Padovese, fare missione secondo l'atteggiamento di Gesù

[photopress:PadoveseFuneraliOK.jpg,full,alignleft]Ieri mattina ho partecipato ai funerali del vescovo Luigi Padovese nel duomo di Milano. E’ stato bello e significativo che il cardinale Tettamanzi abbia voluto dare l’ultimo saluto al Vicario apostolico dell’Anatolia, frate ambrosiano, con tutta la solennità che meritava: c’erano 27 vescovi e 350 preti, insieme a cinquemila fedeli. Al rito dedico oggi due articoli sul Giornale, uno sulle pagine nazionali, un altro sulla cronaca di Milano. Tra i messaggi che mi hanno più colpito ci sono queste quattro frasi. La prima l’ha pronunciata al termine della messa monsignor Franceschini, l’arcivescovo di Smirne nominato dal Papa amministratore apostolico dell’Anatolia: “A chi si occupa di informazione: tenete aperta una finestra su questa terra, e sul dolore della Chiesa che la abita, siate la voce di chi non ha neanche la libertà di gridare la propria pena. La verità e la giustizia, al di là di ogni umana convenienza“.
La seconda è tratta dalla commovente omelia di Tettamanzi: “Vogliamo raccogliere il grido, o meglio il lamento, che si leva da voi e dalla vostra terra. Vogliamo, come Chiesa ambrosiana, insieme a tutte le comunità cristiane, accogliere e affrontare la sfida di essere sempre più coscienti della nostra identità cristiana e di saper offrire, senza alcuna paura, sempre e dappertutto, la testimonianza di una vita autenticamente evangelica: amando Cristo e ogni uomo sino alla fine“.
La terza è una frase di Padovese (20 ottobre 2009) che lo stesso Tettamanzi ha citato nell’omelia: “L’alleanza nel sangue di Cristo è del tutto diversa dai riti antichi. La vita non viene più dalla morte e dal sacrificio di altri, ma piuttosto nell’offerta di sé, dalla morte di sé per la vita di altri. E’ la fine della violenza! E’ un’offerta volontaria! E al principio della selezione, proprio degli uomini, subentra il principio di solidarietà“.
La quarta frase è riportata sull’ultima pagina del libretto con i canti e i testi liturgici della cerimonia, è sempre di Padovese (ottobre 2006): “In un’epoca di pluralismo il fare missione rinunciando a un’attitudine dominatrice pare essere vincente perché riproduce l’atteggiamento di Cristo venuto per servire e così operare la salvezza di molti“.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

36 risposte a Padovese, fare missione secondo l'atteggiamento di Gesù

  1. Bruno Frusca scrive:

    “…Siate la voce di chi non ha neanche la libertà di gridare la prorpia pena… ”

    Frase terribile !

    E questa sarebbe la realtà di un Paese che intende entrare in Europa???????

    Mi auguro che le parole di Mons. Franceschini siano state ben comprese anche dal Rappresentante del Governo Turco che, se non sbaglio, era presente ai funerali.
    Sarebbe opportuno un sostanziale ripensamento ed una più approfondita analisi dell’atteggiamento reale, non ” Ufficiale ” del Governo Turco nei confronti della CHiesa Cattolica in particolare e comunque nei confronti di tutti i cristiani in generale.

    Cordialità

  2. anniballo scrive:

    Leggo in GINO una tranquilla convinzione su come gestire il problema dell’entrata della Turchia in Europa. Le invidio questa sicurezza, GINO, io continuo a chiedermi se,al contrario, l’esclusione non possa spingere una società su posizioni ancor più retrive, inducendola ad una orgogliosa chiusura sugli aspetti più intransigenti della propria identità.
    Su di un piano più generale, sarei contento se molti forumisti (come GINO) non dimenticassero mai che l’attuale tolleranza ed apertura -che ci fanno considerare la nostra Europa come un posto dove è augurabile vivere- sono valori faticosamente raggiunti dall’Umanesimo in poi; ed il faro cui le nostre società hanno dovuto guardare negli ultimi secoli per raggiungere tale risultato, non è stato certo il potere clericale. Se così non fosse stato, oggi GINO non potrebbe guardare alla Turchia con un senso di compiaciuta superiorità.

  3. Gino scrive:

    Un Paese, la Turchia, con ca. 76 milioni di abitanti, composto da musulmani in prevalenza e piccole minoranze di cristiani (cattolici e ortodossi) e ebrei, perseguitati e ghettizzati. Erano ca due milioni un secolo fa. Questa è la realtà oggi. Sarebbe imprudente allargare la UE alla Turchia. Peccato che la Costituzione italiana, contrariamente a quella di altri Paesi, non preveda il referendum per l’ammissione o meno di un Paese nella UE. Ma si può sempre ovviare.

  4. enza scrive:

    Quanti commenti inutili ad un’ortodossia lontana anni luce dallo spirito del Vangelo.Ritorniamo alle origini.Bando agli orpelli,all’ostentazione della ricchezza.Ricordiamo il discorso della montagna.l’insegnamento di Cristo e’ tutto li’.

  5. anniballo scrive:

    Per un piccolo disguido del sistema, il mio commento a “GINO ore 10:50″ è apparso precedentemente.
    Ovviamente, è -invece- successivo.

  6. peccatore scrive:

    Decontestualizzato

    L’Islam è fanatico, violento, antidemocratico, integralista. Odia chi non la pensa come lui.
    Nei suoi rituali religiosi è previsto anche un gesto come quello costato la vita a Mons. Padovese.

    Personalizzato

    L’assassino, autista del vescovo morto, è un pazzo.
    Aveva anche dissapori di natura personale con il morto.
    Non c’entra la religione, nemmeno la politica, ma il “privato”.

    Contestualizzato

    Il Papa era in viaggio per Cipro, area di contesa turco-cipriota. Il Sinodo sul Medio Oriente è alle porte.
    Mons. Padovese che, stranamente, non ci va.
    In Turchia tira aria grama per i cristiani.
    Eppure Mons. Padovese era favorevole all’ingresso della Turchia in Europa. Uno sciocco? O ne sapeva più lui di noi? Proprio in quei giorni, una flottiglia davanti a Gaza: annessi e connessi turchi… La Santa Sede si dice favorevole a togliere il blocco.
    Erdogan, alle prese con l’islam, “la laicità” di Ataturk e le “due anime” turche, fa strani accordi nella regione…
    La “democrazia” turca è sotto scacco (a febbraio si è rischiato il colpo di stato dei militari) resa incostituzionale dalla “laicità”: l’islam moderato diventa illegittimo come lo è, per il buon senso, quello fanatico.
    Strane “cose turche” (gli antichi la sapevano lunga), con propaggini esterne (nessuno è NATO ieri…), in zone grigie, come i lupi di Alì Agca, a rischio di perdere la (vita a) trebisonda, come don Santoro.

    Insomma:
    In teoria, uno che ammazza un vescovo cattolico al grido di “Allah è grande” toglie ogni dubbio, su matrice, movente ed interessi. Ed una nazione dove succedono queste cose dovrebbe stare fuori dall’Europa (e dalla NATO no?)
    In pratica, vengono tanti dubbi, in particolare per il “cui prodest”, nel contesto.
    Unica certezza: ce l’hanno con i cristiani. Chi li ammazza, chi li fa ammazzare, chi non li difende, chi ne usa persino il sangue e chi fa finta di niente…

  7. anniballo scrive:

    “PECCATORE”, con ragione, sembra sottindere che implicazioni di ordine totalmente extra-religioso siano sospettabili nell’assassinio di mons Padovese. Molti sotterranei problemi di strategia internazionale possono intrecciarsi nel torbido crocevia turco, ed -in effetti- dovremmo essere cauti nel tirare conclusioni.
    Gli interessi in gioco sono molteplici e può darsi che la religione c’entri poco. Vedete, tuttavia, come il gioco può ben funzionare : GINO già scrive che bisogna essere contrari all’ammissione della Turchia in Europa. E vedete anche come,purtroppo, al di là delle retoriche verbali, la religione funziona sempre come elemento di contrapposizione: nelle stesse parole di Tettamanzi, pure esteriormente improntate a caritatevole apertura, egli non può fare a meno di richiamare ad essere “sempre più coscienti della nostra identità cristiana”.
    Faccio salva l’assoluta buonafede del prelato; ma -a ben vedere- quella cristiana è rivendicata come “identità” ed un mussulmano può -quindi-ben sentirsi autorizzato a richiamarsi alla sua, di identità.
    Ed,ancora una volta, le religioni sembrano essere il miglior carburante delle contrapposizioni fra i popoli.

  8. Bruno Frusca scrive:

    Che cosa ne pensiamo dell’accordo tra Iran e Turchia sull’Uranio arricchito?

  9. john coltrane scrive:

    Gentile ENZA, mi permetto di dissentire sulla sua affermazione: ” Ricordiamo il discorso della montagna.l’insegnamento di Cristo è tutto lì.”

    Il discorso delle beatitudini è ancora sempre una “tappa”;

    poichè il fine dell’Incarnazione di DIO è la Conoscenza del PADRE (GV 17,3), le Parole “definitive” della Sua Missione (ovviamente sono anche le + diffcili) si trovano nei discorsi dell’Ultima Cena, in particolare nella Preghiera Sacerdotale, il cap.17.

    E’ ciò di cui mi ha convinto il Signore.

    Le auguro una buona giornata.

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  11. bo.mario scrive:

    Coltrane ricordare questa o quella frase in questo episodio non c’entra. Il perchè è stato ucciso è chiaro e il fanatismo porta a questo. Il cristianesimo usa, attualmente, altri metodi, meno cruenti. Nei miei ricordi c’è quando dovevo andare al lavoro e mi serviva il placet del vescovo. Dopo aver sentito il mio parroco ebbi il benestare. Il mio parroco disse una mezza bugia ma ottenni quel posto. Se non ero quasi cristiano nix. Le religioni dovrebbero unire e non dividere e questo non avverrà mai.
    The new trainer sembra sveglio, auguri. Ciao.

  12. Gino scrive:

    Cos’è il Corano, cosa pensa dei miscredenti (cristiani e ebrei), cosa promette “a coloro che credono e compiono il bene” (i musulmani) è a portata di mouse, tramite Wikipedia. Se n’è parlato abbastanza.

    Cosa c’è di più democratico di un referendum? Il problema, come al solito, riguarda la tolleranza e il fondamentalismo. Il governo turco non è in grado di controllarlo, come i fatti recenti dimostrano.

    Il problema della tolleranza non esisteva al tempo dei romani che tolleravano tutte le religioni purché non mettessero in pericolo la sicurezza dell’impero. Ma allora c’era una Autorità in grado di far rispettare le regole.

    Oggi la Turchia sta seguendo una politica di allontanamento dall’Occidente. C’è il pericolo che i segni della cultura cristiana siano assorbiti da quella musulmana.
    Nei primi secoli i paesi dell’Africa mediterranea e la stessa Turchia erano cristiani. Nulla è rimasto di quella cultura dopo l’incontenibile espansione arabo-islamica favorita dal Corano, e che si spinse fino alla Spagna. Certo, durante la dominazione araba fiorì una splendida cultura, al punto che filosofia, matematica, architettura, medicina, astronomia, commercio…furono solo arabe. Vogliamo che il Cristianesimo si riduca ai minimi termini anche in Europa? Forse sarà un bene, ma imporre una scelta del genere calato dall’alto non mi garba affatto.

    Maometto ha comandato ai “veri credenti” (i musulmani) di fare proseliti anche senza il consenso del cuore (quello che conta). “Se un musulmano sposa una ragazza cristiana, automaticamente ella diventa musulmana.” Succede anche in Italia.

  13. Cherubino scrive:

    “porta e non muro” è stata la vita di mons. Padovese. Questa espressione più volte ricordata da Tettamanzi come la sintesi della presenza del vescovo ucciso.

    Sarebbe bello che per onorare questo servo di Cristo ci si ricordasse tutti di essere un pò più “porta e non muro”.

    “Siamo interpellati sia dal punto di vista del dialogo ecumenico sia da quello con l’Islam. Vivendo in un Paese a maggioranza musulmana c’è la necessità da parte dei cristiani di non essere frammentati in tanti ruscelli ma di costituire un fiume, mettendo in evidenza le cose che ci uniscono e dando l’idea alla società islamica che i cristiani non sono divisi ma distinti. E questa è una ricchezza.”
    mons. Padovese, pochi giorni prima della morte.

  14. john coltrane scrive:

    Bo.Mario, oramai dovreste sapere che tutto, x come vedo io le cose, è in relazione al Vangelo;
    ora, a parte che mi riferivo direttamente al post di Enza, vale comunque in generale, xchè tutte le violenze, gli odii, le insopportazioni religiose (ma anche “laiche”), hanno la loro origine nel fatto che non si fa consistere il rapporto con DIO nel desiderio di conoscerLo.

    Ed è proprio nei discorsi dell’Ultima Cena che il Cristo esplicita in maniera perfetta la finalità della Sua Incarnazione.
    EGLI dice: “vi manderanno a morte, CREDENDO DI RENDERE GLORIA A DIO” (vedi qui il “Allah akbar”).
    Mi avete capito, Capo?
    Vamos con Rafa, hasta siempre.

  15. anniballo scrive:

    @GINO @BO.Mario
    Volentieri mi re-indirizzo a GINO, pur correndo il consueto rischio ch’egli non replichi. Lo faccio partendo da un interessantissimo (quanto fugace) passaggio di Bo.Mario, in cui viene acutamente notato che –oggi- il cristianesimo non ha più bisogno d’essere violento né espansivo in quanto l’Occidente intero si serve di altri metodi per affermare il proprio controllo sul mondo.
    La notazione di Bo.mario è talmente chiara ed efficace da non aver bisogno di commenti, solo a conoscere appena appena la Storia.
    E’ interessante tuttavia notare come –ad onta di tutti i richiami esteriori alla fratellanza ed all’universalismo- le religioni siano, al contrario, fortissime connotazioni identitarie, tanto da essere il carburante ideale per tutte le storiche contrapposizioni tra i popoli.
    Gino,infatti, non d’altro si preoccupa che dell’attentato alla nostra identità cristiana (cui ha fatto riferimento esplicito anche Tettamanzi).
    Personalmente, non temo nulla come una possibile avanzata islamica in Europa; ma unicamente per il nostro patrimonio di virtù civili e culturali, le sole a cui –come laico- sono realmente interessato.
    Se una lotta bisogna fare –ripeto- non è una lotta per la difesa di questa o quella credenza religiosa, ma una lotta per ridimensionare il ruolo e l’inframettenza delle religioni stesse nella vita civile dei popoli, limitandole ,tutt’al più, al solo chiuso delle singole coscienze individuali.

  16. raffaele savigni scrive:

    Trovo molto bello l’articolo. Trovo particolarmente stimolante soprattutto l’ultima osservazione: purtroppo sono sempre gli uomini del dialogo che vengono colpiti. Successe così anche in Italia con le BR.

  17. anniballo scrive:

    “Tutte le violenze, gli odii, le insopportazioni religiose (ma anche “laiche”), hanno la loro origine nel fatto che non si fa consistere il rapporto con DIO nel desiderio di conoscerLo”, scrive il nostro John Coltrane.
    Bene, faccio salva la sicura buona fede del nostro eccellente John.
    Mi domando, tuttavia, se –essendo durate per almeno duemila anni le storture cui John si riferisce (“e non sono bruscolini”, avrebbe detto Mike, sono ben ottanta generazioni di uomini)—non ci sia qualcosa o 1) di ingenuo in ciò che John dice, oppure 2) ci sia qualcosa di intrinseco nei messaggi religiosi che rende inevitabilmente troppo facile il fraintendimento, l’errore, la strumentalizzazione.
    (Per non dir peggio…).
    Mi pare che ,dopo ben duemila anni, questa domanda ce la possiamo porre.

  18. Reginaldus scrive:

    “In un’epoca di pluralismo il fare missione rinunciando a un’attitudine dominatrice pare essere vincente perché riproduce l’atteggiamento di Cristo venuto per servire e così operare la salvezza di molti“. A me questa frase riesce incomprensibile o per lo meno equivoca. Che vuol dire? Che la Chiesa con i suoi missionari una volta è andata in giro a fare missione con attitudine dominatrice? Che la giusta attitudine della chiesa è quella di confrontarsi su un piano di parità con tutte le fedi del mondo? Ma se così fosse, e purtroppo questa è l’attitudine prevalente nella chiesa di oggi, che dovremmo dire del comando di Gesù di andare a predicare a tutte le genti il Suo vangelo, e di dire a tutti che condizione assoluta per la salvezza è la fede in Lui, e l’accettazione del Suo battesimo nel segno della Trinità di Dio e della Sua croce , e quindi accettazione della chiesa come luogo sacro dove si compie la salvezza?

  19. Cristiani, cristianesimo, identità cristiana…

    ma il cristianesimo non è essere seguaci di Cristo, della Parola?

    Non è seguire questa che è la Parola di oggi?

    “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
    Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
    Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

    Mi auguro che non ci sia chi eccepisca che le parole di NSGS siano “politicamente corrette”, personalizzate o…

  20. anniballo scrive:

    Forse, il cristianesimo dovrebbe essere ciò che scrive “Humilitas”.
    Altra cosa è,invece, come viene percepito e praticato.
    E questo vale sia per la base, sia per i Vertici.
    Dunque, le due domande poste da me a John ,alla luce di ben venti secoli di pratica, conservano tutta la loro validità.

  21. john coltrane scrive:

    Anniballo, forse il fraintendimento stà in questo; il valutare il Cristianesimmo come un qualcosa che, inevitabilmente, col passare dei secoli, convinca le masse del Messaggio di CRISTO.

    Quello che posso dirla è questo: il Messaggio di Cristo è qualcosa di assolutamente radicale, infatti invita a vivere per una Realtà “altra”, che non si vede e non si tocca.
    Questo vivere x conoscere DIO, è una convinzione che si forma singolarmente, ed è questo il cambiamento vero.

    Per sempio: se dico di credere in DIO Uno e Trino, come me lo ha rivelato Gesù, ma poi non mi interesso di conoscerLo, non seguo il messaggio del Cristo.
    Così mi fa vedere le cose, spero di averle chiarito qualcosa, in ogni caso buona notte.

  22. emiliano scrive:

    Se il chicco non cade,non porta frutto! Il chicco è caduto ed è morto! Abbiamo un nuovo Martire della fede! Ora spetta al mondo intero decidere e capire bene cosa è opportuno fare! Europa o no! Nato o no! Noi poveri internettisti non facciamo voce,i grandi della terra anno le redini del gioco del tiro al bersaglio,ora Monsignore domani ha chi tocca? Forse ad un laico?Ad un musulmano? Vediamo cosa succede! Ma Dio si riprenderà la sua vittoria,quello è il tribunale al quale saremo messi dinanzi gli uni agli altri!

  23. Bruno Frusca scrive:

    EMILIANO:

    Al tribunale di Dio non saremo messi gli uni di fronte agli altri, ma ciascuno, per quello che ha scelto di essere, starà di fronte a Dio.

    ” Tremens factus sum ego et timeo dum discussio venerit atque ventura ira!

    … quando caeli movendi sunt et terra …
    dum veneris iudicare saeculum per ignem!

    ….Dies magna et amara valde!

    cordialità

  24. emiliano scrive:

    Si gli uni difronte agli altri per dire che saremo tutti davanti ha Dio.

  25. anniballo scrive:

    Stimato John, le premesse dottrinali del cristianesimo mi sono ben note ed il loro rigore morale non può che entusiasmare; possono essere abbracciate e condivise persino dai non credenti, stante la loro elevatezza.
    Mi resta,tuttavia,una perplessità di fondo sulla facilità con cui un messaggio elevato può diventare la base d’un potere materiale, prestandosi a storiche degenerazioni e bassezze e la singolare strategia di una Divinità che procede ad un atto creativo non richiesto per poi sedersi a giudicare un immenso fiume di miliardi e miliardi di anime, molte delle quali finiranno condannate per i loro errori (ed avrebbero, dunque, tratto più vantaggio dal non nascere).
    Per non parlare dell’enigma supplementare degli aderenti ad altre discipline spirituali, escluse dalla conoscenza del cristo.
    La saluto e La ringrazio.

  26. isideo scrive:

    Egr. dott. Tornielli, ni scuso, ma ogni tanto io arrivo.
    Mi presenti oggi un qualsiasi rappresentante del clero che insegni come insegnava Gesù. Primo,la cosa è impossibile perche Gesù era EBREO e predicava solo per gli ebrei.Siete tutti così lontani dagli insegnamenti di Gesù che anche un cieco lo vedrebbe…
    isideo
    Non lo pubblichi, ma se lo legga.
    isideo

  27. john coltrane scrive:

    ANNIBALLO, guardi, caro amico, la grandezza del Cristianesimo non stà nel sua dottrina “morale” (che di per sè scade facilmente in “moralismo”).
    La grandezza, l’unicità Assoluta del Messaggio del Signore Gesù stà nel fatto che EGLI (ri)dà agli uomini la possibilità di conoscere DIO.
    Il che è la famosa “salvezza”.
    “DIO vuole che tutti si salvino e giungano a conoscere la Verità” (2Tm 2,4)-

    Ma lei capisce, ci sono delle condizioni ben precise: “chi vuole venire dietro di ME RINNEGHI SE’ STESSO, prenda la sua croce e Mi segua”.

    Insomma, il problema di superare il nostro io autonomo x guardare tutto dal punto di vista di DIO, si ripropone x ogni donna e uomo che viene a questo mondo.

    Ecco xchè non è questione di secoli e secoli che sono passati.
    Bene, la ringrazio, i suoi sono sempre spunti interessanti.

    Buona giornata.

  28. Maver scrive:

    La vicenda del vescovo Luigi Padovese – testimone credibile del Vangelo, vero uomo di Dio – e del suo efferato delitto, mette in campo tematiche talmente complesse da rendere estremamente arduo una loro possibile sintesi. Tuttavia avverto l’imperativo di promuovere una riflessione obbligatoria e pure restia ad emergere dal fondo indistinto del nostro inconscio e capace di scomodare ancora una volta i due storici antagonisti: fede e ragione. Una riflessione che non vorrei fare, anche solo per il disagio personale di dovere razionalizzare partendo dal vissuto reale di un uomo che ha dato la propria vita per Gesù Cristo – con quale diritto mi chiedo – e pure sento che la domanda và posta: possiamo interrogarci circa la possibilità che esista un limite di applicabilità del Vangelo, nella realtà della nostra vita?
    Se fossi un ateo – punto -, non avrei dubbi nel ritenere che ogni tentativo di blandire le spinte integraliste, allocate nella pancia dell’attuale Turchia, con il miraggio del suo ingresso nella UE corrisponderebbe ad un disegno di pura follia suicida. O si è già di per sé convinti: della validità dei diritti umani, del pluralismo laico e religioso, della parità fra i sessi, ecc, ecc; o si dà il via spontaneamente a questo moto virtuoso – come è accaduto in Europa – o non vi saranno premi tali da garantire la fedeltà a questi principi nel tempo – soprattutto nei momenti di crisi, come quelli attuali -, contro ogni possibile, meschino, opportunismo. Chi pensa il contrario avvalla solo la nascita di due soggetti antitetici e pure convogliati a nozze: un’Europa remissiva – per pavidità – e una Turchia ricattatoria – per interesse, frammisto ad aggressività _.
    Diverso il discorso per la cristianità; se veramente individuiamo nel: porgi l’altra guancia, un imperativo divino che sintetizza il cammino di perfezione dei discepoli di Gesù – in ragione della vita eterna – ebbene, è certo che Luigi Padovese vi ha corrisposto pienamente e sino ai limiti delle possibilità umane, con la propria vita.
    Devo dire che personalmente non credo esistano limiti all’agire di Dio per mezzo della sua parola, ma vedo anche i limiti dell’uomo – legati alla sua condizione – e non credo sia giusto non volerne tenerne conto. Ho il sospetto ed il timore che ciò corrisponderebbe ad un’interpretazione letterale e quindi radicale del Vangelo, speculare a quella che emerge in seno all’islam più integralista. Là dove i Maomettani s’incendiano di furore in nome dell’ortodossia religiosa, qui, ci si identifica sempre più nel ruolo della vittima sacrificale, con echi che si estendono sino all’antico testamento – ad Abramo, che credette di dover immolare il figlio. Ebbene, devo dire che questo pericolo – frutto di una tentazione -, oggi lo avverto più forte che mai in seno a certe organizzazioni di matrice cristiana.
    Non vorrei però che qualcuno ritenesse nelle mie intenzioni giudicare la vita e l’operato della grande figura del Vescovo Padovese; lungi da me. No, piuttosto mi sto interrogando sulla natura del cristianesimo e sui suoi destinatari e chiedo: possiamo concepire che un bambino – per sua innocenza – o un genitore – in ragione delle sue responsabilità verso l’innocente di cui è custode – possano aderire letteralmente al Vangelo e porgere l’altra guancia? Chiediamocelo con coraggio.
    Io credo di no, per un duplice motivo: poiché il fanciullo non potrebbe aderirvi in piena libertà e coscienza e in base al fatto che l’adulto commetterebbe un’ingiustizia reale imponendo il ruolo di vittima a chi non ha scelto di essere tale.
    Ne consegue che il porgi l’altra guancia rimane una via di perfezione che non può avere la pretesa di applicarsi al di là della sfera strettamente personale: quale gesto volontario e consapevole – almeno questo è quanto ne ricavo -.
    Ma se ciò corrisponde al vero ne deriverebbero conseguenze già nell’immediato delle quali vado ad esemplificarne solo due, le quali mi paiono oltremodo evidenti:
    1) Il detto evangelico: porgi l’altra guancia non è applicabile ad una società intera – che pur proclamandosi cristiana manterrebbe l’obbligo della difesa – ma solo a singole volontà.
    2) Starebbe forse in questa difficoltà una convincente motivazione a che i ministri del culto cristiano, mantengano il celibato – in piena coerenza con quanto testimoniato dalla vita del Vescovo Luigi Padovese -.
    E qui mi fermo.

  29. emiliano scrive:

    Caro isideo,Gesù si era ebreo, ma predicava ha tutti non solo agli ebrei ma anche ai pagani ai non ebrei e per questo veniva anche criticato! la conosce la storia?Gli Apostoli viaggiarono in largo e in lungo per predicare il messaggio salvifico di Cristo,arrivarono anche ha roma tra i pagani e non solo ebrei.Scusi l’intrusione ma era doveroso credo correggere

  30. isideo scrive:

    Per Emiliano. Vada lei a rivedersi la storia. quando Gesù diceva di non dare “le perle ai porci” si riferiva ai gentili cioè ai pagani. E poi le ricordo che persino gli ignoranti più ignoranti perche ignorano, che è stato Paolo do tarso che ha predicato ai Gentili e non Gesù perche lui era già morto. gli apostoli venuti dopo hanno predicato il vanegelo di Paolo e non quello di Gesù.. la legga lei la storia, ma non quella raccontata dalle chiesa che è una favola, legga la storia quella vera… se la faccia raccontare dal dott. Tornielli, lui la sa benissimo…
    isideo

  31. Cherubino scrive:

    “Il detto evangelico: porgi l’altra guancia non è applicabile ad una società intera” e chi lo dice ? su quali argomenti ?

    invece, in contrario si puà dire: la Chiesa non è una semplice “società” ma è il corpo mistico di Cristo, quindi è vera nella misura in cui si comporta come Lui. Il dovere evangelico del porgere l’altra guancia non può essere meno importante lì dovela presenza di Cristo è al contrario maggiore e più cogente.
    In secondo luogo il detto di Gesù è rivolto ai discepoli raccolti ad ascoltarlo, è quindi un invito ecclesiale pirma che individuale e non deve ingannare il verbo al singolare, perchè il dicsorso è rivolto ad una pluralità di persone: “Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro…
    (Luca 6,27-38)”. Il passaggio dal plurale al singolare è un rafforzativo, perchè sottolinea che la legge di Cristo vale proprio per tutti.

  32. Maver scrive:

    Cherubino perché ha scelto di riportare una mia affermazione senza citarmi espressamente, concedendo così l’opportunità, a chi volesse, di seguire per intero lo svolgimento logico delle mie affermazioni? Forse perché così facendo si avrà maggior difficoltà a dissentire dalle sue?
    Mi creda, non ho nulla contro di lei, però continuo a non condividere il suo atteggiamento che trovo, sovente, poco corretto.
    Vede, il punto ora non è che entrambi si possa giungere ad una reciproca comprensione – sarebbe un’ingenuità non trova? – ma piuttosto di contribuire positivamente ad un dialogo aperto e costruttivo – in questo blog – il che dovrebbe vaccinarci contro ogni tentazione allo sgambetto vicendevolmente. Personalmente la voglio rassicurare contro questo pericolo; e Lei? Vorrà fare altrettanto? Grazie.
    Quanto al fatto che il sottoscritto abbia affermato: “Il detto evangelico: porgi l’altra guancia non è applicabile ad una società intera”, senza argomentare, bè…Cherubino, che fa, scherza?
    Io ho posto una domanda precisa; forse ho avuto il torto di usare un linguaggio sfumato, vista la scabrosità delle ipotesi messe in campo, ma a scanso di pericoli sarò franco e diretto e le chiedo: se lei fosse padre di famiglia e qualche malintenzionato, entrato furtivamente nella sua abitazione, usasse violenza fisica – non esclusa quella sessuale – ai suoi cari moglie e figli, se la sentirebbe di assistere impunemente all’obbrobrio in atto, per tener fede al principio del porgi l’altra guancia?
    Le pare un’argomentazione sufficiente, pur nella banalità dello specifico esempio, cui lei mi costringe?
    Ora per cortesia non sfugga al quesito e ci faccia conoscere con chiarezza il suo pensiero al riguardo perché in base alla sua risposta potremo conosceremo la vera natura di quel cristianesimo del quale si fa promotore.
    Mi auguro si comprenda che non stiamo divagando rispetto all’efferato episodio del quale è stato vittima il Vescovo Padovese, perché purtroppo vi è il ragionevole sospetto che al di là della integrità morale di quest’uomo di Dio e della sua vita – cui và tutta la mia ammirata commozione -, vi sia la volontà da parte di qualcuno, di additare tale esempio a sostegno di un cristianesimo che prevede il martirio come prassi generale cui tutta la cristianità è chiamata ad aderire, indiscriminatamente.
    Ebbene, se ciò dovrà palesarsi sarà bene prendere posizione con chiarezza – pur nel rispetto della controparte – e io non avrò certo timore a schierarmi nettamente contro questa interpretazione letterale della pagina evangelica la quale appare – a mio modesto avviso – come la controparte speculare di quell’Islam che mostra il suo lato più fanatico; e a costo di ripetermi: “Là dove i Maomettani s’incendiano di furore in nome dell’ortodossia religiosa, qui, ci si identifica sempre più nel ruolo della vittima sacrificale..”
    Non essendo un esegeta eviterò di appellarmi al “vangelo secondo me”, ai cui precetti và la devozione di molti, ma faccio salvo il principio della piena e consapevole partecipazione personale come criterio indispensabile per la valida adesione al messaggio di Cristo, trovando in ciò le argomentazioni inoppugnabili per riconoscere che – in ragione dei limiti umani – devono essere fatti salvi dei gradi di perfezione. Non a caso la Chiesa parla di carismi: il sacerdozio, il diaconato, il matrimonio, ognuno, aderendo a Cristo nell’ambito delle sue possibilità.
    La scelta di condiscendere al martirio – pur non cercandolo esplicitamente, in spregio alla vita -, è e rimane una scelta libera percorribile del singolo – non dalla società – nella misura in cui la soppressione della sua esistenza non arrecherà danno alla vita di un innocente suo sottoposto, negandogli pure la giusta protezione. Al di fuori di questa implicita regola di giustizia vi è solo la nostra libera – ma pericolosissimo, ancorché arbitraria – interpretazione di Gesù.

  33. edoardo scrive:

    NON ABBIAMO IL CORAGGIO PER DIFENDERE LA NOSTRA FEDE, QUESTA E’ LA VERITÀ’. ACCONTENTIAMOCI ALLE BELLE OMELIE COMMOVENTI DEI FUNERALI DEI MARTIRI E POI QUALCOSA SUCCEDERÀ’, CON LA SCUSA DI ESSERE BUONI CON TUTTI NON SAPPIAMO Più COSA FARE.

  34. Cherubino scrive:

    sig. Maver,
    la frase era riportata fra virgolette e riferita a quanto da lei scritto appena tre post prima.
    Che poi lei detti le regole del “buon postatore” è ridicolo. Del resto è evidente che non avendo poi argomentazioni sostanziali si dilunghi in particolari insignificanti.

    Perchè infatti alla fine lìunica cosa da lei obiettata è: “se lei con i suoi parenti stretti, fosse un vittima…”.
    Ma, questo è un falso argomento.
    Primo perchè è inverificabile. Potrei dirle che perdonerei, potrei dirle di no. Ma finchè non capita non lo sapremo. Naturalmente, lo dico per inciso, voglio prendere per buona la sua intenzione e considerare quello fatto solo un esempio e non, come potrebbe suonare dalle mie parti, un “avvertimento”.
    Secondo, lei sposta il discorso: perchè il fatto che io non riuscissi a mettere in pratica il comandamento di Gesù sul perdono, ciò non toglierebbe -per fortuna!- neanche una briciola -uno iota direbbe Cristo- a quel comandamento. Se si misurasse la verità e la cogenza del Vangelo sulle tante infedeltà dei cristiani non vi sarebbemotivo di credere. Per fortuna il Vangelo si autentica da sè, come il vino buono di Cana. Per questo è possibile che poveri e indegni discepoli di Cristo come me possano annunciare e testimoniare la fedeltà di Dio in Gesù. Fedeltà di Dio che agisce nel riempire di benedizione anche l’offrire l’altra guancia, nel far trovare la vita dove la si perde sulla sua Parola. Ogni volta che contraddiciamo la paura della morte, con le sue false salvezze di ricchezza-potere-orgoglio.
    Terzo, ciò che lei poi sostenenva era la differenza tra l’individuo, per il quale varrebbero i precetti evangelici, e la società che dovrebbe necessariamente essere retta da altre regole, diverse dal porgere l’altra guancia. Tale affermazione è errata e contraddetta dall’osservazione storica. Infatti, il sistema penale dei paesi con maggiore tradizione giuridica ha sempre superato la concezione strettamente retributiva della pena. Non vige più da molti secoli, perchè considerato segno di barbarie, uno stretto “occhio per occhio…”. La pena è invece considerata nei sistemi giuridici moderni, un misto di retribuzione, prevenzione, rieducaizone ed emenda del reo. Del resto, lo stesso “occhio per occhio…” biblico era funzionale a limitare proprio la vendetta diretta, spesso esorbitante il limite del danno ricevuto.
    Se quindi la stessa scietà laica supera di netto una mera restituzione del male ricevuto e mira alla riparazione-riconciliazione della relazione ferita, a maggior ragione a ciò è ispirata la Comunità cristiana. Le parole di Cristo non sono un messaggio manualistico, dettato pe l’applicazione puramente individuale ed intimistica. Gesù ha fondato fin dal principio la vita comune e ha dettato i fondamenti per la relazione fraterna da vivere in concreto. E h adetto “da questo vi riconosceranno”. Non ha insegnato un precetto astratto, ma ha detto a Pietro “perdonerai settante volte sette” che in aramaico vuol dire sempre. Ancor più ha detto che chi non perdona pecca quasi più di chi lo ha offeso: si legga la parabola del servo spietato. Poi ha detto “Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe” (Mt. 6, 14-15).
    Allora non si tratta di dire: “ma tu riusciresti a farlo ?” perchè la risposta è quella che vale per tutto il vangelo: no. Senza la forza del battesimo no di certo, senza la grazia dello Spirito Santo no di certo. Ma con Lui sì, questo e ben di più. E la domanda allora vera sarà: riuscirai a sentirti peccatore per il fatto di non saper perdonare ? o ti arroccherai nelle tue “ragioni” per giustificare l’odio, la vendetta, il rancore ? riuscirai a chiedere a Dio la grazia del perdono, o resisterai a questo Dono dall’Alto, per mantenere vivo l’odio ? per infliggere a tua volta sofferenza e morte iilludendoti di trovare in questo pace e vita ?
    Io spero di sì.

    Giusto poi per la precisione: matrimonio , sacerdozio, diaconato non sono carismi, ma sacramenti. La differenza non è da poco.

  35. Maver scrive:

    Sign. Cherubino,
    dalle mia parti, essendo tutti persone democratiche e civili coltiviamo la passione per il confronto leale, sincero e scevro da doppi sensi, pur nella diversità delle rispettive posizioni.
    Non so come sia dalle sue parti, non sapendo nulla di lei, ma da come stravolge le argomentazioni e i chiari esempi che – in totale buona fede – vado sottoponendo all’attenzione di tutti temo che fra noi sussista un grave problema di comunicabilità. Da parte mia mi attengo strettamente all’italiano scritto e parlato e non ho punto idea del codice linguistico del quale è solito far uso. Vado dunque a concludere definitivamente ogni confronto epistolare con Lei, non certo per mancanza di argomentazioni, ma per senso di responsabilità civile: per impedirle di attribuire alle mie parole significati e intenti che non mi appartengono essendo frutto delle sue personalissime elucubrazioni.

  36. eleonora 41 scrive:

    edoardo si chiede cosa si deve fare ? non se lo chieda si metta a 90 gradi e tutti felici e contenti. sa cosa mi ha irritata maggiormente ? il prelato è giunto in italia come un sacco di patate ? vero , gi altri sanno che in italia si grida allo scandalo e non si fa nulla. Il funerale è stato celebrato da un personaggio, tale tettamanzi ,che ha osato tacere quando la piazza del duomo è stata invasa dai musulmani senza banfare , senza osare uscire sul sagrato con una croce grande il doppio di lui e cacciare il demonio : lo stesso personaggio ha urlato contro i tifosi di una partita di calcio perchè disturbavano il contenuto del duomo che all’ora della partita era vuoto : diciamo grazie a questi personaggi ipocriti che aiutano tutti purchè siano musulmani e calci nei denti ai cristiani italiani . la mia non è la solita tiritera anti qualcuno , la vivo tutti i giorni : ed è uno schifo che fa adirare. La musulmana arriva dal marocco tutta coperta dalla testa ai piedi . Ebbene per una legge del caro PD la suddetta , ha diritto alle cure specialistiche , non solo , le hanno dato anche la carrozzella per muoversi , non solo è venuto un mezzo della asl attrezzato a portarla agli ambulatori. Finito di sfruttare la nostra sanità , se ne torna al paese e noi imbecilli paghiamo , e cerchiamo di non rompere le balle se tu per primo hai bisogno . tu italiano arrangiati con i tuoi parenti che sono costretti a chiedere ferie o permessi per fare quello che fanno agli extra comunitari gratis . l’ultima di oggi , guardo dalla finestra , sulla facciata della casa c’è un affresco fine 800 rappresentante l’assunzione , ebbene questi cari musulmani hanno coperto l’affresco con un armadio . basta ? e signori belli non fate gli ipocriti