Don Karol e Wanda, Diario di un'amicizia pura

Ieri mattina a Milano, nella sede delle edizioni San Paolo di via Giotto, ho partecipato alla presentazione del libro di Wanda Poltawska Diario di un’amicizia. Il volume contiene una notevole quantità di appunti, lettere e meditazioni (la maggior parte delle quali inedite) che raccontano il rapporto tra Wanda e il suo direttore spirituale Karol Wojtyla. Don Karol divenne amico di famiglia dei Poltawski, e il rapporto non si interruppe mai, anche dopo l’elezione del 1978. Avevo già conosciuto personalmente la Poltawska due anni fa, intervenuta a Varsavia alla presentazione di un altro libro, dedicato a Wojtyla e Padre Pio. Mi aveva colpito il suo carattere forte, la chiarezza dei suoi giudizi, il suo sguardo profondo di fede alla quale era stata educata dall’amicizia con Giovanni Paolo II. Nell’articolo che pubblico oggi sul Giornale, descrivo la presentazione di ieri. Ho posto a Wanda una domanda sulla natura dell’amicizia con Wojtyla, perché nei mesi scorsi si era insinuato che questo rapporto e le lettere che lo testimoniano potesse incidere negativamente sulla causa di beatificazione. Anche qualcuno dei commentatori del blog aveva neanche tanto tra le righe ironizzato su questo. Mi è piaciuto la risposta sincera e cristallina di Wanda Poltawska, che vi invito a leggere nell’articolo. Dalle pagine del libro emerge una volta di più la grandezza di Karol Wojtyla e la sua santità.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

154 risposte a Don Karol e Wanda, Diario di un'amicizia pura

  1. Reginaldus scrive:

    Una domanda: ma chi l’ha scritto questo Diario? E allora, fate il favore…

  2. mario scrive:

    Tornielli, al di là delle edificanti e simpatiche storielle su GPII, già attore, oggi il suo “Giornale” titola “Il papa fuori dalla Grazia di Dio”. Feltri si è pronunciato ex cathedra, con la grande autorità e raffinatezza che gli sono proprie: Lei dovrebbe accodarsi, forse. Ciò che è permesso ad un non cattolico –siamo vicini alla bestemmia, una volta perseguita per legge– non è permesso ai “tradizionalisti”, che criticano il teologo di Tubinga nel merito, e non per questioni di potere giornalistico: ossia, per le varie eresie che egli costantemente insegna. Come la mettiamo? A quando un bel post sulle blasfemie in Sinagoga, quando Ratzinger ha smentito il nuovo dogma –mai, peraltro, dimostrato: è quello che gli ha chiesto Mons. Gherardini, ma non ha avuto risposta, ovviamente– dell’”ermeneutica della continuità”, dicendo che il CVII ha detto “nova”, non semplicemente “nove”. Egli ha poi confermato la tesi delle due Alleanze (smentita con consenso ARITMETICO dal magistero), e addirittura il superamento del sacrificio redentivo di Cristo per il tramite del massacro degli ebrei perpetrato dai nazisti; ha poi persino affermato l’”identità spirituale” tra popolo ebraico e Chiesa (corollario di ciò: ebei e cattolici pregherebbero lo stesso Dio).
    Evidentemente, bestemmie, Novus Ordo e politicamente corretto per salvare il portafogli e il potere mondano vanno d’accordo. Esse, però, si oppongono alla Verità.
    Quando si comincerà a rispondere nel merito?

  3. ritaroma scrive:

    Reginaldus: come fai a criticare il diario se non l’hai letto? Per quanto ne sò, il diario è un quaderno molto personale dove ognuno ci scrive tutto quello che pensa,e ciò che gli accade durante il giorno…e non credo ci siano fantasie campate in aria, specialmente nel periodo a cui fa riferimento…oppure ritieni che è una bufala anche il Diario di Anna Frank?

  4. mario scrive:

    Ritaroma pone retoricamente l’ultima domanda con la stessa foga con cui, in tempi ormai passati, si chiedeva dei dogmi della Chiesa. Molto significativo. Guardi, comunque –e mi riferisco al diario dell’amica di GPII– che la buona fede non è garanzia di verità; un diario è poi, per definizione, soggettivo, è “memoria”. Ma forse lei non conosce queste distinzioni. Tutto quello che scriviamo, ricordiamo, pensiamo, non è “storia” in senso stretto –pur se può rivelarsi utile ai suoi fini–, ma una rielaborazione certo significativa, ma non per questo “reale”. Ad ogni modo, che ci si debba attaccare anche a certe cose per dimostrare la “santità” di un papa che, sul piano dottrinale, ne ha combinate di cotte e di crude, beh, ciò è molto strano.

  5. Victor scrive:

    Io non sono con quelli che han detto – credo strumentalmente – santosubito, ma quando penso a questa corrispondenza, mi viene in mente quella, sublime, tra S. Francesco di Sales e Giovanna di Chantal e penso a quanti amori ‘teologali’ abbiano arricchito la Chiesa e la spiritualità.

    Il diario non l’ho letto e sarà interessante – e spero anche edificante – farlo. Quindi il mio paragone non è ancora un giudizio, ma una ipotesi attendibile…

  6. Francesco73 scrive:

    Ho sfogliato il volume in libreria.
    Basta leggere la lettera che Wojtyla scrive a Wanda subito dopo essere stato eletto Papa, verso il 18-20 ottobre del’78.
    C’è un passo in cui parla del loro rapporto, di ciò che lui stesso ha avuto paura di sentire, di come abbia infine capito che Dio accoglie e fa esistere anche ciò che allo sguardo umano – compreso quello dei protagonisti – non è comprensibile nella sua interezza e limpidità.
    Fa riferimento anche all’aiuto ricevuto da due amici sacerdoti (uno credo sia Styczen).
    E’ un passo bellissimo e scritto con una tale delicatezza e profondità da riassumere tutta la smisurata grandezza di un’anima, e la sua coltivazione spirituale e sapienziale.
    Wojtyla è un santo per questo, molto prima e più che per i miracoli canonici.

  7. Reginaldus scrive:

    #ritaroma:certo che non l’ho letto: ma la domanda rimane. Il paragone con Anna Frank, una ragazzina, ora si direbbe anzi una bambina, non sta in piedi… E poi a me non interessa tanto la donna quanto l’uomo e l’uomo era papa, o almeno così lo si riconosce, e un papa è un papa, e le sue azioni non vanno, lo so bene, giudicate dai suoi rapporti di amicizia con questo o con quella, ma da come ha svolto la sua funzione specifica, di papa appunto, di Custos fidei…. E qui mi ricollego a quanto scrive #mario: è ora che la finiamo una buona volta, con le ‘storielle’, e affrontiamo la questione una volta per tutte: hanno difeso, Wojtyla e Ratzinger ( e quelli prima di loro di impronta conciliare….- già, si sa, il concilio per eccellenza, l’unico che tenga, è quello da questi hanno creato e proseguito… e quindi, aut simul stabunt aut simul cadent…) hanno difeso, dicevo, il patrimonium fidei? No, “per la contradizion che nol consente”: e #mario ne dà una piccola esemplificazione…. Ma insomma, se la ragione è un dono di Dio, non possiamo offendere Dio offendendo il suo dono… A che ci serve una ragione se non ci fa capaci di conoscere la verità, ma si rende disponibile a farci credere come verità cose che tra loro si prendono a pugni, cioè che son tra loro in contraddizione? A farci credere vero questo e il suo opposto? Come si fa a sostenere, come fanno Ratzinger e prima di lui Wojtyla,… ( e questo non è un semplice esempio, ma qui viene coinvolta tutta l’impalcatura della fede cristiana …) , che i Giudei – cioè, gli ebrei che rifiutano Cristo Signore – sono scusabili quanto al loro rifiuto, e perciò non certo preclusi per questo alla salvezza eterna, e affermare insieme che questo insegnamento è in linea di continuità con quanto affermano, ripetutamente chiaramente senza possibilità di equivoci – tanto che tutti e treper lachirezza delle loromparole, sono finiti pare piuttosto malamente… – Cristo stesso, Pietro, Paolo , Giovanni..( Vangeli, Atti, Lettere ), per i quali invece i Giudei non hanno scusa alcuna e in forza del loro rifiuto i-ne-scu-sa-bi-le rimangono morti nei loro peccati???Come si fa a dire che i due insegnamenti sono sulla stessa linea di continuità? Perché Ratzinger, il teologo di Tubinga – come Faust?- ha buttato lì la parola magica -‘ermeneutica’, come un’abracadabra risolutiva???? Ma siamo seri, e piantiamole di occuparci di santi e di santine, di miracoli semplici e di miracoli a grappolo…Preoccupiamoci prima della verità! (Qui, in questo casino generale, che è diventata la chiesa, gli unici a divertirsi davvero sono quelli che noi sempre tiriamo in ballo nei nostri scontri, i Giudei appunto, e a nulla ormai vale la raccomandazione di Dante a fare in modo “che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!” ! Tanto appunto siamo diventati ridicoli, che non c’è più speranza.—Degli affari poi tra don Karol ( alias ‘Sua Santità’ GPII ) e la Wanda polacca a questo punto a me proprio non me ne cale, e la Wanda racconti pure quello che le pare…

  8. Reginaldus scrive:

    dimenticavo di dire a #ritaroma che il paragone suo non tiene anche per un altro motivo: Anna Frank non si è pubblicato il Diario: il suo successo è dipeso dalla tragica morte della sua autrice… E qui mi fermo…

  9. Francesco scrive:

    E’ fortemente imbarazzante per un vaticanista barcamenarsi tra lo sciacallaggio di Feltri e lo sciacallaggio con cui( ormai è evidentissimo) dagli ambienti curiali è stato silurato Boffo.
    Avevo chiesto a Tornielli di pronunciarsi, sia pure en passant, ma ha giustamente fatto capire che in merito preferisce mantenere il silenzio anche su questo blog. Come condannarlo?
    Tuttavia i fatti di oggi, le stoccate terribili che Giuliano Ferrara ha lanciato in prima pagina sul Foglio a Vian,i titoloni di Libero e del Giornale (“Il Papa fuori dalla grazia di Dio”) e, non ultimo, il comunicato stampa della Santa Sede( cioè di Vian, avallato ob torto collo da Bertone e dal Papa), fanno si che ogni vaticanista non solo possa, ma anzi debba toccare l’argomento in tutta onestò a beneficio dei lettori e della Veritàò, non certo della maldicenza.

  10. fedenrico scrive:

    Che c’è di più bello dell’amicizia?

    “E’ l’apparire di un raggio di virtù, alla quale un’anima similmente virtuosa tende a unirsi strettamente”. Così la descrive Cicerone.
    E una volta che ti sarai unito all’amico, prosegue Aelredo, avrai uno “cui potere senza timore confidare i tuoi sbagli, uno cui affidare tutti i segreti del tuo cuore”.
    E’ possibile un’amicizia spirituale ta un uomo e una donna?
    La risposta la rubo a Simone Weil:
    “L’unica condizione di una tale amicizia è la perseveranza nella santità da parte di entrambi”.

    Naturalmente si parla di amicizia autentica, che fa di due una cosa sola, perciò indistruttibile. Perché, ammonisce Aelredo, “l’amicizia che può cessare non è mai stata vera”.

  11. Sal scrive:

    Una volta si raccontava di un popolo di santi, poeti, navigatori.
    I navigatori ci sono ancora, di poeti ne sono rimasti pochi, i santi sono spariti.

    Così ci sono quelli che credono che con le donne si possa essere solo amici; che l’amicizia impedisca l’attrazione sessuale e che la santità favorisca la perseveranza; ( in che cosa ) e quelli che pensano che il saio sia un’armatura contro la pedofilia.

    Sono tutti i errore.
    Ma non lo dice Cicerone.

    Se uno si fa prete e continua a pensare alla sua donna è solo un nostalgico che va contro la scrittura.

    Così il mondo continua a trasformarsi ma sembra che nessuno se ne sia accorga.

  12. Squilpa scrive:

    SAL, bentornato !

  13. Melandro scrive:

    Sal sei sicuro di star bene?

  14. Sal scrive:

    @ Squilpa

    Salute a lei, Squilpa, e grazie per il pensiero.

    Non ero lontano ma non avevo molto da dire su argomenti a me poco familiari così ho preferito assistere da lontano e non ho potuto fare a meno di notare la forza dei suoi argomenti, la logica delle sue affermazioni che condivido.

    Noto che il suo spirito sincero è forte e che le sue parole sono sempre eleganti e misurate e taglienti.
    E mi fa piacere che qualcuno ha notato la mia assenza.

    Le auguro ogni bene
    L’immeritata benignità del Signore Gesù Cristo [sia] con lo spirito che mostri (Filippesi 4.23)

    Squilpa Scrive: February 8th, 2010 at 4:03 pm
    Squilpa Scrive: February 8th, 2010 at 10:12 am
    Squilpa Scrive: February 10th, 2010 at 12:59 pm

  15. ADRIANO MEIS scrive:

    Intervengo brevemente per salutare l’ottimo Sal ed unirmi a lui nell’elogio dei post di Squilpa, in questa fase di critiche in cui qualcuna invoca censure (metodologia sempre miserabile).
    E lo faccio proprio adottando le stesse parole di Sal, del cui ritorno mi rallegro.

  16. xagena scrive:

    @ciao Sal ,mi stavo giusto chiedendo che fine avessi fatto!!:-)

  17. Sal scrive:

    @ Melandro
    Ciao anche a te, non sto al massimo ma me la cavo, ho fatto qualcosa di sbagliato o che ti ha scosso ?

    Permettimi di essere curioso ed erudiscimi sui tuoi dubbi.

  18. Sal scrive:

    Saluto anche il bravo Adriano Meis o dovrei dire l’amico degli animali ?
    Grazie Adriano

  19. LIBERAMENTE scrive:

    Posso immaginare come sia imbarazzante per Tornielli la questione Feltri Boffo e Vaticano , e conseguente difficoltà ad essere un vaticanista imparziale e neutro, dal momento che scrive su Il Gironale e tiene regolarmente un blog in cui è inevitabile che debba rispondere a dei post provocatori o ipocritamente solidali.

    Ma solidali in che senso senza cadere nella tentazione di giustificare Feltri o Boffo o il Vaticano? Diffcile essere solidali quando a questo punto si rischia di essere parziali e contorti nelle proprie giustificazioni sia dell’operato di Feltri che di quello di Boffo o del Vaticano e il silenzio di Tornielli non è impaziale e neutro ma profondamente imbarazzato e turbato; a volte non ci esprime perchè si è coinvolti e si rischia di spararle grosse ed in modo incoerente e in contraddizione, altro che discrezione e cautela o prundenza cristiana, il vangelo certe volte è scomodo da seguire e da propagandare quando per primo è il vaticano a non dare l’esempio, di conseguenza non ci si aspetta che lo dia per primo Feltri o Boffo o magari Tornielli.

  20. ritaroma scrive:

    Se vogliamo cercare il cosidetto pelo nell’uovo,nessuno è così esente da errori,da non doversi vergognare, se è onesto con se stesso.

    MAURO: GPII non diventerà santo per merito di quel diario, ma per quelle virtù che non vogliamo e non riusciamo a vedere.

    REGINALDUS: se degli affari di GPII e della Wanda non te ne pò frega de meno, perchè ti scaldi tanto?
    che ti importa dei santi e dei santini, se non ci credi è un problema tuo o vuoi pure sindacare su quello che io ritengo importante x me? Infatti, non sono io che offendo Dio usando male la ragione, xchè l’intelligenza che lui mi ha dato la uso principalmente per riconoscere Lui…

    SAL: ti avevo postato al thread precedente: cmq i santi non sono spariti è che non li vogliamo riconoscere xchè ci danno fastidio…? Rom 3,10-21; Pietro 2,11-16
    non faccio il taglia e incolla, chi vuole leggerà. ciao

  21. Andrea Tornielli scrive:

    A Francesco:
    Il titolo sul Papa “fuori dalla grazia di Dio” mi ha ferito e imbarazzato non poco. Come è facile comprendere, non ho alcuna responsabilità, perché i titoli, e soprattutto i titoli di apertura di un giornale, non dipendono certo dal redattore dell’articolo. Io sono responsabile soltanto di ciò che ho scritto e firmato.

  22. Francesco scrive:

    Ci mancherebbe altro, gentilissimo Tornielli, non intendevo affatto attribuire a Lei un titolo di tanto cattivo gusto, offensivo per Lei quanto per noi, prima ancora che per il Papa che è senz’altro superiore a codesti titoli e alla brodaglia primordiale nella quale sembrano sguazzare anche certi personaggi cui nella sua grande generosità proprio ieri S.S.Benedetto XVI ha confermato gratuitamente la sua fiducia paterna ( secondo me del tutto immeritata da costoro e si capisce bene a chi mi riferisco).
    Sed transeamus, Tornielli.
    A Lei , verso cui non sono affatto tenero in questo blog, confermo tutto il mio rispetto per la Sua onestà intellettuale.
    Non altrettanto a coloro che ( e purtroppo anche Lei, Tornielli, a volte vi scivola inconsapevolmente dentro) nel calderone miasmatico della cosiddetta querelle tra progressisti e tradizionalisti, non si accorgono di indebolire( e a volte anche ridicolizzare) la suprema autorità nella carità del successore degli apostoli oggi alla guida della barca di Pietro, il quale con esempi, azioni e parole, sta cercando da anni di far capire quanto siano dannosi per la chiesa certa ermeneutica della discontinuità, ma soprattutto certi antagonismi creati ad arte nel popolo di Dio.
    Ci aspettiamo da Lei, Tornielli, proprio per la stima di cui sopra, un’azione di obiettivo supporto a quiesta grande azione di pulizia e di restauro ( non di restaurazione) che sta conducendo tra mille lupi e milòle nemici il nostro grande papa attuale.
    Buona giornata.

  23. mario scrive:

    per Francesco: nella “grande opera di pulizia” sono comprese anche le bestemmie e le eresie pronunciate in Sinagoga? Basta con gli slogan, rispondete NEL MERITO, se ne siete capaci.

  24. ADRIANO MEIS scrive:

    Va bene, Tornielli.
    Cosa dire? Satira, spirito e sense of humour, così come la maturità e la libertà di coscienza, non appartengono a questo Paese. Nè gli appartiene l’indipendenza critica.
    La capacità di tenere il timone della modernità, le sue grandi rivoluzioni culturali, la regìa del futuro ed i motori della storia sono passati da secoli alle società protestanti.
    Siamo e restiamo un popolo allevato a Giuseppe Verdi e Manzoni. L’Europa produce Sartre e Goethe, noi produciamo i padri Cristoforo e i Don Matteo.
    E l’unico prodotto che si fabbrica in serie, in Italia, è l’omaggio al clero.

  25. Reginaldus scrive:

    “Gli iniziati alla cabala – e per ciò alla massoneria – affermano che il mondo sarebbe costituito da diadi, coppie di elementi fra loro complementari, luce-ombra, alto-basso, maschile-femminile, vita-morte, vero-falso, bene-male, essere-nulla, eccetera, la rappresentazione delle quali è l’albero sefirotico…. Ora, per chi non sia iniziato, molte di queste diadi sono identificate, alla luce della sana ragione, come tra loro contrarie ed escludentesi pertanto a vicenda: valga per tutte il concetto di bene-male. NON COSI’ per chi abbia RIFIUTATO la ragione come strumento d’indagine della verità: costoro considerano, infatti, tali diadi non come ‘contrari’, bensì come semplici polarità opposte, fra loro in-di-vi-si-bi-li, parte di una realtà più elevata , nell’ ambito della quale esse diventerebbero conciliabili.
    E’ il gioco illusionistico di prendere in considerazione diadi vere ( es. giorno-notte, tra loro ‘opposti’) per sostenere diadi false ( es. vero-falso, tra loro ‘contrari’). E’ la ‘coincidenza oppositorum’, che si realizza nell’ ambito dell’alto iniziato, di colui che si ritiene al di sopra del bene e e del male, in uno stato equiparato a quello divino”.

    —Chissà perché, leggendo queste parole, mi è venuto del tutto spontaneo pensare alla ‘continuità’ di dottrina vista attraverso il caleidoscopio dell’ ‘ermeneutica’ ratzingeriana…Che sia l’ermeneutica dell’albero sefirotico a produrre ( a creare?) la continuità della dottrina nella ‘coincidentia oppositorum’?… Non sarà per questa via che i nuovi papi ( o antipapi) ci spronano con l’esempio e con la parola a vivere e a pregare in comunione fraterna con qualsivoglia fedele di qualsivoglia religione: ad Assisi, nelle moschee nelle sinagoghe, nelle partecipazioni ai riti pagani durante i cosiddetti loro ‘viaggi apostolici’??? Così avverandosi alla lettera quanto previsto da A. Pike nel suo ‘Morals and Dogma’: “ Il Cristiano, l’Ebreo, il Mussulmano,il Buddista, il seguace di Confucio e di Zoroastro possono unirsi come fratelli e accomunarsi nella preghiera al solo Dio [ appunto, l’UNICO DIO ] che è al disopra di tutti gli altri dei”…

    PS # ritaroma : ma credo di averlo spiegato: non mi agita la Wanda, e nemmeno l’amico, mi agita colui che è al di sopra di quel rapporto privato e personale: colui che ha ricevuto funzioni di papa, il personaggio pubblico…Leggere con attenzione. E vedrai anche che non era affatto mia intenzione di prendetemela con te, e difatti il discorso che sto facendo è un altro, come puoi vedere anche da questo mio nuovo inserto…— quanto a santi e santine avrai notato che uso la minuscola: che Dio me ne guardi dal mancare di rispetto ai suoi Santi e alle su Sante…

  26. Francesco scrive:

    Egregio Meis,
    cosa intende esattamente quando parla di “timone della modernità”?
    Un pour parler che sottintende il vuoto assoluto o soltanto una forma di autoerotismo?
    Un Papa regge il timone della Chiesa non quello della modernità o della restaurazione, ma cercando di inculturare la fede nei tempi e nel rispetto della millennaria Tradizione su cui si fonda la Chiesa di Cristo.
    I Protestanti sono liberissimi di reggere i timoni che vogliono, anche quelli del modernismo.
    La Chiesa Cattolica non ha bisogno di timonieri folli: ha Cristo e il suo vicario su questa terra.

  27. Elisabetta Lo Iacono scrive:

    Carissimo Tornielli,
    sto leggendo il libro di Wanda Poltawska e a ogni pagina mi convinco che un grande uomo non poteva che aver legato così fortemente con una grande donna. Sinceramente mi sembrano assai superficiali le illazioni su questo legame. Credo che siano degne di riflessione e di attenta considerazione le parole del marito di Wanda – contenute nella presentazione del libro – laddove scrive che “nel mondo d’oggi, dominato dai mezzi di comunicazione imbevuti di sesso (…) l’amicizia tra un uomo e una donna suscita automaticamente l’idea dell’aspetto sessuale della relazione”. Se leggiamo quella corrispondenza, scevri da qualsiasi “contaminazione”, possiamo veramente avvicinarci a una dimensione che forse pochi di noi riescono a vivere.

  28. ADRIANO MEIS scrive:

    Non volevo più disturbare, ma non sarei corretto se ignorassi la domanda di Francesco.
    Non ho detto che il papa deve reggere il timone della modernità.
    Ho detto (anche altrove) che il protestantesimo ha creato le premesse negli spiriti perché si avviasse lo sviluppo della modernità. Nello strettamente specifico,intendo dire che l’idea stessa che l’uomo potesse caricarsi da solo della sua propria responsabilità spirituale, rinunziando alla intermediazione dell ‘Istituzione Religiosa, diventando il sacerdote di sé stesso, conferisce autonomia e maturità.
    Il tratto decisivo che il credente sia lasciato solo (senza la confortante , ma comoda e deresponsabilizzante, consulenza continua del prelato o del ministro) rappresenta uno scatto verso le due qualità spirituali che ho citato sopra.
    Introduce,inoltre, l’idea della democrazia, parificando il popolo dei fedeli ed annullando totalmente la strutturazione gerarchica che esiste da sempre nella chiesa cattolica.
    Secondo alcuni storiografi, anche l’opposizione all’imperatore rappresenterebbe il passaggio da uomo del Medioevo a uomo dell’età moderna. Il protestante prepara,cioè, la fase successiva, quella che –in politica- diventerà l’affrancamento del singolo dalla autorità statale (del re). Ed anche l’idea della “Sdivinizzazione dello stato”, lasciando la fede nelle sole coscienze, rappresenta un progresso per entrambi gli aspetti della vita, sia quello pubblico che privato.
    Dunque, una doppia maturazione : l’affrancamento dall’autorità statale e quella dall’autorità spirituale. Due momenti maturativi fondamentali che ,in Italia, sono totalmente mancati; anzi, con la Controriforma, si è vieppiù aggravato il quadro di “sovranità limitata” delle coscienze.
    Oltre a tutti quelli che ho detto, va ricordato un ulteriore elemento positivo : la spinta alla alfabetizzazione generale, resa necessaria dallo stimolo a leggere in prima persona le Scritture (laddove ,in Italia, i testi restarono saldamente nelle mani del prete,unitamente alla soppressione totale dello sforzo ermeneutico della interpretazione). Anzi, in Italia, la Bibbia finì addirittura nell’elenco dei libri proibiti!
    Veda Lei, caro Francesco, se tutti questi fattori non bastano ad indicare la spinta protestante come decisiva verso la modernità (non intesa,evidentemente, come tecnologia, ma come tutela della libertà di coscienza, come diritti del cittadino, come eguaglianza di fronte alla legge e forza del diritto nei rapporti sociali).
    Un’ultima cosa : dopo l’incidente con Galilei, anche la scienza emigrò verso altri lidi, contribuendo a relegare l’Italia in scenari di secondo piano.
    E’ questa la realtà da valutare, sono questi i motivi che fanno di Lutero il vero padre del mondo moderno.

  29. mauro scrive:

    Cara ritaroma la ringrazio per avermi citato ma io non sono ancora intervenuto in questo Thread. Lo faccio ora.

    Leggendo la sua risposta a me indirizzata per errore, quelle virtu’ “non vogliamo e non riusciamo a vederle”. Entrambe stonano perchè presuppone da una parte che ci siano ma non si vogliano vedere, dall’altra che vi sia l’impossibilità di vederle ma non che vi siano.

    Direi “non le vogliamo vedere” e nient’altro.

  30. Sal scrive:

    @ ritaroma
    tu dici che i santi non sono spariti ma è che non vogliamo riconoscerli xchè ci danno fastidio.

    Potrei accettare di dire che te non sono spariti “del tutto” ma mi incuriosisce una cosa:
    “come fai a riconoscerli ?” Hanno una divisa particolare o un timbro in fronte ? Come fai a riconoscere un santo ? Dall’aureola ?

    Sembra che tu voglia dire che alcuni atteggiamenti o comportamenti altruistici possano essere definiti come “santità” e poiché io non li compio sarebbero per me scomodi e avrei la tendenza ad evitarli per non confrontarmi perché sarei perdente ….. non so se è questa la lettura che vuoi comunicarmi, ma se così fosse sarebbe molto grave ma per motivi diversi .

    In attesa di chiarimenti mantengo il punto. “i santi sono spariti”

  31. Francesco scrive:

    Egregio Meis,
    non si può condurre un’analisi storica solo alla luce delle proprie convinzioni religiose. Inorridirebbero gli storiografi moderni se si procedesse a codesto genere di analisi. Chabod forse si farebbe anche delle matte risate.
    Come può pensare che la “modernità” debba sic et simpliciter coincidere con la sclericalizzazione che solo Lutero e i suoi seguaci hanno impresso al credo cristiano?
    Se la modernità e l’idea stessa del progresso avessero codeste radici malferme, per paradosso dovremmo arguire che la dimensione più alta del progresso si dovrebbe registrare alle latitudini in cui il credo cattolico era ed è sconosciuto.
    Ridicolo semplicemente, come può ben vedere se solo ci pensa.
    Lutero non è il padre del progresso sol perchè ha propugnato la ” sola scriptura” scevra da ogni autorità del magistero ecclesiale.
    Se così fosse stato e fosse, le chiese luterane da un pezzo avrebbero soppiantato ogni enclave cattolico propriamente detto.
    Concordo invece sul fatto che il mondo riformato sia stato e sia all’origine del moderno capitalismo, ma questo non giustifica nulla.
    Il fascino delle idee luterane e clviniste noi cattolici lo lasciamo esclusivamente a una frangia di fondamentalisti che si autodefiniscono neocatecumenali: un credo discutibilissimo col quale ancora la Chiesa, malgrado la frettolosa approvazione del loro statuto avvenuta due anni fa, ancora deve fare i conti.

  32. ritaroma scrive:

    SAL: i santi non sono spariti, quuello che Fanno non lo portano scritto in fronte, non lo sbandierano ai 4 venti, e non suonano le trombe…sono persone semplici come tante altre, ma il loro atteggiamento anche se a volte scorbutico è rasserenante, il loro sorriso è consolante, le loro èarole fanno battere il cuore…rispecchiano il caldo affetto di chi ci ha creato….e quando ne siamo infastitidi è per la rabbia-nostra- di non essere sereni e tranquilli, come loro, di fronte alle difficoltà della vita …è la fiducia e la serenità che ispirano che ci spiazza…ti basta? a me si!
    Sal, riguardati….ciao

  33. Francesco Rada scrive:

    Mi scusi se esco dal tema dott. Tornielli. Come mai
    oggi su “IL GIORNALE” l’articolo sul Vaticano era a
    firma Filippi ne non Sua?
    Epurazione in vista?
    Cordialità
    Francesco

  34. Dario scrive:

    @Reginaldus: la verità non sarà che avete POCA FEDE?… Se Gesù Cristo (la cui esistenza e presenza viva oggi non credo lei metta in discussione) guida la SUA Chiesa, e ha “permesso” che un tanto “incapace e infedele” servitore (come lo dipinge lei e altri) venisse messo a capo delle Chiesa, beh… forse è lei che non ha fiducia in Lui?? in quello che opera e nel modo in cui governa la Sua Chiesa?? allroa forse dovrebbe prendersela con Lui… magari dovrebbe “raddrizzare” un po’ anche Lui… che forse sta uscendo dai ranghi!… mah!… per favore…

    @Adriano Meis: stia calmo…. la storia non è mica finita!… i conti si fanno alla fine (o forse anche molto prima, chissà…) (Ah…. la gerarchia nella Chiesa l’ha introdotta Cristo… “A TE darò le chiavi del Regno dei Cieli”….capito?? A TE…non A VOI!)
    Ma non è che i protestanti a forza di affrancarsi si stanno affrancando anche dalla Fede???

    (A mio parere il concetto di “sola scriptura” di Lutero è talmente banale e sbagliato che anche un bambino (nella fede) se ne accorge!)

  35. Sal scrive:

    @ Elisabetta Lo Iacono
    il suo commento Feb 11th 4,50pm riporta fra virgolette la frase del libro “ nel mondo d’oggi, dominato dai mezzi di comunicazione imbevuti di sesso (…) l’amicizia tra un uomo e una donna suscita automaticamente l’idea dell’aspetto sessuale della relazione..” (Perchè, non dovrebbe ? )

    Mi permetta di dirle che proprio perché scevro da contaminazioni non condivido.
    Il buon Dio ha creato i sessi perché siano complementari e di aiuto reciproco.
    Osservando il sesso dal punto di vista evoluzionistico mi viene da pensare che questa evoluzione avrebbe dovuto fare una doppia fatica inventandosi a caso maschio e femmina così complementari.

    Tornando al punto, preferisco pensare al sesso, come affermava Giuliano, come alla forza più potente e incontrollabile che esista, tanto che non impedisce che si possa provare attrazione tra genitori e figli e viceversa, attrazione anche omosessuale tra uomini e tra donne, attrazione anche tra fratelli e sorelle. Le è mai capitato di sentire attrazione per qualcuno che non conosce e magari essendo sposata o fidanzata non avrebbe dovuto ? Vero che magari riesce a soffocare quel desiderio ma rimane il fatto che è nato spontaneamente autonomamente. Perchè ?

    Rovescerei l’argomento, non è che i mezzi di comunicazione hanno influenzato il sesso bensì che la potenza intrinseca al sesso spinge i mezzi di informazione a parlare di sesso. E quando qualche ingenuo ottimista pensa che si possa mettere la paglia vicino al fuoco senza che questa si accenda solo perché desidera che il rapporto uomo donna debba essere unicamente spirituale, di amicizia e simpatia, ritengo stia facendo una difesa d’ufficio, di qualcosa, che essendo improponibile alla pubblica opinione, impreparata a simili verità (definite impudiche) non sarebbe in grado di accettarla.
    Si preferisce censurare ipocritamente nascondendo la verità o mascherandola.

    Si sposta il tiro sul tema della superiorità dell’amore spirituale e si è giunti a dichiarare condannabile la cosa più bella del mondo, l’amore, il sesso, la nascita dei figli.
    Saprebbe spiegare perché Maria debba essere ritenuta ancora vergine se non perché il sesso viene considerato una cosa immonda ? Che problema ci sarebbe a dire che possa avere avuto rapporti con suo marito ? Sarebbe peccato ? La chiesa condanna anche i peccati di pensiero anche se sono in qualche modo innoqui e non danneggiano nessuno. Perchè ? Per evitare che la gente pensi e abbia idee sue ? Perchè il sesso è immondo, è roba del Diavolo come se non fosse stato voluto e creato da Dio ? Perchè il sesso deve essere o almeno lo è stato per secoli solo finalizzato alla prole ? Perchè la Chiesa ha la peculiarità di presentare al rovescio tutto ciò che è normale ? Compie la più grande truffa della storia dell’uomo ai danni dell’uomo.
    Preferirei si dicesse che GPII possa essere stato innamorato di una donna e vigliacco abbastanza da abbandonarla, andando perfino contro la scrittura che non prescrive il celibato sacerdotale.
    Secondo lei, come si fa a legare così profondamente con una donna e pensare che non possa essere la compagnia della tua vita se non perché il sesso è peccato ? O perché ti fa paura ? Diceva opportunamente il valido Adriano Meis, l’unico prodotto che si fabbrica in serie in italia è “l’omaggio al clero”.
    Saluti

  36. Sal scrive:

    @ Dario
    Salve, mi permetto chiederle un chiarimento sul commento da lei postato Feb 11th 2010 at 7,39pm.

    “@Adriano Meis: stia calmo…. la storia non è mica finita!… i conti si fanno alla fine (o forse anche molto prima, chissà…) (Ah…. la gerarchia nella Chiesa l’ha introdotta Cristo… “A TE darò le chiavi del Regno dei Cieli”….capito?? A TE…non A VOI!)
    Ma non è che i protestanti a forza di affrancarsi si stanno affrancando anche dalla Fede??? (A mio parere il concetto di “sola scriptura” di Lutero è talmente banale e sbagliato che anche un bambino (nella fede) se ne accorge!)”

    Ciò che mi incuriosisce è questo: poiché le chiavi sono affidate a Pietro, (A Te..non a Voi), secondo lei, qual’è l’ordine col quale la cosa avviene ?
    Se Pietro avesse legato o sciolto qualcosa sulla terra, la stessa cosa dovrebbe essere legata o sciolta nei cieli, e può avvenire solo nel senso di approvazione in cielo, quale dovrebbe essere l’ordine del procedimento ?
    Avrebbe deciso Pietro in autonomia cosa legare o sciogliere e il cielo si sarebbe adeguato approvando, o prima la cosa sarebbe stata decisa in cielo e Pietro avrebbe agito conseguentemente in base alla decisione ?

    Lei come la vede ? Chi decide prima Pietro o il Cielo ? Chi si conforma Pietro o il Cielo ? E dato che è banale come dice lei, saprebbe indicarmi quando e come Pietro ha avuto e usato quelle chiavi ? Se le ha usate ?

    (Matt. 16:19, CEI:) “A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
    Saluti

  37. Sal scrive:

    @ ritaroma
    grazie per la preoccupazione e il sostegno. Sono sorpreso, molto sorpreso, hai fatto la descrizione di me ! E’ troppo bella grazie ma non dovevi ora devo crederci se viene da te … eh eh eh ……(però anche i non cattolici ?) ciao.

  38. Reginaldus scrive:

    e difatti, come si farebbe ad accettare che una chiesa possa dire tutto e il contrario di tutto, che gli ebrei non si salvano se non credono in Cristo e che gli stessi si salvano anche se non vi credono, che è la stessa cosa pensare all’ unico Dio in tre Persone e allo stesso unico Dio in Persona Single, che la Messa tridentina è uguale alla luterana e che quella luterano è uguale a quella tridentina, che le crociate furono imprese sante per la difesa della cristianità e insieme che furono azioni vergognose di cui chiedere pubblicamente perdonoi, l’ Inquisizione come difesa della fede e l’Inquisizione come cinico e spietato esercizio di potere, l’impresa degli Spagnoli in Sudamerica una conquista che ha spazzato via quelle genti con le loro grandi civiltà, ed insieme dire che fu una evangelizzazione gloriosa , che ha liberto quei popoli da una condizione di schiavitù inaudita…—- se non fosse per la magia (occulta?) di quelle famose ‘diadi’ sefirotiche che congiungono in una polarità indivisibile il tutto e il contrario di tutto????—#Dario, nel Disegno di Dio c’è anche l’ apostasia e dopo l’apostasia il rivelarsi dell’Anticristo( 2Tess: 2)… Quanto poi alla poca fede, sarà già molto averne poca: Cristo si chiede infatti se ne troverà ancora sulla terra quando tornerà. Vede che non ho proprio nulla da insegnare a Cristo: è lui che non ha più nulla da insegnare a noi, se il suo ‘vicario ‘ si permette di… smentirlo…, e gli altri dietro, pensando che il ‘vice’ possa essere tale, pur dicendo cose diverse dal suo padrone… E si parla di santità per questa gente …

  39. P.Danilo scrive:

    Sal, la sua lectio magistralis, indirizzata ad Elisabetta Lo Iacono, sul sesso o sul non sesso, poteva risparmiarcela; in realtà è un piccolo trattato di idiozie trite e ritritte, anche se formulate con un certo garbo, che continuano a serpeggiare (o serpenteggiare?) in questo blog ormai da mesi.

  40. ritaroma scrive:

    SAL: ci manca ” lo sguardo”…il tuo è così limpido e pulito? dopo quello che hai scritto a Elisabetta lo Iacono ho qualche dubbio…ma che mi combini, non ti posso lasciare solo un attimo che straparli…
    con calma rileggerò tutto e può darsi che ti tirerò le orecchie.. qualcosa è proprio fuori posto. ciao

  41. xagena scrive:

    Certo è che Wanda Poltawska ne aveva di influenza in Vaticano…che soggiornasse a Castel Gandolfo è cosa nota e mi sembra di aver letto che dopo la morte di GP abbia data una bella ripulita ai cassetti, di cui aveva le chiavi….
    Quello che mi perplime è la pubblicazione di questo libro (possibile che tutto debba diventare pubblico anche i sentimenti piu’ privati?)che cmq sarà un best seller …e ci annoieremo per anni a decifrarlo per trovarci chissà che!

    Non è che pure lei si sta

  42. Sal scrive:

    @ p.Danilo
    la sua critica è stata registrata, però oltre ad essere una serie di idiozie trite e ritrite come lei dice, lei non risponde a nessuna delle domande che erano state fatte.
    Ciò dimostra che lei , 1. non ha risposte, 2. è in mala fede, 3. propone solo il solito sofisma cattolico piuttosto che fornire spiegazioni.

    Quindi oltre che augurarle una felice ermeneutica insieme a quanti sono innamorati della chiesa piuttosto che della verità, la saluto con questo pensiero:

    “Certamente scrollerò tutte le nazioni, e le cose desiderabili di tutte le nazioni dovranno venire; e certamente riempirò questa casa di gloria. . . . La gloria di quest’ultima casa diverrà più grande di quella della casa precedente”. — (Aggeo 2:7, 9.) e considerato che la sua attuale casa è in liquidazione per mancanza di fedeli e di prospettive la domanda è:

    Lei ci sarà in quella nuova ?

  43. ADRIANO MEIS scrive:

    Caro Francesco, mi spiace esser stato, forse, poco chiaro.
    Non ho fatto riferimento in senso rigido alla pura e semplice sclericalizzazione; è importante ,però, sottolineare la componente maturativa dell’ ingigantire il ruolo dell’autonomia di coscienza e di giudizio; tale ruolo si ripercuote sul piano maturativo generale della personalità umana e si trasferisce dall’ambito puramente interiore a quello civile. Come posso chiarir meglio, Francesco? Diciamo che imparare ad aspettarsi la salvezza dai conti fatti esclusivamente con la propria coscienza è assai più suscettibile di indurre maturazione e responsabilità che aspettarsela, invece, dai conti fatti con l’autorità di un ministro, (nominato a tanto e “specialista” del ramo). Già questo aspetto di partenza dovrebbe esser utile a chiarire tale opinione, (anche se volessimo dimenticare l’importante ruolo del concetto supplementare del “beruf”, al riguardo)
    In un ragazzo mai lasciato solo di fronte alle sue responsabilità, ma sempre accompagnato ed indirizzato dall’autorità genitoriale (per giunta indulgente ed incline alla perdonanza/indulgenza), potremmo individuare le stesse componenti di ritardo maturativo, ad esempio.
    Infine, tali ambiti di concettualità sono applicabili solo alla peculiare qualità dello spirito dell’uomo europeo ed alle sue dinamiche interiori : prima fra tutte, ad esempio, la plurisecolare inclinazione dell’uomo occidentale al razionalismo. Altre esperienze formative e culturali, di “altre latitudini” (come Lei scrive), nonché proprie di spiritualità extraeuropee, non sono analizzabili con gli stessi criteri che solo l’uomo occidentale merita.
    Una eccezione la farei per la tipologia religiosa del’ebraismo: anche qui si osserva, infatti, la profonda maturazione (cui io facevo riferimento pei protestanti); maturazione che è dovuta all’approccio ermeneutico ai testi sacri ed alla figura del rabbino (che è punto di riferimento nel commento e nelle cerimonie , ma in nessun modo ed in nessun caso è intitolato alla dirigenza delle coscienze e –men che meno- al dare l’assoluzione, la grazia e la salvezza pel tramite della confessione).
    Saluto e ringrazio Francesco.

  44. ADRIANO MEIS scrive:

    A Dario ha ben risposto SAL…
    Aggiungerei una piccola critica all’atteggiamento generale dei credenti (non per odio, ma per amore di discussione) : non si può adottare cronicamente la tecnica del “bagno nell’olio”, come diceva quel tale.
    Cioè, o non si replica per nulla (tecnica preferita da padre Danilo); oppure si replica 1) A chi fa notare incongruenze nella dottrina : “non puoi capire la mente di Dio”. 2) A chi indica la millenaria corruzione o gli scandali :” che c’entra, sono gli uomini che sbagliano”. 3) A chi ricorda le conclusioni scientifiche che smentiscono le Scritture : “La scienza ha magisteri diversi dalla fede”.
    4) A chi tira qualche conclusione, dopo duemila anni! : “Stia calmo, la storia non è mica finita”.
    5) A chi celebra la bellezza della Natura : “certo l’opera di Dio è perfetta in Terra” ed a chi indica la crudeltà delle leggi di natura, (volute dal Dio buono), “non devi guardare alla Terra, devi guardare al Cielo”…e via svicolando….(E si potrebbe continuare a lungo…).
    Che ne direste di un impegno concettuale un pò più serio?

  45. Victor scrive:

    Dice Adriano Meis Una eccezione la farei per la tipologia religiosa del’ebraismo: anche qui si osserva, infatti, la profonda maturazione (cui io facevo riferimento pei protestanti); maturazione che è dovuta all’approccio ermeneutico ai testi sacri ed alla figura del rabbino (che è punto di riferimento nel commento e nelle cerimonie , ma in nessun modo ed in nessun caso è intitolato alla dirigenza delle coscienze e –men che meno- al dare l’assoluzione, la grazia e la salvezza pel tramite della confessione).
    ————-
    condivido il suo riferimento alla responsabilizzazione, necessaria per consentire la maturazione delle coscienze,
    Tuttavia, osservo che dobbiamo uscire da un concetto di “Chiesa dei no”, alla quale le coscienze sarebbero inesorabilmente sottomesse… Personalmente, non ritengo che i principi ai quali la Chiesa costantemente orienta, indirizza e che richiama a fondamento delle scelte etiche sia personali che collettive siano ‘castranti’ la libertà e la coscienza, ma tali da permettere l’esercizio dell’autentica libertà (che non è licenza) e la maturazione della coscienza (che non è un assoluto staccato da un contesto di riferimento autorevole e di per sé sanante e vitalizzante quanto quello della Rivelazione).

    Inoltre l’esperienza di una confessione vissuta in maniera consapevole e corretta (non giuridicamente e come elenco dei ‘peccati’), consente di esaminare la propria interiorità e i moti dell’animo, le pulsioni, le difficoltà, le potenzialità positive e dar loro un nome sotto lo sguardo del Signore. Quindi, esprimendoli insieme ai fatti che ci hanno fatto ‘cadere’ in comportamenti negativi, produce davvero la capacità di ‘oltreppassarli’, affidandoli ad una Misericordia sempre operante ed in attesa, e ri-partire con migliori disposizioni e potenzialità, ricevute ed accolte…
    Non mi sembra una cosa da poco, perché mette insieme le dinamiche di un’analisi psicologica efficace e liberante che sviluppa l’autocoscienza, arricchita da quelle spirituali legate alla Grazia che proviene dalla Soprannatura… se siamo credenti!

  46. Giuliano scrive:

    @MEIS, @FRANCESCO, @DARIO, @SQUILPA…
    Questo frivolo giochino intellettuale della TV (l’individuazione dell’italiano più grande di tutti i tempi), sarà -appunto– frivolo, ma si presta a qualche interessante osservazione. Prima fra tutte è che ,nella corrispondente edizione tedesca, quel popolo ha piazzato Martin Lutero al secondo posto.
    Diciamo che i tedeschi hano capito asai meglio di Dario e Francesco il grande momento maturativo rappresentato dalla civiltà protestante e il loro Lutero se lo tengono caro caro, anche dopo cinquecento anni.

  47. Sal scrive:

    @ ritaroma
    piacevolmente sorpreso confesso che il mio sguardo non è ingenuo ma sono pronto a prendermi i rimbrotti se qualcosa è fuori posto.

    Però come si può notare non manca la sincerità nel dire cose scomode e volendo imitare altri esempi posso solo dire “dacci più fede” (Luca 17.5) fino ad allora, corro il rischio di farmi tirare le orecchie, ma se non capisco non mi adeguo.

    Ma non perché voglio caparbiamente sostenere posizioni preconcette ma solo perché Paolo raccomanda “l’amore per la verità” (2Tessalonicesi 2.10).

  48. P.Danilo scrive:

    Il fatto è, caro Sal, che io nella nuova Casa profetata da Aggeo ci sono già; essa non è altro che la Chiesa cattolica; dove, guarda caso, c’è già tutta la Verità, perché la Verità è il Cristo, e il Cristo la Chiesa lo possiede tutto ed integralmente. Non rispondo alle sue domande sul sesso perché Lei non crede nella Chiesa, né tanto meno nelle sue alte proposte ideali, né nel mistero di Maria, quindi come si fa a dialogare con Lei?

  49. P.Danilo scrive:

    Cari amici, i credenti (nel nostro caso cattolici) sono tenuti a dare ragione della propria fede soltanto a chi dimostra un vero interesse per la stessa fede, in altre parole a chi è in cammino di conversione a Cristo. “Non dire i tuoi segreti ad anima viva”. Chi invece dimostra disprezzo per i nostri santi Misteri deve essere evitato. Personalmente, essendo incline al dialogo, cerco appunto di dialogare ma soltanto su quei temi di ordine generale che possano interessare tutti gli interlocutori, proveduto che siano uomini di buona volontà: ad esempio posso dialogare sul problema della pace, dell’ecologia, della salvaguardia del creato. Su temi di dottrina e di etica non scendo mai a livello dei miei interlocutori, per non mettere il mio sacerdozio “allo scherno e ludibrio delle genti pagane, gaudenti, ecc.”.

  50. mauro scrive:

    Caro P. Danilo, la sua funzione è predicare la parola di Dio, non di chiudersi in un loggia massonica e rifiutare tutto ciò che ne è al di fuori.

    E ciò si evidenzia nel suo scritto laddove scrive, a chiare lettere: “Su temi di dottrina e di etica non scendo mai a livello dei miei interlocutori, per non mettere il mio sacerdozio “allo scherno e ludibrio delle genti pagane, gaudenti, ecc.”.

    Non ci sarebbe ludibrio o scherno se la sua dottrina portasse in sè la verità (con la lettera minuscola) perchè la verità sempre trionfa. Ma mollare come fa lei dimostra quanta fragilità è insita in quella che lei dichiara essere verità.

  51. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, se lei che è un religioso e ritiene di dover parlare solo di temi di ordine generale che possano interessare tutti gli interlocutori, ovvero di economia, pace, ecologia, salvaguardia del creato (che è sempre ecologia), io che non sono religioso mi ritengo autorizzato, da lei stesso, di parlare di religione cattolica.

    Credo che abbia sbagliato blog perchè gli altri blognauti parlano e discutono di religione, dei propri sentimenti verso la religione e delle loro aspettative nei riguardi della religione, si pongono domande e cercano di darsi risposte ma certo non si aspettano quelle sull’economia, sulla pace e sull’ecologia.

  52. P.Danilo scrive:

    Mauro, pretende di insegnarmi anche qual è la mia missione? Suvvia siamo seri! Il mio compito è anche quello di predicare la Parola di Dio, ma soltanto a chi ne è degno e a chi si vuol convertire a Cristo.

  53. anniballo scrive:

    P Danilo, questo significa dare un supporto teorico quanto più possibile stimabile alla poco dignitosa pratica del non rispondere (che,peraltro, avevamo già notato).

  54. ADRIANO MEIS scrive:

    Caro Victor, trovo assai stimabili i sentimenti espressi nel Suo (elegante) post. Proverò a replicare quel poco che a me sembra giusto.
    Da un punto di vista puramente teorico, Lei dà della esperienza penitenziale la lettura più “alta” possibile e,certamente, la più vicina a quella che sarebbe augurabile. Nondimeno, in una intera vita passata in questo Paese, io ho dovuto notare che la pratica esercitata dal credente è assai più vicina ad una ritualità uniforme e, spesso, parecchio svuotata di una partecipazione emotiva adeguatamente profonda. Ma, anche nei casi migliori, quando si è maggiormente lontani da sterili automatismi, il pentimento -anche sincero- è in quel frangente, fortemente agevolato dalla eccezionalità del momento penitenziale. L’una e l’altra delle due condizioni non garantiscono l’esenzione dalla reiterazione del peccare , col risultato che -alla fine-, e nove volte su dieci, la confessione ed il pentimento si riducono ad un comodo servizio di discarica espiatoria periodica che finisce per spogliare l’atto del peccare della coloritura repellente che dovrebbe albergare nell’animo del fedele.
    Nel mio posto di lavoro, osserviamo quotidianamente un anziano inserviente, un pò malandato di cervello e notoriamente assai vizioso (per sua medesima ammissione), di vizi un pò brutti. Egli ripete continuamente, ponendolo a suo titolo di merito, il fatto che confessa continuamente tutti i propri peccati.
    Ecco, Victor, è questo che io voglio dire : per secoli e secoli, centinaia di migliaia di uomini, di cento generazioni, hanno potuto consentirsi questo grave e comodo equivoco di fondo, allentando il senso morale generale del nostro popolo; ed aggiungo che non ho mai saputo capire fino a che punto tale deteriore stato di cose è stato compreso, voluto o tollerato dall’Istituzione Ecclesiale (la quale, innegabilmente lucra un forte vantaggio di prestigio e potenza dal Suo assidersi al crocevia tra Regola e Peccato e dirigendo il traffico di rientro dal secondo nella Prima).
    Circa il Suo riferimento alla libertà di coscienza, Lei, ancora una volta, ne dà l’interpretazione più elevata ed ottimistica. Nella realtà pratica, ancora una volta -dico io- questo si riduce ad un immiserimento della stessa; perchè è il prete che ti dice cosa è bene e cosa è male, è il prete che ti dice cosa devi o no fare e pensare, come interpretare le scritture (e quali passi conoscere e quali no), è lui a dirigere la tua coscienza ed è da lui che devi dipendere per l’ottenimento della Grazia e della Salvezza.
    Si può considerare sufficientemente corretta la mia diagnosi?

  55. Squilpa scrive:

    Scrive p Danilo : “soltanto a chi ne è degno”.
    Ahi, ahi, ahi, padre Danilo, che brutto argomento!!
    Lei pensa che Cristo si rivolgesse solo a chi era degno? Pensa che Cristo si rivolgesse solo ad un pubblico amico?
    Via, non faccia anche Lei l’errore di Ratzinger, che non volle andare alla Sapienza, nel timore di trovare gente indegna ed ostile….
    (In altre parole, faccia il cristiano e non il cattolico!)
    Senza offesa………

  56. Prialo scrive:

    In questi tempi così terribili,

    nei quali si perde il lavoro e la speranza di vivere in un breve battito di ciglia, sarebbe opportuno che Dio, lasciando il governo di altri mondi, desse uno sguardo a questa povera terra. Così tanto per far vedere che gl’insegnamenti dei religiosi hanno un fondo di verità.

  57. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, mi sembra alquanto strano che lei non applichi l’insegnamento di Gesu’ provenutogli per volere di Dio stesso. Non è difficile, in breve: egli pensò che la cosa migliore fosse far conoscere a tutti la parola di Dio, non ecludendo nessuno, perchè verso tutti Dio portava la stessa benevolenza, che coincideva con la propria missione sulla terra. Ovvero predicò la Parola di Dio non guardando se qualcuno ne era indegno, nè indagò se lo fosse.
    A me non sembra così arduo quando si accetta di continuare tale missione, ma anche qualsivoglia incarico, se si vogliono guadagnare onori, occorre essere in grado di sopportarne gli oneri.

  58. Victor scrive:

    L’una e l’altra delle due condizioni non garantiscono l’esenzione dalla reiterazione del peccare , col risultato che -alla fine-, e nove volte su dieci, la confessione ed il pentimento si riducono ad un comodo servizio di discarica espiatoria periodica che finisce per spogliare l’atto del peccare della coloritura repellente che dovrebbe albergare nell’animo del fedele.

    caro Meis, quello che lei dice è vero – e purtroppo lo è drammaticamente – quando si vive una fede in maniera superficiale o forse nessuno ci ha insegnato cosa SUCCEDE all’anima (e quindi all’intera vita) del credente, che lo SPERIMENTA (altrimenti starei soltanto esprimendo concetti eleganti o più o meno alti, ma che non servirebbero né a me né a lei né a nessun altro).
    E’ chiaro che la fede è un percorso, perché è anche una ‘relazione’ personale col Signore, vissuto nella vita sacramentale nella Chiesa (io ho parlato della riconciliazione in un certo modo perché così mi hanno insegnato e viverla e ho avuto la grazia di farlo e di continuare a farlo). Questo percorso (l’intera vita di fede, intendo) non è senza conseguenze: lascia segni indelebili nell’anima (e quindi anche nella vita e nelle scelte) della persona e, se anche può darsi il caso di “reiterare” in alcuni errori, se c’è una volontà VERA di uscirne e si chiede l’aiuto, la “trasformazione” interiore gradualmente avviene… se siamo credenti non possiamno pensare che la Grazia del Signore rimanga senza effetti e, se siamo cattolici, crediamo (ma sperimentiamo anche) che – pur rimanendo sempre inclini al male e soggetti al peccato – non rimaniamo luteranamente inesorabilmente peccatori e inesorabilmente GLI STESSI… può volerci anche un lungo tempo per cambiare una tendenza negativa radicata… tuttavia -tolti i limiti invalicabili della nostra realtà che solo il Signore conosce- stiamo sicuri che, con la nostra volontà (con condimento di sincerità, umiltà e perseveranza) non separata dal Suo aiuto, nolte cose riusciamo a vincerle.
    Quando parlo di Suo aiuto intendo sia la luce per ri-conoscere i nostri peccati arrivando anche alla radice di ognuno di essi (che può essere una e molteplice), che la Grazia per comprenderne gli effetti devastanti per noi per gli altri e per il nostro rapporto con Dio, provarne dolore (pentimento sincero) e accogliere il perdono, la Redenzione che, se non sempre può cancellare alcuni effetti, può tuttavia trasformare profondamente la nostra interiorità e quindi anche le nostre relazioni con gli altri, con il mondo e con la Vita…

    Vorrei dire molto di più e non so se ho fatto bene a dir questo, che intanto è l’essenziale…

  59. Prialo scrive:

    Quale nesso può mai esistere

    fra un Dio padre buono e giusto, così come sempre definito, ed i suoi figli che suicidano perchè nessuno li aiuta?

  60. Sal scrive:

    @ p.Danilo
    sono contento per lei se è già entrato nella casa profetata da Aggeo, l’unico problema è che quella casa non è ancora arrivata, quindi come faccia lei a starci dentro è veramente un mistero.

    Se leggerà con attenzione Aggeo prevede lo scrollamento di tutte le nazioni, e non solo, prima dell’avvento di quella casa, e le nazioni ancora non sono state scrollate anche se i segni già si vedono.

    Vede la difficoltà a ragionare con lei è proprio questa: pretendete di sapere tutto ma non spiegate niente, pretendete di essere saggi e credete ai Misteri, ma poi non li potete spiegare (perché i misteri sono tali perché non hanno spiegazione), poi vi rifiutate di spiegare perché lei dice che può capire solo chi crede nella chiesa. Ma come farà uno che crede nella chiesa a capire se il mistero non ha spiegazione ? Altrimenti non sarebbe mistero ma un evento conosciuto.

    Quindi ha ragione lei, come si fa a dialogare con me ?
    Comunque rifletta, se Dio ha dichiarato che farà una casa nuova probabilmente non è molto soddisfatto di quella vecchia e di chi l’ha condotta, così che chi l’ha governata ha una grossa responsabilità. Le pare ?

  61. Victor scrive:

    la presenza del male nel mondo e la nostra pochezza è un mistero che ci sovrasta, Prialo; ma non possiamo dare a Dio la colpa di un mondo segnato da una caduta, se non accogliamo i segnali con cui Lui stesso, venuto in questo mondo proprio per riportarci e riportarlo a Sé, vuole aiutarci a ‘rialzarci’ e a camminare con Lui.
    Non è facile fare un senso a tanta sofferenza; possiamo solo cominciare ad accettare e offrire, nel Figlio, la nostra… solo questo posso dire poveramente, Prialo!

  62. ADRIANO MEIS scrive:

    @@ VICTOR….
    Torno a dire che la Sua prosa lascia ammirati per la nobile e profonda ispirazione spirituale che sottindende (e la cui sincerità è limpidamente percepibile). E’ evidente che il mio giudizio si riferiva ai grandi numeri e sono il primo a sapere che esistono splendide manifestazioni di fede, nell’ambito di tutte le esperienze religiose. Una buona parte delle mie critiche, inoltre, si appuntano alle “politiche politicate” degli Alti Vertici e non sicuramente all’onesto e puro sentimento religioso di tante singole anime, ottimamente motivate. Vedo ed apprezzo le considerazioni che Lei fa sui meccanismi e sul valore del sacramento penitenza/confessione; e persino sulla lettura “censurabile” dei convincimenti luterani (per me, cosa assai dura: ho passato lunghi anni nelle società protestanti ed ho dovuto apprezzare le ricadute positive del rigore luterano sull’etica pubblica che per me -non credente– sono le uniche cose positive, risultando utili per il buon funzionamento di tutta una collettività).
    Certo, il fedele protestante è consegnato ad un ethos tragico ed inumano ed il “protestantesimo ha fatto scendere il buio nei cuori” (come ho trovato scritto in Sismonde de’ Sismondi).
    Alle volte,però , mi pare che qui abbiamo,all’opposto, dato la possibilità a troppi di vivere la spiritualità in modo assai frivolo ed esteriore…
    (Forse, il giusto mezzo, è proprio la Sua lettura della Pratica).
    La saluto.

  63. Prialo scrive:

    Cortese Victor, 6,47,

    capisco il suo punto di vista di credente, ma, in considerazione dei numerosi miracoli attribuiti a Dio, perchè mai Egli non da un aiutino anche a chi si suicida disperato per la perdita del lavoro? Come accade sempre con più frequenza.

  64. P.Danilo scrive:

    Squilpa, Mauro e Sal, siete ancora fuori casa, pardon, strada…, da questa sera entrerò nel grande silenzio, e in ginocchio pregherò tutta la notte affinché anche voi possiate un giorno, spero presto, entrare nella Casa giusta… o almeno prendere la diritta via …

  65. Giuliano scrive:

    “….Non possiamo dare a Dio la colpa di un mondo segnato da una caduta..”, scrive Victor.
    Questa della responsabilità del Creatore è una antica e dolorosa questione, splendidamente analizzata anche da Thomas Mann in “Carlotta a Weimar”, (un libro che consiglierei a tutti).
    La mia impressione è che si colpevolizza troppo l’uomo, pur di salvare a qualunque costo la bontà di Dio. Egli, essendo omnisciente, avrebbe,tuttavia, dovuto sapere della inevitabile Caduta. E,poichè, non era forzato a creare (ovviamente), tutto il “weltschmerz”, ha un solo responsabile : Dio stesso. Creare chi non esisteva ,senza alcuna necessità, (e nulla,dunque, aveva da perdere), per poi giudicarlo ed esporlo al rischio di dannazione eterna è, evidentemente, una strategia demenziale. Non se ne accorgono i credenti?

  66. Squilpa scrive:

    Una notte di preghiera per noi!
    Padre, non si sottoponga a questo strazio, sinceramente!
    Aumenterebbe solo il mio senso di colpa (che,accidenti!, devo dire siete bravissimi ad infondere!)

  67. xagena scrive:

    @P.Danilo si faccia un bel brindisi alla salute nostra……..ed una bella dormita!

  68. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, la ringrazio per volermi offrire le sua preghiera ma purtroppo la religione è un rapporto personale con Dio e le raccomandazioni non sono ben accettate in un Regno dove ognuno è responsabile per sè stesso. Direi che potrebbero proprio non influire positivamente, ovverosia quella che lei ritiene una possibile strada, potrebbe non arrivare a quella Casa.

  69. Quixote scrive:

    ADRIANO MEIS Scrive: February 12th, 2010 at 11:01 am

    Sulla base della sola razionalità, come credo sia ormai universalmente accettato, la scelta tra teismo ed ateismo risulta impossibile. Non resterebbe quindi che consegnare la palma della vittoria all’agnosticismo, rinunciando ad ogni discussione aggiuntiva. Tale conclusione però non acquieta le pulsioni interiori di molti individui che, nonostante tutto, percepiscono l’esistenza di verità più alte, non raggiungibili con la forza del solo ragionamento. La divisione nasce dunque non dai fatti ma dalla disposizione interiore di chi si impegna nella ricerca. Una divisione a priori da cui prende luce l’insieme dei fatti e dei ragionamenti. Chi riconosce dignità alla sola ragione, non ha motivi per non acquietarsi nell’agnosticismo e può sorridere delle domande che gli altri si pongono. Per quelli che considerano l’agnosticismo soltanto una resa, le cose si presentano in maniera diversa e le ragioni che a lei sembrano inconsistenti possono rappresentare la base della soluzione cercata.
    1-L’incomprensibilità di un eventuale dio, in quanto tale, non può essere considerata una scusa ma una conclusione inevitabile e lei lo ha capito benissimo. Un dio comprensibile non sarebbe diverso da me e quindi non sarebbe Dio.
    2-Potrebbe forse esistere uno scandalo maggiore del tradimento di Pietro? Se dunque un avvenimento così poco onorevole è stato onestamente riportato nei Vangeli e tramandato, occorre considerarne l’enorme valore didattico da applicare con serenità alle vicende umane successive.
    3-Sinceramente non ho mai capito perché le scritture dovrebbero contenere delle verità scientifiche o anticiparne la consapevolezza. Il fatto di averle interpretate in senso scientifico dipende dalla ristrettezza di vedute degli interpreti e dalla cultura dell’epoca in cui i fatti si verificarono.
    4-Le conclusioni si potranno tirare individualmente alla fine della vita e globalmente alla fine della storia, questo ci dice la dottrina e non ci sono verifiche che possano integrare la fiducia nel contenuto della rivelazione. Questo fatto può risultare di non facile accoglimento ma rientra in pieno nell’insegnamento di Cristo e in particolare nel suo privilegiare diffusamente la fede.
    5-L’universo, il suo sbocciare dall’energia, il suo evolvere fino alla coscienza ed alla spiritualità, sono tuttora importanti argomenti delle mie riflessioni, come penso della maggior parte dei fedeli, e si collocano all’origine della mia ricerca di una causa e di un fine adeguati. Come ho già sostenuto con Libera, ritengo che “il dolore del mondo” rappresenti il risultato arbitrario di una sommatoria tra elementi non addizionabili e che quindi il dolore debba essere considerato nella sua unica sfera di possibile percezione, che è quella individuale. A proposito del dolore individuale, abbiamo l’esempio di Gesù e la sua parola sulla montagna, da cui è possibile desumere il corretto atteggiamento a fronte di un disegno non accessibile alla nostra razionalità.
    In tutto ciò non mi sembra di vedere alcun disimpegno concettuale quanto, piuttosto, alcune proposizioni basilari ancor più sintetizzabili: Dio non è alla nostra portata; (quindi) il mistero è inevitabile; gli uomini sono esposti all’errore; Cristo vuole la nostra fiducia.
    Non siamo dunque in presenza di espedienti dialettici per prevalere o svicolare nelle discussioni ma piuttosto di presupposti indispensabili alla Fede che, ogni convertito, in maniera più o meno consapevole, ha incontrato sulla sua strada. Nulla di diverso da questo. Saluti.

  70. P.Danilo scrive:

    Mauro, ora non posso nemmeno pregare per Lei? La preghiera di un sacerdote ha sempre un influsso positivo in tutto il Cosmo. Lo so, lei non crede nel sacerdozio cattolico, quindi non può credere nell’efficacia della preghiera. Bella religione la sua, senza sacerdozio e senza preghiera sacerdotale. Ma può esistere una religione positiva senza sacerdozio? Io credo di no. Tanto è vero che Cristo è sceso per porre fine al sacerdozio delle origine e istituire il nuovo sacerdozio eucaristico. Posso almeno “vivere come l’erba del campo”?
    Penso che lei militi nell’area protestante, forse evangelica, laicista e quasi atea, comunque in una di quelle sette; se me lo avesse detto prima… sa non sono tanto capace di esercitare la mia “vis polemica”. In conclusione, non crederò mai più all’ecumenismo, quindi desisto da ogni tentativo di salvare il salvabile.

  71. xagena scrive:

    @P.Danilo un evangelico , un protestante , un agnostico , un ateo e finanche un agnostico secondo te appartengono ad una “setta”????
    Mi spieghi , se vuoi, il concetto di “religione positiva”, che non mi è chiaro……
    Per quanto riguarda sacerdoti e sacerdozio è così aberrante credere che Dio non abbisogna di intermediari?
    I cattolici si lamentano sempre di essere “offesi” ma quando parlano spesso e volentieri randellano di brutto, ma sempre nel nome del Signore…………..ergo sono giustificati?
    Ciao

  72. Victor scrive:

    Forse, il giusto mezzo, è proprio la Sua lettura della Pratica

    caro Meis, la ringrazio per aver ascoltato e ocmpreso le mie parole e cosa trasmettevano. Devo dirle che la mia “lettura della Pratica” è ciò che la Chiesa cattolica -quella non inquinata da modernismi o carismatismi di vario genere- insegna da 2000 anni.

    Apprezzo la sua ricerca e condivido le sue conclusioni: se le gerarchie (non tutte, ma quasi purtrtoppo), piuttosto che parlare di etica e di politica (che non sono altro che aspetti della vita che implicano scelte che partono da Fondamenti, anzi da un Fondamento) celebrassero più messe e parlassereo e insegnassero, e magari anche mostrassero, le Verità di Fede di cui dovrebbero essere custodi (dalle quali nascono e trovano la loro ragion d’essere le scelte etiche e politiche) forse troverebbero più orecchi pronti ad ascoltare e cuori e menti ad accogliere… Ha notato che sono proprio loro che, nei loro dotti e autorevoli discorsi, l’unico che non nominano è il Signore, dal quale TUTTO proviene?

  73. john coltrane scrive:

    QUIXOTE, vedo solo ora il suo post di ieri, February 12th, 2010 at 11:01 am, e le deve proprio dire che con semplicità, pacatezza ed intelligenza lei ha spiegato benissimo, in poche parole, la natura del problema scienza-fede-Sacre Scritturre.
    Mi auguro che DIO continui ad assisterla, xchè le sue riflessioni sono un tesoro x tutti: x me, almeno, certamente.
    Buona giornata.

  74. ADRIANO MEIS scrive:

    Ed ancora un bravo a Victor.
    Condivido la massima parte delle Sue ultime affermazioni. L’intera comunità di cui facciamo parte potrebbe solo trarre vantaggi immensi da una Guida Ecclesiale che con la sola autorità dell’esempio, della pratica e dell’insegnamento, avviassero i popoli alla reale conoscenza della parola di Cristo, dimenticando totalmente beghe politiche (interne ed esterne al Vaticano).
    Cito due esempi, al riguardo, lontanissimi tra loro: il poeta Trilussa sembra seguire proprio la Sua conclusione quando fa dire ad un crocifisso, dimenticato nell’ombra, sul muro di un salone in cui è in corso una assemblea di alti prelati : “Se sò scordati che ce sò pur’io!”; e, lo stesso Ratzinger che, quand’era cardinale, ebbe a dichiarare che la chiesa stessa sembra diventata il maggior ostacolo sulla via della fede (cito a memoria).

  75. Victor scrive:

    Caro Meis,
    le sono grato per il suo apprezzamento, ma desidero fare una puntualizzazione.
    Ho avuto la riprova di come si possano trovare consensi non appena si critichi la Chiesa…

    e allora vorrei sottolineare che la mia è una critica che vuole essere costruttiva, vuole guardare in faccia la verità ma lo fa con sconcerto e rammarico e anche dolore e non per non sparare a zero, ma per vederne le soluzioni, attivate sempre a partire da me e invocate nella preghiera e nella fiducia in Chi solo può salvare la Sua Chiesa.

    E vorrei si arrivasse a riconoscere nella Chiesa non soltanto la parte visibile, ma il mistero che la oltrepassa, la precede e la permea e di cui essa è comunque portatrice, dato che è il ‘juogo’ privilegiato di una Presenza… in un altro post parlavo anche della “Comunione dei Santi”…

    Capisco l’esigenza tutta umana e sacrosanta di concretezza e di testimonianza; ma viviamo in un’epoca in cui la Verità è particolarmente offuscata su tutti i fronti e sarebbe bene non perdessimo l’aggancio con Realtà che non sono meno reali e concrete di quelle visibili e immediatamente percepibili e allora abbiamo bisgono di sviluppare e affinare i sensi dell’anima… per chi ci crede, naturalmente

  76. Victor scrive:

    errata corrige: ‘luogo’ privilegiato di una Presenza… ma forse anche lapsus freudiano ‘juogo’, ricordava “giogo” e mi fa venire in mente le parole del Signore “il mio giogo è soave, il mio carico leggero”.

    e mi piace ricordare che il “giogo” in realtà non è un peso, né un imprigionamento, ma ha una funzione precisa: quella di fare in modo che non si esca dal solco da tracciare. Gesù direbbe: “Chi ha orecchi per intendere…”

  77. Sal scrive:

    @ Giuliano
    salve, il suo commento di ieri, Feb 12th 2010 at 7:10pm

    “La mia impressione è che si colpevolizza troppo l’uomo, pur di salvare a qualunque costo la bontà di Dio. Egli, essendo omnisciente, avrebbe,tuttavia, dovuto sapere della inevitabile Caduta. E,poichè, non era forzato a creare (ovviamente), tutto il “weltschmerz”, ha un solo responsabile : Dio stesso. Creare chi non esisteva ,senza alcuna necessità, (e nulla,dunque, aveva da perdere), per poi giudicarlo ed esporlo al rischio di dannazione eterna è, evidentemente, una strategia demenziale. Non se ne accorgono i credenti? “
    _____________________________

    Sarebbe del tutto condivisibile, ma non è del tutto convincente perché la dichiarazione che è alla base del ragionamento non è certa [avrebbe dovuto sapere – senza alcuna necessità] ma è frutto di una visione cattolica di Dio.
    Nessuno può sapere se Egli è, e fino a che punto Omniscente. Nessuno può sapere se la creazione fosse una necessità o no, e nessuno può sostenere quale sia la motivazione. Quindi qualunque ragionamento si basa su una speculazione, che è il frutto sin dal remoto passato di una concezione cattolica di Dio che non ha nessuna rispondenza con una realtà che non possiamo conoscere

    Allo scopo la Bibbia dice:
    “Poiché “chi ha conosciuto la mente di Geova, o chi è divenuto suo consigliere ?” (Romani 11.34)
    E in relazione ai principali attributi di Dio, questi sono l’amore (1Gv 4:8), la sapienza (Pr 2:6; Ro 11:33), la giustizia (De 32:4; Lu 18:7, 8) e la potenza (Gb 37:23; Lu 1:35). È un Dio di ordine e di pace. (1Co 14:33) È completamente santo e puro (Isa 6:3; Aba 1:13; Ri 4:8), felice (1Tm 1:11) e misericordioso (Eso 34:6; Lu 6:36). Non è onnipresente, infatti viene detto che ha un luogo di dimora. (1Re 8:49; Gv 16:28; Eb 9:24) Il suo trono è in cielo. (Isa 66:1) Può tutto, essendo l’Iddio Onnipotente. (Ge 17:1; Ri 16:14) “Tutte le cose sono nude e apertamente esposte agli occhi” di Dio, “Colui che annuncia dal principio il termine”. (Eb 4:13; Isa 46:10, 11; 1Sa 2:3) La sua potenza e conoscenza si estendono ovunque, abbracciando ogni parte dell’universo. — 2Cr 16:9; Sl 139:7-12; Am 9:2-4.
    Quindi ritengo che forse ci sia ancora qualcosa da conoscere prima di trarre conclusioni così definitive.

  78. ADRIANO MEIS scrive:

    Le dò la mia opinione, stimabilissimo VICTOR, una opinione vecchia quanto me (e che non ho mai trovato motivi per smentire).
    Io non potrei definirmi propriamente “ateo”, ma agnostico sì;; sono uno che si guarda intorno,in attesa di capire. Nel frattempo, ascolta le opinioni di tutti, anche quelle del papa, ma poi trae le conclusioni con la propria testa. Ed il motivo è che della mia testa mi fido di più.
    Nella mia lunga vita, ho creduto di poter concludere una cosa, semplice semplice : la chiesa “vince”, per così dire, non perchè insegni la Verità, ma perchè offre sicurezza. Un grande, forte punto di riferimento ed una grande sicurezza.
    La mia impressione è che , (al di là di come venga confezionata la “verità”), il prodotto al quale il target è veramente interessato, quello che davvero decide il successo della Casa Madre, non sia tanto il Messaggio in sè, ma il forte senso di identità e sicurezza (ripeto) che esso sottende. Quasi come certi rotocalchi che, alla fine, vendono più per il gadget accluso che per la stessa rivista.
    Una delle prove che credo di poter individuare a sostegno di tale tesi è che i Messaggi sono molteplici, tanti quante sono le religioni stesse; laddove, se la verità fosse una, sarebbe identica per tutti i popoli. Qual’è,invece, l’elemento comune a tutte le Religioni? E’ proprio la sicurezza e l’identità che offrono, insieme al senso di appartenenza.
    Lei conclude il Suo scritto con la frase “per chi ci crede,naturalmente”; ecco, per quanto mi riguarda, io non ci credo. Vedo,però, l’opportunità del tenere in piedi l’intero Edificio; ma non perchè abbia davvero le chiavi dell’immenso mistero nel quale siamo immersi (chiavi che variano con le latitudini); ma perchè il bisogno di sicurezza è troppo profondo ed incancellabile, e, se lo perdesse la Chiesa cattolica, qualcos’altro lo sostituirebbe. Invece, il bisogno di sicurezza è universale,nell’Uomo (e non varia con le latitudini) : ed è quello che davvero “vince”, non le varie Fedi, le varie chiese e le varie religioni, contingenti e caduche.
    Perchè il bisogno di sicurezza è una inclinazione fissata geneticamente dall’Evoluzione e l’Evoluzione si è avviata quattromila milioni di anni prima delle religioni.
    Ecco, Victor, è cos’ che la penso, gelidamente ed impietosamente. La saluto.

  79. Giuliano scrive:

    Rispondo, al nostro Sal, che la mia replica era certamente destinata ad un pubblico cattolico e riflette un intento di replica ai valori cattolici, nei quali sono stato educato.
    Conosco assai male altri sistemi teologici e -dunque- non saprei pronunciarmi, in replica ad essi.
    Vedo,quindi, perfettamente i motivi delle Sue affermazioni e concordo totalmente. Grazie.

  80. Victor scrive:

    Caro Meis, la ringrazio per avermi dedicato tempo e per aver voluto condividere i suoi pensieri e convinzioni, che rispetto e comprendo anche, perché sono il frutto di lunga ricerca e anche di laboriosa elaborazione, che non mi sono assolutamente estranee.
    Noto che lei conclude dicendo: Perchè il bisogno di sicurezza è una inclinazione fissata geneticamente dall’Evoluzione e l’Evoluzione si è avviata quattromila milioni di anni prima delle religioni.
    Ecco, Victor, è cos’ che la penso, gelidamente ed impietosamente. La saluto.

    Non ho nulla da eccepire a questa conclusione, che per me è solo un punto di arrivo, per poi arrivare a conclusioni altre e mai definitive. Di definitivo per me c’è solo l’Approdo, cioè un punto in cui si trova Radicamento e Fondamento e credo che anche questo sia inscritto nel nostro DNA spirituale, innanzitutto perché siamo esseri-in relazione e che si svipluppano in ragione delle relazioni che coltivano e della Relazione che le fonda e le feconda tutte quante. In secondo luogo, siamo parte di un TUTTO, con cui siamo interconnessi (credo sia inuibile vederne le implicazioni sia a livello fisico che metafisico) e questo esser-parte già ci colloca in una situazione che poi richiede un nostro consapevole situazionarci e anche un radicamento (perché no?).

    Direi che l’agnosticismo ci colloca in una situazione di mantenere radici “aeree”, che ci permettono di fluttare liberamente nel magma di eventi, pensieri e interpretazioni che possiamo darne, ma che escludono in qualche modo la partecipazione, il coinvolgimento. Ma se è vero che siamo esseri-in-relazione (le dirò poi, se avrà ancora interesse ad ascoltarmi, da dove traggo questa affermazione, che poi è anche un’esperienza), ebbene, l’agnosticismo ci dà anche quella sensazione di libertà, in qualche modo di disancoraggio, che permette di andare sempre oltre, ma con disimpegno e anche con una sorta di ultimativa chiusura d’orizzonte.

    Queste sono le mie sensazioni, posso sbagliarmi, ma credo che anche l’Approdo che intendo io, che non è una esperienza ultimativa e conclusa, dischiude e consente un “oltre” sempre ulteriore, ri-partendo da un Radicamento che consente ad una linfa Viva e vitalizzante di illuminare, indicare, sostenere e rinsaldare nelle asperità, far conoscere tappa dopo tappa il resto del cammino, durante il quale accadono molte cose, ognuna delle quali è piena di senso e ha delle ricadute sulla realtà personale e collettiva al da là di ogni aspettativa e/o previsione personali

  81. Victor scrive:

    Inoltre, Meis, se è vero che il “bisogno di sicurezza” è fissato geneticamente all’evoluzione, non è anche giusto chiedersi se c’è una Ragione, e quale sia?

    Mi viene in mente, dal Discorso della Montagna: “Beati i poveri in spirito, perché di essi il Regno dei cieli” e scopro che “poveri in spirito” (non semplicemente poveri)connota coloro che si riconoscono non auto-sufficienti e quindi bisognosi di aiuto e lo chiedono… pensi che dinamismo in una povertà alla quale siamo forse abituati a dare un senso solo materiale

  82. Victor scrive:

    E’ molto stimolante il suo intervento Meis, più lo scorgo e più mi fa pensare: Ed il motivo è che della mia testa mi fido di più.

    In effetti quel “mi fido” mi dà da pensare che Fede significa dar fiducia, affidarsi, ma anche aderire, i cristiani parlano di sequela (nel mondo ebraico era seguire il maestro prescelto, del quale si condivideva anche la vita, la quotidinianità) ed è quello che si intende nei confronti del Signore Gesù. Ecco, c’è chi si accorge che è giusto, anzi necessario, arrivare ad una consapevolezza di sé che consente di ‘pensare e giudicare con la propria testa’; ma ritengo che non se ne debba fare un assoluto, altrimenti tutto ciò che assolutiziamo ci blocca lì e in qualche modo ci trae in inganno… l’Assoluto è Trascendente; mi sembra che ci chiuda orizzonti ulteriori fare dell’uomo o della nostra coscienza il centro di tutto, non crede?

  83. Melandro scrive:

    gentile(poco) Tradizionale il suo richiamo a presunte deviazioni dei neocatecumenali è poco corretto anzi molto scorretto.
    Lei non può mettere insieme neocatecumenali, testimoni di Geova e protestanti edebrei. Dimostra di non aver capito niente e soprattutto di non sapere chi sono i neocatecumenali e tutto il bene che essi stanno portando nella Chiesa, con il riconoscimento pieno ed entusiasta del Santo Padre.

  84. mauro scrive:

    Caro P.Danilo,

    Se non fossi piu’ in vita, le sue preghiere potrebbero servire, ma essendo ancora in questo mondo, anche se lei muovesse a compassione Dio o Gesu’ o Maria, non è detto che ciò che farò oggi o nel futuro potrà accompagnare degnamente quanto lei desiderebbe fare fare per me in quanto ognuno è padrone del proprio destino, sia nel bene che nel male.

    Io non sono contro il sacerdozio ma contro le false letture che hanno portato la Chiesa cattolica ad instaurare un potere materiale sull’uomo disconoscendo il messaggio spirituale, insito nelle sacre scritture, di avvicinamento a Dio. Ci si avvicina a Lui solo con il progressivo superamento della propria essenza umana e di ogni barriera terrena che costringe l’uomo alla pura formalità. E’ per il tramite della cura del proprio sentimento che lentamente ci avvicianiamo a Dio essendo
    “religione” sinonimo di scupolosa attenzione verso una divinità che ci protegge ma anche verso la Patria, la famiglia, e così facendo verso noi stessi.

    Anche oggi il Papa ne ha dato un esempio per quel voler affermare, sul diritto alla vita, che la legiferazione dello Stato italiano si deve coformare all’etica. L’etica non è un concetto religioso ma civile che esprime il volere della maggioranza della comunità ma non mi risulta che i cattolici possano decidere, in ambito religioso, quale sia l’etica essendo sottoposti ad una morale fissa e perenne. Ovvero l’etica che richima il Papa non ha alcun riferimento religioso, non solo, ma l’osservanza della morale vieta che vi sia un’etica. Etica e morale sono due filosofie di vita diverse, la prima rispetta la
    volontà ed i desideri di una comunità nella sua intierezza ed è in continuo e lento trasformarsi, la seconda, rispetta un insegnamento perenne che si fa risalire ad una divinità ma è riferibile solo ad una parte della comunità, avendo l’altra concetti morali diversi o dissimili. Una legge etica rispetta la maggioranza e le minoranze (es. la legge sui diritti
    universali dell’uomo a cui la Chiesa cattolica spesso fa riferimento e che riguarda tutta la comunità mondiale e che non è contro nessuna confessione esprimendo concetti universali).

    Io sono contro il celibato nel sacerdozio per tanti motivi che si concatenano l’un l’altro rafforandone la coerenza e convinzione, non ultimo che il celibato rende l’uomo incompleto, non compiuto, ibrido. Se Dio ha diviso i due sessi non era certo perchè si escludessero l’un l’altro in quanto egli stesso non vuole distruggere ciò che ha creato. Egli ha previsto per ognuno la propria funzione, la donna per generare vita e l’uomo per dare impulso alla vita, vita che permette a Lui stesso di
    esistere perchè senza umanità il creato sarebbe un’esposizione di cose inutili, narcisiste.

    Non parteggio per nessuno sulla terra, nè per alcun schieramento perchè si nasce liberi e nussuno ha il diritto di vincolarti. Percorrere la propria vita è scegliere, altro non è che ritornare al concetto di aver quella personale, scrupolosa attenzione verso sè stessi e per la vita che ci è stata donata.

    Un suo confratello, anche se della Comunità di Pio X, in questo blog ha scritto che l’ecumensimo, pur esprimendo il concetto di voler riunire le religioni, nella realtà continua a volerle dividere. Ciò vuol dire che nelle religioni non vi è un interesse comune, universale ed ognuno continua ad andare nella propria direzione morale e non in una direzione comune, etica. Anche lei, non volendo salvare il salvabile, direi che si dice sì pronto a salvare ma solo alle proprie condizioni morali, esattamente come spiegava, il suo confratello, l’ecumenismo.

  85. Prialo scrive:

    Il Pontefice

    torna a levare la voce in favore della vita vegetativa che degrada la dignità dell’uomo. E pretende d’imporre le sue opinabili idee, chiedendo leggi valide per tutti.

    Ma lo sa bene che non sarebbe seguito nemmeno da tutti i credenti. I quali, quelli che possono, si recano all’estero per sistemare le loro cose.

  86. P.Danilo scrive:

    Mauro, ma le costa così tanto dire a quale religione, o fede, appartiene? Se non appartiene ad alcuna lo dica. Io non mi sono nascosto. Sono sacerdote cattolico ed è ovvio che io creda nella Chiesa, nel sacerdozio e nel celibato, nei sacramenti e nella morale cristiana. Sono cose che non metto in discussione. Se altri le vogliono discutere lo facciano pure, ma non con me. Non metto in discussione cose che ho già scelto. Propongo ad altri, quando mi è concesso, tutto ciò che mi è stato insegnato. Non faccio oggetto di discussione: Dio, la Chiesa, il sacerdozio, ecc. C’è stata una Rivelazione, ebbene o la si accetta o non la si accetta. In conclusione, non voglio dialogare con lei sulle verità della Fede cristiana. Punto e basta.

  87. Prialo scrive:

    Il Papa afferama

    che il diritto alla vita è inalienabile.

    L’uomo ha infatti l’inalienabile diritto ad una vita di relazione sana ed autosufficiente, non ad un coma lungo decenni, indegno perfino degli animnali.

  88. Tradizionale scrive:

    Dice Domenico rivolgendosi ai critici, come me, verso il Cammino Neocatecumenale ( che ho frequentato non so come per oltre dodici anni)
    “Andare alle catechesi iniziali e cominciare a giudicare e sentenziare, è come leggere la prima pagina di un libro di mille e pretendere di conoscere quel libro”.

    Caro Domenico, a parte il fatto che quel libro io l’ho letto per almeno tre quarti, ti accorgi subito della sua bonta se fin dalle prime pagine ti parla male dei sacerdoti che non siano neocatecumenali, ti parla malissimo dei vescovi che non siano neocatecumenali( i “faraoni”), ti parla male di tutti coloro i quali non fanno il cammino neocatecumenale.
    Sono sufficienti non solo le prime pagine, ma anche le prime righe dell’introduzione.

  89. mauro scrive:

    Caro P. Danilo, credo che proprio non sia in grado di capire ciò che le scrivo perchè lei ancora mi chiede a quale confessione rivolgo le mie attenzioni.
    Vede, la differenza fra lei è me è che io ho permesso alla vita di insegnarmi mentre lei ha avuto bisogno che qualcuno le insegnasse, ovvero quello di scui scrive non è suo ma l’ha fatto suo.

    Mi permetta, ma lei non vuole dialogare sulla fede cattolica, non sul cristianesimo perchè quest’ultimo è lungi dall’essene parente. Solo la fede cattolica prevede un’istituzione sulla terra quando è evidente che con le religioni monoteiste la divinità e la stessa istituzione divina è stata portata ad esistere nel Regno dei Cieli, oltre e piu’ in alto della terra. vale a dire che la religione è stata portata da un livello terreno (dove la divinità intereagiva con l’uomo) ad uno esclusivamente spirituale.
    Ciò significa che la Chiesa cattolica è ritornata indietro nel tempo rimodollandosi sui principi di un’istituzione pagana, quella stessa che il Cristianesimo chiedeva di abbandonare.

    Se Gesu’ chiede di elevarsi a Dio, sarebbe corretto farlo senza volerLo riportare sulla terra.

  90. Yrsching scrive:

    # RINUNCIA DELL’ARCIVESCOVO DI PRAHA (REPUBBLICA CECA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

    Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Praha (Repubblica Ceca), presentata dall’Em.mo Card. Miloslav Vlk, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

    Il Papa ha nominato Arcivescovo di Praha (Repubblica Ceca) S.E. Mons. Dominik Duka, O.P., finora Vescovo di Hradec Králové.

    S.E. Mons. Dominik Duka, O.P.

    S.E. Mons. Dominik Duka, O.P., è nato il 26 aprile 1943 a Hradec Králové, nella Boemia dell’est.

    Il 6 gennaio 1969 ha emesso la professione temporanea nell’Ordine Domenicano e il 22 giugno 1970 è stato ordinato sacerdote. Per 5 anni ha lavorato in diverse parrocchie dell’arcidiocesi di Praha e, il 7 gennaio 1972, ha emesso la professione solenne nell’Ordine di San Domenico.

    Ha studiato nella Facoltà Teologica di Litomĕřice poi, nel 1979, ha conseguito la Licenza in Teologia nella Facoltà Teologica di San Giovanni Battista a Varsavia.

    Nel 1975 è stato privato dell’autorizzazione statale per il sacro ministero e destinato, per quasi 15 anni, alle fabbriche Škoda di Plzeň, come disegnatore (fino al 1989). Nel frattempo, ha lavorato in segreto nell’Ordine come Maestro dei Novizi e insegnante di Teologia.

    Nel 1981-1982 è stato incarcerato a Plzeň.

    Dal 1986 al 1998 è stato Provinciale dei Domenicani in Boemia e Moravia.

    Dopo la caduta del comunismo è stato eletto Presidente della Conferenza Federale dei Superiori Maggiori e, negli anni 1992-1996, Vice-Presidente dell’Unione delle Conferenze Europee dei Superiori Maggiori.

    Dal 1990 al 1999, è stato Docente nella Facoltà Teologica presso l’Università Palacký di Olomouc, insegnando Introduzione alla Sacra Scrittura e Antropologia biblica.

    Il 6 giugno 1998 è stato eletto Vescovo di Hradec Králové e il 26 settembre 1998 ha ricevuto l’ordinazione episcopale.

    [00217-01.01]

    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25133.php?index=25133&lang=it#RINUNCIA%20DELL%E2%80%99ARCIVESCOVO%20DI%20PRAHA%20%28REPUBBLICA%20CECA%29%20E%20NOMINA%20DEL%20SUCCESSORE

  91. Yrsching scrive:

    ” XI ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA
    DEL SINODO DEI VESCOVI
    2-23 ottobre 2005

    L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa

    - S.E.R. Mons. Dominik DUKA, O.P., Vescovo di Hradec Králové (REPUBBLICA CECA)

    Quando sperimentiamo la vita della Chiesa nell’Eucaristia, non possiamo sperare che si tratti di un’“esperienza priva di tensioni”. Senza tensioni non c’è vita! Molti di noi sono convinti che esista una “liturgia tridentina” e una “liturgia posteriore al Concilio Vaticano II”. Ma non è vero. Ci sono liturgie differenti e sviluppi liturgici ci sono sempre stati. Dobbiamo avere grande considerazione e rispetto per la liturgia della Chiesa orientale, ma anche per i nuovi sviluppi della “liturgia latina”.
    Quando fu elaborata la liturgia bizantina, per rendere onore a Cristo si fece ricorso al cerimoniale imperiale di corte, pur preservando contemporaneamente la fedeltà al mistero del Figlio di Dio.
    In questo senso devono essere ammessi anche modi diversi di venerazione di Cristo in Asia, Africa o Europa. La differenza tra la liturgia latina e quella bizantina è più profonda di quella fra il “rito tridentino” e la “liturgia dello Zaire”! Lo studio della storia della Liturgia e dei sacramenti incoraggia anche una nuova azione liturgica. Non si può ridurre tutto solo all’obbedienza pedissequa di rubriche. Abbiamo bisogno anche di apprezzare il significato profondo insito nella liturgia e che da essa scaturisce.

    [00160-01.05] [IN153]
    [Testo originale: tedesco] “

  92. P.Danilo scrive:

    Mauro, Chiesa cattolica e cristianesimo sono la stessa cosa, la Chiesa è stata fondata prima del sole e della luna (vedi Clemente d’Alessandria), come Chiesa delle Anime nel Paradiso terrestre…

  93. P.Danilo scrive:

    Tradizionale, confermo quanto dice, anch’io li ho letti, tutti, nel 1977. Può essere che ora li abbiano pure cambiati. Comunque, meglio lasciar perdere, e pregare Dio di aver pietà di tutti noi.

  94. Yrsching scrive:

    [ Trovate l'intervento (vedi fra i precedenti commenti) del neo-eletto (oggi) Arcivescovo di Praga, al Sinodo del 2005 sull Eucarestia, al link :

    http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/documents/bollettino_21_xi-ordinaria-2005/01_italiano/b11_01.html#-_S.E.R._Mons._Dominik_DUKA,_O.P.,_Vescovo_di_Hradec_Kr%C3%A1lov%C3%A9_%28REPUBBLICA_CECA%29_ ]

  95. xagena scrive:

    @Prialo ho sentito le dichiarazioni del Papa e mi sono chiesta se queste “leggi” che “impone” valgano per lo stato Città del Vaticano soltanto…..o pure sono un’indebita ingerenza nella politica di uno stato estero….seppur confinante……

  96. Prialo scrive:

    Il Papa afferma

    che sulla bioetica c’è il rischio di una deriva relativista.

    Non si capisce per quale motivo le verità affermate dalla Chiesa devono essere considerate assolute! Quando mai è stata dimostrata l’esistenza di una verità assoluta!

    Le altre religioni non concordano sulla verità della Chiesa, dunque di che parla il Papa.

  97. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, Clemente D’Alessandria era molto confusionario, per gli storici, come lo è lei.
    “Prima del sole e della luna” (ma anche prima degli astri e delle bellezze della natura, prima di tutti i più bei paesaggi del mondo, prima delle meraviglie del creato) era riferito al pensiero di Dio nei riguardi dell’uomo. In questo caso non avrebbe utilizzato la metafisica ma la metempsicosi, la trasmigrazione da un corpo all’altro, il primo umano ed il secondo divino perchè lo considera istituzione di Dio. Peccato che però quell’Ekkhlesia derivi dal verbo greco Ek-khlaleo che è “l’invitare qualcuno” e Gesu’ non disse a Pietro di fondare la
    Chiesa perchè proprio non ci pensava essendo il suo messaggio universale e quindi capibile da tutti. Forse aveva torto perchè ancora oggi c’è molta gente che gioca con le Sue parole o forse non è proprio un gioco ma un piano un po’ viziato. Gesu’ invece “invitò” Pietro a
    continuare la propria predicazione, cosa che fece assieme agli altri apostoli, accettando la missione di Dio di propagare la sua Parola, la promessa di una vita eterna, che è un’evenienza spirituale e non materiale.

    Fino al IV secolo non vi era nessuna Chiesa Cattolica perchè ogni comunità cristiana era autonoma dalle altre ed i concili servivono per uniformarne i comportamenti. Gliel’ho già detto che lei segue una religione che non ha nulla a che fare con il cristianesimo, e questo perchè era indirizzata agli ebrei e perchè, essendo loro i depositari di quella fede, non hanno fondato alcuna istituzione e nè lo faranno. La fede cattolica è una tasformazione mal riuscita della fede cristiana che esula dalla spiritualità accostandosi ogni giorno di piu’
    alla materialità di intenti, ed anche l’ultimo ma non ultimo esempio del Papa, che le ho oggi ricordato, lo conferma.

    La Chiesa delle Anime è una reinterpretazione della discesa di Cristo negli inferi e rappresenta la rivangelizzazione delle anime di tutti i trapassati specie quelle di coloro che in vita non hanno conosciuto il Cristo. Scusi P.Danilo, ma se Dio ci giudica per ciò che nella vita facciamo ed onoriamo, ri-vangelizzare dopo la morte vuol dire andare contro le decisioni di Dio, anche nella considerazione che già viene salvato chi era stato di altra fede e non aveva conosciuto la Parola di Dio ed anche che Gesu’, negli inferi non evangelizzò nessuno ma salvò chi, non avendo conosciuto la Parola di Dio, avrebbe voluto aderirvi . Ma c’è tutta un’ulteriore serie di considerazioni che non scrivo per brevità.

    Quand’è che si appoggia a concetti piu’ consoni che la facciano avvicinare a Dio, considerato che l’incontro con Dio è esclusivamente personale e non collettivo?

  98. P.Danilo scrive:

    Mauro, glielo dico per l’ultima volta: quando è che la smette di dire sciocchezze? E pretenderebbe di confutare addirittura il Papa? La smetta e lasci in pace i cattolici, e me che ormai mi sono rotto.

  99. P.Danilo scrive:

    Prialo anche lei vuole insegnare al Papa il Pater Noster. Che pretesa! La Chiesa cattolica possiede la “gnosis” e anche la “epi-gnosis” (magistero pietrino, paolino e giovanneo).Lei ne sa qualcosa? No, quindi se ne stia zitto, per favore. In Occidente, il Papa è ancora l’unica autorità spirituale, l’unico che possiede la “auctoritas” (da “augeo”) proveniente dall’alto dei Cieli, mentre, purtroppo, non c’è chi possieda lo “imperium” in quanto lo Stato è laico, hegeliano, liberista e libertario quindi non è legittimato dall’alto dei Cieli. Ma neanche dal basso in quanto il Popolo non è rappresentato per nulla. Infatti, i politici di turno non portano avanti le istanze del popolo, ma le loro ubbie libertarie in fatto di etica, di morale e quant’altro. Mi auguro che presto i Cattolici, siamo ancora in maggioranza, si sveglino e comincino a cacciare fuori dal Tempio (visibile ed invisibile) tutti i mercanti, gli spicciolatori della divina Rivelazione, i mercanti di pecore matte, ecc.

  100. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, il Papa confuta sè stesso con le sue parole che corrispondono ai suoi pensieri. L’unica probabilità era che fosse uno scherzo di carnevale, visto il periodo, ma confutandosi continuamente, durerebbe tutto l’anno e ciò mi appare essere un comportamento alquanto frivolo e gaudente.

    Rimanga nel suo ambito religioso e non si ritenga padrone di decidere se uno deve smettere o meno di scrivere su questo blog. E’ il Dott. Tornielli, autore e proprietario di “Sacri Palazzi” che può decidere se pubblicare o meno quanto scrivo ed alle sue decisioni io mi rimetto.

  101. bo.mario scrive:

    Padre Danilo il pope è l’unica autorità spirituale? è stato investito dall’alto? ma che va scrivendo? la vera anima integralista viene fuori. Il pope è stato eletto da persone della chiesa e rappresenta, in terra, il potere vaticano, non ha niente di divino. In campagna elettorale i toni sono sempre esagerati e questa volta il pope non ha fatto altro che uniformarsi. Lo stato, estero per lui, non deve fare… siamo andati fuori dal seminato? Non c’è bisogno di critiche al pope, si squalifica da solo.
    Quì la metafisica non c’entra, è solo cercare il potere.
    Ultimamente, Danilo, ne dice troppe sopra le righe e non credo possa essere un interlocutore valido da parte del vaticano, a meno che la politica vaticana fomenta persone integraliste, nuovo corso? Un saluto.

  102. P.Danilo scrive:

    Come al solito, Bo Mario, lei dice un mucchio di sciocchezze e di corbellerie, in spagnolo “tonterias”. Pensare che anche lei, quando era un bimbetto, ha allattato alla grande mammella della Chiesa; ora che fa, sputa pure il latte di sua madre?

  103. xagena scrive:

    @P.Danilo che le succede?Le gira male di questo periodo o per uniformarsi al carnevale ha indossata la maschera del Savonarola?
    Che è sta storia dell’allattamento?
    Comincio a preoccuparmi, io sono stata allattata da una tettarella di gomma inserita su una bottiglietta di vetro piena di latte in polvere diluito con acqua……non è che vò all’inferno ?

  104. bo.mario scrive:

    Padre Danilo oltre a qualche stupidaggine scritta ha qualcosa di serio da proporre. Fa parte del nuovo corso del vaticano fomentati da BXVI? dica qualcosa di serio o vada a confessare le vecchiette. cosa avranno da confessare lo sanno solo loro. Un saluto e torni ad essere una persona equilibrata.

  105. Giuliano scrive:

    “……anche lei, quando era un bimbetto, ha allattato alla grande mammella della Chiesa; ora che fa, sputa pure il latte di sua madre?”
    Parlare per immaginette–Usare retorica superficiale–Paragoni di effetto ma sterili–Rivolgersi al basso ventre, ma non all’intelletto–
    Si conquistano molti più fans di quanto non si crederebbe, in questo modo.

  106. ADRIANO MEIS scrive:

    Nel ringraziare Victor, preciso che mi riservo di rispondere non appena le vicende quotidiane mi lasceranno una adeguata disponibilità di tempo.
    Buona domenica a tutti.

  107. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, come si fa a sotenere due correnti diverse e contrastanti, la gnosi e l’epignosis, se non per avere sempre ragione. La gnosi si basa sull’intuizione mentre
    l’epignosis sull’esatta conoscenza. Si deve decidere da che parte stare perchè la Bibbia è farcita di gnosi ma l’esatta conoscenza si può avere solo di una cosa reale, non certo di Dio che, essendo immateriale, è spirituale. Poi mi permetta ma se la gnosi era una delle eresie
    del cristianesimo, non è certo che con l’epignosis si vada avanti (anzi si retrocede alla gnosi) perchè la conoscenza non l’avete neppure sull’universo. Galileo docet perchè, avendo utilizzato l’epignosis dovuta all’uso ed alla verifica del telescopio, è stato condannato dalla Chiesa. Ma ciò che è ancor piu’ scorretto e scandaloso, è l’aver dimenticato di
    scomunicare il teologo cristiano e l’appartenente al clero che appoggiò, il primo, e teorizzò, il secondo, l’eliocentrismo. Loro sono là nel Paradiso che si beano dei vostri errori e della sconsideratezza che usate nel determinare i destini della gente (non solo loro due naturalmente).

    Il magistero pietrino dev’essere ancora ad Antiochia perchè Pietro non s’è mai mosso di lì, c’è rimasto per 30 anni e fino alla fine della sua vita, nella dimenticanza di costituire la Chiesa ma anche nella considerazione che se la si dovesse formare (ma non era stato a lui detto), lo si farebbe nei luoghi dove Gesu’ ha predicato, non certo a Roma, nel mezzo del Mediterraneo. Certo che questo Pietro combinava sempre un sacco di guai. Quel continuo non capire mai gli intendimenti di Gesu’ (Vangelo docet) lo avrebbe portato a fondare la Chiesa a
    Roma e costringere i suoi successori ad indire 13 crociate per liberare i luoghi cristiani.

    Certo che se lui era cocciuto e sordo e fu il primo Papa, chi venne dopo di lui non fu da meno perchè permise che i cristiani impugnassero le armi ed uccidessero i mussulmani che credevano nello stesso Dio. Io credo che piu’ che un Dio sanguinario, come fu visto nel medioevo, sulla terra ci siano uomini che vogliono far sanguire il Suo cuore.

    Il cosiddetto “magistero paolino” sostiene l’impossibilità di separare Cristo dalla sua Chiesa ma lui era capo della sua comunità romama perchè la Chiesa, come istituzione, venne ben dopo, nel IV secolo. Poi, non essendo stato Papa non ha svolto alcun magistero, semmai era latore di un’opinione da valutare con le altre comunità in un concilio ma non la potè sostenere perchè fu ucciso.

    Il magistero giovanneo è frutto di quei tempi, in cui la troppa tensione poteva sfociare in un altra guerra e forse per il ricordo delle sofferenze del 40-45, nessuno poi alla fine l’avallò portando in tutto ad un contrasto fatto di parole, minacce pesanti ma nulla di piu’.
    Una Guerra fredda che rivelò essere una bolla portatrice poi di accordi e di mantenumento della pace perchè ognuno aveva paura dell’altro. Ovvero Il magistero giovanneo segui il corso dei tempi voluto dagli uomini.

    Proprio quell’AUGEO che ricorda e da cui derivà “autorità” si dimostra la sua palla al piede perchè la fa derivare da Dio, ovverosia considera la Chiesa di ausilio (auxilium) a Dio ma un ‘autorità lo è per sè stessa non certo perchè di ausilio ad un’altra. Chi si ritiene tale sottostà ad un’altra autorità ma l’autorità di Dio è unicamente spirituale ed è lui che alla fine decide.
    Ciò significa che nel tempio oggi s’è instaurata la Chiesa Cattolica, di proprio arbitrio, proprio per volersi interessare di questioni relative alla formazione di Leggi dello Stato italiano, dimenticando che Dio già ha lasciato le proprie leggi affinchè ognuno potesse dedicare la propria anima a Lui ed in sua gloria.

  108. mauro scrive:

    C’è un’idiozia della Chiesa che serpenteggia dal 553 d.C., quando è chiaro che Gesu’ nacque come qualsiasi umano e solo dopo il battesimo, quando lo Spirito Santo (che è di gene femminile in ebraico) discese su di Lui (essere maschile), venne riconoscituo dal Padre come Figlio prediletto proprio perche si ebbe l’unione fra due aspetti opposti, quello femminile e maschile, simbolicamente i contrapposti alpha ed omega, che determinarono la fine dell’essenza umana (Omega) e la generazione dell’essenza divina (alpha).

    Così è stato dalla notte dei tempi, il fattore maschile non è in grado di generarsi o rigenerarsi e neppure di poter passare da essenza umana a divina, di grado ben piu’ elevato, se non interviene un fattore femminile generatore. E solo con quella discesa dello Spirito Santo su di Lui, emanazione femminile di Dio, Gesu’ poteva passare dallo stato umano a quello divino. Non certo il corpo diveniva tale in quanto rimaneva umano e sarebbe poi risorto ma l’essenza umana che diveniva divina, si conformava al desiderio di Dio e porterà Gesu’ a predicarne compiutamente la Parola.

    Già Dio stesso, nel definirsi “Alpha ed Omega” (ovverosia “principio e fine”), in un versetto dell’Apocalisse (Ap. 1,8) dice di sè che e “colui che è, che era e che viene (o che ha da venire)”, ovvero colui che non essendo stato generato, ha insiti in sè i caratteri maschili e femminili che gli permettono di essere eterno, di essere sempre esistito e di poter esistere anche in futuro.

    Così come Dio ha in sè i due caratteri opposti, così il mondo ed ogni cosa nel mondo, da lui creata, si basa su due principi, quello positivo, femminile generatore, e quello maschile negativo che lo completa rendendo il creato stabile. Ed è indubbio che ogni feto umano, quando comincia a formarsi nel ventre materno, possieda i caratteri maschili e femminili e solo in un momento ben preciso della gestazione essi si separano dando origine ad un essere ben determinato. Essendo anch’essi parte del creato divino, portatore entrambi di uno dei caratteri che rappresentano separatamente gli opposti, non possono esistere in funzione di sè stessi ma dell’altro/a. Ma come non notare, al contempo, che il rigenerarsi della vita è eterno come Dio stesso per quella fusione tra essenza maschile e femminile.

    L’uomo e la donna perciò esistono perchè si uniscano assieme e non è nella volontà di Dio che essi rimangano separati in quanto li ha così voluti per poter rigenerare la vita che egli ha creato e che da è in lui insita eternamente.

    Quindi è contrario al volere di Dio aderire al celibato/nubilato, sia per scelta che per obbligo, così come e contrario contrastare con ogni mezzo o con ogni eccezione l’unione fra l’uomo e la donna, così come volerla limitare.

  109. P.Danilo scrive:

    Mauro, ovviamente rifiuto come errato tutto quanto ha scritto, inclusi i punti e le virgole. Per cui, a questo punto, dato che Lei non vuole smettere di scrivere, smetto io. La saluto.

  110. fedenrico scrive:

    Caro Mauro, scusa la mia intromissione nel tuo confronto con Padre Danilo; sarò rapido: Non comprendo quel tuo “Clemente d’Alessandria molto confusionario”.
    Vorrei essere io confusionario come lui. Con Origene fu fondatore della filosofia cristiana, e fu in lui che si “produsse una sintesi altamente complessa del pensiero greco e cristiano” (v. in particolare, di Werner Jaeger della Harvard University, “Cristianesimo primitivo e paideia greca”).
    Naturalmente ciò fu possibile per quel “Dio ignoto” (v. Paolo) ormai da tempo nell’animo greco, perché in quell’animo instillato da Senofane di Colofone, che riconobbe l’Unico divino già sei secoli prima.

  111. mauro scrive:

    Caro Fedenrico, sono gli storici che dicono che è stato confusionario perchè interpretò il vecchio testamento secondo lo stile di Filone, introducendo nella sua spiegazione allegorie e facendo diventare i fatti narrati puramente simbolici, mentre nel Nuovo testamento ciò non avvenne non prendendosi alcuna libertà. Da ciò emerge che individuare e riassumere i punti principali del suo insegnamento è alquanto difficile mancando di precisione ed oltretutto non ricercò mai un’esposizione ordinata senza dimenticare che volendo privilegiare la filosofia sulla fede, benchè quest’ultima in lui fosse molto salda, fu portato a non evitare di sviluppare teorie non ortodosse.

    E’ ricordato per la teoria del cristiano perfetto e del cristiano ordinario dove il primo ha una comprensione particolare per i grandi misteri riferibili all’uomo, alla natura ed alle virtu’ che il cristiano ordinario invece accetta senza comprendere. Con ogni probabilità questa distinzione ha portato alla proclamaziome dei dogmi, ragione per cui tutti i cristiani diventerebbero perfetti.

    LE sue opere furono copiate raramente, probabilmente per quelle teorie non ortodosse che vi comparivano tanto da indurre Papa Gelasio I ad indicare, nel catalogo delle opere di Clemente d’Alessandria, che ” non devono essere in ogni caso accettate”.

    A causa di ciò Clemente d’Alessandria non ebbe una grande influenza nella teologica ma certamente sul giovane Origene che diventerà uno dei maggiori Teologi dei primi 3 secoli,
    Non è poi che Origene fosse subito considerato bene, forse per quell’influenza di Clemente, tanto è vero che un concilio lo esliò ed un altro lo depose dal sacerdozio. Ma questa è un’altra storia.

  112. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, io scrivo, lei rifiuta tutto ma non contesta nulla. Direi che se decide di astenersi, conferma che lei non ha argomenti da opporre, basandosi solo su enunciati.

    Sarebbe come se lei regalasse una Bibbia e dicesse che non importa leggerla perchè lei è in grado di fargli il riassunto per grandi concetti od enuciati. Direi che a quel punto, chi riceve il libro non lo ritiene interessante, lo ripone nella libreria, ed aspetta che lei apra bocca per enumerargli gli enunciati, così poi se li cerca su internet.

    E’ quello che ho fatto io su internet.

  113. P.Danilo scrive:

    Mauro, e quali argomenti potrei opporre alla sua completamente sfasata presentazione di Filone d’Alessandria e di Clemente d’Alessandria? Dove prende le sue informazioni? Da Internet? Ho il sospetto che lei abbia sempre fatto così per darmi contro, ma come sa Internet non fa testo. E poi mi vuole dare una lezione sul concetto di “gnosis” e di “epi-gnosis” prendendo le informazioni dai soliti siti? Guardi che il suo gioco l’avevo già capito quando si discuteva sul Natale e sulla festa del Sole invitto, ecc.

  114. bo.mario scrive:

    Mauro ti ricordo che solo chi ha l’imprimatur del vaticano si può considerare vero. Internet non ce l’ha. Può dire cose giuste, vere, ma siccome non sono mediate dalla chiesa sono da considerare opinioni. Questo vale da molti secoli, non te lo scordare. Un saluto.

  115. Prialo scrive:

    Padre Danilo, 6,26 am,

    per ora evito una risposta puntuale al suo commento e le ricordo che tutte le discussioni sorgono dalla pretesa della Chiesa d’imporre a tutti le sue opinabili idee.

    Ora s’interessa persino di S. Remo. Ma siamo proprio impazziti!

    Parli, la Chiesa, ai suoi fedeli, se l’ascoltano, avrà vita più facile. Cordialità.

  116. mauro scrive:

    Caro P.Danilo, nemmeno la Bibbia fa testo perchè lei non spiaccica un discorso od una considerazione su di essa, solo monosillabi. Tra un’opinione espressa ed un discorso religioso non espresso direi che chi non fa valere il proprio pensiero è destinato prima o poi a soccombere. Il discorso di internet era per fale capire che per conoscere una plausibile verità (con la lettera maiuscola) ci si doveva rivolgersi altrove e non alla Bibbia (per quel riporla), di cui lei sarebbe custode, perchè lei sembra averlo fatto da tempo immemorabile non volendo far parte agli altri del suo pensiero per una forma di gelosia narcisista.
    Ma non è detto che poi siamo tutti uguali e capiamo le stesse cose.

  117. mauro scrive:

    Caro bo.mario, ti ringrazio per il sostegno, devi ammettere che l’imprimatur (approvazione) sarebbe un’ottima cosa se lo si potesse imprimere anche alle persone, onde assicurarsi che la funzione che vanno a svolgere sia coerente con ciò che gli si richiede.
    Un saluto.

  118. ritaroma scrive:

    caro P.Danilo,Mauro, come sempre si riempie la bocca di paroloni e di contestazioni, dimenticando che lei non è un manichino con l’abito talare e quindi, siccome non vive su un’isola deserta, nè tanto meno fa l’eremita può tranquillamente anche interessarsi di S. Remo!
    però un consiglio glielo voglio dare: li lasci cuocere nel loro brodo primordiale…non lo vede come ci sguazzano bene!? se vuole, ogni tanto gli dia una spruzzatina d’acqua santa….non bisogna mai disperare…come si dice” le vie del Signore sono infinite”…non si sa mai! pace e bene!

  119. P.Danilo scrive:

    Cara Ritaroma, grazie per il sostegno, in realtà io vivo in un’isola, in Sardegna, ci vivo bene, anche se non è deserta, e mi piacerebbe pure vivere in un eremo, sono quasi del tutto contrario al dialogo specialmente con i “nemici”, certamente non mi interesso di S.Remo, sono fermo a Baglioni, ora da molti anni non guardo mai la TV, pregerisco pregare e studiare alla sera. La benedizione gliela mando volentieri, ma non la vogliono, non vogliono nemmeno le mie preghiere. Li lascerei pur vivere nel loro brodo primordiale, ma poi loro del brodo primordiale ne fanno una dottrina sull’evoluzionismo per andare contro la Chiesa, ed allora che si fa: si prega e si vedrà? Forse è l’unica cosa che resta da fare. Saluti. P.S.: Ma quante ne dicono contro il nostro povero Papa!

  120. bo.mario scrive:

    P.Danilo e Ritaroma noi abbiamo vissuto nel brodo primordiale ma siamo cresciuti e abbiamo tolto da tempo il cordone ombelicale che ci legava. Voi siete costretti a viverci in quel brodo senza possibilità di scelta. Fateci un pensierino. Un saluto.

  121. fedenrico scrive:

    L’origine della vita è Dio. La Grazia ha ricomposto il cordone ombelicale, prima da me stolidamente reciso, che oggi mi ricongiunge a Lui.

  122. mario scrive:

    per Padre Danilo: Lei è d’accordo con le parole pronunciate dal nostro “povero Papa” in sinagoga? “Identità spirituale” tra Chiesa e popolo ebraico, tesi delle Alleanze “parallele”, stesso Dio pregato da ebrei e cristiani, etc. Non Le pare che Egli si sia spinto un po’ troppo in là, andando contro il magistero precedente il Concilio e anche contro la logica? Per favore, risponda e non faccia il finto tonto.

  123. Quixote scrive:

    @P.Danilo

    Carissimo padre la seguo con interesse e, come sempre di fronte ad un sacerdote, non dimentico la generosità del gesto di chi ha lasciato ogni cosa per seguire una vocazione non facile, particolarmente di questi tempi. Lei non manca sicuramente al mandato del Signore relativo alla diffusione della Buona Novella e trovo encomiabile, a questo scopo, l’utilizzo dei mezzi informatici, che non vedo così diffuso nel clero. Non è facile comunicare con chi, della contrapposizione alla Chiesa, si fa un titolo di merito ma il fatto non rappresenta nemmeno una grossa novità. Non ho mai potuto capire interamente cosa determini l’atteggiamento iniziale che spinge alcuni alla fede ed altri alla sua negazione. Sono portato a considerare tutti innocenti, quindi cerco, in ogni caso, di individuare o di supporre le sincere motivazioni degli atteggiamenti che non condivido o che non riesco a capire. Non giustifico invece le polemiche, alimentate solo per avere l’ultima parola, rivelatrici di un intento che non ha nulla a che fare con la ricerca della verità. Le ragioni che influenzano il percorso spirituale di chi, almeno una volta, abbia rivolto gli occhi al cielo in una notte serena, sono talmente numerose ed imponderabili da lasciarmi smarrito. Sono invece persuaso che, non di rado, le nostre scelte siano inizialmente motivate da cause prerazionali, da ricercarsi in avvenimenti ed insegnamenti ormai dimenticati ma sedimentati nel subconscio, da cui non cessano di esercitare la loro influenza. La ragione viene solo in seguito a soccorrere convincimenti scatenati chissà quando e chissà dove, come in una specie di valanga, cagionata da un movente iniziale minuscolo ed indistinto, proprio come un singolo fiocco di neve. Anche la mia fede, come quella di molti, ha dovuto confrontarsi con prove ed incertezze ma, fortunatamente, non mi sono stati negati il tempo e la volontà necessari per raggiungere un accettabile livello di consapevolezza. Ho sempre invidiato l’immediatezza dei semplici, che consente loro di cogliere l’obbiettivo saltando il faticoso percorso della ragione. Per me non è stato così, proprio perché non sono riuscito ad avvertire per tempo l’orgoglio della mia razionalità, e ho dovuto combattere a lungo con la sua pretesa di tutto sottomettere al suo vaglio. Le auguro ogni bene e una serena prosecuzione del suo ministero. Gradisca i miei saluti.

  124. ritaroma scrive:

    li lasci a mollo, padre, anche se loro sono convinti di esserne usciti…e invece ci stanno dentro fino al collo! lo so che le preghiere non le vogliono, ma a noi un Ave in più non ci costa niente. sono sempre dell’idea della spruzzatina d’acqua santa…rinfresca anche il blog e solleva il dr Tornielli. grazie …!

  125. anniballo scrive:

    Padre Danilo, nel salutarLa, mi permetto di precisare che l’Evoluzionismo non è una dottrina -come Lei dice- nè una opinione. Non è neppure un’arma contro qualcuno, nè è una follia di Darwin.
    E’ semplicemente la verità scientifica delle cose e non è negando la verità scientifica delle cose che questa può essere annullata.
    Inoltre, non si può “incolpare” Darwin (come si può fare con Marx): costui si è semplicemente limitato a descrivere come stanno le cose nella realtà biologica.
    Woytjla, se non ricordo male, aveva capito che -continuando a negare la realtà scientifica- è solo la chiesa che ci rimette.
    La saluto, stia bene.

  126. ADRIANO MEIS scrive:

    @ a VICTOR, con ritardo….
    Radicamento e Fondamento sono due esigenze ,credo, insopprimibili dell’Uomo, certamente; mi pare che le culture umane non vadano alla ricerca di nient’altro, in pratica, e solo questo già basterebbe a darLe ragione. Anche soltanto in forza dell’universo di relazioni di cui siamo bisognosi e che rende augurabile -se non obbligatoria- la piena condivisione di valori nel proprio gruppo sociale. Ma torniamo un pò alle premesse iniziali; questi due parametri assicurano il benessere individuale e sociale, ma ogni società può essere legittimata a porli in prospettive diverse (com’è,infatti, sempre accaduto). Siamo di nuovo in presenza di necessità radicate universalmente nella psiche umana, ma cui si posson dare risposte differenti.
    Il bisogno di sicurezza è una funzione primaria dell’istinto di conservazione ed è pagante ,in biologia, perchè è una insopprimibile spinta verso i comportamenti che assicurano la sopravvivenza. La “Ragione” di esso è che è stato selezionato positivamente dal processo Evolutivo, in quanto le forme di vita che ne erano in possesso hanno lasciato più discendenti di quelle che ne erano prive. (Al pari di qualunque altra struttura e comportamento del mondo vivente).
    Ho trovato eleganti ed efficaci le Sue parole sull’ agnosticismo e le “radici aeree” (quasi un ossimoro…), e -qui- è più difficile rispondere. Forse, posso dire che queste inducono ad un tipo diverso di coinvolgimento e di partecipazione, ma ne sono meno sicuro. Ciò che,invece, è certo è che il “disancoraggio” è condizione tutt’altro che comoda.
    Quindi, mentre sono certo dei fecondissimi vantaggi connessi all’Approdo e al Radicamento, (di qualunque tipo, vorrei dire), devo, per ciò stesso, sottolineare e testimoniare quanto può essere duro il vivere “senza Dio”….

  127. Libera scrive:

    Ricordo a Prialo che -come è stato recentemente ribadito- nella chiesa non c’è collegialità nelle decisioni, ma decide solo e sempre Uno Solo.
    E quell’Uno Solo, come si sa, è Bertone, (il quale -peraltro- parla notoriamente in nome di Dio).

  128. anniballo scrive:

    Ha perfettamente ragione “QUIXOTE”, quando scrive : “… Sono invece persuaso che, non di rado, le nostre scelte siano inizialmente motivate da cause prerazionali, da ricercarsi in avvenimenti ed insegnamenti ormai dimenticati ma sedimentati nel subconscio, da cui non cessano di esercitare la loro influenza. La ragione viene solo in seguito a soccorrere convincimenti scatenati chissà quando e chissà dove…”
    E’ nei nuclei sottocorticali, sedi dell’emotività e delle passionalità, che si fanno le vere scelte; ognuno di noi, qui, cerca disperatamente di dare fondamenti razionali a ciò che si è deciso come vero a livelli assai più viscerali.
    Però, “Quixote”, non crede Lei che possa verificarsi il caso che ,con la maturità degli anni ed il continuo,impietoso, riesame razionale delle presunte “verità”, i convincimenti possano essere rivisti e del tutto capovolti? Si sono dati casi di questo genere….
    Solo, che è un lavoro penoso e difficile e pochi scelgono di sottoporsi al travaglio della revisione e dell’esame critico. E’ molto meglio assopirsi e ripercorrere sempre le note strade, meglio se percorse da sempre. (Anzi, fin dall’infanzia). Dopotutto, è per questo, per aver -cioè- le massime garanzie di forgiare inalterabilmente l’itinerario che si considera augurabile, il sacerdote di ogni religione interviene già sui bambini….

  129. P.Danilo scrive:

    Mario, cercherò di risponderle, senza fare il finto tonto. Per mia natura mai mi permetto di criticare un mio superiore, immaginarsi se mi metto a criticare il Sommo Pontefice, Benedetto, e benedicente. Non ho ancora avuto l’opportunità di leggere i suoi discorsi alla Sinagoga. Ho notato comunque che il popolo presente in tale occasione era desideroso di sentire la parola del Papa. Erano in attesa di qualcosa. E questo mi è sufficiente per pensare che il Papa ha fatto bene ad andare alla Sinagoga. Gesù andava alla Sinagoga tutti i sabati. Perché non ci potrebbe andare un suo Vicario? Che Ebrei e Cristiani credano e preghino lo stesso Dio è ovvio, non occorre metterlo in discussione. Piuttosto aggiungerei che Gesù ha portato nuova luce sul mistero insondabile di Dio. è la questione, sempre poco approfondita, degli “attributi” o Nomi Divini (vedi: Dionigi Areopagita). I fedeli mosaici (Ebrei e Giudei) dei tempi di Gesù conoscevano anche il mistero della SS.Trinità e il mistero della Divinissima Endiade (natura divino-umana di Gesù), ma era insegnamento riservato soltanto ai sacerdoti. Non conoscevano ancora il mistero del Padre dell’Amore e dell’Amore del Padre: mistero supremo svelato soltanto da Gesù durante la sua vita terrena e pubblica. Per quanto riguarda l’identità spirituale e le Alleanze non ho ancora approfondito la questione.

  130. P.Danilo scrive:

    Anniballo, per quanto riguarda le tesi o le opinioni o le dottrine (dipende dal punto di vista) riguardanti l’evoluzionismo, mi creda, non ho nessun preconcetto. Non ho studiato adeguatamente il problema, sono ancora fermo al monogenismo o poligenismo, trattato ampiamente dal teologo Karl Rahner, in quanto può interessare il tema del peccato originale. Già le dissi, mi pare, che ho studiato abbastanza la paleontologia, particolarmente autori americani e inglesi. La mia educazione è avvenuta nel mondo anglossassone. Leakey, figlio (Richard), conclude che l’uomo sarebbe nato da un atto unico. Alla luce dei testi sacri, da me scandagliati, sono incline a pensare che non ci sia stata una evoluzione quanto piuttosto una involuzione.

  131. mario scrive:

    “Gesù andava alla Sinagoga tutti i sabati. Perché non ci potrebbe andare un suo Vicario?”
    Semplicemente perchè il giudasimo biblico non è la stessa religione che quello talmudico. Su quest’ultimo, e sulla sua “sterilità”, il consenso del magistero e dei padri è addirittura aritmetico. Si legga Nostra Aetate, per metà scritta da Heschel (!), e mi dica quante auctoritates tradizionali vengono citate… Sbagliarono, inoltre, i pontefici precedenti a GPII a non andare mai in Sinagoga?
    “Che Ebrei e Cristiani credano e preghino lo stesso Dio è ovvio, non occorre metterlo in discussione”
    Questa è troppo grossa per essere commentata.
    “I fedeli mosaici (Ebrei e Giudei) dei tempi di Gesù conoscevano anche il mistero della SS.Trinità e il mistero della Divinissima Endiade (natura divino-umana di Gesù), ma era insegnamento riservato soltanto ai sacerdoti”.
    Si dà il caso che il giudaismo talmudico neghi la Trinità, caro padre. Gliel’hanno mai insegnato?
    Grazie comunque dei suoi commenti, che mi paiono più tesi a provocare e a confondere che a chiarire.

  132. P.Danilo scrive:

    Quixote, sono pienamente d’accordo con quanto lei scrive e la ringrazio per quanto ha scritto. Certamente lei è una bella anima alla ricerca della Verità. Provi a lasciare che la Verità ricerchi lei. La sete della conoscenza di Dio, che c’è in ogni persona umana, è il desiderio di ogni desiderio; purtroppo tale desiderio è spesso sconosciuto, o represso, lo ammetteva anche, in un certo senso, Carl Gustave Jung. Il dottore parlava piuttosto di repressione della parte spirituale. Se il fine della vita umana sulla terra è la conoscenza di Dio (lo insegnano tutti i Padri della Chiesa) allora appena tale conoscenza ha inizio in noi, tutti gli altri desideri terreni, terrestri e terragni, si smorzano, si affievoliscono fino anche a scomparire e noi possiamo diventare “isangghelos” (come angeli) e capaci di spiccare il folle volo della Divinità come il gabbiano Jonathan. Ognuno di noi è destinato a diventare Deità mistica.

  133. anniballo scrive:

    PADRE DANILO, considero SORPRENDENTE la Sua replica.
    Karl Rahner ed il suo poligenismo non è una autorità in biologia. Anzi, ribadisco che non ci sono competenze che un teologo abbia e che uno scienziato biologo non ha.
    Certo, ognuno di noi può liberamente scegliere di limitare la propria cultura ai soli testi che preferisce. [Ad esempio, io non conosco Leakey , (lo ammetto)].
    Forse, però, la differenza importante è che io mi posso permettere il lusso di non conoscere tante cose; chi insegna, invece, o si preoccupa della pedagogia di massa , dovrebbe badare maggiormente a completare il proprio patrimonio di informazioni.
    Allora fa bene Libera che, nella sua scuola, allarga i temi del suo insegnare? Almeno, si completano le lacune di altri!

  134. Quixote scrive:

    anniballo Scrive: February 15th, 2010 at 4:48 pm

    Anniballo non è per piaggeria che, pur avendo accettato conclusioni in parte diverse, mi trovo quasi sempre in perfetta consonanza con le sue riflessioni. Le riconosco il merito della sincerità e della disponibilità al confronto, in cui lei mette in gioco le sue convinzioni per verificare se ne esistano altre più soddisfacenti. Credo sia la stessa partita che anch’io ho cominciato a giocare molti anni addietro, con alterni risultati. Come lei dice, non mancano esempi di chi ha cambiato radicalmente percorso, passando dalla fede all’ateismo o viceversa, due esempi a caso Umberto Eco ed Alexis Carrel. Non ho molte notizie del travaglio spirituale del primo, mentre del secondo conosco le tracce che ha voluto lasciarne nelle sue opere. Purtroppo molti nostri compagni di ventura non sono attrezzati per sottoporre ad un esame critico la fede succhiata col latte materno e, con molte probabilità, nella maggior parte dei casi, non ne avvertono neppure il bisogno. La stessa situazione si presenta anche per chi, col latte materno, ha succhiato una precultura materialista, magari totalmente priva di fondamenti razionali e che, simmetricamente, nel corso dell’intera esistenza, non avverte l’esigenza di una verifica delle proprie convinzioni. Il più facile accesso all’istruzione ed ai documenti di quasi tutte le culture, avrebbe dovuto migliorare l’approccio, almeno razionale, alle questioni esistenziali, invece ho l’impressione che la facilità abbia depresso l’interesse, che molti diventino genitori in una specie di limbo, privi sia di convincimenti immotivati che di ragioni maturate attraverso un percorso spirituale e non riesco ad immaginare le conseguenze di questo fatto sulle nuove generazioni, di cui sento dire tutto ed il suo contrario. Quanto all’intervento sui bambini, lo trovo giustificabile, per tutti i credenti di tutte le religioni, nell’ottica della trasmissione di un bene irrinunciabile. Faccio un esempio un po’ idiota ma che mi sembra calzante e che si riallaccia alla mia esperienza personale. Due famiglie in attesa di prole, in una la fiducia nel fluoro per la salvaguardia dei denti del nascituro è massima, nell’altra non mancano perplessità sia sull’efficacia che sulla mancanza di controindicazioni. Una gestante decide di assumere compresse di fluoro, l’altra no e successivamente, dopo il parto, la somministrazione di fluoro prosegue nel figlio dell’una fino allo sviluppo della dentizione definitiva, e non viene praticata per l’altro. Col passare degli anni la dentatura del primo risulta indenne dalla carie mentre il secondo deve ricorrere alle cure del dentista con una certa frequenza. Senza poter attribuire con certezza la differenza di risultati all’assunzione di fluoro, i genitori del primo ritengono di aver agito correttamente nell’interesse del figlio, quelli del secondo, con un leggero senso di colpa, si rifugiano nella convinzione che il fluoro probabilmente non avrebbe modificato le cose. Penso che per molti genitori, almeno quelli di vecchio stampo, la fede costituisca un patrimonio superiore a quello rappresentato da una dentatura sana e che questo convincimento determini i comportamenti successivi. Ciò mi induce a giustificare ampiamente il battesimo (o la circoncisione) dei neonati, che non riesco a vedere come un’imposizione arbitraria ma piuttosto come la trasmissione di un cospicuo patrimonio, almeno nell’ottica dei genitori, proprio come l’educazione religiosa impartita iniziando dalla più tenera età. Trovo invece che, raggiunta la maturità, tutti debbano avere la libertà e l’occasione per verificare, se lo ritengano opportuno, gli insegnamenti ricevuti e di decidere senza costrizioni se proseguire sulla strada tracciata dai genitori o sceglierne una diversa. Grazie per l’attenzione e gradisca i miei saluti.

  135. Prialo scrive:

    Gentile Libera, 4,46 pm,

    concordo col tuo pensiero anche nelle virgole. La Chiesa, è notorio, non vuole rendersi conto che i tempi sono cambiati e che non è più pensabile, all’infuori di una nuova inquisizione, che possa imporre a tutti il suo pensiero.

    Duemila anni non sono passati inutilmente, la cultura è uscita dai monasteri ed è approdata nella società laica, e la scienza ha dimostrato chiaramente che le affermazioni della religione non sono più credibili.

    Mi conforta il fatto che numerosi credenti criticano l’operato della Chiesa e non accettano più le sue proposizioni soprattutto sui temi eticamente sensibili: non piace a nessuno generare figli disabili o vederli in coma per interi decenni.

    Dunque, prima o poi, La Chiesa dovrà cambiare le sue idee. Cordialità a te gentile Libera.

  136. mario scrive:

    “Dunque, prima o poi, La Chiesa dovrà cambiare le sue idee”
    Prialo, ha mai sentito parlare del Vaticano II? Evidentemente Lei è appena atterrato dalla Luna.

  137. mauro scrive:

    Caro Quixote, non capisco quando afferma ad Anniballo:”

    Ciò mi induce a giustificare ampiamente il battesimo (o la circoncisione) dei neonati, che non riesco a vedere come un’imposizione arbitraria ma piuttosto come la trasmissione di un cospicuo patrimonio, almeno nell’ottica dei genitori, proprio come l’educazione religiosa impartita iniziando dalla più tenera età. Trovo invece che, raggiunta la maturità, tutti debbano avere la libertà e l’occasione per verificare, se lo ritengano opportuno, gli insegnamenti ricevuti e di decidere senza costrizioni se proseguire sulla strada tracciata dai genitori o sceglierne una diversa.”

    Il punto è uno solo e lo si afferma nel Vangelo: Si veniva battezzati in età adulta proprio perchè si sapesse cosa si faceva e si fosse perciò responsabili, divendendo pertanto libera scelta dell’individuo.

    Non vedo perchè si debba giustificare il battesimo dei neonati, anzi va combattuto perchè è e rimane, da qualunque parte la voglia vedere, compresi i diritti dell’individuo, un’imposizione, magari fatta in buona fede perchè si spera che il proprio bambino segua le proprie orme spirituali. Ma come ormai tutti sanno ogni bambino è un individuo con una propria personalità che di distingue da quella dei genitori.

    Un bambino ed un ragazzino non è per nulla responsabile, fa tutto per proprio istinto naturale. Chi è padre lo sa perfettamente. Se poi prendiamo addirittura un neonato di pochi mesi, questi non sa neppure dov’è capitato quando gli versano sul capo dell’acqua fredda . Se potesse agire come una persona autosufficiente, almeno una spinta all’officiante la darebbe, considerata anche la cura con cui la propria madre si accerta della temperatura dell’acqua quando lo lava, simbolo di amore verso la propria creatura.

    Poi, non vi è dubbio che se la Chiesa si dice garante dell’individuo, indistamente per quel favorire l’immigrazione di individui di altre confessioni, debba imporre la propria confessione. Crede forse di convertire i mussulmani? Utopia, fra un po’ quelli si prendono parte del potere in Italia e ci comandano a bacchetta. Poi vediamo cosa rimane della Chiesa Cattolica.

    Forse il fluoro, anzichè per i denti, potrebbe servire ad altro, esempio ad accendere qualche scintilla in piu’ che illumini la strada che un’intelligenza sana percorre. (mi conformo al suo esempio stupido sul fluoro).

  138. massimiliano scrive:

    ho sempre pensato che Giovanni Paolo II fosse un grande uomo. e non solo considerando il fatto che sia stato un grande Papa ma proprio pensando al lato umano della sua vita, si evince il modo affabile e affascinatorio del suo carattere, capace di trattare con qualunque persona, sia uomo che donna, dando amicizia pura e ricevendone altrettanta. lo considero, anche se non l’ ho mai conosciuto di persona e di ciò me ne rammarico, la figura che più assomiglia a Dio. non è una bestemmia. Dio fece Adamo a Sua immagine e somiglianza, Karol Woityla è, per me, l’ immagine più bella di Dio che io abbia mai visto.

  139. ADRIANO MEIS scrive:

    Scrive qualcuno : “….Karol Woityla è, per me, l’ immagine più bella di Dio che io abbia mai visto.”
    Questo dimostra che la chiesa conosce bene il suo target, che ha contribuito a formarne i valori e li governa alla perfezione. Sa scegliere perfettamente i suoi campioni ed esibirli con successo, con uno strepitoso ed efficace ritorno di immagine.

  140. Libera scrive:

    Ringrazio Prialo, con cui concordo,evidentemente.
    Ringrazio anche Anniballo che si riferiva a me, suppongo, quando discutendo, con pDanilo (e la sua divertente teoria sui riferimenti teologici in biologia), ha rivendicato il diritto di altri docenti a raddrizzare le idee degli allievi, compromessi dai presupposti di fede.

  141. Libera scrive:

    “….Questo dimostra che la chiesa conosce bene il suo target, che ha contribuito a formarne i valori e li governa alla perfezione. Sa scegliere perfettamente i suoi campioni ed esibirli con successo, con uno strepitoso ed efficace ritorno di immagine”, scrive MEIS.
    Io aggiungerei che questo contribuisce largamente a dirottare da Dio l’attenzione dei fedeli, concentrandola sugli uomini di chiesa. I rappresentanti sono più accessibili, sono più tangibili, sono più raggiungibili; riverberare su di sè una quota anche piccola dell’omaggio dovuto a Dio, rappresenta comunque un formidabile veicolo di potenza e di potere, espediente antico, efficace e forte di una plurisecolare conferma….

  142. Prialo scrive:

    In realtà, a me, Egr. Mario, 8,54,

    che la Chiesa cambi idea non interessa assolutamente nulla.

    A me, ed agli altri come me, interessa solo che essa non imponga le sue idee a chi non le vuol seguire. Non mi sembra di chiedere troppo. Ma il Papa ha ben altre idee in proposito.

    Io non impedisco certo a lei di seguire alla lettera ciò che dice il Papa: contento lei! Non mi sembra un cattivo ragionamento. Ciò ai fini di una pacifica convivenza generale. Saluti a lei.

  143. anniballo scrive:

    Tutti dovremmo condividere il senso del realismo e della misura contenuto nelle parole di PRIALO.
    Non si tratta di abolire la fede, si tratta di “sdivinizzare” lo Stato, come la più matura coscienza civile del Nordeuropa fa già da secoli.
    La fortuna del Nordeuropa, però, è che quelle società non devono fare i conti di una concezione della religione intesa come potere.

  144. Quixote scrive:

    mauro Scrive: February 15th, 2010 at 11:02 pm

    Evidentemente mi sono spiegato male. Se un genitore decide di darsi da fare per salvaguardare una dentatura, quanto più sarà disposto ad impegnarsi per la salvezza spirituale del proprio figlio, e ciò inevitabilmente nell’ottica (ebraica, cristiana, mussulmana, ecc.) che lui, genitore, ha sviluppato per se. Mi domando come si potrebbe assumere un comportamento neutrale con la prole, volendo operare nel suo interesse. Esclusivamente in vista di questo, infatti, se ne curano, con scelte precise e spesso per nulla condivise dall’interessato, l’alimentazione, la salute, l’abbigliamento, l’istruzione, il tutto nell’ambito della propria cultura e tradizione, tanto che talvolta i figli ereditano il mestiere del padre e quasi sempre ne seguono i costumi, uniformandosi alla società di appartenenza. Non vedo come, solo di fronte al fatto religioso, tutto questo possa o debba arrestarsi, particolarmente quando i genitori siano convinti della validità delle loro scelte e quindi dei valori da trasmettere. Questa volontà di agire per il bene del figlio giustifica quindi circoncisione e battesimo almeno quanto vaccinazioni, lezioni di tennis, di judo o di chitarra, naturalmente senza escludere la possibilità di errori. Anche ai nostri giorni capita che il battesimo venga ricevuto nella maturità (caso recente Magdi Allam) da chi ha precedentemente manifestato una fede diversa (compresa la non fede), ma non si capisce come un genitore, convintamene cristiano, potrebbe negarlo al proprio figlio in vista di un beneficio ritenuto certo e quindi da acquisire quanto prima possibile. Tutto ciò non esclude che, da parte di genitori non religiosi, battesimo e circoncisione possano essere evitati, o che l’interessato (battezzato, circonciso, ecc.), come detto, ad un certo punto possa decidere di cambiare percorso. L’eventuale apostasia, ovviamente, non deve comportare alcuna sanzione per garantire, almeno in questa sfera, la massima libertà di coscienza. Saluti.

  145. anniballo scrive:

    A “Quixote”, 15 febbraio, 19H34 , .. RISPONDO CON RITARDO.
    Gentile Q., Lei governa assai bene parole e concetti e trovo sempre un po’ difficoltoso raggiungere un adeguato livello di replica. Provo a cominciare dalla fine, dal punto ove Lei lascia alla futura determinazione dei soggetti educati religiosamente il diritto ad abbracciare il proprio destino interiore.
    Ciò è vero, naturalmente, in linea puramente teorica; all’atto pratico, la faccenda si rivela assai più complessa per menti che hanno già ricevuto una impalcatura religiosa, nella propria costruzione educativa. Altro è trovarsi ad un bivio e poter decidere, altro è avere già imboccato una delle due vie, aver percorso strada, doversi fermare, riflettere, ritornare al bivio ed imboccare –eventualmente—l’altro ramo del bivio stesso.
    Quando genitori,insegnanti e preti hanno indotto a credere fino in fondo, senza remore, che i peccatori bruceranno all’inferno, la mente stessa cresce conformandosi ad una convinzione ed è,poi, assai più difficile, rivedere tali insegnamenti, rielaborarli e negarli.
    Gli antichi già sapevano che la mente dei bambini è “cera molle” e che l’educazione produce il massimo dei suoi frutti quando è precoce : oggi, la Scienza ha aggiunto nuova materia a tale convincimento, trovando addirittura basi biochimiche di questa verità.
    Continuo a ritenere che sia pernicioso insegnare ai bambini che la fede è una virtù : li si disincentiva ad educare la mente all’esercizio critico, li si disincentiva dalla feconda idea che le cose vadano messe in discussione.
    Una educazione matura sarebbe puntare ad insegnare ai ragazzi, ripeto, COME pensare e non COSA pensare. Solo in tal modo, anche una successiva, legittima adesione alla fede religiosa avrà un fondamento dignitoso e maturo.
    La saluto con stima, stia bene.

  146. mauro scrive:

    Caro Quixote, ogni persona nasce libera, intende vivere la vita secondo le proprie idee, non accetta quelle degli altri se non rispondenti o simili alle sue. Ogni persona è in definitiva un individuo a sè stante.

    Non si può mettere un marchio (indelebile per la Chiesa) e poi dire che se non lo vuoi lo puoi togliere senza alcuna sanzione. Sarebbe come dire: “scherzavo”, e sotto sotto pensare:”tanto ti resta, neppure Dio te lo può togliere”. Questo è ciò che accade con lo sbattezzo, una pura formalità ma nella sostanza si rimane cattolico.

    Mentre invece, parlando, ad esempio, dell’istruzione che forniscono i genitori, questi intervengono nelle scelte del figlio solo quando non è in grado di decidere, poi quando capiscono che egli ha raggiunto un grado sufficiente di autonomia ed è determinato nelle sue scelte, essi ritirano le proprie convinzioni ed accettono, per il suo bene, quanto il figlio decide.

    Questo è uno degli esempi dal quale si evince che è sempre il singolo individuo che alla fine decide quale sia il suo bene, liberamente perchè se questa decisione concide con quella dei genitori, non è certo che quella dei genitori sia preminente su quello dell’individuo ma solo che l’individuo ha visto nelle scelte dei genitori ciò che lui voleva per sè.

    Solo in questo caso le scelte del genitore e del figlio si conciliano in modo naturale, mentre invece qualsiasi forzatura sul figlio che ne fa variare le scelte, determina sempre cause di attrito quando quelle scelte, un domani, si rivelassero sbagliate.

    Un saluto

  147. Quixote scrive:

    anniballo Scrive: February 16th, 2010 at 6:17 pm
    mauro Scrive: February 16th, 2010 at 9:55 pm

    Come posso dissentire da voi su un piano strettamente razionale? Credo di capire a sufficienza le sincere istanze che rappresentate e ribadite chiaramente negli ultimi post. Potrei spingermi fino al punto di dichiararle condivisibili se non auspicabili, almeno su un piano teorico. Sarebbe magnifico se ognuno potesse decidere liberamente ed asetticamente le proprie scelte e in particolare se, al momento di tali scelte, potesse disporre di tutte le informazioni necessarie a renderle immuni dall’umore, dalle inclinazioni, dai desideri e dai compromessi. Perdonatemi però se simili ipotesi mi sembrano spingersi ben addentro al territorio dell’utopia. Penso ad un bambino che venga cresciuto al riparo da ogni insegnamento religioso ed agli interrogativi che, genitori osservanti una qualunque religione, accenderebbero nella sua mente. Come fronteggiare l’inevitabile valanga di domande che ne deriverebbe? Con risposte evasive? Magari tacendo? Non mi sembra una strada praticabile con qualche profitto. Forse i genitori, al limite dello scrupolo, assieme alla religione in cui credono, potrebbero illustrare l’esistenza di altre possibilità, ma ciò richiederebbe una preparazione ed una capacità che mi appaiono patrimonio di una ristrettissima elite, quindi ininfluente a livello di grandi numeri. Ritorno per un attimo agli esempi pratici. Ai genitori più informati (sempre di elite si tratta ma forse più estesa della precedente) capita di dover decidere se vaccinare i figli nonostante la minima percentuale di rischio che tale pratica comporta. Credo che, nella trasmissione della religione, le cose si pongano in termini assai simili. Per chi non abbia dubbi, l’insegnamento religioso non appare nemmeno come frutto di una scelta ma, piuttosto, come un percorso naturale. Per chi, pur praticante, conservi qualche riserva, si tratta di decidere, come per il vaccino, tra un grosso beneficio quasi sicuro e qualche possibilità di fare danni. Senza voler essere parziali mi sembra che non esistano dubbi su cosa concludere. Mi sembra opportuno, a questo proposito, rammentare l’esperienza sovietica. Un gigantesco, continentale esperimento di indottrinamento ateistico, in cui la religione non era semplicemente bandita dalle scuole, ma esecrata in ogni manifestazione, arrivando a costituire elemento di discriminazione sociale. Possiamo constatarne il risultato nel rifiorire prorompente della religiosità che, nonostante tutto, si era mantenuta ben vitale in quelle popolazioni. Si potrebbe eliminare l’insegnamento della religione a scuola ma ciò discriminerebbe le famiglie e gli studenti che tale insegnamento accolgono con favore e che rappresentano, per quanto ne so, la maggioranza. Ai miei occhi, l’aver reso tale insegnamento non obbligatorio, rappresenta una soluzione soddisfacente delle esigenze di tutti. Ciò non esclude che domani, se e quando i cattolici rappresenteranno una minoranza, la faccenda possa essere regolata in maniera diversa.
    Le considerazioni espresse relativamente alla religione, mi sembrano attagliarsi in maniera soddisfacente anche a tutti gli altri aspetti dell’insegnamento. Mi sembrano innegabili gli effetti che una fede sinceramente vissuta (qualunque fede) proietta su azioni e pensieri. Proprio come accade per le azioni ed i pensieri di chi non dia alle fedi alcun credito. Se ripercorro la mia vita riesco con facilità a ricordare, fino alle età di cui conservo memoria, l’atteggiamento e l’evoluzione religiosa delle persone con cui ero in contatto, particolarmente con quelle della mia famiglia, della parentela in genere, della scuola e di molti ambiti ricreativi. Ovviamente non sono in grado di attribuire a tali frequentazioni un punteggio esatto per i successivi sviluppi del mio pensiero, ma non posso ignorare il fatto che, grazie o nonostante la somma di insegnamenti ed esempi ricevuti, ad un certo punto si è accesa in me l’esigenza di una verifica, per la quale mi sono trovato a ripercorrere, con spirito diverso, molti dei passi già compiuti, come osserva correttamente anniballo. Cosa debbo concluderne? Che la mia educazione non è stata poi così male? Che l’intelligenza mi ha consentito di mettere a frutto contributi diversi e spesso contrapposti? Come minimo, penso di poterne onestamente dedurre che, la somma di tante esperienze, di cui molte orientate in senso religioso, non mi hanno impedito di riconoscere la fragilità delle basi su cui avevo edificato, spingendomi a desiderare il faticoso cammino a cui, in seguito, non ho mai pensato di potermi sottrarre. Non so se quanto è accaduto a me possa essere generalizzato ma mi sembra almeno poter deporre a favore di una situazione non così catastrofica.
    Mauro, a proposito del battesimo, nel caso di apostasia, non vedo alcuna difficoltà per l’interessato a considerare tutti i gesti compiuti, anche consapevolmente, prima del cambiamento di rotta, alla stregua di pratiche superstiziose, non diverse dagli scongiuri o dalle cerimonie intese ad annullare gli effetti del “malocchio”. Per la Chiesa, che considera i sacramenti segni della Grazia, il gesto non può essere cancellato in ossequio alla propria dottrina e credo nessuno possa pretenderlo. D’altro canto quale nostro gesto, in qualunque ambito, può essere realmente cancellato? Nessuno si è mai fatto un problema di questa sostanziale irrevocabilità dei nostri atti, che si pone come un problema privo di soluzione.
    Anniballo penso di poter condividere con lei un’esperienza non religiosa che ci affratella con tutta l’umanità. Nei bambini l’obbedienza ai genitori origina sostanzialmente dall’attesa di premi e dal timore di punizioni, oltre che dalla constatazione dell’innegabile dipendenza. Il raggiungimento di una maggior consapevolezza ed indipendenza, implica generalmente l’adozione di comportamenti approvati dai genitori, motivati a quel punto solo dall’amore e dalla riconoscenza perchè privi di ogni attesa supplementare. Per il credente avviene lo stesso genere di mutazione spirituale: il desiderio di corrispondere l’amore del Padre e di compiacerlo, consente di superare con una certa facilità la fase delle attese e dei timori, consentendo lo sviluppo di una relazione basata esclusivamente sulla fiducia, da cui prendono una diversa luce tutte le manifestazioni successive. Nelle sue riflessioni su questi argomenti, per non essere indotto a conclusioni avventate, non confidi quindi molto nel timore dell’inferno e nella speranza del paradiso. Nella trasposizione dell’amore verso il padre, all’amore verso il Padre i sentimenti sono gli stessi e non potrebbe essere che così, vista la nostra impossibilità ad esprimerci in termini che non facciano riferimento all’unica esperienza disponibile, quella della nostra vita materiale.
    Ad ambedue un mio sincero ringraziamento per l’attenzione che mi riservate e per il valore di queste virtuali conversazioni che, senza avere la pretesa di decidere l’esatta ubicazione del vero, consentono fruttuose riflessioni sui fondamenti delle nostre convinzioni. Gradite i miei saluti.

  148. mauro scrive:

    Caro Quixote, scusi, ma forse io scrivo un’affermazione e lei ne intende un’altra. Ripeto sinteticamente.

    Io ho semplicemento detto, e può controllare i miei post precedenti, che il battesimo deve essere impartito in età adulta, quando si è coscienti di ciò che si fa, non che i genitori non intervengano nell’istruzione religiosa che ritengono giusta per il proprio bambino. E questo perchè, come ho già scritto, la scelta deve essere di chi deve ricevere l’eventuale battesimo e non dei genitori in quanto le scelte sono sempre personali ed il neonato non può certo delegare i genitori per una evidente difficoltà comunicativa, non dimenticando che lo stesso CCC afferma che fino a 18 anni non si è maggiorenni al pari di quanto stabiliscono le Leggi italiane. E se non si è maggiorenni non viene riconosciuta capacità di intendere e volere e conseguentemente di libera scelta.

    Lei sa cosa vuol dire proteggere i diritti dei minori? Lei pensa che il minore abbia diritto ad una tutela in quanto non ha ancora la capicità di discernere ciò che ritiene personalmente essere giusto per sè stesso?

    Lei sa che il consenso dei genitori, sull’assenso al battesimo del loro figlio, è un escamotage giuridico, legalmente valido ma moralmente deprecabile perchè il neonato non può esprimere il proprio assenso?

    Inciso sulle vaccinazioni. I genitori, ormai non decidono piu’ per la vaccinazioni dei loro figli piccoli , perchè sono tutte obbligatorie, ti mandano a casa le forze dell’ordine e se non ottemperi ancora al loro invito, si viene denunciati.

    Io posso capire tutti i suoi timori, ma se non mettiamo dei punti fermi, sicuri e su quelli non basiamo i nostri ragionamenti, rischiamo di perderci in un’immensa palude dove, essendo tutto piano, anche un ramo che spunta dall’acqua può essere un segno di vità e di verità.

    Un saluto.

  149. Quixote scrive:

    mauro Scrive: February 17th, 2010 at 2:53 pm

    Caro Mauro ho inteso rispondere esattamente alla sua osservazione e mi dispiace se non sono stato sufficientemente chiaro. Ciò deriva probabilmente dal mio considerare il battesimo non indipendente ma propedeutico all’educazione religiosa. Un genitore generalmente non si sottrae a ciò che considera benefico per il figlio e la valutazione del beneficio dipende inevitabilmente dal suo modo di vedere le cose. Per un cristiano, l’ipotesi di rinunciare, anche temporaneamente, ai vantaggi (spirituali e dipendenti dalle proprie convinzioni quanto si voglia) procurati dal battesimo al figlio semplicemente non si pone. Anche perché questo fatto non inibisce alcuno sviluppo successivo. Non vedo in cosa consista la possibile violazione dei diritti del minore relativamente al battesimo, che ho sempre inteso più come una manifestazione della fede dei genitori che come un impossibile impegno per l’interessato a condividerne il percorso. Quanto alle vaccinazioni, non so se le cose stiano ancora così, io e mia moglie abbiamo dovuto decidere se vaccinare nostro figlio per il morbillo e l’abbiamo fatto, accettando il rischio anche minimo che ogni vaccinazione comporta, consapevoli, e quindi col chiaro intento di prevenirle, delle drammatiche conseguenze di una infrequente ma possibile infezione cerebrale che si sviluppa successivamente alla banale malattia infantile. In quell’occasione, come in quella del battesimo cristiano, non abbiamo avvertito alcuna censurabile arbitrarietà nei nostri atti, indubitabilmente ed esclusivamente motivati dal nostro amore per una creatura di cui ci sentivamo pienamente responsabili. Per inciso, nel rispetto di tutte le opinioni, non riterrei auspicabile alcun punto fermo che, senza prevenire danni e limitazioni di alcun genere (nel battesimo un fuggevole contatto con qualche cucchiaio di acqua, spesso fatta preventivamente intiepidire), confinasse la possibilità di seguire i dettami della propria coscienza. Saluti.

  150. mauro scrive:

    Caro Quixote, le faccio una domanda semplice ed una esemplicativa:

    La fede nel Cattolicesimo è un’informazione genetica presente nel DNA della famiglia e perciò va assecondata con il battesimo fin dai primi mesi dell’infanzia, o ritiene che ogni individuo possa scegliere per sè cosa rappresenti il proprio bene, ovvero riesca a realizzare ciò in cui crede (anche un tipo di attività lavorativa)?

    Mi spiego con un esempio: se i suoi genitori dicono che loro hanno deciso per lei che deve continuare il lavoro del nonno (esempio il commerciante di scarpe), quando lei si sente invece pronto per un lavoro, esempio, di consulenza assicurativa dove può mettere in mostra le sue qualità, fa il lavoro del nonno nel rispetto di ciò i genitori ritengono essere il suo bene?

    Un saluto.

  151. Quixote scrive:

    mauro Scrive: February 17th, 2010 at 9:38 pm

    Caro mauro considero la libertà limitabile solo dalla libertà degli altri o da decisioni prese nell’interesse generale. Indipendentemente da ciò che la famiglia pensi per il bene della prole, il battesimo non preclude alcuna scelta successiva dell’interessato, il quale, raggiunta la maturità, potrà scegliere la sua strada liberamente e senza alcun rischio, e professare l’ateismo, l’agnosticismo o convertirsi alla religione che predilige. L’abbandono della religione dei genitori, cosa che di questi tempi accade con una certa frequenza, non comporta alcuna conseguenza pratica per l’interessato e alla Chiesa non rimane che rammaricarsi per la perdita di un figlio, di un fratello.

    Per parlare di cose note posso riferire il mio caso. In un momento di crisi, come capita a molti giovani, avevo maturato l’idea di abbandonare gli studi, che invece ho completato grazie alle affettuose insistenze dei miei famigliari ed ai loro sacrifici. Penso di dovere a questo l’amore per la conoscenza che ho sviluppato successivamente e la qualità della mia vita. Ovviamente nessuno ha mai pensato di impormi scelte che non condividevo, anche in considerazione del buon senso che manifestavano le mie decisioni. Nello stesso modo mi sono comportato nei confronti di mio figlio che ha liberamente deciso la sua strada e che non ho mai ritenuto di dover guidare nelle scelte che poteva compiere da solo, anche a costo di qualche rischio, che gli avrei potuto evitare solo limitandone la libertà. Credo che questo sia il compito della famiglia, allevare con amore prendendo tutte le decisioni non differibili e progressivamente lasciare ai figli la propria responsabilità, naturalmente senza smettere di consigliare, sostenere, confortare nelle difficoltà e negli inevitabili errori. Saluti.

  152. mauro scrive:

    Caro Quixote, mi dispiace, ma come ho già scritto il battesimo è “differibile” perchè veniva impartito in età matura e non come quando si era bambini.

    Altre considerazione civili e religiose, provenienti dal CCC stesso, a supporto di questa non necessità, già le ho evidenziate.

    Direi che non trovo necessità alcuna di proseguire un confronto quando neghi le evidenze civili e religiose.

  153. anniballo scrive:

    Con ritardo, e brevemente, rispondo a “Quixote”…
    Il Suo post, lungo e ben argomentato, renderà piuttosto squallida la mia replica..
    Sa, “Quixote”, mia nipote si convertì all’Islam dieci anni fa ed oggi ha una bimba cinquenne, a mio parere, già totalmente decerebrata per l’educazione religiosa rigidissima ricevuta dalla mamma.
    Non è carino, certo, ch’io dica questo, ma sono indignato da ciò che vedo. La bimba fa ininterrottamente riferimento ad Allah per tutti i piu’ piccoli problemi della sua vita quotidiana, compresi quelli fisiologici.
    Dunque, io penso che Lei abbia ragione quando accenna alla opportunità di “illustrare ai bambini l’esistenza di altre possibilità”, per non farne delle scimmiette appiattite e conformiste.
    Purtroppo, però, avviene sempre il contrario e ciò accade perchè, in realtà, i genitori sono biologicamente motivati a fare delle copie di sè stessi (alla ricerca di una impossibile immortalità terrena e di sensi di sicurezza).
    E questo rimane vero, al di là del fatto che anche la religione viene concepita come potere da perpetuare: nel ns Paese copre questo ruolo il Potere Vaticano, nei paesi islamici per il “cemento” che si dà alla società nonchè per l’identità legale dei cittadini che non esiste neppure al di fuori dell’Islam.
    La saluto, con stima, come sempre.

  154. massimiliano scrive:

    gentile sig Meis, a differenza sua io scrivo il suo cognome perchè così si fa fra persone civili. ho solo espresso la mia opinione. lei può dissentirne, è logico siamo in democrazia, ma non può prendere solo l’ ultima frase che ho scritto per dire che la Chiesa sceglie bene i suoi campioni. questo nel suo discorso vuol dire che noi cattolici siamo gente con il cervello all’ ammasso. non è assolutamente vero. io personalmente non mi ritengo tale. comunque ribadisco, rispetto la sua opinione. non la condivido, questo si.ho letto sui suoi post che lei non si considera ateo, ma agnostico. ho studiato da giovane che ci fu uno scrittore agnostico molto famoso, che divenne poi credente, con amicizie come Antonio Rosmini. era Alessandro Manzoni. provi a rileggere quel capolavoro che si intitola I Promessi Sposi. forse li capirà il motivo di quello che ho scritto su Giovanni Paolo II. legga la parte di Renzo nel Lazzaretto in piena epidemia di peste. e legga la risposta di Fra Cristoforo. mi faccia sapere. a risentirci. con simpatia. Massimiliano.