Siria, la diplomazia getta la spugna

Cari amici, l’inviato speciale per la Siria, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan si è dimesso. Ha spiegato il suo gesto citando l’aumento della «militarizzazione sul terreno» e la «chiara assenza di unità nel Consiglio di Sicurezza». Un riferimento, quest’ultimo, alle posizioni di Russia e Cina, tradizionali alleate di Assad, che con il loro veto bloccano la possibilità di interventi sanzionatori più decisi contro il regime siriano.

Contemporaneamente, i media americani riferiscono che Obama ha autorizzato i servizi segreti ad aiutare «l’opposizione» nella sua lotta contro Assad, anche se ufficialmente solo con contributi economici e umanitari. Il rifornimento di armamenti potrebbe però arrivare da Paesi vicini con cui gli Usa sono in contatto.

È un’involuzione della crisi che non promette nulla di buono: già oggi in Siria sono arrivate milizie islamiche fondamentaliste che hanno combattuto in Iraq e in Libia. La risposta repressiva del governo, che non si è mai fermata, ha provocato già migliaia di morti fra la popolazione civile. È davvero triste che l’Europa, alle prese con lo spread, l’impazzimento dei mercati e la recessione, non riesca a giocare un ruolo maggiore in questa vicenda. L’implosione interna della Siria, con la guerra civile, oltre a provocare innumerevoli vittime innocenti e ondate di profughi che già si riversano in Libano e Giordania, finirebbe per destabilizzare ancora di più l’intera regione.

Il Papa è intervenuto già due volte, chiedendo che si persegua una soluzione negoziata della crisi. La sua voce, come spesso accade, è caduta nel vuoto. In ogni caso la decisione di Kofi Annan di gettare la spugna la dice lunga sulle possibilità di successo della diplomazia. Com’era già avvenuto per Saddam Hussein e per Gheddafi, considerati per molto tempo dai governi occidentali fattori di stabilità nell’area, anche per Assad sta accadendo lo stesso. Non ci sono dietro l’angolo, a quanto pare, ipotesi di interventi militari internazionali. Ma nemmeno ipotesi praticabili per una transizione «morbida» e concordata a un nuovo governo in Siria, a meno che Assad non decida autonomamente – dopo aver ottenuto le necessarie garanzie – di lasciare il Paese.

I cristiani, una presenza storicamente importantissima per la Siria, hanno goduto di protezione e libertà di culto sotto l’attuale regime siriano. E ora condividono le angosce dell’intera popolazione, ben coscienti, purtroppo, della lezione irakena e dell’instabilità che ancora oggi, a quasi dieci anni dall’inizio della guerra contro Saddam, si vive nel Paese.

Ho ancora molto vivo il ricordo del viaggio di Giovanni Paolo II, nel 2001. Il Papa entrò nella grande moschea degli Omayyadi, in oigine un luogo di culto cristiano dove si venerano delle reliquie di Giovanni in Battista. Mi colpì molto vedere a Damasco, quante fossero le antiche chiese e come s’intrecciassero minareti e campanili, in un contesto di pacifica convivenza.

Una mattina, con l’amico Orazio Petrosillo (il vaticanista del Messaggero, scomparso nel maggio 2007), noleggiammo un’auto e andammo a visitare Maaloula, il villaggio dove ancora qualcuno parla l’aramaico, la lingua di Gesù. Nel discorso in moschea, Papa Wojtyla disse: “E’ importante che ai giovani vengano insegnate le vie del rispetto e della comprensione, affinché non siano portati ad abusare della religione stessa per promuovere o giustificare odio e violenza”. Mancavano soltanto tre mesi all’attacco alle Torri Gemelle.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

54 risposte a Siria, la diplomazia getta la spugna

  1. Reginaldus scrive:

    e dia le dimissioni anche il Ratzinger, visto il fallimento di tutto il suo implicarsi in questioni che non sono di sua competenza… ( e soprattutto il fallimento in quello che dovrebbe essere di sua competenza….)

  2. Luciano67 scrive:

    Purtroppo, fino a quando la Russia avra’ paura di perdere le sue basi in Mediterraneo, Assad sara’ al sicuro. Il regime di Assad sta commettendo le peggiori atrocita’ verso i cilivi e sono state riferite violazioni dei diritti umani anche da parte dei “ribelli”. Tutto come in Libia, quindi. Non vorrei pero’ che ci fosee una sorta di “rimpianto” per un regime dittatoriale basato sul fatto che i cristiani avevano liberta’ di culto, come se fosse l’unica cosa che conta. Ancora una volta, il terrore del fondamentalismo islamico fa si’ che quasi si prefersica una dittatura che ammazza solo altri islamici ad un futuro un po’ piu’ “democratico” dove pero’ ci sia la possibilita’ di cadere nel fondamentalismo islamico. Gia’ la possibilita’, contrabbandata in realta’ come cosa quasi sicura, fu paventata ai tempi della Libia: le ultime elezioni libiche mi pare abbiano dimostrato l’esatto contrario. E’ stato l’unico Paese arabo in cui gli islamisti hanno avuto pochi consensi. Forse e’ il caso di ricordare che l’Irak e’ stato invaso, devastato e depredato dagli USA e dalla Gran Bretagna, sulla base di prove false e di menzogne, con una guerra che e’ difficile non definire assolutamente illegittima, cui lo stesso Giovanni Paolo II si oppose fermamente. Forse e’ per questo, oltre che per la sciagurata gestione della guerra e del dopo guerra da parte dell’amministrazione Bush, che adesso si trova nel marasma piu’ completo…Che l’ipotesi di regimi islamici tipo Iran o Afghanistan si instaurino in Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sia inquietante (per essere eufemistici…) non c’e’ dubbio. Ma non riesco per questo a non sperare che il regime di Assad finisca il piu’ presto possibile e che cessino soprattutto le stragi.

    • Reginaldus scrive:

      dove c’è più libertà: in un regime che consente anche di essere cristiani o in un regime che pur di essere un po’ più ‘democratico’ non tollera diversità al suo interno, né di fedi né di espressioni culturali ??? E quel ‘più democratico’ non fa per caso parte delle richieste americane??? E che meraviglia c’ è nel veder la russia opporsi agli americani???

      • Cherubino scrive:

        Un regime democratico non “tollera” nè le diversità nè i cristiani, elargendo patentini a tempo. Un governo democratico riconosce le diversità e i diritti umani come preesistenti, li valorizza e li tutela.

      • Cherubino scrive:

        Un regime democratico non “tollera” nè le diversità nè i cristiani, elargendo patentini a tempo. Un governo democratico riconosce le diversità e i diritti umani come preesistenti, li valorizza e li tutela.

        • Luciano67 scrive:

          @Reginaldus: scusi, ma non capisco il senso della sua domanda. Io condivido totalmente la risposta di Cherubino. Non vedo alcuna incoerenza tra i miei due interventi. Non mi piace alcuna dittatura. Ne’ islamica, ne’ atea, ne’ di alcun altro tipo. La Siria ora e’ governata da un regime che non si puo’ definire democratico, anche se “tollera” i cristiani. Anche nell’Irak di Saddam i cristiani se la passavano meglio di adesso, ma era comunque un regime feroce. Non mi piacerebbe per nulla avere regimi islamici nel Mediterraneo, ne’ fanatici islamisti (o fanatici di qualunque tipo) in Italia. Lei scrive: “in un regime che pur di essere un po’ più ‘democratico’ non tollera diversità al suo interno, né di fedi né di espressioni culturali”. Un regime come questo non ha assolutamente nulla di democratico, direi. E’ una dittatura e basta.

    • annarita scrive:

      Forse se la Russia ha paura di perdere le sue basi ci sono i suoi bei motivi che potrebbero essere che l’America sta piazzando le ue basi attorno alla Russia, utilizzando anche l’Europa, che in caso di conflitto si troverebbe in mezzo come il fesso del villaggio.
      Non sottovaluterei questi timori, che in fin dei conti potrebbero riguardare pure noi.
      Io credo che il mondo islamico interessi le grandi potenze solo per il petrolio, che poi ci sia il fondamentalismo islamico o no interessa poco, figurarsi a chi interessa se i cristiani vivono sereni o sono masacrati. Anzi gli islamici li stanno facendo entrare a casa nostra indisturbati e riveriti con i loro Burqua e le nostre agevolazioni. Gli islamici nolenti o volenti non sono pacifici, hanno un dio guerrafondaio e non esiste un islamico pacifico, finchè non stermina ogni infedele, sarà falsamente amichevole, finchè non in numero sufficiente per sgozzarci o piegarci al loro credo. Va giù Assad? Verrà su un nuovo dittatore, finchè non si convertono, avranno sempre la guerra come principio. Se poi ci mettiamo che l’America non fa altro che escogitare motivi per andare a rompere in giro per il mondo e a sperimentare le sue armi di distruzione di massa, siamo a posto.

  3. luciano27 scrive:

    c.v.d. le preghiere, sia pure ad altissimo livello, non hanno risultati. Speriamo ne escano dal viaggio in Libano,se non si limita a pregare od a opporsi fermamente od a fare duri moniti.

  4. luciano27 scrive:

    dal lato politico, perchè politica è, bisognerebbe sapere chi sono i ribelli,che pure loro non usano i guanti,e che scopo si prefiggono.ma questo non è luogo per queste considerazioni

  5. annarita scrive:

    ma scusa non si farebbe prima a fare una muraglia simil cinese e cacciar fuori tutti gli islamici, rispedirli al mittente e tanti saluti? nell’era dei telegiornali mi devo preoccupare di tutti, quando l’Italia va a rotoli e c’è il mio vicino di casa che muore di fame? Il progresso ci obbliga a gurdare ciò che accade lontano e a fregarcene di cosa accade in casa nostra, molto meglio quando la terra sembrava più grande e a malapena ci si picchiava con il fattore del terreno accanto. Ognuno a casa propria e tutti educati a chieder permesso quando si vuol andare a casa d’altri, invece tutti a dettar legge a casa altrui. I missionari vanno in pace e in umiltà, non con carri armati, la gente si cambia convertendola non bombardandola.

  6. bo.mario scrive:

    In Siria stanno succedendo cose già viste negli ultimi mesi. Un popolo che cerca di poter vivere una sua vita ed è costretto ad essere succube del potere. Quando questo succederà veramente, NEL CENTRO DI TUTTO, allora, forse, ci sarà un cambiamento nella loro vita. Essere succubi di visioni teocratiche non è il massimo e abbiamo visto che la vita umana è al servizio e se non lo è viene eliminata fisicamente, la vita umana? poco più di zero. Leggevo che devono essere convertiti, a cosa? se si parla del vivere civile in una democrazia ci stò. Quando la religione gestisce il potere la gente non conta, quella è secondaria. Cos’è la cristiana è stato un esempio positivo? Quando aveva il potere ha fatto quello che leggete in questi giorni. Ci siamo creati un problema interno grazie a politici disgraziati. Ora senza espellere tutti dobbiamo far capire che se vogliono stare sul ns territorio devono giurare sulla ns costituzione che è laica. Chi non accetta deve essere rispedito a casa. La gaffe di Marchetto è stata una dei tanti errori di gente che non capisce e se non capisce è giusto metterlo in una parrocchia di montagna con dieci fedeli, non farà danni. Un saluto.

    • john coltrane scrive:

      Sono d’accordo, Comandante: chi viene accolto, mentre si rispetta la sua religiosità, deve contemporaneamente (ovviamente) rispettare quella degli altri, come laicamente sancisce la nostra bellissima Costituzione, scritta da grandi personaggi laici e cattolici.
      Vi saluto.

  7. Paolo scrive:

    Penso che questi cosidetti ribelli, Sono tutti estremisti Islamici.

    In Libia stanno prendendo il potere, anche in Tunisia ed in Egiito siamo sulla stessa strada. Se Assad non li sconfigge, Sara’ un problema per tutto l’ occidente.
    Ma i governanti occidentali, se ne fregano. PENSANO SOLO A PROFITTI PERSONALI PER RIEMPIRSI LE TASCHE
    Ma come dice @ANNARITA “Gli islamici nolenti o volenti non sono pacifici,” ed è propio vero. IN FUTURO NE VEDREMO DELLE BELLE….!

  8. Antulio scrive:

    Speriamo che Assad faccia quanto prima la fine di Gheddafi.

  9. Antulio scrive:

    Speriamo che Assad faccia quanto prima la fine di Gheddafi.

  10. Assad prima o poi finirà come Gheddafi, e un proconsole del Qatar o degli Emirati si installerà al suo posto. Come in Libia, dove adesso comanda Al-Kib “l’americano”, l’uomo del Petroleum Institute degli Emirati Arabi Uniti.
    Noi occidentali siamo fatti così. I dittatori laici che tengono a bada il fondamentalismo non ci piacciono. Ci piace la finta democrazia esportata dalle monarchie assolute islamiche della penisola arabica.
    “Ma perché gli occidentali devono credere a ogni balla che gli viene raccontata?”
    Speriamo che i giornalisti onesti si sveglino.
    Se tutto ciò che filtra dalla Siria sono le chiacchiere dei ribelli e le foto della Reuters, un giornalista onesto dovrebbe limitarsi a dire “Siria: disponiamo solo di voci non controllabili”. E meglio dire così, visto che un “ribelle siriano” e un “contractor” assoldato dall’occidente non sono facilmente distinguibili.
    Grazie, Tornielli!

    • annarita scrive:

      Giornalisti onesti? non erano estinti tutti sul nascere?
      Ci fanno bere di tutto, persino che è bene stare dentro l’euro zona, schiavi della Banca centrale e degli amici miliardari di Monti, che vedono nell’Italia eurozonata un eccellente negozio che si svende tutto il suo patrimonio a prezzi di supersaldo. Giornalisti onesti, estinti tutti, se ci fosse Guarreschi, ma è morto purtroppo.

  11. lorenzo scrive:

    E una bella questione:preferire una dittatura “moderna” ma laica come quella di assad che consente alle varie etnie e religioni di convivere pacificamente oppure il rischio che si possa insediare un regime fondamentalista?non lo so,francamente ma nella seconda ipotesi sappiamo benissimo che questi tipi di regimi sono quanto piu di intollerante e minaccioso nei confronti delle altre religioni e della pace.
    Penso che in definitiva una dittatura a volte anche se poco gradita possa servire a tenere questi popoli,composti da molte religioni ed etnie a coabitare pacificamente come appunto era in siria prima della guerra civile.
    vedremo.

    • Antulio scrive:

      Il punto è, Lorenzo,
      che tutte le religioni sono intolleranti: or non è molto che la cattolica si è data una calmata.
      L’ideale sarebbe un mondo senza religioni.

      • Sal scrive:

        Meno male anche Antulio ha realizzato che le religioni dividono e i dittatori massacrano. Hai visto Videla ? Bravo e perfetto osservante, ubbidiente ha seguito i condigli della conferenza episcopale argentina sul modo di sopprimere i depasaprecidos. Chissà se anche in Siria hanno suggerito la libertà di culto ma lui (Assad) non essendo cattolico magari non ha eseguito.

        • Antulio scrive:

          Caro Sal,
          lei si ferma sempre alla critica della religione cattolica … via, abbia più coraggio! Continui anche con le altre, che sono stinchi di santo!
          Altrimenti si potrebbe pensare che voglia fare delle parzialità!

          • Antulio scrive:

            Errata corrige: “… che NON sono stinchi di santo”.

          • Luciano67 scrive:

            Che nei Paesi musulmani ci sia molta (ma molta) meno liberta’ di quanta ce ne sia da noi (almeno, secondo i nostri standard) non c’e’ dubbio. Tanto per fare un esempio di cui adesso si parla molto, in quale Paese isamico si potrebbe discutere liberamente di coppie omosessuali? Quello che non capisco e’ perche’ molti pensino che nei Paesi islamici ci possa essere solo o una dittatura non ispirata ai principi della legge islamica, dove c’e’ la liberta’ religiosa ma comunque feroce, repressiva e criminale (Assad, Gheddafi, Saddam…) o un regime islamico altrettanto feroce. L’idea che tutti gli islamici siano violenti per natura e’ davvero priva di senso. A me pare che lo Stato della Chiesa non fosse poi molto meglio di molti dei Paesi arabi che adesso ci disgustano tanto. Infatti, nel XIX e XX secolo molti hanno ritenuto che la Chiesa Cattolica fosse incompatibile con la democrazia e la liberta’ (del resto, gli stessi papi fino a Pio IX, almeno, sostenevano che la liberta’ fosse un male e un errore…), cioe’ dicevano della Chiesa Cattolica esattamente cio’ che ora i cattolici dicono degli islamici. Allora ha ragione chi dice che tutte le religioni sono intolleranti e violente. Anche i cattolici pero’ dovrebbero avere un po’ piu’ di coraggio e non dimenticare e anzi denunciare le porcherie compiute o appoggiate dalla Chiesa Cattolica fino a non molto tempo fa, invece di guardare sempre e solo le porcherie degli altri. Altrimenti anche questa e’ parzialita’.

          • Antulio scrive:

            Temo, Luciano,
            mi permetta, che lei sia disattento: le critiche alla chiesa, ed anche feroci, giungono non solo dai laici, che sarebbe il minimo, ma anche da molti gruppi che si considerano cattolici a tutti gli effetti e tali voglio rimanere (Noi siamo chiesa, in primis).
            Ma ormai anche alti prelati mugugnano.
            Dunque le critiche ci sono e come, ed anche vaste. Certo non ci possiamo aspettare che la gerarchia sia tutta d’accordo. Cosa ben comprensibile.
            Ciò che invece manca del tutto è la critica delle altre religioni: il barbarico Islam in primis. Che a mio modesto pare, ma non solo, dovrebbe essere cancellato a forza dalla faccia della terra,
            perchè quando, oggi, da noi, dei genitori criminal-religiosi uccidono la figlia perché troppo occidentale, non si può avere nessuna pietà.
            Dicono esista un Islam moderato: se c’è, quando serve, batta un colpo.
            Sorvolo sulle altre, tipo TdG., per il momento.

          • Luciano67 scrive:

            Ha ragione, mi sono accorto subito di avere commesso un errore grave quanto sciocco: ho scritto “i cattolici”, quando avrei dovuto scrivere “alcuni/certi/una parte dei cattolici”. Peraltro, questo e’ l’errore compiuto da molti non credenti, che sparano a zero su tutta la Chiesa dicendo sciocchezze a vanvera. Pero’, a me pare che in fondo lo stesso errore venga compiuto quando si parla di islam. Certi comportamenti (che definire criminali e’ poco) vengono enfatizzati e assunti come standard dell’intero mondo islamico. Faccio molta fatica a credere che tutti gli islamici che vivono negli USA o nei Paesi europei siano cosi’. Le ricordo che fino a non molti anni fa nella cattolicissima Italia il delitto d’onore (marito che ammazzava moglie e di lei amante) era perfettamente tollerato. E non si dimentichi che fino agli anni ’70 del XX secolo, almeno, in molte regioni d’Italia una ragazza nubile non poteva permettersi di frequentare liberamente suoi coetanei del sesso opposto senza rischiare di fare una brutta fine. E che molti pensavano che baciarsi in pubblico fosse una cosa scandalosa e immorale. E potrei fare infiniti altri esempi. Mi spiace, ma nel leggere che bisognerebbe cancellare a forza dalla faccia della Terra un’intera religone sulla base del comportamento criminale di alcuni suoi membri, che peraltro non e’ nemmeno dovuto alla religione, ma piuttosto alla tradizione “culturale” di certi popoli (che e’ stata condannata da molti esponenti islamici), non posso fare a meno di provare un moto d’orrore. Cento anni fa si sarebbe potuto parlare allo stesso modo dei cattolici e infatti ci fu chi volle estiprare a forza la religione cristiana dal mondo, con i risultati che sappiamo. In fondo, anche lei scrive “gli islamici” invece di “alcuni islamici”. Purtroppo, questi “alcuni” sono tanti. Ma e’ solo facendo loro capire quale barbarie ci sia dietro questi loro comportamenti che possiamo estriprarli. Se si lasciasse campo libero alla violenza da entrambe le parti, non ci sarebbe piu’ alcuna speranza. Occhio per occhio rende il modo cieco.

  12. Cherubino scrive:

    riporto da Asianews il messaggio integrale di mons. Gregorio III Laham, diffuso in questi giorni:

    Ai nostri fratelli vescovi, membri del nostro Santo sinodo in Medio oriente e a tutto il mondo!
    Ai nostri figli e figlie: sacerdoti, monaci, suore e ai fedeli greco cattolici!

    Possa “la pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza, custodire i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”. (Filippesi 4: 7)

    Cari fratelli e sorelle!

    Ancora una volta, cristiani e musulmani stanno digiunando e pregando negli stessi giorni. Questo è uno dei più bei gesti e segni del loro vivere insieme in solidarietà.

    I musulmani hanno iniziato il digiuno del mese del Ramadan (dal 20 luglio al 18 agosto.) In questi giorni, i cristiani iniziano il digiuno della Dormizione della Madre di Dio, che durerà dal 1° fino al 15 agosto. Questo digiuno è un digiuno estivo. Il primo è quello autunnale che precede il Natale e dura 40 giorni. Ad esso segue il digiuno quaresimale o invernale (che dura dai 40 ai 50 giorni) e precede la grande festa della Resurrezione, in seguito vi è quello primaverile o detto anche degli Apostoli che si tiene nel mese di giugno per 25 giorni.

    Il digiuno o periodo di astinenza della Vergine è molto popolare e amato dalle famiglie cristiane. Durante questi 15 giorni si celebra la consolazione o l’invocazione chiamata in greco paraklesis. Si tratta di una pratica religiosa molto popolare che riempie i nostri cuori di speranza, consolazione e gioia. Si celebra per varie intenzioni, soprattutto per i malati, i feriti, i viaggiatori, le persone in lutto, gli orfani, i profughi, gli esiliati, i defunti …

    Invitiamo i nostri fedeli, specialmente nella nostra eparchia patriarcale a Damasco, a partecipare a questi servizi, con il digiuno, la preghiera e il pentimento.

    Le funzioni si terranno contemporaneamente nelle chiese, nelle moschee. Musulmani e cristiani parteciperanno ai momenti di digiuno e preghiera, e nei luoghi di culto e nelle proprie abitazioni. Che bella armonia di fede!

    Insieme pregheremo soprattutto per la salvezza di tutti i siriani e per la fine delle violenze che seminano paura in quartieri un tempo tranquilli e hanno causato lo sfollamento e la fuga di migliaia di persone costretti a lasciare le loro case e proprietà! Durante questo periodo, preghiamo anche per il ritorno della carità, amicizia, fratellanza e compassione tra tutti i cittadini. I siriani sono ancora capaci di amare e di perdonarsi a vicenda, di riconciliarsi e di avere tolleranza. Insieme si potrà ricostruire un Paese rinnovato, libero, sicuro e armonioso in cui i cittadini avranno libertà, dignità, lavoro ed educazione a prescindere dal gruppo, partito e religione essi appartengano. Insieme possiamo ricostruire ciò che è stato distrutto lavorare per lo sviluppo, la prosperità e un futuro migliore per tutta la popolazione.

    Insieme preghiamo: “O Signore, salva il tuo popolo e benedici la tua eredità. Concedi la pace al tuo mondo! Concedi la pace in Siria! Attraverso la Croce, preserva il tuo popolo! ”

    Chiediamo a tutti di aggiungere durante le funzioni preghiere per la pace e la riconciliazione.

    A tutti, auguro un santo digiuno!
    Con il mio affetto!
    Uniti nella preghiera!

    Gregorio III
    Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente,
    Di Alessandria e Gerusalemme

  13. vincenzo da torino scrive:

    @Luciano67. Esatto rilevare che la stessa chiesa fu contraria per la maggior parte alla democrazia fino a Pio IX. Va però ricordato anche la situazione politica ed ideologica del tempo. Pio IX era inizialmente un papa molto aperto. Volle una costituzione ed un primo ministro. Glielo uccisero e si impiantò la repubblica. Comprensibile quindi che dovesse fare marcia indietro. Consideri che l’illumismo in prevalenza antireligiso e anticattolico a cominciare da Voltaire iniziò una battaglia per il potere sia politico come culturale in modo molto violento che spaventò molto la chiesa che temette seriamente di perdere l’adesione alla sua dottrina dei fedeli. E’ sufficiente ricordare la violenza e la vergogna delle confische dei beni della chiesa per rendersi conto. Erano per togliere potere alla chiesa e arricchirsi da parte di pochi che in breve si trovarono proprietari di immensi beni comperati al prezzo delle patate! Vi è un bel libetto che tratta scrupolosamente e con competenza di questo. Stranamente dimenticato!L’esperto d’arte Federico Zeri afferma che il patrimonio artistico religioso che venne distrutto è stato immenso! Frati che vagavano senza casa e lavoro furono centinaia. – Il problema della democrazia nell’Islam è molto più complicato. L’Islam religioso è strettamente legato alla politica. Difficile pertanto pensare alla democrazia per tanti con ispirazione islamica. Si va a tentativi. Se l’islam perde la massa rischia di scomparire. Per questo ovunque vanno gli islamici tentano non di integrarsi, ma di fare comunità a se perpetue. Gli italiani, ad esempio, in Usa o altrove fanno comunità di italiani in suolo straniero, ma si integrano per usi e costumi con la popolazione locale. Non così per l’islamico come ben si vede a Londra, dove la maggioranza di essi, pur con toni e motivazioni diverse, appoggia il terrorismo, come ha rilevato un sondaggio che molto fa riflettere. A Londra vi son addirittura alcuni tribunali islamici!
    Se è bene trovare una convivenza anche con gli islamici, non pensiamo che sia cosa facile, poichè un bel numero di essi vogliono islamizzare l’Europa e metterci la loro legge (sharia!) per tutti, quando si troveranno maggioranza come sperano per i tanti figli, fatto che credo non si avverrà mai.
    Disponibili al dialgo e alla convivenza sì, ma con gli occhi ben aperti!.

    • Luciano67 scrive:

      D’accordissimo con lei, sig. Vincenzo. Altro che occhi aperti, spalancati. Non vorrei che si pensasse che sono tra coloro che sparando a zero contro la Chiesa non vedono che c’e’ molto di peggio. Pero’ dire che bisogna spazzare via l’islam mi sembra eccessivo. Non posso non notare che, in fondo, e’ la stessa cosa che diceva proprio chi confiscava i beni alla Chiesa o chi voleva un ateismo di Stato, riferendosi pero’ alla Chiesa. Certamente le differenze tra il contesto storico del XIX secolo e quello attuale sono immense, ma in fondo nello Stato della Chiesa il cattolicesimo era religione di Stato gia’ nel nome stesso dello Stato. Adesso, ovviamente, non e’ piu’ cosi’. Cio’ che successe alla e nella Chiesa Cattolica dimostra che se prevalesse un comportamento anti-islamico e gli Stati europei si comportassero come fecero gli anti-clericali che sequestrarono i beni della Chiesa e soppressero gli ordini religiosi, rischierebbero di ingenerare anche negli islamici che non si richiamano alla sharia una sorta di risposta “alla Pio IX”, che da aperto e “modernista” (mi si passi il termine un po’ improprio) divenne reazionario, incrementando il numero degli “estremisti”, con conseguenze catastrofiche. Non si puo’ e non si deve assolutamente cedere sui principi di liberta’ individuale che ci sono da noi, questo e’ chiaro. Ma non credo si possa nemmeno trattare a priori tutti gli islamici come se fossero terroristi assetati di sangue di infedeli. A me sembra che la Chiesa Cattolica abbia una posizione condivisibile e sensata. Non sono molto d’accordo pero’ con la sua analisi dell’integrazione dei mussulmani. Noi li vediamo meno integrati proprio perche’ hanno una religione diversa e stili di vita diversi. Cioe’ perche’ sono molto piu’ “diversi” da noi di quanto non fossero italiani e irlandesi rispetto ai WASP. I quali WASP, pero’, attenzione, dicevano degli italiani le stesse, identiche cose che qualcuno sostiene degli islamici: all’inizio del ’900 negli USA si diceva che si doveva limitare l’immigrazione di gruppi come gli italiani, perche’ non si integrano, rimangono tra loro e fanno un sacco di figli che un giorno prenderanno il potere imponendo le loro leggi barbare. Noti: e’ esattamente lo stesso ragionamento che viene utilizzato ora con gli islamici. Ci fu anche chi disse che si doveva limitare l’immigrazione ebraica negli USA negli anni ’30 del XX secolo, per lo stesso motivo, con le conseguenze che si possono immaginare. Non cadiamo, ancora una volta, nello stesso errore. Anche se continuo a essere contrarissimo ai tribunali islamici e spero non solo che una roba simile non veda mai la luce in Italia, ma che ci si fermi molto prima.

  14. Antulio scrive:

    Le religioni tutte hanno sempre portato all’uomo grandi dolori ed Ebrei ed Islamici continuano tutt’ora imperterriti.
    I laici, del resto, sono ancora troppo deboli per far sentire con forza la loro voce. Si dovrà soffrire ancora, purtroppo!

  15. annarita scrive:

    I laici chi sarebbero? Anch’io sono laica, ma credente, cioè non sono nè sacerdote, nè suora, sono laica, ma credente. Laico significa ateo? Da quando?
    E poi siamo sicuri che l’uomo ateo sia non portatore di violenza? No perchè l’aborto mi pare sia voluto dagli atei, almeno in maggioranza, poi c’è qualche strano cattolico modernista che definisce buona la legge 194, ma questa è un’altra triste storia.

    • Antulio scrive:

      Assolutamente no, Annarita:
      laico non si significa ateo. Laico è colui che gli interessi dello Stato e non della chiesa.
      Il “laico” che si professa tale, ma che in realtà è succube della chiesa, come molti ce ne sono fra i politici, è solo un furbacchione che fa il doppiogioco. Gli dovrebbe essere impedito.
      Come si dice: non si possono servire due padroni.

      • Antulio scrive:

        Perbacco, Annarita,
        dimenticavo la conclusione: se lei fa gli interessi della chiesa è una clericale, se fa gli interessi dello Stato è laica. Veda lei.

        • stefano scrive:

          … eh no, è una statale!

        • annarita scrive:

          Se io faccio i miei interessi seguo i 10 comandamenti e la dottrina della Chiesa, lo Stato deve servire non essere servito, altrimenti è una dittatura. Il I comanamento cosa dice? Non avrai altro Stato di mer o non avrai altro Dio di me? Il fine ultimo dell’uomo, caro Antulio, non è servire lo Stato, ma conoscere, amare e servire Dio, per poi goderlo, lo Stato è qui appunto per aiutare me e lei a conoscere, amare e servire Dio, leggiferando giustamente. Io caro Antulio, non faccio gli interessi della Chiesa, ma i miei e la Chiesa è li giusto per mio interesse, per darmi ciò di cui ho bisogno. Lei ha una visione troppo servilistica dell’uomo, si tiri un po’ su e acquisisca un po’ di sano egoismo, pensi a salvarsi l’anima. Lei mi pare non essere laico, ma schiavo.

      • annarita scrive:

        Allora Monti non è laico, che cos’è? No perchè non fa gli interessi dello Stato, ma delle Banche.
        Come se poi un cattolico non facesse gli interessi dello Stato.
        Certo che non si possono servire due padroni, ma visto che il Padrone è uno solo a cui persino lo Stato deve ossequio (Dio per intenderci), non ci dovrebbe essere problema. Il problema sorge quando si perde di vista il fine della vita, allora si pensa che lo Stato possa avere leggi contrarie a quelle divine e tutto va a rotoli. O pensa di vivere in una società perfetta? Si guardi attorno, da quando Dio è stato messo da parte non mi pare che gli uomini ne abbiano giovato, siamo schiavi degli interessi delle Banche, l’uomo visto come produttore di ricchezze, come compratore di cose efimere, come bestia da soma o da sperimentazione.

    • lauraromana scrive:

      @annarita
      Laico, che vuol dire?
      Laikòs è aggettivo greco derivante dal sostantivo Laòs che vuol dire “popolo” ma ha un senso piuttosto dispregiativo come il latino plebs; laikòs significa dunque nel suo significato originario”popolano, appartenente al popolo”.
      Questo termine però viene nobilitato acquisendo un significato e un valore più alto nella prima lettera di San Pietro.Leggiamo insieme questo splendido passo.”"Ma voi siete la stirpe eletta,il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Colui che vi ha chamato dalle tenebre alla incomparabile sua luce;voi, che un tempo eravate NON-POPOLO( ou laòs), ora invece siete il POPOLO DI DIO( laòs tou Theou); voi un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia”(1S.Pietro2,9-10).
      Da questo passo di S. Pietro i seguaci di Cristo furono detti Laikòi, laici,ossia”appartenenti al popolo di Dio, prima ancora che in Asia Minore venisse coniato il termine di “cristiani”; dunque, laico vuol dire “appartenente al popolo di Dio” e designa inizialmente tutti i seguaci di Gesù; in seguito nell’insieme dei credenti si distinsero i “chiamati”, i sacerdoti con il termine di kleròs( in greco: sorte).
      Perciò, laico è termine di origine squisitamente cristiana che per secoli e fino a pochi decenni fa ha desiganto i credenti non ordinati alla vita religiosa;a un certo punto non si sa perchè è stato assunto a sinonimo di “ateo o non-credente se non anti-cristiano”; per quali ragioni questo sia avvenuto è cosa che andrebbe a mio avviso studiata da qualche psichiatra: ovvero se ciò sia avvenuto per una sorta di inconfessabile pudore del proprio ateismo, oppure per cancellare anche dal vocabolario la fastidiosa presenza dei credenti.
      ERGO:laico NON è chi si occupa delle cose dello stato disprezzando Dio. Per costoro che si sono impadroniti del termine laico, andrebbe meglio il termine di “Empi” ossia in latino in-pius, colui che non rispetta nulla come sacro.

      • Luciano67 scrive:

        Anche a me (che sono un non credente) da’ abbastanza fastidio questa confusione di termini. Sapevo che “laico” si contrappone a “consacrato”, anche se non conoscevo l’etimologia. Non ho mai capito per quale assurdo motivo adesso “laico” sia diventato sinonimo (spregiativo) di ateo (che spesso e’ usato anch’esso con intento spregiativo). Cio’ che e’ strano e’ che lo fa la stessa Chiesa. Persino il papa parla di “laicismo” quando dovrebbe piu’ correttamente (almeno credo) parlare di “ateismo”. Spero pero’ che lei non pensi che tutti i non credenti o gli atei siano necessariamente anche empi.

        • annarita scrive:

          Il laicismo non è sinonimo di laico, come il clericalismo non è sinonimo di cattolico. Il laicismo è una devianza come il clericalismo sono modi errati di pensare ed agire. Il clericalismo nasce come risposta al liberalismo, il laicismo nasce in contrapposizione alla retta ragione.

          • Luciano67 scrive:

            Magari e’ il liberalismo che e’ nato in risposta al clericalismo, no? Che laicismo non derivi da laico, mi pare difficile. E mi pare difficile anche che il laicismo sia in contrapposione alla ragione, visto che e’ i laicisti vengono sempre definiti come razionalisti….

      • annarita scrive:

        Lauraromana, la ringrazio per l’accurata precisazione, spero non creda che io pensi che laico significhi ateo, sono altri che lo pensano, ignorantemente? maliziosamente, con fini secondi? chissà. Grazie ancora per l’apporto, spero che ora Antulio abbia compreso meglio il significato di laico, che aveva trasformato a suo piacimento, in servitore dello Stato, ovvero schiavo del potere.

        • Luciano67 scrive:

          Mi permetto di far notare, come ho gia’ scritto sopra, che persino la Chiesa fa confusione fra i due termini, mi pare…”laicismo” viene usato sempre al posto di “ateismo”. “laico” e’ diventato sinonimo di “ateo”, anche per i credenti.

          • annarita scrive:

            laicismo non è sinonimo di laico, come clericalismo non è sinonimo di cattolico, sono devianze dovute a scorretto uso della ragione. Sono eccessi nati per contrastare un fenomeno. Ad esempio il clericalismo nasce in contrasto al liberalismo ad esempio clericali si possono definire Cherubino o Simon, il laicismo nasce dal liberalismo che alla fine sfocia nell’ateismo. Per laicisti non si intende laici, ma appunto la categoria di persone che rifiuta la fede e la combatte, perchè non possa avere spazio nella società. E’ una devianza, uso errato della ragione, commisto a estremo orgoglio e odio verso chi crede. Il laico non è laicista, perchè laica sono pure io, il laicista può essere laico, o anche consacrato, perchè spesso i sacerdoti modernisti sono pure laicisti.

        • lauraromana scrive:

          @annarita
          no, non lo credo affato, ho voluto solo spiegarLe qual’è la storia di questo termine e il suo vero significato.
          Indubbiamente la chiesa non fa confusione; essendo tutti gli”ismi” deprecabili, per laicismo si intende ormai l’atteggiamento ideologizzato dei relativisti che hanno in odio la Chiesa e ritengono, erroneamente, che laico sia l’opposto e contrario di religioso.
          Saluti cari
          LM

  16. annarita scrive:

    Ma poi Antulio cosa intende lei per Stato? una sovrastruttura che vive per se sulle spalle dei cittadini, o appunto l’insieme dei cittadini, cioè una socità organizzata su un determinato territorio?

  17. mauro scrive:

    Cara annarita,

    lei scrive:
    “Per laicisti non si intende laici, ma appunto la categoria di persone che rifiuta la fede e la combatte, perchè non possa avere spazio nella società.”
    Deve aver letto male il Vangelo, Gesu’ tenne divisi il potere dell’uomo (Cesare) da quello di Dio, ovvero ognuno di essi non interferiva con l’altro, e laicista fu Gesu’ stesso.
    Lei stessa dovrebbe esserlo, se segue quanto Gesu’ diceva, ma è evidente che non lo faccia, credendo alla Chiesa Cattolica che le fa credere che i due poteri siano uniti.

    • stefano scrive:

      Hai mai letto “non avresti nessun potere se non ti fosse dato dall’alto”? Quando Gesù comanda di dare a Cesare quel che è di Cesare, è sempre lui che lo dice. O no? Perciò obbedendo a Cesare si obbedisce a Dio. Come possono allora i due poteri essere indipendenti? Se Cesare si crede indipendente, e di poter imporre ai sudditi la sua legge contraria a Dio, ne risponderà direttamente a Lui. Infatti, nel disegno di Dio, sia il potere temporale che quello spirituale sono orientati alla venuta del Regno.