Gli effetti non voluti dei vatileaks

Cari amici, le parole non di circostanza (bastava vedere come le ha pronunciate) che ieri mattina Benedetto XVI ha dedicato agli sviluppi del caso vatileaks, criticando noi media per come abbiamo descritto la Curia romana in questi giorni, dimostrano ciò che si è sempre saputo. Il Papa e più in generale la Santa Sede non prende decisioni in risposta a pressioni mediatiche o a campagne basate sulla fuga di documenti.

E’ stato detto, scritto e ripetuto – lo si legge anche nelle pagine introduttive del libro di Gianluigi Nuzzi “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI” – che i “corvi” avrebbero agito: 1) Per aiutare il Papa nell’opera di pulizia e trasparenza, 2) Per affrettare il cambio della guardia in Segreteria di Stato. Ho scritto più volte ciò che penso a questo proposito: non credo si possa aiutare il Papa presentando il Vaticano come un colabrodo, rischiando di gettare un generale discretito sull’intera istituzione (questo è un effetto sotto gli occhi di tutti).

Per quanto riguarda la seconda motivazione, a me è parso sproporzionato il calibro del fuoco dei vatileaks per colpire soltanto il Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. E’ per questo che continuo a credere che dietro l’operazione vi sia dell’altro, che si guardi anche al futuro conclave. In ogni caso, mi sembra di poter dire che ad oggi, dopo le precise parole pronunciate da Benedetto XVI, che ha rinnovato la sua fiducia ai più stretti collaboratori (dal Segretario di Stato in giù), i vatileaks abbiano ottenuto il risultato non voluto di rinsaldare ancor di più l’intesa – che già c’era e non era mai venuta meno – tra Ratzinger e il suo entourage.

Ieri ho trascorso quasi tutta la giornata nei padiglioni di Fiera Milanocity, dove si sta svolgendo il congresso teologico-pastorale sulla famiglia, nell’ambito del VII incontro mondiale delle famiglie che domani vedrà l’arrivo del Papa a Milano. Un secondo effetto dei vatileaks, che ho potuto riscontrare nel dolore sincero di tante persone, è il crescere della simpatia, dell’affetto e della vicinanza nei confronti del Papa, che ieri ha detto: “non si è mai offuscata (in me, ndr) la ferma certezza che nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

91 risposte a Gli effetti non voluti dei vatileaks

  1. giovanni scrive:

    Attraverso il suo blog mi piace esprimere la mia vicinanza, il mio affetto e la mia preghiera a Santo Padre.
    Grazie Dott. Tornielli

  2. michele scrive:

    mi associo anch’io alle sue parole – grazie

  3. stefano scrive:

    Anche questo Papa, come il precedente, passerà alla storia con l’appellativo di Il Grande. Come si fa a non vedere la presenza dello Spirito di Dio, la presenza di Gesù sulla barca di Pietro in tempesta? Grazie Santo Padre.

    • Cristiana scrive:

      Come si fa a nn vedere la presenza dello Spirito di Dio? chi nn è ” cecato” la vede… ;-)
      ma a parte questo abbiamo SEMPRE la CERTEZZA che ogni male è permesso per un bene
      più grande, il Papa lo sa bene, e non è MAI solo come vorrebbero far sembrare i suoi detrattori.
      Preghiamo…..preghiamo…..preghiamo….
      p.s:
      anche nelle parrocchie litighiamo perchè nn si prega abbastanza, se solo imparassimo ad affidare
      al Signore quello che ci ostiamo a voler fare da soli…..vedremmo miracoli incredibili..
      piccolo sondaggio: in quanti gruppi di preghiera, consigli pastorali, incontri di catechisti e via dicendo si prega
      con FEDE lo Spirito Santo prima di iniziare qualsiasi attività, perchè ci ispiri e tutto sia fatto a maggior gloria di Dio?
      e ….nel nostro ambito lavorativo? buona riflessione a tutti

      • stefano scrive:

        E’ proprio per questo che il Papa ha istituito l’anno della fede. Si prega poco perché Dio è diventato il grande sconosciuto (anche nelle parrocchie). E, paradossalmente, soprattutto da quando i grandi teologi ce lo vengono a spiegare in televisione.

      • antonella lignani scrive:

        Si fa, si fa Cristiana! “O Signore, manda il tuo Spirito che rinnovi la faccia della terra!”

    • Giovanni scrive:

      Mi associo con tutto il cuore! A Dio piacendo parteciperò con la mia famiglia alla Messa di Bresso.
      E’ un mio piccolo contributo per esprimere la mia vicinanza e il mio affetto al Santo Padre.

    • luciano27 scrive:

      stefano, questa è una di quelle proposizioni che non riesco a capire:se lo Spirito di Dio e Gesù erano sulla barca perchè non hanno impedito la tempesta? A meno che, rifacendomi alla volontà diDio, sia proprio quelloche lui vuole: far affondare tutte queste incastellature che di cristiano hanno solo il nome. Inoltre,essendo questi contrasti fra uominiDio e GesùCristo,ne vanno lasciati fuori

      • stefano scrive:

        In quell’episodio, come in questo più recente, la barca non affonda. E Dio non ha impedito la tempesta – allora come ora – affinché Gesù la placasse, rivelando ai suoi la sua natura divina.

  4. Sara scrive:

    Ieri il Papa ha ringraziato tutti quelli che in silenzio lavorano a fianco a lui e questo l’ho apprezzato molto.

  5. Eremita scrive:

    A me sembra, Tornielli, che le dietrologie troppo complicate siano fuorvianti. Ci sarà stato qualcuno, più o meno ben intenzionato, che stanco di vedersi rigettare le istanze di maggior correttezza nella gestione, ha raccolto documenti poi usati mediaticamente da altri. Il tipico caso sociologico di effetti non previsti e non voluti di una azione che soggettivamente mirava ad altro. I soggetti più manovrabili sono proprio i bene intenzionati. Qualcosa che è scappato di mano, succede ad ogni livello, come in una riunione del clero locale in una diocesi italiana in cui il segretario sbadato ha dimenticato sul tavolo alcuni verbali poi caduti in mano ad un giornalista che ci ha ricamato sopra. In ogni caso, non capisco il clamore, e penso che neppure lo capiscano coloro che hanno un minimo di esperienza di chiesa, e non vedo quale danno ne venga al papa: da quel che è emerso finora, non ha detto nè fatto nulla di riprovevole. Che poi il papa conti poco in Vaticano, è cosa nota da sempre (l’opinione del cameriere sul padrone non è mai lusinghiera). Sono convinto che tutto questo non avrà nessuna conseguenza pratica, e che fra qualche tempo nessuno se ne ricorderà. Non ci sarà nessuna purga, Paolo tra poco sarà risarcito con un buon impiego fuori del Vaticano e manterrà cucita la bocca su tutta la vicenda. Una piccolissima onda trascurabile per la barca di Pietro., solo qualcuno dei passeggeri più ansiosi che grida per nulla.

    • stefano scrive:

      Paoletto bocca-cucita fa un po’ ridere.

      • Eremita scrive:

        Guardi che Paoletto non dirà una parola, le foto ufficiali lo mostrano con le labbra incollate. A quel posto non ci arriva mai un ingenuo, al massimo un finto ingenuo, e c’ha tutto da guadagnare a stare zitto.

    • macv scrive:

      Le spie sono sempre “ben intenzionate”.Le talpe hanno sempre delle motivazioni “morali”. I delatori lo fanno sempre “a fin di bene”
      ma la morale comune (vox populi) in ogni epoca ha sempre disprezzato le spie e i delatori come “infami”. Dante ha messo Bruto e cassio nel punto più profondo dell’Inferno insieme a Giuda, e non perchè assassini di cesare ma perchè traditori di chi li amava.Chiunque nel suo piccolo abbia avuto esperienza di amici che sono andati in giro a rivelare notizie e segreti colla scusa di farlo “a fin di bene” sa cosa sta provando oggi il Papa.
      La spia crede sempre di farlo “a fin di bene” in realtà sotto ogni anche piccolo
      delatore si nasconde l’inizio, il punto “alfa” del male.

  6. Sara scrive:

    In effetti, spie, corvi, cardinali complottisti e giornalisti interessati sono riusciti a tirar fuori le prove che in vaticano litigano!
    Bastava venissero nella nostra parrocchia dove da due mesi se le danno di santa ragione per fissare la data del campo-scuola estivo, dovessero gestire lo Ior i nostri catechisti, altroché guerra.
    :-)

  7. Pingback: Vatileaks o la desinformació massiva sobre Benet XVI i el Vaticà « B16 – links

  8. Sal scrive:

    “Ho scritto più volte ciò che penso a questo proposito: non credo si possa aiutare il Papa presentando il Vaticano come un colabrodo, rischiando di gettare un generale discredito sull’intera istituzione”

    Finalmente una parola di verità ! E’ meglio mettere la spazzatura sotto il tappeto (incolpando il povero maggiordomo) che screditare l’istituzione che imperterrita può continuare a fare il suo comodo. Rivelatrici davvero le parole della libera stampa “imparziale” e amica.

    “a me è parso sproporzionato il calibro del fuoco dei vatileaks per colpire soltanto il Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone.” Beh, invece che le cannonate si poteva usare il veleno. Più silenzioso e proporzionato. Ecco che la libera stampa amica si prodiga in mille giustificazioni pur di offrire una sponda soccorrevole.

    “Il Papa, che ieri ha detto: “non si è mai offuscata … la ferma certezza che nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino”. – Grande verità ! ma si tratta sempre di vedere se Dio si sta occupando della “sua” chiesa o di un’altra che a dire di alcuni “è un colabrodo” sul quale “gettano il discredito ” e che non bisogna prendere a cannonate. E’ sproporzionato !

    Vuoi vedere che tutta la manfrina non è altro che l’apertura dei giochi per la successione ?
    “Complotto contro Benedetto XVI entro 12 mesi morirà”- “Secondo la ricostruzione attribuita dal documento all’arcivescovo Romeo sarebbe Angelo Scola, arcivescovo di Milano, il successore designato da Papa Ratzinger. Il documento in possesso del Fatto è scritto in lingua tedesca, probabilmente perché sia compreso appieno solo dal Papa e dai suoi stretti collaboratori e connazionali,… Inizia con un lungo ‘oggetto’ in neretto: “Viaggio del Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, a Pechino a novembre 2011. Durante i suoi colloqui in Cina, il Cardinale Romeo ha profetizzato la morte di Papa Benedetto XVI entro i prossimi 12 mesi…Non solo: Bertone e Ratzinger sono descritti come una coppia di litiganti costretti a convivere nelle mura leonine: “Il rapporto fra Papa Benedetto XVI e il suo Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone sarebbe molto conflittuale. In un’atmosfera di confidenzialità il Cardinale Romeo ha riferito che Papa Benedetto XVI odierebbe letteralmente Tarcisio Bertone e lo sostituirebbe molto volentieri con un altro Cardinale…. “In segreto il Santo Padre si starebbe occupando della sua successione e avrebbe già scelto il Cardinale Scola come idoneo candidato, perché più vicino alla sua personalità. Lentamente ma inesorabilmente lo starebbe così preparando e formando a ricoprire l’incarico di Papa ” Link
    Altro che corvi e discredito. Il colabrodo c’è davvero !

    • bo.mario scrive:

      SAL per pensare a Scola si deve essere raschiato il fondo del barile. Nella sua zona c’è la potenza di CL, a salve, ma sono riusciti a creare buchi da un milirado di euro. Ora i soldi non ci sono per ripianare e la provvidenza sembra sia finita, se esisteva. Definito un colabrodo? povero maggiordomo gli hanno messo anche delle cartacce nel cassetto.. non cambiano mai. Ciao.

  9. Teseo scrive:

    Bravo Papa, nelle difficoltà tira fuori quello che di solito nasconde sotto il magistero del teologo e la timidezza della persona: la sua umanità che è profonda e a volte disarmata. Forse per questo lo hanno pensato come Papa di transizione, e ora non ne possono più e lo attaccano frontalmente.

  10. gianrico scrive:

    Gesù scaccia i mercanti del tempio.Gesù viene tradito da Giuda.

    • stefano scrive:

      Ergo, Giuda è un mercante?

      • Sal scrive:

        Certo, altrimenti perché 30 denari ?

      • lauraromana scrive:

        …però, Stefano, Giuda ha fatto mercato della vita di Gesù…

        • stefano scrive:

          Non è che l’abbia fatto proprio per soldi. Oggi si direbbe che l’ha fatto per la trasparenza. Lui non sopportava che con i suoi si proclamasse Figlio di Dio, ma poi ci fossero un sacco di cose che non andavano per niente bene nella Chiesa nascente. E poi, se sei Dio, perché ancora tanta sofferenza? Quel Pietro, poi, cos’aveva più di lui?

          • Sal scrive:

            @ Stefano
            “Non è che l’abbia fatto proprio per soldi. Oggi si direbbe che l’ha fatto per la trasparenza”
            Dovrebbe leggere meglio : “Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari e dato ai poveri?” Disse questo, però, non perché si interessasse dei poveri, ma perché era un ladro e aveva la cassa del denaro e portava via il denaro che vi si metteva.” ( Gv 12.4-6)
            Vede ? E’ sempre una questione di soldi.

            Non è strano che il comune di Milano ha stanziato 3 milioni per la visita che dovrebbe essere “gratuita” ? Potevano darla per l’Emilia no ?

          • stefano scrive:

            Non era ladro per soldi. Era un ladro perché era invidioso della bontà di Gesù.

          • stefano scrive:

            P.S.: più che un ladro era un cleptomane.

          • minstrel scrive:

            Vorrei far notare inoltre che la considerazione è successiva all’evento, quasi una giustificazione per il tradimento da offrire ai lettori impliciti dello scritto.
            Oppure si deve pensare che tutti sapevano quel che faceva il tesoriere di Gesù e nessuno gli diceva nulla, Gesù compreso?

      • gianrico scrive:

        No, Giuda faceva parte della famiglia di Cristo.

        • Sal scrive:

          Anche nella famiglia di Cristo c’era un ladro. Nulla di nuovo sotto il sole ! Lo chieda a Viganò ! Lui è più informato è della stessa famiglia !

          • gianrico scrive:

            Giuda se era un ladro lo doveva sola al suo tradimento,tradendo, aveva rubato la fiducia a chi in lui l’aveva riposta.

  11. antonella lignani scrive:

    In Vatican Insider leggo che la lotta è per la successione a BXVI. Auguro all’attuale papa di superare il record di Leone XIII, che fu papa fino a 93 anni.

    • stefano scrive:

      La vita è tutta una lotta. Per i figli di Dio, con le tentazioni ed col maligno. Per i figli di questo mondo, tra di loro.

    • lauraromana scrive:

      Se ben ricordate, il toto-successione con Giovanni Paolo II cominciò circa 15 anni prima della sua morte, con inchieste e articolesse sulla Sua malattia e sulla Sua incapacità presunta di guidare la Chiesa; e naturalmente non senza lo spettacolo indecente di “candidature” di questa o quella Eminenza, e di qualche Eminenza che non perdeva occasione per correre sotto i riflettori e davanti ai microfoni per correggere o contraddire il Papa.
      …la saggezza popolare dice che tutti questi riti profani non fanno che allungare la vita dell’interessato: mi unisco a questa antichissima saggezza augurando al Nostro Papa amatissimo Benedetto XVI ancora molti anni per continuare a rallegrarci della Sua forza serena e perché la Chiesa continui a beneficiare della Sua opera intelligente e lungimirante.
      Grazie Santità, con tutto il cuore!!!

    • luciano27 scrive:

      anche se non mi è simpatico, glielo auguro anch’io, suo coetaneo, sinceramente

  12. xagena scrive:

    Tornielli dove vivi su Marte????La gente è schifatissima e questo “costosissimo” viaggio papale per sponsorizzare le famiglie “made in Vatican” non farà altro ch esacerbare gli animi!!!Certo che se le famiglie “cattoliche ” sono come quelle del papa siamo al livello di “parenti serpenti”!!!!Però il palco che avete costruito per Sua Santità fa un figurone…pagato dagli amici di Formigoni???? O dagli italiani….co……ni??? Tanto non me pubblichi…………………………..

    • peccatore scrive:

      Il consiglio lo avevo già dato , gratis, come anche questo.
      Una persona come te non riesce a far arrabbiare: genera un senso di sgomento in cui prevale la pietà, di fronte a così tanto livore, acidità e assenza di raziocinio. E’ una malattia grave, che forse dispererebbe meno se dovuta ad un male diagnosticabile e curabile con qualche medicina. E’ una catastrofe dentro l’anima, altrettanto grave del crollo dei muri della casa, anche se non quantificabile e consolabile con l’intervento dei soccorsi.
      E’ un buio nero, sordo e triste che non ha la gioia. Una pena.
      Avere la pace nel cuore è una grande grazia, un dono potente di Dio.
      Shalom. Impariamo da Benedetto XVI cui l’acidità del mondo al massimo serve a prepararsi lo yogurth.

    • stefano scrive:

      La gente è schifatissima del tuo costosissimo cappellino di frutta e del tuo nome da extraterrestre in vacanza a Rimini.

      • xagena scrive:

        E’ uno scatto di Irina Ionesco …..io sono molto piu’ bella e francamente sto rivalutando Rimini la sua movida notturna è sempre al top !

    • bo.mario scrive:

      Xagena devi capire che gli scandali sono solo chiacchiericcio. Noi italiani siamo costretti, da questa banda di ladroni, a pagare sempre. Però, uno pensa: dal vaticano non me lo sarei aspettato, sbaglia di grosso. Ciao Daniela o Xagena, visto che qualcuno se n’è scordato chi sei, ti si legge poco.

  13. Francesco73 scrive:

    Concordo. L’obiettivo dei corvi e dei loro ispiratori non poteva essere solo Bertone, perchè era chiaro che ne stavano rafforzando il ruolo.
    Il Papa non può sostituire il suo primo collaboratore sull’onda di una campagna di discredito agitata da anonimi. Sarebbe un precedente gravissimo, un segno di debolezza enorme e un atto che contravviene palesamente allo stile e alla personalità leale di Ratzinger.
    Se volevano allontanare Bertone, gli hanno sicuramente allungato il mandato.

    Sul secondo aspetto Andrea permettimi di avere un dubbio. Al padiglione di Milano trovi in questi giorni i “vicini”, coloro che frequentano la Chiesa in forma partecipativa. Ma il vasto popolo cattolico è soprattutto quello non inquadrato, meno assiduo e meno rilevabile ad personam. Lì il disorientamento c’è, e se non è in discussione l’affetto e la fiducia per il Papa, c’è – a mio avviso – un certo sgomento per le vicende vaticane.
    Occhio a non misurare la salute della Chiesa solo dagli attivisti, insomma.

  14. Eremita scrive:

    Un altro piccolissimo, insignificante effetto non previsto dei vatileaks l’ho osservato su questo blog: progressisti e conservatori hanno deposto le armi ed hanno smesso di insultarsi a vicenda. Ora ci sono solo due gruppi: quelli che hanno un interesse per la religione ed in qualche modo fanno riferimento alla chiesa, con tutte le varianti del caso, e quelli che non si sentono in alcun modo legati ad essa. Quelli del primo gruppo farebbero bene ad evitare di scomunicarsi a turno: non tutti quelli che criticano la chiesa lo fanno per malanimo verso di essa, non tutti quelli che approvano acriticamente tutto quello che fa la gerarchia amano veramente la chiesa. Ma è il pluralismo della chiesa, che in effetti esiste anche se la centralità della curia romana spesso ce lo nasconde, è questa pluralità di voci che deve essere preservata. Credetemi, è possibile che differenze anche molto marcate possano vivere unite se c’è la fede in Gesù Cristo, e riusciamo a percepirla negli altri. Cosa impossibile invece se non c’è la fede. Questo è il discrimine, non le antinomie progressista o conservatore. Non è il vaticano che tiene unita la chiesa, non è la vittoria delle fazioni, ma è la fede in Cristo presente nella coscienza dei suoi integranti.

    • stefano scrive:

      C’è anche che alcuni di opposte fazioni ritengano Gesù Cristo una loro esclusiva, come anche che altri ritengano più importante l’appartenenza alla fazione che a Gesù Cristo.

      • Alberto Farina scrive:

        Da questo punto di vista la sigla CL non ti dice nulla?

        • stefano scrive:

          CL non è una sigla ma un movimento ecclesiale. Questo dato sfugge ai molti faziosi connotati ideologicamente.

          • Alberto Farina scrive:

            Riformulo la domanda: il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione (solitamente definito con la sigla CL) da questo punto di vista non ti dice nulla?

      • stefano scrive:

        Non ho capito dove voglia andare a parare, ma le dirò che in qualità di movimento ecclesiale a CL non possono essere attribuite finalità di fazione, e in ogni caso che CL e i suoi membri fanno vanto della propria appartenenza a Cristo.

        • Alberto Farina scrive:

          Voglio andare a parare che le parole “C’è anche che alcuni di opposte fazioni ritengano Gesù Cristo una loro esclusiva, come anche che altri ritengano più importante l’appartenenza alla fazione che a Gesù Cristo” sono perfette nel definire il modo in cui si comporta il movimento eccelsiale di Comunione e Liberazione (va bene detto così?)

          • stefano scrive:

            No, va molto male, perché non corrisponde al vero. E poi, io ho parlato di opposte fazioni, quindi, semmai, se lei fosse stato dotato di fair play, per par condicio, avrebbe citato almeno due movimenti (anche se io non assimilerei mai un movimento ecclesiale ad una fazione). Invece, lei col suo intervento denota un massimalismo tutto “de sinistra”, ormai stantio e appannaggio soltanto degli “ultimi giapponesi” rimasti a difesa del vuoto pneumatico (in senso teologico) e fisico (nel senso di vuoto cranico), maggioritario solo in TV, e che si spaccia per spiritualità cattolica.

      • bo.mario scrive:

        Stefano basta andare a Gerusalemme nella presunta natività. Li volano botte da orbi. Un saluto.

      • luciano27 scrive:

        siete tutti così stefano

    • Sara scrive:

      Secondo me invece ci sono due gruppi di iperconservatori (leggi reazionari) e progressisti che adesso vanno d’accordo a criticare la Chiesa e un gruppo sparuto nel mezzo che vorrebbe invece tenere insieme i cocci.
      Ieri Colafemmina faceva l’elogio del corvo ed è tutto dire.

    • antonella lignani scrive:

      Sono perfettamente d’accordo, Eremita. Forse per quest mitrovo bene tanto partecipando alle Messe Tridentine che alle celebrazioni “innovative”.

  15. Sal scrive:

    @ gianrico
    “Giuda se era un ladro lo doveva sola al suo tradimento,tradendo, aveva rubato la fiducia a chi in lui l’aveva riposta.”

    Guardi che il vangelo non l’ho scritto io. C’è scritto lì. Ma se a lei non piace può pure buttarlo.
    “Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari e dato ai poveri?” Disse questo, però, non perché si interessasse dei poveri, ma perché era un ladro e aveva la cassa del denaro e portava via il denaro che vi si metteva.” ( Gv 12.4-6)
    Prendere o lasciare. Può lasciare.

    • minstrel scrive:

      Si prende per quello che è: una considerazione SUCCESSIVA agli eventi, risurrezione compresa!
      Lei Sal, crede nella resurrezione?

  16. eremita scrive:

    Avrei già dovuto imparare a starmene zitto: non appena ho detto che in qualche modo ci si poteva sentire uniti, sono subito saltati fuori a dire che è impossibile.

    • Sara scrive:

      L’unità dovrebbe nascere dalla condivisione non dalla critica.

      • Sara scrive:

        Senza contare che può essere bello vedere Don Gallo e Lefebvriani andare a braccetto in anticlericalismo, ma non bisogna dimentare che la loro critica comune ha obiettivi ben diversi.

        • stefano scrive:

          Attenta a non rimanere senza olio per il lume.

          • Eremita scrive:

            Stefano, la pianti, quando riesce ad allontanarsi un poco dalle sue idee riesce persino simpatico. Sia Lei stesso, non un seguace di idee che forse non sono neanche troppo congeniali al suo carattere. Dio non ci giudicherà per le nostre idee, ma per come siamo.

          • stefano scrive:

            Tutto sommato non mi dispiace di rimanere antipatico a chi bastano due righe per contraddirsi.

  17. ritaroma scrive:

    l’unione fa la forza! quale?

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