Il Papa alla Fao: sulla terra c'è cibo per tutti

[photopress:20061129_papaok.jpg,thumb,pp_image]Questa mattina Benedetto XVI è intervenuto al vertice della Fao in corso a Roma e ha detto: La Comunità internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo. Tutto ciò mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l’assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

39 risposte a Il Papa alla Fao: sulla terra c'è cibo per tutti

  1. Francesco Rada scrive:

    Il Santo Padre ha detto “che la terra può nutrire
    sufficientemente tutti i suoi abitanti”, è verità
    sacrosanta! Ma io sono più estremista:se abolissimo
    FAO, UNICEF e tutte le pseudo ONLUS e dessimo i soldi
    ai missionari ed alle associazioni di fedeli (cattoliche,
    protestanti, evangeliche, etc) è non più alla FAO ed
    ai singoli stati,
    SONO SICURO CHE TUTTI GLI AIUTI ARRIVEREBBERO ALLA GIUSTA
    DESTINAZIONE
    e sarebbero impiegati per cercare di superare i problemi
    della fame, della carenza d’acqua ed altro.
    Francesco

  2. ilsanta scrive:

    Il Papa dall’alto dei suoi menù da gourmet ha detto:”la terra può nutrire sufficientemente tutti i suoi abitanti”
    Si dimentica forse l’esimio che bisogna capire a quale prezzo stiamo producendo il cibo. La produzione è solo uno dei fattori che concorrono a sfamare la popolazione, dobbiamo mettere in conto la trasformazione del cibo, il trasporto e la conservazione, dobbiamo pensare alle risorse materiali ed energetiche necessarie a queste operazioni.
    Possiamo poi continuare ad attingere all’acqua, ad abbattere foreste e a desertificare intere regioni per permetterci questi livelli produttivi?
    Mi sembra molto semplicistico, direi puerile, il discorso del Papa, come quello di chi pensa di partire con un bel pomodoro dalla Sicilia per portarlo al povero africano affamato senza tener conto che ci arriverà ormai marcio viste le temperature, i mezzi di trasporto e vie di comunicazione tipiche delle aree più affamate del pianeta.

  3. amante dell'arte scrive:

    E’ vero. Il sig. Rada ha ragione.
    La gran parte dei finanziamneti gestiti dalla Fao sono destinati a far funzionare la sua macchina organizzativa; agli affamati arriva ben poco.
    Questa è una contraddizione che, mi pare, nessuno abbia sottolineato ancora sottolineato.
    Le organizzazioni dei missionari delle varie Chiese saprebbero far arrivare i soldi con maggior efficacia e in modo mirato a chi ne avrebbe più bisogno non perdendoseli per strada.

  4. amante dell'arte scrive:

    E’ vero. Il sig. Rada ha ragione.
    La gran parte dei finanziamneti gestiti dalla Fao sono destinati a far funzionare la sua macchina organizzativa; agli affamati arriva ben poco.
    Questa è una contraddizione che, mi pare, nessuno abbia ancora sottolineato.
    Le organizzazioni dei missionari delle varie Chiese saprebbero far arrivare i soldi con maggior efficacia e in modo mirato a chi ne avesse più bisogno non perdendoseli per strada.

  5. xagena scrive:

    Concordo in pieno questi carrozzoni finanziano solo se stessi ed i loro lussi.
    La Fao spende l’85% delle risorse che incamera.

  6. bo.mario scrive:

    Il mio pensiero lo conoscete e lo ribadisco. Il papa parla sempre in teoria. Lui i fatti non li conosce? Se mio nonno aveva la bicicletta non andava a piedi. La terra può sfamare tutti? una bella presa di posizione. Pensa ancora alla manna che viene dal cielo? Politiche demografiche sono sempre tabù. Cura di certe malattie sempre tabù. Leggerò lodi al discorso ma se guardate bene non ha detto niente, niente che possa aiutare la situazione. Un saluto.

  7. Sal scrive:

    L’argomento che è stato accuratamente evitato, perché non politically correct, non è il fatto che la terra sia o meno in grado di sostenere la vita di molti milioni persone, molte delle quali sono ormai obese in certe parti della terra, mentre molti altri milioni di persone che obese non sono, non hanno accesso alle risorse a causa dell’ingordigia e dell’avidità di alcuni (non molto lontani da chi parlava) che non si vergognano di mandare al macero e distruggere milioni di tonnellate di risorse che Jehovah Dio mette a disposizione di tutti.

    Risorse che a causa dell’avidità che è in loro, vengono distrutte e sprecate pur di mantenere alto il prezzo e per soddisfare l’ingordigia. Infatti Dio lo ricorda: “E il loro paese si riempie d’argento e d’oro, e non c’è limite ai loro tesori. E il loro paese si riempie di cavalli, e non c’è limite ai loro carri. “ Isaia 2.7
    “Predate l’argento; predate l’oro; dal momento che non c’è limite alle [cose a] disposizione.” Naum 2.9
    E’ come se questi ricchi avidi volessero limitare la generosità di Dio dicendogli “Non devi dare così tanto a tutti. Sembra che divengano invidiosi di quella generosità che è sempre stata evidente anche quando un popolo di quasi 4 milioni viaggiava nel deserto. Oltre ad aver provveduto la manna per mantenerli in vita in un luogo non proprio ospitale, insegnava loro a non essere avidi perché quando ne raccoglievano di più di quanto era necessario non potevano conservarla perché andava a male e puzzava, solo il Venerdì potevano raccoglierne in quantità doppia senza che puzzasse il giorno dopo.
    Così in nome del profitto si distruggono milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Si pescano tutti i pesci del mare, si rovinano le fondamenta stesse delle risorse con l’inquinamento.
    E’ certo che la terra può sostenere la vita, non c’era mica bisogno che qualcuno paludato lo ricordasse. Dio sa fare bene i suoi conti. Ma l’essenziale non è stato detto. Si sa gli amici non vanno maltrattati specie quando gli amici sono amici dei nostri amici.
    Non sarebbe stato politically correct un inutile ricerca di scontro denunciando l’avidità.
    Non sarebbe stato politically correct denunciare il profitto ingiusto, la speculazione lo sfruttamento, la corruzione.

    Nella sua superbia il malvagio insegue accanitamente l’afflitto; Sono presi dalle idee che hanno escogitato. Poiché il malvagio si è lodato per la brama egoistica della sua anima, E chi fa indebito profitto si è benedetto; Salmi 10.2-3

  8. sissi scrive:

    Purtroppo capita, anche, che non si leggano nè si ascoltino i discorsi, ma che si faccia comunque partire il disco….
    Vero, Sal?

  9. raffaele savigni scrive:

    “Mi sembra molto semplicistico, direi puerile, il discorso del Papa, come quello di chi pensa di partire con un bel pomodoro dalla Sicilia per portarlo al povero africano affamato senza tener conto che ci arriverà ormai marcio viste le temperature, i mezzi di trasporto e vie di comunicazione tipiche delle aree più affamate del pianeta”.
    Si vede che il discorso del papa non lo hai letto con attenzione. Altrimenti scopriresti che ha asottolineato (come già nell’enciclica) la necessità di aiutare progressivamente i Paesi del Terzo mondo a camminare con le proprie gambe, di adattare la produzione al contesto locale.perché tanta prevenzione?

  10. Francesco Rada scrive:

    PER IL SANTA
    Lei è il solito demagogo verde che vede ovunque
    catastrofismi ambientali. Secondo le vostre pseudoteorie
    le foreste sarebbero dovute scomparire decenni fa; il
    pianeta terra si sarebbe detersificato (oggi avete spostato
    l’avvenimento fra alcuni decenni); la calotta polare
    sciolta, etcetera. Nulla di questo sin’ora è avvenuto. Come
    sempre fra poco correggerete le vostre teorie portandole avanti di alcuni decenni. Mi fate pena e tenerezza nello stesso tempo; è difficile continuare a prendere ceffoni sperando che il prossimo sia fuori bersaglio! Ma voi siete
    esperti nell’arte della menzogna e della mistificazione.
    Un’ultima cosa. Lei non mi sembra molto ferrato in
    “logistica”; oggigiorno fare arrivare dei prodotti freschi
    dal produttore al consumatore non è complicato ed ha costi
    accettabili.
    Quindi si rassegni. Il Santo Padre ha ragione e non propone
    “menu da gourmet” ma programmi che con la buona volontà
    di tutti possono portare un sensibile miglioramento alla
    fame ed alla sete nel mondo.
    Francesco

  11. peccatore scrive:

    Il capitale totale della BCE è di 5,76 miliardi di Euro, posseduto per il 70% da Paesi dell’area Euro e per il 30% da Paesi che non hanno adottato la moneta unica. Paradossalmente la Banca d’Inghilterra detiene un 16% del totale (più dell’Italia), che la rende un influente decisore della BCE pur non avendo rinunciato alla sterlina. Dietro questi strani giochi, giochetti e giocatori si celano decisioni quali un bailout (paracadute) al sistema delle banche (specie anglo-americane, ma non solo). Tutto dipende dal brusco risveglio, subito imputato alle malefatte di qualche operaio insolvente sul mutuo, di un sistema basato sullo spreco ed il debito posseduto e rivenduto ad interesse, con oltre 350 mila (!) miliardi di Euro in derivati scorrazzanti per le tastiere degli operatori finanziari (quasi 10 volte il PIL del mondo). La coperta è tanto corta che per non far vedere le mutande del re, ci si è inventati di aiutare “il sistema” con uno “stimulus” (in realtà un defibrillatore) o paracadute (più appropriato, vista la caduta libera da molto in alto), “inventandosi” (stampandoli) qualcosa come 3 mila miliardi di Euro (in più riprese), finiti a saldo negativo del bilancio degli Stati. Questi si “rifaranno” dapprima tagliando le spese (tra cui gli aiuti ai Paesi poveri), poi o alzando le tasse o riducendo il welfare dei propri cittadini. In alternativa chi è più indebitato potrebbe sceglierà l’inflazione, riducendo così il peso del debito per evitare la bancarotta (e la fine del sistema), ma mettendo sul lastrico tutti i redditi fissi (nonché i senza reddito).
    Chi manovra questo gioco non può interessarsi della FAO… Per “coerenza” rinuncia a spendere anche per l’ambiente (non è il momento di rompere le scatole ai creditori cinesi), mentre i leaders politici, quando non sono parte integrante del gioco, non possono più promettere nulla, essendosi ormai giocati anche la camicia (gli resta solo la faccia ed il ruolo di leaders mediatici, rassicuranti e proni/supini ai diktat dei mammasantissima della finanza globale).
    Così non si trovano 30 miliardi di Euro (un misero 1% degli aiuti dati al sistema finanziario tra 2008 e 2009) per un miliardo di persone alle prese con la fame, per i quali la FAO non chiede più di 30 Euro a testa l’anno, cioè meno di 10 centesimi al giorno cadauno! Qui spendiamo soldi per attrezzarci armi e bagagli contro l’influenza suina (Pig Pharma la sa lunga… e sa come farsi sentire). Sul blog c’è chi pensa che vendendo qualche paramento sacro vaticano la fame scomparirebbe. Poveri ingenui nel regno di Mammona … «La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti. Bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione». Un teologo svizzero rilancia la pillola. Negli ultimi due anni non c’è stato un baby-boom globale che ha aumentato le bocche da sfamare. Sono venute al pettine le contraddizioni economiche che ruotano intorno al cibo. Quei dati catastrofici sono il risultato di una bolla finanziaria che ha portato nell’estate del 2008 i prezzi dei generi alimentari a raggiungere livelli record, per poi crollare nel giro di poche settimane.
    La crescita della popolazione non c’entra. Il Papa lo dice chiaramente: ci sarebbe cibo per tutti. E non lo dice solo lui. Piuttosto «l’egoismo, consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci». Benedetto XVI non parla di un fenomeno generico, ma di un meccanismo preciso che riguarda alcuni strumenti finanziari – i cosiddetti futures – che vengono scambiati da alcuni soggetti – principalmente oggi i fondi di investimento – sul sito di una particolare piazza finanziaria – la Borsa di Chicago.
    Non si sconfigge la fame se non si parte dalla premessa di un mondo più giusto. È questa l’idea che continua a mancare in tutti i discorsi sulle crisi alimentari. Come facciamo a essere sicuri che basta produrre di più per risolvere il problema della fame, quando già oggi ci sarebbe cibo per tutti ma si preferisce sacrificarlo sull’altare del profitto facile? Ci sarà un giudice a Strasburgo? Qualcuno dirà a Trichet che lo “stimulus” varrebbe un pugno di manioca? Ai massoni invece va benissimo così.
    Sal, sul discorso politically scorrect del Papa sei più ignorante che mai. Bo mario e Ilsanta patetici.

  12. Marina scrive:

    Ci sono intere aree coltivate ad uso e consumo solo degli occidentali.Se la produzione rimanesse in loco,non morirebbero di fame.
    Si esportano da quelle terre cereali per sfamare le mucche degli allevamenti intensivi in occ. USA compreso.Da noi si cementifica e si distruggono campi per fare mega centri commerciali,le mucche invece che mandarle al pascolo come si faceva un volta (anche nelle montagne)vengono ammassate nelle stalle e nutrite con foraggi e cereali che vengono dall’Africa.A noi tutto a loro niente.
    Lasciamo a loro la loro terra e quel che ci cresce sopra e non moriranno più di fame.
    E basta con le guerre e i campi minati,che impediscono la coltivazione.
    Questo doveva dire il papa.
    Buona sera

  13. Marina scrive:

    i soldi
    ai missionari ed alle associazioni di fedeli (cattoliche,
    protestanti, evangeliche, etc) è non più alla FAO ed
    ai singoli stati,
    SONO SICURO CHE TUTTI GLI AIUTI ARRIVEREBBERO ALLA GIUSTA
    DESTINAZIONE
    e sarebbero impiegati per cercare di superare i problemi
    della fame, della carenza d’acqua ed altro.
    ————–
    Ad essere sinceri andrebbero consegnati agli africani stessi,che si sono sempre arrangiati prima della colonozzazzione che li ha resi schiavi dell’occ.

  14. Sal scrive:

    @ peccatore,
    hai ragione tu, io non mi intendo di finanza ma non posso non notare la tua esperienza nel campo e spero che se hai qualche buon consiglio in tema di “futures” tu possa ricordati degli amici.

    Io posso solo ricordare che “Ero giovane, sono anche invecchiato, eppure non ho visto nessun giusto lasciato interamente, Né la sua progenie cercare il pane.” Salmi 37.25 e memore dell’esperienza nel deserto mi curo poco dell’inflazione e delle preoccupazioni del saliscendi dei prezzi e dei “futures”.

    Io sono veramente di una ignoranza spaventose in tema di soldi, ma ti assicuro che mi ricordo bene che il mio Dio mi dice: “ Getteranno il loro medesimo argento nelle vie, e il loro proprio oro diverrà una cosa orrenda. Né il loro argento né il loro oro li potranno liberare nel giorno del furore di Jehovah. Non sazieranno le loro anime, e non riempiranno i loro intestini, poiché è divenuto una pietra d’inciampo che causa il loro errore” Ezechiele 7.19
    Sto solo aspettando quel momento che non è troppo lontano se come dici ci sono in giro 350.000 miliardi di derivati.

    E ancora un poco, e il malvagio non sarà più; E certamente presterai attenzione al suo luogo, ed egli non sarà. Salmi 37.10

  15. Sal scrive:

    E’ vero sissi, ( che bel nome – da principessa) hai ragione avevo letto solo l’intestazione del thread e in parte mi ha fuorviato. Lo riconosco. Non avevo altre informazioni. Comunque non ero del tutto fuori tema, perché come dice peccatore che se ne intende, all’ombra del torrione di Nicolò V ci dovrebbero essere un paio di tonnellate d’oro che con l’aumento di prezzo che c’è stato, potrebbero aiutare, altroché se potrebbero, ma il vero problema dovrebbe essere di insegnare a pescare piuttosto che dare il pesce quotidiano. Io volevo mettere l’accento sull’avidità, e mi pare di non essere del tutto fuori strada. E’ l’avidità che fa pescare tutti i pesci del mare e abbattere tutti gli alberi, che vuole fare arricchire chi è già abbastanza ricco per sé e la sua famiglia per generazioni.

    Sai mi era venuto in mente il fatto che più sono poveri e miserabili come leggevo nel blog e più si combattono diceva qualcuno, ma io pensavo, dove li trovano i soldi per le armi ? Che ti assicuro non le regalano proprio, pensa una pistola calibro 9 Beretta costa 450$. Una sola. Che ci sia qualcuno che specula sull’ignoranza, sull’orgoglio e sulla superstizione ? Ma il papa, con tutta la sua autorevolezza poteva dire fuori dai denti qualcosa di più energico, almeno il precedente papa ai mafiosi gliele ha cantate con molto vigore (vabbeh che era uno show in nome di Dio) però almeno… Ma andare a raccontare che la terra può sfamare tutti, e ti assicuro non ho sentito il discorso solo qualche flash di agenzia ? Così a spanne mi sembra tanto una richiesta di soldi, sai i paradiso fiscali devono chiudere, i vari Marcinkus, Sodano, Dardozzi, Castillo Lara, Bonis, Caloia etc non ci sono più, e qualcosa bisogna inventarsi con tutte le pensioni d’oro che s’hanno da paga’ e tutte le spese compresa la guardia svizzera, che vuo i Gesù aveva il somarello mica la papamobile. E poi, ma secondo te perché ce l’hanno tutti con il clero, si saranno mica tutti ammattiti quando dicono che c’è puzza o fumo di Satana pure li dentro ? Ma che dire non ci capisco più niente. Rimango per la libertà anche di sbagliare ma con la “capa” mia. Il buon Dio capirà anche se qualcuno mi critica
    perché anch’io sono peccatore: , “Poiché non c’è uomo giusto sulla terra che continui a fare il bene e non pecchi “ Ecclesiaste 7.20 – figurati quando non ci colgo proprio.

    Abbondantemente la nostra anima è stata satollata della derisione di quelli che sono a [loro] agio,Di disprezzo da parte degli arroganti. Salmi 123.4

  16. fedenrico scrive:

    Più che la fame è importante la felicità.

    Tre anni fa (8-9 settembre 2006) le Acli hanno tenuto in Orvieto un convegno (al quale partecipò anche Prodi) sul tema “Vita buona, vita felice”. E così, partendo da una ricerca del Ceis (Centro per gli studi internazionali della crescita economica), si è stilata una classifica mondiale. Il paese più felice è risultato essere la Nigeria, seguita da Tanzania e Messico. Vietnam all’ottavo posto, Italia al 55°.
    A che serve essere sazi ma infelici?

  17. ilsanta scrive:

    @Francesco Rada

    “Lei è il solito demagogo verde ….sciolta, etcetera. Nulla di questo sin’ora è avvenuto.”

    Vista la sua propensione al giudizio affrettato mi permetto di consigliarle di leggere qualcosa in tema ambientale che non sia edito solo dalle Paoline. Non parlo di riviste o libri “verdi”, ma di riviste scientifiche decisamente non politicizzate (evito di fare i nomi per pubblicità). Quando avrà letto riprovi a postare.

    “Mi fate pena e tenerezza nello stesso tempo;”

    Lei non mi fa tenerezza, solo ….

    “Ma voi siete esperti nell’arte della menzogna e della mistificazione.”

    Se lei specificasse chi intende con quel “voi” potrebbe risultare meno qualunquista di quanto non sia, speranza vana la mia.

    “Un’ultima cosa. Lei non mi sembra molto ferrato in
    “logistica”; oggigiorno fare arrivare dei prodotti freschi
    dal produttore al consumatore non è complicato ed ha costi
    accettabili.”

    Mi illumini su come portare a costi sostenibili i pomodori, la pasta e l’acqua per cuocere in un villaggio africano.

    “Quindi si rassegni. Il Santo Padre ha ragione e non propone “menu da gourmet””

    No i menù “se li magna!!”
    Dal menù del viaggio in aereo del Papa in Angola e Camerun:
    - ad esclusione di caffè, praline e raffinata selezione di tisane digestive – di ogni menù: “Agnolotti di grano saraceno farciti con caprino e menta in salsa ragù di agnello e rosmarino”; “Carpaccio di manzo della Val del Sarca con misticanza di campo e bagosse bresciano; “Filetto di orata al forno con vellutata al prosecco e pomodori canditi”; “Rombo glassato all’arancia amara e capperi di Lampedusa”. Il tutto accompagnato da una selezione di nove vini d’eccezione. -

    “ma programmi che con la buona volontà di tutti possono portare un sensibile miglioramento alla fame ed alla sete nel mondo.”

    Dove sono questi programmi? Sono finiti anch’essi ingurgitati nel pranzo papale?
    Io vedo tante buone intenzioni, di cui si sà sono lastricate le strade dell’inferno, ma nessuna proposta concreta.

  18. Marina scrive:

    Per fedenrico
    “fedenrico Scrive: November 16th, 2009 at 10:52 pm Più che la fame è importante la felicità.

    Tre anni fa (8-9 settembre 2006) le Acli hanno tenuto in Orvieto un convegno (al quale partecipò anche Prodi) sul tema “Vita buona, vita felice”. E così, partendo da una ricerca del Ceis (Centro per gli studi internazionali della crescita economica), si è stilata una classifica mondiale. Il paese più felice è risultato essere la Nigeria, seguita da Tanzania e Messico. Vietnam all’ottavo posto, Italia al 55°.
    A che serve essere sazi ma infelici?”
    —————
    Statitiche delle Acli e di Prodi? E tu ci credi?
    Credi a Prodi?
    Allora che smetta lui di mangiare,se mangiando si è infelici,
    Anche il papa ,perchè non stà a digiuno come gli africani allora.

  19. ritaroma scrive:

    Marina: il discorso è sempre lo stesso ” i soldi non sono tutto ma.. aiutano”

  20. Simon de Cyrène scrive:

    Bella quest’affermazione di Mgr Migliore, ossevatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New-York :

    « Se la religione era considerata al XIX secolo come « l’oppio del popolo », oggi, nel contesto della globalizzazione, è considerata sempre di più come « la vitamina del popolo » »

    In Pace

  21. peccatore scrive:

    Caro Simon,
    tanto per proseguire la riflessione postata ieri, pensa un po’ in che mondo “etsi Deus non daretur” viviamo: dei furbastri senza soldi ma con il potere di dire di averli prestano anche quello che non hanno, sulla parola di un altro come loro. Di prestito in prestito, tutti si indebitano, pagando interessi. C’è chi vive di questi interessi, erogando altri prestiti e facendo scommettere sulla solvibilità dei debitori. Alla fine viene scommessa una cifra che è decine di volte maggiore di quella prestata, che è dieci volte quella effettivamente posseduta, mentre il risparmiatore “si fida” dando a questi pescecani il frutto del proprio lavoro… Ma non basta: ci vogliono Stati che legiferino senza troppe pretese, ma adatti a tassare i propri cittadini o a pagare interessi sovranazionali. Dico: ma perchè dovrei pagare interessi a uno che ha prestato soldi che non ha? Invece li paghiamo, in cambio di una apparente libertà di chiedere tutto e fare tutto, basta non toccare dell’albero del bene e del male, cioè le banche, specie quelle centrali, nel regno di Mammona. Queste speculano su tutto, cibo compreso, affamando gli agricoltori e i più poveri, mentre con il mutuo trentennale su case di piccole dimensioni prosciugano stupendi bassi e precari…
    Che bello! E chi è il problema? Ma certo (e non ironizzo): il Vaticano! Che come il grillo parlante fa ragionare le masse, checchè ne dicano i mass media. “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: questo è il Regno di Dio. Invece in quello di Mammona ci rimettiamo noi e vien voglia di rimettere quel che mangiamo mentre un miliardo di persone soffrono la fame. Liberaci dal male, o Padre nostro e che chi ha ben presente il timor di Dio si ravveda, finchè c’è il tempo della Grazia, perchè poi ci sarà presentato il conto.
    Pregasi perditempo astenersi dal prendersela con il Papa e la Chiesa: citofonare Trichet o Bernanke.

  22. peccatore scrive:

    CARITAS IN VERITATE…
    Il principe della menzogna ha le ore contate.

  23. ADRIANO MEIS scrive:

    Temo che Peccatore si faccia delle illusioni , il vaticano “è” Mammona. Ricordiamoci che Cristo cacciò i mercanti dal tempio…chissà che farebbe con gli abitatori del vaticano!
    Se Trichet o Bernanke (e mezza Europa con loro) critica la chiesa cattolica, le ragioni ci saranno. Gli europei non sono stupidi.

  24. peccatore scrive:

    O poverino Meis…
    ti ho toccato i tuoi cardinali preferiti?
    O è Mammona, che ti spiace venga bestemmiato?
    Come va la setta? Che fa oggi? Svia, imbroglia o minaccia?

    Oggi la Parola di Dio è adatta a pregare per la conversione…
    Che ci siano tanti anziani come Eleazaro e tanti banchieri come Zaccheo!

    Dal secondo libro dei Maccabei
    In quei giorni, un tale Eleazaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per brama di sopravvivere.
    Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare la porzione delle carni sacrificate imposta dal re, perché, agendo a questo modo, avrebbe sfuggito la morte e approfittato di questo atto di clemenza in nome dell’antica amicizia che aveva con loro.
    Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia a cui si aggiungeva la veneranda canizie, e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, e degno specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero alla morte. “Non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleazaro sia passato agli usi stranieri, a loro volta, per colpa della mia finzione, durante pochi e brevissimi giorni di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e generosamente per le sante e venerande leggi”.
    Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo a loro parere che le parole da lui pronunziate fossero una pazzia.
    Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: “Il Signore, cui appartiene la sacra scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui”.
    In tal modo egli morì, lasciando, non solo ai giovani ma anche alla grande maggioranza del popolo, la sua morte come esempio di generosità e ricordo di fortezza.

    + Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
    Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
    Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
    In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
    Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore!”.
    Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.
    Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

    GLORIA A TE O SIGNORE!
    LODE A TE O CRISTO!

  25. Kimi scrive:

    Il solito ritonello cattolico, il cibo c é per tutti, ma é mal distrubuito. Come sempre, si parla in teoria, la realtà é più dura, e non é cosa che possa reggere la delicata schiena di un pontefice.
    Se i quasi 7mld di uomini-formica fossimo stati tutti catapultati sulla terra simultaneamente, con una ideale e più che sufficiente montagna di prelibatezze papaline pronte a soddisfarne la fame, S.S. avrebbe ragione, avrebbe…
    Purtroppo per lui, invece, il meccanismo é un tantino diverso: morto di fame del terzo mondo + morta di fame del terzo mondo=5, 10, 20 figli, morti di fame anche loro, ovviamente. Non hanno cibo sufficiente neanche per sé, né soldi per comprarlo, però fanno figli, e ne fanno pure tanti (o laddove si sono dati una calmatina, lo hanno fatto quando sono già diventati un bel termitaio). *Non-hanno-soldi,ma-fanno-figli*, lo stesso, deve essere un principio della fisica. E poi ci si lamenta verso il nord ricco del mondo. Quasi quasi faccio come loro, regalo a questa valle di lacrime un bel po’ di essere umani da aggiungere alla catena di montaggio (in verità non posso permettermelo, non potrei mai garantirgli un futuro, ma che importa, e li mando pure a lavorare, quale scuola. Così penseranno loro a me, e non io a loro) e poi me la prendo col mio vicino di casa, gl ho fatto i conti in tasca, é ricco e potrebbe mantenerci tutti, me e i miei figli. E il Papa mi darà pure ragione, c é cibo per tutti, perbacco.
    Non é il cibo sui piatti a essere mal distribuito, ma i piatti stessi, ci sono troppi piatti. Come si fa a regalare il cibo a chi non può pagarlo? Tetro silenzio dal Vaticano, non sono problemi che li riguardano.

  26. bo.mario scrive:

    Kimi sei uno che dice le cose come stanno realmente, finalmente. Quì dentro si fà della filosofia sulla povera gente. Il papa dice che la colpa è sempre degli altri, pensa che statura culturale rappresenta. Mi dispiace per la povera gente che si sente presa in giro non solo dal papa ma da tutti quei rappresentanti che a Roma sonmo venuti in gita di piacere. Ciao e buona serata.

  27. peccatore scrive:

    Kimi kimi kimi e bo
    kimi e bo
    kimi e bo
    trallallero trullallà
    mario e kimi…

    Infantile ritornello, che nessuno canta più…

    Disco rotto eh !?
    E dire che la tecnica ne ha fatti di passi avanti…

  28. bo.mario scrive:

    Peccatore la tecnica ne ha fatti di passi avanti nonostante Voi. Perchè non provi a difendere il tuo capo con argomenti validi e non mettendola in burla. Se ti rimane difficile difenderlo lo capisco, Voi vivete di luce riflessa e non siete in grado di pensare avec la vs testa. Un saluto.

  29. peccatore scrive:

    Bomario: di argomenti ne ho postati a sufficienza.
    Se li leggi grazie, altrimenti almeno non fare prediche.

  30. bo.mario scrive:

    Peccatore mi sono letto i tuoi pensieri. Non c’è niente di religioso, fai una analisi della situazione. Se il tuo capo fà il moralizzatore mi spieghi perchè dalla crisi finanziaria anche il vaticano non è restato immune? Quando parlate di spiritualità e non andate in altri ambiti lo potete fare. Quando debordate non fate mai bella figura perchè anche voi avete una banca, trasparente? Si potrebbe dire da che pulpito viene la predica. Il tuo capo poteva dire che politica demografica e sanitaria ormai esiste la necessità per poter aiutare quelle povere persone. C’è un detto che dice “cornute e mazziate” Riflettici e poi dalle risposte capirò se ragioni con la tua testa o sei quasi un automa agli ordini di qualcuno. Un saluto.

  31. peccatore scrive:

    Bomario: la mia “testa” è un dono di Dio, come la tua.
    E’ il cuore che conta, cioè la memoria (e la tua è corta) e la volontà (e la tua non mi piace). Resta l’intelligenza: almeno quella, serve per capire.
    Andare controcorrentre è quanto di più vivo e meno “automatico” esista. E’ proprio dei pesci vivi. Gli altri seguono l’onda. E -dopo un po’- puzzano.
    Chiediti perchè diciannove secoli di balle contro la Chiesa non sono ancora riuscite ad affossarla, mentre anche solo 2,5 secoli di balle colossali (dal 1750 in poi, passando per il darwinismo, il nichilismo, il razionalismo, il nazismo, il marxismo, il fascismo, il consumismo, il neoliberismo, il relativismo), hanno assommato morti a milioni, tra aborti, campi di sterminio, guerre, affamamento organizzato, sfruttamento, il gioco del debito come sistema, emigrazioni di massa, inquinamento…
    Mentre il medioevo ci ha lasciato le cattedrali, questo tempo ci lascerà soprattutto centri commerciali.
    Contento tu…

  32. bo.mario scrive:

    Peccatore hai fatto il tuo dovere. Vorresti dire che dei secoli bui della chiesa ci sono rimaste le cattedrali. Non riesci a ragionare e non te ne faccio una colpa. Tutte le ribellioni alla chiesa erano dovute a qualcuno che si è svegliato male alla mattina o c’è qualcosa di più profondo. Scrivi delle degenerazioni ma non parli di quelle della chiesa, te le devo elencare? Se trovo una parvenza di equilibrio posso continuare il dialogo. Se intendi fare marketing non sono io quello che ti segue. Un saluto.

  33. peccatore scrive:

    Ecco, bravo, non seguirmi…
    Poi però non lamentarti. Ciao.

  34. Sal scrive:

    Se il titolo “sulla terra c’è cibo per tutti” è corretto, è triste constatare che molti muoiono di fame.

    Ma è ancora più triste se si considera che Gesù aveva detto che avrebbe lasciato sulla terra uno “schiavo fedele e discreto che avrebbe dovuto dare cibo a suo tempo ai suoi domestici. ” Mt.24.45

    La considerazione è quindi ovvia, o Gesù si è sbagliato e l’ha buttata lì a caso e non c’è nessuno schiavo che da cibo ai suoi domestici e per questo si muore di fame, oppure lo schiavo non sta facendo il suo dovere.

    Se la universale potenza, detentrice della verità , che ha gestito in esclusiva per 2000 anni, non provvede il cibo ai domestici del Signore, significa o che non è lo schiavo di cui il Signore parlava o che non opera come dovrebbe.

    Se tutta la sua opera si risolve dicendo che sulla terra il cibo è sufficiente per tutti, e si riduce a fare un pianterello ai politici che dovrebbero provvedere i quattrini, significa che non crede che Dio possa fare qualcosa.
    Conclusione: Può essere che il Signore si trovi un altro schiavo ?

  35. annarita scrive:

    infatti Kimi i missionari che ci sono in giro per il mondo sono tutti atei dal cuore d’oro!

  36. fedenrico scrive:

    Non capisco per quale ragione, riferendosi al Medioevo, si parli sempre di Secoli Bui. Forse perchè in quei secoli furono inventati gli occhiali da vista? O, invece, per l’invenzione del camino che ha portato per la prima volta il fumo fuori dalle case? Ed è quel fuligginoso buio che non ci ha permesso di cogliere la nascita del primo orologio meccanico, o che ci ha fatto perdere la bussola, quella vera, con ago galleggiante, quadrante e mirino; e i finimenti e redini ai cavalli; e i freni ai carri, e i mulini ad acqua e vento? Per non parlare di arte e letteratura. E l’istruzione? L’università è creatura della Chiesa.
    Lo sviluppo economico e sociale che noi conosciamo, capitalismo e democrazia, affondano le loro radici proprio in quei “Secoli Bui”.

  37. Prialo scrive:

    A che pro che sulla terra ci sia cibo per tutti se poi Dio lascia che i più grandi furfanti lo sotraggano alla maggior parte delle persone. I popoli che stanno male sono così da sempre; occorrerebbe l’intervento divino.

  38. Zadig scrive:

    Parole bellissime ed altissime quelle di Benedetto. Radicali come il Vangelo, per una volta.

  39. Kimi scrive:

    Annarita, mi stai dando ragione e non te ne rendi neanche conto. Ho detto proprio questo, Ratzinger é uno spirito delicato, ha un cuore d’oro e non riesce a vedere la realtà per quello che é. E questo perché la realtà é *troppo dura* per lui (realizzerai se rileggi l’inizio del mio intervento). Quello che manca al mondo cattolico non é un bel cuore d’auro d’ordinanza (a meno che non si parli di papi o prelati grassotelli del Vaticano, ovvio, sennò tutto si ferma ai discorsi e al protocollo) ma il senso della logica. Da una parte hai chi produce il cibo e dovrebbe essere pagato per questo, dall’altra chi ha le bocche da sfamare ma non il denaro per sfamarle (e se non avverti la leggera incongruenza della cosa, é chiaro che la realtà é troppo dura anche per te). Io sarò anche un ateo senza cuore, ma di cuore ne avrò sempre più di chi mette al mondo figli per poi farli morire di fame.
    Il simpatico peccatore, buonuomo avevi sollevato tu il problema dell’ingiustizia della fame, e su questo ti ho risposto. Adesso che fai poverino, cambi argomento e tiri fuori la tecnica? Non ti conviene più, hai ragione, canzoncina da sempliciotto con dietro-front e indietro tutta, racconta al tuo dio gli ultimi peccatucci commessi e anderssen.
    Mario, ricambio il saluto e ti ringrazio, ciao!