La nota di Pacelli per l'aiuto ai "non ariani"

[photopress:Pacelli.jpg,full,alignleft]A poche settimane dalla Notte dei Cristalli, il Vaticano si mosse segretamente chiedendo ai vescovi di molti Paesi di adoperarsi per favorire l’immigrazione degli ebrei dalla Germania. «Ogni volta che questi emigranti saranno insediati in colonie separate, occorre fare attenzione di garantire loro gli edifici di culto e le scuole, per salvaguardare il loro benessere spirituale e per proteggere i loro costumi e le loro tradizioni». È il passaggio centrale e decisivo di una nota scritta in latino, inviata il 9 gennaio 1939 a 61 arcivescovi in vari Paesi dalla Segreteria di Stato guidata dall’allora cardinale Eugenio Pacelli. Il futuro Pio XII, a nome di Papa Ratti, che sarebbe morto poco più di un mese dopo, chiede alle Chiese di Regno Unito, Irlanda, Scozia, Lituania, Olanda, Lussemburgo, Canada, Stati Uniti, Costa Rica, Salvador, Bolivia, Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela e Australia di collaborare per aiutare chi fugge dalla Germania e ha bisogno di aiuto sia per i visti d’ingresso sia per il sostentamento. La minuta della nota, ritrovata dallo studioso tedesco Michael Hesemann, rappresentante in Germania di «Pawe the Way Foundation», è conservata nell’Archivio Segreto Vaticano (Affari Ecclesiastici, P. 575, fasc. 606) e nella parte iniziale spiega: «Le recenti leggi instaurate in Germania stanno provocando la migrazione di duecentomila cattolici non ariani», cioè di origine ebraica. «Molti di loro sono eminenti in virtù, ingegno e dottrina». Papa Pio XI vuole aiutarli e dunque i vescovi sono invitati a istituire «Comitati di assistenza per i cattolici non ariani» e ad adoperarsi per favorire, presso i vari governi, la concessione di visti d’ingresso. Nella nota in latino si cita esplicitamente la «St. Raphael-Verein», l’opera San Raffaele che in quegli anni mise in salvo numerosissimi ebrei. Il passaggio centrale è quello citato, nel quale Pacelli ricorda ai vescovi l’importanza di garantire culto, scuole e tradizioni religiose dei profughi. Anche se nel documento, probabilmente per ragioni di sicurezza, si citano soltanto i «cattolici non ariani», cioè gli ebrei convertiti al cristianesimo, è evidente dal contesto e dai numeri citati che l’operazione di salvataggio si intendeva più ampia e per questo erano menzionate anche le tradizioni religiose e le scuole. «È chiaro da molti altri documenti – spiega il professor Matteo Luigi Napolitano, docente all’università Marconi di Roma – che non si trattava di salvare solo gli ebrei convertiti, ma l’aiuto veniva dato a tutti». Già il 4 aprile 1933, il Segretario di Stato Pacelli aveva chiesto al nunzio apostolico a Berlino, Cesare Orsenigo di interessarsi della sorte degli ebrei , un aiuto che andava dato «poiché è nelle tradizioni della Santa Sede svolgere la sua universale missione di pace e di carità verso tutti gli uomini, a qualsiasi condizione sociale o religione appartengano», scriveva il futuro Pio XII. James G. McDonald, alto commissario per i profughi tedeschi (ebrei e non ebrei), in quegli anni rimane in costante contatto, attraverso il conte Enrico Galeazzi, con il cardinale Pacelli, che incontrerà più volte. E il 6 aprile 1938, nove mesi prima della nota ora resa pubblica, il Segretario di Stato Pacelli era presso la nunziatura di Varsavia nel tentativo di bloccare una legge che proibiva la macellazione rituale dei capi di bestiame secondo l’usanza ebraica, giudicandola «persecutoria».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

13 risposte a La nota di Pacelli per l'aiuto ai "non ariani"

  1. Reginaldus scrive:

    proteggere gli ebrei ed abbandonare al loro destino di morte ( chiamato Plutarco Elias Calles…) e al silenzio della memoria, gli eroici Cristeros messicani! Bravissimi, papa e suo segretario di Stato, Ratti e Pacelli ( secolo scorso, ultimi anni venti ): il vostro primo dovere di pastori è quello di proteggere le pecore d’altri e abbandonare le vostre ai macellai

  2. antonella lignani scrive:

    Caro Tornielli, proprio qualche giorno fa è stato festeggiato nella nostra cattedrale mons. Beniamino Schivo, che ha 100 anni ed è stato riconosciuto “giusto” sia da Israele che dal presidente Napolitano. Dal momento che non si tratta di casi isolati, credo che la sua attività volta a chiarire il periodo, e soprattutto l’attività di Papa Pacelli sia quanto mai opportuna.

  3. Bruno Frusca scrive:

    GENTILISSIMA ANTONELLA LIGNANI:

    Anche se venissero trovate tonnellate di documenti a testimonianza dell’ intensa attività svolta e coordinata da Papa Pacelli a favore degli ebrei, non riusciremo mai ad eliminare i perfidi frutti della leggenda nera che per troppi anni ha dilagato dentro e fuori della Chiesa, e che ancora puntualmente fa sentire la sua immonda voce ogni volta che qualcuno intende promuovere la verità.

    Ne sono prova le bordate anti pacelliane di questi tempi, in occasione della proclamazione dell’ eroicità delle virtù del venerabile EUGENIO PACELLI.

    Quanta differenza dalle dichiarazioni di ringraziamento che le autorità Ebree diffusero all’ epoca della morte di Pio XII !

    Cordialità

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Ringrazio il nostro Ospite di tenerci sempre aggiornati delle ultime “scoperte” storiografiche circa il Venerabile Pio XII: la verità, anche se apparentemente piccola o centrata su quel che potrebbe sembrare un dettaglio, va sempre da essere detta ed in questi tempi di comunicazione ad oltranza ogni piccolo tassello aiuta magnificamente.

    In Pace

  5. Vorrei fare una nota a margine su questa notizia pubblicata su “Vatican files” ieri mattina.
    L’aiuto dato ai cattolici durante la seconda guerra mondiale non è stato mai messo in discussione. Anche i cattolici, infatti, erano perseguitati in molti Stati in cui mancava la libertà: in particolare nella Germania nazista. Quindi nessun abbandono delle pecore cattoliche ai macellai di Hitler…
    Quello che molti discutono è che Pio XI e Pio XII si siano occupati soltanto degli ebrei convertiti. Che è una “leggenda grigia”, se non proprio un ennesimo capitolo di quella nera.
    Ora: se molte organizzazioni ebraiche americane affidarono i loro soldi a Pio XII perché aiutasse gli ebrei (come una miriade di documenti dimostra, e come prova una lettera dello stesso ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, inviata al giornale “La Repubblica” nel marzo scorso), ciò vuol dire che quelle organizzazioni ritenevano la Santa Sede uno strumento affidabilissimo nell’assistenza anche ai “non ariani non convertiti”. E stiamo parlando di svariati milioni di dollari in valuta attuale.
    Se Pio XII si fosse impegnato solo per gli ebrei convertiti, sarebbe stato utilizzato come canale finanziario per l’assistenza agli ebrei “tout court” dal “World Jewish Appeal” e da altre organizzazioni similari?
    In secondo luogo, era giusto che Pio XI e Pio XII si occupassero anche degli ebrei convertiti: dato che per Hitler la conversione non mutava il loro sangue non ariano.

  6. Antonella Lignani scrive:

    Non stanchiamoci di ricordare i fatti. “I fatti sono sacri, le opinioni sono libere”, dixcevano gli inglesi. In fondo anche il muro di Berlino è caduto, e sembrava eterno.

  7. Cassandra news scrive:

    Gentile Signor Tornielli
    giudico i suoi articoli molto utili e spero possano servire al miglioramento dei rapporti con le comunità dei nostri fratelli ebrei.

    Grazie
    Cassandra

  8. Reginaldus scrive:

    censurate , censurate: significa che si colpisce sul vivo!

  9. Riccardo scrive:

    E’ pur vero che il muro di Berlino è cadto e sembrava eterno ma l’inquinamento dei cervelli è molto più duraturo e transita da un secolo ai successivi portandosi dietro schiere di proseliti.
    Per cui se ne riparlerà fra qualche millennio. Tanto PIO XII non ha bisogno del consenso di venditori di fumo e falsificatori della storia !!

  10. Americo scrive:

    ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

  11. antonella lignani scrive:

    Vorrei rilanciare il forum, ma sinceramente non capisco l’ultimo post. E’ vero comunque che si ha l’impressione che nella storia vi siano vittime di serie A e vittime di serie B … e spesso a farne le spese sono proprio i cristiani.

  12. Marilyn Mallory scrive:

    In quanto al Suo articulo su quella lettera di Pio XII in Latino a molti arcivescovi, si puo trovarla anche qui: http://www.vatican.va/archive/actes/documents/Volume 6, Annexe II, pagine 48-49.

  13. L’Aquila / Ferragosto AD 2010 in tutto il mondo in onore di Santa Maria Assunta in Cielo: la festività del 15 Agosto per la Chiesa e il popolo di Dio in Abruzzo. L’Assunzione di Maria è un’anticipazione della resurrezione della carne. Da Santa Maria di Ronzano di Castel Castagna a Silvi Marina, da Castelli a Giulianova, tra sacro e profano. Feste e fiere fanno da cornice al Ferragosto aprutino insieme ai nostri fratelli Aquilani: un’occasione d’oro per conoscere i tesori del nostro territorio. Negli scritti di san Massimiliano Kolbe c’è un brano bellissimo, a tratti struggente, col quale il santo vuole rassicurare l’umanità sull’amore che ci porta la Madonna. La Preghiera di S. Pio XII a Maria Santissima Assunta. Il dogma cattolico dell’Assunzione è stato proclamato dal papa Pio XII, il 1º novembre 1950, anno santo, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, Dio generosissimo.

    (di Nicola Facciolini)

    E’ Ferragosto, è la festa dell’Assunta, la festa della Madonna assunta in Cielo in anima e corpo. Ricorrenza liturgica cattolica ed ortodossa da non confondere però con la Dormizione di Maria. L’Assunzione di Maria è festeggiata da 60 anni nel calendario cattolico il 15 agosto e nella stessa data la Chiesa ortodossa e la Chiesa apostolica armena celebrano la festa della Dormizione di Maria. Laicamente il 15 agosto coincide con il culmine delle ferie per milioni di lavoratori italiani che preferirebbero il meno costoso mese di Luglio. Si rinnova il 15 Agosto di ogni anno in tutto il mondo cristiano-cattolico il tradizionale appuntamento. Per i tantissimi fedeli della provincia di L’Aquila e di Teramo, un appuntamento assolutamente da valorizzare. Sono 24 ore “speciali” nelle quali il fedele chiede a Dio onnipotente ed eterno che ha assunto alla gloria celeste, in corpo ed anima, l’Immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figliolo, di concederci di essere sempre protesi verso le cose celesti, onde meritare di essere partecipi della sua gloria. Le celebrazioni eucaristiche coincidono quest’anno con quelle festive della Domenica. Dai santuari medievali della Val Vomano, della Val Tordino, della Val Fino e della Val Vibrata, da Santa Maria di Ronzano a San Giovanni ad Insulam, da Santa Maria di Propezzano, a San Clemente Vomano, al Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo, al Santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova, alle numerose chiese dedicate al culto della Santissima Vergine Maria sparse in tutta la provincia, si eleva l’inno di gioia, ringraziamento e partecipazione di migliaia di fedeli cristiani e cattolici, alla Santissima Madre di Dio, suprema Protettrice di questa nostra povera Terra. Tutti i devoti della Madonna lo sanno benissimo. Che senso avrebbe altrimenti la grande processione in mare della Madonna del Porto (Protettrice di tutti i marinai) a Giulianova Lido il pomeriggio del 14 agosto, con decine di imbarcazioni e migliaia di partecipanti? E’ solo folclore, è solo cultura, è solo partecipazione di massa? No, è un’espressione della devozione alla Vergine Santissima! Non per nulla la Chiesa da sempre celebra nel giorno del Ferragosto l’Assunzione della Madonna in Cielo. In occasione della Festa dell’Assunta, negli scritti di san Massimiliano Kolbe c’è un brano bellissimo, a tratti struggente, col quale il santo vuole rassicurare l’umanità sull’amore che ci porta la Madonna. Scrive san Massimiliano:«Carissimi Figli, nelle difficoltà, nelle tenebre, nelle debolezze, negli scoraggiamenti ricordiamoci che i paradiso… il paradiso… si sta avvicinando. Ogni giorno che passa è un intero giorno in meno di attesa. Coraggio, dunque! Ella ci attende di là per stringerci al Cuore. Inoltre, non date retta al diavolo, qualora volesse farvi credere che il paradiso esiste, ma non per voi, perché, anche se aveste commesso tutti i peccati possibili, un solo atto di amore perfetto lava tutto al punto tale che non ci rimane neppure un’ombra. Carissimi Figli, come desidererei dirvi, ripetervi quanto è buona l’Immacolata, per poter allontanare per sempre dai vostri piccoli cuori la tristezza, l’abbattimento interiore o lo scoraggiamento. La sola invocazione “Maria”, magari con l’anima immersa nelle tenebre, nelle aridità e perfino nella disgrazia del peccato, quale eco produce nel Suo Cuore che tanto ci ama! E quanto più l’anima è infelice, sprofondata nelle colpe, tanto più questo Rifugio di noi poveri peccatori la circonda di sollecita protezione. Ma non affliggetevi mai se non sentite tale amore. Se volete amare, questo è già un segno sicuro che state amando; ma si tratta solo di un amore che procede dalla volontà. Anche il sentimento esteriore è frutto della grazia, ma non sempre esso segue immediatamente la volontà. Vi potrà capitare, miei Cari, un pensiero, quasi una mesta nostalgia, una supplica, un lamento…: “Chissà se l’Immacolata mi ama ancora?”. Figli amatissimi! Lo dico a tutti insieme e a ciascuno in particolare nel Suo nome, notate bene, nel Suo nome: Ella ama ciascuno di voi, vi ama assai e in ogni momento senza alcuna eccezione. Questo, carissimi Figli, ve lo ripeto nel Suo Nome» (Hong Kong, 13 IV 1933).
    Le prime indicazioni sull’Assunzione di Maria risalgono al periodo compreso tra la fine del Secolo Quarto e la fine del Quinto. Santo Efrem il Siro sosteneva che il corpo di Maria non aveva subito corruzione dopo la morte. Nel IV Secolo, Timoteo di Gerusalemme scriveva che la Vergine era rimasta immortale perché il Cristo l’aveva trasferita nei luoghi della sua ascensione.
    Sant’Epifanio sosteneva che la fine terrena di Maria fu piena di prodigio e che quasi certamente la Vergine possedeva già con la carne il regno dei cieli. Il dogma cattolico è stato proclamato dal papa Pio XII il 1º novembre 1950, anno santo, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, Dio generosissimo:“Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica”. Per la Chiesa, l’Assunzione di Maria è un’anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.
    I cristiani ortodossi e armeni celebrano la Dormizione (dormitio) di Maria che sarebbe stata assunta in cielo dopo la morte. Tuttavia, né la Dormizione né l’Assunzione sono un dogma presso gli ortodossi o gli armeni. Semplificando al massimo (i teologi mi perdonino!) la differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non implica necessariamente la morte. Ma, a rigor di logica, neppure la esclude. La Chiesa anglicana nel 2005 ha dichiarato in un documento della Commissione Internazionale Cattolica Anglicana, di aver accettato l’Assunzione di Maria. Ma non in quanto dogma. Queste ricorrenze ci ricordano che la vita è un dono del Signore. Dice San Giovanni Damasceno:“Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte.
    Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste.
    Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre.
    Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio”. Giustamente c’è anche il profano a Ferragosto, come vuole la tradizione, per ritemprare i rapporti familiari, sociali e istituzionali.
    I comunicati stampa abbondano su Internet. A voi la scelta. Feste, fiere, porchetta, birra di malto e leccornie varie fanno da cornice al Ferragosto aprutino insieme ai nostri fratelli Aquilani ospiti della costa Adriatica dopo il disastroso terremoto di L’Aquila del 6 aprile 2009 (Mw=6.3). Nonostante l’Euro moneta abbia più che dimezzato l’effettivo potere d’acquisto degli Italiani (rispetto ai tempi della cara vecchia Lira: ricordate prima dell’Anno Domini 2002?), come non partecipare? E’ anche l’occasione per conoscere i tesori del nostro territorio. Rinomata è la fiera annuale di Ferragosto in onore di Santa Maria di Ronzano, ai piedi del Gran Sasso teramano, lungo la valle del Vomano. Come ci ricorda Giovanni Lattanzi, qui “sorge una bella chiesa medievale collocata in posizione isolata su un crinale ai piedi di Castel Castagna; si tratta di Santa Maria di Ronzano, custode di uno dei più importanti cicli di pittura medievale abruzzesi. Il territorio della provincia teramana, come quello di gran parte dell’Abruzzo stesso, è solcato dalle valli scavate dai numerosi fiumi che dalle montagne scendono verso l’Adriatico. Il paesaggio è quindi caratterizzato da questi lunghi percorsi naturali, usati sin dall’epoca dei romani per costruirvi strade di comunicazione tra il mare e le aree interne. Ed è naturale che queste valli, essendo punti di grande transito, abbiano visto sorgere paesi e castelli lungo i loro versanti, così come chiese e monasteri. Una di esse è chiamata la Valle Siciliana e ospita ancora oggi ben quattro meraviglie dell’architettura sacra abruzzese tra le quali Santa Maria di Ronzano, che è anche custode di un capolavoro di pittura medievale”. A Silvi Marina ai festeggiamenti del Ferragosto in onore della Santa Maria Assunta, è sempre grande l’aspettativa di pubblico ogni anno. Il programma religioso comincia già dalla mattina del 15 agosto quando alle ore 7 i fedeli si recano a Pescara dove dal porto canale partono le imbarcazioni per la classica processione in mare della statua della Madonna. Imbarcazioni e pescherecci sfilano fino a Silvi, zona antistante piazza dei Pini, e da qui la Madonna è accompagnata da piccoli battelli fino alla piazza dove si svolge la Santa Messa in suo onore. Questa festa ovunque ha un valore religioso ma anche civico: rappresenta un omaggio al mare, alle sue tradizioni, ai suoi caduti. Ferragosto anche a Castelli dove si ripete il tradizionale lancio del piatto e, a seguire, una prelibata “merenda” (stile Hobbit, per intenderci) oltre a tanta buona musica per concludere la giornata. Trascorrere il Ferragosto a Castelli può essere l’occasione per visitare la mostra-mercato dell’artigianato artistico castellano. E’ inoltre possibile ammirare la meravigliosa Chiesa di San Donato. Fu edificata al posto di una precedente cappella agreste, sorta verso la fine del XV secolo, che era stata adornata sul soffitto con mattoni maiolicati. I mattoni originali, rappresentanti figure femminili e maschili, animali e stemmi, sono oggi conservati nel Museo delle Ceramiche. La chiesa come si presenta oggi è stata ricostruita nei primi anni del 1600 e anch’essa adornata con mattoni maiolicati sul soffitto, dipinti secondo lo stile dell’epoca. Il soffitto di questa nuova chiesa, dipinto tra il 1615 e il 1617, è unico nel suo genere sia in Abruzzo che nel resto d’Italia. Una giornata tra aria, monti, arte, sacro, profano e sano divertimento.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Nicola Facciolini

    PREGHIERA DI S. S. PIO XII A MARIA SANTISSIMA ASSUNTA

    O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini!
    1. Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfale in anima e corpo al cielo, ove siete acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi;
    e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.
    2. Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l’umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell’anima vostra nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza;
    e noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo fin da quaggiù a gustare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.
    3. Noi confidiamo che le vostre pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le vostre labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che Voi sentiate la voce di Gesù dirvi di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: Ecco il tuo figlio;
    e noi, che vi invochiamo nostra Madre, noi vi prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.
    4. Noi abbiamo la vivificante certezza che i vostri occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alla oppressione dei giusti e dei deboli;
    e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dal vostro celeste lume e dalla vostra dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria.
    5. Noi crediamo infine che nella gloria, ove Voi regnate, vestita di sole e coronata di stelle, Voi siete, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi;
    e noi, da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di voi, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza; attraeteci con la soavità della vostra voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
    (Pio Pp. XII)