Dott. Prof. Comm. Cav. Sig. Prefetto

Cari amici, conosco e stimo don Maurizio Patriciello, il parroco anticamorra che da anni conduce una battaglia contro gli incendi di rifiuti tossici che ammorbano l’aria del suo paese e dintorni. Il parroco durante un incontro sull’allarme rifiuti tossici si è rivolto a Carmela Pagano, prefetto di Caserta, chiamandola “signora”.

Don Maurizio è stato duramente redarguito dal prefetto di Napoli Andrea De Martino, che l’ha trattato come uno scolaretto per aver “violato” il galateo e per non essersi rivolto alla signora prefetto chiamandola “signora prefetto” ma soltanto “signora”. Chiunque guardi il video, comprende benissimo che da parte del sacerdote non c’era alcun intento offensivo nei confronti della signora prefetto (la quale anzi una prima volta annuisce confermando ciò che don Patriciello stava dicendo). La reazione del prefetto di Napoli, anzi del Dott. Prof. Comm. Cav. Sig. Prefetto di Napoli, appare dunque del tutto spropositata e fuori luogo. Non vorrei che più per la violazione del galateo, questa reazione fuori dalle righe e – questa sì – offensiva fosse stata provocata da ciò che il parroco stava dicendo e che evidentemente dava fastidio.

Sommessamente, credo che sarebbe opportuno suggerire al Dott. Prof. Comm. Cav. Sig. illustrissimo Prefetto di Napoli di occuparsi di più delle emergenze della città e dei rifiuti tossici che inquinano e rovinano la salute dei parrocchiani di don Patriciello come di tanti altri, invece che dar stizzite lezioni di galateo. E per dirla con un grande e indimenticato partenopeo, il principe Cav. Comm. Prof. Dott. Antonio de Curtis: “Signor Prefetto, ma mi faccia il piacere…”

PS. Apprendo che il Sig. Cav. Comm. Prefetto di Napoli se sta per andare in pensione. E che l’altra sera ha dato un party d’addio, con corteo di auto blu e lampeggianti che hanno invaso l’area pedonale senza autorizzazione. Mi sa che davanti al nome di questo illustrissimo pensionato verbalmente incontinente anche il “signore” vada scritto con il beneficio del dubbio…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

62 risposte a Dott. Prof. Comm. Cav. Sig. Prefetto

  1. Lorenzo 1963 scrive:

    E’ difficile vedere questo filmato senza provare un’ira irrefrenabile contro questo imbarazzante rappresentante delle istituzioni. Se un territorio di emergenza come Napoli e’ affidato a gente cosi’, siamo messi proprio male.
    E poi dal filmato risulta evidente che l’eccellenza semi-analfabeta (“se io la CHIAMEREI signore invece che parroco, lei si offenderebbe”) tanto appassionata di titoli, cercava in realta’subdolamente di imbarazzare il parroco per far si’ che se ne andasse: “adesso se vuole puo’ anche andare via”.
    Ricordo infine che nessun titolo e’ piu’ degno di quello di “signore” o “signora”: l’etichetta insegna che perfino ad una regina ci si puo’ indirizzare con “signora” oltre che “maesta’”.

    • Reginaldus scrive:

      in una città dove la camorra spadroneggia la punto che non fa nemmeno attenzione al bersaglio da colpire, e uccide a casaccio, questo bell’ Imbusto dello Stato Unitario, si permette, anche lui, di colpire un bersaglio sbagliato…E se costui ‘sarebbe’ un uomo, lo sarebbero anche i suoi dirimpettai del bersaglio suddetto…

      • stefano scrive:

        Da quelle parti “l’uommini” sono quegli altri. Il Prefetto, che pare uscito da un film di Totò, è solo un caporale. Ohibò!

  2. paolo scrive:

    Caro Tornielli
    sono anch’io un prefetto, da poco in pensione, e il collega De Martino è sempre stato noto per i suoi atteggiamenti da maestrino col lapis rosso e blu, sempre attento a rimarcare le mancanze (formali) altrui. Finalmente a Napoli si sono accorti di che pasta è fatto, ma gli appoggi di cui gode al Ministero sono così potenti che sicuramente non ci sarà alcun provvedimento nei suoi confronti, anche perché finalmente avrà il meritato riposo, presumo con tutti gli onori. Altri prefetti che si sono sacrificati e hanno veramente servito la collettività senza sussiego e vacua alterigia sono stati mandati in pensione senza neanche un ringraziamento e un saluto, ma questo è lo stile del Governo dei “tecnici”.
    Paolo Padoin

    • Caro signor ex prefetto, la sua testimonianza conferma la mia prima impressione: ho visto il video: il suo collega De Martino ha degli evidentissimi problemi a relazionarsi col prossimo. Della sana psicoterapia sarebbe d’uopo.
      Sono con lei e con tutti i pubblici ufficiali ed i prefetti, Dalla Chiesa per primo, la cui bandiera non è stata certo la vuota arroganza, ma l’impegno. E tanto coraggio.

    • minstrel scrive:

      La ringrazio Dr. Padoin per questa testimonianza che non mi rincuora, ma sostiene la causa del Dr. Tornielli.

  3. stefano scrive:

    Preclaro esempio di cafonaggine istituzionale e di incommensurabile coda di paglia.

  4. Augusto scrive:

    Qualcuno sa se poi per quanto riguarda l’amianto di cui si parla il signor prefetto ha fatto qualcosa?

  5. Giovanni scrive:

    Davvero senza parole…io abito in quelle zone e devo confermare che la situazione è veramente allarmante. Le morti per tumore in bambini, giovani e adulti sono all’ordine del giorno, l’aria in certe ore del giorno e della notte è irrespirabile. Il nostro “diritto alla salute” sancito dall’articolo 32 della Costituzione ormai resta solo sulla carta…E le istituzioni per le quali questo “signore” chiede il rispetto, cosa fanno? si appellano ai titoli…? E’ una vergogna…! Il prefetto vuole far tacere Don Maurizio per le sue inadempienze, evidentemente dà fastidio sentire quello che denuncia e lo mortifica…ma forse non sa che la gente comune sta dalla parte di questo sacerdote e questo video è la prova dell’arroganza e dell’ipocrisia di questi “signori” che pensano a tutelare se stessi piuttosto che la salute di tutti. Che squallore!!! Don Maurizio siamo tutti con te…

    p.s. Grazie dott. Tornielli per questo articolo.

    • luciano27 scrive:

      sottoscrivo: e aggiungo Tornielli si è tenuto corto: un Gr.Cr. e Sovrano di un qualche ordine ci stavano ancora.

  6. ADRIANO MEIS scrive:

    Sono totalmente d’accordo con Tornielli e ne condivido lo sdegno.
    Ce ne vuole, di faccia tosta, per non avere occhi per vedere il fallimento inescusabile di tanti amministratori, ma avere orecchi per cogliere una trascurabilissima “omissione” verbale !!

  7. stefano scrive:

    Ehi, ditemi se la sceneggiata del Prefetto non vi pare la trasposizione in prosa di questi versi della Livella:
    “La casta è casta e va, si, rispettata,
    ma Voi perdeste il senso e la misura;
    la Vostra salma andava, si, inumata;
    ma seppellita nella spazzatura!
    Ancora oltre sopportar non posso
    la Vostra vicinanza puzzolente,
    fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
    tra i vostri pari, tra la vostra gente”.

    P.S.: Vi lascio anche un florilegio dalle migliori battute di Totò affini alla scenetta:
    “Parli come badi”;
    “Io sono l’onorevole Cosimo Trombetta. Lo volete capire sì o no? Chi siete voi? L’onorevole! Ma chi? Io! Ma mi facci il piacere!!!”;
    “Che ofessa, che ofessa, sono profondamente o’fesso”;
    “Non posso lavare le offese con il sangue, perché sono anemico”;
    “Vado soggetto ad amnistie cerebrali”;
    “Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera”;
    “Meglio un vigliacco vivo che un coraggioso morto”;
    “Stiamo perdendo la guerra come romani, come egizi o come fregnoni?”;
    “Davanti al dilemma: prendere o lasciare?, chiamatemi fesso, io prendo”;
    “A proposito di politica…non ci sarebbe qualcosa da mangiare?”;
    “Generi come te io non ne voglio: io voglio soltanto generi alimentari”;
    Eh sì, “Signori si nasce, ma cretini come te si muore!” (Totò).
    Buona Domenica a tutti e solidarietà a Don Maurizio.

  8. giovannino scrive:

    “io fui da Montefeltro , or son Bonconte” così il Duca Bonconte di Montefeltro si presenta a Dante nel Purgatorio a sottolineare che davanti a Dio conta quello che siamo dentro , non quello che abbiamo in questo mondo sia esso titolo , denaro, potere ecc. Totale solidarietà dunque a don Maurizio. Questo non vuol dire che non si debba a un Prefetto un misurato rispetto , ma il richiamo del Prefetto di Napoli mi puzza di snobismo antipopolare. Questa volta consento con Tornielli , che si dimostra conservatore sì , ma popolare secondo una tradizione italica che ha prodotto anche qualcosa di buono ( ma anche parecchio di cattivo ).

  9. Antulio scrive:

    Piena solidarietà a don Maurizio Patriciello, prete che col suo comportamento onora la chiesa e Napoli in particolare.
    La maleducata virulenza con la quale il rappresentate delle istituzioni napoletane, infiltrate di malavita, ha redarguito don Maurizio per un’inesistente mancanza di rispetto, dice chiaro della contiguità dei rappresentati di quelle istituzioni con la malavita organizzata.

  10. Cherubino scrive:

    da napoletano, chiederei al Prefetto di Napoli di cosa si sarebbe offeso, perchè mi sfugge completamente. Gli offesi piuttosto siamo noi napoletani, perchè si perde tempo in questioni di etichetta, umiliando persone a cui invece dovrebbe tributare ringraziamenti pubblici.
    Ma purtroppo non credo sia solo questione di nervosismo o di una particolare reattività personale. Vedo infatti una certa comunanza tra questa reazione e l’affermazione del Ministro della salute, qualche mese fa, secondo cui non ci sarebbero evidenze statistiche di correlazione tra i tumori in campania e i rifiuti tossici.
    E guarda caso lo stesso Ministro non ha voluto che si istituisse il “Registro dei tumori” database unificato istituito dalla Regione Campania. Eppure il libro bianco degli oncologi Antonio Giordano e Giulio Tarro, “Campania, terra dei veleni” – che consiglio di leggere- è inequivocabile.

    La questione è quindi scottante, perchè ancora una volta si cerca di buttare la polvere sotto il tappeto, si cerca di nascondere la verità di un meridione usato come discarica d’Italia, alla faccia della salute delle persone. Riporto questo passaggio di un articolo di Mondo cattolico Napoli http://www.mondocattoliconapoli.it/mocna/almanacco.php?id_al=12873&dest=confessionale :

    “Per colpa degli sversamenti abusivi e non, tumori e malformazioni crescono, con un aumento delle mortalità del 9,2% in più tra gli uomini e del 12,4% in più tra le donne. Il genoma dei campani è ormai compromesso, aggiunge poi Giordano, che domattina, col collega Mazza e l’oncologo Antonio Martella del Pascale sarà all’Istituto degli Studi Filosofici (in via Monte di Dio) per ribadire il concetto con una dettagliata conferenza dell’Isde (l’associazione medici per l’ambiente) su Rifiuti e tumori a Napoli e in Campania. Rilanceremo l’allarme Pianura, che merita studi approfonditi, anticipa Martella: II ministro Fazio ha citato il Sebiorec per dire che non ci sono dati significativi che mettono in relazione rifiuti e tumori. Ma il Sebiorec non è nemmeno pubblicato su riviste internazionali abituate a verificare la correttezza della metodologia scientifica e proprio per il metodo, il pooi di sieri: non si è mai vista una mescolanza delle analisi del sangue come si usa per quelle sul latte.”
    Segnalo dunque la possibilità di firmare una petizione online a salviamo-il-registro-dei-tumori-in-regione-campania sul sito firmiamo.it

  11. marco torcasio scrive:

    caro tornielli , non ho visto il filmato ma sono convinto nell’affermare che in italia sono piu’ i grigi burocrati come il prefetto di napoli che i funzionari che lavorano per la collettivita’ , la riflessione che voglio fare e’ una , ma la figura del prefetto a cosa serve ? poteri ne ha pochi decisioni ne puo’ prendere ancor di meno , non sarebbe ilo caso di eliminare prefettie prefetture ? per fortuna non sono tutti cosi’ io abito ad agrigento e l’ex prefetto attuale prefetto di palermo dott. postiglione era un validissimo funzionario che poco badava a farsi chiamare sua eccellenza ma ascoltava ed interveniva , capacita’ che ha perche’ prima che prefetto e’ stato sindaco in una zona di frontiera della campania , vorrei dire al sacerdote se incontra ancora questi grigi burocrati li chiami sua eccellenza altrimenti mamma mia che …. succede
    vergogna

  12. Antonino scrive:

    E cosa c’è di nuovo, è tipico di tanti non vedere la “trave” nel proprio occhio ma vedere la “pagliuzza” nell’occhio altrui… Camorra, omicidi, spazzatura, delinquenza spicciola, insicurezza sociale, disordine pubblico… mica sono questioni che riguardano le eccellenze prefettizie loro, no!?

  13. Eremita scrive:

    Qui tra cattolici ci diamo continuamente e vicendevolmente della sante legnate, ma vedo con soddisfazione che su certe cose siamo tutti d’accordo. Grazie a Tornielli ed a tutti i frequentatori del blog che sulla questione si sono espressi in modo unanime, e questo mi ha fatto veramente piacere. Il che dimostra che la fede non e’ irrilevante.

  14. Cherubino scrive:

    sono d’accordo con eremita (e ringrazio Gianpaolo1951 per la solidarietà). Soprattutto ringrazio Tornielli per questo thread che mi coinvolge profondamente.
    Per dare un’idea di cosa significhi ciò che succede in Campania e nel Sud (d’Italia, ma anche della Terra) e dello scandalo che dovrebbe coinvolgere tutti, racconto una mia frequente esperienza.

    Quando, su al nord dove vivo, vado a fare la spesa, provo un certo disagio nel comprare certi prodotti della mia terra. Ottimi prodotti, ben lavorati, frutto di tradizioni incomparabili e irripetibili. Le nostre “sammarzane” (pomodoro S. Marzano) e le “passate” di sugo (che ora sostituiscono le conserve autoprodotte che si facevano un tempo coinvolgendo tutta la famiglia), le melanzane piccanti sottolio, le mozzarelle di bufala, uniche al mondo, taralli e pasta del nostro sud …
    Potrei aggiungere, visto che è domenica, babbà, sfogliate (quelle vere e non le mini-”code di rospo” con crema che a volte nelle pasticcerie del nord cercano di far passare per sfogliate), pastiera, struffoli, roccocò, zeppole di S. Giuseppe … ma questi al supermercato non si trovano …

    Quanto quindi vado a fare la spesa e vedo i prodotti della nostra terra sorge il pensiero di cosa potesse esserci nella terra in cui sono cresciuti. La paura di dare ai figli un veleno diventa un freno che non sempre riesco a superare. Al danno si aggiunge danno: il possibile danno a distanza sulla salute e il certo danno economico.

    Certo, l’economia campana regge il colpo, perchè certi posti e certi prodotti attirano comunque e non è facile (nè giusto) rinunciarvi (anche questa estate Napoli e isole erano giustamente piene di turisti). Certo, noi napoletani sappiamo che i nemici sono fuori (dalle più antiche dominazioni), ma anche fra di noi, a cominciare dalla camorra e da certa pubblica amministrazione locale. Rispetto ad altre culture meridionali (non ce n’è una sola) forse siamo quella più scanzonata, disillusa e realistica e proiettiamo i nostri difetti all’esterno (come invece si fa in altri posti d’Italia). Ma lo scandalo e la rabbia per l’abbandono da parte di certe istituzioni credo siano inevitabile.
    Che il Signore scenda ad ascoltare il lamento del suo popolo.

    • Cherubino scrive:

      piccola correzione: “NON proiettiamo i nostri difetti …”, ovviamente

    • bruno scrive:

      concordo!!!. anche con molti altri interventi di indignati.
      Se considera poi che un sacerdote -che almeno nel video è certamente esente dall’aver voluto offendere le autorità..- ha, in quanto uomo di Dio e che è un’altro Cristo, un valore inestimabile, dato che genera, mediante i Sacramenti che ci danno la grazia, figli di Dio nel Figlio, esseri eterni.. .
      è intollerabile che questo parroco sia stato trattato così e la Chiesa dovrebbe almeno difenderlo pubblicamente… perchè non merita assolutamente una cosa del genere.
      Questo la dice lunga sul fatto che già da piccoli non si insegna ormai più ad avere rispetto per i sacerdoti -all’epoca mia tutti preti, suore e frati bisognava salutarli col “riverisco” e se si portava si toglieva il cappello..- perchè oggi li si considera solo dei “direttori” e “presidenti” dell’Assemblea nella parrocchia più che Altri Cristi. E’ una cattiva abitudine poi, rivolgersi loro come si farebbe a dei semplici amici umani col tu.., perchè anche sotto sotto li si considera uguali a noi, anzichè religiosi: col sacrificio e con le privazioni che fanno andrebbero più aiutati ed incoraggiati , riveriti cioè..nella loro grandissima missione, che io considero “alta”.. .
      La cultura atea che la fà da padrona nell’educazione scolastica (anche spesso in scuole cattoliche) istiga solo all’odio verso i religiosi, considerati da costoro dei poveri illusi e neppure troppo intelligenti.. , tanto poco intelligenti, secondo gli “intellettuali illuminati” di rifiutarsi di accettare supinamente di essere scimmie vestite come sentenzia la maggioranza democraticamente eletta al potere, ed insistere a predicare che abbiamo un’anima ad immagine di Dio Creatore.. ed un’anima da salvare.. .
      Preghiamo tutti e serriamo le file perchè fra attacchi esterni ed interni per i nostri discendenti confessare la fede in Gesù richiederà alla fine il martirio e non solo delle parolacce che peraltro feriscono a volte gravemente. Guardiamoci in giro e vediamo che, gira gira.., si finisce sempre col mettere bombe ed uccidere cristiani ed il cerchio si stà stringendo.
      grazie anche ad Andrea. bc bruno

      • Luciano67 scrive:

        Mi scusi Sig. Bruno, ma non sono molto d’accordo con lei. io credo che sia intollerabile che una qualunque persona venga trattata cosi’, indipendentemente dal fatto che sia un sacerdote o meno. E non credo affatto che il Prefetto abbia voluto insultare il Sacerdote in quanto tale, avrebbe fatto la stessa cosa con chiunque altro. Non credo che ad un sacerdote vada rispettato di piu’ di un semplice cittadino: ritenere che siano qualcosa di piu’ di “semplici umani” mi lascia un po’ perplesso. Il fatto che scelgano una vita senza dubbio molto difficile fa loro molto onore, ma non penso che siano “superiori” a me. Altrimenti diventano una sorta di “casta”, com’erano gli aristocratici che si consideravano “superiori” ai “plebei”, esattamente come il Ministro inglese dimessosi. Vuol dire che se il Prefetto, invece di insultare un sacerdote, avesse insultato un qualcunque cittadino, lei non avrebbe avuto nulla da ridire? Preoccupante, molto.

        • stefano scrive:

          Luciano, fermo restando che il Sig Prefetto non avrebbe dovuto apostrofare in quel modo neanche il più umile inserviente, rimane il fatto che don Maurizio non è un semplice cittadino, ma in qualità di sacerdote e parroco riveste una carica ecclesiale nei confronti della quale il Sig Prefetto era tenuto a un rispetto almeno istituzionale (se non altro in base al Concordato). Lui probabilmente riserva l’attenzione istituzionale solo al Vescovo, ritenendo i sacerdoti impiegati di categoria C cui non si debba neppure una normale creanza. Come spesso accade, si fanno salve le forme rispettando la Chiesa nella persona del Vescovo, ma poi si la offende nella figura dei sacerdoti e dei credenti.

          • Ilsanta scrive:

            @Stefano

            Per una volta che sembravamo tutti daccordo iniziamo di nuovo con i distinguo?
            Cerchiamo di non fare i “piccoli Prefetti” anche noi.

        • bruno scrive:

          Se Lei leggesse bene ho scritto all’inizio:
          “concordo!!!. anche con molti altri interventi di indignati.
          Se considera poi che un sacerdote..”

          quindi se “concordo anche con molti altri interventi” è pacifico che ero anche io indignato allo stesso modo suo e penso di tutti quanti hanno scritto negli altri interventi che mi hanno preceduto, non le pare?? quindi calma!
          perchè certo sotto il profilo del rispetto dovuto, tanto più per mè che sono cristiano e penso e credo fermamente che il “valore” di qualunque essere umano, essendo un figlio di Dio è superiore a tutto quello dell’intero universo visibile, un semplice uomo non è certo “inferiore” ad un parroco.. .
          ma per Lei che si dichiara più sopra ateo e che quindi pensa sotto sotto che il parroco sia una scimmia evoluta.. un poco tapina.. che si è vestita della talare..per servire nei fratelli un povero illuso di nome Cristo.. che problema c’è se un rappresentante della sua religione atea che governa lo “stato” secolare senza alcun più riferimento a Dio si comporta così scorrettamente offendendo un uomo di Chiesa..
          Se Lei sa leggere io ho chiesto che sia la Chiesa, ripeto io ho chiesto che sia la Chiesa.., a prendere le difese del parroco.. perchè il parroco non è un semplice cittadino anche per il suo “stato liberale” ma è anche una “persona giuridica” che ha obblighi e doveri verso la collettività e quindi offendendo lui si offende la Chiesa.
          Nessuna “casta” quindi da difendere, le caste le vada a cercare in India. Caso mai la casta in Italia è nei politici corrotti, atei di fatto anche se sedicenti cristiani e con la croce sullo stemma dietro la schiena, senza cuore e cura dei diseredati… che se potessero ci obbligherebbero ormai a trasfusioni di sangue.. per venderlo e col ricavato salvare lo “stato”: ritirasssero i soldati dai teatri di guerra perchè ormai i talebani di ogni risma sono fra noi ed è qui che urgono i nostri giovani in divisa.
          Se poi per noi cristiani un sacerdote è considerato in quanto uomo di Dio che ci amministra i sacramenti e quindi ci “salva” amministrandoci e lavandoci nel Sangue Preziosissimo di Cristo li cosideriamo “superriori” ai semplici fedeli e degni di riverenza, noi cristiani, dei poveri “cretini” come ci definisce il matematico che da i numeri Odifreddi, non abbiamo diritto di avere le nostre convinzioni??? E poi mi scusi Le ho detto tante volte di istruirsi consigliandole anche dei buoni testi.. dai quali saprebbe che “il più grande tra voi sia il servo di tutti” -la “superiorità” di noi cristiani è quella appunto di servire prima Dio e quindi i fratelli che sono i suoi figli- , come lo è appunto, se segue bene il Maestro il parroco in questione. Se poi si trattasse di un vescovo per noi cristiani è “superiore” al parroco in quanto successore diretto degli Apostoli e quindi ancor più doverosamente “servo di tutti” del prete o del parroco: ma a voi cosa importa quello che crediamo???.
          Quindi vede che a preoccuparmi e credo apreoccuparci molto sono gli atei come Lei che vorrebbero che tutti avessimo il “pensiero unico..” dello “stato sovrano” che comunque come italiano amo purchè non mi faccia leggi che mi obblighino a comportamenti contrari alla Legge di Dio. mi stia bene!
          buone cose comunque

  15. Reginaldus scrive:

    ma come è possibile che una società civile esprima esseri di questo conio??? O chissà che non cadano da qualche cielo sconosciuto! qui da noi, un essere simile ha redarguito violentemente la donna delle pulizie per la stessa colpa: essersi rivolta a lui come a ‘ signore’ (appunto!) e non come a commendatore console dottore ecc. ecc. Proprio vero che ‘signori’ si nasce e questi davvero non “lo nacquero”!!! Tromboni ‘nacquero’!

    • Luciano67 scrive:

      In Gran Bretagna un Ministro del Governo conservatore si è dovuto dimettere perche’ aveva chiamato “plebaglia” un agente di polizia. Stamattina, alla radio, ho sentito di polemiche feroci, sempre in Gran Bretagna, in quanto un altro esponente conservatore, pur avendo un biglietto ferroviario di II classe, si e’ seduto in I, in quanto non voleva “mischiarsi” con gente “inferiore”. Da noi, negli ultimi giorni, si e’ sentito parlare di ex-presidenti di regione che entrano con auto blu e scorta contromano per fare shopping, di un funzionario regionale che posteggiava senza diritto in un posto riservato agli invalidi e ha tagliato le gomme a chi l’ha denunciato, dicendo che si e’ trattato di un “errore tecnico”. Poi, per migliorare la situazione, ha detto “ma occupavo il posto solo in parte. Di solito, metto l’auto in divieto di sosta”. E di un Sen. che posteggia la Ferrari sulle strisce e viene avvisato dal vigile che, ovviamente non gli fa la multa. Dov’e’ l’indignazione degli italiani?

      • Reginaldus scrive:

        ” un ministro ecc ecc… si è dovuto dimettere perché ha dato della plebaglia a un agente della polizia…” Dove ? In Gran Bretagna ( dove neppure è tutto oro quello che luccica….) ! Qui da noi ci manca poco che vada a finire in galera per offesa a pubblico funzionario uno che ha la sfrontatezza di apostrofarlo con un… indicibile ‘signore’ ( o ‘signora’ ) … Soprattutto quando il detto funzionario è un (illustrissimo ) Prefetto, RAPPRESENTANTE dello Stato, mica un parlamentare qualsiasi rappresentante della povera plebaglia…

        • Luciano67 scrive:

          L’ho scritto apposta, per sottolineare la differenza tra l’Itali e altri Paesi con cui viene spesso confrontata, dove, comunque, problemi ce ne sono, eccome. Potremmo parlare anche della Svezia, dove una Ministra si e’ dimessa perche’ pagava la colf in nero (le commesse si rifiutavano di servirla al supermercato!). Ma l’Italia e’ in fondo un Paese mediterraneo, molto piu’ simile alla Grecia che non ai Paesi del centro-nord Europa, nel bene e nel male. Dal punto di vista del rapporto cittadini-istituzioni, sarei molto contento se l’Italia assomigliasse a Gran Bretagna, Svezia, o Germania.

  16. Sal scrive:

    Interessante argomento ! Più che esprimere un mio parere personale, (che conta come il cavolo a merenda) mi piace di più, sottolineare ciò che i cristiani “veri”, dovrebbero trarre come insegnamento dal Vangelo piuttosto che dai gusti personali e chiedersi cosa avrebbe fatto o detto Gesù in circostanze simili.

    Ebbene, sembra che al Suo tempo, come ai nostri tempi, “Vedendo le folle ne ebbe pietà, perché erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore. “ ( Mt 9.36-38) e non risulta che sia andato dal prefetto a “reclamare una maggior attenzione al territorio” come si reclama l’elemosina. Ma aggiunse : “ Allora disse ai suoi discepoli: “Sì, la messe è grande, ma gli operai sono pochi. Implorate perciò il Signore della messe che mandi operai nella sua messe”.

    Perché era più utile avere molti operari piuttosto che una lamentata elemosinata a chi in fondo conta come me ( un cavolo a merenda) ? Perché una messe istruita, colta, con la capacità di ragionare e operare secondo giustizia, non ha bisogno dell’elemosina ma utilizza le proprie capacità e le usa appropriatamente al tempo opportuno rendendosi autonoma. I miserabili reclamano pietà e attenzione, i coraggiosi trovani rimedi e soluzioni. Non è forse vero che ogni difficoltà è anche un opportunità ?

    Ho apprezzato molto ieri sera una intervista a Beppe Grillo in Sicilia che diceva : “Questi qui aspettano il Messia, il Salvatore che li toga dalle grane, non hanno capito che lo devono fare da soli. Il nostro è un movimento di opinione non d’azione.” Credo che sia molto appropriato. Non ci sono più i miracoli, non c’è più il potente di turno a cui raccomandarsi per farsi fregare mentre lui si arricchisce. E’ tempo di uscire dai soliti inutili (come si è visto) piagnistei.

    E sempre i cristiani veri, dovrebbero ricordare anche che :
    “A meno che Jehova stesso non edifichi la casa,
    Non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori.
    A meno che Jehova stesso non custodisca la città,
    Non serve a nulla che sia stata sveglia la guardia.
    Non serve a nulla che vi alziate di buon’ora,
    Che vi mettiate a sedere tardi,
    Che mangiate cibo con pene.
    Proprio così egli dà sonno anche al suo diletto.”

    (Sl 127.1-5)

    In particolare lo dovrebbero ricordare quelli che si definiscono pastori solo per andare ad elemosinare qualcosa che non arriverà mai. Dovrebbero ricordarlo e dovrebbero sapere che “chi si oppone all’autorità si mette contro la disposizione di Dio; quelli che si mettono contro di essa ne riceveranno giudizio. Poiché quelli che governano sono oggetto di timore, non per l’opera buona, ma per la cattiva…. poiché [l’autorità] non senza scopo essa porta la spada” (Rm 13.2-4)

    Ma dato che anche i santuari si allagano e le chiese crollano, evidentemente hanno sbagliato indirizzo dove andare a fare la solita preghierina. L’autorità rivendica sempre ciò che gli è dovuto mentre il vangelo ricorda : “Ecco, vi ho dato l’autorità di calpestare serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico,” ( Lc 10.19) Ma che se ne fanno de Vangelo se devono solo fare il pianterello ?

    • stefano scrive:

      Insomma, chi ha ragione Beppe Grillo o il salmista? I cristiani devono fare da soli, o c’è il rischio che poi lavorino invano? E devono rispettare l’autorità oppure si devono ribellare? Ma quando riuscirai a scrivere due righe senza cadere in contraddizione?

      • Sal scrive:

        @ stefano
        “Insomma, chi ha ragione Beppe Grillo o il salmista? I cristiani devono fare da soli, o c’è il rischio che poi lavorino invano?”

        Sig. Stefano, mi sorprende ….. possibile che non sia evidente ? I cristiani devono imparare a fare da soli, ma sempre con l’ottica di fare come Dio ha comandato. Si può fare da soli senza tenerne conto e i risultati saranno quelli che sono sotto gli occhi di tutti. Facendo come Dio ha comandato si otterrà anche la Sua collaborazione invece che la Sua opposizione.

        Gesù non andò mai a chiedere favori o privilegi, ma redarguì e condannò (non avendo scheletri nell’armadio). Quando fu interrogato dai potenti del suo tempo, non rispose neanche una parola ! – “Quando Erode vide Gesù […] lo interrogava con molte parole; ma egli non gli rispose nulla. ( Lc 23.8-9)
        Oggi non esiste più lo schiavismo, ma esistono persone che si vendono schiavi da soli “per un piatto di lenticchie”. Lei pensa che fosse questo che Dio voleva dall’uomo ?
        Per es. come si sentirebbe lei se facesse un regalo alla fidanzata e si sentisse dire : “Ah, non mi serve, è un regalo inutile !” Provi a immaginare come si deve sentire Dio avendo fatto un gran regalo all’uomo, e che l’uomo preferisce non usare. L’intelligenza ! L’uomo si rifiuta di usare le sue capacità ottenute gratis, solo per andare ad elemosinare i favori, magari facendo passare la processione sotto la casa dell’amico per ottenere l’elemosina. E’ sempre una questione di lenticchie.
        Ma si sa, le cose difficili sono per i migliori, I mediocri si accontentano……per avere sempre di meno ! Sempre meno lenticchie. I diritti si rivendicano altrimenti c’è sempre qualcuno che li rivendica per te !
        La democrazia è del popolo. Ma che se ne fa se non la esercita ? I cristiani “veri” non sono “democratici” pregano “venga il tuo Regno” ergo sono “teocratici”. Avendo un Gran Re che può dar loro di tutto e di più, si accontentano delle lenticchie di Cesare e ringraziano pure. Ben educati no ?

  17. Luciano67 scrive:

    Mi permetto di aggiungere anche la mia totale e assoluta indignazione di non credente: la fede qui non c’entra proprio nulla. C’entra solo la cafonaggine e la cialtronaggine piu’ assoulte. Cio’ che ha fatto il Sig. Dott. etc. etc. Prefetto e’ semplicemente una delle piu’ ignobili espressioni della piu’ squallida protervia del potere di cui io sia a conoscenza. La rivoltante e incredibilmente maleducata e volgare violenza verbale con cui ha assalito Don Maurizio esemplifica perfettamente il pensiero del Sig. Dott. Prefetto. Non ha alcuna importanza cio’ che si fa, conta solo il proprio titolo. Sono disgustato, schifato, ripugnato dal comportamento del Sig. Dott. Prefetto di Napoli.
    Mi piacerebbe che Don Maurizio venisse a conoscenza della solidarieta’ di chi scrive su questo blog, per una volta all’unanimita’ concordi. Sul sito di Avvenire ho letto che Don Maurizio ha scritto una lettera al Sig. Dott. Prefetto di Napoli, riportandone alcuni brani. Sarebbe possibile leggere l’intera lettera?

    • Sal scrive:

      @ Luciano67
      “per una volta all’unanimita’ concordi.”

      Distinto Luciano, forse non aveva ancora letto i miei interventi. Io preferisco all’unanimità -1 se non le dispiace ! Non credo che il “don” abbia fatto bene a chiedere a Cesare. Dovrebbe chiedere in altre direzioni. Poi ci si lamenta se si parla di “inciuci” – Cesare e Mammona, Dio e la ricchezza ! Non condivido. Non me ne voglia. Ma sono sempre una voce fuori dal coro !
      Ci sono tanti che si suicidano anche dandosi fuoco, deprecabile davvero ma almeno più dignitoso. Non le pare ?

      • bruno scrive:

        scusi Lei è per caso parente del on-cav-uff ?

      • Luciano67 scrive:

        Ho letto adesso i suoi commenti e francamente non riesco proprio a capire il senso del suo ragionamento. Non credo si tratti di fede o mancanza di fede, di Cesare e Mammona, ma solo di buona educazione e arroganza. Non capisco cosa ci sia di male se un sacredote denuncia una situazione criminale in un contesto pubblico alla presenza di autorita’ e se si occupa di cercare di migliorare la vita dei sui parrocchiani. Non e’ andato a chiedere elemosina, ma a denunciare una situazione intollerabile di cui le Istituzione sono tenute a farsi carico, in quanto preposte esattamente a quello. Non capisco il discorso sul fare da soli invece che aspettare il Messia. E’ un invito all’anarchia? Comunque, se lei e’ d’accordo col Sig. Dott. Etc. prefetto, e’ liberissimo di esserlo.

  18. Samuele scrive:

    Dalla lettera di san Paolo ai Galati
    dove in sostanza si ragiona su cosa sia la legge:
    19 Perché allora la Legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, fino alla venuta della discendenza per la quale era stata fatta la promessa, e fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore. 20 Ma non si dà mediatore per una sola persona: ora, Dio è uno solo. 21 La Legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una Legge capace di dare la vita, la giustizia verrebbe davvero dalla Legge; 22 la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo.
    23 Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 24 Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. 25 Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. 26 Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, 27 poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. 29 Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.

    Caro signor De Martino, chi ha orecchie intenda…

  19. Mimmo67 scrive:

    Povero Prefetto!!!!!!!!!
    PS: un grazie davvero per il lavoro fatto dal dott Tornielli! Grazie ancora!

  20. Fantozzi scrive:

    ma fate come meee… che quando facetti carriera mi facevo chiamare:

    Dott. Ing. Lup. Man. President. Natural. Prestanom. Om. Di Pagl. Gran. Test. Di Caz. … e metteteci anche Sig. Pref.

  21. antonio scrive:

    Questo grandissimo figlio di prefetto è il classico Cumandante alla schettino, che ci tiene al titoletto ma quando si tratta di fare il proprio dovere sporcandosi le msni per combattere la criminalità manda avanti il prete così non corre pericoli. che individui

  22. Andrea Tornielli scrive:

    Ecco il testo integrale della lettera di padre Maurizio:

    DIOCESI DI AVERSA
    PARROCCHIA SAN PAOLO APOSTOLO
    PARCO VERDE – CAIVANO ( NA )

    Signor Prefetto di Napoli
    e p.c. Signora Prefetto di Caserta
    Signora Ministro degli Interni

    Signor Prefetto,
    sono appena ritornato a casa dopo l’incontro in prefettura di mercoledì 17 ottobre.
    Come può facilmente immaginare mi sento tanto mortificato dalle sue parole gridate nei miei confronti e senza motivo davanti a un consesso così qualificato.
    Che dirle?
    Se a me, prete di periferia, è concesso di ignorare che chiamare semplicemente “signora”, la signora Prefetto di Caserta fosse un’ offesa tanto grave, non penso assolutamente che fosse concesso a lei, arrogarsi il diritto di umiliare un cittadino italiano colpevole di niente, presente in prefettura come volontario per dare il suo contributo alla lotta contro lo scempio dei rifiuti industriali interrati e bruciati nelle nostre campagne.
    Alla fine dell’incontro ho ricevuto la solidarietà di tante persone presenti all’increscioso episodio e la rassicurazione da parte della signora Prefetto di Caserta che non si era sentita per niente offesa da me nell’essere chiamata “ signora”.
    Forse le sarà sfuggito che lei non era e non è un mio superiore.
    Mi dispiace.
    Tanto.
    Avrebbe certamente potuto consigliarmi di rivolgermi al Prefetto di Caserta, chiamandola
    “ signora Prefetto”. Avrei accolto immediatamente il suo consiglio. Invece, con il tono di voce del maestro che redarguisce lo scolaro, e con parole tanto dure quanto inopportune, ha quasi insinuato che il sottoscritto non avesse rispetto per lo Stato.
    Scrivo sovente per Avvenire, il giornale che ha il merito di aver portato il nostro dramma alla ribalta della cronaca nazionale. Se vuole può controllare se tra i miei numerosi editoriali c’è una – dico una sola – parola dove non risuona un amore sviscerato per la mia terra, la mia Patria, la mia gente. E un rispetto sofferto per le Istituzioni.
    Al contrario, se una cosa mi addolora ( l’editoriale di ieri, martedì 16 ottobre lo conferma ), se una cosa mi addolora, dicevo, è constatare che tante volte è propria la miopia delle istituzioni, la pigrizia di tanti amministratori, il cattivo esempio di tanti politici che fanno man bassa di denaro pubblico, a incrementare la sfiducia e la rabbia in tanti cittadini.
    Personalmente sono convinto che la camorra in Campania non la sconfiggeremo mai. Lo dico non perché sono un pessimista. Al contrario. Non la sconfiggeremo perché il “pensare camorristico” ha messo radici profondissime in tutti. Quel modo di pensare e poi di agire che diventa il terreno paludoso nel quale la malapianta della camorra attecchisce.
    Come ho potuto dirle in corridoio, io alle mortificazioni sono avvezzo. Spendo la mia vita di prete nella terra del “ Clan dei Casalesi”. La mia diocesi, Aversa, è quella di Don Peppino Diana.
    Quante umiliazioni, signor Prefetto. Quante intimidazioni. Quanti soprusi. Quante minacce da parte dei nemici dello Stato o di semplici delinquenti.
    Ma io dei camorristi non ho paura. Lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno. Io l’ ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono stato ordinato prete.
    No, non sono loro che rendono insonni le mie notti. Loro non sono lo Stato. Loro sono i nemici del vivere civile. Loro hanno sempre e solamente torto.
    Io credo allo Stato.
    Alla democrazia.
    Io credo alla libertà.
    Io credo alla dignità dell’uomo.
    Di ogni uomo.
    Io spendo i miei giorni insegnando ai bambini, ai ragazzi, ai giovani che non debbono temete niente e nessuno quando la loro coscienza è pulita. Ma aggiungo che bisogna sradicare il fare camorristico sin dai più piccoli comportamenti.
    Perché tutto ciò che uno pretende in più per sé e non gli appartiene, lo sta rubando a un altro. Perché ogniqualvolta che una persona si appropria di un diritto che non ha, sta usurpando un potere che non gli è stato dato.
    Tutti possiamo cadere in queste sottili forme di antidemocrazia.
    Ecco, signor Prefetto – glielo dico con le lacrime agli occhi – lei stamattina mi ha dato proprio questa brutta impressione. Lei ha calpestato la mia dignità di uomo.
    Ha voluto mortificare il prete o il volontario impegnato sul dramma dei roghi tossici?
    Ha voluto insegnarmi l’educazione – a 57 anni! – o mettermi a tacere perché già immaginava ciò avrei denunciato?
    Le nostre campagne languono, signor Prefetto.
    I giovani sono scoraggiati.
    I tumori sono aumentati a dismisura.
    La gente muore in questa terra avvelenata e velenosa.
    Le amministrazioni locali – qualcuno glielo ha ripetuto anche stamattina – non riescono a tutelare i loro territori e la salute dei loro cittadini. E proprio a costoro viene ricordato il dovere farlo.
    È una serpe che si morde la coda.
    Noi abitanti di questi paesi a Nord di Napoli, ci sentiamo prigionieri in questo “ Triangolo della morte” dal quale desideriamo uscire quanto prima, pur sapendo che per tanti di noi i danni alla salute sono ormai irreparabili.
    Lo facciamo per le generazioni future.
    Per andare con serenità incontro a sorella morte quando sarà il momento.
    Ci ripensi.
    In mezzo a tanti problemi in cui siamo impelagati; mentre nei nostri paesi tanta gente scoraggiata non ha fiducia più in niente e in nessuno; mentre la camorra ancora ci fa sentire il suo fiato puzzolente sul collo; mentre i rifiuti tossici continuano ad essere bruciati e interrati nelle nostre terre, il signor Prefetto di Napoli, mette alla berlina un prete davanti a una cinquantina di persone, perché si è rivolto al Prefetto di Caserta chiamandola semplicemente “ signora”, anziché “ signora Prefetto”.
    Incredibile.
    Resto, naturalmente, coi miei dubbi.
    Ai miei diritti non rinuncio facilmente.
    Ma, mi creda, cerco a mia volta di non invadere quelli di nessuno.
    Purtroppo, stamattina, credo che lei, signor Prefetto, pur forse senza volerlo, abbia maltrattato e rinnegato i miei.
    Le auguro ogni bene.
    Il parroco
    Sac. Maurizio PATRICIELLO
    Frattaminore 17 ottobre 2012

  23. Reginaldus scrive:

    detto tutto quello che si doveva dire su quel ‘signore’ eccellentissimo ecc. ecc… , bisogna pur dire che se don Maurizio lo stesso zelo che ha dimostrato per la salute dei corpi della sua gente lo profonde per la salvezza delle loro anime, potremmo davvero dire di avere in lui un magnifico esempio di vero prete, di vero signore, come il suo titolo ‘don’ sta a significare… e che da solo basta a qualificare, quando ben portato, il valore di una persona, tanto che l’ appellativo di Signore viene attribuito alla Persona stessa del Figlio di Dio ….

    • stefano scrive:

      Reginaldus, perché insinui che don Maurizio non profonda lo stesso zelo per la salvezza delle anime della sua gente che ha dimostrato per la salute dei corpi? Che elementi hai per dire questo? Ma chi ti credi di essere?

      • Reginaldus scrive:

        io non insinuo: auspico, mi auguro ecc, ecc…Sai, di questi tempi, con tutti ‘sti preti dediti al bene sociale… Hai presente il ‘don’ Vitaliano, o il ‘don’ Gallo o il ‘don’ Mazzi delle comparsate televisive???

  24. ciro scrive:

    I SACERDOTI ! ” FIGLI PREDILETTI DI NOSTRO SIGNORE GESù CRISTO” , DIVENTARE SACERDOTI è UNA VOCAZIONE , NON BASTA AVERE UN TITOLO , I SACERDOTI , COME C’INSEGNA IL VANGELO , NON VANNO GIUDICATI .
    NOI “UOMINI ” POVERI VERMICIATTOLI TERRENI , SOTTOVALUTIAMO LA FIGURA DEL SACERDOTE E MOLTE VOLTE LO GIUDICHIAMO! ( è QUESTO NON è GIUSTO ) , POI c’è LA COSA PIù EVIDENTE DI QUESTO FILMATO ! è CIOè : MA CHI SEI !TU? (sintesi) L’IRA DELLE FRASI ( di un italiano perfetto!!!! ) in quel caso IO sono più grande di GESù CRISTO , O meglio vattene , tento non sono interessato alle tue lamentele ! PADRE MAURIZIO , LO Sò CHE NEL TUO CUORE GIà HAI PERDONATO , QUEST’OFFESA , IO NON TI CONOSCO MI FAREBBE TANTISSIMO PIACERE RICEVERE IL TUO NUMERO DI TELEFONO ALL’INDIRIZZO E-MAIL SOPRA RIPORTATO , PER FARTI UNA TELEFONATA DI CONFORTO E DI RINGRAZIAMENTO A QUANTO TI ADOPERI SECONDO IL VANGELO . ( questa n’è stata la prova schiacciante ! che tu ! prete di periferia come ti sei definito davanti a quei PERSONAGGI di grande rilievo , sei stato UMILE è CALMO , proprio come ti vuole GESù ) SEI UNA MANIFESTAZIONE “UNICA” DI METTERE IN PRATICA IL VANGELO . T.V.B. GRAZIE PADRE MAURIZIO .
    S.E. DOTT. DE MARTINO , SONO SICURO CHE TI CHIEDERà SCUSA .CIAO
    N.B. ASPETTO IL TUO NUMERO DI TELEFONO ,POICHE NON POSSO VENIRE A CAIVANO .

  25. ciro scrive:

    I SACERDOTI ! ” FIGLI PREDILETTI DI NOSTRO SIGNORE GESù CRISTO” , DIVENTARE SACERDOTI è UNA VOCAZIONE , NON BASTA AVERE UN TITOLO , I SACERDOTI , COME C’INSEGNA IL VANGELO , NON VANNO GIUDICATI .
    NOI “UOMINI ” POVERI VERMICIATTOLI TERRENI , SOTTOVALUTIAMO LA FIGURA DEL SACERDOTE E MOLTE VOLTE LO GIUDICHIAMO! ( è QUESTO NON è GIUSTO ) , POI c’è LA COSA PIù EVIDENTE DI QUESTO FILMATO ! è CIOè : MA CHI SEI !TU? (sintesi) L’IRA DELLE FRASI ( di un italiano perfetto!!!! ) in quel caso IO sono più grande di GESù CRISTO , O meglio vattene , tento non sono interessato alle tue lamentele ! PADRE MAURIZIO , LO Sò CHE NEL TUO CUORE GIà HAI PERDONATO , QUEST’OFFESA , IO NON TI CONOSCO MI FAREBBE TANTISSIMO PIACERE RICEVERE IL TUO NUMERO DI TELEFONO ALL’INDIRIZZO E-MAIL SOPRA RIPORTATO , PER FARTI UNA TELEFONATA DI CONFORTO E DI RINGRAZIAMENTO A QUANTO TI ADOPERI SECONDO IL VANGELO . ( questa n’è stata la prova schiacciante ! che tu ! prete di periferia come ti sei definito davanti a quei PERSONAGGI di grande rilievo , sei stato UMILE è CALMO , proprio come ti vuole GESù ) SEI UNA MANIFESTAZIONE “UNICA” DI METTERE IN PRATICA IL VANGELO . T.V.B. GRAZIE PADRE MAURIZIO .
    S.E. DOTT. DE MARTINO , SONO SICURO CHE TI CHIEDERà SCUSA .CIAO
    N.B. ASPETTO IL TUO NUMERO DI TELEFONO ,POICHE NON POSSO VENIRE A CAIVANO .

  26. minstrel scrive:

    Semplicemente: grazie a tutti e… forza Don!

  27. bruno scrive:

    @Luciano67 scrive: 21 ottobre 2012 alle 22:06
    caro Luciano,
    se Lei leggesse bene ho scritto all’inizio: “concordo!!!. anche con molti altri interventi di indignati. Se considera poi che un sacerdote..”

    quindi se “concordo anche con molti altri interventi” è pacifico che ero anche io indignato allo stesso modo suo e penso di tutti quanti hanno scritto negli altri interventi che mi hanno preceduto, non le pare?? quindi calma!
    perchè certo sotto il profilo del rispetto dovuto, tanto più per mè che sono cristiano e penso e credo fermamente che il “valore” di qualunque essere umano, essendo un figlio di Dio è superiore a tutto quello dell’intero universo visibile, un semplice uomo non è certo “inferiore” ad un parroco.. .
    ma per Lei che si dichiara più sopra ateo e che quindi pensa sotto sotto che il parroco sia una scimmia evoluta.. un poco tapina.. che si è vestita della talare..per servire nei fratelli un povero illuso di nome Cristo.. che problema c’è se un rappresentante della sua religione atea che governa lo “stato” secolare senza alcun più riferimento a Dio si comporta così scorrettamente offendendo un uomo di Chiesa..
    Se Lei sa leggere io ho chiesto che sia la Chiesa, ripeto io ho chiesto che sia la Chiesa.., a prendere le difese del parroco.. perchè il parroco non è un semplice cittadino anche per il suo “stato liberale” ma è anche una “persona giuridica” che ha obblighi e doveri verso la collettività e quindi offendendo lui si offende la Chiesa.
    Nessuna “casta” quindi da difendere, le caste le vada a cercare in India. Caso mai la casta in Italia è nei politici corrotti, atei di fatto anche se sedicenti cristiani e con la croce sullo stemma dietro la schiena, senza cuore e cura dei diseredati… che se potessero ci obbligherebbero ormai a trasfusioni di sangue.. per venderlo e col ricavato salvare lo “stato”: ritirasssero i soldati dai teatri di guerra perchè ormai i talebani di ogni risma sono fra noi ed è qui che urgono i nostri giovani in divisa.
    Se poi per noi cristiani un sacerdote è considerato in quanto uomo di Dio che ci amministra i sacramenti e quindi ci “salva” amministrandoci e lavandoci nel Sangue Preziosissimo di Cristo li cosideriamo “superriori” ai semplici fedeli e degni di riverenza, noi cristiani, dei poveri “cretini” come ci definisce il matematico che da i numeri Odifreddi, non abbiamo diritto di avere le nostre convinzioni??? E poi mi scusi Le ho detto tante volte di istruirsi consigliandole anche dei buoni testi.. dai quali saprebbe che “il più grande tra voi sia il servo di tutti” -la “superiorità” di noi cristiani è quella appunto di servire prima Dio e quindi i fratelli che sono i suoi figli- , come lo è appunto, se segue bene il Maestro il parroco in questione. Se poi si trattasse di un vescovo per noi cristiani è “superiore” al parroco in quanto successore diretto degli Apostoli e quindi ancor più doverosamente “servo di tutti” del prete o del parroco: ma a voi cosa importa quello che crediamo???.
    Quindi vede che a preoccuparmi e credo a preoccuparci molto sono gli atei come Lei che vorrebbero che tutti avessimo il “pensiero unico..” dello “stato sovrano” che comunque come italiano amo purchè non mi faccia leggi che mi obblighino a comportamenti contrari alla Legge di Dio. mi stia bene!
    buone cose comunque
    bruno

    • bruno scrive:

      mi scusi , l’ho scambiata per un’altro Luciano. bruno

    • bruno scrive:

      sig. Luciano 27 faccio ammenda ed esco dal blog!!! mi scusi ma l’avevo proprio scambiato per l’altro Luciano 27 quindi ritiro tutto. bruno

  28. Giovanni scrive:

    Meno male cha ve in pensione!!! Uno di quelli che allontanano i cittadini dalle istituzioni!

    • Luciano67 scrive:

      La cosa triste e’ che se ne vada con tutti gli onori, dopo avere rappresentato la Repubblica per molti anni. Io saro’ contento quando personaggi come questi non faranno piu’ parte degli apparati istituzionali italiani.

  29. Paolo scrive:

    Quello che a me invece fa più impressione è il fatto che la signora Prefetto non abbia detto nulla….un po’ di sana reattività femminile, immediata, non sarebbe stata fuori luogo…Mah!!

  30. anniballo scrive:

    Stasera ho ascoltato alla radio un lungo intervento di padre Patriciello : m’è parso un uomo formidabile per impegno civile e morale, un uomo coraggioso e davvero di prim’ordine.
    La mia impressione è che ,proprio per questo, sia conosciuto e giudicato un soggetto temibile da quella torma di mezze tacche che -in Campania- hanno nelle mani le sorti di tanti disgraziati cittadini.
    Per questo, un uomo come Patriciello è assai mal sopportato e svillaneggiato alla prima occasione : ma questo ci dà solo la misura dell’infinita miseria morale di tanti amministratori, fors’anche collusi con la malavita organizzata.

    • giovannino scrive:

      caro anniballo , non ti sfiora il dubbio che queste qualità morali che riconosci siano fondate sulla fede di questo sacerdote ? o è solo una questione di DNA o , come pensavano i materialisti dell’800, dipendono dalla dieta di don Maurizio?

  31. Luciano67 scrive:

    Piccola aggiunta: ieri sera, nella trasmissione “Che tempo che fa” il vice-direttore de La Stampa, Massimo Gramellini, parlando di questo caso ha fatto notare che il pensionando Sig. Dott. Prefetto ha dato un party di addio, consentendo alle auto (blu e no?) degli invitati di parcheggiare in piazza del Plebiscito, cosa generalmente vietata, come ha gia’ sottolineato dal Dott. Tornielli. Gramellini ha aggiunto che il party si e’ svolto lo stesso giorno dei funerali di Pasquale Romano, il ragazzo ucciso per sbaglio dalla camorra, notizia di cui si e’ peraltro sentito parlare pochissimo. Ha anche ricordato che “signore” e “signora” sono comunque appellativi tutt’altro che offensivi, anzi. In effetti, sorge davvero il dubbio che tale titolo spetti al Dott. Prefetto di Napoli.

  32. gdil scrive:

    Premetto che non sono credente, non amo in genere i rappresentanti del clero, ma ieri mi sono vergognato (come Italiano) di quello che ho visto e sentito ed a nome di tutti gli Italiani veri chiedo scusa al Signor (con la S maiuscola) Padre Patriciello.
    Quel ‘signore’ che si è permesso quella ignobile ‘sparata’ non gli dò titoli perchè ne meriterebbe solo uno che mi porterebbe direttamente di fronte ad un giudice dimostra quanto meno di essere ignorante (nel senso che ignora le leggi italiane ed internazionali almeno quelle dei paesi dove vigono le libertà civili).
    Essere titolari di un titolo (scusate il bisticcio di parole) dà secondo la legge il diritto di fregiarsi del titolo, ma non dà l’obbligo a NESSUNO (si sto urlando! scusatemi ma ci vuole) di utilizzare il titolo stesso, quindi la reazione di quel signore oltre ad essere spropositata etc etc è un evidente simbolo di voluta ignoranza della legge e dei diritti fondamentali di ogni cittadino e mi meraviglia fortemente che le autorità istituzionali non siano ancora intervenute per punire questo rigurgito ‘fascistoide’ di uno che le leggi le dovrebbe conoscere.