Le parole di Bertone e i retroscena della reazione francese

[photopress:cardinal_bertone_jpg_370468210.jpg,full,alignleft]Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato alla dichiarazione rilasciata in Cile due giorni fa dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, nella quale si smentiva qualsiasi legame tra celibato dei preti e pedofilia, mentre lo si indicava tra pedofilia e omosessualità. Pubblico anche un commento, nel quale, senza entrare nel merito della questione sollevata dal cardinale, osservo l’effetto dirompente delle sue parole e l’assenza di una linea condivisa nella Santa Sede per far fronte alla campagna mediatica. Oggi il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha precisato che Bertone non voleva fare affermazioni in generale, ma riferirsi al caso dei sacerdoti. Lombardi ha citato questi dati, a suo tempo presentati su Avvenire da monsignor Scicluna, parlando di un “10% di casi di pedofilia in senso stretto, e di un 90% di casi da definire piuttosto di efebofilia (cioè nei confronti di adolescenti), dei quali circa il 60% riferito a individui dello stesso sesso e il 30% di carattere eterosessuale”. Come saprete, oggi una nota del ministero degli Esteri francese ha criticato il cardinale Segretario di Stato per le sue affermazioni. Vale la pena di ricordare che il segretario generale aggiunto del ministero è Jean-Loup Kuhn-Delforge, attivista gay, che venne proposto dal governo francese quale ambasciatore presso la Santa Sede ma che l’anno nel 2008 non ottenne il gradimento vaticano. Ora Delforge è in predicato di diventare ambasciatore a Washington. Non è escluso che nel tempestivo intervento di Parigi contro Bertone queste circostanze abbiano avuto il loro peso.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

43 risposte a Le parole di Bertone e i retroscena della reazione francese

  1. bo.mario scrive:

    Non la invidio Tornielli. Ha cominciato il papa, poi Bagnasco, poi Marchetto, poi Cantamessa e adesso Bertone. Ce la fa a giustificarli tutti? Se non sono adatti al processo mediatico, in certe tesi, lo possono fare nelle chiese, ne convenga. Un periodaccio per il vaticano, parlano tutti e su argomenti non spirituali. Parlano di tutto e a volte senza sapere di cosa parlano. Ancora non la invidio Tornielli. Un saluto.

  2. Paolo Merolla scrive:

    Ciò che dice è vero, ma quando anche il Segretario Generale della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles deve rilasciare un comunicato di chiara presa di distanza dalle parole di Bertone, nei Sacri Palazzi c’è qualcosa che davvero non va. I cattolici inglesi sono quasi degli eroi, tra quei fedeli della Chiesa della riforma crimine-contro-l’umanità che hanno lì, non meritavano questo.

  3. Bisbetica scrive:

    Hanno un enorme potere, queste persone, a volte forse se ne dimenticano, ne sono tanti imbevuti da dimenticarsene…e non si rendono conto di quanto male e quanto danno possono arrecare certi discorsi che, anche se fatti in buona fede, o in astratto, raggiungono le menti di persone che non hanno bisogno di altro che dell’avallo dall’alto per poter sfogare i propri più bassi istinti e così umiliare, far soffrire, discriminare chi la pensa diversamente, chi fa una vita sessuale diversa dai canoni da loro considerati come univi e giusti. Ci sono ragazzi, adulti che vivono l’omosessualità non come un dramma in sè, ma come una tragedia se declinata nel vivere nella società che, sebbene sembri e sottolineo sembri, tanto libera e permissiva, lo è solo in certi ambienti, a certi livelli, e, molto spesso, anche lì in maniera superficiale e ipocrita. Ma nella viat di tutti i giorni la storia è diversa; è una storia di ordinaria sofferenza e discriminazione che quesyio discorsi non faranno altro che aumentare. Dove sono queste evidenze scientifiche che cita Bertone? Che dica nomi e numeri e fonti. Queste persone non possono pensare di dire tutto e il contrario di tutto per difendersi e poi sistematicamente invocare il “mi hanno frainteso”..il berlusconismo colpisce anche lì? E se non sono le lobby massoniche sono gli ebrei, se no sono i gay…insomma la colpa è sempre di qualcun’altro…siamo stufi.

  4. ilsanta scrive:

    Piccole, stupide riflessioni ….. “circa il 60% riferito a individui dello stesso sesso”
    Sarà forse che è molto più facile in un seminario incontrare un giovane maschio piuttosto che una giovane donna? La sparo così a caso …
    Diciamo chè è come dire che in un allevamento di polli è più facile che si rubino polli che maiali o che in un ristorante cinese è più facile trovare un cameriere cinese che italiano.
    Ma forse sbaglio io ed ha ragione Bertone ….

  5. Mauro W. Fuolega scrive:

    Ho sempre saputo che la pedofilia fosse una perversione dell’istinto sessuale, non importa se l’oggetto fosse omo od eterosessuale. Se il Card. Bertone, per quel che afferma, è così esperto e ne sa più delle persone comuni, mi farebbe piacere che mi spiegasse se la zoofilia o la necrofilia sono omo od eterosessuali. Grazie.

  6. rosa roccaforte scrive:

    Credo che la cosa più semplice da fare sarebbe attenersi per tutti, laici cattolici e prelati, alla Morale della Chiesa cattolica, quale affermata nei secoli. E lasciare la psicologia, la sociologia, l’antropologia, la sessuologia, ecc., ai rispettivi cultori. Però nulla dovrebbe vietare ad un cardinale, se ha studiato l’ argomento, di portare a sostegno delle sue affermazioni varii studi su argomenti, studii che non credo siano ancora tutti univoci.
    E’ vero che nei seminari ci sono maschi e non femmine, ma non credo che un eterosessaule farebbe sesso con un ragazzo solo perchè non ha femmine a disposizione. Ed ovviamente un vero omosessuale maschio, non un bisex, tanto di moda oggi, farebbe sesso con una donna, se non ha maschi a portata di mano.
    La Storia insegna che spesso pedofilia, efebofilia, omosessualità sono andatea a braccetto per secoli, accettate e “propagandate”, almeno fino a quando non si è diffuso il Cristianesimo.
    Se poi il Governo francese di “centrodestra” preferisce farsi rappresentare da un omosessuale, fatti suoi. Se poi Le Pen ripiglia un sacco di voti, non gridino al nazista…

  7. Squilpa scrive:

    L’omosessualità esiste da millenni ed il mondo non è mai finito. I cosiddetti “difensori della vita” si preoccupano,dunque, inutilmente.

  8. bo.mario scrive:

    Rosa il tuo scritto andava bene se iniziavi con Bertone ha detto una cosa sbagliata(eufemismo). Perchè dopo le tue giustificazioni non sono che slogan. Non c’è niente di scientifico. Per Voi il sesso è òa fonte di tutti i mali per cui siete le ultime a poterne parlare. Poi la chiusura è quantomeno clamorosa. Succedeva tutto il male prima dell’avvento del cristianesimo, cos’è una battuta? Se vuoi ti faccio qualche esempio del cristianesimo nei secoli cosa ha prodotto. Non lo sai a fai finta di non saperlo? Se volevi difendere Bertone facevi bene a fare finta di non averlo sentito. Un saluto.

  9. ENEA scrive:

    Di tutte le critiche ricevute, nessuno si chiede semplicemente se Bertone non abbia torto.. dobbiamo ricordare la storia del movimento gay (anni 80, “la liberazione sessuale solo sarà compiuta quando la pedofilia non sia delitto”? O il fatto che l’ILGA non ottenne fino al 2006 la piena riconoscenza all’Onu perche tra le sue associacioni c’erano 4 pro-pedofilia? Per carità! perché nessuno questiona il politically correct?

  10. “Vale la pena di ricordare che il segretario generale aggiunto del ministero è Jean-Loup Kuhn-Delforge, attivista gay, che venne proposto dal governo francese quale ambasciatore presso la Santa Sede ma che l’anno nel 2008 non ottenne il gradimento vaticano. Ora Delforge è in predicato di diventare ambasciatore a Washington.”

    Non solo vale la pena, ma è quasi necessario ricordarlo.
    Ed io mi impegno a ribadirlo qui dentro e pure nei miei blog.
    Ed è pure probabile che qualche gay di casa nostra faccia “outing” pure lui sull’intervento di Bertone.
    Date un microfono a Vendola(ma anche a manconi,cappato,bindi and many others): non occorrerà nemmeno stuzzicarli, il veleno contro la Chiesa uscira da solo.

  11. Sulle parole di Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone vi è una interessante intervista su “ZENIT”.
    Propongo uno stralcio:
    “Come sono state deformate le parole del Cardinal Bertone?

    Massimo Introvigne: Certamente il Cardinal Bertone non voleva intervenire sulla qualificazione medica di questi comportamenti: efebofilia, omofilia, pedofilia… Coloro che lo criticano qualche volta però scambiano un’intervista per un trattato di medicina, e semplicemente vorrebbero vietare di citare dati statistici che considerano non politicamente corretti. E questa è una forma di censura inaccettabile, talora travestita da scienza.

    Benedetto XVI ha stabilito invece un rapporto chiaro nella sua Lettera Pastorale ai Cattolici d’Irlanda, (19 marzo 2010) tra questi casi e la perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti che si è sviluppato all’interno della Chiesa stessa successivamente al Concilio Vaticano II. Vede qui un rapporto diretto?

    Massimo Introvigne: Come opinione personale ritengo anche che una certa tolleranza in alcuni seminari cattolici – sia chiaro: non in tutti – di una subcultura omosessuale negli anni 1970 sia stata una parte non secondaria di quella confusione morale e contestazione teorica e pratica del magistero morale della Chiesa che il Papa denuncia nella lettera sull’Irlanda. Questa confusione dottrinale e pratica ha creato il terreno su cui talora è potuta crescere anche la mala pianta della tolleranza per gli abusi. Certo, questa non è stata l’unica causa della crisi ma è parte di un problema più generale. Giustamente quindi la Chiesa ha preso misure che affrontano questo problema. Non dovrebbe essere una novità per nessuno il fatto che la Chiesa – fermo il rispetto delle persone omosessuali in quanto persone – considera gli atti omosessuali come sempre oggettivamente disordinati. E se li considera tali nella società in genere, tanto più non li può tollerare nei noviziati e nei seminari.

    Qual è la ragione di attacchi così duri ma anche ingiusti contro il Cardinale Bertone, il Papa e la Chiesa?

    Massimo Introvigne: Ormai è sotto gli occhi di tutti l’azione di una lobby gay che vuole trarre pretesto dalla questione dei preti pedofili per imbavagliare la Chiesa, impedirle di riproporre la sua dottrina sul carattere oggettivamente disordinato dell’atto omosessuale e soprattutto ostacolare l’azione molto efficace che i cattolici hanno dispiegato, per esempio in Italia con il Family Day, per bloccare ogni ipotesi di riconoscimento pubblico delle unioni omosessuali da parte degli Stati. Il modo giusto di rispondere alla prepotenza delle lobby è non arretrare mai(…)

    L’intera intervista qui:
    http://www.zenit.org/article-22053?l=italian

  12. Squilpa scrive:

    “Deformate le parole del cardinal Bertone”….
    E ti pareva!
    Deformate o no, dai tempi di Buttiglione a Bruxelles, passando per il viaggio in Africa del papa, fino a Bertone oggi, tutte le volte che la chiesa parla, l’Europa prende le distanze, o critica, o si dissocia, o sghignazza.
    CosimodeMatteis, rassegnati, avete perso la guerra con la Storia….

  13. LIBERAMENTE scrive:

    Il Vaticano e giù di lì a ruota libera su tutto e su tutti, contro il mondo e contro la realtà modernista, equiparando eventi drammatici del popolo ebraico con gli attacchi al papa e alla chiesa, ma non interviene su questioni inerenti all’anima (farebbe il proprio dovere), e all’anima fa male che le si interpreti il proprio corpo come eterosessuale o omosessuale, come se l’anima dovesse vergognarsi davanti a dio di avere ricevuto la vita in un certo modo (per esempio fuori da matrimonio o fecondazione assistita) o con carateristiche differenti dall’interpretazione che ne da il papa del diritto naturale (se nasce Gay).

    Come si può pretendere che la società no dica nulla in risposta alle parole gravi di Bertone, anche ammesso che le dicesse per una questione interna alla chiesa cattolica?

    Vi sono gay critiani e cattolici in entrambe le religioni della riforma e della controriforma, ma sono gay con diritti non negoziabili, cioè, non a discrezione della maggioranza che sia di destra o di sinistra, con diritti riconosciuti dalla maggior parte delle nazioni del mondo e dall’ONU stesso che ne ha depenalizzato il reato su proposta della Francia, ma che tuttavia la chiesa cattolica non ha sottoscritto e quindi, scusando o giustificando le torture e le persecuzioni che nel mondo ancora vin sono contro i Gay.

  14. Angel scrive:

    Il membro dello stesso governo di Francia che adesso critica Bertone e anche l’attuale ministro della Cultura in Francia Frederic Mitterand. Mitterand che e un gay “dichiarato” ha pubblicato il libro “La vita cattiva” dove venivano descritti i suoi viaggi in Thailandia e i suoi pagamenti ai govanissimi ragazzi in cambio delle prestazioni sessuali.

  15. [...]Strano modo davvero quello di Andrea Tornielli, vaticanista del Giornale, di correre in soccorso del cardinale Bertone,[...]

  16. Simon de Cyrène scrive:

    Non solo, gentile Angel, il governo francese ha in Mitterand un pedofilo ed efebofilo dichiarato che fa l’elogio della pederastia e della prostituzione infantile nei suoi libri, ma questo stesso governo francese difende a spada tratta Roman Polanski, altro pedofilo, menomale condannato da un tribunale americano.

    Bisogna dire che già dagli anni 70 il Kohn-Bendit, auto-proclamato ecologista, scriveva testi emetici sul come educare i bambini piccoli sessualmente basato sulla propria esperienza di educatore (sic)…. niente da invidiare cogli scritti di quest’altro malato mentale citato nel thread seguente.

    Allora che un Jean-Loup Kuhn-Delforge, figura di prua dell’immaturità psicologica e morale della vita sessuale in Francia, ci servi pure lui ila suo sonetto, non sorprende: niente di nuovo sotto il sole, soprattutto dopo la sberla che ricevette quando gli fu rifiutato il posto di ambasciatore presso la Santa Sede.

    Se c’è un governo in Europa che non ha nessuna autorità morale in questo campo è proprio quello francese.

    In Pace

  17. pmax scrive:

    Non voglio entrare nel merito del senso delle parole del Card. Bertone. Voglio semplicemente dire che l’omosessualità non conduce “per forza” alla pedofilia. La persona umana è molto varia, sia nel bene quanto nel male. Solamente una cosa credo sia bene mettere in luce: la Santa Sede fa molto in questa guerra mediatica, ma non tutto quello che potrebbe fare. Non basta più la segreteria di stato nè un padre Lombardi che sembra sempre più occupato a precisare, rettificare ecc. (non vorrei trovarmi nei suoi panni!); sarebbe necessario formare una vera “cellula di crisi” con esperti (giornalisti, specialisti in comunicazione mediatica ecc..). Certamente molti, e non solo cattolici, sarebbero ben felici di poter dare una mano a Benedetto XVI – che se è molto odiato è anche molto amato e da persone che non si penserebbe – in questo momento così drammatico. La Chiesa ha scritto bei documenti sull’apostolato dei mass-media, ma sembra che molti membri della gerarchia non ne abbiano ancora compresa bene l’importanza e, soprattutto, la dinamica. Speriamo che questa bufera serva da lezione anche in questo campo.
    Saluti e “in alto i cuori”

  18. mauro scrive:

    Dal Corriere della Sera:

    “Parlando dal Cile, Bertone aveva affermato che «numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri – e mi è stato confermato anche recentemente – hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema», ha dichiarato il segretario di Stato vaticano rispondendo a un’intervista a una radio cilena.”

    Che gli psichiatri e psicologi parlino della Chiesa per il legame fra omosessualità e pedofilia è una pura invenzione. Le comunità mediche scientifiche si interessano dei fenomeni nella loro generalità.
    Lo stesso Padre Lombardi lo conferma “Le autorità ecclesiastiche – ha aggiunto Lombardi – non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia”.

    Considerato che il Vaticano sarebbe , per ciò che afferma Lombardi, competente all’interno della Chiesa, quale sarebbe la commissione medico scientifica che opera al suo interno ed ha non solo studiato i casi di omosessualità e pedofilia fra i suoi componenti ma è anche intervenuta con i propri psichiatri e psicologi?
    E’ evidente che Bertone avrebbe dovuto parlare solo di quelli appartenenti alla commissione che è al servizio della Chiesa, rifersi a loro e non genericamente indicare “molti altri hanno dimostrato…” quando affermazioni di carattere generale sono state escluse da Padre Lombardi.

    Rimane solo che le considerazioni sulla dipendenza fra omosessualità e pedofilia sono esclusivamente di Bertone e della Chiesa in quanto suo rappresentante.

    Non è una novità ma la riaffermazione dell’atteggiamento della Chiesa verso l’omosessualità però senza il supporto medico scientifico, nè esterno (escluso da Padre Lombardi) nè interno alla Chiesa (escluso da Bertone che non si rifà ad una commissione medico scientifica della Chiesa).

    Se sono tanto sicuri che nella Chiesa è così, l’unica differenza con il mondo esterno è il celibato, loro prerogativa,

    e di conseguenza sanno anche come eliminare la contemporaneità della presenza della pedofilia e dell’omosessualità al loro interno.

    Nel mondo invece la pedofilia è un comportamento criminale, sanzionabile, che è proprio anche chi non è omosessuale (non ha patria), mentre l’omosessualità è un diverso atteggiamento sessuale che, essendo naturale, non viene discriminato.

    Che si affermi che l’omosessuale è un criminale (per l’associazione con la pedofilia) vale la protesta del mondo esterno alla Chiesa.

  19. Bisbetica scrive:

    Loro rettificano, si difendono, ma intanto il missile è lanciato, la bomba deflagrata..e i vari Cosimo de Matteis possono benignamente sghignazzare e godere dell’avallo dall’Alto…e conitnuare a insultare e offendere. E’ non è poltica questa? Si colpisce in basso, allo stamaco, al basso istinto, messaggi che poi si stampano nell’immaginario collettivo, che assecondano il peggio dell’umanità, e poi, quando qualcuno si azzarda a protestare, subito parte la carica dei correttori di bozze, dei refusi, dei fraintendimenti…Cota e Zaia insegnano: il giorno dopo “l’incoronazione” a governatori ( perchè essi così si considerano, reucci, ras del quartiere) a gridare sulla pillola abortiva ( tema mai affrontato in campagna elettorale e chissà come mai? Forse interessa a pochi? Forse le elettrici leghiste non sarebbero molto d’accordo?) e subito richiamati all’ordine…patetico e molto triste.

  20. MatteoC scrive:

    SQUILPA, la battaglia con la Storia non la perderemo MAI. O meglio, essendo Satana il signore di questo mondo, potrà anche dire che le battaglie con la Storia le perdiamo TUTTE…Ma la guerra sarà vinta. Si ricordi: “Non prevalebunt”. Da 2000 anni la polveraglia schiumante dei nemici della Chiesa festeggia le sue cosiddette vittorie, e da 2000 anni le esequie della massima parte della suddetta polveraglia sono celebrate da un officiante biancovestito. Se ne faccia una ragione, nessuno vedrà mai la sconfitta della Chiesa. Saluti.

  21. squilpa scrive:

    —–Matteo C.
    Non mi sento di condividere le Sue affermazioni ottimistiche (al netto delle mie personali vedute). Non c’è paragone tra l’importanza che aveva la chiesa dieci secoli fa, per esempio, ed oggi. In dieci secoli s’è è persa dal cattolcesimo tutta l’europa orientale (undicesimo sec), l’intera europa centro settentrionale (sedicesimo sec)e l’affermazione inarrestabile di una coscienza laica, positivista e razionalista in tutti i secoli succesivi. Oggi,poi, lo scientismo, l’acculturazione, il darwinismo, la liberalizzazione dei costumi, l’autonomia delle ciscienze, gli scandali etc etc stanno facendo il resto.
    L’europa è scristianizzata e la chiesa cattolica -in particolare- è un fenomeno,praticamente, residuale.
    Un papa stimato come Wojtyla non è riuscito ad ottenere neppure l’inserimento della formuletta sulle radici cristiane nella costituzione europea!
    Veda un pò Lei…

  22. massimo scrive:

    Oggi il criterio di giudizio non è la verità ma l’accettabilità. La distinzione fondamentale non è fra tesi vere e tesi false, ma fra tesi accettabili e tesi “inaccettabili”.

    Fatta la premessa, passo al caso concreto.

    Da qualche settimana si discute pubblicamente di un tema spinoso, che si può sintetizzare in una domanda: esiste una relazione tra celibato ecclesiastico e pedofilia? Secondo il teologo Hans Küng, per esempio, “la regola del celibato” è “una delle cause strutturali” degli episodi di abusi sessuali sui minori, e pertanto andrebbe abolita. Per dirla in modo poco raffinato ma certo efficace, “la pedofilia è una conseguenza della castità forzata”: così Tullia Zevi, già presidente dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), la quale si domanda anche, accorata: “Quando mai lo capirà la Chiesa?”. Anche Corrado Augias individua un nesso tra pedofilia e continenza sessuale: “Il celibato non ha nulla di teologico né di evangelico”, dice, con la buffa superbia degli orecchianti (in realtà è vero l’esatto contrario: la sola giustificazione del celibato ecclesiastico è teologica ed evangelica): “E’ una decisione amministrativa quindi revocabile quando le circostanze sembrino suggerirla. Le circostanze francamente sembrano suggerirla”. Naturalmente sui giornali si leggono anche opinioni contrarie (per esempio questa). La tesi, insomma, è controversa, come suol dirsi, ma – ciò che conta – è considerata accettabile. Non è obbligatorio credere nel rapporto tra celibato e pedofilia. Forse, a pensarci bene, non esistono nemmeno studi e ricerche a sostegno di questa tesi, ed evidentemente ci sono molte statistiche che la rendono quanto meno problematica. E tuttavia: è una tesi che ha diritto di cittadinanza: se ne discute liberamente.

    L’altro giorno però il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, è intervenuto in questa discussione in modo originale e imprevisto. Non c’è nessun legame tra celibato e pedofilia, ha detto. E però, ha continuato, molti psicologi “hanno dimostrato, e me l’hanno riferito recentemente, che esiste una relazione tra omosessualità e pedofilia”. Ecco, di quest’altra tesi (poi rettificata, ma il problema evidentemente non è questo) non si può, non si deve discutere. Per principio. Trattasi di argomento tabù. Non ci interessa se ci siano o non ci siano studi o ricerche in proposito, come sostenuto: semplicemente, non permettiamo che se ne parli o se ne scriva. Alcune reazioni all’intervento del cardinale sono state poi fin troppo esagitate: è addirittura intervenuto il ministero degli Esteri francese a rampognare Bertone (surtout, pas trop de zèle!, si vorrebbe suggerire al Quai d’Orsay, che è sembrato per un attimo trasformarsi in una sezione dell’Arcigay…).

    In conclusione, secondo il criterio dell’accettabilità, dopo aver assistito al dibattito su celibato e pedofilia non assisteremo a un dibattito su omosessualità e pedofilia. Perché criticare il celibato si può, criticare l’omosessualità è vietato (e in certi Paesi, pure reato).

  23. Eh gia, gentile Massimo.
    Credo tu abbia detto
    -in modo chiaro ed articolato-
    cose interessanti e
    per me
    condivisibili.

    Diciamolo, insomma: il Segretario di Stato ha toccato il famoso nervo scoperto.

    E non certo per il gusto di provocare “dolore”
    (tutti sappiamo come sono lancinanti certe “nevralgie”)
    ma con la libertà dei figli di Dio.
    E senza paura per la verità, anzi.

  24. Americo scrive:

    Le parole di Bertone sono un lapsus limguae che rivela la tipica associazione mentale di chi da fanciullo é passato per l’inferno di un seminario

  25. Tante volte -non sempre- l’inferno è nelle menti e nel cuore di chi entra in seminario!

  26. Bisbetica scrive:

    @Massimo
    La questione è molto più semplice: Bertone può dire quello che gli pare, e gli altri sono liberi di criticarlo, poi ognuno si assume la responsabilità delle proprie parole. Tutto quì.
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    P.S.
    Quale sarebbe il fondamento teologico ed evangelico del celibato? Mi pare che nel Vangelo non esista nessun riferimento preciso, e che la regola sia stata inserita quasi un secolo dopo: una tra le innumerevoli scelte arbitrarie che, proprio per la loro natura, potrebbero benissimo essere modificate, penso che Augias intendesse questo…

  27. AAA cercasi
    volenteroso
    e paziente
    che spieghi
    alla nostra
    cara
    amica
    cosa sia
    davvero
    la
    libertà.

  28. Bisbetica scrive:

    @Cosimo
    Perchè non me lo spieghi tu che sai sempre tutto?

  29. massimo scrive:

    Valore della castità e del celibato

    Il celibato, prima di essere una disposizione canonica, è un dono di Dio alla sua Chiesa, è una questione legata alla dedizione totale al Signore. Pur nella distinzione tra la disciplina celibataria dei secolari e l’esperienza religiosa della consacrazione e dell’emissione dei voti, è fuori dubbio che non v’è altra possibile interpretazione e giustificazione del celibato ecclesiastico al di fuori della totale dedizione al Signore, in un rapporto che sia, anche dal punto di vista affettivo, esclusivo; questo presuppone un forte rapporto personale e comunitario con Cristo, che trasforma i cuori dei Suoi discepoli.
    La scelta celibataria della Chiesa cattolica di rito latino si è sviluppata, sin dai tempi apostolici, proprio nella linea del rapporto del sacerdote con il suo Signore, avendo come grande icona il “Mi ami tu più di costoro?”[23] che Gesù Risorto rivolge a Pietro.
    Le ragioni cristologiche, ecclesiologiche ed escatologiche del celibato, tutte radicate nella speciale comunione con Cristo a cui il sacerdote è chiamato, sono pertanto declinabili in diversi modi secondo quanto affermato autorevolmente dalla Sacerdotalis caelibatus.
    Innanzitutto il celibato è “segno e stimolo della carità pastorale”[24]. Essa è il criterio supremo per giudicare la vita cristiana in tutti i suoi aspetti; il celibato è una via dell’amore, anche se lo stesso Gesù, come riferisce il Vangelo secondo Matteo, afferma che non tutti possono comprendere questa realtà: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso”[25].
    Una tale carità si declina nel classico duplice aspetto di amore verso Dio e verso i fratelli: “Con la verginità o il celibato osservato per il Regno dei cieli i presbiteri si consacrano a Dio con un nuovo ed eccelso titolo, aderiscono più facilmente a Lui con cuore non diviso”[26]. San Paolo, in un passo al quale qui si allude, presenta il celibato e la verginità come “via per piacere a Dio” senza divisioni[27]: in altre parole, una “via dell’amore” che certamente presuppone una vocazione particolare, e in tal senso è un carisma, e che è in se stessa eccellente sia per il cristiano sia per il sacerdote.
    Il radicale amore verso Dio diviene attraverso la carità pastorale amore verso i fratelli. Nella Presbyterorum Ordinis leggiamo che i sacerdoti “si dedicano più liberamente a lui e per lui al servizio di Dio e degli uomini, servono con maggiore efficacia il suo Regno e la sua opera di rigenerazione divina e in tal modo si dispongono meglio a ricevere una più ampia paternità in Cristo”[28]. L’esperienza comune conferma come sia più semplice aprire il cuore ai fratelli pienamente e senza riserve per chi non è legato da altri affetti, per quanto legittimi e santi, oltre a quello di Cristo.
    Il celibato è l’esempio che Cristo stesso ci ha lasciato. Egli ha voluto essere celibe. Spiega ancora l’Enciclica: “Cristo rimase per tutta la sua vita nello stato di verginità, il che significa la sua totale dedizione al servizio di Dio e degli uomini. Questa profonda connessione tra la verginità e il sacerdozio di Cristo si riflette in quelli che hanno la sorte di partecipare alla dignità e alla missione del Mediatore e Sacerdote eterno, e tale partecipazione sarà tanto più perfetta, quanto più il sacro ministero sarà libero da vincoli di carne e di sangue”[29].
    L’esistenza storica di Gesù Cristo è il segno più evidente che la castità volontariamente assunta per Dio è una vocazione solidamente fondata sia sul piano cristiano sia su quello della comune ragionevolezza umana.
    Se la comune vita cristiana non può dirsi legittimamente tale escludendo la dimensione della Croce, quanto più l’esistenza sacerdotale sarebbe inintelligibile prescindendo dall’ottica del Crocifisso. La sofferenza, talvolta la fatica e la noia, perfino lo scacco, hanno il loro posto nell’esistenza di un sacerdote, che, tuttavia, non è da essi ultimamente determinata. Scegliendo di seguire Cristo, fin dal primo momento, ci si impegna ad andare con Lui al Calvario, memori che è l’assunzione della propria croce l’elemento che qualifica la radicalità della sequela.
    Infine, come detto, il celibato è un segno escatologico. Nella Chiesa, fin d’ora è presente il Regno futuro: essa non solo lo annuncia, ma lo realizza sacramentalmente contribuendo alla “creazione nuova”, finché la Sua gloria non si manifesti pienamente.
    Mentre il sacramento del matrimonio radica la Chiesa nel presente, immergendola totalmente nell’ordine terreno che diviene così esso stesso possibile luogo di santificazione, la verginità rimanda immediatamente al futuro, a quell’integra perfezione del creato che sarà portata a compimento pieno solo alla fine dei tempi

  30. massimo sulla libertà ruba le parole al Papa Benedetto scrive:

    “L’obbedienza a Dio ha il primato”, ha detto il Papa richiamando le parole di san Pietro davanti al Sinedrio. “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini” perché è l’obbedienza a Dio “che dà libertà”. Invece, nei tempi moderni, si è teorizzata la liberazione dell’uomo anche dall’obbedienza a Dio: “L’uomo sarebbe libero, autonomo, e nient’altro. Ma questa autonomia è una menzogna, una menzogna ontologica, perché l’uomo non esiste da se stesso e per se stesso; è una menzogna politica e pratica, perché la collaborazione e la condivisione della libertà è necessaria e se Dio non esiste, se Dio non è un’istanza accessibile all’uomo, rimane come suprema istanza solo il consenso della maggioranza. Il consenso della maggioranza diventa l’ultima parola alla quale dobbiamo obbedire e questo consenso, lo sappiamo dalla storia del secolo scorso, può essere anche un consenso nel male. Così vediamo che la cosiddetta autonomia non libera l’uomo. Le dittature sono state sempre contro questa obbedienza a Dio”, ha sottolineato il Papa. “La dittatura nazista, come quella marxista, non possono accettare un Dio sopra il potere ideologico, e la libertà dei martiri, che riconoscono che Dio è sempre l’atto della liberazione, nel quale arriva la libertà di Cristo a noi”. Oggi non viviamo in dittature, “ma esistono forme sottili di dittature”. Tra queste, “un conformismo, per cui diventa obbligatorio pensare come pensano tutti, agire come agiscono tutti, e la sottile aggressione contro la chiesa, o anche meno sottile, dimostrano come questo conformismo può realmente essere una vera dittatura”.

    Per i cristiani, ha detto il Papa, obbedire più a Dio che agli uomini suppone conoscere Dio, volere obbedire, e che Dio non sia pretesto per fare la propria volontà. “Noi oggi abbiamo spesso un po’ paura di parlare della vita eterna. Parliamo delle cose che sono utili per il mondo, mostriamo che il cristianesimo aiuta anche a migliorare il mondo, ma che la sua meta sia la vita eterna e che dalla meta vengano poi i criteri della vita non osiamo dirlo”.

  31. Sal scrive:

    @ massimo
    il suo lungo messaggio in difesa del celibato assomiglia tanto al canto selle sirene e dimostra che lei conosce il soggetto secondo la sua convenienza.

    Visto che lo ha citato lei, le pongo la domanda: quando Gesù disse : (Giovanni 21.15 – Nuova Riveduta ) “Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami più di questi?» Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli».
    I “questi “ cui Gesù sta facendo riferimento sono gli agnellini, e per fare il pastore, le assicuro è meglio essere sposati e avere la propria moglie, non c’è nessun bisogno di essere celibi.

    Lei scrive: “
    Il celibato è l’esempio che Cristo stesso ci ha lasciato. Egli ha voluto essere celibe. Spiega ancora l’Enciclica: “Cristo rimase per tutta la sua vita nello stato di verginità, il che significa la sua totale dedizione al servizio di Dio e degli uomini. “

    RISPOSTA
    E come fa a sostenere questa tesi ? Su quali basi ? Solo perchè il vangelo non ne parla ? Forse ha visto il “Codice Da Vinci “ quale bella tesi sostiene no ? Quindi se lei si appoggia le sue valutazioni solo sul vangelo allora il Vangelo dice:
    “ se non hanno padronanza di sé, si sposino, poiché è meglio sposarsi che essere infiammati [dalla passione].” (1Corinti 7.9) e a maggior conferma

    “Ma se qualcuno pensa di comportarsi indebitamente verso la sua verginità, se questa ha passato il fiore della giovinezza, e così deve avvenire, faccia ciò che vuole; non pecca. Si sposino. “ ( 1Timoteo 7.36)

    Si tratta solo di “pensare” come dice Paolo, ma da quelle parti già da tempo in molti hanno smesso di pensare, sono un po’ alticci diciamo. “si sono inebriati col vino della sua fornicazione” (Rivelazione (17.2).

    E non dimentichi che (1Timoteo 3:2 – Nuova Riveduta ): “Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare,”

    Se il vescovo deve avere una sola moglie, dovrà sposarsi no o lei pensa che può averla da scapolo, celibe ?

    Saluti

  32. Sal scrive:

    @ Bisbetica

    i suoi desideri sui riferimenti del vangelo circa il celibato sono stati inseriti, contenta ? Era la sua domanda a Massimo vero ? Spero non le dispiaccia e perdoni se mi sono inserito. (veda il commento a massimo)

    Se ha altre domande/richieste a disposizione, approfitti pure.

    I nemici dei miei non amici sono miei amici.

  33. mauro scrive:

    Caro Massimo,

    Scrive:”La scelta celibataria della Chiesa cattolica di rito latino si è sviluppata, sin dai tempi apostolici, proprio nella linea del rapporto del sacerdote con il suo Signore, avendo come grande icona il “Mi ami tu più di costoro?”[23] che Gesù Risorto rivolge a Pietro.
    Le ragioni cristologiche, ecclesiologiche ed escatologiche del celibato, tutte radicate nella speciale comunione con Cristo a cui il sacerdote è chiamato, sono pertanto declinabili in diversi modi secondo quanto affermato autorevolmente dalla Sacerdotalis caelibatus.”

    Mi permetta ma i discepoli che accompagnavano Gesu’ erano loro stessi assompagnati (non tutti) dalle “compagne”. E se i discepoli erano sacerdoti di Cristo, qualcosa non funziona con il celibato odierno dei sacerdoti. Probabilmente non si sono capiti nella tradizione apostolica.

    Scrive ancora: “Il celibato è l’esempio che Cristo stesso ci ha lasciato. Egli ha voluto essere celibe.”

    Se Gesu’ era un uomo è giusto ma se era Dio non può essere celibe perchè Dio è unico wd anche considerando che per scegliere il celibato, come Dio, dovrebbe esservi la presenza quantomeno di un Dio al femminile, si negherebbe comunque l’unicità di Dio. Se lei invece afferma che esista, dica come si chiama perchè nella Bibbia non v’è menzione.

  34. I vertici dello sragionamento di questo rasentano il delirio. Anzi: mi rammentano le “genialità” extreme dell’artista mieli(dell’altro thread).

    Chissà che dice il nostro amico di quel post e DI QUELL’ARTICOLO…..
    http://www.mariomieli.org/spip.php?article600

  35. Sal scrive:

    In tema di “celibato” è interessante meditare sul pensiero dell’apostolo Paolo, in modo da avere una visione ampia del problema, insomma senza paraocchi, come fa lui.
    Galati 5:1-12 – Nuova Riveduta
    “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù…. Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla…. Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l’incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell’amore.
    Voi correvate bene; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità? Una tale persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta….. Si facciano pure evirare quelli che vi turbano!”
    Riepilogando, in Cristo vale solo la Fede per mezzo del”amore, proibire o vietare non rientra in questo e l’invito a chi propone regole, e quello di andare a farsi evirare.

    Forse in tema di pedofilia era un tema da dover essere preso in seria considerazione si sarebbero evitati un sacco di problemi.

  36. Caro sal,

    secondo me, data la tua strabiliante maestria,
    la eccelsa conoscenze delle scritture,
    la eccezionale conoscenza della Chiesa,

    sarai nominato
    PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE.

    Bravò, bravò: sal-sal-sal-sal (battimani ritmico)

  37. Le Goff scrive:

    c’è MOLTISSIMA pedofilia fra gli ebrei e i rabini ma dato che loro possedono i media e la finanza, le affarre non sono diffuse tramite i mass media !

  38. Sal scrive:

    @ cosimo dei matteis

    Un aiuto per le sue meditazioni, ringraziando per la bontà.

    (Salmi 37.16) – È meglio il poco del giusto Che l’abbondanza dei molti malvagi.  Poiché le medesime braccia dei malvagi saranno rotte, Ma Jehovah sosterrà i giusti.

    (Salmi 118.8-10)– “È meglio rifugiarsi in Jehovah Che confidare nell’uomo terreno. È meglio rifugiarsi in Jehovah Che confidare nei nobili.”

    (Proverbi 15.16-17) – “È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione.È meglio un piatto di verdura dove c’è amore che un toro ingrassato insieme all’odio.”

    (Proverbi 16.8) – “È meglio un poco con giustizia che un’abbondanza di prodotti senza rettitudine.” ecc.

  39. Sal scrive:

    @ Le Goff

    (Proverbi 6.30-31) “Non si disprezza il ladro semplicemente perché ruba per riempire la sua anima quando ha fame. Ma, quando è trovato, renderà sette volte tanto; darà tutte le cose di valore della sua casa”

    Come vede la Bibbia non accomuna le responsabilità.
    Nascondere la propria colpa dietro quella di molti altri non la rende meno grave.
    Quella del sacerdote è più grave, mentre quella di colui che lo copre è ancora più grave.

    Saluti

  40. Simon de Cyrène scrive:

    Sì Le Goff,

    Sal ha ragione, ma lui non applica i suoi stessi principi a sè stesso.

    In quanto Testimone di Geova dovrebbe parlarci dei 5’000 (!) casi di pedofilia dei TDG solo negli States: invece passa il tempo a farci la lezione…

    Ma ben si sà, la trave nel proprio occhio non si vede mai ed è più facile filtrare i moscerini altrui quando si ingoiano nel frattempo i propri cammelli….

    In Pace

  41. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene

    lei non è corretto, perchè vuole nascondere in casa sua le colpe dei suoi dietro i molti che non sono sacerdoti, e nel caso mio le colpe di molti (che non conosco ) le vuole attribuire a me. – No, no non va così in casa “cristiani”!

    Oltre a non essere corretto, dimostra di non conoscere la S.Scrittura.

    “ciascuno secondo la sua condotta.” (Matteo 16.27)
    “ciascuno secondo la sua capacità, “ (Matteo 25.15)
    “ciascuno secondo le sue opere: “ (Romani 2.6)

  42. Simon de Cyrène scrive:

    Vorrei comunicarvi uno studio del Human Life International Research Director Brian Clowes terminato il 19 aprile sul soggetto della relazione tra efebofilia, pedofilia ed omosessualità che si riporta agli studi scientifici fatti finora in questo campo essenzialmente negli Sati Uniti. Mi sa che il Cal Bertone avesse piuttosto ragione di affermare quel che disse, specialmente riferendosi alla situazione nella Chiesa cattolica.

    E’ un documento in inglese formato pdf di circa 20 pagine, molto interessante e documentato:
    http://www.lifesitenews.com/ldn/2010_docs/Homosexuality_Church_Crisis2.pdf

    Riassumo qualche punto tra i tanti scientificamente comprovati:

    A) le definizione tra pedofilia ed efebofilia non è speciosa: il vero pedofilo, cioè chi si sente attirato da bambini impuberi in generale non è attirato da adulti di ambo i sessi. Questi “veri” pedofili correspondono a meno del 10% dei casi. Gli efebofili, quelli che si interessano ai bambini appena post-puberi e comunque minori, che sono quelli che formano il grosso battaglione dei casi di cui si parla, invece si interessano nella assoluta stragrande maggioranza agli aodlescenti maschi.

    B) Il famosissimo rapporto Alfred Kinsey (lui stesso omosessuale) del 1948 afferma che 38% degli omosesssuali dell’epoca avessero avuto rapporti con adolescenti di meno di 17 anni

    C) Gli Archives of Sexual Behavior mostrano che se ci sono 2 a 4% di omosessuali nella popolazione maschile, invece ben 20 a 40% dei pedo-efebofili preferiscono maschietti

    D) Il Journal of Sexual Research afferma che, in numeri assoluti, ci sono più vittime femmine ma che la proporzione degli agressori è molto più importante tra gli uomini omosessuali la cui popolazione è molto piccola rispetto a quella degli eterosessuali

    E) Gli Archives of Sexual Behavior rivelano che in uno studio su 229 colpevoli 86% si definiscono omo o bisessuali

    F) Uno studio indipendente John Jay richiesto dalla Chiesa statunitense conferma quanto sopra rivelando che più le vittime sono “vecchie” più sono sovrarappresentate da agressioni di uomini su ragazzi: ad 58% sono bambine quelle aggredite nella categoria 1 a 7 anni, mentre si sale a 85% di maschi nella categoria 11 a 17 anni

    G)Il punto F è in contrasto con quel che succede in generale dove il numero di agressioni omosessuali è del 14% del totale delle agressioni (1 su 7), mentre nel caso dell’efebofilia si sale all’86% (6 su 7)

    H)Brian Clowes calcola che, ammettendo una presenza di omosessuali tra i preti largamente superiore alla media societale, ad esempio 10%, i numeri mostrano che il rischio di aggredire un giovane sia 52 volte superiore a quello di un prete eterosessuale. Se rappresantessero solo il 5%, allora significherebbe che si rischia con loro 110 volte di più

    I)Nel campo dell’educazione Brian Clowes mostra che i casi di abusi circa agressioni di scolari da parte di omosessuali è 13 volte superiore a quello di eterosessuali, altri studi sembrando comprovare che ci sono 90 a 100 volte più agressioni omosessuali ch eeterosessuale nelle scuole statunitensi

    J)L’argomento che ci siano più maschi a dipsosizione negli ambienti clericali e che quindi sia più facile compiere atti criminali su questi è totalmente rimesso in causa, perchè invece è mostrato che i presbiteri invece hanno accesso facilitato alle donne di ogni età rispetto alla media della popolazione in generale

    K) Secondo Pr Philip Jenkins del Penn State se circa 0.2% dei preti sono pedofili tra i pastori di religione protestante questi numeri salgono fino al 3%

    Ringrazio (http://leblogdejeannesmits.blogspot.com/2010/04/homosexualite-et-pedophilie-le-vrai.html) per avermi fornito gli elementi di questo riassunto facilitandomi il lavoro.

    In Pace

  43. gianni scrive:

    Sono un appassionato di massoneria,e l unica cosa certa di tutto cio’ e’ una intolleranza della chiesa verso la libera muratoria. non il contrario..
    vi invito a leggere sul sito http://www.grandeoriente.it le allocuzioni del gran maestro, e molti di voi capiranno che la mistificazione della chiesa cattolica nei confronti dei massoni e’ incredibile..