Il giallo del patrono cancellato: il curato d'Ars

[photopress:Arsok.jpg,full,alignleft]L’agenzia francese I-Media ha rivelato che Benedetto XVI non proclamerà Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, patrono dei preti di tutto il mondo. La proclamazione doveva avvenire domani, attraverso la pubblicazione di un motu proprio papale, al termine della messa per la conclusione dell’Anno Sacerdotale. La notizia era stata resa nota dall’Ufficio delle cerimonie liturgiche e pubblicata a pag. 8 de «L’Osservatore Romano» del 9 giugno: «San Giovanni Maria Vianney è stato al centro dell’Anno sacerdotale e in questa occasione sarà proclamato da Benedetto XVI patrono di tutti i presbiteri». Dunque, quella proclamazione, esito quasi naturale di un anno di riflessione sul sacerdozio ordinato che aveva visto presentare dal Papa proprio il curato d’Ars come modello, era stata stabilita da tempo. Secondo I.Media, la decisione in extremis sarebbe stata presa perché il curato d’Ars non è «abbastanza rappresentantivo del sacerdozio del XXI secolo, né abbastanza universale». Inoltre non riflette – come si poteva peraltro arguire già un anno fa – «completamente la figura del prete di oggi, all’epoca della comunicazione». Essendo morto da un secolo e mezzo, don Vianney non usava il computer né poteva navigare in Internet. Interpellato dall’agenzia Asca, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha detto: «Anche se nei giorni scorsi si è parlato del fatto che venerdì 11 il Papa avrebbe potuto proclamare il Curato d’Ars patrono dei preti di tutto il mondo, egli è già “patrono dei parroci”». Questo non toglie la centralità della sua figura, ha aggiunto Lombardi, concludendo che «ci sono tante altre figure che possono fungere da modello per i preti del mondo. Lo stesso Papa nel corso dell’Anno Sacerdotale ha parlato di tanti altri modelli di prete, da ultimo a Torino in occasione dell’Ostensione della Sindone». Bisogna ammettere che l’annuncio dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche, pubblicato sul quotidiano della Santa Sede, è qualcosa di più di una voce di corridoio. Che cosa è dunque successo? Perché il curato d’Ars, già patrono di tutti i preti francesi dal 1905, proclamato patrono dei parroci del mondo da Giovanni XXIII, non diventerà anche patrono dei preti di tutto il mondo? Oltretevere si sussurra della protesta di alcuni episcopati non europei, che avrebbero preferito una figura meno legata al Vecchio Continente. Ma c’è anche chi ipotizza che alla marcia indietro possa aver contribuito qualche ritardo «tecnico» negli uffici vaticani.
Aggiungo qualche altro elemento:
1) Dalla Loggia centrale di San Pietro era stato disteso l’arazzo con l’effigie del Curato d’Ars.
2) L’Ufficio delle celebrazioni aveva NOTIFICATO che sarebbe avvenuta la proclamazione.
3) Già la Sala Stampa della Santa Sede, il 16 marzo 2009 aveva annunciato che “il Papa proclamerà S. Giovanni M. Vianney patrono di tutti i sacerdoti del mondo”
4) Il 16 giugno 2009 accennava a questo anche il cardinale Claudio Hummes, Prefetto del clero, intervistato da “Avvenire”.
5) Ancora durante la veglia di giovedì 10 giugno, il parroco che faceva da annunciatore ha ricordato che il Papa avrebbe proclamato Vianney patrono di tutti i sacerdoti.
Sinceramente, che si sia “scoperta” la poca attualità della figura del curato d’Ars 48 ore prima della proclamazione, dopo averlo proposto a modello per un anno intero, appare poco credibile. Così come ritengo poco credibile che si cambi idea un giorno prima a causa del parere negativo di qualche episcopato: il santo curato è morto da 150 anni, l’Anno Sacerdotale dura da un anno, c’era tempo per fare delle consultazioni. In ogni caso riesce difficile immaginare che proclamare colui che è già patrono di tutti i parroci quale patrono di tutti i preti, avrebbe provocato abbandoni del sacerdozio o pericolosi scismi in giro per il mondo.
Nuovo aggiornamento: è online un nuovo sito Internet con un appello al Papa perché proclami il curato d’Ars patrono dei sacerdoti.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

162 risposte a Il giallo del patrono cancellato: il curato d'Ars

  1. Simon de Cyrène scrive:

    Onestamente non ci posso credere: mi devo pizzicare leggendo il Suo post, gentile Dott. Tornielli.

    Speriamo che sia solo una disinformazione, perchè il contrario mostrerebbe lacune spalancate.

    Se poi ci si aggiunge la cattiva nuova della possibile non-nominazione dell’eccellente card Pell, siamo proprio al dies horribilis.

    In Pace

  2. Giovanni Mandis scrive:

    Andrea, ma il Santo Curato d’Ars non è già patrono di tutti i sacerdoti dal 1929?

    cito dall’Enciclica Veterum Sapientia del Beato Giovanni XXIII
    “Per una nuova disposizione della Provvidenza, nell’anno in cui ricevevamo la pienezza del sacerdozio, il Papa Pio XI di gloriosa memoria, il 31 maggio 1925, procedeva alla solenne canonizzazione del ” povero Curato d’Ars “. Nella sua omelia il Pontefice si compiaceva di descrivere ” l’esile figura corporea di Giovanni Battista Vianney, la testa risplendente di una specie di bianca corona di lunghi capelli, il volto gracile e disfatto pei digiuni, dal quale talmente traspariva l’innocenza e la santità di un animo umilissimo e soavissimo che, al primo aspetto, le moltitudini venivano richiamate a pensieri salutari “. Poco dopo, lo stesso Pontefice, nell’anno del suo giubileo sacerdotale, completava il gesto già compiuto da San Pio X verso i parroci di Francia ed estendeva al mondo intero il celeste patrocinio di San Giovanni Maria Vianney ” per promuovere il bene spirituale dei parroci in tutto il mondo “.”

  3. Andrea Tornielli scrive:

    A Giovanni Mandis: il curato d’Ars è già patrono dei parroci del mondo. Domani doveva avvenire la proclamazione come patrono dei sacerdoti di tutto il mondo (dunque non soltanto dei parroci…).

    A Simon de Cyrene: disinformazione? Non credo. Dato che: 1) L’annuncio è stato dato dall’Ufficio delle cerimonie liturgiche del Santo Padre, che si suppone piuttosto ben informato sulle intenzioni papali a tre giorni di distanza dalla cerimonia.
    2) Che Vianney non sarà più proclamato patrono – dopo lo scoop dell’agenzia I-Media – l’ha confermato all’agenzia Asca il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Anche lui si suppone ben informato circa l’evidente cambio di programma.

  4. Giovanni Mandis scrive:

    Grazie Andrea!

  5. Simon de Cyrène scrive:

    Ci può aiutare a capire quel che significa, gentile dott Tornielli?

    Perchè ciò mostra grande inconsequenza…

    E ne provo grande tristezza.

    In Pace

  6. annarita scrive:

    E certo che il Santo curato d’Ars non è rappresentativo per i sacerdoti di oggi, mica era protestante lui, nè modernista, o progressista, o globalista, era solo un santo sacerdote cattolico, di quelli che cerchiamo con il lanternino oggi, di quelli che chiediamo incessantemente con le nostre preghiere: Gesù dacci tanti santi sacerdoti! Che possano avere come patrono un santo Curato d’Ars.

  7. annarita scrive:

    Caspita, quanti dietro front, per rispetto umano. Andando avanti così faranno “santo subito” anche Benedetto XVI!

  8. canes laudabiles scrive:

    Questo e’ puro spirito post conciliare: tante belle parole contraddette dai fatti!!

  9. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Annarita,

    vedere quest’assenza di spirito di consequenza ai vertici della nostra Chiesa ( se c’era un problema, in “alto” se ne potevano accorgere prima che la viglia, avevano un anno per farlo) è già ulcerante; ma, per favore, non aggiunga scherno che oggi abbiamo già avuto la nostra partita di pessime notizie.

    In Pace

  10. Cristiana scrive:

    “….E certo che il Santo curato d’Ars non è rappresentativo per i sacerdoti di oggi, mica era protestante lui, nè modernista, o progressista, o globalista, era solo un santo sacerdote cattolico, di quelli che cerchiamo con il lanternino oggi, di quelli che chiediamo incessantemente con le nostre preghiere: Gesù dacci tanti santi sacerdoti! Che possano avere come patrono un santo Curato d’Ars.”

    Grazie Annarita, mi hai tolto le parole di bocca, pardon,
    dalla tastiera.
    Sono basita. :-(

  11. Cristiana scrive:

    più che scherno mi sembra un semplice e accorato sfogo

  12. MatteoC scrive:

    Caro Tornielli, sono d’accordo con la decisione. Premetto che ho una venerazione di prim’ordine per il Curato d’Ars, e che inoltre lo amo proprio, come santo.
    E ovviamente lo vedo benissimo come santo protettore dei parroci, anzi trovo che sia il migliore (pur non conoscendo certo tutti i santi.
    Tuttavia è vero che il sacerdozio è una figura piu’ ampia, e vi sono figure sacerdotali molto diverse dai parroci. Senza scomodare i soliti missionari, facciamo l’esempio dei cappellani militari. Il curato d’Ars è famoso per aver passato tutta la sua vita nel confessionale: e un buon parroco si vede da questo, dal poterlo sempre trovare in Chiesa a qualunque ora del giorno. Accostamento perfetto.
    Ma un buon missionario o un buon cappellano militare hanno bisogno di altri esempi, non immediatamente riconducibili al curato d’Ars.
    Come vede, non ho menzionato la questione modernista nemmeno di striscio. Saluti.

  13. Luisa scrive:

    È da un anno che Benedetto XVI propone il santo curato d`Ars come modello a tutti i sacerdoti, lo ha detto, ripetuto, in diverse occasioni, oserei dire che ha martellato l`esempio di quel santo sacerdote.
    Che cosa è successo? Dobbiamo capire che Benedetto XVI si è lasciato influenzare dagli esponenti modernisti del suo clero, da coloro che hanno appunto allontanato la figura del sacerdote da quelle virtù che senza stancarsi il Santo Padre ha ripresentato ai sacerdoti come indipensabili?
    Che tristezza!

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  15. Cherubino scrive:

    non mi sembra che RAtzinger sia uno che si lascia condizionare. Se ha deciso così avrà avuto i suoi motivi. Del resto o si crede che il papa nel governo della Chiesa è assistito dallo Spirito Santo o è inutile parlare di Chiesa. Certo egli non è infallibile in questo campo (le scelte prudenziali sono fallibili) ma il dogma dell’indefettibilità della Chiesa non riguarda solo le verità di fede. Ciò vuol dire che da ogni decisione del papa il Signore saprà trarre il bene per la Chiesa.
    Quindi direi dimettersi il cuore in pace e smetterla di fomentare sfiducia e agitazione inserendo semplici e anche interessanti fatti di cronaca ecclesiale in un quadro apocalittico.

  16. pino d. scrive:

    Ecco un tema di fronte al quale non so proprio che cosa dire. Ma sembra che dietrologicamente, si potrebbe anche leggere un qualche segnale. Purtroppo mi mancano del tutto elementi per tentare una analisi. Ma, dopo i recenti avvenimenti, non si vorrà indicare al sacerdozio un esempio non di generica serenità, ma di serenità nel coraggio e nella disponibilità al sacrificio? pino d.

  17. Mauro W. Fuolega scrive:

    Un altro colpo da maestro assestato al Papa dai soliti modernisti postconciliari che non accennano ad estinguersi. Si spegneranno, per contrappasso, all’inferno.

  18. frade scrive:

    Non posso credere ad un simile annullamento.
    Assolutamente no!

  19. Gino scrive:

    Con tanti problemi seri, che notizia è questa? Il santo Padre avrà certamente avuto i suoi motivi. Fidiamoci.

  20. john coltrane scrive:

    Egregio Matteo C, non vorrei innescare un’altra polemica, ma sento il bisogno di chiederle cosa Lei intenda x “un buon cappellano militare”.

    Appena ho letto il Suo post mi sono tornate in mente alcune discussioni (in profondo langarolo) con un ottantacinquenne (morto circa 9 anni fà) che si proclamava ateo (ugualmente il suo fratello gemello) xchè non riusciva trovare spiegazione al fatto che il loro cappellano militare li benedisse prima degli attacchi (che finivano sovente nelle carneficine a colpi di baionetta), mentre uguale cosa faceva contemporaneamente il cappellano militare degli austriaci, anch’esso Cattolico.

    Il problema di fondo, a me pare, è se sia compatibile il guerreggiare con l’insegnamento del Salvatore;
    una cosa, penso, è la legittima difesa, ma la prima guerra mondiale, voluta dalla Massoneria Franco-Inglese, costringendo le nostre masse di contadini a combattere i cattolicissimi austriaci… e in effetti mi pare la Chiesa si oppose strenuamente all’entrata in guerra.

    Comunque mi scusi il disturbo, e buona serata.

  21. colpito scrive:

    Che disastro di Curia… e che disconforto… meno male che io sono parroco e posso continuare a invocarlo come mio patrono.

  22. Cherubino scrive:

    leggendo le parole di p. Lombardi mi sembra di capire -e mi sembra del tutto credibile- che la motivazione del cambiamento sta nel fatto che il sacerdozio si incarna in più scelte di vita consacrata: quella del parroco è solo una di quelle possibili. La scelta del Curatao d’Ars avrebbe forse corso il rischio di sminuire il valore di scelte diverse, come quella di un ordine o una congregazione religiosi, di un ministero missionario, o di studio, o di servizio in una funzione diversa.
    Credo che alla fine si sia valutato che una figura che sia più in grado di esprimere questa poliedricità del ministero ordinato, questa sua capacità di incarnarsi in strutture e stili di vita diversi sia il cuore della scelta fatta dal papa. Se fosse così, si può pensare che una richiesta in questo senso, senza nulla togliere alla libertà del papa di discernere e decidere, sia stata avanzata dagli ordini religiosi…

    Un secondo motivo però potrebbe essere che tale figura più onnicomprensiva sia … un papa che sta per essere canonizzato. Sarebbe una gran bella notizia !

  23. Pigi scrive:

    “attacchi (che finivano sovente nelle carneficine a colpi di baionetta), mentre uguale cosa faceva contemporaneamente il cappellano militare degli austriaci, anch’esso Cattolico”.

    Se si parla della Prima Guerra Mondiale (come sembra) c’è qualche data che non torna. Come può aver combattuto nella PGM uno nato nel 1916?

  24. Cattolico scrive:

    Scusate tutti, ma il primo dovere di un Sacerdote non è quello di celebrare i Sacramenti e portare la gente a Dio; la preghiera eccetera?

    Ora va bene le situazioni diverse, ma sostanzialmente questi non sono ancora oggi le cose che deve fare qualunque Prete (nella sua concreta e particolare situazione)?

    E se è cosi, non va bene come modello?

    Comunque se è una decisione del Papa va accettata.

  25. peccatore scrive:

    Il curato d’Ars visse la sua gioventù all’indomani della Revolution, in un contesto culturale che pretendeva di cancellare la fede dalla vita della gente, nel pieno del razionalismo più becero.
    Divenne sacerdote malgrado una scadente propensione per le materie di studio proposte in seminario. Ma fu fatto sacerdote perchè amava l’Eucaristia e Maria.
    Aveva una parrocchia di trecento persone, semianalfabete, poverissime. Presentandosi ad un bambino del posto a cui chiedeva la strada per Ars, gli indicò in cambio che lui gli avrebbe insegnato la via per il cielo.
    Viveva in una casa (l’ho visitata) ai limiti dell’indigenza, pur essendo dignitosissima.
    Viveva in prima linea: dove c’è il peccato, il pentimento, il perdono. Stava anche 10-12 ore al giorno in confessionale. Se non confessava, pregava.
    Dormiva non più di 3-4 ore per notte, pur non avendo nè internet, nè la TV. Ma riusciva a fare adorazione.
    Digiunava ai limiti dell’impossibile.
    Aveva il tempo per adorare il Santissimo sacramento ed aveva devozione per il Sacro Cuore.
    Ardiva riprendere chi bestemmiava in sua presenza.
    Parlava soprattutto di Gesù, raramente di feste e campeggi.
    Sapendosi incolto non mancò di leggere e studiare.
    Nel suo ministero pastorale con i penitenti “risolveva” i casi proposti, anche i più controversi, in totale coerenza con il magistero.
    Amava profondamente la Madonna.
    Effettivamente per il “prete tipo” che si cerca di forgiare in molti seminari una figura così non è “rappresentativa”.
    Anche per il modo di vivere di molti sacerdoti non è il “massimo”: perchè pensando a come era sacerdote lui, molti si chiederebbero che cosa stiano facendo. Non perchè siano “cattivi preti”, ma per come li hanno costretti a fare i preti. Per cui forse è meglio non specchiarsi nel Curato d’Ars. Se ne uscirebbe difformi.
    Se ci si converte è persino una grazia.
    Il problema è aver voglia di convertirsi.
    Altrimenti è meglio sembrare i preti delle campagne dell’8 per mille. Un po’ assistenti sociali, animatori di villaggi turistici, presidenti della sportiva, insegnanti di scuola, manager di piccole holding all’ombra dei campanili, Repubblica sotto braccio, una nutrita biblioteca di teologi del dissenso e di esegeti destrutturatori, fautori di sacramenti simbolici e di liturgie (e paraliturgie) “meno ingessate” e “più creative”, una Chiesa senza dogmi, stare in ascolto, sempre, senza dire mai fino in fondo Chi abbia la Verità. Insomma, fare patrono dei preti il Santo Curato d’Ars significa guardare ad un sacerdote che si fa, come Gesù, vittima sull’altare, nel sacrificio della croce, spezzando il pane della salvezza, quella eterna, ben al di là della promozione umana (che pure il Santo Curato d’Ars non mancò di realizzare, nel “suo piccolo”).
    Forse quel sacerdozio lì c’entra poco con chi, amministrando la comunione, bofonchia, se lo fa, “il corpo di Cristo” e se cade un’ostia interra si affretta a dire: “la lasci pure, gliene dò un’altra”.
    Forse è bene rendersi conto quale sia il modello proposto, specie dopo averne parlato per un anno intero e dopo aver visto come per molti non sia cambiato proprio nulla… Questo “contrattempo” finale servirà a chi ama il curato d’Ars ad amarlo ancora di più. Per gli altri, un’ipocrisia in meno… Mi sento di escludere che il Papa abbia ceduto a pressioni, più o meno velate e abbia accondisceso a ragioni per così dire di opportunità.
    Ha voluto piuttosto sollevare maggior attenzione su un gesto altrimenti quasi “banale”. Se poi si arriverà dove si pensava, certo lo si sarà fatto dopo un opportuno shock.

  26. Simon de Cyrène scrive:

    Dove io rimango basito non è tanto che sia o che non sia il Santo Curato d’Ars ad essere nominato patrono di tutti i sacerdoti, che tanto per me il loro Santo patrono in assoluto è Gesù Cristo stesso, ma il fatto che si cambi idea all’ultimo momento dopo un anno di continuo richiamo del suo esempio, e questo senza nessuna spiegazione valida, ammenochè si considerino quelle di P. Lombardi valide….

    E’ l’assenza di spirito di consequenza che mi interpella e mi fà male: che poi la Chiesa si rimetterà da questo, a mio parere, falso passo non ne ho dubbio alcuno, visto che tanto siamo proprio in un campo dove la Sua Autorità non è rimessa in causa.

    Basito… basito…

    Buona notte in Pace

  27. Cherubino scrive:

    Giovanni Paolo II Magno patrono dei sacerdoti

  28. Luisa scrive:

    Mah…e se la proclamazione ci fosse ?
    Ecco che cosa leggo sul sito ufficiale della Congregazione per il Clero.

    VENERDÌ 11 GIUGNO – ORE 10,00 – S. Messa – Solennità del S. Cuore di Gesù -  Rinnovo delle promesse sacerdotali – Curato d’Ars proclamato Patrono dei sacerdoti
     

    PROCLAMAZIONE DEL CURATO D’ARS PATRONO DEI SACERDOTI
     
    Durante la solenne celebrazione eucaristica conclusiva dell’Anno Sacerdotale di venerdì 11 giugno San Giovanni Maria Vianney verrà proclamato dal Papa patrono di tutti i sacerdoti.
    La sua figura, che ha accompagnato quest’Anno speciale, è infatti di grande attualità per aver vissuto con chiarezza solare l’identità del Sacerdote ed aver esercitato il ministero pastorale in anni particolarmente difficili per la Chiesa, il clima degli anni della Rivoluzione francese. Una vita, quella del Santo Curato, attraversata da molte prove, ma consumata dall’amore di Dio che ha saputo riversare su migliaia di persone attirate ad Ars alla ricerca di perdono e di pace interiore.
    E’ la testimonianza di una vita che richiama “ai valori essenziali del sacramento dell’ordine in un momento in cui la santità più che mai si mostra con evidenza come l’unica reale possibilità di rinnovamento per la Chiesa e per il mondo” – come ha affermato l’Arcivescovo Piacenza, Segretario della Congregazione per il Clero, in un’intervista all’Osservatore Romano.
     
    http://www.clerus.org/clerus/dati/2010-06/02-13/Notizie_Stampa.html

    Aggiungo che ieri sera, prima dell`arrivo del Papa, un sacerdote ha ridetto che domani, dunque oggi,il Santo Padre darà a tutti i sacerdoti il santo Curato d`Ars come patrono.

  29. MatteoC scrive:

    John Coltrane,
    Salve. Credo lei si sia risposto da solo. Lei ha ben evocato l’orrore della guerra, di uomini gettati nel tritacarne infernale a uccidersi tra loro. Ebbene, per quanto Chiesa e Cristianesimo siano contrari al guerreggiare, purtroppo ogni tanto succede che nazioni intere di meccanici, panettieri, operai, medici, spesso buoni cristiani e padri di famiglia, siano mandati al massacro. Ebbene? Costoro dovrebbero essere lasciati a se stessi prima dell’attacco? Soli con la loro catenina della Madonna al collo? E un sorso di grappa e un boccone di cioccolata? A lei basterebbe? A me…No. E nemmeno il Crocifisso della Buona Morte che tengo sotto il cuscino, mi basterebbe. Non pensa che qualcuno vorrebbe ottenere un po’ di conforto religioso?
    Ebbene, a questi morituri la Chiesa manda i cappellani, a condividere l’orrore della trincea, il dolore, la morte. E visto che di morte in guerra ce n’è molta piu’ che in pace, direi che la presenza di un sacerdote sia molto piu’, come dire, necessaria in trincea che in città, non le pare? O meglio, piu’ IMMEDIATAMENTE necessaria.
    Che colpa ne hanno, i soldati, di essere mandati a morire, perché la Chiesa non cerchi di aiutarli e confortarli? E non mi tiri fuori “chi se lo sceglie”: lei mi ha, giustamente, fatto l’esempio della Grande Guerra, combattuta da coscritti. Forse che questi cappellani non sono immagine del Cristo, che volontariamente condivise le miserie umane, meno il peccato, per salvare noi tutti?
    Insomma, e scusi le ripetizioni: immagini per un attimo cosa dev’essere un esercito senza un solo cappellano. Pensi alla Grande Armée di Napoleone, in guerra per vent’anni con UN SOLO cappellano. O, ancora peggio, all’Armata Rossa, senza alcuno. Pensi ai poveracci là dentro.
    Poi, ci saranno sempre gli atei che non capiscono…Ma lei le accoglie tutte, le obiezioni degli atei? Scusi l’ironia, lo so bene che no.
    Altro esempio, i missionari in America Latina, che confortano gli schiavi (perché schiavi sono) delle piantagioni di caffè. Forse che la Chiesa non condanna lo schiavismo? Certo. E che dovrebbe fare, non mandare sacerdoti a confortare quella povera gente, “perché non dovrebbe esistere”? Allora Cristo non doveva scendere sulla Terra a redimerci dai peccati…”perché la Chiesa è contro il peccato”! Ha visto? Nessuna polemica, per carità. E soprattutto, ci tenevo a non generare il dubbio che io sia un neo-crociato come il magontino arcivescovo di carducciana memoria, che “accanto alla mazza ferrata tiene l’olio santo…e ce n’è per tutti”. Anche se è una figura simpatica, lo riconosco. Cari Saluti.

  30. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Luisa,

    Lei mi rincuora.

    Anche Zenith annuncia la stessa cosa: vedremo tra qualche ora.

    Grazie :-)

    In Pace

  31. john coltrane scrive:

    MATTEO C-
    Sì, vista come aiuto morale/spirituale x i poveri soldati mandati al massacro da politicanti e generali da strapazzo, la cosa quadra.
    La ringrazio.

  32. Principe Valiant scrive:

    Proprio ieri ho saputo che, nei seminari del terzo mondo, il Canone Romano non è insegnato più, in quanto reputato segno di cultura eurocentrica.
    Certo è che ho partecipato a messe Tridentine officiate da preti africani ed indiani. NESSUNO è sembrato contrariato.

  33. MatteoC scrive:

    Caro John, perfetto. Era sicuramente il senso che intendevo. Saluti

  34. Luisa scrive:

    E così IMedia aveva ragione.
    IL Papa non ha proclamato il Santo Curato d`Ars patrono dei sacerdoti.
    Non ho parole o piuttosto ho tante parole e pensieri che per il momento preferisco non esprimere.

  35. Giovanni Mandis scrive:

    Andrea,
    non fu proclamato patrono dei parroci di tutto il mondo da Pio XI nel 1929 (non dal B. Giovanni XXIII) ?

  36. Tradizionalista scrive:

    Chi ha costretto il Papa a rivedere la proclamazione del curato d’ars quale patrono dei sacerdoti? Quali episcopati sono intervenuti in tal senso? Si tratterà mica dei famosi settori progressisti della Chiesa? Davvero non capisco. Tutto ciò è inspiegabile e non credo che abbia precedenti nella storia della Chiesa. Si vede chiaramente che il Papa ha accolto perplessità provenienti da settori ostili, ma quali? E perchè ostili verso il curato d’ars? Davvero perchè non usava il computer? Don Gallo e don vitaliano della sala lo utilizzano, vorranno mica proclamare loro patroni dei sacerdoti? (sic!)

  37. annarita scrive:

    Io non credo ad un Papa costretto, mica siamo in democrazia, la Chiesa è monarchia e il Papa comanda. Bisogna vedere poi se il rispetto umano la fa da padrone. Sono un po’ stanca di sentire il Papa è costretto, il Papa deve farlo, il Papa, non può farlo, il Papa ha paura di uno scisma (come se già non ci fosse),figuriamoci nessuno è costretto a fare nulla nemmeno se minacciato di morte, altrimenti i martiri non esisterebbero e nemmeno gli eroi. Il Papa è Papa e se omette delle cose giuste ne è personalmente responsabile, nessuna pressione vale dinnanzi la giustizia. Purtroppo ci si dimentica spesso che la vita di un cattolico non è una passeggiata e che l’eroismo è indispensabile per diventare santi.

  38. annarita scrive:

    Ma per carità Cherubino Giovanni Paolo II Magno…patrono dei sacerdoti?????? Ma per favore!!!!!

  39. Simon de Cyrène scrive:

    Speriamo di saperne di più prossimamente circa questo “giallo”.

    Intanto ho letto l’omelia del Santo Padre che è tutta da leggere e meditare.

    In particolare lo stralcio seguente mi è parso interessantissimo da compartire:

    “”Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”: il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino.

    Accanto al bastone c’è il vincastro che dona sostegno ed aiuta ad attraversare passaggi difficili. Ambedue le cose rientrano anche nel ministero della Chiesa, nel ministero del sacerdote.

    Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l’uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale.

    Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via.

    Al tempo stesso, però, il bastone deve sempre di nuovo diventare il vincastro del pastore – vincastro che aiuti gli uomini a poter camminare su sentieri difficili e a seguire il Signore.”

    In Pace

  40. antonella lignani scrive:

    I ricordi dell’infanzia mi richiamano a stabilire il significato di vincastro, un ramo di salice, dicono i dizionari, quindi molto flessibile, ed adatto a far rientrare nella strada giusta le pecorelle confuse e belanti (a quel che ricordo), ma sicuramente non impaurite da questo ramo, molle e leggero.

  41. Reginaldus scrive:

    e questo sarebbe un giallo??? ma si poteva sperare, credere, illudersi, che la chiesa della modernità ( modernista, cioè ) si prendesse come modello un prete della chiesa del neanderthal ??? La tattica seguita è quella solita, sopraffina: incantare la gente con le mostrine della tradizione, e assestare il colpo micidiale ad anestesia matura.

  42. Americo scrive:

    Sono un po confuso, come di abitudine, nel diagnosticare le ragioni delle contorsioni e convoluzioni delle decisioni e indecisioni papali. Che significa il titolo di patrono? É puramente onorario, cioé senza effetti materiali e spirituali, come per esempio essere cavaliere o commendatore. Certamente é meno perché questi titoli terreni i cosí onorati possono premetterlo al loro nome e cognome; ma un morto, anche se ammirevole da vivo, questo lusso non se lo puo permettere un morto. In sostanza che vantaggio puó ricevere un prete da un suo celestiale patrono che sia superiore a quello elargito dalla divinitá?

  43. annarita scrive:

    Simon, speriamo che questo bastone però qualcuno inizi ad usarlo, altrimenti le pecore si disperdono ed i lupi si riempiono la pancia. Un saluto.

  44. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Annarita,

    restiamo positivi. Quando il Santo Padre scrive: “Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede” bisogna riconoscere che il “discorso” sta cambiando e che si inizia ad uscire dalla melassa post-sessantottina, relativista ed apostata.

    In Pace

  45. Cristiana scrive:

    Sia ieri sera durante la veglia di preghiera che stamattina
    durante la messa il ritratto del Santo Curato d’Ars campeggiava maestoso dietro all’altare spesso inquadrato dalle telecamere, ma fino ad ora, girando per i siti dei giornali più noti, nonostante il testo dell’omelia sia molto bello( qualche stralcio l’ho trovato)l’unica notizia alla quale si dà rilievo è che Papa Benedetto ha di nuovo chiesto scusa per gli abusi. Che fantasia.

  46. Cherubino scrive:

    bè, da un punto di vista cristiano chiedere perdono è più importante che nominare un patrono…

    “Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” (Mt. 5,23)

  47. Cristiana scrive:

    Cherubino, il Papa ha detto tante cose, tante sagge cose dalle quali abbiamo tanto da imparare, tanto noi come i sacerdoti che le hanno ascoltate, è la tirititera dei media
    che è triste, e chi legge la notizia in grassetto magari annoiato passa oltre quando aprire quell’articolo e dedicargli un po’ di tempo potrebbe rendere più ricco chiunque.

  48. bo.mario scrive:

    Cristiana che il papa abbia detto cose belle non ne dubito, di fatti nemmeno l’ombra. Non è che leggendo i giornali c’è qualcuno che va in confusione, sono i fatti che non ci sono. Viaggio in Africa e solo polemiche, viaggio a Cipro altre polemiche. Bertone e i segreti di Fatima, lasciamo perdere. Il vaticano non sà comunicare o è l’attuale gerarchia che non sa più cosa dire? Senza polemica, aspetto un tuo pensiero. Buona serata.

  49. anniballo scrive:

    Con molto rispetto, faccio osservare a CRISTIANA che non c’è solo il papa che dica “tante sagge cose”, come Lei si esprime. Gli insegnamenti di alta moralità sono molteplici, (a volerli trovare), così come esistono tanti libri straordinari che ,meglio della Bibbia, insegnano come stare al mondo.
    C’è,invece, da domandarsi a cosa servano effettivamente tanti interventi domenicali del papa, il quale prende la parola o contro le banche, o contro il capitalismo, o contro le multinazionali, o contro la mafia ,(soddisfacendo un senso morale frettoloso e superficiale), senza -peraltro- che sia neppure ipotizzabile una modifica delle cose del mondo.
    Anzi, di più: quando si vede che la chiesa stessa è perfettamente sintonizzata con l’ordine economico e finanziario dominante, e lo stesso IOR si scopre colluso con tanto malcostume che -dalla sua finestra domenicale- il papa condanna.

  50. anniballo scrive:

    ———–PECCATI E REATI————————-
    A SIMON, vorrei replicare che vanno bene 1) i bastoni adoperati per scontare i PECCATI, 2) va bene l’inferno “più duro” per i preti corrotti e corruttori, però manca il punto numero 3).
    Cioè la galera per i preti pedofili, così come se la farebbe qualunque laico che si macchiasse di tali REATI.

  51. Un amico scrive:

    Annarita, dicendo perché il curato d’Ars non è stato scelto come patrono dei sacerdoti, ha detto la sacrosanta verità.
    Sono tempi sempre più bui per la Chiesa. Il Papa, poveretto, è un povero Cristo che prega, un santo sacerdote come pochissimi, però è oltraggiato in continuazione, in primo luogo dai vescovi. Siamo al si salvi chi può… ormai regna l’anarchia, povera chiesa…

  52. LIBERAMENTE scrive:

    patrono è un termine di origine pagana, nell’antica Roma precristiana e dell’era cristiana sono stati molti i patroni, i Lari, i Penati, gli dei dell’Olimpo condivisi con la Grecia, Astarte e Baal con i fenici, Saturno (i saturnalia), Iside condivisa con gli egizi, gli Auguri, gli Aruspici, Romolo e Remo è scontato e prima di tutto.

    Alcuni esempi:
    Gubbio, a Maggio “la corsa dei ceri” è di orgine pagana e poi adotatta dal cristianesimo per celebrare il santo patro Ubaldo.

    festa di san Martino di Tours l’11 novembre, era una festa celtica, quindi pagana, poi adotatta dai cristiani.
    In alcune zone del nord Italia, la tradizione popolare ha trasformato il Santo in un personaggio diverso da quello casto e mite che era stato ed ha finito per attribuirgli il patronato della gioia disordinata dei giocatori, dei beoni, dei mariti ingannati. Il motivo di ciò è da ricondursi al fatto che, nei giorni in cui ricorre la festa del SAnto, si compie la svinatura, che offre l’occasione per dare vita a festose ed abbondanti libagioni e a conviti. S. Martino è perciò rappresentato come ubriaco nell’atto di somministrare bastonate a destra e a manca (forse il papa doveva parlare ai preti di bastone già il novembre scorso).

    Gli emblemi del Santo sono il bastone pastorale (che bastonate ai preti pedofili), il globo di fuoco (che fuoco contro la lor perversione), il mantello (questa è la carota del crimen sollecitationis, cioè, l’omertà fino ad ora propensa a coprire tutti gli scandali).

    perchè invece del curato d’ars non ha scelto san Martino?

  53. LIBERAMENTE scrive:

    ma guarda un po’ annarita:

    Ma per carità Cherubino Giovanni Paolo II Magno…patrono dei sacerdoti?????? Ma per favore!!!!!

    ma non eravate voi nel 2005 a presantificare G.P.II?

    Ma se fino ad allora era riuscito a mantenere il segreto sul clero pedofilo, non è forse lui molto più adatto ad essere un patrono dei sacerdoti? Ah già è vero, bisognerebbe andare ancora di più a ritroso nel tempo fino all’elaborazione e applicabilità canonica del Crimen sollecitationis, quindi, quanti papi potrebebro essere altrettato degni di essere patroni dei sacerdoti?

    Un patrono dei sacerdoti potrebbe essere Padre Amorth, ne avrebbe ben donde sul fumo di satana penetrato nel vaticano e sotto le sottane più o meno di alto rango nella chiesa cattolica, ma si deve attedere purtroppo che il padre esorcista muoia, ma per carità gli auguro di vivere ancora cent’anni, poi non farà più paura nemmeno al diavolo

  54. LIBERAMENTE scrive:

    Il cattolicesimo, se non nella dottrina, almeno nella pratica concreta ha riciclato le divinità pagane reintroducendo un panteon di dei intermediari.

    Dio Padre ricorda Giove, Apollo Gesù Cristo, la Madonna Giunone o altro, e così via fino allo stuolo di semidei e piccole divinità locali che sarebbero poi i patroni dei paesi e delle città.

    I tabernacoli campestri sono derivati dalle divinità dei crocicchi nelle strade romane e greche, i paramenti liturgici sono copiati dai paramenti romani, gli ex-voto dei santuari pagani, le basiliche cattoliche derivate da quelle romane, è stato tutto un grande riciclo per certi versi positivo della struttura amministrativa e religiosa del paganesimo romano.

    Il concetto di un dio unico fin dalla sua origine in Egitto (akenaton) è sempre stato difficile da digerire per la gente, ma soprattutto è un ostacolo alla formazione di un ceto sacerdotale ed al conseguente commercio religioso, che come tutti i commerci ha bisogno di un adeguamento dell’offerta ai bisogni dei clienti: un panteon di divinità è l’ideale per offrire ad ogni persona il prodotto religioso più adatto ed economicamente redditizio.

    Nel frattempo dobbiamo sopportare tutte le regressioni culturali come questo fanatismo per i santi locali: anche in queste devozioni ci sarà pure un poco di fede, è inutile ed ingiusto fare gli iconoclasti, ma certamente a volte sembra che duemila anni di cristianesimo siano passati invano e che il richiamo degli dei pagani sia sempre forte.

    Nella vita dei santi abbiamo molti personaggi pagani riadottati, altri dei meri fantasmi della fantasia esegetica e tradizionalistica orale e apocrifa, come i racconti del gesù bambino che da vita agli uccelli di creta mentre invece giuda non ci riusciva, e chissà perchè ancora oggi non è riusito a fare miracoli sul problema dell’impotenza maschile. Ma non vi sono storie certificate di molti presunti santi dei primi periodi della chiesa cattolica, ma quando si crede in dio non è difficile credere acriticamente ai racconti apocrifi, e già è controverso credere a quelli canonici.

    Il disincanto quanto costerà ai credenti? perchè la verità sulla fede è che si crede troppo facilmente a storie di santi e patroni nemmeno esistiti a volte e a quelli che santi lo sono solo sulla carta, ma in vita hanno inneggiato allo sterminio degli infedeli, se non addirittura vi abbiano provveduto loro a sterminarli. siano essi stati islamici o di altro genere.

  55. il maccabeo scrive:

    Bella notizia… da rabbrividire… concordo con annarita e peccatore in toto, e devo dire… purtroppo. La loro analisi non lascia spazio a interpetazioni “pro bono”. Aggiungo per coloro che non trovano S. Jean Marie Vianney rappresentativo di tutti i sacerdoti che Papa San Pio X, ultimo Papa Santo, teneva sul suo scrittoio papale… una statua di un metro del Santo Curato d´Ars! Se un Papa per di piú Santo pure Lui, si sente rappresentato e ISPIRATO da un parroco di campagna quale sará il prete tanto cialtrone da ritenersi non abbastanza rappresentato? Solo un prete che deve preoccuparsi della perdita del suo senso sacerdotale.
    Alla faccia della non rappresentativitá del Santo Curato verso OGNI sacerdozio… e se non é rappresentativo perché “non riflette – come si poteva peraltro arguire già un anno fa – «completamente la figura del prete di oggi, all’epoca della comunicazione» che ne faremo di Padre Pio, primo e unico prete stigmatizzato, che se ne é sempre stato chiuso in un convento? Lo buttiamo a mare?…. Ma robe da matti.
    PS: Lodevole l´intenzione di voler sempre interpretare “pro bono” le decisioni dell´Autoritá, lodevole in se, ma attenzione che, in circostanze eccezionali, l´assenso sempre e comunque puo´diventare complicitá. Siamo oltre il 90mo, ragazzi, col Golden Goal fare tatticismi puo´essere equivalente al suicidio .. “Non so se mi sono capito”.
    IIPS: forse é anche vero che il Santo Curato non é stato fatto patrono dei sacerdoti perché …. si merita di esser venerato da preti e fedeli migliori di noi, oggi qui presenti! E`una mia ipotesi. Che condivido! O tempora, o mores!… Sará per un´altra volta.

  56. LIBERAMENTE scrive:

    scrive Maccabeo:

    Aggiungo per coloro che non trovano S. Jean Marie Vianney rappresentativo di tutti i sacerdoti che Papa San Pio X, ultimo Papa Santo, teneva sul suo scrittoio papale… una statua di un metro del Santo Curato d´Ars!

    Mi aspettavo che Maccabeo descrivesse invece un crocifisso senz’altro più alto della statua sul suo scrittoio, ma si sa che in clima di idolatria in vaticano le proporzioni si sprecano.

  57. P.Danilo scrive:

    Per i soliti criticoni: vi siete lasciati sfuggire quanto Benedetto XVI ha detto nell’omelia: “… santo Curato d’Ars, modello del ministero sacerdotale nel nostro mondo”; cosa vogliamo di più?

  58. Luisa scrive:

    Perchè definire “i soliti criticoni” chi si limita, anche con stupore, a constatare che fino all`ultimo momento, per i sacerdoti, per la Congregazione del Clero (vedi sito ufficiale ), per l’ Ufficio delle celebrazoni liturgiche, per l’ OR, era chiaro e certo che il Papa avrebbe proclamato il santo Curato d`Ars patrono dei sacerdoti?
    E lo stupore è anche ragionevolmente giustificato appunto dal fatto che durante tutto l`anno il Santo Padre ha detto e ridetto frasi come quella che lei ha citato, padre Danilo.
    O tutti ma proprio tutti, ivi compresi i responsabili direttamente “concernés”hanno capito male le intenzioni del Papa che in realtà non intendeva fare quella proclamazione, e c`è stato di nuovo un problema di comunicazione interna, o allora il Papa ha deciso, di ascoltare chi ha fatto pressione o ha argomentato, insomma è intevenuto presso di lui affinchè cambiasse idea e il Papa lo ha fatto, all’ultimo momento, sorprendendo tutti . IMedia lo ha saputo e lo ha fatto sapere.
    O c`è ancora un` altra ragione.

  59. emiliano scrive:

    Liberamente mi da tanto di essere con le sue rivelazioni ispirate della famiglia dei testimoni di geova poveri in cultura e in spirito anche loro come lo è liberamente!
    Ogni pretesto è buono per attaccare il Papa,ma ricordate che in quanto Papa quindi in magistero è infallibile ma poi quando si pronuncia in altre materie che non riguARDANO LA FEDE CATTOLICA HO LA ETECA O LA MORALE probabile che si sbaglia con i commenti. Basta sparare sulla croce rossa……..troll

  60. il maccabeo scrive:

    “si sa che in clima di idolatria in vaticano le proporzioni si sprecano. ”
    Caro/a Liberamente,
    qui l´unica cosa sprecata, mi creda, é questo suo commento tipo “circolo bocciofila”. Anzi, forse li se ne troverebbero di piú acuti su cosa sia l´idolatria, nonchè di piú benevoli verso il Vaticano.
    Perché?
    Vada prima a vedersi il significato delle parole “adorazione” e “venerazione” da una parte, e inoltre quelle di “latria” e “dulia” dall´altra, e poi, forse, le riuscirá di capire cosa significa la parola “idolatria” che lei tanto POCO a proposito usa in questo caso.
    Una domanda, cara “Liberamente”: ma lei porta con se o si tiene cara qualche foto dei suoi familiari da qualche parte? O magari ha affisso sulla parete di casa qualche foto di famiglia? Cosí per sapere se lei conosce anche il significato di “pietá filiale”. Se lo conosce ha giá la risposta del perché San Pio X si teneva una bella statua del Curato d´Ars sullo scrittoio. Anche se magari, ignorando anche il minimo iota su chi furono e cosa fecero San Pio X e San Jean Marie Vianney, avrá comunque problemi a capire un tale atteggiamento.
    Ossequi. E saluti agli amici del bar!

  61. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Dott Tornielli,

    noto ora queste sue “aggiunte” al Suo e me ne rallegro perchè Lei tocca con il dito esattamente quel che mi cruccia in questa faccenda.

    Ma il “giallo” diventa ancora più misterioso e dire semplicemente come qualche commentatore “ufficale” ha scritto che il S. Padre dopotutto fà quel che vuole, mi sembra essere un po’ insultante per noi ma anche per il Papa stesso che passa per versatile, il che non sembra essere per niente il suo carattere.

    Non sò come si dice in italiano, ma la cosa è “intriguing” e Le sarei personalmente grato nei prossimi giorni di aiutarci a capire co’è davvero successo.

    Grazie ancora

    In Pace

  62. Luisa scrive:

    Anch`io, come Simon, ringrazio Andrea per gli elementi complementari e gli sarei grata di tenerci informati.
    Se il Papa non avesse voluto questa proclamazione ne avrebbe avvertito i diretti interessati, non li avrebbe di certo lasciati nell`ignoranza.
 Non avrebbe, coerente con la SUA scelta del santo curato d`Ars per l` Anno sacerdotale,continuato fino all`ultimo a presentarlo come modello per TUTTI i sacerdoti.
    
Il dietrofront, se oso chamarlo così, è stato improvviso.
    Ci sia permesso di considerare preoccupante e triste immaginare che il Papa abbia dovuto rinunciare a qualcosa che aveva deciso e che gli stava particolarmente a a cuore.
    
Ci sia permesso di ritenere preoccupante che ci sia nella Chiesa chi ha il potere di anullare una decisione del Papa, convincendolo con argomenti che possiamo facilmente intuire.

  63. LIBERAMENTE scrive:

    un altro con cui spero che il papa usi il bastone:

    Bergamo, sospeso per molestie sessuali il sacerdote incastrato da Le Iene. http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/bergamo-sospeso-sacerdote-le-iene-420186/

    Ma non è il solo, credo che in futuro il bastone pastorale del papa si usurerà molto spesso, dovrà cambiarlo più volte

  64. Cherubino scrive:

    siamo alle solite… “se il papa non avesse voluto…” “che ci sia nella Chiesa chi ha il potere di annullare una decisione del papa…”

    Ma stiamo scherzando ? nessuno ha il potere di annullare una decisione del papa ! ancora una volta Luisa strumentalizza una notizia interessante per gettare fango sulla Chiesa !
    E poi QUESTO papa si farebbe imporre una scelta che non condivide ? siamo seri, è più credibile un fumetto di Natan Never…

    SE IL PAPA AVESSE VOLUTO avrebbe senz’altro proceduto… questo è l’unica cosa certa. Poi si può cercare di ragionare sul perchè e sul come, ma arrivare a ipotizzare una “mano” che abbia costretto il papa è veramente ridicolo.

  65. Luisa scrive:

    È vero, siamo alle solite, sior cherubino interviene, sempre dalla sua improbabile cattedra, e ristabilisce la verità, la sua verità, che però nel suo spirito è verità.
    Vede sior cherubino, le domande che mi pongo, siamo in tanti a farsele, Andrea Tornielli e con lui molti altri, e come non farlo?
    Se il verbo annullare non le piace, posso dire contestare, intervenire, premere, ma il risultato è lo stesso, la decisione del Papa è stata annullata, e lo è stata all`ultimissimo momento.
    Ed è difficile capire che cosa ha convinto il Papa a rinunciare a qualcosa che con ogni evidenza voleva, in coerenza con ciò che da un anno ci presenta, dice ai sacerdoti.
    È ragionevole pensare che c`è stato un intervento, chi, come, perchè, posso immaginarlo, come è evidente che è il Papa ad aver deciso in definitiva, perchè lo ha fatto, non lo so.
    E forse non lo sapremo mai.

  66. Cherubino scrive:

    si si,la retorica delle “domande” che sono affermazioni la conosco già. Non ha niente di meglio ?

    La figura del papa che esce dai suoi interventi, un poverino incapace di governare la Chiesa, in balia di gente che decide al posto suo o gli impone scelte contrarie ai suoi convincimenti è squallida. Ed è un pura fantasia della sua mente poco in sintonia con la Chiesa.

    Colgol’occasione per invitarla a riconoscere il Catechismo della Chiesa Cattolica. L’obbedienza inizia da lì.

  67. Luisa scrive:

    cherubino, cherubino, non ha proprio niente di meglio come argomento?
    Offendere è un argomento?
    Allora tutti coloro che si interrogano, su questo repentino e inaspettato e, per il momento, incomprensibile cambiamento, Tornielli compreso, ma non è il solo, lavorano di fantasia, sono poco in sintonia con la Chiesa ? Lei rappresenta da solo tutta la Chiesa?
    Ma per favore!

  68. Simon de Cyrène scrive:

    C’è poco da bisticciarci: c’è un fatto, cioè il cambiamento repentino di previa, riflettuta e molte volte annunciata decisione.

    Da qui due possibilità: o il Papa è stato “convinto” da terzi di farlo oppure ha cambiato idea di punto in bianco. Nei due casi, il “messaggio” che così si passa a noi credenti, che siamo gente semplice,non è eccellente.

    C’è bisogno di spiegazioni ragionevoli e di buon senso ma, purtroppom quelle date da P. Lombardi convincono solo lui stesso e gli argomenti di autorità di Izzo, anche se valide nel fondo, non rispettano in realtà nè noi credenti nè il Santo Padre stesso.

    In Pace

  69. Cristiana scrive:

    @ bo.mario

    Carissimo, io mi sono limitata a far notare che come al solito i media usano un tasto solo fino alla nausea.
    Riguardo al Vaticano, posso dirti con assoluta serenità che per come la penso io il Papa dice e fa quel che deve, è chi recepisce a suo modo che monta in polemica, oppure qualche porporato più o meno altolocato che esce dai “ranghi” e fa danni.
    Il Papa, è nel mondo, ma non del mondo, non ci si può aspettare che siano tutti li’ ad accoglierlo a braccia aperte, è un discorso vecchio come il mondo. :-) buon week end!

  70. bo.mario scrive:

    Cristiana ricambio il buon fine settimana, sempre con sti termini inglesi.. Leggendo il pezzo di un blogger si dice che il papa è infallibile. Oggi ha parlato di economia sul piano etico. Chi non è addentro alle Vs cose gli sembra che viene preso in giro. Ciao.

  71. raffaele savigni scrive:

    Il curato d’Ars è stato un prete santo, ma le situazioni storiche cambiano ed anche i modelli culturali. Nell’ultimo secolo abbiamo avuto tanti preti santi (alcuni già beatificati, altri non ancora): don Gnocchi, don Mazzolari, don Zeno Saltini, padre Popeliusko, don Santoro ucciso in Turchia, don Diana martire della mafia ecc., altrettanto degni quanto il curato d’Ars. Se il papa ha deciso di non proclamarlo “patrono” dei sacerdoti dobbiamo rispettare la sua decisione senza fare dietrologie o immaginare “pressioni” di chissà chi.

  72. Bruno Frusca scrive:

    Professor Savigni.

    La Fede non è un insieme di modelli culturali, destinati fatalmente a mutare con il divenire dei tempi.
    Il modello è uno, e uno solo : Gesù Cristo !
    Il risultato di questi accostamenti, effetto del relativismo dei modelli culturali lo abbiamo sotto gli occhi: La situazione della Chiesa cattolica.

    Cordialità.

  73. raffaele savigni scrive:

    Il modello Cristo è eterno, ma i modi concreti di fare il prete (di celebrare la liturgia, di confessare, di predicare, di fare catechesi…) e le forme “pastorali” possono essere diverse, pur nel rispetto dell’unica professione di fede. Non esiste un unico modello pastyorale e teologico!
    Il prete “tridentino” (formato nei Seminari, tenuto a predicare secondo certi modelli ecc., leader del popolo cristiano anche in campi non “religiosi” ecc.) è diverso da quello pretridentino; quello successivo al Vaticano II ancora diverso (più uomo della Parola e non solo del sacramento, nutrito di Scrittura…). Un po’ di analisi storica non fa male (per l’età moderna e contemporanea ci sono validi stuidi di Mario Rosa e Maurilio Guasco).

  74. Luisa scrive:

    Raffaele, se lei avesse ascoltato il Santo Padre nelle sue omelie, a partire da quella in cui apriva l`anno sacerdotale, presentando il santo curato d’ Ars come modello e protettore dei sacerdoti, se lo avesse ascoltato tutte le volte che ne ha parlato, se avesse ascoltato la catechesi che ha dedicato al curato d`Ars, insistendo sull`altissima attualità della sua personalità umana e sacerdotale e la sua forza profetica, cosiccome le tre catechesi che ha consacrato al sacerdozio, forse non avrebbe scritto il commento che ha scritto.
    Riporto qui il commento di un blogger di Messa in latino, mic, di cui condivido ogni parola:

    “…ci sconcerta e ci preoccupa che ci sia chi, nella Chiesa, non consideri il Curato d’Ars un modello per i sacerdoti, dal momento che questo modello non consiste in una pedissequa ‘imitazione’ della persona in questione, ma del seguirne le orme di comportamento e di atteggiamenti interiori e di spiritualità (non è una questione peregrina, trattandosi di sacerdoti), nel senso di:  
    1. celebrare degnamente l’Eucaristia  
    2. dedicarsi alla cura della anime, privilegiando il sacramento della Riconciliazione  
    3. il tutto, fondato sull’Adorazione e la preghiera e il rapporto intimo profondo col Signore, del quale i Sacerdoti sono i Ministri.”

    E questo, Savigni, non si modifica con le epoche, le mode, con i modelli culturali!
     
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090805_it.html

  75. il maccabeo scrive:

    “non riflette – come si poteva peraltro arguire già un anno fa – «completamente la figura del prete di oggi, all’epoca della comunicazione».

    Ah ah ah! Un Prete come il Santo Curato d´Ars che trasforma in un brevissimo tempo una parrocchia vuota in un centro dove si accolgono centinaia se non migliaia di persone al giorno non sarebbe adatto a “riflettere … il prete di oggi, all´epoca della comunicazione” ? Ah ah ah! I preti di oggi invece colle loro parrocchie procapite sempre piú numerose e sempre piú vuote sarebbero molto piú consci di come comunicare i propri valori ai propri contemporanei? E non si sentirebbero dunque rappresentati da uno che riceveva migliaia di pellegrini al giorno?… Beh, a pensarci bene, in questo senso é verissimo!!!! Certi preti di oggi forse si sentirebbero piú rappresentati da un Napoleone ai tempi d´oro dell´espropriazione di Chiese e Monasteri, o che so da un Giuliano l Apostata, o da un Filippo il Bello magari.
    Che tristezza.

  76. Cherubino scrive:

    Luisa, uno che ha aiutato il precedente papa a scomunicare mons. Lefebvre e a gestire quello scisma si metterà paura di qualche opinione contraria alla sua ? sarà mica stato minacciato con le armi, o ipnotizzato !

    E poi eviti di tirare Tornielli dalla sua… vistoche si è limitato a rilevare la stranezza (questa sì) di una situazione, di un evento. E certamente qualcosa di anomalo c’è stato. Ma da qui a ipotizzare “poteri capaci di …” forzare il papa a fare scelte che non vuole fare è veramente ridicolo e non mi sembra che Tornielli abbia detto ciò.

    Le ricordo che non ha ancora aderito al Catechismo della Chiesa Cattolica.

  77. Marco N. scrive:

    Vale la pena ricordare a quanti, anche qui, perfino qui, vogliono mistificare addirittura la figura, la funzione e il ministero del sacerdote, ritenendoli “adattabili£ ai tempi, quanto sia falsa ed eretica questa visione.
    Ce lo dice lo stesso Papa in chiusura dell’anno sacerdotale, quando afferma a chiare lettere:”
    Il sacerdozio è quindi non semplicemente «ufficio», ma sacramento
    “.
    Può un sacramento mutare, assumere fisionomie e funzioni diversi in relazione ai tempi?
    Chi afferma di si evidentemente ha tutto l’interesse anche qui a snaturare il sacerdozio della sua vera natura sacramentale, riaffermata possentemente dal Papa.
    Ultima considerazione: la teologia “fai da te” predicata da molti sacerdoti e da molti gruppi laicali è il cancro che sta rodendo dall’interno la fede in Cristo e la Sua Chiesa.
    Papa Benedetto ne è consapevole da sempre e lo riafferma in modo vigoroso:
    ” non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via.
    Auguriamoci che dopo questi cosi autorevoli ammonimenti nessuno nella Chiesa o dintorni abbia l’arroganza di contraddire le parole del Papa, nostra unica guida.

  78. Luisa scrive:

    “Luisa, uno che ha aiutato il precedente papa a scomunicare mons. Lefebvre e a gestire quello scisma si metterà paura di qualche opinione contraria alla sua ? sarà mica stato minacciato con le armi, o ipnotizzato !2

    Ci vorrebbe un solo commento: :)

    Sì, perchè ci vuole una buona dose di umorismo, o di altro che preferisco non precisare, per tirare in ballo monsignor Lefebvre nella non proclamazione del Santo Curato d `Ars!
    Il suo astio, molto poco cristiano, per la FSSPX, per i lefebvriani, le annebbia sovente il cervello, cherubino
    Le ricordo en passant, che è lo stesso che lei ha chiamato “uno”, e cioè Benedetto XVI che ha sempre operato già da cardinale, prima, per evitare la separazione, lei sembra conoscere molto male l`operato dell`allora card Ratzinger, si informi, in seguito, per mantenere i contatti con la Fraternità, e infine, eletto Papa, per il rientro, le ricordo che uno dei suoi primi atti è stato di incontrare a Castel Gandolfo mons, Fellay, superiore della Fraternità.
    Sì talvolta l`astio acceca .
    Comunque, se lei ha letto bene le note complementari di Andrea Tornielli, vedrà che le sue interrogazioni, sono quelle di molti, io continuo a sperare che il Santo Padre stesso, in una prossima occasione, ci spieghi perchè all`ultimissimo momento ha cambiato idea, ha rinunciato a fare del Santo Curato d`Ars il patrono di tutti i sacerdoti, quando tutto l`anno, con grande costanza e coerenza, con termini chiari e forti, ne ha valorizzato la figura nella sua grandissima attualità, presentandolo come modello per tutti i sacerdoti.

  79. peccatore scrive:

    Dopo qualche giorno e con qualche informazione in più, ho riletto le parole pronunciate all’Angelus.

    13/6 angelus
    “Per questo i sacerdoti sono i primi operai della civiltà dell’amore… Come è accaduto ad Ars, il villaggio della Francia dove svolse il suo ministero san Giovanni Maria Vianney”.
    “Non c’è bisogno di aggiungere parole a quanto è stato detto su di lui nei mesi scorsi.
    Ma la sua intercessione ci deve accompagnare ancora di più da ora in avanti. La sua preghiera, il suo “Atto di amore” che tante volte abbiamo recitato durante l’Anno Sacerdotale, continui ad alimentare il nostro colloquio con Dio”.

    11/6 Omelia durante la messa del Sacro Cuore.
    “Era da aspettarsi che al “nemico” questo nuovo brillare del sacerdozio non sarebbe piaciuto; egli avrebbe preferito vederlo scomparire, perché in fin dei conti Dio fosse spinto fuori dal mondo. E così è successo che, proprio in questo anno di gioia per il sacramento del sacerdozio, siano venuti alla luce i peccati di sacerdoti, soprattutto l’abuso nei confronti dei piccoli, nel quale il sacerdozio come compito della premura di Dio a vantaggio dell’uomo viene volto nel suo contrario”.

    A mio avviso, il Papa ha ritenuto “meglio” per il “bene comune”:
    a) rinunciare a proclamare formalmente patrono dei sacerdoti San Giovanni Maria Vianney, malgrado ciò fosse da tutti ormai dato per scontato,
    b) suonare il campanello d’allarme: guardate un po’ con che cavalli mi tocca correre…
    c) ribadire che il Curato d’Ars è il modello di sacerdote valido anche oggi, soprattutto oggi, ovunque nel mondo.
    d) invitare a chiedere l’intercessione del curato d’Ars
    e)rivelare che c’è “qualcuno”, con potenti propaggini curiali, che ha “potere d’interdizione”, “appoggi esterni” che lo rendono minaccioso al punto da concedergli qualcosina per spuntarne le minacce, ed anche ambizioni “sciocchine” (il curato d’Ars non è stato proclamato patrono, ma: 1)c’era l’arazzo appeso durante la veglia 2)un anno di catechesi sul sacerdozio è stato incentrato sul suo modo di essere prete (erano ottimi preti anche prima del concilio Varticano I e Vaticano II…), 3)la preghiera del santo d’Ars è qualcosa che fa rabbrividire ed è stata innalzata devotamente (il “nemico” sa che potere abbia la preghiera, lo sa meglio di troppi preti moderni), 4)l’omelia e adesso l’Angelus a compimento.
    Ma c’è chi si accontenta di carte bollate e timbri…
    f) sottolineare che c’è diretta contiguità tra costoro (ed il loro tentativo di fare del sacerdozio cattolico una cosa o mondana/secolarizzata oppure estrometterlo dal mondo) e la malevola invidia del nemico per un anno sacerdotale che ha raddrizzato adeguatamente il timone.
    g) esplicitare che lui, Benedetto XVI, andrà avanti per la sua strada, rendendoci edotti delle difficoltà, per lui e per la Chiesa.
    h) suggerire che la profezia di Fatima è in atto.

  80. raffaele savigni scrive:

    Luisa, nel discorso da Lei citato Benedetto XVI afferma: “I metodi pastorali di san Giovanni Maria Vianney potrebbero apparire poco adatti alle attuali condizioni sociali e culturali. Come potrebbe infatti imitarlo un sacerdote oggi, in un mondo tanto cambiato? Se è vero che mutano i tempi e molti carismi sono tipici della persona, quindi irripetibili, c’è però uno stile di vita e un anelito di fondo che tutti siamo chiamati a coltivare. A ben vedere, ciò che ha reso santo il Curato d’Ars è stata la sua umile fedeltà alla missione a cui Iddio lo aveva chiamato; è stato il suo costante abbandono, colmo di fiducia, nelle mani della Provvidenza divina”.
    I metodi pastorali ed i carismi quindi possono variare, anche se lo “stile di vita” deve essere centrato su Cristo. E poco dopo il paopa cita il Vaticano II ed il compito del prete di formare la comunità.
    Non mi sembrano parole incompatibili con quanto ho detto. v

  81. raffaele savigni scrive:

    Le illazioni di “Peccatore” mi sembrano del tutto fantasiose. Nella prospettiva del discorso di Benedetto XVI il diavolo agisce tramite i preti pedofili, non tramite i progressisti ed i seguaci del Vaticano II.

  82. Marco N scrive:

    Come si può continuare a mistificare?
    Il Papa ha detto: iSe è vero che mutano i tempi e molti carismi sono tipici della persona, quindi irripetibili, c’è però uno stile di vita e un anelito di fondo che tutti siamo chiamati a coltivare. A ben vedere, ciò che ha reso santo il Curato d’Ars è stata la sua umile fedeltà alla missione a cui Iddio lo aveva chiamato; è stato il suo costante abbandono, colmo di fiducia, nelle mani della Provvidenza divina”..
    Per cortesia rileggete ciò che voi stessi citate e riflettete un attimo prima di postare delle marchiane falsità che chiunque è in grado di comprendere.

  83. peccatore scrive:

    Caro Savigni,
    questo è quello che capisce lei…
    Invece oltre alla pedofilia, legga bene, il Papa ha impugnato “bastone & vincastro” soprattutto per allontanare dal gregge chi lo vorrebbe pericolosamente indirizzato presso il burrone…
    Guardi con è un’illazione.
    E’ quel che pensa il papa, cioè la Chiesa del 2010.
    Adeguarsi. Aggiornamento!

  84. peccatore scrive:

    scusatemi: volevo scrivere “non è un’illazione”.

  85. Luisa scrive:

    Ebbene, peccatore, se la rinuncia del Papa a qualcosa che non poteva che essere il compimento, il punto d`arrivo logico, di un anno in cui la figura del santo curato d`Ars è stata presentata da lui come esempio per tutti i sacerdoti, è il frutto di una specie di “marchandage”, esplicito o implicito, stile : io ti do questo e tu mi dai quello,o io ti faccio questa concessione così tu ti farai meno minaccioso, e potrò continuare più tranquillo la mia strada…faccio questo sacrificio così sarò più libero per altre battaglie, …ebbene se così fosse, la cosa sarebbe gravissima, perchè vorrebbe dire che il Papa è ostaggio di forze che gli sono avverse,che hanno il potere di farlo indietreggiare su un punto molto importante e al quale con ogni evidenza teneva molto.
    E le forze avverse sono appunto quelle che non hanno mai accettato la figura del santo curato d`Ars come esempio, che lo hanno contestato già dall`inizio, vedi Francia…Germania…
    Mah, io non so che cosa o-e chi ha deciso il Papa a rinunciare, da più fonti è detto che il documento era pronto, la rinuncia ha avuto luogo all`ultimo momento, solo il Papa e altri eventuali responsabili conoscono la verità, ma è giusto che sappiano che molti fedeli non hanno capito e molti sono delusi.
    Sono stata stupita, andando su blog del vaticanista del giornale La Croix, di leggere lo stesso stupore e la stessa incomprensione.
    Forse il nostro stupore e incomprensione contano poco o niente, ma risulta difficile, salvo a chi applaude alla rinuncia del Papa, non porsi domande, anche se so già che resteranno senza risposta.

  86. peccatore scrive:

    Cara Luisa,
    il mio non è un plauso, ma non vuole essere nemmeno una scandalizzata reprimenda delle decisioni di Papa Benedetto XVI. E non è nemmeno “un’interpretazione autentica” del suo pensiero (io non sono che un marginalissimo commentatore di cose che comunque ci riguardano).
    Ho solo proposto una chiave di lettura che tiene conto di tante cose. Tiene conto che il Papa sa di avere ascoltatori attenti, in grado di capirlo. E di capire anche quando sembra indietreggiare, ma così facendo scopre chi gli stava lavorando contro all’ombra… E ce ne sono. Questo ormai l’hanno capito anche i sassi.

  87. Luisa scrive:

    Potremmo anche stupirci del silenzio dei media cattolici che non menzionano la mancata proclamazione del santo curato d`Ars.
    Sono i blog e le agenzie stampa ad averne parlato.
    Ne ha parlato l`OR? Avvenire? La Radio Vaticana? Non credo.

  88. peccatore scrive:

    Ottima osservazione, Luisa.
    Infatti il Santo Padre, che ha a cuore l’unità, non usa come altri la tattica del silenzio, per tacitare le questioni ormai sotto gli occhi di tutti.
    Al contrario parla (ed agisce): contro la pedofilia e contro l’ermeneutica della discontinuità, promuovendo il sacerdozio al modo di San Giovanni Maria Vienney ed in barba a certe sirene. Ma promuove altresì la sacra liturgia (anche con il Motu proprio, ma non solo), in barba a certi liturgismi “innovativi”. Promuove l’ecumenismo quello vero “di rientro” (anglicani, lefevriani…) o di “convergenza” (ortodossi) e non già di “svendita” (cara a certi protestantizzatori).

    Il Papa ha a cuore l’unità: lo ha detto in una memorabile lettera di tenore paolino in cui invitava a non sbranarsi a vicenda, lo ha ripetuto questa settimana, 11 giugno, all’indomani di questa vicenda. “Se rimaniamo uniti, se rimaniamo in Cristo, vera Vite, allora possiamo essere testimoni forti e viventi dell’amore e della verità e possiamo non farci piegare e spezzare dai venti del momento”.
    Con Benedetto XVI la verità fa sempre rima con unità: non fa il finto tonto, ma propone gesti “distensivi”. Volete che non proclami formalmente patrono il mio sacerdote modello? Siete contenti così? Va bene. Credete che nessuno se ne accorgerà, e voi farete finta di niente, come su altre questioni, sui mezzi di comunicazione a vostra disposizione? Va bene. Intanto io proseguo, nella verità. Che non è fatta di accuse sui giornali, ma di correzione fraterna, pazienza, mitezza, umiltà. E’ il Sacro Cuore di Gesù, mite ed umilie di cuore. A certi nella Chiesa queste devozioni (anche la Divina Misericordia) “disturbano”. Disturbano Fatima e Medjugorje, Lourdes non è sinonimo di penitenza, ma di servizio ai malati… il digiuno è un po’ desueto, come il santo curato d’Ars. O gli esorcisti… Eppure Benedetto non molla… e tira dritto, senza perdersi in questioni di protocollo, timbri e carte bollate. E’ l’amore a salvare, non la legge.

  89. peccatore scrive:

    Pensate che è da un anno che chi più, chi meno, la sentiamo recitare e la recitiamo.

    PREGHIERA PER L’ANNO SACERDOTALE

    Signore Gesù, Tu hai voluto donare alla Chiesa, attraverso San Giovanni Maria Vianney, un’immagine viva di Te, ed una personificazione della Tua carità pastorale.
    Aiutaci, in sua compagnia ed assistiti dal suo esempio, a vivere bene quest’Anno Sacerdotale.
    Fa che possiamo imparare dal Santo Curato d’Ars il modo di trovare la nostra gioia restando a lungo in adorazione davanti al Santissimo Sacramento; come la Tua Parola che ci guida sia semplice e quotidiana; con quale tenerezza il Tuo Amore accolga i peccatori pentiti; quanto sia consolante l’abbandono fiducioso alla Tua Santissima Madre Immacolata; quanto sia necessario lottare con vigilanza contro il Maligno.
    Fa, o Signore Gesù, che i nostri giovani possano apprendere dall’esempio del Santo Curato d’Ars, quanto sia necessario, umile e glorioso il ministero sacerdotale che Tu vuoi affidare a quelli che si aprono alla Tua chiamata.
    Fa che nelle nostre comunità – come ad Ars a quel tempo – ugualmente si realizzino quelle meraviglie di grazia che Tu compi quando un sacerdote sa “mettere l’amore nella sua parrocchia”.
    Fa che le nostre famiglie cristiane si sentano parte della Chiesa – dove possono sempre ritrovare i Tuoi ministri – e sappiano rendere le loro case belle come una chiesa.
    Fa che la carità dei nostri Pastori nutra ed infiammi la carità di tutti i fedeli, affinché tutte le vocazioni e tutti i carismi donati dal Tuo Santo Spirito possano essere accolti e valorizzati.
    Ma soprattutto, o Signore Gesù, concedici l’ardore e la verità del cuore perché noi possiamo rivolgerci al Tuo Padre Celeste, facendo nostre le stesse parole che San Giovanni Maria Vianney utilizzava quando si rivolgeva a Lui:

    “Vi amo mio Dio, e il mio unico desiderio è di amrVi fino all’ultimo respiro della mia vita.
    Vi amo, o Dio infinitamente amabile, e desidero ardentemente di morire amandovi, piuttosto che vivere un solo istante senza amarVi.
    Vi amo Signore, e la sola grazia che Vi chiedo è di amarVi in eterno.
    Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere sempre che io Vi amo, desidero che il mio cuore Ve lo ripeta ad ogni mio respiro.
    Vi amo, o mio Divin Salvatore, perché siete stato crocifisso per me;
    e perché Voi mi tenete crocifisso quaggiù per Voi.
    Mio Dio, fatemi la grazia di morire nel amandoVi e sentendo che io Vi amo” AMEN

    A me piacerebbe una Chiesa dove tutti condividano questa sensibilità. E mi preoccupa un po’ (ma è per la mia poca fede) una Chiesa dove invece c’è chi è infastidito da questa sensibilità, specie dopo un anno in cui avrebbe dovuto almeno essere meno stonato.

  90. Cherubino scrive:

    Luisa ha i ricordi annebbiati. Ratzinger è stato stretto collaboratore di Giovanni Paolo II nella scomunica di mons. Lefebvre, scomunica che non è stata revocata per lui, ma molti anni dopo per i vescovi da lui ordinati. I quali d’altra parte non sono affatto “rientrati”, ma restano tuttora separati dalla Chiesa cattolica e di fatto molto disobbedienti, visto che continuano ad ordinare sacerdoti contro il volere di Roma. E come ha detto pubblicamente il card. Rahner, i colloqui procedono con rilevanti difficoltà. La revoca della scomunica poi non è affatto una riabilitazione, ma ha avuto espressamente lo scopo di aiutare il pentimento degli scismatici. Nel diritto canonico in fatti una pena “medicinale” ha senso solo se in vista della conversione, se invece rischia di allontanare ancor più il peccatore può essere rimossa. Ma questo no vuol dire affatto che la Chiesa dica di aver sbagliato in passato: lo scopo della scomunica e della sua remissione è sempre lo stesso.

    Quanto alla mancata proclamazione del Curato d’Ars a patrono dei sacerdoti non si tratta certo di una tragedia. Rispetto chi si fosse dispiaciuto di ciò. Ammetto che i tempi rendono la cosa curiosa. Ma da qui a farne una questione di “sicurezza nazionale ecclesiale” è veramente segno che c’è gente che non ha nulla da fare nella vita, oltre a creare confusione nel popolo di Dio.

    Come si dice “Roma locuta, causa finita”. Il papa ha deciso. Non è stato drogato, nè ipnotizzato, nè hanno rapito mons. Bertone per ricattarlo.

    Ci sono poi delle precisazioni da fare. E’ errato pensare che il patrono di qualche categoria di persone nella Chiesa debba essere un modello sul piano dei comportamenti. Il modello del sacerdozio non è semplicemente l’amministrazione esteriore dei sacramenti, ma quella spirituale, che poi si effettua principalmente ma non solo nell’azione sacramentale.
    Ma il patrono è qualcosa di più. Se fosse solo “modello comportamentale” come potrebbe essere santa Teresina, monaca del Carmelo, patrona delle missioni ? è evidente che non è l’essere stata una grande missionaria a fare di lei patrona. Piuttosto l’aver vissuto la priorità della missione spiritualmente, dedicando la preghiera e le sue sofferenze fisiche a tale scopo, anche se in una vita del tutto diversa da quella del missionario.
    Come si vede non è la forma esteriore del comportamento a rendere il patrono tale. Certamente il Curato d’Ars aveva grandi doti interiori ed è riferibile a modello sotto molti aspetti. Sicuramente questi aspetti si sono espressi in una della condizioni possibili del sacerdozio. Ma fare da modello e fare da patrono sono alla fine due cose diverse.
    Patrono dei sacerdoti (e non solo dei parroci) a mio parere dovrebbe essere una figura capace di esprimere in modo più universale il cuore del sacerdozio, ossia l’offerta del sacrificio eucaristico e di sè NEL sacrificio eucaristico, in unione con Cristo crocifisso. La “rappresentanza” di Cristo in questo mondo è massimamente realizzata nell’uomo che rende presente il sacrificio di Cristo sull’altare e insieme nella sua vita, unendo la sua passione e morte alla Passione e morte di Gesù.
    Ed è così che sentirei più patrono dei sacerdoti un sacerdote che ha “santificato il mondo” offrendolo a Dio nel sacrificio dell’altare e nel sacrificio della vita.
    Un sacerdote “martire”. Un sacerdote che si è “consumato” per la santificazione del mondo. Mi viene in mente un Massimiliano Kolbe. Ma ancor di più Giovanni Paolo II.
    Come non vedere nella sua vita colpita, ferita, corrotta dalla lenta malattia per il servizio più alto dell’Ordine Sacro: il servo dei servi. Il cuore del sacerdozio a mio parere è perfettamente incarnato nella vita di Giovanni Paolo II e nello spirito con cui egli l’ha donata a Dio e al mondo.

  91. peccatore scrive:

    Caro Cherubino:
    condivido con te la venerazione per Giovanni Paolo II e per Massimiliano Kolbe. Ottimi esempi di sacerdozio.
    Condivido che non sia il caso di temere per le sorti della Chiesa in generale (tanto si sa già Chi vince alla fine) e su questa questione in particolare.
    Quando si partecipa ad un blog è scorretto attribuire patenti di nullafacenza a chicchessia (a parte il clamoroso autogol): si scrive la propria e si legge quella altrui, commentandola se il caso.
    Non si può però far finta di niente. Non critico il Papa, cerco solo di capire che cosa è successo, leggo bene quel che dice lui, cerco di capire che cosa dicono altri che evidentemente ci sono e stanno nell’ombra.
    E constato, una volta di più, che l’aria è “frizzante”. Sono parte del gregge, sono una pecora e non un pecorone, ho ben chiaro chi sia il pastore, chi i cani, chi i lupi, chi qualche controfigura o spaventapasseri nel panorama.

  92. Luisa scrive:

    Lo ripeto sior cherubino, chi è annebbiato dal suo astio è lei.
    Si informi sul ruolo dell` allora card. Ratzinger e sarà sorpreso.

  93. Cherubino scrive:

    è lei che è annebbiata, Luisa. (lascio perdere il “signora” che potrebbe dare adito a diverse interpretazioni).

    Il ruolo di Ratzinger fu perfettamente in linea con la volontà di Giovanni Paolo II: evitare lo scisma, pur senza cedere alle scorrette pretese di Lefebvre. Il quale tra l’altro prima accettò le condizioni poste, poi le infranse con l’ordinazione illecita di altri vescovi. Tuttavia oltre a ciò c’erano questioni dottrinali fondamentali (ossia posizioni eretiche), sulle quali mai nè Ratzinger nè Giovanni Paolo II hanno mai dato ragione a mons.

  94. peccatore scrive:

    Scusatemi, ma perchè voler disquisire sul passato?
    A chi serve aver avuto ragione allora?
    Non si dimentica niente, ma si fa tesoro.
    Serbando (=collegando) ogni cosa nel proprio cuore.
    Perciò è così frizzante il presente… Si inizia a capire.
    Non credo che ciò ci risparmierà la croce.
    Ma almeno sapremo come comportarci il sabato santo.
    Perchè confideremo, sperando, nella domenica.
    Il problema sta nell’atteggiamento del giovedì sera, durante la cena. Se non si capisce l’Eucaristia, poi sarà tutto un equivoco… Nella Chiesa odierna ci sono almeno due idee, distanti, di questo giovedì. A me piace quello visto in Piazza San Pietro, durante la veglia, arazzo compreso, domande e risposte.
    C’è chi dice altro. Ed ha abbastanza potere (ancora…).

  95. Luisa scrive:

    Permetta, cherubino, che, senza negare il grande valore degli esempi da lei citati, io preferisca non lanciarmi in confronti e resti “fedele” e aderisca alla visione che il Santo Padre ci ha trasmesso durante tutto l`anno passato, con parole chiari e forti, a partire dal primo giorno,il 16 giugno 2009, quando ha aperto l`Anno sacerdotale.
    Sono così tante le parole che il Santo Padre ha dedicato a Jean-Marie Vianney che si può solo estrarne qualche perla, mi limito a questa:
    “La sua esistenza fu una catechesi vivente, che acquistava un’efficacia particolarissima quando la gente lo vedeva celebrare la Messa, sostare in adorazione davanti al tabernacolo o trascorrere molte ore nel confessionale.”

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090805_it.html

    Comunque, siccome la Santa Sede non ha giudicato utile informarci sul repentino e insapettato cambiamento,e siccome i fedeli in generale amano capire, restano le ipotesi, alcune fra di esse sono preoccupanti, e siccome non verrà data nessuna spiegazione, la non proclamazione del santo curato d`Ars resterà un grande punto d`interrogazione, una zona d`ombra.

  96. peccatore scrive:

    Ecco che cosa ha risposto, a braccio, il Santo padre ad una domanda di un sacerdote (alterno miei commenti):

    “Direi che le tre priorità fondamentali le conosciamo: sono le tre colonne del nostro essere sacerdoti.

    FOSSE VERO… TROPPO BUONO, SANTITA’!

    Prima, l’Eucaristia, i Sacramenti: rendere possibile e presente l’Eucaristia, soprattutto domenicale, per quanto possibile, per tutti, e celebrarla in modo che diventi realmente il visibile atto d’amore del Signore per noi.

    E NON CHE SIA VISIBILE SOPRATTUTTO IL NOSTRO DARCI DA FARE

    Poi, l’annuncio della Parola in tutte le dimensioni: dal dialogo personale fino all’omelia.

    LA PAROLA DI DIO, E NON DELLE INTERPRETAZIONI SIMBOLICHE CHE NEGANO OGNI STORICITA’ PER INVENTARSI APPLICAZIONI MOOOOLTO “TIRATE PER I VERSETTI”…

    Il terzo punto è la “caritas”, l’amore di Cristo: essere presenti per i sofferenti, per i piccoli, per i bambini, per le persone in difficoltà, per gli emarginati; rendere realmente presente l’amore del Buon Pastore.

    QUI CI SIAMO ABBASTANZA… SALVO FARLA DIVENTARE UNA SCUSA PER FARE POLITICA… O TRASCURANDO, TRA I “SOFFERENTI” ED I “PICCOLI”, EMBRIONI, FETI E MALATI TERMINALI…

    E poi, una priorità molto importante è anche la relazione personale con Cristo. Nel Breviario, il 4 novembre, leggiamo un bel testo di san Carlo Borromeo, grande pastore, che ha dato veramente tutto se stesso, e che dice a noi, a tutti i sacerdoti: “Non trascurare la tua propria anima: se la tua propria anima è trascurata, anche agli altri non puoi dare quanto dovresti dare. Quindi, anche per te stesso, per la tua anima, devi avere tempo”, o, in altre parole, la relazione con Cristo, il colloquio personale con Cristo è una priorità pastorale fondamentale, è condizione per il nostro lavoro per gli altri! E la preghiera non è una cosa marginale: è proprio “professione” del sacerdote pregare, anche come rappresentante della gente che non sa pregare o non trova il tempo di pregare.
    La preghiera personale, soprattutto la Preghiera delle Ore, è nutrimento fondamentale per la nostra anima, per tutta la nostra azione.

    QUI, ANCHE A MOTIVO DEL PUNTO PRECEDENTE, C’E’ CHI HA SMARRITO LA STRADA… SAN CARLO… AMBROSIANO …

    E, infine, riconoscere i nostri limiti, aprirci anche a questa umiltà. Ricordiamo una scena di Marco, capitolo 6, dove i discepoli sono “stressati”, vogliono fare tutto, e il Signore dice: “Andiamo via; riposate un po’” (cfr Mc 6,31). Anche questo è lavoro – direi – pastorale: trovare e avere l’umiltà, il coraggio di riposare.

    VALLO A DIRE A CHI HA UN’AGENDA “MARZIANA”

    Quindi, penso, che la passione per il Signore, l’amore del Signore, ci mostra le priorità, le scelte, ci aiuta a trovare la strada. Il Signore ci aiuterà.
    LA PRIORITA’ DI DIO! (O E’ LUI IL CENTRO O IL CENTRO LO PRENDE QUALCUN ALTRO)

  97. Cherubino scrive:

    Benedetto XVI oggi

    “Importante è la prima parte, cioè: centro della nostra vita deve realmente essere la celebrazione quotidiana della Santa Eucaristia; e qui sono centrali le parole della consacrazione: “Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue”; cioè: parliamo “in persona Christi”. Cristo ci permette di usare il suo “io”, parliamo nell’”io” di Cristo, Cristo ci “tira in sé” e ci permette di unirci, ci unisce con il suo “io”. E così, tramite questa azione, questo fatto che Egli ci “tira” in se stesso, in modo che il nostro “io” diventa unito al suo, realizza la permanenza, l’unicità del suo Sacerdozio; così Lui è realmente sempre l’unico Sacerdote, e tuttavia molto presente nel mondo, perché “tira” noi in se stesso e così rende presente la sua missione sacerdotale. Questo vuol dire che siamo “tirati” nel Dio di Cristo: è questa unione con il suo “io” che si realizza nelle parole della consacrazione. Anche nell’”io ti assolvo” – perché nessuno di noi potrebbe assolvere dai peccati – è l’”io” di Cristo, di Dio, che solo può assolvere. Questa unificazione del suo “io” con il nostro implica che siamo “tirati” anche nella sua realtà di Risorto, andiamo avanti verso la vita piena della risurrezione, della quale Gesù parla ai Sadducei in Matteo, capitolo 22: è una vita “nuova”, nella quale già siamo oltre il matrimonio (cfr. Mt 22, 23-32). È importante che ci lasciamo sempre di nuovo penetrare da questa identificazione dell’”io” di Cristo con noi, da questo essere “tirati fuori” verso il mondo della risurrezione. In questo senso, il celibato è un’anticipazione.”

    “L’avventura dell’amore di Dio, che lascia, abbandona se stesso per essere con noi – e questo diventa presente nell’Eucaristia; il grande atto, la grande avventura dell’amore di Dio è l’umiltà di Dio che si dona a noi. In questo senso l’Eucaristia è da considerare come l’entrare in questo cammino di Dio. Sant’Agostino dice, nel De Civitate Dei, libro x: “Hoc est sacrificium Christianorum: multi unum corpus in Christo”, cioè: sacrificio dei cristiani è l’essere uniti dall’amore di Cristo nell’unità dell’unico corpo di Cristo. Il sacrificio consiste proprio nell’uscire da noi, nel lasciarsi attirare nella comunione dell’unico pane, dell’unico Corpo, e così entrare nella grande avventura dell’amore di Dio. Così dobbiamo celebrare, vivere, meditare sempre l’Eucaristia, come questa scuola della liberazione dal mio “io”: entrare nell’unico pane, che è pane di tutti, che ci unisce nell’unico Corpo di Cristo. E quindi, l’Eucaristia è, di per sé, un atto di amore, ci obbliga a questa realtà dell’amore per gli altri: che il sacrificio di Cristo è la comunione di tutti nel suo Corpo. E quindi, in questo modo dobbiamo imparare l’Eucaristia, che poi è proprio il contrario del clericalismo, della chiusura in se stessi. Pensiamo anche a Madre Teresa, veramente l’esempio grande in questo secolo, in questo tempo, di un amore che lascia se stesso, che lascia ogni tipo di clericalismo, di estraneità al mondo, che va ai più emarginati, ai più poveri, alle persone vicine alla morte e si dà totalmente all’amore per i poveri, per gli emarginati. Ma Madre Teresa che ci ha donato questo esempio, la comunità che segue le sue tracce supponeva sempre come prima condizione di una sua fondazione la presenza di un tabernacolo. Senza la presenza dell’amore di Dio che si dà non sarebbe stato possibile realizzare quell’apostolato, non sarebbe stato possibile vivere in quell’abbandono di se stessi; solo inserendosi in questo abbandono di sé in Dio, in questa avventura di Dio, in questa umiltà di Dio, potevano e possono compiere oggi questo grande atto di amore, questa apertura a tutti. In questo senso, direi: vivere l’Eucaristia nel suo senso originario, nella sua vera profondità, è una scuola di vita, è la più sicura protezione contro ogni tentazione di clericalismo.”

    “ognuno di noi dovrebbe fare il possibile per vivere il proprio sacerdozio in maniera tale da risultare convincente, in maniera tale che i giovani possano dire: questa è una vera vocazione, così si può vivere, così si fa una cosa essenziale per il mondo. Penso che nessuno di noi sarebbe diventato sacerdote se non avesse conosciuto sacerdoti convincenti nei quali ardeva il fuoco dell’amore di Cristo. Quindi, questo è il primo punto: cerchiamo di essere noi stessi sacerdoti convincenti.”

  98. Marco N. scrive:

    ———è lei che è annebbiata, Luisa. (lascio perdere il “signora” che potrebbe dare adito a diverse interpretazioni).—–”

    INQUALIFICABILE!

  99. Cherubino scrive:

    inqualificabile cosa ? aver evitato un termine che poteva suonare ironico in risposta al “sior cherubino” di Luisa, che non si degna neanche di usare il mio nick come da me scritto ? ha ragione avrei dovuto rispondere “sciura luisa”. Ma non mi abbasso a questi livelli.
    Quindi le rimando l’inqualificabile: il suo modo di postare la squalifica.

  100. Cherubino scrive:

    mi sembra molto bello che per sottolineare il ruolo del sacrificio eucarestico il papa prenda ad esempio una donna consumata nel servizio dell’uomo.

  101. Marco N. scrive:

    Ribadisco ancora: INQUALIFICABILE SOTTO OGNI ASPETTO POSSIBILE!
    Che gusto si prova a spargere codesto veleno “signor” Cherubino?

  102. Luisa scrive:

    Le parole del Papa citate da cherubino, non datano di oggi, ma del 10 giugno, e fanno parte di una risposta data dal Papa durante la sua veglia con i sacerdoti in chiusura dell`Anno sacerdotale.

    http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2010/06/veglia-in-occasione-dellincontro_12.html

  103. Cherubino scrive:

    si, sono del 10 giugno, ma le ho prese dall’Osservatore romano di oggi. La precisazione, del tutto capziosa, non cambia nulla.

  104. Cherubino scrive:

    signor Marco la smetta di fare il censore dell’aria fritta. L’unico effetto che ottiene è di gonfiarsi lo stomaco. Oltre che dannoso alla salute è anche antiestetico.

  105. Luisa scrive:

    Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio
    è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
     
    Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
    e preferisco morire amandoti,
    piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
     
    Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo
    è di amarti eternamente.
     
    Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,
    soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
     
    Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,
    voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
     
    Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
    e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
     
    Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
    e sapendo che ti amo.
     
    S. Giovanni M. Vianney – Curato D’Ars

  106. Cherubino scrive:

    Luisa perchè non accetta il Catechismo della Chiesa Cattolica ? Questo il Curato d’Ars non lo approverebbe di sicuro.

  107. Cherubino scrive:

    l’umiltà senza obbedienza è fasulla

  108. Luisa scrive:

    L’UMILTA’, PRIMA TRA  LE VIRTU’
     
    L’umiltà è il miglior modo per amare Dio. E’ il nostro orgoglio ad impedirci di diventare santi. L’orgoglio è il filo che Tiene unito il rosario di tutti i vizi; l’umiltà è il filo che tiene unito il rosario di tutte le virtù.
    I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili. Ahimè! E’ difficile capire come e per quale cosa una creatura insignificante quale siamo noi può inorgoglirsi. Un pugnetto di polvere grande come una noce: ecco cosa diventeremo dopo la morte. C’è di che essere ben fieri! Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano.
    L’umiltà è come una bilancia: più ci si abbassa da una parte, più ci si innalza dall’altra.
    Una persona orgogliosa crede che tutto ciò che fa sia fatto bene; vuole dominare su tutti quelli che hanno a che fare con lei; ha sempre ragione; crede sempre che le sue opinioni siano migliori di quelle degli altri… Non è così!… Se si domanda ad  una persona umile ed istruita di esprimere il suo parere, questa lo dice con semplicità, dopodiché lascia parlare gli altri. Sia che abbiano ragione, sia che abbiano torto, non dice più nulla.
    San Luigi Gonzaga, quand’era scolaro, non cercava mai di scusarsi se gli veniva rivolto qualche rimprovero; diceva ciò che pensava e non si preoccupava più di quello che pensavano gli altri. Se aveva torto, aveva torto; se aveva ragione, diceva a se stesso: “Altre volte, però, ho avuto proprio torto”.
    Figli miei, i santi erano morti a se stessi a tal punto da non curarsi del fatto che gli altri fossero o meno della loro stessa opinione. Si è soliti dire: “Oh! Com’erano semplici i santi!”. Sì, erano semplici riguardo alle cose del mondo, ma, riguardo alle cose di Dio, se ne intendevano, eccome! Certo, non comprendevano nulla delle cose del mondo! Ma solo perché esse apparivano ai loro occhi di così scarsa importanza che non vi facevano attenzione.

    S. Giovanni Maria Vianney,

  109. GUARDATE QUI CHE PORCHERIA:
    Depenalizzare l’incesto. La proposta shock è della senatrice radicale del Pd Donatella Poretti, che chiede l’abrogazione degli articoli 564 e 565 del Codice penale sui reati contro la morale della famiglia. “Due articoli inutili dal momento che dal 1996 la violenza sessuale è divenuta un reato contro la persona, e non più contro la morale” e che “creano una confusione tra peccato e reato, tipica di Stati confessionali e non laici come il nostro”.

    L’articolo 564 del Codice penale prevede la reclusione da uno a cinque anni ‘per chiunque commetta incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea diretta, ovvero con un fratello o con una sorella, in modo che ne derivi scandalo pubblico’. “E’ la sola nozione di pubblico scandalo -sottolinea Poretti- la condizione obiettiva di punibilita’, mentre l’incesto come forma di abuso sessuale, come costrizione fisica o psicologica a compiere, o subire atti contro la propria volonta’, si configura come reato penale solo grazie alla legge del 1996 contro la violenza sessuale”.

    La permanenza del reato di incesto nel Codice penale, spiega Poretti, ha conseguenze anche sul piano civile: “nonostante la riforma del diritto di famiglia del 1975, il Codice civile prevede ancora la dizione di ‘figli incestuosi’ cui mancano diritti e tutele come quello di essere gli unici privati della possibilita’ di assumere uno status filiationis, che li esclude dal riconoscimento e dalla dichiarazione giudiziale di paternita’ e maternita’ naturali”.

    “La conferma che piu’ che un reato l’incesto debba intendersi come un peccato per alcune confessioni religiose -insiste Poretti- e’ nelle parole di Angelo Bagnasco, che ha messo sullo stesso piano la richiesta di legalizzazione delle forme di convivenza, le relazioni incestuose e la pedofilia: ‘Oggi ci scandalizziamo, ma se viene a cadere il criterio dell’etica che riguarda la natura umana, che e’ anzitutto un dato di natura e non di cultura, e’ difficile dire no. Se il criterio sommo del bene e del male e’ la liberta’ di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o piu’ sono consenzienti, fanno quello che vogliono perche’ non esiste piu’ un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non piu’ l’uomo nella sua liberta’ di scelta, ma nel suo dato di natura’”.

    “Per i credenti cattolici siamo certi che queste parole sono una guida per i comportamenti personali, ma come cittadini di uno Stato laico preferiamo il pensiero di Martin Luther King: ‘la mia liberta’ finisce dove inizia la vostra’”.

    Questa qui ha preso migliaia di voti cattolici: auguri!

  110. Cherubino scrive:

    Luisa può fare tutte le citazioni che vuole: senza l’obbedienza alla Chiesa, di cui fa parte fondamentale l’accoglienza del Catechismo ufficiale, sono solo vuote esibizioni. Anzi, risultano anche offensive -perchè mere strumentalizzazioni- proprio verso quei santi che piuttosto che disobbedire alla Chiesa si sarebbero fatti ammazzare.

  111. Luisa scrive:

    Non mi abbasserò a risponderle cherubino, perchè i suoi commenti vengono da una parte di lei intrisa di astio e veleno.
    Le offro ancora una perla del santo curato d`Ars e le auguro buonanotte.

    “Dio contempla con amore un’anima pura, le concede tutto quello che essa chiede. E come potrebbe resistere ad un’anima che vive soltanto per Lui, per mezzo di Lui e in Lui? Essa lo cerca e Dio si mostra a lei; Lo chiama e Dio viene; è tutt’uno con Lui.
    Essa incatena la sua volontà. Non si può capire il potere che un’anima pura ha sul buon Dio. Non è lei che fa la volontà di Dio, è Dio che fa la sua.
    Un’anima pura ? come una bella perla. Finché è nascosta in una conchiglia in fondo al mare, nessuno pensa ad ammirarla, ma se la mostrate al sole, essa risplende e attira gli sguardi: cosí è dell’anima pura, nascosta adesso agli occhi del mondo, risplenderà un giorno dinanzi agli angeli, nel sole dell’eternità. ”

  112. Cherubino scrive:

    Catechismo della Chiesa Cattolica. Mi basta questo. Cominci da qui.

  113. Marco N. scrive:

    Non si preoccupi per il mio stomaco, Cherubino, sta benissimo e non è affatto gonfio di nulla, tantomeno disuperbia.
    Badi piuttosto alla Sua INQUALIFICABILE MALEDUCAZIONE: sono immotivate e strane le Sue offese rivolte a vari blogger qui.
    Circa il C.C.C. Le suggerisco di leggerlo tutto, non di fermarsi solo ai numeretti che poi viene a dare qui.
    E MODERI LA SUA MALEDUCAZIONE.

  114. Luisa scrive:

    Visitando alcuni siti stranieri, blog e forum cattolici, non solo grande è l`incomprensione per la non proclamazione del santo curato d`Ars, ma anche è spesso evocata l`ipotesi di un sabotaggio, di un Papa impedito di portare a termine l`Anno sacerdotale secondo la sua volontà.

    Purtroppo il silenzio della Santa Sede, che considero deplorevole, alimenta questi pensieri e rivela disagio e imbarazzo.

    Mi sembra che il minimo del rispetto verso i fedeli cattolici esigerebbe una spiegazione.

    Senza dimenticare che è la figura stessa del Pontefice ad essere coinvolta, “touchée”.
    
Il nostro grande affetto per Benedetto XVI ci aiuta e le nostre preghiere per lui si faranno ancora più forti.
    
Faccio osservare che sul sito ufficiale della Congregazione del Clero figura ancora la notizia della proclamazione del santo curato d`Ars Patrono dei sacerdoti.



    http://www.clerus.org/clerus/dati/2010-06/02-13/Notizie_Stampa.html

  115. Lia Orsenigo scrive:

    Non mi dispiacerebbe comprendere dalla forumista Luisa le ragioni profonde di tanta attenzione alle problematiche inerenti ai santi. Intanto, osserverei che il vero cristiano possiede ampiamente già nell’esempio e nella parola di Cristo tutte le coordinate necessarie per orientarsi nella propria condotta di vita. Tali coordinate sono ,inoltre, del tutto sufficienti, senza che vi si debbano aggiungere ulteriori supporti (di qualsivoglia genere).
    Ma, anche a volerlo concedere, ho letto da qualche parte che la chiesa –nei secoli- ha già nominato cinque o seimila santi: una sorta di esercito, che ha già coperto a josa tutti i punti di riferimento possibili, in termini di esempio, per il gregge dei fedeli.
    C’è da chiedersi, dunque, le vere motivazioni dell’ulteriore procedere di questo grande meccanismo proclamativo ed esaltatorio. In più, personalmente, mi domando anche se non sia nocivo, nel fedele cattolico, questo marcato e continuo spostamento di attenzione dalla pratica della Verità già completa in Cristo, alle dinamiche ed agli equilibri interni dell’Istituzione, delle gerarchie, degli uomini che Lo rappresentano.

  116. Cherubino scrive:

    maleducato sarà lei, che continua a gridare ed insultare. non ho detto nulla di offensivo, salvo che dire la verità lo sia.
    E non cerchi di spostare il discorso: di leggere (e accettare) il Catechismo della Chiesa Cattolica non deve dirlo a me, visto che non troverà mai nei miei posto una riga in contrasto con esso. Lo dica invece a chi non lo accetta.
    Piuttosto per curiosità: lei sottoscrive il Catechismo, senza riserve ? ossia compreso quello vigente del 1992 ?

  117. Cherubino scrive:

    mons. Oscar Romero sarebbe un grande patrono dei sacerdoti !

  118. Cherubino scrive:

    dr. Tornielli, cosa ne pensa lei della tesi di “un Papa impedito di portare a termine l`Anno sacerdotale secondo la sua volontà” ?

  119. Vittorio Vanuti scrive:

    Gentile dott. Tornielli, seguo da tempo il Suo blog insieme con quelli di altri vaticanisti, pur senza intervenire più di tanto. Peccato che questo blog, che per grafica e intelligenza di trattazione si distingue tra tutti, sia divenuto da qualche tempo una vetrina di esibizionismi verbali e di (alquanto improbabili) trattazioni a livello teologico e pastorale da parte di certi lettori,che attaccano volgarmente gli altri.
    Devo dire che più volte sono stato sul punto di intervenire anche io contro l’arroganza e la superbia di alcuni habituèès di questo blog che, come dicevo, attaccano violentemente e pretestuosamente chiunque qualsiasi cosa dica/scriva.
    Tempo fa sono stato attaccato anche io e sempre dal tale che si firma Cherubino, il quale anzichè dissentire civilmente dalle mie peraltro lineari posizioni su un certo argomento, mi diede come minimo del “miope” e del “superficiale” senza minimamente conoscermi o lontanamente immaginare la funzione che svolgo. Ho lasciato correre perchè non mi andava di impelagarmi in una rissa da pollaio.
    Leggendo oggi velocemente alcuni degli ultimi temi con relativi commenti, ho notato che il tale de quo sta ancora continuando sulla stessa linea-
    Mi trova perfettamente d’accordo Marco N. quando, non potendone, più dà del maleducato al soggetto di cui stiamo trattando.
    Opportunità vorrebbe , dott. Tornielli, che Lei, attraverso la Sua sapiente moderazione, impedisse a questo tale e ad altri individui come lui di inquinare questo blog limitatamente ai commenti offensivi o fuori dal…seminato cattolico, come sta avvenendo, costringendo molta gente a disertarlo (potrei farLe un elenco lunghissimo di nomi, compresi moltissimi sacerdoti e vescovi).
    A scanso di equivoci, perchè non si pensi che io sia l’alter ego di altri frequentatori di questo blog, La prego di controllare attentamente il mio IP.Grazie e buon lavoro.
    Grazie

  120. Luisa scrive:

    Molto rivelatore e sintomatico questo continuo proporre altri patroni dei sacerdoti, ma il Santo Padre ha scelto il santo Curato d`Ars e non altri!

    ” Alla Vergine Santissima affido questo Anno Sacerdotale, chiedendole di suscitare nell’animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l’azione del Santo Curato d’Ars. Con la sua fervente vita di preghiera e il suo appassionato amore a Gesù crocifisso Giovanni Maria Vianney alimentò la sua quotidiana donazione senza riserve a Dio e alla Chiesa. Possa il suo esempio suscitare nei sacerdoti quella testimonianza di unità con il Vescovo, tra loro e con i laici che è, oggi come sempre, tanto necessaria. Nonostante il male che vi è nel mondo, risuona sempre attuale la parola di Cristo ai suoi Apostoli nel Cenacolo: “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16,33). La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cari sacerdoti, Cristo conta su di voi. Sull’esempio del Santo Curato d’Ars, lasciatevi conquistare da Lui e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace!”

    Scelta senza dubbio mai accettata dall`ala modernista, progressista, adulta e postconciliare che oggi deve applaudire alla non proclamazione e che, forse, ne è anche all`origine.

  121. Cherubino scrive:

    no Luisa: se il papa avesse scelto come patrono il santo Curato d’Ars l’avrebbe nominato tale. Non lo ha fatto. Salvo lei viva in un universo parallelo…
    Altra cosa è chiedere l’intercessione del santo o citarlo ad esempio per i sacerdoti. Lei al solito ha le idee piuttosto confuse.

  122. Cherubino scrive:

    Certamente poi il santo Curato d’Ars dovrebbe dirle qualcosa circa l’obbedienza e l’accettazione del Magistero della Chiesa che lei non accetta.

  123. Luisa scrive:

    Continui pure, signor cherubino, a tentare di negare l`innegabile, solo la sua ideologia ottusa, e una certa soddisfazione mooolto mal celata, può giustificare che lei occulti ciò che non sfugge a nessuna persona che sia dotata di buona fede e onestà intellettuale.
    Sì, perchè, e checchè lei ne dica, è palese come doveva concludersi l`Anno Sacerdotale, lo era per la Congregazione per il Clero, per l`Ufficio delle celebrazioni liturgiche, per l`OR, per i sacerdoti, che durante la veglia con il Papa, annuanciavano la proclamazione, insomma era chiaro che domenica il Santo Padre avrebbe proclamato Jean-Marie Vianney, Patrono dei sacerdoti.
    Abbia, cherubino, almeno l`umiltà, se non l`ìntelligenza, di ammettere che qualcosa è successo all`ultimissimo momento e che ha stupito tutti.
    Qualcosa, aggiungo io, di abbastanza grave, per che sia coperto dal silenzio, al silenzio della Santa Sede si unisce quello dei media cattolici e dei vaticanisti, salvo Rodari e Andrea.
    Questo silenzio, è non solo irrispettuoso per i cattolici, per i sacerdoti stessi, per chi si rallegrava di questa proclamazione, ma è di natura ad alimentare tutti i rumori .

  124. Cherubino scrive:

    “gentile” Luisa.lapianti di prenderci per deficienti ! non ho mica detto che non sia successo qualcosa. E’ evidente che il santi padre ha cambiato idea e che questo è avvenuto secondo una tempistica anomala.
    Da qui ad diesganre scenari di forze occulte capaci di imporre al papa una scelta da lui non condivisa ce ne passa.
    Questo pone le basi per contestare qualsiasi decisione papale non piaccia, sulla semplice -quanto errata- supposizione che sia stata imposta al papa. E l’effetto evidente di ciò è istigare alla disobbedienza. Se fisse dato ai fedeli scegliere quali siano le “genuine” scelte del pontefice e quali invece non lo siano, la Chiesa sarebbe finita da un pezzo.
    Questo non viene certo dall’amico di Dio.

  125. peccatore scrive:

    Ripropongo l’appello: l’aria è frizzantina.
    C’è chi opera nell’ombra e chi alla luce del sole.
    Mica tutti subiscono senza reagire(dico: cristianamente).
    Mixa è sempre festa per i “mestatori”…
    La calunnia (come la bestemmia) gira gira, torna in testa a chi la tira. E, malgrado le corna che tengono, il bastone (ed il vincastro) faranno il loro effetto.

  126. Luisa scrive:

    Trop aimable per il “gentile” fra virgolette, cherubino, lei sì che sa parlare alle signore… bene, bene, ammesso e non concesso che io abbia preso tutti e non solo lei (visto che lei scrive prenderci e non prendermi)per dei deficienti, e non abbia semplicemente esposto i fatti, riportato e ricordato le parole del Papa, dato la mia opinione, ripreso i suoi commenti come quelli che pretende che il Papa non avrebbe voluto la proclamazione, non avrebbe scelto il curato d`Ars altrimenti lo avrebbe nominato…., quelli in cui con grande rispetto per il Santo Padre, e soddisfazione mal celata, propone altre persone come patroni dei sacerdoti, è evidente che su questo argomento come in generale non siamo d`accordo.
    E siccome ciò che è successo mi pare molto grave, che il silenzio che circonda questo dietro front, se di dietrofront si tratta e non di altro, è in sè la prova che è impossibile parlarne apertamente, e che qualcosa di anomalo è successo, preferisco non continuare a “discutere ” con lei, gli scontri personali non hanno il loro posto in questa situazione che, lo ripeto, giudico grave per ciò che lascia supporre.
    Infine mi dico che se la decisione fosse stata del Papa, il Papa ci avrebbe dato le ragioni della sua decisione, ciò che non ha fatto, non ancora.
    E anche se non lo farà, a noi suoi fedeli non resta che continuare a pregare per lui con ancor più grande intensità.

  127. Cherubino scrive:

    don Peppino Diana, sarebbe un ottimo patrono dei sacerdoti

  128. Lia Orsenigo scrive:

    Mi piacerebbe comprendere dalla forumista Luisa le ragioni profonde di tanta attenzione alle problematiche inerenti ai santi.
    Intanto, osserverei che il vero cristiano possiede ampiamente già nell’esempio e nella parola di Cristo tutte le coordinate necessarie per orientarsi nella propria condotta di vita. Tali coordinate sono ,inoltre, del tutto sufficienti, senza che vi si debbano aggiungere ulteriori supporti (di qualsivoglia genere).
    Ma, anche a volerlo concedere, ho letto da qualche parte che la chiesa –nei secoli- ha già nominato cinque o seimila santi: una sorta di esercito, che ha già coperto a josa tutti i punti di riferimento possibili, in termini di esempio, per il gregge dei fedeli.
    C’è da chiedersi, dunque, le vere motivazioni dell’ulteriore procedere di questo grande meccanismo proclamativo ed esaltatorio. In più, personalmente, mi domando anche se non sia nocivo, nel fedele cattolico, questo marcato e continuo spostamento di attenzione dalla pratica della Verità già completa in Cristo, alle dinamiche ed agli equilibri interni dell’Istituzione, delle gerarchie, degli uomini che Lo rappresentano.

  129. Luisa scrive:

    C.V.D. :roll:

  130. Cherubino scrive:

    se pensiamo alla visione teologica di certi santi, oltre che all’impegno specifico profuso in vita, Caterina da Siena potrebbe essere una perfetta patrona dei sacerdoti.

  131. Lia Orsenigo scrive:

    ….” C.V.D.”….?

    “Cervelli Vaticano / Dipendenti” ?

  132. Luisa scrive:

    @ANDREA TORNIELLI
    Andrea,lei è stato uno dei pochi vaticanisti, con Rodari e Izzo, a parlare della non proclamazione del santo curato d`Ars, Patrono dei sacerdoti.
    Le parole di Padre Lombardi non esprimevano di certo il pensiero del Santo Padre, anzi sembravano quasi smentire Benedetto XVI che, durante tutto l`anno passato, ci ha parlato dell`attualità della figura dei Jean-Marie Vianney per tutti i sacerdoti, presentandolo come esempio attualissimo, e sempre valido, per tutti i sacerdoti.
    P. Lombardi sembrava piuttosto essere il portaparola di chi è forse intervenuto presso il Santo Padre o ha agito in modo che la proclamazione non ci fosse.
    Il silenzio dei media cattolici, quello dell`OR, che pur aveva annunciato la proclamazione, è parlante e ciò che ci dice non è rassicurante, aldilà della non proclamazione di Jean-Marie Vianney, oltre ad essere irrispetuoso per i fedeli, per i sacerdoti, che sembrano non meritare una spiegazione.
    O allora il silenzio copre una realtà “indicibile”, o non “dicibile” senza mentire.
    Osservo che anche lei, Andrea, non sembra avere risposta a quello che lei ha definito “un giallo” o, se la ha, forse preferisce passarla sotto silenzio.
    Se così fosse rispetto la sua scelta, anche se ammetto che mi piacerebbe conoscere il suo pensiero, su quella che considero,e so di non essere la sola, una pagina molto oscura.
    GRAZIE.

  133. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Luisa,
    prima di scrivere bisogna avere qualche certezza.
    Sto continuando a indagare e presto scriverò.
    Posso però assicurare che il Papa aveva approvato a suo tempo la proclamazione.

  134. Lia Orsenigo scrive:

    Ringrazio molto la signora Luisa per il suo eloquente e garbato silenzio. Le riconosco che la sua è la politica più comoda; sottoporre le proprie idee al cimento della discussione potrebbe far correre il rischio di rivederle, introducendo così qualche sgradevole componente ansiosa.

  135. Luisa scrive:

    La ringrazio, Andrea!

  136. Cherubino scrive:

    a pensarci bene, anche S. Ignazio di Loyola sarebbe un ottimo patrono dei sacerdoti.
    1) quarto voto di obbedienza al papa
    2) grande capacità di conciliare ortodossia e inculturazione 3) il cuore dell’accompagnamento spirituale, gli Esercizi e le Regole per il discernimento.

  137. Dò le mie indicazioni per il nuovo “patrono”:

    alessandro zanovelli
    carlo maria martino
    milingo
    sante sguotti
    don abele ciotti
    don gallo
    dongiorgio.it
    della sala giochi
    quellostoltocheha”sposato”iltrans
    donmazzo
    labatedilanuvio
    scionborn
    sigmund gemello
    romolomurri
    padre martino l’utero
    don villapizzoni
    Padre Giuseppe dell’Ulivo Santo(dossetti)
    quando mi vengono gli altri in mente ve li dico.

  138. Cherubino scrive:

    come al solito Cosimo deve offendere, proprio non gli riesce farne a meno. Io comunque stavo dicendo sul serio.

  139. Si si, ma siccome il grande Ignazio è “superato” dai tempi io pensavo a qualche suo figlio più moderno, anzi contemporaneo, anzi vivente(o giù di lì)

  140. Cherubino scrive:

    s. Ignazio superato ? non sai quello che dici. Comunque quei suoi figli che tu insulti sono stimatissimi nella Chiesa.

  141. SI, IN PARTICOLARE IL REVERENDISSIMO SAC. ANTONY DE MELLO.

  142. peccatore scrive:

    Ad indagini di Andrea ancora in corso, posso suggerire altri filoni? con la F maiuscola…
    sugli statuti di un cammino poco propenso a guardare verso Ars?

  143. poi c’è pure l’obbedientissimo ed ortodosso teillhard de chardin. (poi ci son tutti i nuovi che frequentavano l’antonianum a padova: non ce ne era una che non bevesse e non fumasse. E tutti frequentavano la fuci….)

  144. Dimenticavo pure il dotto ed ortodosso fino al midollo jon sobrino. Vedi quanti Preti-modello stò trovando? Altro che quell’ammuffito prete francese che perdeva tempo a confessare i suoi parrocchiani ed addirittura stava ore ed ore in Adorazione del Santissimo!

  145. E che dire dei politici …ehm, Presbiteri p.Ennio Pintacuda (mèntore di Orlando) e padre Bartolomeo Sorge. Tutti degni dell’Aureola e soprattutto del ruolo di preti-modello, altro che quel francese che pregava e basta.

  146. Altre nomination per il ruolo di Patrono di tutti i Sacerdoti:
    Roger HAIGHT

    ma anche Castillo. No, non il calciatore del Bari, ma PADRE Josè Castillo. Un ottimo Patrono, non dite?

    Ed ESTRADA? No, non c’entra la soubrette. Parliamo del beato Juan Estrada

    (CONTINUA)

  147. MA IL VERO CANDIDATO è LUI: IL MITICO CARLO.MARIA.CHERUBINO.org

    Affrettatevi a votarlo: ricchi premi e cotillons.
    Fra i premi in palio: un bastone usato da Lui, un fazzolettino intriso di sacri umori e la maglietta di maradona ch’è megli è pelè

  148. max scrive:

    HO CONOSCIUTO DIVERSI PRETI E DI ALCUNI MI ONORO DI ESSERE AMICO. SECONDO ME IL PRETE HA UN SOLO DOVERE, QUELLO DI PREDICARE IL VANGELO CON GLI ATTI E LE PAROLE NECESSARIE. COME LO FA SONO AFFARI SUOI, NEL SENSO CHE NON E’ IL MEZZO L’ ESSENZIALE DELLA PREDICAZIONE MA QUELLO CHE SI SPIEGA ATTRAVERSO LA PAROLA. GESU’ NON AVEVA COMPUTER E NON SAPEVA SCRIVERE CON UNA TASTIERA, MA LE SUE PAROLE NON ARRIVAVANO AL CUORE? SAN FRANCESCO USO’ LE PAROLE PER FERMARE IL LUPO DI GUBBIO. SAN GIOVANNI BOSCO USO’ SIA LE PAROLE CHE I GESTI PER ATTIRARE I GIOVANI NELL’ ORATORIO. ALLORA CHI SE NE FREGA DEI MEZZI DI COMINICAZIONE DI MASSA ODIERNI? CREDO CHE IL SANTO PADRE QUESTO LO SAPPIA. E SPERO CHE PROCLAMI IL CURATO D’ ARS PATRONO DEI PRETI. NON PER COME HA ESEGUITO LA SUA MISSIONE, MA PER I RISULTATI STRAORDINARI CHE HA RAGGIUNTO NELL’ ESECUZIONE DELLA STESSA

  149. Altissimu, onnipotente bon Signore,
    tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

    Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
    et nullu homo ène dignu Te mentovare.

    Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
    spetialmente messor lo frate Sole,
    lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
    Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
    de Te, Altissimo, porta significatione.
    Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
    in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

    Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
    et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
    per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

    Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
    la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
    Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
    per lo quale ennallumini la nocte:
    ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

    Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
    la quale ne sustenta et governa,
    et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

    Laudato si’, mi Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore
    et sostengono infirmitate et tribulatione.

    Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
    ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

    Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente pò skappare:
    guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
    ka la morte secunda no ‘l farrà male.

    Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
    e serviateli cum grande humilitate.

  150. peccatore scrive:

    Il “giallo del Curato d’Ars” rimanda ad altri “disservizi” recenti della “curia vaticana”. Dal Motu proprio, alla faccenda degli esorcisti; dallo statuto del CNC alla vicenda Williamson; dalle prese di posizione del Card. Arinze (pro multis) inascoltate, alla levata di scudi contro l’attuale vescovodi Colombo Mons. Ranjith Patabendige Don… Non dimenticando lo strano stillicidio di cattiverie e documenti legati alla faccenda degli abusi pedofili… O il silenzio che invece circonda altre questioni ecclesiali meritevoli di dibattito. Senza trascurare qualche “uscita spericolata” della macchina informativa non totalmente imputabile a Padre Lombardi. Mi incuriosisce il palpabile ostracismo mostrato verso il Card. Pell, che non sembrerebbe così malato come vorrebbe qualcuno). Mi fermo qui, pensando che basti. Ma, senza voler per forza trovare il “filo rosso” comune ad ogni indizio, non si può non vedere che qualche minimo comun denominatore c’è, se non proprio come scrivania, almeno come ufficio…

  151. Cherubino scrive:

    ma che filo rosso e filo rosso ! sono le solite fisime.

    Williamson ? un nazista con la tonaca. non c’è nessun retroscena se non l’allignare di painte velenose in casa lefebvriana.

    Cammino neocatecumenale ? e dove sarebbe il mistero ? il papa ha approvato lo Statuto, il movimento è apprezzato da centinaia di vescovi…

    il Motu proprio ? anche qui non c’è nessun retroscena: a qualcuno piace, a qualcuno meno. Peraltro è stato detto anche apertamente, salvo poi metterlo comunque in pratica. Nessun mistero anche qui.

    Ostracismo verso Pell, che poi non sarebbe malato ? quindi Tornielli non è ben informato, se le cose stanno così… e poi Pell non è uno di quelli favorevole ai neocatecumenali ..come mai sarebbe così “ostracizzato” ?

    Mons. Ranjith, come si dice: chi semina vento raccoglie tempesta…

  152. Luisa scrive:

    peccatore, condivido il suo commento.

    Per il card. Pell:

    http://blogs.telegraph.co.uk/news/damianthompson/100043709/cardinal-pell-is-the-victim-of-a-smear-campaign-designed-to-stop-him-reforming-the-worlds-bishops/

    Per il cnc: il Papa non ha approvato il cnc, è il PCL ad averlo fatto, non c`è la firma del Papa …invece il Papa aveva prescritto che il cnc modificasse il suo “rituale”, non è stato obbedito, il Papa ha domandato che i testi catechetici del cnc siano pubblicati, quelli corretti evidentemente, due anni dopo la consegna dello statuto non è ancora stato fatto, grave anomalia e nuova disobbedienza.
    Chi può pemettersi di disobbedire al Papa se non chi gode di potenti appoggi in Curia, i primi a non rispettare la volontà del Papa?

    Per il Motu Proprio, non deve piacere o meno, deve essere applicato punto e basta. Ma sembra che ci sia chi, anche in questo caso, stia tentando di vanificare la volontà del Papa.
    E sono gli stessi…il denominatore comune.

  153. Cherubino scrive:

    Luisa come al solito cerca la lite. E’ impensabile che un atto della Santa Sede, peraltro lungamente preparato e annunciato, venga emesso senza l’approvazione del Santo Padre. Anche se la firma materiale non è la sua, non ci può essere alcun dubbio -se non in cattiva fede- sulla approvazione del papa.
    Comunque cosa pensi il papa di questo e di altri movimenti è noto e ci sono decine e decine di suoi discorsi di grande elogio, in cui riconosce la loro provenienza divina.
    Quanto alle catechesi, il fatto che non siano “pubblicate” non nvuol dire affatto che non siano state consegnate alla Santa Sede. E comunque, non è certo una laica (che peraltro non riconosce neanche la catechesi ufficiale della Chiesa, il Catechismo) a poter giudicare ciò che spetta solo ala gerarchia giudicare.

  154. Cherubino scrive:

    anche sul motu proprio fa disinformazione: è vero che va applicato, ma lo stesso testo del papa rimanda al discernimento del vescovo, il quale deve verificare se le persone che chiedono la messa nel rito di Giovanni XXIII
    1) accettano comunque anche quella in rito ordinario (che non deve essere assolutamente fatat oggetto di disprezzo e resta la forma ordinaria della messa)
    2) sono disponibili ad accettare la formazione liturgica che la parrocchia offre,
    3) non fomentano la divisione e la ribellione verso il vescovo.

  155. Luisa scrive:

    Svizzera 1-Spagna 0 ! :)

    Je suis toute à ma joie, non saranno di certo i ritornelli di cherubino che solo sa, che solo fa informazione corretta , a mettermi di cattivo umore.
    Ah, sul Motu Proprio abbiamo spesso discusso, vedo che cherubino continua ad avere la sua personalissima lettura e interpretazione. Transit!

    HOP SUISSE!

  156. Luisa scrive:

    HOP SUISSE! :)

  157. Cherubino scrive:

    Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. Le CONDIZIONI (CONDIZIONI!!!) per l’uso di questo Messale stabilite dai documenti anteriori “Quattuor abhinc annos” e “Ecclesia Dei”, vengono sostituite come segue: [...]
    Nelle parrocchie, in cui esiste STABILMENTE un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga … Provveda a che il bene di questi fedeli si ARMONIZZI CON LA CURA PASTORALE ORDINARIA della parrocchia, SOTTO LA GUIDA DEL VESCOVO A NORMA DEL CAN. 392, EVITANDO LA DISCORDIA E FAVORENDO L’UNITA’ DI TUTTA LA CHIESA. [...]

    Art. 8. Il vescovo che VUOLE (VUOLE !!!) soddisfare a tali richieste di fedeli laici, ma per varie cause ne è impedito, può affidare la questione alla Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”, che gli darà consiglio ed aiuto.

  158. Cherubino scrive:

    Benedetto XVI (QUELLO CHE NON SAPREBBE NULLA DELLO STATUTO NC SECONDO LUISA…) ai Necocatecumenali, nel 40°, Vaticano:

    “Cari fratelli e sorelle!

    CON GRANDE GIOIA vi accolgo quest’oggi così numerosi, in occasione del 40° anniversario dell’inizio del Cammino Neocatecumenale a Roma, che conta attualmente ben 500 comunità. A voi tutti il mio cordiale saluto. In special modo saluto il Cardinale Vicario, Agostino Vallini, come anche il Cardinale Stanis³aw Ry³ko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, che con dedizione vi ha seguiti nell’iter di approvazione dei vostri Statuti. [...]

    La vostra presenza, così folta ed animata, sta a testimoniare i PRODIGI OPERATI DAL SIGNORE nei trascorsi 4 decenni; essa indica anche l’impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca;

    un CAMMINO DI DOCILE ADESIONE alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il ‘Cammino neocatecumenale’ si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante VIE SUSCITATE DALLO SPIRITO SANTO CON IL CONCILIO VATICANO II per la nuova evangelizzazione.

    Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant’anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale.

    COME NON BENEDIRE IL SIGNORE per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerygma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica!

    La RECENTE APPROVAZIONE DEGLI STATUTI del ‘Cammino’ da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a SUGGELLARE LA STIMA E LA BENEVOLENZA CON CUI LA SANTA SEDE segue l’opera che IL SIGNORE HA SUSCITATO attraverso i vostri Iniziatori.

    Il PAPA, VESCOVO DI ROMA, VI RINGRAZIA per il generoso servizio che rendete all’evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in ogni suo ambiente. Grazie a tutti voi.

  159. Luisa scrive:

    cherubino, non desidero discutere con lei, è inutile, una vera perdita di tempo.
    Comunque, se lei è veramente un esperto in comunicazione, purtroppo non ho più in mente tutta la lunga lista delle sue competenze che tempo fa ci ha generosamente indicato, dovrebbe sapere leggere anche fra le righe, riconoscere uno stile, inserire un discorso in un contesto, riconoscere frasi tipo ricorrenti, il Santo Padre, in più dei riconoscimenti, lodi e ringraziamenti, fa delle affermazioni che sono piuttosto delle indicazioni del cammino da seguire, delle esortazioni….“voi questo intendete fare”, e che cosa è “questo”?
    È “un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio”, sappiamo quante difficolta ci siano con il cammino nc, che non collabora, dove arriva funziona a parte con la sua struttura, i suoi tempi e ritmi, il suo rituale, i suoi testi, la sua nueva estetica, la sua gerarchia, i suoi metodi, il tutto diverso.
    I neocat obbediscono a Kiko Arguello in primis, ai catechisti in seguito, obbediranno al vescovo se non si mette in mezzo alla loro strada perchè niente e nessuno può fermare l`avanzata del cammino nc, o modificarne il contenuto, se il vescovo si oppone, o vuole mettere dei paletti, il cammino chiude e trasloca altrove.
    Ma è vero che questo non succede sovente anzi in diverse diocesi la pastorale sta diventando una pastorale neocat, così si annulla il problema dell`obbedienza, e poco importa che i testi non siano pubblicati, che quelli usati non siano quelli corretti ma gli originali di Kiko Arguello, intoccabili perchè ispirati (!), zeppi di errori teologici, e poco importa che il rituale sia quello che il Santo Padre voleva modificare senza riuscirci.
    Insomma, mi fermo qui, chi vuole avere più ampie informazioni può andare qui:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/

    PS. Andrea Tornielli m ha detto l`altro giorno che si informerà per conoscere la causa del ritardo anomalo nella pubblicazione dei testi catechetici del cammino nc.

  160. …..
    Dio
    vi ha dato la grazia di
    vivere
    e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi
    e di esortare gli altri ad essere migliori e piu
    santi,
    ma
    satana
    non
    dorme
    e
    attraverso il modernismo
    vi devia
    e
    vi guida sulla
    sua
    via.
    Perciò:
    amate Dio sopra ogni cosa
    e vivete i suoi comandamenti.
    Cosi la vostra vita avra senso….

  161. Cherubino scrive:

    mi correggo: ho inteso male, non era una lettera ma un post nell’altro thread sul Santo Curato d’Ars. E’ lo stesso. Invito però il sig. Venuti a dimostrarmi in cosa non sarei cattolico.

  162. Joey scrive:

    Sarà, ma io non sono convinto su questa storia di Vianney.
    Joey