Il cardinale Scola e il meticciato di civiltà

[photopress:scola2.jpg,full,alignleft]Il settimanale “Vita”, nel numero in edicola in questi giorni, pubblica un interessante dialogo con il patriarca di Venezia Angelo Scola. Invitandovi a leggere il testo integrale, ve ne propongo un assaggio, con qualche riga della risposta nella quale il cardinale spiega perché da qualche anno ha usato il termine “meticciato”, “suscitando molte reazioni anche dentro la Chiesa”. Mi sembra, quella di Scola, una posizione realista, che parte da dati di fatto: non l’ideologia del “volemose bene” che dimentica i problemi e i drammi e vuole arrivare alla multiculturalità e all’indifferentismo; non l’ideologia dello scontro di civiltà come inevitabile muro contro muro. Sono parole da leggere anche alla luce di quanto detto dal Papa nell’incontro con i preti ad Auronzo di Cadore (vedi post precedente).
“Ho sempre sottolineato molto il dato di partenza, occorre stare alla realtà e, nei limiti del possibile, assecondare la realtà, accompagnarla. Qualche mese fa, a Cernobbio, ho incontrato il Commissario Europeo per gli affari sociali, Anna Diamantopoulou, che tra gli altri dati statistici ha sottolineato come in questo momento sul pianeta 2 miliardi di persone sono in procinto di emigrare. Questo fa capire meglio che quando parlo di “meticciato” nomino un processo in atto, non un progetto o una mia idea…”
“Uno dei processi che caratterizzano in maniera clamorosa questa nostra epoca è questo mescolamento, un mescolamento di popoli e perciò di culture e di civiltà. Quando dico meticciato, perciò, non nomino un’ipotesi teorica, non dico un’idea della Storia che deve realizzarsi. Non dico un mio modello, registro, semplicemente, un dato di realtà. I processi della realtà, in cui siamo volenti o nolenti dentro, si possono accompagnare criticamente, non siamo noi a produrli. Io marco molto la specificazione che ho dato alla definizione di meticciato, ho parlato di meticciato di civiltà e di culture…”
“La grande lentezza di risposte di noi europei: questo processo ci ha letteralmente sorpreso. Siamo, come diceva Eliot, uomini “un po’ impagliati”, che discettano nei loro salotti piuttosto che guardare in faccia i processi della realtà e della vita. Auguriamoci di saper reagire perché, in ogni caso, la mind europea è alla radice del confronto tra civiltà e culture a livello planetario. Il meticciato ci riguarda direttamente non solo perché “questi ci vengono in casa”, ma ancor di più perché penso che mancherebbe la grammatica stessa per intenderci se noi europei ci chiamassimo fuori”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il cardinale Scola e il meticciato di civiltà

  1. Elisabetta scrive:

    Mi fa molto piacere leggere queste cose perchè le penso anch’io, ed ora so che non sono sola a pensarla così…
    è vero che specialmente la cultura italiana non sembra aver capito che la migrazione è un dato di fatto, è già in atto.
    Bisogna coglierne le conseguenze.
    Se avete voglia, visto che a me piace scrivere, vi passo il link del mio romanzo di fantascienza cristiana on-line in via di stesura proprio su questo tema:
    http://www.ilmarchiodicaino.splinder.com

    perdonate l’autocitazione…

  2. Pingback: C’è un Borghezio in ognuno di noi | Yalla Italia