La difficile riconciliazione nella Chiesa cinese

Il numero del mensile internazionale 30Giorni che esce oggi contiene un dossier molto interessante per comprendere ciò che accade in Cina a due anni e mezzo dalla pubblicazione della lettera di Benedetto XVI alla Chiesa cinese. Il dossier, firmato da Gianni Valente, è composto da documenti in parte inediti, che contribuiscono a fare chiarezza su molti equivoci rilanciati anche in Italia da alcuni siti Web i quali tendono a presentare negativamente l’operato della Segreteria di Stato vaticana e più in generale della Santa Sede, sostenendo che per motivi di «realpolitik» il Vaticano abbandonerebbe al suo destino la Chiesa cosiddetta «clandestina». Come necessaria premessa sarà bene ricordare che 1) In Cina non esistono due Chiese, ma una sola; 2) La quasi totalità dei vescovi «ufficiali» riconosciuti dal governo di Pechino, sono anche stati riconosciuti dalla Santa Sede; 3) entrambe le comunità – quella cosiddetta «clandestina» e quella oggi «ufficiale» – sono state perseguitate negli scorsi decenni; 4) Il Papa nel 2007, con la sua lettera ai cattolici cinesi indicava una via precisa per la riconciliazione e il superamento delle divisioni tra le due comunità. Il caso emblematico, presentato da 30Giorni, riguarda il vescovo Francesco An Shuxin: detenuto per dieci anni dai comunisti e oggi processato da suoi fratelli nella fede. An prima ausiliare e oggi coadiutore di Baoding, città che dista meno di 150 chilometri da Pechino, è stato detenuto in isolamento dal 1996 al 2006, e dopo la liberazione ha deciso di uscire dalla condizione di clandestinità ed esercitare il proprio mandato accettando le procedure imposte dalle autorità civili.  Oggi alcuni preti e fedeli lo accusano di tradimento e non ne riconoscono l’autorità. Nei documenti pubblicati dalla rivista si apprendono le ragioni per cui An ha lasciato la clandestinità, accettando di registrarsi presso le autorità politiche ma senza alcun compromesso sulla fede (evitando, ad esempio di firmare le clausole sulla autoelezione dei vescovi, e aggiungendo una eloquente nota esplicativa, «nel presupposto di non violare la fede cattolica», alla parte dove si faceva riferimento ai principi di autogestione e indipendenza della Chiesa cinese).  30Giorni rivela poi che la Santa Sede, già dal 2006, ha inciato a Baoding vari documenti che riconoscevano al vescovo appena uscito dalla condizione di clandestinità la legittima autorità sulla diocesi. Documenti ignorati ai preti contrari al vescovo. La legittimità del ministero di An è stata ribadita anche nel giugno 2008 dal cardinale Ivan Dias, Prefetto di Propaganda Fide, con ampi riferimenti proprio alla lettera di Benedetto XVI alla Chiesa cinese: «Tutti devono sapere che lo stimato vescovo gode del favore e della fiducia totale della Santa Sede. Perciò nessuno può permettersi di sospettare della sua sincerità, o di opporsi alla sua autorità ». Il vescovo An – si legge sempre nel dossier – ha testimoniato che «dopo la pubblicazione della Lettera del Papa del 2007 molti sacerdoti [tra quelli che gli si oppongono, ndr] hanno impedito ai fedeli di studiare la Lettera pastorale, perché dicevano che il Papa è confuso». Non è dunque un caso che lo scorso novembre, il cardinale Tarcisio Bertone abbia scritto ai preti cinesi in occasione dell’Anno sacerdotale riproponendo la riconciliazione all’interno della comunità cattolica e il dialogo rispettoso e costruttivo con le autorità civili come le «linee guida» della lettera papale del 2007. La realtà della Chiesa cinese è dunque più complessa di come ci viene  spesso presentata, e si possono ritrovare distorsioni e resistenze anche nella comunità «clandestina» che in qualche caso mette in discussione l’autorità papale interpretando a modo suo le parole di Benedetto XVI.

NB: cerco sempre di leggere tutti i commenti. Vi pregherei di attenervi all’argomento proposto e di non partire dalla Cina per finire a parlare di liturgia tridentina, statuti neocatecumenali, Testimoni di Geova, etc.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

39 risposte a La difficile riconciliazione nella Chiesa cinese

  1. ritaroma scrive:

    dr.Tornielli, ho letto con interesse il suo articolo e con grande dolore sono riemerse in me storie e situazioni non solo della cosidetta “chiesa del silenzio” quanto la realtà che ha strisciato ed ancora striscia a Medygorie con il vescovo di Mostar sia con i veggenti che con padre Iozo che dopo ben tre anni di prigione è mal visto e sono state dette nei suoi confronti cose terribili perchè i fedeli si allontassero da lui!_(Situazioni tipo la Daddario e il Berlusca…)E’ come se ci fosse una grande forma d’invidia e di paura nei confronti di chi per amore di Cristo è stato capace di subire e sopportare terribili sofferenze…costoro dimenticano che è lo Spirito di Dio e Maria SS.ma e le preghiere della Chiesa che rendono capaci di tali testimonianze….per cui oltre alle pressioni negative dello stato (comunista ) anche il disprezzo dei fratelli.
    Allo Stato Romano del Cristo non gliene poteva fregare di meno, ma i suoi “fratelli”ebrei lo volevano morto a tutti i costi…la vita si ripete e noi non ricordiamo e non impariamo niente! buona giornata dottore

  2. Francesco73 scrive:

    In questi casi intricati e complessi, ancor più che in altri, occorre fidarsi della Chiesa.
    Si potrà disquisire sulle scelte diplomatiche di questo o quel momento, ma è vero che è molto difficile raccapezzarsi su certi fronti.
    Diamo tempo e modo alla Santa Sede di trovare gli equilibri giusti, penso che ne abbiano ogni competenza e sapienza.

  3. Garlyc scrive:

    Grazie, Andrea, per questa importante segnalazione.

  4. Orsobruno scrive:

    Nessun dubbio sul fatto che la Chiesa romana abbia ragione, però immagino che anche questi ‘potenziali ribelli’ abbiano le loro ragioni. Sarebbe bello che qualche ‘pezzo grosso’, tipo appunto il Segretario di Stato, li potesse incontrare da qualche parte, e dialogare pacificamente con loro.
    Ovviamente mi rendo conto che, quando si tratta di Cina, anche il più semplice movimento del più “umile” sacerdote, deve subire una trafila di permessi.

  5. Migliorelli scrive:

    Caro Sig. Tornielli, suo commento è interessante. Le confesso di aver lavorato su questo tema per motivi di ufficio e mi è parso sentir nel mio ambiente un cauto ottimismo circa l’efficacia della Lettera. Certamente il Papa sapeva quel che faceva, ma un suo più diretto collaboratore vedeva che i frutti del messaggio sarebbero scarsi. Vedo che solo con un cambio radicale del Governo possa fornire qualche spiraglio di luce. Comunque è evidente che la Provvidenza vuol far capire a noi cristiani, anche in Cina, che ci vuole comprensione da entrambe le barriere.

  6. fedenrico scrive:

    Una Repubblica popolare… imposta dalle potenze occidentali contro la volontà di quel popolo.
    Osserviamo nelle foto d’epoca i volti della gente al momento dell’ingresso, nei loro villaggi e città, delle truppe maoiste. Scorgiamo solo tristezza e dolore.

    Sessant’anni di spietata dittatura atea sono riusciti a piagare ma non a piegare lo spirito religioso di quel popolo. Dopo sessant’anni, quasi il cinquanta per cento professa un credo religioso. L’otto per cento sono cristiani, più dell’uno per cento cattolici. Ma, di questi, circa due terzi sono in clandestinità. Ciò significa che la maggioranza cattolica riconosce nel regime un nemico con cui non è possibile scendere a patti senza recare pregiudizio all’esercizio della propria fede. E penso abbiano valide ragioni per pensarlo, considerati i rischi e i pericoli che questo comporta.

    Comprendo la volontà di ridurre gli attriti, di addivenire ad un qualche accordo con il Potere, ma credo sia più utile ascoltare le istanze di chi, quel Potere, lo conosce veramente.

  7. Squilpa scrive:

    Paesi come l’Indonesia, che accettarono la penetrazione coloniale dell’occidente, sono oggi ridotti in condizioni spaventose.
    Paesi come la Cina e il Giappone che vi si opposero, oggi sono ricchi o in ascesa.
    La difesa delle spiritualità tradizionali e la chiusura alle influenze esterne fanno corposamente parte di questo giuoco. Su un piano assai generale, ergo, non so se possiamo criticare la Cina per tale rigido opporsi alle penetrazioni dell’Occidente, religioni comprese.

  8. Efrem scrive:

    L’errore è confondere il Cristianesimo con l’Occidente, quando è ben noto che è nato in Medio-oriente. Semmai si può dire che l’Occidente ha avuto l’influenza mondiale che ha avuto perché ha accolto il Cristianesimo…
    …ed ora la perderà perché lo sta vomitando…

  9. Garlyc scrive:

    fedenrico, le tue osservazioni riflettono una situazione ecclesiale in Cina ormai superata.

  10. bo.mario scrive:

    Che dire, l’argomento cinese poco importa. Abbiamo continui interventi della CEI nella vita sociale, non richiesti, e fuori dall’Italia si guardano bene all’aderire a questa politica vaticana. Ingerenza che comincia ad essere un pò troppa. Tornielli sarà il caso di prenderne le distanze? Il troppo storpia. La breccia di Porta Pia ha mandato fuori dal portone il potere temporale. Adesso stanno rientrando dalla finestra.
    Un saluto.

  11. ritaroma scrive:

    SQUILQA: la penetrazione coloniale non vuol dire necessariamente Chiesa e cristianesimo, non è stata l’unica religione “viaggiante”!; inoltre la Cina non è ricca o in ascesa xchè si è “opposta alle penetrazioni occidentali” perchè -guarda caso- VUOLE stare in occidente e prendersene un bel posto, ma perchè sfrutta le persone, bambini compresi -e lo dico senza esagerare- ai lavori “forzati”: dormono, nei laboratori o magazzini
    solo due ore nello stesso angolo dove mangiano quella misera ciotola di riso bollito e lì lavorano.
    Che dici, la libera opposizione non può essere criticata?
    forse a te piace a me no!

    bo.Mario: sono le ingerenze cinesi che ti devono preoccupare, come quelle islamiche, non quelle della CEI nella vita sociale.Questa mette i paletti per evitare la rovina più totale, anche se tu non vedi oltre la punta del tuo naso; quelle ti aiutano ad autodistruggerti come persona, Qui oggi parli e puoi dire quello che vuoi – non mi sembra che la CEI metta la museruola- anzi spesso lo vorrebbero fare quelli che la criticano, lì invece non puoi neppure azzardarti a pensare! Personalmente, preferisco il “fiato sul collo” della CEI…al massimo mi prendo un pò di raffreddore!

  12. Americo scrive:

    Vedo che dopo tutto la storia si ripete. In Cina oggi la chiesa accetta i vescovi nominati dal governo come nell’alto Medio Evo accettava quelli nominati dalle autoritá del Impero d’Oriente o dei Franchi o del Sacro Romano Impero. La chiesa si adatta e sopravvive, questa é la chiave del successo.

  13. il maccabeo scrive:

    ah, mi sembrava… se la Chiesa cerca di mediare col potere laico é da biasimare perché si attacca al potere e ai propri privilegi, se rifiuta la mediazione é invece…. sempre retrograda, attaccata al potere, ai propri privilegi e quant´altro. Ho capito: “Damned if i do, damned if I don´t”.
    Ma che bella cosa vivere… da laici… senza pregiudizi di sorta,..nella tolleranza ….con questa grande… apertura mentale… questa visione di ampio respiro della realtá!
    Mah! contenti voi.

  14. Squilpa scrive:

    Cara RitaRoma, per la verità, non comprendo esattamente i limiti della Sua replica. La mia era una considerazione storiografica assai generale, e non riguarda affatto ciò che la Cina intende fare oggi : io sottolineavo quelle premesse storiche che ,attualmente,le consentono di fare ciò che fa (e che non avrebbe potuto mai fare se, duecento anni fa, si fosse piegata alla penetrazione occidentale).
    Il Suo discorso, limitato alla realtà di oggi, non mi trova in disaccordo; teniamo presente,però, che la società cinese viene da secoli di povertà assolutamente inimmaginabile e copnsidera un vero e proprio miracolo mettere le mani sia pure su una sola ciotola di riso : ed intere famiglie non fanno proprio caso al fatto che,per ottenerla, debbano lavorare in modo pressochè schiavistico.
    Infine, che le penetrazioni religiose siano -da sempre- una forma di colonizzazione psicologica al seguito degli eserciti (che fanno colonizzazione militare) è già esplicitamente citato già in testi gesuitici del 1500, che avevano chiaramente teorizzato l’opportunità pratica di servirsene.

  15. bo.mario scrive:

    Ritaroma il problema cinese non è un problema. Li c’è un altra cultura e hanno problemi con un miliardo di persone. Rimane in piedi perchè è costretta a fare la voce grossa con chi cerca di destabilizzare. Un potere poco democratico, ma non sono io quello che può dirgli come è meglio fare. Migliaia di etnie che se gli lasci spazio non ne verrebbero più a capo. Non si deve confondere i macro problemi con interessi di bottega. Se a te stà bene che la CEI agisce in quel modo non fai altro che avvalorare la mia tesi. Problemi etici? la società andrebbe allo scatafascio? una visione direi parziale e priva di qualsiasi verità. L’Italia è un paese laico e se sbaglia si corregge in fretta. A Voi gli errori per rimediarli ci sono voluti secoli. I problemi attuali sono tutti materiali e lì la CEI deve dare consigli, se ne guardano bene. La provvidenza, la manna dal cielo, ecc. siete rimasti indietro e volete parlare. Lo riscrivo che dal vaticano prima di parlare ci devono pensare e molto e se peggiora la situazione sarebbe meglio che stiano zitti. Non hanno nessuna soluzione ai problemi e solo Voi non ve ne rendete conto. Un saluto.

  16. xagena scrive:

    Concordo con bo.mario
    la Cina se ne frega di quello che dicono nei Sacri Palazzi tanto piu’ che la magggioranza dei cinesi neppure sa dell’esistenza del cristianesimo(da un sondaggio mi sembra pubblicato proprio dall’osservarore romano)

  17. ADRIANO MEIS scrive:

    In questo dibattito sulla Cina ed i problemi religiosi che si pongono, varrà la pena di fare una considerazione: nonostante dietro l’espansionismo cattolico vi sia ,da secoli, una Organizzazione pianificata ed efficiente (che risale all’istituzione della Propaganda Fide), i risultati –in oriente– sono stati sempre piuttosto marginali, se non irrilevanti. Miliardi di persone, in Asia, ignorano totalmente il crocifisso.
    Al contrario, l’occidente è stato affascinato moltissimo dalle esperienze spirituali dell’oriente, al punto che sono più i buddisti in Occidente che i cattolici in Oriente. (Il che, per concludere in rima, mi pare assai divertente).

  18. ADRIANO MEIS scrive:

    “L’Italia è un paese laico e se sbaglia si corregge in fretta. A Voi gli errori per rimediarli ci sono voluti secoli. “, dice ottimamente, BoMario. (Ed, oggi,vediamo tutti i papi che, un mese si e uno no, devono andare in giro a chiedere scusa a tutti. Da Galileo, agli ebrei, fino alle dichiarazioni sul preservativo che hanno fatto ridere tutta l’Europa).
    A proposito, gli strateghi/teologi vaticani perchè non consigliano ai cinesi più preservativi?

  19. annarita scrive:

    Non solo in Cina i cristiani sono perseguitati, ma in questo preciso momento in India il governo ha deciso di chiudere tutti gli orfanotrofi cristiani, nei quali lavorano tante suore missionare e dove da anni molti bambini sono accuditi amorevolmente. Non si sa che fine faranno questi bambini, ma mi pare a nessuno gli importi nulla visto che non vi è una riga su nessun giornale e non se ne fa parola al TG. Chi può e mi rivolgo specialmente a Luisa, preghi per queste suore e questi bambini perseguitati. Grazie.

  20. annarita scrive:

    Adriano Meis, lo sa che in Cina non si può avere che un figlio solo? Se se ne hanno altri si pagano multe? Dunque non c’è bisogno che la Chiesa diffonda il preservativo ci pensa già la dittatura.

  21. Squilpa scrive:

    Non sceglierei mai di vivere in uno scenario come quello cinese, qui RitaRoma non si sbaglia (anche se vanno sempre fatti i conti con la storia sociale spaventosa, che la Cina ha alle sue spalle).
    Tuttavia, non condividerei l’entusiasmo per la gestione CEI della realtà italiana, nè con quella storica in genere, plurisecolare appannaggio del Vaticano.
    La chiesa non proibisce nulla, scrive RitaRoma; ed, in un certo senso, è vero. Nondimeno nella fluida e morbida gestione della vita e delle coscienze, nella suadente e sapiente condotta di caritatevole bonomia, nel fascino discreto e felpato delle alte gerarchie, nella loro distaccata capacità di fare tesoro degli insegnamenti della Storia, nella loro astuta mescolanza di rigore e transigenza, di colpe e perdoni, di peccati ed assoluzioni, c’è il segreto di un potere forte ed opulento che non ha indotto rigore spirituale, non ha indotto conoscenza della parola di cristo, non ha indotto maturità e responsabilità nel popolo dei fedeli, ma ha solo irrobustito sè stesso.
    E’ un reggersi al potere per via di una efficace e sotterranea miscela di equilibri sfumati ed accordi ambigui, di cose dette e non dette, di gestioni politiche sotterranee ed inapparenti, interessi nel privato e nel pubblico, nell’etereo e nel tangibile, nel pulito e nel sudicio, ed in cento alchimie tattiche e strategiche d’ogni tipo, con gli occhi al cielo e le mani nel basso mondo.
    Nel cattolicesimo, tutti recitiamo una parte ed ognuno fa il comodo suo; alla fine ognuno ci ha guadagnato qualcosa (tranne la morale pubblica); qualcuno si è affermato nel mondo, l’ambizioso è diventato potente, il vile fa l’oscuro curato di campagna, il peccatore assolto si sente esteriormente ripulito e soddisfatto, ognuno ricomincia a peccare e tutti sono contenti.
    Chissà se è contento anche Dio….

  22. ADRIANO MEIS scrive:

    Signora Annarita,bentrovata……..
    Non è concettualmente corretto, dico io, cadere come un meteorite in una realtà politica e sociale totalmente diversa ed emergenziale per poi enunciare giudizi in base a parametri morali elaborati altrove.
    Lasciando millequattrocento milioni di persone liberi di riprodursi in progressione geometrica, si arriverebbe in poco tempo a problemi paurosi, la cui soluzione non è neppure immaginabile : meglio controllare le nascite oggi o mangiarsi letteralmente vivi domani?

  23. Simone scrive:

    E’ da parecchio che non inserisco commenti, principalmente perchè spesso non mi sento all’altezza e non conosco bene gli argomenti proposti (e per il motivo che spiegherò in conclusione), ma seguo con interesse il lavoro del Dott. Tornielli. L’altra ragione per cui ormai non mi infilo più nelle discussioni è che concordo molto con il Nota Bene di questo post.

  24. Giuliano scrive:

    Nell’Europa spopolata di tutti i secoli passati, il numero era potenza (fino a Mussolini…) e, dunque, l’idea del valore della vita umana andava incentivata. Le religioni l’hanno promossa per questo (“morale” è solo ciò che una società pattuisce come conveniente, “immorale”è ciò che non è ritenuto conveniente).
    In Asia, invece, dove il numero degli esseri umani è sempre stato più alto (e,in alcune regioni, esageratamente alto) non si può tendere a dare alla vita umana il medesimo valore che vi si dà in Europa. E,dunque, (con precisione matematica -come si vede-) difendere la vita fino a moltiplicarla non è conveniente.
    Ecco perchè i governi dell’Asia fanno politica di contenimento delle nascite e scandalizzarsi è ipocrita.
    Circa i bambini derelitti e le suore missionarie, penso che le autorità cinesi hanno ampiamente i mezzi per occuparsi dei primi. Le seconde, possono tornare in Vaticano dove un posticino per loro, nella bassa forza, si troverà sicuramente.
    Comunque, cara Anna/rita/roma, da quando ho letto il vostro post, sto pregando senza interruzione. E’ cambiato qualcosa, sapete nulla?

  25. merli paolo scrive:

    i cosidetti laicisti non perdono occasione per addossare alla chiesa colpe che non ha , ma tanto fà tanto alla moda, riguardo alla limitazione cinese alle nascite forse con campagne di informazione ed un maggiore reddito potrebbero risolvere meglio il problema, con la chiusura degli orfanotrofi come ho letto certo le suore sarebbero libere, ma i bambini nella migliore delle ipotesi vivrebbero sulla strada, se è vero che ci sono più buddisti da noi che cristiani in oriente sarebbero combattuti? certo che se ne sparano di panzane,le due chiese sarebbero poi così distanti fra loro? certo vi saranno ancora tanti problemi da risolvere in quanto si devono fare i conti con un partito comunista che è tutto dire.

  26. Giuliano scrive:

    PROVEREI a rispondere al Merli… Gentile Merli, non c’è assolutamente nessun bisogno di lanciare addosso alla chiesa colpe che non ha.
    Le colpe che ha dovrebbero già essere più che sufficienti.
    Circa la limitazione delle nascite cinese, potremmo pensare al comportamento dei cattolici che abbiamo qui : quando io ero ragazzo, le più ricche tra le amiche di mia madre andavano ad abortire in cliniche private, dove c’era anche l’assistenza religiosa. I cattolici praticanti non possono insegnare la morale a nessuno; almeno, i cinesi non mangiano pane e ipocrisia.
    Circa le fedi (e la loro distribuzione nel mondo), il fatto che si sia diffuso più il buddhismo in Occidente che il cristianesimo in Oriente (nonostante l’assenza di missionari buddisti e nonostante la massiccia pianificazione opposta dal quartier generale Vaticano) è una cosa che mi fa sorridere. Non ci posso fare niente.

  27. anniballo scrive:

    Interessante, la valutazione storica abbozzata tra “MEIS” e “SQUILPA” con la signora Annarita e Merli. Vorrei solo aggiungere che c’è molto, molto di vero nel fatto che una fede si afferma assai più facilmente in regioni lontane dai luoghi di origine, allorchè è veicolata da un potente dispositivo politico e militare. Ciò si è visto bene in diverse occasioni storiche. Ad esempio, Carlo Magno convertì i Sassoni passandoli a fil di spada, l’Islam si è espanso sulla punta delle lance, i missionari cattolici convertivano le Americhe anche e soprattutto al seguito degli eserciti. La civiltà europea è stata una delle più aggressive di tutti i tempi e non è un caso se tracce di cristianesimo si trovano dovunque sono passati possedimenti coloniali di potenze cattoliche. Su un piano più generale, da sempre, quando un popolo è egemone anche le sue divinità vincono ed è assai difficile osservare che le religioni di popoli perdenti siano vincenti o viceversa. La principale ragione per cui le immense masse continentali dell’Asia non hanno mai accettato il cristianesimo è proprio nel fatto che il dominio occidentale in quelle vaste aree, non è mai stato totale, né militarmente, né politicamente.
    I credenti dovrebbero farsi una ragione del fatto che le Fedi altro non sono che semplici fenomeni storici e obbedienti alle dinamiche storia, proprio come tutti gli altri. Senza alcuna Regia Celeste.

  28. ritaroma scrive:

    Squilpa e bo.Mario, forse “noi non ce ne rendiamo conto”
    come dici, ma vedi, nessuno ha la palla di cristallo che prevede ciò che sarà domani,perciò….niente è certo sotto il sole ,figuriamoci dove non si vuol vedere o riconoscere la presenza dell’Altissimo.

  29. ritaroma scrive:

    Squilpa e bo.Mario,
    ai posteri l’ardua sentenza!

  30. ritaroma scrive:

    dr.Tornielli, le auguro una buona domenica

  31. ritaroma scrive:

    Squilpa e bo.Mario: hai posteri l’ardua sentenza!

  32. Sal scrive:

    @ annarita
    carina la sua irritazione per il governo cinese che limita le nascite ad un solo figlio.
    Potrei chiederle se è intenzionata a rimanere incinta ogni volta che fa l’amore con qualcuno (spero suo marito se ce l’ha o quando ce lo avrà) ?
    Lei veramente desidera un figlio ad ogni tacca ? E quanti pensa di poterne generare ?

  33. annarita scrive:

    sal le sue domande non sono degne di risposta.

  34. annarita scrive:

    Adriano Meis, la storia della sovvrapopolazione è pressochè simile a quella del surriscaldamento della terra: oggi siamo sommersi di neve e l’inverno non è stato molto caldo mi pare. Così tra incidenti, malattie, aborti, guerre, morti per fame, e morti naturali, non mi pare si possa essere allarmati dalla sovvrapopolazione. C’è da dire inoltre che i cinesi selezionando i nascituri e preferendo i maschi oggi si ritrovano con milioni di femmine in meno, dunque sarà difficile che in futuro facciano molti figli.
    Poi tutta questa paura di non avere il necessario per vivere dovuto all’evventuale nascita di “troppi” bambini (le statistiche parlano di crollo della natività da anni ormai) ha veramente del ridicolo specialmente detto da persone che vivono con molto più di quello che necessitano.

  35. Sal scrive:

    @ annarita,

    se lei pretende di criticare per il solo gusto di farlo e non fornisce ragioni o spiegazioni alternative, che scrive a fare ? Solo per cantarsela e suonarsela da sola ? Allora le suggerisco un modo, si mandi delle email da sola e si risponda cosi’ vince sempre.

    Lei ha criticato il governo cinese per aver adottato la disposizione di autorizzare un solo figlio x coppia. Cos’è che non le va ? Avrebbe preferito che evirassero tutti gli uomini o sterilizzassero tutte le donne ? O preferirebbe che facessero figli a conigliate solo per buttarli nei cassonetti dell’immondizia o praticassero aborti su scala industriale ?

    Ci dica, cosa preferisce , cosa suggerisce al problema della sovra popolazione, si esponga.
    Come risolverebbe lei il problema ?
    Sa che ha ragione, le mie domande non sono degne di risposte….demenziali !

  36. Libera scrive:

    Ciò che non capisco bene è cosa importa a tutte queste dame di SanVincenzo se le cinesi fanno uno o più figli.
    Meno cinesi, meno comunisti, (o no, gentili signore?)

  37. ADRIANO MEIS scrive:

    Ma Lei, signora Annarita, sulla sovrappopolazione, parla della realtà cinese o di quella nostra nazionale?
    Perchè,guardi, per quei regimi dittatoriali, il numero è potenza. Se loro per primi rinunziano ad incrementare detto numero, vuol dire che il problema è serio davvero.
    In linea generale, sono alquanto contrario,comunque, a questa chiassosa e superficiale retorica della vita, nella quale tutti ci rotoliamo, così per un automatismo privo di riflessione.
    La vita è una tragedia per tutti e “chi è amato dagli dei muore giovane” scrisse il poeta Menandro.

  38. annarita scrive:

    Meis io parlo della realtà mondiale. Si continua a parlare di sovvrapopolazione, ma è una bufala come quella del surriscaldamento globale. Ma se voi ci credete pazienza.

  39. annarita scrive:

    Sal, innanzi tutto io non ho criticato, ma ho citato un dato di fatto, cioè che i cinesi non possono fare più di un figlio, poi ad ognuno la libertà di giudizio.