Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI

[photopress:Martini.jpg,full,alignleft]Gli amici “naviganti” che frequentano questo blog sono già stati informati, grazie a uno dei commenti, dell’esistenza della lettera dell’arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti dedicata al Motu proprio di Benedetto XVI che liberalizza la messa preconciliare. Plotti mette dei paletti e stabilisce che sia comunque il vescovo ad avere l’ultima parola sulla concessione della celebrazione antica (di fatto depotenziando la portata del Motu proprio). Ieri, contro il documento del Papa, è sceso in campo anche il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, che dalla prima pagina dell’inserto domenicale del Sole 24Ore ha fatto sapere di non voler celebrare secondo l’antico messale, ha precisato che la vita cristiana preconciliare emanava “un senso di chiuso”, ha affermato di confidare nel buon senso della gente “che comprenderà come il vescovo… non può facilmente moltiplicare le celebrazioni”. Insomma, checché se ne dica, un bell’attacco preventivo. Martini, che ha sempre incarnato il più autorevole e ascoltato dissenso sia a Giovanni Paolo II che a Benedetto XVI, fa già sapere – lui che non è più vescovo diocesano – che i fedeli non si devono illudere di vedere applicata la decisione papale. Ricordo che negli ultimi due anni il porporato si è già distinto per aver messo in discussione la posizione della Chiesa su alcuni aspetti della bioetica (nel dialogo con il bioeticista e senatore dell’Ulivo Ignazio Marino) e sul caso Welby.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

117 risposte a Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI

  1. Guido Villa scrive:

    Quale storiella raccontavano alle scuole di giornalismo per spiegare quale notizie dare oppure no? Che il cane che morde un uomo non fa notizia, al contrario, fa notizia l’uomo che morde un cane. Questa Sua, caro Tornielli, fa parte della prima categoria. Perso quindi che non ci fosse neppure la necessità di pubblicarla, questa non-notizia :(

  2. Francesco scrive:

    Martini contribuisce al dibattito, lo fa con stile, misura e intelligenza e anche tanti che – come me – talvolta non sono d’accordo con lui, ne apprezzano comunque l’approccio.
    Direi che quella che lui incarna è una possibile modalità di discussione nella Chiesa, che non è nè un’assemblea parlamentare nè una caserma.
    La pubblicazione del Motu Proprio non è – evidentemente – un fatto così indolore ed è giusto riflettervi.
    Ma anche sulle altre questioni per le quali Martini ha rappresentato una voce altra, direi che è bene non cessare mai di interrogarsi, di pensare e anche di avere dubbi.
    A me piace una Chiesa in cui stiano insieme il Papa della Bellezza (Benedetto) e uomini di Dio capaci di suscitare pensieri anche poco rassicuranti (come Martini).
    L’allarme che scatta ogni volta che il vescovo emerito di Milano interviene mi pare un pò eccessivo.
    Non credi, Andrea?

  3. Filippo Facci scrive:

    (Ciao Tornielli, saluti da un mangiapreti.)

  4. aldo scrive:

    credo che come cristiano mi devo preoccupare solo di due cose.il mio rapporto con dio (e cio si manifesta sopratutto attraverso la confessione e l’eucarestia )e il mio rapporto con i fartelli nella preghiera (l’importanza di farlo in una lingua conosciuta )e nel quotidiano (attenzione alle persone che il signore mette sulla mia strada).tutto il resto sono questioni di lana caprina per chi non vuole veramente fare sul serio

  5. Marcello scrive:

    Vergogna Eminenza!
    Martini non perde occasione per minare il Magistero del Santo Padre. Un tempo la Chiesa prendeva le misure necessarie rispetto a queste cose, ora invece?
    Che Dio ci conservi a lungo il buon Papa Benedetto, abbiamo grande bisogno della Sua opera.

  6. Luisa scrive:

    L`intervento del cardinal Martini è particolarmente grave perchè si oppone direttamente ad una decisione del Papa che ha valore di legge.
    Alla maniera di un gesuita, Martini stronca il documento per poi, in fine, addolcire il proposito.Il suo spaccare in due il popolo cattolico, quelli provvisti di buon senso e quelli che ne sono sprovvisti perchè oseranno disturbare i vescovi già sovraccarichi di lavoro mi sembra pesante in conseguenze.
    Prescindendo che mi domando se bisogna mettere fra gli insensati anche il Papa, che ha chiesto ai vescovi comprensione e generosità, a quando un fedele si vedrà rispondere da un parroco (e non da un vescovo…cardinal Martini…) di far prova di un pò di buon senso,perchè proprio il tempo per occuparsi in più di tutto il resto anche di questo capriccio papale proprio lui non ce l`ha?
    Conosciamo l`influenza che Martini esercita su una parte del clero,il suo intervento non può che essere sorgente di confusione e divisione ….e non è la prima volta!
    La resistenza passiva al motu proprio mi sembra reale,ad esempio,una mia cara amica ha scritto alla sua Diocesi di Milano per informarsi sul rito tridentino, sino ad oggi nessuno si è degnato di risponderle,so che è il caso per molti altri fedeli che si vedono opporre un silenzio significativo.
    Strana concezione della sollecitudine pastorale e dell`obbedienza.
    Potrei anche testimoniare che non mi riconosco in quel fedele più responsabile, libero, lieto grazie al NOM ,anzi ne ho talmente sofferto nelle sue derive liturgiche che mi sono allontanata dalla pratica religiosa,ma non è questo che ritengo il più grave. Martini è libero di avere la sua opinione e di esprimerla ,ma dovrebbe avere la finezza, la generosità di pesare le sue parole al fine che esse non costituiscano un`arma nelle mani degli oppositori del Santo Padre.
    Mi sembra più che chiaro che non è il Papa che semina divisione ma chi, come il cardinal Martini , ostacola l`applicazione del Motu Proprio che ,lo ricordo, ha forza di legge!

  7. Tolly scrive:

    Seguo con interesse gli intereventi di S.E Martini, anche se su alcuni passaggi mi smarrisco ( e suppongo per mancanza di dovuta preparazione ).
    Il motu proprio del Pontefice è stato semplicemente un passo per semplificare la possibilità di celebrare la S.Messa secondo in vecchio rituale ( con qualche aggiustamento ) non un discorso ex cattedra, o un invito.
    Almeno io avevo recepito così il messaggio, poi non saprei…pareri a riguardo ?

  8. Gianluca Barile scrive:

    Mi limito a riportare un approfondimento che ha scritto per http://www.papanews.it il collega Bruno Volpe

    di Bruno Volpe
    CITTA’ DEL VATICANO – Ho letto con attenzione sul Sole 24Ore l’intervento del Cardinale Carlo Maria Martini sul motu proprio di Benedetto XVI. Ovviamente rispetto l’opinione dell’Arcivescovo emerito di Milano, vero uomo di cultura e di Chiesa, ma non la condivido. Credo, infatti, che il Cardinale parta da un presupposto viziato, e cioe’ l’associazione tra motu proprio e Concilio Vaticano II. Non e’ cosi. Il Papa ha solo voluto predere atto che il rito tridentino non e’ mai stato eliminato dalla Chiesa, e con buon senso ha dato ascolto a quella parte di cattolici ancora affezionati al Messale di San Pio V semplicifando le procedure per chiedere ed ottenere in parrocchia la celebrazione della Messa in latino. Ad ogni buon conto, fa piacere constatare che lo stesso Martini riconosca che dopo il Concilio Vaticano II ci sono stati degli abusi liturgici e teologici, anche gravi. Ma spiace vedergli scrivere che il rito tridentino è veicolo di “senso del chiuso”, perché riteniamo che non lo sia. Il rito tridentino, al pari del Novus Ordo al quale il Papa non ha tolto nulla, e’ parte integrante della tradizione e dei tesori della Chiesa, e come tale va rispettato, così come va rispettato il legittimo dissenso del Cardinal Martini. Preme solo sottolineare, ma la circostanza sarà evidentemente uno sfortunato caso del destino, che negli ultimi tempi, sia pur con il garbo e la signorilità che lo contraddistinguono, il Cardinale ha assunto un ruolo molto critico nei confronti del Papa. Ora, con umiltà, mi permetto di dire ad un Principe della Chiesa: caro Cardinale, se ha da obiettare qualcosa sull’operato del Santo Padre legittimamente eletto dal Conclave su indicazione dello Spirito Santo, scelga i canali canonici, e cioe’ il riserbo delle lettere e degli incontri privati, e non la cassa di risonanza dei giornali. Solo così potrà liberarsi dell’etichetta di “antipapa” che in molti, erroneamente, Le stanno affibiando nell’opinione pubblica.

  9. Ivan Giovanni scrive:

    Pace e bene. Ho letto l’articolo del Cardinal Martini su ILSOLE24ORE ed ho inviato il seguente commento.
    Pace e bene.Ho letto l’articolo del cardinal Martini. Il Concilio fu una grazia di Dio. Ci liberò dal clericalismo, dal trionfalismo, dal latino e mise paletti chiari e distinti allo strapotere della teologia e filosofia scolastiche. Filosofia e teologia di tradizione gloriosa e
    di principi fondamentali per la cultura, anche cientifica,
    dell’occidente. Si è riflettuto abbastanza sulla definizione di verità di San Tommaso d’Aquino? “Veritas. Adaequatio intellectus ad rem. Adaequatio rei ad intellectum. Adaequatio intellectus et rei”. “Adeguamento dell’intelletto alla reltà. Adeguamento della realtà all’intelletto. Adeguamento dell’intelletto e della realtà.” Definizione valida per qualsiasi ricerca condotta con metodi scientifici.
    Ma volevo fermarmi sul latino. Era impossibile continuare con la veneranda lingua di Cicerone. Comunque in Angola ascoltai con piacere un coro di Umbundu specializzato in musica gregoriana e donne della stessa etnia fare la calza canticchiando melismi in gregoriano. Testi
    rigorosamente in latino.
    Nei conventi, sopratutto di clausura, sostituendo il latino con le lingue volgari, accantonarono di fatto un enorme patrimonio di musica su testi latini. Dal Gregoriano a Lorenzo Perosi. Si sono spesso ridotti a musichette. Adesso, in tempi di globalizzazione, stanno
    facendo marcia indietro. Il latino è sempre una lingua universale. Sotto questo aspetto, benvenuto quindi il documento di Benedetto XVI.

  10. elena scrive:

    Questa volta credo proprio (anzi spero proprio) di non aver capito
    Praticamente il Card.Martini dice di voler dire Messa con il rito a cui sente di appartenere, ma ad un fedele che ha lo stesso desiderio (per l’altro rito), dice un bel ecchisenefrega. O non ho capito io o c’e’ qualcosa che non va’, mi sembra un’atteggiamento da parte di un progressista piu’ reazionario dei reazionari che di solito ama criticare.
    Personalmente essendo cresciuta con il rito post-conciliare e pur ritenendolo di una noiosita’ allucinante, non sono una di quelle che sara’ interessata a richiedere il rito tridentino, ma questo atteggiamento di vescovi e cardinali e’ alquanto “irritante”, perche’ non e’ una presa di posizione contro la gerarchia o decisioni dall’”alto” come e’ di solito ma contro un volere popolare cioe’ noi…almeno io la vedo cosi’.
    Saluti e grazie per questo spazio di discussione..

  11. Grisostomo scrive:

    Se è per quello, si è anche pronunciato a favore dei dico. So che la pazienza della Chiesa è infinita, ma perchè si permette che questi due personaggi confondano i fedeli? E’ lecito fare queste guerre personali contro il Vicario di Cristo? Non sarebbe ora di tornare alla pura ortodossia, visti anche gli enormi ed irreparabili danni che queste posizioni hanno causato alla Chiesa e al suo gregge? Martini con queste sue parole è già fuori dalla Chiesa.

  12. giorgio nebulone scrive:

    Il Cardinal Martini non ha ancora metabolizzato il non essere diventato Papa.
    Cerchi di riposare e se ne faccia una ragione.

  13. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie a tutti per i vostri commenti. Mi scuso per il ritardo con cui li pubblico, ma sono in vacanza e sono appena tornato da una gita in montagna. Temo anzi di averne cancellato uno: se qualcuno non lo ritrova, per favore lo riscriva e abbia pazienza. Sono ancora un principiante dei blog! Su Martini: apprezzo la sua autorevolezza e spesso condivido ciò che dice, altre volte meno. In questo caso il suo contributo non mi è sembrato elegante nei confronti di un documento autorevole del Papa, per di più prima ancora che la nuova norma entri in vigore. Mi suona come una presa di distanze preventiva. Come sapete il Motu proprio non OBBLIGA nessuno a celebrare secondo il vecchio rito, non ci saranno schiere di fedeli a dare l’assalto alle parocchie tenendo in mano il vecchio messale. E’ un atto di riconciliazione e di liberalità, che non significa tornare indietro rispetto al Concilio.

  14. Fra' Diavolo scrive:

    Dopo il vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo (che va in pensione tra meno di 1 anno e mezzo)e l’arcivescovo di Pisa (che tra pochi giorni compie i fatidici 75)alla cerchia dei critici del motuproprio Summorum Pontificum si aggiunge pure un cardinale emerito… e se i veri nostalgici fossero loro?!

  15. Gianluca Barile scrive:

    Piccola correzione per Fra’ Diavolo: Martini è Arcivescovo emerito di Milano, ma non Cardinale emerito, figura che peraltro non esiste:-)
    Saluti

  16. Michelangelo scrive:

    Anche “alcuni” cardinali dovrebbero imparare il senso della parola obbedienza e comunione. Piuttosto che farci ridere dietro per l’evidente asimettria di posizioni ecclesiali, l’illustre card. Martini potrebbe tenere per sé certi punti di vista. Non crede sua eminenza che così facendo si insinui nella Chiesa un clima di scandaloso sospetto?

  17. Scenron scrive:

    “Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!”

  18. Stilicone scrive:

    Pienamente d’accordo, caro Frà Diavolo (bel nick) vedranno chi popolerà le celebrazioni “extraordinarie”, non saranno certamente vecchi nostalgici del ’68 e dell’ annacquamento della fede nell’abbraccio con il mondo.
    Nella mia parrocchia chiederemo la celebrazione in 60, circa. Di questi solo una decina hanno più 50 anni.
    Fra tre anni vedremo dove sarà il popolo, ma soprattutto dove saranno i giovani.

  19. Fra' Diavolo scrive:

    Per Gianluca Barile: sì, ho commesso un errore terminologico, grazie della segnalazione!
    Ciò che conta comunque è che i “Giovani” che certo clero spera di avvicinare con la sua smania di novità (Rerum novarum cupiditas, la chiamava qualcuno…) probabilmente esistevano solo nel 1968 (bravo Stilicò!!!)… Noi preferiamo invece i più attuali (e ratzingeriani) “cciòfani”!

  20. Luigi scrive:

    Perchè il Card. Martini anzichè criticare sistematicamente Benedetto XVI non decide di rendere testimonianza, ogni tanto, – alla luce della sua posizione privilegiata a Gerusalemme – dei perseguitati (cristiani e non) in Terra Santa?

  21. caterina scrive:

    perfettamente d’accordo con Michelangelo. Il Cardinale Martini,così “progressista” dovrebbe riflettere di più sui danni che questa spinta in avanti ha prodotto in lassismo ed in confusione spirituale. Io prego ancora in latino e trovo che la preghiere in questa lingua mi rende veramente “universale” cioè cattolica, mi lega a tutti i cattolici che hanno fatto la ns.chiesa in questi 2000 anni. E scusate se è poco!!

  22. Tomaselli scrive:

    Sono felicissimo che il Papa abbia “liberalizzato” l’antico “Missale Romanum” di San Pio V.

    Quei fedeli che si trovano a loro agio solo con il “Novus Ordo Missae” di Paolo VI devono restare tranquilli poiché nessuno li costringerà ad assistere alla forma antica della Liturgia Romana.

    Mi permetto di dare un consiglio a coloro che invece intendono assistere alla “Messa in latino” per la prima volta in vita loro: procuratevi un buon messalino e imparate a memoria le preghiere in latino (la maggior parte di esse dovreste già conoscerle in italiano) spettanti ai fedeli, altrimenti vi sentirete un pò spaesati.

  23. Attilio Negrini scrive:

    Caro Tornielli, scopro stasera il tuo blog. Complimenti per tutto ciò che fai, continua a combattere per la Verità!

  24. anto scrive:

    sono giovane e non ho mai assistito al vecchio rito ma ne sono incuriosita ed affascinata come nei confronti di tutto ciò che ha fatto parte di una cultura e di una tradizione che mi uniscono a chi ha creduto prima di me. E mi dico…perchè no? E’ quella fede dei semplici, la stessa dei miei nonni, che non sa nulla dei risvolti politici del Concilio Vaticano II e dei quali, d’altronde, non gli importa nulla. Si rimetta Cristo al centro dell’altare e sacerdoti e vescovi facciano finalmente un passo indietro e scendano al nostro livello, perchè li sentiamo sempre più lontani, coi loro sbandierati impegni (e chi non ne ha?). E’ da Cristo che chi si avvicina alla fede è affascinato, non dalle loro interpretazioni politiche ed ecumeniche del concilio che ci ricordano un modo di far politica che è ormai da archiviare anche in parlamento. Torni tra la gente, il cardinale Martini e si “offra” ai fedeli e al dialogo interlocutorio, anzichè pontificare a distanza in perenne soliloquio e concedersi alla strumentalizzazione dei giornali di partito.

  25. Eufemia Budicin scrive:

    Mi pare che questa volta Martini abbia svelato il suo obiettivo. Poiché la messa 1962 è su richiesta dei fedeli e solo i preti in regola con Roma la possono celebrare, e poiché la suddetta messa non è stata mai soppressa, non vedo il motivo di tante emozioni. Se poi la questione è politica, visto che i vescovi francesi si sono allineati, qualcuno dovrà guidare la resistenza antiratzingheriana e Martini fa bene a uscire allo scoperto, anche perchè Tettamanzi è troppo pavido. Infatti, tutti gli iperprogressisti si sono accodati, ma vedo che i reazionari non sono così analfabeti come dovrebbero.

  26. Andrea Tornielli scrive:

    A Guido Villa: credo che la notizia della presa di posizione di Martini andasse pubblicata.
    Francesco: è vero che il cardinale contribuisce al dibattito, non credo ci sia un allarmismo eccessivo su ciò che dice, se ciò che dice oltre a far riflettere entra più o meno apertamente in contrasto con posizioni ufficiali della Chiesa. Leggendo e rileggendo l’articolo di Martini, che è un gesuita e sa usare e dosare molto bene le parole, qualcuno potrebbe dire che non si tratta di una palese presa di distanze dal Papa. A me però colpisce che un membro del collegio cardinalizio, di fronte a un Motu proprio del Pontefice, invece di farne proprie le ragioni per aiutarne la ricezione, sottolinei i problemi (che esistono) finendo per dire che di fatto non sortirà effetto. Esiste un vasto dissenso a questo atto autorevole del Papa. Martini – che pure a Milano ha sempre concesso la celebrazione in rito antico secondo l’indulto di Giovanni Paolo II – poteva scegliere il silenzio. Invece a confermato e confortato tutti i vescovi dissenzienti che ora anche su questa materia hanno individuato in lui il loro punto di riferimento. Trattandosi di un documento già pubblicato e non ancora entrato in vigore, che il Papa ha spiegato con una lettera ai vescovi, non mi sembra un gran servizio. Poteva, a mio avviso (ma attenzione: mi guardo bene dal voler dare lezioni al cardinale come a chicchessia!) essere più sfumato, incoraggiare di più, fare maggiormente proprio l’intento di riconciliazione del Papa.
    A Filippo Facci, amico (e mangiapreti): grazie della tua visita, torna pure quando vuoi e magari scrivi qualcosa! I mangiapreti possono essere preziosi perché ci aiutano ad essere un po’ meno baciapile…
    Per Aldo: è vero ciò che dici sull’essenziale del cristianesimo. Quanto al fatto che tutto il resto siano questioni di lana caprina, beh non credo sia proprio così: ad esempio per me è importante partecipare a una messa che sia ben celebrata e favorisca l’incontro con il mistero di Dio.
    Di Marcello sottoscrivo il lunga vita a Benedetto XVI.
    A Luisa: non mi sorprende un certo atteggiamento della diocesi di Milano. Mi hanno raccontato di una persona che avendo visto nella libreria diocesana un vecchio messale, ha chiesto di acquistarlo ma per farlo ha dovuto sottoscrivere un impegno nel quale si affermava che l’acquisto era avvenuto per motivi di studio e che assolutamente non sarebbe stato usato per celebrare. Per coerenza, dovrebbero far firmare un impegno a non sottoscrivere certe opinioni teologiche non cattoliche che si trovano in tanti libri venduti nelle librerie cattoliche. Hanno trattato il vecchio rito usato per secoli e secoli in un libro eversivo! Grazie Luisa.
    A Tolly: il Motu proprio è un atto dell’autorità suprema che ha valore di legge (dunque non è un passo, una proposta, un suggerimento, una richiesta) e che ristabilisce la piena cittadinanza nella Chiesa del rito preconciliare – peraltro mai formalmente abolito – come rito romano straordinario accanto a quello ordinario che è rappresentato dal rito riformato dopo il Concilio. Stabilisce inoltre che se un gruppo stabile di fedeli ne fa richiesta al parroco (non al vescovo!) questi debba cercare di venire loro incontro.
    All’amico Bruno Volpe, che ci scrive dal Messico: condivido ciò che dici. Il messale di San Pio V è un tesoro da conservare e mai la presenza di più riti (che c’è sempre stata) ha minato l’unità della Chiesa.
    A Ivan Giovanni: grazie per l’osservazione. Credo anch’io che proprio la globalizzazione dovrebbe suggerire un ritorno del latino, che a persone di lingue diverse permette di partecipare insieme alla stessa liturgia. Quanto al Concilio, vorrei ricordare che al paragrafo 34 della Costituzione conciliare sulla liturgia (Sacrosanctum Concilium) si legge: “lingua latina in ritibus latini servetur” e cioè: la lingua latina sia mantenuta nei riti della Chiesa latina.
    Ad Elena: anch’io non sono tra coloro che richiederanno il rito tridentino – per inciso, credo che fosse più che necessaria una riforma – ma non credo che il Novus Ordo sia di una noia allucinante: bisogna che sia ben celebrato, e purtroppo non è sempre così. Che grande e salutare effetto sarebbe se grazie al Motu proprio nelle parrocchie ci si interrogasse anche sulla celebrazione del nuovo rito!
    A Grisostomo: non condivido quanto dici. Neanche a me sono piaciute le parole di Martini, ma da questo a dire che sia fuori dalla Chiesa…
    A Fra’ Diavolo: certamente chi ha vissuto in prima persona gli anni del Concilio e del postconcilio vede le cose con una prospettiva diversa e più partecipata.
    A Michelangelo credo di aver risposto qualche riga più sopra.
    A Caterina: è vero che il latino è la lingua universale, ma non è la lingua – bensì il contenuto della preghiera – a legarmi ai credenti di ieri, di oggi e di domani.
    A Tomaselli: invito opportuno. Partecipare al vecchio rito senza sussidi e preparazione può essere (lo dico per esperienza) assolutamente deludente.
    Ad Attilio Negrini: grazie per la visita.
    Ad Anto: credo che uno dei problemi del Novus Ordo Missae sia proprio quello di aver messo al centro il celebrante. Se poi chi celebra è in vena di creatività, il passo per trasformare la liturgia in show (definizione dell’allora cardinale Ratzinger, nell’introduzione del libro di Gamber) può essere breve.
    Ad Eufemia Budicin: anche se per il mio lavoro sono costretto talvolta ad usarle, le categorie politiche di progressista e conservatore sono inadeguate per rappresentare la Chiesa. Mi piace pensare che vescovi e cardinali non siano mossi da intenzioni politiche quando si occupano di liturgia e anche quando non condivido – come nel caso in questione – le loro opinioni.
    Grazie a tutti per i contributi e per il livello del dibattito!
    a.t.

  27. Luisa scrive:

    Signor Tornielli,non ha bisogno di pubblicare questo mio commento…volevo solo chiedere a lei vaticanista che stimo particolarmente, se non fosse possibile che lei vada a cercare ,spero senza ricorrere ad una lente, preti o vescovi,favorevoli al Motu Proprio o che semplicemente hanno capito l`intento del Papa e gli sono obbedienti!
    Esistono ancora vescovi e preti che non hanno dimenticato il loro voto di obbedienza?
    Sono leggermente amareggiata di veder pubblicate solo le opinioni di dissenso che trovo del resto particolarmnte gravi di vescovi,stile Alba o Pisa.
    Il Motu Proprio relativizzato da altrettanti vescovi che dimenticano la loro missione passando un messaggio di incitazione alla disobbedienza.
    So che lei è in vacanza dunque le è impossibile per il momento intervistare vescovi e(o) preti,che hanno una buona memoria dei loro voti…..ma chissà forse al suo ritorno?
    La ringrazio,un caro saluto,.

  28. Fra' Diavolo scrive:

    Credo che, anche adesso che il motuproprio è ormai pubblicato, sia ancora utilissimo leggere questo documento della diocesi di Genova uscito in novembre proprio per porre fine ad interpretazioni errate del MP: http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=1605

  29. fra enzo scrive:

    credo che un dibattito su questo argomento sarebbe stato utile prima del motu proprio. ora il motu proprio c’è. fare silenzio è la migliore risposta. il Signore che vede e conosce i cuori farà quanto è necessario in questo tempo così controverso. i tempi sono veramente difficili e anche nella chiesa soffiano strani venti. noi tutti siamo chiamati, però, a vivere queste ore e a fidarci del signore. ogni parola forte che leggo o che ascolto mi sembra un’ulteriore attacco all’unità. Gridare più forte, prevaricare, da qualsiasi parte ciò avvenga, mi appare qualcosa che rompe la comunione e crea ostacoli e ulteriori divisioni o motivi di divisione. Scelgo di non schierarmi e di leggere il presente con gli occhi della fede. spero che lo spirito santo continui a soffiare per aiutarci a vivere il nostro tempo guidando verso l’unità. pregate fratelli, perchè il maligno non si approfotti della situazione e laceri la Chiesa riducendola a brandelli. Unità, comunione, corresponsabilità, fedeltà, obbedianza tutto ciò mi sembra buono e gradito al Padre. Vi prego perciò di non alzare altri steccati, di non elevare posizioni personali e metro di giudizio e spero che tu, andrea, nel ruolo di moderatore sostenga il desiderio di unità e pace. I concili sono espressione alta della chiesa e fonte importante. oggi, purtroppo, in tanti, in troppi sono diventati interpreti di quei giorni e di quelli anni nei quali la chiesa ha vissuto un grande momento. spero che l’ermeneutica delle visioni personali e le paure non prendano il sopravvento sulla genuina e libera espressione che da quel concilio è scaturita e se ci si dovesse accorgere che queste visioni personali del vaticano II dovessere creare disagio forse è il tempo di trovare strumenti, modi e metodi per ridare spazio ad un tempo di riflessione. E’ forse giunto il tempo di un nuovo concilio? Il mio è un azzardo ma se il dissenso cresce, il mugugno serpeggia e le interpretazioni personali diventano strilli forse questo tempo è giunto perdavvero.

  30. Ester scrive:

    Eh, Martini, Martini… È proprio vero quello che si dice di Martini: è come Lutero, più cattolico del Papa.

  31. giampiero scrive:

    In margine al commento della sig Luisa: ha colpito anche me l’intervento pubblico del vescovo di Alba (gli altri, non li ho visti). Costui ha parlato da vero clericale burocrate: nega la pluralita’ dei riti, che da sempre e’ viva nella Chiesa. Per lui, bisognerebbe eliminare anche il rito cattolico orientale? E il rito ambrosiano? O forse ha paura che i fedeli preferiscano la messa tradizionale, che tra l’altro non ammette pause per gli acquisti, frizzi lazzi e scadimenti di gusto, ma esige invece un buon latino da parte del celebrante? Dicono che molti preti siano molto ignoranti e non sappiano neanche il latinorum. saluti da giampiero

  32. Andrea Tornielli scrive:

    A fra Enzo: un dibattito sul Motu proprio c’è stato e anche lungo. Ne hanno parlato tutti i cardinali in concistoro nel febbraio 2006, ci sono state riunioni dei dicasteri curiali. La vera origine del documento papale, i suoi veri ispiratori inconsapevoli, quelli che l’hanno provocato sono quei vescovi che non hanno accolto l’appello di Giovanni Paolo II. Fu Papa Wojtyla, concedendo l’indulto, a chiedere ai vescovi di essere generosi. Spesso non è accaduto. Quanto al nuovo concilio: io credo che bisognerebbe cominciare col conoscere e applicare bene il Vaticano II, cosa che non è ancora accaduta.

  33. ivan giovanni scrive:

    pace e bene. A Filippo Facci. I preti tutti seli mangiano. Il problema è digerirli. Finora nessuno li è riuscito a trasformarli in buon concime per tutti.
    MARTINI CARDINAL CARLO MARIA. Il Papa è il pastore della Chiesa universale. Parla a tutti, usando sostanzialmente il linguaggio della tradizione. Il cardinale era il pastore di una diocesi particolare e doveva parlare il linguaggio delle sue pecorelle e, Dio mi perdoni, doveva parlare anche ai caproni, sarebbero i montoni, ma si capisce meglio ed è molto difficile parlare ai caproni. Ma si deve parlare lo stesso, perchè senza caproni, pecorelle nisba. Una cosa è parlare oggettivamente di omosessualità, senza tenere conto delle situazioni particolari. Un’altro paio di maniche è parlare con Gigetto Lucon omosessuale. Ci si deve accostare per aiutarlo a raggiungere un po’ di felicità a partire dalla sua situazione. Già Gilbert Keth Chesterton scriveva. “Per insegnare il latino a Pierino, prima occorre conoscere Pierino e dopo il latino”. Memorie di liceo.
    Il Martini cardinale è, era, sempre è stato un “barra” nel parlare a tutti e con tutti anche quando era rettore del Pontificio Istituto Biblico. Teniamoci stretti Martini e Ratzinger. Tanti ce li invidiano! Ma qualcuno ha dato una sbirciata a certe idee manifestate dal papa attuale nei suoi scritti. Una sola: “I modi di arrivare a Dio sono tanti quanti le persone”: Ciao.

  34. pierpaolo scrive:

    Il “motu proprio” in oggetto secondo me disattende e si oppone alle decisioni di un Concilio (il Vaticano II) prese collegialmente dai rappresentanti qualificati di tutta la Chiesa Cattolica:
    mi sembra che per un credente sia peccato non seguire quanto stabilito da un Concilio.

  35. Fra' Diavolo scrive:

    allora il papa peccherebbe?
    mi pare che nella Lettera di accompagnamento (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2007/documents/hf_ben-xvi_let_20070707_lettera-vescovi_it.html)sia spiegato in modo sufficientemente chiaro come l’estensione del messale del beato Giovanni XXIII non vada a discapito nè del Concilio nè della riforma liturgica. E’ solo una possibilità in più, non viene tolto nulla a nessuno! Stupisce che quanti interpretano il Concilio nel modo più liberale (ed errato) possibile, diventino poi degli agguerriti “proibizionisti” nei confronti di un rito che ha alimentato la pietà di numerosi santi (compreso san Pio da Pietrelcina, cui Paolo VI concesse un indulto ad personam per celebrare col rito precedente le riforme.
    Inoltre una riforma liturgica non è un dogma, quindi un papa (ma non è questo il caso)può legittimamente annullare o modificare le disposizioni di un predecessore

  36. Alberto scrive:

    Direi che è quanto mai attuale questa meditazione tratta dalla Stazione 9 della Via Crucis 2005 meditata dall’allora Cardinale Ratzinger:

    Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25).

  37. Andrea Tornielli scrive:

    A Pierpaolo vorrei dire: il Motu proprio non disattende affatto a ciò che ha stabilito il Concilio. A parte il fatto che la riforma liturgica è avvenuta dopo il Concilio, ed è andata ben oltre ciò che avevano deciso collegialmente i vescovi (ad esempio, il Vaticano II aveva stabilito di mantenere la lingua latina…), bisogna rimarcare che sempre nella Chiesa sono esistiti riti diversi e che questa pluralità non ha mai intaccato l’unità. Mentre intaccano l’unità coloro che commettono abusi, trasformano le messe in spettacoli, mettono loro stessi – e non il mistero che celebrano – al centro.
    un saluto a tutti e grazie per le vostre visite e i vostri commenti.
    a.t.

  38. Manuel Cossu scrive:

    Il caso del Card. MArtini ormai è disperato: non c’è più soluzione… Anche questa volta è intervenuto a sproposito e sempre con l’intento di minare l’autorità del Papa. Che grave mancanza di obbedienza, discrezione e misura!
    Quanto alla lettera dell’Arcivescovo Plotti, ebbene, io sono un fedele dell’Arcidiocesi di Pisa e rimango disgustato dalle parole del nostro Arcivescovo che dimostra di essere individualista, orgoglioso, disubbidiente. Finalmente anche lui andrà in pensione e ci libererà dalla sua infausta presenza e dalle sue discutibili dichiarazioni. Sono certo che Sua Santità Benedetto XVI provvederà a mandarci un Arcivescovo che sia anche un vero pastore per la sua Chiesa, invece che un opinionista che sa tutto a proposito di niente…

  39. Syriacus scrive:

    Beh, essendo Pisa una sede arcivescovile senza beretta rossa -cardinalato- dovuta in automatico (tipo Milano, Bologna, Genova, etc…) , il Papa potrebbe trovare un ottimo ‘buen ritiro’ -si fa per dire- per Sua Eccellenza Arcivescovo Piero Marini , il noto Maestro di Cerimonie pontificio. (In alternativa, potrebbe andare a sostituire Monari -trasferito a Brescia- come Vescovo di Piacenza-Bobbio – Marini è stato ordinato più di quarant’anni fa per l’allora Diocesi di Bobbio. Arcivescovo-Vescovo di Piacenza – un pò come il già arcivescovo Vicegerente Nosiglia ora Arcivescovo-Vescovo di Vicenza. ) .

    Nel Caso Marini venisse “promosso” a Pisa, sarebbe una soluzione che non scontenterebbe certo il suo predecessore, immagino. Sarebbe una bella soluzione, stile Tamburrino a Foggia-Bovino, Sorrentino ad Assisi, Miller coadiutore a Vancouver, etc… ( Ma non certo della serie “Bugnini Nunzio a Teheran”! ;)

    Certo che moltissimi, nel mondo clericale, insinuano che Mons. Marini “non voglia lasciare Roma se non con la porpora” .

    Dziwisz, ora Arcivescovo di Cracovia, successore del ‘Lolek’ che a lungò servì, ce l’ha fatta; il giovanissimo Don Mietek, anche lui entrerà nel Sacro Collegio in un futuro non troppo remoto…

    Vedremo…Certo immagino che la porpora non l’otterrà sostituendo Arinze al Culto Divino!

  40. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Syriacus, credo che mons. Marini verrà presto nominato presidente del pontificio comitato per i Congressi Eucaristici, un posto generalmente affidato a qualche cardinale ultraottantenne (attualmente c’è Tomko, prima c’era Gagnon). Anche a me risulta che il capo dei cerimonieri non se la senta di andare in diocesi e dunque preferisca rimanere a Roma, in attesa di tempi migliori. Al suo posto dovrebbe succedergli monsignor Viganò, il più anziano dei suoi vice.
    a.t.

  41. luxiano scrive:

    Al conclave lo Spirito Santo non scelse Martini ma Ratzinger a guidare la sua Chiesa , ” NOMEN IMPOSUIT BENEDICTI XVI ” . Questo basta !!!!!

  42. Syriacus scrive:

    Francia: morto cardinale Lustiger
    Ex arcivescovo di Parigi, aveva 80 anni
    (ANSA-AFP) – PARIGI, 5 AGO – Il cardinale Jean-Marie Lustiger, ex arcivescovo di Parigi, e’ morto oggi nella capitale francese, all’eta’ di 80 anni.Lo si e’ appreso da fonte governativa. Nell’ottobre 2006, lo stesso Lustiger aveva annunciato che era affetto da una ‘malattia grave’. Nato il 17 settembre 1926 a Parigi da una famiglia di commercianti ebrei di origine polacca, Aaron Lustiger si era convertito nel 1940 al cattolicesimo, scegliendo il nome di Jean-Marie. Era stato ordinato sacerdote nel 1954.

  43. Stilicone scrive:

    Per Syriacus: Ma quale Marini, non facciamo scherzi, dopo 21 anni di Plotti, vorremmo un cattolico, e poi con il motu proprio di mezzo la situazione diventerebbe, se possibile, ancor più rovente. Marini lo vedrei bene come nunzio “in partibus infidelium”, meglio se islamiche, o comunque in un posto dove non possa far danni.
    Da mercoledì in avanti sapremo.

  44. Corrado scrive:

    Martini un Vescovo?E pure un Cardinale?E io che non me ne ero accorto.Ma tu guarda…..

  45. ivan giovanni scrive:

    Pace e bene. LUXIANO, ti supplico in ginocchio, fa i ripassini della grammatica latina. Rischio l’infarto. Ciao.
    Annuntio vobis gaudium magnum. Habemus Papam: Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Josephum
    Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI.

  46. Letizia scrive:

    I think you all should be praying and be concerned about you own souls and salvation . Leave the humble and kind Arch. Marini alone. There is so much gossiping, speculation and lack of charity around here that really breaks my heart.

  47. Syriacus scrive:

    Dear humble and kind Letizia

    So, in your “humble” opinion we all (allegedly) “gossiping” on this blog, wouldn’t care enough about our own souls and salvation?
    Think for yourself, please. Accepted your “brotherly correction”, I humbly observe in turn how your lack of charity really does break my heart, and with that the lack of charity towards that (not negligible) part of the people of God attached to Tradition/traditions , that Cardinal Martini showed in his remarks about the Motu Proprio.

    All the rest is just playing the game of “who is the most zealous in the congregation” . Thank God we are Roman catholics, not jansenists, nor presbiterians.

    Regards

    Syriacus

  48. francesco scrive:

    martini è universalmente riconosciuto (universalmente significa da tutti, cattolici e non, ebrei musulmani ecc) come uno dei più autorevoli biblisti viventi, e grande uomo di cultura generale.

    visto che qui si è aperta la discussione parlando di notizie da dare e da non dare… ribalto la questione.
    Noi veniamo a conoscenza solo di ciò che i giornali riportano, ciò che non riportano è come se non esistesse.
    Quindi che ne sappiamo dei silenzi di martini?
    di quante volte vorrebbe dire la sua e tace, di quante volte invia lettere private e avrà contatti diretti senza le vie mediatiche?

    se in questo caso ha scelto la via mediatica ci sarà un motivo, non vi pare?
    fra l’altro – qui ci metto un po’ di malizia – come dimostrare il fatto che questi atteggiamenti portano divisioni interne alla chiesa e piuttosto non stimolino credenti “progressisti” e “dissidenti” a rimanere nonostante tutto nella chiesa, proprio perchè intravedono forme di dialogo anche grazie a martini stesso ?

    ovvero… piano con i commenti e i giudizi affrettati, un po’ di sano relativismo non guasta mai (pur non piacendo, guarda caso, a papa Benedetto XVI)

  49. Letizia scrive:

    Quote from Syriacus :
    “Thank God we are Roman catholics, not jansenists, nor presbiterians”?
    ———-
    Oh yes ! like in the parable of the pharisee and the “other”, not even worthy to be mentioned…. Who are you talking about here my perfect brother?
    And, my lack os charity break your heart ?
    Good luck !
    Letizia
    “Deus caritas est”

  50. Raffaele Savigni scrive:

    Condivido le opinioni di Francesco: Martini è stato un grande arcivescovo, un uomo di cultura, che non a caso l’allora cardinale Ratzinger ha voluto inserire nella Congregazione per la dottrina della fede. Le sue valutazioni si possono discutere, ma credo che anche l’apprezzi (come dimostrano gli auguri per il suo compleanno), soprattutto come biblista e uomo della Parola, pur non condividendo certe sue proposte e valutazioni. Se Martini avesse veramente voluto dividere la Chiesa, avrebbe portato con sé ben più persone di Lefevre… Nella Chiesa la comunione può esistere anche nella diversità di opinioni: il cardinale Siri obbedì a Paolo VI pur non condividendo le sue scelte (e lo disse chiaramente); ed il Nuovo Testamento ci dice che san Paolo cfriticò san Pietro (il capo del collegio degli apostoli!) sulla questione della circoncisione e delle pratiche giudaiche (vedi lettera ai Galati). Esiste quindi un ampio spazio per la convivenza nella diversità (come disse Giovanni XXIII, “in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”): cerchiamo di non contrapporre i cattolici “tridentini” a quelli del Vaticano II; quelli di Martini a quelli di Ratzinger…

  51. Silvano T. scrive:

    Con i cosiddetti “cattolici adulti” ( io preferisco “utili idioti”) nessun ciccìpippìpuppù … e poi … ora che leggo meglio … cos’ è quella MALCELATA ECUMENICA MINACCIA ????? … Se Martini avesse veramente …..

  52. Syriacus scrive:

    “Deus caritas est”

    Indeed.

    Amen.

    JUBILATE…SERVITE

    RE SI- RE SI- RE SOL RE MI- RE LA RE LA

    Jubilate Deo omnis terra. Servite Domino in laetitia.

    RE SOL RE SI- RE LA RE LA RE SOL RE SI- RE LA RE LA

    Alleluia, alleluia, in laetitia. Alleluia, alleluia, in laetitia.

    http://www.geocities.com/giuliacanti/canoni_di_taize.htm

  53. Raffaele Savigni scrive:

    Da Silvano (il cui livello culturale non mi sembra pari alla sua vis polemica) non accetto insulti! Non ho fatto nessuna “malcelata minaccia”: solo una constatazione, che cioè Martini non si è mai contrapposto, quando era arcivescovo, al papa. Potrei aggiungere che anche a Bologna (la diocesi da cui provengo, e che conosco piuttosto bene) la mancanza di comunità del dissenso organizzate, come quella fiorentina dell’Isolotto o quella di don Franzoni, dipende anche dal lavoro prezioso di Dossetti e dei tanto vituperati dossettiani, di cui non condivido l’impostazione culturale ma la cui profondità spirituale è innegabile (proporio loro hanno aiutato tanti a rimanere nella Chiesa).Si può dissentire culturalmente da qualcuno senza per questo negare che “lo Spirito soffia dove vuole”, e che è più grande di ciascuno di noi e dei nostri schemi.

  54. Letizia scrive:

    Amen, Amen, Amen.. and, Thanks.

    Notas mihi facies vias vitae,
    plenitudinem laetitiae cum vultu tuo,
    delectationes in dextera tua usque in finem.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena nella tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.

    Sorry , don’t have the music

  55. francesco scrive:

    ho la sensazione che spesso vengano eccessivamente strumentalizzati discorsi e scritti di martini.
    Ad esempio martini fu a mio modo di vedere strumentalizzato da parte della stampa di sinistra (l’altra parte non lo considera a priori) quando parlò di temi come aborto, divorzio e famiglia in generale.

    E su questo punto credo molti di voi sarete d’accordo.

    Ritengo però giusto approfondire – fermo restando che si tratta di un mio punto di vista – la questione, e in questo senso mi rivolgo indirettamente ad andrea tornielli che stimo.

    Personalmente conosco “il giornale e ho imparato ad apprezzarlo grazie ad indro montanelli, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e di ascoltare anche negli ultimissimi momenti della sua vita.
    Pur condividendo spesso assai poco le sue idee, ho sempre apprezzato la sua onestà intellettuale (non era perfetto intendiamoci, come non lo è nessuno di noi) e il suo tentativo non tanto di essere “super partes” nei suoi commenti, che restavano opinioni di uomo liberale – eterodosso – di destra, bensì di essere “completo” nel dare anzitutto le notizie e poi commentare.

    Perciò ora mi chiedo e vi chiedo se sia giusto puntualizzare e precisare sistematicamente le parole di martini solo quando si tratta di frenare ogni possibile strumentalizzazione della suddetta stampa di sinistra.

    Poi però rimaniamo superficiali e sosteniamo, come a mio modo di vedere alcuni stanno facendo qui ora, la tesi della spaccatura tra martini e l’attuale papa a proposito del motu proprio e parlare a sproposito di divisoni?

    Avete letto la versione integrale del pensiero di martini su questo punto?
    Non si tratta di mero esercizio diplomatico ovvero di dare una botta al cerchio e una alla botte, sono riflessioni a 360 gradi le sue e non si tratta assolutamente di sole critiche, anzi!

    Davvero, cerchiamo di sforzarci di essere “completi” e tenere vivo lo spirito di montanelli nel dare e commentare anche tra noi – al di là delle idee di ciascuno di noi – queste vicende, senza per forza cercare lo “scoop” o la “vis polemica”.

    PS
    x raffaele savigni
    Ho letto i tuoi messaggi e in parte le punzecchiature con alcuni utenti/lettori.
    non so se ne sei a conoscenza, ma nella diocesi milanese a suo tempo ci furono forti “incomprensioni” (uso questo eufemismo per non aprire un dibattito su questo punto) tra l’allora cardinale e comunione e liberazione.

    Ora è noto che non pochi giornalisti, lettori e frequentatori sia dell’attuale giornale sia di questo forum, provengono proprio da comunione e liberazione o sono simpatizzanti.
    Non dubito che la totalità di queste persona abbiano ereditato da montanelli l’essere liberali e tendenzialmente di destra; talvolta però mi chiedo dove abbiate lasciato l’altro aspetto di montanelli: la completezza nel dare informazioni e commentare notizie, ovvero, l’onestà intellettuale.

  56. Silvano T. scrive:

    Da un lercariano felsineo non accetto reprimende ! Chiaro ? Primo: da un post in un blog non si può rilevare il livello culturale di nessuno, ne mio, ne suo. Questo per una specie di par condicio suffragata da Esodo 21, 22-25. Secondo: se scrive, come è giusto, Martini con la maiuscola anche l’appellativo relativo al Santo Padre va scritto con la maiuscola. Terzo: il movimento dossettiano è stata ed è la più grande sciagura della Chiesa Cattolica italiana con la sua inesistente profondità spirituale e la sciatteria liturgica il cui risultato politico sarà il PD, non Partito Democratico ma Partito Dossettiano. Quarto: e grazie a Dio che lo Spirito ( Santo! ripeto Santo!) soffia dove vuole e per fortuna il Divino Soffio ha elevato al soglio il Card. Ratzinger e non il suo Martini, ci saremmo sorbiti Don Prodi come Segretario di Stato !. Quinto e ultimo: mi dispiace che il meraviglioso Magistero del Card. Biffi e l’opera straordinaria di Padre Tomas Tyn non abbiano avuto alcun effetto nel suo pensiero.

  57. Andrea Tornielli scrive:

    Per Francesco: lei ha scritto “Ora è noto che non pochi giornalisti, lettori e frequentatori sia dell’attuale giornale sia di questo forum, provengono proprio da comunione e liberazione o sono simpatizzanti.
    Non dubito che la totalità di queste persona abbiano ereditato da montanelli l’essere liberali e tendenzialmente di destra; talvolta però mi chiedo dove abbiate lasciato l’altro aspetto di montanelli: la completezza nel dare informazioni e commentare notizie, ovvero, l’onestà intellettuale”.
    Siccome chiama in causa i giornalisti del Giornale, mi sento coinvolto. Accetto sempre volentieri lezioni di onestà intellettuale, a patto che si riferiscano a cose precise e non siano prediche generali. Dunque, se lei mi ritiene intellettualmente disonesto in qualche cosa e in qualche cosa riguardante il cardinal Martini, me lo dica. Da parte mia, mi permetto solo di consigliarle di non cedere troppo alle generalizzazioni sui liberali, di destra, ciellini, etc. La realtà è sempre più complessa di quanto ce la figuriamo…
    a.t.

  58. francesco scrive:

    ad andrea tornielli

    mi accorgo di quanto sia difficile farsi capire su questi spazi, mi scuso per eventuali equivoci generati. eventualmente la mia mail è a sua completa disposizione per ogni ulteriore dubbio.
    Lei ha “quotato” una parte importante del mio passaggio ma fondamentale era pure la premessa, ovvero che la “coinvolgevo solo indirettamente e che la stimo” – ovvero non penso affatto che lei sia intellettualmente disonesto, se no nè scriverei qui nè leggerei questi spazi – ho però sì qualche obiezione ma mi riprometto di snocciolarle più avanti.

    Provo a spiegare meglio le mie opinioni, mi scuso con lei e con gli altri lettori se sarò prolisso e non sempre chiaro, come non lo sono stato prima, del resto.

    Leggendo questo forum ho maturato due distinte opinioni critiche, ma critiche non significa negative, non fraintendetemi. Solo trattasi di perplessità e dubbi.

    La prima attiene al modo di dare notizie e la riguarda.

    La seconda invece non credo la riguardi.
    Trattasi di un preventivo attacco verso martini che ravviso da parte di alcune persone cattoliche soprattutto della diocesi di milano e anche di frequentatori del forum.
    Io sostengo – ma è pura teoria e incasso la sua giusta obiezione al riguardo – che tale astio sia sorto in nuce dallo storico “strappo” tra martini e cl, ingigantito poi oltremodo negli anni da alcuni esponenti di cl.
    Ma tant’è, rimane una mia idea.
    Sono cocciuto.

    Torno ora al primo punto, che riguarda il modo in cui è stata scritta la notizia su questo spazio e la riguarda.
    Anche in questo caso si tratta di opinioni personali e rinnovo la stima nei suoi confronti, spero di non venire frainteso!

    Ad aprire i commenti c’è stata una riflessione circa l’importanza o meno della notizia in sè, io invece ritengo più importante andare a coprire cosa manca nella notizia, ciò che non viene scritto è come se non esistesse, e tante volte molte notizie vengono costruite proprio basandosi su questi “omissis” che, se ci fossero, rischierebbero di inficiare addirittura la notizia stessa, la quale potrebbe risultare diversa o più semplicemente venire smussata nei suoi lati polemici da risultare non più interessante, a danno del giornalista che non la vedrebbe più pubblicata e alla lunga della testata stessa che si troverebbe un giornale senza più copie vendute e pubblicità.
    Tanto più questo avviene nei giornali che conquistano una indipendenza dalla politica e divengono schiavi del mercato.

    Vengo al punto.

    Lei apre la notizia con:
    “ieri contro il documento del papa è sceso in campo anche il cardinale martini”.

    Notizia, messa così, forte e battagliera che merita un suo spazio autonomo, richiama l’attenzione dei lettori, fa salire il counter delle visite con ciò che ne consegue.

    segue nell’immediato una metafora giornalistica cara alla sua testata del dopo montanelli: “è sceso in campo”.
    Martini scende in campo contro il papa (documento del papa) insomma.
    Due schieramenti, sinistra e destra. lo schieramento a sinistra di martini lo si scopre e rimarca nella sua notizia nel passaggio finale, dove richiama una presunta distanza di martini dalal chiesa su temi di bioetica e una sua vicinanza con la politica della sinistra italiana.
    la politica fa la sua comparsa direttamente, venendo richiamato il nome di un esponente parlamentare.
    Altro aspetto goloso che non poteva mancare nella notizia, specie sulla sua testata del dopo montanelli.

    Il tutto deve però essere dimostrato, e così si leggono nella sua notizia due virgolettature dello scritto di martini a motivazione della sua – come la chiama lei – “contrarietà” al motu proprio:

    1)la vita cristiana preconciliare emanava “un senso di chiuso”

    2)ha affermato di confidare nel buon senso della gente “che comprenderà come il vescovo… non può facilmente moltiplicare le celebrazioni”.

    sul secondo punto lei aggiunge, con un pizzico di malizia, che in sostanza martini – lui che non è più vescovo diocesano – ammonisce i fedeli: non devono farsi illusioni a proposito: la decisione del papa non verrà applicata. Si tratta insomma di un vero e proprio attacco preventivo di martini.

    Ora, leggendo l’articolo integrale di martini scopro però che le motivazioni dello scetticismo del cardinale(scetticismo, non contrarietà) sono tre e non due.
    Nella sua notizia viene data solo la seconda e l’ultima parte – incidentale – della terza.
    della prima non vi è addirittura traccia!
    Eppure martini le elenca numerandole…

    ecco cosa scrive il cardinale:

    Avrei le credenziali per approfittare del recente Motu proprio e ritornare a celebrare la
    Messa con l’antico rito. Ma non lo farò, e questo per tre motivi.

    1) perché ritengo che con il Concilio Vaticano II si sia fatto un bel passo avanti per la
    comprensione della liturgia e della sua capacità di nutrirci con la Parola di Dio, offerta in misura
    molto più abbondante rispetto a prima.
    Vi saranno certamente stati alcuni abusi nell’esercizio pratico della liturgia rinnovata, ma non mi
    pare tanti presso di noi. Del resto, lo dirò per quelli che capiscono il latino, abusus non tollit usum.
    Di fatto bisogna riconoscere che per molta gente la liturgia rinnovata ha costituito una fonte di
    ringiovanimento interiore e di nutrimento spirituale.

    2) non posso non risentire quel senso di chiuso, che emanava dall’insieme di quel
    tipo di vita cristiana così come allora lo si viveva, dove il fedele con fatica trovava quel respiro di
    libertà e di responsabilità da vivere in prima persona di cui parla san Paolo ad esempio in Galati 5,
    1-17. Sono assai grato al Concilio Vaticano II perché ha aperto porte e finestre per una vita cristiana
    più lieta e umanamente più vivibile. Certo, c’erano anche allora dei santi, e ne ho conosciuti. Ma
    l’insieme dell’esistenza cristiana mancava di quel piccolo granello di senapa che dà un sapore in più
    alla quotidianità, di cui si potrebbe fare anche a meno ma che dà più colore e vita alle cose.

    3) pur ammirando l’immensa benevolenza del Papa che vuole permettere a ciascuno di
    lodare Dio con forme antiche e nuove, ho visto come vescovo l’importanza di una comunione anche
    nelle forme di preghiera liturgica che esprima in un solo linguaggio l’adesione di tutti al mistero
    altissimo. E qui confido nel tradizionale buon senso della nostra gente, che comprenderà come il
    vescovo fa già fatica a provvedere a tutti l’Eucaristia e non può facilmente moltiplicare le
    celebrazioni né suscitare dal nulla ministri ordinati capaci di venire incontro a tutte le esigenze dei
    singoli.

    Infine gli “omissis”
    l’apertura della sua notizia è dichiaratemnte conflittuale, martini contro il papa (il documento del papa).
    nell’originale scritto di martini si leggono diversi passaggi in cui fa capire di condividere, dal punto di vista del papa, la “ratio” che probabilmente ha portato il papa ha prendere tale decisione, e la conclusione di martini è a dir poco conciliativa:

    “Ricavo come valido contributo del Motu proprio la disponibilità ecumenica a venire incontro a tutti,
    che fa ben sperare per un avvenire di dialogo tra tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero.”

    In questo senso e con questi motivi or ora snocciolati, mi sono permesso di scomodare indro montanelli. raramente nelle notizie comparse sul giornale che dirigeva lui ho riscontrato così tante lacune e omissis rispetto alla realtà della notizia.

    Tuttavia non ho mai pensato si tratti di mancanza di onestà intellettuale – specie trattandosi in questo caso di notizie marginali – ma la mia opinione è che forse il giornalismo attuale sia troppo prigioniero della politica e delle regole del mercato, da un alto, noi lettori, dall’altro, cerchiamo sempre più gli scoop e gli scontri distruttivi e meno il confronto dialettico che porti a intese per un futuro migliore.

    Attendo un suo commento, però la prego – la stimo troppo – non mi dica che si tratta esclusivamente di scelte stilistiche fatte o di esigenze di sintesi giornalistica.

    Concludo, scusandomi ancora per la lunghezza con tutti voi, con le parole di un grande intellettuale liberale: “il vero articolista è il lettore. Egli deve saper leggere tra le righe” (Piero Gobetti).

    Buona domenica a tutti!

  59. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Francesco, non è difficile rispondere e senza dover tirare in ballo Montanelli: lei non ha letto un mio articolo sull’argomento pubblicato sul Giornale, ha letto un “post” sul blog. Se avessi pubblicato un pezzo sul quotidiano (l’avevo proposto quella domenica, pur essendo in vacanza, ma non c’era spazio), credo che in quel caso non avrebbe riscontrato gravi omissis. A questo proposito mi piacerebbe conoscere il suo parere sulla completezza o meno degli articoli a suo tempo da me dedicati alle parole di Martini sul caso Welby e alle parole di Martini nel dialgo con Ignazio Marino sulla bioetica.
    Mi dirà: il blog funziona come un giornale! Beh, non è proprio così. In questo spazio pubblico anche impressioni personali e commenti che non metterei nei miei pezzi da cronista sul quotidiano. In ogni caso, faccio ammenda se quel post le è sembrato troppo orientato e mi scuso soprattutto per non aver letto bene con la dovuta attenzione il suo commento. Le devo dire, però, che non bisogna neanche essere troppo ingenui! Dunque: il Papa pubblica un documento come il Motu Proprio. E Martini fa un commento nel quale prende con grande prudenza le distanze. Mi dirà che non è così, ma io sono convinto del contrario. Ora, è giusto che ci sia dibattito (nella Chiesa peraltro si dibatte su tutto). Personalmente però mi sarei aspettato da un cardinale qualche tentativo in più di comprendere le ragioni del Papa, oltre alla messa in ridicolo del latinorum della vecchia liturgia così come veniva compreso dai fedeli. Chiedo troppo a Martini (porporato che ho intervistato, che stimo e del quale qualche anno fa ho scritto anche una biografia)? Può darsi. Ammetterà però che dopo certe uscite di liturgisti e vescovi, quello di Martini è stato comunque considerato un segnale, una copertura per tutto il dissenso a Papa Benedetto ad uscire allo scoperto. Reputo Martini troppo intelligente per non averci pensato, così come – credo – avesse calcolato benissimo anche in passato il peso e le reazioni a certe sue aperture sulla bioetica.
    Per concludere: accetterei il suo giudizio se invece di un post su un blog, lei si riferisse a un articolo vero e proprio (allora sì che avrebbe potuto scomodare Montanelli). Con questo non voglio certo dire che scrivendo i post non faccio il giornalista o non sono tenuto alla completezza, etc. etc. Affermo soltanto che nel blog ci possono essere frammenti, segnalazioni, commenti, offerte di punti di vista. Ribadisco, infine, che a me, dopo aver letto e riletto più volte quel testo è rimasta in testa più la presa di distanza che la comprensione per il Papa. Complice anche il titolone di prima pagina del Sole24Ore. Non credo che il cardinale si dispiaccia per questi titoli, dato che so che chiede di controllare persino le virgole.
    La ringrazio per la pazienza e la invito a continuare a visitare il blog offrendo il suo contributo.
    a.t.

  60. Syriacus scrive:

    A.T.: “Ammetterà però che dopo certe uscite di liturgisti e vescovi, quello di Martini è stato comunque considerato un segnale, una copertura per tutto il dissenso a Papa Benedetto ad uscire allo scoperto.”

    Ad esempio, l’eco delle parole di Martini, è giunto a quanto pare sino in Australia…:

    http://www.abc.net.au/news/stories/2007/07/30/1991389.htm

    (Nothing to add.)

  61. Raffaele Savigni scrive:

    Si può criticare il movimento dossettiano (ed anch’io non ne condivido tutti gli aspetti: lo ripeto), ma non lo si può accusare di “sciatteria liturgica”: lo dimostrano i convegni liturgici organizzati dal priore di Bose, Enzo Bianchi, ed il suo intervento alla Settimana liturgica tenuta in questi giorni a Spoleto, alla presenza di vescovi, tra cui il segretario della CEI.Osservo inoltre che certamente è lo Spirito Santo che ha scelto il card. Ratzinger come Papa (e non Martini, tra l’altro malato), ma lo stesso Spirito Santo ha scelto a suo tempo, dopo Pio XII; Giovanni XXIII e Paolo VI, e non mons. Lefevre o Siri. Oppure dobbiamo pensare che lo Spirito Santo si sia “distratto” per vent’anni? I negatori della continuità ed i nemici del Vaticano II seguono in fondo la stessa logica, quella di chi ipotizza una impossibile “rottura” nella storia delle Chiesa, un periodo di oscurità totale che contraddice la promessa di Gesù a Pietro.

  62. Syriacus scrive:

    E’ vero, lo Spirito Santo “ha scelto” , a suo tempo (dal 1958 al 1978) Angelo Giuseppe Roncalli e Giovanni Battista Montini (e per un mese Albino Luciani). Ma -patti chiari amicizia lunga- accettare ciò comporta necessariamente accettare che il Sacro Pneuma abbia spirato nella Chiesa di Cristo, oltre che in tale ventennio, anche nei precedenti 1925 anni (oltre che , beninteso, nei successivi 29, con Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger).
    Nella Sistina -che piaccia o no- al Conclave si è cantato il Veni Creator da molto, molto più tempo prima della Nuova Pentecoste del Concilio Vaticano II…

  63. Syriacus scrive:

    Il senso autentico della Bibbia e le facili verità di Odifreddi

    di don Salvatore Bussu

    Capita. Spesso l’intervistatore è “eiusdem furfuris” dell’i ntervistato. Certo, prendendo l’espressione latina non in senso offensivo, ma solo come vicinanza di idee, tra l’uno e l’altro. Ciascuno si sceglie infatti i suoi eroi. Lo si arguisce del resto dalla parte introduttiva della conversazione e dal tipo di domande che vengono rivolte.
    Mi riferisco a una interessante intervista al matematico Piergiorgio Odifreddi apparsa su un quotidiano scritta per altro da un apprezzato e bravo giornalista, e pubblicata nello stesso giorno (29 luglio) in cui usciva sul “Sole 24 Ore” un bellissimo articolo sulla Messa in latino del cardinale Carlo Maria Martini, rispettosamente critico sul “motu proprio Summorun Pontificum” del 7 luglio scorso di Benedetto XVI, sul quale si è acceso un vivace dibattito.
    Per associazione di idee ho subito accostato i due interventi: il primo, l’intervista, perché pur appartenendo ad un grande matematico, dimostra molta ignoranza sui libri sacri degli Ebrei e dei Cristiani, il secondo di un grande biblista, tra i più noti nel mondo, ex rettore dell’Università Gregoriana ed ex arcivescovo di Milano. Per Odifreddi il giornalista parte dal libro di questi: “ Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” e dalla trama concentrata in un dilemma di copertina: “Se la Bibbia fosse ispirata da un Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, giusta e bella? E come mai trabocca invece di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie”. Sono le difficoltà di un seminarista di primo pelo a contatto con le Sacre Scritture senza alcuna nozione del concetto di ispirazione divina sugli autori umani di esse, che poi spariscono come neve al sole se il biblista gliele spiega.

    Odifreddi, “effervescente professore dell’università di Torino”, ti dà davvero l’impressione che “viva in un altro pianeta, lontanissimo dalla sofferente Italietta quotidiana”: nella foto pubblicata dal giornale sembra un giovane sprizzante felicità. Cinquanta sette anni, niente figli, ordinario di Logica matematica. Lui sarebbe, da quanto risulta dall’intervista, un ateo felice. E ci credo. Però non sarà sempre così. Giorno verrà in cui anche lui, nei momenti di prova, come Ingmar Bergman di cui si parla tanto in questi giorni dopo la sua morte, sentirà “le ustioni del dolore”. Il grande regista, è stato scritto, “come in un Getsemani del ‘900, di film in film si è posto tante domandi brucianti”. Chi l’ha visto, anche a distanza di tanti anni ricorderà, e gli sarà rimasto impresso nella mente, l’avvio del “ Settimo sigillo” dell’Apocalisse, il libro cardine dell’ispirazione di quel film: Antonio Block, il cavaliere, è in ginocchio, con gli occhi chiusi e la fronte corrucciata che prega, mentre il sole dell’ alba si affaccia su un mare nebbioso. In alto un uccello marino dissemina voli lenti e lancia un grido inquietante. All’improvviso eco una figura vestita di nero, col volto segnato da un pallore impressionante. «Chi sei?», le domanda il cavaliere. «Sono la Morte… è già da molto che ti cammino a fianco», risponde quella persona misteriosa. Con la quale sembra giocare una specie di partita a scacchi, sfidandola.
    «“Il settimo sigillo”. Fu quella la grande rivelazione per molti, credenti e agnostici, e la prima lezione di un regista che aveva le vesti di un teologo agnostico. Il suo insegnamento per immagini proseguirà per anni inerpicandosi sui sentieri d’altura delle domande ultime nei cui confronti la filosofia balbetta e la stessa letteratura arranca. Il pensiero corre subito all’indimenticabile “ Posto delle fragole”, un vero e proprio “itinerarium mentis” in Dio e nell’uomo, nel senso della vita e della morte, del sapere e dell’i gnorare, dell’amore e della solitudine. Ininterrottamente, quasi una sorta di corpo a corpo, Bergman si è infatti confrontato con le verità estreme che la superficialità dei nostri giorni cerca di narcotizzare» (Gianfranco Ravasi).
    Io non so quale sarà stato il finale del grande regista. Se sia morto da credente o da agnostico. Prevedo però, senza essere profeta né figlio di profeta, quale sarà l’esito finale di Piergiorgio Odifreddi. E’ una provocazione: egli morrà cattolico, apostolico, romano. Scriveva infatti Dostoiewski, che fu un grande conoscitore di uomini: «L’ateo perfetto sta sul penultimo gradino verso la perfetta fede».
    Peccato che data la mia età avanzata non sarò più in grado di registrare l’avverarsi di questa previsione. Ma chi vivrà, vedrà.

    (La Nuova Sardegna , 06 agosto 2007)

    http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Il-senso-autentico-della-Bibbia-e-le-facili-verita-di-Odifreddi/1350227?edizione=EdRegionale

  64. Savonarola scrive:

    Bravo amico mio per quello che scrivi e per come sei scrupoloso nell’essere il più preciso possibile in quello che riporti. Preghiamo per S.E. Card. Martini per il male che sta facendo. Proprio lui che aveva creato la “cattedra dei non credenti” continua a portare disunione nella Chiesa Cattolica. Sicuramente Gesù conosceva qualche parola di latino e forse la usava. Questa lingua è quella della Chiesa da 2.000 anni e tiene uniti i fedeli di tutto il mondo nella celebrazione del Sacrificio Eucaristico. Speriamo che la nostra ignoranza – sicuramente la mia – non porti a cambiare una tradizione così antica e per questo così forte… e fare della chiesa una torre di Babele…

  65. giampiero scrive:

    Martini e’ uno studioso, anziano e malato. Parla con Ratzinger, piu’ che con Benedetto. A rompere sono i martiniani, non lui. Martini in fin dei conti ha concesso la messa di San Pio V, che si dice ancora oggi in una chiesa dalle parti della Bocconi. Ci sono stato una volta: messa lunga, tic tac di tacchi di signore bene. Roba strana. Ma viva il pluralismo liturgico. La cosa importante e’ piuttosto di impedire che i preti diano fuori durante le messe post-conciliari: omelie demenziali, lunghissime, piene di coglionerie. La piantino li’, i fedeli non sono analfabeti. Non facciano politica in chiesa, sti scemi.

  66. David Botti scrive:

    Una lieta notizia e tante fotografie per chi si sta dando da fare per obbedire al Papa in tema di Messa antica:

    A Bologna, il 1 novembre 2007, è iniziata la celebrazione della liturgia in rito romano antico, disposta dall’Arcivescovo Cardinale Caffarra e prevista per ogni domenica e festa di precetto. Una raccolta di firme organizzata da un gruppo di lettori della rivista di apologetica “Il Timone”, ha finito con il coinvolgere – anche attraaverso il Portale http://www.totustuus.net/ – persone dei più vari movimenti e associazioni cattoliche. Don Tiziano Trenti, parroco della centralissima Parrocchia di Santa Maria della Pietà (Via S. Vitale 112), ha accolto con gioia altri 8 sacerdoti e religiosi e oltre 250 fedeli per la prima liturgia, celebrata da don Alfredo Morselli, parroco di Stiatico (Bo). Il clima di raccoglimento e partecipazione è stato arricchito dal coro de “Il cenacolo”, anch’esso di amici del periodico “Il Timone”. Per una storia di questa gioiosa avventura a servizio della Santa Sede e alcune fotografie della celebrazione, cliccare qua: http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=2122#post2122

    Bologna, 1 novembre 2007
    Festa di tutti i Santi

  67. DANTE PASTORELLI scrive:

    Dov’erano dall’84 in su tutti costoro? Anche a Bologna dove Una Voce combatteva da sola contro venti e maree?
    E poi non si deve credere ai miracoli?
    Comunque, i vecchi combattenti pro Ecclesia Catholica son felicissimi di questo eccellente risultato. Nonostante tutto, Davidun.

  68. Davidùn scrive:

    Una delle cose più divertenti in queste prime settimane di lavoro per sostenere la decisione del Papa è vedere come i “nostalgici” non siano colti dal minimo dubbio sulla bontà del loro operato.
    Vi ha mai sfiorato il sospetto che il vostro stile, modo di agire e i vostri argomenti, abbiano rallentato la decisione di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?
    Chissà che la decisione di questi due grandi Pontefici sia stata originata proprio da quelli che (dall’84 e da prima) lavoravano per la Nuova Evangelizzazione invece di piangere lacrime sui bei “tempi che furono”?
    Buona meditazione….

  69. DANTE PASTORELLI scrive:

    Abbiamo sufficienti testimonianze, dall’Ecclesia Dei e dallo stesso card. Ratzinger per poter affermare che la nostra opera è stata utilissima.
    Nessuno di noi ha pianto sui tempi che furono: abbiamo pianto sui tempi presenti.

  70. DANTE PASTORELLI scrive:

    Città del Vaticano, 4 Ottobre 2003

    Illustrissimo Professore,
    ho ricevuto la Sua stimata lettera del 30 maggio u.s. con gli allegati, e La ringrazio.
    I due numeri della Sua rivista “Una Voce dicentes” contengono articoli molto interessanti sulla situazione dei fedeli cattolici legati al rito romano antico in Italia e specialmente in Toscana. Purtroppo, la Sua constatazione si avvicina molto alla verità, che i fedeli attaccati alla tradizione liturgica latina “incontrano spesso ostilità e resistenza”, e Lei aggiunge non senza amarezza “anche nell’Episcopato”.
    Desidero, però, assicurarLe che la Santa Sede si è impegnata da tempo a cambiare quella situazione, chiedendo il rispetto delle giuste aspirazioni di questi fedeli. Naturalmente, un tale cambiamento prende forma soltanto lentamente, anche perché suppone un cambiamento di mentalità, che, in tutti i campi – come Lei sa bene – prende molto tempo.
    Il paziente lavoro dei gruppi di UNA VOCE e altri raggruppamenti finirà a far accettare i provvedimenti della Santa Sede in materia, che forse si faranno ancora più pressanti in futuro.
    Mando volentieri la mia benedizione sul Suo gruppo di Firenze, sulla Sua famiglia e la Sua persona della quale mi confermo con distinto ossequio
    Suo nel Signore
    Joseph card. Ratzinger

    (da “Una Voce dicentes” n2, 2003)

    Questo che per quel che mi riguarda e a smentita dell’assunto di Davidun sull’atteggiamento dei pontefici: ma potrei portare altre testimonianze.
    Quanto alla nuova Evangelizazione che ne sa Davidun di quello che noi facciamo? Degli impegni di ciascuno di noi? Dell’assistenza che diamo anche ai sacerdoti oltre che ai laici? del nostro lavoro anche nelle infermerie dei conventi? Dell’insegnamento gratuito agli extracomunitari? E se qualche volta i sapientoni tacessero?

  71. Caterina scrive:

    Ciao Davidun….internet è piccola eh! ^___^
    Condivido le riflessioni del prof. Dante Pastorelli per il semplice fatto che ho come l’impressione, caro amico e confratello….che ci sia il rischio di un senso unico per applicare il MP del Sommo Pontefice, il vostro…^___^
    Credo piuttosto che ci si debba aiutare gli uni con gli altri, anche con i così detti “tradizionalisti” per i quali il Papa stesso nel MP ha avuto parole di profonda fraternità e grande sensibilità, riconoscendo loro la sofferenza per aver subito per anni attacchi spropositati che hanno generato divisioni inutili….
    Non lo dico solo io Davidun….lo dice anche mons. Albert Malcolm Ranjith, Arcivescovo Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti:

    In molti hanno letto la pubblicazione del Motu Proprio “Summorum Pontificum” come una volontà del Pontefice di avvicinare la Chiesa agli scismatici lefebvriani. È così secondo Lei? Va anche in questo senso il Motu Proprio?

    Ranjith: Si, ma non solo. Il Santo Padre spiegando le motivazioni della sua decisione, sia nel testo del Motu Proprio che nella lettera di presentazione scritta ai Vescovi, elenca anche altre ragioni importanti. Naturalmente avrà tenuto conto della richiesta sempre più crescente, fatta da diversi gruppi e soprattutto dalla Società di San Pio X e la Fraternità Sacerdotale di San Pietro come anche da Associazioni di Laici, per la liberalizzazione della Messa di San Pio V. Assicurare l’integrazione totale dei Lefebvriani era importante anche per il fatto che spesso, nel passato, sono stati commessi degli errori di giudizio causando inutili divisioni nella Chiesa, divisioni che ora sono diventate quasi insuperabili. Il Papa parla di questo possibile pericolo nella lettera di presentazione del Documento scritta ai Vescovi.

    *******************************

    Fraternamente CaterinaLD^___^

  72. DANTE PASTORELLI scrive:

    IL Papa, come il Card. Castrillon e tanti fratelli nell’episcopato, e tra questi mons. Ranjith che sempre di più dimostra uno spirito critico parlando degli abusi eucaristici ma anche degli appigli che a questi vengon dal Novus Ordo e dalle sue carenze nella parte più essenziale (mistero, transustanziazione, presenza reale ecc.)sostenuto da fede e da amore incommensurabile per la Chiesa, han voluto questo Motu Proprio per una serie di motivi ben scpecificati: e tra questi riparare ad un errore giuridico e e render giustizia a quei fedeli che sono stati per 40 anni privati ingiustamente di un mezzo di santificazione per loro necessario.

  73. Syriacus scrive:

    “Chissà che nella Curia Romana ci sarà un cardinale ricco della libertà interiore di cui è ricco il francese Roger Etchegaray, abituato a parlare franco e senza calcoli che mostri a Benedetto XVI il passo di una conferenza del marzo 1965 (il Concilio Vaticano II non era ancora terminato) del poeta-corsaro Pier Paolo Pasolini apparsa nel settimanale ”Rinascita”.

    Pasolini seguendo le mutazioni della lingua italiana nei suoi anni era giunto a proiettarsi in avanti ”La lingua del futuro sarà quella della pubblicità lungo le autostrade non il latino patrimonio di un numero sempre più ristretto di ecclesiastici…”. Pasolini certamente era ateo e un ‘diverso’ sul piano psicosessuale,un peccatore secondo i canoni della morale cattolica, ma non era privo della caratteristica di saper leggere in anticipo la realtà.

    E quanto sta avvenendo a oltre 40 anni da quel suo scenario, intorno alla messa facoltativa in latino rafforza quella sua nota caratteristica . Senza contare che gli stessi lefevriani, in un’intervista, al quotidiano ”Il Riformista”, hanno fatto sapere che se non c’è la cancellazione formale dello scisma giunto a maturazione sotto papa Wojtyla, di riconciliazione con Benedetto XVI non se ne parla.”

    http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1837&Itemid=40

  74. Syriacus scrive:

    Giovedì 22 Novembre, ore 19.00
    Chiesa di S. Ivo alla Sapienza – Corso Rinascimento, 40

    Solenne celebrazione in rito antico presieduta da
    S.E.R. Card. Darío Castrillón Hoyos

    G. P. da Palestrina (1525-1594)
    Missa Regina Coeli (a 4 voci)

    Proprio della festività
    Sanctae Caeciliae Virginis et Martyris

    Schola Gregoriana

    Ensemble Festina Lente

    Direttore
    Michele Gasbarro

    http://www.romafestivalbarocco.it/il-festival/festival-2007/22-novembre.aspx

  75. DANTE PASTORELLI scrive:

    E tutti i torti non li hanno. La rottura tra Lefebvre e la S.Sede si deve all’ostinazione di Paolo VI di impedire a mons. Lefebvre di continuare a far quello che sempre aveva fatto: formare sacerdoti secondo la tradizione.
    E ciò a causa di una presunta abrogazione del messale di Pio V che oggi si dimostra, per bocca del Papa, non esserci stata. Dunque la disobbedienza al papa c’è stata ma ad un ordine ingiusto: questa è la loro posizione. Le polemiche hanno acuito i dissidi sino a quando, vicino alla morte, Lefebvre consacrò quattro vescovi senza mandato pontificio e quindi illecitamente dopo una serie di proposte e controproposte e dinieghi ed interferenze che infignarono il card. Thiandoum il quale ebbe a dichiarare a 30Giorni che se fosse fallita la riconciliazione avrebbe parlato dalla radio a tutto il mondo per smascherare i responsabili. La rottura avvenne, Thiandoum non riconobbe la scomunica ma non ebbe la possibilità di parlare e fare i nomi. Un po’ strano.
    Dunque, dopo il Motu proprio la riconciliazione può avvenire per gradi: revoca della scomunica (dovuta al livido Gantin), offerta di chiese dove celebrar le messe senza esser costretti alle catacombe (le danno agli eretici!), sincera discussione sui punti controversi del Vaticano II, e amore reciproco.

  76. CHI ... ... scrive:

    Evviva il latino in “MOTU PROPRIO” e discutiamo… via il latino in “Cambiamo le Letture, via Mammona e la tentazione “indotta”, via “AVE” meglio “RALLEGRATI”, ma discutiamo di “Parole di Vita”?

    … Oggi tutte le persone che si dicono Cristiane e si riuniscono nel Mio Nome per parlare della Mia Parola, che è Parola di Vita, non mi fanno contento, perché fanno solo chiacchiere e non entrano in comunione con Me, senza preghiera e senza segno della Croce.
    Bisogna meditare a lungo il significato della Parola.
    Imparate e meditate sul Mio sacrificio d’amore unito alla Mia Santa Croce.
    Vi annuncio la luce della Croce gloriosa, e la santa resurrezione.
    La Mia SS Madre era ai piedi della croce quando, Io donai la Mia vita a questo mondo, il Mio sangue sgorgava da tutto il Mio corpo che proveniva dal seno della Mia SS Madre.
    Meditate queste cose prima di parlare di Parole di Vita.
    Quando Io presi la carne nel Suo seno immacolato, io avevo dato a Lei il nome di Madre di tutti gli uomini, e l’umanità passava prima attraverso il Figlio Suo, primo Sacerdote per eccellenza, donando il Mio sangue senza macchia, affidandolo al Padre affinché si compisse il sacrificio, il perfetto sacrificio tra tutti i sacrifici, per Mia gloria.
    Queste sono Parole di Vita sulle quali parlare.
    Tutta l’umanità passa attraverso il dolore del Mio Corpo, ed attraverso il dolore della Mia SS. Madre, che sopportava le stigmate invisibili di tutta la Mia amata passione, nel Suo corpo e nella Sua anima.
    La Sua sofferenza fu così grande che il Suo corpo gelò, fino a fermare i battiti del Suo cuore addolorato ed immacolato.
    Figli Miei, di questo dovete parlare quando vi riunite, perché queste sono Parole di Vita, non chiacchiere, non discussioni.
    Con le chiacchiere non entrerete in comunione con Dio… …

  77. Stefano scrive:

    1Corinzi 14,10-11 Ci sono nel mondo non so quante specie di linguaggi e nessun linguaggio è senza significato. Se quindi non comprendo il significato del linguaggio sarò uno straniero per chi parla, e chi parla sarà uno straniero per me.

    Secondo la Bibbia non serve a niente una funzione religiosa fatta in una lingua che le persone non comprendono. Infatti le chiese evangeliche hanno abolito le cerimonie in latino già 500 anni fa, la chiesa cattolica lo ha fatto 460 anni dopo ed ora le vogliono reintrodurre di nuovo… Mi chiedo se abbiano letto almeno una volta in 500 anni questi vesetti…

  78. E’ proprio vero che il fumo di Satana è anche all’interno della Chiesa.
    Martini dà un cattivo esempio: come può un uomo di Chiesa mettersi contro il Papa, può in cuor suo non acettare tutto, ma non dirlo al mondo intero. che si vergogni!!!

  79. Non capisco perché ci sia tanta ostinata avversione al Motu Proprio da parte di alcuni vescovi e cardinali. Per duemila anni la Chiesa ha prodotto Santi anche con la messa in latino. Il rapposrto con Dio deve essere personale e lo stravolgimento di pratiche e riti religiosi che duravano da millenni porta con se anche una crisi nell’animo dei fedeli. Molti, dopo il Consilio, hanno recepito l’idea che nella Chiesa è tutto provvisorio e si può cambiare a piacimento. Quindi, secondo loro, anche il rapporto con la Chiesa non è una cosa seria, tanto cambiano ogni tanto le regole.
    Invece di guardare al punto essenziale del rapporto del clero con Dio, che spesso lascia molto a desiderare, certi si appigliano ai cambiamenti moderni, credendo in questo modo di supplire alla poca fede che loro stessi hanno.
    Ma non ha promesso Gesù che le porte dell’inferno non prevarranno mai contro la Chiesa da Lui fondata?. Ci credono questi porporati a questa promessa o pensano che cambiando le regole si cambia l’animo dei fedeli?

  80. david pierini scrive:

    Giorni terribili… giorni di vendetta…
    giorni di tenebre senza splendore alcuno.
    Il pastore porta il gregge verso il precipizio,
    il padre consegna a morte eterna il figlio.

    L’inferno ha dilatato le sue fauci
    ha spalancato le sua bocca oltremisura.
    Vi scende il clero, la nobiltà e il popolo,
    il benessere, il chiasso e l’allegria.

    http://davidilgrido.blogspot.com

  81. Gianni B. scrive:

    @David Pierini

    … ma che bella poesia allegra!

  82. david pierini scrive:

    LETTERA AI SACERDOTI

    Badate che la luce che è in voi non sia tenebre…
    dice il Signore e che la vostra preghiera, la vostra vita spirituale non sia un vano rituale.
    Quanti di voi sono ricolmi di sentimentalismo religioso
    ma vuoti di spiritualità, sensibili ai sospiri degli spiriti eruditi ma morti ai dettami del vangelo, amanti di mille sterili pratiche di devozione ma incapaci di silenzio, solitudine e distacco da tutte le cose.
    Se foste uniti a Dio avreste lo spirito di Cristo,
    sareste segno di contraddizione, pietre d’inciampo
    per la mentalità di questo mondo e sareste odiati da tutti
    a causa del Suo nome, se davvero foste suoi discepoli, come il Figlio dell’uomo, non avreste dove posare il capo.
    Per timore che molti se ne vadano non affondate più nelle coscienze quella spada della verità che separa il bene dal male portando il gregge alla rovina…
    avete ormai abbandonato il sanguinoso campo di battaglia dove si combatte per la salvezza delle anime e si muore.
    Come i farisei al tempo di Gesù svolgete con grande zelo le vostre mansioni ingannando voi stessi prima d’ingannare gli altri e come loro non riconobbero il tempo della venuta del Messia perché accecati dalla loro presunzione
    così voi non vedete i segni del suo ritorno.

    david pierini

  83. Questa nota è stata pubblicata sul sito famvin (famiglia vincenziana).
    ******************

    Un Pontefice mancato
    Data: Wednesday, 24 January @ 00:00:00 EST
    Argomento: Opinioni a confronto

    Con una nota su “Il sole 24 h.” il Cardinale Carlo Maria Martini, chiude la sterile polemica sul “Caso Welby”.

    Rosario Amico Roxas

    Il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo emerito di Milano, una delle voci più autorevoli del mondo cattolico, ha voluto offrire una riflessione sulla vita e sulla malattia, pronunziando le parole che il mondo cattolico voleva sentire dopo lo sterile dibattito aperto con il caso Welby.

    Il Cardinale ha fatto parlare il cuore, prima che l’intelletto e lo ha fatto da malato parkinsoniano che “necessita di quotidiane terapie per reggere le fatiche”.

    Nel “caso Welby” abbiamo assistituo a due posizioni contrapposte; da una parte chi ha esasperato i toni, trasformando un evento umano in un “caso” alla ricerca di visibilità mediatica, e dall’altra un rigoroso cinismo dottrinale che è arrivato a negare i conforti religiosi, proiettando l’ombra di una Inquisizione che giudica, rifiutandosi di capire.

    Carlo Maria Martini, il Pontefice mancato, ha invitato a capire sostenendo che:

    “…di casi come quello di Piergiorgio Welby, che con lucidità ha chiesto la sospensione delle terapie di sostegno respiratorio per porre fine alla sua vita, saranno sempre più frequenti e, di conseguenza, la Chiesa stessa dovrà darvi più attenta considerazione pastorale”

    invitando, implicitamente, il mondo politico ad elaborare una normativa ma senza che questo implichi in alcun modo la legalizzazione dell’eutanasia.

    Una legge in materia, riconosce Martini, è una “impresa difficile, ma non impossibile”, e indica nel modello francese una possibile soluzione, in quanto non viene legalizzata l’eutanasia, bensì, prevede che le cure mediche non debbano essere protratte con irragionevole ostinazione.

    L’invito dell’alto prelato è chiaro:

    “guardando più in alto e più oltre che è possibile per valutare l’insieme della nostra esistenza e giudicarla alla luce non di criteri puramente terreni bensì sotto il mistero della misericordia di Dio e della promessa della vita eterna”.

    E’ la risposta alla domanda che si è posta il mondo cattolico:
    “E’ più importante l’uomo o il sabato ?” e, quindi, “Bisogna seguire la Fede o la Dottrina ?”

    La Chiesa non ha bisogno di chiudersi nella torre d’avorio della Dottrina per proteggersi dalla evoluzione che, apparentemente, distoglie il mondo cattolico dalla sfera spirituale, deve proiettarsi all’interno del progresso per indicare la via dello sviluppo, esaltando l’uomo nei suoi fini, corregendo i mezzi che ne stravolgono la più intima essenza.
    Una Chiesa presente e attiva nel mondo, capace, innanzitutto di capire.

    Questo Articolo proviene da La Famiglia Vincenziana nel Mondo
    http://www.famvin.org/it

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    http://www.famvin.org/it/modules.php?name=News&file=article&sid=2978

  84. david pierini scrive:

    TUTTO E’ COMPIUTO

    Benedetto XVI
    ha tradito il cardinal Ratzinger
    rinnegato la verità
    e dato alla chiesa il colpo di grazia.

    La notte della sua elezione
    Satana gli ha offerto il trono di Pietro
    in cambio d’una menzogna.

    E quella chiesa che poche ore prima
    era una barca piena di sporcizia
    sul punto di affondare
    quella chiesa moribonda… d’improvviso…
    è diventata giovane e viva.

    Ma la chiesa è morta
    e Dio ce ne ha dato il segno…

    quando si è levato un gran vento
    e la mano dello spirito santo
    ha chiuso il vangelo sopra la bara
    di Giovanni Paolo secondo.

    http://davidilgrido.blogspot.com

  85. marina scrive:

    Bravo david perini

  86. david pierini scrive:

    cara Marina, caro Gianni sarebbe bello che ribatteste con qualche argomento…noi cristiani siamo la sapienza di Dio in terra e quando restiamo senza parole non è un buon segno.
    La realtà spirituale si compie nella profonda oscurità delle coscienze all’insaputa di molti…che dibattono su questioni sterili e inutili. Quando Gesù vide e profetò la rovina del tempio di Gerusalemme molti risero e fecero battutine simili alle vostre… che dire… “guai a voi che ridete perché sarete nel dolore”.

  87. Gianni B. scrive:

    @David Pierini
    Egr. sig. Pierini, non posso ribatterle niente perchè io non credo a niente. Che vuole che le dica? Mi piace la vita e non l’oltretomba. Saluti e allegria.

  88. Alessia scrive:

    @ David Perini
    lei mi sembra un tantino confuso, delirante e labile di memoria.
    Il giorno del funerale di Wojtyla il vento si limitò a sfogliare le pagine del vangelo, ma a chiuderlo fu l’umanissima mano di un concelebrante.
    Una domanda: ha scritto lei la lusinghiera introduzione al suo blog?

  89. david pierini scrive:

    cara Alessia se sono confuso, delirante e labile di memoria lo sapremo solo il giorno del giudizio. Con tutta la carne al fuoco che c’è nel mio sito sei riuscita a non dire nulla… segno che sei in malafede come lo erano i farisei al tempo di Gesù a cui non interessavano i suoi argomenti ma solo il fatto che era un sobillatore e volevano eliminarlo. Se ami la chiesa più della verità…sei spacciata! Che Benedetto XVI e il cardinal Ratzinger non sono più la stessa persona lo vedrebbe anche un bambino. Una forza oscura si è impossessata di lui…leggi il vangelo per trovare conferme.

  90. Alessia scrive:

    Sto provando a leggerla, Pierini. Divisa fra fatica, scoramento, noia e puro divertimento. La carne al fuoco è molta. Le introduzioni indicative. Quale umiltà, quale equilibrio, quale forza profetica! Come direbbe il grande Totò, Pierini: Ma mi faccia il piacere, mi faccia.

  91. david pierini scrive:

    cara Alessia…dal veleno che ti esce dal cuore, dalla rabbia con cui ti esprimi comprendo da chi sei istigata…
    inutile continuare a parlare…non porti argomenti ma solo insulti e improperi…

  92. Raffaele Savigni scrive:

    David Pierini, dove vuoi andare a parare? Il tuo mi sembra un discorso irrazionalistico. Quale sarebbe il patto che Ratzinger ha fatto col diavolo? Tra le tue fantasie e quelle di Socci non saprei quali scegliere… Gesù ha promesso che non avrebbe mai abbandonato la sua Chiesa (“le porte degli inferi non prevarranno contro di essa…”): se crediamo in lui e nello Spirito santo non possiamo credere che essa crolli, nonostante le colpe di tanti suoi membri.

  93. Raffaele Savigni scrive:

    Possibile che da qualche tempo tutti siano ossessionati dall’idea di una presenza diabolica incombente? Per qualcuno il diavolo avrebbe ispirato il Vaticano II e la Comunione in mano; per altri il card. Ratzinger e l’attuale gerarchia… Mi sembrano francamente discorsi deliranti. Cerchiamo di avere una fede pura, e di usare la ragione nel valutare i fatti storici, altrimenti rispunterà fuori un qualche Torquemada o uno scismatico a seminare altra zizzania nella Chiesa… Il modo migliore per combattere il Maligno è non nominarlo troppo (come facciamo con una persona che vuole intromettersi: la ignoriamo…).

  94. david pierini scrive:

    Caro Saverio apprezzo molto che tu metti nome e cognome e che fai delle osservazioni pertinenti. Che satana sia antrato nella chiesa è ormai risaputo…Paolo VI lo aveva rilevato ai suoi tempi…figurati oggi…ora tutto sta nel riconoscerlo perché ti assicuro che è travestito da perfetto cristiano. Benedetto XVI ha ceduto alla tentazione della gloria terrena e per questo è stato abbandonato dallo spirito santo. Prima della sua elezione era uno che parlava si, si, no, no, ora è timido, insicuro, impacciato, questo non lo si può negare, in lui c’è stato un profondo mutamento. Pochi giorni prima della sua elezione definiva la chiesa come una barca sul punto di affondare tutta piena di sporcizia…dopo la sua elezione è divenuta giovane e viva. Cosa è accaduto in quei giorni…è un mistero inquietante. Comunque sia il Papa ha imbiancato con una mano di robusta apparenza il sepolcro della chiesa. Nel mio sito cerco di interpretare spiritualmente molti segni dei tempi e giungo a conclusioni sconvolgenti. Ci sono voluti 13 anni per vedere e capire, non è che mi sia alzato la mattina ed abbia deciso di fare il profeta.
    Invito tutti coloro che amano sopra ogni altra cosa la verità ad approfondire questi argomenti…ma se uno ha paura della fine del mondo, se ha ama il padre la madre i figli i suoi averi la propria posizione più della verità allora è meglio che si faccia discepolo di una dei tanti falsi cristi delle apparizione di questi tempi e s’inganni pregando…

  95. Francesco Ursino scrive:

    Ma su pierini dica piuttosto che le sta sulle balle questo Papa e che ne preferiva un altro come la maggior parte che oggi lo contesta e soprattutto NON LO STA A SENTIRE… è facile sbagliare quando non si sta sentire la gente e si fa di testa propria… se la Chiesa si è “ripresa” con Ratzinger non è certo merito di Satana “omicida fin dal principio”, ma dello Spirito Santo che è anima e guida della Chiesa…

    Benedetto contestato, della serie sai che novità… Altro che mistero inquietante! Grazie a Dio e al Suo Spirito Santo che mai abbandona questa Chiesa e i suoi figli… .

    Probabilmente è lei che si è fatto discepolo di un falso cristo… di questi tempi spuntano come funghi… ma come la pula, finiranno tutti nel fuoco inestinguibile…

    Ci rifletta su pure lei…
    :roll:

  96. david pierini scrive:

    Caro Francesco il catechismo della chiesa cattolica al 677 dice che la chiesa deve “morire” seguendo il suo Signore nella sua morte e resurrezione.
    Quando Gesù dice “io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” non mente poiché il mondo è finito il giorno in cui Dio ha ritirato la sua grazia. Per spiegarmi meglio è come se il mondo fosse un’automobile che viaggia grazie al motore (Dio). Quando il motore si spegne l’auto cammina per qualche centinaio di metri dando l’illusione ai passeggeri che vada tutto bene ma non è così…ora stiamo percorrendo gli ultimi metri…a motore spento.
    Chi ha orecchi per intendere intenda.

  97. Raffaele Savigni scrive:

    Vedo che David Pierini non risponde alle mie osservazioni… Perché Dio dovrebbe ritirare la sua grazia dalla sua Chiesa? Impossibile! Semplicemente, l’uomo può impedire ad essa di produrre tutti i suoi effetti benefici: non di cancellarla.

  98. Francesco Ursino scrive:

    Caro pierini il punto è proprio questo: Dio non ha ritirato la sua Grazia dal mondo…

  99. david pierini scrive:

    Caro Raffaele Dio ha tolto la sua grazia alla chiesa per lo stesso motivo per cui la tolse agli ebrei…l’infedeltà.
    Per essere fedeli al nostro Dio non basta andare a messa, fare carità, recitare le preghiere… bisogna amarlo sopra ogni cosa odiando santamente tutti i nostri averi ed affetti. Uno degli esempi più alti è san francesco d’assisi a cui il Signore comandò di riparare la sua casa che stava andando in rovina. Lo spogliamento totale di francesco era la cura per risanare la sua casa…
    Benedetto XVI ama sopra ogni cosa la sua sapienza, la sua intelligenza, ama essere il primo della classe, ama la gloria terrena, ama le lodi e gli onori…vedi di quante cose cattive è rivestito il nostro Papa che per essere gradito a Dio dovrebbe essere nudo come francesco.
    Che la grazia di Dio non operi più nel mondo lo si vede anche ad occhio nudo… basta guardare al moltiplicarsi dell’iniquità…il bene non fa più da argine ed il male dilaga. La fine del mondo che io amo chiamare “il ritorno del Signore” sta scritto che avverrà in uno scenario di assoluta normalità nel quale si inseriscono senza essere vedute l’impostura religiosa, il tempo della pace e sicurezza, l’apostasia, l’avvento dei falsi cristi, gli sconvolgimenti cosmici e altri segni che io credo di aver decifrato. Se vi degnerete di visitare il mio sito troverete ampie spiegazioni…vergini addormentate…

  100. david pierini scrive:

    Un esempio di questa infedeltà a Dio e di attaccamento alle cose terrene lo hanno dato recentemente i frati di San Giovanni Rotondo. Dio ha voluto metterli alla prova spogliandoli del possesso di Padre Pio ed essi si sono sollevati… contro il padrone della messe come fecero quei vignaioli omicidi. Il giorno del giudizio riceveranno molte percosse.

  101. Alessia scrive:

    Savigni e Francesco andate a visitare il sito di questo pseudo profeta ingannatore e leggete l’introduzione al Grido e quella alle poesie d’amore, avrete l’esatto quadro del personaggio.
    Pierini lei è ancora in balia dei mille demoni!!

  102. Garlyc scrive:

    Pierini, vergognati di spacciare qui questa roba.

  103. marina scrive:

    Le rispondo io Savigni, perchè la chiesa nel corso di questi ultimi 2000 anni di storia ,la chiesa ha trdito il suo messaggio.

    è sempre stata dalla parte dei potenti , che hanno sempre calpestato i diritti umani,tralaltro usando il suo mome , facendolo cosi apparire come un DIO crudele.

    toglietevi le fette di salame dagli occhi, il salame è oiù buono se si mangia , magari con una bella insalatina.

  104. david pierini scrive:

    cara Alessia sono contento che hai visitato i miei siti e ti sei accorta smascherandomi che sono il più depravato degli uomini. Faccio mie la parole di san Francesco che diceva spesso…”se Cristo non mi sostenesse farei figli con le prostitue e di san Paolo che si considerava “un aborto”. Mi compiaccio per te che sei migliore di me, purtroppo la verità è questa…io sono quello che sono, non lo nego né lo nascondo.

  105. marina scrive:

    Francesco Ursino Scrive: April 2nd, 2008 at 4:56 pm

    Caro pierini il punto è proprio questo: Dio non ha ritirato la sua Grazia dal mondo…

    questo è ancora tutto da vedere,io non ne sarei cosi sicura,Dio è buono e misericordioso, ma non cretino.

    Se gli uomini di chiesa non cambieranno atteggiamento , dimostrandosi più tolleranti nei confronti di chi non la pensa come loro, mettendo al primo posto il bene dell’umanità,senza collusioni con il potere che invece questi diritti calpesta,ptima o poi arriverà la fine, e DIO ne terrà conto.

  106. david pierini scrive:

    Caro o cara Garlyc nella mia vita mi devo vergognare di molte cose, non puoi neanche immaginare di quante…ma non mi vergogno affatto anzi sono orgoglioso di testimoniare la verità. Mai sentito dire che Dio si serve dei peggiori per confondere e umiliare i migliori…

  107. Francesco Ursino scrive:

    @ Alessia

    Gli ho dato un’occhiata… cmq mi basta quello che scrive… oltretutto se è “approvato” da Marina… (vabbè che quella approva tutto senza distinzione, tranne la Verità ovviamente…). Alla larga :)

    @ Marina

    La Grazia, casomai le fosse sfuggito durante le sue lezioni di catechismo, non è un merito, ma è appunto un dono di Dio. Un dono che, se chiesto tramite la preghiera, viene effuso dal Signore alla persona o alle persone che la richiedono. Dio è giusto e misericordioso… e se ha letto la Bibbia – non quella apocrifa, quella vera – saprà che il Dio che castiga gli uomini con carestie o flagelli è stato “sostituito” dal Dio che vuole la salvezza dei suoi figli… Direi che se si ripassa il capitolo di Noè e del diluvio le farebbe solo un po’ più di chiarezza. E aggiungo che la Grazia più grande che ci ha dato è stato l’averci mandato Cristo. Quindi, profeti e profetesse di sventure, la Grazia è ancora nella Chiesa perché Cristo non abbandona i suoi discepoli. Mentre altri pseudo-fedeli ben si lasciano accecare dallo zolfo della menzogna di cui satana è principe, convinti di professare la verità.

    Già m’immagino la sua risposta: “Ma lei Ursini è tutto scemo, si rende conto di quello che dice?”. Bla bla bla… tsé :roll:

  108. Francesco Ursino scrive:

    @ Marina

    Il problema non sono solo gli uomini di Chiesa, l’infedeltà – se c’è – si annida anche tra i cristiani. Perciò non creda di essere immune solo perché “condanna” lei per prima gli altri.

    “Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro. Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici.” (Romani 16,17-18)

  109. Francesco Ursino scrive:

    Pierini scrive: “Mai sentito dire che Dio si serve dei peggiori per confondere e umiliare i migliori…”.

    E allora mi lasci dire che in tredici anni non ha fatto un buon lavoro di analisi… nella sua foga di farsi “testimone” della “verità” si è perso dei pezzi forse ritenuti “scomodi” per la sua attività di “profeta”… .

  110. david pierini scrive:

    Ho ricevuto da Andrea un invito alla moderazione…
    accolgo questo richiamo e mi scuso se il mio parlare semplice e chiaro può scandalizzare…l’ho imparato dal vangelo. Per quanto riguarda i temi non posso fare sconti..
    ma voi fratelli in Cristo quanto siete lontani dalla verità e dal linguaggio della verità…

  111. Scenron scrive:

    david pierini, sei invitato pacatamente a portare rispetto a Papa Joseph Ratzinger, alla sua sapienza e alla sua intelligenza che francamente tu non riuscirai mai ad eguagliare (e pure io, ovviamente!)…Grazie!

  112. david pierini scrive:

    “Sì, la Chiesa è viva – questa è la meravigliosa esperienza di questi giorni. Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. La Chiesa è viva e noi lo vediamo: noi sperimentiamo la gioia che il Risorto ha promesso ai suoi. La Chiesa è viva – essa è viva, perché Cristo è vivo, perché egli è veramente risorto”.

    questo è un brano tratto dall’omelia della prima messa del Papa dopo la sua elezione… per ben cinque volte Benedetto ripete che “la chiesa è viva” e perché lo fa se non perché in cuor suo sapeva che era morta.

  113. Scenron scrive:

    Poverino…fai davvero pena…

  114. marina scrive:

    Nell’epoca dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario
    (George Orwell)

  115. JEANFELIX scrive:

    Martini si è trattenuto per molto…e poi non ne ha potuto più!
    e sulla bioetica è sbottato!
    ormai la dottrina è un monolite con il tedesco pontifex
    che renderà sempre più deserta la Chiesa, fatta solo di vecchi e vecchiette…neanche molto devoti (adesso disertano anche i papaboys…si saranno stufati,…di cantare Be-ne -de-tto e di oscillare di qua e di là come pendoli)
    Il Papa tedesco non si acorge?
    (io lo reputo superbo come il suo Segretarietto invidiato da tutte le donne avvenenti…)
    il povero Martini ha dato un grido su questa Chiesa ruiniana (ruinata) e fisichelliana, che ormai è in coma!
    il grido di un uomo malato al suo coetaneo diventato papa… perchè la barca di Pietro sta andando a fondo!
    in tutto il mondo (la mia parrocchia di circa 10 mila abitanti ha un prete di 78 annni che quando lascerà…sarà senza preti, qui in provincia di Milano! ) certo Dio acceca chi vuol perdere e io sono abbastanza concorde con Pierini…!

  116. matteo tassinari scrive:

    io sto con Martini