Una domanda sui funerali di Schicchi

Ieri alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo all’Eur padre Francesco Bartolucci ha celebrato i funerali di Riccardo Schicchi, il “re del porno” italiano, il talent scout delle pornodive Ilona Staller “Cicciolina”, Moana Pozzi, Eva Henger (con quest’ultima Schicchi era stato sposato e ha avuto dei figli: lei, nonostante le separazione, gli è stata vicina e lo ha assistito nella fase finale della malattia).

Com’era comprensibile, alle esequie hanno partecipato molte pornostar, alcune ancora in attività, che si sono messe ordinatamente in fila per ricevere la comunione. Alla fine della cerimonia Ilona Staller è salita sul pulpito e parlando di lei e di Schicchi ha detto: «Abbiamo fatto tanta poesia, si può dire, perché anche se era erotismo e pornografia, per noi era poesia… Giocherellando, abbiamo fatto quello che, magari, tantissime persone hanno paura di fare».

Prima di lei dal pulpito aveva parlato Rocco Siffredi, star delle luci rosse made in Italy, che ha detto: «Mi dicono che ho fatto sdoganare il porno, ma io non ho fatto sdoganare proprio nulla. Riccardo ha iniziato ed è grazie a lui se sono qui e se sono quello che sono».

Ecco, mi piacerebbe rivolgere qualche domanda a padre Francesco. Bene ha fatto, credo, a celebrare le esequie chieste dalla madre di Schicchi. Non sappiamo come il re del porno italiano abbia vissuto la sua malattia, come si sia preparato alla morte che non è arrivata all’improvviso. Capisco anche che il sacerdote romano non potesse fare altro al momento della comunione, anche se provo a mettermi nei panni di quegli uomini e di quelle donne divorziate e risposate che vedono le immagini di quelle comunioni, essendo loro esclusi dal sacramento.

Chiedo: era davvero necessario che la Staller e Siffredi parlassero dal pulpito rivendicando in chiesa lo sdoganamento del porno come principale merito del defunto? Padre Bartolucci, non si poteva evitare?

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

270 risposte a Una domanda sui funerali di Schicchi

  1. Alfredo scrive:

    E’ un fatto gravissimo. Bene ha fatto, forse, a celebrare il funerale di tale personaggio. Altro discorso è far parlare dal pulpito quelle persone e addirittura farle accostare alla Comunione. Ma cos’è diventata la Chiesa? un ritrovo, un bivacco, una erogatrice di servizi a gettone? Vergogna!!!

  2. Bruno Frusca scrive:

    ” Tremens factus sum ego et timeo , dum discussio venerit, atque ventura ira, quando coeli movendi sunt et terra…”

    … dal terrore al … ” scusate, volemose bene, abbiamo scherzato…”

    Un tempo il pulpito era riservato al Sacerdote…

    Per il resto… ” nolite judicare… ”

    Mah!

    Cordialità
    Bruno Frusca

  3. Salvatore Di Fazio scrive:

    Sante parole Sig. Tornielli, il parrocco in coscienza era anche tenuto ad evitare di far fare la comunione a persone ancora in “attivita’” almeno per amore di queste stesse.
    Forse siamo arrivati al punto che non si crede piu’ alla comunione come il Corpo e il Sangue di Cristo?

    • Marco scrive:

      Sì, non credono più, a cominciare dai preti e dai loro superiori, altrimenti come spieghi che i preti pedofili, ad esempio, continuano a dire messa pur avendo una doppia vita.
      Ti sei mai chiesto, quando viene scoperto un caso clamoroso (e ultimamente ce ne sono stati): ma questo prete si sarà almeno confessato una volta? E il suo confessore non ha sentito il dovere di fare qualcosa?

      • Marco scrive:

        Scusate, ho letto solo adesso l’articolo su La Stampa.
        I preti non c’entrano: la colpa è di Berlusconi!

    • Anacardofobia scrive:

      Ma certo.. e sicuramente padre Francesco Bartolucci, con la culura generale che lo distingue, avra’ saputo a menadito CHI tra quanti si trovava davanti era “ancora in attivita’”.. E poi chi ce lo racconta che le stesse “persone in attivita’” non si fossero appena confessate ed assolte dai loro peccati? Della serie “Il bigottismo fa prendere aria alla bocca.. e, come al solito, gli puzza il fiato di brutto!”

  4. Simone scrive:

    Per quanto riguarda la comunione, non mi sento di poter dire nulla, se non che Gesù, dopo aver perdonato l’adultera, disse “Và e non peccare più”. Dal momento che Lo hanno ricevuto, spero ricevano anche il Suo messaggio, che vale per tutti gli uomini.
    Per quanto riguarda far parlare le persone ai funerali, trovo che non sia conveniente in ogni caso; dal pulpito devono parlare i sacerdoti, se qualcuno ha da dire qualcosa, lo faccia fuori dalla chiesa, qualunque cosa abbia da dire.
    Anche perchè alle volte si rischia di sentire cose come quelle citate in questo caso, nel quale in più c’è l’aggravante del fatto che gli argomenti erano molto prevedibili.

  5. TRAVAGLINI GUIDO scrive:

    ESSERE PARROCO, NON E’ CERTAMENTE UN COMPITO FACILE, LO STRETTO RIGORE NELL’OSSERVANZA DELLA PAROLA DEL VANGELO, RAPPRESENTA IL PUNTO CARDINE SU CUI VIVE LA COMUNITA’ CRISTIANA. SI PRESUPPONE CHE CIASCUN CRISTIANO , SIA PIENAMENTE CONSAPEVOLE DEL VALORE DEI SACRAMENTI E TRA QUESTI QUELLO DELLA RICONCILIAZIONE ( Vivo dolore dei propri peccati, Pentimento , Consapevolezza dell’offesa fatta a DIO , Proposito di redenzione , Perdono, Espiazione ,
    Compensazione ). ALLA LUCE DI TUTTO CIO’ , QUALSIASI DIFFORMITA’ O LIBERA INTERPRETAZIONE , RAPPRESENTA SOLTANTO UN AGGRAVANTE DELLE PROPRIE COLPE. SE TUTTO CIO POI VIENE ESERCITATO PUBBLICAMENTE, IN UN LUOGO SACRO , RICHIEDE L’IMMEDIATO INTERVENTO DEL VESCOVO DIOCESANO.- PACE E BENE . umilmente guido.-

    • Sal scrive:

      @ Travaglini Guido
      “LO STRETTO RIGORE NELL’OSSERVANZA DELLA PAROLA DEL VANGELO, RAPPRESENTA IL PUNTO CARDINE SU CUI VIVE LA COMUNITA’ CRISTIANA.”

      E’ questo il cardine della comunità ?
      “Tuttavia, l’ora viene, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità, poiché, veramente, il Padre cerca tali adoratori. Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarlo con spirito e verità”. ( Gv. 4.23-24)

      Non ho ben capito dove si parla di “rito” funebre nel Vangelo ! Pare che lo stesso Gesù lo hanno “posto per la sepoltura” in fretta e furia” senza alcun rito. Risulta ? ( Gv 19.40)

    • GF scrive:

      “Se i peccatori non sono notori ma occulti, non si può negare la santa comunione quando la chiedono. Infatti, dal momento che ogni cristiano è ammesso alla mensa del Signore in forza del Battesimo, non gli si può togliere il suo diritto se non per una ragione manifesta. Per questo, commentando le parole di S. Paolo ‘se uno tra voi, chiamandosi fratello, ecc.’ (1 Cor 5,11), la Glossa di S. Agostino afferma: “Noi non possiamo escludere nessuno dalla comunione, se non nel caso che abbia spontaneamente confessato la sua colpa, o sia stato processato e condannato da un tribunale ecclesiastico o civile” (Somma Teologica, III, 80, 6).” Questo è ciò che afferma San Tommaso. In altre parole un sacerdote non ha, come invece l’aveva Cristo, la capacità di leggere nei cuori delle persone; deve fidarsi, deve credere al pentimento e non può certo conoscere l’esistenza di un peccato quando gli è occultato.
      Ma è questo il caso?
      E’ oggettivamente credibile che queste persone, dieci minuti prima d’entrare in chiesa, abbiano tutte deciso di cambiar vita?
      In chiesa c’erano, passatemi il termine, dei veri e propri professionisti e professioniste di una vasta gamma di peccati di cui addirittura esistono prove oggettive e visibili, basta andare all’edicola sotto casa.
      Certamente le persone possono cambiar idea e pentirsi ma i situazioni così evidenti e pubbliche forse un poco di cautela andrebbe usata.
      Al sig. Siffredi, che non ha certo smesso di far la sua professione, si poteva proporre, anziché farlo parlare dal sacro pulpito, un bel cammino di conversione e penitenza, sotto la direzione di una guida spirituale, PRIMA di fargli fare in pubblico la comunione.

  6. Fabio Vitaterna scrive:

    Forse mi sbaglio, ma credo che un sacerdote non possa rifiutare pubblicamente la comunione mentre le persone stanno in fila per riceverla (per una questione di foro interno credo). Corregetemi se sto dicendo una stupidaggine. Se è così padre Francesco non ha avuto scelta. Per quanto riguarda far parlare la Staller e Siffredi è stato un errore gravissimo.

    • guglielmo scrive:

      Quello che sicuramente però si può fare è ricordare ai fedeli le condizioni potersi per accostarsi all’Eucarestia

    • sandro pasquino scrive:

      Il prete sapeva benissimo chi erano i personaggi…cosi’ come avra’ sicuramente ascoltato gli autoelogi dei saltimbanchi .

      • Anacardofobia scrive:

        Beh, immagino che anche il Papa sapesse benissimo chi era il personaggione (la SIC! Kadaga) che ha ricevuto e benedetto in Vaticano.. E ancora c’e’ gente capace di indignarsi e moraleggiare per i funerali di Schicchi.. Che mondaccio che ci si ritrova sotto i piedi.

  7. Alberto scrive:

    Perché non avete fatto le stesse considerazioni quando ha fatto la comunione Berlusconi?

    • Eremita scrive:

      Duri con Englaro e Welby, accomodanti con questi. D’altronde lo spettacolo va prima di tutto, non è stato Giovanni Paolo II a fare della chiesa cattolica un grande spettacolo?

      • minstrel scrive:

        Qualcuno ha chiesto i funerali in quei casi? E chi li ha chiesti era cattolico? Quali motivazioni sono state addotte per il rifiuto?

        Ma soprattutto se la religione è una baggianata che vi frega che si facciano o meno ‘sti funerali che son il corollario di una baggianata?

        Mah.

      • Michele scrive:

        Era lo stesso prete? Non penso che ogni funerale, richieda la consulta del Papa. Amico, certe scelte sono dell’ufficiante corrente… non facciamo di tutta l’erba un fascio.
        E poi c’è differenza da chi non ha abiurato pubblicamente la fede (Welby) e chi vive una vita dissoluta ma di cui non conosciamo il cuore nè il cammino di conversione che stanno percorrendo (chi sa che per chi ha fatto la comunione non abbia messo le basi per una sincera conversione).
        Detto questo, sbagliatissimo far parlare dal pulpito i pornodivi, ma del resto, il sacerdote mica sapeva che volevano dire… magari immaginava qualche sincera affermazione sulla vita del defunto e non immaginava il solito “auto-pubblicizzarsi” dei soliti noti.

    • Eremita scrive:

      Come faccio adesoo a spiegare ai bambini ed alle bambine del catechismo che non devono “giocherellare”?

      • Paolo scrive:

        Basterebbe insegnare loro il rispetto per se stessi….

      • Anacardofobia scrive:

        Incredibile! Una catechista che arriva a porsi pubblicamente una domanda del genere.. La risposta, cosi’ semplice quanto ovvia, le e’ stata data proprio qua sopra, ma la vera domanda adesso diventa COSA e’ in grado d’insegnare lei a quei bambini e bambine..

  8. quando la Chiesa ha paura di giudicare, alla fine questa è la fine! Se la gerarchia si prendesse l’onere di distinguere tra divorziato con colpa e senza colpa, tra fieno e paglia, se non avesse paura di sbagliare, forse troverebbe il modo per far parlare anche i laici che lo meritano. Ma siamo presi tra due paranoie: i laici tacciano nella chiesa da un lato, e parli chiunque dall’altra.

  9. Francesco Agnoli scrive:

    A lui nessuno chiede di firmare preamboli… chissà?

    • minstrel scrive:

      Perché? Oltre ad aver sbagliato nel far parlare dal pulpito ha anche nominato Vescovi?! Questa non la sapevo.

      • il maccabeo scrive:

        Ottimo Minstrel, le assicuro che la firma richiesta al preambolo proposto alla FSSPX NON aveva per nulla a che fare con le consacrazioni episcopali, essendo Mons. Lefebvre gia´morto da un pezzo ed essendo le scomuniche giá revocate.
        La firma del preambolo riguarda solo l´accettazione del Concilio e del magistero postconciliare come in continuitá col precedente e l´accettazione della nuova messa come non solo valida, ma pure legittima.
        Della questione delle consacrazioni episcopali non se ne parla nel preambolo. ;)

  10. giovannino scrive:

    Ha fatto benissimo padre Francesco a lasciar parlare gli amici del defunto . Quanto al contenuto del loro saluto , essi solo ne sono responsabili . Lo stesso si dica di coloro che hanno ricevuto l’ Eucarestia , del resto chi può sapere se siano o meno in grazia del Signore ? Se dunque Siffredi o la Staller hanno detto cose sconvenienti , sono loro ad avere peccato. Non credo però che ricordare l’ attività del defunto sia di per sè un errore , al contrario tacere del tutto sarebbe stato ipocrita e farisaico. Certo che la lode della pornografia non è accettabile per un cristiano , ma non mi pare che si sia giunti a tanto. Dunque non mi pare il caso di abbandonarsi a facili moralismi. Al massimo suggeriamo al cardinale vicario di non concedere a Schicchi onori particolari , del tipo di essere sepolto nella basilica di Sant’ Apollinare . Schicchi era un peccatore come noi tutti e ormai è affidato al giudizio del Cristo.

    • guglielmo scrive:

      Non sono d’accordo, sarebbe soltanto loro la responsabilità se lo avessero detto a casa loro, per strada o in un salotto televisivo, ma dal momento che hanno parlato in chiesa durante una celebrazione liturgica (e per questo azione della Chiesa intera) e davanti al sacerdote celebrante la responsabilità è anche di coloro a cui la cura della Messa e delle anime è affidata

    • minstrel scrive:

      In linea di massima son d’accordo con te giovannino, ma se questi hanno detto quello che Tornielli riferisce fossi stato il parroco mi sarei sentito tradito da chi mi ha chiesto prima di poter parlare.
      Il discorso di Siffredi poi, che si fa vanto del fatto che lui è stato chiamato come “quello che ha sdoganato” ma “in realtà…”, cela un forte egocentrismo continuo, forse (colpevolmente!) inconsapevole, ma non per questo poco importante.

    • GF scrive:

      Beh… no. Non ha fatto per niente bene.
      Banalmente si può osservare che perfino per tenere un innocente concerto in una chiesa , il programma deve essere visionato dalla curia per evitare che si suonino musiche non consone al luogo.
      Nel momento in cui una persona, la cui fama e la cui storia mostrano una notevole ed oggettiva lontananza dai valori cristiani, fa richiesta di parlare in un luogo sacro bisognerebbe ALMENO preoccuparsi di ciò che dirà o almeno questo vorrebbe il buon senso comune.
      Oltre a ciò ricordo che la chiesa spesso si preoccupa dello scandalo fra i fedeli, basta leggere le norme che regolano l’accesso all’Eucarestia per i divorziati risposati che vivono in continenza. Ad essi si dice di far la Comunione in una chiesa dove non sono conosciuti in modo da non ingenerare scandalo e dubbi circa la sacralità del vicolo nei confronti di chi conosce la loro condizione di irregolarità matrimoniale.
      Possibile che invece non si tenga conto del possibile e prevedibilissimo scandalo dovuto al vedere una pronostar ed un porno attore parlare dal pulpito di una chiesa durante una funzione religiosa?
      Davvero si pensa che i fedeli possano svenire nel vedere una coppia di risposati continenti far la comunione ed invece non siano turbati dal veder ricevere i sacramenti da persone che forse il giorno prima erano occupate nel fare un’orgia davanti alla cinepresa?
      Non ci si può preoccupare dello scandalo altrui a compartimenti stagni e quindi dove non arriva la norma canonica dovrebbe arrivarci il buon senso del parroco, anche se a volte la voglia di protagonismo non conosce limiti e magari vien fatta passare per cristiano spirito d’accoglienza.

    • Marino scrive:

      Sono tendenzialmente d’accordo con lei sig. Giovannino, ma mi permetta di correggerla in una piccolezza. Credo che la domanda sia stata formulata più che bene dal sig. Tornielli: era davvero necessario che la Staller e Siffredi parlassero dal pulpito rivendicando in chiesa lo sdoganamento del porno? Che necessità c’era?
      Ha ragione nel dire che “non dobbiamo abbandonarci a facili moralismi”, ma un contro è il moralismo, un conto è la coerenza. Non penso che si possa in alcun modo giustificare un’orazione sulla pornografia in una chiesa.

    • luciano27 scrive:

      giovannino,come al solito sei il più equilibrato di tutti.*Chi può sapere se siano o meno nella grazia del Signore?*parole più rispettose che non il superbo Dio vuole o Dio farà di chi pretende di* sapere*. Del fatto ognuno può pensarla come vuole; ciao

      • sandro pasquino scrive:

        Ancora dai lezioni su Dio? Ma se sei ateo come dici tu? e allora che ne sai di Dio e tantomeno della sua Religione….? dici degli altri che pretendono di sapere…e tu dai perle disaggezze su Dio? e come fai anche tu a pretendere di sapere…? Ma quando la smetti ?

    • bruno scrive:

      “Ha fatto benissimo padre Francesco a lasciar parlare gli amici del defunto .”

      caro Giovannino,
      sarebbe ora che questa “usanza” modernista di lasciar fare “commemorazioni” o “beatificazioni” dal pulpito della chiesa durante la Santa Messa dei funerali religiosi finisse, e non solo per “qualcuno” ma per tutti..: al massimo si dovrebbe permettere di fare “commemorazioni da amici e conoscenti o prima della Messa od a Messa finita, se in chiesa, ma sarebbe meglio fuori davanti alla chiesa o magari al cimitero prima della sepoltura .
      Per i morti in Cristo c’è e ci dovrebbe essere.. solo la preghiera di suffragio specie in chiesa durante la Messa, .. ma comunque siamo a tempo anche ora perchè Dio è l’eterno presente e l’anima di costui che magari intimamente si è pentito all’ultimo e pur sempre preziosa.
      Permettere invece che una persona di peccare davanti a tutti dicendo cose immorali -appunto dal pulpito!!!- dando quindi gravissimo scandalo senza riprenderla duramente e senza allontanarla.. almeno con un’esortazione ad andarsene è un errore.

      buone cose bruno

  11. Origins scrive:

    Non c’è da sorprendersi se la chiesa dà pubblicamente voce a coloro che fanno del meretricio e della prostituzione dei propri corpi quello che essa stessa in effetti fa da secoli: si prostituisce con i politici di turno. Ben si applicano a questi religiosi le parole delle Scritture: “Dichiarano pubblicamente di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le loro opere, perché sono detestabili e disubbidienti e non approvati per ogni sorta di opera buona.” (Tito 1:16)

  12. stefano scrive:

    Questo è il rischio della condivisione e dell’apertura maggiore nella chiesa cattolica moderna, un rischio che va corso ed affrontato, e ci si può adoperare ed impegnare per evitare errori di questo tipo, ma non richiudendosi in vecchi schemi, per cui solo il prelato può parlare al microfono…. tutti noi possiamo parlare in chiesa, la chiesa siamo noi, il prete ci dirige e ci esorta, con l’esempio e con le parole, ma noi possiamo “belare” , pregare, dire la nostra, partecipare, essere più o meno attivi.

  13. Sal scrive:

    Credo di dovermi allineare al commento di Eremita e di Alberto. Due pesi due misure. La convenienza del momento suggerisce a seconda di come gira il vento.
    Quanto al predicare dal pulpito, si deve almeno riconoscere che è stata una “vera” predica, onesta e rivelatrice “Giocherellando, abbiamo fatto quello che, magari, tantissime persone hanno paura di fare”. Ha messo a nudo un problema antico e attuale, “la paura che la chiesa ha del sesso” talmente grande che preferisce il moltiplicarsi dei casi di pedofilia piuttosto che cancellare la norma sul celibato.

    • guglielmo scrive:

      premesso che è una cavolata dire che la Chiesa abbia paura del sesso; sorvolando sulla relazione tra celibato e pedofilia; mi domando se sa veramente a cosa si riferiva Ilona Staller con quel “giochellerare” durante la sua predica dal pulpito.

      • Sal scrive:

        NO, non lo so se me lo volesse spigare ……

        • guglielmo scrive:

          Allora se non sa di cosa sta parlando non la definisca “vera, onesta e rivelatrice”

          • Sal scrive:

            @ guglielmo
            “Allora se non sa di cosa sta parlando non la definisca “vera, onesta e rivelatrice””

            Distinto sig. Guglielmo, la vedo alquanto pugnace, ma la questione è che io ho un’idea, e non so se corrisponde alla sua. Se lei mi rimprovera senza spiegarsi, sarà difficile capirsi. Se non mi spiega cosa intende per “giocherellare” le posso dire come lo intendo io.

            A me pare che abbiano voluto dire che per loro “erotismo e pornografia” erano come un gioco nel quale non ponevano nessuna malizia, tant’è vero che il defunto anziché essere “geloso” e/o turbato da quelle vicende ha deciso perfino si sposare la Eva e avere dei figli da lei. Ed è altrettanto notevole e nobile che la Eva lo abbia assistito fino alla fase finale abbandonando anche il lavoro.

            Non posso che ammirare questa devozione e partecipazione nella vita e nel lavoro. Cosa che molte altre persone “perbene” spesso si vergognano di fare.

            Non dice ance il Vangelo “Svestiamoci perciò delle opere che appartengono alle tenebre e indossiamo le armi della luce.” ( Rm 13.12) Non mi pare che il loro lavoro fosse fatto “nelle tenebre” tant’è vero che lo facevano di giorno e pubblicamente. Sono altri che fanno le cose di nascosto e nelle tenebre. Le pare ? Perchè vuole sempre ssere lei il giudice ? C’è un Altro che lo sa fare meglio. Non crede ?

          • guglielmo scrive:

            Allora se lo sa doveva dirlo prima.
            Sono così pugnace perche proprio lei che giudica Papi, cardinali, vescovi e la stessa fede cattolica con improprie citazioni della Bibbia, riesce a sostenere che avere relazioni con altre persone che non siano moglie o marito non siano opere delle tenebre ma addirittura della luce.
            Non si tratta di fare il giudice, se la vedrà lui, come ognuno di noi, con Cristo, ma di non fare passere una cosa grave come una cosa normale, tanto più dal pulpito di una chiesa durante una Messa

    • una cittadina scrive:

      Leggo per l’ennesima volta un pensiero all’insegna dell’idea secondo la quale i casi di pedofilia sarebbero la conseguenza dell’obbligo del celibato per i preti. Mi risulta che sia per la chiesa, sia per lo stato italiano (e non solo questo) ogni individuo possa sposare una sola persona, maggiorenne. Non mi è chiaro in che modo un pedofilo possa sentirsi disincentivato dall’eventuale status di coniugato a queste condizioni. Si potrebbero esprimere considerazioni sul numero di pedofili coniugati o sulla diffusione della pedofilia in ambienti diversi da quelli dei preti (in primis, all’interno delle famiglie dei bambini abusati, a quanto pare), ma forse si tratterebbe di concetti già al di là della portata di alcune riflessioni.

  14. Ciprian scrive:

    Ma veramente!!! alcuni non capiscono quasi niente sulle condizioni dovute per ricevere degnamente l’Eucaristia??? una cosa è fare i funerali (per essere vicino ai parenti) però un’altra cosa sono questi gesti cosi detti rivoluzionari. Ho una domanda per Padre Francesco: non ha sentito mai parlarsi della COMMUNICATIO IN SACRIS???

  15. Willy scrive:

    La Chiesa conciliare permette la santa comunione a dei porno divi e di far loro l’apologia del porno…

    • Eremita scrive:

      Che c’entra la chiesa conciliare? Siamo alla fissazione, quelli pensano solo a “quello”, Willy è fissato solo sul concilio…le prediche di Cicciolina e Siffredi sono una cavolata, e basta, senza etichette. Magari han persino fatto un pellegrinaggio a Medjugorje, probabile…e con questo?

    • Sal scrive:

      @ Willy
      “La Chiesa conciliare permette la santa comunione a dei porno divi e di far loro l’apologia del porno…”

      Beh, si …in effetti, ora dovranno far riconsacrare la chiesa no ? Peccato che quando esponevano la Svastica in chiesa erano tutti contenti…. Anche quando il papa si affacciò in compagnia di Pinochet tutti battevano la mani, ma in quel caso forse perché non erano in chiesa.

      E che ne dice di ballare il Flamenco in chiesa ? Tanto per la felicità dei presenti ?
      “La diocesi (di Verona, n.d.r.), nella persona del vicario alla cultura mons. Grandis (ovviamente avallato dal Vescovo Zenti) in collaborazione con Verona Mercato ed una compagnia di flamenco ha “organizzato” questo “splendido evento” durantela Messa di domenica 7 ottobre 2012 alle 11 alla chiesa di San Fermo a Verona”
      h**ps://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/flamenco-nella-chiesa-di-san-fermo-a-verona
      Vedi il filmato qui
      h**p://www.youtube.com/watch?v=mu5QJQGGwU8&feature=em-share_video_user
      Magari l’evento laico sia stato pensato per attrarre più fedeli in chiesa, o per “svagare” i preti?
      h**p://www.agerecontra.it/public/press20/?p=13211

  16. Guido1971 scrive:

    Questa è la mia opinione, che non necessariamente deve essere condivisa:
    – tutti hanno diritto di andare in chiesa, Schicchi in fin dei conti era un uomo come un altro, un peccatore come me e tanti altri
    – parlare dal pulpito sullo sdoganamento della pornografia o sulla “poesia” direi che è stato assolutamente di PESSIMO GUSTO, si doveva evitare assolutamente perché un conto è la presenza in chiesa, ma un conto è il messaggio che la Chiesa deve o dovrebbe trasmettere
    – non dimentichiamoci che San Silvio martire è stato ricevuto dal Papa… amicissimi e sorridenti; nè Ruby nè Olgettine né divorzio né ruberie,… niente di niente, il potere ed il vil denaro fanno da sempre parte di quella sfera temporale della Chiesa che io personalmente non sopporto.
    Un cordiale saluto a tutti

  17. Salvatore Scargiali scrive:

    Andrea Tornielli vergognati di quello che hai scritto

    • Lorenzo 1963 scrive:

      Perché Andrea Tornielli dovrebbe vergognarsi di quello che ha scritto? Può spiegarsi meglio? Vi era qualcosa di inappropriato nell’articolo?

  18. liviana scrive:

    Quanti giudizi su un avvenimento che certamente ha turbato le anime di chi ne ha letto la notizia. Forse il commento potrebbe essere sostituito dalla preghiera sia per l’ anima del defunto affinchè, con il perdono, ottenga “refrigerii sedem, quietis beatitudinem et luminis claritatem” e sia per le anime dei suoi amici affinchè, purgati dal pentimento e dalla assoluzione, ritrovino la via maestra.

  19. Eremita scrive:

    A parte la predica dei divi che suona ad imprudenza e sciatteria da parte del parroco, secondo le norme ecclesiastiche si può accostare alla comunione chi non è in peccato mortale e/o si è confessato previamente. Quindi tutta la fila per la comunione, anche se molto colorita, probabilmente era in regola, sebbene sia probabile che continuerà a vivere in un certo modo, ed anche la comunione di Berlusconi alle esequie di Vianello era in regola con le norme ecclesiastiche, in teoria, perchè non si risposato ufficialmente. Un paradosso ed un motivo di amarezza per chi si è risposato e vive una vita regolata. Come diceva Paolo, l’osservanza della legge non porta alla salvezza…

    • stefano scrive:

      Devo notare con terrore che quello di Schicchi, Siffredi e Cicciolina, è un peccato che porta all’ostinazione e all’impenitenza finale. E, stando a quel che dice la deputata in quiescenza quando è vestita, a peccare contro lo Spirito Santo anche con la presunzione di santità.

      • luciano27 scrive:

        ma scusa, stefano.perchè terrore?l’ostinazione e l’impenitenza con le eventuali conseguenze, riguarda solo loro, e, come ha scritto giovannino12:59 sarà ilSignore a decidere

        • stefano scrive:

          … terrore per loro.

          • GF scrive:

            Non credo che il peccato contro lo Spirito c’entri qualcosa e comunque noi possiamo basarci solo sulle apparenze per quanto eloquenti siano.

          • stefano scrive:

            Caro GF, come ricorderà, tradizionalmente vengono identificati sei peccati contro lo Spirito Santo. Nelle dichiarazioni fatte dall’ambone al funerali di Schicchi ravvisavo in particolare tre fattispecie: l’ostinazione nel peccato, la presunzione di salvarsi senza merito e l’impenitenza finale.

        • sandro pasquino scrive:

          E che ne sai tu se sara’ ilo Signore a decidere? da dpve viene questa esèerienza e saggezza? sei un esperto? sei ateo?

          • donStefano scrive:

            …guardi che Stefano cerca di usare semplicemente la testa…e si ricorda il catechismo. Ca-te-chi-smo;sà cos’è ?Santo cielo….

  20. Sal scrive:

    @ guglielmo
    “con improprie citazioni della Bibbia, riesce a sostenere che avere relazioni con altre persone che non siano moglie o marito non siano opere delle tenebre ma addirittura della luce.”

    Distinto sig. Guglielmo, davvero non la capisco. Da quando il Vangelo ha citazioni “improprie” e non mi spiega neanche perché sono improprie. La Parola di Dio non è mai impropria. Lo dice il Vangelo stesso : “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona.” ( 2Tim 3.16-17)

    Quanto poi alle relazioni, non dimentichi che Abraamo aveva almeno 4 donne di cui solo una era la moglie, anche Davide ebbe molte donne e molte mogli, per non parlare di Salomone. “ Intanto, Davide continuò a prendere da Gerusalemme altre concubine e mogli dopo esser venuto da Ebron” ( 2 Sam 5.13)

    Davvero allora non si capisce tutto questo pappa e ciccia con i mussulmani che permettono le 4 mogli. Dovreste condannarli invece di accarezzarli. Qual è il problema ?
    E’ scritto che il vescovo debba avere una sola moglie no ? Ma su uno non fa il vescovo dov’è il problema ? ( 1 Tim 3.1)
    L’adulterio sig. Guglielmo consiste “nell’avere rapporti sessuali volontari fra una persona sposata e un’altra persona del sesso opposto che non sia il coniuge,” ma se la sposa e diventa coniuge anche la seconda no ? Se quella è d’accordo dov’è lo scandalo ?

    • guglielmo scrive:

      E’ improprio usare la Parola di Dio svuotandola del suo significato e attribuendole significati personali

      • Sal scrive:

        @ guglielmo
        “E’ improprio usare la Parola di Dio svuotandola del suo significato e attribuendole significati personali”

        E quali altri significati deve applicare….. ciascuno legge con i suoi occhi e valuta con la sua mente no ? Altrimenti a che le servirebbero….per questo Gesù parla di ciechi e di morti che camminano. Perché hanno occhi ma non vedono, testa ma non la usano. ( Ger 5.21)

        • guglielmo scrive:

          Ma anche no, visto che è Parola di Dio e non parola di Sal; ma questo vale in generale, se io faccio un discorso dicendo una certa cosa e una persona prende una frase e ci costruisce un discorso dicendo tutt’altro, possono cascare i monti, ma la sua mente e uoi orecchi hanno ragionato male. Occhi e mente servono per aderire alla Verità non per costruirsene una a suo piacimento.

  21. Dario scrive:

    Mi trovo prefettamente d’accordo se poi consideramo che l’ambone è l’Altare della parola ridurlo come si è fatto e si fà quotidianamente a semplice leggio è buttare al macero duemila anni di storia liturgica.

  22. macv scrive:

    Questo fatto rappresenta un pericoloso precedente! perchè , per esempio, per un defunto cocainomane si fa il funerale in Chiesa e i suoi amici , invitati parlare , magari fanno le lodi della polverina bianca, dal Pulpito? ;-)
    o se un defunto, del giro della Mala, viene accompagnato all’estremo saluto dai suoi amici scassinatori, che invitati a parlare dal Pulpito, tessono le lodi del furto con scasso o del borseggio???
    Davvero come diceva qualcuno il Parroco non è responsabile????!! ma allora dal Pulpito si può proclamare qualunque cosa??? per rispetto al defunto???
    “Cari fratelli siamo qui riuniti per tessere le lodi del nostro defunto amico , famoso serial killer, e da questo pulpito possimo dire che la sua carriera nel mondo dell’omicidio premediatato e in serie è sfolgorante.. è lui che ha insegnato a me , suo amico, ad essere serial killer! E’ lui ,il nostro compianto amico ,che per primo ha introdotto in Italia la sega circolare ….”

    • Eremita scrive:

      Beh, certi funerali di mafiosi e camorristi forse sono peggio…e sempre con l’approvazione dei vescovi locali. Neppure i tuoni ed i fulmini dei papi sono riusciti a scardinare questa abitudine. E le famose processioni con l’inchino della Madonna davanti alla casa del boss locale, c’è voluta la protesta del sindaco per farle smettere, che il vescovo da quell’orecchio non ci voleva sentire. Sal porta sempre l’acqua al suo mulino, ma quanta gliene portano le autorità ecclesiastiche e gratis! Ma noi solitari cattolici che protestiamo contro queste usanze siamo cattivi cattolici…

      • Lorenzo 1963 scrive:

        E il funerale solenne con Vescovo in cattedrale del famoso tenorone con la presenza in prima fila della moglie (vera) rottamata dopo tanti anni di matrimonio e della segretaria sposata civilmente ? Anche lì la voglia di protagonismo e forse qualche bella offerta per i restauri della chiesa devono aver fatto il miracolo di far avvenire una specie di canonizzazione a furor di popolo di chi al massimo avrebbe potuto ricevere una bella benedizione notturna al lume delle torce.

        • GF scrive:

          Il funerale di Pavarotti non deve sorprendere.
          A norma del diritto canonico, un risposato ha diritto alle esequie come chiunque altro, dal momento che è un fedele battezzato.
          “La celebrazione dei funerali religiosi non è vietata “per questi fedeli che, pur trovandosi prima della loro morte in una situazione di pubblico peccato, hanno conservato il loro attaccamento alla Chiesa e hanno espresso qualche segno di pentimento, a condizione però che sia evitato il pubblico scandalo per gli altri fedeli. Tuttavia, lo scandalo dei fedeli e della comunità ecclesiale potrà essere attenuato o evitato nella misura in cui i pastori spiegheranno, nella maniera più opportuna, il senso del funerale cristiano, in cui molti vedono un’implorazione della misericordia di Dio e una testimonianza di fede della comunità nella risurrezione dei morti e nella vita eterna” (Sacra Congregazione per la dottrina della fede, Lettera Circolare sulla sepoltura ecclesiastica di quei fedeli che si trovano in situazione matrimoniale irregolare, 29.5.1973). (Commissione episcopale per la dottrina della fede)”

          • Lorenzo 1963 scrive:

            Che il rito funebre non sia vietato è scontato, che sia inopportuna una celebrazione trionfale in Cattedrale con Vescovo dovrebbe essere altrettanto evidente, anche se ormai l’introduzione per legge del divorzio ha fatto sì che gli stessi fedeli non percepiscano più lo scandalo insito nella presenza ufficiale al funerale della moglie “vera” e di una signora che per la Chiesa (e quindi per tutti noi battezzati) dovrebbe essere considerata niente altro che una relazione adulterina.

  23. donStefano scrive:

    …perle ai porci” senza ritegno…in nome di presunti diritti di pubblici peccatori che campano su certe cose e si giustificano perfino dal pulpito!…il diritto di Dio però non viene mai considerato…fatto stà che alla presenza di Gesù nell’eucaristia si crede sempre meno e la liturgia diventa luogo per ‘aggiustare’ la coscienza,farla tacere col buonismo e il compromesso, anzichè redimerla…e il prete che fà?Ma signor Tornielli, un prete animato dallo Spirito Santo ( non da quello che ci rende conformi al mondo che non crede),pur con tatto,delicatezza e carità,non permetterebbe certi scandali e sacrilegi!sò di preti santi che hanno rifiutato la comunione a gente che olezzava di peccato per il loro vero bene e la loro salvezza ,non per la loro apparente bella faccia e notorietà ( ‘notorietà’ nel caso nostro, prevista dal diritto canonico come motivo di scandalo)…dove l’amore verso Gesù?Se non c’è amore verso Gesù…dov’è l’amore vero verso le persone e le loro anime?Nessuno ricorda più il Vangelo?Dove sono i credenti -non coloro che credono di credere-.Mi vengono i brividi nel leggere la maggioranza di questi commenti ( a parte l’insipiente Saul )privi di un sano disgusto e realismo cattolico…ma vi siete tutti addormentati?Amate prima di tutto Gesù nell’eucaristia si o no?”Chi ama ….più di me non è degno di me” mentre tutti sono degni di Lui se da Lui si riparte sempre. Sia lodato Gesù Cristo!

  24. avvocato alberto Primo Paladino scrive:

    SONO SEMPRE PIU’ CONTENTO DI NON ESSERE CREDENTE E CATTOLICO

    • francesco scrive:

      Bene e se allora sei contento tu perchè ci scaramelli le palle?

      • Sal scrive:

        “scaramellare le palle”
        Dal moderno cattoletichese presunto cristiano per dire “oh come sono cristiano tollerante e amorevole” Magari gli danno anche la benedizione !

      • luciano27 scrive:

        che risposta educata e cristiana! bravo 7+

    • donStefano scrive:

      Bravo.Vada avanti sempre dritto.Se può.Auguri.La benedico.

      • Roberto scrive:

        Non c’è nulla di male ad essere non credente, Gesù dice: “solo chi è attirato dal Padre mio viene a me”.
        E per fortuna, se fossimo tutti credenti immagini che triste mondo, infatti siamo talmente umani che trasformeremmo il Paradiso in inferno
        E’ per questo che Dio ne lascia molti al di fuori, a fare da pungolo ai credenti che si sentono troppo perfetti ma non sono il sale di cui parla Gesù.

        Se il sale perde sapore con che lo si salerà? Col Fuoco !! (Dal Vangelo)

        • il maccabeo scrive:

          “Non c’è nulla di male ad essere non credente, Gesù dice: “solo chi è attirato dal Padre mio viene a me”.
          ??????????????????
          Mi sembra che Gesú abbia anche detto (Gio 15, 22 ss): “…Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato SENZA RAGIONE.”
          Insomma ““solo chi è attirato dal Padre mio viene a me” non significa che i miscredenti siano scusati, ma che l´uomo da solo é sufficiente a fare il male, ad allontanarsi da Dio, ma non a fare il bene, cioé a servire Iddio come merita. Ogni bene é un dono di Dio, ma ogni male resta una responsabilitá dell´uomo solo e non di Dio, che dá sempre la grazia sufficiente per credere, anche quando questa grazia non diventa EFFICACE per fare il bene a causa del rifiuto dell´uomo.
          Dunque (Apoc 3, 20): “«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.” Gio 14, 23.
          “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. 21Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. 22Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese»».

          • Roberto scrive:

            Io sto parlando di fede.
            Invece la Bestemmia allo Spirito Santo non sarà perdonata, cioè se uno non crede agli insegnamenti di Gesù.
            Ricordiamoci della parabola che qualcuno è chiamato il mattino, altri a pranzo, altri il pomeriggio, altri poco prima della sera. E a tutti il Padre da lo stesso compenso

  25. Willy scrive:

    @ Sal

    Le sue considerazioni catto-comuniste se le tenga per se.

    • Sal scrive:

      @ Willy
      “Le sue considerazioni catto-comuniste se le tenga per se.”

      Distinto sig. Willy, se dovessi tenere per me le mie considerazioni, non parteciperei a questo blog come ad altri. Le pare ? Se scrivo è perché ho qualcosa da dire; una visione del Vangelo diversa da come comunemente divulgato dalla chiesa; e poiché ai cristiani è stato dato l’incarico di divulgare la Verità, questo è ciò che cerco dai fare anche se con qualche difficoltà perché troppo spesso la Verità fa male, come anche lei testimonia, e non viene accettata con semplicità.
      La ringrazio cmq per la gentile risposta. Ma se non le va di sentire opinioni diverse perché partecipa al blog ? Può andare in chiesa e battersi il petto, magari troverà accoglienza in paradiso. Chissà qualcuno di lassù apprezzerà.
      Salmo 49.20

  26. Andrea Tornielli scrive:

    A Salvatore Scargiali:
    non mi vergogno affatto di quello che ho scritto. Non ho espresso giudizi su Schicchi, né ho detto che il frate che ha celebrato i funerali doveva rifiutare la comunione. Ho posto una domanda SOLTANTO sull’opportunità di dare la parola a Ilona Staller e Rocco Siffredi al termine della cerimonia per un discorso che conteneva l’elogio dello sdoganamento del porno.

    • Guido1971 scrive:

      esattamente…. una PORCHERIA!!
      perché il messaggio che trasmettono Rocco Siffredi e Cicciolina può essere condivisibile o meno, io non esprimo giudizi in merito, ma altri sono i luoghi deputati per questo genere di elogi.
      Non ho mai sentito dire messa in un CINEMA PORNO o giocare a calcio su un campo da tennis.
      Banalizzo, ma mi sembra il vero senso della sua domanda.
      Un cordiale saluto

    • michele scrive:

      grazie per il commento
      non ho molto da aggiungere – mi ha fatto molta tristezza leggere questa notizia

  27. il maccabeo scrive:

    Caro Eremita, con tutto il bene che le voglio mi permetta di dirle che quanto da lei scritto é molto impreciso, e forse fuorviante:
    “Secondo le norme ecclesiastiche si può accostare alla comunione chi non è in peccato mortale e/o si è confessato previamente. Quindi tutta la fila per la comunione, anche se molto colorita, probabilmente era in regola, sebbene sia probabile che continuerà a vivere in un certo modo”
    Perché é fuorviante tutto cio? Perché é vero, e lei ha ragione su questo punto, che tutti per fare la Comunione abbiamo bisogno 1.dello stato di grazia, 2. del digiuno eucaristico prescritto e 3. della retta intenzione (3 condizioni e non solo una, vedi catechismo). Per cui se non si é in stato di grazia si ha bisogno della Confessione.
    Lei dimentica peró che la confessione é un “tribunale di foro interno”, ed essa assolve quanto del nostro peccato ha a che fare con la coscienza e i peccati strettamente privati.
    Nel caso di peccato pubblico invece, cioé di peccato che venga conosciuto presso piú persone, c´é bisogno di una riparazione non solo al foro interno, ma pure a quello esterno. Cioé se il mio peccato dá occasione ad altri di fare altrettanto o peggio come potrebbe essere ad es. il caso di un anticlericale notorio che diffonde dubbi sulla fede senza darne le soluzioni o di un concubino, peccato di sua natura pubblico, io devo riparare questo peccato anche presso quelle persone che sono incorse in peccato per causa mia. Mi ci vuole cioé la confessione sacramentale per il foro interno, ma ANCHE UNA “CONFESSIONE” ESTERNA, PUBBLICA, per far sapere alle persone danneggiate che io ho ABBANDONATO quello stato di peccato.
    Cosí fece e fa tuttora ad es. l´ottima Claudia Koll, o cosi´fece il Carlo Campanini convertito da Padre Pio, per restare ai casi di conversione nel mondo dello spettacolo. E cosi´fece il Bruno Cornacchiola, anarchico ed aspirante omicida di Pio XII, convertito da un´apparizione della Vergine alle Tre Fontane, il quale consegno´ al Pontefice la pistola acquistata per ucciderlo in una cerimonia pubblica di ammenda, o cosí fece il giá ateo Prof. Gemelli, difendendo i miracoli di Lourdes in convegni di medicina e diventando frate francescano.
    Nel caso della Sig.ra Staller invece, giá onorevole tra le fila del partito piú anticattolico che ci sia in Italia e cioé il Partito Radicale, e che pontifica dal pulpito prima il buon fondamento delle sue scelte sessuali fatte insieme al defunto Schicchi qualificando la pornografia come “poesia”, e che rilascia interviste dopo la messa (se guardate pure il video di Republica si decanta la libertá portata agli italiani da schicchi, un benefattore della patria e dell´umanitá insomma!  http://video.repubblica.it/cronaca/schicchi-l-addio-in-chiesa-il-ricordo-di-cicciolina/113372?video=&ref=HRESS-6 ) beh, mi sembra che non si abbia esattamente a che fare con una … Maddalena pentita! Ne sono noti i cambiamenti di vita della sig.r Eva Henger che pure si é comunicata (vedi foto su Repubblica), né quelli di Schicchi che ha ricevuto gli onori della Chiesa senza previa ammenda altrettanto pubblica quanto la sua “opera poetica al di sotto della cintura”.
    Si, lo so anch´io che “lo spirito é forte ma la carne é debole” e che “chi é senza peccato scagli la prima pietra”, ma cio´vale per chi si pente, non per chi continua ad ostentare i propri peccati in modo continuato e pertinace.
    Insomma nessuno sembra ricordarsi il 1 Cor 11, 27-29: “ “Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché CHI MANGIA E BEVE SENZA RICONOSCERE IL CORPO DEL SIGNORE, MANGIA E BEVE LA PROPRIA CONDANNA”.
    Né ci si vuol piú ricordare il Gal. 6/7: “Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.”
    Cosi é sempre stato e cosi´sará, per me, per lei e pure per il “bel mondo” del porno e dei suoi poveri seguaci, se non ci sará ammenda proporzionata.
    Un caro saluto.

    • Cherubino scrive:

      In primo luogo non mi risulta sia più in vigore la Confessione pubblica solenne, tipica della Chiesa medievale, e perdurata fino al Concilio di Trento. I passi che lei ricorda (senza virgolettato) sono di S. Tommaso d’Aquino, ma non sono norma ecclesiale. Essi vogliono solo giustificare la prassi in uso a quei tempi respingendo le contestazioni. Ma sarebbe un errore prenderli per stabilire la norma attuale.
      Pertanto non mi risulta sia prevista una penitenza pubblica

      In secondo luogo non c’è più una correlazione “matematica” tra peccato e penitenza, come c’era nel medioevo con la cosiddetta penitenza “tariffata”. Da Trento è lasciato alla valutazione del sacerdote celebrante la Confessione stabilire quali penitenze dare al penitente.

    • Eremita scrive:

      Certo che ha ragione, Maccabeo, ma ciò non toglie che la prassi delle autorità ecclesiastiche sia diversa, e peggio era nel passato quando i bifolchi dagli istinti incontrollabili erano pubblicamente messi alla gogna dal prete, che però non diceva nulla delle avventure e dei soprusi sessuali del nobile locale. Eticamente il suo ragionamento non fa una grinza, nella pratica si usavano e si usano due pesi e due misure.

      • il maccabeo scrive:

        non ho parlaato:
        1. né di confessione pubbica solenne,
        2. né di penitenza pubblica,
        3. ne di correlazione matematica tra peccato e penitenza.
        Ho solo ricordato la PRASSI normale basata sul buon senso, e chE detta che a STATO DI PECCATO PUBBLICO ammenda pubblica, della Chiesa fino ad oggi. E sempre stata tra l´altro condizione per l´assoluzione in foro interno, poiche´non basta confessare i peccati per esser perdonati, ma bisogna pure MOSTRARE VOLONTÁ DI RIPARARLI per quanto si puó.
        Vedi ad es. Claudia Koll, Cornacchiola, Campanini e gli esempi giá citati.
        Senno´ sai che ridere, io pecco poi mi confesso SENZA intenzione di correggermi e di riparare e poi poi torno a peccare quanto mi pare senza sentirmi obbligato a riparare checché.
        Allora Lutero avrebbe avuto ragione quando diceva: Pecca fortiter et credi fortius. Pecca fortemente e credi piu´fortemente, no?
        beh, fino a prova contraria Lutero non aveva piú la fede cattolica…e chi lo segue pure!

        • il maccabeo scrive:

          il mio commento era in risposta a cherubino.

        • Cherubino scrive:

          lei ha detto un sacco di errori e ora cerca di cadere in piedi:
          1) “la confessione é un “tribunale di foro interno”, ed essa assolve quanto del nostro peccato ha a che fare con la coscienza e i peccati strettamente privati”.
          Questa è una vera e propria eresia. La Confessione è un sacramento, o c’è o non c’è. Cancella il peccato senza distinzioni di “dentro e fuori”, “privato e pubblico”. Chi la riceve nel modo canonico, ossia tramite l’ascolto auricolare e l’assoluzione da un sacerdote incardinato nella Chiesa Cattolica (quindi no sospesi, lefebvriani ecc. ecc.) con retta coscienza, dal momento dell’assoluzione è nella grazia di Dio.
          2) “bisogna pure MOSTRARE VOLONTÁ DI RIPARARLI”, questo è un vero errore, perchè confonde la penitenza, che non è una dimostrazione di volontà, ma pura e semplice obbedienza nella fede, con un merito morale. Ma noi siamo salvati per grazia e il nostro merito è la fede da cui scaturiscono le opere. Le opere invece non producono mai la fede. Per questo la penitenza è pena medicinale, perchè non è un “pagamento” ma un esercizio di rafforzamento dell’uomo interiore.
          3) “Mi ci vuole cioé la confessione sacramentale per il foro interno, ma ANCHE UNA “CONFESSIONE” ESTERNA, PUBBLICA”, anche questo è un errore grave, perchè usurpa l’autorità del confessore il quale soltanto determina la penitenza, salvi i casi di persone soggette a pene canoniche (es. scomunica latae sententiae) per i quali e competente l’Ordinario del luogo.

          • stefano scrive:

            Io credo che maccabeo volesse solo dire che la volontà di riparare il male fatto (quando, e per quanto possibile) è una condizione necessaria per la validità dell’assoluzione, al pari del pentimento e del proposito di non più peccare (per es, il ladro deve restituire la refurtiva, o almeno deve volerlo fare nella misura in cui ciò gli è possibile, o comunque deve riparare in altro modo non utilizzando per sé quanto ingiustamente detenuto).

          • il maccabeo scrive:

            1.io non ho detto nulla, ho solo scritto.
            2.le concedo solo che ho usato il termine “confessione esterna pubblica”, usata peró non nel senso di sacramento, ma nel senso di ammissione pubblica di colpe e di manifestazione esterna di voler cambiar vita, cosí come S. Agostino, scrivendo le sue “Confessioni” non intendeva ricevere l´assoluzione sacramentale da chiunque le leggesse, ma solo affermare pubblicamente quanto di sbagliato c´era stato prima nel suo manicheismo e quanto esso fosse cambiato.
            I suoi bizantinismi, la sua chiara teologia luterana (“Le opere invece non producono mai la fede”? come se esse fossero inutili per la fede?) poi e la sua solita “trollatio” esercitata attaccando indistintamente le persone invece di cercare di capire i loro argomenti glieli lascio, certo che i lettori sapran distinguere per buon senso dove stia il vero.
            A mai piú.

          • Cherubino scrive:

            ma quale luterana ! lei darebbe del luterano anche a San Paolo, che non ha mai letto. è lui infatti che dice che siamo salvi per grazia e NON per le opere della Legge. Ormai mi è chiaro che lei è un mistificare, non conosce affatto la dottrina cristiana, raccoglie qualche lettura in Internet e mette insieme qualche post.

          • il maccabeo scrive:

            Le opere DELLA LEGGE! Non “Le opere” tout court, caro il mio Lutero formato blog!
            Le “opere della legge” son quelle dietro cui si mascheravano i farisei, che al contempo peró negavano Gesu´Cristo e la sua Salvezza, che quelle “opere” o “comandamenti dell´AT invece simbolicamente annunciavano, come l´immolazione dell´agnello, l´Olocausto, il capro espiatorio caricato di peccati ogni anno e inviato nel deserto ecc.
            Quelle che non salvano sono tali opere separate dalla fede e soprattutto dalla caritá verso il Messia, il vero Agnello che toglie i peccati del mondo, come potrebbero essere le opere dei Massoni o dei filantropi, che piantano alberi o banchine nei parchi, mentre avvelenano le anime con dottrine peregrine.
            Ma che le buone opere, cioé l´osservanza dei 10 comandamenti e di quanto la Chiesa comanda, compiute per caritá, cioé con amore di Dio, sian necessarie al cristiano per esser salvato son gia´chiare anche nella Scrittura. Il Buon Samaritano, Il Buon Pastore, il seme che cade nella buona terra e da frutto ecc. non son forse tutte parabole che ci fanno intendere la necessitá delle opere buone per salvarci? Che poi esse siano prodotte poi efficacemente dalla grazia nessuno lo ha mai negato. Ma una grazia e una fede che non siano accompagnate da opere che la manifestano é una pura chimera. Il Concilio di Trento (de Justificatione) ha gia´discusso la questione in lungo e in largo contro Lutero e ha ricordato proprio la Sacra Scrittura che Lutero diceva pure di bene consocere, dopo averla mutilata a destra e a sinistra. Per cui il Conc. di Trento (de Justificatione, cap VII): “…la fede, qualora non si aggiungano ad essa la speranza e la carità, non unisce perfettamente a Cristo né rende membra vive del suo corpo. Per questo motivo è assolutamente vero affermare che la fede senza le opere è morta ed inutile (82) e che in Cristo non valgono né la circoncisione, né la incirconcisione, ma la fede operante per mezzo della carità (83).” cap. IX “… Quantunque sia necessario credere che i peccati non vengano rimessi, né siano stati mai rimessi, se non gratuitamente dalla divina misericordia a cagione del Cristo: deve dirsi, tuttavia, che a nessuno che ostenti fiducia e certezza della remissione dei propri peccati e che si abbandoni in essa soltanto, vengono rimessi o sono stati rimessi i peccati, mentre fra gli eretici e gli scismatici potrebbe esservi, anzi vi è, in questo nostro tempo, e viene predicata con grande accanimento contro la chiesa cattolica questa fiducia vana e lontana da ogni vera pietà…”
            Il che (Nota 82) corrisponde a San Paolo in Gal 5, 6: “…Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende OPEROSA per mezzo della carità….” e (nota 82) corrisponde a Giac. 1, 17: Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 18Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». 19Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! 20Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? 21Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? 22Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. 23E si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. 24Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede.
            Insomma, Lei legge senz´altro molto, ma pur leggendo non capisce ne´San Paolo né tanto meno la Scrittura.
            Et de hoc satis.

          • Cherubino scrive:

            Lei sta rimescolando le carte per uscirne in modo diverso da come è entrato.
            Lei ha detto che per la riconciliazione non basta il pentimento, ma occorre anche mostrare la volontà di riparare. Ora io le ho risposto che dividere le due cose, come se fossero divise è falso. Un persona pentita e assolta è già in grazia di Dio. Questa è la volontà che ci salva, la volontà che Dio ci ami e ci abbracci come all’inizio.
            Poi è consequenziale che la cartina di tornasole di un vero pentimento è lo smettere di peccare. Ciò è insito nel pentimento, anche se la forza di evitare il peccato e di amare il bene la dà la grazia, non la nostra volontà.
            Lei inverte l’ordine degli elementi e così commette un grave errore identificando le opere con le opere della Legge, anche se poi lo nega. Perchè se tali opere sono antecedenti alla grazia (essendone previa condizione non possono che essere tali), da dove vengono se non dalla Legge, ossia dalla forza morale ?
            Quando S. Paolo dice che siamo salvi per grazia e non per le opere della Legge dice semplicemente che è l’amore di Dio che ci previene, ci cerca e ci muove interiormente al pentimento, perchè Lui possa poi effondere su di noi nuovamente il suo Spirito che opera in noi. Le nostre opere non sono nostre, ma sono opere di Lui in noi. E’ dunque impossibile farle senza essere prima invasi da Lui. L’unica opera che sta a noi, con la nostra libera decisione fare, è l’obbedienza della Fede.
            Il problema luterano che i superficiali come lei confondono, non è sulla priorità della Grazia e sulla salvezza per Fede, ma sulla salvezza per sola Fede, come dice Trento. Non è come lei dice il fatto che le opere derivanti dalla grazia siano per Lutero inutili mentre per noi necessarie, perchè anche per Lutero la grazia induce nell’uomo le opere buone. La differenza è sull’origine della Fede, che per Lutero è indipendente da un atto di libera volontà dell’uomo (il “merito” che occorre per la dottrina cattolica), in quanto gli uomini sono predestinati.
            Quanto si parla di opere della Legge e di opere genericamente si parla dunque della stessa cosa, perchè le uniche opere che il cristiano può fare sono due: quella della libera volontà di lasciarsi prendere da Dio (per farsi amare e trasformare) che costituisce il suo merito e quelle che scaturiscono da tale azione trasformatrice per l’inabitazione (parola fondamentale molto trascurata) trinitaria in lui. Lutero condivide le seconde, ma non la prima. Anche la decisione della fede (il nostro sì) è per lui opera esclusiva di Dio che fa sì che alcuni la seguano e altri no.

            Tornando dunque ai suoi errori, quando lei dice che “non basta confessare i peccati per esser perdonati, ma bisogna pure MOSTRARE VOLONTÁ DI RIPARARLI” ne dice uno enorme.
            Infatti la confessione sincera contiene già la volontà di riparare al male fatto altrimenti non vi sarebbe contrizione. Quindi se vi è contrizione, confessione e assoluzione il perdono è già stato infuso (da parte di Dio il perdono è già disponibile irrevocabilmente dall’eternità).
            Ssecondo perchè lei confonde la volontà di riparare il male con la dimostrazione di ciò. In realtà è il sacerdote che nella confessione determina le modalità della penitenza.

      • il maccabeo scrive:

        Mah, caro Eremita, non so di quali preti parli e quanto lei sia vecchio per poter dire che: ” peggio era nel passato quando i bifolchi dagli istinti incontrollabili erano pubblicamente messi alla gogna dal prete, che però non diceva nulla delle avventure e dei soprusi sessuali del nobile locale.”
        Di quali preti o episodi parla?
        E di quale passato parla?
        Forse parla delle migliaia di preti e religiosi imprigionati durante il Nazismo ad es. a Dachau? O ad Auschwitz? ecc. Son quelli i preti compiacenti ai potenti di turno? O di quelle centinaia di sacerdoti e seminaristi uccisi dalla “resistenza rossa” nel solo triangolo Reggio-Parma-Modena attorno al 1944? O parla di altri preti dell´800 magari? Mah.
        Io so che preti del passato come il S. Curato d´Ars confessavano migliaia di persone al mese e non han mai messo alla gogna nessuno, né poveri né ricchi, né borghesi, né agricoltori (che lei cosi´amabilmente chiama… “bifolchi dagli istinti incontrollabili”…). Al confessionale di quei preti si era tutti uguali, anzi “piú sará chiesto a chi piú é stato dato”. Similmente il bravo Don Bosco, San Giuseppe Cottolengo o San Giuseppe Cafasso ecc. ecc.
        Ma forse lei si riferisce a tempi piú antichi? Forse a un San Filippo Neri del XVI secolo, confessore di 5 papi che minaccio´addirittura Papa San Pio V di non dargli l´assoluzione se avesse gettato l´interdetto sulla Francia? E´questo forse un esempio di sacerdote compiacente ai potenti? O forse parla di tempi ancora piú antichi? Magari di un Gregorio VII che non esito´a scomunicare Enrico IV imperatore e a costringerlo a 4 giorni di penitenza nella neve? O, nella sua lista di preti compiacenti ai potenti, si riferisce magari a un San Martino di Tours, giunto una sera in compagnia di un sacerdote alla corte del Re e che al momento di brindare gli fu offerta per primo la coppa del brindisi in quanto ospite piu´illustre. Tutti si aspettavano che egli l´avrebbe passata al re e invece San Martino di Tours, dopo aver sorseggiato il vino, la passo´al sacerdote che l´accompagnava, ottenendo il plauso del Re e di tutti i convitati. Ma forse lei si riferisce a tempi ancora piú antichi, magari a S. Ambrogio, a quel Sant´Ambrogio vescovo di Milano che …. si mise addiruttura personalmente sulla porta del Duomo per bloccare l´Imperatore Teodosio, scortato da congrua milizia, e costringerlo a fare penitenza pubblica per una strage compiuta gratuitamente. O magari si riferisce a quelle decine di Papi, centinaia di vescovi, e migliaia di sacerdoti che nei primi tre secoli han preferito la prigione, l´esilio, le miniere e il martirio piuttosto che cedere alle lusinghe e alle minacce degli Imperatori?
        Mah.
        Io credo che se lei si facesse anche solo un giretto sul Martirologio Romano troverebbe cose interessanti a questo proposito.
        Ora io non voglio dire che i Don Abbondio siano mai mancati. Ma il suo “peggio era nel passato quando i bifolchi dagli istinti incontrollabili erano pubblicamente messi alla gogna dal prete, che però non diceva nulla delle avventure e dei soprusi sessuali del nobile locale” messo li cosí, non se ne abbia a male, ma mi sa tanto di… slogan… tanto pungente quanto poco riflesso, meditato e soprattutto provato.
        Non mi resta che augurarle… buona lettura.

  28. paola scrive:

    Il problema è soltanto uno: Schicchi si era convertito? Si era confessato? Perché se no, dobbiamo dubitare che si sia salvato veramente. Tutto il resto non ha alcuna importanza.

  29. lucio scrive:

    Ezechiele 3, 17-21 che se lo leggesse quel parroco.

  30. donda scrive:

    1. dei morti non si parla se non bene 2. anch’io sono rimasto male della faccenda del parlare dal pulpito, la commemorazione si poteva fare in piazza e o al cimitero 3. il parroco fa quel che può….

    • donStefano scrive:

      1Dei morti, se hanno lasciato brutti esempi, non se ne parli affatto e si annunci piuttosto la buona novella(facendo anche un pò di catechismo spicciolo e chiaro a chi è pubblicamente peccatore e motivo di scandalo;ricordando, che sò, che Gesù è morto per salvarci dalla dannazione e che l’inferno non è vuoto a motivo della fondamentale libertà di ognuno 2 Se trattasi di commemorazione (e non di memoriale) non c’è bisogno di una messa ne di un prete cattolico 3 Il parroco deve fare il suo dovere prima di tutto davanti a Dio e in obbedienza alla Chiesa, tenendo conto che in questi casi è sua la responsabilità nel proteggere o meno dagli scandali ‘i più piccoli ‘della comunità cristiana; gli altri, se non se ne sentono parte,facciano quel che vogliono ma fuori dal tempio di Dio o assistendo in loco con un doveroso e decoroso silenzio.

  31. Roberto scrive:

    Caro Andrea,
    La Verità a volte è così potente che è impossibile fermarla…
    Urla così forte che non si può zittire…

    Un gesto di amore di accettare questa gente in chiesa, magari con dubbio, ha dato in premio la verità: perché ‘è ancora qualcuno che crede che fotografare il nudo o l’atto d’amore sia peccato??

    • minstrel scrive:

      Cosa intende per atto d’amore?! Il fare l’amore semplicemente? Non posso credere che abbia una visione tanto superficiale di uno degli atti più belli che sono concessi all’uomo che unisce estasi e possibilità di dono di sé senza remore, ma a condizioni di assenza di egoismo altissime e difficili! Mai sentito parlare di sesso eucaristico? E pensa che questi sia paragonabile all’ultimo capolavoro dell’ultima arrivata in scuderia siffredi? La domanda è d’obbligo.

      • Roberto scrive:

        Non ti pare di esagerare un poco?
        Il sesso Dio non l’ha creato per essere perfetti, ma per uomini molto animaleschi negli istinti (che pure sono creati da Dio).
        Se no come sarebbe possibile che nascano centinaia di miglioni di nuovi figli di Dio all’anno?
        Dove sono tutti questi esseri iperperfetti che si riproducono?

        • minstrel scrive:

          Sesso per uomini molto animaleschi, capisco.

          “Il miglior punto di partenza per comprendere la nostra sessualità è l’Ultima Cena. Quando Gesù affida il proprio corpo ai discepoli, è vulnerabile. È nelle loro mani, perché loro ne facciano quello che vogliono. Uno lo ha già venduto, un altro lo rinnegherà, e la maggior parte degli altri scapperà via. Il dono del suo corpo rivela che la sessualità è inseparabile dalla vulnerabilità. Implica una fragilità che significa essere facilmente esposti a subire del male. È un dono di sé che potrebbe venire rifiutato o preso in giro, ci si potrebbe sentire usati. [...] L’etica sessuale cristiana ci invita ad abbracciare la vulnerabilità, ad assumere il rischio legato all’esporre se stessi al contatto intimo. [...]
          La castità è una virtù piuttosto fuori moda. Suona compassata e puritana. Ma è una virtù a cui tutti siamo chiamati, [...] guarisce i nostri amori liberandoli dalla fantasia. Impariamo come incarnarci nel corpo che siamo, con le vita che abbiamo scelto e le responsabilità che abbiamo assunto. È concretezza. La fantasia non è la stessa cosa dell’immaginazione. L’immaginazione è il potere di plasmare la realtà, di trovare speranza dove sembra esserci solo disperazione.[...] la fantasia è il suo opposto. È una forma di disperazione che fugge dalla realtà piuttosto che cercare di plasmarla. La castità liberandoci dalla fantasia, intenerisce il cuore e lo rende un cuore di carne e non di pietra. [...]
          La castità apre i nostri occhi a vedere che quello che abbiamo di fronte è veramente un bel corpo, ma anche a comprendere che quel corpo è qualcuno. Quel corpo non è un oggetto, ma un soggetto. Non solo io guardo lei, ma lei guarda me. Il pornografo cerca la sicura immunità del voyeur, e la sicurezza dell’invisibilità. [...]
          L’etica cristiana dovrebbe aiutarci a vivere la nostra sessualità alla luce dell’eucarestia. Eccomi qui e mi dono a te, senza riserve, ora e per sempre. [...] Ma l’etica non riguarda quello che è permesso o proibito, ma cerca di esprimere il significato di quello che facciamo. La posizione cristiana è che dare il proprio corpo a un’altra persona è un atto con un significato intriseco e che la promiscuità nei rapporti intimi contraddice il senso profondo dei nostri corpi, cosa che conduce sicuramente alla frustrazione e all’infelicità.”

          Radcliffe, Timothy. What is the point of being christian?, Oxford 2005 (tr. it. Monica Rimoldi, Il punto focale del cristianesimo, Milano, San Paolo, 2008) pp. 152 – 160

          Bonne nuit cherie.

          • Roberto scrive:

            Bel passo, grazie.
            Gesù ci dice che “solo a chi è concesso si farà eunuco per il Regno dei Cieli”.
            Io parlavo degli altri.

          • minstrel scrive:

            Ops, scusi il misunderstading. :)
            E prego per il passo; gran bel “libretto” quello di Radcliffe OP! ;)

  32. Observator scrive:

    Il dott. Tornielli ha posto il problema con garbo e precisione. No, non era affatto necessario. Basterebbe conoscere il rito, che parla della “possibilità” (non necessità) che, dopo la monizione introduttiva al rito esequiale, si pronuncino “parole di cristiano ricordo” e continua parlando di “consuetudini approvate dall’ordinario”, di “testo concordato”, vietando comunque l’uso dell’ambone (riservato alla Parola di Dio). Queste espressioni prudenziali sono state introdotte proprio a causa di alcuni abusi constatati negli ultimi anni (dal panegirico del padrino all’esortazione alla vendetta…). In un caso come questo si sarebbe dovuto e potuto: a) valutare l’opportunità della Messa, e non piuttosto della liturgia della Parola; b) chiedere alla famiglia che le esequie fossero in forma privata (senza spettacolo di fotografi e reporter); c) una volta scelta la celebrazione eucaristica, sarebbe stata opportuna una monizione prima della comunione, ricevuta magari in perfetta buona fede (forse per qualcuno è solo un segno di partecipazione), ma con grave e motivato scandalo di tutti e con conseguenze che Dio solo può valutare, dato che a lui solo compete giudicare la coscienza; d) escludere assolutamente interventi che non erano “parole di cristiano ricordo” ma solo affabulazioni di vite confuse.
    Conclusione: se qualche volta i parroci avessero la pazienza e l’umiltà di consultarsi… Magari con enti e persone appositamente a ciò preposti… Speriamo che il triste caso porti consiglio.

  33. Observator scrive:

    Il dott. Tornielli ha posto il problema con garbo e precisione. No, non era affatto necessario. Basterebbe conoscere il rito, che parla della “possibilità” (non necessità) che, dopo la monizione introduttiva al rito esequiale, si pronuncino “parole di cristiano ricordo” e continua parlando di “consuetudini approvate dall’ordinario”, di “testo concordato”, vietando comunque l’uso dell’ambone (riservato alla Parola di Dio). Queste espressioni prudenziali sono state introdotte proprio a causa di alcuni abusi constatati negli ultimi anni (dal panegirico del padrino all’esortazione alla vendetta…). In un caso come questo si sarebbe dovuto e potuto: a) valutare l’opportunità della Messa, e non piuttosto della liturgia della Parola; b) chiedere alla famiglia che le esequie fossero in forma privata (senza spettacolo di fotografi e reporter); c) una volta scelta la celebrazione eucaristica, sarebbe stata opportuna una monizione prima della comunione, ricevuta magari in perfetta buona fede (forse per qualcuno è solo un segno di partecipazione), ma con grave e motivato scandalo di tutti e con conseguenze che Dio solo può valutare, dato che a lui solo compete giudicare la coscienza; d) escludere assolutamente interventi che non erano “parole di cristiano ricordo” ma solo affabulazioni di vite confuse.
    Conclusione: se qualche volta i parroci avessero la pazienza e l’umiltà di consultarsi… Magari con enti e persone appositamente a ciò preposti… Speriamo che il triste caso porti consiglio.

  34. Squilpa scrive:

    Questo Forum ci fa capire quanta gente, tra quelli che vanno in chiesa, non ha capito nulla del messaggio di Cristo.

  35. Paolo Fucili scrive:

    Forse basterebbe dare una regolata alla moda dei “saluti”, dei “discorsi”, dei “ricordi” eccetera durante la messa, e non in altre circostanze in cui tutto ciò sarebbe magari più consono o più appropriato… e ci saremmo risparmiati ad esempio anche il caso Dalla – Alemanno… ricordate? Del resto le norme liturgiche prevedono tutto questo? che dicono? magari sono un po’ severo, ma io la penso così… queste situazioni sono sempre fonti potenziali di equivoci, strumentalizzazioni, discorsi che nascono male e finiscono peggio… la chiesa (nel senso di edificio) è la chiesa e lì dentro si prega e si celebra la messa e/o altre liturgie così come sono normate, tutto il resto fuori… è tanto grande il mondo!

  36. Reginaldus scrive:

    ma che cosa è la religione cattolica ora se non una delle tante forme decorative della vita e della morte??? ci si sposa in chiesa e si va in chiesa da morti solo perché è …bello…. vuoi mettere un bel matrimonio in una basilica romana piuttosto che in una saletta di circoscrizione, o un funerale in una chiesa invece che in uno squallido hangar cimiteriale???

  37. rossella scrive:

    Che gli siano stati concessi i funerali in chiesa,lo trovo giusto,poichè nessuno può sapere cosa sia passato nel cuore di questo uomo e se si sia avvicinato a Cristo,chiedendogli perdono dei suoi peccati.Che non venga negata la Comunione,passi,perchè il sacerdote non conosce la vita privata di ogni persona e non sà se in quel momento,nel quale un fedele si accosta a Cristo,sia pentito o meno,ma permettere che due esponenti del sesso libero(quello è),dicano che la loro “professione” sia poesia e che giocherellano,è VERGOGNOSO!!!!

    • Reginaldus scrive:

      la Chiesa rifiutando i funerali religiosi a gente come a divorziati suicidi o… pornografi , non emette un giudizio di condanna eterna, ma fa semplicemente opera di educazione, coerente con la sua dottrina…. Ma una Chiesa così dove è finita???

      • don scrive:

        eh no, caro mio, questa non è opera educativa. Per quanto riguarda i suicidi, documentati meglio, non da ateo devoto. Per i divorziati non sono mai stati negati i funerali, oltre i pornografi ci sono anche i consumatori… chi ci dovrebbe entrare con la bara? mia sorella che è suora?

      • GF scrive:

        La chiesa NON rifiuta affatto i funerali ai risposati o ai suicidi, almeno non la chiesa cattolica. Li potrebbe rifiutare a chi non ha dato segni di pentimento ma qui bisognerebbe chiedersi (prima di brandire il Magistero come una clava) in cosa consistano i “segni di pentimento” e come se ne possa valutare la presenza o l’assenza.

    • donStefano scrive:

      …certo,signora Rossella,passi tutto e di tutto, soprattutto in un contesto che presuppone la fede…dicano e facciano quel che vogliono; questo passi…quest’altro passi… perchè la coscienza è sacra e il diritto di accostarsi all’eucaristia è dato a tutti…tocca alla persona decidere… anche il sacrilegio pubblico passi,ma certe affermazioni contro la morale no…ma lei è credente ( “praticante?”)?Qui si tratta di FEDE e di COERENZA;non era una puntata di Forum quella!Le moraline stile Rita Della Chiesa non c’entrano nulla con Gesù Cristo ne con la SACRA liturgia.Io sono diventato- indegnamente- prete per volere della Chiesa, non per un mio presunto diritto.

  38. Pingback: Eloge de la pornographie dans une église | Riposte-catholique

  39. don roma scrive:

    sono un prete romano, sinceramente infastidito da questi moralismi. Non è per noi facile celebrare funerali di non credenti, divorziati-risposati, altri cosiddetti “peccatori pubblici”. Capisco il parroco dell’eur e la sua difficoltà, evitare che la gente parli al pulpito è una guerra ogni settimana, qualunque cosa dicano. Se non lo avesse fatto, avrebbero criticato il suo essere bigotto, li ha fatti parlare, ecco le critiche. Come la facciamo la sbagliamo

    • guglielmo scrive:

      Su questo don ha assolutamente ragione; anche nella mia parrocchia è successo così: pronti a scandalizzarsi se avvengono casi di incoerenza, pronti a stracciarsi le vesti se si applica la coerenza per evitare la confusione dei fedeli.
      Da semplice fedele desidererei che si facciano norme chiare, fondate e motivate da applicarsi ovunque e in qualsiasi caso; il vero problema secondo me non è tanto che ci siano persone che criticano l’operato del prete (ci sono e sempre ci saranno), ma la difformità di pratica tra un caso ed un altro: una volta si nega un funerale, un altra volta si concede, una volta si nega la Comunione, un’altra volta no, una volta si permettono certi canti e altre volte no ecc

      • Eremita scrive:

        Don Roma, io invece non sono infastidito dai moralismo, ma dalla mancanza di carattere di certi preti: di che avete paura? I parroci sono a capo di una comunità, prendano le decisioni che ritengono opportune senza badare a quel che dice la gente ed i superiori. Ma torniamo al problema di sempre: li formano alla obbedienza ed alla sottomissione, e chi dimostra carattere sa già che avrà la carriera bruciata. Non costa tanto mettere poche norme chiare, chi parla lo decido io e prima presenta un testo scritto, non si applaude, i canti sono quelli della parrocchia, le foto non si fanno o si fa in un certo modo senza disturbare i riti, e così via. Don Roma, la smetta di piagnucolare, che cosa gliene importa delle critiche della gente se Lei ha delle convinzioni, o non ne ha?

      • il maccabeo scrive:

        le norme chiare c´erano fino al concilio, poi é passato il vento del dialogo e per rispettare tutti l´unico che non viene piú rispettato é Gesu´Sacramentato.
        E per di piú a casa SUA.

    • giovannino scrive:

      caro don roma , vorrei esprimerle tutta la mia solidarietà e comprensione , ma anche esortarla a una maggiore apertura e fiducia. Lasci che la gente partecipi , anzi la incoraggi , questo dovrebbe essere l’ atteggiamento di chi come lei ha ricevuto la massima vocazione : quella di portare Gesù alla gente e la gente a Gesù . Non si senta giudicato . Dio, il Giudice supremo , La ha chiamata a preferenza di milioni di altri. Una grande responsabilità verso l’ Eterno , ma un grande onore di fronte a chi , come me e gli altri laici , è oggetto di una vocazione minore. Ascolti tutti , ma non si lasci intimidire da nessuno , lei è in missione per conto di Dio.

    • GF scrive:

      “Non è per noi facile celebrare i funerali per i divorziati risposati”?
      E perché, mi scusi?
      Le sarà certo noto che la chiesa a cui Lei stesso appartiene li definisce “fedeli” divorziati risposati. Fedeli che non sono affatto esclusi dalla comunità della quale fanno parte pur portando il segno dell’esclusione sacramentale. Anzi sono esortati a partecipare alla vita religiosa nei suoi vari aspetti e dunque ai riti che scandiscono la vita del cristiano.
      Ma a parte ciò, suppongo che non esistano funerali distinti per i buoni o per i cattivi, per i santi o per i peccatori, per gli intelligenti o gli stolti…. esistono invece i funerali fatti per i singoli individui ognuno con il proprio fardello di peccati che porterà davanti al Signore.
      Dunque ci sarà il divorziato risposato che, nonostante la sua condizione, avrà condotto una vita più evangelica di tanti altri che si mettono in fila ogni domenica davanti l’altare. E ci sarà il sucida che si è sparato in un momento di tetra disperazione della quale la comunità dei bravi parrocchiani, impegnati a dire rosari, manco si è accorta.
      E forse ci saranno anche il pornografo, l’omicida, il mafioso che sul letto di morte si sono pentiti.
      Cosa c’è di più bello, per un sacerdote, di un peccatore davvero pentito che va in cielo?
      Mi chiedo comunque se davvero esistano funerali facili.
      Il funerale di un bambino che muore tra le sofferenza è “facile”?
      Quello di una mamma che lascia i figli piccoli?
      Quello di un qualsiasi giovane innocente?
      Quello di un vecchio morto all’ospizio abbandonato da tutti?
      Capisco comunque che ragionare per categorie faciliti la vita e le decisioni.
      Le auguro ogni bene riguardo alla sua lotta personale contro le migliaia di peccatori che ogni giorno vorrebbero parlare dal pulpito della sua chiesa.

      • pasticcio scrive:

        Mi dispiace fare il precisino contro tanto buonismo pseudo-misericordioso, ci terrei solo a far presente cosa dice il Codice di Diritto Canonico (e per favore non cominciate a dire che il C.I.C. è contro il Vangelo): CAP. II – Can. 1184 –
        §1. Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: 1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; 2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; 3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli.

        §2. Presentandosi qualche dubbio, si consulti l’Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare.

        Can. 1185 – A chi è escluso dalle esequie ecclesiastiche, deve essere negata anche ogni Messa esequiale.

        INOLTRE vi ricordo che tra i peccatori manifesti ci sono: i concubini (e divorziati risposati); membri di associazioni nemiche della Chiesa (es. massoneria); aderenti notori ad ideologie atee e materialiste; suicidi nel pieno possesso delle loro facoltà e nella determinazione del disprezzo della vita (eutanasia ed altro…) ecc.

        Allora caro don ROMA ma lei è ministro di quale chiesa, la sua personale o quella Cattolica?

        • manuel2012 scrive:

          che pasticcio…
          Questo vale anche per i testimoni di Geova? E se un parente si presenta da un sacerdote per far dire una Messa in suffragio di qualcuno che è morto seguendo questa setta cosa succede? Viene scomunicato il prete o il parente?
          L’ho sempre detto io che il CIC non è vangelo: non è compreso tra i 4 canonici e nemmeno tra quelli di SAL

          • il maccabeo scrive:

            Nessuno viene scomunicato. La si puó sempre dire come intenzione privata, non pubblica. E quel che si doveva fare per Schicchi.
            Prima di sputare sul CIC si informi sulle sue origini. Rimarrá stupito di quanti santi vi abbiano contribuito.

          • Sal scrive:

            @ manuel 2012
            Ma come sig. manuel, non sapeva che tutti, tutti coloro che NON seguono il catechismo e che NON sono sottoposti al codice di diritto canonico sono “apostati” ?
            Per gli apostati niente di niente. No esequie, non eucarestia, no paradiso.

          • manuel2012 scrive:

            @sal
            Quale catechismo devo seguire? Io ho in mente quello di PioX “Dio è l’essere perfettissimo, creatore del cielo della terra” e l’immagine di un bambino con in fianco un angioletto e un diavoletto. Ho deciso di seguire sempre le indicazioni del primo anche se quando ci sono le partite di calcio tifo per il secondo

            @Maccabeo
            Giuda Maccabeo, che martellata!

    • Reginaldus scrive:

      che cosa dice allora il prete di Roma della Chiesa che fu? Praticava essa falsi moralismi??? Il fatto è che una Chiesa che non sa educare, non sa nemmeno insegnare… E se non sa né insegnare né educare, che ci sta a fare, con questi suoi preti che l’unica cosa che hanno in orrore è l’essere tacciati di bigottismo o fondamentalismo???

    • il maccabeo scrive:

      Gent.mo Don Roma, da quanto lei dice si evince che quella del voler accogliere tutti, accontentare tutti e dialogare con tutti é …una chimera. Accontentato uno si scontenta giocoforza chi si oppone. Ecco perché sarebbe ora di decidere da che parte stare, sennó si incorre nel rimprovero dantesco agli ignavi: “spiacenti a Dio e alli inimici suoi!”
      Ora mi sembra che un CONSACRATO abbia deciso di stare dalla parte di Dio e di servire a lui solo e la Chiesa che Lui ha voluto, e non di servire il mondo, cioé chi lotta positivamente e pertinacemnte contro Iddio, i suoi comandamenti e la sua Chiesa: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.”( Gio 15, 14) E questa lealtá a Iddio e a suo Figlio crocefisso la si deve a OGNI costo: “Chi vuole seguirmi RINNEGHI SE STESSO…”(Mc 8, 27)
      D´altronde “se Iddio é con noi chi sará contro di noi?” (Rom 8, 31). Ne´ sará il mondo a darci il Paradiso o a condannarci all´inferno. Perció chi se ne infischia delle sue critiche?: “non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.” (Mt 10, 28)
      Decidiamo dunque una volta per tutte di seguire Iddio e l´insegnamento costante della Chiesa che Lui ha voluto, che gli uomini non sono un mistero né una minaccia incvincibile ne´ per l´uno né per l´altra.
      Basta solo andare a vedere cosa ci han detto entrambi, non oggi, non ieri, ma SEMPRE ed essere coerenti con quell´insegnamento.
      Unione di preghiere.

    • stefano scrive:

      Caro Don Roma, concordo nel merito con quanto scritto da Eremita, anche se personalmente evito di usare toni duri con i sacerdoti. Nel caso in questione credo che il maggior sconcerto derivi non tanto da quello che hanno detto i coloriti protagonisti sulla scena dell’altare, ma dall’assoluto mutismo del parroco. Anzi, devo dire che, tutto sommato l’intervento di quelli, considerato il livello umano, è stato piuttosto moderato, mentre la mancata correzione del sacerdote, anche nei modi e nelle forme più caritatevoli e opportune che l’occasione richiedeva, non mi è parsa encomiabile.

    • donStefano scrive:

      Gentile confratello,vada a leggersi il Vangelo o i discorsi di S.Agostino sui pastori: alla fine della nostra vita avremo delle belle responsabilità a causa del mancato coraggio e del non aver guidato il gregge con fermezza e fiducia nella potenza dello Spirito.E si legga le norme ultime del rituale.Il Popolo di Dio ha bisogno di pastori,non di mercenari.Ne tanto meno di ministri col senso di inferiorità rispetto al mondo incredulo. Su questo verremo giudicati ,stia certo.Lo sà che noi due, sacerdoti del Dio Altissimo, abbiamo una grandissima dignità e potere quando agiamo nella persona di Cristo?Ormai lo sanno bene solo gli adoratori del Maligno.

  40. Marcellone scrive:

    Quand’ho letto questa bella notizia, ho provato un senso di tristezza e di disgusto. Più ancóra dell’aspetto morale (io, sia ben chiaro, sono un peccatore, non giudico nessuno, spero d’essere io perdonato da Dio), mi dà da pensare l’estrema superficialità, diciamo pure l’ignoranza, di tanti, laici e chierici. Non esistono più una teologia morale, un diritto canonico, prima ancóra un senso comune, che abbiano un valore oggettivo?! Una pornodiva sale al pulpito e fa l’eloquente elogio della pornografia, che per lei è poesia! In questa società di massa, tutto si può dire, tutto si può fare, perché nulla ha un significato. E non è la prima volta che leggo una notizia del genere, d’attrici pornografiche che ricevono un sacramento, dopo aver dichiarato che non rinnegano nulla. La pornografia, scusate, è avvilimento della persona, disprezzo della vita, offesa grave all’autore della vita; e è, in concreto, una schiavitù morale per un numero altissimo di persone, e causa principalissima della rovina della società. Chi vuole la liberazione dell’uomo (a questo dovrebbe servire la sinistra) la dovrebbe combattere con intransigenza.

    • Roberto scrive:

      Ma daiiiiiii…. Non ti pare di esagerare un po’ :)
      E perché non dovrebbe essere possibile godere della bellezza dell’atto d’amore fra 2 persone?
      Ricordato che Gesù ci ha lasciati dicendo: “Ma ora chi ha una borsa la prenda., e così una bisaccia; chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una…” Al che essi dissero ” Signore ecco qui 2 spade”. E Lui “Basta!”.
      Secondo me ha scelto di congedarsi in questo modo (dopo sarà solo passione) proprio per far capire che il Suo Divino insegnamento non va preso alla lettera.

      Penso che a te direbbe “Basta!”

      • Roberto scrive:

        Mi spiego:

        Il sesso Dio non l’ha creato per essere perfetti, ma per uomini molto animaleschi negli istinti (che pure sono creati da Dio).
        Se no come sarebbe possibile che nascano centinaia di milioni di nuovi figli di Dio all’anno?
        Dove sarebbero tutti questi esseri iperperfetti che si riproducono?
        Bisogna essere ralisti, il realismo del Dio Creatore

        Gesù dice “Dio li creò maschio e femmina”
        Non ha detto “Dio li creò perfetti, con amore iperperfetto, e il sesso è un dettaglio per la riproduzione”.

        Noto “Dio li creò maschio e femmina”. Mi paiono parole molto rudi, da cui traspare l’aspetto direi animalesco. Infatti se Dio ci ha creati così vogliamo prendercela con Lui??

        • minstrel scrive:

          Roberto, attento però ad usare il termine “animalesco” perché connoti in modo contradditorio un atto che può essere COMPLETAMENTE umano, perché connotato totalmente da un punto di vista morale e la somiglianza con quello animale è praticamente nulla (se non negli occhi di chi lo osserva da esterno), sminuendo così l’atto secondo la mentalità corrente.
          In quello andava il passo di Ratcliffe OP da me citato in precedenza. E in questo procede anche il seguente:

          “«si è ‘problematicizzato’ il sesso. Il gesto sessuale è ridotto a funzione corporale emancipata dalla moralità. L’educazione sessuale a scuola cerca di cancellare le differenze fra noi e gli animali, rimuovendo concetti come il proibito, il pericoloso o il sacro. L’iniziazione sessuale significa superare queste emozioni ‘negative’ e godere del ‘buon sesso’. Abbiamo incoraggiato i figli a un interesse depersonalizzato alla sessualità. Il corpo è diventato opaco»” Roger Scruton, filosofo.

          http://www.uccronline.it/2012/12/12/il-filosofo-scruton-e-la-sessualita-priva-di-legami-con-lordine-naturale/

  41. Marcellone scrive:

    Per Sal. Le Sue parole hanno suscitato la mia sincera ammirazione (nel senso latino di “meraviglia, stupore”, si capisce).

    “Non dice anche il Vangelo ‘Svestiamoci perciò delle opere che appartengono alle tenebre e indossiamo le armi della luce’ (Rm. 13.12)? Non mi pare che il loro lavoro fosse fatto ‘nelle tenebre’, tant’è vero che lo facevano di giorno e pubblicamente.”

    Davvero che non si finisce mai d’imparare. Tanto per cominciare, ignoravo che l’Epistola ai romani facesse parte del Vangelo. Ma soprattutto poi ammiro la sua profondissima illustrazione dei concetti paolini di “tenebre” e “luce”: la pornografia, come Lei ci ha magistralmente dimostrato, è un’opera di “luce”, meritoria per la vita eterna: non si gira mica l’interruttore, no? Tutt’altro!

    Mi permetto anche di suggerirLe, giacché è un esegèta così fine, che il passo da Lei citato comincia con un imperativo ch’è molto significativo: “Spogliatevi!” Son sicuro che Lei ne saprà trarre degli argomenti in difesa della nobile professione della signora Staller (signora Staller che, ripeto – e qui parlo sul serio –, non giudico, come non giudico nessuno).

    Un’ultima cosa, se permette. Mi par di capire che Lei sia di sinistra. Anch’io, vede. Secondo me, esser di sinistra non vuol dire seguir le mode, e adeguarsi alla mentalità corrente: questo non si chiama, in buon italiano, “progressismo”, ma “conformismo”. È una cosa molto diversa.

  42. Riccardo scrive:

    Caro Dott. Tornielli,
    le pongo io ,se retoricamente mi consente, una domanda.
    Secondo lei , è più sconveniente, per usare un blando eufemismo, un sacerdote che lascia che salgano sul pulpito a fare la predica al disgraziato uditorio dei pubblici,e sopratutto impenitenti, peccatori, oppure una Chiesa che benedice un governo, il quale ruba ( attraverso una tassazione selvaggia ,tagli scriteriati e palesemnte inqui del sistema di protezione sociale) ai poveri ( lavoratori, pensionati, disoccupati, malati cronici) per premiare i ricchi ( banche e speculatori internazionali: attraverso la detassazione dei loro scandalosi profitti e depenalizzazione dei reati bancari) e pure guerrafondai ( acquisto di cacciabombadieri per miliardi di euro e rifinanziamento di guerre e conseguenti vittime civili) ?

  43. adam scrive:

    E dove era andato il suo vescovo? In Italia esistono ancora i vescovi?

  44. Ave Maria! Il nostro dovere di veri credenti in Cristo è quello di riparazione… Oggi si commettono innumerevoli sacrilegi perché la maggior parte della gente si comunica in peccato mortale e non si confessano mai o quasi mai. E il dovere di noi sacerdoti, oltre che ad essere regolarmente presenti al confessionale per confessare, dobbiamo anche sempre ricordare all’assemblea liturgica, all’inizio della Santa Messa o aprima della Santa Comunione, che per fare bene la Comunione è necessario confessarsi almeno una volta al mese perché Gesù va sempre ricevuto in Grazia di Dio. Pace e gioia!

  45. Daniele Premoli scrive:

    Evvai anche con la Comunione data (presa?) da chiunque. Non ho fatto catechismo dai lefebvriani o dai tradizionalisti, ma il mio prete (un semplice e santo “prete da oratorio”) mi ha insegnato che prima di ricevere la Comunione occorre confessare almeno i peccati mortali… forse è cambiata la dottrina da dieci anni a questa parte?

    Poi, invece di un semplice discorso alla fine, perchè non si sono messi a girare un film? Tanto è poesia, un modo per incoraggiare la gente a fare quello che non ha il coraggio di fare… Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno!

  46. Ave Maria! Il nostro dovere di veri credenti in Cristo è quello di riparazione perché oggi si commettono innumerevoli, troppi sacrilegi dato che la maggior parte della gente si comunica in peccato mortale: non si confessano mai o quasi mai. E il dovere di noi sacerdoti poi, oltre che ad essere regolarmente presenti al confessionale per confessare, dobbiamo anche ricordare all’assemblea liturgica, all’inizio della Santa Messa o aprima della Santa Comunione, che per fare bene la Comunione è necessario confessarsi almeno una volta al mese perché Gesù va sempre ricevuto in Grazia di Dio. Pace e gioia!

    • Riccardo scrive:

      Caro Don Mario sono rimasto indietro nel catechismo o è lei che fa fughe in avanti con la nuova- e biasimevole- Chiesa cattolica?
      Io sapevo infatti che per far bene la comunione bisogna SEMPRE confessarsi prima di essa -ovviamente se si riconosce aver peccato nel frattempo- e non solo una volta al mese,a forfait!

      • manuel2012 scrive:

        @Riccardo
        Più che rimasto indietro, penso che abbia dimenticato qualcosa. E’ meglio fare riferimento al CIC che potrebbe servire, anche se ugualmente non siamo di fronte al Vangelo…

        “Colui che è consapevole di essere in peccato grave, non celebri la Messa né comunichi al Corpo del Signore senza premettere la confessione sacramentale, a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi che è tenuto a porre un atto di contrizione perfetta, che includa il proposito di confessarsi quanto prima.”

        Se lo dice il CIC, vuol dire che per la comunione è indispensabile il pentimento di fronte a Dio e il PROPOSITO di confessarsi quam primum e quando c’è un prete disponibile. Se vuoi cambiarlo fallo pure, se ne hai la facoltà

    • Squilpa scrive:

      Se la smettessimo del tutto con questa confessione, forse diventeremmo anche noi seri come i protestanti.

      • Riccardo scrive:

        …….e chi ti ha convinto a questi cambiamenti,il Padreeterno?

      • il maccabeo scrive:

        beh, non so lei dove viva, ma io qui dove vivo in nord europa ho conosciuto dei protestanti che son invece andati a chiedere la confessione a dei preti cattolici. Purtroppo alcuni non han voluto convertirsi, perció niente confessione … parecchi protestanti peró ne sentono il bisogno regolarmente e invidiano i cattolici che possono farsi perdonare i peccati e voltar pagina nella loro vita.
        L´alternativa laica é il lettino dello psicologo, ma mi sembra che i laici psicologi non forniscano questo servizio se non dietro generoso e lauto pagamento.

        • Ilsanta scrive:

          @Ilmaccabeo

          L’alternativa laica è porre rimedio, se possibile, al torto fatto subito, senza ricorrere a nessuna lavanderia morale.

          • il maccabeo scrive:

            beh, se non c´e bisogno di lavanderia morale non c´é nemmeno bisogno di moralitá, e se non c´e bisogno di moralitá a che serve porre rimedio e a che cosa?

          • il maccabeo scrive:

            quelli che fan sempre la morale alla Chiesa cattolica, ai preti e ai cattolici in genere di ogni ordine e grado ora ci dicono che… non ´c e bisogno di lavanderia morale?
            Ma un po´di coerenza?

          • Ilsanta scrive:

            @Ilsanta

            Io sono dell’opinione che ognuno dovrebbe imparare a lavarsi i panni che sporca, avere qualcuno che ti fa credere di poterli ripulire senza particolare sforzo non mi sembra educativo.

          • il maccabeo scrive:

            E allora perché continua a scrivere su sto blog? Se “ognuno dovrebbe imparare a lavarsi i panni che sporca”… “senza ricorrere a nessuna lavanderia morale” allora anche le sue osservazioni non serviranno “a ripulire le menti ottenebrate dei cattolici dai loro beceri pregiudizi”.
            Insomma, lei e i suoi compari uaarini o perdete tempo…o siete in contraddizione flagrante.

        • Ilsanta scrive:

          @Ilmaccabeo

          E lei perchè si preoccupa tento delle alternative laiche se ritiene di essere già a posto con il suo parroco?

          • il maccabeo scrive:

            1. perché qui siamo su un blog che parla di palazzi vaticani e non del cremlino.
            2. perché si stava parlando all´inizio di questa thread di una supposta non serietá della confessione cattolica e di una altrettanto supposta e indimostrata serietá del protestantesimo (squilpa).
            3. perché qui non si censura nessuno come al contrario avviene sul sito dell´uaar.
            4. perché sono un ex-ateo ingannato a suo tempo dal laicismo e cerco di riparare come posso.
            Credo che per ora possa bastare.

          • il maccabeo scrive:

            E anche perché in tempo di crisi voglio far risparmiare soldi a chi é giá in difficoltá proponendo al lettino dello psicologo l´alternativa gratuita del confessionale.

      • donStefano scrive:

        …passi al protestantesimo, che cosi non inquina più l’aria.Su,su,si decida…

  47. ciotto scrive:

    …per fortuna mia sono buddista!

    • donStefano scrive:

      …cioè, è ateo.Auguri e buon natale.

      • Roberto scrive:

        Non c’è nulla di male ad essere non credente, Gesù dice: “solo chi è attirato dal Padre mio viene a me”.
        E per fortuna, se fossimo tutti credenti immagini che triste mondo, infatti siamo talmente umani che trasformeremmo il Paradiso in inferno
        E’ per questo che Dio ne lascia molti al di fuori, a fare da pungolo ai credenti che si sentono troppo perfetti ma non sono il sale di cui parla Gesù.

        Se il sale perde sapore con che lo si salerà? Col Fuoco !! (Dal Vangelo)

        PS: però la sapienza di Gesù è infinitamente superiore a quella dell’uomo Budda…

  48. Roberto scrive:

    Volevo dare uno spunto di riflessione a tutti Esimi Cristiani.

    Ricordate che Gesù ci ha lasciati (dopo sarà passione senza insegnamenti diretti) dicendo: “Ma ora chi ha una borsa la prenda., e così una bisaccia; chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una…” Al che essi dissero ” Signore ecco qui 2 spade”.
    E Lui “Basta!”.

    Gli apostoli sono esimi cristiani, come chi ha scritto in questo bel blog.

    Ma Gesù dice stizzito “Basta!”
    Eppure dalle sue parole la risposta degli apostoli è conseguente. Rispettosa.
    Ma Gesù vede questa risposta come fumo negli occhi…
    NON E’ COSI’ CHE VA PRESO IL SUO DIVINO INSEGNAMENTO.

    State cadendo nello stesso errore, errore facilissimo da commettere (ci sono caduti gli apostoli!!) ma agli occhi di Gesù molto grave.

    Il suo insegnamento non va preso alla lettera, ma caso per caso.
    Se no avremmo lapidato l’adultera, ma lui scriveva per terra per dire… Pensate… E che, vi dicevo di prendere 2 spade e infilzare le guardie??

    • Daniele Premoli scrive:

      Gentile Roberto, sono il primo che deve andare a confessarsi e che è lontano miglia dall’essere come il più meschino degli Apostoli. Però. Però c’è la parola di Gesù, quel “ti sono rimessi i tuoi peccati, và in pace e non peccare più”, che Gesù – se non erro, vado a memoria – dice all’adultera. Sino a prova contraria, la via per rimettere i peccati mortali in questo mondo è la confessione. Lungi da me il giudicare la coscienza di quelle persone: ma era proprio così necessario dare la Comunione a chi dopo poco fa un inno alla pornografia?

      Non credo che san Pio, don Bosco o altri fossero quelli che lei descrive – mi pare d’intuire in senso dispregiativo – come “esimi cristiani”. Ma siamo così sicuri che fossero così leggeri nel dare la Comunione? Siamo – purtroppo – giunti ad una situazione da orrore, dove i catechisti non dicono più – potrei fare nomi e cognomi e luoghi – che non si può fare la Comunione con i peccati mortali sulla coscienza… magari poi turbano i bambini o i ragazzi. O dove non si dice ai genitori che, in fin dei conti, se chiedono la Prima Comunione per i propri figli, forse sarebbe il caso che quantomeno non impediscano loro di andare a Messa la domenica (o il sabato sera, che dir si voglia).
      Signore, Dio degli eserciti: guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato

      • Roberto scrive:

        “esimio” vuol dire illustre. Quindi perché dispregiativo??

        Con questa severità sulla comunione fratello mi sembri l’apostolo che voleva dare la spada a Gesù.

        • Daniele Premoli scrive:

          Lungi da me la severità su quella bazzecola che qualcuno si ostina ancora a chiamare Santa Comunione (io continuo a vederla piuttosto come distribuzione dei pop corn… e la realtà spesso sembra confermare tale idea). Anzi: se ha la cortesia di confermarmi che per accedere alla Comunione non ci sono più le tre, famose e severe condizioni (tra le quali quella dello stato di grazia), mi farebbe un grande, immenso, gigantesco favore. Sa, anche noi pseudo-rigoristi o giansenisti-mancati facciamo fatica a confessarci…

          • Roberto scrive:

            Tu hai ragione ma in questo particolare caso questa regola a questi pubblicani non si poteva richiedere

          • giovannino scrive:

            caro Daniele Premoli , la condizione essenziale per poter ricevere l’ Eucarestia è di essere in stato di grazia . Non essendo questo percepibile fisicamente si ricorre ad indicatori sensibili . Essersi confessati di recente è appunto un segno della condizione di grazia.

          • Daniele Premoli scrive:

            Era un commento ironico il mio!

      • luciano27 scrive:

        Gent. Daniele Premoli la parola di Gesù è molto chiara: assolve LUI, GESU’ma parimenti dice di non peccare più: se lei ritiene di doversi confessare,ad un uomo,è perchè non ha dato ascolto a quella parola, come del resto tutti quelli che si confessano e che totalmente(aggiungo quasi)vengono assolti.

  49. GF scrive:

    @Lorenzo 1963
    Lei è evidentemente poco informato riguardo la pastorale dei divorziati risposati.
    E’ la chiesa stessa che li esorta, per quanto loro possibile e nel rispetto dei limiti loro imposti, a partecipare alla vita religiosa della comunità di cui fanno parte, è quindi del tutto ovvio che non si possa certo impedire di partecipare ai funerali dei propri cari anche perché questo mal si accorderebbe con quello spirito di accoglienza più volte invocato dallo stesso Papa riguardo a questi fedeli. E’ il Magistero stesso che li definisce tali… fedeli membri del popolo di Dio in quanto battezzati e non affatto scomunicati come qualcuno purtroppo ancora crede.
    Tenderei poi a distinguere quella che viene definita una oggettiva “situazione” di peccato da chi commette una serie ben definita e concreta di atti peccaminosi ma la discussione si farebbe forse troppo complessa.

    • Lorenzo 1963 scrive:

      @GF. Non mi è chiaro chi siano per Lei i “divorziati risposati”. Visto che il divorzio non esiste nel matrimonio canonico, chi è sposato religiosamente non può mai considerarsi divorziato, e giustamente la legge italiana non parla di divorzio, ma di “scioglimento degli effetti civili” del vincolo, e solo di quelli. Come si può dire di chi è sottoposto ad un valido vincolo che sia poi “risposato”? Al limite bisognerebbe specificare “risposato civilmente”. Il (solo) matrimonio civile non è lecito per un battezzato, e non può essere consdierato altro che un concubinaggio legalizzato. La “seconda vedova” del noto cantante, quindi non poteva essere considerata dal vescovo altro che una concubina, da qui lo scandalo. Altri pastori in altre epoche sono andati in prigione per non profanare in tal modo il sacramento del Matrimonio. Oggi le esigenze pastorali (e dei generosi contributi in denaro) fanno sì che la Chiesa si mostri molto tollerante con tutti. Ma ripeto, non si dice che non doveva essere celebrato il funerale di una persona battezzata che viveva in stato di dannazione, solo che poteva essere fatto in modo molto più discreto e molto meno trionfale.

      • GF scrive:

        Lei certamente saprà che una sostanziosa parte del direttorio di pastorale familiare è dedicata alle famiglie in situazione difficile o irregolare. Tra dette situazioni quella dei divorziati risposati (è del tutto ovvio e superfluo osservare che ci si riferisce al divorzio civile) occupa un posto preminente. Di questi fedeli si è anche interessato più volte lo stesso pontefice, prima Giovanni Paolo II e poi l’attuale (notevole la lettera, quando ancora era Prefetto della Congragazione, riguardo la ricezione dell’Eucarestia da parte dei fedeli risposati, le risparmio comunque il lungo elenco dei documenti ufficiali) sollecitando in ogni occasione ad ACCOGLIERE queste persone usando verità e misericordia.
        Non si capisce quindi perché la seconda moglie di Pavarotti non potesse partecipare alle esequie del marito.
        In cosa consisterebbe di preciso lo scandalo?
        In quale modo, partecipando ad un rito funebre, si indurrebbe gli altri al peccato?
        In base a quale norma canonica il vescovo avrebbe dovuto allontanarla quando è il Magistero stesso che invita questi fedeli a partecipare il più possibile alla vita di chiesa ed a coltivare la propria fede?
        Mi auguro comunque che le stesse considerazioni di opportunità e sobrietà lei le faccia anche riguardo a matrimoni come quello del sig. Briatore, celebrato niente meno cha da un cardinale ed il cui costo avrebbe forse sanato il bilancio di uno staterello africano. Oppure il fatto che l’uno sia il legittimo sposo dell’altra rende lecito qualsiasi comportamento?

        • Lorenzo 1963 scrive:

          @GF Egregio signore, prima di fare commenti, dovrebbe almeno degnarsi di leggere i testi che critica. Vorrei sapere dove ho scritto che la moglie civile del tenore non avrebbe dovuto partecipare alle esequie del “marito” (come cristiano direi piuttosto il concubino sposato civilmente): Lei se lo è inventato di sana pianta. Ho solo detto e ripetuto che era inopportuna la solennità celebrativa di vescovo e cattedrale.
          Quanto all’uso della parola “divorzio”, usarla per i coniugi di diritto canonico che hanno chiesto (o subito) la cessazione degli effetti civili del loro vincolo canonico è una semplificazione che ritengo inopportuna (anche quando usata da preti o vescovi), in quanto può far credere agli ingenui o agli ignoranti che queste persone siano veramente divorziate, ovvero che il loro vincolo sia cessato. Se la legge italiana prevede il divorzio SOLO per le unioni civili, perché nel linguaggio comune, e per di più da parte di battezzati, si dovrebbe essere più realisti del re o più divorzisti di un Loris Fortuna?
          Il vincolo canonico rimane canonicamente perfettamente valido e produttivo di effetti, tra cui l’obbligo di fedeltà reciproco. Dire che due coniugi (in base al diritto canonico) non sono più sposati o sono “divorziati” e che il secondo “marito” è un vero marito è una bestemmia contro il sacramento del Matrimonio. Quanto alla “pastorale familiare”, preti compiacenti e corrotti ce ne sono sempre stati, non mi stupisce che di fronte allo sfacelo dell’istituzione familiare molti di loro tentino di salvare capra e cavoli e nascondano il Vangelo pur di non perdere preziose pecorelle da tosare.

          • GF scrive:

            Dovrebbe rivolgere le sue critiche anche al romano pontefice che a riguardo scrive:
            “I divorziati risposati, tuttavia, nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa, che li segue con speciale attenzione, nel desiderio che coltivino, per quanto possibile, uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla santa Messa, pur senza ricevere la Comunione, l’ascolto della Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l’impegno educativo verso i figli. (Sacramentum Caritas)”
            Come può osservare nemmeno il Papa si fa problema ad usare una terminologia il cui uso evidentemente non provoca i terribili fraintendimenti che lei suppone.
            Mi permetto poi di consigliarle la lettura del Direttorio pastorale per le famiglie in difficoltà edito dalla CEI, che non credo sia composta da sacerdoti compiacenti e corrotti. Questo prezioso documento le potrebbe essere senza dubbio utile per avvicinarsi ad un ambito del Magistero con il quale lei non mostra familiarità.
            Per quanto riguarda i funerali in cattedrale del noto tenore invece non comprendo di cosa si stupisca dal momento che si trattava d’un personaggio di fama mondiale e che, in modo del tutto prevedibile, avrebbero visto la presenza d’una moltitudine di persone.
            Il vescovo non avrebbe dovuto celebrare la messa?
            E per quale curioso motivo?
            La solenne presenza di un vescovo avallerebbe o farebbe presumere una certa elasticità riguardo l’indissolubilità matrimoniale mentre quella di un semplice prete no?
            Oltretutto, seppure concubino impenitente, Pavarotti si è speso in mille iniziative caritative in mezzo mondo. A suo parere ciò non conta nulla? Spero lei ricordi le parole di S.Paolo riguardo alla Carità.
            In ogni modo, Pavarotti è stato a lungo malato prima di morire e, come certamente saprà, il Magistero insegna che se la separazione della nuova unione (forse lei preferisce chiamarla concubinato) non è possibile per motivi seri come la presenza di figli o la salute cagionevole, la Chiesa può tollerare che la convivenza continui purché ci si astenga dagli atti propri dei coniugi. E qui si entra in una sfera privata sulla quale nessuno può dir nulla, anche se si può facilmente presumere che l’ultima parte della vita del tenore sia stata piuttosto continente, non crede?
            Dunque abbiamo avuto un funerale di un uomo che cristianamente molto ha fatto per il prossimo, un uomo che era notissimo e che si trovava nelle esatte condizioni previste dalla chiesa per poter continuare a convivere con la seconda moglie.
            Oppure avrebbero dovuto affittare un polveroso hangar all’aeroporto e metterci dentro la bara ed un altare da campo cosicché i fedeli non sarebbero stati indotti in errore riguardo ciò che la chiesa stabilisce riguardo il matrimonio?

        • Lorenzo 1963 scrive:

          Ma Lei che cita tanti documenti papali e della CEI crede a tutto quello che dicono i preti?

          • GF scrive:

            Credo a quello che insegna il Magistero della Chiesa Cattolica.
            Lei non crede in ciò che la tradizione della Chiesa insegna? Lo mette forse in dubbio?

      • luciano27 scrive:

        per lo stato italiano, i matrimoni validi sono civili o religiosi: questi parificati a quelli civili,come è logico che sia. Il divorzio non è legge obbligatoria. Sta agli sposati decidere di usufruirne o no. E’ falso dire che la legge sul divorzio,come quella sull’aborto, promuovano l’utilizzo di queste due azioni. Cercano di evitare,invece situazioni anomale o rischiose ricorrenti:separazioni con successive unioni semiclandestine nei riguardi della legge, o l’abortire in clandestinità.Le posizioni o imposizioni della chiesa devono riguardare solo coloro che in questa si riconoscono che ,d’altra parte per la loro dottrina, non devono neanche prenderle in considerazione se sono coerentinon solo a parole

    • Lorenzo 1963 scrive:

      Perchè invece la Chiesa non esorta semplicemente quelli che Lei chiama impropriamente “divorziati risposati” a tornare con il proprio vero coniuge e ad abbandonare una relazione che li fa vivere in stato di dannazione? Perché la Chiesa non ha più il coraggio di dire la verità e annunciare il Vangelo (Mc 10: 11 Lc 16: 18)? Perché non si dice più chiaramente che cosa è peccato mortale e che cosa non lo è in campo di morale sessuale?
      Sarebbe importante per tutti noi che la Chiesa desse risposte chiare a queste semplici domande:
      “Un celibe che ha rapporti sessuali con la fidanzata compie peccato mortale?”
      “Un celibe che ha rapporti sessuali con una relazione occasionale compie peccato mortale?”
      “Un celibe che ha rapporti sessuali con una prostituta compie peccato mortale?”
      “Una persona sposata (canonicamente) che ha rapporti sessuali occasionali al di fuori del matrimonio compie peccato mortale?”
      “Una persona sposata (canonicamente) che ha una relazione adulterina stabile al di fuori del matrimonio compie peccato mortale?”
      “Un battezzato che si sposa solo civilmente compie peccato mortale?”
      Già poter dire sì o no a queste domande costituirebbe un aiuto e una guida alle anime mille volte più utile di cento pagine di chiacchiere pastorali.

      • GF scrive:

        Come le ripeto, gentile Lorenzo, non io ma il Magistero della Chiesa Cattolica ed il Papa in persona definiscono DIVORZIATI RISPOSATI i fedeli che sono in detta condizione matrimoniale. Non penso si possa dire che il Papa si esprima impropriamente, non crede?
        La chiesa risponde chiaramente a tutte le domande che lei propone.
        Se una persona è seriamente interessata a coltivare la propria fede, credo abbia almeno il dovere di informarsi riguardo a ciò che la Chiesa insegna.
        Secondo lei è così difficile trovare le risposte alle domande che si è dato la pena di elencare?

        • Lorenzo 1963 scrive:

          Il concetto di “divorziati risposati” è giuridico, in quanto attiene ad istituti del diritto (canonico o civile): non mi sembra che sia un settore coperto dall’infallibilità petrina.
          Quanto alle risposte alle mie domande sull’attribuzione della qualifica di “peccato mortale” o meno a certi comportamenti, risposte che mi premono di più di una discussione giuridica sul concetto di divorzio, probabilmente non ho cercato bene: Le sarei (veramente) grato se mi desse un link o un’indicazione bibliografica delle pronunzie possibilmente recenti del Magistero in tal senso.

  50. michele scrive:

    Sono sacerdote. Anch’io non riesco a comprendere come mai questo prete abbia dato la Comunione e fatto parlare dal pulpito a “star” (se fa per dire) della pornografia, che tanto male ha fatto a tantissime persone. Non riesco a capire perché finora non ci sia stata una condanna da parte del Vicario Generale della Diocesi di Roma. Per me É UNO SCANDALO.

    • Roberto scrive:

      E quanto male ha fatto invece di insultare Dio dicendo che l’impulso sessuale non esiste? Impulso da Lui creato in modo che nascano sempre nuovi figli di Dio?
      Forse non piace il modo… Troppo animalesco…
      Ma Dio così ha deciso!

  51. Squilpa scrive:

    Chissà cosa ascoltano gli stessi sacerdoti, ogni volta, dai peccatori, in sede di confessione. Se, cioè, la chiesa considera da sempre il sesso come il Peccato per eccellenza, immagino che le orecchie dei sacerdoti siano gonfie, alla sera, per il sovrabbondare di “peccati sessuali”, essendo una pulsione fortissima e non reprimibile, (e da cui vediamo afflitti i sacerdoti medesimi).
    Forse la soluzione è sdrammatizzare un pò questo arcaico modo di vedere le cose e smetterla con questa demonizzazione estrema del sesso.

    • Roberto scrive:

      Il problema nasce tutto perché Gesù in questo campo è molto difficile da capire (secondo me è il suo Divino Volere).
      Se uno legge passi tipo “se il tuo occhio ti è occasione di scandalo cavalo e gettalo via da te” uno si farebbe cieco come Schicchi per la malattia è stato.
      Ma poi come dici tu il credente scopre che “essendo una pulsione fortissima e non reprimibile, (e da cui vediamo afflitti i sacerdoti medesimi).”
      Secondo me l’insegnamento di Dio qui, e ci marchia nel fuoco nella nostra carne, E’ DI NON PRENDERE MAI I SUOI INSEGNAMENTI ALLA LETTERA.

      In un certo senso l’insegnamento ha effetto, perché nel cristianesimo non ci sono come nell’islam persone che si fanno saltare in aria per ogni minima virgola del Corano.

      La superiorità dell’insegnamento di Gesù è che ci OBBLIGA a non prendere mai alla lettera le sue parole. Obbliga con metodi “divini”… Tipo chiedendoci cose che ci sembrano giuste a un analisi elementare e scopriamo con nostro grande stupore che non era quella la spiegazione da dare alle sue parole. Dopo grandi mazzate !!

      • macv scrive:

        scusa allora perchè dobbiamo prendere alla lettera “ama il tuo prossimo come te stesso”??? “oppure “va’ vendi tutto ciò chje hai e dallo ai poveri”?? allora alcune cose vanno prese alla lettera e altre, per esempio , “chi desidera una donna in cuor suo ha già commesso adulterio2 , non vanno prese alla lettera??
        e chi decide quali vanno prese alla lettera e quali no???
        mi pare che l’immagine di un Dio che si rivela nella sua Sacra Parola ma che obbliga gli uomini a NON prendere alla lettera la Sua Sacra Parola sia un tantino come dire?? schizofrenica!!!

      • luciano27 scrive:

        egr. roberto,allora non ho torto quando dico che ognuno interpreta come meglio crede i libri sacri. Mi spieghi perchè Gesù OBBLIGA………… per poi rifilare grandi mazzate. Questi ragionamenti mi ricordano il caso di quel tipo che guardando da un cancello chiuso quelli che passavano nella strada gridava loro *cosa fate voi lì dentro?”il cancello era del vecchio manicomio di Collegno

        • Roberto scrive:

          E’ qui la frase: “quanto è difficile la strada per il Regno di Dio, e quanto pochi sono quelli che la trovano”

          La nostra vita deve imparare il discernimento negli insegnamenti.

          Oppure faremmo come i muslim che prendono alla lettera tutto per Allah… Ma a Gesù fortunatamente questo non piace

          • luciano27 scrive:

            Roberto dice bene che è difficile la strada per il regno di Dio,ma sono convinto che non si trova dicendo di sapere cosa vogliono e fanno Dio e Gesù ,né nominandoli e aggetivandoli troppo spesso. Però se non bisogna interpretarli alla lettera, come si può farlo diversamente, per capire cosa vuol dire Cristo?

        • sandro pasquino scrive:

          Luciano 27 , se non sbaglio e’ colui che infestava il blog di Tosatti…ora e’ passato a questo. E’ un non credente….accusa i Cristiani di sapere cosa e’ Dio…..e poi invece da’ lui lezioni di Cristianesimo…Gesu’ etc…una perla…..un po’ come tutti gli italiani che son tutti esperti di calcio senza mai averci giocato. Una chicca…..ha evoluto anche il linguaggio ……ma le serpi prima o poi si scoprono, basta alzare il sasso dove si nascondono!

          • Roberto scrive:

            Rispondo a Luciano:
            abbiamo un esempio ecalatante vedendo l’Egitto adesso. “Legge? non c’è bisogno, è tutto scritto nel Corano”…
            Gesù invece non la pensa così, ogni suo detto di Sapienza Infinita è anche molto difficile da scoprire ne suo Significato, anche perché tranne quando parla “In verità In verità vi dico” è stato istruito dal Padre Suo a parlare in parabole.
            Ricordiamo Gesù ci ha lasciati (dopo sarà passione senza insegnamenti diretti) dicendo: “Ma ora chi ha una borsa la prenda., e così una bisaccia; chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una…” Al che essi dissero ” Signore ecco qui 2 spade”.
            E Lui “Basta!”.
            Gli apostoli sono esimi cristiani, ma Gesù dice stizzito “Basta!”
            Eppure dalle sue parole la risposta degli apostoli è conseguente. Rispettosa.
            Ma Gesù vede questa risposta come fumo negli occhi…
            NON E’ COSI’ CHE VA PRESO IL SUO DIVINO INSEGNAMENTO.

            Quindi il vero vaglio, per cui saremo vagliati tutti, è “l’unico peccato che non sarà mai perdonato è la Bestemmia contro lo Spirito Santo”
            Per il resto il nostro compito quaggiù è cercare di capire i sui Divini Insegnamenti.

            Ma se li prendiamo in maniera facilona Gesù ci tura le Saette, “Basta !”

  52. Sal scrive:

    @ Marcellone
    La ringrazio per la sua giusta riflessione, con la quale sono del tutto d’accordo. Lei ha ragione nel sostenere che la pornografia non fa certamente parte delle “opere della luce”, e che quindi “spogliarsi” come ha giustamente fatto notare, al fine di suscitare “passione” non è certamente da accreditarsi come opera meritoria.
    Mi congratulo, con lei perché è stato l’unico ad accorgersi e a replicare nel merito alla mia provocazione. Ne convengo, ha dimostrato acume e ragionevolezza che ahimè sono rari e non ho riscontrato in tutti gli altri partecipanti, tutti intenti ad accapigliarsi per i motivi più stravaganti.

    La mia era una provocazione alla quale nessuno tranne lei ha dato risposta nel merito, e fanno tenerezza tutti i don che hanno partecipato, come il distinto “roma” che si lamenta perché dice : “come la facciamo la sbagliamo”12 dicembre 2012 alle 23:34

    Le dirò come la vedo io, tanto per non rimanere nel vago, precisando anche che non so cosa significhi essere di sx o di dx e nemmeno mi interessa. Sono uno che ambisce alla Giustizia che non è di Sx né di Dx.
    Ma ricordo che Gesù disse :“lascia che i morti seppelliscano i loro morti” (Mt 8.22) Mi sorprende quindi che la chiesa continui a fare funerali, riti e cerimonie che non sono nè di Sx né di Dx, a divi e pornodivi, a divorziati, separati, omosessuali e non. Sarebbe preferibile che si interessasse dei vivi, non di quelli che sono già morti ma ancora non lo sanno. Gli altri morti, sono coloro che hanno già reso conto della loro vita e delle loro azioni delle quali nessuno ha nessun titolo per decidere in nessun senso.

    Gesù continuò : – “Ma tu continua a seguirmi” – Continuare a seguirlo, non include seppellire i morti con riti, funzioni, cerimonie, ipocrisie più o meno appariscenti, eucarestie con relativa confessione si o no. Sono tutte azioni utili solo a giustificare l’ignoranza e la superstizione di colui che pensa di ricevere l’ambito premio solo per essersi iscritto alla gara senza aver partecipato.
    Cerimonie e riti sono utili solo a soddisfare, in quel momento, la magia della superstizione, che lenisce e da sollievo alla fantasia, ma che nulla hanno a che fare con la Verità. Solo ad apparire accettabili a sè stessi perché imitano ciò che fanno gli altri e agli altri perchè accettano ciò che fanno tutti seguendo una tradizione che va continuamente modificandosi a seconda degli umori e delle preferenze di coloro che vi partecipano che ora hanno perfino imparato a battere le mani al quel morto che fino a 10 minuti prima avrebbero volentieri depredato.
    Continuare a seguirlo significa proclamare il Regno, insegnando ad essere ragionevoli, e non ipocriti al seguito delle mode a cui la chiesa con molta convenienza e molta tolleranza si adatta facilmente, come tutta la discussione ha dimostrato. Se si debba o non si debba, se è conveniente o non conveniente “farla x farla sbagliata”
    Dimenticando che “erano esigenze legali relative alla carne e furono imposte fino al tempo fissato per mettere le cose a posto.” ( Ebr 9.10) “Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, l’immeritata benignità e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo.” ( Gv 1.17) – “che cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti e che ci era contrario; ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura.” ( Col 2.14)

    Lei certamente conosce ‘l’uomo dell’illegalità” di cui a 2 Tess. 2.9-10. Ebbene la Cyclopædia di M’Clintock e Strong riferisce: “L’uomo dell’illegalità” fu pienamente rivelato dopo la morte degli apostoli. Alcuni capi delle chiese cominciarono a signoreggiare sui loro fratelli e a soddisfare i politicanti mondani. La ribellione si manifestò in modo specialmente sfacciato ai giorni dell’imperatore Costantino, che fece del cristianesimo la religione di Stato Fu corrotta la semplicità del Vangelo; furono introdotti pomposi riti e cerimonie; onori ed emolumenti mondani furono conferiti agli insegnanti del cristianesimo, e il regno di Cristo in buona misura si convertì in un regno di questo mondo”. — Vol. 2, pag. 488.

    E’ questa la mia risposta sig. Marcellone, ringraziandola per avermi dato questa opportunità. E nuovamente congratulandomi per il suo acume e conoscenza della scrittura.
    Per quanto riguarda la lettera ai Romani, la includo come Vangelo, perché essendo Vangelo una Buona notizia, è anch’essa una buona notizia come tutto il Libro da Genesi ad Apocalisse poiché tratta di un unico tema nella sua interezza. E’ quindi un Vangelo.
    Il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli (11a edizione) dà questa definizione di “Vangelo”: “La buona notizia, il lieto annunzio, consistente nella predicazione del regno di Dio e della redenzione del genere umano a opera del Cristo”
    Stia bene

    • Daniele Premoli scrive:

      “Continuare a seguirlo, non include seppellire i morti con riti, funzioni, cerimonie, ipocrisie più o meno appariscenti, eucarestie con relativa confessione si o no. Sono tutte azioni utili solo a giustificare l’ignoranza e la superstizione di colui che pensa di ricevere l’ambito premio solo per essersi iscritto alla gara senza aver partecipato.”

      Eh??????

      • Sal scrive:

        Basta attaccare la spina e non è così difficile….. visto che succede quando si disimpara a ragionare ? Poi non si capisce più !

        • Daniele Premoli scrive:

          Bene, allora da domani crederò senza partecipare alla minima Messa, senza nemmeno l’ombra di un sacramento, eliminando qualsivoglia riferimento alla Chiesa. Cosa rimane di cattolico?

          • Sal scrive:

            @ Daniele Premoli
            “Cosa rimane di cattolico?”

            Non lo so sig. Daniele, lo decida lei, se essere cristiano informato, o cattolico celebrante disinformato. Gesù non ha mai parlato di riti, cerimonie, messe o sacramenti o tradizioni da rispettare. Sono formalismi imposti e insegnati da uomini.
            Il Vangelo non dice che gli apostoli facevano un rito ogni giorno. Gesù celebrò il ricordò il passaggio dell’angelo in egitto, con i suo amici più intimi, pur avendo oltre 5000 discepoli, il 14 nisan (Pasqua). Poi disse : “Ma tu, quando preghi, entra nella tua stanza privata e, chiusa la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto; allora il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà.” ( Mt 6.6)
            Deve decidere lei cosa le piace fare.
            In fondo non c’è più alcun sacerdozio: “ma egli, siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori.” ( Ebr 7.24)
            Veda lei.

          • luciano27 scrive:

            Sig.Daniele Premoli mi permetta di risponderle, da non credente:di cattolico le rimarrà ben poco, ma si avvicinerà nell’intimo suo, al Dio in cui crede.

          • Daniele Premoli scrive:

            Di un dio intimistico non so che farmene.

  53. Reginaldus scrive:

    Ma chi ha scritto:

    “Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo”?

    Ma ora il vostro prete vi dice:

    “Avete fornicato? Suvvia, Dio sapeva che il vostro spirito era presso di Lui: e ora che il vostro corpo morendo ha cessato di farvi divertire, ora si ricongiunge alla sua anima presso di Lui… Preghiamo, fratelli…”

    • Roberto scrive:

      Gesù dice: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”
      Dice anche “quello in chiesa che diceva “io non sono come questo pubblicano…”" Non sarà giustificato, mentre il pubblicano se si pente Sì

      • Reginaldus scrive:

        Rilegga: la Chiesa rifiutando i funerali religiosi a gente come a divorziati suicidi o… pornografi , non emette un giudizio di condanna eterna, ma fa semplicemente opera di educazione, coerente con la sua dottrina…. Ma una Chiesa così dove è finita???”

        Una chiesa che non osa più dire con l’ Apostolo: “ “ né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti [ sono i gay!] , né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” , in una parola che “ gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio” , per non infastidire nessuno, che chiesa è? E una chiesa che non osa sanzionare anche pubblicamente chi della sua ‘ingiustizia’ fa pubblica professione, per paura di fare del moralismo ipocrita, che chiesa è??? Un maestro che non sanziona gli errori è una burla di maestro! Come la chiesa di oggi: una burla di chiesa … Che c’entra chi è senza peccato scagli la prima pietra??? Certo, il pentimento, ma non sono proprio questi atteggiamenti da ‘chiesa lascia-passare’ che chiudono la via a possibilità di pentimento???

        • GF scrive:

          Mi scusi, Reginaldus, lei è sicuro che il Magistero della chiesa cattolica proibisca i funerali di sucidi o di divorziati?

          • Reginaldus scrive:

            @GF:
            Dove sono le proibizioni?

            —Nel Diritto Canonico, chiaramente enunciate in quello del 1917:

            - al can.2350, par- 2: Qui in seipsos manus intulerint, si quidem mors secuta sit, sepultura
            ecclesiastica priventur ad normam can. 1240, §1, n. 3;

            -can. 1240: Ecclesiastica sepultura privantur, nisi ante mortem aliqua dederint
            poenitentiae signa:
            1° Notorii apostatae a christiana fide, aut sectae haereticae vel schismaticae aut
            sectae massonicae aliisve eiusdem generis societatibus notorie addicti;
            2° Excommunicati vel interdicti post sententiam condemnatoriam vel
            declaratoriam;
            3° QUI SE IPSI OCCIDERINT DELIBERATO CONSILIO;
            4° Mortui in duello aut ex vulnere inde relato;
            5° Qui mandaverint suum corpus cremationi tradi;
            6° Alii PECCATORES PUBLICI ET MANIFESTI.
            – Can. 1241. Excluso ab ecclesiastica sepultura deneganda quoque sunt tum
            QUAELIBET MISSA EXSEQUIALIS, ETIAM ANNIVERSARIA, TUM ALIA PUBLICA OFFICIA FUNEBRIA.

            —…ma anche nel Nuovo, quello del 1983, seppure in maniera più ‘soffusa’:

            - al can.1184: Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche :

            1° quelli che sono notoriamente apostati eretici e scismatici
            2° coloro che scelgono la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana;
            3*gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli
            Can1185- A chi + escluso dalle esequie ecclesiastiche , deve essere negata anche ogni Messa esequiale.

            —Mi pare che non ci siano dubbi…Ma coi nuovi preti si può sperare che abbiano studiato il loro ‘mestiere’???

        • Roberto scrive:

          Sono d’accordo, la chiesa deve insegnare, ma non è contrario a questo fare il funerale e farli parlare in chiesa.

      • sandro pasquino scrive:

        Faccio notare che il pubblicano va’ in Chiesa e si pente del suo stato, per questo puo’ essere giustificato. Non mi risulta che i porno attori si sono scusati, pentiti …ne’ tantomeno confessati, pubblicamente o privatamente…anzi, si sono esaltati. Pertanto…non usiamo le parole Sacre in mal modo….nessuno vuole plapidarli….stiamo difendendo i Sacramenti e la Casa di Dio da coloro che la riducono una spelonca di ladri…e per loro Gesu’ uso’ la frusta!!

        • Roberto scrive:

          A me sembra un segno di devozione e sottomissione il fatto che questi pubblicani si siano accostati alla comunione. Pentimento… che ne sappiamo?

    • manuel2012 scrive:

      @reginaldus
      Scusi la mia ignoranza… Cosa vuol dire fornicare? Me lo spiega in parole povere?

      • Sal scrive:

        “Il termine fornicazione deriva dal tardo latino fornicāre derivato a sua volta da fornix, “sotterraneo a volta, sede di prostitute, bordello”, usato dalle traduzioni della Bibbia in latino per tradurre il termine greco porneia (immoralità sessuale). Nel senso più ristretto fornicare significa avere un rapporto sessuale volontario fra persone non sposate tra loro. Questa pratica è o è stata ritenuta illegale da vari sistemi giuridici, ed altresì condannata da alcune religioni.” – Wikipedia

  54. Sal scrive:

    Tratto da Wikipedia – H**p://it.wikipedia.org/wiki/Penitenza_%28sacramento%29#Distorsioni_ed_abuso

    “….Le fonti indicano che la Chiesa delle origini riteneva che il pagano (professante) si riconciliasse con Cristo ricevendo il Battesimo, e con questo entrasse nella comunità. Questo stato di comunione non veniva rotto in modo definitivo da qualsiasi peccato, ma da tre atti di particolare gravità: “omicidio – adulterio – apostasia” Ogni altro peccato poteva essere perdonato, ma commetterne uno di questi tre escludeva immediatamente dalla comunione, dalla comunità e – di conseguenza – dalla possibilità di salvezza.

    Con il passare dei secoli, la Chiesa ammise, per i soli laici, una seconda riconciliazione e successivamente in casi molto particolari, una terza. In questi casi, il penitente […] confessava il suo peccato al vescovo in privato, ma era tenuto a fare richiesta di penitenza pubblicamente. La confessione è… detta “penitenza pubblica” o, più propriamente, penitenza canonica. Il candidato penitente entrava nell’ordo poenitentium.

    Lo stato di penitente era molto gravoso. Comportava il dover prendere posto fuori dalla chiesa o nell’ultimo posto in fondo, il rimanere esclusi dalla comunione e il mantenere a lungo la posizione genuflessa, implicava inoltre la conseguente assunzione di un aspetto dimesso e incolto e l’umile abbigliamento di una veste ruvida e grezza, simbolo dei penitenti e degli eremiti,….
    Man mano che la religione acquisiva le sue caratteristiche e man mano che si incontrava e scontrava con civiltà diverse, la Chiesa si trovò nella necessità di articolare tanto il peccato, quanto la penitenza in modo più profondo e con maggior beneficio … per chi ne fosse stato coinvolto.
    …Nel secolo VIII grazie a San Colombano, divenne privato e maggiormente attuabile: il peccatore confessava al sacerdote e non al vescovo, espiava in privato, e ri-espiava tante volte quante aveva peccato, così come è in uso ancora oggi. La Chiesa, inoltre, articolò maggiormente la riflessione sul peccato e cominciò a suddividerlo in categorie cui venivano assegnate penitenze specifiche. Questo nuovo tipo di penitenza venne detta “Penitenza tariffata” poiché ogni peccato contraeva, in sostanza, un debito verso Dio che andava pagato secondo un “prezzo” o “tariffa” penitenziale stabilito o quantomeno indicato a priori.”

    Interessante, alla fine si è arrivati al “ basta pagare….” per la gioia dei fedeli.

    “….Poveri e sacerdoti, in virtù della loro condizione di maggior lontananza dalle tentazioni del lusso e delle ricchezze, espiavano per procura, se così possiamo dire, le colpe di chi poteva permettersi di pagare per l’intercessione, la preghiera o la messa. La pratica diede spazio ad una serie di abusi sempre maggiori poiché divenne abitudine elargire ai monasteri terre per pagare le espiazioni che il peccatore avrebbe dovuto fare per avvicinarsi a Dio. La Chiesa si arricchì e aumentò il suo potere, ma numerose voci si levarono a difesa del pentimento sincero e contro la pratica della compositio. Numerosi Concili intervennero, ma non riuscirono ad estirpare la tendenza, che continuò a crescere e a dare scandalo.” –

    Il “Ravvedimento”, nella teologia cristiana, traduce il termine greco μετανοια, che significa “trasformazione della mente” “Trasformare la mente” significa essenzialmente modificare l’atteggiamento, cambiare il modo di agire e l’intero modo di vivere. Quindi il ravvedimento dovrebbe condurre alla rinuncia abituale di un modo di vivere di cui si è compreso essere contrario alla Giustizia e ciò che è utile e profittevole.
    Il ravvedimento, propriamente detto, non dovrebbe essere confuso con la penitenza, termine che spesso, nelle versioni cattoliche romane della Bibbia traduce lo stesso μετανοια. L’idea che penitenza suggerisce è, infatti, più l’esecuzione di atti prescritti dalla Chiesa per espiare peccati post-battesimali, ma quest’idea non trova riscontro come tale nel Nuovo Testamento, ma fa parte di un’evoluzione posteriore del concetto.

  55. gianrico scrive:

    Un funerale non si dovrebbe negare a nessuno,ma il funerale oltre ad essere una funzione religiosa è anche la commemorazione del defunto, pertanto ogni defunto ha la sua specifica commemorazione e Schicchi aveva quella,ma anche altri commemorati che passano inosservati hanno anche loro commemorazioni non condivise da tutti o perfino anche truccate.

    • Sal scrive:

      “gravissimi comportamenti personali» dell’ex presidente Banco alimentare legato a cl” Crema, cacciato il “prete in Mercedes”
      La Congregazione per la dottrina della fede ha disposto la riduzione allo stato laicale di mons. Mauro Inzoli

      CREMA (Cremona) – Il mondo cattolico cremonese è sotto choc. La Congregazione per la dottrina della fede ha disposto la riduzione allo stato laicale di monsignor Mauro Inzoli, 62 anni, ex parroco della Santissima Trinità a Crema, ex presidente del Banco alimentare e leader di Comunione e liberazione. Da ieri, ….
      h**p://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_dicembre_12/crema-prete-mercedes-ridotto-stato-laicale-inzoli-2113122935342.shtml

      Vedi vedi…..gliel’hanno fatto a lui il funerale !

    • luciano27 scrive:

      gianrico, commento molto attinente. Il punto focale di questo articolo è il sesso e la sua peccaminosità: perchè questa? Dio stesso lo ha fornito ai nostri progenitori quando li ha creati? Al di fuori del mangiare il frutto proibito non mi sembra abbia loro inibito altro: sempre considerando verità la creazione,ne ha fornito anche gli altri esseri viventi in modo però che lo usassero per scopo e in tempi ben definiti,ma per l’uomo no: come si può spiegare il tutto?per quanto riguarda i commenti, le due *scuole di pensiero* (colpa-noncolpa)hanno ambedue la loro validità

  56. don Andrej (SLO) scrive:

    Si poteva celebrare i funerali ecclesiastici, ma senza la messa funebre – sarebbe la cosa piu’ saggia da fare. Senza messa si evitavano molti problemi.

  57. Pietro scrive:

    Dicevano i nostri vecchi:”Non c’è più religione!” e, purtroppo, oggi è più che mai vero. Non voglio commentare i comportamenti: non sta a me giudicare. Dico solo che al giorno del giudizio ne vedremo delle belle, anche se saremo preoccupati dei fatti nostri. Speriamo che la giustizia divina non si desti prima e, come a Sodoma e Gomorra, non dia a ciascuno il suo! Dice un adagio popolare:”Dio non paga il sabato, ma alla domenica tutti sono pagati”:

  58. Boy scrive:

    Pubblicani e prostitute ci precedeno nel Regno dei Cieli. E’ gravissimo che si permetta di parlare dal pulpito a pornostar in attività che elogiano la pornografia, è gravissimo che si facciano entrare i fotografi a un funerale del genere..ma ora le domande bisogna farle al Cardinal Vallini. Ha poco senso farle al parroco (che sia in buona fede o meno). La Chiesa ha il dovere di tutelare il suo popolo non permettendo che certe cose accadano (o accadano ancora).

  59. fratel Tommaso scrive:

    Credo che ormai a noi cristiani e sacerdoti, manchi il coraggio di difendere la Verità e di opporci, fino all’atto eroico della nostra vita, all’imperversare del male. Manca tutto questo perché, credo, manchi innanzitutto la fede.
    Che Dio abbia misericordia dei fratelli che si consumano e diffondono la pornografia e dia a noi fedeli e sacerdoti la coerenza e la forza della tesimonianza in una nuova primavera della fede.
    Fratel Tommaso

    • giovannino scrive:

      fratel Tommaso , la ringrazio per il suo commento . Parole un po’ forti , ma non stonate in bocca ad un pastore , che deve cercare di fornire un orientamento agli altri fedeli. Voglio sperare che la fede non manchi del tutto , ma certo non ce n’è abbastanza , per il difficile compito di rendere testimonianza al Vangelo. La punizione del peccato è già nell’ atto stesso e penso che questi pornodivi siano già infelici per le loro colpe . La Chiesa dovrebbe accompagnarli nella ricerca di Dio e di una via verso la pace interiore piuttosto che giudicarli. Se abbiamo fede , sappiamo che il giudizio di Dio è una prova terribile per il peccatore , senza bisogno di aggiungere nient’ altro. Ripeto dunque che mi pare giusto accettare il dialogo con il peccatore fino al punto di lasciarlo parlare durante la celebrazione , senza cedimenti sul fatto che certi eccessi nel vivere la sessualità sono contrari alla volontà di Dio. In effetti credo che padre Bartolucci abbia inteso mostrare un atteggiamento misericordioso verso Schicchi e non certo dar man forte nell’ opera di sdoganare la pornografia , ( non sarà che qualcuno lo confonde con Bertolucci ? ) . In serio , credo che si stia perdendo tempo in polemiche eccessive.

  60. antonella lignani scrive:

    Il funerale religioso si deve limitare, secondo me, alla liturgia dei defunti. Chi vuole commemorare il proprio caro può farlo in altra sede; al cimitero o magari sul sagrato, ma non dentro la chiesa. Altrimenti può finire in questo modo, perché le persone non possono essere discriminate.

  61. macv scrive:

    Cara Antonella, hai ragione, ma a chi vuoi che interessi la semplice ed essenziale Liturgia dei defunti? A quale VIP, sia pure VIP del male e della corruzione, può bastare una Santa Messa magari in tono sommesso e minore??’
    Purtroppo i nostri simili, cara Antonella, dobbiamo prenderne atto, da vivi e da morti sono preda di una grande forza : la vanità!!! di qui i funerali oceanici di Mike Bongiorno e i deliri isterici del lutto della Principessa Diana!
    Sì persino le esequie di Giovanni Paolo II non furono esenti da questa corruzione umana: la pompa, la vanità, il teatro, ancora più abominevoli di fronte alla morte.
    Il lutto e le esequie sono per molti l’ultima occasione di “calcare le scene” di questo teatro che è la vita umana. e le calcano fino all’ultimo!! le messe funebri sobrie e devote ,dove i presenti pregano e piangono, credimi, sono una esigua minoranza!
    La maggioranza delle cerimonie funebri sono semplici parate di presenti a ciglio asciutto solo per dire “io ci sono stato ”
    Stendiamo un velo pietoso su tutte queste sciocchezze!!!. Sono sempre esistite!!!.
    La cosa triste è che oggi alcuni cristiani le approvano e le considerano non sciocchezze e vanità, ma cose serie, se dobbiamo prestar fede agli interventi di questo blog.

  62. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Semplici (aberranti) conseguenze della dottrina fino ad oggi impartita da zelanti sacerdoti conciliari.

    Non potendo citare (l’oscurantista, cattivo, bigotto, provinciale) Papa Pio X che descriveva il modernismo come: “metodo e dottrine infarciti di errori, atti non ad edificare, ma a distruggere; non a far dei cattolici, ma a trascinare i cattolici nella eresia, anzi alla distruzione totale d’ogni religione!” (Pascendi Dominici Gregis),

    richiamo l’opinione di Papa Paolo VI che ebbe a dire: «Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia». (Paolo VI segreto, di Jean Guitton).

    In limine litis, mi permetto di notare, come il nuovo Rito delle Esequie, sia di una tale banalità e povertà e talmente privo di un’apertura al trascendente, che la cupa tristezza del momento venga vieppiù acuita dalla odierna liturgia.

    Lunga vita al gloriosamente regnante Benedetto XVI!

    • manuel2012 scrive:

      Ma cosa mi dice mai?
      Povero e banale il nuovo libro delle esequie? Tenendo presente che si sono dimenticati qualche parte della Messa ci sono ben 370 pagine di indicazioni, proposte suggerimenti per la celebrazione: ce ne è proprio per tutte le necessità. Addirittura un’ampia sezione è dedicata alle preghiere in occasione della cremazione! E non mi dica che questo rituale è progressista o modernista: in ossequio alla tradizione nel momento della morte non siamo più “fratelli”, ma “servi”. Questo per sottolineare le parole di Gesù: Non vi chiamerò più servi ma amici. Considerare Dio come “amico” è troppo conciliarista!

    • donStefano scrive:

      Lei descriva nel suo testamento la chiara volontà di un funerale secondo il rito straordinario e si trovi per tempo il prete e la chiesa adatti alla circostanza, con tutti i permessi e precauzioni del caso.Di questi tempi non è facile,ma è permesso ed è un rito stupendo.Buon Natale.

  63. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Gentile Manuel la ringrazio.

    apprendo delle preghiere particolari per la cremazione: chi le fa il Gran Maestro muratore?

    • manuel2012 scrive:

      Non penso. Dovrebbe bastare il celebrante. In quel caso il muratore (piccolo o grande che sia) è momentaneamente in pensione perché non è impiegato per sigillare col cemento la tomba…

  64. Sal scrive:

    @ Daniele Premoli
    “Di un dio intimistico non so che farmene.”

    Evidentemente non conosce il Vangelo. Non è strano che Gesù dica : “il tuo Dio” ? non dice mica il nostro Dio ? ( Mt 4.10; Mt 22.37; Mc 12.30; Lc 4.8; 4.12; 10.27; Ebr 1.9)
    Evidentemente lei è un amante del cinemascope in 3D
    “rivolgiamo lo sguardo non alle cose che si vedono, ma alle cose che non si vedono. Poiché le cose che si vedono sono temporanee, ma le cose che non si vedono sono eterne.” ( 2 cor 4.18)

  65. sandro pasquino scrive:

    E’ veramente scandaloso…..un sacrilegio per la Casa di Dio e scandalo per i fedeli che per accostarsi alla Comunione cercano di rispettare le leggi di Dio con fatica ….per vedere poi queste persone dare lezioni pubbliche di perversione e permettersi di profanare l’Altare Sacro.

  66. GF scrive:

    @Reginaldus
    Il vecchio codice di diritto canonico del ’17 è stato abrogato dal nuovo nell’83 e quindi è a questo a cui si deve far riferimento, visto che ha introdotto cambiamenti sostanziali anche riguardo la condizione dei divorziati risposati.
    Nel nuovo condice si dice che vanno negate le esequie se e solo se non c’è stato alcun segno di pentimento (locuzione piuttosto nebulosa e di difficile interpretazione, cos’è di preciso un “segno di pentimento”? Chissà… magari basta un ultimo sguardo rivolto al cielo) dunque si può concludere che tutti coloro che in un qualsiasi modo abbiano dato un qualsiasi segno di volersi rappacificare con Dio NON sono affatto esclusi dalla celebrazione esequiale neppure se si tratta di suicidi, divorziati risposati etc etc…

    • Reginaldus scrive:

      anche nel Vecchio codice si diceva, al can. 1240: “Ecclesiastica sepultura privantur, nisi ante mortem aliqua dederint poenitentiae signa” che tradotto significa: non si dia sepoltura religiosa a questi qui sotto indicati, se prima della morte non hanno dato qualche segno di pentimento”, e quindi …

      – e poi nel caso in questione si sta parlando di ‘sporcaccioni’ del sesso a fini di lucro, a trafficanti del sesso: ci sono dubbi – sempre ce prima della morte non abbiano manifestato qualche cenno di pentimento…- sulla loro doverosa esclusione dagli offici funebri religiosi??? No invece si portano dietro anche il corteo delle loro Stallone… Pentite forse??? Comunque, Ma bravo prete, e quale è stata la mancia???

  67. Reginaldus scrive:

    @GF,
    dimenticavo do precisare il caso dei divorziati risposati, dalla Chiesa considerati (un tempo?!?) concubini…Questi sono tra gli “alii publici et manifesti peccatores “ o semplicemente, come dice il Nuovo, “ manifesti peccatori “.. Come specificò chiaramente Mons. Fiordelli nel 1956 nella sua direttiva al suo prete a proposito dei ‘coniugi di Prato’, convolati a nuove nozze in Comune:

    “…Pertanto Lei, sig. Preposto, alla luce della Morale cristiana e delle leggi della Chiesa, classificherà i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2537 del Codice di Diritto Canonico, considererà a tutti gli effetti il sig. Bellandi Mauro come pubblico peccatore e la sig. na Nunziati Loriana come pubblica peccatrice. Saranno loro negati tutti i SS. Sacramenti, non sarà benedetta la loro casa, non potranno essere accettati come padrini a battesimi e cresime, sarà loro negato il funerale religioso”.

    - Brutale??? No, rispettoso della libertà religiosa dei suoi ex-fedeli, che significa anche libertà di ‘sputare’ sulla religione o sulle sue regole… Coerenza vuole…
    Figurarsi poi il caso dei trafficanti del sesso: qui non c’ è nemmeno l’ombra del dramma o della tragedia che avvolge i casi di divorzio o di suicidio, qui c’ è pura oscenità per fini di lucro…Quindi a fortiori…

    • GF scrive:

      Avrà notato che si tratta di una nota del ’56, ovvero ben prima che entrasse in vigore il nuovo codice.
      Riguardo le esequie riporto del direttorio di pastorale familiare:
      “Un’ultima attenzione pastorale va riservata al problema della celebrazione dei funerali religiosi di quei fedeli che, al momento della morte, si trovavano in una situazione coniugale irregolare. Poiché il senso del funerale cristiano consiste propriamente nel ringraziare il Signore per il dono del battesimo concesso al defunto, nell’implorazione della misericordia di Dio su di lui, nella professione di fede nella risurrezione e nella vita eterna, nell’invocazione per tutti, e in particolare per i familiari, della consolazione e della speranza cristiane, la celebrazione del rito delle esequie non è vietata per questi fedeli, purché non ci sia stata una loro esplicita opposizione e sia evitato lo scandalo degli altri fedeli . I pastori siano premurosi, innanzitutto, nell’aiutare i fedeli a cogliere il senso più profondo del funerale cristiano; scelgano tra i formulari proposti dal rituale quelli più adatti alla situazione; secondo le indicazioni dello stesso rituale, scelgano la forma celebrativa più opportuna (se durante la Messa o no, se nella Chiesa parrocchiale o nella cappella del cimitero…), ne illustrino il significato innanzitutto ai parenti e la concordino con loro; se opportuno o necessario, sappiano utilizzare con intelligenza e discrezione il momento dell’omelia anche per alcuni richiami al valore del matrimonio e della sua indissolubilità.”

      • Reginaldus scrive:

        ho notato, l’ho scritto io infatti, e anche lei avrà notato che la Chiesa di una volta le sue regole le applicava… Quella di oggi, se ha conservato – regole simili, le lascia sulla carta… Ricordate Pavarotti???Lasciate per salvarsi la faccia??? Ipocrita allora!

        – Comunque mi sarei aspettato un grazie, per averle fornito la documentazione richiesta…

        • GF scrive:

          La Chiesa rispetta le norme che essa stessa si è data e che a volte mutano col mutare della società e dei tempi.
          Non si tratta di dogmi di fede o di Magistero irreformabile, quindi, da cattolico, non resta altro che accettare umilmente ciò che viene stabilito come legge canonica.
          I divorziati risposati fino al 1983 col vecchio codice erano scomunicati, oggi non lo sono più pur dovendo osservare una serie di obblighi e divieti fra i quali però non rientrano le esequie in chiesa.
          Fatevene una ragione.
          Come ho già accennato in una risposta ad un altro utente, non si può eccepire nulla riguardo le esequie di Pavarotti. Il presunto scandalo che qualcuno sembra vedere nello sfarzo solenne della cerimonia era dovuto alla celebrità del personaggio e non certo al fatto d’aver reso disponibile la cattedrale o ad altre circostanze che con buona dose di demagogia sono utilizzate per spalare un po’ di fango sulla chiesa.

    • GF scrive:

      Avrà notato che si tratta di una nota del ’56, ovvero ben prima che entrasse in vigore il nuovo codice.
      Riguardo le esequie riporto del direttorio di pastorale familiare:
      “Un’ultima attenzione pastorale va riservata al problema della celebrazione dei funerali religiosi di quei fedeli che, al momento della morte, si trovavano in una situazione coniugale irregolare. Poiché il senso del funerale cristiano consiste propriamente nel ringraziare il Signore per il dono del battesimo concesso al defunto, nell’implorazione della misericordia di Dio su di lui, nella professione di fede nella risurrezione e nella vita eterna, nell’invocazione per tutti, e in particolare per i familiari, della consolazione e della speranza cristiane, la celebrazione del rito delle esequie non è vietata per questi fedeli, purché non ci sia stata una loro esplicita opposizione e sia evitato lo scandalo degli altri fedeli . I pastori siano premurosi, innanzitutto, nell’aiutare i fedeli a cogliere il senso più profondo del funerale cristiano; scelgano tra i formulari proposti dal rituale quelli più adatti alla situazione; secondo le indicazioni dello stesso rituale, scelgano la forma celebrativa più opportuna (se durante la Messa o no, se nella Chiesa parrocchiale o nella cappella del cimitero…), ne illustrino il significato innanzitutto ai parenti e la concordino con loro; se opportuno o necessario, sappiano utilizzare con intelligenza e discrezione il momento dell’omelia anche per alcuni richiami al valore del matrimonio e della sua indissolubilità.”

  68. GF scrive:

    Hanno più rilevanza di più le disposizioni inventate da un monsignore o gli insegnamenti ufficiali di due pontefici in materia?

  69. Teseo scrive:

    Esaltazione del porno, preti che annunciano la loro paternità (carnale) dall’altare, il Papa su twitter… e si potrebbe continuare per pagine. Nessuno proibisce il peccato, Dio stesso lo rende possibile. Basta non chiamarlo con altro nome.

    • Cherubino scrive:

      quindi il papa twittando commette peccato ?

      • luciano27 scrive:

        cherubino, ai miei tempi il ballo era peccato esi dovevi confessarlo.La fede è davanti alla scienza,a parole,ma quando serve si utilizza la scienza;non è commettere peccato, è coerenza

  70. luciano27 scrive:

    nessuno finora ha toccato l’argomento: perchè considerare peccaminosa una parte del corpo umano, se è stata creata da Dio?

    • Marco scrive:

      ….e chi sostiene questo?

      • luciano27 scrive:

        marco,perchè per la chiesa il sesso è uno dei peccati prinipali? Non penso che si possa negare questo Senon fosse cosi, tutti questi commenti non avrebbero ragione di essere.

        • Marco scrive:

          Luciano, forse tu chiami “sesso” il peccato verso il “sesto” comandamento, e qui hai ragione a dire che viene considerato (a torto?, non lo so) uno dei peccati pricipali.
          Ma in questo caso non è “una parte del corpo umano” , ma il suo uso.

          • luciano27 scrive:

            no,marco attribuendo al sesso una caratteristica fisica del corpo umano,creato da Dio, chiaramente mi riferisco solo a quello.La chiesa lo considera peccaminoso, tanto che quando può impone di nasconderlo,nei dipinti e nei monumenti.

  71. liviana scrive:

    Anpie discussioni ma a nessuno è venuto in mente la necessutà di una preghiera per quel defunto: “sancta et salubris est cogitatio pro defunctis orare ut a peccatis solvantur”!

    • Sal scrive:

      E che se ne fa della sua preghiera ? Non c’è mica la raccomandazione ex post !

      “Poiché riguardo a chiunque è unito a tutti i viventi esiste fiducia, perché un cane vivo è meglio che un leone morto.  Poiché i viventi sono consci che moriranno; ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla, né hanno più alcun salario, perché il ricordo d’essi è stato dimenticato. Inoltre, il loro amore e il loro odio e la loro gelosia son già periti, ed essi non hanno più alcuna porzione a tempo indefinito in nessuna cosa che si deve fare sotto il sole…. Tutto ciò che la tua mano trova da fare, fallo con la tua medesima potenza, poiché non c’è lavoro né disegno né conoscenza né sapienza nello Sceol, il luogo al quale vai. “ (Eccl 9.4-6; 10)

      “Realmente, dunque, finché ne abbiamo il tempo favorevole, operiamo ciò che è bene verso tutti” ( Gal 6.10)

      “Col sudore della tua faccia mangerai pane finché tornerai al suolo, poiché da esso sei stato tratto. Poiché polvere sei e in polvere tornerai”. ( Gn. 3.19)

  72. Stefano scrive:

    Per tutti.
    Voglio anchio partecipare alla discussione: premetto che tutti quelli che sono intevenuti lo anno fatto con cognizione di causa, vuoi perché hanno citato passi evangelici significativi, vuoi perché hanno fatto riferimento a Norme liturghiche o di Diritto canonico. Nulla da eccepire quindi.
    Però secondo me abbiamo tutti bisogno di una marcia in più. Infatti ciascun cristiano che voglia adempiere al compito di portare il Vangelo (cioè la “Buona Notizia”) a tutti gli uomini, non può porsi ai propri interlocutori offrendo Norme liturghice, articoli Codice di Diritto Canonico, né semplicemente indignandosi.
    Mi spiego meglio: Gesù stesso fu accusato di “andare a mangiare da peccatori”:
    Mc 2, 16 “Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”
    E ancora: Lc 7,36 “Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo , il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”
    Queste e altre furono le critiche rivolte dai benpensanti allo stesso Gesù.

    E’ per questo che la notizia dell’avvenimento di cui stiamo dibattendo mi ha turbato in modo positivo, perché anche al giorno d’oggi il Vangelo si realizza e la buona notizia è annunciata agli uomini. La vera giustizia sta nella NOSTRA conversione quotidiana.

    Non può farci altro che bene ricordarci sempre la Parola di Dio: “Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.”

    Buona conversione a tutti.

  73. Simone 2 scrive:

    E bravo Reginaldus!
    Sempre così attento a cogliere i peccati degli altri, pronto a bacchettare e a insegnare a tutti, papi compresi, come comportarsi: insomma, un novello Savonarola alla amatriciana, che ora si affida alla menzogna per rafforzare un suo intervento.
    Mi riferisco alla storia dei coniugi di Prato da lei ricordati per sottolineare quanto fosse esemplare la Chiesa di allora; quella Chiesa che le piace tanto e che rimpiange a ogni occasione stracciandosi le vesti.
    Ebbene, caro Reginaldus, non è vero che i due giovani coniugi di Prato, Mauro Bellandi e Loriana Nunziati convolarono a nuove nozze in comune. No, i due giovani scelsero soltanto di sposarsi in comune con il rito civile e non in chiesa e soltanto per questo furono definiti dal vescovo pubblici concubini.
    Il vescovo si rese conto che quella scelta rappresentava una vera minaccia, una iniziale crepa al potere della Chiesa sul territorio e organizzò quella vergognosa sceneggiata poi rafforzata dal Vaticano. Un magistrale esempio di comportamento mafioso e cioè se non fai quello che dico, ti ricatto e ti anniento.
    Incredibile vero? Eppure è accaduto nel 1956, appena ieri!
    Fu l’impeccabile dimostrazione di come la Chiesa cattolica interpretava lo spirito evangelico e di come rispettava la libertà dei cittadini!
    Oggi per nostra fortuna i tempi sono cambiati, sono sempre di più gli individui che ritengono irrilevante l’intero apparato ecclesiale e molti, pur credendo in Dio e avendo fede non si affidano certo ai Suoi “intermediari”.

    • GF scrive:

      Non solo sono cambiati i tempi ma, per fortuna, anche la Chiesa ha approfondito ed articolato, seppure con l’usuale cautela, la sua posizione riguardo le unioni definite irregolari dal diritto canonico.
      Più di mezzo secolo fa, in un Italia che non conosceva la legge sul divorzio, che puniva meno severamente l’omicidio per “onore” e mandava in galera il coniuge infedele, una reazione così veemente del vescovo ad un “attentato” alla famiglia mi pare, tutto sommato, comprensibile.
      Oggi però la Chiesa stessa è propensa (mi si perdonerà la semplificazione, non è facile in poche righe parlare di queste cose) a riconoscere al matrimonio un valore sacramentale intrinseco anche quando non vi è un sacramento in senso stretto e ciò pone le basi per guardare alle coppie irregolari, purché rispecchianti l’ordine naturale voluto da Dio (uomo, donna, eventuali figli), in modo un poco più sereno.

      • Simone 2 scrive:

        Caro GF, lasci stare la fortuna, che nel percorso evolutivo della Chiesa non c’entra nulla.
        La Chiesa approfondisce e articola, quando non può più fare altrimenti o meglio, quando è costretta, perché si rende conto che altrimenti resterebbero quattro gatti, ma proprio quattro, a seguirne gli insegnamenti e oggi, nonostante i continui proclami ai quattro venti, siamo molto vicini a quel punto di non ritorno.
        Che cosa crede che rappresenti la discesa in campo del Papa su Twitter, se non un disperato tentativo di non perdere i contatti con le generazioni che mostrano ormai nessun interesse verso la Chiesa?
        E nel prendere atto di questo disinteresse è opportuno rilevare che esso non contempla quello verso Dio, che rimane invece qualcosa cui tendere, ma che prescinde molto volentieri dagli “apparati”.
        E vedrà, anche piuttosto a breve, che anche nei confronti dei divorziati risposati la Chiesa troverà la formula giusta – o forse sarebbe meglio definirlo cavillo? – per consentire a questo esercito di accedere nuovamente all’eucarestia.
        Tenerli lontani non conviene: sono troppi e saranno sempre di più.
        L’evoluzione nella Chiesa cattolica, come in tutte le religioni, ha bisogno apparentemente di molto tempo per manifestarsi e progredire. E’ vero, sbaglia, però chi crede sia la Chiesa a governare quel tempo, perché si tratta in realtà dell’intervallo necessario alla società per modificare tradizioni spesso millenarie, per aggiornarle e far mutare conseguentemente il comune sentire alla maggioranza delle persone.
        Se non ci fosse evoluzione ovvero il necessario adeguamento ai tempi, qualsiasi religione nel lungo periodo sarebbe destinata al totale disinteresse.
        Restano inalterati sul campo pochissimi principi, che mantengono la loro valenza, che prescinde da qualsiasi insegnamento religioso o di altro tipo: uno su tutti per intenderci è la non accettazione dell’aborto.
        Non è necessario essere cattolici, credenti o atei per rendersi conto che abortire vuol dire infine sopprimere una vita e questo in coscienza nessuno può ignorarlo. Ciò nonostante le società più avvedute consentono l’aborto, accettano cioè il compromesso per salvaguardare la vita delle donne, che altrimenti sarebbero costrette a praticarlo di nascosto e a tutto ciò che questo comporta.

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  75. Franco scrive:

    Se dovessimo ragionare in questo molto molto paggio sarebbe il legame e le celebrazioni di noti mafiosi, per non parlare della pedofilia …
    Siamo tutti pecccatori e non possiamo giudicare il prossimo, questo spetta al Signore!

  76. Paola scrive:

    Certo condivido l’imbarazzo del giornalista. Forse avrebbe dovuto impedire che dal pulpito si parlasse “a braccio”, riservando solo alla preghiera condivisa un saluto degli amici. Da cattolica praticante non mi sento di escludere nessuno dalla comunione con Cristo e credo proprio che tutti noi dovremmo accedere di frequente alla Mensa della vita. Il buon Dio è comunque più grande di ogni nostra considerazione ed il suo abbraccio accoglie tutti.

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  78. Mariano scrive:

    Celebrare un funerale è seminare speranza e imput di luce. Facciamo fare alla Provvidenza. “E tu se vedi un uomo peccare, non giudicarlo peggiore di te” (Imitazione C.)
    Io gioirei per la presenza di tanti “peccatori”…, ché le vie di Dio sono incredibili e potenti.
    E poi, prima diciamo “Non giuidiucare”, e poi lo facciamo!
    Bene a fatto il parroco, che magari neanche lo sapeve chi fossde. Il mio parroco al funerale di Renato Rascel non sapeva chi fosse. E al funerale di Ciancimino, un amico prete, ignorava tutto…

    • Mariano scrive:

      In correzione alla precedente, scritta male.

      Celebrare un funerale è un momento particolare: è un tempo (imprevisto) di semina, e la speranza -che tutti cerchiamo- può aprire percorsi inediti… E’ un momento “diverso” dove imput di luce possono andare lontano!
      Facciamo fare alla Provvidenza.
      “Se vedi un uomo peccare, non giudicarlo peggiore di te” (Imitazione C.)
      Io gioirei per la presenza di tanti “peccatori”…, ché le vie di Dio sono incredibili e potenti.
      E poi, prima citiamo il Vangelo “Non giudicare”, e poi lo neghiamo?!
      Bene ha fatto il parroco, che magari neanche sapeve chi fosse la persona per la quale celebrava… (neppure io lo sapevo).
      Il mio parroco al funerale di Renato Rascel non sapeva chi fosse. E al funerale di Ciancimino, un amico prete, ignorava tutto…

  79. giuseppe scrive:

    Solo oggi ho scoperto che è tornata la Bussola ..”nuova”…sono contento perchè la leggo sempre e mi piace perchè condivido “in toto” quanto viene scritto a commento di quello che avviene… e solo oggi ho letto anche la notizia (di cui non avevo sentito niente) che al “re” del porno sono stati fatti i funerali religiosi su richiesta della madre, con tutto quello che ne è seguito; gente, di cui si conosce un certo stile di vita moralmente riprovevole, ecc… che si è accostata all’Eucarstia, panegirici dal pulpito da parte di attori e attrici del prono…Insomma una cosa disdicevole sotto tutti i punti vista. Non sto a giudicare chi ha celebrato le esequie… non è facile infatti prendere decisioni in merito e soprattutto come si fa a non dare la comunione a chi si mette in fla come se si fosse al supermercato. Ho letto tante reazioni, alcune spropositate come al solito da parte di chi parla a vanvera e a sproposito facendo paragoni che non reggono, ma pazienza, ci sono sempre quelli che quando parlano, sarebbe meglio che stessero zitti, soprattutto quando non sanno niente di chiesa e di liturgia. Per me l’errore è stato quello di decidere di celebrare la messa in casi di funerali di certe persone, come in questo caso. La soluzione poteva essere quella di fare solo una celebrazione della Parola, e tutto sarebbe stato risolto. Questa è ormai un’usanza diffusa in tutto il nord Europa, e anche in qualche citta dell’Italia dove si fa tutto in cimitero; chi desidera la messa, questa viene celebrata in altro momento. Ma andava asssolutamente evitato che si impadronessero del pulpito coloro che non avevano alcun titolo per parlare in chiesa: in questo quel sacerdote ha sbagliato e di grosso. Potevano parlare al cimitaro se volevano, ma non chiesa. E poi basta con questa pessima usanza di fare il panegirico dei morti: bisogna parlare della “morte” a cui bisogna prepararsi vivendo da uomini retti e da cristiani. Per il resto ci penserà la misercordia di Dio. Comunque un certo coraggio decisionale ci vorrebbe anche da parte dei preti, senza paura…ci sono le norme da rispettare, vanno spiegate a chi di ragione e poi si decide.

  80. ritaroma scrive:

    Caro dr Tornielli…
    è proprio così….è stata decantata la pornografia…elevata ad eccelso gioco e divertimento…e chi nn si diverte allo stesso modo è “stordito e plagiato dalla Chiesa! Ora è evidente che quei due “oratori” nn avrebbero potuto dire niente altro di diverso….forse il parroco è stato preso alla sprovvista nn pensava che “straparlassero” e che, almeno, si fossero ricordati di essere( nn tanto ad un funerale che a quanto pare, nn gliene fregava niente) quanto di essere nella casa di Dio!
    Inoltre, sia ai funerali che ai matrimono, ecc… ho notato da come si comportano in Chiesa, che la maggior parte dei presenti , è lontana mille miglia dall’avvenimento in se e quindi è facile intuire che ,se si comunicano è solo x nn essere da meno degli altri!
    Quindi c’è poco da giustificare…nn si negano due parole ” di gratitudine o riconoscenza” al morto -…ma dipende dalle persone che lo vogliono fare…!
    Grazie dottere e BUONE FESTE! O:)

  81. yochanan scrive:

    Che cosa non si fa pur di avere la chiesa piena……….
    Come tutti i vari corsi per genitori e padrini vari (grande invenzione della vostra religione), per gli sposi (mancano i defunti) che si fanno per cresime e prime comunioni e tutti vari momenti importanti della vita cattolico-romana.
    Come ho già detto altre volte: dovreste vergognarvi ….. tutti: da paparatzi in giù (Tornielli compreso).

    E questa è solo la punta dell’iceberg.

    Shalom