Pio X.
      Ma davvero di fronte ai grandi interrogativi, al male che ti disorienta, alla sofferenza del mondo, a tutto quello che non ti spieghi, pensano basti una pagina di catechismo per avere fede?

      • stefano scrive:

        Sara, facciamo così: se tu rispondi alle dieci domande di Sbirro, io poi ti rispondo alla tua.
        P.S.: era San PioX.

        • Sara scrive:

          Bravo Stefano mi risponda: tipo perchè io sono nata sana e una persona accanto a me no?
          Perchè c’è il dolore e la sofferenza?
          Perchè è così difficile vivere e trovare un senso alle cose?
          Lo so che fa tanto Ivan Karamazov ma tant’è, e’ un percorso molto più impegnativo e personale di una pagina imparata a memoria.

          • stefano scrive:

            Il cieco nato era così per i suoi peccati o per quelli dei suoi genitori? (la risposta è nel Vangelo).
            “Perché c’è il dolore e la sofferenza?” Domanda sbagliata. Quella giusta è: “perché Dio ha sofferto ed è morto per noi?” (c.s.)
            Non è poi così difficile trovare un senso alle cose (se si accetta la Rivelazione). Non sarà un percorso impegnativo come leggere Hans Kung, ma è sicuramente personale e non si rimpiange di dover imparare qualche formuletta mnemonica.

          • Sara scrive:

            “Né lui né i suoi genitori, ma è accaduto perché in lui si manifestino le opere di Dio. ”
            Bravo Stefano, facciamo che certe situazioni che uno si ritrova a vivere sono un po’ più difficili che scrivere tre righe su un blog. Questo magari me lo passa o fa troppo eretico e massonico protestante?
            Io riconosco il valore di catechismo e studio e so che tante risposte vengono dall’intelletto e dalla conoscenza, ma insomma..

          • stefano scrive:

            Neanche si devono usare tre righe su un blog per dire cose ingiuste sulla fede. L’alternativa è chiudere tutti i blog di questo tipo.

          • Sara scrive:

            Scusi ma quali sono le cose giuste e ingiuste sulla fede? Il post parla della fede e uno scrive le sue impressioni certamente limitate dato che non è il prefettto della CDF.

          • stefano scrive:

            Per esempio, è ingiusto dire che insegnare ai bambini il catechismo a domandine è una boiata perché non risolve il problema del male nel mondo. Oppure dare a intendere che siccome c’è il male nel mondo, allora dobbiamo mostrare solidarietà con chi soffre mettendo in dubbio quello che il catechismo insegna a riguardo della sofferenza, sostenendo che è troppo semplicistico. Che fa tanto problematici e tanto adulti.

          • Sara scrive:

            Non ho detto che non risolve o fa adulto e tutte quelle cose lì.
            ho detto che tra il dire che un bambino nasce ammalato “perchè così si manifestano le opere di Dio” e il capire e accettare questa sofferenza, ce ne passa di acqua sotto i ponti.
            Ed è la fede che fa vedere le opere di Dio in un bambino gravemente malato non il catechismo.
            E torniamo lì, come avere questa fede? Basta leggere due pagine di un catechismo?

      • Simone 2 scrive:

        Appunto!
        Eppure c’è chi ne è fermamente convinto, così come molti sono convinti sia sufficiente programmare una nuova evangelizzazione per rimettere tutto a posto e ritornare ai bei tempi, per modo di dire, che furono.
        E qui, di nuovo a costoro, nell’entusiasmo del momento, sfugge un particolare tutt’altro che marginale: è necessario, anzi indispensabile trovare prima chi sia disposto ad ascoltare e poi eventualmente anche a credere.

      • Fabio Sansonna scrive:

        No , ma senza la agina di catechismo come base non capirai mai quello che dice Gaudium et Spes.

  19. Cherubino scrive:

    Quando ero piccolo ho fatto la preparazione per la prima Comunione con il Catechismo a domande e risposte.
    Le ho imparate perchè ero diligente. Ma non per questo avevo capito l’amore di Dio. C’è voluta una vera evangelizzazione per comprendere il Vangelo e perchè la morte di quel Gesù avvenuta 2000 anni fa ha un valore inestimabile e una potenza che mi raggiunge efficacemente qui e ora, vincendo la morte e liberando la volontà schiava. C’è voluto l’assaporare quanto è buono il Signore, sentire la consolazione e il calore che avvolge il cuore quando Lui ti parla e ti accompagna, come con i discepoli di Emmaus. C’è voluto l’incontrarlo nel servizio e nella fraternità.

    Chi pensa che si convertano le persone a Cristo con un pò di (sacrosante) formule imparate a memoria sta facendo dell’anti-evangelizzazione e il gioco dell’Avversario.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Anch’io quand’ero piccolo succhiavo il latte dai capezzoli di mia madre, poi crescendo ho mangiato altre cose.
      Ma non mi sono mai sognato di disprezzare i capezzoli di mia madre.
      Senza di quelli non sarei cresciuto abbastanza per masticare carne e pasta oggi.Quanto siamo intellettuali e presuntuosi !!!!

      • Fabio Sansonna scrive:

        Lo succhiavo non perchè ero diligente, ma perchè avevo fame e senza quello non sarei sopravvissuto.

      • Cherubino scrive:

        lei la sta buttando in cagnare perchè le da fastidio si parli di Vangelo. E da questo si capisce che lei non è affatto un vero Ciellino.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Bene , a maggior ragione posso super partes e apprezzare CL e dire che è l’unico esempio storico di applicazione del Concilio, sono insospettabile, grazie per avermelo ricordato che non sono un vero ciellino, altrimenti la mia valutazione storica sarebbe di parte, così è più certa e oggettiva.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Balle intelelttuali, tu sei contro il Papa che ha fatto un catechismo a domande e risposte , quindi sei l’ Avversario per antonomasia.

  20. Cherubino scrive:

    Questo ovviamente non vuol dire che sia inutile studiare il Catechismo, ma la fede non viene dallo studio, ma dall’esperienza di Dio. Poi, conosciuto e aperto il cuore al vangelo, si diventa come lo scriba citato da Gesù: “ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.
    Il problema della fede oggi non è un problema di Catechismo, ma di una nuova evangelizzazione, che spesso è una prima evangelizzazione. Per questo certi movimenti che pongono l’annuncio al primo posto, hanno avuto una espansione incredibile negli ultimi decenni. La gente ha bisogno di sentire annunciare il Vangelo. Ma spesso sentono discorsi e omelie intrisi di moralismo, di esortazioni anche giustissime, ma che non svelano all’uomo l’amore di Dio. Spesso i parroci hanno paura di allontanare le persone proponendo cammini più incisivi, ma così facendo assecondano le istanze difensive e non il bisogno profondo dei cuori.
    Sono anni che la Chiesa ripete che c’è bisogno di “nuova” evangelizzazione, ma troppo spesso poi questa di diluisce in un “progetto culturale”. Santa cosa, ma l’evangelizzazione è altro. Un vescovo di cui non farò il nome, a proposito del progetto culturale, un giorno disse scherzosamente: “manù ?” (ebraico “cos’è ?”).
    Però va detto che l’evangelizzazione è compito di ogni cristiano e il contesto non può mai essere un alibi per nascondersi. Chi ha seguito Cristo desidera trasmettere questa gioia a chiunque incontra, anche se nel rispetto e con la pazienza e la prudenza del seminatore.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Il Problema della fede di oggi è che c’è troppa gente che ciancia sui blog anzichè annunciare Cristo negli ambienti.

      • Fabio Sansonna scrive:

        E CIANCIANDO SPESSO SI FANNO CONGETTURE ASTRUSE LEGGENDO TRA LE RIGHE QUELLO CHE SI HA IN MENTE INVECE DI LEGGERE ESATTAMENTE QUELLO CHE DICONO GLI ALTRI.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Io a chi scrive sui blog direi : a quanta gente hai annunciato Cristo negli ultimi 3 giorni ? Se a nessuno , allora è inutile che scrivi e perdi e fai perdere tempo, oltre che perdere e far perdere l’anima.

      • Cherubino scrive:

        “negli ambienti” ? E dire che pensavo si dovesse annunciare la morte e resurrezione di Gesù alle persone …

        • Fabio Sansonna scrive:

          Perchè non ha mai letto i documenti del Concilio numero 21, come la maggioranza di quelli che lo citano a vanvera.

          • Cherubino scrive:

            “Concilio numero 21″ ? Eccheè ?
            Io conosco 4 Costituzioni, 9 Decreti e 3 Dichiarazioni del Concilio Vaticano II.

            Se poi voleva dire “il ventunesimo Concilio ecumenico” è un’altra cosa … però avrebbe bisogno di un corso di italiano …

    • Fabio Sansonna scrive:

      L’UNICA NUOVA EVANGELIZZAZIONE E’ APPLICARE IL CONCILIO, MA PRIMA BISOGNA LEGGERLO NON CITARLO A VANVERA DIMOSTRANDO DI NON AVERLO MAI LETTO, E DOPO CI SI ACCORGERA’ CHE NUOVA NON VUOL DIRE DIVERSA DA QUELLA DEL PASSATO, MA SEMPLICEMENTE NUOVA , CIOè LA STESSA DI SAN PAOLO FATTA ADESSO. uN POMODORO NUOVO E’ DIVERSO DA UN POMODORO DI 200 ANNI FA ? NO E’ UGUALE SOLO CHE E’ FRESCO, CIOE’ NUOVO. DIRE NUOVA EVANGELIZZAZIONE NON VUOL DRE INVENTARSI COSE DIVERSE DA QUELLE CHE DICEVA S.FRANCESCO O S.GIOVANNI BOSCO. QUESTO E’ IL VERO PUNTO.

      • Cherubino scrive:

        ma si è fatto una canna ? L’unica evangelizzazione è annunciare il Vangelo, mica il Concilio !!!

        • Fabio Sansonna scrive:

          Nuova implica secondo le modalità indicate dal Concilio questo lo dicono tutti.
          Infatti le accuse a CL di essere contro il Concilio vengono da quelli che , in una visione solo clericale, ritengono la presenza dei movimenti sia antagonista alla vita delle parrocchie, solo eprchè nelle parrocchie costoreo hanno evidentemente guadagnato un certo potere, nelle comunità d’ambiente no.
          il sentirsi dire “quello che fai in CL vieni a rifarlo in parrocchia” è un refrain , che rivela una visione pre conciliare della comunità ecclesiale, non aggiornata al Concilio e al nuovo Codice di Diritto Canonico.
          Perchè fa comodo essere post conciliari qunado fa comodo, e preconciliari quando fa comodo.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Corollario:

            costringere i movimenti in parrocchia significa farli morire , come mettere un carcharodon carcharias in un acquario, ma è chiaro che l’intento è quello di estendere un controllo e un potere e basta, Allora si fa i furbetti, si accusa CL di obbedire al Papa e non ai vescovi , per farli sentire in colpa.
            Ma facciamo l’esempio pratico: uno dice quello che fai in CL devio rifarlo in arrocchia, se vai agli incontri di CL la sera devi rifarne altrettanti in parrocchia per non sentirti in colpa verso il tuo vescovo.
            A parte che anche i ciellini hanno solo 24 ore al giorno, il problema è che quello che CL fa negli ambienti è già un dono al vescovo , non c’è bisogno di rifarlo in parrocchia. Questo è avere la visione ecclesiale illuminata dal Concilio numero 21, diversamente si esercita solo un potere clericale ricatando le coscienze.

            Le infondate accuse a CL (non a me !!!!!!!, chi le fa le fa a CL in quanto tale) di obbedire al Papa e non ai vescovi sono solo squallidi ricatti morali, a cui con S Paolo occorrerebbe rispondere “andate a farvi castrare!”

            congetturare poi che un ciellino giudichi se è giusto obbedire al vescovo in base alla sua valutazione è quanto di più falso e viscido si possa immaginare. Nessun membro di Cl , me compreso, da che mondo è mondo ha mai disobbedito al vescovo.
            Se poi si vuol dire che avere come riferimento CL anzichè n gruppo parrocchiale è disobbedire al vescovo , bè questo non ci tange nenache di striscio…è il solito squallido tentativo di inserire sensi di colpa nella coscienza di chi appartiene a un movimento.

          • Cherubino scrive:

            “Nuova implica secondo le modalità indicate dal Concilio questo lo dicono tutti.”
            Niente affatto, il Concilio non c’entra direttamente. Nuova dice che
            1) le modalità sono diverse per i contesti
            2) si tratta speso di RI-evangelizzare persone che hanno avuto già un contatto, seppur formale ed “esterno” con il Vangelo.

            Lei sta improvvisando per creare confusione.

      • Cherubino scrive:

        e non lo sa che il maiuscolo costante equivale a gridare ed è contrario alla netiquette ?

    • Fabio Sansonna scrive:

      Chi pensa che si convertano le persone a Cristo con un pò di (sacrosante) formule imparate a memoria sta facendo dell’anti-evangelizzazione e il gioco dell’Avversario

      Questo ovviamente non vuol dire che sia inutile studiare il Catechismo…

      Cosa c’è si è pentito di aver insultato il Papa che ha composto un catechismo a domande e risposte ?

      Lacrime di coccodrillo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Cherubino scrive:

        non ho insultato nessuno, gli stessi pontefici hanno sempre detto ciò che ho affermato, solo che gente come lei non lo sa.

  21. Fabio Sansonna scrive:

    No la seconda è una sua prerogativa che non oso toglierle…

  22. Cherubino scrive:

    lei sta cercando di egemonizzare il discorso sull’evangelizzazione, si vede che le dà un gran fastidio …

  23. Fabio Sansonna scrive:

    Lei è napoletano mi pare di aver capito , bene io amo molto Napoli e non capisco perchè lei non riscopre le sue radici così belle, perchè non diventa un nuovo Tullio Pane o un Massimo Ranieri che ne so …. se cantasse invee di straziarci con le sue chiacchiere sarebbe molto bello, ed essendo un napoletano sicuramente le qualità nascoste deve averel per riuscire più simpatico , mi creda….

    Napoli fino al 1700 era la principale città italiana , contava 400.000 abitanti , più di Roma e Milano, ed era il maggior centro spirituale e culturale italiano tanto che Charles de Brosses visitando Napoli nel 1739 ebbe a dire : ” Napoli è l’unica città italiana degna di essere una capitale…tutto contribuisce a donarle quell’aria viva e animata che hanno Parigi e Londra e che non si rova affatto a Roma. ” Numerosissime erano le istituzioni religiose, cappelle, conventi, edicole, la Cappella Reale accoglieva i migliori musicisti dell’epoca .
    Non a caso le canzoni napoletane sono la testimonianza di una religiosità vissuta nella cultura popolare per secoli, esse contengono un nucleo di religiosità quasi mistico che porta a valorizzare passioni, sentimenti e domanda d’infinito e di senso, di ricerca del destino dentro le vicende umane quotidiane. Tanto che don Giussani nella sua collana musicale Spirto Gentil volle inserire un CD di canzomni napoletane interpretate da Tito Schipa. Tanto che dagli anni ’90 in poi agli esercizi spirituali di CL a Rimini non è mai mancato l’ascolto di una canzone napoletana interpretata dal vivo da un membro della comunità di CL di Napoli.
    Non a caso a Napoli sono andati a vivere personaggi come Pergolesi e Leopardi, che vi morirono anche.
    Napoli aveva al momento dell’unità d’Italia più industrie del Nord, anche se con prospetive commerciali e di scambio limitate, e sarebbe antistorico e francamente stupido voler paragonare le industrie della Napoli dell’epoca con quelle attuali del Nord , trovandovi delle inadeguatezze. Infine a Napoli comparve la rima ferrovia italiana.
    Cosa successe dopo il 1860 ?
    Grazie al nuovo stato e alle tasse che hanno ridotto sul lastrico gli agricoltori del Sud , metà della popolazione dovette emigrare e canzoni celebri come Santa Lucia luntana e Lacreme Napulitane lo testimoniano.
    Negli anni ’70 la Jaca Book pubbicò un libro di Nicola Zitara dal tiolo : ” L’italia si è fatta una colonia”, cioè lo stato italiano si è fatto una colonia , il Sud appunto , da sfruttare.
    (Ma anche Milano non se l’è mai passata bene con i Savoia).
    Che dire ? Occorre recuperare questo grande patrimonio religioso, di fede cristiana e di umanità che Napoli conserva e proviene dal suo passato e riscoprirlo assieme a tante cose del passato che stanno andando perse. Ci aiuterebbe a diventar più umani e più carnalmente cristiani e meno astratti.

    • Cherubino scrive:

      Mamma mia che sbrodolata !
      E come dicevo tutto fa brodo pur di non parlare veramente di evangelizzazione.

      Comunque di musica napoletana ne capisce gran poco. Se poi il suo era un inno all’Italia divisa, guardi che a Napoli tinimme aute a cche penzà.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Non sono per l’Italia divisa e non era un trattato sulla canzone napoletana , quindi le sue congetture come al solito ipotetiche che leggono tra le righe quello che non c’è scritto e non leggono mai quello che c’è scritto, mi fanno solo ridere.
        Il mio era un invito a lei, un suggerimento fraterno , a cercare nelle sue radici quello che le permetterebbe di essere più umano , anche un po’ più sentimentale se vogliamo e alla fine più simpatico come normalmente sono i napoletani che ho conosciuto nella mia vita.
        Il fatto di non capire mai il vero senso di quello che scrivono gli altri e di sospettare sempre facendo congetture è una segnale spirituale molto grave , mi creda.
        Io sto facendo evangelizzazione perchè sto aiutando un fratello in difficoltà, visto che si prende schiafi a destra e a manca in questo blog, e mi dispiace perchè lei è intelligente , colto, ma le manca quel tocco di umanità che renderebbe evangelica la sua personalità. Ho voluto darle un suggerimento umano e fraterno e mi sarei aspettato un ringraziamento.
        Purtroppo devo constatare che i problemi sono molto più profondi.

        • Cherubino scrive:

          sono quasi commosso … e mi viene in mente il fantozziano “come è buono, lei”.

  24. Preoccupato per quanto accade nei sacri palazzi pensavo di trovare informazioni e commenti garbati.
    Ed invece trovo la solita persona intenta a battibeccare.

  25. Pingback: www.sanlazzaro.org » Il Papa: appello ai vescovi sulla fede