Il Papa visita la Sinagoga, mano tesa nel rispetto reciproco

Domenica pomeriggio Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma. Non è la prima volta che, da Papa, Joseph Ratzinger entra in una Sinagoga: lo ha già fatto a Colonia (2005) e a New York (2008). Il gesto di domenica, che ripete la visita fatta da Giovanni Paolo II nel 1986, è particolarmente importante perché avviene in un momento delicato nei rapporti tra cattolici ed ebrei, a un anno esatto dal caso Williamson e meno di un mese dopo la decisione del Pontefice di promulgare il decreto sull’eroicità delle virtù del predecessore Pio XII, scelta criticata e contestata da parte del mondo ebraico. Il caso Williamson - vescovo lefebvriano negazionista delle camere a gas le cui assurde tesi vennero rilanciate alla vigilia della pubblicazione del decreto di revoca della scomunica ai quattro vescovi ordinati da mons. Lefebvre nel 1988 - ormai è noto, fu accompagnato da intoppi e sottovalutazioni da parte dell’apparato curiale e informativo della Santa Sede. E il Papa, che pure era all’oscuro delle dichiarazioni negazioniste di Williamson, con umiltà diede un grande esempio ai suoi stessi collaboratori scrivendo una lettera ai vescovi di tutto il mondo destinata a rimanere come uno dei documenti più alti e commoventi del suo pontificato, per spiegare le ragioni di quella revoca. Se il caso Williamson è stato ritenuto un errore anche e soprattutto per la mancanza di tempestività nella risposta da parte vaticana, un errore avvenuto all’insaputa di Ratzinger, il via libera alla beatificazione di Papa Pacelli, che pure ha fatto discutere e ha ricevuto critiche da molti esponenti del mondo ebraico, non si può certo considerare un incidente di percorso. Benedetto XVI si era preso tempo per decidere, aveva fatto nuovamente studiare le carte del processo di beatificazione, aveva ordinato nuove ricerche negli archivi vaticani. E quando lo scorso 19 dicembre, a sorpresa, ha comunicato al Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, l’arcivescovo Amato, la sua decisione positiva sulla firma del decreto, lo ha fatto con piena consapevolezza. Consapevolezza anche delle possibili ricadute che la sua scelta avrebbe avuto, alla vigilia della visita in Sinagoga. Papa Ratzinger è uno dei teologi che più ha studiato la radice ebraica della fede cristiana e il legame unico che unisce i credenti in Gesù al popolo d’Israele. Ha pronunciato più volte parole chiarissime di denuncia contro l’antisemitismo (fenomeno mai completamente sopito), ha pronunciato un discorso commovente sulle vittime della Shoah durante la visita fatta nella scorsa primavera al memoriale dello Yad Vashem a Gerusalemme. Ma se ha promulgato il decreto su Pio XII, significa che non crede alle ricostruzioni di certa storiografia e di certa pubblicistica che hanno fatto di Papa Pacelli un capro espiatorio. Ieri il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha detto ai giornalisti di voler affrontare il tema Pio XII nel discorso che pronuncerà accogliendo Benedetto XVI, chiedendosi se anche il suo illustre ospite avrebbe citato Pacelli. Appare alquanto improbabile che il Papa vada in Sinagoga a parlare di Pio XII, sapendo quanto alta è la sensibilità dei suoi interlocutori. Tanto più che lo stesso portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dopo la promulgazione del decreto, spiegò che la decisione del Pontefice e l’avanzare del processo di beatificazione non intendono chiudere il dibattito storico e le ricerche su Pio XII. Ciò che conta, domenica, è il gesto umile e semplice del vescovo di Roma che passando al di là del Tevere fa visita a una comunità ebraica antichissima, più antica di quella cristiana, e ci va tendendo la mano dell’amico, cosciente che in un’epoca in cui la religione diventa talvolta motivo per giustificare l’odio e la violenza, cristiani ed ebrei – lasciato alle spalle un passato doloroso – sanno dialogare e convivere, nel pieno rispetto delle reciproche autonomie, identità e diversità.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

239 risposte a Il Papa visita la Sinagoga, mano tesa nel rispetto reciproco

  1. anniballo scrive:

    CHIEDO SCUSA PER IL PARAGRAFO ERRATO, ma -non so perchè- il mio computer non mi apre quello giusto!
    ————-RITORNANDO SU HAITI—————–
    Al netto di qualche intemperanza verbale di “Squilpa” (e del forumusta Meis), mi pare si possa condividere il loro sdegno (sdegno che fu già di Voltaire, all’indomani del terremoto di Lisbona).
    Certo, bisogna morire, lo sappiamo tutti. Ma non si capisce facilmente il perchè la morte debba sopravvenire in un contesto di tale immensa tragedia, colpendo anche ragazzi e bambini certamente innocenti, schiacciati vivi a migliaia e migliaia sotto una montagna di macerie, con la morte che ,magari, ti raggiunge dopo giorni e giorni di agonia e circondati dallo strazio di genitori e fratelli (se ti sopravvivono; se no, resti solo e affamato in mezzo a una strada, ancor più disperato). Inoltre, tutto questo dramma avviene in un paese poverissimo, già oppresso da fame, malattie, ignoranza ed ogni sorta di emergenza civile. Una ecatombe spietata, un popolo distrutto con l’efficacia implacabile degna di un killer di mestiere.
    Davvero, davvero è difficile scorgere il preteso segno della benevolenza divina, che agirebbe predisponendo al meglio le vicende umane grazie ad una Provvidenza sollecita del bene terreno, in uno scenario naturale di bellezza e perfezione( i cui tratti meravigliosi sarebbero frutto della Sapienza Divina e che siamo educati ad apprezzare fin da bambini).
    Ad avere appena appena un minimo di onestà e di coraggio, bisognerebbe aprire gli occhi ed ammettere -una volta per tutte- che la vita è tutt’altro che un disegno benefico.

  2. sasso scrive:

    Ieri sera ho ascoltato la intervista del rabbino sul tg2.
    Ovviamente ha detto che si augura che la beatificazione del Venerabile PioXII sia rimandata o sospesa ma ha anche aggiunto che “in ogni caso” quella che cambia “è l’immagine che la Chiesa da di se stessa”.
    Non ho capito bene nei confronti di chi e come dovrebbe cambiare l’immagine della Chiesa.Considerando che nonostante gli sforzi di Benedetto XVI la immagine della Chiesa “in ogni caso cambierà” spero si smetta presto di ascoltare i capricci di questa gente e si proceda celermente alla Beatificazione del Venerato papa PIO XII.
    p.s
    Questa storia di quanto sia antica la comunità ebraica di Roma io non la capisco;ovviamente non conosco tutti gli imparentamenti degli ebrei di Roma,anche se…,ma la moglie di Di Segni è rumena (non romana), anche lei e i suoi figli rivendicheranno la antichità delle loro origini?

  3. Lotharius scrive:

    Mi scuso per l’off topic.

    Vedete che riconducete il tutto sempre e solo ad un benessere materiale sulla terra per tutti?
    Non avendo voi compreso l’aspetto spirituale del Cristianesimo (spiace constatare il vostro spiccio materialismo) non potete capire l’aspetto positivo delle sofferenze e della tribolazione.
    Militia est vita hominis super terram (Gb 7,1), appunto non comprendendo il valore delle sofferenze (perchè non pensate mai alla Passione di N.S. Gesù Cristo infinitamente più grande e dolorosa di qualsiasi altra tragedia umana, shoà compresa) non sapete che magari nel disegno divino, quella sofferenza e quelle morti hanno portato in Paradiso molta gente che mai forse si sarebbe potuta salvare in vita (spero sappiate che Haiti è una delle nazioni più pagane e tribali in assoluto, voodoo e quant’altro)…
    Dio trae sempre il bene dal male.
    Le tragedie ci sono per tutti (violente e non, tragiche e improvvise o scontate per vecchiaia o malattie) ma quello che bisogna avere presente non è questa vita ma il dopo (mi salverò quando il Cristo Giudice mi chiamerà?).
    Vita sulla terra non come fine ma come mezzo per la Vita eterna.
    Vegliate dunque, perchè non sapete il giorno, nè l’ ora. (Mt 25, 13)
    E’ sempre facile prendersela con Dio.

  4. Tradizionalista scrive:

    Molti ebrei potranno assistere alla visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma solo perchè i loro ‘antenati’ (genitori, nonni) furono salvati dall’opera caritatevole e prudentemente silenziosa del venerabile Pio XII: ecco cosa dovrebbe dire Di Segni…

  5. Garlyc scrive:

    Lotharius, hai ragione. Anche se sono cose che non andrei a dire (non subito) a una madre che ha perso i figli, o qualcosa del genere. E bisognerebbe dare l’impressione di consolare (nel senso vero, fortissimo e cristiano del termine) anziché di espletare una pratica burocratica che “mette tutto a posto” (nel caso, Dio non ne ha bisogno, ne abbiamo bisogno noi).
    Penso che si debba rimanere davanti al mistero, certi che esso trova soluzione e risposta in Dio, ma che solo una Sua luce particolare può darci un barlume di comprensione. Per il resto la risposta dovrebbe essere il silenzio, sapendo che è il silenzio del Sabato Santo: arido, spoglio, ma da cui germoglia (non da noi) la Risurrezione.

  6. anniballo scrive:

    Ci si poteva attendere una replica come quella di Lotharius sullo “spiccio materialismo”; e ,se devo essere totalmente sincero, si può perfino capirla ( “NON” prendersela con Dio è un modo per tranquillizzarsi). Il mio post insisteva,però, abbastanza chiaramente, sui contorni particolarmente odiosi dello strazio da killer esercitato verso un popolo intero. Certamente, se la sofferenza ha un valore, gli Haitiani stanno a posto per l’eternità, avendo Dio concesso loro il sommo privilegio di soffrire enormemente prima, durante e dopo. Veramente un colpo fortunatissimo, soprattutto per sudici pagani dediti a riti tribali che, giustamente, suscita lo sdegno del privilegiato Lotharius, “figlio di un Dio maggiore”. Speriamo, dunque, due cose : primo) che Dio faccia più spesso questi vantaggiosissimi “sconti per comitive”, procedendo ad imbarcate collettive verso il Paradiso di centomila disgraziati per volta (si guadagna molto più tempo che con singole agonie…) e -secondo-) ci auguriamo che ,quanto prima, il Dio buono dimostri la stessa sollecitudine amorosa verso lo stesso forumista e tutti i suoi cari, concedendogli il privilegio che hanno avuto i pagani di Haiti. Anzi, più lunga sarà l’agonia, più in alto si sarà collocati in Paradiso…
    Che fortuna questi haitiani, che fortuna….

  7. Lotharius scrive:

    @ Garlyc
    Concordo con lei, ma io mi rapportavo alla protervia materialista accecata nei confronti di Dio (ma che gli avrà fatto poi?).

  8. Garlyc scrive:

    @anniballo,
    se pensi di voler dimostrare con le tue parole vera pietà nei confronti delle persone di Haiti, sarà meglio che cambi un po’ registro.

    Detto questo, è morto anche l’arcivescovo di Haiti. Non penso che fosse quello che Lotharius aveva in mente parlando di pagani dediti a riti tribali.

  9. Lotharius scrive:

    @ anniballo

    Un motivo per cui più di tanto non mi spreco a spiegare cose che non riuscite (non volete) a capire è proprio questo.
    Siete accecati da viscerale odio per il Signore e considerate i cattolici privilegiati da Dio (ma secondo lei i cattolici non vivono anche loro nel piccolo tragedie, disgrazie, morti e quant’altro?)
    Figli di un Dio maggiore?
    Non credo proprio, perchè non si prova a leggere la storia dei Martiri di Otranto?
    Certo però per voi ci sono morti e morti (di serie A e di serie B ovviamente i cattolici).
    Personalmente un terremoto potrà accadere anche nella mia città (anzi basta guardare la tragedia di l’Aquila) ma io non starò a prendermela con il Signore per quello, piuttosto cercherò di guadagnare la vita eterna tramite la sua infinita Misericordia, facendo molta attenzione però perchè c’è anche la sua Giustizia.
    Quello che voglio dirvi è che il cattolicesimo (prima di essere criticato dai soliti 4 insulti comuni) va studiato nella sua immensa saggezza.
    Questo è un mio consiglio personale, poi fate vobis.

  10. FedericoRia scrive:

    @ Tradizionalista
    ‘Molti ebrei potranno assistere alla visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma solo perchè i loro ‘antenati’ (genitori, nonni) furono salvati dall’opera caritatevole e prudentemente silenziosa del venerabile Pio XII: ecco cosa dovrebbe dire Di Segni…’

    Ben detto! si aggiunga anche che i discendenti di quei genitori e nonni aspirano a ricostruire il tempio a Gerusalemme. Cioè, una bestemmia contro Dio e un’intenzione pericolosissima contro gli islamici e i cristiani! Anche questo dovrebbe puntualizzare il discendente dei farisei!

  11. anniballo scrive:

    La replica di “LOTHARIUS” merita un’ altra replica.
    Chi ha mai detto che i cattolici non hanno disgrazie? Possibile che non si riesca mai ad intendersi?
    L’espressione “figlio di un Dio maggiore” era chiaramente dovuta all’intrinseco disprezzo mostrato d L. allorchè parlava degli haitiani, bollandoli come pagani e seguaci di riti voodoo. Possibile che non si riesca mai ad intendersi? Chi ha mai detto che i terremoti succedono solo presso i pagani? Possibile che non si riesca mai ad intendersi? Lotharius ha olio al posto del liquido cefalo-rachidiano?
    Inoltre, perchè ce la si ha su con Dio? Perchè l’amore vero è dare senza nulla chiedere. L’idea di un Dio infinito, buono, eterno,onnipotente,misericordioso etc etc ma che però sottopone i Suoi figli a prove e sofferenze d’ogni genere è intrinsecamente inconsistente. Se io ti invito nella mia villa, (senza che tu lo abbia chiesto!), non ti sbatto giù in una cantina umida a soffrire fame e freddo e poi ti dico “se te lo meriterai, ti passo al piano di sopra, in una bella camera per ospiti”. Io ti dirò, amico caro, era meglio che non mi invitavi proprio.
    Questo spicciolo argomento laico e laido, (oltre che avere una grande dignità letteraria, come i più istruiti sapranno), è profondamente giusto ed ispirato al più elementare buon senso. Rinnegarlo, ridicolizzarlo e costruirci sopra -in alternativa- le più arzigogolate teologie testimonia soltanto del disperato bisogno dell’uomo di trovarsi una consolazione purchessia.
    Personalmente, sa cosa Le dico, caro Lotharius? Non mi importa nulla essere annullato per i migliaia di miliardi di millenni a venire, rinunzio fin d’ora alla favola atroce della Vita Eterna. Preferisco vivere al meglio i pochi decenni che mi toccano su questa Terra. E non finire sotto le macerie di un terremoto. La vita eterna se la tengano gli avidi di eternità. L’eternità me la vogliono vendere per forza, ma non mi interessa nulla. Si vede che l’interesse è del venditore….

  12. ADRIANO MEIS scrive:

    Mi pare degno di stima il forumista Anniballo, ed ancor più la sua travagliata inquietudine. Si capisce che sono figlie di ansia di giustizia e di comprensione, in un intelletto tutt’altro che torpido.
    E, tuttavia, Anniballo sembra non capire una cosa : che tutte le ontogenìe sono figlie dell’angoscia (e dell’ignoranza). E’ l’angoscia la madre di tutti i miti ed anche il mito cristiano non fa eccezione. Angoscia di fronte a cosa? Angoscia di trovarsi vivi in un universo incomprensibile, alle prese con una vita che fa paura (perchè non la puoi controllare) e con una morte (che fa ancora più paura).
    Dunque, tanto più i derelitti sono tali, tanto più sono immersi nell’angoscia,, tanto più la religione trionfa.
    Un terremoto è una ottima occasione di prosperità per la religione, e -se i morti fossero il doppio- oltre la morte stessa, anche la religione ne trarrebbe il doppio del beneficio. Ed i sacerdoti di tutte le fedi, assieme alla morte. Se ne faccia una ragione, caro Anniballo, è così.
    La saluto con stima.

  13. hilarius scrive:

    Lotharius vedi come ti ho spiegato ieri i geovisti in questo blog, vengono pagati a percentuale dalla torre di guardia, per intasare i blog. Non ti preoccupare di rispondere tanto hanno perso ogni facoltà mentale!

    Vogliono parlare di cose che non sanno e le spiegano secondo la visione asservita dei loro manager dirigenti, della torre di guardia…ehm! guardia de che? ma se non riescono a guardarsi da chi li ha stravolto il cervello, possono secondo te fare la guardia?

    Poi si fanno in 10 alias pur di lasciar intendere che sono in molti. Certo che diamine devono pur guadagnarsi la pagnotta, non trovi?

    jehova uno dei nomi dati all’anticristo, infatti i geovisti adorano il palo e odiano la Croce!

  14. annarita scrive:

    Anniballo è un mistero per tutti il perchè certe tragedie accadono, visto che non possiamo sapere i piani di Dio, nè i suoi giudizi.
    Sta di certo che tutti dobbiamo morire e spesso non si muore in casa sul proprio letto all’età di 100 anni, ma si muore in tutte le fasce d’età, e nei più svariati modi, anche per terremoto.
    Per questo dovremmo meditare più spesso la morte, perchè non siamo quegli dei che spesso crediamo, non possiamo prevedere tutto e metter rimedio a tutto, non sappiamo quanto tempo ancora ci è concesso, ma possiamo vivere bene finchè ci è concesso di farlo, vivere in grazia intendo, in modo da essere sempre pronti alla nuova vita che ci spetta (ci spetta a seconda dei meriti).
    Difficile da comprendere, specialmente difficile da accettare, quando a morire sono i bambini, non solo da parte degli atei, ma anche da parte dei credenti, che se non supportati dalla grazia della Fede, perderebbero ogni speranza. Un mistero senz’altro, ma non è che certe disgrazie ce le tiriamo con la nostra cattiveria? Non è che con l’aumento del peccato ci attiriamo il castigo? Che è sempre comunque un atto di misericordia per risvegliare le anime e metterle nella condizione di vedere come siano dinnanzi a Dio?
    Poca cosa siamo, ma spesso siamo superbi e pensiamo di poter all’infinito sfidare la Giustizia, peccando senza badare a quanto è costato il nostro peccato: il sangue di un innocente (Gesù), e se dunque Dio ha sacrificato il proprio figlio per salvarci, e noi oltre a essere ingrati, lo svillaneggiamo con le offese più grandi, cosa ci aspettiamo? Non vogliamo Dio nella nostra vita, poi pretendiamo che intervenga per salvarci dalla disgrazia. Come dire che offendiamo, maltrattiamo, sbeffeggiamo nostro padre, dopo che esso si sacrifica per noi e ci stupiamo poi se esso ci caccia da casa. Sarà perchè lui non è buono o perchè non lo siamo noi? Mistero!
    Il modo di morire non ci è concesso di seglierlo, ma ci è concesso in larga misura di avere le grazie per morir bene, per salvare ciò che non può essere ucciso, la nostra anima e i sacramenti sono i mezzi a nostra disposizione.

  15. mario scrive:

    “Ciò che conta, domenica, è il gesto umile e semplice del vescovo di Roma che passando al di là del Tevere fa visita a una comunità ebraica antichissima, più antica di quella cristiana, e ci va tendendo la mano dell’amico, cosciente che in un’epoca in cui la religione diventa talvolta motivo per giustificare l’odio e la violenza, cristiani ed ebrei – lasciato alle spalle un passato doloroso – sanno dialogare e convivere, nel pieno rispetto delle reciproche autonomie, identità e diversità”.

    Un miscuglio di fantastoria in linguaggio automatico, politicamente correttissimo. Questo lo poteva scrivere pure mio nonno, che ha la quinta elementare. La TV ormai ci bombarda continuamente con omelie di questo tipo; guai a dissentire! La dottrina cattolica è ben altro, e non si lascia irretire da giochetti di bassa sociologia, sempre funzionali ai potenti. Lei, Tornielli, si compiace nello scrivere cose del genere?

  16. Lotharius scrive:

    @ anniballo

    Lei non verrà annientato se continuerà così, molto peggio perchè cadrà (anima e corpo ebbene sì l’inferno è un luogo) nella fornace ardente dell’inferno (per l’eternità) dove è pianto e stridor di denti.
    Non glielo auguro, si cosparga il capo di cenere smetta di bestemmiare e si converta alla vera Fede.
    Poi anniballo lei è pieno di luoghi comuni, ragionate tutti alla stessa maniera indottrinati da qualche laicista che avete visto in TV, aggrappati al caso al niente, senza Dio…
    Poveri voi, che pena mi fate (e pensare che 4 anni fa ero come voi, ringrazio Dio ogni mattina di avermi fatto la Grazia della conversione).
    Auguri sinceri.

  17. annarita scrive:

    Caro Meis, per ora l’angoscia non mi ha mai attanagliata, dunque non comprendo come mai da atea incallita sia diventata cattolica, senza esser passata per quell’angoscia che secondo lei è la causa di tutte le fedi.
    Direi piuttosto che l’angoscia colpisce in maggior parte chi non a Fede. Senza la speranza e senza la convinzione, che nonostante tutto c’è Chi ci ama profondamente (quand’anche nessun uomo ci sopportasse) e questo Chi, ci ha voluti dall’eternità, con i nostri pregi e difetti e ha un progetto su di noi, senza questa certezza tutto finisce in tragedia. Perchè difficilmente la vita scorre come vogliamo.
    Porti pazienza Meis, ma perchè secondo lei la religione dovrebbe trovar giovamento dai morti? Certo spesso nella storia ha trovato giovamento dal sangue dei martiri, perchè la santità porta sempre frutto, non per i prelati, ma per tutte le anime, specialmente per quelle che vivono in stato di peccato. Mai sentito parlare delle offerte, dei sacrifici, fatti da padre Pio per convertire qualche anima? Non vi è miglior rimedio. Ma un conto è il voler offrirsi, unendosi al sacrificio di Dio, per il bene delle anime, un conto è dire che la religione gode ed esulta quando ci sono stragi, ma quando mai?
    Se lei vede il male anche nel bene non è colpa del bene, ma della malizia che è in lei. Secondo lei come mai la religione prospera nelle disgrazie? Perchè la religione sa dare delle risposte alla sofferenza, che divengono impellenti nella disgrazia (nel benessere ci poniamo poche domande)?
    Perchè Meis la religione prospera? Prospera perchè l’uomo da sempre è stato religioso, perchè da sempre si è posto due domande fondamentali: da dove veniamo e dove andiamo?
    Nei tempi di grassa, specialmente nei tempi nostri dove si vive come in una finzione, illudendoci di essere immortali, (finchè va bene), queste domande si sono assopite, le abbiamo messe nel ripostiglio, ma quando succedono cose inspiegabili che ci fanno crollare gli edifici mentali di carta, allora ci fermiamo a pensare e e tornano a galla le solite due domande: perchè siamo al mondo, dove stiamo andando? Meis non è una cosa brutta se la religione (intendo l’unica vera, quella cattolica) sa dare le risposte a queste domande e non è cosa brutta se la religione porta consolazione, carità (non solo a parole, ma a fatti) agli uomini provati e sofferenti.
    Mica sarà invidia, Meis, il suo sarcasmo, sulla prosperità della religione? Mica colpa della religione se voi atei (per modo di dire) non sapete dare risposte migliori.
    Caro Meis a voi lasciamo in fondo il lavoro più comodo quello di illudere gli uomini quando sono nella prosperità, nella salute, illuderli di poter fare come vogliono perchè un dio non esiste.
    Perchè dunque invidiarci, se noi ci occupiamo invece di quelli che hanno bisogno di conforto, di cibo, di cure, di speranza? Se dove c’è bisogno di carità prospera la religione, sarà perchè la religione da ciò di cui c’è bisogno. :D

  18. max scrive:

    Ma il Rav.Laras ha letto l’articolo I rischi dell’autosufficienza scritto dall’Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede per il numero di gennaio del mensile “Pagine ebraiche” diretto da Guido Vitale ?

    S.E.Mordechay Lewy forse sarà presente alla visita ma il Rav.Laras no:forse anche Lui fa parte di quella autosufficenza elencata nell’articolo? “Sarà il tempo a dire chi ha fatto la scelta giusta”. Sarebbe meglio “Sarà la Storia a giudicare gli operati degli Uomini. Ma Sarà Dio ha usare Misericordia”.

  19. il maccabeo scrive:

    grande annarita.

  20. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Mario, lei mi scrive:

    “Questo lo poteva scrivere pure mio nonno, che ha la quinta elementare. La TV ormai ci bombarda continuamente con omelie di questo tipo; guai a dissentire! La dottrina cattolica è ben altro, e non si lascia irretire da giochetti di bassa sociologia, sempre funzionali ai potenti. Lei, Tornielli, si compiace nello scrivere cose del genere?”

    Sappia che non mi compiaccio di ciò che scrivo, né ho la pretesa di fare omelie. Mi compiaccio invece, di essere paragonato a suo nonno, che aveva solo la quinta elementare, e che mi sta già simpatico.
    Non so perché dica “guai a dissentire”: dissenta pure, argomenti, demolisca le mie povere agomentazioni omiletiche politicamente correttissime. Io so poco o nulla, al contrario di lei, di dottrina cattolica. Mi sembra però che a questo riguardo Benedetto XVI abbia qualcosa da dire, e io attendo le sue parole di domenica.

    saluti
    at

  21. john coltrane scrive:

    Anniballo, se lei non si confronta con le Parole del Cristo, in primis sulla Sua morte in croce, non potrà mai comprendere il senso della sofferenza innocente. Questo, se mi permette, le”rimprovero”: perchè non prova ad approfondire il Vangelo?
    Se lei vuole mantenere il suo assunto: “non ci può essere un disegno benefico”, lo può fare, dopo questo ci saranno altre tragedie, grandi e piccole, ogni giorno lei potrà trovare motivi x sostenere la sua posizione….ma lei capisce che a sto punto la cosa è sterile? Non capisco se spera di mettere in crisi i credenti, sinceramente dalla sua intelligenza mi aspetterei uno sforzo: lo sforzo di confrontarsi col CRISTO, per l’appunto.
    San Paolo dice: “una cosa sola so, ed essa predico: CRISTO, CRISTO Crocifisso”.
    Le auguro una buona serata.

  22. Francesco Rada scrive:

    Buonasera,
    l’argomento ebrei-Pio XII non mi infiamma perchè gli
    ebrei (volutamente o no) partono dal concetto sbagliato
    di un Pio XII tollerante del nazismo. Gli ebrei italiani
    ed europei sanno perfettamento cosa la Chiesa fece a quei
    tempi per salvarli dalle camere a gas. La tesi antipapale è dettata dalle opinioni di una minoranza di ebrei scampati all’olocausto grazie alla Chiesa, i quali dissero che i loro salvatori(sacerdoti, laici suore etc.) agivano all’insaputa e contravvendo gli ordini della Santa Sede. Una bufala enorme ancora oggi spacciata come verità in Israele e creduta dalla magioranza dei sionisti.
    Gli ebrei si tengano i loro profeti, rabbini e via dicendo
    e lascino fare alla Santa Chiesa la promulgazione dei nuovi
    Santi e Beati. Non è materia per loro.
    Francesco

  23. il maccabeo scrive:

    Diciamoci la veritá. Tutto sto tira e molla su Pio XII ha una sola ragione: la conversione al cattolicesimo (NB. ben pre-concilio Vat II) del Rabbino Capo di Roma Israel Zoller-Eugenio Zolli, nascosto nelle Biblioteche Vaticane e visitato quasi giornalmente (correggimi Andrea se sbaglio) dal Santo Pontefice Pio XII.
    Di fronte a questo anche i 5000 ebrei salvati personalmente in Vaticano da Pio XII diventano trascurabili per certi zelanti neo-farisei.
    Schindler (sant´uomo, per caritá) ne salvó 1200 lavorando comunque a fianco dei e per i Nazi, e gli ebrei gli fecero un monumento. Pio XII scrisse la “Mit brennender Sorge” per Pio XI condannando il Nazismo nei tempi in cui altri “antifascisti” facevano patti di non aggressione, salvo´direttamente piú di 5000 ebrei e indirettamente chissá quante altre migliaia coi suoi ordini a diocesi e case religiose, e i discendenti dei salvati che fanno? Lo “onorano” allo Yad Vashem col titolo “Il Papa di Hitler”.
    La gratitudine non é evidentemente una virtú per certe persone. Speriamo solo che siano una piccolissima minoranza.

  24. Anniballo scrive:

    RINGRAZIO TUTTI, (“HILARIUS” COMPRESO)………………
    Cara Annarita, prendo atto volentieri della Sua risposta, ma Le dico, con tutta franchezza, che ho già sentito per tutta la mia vita questo ritornello sugli oscuri piani di Dio.
    Leggo –sulla testata del giornale che ci ospita– che si calcola intorno a due milioni il numero dei bambini colpiti. Ora, per quanto dotti teologi abbiano potuto secernere dalle loro auguste meningi tutti gli arzigogoli filosofici possibili, nell’arco di secoli e secoli, a me –sinceramente- l’idea che il “Dio buono” possa concedersi atrocità simili non mi quadra affatto. E dico questo per quanto elevato e fulgido possa essere il Suo “disegno”. Qualunque sia il Suo disegno, non vale un solo minuto di sofferenza di un solo bambino innocente.
    Di più : non credo che sdoganare qualunque evento, anche il più atroce, con la formula degli oscuri piani di Dio, sia un comportamento dignitoso. E’ un potente narcotico mentale che serve solo a continuare a dormire tranquilli la notte; ma non è dignitoso.
    Insinuare l’idea che ,poi, ciò possa avvenire a fronte di chissà quali peccati, mi pare ancora più fuorviante: quali peccati mai potranno commettere tante disgraziate, povere, giovani creature??
    Ad “HILARIUS” dico che è ossessionato da questi Geovisti. Anche questo è un modo per isolare il male e mettersi tranquilli, come l’idea che ci sia una Torre che paghi per intasare il forum (??). Vedete a quali abiezioni intellettuali si può arrivare, quando si abbandona il raziocinio?
    Perciò, mi spiace scuotere e disilludere “Hilarius”, ma non sono affatto del numero.
    Anzi, ora vi faccio ridere tutti : poiché questi TdG mi rompevano l’anima ogni domenica mattina –introducendosi nel condominio,profittando dell’assenza del portiere—una domenica mattina sapete cosa ho fatto? Quando hanno bussato,ho aperto la porta di casa nudo come un verme. Hanno fatto un salto all’indietro e non si sono mai più visti.
    Poiché il sistema funziona, consiglio ad Hilarius di fare lo stesso.

  25. sasso scrive:

    I giudei si convertano!

    “è nato il Bambino che mostrerà l’iniquità di israele”

    CONVERTITEVI !

    P.s
    Sono anche andato a vedere il significato di iniquità sul vocabolario.

  26. hilarius scrive:

    @ anniballo che si dice di non essere tdg, ma chhe prende le difese dei tdg e si complimenta dei tdg(beato lui si accontenta di poco)…mi scrive:

    **Perciò, mi spiace scuotere e disilludere “Hilarius”, ma non sono affatto del numero.
    Anzi, ora vi faccio ridere tutti : poiché questi TdG mi rompevano l’anima ogni domenica mattina –introducendosi nel condominio,profittando dell’assenza del portiere—una domenica mattina sapete cosa ho fatto? Quando hanno bussato,ho aperto la porta di casa nudo come un verme. Hanno fatto un salto all’indietro e non si sono mai più visti.Poiché il sistema funziona, consiglio ad Hilarius di fare lo stesso.**

    Ma anniballo suvvia sii serio…e i tdg che sono abituati ad immergersi nudi nella vasca della loro “rinascita”.. si sono spaventati per la tua nudità?

    Ahimè! li devi avere proprio brutti gli attributi…scusa spero di essere stato spiritoso…almeno quanto lo sei stato tu!

  27. anniballo scrive:

    Il premuroso “LOTHARIUS”, (cercando più di tranquillizzare sè stesso che me), scrive : “Lei non verrà annientato se continuerà così, molto peggio perchè cadrà (anima e corpo ebbene sì l’inferno è un luogo) nella fornace ardente dell’inferno (per l’eternità) dove è pianto e stridor di denti”.
    Ohibò, rispondo, non riesco a spaventarmi, ma La ringrazio, caro “Lotharius”.
    Da quando avevo dieci anni non ci credo più (la Sua mente,invece,vedo, si mantiene giovane giovane) e ,poi,…ma ha mai pensato che sconfitta storica sarebbe ,per il povero Dio, vedere le Sue creature condannate al fuoco eterno per sempre, sempre,sempre,sempre,sempre………

  28. Cherubino scrive:

    caro Anniballo: ma lei ha mai visto un bambino cerebroleso ? e si mai rimboccato le mani per servirlo nei suoi bisogni più elementari ? chi ama forse non sa il “perchè”, ma sa sempre il “per cosa”.

  29. anniballo scrive:

    Apprezzo molto la battuta di “HILARIUS”, sinceramente. Un pò cattivella, ma graziosa. In realtà, credo di averli spiazzati completamente, quella mattina; non ho mai visto una sorpresa maggiore dipinta su volti umani.
    Comunque, Le ripeto, “Hilarius”, non sono affatto del loro numero; quando mi fermano, riesco a lasciarli senza argomenti, mi creda. Ma vale anche per altri : lo stesso faccio con mia nipote e suo marito (convertiti all’Islam), e con due mie cugine neocatecumenali.
    La saluto, stia bene.

  30. anniballo scrive:

    Sono d’accordo con Lei, “CHERUBINO”, (per quel che ho compreso) e La ringrazio per la risposta. Io seguo sempre con simpatia i Suoi posts e ,dall’interno del numero dei fedeli, penso che condividerei varie Sue posizioni.
    Stavolta, devo ammettere,però, non ho capito fino in fondo la tesi che ha voluto sostenere.

  31. ADRIANO MEIS scrive:

    Gentile signora Annarita, il concetto che esprimiamo è simile : so bene che la mancanza di fede induce angoscia, ed è proprio per questo che la gente si abbandona ad essa, evidentemente. Io, per esempio, ne sono una prova. [Né traggo alcun vantaggio dalla prosperità di cui Lei parla, né dalla pancia piena].
    Le religioni offrono una spiegazione dell’uomo a sé stesso; in mancanza di esse, tutto diventa fumoso, incomprensibile, drammatico. Ma ,torno a dire, questo non prova affatto che siano vere. Le religioni servono solo a farci capire come funziona il cervello umano (e Lei lo dice chiaramente: la speranza “che c’è chi ci ha voluti, c’è chi ci ama, c’è chi ci aspetta”….). Ma desiderare che una cosa sia vera non basta a renderla vera, appunto.
    Secondo punto: ancora una volta non ci capiamo bene. La religione trae giovamento dagli accadimenti tragici perché questi sono un moltiplicatore di angoscia e danno all’uomo la sensazione che egli più odia : constatare che gli eventi non sono sotto il suo controllo. Di qui, lo sforzo di contrattare un rapporto privilegiato con Gli Enti che reggono l’universo, al fine di renderli benevolenti. In questo senso, l’angoscia è una eccellente matrice di religiosità. Non illudiamoci, le chiese sono piene perché l’Uomo ha bisogno di qualcosa. Se, per assurdo, l’Uomo non avesse bisogno di nulla (né a livello materiale, né psicologico), dagli animi sarebbero assenti pulsioni religiose e chiese, sinagoghe e moschee sarebbero vuote, (esattamente come nessun cane sazio si ferma davanti ad una macelleria, implorando un osso).
    Infine, “perché la religione prospera?”. Perché, nei viventi, l’Evoluzione ha selezionato un istinto potentissimo, che è quello di conservazione, fissando geneticamente l’istinto a fuggire la morte,come già dicemmo, . La religione conforta questo istinto al massimo grado, assicurando addirittura la vita eterna (assurdo logico e biologico). Questo ci spiega anche perché, da vecchietti, avvicinandoci alla fine, tutti troviamo comodo convertirci alla fede.
    Un’ultima cosa, mi perdoni. Trovo assolutamente presuntuosa l’affermazione che la fede cattolica sia l’unica vera. Non solo ognuno dà per scontato che sia vera la sua e solo la sua, ma –se così fosse—dovremmo giudicare sfortunata oltre la metà dell’Umanità (che manco sa cos’è il crocifisso), oppure inetto un Dio che non ha saputo vincere la concorrenza di tanti dei e deucci rivali?

  32. Sal scrive:

    La visita del papa in sinagoga, da un semplice e normale punto di vista umano, non religioso, è un semplice gesto di cortesia. E’ cosa normale ed è politicamente utile, visitare i vicini e mostrarsi amichevoli. Quindi con questa visita il papa non fa altro che seguire un percorso di pura civiltà e una dimostrazione di buone maniere che gli fa anche guadagnare la stima dei suoi sostenitori per l’umiltà che dimostra con quest’atto.

    Osservando da un altra ottica, non ci si può esimere dal domandarsi “qui prodest ?” Qual’è lo scopo veramente ? Che cosa si aspetta ? Cosa spera di ottenere ? Non sono domande peregrine, perché essendo il papa un capo di stato, con una bandiera, un esercito e un potere finanziario, avrà in mente un qualche obiettivo da voler conseguire. E poiché il momento non è dei più felici a causa dei malumori per la beatificazione di Pio XII, compiere in ogni caso la visita, significa che la motivazione è più urgente di quanto la prudenza non avesse suggerito di ritardarla.

    Ma poiché il papa è anche un capo della chiesa che si definisce, l’unica in possesso della rivelazione, della vera fede, dell’unica chiesa al di fuori della quale non c’è salvezza, non posso pensare che il papa abbia la pretesa di rivendicare questi concetti proprio nella sinagoga, nella speranza di convertire i l popolo che fu inizialmente il depositario delle verità di Dio. Se quindi va esclusa una motivazione religiosa perché suicida se quello fosse l’obiettivo, non rimane che una motivazione politica ma allora perché farla in una Sinagoga ? Mascherando da religioso qualcosa che è solo politico ?
    Non si dovrebbe dividere Cesare da Dio ? Perché travestire la verità da bugia e la bugia da verità. ?

  33. Sal scrive:

    @ annarita

    domanda facile per un atea divenuta cattolica senza passare per la sofferenza.
    Osservando quà e là i vari filmati della CNN, del terremoto di Haiti, ho notato che sia nel caso di Haiti, come nel caso dell’Aquila, le chiese non sono state risparmiate dal terremoto. E questo vale anche per molte altre occasioni passate.

    Avrebbe lei da cattolica una risposta logica perché il buon Dio non ha risparmiato almeno la sua casa in questi immani tragedie ?

  34. Tradizionalista scrive:

    Sono disgustato dalle polemiche sollevate da parte di ampi settori del mondo ebraico sulla visita del Papa in Sinagoga e sul ruolo (eroico, eroico, eroico!!!) di Pio XII durante la Shoah.
    Cari amici,
    la verità è solo ed esclusivamente una: i ‘fratelli maggiori’ ebrei si considerano figli unici e ci trattano come i seguaci di un ‘povero carpentiere’ di nome Gesù che, ammesso che sia esistito, non è nato da una vergine e non era il Messia ma un povero esaltato che a forza di sostenere di essere Dio si è fatto mettere in Croce!!!
    Ergo, se il Papa è il Vicario di Cristo, il Papa, per loro, è il Vicario di un esaltato, di un millantatore, se non di un personaggio di fantasia (perchè, è bene ribadirlo, in molti, tra gli ebrei, negano addirittura l’esistenza di Nostro Signore)!!!
    Allora, la vicenda legata a Pio XII, mi sembra nient’altro che un pretesto per rendere maggiormente difficile la visita in sinagoga del rappresentante in terra di quel Dio che loro non hanno riconosciuto e ancora aspettano!!!
    Chiamiamo le cose con il loro nome!!!

  35. Tradizionalista scrive:

    Dimenticavo: ‘Vi chiameranno retrogradi, integralisti, papisti: siatene fieri!’ (Papa San Pio X).
    Sì, ne siamo fierissimi!!!
    E quanno ce vò, ce vò!!!

  36. anniballo scrive:

    Devo replicare ad un bel post di JOHN COLTRANE (4:45 di oggi).
    “Confrontarmi col cristo”, scrive John. In buona sostanza, io , nella mia miseria , nutro ammirazione per la figura storica del cristo. Sono affascinato da due cose, più precisamente : il Suo insegnamento morale (che trovo possibile applicare anche al di fuori di premesse di fede) ; e la Sua azione sugli atteggiamenti sociali, (con l’aver dimostrato che non esiste alcun diritto divino dei privilegiati e che un grande ruolo storico poteva essere anche riservato agli umili che lavorano con le mani).
    Non sarebbe male—per inciso– che anche la chiesa rammentasse che Gesù legittimò la rivolta contro il potere ed i privilegi economici e che tutti siamo figli di Dio, dunque uguali in quanto fratelli. Prestigio, ricchezza e potere, ( che la chiesa ha accumulato in abbondanza), furono visti da Lui con sospetto, in quanto elemento di differenziazione tra fratelli.
    Per altro verso, non credo affatto all’idea che c’è un Dio che manda il Figlio quaggiù per un disegno di riscatto. Questa parte della figura del cristo non riesco ad assimilarla.
    Non mi piace assolutamente l’idea di avere inchiodato l’umanità all’idea del peccato e l’idea conseguente di essersi un dio incarnato in un uomo perché quell’uomo fosse torturato ed ucciso per la redenzione da un peccato (trattando poi malissimo il povero Giuda, nonostante costui fosse una parte necessaria del Piano). Ma anche ammessa l’idea dei peccati umani, Dio non poteva perdonarli e basta? Possibile che non c’era altro mezzo che inscenare una tragedia in cui Dio stesso fosse, allo stesso tempo, carnefice, vittima e giudice? Aggiungendo al dolore universale ,senza peraltro eliminarlo, la sofferenza ulteriore di un crocifisso? Ponendo le premesse perché gli ebrei fossero poi accusati di deicidio? Mandando poi un altro profeta ,Maometto, per dividere ulteriormente, dopo sei secoli, il popolo dei credenti?
    Tra l’altro, Adamo non è nemmeno mai esistito, e questo inficia ulteriormente l’intera teoria; e ,,se il peccato originale è simbolico, (come ora si ripete), Gesù si è fatto torturare ed uccidere per un peccato simbolico commesso da un individuo mai esistito?
    Io sono una persona anziana e profondamente morale, John; ma la mia moralità proviene da altre fonti.

  37. mauro scrive:

    Caro Lotharius, mi riferisco a Lotharius Scrive: January 14th, 2010 at 11:02 am

    quando mai la passione di Gesu’ sarebbe “infinitivamente piu’ grande e dolorosa di qualsiasi altra tragedia umana, Shoà compresa”? Se era Dio fattosi uomo egli è stato crocefisso come uomo ed ha patito come uomo, non certo come Dio perchè Dio essendo eterno non ha nascita nè morte. Ed allora morire come uomo fa parte delle vicende della vita, comprese quelle appena accadute ad Haiti. Sulla terra è inevitabile che muoia tutto ciò che è vivente ed ha sostanza, animali (compreso l’uomo) e piante.

    Poi che gli haitiani siano una popolazione pagana, non ha nulla a che vedere con l’eventuale disegno divino di portare quelle povere anime in Paradiso (perchè mai si sarebbero salvate senza quel terremoto), in quanto chiunque non conosca Dio è salvo ed accede al Paradiso.

    Come vede Dio ha presente anche la successiva vita spirituale di chi non lo conosce perchè lo considera sempre il proprio figlio. La vita non è dunque nè un fine nè un mezzo per accedere alla vita eterna ma solo un breve passaggio nell’imponderabile, soggetto ai comportamenti dell’uomo e dalla natura, sui quali Dio non ha alcun potere perchè dopo averli creati così gli piacque.

    La parabola delle dieci vergini, di cui lei ha tratto quel passo (Mt, 25,13) afferma che chi si pente, benchè ravveduto, (le 5 vergini stolte) non accede al Regno dei Cieli. Beh’ si direbbe che questa parabola non ammetta sbagli, neppure il piu’ piccolo (l’olio che mancava dalla lampada), ed allora il Paradiso deve essere vuoto o semivuoto perchè il pentimento od il ravvedimento, dopo un errore, sbarra la strada al Regno dei Cieli. Infatti, caro Lotharius, la confessione dei propri peccati non esisteva allora come d’altronde il pentimento e l’assoluzione. Se così era allora, lo è anche oggi perchè la Parola di Dio è valida per l’eternità.

    Se lei afferma che non è vero e la confessione, il pentimento e l’assoluzione sono valide, esiste solo una possibilità: quella parabola è una bufala.

  38. Giuliano scrive:

    Questo Tradizionalista non sarà uno che rimpiange i bei tempi del putsch nella famosa birreria di Monaco e va cantando “Trink, trink, bruderlein trink”?

  39. Cherubino scrive:

    le intenzioni che Tradizionalista attribuisce agli ebrei sono del tutto infondate. Ci saranno delle correnti ultraortodosse, per lo più residenti in Israele, chhe potrebbero avvicinarsi a quelle posizioni, ma in genere l’ebraismo rispetta il cristianesimo come religione, pur non condividendone la fede.

    La questione poi di Pio XII è chiaramente importante, ma non può assolutamente essere considerata un’offesa alla religione. Può essere considerato un’interpretazione storica di avvenimenti e personaggi errata, cui non è affatto obbligatorio piegarsi, ma non è certo un’offesa alla religione.

    Ritengo quindi importante che il rabbino di Roma si sia opposto alle posizione di Laras e abbia confermato l’accoglienza al papa, che -vale la pena di ricordarlo?- non è dovuta nè obbligatoria, ma è un atto gratuito, un incontro di persone reciprocamente libere. La resistenza quindi alle pressioni fatte nel senso di non permettere più la visita, riveste una grande importanza simbolica.
    A mio parere dovremmo essere grati ad entrambi: al papa, che manifesta la sua amicizia verso gli ebrei, agli ebrei di Roma, che manifestano l’amicizia verso il papa e in lui a tutti i cristiani.

  40. Cherubino scrive:

    anniballo, la domanda che lei pone, “perchè Dio permette o vuole la morte, la sofferenza…” arricchita di tutti i casi più tragici della vita umana e della storia, è alla fine una domanda vuota. Innanzitutto perchè non è una domanda: è un’accusa, è domanda con risposta, un finto processo con condanna già scritta. Esattamente ciò che hanno fatto a Gesù.

    Il suo processo è il processo a Dio, e Dio non si è difeso DAL processo, ma NEL processo (vi viene in mente qualcuno?).
    Come si è difeso? mostrando all’uomo che non è vero ciò di cui lo si accusa. Ma annullare ogni morte sarebbe stata una “prova piena” ? no, solo una prova indiziaria, insufficiente a placare la sete di sangue, di un capro espiatorio, da parte dell’uomo.
    Pur eliminando ogni morte, si sarebbe tolto il sospetto nel cuore dell’uomo che Dio è invidioso, è un nemico geloso della sua divinità? certamente no.

    Allora Dio è andato alla radice del sospetto umano: se la prova dell’amore è che uno preferisca la vita dell’altro alla propria, allora Gesù fa esattamente così. Sa che Giuda sta per tradirlo: potrebbe scappare, potrebbe chiamare i suoi alla lotta, potrebbe almeno condannare Giuda con parole tremende: invece gli sussurra che lui sa cosa sta per succedere, e non si opporrà. Ma non per debolezza, solo perchè Giuda, il suo amico, ha bisogno di sapere di essere amato, e fino alla morte. Solo lo avverte lo prega di non farsi del male, sapendo quando sarà difficile per l’amico accettare la sconvolgente verità di essere amato senza alcuna possibilità di ricambiare, di mettersi “alla pari”.

    Con la sua morte in Croce Gesù mostra anche quale volto ha Dio nelle nostr disgrazie. Quello sadico di cui parlavi tu? quello del cielo plumbeo, nero, chiuso da una coltre impenetrabile ? no, il volto di Dio quando siamo in croce è quello di un crocifisso con noi. E il nostro compagno, l’unico nostro compagno, disposto a condividere quel tremendo pezzo di strada insieme a noi: “quando passerò per la valle oscura non avrò timore, perchè tu sei con me.” dice il Salmo 22. E’ quello che sperimenta uno dei ladroni crocifissi con Gesù: se la sarà presa con lui all’inizio, proprio come continua a fare l’altro. Ma poi, la mitezza di quell’uomo che mostra compassione anche mentre sta morendo, anche verso chi lo insulta, frantuma la sua rabbia, guarisce le ferite della sua anima. Sì, c’è veramente “un balsamo in Galaad” (Geremia 8,22), l’olio del Samaritano che si prende cura del viandante ferito.

    La risposta al male va sperimentata innanzitutto nella propria vita. Tutti facciamo esperienza di morte, nelle sue varie forme. Possiamo allora diventare gelosi custodi di queste “morti” o metterci davanti a lui, semplicemente guardare la sua Croce, o all’ostia consacrata in una chiesa. Potremo sperimentare la forza sanante dello Spirito, la potenza di resurrezione che Egli oggi e qui può esercitare, se solo ci affidiamo a lui e lo lasciamo agire. Posso anche fare di più: posso chiedere ai suoi amici di pregare per me. Di chiedere insieme a me di far entrare la sua resurrezione nella mia vita, anzi: nella mia morte.
    Mi chiederai però per quale motivo Lui non fa questo subito, prima che lo chieda: in realtà Lui lo fa molto prima, perchè predispone tutto ciò che mi servirà. Ma poi ha bisogno che io lo lasci fare. Chiedere non serve a lui per convincersi a dare. Lui vuole dare dall’eternità. Chiedere serve a me, è un esercizio del cuore perchè chiedendo si apra, e aprendosi sperimenti. Chiedere in presenza di altri e sempre un esercizio del cuore. Fare e dire davanti ad un altro è rendere oggettivo, confermare una volontà che finchè è solo dentro di me può restare solo un pensiero, una suggestione, un semplice desiderio su cui invece prevalgono altre volontà.
    Allora il Cielo plumbeo si manifesta come il mattino di Pasqua, il giorno che è già e non ancora. Allora, ma può iniziare oggi,
    “Preparerà il Signore degli eserciti
    per tutti i popoli, su questo monte,
    un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
    Egli strapperà su questo monte
    il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
    e la coltre che copriva tutte le genti.
    Eliminerà la morte per sempre;
    il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto;
    la condizione disonorevole del suo popolo
    farà scomparire da tutto il paese,
    poiché il Signore ha parlato.” (Isaia)

  41. peccatore scrive:

    Caro Mauro, le parabole vanno lette bene, altrimenti si fa dire loro cose improbabili…
    Le dieci vergini sono una figura del “regno del cielo”: il problema delle cinque “stolte” non è “di non essersi pentite”, ma di averlo fatto “fuori tempo massimo”.
    La parabola è data dopo che Gesù ha illustrato “la fine dei tempi”: siccome ciascuno di noi non conosce “quando verrà l’ora”, bisogna stare pronti, e non pensarci quando non ci sarà più tempo o addormentarsi nell’attesa.
    E non si creda che Gesù ci volesse capaci di non dormire il tempo necessario: la parabola allude a ben altro “sonno”, che credo persino un ateo possa comprendere benissimo. Caso mai i soliti “buonisti” dovessero ritenere “egoiste” le 5 vergini che rifiutano il proprio olio alle sbadate, la parabola chiarisce che lo sposo stesso dirà alle 5 “sfortunate”, “non vi conosco”, chiudendo ogni discussione.
    Credo che il consiglio di pentirsi davanti a Dio e di confessarsi peccatori sia valido più che mai.
    E non si creda che i poveri terremotati siano più colpevoli di altri (Lc 13,4) o che ogni malattia sia imputabile alle colpe del malato o dei suoi genitori (Gv 9,3). Il male imperversa a causa del peccato, è farina del sacco del diavolo, produce dolore e morte, è necessario che queste cose terribili accadano (Mt 24,6 ; Mc 13,7 ; Lc 21,9), così come è stata necessaria la croce, per manifestare l’amore di Dio.
    Misteriosamente Dio da questo mare di dolore innocente trae la salvezza di molte anime, altrimenti perdute.
    Il dolore innocente salva le anime dalla dannazione.
    E’ proprio necessario? Se possibile passi da me questo calice, ma sia fatta non la mia, ma la Tua volontà (Mt 26, 38-39 ; Mc 14,36; Lc 22,42).
    Eh sì, la croce è il centro della Sapienza.
    Non andrei certo a dire queste cose in questo momento ad uno che scava sotto le macerie; ma so che quel dolore in qualche modo sta salvando anche me.
    E la “salvezza” vera non è lo “scampare” a questa o quella disgrazia, ma salvare l’anima, per l’eternità.
    Invece lo dico a chi non ci pensa, prima che le macerie riguardino anche noi, di provvedere all’olio per le lampade. Perchè, al momento opportuno, io non potrò darne del mio, se lo avrò, e lo Sposo divino potrebbe, del tutto lecitamente, dire a qualcuno “non vi conosco”.
    Pentiamoci, convertiamoci e crediamo al vangelo.
    E aiutiamo gli haitiani e chi vive nel bisogno una delle infinite ingiustizie di questo mondo (nell’ultimo secolo ne abbiamo contate molte capaci di fare milioni di morti) corrotto dal peccato, salvato SOLO dalla croce.

  42. il maccabeo scrive:

    Qualche domanda a chi se la prende con Dio a proposito del terremoto:
    Ma come mai puntualmente dopo ogni terremoto o catastrofe, si trovano centinaia di milioni per gli aiuti, si mobilitano eserciti e navi da guerra, si fanno ponti aerei, si organizzano raccolte di fondi a non finire ecc. ecc. ma chissá perché prima della catastrofe quei soldi non ci sono?
    Ma le case antisismiche, gli ospedali antisismici e le strutture pubbliche antisismiche non le si poteva costruire prima?
    Ma nel caso di Haiti come in quello dell´Aquila non si sapeva che la zona era sismica?
    Ce ne siamo accorti solo ieri che Haiti si trova sul bordo della stessa faglia che fa tremare la California qualche migliaio di km piú a nord?
    E a proposito dell´Aquila come mai le poche case antisismiche esistenti non si sono neanche incrinate mentre tutto il resto si é sbriciolato? Se iddio é colpevole di quelle sbriciolate sará anche merito suo di quelle che han resistito, o no?
    Il Dott. Boschi ha detto che il terremoto di Haiti a magnitudo 7 é un terremoto forte ma non eccezionale, se ne registrano una ventina ogni anno. C´é davvero bisogno di gridare al Cielo o ci sarebbe piú bisogno di rimboccarsi le maniche e far quel che c´é da fare invece di piagnucolare contro Iddio come una sposa sedotta e abbandonata?
    Vogliamo andare a costruire basi su Marte e non abbiamo ancora imparato a costruire a casa nostra?
    Si son dati migliaia di miliardi alle Banche per la crisi economica, si spendono trilioni di euro e dollari per gli armamenti, eppoi quando capita un terremoto gli intellettualoni con chi se la prendono? Con Dio. Come per le guerre, magari sostenute dagli stessi che gli intellettualoni hanno votato e fatto votare.
    Ma per favore…. L´unica causa del male del mondo e´ sempre la malizia dell´uomo malvagio e la debolezza di quello… “buono”.
    Iddio non c´entra proprio un bel nulla.

  43. laurentinum scrive:

    Il popolo Ebraico è costellato di divisioni ho l’impressione che il Papa ne sta diventando il capro espiatore, il mondo ebraico non puo proiettare sul Papa le sue insicurezze o sempre definirsi contro, come per esempio nel conflitto medio orientale dove ogni parte usa l’altro come scusa per evitare di risolvere sue contraddizioni interne, l’Islam, la sua assenza di democrazia e Israele le sue violente lacerazioni interne. Il conflitto fa comodo perché cosi, si evita di dare delle risposte a dei problemi che non sanno risolvere o che non possono risolvere senza l’occidente e gli Stati Uniti in particolare.

  44. laurentinum scrive:

    Per il terremoto mi dico che se forse Haiti non si fosse ribellata alla Francia avrebbe oggi un’altra infrastruttura che forse l’avrebbe aiutata a ridurre i danni, la decolonizzazione mi sa ha generato più morti e disastri che le colonizzazioni , certo c’erano dei abusi che andavano puniti ma pero forse c’era una infrastruttura una maggiore tutela per questi popoli lasciati a loro stessi senza potere assumersi , noi abbiamo messi millenni per arrivare dove siamo arrivati, non possiamo mica pretendere che il popolo africano faccia in pochi decenni cioè che abbiamo fatto in millenni, bisogna riconsiderare le colonie con un occhio nuovo più critico che ideologico.
    Era un disastro annunciato lo si sapeva ma non si è fatto niente , Dio non c’entra niente una volta ancora sono i uomini che hanno sbagliato, erano avvisati ma hanno deciso di ignorare l’avviso. Cosi come ci sarà un altro disastro annunciato il giorno che il Vesuvio si risveglierà.

  45. JOHN COLTRANE scrive:

    Caro Anniballo, grazie x l’attenzione al mio post, ma vede, con tutto il rispetto alla sua intelligenza (che apprezzo da quando scrive), le ponevo il problema perchè mi pare che si sia giunti ad un vicolo cieco. E in effetti lei mi conferma questo fatto, perchè se parte dall’assunto che non può accettare che la salvezza umana passi x l’Incarnazione, Morte e Resurrezione del Cristo, le dico, sinceramente, non c’è niente da fare; perlomeno, niente riguardo alla spiegazione del “male” del/nel mondo.
    Se lei dà x scontato che la “via” di Gesù non fa x lei, che essa è per lei inaccettabile “a priori”, il dialogo finisce, appunto, in un vicolo cieco.
    Spero faccia uno sforzo, e si metta a leggere attentamente le Parole di CRISTO, trovando magari delle difficoltà, delle contraddizioni, ma trovando anche gli stimoli x riuscire a capire il mistero della sofferenza, e dunque il Mistero di DIO.
    Con l’intelligenza che DIO le ha dato, le sue osservazioni aiuterebbero sicuramente tutti.
    Buona giornata, amico.

  46. annarita scrive:

    Anniballo, non faciamo i patetici, la sofferenza dei bambini è quella che tocca più profondamente tutti e anche Dio che ama in specialmodo gli innocenti e che sicuramente ha destinato loro la più grande felicità. Purtroppo la dipartita da questo mondo non è mai cosa piacevole, ma vorrei sapere se qualcuno di voi si preoccupa del dolore di tanti bambini che nel nostro benestante Paese vengono giornalmente uccisi, non per una calamità naturale, ma per volontà umana.
    Comunque sia cosa ne sa lei, anzi cosa ne sappiamo noi cosa la sofferenza di un innocente può portare? Noi vediamo solo la sofferenza e rimaniamo impietriti, ma Dio anche dal male sa trarre il Bene, bene che ci sarà evidente alla nostra morte, quando i veli verranno squarciati.
    Anniballo comprendo lo sbigottimento, se si leggono le vite dei Santi, anche bambini, si rimane di pietra nel vedere come sono morti, Dio non ha risparmiato il Figlio che amava, e non risparmia quelli che ama di più, il perchè abbia scelto la via della sofferenza lo sa solo Lui, ma c’è da intuire che la sofferenza ci avvicina di più a colui che è l’unico che può rendere forti e consolare, colui che ci plasma il cuore e lo rende più umano e caritatevole, perchè chi soffre sa anche consolare gli altri, mentre solitamente nel benessere presto ci si dimentica di Dio, e si diventa egoisti, pusillamini e freddi anche con il prossimo.
    La sofferenza ha forgiato molti eroi, il benessere spesso ha forgiato canaglie.

  47. annarita scrive:

    Sal ma che filmati ha guardato, sono taroccati anche quelli come la vostra bibbia? Le chiese sono state distrutte e sono morti sacerdoti. Poi non ho detto che non sono passata dalla sofferenza, ma non sono passata dall’angoscia, cosa ben diversa.

  48. annarita scrive:

    Meis, comprendo ciò che vuole dire, ma a mio parere non rispecchia sempre la realtà: io ad esempio non mi sono rifugiata nella religione perchè prima stavo male come atea, anzi avevo meno obblighi morali, ma semplicemente perchè ad un certo punto è come se mi fossi sentita chiamata e semplicemente ho risposto, senza inizialmente sapere più di quando lei sa sulla Fede.
    Ma lasiamo perdere la mia storia, probabilmente molti si sono anche rifugiati nella fede nel momento del bisogno, della sofferenza, ma se poi la fede era autentica e li ha convertiti, cioè ha cambiato loro in meglio, bene. Le false fedi prima o poi si vedono.
    In quanto alla veridicità della mia Fede, non è dovuta a mio orgoglio, ma al fatto che Dio stesso ne è garante e portatore, mica l’ho inventata io.
    Poi mi scusi secondo lei quante religioni vere possono esserci? Se è vera una non possono per logica, essere vere anche le altre. Vabbè che conosco la sua risposta: “fedi vere non ce ne sono e fine dei giochi!” :D

  49. JOHN COLTRANE scrive:

    @ANNARITA-Grazie x i suoi due bellissimi interventi, Annarita. Aggiungo solo che già qui sulla Terra DIO rivela il perchè agisce così, e dunque come entra nel disegno di misericordia anche (soprattutto) la sofferenza innocente.
    “DIO vuole che tutti si salvino”…ecco, implica la possibilità di “non salvarsi”. E il non salvarsi, cioè l’essere “gettati fuori, nelle tenebre esteriori” (che è poi l’impossibilità di conoscere DIO e dunque di rimanere alla Sua Presenza) è la vera ed unica tragedia che può capitare ad un uomo.
    Grazie, buona giornata.

  50. bo.mario scrive:

    Cosa c’entra dio con Haiti? Se ha creato, come dite Voi, ne è responsabile. Se non ha creato, come è sicuro, è solo il capro espiatorio. Se le cose vanno bene è merito di dio, se vanno male lui cosa c’entra? avete un modo di ragionare tutto Vostro. Contraddizioni palesi della fede.
    Annarita hai lasciato un mondo, che si basava sulle sicurezze, per abbracciare una fede che non dà nessuna sicurezza. Il salto è stato grande. Come ho scritto altre volte deve esistere una via di mezzo tra la fede e la ragione che ci fà compiuti. Discorso difficile, non mi pare. In merito al post mi pare chiaro che è un tentativo di dialogo tra sordi. Torna sempre a galla PIOXII per il rapporto con gli ebrei. In tempo di guerra nessuno si è comportato bene e citarlo mi pare una scusa per non iniziare nessun dialogo di unione perchè nati da un unico progenitore. Ognuno porterà l’acqua al suo mulino e visto che sono religioni con dogmi secchi e inutile continuare. Tornielli dare la colpa a uno o all’altro non serve.
    Un saluto.

  51. JOHN COLTRANE scrive:

    BO.MARIO- Nessuno dice che DIO non c’entri col terremoto, sarebbe andare contro le Parole di CRISTO: “nemmeno un passero cade a terra se il Padre vostro non lo vuole”.
    La questione è: perchè questa via? perchè Gesù deve morire in croce? (le problematiche di Anniballo).
    Ma se non si approfondisce il Vangelo, è buio pesto, caro BO.MARIO.
    La saluto, buona giornata.

  52. bo.mario scrive:

    Coltrane cosa c’entra il vangelo? Sono verità reali o sono scritti che non dicono niente. Cercate sempre di frammischiare le cose reali con la fantasia. Anche Zeus quando gli giravano combinava disastri. Non esiste differenza nell’impostazione. Bisogna che date un taglio netto. Dio è uno spirito o un gestore delle cose. Se è uno spirito non c’entra con le cose materiali. Se è un gestore poteva fare molto meglio. Un saluto.

  53. JOHN COLTRANE scrive:

    BO.MARIO, se queste sono le sue certezze, non posso che arrendermi: non sarà certo una misera creatura come me a convincerla che DIO c’è, del perchè fa così e non cosà, ecc. Mi pare però che mischiare Zeus a Cristo sia ingeneroso, a meno che lei non abbia approfondito tutto (tutto) il Vangelo del Maestro Divino e possa contestare determinate frasi.
    Mi dispiace se non lo fa, xchè è una persona di bella intelligenza e sempre è stato un piacere dialogare con lei, ma come ho detto ad Anniballo (e mi sembra anche a Squilpa, se ricordo bene) se”a priori” si fa fuori il Vangelo, non c’è possibilità di dialogo, è inutile arrampicarsi sugli specchi x fare “ecumenismo”…so che il card. Martini aveva organizzato una “Cattedra x non credenti”, ma secondo ciò che mi fa vedere al massimo si può giungere al rispetto reciproco, ma, ripeto, senza il terreno comune delle Parole Divine, non è possibile andare + in là.
    Le auguro una serena vita da ateo, amico BO.MARIO.

  54. anniballo scrive:

    IL “MACCABEO” e “LAURENTINUM” (su Haiti) sembrano voler liquidare la faccenda con immensa superficialità.
    La colpa,secondo loro, è sempre dell’uomo, sempre e solo dell’uomo, (che -in questo caso- avrebbe
    costruito male). Lasciando stare che le case antisismiche costano parecchio e sono al di là delle
    possibilità economiche dell’haitiano medio, il problema si potrebbe risolvere così se ,oggi, avessimo
    assistito all’unica tragedia del mondo. In realtà, il sistema stesso della natura è privo di pietà, al punto che la vita non è garantita a nessuno e ciascuno deve guadagnarsela anche e soprattutto opprimendo gli altri; le risorse sono deliberatamente limitate
    e non bastano per tutti gli individui che nascono, ed ogni vivente è posto contro gli altri da tutto un programma
    intransigente di necessità, di istinti e di bisogni (finalizzati a far vincere il più forte).
    Ma, oltre a questa crudeltà di fondo, cari amici, non dimentichiamo che la Natura uccide -da sempre- anche con altri cataclismi,
    con inondazioni. con eruzioni vulcaniche, maremoti, tsunami, malattie e quant’altro. Anche questi si possono
    attribuire a colpe dell’uomo?
    I nostri amici dovrebbero riflettere che, anzi, oggi, e solo oggi, grazie a qualche straccio di tecnologia, una parte dell’umanità ha appena imparato a difendere sè stessa dalla ostilità della natura: non è certamente ancora possibile farlo dovunque. Inoltre, e concludo, i credenti dovrebbero mettersi d’accordo : uno scrive che “Dio non c’entra nulla” e un altro scrive che “non cade un passero senza che Dio lo voglia”.
    Questa è la migliore prova che le fandonie e le incongruenze abbondano, che il principale pilastro delle fedi è la volontà
    dell’uomo di non impegnare nemmeno un neurone nel ragionamento serio, ma cercare solo l’oblio e la narcosi.

  55. JOHN COLTRANE scrive:

    Anniballo, le contesto che il credente cerca “il sonno e la narcosi”: è al contrario un durissimo impegno conoscere DIO, (d’altronde la Meta è ovviamente Altissima).
    E mi spiace che usi le differenze tra credenti per buttar via il bambino con l’acqua sporca…non è forse un alibi x non impegnarsi “lei” nelle Parole di Cristo?…
    Sempre con stima massima , la saluto.

  56. Sal scrive:

    @ annarita
    salve, e buona giornata anche a lei annarita. Ho visto qualche filmato sulla CNN ma non può negare che anche le chiese siano andate per terra, ma non è questo di cui voglio parlarle perché mi ha colpito la domanda che pone a Meis :

    “ Poi mi scusi secondo lei quante religioni vere possono esserci? Se è vera una non possono per logica, essere vere anche le altre. Vabbè che conosco la sua risposta: “fedi vere non ce ne sono e fine dei giochi!”

    Avrei una rispostina alla sua domanda e vorrei che lei ci riflettesse anche alla luce dell’ormai famosa frase di Martini. Di religione vera ce n’è una sola, ma non è quella che pensa lei e scaturisce non da un titolo o una denominazione ma dalle scritture che le elenco:

    “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge.” Galati 5.22-23 CEI

    “Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo. “ Giacomo 1.27 CEI

    “Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. “ Giacomo 4.4 CEI
    “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono, e ciò che richiede il Signore da te:
    praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio. “ Michea 6.8 CEI

    Vede, per fare queste cose non c’è bisogno del timbro o della marchiatura. Basta farle e le possono fare tutti. Questa è la vera religione. Tutti gli altri sono ladri e rapinatori Giovanni 10.8
    Stia serena

  57. anniballo scrive:

    RINGRAZIO DAVVERO CHERUBINO , che scrive un post pregnante e significativo.
    Almeno, uno che spinge a riflettere con argomenti di peso!!
    E’ vero, il mio è un processo all’idea che ci spingono ad avere di Dio le religioni ufficiali; e,forse, al riguardo,
    io ammetto che non riesco ad elevarmi all’altezza spirituale che da me si vorrebbe, nel valutare
    il senso della sofferenza e del sacrificio. (Mi chiedo,incidentalmente, quanti lo abbiano saputo DAVVERO fare
    in venti secoli di cristianesimo..)
    Ho già protestato altrove la mia miseria intellettuale al riguardo: ma non riesco, davvero non riesco a calarmi nella
    mentalità cristiana che vuole una tortura con crocifissione salvifica e tale da recare sollievo ad altri in una ottica di
    redenzione. A me pare che significhi solo aggiungere dolore a dolore; ed il dolore è l’unico prodotto di questa immensa
    macchina terrena su cui si può giudicare con certezza. Il resto, purtroppo, sono tutte e solo interpretazioni
    (e neppure troppo univoche,poichè tanti popoli ne danno letture diverse).
    CHERUBINO, io non riesco neppure a vedere un insetto capovolto che agita freneticamente le zampine in aria: debbo fermarmi, abbassarmi e capovolgerlo, perchè capisco che ,per lui, quella è una sofferenza: Come fa questo Dio preteso buono a costruire una macchina terrena basata sulla sopraffazione di tutti i viventi tra loro, ammannire tanto dolore, portare la morte terribile di macerie che ti schiacciano, facendoti morire dopo giorni di atroce agonia? A decine e decine di migliaia di disgraziati?
    Ma quel tale che ha scritto dei famosi gigli del famoso campo, lo sapeva che la vita momentanea di quel bel giglio (che noi osserviamo estasiati) poggia sulla morte di milioni di altri gigli, venuti prima di lui? E, comunque, capisco che -diciamo- questa morte è necessaria, ma un Dio buono non potrebbe almeno procurare che fosse meno atroce?
    E, ripeto ancora una volta, quello che dico dell’uomo lo dico -a maggior ragione- di tutti i viventi (sempre dimenticati nel nostro delirio antropocentrico), ma che soffrono come noi, più di noi, da prima di noi e ,forse, anche dopo di noi, e che non possono neppure “farsi immortali”.
    Cherub., io lo so che la mia risposta è di scarso spessore teologico, e me ne vergogno perfino : ma il mio sdegno è sincero ed immedicabile.

  58. anniballo scrive:

    ANNARITA, posso solo riprendere concetti già espressi stamani. La tesi delle religioni non mi convince, non mi convince, non mi convince. L’amore vero è dare senza nulla chiedere : se un Dio crea, (senza che nessuno glie lo abbia chiesto, ma per la Sua gloria!), ha l’obbligo di far stare bene le Sue creature. Da subito, senza arzigogoli di nessun genere.
    Lei può teorizzare che ,voilà, dal male Lui sa tirare fuori il bene…Ma che garanzie ne abbiamo? Solo una credenza interpretativa…troppo poco, troppo poco.
    Per me, dico che Dio poteva benissimo risparmiarsela, questa Sua celebratissima Creazione, fonte di sofferenza certa e di felicità sognata.
    “Quidve mali fuerat nobis non esse creatis?” dice il Poeta….

  59. anniballo scrive:

    John, con simpatia, io Le ripeto che il trito e ritrito concetto che Dio sa tirare fuori il bene dalla sofferenza è un ritornello consolatorio (il più intelligente possibile, lo ammetto, vista l’orribile condizione dei viventi) ma, purtroppo, niente di più.
    Adesso Le aggiungo, invece, una cosa atta a farla inorridire : la mia soluzione personale lo sa quale è stata? Ma una soluzione seria, solida,fattiva e non di chiacchiere sulla vuota retorica della vita e della sua bellezza? E’ stata quella di rifiutarmi per tutta la vita di procreare. Io non ho voluto mettere figli al mondo.
    Io sono il miglior padre che esiste : i miei figli non hanno avuto e non avranno mai nessuna sofferenza.

  60. Sal scrive:

    @ annarita
    la ringrazio anche per il rimprovero ma credo di non meritarlo perché io ho scritto “SENZA passare per la sofferenza” non significa dire che lei sia passata per l’angoscia ma il contrario. Lei scrive “per ora l’angoscia non mi ha mai attanagliata, “ ritengo quindi che non sia stato un processo travagliato o difficile o di sofferenza. Cercavo di confermare il suo scritto. Ma forse capisco male e mi perdoni.

  61. anniballo scrive:

    Stamattina ho invaso il forum e chiedo scusa a tutti; ma devo spendere una parola per celebrare BO.MARIO e la sua coraggiosa lucidità. Certamente, questa coraggiosa lucidità non è comoda (ed io ne so qualcosa). A maggior ragione, evviva Bo.Mario!

  62. Sal scrive:

    In un epoca in cui Dio non è più cattolico, in cui è utile correre per Sinagoghe, Moschee e culti Ortodossi, tendendo le braccia ecumeniche ai semi di verità che sono stati dispensati anche ai fratelli separati, tanto che si fanno svolgere riti e celebrazioni all’interno delle chiese anche alle tribù pellerossa, nasce spontanea la domanda: “Perchè tutto questo zelo anti TdG ?

    Come mai tutto questo combattivo fervore ? Se ne parla come di una setta, come di una religione anormale, inferiore, falsa ecc.

    Ma, se sono dei poveri, illusi, inefficaci, rifiutati, combattuti e contrastati, tutta questa contestazione sembra esagerata. Non sembra che l’elefante si preoccupi se le pulci gli salgono in groppa, quindi deve esserci una ragione se si spreca così tanto tempo e fatica per denigrare offuscare ridicolizzare.

    Difficile a dire quale potrebbe essere il motivo di tanta preoccupazione ma forse come l’elefante si spaventa di fronte al topolino così anche gli stimabili avversari del blog sembra che non abbiano altri argomenti che quello di dimostrare la loro avversione, dimentichi che la loro stessa scrittura li informa ma loro sembrano non voler ascoltare nemmeno i saggi consigli di Gamaliele.

    Ma se non prestano ascolto nemmeno alla loro stessa scrittura che dichiarano sacra, quale affidamento si può fare su questi denigratori, critici e un po’ falsi ? Vedi per es.

    Prov 19.19
    Chi ha gran furore [ne] porterà la pena; poiché se tu [lo] liberi, continuerai anche a farlo ripetute volte. NT
    L’uomo dalla collera violenta deve essere punito;perché, se lo liberi, dovrai tornare daccapo.
    Nuova Riveduta
    Il violento deve essere punito, se lo risparmi, lo diventerà ancora di più. CEI

    Vero che qualche parola è diversa perfino fra le stesse traduzioni cattoliche, ma il concetto è lo stesso. Che fiducia può essere accordata a chi è perfino disposto a falsificare le citazioni e non mi riferisco solo all’amico che citava Lemann al contrario solo per dimostrare che capisce al contrario, ma perfino delle loro stesse scritture.

    L’opera di ciascuno sarà manifesta dice 1 Corinti 3.13 proprio come la loro falsità è manifesta, basta leggere:

    Giobbe 29:6
    Quando lavavo i miei passi nel burro,E la roccia mi versava ruscelli d’olio; NT
    quando mi lavavo i piedi nel burro e la roccia versava per me ruscelli d’olio Nuova Diodati

    Che fiducia può essere accordata a questi paurosi che dovrebbero avere un’armatura spirituale per respingere ogni attacco ma non sanno nemmeno come si allacciano i calzari o dove va poggiato l’elmo ?

  63. JOHN COLTRANE scrive:

    Anniballo, io ho sempre apprezzato i suoi post e quelli di BO.MARIO, ma mi spiega xchè deve farli diventare esempi di eroismo, di coraggio,maco rischiasse chissà cosa? Suvvia, mi sembrano “bambinate” e basta…lei e BO.MARIO dite da tempo ciò che pensate, così come il sottoscritto. Ma gli eroi (e i martiri) mi permetta, sono altri.
    Buona giornata.

  64. anniballo scrive:

    In verità, John, non cercavo alcuna aureola di martirio, nè di eroismo.
    Forse, questi malintesi sono inevitabili quando ci si approccia solo per il tramite di una tastiera.

  65. Sal scrive:

    “La persecuzione finirà quando il papa verrà alla sinagoga”. — Proverbio ebraico.

    In tema di visite alle sinagoghe.

    La visita di papa Ratzinger alla sinagoga di Colonia ha attirato l’attenzione di tutti i mezzi di informazione. Sul significato dell’incontro il Corriere della sera ha pubblicato un’intervista di Aldo Cazzullo a Daniel Cohn-Bendit. Secondo l’ebreo franco-tedesco, leader del maggio ‘68, capogruppo dei Verdi all’Europarlamento, “Ratzinger non è che un reazionario [...] Il razzismo antiebraico ha potuto attecchire in Germania perché ha trovato un terreno ben coltivato da secoli. Non è stata la chiesa a considerare gli ebrei come gli assassini di Cristo? Non esiste forse tuttora un integralismo cattolico? Negare questo significa non voler vedere una parte importante della storia d’Europa. [...] L’identità europea ha radici plurali. C’è quella giudaico-cristiana, di matrice religiosa. Mac’è quella umanista-illuminista, che ci emancipa dalla religione. A fondamento delle idee di libertà politica non c’è il Papa. Le donne si sono emancipate non grazie, ma contro la religione. Tutte le religioni: la cattolica, l’ebraica, l’islamica”.

  66. Reginaldus scrive:

    Alla RICERCA dell’ Ermeneutica della Continuità….

    —.Gv 8: 24: “ Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono [lo Sposo promesso, Cantico dei cantici...]], morirete nei vostri peccati”.
    —Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze : “ Chiunque desideri essere salvato deve credere nella fede cattolica…. per avere la salvezza eterna è necessario credere nell’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo … che il Figlio di Dio è Dio e uomo..” [ “Verus homo vero unitus Deo”, Leone I anno 449 ]
    ***MA
    —In: ‘Il popolo Ebraico e le Sue sacre Scritture nella Bibbia Cristiana’,( Pontificia Commisione Biblica , Prefazione del card. Ratzinger )2000, leggiamo:
    “L’attesa messianica ebraica non è vana.”
    “…leggere la Bibbia alla maniera del giudaismo implica necessariamente l’accettazione di tutti i presupposti di quest’ ultimo, cioè l’accettazione integrale di ciò che è costitutivo del giudaismo, in particolare l’autorità degli scritti e delle tradizioni rabbiniche, che escludono la fede in Gesù come Messia e Figlio di Dio…..I cristiani possono e devono ammettere che la lettura ebraica della Bibbia è una lettura possibile…”
    —–
    –I Gv 2:22-23:
    “ Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
    ***MA:
    – -in ‘Dio e il Mondo’, 2000, Ratzinger dice:
    - “Naturalmente è possibile leggere l’antico testamento in modo tale da non intenderlo nella prospettiva di Cristo.; non si può affermare che esso sia rivolto in modo inequivocabile a Cristo. E se i giudei non riescono a vedere che le promesse si sono compiute in lui, questo non è segno di una cattiva volontà da parte loro, ma è semplicemente dovuto all’oscurità dei testi… Ci sono allora senz’altro buone ragioni per negare che l’Antico Testamento si riferisca a Cristo e per dire: No, non è quello che egli dice [di essere]! E nello stesso tempo ci sono altrettante buone ragioni per riferirlo a lui – in questo sta la disputa tra Gesù e i Giudei.”
    ——–
    –Gv5:03940,45-47:
    “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.
    -Ma voi non volete venire a me per avere la vita.
    - Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
    - Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
    - Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?”.
    ***MA:
    —-in ‘Milestones’1998, Ratzinger dice:
    “… mi sono sempre più convinto che il giudaismo e la fede cristiana descritte nel NT sono due modi di appropriarsi delle Scritture di Israele, due modi alla fin fine determinati dalla posizione che uno prende nei confronti della figura di Gesù di Nazareth. La Scrittura che noi oggi chiamiamo Antico Testamento è aperta alle due possibilità…”

    —-e, in ‘Zenith News story’, 5 Sett. 2000, sempre lui dice:
    “ Siamo d’accordo che un Ebreo – e questo è vero anche per i credenti di altre religioni – non debba necessariamente conoscere o riconoscere Cristo come Figlio di Dio per essere salvato…

    — e, in ‘Dio e il Mondo’,2000, dice ancora:
    -“… Il loro [dei Giudei] No a Cristo porta gli ebrei in conflitto con i successivi atti di Dio, ma nello stesso tempo sappiamo che essi sono certi della fedeltà di Dio. Essi non sono esclusi dalla salvezza….”
    ———–
    ERMENEUTICA DELLA CONTINUITA???? Ma almeno che non ci prenda in giro, costui…
    Sentiamo piuttosto come parla Pietro Apostolo, colui sul quale Cristo ha fondato la SUA Chiesa:

    — In Att.2 ( passim), leggiamo:
    -“ Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -,
    - dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso.
    - Ma Dio lo ha risuscitato…,
    - [Davide] previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
    questi non fu abbandonato negli inferi,
    né la sua carne vide corruzione.
    - Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
    - Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.
    - Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!”.
    - All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”.
    - E Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.
    - e in 3:18 -19:
    ”Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto…-Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati”.
    ____
    “Si sentirono trafiggere il cuore…” poveretti! adesso il nuovo Pietro ( si fa per dire ) direbbe loro: anche il vostro rifiuto [di Gesù] Dio lo capisce: non importa, anche voi siete salvi, iomresto fedele lle mie promesse [quali . quelle di smentire il suo piano di salvezza universale in Cristo Gesù???]. Ma la vera parola di Cristo riecheggia in quella di Pietro, di colui al quale Cristo ha affidato la missione di confermare nella fede i suoi fratelli, ed è una parola inequivocabile: la salvezza sta solo nella fede in Gesù Cristo, il Messia annunciato da Mosè da Abramo e dai Profeti, che per primi sono stati chiamati a riconoscere i figli di Mosé di Abramo e dei Profeti….. Altro che le sofisticherie e le fumisterie dei nuovi papi conciliari ( sedicenti papi…)!

  67. il maccabeo scrive:

    “Io non ho voluto mettere figli al mondo.
    Io sono il miglior padre che esiste : i miei figli non hanno avuto e non avranno mai nessuna sofferenza.”

    contro di lei, caro Anniballo, San Tommaso e tutto il pensiero greco! “Melius est esse quam non esse”
    Letture suggerite per il problema del male che non potremo rsipiegare su questo blog: “De malo”, di San Tommaso d´Aquino. Per l´Incarnazione e la crocefissione di Gesú il trattato “De Christo” della “Summa theologica”…Certo, ci vorrá pazienza per queste letture, ma male, mi creda, non ne riverá

  68. Artefice1 scrive:

    BoMario
    “””Dio è Puro spirito o un gestore delle cose?
    Essendo Puro spirito non c’entra con le cose materiali.
    Fosse un gestore””” ……………Addio Libertà………………

    Un saluto a quasi tutti.

  69. mauro scrive:

    Caro Peccatore, il fuori tempo massimo non regge perchè nella parabola delle 10 vergini vi sono due errori marchiani.

    Il primo è che nessuno si addormenta fuori di casa (1 …. dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo) di notte, all’addiaccio, senza accendere luci per la propria tranquillità, evenienza confermata da “7 Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade”,perchè avrebbero dovuto prepararle, caricandole d’olio, prima di addormentarsi, al che le 5 stolte si sarebbero rese conto che non avevano l’olio sufficiente molto prima dell’arrivo dello sposo e non quando arrivò.

    Il secondo è relativo al tempo di arrivo dello sposo. Si passa dall’arrivo a brevissimo, pochi secondi (“6 …..Ecco lo sposo”) ad un tempo indefinito che permetterebbe tutta una serie di operazioni (risveglio, preparazione delle lampade, un colloquio tra le vergini, una partenza delle stolte alla ricerca del venditore di olio ed una loro assenza per un tempo indeterminato (“10 Ma, mentre quelle andavano a comprarne”). Tutte sequenze di operazioni inutili perchè lo sposo già è lì con loro. E neppure si può pensare che dovessero affrontare un viaggio per cui necessitavano di avere la lampada accesa perchè “10….e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze”. In piu’ le lampade delle 5 stolte non erano spente ma si stavano spegnendo “8 E le stolte dissero alle avvedute: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”" ma lo sposo era già con loro, dunque le aveva viste e raggiunte tutte e 10. E neppure si può pensare che la stanza dello sposo fosse buia perchè rappresentava il Regno Dei Cieli, dove tutto ciò che prima era buio (la morte), lì tutto risplendeva.

    Quindi l’olio nella realtà della parabola serviva solo a farsi riconoscere nel buio della morte, in quanto rappresentativo della fede in Dio. Ma se le 10 vergini, prima di addormentarsi, non avevano acceso le lampade, lo sposo non le avrebbe trovate e raggiunte, e nessuna di loro sarebbe entrata nella stanza delle nozze. Se invece le lampade fossero accese, mentre dormivano, tutte sarebbero entrate nella stanza dello sposo perchè le 5 lampade delle stolte non erano ancora spente e lo sposo le aveva già raggiunte.”

    Tutta l’incongruenza nel racconto della parabola si basa sui diversi tempi di arrivo dello sposo, passando da un arrivo già effettivamente avvenuto ad un arrivo indefinito nel tempo, in cui sono state inserite tutte una serie di operazioni incompatibili con la premessa della parabola: la luce della lanterna serviva ad illuminare la notte, rendendo sè stesse visibili allo sposo.

    Le 10 vergini sarebbero entrate tutte nella stanza di nozze perchè lo sposo le aveva raggiunte tutte in virtu’ delle lampade che non erano spente, perciò l’eogismo delle 5 vergini avvedute è un’invenzione del pensiero che non ha considerato che nella parabola si intercalano tempi e modi di comportamento diversi come fossero parti di due racconti diversi.

    Il diavolo non c’entra nulla con le disgrazie che colpiscono l’uomo e neppure il peccato. Diversamente dovremmo credere che sia il diavolo a farci morire ma ciò è impossibile perchè Dio, scacciando Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, tolse loro la prerogativa di vivere eternamente. La lunghezza della vita è frutto dell’imponderabile perche nessuno di noi la può misurare e neppure sapere se e come evitare la morte. Dio ha creato il mondo e l’uomo, poi si è fermato lasciando all’uomo ed alla natura di fare il proprio corso. Chi non conosce Dio si salva ugualmente ed il peccato non trionfa. Dio salva tutti, tranne chi non si vuole salvare, caro peccatore, il peccato non è pregiudizievole all’accesso nel Regno dei Cieli.
    Gesu’ ha sempre detto “convertitevi se volete accedere al Regno dei Cieli” ma è chiaro che quell’invito è rivolto a chi, udendolo, poteva scegliere e decidere, non a chi non poteva conoscerlo.

  70. bo.mario scrive:

    Coltrane visto che mi risponde continuo. Martiri è una definizione che usano molti. Anche chi si fà esplodere cercando di uccidere più gente possibile è considerato un martire. Debbo considerare martiri anche gli indios d’America al cospetto degli spagnoli e dei gesuiti allora. Io come Anniballo esprimiamo il ns pensiero che è tutto improntato al reale. Puoi dire altrettanto? Usi un linguaggio gradevole e ti stimo, un saluto.

  71. il maccabeo scrive:

    Immensa superficialitá? Ecco l´etichetta alla persona per evitare una risposta seria alle domande. E se io rivolgessi l´accusa alle sue risposte?

    “Lasciando stare che le case antisismiche costano parecchio e sono al di là delle
    possibilità economiche dell’haitiano medio,”… e lo stato che ci sta a fare? E gli “aiuti” (bricioline nei bilanci degli Stati cosiddetti avanzati) che arrivano “puntualmente” dopo ogni tragedia perché non si potevano spendere prima nella prevenzione?

    ” il problema si potrebbe risolvere così se ,oggi, avessimo assistito all’unica tragedia del mondo.” ah, allora il problema si sarebbe potuto risolvere! Allora di chi é la superficialitá, o meglio l`irresponsabilitá, dal momento che non assumendomi le reponsabilitá di cui devo farmi carico per dovere di stato divento giocoforza irresponsabile? E non creda che io qui voglia far discorsi faziosi o politici. Sto solo parlando delle persone e dei doveri che le competono metafisicamente. I partiti non mi interessano piú da tempo.

    “In realtà, il sistema stesso della natura è privo di pietà, al punto che la vita non è garantita a nessuno”:
    Perché lei la vita se l´e´data da solo o l´ha ricevuta, dai suoi genitori, da chi l´ha nutrita, mantenuta ed educata per anni? e se l´ha ricevuta perche´ne vorrebbe disporre come se ne fosse totalmente il padrone “in radice”? La vita su questa terra é un dono e abbiamo il dovere di difenderla come si difende un mezzo necessario a farci crescere, ma non la possediamo in proprio. Presto o tardi arriva il “redde rationem”. quando se ne fará una ragione, caro Anniballo, mi creda, troverá molta piú pace.

    ” e ciascuno deve guadagnarsela”…e certo, sennó lei che vorrebbe? Una cassa del Mezzogiorno Universale? un Dio assistenzialista pure Lui, che la imbocca, nutre e pulisce ogni momento? Poi magari si lamenterebbe pure con Lui che non la lascia “volare con le sue ali” o che la castra nelle sue legittme aspettative. Grazie a Dio, la vita dobbiamo guadagnarcela, mettendo cosí a profitto degli altri le nostre capacitá, e son sicuro che é cosí anche per Lei nel suo lavoro quotidiano, di cui beneficeranno, se ci riflette sopra, parecchie persone e magari anche famiglie. Eppoi un Dio assistenzialista..ma che barba di vita sarebbe!

    “anche e soprattutto opprimendo gli altri; le risorse sono deliberatamente limitate
    e non bastano per tutti gli individui che nascono”:
    mi scusi, caro Anniballo ma queste sono “balle da marinaio”!!!! le risorse ci sono ed oggi ne abbiamo mille volte di piu´di quanto ne avessimo anche solo cento anni fa. Un ettaro di terra che faceva 5 o 6 quintali di grano prima dell II guerra mondiale ne fa oggi almeno 100, cioé 15 volte tanto, lo stesso dicasi per mais, orzo ed ogni tipo di coltura, per non parlare poi degli immensi giacimenti di materie prime ritrovati in questo secolo, nonché della possibilitá di avere biogas e petrolio dallo stesso riciclaggio dei rifiuti, che si preferisce invece, toh, chissa´perché, seppelllire o incenerire per alimentare i consumi. Quella delle “risorse limitate” e´una gran bella balla, comoda solo a chi specula su tali risorse e a chi, guardacaso, di tali risorse ne é quasi l´esclusivo consumatore.

    “ed ogni vivente è posto contro gli altri da tutto un programma intransigente di necessità, di istinti e di bisogni (finalizzati a far vincere il più forte).”
    Ritratto troppo parziale ed IRREALE dell´umanitá, che, grazie a Dio, almeno in parte, serba ancora un po´di SENNO (non mi dica Annniballo che questa parola le é nuova) per caricarsi giornalemnte delle proprie RESPONSABILITÁ e portare a casa la PAGNOTTA per TUTTI. Io ho avuto la grazia di avere dei genitori tali, e sono sicuro che anche Lei, caro Anniballo, ha avuto questa fortuna: se i suoi genitori avessero assunto questo atteggiamento fatalista e vittimista, che lei dispiega ad ogni post, lei non sarebbe mai andato a scuola e non staremmo neanche qui a parlarne su questo blog. Lei puo´parlare oggi invece perhcé ha avuto dei genitori, o chi per loro, che si son sacrificati mettendo da parte i loro “istinti” e che hanno guardato al fine del “bene comune”(e son convinto che anche questa parola non le sia nuova) educandola ed accudendola per anni, almeno finche´lei stesso non sia stato in misura di farlo. Quelli dovrebbe imitare, invece di farsi bandiera della sofferenza dell`Universo, come se cosí facendo la sofferenza potesse smettere di esistere. La sofferenza invece sará piuttosto diminuita quando tutti si prenderanno le proprie responsabilitá e cominceranno a pensare al prossimo “in verticale”, cioé in una prospettiva di eternitá, e non solo di mera soddisfazione materiale. Non che questa non sia nulla, ma non ha senso senza la sua subordinazione ad un fine che la supera.

    “Ma, oltre a questa crudeltà di fondo, cari amici, non dimentichiamo che la Natura uccide -da sempre- anche con altri cataclismi, con inondazioni. con eruzioni vulcaniche, maremoti, tsunami, malattie e quant’altro.”
    Mi dica caro Anniballo, la pioggia fa crescere i raccolti nella maggior parte dei casi o provoca uragani e inondazioni nella maggior parte di casi? Crea essa laghi e fiumi su tutto l´orbe terracqueo o crea essa invece solo uragani in tutto il mondo e qui e lá qualche rigagnolo da cui dissetarsi per prolungare la notra perpetua agonia? Mi dica, Le risulta che la terra dia raccolti, frutti e legnami pregiati in superficie e ogni ben di Dio (petrolio, diamanti, rame, uranio, managanese …) nella maggior parte dei casi, o invece che venga da essa sempre o nella gran parte dei casi solo terremoti, ma solo in qualche fortunato caso qualcosina di buono? Mi dica, le risulta che il suolo vulcanico di cui é fatta l´Italia del Centro e del Sud sia una terra inospitale e desolata da migliaia di anni come Mercurio, o che proprio li si siano insediati da millenni i nostri, a questo punto stupidi, progenitori? E quei vigneti ed oliveti millenari che vi si trovano, e i vini pregiati che esse producono, cosi´come le acque minerali e termali che i “poveri stupidi romani” (se io seguissi il suo ragionamento catastrofico) vi hanno trovato e di cui hanno approfittato per piu´di un millennio e di cui ancora oggi approfittiamo a che cosa li dobbiamo? Al miglioramento della produzione industriale? Ai BOT o ai CCT? O alla varietá dei “prodotti bancari” oggi disponibili? O alla manodopera a buon mercato di cui disponiamo oggi grazie all´immigrazione?
    E per quanto riguarda il mare, ha mai sentito parlare di scampi, aragoste, tonni, pesce spada, polpi, calamari, acciughine, orate, branzini ecc… e delle mille maniere di prepararle? O ha sentito solo che i mari son quelli che son li´apposta per provocare sempre tsunami?
    Devo continuare?
    Insomma caro Anniballo, se lei propende per l´ipotesi che il suo pianeta sia li solo per far soffrire lei e gli animalucci che la popolano, vedendo attorno a se solo distruzione e morte …. la consiglio di spostarsi da Venere o dal satellite di Giove sul quale si trova, Io, Europa, Ganimede o Callisto che sia, o da qualsiasi astro su cui lei si trovi, per trasferirsi qui con noi sul pianeta Terra.
    E magari proprio in Italia.
    Visto che puó intervenire su questo blog dal suo pianeta “ATTILA 1″ (A come atrocitá, doppia T come Terremoto e Terrore, I come Ira d´Iddio, L come Laco di sancue! ….il resto é noto) avrá senz`altro la tecnologia per organizzare un bel trasloco interplanetario.

    “Anche questi si possono attribuire a colpe dell’uomo?”
    No, quando si costruiscono alloggi per 800.000 persone sulle pendici di un vulcano come il Vesuvio, che ha eruttato anche durante la II guerra Mondiale é chiaro che dobbiamo dare la colpa a Dio perché non ci da l´interruttore per spegnere i Vulcani. Quando si registrano terremoti eccezionali nel Pacifico a migliaia di km di distanza dall´epicentro e non si dice nulla a nessuno per non spaventarli o addirittura si denuncia per “procurato allarme” chi ci lavora da una vita coi terremoti e´chiatro ceh bisogna dar la colpa a Dio perché non ci ha muniti del cavaturaccioli per le orecchie intasate da prosciutto e perché non ci ha dotati tutti diu un secondo cervello di emergenza da usare nel caso di demenza collettiva.
    “I nostri amici dovrebbero riflettere che, anzi, oggi, e solo oggi, grazie a qualche straccio di tecnologia, una parte dell’umanità ha appena imparato a difendere sè stessa dalla ostilità della natura” No, nonostante la tecnologia non vogliamo difendere l´interesse comune per difedere il proprio orticello egoista.
    “non è certamente ancora possibile farlo dovunque.”
    E allora perché ogni volta che c´e´una catastrofe partono denunce e inchieste per inadempienze, peculato, procurata strage ecc. e se ne discute per settimane su giornali e TV? Se siamo vittime del fato processiamo quello, non chi costruisce a costo ridotto, o chi costruisce abusivamente o chi non fa i piani regolatori.

    “Inoltre, e concludo, i credenti dovrebbero mettersi d’accordo : uno scrive che “Dio non c’entra nulla” e un altro scrive che “non cade un passero senza che Dio lo voglia”.
    Dio non c´entra nulla colle colpe degli uomini. Dio le inadempienze e le negligenze non le vuole “ullo modo” Conc. di Trento. Ma, essendo Iddio, non sará mai battuto dal male umano per quanto grande sia, che egli non vuole, ma solo permette, e utilizzerá anche quelle per governare l´universo e portarlo al suo fine che é la salvezza delle Anime.
    Il male fisico inoltre é del tutto diverso dal male morale ed é una necessitá della materia. La materia cambia e si corrompe. E´la realtá delle cose. Lo spirito solo rimane. In questo senso “non cade un passero senza che Dio lo voglia”Troppo difficile?

    “Questa è la migliore prova che le fandonie e le incongruenze abbondano, che il principale pilastro delle fedi è la volontà dell’uomo di non impegnare nemmeno un neurone nel ragionamento serio, ma cercare solo l’oblio e la narcosi.”
    Da quanto sopra l´oblio e la narcosi é quella del pensiero debole tuttora vigente, non della fede saldamente impiantata sulla ragione dei greci.
    I neuroni da risvegliare stanno dunque tutti sul pianeta Attila 1, non sul pianeta Terra, patria della civilizzazione cattolico-greco-romana.
    No hard feelings, dear Anniballo.

  72. peccatore scrive:

    Caro Mauro: dura cervice.
    Estote parati.
    Poi è tardi.
    L’inferno c’è e non è vuoto, malgrado l’infinita misericordia di Dio.

  73. bo.mario scrive:

    Un saluto ad Artefice1. Era da molto che non ti leggevo. Sei andato sull’Aventino per ricaricarti? Ciao.

  74. annarita scrive:

    Ha ragione John l’unica catastrofe è perdere la salvezza, infatti l’unico male è il peccato.

  75. annarita scrive:

    Caro Anniballo forse non ha ancora capito: Dio di obblighi non ne ha, questo è il vantaggio di essere Dio! Mentre noi abbiamo obblighi sia davanti a Dio che al nostro prossimo, di diritti solo uno quello di essere liberi di conoscere la Verità. Fine.
    Dunque siamo liberi di credere che Dio ci ha creati perchè non sapeva cosa fare o che ci ha creati per amore, visto che è Amore.
    Non so se non fare figli sia un atto di bontà o di egoismo, sta di fatto che certamente non soffriranno, ma certamente non raggiungeranno nemmeno quell’immensa felicità a cui Dio destina tutti.

  76. Marina scrive:

    Artefice1

    “””Dio è Puro spirito o un gestore delle cose?
    Essendo Puro spirito non c’entra con le cose materiali.
    Fosse un gestore””” ……………Addio Libertà………………

    Un saluto a quasi tutti.

    Stando a quanto dice l’antico e il nuovo testamento Dio è un gestore e pure vendicativo.
    In passato i suoi rappresentanti in terra dicevano che i terremoti e altre calamità naturali erano il castigo di Dio.Allora siccome ad Haiti sono tutti poveri e tutti cattolici,perchè avrebbe dovuto punirli? Per quali peccati?
    Ps.Non cominciare a fare il casinista come prima neh,già è difficile seguire questo blog.

  77. Sal scrive:

    @ Annarita

    lei ha scritto ad anniballo 1/15th @6.09 pm: “di diritti solo uno quello di essere liberi di conoscere la Verità. “

    potrei chiederle come fa a riconoscerla ?

  78. anniballo scrive:

    MACCABEO, (ore 3:57), GRAZIE, PROVO A RISPONDERE.
    Intanto, grazie davvero per la lunghezza del Suo post: Mi vergogno quasi di averLe fatto perdere tanto tempo…. Non so se sarò all’altezza della Sua replica.
    Sono d’accordo che gli sprechi sono moltissimi, al mondo. Le risorse si impiegano male quasi dappertutto, non si può negare la pessima prevenzione esistente. Questo,però, non esaurisce il problema :La Natura resta ostile dovunque; ed anche spese al meglio, le risorse non potrebbero coprire l’intero fronte dei mali incombenti. Nello specifico, Haiti ha avuto governanti manigoldi, ed è innegabile, ma anche nell’opulenta California (dove le case sono ottime) sono previsti migliaia di morti, quando arriverà quello che è già previsto come “Big One”. In altre parole, “Maccabeo”, qui non si può limitare la questione alle irresponsabilità, che pure esistono. Ma esistono anche –e soprattutto– dinamiche spaventose di morte e di distruzione, opera di una Natura del tutto gelida e indifferente che dà ,certamente, frutti per sopravvivere (molte delle cose che Lei elenca sono –peraltro- dovute più alla forza addomesticatrice dell’ingegno umano che alla “generosità” tout court della Natura), ma quando benefica o quando stermina neppure se ne accorge. E,che la Terra sia un sistema chiuso, su cui la vita che è germinata deve lottare minuto dopo minuto con le unghie e coi denti per contrattare anche un solo minuto di sopravvivenza in più contro l’ambiente, mi pare fuori dubbio. Ed ogni minima distrazione è punita con la soccombenza. Ed il fatto che sia un sistema chiuso, vuol dire necessariamente che i singoli rappresentanti delle varie forme di vita possono sopravvivere solo nella misura in cui sono condannati ad essere più capaci,più veloci, o più giovani,o più adatti sia delle loro prede sia dei migliori esemplari della loro stessa specie. Insomma,un quadro universale di spietatezza che assai male si concilia con l’idea di una Provvidenza buona ed amorevole. I dispositivi tecnologici di cui Lei parla sono stati lentamente e faticosamente elaborati dalla mente umana, ma –senza di essi- la Natura sarebbe ancora più ostile ed assisteremmo a stermini anche peggiori; quindi, non comprendo il Suo argomento : La Scienza,oggi, già ci assicura molto di più rispetto al passato (nonostante spesso si sia trovata di fronte l’avversione della chiesa) e l’Uomo fa molto (e forse potrebbe fare moltissimo), ma nel passato la situazione era ancora peggiore, non crede? Una sola glaciazione, per esempio, fu sufficiente a distruggere la quasi totalità della vita sul pianeta,ad esempio, e che colpa possiamo dare all’uomo? E l’esplosione di paurose epidemie che decimarono interi continenti, sono anch’essi colpe delle inadempienze umane? Vogliamo rimproverare alla Scienza di non aver inventato diecimila anni prima vaccinazioni ed antibiotici?
    Non capisco bene i Suoi argomenti, insomma, caro “Maccabeo”. Mi pare, tuttavia, di poter dire che anche Lei, come tanti altri, è attento esclusivamente ai problemi dell’uomo, ignorando totalmente quelli del resto del mondo dei viventi, (come ben si evince in quasi tutti i passaggi del Suo post). Inoltre, La vedo incline al giuoco abituale e perverso del colpevolizzare l’uomo, solo e sempre l’uomo, pur di salvare un Dio( secondo me inesistente, o –almeno—di inesistente bontà) . Almeno, gli Elleni, che Lei cita, nella loro lucida razionalità avevano identificato divinità favorevoli e divinità ostili e non un Dio che aggiunge al dramma del dolore terreno anche il peso della colpa!
    Circa “la necessità della materia, che cambia e si corrompe, inevitabile realtà delle cose, e che lo spirito solo vive e rimane”, ancora una volta, non capisco : se ammette questo, allora ammette anche tutto ciò che prima ha attribuito alle colpe dell’Uomo, cioè il perpetuo ed inespiabile circuito di dolore e di morte che caratterizza la Natura (che non può più , dunque, essere presentato come colpa o inadempienza dell’uomo, ma è disegno divino).
    Comunque, mi scusi per il tempo che Le ho fatto perdere ed ancora ringraziamenti.

  79. anniballo scrive:

    Non ho studiato filosofia, cara ANNARITA, ma credo di avere capito che l’”amore” viene definito come una tensione verso qualcosa che è altro da sé ed al di fuori di sé. Dunque, in tale senso, l’amore è ammissibile come sentimento umano; ma non si può ammettere l’amore in Dio che –per definizione- è perfettamente compiuto in sé stesso.
    Questa è una grossa difficoltà già molto ben individuata dalla filosofia cristiana (e non solo) e rimasta insoluta,in buona sostanza. Dunque, dovremmo smetterla di accontentarci del giuoco frettoloso e superficiale di altisonanti definizioni, (che tanto lusingano, ma che sono ottime per il pubblico delle parrocchiette di provincia medioevali), ed escogitare qualche altro motivo, più serio e fondato, per spiegare e giustificare lo scandalo della creazione.
    Se creazione è, si capisce.

  80. Sal scrive:

    LA SPACCATURA fra ebrei e cristiani non affonda le sue radici solo nell’Olocausto. Sin dall’inizio queste due fedi sono state in disaccordo sulla questione principale: Gesù di Nazaret era il promesso Messia?

    Nel I secolo la questione messianica causò violenta persecuzione contro i cristiani. (Atti 8:1) Ma poi la situazione si capovolse. Col tempo i sedicenti cristiani diventarono persecutori degli ebrei. Ma nonostante i migliori sforzi fatti per secoli dalla cristianità per convertire gli ebrei, gli ebrei in generale non si sono discostati dalla loro posizione originale.

    Uno scrittore ebreo osservò che per quanto gli ebrei non ce l’abbiano personalmente con Gesù, egli “certamente non è il Messia politico che noi e i nostri antenati abbiamo desiderato così intensamente”. Il rabbino Samuel Sandmel si espresse con ancora maggior franchezza: “Noi non crediamo quello che credete voi [cristiani]; tutto qui”. (We Jews and You Christians) A motivo di questa divergenza di opinione, tra ebrei e cristiani esiste una spaccatura in realtà molto più ampia di quanto i più si rendano conto.

    Da una parte, la dottrina cristiana non lascia spazio ad alcuna possibilità di salvezza senza Gesù. Gesù stesso disse: “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. — Giovanni 14:6; confronta Atti 4:12; 1 Timoteo 2:3-6.
    Dall’altra, all’ebraismo ripugna l’idolatria che dilaga nella cristianità. Gli ebrei disdegnano anche la dottrina della Trinità che ritengono un’evidente contraddizione dell’“essenza stessa dell’ebraismo”, il concetto monoteistico espresso nelle parole: “Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno”. (Deuteronomio 6:4, Bibbia rabbinica) Lo studioso Jakób Jocz osservò: “A questo punto l’abisso tra la Chiesa e la Sinagoga si apre dinanzi a noi in tutta la sua profondità e portata. . . . La dottrina della divinità di Gesù Cristo è un’offesa imperdonabile agli occhi dell’ebraismo”. — The Jewish People and Jesus Christ.

    Cristianesimo ed ebraismo hanno pure idee diverse sulla Legge mosaica e sulle sue tradizioni. Il rabbino Stuart E. Rosenberg affermò: “Senza il patto di Dio non esisterebbe una nazione ebraica: esso plasmò il suo stesso inizio, ed essa non l’ha mai abbandonato. . . . Ma sin dal principio i cristiani hanno avuto un problema con il patto di Israele”. In realtà, l’apostolo Paolo disse a proposito della Legge mosaica: “[Dio] cancellò il documento scritto a mano . . . , ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura”. — Colossesi 2:14.

    I teologi delle chiese che cercano di minimizzare la dottrina cristiana sostenendo che il patto mosaico sia ancora valido o che ci siano ‘diverse vie che portano a Dio’ si trovano in una situazione imbarazzante. Per armonizzare le loro idee con il “Nuovo Testamento”, questi teologi devono compiere vere e proprie acrobazie teologiche: manipolando, torcendo o persino ignorando critici passi biblici. Oppure devono sostenere, come fanno alcuni, che tali passi non siano affatto autentici, che Gesù Cristo non abbia mai affermato di essere “la via e la verità e la vita”, che le parole di Pietro in Atti 4:12, secondo le quali Gesù è l’unico ‘nome sotto il cielo . . . mediante cui dobbiamo essere salvati’, sarebbero state aggiunte in un secondo tempo sotto l’influenza della teologia paolina, eccetera. Ma così facendo, minano la fede dei loro stessi seguaci.

    Jakób Jocz ha riassunto bene il problema dicendo che le due fedi “non possiedono nessun comune denominatore che potrebbe costituire la base per una teologia che possa colmare il divario. Possono giungere a un compromesso solo arrendendosi: o la Chiesa diventa la Sinagoga, o la Sinagoga la Chiesa

  81. Squilpa scrive:

    E, così, il nostro stimato Anniballo ha conquistato un record : si è aggiudicato la risposta forse più lunga mai registrata in questo blog, quella messa a segno da giuda maccabeo alle quattro di oggi pomeriggio (registrata da tutti i sismografi del forum).
    In attesa delle temute “repliche” (di maccabeo, voglio dire) interloquisco sfrontatamente per rilevare che il Nostro sembra ritenere una autorità assoluta tale Tommaso d’Aquino. Deriva,forse, tale riverenza dal fatto che i suoi compari della Multinazionale d’Oltretevere lo hanno decretato santo?

  82. Squilpa scrive:

    Va bene, ho capito.
    Signori della redazione, forse ho esagerato, talvolta.
    Prometto ravvedimento e maggiore senso della misura.

  83. Prialo scrive:

    La spaccatura che contrappone Ebrei e Cristiani

    è una cosa che riguarda solo loro: la setta dei Testimoni di Geova non vi può mettere bocca.

  84. Giuliano scrive:

    Si può osteggiare SAL solo sulla base di un cieco settarismo, figlio di rabbia identitaria e non di raziocinio. Magari tutti noi che scriviamo avessimo la sua preparazione!

  85. Reginaldus scrive:

    Le cose del mondo, in particolare gli esseri viventi, sembrano predisposte ad un fine. Niente di ciò che sembra progettato non è progettato, quindi deve esserci un essere intelligente che guida le cose ad un fine e quest’essere noi lo chiamiamo Dio.

  86. Giuliano scrive:

    “la setta dei Testimoni di Geova non vi può mettere bocca”.
    Ohibò, Prialo! Siamo alla censura?

  87. Squilpa scrive:

    Scrive sasso : I giudei si convertano!
    “è nato il Bambino che mostrerà l’iniquità di israele”
    “CHIEDE SQUILPA” : Un post così violento non merita la “moderazione”?
    Perchè gli estremisti cattolici non vengono mai censurati, ed i laici razionalisti sì?

  88. Prialo scrive:

    Cortese Giuliano, 8,38,

    una setta falsamente religiosa non può criticare una religone proponendosi come panacea migliore. I TdG criticano la Chiesa pensadno di sostituirla. Come fa una setta pseudoreligiosa, con tutte le magange che ha, a ritenersi superiore? Cordialità

  89. Sal scrive:

    @ Giuliano

    la ringrazio per l’apertura mentale che dimostra, L’obiettività la caratterizza come una mente lucida e razionale senza preconcetti e le fa onore.
    Continui ad essere sempre imparziale e ragionevole.

    La gente cerca la via che porta al cielo per la semplice ragione che ha perso la strada sulla terra (G. Plechanov)

    Con o senza la religione ci sarebbero sempre i buoni pronti a fare il bene e cattivi pronti a fare il male. Ma perché i buoni facciano il male occorre la Religione. (Weisemberg))

  90. Sal scrive:

    @ Prialo
    vede caro amico, non è questione di superiorità o inferiorità, “Un uomo non può ricevere nulla a meno che non gli sia stato dato dal cielo.” (Giovanni 3.27)

    La critica alla sua chiesa la stanno facendo i suoi stessi membri, forse non se n’è accorto ma sono tutti cattolici battezzati che criticano il papa e la gerarchia, come tanti ex preti e ex suore si sono sposati e vivono felicemente la loro vita in armonia con i principi del cristianesimo.
    Si faccia un giretto su You tube – Vaticano

    Ogni religione ha le sue magagne, ha iniziato Giuda con la cassa e i tradimenti si figuri se non ce ne sarebbero stati altri a seguire. Non è questo il punto.

    Con o senza la religione ci sarebbero sempre i buoni pronti a fare il bene e cattivi pronti a fare il male. Ma perché i buoni facciano il male occorre la Religione. (Weisemberg))

    La riflessione da fare è che è meglio evitare le cattive compagnie (1 Corinti 15.33) “Eliminate il vecchio lievito” (1 Corinti 5.6)

    E mi spiace se non le piace il concetto ma non l’ho scritto io e mi risulta che nel cattolicesimo questo comando non viene applicato. Potrei chiederle perchè ?

    Se si ritiene così tanto religione superiore ?

    Forse perché il peccato non esiste più e l’assoluzione si da a tutti a prescindere ?

  91. Giuliano scrive:

    SAL, opportunamente Lei cita quel famoso motto “Con o senza la religione ci sarebbero sempre i buoni pronti a fare il bene e cattivi pronti a fare il male. Ma perché i buoni facciano il male occorre la Religione”.
    L’autore, tuttavia, credo sia Steven Weinberg ,un americano premio nobel per la fisica.
    La saluto, con ammirazione.

  92. hilarius scrive:

    Carissimo Prialo grazie infinite per quanto sta’ facendo in questo blog.

    La stimo tanto e la ammiro in quanto Lei sta facendo un’ottimo servizio di verità, e per i quali i tdg, non possono ribattere se non con le solite ciancerie settarie.

    Un caro saluto e che Dio la Benedica

  93. mauro scrive:

    Caro Peccatore, l’inferno non è un luogo di sofferenza, è solo uno stato d’animo, si rilegga la dottrina della Chiesa Cattolica perchè lo confonde con i cosiddetti “inferi”.

    Anche Matteo spiega cosa sia l’inferno:
    “L’inferno è la realizzazione piena dell’infelicità, di chi ha voluto guadagnare la sua vita, senza Dio, ma in realtà così facendo l’ha persa (Mt. l, 35).

    Se uno non si sente di essere in quello stato di infelicità (sentimento), non c’è religione al mondo che possa dire che quello è infelice perchè la religione è un sentimento personale che non può essere codificato da nessuna persona al mondo.

    Morire e scendere negli inferi, senza l’alternativa di poter raggiungere Dio, rappresenterebbe già l’infelicità espressa da Matteo, in quanto perderebbe la nuova vita offerta da Dio. Ma se la vita non si rinnova, non si prova nessun sentimento perchè tutto definitivamente cessa e l’infelicità non avrebbe neppure il tempo di manifestarsi. Ovvero quella infelicità, per aver valore, presuppone che uno sia in vita e nello stesso tempo sappia di sbagliare, vale a dire che quella persona è per caratteristica un cristiano perchè chi appartiene ad un’altra religione, od è ateo, sa di essere nel giusto. Non solo, ma non avendo potuto ascoltare la parola di Dio va direttamente in Paradiso.

    Nell’eventualità che proprio non avesse capito, è certificato che la religione cattolica, che fa parte del cristianesimo, altro non è che un potere umano che amministra solo i propri fedeli in quanto gli altri ne sono eclusi. Questo ragionamento è ovvio perchè nessun potere ha validità e valore su chi non ne è assoggettato.

  94. Artefice1 scrive:

    Ciao Sal — NON ti saresti ancora scoperto?

    Scrive: January 15th, 2010 at 6:50 pm

    Io direi che ogni individuo prima della scienza, che acquisisce esistendo, viene Dotato del Sentimento.
    Non ti sembra sufficiente PER sciogliere la tua paventata antinomia?

    Ti assicuro che il Sentimento è Ingovernabile e Garantisce la Libertà perché si fonda sull’auto-CON-servazione

    BoMario……ma che ci starei a fare?
    Visto che non capisci.

    Aggiungerei che se “La Natura” non fosse Libera, come dire Imperfetta, Separata, e CON l’Individuo Distinto (Capace di Determinare) GRAZIE ALLO SPIRITO; NON Esisterebbe L’Universo.

    Meditare.

  95. Cherubino scrive:

    anniballo, riprendo una tua risposta sulla sofferenza (15.01 – 11:26)

    Quello che dici sulla sofferenza è un discorso un pò diverso da quello teologico. A mio parere mischi un pò il piano psicologico e quello esistenziale, caricando il secondo di valenze che sono del primo.
    Vorrei qui parlarti in termini del tutto laici, facendo un discorso che potrebbe farti anche un ateo.
    Giusto per essere chiari: la reazione iper-sensibile a certi eventi (l’insetto che sbatte le zampe…) è un problema tuo. E’ evidente che carichi questo fatto di valenze che non sono oggettive, ma frutto di associazioni mentali. Cos’è la sofferenza ? Quella degli esseri animali non umani è uguale a quella umana ? La sofferenza è negativa ?

    Cominciando dall’ultima domanda devi ammettere che la tua posizione è già fortemente “teista” e per nulla atea. Perchè un ateo ti direbbe subito che ogni fatto naturale è funzionale a qualcosa, nel sistema complessivo è “utile”. Soprattutto ti direbbe che non è corretto giudicare un fatto naturale in termini etici. Il valore -il bene e il male- lo sentiamo noi, la natura non lo conosce.
    Del resto, in un certo grado la funzionalità della sofferenza è vera. Il bambino che non conosce la frustrazione della sua onnipotenza non cresce, che non sperimenta il dolore durante l’attività fisica non impara a coordinarsi. Essere rifiutati dalla persona desiderata è un trauma, ma fa maturare, rende più umili, apre sepsso a relazioni migliori.
    La sofferenza è un segnale indispensabile. Indica una lotta (come la febbre indica la reazione del corpo alle infezioni) e la lotta spesso fortifica.
    Quindi la sofferenza non è negativa in sè, lo è quando il suo effetto non è più edificante, ma solo demolizione, quando non lascia più spazio alla costruzione.
    Qui entra il discorso religioso. Perchè quando per noi non c’è più spazio per ricostruire, ciò non vuol dire che la cosa sia impossibile a Dio. E non è un discorso vago, è l’esperienza di tanti che, una volta toccato il fondo hanno saputo chiedere aiuto, “dal profondo hanno gradito a Dio” e hanno ottenuto risposta. E torniamo al post di prima. Ti dedico allora il Salmo 115

    10Alleluia.
    Ho creduto anche quando dicevo:
    “Sono troppo infelice”.
    11Ho detto con sgomento:
    “Ogni uomo è inganno”.

    12Che cosa renderò al Signore
    per quanto mi ha dato?
    13Alzerò il calice della salvezza
    e invocherò il nome del Signore.

    14Adempirò i miei voti al Signore,
    davanti a tutto il suo popolo.
    15Preziosa agli occhi del Signore
    è la morte dei suoi fedeli.

    16Sì, io sono il tuo servo, Signore,
    io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
    hai spezzato le mie catene.
    17A te offrirò sacrifici di lode
    e invocherò il nome del Signore.

    18Adempirò i miei voti al Signore
    e davanti a tutto il suo popolo,
    19negli atri della casa del Signore,
    in mezzo a te, Gerusalemme.

  96. john coltrane scrive:

    BO:MARIO- Sinceramente non ho capito il suo ultimo post; parlando con Anniballo, pensavo d ifare anche cosa gradita a lei, nel senso che io, personalmente, mi troverei imbarazzato se venissi definito “grande” lucido” ,”coraggioso”, per quel che scrivo su questo blog
    E dicevo che gli eroi e i martiri sono altra cosa.
    Tutto qui.
    Lei dice: “Parli del “reale”…. capisco cosa intende, ma io, con tutta sincerità e nella mia scarsa intelligenza, comprendo questo: che non è possibile dialogare su queste basi.
    Quando Gesù dice a Pilato: Il mio Regno non è dii questo mondo”, e poi: “Chiunque è dalla verità ascolta le Mie Parole”, Pilato se ne va; è un discorso assurdo, dunque incomprensibile x lui.
    Per questo da un pò di tempo dico che se non si accetta di confrontarsi con il Vangelo c’è niente da fare: ognuno per la sua strada.
    Lei è convinto che i credenti parlino di cose “astratte”, mentre per un credente è infinitamente + reale il Mondo Spirituale che quello materiale: ecco xchè si finisce in un dialogo tra sordi.
    Tutto qui.
    Il che non toglie che lei ha sempre tutta la mia stima.
    Le auguro una serena giornata, amico.

  97. macv scrive:

    Vorrei chiedere ad altri di questo forum la cui fede, evidentemente, è tanto forte da non essere mai scalfita dal dubbio, come è possibile non rimanere scioccati e turbati da certe tragedie come quella del terremoto di Haiti, anche se poi uno si sforza di avere comunque fede in Dio.
    Ad Haiti sono morti e feriti soprattutto bambini, (e forse i bambini morti sono i più fortunati perchè quelli sopravvissuti , sono 2 milioni che andranno incontro a sofferenze inenarrabili),sono crollati del tutto soprattutto le già poche scuole, ospedali e anche la cattedrale seppellendo l’arcivescovo e tutti i preti che erano dentro a pregare. Per una beffa del destino la prigione invece si è spezzata ma liberando 4000 malviventi che illesi, sono scappati e ora si danno al brigantaggio e allo sciacallaggio
    mi sembra oggettivamente difficile riconoscere dietro questi eventi un “senso”, la mano di un Dio buono e Padre che si prende cura di ciascuna delle sue creature i cui “capelli del capo” sono contati ..
    E’ vero che si potrebbe rispondere che Dio non ha parte alcuna e non interviene MAI nei fenomeni natuali, come terremoti , maremoti ecc.
    Avendo creato prima del tempo l’Universo, lascia poi che l’Universo e la natura segua le proprie leggi che non sono etiche ma meccanicistiche: c’è un falla nella superfice terrestre sotto l’isola di Haiti, dunque c’è il terremoto,e questo è il “senso” dell’intera faccenda .
    tuttavia se Dio non interviene MAi mi chiedo, che senso ha pregarlo, per esempio di risparmiare la vita di un fratello o di dare la salute a un nostro caro? La natura seguirà le sue leggi …
    Ma il dio cristiano è proprio , per antonomasia il Dio che si prega, il dio misericordioso, non il Dio indifferente e lontano che lascia che la natura faccia il suo corso
    Probabilmente l’arcivescovo cattolico stata pregando ed è morto, mentre i detenuti no..
    Certo bisogna comunque sforzarci a credere che tutto concorra al “bene” , che tutto abbia un senso, che le sofferenze dei bambini mutilati abbiano un senso ma in certe situazione quantomeno è difficile.. Invidio sinceramente la fede tetragona di persone come Cherubino che a tutto trovano una spiegazione .. io in certi momenti e di fronte al dolore insensato, all’insensatezza del vivere, provo talora molto sconforto..

  98. john coltrane scrive:

    @SQUILPA–L’ironia su san Tommaso d’Acquino è accettabile se lei è in grado di dimostrare che ha detto tante stupidaggini; ma siamo sempre lì: lei ha letto , almeno in parte, la summa teologica del Nostro? Se no su cosa ci confrontiamo?
    Inoltre dire “tale Tommaso d’Acquino”, sà molto di adolescenzialità, mi perdoni…personalmente nutro grande rispetto x la persona di Sartre, ateo coerente, e mai mi sognerei di sbeffeggiarlo.
    La saluto, buona giornata.

  99. Cherubino scrive:

    macv, lei non ha capito: la questione non è trovare una spiegazione a tutto. Le spiegazioni nascono dall’esperienza. Tutto questo parlare di tragedie, disastri e cataclismi… per ognuno di noi si riassume e comprende nel discorso della propria morte.
    Cerchi una risposta alla sua morte, perchè in essa -dal su opunto di vista- si realizza la fine del mondo.
    La mia esperienza, che lei chiama “spiegazioni”, è che consegnando la mia morte a Gesù -nelle modalità che ho detto- Egli la vince, in modi completamente estranei alle mie o di chiunque possibilità.
    Ricordi che la fede non è una serie di lezioni imparate a memoria, ma un atto delle volontà, una decisione.
    Dice S. Paolo: “se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo”.
    In altre parole: se accetterai di affidare la tua vita che precipita verso la morte a Gesù, lasciando a lui totale libertà d’azione, sperimenterai che tale morte diventa porta di una vita superiore, inaspettata e impossibile da realizzare da parte di un uomo.

  100. cursor scrive:

    Sarà un mia mania: ma nessuno ricorda ai fratelli maggiori che il loro rabbino capo di Roma durante la guerra, namens Zolli oder Zoller, è diventato cristiano e si è fatto battezzare con il nome di Eugenio. Lui c’era. Ho sentito che lo ha ricordato ieri Andreotti: ma la cronista non ha afferrato che era il rabbino capo, e ha detto “un signore”. Caro Tornielli, a me pare che il “Giornale” dovrebbe metterlo in prima pagina. Mi pare materia per un editoriale di Feltri, indirizzato al fratello maggiore Laras.

  101. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Macv,

    La ringrazio per il Suo intervento così struggente in macv Scrive: January 16th, 2010 at 8:57 am: cercherò giusto di proporLe degli elementi di risposta razionali anche se ho l’impressione che il Suo “grido” sia più emozionale che intellettuale. La prima cosa è ricordare che il male è l’assenza del Bene. E cos’è il Bene se non l’esercizio della Carità, che è suprema Libertà, nella Verità. Quindi il male è sempre qualcosa che risulta essere una diminuzione della libertà, un’allontananza dalla carità, un’offuscamento della verità.

    Il male è scandaloso perchè preclude l’accesso a queste realtà: il male peggiore è dunque a priori la morte, visto che quando non si è più non si può più conoscere la verità, sceglierla liberamente ed conformarsi ad essa nella carità. Il male peggiore è quello che colpisce l’innocente, visto che nega la libertà dell’accesso alla Verità ed al Bene a chi Li vorrebbe. Il male è peggiore quando è cieco ed irrazionale: ma il male, appunto non può essere intrinsecamente razionale, visto che la razionalità partecipa del Bene. Un terremoto, ad esempio, esprime perfettamente la ciecità irrazionale e scandalosa del male, cioè proprio in ciò che non è Bene. NON C’E’ DA TROVARE ALCUN SENSO AL MALE: sarebbe un ossimoro. E ben lo risentono le persone che provano il male nel loro essere, come la perdita di una persona cara ad esempio: i discorsi razionalizzanti non possono rispondere alla loro situazione.

    Il male induce sofferenza, ma LA SOFFERENZA NON E’ IL MALE IN SE’: ne è l’esperienza ma di certo non la causa. La sofferenza rimanda a quel che dovrebbe essere, il bene, e che non è, o solo parzialmente è come una misura dell’assenza di bene. La conoscenza del Bene porta ad esperienze individuali tanto varie quanti sono gli individui, ma l’esperienza di un’assenza di bene è la stessa per tutti, è assoluta: per esempio, vedere un oggetto su una tavola comporta i varî punti soggettivi di perspettiva, la constatazione della sua assenza è la stessa per tutti, assoluta. L’esperienza del male, la sofferenza, è dunque un’esperienza assoluta comune a tutti noi: per questo la compassione è possibile e relativamente “facile” da comprovare. La sofferenza degli altri può anche essere la nostra propria: per questo Lei, caro Macv, grida la Sua incomprensione alla vista delle immagini del terremoto di Haiti.

    La sofferenza è un grido al Bene che viene a mancare a causa dell’atto malvagio che lo ha causato. Questo grido del giusto che subisce il male non è rimprovero a Dio di aver “permesso” il male, semmai è rimprovero a chi lo ha commesso, ma, al contrario, questo grido è l’appello al Bene per venir “riempire” questo vuoto maligno generato dall’atto malvagio. Non scandalizziamoci della sofferenza che è quindi, intrinsecamente, una chiamata « vitale » al Bene ma, invece, scandalizziamoci piuttosto del male, cieco ed irrazionale, incatenante e pervertente, che lo ha causato.

    E qui il Dio dei Cristiani porta una risposta unica nella storia delle religioni : non annulla la libertà degli esseri spirituali da Lui creati, libertà costituiva del loro essere chiamato alla Carità ma che implica la possibilità di scegliere il male ; invece, Si incarna e decide di vivere assieme a noi tutte le consequenze degli atti liberi di questi esseri spirituali, e di compatire questa Sofferenza con noi e di farne l’offerta comune, l’esperienza universale, del desiderio di vivere del Bene, della Verità, della Libertà e della Carità di tutta l’umanità, ottenendoNe il « senso » che non è quello del male, che deve rimanere essere controsenzo ed irrazionale per essere davvero tale. E questo « SENSO » DELLA SOFFERENZA E’ L’OTTENZIONE DEFINITIVA DEL BENE.

    Questa è dunque la « Buona Novella », Dio-con-noi, Emmanuele, è Dio-salva, Gesù : l’esperienza individuale ma comune della sofferenza diventa universale ed assoluta e trova il suo « senso » nella Resurrezione, che ristabilisce definitivamente il Bene li dove il male l’aveva negato, rivelatoci dal Corpo del Risorto che porta le Stimmate della Sua Passione.

    In Pace

  102. Francesco scrive:

    Le buone vecchie regole di galateo vorrebbero che, rivolgendoci all’interlocutore di cui non condividiamo le opinioni o che ci sembra non aver afferrato il discorso, non gli diciamo “LEI NON HA CAPITO”, ma casomai “FORSE NON MI SONO SPIEGATO BENE”.
    Ecco perchè, con ogni evidenza, chi usa ripetutamente e frequentemente tale espressione (” Lei non ha capito”),dimostra non solo di essere del tutto ineducato, ma anche, sul piano strettamente psicologico-comportamentale, un egocentrico incapace di relazionarsi con gli altri e desideroso soltanto di apparire (almeno quello) come colui che ne sa di più.
    In ogni caso è da compatire.

  103. sasso scrive:

    x SQUILPA

    Le rispondo solo perchè mi viene il dubbio che la sua interpretazione possa essere condivisa da altri.

    Non sò se lei sia laica e razionalista; ammettendo che esista una relazione tra le 2 cose,in questo caso, nei miei limiti, mi adopererei in ogni modo per esserle di conforto.
    Con un approccio assolutamente laico e razionalista le domando se per lei esistono differenze con il modo di rapportarsi alla realtà che ci circonda tra un ebreo,un cattolico,un mussulmano,un buddista,uno zoar etc..?

    Il mio commento precedente tocca due aspetti non conseguenziali tra loro;il primo è dettato dalle stesse motivazioni che potrebbe avere un padre di impedire al figlio piccolo di infilarsi le dita nel naso,il secondo invece ha, solo per me,recentemente assunto un significato che a molti potrebbe apparire…squilibrato.

    Se la mia indole fosse violenta come lei dice che sia avrei parafrasato il passo del Vangelo per il quale “Ecco, io vi mando,come agnelli in mezzo ai lupi:
    siate dunque scaltri come sono i serpenti,ma semplici e innocenti come le colombe” con l’invito al papa di portare con se un sacchetto di noccioline ed un casco di banane.

  104. Cherubino scrive:

    Francesco, lei non ha capito, e glielo dico per carità cristiana.
    1) il galateo non è poi un testo così “educato”. Se sapesse quali erano le idee di mons. Della Casa sulle donne e su come andrebbero trattate secondo lui …
    2) salvo ceh lei in fondo non faccia riferimento ad un galateo inventato da lei, allora fa ancora meno testo. Di fatto non mi sembra che nel Galateo vero vi sia l’indicazione di non dire al prossimo che non ha capito;
    3)il mio testo normativo è il Vangelo e i 10 comandamenti, e non vi trovo affatto la regola che lei pretende;
    4) mi sembra molto poco veritiero dire una cosa che non si pensa: se sono convinto di essermi spiegato bene e che sia l’altro ad aver frainteso, gli faccio un servizio a farglielo notare;
    5) non mi sembra affatto che tale “educazione” venga da voi nei miei confronti, strana incoerenza molto simile a quella di chi guarda la pagliuzza nell’occhio altrui e non si cura della trave che ha nel suo e che lo rende del tutto cieco.

  105. hilarius scrive:

    @ cherubino scrive a Francesco:

    **5) non mi sembra affatto che tale “educazione” venga da voi nei miei confronti, strana incoerenza molto simile a quella di chi guarda la pagliuzza nell’occhio altrui e non si cura della trave che ha nel suo e che lo rende del tutto cieco.**

    —————————————————–

    Chi sarebbero questi voi?……quelli che hanno finalmente capito di che pasta sei fatto? e quanti discorsi contorti scrivi, pur di rimanere a galla?

    NO! cherubino non lo ha capito……

  106. mario scrive:

    per Cherubino:
    “le intenzioni che Tradizionalista attribuisce agli ebrei sono del tutto infondate. Ci saranno delle correnti ultraortodosse, per lo più residenti in Israele, chhe potrebbero avvicinarsi a quelle posizioni, ma in genere l’ebraismo rispetta il cristianesimo come religione, pur non condividendone la fede”.

    Le ultime due frasi non significano nulla. “Rispettare ma non condividere” è espressione talmente usurata che squalifica senza appello chiunque la utilizzi. Ennesimo, tipico esempio di linguaggio automatico. In un contesto del genere, poi, essa è semplicemente patetica. Lei conosce, per caso, le bolle ed i decreti pontifici che, per sette secoli circa, hanno unanimamente condannato il giudaismo postbiblico?

    “La questione poi di Pio XII è chiaramente importante, ma non può assolutamente essere considerata un’offesa alla religione. Può essere considerato un’interpretazione storica di avvenimenti e personaggi errata, cui non è affatto obbligatorio piegarsi, ma non è certo un’offesa alla religione”.

    Mentre, in altra sede, Williamson deve necessariamente piegarsi, altrimenti non può essere considerato validamente vescovo (sic)? I soliti doppi giochi da bar dello sport.

    “Ritengo quindi importante che il rabbino di Roma si sia opposto alle posizione di Laras e abbia confermato l’accoglienza al papa, che -vale la pena di ricordarlo?- non è dovuta nè obbligatoria, ma è un atto gratuito, un incontro di persone reciprocamente libere”.

    Ancora bassa sociologia. “Un incontro di persone reciprocamente libere” è psicologismo d’accatto, detto francamente.

    “A mio parere dovremmo essere grati ad entrambi: al papa, che manifesta la sua amicizia verso gli ebrei, agli ebrei di Roma, che manifestano l’amicizia verso il papa e in lui a tutti i cristiani”.

    Finale trionfale e ecumenico, molto à la page, complimenti vivissimi. Cherubino, La vedo spesso presente sul blog di Tornielli. Oltre a sproloquiare (chè altrimenti sarebbe in malafede, cosa che non credo affatto), evidentemente ha molto tempo da perdere. Un consiglio spassionato: si legga Amerio, Fabro, Gherardini, oltre ai documenti del magistero ecclesiastico; se non è d’accordo, si faccia protestante (sempre che non lo sia già), o ebreo. Vedrà che accoglienza e che incontri tra persone reciprocamente libere! Altrimenti, potrebbe anche tentare di scrivere quei melensi ed inconsistenti discorsi che i dignitari ONU — o i nostri parlamentari — pronunciano spesso. Vedo varie, profonde affinità tra quello che Lei continuamente propone in questo blog e le prolusioni dei diplomatici e dei politicanti di tutte le estrazioni.
    Cari saluti

  107. bo.mario scrive:

    Coltrane forse ci siamo. Parli di vangeli che servono a interpretare la realtà dei fatti? Uno legge la bibbia, ma ci deve essere qualcun altro che gliela spiega, a modo suo. Con tutta la stima stiamo entrando in un campo di difficile giustificazione. Se si riuscisse a dividere la realtà e la quasi fantasia non sarebbe meglio? Ci sentiremo maturi e compiuti(quasi). I fenomeni materiali hanno una spiegazione che non può prescindere dalla logica dei fatti. Io, con tutti gli sforzi, non sono riuscito a mescolare le due cose. Voi ci riuscite, come? Un saluto.

  108. Cherubino scrive:

    se a me servono “scritti contorti” per rimanere a galla, per te invece è perfettamente naturale.

  109. Sal scrive:

    @ macv
    l’interrogativo da lei proposto in 16th @ 8,57 è intrigante e denota acuta osservazione.
    Mi sembra poter riassumere così, se Dio c’è perché non fa nulla per rimediare alla catastrofi, se non c’è a che serve pregarlo ?

    Poiché l’argomento è interessante provo ad elencare qualche scrittura che potrebbe fornire una visione dell’argomento ma che che non so se potrà soddisfarla. Questo è il motivo per cui il Dio, non può che essere personale perché come la scrittura propone YHWH è il Dio degli spiriti. (Numeri 16.22) il suo rapporto è diretto con lui senza altre mediazioni che Gesù. (1 Timoteo 2.5)

    “il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti loro” (Ecclesiaste 9.11) – ci sono cose che accadono ma sulle quali non c’è la possibilità di esercitare un controllo.

    “E dovete guardare; se sale per la strada verso il suo territorio, verso Bet-Semes, è stato lui a farci questo grande male; ma se no, dobbiamo sapere che non è stata la sua mano a toccarci; ci è accaduto un incidente”. 1Samuele 6.9 – ci sono cose dalle quali possiamo trarre un insegnamento o fare una scelta deduttiva a secondo di come gli eventi si presentano o si svolgono.

    “E ci fu un uomo che nella sua innocenza tese l’arco, ma colpiva il re d’Israele fra le giunture e la cotta di maglia, così che egli disse al guidatore del suo carro: “Volta la mano, e portami fuori del campo, perché sono stato ferito gravemente”. (1Re 22.35) ci sono cose che sono fatte nell’innocenza (con un motivo giusto o non di proposito ) ma che per un nostro errore ottengono l’effetto contrario.

    “Poiché sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro. Tutte queste cose sono il principio dei dolori di afflizione.” (Matteo 24.7-8) e ci sono cose che sappiamo che accadranno, e se non siamo previdenti prendendo precauzioni non possiamo pensare di essere esenti da colpa attribuendo la colpa a qualcun altro.

    “Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.” (Matteo 24.33) e ci sono cose che sono state dette in anticipo per dare un segnale. Se trascurato non sarà colpa che di chi si mostra sordo.

    Ma sopratutto, benché crudele e difficile da accettare poiché l’uomo è sentimentale e difficilmente accetta il concetto di giustizia, “chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.” (Giovanni 3.36). La parola chiave è “rimane” ciò significa che per non rimanere sotto l’ira occorre fare qualcosa che fa stornare l’ira.

    Esempio “Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo.” (Matteo 24.38-39)
    Noè per essere ubbidiente ebbe a costruire l’arca se non l’avesse fatto sarebbe perito anche lui ovvero rimasto sotto l’ira.
    La questione non è astenersi dal fare il male, ma impegnarsi a fare il bene perché “ se il giusto è salvato con difficoltà, dove si mostreranno l’empio e il peccatore?” (1 Pietro 4.18)
    L’escatologia è divenuta una teoria ed è stata trascurata perché si è insegnato falsamente che Dio è sempre buono e perdona sempre. Similmente è stato insegnato che fosse sufficiente astenersi dal fare il male mentre avrebbe dovuto essere insegnato l’impegno a fare il bene.
    UN saluto

  110. hilarius scrive:

    Si capisce si capisce…..cherubino…..si capisce…..

    ….a meno che uno non sia tonto….si capisce…..

  111. Sal scrive:

    @ bo.mario (scusi la lunghezza) e se mi intrometto ma azzardo una spiegazione

    lei scrive: Parli di vangeli che servono a interpretare la realtà dei fatti? Uno legge la bibbia, ma ci deve essere qualcun altro che gliela spiega, a modo suo. Con tutta la stima stiamo entrando in un campo di difficile giustificazione.
    ____________________________________________

    Direi che non è così difficile, per es, Isaia dice: ci sono “quelli che dicono che il bene sia male e che il male sia bene, quelli che mettono le tenebre per la luce e la luce per le tenebre, quelli che mettono l’amaro per il dolce e il dolce per l’amaro”. (Isaia 5:20) quindi come si fa ?
    Gesù dice : “La tua parola è verità”. (Giovanni 17:17) e in 1 Giovanni 4:1: “Diletti, non credete ad ogni espressione ispirata, ma provate le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo”.
    Quindi basta mettere a confronto con quanto è scritto:

    La Bibbia dice: “ Non devi farti immagine scolpita né forma simile ad alcuna cosa che è nei cieli di sopra o che è sulla terra di sotto o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti davanti a loro né essere indotto a servirle,..” Esodo 20.4 Altri dicono di inchinarti al crocifisso o al sangue di S.Gennaro.

    La Bibbia dice : “Non si deve trovare in te alcuno …che usi la divinazione, né praticante di magia né alcuno che cerchi presagi né stregone… né alcuno che consulti un medium spiritico né chi per mestiere predìca gli avvenimenti né alcuno che interroghi i morti.(Deuteronomio 18.10-11) Altri dicono che ci sono le madonne che piangono o le mistiche

    La Bibbia dice che Dio è uno (Deuteronomio 6.4) Altri lo fanno in 3
    LA Bibbia dice di non usare molte parole nelle preghiere, Altri vanno a rosari (Matteo 6.7)
    Non si conosce la data di nascita di Gesù altri dicono il 25 Dicembre
    La Bibbia vieta l’uso del sangue altri se lo bevono alla comunione (Atti 15.20)
    La Bibbia dice di crescere e moltiplicarsi altri fanno voto di castità (Genesi 1.28)
    La Bibbia dice l’uomo con capelli lunghi è disonorato altri lo raffigurano Cristo con capelli da donna. (1 Corinti 11.14)
    La Bibbia insegna che i sacrifici sono finiti altri continuano a sacrificare cristo sull’altare (Romani 6.10)
    La Bibbia parla della resurrezione sulla terra altri dicono che vanno in cielo (Salmi 37.29)
    La Bibbia dice che i cristiani non devono mischiare le cose di Cesare e di Dio,(Matteo 22.21) altri continuano ad impicciarsi della politica dettando la linea ai governi.
    La Bibbia invita a rispettare il Sabato come patto eterno altri fanno la Domenica (Esodo 20.8)
    La Bibbia dice che le donne non devono insegnare (1 Tim2.12) altri si inventano le catechiste
    La Bibbia insegna la modestia altri fanno sfoggio di ricchezze
    La Bibbia insegna la modesti di mente altri sono le uniche menti nobili (1Pietro 5.5)
    La Bibbia insegna che la chiesa è spirituale e loro fanno le basiliche (Efesini 2.21)
    La Bibbia insegna che il capo della chiesa è spirituale altri ci mettono un uomo (1 Pietro 2.5)
    La Bibbia dice che non ci sono capi perché tutti sono fratelli altri hanno la gerarchia (Matteo 23.8)
    La Bibbia dice che il vescovo è sposato ma altri impongono il celibato (1 Timoteo 3.2)
    La Bibbia dice che Gesù aveva fratelli e sorelle altri dicono che Maria è vergine (Matteo 13.55)
    La Bibbia dice carne e sangue non possono andare in cielo altri ci mandano Maria col corpo (1 Coriti 15.50)
    La Bibbia dice che i comandamenti sono 10 altri ne rispettano solo 9 (manca quello delle immagini) (Esodo 20.1)
    La Bibbia vieta le mutilazioni (colossesi 2.23) altri dichiarano santo chi si frusta a sangue.
    Dicono che ragione e fede vanno di pari passo ma pretendono di farti mettere dal parte la ragione per usare solo la fede. Lei a chi crederà ? Vede che non è difficile riconoscere i mistificatori ?

    La cosa più simpatica è che prima la Bibbia era proibita e bastava possederla per essere arrostito anche se eri cieco e le bruciavano pubblicamente, poi hanno detto che la poteva leggere e interpretare solo il prete, ora l’unica traduzione vera è sempre la loro e naturalmente l’interpretazione vera è solo la loro.

    Sembra che solo loro hanno il cervello. Chissà perchè ci insegnano a leggere se tanto non sappiamo capire neanche ciò che è scritto nero su bianco. Non le basta ? Più chiaro di così !

  112. Victor scrive:

    non so cosa ne pensino gli altri, ma io ho smesso di frequentare questo blog a causa della pletora di dissertazioni e logorroiche esternazioni oltretutto quasi sempre rigorosamente O.T. da parte di alcuni monopolizzatori di uno spazio che dovrebbe servire alla riflessione e al confronto sugli interessanti temi proposti…. riesco solo ad apprezzare repliche che val la pena leggere come quelle di Annarita, Luisa, Hilarius e pochi altri che mi scuseranno se non li nomino. Ogni tanto mi riaffaccio e, con fatica riesco a triovare qualche intervento che spigolo tra quelli di chi mi è noto saltando a piè pari il mare magnum di esibizionismi di varo genere dal quale sono sommersi.
    Avete una rsposta a questa domanda? Cerdete che a Tornielli che stimo come persona intelligente e preparata, poco interessi cosa si dice su queste pagine, ma preferisca la quantità alla qualità? Sarà per questo che non interviene con nessun tipo di censura, che dovrebbe ovviamente riguardare interventi OT di soggetti ormai da lungo tempo indigesti?
    Sottolineo che mi rifersco a interventi OT e non a idee non allineate, perchè l’autoreferenzialità penso non serva a nessuno

  113. igor traboni scrive:

    Il Santo Padre va accompagnato nella preghiera, altro che chiacchiere

  114. il maccabeo scrive:

    Caro Victor, in principio hai ragione da vendere… tuttavia é evidente che, nel caso particolare, questo blog sia diverso da altri, magari piú interessanti, piú moderati per i cattolici, perché piú… “ermetici”, diciamo cosí, ai membri attuali o potenziali dell´uaar. Tuttavia “à la guerre comme à la guerre”. Difficile fare finta di niente di fronte a certe obiezioni. Qui, ed é la linea di un giornale laico, non c`é censura di sorta, quindi… fiato alle trombe! Se in altri blog si puo´ respirare quasi un aria di oratorio, se non addirittura di salotto (non é una critica, é solo un´analogia) qui si respira piuttosto aria di ….Saloon prima, durante e dopo la scazzotata di rito! Per cui chi ci vuol stare sa di doversi, a volte Grazie a Dio, non sempre….rimboccare le maniche. ;) O sbaglio? (scusa l´OT)
    PS: quel che c ´e di bello nel Saloon rispetto all´oratorio dove in principio tutti van d´amore e d´accordo, é che a volte nel Saloon la scazzottata finisce con … una bevuta tra tutti i partecipanti che da nemici diventano amici. E´il mio desiderio ogni volta che mi confronto con atei o agnostici. Lo ero anch´io, dunque non posso gettare nessuna pietra sulla persona di chi oggi ha gli stessi dubbi che furono giá i miei. Un caro saluto.
    IIPS rimpiango i tuoi interventi sempre molto assennati….ora, se vai… torna vincitore! ;D

  115. annarita scrive:

    Anniballo, Dio traboccando d’amore ha pensato bene di portarne un po’ anche fuori da se, perchè non conosce l’egoismo, così ha creato il mondo e le varie creature, tra cui l’uomo, unica creatura che Dio ha pensato di redimenre con il proprio sangue.
    Se questo non è amore!
    Il fatto è che Dio non ha bisogno di noi per essere felici, mentre noi abbiamo bisogno di Lui per esserlo.
    Dio dunque ci ha creati gratuitamente, per puro amore e non per interesse, o bisogno, forse aveva molti meno grattacapi se non l’avesse fatto, ma voleva far partecipare anche noi alla sua immensa felicità e ha rischiato, come rischiano molti genitori che mettono al mondo un figlio sapendo di perdere molta libertà, qualche dormita di notte e la tranquillità, perchè i figli sono veramente pezzi di cuore e il cuore di una mamma o un padre batte, geme e gioisce anche per loro.

  116. annarita scrive:

    Sal si riconosce dai frutti e ce l’ha indicata il Figlio di Dio Gesù e trasmessa dai suoi apostoli, morti per annunciarla.
    Io mi fido e lei?

  117. john coltrane scrive:

    @BO.MARIO-Ecco perchè ritengo che senza le Parole del CRISTO si finisca in un inevitabile vicolo cieco: proprio xchè non si riesce a unire quello che lei chiama i”il reale” (inteso, credo, come la materia, ciò che si vede e si tocca) e il Creatore di questo “reale”, DIO, che invece non si vede con gli occhi e non si tocca con le mani.
    Ecco, Gesù dice cose come queste:”non preoccupatevi del mangiare e del vestire…cercate prima di tutto il Regno di DIO e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Ecco un collegamento tra l’Invisibile e il visibile.
    Sono Parole uniche, il parlare di CRISTO è unico: “mai nessuno ha parlato come quest’uomo” (GV 7,43).
    Lei ora potrebbe obiettarmi: “allora chi muore di fame o muore x un terremoto è xchè non ha cercato prima di tutto il Regno di DIO?”.
    Ed ecco l’importanza di conoscere tutte le Parole del Salvatore; davanti al cieco nato i discepoli pongono la domanda: “Maestro, chi ha peccato xchè nascessse cieco? lui o i suoi genitori?”. E Gesù: “nè lui nè i suoi genitori”.
    Insomma, Gesù dà questa risposta: il male nel mondo è SPECCHIO del male interiore che portiamo in noi (“CHI è SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA”) e di cui non siamo coscienti: l’autonomìa da DIO; autonomìa che può portarci all’incapacità eterna di rEstare alla Presenza di DIO.
    Con ciò, ognuno è libero di ritenere che non sia così, ecc., ma Gesù dice questo.
    E’ che l’uomo, nel pensiero del suo io, vede come un “orrore” riconoscere “peccato” essere autonomi da DIO, mentre invece il riconoscersi “peccatori” è un semplice atto d’amore e di verità che ci apre al mondo Infinito del Signore.
    Capisce, caro BO.MARIO, che se non si crede in questo, o non ci si confronta (perlomeno) con queste Parole assolutamente uniche, non può esserci (vero) dialogo?
    E’ come se uno parlasse una lingua e l’altro tutta un’altra…non so se ho chiarito bene il mio pensiero, in ogni caso la saluto; buona giornata.

  118. Artefice1 scrive:

    Puntiglioso Sal …. A che serve?
    Scrive: January 16th, 2010 at 1:59 pm

    Saresti IN-CON-futabile.

    Se non fosse PER quel Sentimento che t’avrei già suggerito E CHE LA VOGLIA IGNORA.
    Sentimento niente affatto sottinteso.

    Come dire che in questa, anche tua medesima maniera, ovvero a colpi di significati, NON esiste Soluzione!!!
    Impera la forza del furbo.

    UN SIGNIFICATO VALE L’ALTRO!!!
    PERCHE’ ENTRAMBI NON GODONO, NE’ MAI “UN SIGNIFICATO” AVREBBE POSSIBILITA’ NEL GODERE DELLA PERFEZIONE!!!
    ANCHE GESU’ CRISTO E’ DIO PER AVER ONORATO LA VOLONTA’ DEL PADRE, MANIFESTO SENSO.
    MICA IN PROPRIO. COME DIRE AUTONOMA-MENTE..
    Mente come la mia o la tua Distinte.

    LO SPIRITO (che ritengo Unico) E’ DA DIO PADRE CREATORE!!!
    Altrimenti mostrami la madre che LO produce o lo spray che LO dispensa.

    Amabilmente.

    p.s.
    NON CON-fondere Sentimento e passione.

  119. Luisa scrive:

    Victor, mi sono più di una volta espressa su questo “tema” e non posso che concordare con te sulla frequentazione di questo blog, ammiro l`impegno di Annarita e altri che prendono il tempo di rispondere ai vari atei o tdg che sembrano apprezzare particolarmente questo spazio di un vaticanista cattolico.
    Andrea li lascia liberi, non interviene, o lo fa molto raramente, l`ho visto invece intervenire ad esempio sul thread di Evreux, poi non sappiamo se a monte comunque avvenga una certa moderazione.
    Sono stata molto negativamente impressionata, disgustata, nei giorni che hanno preceduto e succeduto a Natale, nel thread consacrato a Natale, dalla valanga nauseabonda di post anticattolici, confesso che non ho capito l`assenza di intervento del moderatore.
    Andrea Tornielli lancia un tema e poi lo lascia andare, come un tappo gettato al mare , in balia alle onde.
    Mancanza di tempo, volontà di lasciare massima libertà, non lo so, ma mi sembra che la partecipazione più attiva del moderatore, di cui conosciamo la sensibilità, l`intelligenza e la competenza, renderebbero questo spazio più equilbrato, per taluni più frequentabile e senza alcun dubbio piu interessante.

  120. loris scrive:

    La mano tesa è solo da parte del Papa: http://www.gherush92.com/news_it.asp?tipo=A&id=2934#pio

  121. annarita scrive:

    Caro John, io aggiungerei che per Dio, la morte, la malattia, non sono mali, ma sempre mezzi per arrivare al fine, ogni cosa è mezzo, solitamente la sofferenza aiuta a purificarsi a scrostare la nostra anima che è come un diamante incrostato da attaccamenti e da vizi.
    L’unico vero male è il peccato, che porta alla morte dell’anima, non sono i disastri naturali che possono uccidere solo il corpo. Nessuno si lamenta dei disastri che porta il peccato, nessuno inorridisce nel vedere come gli scandali sciupino l’innocenza dei bambini, anzi si è propensi a credere che la libertà sia espressa dal vizio e non dalla virtù. Più uno pecca più è libero.
    Ad ognuno è destinata una morte, ma questa morte è sempre un mezzo, mai il fine, dunque il mezzo non è mai male, può essere una disgrazia se non si è in grazia di Dio, ma la colpa non è di Dio è di chi ha usato male il tempo concessogli.

  122. john coltrane scrive:

    Grazie ANNARITA, condivido completamente le sue parole.
    Se permette, e se permette il dott.Tornielli, lascio un file sulla storia (sulla morte) del cattolico Bobby Sands, xchè è stato molto bello che lei l’altro ieri abbia richiamato l’attenzione su cosa gli inglesi (la prima democrazia al mondo…) hanno fatto all’Irlanda (quella di Bobby Sands non è nemmeno delle peggiori)
    Grazie a lei e grazie al dott.Tornielli x l’ospitalità.

    Bobby Sands

    Roberts Sands era un giovane cattolico Irlandese. Era nato il 9 Marzo 1954 a Rathcole,un quartiere misto a maggioranza lealista nella parte nord di Belfast capitale dell’Irlanda del Nord,dell’Ulster,di quella parte cioè dell’isola di smeraldo che ancora oggi dopo quasi otto secoli e’ sotto l’occupazione britannica. Bobby è cresciuto,come tutti i ragazzi di quella generazione vivendo in una citta’ presidiata dall’esercito britannico,dilaniata dal conflitto tra cattolici e protestanti,ripartita in zone diverse in base alla confessione religiosa degli abitanti,divisa dagli steccati,attraversata dalle barricate messa di frequente a ferro e fuoco da quelle parti in lotta con cui in Irlanda del Nord,fin da piccoli,bisogna abituarsi a convivere. Una vita normale la sua finché, scoperta la fede cattolica della sua famiglia, Bobby, suo padre John, sua madre Rosaleen e le due sue sorelle Marcella e Bernadette,furono costretti a lasciare la loro casa di Abbots Croos a causa delle continue intimidazioni. E’ il 1964 e Bobby ha soltanto dieci anni.

    Furono quindi il trasferimento coatto,la repressione e le scene di violenza che vide nelle strade del suo nuovo quartiere a far diventare Bobby un soldato repubblicano.
    Era il 1968 quando Bobby subi’ minacce e intimidazioni anche sul posto di lavoro. Nel 1972 le minacce di morte si estesero a tutta la famiglia Sands. Furono nuovamente costretti a lasciare la loro abitazione in Doonbeg Drive. Si trasferirono nella nuova zona residenziale di Twinbrook,quartiere cattolico nella periferia ovest di Belfast.
    Il nuovo quartiere di Twinbrook si presentava come una enclave di profughi. Era stato costruito,infatti,proprio per dare ospitalità alle tante famiglie cattoliche cacciate dalle zone in cui vivevano in precedenza.

    A diciotto anni,nel 1972,Bobby Sands decide di aderire in modo attivo al movimento Repubblicano,diventando uno dei volunteers,diventando cioè uno di quei giovani che dopo un durissimo addestramento iniziano a convivere quotidianamente con il costante rischio di agguati,incarcerazioni,di torture subite dallo straniero in risposta alle azioni di guerra di liberazione.

    Con l’arruolamento nell’IRA l’esercito illegale meglio organizzato d’Europa,Bobby vedeva la possibilità di agire concretamente per cambiare la dura e ingiusta realta’ dell’ULSTER.

    La minoranza cattolica presenta in Irlanda del Nord sin dal 1921 sottoposta a pesanti condizioni discriminatorie da parte della maggioranza protestante. Tanti sono stai i giovani cattolici irlandesi che alla disperata ricerca di una occupazione, sul portone di fabbriche,aziende,cantieri navali, trovavano un esplicito quanto vergognoso cartello “QUI NON ASSUMIAMO CATTOLICI”.

    Un Europa distratta ha ignorato per anni la realtà del Nord Irlanda,lasciando così che si perpetrasse un regime di vera e propria Apartheid.

    Ormai militante per la causa indipendentista Bobby Sands conobbe anche il dramma del carcere,come molti suoi compagni di battaglia. Bobby condivise quella esperienza carceraria,la prima per lui,con esponenti di spicco del Movimento Repubblicano quali Gerry Adams e Brendan “Bik”Mc Farlane,con i quali si ritrovo’ a lungo nella stessa cella. In quella circostanza Bobby ebbe la sua prima esperienza con le brutali forme di trattamento dei detenuti nelle strutture Britanniche,si trattava di centri in cui si commetteva ogni sorta di violazione dei diritti con interrogatori infarciti di botte e torture,volti ad estorcere confessioni sotto la minaccia di ulteriori violenze.
    Dal Diario di Bobby Sands “In questi centri di polizia Staliniana i sospettati potevano aspettarsi torture psicologiche come la roulette russa,pestaggi condotti al buio,minacce verso i propri familiari e uso di droghe.Più comune era la tortura fisica come costanti percosse subire calci e pugni senza tregua.”

    Nell’Aprile del 76′ Bobby viene rilasciato e fece ritorno nella sua casa di Twinbrook.In carcere nel frattempo aveva sposato Geraldine la ragazza con cui da tempo era fidanzato e da cui aspettava un bambino. Nel ottobre del 76′ Bobby venne nuovamente arrestato. Dopo il processo Bobby venne ingiustamente condannato a 14 anni di carcere e venne condotto presso uno di quei “lager” costruiti apposta,nel tristemente famoso carcere di Long Kesh entro’ nei cosiddetti H-BLOCKS.Non era difficile per un ragazzo cattolico finire in una prigione speciale inglese,create apposta per rinchiudere i giovani sognatori di un Irlanda libera e unita. Il 9 Agosto era stato reintrodotto l’internamento senza processo,all’alba di quel giorno nelle 6 contee scattarono una serie di rastrellamenti e perquisizioni.Quasi 350 persone vengono prelevate dalle loro case e imprigionate.Fu applicato quello che si chiamava lo spietato Special powers act.

    In cosa consisteva questo powers act??

    1 ARRESTARE SENZA MANDATO

    2 IMPRIGIONARE SENZA ACCUSE SPECIFICHE O UN REGOLARE PROCESSO.

    3 ENTRARE E PERQUISIRE EDIFICI ED ABITAZIONI SENZA MANDATO CON LA FORZA IN QUALSIASI MOMENTO DEL GIORNO E DELLA NOTTE.

    4 DICHIARARE IL COPRIFUOCO E IMPEDIRE INCONTRI ASSEMBLEE FIERE MERCATI E PROCESSIONI.

    5 AUTORIZZARE LA FUSTIGAZIONE COME FORMA DI PUNIZIONE.

    e cosi’ via una serie di violazioni dei DIRITTI UMANI da far impallidire la Gestapo e il KGB.

    Nel libro di Bobby Sands vengono riportate testimonianze di quei mesi di prigionia,dove incomincera’ la sua forma di protesta dal digiuno al rifiuto dei vestiti e come lui altri 9 detenuti repubblicani.In quella cella nudo coperto solo da una misera coperta,le celle erano buie con una finestra a sbarre senza vetri,freddissime d’inverno e calde d’estate,il cibo lasciato marcire nella cella e le feci e le urine mai ripulite da un pavimento ormai pieno di vermi e scarafaggi. Le giornate scorrevano cosi’ da intervalli di irruzioni delle guardie che al buio comparivano per divertirsi prendendo a calci i poveri prigionieri,questo avveniva piu’ volte al giorno. Nonostante la sua prigionia Bobby fu’ eletto al parlamento inglese ma questo non gli servi’ per uscire dalle galere inglesi,con i continui rifiuti da parte del Primo Ministro inglese Margareth Thatcher.

    Alle ore 1.17 minuti del 5 maggio del 81′ Bobby Sands muore.Il suo corpo ridotto ormai ad uno scheletro.Si spegne cosi’ il ragazzo di Belfast combattente per la liberta’,lasciatosi morire di fame per testimoniare l’orgoglio di essere un irlandese,e quindi un “morto di fame”.

    Dopo la morte Bobby Sands e stato deposto nella bara con una croce d’oro massiccio tra le mani.Pesante,bellissima,grande come una mano,giuntagli direttamente dal Papa,da quel Giovanni Paolo II che pochi mesi prima aveva omaggiato la terra d’Irlanda con una visita in cui aveva pronunciato frasi in Gaelico a cui si era rivolto direttamente ai soldati repubblicani,implorandoli di sotterrare l’ascia di guerra. Un fatto eclatante se si pensa che Bobby Sands era un “terrorista”, ma era anche un suicida. I funerali si svolsero il 7 maggio a Belfast e vi parteciparono oltre 100000 mila persone. Da ogni parte del mondo giunsero per partecipare al funerale del “digiunatore” morto per la fame di liberta’.

    Per capire lo sdegno e la commozione che la morte di bobby provoco’ ovunque nel mondo vale la pena ricordare alcuni fatti: negli Stati Uniti esempio ci furono cortei di protesta in tutte le citta’ principali.il sindacato dei portuali boicottò le navi inglesi,lo stato del New jersey voto’ una risoluzione nella quale rendeva omaggio a Bobby Sands. Tutti i maggiori giornali americani dedicarono lodi all’uomo della liberta’,dalla Polonia Walesapartecipò a nome di Solidarnosc, il parlamento portoghese osservo’ un minuto di silenzio, in Francia si svolsero manifestazioni di protesta con migliaia di persone in corteo dietro al gigantesco ritratto di Bobby,e poi Svizzera,Belgio,Germania,Olanda,Grecia ma anche in Italia: a Milano 5000 persone manifestarono per la citta’; e ancora Australia Norvegia ed anche in India, dove il parlamento osservo’ un minuto di silenzio. Il mondo odiava la Gran Bretagna ma questo non servi’ per liberare Bobby e con lui gli altri 9 che morirono piu’ tardi con la stessa scelta di digiuno per la liberta’.

  123. FedericoRia scrive:

    La discussione è altamente stimolante e ha preso, a mio avviso, una strada profonda. Dato l’argomento non poteva essere altrimenti.
    Quello che mi preme sottolineare è che spesso dobbiamo usare la logica. A scanzo di equivoci preciso che non sono un ‘destraiolo’ (inteso sia come Forzanovista, sia come PDLlino)ne un frequentatore di birrerie bavaresi. Cari amici, se utilizziamo una marea di parole per nascondere un problema, non ne veniamo mai fuori. Inutile nascondere le cose. Quì ci troviamo al cospetto di un gruppo di rabbini che sono i discendenti degli scribi e dei farisei, con l’intento di giudicare ancora una volta Cristo Gesù, nella veste del Sommo Pontefice Romano. Ecco perchè io non mi fido di un dialogo che non ha senso. Paradossalmente ha ragione il rabbino Laras, l’unico coerente, a modo suo, in questa situazione. E’ una situazione priva di ogni significato, sia esso religioso, culturale o politico. Come fa a esistere un dialogo quando, dall’altra parte, ti sbattono sempre la shoah in faccia, accusandoti di colpe materiali e morali? Ma stiamo scherzando? Di cosa deve pentirsi il Papa, la Chiesa e io cattolico? Di cosa? E’ un discorso privo di significato e che mi da molto fastidio. Questi sono esponenti di una religione che è finita: non hanno dei sacerdoti, non hanno un altare, non hanno un tempio (che vogliono ricostruire demolendo le moschee della spianata del tempio, stuzzicando una guerra mondiale) ma soprattutto non hanno più un’alleanza (la loro fu distrutta dalle macerie del tempio nel 70 d.c.). Si dicano le cose per come sono davvero. Intanto non hanno perso nulla di quello spirito fariseo che Gesù condannò violentemente e con forza (Matteo, 23,1-39).

  124. bo.mario scrive:

    Ringrazio Sal, quelle cose le sanno tutti, qualcuno le dimentica in qualche angolo morto del cervello.
    Coltrane non è un dialogo tra sordi. Parti da un assunto che prendi per vero, e se non lo fosse?
    Luisa ogni tanto te ne esci con la richiesta di censura, non ti fa onore. Io non vado dentro il Vaticano ad imporre il mio credo. Il vaticano vuole gestire la società come crede meglio. Una notevole differenza di cultura. Vi esprimete in fatti spirituali e poi volete anche mettere mano a quelli materiali. L’ho scritto e lo ripeto, il mescolamento che fate delle cose fà solo confusione sociale e come dicevano gli antichi romani “dividi et impera”. Un saluto.

  125. Luisa scrive:

    Vedi bo.mario, non posso pretendere da te, che non sei credente, una seppur minima riserva su certi contributi altamente offensivi per la Chiesa, il Papa, la Fede cattolica, i cattolici, che troviamo su questo blog un giorno sì e l`altro pure.
    Ho risolto il problema per quel che mi riguarda restringendo la mia partecipazione ai soli temi che mi intersesano e che, guarda caso, sembrano lasciare indifferenti i non cattolici.
    E sì, bo.mario, sono stata molto sorpresa, delusa, incredula che Andrea Tornielli abbia tollerato che taluni anche a Natale offendessero la nostra Fede.
    Nemmeno a Natale costoro hanno giudicato opportuno rispettare una tregua.

  126. FedericoRia scrive:

    Non vedo qual’è il problema. Se è un ateo di cosa si preoccupa? O forse la questione, gratta gratta, è sempre la solita: credere nel loro non-Dio? Certi che si dichiarano atei sono più religiosi dei religiosi. a loro modo, naturalmente. Con tanto di dogmi e persino con una loro santa inquisizione. Quest’ultima non ha nulla a che vedere con quella cattolica romana dei secoli addietro: prende in prestito gli strumenti ideologici di quella protestante. Quindi, certi atei, sono religiosi, politeisti (per esempio, ogni branca della scienza per loro è un dio), dogmatici (guai a mettere in dubbio qualcosa che dicono. Per esempio, guai se spiegate loro che il famoso ‘eppur si move’ non uscì mai dalla bocca del Galilei) e, consentitemi, superbi. La superbia paga. Sempre.

  127. Sal scrive:

    @ annalisa
    le dice dai frutti e la risposta è buona. Non ci sono molti dubbi sui frutti di certo cattolicesimo in giro per il mondo. Gli stessi ebrei per rimanere all’aspetto sinagoga del threard si sarebbero aspettati almeno la scomunica di quanti si sono comportati diciamo male. Senza considerare la stessa storia di certo cattolicesimo che dovendo evitare le ricchezza non esita a raccattare 9 miliardi anno dai contribuenti italiani senza contare le facilità e privilegi ed esenzioni. Si faccia un giretto per You tube – Vaticano e si diverta, ma non è denigrando che raggiungo lo scopo, quanto suggerirle visto che me lo ha chiesto “come faccio io”.

    “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli”, disse Gesù Cristo, “se avrete amore fra voi”. — Giovanni 13:35. I suoi lo fanno ?
    “La tua parola è verità”, disse Gesù in preghiera al suo Padre celeste. — Giovanni 17:17 Si fida delle scritture ?
    Gesù insegnò ai suoi veri seguaci a pregare: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”. (Matteo 6:9) Gesù disse inoltre in preghiera: “Io ho fatto conoscere [ai discepoli] il tuo nome e lo farò conoscere”. (Giovanni 17:26) Lo fa anche lei ? Salmo 83:18
    Gesù: “E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. — Matteo 24:14. Lei lo fa ?
    “La forma di adorazione che è pura e incontaminata dal punto di vista del nostro Dio e Padre è questa: . . . mantenersi senza macchia dal mondo”. — Giacomo 1:27 non è facile vero ?
    Saluti

  128. anniballo scrive:

    “CHERUBINO”, lo sforzo di comprendere appieno il senso del Suo post dura tuttora, anche mentre rispondo. L’argomento “sofferenza” è difficoltoso assai, mi auguro di non risultare troppo insoddisfacente….
    Sono convinto che ,all’interno della vita, organizzata come noi la conosciamo, la sofferenza umana abbia un valore pedagogico, (oltre che salvifico, per chi ci crede).
    Nel mio scritto, tuttavia, ho creduto di dover sottolineare che la sofferenza riguarda tutti i viventi. Non penso che i gradi di sofferenza tra umani e animali siano equiparabili, in senso stretto: però, dico che ogni vivente soffre tutto il soffribile, in rapporto alla propria scala di percezioni, diciamo, essendo in tutti presente lo steso fortissimo istinto di conservazione e sopravvivenza.
    Credo che più ci avviciniamo al vertice evolutivo, più i viventi divengono simili nel provare terrore e dolore; certe reazioni emotive di base sono, forse, del tutto uguali tra primati superiori ed umani.
    Anche se non posso giudicarlo in termini etici, sento però il dovere di comprendere la sofferenza anche dei non umani, tanto più che essi devono viverlo in termini di pura disperazione, non potendo né finalizzarlo, né collocarlo in un disegno salvifico. Le nostre riflessioni filosofiche sulla “qualità” del dolore animale non contribuiscono, peraltro, ad alleviarlo; noi sappiamo attribuirgli una coloritura “etica”; ma per un animale, dolore, sofferenza e morte sono pur sempre la massima tragedia possibile.
    Immagino bene quale possa essere ,al riguardo, la posizione di un ateo ed anche io vedo che la terribile triade che ho appena nominato sia funzionale al grande sistema della vita universale. Ma, se posso accettarla come l’inevitabile portato di un meccanismo biologico gelido, cieco ed indifferente, non posso assolutamente vederla quale ingrediente deliberatamente immesso nel circuito vivente da una volontà Intelligente. Soprattutto se questa divinità è pretesa come buona e misericordiosa e ci viene da sempre insegnato che nella natura si manifesti la saggezza e la perfezione delle Sue leggi. Che questo ipotetico dio agisca –peraltro– in un contesto “teista” o “deista”, la crudeltà immensa di tutto il sistema, ahimè, cambia assai poco.
    Ripeto la citazione da Dostoevskj, quando fa dire ad Ivan Karamazov che troppo si è esagerato il valore dell’armonia e che il biglietto di ingresso per tale armonia ha un prezzo troppo alto.
    Spero di aver chiarito in buona parte il mio modo di vedere il problema del dolore universale e La ringrazio, caro Cherubino.

  129. anniballo scrive:

    Certamente, cara ANNARITA, la potenza della chiesa è basata sull’animo dei semplici.

  130. Squilpa scrive:

    @John Coltrane, prima di replicare voglio ringraziare la redazione per la possibilità che mi dà di continuare nella discussione.
    Su Tommaso d’Aquino, mi sono permesso di essere un tantino irriverente perché fin da ragazzo, non trovavo convincente alcune sue tesi di base. So che questo può far sorridere (ma chi sarà mai questo Squilpa che si permette di discutere l’Aquinate??) ; tuttavia, vorrei provare ad illustrare la mia idea.
    Sia l’argomento del Motore immobile, sia l’argomento cosmologico, sia quello della Causa Incausata si basano sull’assunto comune che –avviando un processo investigativo all’indietro—alla fine si urta contro qualcosa che blocca l’itinerario investigativo medesimo: e quel “qualcosa”, noi lo definiamo Dio. Bene, a me è sempre parso che sia una forzatura arbitraria ammettere che Dio sia immune da tale processo; e che costituisca un lusso intellettuale introdurre un Essere che ponga fine all’investigazione (e dargli un nome) solo perché così ci serve. Inoltre, perché ,poi, questo Essere dovrebbe avere tutti gli attributi che noi siamo soliti dare alla divinità? La cosiddetta “dimostrazione” precedente, non autorizza affatto tale conclusione.
    Il quarto argomento (quello dei gradi) non è più convincente : parametrare la perfezione su di uno standard Ideale Assoluto (Dio), non equivale a dimostrare che tale standard assoluto esista davvero.
    Il quinto argomento (quello del progetto), già al centro della disputa indiretta tra Darwin e Paley, fu poi demolito con la semplice notazione che non è detto che una cosa che sembra progettata sia stata davvero progettata. L’evoluzione per selezione naturale produce un eccellente “simulacro di progetto”, ma niente dimostra che vi sia realmente detta intenzione nella Natura, (anzi!).
    Per inciso, si scrive Tommaso d’Aquino (e non d’Acquino).
    Un abbraccio a John, non me ne voglia!

  131. bo.mario scrive:

    Luisa la risposta è delicata e appropriata e questa volta ti fa onore. In un blog, di qualsiasi natura, lo scambio di opinioni è alla base di tutto. Il Natale è visto solo spiritualmente o è diventato il bisness? La chiesa fa finta di protestare ma gli va bene tutta la festa che è, al minimo, religiosa. L’importante è parlarne, anche male. Se io credo nelle cose reali non posso essere tacciato di niente perchè ho la dimostrazione di ciò che dico. Mentre Voi, per far passare, un concetto avete bisogno di secoli e migliaia di libri di spiegazione. Io non cerco di convertire nessuno e voglio abitare in uno stato laico che se sbaglia si corregge subito e non ha bisogno di secoli per capire e correggere gli errori. Un saluto.

  132. anniballo scrive:

    UN ATEO RISPONDE A FEDERICO RIA.
    Nessun laico razionalista intelligente può comportarsi come dall’accusa di FEDERICO RIA. Può darsi che il laico razionalista sia “religioso” nel senso che insegue una sua missione, quello di cercare una verità : questo, sì, lo ammetto. Ma dire che la scienza sia, per il razionalista, un Dio, significa non avere compreso l’atteggiamento di fondo dello scienziato. Costui, infatti è uno che non crede in nessun dogma precostituito ed è il primo ad ammettere che una teoria vada abbandonata quando studi successivi ne dimostrino l’infondatezza. Dice Boncinelli, il grande genetista milanese, al riguardo, che lo scienziato è l’unico che va a lavorare la mattina per dimostrare di avere torto. Perché se è grande intuire una teoria scientifica, è ancor più grande riconoscere gli errori e ripudiarli.
    Questo demolisce anche l’altra accusa di Ria, quella della superbia: non esiste nessuna persona che si muova nella pura logica scientifica che sia superba. La superbia, purtroppo, si appartiene ad altri ambiti; per capire dove sta davvero la superbia, consiglierei a RIA una attenta lettura della “Ginestra” di Leopardi.
    Un ultima notazione : la vicenda di Galilei offre spunto per mille conclusioni ed insegnamenti, tutti molto significativi, per chi sappia riflettere. RIA è l’unico intellettuale che trae da quella vicenda una milleunesima considerazione : la meno pertinente di tutte.

  133. Squilpa scrive:

    @John Coltrane, le ho risposto; spero che il mio post non vada perduto nelle nebbie informatiche…

  134. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Buona sera.

    @Anniballo
    Non mi toccare il Leopardi! Lo sai che ci tengo troppo…..

    e poi scusami, ma la superbia in quella poesia c’entra ben poco.
    C’entra “superba”, ma lo è la qualità di quella poesia stessa, alta lirica poetica.

    Anniballo un caro saluto, e mi permetto una ironia:
    ricordi lo scantinato? E’ sempre così… disordinato…

  135. ADRIANO MEIS scrive:

    Annarita,
    Diciamo che c’è qualcosa di crudele nel creare degli esseri viventi per la propria gloria e costringerli ad esistere senza che essi lo abbiano chiesto.
    C’è qualcosa di crudele nell’inserirli in un perpetuo circuito di dolore e sofferenza, basato su una legge naturale inesorabile che premia i forti e schiaccia i deboli.
    C’è qualcosa di crudele nel decidere mandare il proprio figlio alla tortura e alla morte per crocifissione.
    C’è qualcosa di crudele nel condannare i miseri colpevoli alla tortura del fuoco eterno.
    C’è qualcosa di crudele nel mandare terremoti che, in pochi secondi, uccidono decine e decine di migliaia di persone in modo terribile.
    Prove della bontà e dell’amore di Dio non se ne vedono.

  136. anniballo scrive:

    UBI HUMILITAS, BENTORNATO!
    Cito Leopardi solo in chiave celebrativa,ovviamente.
    La superbia c’entra moltissimo, invece, nella “Ginestra”: è tutta una pacata , ma terribile requisitoria contro la superba visione che l’Uomo ha di sè stesso e contro la provvidenzialistica visione che ha dell’universo.
    Uno splendido richiamo alla opportunità di essere modesti, visto il bassissimo luogo che occupiamo.
    Salutissimi…

  137. anniballo scrive:

    C’era una replica a “Maccabeo”, 15 gennaio 6:58pm.
    Avrei gradito una risposta….
    Saluti.

  138. Giuliano scrive:

    Apprendo dai giornali che a, Santo Domingo, immediatamente vicina ad Haiti (e molto più ricca) si continua tranquillamente a giocare nei campi da golf, mentre ,nella poverissima Haiti, è arrivata la distruzione.
    Forse, il celebre motto biblico “Gli ultimi saranno i primi” va completato “…ad essere colpiti?”

  139. Giuliano scrive:

    Non so se Dio, da buon padre, ama gli uomini. Sono invece sicuro che gli uomini, piuttosto che amare Dio, più esattamente, lo temono. Che è un pò diverso.
    Inoltre, la madonna appare dovunque, in inutili esibizioni, presso poveri orfanelli analfabeti.
    Dio non poteva programmare una apparizione della madonna per avvisare i poveri haitiani?

  140. Francesco scrive:

    Ho letto la replica di un tale alla mia annotazione sul Galateo( che mutua il suo nome da un tale monsignore di cui non ci interessano le opinioni, ma resta un libro basilare per tutti subito dopo la Bibbia). Francamente rimango sgomento da tanta impudicizia e da tanta arroganza.
    Una conferma ulteriore…

  141. Francesco scrive:

    …mi riferivo ovviamente al moderno galateo , non a quello di Mons. Della Casa.
    L’individuo alato che si sente a volte colpito all’ala dai miei appunti semiseri provi a mettersi una museruolina…

  142. il maccabeo scrive:

    Caro Anniballo, il tempo mi manca, soprattutto in fine settimana. Che potrei dirle di piú? Io credo che lei focalizzi troppo sull´aspetto negativo della realtá, fatta molto piú, a mio modestissimo parere, di costruzione che di distruzione. Le catastrofi sono un eccezione, numericamente e qualitativamente. Per un terremoto qui o la c´e´tutto il resto del pianeta che trae risorse giornalmente da quella stessa terra che lo sostiene e arricchisce. Per un tifone qui o la c´è tutto il resto dell´umanitá che si disseta, produce energia e accresce le proprie ricchezze con le colture e le altre attivitá impossibili senza le precipitazioni, non ultime quelle nevose, che, se ne ammazzano qualcuno qui o la sempre per negligenza umana, hanno comunque restituito alle zone montane una prosperitá mai conosciuta prima, oltre ad assicurarci scorte di acqua per le stagioni calde. Per una siccitá qui o la c´é tutta un´umanitá che prospera del giornaliero splendere del sole, dal turista in vacanza a Rimini fino al proprietario di aranceti, passando per i vinificatori dalla Grecia al Reno, dal Sudafrica al Cile e dall´ Australia fino alla California.
    Insomma caro Anniballo, Lei continua a vedere solo la drosophila che sbatte le ali, magari alla superficie di un buon bicchiere di rosso. Io preferisco invece vedere il bicchier di rosso, la bottiglia di Amarone o di Louis Saint George (a sua scelta) che gli sta vicino, fino ad arrivare a Gerard Depardieu, Sting, inglesi e tedeschi tutti che comprano vigne in Val d´Elsa e pezzi di Toscana…. magari proprio perché noi nel frattempo siam troppo occupati a compiangere la povera drosophila, tra l´altro morta beata, invece di imboccarci le maniche per non gettare le risorse che abbiamo a portata di mano.
    Per me la tragedia vera é questa: il pessimismo e la cecitá che ne segue.
    Questione di punti di vista mi dirá. Intanto i nuovi immigrati dai paesi avanzati (verso di noi) si bagnano rubicondi le labbra nel gustoso rosso mentre noi ci trastulliamo a bagnarci le gote di lacrime insulse. Di piú non posso dirle.
    Mi dica Lei chi tra i due ci fa figura di saggio e chi di stolto.

  143. Cherubino scrive:

    ah, ho capito ora, Francesco ti riferivi al moderno Galateo, cioè quello di Melchiorre Gioia (1802). Peccato che il Gioia si meritò gli strali dell’abate Antonio Rosmini, che lo definì “ciarlatano”, per la morale opportunistica che ispiriva la “buona educazione” tesa sostanzialmente ad ottenere dagli altri ciò che si vuole (il “comodo”) con modi solo esteriormente gentili, che si accompagnava sul piano pratico a larghi emolumenti di cui si faceva gratificare l’autore “Nuovo Galateo”.

  144. Francesco scrive:

    No, mi riferivo a un galateo che Cherubino disconosce totalmente…

  145. cursor scrive:

    Stamane non trovo più il mio commento. la conversione del rabbino Zolli è un segreto anche per Andrea Tornielli?

  146. Quixote scrive:

    Mi piacerebbe sapere da dove traggono origine certi giudizi sul Dio buono o cattivo che circolano sul blog. Se io credente mi metto nei panni di un razionalista non ateo penso di non poter andare oltre l’affermazione “Dio è”. Come cattolico posso parlarne un po’ più diffusamente ma senza travalicare gli insegnamenti del N.T. Trovo contraddittorio che chi, ritenendo sufficientemente provata l’inesistenza di Dio su base razionale, si perda poi a valutarne le qualità, naturalmente senza poter fare riferimento ad alcuna rivelazione, riducendo così Dio ad oggetto disponibile per la nostra ragione. Un Dio comprensibile, valutabile e quindi criticabile ha già perso la sua caratteristica più accessibile al nostro intuito: la sua incomprensibilità. Il Dio di cui si tratta ricorda più da vicino le divinità greche e romane i cui comportamenti non erano molto diversi da quelli degli uomini. Se Dio non c’è inutile cercare un senso, che non sia puramente meccanico, nelle vicende del mondo e altrettanto inutile tentarne una valutazione morale. Gli uomini, come tutto il resto, non valgono nulla. Tutto cambia, il tempo e la natura macinano l’esistente senza scopo alcuno, non esiste giustizia ne merito. Naturalmente il panorama cambia radicalmente se il Dio rivelato viene a garantirci che invece le cose hanno un senso, che esistono merito e giustizia, anche se rinuncia a spiegarci ciò che in ogni caso non potremmo capire.

  147. Buon giorno.

    @ Anniballo
    Scusami se ti contraddico, ma “superba”, nel caso in analisi, non è sinonimo di “superbia” (L’atteggiamento di superiorità verso gli altri, anche quando non supportato da “reale superiorità”).

    Leopardi sviluppa spesso e direi fin troppo il tema della “magnificenza colossale” (in questo caso “superba”) della natura e anche del “mondo” (intendi come “L’onor d’egregie menti”), verso cui l’uomo “annichilisce”.
    Vedi “Bruto minore”,”alla primavera”, “l’inno ai patriarhi” ecc…
    c’è sempre il dualismo dell’antico e perduto splendore “dell’antico e superbo” che col tempo deteriora e al cui fronte l’uomo attuale “annichilito” nulla può.
    E’ il pessimismo storico e cosmico del Leopardi stesso….

  148. anniballo scrive:

    @ “MACCABEO”, grazie per la replica.
    Non si può negare ciò che Lei dice (al di là di chi è stolto e chi è saggio…) . Il problema è , secondo la mia sensibilità, quanto sforzo, ma soprattutto quanta strage, quanto spreco e quanta crudeltà – e protratti per quanti milioni di anni–ci sono dietro gli attuali esiti favorevoli (che Lei illustra). Questo è il punto che dovrebbe rendere non praticabile l’idea di un Progetto Intelligente, obbiettivo originale della chiacchierata. La negligenza umana può essere un co/fattore marginale, comparso da pochi decenni, ma , a studiare la storia del pianeta, è assolutamente incredibile che la vita si sia salvata, visti gli apocalittici sconvolgimenti che si sono succeduti nell’arco del tempo, ciascuno dei quali sarà costata sofferenza e strazio a miliardi di singoli individui. Lei parla delle alette della Drosophila; io replicherei che il Suo atteggiamento –pur non essendo censurabile— si può paragonare a quello di un pompiere di New York che, addentrandosi nella strage e nella rovina totale del WTC, si rallegri perché trova a terra un orologio che ancora funziona. Possiamo affermare che , in un certo senso, noi abbiamo entrambi ragione; con il distinguo che , arrivare a tali risultati con tali sacrifici, non mi fa assomigliare il (presunto) “piano divino” a qualcosa di stimabile e degno di ammirazione, come vorrebbero tutte le facili teologie. La ringrazio di avermi fornito un ulteriore spunto di riflessione e grazie per il Suo tempo.

  149. macv scrive:

    Credo che la mia domanda non sia stata capita o sia stata fraintesa certo per colpa mia che non mi sono spiegatoe bene.
    Il problema che ponevo non è il problema del bene e del male. e neppure quesllo se Dio esista oppure no.
    questi problenmi ognuno li risolve con la sua Fede ( o con la mancanza di fede)
    Quello che io volevo porre è il problema del “Dio nascosto” o del silenzio di Dio, o dell’apparente inDifferenza di Dio.. problema che si sono posti aNCHE Giobbe, s.AGOSTINO , Pascal , Bernanos e Sergio Quinzio, dunque certo dei credenti.
    credo che NON sia un proBlema per i non credenti ma proprio per i credenti..Non credo inoltre come ha detto Simon de Cyrene che sia un problema “emotivo” No è proprio un problema logico, razionale.. al quale nessuno che io sappia è riuscito a dare una spiegazione.
    cherubuno dice ” non bisogna avere la spiegazione a tutto”
    ma questo è quello che si risponde ai bambini che fanno troppe domande perchè si ritiene che non possano capire.
    fa’ cosi’ e non chiederti il perchè. oppure Credi e non chiedere spiegazioni.
    Questo atteggiamento a me non piace . se un bambino mi pone una domanda io cerco di rispondergli e non gli dico “non si deve chiedere il perchè” o “non puoi capire tutto ”
    come ripeto è un problema per i credenti, non per i non credenti e non ha nulla a che vedere col bene e il male con un Dio cattivo o buono..
    Il problema è: Dio è nascosto, Dio non si mostra nella realtà di tutti i giorni, dove trionfa il male., l’ingiustizia l’insensatezza, il dolore, il cattivo premiato dalla sorte e il giusto punito,il bambino haitiano che muoree il malvivente che trionfa , nella realtà NON appare il volto di Dio.
    questo è il problema. spero che almeno Quixote capisca cosa voglio dire.

  150. anniballo scrive:

    “UBI”, anche questa parte della Sua lettura, mi pare intrigante e condivisibile.
    Le segnalo che in TV la sera del 20 prossimo, non rammento su quale rete, vi sarà una trasmissione dedicata a Leopardi, (definito nientemeno ,nella presentazione, che l’italiano “più grande di tutti i tempi”).

  151. macv scrive:

    Aggiungo al mio post precedente questa considerazione . anche molti mistici cristiani come S. Juan de la cCuz e S. terasa d’avila, hanno sperimentato questo sensanzione di “silenzio” di Dio, di assenza di Dio , di vuoto, di “aridità interiore” come se al posto del dio adorato vi fosse il “Nulla”.
    Allora mi dico che forse dunque questo senso di smarimmento di vuoto interiore, di mancanza di spiegazioni e dunque di vertigine come se tutto franasse, non è contrario alla fede in Dio, ma è forse il presupposto, “la notte oscura ” attraverso la quale passare per approdare a una fede in Dio più autentica meno superficiale, meno “volontaristica” e fatta di buone e pie intenzione, e più simile a quella che i buddisti chiamono “illuminazione”.

  152. P.Danilo scrive:

    Macv, la capisco perfettamente; il silenzio di Dio, la notte oscura dell’anima, la notte oscura dello Spirito. Troverà ogni spiegazione in un “Trattato di ascetica e mistica” di prima del Concilio, in qualche biblioteca (Adolfo Tanquerey, Antonio Royo Marin). La notte oscura dell’anima, tuttavia, non è prerogativa dei credenti, ma anche dei non credenti: il Creatore di tutti non chiede il permesso di nessuno prima di farlo passare attraverso la notte oscura; è come la depressione che piove sui giusti e sugli ingiusti. Non dia ascolto alle cinciallegre di turno, legga la vita di qualche santo; quella ad esempio di San Padre Pio. In pace.

  153. Sal scrive:

    “COSÌ come c’è un solo Cristo, esiste un solo suo corpo, una sola sua Sposa: ‘una sola Chiesa cattolica e apostolica’”. — Dichiarazione Dominus Iesus. Così il cardinale cattolico Joseph Ratzinger enuncia che può esserci una sola vera chiesa, “un’unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica”. — Dominus Iesus.

    La Curia era preoccupata per il cosiddetto relativismo religioso. Secondo un quotidiano, “il sorgere di una teologia pluralista, … era causa di preoccupazione per il cardinale Ratzinger”. (The Irish Times) Per alcuni, il “relativismo religioso”, o “teologia pluralista”, è molto più ragionevole e interessante dell’idea di una sola vera chiesa. Alcuni dicono che dovrebbe essere un fatto di gusto personale. ‘In fondo’, dicono, ‘non è importante a quale chiesa si appartiene’. Questo può denotare maggiore tolleranza. ‘Tale diversità religiosa’, dicono molti, ‘non è altro che una sana espressione di libertà individuale’.

    Ma secondo lo scrittore Steve Bruce, questa “tolleranza religiosa” in realtà non è altro che “indifferenza religiosa”. — A House Divided: Protestantism, Schism, and Secularization.
    Qual è allora il punto di vista giusto? C’è una sola vera chiesa? Sussiste solo nella Chiesa Cattolica? Ci sono altre chiese ugualmente gradite a Dio? (Atti 17:11; 2 Timoteo 3:16, 17)
    GESÙ CRISTO fondò una sola chiesa. Ma era un corpo spirituale,vale a dire un gruppo di persone scelte dallo spirito santo, riconosciute da Dio come suoi “figli”. — Romani 8:16, 17; Galati 3:26. inoltre disse: “Entrate per la porta stretta; …e pochi sono quelli che la trovano”. — Matteo 7:13, 14; Giovanni 14:6; Atti 4:11, 12.

    Mettendo in relazione la sua chiesa con il “regno dei cieli” disse: “Il regno dei cieli è divenuto simile a un uomo che seminò seme eccellente nel suo campo. Mentre gli uomini dormivano, il suo nemico venne e seminò zizzanie in mezzo al grano, e se ne andò. — Matteo 13:24-30. “Le zizzanie” erano i falsi cristiani che si sarebbero infiltrati. Gesù disse che avrebbe lasciato crescere insieme “il grano” e “le zizzanie” fino alla “mietitura”, che avrebbe avuto luogo “al termine del sistema di cose”. (Matteo 13:37-43) Subito dopo la morte degli apostoli, le zizzanie cominciarono ad assumerne il controllo. Dicevano “cose storte per trarsi dietro i discepoli”. (Atti 20:29, 30) Di conseguenza molti cristiani ‘si allontanarono dalla fede’ e ‘si volsero a false storie’. — 1 Timoteo 4:1-3; 2 Timoteo 4:3, 4.

    Nel IV secolo, dice The New Dictionary of Theologyil “il cristianesimo cattolico era diventato la . . . religione ufficiale dell’impero romano. Ci fu una “coalescenza della società ecclesiale e civile”, una fusione di Chiesa e Stato che era diametralmente opposta alle credenze dei primi cristiani. (Giovanni 17:16; Giacomo 4:4) Con il tempo l’intera struttura e natura della chiesa, oltre a molte sue credenze basilari, subì una radicale trasformazione “sotto l’influenza di una combinazione, strana e del tutto malsana, di modelli veterotestamentari e neoplatonici”. Come aveva predetto Gesù Cristo, mentre i falsi cristiani prosperavano i suoi veri discepoli furono nascosti alla vista dato che il grano e il loglio dovevano crescere insieme.

    Non significa che la sua chiesa avrebbe cessato di esistere, perché Gesù promise che avrebbe continuato a guidare i suoi fratelli spirituali “tutti i giorni fino al termine del sistema di cose”. (Matteo 28:20) Nel corso dei secoli veri cristiani, singolarmente o in gruppo, avrebbero senz’altro fatto del loro meglio per attenersi agli insegnamenti di Cristo. Ma non costituivano più un corpo od organizzazione visibile che si potesse riconoscere chiaramente. Non erano certo come il visibile sistema religioso apostata che nel corso della storia ha solo coperto di vergogna e disonore il nome di Gesù Cristo. — 2 Pietro 2:1, 2.

    L’apostolo Paolo scrisse: “Nessuno vi seduca in alcuna maniera, perché il giorno di Geova non verrà se prima non viene l’apostasia e non è rivelato l’uomo dell’illegalità”. (2 Tessalonicesi 2:2-4) sarebbe stata contrassegnata dall’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno”. (2 Tessalonicesi 2:6-12) .

    Da notare che Gesù Cristo predisse chiaramente che la sua sola vera chiesa sarebbe stata ristabilita durante quello che egli chiamò “il termine di un sistema di cose”. (Matteo 13:30, 39)

  154. ADRIANO MEIS scrive:

    @
    Quixote..
    La breve, ma lucida analisi di Quixote (11h55) è un bello spunto di riflessione per tutti.
    Rispondo a Quixote quale è il mio orientamento, anche se non posso rispondere per tutti i non credenti.
    La mia idea è che la Vita sia una bastevole risposta a sè stessa, teorizzare di Progetti e di Sensi mi pare superbo ed infondato.
    Se,talvolta, conduco qualche polemica coi credenti, lo faccio non per “giudicare Dio” (la cui inesistenza a me sembra sufficientemente evidente), ma per cercare di capire come funziona, al riguardo, la loro mente.
    Infatti, essi, che credono a Sensi e Progetti, secondo me, sono chiamati, poi, a spiegare come può essere che le Vie di un Dio ,preteso buono e misericordioso, passino quotidianamente per strade secondo ogni apparenza, del tutto crudeli.
    Possiamo ancora cavarcela con uno schema interpretativo di tipo “deista”, (anche se questo non attenua la crudeltà terribile dello scenario terreno). Ma anche,così, non si capisce la celebrazione a senso unico : se vi sono aspetti ammirevoli nel funzionamento della Natura, ve ne sono altri terribili. Quando il credente parla ininterrottamente del Dio buono, non si riferisce sempre e soltanto alla misericordia di cui Dio farà sfoggio nella dimensione ultraterrena; no, essi esaltano le leggi di un Dio la cui perfezione e bontà si può osservare già nei meccanismi benefici di questo basso mondo. Ci sono paesini dove sono state costruite cattedrali per ringraziare Dio di essere sfuggiti, poniamo, ai bombardamenti bellici, laddove il paesino limitrofo è stato totalmente distrutto da quegli stessi bombardamenti! E’ con tale visione superficiale e frettolosa che io polemizzo; mi pare pretestuosa e falsamente consolatrice.
    Non so se questa replica intercetta al meglio l’osservazione di Quixote; ma, almeno, introduce ,forse, un poò di chiarezza nel mio modo di giudicare.

  155. Quixote scrive:

    Come ho già avuto modo di dire, dopo un’educazione cattolica, per rispondere alla naturale esigenza di “capire”, ho dovuto affrontare la mia traversata del deserto. Non mi propongo a campione del cattolicesimo, occorre ben altro, ma posso vantare l’esperienza di un percorso che mi ha portato a esplorare i due lati della medaglia. Il problema della sofferenza e dell’indifferenza di Dio ha attanagliato spiriti a cui non oso compararmi ma credo che nessuno, applicandosi a qualche riflessione sulla vita, non abbia dovuto affrontare un simile scoglio. Anche in occasione di una recente luttuosa circostanza, a mio figlio che mi chiedeva come conciliare la fede con un Dio che permette certe cose, non ho potuto che ribadire il poco che ci viene dalla ragione e dalla Rivelazione. La ragione o forse ancor più l’intuizione (la pascaliana ragione del cuore), ci suggerisce che voler capire Dio è una pretesa sciocca oltre che inutile. Il N.T. ci racconta l’atteggiamento di Gesù davanti al dolore, la sua accettazione del calice che si accingeva a bere. Prima della passione era venuto anche il “Beati quelli che piangono perché verranno consolati” del discorso della montagna, a indicare almeno che il dolore non è privo di senso o di merito. Mi sono particolarmente cari, per il loro significato didattico anche altri due passaggi del S.Vangelo. quello di S.Tommaso, del “beati quelli che crederanno senza avere visto” che ha molto a che fare con la nostra solitudine e quello del rinnegamento di S.Pietro che mi aiuta a lenire la sensazione di incolmabile inadeguatezza che periodicamente mi pervade.
    Ancora adesso, alle volte, il piano della redenzione mi appare terribilmente complicato (come vede anche il credente si lascia trascinare dalla propria razionalità, dal desiderio di capire tutto) poi mi basta un’occhiata, anche solo interiore, ai meccanismi della fisica o della biologia, per ridimensionare il mio desiderio di semplicità in un territorio tanto impervio, quando già il mondo naturale presenta livelli di complessità al limite del comprensibile. Saluti.

  156. Quixote scrive:

    Chiedo scusa per l’imprecisione. Il mio post precedente l’attuale è indirizzato a Macv.

  157. Giuliano scrive:

    Dio buono o Dio cattivo……Leggo questa querelle in onda da diversi giorni…….
    La vogliamo dire esplicitamente una verità grande quanto un grattacielo, che sta sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha il coraggio di scrivere?
    Un Dio buono, che sia anche infinito ed onnipotente, (e che si prende la immensa responsabilità di creare!), ha l’obbligo assoluto di creare tutti felici. Senza schemi complicati, senza riserve, senza prove, senza esili terreni ed anticamere di dolore, senza giudizi successivi, senza purgatori, senza inferni. Senza inferni, nè quaggiù, nè lassù. Altrimenti, meglio sarebbe che non creasse proprio niente e proprio nessuno. Tanto, Lui ,evidentemente, non era obbligato e, non creando, non ci perde proprio nulla. Ecco, questi dieci righi sono il più vero trattato di teologia mai scritto.

  158. ADRIANO MEIS scrive:

    Scrive Quixote : “voler capire Dio è una pretesa sciocca oltre che inutile”

    Magari, il problema consiste semplicemente nel nostro volere a tutti i costi introdurre Dio nel grande gioco della decifrazione. Forse, basta proprio eliminare Dio, tutto diventa chiarissimo e non c’è proprio più niente da capire.

  159. anniballo scrive:

    RISPONDO A GIULIANO .
    Ho trovato il Suo concetto espresso in Thomas Mann, mi pare nel libro “Carlotta a Weimar”. Diciamo che è una idea che ha, dunque, una grande dignità letteraria! (E non solo?….)

  160. Prialo scrive:

    Ma quando mai i Testimoni di Geova

    possono avere un’idea “giusta” sulla Chiesa e su Dio???
    Mirano soltanto a soppiantarla per instaurare le loro credenze affaristiche nate oltreoceano.

    Geova, per sua speficia ammissione, ha avuto un inizio ed avrà una fine. Come gli dei pagani. Le sette reliogiose non possono avere idee valide su una religione vera.

  161. ADRIANO MEIS scrive:

    Giuliano, (ore 3,29)… Lei è troppo chiaro!
    Chi è troppo chiaro, in questo Paese, fa poca strada!

  162. Simon de Cyrène scrive:

    Insomma il concetto di Giuliano Scrive: January 17th, 2010 at 3:29 pm è che il suo ideale di “creato perfetto” sarebbe una sociètà maoista marxista leninista che sarebbe riuscita, soprattutto senza libertà alcuna per i propri membri e, dunque, senza amore.

    Che brividi!

    In Pace

  163. Giuliano scrive:

    Simon d.C., sparge fumo per professione? …..Si sa, più fumo c’è, meglio ci si può barcamenare nelle ambiguità…
    Meis dice che sono troppo chiaro! Ecco a che serve la chiarezza, a snidare i fumigatori che prosperano nelle nebbie……
    A disorientare Simon, replico -comunque- che non ho niente da spartire con mao,lenin, castro, e tutto l’armamentario rosso. Sarebbe troppo comodo pensare così ed isolare in un ghetto il problema…Ed,invece, guarda un pò, Simon dovrà rivedere il Suo catalogo dei dèmoni ed affrontare il problema di un “non allineato alla fede” che ,tuttavia, non è mai stato comunista! E manco socialista!
    E , (nel merito), perchè un Dio che creasse “tutti felici” ,(come io ho scritto), toglierebbe la libertà?
    Da dove si ricava tale ardita sovrapposizione di concetti? E, d’altronde, dov’è la libertà di un bambino che nasce Down o muore sotto le macerie di Haiti, da perfetto innocente? E dov’è l’amore di Dio, in questi casi?
    [E qui torna l'argomento di Quixote...] E nell’eterna guerra tra prede e predatori, dov’è la pretesa libertà delle prede? E quella dei predatori? E l’amore di Dio da che parte sta?
    Crede Simon dC che basti concludere scrivendo “in pace” per gabbare la gente?

  164. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Macv,

    mi riferirsco al Suo macv Scrive: January 17th, 2010 at 12:40 pm dove Lei spiega che chi aveva risposto al Suo post precedente l’aveva mal capita. Ma che Lei voleva “… porre è il problema del “Dio nascosto” o del silenzio di Dio, o dell’apparente inDifferenza di Dio… credo che NON sia un proBlema per i non credenti ma proprio per i credenti.”

    Lei un po’ prima afferma:”i..Non credo inoltre…che sia un problema “emotivo” No è proprio un problema logico, razionale.. al quale nessuno che io sappia è riuscito a dare una spiegazione.”

    Poi nel Suo post susseguente macv Scrive: January 17th, 2010 at 1:02 pm Lei dice ad esempio:”olti mistici cristiani come S. Juan de la cCuz e S. terasa d’avila, hanno sperimentato questo sensanzione di “silenzio” di Dio, di assenza di Dio , di vuoto, di “aridità interiore” come se al posto del dio adorato vi fosse il “Nulla”"

    Ribadisco che a me sembra che Lei non si ponga sul piano razionale ma su quello emotivo. Su quello razionale è ovvio che Dio essendo definito come un’entità spirituale può solo essere conosciuto con mezzi spirituali, per definizione.

    Il “volto” di Dio nella creazione si troverà ad esempio nella razionalità di cotesta, o nella carità di chi è capace di amore: ma Dio non è una “cosa” materiale, un po’ come ne hanno l’idea i TdG che Lo mettono nella costellazione delle Pleiadi. Non vi è quindi niente di irrazionale nè di inspiegabile da questo punto di vista per il “credente” cristiano.

    Lei poi cita i mistici, e le consiglio effetivamente di andarsi a leggere qualche trattato di teologia mistica come a Lei già suggerito da P. Danilo. Vi scoprirà, ad esempio, che il cammino che il mistico percorre è proprio quello della Carità che lo spinge ad accostarsi a Dio proprio in quanto entità spirituale, senza immagini materiali od intellettuali, senza sentimentalismi, senza discorsi più o meno ideologici, applicando nel più puro senso del termine la propria volontà alla Verità.

    Questo processo di purificazione dei nostri sensi, della nostra immaginazione, della nostra razionalità discorsiva, che avremo tutti “d’un colpo” al momento della nostra morte, è vissuta dai mistici come libera corrispondenza alla chiamata che fa loro Dio. La “notte” per loro precede appena l’”aurora” fin da adesso.

    Per questo penso ancora che la Sua interrogazione sia emotiva: per consolarLa le dirò che se Lei non può incontrare Dio altrove che nella vita spirituale, però il Dio dei cristiani si è fatto uomo per incontraci e, soprattutto, per condividere, cosperimentare, compatire l’esperienza umana. E quest’ultima diventa per eccellenza il topos dell’incontro tra Lui e noi. Buona Novella del Dio-con-noi!

    In Pace

  165. @ Anniballo

    Ci diamo del Lei??? Vuole così…

    Cmq addirittura io non avrei alcuna difficoltà a definirlo
    “L’uomo che anela a Dio, più grande di tutti i tempi”.

    Un anelito che tra le righe non può non leggersi, come l’anelito profondo al “senso” delle cose che è Dio stesso.
    Perchè chi cerca è più grande di colui che crede (erroneamente) di averlo trovato e poi magari lo chiude sotto il vuoto spinto di una scatola.

    La ringrazio della segnalazione, mi informerò sul programma.

    P.S. Comunque credo che non solo io e Lei, non dovremmo avere nessuna difficoltà a riconoscere Giacomo Leopardi come il più grande poeta di tutti i tempi.

  166. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Giuliano,

    se Lei non capito perchè ho scritto quel che ho scritto è perchè sono stato troppo elittico per il Suo livello di preparazione filosofica. Le faccio le mie scuse.

    Le darò giusto uno spunto di riflessione: Lei parla di felicità, ma la sola felicità è quella di amare ed essere amato. Ma non si può amare “forzati”: si può solo amare se realmente liberi.

    Ma se si è realmente liberi, ci deve essere la possibiltà oggettiva di non amare e non essere amati. Cioè che ci sia la possibilità di non essere felici.

    Ergo, la creazione che Lei propone al posto di Dio, è una quadratura del cerchio oppure un gulag.

    In Pace

  167. Quixote scrive:

    @ADRIANO MEIS
    Ritengo improduttivo portare il discorso sul principio di causalità, che già da solo, rende per me indispensabile l’esistenza di un creatore e quindi incomprensibile l’evidenza da lei riscontrata. Desidero precisare che la mia è solo la voce di una persona tra le tante, senza alcuna pretesa di ufficialità o di perfetta aderenza ai documenti della Chiesa. Dalla lettura dei testi sacri, almeno inizialmente, ho cercato di cogliere il senso generale della predicazione di Gesù, rinviando ad un tempo successivo l’analisi di ogni singolo passaggio. Le dico brevemente la mia impressione generale, che è poi alla base della mia fede. La vita materiale ha in se un solo valore significativo, rappresentato dall’occasione di accettare consapevolmente l’insegnamento di Cristo praticandolo al meglio. La vita che conosciamo non rappresenta lo scopo ma il mezzo per accedere alla vera vita. Tutto ciò che si frappone a questa visione rappresenta solo un ostacolo al raggiungimento del nostro unico valido obbiettivo. Il discorso relativo alla Provvidenza (bontà di Dio, cura delle creature, crudeltà dei processi biologici, ecc.), implicitamente presente in tutti i meccanismi che consentono la sussistenza dell’universo e la proliferazione dei viventi, mi sembra avere una ben minore rilevanza rispetto al messaggio principale. Si nasce e si muore, servono il cibo e gli indumenti ma non sta in ciò il senso dell’esistenza, ben inteso per chi è disposto ad accettare il messaggio. Mi sembra non occorra aggiungere molto altro. Certo è indispensabile una buona dose di umiltà per affrontare obbiettivamente la questione, preclusa a priori a chi ritiene la materia sufficiente a giustificare se stessa o pretende, non solo di capirlo, ma magari di insegnare a Dio come comportarsi. Saluti.

  168. Giuliano scrive:

    Dalla seconda lettera di Giuliano a Simon d.C.
    Il giuoco non vale la candela.
    Nel mio breve trattato di teologia si legge chiaramente : “Altrimenti, meglio sarebbe che non creasse proprio niente e proprio nessuno”. Miliardi di individui che hanno dovuto soffrire dall’alba dei tempi avrebbero scelto, assai probabilmente, di non esistere. Giustamente qualcuno nei giorni scorsi citava ,al riguardo, un celebre passaggio di Lucrezio….

  169. Quixote scrive:

    @Giuliano
    Riconosco che nel gran minestrone costituito da religione, filosofia, teologia, sentimentalismo, immaginazione possa essere difficile cogliere l’essenziale. Personalmente ritengo che l’essenziale consista nel non trascurare i fatti, la realtà disponibile. Mi sembra inappropriato, forse più che a lei, attribuire a Dio qualità o difetti che non gli competono e gli si adattano malamente ma conosco i limiti del linguaggio e della ragione e sono quindi tollerante nei confronti di affermazioni che non possono che essere molto approssimative, quando non decisamente ingiustificabili. Data la realtà in cui mi sono trovato senza alcun merito o colpa, vista l’incomprensibilità dello stesso mondo materiale (la sua complessità, il suo inizio, la sua fine, l’eventuale senso che sottende), preso atto delle ipotesi disponibili (Dio si, Dio no, ecc.), in presenza di religioni millenarie e di una tensione religiosa presente nell’umanità dai suoi albori, con la massima umiltà di cui sono capace ho cercato gli indizi di un possibile significato, di una plausibile spiegazione della trama in cui sono stato inserito. In questa operazione non mi ha mai attraversato la mente l’idea di poter porre delle condizioni alla realtà, solo per rendere più coerenti o esteticamente accettabili le mie conclusioni. Non posso escludere di aver sbagliato anche se al momento non ne ho l’impressione. Saluti

  170. Giuliano scrive:

    “Insegnare a Dio come comportarsi”, scrive l’ottimo Quixote (consenta anche a me di unirmi al coro di quanti giustamente hanno una notevole stima dei Suoi interventi, e scusi se intervengo tra Lei e Meis).
    Si potrebbe replicare che ogni singolo organismo, anche l’ultimo della catena alimentare, essendo chiamato , con sua pena e sacrificio, a partecipare al grande gioco che comporta “la sussistenza dell’universo e la proliferazione dei viventi”, abbia il pieno diritto di fare il suo commento. Non è uno spettatore; è un protagonista. Tanto più che, come ha scritto qualcun altro nel forum, viene chiamato a questa compartecipazione senza suo consenso.
    Ma il vero punto sta qui : un Dio buono, sapendo che il Suo Alto Progetto comporta necessariamente la sofferenza di tutti nel tritacarne universale, se non sa eleborarne uno migliore, ( più clemente), dovrebbe semplicemente astenersene. Tutto qua. Non è necessitato a creare. Non creare non Lo sminuisce per nulla. Chi non sarà chiamato ad esistere non soffrirà per non esistere. Il gioco del creare i viventi, arrivare con l’Evoluzione fino all’uomo, mettere nell’uomo l’anima capace di esercitare il libero arbitrio etc etc è un gioco al massacro, anche, e soprattutto, per gli ignari compartecipi (ridotti a mero supporto alimentare per la gloria dell’Uomo?).
    Non mi pare assolutamente accettabile. Da questo, io traggo la motivazione -questa sì, veramente razionale!- per far capire ai credenti che credono, appunto, in una chimera inesistente. Oppure, in alternativa, Dio c’è, ma non è affatto buono.
    Ma in questo secondo caso, non c’è motivo per adorarlo e costruirgli templi.

  171. Giuliano scrive:

    Ringrazio Quixote, non avevo letto l’intervento a me indirizzato.

  172. mauro scrive:

    Caro Simon de Cyrène, in January 17th, 2010 at 4:42 pm, ha cristianamente “toppato”.

    La felicità è amare, donare sè stessi ma non è essere amati e neppure lo si deve ritenere perchè dipende dagli altri. Gesu’ privilegiava il proprio personale amore che portava verso gli altri, tanto grande da porgere l’altra guancia quando oggetto di affronto. Quindi la felicità esiste anche quando non si è amati per l’amore che si porta verso gli altri.

    Ovvero, lei non deve pretendere nulla da Dio qui sulla terra, il mondo andrà come è sempre andato, ma sa che l’amore che Dio ha nei suoi confronti, svelato da Gesu’, è tanto grande da ricompensarla con una nuova vita per le sofferenze patite su questa terra.

  173. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Giuliano,

    Lei insiste nelle Sue affermazioni senza darsi la briga di neanche cercare di rispondere razinalmente a chi, invece, mostra l’illogicità sloganistica delle Sue affermazioni.

    Suo ultimo slogan in Giuliano Scrive: January 17th, 2010 at 5:22 pm: “Il giuoco non vale la candela….Altrimenti, meglio sarebbe che non creasse proprio niente e proprio nessuno”.

    Veda un po’ l’inconzenquenza di questa Sua affermazione apodittica ed intrinsecamente contradditoria.

    Il fine di Dio, che Lei compartirebbe con Lui, è di fare degli esseri felici: abbiamo mostrato che perchè questi esseri siano davvero felici, debbono essere liberi di amare o non amare. Cioè, perchè ci sia possibiltà di felicità, bisogna accettare che alcuni o molti o anche tutti, decidano liberamente di non amare e di essere infelici.

    Invece quel che Lei insiste a volere sono solo esseri infelici, visto che Lei non li vuole liberi. Incredibile la Sua affermazione:”Miliardi di individui che hanno dovuto soffrire dall’alba dei tempi avrebbero scelto, assai probabilmente, di non esistere”. Lo dismostri: e già incominci con Lei stesso a buttarsi giù da un ponte se davvero credesse in questa affermazione.

    Al contrario, tutti questi miliardi pensano che valga la pena di provare ad ottenerla questa felicità! Lei compreso e Lei per primo!

    Lei poi confonde sofferenza con male: la sofferenza è anelito al bene, non è il male. Se Lei ha tempo di andare aldilà degli slogan che Lei ama tanto sparare si vada a leggere qui sotto Simon de Cyrène Scrive: January 16th, 2010 at 10:38 am per discuterne poi seriamente utilizzando la Sua testa e non la propaganda che Lei si è lasciato acriticamente mettere in testa.

    Il problema di base è che non avete le cose in ordine dal punto di vista epistemologico o filosofico: mischiate non soltanto i piani ed i tipi di conoscenza ma addirittura il piano emozionale con quello intellettuale… tipico dell’ateo medio.

    Ma è anche vero che il vostro vero problema, non è tanto di comprendonio, ma di libero rifiuto della Verità perchè semplicemente cercate tutte le scusanti per non dover cambiar comportamenti personali ai quali siete purtroppo troppo incatenati.

    In Pace

  174. ADRIANO MEIS scrive:

    Quixote, come Lei scrive, nel messaggio a me indirizzato, “non occorre aggiungere molto altro”.
    Temo, tuttavia, che tutto si riduca ad un orientamento di fede, che deriva da un bisogno di sicurezza.
    Chi si colloca ijn quella prospettiva intenderà per forza il senso del tutto alla luce delle Sue stesse considerazioni.
    Io ci giro su da tempi lunghi, ma non ho mai potuto accedere al Suo livello di convincimenti.
    Vegeto ed annaspo più in basso, per così dire….
    La saluto, stia bene.

  175. Simon de Cyrène scrive:

    Sì, Caro Mauro,

    sono d’accordo con Lei e l’ho fatto apposta, sennò l’ateo di servizio non avrebbe neanche capito di cosa parlassi.

    In Pace

  176. Giuliano scrive:

    Orsù, Simon d C, “se la cosa avesse a decidersi a ciarle, Lei mi metterebbe in sacco”, per dirla con l’autore dei Promessi Sposi. Rispondo brevemente :
    1) mi pare che le affermazioni apodittiche non siano le mie, ma vengono ,per definizione, dall’Alto delle Istituzioni Ufficiali.
    2) Non è affatto dimostrato che la felicità coincide solo con l’amare o non amare. Questa è una Sua affermazione apodittica. Innanzitutto, un Padre premuroso dovrebbe preoccuparsi di evitare la sofferenza.
    3) Se il fine di Dio è quello di fare esseri felici, avrebbe ben potuto crearli tali senza troppa difficoltà. Nessuno lo avrebbe rimproverato per averci creati molto, (o anche troppo) felici.
    4) C’è differenza tra l’astenersi dal creare la vita e sopprimerla. Sopprimere la vita comporta dolore ed infelicità, per questo non mi butto giù da un ponte. E per questo, se fossi Dio, non manderei terremoti.
    5) Tutto il resto è filosofia e paroloni, ottimi da secoli ad incantare i disgraziati o gli ignoranti.
    Le cose che dico io sono di una elementare e cristallina chiarezza, come tutte le cose vere. Le cose vere sono semplici e chiare, le cose false si nascondono dietro a molto, moltissimo fumo. E paroloni.

  177. Sal scrive:

    Tradizione bye bye, con buona pace di tutti coloro a cui piace il latino e le spalle del prete. Dal CVII non si torna indietro, parola di Benedetto XVI. Sperando che non sia solo una dichiarazione di facciata come Reginaldus ci ha dimostrato con l’ermenuetica della continuità, un passo avanti, due indietro, uno a destra e due a sinistra a secondo del vento e della convenienza.

    Ma poiché il papa è così colto da esprimersi in ebraico, la domanda è sapere come farà a spiegare ai suoi (tradizionalisti e modernisti) membri di una religione nella quale si è sempre creduto di andare nel Regno dei cieli che non è più previsto andare in paradiso.

    Diventa attuale la dichiarazione di Marta (Vedi – “so che sorgerà nell’ultimo giorno – Giovanni 11.24)Il Papa deve aver cambiato idea sul Regno dei cieli, dato che dice che aspetterà senza stancarsi il ritorno del Messia. E il problema si complica perché lo scopo del ritorno del Messia per gli ebrei è la restaurazione del Regno d’Israele sulla terra, governato dal Messia, ma per i cattolici ?
    Per i cattolici lo scopo era andare nel regno dei cieli vuol dire che diventeranno sudditi del nuovo Regno d’Israele restaurato in Palestina (forse anche con i palestinesi ?), l’obiettivo è cambiato !
    Se il papa decide di aspettare il Messia, se ha cambiato idea, si farà ebreo ? Se la resurrezione diviene una cosa reale e bye bye regno dei cieli e bye bye agli amici tradizionalisti ? Si faranno tutti ebrei ? Mah, Misteri della fede ! (cattolica)

  178. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Giuliano,

    come previsto: la sua risposta è all’altezza esatta della mia aspettativa nei riguardi della Sua preparazione ad affrontare questi soggetti.

    Buona serata

    In Pace

  179. Yrsching scrive:

    http://wdtprs.com/blog/2010/01/nytimes-editorials-on-pius-xii-from-1941-and-1942/

    On Christmas Day, 1941, the New York Times, commenting on Pius XII’s Christmas Message, carried the following editorial:

    The Pope’s Message

    The voice of Pius XII is a lonely voice in the silence and darkness enveloping Europe this Christmas…

    §

    On Christmas Day, 1942, the Times once again editorialized on the papal Christmas Message and again praised Pius XII for his moral leadership:

    The Pope’s Verdict

    No Christmas sermon reaches a larger congregation than the message Pope Pius XII addresses to a war-torn world at this season. This Christmas more than ever he is a lonely voice crying out of the silence of a continent…

  180. Tradizionalista scrive:

    Il quotidiano on-line Petrus pubblica in esclusiva la notizia che in molti di noi attendevano da tempo: c’è un miracolo attribuito a Pio XII.
    Questo il link:
    http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=13736

  181. Prialo scrive:

    I propagandisti dei Testimoni di Geova

    che scrivono in questo blog dovrebbero ricevere inderogabilmente lo stesso barbino trattamento che il loro sito, tdgonline, riserva a coloro che voglio postare liberi commenti.

    La loro inferiorità spirituale si palesa subito a chiunque visiti il sito.

  182. Giuliano scrive:

    Simon dC, escludo ,a dir la verità, che –”per trattare questi soggetti”- ci debba volere una adeguata preparazione. “Questi soggetti” devono essere aperti alla trattazione universale e tutti ne hanno diritto, non crede?
    Una sola cosa: noto, e mi spiace, in Lei, una sprezzante ironia nell’ultimo post. Come se ,appunto, gli intelletti meno dotati dovessero essere esclusi, in quanto troppo semplici, dall’indagare questioni di fondo, in materia di fede.
    Tuttavia, quando si tratta di allargare la base dei consensi, alla chiesa non dispiace che le pecorelle siano semplici. Allora dovete decidere, mi pare. Non potete elogiare le pecorelle quando vi seguono e denigrarle quando, in forza della loro stessa semplicità, non vi seguono. Mi pare leggermente disonesto.

  183. Giuliano scrive:

    Caro Tradizionalista, siamo felici che ,scava scava, un miracolo attribuito a Pio XII è venuto fuori.
    Ma io ero sicuro che qualcosa, alla fine, avrebbero trovato. Quando si vuol favorire un candidato – nei concorsi per titoli ed esami- le commissioni sanno sempre come agire….
    Rimane la questioncella del silenzio di Pio XII sulla shoah. Ma che vuol farci, quando la chiesa non è toccata nei Suoi interessi, di norma tace. Come tacque il papa summenzionato.
    Certo, quando si tratta di condannare gli omosessuali, la chiesa ben sa trovare i tempi e i modi per parlare!! Allora interviene con chiarezza, nessuno potrà accusarla di silenzio! E lo stesso vale per i DICO, o PACS che dir si voglia….
    E lo stesso vale per le scomuniche: Quando si toccano gli interessi, allora le scomuniche fioccano con una efficienza senza pari…(Dai tempi di Federico II di Svevia!)
    Pensi che lezione per la coscienza universale e che imbarazzo per le gerarchie tedesche, se Pio XII avesse scomunicato Hitler!
    Ma sarebbe troppo chiedere, anche per un candidato santo…..

  184. ANGELO POLI scrive:

    Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, alla vigilia dell’atteso incontro con Benedetto XVI ha affermato :“La visita del pontefice non può che essere vista e interpretata come la prosecuzione di quella stagione di dialogo iniziata 50 anni fa con la salita al pontificato di Giovanni XXIII”. E ancora :” Un’occasione così significativa, e attorno alla quale è concentrata l’attenzione di tutto il mondo, coincida con il superamento di qualsiasi divergenza e ricrei le migliori condizioni per la prosecuzione del cammino intrapreso”. Io penso che anche da parte ebraica si sia intrapreso un cammino costruttivo.
    Ma in questo contesto di approfondimento mediatico del rapporto tra le due religioni non sarebbe il caso di fare qualche semplice considerazione? Io come cristiano non mi sento di incolpare di assassinio di Gesù gli Ebrei suoi contemporanei che chiesero a gran voce venisse condannato a morte: si era proclamato Dio, cosa inamissibile per ogni ebreo. Nella loro posizione, con le conoscenze di allora avrei anch’io fatto la stessa cosa, credendo di essere fedele all’unico Dio. La questione è: Dopo duemila anni, tutte le manifestazioni religiose avvenute nel mondo cristiano di Gesù e della Madonna (apparizioni e miracoli comprovati) che provano inconfutabilmente che Gesù non fu solo un grande profeta ma colui che veniva a rivelare, nella pienezza dei tempi, come stavano veramente le cose, non sarebbe il caso di approfondire realmente nel mondo ebraico se tutto ciò ,ora, può essere accettato?

  185. Quixote scrive:

    @ADRIANO MEIS
    Non sopravvaluti la sicurezza di nessuno e non sottovaluti se stesso, non ha motivi ne per l’una ne per l’altra cosa.
    Parafrasando Natalia Ginzburg, io ritengo che l’immagine dell’evangelico lucignolo fumigante possa applicarsi alla maggior parte di atei e credenti, senza tema di peccare. Se il dubbio non fosse una nostra caratteristica inestirpabile perché mai la “speranza” sarebbe ritenuta una virtù teologale? In questo genere di questioni comunque, almeno a mio modo di vedere, il miglior giudice o forse l’unico giudice possibile è l’interessato. A me risulta razionalmente intollerabile l’idea di un effetto privo di causa e ciò mi ha spinto verso una visione teistica del creato, che ha rappresentato il primo passo sulla strada che ho poi percorso e, se mi capisco bene, la mia ricerca successiva non nasce tanto dal bisogno di sicurezza, intesa come rifugio dalla paura dell’ignoto, quanto dal bisogno di darmi una spiegazione, quanto più obbiettiva possibile, di me stesso e delle cose che mi circondano. Saluti anche a lei.

  186. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Tradizionalista,

    grazie per l’ottima notizia: se son rose fioriranno.

    In Pace

  187. Simon de Cyrène scrive:

    Dice bene Caro Giuliano quando Lei afferma che questi soggetti debbono poter essere oggetto di discussioni.

    Ed aggiungo: non sono oggetto di sparate gratuite e sloganistiche acritiche, che non cercano la discussione e tantomeno la riflessione!

    La lascio a chi, come Lei, si compiace bazzicolare nello sproloquio.

    Buona notte!

    In Pace

  188. Fiorellino Blu scrive:

    Il problema non sono i presunti “silenzi” di Pio XII, ma l’anticristianesimo viscerale imperante in molte menti, ivi incluse quelle dei fratelli ebrei oggi visitati da Benedetto XVI. Se Pio XII avesse parlato, con le conseguenze terrificanti di questo suo parlare, oggi lo accuserebbero di avere parlato invece di salvare più vite possibili stando in silenzio.
    Tale circostanza è confermata dal fatto che la stessa condanna subisce (dagli stessi circoli) il beato Cardinal Aloizije Stepinac, il quale non ha taciuto, anche durante l’occupazione tedesca del suo Paese ha pronunciato omelie violentissime contro l’antisemitismo e le violenze che subivano ebrei, serbi e zingari, ha protestato per iscritto, descrivendo il campo di concentramento croato di Jasenovac come “una macchia vergognosa sul popolo croato” e affrontato a muso duro il dittatore croato Pavelić. Cosa è servito? A nulla. Anzi, il fatto di avere parlato pubblicamente è diventato motivo di accusarlo di aversi voluto salvare in vista dell’arrivo al potere dell’ideologia opposta … come dicevo all’inizio, il problema é l’anticristianesimo viscerale imperante in molti cuori.

  189. Sal scrive:

    @ Angelo Poli
    trovo molto ottimistico il suo post. Mi permetta di illustrare un diverso punto di vista che certamente non condividerà, ma lo consideri ugualmente.
    Se ha occasione di leggere la preghiera di Salomone Re d’Israele, (1 Re 9.7-9) dopo che fu edificato il tempio, noterà che Dio stabilì delle condizioni che se non fossero state rispettate, avrebbero condotto alla distruzione del tempio e al rifiuto del popolo d’Israele. Non può negare che il tempio di Gerusalemme è ancora in rovina a conferma che quella profezia si è adempiuta.

    Se ricorda la parabola del grano e delle zizzanie (Matteo 13.24) Gesù disse che il grano ( i suoi discepoli) sarebbero stati in qualche modo oscurati dall’avvento dell’apostasia (le zizzanie) che sarebbe durata fino al tempo del suo ritorno.(Matteo 24.20-28; 2 Tessalonicesi 2.1-12 ) e Giacomo ricorda che le simboliche 12 tribù (il grano) sarebbero state disperse (Giacomo 1.1) ma che sarebbero state di nuovo radunate al ritorno di Gesù alla Sua presenza (2 Tessalonicesi 2.1)

    Ne consegue che il popolo d’Israele con la sua religione fu abbandonato, e con esso la distruzione del tempio, il popolo dei veri cristiani sarebbe stato nascosto dalle zizzanie fino al ritorno del Signore, quindi qualunque altra religione ufficiale organizzata non era parte di coloro che avevano il favore di Dio, infatti la storia delle religioni dimostra che il loro operato non è mai stato conforme alla legge dell’amore prescritta da Gesù (Giovanni 13.35)

    Quindi quelle che lei definisce manifestazioni di Gesù e della Madonna, miracoli comprovati rivelano inconfutabilmente “che il mistero di questa illegalità è già all’opera…..Ma la presenza dell’illegale è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati. E per questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia” (2 Tessalonicesi 2.2-12)

    Ricordi che il famoso Sacro Graal o coppa di Gesù non poteva essere la più appariscente, ma la più nascosta, la più modesta. Ma le aquile si radunano dove c’è il cadavere per partecipare al banchetto. Matteo 24.28
    Saluti

  190. Gladiator scrive:

    Il ministero dell´Economia vara un provvedimento ad hoc. Ed è polemica: dimenticati gli altri precari
    Si parla di aumenti mensili di 220 euro lordi per 26mila docenti di ruolo e supplenti

    «A seguito degli approfondimenti effettuati in merito, si comunica che questa direzione – scrive Roberta Lotti, dirigente del ministero dell´Economia preposta ai Servizi informativi – ha programmato, sulla mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni per il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione anche sulla voce IIS (l´indennità integrativa speciale, ndr) a decorrere dal 1 gennaio 2003». Fra 5 mesi, in poche parole, alcune migliaia di insegnanti di Religione si ritroveranno sullo stipendio aumento, che secondo stime sindacali, potrebbe arrivare a 220 euro lordi, ed arretrati: da mille a 2 mila euro. Perché la quota di stipendio rimasta fuori in questi anni dal computo è consistente: pari a un quarto dell´intera retribuzione. A beneficiare del provvedimento saranno alcune migliaia di insegnanti. I supplenti annuali, spiega lo Snadir (il Sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di Religione), “che non abbiano maturato i requisiti per la ricostruzione di carriera”, quelli di ruolo “che non avevano maturato il diritto alla ricostruzione di carriera prima della nomina a tempo indeterminato”, e coloro che tale diritto lo hanno maturato “successivamente al primo gennaio 2003″. Se fossero soltanto 5 mila il giochetto costerebbe ai contribuenti 10 milioni di euro, più tutti gli arretrati. In tutto, i precari di Religione sono quasi 12 mila, più 14 mila docenti di Religione di ruolo. E la restante parte dei supplenti, oltre 100 mila? Nulla, anche se precari da dieci o vent´anni. «È un provvedimento che provoca ingiustizia e discrimina lavoratori della stessa categoria, per questa ragione è incostituzionale», commenta Alessandra Siragusa (Pd), componente della commissione Cultura alla Camera. «Nulla in contrario al riconoscimento – aggiunge il collega Tonino Russo (Pd) – di un diritto, ma non si può fare una discriminazione sulla base della Religione. Anche tanti precari in cattedra ogni giorno professano la stessa religione ed avrebbero diritto agli aumenti di stipendio». La querelle nasce dal fatto che per i prof di Religione, anche precari, una legge del 1980 prevede scatti biennali del 2,5 per cento. Ma a quel tempo erano tutti precari i docenti di Religione e la norma serviva ad agganciare la retribuzione all´aumento del costo della vita. Poi, nel 2005, lo Stato ha immesso in ruolo i docenti di Religione, ma il privilegio è rimasto.

    SALVO INTRAVAIA
    Fonte: http://www.repubblica.it
    17.01.2010

  191. annarita scrive:

    Sal aggiungo che Gesù per garantirci la veridicità della sua Chiesa, l’ha sempre in tutti i secoli supportata con il soprannaturale, cioè con i miracoli e i miracoli si sa li fa solo Dio e se Dio li fa tramite i santi cattolici iniziando con i primi apostoli, è per garantirci che questa è la sola Chiesa da Lui voluta e assistita.

  192. annarita scrive:

    E aggiungo, non solo per lei Sal, ma per chiunque non comprende il perchè della religione, che se Dio c’è e c’è, bisogna per giustizia dare a Lui un culto (religione), e il culto bisogna darglielo nella vera religione, perchè se dato nelle false religioni è solo superstizione che va contro il primo comandamento: “non avrai altro Dio fuori che me.”
    Dunque l’adorazione, la preghiera e il sacrificio della S.Messa cattolica sono il culto dovuto all’unico Dio nella sua unica Chiesa, quella Santa, Cattolica, Apostolica, Romana. Tutto il resto è superstizione.

  193. JOHN COLTRANE scrive:

    BO.MARIO_Lei dice che il partire dal presupposto che DIO c’è perchè c’è l’universo (il quale implica appunto un Creatore) è basato sul nulla, non ha senso, ecc, mi dica lei quale dialogo si può fare tra credenti e no? a me fa vedere solo un dialogo tra sordi.
    Ripeto ancora una volta: provi a leggere il Vangelo, e a contestare qualche frase di Gesù, lì forse si può andare avanti; se no, da parte mia, con tutto il rispetto, non so più cosa dirle.
    Una buona giornata.

  194. Giuliano scrive:

    Simon DC replica ma non risponde.

  195. Squilpa scrive:

    Caro John, risposi al Suo post, ma vi saranno stati problemi tecnici, temo.
    Circa il Suo dialogo con Bo.Mario, l’esistenza di una cosa non implica necessariamente che sia stata creata. Questa potrebbe essere una prospettiva mentale nostra, umana, dovuta anche alla povertà della ns immaginazione. Molte cose, apparentemente evidenti alla luce di un semplice buonsenso, sono -nondimeno- del tutto false.

  196. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Giuliano,

    certo che non vale la pena di risponderLe, perchè quando l’ho fatto, per ben due volte (!), Lei non ha neanche avuto l’educazione di leggermi ed ancor meno di argomentare/contro-argomentare i punti avanzati.

    Lei sa solo far sparate, purtroppo!

    Probabilmente non è colpa solo sua, ma del contesto socio-culturale nel quale Lei è stato educato: quindi La perdono di buon cuore, ma cciò non toglie che, davvero, Lei non è un interlocutore interessante.

    Come Le ho già detto, si diverta con altri: ci sono molti uaarini in questo blog che saranno più proni a discussioni da bar tanto idonei alla Sua forma mentis.

    Buona giornata

    In Pace

  197. ADRIANO MEIS scrive:

    @Annarita………..
    Ragionamento destinato a navigare in acque difficili,il Suo. [Le chiarisco che figurava in un altro paragrafo del forum]– L’affermare che ,una volta trovata una verità, non c’è più ragione di cambiarla, può sembrare inappuntabile, da un punto di vista puramente teoretico, ma risponde più al desiderio di starsene psicologicamente tranquilli che ad una vera e propria tensione verso la “conoscenza”, (in senso lato).
    In qualche modo, è facile rispondere che -con tali premesse- qualunque cammino diverrebbe inutile : la fertilità è sempre nell’indagare e nell’aprirsi a nuove prospettive mentali. La regola è sterile, è sempre l’eccezione che è fertile (ed, all’inizio, ogni “eccezione” viene considerata un “errore”).
    Ma io lo so bene, Annarita cara : la religione è fatta apposta per dare tranquillità e sopore nella serena consapevolezza di aver trovato ,finalmente, la verità. Per questo rende intellettualmente pigri. Ripeto, la religione non è concepita per dare la “verità”, ma per dare la tranquillità. La tragedia è che ogni popolo trova la sua……..

  198. Giuliano scrive:

    Mi scusi, Simon DC, ma non sono d’accordo. Nel mio post di risposta io ho fornito una argomentazione articolata in cinque punti diversi. Probabilmente, era asciutta ed essenziale, ma erano pur sempre cinque argomenti allegati a sostegno della mia tesi. Questo non vuole dire essere prepotenti nel dialogo (o sloganistici, come Lei ama dire), vuol dire esibire motivazioni per le proprie affermazioni.
    Mi scusi ancora, ma e piuttosto Lei che si limita a ripetere che amore è libertà, libertà è amore, felicità è libertà, felicità è amore….Sembra una pallina da flipper che urta sempre sugli stessi due o tre punti.
    Forse anche io faccio qualcosa di simile, insistendo su pochi concetti, ma i miei sono di prospettiva più “ampia” (preliminari ai Suoi, per così dire), ed è lì il problema.
    E’ proprio lì che manca la necessaria risposta, non so se riesco a spiegarmi.
    E’ come se Lei magnificasse le doti di un unguento cicatrizzante, dopo essersi procurato una ferita per sperimentarlo. Io Le ripsondo, ma non è meglio non procurarsela proprio, quella ferita?

  199. Sal scrive:

    @ annarita
    potrebbe di grazia spiegarmi qual’è la vera religione se il cattolicesimo ha più volte dovuto chiedere scusa e anche il papa ieri ha dichiarato di voler aspettare il Messia e il cardinale Martini sostiene che Dio non è cattolico ? La vera religione è infallibile ?

    Inoltre, se il culto va dato come giustamente sostiene lei a Dio, sa spiegare cosa c’entrano i santi e le Marie ?

    Sa spiegare perché lei cita il primo comandamento e non anche il secondo : ““Non ti devi fare immagine scolpita né forma simile ad alcuna cosa che è su nei cieli o che è giù sulla terra o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti a loro né essere indotto a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esigo esclusiva devozione” (Esodo 20.4)

    Gesùdisse “i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità, poiché, veramente, il Padre cerca tali adoratori. Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarlo con spirito e verità”. (Giovanni 4.23-24)
    Se ci sono i veri adoratori ci saranno anche i falsi…. come fa ad essere così certa che sia io ? Ha letto il mio post sul grano e le zizzanie ? Sal Scrive: January 17th, 2010 at 2:26 pm

    “Lasciate che entrambi crescano insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura dirò ai mietitori: Prima raccogliete le zizzanie e legatele in fasci per bruciarle, quindi andate a radunare il grano nel mio deposito’”. (Matteo 13.30)

    Solo alla mietitura si sarebbero riconosciuti i veri….così come anche “lo schiavo fedele e discreto” sarebbe stato riconosciuto alla mietitura……(Matteo 24.45)

    Analisa, lei è spinta come sempre da sacro zelo, ma le manca una visione un po’ più d’insieme diciamo…però il suo zelo è rimarchevole anche se male indirizzato.
    Cmq poiché : “Ogni pianta che il mio Padre celeste non ha piantato sarà sradicata. “ (Matteo 15.13) lasciamo che sia Lui a decidere cosa fare di noi. Io cerco la coerenza. E Lei ?

  200. annarita scrive:

    Caro Sal, se fosse vero che ieri il Papa ha inteso dire che sta ancora aspettando il Messia (potrebbe essere la sua seconda ed ultima venuta per giudicarci), come lo intende il giudaismo, beh, ne rimarrei inorridita quanto lei, perchè a me hanno sempre insegnato che l’obbedienza e l’onore si devono in primo luogo a Dio e se per disgrazia il Papa offendesse pubblicamente Dio certo lo biasimerei.
    Ma visto che non prendo per oro colato tutto ciò che si dice sui giornali e specialmente do poca fiducia a ciò che dicono i nemici della Chiesa, attendo di conoscere la Verità.
    Il secondo comandamento a casa mia, caro Sal è: non nominare il nome di Dio invano.

  201. Sal scrive:

    @Annarita

    Rispondo un post alla volta. – I miracoli.
    Non li fa solo Dio ? No ! Ma cos’è un miracolo ?

    Wikipedia : “ Si definisce miracolo (dal latino «miraculum», cosa meravigliosa) un evento apparentemente paranormale, dovuto ad un intervento soprannaturale o divino, durante il quale le leggi naturali sembrano sospese. Nel linguaggio comune, per estensione, il temine miracolo indica anche un evento straordinario, che desta meraviglia. “

    La nascita della vita è un miracolo ma pure parlare con il cellulare sarebbe stato un miracolo per gente di 50 anni fa. Come guardare la televisione satellitare sarebbe stato un per gli arborigeni fino a pochi anni fa.

    Per non andare troppo lontano, Paolo le dice che i miracoli da parte di Dio sarebbero finiti. “. Ma se ci sono [doni di] profezia, saranno eliminati; se ci sono lingue, cesseranno; se c’è conoscenza, sarà eliminata.” (1 Corinti 13.8) Ciò che sarebbe stato visto come miracolo, non avrebbe auto origine da Dio :
    “Diletti, non credete ad ogni espressione ispirata, ma provate le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo.(1Giovanni 4.1-6)…… Chi acquista la conoscenza di Dio ci ascolta; chi non ha origine da Dio non ci ascolta. Ecco come notiamo l’espressione ispirata della verità e l’espressione ispirata dell’errore……ma tutto il mondo giace nel [potere del] malvagio. (1 Giovanni 5.19) …….secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna,  e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati. E per questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna,  affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia (2Tessalonicesi 2.9-12) Inoltre, questa è [l’espressione ispirata] dell’anticristo che avete udito che veniva, e ora è già nel mondo. (1 Giovani 4.3)… “ma tutto il mondo giace nel [potere del] malvagio. Ma sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato la capacità intellettuale di acquistare conoscenza del Vero” (1 Giovanni 5.19-20)

    Quindi, 1. i miracoli sarebbe cessati. 2. tutto il mondo giace nel potere del malvagio, 3. il malvagio avrebbe operato con l’inganno facendo miracoli (segni e portenti di menzogna), 4. Dio li avrebbe permessi per vedere chi si sarebbe fidato della Sua Paola e chi avrebbe creduto alle bugie, 5. i servitori di Dio hanno la capacità intellettuale di conoscere la verità, 6. al tempo di Giovanni l’Anticristo era già nel mondo, e aveva cominciato a ingannare.
    Gesù ha dato la capacità intellettuale per distinguere il vero dal falso per questo motivo deve sempre provare se ciò che le viene detto sia conforme alle scritture. Ciò che non lo è è una bugia.
    Saluti

  202. Sal scrive:

    @ annarita

    Si fidi, ho seguito la diretta Tv e ho sentito con le mie orecchie. Comunque è giusto che si convinca da sé.
    Il secondo comandamento non è quello che dice lei, per correttezza li copio:
    – NT –
    E Dio pronunciava tutte queste parole, dicendo:
    (Antefatto, o Premessa o Presentazione)
    “Io sono Geova tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa degli schiavi.

    1 “Non devi avere altri dèi contro la mia faccia.
    2 “Non devi farti immagine scolpita né forma simile ad alcuna cosa che è nei cieli di sopra o che è sulla terra di sotto o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti davanti a loro né essere indotto a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva devozione, recando la punizione per l’errore dei padri sui figli, sulla terza generazione e sulla quarta generazione, nel caso di quelli che mi odiano; ma che esercita amorevole benignità verso la millesima generazione nel caso di quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
    3 “Non ti devi servire del nome di Geova tuo Dio in modo indegno, poiché Geova non lascerà impunito chi si serve del suo nome in modo indegno.
    4 “Ricordando il giorno del sabato per ritenerlo sacro

    – CEI –
    Dio allora pronunciò tutte queste parole:
    – Presentazione –
    «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:

    1 Non avrai altri dèi di fronte a me.
    2 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
    3 Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
    4 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:

    Le ho postato le 2 traduzioni, e l’elenco dei comandi ma anche per farle notare la differenza la prima dice “in modo indegno” la seconda dice “invano” quale ritiene sia più conforme alla vero ?
    La seconda dice “Io Sono il Signore tuo Dio, Ma li c’è i Tetragrama (YHWH)
    Saprebbe dire perchè si festeggia la Domenica se lì c’é scritto Sabato ?

  203. mauro scrive:

    Cara Annarita, lei parla di miracoli, ma tutto ciò che è relativo alla natura è un prodigio e Dio non interviene mai nella natura, (ultimo esempio il terremoto ad Haiti). Esempio le fuarigioni sono prodigi, per essere miracoli occorre che sia sovvertita o rivoluzionata la natura, producendo un beneficio ma guarire è l’estremo opposto dell’ammalarsi ed entrambi fanno parte della natura. Se pensiamo all’influenza che ci colpisce ogni anno e che fa 8000 morti ‘anno, dovremmo forse pensare che chi supera l’influenza sia stato miracolato e che sia intervenuto Dio?
    Aprire le acque, come fece Mosè nel Mar Rosso, sarebbe un miracolo se non ci trovassimo di fronte ad una pura leggenda.

  204. Sal scrive:

    @ annarita

    Lei scrive: “aggiungo che Gesù per garantirci la veridicità della sua Chiesa, l’ha sempre in tutti i secoli supportata con il soprannaturale “
    —————————————————
    La invito a rifletter anche su questo punto, ho già scritto sui miracoli, ma anche il popolo d’Israele si considerava popolo eletto e popolo delle promesse, ma il tempio fu distrutto come Dio aveva detto a Salomone che sarebbe successo e il popolo d’Israele fu rigettato dopo circa 3500 anni, Gesù infatti dice “Ecco la Vs. casa vi è abbandonata” (Luca 13.35) Quindi se il popolo ebraico è stato abbandonato perché mai il papa si affretta ad andare a ricordare che le scuse le aveva già presentate GPII ?
    Che relazione ci sarebbe eventualmente fra la luce e le tenebre ?
    E le ricordo anche la scrittura di 2 Corinti 11.14 “ Satana stesso continua a trasformarsi in angelo di luce.  Perciò non è nulla di grande se anche i suoi ministri continuano a trasformarsi in ministri di giustizia. Ma la loro fine sarà secondo le loro opere.”

    I duemila anni di storia della chiesa non sono garanzia della sua approvazione ricordi le zizzanie.

    “Quindi non giudicate nulla prima del tempo stabilito, finché venga il Signore, il quale porterà le cose segrete delle tenebre alla luce e renderà manifesti i consigli dei cuori, e allora ciascuno riceverà la sua lode da Dio.”
    (1 Corinti 4.5)

    Saluti

  205. Giuliano scrive:

    Riflessione sui miracoli………
    Nulla di tutto ciò che accade cessa mai di essere normale. Anche i miracoli lo sono, in tale prospettiva.
    Di molte gravi patologie, spesso la scienza non conosce neppure l’eziologia; ed, allo stesso modo, possono non essere chiare le cause di risoluzione. Sono noti, in letteratura medica, vari casi isolati di risoluzione di gravi quadri clinici; ma se l’uscita da un quadro morboso avviene isolatamente (uno a Treviso ed uno, per esempio, in Magdeburgo) tutto finisce lì. Ma se Lei ha la furbizia di radunare a Lourdes diecimila malati, ecco che quel caso singolo, altrimenti del tutto normale, diventa un “miracolo” e come tale viene classificato.
    E’ tutto e solo questione di prospettiva. Scrisse Pitigrilli che se il Dalai Lama fa,in tutta la sua vita, un solo viaggio in Congo e,in quel viaggio, si affaccia dal finestrino del treno, non è improbabile che gli vada un bruscolino di polvere in un occhio. Ma, se quel bruscolino potesse parlare, direbbe “La mia vita è un prodigio! Sono riuscito ad entrare in un occhio del Dalai Lama, l’unica volta che si è affacciato al finestrino, e nel corso dell’unico viaggio da lui mai fatto in questo Paese, e l’unica volta che ha preso un treno!”
    Meditate,gente,meditate.

  206. Quixote scrive:

    Mi perdonino gli interessati ma trovo paradossale che contro il principio di causa-effetto venga portata l’evidenza della scarsa affidabilità del comune buonsenso. A parte che il principio in questione mi sembra superare il livello del buon senso per affondare robuste radici nella logica, l’obbiezione proposta rappresenta un’opzione disponibile per tutte le contese, da una parte e dall’altra. Ne esiste una ancora più radicale e consiste nel mettere in dubbio la capacità della ragione di giungere a qualunque conclusione. Quante volte la scienza ha affermato verità che poi sono state contraddette? Direi che è una regola e non un’eccezione. Le verità vengono regolarmente superate da verità più vaste e spesso in contraddizione con le precedenti. Alla luce del ragionamento proposto perché salvare la scienza se si mette in dubbio la logica? Tutti gli esperimenti consistono nel predisporre, in ambiente controllato, le cause scatenanti il fenomeno in esame per poterlo osservare con cura. Volendo restare galileiani a quale esperimento si potrebbe appendere un’ipotesi tanto tirata per i capelli? Impostare la difesa di un punto di vista (non per questo meno rispettabile) su un’ipotesi tanto radicale si presta all’osservazione che un mio professore di analisi rivolgeva a noi studenti quando, per dimostrazioni banali, disturbavamo teoremi troppo complessi. L’accusa era quella di sparare alle mosche con i cannoni. In questo caso più che di cannoni si tratterebbe di esplosioni termonucleari capaci di disintegrare ben più che la necessità di un Dio per giustificare l’esistenza del cosmo. Come sempre non escludo la possibilità di sbagliare ma per farmene convinto ho bisogno di motivi plausibili (anche in questo caso l’effetto richiede una causa adeguata). Saluti.

  207. Quixote scrive:

    @Giuliano
    Non mi capita spesso di condividere completamente i suoi punti di vista (non lo dico certo con l’intenzione di biasimarla) ma in questo caso non posso astenermi dal farlo (Giuliano Scrive: January 18th, 2010 at 1:02 pm) e per motivi strettamente razionali. Il riconoscimento di un miracolo, cioè di un evento che escluda possibili motivi naturali, presuppone la conoscenza di tutto il naturale, conoscenza da cui sappiamo di essere ben lontani. Come contro non occorre trascurare la possibilità che la nostra ignoranza scientifica non ci permetta di riconoscere obbiettivamente un miracolo ove questo si verificasse realmente. Esclusa dunque la possibilità che il supposto “miracolo” possa di per se dimostrare un intervento “soprannaturale”, e simmetricamente accolta la possibilità che, la nostra incompleta conoscenza, possa impedire il riconoscimento indubitabile di miracoli reali, da persone con i piedi in terra, ci rimangono parecchie questioni capaci di indurre almeno il dubbio sul fatto che l’argomento portato sia conclusivo. Come considerare una frattura con necrosi dei monconi che per guarire richiede più calcio di quanto ne sia disponibile in tutto il sangue, che si risolve repentinamente? Che dire di una malata terminale di tubercolosi intestinale, seguita da un medico dichiaratamente ateo, che guarisce completamente durante una cerimonia religiosa, sotto gli occhi dello stesso medico costretto a constatare l’abbassarsi delle coperte al diminuire del volume addominale? Come giustificare la guarigione di un osteosarcoma, che aveva già distrutto l’articolazione dell’anca e buona parte del bacino, che riconsegna l’interessato alle proprie attività con bacino ed articolazione perfettamente ricostruiti e funzionanti? Personalmente non cerco di darmi delle risposte definitive, a questo proposito, e mi accontento di mettere onestamente i miei dubbi nel carniere degli argomenti di riflessione che non si possono trascurare come se non esistessero. Ma se è vero, come sostiene qualcuno, che tre indizi possano costituire una prova, i motivi per riflettere si moltiplicano a dismisura e non solo nella direzione che lei sembra sottintendere. Saluti

  208. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Quixote,

    debbo dire che ho particolarmente apprezzato i Suoi interventi in questo thread.

    Mi è piaciuto in particolare il modo in cui Lei ha messo in risalto che chi rifiuta il “miracolo” in quanto episodio sperimentale “straordinario” , in realtà non è convinto dell’esistenza di leggi naturali conoscibili, visto che costoro pretendono che tutti i fenomeni naturali sono visti come “straordinari”: in altre parole, pur di non ammettere fatti “miracolosi” non ammettono la possibilità di un discorso razionale scientifico.

    Più coerente, in altri tempi era l’approccio degli ateisti “razionalisti” che pretendevano che quel che si consideravano “miracoli” troverebbero un giorno una spiegazione. Il solo problema che rimaneva loro, era che, per definizione, il fatto “miracoloso” non può essere oggetto di scienza sperimentale in quanto intrinsecamente non ripetibile.

    In fin dei conti, è quel che la Chiesa dice quando riconosce un “miracolo”: che non è oggetto di scienza sperimentale in quanto dimostratosi non repetibile, ma che è solo di constatazione storica dell’avvenimento.

    Ancora grazie per il Suo approccio chiaro e limpido.

    In Pace

  209. john coltrane scrive:

    SQUILPA–Ripeto la conclusione cui sono giunto: se un ateo parte dal fatto che non è detto che che l’universo implichi un Creatore senza darmi altra spiegazione che: “forse è che noi siamo limitati”, e cose del genere, non posso che arrendermi.
    La razionalità, la ragione dice che dal nulla viene i il nulla; poi, se a ciò si oppone il “mah, forse, chissà, potrebbe anche esserci un’altra spiegazione”, che posso obiettare? Se poi, infine, lei, e gli altri amici non credenti non ritenete corretto confrontarvi e dialogare sulle Parole del CRISTO, ovviamente ne avete facoltà, ma ripeto che non vedo quale dialogo sia possibile
    Pur rispettando tutti, logico, ma, come dire, se uno mi parla della bellezza dell’hockey su ghiaccio, e di questo sport a me importa nulla, amici come prima, ma nessun dialogo, ovvio.
    Ripeto (chiedo scusa) solo questo: dal nulla viene il nulla è affermazione che, fino a prova contraria, è razionale, è RAGIONE.
    L’ipotizzare che “forse potrebbe esserci un’altra spiegazione”, NO:
    Almeno questo, poichè vi ritengo persone corrette, dovete ammetterlo.
    In ogni caso, auguro a tutti i non credenti la più serena vita possibile.
    Saluti.

  210. john coltrane scrive:

    QUIXOTE, leggo adesso il suo post precedente, e devo dire che lei ha messo in lettere quello che avevo in mente…forse mi dispiaceva rischiare di offendere gli amici non credenti che dialogano col sottoscritto, e che x tanti aspetti, ho fin’ora apprezzato, ma francamente obiettare che “non bisogna fidarsi del buon senso comune, di quello che sembra” per sperare di aggirare il semplice (insmentibile) “da nulla viene il nulla”, beh, è stupefacente.
    Ma credo si trovi anche la spiegazione nel fatto che l’intelligenza (che certo non manca ai nostri amici) non è sufficiente , se in noi si è formato un pregiudizio( letteralmente: giudizio dato prima); l’io ha una terribile difficoltà ad ammettere che può essersi sbagliato, lin quanto, nell’autonomìa da DIO, lo vive come una umiliazione…qualche giorno fà parlavo di un amico che, perlomeno onestamente, mi ha tranquillamente detto che “sì, magari nel Vangelo c’è la risposta definitiva, ma mi vergogno, cosa penserebbe chi mi conosce, dato che ho sempre ‘propagandato’ che il Vangelo và bene per le vecchiette semianalfabete?”:
    Credo proprio che siamo in questa psicosituazione.
    La ringrazio di cuore dei commenti che il Signore le suggerisce, buona giornata, amico.

  211. Prialo scrive:

    Quando mai un indottrinato “proclamatore” dei TdG

    può invitare qualcuno a riflettere su una qualunque cosa. Meno che mai se la “cosa” riguarda la Chiesa.

    Prima di far ciò è necessario che si chiedano quali danni provoca la loro setta alla società. Solo dopo possono aprir bocca.

  212. Sal scrive:

    @ Prialo

    Forse non sapeva che per riflettere ci vuole il cervello e se il mio è indottrinato vuol dire che non ce l’ho ! Quindi non posso essere indottrinato.
    e
    Poi per potermi “sbattezzare” dovevo avere una certa indipendenza altrimenti non avrei potuto firmare ed essere legalmente responsabile benché indottrinato.
    e
    Forse non si anche accorto che la sua chiesa è già defunta, frequentata da zombi si è scordato che Gesù disse : “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.” Matteo 8.22

  213. Prialo scrive:

    Via, Sal, ma certo che lo so

    che per riflettere ci vuole il cevervello!

    E so anche che per ragionare bene dev’essere integro, altrimenti fa ragionamenti gravemente errati : I Testimoni, quelli di fascia bassa, purtroppo ce l’hanno deviato.

    Glielo hanno deviato i dirigenti geoviani furbacchioni. Ecco perchè funziona male. E’ evidente a tutti coloro che visitano il sito “tdgonline”

  214. Quixote scrive:

    Simon de Cyrène Scrive: January 18th, 2010 at 3:06 pm
    john coltrane Scrive: January 18th, 2010 at 4:53 pm
    Ringrazio ambedue per l’apprezzamento e la benevolenza. Credo che un atteggiamento mentale corretto aiuti la chiarezza. A mio modo di vedere le discussioni guadagnano in trasparenza se non sono motivate dalla volontà di prevalere ma piuttosto dal desiderio di verificare le proprie convinzioni, in un onesto confronto con chi ha maturato convinzioni diverse. Gradite i miei saluti.

  215. Sal scrive:

    @ Prialo
    Lei è una vera sorpresa e una miniera di informazioni. Come ce l’abbiano i TdG il cervello, non lo sapevo, mai penetrato in quei meandri e neanche sapevo che ci sono quelli di fascia alta o bassa. Lei è sempre più una sorpresa, che rivaluta la categoria cattolica.

    Assodato quindi che per riflettere ci vuole il cervello e la ringrazio per la conferma, può provare a spiegarmi di grazia, se ritiene ancora possibile, che nel 2010 ci sia qualcuno che sogna un papa morto che gli dice di essere meno bravo di un altro papa morto prima di lui ?

    Immagino che la sua fantasia per quanto vasta sia un pochino meglio di queste pensate così tanto argute che c’è da vergognarsi per non averle pensate prima. Perché mi viene il tremendo sospetto, che quel papa lì, quello smingherlino, quello che è così capace di salvare una donna dal cancro, avrebbe fatto meglio a salvare 100 bambini morti sotto la scuola o tutti quei preti e il vescovo morti nel crollo della chiesa di Haiti. Non crede ?

    Dai, un Papa che si va a distrarre con una poveretta che è guarita dal cancro oggi così curabile e non si occupa di tutti i disastri che accadono in giro, si va ad occupare di una scemenza così utile a zombi addormentati in una così contemplativa estasi che non si accorgono che nemmeno tutti e due insieme sono capaci di salvare la loro chiesa da un disastro così imponente com’è quello di dover prima chiedere scusa per le malefatte e poi dover brigare con i più detestati nemici ebrei, per poter sperare di rimaner sul mercato del sacro e del profano.

    Dai Prialo, la facevo più furbo di così dato che riflette….

    Salmo 49,20 . L’uomo terreno, quantunque in onore, che non comprende,
    In realtà è paragonabile alle bestie che sono state distrutte

  216. Prialo scrive:

    Via, Sal, non divaghiamo,

    con la questione del Papa. E’ già stato detto che voi non lo potete criticare per i motivi già detti.

    Rimaniamo sull’argomento. E’ evidente se il cervello non èintegro, non può esprimere idee corrette. Quando un cervello viene inondato con teorie fasulle, produce le vostre idee sballate.

    E’ ovvio che esistono Testimoni di fascia alta e di fascia bassa: non mi dirà che i dirigenti geoviani fanno la stessa vita dei poveri peones che devono sgambettare di casa in casa per guadagnarsi il plauso dei vostri dirigenti furbini?

  217. ADRIANO MEIS scrive:

    @QUIXOTE @ COLTRANE
    Credo che il forumista vostro interlocutore volesse sostenere, come anche io feci, settimane addietro, che non tutto ciò che pare indubitabile e/o intuitivo alla luce del buonsenso è necessariamente tale.
    Il primo che disse che la terra non era piatta fu preso per pazzo, ad esempio. Chi avrebbe mai pensato che il tempo potesse allungarsi o accorciarsi? E che dire delle strabilianti conclusioni delle fluttuazioni quantistiche?
    Dunque, anche dire che tutto ciò che esiste presuppone un Creatore (perchè al nostro buon senso così pare giusto), potrebbe rilevarsi erroneo.
    Naturalmente, io non so se è vero e non difendo alcuna tesi :_ credo soltanto che Giuliano (se era lui), volesse dire “attenzione”, perchè il nostro buon senso potrebbe essere assolutamente miope ed erroneo.

  218. Quixote scrive:

    ADRIANO MEIS Scrive: January 19th, 2010 at 5:10 pm
    Probabilmente mi sono spiegato male. Non intendevo dire che bisogna fidarsi del buon senso, già contraddetto molte volte come lei rileva. Volevo far notare che il principio di causa-effetto va molto oltre il buon senso e investe tutto il campo delle nostre esperienze, comprese quelle scientifiche. I termini “magia” e “miracolo” si riferiscono appunto ad effetti privi di una causa adeguata. Molto onestamente, basandomi su tutta la mia esperienza, non credo di poter negare che anche l’universo, in quanto effetto constatabile, debba necessariamente disporre di una causa adeguata. Non escludo che a qualcuno il ragionamento possa sembrare pretestuoso, ai miei occhi ed alla mia coscienza esso appare pienamente plausibile e trovo più facile e più scientifico credere ad un Creatore non creato, in grado di compiere il miracolo del “fiat lux”, piuttosto che ad un miracolo verificatisi spontaneamente (che tra l’altro non costituisce una spiegazione). Ovviamente ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Il mio grado di libertà è limitato dal bisogno di logicità e di coerenza, che in effetti potrebbe anche costituire un limite. In ogni caso ho la massima disponibilità a cambiare opinione, ma solo di fronte a prove convincenti. Nella fattispecie si tratterebbe di riscontrare l’esistenza di effetti categoricamente privi di causa, il che costituirebbe un bel problema anche per il metodo scientifico. Lascio immaginare a lei la preparazione di un esperimento che debba verificare lo sviluppo di qualcosa dal nulla. Considerata l’estrema difficoltà di una tale verifica, penso che l’idea di un Dio creatore mi accompagnerà per il resto di miei giorni. Grazie dell’attenzione e saluti.

  219. ADRIANO MEIS scrive:

    Magari, Quixote, la materia è sempre esistita, come dicevano gli Elleni. Dunque, “nessun miracolo” creativo. E,poi, ancora, perchè mai un dio, a un certo momento, dovrebbe decidere di procedere ad un atto creativo?
    “Cambiare opinione, ma solo di fronte a prove convincenti”
    Ahi, ahi, ahi, Quixote Lei mi casca sullo scientismo…
    Comunque, anche io sarei disposto a credere in Dio, ma solo di fronte a prove convincenti….
    E, come scrisse Russell, (credo), “troppo poche prove, caro Dio, troppo poche prove!”

  220. Quixote scrive:

    ADRIANO MEIS Scrive: January 19th, 2010 at 7:31 pm
    Accetto la sua reprimenda. Non posso negare una certa inclinazione allo scientismo, che mi viene probabilmente da indimenticati entusiasmi giovanili. Riconosco che approdare all’idea di un Dio non rappresenti cosa facile, particolarmente per chi si accinge all’impresa con mente sgombra e cuore sincero. L’eternità della materia, ipotesi che ho contemplato, confligge sia con le ultime teorie cosmologiche (big bang), sia col degrado energetico (entropia), oltre che con una mia personale difficoltà ad accettare il panteismo, consegnando alla materia attributi divini. Nel mio percorso ho avuto la ventura di incontrare Pascal e ciò ha ridotto parecchio la mia fiducia nella scienza e nelle possibilità della ragione, non oltre un certo limite però. Inevitabilmente nella ricerca di Dio non si può che procedere per indizi, dal mondo materiale invece ritengo di dover pretendere qualcosa di più, anche se gli ultimi progressi della fisica, con l’inarrestabile sfarinamento della materia in corpuscoli sempre più piccoli ed inafferrabili (addirittura privi di massa) mi inclina a degli strani accostamenti tra materia-energia e spirito. Per quanto riguarda la decisione divina di creare, ho già avuto diverse conversazioni sull’impossibilità di comprendere (contenere) Dio. Ai miei occhi tale fatto appare certo, tanto evidente da non richiedere prove e ciò mi rende insensibile alla necessità di capire le motivazioni divine. Grazie per l’attenzione e saluti.

  221. Sal scrive:

    @ Prialo

    Non divaghiamo ? Ma Prialo, qui la discussione è sui papi, mica una divagata ! Dicevo che 2 papi morti e in via di santità, non sono stati capaci di suggerire al loro capo di salvare almeno le loro chiese i loro vescovi invece di farli morire sotto le macerie della chiesa…cosa ci sia di divagante non capisco ? Ma almeno i cento bambini e dai, Prialo, mi sa che non sono così efficaci se possono guarire solo una povera malata di cancro con tutti i farmaci che ci sono in giro oggi per curare il cancro.

    E poi, non capisco bene questa questione degli altari abbattuti che leggo quà e là, perché non mi erudisce ?

    Forse non ne vuole parlare perchè è stato così colpito dall’aforisma di Bertol Brecht
    “chi non conosce la verità è sciocco, ma chi,conoscendola, la chiama bugia è un delinquente. (Bertol Brecht)

    Se l’è forse applicata ?
    Saranno pure teorie sballate, in fondo il mondo ciascuno lo osserva con i suoi occhiali, ma i 100 bambini sono morti, ance il vescovo e i preti, lei sa perché se i miracoli vanno così alla grande ?
    Non divaghiamo, concorda ?
    Le religioni sono come le lucciole per splendere hanno bisogne delle tenebre. ( A. Schopenhauer)

  222. ADRIANO MEIS scrive:

    Stimatissimo Quixote, allegare l’autorità di Pascal mette i Suoi interlocutori pressocchè con le spalle al muro (senza NULLA togliere alla dignità ed alla nobiltà dei Suoi posts che considero entusiasmanti, perchè calibratissimi e di rara chiarezza).
    Certo, la scoperta del Big Bang parve portare parecchia acqua al mulino dei Creazionisti e, comunque, giuste sono le Sue considerazioni sulla materia e l’entropia.
    Ogni teoria sulla inevitabilità di tutti gli sviluppi, i cui presupposti sarebbero già impliciti nei germi di partenza, (e programmati fin dall’inizio dell’atto creativo), ci inserisce in un Progetto rigido e obbligatorio ,dai binari prefissati. Poichè Lei mi parve esprimersi in tal senso, vorrei chiederLe, ma questo non distrugge l’idea stessa di ogni possibile libertà?
    La ringrazio.

  223. anniballo scrive:

    Possiamo e dobbiamo alzarci in piedi di fronte alle ultime due citazioni di “SAL”, da Schopenhauer e Brecht.
    Io ne aggiungerei un’altra, “Finchè si cammina nel buio, può essere utile affidarsi ai ciechi.
    Ma non più quando è arrivata la luce…”

  224. Sal scrive:

    @ anniballo

    Complimenti, veramente complimenti anniballo.
    Sempre valido ed efficace.

    Solo nella libertà si può conoscere la verità. Chi è schiavo non può vedere neanche la punta del naso a mezzogiorno.
    L’uomo vive per esercitare e sperimentare le sue qualità più nobili e darà il meglio solo quando liberato dai vincoli e dai pregiudizi, osservando tutte le meraviglie che lo circondano, sarà capace di scegliere liberamente di partecipare ad abbellire ancor più le meraviglie intorno a lui.

  225. Quixote scrive:

    ADRIANO MEIS Scrive: January 20th, 2010 at 11:00 am
    Rita Levi Montalcini, se non ricordo male, narrando delle sue ricerche, prima della scoperta del Nerve Growth Factor, racconta il suo stupore nell’assistere alla crescita dei fasci nervosi (negli embrioni di pollo) simile al procedere di un torrente in piena. I tessuti, inizialmente preda di uno sviluppo tumultuoso, andavano successivamente meglio definendo i propri contorni, fino ad assumere il loro assetto definitivo. Ho letto che esiste il corrispettivo del NGF anche per i vasi sanguigni e ciò pare un opportuno soccorso per i ricercatori, che non ritenevano possibile una completa definizione dei due sistemi (circolatorio e nervoso) nelle istruzioni codificate del genoma. In questo potrebbe soccorrerci il nostro amico Anniballo sicuramente meglio informato sull’argomento. Comunque, stando a quello che ho capito, sembra che lo sviluppo dell’embrione sia guidato strettamente dal genoma solo fino ad un certo livello, diciamo impropriamente di disegno generale, oltre il quale, cioè nella realizzazione dei dettagli, il nuovo organismo sia in grado di fare da solo ciò che rimane e quindi già con un certo grado di libertà, indubbiamente influenzata dal progetto globale. Ho fatto tutto questo lungo e forse inutile discorso, solo per rappresentare un’idea di libertà che parte da un contesto definito ma solo fino ad un certo livello. Ho già detto altrove che la nostra libertà è sicuramente condizionata da una quantità di fattori praticamente incontrollabili: eredità genetica, istruzione, ambiente famigliare e sociale, eccetera e non solo dall’aderenza ad un eventuale progetto iniziale. Ciò però non interferisce con la visione di una possibile responsabilità di fronte ad un giudizio. Personalmente, con tutte le attenuanti che posso concedermi, mi sento responsabile di molte delle decisioni quotidiane, anche se non sono perfettamente consapevole della loro origine e di tutte le loro conseguenze. A fronte di quelle scelte, un giudizio non potrebbe essere ritenuto arbitrario, se tenesse conto del grado di libertà che mi è stato concesso nel momento della decisione. E’ il grado di libertà che determina il livello di responsabilità e non credo potrebbe essere altrimenti. Dello stesso contesto fa parte la consapevolezza di chi agisce, perché anche questa componente di ogni decisione, importante non meno della libertà, dev’essere necessariamente computato a livello di giudizio (il riferimento è ovviamente ad un giudizio divino). In argomento trovo esaustivo quanto insegnato dal catechismo nostrano in cui, alla determinazione di una colpa, concorrono “materia grave”, “piena avvertenza” e “deliberato consenso”. La mancanza di uno degli elementi indicati esclude ogni possibile colpevolezza, il cui grado rimane comunque legato al livello delle tre componenti indispensabili. Quindi, tirando le somme, non libertà assoluta ma libertà relativa, non colpa certa ma possibilità di colpa e, tanto per non cambiare, il tutto molto al di sopra delle nostre capacità di giudizio. Saluti.

  226. Sal scrive:

    @ Quixote (asteroide o don ?)

    E’ vero che la libertà è condizionata da una quantità di fattori (e può essere influenzata da sentimentalismo, paura o timore ecc.)ed è anche vero che lo sviluppo è guidato dal genoma e poi potrebbe fare da solo, ma lo farà ? E se lo farà da che cosa sarà spinta quella volontà ? Da un razionale convincimento o da un sentimentalismo estasiato e lascivo ?
    Dal desiderio di indipendenza e volontà di autonomia ? Cos’è l’amore per la vita ? Perché si ha ? Perché qualcuno che sa di andare in Paradiso non vuole mai morire per affrettare quel felice momento di felicità ?

    Anche se si possono fare un’infinità di cose non sempre si ha voglia di farle ed è la motivazione, che spinge e che decide. Spesso ci si adagia si diventa pigri si trascura e benché si sappia che fumare fa male molti continuano a farlo perché ? Perché non hanno la forza di cambiare ? NO ! Perché non hanno la voglia, perché manca la volontà che spinge ad agire, perché non hanno una motivazione valida.

    Quando Gesù parlava molti ascoltavano, alcuni lo ritenevano un saggio e condividevano il suo messaggio magari avendo capito solo poco, altri se ne andavano perché pur avendo capito alcune verità, non ritenevano conveniente fare i cambiamenti necessari.

    L’unica “materia grave” è il non voler capire. Il ladrone di fianco capì anche se all’ultimo momento, e deve aver capito molto poco forse solo l’essenziale) mentre Paolo capì quando gli cascarono dagli occhi le scaglie che impedivano la vista. Ma nella libertà benché condizionato, avrebbe potuto fare scelte diverse. Cos’ha motivato quella sua scelta ?

    Spesso non si capisce solo con la mente, perché magari la mente ha capito ma il cuore (che è la sede dei sentimenti e delle motivazioni) non è d’accordo ed è per questo che Geremia ricorda che : “ Il cuore è più ingannevole di qualunque altra cosa ed è difficile da correggere. “ (Geremia 17.9)

    E’ più utile seguire la mente che essere motivati da mieloso sentimentalismo. Perché anche l’amore per Dio quindi per la religione può divenire come acque infide: “ Tu mi divieni positivamente come una cosa ingannevole, come acque che si son mostrate infide. “ (Geremia 15.8)

    Infatti se si devono magiare le parole occorre, capirne il significato e non solo amare senza sapere : “Si trovarono le tue parole, e le mangiavo; e la tua parola diviene per me l’esultanza e l’allegrezza del mio cuore; “ (Geremia 15.16)

    “E se produrrai ciò che è prezioso da cose senza valore, diverrai come la mia propria bocca. Essi stessi torneranno a te, ma tu stesso non tornerai a loro” (Geremia 15.19)

    Solo chi è libero può decidere di produrre da cose senza valore, chi è prigioniero non ha più libertà.

  227. Quixote scrive:

    Sal Scrive: January 20th, 2010 at 3:33 pm
    Asteroide Sal, asteroide! Anche se temo di non aver afferrato compiutamente il perché dell’accostamento. La mia scelta, visto che parliamo di libertà, è stata per la famiglia. Una famiglia tradizionale, molto vecchio stile, in cui gli sposi tengono fede alla promessa di fedeltà ed assistenza. A suo tempo io e mia moglie siamo stati gratificati dall’arrivo di un figlio buono e riconoscente, anche se, come è naturale, non totalmente esente dalle magagne che tutti ci portiamo appresso. Non sono venuti altri figli per problemi indipendenti dalla nostra volontà, verificatisi proprio quando stavamo per prendere una decisione in proposito. Anche mio figlio ha scelto la stessa strada e spero che riesca a percorrerla serenamente fino in fondo, come stiamo cercando di fare noi genitori.
    Lasciando le note autobiografiche non posso che dichiararmi in perfetta consonanza con quanto mi dice. Non trova dunque una porta aperta ma spalancata se non del tutto priva delle ante.
    Il libero arbitrio pone questioni non facili e non esclude il coinvolgimento della volontà. Se di fronte ad una scelta, invece di seguire il dettato della coscienza, per comodità o mancanza di volontà, mi rassegno al percorso più agevole, anche se non contrario ai miei principi, mi ritrovo esattamente nei panni dell’amministratore di un solo talento, condannato per non averne ricavato i frutti possibili. Parabola terribile per le sue implicazioni e che, estratta dal contesto, sembrerebbe vanificare le migliori intenzioni ed ogni tentativo di vivere degnamente. Per fortuna il contesto esiste e consente una visione con prospettive meno drammatiche. Mi sono appena beccato un (forse motivato) sospetto di scientismo da parte di MEIS, per la mia propensione a seguire quanto più possibile la razionalità ma, a proposito di cuore, non posso dimenticare la lezione di Pascal, anche se il cuore che lui intendeva non era certo la sede dei sentimentalismi e delle sdolcinatezze, a cui lei fa riferimento, ma quella delle intuizioni, delle visioni che spingono la capacità di comprendere oltre i confini della ragione. Come penso di aver ormai sufficientemente illustrato, non dispongo di un serbatoio di certezze assolute da cui attingere al bisogno. Nel tempo che mi è stato concesso ho cercato di seguire i lumi disponibili (della ragione, dell’intuizione, della Rivelazione) col cuore puro e la mente sgombra, come dicevo a MEIS, quindi cercando di evitare malizia e preconcetti. Non so se ci sono sempre riuscito e non sono in grado di stabilire se la spiaggia a cui sono approdato sia indubitabilmente quella giusta anche se, per la mia coscienza, ritengo adeguato il grado di certezza raggiunto. Quando verrà il momento spero (e la speranza è una delle virtù teologali) che, assieme a tutte le manchevolezze, anche l’onestà e la buona volontà siano tenute nella giusta considerazione, pur se ritengo più prudente confidare, quasi esclusivamente, nella misericordia. Saluti.

  228. Prialo scrive:

    Ma certo, Sal, 19-01, 11,57pm.,

    che la discussione è sui Papi, ma ne lei, ne i suoi dirigenti potete metterci bocca, perchè professate una falsa religione.

    Per voi l’argomento rimane obbligato: “veridicità delle proprosizioni geoviste.” E’ elementare da capire.

  229. P.Danilo scrive:

    Ratio, ragione, raziocinio, raziocinio raziocineggiante! Ma perché usare solo la dea ragione quando essa è soltanto uno dei setti raggi della conoscenza? E l’illuminazione intellettuale, e l’intuizione, e l’ispirazione, e la conoscenza metafisica e mistica e la contemplazione, e il tocco ontologico? Dove le lasciamo? Le lasciamo ovviamente ai credenti, i quali usando tutte quelle facoltà dell’anima dimostrano non solo di essere più intelligenti degli altri, ma anche di aver conservato sano in ben dell’intelletto.

  230. Sal scrive:

    @ Prialo
    ma perché secondo lei io professo una falsa religione e lei una vera ? Di grazia, Prialo, ce lo faccia sapere come riconosce una religione vera da una falsa ?

  231. Sal scrive:

    @ Quixote
    poiché il nome scelto non è comune e denota fantasia, ero andato a controllare su wikipedia e ne ho trovati due così ho chiesto. Bella esposizione la sua, sincera e onesta alla quale potrei replicare dato che siamo su sponde opposte dello stesso fiume lento che inesorabilmente avanza, ma se lo facessi peccherei di arroganza. Preferisco quindi mantenere il rispetto dovuto alla razionalità e riconosco la sincerità del “ non dispongo di un serbatoio di certezze assolute”.
    Ha invocato la rivelazione e l’intuizione componenti del deposito affidato e custodito, assomiglia ad una certezza, ma anche se fosse incertezza a volte la curiosità spinge ad esplorare oltre la spiaggia di quest’isola sulla quale è approdato. Nella boscaglia più all’interno. Potrebbe riservare sorprese.

    Il mio riferimento al cuore sentimentalista e sdolcinato aveva un’altra destinazione non mi permetterei indirizzarlo a lei perché apprezzo e condivido ragione, intuizione, rivelazione. In quanto a rivelazione mi invita a nozze perché credo e spero che benché amministrazione di un solo talento saprà restituirlo almeno con l’interesse; e mi pare che ce n’è più d’uno in quella borsa.

    Mi spingo solo a dire (e perdoni l’ardire ) che la misericordia è già stata esercitata non rimane che il tempo della Giustizia. (Luca 21.22)

  232. anniballo scrive:

    P:Danilo, Lei che è vicino al papa,(e quindi conosce le risposte alle domande consentite), io vorrei farLe una domanda non consentita. Ci potrebbe spiegare come mai la madonna, che è stata di una prontezza straordinaria nel deviare la pallottola di Ali Agca, non sia poi apparsa ad Haiti per informare che la scuola sarebbe crollata, uccidendo cento disgraziati bambini?

  233. silvio scrive:

    Il rispetto, quando c’è, non ha bisogno di essere pubblicato sui giornali e pubblicizzato. Si manifesta in silenzio, in
    occasione degli incontri sociali, ed in presenza delle
    difficoltà o delle diversità al momento di convivere. Non
    sono ebreo, e non li amo più degli indiani o dei cinesi,
    ma devo riconoscere che il cristianesimo è l’inventore
    ‘principale’ della persecuzione degli ebrei. Prima c’era
    stati in piccola parte solo i romani, ma le motivazioni
    erano pratiche e non certo fisime religiose. Quindi se oggi
    il cristianesimo vuol dimostrare rispetto, il primo passo
    consiste proprio in questo. Una chiara, e quasi brutale
    (perchè più evidente), ammissione di colpa e la decisione
    di invertire tendenza. Poi, poichè come dicono a Napoli:
    cà nisciuno è fesso, gli ebrei dovrebbero cambiare molti
    loro atteggiamenti. Ma a tutto questo sarebbe difficile
    credere anche vedendolo.

  234. Prialo scrive:

    Sal, 20-01, 7,40,

    è stato detto una infinità di volte perchè lei professa una falsa religione. Perciò non lo ripeterò minuziosamente.

    Riassumerò il tutto dicendo che voi falsificate ogni cosa che toccate. E’ nella vostra natura.

  235. Sal scrive:

    @ Prialo
    si, potrebbe essere, ma lei non mi ha risposto econtinua ad evitare l’argomento. In Sal Scrive: January 20th, 2010 at 7:40 pm le chiedevo,

    “ma perché secondo lei io professo una falsa religione e lei una vera ? Di grazia, Prialo, ce lo faccia sapere come riconosce una religione vera da una falsa ?

    Lei continua con il disco rotto ma non fornisce nessuna spiegazioni. Tipico di chi non ha spiegazioni. Invochi il miracolo e si faccia illuminare se ci riesce, ma temo sarà difficile….

    se la mia è falsa, perchè la sua è vera ?

  236. Prialo scrive:

    Egr. Sal,

    Ritorni indietro di alcuni post e avrà le risposte che cera.

    La sua tecnica, che lei ha appreso così bene, è nota ed ampiamente prevista.

  237. Sal scrive:

    @ Prialo
    ci ho provato ad andare indietro, ma non ho trovato nulla che potesse avvicinarsi ad una risposta.
    Non mi rimane che pensare, che poiché non ha risposte valide preferisce nascondersi nel temporeggio e nel dileggio.

    Anche se fosse stata una ripetizione, con tutte le cose che scrive, non le avrebbe fatto male ripetersi invece preferisce rimanere in cattedra, pontificare dall’alto della supponenza che naturalmente caratterizza i nobili principi ecclesiastici, ma non illumina i poveri fedeli che superstiziosamente non sanno che santo ringraziare se Gennaro o Cappuccetto rosso.

    Così approfitto senza cambiare thread, per chiederle un chiarimento sui miracoli.

    Per fare un miracolo, che bisogno c’era che il buon Dio incaricasse san Gennaro o san Woitila (che non li può fare e incarica san pioxii) poteva farli Lui direttamente no ? Almeno non avrebbe creato tutta questa competizione tra santi di serie A e santi di serie B, santi che ce la fanno e santi che devono chiedere la raccomandazione ad altri santi. Non crede ? Così si crea confusione perché già dovendo girare per un’infinità di uffici e ministeri per capire qual’è l’ufficio giusto per la pratica, ora si deve anche fare il giro delle 7 chiese per scoprire qual’è il santo giusto che magari poi avendo competenze limitate e ti deve indirizzare ad un altro che chissà se poi sarà in grado o non dovrà indirizzarti ad un altro magari che sta all’estero solo per sbrigare questa piccola pratica di guarigione con tutti i farmaci che ormai la moderna medicina mette a disposizione.

    Provi lei che sta in altolocata posizione a chiedere una semplificazione, magari creando uno sportello unico, un santo unico a cui rivolgersi che possa smistare la pratica del miracolo all’intero dell’ufficio stesso, senza far girare a vuoto il povero fedele che già così tartassato di suo, potrebbe venir meno per strada mentre gira e rigira.

    Faccia questo miracolo lei che può…..

  238. Reginaldus scrive:

    un altro Reginaldus! ma io non sono lo stesso del 154. Forse due Reginaldus sono troppi…