Cattolici in politica

Cari amici, in questi giorni sta tornando di attualità il dibattito sulla possibile nascita di un nuovo soggetto o movimento politico ispirato alla dottrina sociale della Chiesa. Devo dire che m’appassionano poco i ragionamenti sulle alchimie politiche, le alleanze, il gioco delle strategie: spesso mi capita, ascoltando in Tv le interviste ai nostri parlamentari nei servizi del Tg, di assistere a uno spettacolo surreale. Mi sembra infatti che non ci si renda conto, o si finga di non rendersi conto, del crescente distacco dell’attuale classe dirigente dal suo elettorato.

Trovo invece interessante, al di là delle strategie di palazzo, la domanda su quale ruolo possano avere i cattolici, nel dialogo e nel confronto con altre forze, per il futuro del Paese. Sapranno osare, senza rincorrere benedizioni ecclesiastiche? Sapranno rischiare traducendo in proposte praticabili il portato di una tradizione che in altri momenti cruciali della storia del Paese si sono rivelate decisive per fare dell’Italia ciò che l’Italia è? Senza fare promesse impossibili da mantenere, saranno in grado di proporre e testimoniare un nuovo stile di far politica, inteso come servizio al bene comune? E soprattutto, nei partiti già esistenti (quasi tutti ammalati cronici) o in nuove aggregazioni – che avranno senso se saranno comunque laiche e non confessionali – i cattolici saranno in grado di indicare una via d’uscita praticabile dalla crisi che affligge il nostro sistema economico-finanziario?

«Ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi ha solo concentrazione della ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza, dell’economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in coloro che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni, dominano il credito e padroneggiano i prestiti; per cui sono in qualche modo i distributori del sangue stesso di cui vive l’organismo economico… Nell’ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte, il nazionalismo o anche l’imperialismo economico; dall’altra, non meno funesto ed esecrabile, l’internazionalismo bancario o imperialismo internazionale del danaro».

Non è Niki Vendola e non è nemmeno Beppe Grillo o una citazione di qualche volantino dei centri sociali o dei «no global». È un brano – profetico – dell’enciclica Quadragesimo anno di Papa Pio XI scritta nel 1931. I cattolici che sono in politica e quelli che desiderano entrarci accogliendo l’invito di Benedetto XVI e della Chiesa italiana, avranno il coraggio di rischiare in proprio, di mettersi in gioco proponendo delle vie d’uscita dalla crisi che partano davvero dalla dottrina sociale della Chiesa, troppo spesso soltanto evocata?

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

69 risposte a Cattolici in politica

  1. stefano scrive:

    Infatti, la dottrina sociale della Chiesa tanti non l’hanno neanche mai letta. Non solo, ma dalla sua lettura moltissimi potrebbero scoprire un impulso nuovo a far politica. Diffondiamola.

  2. luciano27 scrive:

    la validità delle varie omelie,pur se, come la frase di PioXI, hanno alto valore sociale e che Torrielli prospetta addirittura attribuibile a una certa sinistra odierna, diventano inutili se i governanti cattolici le trascurano. Dal 1948 ad oggi abbiamo avuto governi a maggioranza assoluta di cattolici, che, specialmente il governo Monti, hanno completamente ignorato quel richiamo, riversando sui ceti medio-bassi i cosiddetti *equi* sacrifici ,senza alcuna critica autorevole; la chiesa, intesa come vaticano, si è dimostrata sensibile, appoggiandoli , ai vari governi che l’ hanno favorita finanziariamente. L’esperienza insegna ,quindi, che la cattolicità dei governanti non vale nulla, se non si hanno concetti sociali radicati. Gli 80 anni trascorsi inutilmente da quel richiamo, dimostrano ampiamente che è preferibile un governo laico per attuarlo

  3. Vincenzo Topa scrive:

    Incredibile l’attualità del passaggio dell’Enciclica Quadragesimo anno! La Chiesa esercita sempre la sua missione profetica…

  4. Sal scrive:

    “Sapranno rischiare traducendo in proposte praticabili il portato di una tradizione che in altri momenti cruciali della storia del Paese si sono rivelate decisive per fare dell’Italia ciò che l’Italia è? Senza fare promesse impossibili da mantenere, saranno in grado di proporre e testimoniare un nuovo stile di far politica, inteso come servizio al bene comune?”

    Si tratta sempre di intendersi onestamente senza fare la solita retorica del “grande paese”. Cos’è l’Italia ? Un paese che va scomparendo. Il paese che ha il maggior numero di persone angariate e sfruttate e il maggior numero di trombati miracolati. Le tasse più alte, il maggior numero di ore lavorate per il minor salario. Lo chiamano “Un grande paese” beffardamente azzeccato, il termine – “paese” – non nazione, è proprio un “paese” come dimostrano i vari localismi imperanti, che è rimasto alla contea, al principato, alle baronie. Perfino il “premier” ossequiso cattolico, acclama e batte la mani al papa ma si dimentica che Il Dio ha stabilito la “decima” non la “cinquantesima” e ha stabilito la pensione a 50 anni mica 70. ( Num 8.23) Forse pensa di essere più capace perfino di Dio stesso.

    Tutto e tutti concorre a mostrare che è il “paese” peggio amministrato, anche localmente; il patrimonio artistico va in malora, i cervelli coraggiosi emigrano, la corruzione impera, il favoritismo dilaga, (Lusi va in galera ma Penati no). Il “paese” dell’ignoranza egoistica, dell’avidità, della faziosità anche religiosa travestita da accoglienza che ha permesso e favorito oltre allo sviluppo di certa mentalità, anche le cose più indegne e faziose in molti ambiti migratori e non. Nei tribunali impera il crocifisso in modo che l’ingiustizia sia dispensata ancora una volta in nome della croce.
    I capitali non approdano in questo lido perché la corruzione è altissima. Il “paese” dove chi potrebbe investire si trova obbligato ad assumere per sentenza i dipendenti che vogliono altri anziché quelli che sceglie lui. Il “paese” dove ti obbligano a pagare per quello che non puoi scegliere. La Tv di stato impone i suoi programmi e la sua pubblicità e sei obbligato a pagare il canone anche se non sei interessato a quei programmi, ma solo perché possiedi un televisore. (Ma non si sono ancora inventati la tassa sul possesso della carta igienica. Forse a breve ?) Le autostrade più care d’Europa, per arricchire il concessionario che è cattolico amico e foraggiatore della casta di “cattolici adulti” con le strade più pericolose, e dove il tempo risparmiato per il tragitto lo sprechi in file di attesa al casello; ma ti dicono che al prezzo di un caffè puoi abbonarti per avere il “telepass” (che dovrebbe essere gratuito) ma che favorisce l’azienda che può così ridurre il numero di addetti alla riscossione dei pedaggi con grande risparmio, guadagnando due volte. Ti fanno pensare che sei incentivato per farti l’elettricità in autonomia sul tetto, ma la realtà è che con i tuoi soldi aiuti il Gestore a risparmiare sui costi di produzione dell’energia e ciò che riceverai a rate servirà solo a recuperare in parte i soldi dell’impianto che hai pagato per il Gestore .

    Il “paese” dove non puoi nemmeno rifiutare le cure per tenere in vita artificialmente un cadavere, ma che è in deficit sanitario e ha il tribunale del malato. Sei obbligato a pagare la “tassa di proprietà” dell’auto per tutto l’anno anche se la usi solo 1 mese. Tutto concorre a dimostrare che per loro il cittadino che non è altro che un limoncino da spremere e buttare tanto lo puoi raggirare a piacimento. Proprio come si fa con i “paesani”che in buona fede credono a tutto, anche ai parti verginali, al dio uno e trino insieme, e che se mangi il sangue del dio sarai suo amico, anche se la chiesa ti crolla in testa e i santi hanno tonnellate di lingotti d’oro. Dicono che l’RCA è obbligatoria, e sei obbligato a comprarla da chi dicono loro al prezzo che dicono loro. Pare che il fenomeno vada sotto il nome di “estorsione” ma nessuno ne parla e si autogiustificano parlando di truffe, ma tutti si “arrangiano con i tagliandi falsi e le assicurazioni fasulle. Davvero un grande “paese” dove alla fine per sopravvivere tutti si arrangiano parcheggiando sul marciapiede, all’angolo della via o in 3 fila, però se devi svolgere una pratica devi andare all’ufficio e fare la fila dall 4 del mattino e i numeretti sono pochi, dove i rifiuti radioattivi li mettono sotto terra per concimare meglio così i pomodori cresceranno più sani e le mucche che mangiano quell’erba faranno più latte. Il “paese” dove tutti pensano che se la statua del santo in processione passerà davanti a casa tua avrai fortuna perché vorrà dire che anche il parroco ti ha benedetto malgrado le malefatte. Naturalmente se sei della casta ti puoi far portare la spesa quasi gratuita a casa dai commessi che non sono quelli del supermercato e farti seppellire in basilica anche se non eri uno stico di santo. Il “paese” dove nemmeno i preti conoscono i comandamenti, e le madonne dispiaciute lacrimano sangue ma dove si plaude sempre ai cattolici. Hanno ridotto i parlamentari (dicono) ma si sono sbagliati, hanno invertito le cifre, ne hanno ridotti solo 100. E dopo l‘atroce fallimento che è sotto gli occhi di tutti, con la benzina più cara del mondo ma con i negozi di lusso più belli e cari del mondo ancora i cattolici in politica ? Che mai potrebbero fare i cattolici in politica che ancora quello che sanno fare e hanno già fatto ? Continuare lo sfascio che per 60 anni hanno già prodotto ? Aggiungere disastro a disastro ?
    Non è più tempo di cattolici in politici, ma di gente onesta diversa da cattolici perché i cattolici si sono rivelati piuttosto “parziali” durante la loro storia secolare, di comunione fra Don Camillo e Peppone. Hanno avuto il loro momento e le possibilità e l’hanno mancate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La Storia non si ripete mai allo stesso modo. Perfino la Terra stessa non vuole più saperne di chiese e di cattolici. Li butta giù perché non né può più. Cos’altro potrebbero avere da offrire a questo “paese” se non il solito “chiedilo a loro”. Sarà che sono bravi, capaci e generosi solo quando vanno all’estero. Sarebbe una vera opportunità per loro se se ne andassero tutti all’estero a raccogliere il plauso di quanti vorranno accoglierli e lasciassero che persone di buona volontà si facciano carico di riparare le storture che per troppi anni loro hanno anni provocato. Ne hanno fatto veramente “un paese” mancano solo i tetti di paglia.

    “In quel giorno le sue città forti diverranno come un luogo lasciato interamente nel bosco, sì, il ramo che hanno lasciato interamente a motivo dei figli d’Israele; e deve divenire una distesa desolata. Poiché hai dimenticato l’Iddio della tua salvezza; e non ti sei ricordato della Roccia della tua fortezza. Perciò pianti piacevoli piantagioni, e vi metti il magliolo di un estraneo. Di giorno puoi attentamente recintare la tua piantagione, e la mattina puoi far germogliare il tuo seme, [ma] la raccolta per certo fuggirà nel giorno dell’infermità e del dolore incurabile.” ( Isaia 17.9-11)

  5. Fabio scrive:

    Il fatto importante è riempire la politica di valori cattolici; perché questo accada i cattolici debbono riscoprire il gande patrimonio di insegnamenti che esiste dentro la Chiesa e dare una dimensione pubblica al proprio impegno. La politica non è una cosa sporca se non lo sono gli uomini che la fanno. Non cadiamo nel solito inganno di farsi raggruppare in partiti e movimento solo perchè sventolano il vessillo del’anticomunismo ma poi portano avanti programmo e idee per niente cattoliche. Il cattolico, rispetto al mondo, non è un moderato ma è un rivoluzionario. Gesù e la Chiesa sono le luci da seguire; darne testimonianza in modo mite ( e moderato ) è il compito di ciascun credente.

    • Sal scrive:

      ”Gesù e la Chiesa sono le luci da seguire; darne testimonianza in modo mite ( e moderato ) è il compito di ciascun credente.”

      Già molto vero. Strano però che tra il Vangelo e le chiacchiere c’è sempre molta differenza.
      “Avendo dunque gli uomini visto i segni che aveva compiuto, dicevano: “Questi è per certo il profeta che doveva venire nel mondo”. Perciò Gesù, sapendo che stavano per venire ad afferrarlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte tutto solo. ( Gv 6.14-15) Chissà perchè ha rifiutato l’onore e la possibilità di divenire RE e migliorare le cose per i suoi ?

      E per allargare il discorso Egli disse anche dalla Sua Chiesa: “ Essi non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo. “ (Giovanni 17:16) Come faranno a governare la politica se “non fanno parte del mondo” ?
      E Aggiunse: “ Il mio regno non fa parte di questo mondo. Se il mio regno facesse parte di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai giudei. Ma ora il mio regno non è di qui”. ( Gv 18.36) Come faranno i cattolici in politica a realizzare un regno che non è di questo mondo ?
      Mistero ! Della fede andata a male ! Se qualcuno ancora crede che la politica possa essere fatta con i criteri insegnati dall’Unico Maestro. NOn è difficile da capire.

      • michele scrive:

        grazie sal
        tu ci scrivi direttamente dal paradiso cui appartieni dove tu sei sempre senza peccato sei puro – nella TUA chiesa nessuno pecca nessuno sbaglia.
        tu si che sei senza macchia e senza peccato. perdona noi poveri cattolici – umani e peccatori – lo so noi non siamo degni di te e della tua elevata grandezza – tu che sei asceso al cielo e ci giudichi grande e severo giudice
        la nostra fede è andata a male come tu magnanimamente ci dici e quindi aspettiamo con fede la tua discesa in terra perchè tu ci possa guidare. noo fondare un partito tuo sarebbe banale ! sporcarsi le mani con gli uomini…sarebbe troppo anche per te !!

    • antonella lignani scrive:

      Molto bene, Fabio. Prima veri catttolici, poi imoegnato in politica. No invece a politici che agitano la bandiera senza seguirne gli insegnamenti.

    • Luigi scrive:

      Per la testimonianza cristiana oggi il mercato offre Formigoni ai più alti livelli.Poi i Bertone che vanno a cenette private in casa Vespa, partecipante il corruttor dei corruttori nonchè i Bagnasco che intervenendo a piedi uniti consegna la Regione Lazio alla modesta Polverini, proposta berlusconiana! Mettiamoci il focoso e per niente mite Amicone, le Minetti nella lista bloccata del Formy, le firme false per la presentazione delle liste e vi farete un’idea di come siamo messi! Luigi

  6. Francesco73 scrive:

    I cattolici organizzati sono piuttosto frammentati, anche in iniziative come Todi si percepisce che, quando si tratta di arrivare al dunque, è difficile ritrovarsi d’accordo sugli aspetti operativi e di gestione politica.
    I cattolici non organizzati, invece, attendono proposte politiche più adeguate, ma non hanno, secondo me, l’ansia di un partito cristiano come tale.
    In realtà il cattolicesimo politico dovrebbe vivere soprattutto nel popolarismo, e questo non potrebbe essere che il fattore fecondante di un partito di massa che sta sul centro-destra, cui però fornirebbe contenuti culturali e politici socialmente avanzati, europeisti, in equilibrio tra tradizione e modernità e tra fedeltà ai valori cristiani e ricerca di compromessi per la convivenza con gli altri.
    Sarebbe un partito di centro-destra con una leadership non conservatrice, che poi è il continuum della migliore tradizione italiana.
    Ma è molto complicato realizzarlo.
    Infine, ma più importante di tutto, penso che i cattolici – e anche il Magistero – dovrebbero impegnarsi a dire come si fa, nel mondo globalizzato e retto dalla finanza, a dare effettività alla democrazia, cioè a renderla reale e non solo legale.
    Se un cattolico in politica non si preoccupa della democrazia vera, si riduce a un portaturibolo dei regimi autoritari.

    • Sal scrive:

      “più importante di tutto, penso che i cattolici – e anche il Magistero – dovrebbero impegnarsi a dire come si fa, nel mondo globalizzato e retto dalla finanza, a dare effettività alla democrazia, cioè a renderla reale e non solo legale.”

      Dare effettività alla democrazia ? Ma i cristiani sono sudditi di duna teocrazia. Non possono essere democratici. Dio non lo permette. Dio ha dato le sue regole e non si possono discutere a maggioranza. Si devono solo osservare. Non esiste un cristianesimo democratico !

      “Continua a ricordare loro di essere sottoposti e di essere ubbidienti ai governi e alle autorità come governanti, di essere pronti per ogni opera buona” (Tito 3:1)

      “Per amore del Signore sottoponetevi a ogni creazione umana: sia al re come superiore “(1 Pietro 2:13)
      Non c’è altra possibilità.
      Ridursi a un portaturibolo dei regimi autoritari è una sua scelta. C’è anche chi non lo fa. Ma Dio è un regime autritario. Un Regno le cui leggi non sono discutibili.

    • luciano27 scrive:

      francesco73, perchè deve stare sul centro -destra? finora sono sempre stati sul centro-destra e se ci si richiama a parole di 80 anni fa, significa constatare il fallimento completo dei governi cattolici sul sociale. Gli insegnamenti di Cristo erano tutt’altro che di destra; lui non è mai andato a ossequiare i potenti ,ma si è sempre mescolato alla folla e la sua frase *date a Cesare…….*è chiara espressione del suo pensiero.PioXII ha etichettato ai suoi tempi le richieste di miglioramenti salariali, come “smodata bramosia del piacere”: questa sarebbe voce sociale della chiesa!. Dia una scorsa agli anni dal ’50 al’70,periodo di più forti progressi sociali,e vedrà che dalla chiesa non è uscito nulla, direi addirittura che c’è stato contrasto.

    • giovanni scrive:

      Francesco a colto nel segno,condivido pienamente.giovanni 49.

  7. Onion User scrive:

    Ci sono passi ben più significativi ed attuali nell’enciclica, che meriterebbero di essere ricordati. Ad esempio, quello seguente:

    «Non è lecito allo Stato di pesare tanto con imposte e tasse esorbitanti sulla proprietà privata fino al punto da condurla quasi allo stremo” (Pio XI, enciclica “Quadragesimo anno”, 1931, n. 49).

    Dio ci scampi dai cosiddetti “cattolici in politica”, che per il solo fatto di voler utilizzare la bandiera della religione per raccogliere voti sono da scansare. Viva, invece, i politici che sono cattolici e che si fanno condurre dalla Fede anche a costo di perdere voti.

  8. Onion User scrive:

    E per coloro che amano ricordare cosa dissero i pontefici in merito alla economia, vale la pena, di questi tempi, di riflettere anche sulle parole che Pio XII pronunciò nel discorso tenuto all’udienza del 2 ottobre 1956:

    “L’imposta non può mai diventare, per opera dei poteri pubblici, un comodo metodo per colmare i deficit provocati da un’amministrazione imprevidente”

  9. macv scrive:

    Quelli che temo faranno danni non sono i” cattolici in politica ” ma i “politici nella (religione)cattolica”
    La sanità , e lo dico da medico, è stata distrutta dai politici messi
    nei posti chiave delle aziende sanitarie, messi a fare il Ministro della sanità ecc.
    così, in Italia, i politici, di destra e di sinistra , hanno distrutto la sanità, sprofondandola in un mare di intrallazzi, debiti, faccende poco pulite, assurdità
    scientifiche fatte passare per buone pur di lucrarci sopra ( es. gli allarmi sulle cosidette epidemia di “influenze” e i lauti affari fatti dalle ditte dei vaccini)
    questo è un esempio per dire che i politici possono rovinare tutto dove mettono mano : in Italia possono rovinare anche la religione cattolica. Perchè vedendo le facce ( e seguendo le gesta) di un Formigoni, di un Rutelli, di un Lusi, di un Andrea Ricciardi, di un Passera, di un Casini e via dicendo non è che alla gente diventa più simpatica la religione cattolica, anzi, anzi.. !!!!!non posso dare torto a chi vedendo tali esempi in Italia di politici cosiddetti “cattolici ” si fa musulmano , o buddista… o si fa sbattezzare !!!!!!

  10. macv scrive:

    Non per dare corda alla “antipolitica”, ma secondo me un politico serio , onesto e corretto non dovrebbe presentarsi coll’etichetta “cattolico” o di qualsiasi altra religione. Dovrebbe dare col suo esempio concreto , colle sue idee, col suo programma, colla sua onesta dedizione al lavoro , spirito di sacrificio, umiltà, disinteresse per i vantaggi personali eccetera l’idea di cosa sia essere un cristiano. non deve mettersi l’etichetta “cattolico” come un timbro o un lasciapassare: oserei dire che politico cattolico lo si deve “diventare” veramente, non proclamare di esserlo, bisogna guadagnarselo il titolo, bisogna lavorare seriamente e duramente e coerentemente per essere alla fine a buon ragione additato come “politico cattolico”. Non dico che si debba rischiare il martirio come quel ministro cattolico pakistano assassinato per aver difeso le minoranze cattoliche , ma è troppo facile fare i convegni a Todi o ad Assisi o dove vi pare, avere il placet di Bagnasco e dell’Avvenire , avere il soldi della finanza bianca, avere gli appoggi del Vaticano, insomma avere tutto quello che in Italia serve per essere un “politico cattolico”, tranne la sostanza, e cioè di essere veramente e non ipocritamente un cattolico.

  11. macv scrive:

    per esempio a me cuoce ancora il voto dato ( in buona fede) a Casini, uno che si presentava come il “campione” dei voti dei cattolici. OK, ma oltre che raccoglitore di voti cosa ha fatto ? Nulla. Mi sono sentito fregato sia come cittadino che come cattolico.
    Mai più ho detto darò il mio voto a uno che me lo chiede in quanto “cattolico”.
    e come me sono tanti , tanti stufi solo di belle parole e di chiacchere senza costrutto:
    a voi che avete ambizioni e interessi politici posso solo ripetere la famosa frase di Churchill”
    “Puoi ingannare qualcuno tutto il tempo, o puoi ingannare tutti per un po’ di tempo, ma non puoi ingannare tutti tutto il tempo “

  12. Reginaldus scrive:

    per aver cattolici impegnati in politica, bisogna avere i cattolici. Dove sono? Cattolici quelli che alla sequela dei loro pastori , in primis dei loro Sommi Pastori [ per limitarmi all''ultimo: il 18 aprile 2008 Zenit.org riferisce che “ il papa Benedetto XVI, ha spiegato che la sua presenza alle Nazioni Unite era un segno della sua stima per questa organizzazione chiamata ad essere 'uno strumento al servizio di tutta la famiglia umana'...]
    prendono come loro punti di riferimento le grandi organizzazioni massoniche che rispondono ai nomi di ONU e UE??? Quelle che creano e gestiscono – al di là dei grandi principi di fraternità e solidarietà e “servizio” , che di questi si servono come di olio per lubrificare gli ingranaggi del Grande Imbroglio – l’accumulo di quella “ potenza enorme, di quella dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi” che qui viene denunciato???

  13. peccatore scrive:

    Ritengo che un “partito cattolico” oggi sia necessario, anche se con le attuali leggi non avrebbe spazi praticabili (veniamo da un misfatto elettorale lungo ventanni che ha spazzato via il proporzionale, poi il voto di preferenza, poi la selezione dal basso, buttandosi sul bipolarismo, le accozzaglie e i personalismi).
    Ritengo pure che chi oggi è in politica vantandosi cattolico non sia (ai livelli più alti) meglio degli altri, sia per fragilità e disgrazie proprie, sia per ostentata disinvoltura verso Santa Romana Chiesa.
    Ritengo che un cattolico impegnato in politica non dovrebbe vincolare il proprio programma e le alleanze all’impraticabilità di ogni compromesso su ciò che “non è negoziabile” (creando subito un muro con certe persone e pelosissime alleanze con altre); piuttosto dovrebbe “sorprendere” per coraggio ed apertura, a chi ci sta, nel pensare e proporre la società che (ancora) non c’è, scardinando logiche stupide come “destra”- “sinistra”; “progressisti” – “conservatori”; etc.
    Ritengo che questo modo cattolico di fare politica debba innanzitutto proporre ciò che a molti potrebbe interessare, a prescindere da dove è oggi collocato politicamente, scardinando queste ingessature fatte di sciocchezze paradossali, lontane dalla gente.
    Ecco un elenco di proposte trasversali, di ispirazione cristiana:
    -aumentare la flessibilità in entrata, rendendo facile lavorare e soprattutto assumere.
    -aumentare le tutele del posto in funzione dell’età e dei carichi familiari: a un giovane interessa lavorare, poi interessa avere stabilità e più garanzie.
    -aumentare il “premio sociale” che lo Stato destina a madri e padri, aiutando le famiglie con figli, riconoscendo un valore aggiunto per il futuro di tutta la società (vedi Francia).
    -al contrario tassare le forme di vita più egoiste e autoreferenziali.
    -detassare lo studio e la formazione, lasciando libertà di scelta educativa alle famiglie; pagare meglio gli insegnanti; licenziare tutto il personale scolastico il cui rendimento lavorativo, valutato secondo standard internazionali, risulti insufficiente.
    -azzerare ogni forma di detrazione dal reddito che determina la risibile situazione attuale: lavoratori dipendenti a reddito più elevato di professionisti e imprenditori.
    -permettere la detassazione di ogni spesa che, documentata, concorra all’emersione dal lavoro nero; contemporanea riduzione dei livelli più alti di aliquota.
    -valutare seriamente l’uscita dall’Euro
    -riforma immediata della giustizia, oltre ogni baronia e rendita di posizione: per un magistrato che rischia la pelle contrastando la malavita ce ne sono decine che da decenni fanno sì che in Italia non vi sia certezza del diritto, con processi della durata di lustri.
    -ritorno alla nazionalizzazione dei settori strategici, che la privatizzazione ha consegnato ad avide sanguisughe, in regime di semi-monopolio, con gli “amici giusti” nei posti che contano a garantire l’affare per gli amici degli amici.
    -sottrazione al “mercato” di alcuni servizi base, gestiti solo dal “pubblico” pur appoggiandosi a strutture private.
    -cittadinanza più facile agli stranieri che si integrano ed espulsione immediata per quelli che delinquono, eliminando tutti i meccanismi burocratici che fomentano furbizie e corruzione.
    -denuncia senza se e ma del sistema massonico che attualmente rovina l’Italia, esteso da destra a sinistra, con propaggini sovranazionali e italiani da mungere/spennare.

    • luciano27 scrive:

      visti i commenti finora pervenuti, un partito cattolico sarebbe solo il proseguire per la strada percorsa finora:mai la chiesa parlerebbe con le parole di PioXI mettendosi contro i ceti abbienti. Perciò anche chi ingenuamente credesse nel cambio direzionale richiesto si troverà disilluso;sono gli stati laici che, senza inviti o esortazioni dispongono aiuti sostanziosi alle famiglie con figli. Qui,governi cattolici e chiesa parlano anche troppo ma non concludono nulla di serio basta vedere le riduzioni imu, valide solo fino ad un massimo di sei figli

  14. peccatore scrive:

    Da notare che quelli che hanno fatto disastri nel 1931 e prima nel 1913 sono gli stessi che hanno divorato nel 1992 e stanno succhiando sangue oggi… E’ sempre la stessa piramide. Man mano che la base si amplia cambiano i protagonisti, con un’impudenza tale che può essere oggi tuo alleato un nazista, domani un partigiano, poi la vittima di quello che ha perso il potere: il sistema è così satanico che mischia le carte con rapidità, mentre il gonzo solleva sempre quella sbagliata e perde un po’ di libertà o di ricchezza o di dignità o di verità… Era già così nel 1931 e si e visto dove siamo finiti. Ma non è che oggi sia molto meglio. Specie per i più giovani. Ai piani alti delle piramidi ci sono cariatidi ingozzate di pseudo elisir di lunga vita, per acquistare i quali si vende l’anima al diavolo.

  15. peccatore scrive:

    Secondo i paladini della nuova eugenetica certe persone “non devono nascere”.
    Vediamolo e ascoltiamolo
    http://it.gloria.tv/?media=303056
    Chi ama il suono delle campanelle di quel circo degli inganni che è Wall Street e tutta la fuffa finanziaria che gira attorno alla “cultura dominante” che aspira al controllo totale dell’umanità, si concederà sette minuti di grazia, stupore e paradiso in terra.

  16. bo.mario scrive:

    La dottrina sociale della chiesa ha partorito i rappresentanti che avete. Siete sicuri che quella dottrina sia giusta o è giusta a prescindere? Faccio il pratico e penso che quei nuovi templari della politica ce ne saranno 10000, sono ottimista. Che siano adatti ai compiti da eseguire ce ne saranno 1000. Che compiti possono eseguire? rimane un mistero che il pope non sa e ,beato lui, è meglio che non lo sa. Per lui è tutto metafisica e i parlamentari o amministratori faranno metafisica anche loro per non disubbidire. Un buon cristiano è spirituale e quando virne chiamato a fare cose vere combina disastri peggio degli altri. La domanda sorge spontanea: colpa degli uomini o quella dottrina non ci azzecca con le cose reali? Un saluto.

  17. Cherubino scrive:

    personalmente condivido in pieno ciò che ha di recente detto Dario Antiseri:
    “se non è pensabile un partito di tutti i cattolici, appare sempre più necessario un partito di cattolici liberali, un partito sturziano di cattolici liberali e solidali sotto il segno della Dottrina sociale della Chiesa”.
    http://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_11/antiseri-cattolici-cresce-voglia-partito_c81bd7ee-b396-11e1-a52e-4174479f1ca9.shtml

    A braccio segue la risposta di Riccardi
    http://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_13/riccardi-laici-cattolici-lavorino-insieme_cc65a0b8-b527-11e1-817c-8346743ab819.shtml

    • Sal scrive:

      Ma un partito di persone per bene non va bene ? Se fossero solo cattolici sarebbero parziali perché farebbero prima gli interessi del papa invece che gli interessi di tutti. NO ?

      • bo.mario scrive:

        SAL penso che avrai capito che l’intento è quello di rientrare dalla breccia di Porta Pia. Illusionismo spirituale? qualcuno quì dentro li segue e spera che un giorno comanderà? La dottrina sociale della chiesa a loro importa poco e i nuovi politici cattolici ne faranno a meno, di sicuro. Ciao.

  18. Cherubino scrive:

    personalmente condivido in pieno ciò che ha di recente detto Dario Antiseri:
    “se non è pensabile un partito di tutti i cattolici, appare sempre più necessario un partito di cattolici liberali, un partito sturziano di cattolici liberali e solidali sotto il segno della Dottrina sociale della Chiesa”.
    http://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_11/antiseri-cattolici-cresce-voglia-partito_c81bd7ee-b396-11e1-a52e-4174479f1ca9.shtml

    A braccio segue la risposta di Riccardi
    accatitipi://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_13/riccardi-laici-cattolici-lavorino-insieme_cc65a0b8-b527-11e1-817c-8346743ab819.shtml

  19. Antulio scrive:

    La politica non è mai andata d’accordo con la religione, né mai ci andrà, gli esempi sono tanti, ma si ricorderà solo “l’esimio” Firmigoni.
    La mala politica è sempre più forte della religione ed è sempre quest’ultima che ci rimette.
    Se non lo si è ancora capito, vuol dire che l’esperienza è stata vana.

  20. Eilat scrive:

    Ci sono due parole: giustizia e verità. E’ tutto un problema di giustizia distributiva che va affrontato senza se e senza ma. Per fare questo devi essere in grado di non cedere alle lusinghe del potere, del denaro, della fama. Puoi farlo se la tua vita fa i conti con Dio, ma questi conti hanno una premessa: l’umiltà di sentirsi creatura. Nessuno spazio per chi si sente investito di una missione dall’Alto e si ritiene superiore agli altri, sparando giudizi senza carità. La Fede, quella vera che non fa sconti e ti pone di fronte ai tuoi limiti, è un cammino nel mondo. Faticoso, molto faticoso……. Io spero di trovare qualcuno che la pensi così……

    • Sal scrive:

      @ Eilat
      “ E’ tutto un problema di giustizia distributiva […]Nessuno spazio per chi si sente investito di una missione dall’Alto e si ritiene superiore agli altri, sparando giudizi senza carità.”

      Forse capisco male, ma per risolvere un problema di “giustizia” da chi deve essere investito ? Dal basso ? Oppure si fa e basta perché si è buoni e tolleranti ?
      La Giustizia non tiene conto del buonismo e non fa sconti !

    • luciano27 scrive:

      Eilat io che non ho questa fede, fatta solo di parole altisonanti, su giustizia e verità la penso come lei e dico anche che politici laici o atei, avrebbero fatto meno danni al popolo ma questa scelta dobbiamo farla noi: dovremmo capire che le cose lamentate son frutto di decenni di governi cattolici

  21. bo.mario scrive:

    Vi rammento che sono stati al potere per diversi anni. Dal Vaticano invece di aiutare cosa si sono inventati? invio di carabinieri sulle spiagge a vedere se le ragazze avevavo il pezzo di sopra del bikini. Invio di carabinieri in ospedale per capire se una ragazza aveva abortito e come, lugubre quanto meno. Potevi insegnare se non avevi l’avallo di qualche vescovo? potevi fare il medico in ospedale? Potevi fare il giudice? Potrei continuare ma sono sufficenti. Il vaticano non sa stare al suo posto e vuole il potere, tutto il contrario del vangelo, ci siete abituati ormai? Plaude al governo Monti che chiede l’IMU anche a chi non può, però, l’importante è che la chiesa non debba pagare sulle attività commerciali. Io, se fossi in voi, prima di parlare di politici cattolici parlarei di quello che avete combinato quando ce l’avevate. Ora questi nuovi saranno diversi? non ci pensate nemmeno. Dottrina sociale della chiesa? lasciate perdere.
    Arriva un po di fresco? speriamo. Un saluto.

  22. Reginaldus scrive:

    Provare a smentire che L’ Organizzazione delle Nazioni Unite nata a San Francisco nel 1945 si fonda sugli stessi principi dati alla Lega delle Nazioni dal Congresso dei framassoni a Parigi del 1917, e che il logo delle stesse Nazioni Unite è tutto impregnato di simboli massonici ( il globo è diviso in 33 sezioni, come , e guarda il caso, 33 sono i gradi del Rito Scozzese della massoneria, e 13 sono le foglioline o chicche dei due rametti o spighe che abbracciano il globo- guarda il caso il 13, il numero più importante dell massoneria!) – invece che insolentire o dileggiare ( segni della miseria di chi fa uso- continuo – di queste due attività ) !

    E a informazione o edificazione degli ingenui o pervertiti seguaci della Nuova Onda Politica e Religiosa, eccovi due belle riflessioni ed esortazioni:

    -”Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati .” – David Rockefeller, 1991 -
    - “lasciati prendere per mano dal bambino di Betlemme, non temere, fidati di lui, la forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale…” – Papa Benedetto XVI

    • Cherubino scrive:

      veramente sarebbe:

      33 Ll’anne e Cristo (Gli anni di Cristo).
      13 Sant’Antuono (Sant’Antonio Abate).

      e possiamo aggiungere 1945, cioè:
      19 ‘A risata (La risata).
      45 ‘O vino bbuono (Il vino buono).

      potremmo, senza riferimento ai presenti ovviamente, possiamo aggiungere il 22 o il 23 …

  23. Antulio scrive:

    Come il povero Afredi Rampi anche la piccola Mahi è morta dentro un pozzo. Neanche per lei Dio ha mosso un dito in suo soccorso. Del resto, quella era zona di competenza di Allàh: forse gli attuali Dei monoteisti non si sono messi d’accordo su chi doveva intervenire!

    • Cherubino scrive:

      lei cosa ne sa di ciò che ora Dio sta donando alla piccola Mahi ? Se la morte avesse l’ultima parola, che differenza farebbe finire a 5 anni o a 90 ? Lei coerentemente dovrebbe dire addio alla vita.

      • Simone 2 scrive:

        Si può certo essere d’accordo sul fatto che nessuno sa veramente che cosa Dio sta donando o ha donato alla piccola Mahi.
        Converrà però che per molte persone tutto ciò non è rassicurante, perché le diverse ipotesi potrebbero contemplare anche quella che non prevede nessun dono.
        Non è però questo il punto.
        Le chiedo invece, se vorrà esser così cortese da rispondermi, qual è il significato della frase da lei scritta in risposta a Antulio: “Se la morte avesse l’ultima parola, che differenza farebbe finire a 5 anni o a 90? Lei coerentemente dovrebbe dire addio alla vita”.
        Mi spiace importunarla, ma non ne ho colto appieno il senso e la cosa mi incuriosisce. Grazie.

      • luciano27 scrive:

        peccatore lo darebbe lei?piantatela di direagli altri cosa devono fare conimciate a farlo voi;l’articolo parla di cosa dovrebbero fare i buoni cattolici, che non l’hanno mai fatto.

      • Antulio scrive:

        Verissimo, Cherubino:
        io non so cosa Dio stia dando alla povera Mahi, o ad Alfredino, ma, purtroppo, non lo sa nemmeno lei, né nessun altro su questa terra.
        Dunque le sue sono solo semplici ipotesi prive di ogni valore. Dio, se tenesse all’uomo, così come ottimisticamente dice la chiesa, dovrebbe degnarsi, ogni tanto, di dare qualche spiegazione chiara, anziché costringere i religiosi ad acrobatici, quanto insufficienti chiarimenti.

      • Cherubino scrive:

        caro Simone 2, a una domanda così cortese non posso non rispondere, e spero di farlo in modo chiaro anche per chi non parte da un orizzonte di fede.
        Lo scandalo della morte non cambia sostanzialmente nelle sue varie versioni: un anziano non sente meno scandalosa la morte rispetto ad un bambino, e gratta gratta tutti prima o poi ci troviamo a ripetere le parole di Marta: “Signore se tu fossi stato qui lui (in realtà “io”) non sarebbe morto”.
        Certo il primo passo è pensare che Dio non esiste, che si tratta di una invenzione dei credenti, una sorta di illusione. Ma tale critica (veda filosofi come Sartre…) alla fine non può che approdare nella disperazione assoluta. Disperazione verso cui ho grande rispetto, perchè è da lì che il Signore ha iniziato a incontrarmi e da cui mi ha tirato fuori. Chi incontra Dio lo incontra nel punto più basso dell’umano, perchè lì Gesù ha “preso posizione” per incontrarci. Non nel punto più altro, ma in quello più basso. La Samaritana al pozzo nell’ora più calda del giorno, perchè non voleva incontrare nessuno per non essere disprezzata. Il viandante moribondo sulla strada che dalla collina di Gerusalemme scende a Gerico, paese situato sotto il livello del mare. Questi per lei sono solo racconti, ma in realtà “fatti del genere” sono accaduti nella vita di tante persone, tra cui anche me.
        E mi creda se le dico che non è facile lasciare posizioni scettiche per accogliere quella Presenza così ferma nel suo cercarti. Lei penserà che il credente è uno che si vuole convincere di qualcosa. E’ vero l’esatto contrario: il vero cristiano è uno che ha resistito a lungo di fronte alla verità, che l’ha perseguitata, aggredita, rifiutata, messa alla prova. Ma alla fine si arrende, quasi a malincuore perchè deve ammettere uno scacco della propria ambiziosa autosufficienza.
        Se lei scava nella sua coscienza, troverà -come molti hanno trovato- la paura di una morte peggiore di quella fisica. Viene in evidenza di fronte all’esperienza dell’amore gratuito. Tutti pensiamo di voler essere amati sopra ogni cosa. In realtà si tratta di potere, e quando siamo amati sul serio finisce per darci fastidio. Perchè l’amore che ci ama davvero è libero, è gratuito, prima o poi immeritato. L’amore ci mette in uno stato di inferiorità e di dipendenza. Per l’uomo questa è una morte peggiore della morte stessa, perchè è morte del nostro Io pompato dell’immagine grandiosa di sè (gli psicoanalisti di scuola inglese la chiamano onnipotenza).
        Il crocifisso sta lì a mostrarci cosa facciamo all’amore quando lo incontriamo. Ma sta anche lì a ricordarci che c’è stato uno che non ha ragionato come noi, non si è tirato indietro di fronte al rifiuto, non ha smesso di amarci fino alla fine.
        Il crocifisso sta anche a dirci, sottilmente, che quel tale non è finito lì. Chi si ferma a guardarlo avverte che una forza superiore alla morte esce da quel morto. Quel corpo esanime è vivente in una vita superiore.
        Fin qui potrebbero sembrare effetti psicologici (mi sono occupato in passato di stati alterati di coscienza, quindi ne sono qualcosa). Allora occorre mettere alla prova il Risorto e dirgli di mostrarci come trasforma la morte in vita, la NOSTRA morte in vita. Non è difficile: nella preghiera della comunità cristiana gli affidiamo le nostre schiavitù, le nostre ferite, la nostra morte. Proprio quelle che ritieniamo più invincibili, più definitive. In questo atto di apertura ad un’azione esterna che trascende la nostra onnipotenza agonizzante, l’esperienza (non la teoria o il catechismo) mostra che quella morte si converte in vita. Il cristiano ripete tante volte nella vita l’esperienza del terrore provato davanti al mar Rosso, con il Faraone furioso alle spalle, e un passaggio del tutto insperabile e fuori del nostro potere. E quando si avvicina il momento della morte fisica, il ricordo di tutte le volte che il Signore ha aperto il mare davanti a noi, ci rende meno faticoso quell’ultimo atto di speranza: Egli mi libereà dal “laccio del cacciatore”, perchè mi ama e mi ama senza limiti.
        L’alternativa è, come dicevo, prendere atto che davanti al mare lo scontro fatale con il Faraone è prossimo, fosse un minuto o 90 anni. La posizione non cambia.

        • Simone 2 scrive:

          Gentile Cherubino, la ringrazio per la risposta che trovo coinvolgente e molto sincera e per avermi reso chiaro il senso delle sue parole.
          La mia personalissima opinione è che il suo intervento è un ottimo esempio di evangelizzazione che privilegia la concretezza piuttosto che fare riferimento alla teoria e al catechismo che, come è evidente, appassionano soltanto chi è già intimamente coinvolto nella fede.
          Ci sono alcuni punti che condivido e che rappresentano molto bene degli stati d’animo piuttosto diffusi. È vero ad esempio che lo scandalo della morte non cambia sostanzialmente nelle sue varie versioni ed è verissimo che un anziano non sente meno scandalosa la morte rispetto ad un bambino.
          Ciò che invece non andrebbe fatto è definire la morte uno scandalo, anche se colgo il senso delle sue parole. La morte fa parte della vita ed è uno stadio necessario per il prosieguo nel tempo di tutte le specie viventi e noi ne facciamo parte.
          Grazie.

  24. peccatore scrive:

    La povera Mahi sarebbe morta mentre “gli attuali dei monoteisti” sprecavano tempo prezioso in ciance. Quando la stessa sorte toccò ad Alfredino almeno era chiaro chi avrebbe dovuto intervenire. Lo sprezzo del ridicolo di Antulio è davvero rimarchevole, con tanto di ossimoro. Oltre alle figure retoriche però sono in agguato le figuracce.
    Oggi in molti pronto soccorso si sono consumati tragici esiti. Al mondo c’è chi è morto suicida, chi ammazzato anche mentre stava in chiesa a pregare, come pure chi di sete e di fame. http://it.gloria.tv/?media=300631
    E quanti aborti, anche oggi, espressione di un diritto che ci fa progrediti…
    E quante menzogne, quanta ignoranza, quanta spaventosa IGNORANZA, in bocca e nelle dita di gente istruitissima e benestante, con anni di studi alle spalle, abbeverata da sapienti falsari che li ubriacano dei loro imbevibili intrugli…
    Dio attende la conversione. Così gridava Giovanni il Battista, cui la parentela con Gesù e lo zelo per Dio non risparmiò carcere e decapitazione. Anche Gesù ha recitato il Salmo 21 sulla croce. Leggitelo, Antulio. Leggilo tutto. http://it.gloria.tv/?media=194463
    Non è tutto così asfittico, riarso, disperato e sciocco come pare a te e tuoi compari.

  25. gibici scrive:

    Parlare di Dottrina sociale della Chiesa come si fa usualmente e’ scambiare la parte (dottrina del papato) per il tutto, in barba al Concilio. La c.d. Dottrina sociale della Chiesa non e’ neppure la dottrina sociale della gerarchia: quando i vescovi USA hanno approvato due importanti interventi, che avrebbero potuto essere utili per tutti, sono stati subito ammoniti che non spettava a loro pronunciarsi su cio’ che poteva avere rilevanza per l’ecumene cattolico. Il papato sulla politica (anche sociale) puo’ dare indirizzi generali, ma quelli specifici dovrebbero elaborarli i laici. Dico dovrebbero, perche’ i laici non hanno voce pubblica nella Chiesa Cattolica. Anche questo blog sarebbe impensabile su un foglio cattolico italiano, di fatto di proprieta’ del clero o degli ordini religiosi. Come i gesuiti alla soppressione sopravvissero nei territori sotto il governo dell’imperatrice Caterina di Russia, i laici cattolici godono di un po’ di spazio grazie al blog di un giornale non certo clericale. E’ vero che prima o poi il web offrira’ possibilita’ finora inesistenti, ma prima che si possa giungere allo sviluppo di una globale dottrina sociale cattolica passera’ molta acqua sotto i ponti.

    Il problema principale delle democrazie contemporanee e’ che ogni politica che non abbia un rapporto organico con gli esperti (in campo economico, ma non solo) e’ velleitaria. Gli esperti non sono i tecnici e non sono neppure i “consiglieri del principe” scelti dal governante di turno. Gli esperti non sono infallibili, ma devono poter dare i migliori parere del momento sui problemi di loro competenza e il legislatore o il governo dovrebbero far riferimento a quei pareri anche se se ne discostano.

    • P.Danilo scrive:

      Mi pare che lei della Dottrina sociale della Chiesa conosca ben poco, per cui mi permetto di consigliarle: Raimondo Spiazzi, Etica sociale. Tesi, testi e annotazioni sulla Dottrina sociale della Chiesa, Roma 1978, pp. 558; testo ottimo di un autore “sicuro”.

      • bo.mario scrive:

        P.Danilo ho una grande stima di te e qualche volta posso anche obiettare. Le utopie fanno solo confusione e ne è la prova con le ACLI, mai decollata. Se poi anche il pope dice che la colpa è del profitto… sai è l’età. Che uno faccia una dottrina sociale ed è valida sempre è altra utopia che nemmeno approfondisco. Si cita sempre qualche articolo di spiegazioni, peggiorando la situazione. La funzione della religione è nelle chiese a contatto con la gente dove non servono le utopie. Questo è il mio pensiero e il tuo sarà diverso ma un saluto e un buon lavoro sempre.

  26. blancjaune scrive:

    Cattolici impegnati in politica che siano, oltre che buoni cattolici, persone valide con solidi progetti, non inutili mezze calzette. E a tal proposito mi viene in mente una cattolica nobildonna romana che qualche anno fa si aggregò all’UDC di Casini. A gente così gli Italiani come minimo ridono in faccia.

  27. Pippo scrive:

    Il partito cattolico per antonomasia è stato nella storia italiana la Democrazia Cristiana.
    Lasciando agli storici ogni considerazione su luci ed ombre, penso che siamo tutti concordi nel dire che il tempo e gli uomini di tale partito hanno logorato a tal punto l’esperienza da degenerarla.
    Perché?
    Tra le concause penso non sia trascurabile il progressivo allontanamento dalla fede sia della cultura “alta” che di quella “popolare”.
    Riproporre , come la Chiesa ripetutamente fa, l’ azione dei laici nelle cose della politica alla luce della sua dottrina sociale, è appello vano se la Chiesa stessa non ritrova
    l’ impegno fattivo per una nuova evangelizzazione.

  28. Reginaldus scrive:

    Per comodità leggo da wikipedia:

    La divisione fra cattolici moderati e cattolici progressisti preoccupò Leone XIII, che, con l’enciclica del 1901, Graves de Communi Re, sulla democrazia cristiana, affermò alcuni concetti fondamentali quali: la democrazia cristiana non doveva perseguire un fine politico per portare al potere il popolo, né doveva interpretarsi unicamente come una benefica azione cristiana a favore del popolo; non poteva in alcun modo mettersi in discussione l’integrità del diritto di acquisto e di possesso della proprietà; l’obbedienza alle autorità era fuori questione; era necessario mantenere tra i cattolici unità di intenti e concordia di volontà e di azione; per mantenere l’unità interna il movimento politico e sociale cattolico doveva essere obbediente all’autorità dei vescovi ed al magistero della Chiesa.

    Il successore di Leone XIII, Pio X, inserì la propria opera nella scia di quella di Leone XIII, dandone però un’interpretazione che si potrebbe definire di destra ed in termini che accentuarono gli elementi più conservatori.
    Pio X pose fine a ogni velleità dei democratici cristiani di agire in modo politicamente autonomo, ribadì la dipendenza dell’azione politico-sociale dalla gerarchia ecclesiastica, richiamò energicamente i cristiani al rispetto delle differenze sociali e di classe, indicando nel solidarismo con i poveri la via per risolvere la questione sociale e rifiutando qualsiasi proposito di potere popolare, anche se ispirato dalla religione.
    Pio X dovette affrontare una grave crisi nelle file della cultura cattolica: il pensiero cattolico, nei suoi circoli più sensibili, avvertiva un crescente disagio di fronte alle varie correnti di cultura, borghesi e socialiste, di cui le principali erano il positivismo, l’idealismo e il marxismo.

    —Chiedo: che cosa ha in comune questo concetto di democrazia cristiana, di Leone XIII e di san Pio X, con quello che si identifica nella moderna (modernista?!?) democrazia cristiana di Murri e de Gasperi ( e Andreotti e Prodi e Bindi e Franceschini )???????

  29. Paolo M. scrive:

    Non scrivo per gettare benzina sul fuoco né per fare sterili polemiche ma anzi non nascondendo tristezza e smarrimento: a mio avviso le incredibili parole di Pio XI purtroppo paiono smentite in ogni loro riga e parola dall’ultimo, famoso, discusso documento firmato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace intitolato “‘Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale’”. Brr…

    • Reginaldus scrive:

      appunto, ma vallo a dire ai cristiani che si bevono la “caritas in veritate”, e gli elogi benedicenti alla suprema organizzazione mondialista sbavati dalla bocca dei moderni pastori della moderna chiesa, da Paolo sesto a GP2 al Ratzinger attuale, quello appunto della caritas in veritate ( che parole! )

  30. macv scrive:

    il problema dei “politici cattolici “in Italia è che quelli che si sono sono improponibili!!!. Improponibili come politici, perchè intrallazzoni, senza idee ne’ programmi,insulsi e vacui, solo alla caccia di voti,solo al rimorchio di idee ( marxiste) altrui ( e penso a politici cattolici del PD) oppure improponibili come cattolici, perchè nella loro vita non seguono neanche l’ombra di una esistenza cattolica , non si chiede santa, ma almeno decente ( e penso a politici del PDL ) :divorziati, con amanti, oppure gay, oppure .. oppure.. Io non sono moralista , non mi importa personalmente se un politico ha un amante, ma se il campione dei “politici cattolici”! mi si presenta come uno che fa orge tutte le sere magari qualche dubbio mi viene…
    e allora ribadisco il problema dei politici cattolici è semplice: prima si dovrebbero trovare dei veri cattolici ( e do’ ragione a Reginaldus, oggi in Italia è come cercare un ago in un pagliaio !!!) poi questi veri cattolici, rari come mosche bianche, dovrebbero decidere di dedicarsi alla politica.
    Credo che sia una missione impossibile. Credo che andremo avanti così, come si è sempre fatto, cioè con dei personaggi che di cattolico non hanno nulla, che si presentano coll’etichetta di cattolici, che vengono votati per vari intrallazzi e spinte, e cordate e appoggi, che certo non cambieranno mai il mondo ne’ cercheranno di far esistere nel mondo le leggi di Dio. Chi cambierà il mondo sarà chi avrà un ideale in cui crede e in cui farà credere anche gli altri: ex-democristiani,intrallazzoni, ciellini,atei devoti , Comunità S. Egidio, Opus Dei, catto-comunisti , Azione Cattolica, pregasi astenersi: non avete in requisiti minimi per diventare i leader di una rinascita cattolica!!!!

  31. Reginaldus scrive:

    è la quinta volta che provo a inserire commento: niente da fare, non entra!

  32. Reginaldus scrive:

    leggo da wikipedia:

    La divisione fra cattolici moderati e cattolici progressisti preoccupò Leone XIII, che, con l’enciclica del 1901, Graves de Communi Re, sulla democrazia cristiana, affermò alcuni concetti fondamentali quali: la democrazia cristiana non doveva perseguire un fine politico per portare al potere il popolo, né doveva interpretarsi unicamente come una benefica azione cristiana a favore del popolo; non poteva in alcun modo mettersi in discussione l’integrità del diritto di acquisto e di possesso della proprietà; l’obbedienza alle autorità era fuori questione; era necessario mantenere tra i cattolici unità di intenti e concordia di volontà e di azione; per mantenere l’unità interna il movimento politico e sociale cattolico doveva essere obbediente all’autorità dei vescovi ed al magistero della Chiesa.

    Il successore di Leone XIII, Pio X, inserì la propria opera nella scia di quella di Leone XIII, dandone però un’interpretazione che si potrebbe definire di destra ed in termini che accentuarono gli elementi più conservatori.
    Pio X pose fine a ogni velleità dei democratici cristiani di agire in modo politicamente autonomo, ribadì la dipendenza dell’azione politico-sociale dalla gerarchia ecclesiastica, richiamò energicamente i cristiani al rispetto delle differenze sociali e di classe, indicando nel solidarismo con i poveri la via per risolvere la questione sociale e rifiutando qualsiasi proposito di potere popolare, anche se ispirato dalla religione.
    Pio X dovette affrontare una grave crisi nelle file della cultura cattolica: il pensiero cattolico, nei suoi circoli più sensibili, avvertiva un crescente disagio di fronte alle varie correnti di cultura, borghesi e socialiste, di cui le principali erano il positivismo, l’idealismo e il marxismo.

    Chiedo: che cosa ha in comune questo concetto di democrazia cristiana, di Leone XIII e di san Pio X, con quello che si identifica nella moderna (modernista?!?) democrazia cristiana di Murri e de Gasperi ( e Andreotti e Prodi e Bindi e Franceschini )???????

  33. ADRIANO MEIS scrive:

    Il più nocivo esempio di intromissione della chiesa cattolica in politica rimane la lotta del papato contro Federico II di Svevia.
    Se la chiesa non si fosse intromessa, l’imperatore avrebbe fatto l’Italia unita con seicento anni di anticipo : avremmo avuto gli stessi benefici che ebbero francesi ed inglesi dall’Unità nazionale; non saremmo rimasti gli ultimi per secoli, ed anche il sud non sarebbe stato il problema che è stato, ed è tuttora.
    Basterebbe questo per giustificare ampiamente l’immenso risentimento che ogni italiano civile dovrebbe nutrire per la chiesa cattolica : un corpaccione parassita che non ha indietreggiato di fronte a nulla, pur di prendersi cura esclusivamente dei propri interessi (terreni!).

    • Simone 2 scrive:

      Ma non è il solo, purtroppo.
      Un articolo pubblicato qui su “V. I.” riporta la riflessione fatta dal vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, in occasione delle “Giornate Wojtyla 2012”, sul tema “Famiglia e impresa, verso un’alleanza per lo sviluppo e il bene comune”.
      In sintesi, i punti salienti sono questi: «La vera sfida della politica è colmare lo spread che esiste nelle famiglie italiane fra il figlio avuto e il figlio desiderato. Una società sana dovrebbe consentire a due genitori di aver almeno due figli. Come mai non si riesce ad accorciare questo spread? In altri Paesi, come la Francia, le provvidenze statali nei confronti delle famiglie da tempo hanno fatto alzare il tasso di natalità. In Italia dagli anni ‘80 in poi iniziare a vivere insieme per i giovani è diventato un’impresa». Infine ha aggiunto piuttosto preoccupato: «Nelle nuove unioni il 47 per cento dei giovani, ufficializza l’unione quando c’è già la presenza di un figlio. Dobbiamo interrogarci sul rapporto che esiste fra il sentimento e la scelta di vita».
      L’aspetto assai ridicolo è che mons. Brambilla per sostenere il suo punto di vista fa giustamente riferimento alla Francia.
      Sì, alla Francia! Paese laicissimo per antonomasia, in cui però lo Stato saggiamente destina il 3% del Pil alle famiglie e che grazie a queste politiche familiari è oggi il Paese più prolifico d’Europa: quasi due figli per donna, secondo le ultime statistiche, che rappresentano ben ottocentomila bambini in più in un anno!
      La Francia però, non bisogna dimenticarlo, è anche il Paese dove la pratica religiosa è del tutto marginale ed è ai primi posti in Europa per numero di divorzi e di aborti e che dal 1999 riconosce legalmente le coppie di fatto anche se omosessuali e che ora, grazie al presidente Hollande, potrebbe vedere approvata la legge che riconosce il matrimonio per le coppie omosessuali.
      E allora non è vero ciò che i Monsignori da sempre continuano a ripetere fino alla noia e cioè che tutto ciò che non rientra nei “principi non negoziabili” della Chiesa cattolica rappresenta il male assoluto e che qualsiasi forma di unione al di fuori del matrimonio “naturale” rappresenti una mina capace di far deflagrare l’intera società. Sì, sono tutte balle.
      Sono balle, come quelle dette anche da Bagnasco, in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che ha voluto far credere che il calo delle nascite fosse conseguenza anche di una povertà culturale e morale e che su di esso influisse il clima culturale diffuso, che tende a relativizzare valori e istituzioni, e che incide non poco sui comportamenti personali e sociali.
      Balle privo di senso, perché il calo delle nascite e il rifiuto di mettere al mondo dei figli si manifesta nel mondo occidentale evoluto soltanto se c’è povertà ma quella vera: quella che affama, che non consente di vivere in modo decente, che non permette a una coppia qualsiasi di pianificare il futuro e di allevare in modo dignitoso un figlio.
      Il resto, l’ipotetica povertà culturale e morale, il clima diffuso che tende a relativizzare valori e istituzioni e che incide non poco sui comportamenti personali e sociali, le coppie di fatto e quelle omosessuali causa di ogni degrado etico sono balle spudorate e guarda caso è proprio la laicissima Francia, campione europeo di natalità, in cui però la pratica religiosa è del tutto marginale, in cui da anni convive pacificamente ogni tipologia di coppia a dimostrare l’inconsistenza delle pretestuose argomentazioni cattoliche, tese soltanto a manipolare la realtà per proprio tornaconto.

  34. ADRIANO MEIS scrive:

    Non si capisce il disorientamento di Macv.
    L’altro giorno, hanno mandato in onda “Ritorno a Brideshead”, ed in un passaggio del film, la aristocratica e ricchissima protagonista (un’ottima Anna Thompson), intransigente cattolica, dichiara,appunto, circa la propria fede “facciamo quel che ci piace, poi andiamo a confessarci”.
    Ordunque, Macv sbaglia quando scrive che in Italia non si trovano “veri cattolici”; al contrario, l’Italia è piena zeppa di veri cattolici. Quello che manca, simpatico amico, sono i veri cristiani (che è tutt’altra cosa).
    Cioè, appunto, gente la cui condotta è ispirata al rigore, e che non fa orge di notte e mea culpa di giorno. Aggiungerò che le colpe della chiesa non sono da meno, e per almeno TRE motivi : Il primo è che le perversioni speculari pretesche sono non meno disgustose.
    Il secondo è che la chiesa sembra sempre sottintendere che un adeguamento formale alle regole sia sufficiente per la salvezza : non astenetevi dal commettere il male, state solo attenti a non farvene accorgere !![Nisi caste saltem caute...]
    Terzo, perchè la chiesa non si vergogna di appoggiare chi La foraggia. Il cattolico sincero Prodi, ad esempio, venne appoggiato molto meno del successore; e perchè? Perchè tra un devoto monogamo che contesta qualche sua direttiva ed uno sciupafemmine che ,invece, dà una mano concreta, la chiesa dice bravo allo sciupafemmine.
    Occorre dire altro?
    Aveva ragione sant’Ambrogio……

  35. giovanni scrive:

    Mi sà che i veri Cattolici,hanno le idee molto chiare sul passato democristiano del paese, che poi è l’esatta situazione che ci sobbarchiamo oggi grazie al connubio cattocomunista che ci ha messi tutti in ginocchio davanti ad uno statalismo parassitario e immobilista.

  36. gibici scrive:

    A p.Danilo. Lei mi consiglia un vecchio manuale di p. Spiazzi – che certo non e’ un classico e che comunque andrebbe aggiornato. Se Lei ne ha tirato fuori qualche buona idea, la proponga. Che cosa ho detto che Lei non approva? che la Dottrina sociale della Chiesa e’ dottrina papale e che dovrebbe essere completata e concretizzata soprattutto dai laici? Lo so che per fortuna ad es. la Quadragesimo anno che e’ citata da Tornielli e’ stata scritta da von Nell Breuning, allora giovane gesuita tedesco, e non dal papa. Ma i papi le hanno commissionate approvate e sostenute. Esse presentano principi certo piu’ convincenti di quelli di altre encicliche del XIX secolo, forse piu’ vicine ai dettati papali, ma oggi impresentabili, salvo che per la fraternita’ Pio X, che ancora le richiama alla lettera.
    Ho detto inoltre che manca l’elaborazione della Dottrina sociale da parte del laicato non perche’ non ci siano stati anche ottimi commenti fatti dai laici, ma perche’ finora non c’e’ stata l’elaborazione di una dottrina sociale da parte del laicato cattolico, ne’ la si vuole, come non si vogliono voci dell’episcopato che non siano di puro commento.

    Vuole smentire questo o dire che queste limitazioni sono una giusta intepretazione del ruolo dell’episcopato e di quello del laicato secondo il Concilio e secondo il buon senso?

    Quindi non e’ solo lo stile che manca ai c.d. “politici cattolici”, certo troppo spesso anche quello, ma soprattutto mancano le idee perche’la dottrina sociale dei papi non e’ sufficientemente elaborata e non lo sara’ mai se si limitera’ ad essere “di papi”.

  37. Cherubino scrive:

    sulla dottrina sociale della Chiesa e su altre tematiche di etica consiglio vivamente i testi di p. Francesco Cultrera, S.I., scrittore su questi temi, tra l’altro, per La Civiltà Cattolica.

  38. PAOLO DELFINI scrive:

    Ovviamente i cattolici che vogliono impegnarsi in politica devono avere come riferimento la Dottrina Sociale della Chiesa, e soprattutto devono essere persone che vivono realmente una esperienza cristiana. La stragrande maggioranza dei politici cristiani in Europa e’ cristiana solo come etichetta, difatti i cristiani in politica normalmente aderiscono di fatto alle ideologie imperanti, liberiste o veteromarxiste che siano, quindi non rappresentano alcuna novita’ ma generano confusione nelle persone, portando soltanto acqua al mulino dei poteri forti.