Anglicani, finalmente la Costituzione. Con novità sul celibato

[youtube Nogxr33QWrw nolink]Finalmente pubblicata la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus con la quale Papa Ratzinger apre le porte a intere comunità anglicane intenzionate a entrare nella Chiesa cattolica. La costituzione, come preannunciato, istituisce degli ordinariati personali per le comunità anglicane. Questi ordinariati dipenderanno dalla Congregazione per la dottrina della fede e non dalla Congregazione dei vescovi. La costituzione ha subito quattro diverse revisioni e quella definitiva accoglie molte delle osservazioni (non tutte) proposte dal Pontificio consiglio dei testi legislativi. Ieri a Brescia Benedetto XVI, citando il predecessore Paolo VI, ha ribadito il valore del celibato per i preti e i seminaristi. La Santa Sede vuole mantenere la regola del celibato per la Chiesa latina e dunque questa regola dovrà valere in futuro anche per gli ordinariati anglo-cattolici. Vi sono però delle importanti novità a questo riguardo, al di là delle smentite e dei commenti minimizzanti. Gli ordinari anglo-cattolici potranno infatti chiedere al Papa anche per il futuro la possibilità di ordinare «anche uomini sposati». Una deroga circoscritta solo a queste comunità, e che una settimana fa il cardinale William Levada ha definito «meramente ipotetica», e che sarà comunque sottoposta «caso per caso» al via libera vaticano, ma che rappresenta la prima dispensa del genere ufficializzata per una comunità latina dai tempi del Concilio di Trento. Esiste dunque un’innegabile novità, e non da poco, nel documento. Gli ordinari personali potranno anche essere preti sposati e saranno equiparati ai vescovi (pur senza esserlo, però potendo usarne le insegne), e dunque faranno parte a pieno titolo delle conferenze episcopali. Saranno scelti dal Pontefice sulla base di terne presentate dal «Consiglio di governo dell’ordinariato», una sorta di consiglio presbiterale. Roma dunque deciderà su terne stabilite dalle realtà locali.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

114 risposte a Anglicani, finalmente la Costituzione. Con novità sul celibato

  1. Simon de Cyrène scrive:

    Carissimo Dott. Tornielli,

    sembrerebbe che Lei abbia avuto ragione su tutta la linea!

    Lei è davvero un “calibro” !

    In Pace

  2. raffaele savigni scrive:

    Deo gratias! Nei suoi momenti migliori la Chiesa ha saputo e sa contemperare le affermazioni di principio con la “dispensatio” animata dalla carità pastorale. Ad esempio ribadendo il valore innegabile del celibato ed al tempo stesso ammettendo le possibili eccezioni in nome di un bene superiore.

  3. Gabriella scrive:

    Complimenti, Mr. Andrea :)

  4. Luisa scrive:

    Scrivere ” Gli ordinari personali potranno essere preti sposati” è una frase che, se in sè è corretta, può in realtà dare adito a generalizzazioni o deduzioni incorrette.
    In effetti la norma resta il celibato, di caso in caso possono essere ordinati uomini sposati, secondo norme decise dal Vaticano, dunque già i preti sposati non saranno la norma, in conseguenza ancor meno lo saranno gli ordinari, l`ordinario essendo poi nominato dal Papa, mi piace credere che nella terna proposta il Papa sceglierà un celibe !

  5. Luisa scrive:

    Dal comunicato stampa di oggi:

    “La possibilità prevista dalla Costituzione Apostolica della presenza di alcuni chierici sposati negli Ordinariati Personali non significa in alcun modo un cambiamento nella disciplina della Chiesa per quanto riguarda il celibato sacerdotale. Esso, come dice il Concilio Vaticano Secondo, è segno e allo stesso tempo stimolo della carità pastorale e annuncia in modo radioso il regno di Dio (Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1579).”

  6. Areki scrive:

    Le norme emanate dalla santa sede sono molto sagge. Vi è il riconoscimento del celibeto come legge della Chiesa latina e nel contempo la possibilità di dispensa dal celibato per i ministri anglicani che da 400 anni non avevano più tale disciplina del celibato.
    Tuttavia la questione principale non è l’eccezione alla legge del celibato, ma l’accoglienza alle comunità anglicane che vorranno riunirsi con Roma. Sono sicuro che col tempo lo Spirito Santo spingerà anche queste comunità ad uniformarsi completamente con la Chiesa Romana circa la disciplina del Celibato.

  7. peccatore scrive:

    Concordo con Areki.
    E dico bravo ad Andrea Tornielli (ma ne ero certo…).

  8. Cantuale scrive:

    Eh sì, anche stavolta Tornielli aveva ragione. La Costituzione, come è formulata, non chiude, ma apre, apre, eccome se apre! Continui così Dott. Tornielli.

  9. Sal scrive:

    L’ETNOLOGO francese Jean Servier ha recentemente scritto un libro intitolato “L’uomo e l’invisibile” (Editore Rusconi) in cui si esprime a proposito della teoria evoluzionistica.

    Circa le mutazioni dichiara: “I biologi possono soltanto provocare mutazioni all’interno di una medesima specie, senza giungere a trasformare questa specie, senza realizzare il passaggio da una specie all’altra.

    Se vi fosse una legge dell’evoluzionismo o del trasformismo, essa dovrebbe valere anche per il mondo vegetale, il che non è dimostrabile in alcun modo.”
    Ma e valida per il regno animale, perché ?

    Perché solo i Luterani hanno nominato una donna dichiaratasi lesbica con figli, a capo della chiesa e gli anglicani hanno ordinato solo donne sacerdote, ma i cattolici restano celibi per dimostrare che ogni legge ha una sua eccezione e che l’eccezione non è trasformismo. Il prete resta scapolo anche se qualche volta è sposato ! La mutazione è avviene senza trasformismi, entro la stessa specie dell’homus prete.

  10. Oggi, nel giorno della Dedicazione della Basilica Lateranense, madre di tutte le chiese, è stata presentata questa Costituzione Apostolica firmata nel giorno in cui si fa memoria di S. Carlo Borromeo, pastore buono, vescovo a soli 25 anni che rinunciò agli agi per essere al servizio del suo popolo di fedeli, sostenendo grandi penitenze.
    Questa Costituzione Apostolica apre le porte a intere comunità anglicane. Tanti fratelli nella comune Fede in Cristo, che si riuniscono con noi.
    Ad opera di Papa Benedetto XVI felicemente servente, sotto l’influsso dello Spirito Santo che guida la Chiesa, e di Maria Madre della Chiesa.
    Il soffio dello Spirito Santo è inarrestabile. E sono certo che soffierà si forte da abbattere presto il “muro” che ci divide dai nostri fratelli Ortodossi.
    E io gioisco e ringrazio il Signore per avermi dato la possibilità di assistere a questa grande pagina di storia della Chiesa scritta dallo Spirito Santo, per mano del Suo Mite ed Umile servo Papa Benedetto XVI.
    La potenza della preghiera per la Chiesa di Gesù in Giovanni 17, 20-26, e la docilità dei Suoi vicari succedutisi fino ad oggi, sotto l’influsso dello Spirito Santo, porta sempre il suo frutto.

  11. Gianpaolo scrive:

    Si è aperta una porta, anche se con tutti distinguo possibili, ma questa porta aperta potrà dare origine a correnti d’aria… cont utte le conseguenze del caso.
    Con il Santo Padre confidiamo nella Bontà provvidente di Gesú di Nazaret, vero Dio e vero Uomo!

  12. Già.
    Non dimentichiamo che
    l’adorabile
    Provvidenza Divina
    guida le vicende umane
    e che lo Spirito Santo soffia dove e come vuole.

    E che, cmq, NON PRAEVALEBUNT!

  13. Don Dom scrive:

    Non è una novità, perche nella lunga storia della Chiesa cattolica, c’era sempre questa possibilità concessa al Papa. Non a un Concilio (come lo vorebbe il Cardinal Martini), ma al Papa. Pietro era sposato. Ma non signifcia che il celibato è una invenzione della Chiesa nel Mediovevo. Il celibato risale agli Apostoli e Cristo ne è la sorgente. Dunque è una legge ecclesiastica, con fondamenti storici, spirituali che sono radicati nella Tradizione. E vero anche che la dichiarazione della Sala Stampa negando il suo articolo era molto ambiguo!

  14. Sergio Bresciani scrive:

    Egr. Dott. Tornielli,

    mentre continuano a non esserci parole per il modo in cui è stato trattato dalla sempre più disastrosa e pasticciona sala stampa Vaticana (e anche certi curiali non scherzano), devo dissentire sulla presunta novità del documento. Aveva ragione Lei quando affermava che la disciplina latina sarebbe stata mantenuta inalterata. In sede di confrenza stampa hanno “fatto i vaghi” – come dicono a Roma – per quella sciocca paura ecumenico-diplomatica di “spaventare” gli Anglicani con i titoli di giornale che inevitabilmente seguono queste occasioni (Ah, se le loro Eminenze credessero di più al Magistero che ai titoli redazionali di Repubblica…).

    La Costituzione Apostolica fa esplicito riferimento alle “norme” della Sacerdotalis Caelibatus (n.42) di Paolo VI e alla dichiarazione “In Giugno” della Congr. Dottrina della Fede (1980) (“devono essere osservate”). Ora, queste norme dicono chiaramente che

    1) le “eccezioni”, da sempre contemplate, non devono ammettersi se non in circostanze e non rechino pregiudizio alla disciplina del celibato

    2) (cito testualmente) “l’eccezione alla norma del celibato è concessa in favore di queste singole persone e non deve essere intesa come se implicasse un cambiamento del pensiero della chiesa circa il valore del celibato sacerdotale che RIMANE LA NORMA ANCHE PER I FUTURI CANDIDATI AL SACERDOZIO DI QUESTO GRUPPO” (Dichiarazione “In June” Osservatore Romano 1 aprile 1981, p. 2)

    Detto questo, mi aspetto certamente che i “soliti sospetti” in curia Vaticana e nelle diocesi cercheranno di “intepretare” queste chiare norme per indebolire il celibato e creare altri disastri, ma questo credo sarà sempre inevitabile, specialmente con una effettiva scarsa possibilità per il Santo Padre di farsi obbedire in questa situazione.

    Ancora solidarietà per l’inqualificabile attacco ad personam che ha subito – privo di qualunque carità da parte di chi si riempie la bocca con zuccherosi comunicati su qualunque argomento – e auguri per il suo importante lavoro/servizio.

  15. amos scrive:

    bene proprio bene, spero che queste comunita’ si aprano ora ai carismi della chiesa cattolica, movimenti e nuove comunita’

  16. Garlyc scrive:

    La norma è ribadita, ma è prevista un’eccezione. Sarebbe stato molto facile non prevederla (tantopiù che il Papa, caso per caso, avrebbe potuto concederla comunque… è il Papa, e c’è il precedente dei primi 5 preti anglicani sposati passati al cattolicesimo un po’ di anni fa). Invece si è messa per iscritto l’eccezione, pur ribadendo che di eccezione si tratta. E’ obiettivamente una scelta diversa…

  17. Mario scrive:

    Non c’è nessuna novità, Paolo VI aveva previsto tutto, e conosco personalmente ex pastori luterani sposati, che dopo la conversione sono stati ordinati sacerdoti cattolici. Nulla è cambiato, è già prassi corrente, anche se forse in Italia non molti conoscono i casi già esistenti, che spesso si trovano in altri paesi.

  18. annarita scrive:

    Un’altra spallata! Ma non prevarranno!

  19. Francesco scrive:

    A questo punto, visto che, seppur eccezionalmente, è possibile mischiare il sacro con profano, mi chiedo se anch’io laico sposato posso eccezionalmente usufruire del permesso di andare con altre donne o organizzare simpatiche ammucchiate.

    Solo in via del tutto eccezionale però.

    In fondo se è possibile tra due persone anche quando questa è Dio figuriamoci quando si tratta di due o più comuni mortali.

    Per altro l’eccezione dovrebbe diventare la regola non fosse altro per evitare discriminazioni.

  20. Cherubino scrive:

    Francesco dimentica che il matrimonio è un sacramento, quindi è sacro quanto l’Ordine, e non si fonda sulle “ammucchiate”.

  21. Francesco scrive:

    La mia ovviamente era solo una provocazione.
    Per quanto riguarda la violazione del principio di non contraddizione mi sovviene qualcuno che un tempo disse: “sia il vostro parlare si si no no, perché tutto il resto viene dal maligno”, sarà stato un bacchettone?

  22. P.Danilo scrive:

    A noi sta benissimo ciò che ha deciso il Papa, nella nuova Costituzione Apostolica per gli Angli. è ora che gli Angli ed i Sassoni tornino a Casa. Ci sta pure bene che in alcune Chiese locali i sacerdoti siano sposati. Tuttavia, tirare in ballo il presunto matrimonio di Pietro, ci sembra una ipotesi ardita; il vangelo parla soltanto della “suocera” di Pietro, ma non dice che era la madre di sua moglie. Forse Pietro non si era mai sposato ed allora quella “suocera” è una sagoma letteraria che significa qualcos’altro, ad esempio, l’Antica Rivelazione, ammalata, a letto, con la febbre; febbre che può indicare calore, fuoco, quindi Spirito. L’A.T. era febbricitante ma ancora pieno di Spirito, ma necessitava della “guarigione” del Divino Maestro, ecc. Noi pensiamo che fosse volontà dei Divino Maestro che i suoi rappresentanti fossero come Lui, vergini e di vita illibata; in seguito per la durezza del cuore ed altre motivazioni, diciamo etniche, si tollerarono anche sacerdoti sposati. Quindi tutte le diatribe che si sono fatte nel post-concilio circa il celibato o il matrimonio dei preti sono da considerarsi “non-sense”. Lasciando da parte ogni discussione e ogni diatriba, non è giunto forse il tempo di “leggere” il Testo sacro come lo leggevano i Padri della Chiesa? Che fine ha fatto l’esegesi antica e medievale? Cordiali saluti, P.Danilo. Olbia, 10 novembre 2009.

  23. Francesco scrive:

    Riguardo il matrimonio di Pietro (come di altri Apostoli) vorrei fare una considerazione: secondo me non è importante che fossero o no sposati ma che, come è scritto nei Vangeli, lasciarono tutto per seguire Gesù. Il rinnegamento di se stessi.
    Ecco adesso anche questo non ha più una valenza assoluta ma relativa al caso specifico.

    Stupisce che proprio il Papa che meglio ha saputo smascherare l’inganno del relativismo stia compiendo un atto che relativizza la condotta morale degli ordinati.

    Ho anche pensato che il Santo Padre sia stato un pò tirato in ballo da una frangia di prelati che non hanno digerito la revoca della scomunica ai lefebvriani. Una specie di tira e molla da una parte e dall’altra.
    Per carità sono solo supposizioni personali ma è anche vero che le dichiarazioni sono uscite come anticipazione di qualcosa che il Papa non aveva ancora reso noto. Comunque un atto forsato nei confronti del Papa.

  24. Cherubino scrive:

    insisto nel dire che il matrimonio è un sacramento, forse Francesco non ti è chiaro cosa vuol dire “sacramento” ? no nsai che ogni sacramento è un morire all’orgoglio ? un’immersione e un abbandono totale nella morte e resurrezidone di Gesù? non so se sei sposato. Io sì. E ti assicuro che il matrimonio veramente cristiano non è meno sequela dell’Ordine, non è meno sì-sì no-no.

  25. Hilarius scrive:

    Condivido la sua analisi Francesco! Questo fatto andrà a discapito del Sacro Celibato Sacerdotale. Non lo neghino certi don don, subito partiti in 4° animati da tanta gioia. Chissà poi perchè!! Pensino alla confusione che porterà, pensino e meditino, ma giacchè a loro non interessa più le sorti dei loro piccoli greggi, non ci si poteva aspettare altro! Qui lo dico e lo ripeto io non andrò mai da un sacerdote sposato anche se in regola. Le motivazioni le ho già espresse più volte. Molti fedeli non accettano di buon grado questa figura all’interno della Chiesa e io sono tra queste!!

  26. Davvero il nostro cuore deve esultare di santa gioia per il ritorno dei nostri Fratelli già Anglicani alla Casa comune dell’unica Chiesa di Cristo !
    Io vorrei sottolineare che il cammino che ha portato a questo storico ritorno a Pietro è partito dal Movimento di Oxford e dall’impuso ad esso conferito dal Venerabile Cardinale Cardinale John Henry Newman, che sarebbe prossimo alla beatificazione.
    Accanto agli aspetti veramente secondari, fra cui la questione dei preti sposati, che nell’Oriente cattolico costituiscono un’antica caratteristica, speravo che gli interventi avessero sottolineato due questioni fondamentali : il Sacramento dell’Ordine Sacro, la cui lecità e validità vengono riproposte soltanto dalla Chiesa Cattolica e il valore del vero ecumenismo, quello che pervase tanti cristiani, soprattutto dal secolo XIX e che ora , grazie all’ispirata opera di Benedetto XVI sta portando i veri e sperati frutti.
    Gli ex pastori anglicani, come ebbe a ribadire, nei fatti, il Pontificato di Giovanni Paolo II, nell’aderire alla Chiesa Cattolica vengono ri-ordinati ex novo.
    Tralasciamo le infinite dispute se, a seguito del Movimento di Oxford, alune “linee” episcopali anglicane potrebbero essere state sanate dalle ordinazioni confetite loro dagli Ortodossi e dai Vecchiocattolici.
    In questo caso, anche per motivi prudenziali, sia Giovanni Paolo II ed ora Benedetto XVI fanno riordinare vescovi e preti.
    Viene in questo modo solennemente ribadito che la successione apostolica e la validità delle consacrazioni appartengono alla Chiesa Cattolica, e anche chiese Orientali.
    L’aspetto altamente ecumenico viene esaltato in questa Costituzione.
    Di fronte alla capotolazione di certe comunità ecclesiali ( l’ultima in ordine di tempo quella luterana svedese ) di fronte allo spirito mondano, con conseguente pericolo per la salvezza delle anime, che è l’unica preoccupazione per la Chiesa, il Papa accoglie nel seno della comunità cattolica quanti chiedono rufugio.
    Rimangano, fino all’esaurimento per mancanza di persone ( tutti abbiamo un termine in questa vita) le grandi assise ecumeniche interconfessionali.
    Si spengano, per mancanza di cera, le tante fiaccole accese in queste umanissime cerimonie che esaltano più gli organizzatori che Dio.
    Il vero ecumenismo è quello di Benedetto XVI che ha saputo accogliere, da buon pastore, chi nel nome della verità e del vangelo, ha chiesto di essere confermato nella fede.
    Questo è il grande capolavoro che la Provvidenza, per mano di Benedetto XVI, ha concesso a tutti coloro che vogliono continuare a cibarsi della verità e perseguire con animo sincero la via della salvezza.
    Tutto il resto è collaterale e secondario.
    La Costituzione Apostolica riservata per ora agli Anglicani potrà essere, con un minimo di fantasia, da parte del Supremo Legislatore applicata a quelle comunità, poverissime di mezzi ma ricche di intenti e di buona volontà, che si ritrovano legate alle antiche discipline cattoliche ( Liturgia in primis ).
    Non facciamo illusioni : nella situazione ecclesiale attuale non bastano i Motu Proprii non bastano gli Acta Apostolicae Sedis nè le ispirate omelie.
    Per il momento attuale accettiamo tutto quello che , pur essendo differente nella forma , è legato al Catechismo della Chiesa Cattolica nell’obbedienza al Papa.
    Dobbiamo riportare a Cristo e alla salvezza che viene solo dalla Chiesa Cattolica il maggior numero di credenti.
    Per far questo, considerata la miopia degli attuali Ordinari, altro modo non c’è che accettare, nell’unità della medesima confessione di fede, la diversità altrui con animo pieno di speranza.
    La Costituzione Apostolica rivolta agli Anglicani è un evidente dono dello Spirito Santo e non va svilita leggendone solo alcuni passi, sia pur interessanti.
    E’ la globalità di fede che vi viene riassunta : il Sacramento dell’Ordine e la salvezza che viene dall’unica Chiesa di Cristo, la Chiesa Cattolica !
    Oremus pro Pontifice nostro Benedicto.

  27. Garlyc scrive:

    Francesco, non c’è nessuna “relativizzazione della condotta morale” di nessuno. Quei preti saranno legittimamente preti e legittimamente sposati, come avviene da secoli nelle Chiese cattoliche orientali, che non risultano essere più immorali di noi latini. Il Signore conceda loro di essere pastori esemplari e mariti e padri luminosi.

  28. Hilarius scrive:

    Ovvio che chi esulta per i preti sposati non ha ben chiaro cosa sia l’Alter Christus. Certo che tali festeggiamenti non si sono visti ne sentiti, nel caso specifico della Fsspx, anzi tutt’altro.
    Davvero strano, anzi molto strano.
    Ipocrisie postconciliari, o semplicemente due pesi e due misure? Trattasi di una comunità che era scismatica da secoli e per motivi dottrinali gravissimi quali la non accettazione di alcuni Dogmi, Concili Dogmatici e tanto altro ancora. Ora son ritornati in seno bene benissimo il mio cuore esulta, ma resta di fondo una domanda: perchè questo gioire verso alcuni mentre per altri vige ancora il solito sprezzante giudizio? Ma i fedeli stanno a guardare e in silenzio annottano statene pur certi in virtù dello Spirito Santo ricevuto nel Sacramento del battesimo e della Cresima. il Santo Padre ha deciso questo rispetto tale decisione ma resto libero di affidare la cura della mia anima e quella dei miei cari ad un vero Alter Christus. I preti sposati sono prima di tutto mariti e padri dei propri figli, sono divisi a metà tra famiglia e doveri di chiesa. La conseguenza è ovvia meno tempo da dedicare alla cura delle anime, bisogno imprescindibile oggi più che mai.

  29. …probabilmente perchè hanno sottoscritto il Catechismo della Chiesa Cattoica…

    …siamo in attesa anche di altre… sottoscrizioni…

  30. Hilarius scrive:

    ha parlato dott. sapientia.: :D

  31. Cherubino scrive:

    mi piacerebbe sapere da P.Danilo come fa a dire che la suocera di Pietro non è la madre della moglie… lo ha detto qualche studioso serio ? ci sono studi storico-critici in questo senso ? a me risulta che tra gli esegeti non vi siano dubbi sul fatto che Pietro fosse sposato.
    Che poi la cosa non sia poi così rilevante è un altro discorso. Il celibato è nato in modo indipendente ed è da sempre un valore in sè. Così come il matrimonio cristiano è ben più che rimedio alla concupiscenza, ma progetto di vita e simbolo della piena riconciliazione. Chi immiserisce il matrimonio cristiano a fatto naturale, non conosce la profonda e luminosa spiritualità coniugale.
    Il rapporto tra uomo e donna -differenza non solo di organi ma di psicologia, di sensibilità, di doni- è come tutti i rapporti umani segnato dalla ferita del peccato che impedisce di vivere la diversità e la dipendenza che essa genera nella fiducia e nella riconciliazione.
    La salvezza di Cristo non è solo verticale, riconciliazione con il Padre, ma anche orizzontale, come due facce della stessa medaglia, riconciliazione con l’altro che con la sua diversità -e quindi i miei limiti- rende oggettiva la mia non autosufficienza, il mio bisogno e la condizione di dipendenza che esso provoca.
    La paura della morte spinge l’uomo a non voler dipendere, e quindi a procurarsi ciò che soddisfa il bisogno, ciò che lo nutre e lo completa, con la violenza, il potere, l’inganno, la forza della ricchezza. O, al limite, a cercare di farne a meno.
    Di tutte le diversità quella tra uomo e donna è la più radicale, la più coinvolgente, seconda forse solo alla dipendenza del neonato e del feto dal seno materno.
    La buona notizia, il kerygma della morte e resurrezione di Gesù, ci dice che egli è in grado di vincere la paura della morte e restare in ogni condizione fratello fedele di ogni essere umano. Egli è quindi il Signore, colui che ha il potere di togliere i peccati, ossia realizzare quella vera fraternità, quella capacità di affidarsi, di chiedere, di esporsi al rifiuto perchè Dio è Provvidente. La sua salvezza non è solo interiore e individuale, perchè si realizza nella fraternità: “come è buono e soave che i fratelli stiano insieme, come olio sulla barba di Aronne”.
    Egli quindi può realizzare una vera fraternità coniugale. Far diventare la famiglia il prototipo della comunità cristiana, la cellula viva della Chiesa. Egli realizza le promesse ad Abramo, Egli solo può rendere vera l’affermazione “Dio salva!”. Il matrimonio cristiano è la culla del perdono reciproco, dell’esodo da sè. Un marito o una moglie concentrati su di sè, incapaci di oblatività, di dare “a fondo perduto” (in fondo è questo il senso dell’indissolubilità), incapaci di “lasciare il padre e la madre” e di disporsi a cambiare tutto, a tutto posporre alla fraternità coniugale, non hanno ancora fatto vivere la grazia del sacramento. Sono ancora nel matrimonio naturale, fondato solo sull’eros, che cerca per sè e dà per avere.
    Come dice anche s. Paolo, tra il matrimonio cristiano e il mistero eucaristico vi sono profonde connessioni. Tra il rendere presente il Corpo reale di Cristo con la consacrazione del pane e del vino, e il rendere presente il Corpo mistico di Cristo nella piccola comunità domestica vi sono forti analogie.

  32. Garlyc scrive:

    Hilarius, se la Fraternità S. Pio X tornerà nel seno della Chiesa accettando l’insegnamento del Catechismo eleverò a Dio le più fervide e gioiose preghiere per il ritorno di questi fratelli.

  33. Cherubino scrive:

    vorrei mettere in evidenza anche un aspetto realtivo alla liturgia: come riportato da radiovaticana.org, “l’Ordinariato, viene stabilito, ha la facoltà di celebrare l’Eucaristia e gli altri Sacramenti secondo i libri liturgici “propri della tradizione anglicana approvati dalla Santa Sede” così da tener vive le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione anglicana (art.3)”.

    Con buona pace di un ritorno generalizzato del vetus ordo o di una restauratio liturgica, come sognato da alcuni…

  34. Cherubino scrive:

    dice il padre gesuita Gianfranco Ghirlanda, rettore magnifico della Pontificia Università Gregoriana e consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, intervistato su radiovaticana.org

    “D. – Quali esigenze vuole comporre la Costituzione apostolica?

    R. – Da una parte, appunto, l’esigenza che questi gruppi che entrano a far parte della Chiesa cattolica conservino la loro tradizione spirituale, liturgica e pastorale, in quanto si vede questa tradizione come un valore per la Chiesa cattolica, un arricchimento per la Chiesa cattolica: loro ricevono la ricchezza della Chiesa latino-romana e la Chiesa latina riceve la ricchezza di questa tradizione. Nello stesso tempo, però, la Costituzione Apostolica prevede tutti quegli strumenti giuridici affinché questi gruppi non formino una “chiesuola” all’interno della Chiesa cattolica, cioè si integrino nella vita della Chiesa cattolica, anche con la loro peculiarità.

    D. – Non si tratta di un nuovo rito…

    R. – No. Piuttosto c’è una sorta di analogia col rito ambrosiano, che è all’interno della Chiesa latina.

  35. Garlyc scrive:

    Bisognerà anche ricordare che si tratta della parte più “conservatrice” della Chiesa anglicana: ma, vista la “media” della Chiesa anglicana, non sono affatto certo che la sua parte più conservatrice sia da considerare particolarmente “conservatrice” secondo gli standard cattolici…

  36. Un saluto a Garlyc e Cherubino.

    @ P. Danilo
    E’ sempre lo stesso gesuita sardo che si batteva in appassionate e colte diatribe …altrove… o trattasi di omonimia?
    Saluti cordiali anche a lei.

  37. Giovanni Mandis scrive:

    La Fraternità s. Pio X è già nella Chiesa, deve solo (che non è poco ovviamente) trovare la collocazione a norma di diritto canonico.
    Diversamente dagli anglicani che erano fuori e sono tornati.

  38. @ Signor Cherubino, Lei ha scritto “Con buona pace di un ritorno generalizzato del vetus ordo o di una restauratio liturgica, come sognato da alcuni…”
    Si metta l’animo in pace !
    Sia Il Sarum Rite che l’Anglican Rite, in inglese, sono quasi identici della Messa Romana così come la conosciamo da secoli.
    Il Sarum Rite è addirittura precedente al concilio di Trento ma nella sostanza è identico al Messale che San Pio V riformò ( anche perchè il Messale Tridentino è in buona sostanza quello che la Chiesa aveva adoperato da secoli…)
    Se ha tanto astio nei confronti della Liturgia antica della Chiesa ora ha dei fratelli in più su cui accanirsi : i Fratelli Anglicani Tradizionalisti ( TAC ).
    Vada a vedersi i filmati l’Ordo delle celebrazioni anglicane dei fratelli della TAC : è la nostra stessa Messa, Tradizionale, che si celebra ogni giorno !
    Il mondo va avanti .

  39. Cherubino scrive:

    ma chi, quello che dice che la fine del mondo verrà nel 2030-2033 ?

  40. Hilarius scrive:

    Garlyc sii serio il catechismo E’ la semantica per capire la Tradizione ovvero il Deposito Dottrina e i Dogmi. Poi per favore lascia perdere i soliti mantra anti Fsspx ne abbiamo piene le scatole. Secondo te chi mantiene la propria fede alla luce del Catechismo di S. Pio X è fuori dalla Chiesa? Allora io che lo preferisco, anzi guai a toccarmelo,in quanto meno confuso del nuovo sono fuori? Allora se io sono fuori allora tutti i Santi Canonizzati sono fuori. Per favore non facciamo ridere i polli! Altra cosa se il catechismo è la semantica per TUTTA la DOTTRINA di 2000anni e la Fsspx è TUTTA rivolta a questa Dottrina che si chiama anche Deposito donde la loro non comunione? RIPETO una cosa è lo scisma secolare anglicano e un’altra è quello della Fsspx che non è mai stato scisma, in quanto NON c’erano le intenzioni di separarsi dalla Chiesa per formare una chiesa parallela, come invece lo è stato per tutti gli altri scismatici secolari. Mons. Lefebvre (come ho potuto constatare), lo ha fatto perchè ne aveva visto lo stato di necessità. Mi sono riletto tutti i post inviati da parte di chi sostiene questo. Alla luce dei fatti Mons. Lefebvre aveva ragione da vendere e aveva visto giusto. Mi dispiace ma è così. Vatti a rileggere il codice di diritto canonico. E’ stato già discusso ampliamente non vedo perchè continuare su questa strada. E’ disonesto da parte di chi ora esulta per una comunità che per secoli non ha mai accettato Dogmi di fondamentale importanza e Concili Dogmatici, mentre per la Fsspx che HA SEMPRE onorato difeso tale Dottrina si continui ad odiarla a tal modo, è veramente disonesto. Non so cosa per te significhino i Dogmi e i Concili dogmatici. Certo è che se si può benissimo soprassedere ai Dogmi e al Deposito stabilito dai 20 Concili Dogmatici allora stiamo parlando di due cose diverse nonchè di due pesi e due misure. I fedeli intanto annotano, la situazione la conoscono meglio di tanto clero di oggi.: :D

  41. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, quella che riporti mi sembra un’opinione personale del rettore…
    la Chiesa cattolica possiede già tutto per averlo ricevuto da Cristo in persona, non può essere arricchita dalla tradizione anglicana le cui ricchezze non sono altro che ricchezze ricevute dalla Chiesa cattolica prima che ci fosse lo Scisma di Enrico VIII e gli svariati frazionamenti tra anglicani e senza dubbio miracolosamente sopravvissute fino ad oggi.

  42. E per le collocazioni a norma di diritto canonico l’organismo deputato è la Congragazione per la Dottrina delle Fede???

    Diciamo la verità (l’ottavo comandamento), la Fraternità S. Pio X, attualmente sembra che non “sottoscriva” il Catechismo attuale.
    E non potrebbe fare altrimenti, perchè ciò su cui sta discutendo, forma anche parte di quel catechismo in molti articoli.
    E’ bello dire le cose come stanno. E detto senza offesa o intento negativo, la fraternità è fuori dalla chiesa.
    In positivo sta svolgendo un percorso di “chiarimento”.
    Chiarimento che una volta giunto a lieto fine li riporterà all’interno della chiesa.
    Perchè ci teniamo (io e tanti) a sottolinearlo?
    Per amore di verità, e per far si che il processo di “elaborazione” che devono compiere i sacerdoti e vescovi della fraternità, ma soprattutto i fedeli, sia più realistico e indolore possibile.

    Cmq, l’argomento del topic non è la fraternità, che godrebbe giovamento e serenità, dati i colloqui dottrinali in corso, dal silenzio dei suoi fedeli. Al vs silenzio si accompagnera il nostro come alle vs preghiere le nostre.
    Saluti.

  43. @ Cherubino che ha scritto ” ma chi, quello che dice che la fine del mondo verrà nel 2030-2033 ? ”
    Per fortuna vado in chiesa adesso e dimentico quello che ha scritto.
    Ribadisco il concetto , stupendamente espresso dal Signor Giovanni Mandis, ora Lei ha un gruppo in più su cui riversare la Sua avversione nei confronti dei Riti autenticamente Cattolici : i cari Fratelli Tradizionalisti Anglicani ( TAC ).
    Siamo tutti uniti nel medesimo vincolo di amore , di carità e di venerazione per le forme liturgiche dei nostri padri nella fede.
    Se ne faccia una ragione.
    Il mondo va avanti.

  44. Cherubino scrive:

    Andrea Carradori, si metta lei l’animo in pace, non riuscirà a zittirmi con la solita solfa dell’astio ecc. ecc.
    Non ho astio per nessuno, e fra questi ci sono anche i tradizionalisti. Siete voi piuttosto che vorreste che la gente comune, tra cu ici sono acneh io, provino astio per ciò che la Chiesa ha insegnato. E tra ciò che la Chiesa ha insegnato c’è anche il Novus ordo, rito ordinario.
    A me sta benissimo che un gruppo amante del vetus ordo se lo celebri in santa (si spera) pace. Ciò che non va bene e che spinga, batta, ribatta e pesti i piedi per terra, gridi, insulti e offenda chi vuole celbrare in santa pace il novus ordo, sentirselo nella propria lingua, non essere accusato da imbecilli se dopo la Comunione adora e ringrazia il Signore da seduto invece che inginocchiato…
    L’astio ce l’avete voi, che ad ogni occasione accusate la messa di tutti (che dovrà sentirsi almeno a Pasqua) di essere “protestante”.
    Io prendo atto del fatto che il papa ha una larghezza di vedute che non rientra affatto in queste misere pretese. Prendo atto della sapienza pastorale del papa che concede il motu proprio sulla messa in latino, ma anche il rito anglicano in lingua inglese. Questo per esempio è l’inizio della preghiera eucaristica: “All glory be to thee, Almighty God, our heavenly Father, for that thou, of thy tender mercy, didst give thine only Son Jesus
    Christ to suffer death upon the cross for our redemption; who made there, by his one oblation of himself once offered, a full, perfect, and sufficient sacrifice, oblation, and satisfaction, for the sins of the whole world; and did institute, and in his holy Gospel command us to continue, a perpetual memory of that his precious death and sacrifice, until his coming again…”

    Bello vero ? Se vuole leggersi i testi liturgici, li trova qui http://www.anglicani.it/liturgia.htm

  45. Cherubino scrive:

    Andrea Carardori, la pianti di insultare. I tradizionalisti anglicani mi sono simpaticissimi e se ci sarà qualche messa anglicano-cattolica a Milano, vi parteciperò sicuramente, ovviamente secondo le disposizioni del Vescovo. Sono curioso invece di sapere cosa ne pensa Fellay…
    e per essere precisi, anche Fellay mi sta simpatico, dal punto di vista umano. Ma questo non mi impedisce di dire, con la Chiesa, che il monsignore commette una barca di errori dottrinali. Questo non è astio. Si chiama correzione fraterna.

  46. Andrea scrive:

    Un’informazione per favore!

    Più di trent’anni fa il GRANDE PAOLO VI ritirò la scomunica inflitta al Patriarca di Costantinopoli diversi secoli prima.

    Ergo: la Chiesa Ortodossa fa parte della Chiesa cattolica ma sta solo attendendo di trovare la sua giusta collocazione giuridica?

  47. La proprietà transitiva, giustamente non è solo “matematica”.

  48. Cherubino scrive:

    caro Andrea, la risposta è semplice: no, e questo vale per la Chiesa ortodossa e vale per i lefebvriani.
    La scomunica è una pena canonica, inflitta per la conversione dell’errante. Come è inflitta così, se può essere utile alla salvezza dell’anima dell’errante, può essere tolta.
    Ma la scomunica non va confusa con la non comunione, concetto di carattere diverso. La piena comunione con la Chiesa cattolica si ha a condizione di accettarne il magistero infallibile e ordinario. Il che in concreto si traduce nell’accettazione del Catechismo approvato dal papa. L’altra condizione è che non si disobbedisca in materia grave, quale ad esempio l’esercizio del ministero sacerdotale. Resta naturalmente la normale condizione di essere battezzato (salvo che l’assenza di battesimo sia incolpevole) e di non essere in stato di peccato mortale.

  49. @ Cherubino
    probabilmente è lo stesso che disquisiva sulle “date…
    cmq… ora è capire se quel mio …altrove… è lo stesso tuo…

  50. Andrea scrive:

    Caro Cherubino,
    è un po’ che non ci si sente e purtroppo – a motivo di tanti impegni – è un po’ che non riesco a leggere tutti gli interventi.
    Ho posto la domanda a cui Tu gentilmente hai risposto mettendo chiaramente tutti “i puntini sulle I” perchè non mi andava di controbattere alle solite idiozie di certuni.

    Per una volta vorrei tanto che aprissero le loro menti bacate e capissero la bellezza della Chiesa cattolica che non è pizzi, merletti ed incensi; anzi dirò loro che il “rito straordinario” non è quello che loro pensano e dicono.E’ molto di più!
    La Chiesa cattolica è la sposa “casta et meretrix” dello Spirito di Pentecoste che annuncia in lingue diverse la medesima VERITA’.
    Pertanto non importa in che rito si celebri, ciò che conta è QUELLO che si celebra.
    Non importa se il presbitero sia celibe o meno; se sia vergine o meno ciò che importa è che sia puro di cuore.
    Perchè si ostinano a guardare la cornice e non pongono la loro attenzione sul quadro?!

    Qualcuno ha persino il coraggio di lagnarsi per la gioia che proviamo per il ritorno dei nostri fratelli ex anglicani e non lo siamo per loro.
    Siamo contenti per i nostri fratelli anglicani perchè dopo secoli di brancolamento fuori casa hanno detto “mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò Padre ho peccato contro il cielo e contro di te non sono degno di essere chiamato tuo figlio”. Hanno riconosciuto il loro errore – quindi hanno abbracciato il magistero che ha camminato in quattro secoli di separazione, ed ora riassunto nel CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – e il Padre comune li ha riammessi in casa.
    Sono venuti nell’umiltà, senza pretese, riconoscendo il loro orgoglio, la loro presunzione, si sono sottoposti al giudizio della Chiesa.

    Voi quando farete tutto questo?
    Quando verrete in umiltà, riconoscendo tutti i vostri errori allora la festa sarà grande anche per voi: “vi vestiremo dell’abito della nostra esultanza, vi metteremo al dito l’anello dell’amore fraterno e immoleremo il vitello grasso dell’unità”.

  51. Hilarius scrive:

    Gli esseri alati tri-quater alias se la fa e se la gode da solo. Volontà é disquisire non sulla sostanza ma a partire dalla imperante fisima mentale, esclusivamente anti Fsspx. Bravo hai vinto il premio dei chiodi fissi arrugginiti.
    : ;)

  52. Giovanni Mandis scrive:

    paragone impossibile tra fraternità e ortodossi,
    questi ultimi non riconoscono l’autorità del Romano Pontefice su tutta la Chiesa e alcuni Dogmi.

    (ricordo il Concilio Vaticano Primo scomunica tutti coloro che non riconoscono la giurisdizione del Romano Pontefice… mi pare che Paolo VI quella scomunica non l’abbia tolta (ha tolto quella del 1054 se non sbaglio)… perchè NON POTEVA…

    così dichiara il Concilio Vaticano Primo:
    “Perciò se qualcuno dirà che il Romano pontefice ha solo un potere di vigilanza o di direzione, e non, invece, la piena e suprema potestà di giurisdizione su tutta la chiesa, non solo in materia di fede e di costumi, ma anche in ciò che riguarda la disciplina e il governo della chiesa universale; o che egli ha solo una parte principale, e non, invece, la completa pienezza di questa potestà; o che essa non è ordinaria ed immediata, sia su tutte le singole chiese, che su tutti i singoli pastori: SIA ANATEMA.”)

    fraternità dentro in attesa di essere inquadrata a norma di CIC, ortodossi fuori, la realtà è questa.

  53. Cherubino scrive:

    già, perchè amministrare sacramenti, ordinando anche sacerdoti, contro il volere del papa che ha espressamente tolto loro questo potere, questo sarebbe riconoscere l’autorità del papa ? ma per favore, cerchiamo almeno di essere seri.

  54. dice il proverbio napoletano…
    a lusinga è nu rifrisco… e ‘o ffruscià ‘ffà ben a salut…

  55. ripartiamo con i copia-incolla del Motu proprio ECCLESIAE UNITATEM e con la Lettera del Papa ai vescovi???
    E’ un attimo…
    quindi stop…

  56. Hilarius scrive:

    Sottoscrivo quanto dice Mandis in:

    **paragone impossibile tra fraternità e ortodossi,
    questi ultimi non riconoscono l’autorità del Romano Pontefice su tutta la Chiesa e alcuni Dogmi.

    (ricordo il Concilio Vaticano Primo scomunica tutti coloro che non riconoscono la giurisdizione del Romano Pontefice… mi pare che Paolo VI quella scomunica non l’abbia tolta (ha tolto quella del 1054 se non sbaglio)… perchè NON POTEVA…**

    sottoscrivo in quanto DOGMA della Chiesa Cattolica REALTA’ DEI FATTI SIGNORI!!!! Grazie Signori.

  57. Mandis, e se la fraternità riconosce il potere di giurisdizione, perchè amministra Sacramenti quali quello della Penitenza e del Matrimonio, per cui c’è bisogno della giurisdizione, dato che la fraternità non è sottoposta a nessuna giurisdizione???

    Oltre ad amministrarli illecitamente li amministra INVALIDAMENTE, che è peggio…

    Non mi risponda che li autorizzano i suoi vescovi stessi…
    perchè essi stessi noon hanno giurisdizione, altrimenti, non ci sarebbe bisogno di quel famoso “inquadramento canonico” di cui lei stesso parlava, ne hanno incarico o “cattedra”.

  58. Cherubino scrive:

    pensa un pò ! allora i lefebvriani sono ancora scomunicati secondo quanto dice Hilarius ! infatti ordinando sacerdoti contro la volontà del papa – che li mantiene in stato canonico di sospensione a divinis – essi di fatto (che è molto peggio rispetto ad un non riconoscimento a parole) non riconoscono l’autorità del papa.
    Infatti è pura ipocrisia dire di obbedire e poi fare il contrario di quanto il superiore dispone. Contano i fatti, non le parole.

  59. Hilarius scrive:

    si cherubino tri-quater alias contano i fatti non le parole.

    Infatti le tue parole non sono mai attinenti a dei fatti ma solo frutto di chiodi fissi arrugginiti. E’INUTILE che continui sei ridicolo e patetico. Mons. Lefebvre NON HA MAI voluto creare una Chiesa Parallela come i veri scismatici secolari. Studia.: ;)

  60. Varie cose.
    Rispetto Mandis perchè lo conosco “virtualmente” da anni, e su tutti i siti firma sempre col suo nome e cognome, mettendoci davvero la faccia. Oltretutto a quanto ho letto in vari suoi post, frequenta davvero la fraternità (se non è cosi mi smentisca). Ancora perchè è un “sincero” e in fondo ha anche una preparazione per difendere le sue idee, anche se le ritengo non esatte.

    E credo che è anche lui persona che sta effettuando il suo percorso di “elaborazione” a livello di vissuto, della esperienza lefebvriana. E riconosco che tale percorso non è qualcosa di facile, perchè coinvolge l’intimo, la parte dell’anima, le corde della Fede. Questo è il motivo per cui con lui ci si può scontrare, ma con correttezza e delicatezza, sempre per i motivi per cui citavo. Credo che è persona che non cerca lo scontro per il gusto di esso, ne per bastiancontrarismo, ne per puerilità. Sente e vive ciò che dice è ha bisogno di questo percorso di elaborazione, che comedicevo non è facile, che “taglia” l’anima.
    Per cui caro Giovanni, come dicevo, non è per indurti al silenzio, ma credo che questi argomenti sia il caso che li dibattano chi è preposto. Eviteremo di indurirci in posizioni che non giovano a nessuno di noi.
    Credo che il silenzio e la preghiera siano le cose migliori per il buon fine di tutto.

    Non voglio, perchè non lo sei, assimilarti a quelli che la fraternità la conoscono per “sentito dire” su internet e ne hanno sposato la causa.
    Costoro, a quella causa non giovano a nulla, anzi la danneggiano, perchè danno solo una cattiva percezione di quella complessa e sofferta realtà.

  61. Hilarius scrive:

    @ ibisapientia ma che ne sai tu?

    ** a quelli che la fraternità la conoscono per “sentito dire” su internet e ne hanno sposato la causa.
    Costoro, a quella causa non giovano a nulla, anzi la danneggiano, perchè danno solo una cattiva percezione di quella complessa e sofferta realtà.**

    O tu lo sai che alcuni come me ( fortunatamente e per Grazia) hanno voluto vederci chiaro e si stanno interessando alla Fsspx proprio perchè han capito, i mantra menzogneri che taluni sapienti han affibbiato a loro e pure senza vergogna, usando due pesi e due misure. “Preti” che hanno distrutto parrocchie, disobbedienti alla stregua degli anarchici, teologi che scrivono eresie ecc.. ecc.. e per loro nessuna sanzione. Ibi sapientia invece di leggere i rotocalchi leggi il Magistero TUTTO intero. Studia!: ;) Se sei onesto capirai chi ha custodito il Deposito e chi invece lo ha deturpato defraudandolo.

  62. Garlyc scrive:

    Concordo con Ubi su Mandis, che insieme al mio fermo dissenso ha il mio sinceri rispetto.

  63. Sal scrive:

    E tornando alle imposizioni,
    I cristiani, dovrebbero prendere ad esempio la vita di Cristo ? Se Cristo è stato il Maestro e ha insegnato la Verità, ed è la Via per la Vita, com’è che i cattolici non seguono la Sua via ?

    Si, perché oltre al crocifisso, essi impongono anche il battesimo e non lo impongono solo alle persone mature (Ebrei 5.4) quelle che mediante le facoltà mentali possono percepire il bene il male, ma lo impongono ai neonati che non possono prendersi impegni di responsabilità così gravose quale è quello
    di essere seguace della Via mentre Gesù ad esempio si è battezzato avendo circa 30 anni.

    Perché anche in questo c’è difformità tra i cattolici e i cristiani ?

  64. Garlyc scrive:

    @ Hilarius
    A proposito di tradizione e di latino, com’era il proverbio? …excusatio non petita… ;)

  65. Andrea De Licis scrive:

    Salve, seguo il vostro quotidianoe lo compro tutti i giorni, io vorrei sapere quando potemmo finalmente noi italiani passare alle vie di fatto. La nostra religione è superiore alle altre e dio sta dalla nostra parte, purtroppo la legge è ni mano ai giudici comunisti e alle toghe rosse. La mi a proposta sarebbe quella di mobilitare certi ufficiali fedeli e occupare i ministeri e le reti televisive e nazionali.
    Dopodichè si inizierà con l’eliminazione in massa di musilmani, comunisti, intellettuali, omosessuali, ecc ecc…
    In pochi mesi avremo un paese CIVILE e libero.
    La figura di Pinochet, purtroppo vilipesa e mai capita potrebbe essere da guida e da esempio..
    Quello che è successo negli anni 20, l’unica era gloriosa per il nostro paese potebbe tornare, le condizioni ci sono..
    Viva gli eroi d’italia.
    Andrea

    Grazie al Giornale e al supporto quotidiano alla libertà e alla guerra anticomunista, grazie.

  66. Francesco scrive:

    Garlyc Scrive: November 10th, 2009 at 3:12 pm
    “Francesco, non c’è nessuna “relativizzazione della condotta morale” di nessuno. Quei preti saranno legittimamente preti e legittimamente sposati”

    Appunto, come volevasi dimostrare.

    “Nessuno può servire a due padroni” diceva qualcuno.
    L’anno paolino è finito da poco ma già ci siamo scordati tutto.

    Per quanto riguarda l’autorità del Papa è ovvio che per essere in comunione con la Chiesa cattolica occurre riconoscerla. Questo però vale in primis per la persona che ne riveste il ruolo.

    Fu proprio San Paolo a dire che “se qualcuno, anche dei nostri, viene a portare una dottrina diversa allora sia anatema”.

    Il risultato di tante incongruenze è stato che oggi il cattolico è costretto a scegliere se schierarsi tra i tradizionalisti, che spesso sfumano nel sedevacantismo postconciliare, e i sedevacantisti preconciliari, coloro cioé che disconoscono il Magistero secolare della Chiesa antecedente il CVII.

    Non a caso proprio nella lettera di Benedetto XVI ai vescovi viene, giustamente, sottolineato che non ci si può dire cattolici e CONTEMPORANEAMENTE affermare che oggi il catechismo è quello giusto mentre quello prima del 1962 era sbagliato.

    Il problema vero è tutto qui: il Magistero preconciliare e quello postconciliare sono INCONCILIABILI perché divergono su elementi essenziali della fede in Cristo. Solo una miracolo vero, oltre a un mostruoso lavoro intellettuale di ermeneutica può sanare la frattura.

    Parliamoci chiaro la frattura c’è, il Papa lo sa, cerca di salvare il salvabile.

    Preghiamo per il Santo Padre Benedetto XVI e la Santa Chiesa Cattolica, affinché Nostro Signore Gesù Cristo mandi a noi la Sua Pace (quella vera non quella menzoniera che viene dal mondo, anche quello alto-clericale) e trionfi.

  67. Giovanni Mandis scrive:

    ubi humilitas ti ringrazio per le belle cose che hai scritto.
    però non conosco la Frat.S.PioX dal vivo e non ne ho fatto parte; in Sardegna non credo ci siano centri di Messa (almeno non stabili) nè Priorati. Li conosco per aver voluto capire come mai Mons. Lefevbre veniva considerato così male (da una certa parte progressista e novatrice direi anche odiato); così ho letto la sua vita sia in Rete che su libro (la biografia ufficiale uscita un paio di anni fa, scritta da uno dei Vescovi della Frat. Mons. Tissier de Mallerais) e ho ordinato qualche libro sul loro sito italiano (scritti di Mons. Lefevbre, una bella edizione del Sillabo di Cantagalli pagata 1-2 euro); l’idea che mi sono fatto è di un uomo, missionario sacerdote, vescovo animato da grande Fede, carità cristiana e zelo missionario per diffondere l’unica fonte di salvezza per tutti gli uomini: Cristo e la Sua Chiesa; prego per lui. Non mi pare che avesse intenzione di fondare una chiesa scismatica, voleva solo difendere la Messa e il Sacerdozio dalle storture che si sono viste in tutti questi decenni e alle quali anche la S. Sede cerca di porre rimedio (non sempre ascoltata e obbedita…);
    lo stesso seminario nacque perchè dei seminaristi francesi gli chiesero aiuto per essere formati come si deve al sacerdozio, segno che il “nuovo” modo in cui venivano formati non li soddisfaceva;

    Certo andrà studiato come mai uno che fu nominato vescovo e vicario e delegato apostolico prima in Senegal e poi per tutta l’Africa francofona da Pio XII, membro delle commissioni preparatorie del CVII da Giovanni XXIII sia finito poi in disgrazia con due dei pontefici successivi e quando tornò in Francia anche emarginato dalla locale Conferenza Episcopale. Mi vien da pensare che dando per scontato che non fosse colpa di Paolo VI o Giovanni Paolo II, Mons. Lef. fosse messo in cattiva luce da chi a questi riferiva (soprattutto nel caso di Paolo VI).
    ci sono stati anche momenti in cui (per colpe mie, per carenze di fede e conoscenza della storia della chiesa) ho “vacillato” (in senso negativo) leggendo certe sue invettive contro “Roma” e riflettendo sulla crisi della fede cattolica in europa soprattutto; però proseguendo nel leggere e nel riflettere è apparso chiaro che mettendo in dubbio la “roccia” che è Pietro nella persona del suo successore si va verso la fine della fede cattolica stessa. non è possibile una cosa del genere, e ritengo che nemmeno lui pensasse che potesse esistere davvero un Papa “eretico” (se così fosse stato sarebbe passato tra le file dei sedevacantisti, anzi per quello che ho letto da una parte e dall’altra la Frat. e i sedevac. non vanno granchè d’accordo).
    Se non ricordo male per poche settimane (2-3) ho evitato addirittura… di andare a Messa (Novus Ordo), ero in un periodo in cui già di per sè non andavo tutte le domeniche, ma mi sono subito reso conto che non era lì il problema (qui sarebbe troppo lungo soffermarsi sulle mie carenze di cui sopra…); senza Messa era peggio.
    Poi ho letto altri libri come quello di Gnocchi e Palmaro sulla tradizione, ho letto le pubblicazioni della Frat. in cui ci sono certamente degli eccessi da condannare, ma dove si legge pure la sana dottrina cattolica di sempre.
    L’anno scorso infine sono capitato a Lourdes nei giorni del loro pellegrinaggio (20.000 persone) e mi hanno colpito in positivo nel modo di celebrare e seguire la Messa, le famiglie, le cose più semplici come il modo di vestire (laici, sacerdoti, religiosi); moltissime famiglie di giovani sposi, con figli piccoli che partecipavano alla Messa, tutti che si inginocchiano dinanzi alla Presenza (non solo durante la consacrazione ma anche quando i sacerdoti si spostavano per dare la comunione, si era nella basilica sotterranea di S.Pio X), fedeli che rispondono senza problemi in latino (c’erano da tutto il mondo); come si fa a non considerarli cattolici o a paragonarli agli ortodossi che hanno molte più “carenze” dottrinali-dogmatiche?

    Quanto alla situazione giuridica è evidente che si tratta di un caso in via di sanamento, e fino a quando non ci sarà la fine dei colloqui la Frat. resterà in una situazione di stallo, che però non potrà essere peggiore di prima, quando ancora c’era la scomunica per il 4 Vescovi (che han chiesto venisse loro tolta, segno che riconoscono l’autorità completa del Papa).
    i problemi sono pastorali e non di dottrina vera e propria, io spero e prego che andranno a buon fine. poi alla fine dovranno fare una scelta o completamente dentro (che è l’obiettivo del Papa) o completamente fuori.
    Ma non ha molto senso rimarcare continuamente che non hanno status canonico, che alcuni sacramenti sono canonicamente invalidi etc.; meglio attendere l’esito dei colloqui.
    A questo proposito, nonostante i miei interventi a difesa della Penitenza e Matrimonio da loro amministrati, non metto in dubbio che canonicamente sia una situazione irregolare, dico solo che considerata la situazione, anche laddove non arrivano gli uomini arriva Dio (se le intenzioni sono buone, se c’è davvero fede).
    E dopo quello che ho visto a Lourdes mi sembra impossibile che “quei” matrimoni non siano sacramento, e lo stesso dicasi per la Penitenza.
    Durante il pellegrinaggio ho anche scoperto che la chiesa in località poco lontano da Lourdes dove fu istruita al catechismo la piccola Bernadette quando andò per un periodo a fare la pastorella non ha parroco per carenza di vocazioni… il perchè bisognerebbe chiederlo alla Conf. Episc. francese, mentre la Frat. porta 20.000 pellegrini a Lourdes senza problemi di carenze di sacerdoti.
    Queste cose fanno riflettere.

    bene ora dopo questo intervento fiume sarà doveroso un fioretto e per almeno un mese mi asterrò da ulteriori commenti. per chi avesse qualche cosa da dirmi, può senz’altro chiedere ad Andrea Tornielli la mia email.

    saluti Ubi e saluti a tutti.

  68. Cherubino scrive:

    Hilarius, invece di arrampicarti sugli specchi, dimmi cosa c’entra il fatto che Lefebvre abbia voluto o non creare una Chiesa parallela. Egli, disobbedì gravemente compiendo un atto scismatico (lo dice il motu proprio Ecclesia Dei di Giovanni Paolo II). Simile disobbedienza è quella dei lefebvriani di oggi che amministrano Sacramenti contro la volontà del papa, tra cui pesantissima è l’ordinazione di sacerdoti.
    E devo contraddire anche l’affermazione di qualcun altro che dice che la condizione finale delle attuali trattative non potrà essere peggiore di ora. Questo non è vero. Infatti, se gli incontri dovessero avere esito negativo e i vescovi lefebvriani dovessero ordinare altri vescovi incorrerebbero nuovamente nella scomunica. Esattamente come avvenuto a suo tempo con mons. Lefebvre. Quindi che essi siano in via di regolarizzazione è una banalizzazione estrema: non si tratta infatti solo di irregolarità canonica, ma di questioni dottrinali fondamentali. finchè i lefebvriani non accetteranno di sottoscrivere il Catechismo ci sarà ben poco da regolarizzare, lo sanno loro stessi che infatti parlano di “tempi molto lunghi”. In realtà dalle recenti dichiarazioni si capisce che essi in realtà non sperano tanto da questi incontri, cui partecipano soprattutto per non chiudere bruscamente una porta che gli è stata aperta. Il che sarebbe strategicamente poco produttivo. Ma di riconoscere i loro errori non ne hanno alcuna intenzione. E siccome men che meno la Chiesa potrà arrivare a correggere se stessa l’esito è quasi scontato.

  69. Francesco scrive:

    Chiedo scusa se sono fuori argomento ma leggo tra gli interventi di una sospensione a divinis dei lefebriani.
    La cosa mi incuriosisce, vorrei saperne di più.
    Potete scrivere qualche riferimento?
    Ad esempio mi piacerebbe sapere:
    - la motivazione
    - a quando risale, se prima o dopo la revoca delle quattro scomuniche
    - se è a carattere personale, come le scomuniche dei quattro vescovi che però non coinvolgevano tutti i sacerdoti da questi ordinati oppure è a carattere globale, cioé chiunque faccia parte della FSSPX è automaticamente sospeso.

    Mi scuso ancora per l’off topic ma mi sembra una questione molto interessante.

  70. Cherubino scrive:

    mi fa piacere, per modo di dire, che Francesca dica chiaramente che secondo lui la Chiesa attuale è eretica. Ciò lo definisce senza bisogno di aggiungere nulla.
    Devo invece dire che neanche un papa o un teologo, o un semplice fedele analfabeta prima del Concilio avrebbe attribuito al binomio sacerdozio-matrimonio la frase di Gesù sul non poter servire due padroni. E’ veramente fuori da ogni concezione cristiana del matrimonio, vero sacramento. Equipararlo al “mammona” del detto di Cristo è inqualificabile e segno di ignoranza profonda.

  71. Francesco scrive:

    In merito all’ultimo intervento di Cherubino, riconosco il grossolano errore e chiedo scusa a tutti.
    E’ vero ho sbagliato nell’associare il matrimonio a mammona, e non era neanche mia intenzione farlo.

    Per il resto vorrei dire che non ritengo affatto eretica la Chiesa cattolica, di cui faccio parte, ma mi riconosco confuso di fronte alle incongruenze della stessa.

    Certo ho sbagliato la citazione evangelica, avrei dovuto forse citare l’episodio di Gesù che parla degli eunuchi, ma la questione rimane, non sarò mai io ad accusare la Chiesa, ma questa deve uscire dall’equivoco.

    I due sacramenti cristiani dell’ordine e del matrimonio sono o no conciliabili? Tutto qui, vie di mezzo introdurrebbero il rischio di arbitrii, discriminazioni, risentimenti, ulteriori spaccature.

    Insomma: Si si o No no?

    Se la risposta fosse “Si si” non sarebbe la Chiesa stessa ad accusarsi?

  72. Garlyc ha scritto: “”"Concordo con Ubi su Mandis, che insieme al mio fermo dissenso ha il mio sinceri rispetto.”"”

    Ed io concordo pure con te. Seguo in silenzio il vostro dibbatere(con quante “b”si scrive?)ed ogni tanto intervengo. Approfitto per salutare TUTTI, con particolare affetto Ubi, Cherubino, Giovanni M. e Symon de Cyren.

    Naturalmente il mio GAUDIUM sarà davvero MAGNUM
    anche
    quando la fsspx farà i passi che deve fare
    e renderò Gloria a Dio
    per l’immensità del lavoro realmente ecumenico
    che il grande Benedetto XVI (MAGNO pure lui!)
    sta compiendo.

    Ogni Bene.

    ps: oggi è il compleanno di padre Livio, un giovanotto di 69 primavere. E che Dio ce lo custodisca ancora a lungo.

    cosimino
    dematteiscosimo@hotmail.it

  73. Luisa scrive:

    Caro Giovanni Mandis, non posso che rispettare la sua decisione di sospendere la sua partecipazione durante un mese…ma mi dispiace, leggo sempre con molto rispetto e ammirazione i suoi commenti, qui e da Accattoli e sempre li condivido, ammiro non solo la sua competenza ma la sua pazienza!
    Il suo ultimo commento non era più lungo di quelli scritti da altri e come sempre lei ha testimoniato la sua esperienza con sincerità e coerenza.
    Come lei, rientrata dopo una lunga assenza, di fronte allo scempio liturgico che ho trovato, ho vissuto un momento molto difficile, devo alla FSSPX di non essermi allontanata di nuovo dalla pratica della fede, ho sovente detto come ho ritrovato con loro il totale rispetto della sacralità della Liturgia, nei fedeli la consapevolezza palpabile, se oso esprimermi cosi, della Presenza reale di N.S.G.C., poi il mio cammino è continuato e continua con la FFSP, ma è un`evidenza che i fedeli della FSSPX sono cattolici, di tutto cuore prego affinchè presto ci raggiungano in una piena e completa unione.

  74. Cherubino scrive:

    ok, prendo atto della svista, ma perchè si chiede se sono conciliabili ? dove starebbe scritto il contrario ? non sa che per tutto il primo millennio il celibato non era un obbligo per i sacerdoti ? e che nelle Chiese cattoliche orientali è tuttora così ? se vi fosse una incompatibilità essenziale, ossia fondata sull’essenza dei sacramenti stessi non lo sarebbe dal principio, perchè la legge divina non muta. A parte il fatto che è una contraddizione nel concetto di sacramento il fatto che uno di essi sia incompatibile con un altro. Tutti i sacramenti sono molteplici forme dell’unico Sacramento, Cristo stesso. Ricevere un sacramento vuol dire unirsi misticamente a Cristo Gesù (da qui la scelta dell’azione del mangiare il suo Corpo e il suo Sangue per l’eucarestia). E se tutti i sacramenti hanno una radice unitaria e un fine unitario, non possono essere “alternativi” l’uno all’altro.
    Il celibato del sacerdote ha un’origine diversa. In parte storica, in parte teologica, ma di carattere spirituale, non dogmatica. Ossia il celibato meglio esprime quella dimensione di servizio alla comunità, quell’essere dono “per” tutti e “di” nessuno allo stesso tempo. E per questo resta un valore. Ma non si basa su una incompatibilità tra sacramenti. Per questo, la Chiesa può ammettere (anzi ri-ammettere) il matrimonio dei sacerdoti dove esigenze spirituali della comunità o dei singoli lo facciano ritenere un bene maggiore.
    Comunque: nulla di nuovo sotto il sole.

  75. Buona sera a tutti.
    Saluto Giovanni Mandis, a cui rinnovo ulteriormente la mia profonda stima, e che ringrazio per la sensibilità e sincerità del suo intervento.

  76. Reginaldus scrive:

    chissà che ai nuovi arrivati dall’anglicanesimo non sia concesso di seguitare con la loro liturgia, quella codificata nel loro Book of Common Prayer ! così la Nuova Chiesa Cattolica, oltre che del rito mozarabico, ambrosiano… potrà ora arricchirsi anche del Rito Anglicano! D’altra parte se dobbiamo fare tesoro delle grandi ricchezze spirituali dell’anglicanesimo – parola di Ratzinger – non sarà certo da intendersi quello che la Chiesa Cattolica Che Fu si è trovata tra le mani con la
    fornitura a lei consegnata, da parte della Santa Chiesa d’Inghilterra, per gentile concessione dei suoi Nuovi Capi – a cominciare da Henry VIII ed Elisabeth I – di tanti Santi martiri, quali Thomas More, Card. Fisher, Edmund Campion , Robert Southwell, Henry Walpole e via spuntando…

  77. … Reginaldus, dimentichi il Rito Bizantino delle Chiese sui iuris orientali…
    che sono in perfetta comunione con Roma…
    Diversità di riti, ma unica Fede in Cristo e nella Chiesa Cattolica.
    Il Regno di Cristo è qualcosa di assolutamente diverso… dall’impero… dei fasti unificati senza contenuto… fini solo a se stessi e alle nostalgie monomaniacali.
    La messa è per l’Eucaristia, non l’Eucaristia per la messa.

  78. Ricambi con pari affetto il saluto Cosimo. Siamo sempre uniti nella medesima missione.

    Auguri a Padre Livio.

  79. amante dell'arte scrive:

    Questa Costituzione passata quasi in silenzio sui media sarà invece una pietra miliare sul processo dell’ecumenismo che finalmente passa dal piano teorico a quello dei fatti concreti.
    Al ritorno dei “lontani” nella piena comunione con Pietro.
    Un primo succulento frutto. Questo sì positivo del Concilio Vaticano secondo.
    Benedetto xvi comincia a mettere a “frutto” cioè a realizzare sul piano dei risultati qualche aaspetto positivo del Vaticano secondo.
    E’ solo un picolo passo si spera di tanti altri.
    Naturalmente il traguardo grande a cui tendere è la piena comunione con la Chiesa Ortodossa.
    Quel giorno ci sarebbe veramente da tripudiare e ringraziare il Signore!
    Tempo al tempo…

  80. Garlyc scrive:

    “chissà che ai nuovi arrivati dall’anglicanesimo non sia concesso di seguitare con la loro liturgia, quella codificata nel loro Book of Common Prayer ! così la Nuova Chiesa Cattolica, oltre che del rito mozarabico, ambrosiano… potrà ora arricchirsi anche del Rito Anglicano!”

    Reginaldo, certo che sì: la Costituzione apostolica lo stabilisce chiaramente (pur non impedendo, naturalmente, l’uso del Rito romano). Devo dire che non si capisce se ti fa piacere o no…

  81. annarita scrive:

    Il traguardo più grande, amante dell’arte, sarebbe che si tornasse in piena comunione con la Chiesa di Roma quella di sempre!

  82. Garlyc scrive:

    annarita, e dove sta la “Chiesa di Roma di sempre”? A Econe?

  83. annarita scrive:

    Sta ovunque non venga vilipesa la Tradizione, anche in Vaticano spero! Anzi ne sono certa.

  84. Garlyc scrive:

    Non potrei essere più d’accordo… temo solo che abbiamo un’idea un po’ diversa di Tradizione…

  85. amante dell'arte scrive:

    Si certamente.
    Volevo dire la piena comunione della Chiesa Ortodossa con quella Cattolica.

    Le chiese del protestantesimo storiche le considero “irrecuperabili” troppo secolarizzate, secondo me si estingueranno con il secolo, con cui sono scesi a patti, in un tempo relativamente breve.
    Se si seguono le mode si segue anche il loro destino.

  86. Francesco scrive:

    X Cherubino

    Non lo dico io che sono inconciliabili, lo dice la Chiesa stessa quando afferma che quella del celibato è una regola che si è auto imposta.
    I motivi per cui se l’è imposta sono importanti e si basano sul concetto stesso di castità che, mi è stato spiegato dai preti stessi, essere da sempre la completa dedizione personale ad una cosa sola.
    Da qui consegue anche il concetto di famiglia monogamica tipicamente cattolica.

    In un tempo moralmente difficile l’ultima cosa che mi sarei aspettato dalle autorità ecclesiastiche era una soluzione di questo tipo, che prevede anche la possibilità di avere vescovi sposati (non si capisce bene secondo quale rito).

    Penso che l’umanità ha bisogno di esempi limpidi non di compromessi.

    Probabilmente ho ricevuto una formazione abbastanza rigida, ma questa me l’hanno data sacerdoti cattolici normalissimi, non è farina del mio sacco.
    Dunque è a Pietro che chiedo di fare chiarezza, per me non cambia molto: sposato sono e sposato rimango e concubine in casa non ne voglio.

  87. Francesco scrive:

    Scusate dimenticavo…
    Auguri a Padre Livio!

  88. Reginaldus scrive:

    # Ubi humilitas, ibi sapientia: ma che sta dicendo. E’ chiaro che non ha capito nulla del mio commento ???

  89. Reginaldus scrive:

    #Ubi humilitas, ibi sapientia.
    …“being hanged, disembowled, beheaded and quartered”…questi sono i ‘fasti’ che celebravano i Santi Martiri Inglesi di cui più sotto, con il contributo dei loro fratelli cristiani appena separati… Per un fine in se stesso e per non rinunciare a una nostalgia monomaniacale si facevano “impiccare, sventrare, decapitare e squartare! Vuole provare, nulla-humilitas-nulla- sapientia???—- Ma qualcuno dei nuovi arrivati dalla sponda albionica ha manifestato almeno un qualche imbarazzo sulla loro storia di famiglia ???

  90. annarita scrive:

    Garlyc, la Tradizione è la Verità rivelata da Dio, ma non registrata dagli scritti ed è fonte della nostra Fede come la Sacra Scrittura, ha la stessa autorità dei libri sacri. E’ uno dei pilastri che regge la Chiesa.
    S.Pio X nel suo catechismo così la definisce: ” La Tradizione è l’insegnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli fatto a viva voce, e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazione.”
    Non penso che si possa avere opinioni proprie sulla Tradizione, perciò penso Garlyc, che almeno in questo le nostre idee devono per forza essere uguali.

  91. Reginaldus, per il Rito:

    III. Senza escludere le celebrazioni liturgiche secondo il Rito Romano, l’Ordinariato ha la facoltà di celebrare l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, la Liturgia delle Ore e le altre azioni liturgiche secondo i libri liturgici propri della tradizione anglicana approvati dalla Santa Sede, in modo da mantenere vive all’interno della Chiesa Cattolica le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione Anglicana, quale dono prezioso per alimentare la fede dei suoi membri e ricchezza da condividere.”

    Quindi… questo è, ti piaccia o no.

    Per quanto riguarda l’analisi della storia anglicana, quella che chiami la “storia di famiglia”
    la Costituzione Apostolica non prevede niente.
    Se vuoi dare una occhiata tu, n’ze sa mai, quattro occhi vedono meglio di due, il link è nell’articolo.

    Se proprio questo ti fa star male, non disperare, tra cento anni, magari tu o qualcuno che la pensa come te veniste eletti Papa, potreste sempre provvedere…..

  92. Marina scrive:

    Dalla encilcica “fermo proposito” di PIO X.

    “E poiché Ci fermiamo a quest’ultima sola parte della restaurazione desiderata, voi vedete, o Venerabili Fratelli, di quanto aiuto tornano alla Chiesa quelle schiere elette di cattolici che si propongono appunto di riunire insieme tutte le forze vive, a fine di combattere con ogni mezzo giusto e legale la civiltà anticristiana, riparare per ogni modo i disordini gravissimi che da quella derivano; ricondurre Gesù Cristo nella famiglia, nella scuola, nella società; ristabilire il principio dell’autorità umana come rappresentante di quella di Dio; prendere sommamente a cuore gli interessi del popolo e particolarmente del ceto operaio ed agricolo, non solo istillando nel cuore di tutti il principio religioso, unico vero fonte di consolazione nelle angustie della vita, ma studiandosi di rasciugarne le lacrime, di raddolcirne le pene, di migliorare la condizione economica con ben condotti provvedimenti; adoperarsi quindi perché le pubbliche leggi siano informate a giustizia, e si correggano o vadano soppresse quelle che alla giustizia si oppongono: difendere infine e sostenere con animo veramente cattolico i diritti di Dio in ogni cosa e quelli non meno sacri della Chiesa.”
    ————
    Non perchè voglio condraddire ad ogni costo,ma a me sembra che le schiere di cattolici nei secoli passati abbiano usato mezzi non proprio legali per difendere la società dagli anticristiani.Non ha mai fatto nulla per migliorare l’esistenza dei poveri.
    Infine ha messo al primo posto i diritti di Dio e della santa chiesa invece che i diritti umani da secoli sempre calpestati da chi ha deciso di governare le nazioni per conto e per volontà di DIO. Autoleleggendosi Dio in terra.
    Un cordiale saluto

  93. xagena scrive:

    Capo certo è che questo post è relativi commenti sono meglio di una dose massiccia di benzodiazepine per dormire……dacci un bel post succoso , discettare di quattro pastori che diventano preti è una lagna di proporzioni planetarie.
    Tvb :-)

  94. Reginaldus scrive:

    Ubi humilitas, ibi sapientia.
    “le trad izioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione Anglicana”…. bellissime|!- “ Se proprio questo ti fa star male…”Mi fa star male??? Per quello che mi dà oggi la vostra Nuova chiesa, più alla larga sto, meglio sto!

  95. Credo che la maggioranza degli ex anglicani che hanno chiesto la comunione con la Chiesa di Roma sia anche liturgicamente tradizionalista.
    Celebrano, cioè, con gli antichi riti precedenti alla bufera innestata dai capricci di Enrico VIII.
    Questi riti ( di cui ricordo quello di Sarum) fanno parte del tesoro liturgico della Chiesa.
    Essendo, per ammissione esplicitata più volte dai prelati anglicani, il Novus Ordo cattolico tanto simile al Book of Common Prayer, non penso che gli anglicani debbano fare approvare dalla Santa Sede altri testi potendo usare, come già fanno in diverse parrocchie, il nostro Novus Ordo.
    Gloria ai Martiri Cattolici dell’Inghilterra e riconoscenza ai coraggiosi nostri fratelli ex anglicani che hanno richiesto la piena comunione nella Chiesa Cattolica.

  96. Sal scrive:

    @ Roberto C
    la sua risposta mi rivela la sincerità con cui espone le sue idee e cerco di aggiungere un tassello al ragionamento.
    Assodato che il culto delle immagini è un grave errore, deve considerare che la Legge (le 10 parole scritte col dito di Dio + tutte le disposizioni elencate nel libro di Levitico) includenti il sacerdozio, le feste le cerimonie i sacrifici animali, erano un modo per far comprendere cose più grandi che un popolo di pastori non avrebbe saputo interpretare correttamente in quel momento infatti più e più volte furono richiamati e puniti per la caparbietà del loro cuore Deuteronomio. 29.19
    Tutta quella disposizione fu eliminata con la venuta di Gesù Colossesi 2.13 ( cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti e che ci era contrario; ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura.) Cosa rimane allora ? I Principi su cui quella legge era basata e Gesù ne ha dato un esempio.
    L’accoglienza.
    L’accoglienza non è generalizzata ma è selettiva : ““Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.  Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?’ E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità” Matteo 7.21.23
    Si legga la parabola degli invitati al banchetto che rifiutarono l’invito, allora furono invitati i poveri, ma fra questi c’era uno senza veste nuziale e fu buttato fuori. La veste è comunque importante perché molti sono invitati ma pochi gli eletti. Matteo 22.1-14
    Deve conciliare l’Amore con la Giustizia, con la Sapienza, con la Potenza.
    Sono le 4 qualità di Dio che devono essere esercitate in equilibrio fra loro .

  97. Sal scrive:

    @ Giancarlo
    Rileggendo il suo post mi sono accorto di non aver risposto a molte sue domande perché ero concentrato solo su un soggetto. Tento di rimediare. Cominciamo sugli apocrifi. Lo dice la parola stessa :” da nascondere “ un testo non canonico, cioè non incluso nell’elenco dei libri sacri della Bibbia ritenuti ispirati e pertanto non usato a livello dottrinale e liturgico. (Wikipedia)Passiamo alle sette:
    Quando Gesù parlava, gli apostoli non capivano il senso delle sue parole infatti : “Pietro gli disse: “Facci capire l’illustrazione”. Allora egli disse: “Anche voi siete ancora senza intendimento” Matteo 15.15 e aggiunge: “Quando sarà arrivato il soccorritore che vi manderò dal Padre, lo spirito della verità, che procede dal Padre, QUELLO RENDERA’ TESTIMONIANZA DI ME E VOI A VOSTRA VOLTA RENDERETE TESTIMONIANZA, perché siete stati con me da quando cominciai.” Gv 15.26-27 ( Badi non dice che avrebbero capito TUTTO ma solo le cose che lo riguardavano e che avrebbero testimoniato perché erano stati presenti)
    Così, Atti 2.4 “E divennero loro visibili lingue come di fuoco che si distribuirono, posandosi una su ciascuno di loro, e furono tutti pieni di spirito santo e cominciarono a parlare diverse lingue, come lo spirito concedeva loro di esprimersi.” (Non dice fiammelle di fuoco ma LINGUE di fuoco).
    (Di conseguenza non erano gli altri che andavano da loro ma loro che andavano dagli altri)
    Però Saulo colui che divenne l’Apostolo Paolo, non era presente in quell’occasione ma è colui che maggiormente ha spiegato pur non avendo ricevuto lo S.S. Come mai ? Era divenuto un settario ? Il suo messaggio era diverso da quello degli altri ?
    No, perché Galati 2.6 “Ma da parte di quelli che sembravano essere qualcosa — qualunque sorta di uomini fossero una volta non ha importanza per me, Dio non bada all’aspetto esteriore dell’uomo — a me, IN REALTA’ QUEGLI UOMNI PREMINENTI NON IMPARTIRONO NULLA DI NUOVO ” E Come può essere se non aveva ricevuto lo S.S. ? Gesù gli era apparso ma non gli aveva detto molti di sé, ma gli fece togliere le scaglie dagli occhi da Anania a cui aveva perfino dato l’indirizzo dov’era Paolo. Quindi qual’è il requisito ?
    Forse Dio si rivela anche in altri modi ? L’ho scritto altre volte, io vivo ai margini, di tanta confusione e seguo i principi che la Bibbia mi indica.
    I comandamenti ? – non c’è l’obbligo.
    I sacramenti ? Nemmeno
    Non so quali sono le cose essenziali della Sua religione. Quella della mia è una sola:”La gloriosa libertà dei figli di Dio” Rm 8.21
    Tutte le cose grandi e belle devono essere spiegate – “E i tuoi propri orecchi udranno dietro a te una parola dire: “Questa è la via. Camminate in essa”, nel caso che andiate a destra o nel caso che andiate a sinistra.” Isaia 30.21 – Se non la senti la voce, studia, medita, prega, aspetta, chiedi, bussa (.Poiché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto) Matt 7.8 a conferma “Quindi disse: “Non ti chiamerai più Giacobbe ma Israele, poiché hai conteso con Dio e con gli uomini TANTO CHE ALLA FINE HAI PREVALSO” Genesi 32.28 – Quanto ti interessa ?
    Sal sta per Salvatore lo dice il nome e questa è la categoria.

  98. Sal scrive:

    @ Gemma
    non so cosa intendi per “i valori rappresentati dal crocifisso.” Provo a dirti some la vedo io.

    In tutta questa faccenda c’è in gioco un solo valore. “LA LIBERTA’ ” anche di sbagliare anche di essere senza Dio e nessuno può limitare questa libertà che è stata concessa e rispettata da Dio per primo. Gli uomini invece si affidano sempre a qualcun altro trascurando l’Unica vera fonte di aiuto. Si rendono schiavi di uomini e/o di oggetti : “E l’uomo terreno si inchina, e l’uomo si abbassa, e non li puoi proprio perdonare.” Isaia 2.9
    Dio avrebbe potuto evitare la prova dell’albero della conoscenza del bene del male, ma nel rispetto della libertà concessa ai suoi figli ha voluto “testare” che fosse ubbidiente, saggio, umile, rispettoso e fiducioso di suo Padre. (meritevole d fiducia e responsabilità)

    “Nel caso che in mezzo a te sorga un profeta o un sognatore di un sogno e davvero ti dia un segno o un portento, e in effetti avvenga il segno o il portento di cui ti aveva parlato, dicendo: ‘Camminiamo dietro ad altri dèi, che non hai conosciuto, e serviamoli’, NON DEVI ASCOLTARE LE PAROLE di quel profeta o il sognatore di quel sogno, perché Jehovah vostro Dio VI PROVA per sapere se amate Jehovah vostro Dio con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima. Dietro a Jehovah vostro Dio dovete camminare, e lui dovete temere, e i suoi comandamenti dovete osservare, e la sua voce dovete ascoltare, e dovete servire lui e a lui dovete tenervi stretti” Deuteronomio 13.1-4

    L’uomo non ha bisogno di farsi consigliare da estranei ma può chiedere al suo Grande Genitore per crescere e affinare le sue abilità invece succede proprio il contrario. Accorda sempre la sua fiducia a estranei che non fanno i suoi interessi.
    Nella descrizione delle Sue pecore, Gv 10.5 egli dice che le sue pecore fuggiranno dagli estranei perché non ne conoscono la voce. E sullo stesso tema il figliol prodigo tornò a casa dopo aver sperperato la sua eredità. Luca 15.11-32 Perché solo presso il Padre vi era la realizzazione del suo futuro. – LA LIBERTA’ NELL’UBBIDIENZA ALPADRE NON AD ALTRI è il valore del crocifisso.

    Il libro è stato tradotto in tutte le lingue non in una sola affinché nessuno avesse l’esclusiva, e ciascuno potesse capire. Il libro è vivo e parla al cuore di ciascuno.
    “Quando sarai in grave angustia e tutte queste parole ti saranno accadute al termine dei giorni, allora dovrai tornare a Jehovah tuo Dio e ascoltare la SUA voce. Poiché Geova tuo Dio è un Dio misericordioso.” Deuteronomio 4.30-31 ( La Sua voce la puoi ascoltare solo col cuore )

    Il valore del crocifisso è solo questo.

    Affidarsi al Padre e svolgere il compito assegnato anche se costa la morte perché come dichiara Giobbe :”Oh mi nascondessi tu nello Sceol, Mi tenessi celato finché si ritragga la tua ira, Mi stabilissi un limite di tempo e ti ricordassi di me! Se un uomo robusto muore, può egli tornare a vivere? Tutti i giorni del mio lavoro obbligatorio aspetterò, Finché venga il mio sollievo. TU CHIAMERAI E IO STESSO RISPONDERO bramerai l’opera delle tue mani’” Giobbe 14.13-15

    Gesù:” CONTINUO’ AD AFFIDARSI A COLUI CHE GIUDICA giustamente.” 1 Pt. 2.22 E io non sono venuto di mia propria iniziativa, ma colui che mi ha mandato è reale,.. ed Egli mi ha mandato”. Gv 7.28 E il Padre stesso che mi ha mandato mi ha dato comandamento su ciò che devo dire e di che devo parlare.” Giovanni 12.49 per dimostrare che anche tutti gli altri devono e possono imitare questo comportamento.

    Valuta tu se ciò che ho riportato è una spiegazione che ti soddisfa.
    Non prova l’orecchio stesso le parole Come il palato gusta il cibo? Giobbe 12.11-12

  99. Sal scrive:

    @ Giancarlo,
    grazie, grazie per il suo bellissimo post. E’ divertente e piacevole ed è anche vero riferendosi alla Babele che l’uomo ha voluto crearsi e nella quale si imprigiona volendo definirsi cattolico, protestante, buddista ateo credente o miscredente. Vero che le sette sono tante quante le teste. Per questo affermo che lo scopo è la libertà. Essere liberi da pregiudizi, etichette, appartenenze, modi di pensare. Libero dalle passioni, dalle paure, dalle superstizioni, dall’ignoranza.

    Le chiedo, di che religione erano i pellirossa d’America ? E gli esquimesi ? Erano malvagi o erano buoni ? Come si giudica una persona, dalla sua appartenenza o è un pregiudizio ? Dio dice che non guarda al colore della pelle ma guarda il cuore. “Il crogiolo è per l’argento e il forno fusorio per l’oro, ma Jehovah è L’ESAMINATORE DEI CUORI ” Prov 17.3 (Argento e oro per divenire tali devono essere raffinati col fuoco anche il cuore di deve raffinare perché deve saper ascoltare).

    ”E i tuoi propri orecchi udranno dietro a te una parola dire: “Questa è la via. Camminate in essa”, nel caso che andiate a destra o nel caso che andiate a sinistra.” Isaia 30.21 (Sia che vai a destra sia a sinistra)

    Allora cosa è meglio fare la cosa giusta per il motivo sbagliato o fare la cosa sbagliata per il motivo giusto ? La Chiesa condanna il suicidio vero ? Ma se io per salvare i miei cari bisognosi di cure, non avendo soldi, facessi una assicurazione sulla vita e poi mi suicidassi, Dio mi condannerebbe ? (ammesso che le assicurazioni paghino) Se uccido qualcuno per legittima difesa è omicidio ? Ma se uccidessi un piccolo down incapace di autonomia è omicidio ?

    Vede la vita non è sempre in bianco e nero e la Bibbia (per come la vedo io) è il manuale che mi guida alla comprensione DEI PRINCIPI che sono coinvolti nelle situazioni della vita. Dovrò essere capace di vedere oltre i fatti in sé e stabilire quale principio è coinvolto e quindi agire di conseguenza. Io la chiamo crescita.
    “Riguardo a lui abbiamo molte cose da dire e difficili a spiegarsi, giacché siete divenuti di UDITO TORPIDO. Poiché, in realtà, mentre dovreste essere maestri a causa del tempo, avete ancora bisogno che qualcuno vi insegni dal principio le cose elementari dei sacri oracoli di Dio; e siete divenuti tali che AVETE BISOGNO DI LATTE, non di cibo solido. Poiché chiunque partecipa al latte è senza conoscenza della parola della giustizia, perché è bambino. Ma il cibo solido è per le persone mature, per quelli che mediante l’uso hanno le loro facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male.” Ebrei 5.11

    Io cerco di esercitare queste facoltà di percezione mentre raffino il cuore per ascoltare. (Destra-Sinistra) Tutto qui
    Vede è come un puzzle, avere la cornice fatta significa avere un vantaggio però poi deve mettere a posti i singoli pezzi, ma se non sono al posto giusto, da qualche parte sorge l’intoppo. (Vedi dottrine cattoliche)

    Paolo dice che bisogna afferrare MENTALMENTE le dimensioni che sono prima 2 Atti 8.39 “altezza e profondità” poi dice che sono 4 “ampiezza, lunghezza, altezza e profondità” quando si arriva a tutte e quattro allora è la pienezza. Efesini 3.18 Lei a quale dimensioni è ?

    Vero che Gesù ha nominato insegnanti, ma Pietro (quello vero) ha detto: “ Comunque, ci furono anche falsi profeti fra il popolo, come pure fra voi ci saranno falsi maestri” 2Pt. 2.1 – Come riconoscere i veri dai falsi?
    E non si fidi dei librai, vogliono solo fare soldi. Io non vendo libri.

  100. Garlyc scrive:

    Andrea, gli ex anglicani sono “tradizionalisti”, anche liturgicamente, ma dal punto di vista anglicano, non cattolico.
    Sicuramente i loro riti hanno qualcosa in comune con il rito tridentino (lo chiamo così per intenderci), essendosi sviluppati a partire dal VO (o da una sua forma), ma comunque non si può certo parlare di identità col VO cattolico.

    Così pure non si può parlare di identità tra il Book of Common Prayer e il NO! (Altrimenti, per assurdo, occorrerebbe riconoscere anche la validità delle ordinazioni, quando è noto che sono proprio problemi rituali, in buona misura, a impedire il riconoscimento)

    In ogni caso è evidente, dalla Costituzione Apostolica, che verrà approvato da Roma un “rito anglicano” che sarà usato dagli Ordinariati (che certo potranno usare anche il rito romano: ma non sarà la regola).
    Hai comunque sfiorato un problema interessante: se ora gli anglicani che rientreranno nella Chiesa cattolica usano riti differenti (per esempio, la Traditional Anglican Communion – che non appartiene alla Comunione Anglicana – da un lato e quelli che invece verranno dalla Comunione Anglicana), Roma approverà questi vari usi o approverà un’unica forma?

  101. ritaroma scrive:

    Sal: come ti lascio solo un attimo ti dai alla pazza gioia…! l’hai presa la camomilla oggi? buonanotte e sogni d’oro

  102. fedenrico scrive:

    Caro Sal, perdona la mia intrusione. Ma ho ceduto ai tuoi interrogativi.
    Se io soccorro il bisognoso PER essere onorato da chi mi osserva, sbaglio;
    Se io soccorro chi reputo bisognoso, PER amore di lui, ma bisognoso costui non è, e così si mostra al solo scopo d’ingannarmi, non sbaglio;
    Se io mi uccidessi per denaro (necessario ai miei cari bisognosi di cure) è perché reputo i miei cari più attaccati alla propria salute (o al denaro) che a me. Ma perché uccidermi, allora? Una bella rapina salverebbe capra e cavoli;
    Se uccido qualcuno…
    “Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio” (Catechismo della Chiesa Cattolica).
    Il tuo ultimo interrogativo è già aberrante nel suo concepimento.

  103. Sal scrive:

    @ fedenrico
    la tua intrusione è benvenuta e ci permette di confrontare posizioni diverse magari per trovarci d’accordo alla fine.

    Le mie domande erano solo una provocazione per sostenere che ciascuno di noi, e tu ne sie la prova con le tue risposte, pensa, agisce, risponde a sollecitazioni in modo personale e ciascuno può avere risposte diverse allo stesso problema.

    Non sto qui a confutare se hai fatto bene o male a prendere una decisione o un’altra, o se le tue risposte siano giuste o sbagliate. E’ la tua coscienza che ti guida e ti fa fare la scelta che dovrebbe essere la più onesta. Non sono io che leggo il cuore né devo essere il tuo giudice. Sarà Dio con cui tu hai un rapporto personale ad assolverti o punirti. Noi siamo tutti fratelli ed è per questo che “L’alunno non è al di sopra del suo maestro, ma chiunque è ammaestrato perfettamente sarà come il suo maestro” Luca 6.40

    Era solo questo il senso del mio ragionamento.

    “Poiché non c’è albero eccellente che produca frutto marcio; e non c’è albero marcio che produca frutto eccellente. Poiché ogni albero si riconosce dal proprio frutto. Per esempio, non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae ciò che è buono dal buon tesoro del suo cuore, ma l’uomo malvagio trae ciò che è malvagio dal suo malvagio [tesoro]; poiché dall’abbondanza del cuore la sua bocca parla.” Luca 6.43-45

    E naturalmente mi riporti ad un discorso già fatto, che diceva “non sarai salvato se la tua chiesa è salvata ma se la tua chiesa è condannata, anche se hai fatto cose buone, sarai condannato con essa perché sei complice.” Rivelazione 18.4

    Vedi che alla fine trionfa la libertà anche di sbagliare e per questo fu salvato solo uno dei 2 ladroni perchè solo uno ha capito, non l’appartenenza ad uno schieramento o all’altro ma il motivo che ti spinge è la chiave.

  104. Sal scrive:

    @ ritaroma

    no, niente camomilla, solo ORZETTO.
    Non capisco mi devo dare una calmata ? E’ questo il messaggio ?

    Proverbi 15.1-7
    La lingua dei saggi fa il bene con la conoscenza, ma……..??

    Le labbra dei saggi continuano a spargere conoscenza, ma…….??

    Ritaroma, mi devi voler bene, anche se ti sono avversario.

    Dicono: “Se vuoi raccogliere il miele, non devi prendere a calci l’alveare.”

    Ciao

  105. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Sig. Sal,

    « errare humanum, sed perseverare diabolicum ».

    Lei continua a fare l’apologia del relativismo in Sal Scrive: November 14th, 2009 at 12:06 pm malgrado Le è stato dimostrato ad nauseam che Lei fa proselitismo di errori non solo religiosi ma addirittura antropologici (cf. i miei interventi aLei diretti nel thread “Se l’Europa vota Barabba” ).

    Ecco che adesso Lei scrive al gent. Fedenrico : «alla fine trionfa la libertà anche di sbagliare”. Cosa intende affermare? Che basta esercitare il libero arbitrio per essere salvato poco importa se per un fine giusto o sbagliato?

    Queste Sue teorie geoviste, immagino, vanno aldilà del relativismo qui, siamo addirittura nel “menefreghismo” come dottrina morale…

    Il Signore ci ha raccomandato di costruire sulla roccia solida dove le intemperie non rischiano di distruggere la casa e non sulla sabbia delle opinion personali che vanno e vengono asseconda della direzione presa dal vento ambiente. Chi costruisce su questa sabbia, affonda senza neanche una tempesta, basta un venticello: Lei ne è un chiaro esempio visto come si sottopmette alle lusinghe del pensiero unico dominante con tanta facilità in quasi tutti i soggetti trattati in questo blog.

    In quanto alla roccia, il Signore la nonimò più tardi: un certo Pietro….

    Prego per Lei.

    In Pace

  106. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    grazie per le sue preghiere caro Simon

    Vedo che ha colto il senso. Si è proprio quello che intendevo. La salvezza non è per tutti, per forza.
    Si, siamo al menefreghismo come dottrina. Io non posso salvarla, Gesù si è sacrificato una volta per tutti. Il Dono è gratuitamente esteso a tutti, COLORO CHE LO DESIDERANO. E’ lei che deve salvare sé stesso. Se qualcuno non lo desidera non lo ottiene. Dio rispetta la libertà di scelta e di decisione anche di sbagliare.

    La salvezza non è imposta, va ricercata non è gratuita ma va ricercata, desiderata e conquistata. “Ricercate Jehovah mentre si può trovare. Invocatelo mentre mostra d’esser vicino.” Isaia 55.6 “Accostatevi a Dio, ed egli si accosterà a voi.” Giocamo 4.8

    Forse non le piacerà ma questo, sebbene diverso dal suo, è il mio pensiero e anche quello biblico: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo.” Matteo 16.24 “SE” è una implicazione logica tra proposizioni, può essere vista anche come una relazione, due coppie di proposizioni sono in relazione se il risultato dell’implicazione è vero.
    “Ricercate Jehovah, e continuate a vivere,” Amos 5.6

    Non basta esercitare il libero arbitrio, ma bisogna esercitarlo nel senso giusto. Ciascuno di noi fa scelte nelle vita e in base alle scelte fatte viene giudicato.

    “Veramente io prendo oggi a testimoni contro di voi i cieli e la terra, che TI HO MESSO DAVANTI a vita e la morte, la benedizione e la maledizione; E DEVI SCEGLIERE la vita per continuare a vivere, tu e la tua progenie, amando Jehovah tuo Dio, ascoltando la sua voce e tenendoti stretto a lui; poiché egli è la tua vita e la lunghezza dei tuoi giorni, affinché tu dimori sul suolo che Geova giurò ai tuoi antenati Abraamo, Isacco e Giacobbe di dar loro”. Deuteronomio 30.19-20

    “dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora il regno dei cieli è la meta verso cui si spingono gli uomini, e quelli che SI SPINGONO AVANTI lo afferrano” Matteo 11.12

    “Ho combattuto l’eccellente combattimento, ho corso la corsa sino alla fine, ho osservato la fede.” 2 Timoteo 4.7

    Non capisco perché vuol fare correre a me e poi prendersi il mio premio né d’altro canto io reclamo il suo. A ciascuno il suo e con sti Dadi vuol vincere sempre lei, mica mi sembra giusto ???

    E chi è una roccia eccetto il nostro Dio? Salmi 18.31
    Pace

  107. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Sal,

    Mi arrendo: non ho capito “una cicca” di quel che ha scritto qui sotto. Sembra giocare con assonanze balzando da un’idea all’altra senza ovvia succession logica. Un po’ come il caro Artefice1 as suo tempo faceva in modo ancora più astruso.

    Chiuderò quindi il soggetto qui.

    Gioustoo un ultimo commento, è vero ch eho associate due passaggi del vangelo che a priori non si parlano l’un con l’altro: ma Lei lo fa sempre, perchü non avrei diritto anch’io di farlo?

    « Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei “Kephas”e su questa “kephas” edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. » (Matteo 16,17-19)

    In francese, come in aramaico, non abbiamo questo problema Pierre et pierre vogliono dire come Kephas et kephas, roccia, pietra…, Pietro e pietra.

    Il menefreghismo non può essere il Cammino.

    In Pace, sempre

  108. ritaroma scrive:

    caro SAL: io ti voglio bene comunque,…non prenderei mai a calci l’alveare, primo perchè mi piace il miele, secondo perchè non ho nessuna intenzione di farmi pungere dalle api. ciao e buona domenica

  109. Renato Riccioni scrive:

    Mi inserisco nella discussione dopo aver letto i primi 108 post.
    Mi stavo quasi meravigliando, per non dire compiacendo, per l’andamento abbastanza ordinato degli interventi (pensavo a un saggio filtraggio esercitato dal padrone di casa, anche se so che non è sempre possibile e non è mai facile)… poi la discussione è scivolata fuori tema, come capita spesso quando qualcuno vuole dire a tutti i costi ciò che a lui sta a cuore o che lo gratifica di più.
    Così altri reagiscono, ciascuno a modo proprio, cogliendo a proposito o sproposito limiti e difetti dell’invasore di campo, alias deviatore di turno.
    Certamente, questa palestra di dialogo tra persone invisibili e mai incontrate, rischia di trasformarsi in un tiro al bersaglio tra persone virtuali. Ma non è così.
    Ognuno, come ben sappiamo, porta il proprio bagaglio, non solo di conoscenze teoriche ma anche di esperienze spesso sofferte, con processi interiori in evoluzione… qualcuno pensa solo di dare… qualcuno pensa di poter ricevere qualcosa… qualcuno si affaccia sperando, forse, di ricevere risposte che urgono alla sua unificazione interiore… Certamente tutti abbiamo diritto al rispetto, quel rispetto che va ben oltre la semplice tattica da politicanti opportunisti: tutto parte dalla considerazione che ogni interlocutore non è solo virtuale, che ogni nostra parola può aiutare o ferire o produrre altri effetti, ma qualcosa produce sempre.
    “Tutto quello che è in più viene dal maligno” dice il Signore. E anche per chi non crede, non è difficile riconoscere che non tutto ciò che si dice, gli altri e anche noi, sia comunque buono o utile o opportuno o sincero fino in fondo.

    Ciò premesso, vorrei tornare al tema della discussione in corso, cioè del rientro di un numero (storicamente unico, in queste proporzioni) di clero e fedeli Anglicani nel seno della Chiesa Cattolica. Persone, non numeri. Persone reali, non solo virtuali. Con una loro storia personale, con un travaglio che non va banalizzato o sminuito. Che non va catalogato con categorie approssimative e grossolane, ponendosi sul banco di quelli che si trovano al giusto posto mentre gli altri che avevano sbagliato tutto, debbono venire ad umiliarsi. Non è affatto questa la posizione nella quale la Chiesa Cattolica vuole che ci collochiamo (e non parliamo di ecumenismo, anche se sembrerebbe più che pertinente).
    Proviamo ad immaginare, sulla base della nostra stessa esperienza che si va sviluppando in questo blog: a parte certe discussioni sgangherate, certi malintesi ben intesi, ci accorgiamo che i momenti più belli sono quelli nei quali qualcuno svela qualcosa di sé, il proprio travaglio interiore, le proprie preoccupazioni, la propria voglia di rendersi utile alla Chiesa o all’umanità in generale, o anche solo a se stesso. In quei momenti si nota, in genere da parte di tutti, una attenzione più rispettosa, una volontà di solidarizzare, di capire: allora non siamo più interlocutori virtuali, ma persone che hanno pieno diritto di preoccuparsi di ciò che più sta loro a cuore.
    Allora viene voglia di incontrarsi, di guardarsi in faccia,di mangiare una pizza insieme, come fossimo delle persone in carne ed ossa.
    …Penso ai nostri fratelli ex Anglicani, persone in carne ed ossa che forse non sono mai usciti dalla Chiesa (nessuno di loro può vantare una carta d’identità tanto longeva da aver consumato lo strappo con Enrico VIII), ma forse hanno solo la colpa di essere nati in una nazione diversa dalla nostra, e forse sono stati educati a guardare la Chiesa con occhi critici, forse troppo critici… Per loro, il rientrare nella Chiesa è stato ancora più sofferto. Dobbiamo rispettarli, dobbiamo amarli. Forse qualcuno di noi è più lontano dal Padre di qualcuno di loro. Magari proprio io. Ma chi può dirlo con certezza?

    Sì. mi sembra che non sia questo il momento di fare rivendicazioni pedanti e fuori luogo. Diamo loro il nostro benvenuto, e lasciamo che a mettere i pur doverosi paletti sia chi ha il compito e il carisma per farlo.
    Noi godiamoci questo momento con loro: non è un momento di gloria per noi: è un momento di grazia per tutti, da gestire con senso di responsabilità.
    …E vediamo se dal loro travaglio – come dal travaglio di chi difende la liturgia e i dogmi e dal travaglio di chi difende il Concilio Vaticano II – non possa giungere anche a ciascuno di noi qualche buon regalo.

  110. Sal scrive:

    @ Renato Riccioni

    Complimenti per l’appassionata difesa. E Complimenti per la verità contenuta ed esposta nel suo 15th Nov 2009 9.48 am

    Pur non essendo un estimatore di cose cattoliche e/o anglicane, riconosco che il principio dell’amore, e del rispetto, “non va banalizzato né sminuito” per chi ha avuto un percorso di sofferenza, e sia riconosciuto e condiviso. “ Tutti abbiamo diritto al rispetto, quel rispetto che va ben oltre la semplice tattica da politicanti opportunisti “- “tutto parte dalla considerazione che ogni interlocutore non è solo virtuale, che ogni nostra parola può aiutare o ferire o produrre altri effetti, ma qualcosa produce sempre”

    Davvero generoso, Davvero includente, Davvero altruista. Veramente cristiano.
    (Il rispetto dell’avversario va sempre dichiarato, il riconoscimento della verità è sempre dovuto)

  111. Sal scrive:

    @ ritaroma
    buona domenica anche a lei.

    Allora, visto che abbiamo una cosa in comune, “il miele” spero di essere originale se le racconto la storiella (spero che sia una novità anche se è vecchia) del tizio che osservando la sua vita trascorsa come se avesse camminato sulla spiaggia, notava che alcune volte, corrispondenti ai momenti più difficile della sua vita, le orme sulla sabbia invece di due paia erano un solo paio.

    Allora disse: “Signore , mi avevi promesso di camminare insieme a me e proprio nei momenti più difficili della mia vita mi ha lasciato solo.” – Il Signore rispose, “Figlio, in quei momenti Io ti ho portato in braccio !“

    Questa è la vita cara ritaroma dobbiamo spingere lo sguardo oltre l’ovvio e accettare che proprio quando pensiamo di avere ragione e di essere forti è il momento che siamo vulnerabili.
    La Verità e tutt’intorno a noi, basta saperla vedere.

  112. ritaroma scrive:

    SAL: la storiella come la chiami tu, è di un anonimo brasiliano, la conosco bene. Sicuramente è una riflessione fatta sui momenti tristi della vita, dove chi crede sa di non essere mai solo. tra un’ oretta è gia domani, per cui buona giornata

  113. Reginaldus scrive:

    #DEDICATO A TUTTI GLI ENTUSIASTI DEL ‘RITORNO’ all’ ‘OVILE’…
    e quindi, i reverendi membri del clero di sua maestà, pardon, del clero anglicano, si sarebbero accorti di essere nel posto sbagliato non per aver preso coscienza di trovarsi in una ‘chiesa’ scentrata rispetto alla Roccia di Pietro, o di aggirarsi in una ‘chiesa’ morta per assenza di Sacramenti …ma, improvvisamente, per essere stati messi di fronte alla concorrenza….femminile! E dalla sponda ‘cattolica’, se per un verso non si può smentire ufficialmente una sentenza passata in giudicato sulla invalidità degli ordini anglicani, dall’altro si riconosce ai nuovi arrivati, il peso e il valore della loro precedente funzione pastorale, conferendogliela nuovamente nella nuova sistemazione…Già, hanno affermato di riconoscersi nel Catechismo della Chiesa Cattolica (anni di approvazione 1992 e1997)? E della dottrina precedente della Chiesa Cattolica che ne pensano? Per esempio, della dottrina espressa nei catechismi del Concilio di Trento o di quello di san Pio X…Domande provocatorie, di gente inchiodata sul passato, certo…Ma non sarà che più che ‘convertirsi’ alla chiesa cattolica, si sono ritrovati, in una chiesa cattolica convertitasi alle ragioni della chiesa anglicana? E allora perché ‘pretendere’ che loro riconoscano il loro ‘errore’? Ma è la chiesa cattolica di oggi che riconosce che loro avevano ragione: ogni chiesa diversa è non un attentato alla Vera Chiesa, ma un arricchimento della chiesa! Alleluia.

  114. Sal scrive:

    @ ritaroma

    lei è più sagace e più abile di me. Mi rallegro e le auguro di essere sempre felice.
    Anche se non sono della sua parrocchia però mi deve voler bene lo stesso. Tanto alla fine non sopravvivono le religioni, ma solo le persone. Non si riempiono le chiese ma si dovrebbero riempire i cuori. Dio non ama le catechesi o i catechisti, ama le persone sincere che fanno ciò che hanno capito non ciò che pretendono altri da lui.
    Lei crede di non essere mai sola anche se non è triste ?