Profumo di religione

Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo si è espresso in modo critico verso l’ora di religione. «Credo che l’insegnamento della religione nelle scuole così come è concepito oggi non abbia più molto senso. Nelle nostre classi il numero degli studenti stranieri e, spesso, non di religione cattolica tocca il trenta per cento. Sarebbe meglio adattare l’ora di religione trasformandola in un corso di storia delle religioni o di etica». Secondo l’ultimo dossier sull’immigrazione della Caritas, informa tgcom24, tra i 700mila alunni figli di genitori stranieri, solo il venti per cento degli studenti stranieri è di religione cattolica. Il risultato è che, per la prima volta dal 1993, cioè dalla data della prima rilevazione, il numero degli alunni che non partecipano all’ora di religione ha superato il dieci per cento.

Le parole del ministro hanno provocato la reazione del sito web CulturaCattolica.it, che ha invitato il ministro ad approfondire «le ragioni che giustificano la presenza dell’IRC nella scuola dello Stato» e a rileggere gli articoli del Concordato che lo istituiscono. Riportando inoltre le significative parole scritte dal cardinale Carlo Maria Martini nella lettera pastorale «Andiamo a scuola» del 1985, pubblicata in occasione della scelta dell’ora di religione cattolica, dopo la approvazione della riforma del Concordato. E quelle pronunciate da Paolo Mieli, in occasione del convegno «Ora di religione e riforma della scuola» tenutosi il 7 maggio 2002.

Aveva scritto il cardinale Martini: «Perché e come entra l’insegnamento della religione “nel quadro delle finalità della scuola”? Entra per svolgere un servizio alla scuola e alle sue finalità. Abbiamo visto che una finalità della scuola è quella di porre il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà. Orbene la coscienza e la libertà chiamano in causa i beni ultimi, universali, fondamentali dell’esistenza. Quello che, poi, la coscienza e la libertà decideranno circa questi beni, è un compito delle singole persone. Ma è compito della scuola porre correttamente il problema. L’insegnamento della religione, che riguarda appunto le questioni decisive, i fini ultimi della vita, aiuta la scuola a svolgere questo compito. L’aiuta entrando in dialogo con le altre materie di insegnamento, ma conservando una propria specificità, che non può essere confusa con gli scopi delle altre materie. […] Presentando il cattolicesimo nella scuola, la Chiesa aiuta gli alunni italiani a capire la cultura in cui vivono, perché, come dice anche il Concordato “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (art. 9, par. 2)».

Aveva detto Paolo Mieli: «Io non sono cattolico, la mia famiglia è di origine ebraica e quando ero a scuola, trentacinque anni fa, ero esonerato dall’ora di religione. […] Da quel momento [l’incontro con un insegnante di religione cattolica capace], per i successivi cinque anni (i due anni del ginnasio e i tre anni del liceo), io rimasi, per scelta, a tutte le lezioni di religione e questo dialogo, a volte puntuto a volte condotto in spirito di franchezza e onestà, non un dialogo compiacente, è stato un momento fondamentale della mia vita. Io ero, appunto, un non credente che invitato a partecipare a quell’ora la sceglieva volontariamente, a differenza di tutte le altre ore di scuola. Le altre ore di scuola le facevo perché ero tenuto a farle, perché la famiglia mi obbligava a farle, perché dovevo crescere, dovevo diplomarmi, dovevo prendere la maturità e poi laurearmi. Quell’ora, invece, me la sceglievo, per cui nella storia della mia giovinezza l’ora di religione è l’ora della scelta, l’ora della libertà, l’ora del confronto, l’ora della crescita».

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

117 risposte a Profumo di religione

  1. bo.mario scrive:

    Tornielli penso che il discorso sia più complesso dell’ora di religione a scuola. Niente è obbligatorio certo. Facciamo un riepilogo tra TV, radio, giornali c’è una presenza massiccia della chiesa. A me non da fastidio perchè è riferita ai credenti. Quello che non mi piace è che si sfrutti il tutto per interferire nel sociale di tutti, di tutti. Se dal vaticano qualcuno capisse che sarebbe onesto stare al proprio posto forse ci capiamo meglio. La chiesa se gli dai un dito si prende il braccio e non va bene in una societa laica. Spero di essere stato chiaro senza cercare di innescare polemiche che non servono. Il pope che parla di vita e famiglia da sostenere, cosa dice che chi ci amministra, tutti anche i cattolici, invece di sprecare i pochi soldi disponibili se ne vanno a festini… a chi parla? al vento? Bagnasco che si lamenta della poca correttezza dei ns amministratori, a casa sua va tutto bene? Un saluto.

  2. Ilsanta scrive:

    Profumo di novità verrebbe da parafrasare il titolo dell’articolo.
    Purtroppo è palese che di tali novità sentiremo solo il profumo senza mai vedere qualcosa di concreto. In un Paese dove, lacrimoni di un Ministro a parte, si può decidere da un giorno all’altro una riforma delle pensioni che materialmente straccia ogni contratto con i lavoratori senza chiedere alcun permesso, non sarà altrettanto facile rivedere un concordato che continua a drenare soldi e risorse a favore di una religione che, di fatto, è ancora religione di Stato.
    Le parole di Martini sono un ovvio tentativo di creare un bisogno al quale la Chiesa Cattolica, con la generosità tipica di chi usa soldi altrui, protamente si propone di dare risposta. Non vedo perchè l’argomento del “rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà” non potrebbe essere sviscerato da insegnanti di filosofia scelti e pagati dallo Stato e perchè invece serva necessariamente delegare un teologo, a meno di non dover ammettere che temi come coscienza e libertà siano solo appannaggio della religione o meglio di una religione più delle altre.
    Infine l’assunto secondo cui “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” valgono solo se pensiamo che il popolo italiano sia una sorta di realtà immutata ed immutabile, evidentemente la storia non insegna mai abbastanza e adesso l’immigrazione non ha fatto altro che dare una spallata ad un sistema in cui da decenni l’agonia era evidente, infatti per ogni Mieli che ha trovato conforto nel dialogo con il suo insegnante di religione ci sono centinania di altri ragazzi per i quali il loro insegnante di religione è una figura a dir poco evanescente, un insegnate scelto al di fuori del mondo scolastico che tratta una materia scelta dai genitori e accettata spesso con indifferenza.

  3. Nicola rosetti scrive:

    La soluzione non sta nel proporre una asettica storia delle religioni, ma nella sempre maggiore formazione degli insegnanti di religione cattolica. Come è ricordato nell’articolo la religione cattolica è parte integrante della cultura italiana e il suo studio aiuta a comprendere altre materie come la storia o la storia dell’arte oltre che a fornire la coscienza dei giusti strumenti di valutazione della realtá. Non credo si possa mettere sullo stesso piano per un italiano il cattolicesimo e ad esempio il buddismo, quest’ultimo, per naturali ragioni storiche e culturali, non ha influito in nessun modo sulla nostra civiltà a differenza del cristianesimo. Quanto sarebbe utile conoscere gli insegnamenti di Budda per comprendere meglio la Divina Commedia? O che contributo potrebbe dare la visione di Confucio nello studio della produzione artistica di Caravaggio? Questo ovviamente non significa non tenere conto delle altre tradizioni religiose, ma come per le lingue non si studiano tutte le lingue del mondo, cosí per l’aspetto religioso non avrebbe senso dare lo stesso risalto a tutte le religioni. Il grande compito di noi insegnanti di religione cattolica è quello di far comprendere agli uomini contemporanei quanto sia stato determinante il contributo umano, artistico, scientifico, musicale del cattolicesimo per l’Italia e per l’Europa.

    • Ilsanta scrive:

      @Nicola

      E per far capire “quanto sia stato determinante il contributo umano, artistico, scientifico, musicale del cattolicesimo per l’Italia e per l’Europa” ritiene necessario partire dalle scuole elementari?
      Nelle scuole italiane spesso non ci sono nemmeno strumenti per insegnare l’informatica di base o le lingue, ma peste ci colga se non si insegna l’importanza del cattolicesimo in Italia!
      L’ora di religione è semplicemente un’ora di catechismo mascherata, se così non fosse non si capisce perchè gli insegnanti debbano essere nominati dalle curie.

      • Nicola rosetti scrive:

        Gentile ilSanta, sono un maestro elementare e quando vuole le posso prenotare un appuntamento con i genitori dei miei alunni per farsi dire se sia utile o meno questo insegnamento… Ogni anno organizziamo nella nostra scuola visite culturali a chiese, luoghi di interesse religioso e artistico come i musei vaticani con grande partecipazione anche dei genitori. Il problema non è se fare o non fare religione cattolica… Il problema è farlo bene secondo le finalità della scuola e nel pieno rispetto della sana laicità dello stato: altro che catechismo!

      • Nicola rosetti scrive:

        Gli insegnanti sono nominati dalle curie, come accade in tutta europa perché lo stato laico, per sua stessa definizione, è incompetente in materia religiosa e si avvale della collaborazione delle comunità religiose presenti in modo preponderante nello stato. Si tratta di una cogestione fra stato e chiesa in mataria di insegnamento religioso

        • Ilsanta scrive:

          @Nicola

          Voglio generalizzare visto che non conoscendola non mi permetto di giudicarla personalemente.

          Scuole confessionali a parte, lei ritiene davvero che un genitore che ha scelto l’ora di religione ammetterebbe pubblicamente di aver fatto una scelta di comodo dettata anche dal fatto che, in pratica, l’ora alternativa non esiste?
          Crede che ad un genitore importi così tanto sapere se il figlio va bene o male in religione quanto gli importerebbe di un’altra materia?
          Ma soprattutto, cosa pensa direbbero i ragazzi delle medie e delle superiori se chiedessimo loro di esprimere un giudizio sull’ora di religione?
          E’ troppo facile farsi forti dell’accettazione dei bamabini delle elementari, provi a confrontarsi con i ragazzi più grandi e vedremo l’entusiasmo che suscita la sua materia.
          Sulla nomina delle curie vorrei correggere il suo errore visto che non è vero che sia così in tutta Europa, pensiamo solo ai casi della Germania e del Regno Unito.
          Il dramma italiano è quello che lei stesso ha descritto benissimo, uno Stato laico che impone l’insegnamento della religione e che questa sia la religione cattolica.

          • Nicola rosetti scrive:

            Non si può ignorare il fatto che quasi il 90% delle famiglie scelga volontariamente l’IRC… Il suo punto di vista mi sembra viziato dall’ideologia: il suo ragionamento è questo: non si deve insegnare la religione cattolica, io le dico che èscelto da 90% delle famiglie e lei mi risponde: ma se si va ad indagare sono poi cosí convinte queste famiglie? Io non credo che si faccia cosí per nessuna altra realtà: cioè quando si va a votare ad esempio e una coalizione vince, non si inizia a dire, sarebbe folle e rischioso per la democrazia, ma gli italiani hanno votato coscientemente? La via migliore credo che sia quella di arrendersi all’evidenza dei fatti anche se non si è d’accordo con essi. Per quanto riguarda l’esperienza alle superiori mi è giá capitata con esiti altrettanti positivi. Mi permetto di evidenziare che, al contrario di quanto lei sostiene, in Germania gli alunni possono scegliere fra etica religione cattolica e religione luterana rispettivamente impartita dal professore di filosofia e da quello scelto dallle suddette confessioni religiose. Per quanto riguarda il Regno Unito il docente è statale poiché l’amglicanesimo è la religione di stato e la regina è l’amministratore della comunione anglicana

          • Ilsanta scrive:

            @Nicola

            Guardi che anche sotto molti regimi totalitari si votava; non può paragonare il voto fra più opzioni e la scelta o insegnamento della religione o nulla (perchè l’ora alternativa a questo è stata ridotta).
            Se vuole veramente vedere quanti si avverrebbero dell’ora di religione si dovrebbe iniziare a proporla in alternativa a qualcosa, troppo facile giocare da soli e vincere.
            Intervengo ancora sul caso Germania e Regno Unito (ma possiamo aggiungere anche buona parte dei Paesi nordici) dove l’insegnante è statale ed è scelto dallo Stato (lei affermava che in tutta Europa erano scelti dalle curie).
            Infine ribadisco, come già ha fatto lei, come in molti Paesi (50% circa) non si insegni LA religione, ma UNA delle religioni presenti nello Stato stesso o sia via sia addirittura un insegnamento non confessionale.
            Se vogliamo fare i paragoni facciamoli fino in fondo.

          • stefano scrive:

            C’è di più, nel Regno Unito lo Stato non paga solo lo stipendio dei professori di Religione, ma si assume l’intero onere per tutti gli insegnanti delle scuole cattoliche (e di altre confessioni). In tal modo i genitori non devono accollarsi da soli le enormi rette per mandare i figli alla scuola che legittimamente ritengono migliore, e, allo stesso tempo, lo Stato garantisce la libertà d’insegnamento e il diritto all’istruzione (che, come si sa, si basa sulla possibilità di scelta dell’offerta formativa).

          • stefano scrive:

            P.S.: dimenticavo, per tale motivo nel Regno Unito le scuole cattoliche non sono Private Schools (dove si paga) ma Public Schools, al pari di quelle statali.

          • Nicola rosetti scrive:

            Guardi è inutile che insiste, se ha capito come funzionano le cose in Europa è come le ho detto io: l’insegnante è statale dove c’è una religione di stato come nei paesi scandinavi da lei citati, la stessa cosa avviene in Grecia. Gli insegnanti sono statali non per un rispetto della laicità, ma perché lo stato fa opera di ingerenza nei confronti della materia religiosa. Se l’insegnamento della religione cattolica fosse davverso scadente e inutile il popolo sceglierebbe in massa di non avvalersi… Evidentemente a non volerla così come attualmente è siete solo lei e l’altro dieci per cento… Non credo esista una realtà sottoposta a referendum annuale che tenga così forte. Sono in ece d’accordo su tutto quello che può contribuire a migliorare l’insegnamento religioso che come tutte le realtà umane è sempre perfettibile. E credo che l’accordo fra Bagnasco e Profumo di quest’estate vada in questo senso.

          • Ilsanta scrive:

            @Nicola

            Se lei vuole possiamo fare notte a discutere di come funzionino le cose in Europa ma l’abbinamento fra metodo di scelta degli insegnanti, tipologia di insegnamento e alternativa allo stesso nel nostro Paese è una fra le più particolari in tutta Europa insieme ad Austria, Cipro, Grecia, Irlanda e Malta. Austria a parte la compagnia è ottima non trova?
            In merito al presunto plebiscito pro-insegnamento, continuo a ricordarle che non esiste di fatto l’alternativa all’ora di religione.
            Se esistesse ognuno sarebbe davvero libero di scegliere ma così non è …

          • Cherubino scrive:

            la scuola “privata” è anch’essa pubblica, attenzione a non confondere pubblico con statale !
            La Legge 10 marzo 2000, n. 62 recita infatti “Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali”

            Quindi statali, comunali e private “parificate” formano un unico sistema pubblico.

          • stefano scrive:

            @Cherubino
            è esattamente quello che volevo significare, ma forse non si era capito.

          • Nicola rosetti scrive:

            No effettivamente non ha senso parlare fino a mezzanotte se lei cita dei dati sbagliati… La Germania ad esempio ha un sistema confessionale e non mi sembra l’ultima ruota del carro in Europa. Esiste già l’attività alternativa, se le persone non la scelgono vuol dire che va bene loro così… Un po’ di sano rispetto per la libera decisione delle persone!

          • Ilsanta scrive:

            @Nicola

            In Germania si può insegnare solo la religione cattolica come in Italia o anche altre?
            In Germania è definito chiaramente cosa si deve insegnare in alternativa all’ora di religione o si viaggia a vista come in Italia?
            Se è vero che in Italia non c’è problema nella scelta dell’ora alternativa mi dice cosa c’è scritto nella circolare che il MIUR ha emanato ossia la n. 61 del 18 luglio 2012?
            Non c’è forse anche questa frase? “Si ricorda che deve essere assicurato l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione
            cattolica agli alunni interessati, rammentando che è stata diramata una nota ( n. 26482 del
            7 marzo 2011) che chiarisce i vari aspetti della materia e detta istruzioni per la parte
            relativa alla materia contrattuale e retributiva.”
            Perchè il Ministero dovrebbe ricordare qualcosa che è previsto dalla legge che lei Nicola afferma essere già di fatto attuata?

          • nicola rosetti scrive:

            non so se glielo hanno mai detto a scuola ma il Germania nel XVI secolo c’è stato un certo Lutero che ha influito parecchio sulla cultura tedesca. Trovo del tutto normale che si insegni il cattolicesimo, il luteranesimo e l’etica. Noi abbiamo una storia diversa. L’attività alternativa deve essere organizzata bene, ma stia pur sereno che anche fosse organizzata alla perfezione la gente continuerebbe a scegliere l’ora di religione cattolica nella stessa misura in cui la sceglie oggi. Chi infatti non è interessato all’IRC non lo fa anche se non è offerta una valida alternativa. C’è poi la possibilità di fare lo studio individualizzato e di uscire da scuola… la scelta è molto variegata come vede… e nonostante questo siamo sempre a quota 90%…

          • Ilsanta scrive:

            @Nicola

            Quindi lei mi conferma che il Vaticano con la sua presenza millenaria influisce negativamente sulla politica italiana e che quindi, di fatto, il cattolicesimo è ancora religione di Stato.

            “Trovo del tutto normale che si insegni il cattolicesimo, il luteranesimo e l’etica.” ed anche insegnamenti buddisti, ebraici e islamici.
            Anche per me sarebbe normale fosse così.

            “stia pur sereno che anche fosse organizzata alla perfezione la gente continuerebbe a scegliere l’ora di religione cattolica”
            Quante certezze ha lei, talmente tante che per non sbagliarsi è meglio se la situazione rimane così com’è, tanto per non rischiare giusto?

      • Elena Manzoni di Chiosca scrive:

        Mi pare evidente che qualcuno dovrà pure esaminare questi insegnanti, bisogna essere in malafede per dare la competenza sull’insegnamento della religione a qualcuno che non la conosce.
        Solo conoscendo la religione cattolica, si può capire qualcosa della storia dell’arte, della scienza, della letteratura , e di tutta la civiltà italiana ed europea. E’ chiaro che oggi l’unico baluardo di civiltà contro la barbarie che viene portata avanti dalla banda dei plutocrati al fine di fare di noi dei selvaggi incapaci di difenderci, è costituito dalla Chiesa Cattolica, e perciò l’attacco contro la Chiesa è ininterrotto e frontale. I media, manipolati dai poteri forti, hanno diffuso l’idea evidentemente falsa che libertà ed agnosticismo vadano di pari passo, quando chiunque sappia ancora usare il suo cervello afferra che solo l’uomo religioso è veramente libero. Perchè è la Verità che rende liberi, e non per nulla tutto il progresso dell’umanità è dovuto alla fede cattolica, al suo dare certezze all’uomo.

      • Elena Manzoni di Chiosca scrive:

        Mi pare evidente che qualcuno dovrà pure esaminare questi insegnanti, bisogna essere in malafede per dare la competenza sull’insegnamento della religione a qualcuno che non la conosce.
        Solo conoscendo la religione cattolica, si può capire qualcosa della storia dell’arte, della scienza, della letteratura , e di tutta la civiltà italiana ed europea. E’ chiaro che oggi l’unico baluardo di civiltà contro la barbarie che viene portata avanti dalla banda dei plutocrati al fine di fare di noi dei selvaggi incapaci di difenderci, è costituito dalla Chiesa Cattolica, e perciò l’attacco contro la Chiesa è ininterrotto e frontale. I media, manipolati dai poteri forti, hanno diffuso l’idea evidentemente falsa che libertà ed agnosticismo vadano di pari passo, quando chiunque sappia ancora usare il suo cervello afferra che solo l’uomo religioso è veramente libero. Perchè è la Verità che rende liberi, e non per nulla tutto il progresso dell’umanità è dovuto alla fede cattolica, al suo dare certezze all’uomo.

  4. michele scrive:

    tutte belle parole – manca solo il mea culpa su come spesso viene gestita l’ora di religione – senza un programma – con il professore di turno che riduce l’ora a chiaccherate senza costrutto. è ovvio che il problema non è riducibile all’assenza di un programma ma se vogliamo che l’ora rimanga deve avere un idea un progetto migliore di quello attuale

    • E’ per questo che con il nostro sito CulturaCattolica.it cerchiamo di qualificare l’IRC, oltre che a rispondere ai molti quesiti giuridici. Chi ci segue tenta un insegnamento della religione serio e motivato. Basta guardare alcune esperienze riportate nel sito, come questa: http://culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30222

      • michele scrive:

        non nego che esistano esperienze + che valide = i miei figli sono andati in una scuola ad orientamento cattolico e sono rimasto molto contento. Li’ si segue un programma e l’ora di religione è tutt’altro che un tappabuco.
        ma si tratta di mosche bianche – lo dobbiamo ammettere – l’ora di religione è stata gestita ( molto/troppo spesso) male. con rispetto

        • sagrista scrive:

          Condivido in pieno: ho frequentato le scuole superiori parte in un istituto paritario dichiaramente cattolico che porta nella sua intestazione -Collegio Vescovile- e parte in un istituto statale. L’ora di religione nella scuola paritaria era tenuta da un prete ed era una pena mentre avrebbe dovuto essere una delle materie più qualificanti del piano formativo. Anche nella scuola statale l’ora di religione era tenuta da un prete: c’erano borbottii e qualche contestazione da parte di alcuni studenti, ma quelle lezioni degli anni 70 me le ricordo ancora con gli annessi contenuti.

      • michele scrive:

        mi spiego meglio – non metto in dubbio l’esistenza dell’ora di religione – ma come questa – concretamente – è stata (non) gestita.
        in questi anni mi è capitato di vedere – e sentire – di tutto !!

  5. Cherubino scrive:

    purtroppo il ministro Profumo, insieme al collega della Sanità, si sta rivelando uno dei peggiori ministri di questo governo, a dispetto delle innegabili qualità del suo Presidente.
    Non tanto per imperizia personale, quanto per l’incapacità o non volontà di opporsi alle lobby sindacali e ministeriali, anche se capisco che in questo momento aprire un altro fronte “caldo” è tatticamente poco furbo. Ma aspettare che arrivi il momento “buono” vuol dire non fare mai le riforme della scuola che veramente servono.
    Quanto “all’ora di religione”, la questione è posta male del Ministro. Non si tratta infatti nè di catechismo, nè di un insegnamento “scientifico” (storico o sociologico).
    Come ben messo in evidenza dal card. Martini, si tratta di formazione integrale, cioè che sappia dare agli alunni una globalità dell’esperienza umana. Perchè si dovrebbe fare educazione artistica ? e non si potrebbe ridurre l’educazione civica (anzi “alla cittadinanza”) ad un corso di diritto costituzionale ? e l’educazione motoria non sarebbe da fare fuori dalla scuola, se questa fosse solo “scienza” ?
    E evidente che il nostro modello educativo è di carattere personalistico e quindi integrale. In questa integralità non può mancare uno sguardo al Totalmente Altro, senza il quale, Horkheimer e Adorno insegnano, si cade inevitabilmente nella costruzione di personalità autoritarie e di dittature dello Stato, del “movimento”, della maggioranza, del gruppo.

    • Ilsanta scrive:

      @Cherubino

      E per fare quello che lei dice è necessario avvalersi per forza di personale scelto dalla Chiesa e per forza devono essere teologi?
      Quanto denuncia Profumo è solo questo.

      • Sara scrive:

        In che senso teologi? Mi pare Che Profumo al contrario chieda la laurea per l’insegnamento della religione. Cosa chiesta ad esempio anche da Cacciari.
        Non è che per insegnare religione puoi avere una laurea in sociologia.

        http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/08/13/cacciari_ora_religione_741.html

        • Sara scrive:

          Nota che Cacciari: “”Non vedo la necessità di insegnare il buddismo zen e la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. E’ necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche”.
          Ma onestamente questo mi pare che già si faccia, forse non con il massimo approfondimento ma si fa.

          • Ilsanta scrive:

            @Sara

            Premesso che non vedo motivo di creare una cattedra per insegnare religione visto che non ritengo siano necessari 8 o 13 anni di studio per approfondirla, le faccio sommessamente notare che se volessimo portare sul piano pratico quanto affermato da Cacciari mi chiedo con quale spirito un’insegnate cattolico, scelto da cattolici, potrebbe spiegare bene altre religioni come l’ebraismo, per dirne una.
            Pertanto chiedo un minimo di serietà, ammetta che nelle scuole non si insegna religione in genere, ma la religione Cattolica, punto.
            Se invece l’ora di religione deve diventare quello che diceva Martini (ossia “porre il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà”) non credo proprio che sia necessario un teologo (ossia persona in possesso dei requisiti previsti dal DPR 16 dicembre 1985 n. 751).

          • minstrel scrive:

            non ritengo siano necessari 8 o 13 anni di studio per approfondirla

            Ecco il problema di fondo.

          • Sara scrive:

            Guardi per conoscere e spiegare la religione cattolica lo studio serve. Serve ad un sacerdote anche se finirà in uno sperduto paesino di montagna perchè non dovrebbe servire a chi magari insegnerà in un liceo?
            Sulle altre religioni avere un insegnante ad hoc per ogni minoranza presente in aula non è facile.
            si può certo dare spazio ad altre religioni nell’ora tradizionale, del resto lo stesso cattolicesimo prevede il dialogo interreligioso.

          • Ilsanta scrive:

            @Sara

            Forse mi sono spiegato male.
            Secondo lei ha senso impegnare per 13 anni, un’ora alla settimana, un bambino per fargli comprendere i concetti espressi da Cacciari?
            Non crede che per un bambino di sei anni sia difficile capire il “significato” delle grandi religioni moneteiste?
            In merito all’insegnamento multi religioso le chiedo per quale motivo dovrei ridurre l’insegnamento delle materie tradizionali per dare spazio ad altre religioni? Non è più logico che l’ora di religione sia funzione della religione professata da ciascuno?

          • Sara scrive:

            La prima obiezione è di carattere pratico. In una classe dove ci sono 20 cattolici due musulmani e un induista (così a caso) dovrei avere tre insegnanti e programmare tre aule diverse.
            il che è oggettivamente poco fattibile.
            In secondo luogo mi pare che messa così non ha senso nulla, nemmeno far fare un’ora di arte per tredici anni, o un’ora di musica (tanto magari l’alunno va a fare un lavoro a bassissima specializzazione che serve ascoltare Mozart a 10 anni?) e scacchi?A che serve fare scacchi?
            Sul significato delle grandi religioni certo a 6 anni non si parte dall’incarnazione e dalla transustanziazione, ma da cose più concrete e vicine all’età.
            Non è che a 6 anni non capisci chi è Gesù Bambino no?

          • minstrel scrive:

            A 6 anni si capisce benissimo LO STUPORE di guardare un sasso e vedere che non respira e poi guardare il papà e vedere che oltre che respirare ti parla di come quel sasso non respira!
            LO STUPORE. ALtrimenti poi si arriva a 30 anni e si da per scontato tutto, creato compreso.
            E a porte sigillate hai voglia a bussare…

          • Ilsanta scrive:

            @Sara

            Se un diritto è tale lo è per tutti, già oggi il numero dei musulmani in alcune scuole supera quello dei cattolici, che senso ha in queste scuole mantenere l’insegnamento della religione cattolica?
            13 anni sono un’enormità di tempo per formare un ragazzo e credo che questo tempo e queste risorse vadano impiegate anche per fini diversi; lei passa da un estemo all’altro, ammette 13 anni di insegnamento di una religione ma non si rende conto che arte e musica non sono materie insegnate per 13 anni di fila.
            A 6 anni non capisci chi è Gesù bambino e non puoi fartene una idea più di quanto non te ne faccia una di chi è Babbo Natale.

            @Minstrel

            Lo stupore a 6 anni è molto facile da suscitare, anche un mago stupisce i bambini con i suoi giochi solo che che dopo qualche tempo ti spiegano che è solo un trucco. Meno si conosce più si è facile preda dello stupore.

          • Sara scrive:

            Musica l’ho fatta per 8 anni, arte per 13 (Liceo classico ma penso che ci sia in moltissime altre scuole).
            Sui musulmani maggioranza in certe scuole può essere, si potrebbe in quel caso trovare soluzioni che diano molto più spazio a una maggioranza così assoluta nella classe.
            Non vedo perchè l’unica soluzione sia togliere.

          • Sara scrive:

            A 6 anni non ti fai un’idea di chi è Gesù Bambino? A 4 anni mio figlio aveva il problema di capire perchè il coccodrillo era sfuggito alla grande estinzione del cretaceo. Non sono stupidi i bambini se non li si tratta per tali.

          • Ilsanta scrive:

            @Sara

            Credo che il percorso di chi ha fatto scuole tecniche sia diverso dal suo così come credo che la famiglia cattolica possa trovare innumerevoli occasioni per far istruire i figli alla religione cattolica anche fuori dalle scuole e gratuitamente.
            Non si tratta di togliere il diritto, ma di togliere un privilegio.
            Suo figlio a 4 anni credeva o no a Babbo Natale?
            L’ora di religione è ora di religione cattolica, non si insegna la storia delle religioni, si impartiscono dei fondamenti religiosi e questo non credo sia compito della scuola. Se suo figlio si fa certe domande sui coccodrilli è perchè qualcuno gli ha instillato un dubbio, crede che sarebbe ammissibile fare altrettanto in tema di religione?

          • minstrel scrive:

            Io parlo di Stupore e ilsanta parla di maghi. No, non ci siamo.

            “Il brivido di meraviglia è dell’uomo la parte migliore” J. W. Von Goethe

          • Ilsanta scrive:

            @Minstrel

            Lei non prova stupore di fronte ai trucchi di un bravo prestigiatore?

          • minstrel scrive:

            Non è stupore, è divertimento e rispetto per delle facoltà personali di una persona.
            Lo stupore che intendo io è il rendersi conto intimamente del mistero della nostra vita, della nostra coscienza, del nostro essere anima-ti; è il non dare per scontato la vita, è il non cadere nelle trappole scientiste pensando di aver tutto in mano. E’ tante cose. Non è un semplice trucco.

      • Cherubino scrive:

        i docenti di religione cattolica non sono teologi, ma laureati in Scienze religiose. Che poi non possano essere selezionati dallo Stato è evidente, dato che non viene “insegnata” un pacchetto di religioni, ma vengono illustrate le coordinate di una specifica esperienza religiosa, e ad attestare che il “docente” sia adeguato a tale compito non può che essere l’autorità comunemente accettata da chi si riconosce in quella esperienza.
        Altrimenti chi garantisce la famiglia -prima depositaria secondo la Costituzione italiana del compito educativo- che le coordinate siano corrette ? E’ proprio il principio di laicità dello Stato ad imporre che “l’insegnante” scolastico di religione sia scelto dalla comunità religiosa. Allo Stato compete solo accertarne la competenza didattica e il rispetto dei valori costituzionali.

        • Ilsanta scrive:

          @Cherubino

          Ho chiesto se per insegnare quanto diceva Martini fossero necessari dei teologi nel senso di studiosi di teologia o se non siano più che sufficienti altre tipologie di formazione.
          Il principio di laicità dello Stato viene scavalcato quando uno Stato decide a spese di tutti di favorire una religione rispetto alle altre.

          • minstrel scrive:

            Preferirebbe dunque una non precisata “ora di etica di stato” la quale deriva per lo più dai lasciti (deo gratia) delle tradizioni cristiane?
            O forse lascerebbe stare tutto facendo un’altra ora di informatica (a mio figlio? che a 7 anni usa il PC meglio di mio padre che con i pc ci lavora?) o di inglese (per proclamare la pessima metafisica del mondo imperante sui blog)?
            Chiedo eh.

          • stefano scrive:

            Guardi Ilsanta, il principio di laicità dello Stato è tutt’altra cosa da quello che ritiene lei, se ne faccia una ragione. Se io ragionassi come lei, mi dovrei rifiutare di pagare le tasse per sostenere un sistema sanitario che spende per praticare aborti, o per comprare i sedativi a Piergiorgio Welby. In realtà, lo Stato laico, riconosciute le legittime esigenze dei suoi cittadini, mette in atto le opportune azioni per risolverle. Se, dunque, l’educazione in campo religioso è sentita come un’esigenza, lo Stato laico deve provvedervi. Il pubblico dibattito dovrebbe semmai vertere su quali siano le legittime esigenze dei cittadini, se, ad esempio, sia giusto continuare a ritenere l’aborto un diritto, o se debba diventarlo l’eutanasia. Non certo se lo Stato debba o meno pagare gli insegnanti di Religione. A me starebbe bene anche un sistema dove ognuno si paga la scuola che vuole e poi si scarica interamente le rette dal reddito. Dal punto di vista economico la soluzione sarebbe indifferente per lo Stato, e sicuramente il sistema scolastico se ne avvantaggerebbe. Lei che ne pensa?
            Mi sembra invece che, a suo dire, lo Stato laico sia uno Stato che fa professione di laicismo, negando che possa esistere un valore sociale nella domanda religiosa nella popolazione, e che esso possa rispondervi, per quanto nelle proprie limitate competenze, per esempio favorendone lo studio tra le materie di insegnamento nella scuola.

          • Ilsanta scrive:

            @Minstrel

            Preferirei che non venissero spesi i miei soldi per fare propaganda di una religione in una scuola pubblica avendo come unica alternativa il vuoto didattico.
            Preferisco che si facciano ore di materie di qualsiasi tipo, anche informatica, perchè non tutti i bambini hanno la possibilità che ha il suo di accedere a tali strumenti.
            Preferisco un’ora di inglese perchè l’ignoranza è terreno fertile per le superstizioni e perchè mio figlio possa capire chi nei blog pensa che l’unica idea degna di essere proclamata sia la sua, anche se la proclama in inglese.

          • Ilsanta scrive:

            @Stefano

            Il laicismo non esiste, è solo un termine usato da coloro che si vantano di essere laici finchè non vengono toccati i propri interessi.
            Io ad esempio pago le tasse anche per comprare i crocefissi con cui i cattolici marchiano le scuole. E’ lei invece che mette in dubbio i diritti acquisiti come quello dell’aborto ed i “buoni” medici cattolici ne approfittano per aggirare una legge dello Stato con quella che viene chiamata obiezione di coscienza. Quindi come vede mi pare il problema dell’Italia sia proprio il “confessionalismo”.
            In merito al tipo di scuola ritengo che la scuola debba rimanere statale perchè ci sono famiglie che non hanno nemmeno la possibilità di pagarle le rette. Lo Stato deve garantire un servizio pubblico adeguato e di qualità, se poi un genitore vuole qualcosa di diverso per i suoi figli se la deve pagare di tasca sua. Lo Stato non è una tasca senza fondo dove chiunque ne abbia il ghiribizzo può infilarci le mani.
            Infine se uno Stato ritiene che l’insegnamento della religione sia un valore deve in ogni caso garantire l’insegnamento di tutte le religioni, cosa che non mi pare lei sia disposto a concedere.

          • Cherubino scrive:

            è falso che la religione cattolica sia favorita a scapito delle altre. Tutte le confessioni organizzate possono avere loro docenti di religione, alle condizioni di preparazione didattica e rispetto dei valori costituzionali. Non è certo colpa dei cattolici se il 97-98% delle famiglie italiane sceglie di seguire l’IRC.

          • Ilsanta scrive:

            @Cherubino

            “Tutte le confessioni organizzate possono avere loro docenti di religione…”

            Fonti normative a sostegno di ciò?

          • Cherubino scrive:

            Qualche esempio di Intese FIRMATE dalla Confessioni religiose non cattoliche

            Intesa Stato-Valdesi. I Valdesi scelgono liberamente di non avere insegnamento religioso a scuola (art. 9 Intesa approvata con Legge 11 agosto 1984, n. 449)

            Dall’Intesa con l’Unione Buddhista Italiana:
            “2. Viene riconosciuto a persone designate dall’U.B.I. il diritto di rispondere ad eventuali richieste provenienti dagli alunni, dalle alunne, dalle loro famiglie o dagli organi scolastici per contribuire allo studio del fatto religioso e delle sue implicazioni, quale attivit didattica integrativa determinata dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della loro autonomia, secondo modalit concordate dall’U.B.I. con le medesime istituzioni.”

            Intesa con i TdG
            “4. La Repubblica italiana, nel garantire il carattere pluralistico della scuola pubblica, assicura agli incaricati designati dalla Congregazione centrale, o dalle Congregazioni o comunit locali dei testimoni di Geova, il diritto di rispondere alle eventuali richieste provenienti dagli alunni, dalle loro famiglie o dagli organi scolastici, in ordine allo studio del fatto religioso e delle sue implicazioni. Tale attivit si inserisce nell’ambito delle attivit didattiche integrative determinate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della loro autonomia, secondo modalit concordate dalla Congregazione centrale con le medesime istituzioni.”

            Magari può anche passare una bella serata a leggersele tutte:
            Tavola Valdese
            21/02/1984
            25/01/1993 L. 449/1984
            L. 409/1993
            Assemblee di Dio in Italia
            29/12/1996
            L. 517/1998
            Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7ー giorno
            29/12/1986
            L. 516/1988
            Unione Comunit Ebraiche Italiane 27/02/1987
            06/11/1996 L. 101/1989
            L. 638/1996
            Unione cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI)
            29/03/1993
            L. 116/1995
            Chiesa Evangelica Luterana in Italia
            20/04/1993
            L. 520/1995

          • Ilsanta scrive:

            @Cherubino

            “il diritto di rispondere alle eventuali richieste provenienti dagli alunni, dalle loro famiglie o dagli organi scolastici” non è il diritto ad avere a disposizione un’ora alla settimana con insegnanti pagati dallo Stato e scelti dalle curie.
            Ma lei sà leggere quello che posta o tenta di fare il furbo?

        • stefano scrive:

          Ilsanta, si rilegga e vedrà che più che una risposta alle questioni da me poste, lei ha reagito di pancia, scalciando come un vitello. Non credo di meritarlo, e non credo neppure che la una litania di luoghi comuni recitata al posto di un normale argomentare possa pretendere di avere la dignità di un pensiero.

          • Ilsanta scrive:

            @Stefano

            Visto che parla di “luoghi comuni” mi dica quale sarebbe secondo lei il confine fra laicità e laicismo e quando questo confine verrebbe superato dalle parole di Profumo.

          • stefano scrive:

            @Ilsanta
            personalmente ritengo che le due cose non siano neppure confinanti. Sono invece contigue laicità e fede. Invece, il laicismo è un’ideologia statolatrica che facilmente sconfina nello Stato etico, nel moralismo e nella dittatura del pensiero unico.

  6. Lorenzo 1963 scrive:

    L’attuale governo deve essere “tecnico”, e la sua assoluta carenza di legittimazione popolare si giustifica esclusivamente con il mandato di far quadrare i conti dello stato in un momento economicamente drammatico.
    Come può un simile governo, e in questa situazione il suo ministro dell’Istruzione, permettersi di sollevare argomenti così delicati e certamente politici, senza che i rappresentanti eletti dal popolo (tutti, religiosi e irreligiosi) insorgano, è un mistero.

    • Ilsanta scrive:

      @Lorenzo

      Se invece si permette di toccare il diritto acquisito delle pensioni allora si può fare, giusto?

      • Lorenzo 1963 scrive:

        Giusto. Il cosiddetto “diritto” alle pensioni (cosiddetto in quanto prescinde completamente dall’esistenza di contributi pagati durante la vita lavorativa e sufficienti a garantire il corrispondente vitalizio) ha un impatto economico devastante e deve, anche se ciò comporta sacrifici e delusioni, essere toccato per sistemare i conti.
        Cosa c’entra ciò con una materia come l’ora di religione non si capisce.
        Legiferare sull’ora di religione, piuttosto che sulle unioni civili o quelle tra persone dello stesso sesso, o il fine-vita, ha un impatto sulla società che deve essere valutato e deciso da rappresentanti eletti, non da contabili di “nomina regia” (o bancaria) che sono lì solo per evitare il fallimento.

        • Ilsanta scrive:

          @Lorenzo

          L’ora di religione è una delle tante spese che lo Stato italiano potrebbe tagliare, non capisco perchè si possano toccare le pensioni ma non i fondi a favore della Chiesa.
          La libertà religiosa è altra cosa e non verrebbe assolutamente intaccata.

          • Lorenzo 1963 scrive:

            Alora secondo il suo ragionamento anche l’ora di chimica ha un costo, o quella di geometria. Perché non tagliarle e godere dei relativi risparmi? Se poi le famiglie vogliono far approfondire tali argomenti possono sempre far prendere lezioni private ai loro figli. La libertà di insegnamento non verrebbe assolutamente toccata.

  7. luciano27 scrive:

    ilproblema si presentava in altro modo, anzi non si presentava affatto, quando la totalità degli studenti era di religione cattolica, o almeno cristiana. Ora con la presenza di parte degli studenti di confessione diversa, per non parlare di quelli disinteressati alla religione cattolica, imporla è un sopruso inammissibile. direi dittatoriale. Le religioni vanno insegnate liberamente e nei luoghi a loro destinati comprese le scuole confessionali,e a chi lo desidera.@ cherubino le varie educazioni ,di qualunque tipo,sono legate alla vita terrena; la religione è legata alla vita spirituale che ognuno sceglie come crede. Anche se solo ministro *tecnico*, Profumo, come suo dovere, ha affrontato un problema che da anni covava sotto la cenere

    • Eremita scrive:

      8 per mille e scuola di religione, due invenzioni estremamente comode per la gerarchia che in qualche caso le ha usate correttamente, in altri casi meno. Un aspirante ad insegnante di religione, nel caso avesse denunciato comportamenti poco limpidi di qualche potente ecclesiastico, col cavolo che entrava ad insegnare, fosse pure stato San Giovanni della Croce o Maria Goretti . Ed ora che gli islamici pretenderanno anche loro l’insegnamento nelle scuole ed i fondi statali, ne vedremo delle belle. Giusta nemesi dirà qualcuno, ma a farne le spese saremo noi cittadini. Difendere la fede con i soldi pubblici non è mai stata una buona strategia, da Costantino fino a Mussolini. Dopo è stato persin peggio, siamo arrivati a Fiorito che finanzia le feste patronali.

      • stefano scrive:

        Mio caro Eremita, si sarebbe in miglior condizione di poter chiedere a chi vuole difendere la fede di non usare a quello scopo i denari pubblici (anche se mi rendo conto, a volte, con risultati controproducenti), se anche chi la combatte accettasse lo stesso sacrificio. E’ che Gesù è pietra di scandalo e segno di contraddizione, perciò la fede la si può solo abbracciare o combattere. Su entrambe i fronti i contendenti non rinunceranno mai a usare ogni mezzo, compresi i finanziamenti pubblici. Anche perché tutti ritengono, con la loro battaglia, di operare per il bene comune. Vinca il migliore.

        • Ilsanta scrive:

          @Stefano

          Sarebbe così gentile da dirmi chi in Italia oggi è contro la religione Cattolica e stà usando fondi pubblici per combatterla?
          Sa .. la curiosità …

        • Ilsanta scrive:

          @Stefano

          Lei confonde l’espressione delle proprie idee con il “combattere” la fede (cosa significhi solo lei lo sà).
          Comunque io sono daccordo, togliamo i fondi all’editoria privata e a Radio Radicale (che però si finanzia fornendo un servizio pubblico che lo Stato non è in grado di garantire), e così togliamo di mezzo anche i finanziamenti dati a Radio Maria, l’8×1000, le esenzioni dall’ICI, i costi dei cappellani militari, i costi degli oratori, i contributi all’editoria cattolica, le tariffe postali agevolate (che da sole valgono quanto il finaziamento a Radio radicale), togliamo, togliamo …

          • stefano scrive:

            Anch’io sono d’accordo e anche Padre Livio di Radio Maria (che i fondi del 5 per 1000 ancora li deve vedere). Mi faccia risapere se anche Pannella e le proprietà dei grandi giornali sono pure d’accordo.

          • luciano27 scrive:

            @ stefano.non vedo perchè in regime democratico si deve solo sovvenzionare i media clericali e gli anti clericali no. Infatti il nostro regime, è solo apparentemente democratico ma in effetti è confessionale si dà libertà, ma solo per la chiesa ti rendi conto che non è giusto?specialmente se lamentate se vi frenano o cercano di frenarvi l’invadenza negli affari civili

          • stefano scrive:

            Vorresti togliermi i diritti civili?

          • Ilsanta scrive:

            @Stefano

            Le farò sapere senz’altro, lei da parte sua chieda per l’8xmille.
            Attendo fiducioso ….

  8. Francesco Palatini scrive:

    Per bo.mario

  9. Antulio scrive:

    Gli sta proprio bene alla chiesa, così impara a favorire l’ingresso continuo degli immigrati. Ed ancora è nulla, il bello verrà fra non molto.

  10. gianfranco scrive:

    Come cattolico impegnato e praticante penso che Santa Romana Chiesa ci guadagnerebbe su ogni piano se :
    1) sciogliesse il concordato
    2) si svincolasse da privilegi e legami con lo stato italiano
    3) se sacerdoti e prelati parlassero piu’ di spiritualità, piu’ di Dio e della Chiesa lasciando ad altri argomenti come politica, sesso ecc ecc…..sono convinto che educando
    il popolo cristiano al messaggio vero di Gesu’ automaticamente uno sa come comportarsi. Il mio anziano parroco ( morto da molto tempo, uno della ” vecchia ” scuola teologica ) mi diceva sempre : ” prima di fare una cosa, prima di dire o rispondere chiediti Gesu’ cosa farebbe ? Cosa ti dice il Vangelo ? ……..
    4) sono nel mondo della scuola concordo pienamente con il ministro l’ora di religione fatta così non porta a nulla .
    C’è anche una questione ( sollevata anche da Radio Maria ) chi insegna religione ? Ci sono insegnanti laici o consacrati molto preparati , ma vogliamo dire che insegnano anche sacerdoti che sono stati ridotti allo stato laicale perchè si sono sposati o laici divorziati ….quando affronteranno l’argomento sacramenti e parleranno dell’ordine o del matrimonio cosa potranno dire se la loro vita ( NON STO GIUDICANDO…NON CAPIETE MALE ) è all’opposto con l’insegnamento della Chiesa e quindi di Gesu’ ???

    • Ilsanta scrive:

      @gianfranco

      Per quel che vale in alcuni ambienti la parola di un ex credente e praticante, devo dirle che anche in tempi non sospetti la pensavo esattamente come lei.
      Se ora io dicessi le stesse cose sarei accusato di “laicismo” e di essere nemico della Chiesa, forse per lei avranno più rispetto anche se ritengo che la sua sia una posizione nettamente minoritaria.
      Saluti.

    • Sal scrive:

      L’ipocrisia è come un tappo di sughero. Sta sempre a galla !

    • Cherubino scrive:

      lei fa della demagogia e delle disinformazione.
      1) Non sempre il prete ridotto allo stato laicale è un reprobo separato dalla Chiesa, in tanti casi è il Vescovo a concedere la dispensa su richiesta del sacerdote e in tal caso questi è accede ai sacramenti esattamente come lei.
      2) Non sempre il divorziato è in situazione problematica, ad esempio se non è risposato e non convive …
      3) I divorziati risposati non vengono ammessi dai Vescovi (ossia dai delegati diocesani) all’IRC.
      4) Ci sono tantissimi preti che parlano di spiritualità cristiana, fanno Lectio divina, catechesi ed evangelizzazione.
      5) La validità e l’importanza del Concordato non è mai stata messa in dubbio dai pontefici: lei è più sapiente ed ispirato di loro ?

      • Ilsanta scrive:

        @Gianfranco

        Visto, un bel “chi si crede di essere” e anche lei è servito.
        Era solo questione di tempo …

        • minstrel scrive:

          Fosse solo un “chi si crede di essere”, ma Cherubino risponde punto per punto. A questo (ehm) punto lasciamo che i due dibattano come si deve, come si confà a due anime INTERNE alla tradizione che intendono discutere.

      • Cherubino scrive:

        io non ho detto “chi si crede di essere”. Ho affermato con argomenti che quelle affermazioni sono false. Se Gianfranco vuole può obiettare con altri argomenti se crede di averne. Lei invece tende a trasformare ogni dibattito in uno scontro tra tifoserie e anche la sua ultima frase lo dimostra.

        • Ilsanta scrive:

          @Cherubino

          Lei ha replicato ad un solo punto su 4, per gli altri 3 si è avvalso del principio di autorità … basta leggere.

          • Cherubino scrive:

            ma quale principio d’autorità ! Lei continua ad imbrogliare le carte !
            Il punto 1 e 2 sono stabiliti dal Diritto canonico, se lei è ignorante non ci posso fare niente.
            I punti 3 e 4 sono fatti consueti nella Chiesa: è chi accusa questa di incoerenza che deve provarlo ! Lei o Gianfranco conoscete qualche divorziato risposato che fa l’insegnante di religione ? Fate nome e cognome, segnalatelo al Vescovo ! Buttare lì fango sulla Chiesa con frasette generiche e retoriche è ignobile. Parlare di preti così genericamente con le solite frasi fatte è facile, ma è disonesto. Basta andare a vedere i siti di migliaia di parrocchie e diocesi per vedere quanta catechesi e lectio viene fatta e quanto quelle affermazioni sono false. Altro che principio di autorità, mi basta il principio di onestà per rispondervi.

          • Ilsanta scrive:

            @Cherubino

            Si calmi suvvia!!
            Non posso mica starle dietro in tutti i voli di fantasia che fà!
            Se prima parla di persone sapienti ed ispirate e poi passa al diritto canonico non è causa mia!
            Quando ha capito cosa vuole dire sarò pronto ad ascoltarla.

  11. Antulio scrive:

    E’ incredibile l’ingenuità dell’intellighenzia vaticana: cosa credeva, che gl’immigrati islamici e non solo loro, una volta entrati in Italia, sarebbero corsi immediatamente a convertirsi e che per i loro figli avrebbero scelto l’insegnamento cattolico??? E’ evidente che stare chiusi in vaticano fa perdere il senso della realtà!

  12. Sal scrive:

    Sottoscrivo il commento di Mieli, e sono d’accordo con la sua affermazione: “Quell’ora, me la sceglievo, perché nella mia giovinezza l’ora di religione è l’ora della scelta, l’ora della libertà, l’ora del confronto, l’ora della crescita».” – E’ decisamente vero, per scegliere occorre essere informati e non si può fare una scelta sulla base di una sola offerta, ma per scegliere occorre avere almeno due o più possibilità e sapere quali sono i motivi che spingono a fare “quella” scelta.

    Come scrive un decano in un seminario teologico : “ Ci sono troppe persone che diventano ‘religiose’ proprio “per NON usare il cervello”, dicono che accettano tutto ‘per fede’” e aggiunge.”se ne deduce che la maggioranza di quelli che professano una fede religiosa non pensano molto ai motivi” per i quali si definiscono credenti”.

    E Poiché Mieli conferma dicendo:“non sono cattolico” risulta che l’ora del confronto non è stata favorevole al cattolicesimo. L’ora di religione non ha modificato i sui suoi convincimenti, rafforzando la posizione del ministro anche perché per poter “scegliere e decidere” occorre avere un’età che permetta di fare quella scelta, altrimenti rimane solo un indottrinamento sterile che rimanda ai motivi per cui si crede per fede.

    Affrontando il tema dal punto di vista di Martini, la religione NON è una materia di studio, religione “è il rapporto singolo privato esclusivo del signolo con il suo Dio” quindi non “può svolgere un servizio alla scuola” ma è una materia di fede di “morale e/o di etica” che viene insegnata ai giovani dai rispettivi genitori perché il compito è stato affidato loro da Dio e non può essere delegato :” E queste parole che oggi ti comando devono essere nel tuo cuore; e le devi inculcare a tuo figlio e parlarne quando siedi nella tua casa e quando cammini per la strada e quando giaci e quando ti levi. “ ( Deut 6.6-8) – “ E voi,<b< padri, non irritate i vostri figli, ma continuate ad allevarli nella disciplina e nella norma mentale di Jehovah “ ( Efe 6.4) Comandi che vengono confermati dalla stessa chiesa cattolica : “ I genitori, poiché hanno dato ai figli la vita, hanno l’obbligo gravissimo e il diritto di educarli; perciò spetta primariamente ai genitori….”. — Canone 226 §2 Link
    Aggiungo che è pretestuoso affermare che
    1.
    “le finalità della scuola è quella di porre il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà.” – Perché i dati scientifici non hanno nessun rapporto con la coscienza, tanto è vero che l’istruzione scientifica viene troppo spesso usata per fini che non sono né etici né morali.
    2. Né si può sostenere che “L’insegnamento della religione, che riguarda appunto le questioni decisive, i fini ultimi della vita, aiuta la scuola a svolgere questo compito.” Perché la scuola non può, nè deve insegnare ai piccoli quale deve essere la scelta di fine vita, e se così fosse, non sarebbe solo la religione cattolica chimata ad esprimersi, ma dovrebbe essere una possibilità estesa a tutte le religioni.
    3. Non è sostenibile affermare che: “ Presentando il cattolicesimo nella scuola, la Chiesa aiuta gli alunni italiani a capire la cultura in cui vivono”- Perché la cultura in cui vivono gli italiani odierni, come dice il Ministro, è profondamente cambiata, con la partecipazione alla vita sociale di un numero sempre crescente di extracomunitari appartenenti a diversa cultura e religione.
    Magari si potrebbe studiare il cattolicesimo desueto del popolo italiano, come una parte “del patrimonio storico” ormai trascorso, sulla via del tramonto, ed esaminarne le cause.

  13. Sal scrive:

    Da un altro punto di vista:
    “Bruxelles, nelle scuole insegnamento islam supera quello cattolico, in crescita etica laica” Cosi titolava un articolo qui
    E sullo stesso tema anche Repubblica ha iniziato qualche tempo fa il dibattito, Link Evidentemente ci devono essere stati sviluppi, se l’ubbidiente governo tecnico-cattolico, del tutto prono e sottomesso alle paludate gerarchie ha accelerato.
    Molto meglio fare buon viso a cattivo gioco che impegnarsi in una bagarre già persa in partenza. Chissà, magari in futuro si potrà tornare alla carica dato che la partita è sospesa ma non ancora persa – avranno pensato – . Evidentemente l’Europa sta sollecitando…..

  14. Sal scrive:

    Da un altro punto di vista:
    “Bruxelles, nelle scuole insegnamento islam supera quello cattolico, in crescita etica laica” Cosi titolava un articolo h**p://www.uaar.it/news/2012/01/20/bruxelles-scuole-insegnamento-islam-supera-cattolico-crescita-etica-laica/

    E sullo stesso tema anche Repubblica ha iniziato qualche tempo fa il dibattito, Link Evidentemente ci devono essere stati sviluppi, se l’ubbidiente governo tecnico-cattolico, del tutto prono ha accelerato.
    Molto meglio fare buon viso a cattivo gioco che impegnarsi in una bagarre già persa in partenza. Chissà, magari in futuro si potrà tornare alla carica dato che la partita è sospesa ma non ancora persa – avranno pensato – . Evidentemente l’Europa sta sollecitando…..
    Replica

  15. stefano scrive:

    Dott Tornielli, mi perdoni la domanda leziosa, lo so che la curiosità è femmina, ma il bambino ritratto al centro della foto è mica lei?

  16. Simone 2 scrive:

    Sarebbe molto utile chiedere ai propri figli che cosa pensino e soprattutto di descrivere che cosa accade nell’ora di religione nella scuola che frequentano o che hanno frequentato.
    Cosa che feci a suo tempo, quando le mie due figliole frequentavano lo scientifico. La situazione per entrambe fu piuttosto deludente, una perdita di tempo non utile ad ampliare nessuna conoscenza, caratterizzata è inutile sottolinearlo, da un notevole disinteresse da parte dei ragazzi.
    Ci fu però, a onore del vero, per una di esse, una breve e interessante parentesi grazie alla presenza di un sacerdote che riusciva a coinvolgere l’attenzione dei ragazzi affrontando e discutendo argomenti d’attualità, quali i rapporti affettivi nella loro poliedricità, la fame e l’ingiustizia sociale nel mondo, la multiculturalità e tanti altri.
    L’evidenza che il 90% delle famiglie scelga l’ora di religione non dimostra nulla, mancando un’alternativa valida su cui indirizzare i ragazzi, se non in casi particolari e l’alta percentuale di adesione ha la stessa valenza di quanto accade per i battesimi.
    Sappiamo tutti che la quasi totalità dei bambini è battezzata nei primi mesi di vita e che poi partecipa alla prima comunione. Grazie a questi dati la Chiesa cattolica, illudendosi, considera gli italiani cattolici ferventi e praticanti. Si guarda bene dal valutare e quantificare l’alta percentuale di coloro che, assolti questi impegni, si dilegua inesorabilmente.
    Accade lo stesso con la scelta dell’otto per mille: la maggior parte dei commercialisti e dei centri di assistenza fiscale presenta nei moduli da sottoscrivere la scelta per la Chiesa cattolica per default.
    Si preferisce vivere di illusioni, sfruttando ogni mezzo e facendo credere che l’interesse per la religione sia altissimo, ma la realtà è ben diversa.

    • stefano scrive:

      Caro Simone, l’alternativa all’ora di Religione è mettere tutti nelle condizioni di poter mandare i propri figli in qualunque scuola parificata senza dover fare un mutuo. Ma uno Stato fondamentalmente totalitario come quello che abbiamo ereditato dal Risorgimento questo non lo potrà mai tollerare, preferendo invece accettare quel mediocre compromesso con la controparte sconfitta che è l’ora di Religione (peraltro neppure obbligatoria). Ma come ci sono quelli più realisti del re, così ci sono quelli più statalisti dello Stato comunista, i quali vorrebbero cancellare pure quel blando compromesso. A me sembra una tra le grandi ingiustizie del mondo.

      • Simone 2 scrive:

        Caro Stefano, si tratta di punti di vista.
        Imporre e rendere obbligatoria l’ora di religione è controproducente e non farebbe altro che rendere l’argomento ancora più inviso ai ragazzi, i quali mostrano un interesse per l’argomento pari a zero.
        Può non far piacere, ma è così ed è anche naturale: siamo stati tutti studenti e se ci ricordassimo i nostri anni giovanili, sapremmo anche il perché.
        Chi desidera davvero erudire i figli sulla religione di famiglia farà in modo che possano frequentare gli ambienti adatti, dove magari un sacerdote saprà costruire un dialogo adatto all’età. Sperando che i ragazzi siano disponibili, aspetto tutt’altro che scontato, naturalmente.
        Nella scuola andrebbe insegnata e seriamente la storia delle religioni, argomento assai interessante, adatto a far giustizia di tutti i pregiudizi e le leggende metropolitane frutti dell’ignoranza e strumento utile a favorire l’integrazione degli altri popoli, di solito espressione di consuetudini e di religioni diverse.
        Il compito della scuola è istruire non catechizzare.

          • Simone 2 scrive:

            Caro Nicola, non ho ben capito che cosa lei vuol farmi notare. Che l’idea di insegnare la storia delle religioni al posto dell’attuale ora di religione è sbagliata? Può essere.
            Lei è davvero convinta che l’attuale insegnamento della religione serva a qualcosa? Se così fosse allora, vuol dire che lei non ha mai parlato con un quindicenne o con un diciottenne e nessuno le ha mai riferito ciò che accade normalmente nelle aule durante quelle lezioni.

          • minstrel scrive:

            Come non li ha mai visti se insegna proprio a loro?! 0_0

        • Nicola rosetti scrive:

          Purtoppo leggo in questo spazio molte idee e pochi fatti. Io faccio riferimento alla mia realtà romana e qui l’irc è organizzato molto bene. Purtroppo Simone2 la realtà mi dice altro e cioè che se l’insegnamento viene svolto da persone che credono nel loro lavoro chiunque è interessato alla religione, perché la religione tocca l’animo umano e non c’è uno studente che non si ponga il desiderio di essere felice… Gli studenti non sono interessati a una religione falsa bigotta e autoreferenziale, sicuramente sono interessati a trovare tentativi di risposte alle loro numerose domande… Continui a dire a tutti che il dato del 90% degli avvalentesi non puó essere sottovalutato, anche se non bisogna adagiarsi su questo dato.

          • Simone 2 scrive:

            Veramente più che molte idee, caro Nicola, in questo spazio si leggono di solito molte chiacchiere spesso slegate dalla realtà. I punti di vista sono tanti e così coloro che amano sognare, immaginando realtà virtuali.
            Non voglio contraddirla credo tuttavia che affermare “non c’è uno studente che non si ponga il desiderio di essere felice…”, almeno in questo contesto lo considero un azzardo.
            La religione toccherà certamente gli animi delle persone, ma non credo che accada nel periodo dell’insegnamento della stessa in un’aula scolastica e meno che mai nell’arco evolutivo di uno studente, salvo, come sempre, le benvenute eccezioni.
            Evidentemente lei vive in un’isola felice: la mia lo è molto meno ed è piena di contraddizioni e l’osservatorio di cui mi avvalgo, immerso da anni tra giovani ventenni non depone a suo favore.

          • Simone 2 scrive:

            @Minstrel.
            Ho capito. Proprio per questo nel mio ultimo intervento ho scritto che Nicola vive in un’isola felice.
            Mi piacerebbe sapere in quali scuole e in quali classi insegna per comprendere meglio il suo punto di vista.

          • stefano scrive:

            Simone, io al liceo ho avuto un pessimo professore di Filosofia, ma non mi sogno di dire che non bisognerebbe insegnarla a scuola. Pur potendosi definire buttate tutte quelle ore, mi sono tuttavia servite per capire, poi, quanto sapere non ho acquisito in tutto quel tempo, cosa che ha suscitato successivamente in me il desiderio di rielaborarlo. E’ così per tutto, dal Latino alla Matematica, perché escludere l’insegnamento della Religione?

        • Nicola rosetti scrive:

          Purtoppo leggo in questo spazio molte idee e pochi fatti. Io faccio riferimento alla mia realtà romana e qui l’irc è organizzato molto bene. Purtroppo Simone2 la realtà mi dice altro e cioè che se l’insegnamento viene svolto da persone che credono nel loro lavoro chiunque è interessato alla religione, perché la religione tocca l’animo umano e non c’è uno studente che non si ponga il desiderio di essere felice… Gli studenti non sono interessati a una religione falsa bigotta e autoreferenziale, sicuramente sono interessati a trovare tentativi di risposte alle loro numerose domande… Continui a dire a tutti che il dato del 90% degli avvalentesi non puó essere sottovalutato, anche se non bisogna adagiarsi su questo dato.

        • Nicola rosetti scrive:

          Purtoppo leggo in questo spazio molte idee e pochi fatti. Io faccio riferimento alla mia realtà romana e qui l’irc è organizzato molto bene. Purtroppo Simone2 la realtà mi dice altro e cioè che se l’insegnamento viene svolto da persone che credono nel loro lavoro chiunque è interessato alla religione, perché la religione tocca l’animo umano e non c’è uno studente che non si ponga il desiderio di essere felice… Gli studenti non sono interessati a una religione falsa bigotta e autoreferenziale, sicuramente sono interessati a trovare tentativi di risposte alle loro numerose domande… Continui a dire a tutti che il dato del 90% degli avvalentesi non puó essere sottovalutato, anche se non bisogna adagiarsi su questo dato.

    • Nicola rosetti scrive:

      Più che di isola felice parlerei di esperienza positiva sempre perfettibile. Dipende molto dall’impegno e dall’entusiasmo che ci mette l’insegnante come in ogni materia, come in ogni lavoro

  17. Sergio scrive:

    “Cari figli, anche oggi in maniera particolare vi voglio invitare a pregare per tutti i governanti, che con il potere che Dio gli ha dato, promuovano la pace, che lavorino per il bene dell’uomo. Desidero cari figli, che anche loro siano strumenti nelle mie mani. Cari figli, pregate particolarmente per la vita. Grazie cari figli, perchè anche oggi avete risposto alla mia chiamata.”
    Messaggio della Madonna dato a Ivan il 19 Settembre 2012

  18. Simone 2 scrive:

    Non riesco a inviare un commento.
    Prova invio

    • Sara scrive:

      Attenzione ai link che inserisce. Ad esempio se sono due link insieme non so perchè ma il commento risulta in attesa di moderazione.

      • Simone 2 scrive:

        Grazie del suggerimento, gentile Sara.
        Non c’erano link. Credo piuttosto sia stato il capo a tenermi ibernato per un pò di tempo. Ma forse penso male.
        E tuttavia, il commento delle ore 16.33 è apparso inspiegabilmente verso le 18.15.

        • stefano scrive:

          Ogni tanto fanno così, spariscono, poi ritornano, specie quando girano altri commenti in estro. Meglio tenerli al guinzaglio, qualcuno gira anche senza museruola.

  19. Pingback: IRC, Profumo di confusione | Missione 2.0

  20. luciano27 scrive:

    no stefano, vorrei solo averli anch’io. Pensavi al tuo diritto di toglierli agli altri?

  21. giovannino scrive:

    Il sentimento religioso è sempre esistito e continua a essere presente nell’ animo umano . E’ dunque giusto che la scuola impartisca delle cognizioni intorno al fenomeno religioso. E’ altrettanto ragionevole che questo compito sia affidato pricipalmente , ma non di necessità esclusivamente, alla chiesa cattolico-romana , che ha espresso il sentimento religioso dei popoli italiani nel corso dei secoli. Infatti è del tutto impossibile comprendere la storia d’ Italia senza conoscere il cattolicesimo. Certamente l’ insegnamento dovrebbe essere improntato ai metodi e criteri delle scienze storiche e non avere un taglio dogmatico e/o catechistico. Inoltre , come affermato da Martini , è richiesta una disponibilità al confronto con i non credenti e i credenti di altre fedi .

    • minstrel scrive:

      Si, ma poi potrebbere rispondere che il sentimento religioso va spiegato con le teorie freudiane perché la verità sta lì, in una teoria dunque è meglio fare un’ora a settimana di psicoanalisi.
      Alla faccia di Rodney Stark e della Catherine Meyer. ;)

  22. Sal scrive:

    Considerato che un governo prono e sottomesso al Vaticano non potevaribellarsi alle direttive del Vaticano stesso, a qualcuno dei forumisti può interessare forse le direttiva Europea che segue:

    Parlamento Europeo
    h**p://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=IM-PRESS&reference=20090331IPR53010&format=XML&language=IT
    I punti forti della sessione – Istituzioni – 01-04-2009 – 15:52 Sessioni plenarie
    Verso una direttiva contro tutte le discriminazioni – Il Parlamento esaminerà la direttiva sulla lotta alla discriminazione per motivi di religione,…
    Favorire l’integrazione dei giovani migranti nelle scuole dell’UE
    Attuare una politica d’istruzione inclusiva, evitando di creare classi speciali,
    Garantire a tutti un’istruzione di qualità

    Favorire l’integrazione dei giovani migranti nelle scuole UE h**p://www.europarl.europa.eu/news/it/search?q=scuola
    Istruzione – 02-04-2009 – 13:14
    Sessioni plenarie
    La percentuale di bambini migranti nella scuola è destinata ad aumentare. Il Parlamento sottolinea quindi la necessità di effettuare maggiori sforzi a livello dell’UE per affrontare questa sfida. Occorre cioè attuare una politica d’istruzione inclusiva, evitando di creare classi speciali, garantire l’insegnamento della lingua del paese ospitante e fornire agli insegnanti una formazione specifica interculturale. Va anche garantito l’insegnamento della lingua madre dei migranti.
    Approvando con 431 voti favorevoli, 55 contrari e 94 astensioni la relazione di Hannu TAKKULA (ALDE/ADLE, FI)..Ricordando poi che la percentuale di bambini migranti nella scuola «è destinata ad aumentare», sottolinea la necessità di maggiori sforzi..
    Il Parlamento raccomanda agli Stati membri di «evitare di creare scuole simili a ghetti o classi speciali per figli di migranti», e di promuovere una politica dell’istruzione inclusiva,
    Al contempo, reputa che occorre promuovere le lingue e le culture d’origine dei migranti. Riconosce quindi l’importanza di introdurre nei programmi scolastici ore di insegnamento ai migranti nella loro lingua madre, per garantire la conservazione del loro patrimonio culturale. Chiede inoltre, per i migranti, un sostegno in termini finanziari e amministrativi a favore di corsi di lingua tenuti da personale formato che comprenda la loro lingua madre….
    Il Parlamento insiste inoltre sulla necessità che tutti beneficino della parità di trattamento e che le istituzioni scolastiche e gli insegnanti considerino «la diversità come una situazione normale». Chiede che le scuole con un’elevata percentuale di bambini immigranti «siano dotate del personale adeguato e delle strutture necessarie….
    Il Parlamento rileva inoltre che le scuole hanno bisogno di insegnanti immigrati, «poiché offrono un’esperienza importante ai loro colleghi, rappresentano l’esito positivo dell’integrazione sociale e potrebbero costituire un modello per i bambini in difficoltà». Si dice anche «a favore di regimi di mobilità che consentano di reclutare insegnanti del paese d’origine per facilitare il contatto dei figli di migranti con la cultura e la civiltà di provenienza».

    Non si è ancora capito che il governo non è più a Roma ?

  23. annarita scrive:

    Forse Profumo, come tutti i politici non è dentro la realtà, infatti è da anni che l’ora di religione cattolica è diventata l’ora delle religioni, o più propriamente del caos intellettivo, completamente inutile per un cattolico farla, perchè perderebbe la fede quasi certamente.