Bagnasco ha scelto Tarquinio come successore di Boffo

La nomina sarà sancita martedì, durante il consiglio di amministrazione di Avvenire: il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dopo quasi tre mesi dalle dimissioni di Dino Boffo, ha scelto quale suo successore l’attuale direttore ad interim, Marco Tarquinio. Una nomina nel segno della continuità con il predecessore e con la linea fino ad oggi seguita dal quotidiano cattolico. Il cardinale Bagnasco ha deciso in totale autonomia e la Santa Sede non è intervenuta nella designazione. Lo scorso 30 ottobre alcuni media avevano dato per certa la nomina di Tarquinio e avevano parlato della possibilità di un tandem con Angelo Scelzo, attuale sottosegretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, che avrebbe potuto essere nominato direttore editoriale. Ma in quel momento Bagnasco, che pure era già orientato verso la scelta di Tarquinio, non aveva ancora preso la decisione definitiva e nell’udienza con Benedetto XVI in vista dell’assemblea generale della Cei ad Assisi aveva parlato ancora di una rosa di nomi. Pochi giorni dopo, giovedì 12 novembre, alla fine della mattinata, nel corso del consiglio di presidenza della Conferenza episcopale, il cardinale comunicava di essere ormai deciso per la continuità. Una scelta che ora attende solo la ratifica – scontata – del cda di martedì. Non sarà invece contestuale la nomina dei nuovi direttori di Tv 2000 (l’ex Sat 2000) e del circuito Radio in Blu: tutte cariche che fino a tre mesi fa competevano a Dino Boffo. Per la Tv sembra profilarsi una conferma dell’attuale direttore ad interim, Stefano De Martis, mentre per la radio si parla della possibilità di nominare il Marco Fabi, del Sole 24Ore. Con la nomina di Tarquinio alla direzione di Avvenire si conclude una non breve fase di incertezza: tanti, tantissimi i nomi dei candidati veri o presunti che in queste settimane sono entrati in gioco. Bagnasco non ha avuto fretta, e alla fine ha deciso di affidare la guida del quotidiano cattolico a colui che dopo le dimissioni di Boffo, in questi mesi, ha dimostrato di saperlo dirigere sulla scia del predecessore.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

77 risposte a Bagnasco ha scelto Tarquinio come successore di Boffo

  1. amante dell'arte scrive:

    Un bocca al lupo a Marco Tarquinio. Non so chi sia ma gli auguri sono sinceri.
    Credo ne avrà bisogno.

  2. amante dell'arte scrive:

    E un augurio anche ad Avvenire.
    Un quotidiano elegante, di vocazione internazionale, non legato alla politica politicante italiana, di tono misurato e titoli non gridati. Un giornale educato che “chiede permesso” al lettore.
    E che è in aumento costante di copie acquistate al contrario dei grandi quotidiani “laici” italiani che perdono copie ogni anno di più.
    Speriamo che il nuovo direttore lo migliori sempre più
    Un grazie ancora a Dino Boffo.
    Ha subito un’ingiustizia comunque si voglio giudicare le sue dimissioni.
    Speriamo torni presto in sella.

  3. Gabriella scrive:

    Grazie per la notizia.
    L’importante è che faccia bene il suo lavoro.

  4. silvio scrive:

    Ha avuto almeno l’accortezza e la moralità di chiedergli
    prima la fedina penale??

  5. Angelo scrive:

    Spero che il nuovo Direttore di Avvenire abbia fatto tesoro delle esperienze del suo precedessore Boffo.
    In caso contrario penso si metterà subito in azione la fabbrica di dossier e veleni ( Feltri docet)

  6. Orsobruno scrive:

    Io sicuramente non ci sarò più, ma che bello sarà il giorno in cui non sarà più necessario un quotidiano proprietà dei vescovi il cui direttore è nominato, un altro po’, dal Santo Padre in persona.
    Perchè se i laici (i cattolici, dico) non dormissero in piedi, se i laici non fossero adulti, se i laici non aspettassero sempre che una o più tonache prendessero l’iniziativa per loro, ne farebbero non uno, ma dieci di quotidiani da leccarsi i baffi.
    Quando l’Italia guarirà dal suo orrendo clericalismo, i laici faranno politica con fedeltà alla Chiesa e responsabilità personale, e i Vescovi potranno smettere di fare violenza al loro carisma, e abbandonare la politica spicciola. (“Appoggiamo Berlusconi? Sì? No? Quanto?” = DEVASTANTE)

  7. alberto scrive:

    “una nomina nel segno della continuità”…..
    sarà così?
    non credo che boffo sarebbe andato a manifestare,dietro le bandiere rosse,per la libertà di informazione in italia.
    certo che il vile attacco a boffo ha creato le condizioni per uno slittamento della linea del giornale verso posizioni più vicine a quelle di famiglia cristiana.
    chissà se feltri è contento…
    io sono molto preoccupato.

  8. igor traboni scrive:

    ma sì, che faccia comunque bene il suo lavoro. E soprattutto che si vedano fuori dalle chiese meno fedeli uscire con Repubblica sotto braccio. Per carità, non letture a senso unico, ma insomma proprio Repubblica o quel nuovo giornale di Travaglio e soci, proprio no, dai. Per esempio, visto sul Giornale di ieri l’interessante articolo di Farina sui ciellini picchiati all’università di Milano?

  9. xagena scrive:

    Marco Tarquinio………….che bel nome da antico romano….
    e con cotanto nome mi fa il portavoce della cei ?
    ma proprio non c’è piu’ religione! :-)
    Capo ho fatto il tifo per te ma è andata male (o bene?) ti tocca continuare a scrivere sul giornale di feltrusconi…..
    Non c’è giustizia a questo mondo! :-(

  10. Andrea Tornielli scrive:

    Xagena, grazie per il tifo… Ma non essendo mai entrato in gioco, non essendo mai stato il candidato di qualcuno, era davvero difficile! Come scrivevo in un precedente post, non mi sembra di essere particolarmente stimato ai piani alti della Cei (e lo dico con una certa cognizione di causa). In ogni caso, dirigere un quotidiano, e il quotiano della Cei, è un’impresa enorme e una responsabilità formidabile: non ho né la “statura” né la preparazione per ambire a poltrone come quelle. Bisogna essere consapevoli dei propri limiti…
    Comunque grazie.

    at

  11. ritaroma scrive:

    @Amante dell’arte: Avvenire, come tu stesso dici, non è legato alla politica-politicante italiana-,allora mi spieghi xchè è stato scelto Marco Tarquinio che da 20 anni scrive di politica interna ed internazionale?
    Fai bene a dire che non sai chi sia. ti aggiorno: è Umbro, nato ad Assisi, ha 48 anni, ha iniziato la sua carriera nella sua regione collaborando con il settimanale “la Voce”. E’ stato notista e capo del servizio politico del ” tempo” e prima ancora dei quotidiani locali ” la Gazzetta”…
    Perchè è stato messo e poi lasciato ad Avvenire? boooh!

  12. Sal scrive:

    Non tutti conoscono Tarquinio ed io sono fra quelli.

    Anche coloro che sono definiti “conoscitori delle cose vaticane”, esprimendo un giudizio sulla persona corrono un grande rischio perché la Bibbia invita alla prudenza quando ricorda: “ chi fra gli uomini conosce le cose dell’uomo eccetto lo spirito dell’uomo che è in lui?” 1 Corinti 2.11

    Sarebbe stolto esprime un giudizio su ciò che non si conosce, Proverbi lo esprime così: “ Quando qualcuno risponde a una questione prima di aver[la] udita, questo da parte sua è stoltezza e umiliazione.” Prov 18.13

    Il giudizio non sulla persona ma sull’operato della persona potrà essere espresso, solo al compimento della stessa opera: “È meglio la fine di poi di una faccenda che il suo principio” (Ecclesiaste 7.8) e naturalmente chi sarà stato favorito dal suo lavoro, esprimerà un giudizio positivo e chi ne sarà stato danneggiato esprimerà un giudizio negativo.

    Ma alla fine per il cristiano il suo operato si rivelerà utile o dannoso solo per se stesso, anche se avrà cercato di favorire alcuni e danneggiare altri e vv. e dovrà essere particolarmente attento perché “ Esiste una via che davanti all’uomo è retta, ma la sua fine son poi le vie della morte.” (Proverbi 14.12)

    Tarquinio potrebbe pensare di fare il bene ma alla fine quel bene si potrebbe rivelare un male o viceversa, potrebbe fare male e quel male rivelarsi un bene. Chi può dire: “Ho mondato il mio cuore; son divenuto puro dal mio peccato”? (Proverbi 20.9)

    Certamente Tarquinio cercherà di fare secondo coscienza e per questo gli vanno fatti gli auguri per riuscire a realizzare i desideri del suo cuore in armonia con i principi che la Superiore Sapienza ha espresso e poi se sarà stato un bene o un male lo lascerei decidere a chi è giusto giudice costituito (2 Tm4.8) che naturalmente nessuno può ingannare “che renderà a ciascuno secondo le sue opere: …. del giudeo prima e anche del greco;…  Poiché presso Dio non c’è parzialità.” Romani 2.6-11

    Buon lavoro !

  13. raffaele savigni scrive:

    Igor traboni, preferiresti vedere i fedeli uscire dalle chiese col giornale di Feltri, che attacca Boffo e “Avvenire”? Mi dispiace poi che siano stati picchiati i ciellini: ma non mi è piaciuto neppure che qualche volta abbiano usato l’Università cattolica per fischiare e offendere i loro avversari politici. Farebbero bene a pensare un po’ di più alle cose di fede e un po’ di meno ai giochi politici.

  14. Garlyc scrive:

    Igor se la prende con Repubblica per attaccare Avvenire.
    Affari suoi.
    Comunque i cattolici che leggono il Giornale, secondo me, non vanno in chiesa: sono tutti a scrivere su questo blog ;-)

  15. igor traboni scrive:

    per raffaele savigni: finché sul giornale scrivono persone autentiche come il nostro Andrea Tornielli o Doninelli, perché mai dovrei preferire Augias e repubblichini cantando? Per Garlyc: guarda che non intendevo attaccare Avvenire, anzi: lo leggo da quando avevo 15 anni e lo trovo notevolmente migliorato. Soprattutto la sezione culturale è eccellente e vado matto per certe firme come Marina Corradi. Apprezzo comunque la fine ironia del finale del tuo post: questo mondo ha davvero bisogno di un po’ di ironia. E anche di autoironia. Buona giornata a tutti

  16. Sal scrive:

    Post Scriptum
    Se lo avesse scelto Dio invece di Bagnasco qualche autorevolezza in più avrebbe potuto vantarla e poi mi chiedevo anche: Avvenire gode del contributo statale a fondo perduto ? Se la risposta è si: Perché ? Perché la stampa vaticana dovrebbe essere sostenuta da contributi stranieri ?

    Ai posteri l’ardua sentenza

  17. gaetano scrive:

    Avvenire continuera’ ad essere il quotidiano insipido di sempre. A meta’ strada fra i martiniani e i cattolici doc. Con un piede (e mezzo, forse) nella palude dell’ irenismo peggiore.
    Rispecchia, d’ altronde, le posizioni al’ interno della Cei. Ove i filomartiniani abbondano. E le conseguenze si vedono.

  18. Silvano scrive:

    sarebbe bello vedere le università non infestate di cattivi maestri dolciniani e tyrrelliani …

  19. Silvano scrive:

    appare evidente che la pazza intra moenia legge la carta igienica con tracce di inchiostro dell’ex-squadrista Eugenio ..

  20. xagena scrive:

    @Silvano te lo ripeto ogni volta che mi insulti è una vittoria per me ed una tragedia per il tuo fegato.
    Potresti usare meglio l’unico neurone che non ti è andato in corto circuito altrimenti neppure il dott.House potrà salvarti!

  21. ADRIANO MEIS scrive:

    Siamo d’accordo con “Xagena”, lucida ed attenta commentatrice, il cui cervello -evidentemente- funziona assai bene; e sapete quand’è che un cervello funziona assai bene? Quando conserva la capacità di esercitare spirito critico, vero patrimonio della società occidentale ed unica ragione per la quale val la pena di possedere un cervello. (Ergo,Silvano, fatti una camomilla).

  22. ADRIANO MEIS scrive:

    SILVANO, dai un dispiacere al papa, fatti una cultura.

  23. macv scrive:

    Il sig. Tarquinio nel suo editoriale diece che Boffo è un uomo “limpido”
    ecco io non sono molto d’accordo con questo aggettivo.
    Per me un uomo limpido è uno che non ha segreti, che dice chiaramente tutto. Non mi pare che Boffo abbia fatto questo, riguardo al fatto che attribuitoli (a torto o a ragione) gli ha fatto dare le dimissioni.
    Ammmettiamo pure, e io ci credo, che sia stata una mascalzonata di Feltri perchè Boffo avevo criticato (molto mitemente) Berlusconi su l’Avvenire.
    Boffo, dopo, non ha mai dato una spiegazione limpida, chiara ,esauriente, che fugasse tutte le ombre.
    Dunque il dire che Boffo è “limpido” , mi sembra un’ipocrisia.
    Iniziare il proprio lavoro di direttore del giornale della CEi con una ipocrisia , non mi sembra un buon auspicio.Vuol dire che la lunga tradizione “tartufesca”
    ( dal Tartufo di Molière) permane nella Chiesa Cattolica
    odierna.

  24. carlo scrive:

    Se la scelta e’ quella della continuita’ vuol dire che il caso Boffo non ha insegnato nulla. Contenti loro. Io da piu’ di 15 anni mi rifiuto di leggerlo. Un giornale di apparato e nulla piu’. (CEI). Il mondo corre e il nostro episcopato dorme beati sonni nella linea progressista.

  25. maxx scrive:

    Feltri ha fatto benissimo a denunciare le malefatte di Boffo, il quale pretendeva di dare lezioni di moralismo al presidente Berlusconi, mentre lui faceva molto peggio, minacciando e molestando una ragazza, che era fidanzata con l’uomo di cui Boffo si era invaghito. Purtroppo la Chiesa di oggi, è diventata un rioettacolo di pedofili, invertiti, comunisti e massoni.

  26. Francesco Rada scrive:

    A me la continuità va bene.
    Credo di non sbagliare, spero che Tarquinio non abbia
    scheletri nel suo armadio.Boffo ne aveva (e ne ha, anche
    se afferma il contrario) e male ha fatto ad attaccare.
    Noi cattolici dobbiamo avere la certezza della verità,
    non possiamo rimprovere ad altri quello che noi abbiamo
    fatto e nascondiamo.
    Che il buon Dio ci protegga, anche da alcuni Vescovi…..
    Francesco

  27. xagena scrive:

    @maxx a prescindere che ancora non ho ben capito cosa abbia fatto Boffo ,deduco che se non avesse attaccato il berlusca starebbe ancora al proprio posto e feltri si sarebbe tenuto il dossier nel cassetto!
    Ah non ci sono piu’ i giornalisti di una volta…….
    e neppure i presidenti del consiglio…
    Aridatece Andreotti……….

  28. Sal scrive:

    Tutte le Tv mondiali ne hanno parlato oggi, ma qui da noi niente.

    Il Cardinale O’Connor ha chiesto perdono per i 46 casi ‘strani’ nascosti per anni in Irlanda e i 300 coinvolti che ora vorranno essere risarciti.
    C’era qualcosa su Avvenire ?

  29. anniballo scrive:

    SEGNALO A “SAL”….
    ..che vi sono due interessanti posts sull’argomento nello spazio riservato all’altro tema proposto dal dr Tornielli.
    Saluto SAL con stima e simpatia.

  30. Riccardo scrive:

    Egregio sig. Andrea Tornielli, lei che si perita di affari Vaticani,che son titt’altra cosa degli insegnamenti religiosi messi ,anche dall’attuale Papa in veste di Capo di Stato vaticano, in terz’ordine,PERCHE’ non chiede le dimissioni di tutti i vescovi arcivescovi cardinali che SAPEVANO del MALE, certificato da sentenza penale definitiva, che il sig . Boffo, da loro scelto quale portavoce dei valori religiosi cattolici, HA FATTO PER MESI AL SUO PROSSIMO, che nel caso concreto era una donna molestata sessualmente?E giá che siamo sul tema della COERENZA tra valori declamati e praticati, CHIEDA al teologo Ratzinger di fare una seria riflessione sul perché abbia cambiato opinione,inizialmente contraria, sull’ingresso della Turchia,60 milioni di musulmani ,in Europa, pur continuando a chiedere che nella carta costituzionale europea ci sia i riferimenti alle radici cristiane dell’Europa;e quale capo di tutte le strutture cattoliche, perché abbia consentito che l’Universitá cattolica degli Stati Uniti abbia conferito la laurea honoris (??) causa ad Obama favorevole all’aborto.

  31. Bisbetica76 scrive:

    Gentile sig. Tornielli,
    la stimo e, nonostante la pensi diversamente da lei e dalla maggiorparte dei frequentatori di questo blog, lo apro sempre un paio di volte al giorno per leggerne i commenti: mi chiedo solo perchè si tenda sempre a discutere di cavillosità invece che di temi più sentiti e contemporanei. Con tutto quello che accade, pillola abortiva, crocifissi IMPOSTI anche negli uffici privati, clandestini scacciati a suon di Bianco Natale, stare ore a discuture delle virgole della Bibbia o del successore all’Avvenire mi sembra quantomeno inutile…con tutto il rispetto per il signor Tarquinio, non sarebbe più interessante discutere di altro? :-)

  32. Gabriella scrive:

    31 commenti ad ora sulla nomina di Tarquinio. Li ho letti tutti!
    Il più bello, secondo me, da premio … quello di Orsobruno del ‘November 23rd, 2009 at 5:06 pm’ :)

  33. Orsobruno scrive:

    Boffo, a suo tempo, ha sinteticamente spiegato cos’è successo. Poi, che mi risulti, non ha più detto niente.
    Leggendo alcuni dei vostri interventi, sembrerebbe che questo dimostri la colpevolezza di Boffo.
    “Sì” dice qualcuno “perchè non s’è giustificato”
    S’è giustificato. Nell’epoca della logorrea, se uno si difende in sei righe, è come se non avesse parlato? Per me ha parlato, eccome.
    Un altro avrebbe trascinato in tribunale Feltri? E lui, che evidentemente ha un altro carattere, non lo ha fatto. E allora? Per non avere fatto un pollaio, non è limpido?

  34. Orsobruno scrive:

    Ehi ehi, ho ricevuto un premio e me ne sono accorto solo adesso! :-)
    Grazie Gabriella! In quale bar vuoi che ti lasci il tesserino con i dieci caffé pagati? ;-)

  35. Marina scrive:

    Questa è bella..Grazie Riccardo.

    CHIEDA al teologo Ratzinger di fare una seria riflessione sul perché abbia cambiato opinione,inizialmente contraria, sull’ingresso della Turchia,60 milioni di musulmani ,in Europa, pur continuando a chiedere che nella carta costituzionale europea ci sia i riferimenti alle radici cristiane dell’Europa.

    Anche a me piacerebbe saperlo,anche se la risposta me la sono già data da sola.Sarebbe interessante sapere quel che pensa il vaticano,davvero sarebbe interessante.Perchè????

  36. macv scrive:

    Orsobruno sostiene che Boffo si è” giustificato ” .
    beh, giustificarsi lo fanno tutti, di primo acchito, chi è che non si giustifica?
    Chiarire è un’altra cosa. Boffo ha davvero chiarito
    tutto? non a Feltri, badate bene, a cui non deve nulla, ma ai propri lettori, a cui deve un minimo di onestà. Scusate a me non risulta. se davvero l’ha fatto chiedo scusa, ma in tal caso non credo che sarebbero state necessarie le sue dimissioni e non sarebbero state ritenute necessarie dai vescovi stessi.
    Persisto nella mia opinione che l’ipocrisia è un grande, grave danno per gli uomini di Chiesa e anche per i giornalisti che li rappresentano.

  37. mauro scrive:

    Caro Orsobruno, Boffo si sarà sinteticamente spiegato ma quella lettera di dimissioni, che è di pubblico dominio, non è spontanea come qualcuno potrebbe pensare, no davvero, è stata la CEI a chiedergliele perchè lo scontro si era spostato fra Feltri e la CEI stessa.

    Come s’è sempre detto carta canta e quando diviene di pubblico dominio il decreto di condanna di Boffo per molestie alla persona (che triste vicenda molestare una persona che ha una propria vita accanto ad un’altra persona, per un invaghimento) si è costretti a gettare la spugna. Era diventato indifendibile e le dimissioni obbligate.
    Vede, l’errore della CEI fu quello di esporsi, tanto ed in prima persona, per difendere Boffo quando la Chiesa stessa è animata secolarmente dalla prudenza.
    Se non ne fosse stata a conoscenza perchè passare per falsa, intervenendo, quando conoscendo il fatto la prima cosa era di chiedere le dimissioni di Boffo per tacitare un proprio coinvolgimento?

    Le dimissioni, in sè stesse, non sono un mea culpa e se Boffo avesse confermate le prime (le diede due volte, le prime spontanee furono rifiutate dalla CEI) Feltri non avrebbe pubblicato nulla di piu’ che una presa di posizione contro Boffo, lasciando estranea la Chiesa da un coinvolgimento morale: non sapeva di avere una serpe in grembo. E tutto si sarebbe fermato lì perchè Feltri non avrebbe avuto altro motivo di accanirsi dopo le dimissioni.
    Ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino che, tirando le somme, la Chiesa stessa ne è risultata coinvolta moralmente con la presa di posizione della CEI a favore di Boffo come se fosse a conoscenza di quella condanna, anzi senza “come se fosse”.

  38. Riccardo scrive:

    Orsobruno,permettimi di farti considerare i seguenti-a quanto ne so- fatti incontrovertibili sul caso Boffo.
    Lui sostiene che le molestie a sfondo sessuale, e andate avanti per mesi, ai danni di una giovane donna siano state ideate ed eseguite, a sua insaputa da un giovane drogato , a cui lui,a titolo caritatevole, avrebbe prestato l’uso del suo cellulare.E che una volta condannato, sulla base di intercettazioni telefoniche eseguite dalla polizia giudiziaria, attivata dalla denunzia della donna molestata, non abbia proposto appello e pagato la multa, perché quello era, secondo lui, il male minore.
    La donna in questione, tra l’altro, é stato scoperto, poi ,dai giornalsti conosceva Boffo, in quanto avava partecipato a Terni ,la sua cittá di residenza, a conferenze nelle quali era presente come oratore lo stesso Boffo.
    Allora ci si chiede.E’ possibile aiutare un drogato prestandogli il cellulare personale di un direttore di quotidiano nazionale ,che deve essere reperibile nelle ventiquattrore da innumerevoli persone , anziché aiutare il drogato con una manciata di euro affinché se ne acquisti uno proprio? E’ possibile che la vittima pur conoscendo Boffo abbia scambiato la sua voce al telefono ?E’ possibile che dopo mesi di molestie la vittima non abbia telefonato a Boffo in persona per dirgli di smettere, e perché allora costui,una volta conosciuto l’uso improprio del suo cellulare, ha continuato a prestarlo, come egli racconta, al drogato che voleva aiutare,e che risulta, guarda caso, poi morto, cioé non in grado di smentirlo.E’ possibile che il magistrato che lo ha condannato non abbia preso in considerazione la sua giustificazione ritenemdola non plausibile sulla base delle intercettazioni telefoniche eseguite dalla polizia giudiziaria ? E perché infine non abbia proposto appello dimostramdo al mondo che anche lui era una vittima?

  39. john coltrane scrive:

    XAGENA-bello, simpatico e profondamente vero il suo post i ieri…mitico soprattutto il “aridatece Andreotti”. In fondo il tempo è proprio galantuomo.
    Buona serata.

  40. Cherubino scrive:

    Riccardo, si informi meglio:
    1) in realtà il cellulare non era stato prestato, ma era lasciato in ufficio, che restava aperto, come succede in tantissimi luoghi di lavoro; dopo quella situazione Boffo ha preso la precauzione di chiudere l’ufficio;
    2) sentire un relatore ad un convegno, non vuol dire certo memorizzarne la voce; l’audio degli amplificatori rende la voce diversa da quella che viene trasmessa da un sistema completamente diverso come quello di un cellulare, inoltre non tutti gli interventi vengono seguiti con lo stesso interesse… ciò che resta sono più le idee esposte che il timbro di voce di tutti i relatori;
    3) il fatto che la donna non abbia telefonato a Boffo per dirgli di smettere prova il contrario, cioè che ella non conosceva Boffo al punto di chiamarlo. Si richiama qualcuno con cui si ha confidenza e si conosce, ad uno sconosciuto invece non si dà corda, perchè il richiamare può essere interpretato come volontà di mantenere il contatto;
    4) la donna ha ritirato la denuncia, e l’incriminazione è proceduta solo perchè in presenza di una notitia criminis ormai acclarata il reato è perseguibile d’ufficio, ma il ritiro della denuncia indica più che la donna abbia dato fede alle giustificazioni di Boffo che il contrario.

  41. Riccardo scrive:

    Cherubino, a me risulta il contrario:che ,cioé Boffo abbia sostenuto di aver prestato il suo cellulare ad un giovane drogato in difficoltá che voleva aiutare.
    E resta,comunque, sempre il fatto che il magistrato non abbia creduto a queste giustificazioni del Boffo, basandosi invece sulle intercettazioni telefoniche da lui dispsoste, che riconducevano le molestie sessuali con il cellulare dell’ex direttore dell’Avvenire(durate mesi!) al sig. Boffo. Anche loro,gli agenti di polizia giudiziaria che hannoe eseguito le registrazioni telefoniche e il magistrato che le ha ascoltate non hanno riconosciuto Boffo quale autore di quel reato per cui si procede d’ufficio,anche se la vittima viene ‘convinta’ a ritirare la denuncia?

  42. Cherubino scrive:

    ma cosa sta dicendo, Riccardo, suvvia ! quali intercettazioni ! erano solo tabulati telefonici… la conosce la differenza ? c’è solo il numero del chiamante, del destinatario e la durata della telefonata… magari si può rilevare anche la cella del gestore nella cui area erano i due cellulari. Su, studi un pò che non le fa male…

  43. Riccardo scrive:

    Cherubino, posso anche studiare il significato di tabulati rispetto a quello di intercettazioni telefoniche,che il magistrato che ha condannato Boffo al massimo della pena per quel tipo di reato (ammenda di 516 euro,)dopo aver sentito la versione fornita dal Boffo( e da lui moltiplicate ad uso della stampa) sull’accaduto ,conosce meglio di lei.
    Mentre lei dovrebbe studiare il significato di appello, nel quale, come é noto, un nuovo giudice sostituisce la sua decisione, sia sui fatti che sulle ragioni giuridiche a quella del primo giudice, se il ricorrente, nella specie sarebbe dovuto essere il Boffo, gliene dá l’occasione. E cosi’ invece ,come é pacifico, non é stato.
    Per cui il Boffo é per sempre autore certo ed esclusivo di quel reato di molestie a sfondo sessuale nei confronti di una giovane donna di Terni.
    Il resto sono discutibili opinioni,altro che studio!

  44. Sal scrive:

    Chissà se sul suo giornale improntato sulla continuità e sull’imparzialità, Tarquinio vorrà commentare la seguente:

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/india/4733272/Indian-nun-claims-sex-is-rife-within-Catholic-Church.html

    Indian nun claims sex is rife within Catholic Church
    An Indian nun has stunned the Catholic Church with a confessional autobiography claiming widespread sexual abuse and bullying within its cloisters.

  45. Cherubino scrive:

    Riccardo la sua disinformazione è totale e anche la sua preparazione giuridica è dubbia, dato che prende delle cantonate spiegabili solo con il fatto che non conosce affatto i dettagli della vicenda, contrariamente a quanto vorrebbe far credere.
    Boffo non ha subito una sentenza di condanna, ma un decreto di condanna, cosa ben diversa. Questa infatti è una proposta di chiusura del processo da parte del publlico inquirente, inaudita altera parte e senza contraddittorio, prima che l’inquisito abbia portato controdeduzioni che introdurrebbero il processo vero e proprio e quindi prima dell’udienza preliminare.
    A fronte di questa proposta, fatta su base ipotetica e sommaria e che comporta però il vantaggio di chiudere tutto con una pena pecuniaria sostitutiva, l’inquisito non fa alcuna ammissione di colpevolezza ma rinuncia soltanto al diritto di introdurre il processo difendendosi non presentando opposizione al decreto stesso.
    Trattandosi quindi di rinuncia alla difesa e non essendovi sentenza di condanna non si dà un secondo grado di giudizio.
    Come vede sta dicendo un cumulo di falsità su Dino Boffo.

  46. Riccardo scrive:

    Cherubino, la sua saccenza é senza pudore:

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    “Il decreto penale di condanna fa parte dei cosiddetti riti speciali alternativi al rito ordinario nel processo penale. Come tutti i procedimenti alternativi al rito ordinario è stato creato per l’esigenza di deflazionare il più possibile l’enorme carico di lavoro che grava sui Tribunali in Italia. Esso costituisce un procedimento davvero particolare in quanto consiste in una sorta di condanna che la magistratura inquirente richiede al giudice per le indagini preliminari, quando ritiene fondata la colpevolezza, all’indagato, senza un formale processo (da qui la dizione decreto che come è noto è il tipico provvedimento giuridico emesso senza contradditorio.”
    HA capito bene: quando il pm ritiene fondata la colpevolezza dell’imputato(Boffo) chiede questo decreto ,altrimenti c’é l’archiviazione della notitia criminis.Le devo spiegare anche questo?
    E che deve fare a questo punto del procedimento l’imputato (alias:Boffo)quando ritiene di essere innocente.
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

    L’imputato, qualora volesse protestare la propria innocenza, può opporsi (con apposito atto scritto) a tale provvedimento nei successivi 15 giorni dalla notifica dello stesso. Dall’altro lato, l’interessato consapevole della propria colpevolezza, avrà il vantaggio di vedersi applicata una semplice sanzione pecuniaria, senza dunque rischiare quella detentiva e con notevole risparmio di tempo e danaro necessari per affrontare le lungaggini di un processo in Italia.”

    Per cui Boffo, che stando alla sua versione dell’uso improprio e abusivo- per mesi,tanto é stato il peridod considerato del reato di molestie- del suo cellulare tenuto incostudito nel suo ufficio da parte di un suo infedele dipendente-che guarda caso é nel corso del procedimento di condanna deceduto- avrebbe potuto facilmente dimostrare la sua integritá morale – che ora sbanduera ai quattro venti sulla stampa-,portando a Terni due tre delle trenta quaranta redattori che costituiscono la redazione del quotidiano da lui diretto, per validare quella versione.
    Ed invece, guarda caso, ha preferito pagare l’ammenda , che é stata pure comminata al suo massimo per il reato di molestie. Quella alternativa é la galera.
    Ed infine ,perché mai si é dimesso da Direttore del quotidiano, se come lui dice é un galantuomo;anzi un”martire”: si sarebbe fatto condannare al posto di un altro. Lo facciamo Santo?Nel frattempo lei vada a studiare le leggi della logica, a cominciare da quelle elementari.

  47. Cherubino scrive:

    Riccardo, il testo di wikipedia dice null’altro che quello che le ho appena detto.
    Il resto è fatto solo di basse illazioni sue. Boffo non aveva nessun interesse a portare avanti una questione così banale che la legge richiede appena 500 euro per ritenere chiusa. E comunque egli era talmente preoccupato della cosa che non ha nemmeno nominato un suo avvocato, lasciando fare a quello dell’Avvenire.
    La sua moralità non è messa in discussione da un fatto del genere e lo prova il fatto che la signora in questione ha ritirato la denuncia.
    Infine lei dovrebbe specificare quel suo “guarda caso” detto in riferimento alla morte del giovane, due parole che sono gravi se lei volesse indicare delle responsabilità di Boffo nel decesso, nel qual caso lei potrebbe rispondere con pene molto più severe di quella pagata da Boffo.

  48. Riccardo scrive:

    Cherubino, ma mi faccia il santo piacere, moralista da strapazzo!Lei é della stessa scuola di ipocriti del sig Boffo…il guarda caso, era palesemente riferito alla singolare difesa del sig Boffo, che ha accusato del reato di molestie un morto, che per definizione non lo avrebbe potuto smentire,; altrimenti il giudice avrebbe chiamato quest’ultimo a rispondere di quel reato, come sapeva bene il sig Boffo…che ancora deve spiegare perché un “martire” come lui si dimetta da tutti gli incarichi prestigiosi e ben pagati, a seguito di accuse che lui ritiene assolutamente destituite di qualsiasi fondamento..
    Cherubino, dica al suo amico Boffo di andare a prendere in giro, oltre che a molestare, qualcun altro!

  49. Cherubino scrive:

    Riccardo, si dia una calmata, l’agitazione potrebbe nuocerle alla prostata…
    e la smetta di dire falsità, mostrando oltre tutto di non capire un’acca di procedura penale: il giudice non ha sentito il giovane non perchè fosse morto, ma per il semplice fatto che Boffo non ne ha fatto il nome in quella sede (ha parlato di “un collaboratore”) e non si è opposto al decreto proposto dal Pubblico Ministero, il quale si è basato esclusivamente sui tabulati.

    Per inciso: la notitia criminis non si archivia. Semmai il procedimento penale e quindi l’incriminazione.

  50. Riccardo scrive:

    Cherubino la smetta di dire storielle..spieghi perché Boffo si é adossato la colpa presunta di un altro-definito “collaboratore” anziché con le sue generalitá che conosceva benissimo e che non puo’ smentirlo perché deceduto- e sucessivamente si é dimesso da tutti gli incarichi nonostante le accuse ,a suo dire, totalmente infondate.
    PS. Alla mia prostata ci pemso io, lei pensi a non giustificare i molestatori…E per la cronaca sono civilista, e non ho bisogno del manuale di procedura penale per denunziare un bugiardo.

  51. Cherubino scrive:

    ma mi faccia il piacere, lei civilista ! allora io sono Paperon de’ Paperoni…
    e continua a spargere falsità. Boffo non si è addossata nessuna colpa. La rinuncia all’opposizione non è un’ammissione di colpa. Le sfuggono proprio le nozioni fondamentali. E un giurista non parlerebbe neanche di “ammissione di colpa” dato che la colpa in ambito giuridico indica cosa diversa dalla colpevolezza. Neanche uno studente in Legge confonderebbe la colpa -elemento soggettivo del reato: dolo, colpa- con la colpevolezza.

  52. Riccardo scrive:

    CHerubino, Paperon dei Paperoni, a differenza sua era ricco e non si divertiva con i giochini di parole( non fanno opposizione al decreto di condanna, come le ho riferito da Wilkpedia, chi sa di essere colpevole e ritiene conveniente pagare l’ammenda) ..pertanto,rinunziare alla opposizione, raccontare la storiella del collaboratore infedele che abusa per mesi del proprio cellulare senza che lui ne sappia nulla,e, ci aggiungo, le dimissioni senza alcuna plausibile giustificazione da tutte la cariche prestigiose che ricopriva quando é scoppiato lo scandalo, per tutti i civilisti degni di questo nome,tale fatti, gravi precisi e concordanti,costituiscono ampia prova della colpevolezza del sig Boffo nel reato di molestie, checché ne dica di diverso saccenti ignoranti!
    Fine.

  53. macv scrive:

    Vorrei dire a cherubino che prende il fatto che la signora molestata abbia ritirato la denuncia come “prova2 dell’innocenza di Boffo, che purtroppo in molti scandali sessuali in cui sono stati coinvolti uomini di chiesa si è
    preferito pagare profumatamente le “vittime” per mettere le cose a tacere. (vedi storia del fondatore del legionari di Cristo). Ora io non dico che sia successo cos’ in questo caso,perchè non lo so, ma è un fatto che la persona in questione ,la molestata, se ha ritirato la denuncia, non ha però neppure difeso pubblicamente Boffo. bastava così’ poco, Bastava dire “Non è stato lui”.
    Quando dico che la linea del”mettere tutto a tacere” del “non fare scandali” , non paga, anzi è deleteria per la Chiesa ,penso anche ai passati scandali dei preti pedofili in America e del fondatore dei legionari di cristo. cosa ci si è guadagnato nel mettere tutto a tacere?’ le cose poi sono saltate fuori lo stesso con conseguenze gravissime per la credibilità della stessa
    Chiesa cattolica.
    Io non voglio ne’ accusare ne’ difendere Boffo, perchè non ho gli elementi e perchè non ho nulla personalmente contro di lui, dico solo che a me la sua
    giustificazione è sembrata molto fumosa e molto poco chiara, e le sue dimissioni e il suo posare a “vittima sacrificale” di Feltri mi sono sembrate stonate e fuori luogo, se fosse davvero innocente.

  54. Cherubino scrive:

    Riccardo è ridicolo portare wikipedia a sostegno di una tesi giuridica, per di più con una frase estrapolata dal contesto.
    Infatti quel rigo di wikipedia dice solo che chi è colpevole può trovare un vantaggio dal non opportsi al decreto di condanna. Ma quella frase non dice che chi è innocente non possa trovare comunque un vantaggio -di tempo e di soldi da pagare agli avvocati, ad esempio- nel lasciare che il decreto proposto diventi irrevocabile ed esecutivo. Lei ha detto di essere un civilista ed evidentemente non lo è, perchè gli avvocati tutti i giorni consigliano ai loro clienti, anche se sono nella ragione, di accettare mezze vittorie o mezze sconfitte, per motivi utilitaristici. E questo lo sanno ormai anche i bambini, in un paese con un numero di cause civili enorme, per le fesserie più inutili.
    Lei poi rasenta, per la seconda volta, la diffamazione quanto afferma che certe cose costituiscono “prova di colpevolezza”. Oltre che confermare la sua ignoranza, erchè tecnicamente la prova si costituisce solo in giudizio, se ammissibile. E nella procedura del decreto di condanna, come ormai inutilmente cerco di spiegarle, non si arriva neanche all’udienza preliminare.
    Posso solo darle un consiglio: faccia un favore a se stesso e alla sua dignità smettendola di fare affermazioni false ed erronee.

  55. Cherubino scrive:

    macv dice “in molti scandali sessuali in cui sono stati coinvolti uomini di chiesa si è preferito pagare profumatamente le “vittime” per mettere le cose a tacere”.

    Forse non sa che affermazioni del genere possono far ritenere che egli sia a conoscenza di reati, e nel dirlo diffonde una notitia criminis. Quindi è possibile venga chiamato dagli inquirenti come persona informata dei fatti. Tanto più che egli collega questa frase alla vicenda Boffo, compiendo una chiara allusione.
    Salvo che volesse solo dire una frase ad effetto, allora diventa reo di diffamazione.

  56. macv scrive:

    Caro Cherubino
    su i preti pedofili in America e sul fondatore dei Legionari di Cristo che siano state pagate le vittime per farle tacere non lo dico io ma lo dicono i giornali , dunque dovresti accusare loro di diffamazione.
    sul fatto di Boffo, ribadisco che io non ne so un bel nulla, e lo ammetto.
    Anche Cherubino non ne sa un bel nulla, ma non lo ammette, e dice che è “provata” senza ombra di dubbio l’innocenza di Boffo.
    che dire? beato te, Cherubino che non hai dubbi, ma solo certezze…

  57. Cherubino scrive:

    caro macv, impara a scrivere allora, perchè la tua frase era collegata a Boffo. E poi su quei casi anche ciò che riporti è impreciso e poco rispettoso della verità.
    In ogni caso, per fortuna è ancora chi accusa che deve provare. Quindi c’è poco da fare: nessuno ha provato che Boffo fosse l’autore materiale delle telefonate, è provato che altri avevano la possibilità materiale di farlo.
    Il fatto che la denuncia fosse stata fatta contro ignoti e poi ritirata non ti autorizza nemmeno ad ipotizzare che vi sia stata una negoziazione (che non sarebbe neanche un reato del resto…). Inoltre tiri in ballo questioni sessuali quando è già stato detto dal PM del caso che nel fascicolo non c’erano riferimenti a questioni di carattere sessuale, se non incidentalmente e secondariamente. Quindi gli scandali sessuali non entrano nulla. E in ogni caso si è innocenti fino a prova contraria e il decreto di condanna non essendo una sentenza non contiene un accertamento dei fatti e non può essere usato come fosse una prova.

  58. zunbla scrive:

    vorrei informare questo blog che la nota Caterina63 la quale si professa laica Domenicana e’ risultata da una mia ricerca una millantatrice.I Padri Domenicani hanno smntito ogni rapporto di questa persona con il loro Ordine Religioso.Pubblico qui la mail di smentita:

    Sig.ra xxxxxxxxx,
    né qui nella fraternita di Milano né altrove alcuno conosce la persona da lei citata (xxxxxxxxxxxxxxxx), né il suo nome risulta tra i cataloghi dei confratelli e consorelle del laicato domenicano.
    Dunque la persona in oggetto non ha relazioni con noi e dunque non si danno i termini per un intervento al riguardo.
    Che sia spiacevole quel che dice è ovvio, ma che fare?
    Cordiali saluti,
    P. Riccardo Barile o.p. priore provinciale

  59. Riccardo scrive:

    Egergio saccente alias Cherubino,le preunzioni, cioé :da un fatto noto si arriva al fatto ignoto da provare, costituiscono un mezzo di prova eguale a quello della testimonianza e del documento- salvo i casi di efficacia legale della prova.
    E il sig Boffo di fatti presuntivi, gravi precisi e concordanti, che costistuiscono prova piena della sua colpevolezza ne ha forniti ampiamente,non sto qui a ritornarci sopra con chi, come lei, non vuol vederli.
    LA sua tecnica retorica è tra l’altro mediocre, quanto sostiene che il decreto penale di condanna non è una sentenza, e quindi chi paga l’ammenda è un innocente che non se la sente di perder tempo con la gisutizia.E già c’è chi fa ricorso anche per la contravvenzione per divieto di sosta, che è un reato anche quello, la quale, per giunta, si basa solo sul verbale di accertamento dell’agente-manco ufficiale- di polizia giudiziaria, pero’ il Boffo non poteva sostenere la sua innocenbza contro un reato infamante attraveso la deposizione,ad es., di un paio di testimoni della sua numerossisima redazione, che avrebbero confermato quanto lei sostiene ,perchè Boffo ai giornae ha dato diverse versioni dell’accaduto, e cioè che il suo cellulare di direttore di un grande quotidiano, e quindi è presumibile-altra logica presunzione, le cui leggi,tra l’altro alla portata anche dei bambini di scuola elementare, lei non conosce- squillasse in continuazione, fosse abbandonato nel suo ufficio per mesi- cioé da Agosto 2001 qundo iniziarono le molestie sessuali per via telefonica a gennaio 2002 quando smisero perchè raggiunto il Bffo da da avviso di inizio prcedimento penale per reato di molestie- e che guarda caso-mi denunzi per diffamazione se ci riesce a dimostrarlo- era utilizzato per mesi nel suo ufficiuo da un suo dipenedente il quale non puo’ smentir questa sua storiella perchè toh! è deceduto.E così si è dimesso da direttore dell’avvenire, direttore della Tv cattolica drettore della radiocattolica perchè….è innocente! E se fosse stato colpevole allora che avrebbe fatto: continauto a dirigere quei media?Allora un direttore di giornale puo’ essere un molestatore finchè è in carica , mentre s esi dimette è un Santo.
    Cherubino, adesso continui pure a dire che ci vuole la sentenza dopo contraddittorio tra le parti-che nel caso specifico il contraddittorio è staao rifiutato volontariamente e cponsapevolmente dal Boffo- per affermare con cerezza se uno è colpevole, che poi le presento Berlusconi e Previti, che le diranno- a ragion- che nemmeno con le sentenze si puo’ dimostrare al 100 per cento, la percentule di sicurezza che implicitamente e ipocritamente richede lei,se uno è colpevole o innocente.

  60. Cherubino scrive:

    sempre peggio: ora mi scambia le presunzioni (semplice, realtiva e assoluta) con le prove…
    ma la smette di inventarsi argomenti giuridici inesistenti e che dimostrano solo una cosa: che lei di cose giuridiche non ne capisce assolutamente nulla ?
    la “presunzione” non è assolutamente una prova, ma un meccanismo che da un fatto permette di supporne un altro, quindi agisce in assenza di una prova.
    In ogni caso si applicano solo dove espressamente previsto dall’ordinamento, e il reato di molestie non lo prevede. La regola generale resta comunque quella dell’onere della prova per chi accusa.

  61. Cherubino scrive:

    e lei continua a diffamare dicendo che si trattava di molestie sessuali. Il PM ha chiarito che il sesso non c’entrava nulla.

  62. Tradizionale scrive:

    PER ZUNBLA

    La Sua solerzia nel segnalare è pari soltanto alla vacuità evidente del Suo essere.
    Caterina63 è un nick soltanto.
    Di tutto rispetto ovviamente, come il vero nome di questa donna che in ogni suo intervento su questo e su altri blog denota grande preparazione oltre che un sincero e forte attaccamento alla Chiesa di Cristo.
    Una vera domenicana insomma, che sicuramente il padre Barile ( che si è preso e non doveva prendersi la briga di rispondere a un arruffone come Lei) conosce e stima e rispetta sicuramente.
    Buonasera.

  63. Cherubino scrive:

    io invece trovo molto interessante la scoperta di zumbla…

  64. Luisa scrive:

    zunbla, alias soft, alias positivo, alias tanto rumore per nulla, alias aucellare, alias alea iacta est, alias lara cambiaghi, a meno che questo sia il suo vero nome, troll neocatecumenale che invade in modo ossessivo e logorreico, con uno stile inconfondibile, diversi siti cattolici legati alla tradizione per poi venire moderato, lei dovrebbe vergognarsi di essere capace di tanta bassezza e cattiveria, si guardi in uno specchio, contempli l`immagine che le viene riflessa e si faccia un piccolo esame di coscienza.

  65. Riccardo scrive:

    ….”la “presunzione” non è assolutamente una prova, ma un meccanismo che da un fatto permette di supporne un altro, quindi agisce in assenza di una prova.
    In ogni caso si applicano solo dove espressamente previsto dall’ordinamento, e il reato di molestie non lo prevede. La regola generale resta comunque quella dell’onere della prova per chi accusa.”

    …Ah!ahah!ah!.,,,Cherubino la devo ,purtroppo, ringraziare per la comicità inconsapevole della sua ‘scienza’ da dopo lavoro ferroviaro…grazie.

  66. Cherubino scrive:

    Riccardo rida pure, ma lo capisce anche un bambino che se ci fosse una prova non ci sarebbe bisogno di presumere… la smetta di fare figuracce. Si faccia questo atto di misericordia.

  67. mauro scrive:

    Cherubino, quando la smette di scrivere fregnacce sul “decreto penale” contro Boffo?

    Sta di fatto che il decreto penale è la sentenza penale di un giudice contro una persona, a seguito della presentazione di richiesta fatta dal PM, laddove il querelante non vi si opponga, la pena pecuniaria sia prevista in sostituzione della pena detentiva e non siano trascorsi piu’ di 6 mesi dall’avviso di comunicazione all’indagato di indagini preliminari sul suo conto.

    Il giudice può mandarlo assolto od emettere il decreto in base alla documentazione presentata dal PM dove vi è inserita anche quella, tramite la quale, si è avvisato l’imputato che egli può appellarsi, rinunciando ad avvalersi di tale giudizio con la previsione di poter avere un giudizio immediato o abbreviato od a norma art. 444.

    Ora la querelante non si è opposta al decreto penale sostitutivo della pena detentiva ed il decreto penale stesso riporta la conferma della veridicità dell’episodio. Nessuna informativa segreta. E’ un atto pubblico messo a disposizione dell’autorità giudiziaria e giornalistica che hanno chiesto di compulsarlo e fotocopiarlo.

    Avvenire scriveva:”Non può esserci stato patteggiamento da parte di Dino Boffo, perché non c’è stato alcun processo a suo carico. Non c’è riferimento a relazioni di tipo sessuale, se non (incidentalmente) a quelle della querelante con il suo compagno. Non ci sono intercettazioni telefoniche. Non c’è una sentenza di condanna, ma soltanto un decreto penale che dispone il pagamento di un’ammenda.”
    (http://www.avvenire.it/Cronaca/caso+montato_200909020627530670000.htm).

    Invece, decidendo di accettare la pena pecuniaria (che è l’accettazione del decreto penale), Boffo ha patteggiato propio la sentenza penale rinunciando ad uno dei tre tipi di processo previsti dalla Legge non avendo fatto opposizione, come suo diritto e come il PM che aveva avvisato prima di presentare la richiesata al giudice.

    Le relazioni di tipo sessuale sono invece chiarite dal decreto penale stesso e comprovate dalla mancata opposizione del Boffo al decreto stesso.

    Avvenire è un giornale per falsi, chiaro caro Cherubino, disinforma introitando gli aiuti all’editoria dati dallo Stato italiano.

  68. Cherubino scrive:

    mauro è completamente errato ciò che dice: il decreto non è una sentenza, la mancata opposizione (che è un’accettazione solo de facto e non una dichiarazione di colpevolezza) non lo rende una sentenza e non è un patteggiamento.
    State dicendo un cumulo di falsità.
    Circa l’Avvenire le sue affermazioni sono gravi (e a mio parere totalmente infondate) e ne potrebbe rispondere dato che accusare giornalisti di diffondere falsità equivale ad accusarli prima di tutto di mancare alla deontologia professionale cui sono tenuti davanti all’Ordine dei giornalisti. Oltre a tutte le conseguenze penali e civili. Spero che qualcuno dell’Avvenire legga queste righe e ne informi la redazione.

  69. Tradizionale scrive:

    Non si avevano dubbi, signor Cherubino: Lei trova sempre interessante tutto ciò che proviene da chi rema contro la Chiesa di Cristo…

  70. mauro scrive:

    Caro Cherubino, prima di parlare e discutere, con me ed altri, si studi diritto penale e non accampi sue pretese come verità. Lei di diritto penale non sa assolutamente nulla.
    Il decreto è una sentenza penale del giudice monocratico, l’accettazione del decreto è la non opposizione da parte di chi si sottopone a giudizio del giudice monocratico. Il patteggiamento della pena (quindi è accertata la colpevolezza dell’indagato) si ha accettando la pena pecuniaria e rinunciando al diritto del rito processuale che, glielo urlo a squarciagola, era l’opportunità legale che poteva favorire una sua discolpa. Se non l’ha fatto gli stava bene così, ammettendo che la documentazione del PM rispondesse a verità.

  71. mauro scrive:

    Caro Cherubino, io ho scritto che Avvenire disinforma non che è falso perchè se uno ha scritto falsità, a proposito di Boffo, è lei.
    Lei capisce solo quello che vuole capire e su quello ci marcia.

  72. Cherubino scrive:

    mauro, a parte che lei ha definito l’Avvenire “un giornale per falsi” il che equivale a dire che non dice la verità (se è preferito da “falsi” evidentemente…), in ogni caso chi finora ha detto una montagna di fesserie giuridiche siete voi.

  73. mauro scrive:

    Caro Cherubino, si è falsi quando non si sa e si dà da intendere di conoscere. Lei non sa di diritto penale ma vuol dettar legge con ed in un dibattito giuridico falsificando le leggi a proprio uso.

    L’Avvenire, invece che ha esperti di diritto, ne ha dato un’interpretazione fuorviante non informando su cosa prevedano le Leggi (nel caso in questione non ha detto che Boffo ha rinunciato al diritto di difendersi davanti ad un giudice, assumendosi de jure la colpa).

    Io, personalmente, posso capire che Boffo non volesse dare pubblicità alla vicenda, ma non capisco perchè abbia scelto quella strada, sentendosi innocente, quando il decreto penale di condanna viene iscritto nel casellario penale.

    In breve, la strada del decreto penale viene scelta esclusivamente quando si ammette la colpa e vi è l’alternativa di una sanzione pecuniaria, nella considerazione che il reato ascritto non era di particolare gravità.

  74. Cherubino scrive:

    mauro continua a dire scempiaggini giuridiche:
    il decreto non è una sentenza (e la differenza è enorme, solo un ignorante in materia giuridica direbbe delle cose del genere) e non si “ammette la colpa” da parte dell’inquisito, mentre è il PM che propone al Giudice dopo una ricognizione sommaria degli elementi, che non equivale affatto ad una prova che si ha solo in dibattimento che avviene solo dopo l’udienza preliminare che in questo rito abbreviato non si ha.
    Il Giudice può anche archiviare l’incriminaizone se 1) è evidente l’estraneità dell’imputato, 2) se è evidente che non è possibile successivamente provare la colpevolezza.
    Se non sussitono queste condizioni emette il decreto (che è atto giurisdizionale, ma non di cognizione che si può avere solo dopo un contraddittorio) e l’imputato può opporsi e adire così alla fase preliminare e poi dibattimentale del processo.
    Così facendo non ammette in alcun modo la colpevolezza, nè si può dire -se non in linguaggio comune e non giuridico- che l’ammetta il PM o il Giudice, in quanto il primo fa un’ipotesi su base sommaria, il secondo accoglie l’ipotesi solo perchè mancano al momento e “inaudita altera parte” indizi in senso contrario ed emette il decreto senza una fase di cognizione. Si tratta in sostanza di una sorta di negoziato pre-processuale, in cui le parti trovano un equilibrio di interessi, senza che sia determinata una colpevolezza in senso giuridico pieno.
    In ogni caso c’è poco da fare: il decreto non è una sentenza e la mancata opposizione non è ammissione di colpevolezza.

  75. mauro scrive:

    Caro cherubino, non capisco quali siano i suoi problemi per capire.

    1- E’ in corso un’indagine penale a seguito di un reato penale e non sono passati 6 mesi dall’avvio delle indagini penali, momento in cui si è iscritto l’imputato nel registro degli indagati e gli è ne stata data comunicazione;
    2- il PM, considerata la non gravità del reato penale, richiede l’assenso del querelante all’emissone di un decreto penale in sostituzione di un processo formale con relativo contraditorio,
    3- il PM fornisce al GIP le sue considerazioni che portano a ritenere colpevole penalmente l’imputato
    4- avvisa l’indagato che può opporsi al decreto penale al fine di ottenere un processo formale tramite il quale contraddire le prove raccolte dal PM
    5- nello stesso tempo richiede al GIP una sentenza da esplicarsi tramite un decreto penale
    6 – indica quale sia la pena pecuniara a cui dovrebbe essere condannato penalmente l’imputato in sostituzione della pena detentiva qualora il GIP accogliesse la richieste
    7- il GIP, valutando che la documentazione fornita corrisponde alla caratteristiche previste per l’emissione di un decreto di condanna penale o di assoluzione e che l’imputato non si è opposto a tale rito giudiziario, sentenzia la propria decisione in ambito penale
    8- Quando il Gip manda condannato l’imputato, chiudendo il caso di reato penale ascrittogli, lo passa in giudicato tramite il Decreto penale, sostitutivo della pena detentiva, e dispone l’iscrizione all’albo gudiziario previsto per ogni condanna penale passata in giudicato.

    Se per lei continua a non essere stato condannato penalmente, per lo Stato lo è in quanto si è provveduto all’iscrizione del provvedimento penale nell’albo giudiziario e quella sentenza, essendo di dominio pubblico, e stata compulsata, fotocopiata e pubblicata da Feltri.

  76. Cherubino scrive:

    vabbè caro Mauro, abbiamo capito, lei è il solito troll che si ciba di flame… e c’ha genio e’ sfottere…

    le dice talmente grosse che ormai non c’è dubbio.

  77. mauro scrive:

    Caro Cherubino la ringrazio per la considerazione che mi porta. Il suo sfogo è irrilevante perchè il troll che lei indica, associato alla parola flame, è colui che causa una catena di insulti (flame war) ed io non mi sono permesso di insultarla, le ho semplicemente detto che di diritto penale non sa nulla perchè chiaramente ha dimostrato non essere il suo cavallo di battaglia.