Il cardinale Marc Ouellet alla "fabbrica dei vescovi"

[photopress:OuelletOK.jpg,full,alignleft]Finalmente deciso il cambio ai vertici della Congregazione dei vescovi: nelle prossime settimane sarà annunciato il nome del successore del cardinale bresciano Giovanni Battista Re, alla guida della «fabbrica» dei vescovi da un decennio. Salvo improbabili – ma sempre possibili – sorprese dell’ultima ora, la scelta del Papa è caduta sul cardinale canadese Marc Ouellet, arcivescovo di Québec. Ouellet, 66 anni, religioso sulpiziano originario di La Motte, piccolo centro nei pressi della città canadese francofona di Amos, prete dal 1968, vescovo dal 2001, è stato per poco più di un anno Segretario del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani prima di essere inviato, nel novembre 2002, da Papa Wojtyla in Québec, diventando così primate del Canada. Il cardinale parla sei lingue ed è membro della redazione di Communio, la rivista fondata da Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar. Conosce la Curia, è un ratzingeriano, ed è punto di riferimento importante per la Chiesa canadese.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

75 risposte a Il cardinale Marc Ouellet alla "fabbrica dei vescovi"

  1. Vaticano scrive:

    Sarà vero o dobbiamo aspettare altre “rivelazioni” che facciano cadere anche questa nomina ? È urgente cambiare Re.

  2. lorenzo scrive:

    è uno dei migliori cardinali sarei proprio contento

  3. Andrea C. scrive:

    E il cardinale Pell che fine ha fatto? Troppo favorevole all’applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum?

  4. peccatore scrive:

    Dovesse andare davvero così, è un’ottima notizia, una Grazia.

    C’è solo da augurarsi che la “contraerea” entrata in azione a danno del Card. Pell sia adesso a corto di munizioni. Sono come i giapponesi sull’isola deserta. Hanno già perso, ma non lo sanno.

    Motivo la mia soddisfazione proponendo stralci di un’intervista rilasciata dal Card. Ouellet a Gianni Cardinale nel 2003 (su “30 giorni”).

    Disse, tra l’altro, che il ruolo di Maria nell’ecumenismo è più efficace di quello di Pietro. Idee chiare!

    Marc Ouellet divenne prete nel 1968, in pieno caos post-conciliare. Andò quasi subito in Colombia. Di quel periodo ricorda: “ciò che mancava alla Teologia della liberazione era una cristologia più profonda. Nella misura in cui c’era un influsso esagerato dell’analisi marxista della società, si tendeva a far retrocedere l’ispirazione evangelica verso l’Antico Testamento con, ad esempio, una interpretazione politica dell’Esodo. Nella Teologia della liberazione mancava la comprensione del fatto che Gesù non è un semplice martire di una causa, ma è il compimento della storia umana”. Poi, in Europa, l’incontro con Von Balthasar. Ed un incarico “romano” per l’unità dei cristiani. Con un’intuizione: “l’orientamento ecumenico è troppo incentrato sull’episcopato, sui rapporti tra collegialità e papato e non abbastanza sui fondamenti della fede e quindi sul ruolo di Maria, che – e in questo gli ortodossi ci sono molto vicini – è più profondo che non il ruolo di Pietro o dei vescovi. Servirebbe una riflessione sul principio mariano come la base dell’unità della Chiesa. Questo fatto, secondo me, non è stato ancora abbastanza approfondito nel dialogo ecumenico”. Che è di aiuto con gli ortodossi e non è un problema con il mondo protestante: “Partendo sempre dalla Scrittura. Perché l’unità è possibile a partire dalla Rivelazione e dal modo in cui assieme possiamo accogliere la Rivelazione. E Maria è la figura chiave, biblica, per insegnarci ad accogliere la Parola. A questo proposito devo confessare che nel mondo protestante, purtroppo, si parla con grande enfasi della Scrittura, ma non la si segue. Adesso siamo noi cattolici che riportiamo il dialogo alla base scritturistica. Quando ci sono divergenze in campo antropologico ed etico, ad esempio, noi puntiamo sulla Scrittura, loro, i protestanti, sono tentati di puntare sulla cultura”. E ha proseguito: “La questione fondamentale è e deve sempre rimanere la missione. La prima questione è sempre quella di come annunciare il Vangelo al mondo che non lo ha ancora accolto. Ed è una questione troppo dimenticata, che non trova spazio sui mass media ma è la questione della Chiesa”. Riguardo la liturgia ecco che cosa pensava già nel 2003: “dopo il Concilio Vaticano II c’è stato un movimento progressista liturgico molto esagerato, che ha fatto sparire dei tesori della tradizione come ad esempio il canto gregoriano. Tesori che andrebbero recuperati. Ma soprattutto, come afferma il cardinale Joseph Ratzinger, deve essere recuperato il senso sacro della liturgia, la percezione che la liturgia non è una cosa nostra che noi fabbrichiamo, che possiamo ricomporre secondo i nostri gusti passeggeri, ma è qualcosa che si riceve, che ci viene donata. Quindi l’oggettività delle forme liturgiche ha la sua importanza. Credo che questi richiami del cardinale Ratzinger siano importanti. Credo che il Concilio Vaticano II abbia fatto una buona costituzione sulla sacra liturgia, la Sacrosanctum Concilium. Ma l’attuazione della riforma liturgica non è stata – sempre – all’altezza. Bisognerebbe tornare alla lettera della Sacrosanctum Concilium”. In tema di collegialità ecco un’altra interessante intuizione: “il dialogo ecumenico mi ha fatto riscoprire la ricchezza delle altre tradizioni. Noi latini abbiamo una vita ecclesiale più centralizzata. Il principio petrino è la nostra forza e non bisogna farne una debolezza. Nella tradizione ortodossa vige la sinodalità, mentre tra i protestanti la base dei laici è più coinvolta nella vita della comunità. Lo sviluppo della collegialità ha bisogno di aggiustamenti che facciano in qualche modo tesoro anche delle tradizioni dei nostri fratelli separati. Sento l’aspirazione ad una maggiore partecipazione dei vescovi diocesani nei rapporti con i dicasteri della Curia romana, sento che ci sono delle difficoltà in questi rapporti, dovuti ad atteggiamenti un po’ rigidi da ambedue le parti. È chiaro che bisogna escogitare qualcosa, ma non ho in mente una ricetta pronta da proporre, anche perché la mia esperienza nel collegio episcopale è ancora troppo fresca”.

    Questi sette ultimi anni hanno indubbiamente portato consiglio… Il bastone ed il vincastro sono in azione. Ci vorrà qualche anno, ma pian piano l’orizzonte sarà meno fosco…

  5. Filippo scrive:

    Ci speravo davvero nel grande Card. George Pell.. ma è indubbio che mi fidi totalmente delle scelte del Papa.

  6. LETTERI Gerard scrive:

    Grazie Signor Tornielli per i vostri informazioni ! E viva nostro Papa Ben Amato Benenetto : quando fa qualche cosa è sempre per la gloria di Dio et per il nostro saluto….

    Gerard LETTERI (in Lyon- France ) I sono mezzo francese ,mezzo italiano…. ma tutto figlio della Santa Chiesa Romana !

  7. Pingback: Twitter Trackbacks for Il Blog di Andrea Tornielli » Blog Archive » Il cardinale Marc Ouellet alla "fabbrica dei vescovi" [ilgiornale.it] on Topsy.com

  8. Francesco scrive:

    Però, tutto questo puntare sui fratelli separati come se essi avessero qualcosa di buono da insegnare a noi cattolici mi convince poco. E poi troppo blando nell’evidenziare i limiti evidentissimi della riforma liturgica post-conciliare, non è sufficiente reintrodurre il canto gregoriano, è necessaria anche una riforma in senso tradizionale del Novus Ordo e una maggior diffusione della Messa antica.

  9. Francesco Rada scrive:

    Sono d’accordo con “peccatore”; speriamo che chi contrasta
    i progetti del Grande Pontefice Benedetto XVI abbia sul
    serio esaurito le munizioni contro il card. Pell, e che
    non abbia riserve od alleati “strani” pronti a rifornirlo.
    Confidiamo nell’alleanza di Nostro Signore con il succes=
    sore di Pietro per allontanare il male dalla Chiesa!
    Pace in Cristo
    Francesco

  10. LIBERAMENTE scrive:

    OT. interessatevi anche del blue beam project, magari un giorno avrete la fabbrica olografica dei vescovi.

    Per il momento il progetto proietta immagini della madonna e di gesù attaverso i satelliti e il megaimpianto elettrico

    http://www.cospirazione.net/index.php?option=com_content&task=view&id=166&Itemid=57

    e

    http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2009/12/spirali-e-piramidi-nel-cielo-lipotesi.html

    pensateci bene, in futuro addirittura una chiesa olografica con santa messa proietata sulla terra.

  11. Pingback: Une nouvelle rumeur envoie Marc Ouellet à Rome

  12. Francesco73 scrive:

    Ha una splendida fama, proprio per questo speriamo che non si riduca a fare il Capo Ufficio…
    Io i carismatici li vedo meglio nelle grandi diocesi, a Roma c’è il rischio di rovinarsi.

  13. Efrem scrive:

    Il prefetto dei Vescovi è ben più di un capo-ufficio…

    Oggi udienza dal Papa di Dias, non so se è di “tabella”, ma forse è segno che si muove qualcosa anche dal lato Propaganda Fide…

  14. silvio scrive:

    Speriamo che li fabbrichi meno politici e meno gestori del potere. Un potere esercitato sempre come intromissione ed aggressione al nostro stato sovrano, e contro di noi.

  15. Simon de Cyrène scrive:

    Questa nuova circa il card Ouellet sembra essere un ottimo presagio.

    In quanto francofono seguo un po’ quel che si dice circa questo cardinale e posso solo sperare che questa “notizia” sia presto confermata e che non si veda il ripetersi quel che è successo con il card. Pell.

    Questo posto è chiave ed il fatto di darlo ad un cardinale che ha vissuto dall’interno il problema delle diocesi martoriate dall’apostasia episcopale post-sessantottina in Canada non potrà che essergli utile nella scelta della prossima generazione di pastori.

    Eppoi, a 66 anni, sembra essere un futuro “papabile” molto decente: da seguire con interesse.

    In Pace

  16. peccatore scrive:

    L’Uscente pare non aver chiuso in bellezza, stando a qualche attualissimo mal di pancia polacco… a meno che invece sia l’acuto in “re maggiore” dell’artista al crepuscolo… tutto fa brodo … Tanto chi rompe pensa di non pagare e rifila i cocci a Benedetto…

  17. Marco N. scrive:

    Chiedendo scusa al dr. Tornielli per l’off tread, voglio ringraziare da qui il Sig. Vanuti che qualche giorno fa ha scritto un lungo commento in cui si associava a me nel definire semplicemente MALEDUCATI certi tipi che continuano a imperversare in questo blog,. rendendolo impraticabile alle persone veramente serie e a cui sta a cuore VERAMENTE la Chiesa.

    Lo copio qui, ringraziando il suo autore e chiedendogli di intervenire: se ci ecclissiamo tutti da questo blog, lasciamo il campo libero ai Cherubini insolenti ed è veramente sbagliato.

    ________________________

    “Vittorio Vanuti Scrive: June 14th, 2010 at 1:20 pm

    Gentile dott. Tornielli, seguo da tempo il Suo blog insieme con quelli di altri vaticanisti, pur senza intervenire più di tanto. Peccato che questo blog, che per grafica e intelligenza di trattazione si distingue tra tutti, sia divenuto da qualche tempo una vetrina di esibizionismi verbali e di (alquanto improbabili) trattazioni a livello teologico e pastorale da parte di certi lettori,che attaccano volgarmente gli altri.
    Devo dire che più volte sono stato sul punto di intervenire anche io contro l’arroganza e la superbia di alcuni habituèès di questo blog che, come dicevo, attaccano violentemente e pretestuosamente chiunque qualsiasi cosa dica/scriva.
    Tempo fa sono stato attaccato anche io e sempre dal tale che si firma Cherubino, il quale anzichè dissentire civilmente dalle mie peraltro lineari posizioni su un certo argomento, mi diede come minimo del “miope” e del “superficiale” senza minimamente conoscermi o lontanamente immaginare la funzione che svolgo. Ho lasciato correre perchè non mi andava di impelagarmi in una rissa da pollaio.
    Leggendo oggi velocemente alcuni degli ultimi temi con relativi commenti, ho notato che il tale de quo sta ancora continuando sulla stessa linea-
    Mi trova perfettamente d’accordo Marco N. quando, non potendone, più dà del maleducato al soggetto di cui stiamo trattando.
    Opportunità vorrebbe , dott. Tornielli, che Lei, attraverso la Sua sapiente moderazione, impedisse a questo tale e ad altri individui come lui di inquinare questo blog limitatamente ai commenti offensivi o fuori dal…seminato cattolico, come sta avvenendo, costringendo molta gente a disertarlo (potrei farLe un elenco lunghissimo di nomi, compresi moltissimi sacerdoti e vescovi).
    A scanso di equivoci, perchè non si pensi che io sia l’alter ego di altri frequentatori di questo blog, La prego di controllare attentamente il mio IP.Grazie e buon lavoro.
    Grazie”

  18. Marco N. scrive:

    La scelta del nuovo responsabile della Congregazione per i Vescovi non poteva essere migliore…..
    Papa Ratzinger segue le orme del suo Maestro divino: non pagare mai di sabato o solo di sabato….

  19. Cherubino scrive:

    leggo ora la lettera (presunta) citata da MarcoN di un tal sig. Venuti. Ormai siamo alle “pressioni” sul padrone di casa !

    Innanzitutto respingo decisamente le accuse che ritengo del tutto capziose. In uno spazio di discussione la dialettica è cosa normale. Se qualcuno non ha argomenti per rispondere e decide di rinunciare non vedo poi di cosa di possa lamentare.
    Poi la correttezza vorrebbe che le accuse siano circostanziate, sennò sanno della solita bufala. Chi sarebbero le schiere di sacerdoti e addirittura vescovi che disertano questo blog a causa mia ? faccia i nomi e cognomi per favore. Così possiamo verificare.

    Quanto alla maleducazione sono io (e non solo io: si vedano gli amici neocatecumenali) che sono stato spesso oggetto di offese pesanti e pure di non velate minacce. Ac jui si aggiunge questa pressione sul padrone di casa perchè mi impedisca di parlare. Del resto, quando nell’unico caso in cui Tornielli mi ha chiesto una correzione ho aderito alla richiesta, pur non condividendola in pieno.

    Quanto poi al thread in cui avrei dato del “miope” e del “superficiale” bastano due semplici considerazioni:
    - anche qui ci potrebbe dire quale thread era, così andiamo a verificare i contenuti della discussione;
    - miope e superficiale si riferiscono comunque ad elementi di conoscenza; in una discussione dire all’altro che non ha capito, che è in errore, che si ritiene superficiale una sua argomentazione non è offendere. E del resto è quello di cui sono fatto oggetto ogni volta che scrivo qualcosa. E a cui cerco di rispondere arogmentando, citando il Magistero, i teologi, le scienze. Come poveramente riesco a fare e sperando che anche chi non è d’accordo con me faccia nello stesso modo, ma che purtroppo vedo -ance questa volta- che invece di entrare nel merito degli argomenti e delle obiezioni, si preferisce imbastire scenari, montare accuse, offendere e censurare. Purtroppo per alcuni un blog non è il luogo dove confrontarsi, ma una sorta di pagina pubblicitaria (altrui peraltro) da invadere per fare propaganda. Per questo chiunque porta argomenti contrari deve essere fatto tacere e basta.

  20. Marco N. scrive:

    Lontana da me l’idea di chiedere al dr. Tornielli vigliaccamente( come altri continuano evidentemente a fare) di zittire qualche commentatore, sia pure fastidioso peggio delle zecche.
    Ognuno è libero di blaterare al vento, come meglio crede, le proprie o le altrui opinioni su temi tanto cari e importanti, quali quelli trattati in questo blog.
    Puchè lo faccia con la massima educazione e col massimo rispetto per gli altri e per le idee degli altri, senza aggredirli o insolentirli.
    Se continua, malgrado tutto, a farlo è semplicemente un cafone non meritevole di ascolto( pardon….di lettura).
    Quanto alle circostanze che hanno visto offeso e insultato il sig. Venuti ( cui rivolgo un personale invito a tornare a intervenire su questo blog), non sta a me dare delle risposte.

  21. Cherubino scrive:

    il card. Marc Ouellet ha detto “L’incontro con Von Balthasar è stato l’incontro decisivo della mia vita”

    da http://www.clonline.org/Art_dett.asp?offset=4231&ID=20041060 :

    Ouellet arrivò dal grande teologo svizzero spinto «dall’impressione incancellabile» che gli aveva lasciato la lettura di alcuni suoi libri e da una tesi di dottorato in Teologia proprio sulla sua opera. «Improvvisamente – dice oggi riandando agli inizi di quell’amicizia nata nei primi anni 70 -, mi sono visto introdotto alla figura incomparabile di Cristo come al senso della totalità del reale». Alla scuola di Balthasar, Ouellet impara «il senso religioso dell’esistenza che scaturisce dalla rivelazione trinitaria»; incontra «la Chiesa come vita, come prolungamento dell’impegno di Dio nella storia»; scopre una concezione della missione che va «contro la tendenza post–conciliare a ridurre la testimonianza cristiana a misura di una ideologia dominante del progresso». Ed è proprio nella riscoperta di questi insegnamenti che il Primate del Canada indica la strada per uscire dall’empasse in cui agonizza la società moderna. Davanti alla cultura segnata dal relativismo e dal nichilismo, mentre riemerge confuso un sentimento religioso, Ouellet parla della «conversione del desiderio di Dio in servizio di Dio»: la domanda di significato su di sé e sulla vita trova risposta implicando il proprio cuore nel testimoniare Cristo, il nome dell’impegno di Dio con l’uomo, il volto per cui esiste e a cui tende il senso religioso.

  22. Marco N. scrive:

    Nelle poche,sintetiche note tracciate da Anndrea Tornielli c’è tutto sulla figura di Mons. Ouellet. Ogni aggiunta o corollario, specialmente se maldestramente copiati da CL, serve unicamente a soddisfare gli esibizionismi verbali di persone che ritengono di saperne più dello stesso Tornielli.

  23. Cherubino scrive:

    e io sarei quello intollerante e che non fa parlare gli altri ! per quel motivo non è possibile aggiungere particolari che approfondiscano il tema ?
    Non ho nessuna pretesa di saperne più di Tornielli, sia perchè non ho nessun modo di verificare cosa sa (che mi sembra comunque tanto), nè ho alcun ruolo di valutatore, ma soprattutto non me ne frega niente di fare competizioni di questo tipo.

    Credo che conoscere meglio il pensiero teologico e pastorale di coloro che il papa nomina ad importanti incarichi, sia istruttivo per tutti, anche per me che scopro insieme a voi queste figure.

    Comunque rilevo che senza alcuno spunto da parte mia, ho ricevuto due insulti e una calunnia: avrei maldestramente copiato (chissà poi come si fa a copiare non maldestramente …), avrei fatto esibizionismo verbale (come non so, dato che citavo soltanto) e avrei avuto l’intenzione di surclassare il padrone di casa (che chissà perchè allora apre il suo blog alla pubblica discussione…).

    Tornando al card. Ouellet, leggendo i sui testi ho scoperto un uomo di profonda spiritualità. Una costante delle sue lezioni e omelie è il riferimento allo Spirito Santo e alla Trinità. Altro leitmotiv è la missionarietà della Chiesa.

    Sa dire cose altissime in modo chiaro ed estremamente preciso dal punto di vista teologico. Rispetto alla ricerca teologica poi mantiene un giusto equilibrio (la collaborazione con Communio del resto lo testimonia) tra tradizione e nuovi modelli, riuscendo a coniugare entrambi.

    Anche rispetto al laicato esprime un grande equilibrio. esaltando lo specifico di ogni vocazione senza unilateralismi. Basta vedere le sue parole sia sul sacerdozio, sia sul matrimonio.

  24. Marco N. scrive:

    Un ringraziamento sempre più spontaneo al dr. Tornielli perchè “introduce” degli ottimi argomenti che poi un tale Cherubino, persona di “rarissima” umiltà e cortesia, si incarica di approfondire e sviscerare opportunamente.
    Apprendiamo solo adesso da lui ( e dai siti che egli visita,saccheggia e cita) le qualità di Mons. Ouellet e ne restiamo edificati.

  25. Cherubino scrive:

    altro insulto: ora sono un saccheggiatore di siti. E dire che avevo messo anche il link…

  26. Cherubino scrive:

    un altro bel passaggio di quella pagina di CL su Ouellet (che ringrazio per l’ottima presentazione del cardinale) è il seguente:

    « Il mondo attuale non ha forse bisogno di un’immagine di Dio più interpellante di quella di un Dio trascendente e solitario che rimane estraneo al suo destino tragico?». Il Primate del Canada, per rispondere agli interrogativi che pone la società moderna, parla dei santi proclamati da Giovanni Paolo II, esempi di un senso religioso autentico, testimonianze che descrivono come «le esperienze umane ed elementari dell’amore, della famiglia, del lavoro e dell’identità culturale di un popolo trovino il loro compimento nella vita sacramentale della Chiesa». Davanti al riemergere dell’antisemitismo parla di Edith Stein e di padre Kolbe; davanti alla crisi della famiglia parla di Gianna Beretta Molla. Perché «se il XXI secolo è chiamato a essere profondamente religioso – dice il cardinale Ouellet -, lo sarà attraverso la forza di una nuova evangelizzazione basata sulla testimonianza di unità e di amore dei cristiani consapevoli di dare ciò che hanno ricevuto gratuitamente per il servizio della suprema gloria di Dio».

  27. Luisa scrive:

    Ringrazio Andrea Tornielli che ci informa che è online un nuovo sito Internet con un appello al Papa perché proclami il curato d’Ars patrono dei sacerdoti.

    http://jeanmariepatronus.wordpress.com/

  28. peccatore scrive:

    Lo dico quasi per scherzo, ma mi piacerebbe:e se a Propaganda Fide, dopo quel sant’uomo del Card. Ivan Dias ci andasse il Card. Pell rimasto “libero”?
    Infatti il ventilato e classico promoveatur ut amoveatur, se applicato a certi sostituti , potrebbe non essere saggio, visto il peso, in ogni senso, dell’ex “propaganda fide” e un probabile utilizzo improprio che si metterebbe in cammino…

  29. raffaele savigni scrive:

    “Peccato che questo blog, che per grafica e intelligenza di trattazione si distingue tra tutti, sia divenuto da qualche tempo una vetrina di esibizionismi verbali e di (alquanto improbabili) trattazioni a livello teologico e pastorale da parte di certi lettori,che attaccano volgarmente gli altri”.
    A me pare che gli “attacchi volgari” vengano spesso da persone di formazione tradizionalista. E comunque non riconosco al signor Vanuti o ad altri il diritto di giudicare chi è più “cattolico”. Un blog non è espressione della Congregazione della dottrina della fede, che peraltro è molto più saggia di certi nostalgici del pre-Concilio.

  30. peccatore scrive:

    Cherubino,
    a lei sta a cuore che non si “spari” sui movimenti ecclesiali. Concordo.
    In clima mondiale africano, tra jabulani e vuvuzelas, cioè palloni strani per portieri ed attaccanti ed un tifo che non ritma incitamento, ma rincitrullisce fino allo stordimento, persino i fedeli di Milano San Siro o di Napoli San Paolo possono domandarsi fino a che punto sia lecito aggiungere novità alla tradizione.
    L’ho seguita nelle sue esternazioni sul curato d’Ars e qui sul prossimo responsabile della “fabbrica dei vescovi”.
    Al di là di lecite differenze di opinione, mi permetto di sottolineare un punto dirimente “non negoziabile”, ovvero l’inaccettabilità dell’eresia. C’è chi c’è dentro fino al collo, anche con il nuovo catechismo. Lei, così determibnato a vedere certe presunte eresie svizzere, sembrerebbe invece assai più aperto e di manica larga se invece si strimpella la chitarra nella mensa collettiva…
    Come, recitando il Credo, diciamo che lo “Spirito Santo ha parlato per mezzo dei profeti” (il che è differente dal parlare sempre e comunque per mezzo di chiunque), così non dobbiamo dimenticare gli avvertimenti di Gesù nell’imminenza dell’ora cruciale (Mt 24,11 o Mt 24,24 ed equivalenti negli altri vangeli).
    Quindi, non è che rilanciando ciò che dice CL o magnificando il RnS si deve automaticamente dare per “buono” ciò che viene, ad esempio, dal CNC.
    Perchè dove l’Eucaristia vacilla si è già su una china molto pericolosa.
    Chi è già lanciato verso il basso, rotolando ormai fuori controllo, ha il potere di disturbare un riferimento chiaro al santo d’Ars, forte di appoggi che mirano al risultato e non alla Verità, non andrebbe tutelato e nascosto nel gruppo dei buoni, che pure non mancano.
    Non è il caso di creare una lobby movimentista, visto che troppi movimenti sono già lobbies a se stesse. piuttosto si guardi in faccia la realtà e non si attribuisca nè allo Spirito Santo, nè al Concilio Vaticano II le eresie in atto, terribilmente intrufolate molto in alto nelle sacre stanze…

  31. Cherubino scrive:

    sig. Peccatore, lei mi mette davanti tante di quelle questioni, che peraltro mi sembrano OT, che se rispondessi una per una, sarei di nuovo tacciato di tante cose poco simpatiche.
    Per questo le dico che mi attengo al magistero e a ciò che la Chiesa mediante i suoi eccellenti pastori (e Oullet mi sembra una conferma di ciò) dispone. Per questo dico solo che dissento pienamente quando dice che l’eresia è intrufolata nelle sacre stanze.
    Affermazioni come questa sono del tutto perniciose e infondate. E mettono in cattiva luce lo stesso papa.
    Personalmente prendo molto sul serio il Can. 1373:

    “Chi pubblicamente suscita rivalità e odi da parte dei sudditi contro la Sede Apostolica o l’Ordinario per un atto di potestà o di ministero ecclesiastico, o eccita i sudditi alla disobbedienza nei loro confronti, sia punito con l’interdetto o altre giuste pene.”

  32. peccatore scrive:

    Sig. Cherubino,
    si rilegga.
    Lei molto spesso infrange il canone e altre cose assonanti..

  33. Simon de Cyrène scrive:

    Concordo con Peccatore (e con Cherubino):

    1)l’eresia è innaccettabile ed è totale controsenso pretendersi cattolico ed al contempo avere un’ecclesiologia eretica

    2)cosa garantisca l’ortodossia è il Magistero Ordinario e Straordinario garantito, insegnato e rappresentato dal Santo Pontefice e dal colleggio dei vescovi in unione formale e reale con lui.

    3)le eresie moderniste ed integriste appunto in quanto non interpretano genuinamente questi Magisterî ed in quanto espressioni personalistiche ed altamente opinabili e de facto disobbedienti a codesti sono da essere evitate e chiaramente condannate a tutti i costi: bastone e vincastro…

    4)voler criticare negativamente e sistematicamente, o spargere dubbî circa ogni azione del Santo Padre o degli organi da lui nominati, si chiama “spirito di mormorazione” ed è un peccato bruttino, cugino della calunnia ed della maldicenza.

    5)se i RdS ed altri CNC sono stati riconosciuti dalle chiese particolari, da quella universale, e non essendoci obbligo alcuno per chiunque di farne parte, non vedo perchè bisognerebbe lanciare delle crociate contro costoro. Seppoi son rose fioriranno, sennò spariranno sepolti dal Tempo. Criticare negativamente Roma è sempre stato il sigillo di spirito “protestante” e scismatico.

    6) Non capisco perchè si debba censurare chi porta nuovi elementi per meglio conoscere il futuro responsabile della fabbrica dei vescovi

    In Pace

  34. Simon de Cyrène scrive:

    Beh questo Cardinale Ouellet è davvero cattolico sembrerebbe ;-)

    In Pace

  35. Cherubino scrive:

    ah ! ecco dove voleva arrivare. Facendo il conto siamo alla quinta offesa in poche ore. Mi piacerebbe che lei peccatore dimostrasse ciò che dice, ma fa niente, lasci perdere, ho l’impressione che fate di tutto per trascinarmi negli OT, o perchè non vi piace il thread o perchè sperate che poi Tornielli mi tiri le orecchie…

    Quindi torniamo a parlare di Ouellet: tra i temi cui il cardinale dà grande importanza c’è la centralità della Parola di Dio e l’ecumenismo.

    Dal sito di Raffaella traggo questo stralcio (per non citare direttamente in latino) che cita l’importante “Relatio ante disceptationem” tenuta dal cardinale al recente Sinodo sulla Parola di Dio:

    “Lo scopo del Sinodo è prevalentemente pastorale e missionario. Consiste nell’ascoltare insieme la Parola di Dio per discernere come lo Spirito e la Chiesa aspirano a rispondere al dono del Verbo incarnato mediante l’amore per le Sacre Scritture e l’annuncio del Regno di Dio a tutta l’umanità » : lo ha detto il card. Marc Ouellet, relatore generale al Sinodo dei vescovi nel suo discorso di apertura (« Relatio ante disceptationem »). « Il Sinodo – ha spiegato – proporrà delle linee guida pastorali per “rafforzare la pratica di incontro con la Parola di Dio come fonte di vita”, facendo il punto sulla recezione del Concilio Vaticano II sulla Parola di Dio e il suo legame con il rinnovamento ecclesiologico, l’ecumenismo e il dialogo con le nazioni e con le religioni ». Il cardinale ha poi spiegato che « grazie alla visione trinitaria e cristocentrica del Concilio Vaticano II, la Chiesa ha rinnovato la consapevolezza del suo mistero e della sua missione. La Costituzione dogmatica Lumen Gentium e la Costituzione pastorale Gaudium et Spes sviluppano una ecclesiologia di comunione che si basa su una concezione rinnovata della Rivelazione .. Hanno così gettato le basi di un incontro e di un dialogo più vivo tra Dio che chiama e il suo popolo che risponde ».”

  36. Marco N. scrive:

    “A me pare che gli “attacchi volgari” vengano spesso da persone di formazione tradizionalista”
    ….

    Signor Savigni, non so se il signor Venuti sia tradizionalista o meno, non risulta dal suo intervento nè da altre sue dichiarazioni.
    Io sono “tradizionalista” ( aggettivo infame che evoca marchi forse ormai infamanti, ma che comunque rende l’idea), ma non credo di essere nè soggetto nè ispiratore di quegli ” attacchi volgari” nei quali più di uno qua dentro sembra essere ormai da tempo ” maestro e donno”.
    Stia bene.

  37. ecclesiadilexi scrive:

    Raramente leggo i commenti, per mancanza di tempo. Quando lo faccio rimango proprio amareggiato per il tono e la veemenza delle polemiche, che trascendono sul piano personale. Peccato…

  38. Marco N. scrive:

    Gentile dr. Tornielli, chiedendo scusa per l’off thread, vorrei domandarLe se ha notizie in merito alla ventilata ipotesi di spostamento del sostituto Mons. Filoni a Propaganda Fide.
    Si tratta , a parer suo, di ipotesi realistica oppure, più semplicemente, di una delle tante boutades del Corriere della Sera che, da qualche tempo a questa parte, sembra quasi volersi sostituire all’Osservatore Romano?
    E, in caso affermativo, lo spostamento di Filoni, a parer Suo, avrebbe compiutamente il senso di una promozione vera?
    Perdoni l’impertinenza( solo apparente).
    Grazie.

  39. peccatore scrive:

    Chiedo perdono ad Ecclesiadilexi se ho contribuito acontristarlo. Riprendo la mia tesi, che mi è costata la meritata tirata d’orecchi da parte di Simon de Cyrene, spiegando a Cherubino che non credo di essere OT.
    Infatti stiamo parlando del candidato alla responsabilità della nomina dei vescovi di Santa Romana Chiesa, senza dimenticare che la ex Propaganda Fide ha tra le sue prerogative anche questo ruolo, limitatamente alle antiche aree di missione.
    Ebbene questi vescovi avranno responsabilità pastorali decisive, dai seminari alle parrocchie, dove la cura del depositum fidei e la fermezza nel non assecondare improprie varianti (sia in buona fede che in cattiva fede) non sono “pizze e fichi”.
    Dunque bisogna che ciò che rasenta o travalica i confini dell’eresia sia innanzitutto riconosciuto. Poi, nella misericordia e nella carità che è propria degli uomini di fede, ci sarà la correzione fraterna, che -in presenza di plateali disobbedienze o addirittura di accordo con il “nemico”- nel suo ultimo stadio prevede anche la scomunica (Mt 18,15-18). Il che era valido prima del Concilio Vaticano II e lo rimane oggi. In questi 45 anni si è giustamente sperimentato un po’: ma l’uomo saggio ed intelligente non confonde lo scopo dell’esperimento con il risultato. Se il frutto è marcio l’esperimento non va considerato regola, ma un’esperienza utile per sapere che cosa non fare (più).
    Per non limitarmi ai discorsi teorici, non si può negare che ci siano alcuni problemi: Eccone alcuni, in ordine sparso:
    -sull’Eucaristia (il papa ha parlato alla diocesi di Roma pochi giorni fa). C’è chi non ci sente.
    -sui sacramenti in genere, visto lo scempio perpetrato a danni della confessione/penitenza/riconciliazione
    -sul peccato e sulla Grazia, visto che c’è chi non nomina più il tentatore, non nomina gli esorcisti, non nomina la grazia.
    -sui novissimi, perduti nelle nebbie di troppe pastorali secolarizzate, che tacciono che “a livella” presenterà non la fine della giostra, ma l’entrata in quella eterna
    -sull’evoluzionismo, scientificamente una totale ciofeca, ma che alcuni teologi abilitano a dato di fatto..
    -sulla centralità di Cristo unico salvatore: anche qui c’è chi divaga ancora, malgrado la Dominus Iesus.
    -sul dialogare nella Verità e non dialogare per il gusto di dialogare.
    -sull’arte, visto che certe opere blasfeme sono esposte nei musei diocesani
    -sulla liturgia, che alcuni cercano di reinterpretare ad effetto, per accattivare l’audience, quasi fosse “cosa nostra”.
    -sulla figura del sacerdote, che il papa vorrebbe come il santo d’Ars ed il mondo vorrebbe come assistente sociale.
    -sulla massoneria, che sarebbe da temere come il maligno, se temessero il maligno quelli che non ci credono più che esista
    -sulla Parola di Dio, trasformata in palestra di simbologie, quando è innanzitutto racconto di un avvenimento storico che ha rivelato agli uomini il volto di Dio e la Sua Volontà.
    etc etc…

  40. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Marco N.
    E’ da più di un anno che in Curia girano voci insistenti sul fatto che Filoni potrebbe prendere il posto di Ivan Dias.
    Da quanto so io, Dias, che ormai parecchio tempo fa aveva avvisato il Papa delle sue precarie condizioni di salute, ora però è dell’idea di rimanere fino a 75 anni (dunque fino al prossimo aprile).
    Lei mi chiede se la nomina di Filoni sarebbe una promozione. Tecnicamente sì, anche perché Propaganda Fide è una Congregazione di primaria importanza, che amministra – come purtroppo sappiamo anche dalle tristi cronache recenti – un consistente patrimonio immobiliare: fu infatti l’unica Congregazione romana i cui beni non vennero incamerati dallo Stato unitario dopo il 1870.
    Non credo però che Filoni sia entusiasta di lasciare la Segreteria di Stato. Ha oggi un grandissimo potere, ha di fatto assunto in sé funzioni che spetterebbero al Segretario di Stato, è consigliere ascoltato del Papa…
    Se però glielo proponessero, se Benedetto XVI gli chiedesse di andare a Propaganda Fide, Filoni non potrebbe dire di no.
    Ma anche se si cerca di indorare la pillola presentando la promozione come una vera promozione (e tecnicamente lo è davvero), non si potrebbe fare a meno di notare che Filoni lascia l’incarico di Sostituto dopo appena 3 anni. E qiuando un Sostituto lascia dopo un tempo così breve, generalmente è perché non è adatto a quell’incarico o non si è integrato bene nella squadra.
    Questo, in tutta sincerità, ciò che penso.
    Non mi pare comunque che il cambio sia imminente. Avete visto che anche il Corriere della Sera ha parlato della nomina di Ouellet, e ha confermato altre due nomine sulle quali i lettori del blog avevano letto da tempo: quella del vescovo Koch al posto del cardinale Kasper e quella di Fisichella quale responsabile di un nuovo Pontificio consiglio dedicato alla nuova evangelizzazione.

  41. Marco N. scrive:

    La ringrazio, dr. Tornielli, per la tempestività e per la chiarezza della risposta.
    Concordo: il Corrierone della sera, sotto l’aspetto o gli aspetti di cui stiamo parlando, sembra essere preoprio diventato il Corrierino dei piccoli ormai.

  42. Cherubino scrive:

    Peccatore, quando dicevo che mi stava trascinando in un ampio OT mi riferivo chiaramente al suo post precedente, 1.40 pm.
    Non hofatto alcun intervento relatico a Propaganda fidae o ad altri movimenti Vaticani. E non ho affatto commentato il suo post a tal riguardo. Che peraltro non mi sembra OT.

    Possibile che dovete tirarmi dentro anche quando non dico niente ?

  43. Cherubino scrive:

    il card. Ouellet sembra molto attento all’ecumenismo. Degli ebrei ha detto:
    Tenuto conto della storia tragica delle relazioni fra Israele e la Chiesa”, è necessario “un dialogo rispettoso e costruttivo con il
    giudaismo”. E poi “il popolo ebraico occupa un posto particolare in quanto erede della prima Alleanza”

    Interessante poi quanto riporta Galeazzi:
    “Nello scenario disegnato da Ouellet, i musulmani sono alleati della Chiesa contro «secolarismo» e «liberalismo». E per affermare l`importanza sociale della religione», è necessaro anche dialogo con gli ebrei. Il fronte comune tra i tre monoteismi serve a «promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà».
    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32684290

  44. Claude Pelletier scrive:

    Je crois que vous apprécierez lire la lettre ci-jointe.

    Criminelles ?
    Lettre ouverte au Cardinal Ouellet

    Montréal-Nord, 17 mai 2010

    Monsieur le Cardinal Marc Ouellet,

    Je ne peux me taire devant le discours que vous avez prononcé, ces jours derniers, au rassemblement « pro-vie » dans lequel vous déclarez « criminelles » les femmes qui se font avorter. Ce sont pour moi des paroles odieuses. Il n’y a pas de mots assez forts pour qualifier ce que je ressens en moi : indignation, colère… Je travaille chaque jour auprès de femmes en prison, en leur apportant le message de l’Évangile. Tout ce débat autour de l’avortement passe complètement à côté de la triste et inconcevable réalité de ces femmes enceintes. M. le Cardinal, il ne s’agit pas, certainement pas de « criminelles » comme vous le dites, mais de femmes en profonde détresse… Avez-vous seulement déjà daigné vous approcher d’une de ces femmes pour « écouter » ce qu’elles vivent dans leur réalité de tous les jours, loin des grands discours ?

    M. le Cardinal, une femme qui porte en elle un fœtus est une femme qui aime son enfant et aucune ne se fait avorter par plaisir, mais parce que sans aide, sans appui pour vivre cette grossesse, elle prend difficilement une décision… quand ce n’est pas sous les menaces de la famille ou d’autres personnes! Ça fait vingt ans que je côtoie des femmes en détresse. Ignorez-vous, M. le Cardinal, qu’une femme ne devient pas enceinte par l’action du Saint-Esprit, mais bien par l’action d’un mâle, d’un homme? Quand dans la société et dans l’Église hiérarchique a-t-on demandé à un homme d’honorer sa responsabilité? Quand il y a fœtus, il y a deux adultes responsables… savez-vous compter jusqu’à deux? Pourquoi la femme qui se fait avorter est-elle plus criminelle que l’homme qui, si souvent, se sauve lâchement en laissant la femme seule avec tout le poids de la responsabilité? Quelle hypocrisie de la part de la société et de la part de la hiérarchie de l’Église de se rabattre durement sur une femme en détresse plutôt que faire l’effort de rendre un homme responsable de ses gestes. On condamne une femme qui subit un viol et on laisse le violeur irresponsable courir au large aller violer d’autres femmes. Avez-vous déjà, une seule fois, tendu la main à une de ces femmes? Jésus dans l’Évangile a toujours tendu la main aux femmes qu’Il a rencontrées… et elles n’étaient pas en train de prier dans une église. Jésus n’avait pas de crosse dans les mains pour en asséner des coups au nom d’une « supposée morale » aux femmes « non conformes » aux normes, c’est pourquoi il avait les mains libres pour leur tendre la main au nom de l’Amour.

    Quelle hypocrisie ecclésiale, quelle prétendue morale : condamner des personnes, dont on ne s’est même jamais donné la peine d’écouter la souffrance, au lieu d’avoir le cœur et les bras ouverts pour accueillir avec Amour celles qui en ont le plus grand besoin! Allez lire l’Évangile, c’est urgent, vous qui prétendez parler au « Nom de Dieu ». Le Dieu de Jésus-Christ ne peut que se sentir trahi par votre attitude hautaine, sans compassion, sans justice véritable, sans Amour.

    Je ne sais si je vous manque de respect en écrivant ces mots, mais c’est ce que ressent mon cœur qui a un infini respect pour toutes ces femmes que vous condamnez si allégrement. Jésus dans l’Évangile ne condamne qu’une seule catégorie de personnes… et ce ne sont pas des femmes, mais l’élite religieuse de son époque en leur disant : « Hypocrites, vous chargez les gens de fardeaux accablants et ne touchez pas vous-mêmes, d’un seul de vos doigts, à ces fardeaux ». (Lc 11, 45-46)

    Je ne suis pas en faveur de l’avortement, mais c’est la seule aide que la société donne à ces femmes et vous voulez la leur enlever sans la remplacer par quelque chose de plus humain et respectueux de la Vie, la vraie Vie. L’avortement n’est pas une vraie solution, car après, la femme continue à porter son lourd fardeau et personne n’est là pour l’aider.

    Impliquez-vous de façon adéquate et avec Amour auprès de ces femmes et votre discours ne sera plus le même, et surtout il sera beaucoup plus crédible. Je vous invite à la « conversion du cœur »!

    Marguerite Rivard, v.c.f.
    Montréal, Québec, Canada
    1-514-852-4215

    http://198.103.98.138/text/benevols/archive/2010/tay-fra.shtml

    Claude Pelletier
    Montréal, QC

  45. Marco N. scrive:

    ”Oggi noi assistiamo all’irrompere di un’ondata di contestazione senza precedenti sulla Chiesa e sul sacerdozio, a seguito della rivelazione di scandali di cui dobbiamo riconoscere la gravita’ e porre riparo con sincerita’ alle conseguenze. Ma al di la’ delle necessarie purificazioni meritate dai nostri peccati, occorre anche riconoscere nel momento presente un’aperta opposizione al nostro servizio della verita’ e degli attacchi dall’esterno ed anche dall’interno che minano a dividere la Chiesa”.

    E’ un passo della meditazione del card. Marc Ouellet, pronunciata qualche giorno fa nella Basilica di San Paolo fuori le mura, nell’ambito dell’incontro internazionale in corso a Roma a conclusione dell’Anno Sacerdotale.

    La Chiesa cattolica conta oggi 408.024 preti suddivisi sui cinque continenti. ”400.000 preti e’ molto ed e’ poco per piu’ di un miliardo di cattolici”, ha commentato il cardinale, ricordando che ”oggi come alle origini della Chiesa, le sfide dell’evangelizzazione sono accompagnate dalla prova delle persecuzioni”. ”La credibilita’ dei discepoli di Cristo si misura sull’amore reciproco che consente loro di convincere il mondo”, ha concluso l’arcivescovo.

    Parole ed esempi che illustrano la mitezza e la semplicità, ma al contempo la determinazione dell’uomo e del cardinale, che ,non a caso, Benedetto XVI pare stia scegliendo per un posto chiave tanto importante.

    Rammarica dirlo, ma siamo lontani anni luce dall’esempio di certi cardinali nostrani sciuè sciuè che si accingono ad essere sentiti dai tribunali italiani per gravissimi scandali (sto leggendo l’articolo di Malpica di oggi sul Giornale…)

  46. bo.mario scrive:

    Marco N. lo stò scrivendo da molto che la religione ha il suo posto naturale nelle chiese. Tra Opus Dei e propaganda fide non si sa chi è stato più pizzicato con le mani sulla marmellata. La religione è una cosa, la gestione delle cose è un altra. Senza polemica, un saluto.

  47. Squilpa scrive:

    @ Bo.Mario @Marco N @ anniballo
    Leggo stamani del veloce scambio di idee tra anniballo e MarcoN ieri sera e lo stesso con BoMario stamani su problemi storici (ma attualissimi)…
    Vorrei dire a Marco N (sul Protestantesimo), che vi è un grado di civiltà talmente alto nell’aver sottratto le coscienze dalla guida autoritaria degli “specialisti del sacro”, e nell’aver confinato la fede religiosa nell’intimo delle singole coscienze individuali (eliminando l’idea stessa della religione come Istituzione e come Potere), da non potersi facilmente riassumere a parole.
    Noi ci avremo anche guadagnato la “mediazione tra l’uomo e Dio”, (a fronte di quali danni?) ma restano due enormi dubbi ed una certezza. 1)E’ estremamente dubbio che tale intermediazione sia necessaria; 2)è estremamente dubbio che ciò sia legittimamente fondato. L’unica certezza,invece, è che la chiesa ha coperto tale ruolo con una impressionante e plurisecolare mole di abusi e corruzione, e compromissione col mondo, tale da far ritenere davvero improbabile ch’essa abbia fruito della guida dello spirito santo.
    Torno a dire, Lutero è il vero padre della coscienza evoluta e civile dell’Europa moderna.

  48. Marco N. scrive:

    Egregio Squilpa,
    torno a dire anche a Lei che la vexata quaestio tra ” genuinità” del mondo protestante e (presunta) rigidità di quello cattolico potrebbe assorbirci in discorsi lunghissimi dalle mille sfaccettature, non ultima quella fondata sulla dimensione storica che spesso viene confusa ad arte con quella strettamente spirituale.
    Da cattolico praticante ammiro la coerenza e l’abnegazione di molti protestanti: basti ricordare uno per tutti: Bohnoeffer.

    Detto ciò, sgombrato cioè il campo da ogni sterile e inutile polemica tra cattolicesimo romano e mondo protestante, posso dire anche a Lei perchè da cattolico non potrei mai accettare, malgrado tutto, il credo o un credo protestante:

    - perchè la religione fai da te, fondata su un rapporto molto soggettivo e narcisistico tra l’individuo e Dio è comunque una religione esposta a mille venti di soggettività anarcoide;

    -perchè una religione fondata quasi esclusivamente sulla mediazione scritturale ( sola scriptura) è camaleonticamente esposta all’arbitrio o, peggio, allo stato d’animo momentaneo di chi legge la Parola;

    - perchè per me Cristo è al centro della vita di ciascuno voglia seguirlo, ma la mediazione della Chiesa, prostituta e santa, è irrinunciabile per non ioncorrere in soggettività esasperanti ed esasperate;

    - perchè il Sangue dell’Agnello redime ogni giorno, ogni momento i nostri errori e quelli della Chiesa che comunque è rimarrà in eterno Corpo di Cristo!

    Questa la mia visione in rozza sintesi, ma non intendo certo imporla a nessuno.
    Buona Domenica.

  49. Cherubino scrive:

    a proposito di “cardinali sciuè sciuè”, attribuito molto chiaramente al card. Sepe, visto che si fa riferimento al telegiornale, mi sembra che si sia innocenti fino a prova contraria.
    Quanto ad attività pastorale Sepe sta facendo molto per la città di Napoli. Per il resto bisognerà vedere se ci sono fatti concreti, ma anche se vi sia vera colpevolezza.

  50. Marco N. scrive:

    ….ovverossia… aliquando angeli sine alis magnopere cardinales magno pondo defenderent…

  51. Marco N. scrive:

    Ho citato l’articolo odierno di Chiocci-Malpica sul Giornale, nel quale si scrive che il cardinale in parola che sta tanto a cuore a tanti, ” per i pm è indiziato di corruzione” e”… ha venduto per 2,8 milioni di €. un palazzo che ne valeva almeno 6 ( di milioni”.
    Non ho aggiunto una virgola alla cronaca odierna che tutti possono leggere, mi sono limitato soltanto a definirlo “sciuè sciuè” (spigliato,effervescente,svelto), ma questo credo non sia diffamante.
    Tanti saluti Cerubino, vado a godermi la partita.
    Mi saluti il suo amato cardinale se lo vede…

  52. Cherubino scrive:

    non cambia nulla: si tratta di ricostruzioni. In un paese civile si attende che l’accusato possa dire la sua. E certe espressioni verso un vescovo sono ben poco rispettose.

    E poi la questione non è se e a quanto ha venduto un immobile (se l’ha svenduto senza motivo deve rispondere alla Chiesa, non allo Stato) ma se ciò è avvenuto come contropartita di favori, ossia per ottenere da funzionari pubblici che venissero meno al principi di imparzialità nella gestione della cosa pubblica a suo favore.
    E questo è tutto da provare.

  53. bo.mario scrive:

    Marco N. siamo una squadretta, peccato. Che possa crescere con Pirlo, speriamo. Questa è materia opinabile, al contrario i fatti recenti in curia. In campo le cose si vedono e c’è poco da stare allegri. Divagazione con un piccolo OT. Un saluto.

  54. Marco N. scrive:

    Cato Cherubino, che delusione quel pareggio vero?
    Chissà se anche il cardinale è deluso a quest’ora.
    Comunque se lo incontra in qualche agenzia immobiliare mi faccia il piacere di salutarmelo.
    Buone cose guagliò!

  55. Simon de Cyrène scrive:

    Chère Claude Pelletier,

    voilà des questions bien mal posées…

    En Paix

  56. Squilpa scrive:

    Gentile MarcoN, ho preso atto con grande interesse delle Sue precisazioni e ne ho fatto oggetto di più di una attenta lettura; non foss’altro perché è raro un post come il Suo, che centra il problema, non lo elude e replica con chiarezza e precisione.
    Volentieri replico, dunque, che intravedo, nei punti da Lei illustrati, un sostanziale desiderio di essere guidato, ed essere guidato da una autorità sicura e riconosciuta. (Lo dico nel senso migliore dell’espressione). Credo che Lei abbia dato voce, con questa tesi, a quello che è il bisogno/desiderio più o meno inespresso, ma comune a tutta la tranquilla massa dei fedeli cattolici.
    Vorrei chiederLe, dunque, se tale dirigenza non si traduce,poi, in un minore impegno del credente che non avverte l’assillo di fare continuamente i conti con la propria coscienza; se non si traduce in una minore conoscenza delle fonti, cioè dei testi sacri; se non si traduce in un omaggio eccessivo alla casta degli intermediari; se non viene a mancare una spinta religiosa fortemente interiorizzata; se la pratica della confessione non finisce per essere deresponsabilizzante; se,comunque, anche all’interno della chiesa cattolica non finiscano per esistere cento differenziazioni dottrinali e procedurali (o d’altro genere) e se la presenza di un capo che rivendica la superiorità universale non abbia finito per danneggiare il mondo cristiano, spezzandolo in tanti tronconi.
    Infine, vorrei un Suo giudizio sul fatto che altre fedi monoteistiche (ebraismo ed islamismo), che pure non hanno una Istituzione Centralizzata cui far riferimento con un clero di mestiere, non vadano avanti benissimo lo stesso e siano,anzi, vissute in modo assai più profondo e consapevole, senza essere quella vernice spirituale esteriore (legata più alla pratica che ai fatti della coscienza) , che –invece- costituisce la cifra caratteristica della gran parte dei fedeli cattolici.
    Mi scusi, La ringrazio.

  57. anniballo scrive:

    A prescindere dal fatto che pure il cardinale Giordano è stato non poco chiacchierato, qui c’è una situazione di base che prescinde dalle responsabilità di questo o quel prelato.
    Qui c’è la stortura cronica della ricchezza di una chiesa creata in secoli di accumulo, una chiesa da sempre talmente compromessa col basso mondo da essere proprietaria di impressionanti quantità di immobili, da essere protagonista più nel mondo degli affari che della spiritualità, perfettamente inserita nelle peggiori paludi del sistema economico dominante.
    C’è un costume, una mentalità, un andazzo, un tale sistema di cose da rendere marcio per forza tutto lo scenario; la gestione di tanta ricchezza non può non provocare compromissioni e scandali, prima o poi.
    Il papa proprio oggi parlava del fatto che il sacerdozio non deve portare vantaggi….Non si sa cosa dire….Forse Benedetto sonnecchia, ogni tanto si sveglia, dice la prima cosa che gli viene in mente e poi si riaddormenta.
    Veramente pare di assistere ad una commedia del teatro grottesco.

  58. Marco N. scrive:

    Gentile Squilpa, cerco di essere sintetico, per quanto possibile.

    Intanto la Chiesa-Istituzione non è nata dal ghiribizzo di nessuno e tantomeno dalla famosa “Donazione di Costantino”, ma è stata istituita da Cristo con l’investitura di Pietro, se non altro. Dunque vivere una religiosità qualsiasi al di fuori di questa istituzione significa vivere qualcosa di ” altro”.

    Ciò premesso, vediamo di rispondere alle Sue (comunque intelligenti) osservazioni:

    Credo che Lei abbia dato voce, con questa tesi, a quello che è il bisogno/desiderio più o meno inespresso, ma comune a tutta la tranquilla massa dei fedeli cattolici.
    Vorrei chiederLe, dunque, se tale dirigenza non si traduce,poi, in un minore impegno del credente che non avverte l’assillo di fare continuamente i conti con la propria coscienza; se non si traduce in una minore conoscenza delle fonti, cioè dei testi sacri; se non si traduce in un omaggio eccessivo alla casta degli intermediari; se non viene a mancare una spinta religiosa fortemente interiorizzata; se la pratica della confessione non finisce per essere deresponsabilizzante;

    No, non lo credo affatto: riconoscere l’auctoritas della successione apostolica, dei pastori e dei sacerdoti non significa affatto deresponsabilizzarsi o, peggio, delegare ad altri la propria vita spirituale e temprale. Tutt’altro!

    … se,comunque, anche all’interno della chiesa cattolica non finiscano per esistere cento differenziazioni dottrinali e procedurali (o d’altro genere) e se la presenza di un capo che rivendica la superiorità universale non abbia finito per danneggiare il mondo cristiano, spezzandolo in tanti tronconi.

    Direi proprio di no: la Chiesa di Cristo è viva e unitaria da circa 1980 anni nonostante certe disparità di vedute con le chiese orientali o, in genere, autocefale.
    La Chiesa di Lutero, solo dopo una decina di anni dalla sua chiassosa nascita, si è divisa in mille rivoli (Calvino, Zwingli…ecc) che, a loro volta, sono oggi divisi in mille rivoletti. Mille chiese infomma, mille maglie sempre più larghe…

    Infine, vorrei un Suo giudizio sul fatto che altre fedi monoteistiche (ebraismo ed islamismo), che pure non hanno una Istituzione Centralizzata cui far riferimento con un clero di mestiere, non vadano avanti benissimo lo stesso e siano,anzi, vissute in modo assai più profondo e consapevole, senza essere quella vernice spirituale esteriore (legata più alla pratica che ai fatti della coscienza) , che –invece- costituisce la cifra caratteristica della gran parte dei fedeli cattolici.

    Chi Le ha detto che le altre religioni monoteistiche non hanno “guide centralizzate”? Sta scherzando?
    Peraltro quell’atteggiamento superficiale e ripetitivo che Lei attribuisce a un male di fondo del Cattolicesimo (in quanto, a parer Suo, rigidamente guidato) non è solo di certi ” cristiani della domenica”, ma in genere di tutti coloro che, indipendentemente dalla fede professata, vivono comunque superficialmente la loro vita.

    Le rammento infine che il Vangelo è chiarissimo: Cristo non si è presentato al mondo come un sindacalista o un populista in cerca di consensi, un “democratico” in cerca di suffragi, ma come Figlio di Dio, Vero Dio e Vero Uomo.
    La sua ( e per stretta conseguenza, quella del papa e della gerarchia ecclesiale) è una “monarchia” ante litteram fondata non sull’arbitrio e non sulla spada, ma unicamente sulle armi dell’Amore.

    Un saluto.

  59. Simon de Cyrène scrive:

    Chi si rivede! e sempre assieme: Ferru, Chiummu e Cacazza i tre musicanti della Compagnia della Buona Morte… ;-)

    In Pace

  60. Marco N. scrive:

    Anniballo, cerchi di fare un po’ i conti in tasca ai suoi colleghi disseminati nelle varie “Sale del Regno” e stia tranquillo circa la lucidità di Benedetto XVI.
    Badi alla propria!

  61. Marco N. scrive:

    Sempre per Anniballo:
    A prescindere dal fatto che pure il cardinale Giordano è stato non poco chiacchierato, qui c’è una situazione di base che prescinde dalle responsabilità di questo o quel prelato.

    Eh no, non prescinde affatto dalle responsabilità dirette di questo quel prelato. Ci mancherebbe altro.
    Sarebbe come se si giustificasse la vendita ( qualora possibile) dell’oro di San Gennaro solo per il fatto che tale oro esiste.
    Ma vogliamo prenderci in giro?

    Lo sa Lei che con i quattro milioni9 in più di euro che si sarebbero pututi ricavare dalla vendita sottocosto del palazzetto del centro di Roma di proprietà di Propaganda Fide, si sarebbero potuti realizzare al meglio almeno ottanta pozzi, con relativi impianti idrici di prim’ordine per altrettante missioni sudsahariane?
    Stiamo bestemmiando per caso?

    D’altronde se è stato lecito a molti sparare a zero sul Cardinale Sodano, colpevole soltanto ( da quel grande galantuomo che è) di aver difeso pubblicamente il Papa dagli attacchi della canea antipapale? non vedo perchè debba essere tabu pèarlare di queste situazioni che vedono gravemente indiziata di corruzione l’ex dirigenza di Propaganda Fide.

  62. anniballo scrive:

    Sentite, io non desidero offendere nessuno, i problemi non li crea il sottoscritto. Tanto risentimento è totalmente fuori luogo e non depone per un approccio limpido ed onesto alle gravi problematiche che opprimono la chiesa (e sono sotto gli occhi di tutti, checchè si voglia dire).
    Il perchè ci sia una situazione di fondo che prescinde da singole responsabilità l’ho spiegato assai chiaramente, basta non avere gli occhi bendati dal dispetto e saper leggere spassionatamente.
    Mi disinteresso totalmente delle sale del Regno e sono assai più lucido dei miei interlocutori, caro MarcoN.
    Qui, da una chiesa limpidissima ed onestissima ci guadagneremmo tutti.

  63. Marco N. scrive:

    Per Squilpa

    Per completezza di pensiero e perchè non si pensi che io ritenga il Vangelo come l’anticamera della dittatura, vorrei aggiungere che comune la democrazia ( quella vera) deve completamente la sua esistenza al Cristianesimo, perchè a differenza della democrazia ateniese , rivolta esclusivamente ai cittadini di quella polis, la democrazia che nasce ed è plasmata dal Vangelo riconosce in ogni essere umano una persona, la dignità della quale si fonda, e non è poco, sulla sua ” somiglianza col Creatore”.

  64. Squilpa scrive:

    Gentile MarcoN, mi permetto di dire che riscontro una discrepanza tra l’ottima disposizione analitica che Lei dimostra (e l’ottima abitudine di analizzare i punti separatamente), e la frettolosità delle Sue conclusioni (o,almeno, quella che A ME pare tale, beninteso, senza offesa!)
    Le dico quindi, brevemente, che
    1)condivido la convinzione di quanti non credono affatto che Cristo avesse in mente la costruzione del formidabile edificio della teocrazia papale, quale s’è venuta formando nei secoli (anche con l’imbroglio storico cui Lei fa riferimento). [Né credo che approverebbe i suoi comportamenti storici…]
    2) La deresponsabilizzazione è un fatto e l’impreparazione dei cattolici pure : io mi sono divertita a chiedere a tutti cos’è , ad esempio,la transustanziazione e pochi mi hanno risposto con precisione. Per la massima parte dei fedeli, la religione si riduce ad ottenere l’assoluzione dal prete. O, certamente, è stato così per secoli.
    3)La chiesa è viva da 1980 anni, ma –dall’undicesimo secolo in poi, non ha fatto che indietreggiare ed, oggi, è un pallido ricordo di ciò che era, nella realtà europea. Basta pensare che un uomo ,pure stimato, come Wojtyla non è riuscito ad ottenere il concetto dell’inserimento delle radici cristiane nella Costituzione europea.
    4) Confermo senz’altro che Islam ed Ebraismo non fanno riferimento ad Istituzioni centralizzate e vi si pratica l’interpretazione ermeneutica dei testi. Non c’è un Magistero di Vertice e nessun ministro delle cerimonie si sognerebbe di dare ai fedeli l’assoluzione e la salvezza.
    5) Cristo non è in discussione, qui, e neppure il Suo messaggio. Lei esclude la spada -giustamente- ed io vorrei ricordarLe che vi sono stati molti papi uomini d’arme.
    Personalmente, dunque, (e mi scusi) continuo a non capire cosa c’entri Cristo con la chiesa cattolica.

    Non si arrabbi, MarcoN, ho cercato d’essere sincera.

  65. Marco N. scrive:

    …da una chiesa limpidissima ed onestissima ci guadagneremmo tutti.

    Allora si senta già straricco , Anniballo, perchè la Chiesa di Cristo, la Chiesa dei martiri, dei poveri, la chiesa di Bene4detto XVI nel suo insieme è molto più limpida ed onesta di quanto lei lontanamente possa immaginare…

  66. Squilpa scrive:

    Incredibile, MarcoN, abbiamo fatto l’ “en plein”! Non sono d’accordo con Lei neppure sul problema della democrazia.
    Il rapporto tra religione e democrazia è notoriamente spinosissimo, è stato trattato da intere generazioni di storici e sociologi e –nel cattolicesimo- è ancor meno risolto che altrove.
    Basterà dire ,qui, che la democrazia è il luogo del dubbio, del dibattito, della ricerca, del conciliare interessi diversi in un esito conveniente per componenti sociali molteplici e difformi.
    La religione, invece, è il luogo delle certezze e delle mancanze di dubbi per eccellenza.
    Il fedele è convinto di possedere già in partenza tutte le certezze che devono essere conquistate attraverso il dibattito; inoltre, il cattolico ha l’obbligo di tenersi aderente al Magistero papale (capo, per giunta di un organismo verticistico e dogmatico, con velate (?) pretese di infallibilità).
    Nulla di più contrario alla democrazia.
    Ciò detto, sulle altre Fedi, io mantengo ovviamente tutte le mie perplessità (che non sono le stesse da me riservate al cattolicesimo, ma che –comunque-esistono). Però, il fatto che ,almeno nell’ebraismo, viga lo stimolo ermeneutico è in grandi linee esatto ; certo, venature di integralismo ottuso non solo esistono ma possono essere anche peggiori che altrove
    La mia opinione è che bisognerebbe non affermare la superiorità di una fede rispetto ad un’altra, ma sviluppare le armi critiche per guardarsi da ogni forma di possibile eccesso religioso. E ciò a causa della malaugurata vocazione delle religioni ad avere l’effetto di “marcatura” identitaria e di orgoglio identitario, fomite di ogni scontro.
    Non si preoccupi per l’approccio avuto con una donna, MarcoN, i Suoi toni sono ineccepibili ed,in più,Lei ha il grande pregio della chiarezza e questo è stimabilissimo!

  67. Marco N. scrive:

    Gentile Squilpa, non pensavo Lei fosse una signora, pertanto mi scuserà se inavvertitamente ho usato toni accesi o comunque poco consoni.
    Rimango delle mie opinioni. Lei delle Sue, tutte strumentali ad un assunto alquanto fragile: il Cristianesimo come misto di affarismo e di potere.
    Guardi che la ” guerra santa”, la “conversione coatta” ( insieme a tanti tantissimi precetti di vita quotidiana sono predicati dal Corano e non dal Vangelo.
    Così come le migliaia di precetti rigidissimi sui comportamenti delle persone sono predicati dal Levitico, che per gli Ebrei rimane un testo precettivo e non consultivo.
    Il Vangelo è messaggio ndi Amore. Così anche la Chiesa, ma la roccia su cui essa deve poggiare per volere di Cristo è Pietro…
    Stia bene.

  68. Squilpa scrive:

    Sul discorso della montagna sono totalmente d’accordo.
    Eccepisco solo sul fatto che le altre relgioni sono ancora estremiste perchè non hanno goduto del balsamo del razionalismo.
    Buona serata anche a Lei, gentile amico.

  69. Marco N. scrive:

    Democrazia come governo dei pari; democrazia come ricerca del buon governo. Sono due dimensioni distinte.
    Mille Voltaire non farebbero mai un Cristo nella ferma e decisa proclamazione dell’uguaglianza di ogni creatura fatta a similitudine di Dio.
    Mille rabbini con la loro ermeneutica non riuscirebbero mai a raggiungere gli esiti del “Discorso della montagna” ( Si rilegga il Vangelo delle beatitudini, Squilpa).
    E se è vero che dal tralignamento di certe perone di Chiesa sono storicamente nate anche guerre di religione, è anche vero….mi consenta che nel XXI secolo i due mali peggiori del mondo moderno ( Sionismo e terrorismo islamico) hanno entrambi origine da altre religioni.
    Buona serata, gentile Squilpa. E’ stato un piacere dialogare con Lei…se non altro per dimenticare la delusione del pareggio odierno con la Nuova Zelanda :-)

  70. Cherubino scrive:

    e perchè mai il Sionismo sarebbe uno dei peggiori mali del secolo scorso ? c’è Sionismo e Sionismo…

  71. emiliano scrive:

    Macquarie Vision

    Con il Cardinale George Pell +
    Arcivescovo di Sydney
    20 Giugno 2010

    Lachlan Macquarie, Governatore del New South Galles, da 1810-1821, è stato il nostro primo grande campione. Sulla sua tomba in Scozia è giustamente descritto come “Il Padre di Australia”.

    Quest’anno è il 200 ° anniversario della nomina di Macquarie e ogni notte, tranne durante la forte pioggia, la folla buone, hanno seguito il percorso della Visions Macquarie.

    Lo spettacolo di luce sulla parte anteriore del St. Mary’s Cathedral 268 progetti che illustrano la sua è la più spettacolare. L’edificio neo-gotico ha un disegno intricato e dettagliata, ma il multi-colorati e cambiamento dei modelli di luce esattamente in forma, come fanno in altri edifici come la Caserma Hyde Park e al Parlamento, il più antico sopravvissuto edifici parlamentari nel mondo di lingua inglese.

    E ‘stato bello vedere così tanti giovani che vengono introdotti alla realizzazioni di un uomo che ha iniziato la trasformazione di un detenuto ribelle colonia nella città di Sydney spettacolare e bella è oggi.

    In quei giorni battuta di Paul Keating, secondo cui “se gli australiani non vivono a Sydney sono accampati” è stato letteralmente vero, fino a Macquarie costruita la prima strada attraverso le Blue Mountains, aprendo il nostro vasto continente. Più vicino a noi fondò la città di Liverpool , Windsor e Richmond.

    Si rese conto che per costruire una città decente, una comunità civile, piuttosto che un campo di prigionia, Sydney necessario begli edifici, chiese, scuole, ospedali, caserme. E nonostante i costi e le proteste dei suoi maestri parlamentare in Gran Bretagna si mise a costruire quella che era necessario. Ha creato la Bank of New South Wales e ha introdotto il nostro primo conio.

    Egli pose la prima pietra della chiesa il primo St. Mary’s nel 1821, non aperta fino al 1834, e distrutto da un incendio nel 1865.

    Ancora più importante Macquarie era deciso a trattare il aborigeni giustamente, di lavorare per il loro miglioramento e ha tenuto un incontro annuale con loro a Parramatta.

    E, cosa più importante di tutti, era un campione della ex detenuti, la emancipists, nominando loro e anzi condannati a importanti incarichi di responsabilità. Francis Greenway, l’architetto capo della Macquarie Street era un ex-galeotto e così è stato il poeta locale premio MM Robinson. La profonda convinzione che ogni individuo ha australiano “un diritto ad un fair go” trova le sue radici locali nella politica di Macquarie.

    Era un autocrate, fortemente osteggiata dai liberi coloni e tornò a casa in disgrazia.

    E ‘morto un uomo deluso, ma poi gli australiani lo hanno riconosciuto come uno dei loro, un campione locale che merita di essere ringraziato e ricordato.

    George Pell, Telegraph Domenica 20 giugno 2010

  72. Marco N. scrive:

    ……….e perchè mai il Sionismo sarebbe uno dei peggiori mali del secolo scorso ? c’è Sionismo e Sionismo…
    ………………….

    E’ inutile che glielo spieghi, guagliò: non potrebbe mai capire e , se anche capisse, pur con tutte le difficoltà di sempre, farebbe ugualmente finta di non aver capito.
    Lei è fatto così….cerca solo la rissa. Perchè non se la compra l’adrenalina sintetica anzichè cercare di produrla in continuazione qui dentro?

  73. Cherubino scrive:

    sig. Marco, non cerco alcuna rissa, al contrario è lei che getta discredito senza neanche darsi la pena di argomentare. A sparare frasi fatte e slogan propagandistici sono buoni tutti.

  74. Guglielmo scrive:

    Complimenti per la validità delle anticipazioni sulle nomine di questi giorni,anche per le date. Bravo Tornielli !