Gli occhi del Papa e quelli della clochard Giovanna

Gli occhi del Papa commosso incrociano quelli di Giovanna, la clochard che con la voce tremante ha accolto Benedetto XVI all’Ostello della Caritas presso la Stazione Termini di Roma: «Le garantisco che noi pregheremo per lei. Perché Dio Le dia la forza di essere sereno e forte e pieno di speranza come lo siamo noi. Qui lei trova dolore, certamente, ma se dovesse, nel viaggio di ritorno, poter portare con lei una cosa soltanto, porti, la prego, la speranza». Si è detto spesso che la cifra saliente del pontificato di Ratzinger sono le omelie, i discorsi, gli insegnamenti, più che i gesti. Mi sembra che nell’incontro di stamattina, la semplicità con cui il vescovo di Roma ha mostrato la sua vicinanza ai poveri e agli emarginati della città, smentisca questa tesi. Ai «gesti» d’amore che qui vengono quotidianamente compiuti dai volontari, il Papa ha fatto riferimento nel suo discorso: «Attraverso i gesti, gli sguardi e le parole di quanti prestano qui il loro servizio, numerosi uomini e donne toccano con mano che le loro vite sono custodite dall’Amore, che è Dio, e grazie ad esso hanno un senso e un’importanza… Questa certezza profonda genera nel cuore dell’uomo una speranza forte, solida, luminosa, una speranza che dona il coraggio di proseguire nel cammino della vita nonostante i fallimenti, le difficoltà e le prove che la accompagnano. Cari fratelli e sorelle che operate in questo luogo, abbiate sempre davanti ai vostri occhi e nel vostro cuore l’esempio di Gesù, che per amore si fece nostro servo e ci amò “fino alla fine” (cfr Gv 13,1), fino alla Croce. Siate, dunque, gioiosi testimoni dell’infinita carità di Dio e, imitando l’esempio del diacono san Lorenzo, considerate questi vostri amici uno dei tesori più preziosi della vostra vita».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

73 risposte a Gli occhi del Papa e quelli della clochard Giovanna

  1. Francesco scrive:

    La cifra vera anche di questo pontificati è la cifra dell’Amore.
    Con Giovanni Paolo II questo Amore ha acceso di speranza i cuori di migliaia di giovani e meno giovani nelle oceaniche adunate delle GMG.
    Con Benedetto XVI questo Amore si sostanzia nell’incontro silenzioso con i poveri, gli umili, i piccoli: un’essenza do infinito che travalica i grandi teoremi più o meno tinti di giallo di cui in questi giorni son piene le cronache.

  2. Francesco scrive:

    Ho notato, Tornielli, che mette in moderazione i miei commenti. E fa bene del resto!
    Non ho mai avuto peli sulla lingua con nessuno.
    Tanto meno con Lei.
    Però oggi voglio congratularmi per questo meraviglioso thread che mi riempie di gioia e di speranza.

  3. Andrea Tornielli scrive:

    No, gentile Francesco, i suoi commenti non sono in moderazione.
    Può capitare che lo siano se contengono delle segnalazioni di link, oppure una o due parole chiave relative ad argomenti sui quali prima di pubblicare l’opinione di chiunque desidero prima leggerla.

  4. Maria Intersimone scrive:

    Desidero esprimere la mia convinzione che la figura di Benedetto XVI è quella di un grandissimo papa,che alla pietas profonda aggiunge una cultura vastissima e un’intelligenza acuta, che gli consente di predicare il verbo cristiano senza acquiescenza a modernismi, che accolti da parte del clero hanno snaturato il cattolicesimo, senza peraltro incrementare il numero dei cattolici.Non dobbiamo dimenticare che dietro a quanto operato da Giovanni Paolo II vi era l’ispirazione dell’attual pontefice.Senza la ricerca della verità,fondamento della giustizia, non si può migliorare il vivere sociale.

  5. maioba scrive:

    ho conosciuto Giovanna.
    Pensando alla mensa di via Marsala ho imparato tanto. Ne dico solo una:

    SONO STATO ZITTITO DA UN BARBONE

    – Le piacciono i cavalli, padre?
    Mi chiese una volta seriamente
    Mario che fu
    antico maniscalco.

    – Io lavoravo in un maneggio, sa?
    – Ne sono molto affascinato.
    Pensavo fosse sincera la mia risposta.

    – Ha mai provato a cavalcarne uno, padre?
    – Mai, dissi. Mai avuto tempo, purtroppo.
    – Allora non le piacciono i cavalli.
    Fu la sua sentenza perentoria.

    Da allora sto sempre attento
    quando parlo
    a non avere davanti un barbone
    che mi sbugiardi pubblicamente.

  6. Sal scrive:

    Generalmente i bambini quando sono poveri si accontentano e sono capaci di giocare con un tappo di bottiglia, con una palla di stracci, con le scarpe anche rotte. Non hanno molte pretese, il loro orizzonte è limitato dal ghetto nel quale vivono e dall’ignoranza del mondo che li circonda. E’ quindi è facile, quando un nababbo milionario vuole accaparrarsi i loro talenti, può reclutarli nella propria squadra offrendo un panino imbottito e qualche gelato e li può facilmente illudere con molte promesse. Così i semplici vengono reclutati con poca spesa e vanno a rimpinguare il carniere del ricco nababbo che può lucrare a palate alle spalle di giovani speranzosi che non hanno idee ma solo speranze.

    Osservando da vicino i miracoli narrati nei vangeli, quasi nessuno di quelli che si rivolgevano a Gesù sapevano o avevano capito che egli era il Messia, sapevano solo che Egli poteva guarirli dai loro problemi. Ne facevano richiesta e venivano guariti.

    Oggi un po’ la stessa cosa ma al contrario. Molti senza speranza si rivolgono al potente di turno per ottenere qualche beneficio sanno che potrebbe risolvere il loro problema, ma non sanno se lo farà o se potrà farlo. Continueranno a nutrirsi solo della speranza.

    La verità è che sebbene la stessa illusoria procedura, sia stata eseguita per secoli da uomini che si sono rivolti ai santi, per la soluzione dei loro problemi non è stato possibile risolverli. Al contrario, i problemi sono aumentati insieme ai richiedenti aiuto, mentre dall’altra parte le ricchezze sono accresciute, a dimostrazione che solo il Messia poteva essere d’aiuto, mentre nulla può nemmeno colui che si definisce suo successore.
    Tutto ciò è strano, perché se Gesù era in grado di fare e fece, sembra non sia riuscito a trasmettere i suoi poteri a chi reclama la successione apostolica. Forse si è dimenticato di fargli avere la medesima potenza, sebbene il vero e l’unico Pietro fece alcune guarigioni e anche una resurrezione, ma dopo di lui il nulla. (Atti 3.6 – 5.15 – 9.36)

    Non si può quindi non notare la veracità della Scrittura che recita : “ È un laccio quando l’uomo terreno ha sconsideratamente gridato: “Santo!” e dopo i voti è disposto a fare un esame.” (Proverbi 20.25)

    né si può dimenticare il Salmi (146.3)
    “Non confidate nei nobili, Né nel figlio dell’uomo terreno, a cui non appartiene alcuna salvezza.”

    Rimane così solo la domanda: “ Ma com’è che chi per secoli non ha potuto risolvere alcun problema continua andare a soccorrere i bisognosi, dispensando solo speranza ?

  7. Marco D. scrive:

    Ma per quale motivo Sal perde tempo a sperare di “convertirci?”. Qui non c’è trippa per gatti. Si rechi altrove.
    Il Papa dovrebbe uscire più spesso dal Vaticano e stare coi semplici, parlando e predicando ai più poveri. Lasci ai suoi cardinali i rapporti politici e le incombenze temporali. Più sta con la gente e visita le parrocchie e i luoghi dove vive, più capirà meglio dove sta andando la “barca”.

  8. ritaroma scrive:

    SAL: perchè la speranza è l’ultima a morire …e tu dai proprio l’impressione di non averla!
    hai tante parole, tanti versetti, tanti amici complimentosi, ma tutta la tua rabbia o pseudo rabbia o sottile ironia, dimostra proprio tale carenza.Non rompere le scatole a Pietro e ai suoi successori…non pontificare… se i tuoi pastori sono più bravi del nostro Pontefice, che agiscano…chi glielo vieta…tu stesso hai parlato di religioni supermarcket…allora dove sta il problema?
    mi sembri Masaniello!
    cristiani (cattolici) non si nasce, si diventa e la strada è lunga …non sono 4 versetti o elucubrazioni mentali a far crescere o a risolvere…sarebbe tutto troppo facile…che ci vuole, basta impegnarsi a studiare…beh, spiacente, non è così!

  9. Carmela scrive:

    Non comment ai commenti!!!!
    Per favore non siate presenti il giono della Beatificazione!!!

  10. Carmela scrive:

    Piantatrla di dire che ” dietro l’operato di GPII vi l’attuale Pontefice. Leggetevi i linri di Karol Wojtyla!!! Basta, non ne posso più. GPII era anche molta, molta, moltissima sostanza.

  11. xagena scrive:

    E basta con questo buonismo d’accatto sugli….accattoni!!!
    Sono buoni per rendere piu’ belle le anime che si sentono tanto ma tanto buone…….
    Dategli un tetto a Giovanna cure e sostegno perchè è un suo diritto, non carità che fa bene solo a chi la fa!
    Farle imparare una tiritera che da la stura al discorso del Papa è la solita rappresentazione mediatica.

  12. Victor scrive:

    Dice Sal: Rimane così solo la domanda: “ Ma com’è che chi per secoli non ha potuto risolvere alcun problema continua andare a soccorrere i bisognosi, dispensando solo speranza ?

    perché il Regno di Cristo (che è il Regno dei Cieli, il Regno del “mondo a venire” da Lui già inaugurato) è presente in questo mondo -purtroppo solo a macchia di leopardo perché si diffonde tra e attraverso coloro che Lo accolgono- ma NON E’ DI questo mondo…

  13. Victor scrive:

    nelle parole della clochard Giovanna, commoventi oltre ogni dire, non ho trovato nulla di mediaticamente costruito, ma solo un grande “esprit de finesse”, non riconoscibile da chi è abituato soltanto ad usare quello di “géométrie”

  14. Sal scrive:

    @ Marco D.
    lo dici tu che il papa dovrebbe uscire più spesso, che significa fare qualcosa di più, perché te la prendi con me ? E poi, io non spero di convertire nessuno. Ogni persona quando si sveglia la mattina gli occhi li apre da sola. Se non lo fa è un cadavere appropriatamente Gesù dice : “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. (Matteo 8.22)

    @ Victor
    la spina, prima bisognerebbe attaccare la spina. Se il Regno dei cieli è presente in questo mondo a macchia di Leopardo perché si diffonde tra coloro che lo accolgono, e poi racconti che non è di questo mondo, è solo una furbata ? Ma se il regno è dell’altro mondo, che se ne fa dell’ 8 x mille ? Nell’altro mondo non si usano gli euri, mentre in questo si, allora dovrebbero servire a sostenere quelli di cui la Tv parla e senza le lacrime. Mentre servono a comprare le scarpette rosse e gli ermellini con le Mercedes e le lacrime di coccodrillo per aumentare i lingotti del torrione di Nicolò V.

    @ Ritaroma
    Si, la speranza è l’ultima a morire, ma non quando hai l’8 x mille e tutto il resto. Non è rabbia è coerenza. E un’altra canzone recita : “La Verità mi fa male..” Vero ? Anche Giuda baciava il maestro e si metteva i soldini in saccoccia. La storia si ripete. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Sono 2000 anni di tristi esperienze che attestano il fumo buttato negli occhi e lo sfruttamento dei creduloni.
    Ciao ritaroma, credo che la rabbia sia solo tua il mio è solo sconforto e tristezza.

  15. igor traboni scrive:

    A rischio di essere banale come spesso mi accade, vorrei sottolineare le belle parole del Papa per i volontari. E ho ancora negli occhi le immagini della scorsa notte, quando nella mia città è arrivata la reliquia di Santa Bernadette, con centinaia di malati aiutati da altrettanti volontari, giovani e no. Ho visto nei loro occhi, nei loro gesti, tanto di quell’amore cristiana, di quell’autentica carità, che sarei andato a nascondermi con tutta la mia pochezza

  16. Victor scrive:

    la spina, prima bisognerebbe attaccare la spina

    quale spina e dove, Sal?

  17. Reginaldus scrive:

    patetico questo ‘papa’ che si china pietoso sulle vittime di una politica dissennata di mondializzazione – tutti qui che c’è posto ( ben inteso un ‘qui’ che non riguarda lui…) – e della quale cui lui stesso è uno dei grandi patrocinatori e propagandisti! Dobbiamo anche applaudirlo?

  18. Jacu scrive:

    @MarcoD
    ieri leggevo questo passo del Vangelo di Giovanni, capitolo 10
    1 «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. 3 Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4 E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
    7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.”
    Il pastore guida le pecore, il barcaiolo giuda la barca, non la barca il barcaiolo, non le pecore il pastore.
    Se le pecore non seguono la voce del pastore, significa che non lo conoscono e non appartengono al suo gregge.
    A quale gregge vuole appartenere lei?

  19. mauro scrive:

    Caro Jacu, scusi se intervengo a proposito del Vangelo di Giovanni, capitolo 10, ma credo abbia commesso un errore. Le pecore sono sempre quelle, mentre uno è un pastore e l’altro un brigante.

    Questa parabola afferma che una comunità di fedeli non deve seguire il primo venuto ma affidarsi solo al buon pastore che conosce. E’ un monito contro le false promesse che altri propongono.

  20. Marina scrive:

    Queste parole sono scritte nella lettera che Don Zeno Saltini scrisse all’allora mons.Montini nel”53″

    Per vivere in Italia occorrono almeno L. 105.000 pro-capite all’anno. Negare anche questo minimo all’uomo, è peccare. Noi ci accontentavamo di quel minimo. Neppure questo ci è stato concesso, e, come noi, milioni di Italiani sono nello stesso fallimento. E perché abbiamo tentato di vivere, siamo stati puniti. Il resto sono tutti pretesti che si affrontano dopo e non prima del pasto.

    è stato accolto con fredezza,salvo ricevere poi dopo qualche giorno una lettera nella quale il mons.diceva:dopo averla letta non ho dormito per tre giorni.
    Da allora è cambiato qualcosa? Niente!!
    Il vaticano è andato avanti imperterriro nella sua politica di difesa dei privilegi finanziari da loro
    acquisiti nel corso dei secoli.
    Siamo nel 2010 ma nulla è cambiato,quello che è mio è mio,quello che è tuo è mio.
    Così ragionano.
    Un cordiale saluto

  21. ritaroma scrive:

    spiacente SAL, st’otto x mille che ti sta tanto sullo stomaco chi ti obbliga a darlo…non mi sembra che vieni preso per i capelli (visto che ancora ce l’hai tutti o è solo un parrucchino?)
    I0 rabbia? e di che? Amico, confondi il diavolo con l’acqua santa! io non ho le braccia come tira molla, ma un muro di gomma si….vi rispondo o m’intrometto quando cominciate ad esagerare ma…le mura hanno parecchi spigoli…non sono mica egoista…ve li lascio tutti…ognuno nella vita sbatte la testa dove vuole…
    guarisci bene SAL!

  22. anniballo scrive:

    Secondo “Ritaroma”, la chiesa cattolica si mantiene con il solo ottopermille di quanti scelgono esplicitamente di corrisponderlo?
    Beh, non è così, lucidissima e spassionata amica. Questo meccanismo non frutterebbe mai i miliardi di euro che il Vaticano lucra annualmente dallo Stato Italiano. Gli accordi prevedono tutt’un altro tipo di foraggiamenti…
    Si informi, diceva Totò…

  23. fedenrico scrive:

    Marina, tu scrivi: “Siamo nel 2010 ma nulla è cambiato, quello che è mio è mio, quello che è tuo è mio. Così ragionano”.
    Ti faccio osservare che così ragionano i comunisti. Ascolta il seguente dialogo che ho colto tra due compagni; il primo, maestro; il secondo discepolo.
    Maestro: – Il marxismo insegna che “la proprietà dei borghesi è un furto”. Chi sono i borghesi secondo te? Noi comunisti o gli altri? -
    - Diamine, sono gli altri! – risponde il discepolo.
    - Allora il precetto marxiano è: la proprietà degli altri è un furto. Siamo d’accordo? -
    - E come no! -
    - E a chi avrebbero sottratto gli altri? -
    - Beh, visto che oltre a loro ci siamo noi comunisti… Pare evidente che hanno portato via a noi -
    - Benissimo. Dunque ciò che loro posseggono è nostro -
    - Eh, sì -
    - Allora è giusto il nostro motto: ciò che è tuo è mio. Ne convieni? -
    - Hai perfettamente ragione -

  24. Libera scrive:

    Leggo e condivido il post di Anniballo
    Aggiungerei che è una vergogna che questo stato sempre nella palude delle carenze finanziarie, che non ha denaro per pagare le proprie forze lavoro, che non ha soldi per gli interventi e la manutenzione, che non ha soldi per le pensioni (e procede continuamente a tagli su tutti i fronti), trova, poi, miliardi di euro all’anno per foraggiare riccamente tutto l’enorme ed inutile edificio della teocrazia papale ed il massiccio esercito dei prelati vaticani.

  25. mauro scrive:

    Cara Libera e caro Anniballo, leggendovi direi che non è da dimenticare le ancor piu’ laute, oggi, sovvenzioni che lo Stato eroga alle isituzioni scolastiche paritate rette da religiosi, il tutto a danno dell’istruzione pubblica a cui sono stati ridotti i finanziamenti. Ed il tutto condito da un bel “il cittadino può scegliere”, dimenticandosi che ,oltre quei finanziamenti regalati, il cittadino deve anche pagare per mandare i propri figli in quegli istituti e ben pochi se lo possono permettere visro l’importo delle rette.

  26. Sal scrive:

    @ Victor
    attaccare la spina, significa dare un occhiata alla CNN di oggi, ore 17,05 locali (Develpoping Story – Clergy sex abuse scandal) e fare un poco di meditazione.

    Dopo dovresti sapere da te dove attaccare la spina.
    In tutta sincerità, vorrei chiederti cosa pensi. Ti sembra che mantenere una banda di assatanati pedofili che spaziano liberi per tutto il pianeta, con 1 miliardo di Euro anno delle tue tasse, + tutti gli ulteriori benefit generosamente donati sia cosa intelligente ?

    Perché vedi, è generoso aiutare chi ne ha bisogno e se lo merita, ma concedere tutti questi denari a chi non ne ha bisogno perché straricco di suo, e ti fa pure fesso, raccontandoti un sacco di storie impossibili, (per es. i misteri a cui tu devi pure credere ) e tu ne sei contento e riesci pure ad avere le visioni celestiali, ritengo che sia una cosa che richiede la massima attenzione.

    Dalla mie parti si dice : “Cornuto e mazziato”

  27. Sal scrive:

    @ Libera
    un caro abbraccio per il post indirizzato all’amico anniballo e benvenuta nel club !

  28. anniballo scrive:

    Infatti, caro Mauro, il cittadino può scegliere ben poco. Come dicevo alla nostra amica sanfedista, con il solo, “spontaneo” ottopermille di chi lo vuol dare, i Sommi Rappresentanti di Dio in Terra dovrebbero rinunciare a parecchio caviale e sarebbero costretti ad ispirarsi a Francesco, il poverello di Assisi.

  29. anniballo scrive:

    Amico “SAL”, stimatissimo contributor del Forum, vorrei sommessamente invitarLa a controllare il Suo sdegno.
    Non perchè ciò che dice non sia vero, ma per evitare di perdere il piacere di leggere i Suoi scritti, in futuro.
    Sa, qui ci sono molte luise che non amano sentirsi dire la verità….

  30. Sal scrive:

    @ ritaroma

    vedi cara, la mia è solo coerenza. Io non avrei nulla da obiettare se lo stato si dichiarasse “confessionale” eleggendo il cattolicesimo a religione di stato. Mentre mi disturba moltissimo l’ipocrisia che si cela dietro tutta la questione che vuole far passare questo stato per “laico” ma con preferenza.
    E’ molto semplice, è solo ipocrisia.

    Il Gesù che tu dici di rispettare e imitare non ha richiesto trattamenti preferenziali o di favore, ma ti ha voluto dare un esempio di come la tua chiesa dovrebbe fare imitandolo non solo a chiacchiere anche quando lo stato fosse confessionale.

    “ Arrivati a Capernaum, ……. Gesù gli disse: “Realmente, dunque, i figli sono esenti dalle tasse. Ma per non farli inciampare, va al mare, getta un amo, e prendi il primo pesce che viene su e, aprendogli la bocca, troverai una moneta da uno statere. Prendila e dalla loro per me e per te”. (Matteo 17.24-27)

    Perchè non prendete esempio dal Maestro e non fate come lui insegna ? Invece di andare a chiedere l’elemosina a 3 monti ?

    “Fino a questa stessa ora continuiamo a soffrire la fame e la sete e ad essere scarsamente vestiti e ad essere maltrattati e a stare senza dimora e a faticare, lavorando con le nostre proprie mani.” (1 Corinti 4.11)

    “Certamente rammentate, fratelli, la nostra fatica e il nostro lavoro penoso. Lavorando notte e giorno, in modo da non porre su nessuno di voi un costoso peso, vi predicammo la buona notizia di Dio. “ (1 Tessalonicesi 2.9)

  31. Marina scrive:

    Fedenrico,in quanto a politica finanziaria,il comportamento del vaticano e dei comunisti è uguale,mai stati con i poveri i primi,mai stati con i poveri i secondi ,se non nelle parole,ma con i fatti NO.
    Quello che è mio è mio,quel che è tuo è mio vale per il vaticano e per il comunismo,fratelli di sangue sono,cattolici-cristiani i primi,ebrei i secondi.
    Ciao

  32. Libera scrive:

    Sul discorso alla clochard Giovanna…
    Confesserei, contrito, ai più nobili spiriti del forum, una mia amara impressione che data a molti anni indietro,ormai (e che non ha mai ricevuto smentita).
    Questa impressione si è rinnovata, leggendo le elevate parole di Ratzinger alla clochard Giovanna, ma anche di fronte alle considerazioni del papa sul deprecabile prevalere di considerazioni utilitaristiche nel nostro agire quotidiano.
    La stessa sensazione la ebbi quando Woytjla prese la parola contro la mafia, in un memorabile discorso. Ma anche dopo, quando il papa ha condannato l’esosità delle banche, la voracità del capitalismo, l’aggressività delle multinazionali , il saccheggio delle risorse ambientali etc..,(in altrettanti interventi domenicali).
    La mia impressione è, cioè, che tutti questi discorsi non servano assolutamente a nulla.
    Ed il primo a saperlo perfettamente è colui che li fa. Chi potrebbe davvero aspettarsi che, dopo dieci discorsi, si eliminino i dieci mali più grandi del nostro mondo?
    Allora, si apre un interrogativo inquietante sulla qualità stessa degli interventi vaticani, sul significato dell’insegnamento, sulla soglia di contentabilità dei fedeli cattolici, sulla elevatezza del loro sentire, sui meccanismi di funzionamento dell’idea religiosa cattolica.
    A me, confesserò, pare tutto un “giuoco delle parti” totalmente improduttivo.
    Dopo la manifestazione domenicale, infatti,ognuno sembra averci guadagnato qualcosa : il papa ha onorato il Magistero, il fedele si sente ammirato e loda la bontà del suo papa, le menti riflettono per un attimo sul mondo ideale,…..dopodichè le banche, le multinazionali, la mafia, il capitalismo etc. etc. riprendono regolarmente a fare esattamente tutto ciò che facevano fino ad un’ora prima.
    E,, su questo giuoco delle parti, ci riderei sopra, se non ci costasse tanto denaro.

  33. Sal scrive:

    @ anniballo

    caro amico, grazie, accetto di buon grado il consiglio perchè viene da una mente illuminata di cui apprezzo la sincerità e le capacità e la conoscenza.
    A volte debordo e me ne rendo conto. Non ho scusanti.

    Effettivamente l’amore dovrebbe essere l’unico mandato, e ricordo a me stesso pure la scrittura di Proverbi 25.15 che mi invita alla pazienza “Con la pazienza si persuade un comandante, e la stessa lingua mite può rompere un osso.” ma anche Paolo che era uno più bravo di me si rivolse a un uomo chiamandolo “O uomo pieno di ogni sorta di frode e di ogni sorta di furfanteria, figlio del Diavolo, nemico di ogni cosa giusta..” (Atti 13.10). Ma non per questo sono giustificato.

    Comunque il mio contributo è ben poca cosa… non è nemmeno paragonabile. Cercherò di ricordare il buon frate Tuck (in Robin Hood) a cui Dio volle insegnare l’umiltà.

  34. Marina scrive:

    Fedenrico,che poi a Marx,di famiglia ricca e borghese otrechè figlio e nipote di rabbini,il comunismo non ha sottratto un bel nulla.

  35. mauro scrive:

    Caro Anniballo, considerato tutto ciò che incassa la Chiesa Cattolica sarei del parere che sia la Chiesa a chiedere la carità allo Stato e di quello che ricava, qualcosa da elargire rimane giusto per far vedere che la Chiesa viene incontro a chi soffre e non perdere la faccia. Tirando le somme paghiamo le tasse a due stati.

  36. Gladiator scrive:

    MONS. TONINO BELLO, LA MARIOLOGIA FERIALE, E L’ERMENEUTICA DELLA DISCONTINUITÀ

    di P. Alessandro Maria Apollonio, FI

    Nel recentissimo numero di Civiltà Cattolica, 3 ott. 2009, anno 160, n. 3823, pp. 91-92 si recensiscono ben 4 volumi che presentano la figura di mons. Tonino Bello (1935-1993), Vescovo di Molfetta: due di questi libri parlano di lui, e negli altri due è lui che parla, essendone l’autore. Nella benevola seppur rapida recensione, s’accenna alla sua Mariologia e al fatto che nel 2007 è stato avviato il suo processo di beatificazione. Ora, senza voler entrare in merito alla sua personale santità, vorrei mettere in luce il carattere fuorviante, certamente non esemplare, della sua Mariologia.

    La cosa appare contraddittoria: è mai possibile che un Vescovo possa essere ad un tempo Santo e non perfettamente ortodosso? Rispondo: ciò sarebbe eccezionalmente possibile solo laddove l’eterodossia s’annidi in una coscienza oscurata da ignoranza soggettivamente invincibile. E questo non è contraddittorio, benché sembri impossibile.

    A ben guardare, però, non è nemmeno assolutamente impossibile: nulla è impossibile a Dio, nel bene e, nel male morale, nulla è impossibile all’insipienza umana. E di questa insipienza, nel periodo post conciliare ce n’è stata talmente tanta, da rimanere facilmente coinvolti in una sorta di tragico errore comune, definito da Benedetto XVI “ermeneutica della discontinuità”.

    Di questa ermeneutica sbagliata sarebbe rimasto vittima inconsapevole, lo supponiamo, mons. T. Bello, la cui Mariologia potrebbe tutta riassumersi in questo principio di rottura: prima del concilio la Madonna era vista vicina a Cristo, nella luce della santità divina, ora invece la guardiamo alla luce di questo mondo segnato dal peccato.

    Diamo un’occhiata solo ad alcune sue idee mariologiche. Da Maria donna dei nostri giorni (supplemento di Jesus, ed. San Paolo, maggio 1993), leggiamo le seguenti affermazioni, che mons. T. Bello era solito ripetere ai giovani, con il suo pathos travolgente:

    «Anche Maria ha sperimentato quella stagione splendida dell’esistenza, fatta di stupori e di lacrime, di trasalimenti e di dubbi, di tenerezza e di trepidazione, in cui, come in una coppa di cristallo, sembrano distillarsi tutti i profumi dell’universo. Ha sperimentato pure lei la gioia degli incontri, l’attesa delle feste, gli slanci dell’amicizia, l’ebbrezza della danza, le innocenti lusinghe per un complimento, la felicità per un abito nuovo» (p. 21).

    «Una sera, un ragazzo di nome Giuseppe prese il coraggio a due mani e le dichiarò: “Maria, ti amo”. E lei rispose veloce come un brivido: “Anch’io”… Le compagne… non riuscivano a spiegarsi come facesse a comporre i suoi rapimenti in Dio e la sua passione per una creatura… Poi la sera rimanevano stupite quando, raccontandosi a vicenda le loro pene d’amore sotto il plenilunio, la sentivano parlare del suo fidanzato con le cadenze del Cantico dei Cantici…» (p. 22).

    «Santa Maria, donna innamorata.., facci capire che l’amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall’unico incendio di Dio» (p. 23).

    Commento. L’errore di fondo è quello della svolta antropologica in Mariologia, che per mons. T. Bello significa pensare all’adolescenza di Maria secondo il cliché dell’innamoramento giovanile, così come avviene di fatto nella maggior parte dei ragazzi, senza la minima considerazione del deleterio apporto derivante dalla concupiscenza, che tutto intorbidisce in noi, ma che era del tutto assente in Lei. Quali dubbi di fede poteva mai avere «Colei che non dubitò, ma credette» (SANT’AMBROGIO, Comm. a Lc, 1; cf. SAN Pio X, Ad diem illum)? Quali trasalimenti, quale ebbrezza della danza, quali lusinghe, quali passioni poteva avere la Tuttasanta (Padri), “l’umile serva del Signore” (cf. Lc 1), che «non conosceva uomo» (cf. Lc 1), perché non voleva conoscerlo, per il suo voto di perpetua verginità ispiratole da Dio sin dalla giovinezza (Duns Scoto, San Tommaso, Giovanni Paolo II)? Quale esperienza poteva avere l’Immacolata di tutte queste cose macchiate dalla concupiscenza, in noi, e che non potevano trovarsi in Lei, immune da ogni disordine derivante dal peccato originale? Sembra che mons. T. Bello non distingua abbastanza – contro tutta la tradizione patristica e contro il costante magistero della Chiesa – l’amore verginale e santo dell’Immacolata verso san Giuseppe, dall’amore concupiscente delle creature macchiate dalle conseguenze del peccato originale. Dire, poi, soprattutto in questo contesto d’innamoramenti giovanili, che «l’amore è sempre santo», suona proprio un’eresia, perché anche l’impurità è un amore, «l’amor di sé fino al disprezzo di Dio» (sant’Agostino). Proporre ai giovani una spiritualità del genere, significa divinizzare i loro turbamenti giovanili e spianare la strada per lo sfrenamento della loro lussuria, che è anche un genere di amore. L’Autore usa costantemente un linguaggio ambiguo. Parla di esperienze affettive e sentimentali, che normalmente nei giovani sono – a dir poco – il preludio della passione, impura, attribuendole alla Madonna che è la purissima sempre vergine. E la mistica della sensualità giovanile, di cui la Madonna viene ad essere, più che il modello, la “modella”. Roba da telenovela, una profanazione!

    Continua ancora su questa falsa riga il Vescovo di Molfetta:

    «Maria, comunque, doveva essere bellissima. Non parlo solo della sua anima… Parlo, anche, del suo corpo di donna» (p. 108). «Vogliamo immaginarla adolescente, mentre nei meriggi d’estate risale dalla spiaggia, in bermuda, bruna di sole e di bellezza» (p. 116).

    Proporre la Madonna in questi termini, sopratutto ai giovani, significa ignorare che sono già sazi e nauseati di estetica, di corpi, di bermuda, di spiagge, di abbronzature… Hanno sete di Dio, non di queste cose, che gli escono ormai dagli occhi e dagli orecchi. Il mondo li bombarda continuamente con questa “spazzatura” (san Paolo). Non occorre che ci si metta pure un Vescovo. Proporre la Madonna in questi termini sembra l’istigazione ad un’ immaginazione pervertita, che tutto comprende sub specie libidinis, anche ciò che di più puro e più santo vi è in assoluto. Chi mai si consacrerebbe a Dio, nella totale verginità di corpo e spirito, se anche Maria, il paradigma della santità, trascinasse verbo le vanità di questo mondo?

    Bisognerebbe dire ancora molte cose, ma non è questo il luogo né il momento adatto. Bastino queste “chicche” per comprendere la gravità della situazione. Se la dottrina di un Vescovo dovrebbe esser per sé ineccepibile, essendo “maestro della fede”, la dottrina di un Vescovo canonizzato dovrebbe esserlo doppiamente, visto che la Chiesa lo addita universalmente come modello esemplare da seguire. Proprio quest’ortodossia esemplare manca, a nostro avviso, al Nostro. Da qui la domanda: ammesso che don Tonino (così si faceva chiamare anche da Vescovo) sia davvero già nella gloria dei Santi in Paradiso, a che giova inserirlo anche nella gloria del Bernini sulla terra?

    Testo tratto da: Immaculata Mediatrix, IX (3 – 2009), pp. 296-298.

  37. Giuliano scrive:

    “…del deleterio apporto derivante dalla concupiscenza, che tutto intorbidisce in noi…” “Le creature macchiate dalle concupiscenze”… “Lo sfrenamento della lussuria….”
    Ohibò, ma da quale sessuofobico buco nero medioevale sbuca questo Gladiator?
    Inoltre, come ha scritto il Venerabile Birba, monaco irlandese, XXI sec., (“Acta Pedofila” II, act dur 29-30) “Nulla sunt condemnanda si non prius experimentanda” …Ma anche il grande Aborigene, IV sec., ( “Sacramentalia Artifitia” XXV, act 2, 33-34) “senza il sesso non nascerebbero neppure i santi”.

  38. anniballo scrive:

    Mi creda, “SAL”, sono motivato esclusivamente dal timore di poter perdere il piacere che mi dà la lettura dei Suoi posts…..

  39. maxx scrive:

    Non so come si possa pensare che mons. Tonino Bello sia un santo, visto che le sue posizioni sono palesemente eretiche.
    Soltanto la Chiesa post-conciliare, può aver dato il permesso di aprire la cuasa di beatificazione per questo personaggio, perchè la Chiesa prima del Concilio, avrebbe condannato senza riserve mons. Bello, altro che causa di beatificazione!

  40. Marco D. scrive:

    Ma che ha detto di male Don Tonino Bello?
    A parte la non correttezza di estrapolare frasi dai contesti, comunque se Cristo stesso veniva confuso con qualsiasi coetaneo del tempo (vedi le parole dei suoi conterranei o dei farisei), perché non pensare che Maria abbia vissuto nella purezza la vita di qualsiasi ragazza del tempo?
    E di Giuseppe sarà stata innamorata se voleva sposarlo.
    Non esageriamo nel voler essere più santi dei…santi

  41. Cherubino scrive:

    caro maxx, nessuno la trattiene in questa Chiesa cattolica, ma se essa ritiene che don Tonino Bello possa essere riconosciuto beato è lei -che parla a sproposito di eresia- a non essere in comunione con la Chiesa, non don Tonino Bello, verso il quale non pende alcuna contestazione della Congregazione per la dottrina della fede.

  42. Cherubino scrive:

    le critiche di Gladiator poi sono ridicole… e confonde la concupiscenza (peccato) con l’amore di desiderio che Dio ha messo nell’uomo e che è puro se non vissuto in modo disordinato. Certamente Maria ha conosciuto l’amore-desiderio umano, come pure l’ha conosciuto Gesù stesso. Essi però hanno avuto il dono di viverlo nella castità perfetta. La quale castità non è assenza di desiderio, ma offerta a Dio e apertura al dono di una fraternità più grande che la compensa e riempie di senso e di gioia questa apparente amputazione del desiderio.
    L’antropologia di Gladiator non è per nulla cattolica. La mariologia del vescovo Bello invece sì.

  43. xagena scrive:

    Quello che mi perplime è dove trovate tutte queste informazioni su Maria , queste certezze, visto che le fonti primarie ne parlano pochissimo…..

  44. Reginaldus scrive:

    un papa che più che vicario di Cristo ogni giorno più si conferma co-segretario dell’ Onu per gli affari umanitari in nome di quella ‘expertise in umanità’ rivendicata da Paolosesto, di che cosa me ne faccio? E’ stato detto: Se il sale diventa scipito…

  45. Sal scrive:

    @ anniballo
    partendo dalla costatazione che “ il timore esercita una restrizione.” come recita (1 Giovanni 4.18) si potrebbe invocare la prudenza, ma sarebbe comunque un’ipocrisia rinunciare a dire la verità solo per comodità. Potrebbe essere realistico ma poco leale verso la Verità.

    In fondo per “loro” è più conveniente che io stia qui a dire cose spiacevoli dove posso essere contenuto dai molti portatori d’acqua più preparati, piuttosto che facilitarmi l’emigrazione su altri blog ove i danni potrebbero essere maggiori per il solo fatto di non avere contraddittorio.

    Onestamente confesso che non me ne frega niente se dovessero cancellarmi, altri hanno perso molto di più e io non credo di valere tanto. Mentre mi commuove e mi onora la sua premura e spero di poter essere io a continuare ad imparare qualcosa dalla sua intelligenza.

    In quanto a me come dice Abacuc, cercherò di essere cauto ma non troppo, “ Certamente continuerò a stare al mio posto di guardia, e di sicuro mi manterrò sul baluardo; e vigilerò, per vedere che cosa egli proferirà mediante me e che cosa risponderò alla riprensione che mi sarà impartita.” (Abacuc 2.1)

    Posso solo assicurarle che il ricordo della sua acutezza e simpatia saranno in ogni caso sempre con me e continuerò a sperare che lei possa trovare tutte le risposte che cerca per vivere una vita degna di essere goduta appieno e non solo per 70 o 80 anni come ricorda il Salmo 90.10 a cui fa da contr’altare (Isaia 65.20 ) “Non ci sarà più da quel luogo lattante di pochi giorni, né vecchio che non compia i suoi giorni”

    Anche se il tempo non è ancora quello giusto la profezia ci ricorda: “Scrivi la visione, e disponila in modo chiaro su tavolette, affinché chi vi legge ad alta voce vi legga correntemente. Poiché la visione è ancora per il tempo fissato, e continua ad ansimare sino alla fine, e non mentirà. Anche se attardarsi, attendila; poiché si avvererà immancabilmente. Non tarderà “ (Abacuc 2.2-3)

    con simpatia

    “Le benedizioni sono per la testa del giusto, ma riguardo alla bocca dei malvagi, essa copre la violenza. Il ricordo del giusto è per la benedizione, ma il medesimo nome dei malvagi marcirà.” (Proverbi 10.6-7)

  46. federicomoccia scrive:

    A proposito di amore e amicizia cristiani: martedì 16 grande proiezione alla Lateranense (l’università del Papa) di un film che definire “illuminannte” è poco!
    Date una occhiata al sito della PUL!

  47. Tradizionalista scrive:

    @ Cherubino: ciò che dice su don Tonino Bello nel Suo ultimo post è errato. La Congregazione per la Dottrina della Fede, infatti, ha difatti messo in ‘stand by’ la Causa di beatificazione di don Bello dopo essere venuta a conoscenza, o in possesso, non ricordo bene ora, di una dichiarazione favorevole al sacerdozio per le donne rilasciata dal compianto vescovo di Molfetta ad una Tv locale.

  48. Ospite scrive:

    Parrebbe di notare che qualcuno non sia stato in grado (o lo abbia finto per puro spirito polemico) di denotare come quanto postato da Gladiator non costituisca una personale opinione di quest’ultimo, ma bensì un articolo, tratto dalla rivista teologica Immaculata Mediatrix, IX (3 – 2009), pp. 296-298, a firma del Padre Alessandro Maria Apollonio, Procuratore generale dei Frati Francescani dell’Immacolata, mariologo (sua, ad esempio, l’opera Mariologia francescana, ed. Pontificiae Facultatis Theologicae Marianum, Roma 1997) e docente negli atenei pontifici.
    L’affermazione, quindi, che l’impostazione mariologica della nota non sarebbe da considerarsi cattolica, costituisce conseguentemente un assunto risibile prima ancora che azzardato.

  49. laurentinum scrive:

    Nel gesto del Papa che in sostanza é un messaggio di sostegno a chi s’impegna nella carità e il volontarismo si potrebbe anche vedere un messaggio di sostegno ai migliai di volontari della protezione civile che adesso si sentono tormentati inquieti e demotivati da tutto quello che succede, un esorto a trovare ulteriore forze nella fede.

  50. laurentinum scrive:

    Nel gesto del Papa che in sostanza é un messaggio di sostegno a chi s’impegna nella carità e il volontarismo si potrebbe anche vedere un messaggio di sostegno ai migliai di volontari della protezione civile che adesso si sentono tormentati inquieti e demotivati da tutto quello che succede, un esorto a trovare ulteriori forze nella fede.

  51. Cherubino scrive:

    Tradizionalista, non mi risulta ciò che dice. Oltre tutto la Congregazione non ha il potere di “mettere in stand-by” un bel niente. Comunque mi stupisco che affermazioni del genere si facciano senza riferimenti a documenti precisi, portando prove a sostegno di ciò che si afferma, e che resta pura fantasia fino a prova contraria e dequalifica chi fa disinformazione in questo modo indegno per chi lavora nell’informazione.

  52. Cherubino scrive:

    caro Ospite, sapevo bene che quelle parole erano tratte dal sito messainlatino, ma il fatto che vengano da un prete non toglie che siano errate.
    Si rifaccia al magistero che occorre essere vescovi per rappresentare in prima persona. Quell’articolo è infarcito di madornali sviste teolgoche e antropologiche.
    Oltre tutto si vede da lontano che è viziato da un profondo spirito settario.

  53. Garlyc scrive:

    La mariologia di don Tonino Bello sarà pure opinabile, ma non è in alcun modo eretica.
    Considerare la preservazione di Maria dal peccato originale come se questo la rendesse una specie di robot senza sentimenti o emozioni, invece, è tendenzialmente più vicino all’eresia (gnostica), e sicuramente molto più sbagliato.
    Certi preti, per quanto invidiosi di don Tonino Bello e della sua fama di santità, dovrebbero piantarla di scrivere certe cazzate.

  54. Garlyc scrive:

    Gladiator continua a copincollare post. In questo dimostra una certa saggezza. Bisogna dire infatti che, nonostante quelli di “messainlatino” siano insopportabilmente noiosi, sono sempre di gran lunga meglio dei suoi.

  55. Gladiator scrive:

    SACERDOTE TRASFERITO PER “COLPA” DELLA MESSA GREGORIANA?

    di Francesco Colafemmina

    Sono giunte alcune segnalazioni nel corso delle scorse settimane da parte di alcuni fedeli foggiani rattristati e preoccupati per il trasferimento del loro parroco, don Guglielmo Fichera, nella piccola località di Monteleone di Puglia. Raggiunto telefonicamente il sacerdote non ha voluto commentare questa situazione, ma non ha nemmeno smentito quanto riferito da alcuni suoi ex parrocchiani.
    Stando al racconto dei fedeli ancora oggi nessun sacerdote interpellato avrebbe accettato di fare il Parroco a S. Luigi. Gonzaga, unica parrocchia in Puglia nella quale si celebrava la messa tridentina quotidianamente. Anzi, attualmente un diacono, ordinato solo da sei mesi, curerebbe la parte amministrativa, mentre un cappuccino sacerdote si occuperebbe della S. Messa e dei sacramenti. La gente cosè si chiede: “Non sarebbe stato più logico e semplice inviare il diacono ordinato da pochi mesi, oppure un prete ordinato da un anno, a Monteleone di Puglia, che costituisce una realtà pastorale più piccola (circa mille abitanti), con poche difficoltà, invece di “sguarnire” la parrocchia di S. Luigi (6000 abitanti) realtà complessa e problematica allontanando un prete “storico”, con un’esperienza di parrocchia di 10 anni e quasi 18 anni di sacerdozio?”. E’ possibile che si avesse solo una grande fretta di allontanare Don Guglielmo, e si aspettasse la fine del suo mandato per liberarsi della mal sopportata S. Messa nella forma straordinaria e così dare un ulteriore attestato della malcelata intolleranza diffusa nei riguardi del Motu Proprio?

    Come molti ricorderanno nel giugno 2009, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, è apparso un articolo dove l’allora Parroco di San Luigi, testimoniava una certa ostilità in Puglia (tranne rare e lodevoli eccezioni) per la celebrazione della S. Messa di San Pio V, che pure è offerta solo a chi vuole parteciparvi e non è imposta a nessuno. Nell’articolo si illustravano alcune modalità di pressione esercitate soprattutto sui preti, perché disattendessero il Motu Proprio del Papa. È proprio così remoto e dietrologico pensare che il provvedimento di trasferimento di Don Guglielmo a Monteleone di Puglia, fosse già in qualche modo delineato in quell’articolo e sia dovuto, in sintesi alla sua devozione per la Santa Messa celebrata nella Forma Straordinaria?

    Chissà! Speriamo solo che ai fedeli di San Luigi Gonzaga continui ad essere assicurata la possibilità della celebrazione secondo la Forma Straordinaria. Altrimenti rivolgersi alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei potrebbe rappresentare una buona soluzione per i fedeli.

  56. Gladiator scrive:

    mi ricordo , or ora, di don milani!!!

  57. ADRIANO MEIS scrive:

    “Xagena” non si sbaglia, si ha l’impressione che i credenti si siano fabbricati una loro immaginetta virtuale di Maria, che ognuno degli scriventi/sognatori viene caricando dei suoi dettagli preferiti ..

  58. Sal scrive:

    @ xagena
    cerco di esaudire la sua richiesta.
    Maria madre di Gesù. Figlia di Eli, anche se nella genealogia di Luca come “figlio di Eli” figura il marito di Maria, Giuseppe. Un’enciclopedia (M’Clintock e Strong, Cyclopædia, 1881, vol. III, p. 774) dice: “Nel compilare le loro tavole genealogiche è risaputo che gli ebrei includevano esclusivamente i maschi, senza indicare il nome della figlia stessa, …
    Maria era della tribù di Giuda e discendente di Davide. Quindi si poteva ben dire che suo figlio Gesù “secondo la carne sorse dal seme di Davide”. (Ro 1:3) Da parte del padre adottivo Giuseppe, discendente di Davide, Gesù ricevette il diritto legale al trono di Davide, e da parte della madre, quale “progenie”, “seme” e “radice” di Davide, il diritto naturale ereditario al “trono di Davide suo padre”. — Mt 1:1-16; Lu 1:32; At 13:22, 23; 2Tm 2:8; Ri 5:5; 22:16.

    Se la tradizione è corretta, la moglie di Eli, madre di Maria, era Anna, la cui sorella aveva una figlia di nome Elisabetta, madre di Giovanni il Battezzatore. Secondo questa tradizione, Elisabetta sarebbe stata cugina di Maria. Le Scritture stesse affermano che Maria era parente di Elisabetta, la quale era “delle figlie di Aaronne” della tribù di Levi. (Lu 1:5, 36) Alcuni ritengono che Salome, moglie di Zebedeo, i cui due figli, Giacomo e Giovanni, erano inclusi fra gli apostoli di Gesù, fosse sorella di Maria. — Mt 27:55, 56; Mr 15:40; 16:1; Gv 19:25.

    Un’enciclopedia cattolica (New Catholic Encyclopedia, 1967, Vol. VII, pp. 378-381), parlando dell’origine di questa dottrina, ammette: “. . . l’Immacolata Concezione non è insegnata esplicitamente nella Scrittura . . . I primi Padri della Chiesa consideravano Maria santa ma non del tutto senza peccato. . . . È impossibile indicare una data precisa in cui questa dottrina fu considerata materia di fede, ma pare che entro l’VIII o il IX secolo sia stata generalmente accettata. . . . [Nel 1854 papa Pio IX definì il dogma] secondo cui ‘la Beatissima Vergine Maria fin dal primo istante del suo concepimento fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale’”. Questa dottrina è stata riconfermata dal Concilio Vaticano II (1962-1965). — I Documenti del Concilio Vaticano II, Edizioni Paoline, II edizione, 1966, p. 138.
    Parlando di questo dogma, divenuto ufficialmente articolo di fede cattolica nel 1950, in seguito alla proclamazione fatta da papa Pio XII, il Dizionario Ecclesiastico della U.T.E.T. (1953-1958; Vol. I, p. 245) ammette: “Il dogma dell’A. [Assunzione] di Maria non è esplicitam. contenuto nella S. Scrittura”. Ciò nonostante nella bolla Munificentissimus Deus il papa affermò che questa dottrina ha “come ultimo fondamento la S. Scrittura”. — Edizioni Paoline, 1950, p. 17.Da parte sua la Bibbia dice: “La carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità”. (1 Cor. 15:50, CEI)

    A Efeso il culto di Artemide aveva radici profonde. Prima del tempo del re Creso, la dea madre Cibele era stata la figura centrale della vita religiosa in quella zona. Creando un immaginario legame genealogico fra Cibele e il pantheon ellenico, Creso sperava di creare una figura religiosa che venisse accettata sia dai greci che dai non greci. Con il suo appoggio, a metà del VI secolo a.E.V. cominciarono i lavori per la costruzione del tempio di Artemide, la dea che aveva preso il posto di Cibele. Vedi (Atti 19.1-32)
    Nel 431 si tenne a Efeso il terzo concilio ecumenico, nel quale venne discussa la questione della natura di Cristo. In libro spiega: “La vittoria degli alessandrini, i quali sostenevano che Cristo era di una sola natura, cioè quella divina, . . . fu completa”. Ci furono conseguenze di vasta portata. “La decisione presa a Efeso, in virtù della quale Maria fu elevata dal rango di genitrice di Cristo a quello di genitrice di Dio, non solo fornì la base per il culto di Maria ma generò anche il primo grande scisma all’interno della chiesa. . . . Il dibattito prosegue ancora oggi”.

    Pertanto il culto di Cibele e di Artemide fu sostituito dal culto di Maria, la “genitrice di Dio” o “madre di Dio”. Come afferma il libro, “il culto di Maria a Efeso . . . è ancor oggi una tradizione viva, che non si potrebbe spiegare indipendentemente dal culto di Artemide”.
    nel 431 E.V., al Concilio di Efeso, Maria fu proclamata dalla Chiesa Theotòkos, che significa “Genitrice di Dio” o “Madre di Dio”. Comunque, né l’espressione né il concetto si trovano nel testo di alcuna traduzione biblica

    Il libro The Cult of the Mother-Goddess (Il culto della dea-madre), di E. O. James, afferma: “Il Concilio di Efeso si riunì nella basilica della Theotokos nel 431. Lì più che in qualsiasi altro luogo, nella città così famosa per la sua devozione ad Artemide, la Diana dei romani, dove la sua immagine si diceva fosse caduta dal cielo, all’ombra del grande tempio dedicato alla Magna Mater sin dal 330 a.C. e contenente, secondo la tradizione, una dimora temporanea di Maria, il titolo di ‘Genitrice di Dio’ non poteva che essere confermato”.Perciò, come nel caso della Trinità, la dottrina della “madre di Dio” è un insegnamento pagano spacciato per dottrina cristiana.

    Aveva un posto importante nelle religioni pagane secoli prima di Cristo. Alla voce “dea madre” la già citata enciclopedia (The New Encyclopædia Britannica) afferma: “Ciascuna di molte divinità femminili e simboli materni di creatività, nascita, fertilità, unione sessuale, allevamento [dei figli] e ciclo della crescita. Il termine è stato applicato anche a figure così diverse come le cosiddette Veneri paleolitiche e la Vergine Maria. . . . Non c’è nessuna cultura che non abbia usato qualche simbolo materno nel raffigurare le sue divinità. . . . Essa è colei che protegge e nutre un bimbo divino e, per estensione, tutta l’umanità”. Pertanto, il sacerdote cattolico Andrew Greely afferma in un suo libro (The Making of the Popes 1978): “Il simbolo di Maria collega direttamente il cristianesimo con le antiche religioni [pagane] delle dee madri”.

  59. ritaroma scrive:

    mo caro ANNIBALLO. RitaRoma non ha mai detto “che la Chiesa Cattolica si mantiene con il solo 8xmille, l’hai voluto estrapolare dalle mie parole ma non è così; come al solito volete leggere solo quello che vi pare! Comunque ritorno a dire, che nessuno vi obbliga a “sganciare” ‘st’8×1000! risparmiatevelo, compratevici 4 panini imbottiti e una cocacola…chissà, forse con lo stomaco pieno sarete meno arroganti e criticoni…pure don Tonino BEllo adesso prendete in giro… mah, fate un pò…tanto Dio fa quello che vuole e ritiene + giusto e non è certo il nostro malumore a cambiare le sue idee!
    Non è certo il comportamento di Caino, o i fratelli di Giuseppe, o di Giuda a cambiare ciò che la Sapienza aveva stabilito…figuriamoci se lo cambiano gli insulti, gli improperi o le vostre battute acide ecc ecc… ha detto “chiunque v’insulta insulta me”…figurati …s’è lasciato crocifiggere anche per coloro che davanti alla croce seguitavano ad insultarlo…pensa se si preoccupa delle stupidaggini che dite voi

    SAL: Lc 12,53-54…le cose si ripetono xchè gli uomini dimenticano o non vogliono ricordare…è sempre TUTTO troppo scomodo! SALUTI

  60. Tradizionalista scrive:

    Cherubino carissimo,
    mi spiace per Lei, e per me, ma non sono un operatore dell’informazione; se lo fossi, comunque, Le assicuro che, al Suo contrario, metterei sempre la mia onestà intellettuale (ma forse Lei non ne ha…).
    Tornando al caso di Monsignor Bello, di cui il sottoscritto conserva gelosamente tutte le opere ed è molto devoto, ho ‘semplicemente’ riportato una notizia facilmente riscontrabile presso la Congregazione per le Cause dei Santi.
    Magari il buon Tornielli potrà esserLe d’aiuto sicuramente più di me nell’accertamento di questa notizia, considerato che, ahimè, non sono ciò che Lei pensa.
    A proposito: in generale, Cherubino, ma Lei pensa davvero ciò che scrive?
    Sa, tanto veleno e tanta ignoranza (in materia liturgica, teologica, dottrinale) è merce davvero tanto rara tra le schiere celesti.
    Le consiglierei un nickname più terreno… più progressista…
    Cari saluti

  61. anniballo scrive:

    Formidabile RITAROMA, complimenti per la Sua vis polemica e per la Sua energia. Nello specifico, non Le dò torto; io volevo solo sottolineare che -in ogni modo, anche se si esplicita il desiderio di NON destinare alla chiesa l’otto per mille–vi sono quote della dichiarazione dei redditi di ogni italiano che finisce al Vaticano.
    Tre sole considerazioni : per quello che riguarda me personalmente, stia sicura che io già opero nella direzione che Lei suggerisce : il mio otto va da sempre ai serissimi valdesi. Secondo, non capisco il Suo corto circuito mentale tra Dio e la chiesa.(Che non hanno nulla a che vedere l’Uno con l’altra, come le persone intelligenti sanno). Terzo, sono felice di contribuire all’edificazione di Dio, ed alla Sua fortificazione, con i miei insulti (?), i miei improperi(?)…
    [Insulti e improperi che io non uso mai e che,peraltro, vede solo Lei].

  62. ADRIANO MEIS scrive:

    Divertente, l’espressione ,di popolaresca semplicità, di Ritaroma “tanto Dio fa quel che vuole”…..
    Non ne avevamo dubbi, cara ritaroma!
    Qui, tutt’al più, ci limitiamo a muovere qualche critica a coloro che pretendono di essere i Suoi rappresentanti; è lì il punto, è lì il problema.
    Anche perchè (anniballo ha ragione), Dio ogni popolo se lo rappresenta come vuole e può non essere esatta la comoda identificazione tra l’Artefice Sommo (se pure esiste) e la cupola di piazza san Pietro.
    E’ proprio la piatta ed acritica semplicità di menti come la Sua che consentono ai presunti rappresentanti di Dio in terra di fare -da secoli– tutto ciò che vogliono con la psiche e con il portafogli del popolo italiano.
    Solo italiano, peraltro, perchè altri popoli europei questo giuoco l’hanno capito per tempo e se ne sono liberati.

  63. Cherubino scrive:

    Tradizionalista, ma quando smette di fare proclami, annunci (mi ricorda qualcuno…) e passa alla sostanza: lei ha detto che la Congregazione DF ha “messo in stand-by” la beatificaizone del Vescovo Bello.
    Affermazioni di questo genere non è per niente corretto farle “per sentito dire”.
    Quindi: o dice da dove ha preso questa -per me falsa- informazione, oppure faccia mea culpa, con un pò meno di arroganza magari.

  64. ritaroma scrive:

    @Anniballo, MEIS ed altri, sono lieta di avere una “mente semplice” perchè posso vedere e conoscere al di là di quello che vedete o conoscete voi! A ciascuno il suo: Lo so che lei Anniballo versa le sue quote alle chiese valesi, altrimenti non sarebbe tanto “amichevole” con alcuni del blog…e non fortifica la chiesa cattolica con le sue parole anzi ci fate tanta “tenerezza”, che è tutto dire.

  65. Tradizionalista scrive:

    Cherubino,
    mi sembrava palesse la mia confusione tra Congregazione per la Dottrina della Fede e la Congregazione per le Cause dei Santi.
    Io proclami, al Suo contrario, non ne faccio, anche perchè i miei insignificanti interventi in questo blog, si possono contare sulle dita di una mano.
    Qnt alla notizia su Monsignor Bello, è di dominio pubblico.

  66. Cherubino scrive:

    e dalle… allora proprio non vuole essere serio e credibile: riferimenti precisi, grazie. Ossia indicare il testo o il link.
    Il resto è noia.

  67. Tradizionalista scrive:

    Cherubino,
    Lei per me non esiste, la discussione finisce qui.

  68. Cherubino scrive:

    e pensa con questo di farmi tacere ? ci mancavano pure le crisi di infantilismo…

  69. anniballo scrive:

    RITAROMA, in realtà consideri che io assegno la mia quota in qualità di non crdente (il che è tutto dire!). Questo Le fa capire che io non mi pongo affatto contro la religione, la figura e l’insegnamento del cristo [in tutti i miei posts Lei non troverà una sola parola contro le cose che ho detto], ma contro coloro che ne pretendono la rappresentanza, facendo un danno alla religione e contribuendo alla immaturità dei fedeli.
    La semplicità delle menti è precisamente il pabulum ideale per far prosperare sottomissione psicologica e malcostume.
    La chiesa non ha mai amato nè la libertà di coscienza nè la maturità intellettuale.

  70. ritaroma scrive:

    Anniballo; “la figura e l’insegnamento del Cristo” se non c’è chi te ne parla come fai a conoscerlo? e se non lo conosci come puoi scegliere? Inoltre, ognuno è quello che vuole essere, lei così, io come sono e non mi pare carino essere trattata da deficiente xchè sono cattolica è “ascolto” i preti che mi parlano di lui!
    dice S.Paolo…se non te ne parlano come lo conosci e se non lo conosci come puoi parlarne? saluti

  71. anniballo scrive:

    Beh, cara “Ritaroma”, non credo le cose stiano come dice Lei. In realtà la parola di Cristo è accessibilissima a chi vuol conoscerla ed uniformare la propria vita a quei valori. Il vangelo è il testo principe, evidentemente : in libreria costa solo tre Euro. Inoltre, (mi scuso,se mi ripeto), esistono i luoghi di cerimonia, esistono coloro che la conoscono, la spiegano e la divulgano, esistono -cioè– i pastori (sa, quei personaggi resi famosi anche da noi,nei films wesrtern, quelli che girano sempre con la Bibbia sotto il braccio….).
    In altre parole, “Ritaroma”, non il clero di professione.
    Il male del cattolicesimo è il clero di professione, quello che -se ricava prestigio,potenza e ricchezza dalla gestione di un messaggio spirituale– perde onestà intellettuale e non solo.
    Sono concetti noti, antichi e chiarissimi.
    La saluto e La ringrazio.

  72. ADRIANO MEIS scrive:

    @La visione di annibalo (A Ritaroma) è condivisibile
    Ebbi già occasione di scrivere che la religione vera deve essere “forestiera e pellegrina” nel mondo e non avere contatti con esso, neppure per ricavarne prestigio o considerazione. Men che meno potere “politico”(in senso lato) o -peggio!- ricchezza.
    Tutte cose esplicitamente condannate da Gesù ed è è inaccettabile,per me, che chi opera ed agisce in Suo nome, accumuli ,invece, a man bassa tutte queste cose, da secoli.
    Ed,attenzione, Ritaroma, questi aspetti deteriori non vengono accumulati in forza della (pura e semplice) divulgazione del Messaggio, ma in forza dell’ autorità che si esercita sulle masse. Questo aspetto sociale ha conseguenze ancora più dolorose perchè priva il credente dell’esercizio conoscitivo ed ermeneutico sui Testi Sacri, lasciandolo in uno stato di minorità (poichè egli non deve fare altro che sottomettersi all’autorità del Magistero). La dirigenza della coscienza, la sottomissione ad una autorità, la caduta del senso critico inducono una immaturità generalizzata che si estende a tutti i campi della vita civile.
    Se mi posso permettere, credo che annibalo questo volesse dire

  73. Sal scrive:

    @ ritaroma
    ritaroma Scrive: February 19th, 2010 at 8:56 am

    se non c’è chi te ne parla come fai a conoscerlo? e se non lo conosci come puoi scegliere? Inoltre, ognuno è quello che vuole essere,… non mi pare carino essere trattata da deficiente xchè sono cattolica dice S.Paolo…se non te ne parlano come lo conosci e se non lo conosci come puoi parlarne?
    _______________________________________________________

    Anche se te ne parlano, come fai a sapere che non ti stanno raccontando frottole ? Ci sono modi che permettono l’identificazione.

    (Matteo 7.15-20) — “Ogni albero buono produce frutti eccellenti”. La falsa religione si sarebbe riconosciuta dai frutti cattivi, la vera dai frutti buoni. (Quali i frutti del cattolicesimo ? ) Roghi, Violenza, Soprusi, Pedofili, Idolatria. Da dove provengono ? ( Trinità – Mariolatria, Crocifisso )

    (Giovanni 17.17) – “ Santificali per mezzo della verità; la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.” La Verità è quella scritta -tutto armoniosamente cresce (Efesini 2.2)

    (Matteo 6.9) – ““Voi dovete dunque pregare così:“‘Padre nostro [che sei] nei cieli, sia santificato il tuo nome. “ (Qual è il nome ? E’ Gesù ? E’ Jeshua ? E’ Dio ? E’ Elohim ? ) Cosa significa santificare il NOME ?( Vedi Salmi 83.18)

    (Giovanni 13.35) — “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi” Se si fanno le guerre, i roghi, le inquisizioni, i protettori di pedofili, hanno amore ?

    (Giovanni 4.24) – “Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarlo con spirito e verità”. Alla domanda della Samarita fu detto che né sul monte Gherizim, né a Gerusalemme, quindi non in un luogo specifico, quindi né con un crocifisso, né con una statua, né in modo cerimoniale.

    (Romani 13.7) – “Ogni anima sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio; le autorità esistenti sono poste nelle loro rispettive posizioni da Dio. Perciò chi si oppone all’autorità si mette contro la disposizione di Dio; quelli che si mettono contro di essa ne riceveranno giudizio..” Ammanicarsi ai governanti fa parte dell’essere sottoposti ?

    (Efesini 4.13) – “finché perveniamo tutti all’unità della fede e dell’accurata conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo fatto, alla misura della statura che appartiene alla pienezza del Cristo;” Avere accurata conoscenza significa essere protetti da possibili contaminazioni (vedi Filippesi 1.9 Colossesi 1.9 ) “Poiché ci sarà un periodo di tempo in cui non sopporteranno il sano insegnamento, ma, secondo i loro propri desideri, si accumuleranno maestri per farsi solleticare gli orecchi; e distoglieranno i loro orecchi dalla verità, mentre si volgeranno a false storie.” (2Timoteo 4.3-4)
    Ciao ritaroma