Don Paolo e padre “B”

A partire dal 13 agosto, con la pubblicazione della sentenza di rinvio a giudizio di Paolo Gabriele per furto aggravato, per settimane si era accesa la curiosità su chi fosse il padre spirituale «B» che aveva ricevuto dal maggiordomo papale copia dei documenti consegnati al giornalista Gianluigi Nuzzi e pubblicati nel libro «Sua Santità».

Soltanto sabato scorso, nell’ultima udienza del rapido processo che ha portato alla condanna (mite) di Gabriele, il promotore di giustizia Nicola Picardi ha fatto il nome di due sacerdoti che erano in contatto con l’aiutante di camera pontificio. Il padre spirituale «B» è Giovanni Luzi, presentato a Gabriele da un altro sacerdote, don Paolo Morocutti. Questi rapporti, e l’episodio del passaggio di documenti che padre Luzi ha raccontato di aver distrutto, sono stati annoverati tra gli aspetti poco chiari della vicenda.

Ieri l’avvocato Cristiana Arru, difensore di Gabriele – che ha annunciato di non voler ricorrere in appello contro la sentenza pronunciata sabato dal Tribunale presieduto da Giuseppe Dalla Torre – ha fatto sapere a nome della famiglia il rammarico «per il modo improprio con cui i media hanno diffuso il nome di don Paolo Morocutti. Don Paolo è sempre stato un amico di famiglia che ha avuto come unico ruolo quello di stare vicino alla signora Gabriele e in particolare ai bambini nei momenti più difficili e dolorosi di questa vicenda. Per questo rinnova a don Paolo la sua profonda gratitudine». Morocutti, amico di famiglia più che padre spirituale, ha sostenuto la moglie e i figli di Gabriele durante la prigionia, fornendo anche aiuto concreto, ad esempio per il trasloco dall’appartamento di Castel Gandolfo, che si è dovuto liberare in tempi strettissimi.

Don Morocutti non aveva ricevuto i documenti trafugati dalla scrivania della segreteria papale. Paolo Gabriele aveva chiesto all’amico sacerdote di essere messo in contatto con un padre spirituale in grado di fornirgli un consiglio. E così è avvenuto con padre Giovanni Luzi, della Comunità Madre del Buon Pastore di Palestrina. A lui il maggiordomo si è rivolto, a lui ha consegnato i documenti. Sembra però che si sia trattato di una conoscenza avvenuta negli ultimi tempi e dunque sarebbe del tutto improprio attribuire al padre «B» un ruolo di «suggestionatore» nell’affaire vatileaks.

«Come sacerdote», ha commentato don Morocutti a ZENIT «avevo il dovere di stare accanto a questa famiglia di amici, indipendentemente dalla colpevolezza o meno di Paolo, il mio compito era quello di difendere la moglie e i soprattutto i bambini dalle continue pressioni mediatiche, questo è quello che ho fatto pienamente consapevole delle mie responsabilità sacerdotali. L’aver fatto conoscere a Paolo un altro sacerdote (padre Luzi, ndr), perché mi fu chiesto da lui, mi sembra la cosa più normale e naturale del mondo».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

34 risposte a Don Paolo e padre “B”

  1. luciano27 scrive:

    credete, credete a queste spiegazioni,specialmente al prete amico di famiglia e dei bambini:come ha detto il cardinale Ruini, più che credenti siete creduloni

    • Eremita scrive:

      Luciano27, dopotutto quello che scrive Tornielli a me sembra abbastanza verosimile. Anche indipendentemente dal fatto che Paolo Gabriele sia stato plagiato, è facile che vivendo in un ambiente relativamente chiuso ed in gran parte incomprensibile per una persona che conosce prelati e religiosi ma non ha una formazione adeguata (se non ci sei vissuto e formato, non conosci il clero anche se lo frequenti, è assolutamente impossibile), è facile che la sua mente “vada sopra le righe” e compia azioni senza costrutto. In altre parole, che abbia fatto qualche cavolata per conto proprio e senza interesse personale. Che qualcun altro ne abbia approfittato è un’altra questione. La descrizione di Tornielli è coerente, il che non vuol dire ancora che sia vera perchè ci mancano altri elementi concreti.

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Beh, per fortuna che c’è Lei, caro Luciano27, che sa la verità… Perché non ce la dice?

    • Sara scrive:

      Va bhe ma anche i giornalisti han scritto di tutto, compresi i soliti che hanno martellato per mesi sul complotto a Ratzinger su Bertone e sulla sporcizia della Chiesa.
      Dopo ci stupiamo se gente suggestionabile come Paoletto vedeva complotti ovunque.

      • Sara scrive:

        Dietro questa storia c’è il rapporto con i media, con l’informazione, con il sapere, con la teoria che i giornaloni nascondono le cose, che il Papa è tenuto prigioniero in Vaticano..
        A tanti è convenuto soffiare sul fuoco come se poi non ci andasse di mezzo tutto il popolo di Dio..

        • Sara scrive:

          Secondo me per questo in Vaticano non si sono accorti delle stranezze del Gabriele, perchè sotto sotto in tanti vivevano come accerchiati, convinti che ci fossero massoni e complotti ovunque.
          Un po’ di realismo no? dopo tutto questo speriamo..

    • luciano27 scrive:

      caro dottore ,io non conosco la verità,ma lunga esperienza di vita mi ha insegnato che ben di rado i racconti che danno spiegazioni giustificative, poi corrispondono a verità; non che con questo dubiti sulla sua buona fede,ma è quasi sempre così. D’altra parte è basilare che solo il dubbio conduce (io dico avvicina) alla verità.

      • minstrel scrive:

        Lo sa Luciano che fu proprio il “dubbio” l’arma utilizzata da Descartes per la sua metafisica delle prove dell’esistenza di Dio? :)

        • luciano27 scrive:

          sbaglierò minstrel, ma per me sono prove, solo quelle percepibili dai nostri 5 sensi, e poi ancora:una lucina in un bosco di notte può essere una lucciola vicina o un casolare lontan o edei nostri sensi, la vista e quella più facilmente ingannabile, ad esempio con i tromp l’oeuil Con la mente e le parole,opportunamente usate,si può far credere all’esistenza di qualsiasi cosa,anche se non tangibile lo provano le religioni con le loro verità uniche; credere, lo dico per l’ennesima volta, non è certezza né verità

      • Reginaldus scrive:

        luciano,
        ma se il dubbio nella migliore (!) delle ipotesi “ci avvicina” solo alla verità – e logicamente non può che essere così se il dubbio deve rimanere una costante dell’uomo – allora che ci stiamo a fare qui, a giocherellare con delle parvenze, parvenze noi stessi? E poi perché parlare di ‘avvicinamento’ alla verità se se dice che la verità non esiste?

        • luciano27 scrive:

          reginaldus,non esiste una verità divina tra quelle che conosciamo: sono troppe, e diverse, per credere che una lo sia, anche se tutti sono sicuri che la loro lo è,non solo,ma talune sono frantumate in verità differenti

  3. bo.mario scrive:

    L’analisi di Tornielli potrebbe essere veritiera, del vero non si saprà mai. Mi piace l’accostamento con l’eccesso mediatico, quì Tornielli un po di glassnost non guasterebbe. Dire delle verità sarebbe la cosa migliore. Lo stesso vaticano parla e lascia intendere che gli spiragli notiziari sono come gli spifferi in un palazzo senza finestre. Ieri sera ho provato a capire su la7 e non ci sono riuscito, colpa mia o si parlava del niente? Un saluto.

    • Sal scrive:

      Si parlava del niente. sono tutti troppo riverenti e superstiziosamente inchinati al potere…. non hanno fatto domande scomode. Solo il povero prete 72enne ci ha provato, ma o hanno zittito subito.

  4. pippopippo 39 scrive:

    spesso leggo i commenti assieme a persone sensibili e in “ricerca”e ancora non cristiani.
    a volte si ha l’impressione di poca carità cristiana nell’esprimersi.
    si vuole trovare della polvere o del fango a tutti i costi… non sarebbe il caso di dialogare con maggior sensibilità pur nella non falsità?

    • luciano27 scrive:

      non si vuole trovare polvere o fango a tutti i costi,egr pippopippo39, ma solo discernere falsità da realtà. Da quanto si è detto o scritto su questo caso di realtà ve ne sono poche:furto di documenti riservati,carcerazione e processo del colpevole.tutto il resto sono illazioni,a favore o contro gli interessati

      • Sara scrive:

        Per come la vedo io è possibilissimo che l’unico colpevole sia Gabriele. Alla fine, al netto delle esagerazioni, sono solo un po’ di lettere passate ad un giornalista furbo. Non è che serve la CIA per farlo.
        Quello che invece è mancato è la riflessione, il dialogo, il lasciar emergere le difficoltà di relazione tra i vertici che le lettere mostrano.
        Appellarsi al segreto di stato aiuta i fedeli? Non sarebbe meglio affrontare i nodi con chiarezza ed onestà chiedendo aiuto anche ai laici?
        Quella per me è la trasparenza non un processo mordi e fuggi.

  5. Sal scrive:

    Tanto per dire: – il sig. Paolo Morocutti è amico di famiglia e si preoccupa dei figli di Paolo. Presenta a Paolo Gabriele un amico, il sig. Giovanni Luzi. Perché ?

    Forse perché lui Morocutti, benchè amico di famigia non voleva essere coinvolto nella vicenda e voleva rimanere fuori dall’impiccio ? Ma anche così è complice perché non ha denunciato l’amico ai suoi superiori. L’ha coperto, ha taciuto. Ha fatto il palo. Così passa la palla a Luzzi, il quale accetta il rischio però non svolge il ruolo previsto, ma si dice “distrugge i documenti che ha ricevuto da Gabriele”. Ma per distruggere i documenti bastava l’amico di famiglia Morocutti perché doveva farlo fare ad un altro ? Li avrà bruciati tutti o solo alcuni ? Ne avrà fatto una copia ?
    La partecipazione dell’amico serviva proprio a distruggere i documenti ? poteva farlo Morocutti o invece doveva fare qualcosa d’altro. E poi, come avrà fatto a “bruciarli” se ne hanno sequestrati 82 scatoloni ? Allora non li ha bruciati e ne ha bruciato solo uno o due ? Forse ? O doveva scoprire cosa avrebbe potuto esser davvero pericoloso ?

    E’ davvero strano. Perché mai Luzzi ha accettato di essere presentato a Gabriele ? solo per dissuaderlo dal danneggiare la chiesa ? Gabriele diceva invece che voleva aiutare il papa e la chiesa e il tribunale gli ha creduto riducendogli la pena. Perché quindi Luzzi ha accettato di incontrare Gabriele ? Si deve dedurre che Luzzi ha forse bruciato qualche documento compromettente per qualcuno (che protrebbe non aver bruciato e magari lo ha conservato come assicurazione sulla vita) abbia voluto danneggiare la chiesa, o proteggere qualche amico diverso da Gabriele ? però hanno condannato Paolo. Che impicci Vaticani…. E poi…..

    “Don Paolo Morocutti è sempre stato un amico di famiglia che ha avuto come unico ruolo quello di stare vicino alla signora Gabriele e in particolare ai bambini nei momenti più difficili e dolorosi di questa vicenda.” Però gli ha procurato un complice che dice bugie. Ormai si sa che quando i preti stanno vicini ai bambini è sempre un evento preoccupante, lo dice pure Vatican Insider: “ Svizzera, uno studio: “Torture nei collegi cattolici tra gli anni 30 e 70” tanto per rincorrere un filone che non finisce mai, ma…..

    ”fornendo anche aiuto concreto, ad esempio per il trasloco dall’appartamento di Castel Gandolfo, che si è dovuto liberare in tempi strettissimi.”.
    Ma che vergogna ! Il marito in galera, e la moglie di Gabriele con i due figli deve sgombrare in tempi “strettissimi” ma che tipo di amore è mai questo ? La chiesa se la prende con al moglie e i figli che non hanno nessuna responsabilità facendola sgombrare alla svelta ? Che vergogna, si vanno raccattando zingari e rom, si parla di amore e di accoglienza e si maltrattano ancora una volta i bambini incolpevoli di un cittadino vaticano (?) Inconcepibile. E’ questo l’esempio di chi chiacchiera sempre bene e razzola sempre molto male. Una vergogna !

    p.s.
    Si sarà sbagliato il sig. Fisichella dicendo a Gabriele che doveva chiedere consiglio o si sarà sbagliato Morocutti con cui si era consigliato e che gli ha presentato l’amico Luzzi ? E’ Certo, che non poteva aver ricevuto i documenti trafugati dalla scrivania della segreteria papale, erano 82 scatoloni, dove mai li avrebbe messi ? Ci voleva un tir, e che scrivania deve avere il papa per contenere 82 scatoloni…. Un altro miracolo misterioso ?

    p.s.1 Wikipedia ne parla così : “Nel corso dei primi mesi del 2012 si è verificata una sistematica fuga di documenti riservati vaticani riguardanti i rapporti all’interno e all’esterno della Santa Sede. Tali documenti hanno, tra l’altro, portato ad evidenza 1.le lotte di potere all’interno del Vaticano – 2. “ alcune irregolarità nella gestione finanziaria dello Stato e nell’applicazione delle normative antiriciclaggio. Nel marzo 2012 ha destato attenzione sui media il fatto che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha aggiunto per la prima volta il Vaticano alla lista di Paesi monitorati perché potenzialmente suscettibili di essere luoghi di riciclaggio del denaro[...] Tra i documenti che più hanno fatto scalpore, vi è quello in cui si alludeva a un presunto complotto di morte nei confronti di Papa Benedetto XVI, da attuarsi entro un anno, che doveva preludere alla prossima ascesa al soglio pontificio del cardinale Angelo Scola”- Wikiepdia
    Ma che vergogna ! Lotte di potere, riciclaggio di denaro, paese monitorato, complotto per uccidere … e questi dovrebbero avere la fiducia del Padre Eterno ? Ma neanche la madonna potrà più salvarli dalle ire… Certamente il Padre Eterno dovrà salvaguardare la sua reputazione, mica potrà farsi mettere in piazza come protettore di riciclatori di denaro sporco, sorvegliati speciali complottisti e protettori di bambini…… non c’ è proprio fine al peggio !

    • minstrel scrive:

      non c’ è proprio fine al peggio !

      Dopo aver letto il commento non posso che quotare (solo!) questa frase.

      • Sal scrive:

        E’ già un inizio. Strano che non abbia trovato altro da dire !

        • minstrel scrive:

          Rispondere ad un melting pot sterile con un altro melting pot che avrebbe condiviso la stessa sterilità?
          Abbiamo tutti una sola vita da vivere Sal, senza poter godere dell’immortalità, io compreso.

  6. fg scrive:

    OT caro Tornielli, sono rimasto abbastanza sconcertato dall’articolo di redazione sulle torture svizzere di Vatican Insider. L’unica fonte sarebbe questo studio da parte di un oscuro professore universitario, uno studio che sembrerebbe una mera indagine giornalistica, con tanto di Guantanamo ante-litteram e decine di casi di suicidi. ci vogliamo evidentemente fare del male a tutti i costi in spregio della verità e della storia, il DanBrownismo impazza. se la notizia fosse vera così come Markus Furre la racconta sarebbe una cosa gravissima, non certo da breve di cronaca anonima! ma non ha le basi per essere vera, manca la verifica fattuale, ci sono solo rivelazioni anonime di 50 persone. chi sono? a quali fatti si riferiscono? come si può mettere in pagina una parzialità del genere non lo capisco. perdoni lo sfogo.
    grazie per la chiarezza con cui ha trattato la triste vicenda di Paolo Gabriele, penso solo a come ha potuto giungere a quel livello di familiarità con BXVI fino a poter pranzare spesso con il Pontefice e poi dare ad intendere che poteva suggestionarlo! Delirio

    • Sal scrive:

      Mai dire mai distinto fg, non c’è mai fine al peggio come la storia ha abbondantemente evidenziato.

      Si dice che “dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.” Nel caso del papa che non ha “donna”, chi potrebbe essere ? Perchè non Gabriele ?

  7. Sal scrive:

    Tanto per dirne un’altra. Sembra che Gesù abbia lasciato queste disposizioni: “Radunò quindi i dodici e diede loro potenza e autorità su tutti i demoni e di guarire malattie. E li mandò a predicare il regno di Dio”(Lc 9.1-2) – “Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato.”

    Riepilogando si trattava di “1. guarire i malati, 2. predicare il regno, 3. Battezzare, 4. Insegnare”
    Fra questi non c’è quello “di difendere la moglie e i soprattutto i bambini dalle continue pressioni mediatiche,”

    “«Come sacerdote», ha commentato don Morocutti a ZENIT «avevo il dovere di stare accanto a questa famiglia di amici, indipendentemente dalla colpevolezza o meno di Paolo, il mio compito era quello di difendere la moglie e i soprattutto i bambini dalle continue pressioni mediatiche, questo è quello che ho fatto pienamente consapevole delle mie responsabilità sacerdotali.”

    Avrà capito male ? Il compito del sacerdote non è quello di fare l’amico di famiglia. E’ diverso ! Ma era davvero un amico di famiglia ?

    • Eremita scrive:

      Sal, se vuol polemizzare col Vaticano con me trova una porta aperta, anzi sfondata. Ma polemizzare cercando il pelo nell’uovo mi sembra ridicolo.

      • Sal scrive:

        E’ una sua scelta. A me sembra ridicolo che uno, per aiutare una donna in difficoltà con i suo bambini debba pararsi dietro “al sacerdozio”. Lo puo fare chiunque anche se non è prete o magari c’è qualche motivo particolare per cui si e preso cura della moglie ?

        Ricorda Andreotti e il detto ? “spesso si azzecca” Ormai io dei preti non mi fido più, ne mai più lo farò per quante verità possano raccontare. Co tutte le bugiendogmatiche hanno raccontato fino ad ora. Ma lei faccia come crede.

  8. Federico scrive:

    Caro SAL non esageriamo, esistono anche bravi sacerdoti, non tutti sono pedofili o delinquenti come vorrebbe far credere lei, magari questo sacerdote è uno di loro. Proteggere dei bambini da pressioni mediatiche e possibili ferite per colpa di un genitore stupido è evangelico eccome, forse dovrebbe rileggersi un po di vangelo. Ma come ragiona lei, cosa c’entrano moglie e figli se il padre da di matto. Lei emette giudizi su giudizi senza avere un filo logico e soprattutto senza nessuna solida consistenza.

  9. fg scrive:

    @Sal, il suo modo di argomentare è capzioso e sciocco.
    I fatti sono noti, non sono abituato a fare dietrologie, altrimenti avrei scritto un pessimo pseudo-romanzo vatican-connection, sul tipo di quelli che il buon Marco Tosatti pubblicizza su Vatican Insider. Tutte le cronache su come Paolo Gabriele sia giunto a diventare famiglio del Sommo Pontefice mi hanno fatto nascere sempre più domande e dubbi sui criteri di selezione delle persone che accedono alle stanze papali. questo perchè amo la Chiesa Cattolica e so che in alcuni luoghi sono necessarie virtù umane profondissime e visibilmente dispiegate. Non dubito che Paolo Gabriele si poteva definire una brava persona, ma ai suoi assistenti spirituali e ai confessori non era venuto alcun dubbio? forse per alcuni accenni alle sue “ricerche” gnostiche? per l’interessamento dilettantesco a massoneria e yoga accomunati al cristianesimo? magari in una parrocchia sarebbe stato perfetto per fare il sacrista, ma visto che frequentava le stanze di BXVI queste corbellerie avrebbero dovuto pur far affiorare qualche domanda. e la risposta doveva essere quella di suggerire prudenza e discernimento. Invece ci si è premurati di fare un casalingo falò di documenti.
    Per quanto riguarda il padre Morocutti è evidente che è stato posto a difesa e tutela dell’integrità della famiglia e del Vaticano al contempo. il che è legittimo e ben fatto visto che da quel versante non si sono registrati problemi.

    • Eremita scrive:

      Fg, mi ha tolto le parole di bocca:” mi hanno fatto nascere sempre più domande e dubbi sui criteri di selezione delle persone …” nella chiesa. E’ il problema tipico delle gerontocrazie (mutatis mutandis, ricorda un poco le gerontocrazie del vecchio e defunto PCUS…). I vecchi hanno la tendenza a scegliere persone che all’apparenza non danno problemi, umili ed ossequiose, mentre si scartano le persone serie che presentino loro dei problemi da risolvere. Ma non è detto che le persone ossequiose come i maggiordomi siano più fidate dei piantagrane…

  10. bo.mario scrive:

    SAL qualche piccolo accenno di difesa si legge. Al solito tu scrivi e gli altri non ci ragionano, si mettono sulla difensiva sciorinando qualche concetto che può uscire dal vaticano, non da loro. Se vogliamo ricordare l’ufficiale svizzero e la sua storia… non ha insegnato niente. In quel collegio svizzero non è successo niente, sono tutte invenzioni. Così si difende la chiesa nel suo compito? Cercare di nascondere la verità non è il sistema migliore. Ora in quel collegio la chiesa stessa dovrebbe dire come sono andate le cose e cosa si è fatto per non farle più accadere. Spero che Tornielli, sanguigno, capisca che le verità sono l’unica cosa degna di rispetto. Se hanno sbagliato si chiederà scusa e si cercherà di risarcire moralmente e materialmente. La verità dovrebbe trionfare sempre. Un saluto.

  11. Sal scrive:

    @ fg
    “@Sal, il suo modo di argomentare è capzioso e sciocco. I fatti sono noti, non sono abituato a fare dietrologie,”

    Distinto fg, mi spiace di non poter argomentare in modo diverso e mi spiace di non essere di suo gradimento. Ma non è questo lo scopo. Io scrivo ciò che penso, in modo da rendere edotti i lettori. Mi espongo senza pretese se vuole, e non ricerco consensi, ma se i fatti sono noti, almeno per lei, non si capisce perché il testo proposto da Tornielli riporta : “Questi rapporti, e l’episodio del passaggio di documenti che padre Luzi ha raccontato di aver distrutto, sono stati annoverati tra gli aspetti poco chiari della vicenda.”

    Sono sorpreso che lei non ci abbia resi edotti su questi aspetti “poco chiari” delle vicenda. Immagino che essendo noti i fatti lei abbia una verità a prova di bomba in saccoccia. Quindi non sia timoroso ci riveli i suoi segreti del mondo misterioso e non dimentichi di far emendare Wikipedia visto che alcune informazioni poco lusinghiere sul vaticano provengo proprio da quella Enciclopedia on line. Purtroppo sa com’è, quando uno si fa una certa reputazione, poi è dura rifarsi la verginità. Alcuni dicono che è difficile, credo che per il Vaticano sia del tutto impossibile.

    p.s. mi scusi ma non capisco per quale motivo il Paolo Gabriele dovrebbe aver bisogno degli “assistenti spirituali e dei confessori”. Le chiamano così ora le spie vaticane ? gli agenti segreti del controspionaggio interno ?

  12. giovannino scrive:

    Non capisco il perchè di tanto accanimento. Il colpevole si è trovato : il maggiordomo. E Gotti Tedeschi che già è stato congedato. La pace e l’ amore regnano di nuovo e come sempre nella felice monarchia assoluta del Vaticano e nella Chiesa cattolico-romana , societas perfecta , il migliore dei mondi possibili , senza alcun dubbio. I cattivi , comunque e sempre , sono solo dei laici. Come pensare infatti al coinvolgimento di sacerdoti , che sono come Angeli , lo ha detto Ratzinger. Per non parlare dei Prìncipi della Chiesa , i cardinali , che se fanno qualche errore è perchè sono troppo intenti a pregare , non certo per interesse alle cose di questo mondo , che disprezzano , essendo totalmente dediti alla preghiera e alla vita spirituale. Non lasciamo che il complotto giudaico-massonico si inventi un nuovo caso per infangare la Chiesa , dopo lo scandalo dei “preti pedofili” dove poliziotti e tribunali di mezzo mondo hanno congiurato fabbricando una quantità di false prove per gettare fango sulla Sposa di Cristo. Come i ridicoli sospetti sulla morte di Luciani , come se nella Curia non fossero tutti intenti a servire e proteggere il Vicario di Cristo. Non c’è niente da capire è stato il maggiordomo e basta. Il caso è chiuso.

  13. Antony scrive:

    Bravo Francesco, grazie!!!