Legionari di Cristo, il "delegato" sarà De Paolis

Il Papa ha deciso il nome del delegato che si dovrà occupare della congregazione dei Legionari di Cristo, facendo da commissario dopo la grave crisi e l’emergere dell’immoralità del fondatore padre Marcial Maciel. Il nuovo delegato sarà l’arcivescovo Velasio De Paolis, fine canonista, presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, vicino al Segretario di Stato Tarcisio Bertone. La nomina sarà resa nota nei prossimo giorni, insieme a quella di due vice-delegati, uno per l’area ispanofona e l’altro per l’area anglofona. Nei prossimi giorni saranno rese note anche altre nomine, sulle quali i lettori di questo blog e del Giornale sono già informati: quella del cardinale Marc Ouellet quale successore del cardinale Giovanni Battista Re alla guida della Congregazione dei vescovi, quella del vescovo svizzero Kurt Koch quale successore del cardinale Kasper al Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, e quella dell’arcivescovo Rino Fisichella alla guida del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, creato ad hoc da Benedetto XVI su un’idea del cardinale patriarca di Venezia Angelo Scola. Il posto di rettore della Pontificia università lateranense lasciato da Fisichella dovrebbe essere preso dal salesiano Enrico Dal Covolo.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

40 risposte a Legionari di Cristo, il "delegato" sarà De Paolis

  1. antonella lignani scrive:

    Non conosco questi presuli, ma mi dispiace che il cardinale Kasper lasci. Mi è sempre sembrato molto valido ed equilibrato.

  2. Marco N. scrive:

    Ottimo il piazzamento di Del Covolo alla Lateranense.
    Non conosco gli altri.

  3. fra Cristoforo scrive:

    e a Torino si attende il nuovo che verrà… chi sarà????
    Che Benedetto XVI ci faccia una sorpresa, eliminando la terna Bertello – Versaldi – Nosiglia… ci sarebbe bisogno di un, chessò io, Scola – Negri – Caffarra… E se anche il dott. Torinelli sa, nulla dice!

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Finissima la scelta di Mgr Velasio De Paolis…

    In Pace

  5. Gianpaolo scrive:

    Se sarà mons. Velasio De Paolis è un’ottima scelta.
    Ma piuttosto, caro Tornielli, che fine ha fatto la lettera del Papa a Schönborn?
    E del povero mons. Mixa non ci dice nulla?

  6. Filippo Burighel scrive:

    Buoni Ouellet e Koch, discreto Fisichella. De Paolis e Dal Covolo non li conosco, ma mi fido del giudizio del Santo Padre.

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  8. Un amico scrive:

    Fra Cristoforo,
    impossibile il declassamento Venezia-Torino di Scola.
    Invece tantissimi stanno facendo il tifo per mons. Mario Oliveri, ma credo che in Curia sono assai sordi a questa richiesta.
    Su Ouellet credo sinceramente farà una brutta fine, non ha la stessa pasta di Pell. Ragion per cui io avrei visto molto bene Scola stesso alla guida dei vescovi, ma credo che come minimo i vescovi, visti i precedenti, gli avrebbero tagliato le gomme dell’auto.
    Fisichella buona scelta.
    De Paolis, non so… credo comunque che non sarà fatto cardinale.
    A proposito di concistoro: qualcuno di voi sa se Paolo Romeo rientrerà nel novero dei neocardinali? che bello sarebbe se si desse una sforbiciata.

  9. emiliano scrive:

    Dott Tornielli come sempre i miei complimenti. Oggi l’articolo che è sul giornale è veramente bellissimo grazie ha lei e al suo Collega Veneziani e al caro direttore Feltri.
    Grazie e buon lavoro

  10. Cherubino scrive:

    qui http://www.radioradicale.it/scheda/253502/convegno-dal-titolo-ius-dicere-ritualita-e-verita-nel-giudizio l’eccellente relazione di mons. De Paolis al convegno su “Ius dicere: ritualità e verità nel giudizio”.

  11. Pingback: At Long Last… | The Anglo-Catholic

  12. pino d. scrive:

    Non ci capisco niente, perchè non seguo le vicende dei Prelati e dei Porporati. Ma vedo che siamo tutti CT, e non solo della nazionale di calcio. Leggere di tanti esperti che propongono loro candidati e valutano capacità e tendenze, anche se nei limiti stessi del tifoso che non conosce davvero fino in fondo, le condizioni e le attitudini del proprio campione, dà la convinzione che difficilmente si potrà infilare un “bidone” nella formazione. A questo punto anche gli ipercritici faziosi di fatto riescono a dare una mano a consolidare le strutture umane, e quindi, non dimentichiamolo, implicitamente fallaci, della Chiesa. pino d.

  13. il maccabeo scrive:

    Speriamo che chi prenderá le redini dei Legionari di Cristo si ricordi di questo Magistero riportato qui sotto e purtroppo evidentemente dimenticato da tutti coloro che hanno permesso l´introduzione nella Chiesa di soggetti corrotti a vari livelli. Si fosse ascoltato Pio XI a proposito delle caratteristiche necessarie per diventare sacerdoti ci si sarebbe risparmiati anche fior di milioni di risarcimento, oltre al danno infinitamente ben piu´grave dello scandalo dato alle anime.

    Ecco cosa diceva Pio XI prima della guerra:
    “Né sarà difficile all’occhio vigile ed esperto di chi presiede al Seminario, di chi segue e studia amorosamente ad uno ad uno i giovani a sé affidati e le loro inclinazioni, non sarà difficile, diciamo, accertarsi se uno abbia o no una VERA VOCAZIONE sacerdotale. questa, come ben sapete, venerabili fratelli, più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, che talvolta può mancare o venir meno, si rivela nella RETTA INTENZIONE di chi aspira al sacerdozio, unita a quel complesso di doti fisiche, intellettuali e morali che lo rendono idoneo per tale stato. Chi tende al sacerdozio UNICAMENTE per:
    1.il nobile motivo di CONSACRARSI al servizio di Dio e alla salute delle anime,
    2.e insieme ha o almeno seriamente attende ad acquistare una SODA PIETÀ,
    3.una PUREZZA di vita a tutta prova,
    4.una SCIENZA SUFFICIENTE nel senso da Noi sopra esposto,
    questi mostra di essere chiamato da Dio allo stato sacerdotale.

    Chi invece, spintovi forse da:
    1.malconsigliati genitori, volesse abbracciare questo stato per la PROSPETTIVA DI VANTAGGI TEMPORALI E TERRENI, intravveduti e sperati nel sacerdozio, come avveniva più frequentemente in passato;
    2.chi è abitualmente REFRATTARIO ALLA SOGGEZIONE E ALLA DISCIPLINA,
    3.POCO INCLINATO ALLA PIETÀ,
    4.POCO AMANTE DEL LAVORO
    5.e POCO ZELANTE DELLE ANIME;
    6.chi specialmente è PROCLIVE ALLA SENSUALITÀ
    7.e con diuturna esperienza NON HA PROVATO DI SAPERLA VINCERE;
    8.chi NON HA ATTITUDINE ALLO STUDIO, in modo che si preveda non poter seguire con sufficiente soddisfazione i corsi prescritti;

    TUTTI COSTORO NON SONO FATTI PER IL SACERDOZIO!”

    Enc. “Ad Catholicii Sacerdotii”, Pio XI, 20 dicembre 1935
    Grandi tesori poi si ritrovano anche tutto il resto dell´Enciclica comela considerazione della grave responsabilitá dei Vescovi in questa materia.

  14. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Il Maccabeo,

    non capisco cosa sottende il Suo ultimo post: che la chiesa ai tempi di Pio XII non ha fatto il suo lavoro quando lasciò fare Maciel?

    In Pace

  15. il maccabeo scrive:

    Caro Simon, io sottolineo solo la stridente differenza tra lo stato presente, di cui l´affare Maciel é solo purtroppo un episodio tra tanti, e le linee direttive ricordate da Pio XI nella scelta dei candidati al sacerdozio e spero vivamente che si possa fare meglio in futuro. Le responsabilitá poi non le attribuisco alla Chiesa indistintamente, ma a quegli uomini che nella Chiesa a tali sagge linee evidentemente da qualche parte non si attennero. Ripeto, auguro solo che si possa francamente ammettere che qualcosa é stato trascurato e con questo si ammetterebbe che la Chiesa ha giá i mezzi per ovviare a tali situazioni e che chi ha mancato non é per nulla la Chiesa, ma ancora una volta chi le ha disubbidito. Tutto qua. Non credo che in questo l´onore della Chiesa ne esca sminuito. Tutt´altro.

  16. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Il Maccabeo,

    quando si sà che le ultime direttive dal 2006 sono chiarissime sulla non ammissibilità degli omosessuali agli ordini e che, invece, nei seminari ce ne siano ancora tanti accettati dai vescovi in totale disobbedienza con queste direttive, misuriamo tutta la difficoltà di implementare le sagge decisioni papali attuali. Figuriamoci poi Pio XI.

    E guardiamo come Humanae Vitae è insegnato: disobbedienza alla radice di quasi tutte le apostasie attuali.

    In Pace

  17. antonella lignani scrive:

    Un movimento ecclesiale che conosco assai bene mette in pratica la “Humanae vitae”. Da qui tutto un pullulare di famigliole con tanti bambini (per me una gioia a vedersi). Certo, ci vuole tanto impegno, tanta preparazione, tanta “formazione”. Questa è comunque una testimonianza. Ma, naturalmente, sono in molti quelli che trovano da ridire.

  18. xagena scrive:

    @Cherubino pensa un pò, per ascoltare un prelato devi postare un link di radio radicale….Su radio Maria non ti mandano in diretta se non reciti tutte le litanie della madonna a memoria…..

  19. Cherubino scrive:

    si Xagena, ho trovato anch’io la cosa alquanto curiosa.

    per Luisa, che ha ancora la faccia tosta di dire che mons. Lefebvre non è eretico… comunque non ho bisogno di provare nulla. Giudichi ognuno se si può dire che la Chiesa cattolica è diventata eretica e non diventarlo automaticamente. Il formalismo di Luisa fa ridere. Ed è comunque errato perchè nel Motu proprio di scomunica Giovanni Paolo II ha detto chiaramente che Lefebvre errava in materia fondamentale: il concetto e il ruolo della tradizione rispetto al magistero e ai tre munera del pontefice. Se questa non è una dichiarazione di eresia. Se poi si va sul piano sostanziale, ben più importante, non si può dire che la Chiesa è diventata eretica (non un papa, ma una sequenza di papi, il Collegio episcopale, la Congregazione per la dottrina della fede, il tutto per decenni…) e non essere eretico. Eresia vuol dire semplicemente seguire dottrine erronee in materia non opinabile e di fede. Non si possono conciliare quelle affermazioni con il “Credo la Santa una, santa, cattolica, apostolica”.

    Ed è talmente ovvia la cosa che quei testi sono riportati nei siti dei sedevacantisti, proprio per criticare le contraddizioni di Lefebvre, che non poteva considerare la Sede romana non vacante e poi fare e dire quello che ha fatto e detto.

    Comunque è bene che tutti sappiano: seguire Lefebvre vuol dire ritenere l’attuale Chiesa catotlica, a cominciare dal papa, eretica. Che ognuno faccia la sua scelta. Si, si, no, no.

  20. Vittorio Vanuti scrive:

    Ancora qualcuno detta legge qui dentro. Dà dell’eretic o a chi vuole lui, difende a spada tratta gli indifendibili, come quel mons. Crescenzio Sepe, il cui torto nlon è tanto quello di essere scritto nel registro degli indagati della procura di Perugia, che si prinuncerà serenamente sul suo operato,quanto quello di indirizzare “lettere” ai propri fedeli , nelle quali oltraggia la Chiesa che è Sua Madre e Sua Culla.
    Egli dice che i bilanci dell’epoca in cui spadroneggiava a Propaganda Fide sono stati tutti approvati dalla Dottreina per la Fede e dalla Segreteria di Stato, come se ciò trasferisse le sue resposabilità a dette congregazioni. Ma lo stesso Santo Padre , quasi in risposta alle uscite di Mons. Sepe ha affermato che “la responsabilità è personale”!
    Lo stesso cardinale, nella stessa lettera afferma inoltre che i suoi presunti persecutori sono DENTRO e fuori la Chiesa. Mai un cardinale aveva gettato tale fango sulla >Chiesa sulla propria madre.Cosa avrebbe dovuto dire il Papa da anni allora?
    Nemmeno i più grandi apostati della storia hanno mai accusato la Chiesa di perseguitarli!!! Pensiamoci!
    E per quanto concerrne poi “La Croce” che l’esimio cardinale dice di portare, obietteremmo che essa è ben povera cosda rispetto al peso enorme della croce che stà sulle spalle del Santo Padre-
    Badi a discolprasi davanti a Dio e agli uomini senza parlare tanto piuttosto e senza ribaltare responsabilità gravissime che con ogni evidenza sono solo sue.
    Su un punto solo della sua lettera pubblicata su facebock siamo d’accordo e cioè sulla necessità che egli ha di tante, ma di tante preghiere.

  21. il maccabeo scrive:

    Luisa? ma se qui non ha scritto neanche un post?… MAh!

  22. Vittorio Vanuti scrive:

    Ancora qualcuno detta legge qui dentro. Dà dell’eretico a chi vuole lui, difende a spada tratta gli indifendibili, come quel monsignore napoletano, il cui torto non è tanto quello di essere scritto nel registro degli indagati della procura di Perugia, che si pronuncerà serenamente sul suo operato,quanto quello di indirizzare “lettere” ai propri fedeli , nelle quali oltraggia la Chiesa che è Sua Madre e Sua Culla.
    Egli dice che i bilanci dell’epoca in cui spadroneggiava a Propaganda Fide sono stati tutti approvati dalla Dottrena per la Fede e dalla Segreteria di Stato, come se ciò trasferisse le sue resposabilità a dette congregazioni. Ma lo stesso Santo Padre , quasi in risposta alle uscite di questo monsignore, ha affermato che “la responsabilità è personale”!
    Lo stesso monsignore-cardinale, nella stessa lettera afferma inoltre che i suoi presunti persecutori sono DENTRO e fuori la Chiesa. Mai un cardinale aveva gettato tale fango sulla Chiesa sulla propria madre.
    Cosa avrebbe dovuto dire il Papa da anni allora?
    Nemmeno i più grandi apostati della storia hanno mai accusato la Chiesa di perseguitarli!!!
    Pensiamoci!
    E per quanto concerrne poi “La Croce” che l’esimio cardinale dice di portare, obietteremmo che essa è ben povera cosa rispetto al peso enorme della croce che stà sulle spalle del Santo Padre-
    Badi a discolprasi davanti a Dio e agli uomini senza parlare tanto piuttosto e senza ribaltare responsabilità gravissime che con ogni evidenza sono solo sue.
    Su un punto solo della sua lettera pubblicata su facebock siamo d’accordo e cioè sulla necessità che egli ha di tante, ma di tante preghiere.

  23. isideo scrive:

    he he he !!! non l’avete mandato il mio commento di ieri…

    democrazia del clero? ” CENSURA” Egregio dott Tornielli, che cosa scriverà tra poco sul caso CLAPS?… censura ad oltranza… non si preoccupi, i bottoni color porpora li abbiamo tutti…
    isideo

  24. Cherubino scrive:

    “detta legge” questa è bella… mica la detto io la legge, c’è già il Codice canonico e i Vescovi e i Tribunali della Chiesa per farlo valere.

  25. Luisa scrive:

    Non si preoccupi maccabeo, cherubino ha dovuto sbagliarsi di thread, sa lo stress, la fretta.
    È divertente che mi accusi di formalismo lui che ne è un campione…quando gli conviene!
    Comunque qui o altrove cherubino ha una talmente alta opinione di lui stesso e delle sue opinioni che pretende pure di personalizzare la definizione di eresia .
    Questo sì fa ridere.
    Ma siccome non è ancora lui a decidere in quel campo, potrà girare la cosa come vuole, torcerla in tutti i sensi, il risultato sarà sempre lo stesso, Monsignor Lefebvre non è eretico.

  26. Cherubino scrive:

    a proposito di Codice canonico, e tornando a De Paolis: ecco un bel passaggio del monsignore: “Il Concilio ha sottolineato due aspetti della dimensione missionaria: la dimensione generale, costitutiva, che la Chiesa deve annunciare il Vangelo, e una dimensione specifica, che la Chiesa deve annunciare il Vangelo a coloro che non l’hanno ancora mai sentito. Il Concilio ha sottolineato sia l’una che l’altra dimensione, ma c’è stato un periodo di un certo oscuramento, affievolimento, quasi che la dimensione generale renda vana la dimensione specifica di annunciare il Vangelo cosiddetto “ad gentes”, cioè ai non credenti. Il Codice che viene dopo il Concilio, e che è l’ultimo documento del Concilio, invece, ha sottolineato ancora la validità di questi due aspetti.”

  27. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino,
    nel documento col quale si definisce la scomunica di Mons. Lefebvre non c’è nessuna condanna per eresia. C’è solo un blando riferimento a “una incompleta e contraddittoria nozione di Tradizione” (tutto ciò dichiarato, ma non dimostrato) mentre se avessero voluto dichiararlo eretico avrebbero dovuto motivarlo, dimostrandolo ed elencando punto per punto le affermazioni dottrinali eretiche di Mons. Lefevbre le cui critiche (che in quanto legittimo Vescovo della Chiesa cattolica poteva esprimere) sono basate sul Magistero dei Pontefici e della Chiesa e su documenti ben precisi in cui i Pontefici stessi hanno espresso il loro insegnamento infallibile (insegnamento che non può essere modificato da nessuno).

  28. Victor scrive:

    Per Cherubino
    Il Concilio ha sottolineato sia l’una che l’altra dimensione, ma c’è stato un periodo di un certo oscuramento, affievolimento, quasi che la dimensione generale renda vana la dimensione specifica di annunciare il Vangelo cosiddetto “ad gentes”, cioè ai non credenti. Il Codice che viene dopo il Concilio, e che è l’ultimo documento del Concilio, invece, ha sottolineato ancora la validità di questi due aspetti.”
    ————-

    e allora perché i vescovi dichiarano che la Chiesa rinuncia a convertire gli ebrei? Si dirà che questi credono nel Dio Unico… ma chi non ri-conosce la SS. Trinità nella Persona del Figlio, si può dire che preghi lo stesso Dio?
    Certo il Creatore è lo stesso per tutti; ma dalla diversa modalità di conoscenza che se ne ha, discende un diverso rapporto con Lui e un diverso modo incarnare la fede e vivere in pienezza la propria umanità, possibile solo in Cristo, secondo la volontà del Padre.

    Questa è la fede cattolica, il resto sono chiacchiere o parole al vento

  29. Cherubino scrive:

    molto interessante anche questo passaggio di De Paolis:

    GALEAZZI: “Nonostante l’avvertimento del Vaticano, i lefebvriani hanno ordinato in Baviera nuovi sacerdoti. La revoca della scomunica vale anche se non si è pentiti?

    DE PAOLIS: «Oggi non si può dire che i quattro vescovi rimangano scomunicati. La revoca è valida, però non sono neppure né in comunione con la Chiesa né a posto in coscienza. Ci sono diversi livelli e la scomunica è l’ultimo, puramente positivo, pur fondato sulla teologia. Revocando la scomunica, il Papa, come lui stesso dice, ha compiuto un gesto di misericordia. Se abbia fatto bene o male non spetta a noi dirlo. E’ lui che ha sindacato giusto agire così. La revoca è valida e, canonicamente, è un atto autonomo. Anche qualora i vescovi lefebvriani non avessero promesso quel poco che hanno promesso, il Papa poteva comunque togliere la scomunica, senza con ciò legittimare il loro atto di disobbedienza. Comunque, non essere più scomunicati non significa automaticamente essere a posto con la coscienza o poter accedere ai sacramenti».

  30. Victor scrive:

    sempre per Cherubino,
    se Lefebre e quindi i cattolici della Fraternità di San Pio X fossero devvero eretici, il Papa avrebbe forse potuto togliere la scomunica?

    Non vedo poi la ragione di tutti questi riferimenti OT a tale supposta eresia…

  31. Cherubino scrive:

    lo ha appena detto mons. De Paolis: si

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  33. Simon de Cyrène scrive:

    A comprova è la levata reciproca delle scomuniche tra i cattolici e gli ortodossi: purtroppo ciò non significa fine del scisma nè delle divergence di dottrina.

    E comuqnue, nella FSSPX, sono tutti, vescovi e sacerdoti, sempre sospesi a divinis.

    Seppoi, tra qualche anno dovessero di nuovo consacrare vescovi senza l’assenzo di Roma, inocrrerebbero di nuovo una scomunica latae sententiae e saremmo daccapo.

    Quanto a Mgr Lefebvre è morto scomunicato, ma quando uno è morto la nozione di scomunica non ha più senso canonico, visto che la Chiesa, se definisce dei Santi, tradizionalmente non ha mai definito dei dannati ufficiali, dannazione che sarebbe poi il senso di scomunica nell’Aldilà.

    In Pace

  34. David Martin scrive:

    Regarding your article about Bishop Koch to lead office of Christian Unity, there can be no Christian unity other than for the world’s peoples to drop their various religions and adhere only to the Roman Catholic Church as prescribed by the popes down through the centuries. Hopefully Bishop Koch will use this office to promote just that. Christian unity is accomplished only through conversion. Any move to merge the Catholic Church with other religions is evil, since Christ the founder of the Roman Catholic Church, does not permit this.

    As for Vatican II, the Council spawned the modernist reforms for which reason they are rightly promoted in the name of the Council. Vatican II from go was sinister for which reason John XXIII ordered it shut down in 1962 – he never wanted a Council to begin with. Consider the words of Jesus on June 18, 1986: “Satan himself, the deceiver of all mankind, sat in on Vatican II and maneuvered all the outsiders to come in and distort My doctrines and distort the truth.” (given to the seer Veronica of the Cross)

    There were good people at Vatican II who maintained that Gregorian Chant must remain the official music of the Church or that there is to be no deviation from the liturgical formula of the Council of Trent, etc., but these expressions of orthodoxy did not reflect the Council reform but the position of a moral minority that was fighting the reform. According to Pope Paul VI their efforts were “suffocated” by the devil who entered the Church through the Vatican II Council and who used reformers to initiate a new religion under the false guise of renewal. (restoration of liturgy) The devil in his craft gleefully allowed orthodox elements to be displayed at the Council since this served to sell the reform and to tempt the Church into thinking that the reform grew out of the Church’s 2000 year tradition, which of course it did not. The various heresies of the past all occurred in the course of Church history, but that didn’t make them part of tradition.

    What we have today is the heresy of Modernism which denies apostolic tradition and maintains that the Church should change in order to merge with the other religions, which of course is morally unacceptable. Man must always change to please God, as it was rightfully taught before Vatican II.

    In short, the Vatican II reform was a diabolical conspiracy to destroy the Catholic Church which is what the Third Secret of Fatima is about, which is why the Secret should be released at once. “The truth will make you free.” (John 8:32)

    Benedict XVI does not agree with the Church’s present ecumenical course for which reason he is trying to put the faithful back in touch with their religion by bringing back the traditional Tridentine Latin Mass. He himself has said that there cannot exist two co-existing rites but is only allowing the present set-up (Ordinary and Extraordinary Rites) as a diplomatic stepping stone to get back to the one legitimate rite that came to us through Holy Tradition. He told Dr. Barth while still a cardinal in 2003: “The Roman rite of the future should be a single rite, celebrated in Latin… standing completely in the tradition of the rite that has been handed down.” He also said that the readmission of the old rite must “be implemented only stepwise” so as to trigger undue repercussions from progressive thinkers.

    David Martin

  35. Cherubino scrive:

    ma cosa racconta Victor ! quando mai la Chiesa ha detto che gli ebrei non devono convertirsi a Cristo Gesù !
    Tuttavia la loro posizione è diversa da quella di chi proviene da altre religioni o dall’ateismo.
    Proprio la festa di oggi lo indica chiaramente (ma può leggersi anche la lettera agli Ebrei).
    Giovanni il Battista ha predicato ai suoi fratelli ebrei la conversione, non però come rigetto di un’altra fede benzì come riconoscimento del compimento di quelle Promesse in cui credono.
    Un ebreo credente gioca per così dire in casa. Deve scoprire un tesoro che ha già in casa, perchè Dio si è incarnato e a “posto la sua tenda” in mezzo ad Israele e solo in mezzo ad esso.
    Per questo, chi al contrario diventa cristiano proveniendo dal di fuori in qualche modo diventa anche ebreo (secondo noi cristiani), pur non avendo bisogno di circoncisione. Come disse Pio XI “Noi siamo spiritualmente semiti”.
    Per evidenziare questa posizione del popolo ebraico, si preferisce parlare di “illuminazione”, sulla scorta della teologia della Lettera agli Ebrei, piuttosto che di “conversione” che indica un lasciare qualcosa, un allontanarsi da qualcosa.
    Ma il punto di arrivo è identico l’accoglienza della Signoria assoluta di Cristo Gesù sulla propria vita e sulla storia del mondo.

  36. ritaroma scrive:

    Dr Tornielli. buongiorno…stanotte ha dormito poco…ilprogramma “top secret”è finito quasi a mezzanotte! Il tutto è partito dalla sua domanda al Papa—-l’ho trovato interessante, buoni gli interventi degli altri giornalisti…vere e logiche le risposte.Dispiaciuta x la mancanza del dr Socci. X me che leggo i vostri articoli e libri, ed altro, niente di nuovo, ma ho sperato- mentre ascoltavo- e spero che molti tra i quali anche i forumisti
    che si accapigliano ( e voglio essere buona) per prese di posizioni a volte incoerenti e futili, che abbiano capito
    che non stiamo navigando su un mare liscio come l’olio, e che nessuno come lei stesso ha ripetuto) è obbligato a credere alle apparizioni, però non va ridicolizzato o insultato chi ci crede! Apparentemente è una questione “di lana caprina” come si suol dire…ma come è stato detto dagli intervistati si pretende una Chiesa, un cristianesimo senza Cristo, che, da quando è venuto sulla terra è diventato “il problema” di molti e di “colui” che della terra si ritiene “il principe”. Grazie e buon lavoro.

    PS. oggi è S. Giovanni, auguri a tutti i Giovanni,Gianni e Giovanne!

  37. JACKY scrive:

    Gent.mo dott. Tornielli,
    ho seguito con interesse la trasmissione televisiva “top secret” di ieri sera e mi complimento con Lei per il Suo equilibrio e competenza.
    Mi permetto di segnalarLe un mio personale critico giudizio su tale Zanardi, comparso come vittima in un filmato ieri sera e mio concittadino. Dalle nostre parti infatti, tale soggetto è ben conosciuto !!!!!
    Sta monopolizzando da un paio di anni la cronaca rosa savonese e non solo per sbandierare la sua pluriesibita omosessualità “perseguitata”,a suo dire da una presunta congiura che gli impedirebbe di convogliare a pederaste nozze con il suo fidanzatino. In tali occasioni non ha mancato di offendere gratuitamente il Papa e la Chiesa.
    In questi anni ha cercato ogni pretesto per attirare le attenzioni della stampa e dei mass media, sempre golosi di scalpore, notizie volgari, scandalistiche e pruriginose.
    A dire la verità pareva aver esaurito il proprio particolare repertorio: sciopero della fame, sciopero della sete, incatenamento, annuncio del matrimonio in barca fuori da acque territoriali, poi disdetto, offese a gogò a destra e a manca, il tutto, manco a dirlo, sempre diffusamente pubblicizzato, immortalato e senza mai rinunciare a fare l’occhiolino ai media.
    La stampa “pruriginosa” ne ha fatto una vera e autentica subrette, anche se ultimamente aveva un po’ stancato tutti.
    Pertanto non mi ha stupito questo nuovo filone della pedofilia, dove, fra l’altro, ha chiesto diversi incontri con il nostro Vescovo monsignor Lupi, peraltro disponibile, (ma solo a telecamere accese e a fari puntati).
    Tanto mi sono sentito di informare gli internetauti e gli telespettatori affinchè vigilino critici.

    jacky

  38. sofia scrive:

    sarà sarà sarà De Paolis, ma dove sta? doveva essere pronto questo comissario o no? già dal 2006?

  39. sofia scrive:

    sarà, sarà sarà……….de paolis me dove sta? doveva essere pronto già dal 2006?

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