Il sorriso di Paolo Gabriele

Cari amici, la notizia della nuova sistemazione lavorativa per Paolo Gabriele, l’ex aiutante di camera di Benedetto XVI reo confesso di aver sottratto e divulgato le carte dalla scrivania della segreteria papale finite nel libro di Gianluigi Nuzzi «Sua Santità», ha provocato diversi commenti e reazioni. Come sapete, Gabriele andrà a lavorare come impiegato presso una cooperativa sociale che svolge dei servizi per l’ospedale Bambin Gesù, di proprietà del Vaticano. Lavorerà nella nuova sede dell’ospedale, recentemente inaugurata accanto alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove ha appena preso possesso del suo incarico di arciprete il neo-cardinale statunitense James Harvey, che da Prefetto della Casa Pontificia aveva raccomandato Gabriele per l’incarico di maggiordomo papale.

Ho ricevuto un twitter di una persona che dice: «Si vede che per trovare lavoro bisogna rubare e diffondere i documenti segreti del Papa». La reazione di alcuni, all’esterno ma anche all’interno del Vaticano, è di freddezza. Si dice: ma come, l’ex maggiordomo ha compiuto un’azione gravissima, ha messo in piazza la corrispondenza privata del Papa, e dopo essere stato condannato viene prima graziato – il provvedimento, come ricorderete, è stato comunicato a Gabriele dallo stesso Benedetto XVI durante la visita che gli ha fatto – e ora anche «ricollocato» con una nuova occupazione, seppure fuori dalle mura vaticane. Che giustizia è mai questa? C’è chi ha fatto notare con una punta di irritazione il fatto che Gabriele, ritornato un uomo libero a tutti gli effetti, sia uscito a fare la spesa e persino che sia apparso «sorridente». C’è chi vede nella grazia e nella nuova sistemazione un cedimento al «buonismo», che rischierebbe di vanificare l’azione dei giudici e degli investigatori vaticani. C’è chi ricorda che il Papa si è comportato come nessun altro capo di Stato avrebbe fatto e tra le righe – almeno in questo caso – sembrerebbe auspicare il contrario.

Tutte osservazioni comprensibili e ragionevoli, umanamente parlando. Ciò che però sfugge è che Papa Ratzinger, e come lui hanno fatto i suoi immediati predecessori, anche in questo caso non si è mosso sulla base del senso comune, ma a partire da qualcos’altro. Perché crede a ciò che predica e sa che non potrà mai essere assimilato a un qualsiasi altro capo di Stato. Sa che il «vicario di Cristo» deve seguire le orme di Gesù, «mettersi dietro di Lui», come ordina Gesù stesso a Pietro, quando gli dice «Vade retro me!». Gesù ha perdonato il tradimento di Pietro e perdona a noi i peccati, anche i più gravi, se ci riconosciamo bisognosi della sua misericordia. Il cristiano sa di essere il destinatario di una grazia sovrabbondante, una misericordia che oltrepassa ogni umana immaginazione, impossibile da comprendere in base alla «meritocrazia» (se Dio agisse nei miei riguardi soltanto sulla base di un criterio meritocratico, sarei davvero fritto). Basta leggere il Vangelo per comprendere quanto la logica di Dio sia diversa da quella del mondo. È utile andare a rivedere il commovente dialogo avvenuto il 18 dicembre 2011 tra il Papa e i detenuti del carcere di Rebibbia per rendersene conto: invito chi non l’avesse ancora fatto, a rivedere lo straordinario Tg2 Dossier su Benedetto XVI curato da Lucio Brunelli.

Con il gesto del perdono e della grazia Benedetto XVI non minimizza la gravità di quanto accaduto e le sue conseguenze, ma segue l’esempio di Colui di cui è vicario. Con la decisione di trovare una sistemazione all’ex maggiordomo, presa soprattutto pensando alla moglie e ai suoi tre figli, il Papa mostra la sua compassione per la famiglia: un tema centrale nella predicazione della Chiesa di questi tempi. «Nessun peccato è troppo grande: una miseria finita, per quanto enorme, potrà sempre essere coperta da una misericordia infinita», diceva Albino Luciani. Chissà se è per questo che Paolo Gabriele è persino tornato a sorridere.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

79 risposte a Il sorriso di Paolo Gabriele

  1. Lalla T. scrive:

    Paolo Gabriele non ha mai smesso di sorridere.

  2. minstrel scrive:

    Prevengo eventuali polemiche sul fatto che nelle due scritture che recano il “Vade retro” rivolto a Pietro segue la parola “Satana” con conseguenti assurdità sul fatto che non ci si può fidare del suo successore e altre amenità di bassa lega postando questa omelia:
    h**p://www.accademiadelredentore.it/blog-it/Omelia-di-padre-Giuseppe-Barzaghi-op.,-S.Messa-della-XXIV-Dom.-T.O.-Ciclo-festivo-B.-16-settembre-2012-524.html

    Rimanendo in IT invece ritengo che il Papa è libero di agire come crede nel rispetto del diritto del suo Stato, della sua coscienza e della metafisica che utilizza per lo sviluppo del suo modo di intendere il diritto naturale; insomma le do ragione Dott. Tornielli.

  3. Carlos scrive:

    E’ difficile credere che Gabriele sia una sprovveduto totale, come lo si è voluto far passare, e che abbia fatto ciò che ha fatto solo in nome del grande amore e rispetto che aveva per il papa e della sofferenza che provava nel vederlo circondato da loschi individui. Pensare che l’unico colpevole sia il maggiordomo è ridicolo. Di tutta la faccenda si è vista solo la punta dell’iceberg. Ecco perchè è stato perdonato e subito adeguatamente sistemato, occupato e ovviamente “tacitato”. Un po’ come la Ruby di Berlusconi. Che non gli venga in mente di parlare.

    • stefano scrive:

      Vabbè, sappiamo tutti cosa non deve dire Ruby. Lei però adesso ci racconta cos’è che non deve dire Paoletto. Poi ci spiega anche perché non ha ancora detto quello che aveva da dire, visto che si è permesso di fare ben di peggio fino a quando non l’hanno arrestato. Lei che lo sa, la prego, non ci lasci sulle spine.

      • Carlos scrive:

        Poichè, ovviamente, non so dirle chi ha manovrato il maggiordomo, immagino che lei sarà molto contento di aver messo in riga uno di quelli che parlano solo per infangare il papa, la gerarchia e la chiesa. Si goda pure la sua vittoria e continui a credere, da bravo cristiano, che il papa lo elegge lo Spirito Santo.

  4. Richard scrive:

    Qui e incontro in Rebbibia, video integrale per scarricare
    http://benedictxvi.tv/site/2011/12/18/benedict-xvi-makes-emotional-visit-to-rome-prison-rebibbia-super/

    Il Papa lo perdona. Ma noi lo perdoniamo? Noi perdoniamo tutti sofferenze e dolore del Santo Padre a causa del PG? Giuda ha il piu coscienze che Paolo Gabriele, Giuda non sorrideva.

  5. stefano scrive:

    “Lavorerà nella nuova sede dell’ospedale, dove ha appena preso possesso del suo incarico di arciprete il neo-cardinale statunitense James Harvey, che da Prefetto della Casa Pontificia aveva raccomandato Gabriele per l’incarico di maggiordomo papale”.
    Rispedito al mittente.

  6. Lorenzo 1963 scrive:

    Ma in questo modo il Papa mischia la sua funzione di capo terreno della Chiesa con quella di sovrano dello Stato della Città del Vaticano.
    Come capo della Chiesa, ricordiamo che anche S. Pietro fece morire Anania e Saffira che avevano tradito la sua fiducia e lo avevano ingannato. Come capo di uno stato temporale, temo che concedere il perdono significhi cedere alla mentalità corrente che accusa sempre le autorità del clero di aver esercitato la giustizia terrena anche fino alle estreme conseguenze, secondo l’insegnamento di S. Paolo per il quale lo stato deve anche poter usare la spada se necessario.

    • stefano scrive:

      Non mi pare che l’episodio di Anania e Saffira sia molto calzante in questo contesto, e poi Pietro non fece morire proprio nessuno. Pietro non era un cinico esattore delle tasse. Anania e Saffira furono presi da un coccolone per aver mentito allo Spirito Santo. Questo doveva servire da monito alla comunità su quanto sia serio tradire lo spirito dell’amore.

      • Lorenzo 1963 scrive:

        Ma penso che se Pietro ha interrogato Saffira subito dopo la morte del marito, senza dirle cosa era successo allo sposo, lo abbia fatto ben sapendo cosa le sarebbe capitato, e quindi consapevolmente sospingendola verso la meritata morte. Ovviamente posso sbagliarmi, non avendo autorità per interpretare le Scritture. Poi oggi, ormai tutti intrisi di buonismo, appare inconcepibile che San Pietro o lo Spirito Santo possano aver fatto morire due traditori. Così come appare inconcepibile che lo Stato Pontificio (cattivone!!!)applicasse la pena di morte.

  7. michele scrive:

    Tre figli e moglie senza uno stipendio a casa penso che sia qualcosa che nessuno vorrebbe avere sulla coscienza nel 2013. Non penso il perdono sia solo una condizione dell’animo, ma che debba essere dimostrato anche nei fatti: ti perdono, do un altra possibilità e ti metto dove non puoi più nuocere. D’altronde, da quel gionro in poi, Paolo Gabriele vivra’ davanti a chiunque lo guarderà con la vergogna per quello che ha fatto.

  8. Filippo scrive:

    Wir sind bettler…Siamo mendicanti…
    Si racconta che, sul punto di morte, Lutero abbia pronunciato queste parole, riconoscendo la nostra umile condizione umana di bisognosi.
    Bisognosi di amore, di salute, di lavoro…e di misericordia.
    Quanti giudicano con asprezza la vicenda di mr.maggiordomo, dovrebbero riflettere sulla nostra condizione di peccatori, che necessitano, come dice giustamente Andrea, del perdono e dell’aiuto di Dio.
    Se non fosse alquanto inflazionata la citazione, beh, concluderei con il celeberrimo passo evangelico: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra…”

    • macv scrive:

      Che vuoi caro Fiippo siamo uomini anche se cristiani e in ogni uomo è insito un senso di giustizia! quando questo senso di giustizia non viene appagato si rimane coll’amaro in bocca! E il senso di giustizia è innato: anche i bambini dell’Asilo se un loro compagno fa qualcosa che non deve fare si aspettano che sia punito e non premiato! se la maestra lo sgrida ma poi però lo perdona e anzi lo mette al primo banco,magari gli altri bambini ci restano un po’ maluccio e pensano allora la prossima volta anch’io mi comporto così tanto ho capito che a questo mondo a quel che pare i furbi fanno carriera….
      Insomma il senso di giustizia non dovrebbe essere sacrificato del tutto al senso di misericordia, le due cose dovrebbero avere un loro limite reciproco cioè la misericordia finire dove inizia la giustizia e la giustizia finire dove inizia la misericordia. Nel caso di Paolo Gabriele la misericordia è lampante , la giustizia invece mica tanto, e il fatto che tanti fedeli siano un po’ perplessi non vuol dire che siano “cattivi” ma che hanno dentro di loro quell’inesprimibile anelito alla giustizia che ogni uomo ha.

  9. Sal scrive:

    “Basta leggere il Vangelo per comprendere quanto la logica di Dio sia diversa da quella del mondo.”

    Se il papa ha deciso di premiare Paolo Gabrile rimandandolo da chi glielo aveva raccomandato, sono fatti suoi. Però c’è una contraddizione evidente per es. ricordando tutti quelli che il papato non ha perdonato allo stesso modo. Filippo menzionava Lutero, si possono ricordare i comunisti la cui scomunica è valida ipso facto i perché aderendo ad una filosofia materialistica e anticristiana sono diventati apostati.”
    sulla base della quale si può dire che in Italia i cattolici sono proprio una minoranza.

    Ma se si esamina anche “ Il Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores (Elenco contenente i principali errori del nostro tempo, chiamato per antonomasia Sillabo) “ un elenco di ottanta proposizioni che papa Pio IX pubblicò insieme all’enciclica Quanta cura nella ricorrenza della solennità dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre 1864, sono condannati il liberalismo, le vecchie eresie riproposte nelle idee del tempo, l’ateismo, il comunismo, il socialismo, l’indifferentismo ed altre proposizioni relative alla Chiesa ed alla società civile (tra cui il matrimonio civile).”
    Si può quindi affermare solennemente che di cattolici in questo paese non ce ne sono più ! Tutti scomunicati !

    “Basta leggere il Vangelo per comprendere quanto la logica di Dio sia diversa da quella del mondo.”

    Se il papa ha deciso di perdonare, premiare Paolo Gabrile rimandandolo da chi glielo aveva raccomandato, sono fatti suoi.
    Però c’è una contraddizione evidente ricordando tutti quelli che il papato non ha perdonato allo stesso modo. Filippo menzionava Lutero, ma si possono ricordare i comunisti la cui scomunica è valida ipso facto i perché aderendo ad una filosofia materialistica e anticristiana sono diventati apostati.” sulla base della quale si può dire che in Italia i cattolici sono proprio una minoranza.

    Ma se si esamina anche “ Il Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores (Elenco contenente i principali errori del nostro tempo, chiamato per antonomasia Sillabo) “ un elenco di ottanta proposizioni che papa Pio IX pubblicò insieme all’enciclica “Quanta cura” nella ricorrenza della solennità dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre 1864, sono condannati “il liberalismo, le vecchie eresie” riproposte nelle idee del tempo, “l’ateismo, il comunismo, il socialismo, l’indifferentismo” ed altre proposizioni relative alla Chiesa ed alla società civile (tra cui il matrimonio civile).”
    Si può quindi solennemente affermare che di cattolici in questo paese non ce ne sono più ! Tutti scomunicati !

  10. Lia Orsenigo scrive:

    Ci sono volute una quarantina di righe, nel prologo introduttivo, perchè il dr Tornielli giungesse a scrivere la parola fatale : “perdono”.
    A tal punto, io mi sento quasi costretta a tornare su un punto su cui già ebbi ad insistere, cioè gli aspetti inquietanti di questa retorica del perdono, appunto, e sulle sue conseguenze su un piano storico.
    La chiesa, infatti, ci ha abituati da secoli a questo concetto che , se augurabile quale atteggiamento di ciascun uomo nei confronti dei propri fratelli, diventa potenzialmente deleterio quando viene storicamente e sistematicamente erogato da una Istituzione religiosa che si serve di un clero di mestiere.
    E lo stesso si deve dire dei concetti limitrofi di indulgenza,pazienza, comprensione, accondiscendenza, mitezza, pietà, clemenza, tolleranza e transigenza ; tutti concorrenti ad un “buonismo” di fondo (come Tornielli stesso accennava).
    Infatti, al di là delle intenzioni pastorali, la retorica del buonismo è la sola che viene capillarmente percepita a livello di masse, e l’impressione che se ne ricava è che non esiste peccato che non possa essere perdonato a fronte di una trattativa confessionale privata con un ministro dell’Istituzione.

    Dove voglio arrivare? Ad un punto che ho sovente sottolineato, abituata come sono all’esperienza vissuta nelle società del nord Europa : società nelle quali, quando hai commesso un peccato, nessuna istituzione terrena può togliertelo.
    Questo abitua le coscienze ad un grande rigore; rigore che poi si ritrova in tutti gli aspetti della vita pubblica e che è alla base della maggiore serietà media che è facilmente riscontrabile nei paesi a nord dell’Italia.
    Il perdono è una medicina dolce da somministrare; ma ,dopo secoli e secoli di pratica perdonistica, utilissima alla teocrazia papale, il danno antropologico perpetrato nei confronti dell’italiano medio è visibilissimo nella debolezza dei caratteri e delle coscienze, totalmente prive di autonomia e maturità.
    L.O.

    • Vincenzo scrive:

      Mi permetto di correggerla, ma la Chiesa non è un’istituzione divina (se fosse terrena avrebbe fatto la fine del topo da secoli); inoltre la Confessione non è una trattativa privata ma un mettersi di fronte ad un ssacerdote che agisce in persona Christi.
      Infine è falso che i popoli del nord Europa siano dotati di maggior rigore morale (basta vedere cosa fanno i tedeschi in vacanza in Italia) ma semplicemente hanno il senso delle apparenze (cioè fanno potcate ben peggiori ma se vengono beccati i loro amici li abbandonano facendo le verginelle). Ho un amico italo-austriaco che mi ha spiegato come fanno in Austria per non pagare le multe automobilistiche, r gli austriaci, per la fantasia, non sono inferiori agli italiani.

    • P.Danilo scrive:

      Nella sua alta libertà laicista vorrebbe anche vietare ai cattolici “la pratica perdonistica”? Qui oltre a dimostrare la sua ignoranza – il perdono è un sacramento in casa nostra – fa intendere che lei non perdona mai niente e nessuno. Oh che bel esempio di laicità!
      La teocrazia papale non è mai esistita, nemmeno nei secoli cosiddetti bui. Il perdono non porta nessun danno all’anima dell’italiano medio, anzi è vero tutto il contrario: il perdono dato e ricevuto prima da Dio e poi dagli uomini, con la mediazione della Chiesa, risana la mente l’intelletto e di cosenguenza la psiché e anche il corpo. Provare per credere. Se poi per “italiano medio” indende chi ancora crede e pratica, lei si dimostra ignorantissima della realtà italiana. Se l’Italia sta ancora in piedi, non è implosa, come altre nazioni europee, è grazie a quei pochi che ancora credono e praticano. Legga altri libri, si informi meglio, e la smetta di disprezzare tutto ciò che fanno i cattolici, e come cardiotonico studi un po’ di più la metafisica: che contiene quei principi di origine non umana che reggono il Gran Tutto, vale a dire: il Mondo intero. Ora la devo lasciare perché vado a celebrare la messa ed il perdono nella confessione…

      • Sal scrive:

        @ P.Danilo
        “Il perdono non porta nessun danno all’anima dell’italiano medio, anzi è vero tutto il contrario: il perdono dato e ricevuto prima da Dio e poi dagli uomini, con la mediazione della Chiesa, risana la mente l’intelletto e di conseguenza la psiché e anche il corpo. Provare per credere”

        Provare per credere ?
        H**p://www.herenciacristiana.com/escuelas.html
        H**p://www.wakeupnews.eu/il-genocidio-canadese-e-i-silenzi-della-chiesa/
        “Legga altri libri, si informi meglio, e la smetta di disprezzare tutto ciò che fanno i cattolici,”
        Lo sa vero che il Vaticano sta sostenendo “ferocemente” una legge in discussione al parlamento Usa per “censurare” internet ? Il più grande libro su cui informarsi …..

      • Sal scrive:

        @ P.Danilo
        “Il perdono non porta nessun danno all’anima dell’italiano medio, anzi è vero tutto il contrario: il perdono dato e ricevuto prima da Dio e poi dagli uomini, con la mediazione della Chiesa, risana la mente l’intelletto”

        Già, peccato che Tommaso d’Aquino non è d’accordo. “Sostenne la liceità della pena di morte sulla base del concetto della conservazione del bene comune.”
        “« Come è lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità »”
        (Summa theologiae II-II, q. 29, artt. 37-42.)

        Lo Stato pontificio ha mantenuto nel suo ordinamento la pena di morte fino al XX secolo, abolendola nel 1969, Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1997)
        CCC“2266: La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto…”
        CCC“2267: L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. ”

        Giovanni Paolo II – “Evangelium vitae”, “… È chiaro che … la misura e la qualità della pena devono essere attentamente valutate e decise, e non devono giungere alla misura estrema della soppressione del reo se non in casi di assoluta necessità, quando cioè la difesa della società non fosse possibile altrimenti. …»”
        (Giovanni Paolo II, enciclica Evangelium vitae, 56: AAS 87 (1995) 464)

        Risana la mente e l’intelletto …….

        • P.Danilo scrive:

          Sal, come al solito i suoi commenti sono come “i cavoli a merenda”. Comunque, se me lo permette, un consiglio lo do anche a lei: provi a perdonare e vedrà che anche lei starà meglio … fino a raggiungere la sanità dell’intelletto.

          • Sal scrive:

            Io perdonare ? Ma io non ho nulla da farmi perdonare….. forse questi qualcosa si.

            h**p://www.vaticancrimes.us/2013/01/vaticans-torture-of-women-will-be.html

          • minstrel scrive:

            Sal, ancora con ‘sta storia di Tommaso d’Aquino? E gli apostoli che approvavano la schiavitù allora?!

            La smetta di leggere le nostre assurde scritture che ogni tanto cita, sono scritte e trasmesse da una chiesa falsa, la quale deve solo rispondere dei crimini che commette.

            Sia CO-E-REN-TE e butti i vangeli alle ortiche come butta alle ortiche la Chiesa ad ogni piè sospinto!

            Desidero riportare due sue frasi che descrivono la generalizzazione da bar con la quale tratta spesso gli argomenti:
            “censurare” internet ? Il più grande libro su cui informarsi
            si rende conto che su web ci trova tutto e il contrario di tutto? E’ come se lei avesse a casa l’enciclopedia del vero e del falso solo che non è indicato da nessuna parte dove è vera e dove è falsa! Nemmeno io sono per censurare, è una battaglia persa, ma sono per far imparare a scuola obbligatoriamente la logica della testimonianza e l’epistemologia delle fonti!
            Ad esempio: citi la fonte di questa accusa e soprattutto, se vera, ci dia le motivazioni di chi sostiene tale legge. E ancora: ci faccia capire dove sta scritto che io, cattolico, dovrei per forza essere d’accordo con tale presa di posizione?

            Ma io non ho nulla da farmi perdonare
            ennesima prova, dopo il canone che accetta senza accettare chi il canone l’ha promulgato, di come lei si senta infallibilmente semidivino.

          • vincenzo da torino scrive:

            @Sal.”Ma io non ho nulla da farmi perdonare….. forse questi qualcosa si.” Lei fa il giudice di altri e non riesce a vedere quello che almeno a noi appare chiaro. E’ messo malissimo… Non so se è stupidità congenita, orgoglio smisurato o incapacità di valutazione. Di certo ha delle grosse gatte da pelare per se .Non le vede? Grosso guaio…

          • Sal scrive:

            @ P.Danilo
            “fino a raggiungere la sanità dell’intelletto.”

            Sanità dell’intelletto ? Ma è sicuro ? Ha mai letto come i pagani consideravano i cristiani ?

            “la maggioranza pagana dell’epoca vedeva il nascente culto cristiano come una setta pericolosa, un qualcosa di oscuro e maligno. Erano infatti diffuse diverse opinioni sul culto praticato dai cristiani, alcune delle quali sostenevano che essi praticassero cannibalismo rituale, violenza sessuale nei confronti di bambini, omicidio e infanticidio rituale, sostenessero l’ateismo,”

            h**p://it.wikipedia.org/wiki/Graffito_di_Alessameno

      • Lia Orsenigo scrive:

        VINCENZO, la confessione è precisamente una trattativa privata : una trattativa privata e null’altro. La altisonante formula che il sacerdote agisce “in persona Christi” non chiarisce un bel nulla, al di fuori della propria magniloquenza.
        All’atto pratico, la confessione è una pratica che fa consegnare la propria autonomia di coscienza e di giudizio nelle mani di un potere esterno.
        L’idea che i tedeschi facciano “porcate” (cito testualmente l’ottimo Vincenzo) è una idea ridicola , espressa da chi ha un rapporto nevrotico con l’idea di colpa : le colpe di cui parla sono probabilmente inerenti alla sfera privata. Ciò che conta è che i tedeschi siano rigorosi nell’aspetto pubblico della loro vita e nel rispetto delle leggi e delle regole collettive.

        Padre Danilo,poi, replica miseramente alla serietà delle mie considerazioni (e lo fa per ragioni di mestiere, temo).
        In risposta, dice solo inesattezze : io non ho detto che non perdono nessuno (che c’entra qui il mio atteggiamento personale?). Anzi, se vogliamo, ho detto che il perdono va salutato come gesto augurabile di ciascun uomo nei confronti del proprio fratello, ma che non va erogato come atto ufficiale sistematico da parte di una Istituzione.
        Che il perdono sia un “sacramento in casa nostra” non giustifica affatto la sua fondatezza nè lo assolve dalla sua dannosità. Ancora, “la teocrazia papale non è mai esistita”! (E sono io l’ignorante?).
        Che il perdono ecclesiale “non porti nessun danno” è una opinione largamente smentita dall’esperienza di ogni giorno: la flaccidezza delle nostre coscienze ne è la prova migliore : essa è una delle nostre amarezze civili più macroscopiche (e non basta dire “provare per credere”, come fossimo in una gelateria).
        Il potere assolutorio crea complicità, sottomissione spesso fasulla ed ipocrisia, e Lei , caro padre, vi contribuisce , col suo lavoro.
        L.O.

        • P.Danilo scrive:

          Ebbene, Signora Lia, allora l’ignorante sono io; non ho infatti capito cosa intenda per teocrazia papale. Comunque non mi risponda e la saluto.

        • Vincenzo scrive:

          Ottima Sig.ra LIA ORSENIGO, devo dire che lei è profondamente priva di una visione soprannaturale.
          Innanzitutto, non conosce o non vuole conoscere ciò che è la Confessione, che non è una trattativa privata ma è un rapportarsi con il Solo (Adonai Ehad) che può rimettere i peccati (che son ben diversi dai reati, demandati all’autorità umana). Se il Figlio dell’Uomo ha voluto delegare il Suo potere di rimettere i peccati sulla terra (E i discepoli gioirono al veder il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”» – Gv. 20, 19-23) ai suoi ministri non vedo come lei possa degradare”una scelta sovrana” a trattativa privata.
          Dinanzi al Tutto, per quanto rappresentato – in questo specifico ministero – da uomini pieni di difetti, non è dato ad alcun uomo di porsi in una posizione diversa da quella del mendicante. Dinanzi al Giudice chi è che compare se non l’imputato e l’accusatore? Nel caso della Confessione solo l’imputato conosce il suo peccato e solo lui può essere il proprio accusatore (a differenza dei reati dove l’oggetto del reato è valutabile e misurabile con i mezzi umani). La Confessione ha tutti i crismi di un processo essendo presente l’accusa (il peccatore), la difesa (Cristo stesso ed i suoi santi) ed il Giudice (Dio attraverso i suoi ministri), che giudica non secondo giustizia ma secondo misericordia (in fondo anche nel diritto positivo italiano accanto alla legge abbiamo l’equità). Questa le sembra una trattativa privata? Forse le sembra privata perchè desiderebbe lei entrare in questo “processo” con funzione di giudice o accusa?
          Sui tedeschi devo dire che lei è profondamente ignorante. In via preliminare devo tuttavia rilevare che la sua espressione “rapporto nevrotico con l’idea di colpa” meriterebbe una spiegazione maggiore stante la vuota “magniloquenza” (giusto per usare le sue parole) del’espressione così com’è ridicola la sua asserzione secondo la quale le porcate a cui mi riferisco attengono alla sola sfera privata dei crucchi. Probabilmente lei non lo sa (atrimenti si vergonerebbe a scrivere tali castronerie) ma i tedeschi sono famosi per la loro mancanza di onestà (se lei legesse Italia Oggi lo scorso mese avrebbe trovato un articolo interessantissimo sulla disonestà tedesca nell’ambito delle compravendite immobiliari oltrechè nella remunerazione delle ditte appaltatrici) come ad esempio racconta questo interessantissimo articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/corruzione-germania-macigno-sulleconomia-miliardi-euro/198453/) o anche questo (http://www.investireoggi.it/fisco/corruzione-in-germania-scandali-allitaliana/) o questo (http://www.viaggio-in-germania.de/scandalo-siemens.html). Ma mi permetto di segnalarle un altro alrticolo molto interessante: UNWILLING OR UNABLE TO CHEAT? EVIDENCE FROM A RANDOMIZED
          TAX AUDIT EXPERIMENT IN DENMARK di
          Henrik J. Kleven (lo può scaricare gratuitamente su NBER). che dimostra come i nordeuropei sono come noi, quando possono rubare rubano ecc. Si diverta e provi ad essere meno ignorante. Cordialità.

    • lauraromana scrive:

      @lia orsenigo.
      Sarà magari per questa assenza del perdono che le “società perfette” dei Paesi scandinavi” hanno anche il primato dei suicidi in Europa?
      Signora, non c’è peccato che Dio non perdoni di fronte ad un pentimento sincero e profondo: della cui sincerità la Chiesa cattolica, umilmente, lascia ultimo e supremo giudice Dio stesso che, solo, può vedere in fondo al cuore di ognuno di Noi.
      Comunque, secondo il Suo sragionamento, anche nei paesi islamici ci sarebbe una società perfetta, visto che lì il perdono proprio non esiste.
      Infine: Lei non ha proprio altro da fare nella vita che sfogare un astio infinito nei confronti della Chiesa cattolica’

      • Lia Orsenigo scrive:

        LAURAROMANA, Le dico che mi sono già imbattuta nell’argomento che Ella adopera, sembra quasi un riflesso consolatorio; io frequento da anni, continuamente la Norvegia, (come già ebbi modo di dire), ed -ogni volta che capita di discutere con qualcuno degli altissimi indici di qualità del vivere civile scandinavo- qualcuno crede di chiudere la questione ribattendo col tasso di suicidi.
        Allora, io sono andata un pò a studiare il problema ed ho trovato che gli andamenti non sono stati sempre eguali : vi sono stati periodi in cui le percentuali del sud Europa erano più elevate e viceversa, così come ho trovato che ,in Italia, per esempio, la regione col più alto tasso è la Campania : e ciò sorprende perchè essa è una regione dove gli indici di frequentazione delle chiese è tra i più alti d’Italia, più alto è il numero dei matrimoni cattolici e molto più basso è il numero di bambini nati al di fuori del matrimonio. E cito questi dati perchè i sociologi li ritengono tra i più significativi ai fini dell’inquadramento di una popolazione nell’ambito del rispetto delle tradizioni religiose.
        Le cause sono sempre molteplici : per esempio, si nota che la propensione è maggiore nelle classi medio -basse o di inferiore cultura: ciò complica le cose, perchè sono due elementi quasi assenti in Scandinavia. Ancora, in Europa il primato ce l’hanno ungheresi e francesi (e non gli scandinavi); ai vertici abbiamo pure Austria e Polonia, due paesi cattolici.
        La Sua semplificazione è ulteriormente indebolita dal fatto che esistono, infine, tassi di suicidi in questi paesi più alti che in altre società protestanti : è facile enunciare slogans, insomma, ma le prove dei fatti sono di più complessa elaborazione.
        Sui Suoi ultimi argomenti, vede, io potrei replicare che i fatti stanno diversamente : assai di rado la chiesa lascia Dio “giudice supremo” : nella massima parte dei casi è il ministro che dà la grazia e la salvezza ed è per quello che il fedele gli si rivolge. Questa pratica di lavacro periodico, alla lunga, abbassa la tensione verso il perseguimento di un ideale di rettitudine ed indebolisce le coscienze , rendendole non solo meno rigorose, ma anche più inclini alla deresponsabilizzazione. E’ un fatto, purtroppo, innegabile.
        E’ questo che mi spinge alla critica verso la chiesa cattolica ; tutti ,infatti, paghiamo giornalmente le conseguenze del dover vivere in una collettività resa inaffidabile e corrotta dalla mollezza delle coscienze.
        L.O.

        • stefano scrive:

          Lia, lei è ormai un disco rotto. Oltretutto, la sua pretesa di vendere frigoriferi agli esquimesi è un po’ patetica. Davvero crede che i cattolici abbiano bisogno di apprendere da una miscredente quale sia la vera natura della Chiesa, i suoi insegnamenti, la sua Grazia e i suoi doni?

        • lauraromana scrive:

          @liaorsenigo che non credi neanche nel pancotto, e sei così superba, così tronfia e fiera della tua assoluta integerrima perfezione; Lia Orsenigo che non hai bisogno di essere perdonata perché troppo perfetta e che sicuramente non perdoni nessuno perché ti schifa il tuo prossimo peccatore; lia Orsenigo, ma dove cavolo le prendi le statistiche, quando è notorio e risaputo che a Napoli con tutti i problemi e i casini che hanno, c’è il più basso tasso di suicidi d’Europa; lia orsenigo così rigida, intransigente, intollerante delle altrui umane debolezze dalle quali sei l’unica immune ( insieme ai perfetti scandinavi luterani) fai pensare a certi personaggi di certi film di Dreyer: duri, inaciditi, fonte di disperazione per i malcapitati che incappano nella loro nefasta , adamantina certezza delle propria esclusiva perfezione e della propria ssoluta impeccabilità: LIA ORSENIGO; QUANTO MI FAI PENA:

  11. Simone scrive:

    Il tema del perdono è uno dei più importanti della Fede Cattolica, e si capisce benissimo il perché, risale fino all’inizio della storia dell’uomo e del suo limite (che tutti hanno: la santità sta forse nel portare l’asticella del limite il più in alto possibile, magari facendo anche qualche salto nullo o sbagliato, perfino i più grandi santi ai primi tentativi non son mica andati tanto bene).
    Ma perdonare è difficile. Personalmente anche quando sento la parabola del figliol prodigo se penso al figlio che ha sempre seguito il padre mi girano anche un pochino. Dice bene Macv, abbiamo quel senso di giustizia che ci tormenta, e che ci fa fare fatica a perdonare, anche quando siamo consapevoli di non essere perfetti. Ma l’ostacolo più grosso per il perdono è il mancato pentimento; se uno si ostina nell’errore, non chiede scusa, non cambia la sua vita, beh, allora è un po’ dura perdonare, perlomeno per noi creature limitate. Alle volte mi chiedo perché quasi tutti i sacerdoti non chiedano, espressamente, se io sia pentito per ciò che ho fatto, quando mi confesso; danno per scontato che io lo sia. Lo sono eh, intendiamoci, ma se me lo chiedessero sarebbe un bell’incentivo a non ricadere, credo. Del resto anche Gesù, dopo aver perdonato l’adultera e salvatala dalla giustizia umana (che in quell’episodio faceva la mia parte quando ascolto la parabola del figliol prodigo), le ha detto di andare sì, ma di non peccare più.
    La soddisfazione, poi, uno deve darla lo stesso, quando sbaglia. Magari capita in un modo che non si può immaginare, come quando la mia nonna mi dava uno schiaffo improvviso, e mi diceva: “Questo è per quella volta che…”. E allora mi ricordavo meglio. Nella vita mi è successo e mi succede di “purgare” qualche cosetta, altroché.
    E’ da quando ho letto “I nostri atti ci seguono” che ogni tanto riesco a darmi una risposta a certi “bocconi amari” immeritati (in apparenza).
    Per quanto riguarda il maggiordomo, penso che il Papa, verificato il pentimento, abbia preso questa decisione che farà sentire quel signore come amato, pur nella consapevolezza di averla fatta molto, molto grossa. Se il suo pentimento è sincero, il fatto di aver dinanzi a sé l’evidenza del peccato commesso (anche solo per il fatto di non esser più allo stesso posto) credo sia una pena sufficiente (come Padre Cristoforo rammentava sempre amaramente la sua colpa). Se invece il pentimento fosse falso, Dio lo sa.

  12. Manu scrive:

    vabbè. è andata cosi..sono sempre rimasto dell’idea che gabriele sia il capro espiatorio o la punta dell’iceberg di qualcosa di piu grosso..sarà il tribunale divino quando sarà il momento per lui e per tutti verificare le eventuali colpe ecc ecc..detto questo chiedo a tutti di pregare per noi giovani, che non troviamo un lavoro, che senza di quello vaghiamo nel buio. pregate tutti per piacere per noi giovani, perchè anche noi abbiamo diritto al lavoro, per essere il “bastone della vecchiaia” dei nostri genitori e per crearci un fututo..che “il padrone della messe ci mandi un po di lavoro”, mettiamola cosi, e mettiamo tutto nelle mani di Dio ;) grazie!

    • Sal scrive:

      @ Manu
      “detto questo chiedo a tutti di pregare per noi giovani, che non troviamo un lavoro, che senza di quello vaghiamo nel buio.”

      “Ma sappi questo, che negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. 2 Poiché gli uomini saranno amanti di se stessi, amanti del denaro,” ( 2Tim 3.1-2) Lo sapeva vero che c’era già stato un avvertimento ? Magari se indaga di più scopre anche come superare i problemi.

      • Manu scrive:

        Tu sei pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e me porte degli inferi non prevarranno in essa…e, DETTA ALLA VENETA, NO TE ME INCANTI!!! CIAO!!!

  13. P.Danilo scrive:

    Caro Manu, pregherò volentieri per lei, affinché trovi il lavoro. Anche qui dove vivo io, Costa Smeralda, i giovani sono tutti a casa. Attendono i turisti, se verranno, per riprendere a lavorare per due mesi, nella prossima estate. Preghiamo anche perché i politici si diano una mossa, anziché stare là a litigare…

  14. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino
    “Non so se è stupidità congenita, orgoglio smisurato o incapacità di valutazione. Di certo ha delle grosse gatte da pelare per se .Non le vede?”

    Distinto sig. Vincenzo da Torino, io vedo certe cose, lei ne vede della altre. Io cerco di illuminarla su quelle che vedo io, ma lei oltre a rimproverarmi non mi illumina su quelle che vede lei. Provi lei a dire cosa vede, potremmo iniziare a ragionare ciascuno sulle sue “panoramiche visuali ”.
    Ma se continua a dirmi che non ci vedo e non mi dice cosa dovrei vedere, oltre quello che le sottopongo, non posso che continuare a dirle quello che vedo io. E le assicuro che non mi piace affatto. Si, davvero grosso guaio.

    Se devo farmi perdonare …. È cosa che me la vedo io con Chi ha titolo per farlo. Non sia invadente o curioso. Per parlare con mio Padre non ho bisogno dell’intermediazione.
    Stia bene

    • vincenzo scrive:

      Intende suo padre che sta laggiù? Menzognero ed eretico com’è sono sicuro che con suo padre che sta laggiù ha un filo diretto ed immediato.

  15. Reginaldus scrive:

    ma per favore, il paragone con Cristo, il quale non aveva certo le mani impastate in manovre di potere, e non si può dire che avesse bisogno di buonismi – “perché mi chiami buono? Solo Dio è buono!” – per rivelare la bontà di Dio! Chissà perché, a me vieme in mente piuttosto la parabola del servo infedele….

  16. Sal scrive:

    @ minstrel
    “si rende conto che su web ci trova tutto e il contrario di tutto? E’ come se lei avesse a casa l’enciclopedia del vero e del falso solo che non è indicato da nessuna parte dove è vera e dove è falsa!”

    Bene, è vero, ha ragione, allora devo desumere che tutti i link che mi ha postato sono dei falsi. Meno male credevo che ci credesse davvero !

    “ma sono per far imparare a scuola obbligatoriamente la logica della testimonianza e l’epistemologia delle fonti!” così poi si comunica e diventa teogafo.

    “ci faccia capire dove sta scritto che io, cattolico, dovrei per forza essere d’accordo con tale presa di posizione?”
    Ma io non le ho mai detto che deve essere d’accordo, dipende dal suo discernimento, a differenza di quello che veniva fatto alle “magdalene laundries” che trova anche su youtube.

    • Manuel2012 scrive:

      @minstrel
      Io non mi preoccuperei troppo delle affermazioni di Sal. Anzi non posso esimermi dall’esprimere la mia meraviglia per l’innalzamento del suo livello cul-turale. Tempo fa, sempre a motivo dell’Eucaristia, ci chiamava figli di Dracula: adesso, invece, dice che tu diventi TEOGAFO: quale grande illuminazione ha avuto… Chissà se sa cosa significa!?!? Nelle mie modeste conoscenze pensavo esistesse solo la parola teofago e supponevo significasse “mangiatore” di Dio; il concetto di TEOGAFO invece non mi è chiaro. Siamo di fronte ad una teologia veramente misteriosa
      Penso comunque che il prossimo livello di insulto sarà “COMUNISTA!” nel senso di “mangiatore di bambini”, come disse una volta il carissimo presidente della mia squadra del cuore, il grande Silvio Berlusconi…

      • Sal scrive:

        @ Manuel2012
        “Io non mi preoccuperei troppo delle affermazioni di Sal. Anzi non posso esimermi dall’esprimere la mia meraviglia per l’innalzamento del suo livello cul-turale.”

        Distinto sig. Manuel, sono completamente d’accordo con lei. Non c’è nulla di cui preoccuparsi “con me” infatti posso fare ben poco oltre che essere testimone . Sono altre le ragioni per le quali lei dovrebbe preoccuparsi avendo accumulato così tanto biasimo. Sembra che gli scandali che sono venuti alla luce sono come un treno con molti vagoni, dopo averne esplorato, uno ce n’è subito un altro, ma il bello della storia è che i vagoni non finiscono mai. Quindi che potrei mai fare io oltre ad essere un gallo segnavento sulla cima di un tetto se non indicare da quale parte viene il vento ? In attesa del chicchirichì dell’alba ?

        E se mi permette una domanda irrispettosa, poiché me l’ha suggerita lei con la storia del mangiatore di bambini, potrebbe dire come se lo mangia il bambinello, neonato, adolescente o da adulto ? Si tratta di capire qual è più tenero vero ?

        • Manuel2012 scrive:

          Dall’alto della sua sapienza enciclopedica e della sua cultura non mi ha ancora spiegato cosa vuol dire essere TEOGAFO.
          Grazie per il suo avvertimento. Leiha detto che è il gallo sul tetto in attesa che soffi il vento e il testimone (di cosa?).
          Fischia il vento, soffia la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andar a conquistare la rossa primavera… (In attesa dell’alba) dove sorge il sol dell’avvenir…
          Aspetti pure sul tetto, tanto comunista non lo diventerò mai. E quindi i bambini o gli adolescenti non li mangerò mai: il gallo, invece, cosa preferisce?

          • Sal scrive:

            Ma come ? Non sa che esistono i dizionari e le enciclopedie ? Oppure la disturba consultarli ?
            Testimone di che cosa – mi chiede -? ma ciò che è scritto no ? E’ tutto scritto. Non se n’è ancora accorto ?

          • Manuel2012 scrive:

            Eh, no! mi spiace. Nei dizionari ed anche in san google TEOGAFO non esiste, mi scomodo sempre a consultarli. Solo nella sua testa c’è. Qual è il significato ufficiale, allora?
            Potrebbe essere, come pensavo un errore di stampa per TEOFAGO ed allora avevo ragione prima. Ma potrebbe essere anche TEOGRAFO ed allora sarebbe più accettabile
            Non sono certo al suo altissimo livello ma non ho ancora capito di chi/cosa è testimone.

    • minstrel scrive:

      allora devo desumere che tutti i link che mi ha postato sono dei falsi.

      in realtà non può desumerlo e se lo fa è un errore logico, ma non è una novità. Quello che può fare è al massimo pensarli falsi, ma questo farebbe desumere (davvero) che non ha inteso come intendo per epistemologia delle fonti.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “in realtà non può desumerlo e se lo fa è un errore logico, ma non è una novità. Quello che può fare è al massimo pensarli falsi, ma questo farebbe desumere (davvero) che non ha inteso come intendo per epistemologia delle fonti.”

        Allora provo a fare un altro errore logico così potrà correggermi.
        “Le Case Magdalene erano istituti femminili che accoglievano le ragazze orfane, o ritenute “immorali”, per via della loro condotta considerata peccaminosa o in contrasto con i pregiudizi della società benpensante. La maggior parte di questi istituti furono gestiti da suore che appartenevano ai vari ordini, per conto della Chiesa cattolica. Nella maggior parte di questi istituti femminili, le donne, per lo più ragazze adolescenti, erano trattenute spesso contro la loro volontà; questo avveniva anche grazie alla complicità dei familiari delle ragazze, preoccupati di mantenere integro l’onore e la reputazione della loro famiglia: così, per evitare un pubblico scandalo, le giovani erano condotte in questi conventi con l’intenzione di far espiare loro quelli che erano comunemente considerati gravi peccati.…..” -Wikipedia

        E’ un errore logico pensare che certa mentalità peccaminosa che tornava comoda sia stata inculcata e perpetrata e diffusa ingannevolmente nei confronti delle 30.000 donne nel corso di 150 anni ? Il Vangelo non ha mai detto di “salvare l’onore e la reputazione delle famiglie imprigionando le figlie” ma solo quello di predicare la “buona notizia” che per alcuni si sta rivelando una “cattiva notizia” molto cattiva.

        Facciamo così, io penso che sia falso il mio modo di pensare che non accetta, non giustifica e si ribella a queste porcherie. OK ? Contento ? Così non faccio errori logici e rimango nell’epistemologia della fonte. Le va ?

        • minstrel scrive:

          Questo non è un errore logico, è un volo pindarico.
          Glielo spiego facendone un paio anche io: dopo aver letto questo suo post mi è venuta voglia di macedonia, una ricca; desiderio che non centra con una ipotetica rinascita dell’economia della repubblica balcanica la quale mi fa tornare alla mente il kosovo di fine anni 90 e penso a quelle guerre assurde che insanguinano il mondo e che in fondo son tutte colpa della religione e che poi alla fine, è dimostrato, si torna sempre al Vaticano e agli intrallazzi, che fa rima con Ratzi!, che poi quello là, duemila anni fa, diceva “babilonia” e che mi fa pensare a babele – dove le lingue si sono confuse e facevano un casino assurdo- che pareva una macedonia di frutta e finalmente ritorno all’inizio e ho dimostrato che tout ce tiens!
          … che fame.

  17. antonella lignani scrive:

    Penso semplicemente che se Paolo Gabriele fosse rimasto in prigione e la famiglia senza mezzi di sussistenza avremmo assistito agli attacchi più furiosi contro Benedetto XVI e la Santa Sede.

    • macv scrive:

      Allora secondo lei questo “perdono” è solo una specie di astuta autodifesa della Chiesa ??? di tutti i motivi per cui Paolo Gabriele è stato perdonato questo mi sembra veramente il più squallido!!! Ma lo sa lei cosa dice la gente che non è cattolica? Dicono : certo è stato tacitato e graziato e magari pagato perchè STIA ZITTO perchè non dica la verità sui complici magari cardinali o alti prelati! Questa è l’ipocrisia dei preti: basta che uno stia zitto e buono e faccia finta di nulla. Dunque se Gabriele fosse stato perdonato per apparire “buoni” agli occhi dei nemici della Chiesa sarebbe fatica sprecata! I nemici della Chiesa appunto non credono alla “bontà” dei preti ma solo alla loro astuzia!!!

  18. antonella lignani scrive:

    Caro macv, la mia era solo una constatazione. Sarebbe accaduto questo, a torto o a ragione. D’altra parte quando Gesù scacciava i demoni la gente diceva che lo faceva per ordine dello stesso Satana. Ora criticano per il buonismo, altrimenti avrebbero criticato per …. il cattivismo. Meglio quindi andare per la propria strada, come spero che abbia fatto adesso il Vaticano.

  19. Cherubino scrive:

    non credo che “la gente non cattolica” dica in blocco che sia stato solo un modo per tacitare segreti inenarrabili. E non credo che il senso di giustizia, se reale, si ribelli al trattamento ricevuto da Paolo Gabriele.
    Credo invece che tante persone, anche non di fede cattolica, apprezzino il fatto che come minimo il papa si è posto il problema della moglie e dei figli di PG. Oltre a questa considerazione minima, non è affatto vero che mettere “la lanterna sul tavolo” come raccomanda Gesù, voglia dire sempre trovare incomprensione. Gesù stesso trovava spesso apertura e fede nascosta in persone che sembravano “lontani”: samaritani, romani, pubblicani e meretrici. Egli non dava per scontato che fossero “separati”, nè ragionava per categorie sociologiche o etichette di appartenenza, ma voleva conoscere e giudicava ognuno singolarmente.
    Del resto, che questa Chiesa odierna abbia mostrato da decenni il volto del perdono, non è certo un’affermazione straordinaria. Giusto restando agli ultimi due pontefici, Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per le ingiustizie fatte da cattolici, ma ha soprattutto perdonato il suo attentatore, ha steso la mano a dittatori che hanno perseguitato la Chiesa, senza mancare di ammonirli per i loro peccati. Ha abbracciato la prostituta pentita, visitato i carcerati, si è fatto prossimo agli ultimi e ai lontani.
    Benedetto XVI ha fatto lo stesso, in modi più discreti, e la decisione relativa a Gabriele è solo la conferma di un atteggiamento costante del suo pontificato. Lo spirito in fondo è lo stesso della remissione della scomunica ai lefebvriani, i cui errori dottrinali e la cui disobbedienza perserverante hanno ferito la tunica di Cristo molto più degli errori di Gabriele.

    • macv scrive:

      insomma caro Cherubino potresti essere più “breviloquentis”: per te va bene la misericordia con Paolo Gabriele non ti andrebbe bene la misericordia coi lefevriani. Lo potevi dire anche in formato Twitter!!! ;-)

      • macv scrive:

        oppure riassunto ancora più conciso dell’opinione di Cherubino: meglio uno che tradisce di nascosto di chi disobbedisce pubblicamente.
        De gustibus!!! Io stimerei di più un servo che mi dicesse in faccia NON obbedisco, piuttosto di chi col sorriso mellifluo mi spiasse e trafugasse carte dal mio cassetto!! Anche nel male ci sono certe gradazioni di viltà…e certe di magnanimità.

        • macv scrive:

          Io continuo ad essere del parere che la mitezza con Paolo Gabriele abbia ragioni dettate dalla prudenza e dalla scelta di non alimentare ulteriori approfondimenti da parte dei media dell’intera vicenda. Un solo colpevole, nessun complice, il colpevole graziato, baci e abbracci . Morale della favola: E vissero tutti felici e contenti, o Tutto è bene quel che finisce bene!

          • mauro scrive:

            Già le favole sono bellissime ma la realtà è diversa. La grazia ed il perdono non cancellano il furto patito di documenti e trovargli un lavoro, sempre presso proprie strutture extraterritoriali, equivale a riconoscergli un premio.
            Solo chi fosse contro la Chiesa gli avrebbe potuto offrire un nuovo lavoro al di fuori, beninteso, della Chiesa.

          • Cherubino scrive:

            Quanti sproloqui quando è la premessa che è bacata. Io non ho mica detto di essere contrario alla misericordia ai lefebvriani ! Anzi ho evidenziato come Benedetto XVI ha usato lo stesso metro, di cui mi sembra di prendere le difese, al contrario dei suoi ambigui post che non si capisce se siano pro o contro il papa (“la gente…”).
            Quindi ben venga il perdono per i lefebvriani, la differenza però è che Gabriele si è reso conto del male che ha commesso, mentre Fellay & co. sono convinti ancora di essere nel giusto.
            E anche lei non mi sembra abbia preso le distanze dagli errori dottrinali ed ecclesiali dei discepoli di mons. Lefebvre, con il quale hanno commesso “solo” il peggiore scisma dai tempi di Enrico VIII.
            Quindi il problema dei lefebvriani è semplicemente la loro impenitenza, perchè il perdono del Signore, del papa, e per quanto conti anche il mio, è già pronto.

  20. Sal scrive:

    @ Manuel2012
    Distintissimo sig. Manuel, confesso che non avevo capito la sua sottile ironia e mi scuso per essermi candidato all’oscar del lettore distratto. Succede spesso, che quando nella mente le idee sono chiare l’esposizione può essere un pochino più complessa e indecifrabile magari per un errore di battuta dovuto alla fretta che certamente non giustifica l’’errore ed evidenzia la sua corretta e pignola osservazione.

    Acclarato che lei ha ragione, vado a definire il termine che sembra essere poco familiare: “La teofagia (dal greco antico theòs e fagein, “mangiare dio”) è un rituale religioso consistente nella consumazione di un cibo considerato divino, in base a una identificazione simbolica con la divinità stessa È presente soprattutto in alcune religioni primitive. Wikipedia.

    In quanto alla testimonianza, essa è orientata a mettere in evidenza le contraddizioni tra le disposizioni elencate nel Testo (La Bibbia) di cui alcune religioni asseriscono essere la base del loro credo, ma che a mio modesto parere, invece le contraddice; poichè evidenzia il contrario di ciò che esse praticano. (v.p.es. Teofagia)
    Il Testo lo spiega meglio di me : “Dichiarano pubblicamente di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le loro opere, perché sono detestabili e disubbidienti e non approvati per ogni sorta di opera buona.” ( Tito 1.16) Un esempio per tutti è il mirabile apparato logistico imprenditoriale costituitosi addirittura in stato sovrano, condotto e diretto con estrema disinvoltura e rigore da un sovrano indiscusso che vende speranze, paragonato all’umiltà di chi è nato in una mangiatoia, “perché non c’era posto per loro,” cresciuto nella bottega di un falegname sviluppatosi in una capanna in riva al mare fra pescatori, che insegnava certezze, dovendo “avere la mira di vivere quietamente e di pensare ai fatti vostri e lavorare con le vostre mani” (1Tess. 4.11)
    Se lei non ci nota nessuna differenza ha ragione, altrimenti ripensando alle 30.000 lavandaie imprigionate senza nessuna colpa per 150 anni, non unico caso, ma uno dei tanti che si assomma ai molti altri di cui potrei far cenno, mi permette di dire che non c’è alcuna affinità né concordanza a meno che la mia logica sia una “non logica” nel qual caso lei avrebbe più di una ragione.
    Le devo quindi delle scuse, per aver scritto “teogafo” invece di “teofago”, così che la sua precisione ha messo in risalto anche la mia incapacità a scrivere correttamente, ma era del tutto logico trattandosi di “colui che si comunica.” Lei ha in ogni caso il merito di aver dato a me l’opportunità di poter esprimere ancora una volta e meglio il mio punto di vista. Così dovendo chiudere, prendo in prestito il titolo del post invitandola a “sorridere” sig, Manuel come il sig. Paolo Gabriele Sorrida anche lei qualche volta, aiuta a star bene.

  21. antonio scrive:

    egr. dott. tornielli, il punto non è paolo gabriele che ha un nuovo lavoro, il punto è che chi ha famiglia (6 figli), una laurea, un master, una licenza in diritto canonico e un dottorato, non trova un lavoro in tutta la chiesa italiana. non c’è un prete, un vescovo, un laico che conta, che ti aiuta. questo è ilpunto.
    auguri al maggiordomo

  22. antonio scrive:

    egr. dott. tornielli, il punto non è paolo gabriele che ha un nuovo lavoro, il punto è che chi ha famiglia (6 figli), una laurea, un master, una licenza in diritto canonico e un dottorato, non trova un lavoro in tutta la chiesa italiana. non c’è un prete, un vescovo, un laico che conta, che ti aiuta. questo è ilpunto.
    auguri al maggiordomo

    • Sal scrive:

      @ antonio
      “il punto è che chi ha famiglia (6 figli), una laurea, un master, una licenza in diritto canonico e un dottorato, non trova un lavoro in tutta la chiesa italiana.”

      Egr. sig. Antonio, non era necessario avere la laurea o il dottorato in diritto canonico per sapere che ci sarebbero stato “tempi difficili” è scritto da tanto tempo : “Ma sappi questo, che negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili.” ( 2Tim 3.1). La difficoltà è sorta perché si è accettato passivamente di seguire una certa dottrina e certi consigli.
      Le faccio qualche esempio semplice:
      Il canone della televisione. Si accetta di pagare la tassa (di possesso) per poter guardare una vetrina che con i suoi contenuti influenza le scelte e i comportamenti di tutti senza che si preoccupino di oscurarne i contenuti. Le pare logico ? E’ lo spettatore che dovrebbe essere pagato per essere stato influenzato avendo funzionato da cavia. Le pare ? Se non gradiscono, potrebbero benissimo trasmettere criptato facendo pagare il biglietto solo a chi desidera vedere, senza la pretesa di incassare da tutti. In modo che l’ingresso sia consentito solo a chi ha la tessera no ? Così fa Sky ! Perché non imitare ?
      Le faccio un altro esempio, il Telepass. Oltre a favorire l’automobilista che sfreccia via al casello senza fare la fila, il telepass è molto più conveniente per l’azienda che risparmia personale per l’esazione. Dovrebbe offrirlo gratuitamente, perché la convenienza dell’azienda è molto maggiore. Invece tutti passivamente accettano di fare un favore all’azienda che guadagna due volte.
      Facciamo il caso delle tasse. C’è un gran parlare di redditometro e redditest dato che l’evasione fiscale si dice sia molto alta. Beh, basterebbe che rendessero il reato penale e avrebbero risolto tutta questo gran polverone dietro al quale nascondere ciò che non si vuole far sapere. Un diversivo per distrarre.
      Si dice che non ci sono soldi e che c’è la crisi, ma sembra che i famosi 6 miliardi alle gerarchie non siano in discussione come tutti gli alti emolumenti ai famosi boiardi di stato e alle caste. Allora non è vero che non ci sono i soldi, c’è solo un mondo di furbi che pretende di “ubriacare” i più sprovveduti alle spalle dei quali si spartiscono la torta. Ha mica letto il giornale di Pavia ? E potrei continuare a lungo, ma infine la questione rimane sempre la stessa. Il consiglio della nonna : “Aiutati che Dio ti aiuta” l’agire è sempre in capo all’uomo. Se l’uomo preferisce delegare e far gestire da altri i suoi soldi e ed altri ancora l’anima, poi è sbagliato che si lamenti se ambedue gli mollano la fregatura..
      “ Siate forti e agite, e Geova mostri d’essere con ciò che è bene”.”( 2Cron 19.11)

      “poiché Dio è colui che, per amore del [suo] beneplacito, agisce in voi per produrre in voi il volere e l’agire ( Fil 2.13)
      Vede che non ci sono miracoli ? Li possiamo fare solo noi, agendo e cacciando a pedate e ladri e i venditori di fumo. Altrimenti non serve lamentarsi !
      Stia bene.

    • Manuel2012 scrive:

      Certo che la situazione è dura per una tale famiglia. Per una laurea ci vogliono 5 anni (ai miei tempi), un master un altro anno almeno, per la licenza in diritto canonico è necessario il baccalaureato in teologia (ora dalle nostre parti 6 anni) seguito da due anni per la licenza; per il dottorato in teologia ce ne vogliono altri tre. Dopo la maturità questa persona ha dovuto studiare almeno 17 anni ed arrivare almeno a 36 anni di età. Nel frattempo è riuscito a tirare avanti senza stipendio e a mantenere 6 figli. Che lavoro dignitoso si potrebbe trovargli? Non quello riservato a Paolo Gabriele….

  23. Reginaldus scrive:

    E se proprio vogliamo trovare dei riferimenti per il caso presente nella storia di Cristo, perché non pensare a Giuda? Non che Giuda avesse qualcosa a che fare con la funzione di maggiordomo, dal momento che il Figlio dell’uomo non aveva dove posare il capo, a differenza delle volpi e degli uccelli del ciel… ma depositario della fiducia di Cristo certamente lo era, dal momento che Cristo stesso lo aveva scelto nella sua squadra e gli aveva anche affidato la gestione della cassa comune…. E quando Giuda intrallazzò coi rivali di Cristo, Cristo non lo fece di certo arrestare e processare…. Ma a Giuda passerà presto la voglia di ridere, visti gli effetti del servizio reso ai rivali del suo Maestro, e il processo e la sentenza se li imbastirà da solo andandosi a impiccare a un albero…Ancora non era stata inventata la categoria del buonismo ( categoria comunque sospetta, da momento che puzza di complicità con chi si vuole fre oggetto del nostro ‘buonvolere’…)

    • Eremita scrive:

      A Reginaldus piacciono i toni truculenti con una certa tendenza al sadismo, ma per quanto riguarda il buonismo peloso e politicamente corretto ha ragione, mi associo alla sua ribellione contro i toni mielosi e concilianti che in fondo nascondono un malcelato disprezzo dell’altro. Quanto a Gabriele, elevarlo alla categoria tragica di Giuda mi sembra troppo, ed il Vatileaks non è la Passione, e neppure il Papa in questo caso assomiglia al Cristo in Croce. Quattro carte irrilevanti passate da cassetto in cassetto non sono certo i trenta denari insanguinati di Giuda…via, non lasciamoci trasportare dall’enfasi.

  24. Sal scrive:

    Visto a chi li ha dati i documenti Paolo Gabriele ? Mica a Nuzzi….. al Guardian !

    h**p://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/21/vatican-secret-property-empire-mussolini

    h**p://www.repubblica.it/economia/2013/01/22/news/vaticano_impero_immobiliare_segreto_a_londra-51046741/

    • mauro scrive:

      Secondo il tuo parere, quanti cattolici avranno letto che il Vaticano si fece pagare da Mussolini il riconoscimento del suo governo attraverso i Patti Lateranensi del ’929? E quanti di loro avranno capito che la fiducia non è merce di scambio?
      Ed ovviamente non si può nemmeno forzare una fiducia (sinonimo di fede) attraverso un Dio che non è mai venuto sulla Terra.

      Un saluto

      • mauro scrive:

        Re Vittorio Emanuele III non prendeva alcuna iniziativa in campo politico lasciando tale incarico al Governo in carica ed all’approvazione delle Camere.
        La storia dice infatti che il 26 agosto 1926 furono ufficiosamente ed informalmente designati due incaricati per la risoluzione della questione romana: uno dal Governo Mussolini e l’altro da parte del Papa Pio XI.
        Non vi è alcun incarico proveniente dal Re Vittorio Emanuele III mentre è presente quello del Papa.

        Ed ad ulteriore conferma il 13 febbraio 1929 Papa Pio XI tenne un discorso in una udienza concessa ai professori e studenti Dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in cui indicò Mussolini come “l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare”.

        Chi ha scritto quell’articolo si è dimenticato, od ha voluto dimenticare, che dopo la marcia su Roma avvenne una forte apertura (Governo di Mussolini), nei confronti della Chiesa, attraverso l’introduzione della religione cattolica nelle scuole, con funzione di ancella della filosofia (1923), e l’autorizzazione ad appendere il crocifisso nelle aule, così come precedentemente, nel gennaio 1923, si aprirono delle trattative segrete con un incontro tra Benito Mussolini e il cardinal Segretario di Stato Pietro Gasparri.

        Ma di che parrocchia è quel giornalista che ha proposto? Non vuole vedere un riconoscimento del Governo di Mussolini da parte di Papa Pio XI dopo che Mussolini stesso introdusse la religione cattolica nelle scuole, la presenza del crocefisso nelle aule, apprestandosi poi a risolvere la questione romana in pochi anni.
        Oltretutto se non ci fosse stato Mussolini, fervente credente, la Chiesa non avrebbe avuto quei soldi di riparazione (seppur pochi, considerando le condizioni economiche italiane, ma accettate di buon grado da Papa PIO XI) perchè vigevano le Leggi anticlericali (Leggi Siccardi) così come era ancora presente il servizio militare imposto al clero. E’ per tutti questi motivi, non dimenticando anche che Mussolini, per proprie qualità, si faceva sempre forte interprete delle aspettative del Popolo italiano in ogni campo, che lo stesso prese l’iniziativa personale di risolvere la questione Romana, afferente al sentimento religioso del proprio popolo credente e di cui faceva parte, che non aveva trovato alcuna soluzione in oltre 50 anni di divieti vicendevoli fra lo Stato italiano e la Chiesa e dinieghi della Chiesa.

        E’ del tutto ovvio che quei soldi vengono chiamati “I soldi di Mussolini” così come vi fu il riconoscimento del Governo che lo stesso Mussolini presiedeva, da parte del Papa PIO XI.

        Poi il Guardian parla di una struttura segreta del Vaticano afferente ad immobili acquistati con “i soldi di Mussolini” e lo accosta al riconoscimento del suo Governo, che in effetti è reale essendo stato considerato da Papa Pio XI “l’uomo che la Provvidenza ci ha mandato”. Mussolini era l’uomo a capo del Governo che operò in nome del Governo.

  25. MauriZio scrive:

    grazie Andrea!
    (anche per aver riproposto il link del bel servizio di Lucio Brunelli su RAI2)

    visto? basta dire la parola “perdono” (con l’accento sulla “o”) e tutti (o quasi) perdono (accento aperto sulla “e”) la pazienza e la ragione. La carita’ diventa un orribile “buonismo”, un sorriso espressione satanica, ecc ecc. Che fortuna speciale (beh, si puo’ usare la parola “Grazia”, vero?) abbiamo noi cattolici con questo grande Papa, Benedetto, in pensieri (come studioso), parole (per la chiarezza e profondita’) e opere (come il sostegno morale e materiale a Gabriele e alla sua Famiglia) !

    un caro saluto, con grande stima

    • mauro scrive:

      La grazia, come capo di uno stato, ed il perdono, dovuto come cattolico, cancellano la pena ma non il reato, così come la grazia ed il perdono sono già 2 opere di carità sulla stessa persona. Se poi lo stesso che gli ha tolto il lavoro, a causa del reato subito, gliene ridà uno nuovo non è piu’ assimilabile ad un’opera di carità ma ad un premio alla inaffidabilità che il lavoratore ha dimostrato verso il proprio datore di lavoro.
      Solo in Vaticano si può arrivare a premiare chi tradisce la fiducia che in lui è stata riposta.
      Certo è che occorrerà cambiare il Vangelo mostrando che Giuda fu premiato da Gesu’ dopo aver tradito la sua fiducia! Propongo come premio una corda, giusto per non travisare troppo l’avvenimento raccontato.

      Per forza di cose quando si premiano i disonesti, poi emerge in questo blog la vicenda di un laureato con 6 figli, senza lavoro e detentore di licenza in diritto canonico, che non trova alcun aiuto dai vescovi per un lavoro nella Chiesa, tale da consentirgli, almeno, di sfamare la propria famiglia. E’ l’urlo frastornante degli onesti!

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  27. Gianfranco scrive:

    Sua Santità ha fatto bene ! Chi siamo noi per giudicare il Suo operato?
    Ricordiamoci il Vangelo ” chi è senza peccato scagli la prima pietra..”
    Credo fermamente che il Papa e la Chiesa siano mosse dallo Spirito di Dio ed è altrettanto vero che Satana si scatena ancora di piu’….dobbiamo essere miopi per non capire questo, ricordiamo il Vangelo quando tentò Gesu’ !

  28. Gianfranco scrive:

    Sua Santità ha fatto bene ! Chi siamo noi per giudicare il Suo operato?
    Ricordiamoci il Vangelo ” chi è senza peccato scagli la prima pietra..”
    Credo fermamente che il Papa e la Chiesa siano mosse dallo Spirito di Dio ed è altrettanto vero che Satana si scatena ancora di piu’….dobbiamo essere miopi per non capire questo, ricordiamo il Vangelo quando Satana tentò Gesu’ !

    • mauro scrive:

      Caro Gianfranco,

      E’ il Vangelo che condanna il tradimento di Giuda subito da Gesu’, una condanna talmente alta da valere il prezzo della vita. E’ una netta esclusione dalla quale non si può in alcun modo rientrare, neppure dalla porta di servizio.