Un nuovo primate per il Belgio, il vescovo Léonard

A giorni ormai dovrebbe essere pubblicata l’importante nomina del nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles e primate del Belgio, successore del cardinale Godfried Danneels. La scelta del Papa sarebbe caduta, salvo sorprese dell’ultima ora, sull’attuale vescovo di Namur, André Mutien Léonard, che guida quella diocesi da 1991.  E’ considerato il vescovo più tradizionale della Chiesa del Belgio. La rivista progressista francese “Golias”, nel luglio 2007,  ne faceva un ritratto dicendosi già allora preoccupata che potesse essere lui il successore di Danneels e ricordando come egli abbia accolto con entusiasmo il motu proprio di Benedetto XVI che liberalizzava l’antico messale, abbia difeso pubblicamente Pio XII dalle accuse di essere stato insensibile al dramma degli ebrei, sia intervenuto più volte sui valori “non negoziabili” difendendo la morale naturale. Léonard ha 69 anni.
Aggiornamento: oggi, lunedì 18 gennaio, la Santa Sede ha annunciato la nomina del vescovo Léonard quale nuovo arcivescvo di Malines-Bruxelles e primate del Belgio.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

91 risposte a Un nuovo primate per il Belgio, il vescovo Léonard

  1. Lotharius scrive:

    Speriamo sia l’uomo giusto per il Belgio dove il cattolicesimo (ormai protestantizzato) è in fase di decozione.

  2. Federico scrive:

    Purtroppo però rimarrà in quel posto solo per 6 anni…

  3. Ospite scrive:

    Sono proprio nomine come questa che ci offrono la tangibile percezione dell’effettivo operare dello Spirito Santo nella sola Chiesa di Cristo!

  4. Sal scrive:

    Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa.

    “Può un Cusita cambiare la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Solo allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene.«Io li disperderò, come stoppia portata via dal vento del deserto. Questa è la tua sorte, la parte che io ti misuro», dice il SIGNORE,«perché tu mi hai dimenticato e hai riposto la tua fiducia nella menzogna. Io pure solleverò la tua veste sul tuo viso,
    così si vedrà la tua vergogna. (Geremia 13.23-26 – Nuova Riveduta )

    Per sollevare la veste sul viso, deve necessariamente avere la sottana. Con i pantaloni non avviene.

  5. Lotharius scrive:

    Ma un testimone di geova che ne sa di Vescovi e di cattolicesimo?

  6. Francesco Rada scrive:

    A Sal non val la pena di rispondere.
    Speriamo che la sua anticipazione, dott. Tornielli,venga confermata. Se così fosse ringraziamo il nostro Santo Padre che, guidato dallo Spirito Santo come correttamente ha scritto Ospite, ha continuato il lento cammino verso
    la riscoperta della Fede nella Tradizione.
    Francesco

  7. Gregory scrive:

    Probably, the end of the church in Belgium

  8. Tradizionalista scrive:

    Sia lodato Gesù Cristo!

  9. maioba scrive:

    ma com’è? ci si lamenta a intermittenza? a volte lo Spirito funziona, altre volte no?
    a volte il papa la fa giusta, a volte no?
    spiegatemi un po’ voi che plaudite la nomina di mons. Léonard…

  10. Andrea scrive:

    Speiamo sia vero. In sei di cose se ne possono fare e poi magari da qui a sei anni verrà modificata la norma delle dimissioni a 75 anni

  11. Francesco73 scrive:

    Mi sa che Leonard fu accolto con difficoltà a Namur, per proteste e agitazioni di settori che non gradivano le imposizioni di Roma.
    Speriamo che ora possa fare bene, c’è bisogno di una ri-animazione anche un pò movimentistica della comunità cristiana dei belgi, non di commissari prefettizi.
    Davvero in bocca al lupo, che il suo cuore parli al cuore del popolo affidatogli.

  12. Dominique scrive:

    Nooooooooo

  13. Sal scrive:

    @ Francesco Rada
    non mi risponda se crede, è sua falcoltà. Lo spunto per scriverle me lo ha fornito lei con la sua battuta molto ingenua e perdoni se lo dico :” la riscoperta della fede nella tradizione”.

    Se lei auspica una “riscoperta” significa che “gran parte, alcuni, qualche” fedele/i hanno abbandonato quella tradizione. La questione si riduce a: se sono pochi, il problema è limitato se non inesistente, se sono molti ci si dovrebbe interrogare come mai e scoprire le cause.
    Si potrebbe allora accusare la tradizione che essendo “obsoleta” viene trascurata, evitata, quindi quella tradizione dovrebbe aggiornarsi o sparire per far ritrovare un nuovo interesse.

    Noterà che i produttori di auto, ogni pochi anni propongono ai consumatori sempre nuovo modelli con nuovi accessori e funzioni solo per stimolare un rinnovato interesse all’acquisto. Ora è pur vero che l’auto rimane sempre la stessa, con 4 ruote e svolge la medesima funzione di trasportare persone, ma l’interesse si rinnova con nuovi accessori, colori e prestazioni.

    Allora anche la religione dovrebbe fare qualcosa di simile. Vero che serve solo a salvare le anime, ma lei capisce che anche se lo scopo rimane lo stesso e nessuno ancora lo ha dimostrato verace, continuerà a perderà aderenti sempre più annoiati per la mancanza di novità.

    Però, poiché la religione, l’unica e vera assoluta e infallibile affidata alla pietra non ha ricevuto l’incarico di salvate per forza tutti, infatti la scrittura dice “sia che odano o che se ne astengano “ (Ezechiele 2.5 anche Riv. 27 e seguenti) dovrebbe essere felice se i singoli esercitano il loro diritto di scelta; il che mi riporta a pensare che quando nel passato li obbligava sbagliava e potrebbe sbagliare anche ora rimanendo legata a una tradizione che non attrae più il grande pubblico né può più esercitare come in antichi tempi dati i vari dettami legai e costituzionali. Dovrebbe allora rinnovare la Tradizione ma cosa potrebbe proporre di nuovo e di diverso in sostituzione senza venire meno allo scopo ?

    Ma infine, perché preoccuparsi per chi non è interessato ? E’ sufficiente che la fede ce l’abbia lei e che gli altri siano stati informati dopodiché ciascuno nella sua indipendenza decide cosa vuole fare.

    Noto però che se anche il lento cammino ha fatto perdere per strada alcuni forse qualche altra ragione oltre alla tradizione dovrebbe essere esaminato.

    Cosa trova di strano in questo ragionamento ?

  14. Simon de Cyrène scrive:

    Sia Lodato Gesù Cristo!

    E lunga vita ed ogni benedizione al Santo Padre Benedetto XVI !

    In Pace

  15. Bruxellese scrive:

    Era il migliore candidato. Sono contento della sua nomina

  16. gice scrive:

    caro sal potresti avere ragione ,solo se la religione fosse una fiat o toyota ecc

  17. Pedro Rodriguez Ocampo scrive:

    Dios quiera que no le tiemble la mano al Papa, para poner Obispos tradicionales y tradicionalistas en las principales sedes del mundo y en las Presidencias de las Conferencias Episcopales: SON LOS MEJORES.

    Pedro Rodriguez Ocampo.
    Ppedro1@yahoo.com

  18. Tanguy Veys scrive:

    Léonard for primate !

  19. ADRIANO MEIS scrive:

    Caro Lotharius, se il cattolicesimo si protestantizzera’, non sarà meglio per il cattolicesimo, ma certamente sarà meglio per i belgi.

  20. Lorenzo scrive:

    Ma che sfortuna ! Certamente un vescovo cosi tradizionale non habbiamo bisogno in Belgio.

    La scelta del Papa e veramente un informazione cattivssima per la maggioranza dei catolici del paese.

  21. JP scrive:

    The end is really near…

  22. Dott. Philippe Schepens scrive:

    Mgr Léonard è certamente una buona scelta. Ma il solo problema è la sua età: sarà soltanto soltanto un primate di transizione, poiché dovrà presentare la sua dimissione tra cinque anni.

    Saluti da Belgio

  23. giuseppe scrive:

    Credo che questa notizia data in anticipo rischia di bloccare la nomina reale. Il Vaticano ( e Tornielli dovrebbe saperlo ) non ama queste anticipazioni. A questo punto mi chiedo se non é una mossa per impedire a Leonard di diventare arcivescovo di Bruxelles. E questa, per il Belgio, sarebbe una occasione perduta.Speriamo che a Roma non si lascino innervosire dalle anticipazioni. E se la scelta ricadrà su Leonard non si potrà che esserne contenti.

  24. cricri scrive:

    Une grande catastrophe pour l’Eglise en Belgique. Une belle “erreur de casting”.

  25. Giuliano scrive:

    SON LOS MEJORES, olè!

  26. Natan scrive:

    Caro Andrea,

    scusa se esco fuori tema, ma le affermazioni del rabbino Di Segni in merito al discorso da tenere in presenza di Ratzinger con “particolari ” riferimenti sull operato di Pio XII, mi sanno tanto di minacce verbali. Si vuol screditare davanti alla comunità mondiale la decisione di Benedetto XVi di aver firmato il decreto di venerabile del suo precedessore aprendo di fatto le porte ad una beatificazione.

    A QUESTO PUNTO….SAREBBE STATO IL CASO DI NON ANDARE ALLA SINAGOGA….A MENO CHE LA FRANGIA ESTREMISTA PROGRESSISTA con a capo il card. Kasper non abbia voluto ancora una volta lasciare il Papa solo e metterlo davanti al fatto compiuto.
    Come dire_ il processo a Gesù è sempre attuale e gli attori come 2000 anni fa sono sempre gli stessi.

  27. Lotharius scrive:

    Caro Meis, non sapendo le differenze per lei è facile parlare così…ma che gli hanno fatto di male i belgi per augurargli tale iattura?
    Sta a vedere che ora il male di tutto è il cattolicesimo…

  28. Sylvain Christiaens scrive:

    Si André Léonard, notre évêque de Namur, est effectivement nommé primat de Belgique, la paralysie pastorale que nous vivons dans le diocèse risque de s’étendre à tout le pays, c’est clair. Ce serait particulièrement dommageable pour les laïcs engagés dans l’Eglise. En attendant la nomination, faisons confiance à l’esprit saint.

  29. Didier scrive:

    Monsignor Leonard è odiato dai cattolici belgi. E ‘pretenzioso, affamato di potere, mancanza di rispetto dei cattolici vulnerabili (ad esempio, divorziato). La sua nomina causerà una scissione all’interno della Chiesa del Belgio. Viviamo lo stesso scenario “Croire” in Svizzera hanno respinto il loro nuovo vescovo? Leggere i messaggi sui forum dei giornali mi fa credere che sì.

    Mi scusi per la mia scarsa conoscenza della lingua italiana

  30. Albanus scrive:

    Attendons l’annonce officielle. Si c’est vrai, plutôt que de lancer des anathèmes et de gémir, prions pour le futur archevêque de Belgique et implorons l’Esprit-Saint pour lui et ses diocésains. C’est Jésus-Christ qui guide son Église ; faisons confiance au Seigneur. Et ne condamnons pas d’avance Mgr Léonard s’il est choisi : apportons-lui plutôt notre soutien respectueux et fraternel !

  31. Pingback: Belgio, una speranza: sarà Léonard il nuovo primate? | Introibo ad altare Dei

  32. Cameriere! Una spuma e un chinotto scrive:

    Se farà il contrario del Cardinal Danneels allora farà sicuramente bene!

  33. Simon de Cyrène scrive:

    L’Église Catholique en Belgique est aux soins intensifs: la nomination de Mg Léonard, si confirmée, serait une ultime tentative de redonner de l’oxygène à un corps ecclésial qui se gangrène et se nécrose nécrose depuis des décennies.

    Le diocèse de Namur, actuellement dirigé par Mgr Léonard est le seul qui montre encore des signes de vitalité manifeste et quantifiable comme le nombre élevé de séminaristes ou la volonté d’enseigner ce que l’Église enseigne et non pas suivre les modes sociétales particulièrement délétères de la société belge.

    Qu’une certaine nomenklatura “laicarde cléricalisante” n’y trouve pas sont compte, c’est bien possible: mais franchement, le Christ est venu pour apporter la Parole et diviser par Elle. La menace de “division” est risible, car le niveau d’apostasie en Belgique est tel que l’on peut affirmer, que si ce n’était pour Mgr Léonard et quelques rares autres, le lien entre l’Église belge et le Catholicisme ne serait que formel.

    Prions pour que cette “rumeur” se confirme.

    En Paix

  34. Garlyc scrive:

    Anche questi commenti mostrano come la polarizzazione tra i cattolici, specie in alcuni Paesi europei, sta pericolosamente avanzando. Sicuramente Internet mostra le cose in modo esasperato, come spesso accade, ma comunque l’impressione è preoccupante.

    Mi fa molta paura che un vescovo venga accolto da una parte dei cattolici con gemiti e spaventi, dall’altra con una gioia feroce di vittoria e rivalsa. Quando la situazione è a questi livelli è difficile dare tutta la “colpa” a qualcuno, è il clima generale di Chiesa che è degenerato e ricuperare è estremamente difficile.
    Che lo Spirito Santo illumini il nuovo primate del Belgio e gli doni saggezza per affrontare la propria missione, secondo la volontà di Cristo, per il bene della Chiesa e delle anime.

  35. paul scrive:

    Tout à fait d ‘accord avec Simon de Cyrene .
    et deuxièmement il a déjà fait preuve de vouloir rapprocher néerlandophones et francophones dans ce pays. Comme néerlandophone je suis ravi

  36. Lotharius scrive:

    @ Garlyc

    Mi perdoni Garlyc, io non capisco quale sia la difficoltà nell’ammettere che in Belgio, Francia, Svizzera, Austria, Olanda (grazie Schillebeckx) la situazione del cattolicesimo è TOTALMENTE allo sbando.
    Sono 2 le cose: o ci sono 2 tipi di cattolicesimo (e non conosco quale sia l’altro) oppure c’è della partigianeria di fondo.
    Senza polemica.

  37. Alexandre Duchateau scrive:

    Le choix de Monseigneur Léonard est probablement le plus judicieux pour l’heure actuelle. Évêque francophone, il assurera la transition après le long règne ultra-progressiste de Mgr Daneels. Espérons qu’il pourra insuffler à l’ensemble du territoire le dynamisme mis en place à Namur (le diocèse de Namur possède à lui seul plus de séminaristes que le total de tous les autres séminaires de Belgique !)

  38. anniballo scrive:

    Bene scrive Garlyc : “Mi fa molta paura che un vescovo venga accolto da una parte dei cattolici con gemiti e spaventi, dall’altra con una gioia feroce di vittoria e rivalsa. Quando la situazione è a questi livelli è difficile dare tutta la “colpa” a qualcuno, è il clima generale di Chiesa che è degenerato”.
    “Gioia feroce e rivalsa” –ed anche peggio!– hanno sempre dominato gli animi, anche all’interno delle religioni. Ed il fato che le religioni siano campi di battaglia (sia al loro interno, sia verso le altre religioni) ben dimostra che la natura umana è inalterabilmente incline alle guerre, e che la fede religiosa non solo non la modifica, ma si fa veicolo di lotte e serva della tendenza biologica al predominio sugli altri.
    Concludendo, con Garlyc….il bene della chiesa, non lo so; ma le anime, certamente non troveranno il loro bene da nessuna parte, men che meno sotto l’illusione delle fedi.

  39. Garlyc scrive:

    Lotharius, io temo che ci sia della partigianeria da entrambe le parti. Che si sia veramente ridotti al punto di essere “di Apollo, di Cefa, di Paolo”… ognuno convinto di essere l’unico a essere veramente “di Cristo”: e invece non è così.
    Questo è un male molto grande. Bisognerebbe lavorare per ricomporre, non per “vincere”. Mi sembra che molti – anche qui – non lo facciano.

  40. Garlyc scrive:

    @anniballo, che dire? Mi sembra che sentimenti come quelli che ho descritto siano sempre presenti nelle vicende umane, c’entrino o meno le religioni. Sono aspetti che fanno gridare, con Nietzsche, “umano, troppo umano!”… eppure il Divino c’è, e Cristo opera nella Sua Chiesa nonostante (e spesso anche mediante) i difetti degli uomini. Spiace che tu non abbia avuto l’occasione di coglierlo.

  41. Mazzarino scrive:

    Già chi teme la nomina parla di “Primate di transizione”.
    E’ si! Di transizione dal protestantesimo al cattolicesimo.

  42. Garlyc scrive:

    ‘mazza, Rino, come sei arguto…

  43. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Garlyc,

    mi sa che la Sua analisi sia un po’ corta, purtroppo.

    Quarant’anni e più di non-applicazione del S.S. Concilio Vaticano II e delle direttive romane, quarant’anni di oblio della dottrina cattolica hanno dato un risultato storico tangibile, sperimentale, fattuale: una chiesa belga (svizzera, francese, tedesca, austriaca) morente.

    A contrario, dove ci sono vescovi che agiscono da testimoni (in greco, martiri) del Magistero autentico, senza si e senza ma, allora quelle diocesi rinverdiscono e rifioriscono.

    Il discorso qui non è di parte, perchè non siamo più nel campo delle opinioni, ormai, dopo quasi cinquant’anni, siamo in quello dei fatti constatabili, una prova del nove.

    Da una parte c’è una Chiesa formalmente solo legata a Roma, sclerotizzata in strutture amministrative, non più insegnante, totalmente allineata alla mentalità del “mondo”, e completamente “secca”, sclerotica e morente.

    Dall’altra parte abbiamo aree verdeggianti, come oasi, lî dove i vescovi sono fedeli al Magistero Petrino, si ingaggiano, non temono il rispetto umano, applicano il S.S. Concilio Vaticano II e le direttive con spirito di obbedienza e del meglio che possono.

    Siamo aldilà delle opinioni o dei partiti presi: un Mgr Leéonard può solo essere un buon pastore, visto quel che ha già fatto a Namur.

    Ancora una volta, speriamo davvero che ci sia presto conferma ufficiale di questa nomina: ne va della vita soprannaturale di centinaia di migliaia di belgi, oggi ancora persi nelle ideologie fumose distribuite da decenni di pastorale smidollata.

    In Pace

  44. Garlyc scrive:

    Caro Simon,
    il livello dei tuoi interventi è tale che riconosco con gioia che tu non sei uno di quelli che lavorano per far “trionfare” una parte, ma per “ricondurre tutto ad uno”, nel Signore.
    Del resto, tu stesso dici subito che i problemi della Chiesa belga non sono dovuti al Concilio o alla sua applicazione, ma alla sua “non-applicazione” (e, insieme, alla non-applicazione del Magistero e delle direttive successive).
    Troppi, almeno qui, dicono esattamente il contrario, e che cioè è stato il Concilio ad essere la rovina della Chiesa: ciò che non posso in alcun modo accettare. Anche perché questo tipo di lettura rappresenta proprio una versione di (antitetica a quella iper-progressista, ma in sostanza convergente seppur dal lato opposto!) di quell’”ermeneutica della rottura e della discontinuità” a cui il Papa oppone saggiamente, come ben sai, un’”ermeneutica della riforma nella continuità”, che ben suggerisce l’opera del Concilio: mettere insieme, come lo scriba saggio del Vangelo, “cose nuove e cose antiche”, risolvere le contraddizioni superficiali (come pure ebbe ad esprimersi il Papa nel Discorso di Ratisbona – ma cito a memoria) ma senza scalfire la grande contraddizione del Vangelo con il mondo, che è la Croce stessa di Cristo.

    Non ho alcun titolo per valutare la situazione belga né tantomeno l’operato di pastore di mons. Léonard: non li conosco! Spero vivamente che il tuo giudizio sia corretto
    e che, se veramente sarà Primate, possa essere artefice di un vero rifiorire della Chiesa cattolica in Belgio. Lo Spirito Santo assista lui e noi.

  45. Luisa scrive:

    Siamo d’ accordo sull`ermeneutica della continuità, che il Vaticano II non poteva dire altro che la Chiesa ha sempre detto, che deve essere visto attraverso la Tradizione perenne dela Chiesa, MA allora dal momento che chi lo ha applicato e da subito sono gli stessi che erano presenti al Concilio, che cosa devo capire?
    Che loro per primi hanno mal compreso, male interpetato i testi che loro stessi avevano appena firmato e approvato?
    Cattiva interpretazione, pessima applicazione o, ed è la domanda che mi assilla, già nei testi del Vaticano II si trova la radice, l`ambiguità, il margine di interpretazione di cui erano ben consapevoli e che hanno amplificato sino a tradire la lettera del testo?
    O al contrario hanno, a parte la Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla Liturgia, per la quale l`applicazione errata e gli abusi sono palesi, rispettato la lettera?
    E saremo allora veramente in una rottura con la Tradizione?
    Lo ripeto sono gli stessi vescovi, che avevano appena lasciato Roma e il Concilio Vaticano II, che hanno in seguito appliccato i documenti, come si può pretendere che hanno male interpretato dei testi che avevano a lungo studiato e firmato?

  46. hilarius scrive:

    Cara Luisa checchè ne dicano, sono stati proprio i documenri usciti dal pastorale vaticano II, che hanno dato libero sfogo alle più svariate teologie ed interpretazioni, che si sono e si continuano a vedere e a subire.

    Chi dice il contrario non conosce l’ermeneutica della continuità con la Tradizione.

  47. Lotharius scrive:

    Quoto Luisa

  48. annarita scrive:

    Luisa, vogliono farci fessi e purtroppo molti cattolici preferiscono fare la parte dei fessi, perchè fa comodo loro: molta più libertà perchè non ci si impegna più a migliorare se stessi per amor di Dio, ma si vive come qualsiasi pagano, l’importante è credere di essere dentro la Chiesa.

  49. Gianpaolo1951 scrive:

    Carissima Luisa, quando Monsignor Lefebvre si accorse dell’ambiguità di certi documenti del CV-II, non esitò a lanciare un grido di allarme e un altolà…, ma la corrente dominante impose la sua unica, vera e giusta “chiave di lettura”…
    Poi sappiamo, purtroppo, come sono andate a finire le cose!!!…

  50. hilarius scrive:

    Quoto Giampaolo1951

    P.S. carissimo è da un po’ che ci penso, poichè fra non molto la mia cassa integrazione finisce, vorrei chiederle se possiamo scambiarci le mail in privato.
    Sempre che per Lei non sia un problema la ringrazio sin d’ora, lo stesso vorrei chiedere a Luisa…solo che non saprei come fare. Grazie!

  51. Lotharius scrive:

    @ Hilarius
    Bisogna chiedere il tramite ad A. Tornielli.

  52. hilarius scrive:

    Grazie Lotharius grazie infinite!

  53. Simon de Cyrène scrive:

    Cara S.ra Luisa,

    ben capisco la Sua domanda, mi creda: questa è però simile a chi critica il cattolicesimo guardando a chi, benchè dicendosi cattolico, si comporta da criminale e ne deduce, erroneamente, l’intrinseca malvagità della nostra religione.

    Lo stesso vale nel giudicare la Chiesa Cattolica dal Concilio in giù: si guarda chi, molto colpevolmente, lo ha travisato, solo o in guppo, per ragioni personali o vizio di pensiero e di volontà, inventandosi un “spirito-del-concilio” e massacrando la Tunica come anche il Corpo del Cristo. Dovremmo guardare, invece!, chi tra preti,vescovi e laici si sono da sempre impegnati a vivere questi tempi con vero spirito cattolico ed obbedienza al Magistero.

    Saranno pochi, come anche sono pochi i cattolici davvero “esemplari” della qualità della religione del Cristo che sono i santi: ma sono solo questi pochi che ci dicono quanto è buono questo Magistero, quanto è buono il Concilio ed il Magistero.

    Le diocesi che applicano il Concilio, in obbedienza con il Papa, che sono fedeli al Magistero e quindi alla Tradizione, che vivono di vero spirito apostolico senza compromissioni colle idee mondane, sono quelle che resistono il meglio alla tempesta ideologica consumistica e relativistica, che vedono le vocazioni al sacerdozio crescere, le comunità religiose novelle o meno novelle, insiedarsi felicemente nel loro territorio canonico.

    Per questo noi cattolici restiamo positivi: non è il peccato del nostro prossimo che ci ferma, ne il proprio nostro che ci affonda, ne il pessimo esempio di certuni che dovebbero essere i primi martiri della Parola ma che invece sono tiepidi da vomitare: invece l’esempio di tutti i santi uniti al Cristo, di chi unito al Papa, coll’aiuto della Vergine si fà Eucaristia, è sorgente di ottimismo dinamico pieno di speranza, fondato sulla fede e sgorgante di carità e questo anche e compresi questi ultimi quarant’anni.

    In Pace

  54. Cherubino scrive:

    “pessima applicazione o, ed è la domanda che mi assilla, già nei testi del Vaticano II si trova la radice, l`ambiguità…”

    la domanda che mi assilla: saranno un giorno le Confessioni di Luisa ?

  55. Luisa scrive:

    Bella la sua riflessione Simon e la ringrazio.
    Non me ne voglia però se continuo ad interrogarmi.
    Come ho già detto, sono i vescovi che uscivano dal CV II, che dunque conoscevano perfettamente i testi che avevano studiato e approvato, che li hanno in seguito applicati e sappiamo in che modo.
    La mia domanda non è tanto sul perchè, ma sul come è stato possibile che gli stessi vescovi, che conoscevano quei testi, abbiano potuto, subito dopo la fine del Concilio, agire pretendendo che quella era la volontà dei Padri conciliari, come si può pretendere che hanno male interpretato dei testi che avevano a lungo studiato e firmato.
    Se i testi fossero stati chiarissimi, al riparo da ogni libera interpretazione, sigillati, senza breccie aperte, senza ambiguità non fosse che sui termini scelti, ci sarebbero state tutte le derive, gli abusi, le errate applicazioni?
    O in realtà i vescovi hanno rispettato la lettera, sono partiti dalla lettera dei documenti che avevano approvati?
    E visto i risultati possiamo dire che molti erano in una logica di rottura con la Tradizione?
    Partendo dai testi conciliari come si è potuti arrivare a certi risultati ?

  56. Garlyc scrive:

    Luisa, chi servi?

  57. giacomo scrive:

    un uomo di fede sicura… di carità selettiva… di speranza opportunista

  58. Michel De Meerleer scrive:

    Quand’è così, non vado più a messa. La nomina d’un tale retrogrado (anti Vaticano-II) è inaccettabile.

  59. Arch. BW scrive:

    Un rétrograde qui va dégoûter ce qui reste de catholiques en Belgique… un anti-homo… alors que soit disant le Christ a créé l’Homme à son image avec toutes les subtilités d chacun… Respect pour tous

  60. Lorenzo 1963 scrive:

    Forse una spaccatura della Chiesa in Belgio sarebbe auspicabile.
    Mi sembra di capire che una finzione formale faccia sì che da decenni si consideri una Chiesa sola una comunità in estinzione composta in realtà da qualche cattolico e qualche protestante travestito da cattolico. Mi sembra meglio che questi ultimi se ne vadano da qualche altra parte, magari sollecitati da una nomina sgradita.
    Forse allora i pochi cattolici rimasti, non più avvelenati dal dubbio e dall’ambiguità, riusciranno meglio a far rifiorire la fede e a riattrarre su basi di verità anche coloro che adesso riterranno di andarsene.

  61. Luisa scrive:

    Cher Michel, dites-moi donc…lei che invoca il Vaticano II e che dunque senza dubbio alcuno ne ha letto tutti i documenti, mi spieghi un pò in che cosa Monsignor Léonard è anti-Vaticano !
    Sa gli slogan, il Vaticano II messo a tutte le salse, invocato da tutti coloro che sono esperti in religione fai da te, Liturgia fai da te, teologia fai da te, oggi non funzionano più come prima..
    Oggi non basta dire la frase magica: è il Concilio, non il Concilio Vaticano II, ma IL Concilio ad averlo detto, a volerlo, per zittire tutti, convincere tutti della liceità di un atto di un insegnamento.
    Ancor meno quando chi si reclama del Vaticano II, non applica affatto ciò che sta scritto nei documenti.
    Allora suvvia, se Benedetto XVI, nominerà monsignor Léonard, è senza dubbio perchè giudica che è la persona giusta per tentare di ridare vita al cattolicesimo in Belgio che è moribondo.

  62. Cherubino scrive:

    padre Michele Simone, vice direttore della rivista dei Gesuiti “Civiltà cattolica”:

    R. – C’erano tante attese nei confronti della caduta del muro di Berlino e di ciò che essa ha comportato. Invece, da un punto di vista della società ed anche della Chiesa, è emerso un forte individualismo. Ci sono stati, però, anche elementi positivi come l’aumento della libertà, l’emergere della democrazia e della libertà religiosa, che favorisce il lavoro ministeriale dei cattolici.

    Tra queste fratture culturali, la rivoluzione del ’68 e gli eventi storici dell’89, la Chiesa ha comunque percorso con umiltà la propria strada. Su questa strada – ha detto Benedetto XVI durante l’incontro con i sacerdoti – si trova il mondo nuovo:

    “Mi sembra molto importante che adesso possiamo vedere con occhi aperti quanto è cresciuto di positivo nel dopo Concilio: nel rinnovamento della liturgia, nei Sinodi, Sinodi romani, Sinodi universali, nelle strutture parrocchiali, nella collaborazione, nella nuova responsabilità dei laici, nella grande corresponsabilità interculturale e intercontinentale, in una nuova esperienza della cattolicità della Chiesa, dell’unanimità che cresce in umiltà e, tuttavia, è la vera speranza del mondo”.

    Su questa speranza e sul contributo dato dal Concilio nella promozione della fede si sofferma ancora padre Simone:

    R. – Un frutto è proprio quello di una maggiore consapevolezza e maturità della propria fede. La fede in Gesù e la partecipazione alla comunità ecclesiale sono oggi molto di più che in passato un fatto consapevole da parte dei cattolici. Quindi, c’è una maggiore preparazione sia nella conoscenza delle Scritture, sia nella conoscenza di tutto ciò che comporta la vita cristiana. I grandi risultati, inoltre, sono quelli ottenuti dai Movimenti, dai gruppi nel campo della carità, dove il sorgere di questo fenomeno del volontariato è certamente un fatto estremamente positivo.

    La Chiesa – riprendendo le parole del Papa rivolte ai sacerdoti – è dunque chiamata a procedere con l’umiltà della Croce e la gioia del Signore Risorto. La gioia e la speranza – ha detto Benedetto XVI – sono alimentate dal Crocifisso Risorto, che “conserva le sue ferite” e “rinnova il mondo”.
    http://www.villaggiomondiale.it/concilio.htm

  63. kalos scrive:

    i neocatecumeni che centrano in tutto questo?

  64. Cherubino scrive:

    OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
    Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – 8 dicembre 2005

    Quarant’anni fa, l’8 dicembre 1965, sulla Piazza antistante questa Basilica di San Pietro, Papa Paolo VI concluse solennemente il Concilio Vaticano II. Era stato inaugurato, secondo la volontà di Giovanni XXIII, l’11 ottobre 1962, allora festa della Maternità di Maria, ed ebbe la sua conclusione nel giorno dell’Immacolata. Una cornice mariana circonda il Concilio. In realtà, è molto di piú di una cornice: è un orientamento dell’intero suo cammino. [...]

    Il Concilio intendeva dirci questo: Maria è cosí intrecciata nel grande mistero della Chiesa che lei e la Chiesa sono inseparabili come sono inseparabili lei e Cristo. Maria rispecchia la Chiesa, la anticipa nella sua persona e, in tutte le turbolenze che affliggono la Chiesa sofferente e faticante, ne rimane sempre la stella della salvezza. È lei il suo vero centro di cui ci fidiamo, anche se tanto spesso la sua periferia ci pesa sull’anima. Papa Paolo VI, nel contesto della promulgazione della Costituzione sulla Chiesa, ha messo in luce tutto questo mediante un nuovo titolo radicato profondamente nella Tradizione, proprio nell’intento di illuminare la struttura interiore dell’insegnamento sulla Chiesa sviluppato nel Concilio. Il Vaticano II doveva esprimersi sulle componenti istituzionali della Chiesa: sui Vescovi e sul Pontefice, sui sacerdoti, i laici e i religiosi nella loro comunione e nelle loro relazioni; doveva descrivere la Chiesa in cammino, “che comprende nel suo seno peccatori, santa insieme e sempre bisognosa di purificazione…” (Lumen gentium, 8). Ma questo aspetto “petrino” della Chiesa è incluso in quello “mariano”. In Maria, l’Immacolata, incontriamo l’essenza della Chiesa in modo non deformato. Da lei dobbiamo imparare a diventare noi stessi “anime ecclesiali”, cosí si esprimevano i Padri, per poter anche noi, secondo la parola di san Paolo, presentarci “immacolati” al cospetto del Signore, cosí come Egli ci ha voluto fin dal principio (Col 1,21; Ef 1,4).

  65. P.Danilo scrive:

    Luisa, se posso darle un consiglio: legga il discorso di apertura del Concilio di Giovanni XXIII (11 ottobre 1962); legga i Documenti con il commento del card. Giuseppe Siri (Editrice Massimo, mi pare); per quanto riguarda l’elezione di mons. Leonard, fidiamoci del Papa. Su come doveva essere la Liturgia cattolica dopo il Concilio, era uscito, nel 1969, un documento della Santa Sede, che obbligava a celebrare la Messa su un altare di marmo, davanti un Gran Crocifisso, in modo da significare il Cenacolo e il Calvario; tale documento, di cui purtroppo non ricordo il titolo, fu ritirato in fretta da tutte le librerie, e si è persa ogni traccia. Se ha conoscenze in alto, faccia ricerche.

  66. Luisa scrive:

    
Può forse forse interessare questo contributo di Monsignor Gherardini:

    http://disputationes-theologicae.blogspot.com/2009/05/presentation_05.html

  67. Luisa scrive:

    Garlyc mi chiede: Luisa chi servi?
    E me lo chiede dopo che ho posto domande che sono in molti oramai a fare, non solo zitti zitti nel loro angolo, o sottovoce ma inascoltati e rapidamente zittiti dal coro-frastuono postconciliare, ma in modo aperto e pubblico.
    Dunque Garlyc ponga la sua domanda anche a teologi, studiosi, vescovi, penso ad un vescovo francese che è entrato in pensione e si è pentito di non aver tirato il campanello d`allarme prima, sì ponga loro la stessa domanda.
    Sono in molti oramai che apertamente si domandano che cosa è andato storto durante il Concilio Vaticano II, se l`influenza dei teologi progressisti, ho scritto di Küng, non ha portato a dei testi che albergavano ambiguità nella formulazione, ambivalenze, margini di interpretazioni personali.
    Sì siamo in molti a domandarci: partendo dai testi conciliari come si è potuti arrivare a certi risultati ?

  68. Tom scrive:

    I’m glad to be GAY, and not being a friend with André-Mutien Léonard

  69. Garlyc scrive:

    Qui più che il campanello d’allarme ci sarebbe da tirare lo sciacquone.

    Personalmente, sono semplicemente schifato. Posso dirlo? Semplicemente schifato. Prendetela come una reazione personale. Sono. Semplicemente. Schifato.

  70. Luisa scrive:

    Un altro contributo che può interessarvi :

    “Il Concilio dell’ ottimismo”

    di Francesco Agnoli

    http://blog.messainlatino.it/2010/01/il-concilio-dellottimismo.html

  71. Cherubino scrive:

    “domande che sono in molti oramai a fare”, sì, quattro gatti contro milioni e milioni di cattolici che se ne fregano di queste “domande”.

  72. Cherubino scrive:

    Intervista di Messori a Ratzinger, in Rapporto sulla fede:

    • “Ciò che apre alla speranza a livello di Chiesa universale – e ciò avviene proprio nel cuore della crisi della Chiesa nel mondo occidentale – è il sorgere di nuovi movimenti, che nessuno ha progettato, ma che sono scaturiti spontaneamente dalla vitalità interiore della fede stessa. Si manifesta in essi – per quanto sommessamente – qualcosa come una stagione di pentecoste nella Chiesa. Mi riferisco al Movimento carismatico, ai Cursillos, al Movimento dei Focolari, alle Comunità neocatecumenali, a Comunione e Liberazione, ecc… Trovo meraviglioso che lo Spirito sia ancora una volta più forte dei nostri programmi e valorizzi ben altro da ciò che noi ci eravamo immaginati… Cresce nel silenzio. Il nostro compito – in quanto incaricati di un ministero nella Chiesa e in quanto teologi – è quello di tenergli aperte le porte, di preparargli lo spazio…” (pp. 41-43).

    • “Il periodo postconciliare è sembrato corrispondere ben poco alle speranze di Giovanni XXIII che si riprometteva una “novella Pentecoste”. Tuttavia, la sua preghiera non è rimasta inascoltata: nel cuore di un mondo inaridito dallo scetticismo razionalistico è nata una nuova esperienza dello Spirito Santo che ha assunto l’ampiezza di un moto di rinnovamento su scala mondiale. Quanto il Nuovo Testamento scrive a proposito dei carismi che apparvero come segni visibili della venuta dello Spirito, non è più soltanto storia antica, finita per sempre: questa storia ridiventa oggi fremente di attualità.” (p.159).

  73. Cherubino scrive:

    Benedeto XVI – omelia per l’Epifania 2007

    “In verità , tutto il Concilio Vaticano II fu mosso dall’anelito di annunciare all’umanità contemporanea Cristo, luce del mondo. Nel cuore della Chiesa, a partire dal vertice della sua gerarchia, emerse impellente, suscitato dallo Spirito Santo, il desiderio di una nuova epifania di Cristo al mondo, un mondo che l’epoca moderna aveva profondamente trasformato e che per la prima volta nella storia si trovava di fronte alla sfida di una civiltà globale”

    Benedetto XVI Angelus del 30.10.2005

    Quarant’anni or sono, il 28 ottobre 1965, si tenne la settima Sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Ad essa ne seguirono altre tre in rapida successione, e l’ultima, l’8 dicembre, segnò la chiusura del Concilio. Nella fase finale di quello storico evento ecclesiale, che era iniziato due anni prima, venne approvata la maggior parte dei Documenti conciliari. Alcuni di essi sono più noti e vengono spesso citati; altri lo sono di meno, ma tutti meritano di essere richiamati, perché conservano il loro valore e rivelano un’attualità che, per certi aspetti, è addirittura aumentata. [...]

    Anche la Dichiarazione Nostra Aetate è di grandissima attualità, perché riguarda l’atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane. Partendo dal principio che “tutti gli uomini costituiscono una sola comunità” e che la Chiesa “ha il dovere di promuovere l’unità e l’amore” tra i popoli (n. 1), il Concilio “nulla rigetta di quanto è vero e santo” nelle altre religioni e a tutti annuncia Cristo, “via, verità e vita”, in cui gli uomini trovano la “pienezza della vita religiosa” (n. 2). Con la Dichiarazione Nostra Aetate i Padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali: hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei (n. 4), hanno ribadito la stima verso i musulmani (n. 3) ed i seguaci delle altre religioni (n. 2) ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa (n. 5).

    BXVI – Discorso del 18.11.2006

    Dopo il Concilio lo Spirito Santo ci ha donato i “movimenti”. Talvolta essi possono apparire al parroco o al Vescovo un po’ strani, ma sono luoghi di fede in cui i giovani e gli adulti sperimentano un modello di vita nella fede come opportunità per la vita di oggi.

    BXVI Dicsorso ai pellegrini di CL – 24.03.2007

    Cari amici, il vostro Movimento si inserisce così in quella vasta fioritura di associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali suscitati provvidenzialmente dallo Spirito Santo nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Ogni dono dello Spirito si trova originariamente e necessariamente al servizio dell’edificazione del Corpo di Cristo, offrendo una testimonianza dell’immensa carità di Dio per la vita di ogni uomo. La realtà dei Movimenti ecclesiali, pertanto, è segno della fecondità dello Spirito del Signore, perché si manifesti nel mondo la vittoria di Cristo risorto e si compia il mandato missionario affidato a tutta la Chiesa.

    BXVI al clero trevigiano e bellunese -

    rimane la grande eredità del Concilio, che ha aperto una strada nuova, è sempre una MAGNA CHARTA del cammino della Chiesa, molto essenziale e fondamentale. [...]
    E così dobbiamo, mi sembra, riscoprire la grande eredità del Concilio che non è uno spirito ricostruito dietro i testi, ma sono proprio i GRANDI TESTI CONCILIARI riletti adesso con le esperienze che abbiamo avuto e che hanno portato frutto in tanti movimenti, tante nuove comunità religiose. In Brasile sono arrivato sapendo come si espandono le sette e come sembra un po’ sclerotizzata la Chiesa cattolica; ma una volta arrivato ho visto che quasi ogni giorno in Brasile nasce una nuova comunità religiosa, nasce un nuovo movimento, non solo crescono le sette. Cresce la Chiesa con NUOVE REALTà piene di vitalità, non così da riempire le statistiche – questa è una speranza falsa, la statistica non è la nostra divinità – ma crescono negli animi e creano la gioia della fede, creano presenza del Vangelo, creano così anche vero sviluppo del mondo e della società. Quindi mi sembra che dobbiamo combinare la grande umiltà del Crocifisso, di una Chiesa che è sempre umile e sempre contrastata dai grandi poteri economici, militari ecc., ma dobbiamo imparare insieme con questa umiltà anche il vero trionfalismo della cattolicità che cresce in tutti i secoli. Cresce anche oggi la presenza del Crocifisso risorto, che ha e conserva le sue ferite; è ferito, ma proprio così rinnova il mondo, dà il suo soffio che rinnova anche la Chiesa nonostante tutta la nostra povertà. E direi, in questo insieme di umiltà della Croce e di gioia del Signore risorto, che nel Concilio ci ha dato un GRANDE INDICATORE di strada, possiamo andare avanti gioiosamente e pieni di speranza.

  74. Luisa scrive:

    Purtroppo quando si è trincerati all`interno di una torre ideologica, una delle tante dalle quali, tali dei muezzin, i vari novatores-ricostruttori, durante più di 40 anni, hanno fatto risuonare la loro buona parola, l`appello all`ideologia postconciliare, all`abbandono, distruzione, disprezzo di tutto ciò che era stato sacro, amato e rispettato da chi li ascoltava e dalla Chiesa tutta fino ad allora…quando si osserva la realtà unicamente dall`alto, attraverso le lenti deformanti della propria piccola verità, è normale che si perda di vista la realtà di ciò che succede sul terreno.
    Il “popolo di Dio” è stato strumentalizzato, condizionato, la sua coscienza deformata, è stato sviato su false vie, le chiese si sono svuotate, i seminari si sono svuotati, la Liturgia è stata strapazzata, desacralizzata, la Dottrina calpestata, i cattivi maestri hanno potuto agire indisturbati.
    Eppure dall`alto delle loro torri, oramai bancali, traballanti, i vari ideologi postconciliari continuano a tuonare, ma le loro grida, il loro coro, non riescono più a coprire le voci di chi era stato zittito o non era riuscito a farsi sentire, di chi non è stato ipnotizzato, accecato e assordito dal loro frastuono, ma loro, dalle loro torri, rifiutano di accettare e dunque di ascoltare queste voci, devono discreditarle, disprezzarle, devono dare ancora più lustro ai risultati del loro operato, e a loro stessi…

  75. Cherubino scrive:

    sembra che il papa si sia unito al coro… ha letto sotto ?

  76. P.Danilo scrive:

    Ma insomma, non esageriamo! La Chiesa va male tutta colpa dei preti. Come dire lo Stato è in crisi tutta colpa di Silvio. Perché non ci chiediamo una buona volta: ma io alla fin fine cosa sto facendo per la Chiesa, per la mia parrocchia, ecc.

  77. Luisa scrive:

    cherubino, non penso sia utile fare una gara al copia-incolla, a quel giochetto possiamo passarci molto tempo.
    Ma dal momento che lei parla di Papa Benedetto mi permetto d ricordarle che fu lui a liberare le voci zittite, parlando dell`ermeneutica della discontinuità.
    Con grande coerenza non ha fatto che ribadire il suo pensiero che già avevamo letto nei suoi libri scritti da cardinale, fu lui a scrivere in “La mia vita”:
    «Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia, che talvolta viene addirittura concepita “etsi Deus non daretur”: come se in essa non importasse più se Dio c’è e se ci parla e ci ascolta. Ma se nella liturgia non appare più la comunione della fede, l’unità universale della Chiesa e della sua storia, il mistero di Cristo vivente, dov’è che la Chiesa appare ancora nella sua sostanza spirituale?»
    O ancora:
    “I risultati che hanno seguito il Concilio sembrano crudelmente opposti alle attese di tutti [..]Ci si aspettava un balzo in avanti e ci si è invece trovati di fronte a un processo progressivo di decadenza. [..] Vie sbagliate [..] hanno portato a conseguenze indiscutibilmente negative.
    A proposito del divieto del Messale di San Pio :
    “..Ma in quel momento accadde qualcosa di più: si fece a pezzi l’edificio antico e se ne costruì un altro, sia pure con il materiale di cui era fatto l’edificio antico e utilizzando anche i progetti precedenti. Non c’è alcun dubbio che questo nuovo messale comportasse in molte sue parti degli autentici miglioramenti e un reale arricchimento, ma il fatto che esso sia stato presentato come un edificio nuovo, contrapposto a quello che si era formato lungo la storia, che si vietasse quest’ultimo e si facesse in qualche modo apparire la liturgia non più come un processo vitale, ma come un prodotto di erudizione specialistica e di competenza giuridica, ha comportato per noi dei danni estremamente gravi. In questo modo, infatti, si è sviluppata l’impressione che la liturgia sia «fatta», che non sia qualcosa che esiste prima di noi, qualcosa di «donato», ma che dipenda dalle nostre decisioni. Ne segue, di conseguenza, che non si riconosca questa capacità decisionale solo agli specialisti o a un’autorità centrale, ma che, in definitiva, ciascuna «comunità» voglia darsi una propria liturgia. Ma quando la liturgia è qualcosa che ciascuno si fa da sé, allora non ci dona più quella che è la sua vera qualità: l’incontro con il mistero, che non è un nostro prodotto, ma la nostra origine e la sorgente della nostra vita”.

  78. Gianpaolo1951 scrive:

    Sono proprio curioso di assistere al “triplo salto mortale con doppia contorsione” di Cherubino, in replica al post di Luisa!…

  79. Gianpaolo1951 scrive:

    Noto con piacere che la mia “curiosità” ha chiuso la discussione!…

  80. Yrsching scrive:

    Monseigneur Léonard l’a confirmé ce samedi à l’une des équipes d’RTL-TVI. Oui, il va bien succéder au cardinal Danneels. Oui, il va devenir archevêque de Belgique. Oui, il confirme les rumeurs. Il a été informé mardi dernier de sa future nomination.

    http://www.rtlinfo.be/info/belgique/societe/300569/monseigneur-leonard-confirme-qu-il-va-succeder-au-cardinal-danneels

  81. Simon de Cyrène scrive:

    Merci M. Yrsching pour cette confirmation et bonne nouvelle.

    Bon dimanche en Paix

  82. Luisa scrive:

    Leggere le reazioni di certi lettori on-line all`elezione annunciata di Monsignor Léonard è sintomatico e rivelatore della confusione drammatica che esiste nelle menti di chi reagisce dicendosi cattolico, riflesso di un cattolicesimo moribondo dopo 40 anni di guida lassista .
    Ma non sono solo i laici a reagire ecco un abate, decano di Dinant, che si preoccupa perchè l`Università “cattolica” di Louvain, rischia di non più poter proseguire le sue esperienze in bioetica, che comportano anche l`eliminazione di embrioni umani….il card. Danneels lasciava fare, taceva, su questo tema e su altri.
    Ecco i risultati del lassismo, del relativismo, anche etico, che hanno purtroppo caratterizzato la guida della Chiesa belga.
    Ricordo che il Belgio ha depenalizzato l`eutanasia che può anche essere richiesta da un minore a partire da 15 anni se è emancipato, che ha legalizzato non solo il matrimonio omosessuale ma l`adozione da parte di omosessuali.
    Spero che all`avvenire, con l`elezione di mons. Léonard, ci sarà anche in Belgio una voce coraggiosa, anche se controcorrente, che si alzerà per ricordare i valori fondamentali della nostra Fede innanzitutto ai cattolici belgi!

  83. Pingback: Belgio: Léonard nuovo primate! | Introibo ad altare Dei

  84. Pedro scrive:

    Enfin, les fenêtres pourront s’ouvrir à Namur

  85. Garlyc scrive:

    “In bocca al lupo” a mons. Léonard e a tutta la Chiesa e il popolo del Belgio. Il Signore li benedica.

  86. Sia ringraziato Dio per la nomina del nuovo Primate del Belgio !
    Quella nobile Nazione, che soffre della mancanza di pratica religiosa a causa delle nefaste dottrine moderniste, sappia ritrovare la sua storica unità attorno al Trono di Pietro.
    Preghiamo per il Papa e per la Chiesa del Belgio !

  87. Simon de Cyrène scrive:

    Sì, che bella notizia!

    Speriamo che ciò sia l’antecedente di altre nomine episcopali simili cha vadano nel senso di una più grande unione tra la Chiesa belga e la Chiesa Cattolica, non solo nella forma ma soprattutto nel’essenza, in particolare dottrinale, liturgica e pastorale.

    In Pace

  88. gaetano scrive:

    E’ una bella notizia. Ma cambia poco la nomina di monsignor Lèonard quale primate belga.
    Le diocesi, lassu’, son impregnate di protestantesimo sin all’osso. Urge l’ intervento dello Spirito Santo per riportarle sulla retta via. A cinquantanni dal (tragico) Vaticano II, la bufera tarda a placarsi.

  89. Marco scrive:

    Un messaggio per Don Danilo.
    Cosa ne pensa degli statuti neocatecumenali senza catechesi
    Non sono un involucro privo di contenuto , secondo lei?
    Grazie

  90. P.Danilo scrive:

    Caro Marco, sul Cammino neo-catecumenale ne ho già dette anche troppe. Anche qui. Riguardo i movimenti, il problema dei problemi, secondo me, non sono tanto gli Stratuti o le catechesi, quanto piuttosto esaminare se c’è un vero e chiaro carisma di fondazione. Dove non c’è un chiaro sistema di principi metafisici, teologici, spirituali, ecc.; dove non ci sono chiari metodi tradizionali di orazione mentale o meditazione, ecc., non c’è carisma. Il discorso è piuttosto complesso, ma lo termino qui.