Il segno della povertà di Dio

“L’angelo aveva indicato come segno ai pastori che avrebbero trovato un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia. Questo è il segno di riconoscimento: una descrizione di ciò che si poteva constatare con gli occhi. Non è un ‘segno’ nel senso che la gloria di Dio si fosse resa evidente, così che si potesse dire con chiarezza: questi è il vero Signore del mondo. Niente di ciò. In tal senso, il segno è al contempo anche un non-segno: la povertà di Dio è il suo vero segno. Ma per i pastori, che avevano visto lo splendore di Dio sui loro pascoli, questo segno è sufficiente. Essi vedono dal di dentro. Vedono questo: ciò che ha detto l’angelo è vero. Così i pastori tornarono con gioia. Glorificano e lodano Dio per quello che hanno udito e visto”.
(Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, p. 94)

Buon Natale a tutti i naviganti, ai visitatori e commentatori del blog, e alle vostre famiglie.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

122 risposte a Il segno della povertà di Dio

  1. Reginaldus scrive:

    la ‘povertà’ di Dio? Come dire: la ‘mortalità’ di Dio…O forse vuole dire la povertà della condizione umana che Dio si è scelta per manifestarvi la sua Gloria? E difatti subito dopo aver dato il segno del bimbo nella mangiatoia il vangelo dice che “ subito con l’angelo apparve una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. E che solo dopo che “gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo” , i pastori decisero di andare a “ fino a Betlemme, [ e vedere quell' ] avvenimento che il Signore [aveva fatto loro ] conoscere”. Dopo il Segno della Gloria di Dio cantata dagli Angeli, quella stessa Gloria che accompagnerà ancora il Cristo nel suo Ritorno, quando verrà a giudicare i vivi e i morti, Lui , il Re dell’Universo e il Signore degli uomini, Lui solo, l’Unico, il Dio-Uomo, scandalo per i giudei e stoltezza per le nazioni, e salvezza per i credenti in Lui… ( ma purtroppo come si fa a parlare di angeli… del vangelo si prende solo quello che cade sotto la nostra esperienza, la povertà per esempio, per imbastirci un discorsetto consolatorio terra terra, soprattutto ad uso altrui….)

  2. peccatore scrive:

    Buon Natale Andrea, a te e a chi ti è caro.

    Nel bellissimo libro di papa Benedetto, nel capitolo (il 3) di questo passaggio, c’è un’altra dura sottolineatura: “venne tra i suoi e i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11 ).
    Non tutti però: i pastori (che vegliavano nella notte facendo “il lavoro sporco”) rimangono destinatari adatti, che -come il re Davide giovinetto, mille anni prima, proprio a Betlemme- era a pascolare mentre i fratelli si presentavano a Samuele per essere “unti” dal Signore (1 Sam 16,1-13).

    La gloria a Dio diventa pace in terra “per gli uomini del suo compiacimento”. Non per la nostra (boriosa) “buona volontà”, ma perchè la nostra volontà è “buona” solo se è in armonia con la Sua (come quella di Gesù in cui il Padre si è compiaciuto e ha posto il proprio compiacimento).

    L’uomo non aggiunge alcuna gloria a Dio, che “è” già, in se ipsum, glorioso e luce.
    La pace deriva dal non far ombra a quella luce, facendosene luciferina superbia.

    Appena gli angeli hanno terminato il loro canto, che li ha intimoriti (davanti alle manifestazioni di Dio, l’umile non eccede in sicumera e baldanza) i pastori “andarono senza indugio”. “Su, dai, affrettiamoci!”. L’umile si muove con energia: scatta!
    Il muoversi con decisione è tipico di chi non fa le cose svogliatamente e si affida, vivendo tutta la forza della vicenda che lo urge. E’ questa la povertà di chi lascia le pecore (tutto ciò che ha e che gli richiede la scomoda veglia notturna) , chiamato a qualcosa che ne valga la pena e il rischio.

    Il Papa si chiede chi di noi “si affretti” davvero per le cose di Dio…
    E’ questa la nostra ricchezza che ci appesantisce. I poveri sono davvero più leggeri.
    Non è questione di pauperismo, ma di umiltà. La superbia è luciferina. E pesa.

    Ai pastori basta verificare che quello che ha detto l’angelo è vero. Non hanno visto altro che un bambino di una famigliola in condizioni oggettivamente povere.

    Ci vorranno altri trent’anni per vedere qualcosa di più, compresa un’ingloriosa crocifissione. Ci sono voluti quasi altri duemila anni per arrivare a oggi.

    L’attuale povertà della Chiesa (anche di fede), in cui il Papa poveramente annuncia ancora a un mondo distratto (i cui potentati non vegliano, ma tramano, irretendo gli incauti, abbagliandoli di luciferine illusioni) la nascita di Gesù, ci veda poveri in spirito e fiduciosi nell’andare a Betlemme, insignificante periferia per chi non trovi nella fede una sapienza previa, aperta al futuro.

    La pazienza è una virtù cardinale. Fa parte dell’umiltà. L’avvento è attesa.
    Vieni Signore Gesù.

  3. luciano27 scrive:

    è difficile capire lo scopo di quesi scritti elegiaci con scene descritte nei minimi particolaribasate su avvenimenti *conosciuti* per parole tramandate e di impossibile credibilità odierna. Se servono a rafforzare la fede, è chiaro che sono assimilati solo da chi accetta senza pensare tutto quanto gli si dice:ma non incidono certamente sui non credenti,e peggio che mai,su chi di loro pensa alla possibile esistenza di (un) Dio. Buon Natale anche a lei dottore

    • GF scrive:

      Scusi Luciano ma lei pensa seriamente che il Papa pensi che i racconti della natività di Luca e Matteo (peraltro oggettivamente parecchio diversi tra loro) siano dei resoconti storici di fatti avvenuti esattamente come vengono raccontati? Non pensa che pecore e pastori siano semplicemente dei simboli?

      • peccatore scrive:

        Grande Fratello o Guardia di Finanza?
        Ah già: Guardia della Fratellanza!
        Buon Natale: che la simbologia prenda carne nel tuo ectoplasmatico mondo virtuale.

      • luciano27 scrive:

        penso ,egr.GF avendo astericato *conosciuti*,che non siano certezze è implicito.Il papa, nel suo ruolo, può pensare e dire cosa ritiene più opportuno, anche usando simboli,ma deve tener conto che in quanto dice, non più molti credono ciecamente. Un famoso scienziato disse *Dio non gioca a dadi*,qualcun’altro dice:non giocate con Lui.

      • Sergio scrive:

        Certo che no, il Papa crede. Come me, come un Cattolico qualsiasi che abbia fede. Questa è la nostra fede. Siamo Cristiani, perchè crediamo che Cristo è vero Dio e vero uomo. Siamo Cristiani perchè crediamo alla Parola di Dio. La Chiesa Cattolica, cioè i fedeli, coè i Papi, cioè i Santi, cioè il Magistero, (che è espressione della Fede), crede. Un Cattolico non crede solo perchè legge il Catechismo o ubbidisce a un ordine. Crede perchè accetta la Rivelazione. La accetta e la ama. Certo che le schiere angeliche hanno cantato, certo che gli angeli hanno annunciato. Se no, i pastori perchè si sarebbero mossi? Andiamo a vedere questo avvenimento che il Signore (non un passante, non la televisione, non un’idea, capisci?) ci ha fatto conoscere. Ma se non vuoi credere non credere. Solo, non dare lezioni di fede,se non ce l’hai. E se ce l’hai, dai testimonianza con la tua vita e con le tue parole. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in Terra agli uomini di buona volontà. Santo Natale a tutti.

        • luciano27 scrive:

          sergio,i0 non catechizzo nessuno, né dò lezioni,penso che questa decantata fede riscontrabile in null’altro che in parole,ma di rado in fatti coerenti,non sia quella che si dovrebbe offrire a un Dio, di cui troppi pretendono di conoscerne le volontà Sergio,tu sei convinto di avere una fede, perchè te l’hanno insegnata fin da piccino, come del resto a me,la segui perchè ritieni che sia l’unica vera. Io invece mi chiedo il perchè di tante fedi diverse,ognuna riferita alla sua divinità e sono arrivato ad una mia conclusione già detta e ripetuta:se esiste Dio e nessun uomo può averne certezza, deve essere,o è, unico per tutto l’universo.Penso così ,capisco chi ha fede in Dio o in un’altra divinità ma ritengo la fede attuale oltremodo feticistica più che spirituale, ma non mi va di essere preso per uno che dà lezioni Anche a te un Natale come desideri

          • Sergio scrive:

            Caro Luciano, non era rivolto alle tue osservazioni il mio commento. La mia fede è nata a 47 anni ed è molto giovane. Prima puoi anche andare a Messa o leggere il Vangelo, ma non necessariamente incontri il Signore, anzi puoi tenere il piede in due scarpe credendo che sia tutto normale. Quando fai entrare il Signore nella tua vita tutto cambia. Scopri che eri sulla strada che porta all’Inferno. Scopri chi è Dio e come ti ha aspettato per tutto questo tempo. Allora la tua vita cambia, cambia il tuo modo di pensare, di esprimerti, di comportarti, di guardare alle persone, di rivolgerti al Signore. Sei un uomo nuovo e non riesci a capire come questo sia avvenuto. Io ora credo che Gesù è il Figlio di Dio ed è risorto. Nessuno ha il potere di dare la propria vita e di riprenderla. Solo in Lui sta la nostra salvezza. Ma sta a noi aprirgli la porta del nostro cuore. Questa è la notte di Natale. Che la Pace di Cristo, che solo Lui può dare, scenda su tutti noi e ci riempia il cuore.

  4. Reginaldus scrive:

    …ma il vangelo di Luca ci dice chiaramente che i pastori si mossero per vedere quel bimbo solo dopo che videro “una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio” celebrando la Sua ” Gloria nel più alto dei cieli” e “la pace in terra agli uomini” che cercano la sua Volontà…. Un segno dal Cielo: a dare un senso a quel bimbo avvolto in fasce e posto in una mangiatoia: una condizione, questa, che da sola non direbbe nulla…Ma oggi chi guarda più ai segni del Cielo, si guarda piuttosto ai segni dei Tempi…. e i tempi sono diventati la guida del truppa umana….col bel risultato che si vede….

  5. luciano27 scrive:

    egr. reginaldus, il problema stà proprio lì: leggere o sentire non è sufficiente per dire che sia realtà. Chissà che il bel risultato che si vede non sia dovuto proprio a queste presentazioni piuttosto folcloristiche di un Avvenimento di grande portata: la nascita di un uomo che vorrà sconvolgere ,in meglio una struttura sociale deteriorata?

  6. giovannino scrive:

    Non ho preso parte alla discussione se il bue , l’ asinello , o i pastori o i re magi siano figure storiche o simboliche , non perchè non sia importante , ma perchè sono ignorante in materia. Sul tema della povertà invece mi sento di dire qualcosa , cioè che l’ umile natale di Gesù non è un simbolo puramente ideale , ma è un segno preciso da cui ricavare il primo , non solo cronologicamente, insegnamento del Cristo: la virtù dell’ umiltà e della povertà. Dire che Gesù pretende dai suoi seguaci distacco dai beni del mondo non è pauperismo , ma rispetto della lettera e dello spirito del Vangelo. Termino con una citazione: “Parlare di povertà è difficile e doloroso, ieri come oggi. I poveri sono “sempre con noi”: i poveri di beni materiali e i poveri di beni spirituali. Tutti questi sono poveri “involontari”, con le loro esistenze colpite e spesso travolte dalla mancanza di sicurezza per il presente e di prospettive per il futuro. Sono gli indifesi, gli sfruttati, i marginali, i fastidiosi, i mendicanti. Eppure, essi sono i primi destinatari della “buona novella” rivelata da colui che, «pur essendo più ricco di ogni altra cosa, nel mondo volle scegliere, assieme alla beatissima Vergine e madre sua, la povertà».
    Tali ultime parole sono tratte dalla Lettera ai fedeli di frate Francesco d’Assisi, databile alla fine della sua vita (1225-1226): l’incarnazione di Gesù Cristo è avvenuta nella dimensione della povertà, dal momento in cui egli «ricevette la vera carne della nostra umanità e fragilità». Con evidenza il testo francescano rinvia ai versetti paolini di 2Cor 8,9 là dove si sottolinea che Gesù Cristo «da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà». Nell’esperienza religiosa di frate Francesco e dei suoi fratelli/frati, poveri involontari e poveri volontari, s’incontrano su un piano di parità il cui senso si trova nella “buona novella”. Ogni gerarchia “umana” viene annullata, anche se per i poveri volontari si prospetta la costante necessità di compiere delle scelte di spogliamento e di restituzione, con connessa rinuncia a qualsiasi forma di dominio degli uni sugli altri: «E nessuno sia chiamato priore, ma in generale tutti siano chiamati frati Minori, e uno lavi i piedi dell’altro».”
    Auguro un Natale di preghiera e di pace a Tornielli , che cortesemente ospita i nostri commenti , a tutti i partecipanti a questo blog e a chi sta leggendo per la prima volta o per caso. Vorrei estenderli alla redazione e a tutti i collaboratori di Vatican Insider.

    ( Vita pastorale n.4 aprile 2012 “Il modello Francesco ” di Grado Giovanni Merlo)

    • luciano27 scrive:

      è bello il tuo commento giovannino,ma non tiene conto della sua realizzazione impossibile. quando neanche i portatori della buona novella lo mettono in pratica. Essi, ai più alti livelli dicono che i poveri sono al primo posto nei pensieri della chiesa, però le loro frequentazioni sono i ceti alti o di potere così come il loro comportamento è l’opposto di quanto dicono i vangeli di Cristo e degli gli apostoli Abusano dei siate e fate ma non sono e non fanno.

  7. Filippo scrive:

    I pastori, in quel periodo, erano più che poveri. Erano ai margini della società: considerati impuri, non erano attendibili e non potevano testimoniare nei processi. Eppure, sono i primi a conoscere e riconoscere Gesù.
    Analoga condizione marginale era assegnata alle donne, le prime a conoscere e riconoscere Gesù risorto.
    Gesù accanto agli ultimi, agli umili, agli emarginati.
    Non solo un Dio che si fa uomo. Un Dio che capovolge i valori del mondo (il Magnificat insegna…).
    Che poi ci sia qualcuno, nella Chiesa, poco attento al messaggio di Cristo, beh, non ci deve certo far scoraggiare.
    Noi crediamo in Gesù Cristo che nasce, predica, muore crocifisso e risorge. E nel Corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa. Nella Chiesa, non nei singoli vestiti di tonaca…
    Un gioioso Natale a chi crede e a chi non crede.

    • luciano27 scrive:

      gent.filippo abbia pazienza, ma non è facile disgiungere le tonache, che formano questa chiesa reale dalla chiesa stessa,mentre è facile staccarle dalla ChiesaCorpo mistico di Cristo(riprendo le sue parole poiché non sono credente); ho l’impressione di una difesadi maniera di un qualcosa che si vorrebbe diverso. Le auguro un Natale consono ai suoi desideri

  8. ANGELO scrive:

    Buon Natale anche a te e garzie per le puntuali annotazioni che ci lasci

  9. minstrel scrive:

    Buon Natale a tutti.
    E grazie.

  10. homo biblicus scrive:

    grazie per gli auguri
    e per il richiamo alla povertà di Dio
    auguri a tutti
    Andrea

  11. Cherubino scrive:

    ha ragione Filippo sopra nel ricordare che i pastori non erano semplicemente poveri o semplici, ma decisamente malfamati.
    La scelta degli angeli allora ha un chiaro significato kerygmatico e la povertà di Cristo non è solo povertà economica.
    E’ povertà di fama e di onore mondano: si fa compagno dei malfamati perchè anche l’ultimo e il reietto sappia di non essere solo.
    E’ povertà di gratificazione dei sensi: nasce in una stalla maleodorante perchè sappiamo che la nostra carne inferma non è a lui sgradita e le nostre mani sporche di lavoro a lui estranee.
    E’ povertà di parola, perchè sappiamo che Lui ci ascolta sempre, anche quando pensiamo il contrario.
    E’ povertà di difese e di eserciti, perchè sappiamo che era, è e sempre sarà il Principe di Pace e non abbiamo nulla da temere da Lui.
    E’ povertà di autonomia, perchè impariamo che non vuole farci schiavi.

    Che possiamo dunque incontrare quel Gesù oggi, perchè egli ogni giorno viene come Risorto. Come dice un vecchio canto carismatico, “Vive Gesù il Signor”.

  12. freemind scrive:

    Ma possibile che ci si debba arrampicare sugli specchi e perdersi in discussioni anche su un semplice e bell’augurio natalizio di Andrea Tornielli? E provare a mettersi davanti al presepio, in silenzio, disarmati, e lasciar parlare il Festeggiato?
    Buon Natale, dott. Tornielli, a Lei e a tutti!

  13. Eremita scrive:

    *Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’accolsero.* No, perchè si aspettavano come Reginaldus “una moltitudine dell’esercito celeste”, che evidentemente non fu molto visibile perchè se no invece dei pastori avremmo visto cortei di nobili e notabili e sacerdoti e generali. Ancora oggi qualcuno si immagina Cristo attorniato da militari, nobili e potenti…e per questo non lo riconosce.

    • Sergio scrive:

      Non Lo accolsero perchè avevano il cuore chiuso. Anche ora. Non viene accolto perchè non viene accettato come si manifesta, non viene accettato per quello che dice. Viene rifiutato perchè l’uomo non vuole fare la Volontà di Dio. E Cristo è venuto per farla e per dare a noi un esempio, fino alla Croce. Non è accettato perchè parla di premio e dannazione eterni, perchè parla di perdono, di misericordia. E non è accettato perchè l’amore dell’uomo è carnale e non vuole accettare l’amore di Dio, che si fa carne, ma vuole rendere questa carne divina, nell’amore, nell’ accettazione della sofferenza e nel perdono. Non è accettato perchè non crediamo che si faccia Pane e che sia vivo in quel Pane. Come per gli uomini di allora questo discorso è troppo duro. Come allora, Cristo è uno scandalo. Ma il Signore dell’Universo viene ancora a noi come un mendicante, come un Bambino inerme. Come un Pane disceso dal cielo. Nella notte, nel freddo. A Bet-lehem, la Casa del Pane. Ancora e sempre per noi.

      • luciano27 scrive:

        caro Sergio,potrei chiamarti figliolo: la tua fede l’hai scoperta a quell’età e quindi non deriva da insegnamento unidirezionale,è TUA, e questo basta, per me materialista, a darle valore. Perciò penso che tu viva con i concetti che hai espresso,che sono,fede a parte, in un certo modo, anche i miei nei rapporti con il prossimo :il rispetto reciproco. Non ho mai più creduto, dopo le esperienze giovanili, a parole che non siano coerenti con i fatti. Nacqui, ho vissuto , esisto, morirò. Sono le mie verità assolute. Poi sarà quel che nessuno, spiritualmente, conosce con certezza.

    • Reginaldus scrive:

      dillo a Luca , l’Evangelista, non a me. si sa, voi il Vangelo lo fate nuovo, alla maniera vostra … Ci vuole molto a capire che Dio si rivela agli umili e non ai tuoi cortei di notabili?????

      • Reginaldus scrive:

        …ma siccome Dio non è classista, Eremita, si rivela anche ai Magi, i notabili dal cuore umile…. La condizione sociale non è determinante, Dio non è un pauperista…

  14. mac scrive:

    Forse caro Sergio non è tanto che il Bambin Gesù “non è accettato” forse il problema è che nessuno di noi sta VERAMENTE in silenzio a contemplare il Bambin Gesù, ma ognuno di noi lo comprende in funzione dei propri pensieri , e ‘è chi lo vuole pauperistico, c’è chi invece lo vuole spirituale e c’è chi lo vuole simbolicoecc. ecc. noi investiamo la figura del Bambin Gesù dei nostri pensieri cioè di noi stessi e ci stupiamo se gli altri non vedono nel bambin Gesù quello che vediamo noi stessi.. ci sono tanti bambin Gesù quanti menti umane io credo… e penso che persino lì quella notte a Betlemme la comprensione di quello che vedeva di un pastore sarà stata dicersa da quella dei Re magi… magari quella di S. Giuseppe diversa da quella della VErgine…quello che dovremmo per un attimo fermarci a riflettere è che Gesù non è una nostra rappresentazione, per quanto poetica e bella, non è la proiezione dei nostri desideri, ma una realtà . e allora l’unico attegiamento è quello del Silenzio e del mettere se’ stessi e il proprio io da parte se vogliamo capire questa realtà. Il bambino Gesù è una realtà, non un simbolo, non un astrazione, non quello che noi vorremmo desidereremmo fosse .. non è LUI a nostra immagine ma siamo noi che dovremmo essere a SUA immagine..

    • Sergio scrive:

      Fate quello che vi dirà.

      • luciano27 scrive:

        sergio, in aggiunta al mio commento 24-12 22:06 dimmi tu tu se è il caso di disquisire tanto sui particolari di un Avvenimento considerato certezza.

        • Sergio scrive:

          Carissimo Luciano, ci ritroviamo per Natale. La mia risposta delle 12,59 non era diretta alle tue opinioni ma all’osservazione di GF, che si chiede se il Papa non dovrebbe credere che pastori e pecore siano solo simboli. Rispetto alla tua osservazione delle 22,16 posso solo dire che quando uno considera questo mistero con amore tutto ciò che può dire è inadeguato. Così come tutto quello che noi possiamo fare per Gesù non è niente, solo polvere, in confronto a quello che Lui ha fatto ed eternamente fa per noi. Ma non posso trasmetterti questo, come non lo potevano trasmettere a me. Posso annunciarlo e cercare di viverlo. Ma con certezza posso dirti anche che Gesù si fa Bambino anche per te. Allora, se anche noi Lo accogliamo nel nostro cuore con semplicità di bambini, strappandoci tutte le maschere che ci siamo messi e che ci mettiamo e Lo cerchiamo con il cuore, Lui ci risponderà. Un abbraccio. Sergio.

          • Reginaldus scrive:

            ma che non sia un simbolo anche quel bimbo nella mangiatoia???

          • luciano27 scrive:

            caro sergio, anche se tra noi c’èun’abisso praticamente invalicabile,possiamo, come ho già spiegato a peccatore, convivere rispettando a vicenda le nostre idee o fedi. Se io e mia moglie ci fossimo confrontati con i metodi correnti qui forse il nostro *castello* sarebbe ormai macerie, come capita in tanti casi. buona notte

      • Sergio scrive:

        Per tutti noi: Medjugorje 25 Dicembre 2012.
        La Madonna è venuta con Gesù Bambino tra le braccia e non ha dato messaggio, ma Gesù Bambino ha iniziato a parlare e ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. La Madonna e Gesù Bambino, insieme, ci hanno benedetto con il segno della croce.

        • Sergio scrive:

          Caro Luciano, non sono convinto che questo abisso ci divida; voglio infatti pensare alla comune umanità che ci unisce e ci rende simili. Questo mi fa pensare alla nostra somiglianza con Dio, che non è stato “là”, ma si è fatto come noi. E se noi riconosciamo di essere fratelli con un solo Padre, vedremo negli altri solo il buono e perdoneremo il male. Certo, certo. Non è facile. Ma ne vale la pena. Un abbraccio. Sergio.

          • luciano27 scrive:

            caro sergio, sono d’accordo con te,ma chi di quelli che discutono su questo blog, di Bambino e pastori lo sarà? sai che non condivido la nostra somiglianza con Dio: ma è una tua convinzione, che rispetto come tu rispetti le mie: ci ritroveremo al prossimo *contrasto* ;ora ho già occupato troppo spazio.. ti ricambio luciano 27

        • minstrel scrive:

          Mi chiedo, se si spostasse la data della festività (naturalmente fallace rispetto al Gesù storico, come tutti ben sanno), se l’apparizione ne terrebbe conto…

        • minstrel scrive:

          PS: ho letto dopo della sua conversione. Non tenga conto Sergio del mio scetticismo che non voleva certo scandalizzarla. Il bello della Chiesa è che ci può stare lei con la sua posizione e ci posso stare anche io, con la mia. Entrambi in divenire.
          E andiamo avanti! Buone feste :)

          • Sergio scrive:

            Caro Minstrel, potremmo anche darci del tu, se sei d’accordo. No, non mi scandalizzo per questa ironia; io ero molto peggio. Piuttosto, senza impiantare un dibattito su Medjugorje, credo che se il Signore permette alla Madonna di dare il messaggio il 25 di ogni mese, abbia i Suoi motivi, che forse, in questo caso, coincidono con i nostri. Così mi permetto di rivolgere l’invito al tuo scetticismo di andare a verificare perchè mi viene sempre in mente la frase di Natanaele (cito a memoria): “Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?” a cui Filippo rispose: “Vieni e vedi.”, col risultato che sappiamo. Il cuore aperto è tutto. Santa Ottava del Natale.

          • minstrel scrive:

            Il “tu” va benissimo, anzi ti ringrazio. :)
            Per il resto non posso che abbracciarti per le tue parole, augurando anche a te un cammino “buono” (in senso biblico) e ricco.
            Oltre che augurarti buone feste naturalmente ;)

  15. Sal scrive:

    “il segno è al contempo anche un non-segno: la povertà di Dio è il suo vero segno.”

    Sembra che da quando” il Vaticano è sulla difficile strada della trasparenza dei conti come sostiene Rodari nel suo blog, Link che la povertà di Dio sia diventata l’unica preoccupazione di una certa casta.

    Sebbene Gesù di Nazareth è nato veramente in modo non convenzionale pur essendo di discendenza reale, sia nella discendenza di Giuseppe che discende dalla famiglia reale di Davide, sia nella discendenza di Maria anch’ella dalla discendenza reale di Davide, sembra che ci si sia dimenticati che la vera promessa è, – come in tutte le storie di ingiustizia e usurpazioni, – che il vero Re ritornerà a chiedere conto e a rimettere le cose a posto, a rivendicare il suo Regno che era stato “usurpato” da un despota edomita della famiglia degli idumei, discendenti da Esaù, di quelli che si vendettero la primogenitura per un piatto di lenticchie.
    Veramente profetico, e vale la pena ricordare che il vero Ma Dio non è povero, “perché l’intera terra appartiene a me” ( Eso 19.5) – mentre l’apostolo ricorda che “a Jehovah appartiene la terra e tutto ciò che la riempie”. ( 1Cor 10.26). Occorre quindi anche tenere presente che il bambinello non è più un bambinello, ma è cresciuto, è un vero Re che ora viene a rivendicare il suo diritto regale.
    “Lo scettro non si allontanerà da Giuda, né il bastone da comandante di fra i suoi piedi, finché venga Silo; e a lui apparterrà l’ubbidienza dei popoli.( Ge, 49.10) avvertiva la profezia, ed è una promessa che dovrebbe far trascorrere male la ricorrenza a chi ne ha usurpato il ruolo e il titolo. Veramente profetico.

    Bisognerebbe ricordare le parole del Gesù adulto invece che il bambinello, perché disse :“Figlie di Gerusalemme, smettete di piangere per me. Al contrario, piangete per voi stesse e per i vostri figli; perché ecco, vengono i giorni in cui si dirà: ‘Felici le sterili, e i seni che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato!’ Allora cominceranno a dire ai monti: ‘Cadeteci sopra!’ e ai colli: ‘Copriteci!’” perché è giunto il tempo per ricordare che “la tua casa e il tuo regno saranno certamente saldi a tempo indefinito davanti a te; il tuo medesimo trono diverrà fermamente stabilito a tempo indefinito”’. “ ( 2Sam 7.16) Il tempo delle usurpazioni è finito. E sorta l’alba del giorno del ripristino della legalità.
    “Egli verrà e distruggerà quei coltivatori e darà la vigna ad altri”. ( Lc. 20.16) Altro che bambinello !

  16. luciano27 scrive:

    come tutti i giorni, appena alzato guardo televideo; stamattina ,ecco la buona novella :in gran rilievo,le parole del papa nell’omelia : *BASTA VIOLENZA E PACE NEL MONDO; VIA LE ARMI E AL LORO POSTO…………belle e giuste,parole, ma già dette e ridette che lasciano il tempo che trovano,che chiunque persona di buon senso, ateo, laico musulmano ,buddhista, dice con lo stesso esito. Il papa, guidato dallo Spirito Santo, dovrebbe sapere cosa fare invece di dire parole inutili. Renderebbe così anche più credibile il suo ruolo di vicario di Cristo.

    • Squilpa scrive:

      Possiamo ricordare interventi domenicali del papa contro la crudeltà del capitalismo, contro l’esosità delle banche, contro la mafia, contro la guerra, contro gli sprechi e via rammentando.
      Dichiarazioni assai generiche che qualunque persona di buon senso farebbe proprie, certo, ma intrise di una sostanziale qual generica ingenuità, oltre che totalmente inutili.
      Richiuse le sacre finestre, infatti, tutto resta esattamente uguale; e davvero viene da domandarsi se questo servizio naif non costi un pò troppo (per tacer degli scandali che svelano margini di contiguità delle gerarchie con i più censurabili aspetti del basso mondo…)

  17. P.Danilo scrive:

    Per Reginaldus: se Betlemme indica la “casa del pane”, allora quel Bimbo è il Pane disceso dal Cielo, per cui l’Eucaristia… o mi basglio?

    • Sal scrive:

      @ P.Danilo
      “se Betlemme indica la “casa del pane”, allora quel Bimbo è il Pane disceso dal Cielo, per cui l’Eucaristia… o mi sbaglio?”

      Si sbaglia! L’eucarestia è un rito dove si mangia “realmente-fisicamente” il corpo e sangue di cristo mentre il pane è l’insegnamento che Lui ha offerto * per aiutare a crescere onde poter scampare “all’ira a venire”. (mt.3.7)

      * “Allora compresero che non diceva di guardarsi dal lievito dei pani, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.”(Mt.16.12)

      • luciano27 scrive:

        caro sal, la realtà e la fisicità non stanno nella mente,né la mente umana può trasformare l’mmaterialità in materia:può crederlo, ma non farlo. Un Dio(Dio per lei) non è manovrabile a nostro piacere. Il papa invita Dio a volgere il suo sguardo sulla Cina: chissà che non lo faccia già?nessuno può saperlo

  18. Squilpa scrive:

    Quando i conti non tornano, e non potrebbero tornare, per l’alto numero di insostenibili incongruenze, resta sempre la scappatoia che il racconto biblico è simbolico…
    “O si crede o si pensa”, scrisse , giustamente, Schopenhauer.

    • Sergio scrive:

      Cara Squilpa, credere non è contrario alla ragione, ma la nostra ragione deve scegliere se accettare o no Dio. Per chi come me derideva la Madonna è stato bello scoprire che è una Madre e vedere il Suo aiuto concreto nella mia vita, anche se ci sono arrivato tardi. Negare Dio è contro la ragione, perchè altrimenti ragioni non con la ragione ma solo con il dato fisico bruto. Se però il dato fisico lo consideri nella sua complessità (e davvero vorrei conoscere l’uomo che sa tutto dell’ Universo, dato che non sappiamo nemmeno se domani saremo qui o no) non puoi ragionevolmente escludere l’idea di Dio. Vedere nella complessità dell’esistente esclusivamente un prodotto del caso va contro la ragione stessa, perchè è la complessità della struttura e il combaciare dei pezzi che ci interrogano. Pensare al DNA di ogni singola nostra cellula ed alla struttura della materia di cui il DNA è parte, senza considerare le leggi che rendono possibile questo è davvero contro la ragione, perchè è la legge che governa l’esistente, che ne rende possibile l’esistenza. Fa parte della nostra libertà rifiutare Dio, però credo che sarebbe più limpido dire che Lo si vuole rifiutare, piuttosto che negarne l’esistenza, visto che accettarLo significa amarLo e fare (o cercare di fare) la Sua Volontà. Però, di questo siamo liberi. Un caro saluto. Sergio.

      • Daphnos scrive:

        Caro Sergio, grazie per la tua testimonianza.

        Dal momento che, rifiutando l’autorità di Schopenhauer (autore generalmente letto pochissimo, come molti altri tedeschi del tempo, da coloro che lo citano a proprio uso e consumo in modo oltremodo sintetico) io CREDO di saper PENSARE, mi sorge la seguente domanda. Come recita il prontuario del piccolo anticlericale, ad un certo punto della discussione bisogna obbligatoriamente accusare il cristiano di essere stato plagiato fin dalla tenera età: e allora perché tu essendo diventato credente a 47 anni la pensi in modo molto simile a me, che ne ho 25 e sono cresciuto cattolico? Il fatto che tu abbia trovato questa strada in età avanzata la rende ontologicamente diversa, o più degna, rispetto alla mia, che mi è stata indicata molto presto, pur essendo la medesima?

        Grazie di esistere, tu sei proprio una di quelle presenze scomode che sfugge a tutti i tentativi di riduzionismo del pensiero religioso. Certo, questo non risparmierà, ne’ a me ne’ a te, in futuro, le accuse di asservimento, schiavitù, dipendenza psichica e altre vaccate dell’anticlericalismo contemporaneo: spesso chi si dichiara libero di scegliere non può comprendere che anche confermarsi in un opinione maturata nell’infanzia può essere una scelta difficile e ponderata, oltre che razionale.

        Buone feste!

        • Sergio scrive:

          Buone feste anche a te, Daphnos, anche se io non ero un assassino e non sono un santo. Diciamo che, come dice San Paolo, la grazia di Dio non ha lavorato invano in me, mettendomi nella Misericordia del Signore. Di questo ringrazio la Madonna, perchè so che è per la Sua intercessione che io ora posso dire di credere. Non preoccuparti troppo di quello che il mondo dice o fa contro di te: rimani saldo nella fede e nell’amore di Dio e il Signore (con Maria) sarà sempre al tuo fianco. Una frase che comunque mi piace ricordare è: “Ricordati da dove ti ho tirato fuori”. Pace e gioia!

          • Squilpa scrive:

            “Credere non è contrario alla ragione”, ma il credere apre molti legittimi interrgativi, forse più di quanti non ne risolva. Dunque, arriva inevitabilmente un momento in cui la pura fede deve prevaricare la ragionevolezza (anche se non la razionalità).
            Che le leggi governino l’esistente (vero!), non equivale a sostenere che esse scaturiscano dalla deliberata programmazione di una Intenzione o di un Progetto trascendenti. Non solo non è ragionevole credere che il visibile si spieghi con l’invisibile, ma ci troveremmo anche a dover ammettere che bontà e misericordia sono attributi fantasiosi, essendo totalmente assenti dai meccanismi della natura.
            Simpatico,poi, il nostro Daphnos che scambia lo scetticismo con l’anticlericalismo; doppio errore, quindi, anche perchè ,comunque, non è in grado di opporre alcuna documentazione tangibile a sostegno di quanto gli piace credere.
            Resta il fatto che,a qualunque età si raggiungano certi convincimenti, essi trovano sempre la loro spiegazione nel bisogno umano di spiegazioni. Appunto. E, gira, gira, alla fine, la religione è la scorciatoia cognitiva più comoda.

          • minstrel scrive:

            Leggersi: La logica della Religione.
            http://www.disf.org/SulMioScaffale/Dougherty.asp

          • Daphnos scrive:

            Perbacco, non pensavo che saremmo riusciti ad arrivare a tanto. Vorrei tranquillizzare Squilpa sul fatto che non sono certo io a confondere lo scetticismo con l’anticlericalismo; è la semplice esperienza che mi mostra come nelle pagine web, nei giornali e nei libri che pruomovono l’ateismo si fa parallelamente quasi sempre polemica contro le strutture religiose organizzate e in particolare contro la Chiesa, e al contrario le idee che nascono semplicemente anticlericali affermando di rispettare il credo altrui, finiscono troppo spesso per trattare, spudoratamente e in modo inadeguato, critiche alla dottrina. E’ un atteggiamento naturale, consequenziale ma non per questo razionale, e la maggior parte dei frequentatori controcorrente di questo blog mi pare che non vi sfugga.

            Sulle leggi che nascono senza legislatore e sulle spiegazioni comode (invece una frase come “qualunque credente comunque giunga alla fede è sempre un illuso”, evidentemente deve essere una cosa assai complicata da pensare), rimando al commento di Sergio, che è pure troppo breve e troppo buono…

  19. yochanan scrive:

    Caro Sergio,
    non sei lontano dal Regno.
    Hai ancora qualche preconcetto, ma la Parola e lo Spirito li elimineranno se non dimenticherai il primo amore.
    Buon natale a te e a tutti voi.
    Shalom

  20. yochanan scrive:

    In Cina ci sono circa 120 milioni di evangelici secondo le mie fonti e qualche milione di cattolici. E’ una delle nazioni più “cristiane” del pianeta.

    Shalom

  21. gianrico scrive:

    La povertà dell’uomo è sempre relativa ai beni materiali che possiede e ai tempi in cui vive,la povertà di Dio a riguardo è assoluta,pertanto non si può fare nessun paragone con la povertà umana, come non si può fare il paragone nemmeno con la ricchezza umana. Il modo di nascere che ha scelto Dio quando si è fatto uomo, non è riferibile ne alla povertà e ne alla ricchezza,ma alla vera natura della semplicità delle cose.

  22. Filippo scrive:

    Luciano27: “ho l’impressione di una difesadi maniera di un qualcosa che si vorrebbe diverso…”
    Caro sig. Luciano, non intendevo esercitare alcuna difesa di maniera della Chiesa Cattolica.
    Noi sappiamo che su di Essa le potenze delle tenebre “non praevalebunt”, non prevarranno, sappiamo che Cristo vincerà sul male, sul male dentro la Chiesa e sul male fuori dalla Chiesa. Questa è la nostra fede: in Cristo e nella Chiesa, “santa e peccatrice”. Nella Chiesa che è e sarà sempre il Corpo mistico di Cristo, malgrado scandali, brame di potere e sudditanza al denaro di alcuni (sottolineo alcuni) esponenti del clero. Noi sappiamo che anche un prete peccatore può trasformare un pezzo di pane nel Corpo di Cristo: in quel momento le sue mani sono consacrate, malgrado il suo peccato. Noi sappiamo che Gesù, oggi (Natale) e sempre, è verità, vita, gioia e speranza. Nonostante il mistero del dolore e del male, il mysterium iniquitatis…
    Noi crediamo tutto questo, sig. Luciano.
    Le auguro una felice serata natalizia.

    • luciano27 scrive:

      è stato un buon Natale sig. Filippo, grazie, Però le sue parole di credente confermano quanto di irreale c’è nel credere che questa sia la Chiesa di Cristo e soprattutto che Lui la voglia così, santa e peccatrice.Ognuno ha sempre una giustificazione alle sue malefatte,che si possono anche umanamente perdonare, ma credendo che esista un giudice supremo perfetto nella giustizia deve anche pensare che è, e sarà, lui a decidere. E non si sà che metro usi: io penso non il nostro, quasi certamente. Buon proseguimento

  23. luis scrive:

    Buon Natale a tutti.
    Che la Luce venuta a rischiarare le tenebre illumini le nostre vite.

  24. Squilpa scrive:

    Un granellino gratuito di cultura per gli ingenui :
    “Il 25 dicembre è attribuito alla nascita di svariati salvatori per diverse culture come Osiride (Egitto), Tammuz (Babilonia), Quetzalcoatl (Messico), Bacab (Yucatan). Tutti questi salvatori derivano dal culto del Sole Persiano (risalente a 3600 anni fa) che sempre in questo giorno festeggia la nascita di Mithra (figlio del Sole e Sole egli stesso). L’anno 0 è il primo anno dell’era astrologica dei pesci a cui i romani associarono come salvatore Gesù Cristo”.
    (Fonte, da RaiStoria, “Il giorno dei salvatori”)

    • luciano27 scrive:

      secondo *il libro della jungla* il periodo è il*tempo del nuovo parlare*: era cominciato bene, ma perduranti tempeste ne hanno impedito il proseguimento caro luis, la Luce era venuta, ma abbagliando troppo è stata attenuata fino a spegnerla. e a riaccenderla non bastano parole.

      • Luis scrive:

        Caro Luciano, questo è quello che pensi tu, ma dopo ogni tempesta splende sempre il sereno, ricordi che “non praevalebunt” (Mt 16, 17).

        • Eremita scrive:

          Il nucleo centrale della fede in Cristo è di una novità e semplicità assoluta. Perennemente valido. Ma quando a partire da quel nucleo di fede si è cercato di costruire una religione organizzata (fede e religione non necessariamente coincidono e convivono) allora il gruppo dirigente e gli intellettuali cristiani fecero man bassa di tutti i simboli a disposizione, persino di quelli materiali del paganesimo romano: le basiliche riconvertite a luoghi di culto, gli indumenti rituali dei sacerdoti romani riutilizzati dagli officianti cristiani (casule, camici, cotte ecc.), e nella tradizione popolare i cippi votivi agli incroci delle strade divennero “tabernacoli campestri”, e così via. Nulla di male, perchè senza questi strumenti una fede scarna ed austera come quella cristiana non avrebbe mai potuto diventare una religione a diffusione così ampia. Ma non confondiamo le due cose, fede in Cristo e religioni cristiane organizzate sono due cose diverse anche se a volte coesistenti.

        • luciano27 scrive:

          caro luis,reinvio un commento scomparso: non praevalebunt è una frase di 2000 anni fa, che non ha avuto successo e si vede. Stando nei proverbi *il buongiorno si vede dal mattino* ma era troppo luminoso ed è stato oscurato da quelli che lo usavano per illuminare

          • Luis scrive:

            Sei tu che pensi una cosa simile, ma la storia ti da torto. Se Cristo non avesse promesso ed assicurato l’assistenza dello Spirito la Chiesa sarebbe scomparsa come qualsiasi altra costruzione umana. Ma finora, dopo 2000 anni, non è ancora successo. Devi ammettere che il “Non praevalebunt” regge bene :)

          • Sergio scrive:

            Per sdrammatizzare: a Napoleone, che impiegò molte delle sue energie per distruggere la Chiesa Cattolica, un Cardinale (qualcuno del blog si ricorda chi fosse?) disse: “Volete distruggere la Chiesa in così poco tempo? Ma se non ci siamo riusciti noi preti in duemila anni! “. Non praevalebunt. Non è così?

          • luciano27 scrive:

            @luis 19:36 non penso una cosa simile :è così. Non prevarrà (giusto?)si riferisce al principe del mondo,vero?che ha prevalso invece tanto da introdursi perfino nella chiesa come disse un papa,e per dominare sul mondo come affermano tanti,per dare un colpevole alle malvagità correnti.La chiesa è rimasta, è vero,ma quale chiesa è?una chiesa società politica e finanziaria con il vicario di Cristo e i suoi apostoli figure gelide,sorreggentesi a vicenda con i poteri pur accorgendosi e lamentandosi dello scollamento del popolo; luis sta prevalendo e prevarrà proprio per questo e forse, cosa strana, riporterà quella luce.

          • Luis scrive:

            Caro Luciano27, il principe del mondo SEMBRA prevalere, perché Dio rispettando la sua libertà gli lascia facoltà di agire. Ma ricordati della parabola della zizzania, alla fine il buon grano sarà separato dalla pula.

            La Chiesa è la presenza di Cristo sulla Terra e questo è insopportabile per il principe del mondo. Tenterà in ogni modo di distruggerla, ma non ci riuscirà “Non praevalebunt”.

    • Luis scrive:

      E’ desolante notare quante persone ancora credono a queste favolette laiciste.
      Come tutti sanno la celebrazione della festa del Natale di Cristo il 25 dicembre è iniziata solo a partire dal IV secolo e ciò basta a smentire fantasiose dipendenze dal culto mitraico. Prima di tale celebrazione, infatti, il cristianesimo era già perfettamente formato. La scelta del 25 dicembre servì solo a sostituire il paganesimo in decadenza con il nuovo sole di giustizia, cioè Cristo (Malachia 3, 20).
      Il Mitraismo con cui venne a contatto il cristianesimo fu quello portato dai soldati romani dall’oriente, quindi, semmai, è il mitraismo ad aver subito influenze dal cristianesimo. Quanto all’era astrologica del pesce siamo nella pura leggenda. Al tempo di Cristo neppure esisteva un’era astrologica dei pesci!

      Consiglio vivamente di leggere due miei documenti :
      http://luis-apologeticon.blogspot.it/2012/04/gesu-e-mitra.html
      http://luis-apologeticon.blogspot.it/2012/09/gesu-e-il-pesce.html

    • Daphnos scrive:

      Cacciatore dei più simpatici post degli anticlericali in giro per il web, non posso che ringraziare Squilpa per avermi fornito questa chicca… i culti messicani derivati da quelli persiani non bastano, bisogna aggiungere le teorie escatologiche legate ai culti di Osiride e Tammuz (salvatori?) e le dottrine new age sulla precessione degli equinozi!! Sapere che queste persone osano deridere Giacobbo è quasi inverosimile.

      Un sentito ringraziamento da parte di un piccolo ingenuo credulone!

      Ps spulciando in rete lo stesso argomento, sono finito su una pagina che afferma: “Buddha nacque il 25 dicembre dalla vergine Maya, e la sua nascita fu accompagnata da una stella, da sapienti e angeli. Fu battezzato nell’acqua in presenza dello spirito santo. Resuscitò e farà ritorno negli “ultimi giorni” per giudicare tutti gli uomini. Le sue leggende risalgono a più di mille anni prima di Cristo.”

      Secondo me qualche persona matura e che non crede più alle favole la prenderà sul serio.

      • Squilpa scrive:

        Sergio e Daphnos”Credere non è contrario alla ragione”, ma il credere apre molti legittimi interrgativi, forse più di quanti non ne risolva. Dunque, arriva inevitabilmente un momento in cui la pura fede deve prevaricare la ragionevolezza (anche se non la razionalità).
        Che le leggi governino l’esistente (vero!), non equivale a sostenere che esse scaturiscano dalla deliberata programmazione di una Intenzione o di un Progetto trascendenti. Non solo non è ragionevole credere che il visibile si spieghi con l’invisibile, ma ci troveremmo anche a dover ammettere che bontà e misericordia sono attributi fantasiosi, essendo totalmente assenti dai meccanismi della natura.
        Simpatico,poi, il nostro Daphnos che scambia lo scetticismo con l’anticlericalismo; doppio errore, quindi, anche perchè ,comunque, non è in grado di opporre alcuna documentazione tangibile a sostegno di quanto gli piace credere.
        Resta il fatto che,a qualunque età si raggiungano certi convincimenti, essi trovano sempre la loro spiegazione nel bisogno umano di spiegazioni. Appunto. E, gira, gira, alla fine, la religione è la scorciatoia cognitiva più comoda.

        Aggiungo qui che tutte le religioni non sono che costruzioni storiche ed anche il cristianesimo gronda di miti preesistenti di cui è sostanziato. Non solo, ma tutte le religioni credono di poter vantare miracoli e prodigi.
        Sempre le stesse ansie, che producono sempre gli stessi sogni : mai nulla di concreto.

        • Sergio scrive:

          Cara Squilpa, le discussioni fra credenti e non credenti (definiamoci grossolanamente così), sono una vite senza fine, però evidentemente in qualche modo interessano entrambe le “categorie”, se no non saremmo qui. Per me è difficile pensare che una legge non sia stata pensata, perchè non conosco un meccanismo con il quale si possa formare una legge, se non con un pensiero. La società umana si è data delle leggi umane e queste, anche se contrarie a quelle di Dio, derivano da esigenze a cui si vuole dare delle risposte. Ma queste risposte devono essere pensate. Le leggi gravitazionali sono qualcosa di fondamentale nell’ Universo ma non sarebbero niente e non avrebbero nemmeno ragione di esistere se non ci fosse la materia (come dice la Pirelli: la potenza è nulla senza il controllo – e lo dice per vendere gomme). E nell’atomo ci sono delle forze ancora di tipo diverso, che mantengono insieme la materia perchè questa materia aggregata risponda a sua volta a delle leggi più generali (non sono un fisico, quindi mi fermo qui). La vita biologica è poi di una tale complessità strutturale che il salto fra non esistente e vivente è vertiginoso e l’idea del tempo demiurgo non mi convince, perchè non può essere dimostrata. Nemmeno per fare un arrosto basta il solo tempo. Tu mi dirai che io sono un “finalista” e quindi il caso è chiuso. Ma, per me, questo problema non è risolto con un dibattito, perchè la nostra intelligenza comprende bene queste cose, ma è la nostra volontà che non desidera accettare l’idea di Dio. Pensare che Bontà e Misericordia non facciano parte della Natura, almeno di quella umana, è per me ancora più difficile. Pensiamo semplicemente, senza pensare all’ Uomo, a come la Natura provvede al sostentamento degli animali selvatici. Se poi osserviamo gli animali, siamo tentati di ragionare solo in termini di “istinto”, ma anche solo considerando gli animali domestici, si comprende che anche negli esseri viventi meno “evoluti” c’è molto di più di una semplice richiesta di premio. Chi ha visto soffrire una cagna o una gatta che abbia perso i piccoli, comprende “istintivamente” (passami il termine), che non c’è solo istinto, ma qualcosa di più, che non definiamo amore solo perchè conosciamo quello umano. Su una cosa in particolare però vorrei esprimermi chiaramente: la fede non è una scorciatoia. Se lo è è solo la scorciatoia per conoscere Dio (e per fare la Sua Volontà, anche se mi costa). Il bisogno umano necessita di una sola spiegazione: la risposta al senso di esistere. Senza questa risposta la vita, ogni vita, non ha alcun senso. Non ha senso stare male e nemmeno stare bene perchè è tutta un’enorme costruzione che non significa nulla (it is a tale, told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing – Macbeth – così faccio il colto). Questa risposta c’è. Ed è per questo che dentro abbiamo tutti la stessa domanda che ci consuma. Accettare questa risposta, senza l’orgoglio dei Titani che lottano sapendo che alla fine saranno comunque sconfitti, è accettare la Misericordia di Dio, l’ amore di Dio nella mia vita. Per questo siamo fatti. E per questo non abbiamo pace finche non riposiamo in Dio. Ed è questo lasciarsi amare che mi dà il senso di esistere e la forza di amare e di fare il bene, con tutti i miei limiti. Tutto qui. A presto. Sergio.

    • gibici scrive:

      Caro Squilpa,
      saro’ troppo ingenuo ma non capisco come Quetzalcoatl (Messico) e Bacab (Yucatan) possano derivare dal culto del Sole Persiano (risalente a 3600 anni fa) o una tribu’ ebraica, che ebraica non era, era giunta in America molto prima di Colombo, Vichinghi e co.
      Anche per il resto le date non tornano.
      Questi granellini mi sembrano piuttosto tossici. Li rileggero’ il 1^ aprile per capirli meglio.

      • luciano27 scrive:

        caro luis,il futuro non à nelle mie mani: lo sono il presente e quello che conosco di un passato reale. E questi dimostrano che è prevalso ,eccome! sovente ragiono mettendomi nei panni altrui: se io fossi…….inquesto caso, da credente, mi porrei la domanda che ho già fatto:è concepibile che un Dio buono e giusto che ha amore verso gli uomini che crea, conceda al suo nemico la libertà di danneggiare le sue creazioni?No,e ragionevolmente non potrei crdere in quel Dio; di tutto quanto ho letto e sentito in tanti anni ,e ponderato più profondamente, a mio modo, in questi ultimi, non ho trovato qualcosa che mi faccia capire se, e dove, sbaglio

        • Luis scrive:

          Caro Luciano, nessuno conosce il futuro, solo Dio, in quanto per Lui il tempo non esiste. La sua promessa si è finora mantenuta, la Chiesa non si è distrutta ed è sempre stata la presenza reale di Cristo sulla terra. Questo attraverso il deposito fedele della fede apostolica e l’amministrazione dei Sacramenti.

          Tu, che non sei credente, preferisci chiudere gli occhi davanti alla grandezza che Dio ha donato alla chiesa, alla rivoluzione che ha portato il suo messaggio nella società umana, al rispetto portato alla dignità umana, alla Carità, al soccorso degli ultimi, alla giustizia sociale. Tu vedi solo gli errori, le cadute dei singoli uomini, che, in quanto tali, possono sbagliare, ma questo non significa che la Chiesa abbia fallito, anzi la grandezza di Dio e della sua Chiesa sta proprio nell’essere fedele nonostante gli sbagli dell’uomo.

          Quanto alla tua domanda prova a ribaltare il concetto: è concepibile che un Dio buono e giusto che ha amore verso gli uomini, che crea, non lasci libere le sue creature di scegliere? Se le sue creature non fossero più libere di scegliere non esisterebbe il male, ma poi, tutta la creazione avrebbe ancora un senso? Che fine avrebbe un’umanità senza la capacità di scegliere e, quindi, di amare?

        • Sergio scrive:

          E’ questo lo scandalo della Croce, Luciano. Se Dio voleva poteva distruggere i malvagi e invece vuole vincere il male con il bene. E a questa coesistenza del male con il bene fa riferimento la parabila del grano e della zizzania. Già, non è comprensibile per noi questo scandalo. Ma “le mie vie non sono le vostre vie”. Quello a cui noi dobbiamo guardare è la Misericordia di Dio che si manifesta nella preghiera di Gesù quando viene inchiodato: “Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno”. La Sua Misericordia ci attende fino all’ultimo, ciascuno di noi. Accettandola ci salveremo. Pensa al buon ladrone sulla croce: era un assassino, stava morendo e non poteva riparare. Però era sinceramente pentito e riconosceva che era giusto per lui fare quella fine ed anche che il Regno di Gesù non è di questo mondo. Lui si è sentito dire le parole più belle che un uomo possa sentire: “Oggi sarai con me in Paradiso”. Questa Misericordia è per noi, non solo per lui.

  25. Riccardo scrive:

    ..”quanto di irreale c’è nel credere che questa sia la Chiesa di Cristo e soprattutto che Lui la voglia così, santa e peccatrice”
    Caro Luciano27, lei, come tutti noi, non è stato mai in Afghanistan e cio’ nonostante crede che esso esita.
    Gli stessi atei hanno fede, non essendo possibile dimostare con il mertodo scientifico che Dio non esista- ovviamente ,il contarrio vale anche per la fede dei credenti in Dio-,
    Ne consegue, che la fede, cioè il credere in qualcosa che non derivi dalla diretta esperienza dei nostri sensi o da prove materiali verificabili ,è un elemento costitutivo dell’agire umano.
    Faccia dunque un passo in avanti nella fede e creda che ,al di là delle organizzazioni terrene della religione che benedicono un governo che fa pagare 89 mila euro di Imu alla fondazione per la lotta alle leucemie nei bambini, esiste il Dio infinitamente giusto e misericordioso.

    • luciano27 scrive:

      ma non posso negare l’esitenza dell’ Afghanistan perchè c’è nella realtà fisica; credere o non credere,sono decisioni personali dettate o richieste dalla mente,quando non siano addirittura imposte incondizionatamente come la maggior parte delle fedi *é così e se dici diversamente, pecchi e ti aspetteranno punizioni eterne* Non posso pensare, e tanto meno ad aver fede, a un Dio così crudele. Il mio pensiero su un Dio, esula da tutte le forme feticistiche in uso:è un pensiero personale indirizzato verso un entità,e solo verso quella, che nella vita, in questa vita che vivo,non in un’altra ipotetica, non conoscerò mai,come mai potrò chiamare fede questo chiacchiericcio sul Bambino ,i pastori e altro che dir si voglia su quello che è considerato l’AVVENIMENTO,la RIVELAZIONE. Non sarà d’accordo ma penso così. un cordiale saluto

      • Riccardo scrive:

        “…. non posso negare l’esitenza dell’ Afghanistan perchè c’è nella realtà fisica…..”
        Ma se non c’è mai stato in quella parte del mondo come fa ad essere certo che esista?Perchè “crede” nella veridicità delle concordi testimonianze dei media, mi risponderà.
        Ed è quello il punto: per agire abbiamo bisogno anche di credere in cio’ che non è ancora esperienza diretta dei nostri sensi.

        • luciano27 scrive:

          non posso fare a meno di rispondere:se io vado in Afghanistan, SO’ di trovarlo, anche se lo conosco solo per sentito dire: la mente mi può indurre a cercare e a credere che esistano le cose più impossibili ma non ad averne certezza,senza trovarle fisicamente, come l’Afghanistan, mi sembra che il nostro abisso sia proprio questo:il reale e l’ipotetico

  26. Sal scrive:

    Poiché il tema lascia spazio alle interpretazioni, (povertà=non segno= contraddizione alla ricchezza di Dio) un argomento che potrebbe essere motivo di discussione per l’intero mondo amante del fantastico è questo :

    Quando il Dio punì Eva per la sua arrogante trasgressione disse : “: “Aumenterò grandemente il dolore della tua gravidanza; con doglie partorirai figli, e la tua brama sarà verso tuo marito, ed egli ti dominerà”. ( Gn 3.16)
    E’ facile concludere che all’inizio le doglie del parto non dovevano esistere e che quelle attuali sono state “grandemente aumentate” – Il segno – Ci si deve allora chiedere se sarà stato così ugualmente doloroso anche per Maria o avrà fatto un eccezione, per una volta, ripristinando nel suo caso le condizioni di miglior favore escludendola da quei dolori dato che è stata così grandemente favorita.

    Sembrerebbe però che, non si possa invocare un trattamento così favorevole, perché secondo come viene letta l’apocalisse è scritto : “E un gran segno fu visto nel cielo, una donna vestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa c’era una corona di dodici stelle, ed era incinta. E grida nelle sue doglie e nel suo travaglio per partorire ( Riv 12.1-2) Quindi poichè il parto è avvenuto “gridando” nelle doglie e nel travaglio del parto ” non c’è stato senza nessun favoritismo.

    Ma sarà stato davvero così ? Perché come ogni anno, anche quest’anno le televisioni si sono sperticate a ripetere che il papa ha dato la sua benedizione “urbi et orbi” ma come ogni anno, (e da troppi anni ormai) non si può che registrare l’inutilità dell’intervento, anzi dannoso, considerando l’aggravarsi e il peggiorare delle condizioni del mondo, e malgrado la benedizione i terremoti abbattono anche le chiese. Quindi a che servirà mai ?
    Il che mi porta ad un ulteriore riflessione fatta leggendo le parole dell’apostolo Paolo che si diceva “perplesso [come me, osservando certi eventi – nda ] e che aveva le doglie” anche lui :
    “figlioletti miei, per i quali sono di nuovo nelle doglie del parto finché Cristo si formi in voi. Ma vorrei essere presente fra voi proprio ora e parlare in modo diverso, perché sono perplesso riguardo a voi.” ( Gl 4.19-20)
    Si, coma la sua, anche la mia perplessità deriva, oltre che dall’inutilità di certi spettacoli teatrali (1Cor 4.9) “per il mondo”, anche osservando, che per fare in modo che “Cristo si formi in loro” hanno deciso di mangiarselo per risparmiare le doglie derivanti dalla fatica del parto verso l’uomo nuovo. Intelligente !

  27. Reginaldus scrive:

    già, dottor Andrea, me ne accorgo adesso: perché sul thread quell’immgine del presepio col bue e l’asinello? Ancora a insitere, quando ormai quei due sono stati sloggiati, dichiarati abusivi da tanto pastore nostro ( vostro)??? Tanto pià qui, dove si parla di povertà di Dio: Dio come poteva peremettersi, mostrandosi povero, il lusso di un asino e di un bue a fargli compagnia e calore???

    • Sergio scrive:

      Non essere troppo aspro, Reginaldus. Mettiamola così: se c’erano o no non fa questa differenza. Possiamo crederci benissimo, perchè non disturba la nostra fede. Non credo che il Papa li abbia sloggiati. Credo come lui che non aggiungano niente alla nostra fede (e non le tolgano niente, anche se ce li mettiamo – e io ce li metto). Quello invece a cui Dio non ha rinunciato è una famiglia. E non ha rinunciato nemmeno a diventare embrione e ad essere gestato (portato) per nove mesi nel Ventre di Maria. Come noi. Questo è quello che dobbiamo vedere in questa Nascita. E su cui, come Cristiani e come uomini, è bene meditare. Santo Natale.

      • mac scrive:

        Sì caro Sergio ha proprio ragione ,sul fatto che la scena del Presepe , con o senza il bue e l’asinello, è la scena di una Nascita e di una Famiglia tradizionale , padre madre e neonato.Ma se guardiamo la scena del Presepe con gli occhi della mentalità moderna o cediamo al più insulso e superficiale sentimentalismo: che belli , come mi piacciono i pastori i poveri gli immigrati i bambini gli animali!!!, oppure ci rendiamo conto che quella scena il Presepe , se accettata così come è, mette in discussione tanti nostri luoghi comuni e certezze post-moderne.
        perchè il Presepe , fra l’altro , è una scena partorita dalla religiosità medioevale, da San Francesco, che è il tipo di religiosità proprio agli antipodi della nostra! Lungi dall’essere sentimentali e sazi , come noi, i medioevali erano anche troppo ascetici: dal Santo più ascetico di tutti venne l’idea del Presepe!
        Io penso sempre a cosa ha potuto significare nei secoli “bui”questa scena per tante persone: forse solo una speranza sincera in un mondo migliore, mentre il mondo tutto intorno era tremendo!!!
        Anche il nostro mondo è tremendo , in maniera diversa da quello medioevale, ma noi abbiamo anestetizzato la paura e l’orrore per il mondo tremendo che ci circonda coll’agiatezza , la mediocrità, la sazietà e il sentimentalismo: e perciò che bello il Presepe!!! e poi tutto va avanti come prima…..

        • Sergio scrive:

          Caro Mac, sì, può succedere questo. Ma se preghiamo davanti al Presepio, se lo guardiamo con l’aiuto dello Spirito, farà nascere in noi l’ Amore. Senza lo Spirito Santo la Bibbia è solo un libro. Senza lo Spirito Santo l’ Eucaristia è un pezzo di pane. Senza lo Spirito il mio cuore è un sasso e il Presepio è una bambinata. C’è bisogno dell’ amore di Dio, che diventi carne in noi. Di questo c’è bisogno perchè gli uomini si riconoscano figli di Dio e fratelli con un unico Padre. Il mondo che ci circonda l’abbiamo costruito noi. Ma il Signore sarà sempre con ogni uomo di buona volontà che decide per l’amore. “Io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo. “La Fede di San Francesco è la Fede che dà il Signore e che sarà sempre presente nella Sua Chiesa, anche se nascosta, anche se derisa, anche se “perdente”. Non temere, piccolo gregge…

          • Sal scrive:

            @ Sergio
            “Io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo.”

            Vede che succede quando una traduzione è fatta male ?
            “I giusti stessi possederanno la terra,E risiederanno su di essa per sempre.” (Sal 37.29)
            Come potrebbero risiederci “per sempre” se ci sarà la fine del mondo ?

            Magari è tradotto male, e così non è nato l’Amore ma il sentimentalismo, non è nata la Bibbia, ma solo un libro, non è nata l’eucarestia ma una pia illusione.

          • Sergio scrive:

            Sal, Sal, Sal. “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la Terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.” Perchè non mi chiedi invece: se Lui sarà con noi fino alla fine del mondo, vuole dire che dopo non sarà con noi? Io sono Cristiano, Sal, Cattolico. Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo significa fino alla consumazione del tempo, cioè fino a quando esisterà il tempo e quindi fino a quando esisterà il mondo. Io credo questo.

        • luciano27 scrive:

          caro mac,la scelta che lei fa sul valore simbolico del presepe riduce a feticismo materialista quello che è chiamato il più grande mistero: l’Incarnazione, come quelli che dicono che per ricordare il sacrificio di Cristo hanno bisogno di vedere il crocefisso; per amare sua moglie,o chi altra persona, ha bisogno di vederne una foto?mi auguro di no. Chenon sia questa la motivazione delle sue ultime righe? buonanotte

      • Reginaldus scrive:

        @Sergio
        non è che mi scombussoli la fede l’asino e il bue, presenti fisicamente, sì o no, attorno alla mangiatoia: mi ha disturbato il fatto che costui che si vuole papa oltre che intellettuale non si sia nemmeno degnato di prendere in considerazione il significato di quella rappresentazione iconografica, che è antica come la Chiesa dei primi secoli e che si fonda su quel versetto di Isaia in cui si dice che: “il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone”… Forse perché giudaizzanti fino allo spasimo non si vuole dare adito al pensiero che a riconoscere il proprietario e il padrone ( del mondo ) furono capaci l’asino e il bue, ma non il popolo eletto di Dio, il famoso Israele, come si evince dal prosieguo del versetto: “ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende”? Che rappresentazione scorretta: allora cancelliamola!

        • Reginaldus scrive:

          …per dirla in breve, dove poterono l’asino e il bue, non poté Israele con tutta la sua elezione: questo l’insegnamento del presepio con l’asino e il bue!

  28. Squilpa scrive:

    Riccardo sembra un altro intelletto mal nutrito, orgogliosissimo dei propri errori. L’esistenza dell’Afghanistan è indubitabile perchè soggetta al più semplice dei criteri scientifici, la verificabilità. Sono d’accordo con lui ,invece,nel ritenere imprudente l’ateo; l’atteggiamento giusto non è l’ateismo, l’atteggiamento giusto è il dubbio, la perplessità, l’incertezza. Del tutto in opposizione alla sicumera, l’atteggiamento giusto è la coraggiosa accettazione dell’ignoranza.
    Credo che sia questo l’atteggiamento che viene definito agnosticismo : è una posizione ragionevole e prudente, ed è la sola che consente di “criticare i credenti”, i quali, a ben vedere, non hanno solidi argomenti in sostegno delle loro credenze, appunto.

    Un elogio a Luciano27, per la sua tempra di combattente!

    • gibici scrive:

      Un elogio a Squilpa. E’ uno dei pochissimi illuminati sulla terra: ascoltatelo e diventerete come lui!

      • Squilpa scrive:

        Grazie, buon uomo, grazie,ma io non coltivo questa pretesa. Anzi, non ho appunto scritto che bisognerebbe avere la saggezza di ammettersi ignoranti? Ignoranti consapevoli?
        Che il dubbio e l’incertezza espliciti sono assai più stimabili della spocchia di chi è sostanzialmente ignorante ma non lo ammetterà mai?

        • luciano27 scrive:

          bella risposta ,squilpa, a uno di quelli che cconsiderano chi non è come loro ,essere inferiore e da compatire , Perchè loro * SANNO!

      • Sal scrive:

        L’ho sempre detto anch’io ! Ci sono menti nobili e spiriti intrepidi ma troppo spesso vengono odiati per aver mostrato un coraggio che la maggioranza non ha e non riesce a trovare.

    • Sergio scrive:

      Cara Squilpa, il dubbio, la perplessità, l’incertezza sono l’atteggiamento giusto. Ma davvero possiamo vivere una vita nel dubbio, nell’incertezza, nella perplessità? Molte decisioni vengono prese in fiducia, fidarsi è una scelta. Così dobbiamo provare a fidarci di Dio. In realtà noi abbiamo una profonda esigenza di verità, sia nei rapporti umani, sia nei confronti di noi stessi per quanto riguarda il senso della nostra vita. Fino a che questa esigenza di verità è anestetizzata da altre cose: il mio io, il piacere, il denaro, il benessere, il lavoro, un hobby che mi prende la vita, non mi rendo nemmeno conto di averla, anche se a volte riaffiora. Ma quando emerge come una necessità fondamentale del mio essere, allora ho una necessità assoluta di avere una risposta. Ho bisogno di verità, di una verità che non sia di un momento, ma che faccia luce sulla mia vita. Come scrivevo a Luciano una volta, Charles de Foucauld nobile, ricco e corrotto fu impressionato dalla religiosità dei mussulmani, lui che non credeva. Allora sorse in lui come una domanda, come un grido che non riusciva più a contenere. Cominciò a cercare, entrando in tutte le chiese e pregando così dentro di sé: “Dio, se esisti, fatti conoscere”. Puoi leggere la vita del Beato Charles de Foucauld, ma qualsiasi vita di Santo esprime questo. Ecco: io non HO la verità in me. Ma trovando il Signore ho trovato LA Verità e questa verità nutre tutta la mia vita. Scrivo questo solo perchè è possibile trovare. Bisogna cercare, perchè chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Allora si rinasce nello Spirito e solo allora troviamo la pace. Sergio.

      • luciano27 scrive:

        caro Sergio ho già scritto della risposta di un musulmano alla mia domanda:come immagina lei Allah?*Una cosa grande(mettendo le braccia a cerchio sulla testa) che c’è in tuttoil mondo e ANCHE DENTRO DI NOI*. Vale più di tutti i tentativi di spiegare Dio con milioni di parole. Pensaci: buona notte

        • Sergio scrive:

          Ci penso e sono d’accordo. Certo che è così! La santità di una persona non dipende dalla fede che professa, ma dall’amore che ha verso Dio e verso il prossimo. Se pensiamo alle parole del Padre Nostro non vediamo forse che è la preghiera per ogni essere umano? Ecco perchè il cambiamento del mondo deve partire prima di tutto da me. A presto. Sergio.

    • Reginaldus scrive:

      riccardo, come osi parlare con un cervello ben nutrito come quello di squilpa ( seppur nutrito delle fregnacce sue )?

  29. Sal scrive:

    @ Sergio
    “Sal, Sal, Sal. “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la Terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.”

    Distinto sig. Sergio, non le chiederò come mi chiede di fare “se Lui sarà con “loro” (non noi) “fino alla fine del mondo,” perché Egli disse : “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino al termine del sistema di cose”. Vede ? dice Voi e voi non è noi.

    Andrebbe quindi considerato chi sono i” Voi” e se quel “voi” corrisponde agli odierni “noi” cui lei orgogliosamente dice di appartenere. Credo che sia questione di grammatica prima di tutto. Sarò lieto per lei se anche lei sarà considerato insieme a quei “voi” ma io non lo posso dire io perché chi giudica è un Altro.
    Detto questo, vengo a quel ” nuovo cielo e nuova terra” dicendole che va considerato che se ci sarà una nuova terra, questo già esclude il concetto anima che vola in paradiso dato che ci sarà una resurrezione dei giusti e degli ingiusti, che “possiederanno la terra” e il Salmo 37.29 da me citato, non specifica di quale terra si tratta se la vecchia o la nuova, ma io sono propenso a credere che si tratta della vecchia perché il Salmo dice : “Come la terra che ha fondato a tempo indefinito ( Sl 78.69) “ Egli ha fondato la terra sui suoi luoghi stabiliti; Non sarà fatta vacillare a tempo indefinito, o per sempre. ( Sl 104.5) Può considerare anche ciò che spiega l’apostolo agli ebrei : “ Poiché non agli angeli egli ha sottoposto la terra abitata avvenire, della quale parliamo” ( Ebr.2.5) Dunque la terra a venire che gli apostoli attendevano sarebbe stata “abitata” v. anche ( 2Pie. 3.13) ma non spiega se si tratta della vecchia o della nuova, Torno a dire che ritengo si tratti di quella vecchia per i motivi già spiegati.

    In secondo luogo dovrebbe mettere nel conto che il libro da cui lei ha tratto ispirazione citando “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra “ (Riv. 21.1) Non va letto in termini reali essendo un libro “simbolico” : “ Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede, per mostrare ai suoi schiavi le cose che devono accadere fra breve. Ed egli mandò il suo angelo e per mezzo di lui [la] presentò in segni al suo schiavo Giovanni” ( Riv 1.1) Se dunque il libro è simbolico, dovrebbe cercare di capire a quali simboli corrispondono quel nuovo cielo e nuova terra e poi trarne una conclusione altrimenti va fuori strada.

    Voglio aiutarla a chiarire il simbolismo; nella Bibbia la parola “terra” non si riferisce sempre al pianeta. P.es. (Sal 96:1) dice letteralmente: ‘Cantate a Jehova tutta la terra!’ Ma la terra non canta vero ? Ma la gente sì. (Isaia 65:17) menziona “nuovi cieli” e se la “nuova terra” rappresenta una nuova società di persone che canta a Jehovah, cosa rappresentano i “nuovi cieli”?
    L’enciclopedia biblica di M’Clintock e Strong dice: “Ovunque l’ambiente sia quello di una visione profetica, cielo significa . . . l’intera assemblea delle potenze dominanti, . . . essendo sopra i sudditi e dominandoli, come il cielo naturale è sopra la terra e la domina”. (Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature) Riguardo all’uso congiunto di ‘cielo e terra’, la stessa enciclopedia spiega che ‘nel linguaggio profetico l’espressione significa “la condizione politica di persone di rango diverso. Il cielo quindi indica chi esercita la sovranità e governa sulla terra ( o gente comune)
    Per es. Gli ebrei reduci da Babilonia, tornando in patria dopo l’esilio, si trovarono per così dire in un nuovo sistema dove c’era un nuovo governo. Zorobabele, discendente del re Davide, era il governatore, e Giosuè era il sommo sacerdote. (Aggeo 1:1, 12; 2:21; Zaccaria 6:11) Questi erano i “nuovi cieli” che stavano sopra una “nuova terra”, la nuova società di persone tornate nel loro paese per ricostruire Gerusalemme e il tempio di Jehovah. Perciò, in questo senso concreto, già ci sono stati “nuovi cieli e nuova terra”. Ela cosa si ripeterà.
    Spero di aver reso chiaro il senso e di averle fatta cosa gradita.
    Se non le bastano le mie spiegazioni può leggere ciò che spiega il sito la parola.net
    “Ci sarà la morte in paradiso?”
    http://www.laparola.net/brani/brani.php?b=1490

    In quello che sembra una descrizione di paradiso (i “nuovi cieli e nuova terra” di Is 65:17; vedi anche 2P 3:13; Ap 21:1), ci sono le sorprendenti affermazioni che ci saranno bambini, il vecchio che compirà il numero dei suoi anni (e quindi muore) e il peccatore che morirà giovane (a cent’anni). Però di solito si pensa che nei nuovi cieli ci sarà la vita eterna e che non ci sarà più né la morte né il peccato (Ap 21:4,8). In questo caso, ci sono delle indicazioni nel brano stesso che Is 65:20 non va interpretato come una spiegazione letterale di Is 65:17. Infatti, Is 65:20 comanda di esultare “in eterno”, che non sarebbe possibile per chi muore dopo alcuni secoli. Inoltre, considerando il contesto del libro, il profeta afferma che non ci sarebbe stato più la morte in Is 25:8. Quindi un’interpretazione letterale “Le persone moriranno nei nuovi cieli” non è possibile. Non è neanche possibile dire che il profeta spiegava il paradiso seconda la rivelazione limitata che aveva ricevuto (che vedeva la benedizione divina come una vita lunga vissuta con Dio, non come la vita eterna), perché il profeta ovviamente credeva nella vita eterna. Dobbiamo quindi capire che Isaia voleva insegnare qualcosa con un linguaggio metaforico. Ci sono due interpretazioni di questo genere che di solito vengono proposte.

    La prima vede un parallelo fra i nuovi cieli in Is 65:17-25 e lo stato prima del diluvio di Noè. Gli animali vivono insieme in pace (Is 65:25; Gen 1:30), il serpente adempie la sua maledizione (Is 65:25; Gen 3:14), e in modo particolare ci sono vite lunghe come le persone prima del diluvio. Allo stesso tempo, le maledizioni per aver rotto il patto (Dt 28:30-41) sono rovesciate. Forse il profeta sta descrivendo la vita perfetta dei nuovi cieli usando questo linguaggio simbolico preso dal passato, e non sta dando una descrizione letterale di come sarà.

    La seconda possibilità è che il profeta sta descrivendo in parte il paradiso (nuovi cieli e nuova terra) e in parte un regno di giustizia che è diverso dal paradiso – il millennio. Però, il millennio sarebbe prima dei nuovi cieli e nuova terra (Ap 20:4; 21:1), mentre qui sono al contrario. Così anche in questo caso non sarebbe una descrizione letterale né di uno né dell’altro né di tutti e due questi eventi, ma una descrizione generale di quello che succederà quando Dio agirà.

    • GG scrive:

      Tante chiacchiere, e tutto muove dalla solita balla: tradurre αιών con “sistema di cose” e’ pittoresco, per non dir altro.

      Come sempre si vede che cosa accade quando una traduzione e’ fatta male.

      • luciano27 scrive:

        le verità assolute,varibili per una traduzione sbagliata, non sono poi tanto assolute.Vale anche per il commento di sal che arzigogola schermate su *voi e noi*;vedete voi stessi che credere non è certezza. Un certezza o una verità vera non si discutono,tanto più fra coloro che ci credono

    • Sergio scrive:

      Caro Sal e lo dico anche per Luciano, che non può saperlo: la traduzione è completamente alterata, perchè è un’esclusiva dei Testimoni di “Geova”. Quando si falsificano le parole (non posso darti una definizione diversa) non c’è più un terreno comune e nulla ha più significato, tanto da ingenerare dubbi nelle persone non credenti e, se possibile, nei credenti. Ma evidentemente questa è un’ opera di chi distorce la Parola per operare divisione. Sal, a te ricordo San Paolo: orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! e in un’altra occasione: l’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! In ogni caso, il Signore ha rassicurato chi crede in Lui: “Il cielo e la Terra passeranno ma le mie parole non passeranno”. Quindi, chi ascolta le Sue parole non cammina nelle tenebre. In quanto al mio orgoglio, hai ragione. Ma hai torto nel caso specifico, perchè “chi si vanta, si vanti nel Signore”. E qui il mio vanto è tutto in Gesù, il Salvatore, il Figlio Unigenito del Padre, perchè Gesù è il Signore.

      • GG scrive:

        Il commento del Nostro derivava per intero da una presunta cattiva traduzione dell’originale greco. Solo che, se appena uno sa un po’ di greco (pur non essendo un professionista) e va a vedersi l’originale stesso, si accorge che esso e’ chiarissimo e che la traduzione contestata e’ del tutto ragionevole (anche se non letterale), mentre quella proposta dal Nostro e’ da dilettanti, al punto che e’ persino difficile darle un senso logico (“il termine del sistema di cose”? Se lo scrivesse mio figlio alle medie glielo segnerebbero in blu).

        Il testo greco a volte e’ oscuro, ma qui non ci sono problemi interpretativi. C’e’ solo malafede.

  30. Filippo scrive:

    Egregio Squilpa, lei è perfettamente in sintonia con la mentalità contemporanea, improntata al relativismo e timorosa di valori “assoluti”. In tale ottica, lei elogia l’agnosticismo, il dubbio, l’assenza di certezze, l’ignoranza.
    Le suggerisco alcune riflessioni:
    1. Chi crede in Cristo, Via, Verità e Vita, sa di non poter conoscere tutto, poichè nella vita restano misteri ed eventi inspiegabili. La differenza tra me e lei, dunque, non è la mia presunta e presuntuosa capacità di spiegare tutto, ma la mia fede in Cristo: io mi fido di Lui, anche quando non capisco e non so…
    2. La tesi che le religioni siano costruzioni storiche e siano un palliativo per i problemi dell’esistenza (ontologici e pratici) è esattamente speculare alla tesi che sostiene come la percezione della trascendenza sia presente in ogni uomo fin dalla sua comparsa sulla terra come un richiamo verso una dimensione che esiste nell’invisibile. Tesi su cui si discuterà all’infinito nelle aule di filosofia e di teologia.
    A chi crede in Cristo questo dibattito interessa poco. Chi è cristiano crede all’amore di Gesù per ognuno di noi, singolarmente.
    A noi cristiani interessa sapere che Gesù e Maria ci sono accanto ogni giorno, quando splende il sole della gioia e quando soffia il vento del dolore.
    3. Nunc videmus per speculum et in aenigmate (Ora guardiamo come se fossimo dinanzi allo specchio e nel mistero). Lo sa chi pronunciava questa apodittica “sentenza” ? Un agnostico ? Un assertore del positivismo ?
    Lei, seguace del dubbio ma colto interlocutore, conoscerà sicuramente la risposta e sarà in grado di fugare qualsivoglia dubbio, almeno su questo versante.
    Dio la benedica.

    • Squilpa scrive:

      SERGIO, dici bene, secondo me; dici bene certamente circa l’esigenza di verità. Però attenzione; non è che questa pressante esigenza di verità noi possiamo e dobbiamo soddisfarla a qualsiasi costo, anche a costo, cioè, di collocarla nell’ambito di tesi non provate nè provabili.
      In tutta onestà, a me pare, invece, che sia proprio questo ciò che fanno le varie società umane, fabbricandosi ciascuna una propria verità e difendendola contro la possibile verità altrui, anche a costo di violenze; quasi che identificarsi con una verità “qualsiasi” sia meglio della carenza di verità.
      E,dunque, ti dò ragione anche quando scrivi che “bisogna cercare”; ottimamente detto, bisogna cercare! Ha detto un intellettuale francese: “cercate la verità ovunque, ma diffidate di tutti quelli che la trovano”. E questo continua a sembrarmi un eccellente viatico.

      • Sergio scrive:

        Cara Squilpa, d’accordo per la ricerca. Ma qual è il ricercatore che non vuole trovare e il cui fine sia solo la ricerca? Non mi piacerebbe essere un cercatore d’oro che non trova nemmeno una pepita o un ricercatore che non scopre nulla (tanto che a volte se le inventano le scoperte). Avrei il senso di un’immane fregatura. La cosa bella, invece, è che a chi bussa sarà aperto e chi cerca trova. Non l’oro di questa Terra, che non è niente, ma l’oro della vita. Se vuoi leggi cosa dice Gesù: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona (le ricchezze). Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” Grazie. Sergio.

    • luciano27 scrive:

      egr. filippo,quali sono i valori assoluti? quelli inerenti Dio, giusto?ma quale Dio dei tanti, creduti, adorati. venerati ,ognuno considerato unico vero e giusto?Quando si parla di Dionon si può prescindere dalla diversità che gli si attribuiscono. Dei valori assoluti si deve dimostrare l’unicità e la veridicità, ma solo dalla visione etica e umana di chi li dichiara:nessun uomo consce quelli della sua divinità, e questo basta a capire il valore effimero di * valori assoluti*. Aisuoi credono solo una minima parte degli uomini, che certezza hanno? buona notte

  31. Squilpa scrive:

    FILIPPO, su ciò che Lei dice al punto uno, io vedo una causa di errore :infatti, è un fidarsi che deriva da un credere, se capisco bene. Ergo, torniamo sempre allo stesso punto : cosa garantisce al riguardo?
    Questo dibattere non deve “interessare poco” : è un punto cruciale e volgergli le spalle vuol dire precisamente preferire l’oblio. Esistono ,invece, consistenti risposte scientifiche circa il funzionamento della psiche umana in merito alla domanda di certezze. Il fatto, insomma, che tali domande esistano deriva dalla storia della mente umana : la storia delle risposte è complementare alla storia delle domande.
    La frase che Lei adopera si riferisce ad una esigenza antica quanto l’uomo : l’uomo ha sempre creduto che nella Luna possano scorgersi lineamenti umani ed anche gli eroi omerici erano convinti che l’intero Olimpo assistesse e prendesse parte attiva alle loro tenzoni.
    Punto tre, la risposta (temo, ahimè, frivola) è forse frate Guglielmo da Baskerville?

  32. Filippo scrive:

    Sig, Squilpa, si tratta di San Paolo: anche lui era consapevole di non poter sapere tutto e di doversi fermare dinanzi ai misteri della vita.
    Eppure, non era un agnostico…
    Quanto alle ricerche sulla psiche, beh, devo dire che lei su questo versante non ammette dubbi. Traduco: lei sembra ritenere che la Scienza con la s maiuscola è in grado di spiegare ciò che la fede adombrerebbe come illusione. Un ritorno al positivismo ottocentesco: Emile Zola è dietro l’angolo…In parole povere, la Scienza sarebbe la Verità in grado di dimostrare le falsità “altrui”.

    • Sal scrive:

      @ Filippo
      “Sig, Squilpa, si tratta di San Paolo: anche lui era consapevole di non poter sapere tutto e di doversi fermare dinanzi ai misteri della vita”

      Credo che lei sia in errore sig. Filippo :
      “Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma ora che son divenuto uomo, ho eliminato i [tratti] del bambino. Poiché al presente vediamo a contorni vaghi per mezzo di uno specchio di metallo, ma allora sarà faccia a faccia. Al presente conosco parzialmente, ma allora conoscerò accuratamente” ( 1Cor 13.11-12)

      L’apostolo quì si parla di una conoscenza “progressiva” che aumenta con l’avanzare del tempo. “Conoscere parzialmente” non significa osservare il mistero !

      “Il progresso è impossibile senza cambiamento e coloro che non riescono a cambiare le proprie idee non possono cambiare nulla !”

    • luciano27 scrive:

      la scienza non è. e, penso, non sarà mai, in grado di dimostrare la materialità e cioè realtà per l’uomo vivente, di pensieri astratti. In altre parole l’esistenza o la non esistenza di Dio

      • Sergio scrive:

        Certo, Luciano, ben detto. E’ proprio così. Non possiamo chiedere alla scienza, soprattutto alla scienza galileiana, che è l’unica percorribile, una dimostrazione dell’esistenza di Dio, (anche se la ragione stessa può farci arrivare a considerare e ad accettare l’idea dell’esistenza di Dio). Lo strumento per arrivare a Dio non è la fisica. E’ la scelta di fidarsi. E’ il nostro cuore. Per questo, sebbene non tutti possano essere premi Nobel, tutti, ma proprio tutti, possono arrivare a Dio e camminare sulla strada della santità, anche i premi Nobel. A presto. Sergio.

      • Sal scrive:

        @ luciano 27
        “la scienza non è. e, penso, non sarà mai, in grado di dimostrare la materialità e cioè realtà per l’uomo vivente,”

        Scusi, ma per lei cos’è la materialità ? Non le fa male un sasso che le cade sulla testa ? Non lo trova abbastanza materiale ?
        E cos’è per lei la realtà vivente ? Le basta il batterio con il motore nella coda o preferisce il cancro ? Non sono abbastanza reali ? La luce, i fiori, i profumi sono solo sogni di mezza estate ?

        Ma che dice ? La scienza non ha mai preteso di dimostrare l’esistenza di Dio, eppure ci sono scienziati credenti e scienziati non credenti e molto spesso quelli credenti non sono credenti nel dio cattolico !
        Vedi Voltaire….”« Se questo è il migliore dei mondi possibili, gli altri, come sono? »”
        “Egli vede la prova dell’esistenza di Dio nell’ordine superiore dell’universo, infatti così come ogni opera dimostra un artefice, Dio esiste come autore del mondo e, se si vuole dare una causa all’esistenza degli esseri, si deve ammettere che sussiste un essere creatore.” Wikipedia

        “« Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo, ma tutta la natura ci grida che esiste. »”
        (Voltaire, Épître 104 – Épître à l’Auteur du Livre des Trois Imposteurs, v. 22.)

        “Obiettivo principale di Voltaire e di tutto il suo pensiero, o, se si vuole, la missione della sua vita, è l’annientamento della Chiesa cattolica (che lui chiama l’infame, anche se utilizza questo termine con riferimento ad ogni spiritualità forte, che senza mezzi termini ritiene semplicemente fanatismo religioso), egli infatti tenta di demolire il cattolicesimo per proclamare la validità della religione naturale. La sua fede nei principi della morale naturale mira ad unire spiritualmente gli uomini al di là delle differenze di costumi e di usanze. Proclama quindi la tolleranza contro il fanatismo e la superstizione (che stanno alla religione come l’astrologia alla astronomia) nel “Trattato sulla tolleranza” (1763)” Wikipedia

  33. fg scrive:

    Buon Natale caro Tornielli, sia colmo di grazie il nuovo anno.
    Le assicuro una mia particolare vicinanza anche per la lenire la frequentazione di quel triste figuro di Galeazzi che oggi nel suo blog sulla stampa si supera in imbecillità ed ignoranza, elevando il signor Viale e la Ru486 a difensori delle donne dal cristianesimo dei roghi e delle crociate.

    • Eremita scrive:

      Tornielli, certi auguri è meglio non riceverli, se ne fa volentieri a meno…cominciare l’anno con addosso il livore di qualche menagramo non è il meglio.