Nuovi vescovi, la speranza Ouellet

Intervistato dal «Canadian Catholic News», il nuovo Prefetto della Congregazione dei vescovi, Marc Ouellet, che da qualche settimana è succeduto al cardinale Giovanni Battista Re, parlato dello scandalo pedofilia e ha affermato: «Dobbiamo risolvere il problema con la vita virtuosa e la prevenzione, non solo con punizioni e provvedimenti legali». Ha inoltre tracciato una sorta di identikit del vescovo: «I vescovi devono essere convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori. Abbiamo bisogno di discernimento spirituale e non solo di calcoli politici sul rischio che il messaggio possa non essere accolto». «Sono profondamente fiducioso – ha aggiunto – che vi sarà una nuova evangelizzazione. Dobbiamo creare una nuova cultura cristiana. Per questo abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali. Abbiamo sofferto per la mentalità del dissenso che ancora domina l’intellighenzja, ma questa non è una vera sequela di Cristo. La vera sequela è quella che sta emergendo ad opera di coloro che credono e realmente amano la Chiesa». Uno dei primi compiti del neo-Prefetto Ouellet sarà quello di aiutare il Papa nella designazione del nuovo arcivescovo di Torino, successore del cardinale Poletto. La terna presentata dal nunzio apostolico in Italia, Giuseppe Bertello, è arrivata in Congregazione subito prima delle ferie estive e contiene quattro nomi (ho pubblicato a questo proposito un articolo sul Giornale tre giorni fa): il primo è quello di Aldo Giordano, 56 anni, originario di Cuneo, dal 2008 osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo dopo essere stato dal 1993, per quindici anni, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE). Giordano non è ancora vescovo, è giovane, e da due anni è entrato a far parte del servizio diplomatico della Santa Sede. Il secondo nome è quello del vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, già assistente dell’Azione Cattolica, il terzo è quello del vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia e infine il quarto e ultimo è quello del vescovo di Alessandria Giuseppe Versaldi. Nosiglia è il candidato dei cardinali Bagnasco e Ruini (fu vigerente a Roma quando l’allora presidente Cei era Vicario del Papa), mentre Versaldi è il candidato del Segretario di Stato Tarcisio Bertone, del quale fu vicario a Vercelli. Com’è noto, le recenti tristi vicende degli scandali hanno fatto emergere talvolta l’inadeguatezza della «classe dirigente» ecclesiale in diversi Paesi, e c’è da sperare che Ouellet sia in grado di muoversi in piena autonomia nel sottoporre a Benedetto XVI candidati che siano davvero «convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori», indipendentemente dalle «cordate».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Vatican. Contrassegna il permalink.

110 risposte a Nuovi vescovi, la speranza Ouellet

  1. Simon de Cyrène scrive:

    S.E. il Card Ouellet è un vero Apostolo con la A maiuscola.
    Lontano da quel che chiamiamo in francese “la langue de bois” usuale di certi pastori che confondono troppo spesso un mal capito rispetto dell’alterità con tiepidissima insipidità e discorsi politicamente corretti.

    Ormai grazie a questa nomina, si può cominciare a sperare che i futuri nuovi vescovi si allontanino dall’ideologia para-conciliare così ben definita da Mg Pozzo e che tornino a quel è il loro vero “core business”: essere segni di unità con il Romano Pontefice, docenti ortodossi ed attivi del Magistero autentico nei campi della morale e della dottrina, veri ed amanti custodi della Sacra Liturgia, sostegno paterno del loro presbiterium, pastori sicuri del loro gregge.

    Ritengo questo appello impellente: “Dobbiamo creare una nuova cultura cristiana. Per questo abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali. Abbiamo sofferto per la mentalità del dissenso che ancora domina l’intellighenzja, ma questa non è una vera sequela di Cristo. La vera sequela è quella che sta emergendo ad opera di coloro che credono e realmente amano la Chiesa»”

    E’ vero che noi, piccolo popolo, ne abbiamo più che abbastanza di chi va sempre a cercare il dissenso e la critica sterile e negativa, di chi si inventa addirittura favole per giustificare i propri comportamenti, di queste lotte fratricide e patricide che portano solo il segno della satanica zizania e disobbedienza.

    Benvengano una nuova generazione “di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa”: chi ama la Chiesa la vede bella ed attrattiva, ne vanta le qualità e fa di tutto per renderla ancora più bella ed armonica coll’aiuto del proprio pensiero del proprio studio o dei propri specifici carismi.

    Il Cardinal Ouellet è un Apostolo da osservare da vicino e la cui azione sicuramente influenzerà la Chiesa universale per lungo tempo anche a causa della sua gioventù.

    Laudetur Jesus Christus.

    In Pace

  2. P.Danilo scrive:

    Scusate, forse non mi sono aggiornato a sufficienza: ma le nomine dei vescovi non erano segrete?

  3. Luigi Orsini scrive:

    Mi preoccupano queste parole del prefetto della Congregazione dei vescovi: “abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali. Abbiamo sofferto per la mentalità del dissenso che ancora domina l’intellighenzja, ma questa non è una vera sequela di Cristo”.
    Non credo basti una intellighentia ” allineata” per rilanciare l’evangelizzazione che è fatto ampio, culturalmente variegato,filosoficamente e pedagogicamente definito appunto dall’adesione peina e totale al Vangelo piuttosto che a “scuole di pensiero” allineate con la gerarchia.
    No, sono molto perplesso da questa uscita di Mons. Ouellet, a maggior ragione se questa delineazione della fisionomia dei laicato-lievito cattolico la si compara con quanto lo stesso prefetto dice sui vescovi che…”devono essere convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori.”.
    Sui vescovi ci siamo: stesso mandato di dieci,cento,mille,duemila anni fa , per fortuna nostra e loro.
    Sul mandato dato al laicato d’èlite persistono, come dicevo forti dubbi: il popolo di Dio per il 99.9% è fatto da persone comune e non da intellettuali di mestiere!

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Non concordo con il Sig Orsini.

    Non credo che coloro che “credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali” siano degli “allineati”, ma in loro la Chiesa vede semplicemente dei cristiani che tendono con tutte le loro forze e coll’aiuto della Santissima Grazia Divina ad essere coerenti colla Buona Novella annunciata dal Cristo.

    Non vi è contraddizione tra “evangelizzazione che è fatto ampio, culturalmente variegato,filosoficamente e pedagogicamente” essa deve trasmettere” e annunciare l’integralità di detto messaggio evangelico senza compromessi mondani.

    La morale cattolica non è “una scuola di pensiero” ma è la Via, la Verità e la Vita.

    E vivere moralmente per diventare teofori non è mandato ai soli intellettuali: anzi, chi ci riesce meglio è appunto la gente comune come noi, per poco ch efanno lo sforzo di accettare la Grazia di Dio nella loro vita personale.

    In Pace

  5. Luigi Orsini scrive:

    Forse, signor Simon de Cyrene, abbiamo detto la medesima cosa. Non le pare?
    Se poi vuole a ogni costo dirsi in disaccordo con me, lo faccia pure. Non c’è problema.

  6. Luigi Orsini scrive:

    Forse, signor Simon de Cyrene, abbiamo detto la medesima cosa. Non le pare?
    Se poi vuole a ogni costo dirsi in disaccordo con me, lo faccia pure. Non c’è nessun problema.

  7. Sal scrive:

    Il moderatore deve avere pazienza e sopportare i somari che parlano ai quali nessuno da mai credito, come all’asina di Balaam che cercava di avvisare il suo cavaliere che l’angelo, che lui non vedeva, era di fronte a lui, ma il povero Ballam che non capiva e continuava a colpire l’asina che voleva avvertirlo.

    Il testo da commentare recita: “ I vescovi devono essere convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori…..Dobbiamo creare una nuova cultura cristiana. Per questo abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali. “

    MI chiedo per esempio perché è necessario creare una nuova cultura cristiana ? Se è così vuol dire che quella vecchia era inutile o sbagliata ? quindi quando il dotto Simon cita i padri o i concili o altro sbaglia perchè è roba vecchia che non ha funzionato.

    Se la nuova cultura deve credere realmente nel vangelo, a che servono le dottrine della chiesa ? Forse che il vangelo necessita di integrazioni ulteriori alla Rivelazione che è già terminata ?

    “e c’è da sperare che Ouellet sia in grado di muoversi in piena autonomia nel sottoporre a Benedetto XVI candidati che siano davvero «convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori», indipendentemente dalle «cordate» “

    Quindi quelli di prima erano una specie di sadducei e farisei ? (Atti 23.6-9): – “Ora Paolo, notando che una parte erano sadducei ma l’altra farisei, gridava….sorse un dissenso tra i farisei e i sadducei, e la moltitudine fu divisa. “

    “E se un regno diviene diviso contro se stesso, tale regno non può durare; e se una casa diviene divisa contro se stessa, tale casa non potrà durare. E se Satana è sorto contro se stesso ed è divenuto diviso, non può durare, ma sta per finire. “(Marco 3.24-26)

    ringrazio At per la sua pazienza.

  8. antonella lignani scrive:
  9. «Sono profondamente fiducioso che vi sarà una nuova evangelizzazione. Dobbiamo creare una nuova cultura cristiana. Per questo abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che
    realmente
    credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle
    questioni
    morali.

    Abbiamo s o f f e r t o per la mentalità del dissenso che ancora domina l’intellighenzja, ma questa non è una vera sequela di Cristo. La vera sequela è quella che sta emergendo ad opera di coloro che credono e realmente amano la Chiesa».

    Bellissime parole: non può essersele “inventate”.
    Grazie Sua Santità per questo grande dono alla Chiesa.

    Buona Domenica a tutti. :)

  10. Marco N. scrive:

    Quoto pienamente lo spirito e i contenuti del post di Luigi Orsini sulle contraddizioni, non solo apparenti, ma anmche reali, insite nel discorso di Mons. Ouellet, per altri versi lodevole.
    La Chiesa Cattolica in questi ultimi decenni forse ha puntato troppo sugli intellettuali cattolici e, in genere, sui “Cattolici adulti, e troppo poco o per niente sulla grande massa popolare del cattolicesimo, che è stata ed è la linfa vita per il sacerdozio e per la crescita della Chiesa.
    Ci auguriamo che la congregazione per i vescovi abbia di mira la scelta di pastori umili, efficaci e soprattutto “presenti”.
    Non sapremmo cosa farcene di altri pastori chiusi nei loro studi e nei loro paludamenti intellettualistici.

  11. P.Danilo scrive:

    Ed invece, il discorso del nuovo Prefetto Marc Ouellet è perfetto, non potrebbe essere migliore, tutto sta nel leggerlo attentamente senza le solite nostre prevenzioni. Meriterebbe di essere commentato parola per parola. Ma ora non ho tempo. Ciò che mi lascia ancora perplesso sono quei nomi che circolano sui futuri vescovi. Non sarà che i probabili futuri candidati, contattati dalla Curia, non sanno mantenere il segreto? Sapevo che le consultazioni devono serbare il segreto. Lo hanno tolto?

  12. Americo scrive:

    Che dopo duemila anni ci sia bisogno di “nuovi” vescovi mi pare una ingenuitá. La parola vescovo significa ispettore “e bisogna dire che hanno ispezionato molto male”. Il vescovo é un prete che, come molti insetti, possiede la facoltá di riprodurre e moltiplicare la sua speciesenza l’aiuto del genere femminino. L’essere vescovo é un carico cosí pesante che é con estrema ripugnanza che un reverendo consenta, non ostante, ad accettare un incarico che ha desiderato per anni. Commentario questo, basato sula Teologia Portatile del Baron D’Holbach.

  13. ADRIANO MEIS scrive:

    Mons Ouellet teorizza la necessità di una vita virtuosa, di una nuova evangelizzazione, una nuova cultura cristiana . Egli fa una invero lodevole e precisa elencazione di ciò che occorre alla chiesa per venire a capo degli scandali ed avviare un nuovo cammino di rigenerazione morale.
    Molto, molto bene….epperò, i conti non tornano.
    Commenta, infatti, assai perplesso, Adriano Meis : ma come, la stampa ha potuto saperlo, dall’esterno e dall’interno non si sapeva? Dobbiamo dunque essere lieti che la stampa mondiale abbia portato alla luce le orribili storture di cui si è parlato? Se lo scandalo non fosse esploso, la chiesa non si sarebbe accorta di nulla? Il cammino di rigenerazione cui fa riferimento Ouellet non sarebbe mai stato avviato?
    Scusatemi tutti, ma non posso non pensare che questo è assai strano. Ma come, la chiesa non sa,dunque, accorgersi da sola se Le occorre o no un percorso di rigenerazione morale? Se se ne accorge, perché non lo avvia prima degli scandali? E, se non se ne accorge, a cosa è rivolta la Sua attenzione?
    Non risultano, infatti, distrazioni di tali proporzioni, in altre occasioni. Non risultano distrazioni quando viene avviata,per esempio, la campagna Tv per l’otto per mille (già ad aprile), o quando si tratta di verifica di bilanci, o di chiedere allo Stato finanziamenti per le scuole cattoliche.
    DeMatteis, dove sei, adesso che avremmo tanto bisogno dei tuoi chiarimenti?

  14. enrico scrive:

    è strano quando sento che non si “sapesse nulla” quando per certi casi portati alla ribalta dai giornali, come quello di Monaco o di Lawrence Murphy vi era già stato un processo civile.

    Alcuni dati per il signor Meis

    “Negli USA tra il 1950 e il 2002 sono stati accusati 4′392[1] su un totale di 109′694[2] sacerdoti. Poiché si ha certezza che il fatto sia avvenuto solo dopo l’avvenuto processo e l’avvenuta condanna ( questo in generale) si deve escludere i casi di decesso dell’accusato, le ovvie assoluzioni e quei casi che si sono risolti con un risarcimento senza il passaggio per le vie legali (in questo caso il denaro potrebbe essere anche stato estorto con una calunnia).

    I sacerdoti condannati sono, come dice il rapporto John Jay:

    “Only 384 of the 4,392 priests and deacons were criminally charged [...] Of the 384 priests who were charged with a crime, a majority (252) were convicted
    The John Jay report[3]
    soltanto 252. Se facciamo un rapporto sul totale otteniamo 252 / 109′694 = 0.00229 ~ 0.23%”

    Limitandoci ora al solo anno 2002.
    Nella figura 2.3.1 del John Jay report si può stimare che nel 2002 sono stati accusati tra i 25 e i 50 sacerdoti. Il totale di sacerdoti nell’anno 2002 si può stimare dal Center for Applied Research in the Apostolate che fornisce 45′699 (nel 2000) e 42′839 (nel 2005) sacerdoti.
    Se facciamo una media otteniamo circa 44′269 sacerdoti nel 2002. La percentuale di sacerdoti accusati nel 2002 può quindi oscillare nell’intervallo 0.00056 ÷ 0.00113 => 0.06% ÷ 0.11%.
    Negli USA, gli accusati tra i civili sono stati 794′138 su 288′368′698 residenti totali per una percentuale di 794′138 / 288′368′698 = 0.0027 ~ 0.27%.
    In conclusione, salvo approssimazioni, la percentuale di pedofili tra i sacerdoti è circa la metà o, quanto meno, rispetta il trend di quella tra i civili. Il male dunque colpisce ovunque con medesima intensità, se non in minor misura i sacerdoti.

    Il National Institute of Justice riporta 291737 casi di abusi sessuali sui minori su di un totale di 209′141′000 adulti residenti. Il rapporto è 0.00139 pari allo 0.14%, definitivamente maggiore del caso del clero.

    [1] John Jay report cap. 2
    [2] John Jay report cap. 3
    [3] John Jay report cap. 7

  15. E’ noto una sorta di apologo (inventato o vero non importanta: certamente verosimile)che racconta di quella studentessa poco preparata che ad un esame di ornitologia alla domanda

    “Che sà dirmi riguardo i canarini solferini?”

    (una specie sulla quale era pochissimo preparata)dopo un momento di imbarazzo e di riflessione disse:

    “Dunque essi appartengono alla categoria degli uccelli. Ebbene, tutti gli uccelli hanno le ali. Ed anche gli aerei hanno le ali. Ecco: ora parlerò degli aerei…”

    Qualcuno spieghi all’utente che,
    in un post riguardo il Cardinale Marc Ouellet (nuovo Prefetto della Congregazione dei Vescovi)e alcune “voci” sui possibili successori del Cardinale Poletto NON TROVA DI MEGLIO CHE TIRAR FUORI ANACRONISTICHE QUESTIONI DI CUI NEPPURE L’UAAR SI OCCUPA PIU,
    il P R I M O intervento del regnante Pontefice (credo di poche settimane dopo la Sua elezione al Trono di Pietro)riguardava proprio una netta indicazione ai Responsabili dei Seminari e dei Noviziati dei Religiosi che BEN CHIARAMENTE specificava come i candidati al Sacerdozio dovessero avere un forte equilibrio sul piano affettivo e psicologico.
    Il PRIMO intervento.
    E senza attendere nessuna calunniosa e vergognosa campagna di stampa.

    Anche la nomina del Sulpiziano canadese si inscrive su quella scia. Indipendentemente dal fango e dai poco odorosi “dossier” che il mondo riversa contro la Chiesa di Cristo.

    Benedetto XVI, oltre ad essere un grande Papa, ha le idee straordinariamente chiare.
    Ed è proprio per questo che è terribilmente temuto. E tale fifa blù fa sragionare tanti.
    Anche qui dentro.

  16. Sal scrive:

    @ AT
    sono stato sollecitato da Dante, un frequentatore del blog di Foa a porgerle una nota di apprezzamento e stima per aver approfittato del suo blog “ad adbundantiam” e di scuse per essere stato poco amorevole verso di lei.

    Così dichiaro volentieri che il moderatore è persona corretta e generosa, paziente e longanime meritevole delle scuse per i cattivi pensieri.

    Questo naturalmente non annulla le differenze che ci dividono, ma adempio così ad una promessa.
    Saluti

  17. Carlo Bollani scrive:

    Devo confessare che anch’io sono un po’ scettico sulle dichiarazioni del Cardinale, come del resto il Sig. Orsini, anche se per motivi diversi.

    D’accordo per il richiamo all’ordine: nell’eterodossia tutto è possibile, nell’ortodossia (latina od orientale che sia), no.

    Pero’ tutto questo insistere su intellettuali e teologi, mi da’ l’impressione che qualcosa si sia inceppato.

    Il doppio dottorato in scienze sacre (teologia, liturgia, sacre scritture, diritto canonico), con magari una docenza in università pontificia e l’incarico di direttore di seminario, sono certamente cose buone e giuste.

    Ma … è tutto quello che serve a un vescovo – restando sul piano puramente intellettuale?

    Abbiamo vescovi in grado di dialogare, da economisti, su questioni nel terreno di questa scienza ma di grande impatto morale? Possibile che nessun pastore sappia analizzare o, per lo meno, discutere in modo scientifico, ad esempio, in tema di scontro economico generazionale (generazione con alti tassi di crescita economica e deficit spending elevato, con privilegi ormai blindati nel proprio trattamento pensionistico vis-a-vis la piu’ giovane, con molte meno speranze e debito alle spalle)? Roba irrilevante sul piano etico? Possibile che il Sig. Gotti Tedeschi debba (giustamente) elogiare sulla carta stampata questo papa per aver finalmente creato il magistero sul collegamento tra rifiuto della natalità e atrofizzazione economica della società (v. Deus Caritas est)? L’Europa è in crisi di natalita’ da decenni: solo ora arriva il magistero pontificio su questo punto particolare?

    Quando lessi la Spe Salvi ebbi l’impressione di leggere una bella poesia … di cent’anni fa: c’e’ il richiamo, giustissimo, al magistero di sempre ma … possibile che l’elemento preso per non plus ultra del male sia ancora lo stato etico, morto e sepolto in europa occidentale dai tempi della seconda guerra mondiale e, in quella orientale, con la caduta dei regimi comunisti? Il dibattito attuale non è piu’ stato etico – non stato etico: è welfare state contro workfare state. Dov’e’ il magistero sull’”affluent society” – di la’ dall’opzione preferenziale per i poveri? Va bene la classica pars destuens (distacco dai beni terreni, carità immediata etc.), ma dov’e’ nel magistero quella “pars constuens” in tema di ricchezza che parla dettagliatamente di generosità intergenerazionale nella ripartizione delle risorse, di business ethics, di dovere fiscale vis-a-vis fondamenti morali della giusta imposizione? Possibile che i mussulmani, molto piu’ divisi sul piano dottrinale, abbiano idee molto piu’ chiare e uniformi di noi su cosa debba considerarsi “finanza etica”?

    Quando Pio IX stigmatizzo’ nel “Sillabo” gli errori in tema di stato etico, si pose contro lo spirito della sua epoca, e fu, allo stesso tempo, profetico, considerando i disastri che lo stato etico ha prodotto nella Storia. Benedetto XVI, invece, osserva “cio’ che è stato”: non è (parlo della specifica opera) al passo con la storia. Ne rispetto l’autore, ne apprezzo la grazia e la chiarezza, ma non, in modo particolare, l’utilità.

    Per la cronaca: Pio IX ottenne la sua prima diocesi controvoglia, solo per simpatia personale di un papa, ma ammise – parole sue – di aver fatto “ben magra figura” all’esame per l’episcopato: l’uomo che apri’ l’ “era moderna del papato” con la dichiarazione dogmatica dell’infallibilità doveva essere bocciato. Fu invece uno dei pontefici piu’ importanti nella storia della Chiesa.

    Perche’ al giorno d’oggi non c’e’ spazio per molti Vescovi con alle spalle non solo studi ecclesiastici, ma una carriera ingegneristica, nell’architettura, nella medicina, nella pubblica amministrazione?

    Purtroppo – sempre restando sul piano puramente intellettuale – la Chiesa mi sembra sempre meno capace di comunicare, nei tempi e nei modi, con un “popolo” educato, circondato, orientato dalle scienze deduttivo-sperimentali.

    C’e’ un pauroso “vuoto” di temi, dal forte impatto etico e sociale, nel quale la Chiesa potrebbe dare una giuda molto piu’ precisa: se non lo fa, è anche responsabilità di un ceto episcopale sempre piu’ circoscritto nello studio del sistema autoreferenziale delle scienze sacre (+ filosofia: concesso).

    Non sempre è stato cosi’, né è detto che debba restarlo.

    In passato abbiamo scelto per vescovi dei non ancora battezzati, provenienti dalla carriera di pubblici amministratori (Ambrogio di Milano), abbiamo fatto papi matematici (Silvestro II) e poeti prestati alla diplomazia (Pio II), anche quando i professori di teologia c’erano già.

    Ora, tutt’al piu’, qualche ecclesiastico si è spinto sul terreno della bioetica: quali sono i vescovi guide autorevoli su temi di pubblica amministrazione e urbanistica?

    Sinceramente: sarei molto piu’ felice di sapere che Ouelett abbia pregato in ginocchio un cattedratico di finanza IESE, laico, numerario dell’opus dei, o un genetista della Cattolica, di accettare l’episcopato, piuttosto di sapere dell’ennesima nomina di un bidottore in scienze sacre, con esperienza in qualche segretariato CEI, o di un vescovo strappato da una diocesi “meno importante” ad una “piu’ importante”.

    Possibile che i nostri antenati avessero preso un totale abbaglio nel ritenere che il vescovo abbia una sorta di “mistica unione” con la propria chiesa particolare, dalla quale non deve essere tolto, se non per necessità straordinarie della Chiesa universale (come l’elezione a sommo pontefice)? E’ normale che il cursus honorum di un vescovo preveda il passaggio per due, tre, quattro diocesi nell’arco della vita, quasi fossero altrettanti passaggi di una carriera professionale?

    Fate come pensate: cari vescovi (e selezionatori di vescovi): a voi sarà richiesto di spiegare al Padre Onnipotente perche’, nonostante la corsa ai dottorati in scienze sacre, dell’80% di italiani battezzati solo il 20% si ricordi di onorare il precetto festivo. Dovrete rispondere per il 60% che manca all’appello, e non basterà citare l’ultimo documento della CEI nel quale si e’ trattato del tema.

    In attesa di laici di scienza disponibili ad accettare … ci sono l’Abate di Montecassino (e’ un medico), i Padri astronomi della Specola Vaticana …

    Pensieri folli?

    Bah … se dovessi riflettere, a contrario, da nemico della Chiesa, probabilmente avrei piu’ paura oggi di un papa Gerbert d’Aurillac, piuttosto che di un ennesimo commentatore di Rosmini …

    Ultimissima cosa, a scanso di equivoci: si e’ parlato sul piano dei requisiti intellettuali, non della santità personale.

    Chiaro che se abbondassero i sacerdoti capaci di attrarre a se’ fedeli in ascolto della parola di Dio per pura e semplice santità personale (alla Padre Pio, insomma), sarebbe meglio affidare a questi l’episcopato: purtroppo, si deve governare partendo dalla percezione del “medio livello disponibile”, non dai casi eroici.

    Il che non mi impedisce di sognare che un giorno lo Spirito Santo blocchi, invece della mula di Ambrogio in fuga dall’episcopato, il motore dell’auto del professore di genetica, per lo stesso motivo.

    C.B.

  18. Sal scrive:

    @ Cosimo de Matteis

    peccato, aveva fatto una bellissima difesa. Si è perso nel finale: “contro la Chiesa di Cristo” avrebbe dovuto dire la Chiesa di Roma.
    Non me ne voglia, non c’è nessuna prova a sostegno. Solo supposizioni.

  19. Avevi bisogno di sfogarti.
    Lo hai fatto.
    Bene.
    Sai cosa insegna un grande Santo in merito a quando si hanno delle piu o meno recondite vendette da consumare e sordi rancori da sfogare o “ingiustizie” da lamentare?
    Mettiti al tuo tavolo.
    E scrivi.
    E poi consegna il tutto al tuo superiore.
    Lui leggerà. Ed interverrà. O cestinerà.
    Tanto per te è lo stesso: tu lo hai fatto “per giustizia”, perchè eri “indignato”.

    Se tu avessi seguito quel consiglio(saggio ed assennato)ci avresti risparmiato un mallopposo ed inutile commento, “utile” (per così dire)solo a te ed a nessun altro.
    [ed io, come uno stupido, me lo son pure letto. Peggio per me: dovevo fermarmi alle prime parole]
    REGINA PACIS, ORA PRO NOBIS.

  20. Luigi Orsini scrive:

    Occorre forse aggiungere che a fronte di tanti vescovio che onestamente danno la vita per il loro gregge senza indulgere a nessuna forma di intellettualismo ( male gravissimo della chiesa), ce ne sono anche tantissimi che trascorrono la gran parte del loro tempo in attività pseduculturali o pseudopastorali che di pastorale hanno poco o nulla.
    Senza polemica…

  21. ADRIANO MEIS scrive:

    Ringrazio Enrico e CDeMatteis per le loro repliche.
    Nella replica di Enrico, tuttavia, si parla di numeri; ma Enrico non sembra tener conto che ,qualunque sia il livello dei numeri, è vero che -soltanto ora- qualcuno sembra ritenere opportuno l’avvio di un percorso di rigenerazione morale. Se questo percorso viene giudicato opportuno, conta poco -infatti-che i numeri siano più alti o più bassi; resta il fatto, serissimo, che -prima della campagna di denunzia della stampa mondiale- tale percorso non era presente nelle parole e nei progetti degli alti prelati. Resta gravissimo e censurabile per la sua miseria morale il fatto che Enrico si affanni a dimostrare che i pedofili sono più numerosi tra i civili che tra gli ecclesiastici; bella gloria, veramente!
    Nella replica (?) di deMatteis, poi, manca qualunque risposta nel merito (come al solito).

  22. antonella lignani scrive:

    Non condivido del tutto Adriano; prima della recente “tempesta mediatica” c’erano state già disposizioni riguardanti le ordinazioni sacerdotali (che ad alcuni erano sembrate troppo anti-gay). Inoltre gli attacchi di questa primavera sono stati in un certo senso suscitati nell’immediato dalla convocazione a Roma dei vescovi irlandesi per una “purificazione” di quella chiesa.

  23. enrico scrive:

    @ Meis

    Cosa intende dire quando scrive che precedentemente non vi fosse un’attenzione al percorso morale.
    Se nei casi che la stampa ha citato spesso vi era stato un processo e canonico e anche civile.

    Io Le ho solo posto alcuni dati:

    “Resta gravissimo e censurabile per la sua miseria morale il fatto che Enrico si affanni a dimostrare che i pedofili sono più numerosi tra i civili che tra gli ecclesiastici; bella gloria, veramente

    Che vogliono indicare semplicemente come il problema sia trasversale, e da quanto risulta, si può leggere gli studi, più diffuso o egualmente diffuso in altre confessioni religiose che non siano la cattolica, o in altre istituzioni.
    Semplicemente “stranamente” di questi altri problemi i media non si sono occupati.

  24. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Sig Bollani,

    Non capisco bene dove Lei voglia andare a parare :

    a)Lei scrive “Quando lessi la Spe Salvi ebbi l’impressione di leggere una bella poesia … di cent’anni fa”: molto umilmente e molto sommessamente Le consiglierei di leggere “Caritas in Veritate” per conoscere l’insegnamento della Chiesa nel campo economico e di etica degli affari. Questo documento alla stesura della quale hanno partecipato attivamente gli ambienti accademici ed economici dovrebbe rispondere ai Suoi quesiti. Perlatro non è un documento isolato ma erede di una grande tradizione cominiciata da Leone XIII nel 1981, Quadragesimo Anno di Pio XI (1931), Mater et Magistra (1961) del Beato Giovanni XXIII, Popolorum progressio (1967) del Servo di Dio Paolo VI, Centesimus annus (1991) del Venerabile Giovanni Paolo II.

    b)Lei chiede “L’Europa è in crisi di natalita’ da decenni: solo ora arriva il magistero pontificio su questo punto particolare?”: anche qui non posso che consigliarLe di rileggere la non meno profetica Humanae Vitae del Servo di Dio Paolo VI o l’Evangelium Vitae del Venerabile Giovanni Paolo II e anche, di nuovo, Caritas in Veritate

    c)Quanto alla finanza « etica » dei musulmani, si vede che Lei la conosce poco e soprattutto come ne « raggirano » l’essenza in modo molto…farisaico. Se vuole ne parliamo più in dettaglio.

    d)Non capisco perchè i vescovi dovrebbero essere specialisti in scienze umane ed economiche : Lei qui fa del clericalismo. Ci mancherebbe più che per essere capi d’impresa o direttori di banche nazionali si debba essere vescovi. O che per essere vescovi bisogna essere capitano d’industria !
    I primi sono campi da lasciare ai laici, perchè appunto campi altamente opinabili e circostanziali e che costoro hanno le grazie di stato adequate. Un laico ben formato spiritualmente sa come comportarsi eticamente ed ha una coscienza istruita e formata che lo illumina ad ogni istante. Mi sà che Lei prona uno governo di ayattollah cattolici e, personalmente, non ne voglio.

    e)Vorrei aggiungere ancora un commento : se abbiamo una crisi morale di tale ampiezza nell’occidente ex-cristiano, che poi ha condotto alle crisi liturgiche ed alla disobbediica societale causa di una cultura di morte sorgente di tanti eccidi di bambini nel ventre delle loro madri, di assassinio di persone malate, anziani e deboli, è stato a causa del rifiuto di accettare di vivere gli insegnamenti di Humane Vitae nella vita concreta del laico.

    Quindi ben venga l’appello del Card Ouellet per Vescovi santi , “con la vita virtuosa”, “convinti uomini di fede, coraggiosi nel proporre la Parola di Dio e parlare nel profondo dei cuori. Abbiamo bisogno di discernimento spirituale e non solo di calcoli politici sul rischio che il messaggio possa non essere accolto”.

    Quanto a noi laici “dobbiamo creare una nuova cultura cristiana. Per questo abbiamo bisogno di intellettuali, di teologi, di filosofi, di cristiani che realmente credono nel Vangelo e accettano la dottrina della Chiesa sulle questioni morali.”

    In Pace

  25. ADRIANO MEIS scrive:

    Gentile signora Lignani,
    c’è un qualcosa in tutta questa situazione che seguito a trovare poco convincente. Non si riesce, cioè, a superare l’impressione che il vero impulso alla denunzia (e,quindi alla “spinta rigeneratrice”) non sia venuta dall’interno, ma dall’esterno della chiesa stessa.
    L’impressione, condivisa al di fuori del mondo dei supporters più accesi, è che quanto di noto alle Autorità ecclesiali poteva esistere in precedenza, era stato piuttosto oggetto di copertura e silenzio che di genuino desiderio di messa in luce, a scopi rigenerativi.
    Il mio dubbio resta valido : se si sapeva perchè non intervenire con efficacia? Se non si sapeva, a cosa è rivolta la vera attenzione del Top Management vaticano? Forse alle cose che insinuavo io?

  26. ADRIANO MEIS scrive:

    @ Enrico…
    Sono spiazzato dal Suo tono lieve ed ingenuamente sincero , Enrico : Lei sembra fare valutazioni non ingiuste, ma che sfiorano solo in modo tangente la sostanza del problema.
    Che esistano forme di perversione in tutti gli ambiti è vero, naturalmente. Che questo possa sembrare altrettanto ghiotto agli occhi dei giornali è stolto crederlo: è evidente che il malcostume sessuale è più odioso in chi si dovrebbe occupare della formazione morale degli adolescenti. E’ ancora più odioso se costui si serve proprio del suo ruolo di educatore autorevole per raggiungere i propri scopi. Ancora più odioso se costui agisce in nome e per conto di una Istituzione che pretende di essere guidata dallo Spirito Santo.
    Ed è anche del tutto giusto che si giudichi così; in questo caso, la rabbia giornalistica -se pure c’è stata- è perfino giustificabile.
    [Nota a margine : gli italiani, figli del popolo portabandiera mondiale del cattolicesimo, guidano le classifiche europee del turismo sessuale più abbietto].

  27. enrico scrive:

    @ Meis

    Nessuno ha mai pensato che le cosa accadute non siano turpemente gravi.
    Pur tuttavia per sua cultura personale vediamo se nel mondo laicista vi sono testimonianze non tanto di pedofilia quanto di una sua giustificazione.
    Così ci indignamo insieme.

    L’Associazione Nazionale Sociologi e l’Osservatorio sui Diritti dei Minori ha preso posizione contro l’ateo anticlericale e omosessuale Aldo Busi, ritenuto “pro-pedofilo”. Nel suo libro “Manuale per il perfetto papà”, ha infatti spiegato che l’età per rapporti omosessuali ritenuta da lui lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, sarebbe adulto e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo. .

    Frédéric Mitterrand, omosessuale e ministro della Cultura francese, è stato accusato dal quotdiano Front National e dal Partito socialista, di aver difeso, tra gli altri, Roman Polanski condannato per pedofilia e di aver scritto un libro nel 2005 in cui rivela orgogliosamente atti pedofili durante un suo tour sessuale in Thailandia. Dalla parte dell’intellettuale laico si è schierato il leader dei Verdi franco-tedeschi Daniel Cohn-Bendit.

    La laica Dacia Maraini, sulla scia dei filosofi illuministi praticanti del sesso anche con i figli, ha sostenuto nel periodo del ’68, che l’incesto è una pratica naturale.

    Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e deputato europeo radicale, nel 2006 ha difeso al TG2 il diritto dei pedofili olandesi ad avere il loro partito, il NVD. Il deputato, sempre in prima linea nell’accusare la Chiesa di pedofilia, ha più volte espresso il desiderio che essa venga regolata da leggi, così non ci sarebbe violenza ma soltanto “amore”. Il grande feeling tra Partito Radicale e pedofilia è ben espresso nello studio che l’Associazione Famiglia Domani ha consegnato il 30 ottobre 2000 a tutti i senatori e deputati e all’ONU. Il Comitato per le Organizzazioni Non Governative dell’ONU ne ha deciso la sospensione dall’assise internazionale, verdetto poi non ratificato dal voto finale del Consiglio Economico e Sociale e quindi non reso esecutivo.

    Nel 2006 nasce il Partito Olandese dei Pedofili (NVD – Partij voor Naastenliefde, Vrijheid en Diversiteit – Amore del prossimo, libertà e diversità).
    E’ stato fondato da Marthijn Uittenbogaard, Ad van den Berg e Norbert de Jonge. Alcuni scopi sono: ridurre da 16 a 12 anni l’età minima per avere rapporti sessuali (per poi eliminare col tempo ogni diveto), abbassare almeno a 16 anni il limite per recitare in film a luci rosse, legalizzare la pornografia infantile, legalizzare la zoofilia (sesso con animali), assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, legalizzare ogni droga, leggera e pesante che sia, per adulti e minorenni (vedi Repubblica). Gli esponenti citati hanno spesso insultato la Chiesa e la sua moralità.

    Nel 2002 la casa editrice francese Gallimard è finita sotto accusa di istigazione alla pedofilia da parte di un’associazione francese per la protezione dell’ infanzia, Enfant bleu. La causa sta nella pubblicazione di un libro intitolato Rose bonbon, scritto da un giovane intellettuale sinistramente emergente di nome Nicolas Jones-Gorlin. L’autore mette in scena un pedofilo che parla in prima persona e descrive le scene di palpeggiamenti di bambini. Il libro è stato dovuto ritirare dal commercio.

    L’ateo radicale Marco Cappato ha difeso più volte il partito dei pedofili olandese. Ha anche dichiarato che la pedofilia debba essere regolata da leggi, in questo modo non ci sarebbe violenza ma soltanto “amore”.

    In un’intervista a Radio Vaticana, il politico Daniele Capezzone, che allora militava nelle file dei radicali di Marco Pannella, affermò «La pedofilia “al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato”.
    Il 28 aprile 2002 scrisse, assieme a Maurizio Turco, vicepresidente vicario del Partito Radicale, una lettera a Libero, nella quale si scagliava contro i provvedimenti informatici per bloccare il traffico di materiale pedopornografico in internet.

    Si scatena la bufera sull’ateo Alfred Charles Kinsey, biologo e sessuologo statunitense, celebre autore negli anni ’50 del famoso “Rapporto sulla vita sessuale”, uno dei testi fondamentali della rivoluzione culturale. Egli descrisse la capacità dei bambini di provare orgasmi, con l’intento di sdoganare la pedofilia.
    Questo studio ha protato alla proliferazione di gruppi per la libertà e i diritti sessuali che chiedono l’abbassamento delll’età di consenso dei rapporti sessuali. E’ stato rivelato che gli esperimenti che Kinsey ha attuato sui bambini siano stati in effetti dei veri e propri atti di pedofilia.
    Addirittura si è scoperto che alcuni risultati da lui ottenuti sulla condotta sessuale, che ha modificato i curriculum scolastici e l’ approccio all’ infanzia, sono stati basati, non su esperimenti scientifici, ma presi dal diario privato di un pedofilo che abuso’ di 317 bambini dagli 1 ai 14 anni. Tutto è stato confermato con amarezza da John Bancroft, direttore dell’ Istituto Kinsey dell’ Universita’ dell’ Indiana: “ricorrere a un pedofilo significa rinunciare a ogni base scientifica. Significa degradare l’ infanzia”.

  28. Son “curioso” di vedere chi ardirà confutare i dati elencati nel post di enrico.

  29. enrico scrive:

    7 ottobre 1997. Viene pubblicato il libro “The Political Journey of the Generation of 1968″, del giornalista del New York Times e scrittore Paul Berman.
    L’autore ha suscitato molto scalpore anche perché ha scritto che molti attivisti del nascente movimento gay sperimentarono sin da piccoli, a scuola, o nei parchi, il “sesso tra giovanissimi e adulti”.

    1996. Aldo Busi, noto ateo, anticlericale, radicale e omosessuale si è mostato aperto alla pedofilia. Al Maurizio Costanzo Show ha dichiarato: “ma da quando la pedofilia è un crimine? Io ho fatto di tutto! Se anche un adulto masturbasse un ragazzino, che male ci sarebbe?”. E’ presente anche un video su Youtube in cui alla fine di queste affermazioni si sente il pubblico applaudire.

    Dal 1993 al 2003 l’International Lesbian and Gay Assciation (ILGA), ovvero la più grande associazione di omosessuali a livello internazionale, ha contenuto al suo interno anche l’organizzazione per l’emancipazione della pedofilia: la North American Man-Boy Lovers Association (NAMBLA).

    Louise Védrine, afferma di essere stata vittima da minorenne “degli impulsi dongiovanneschi” di Sartre (ateo) e della sua professoressa di filosofia Simone Beauvoir (atea), accusando quest’ ultima di aver svolto il ruolo di mezzana per procurare al suo compagno “carne fresca”, ovvero giovani fanciulle da lei “pregustate” prima di rifilargliele.

    Le associazioni omosessuali (COC) fondate da Jef Last (pedofilo omosessuale e amico di André Gide) nei Paesi Bassi hanno voluto e ottenuto la depenalizzazione dei contatti sessuali con giovanetti al di sopra dei 12 anni, avvenuta nel 1990.

    L’ateo e iniziatore del movimento omosessuale in Italia, Mario Mieli, che considerava «opera redentiva», per entrambi, il sesso tra un adulto e un giovanissimo (e anche la necrofilia, la coprofagia e la pedofilia in senso stretto) ha pubblicato il suo libro Elementi di critica omessuale, nel quale ha scritto: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica” (Mario Mieli. Elementi di critica omosessuale. Milano, Einaudi, 1977).

    Nel 1977 paladini dell’ateismo e dell’omosessualità firmarono un famoso manifesto dove -in nome della «liberazione sessuale» — esigevano la depenalizzazione dei rapporti con minori, bambini compresi. I firmatari più famosi furono: i laicisti e atei radicali Sartre; Simone de Beauvoir; Michel Foucault; il politico socialista e materialista Jack Lang; l’ateo omosessuale Louis Aragon; il marxista omosessuale Roland Barthes; il filosofo ateo André Glucksman, Félix Guattari, ateo anarchico e psicoanalista nicciano; Bernard Kouchner, politico social-comunista francese, Guy Hocquenghem, scrittore omosessuale marxista.

    Nel 1975 viene pubblicato il libro “Le grand Bazar”, scritto dal leader dei Verdi all’Europarlamento, l’ateo e anarchico Daniel Cohn-Bendit.
    Egli ha descritto i giochi a sfondo erotico dei bambini con gli insegnanti in un asilo riformato di Francoforte, mettendo in evidenza la dimensione pulsionale dell’infanzia e si è vantato di avere non solo raccomandato ma praticato il sesso con i minori lui stesso, quando era insegnante.

    Nel 1974 viene fondata in Inghilterra la Paedophile Information Exchange (PIE), un’associazione attiva nella legalizzazione della pedofilia. Keith Hose divenne quasi subito presidente ed ebbe numerosi collegamenti con il gruppo omosessuale Gay Liberation Front di Londra. Il gruppo omosessuale condivideva con il PIE la critica alla famiglia come struttura portante del sistema sociale. Inoltre era favorevole all’abolizione della età del consenso, organizzando una marcia apposita. In seguito il gruppo omosessuale si fuse con il gruppo dei pedofili (PIE).

    Nel 1974 l’ideologa laica e radicale femminista Shulamith Firestone, nel suo “La dialettica dei sessi”, propose di separare sessualità da riproduzione e difende una sessualità “liberata”, senza confini, arrivando coerentemente ad auspicare la liceità dell’incesto, cioè della pedofilia. L’incesto, infatti, sarebbe un “tabù” che serve “solo a preservare la famiglia”. Sempre in nome della “liberazione sessuale di donne e bambini”, scrisse: “Dobbiamo includere anche l’oppressione dei bambini in ogni programma della rivoluzione femminista. Il nostro passo deve essere l’eliminazione della stessa condizione di femminilità ed infanzia, e si deve arrivare a far sì che tutti i rapporti intimi, anche quelli tra genitori e figli, adulti e piccini, includano anche la fisicità in senso lato”.

    L’ateo marxista Wihelm Reich, già allievo di Freud, scrisse “La libertà sessuale”, stampata in Italia da Feltrinelli nel 1963. Nel libro si predica la distruzione del modello familiare naturale, ritenuto oppressivo anzitutto per la libertà sessuale del bambino, per la sua “genialità spontanea e priva di complessi di colpa”, negata brutalmente dalla concezione cristiana e “borghese” della famiglia.

    E tanto per citare un antesignano………….

    Il noto filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, profeta dell’educazione relativista e laicista dopo aver avuto cinque figli dalla sua compagna, se ne libera rapidamente depositandoli nell’ospizio dei trovatelli. Credente nella assoluta bontà delle sensazioni, a Venezia si compra per pochi franchi una bambina di dieci anni per allietare sessualmente le sue serate (da Jean-Jacques Rousseau, Le Confessioni, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, p.28).

  30. ADRIANO MEIS scrive:

    Leggo con interesse gli scritti di Enrico.
    Una parte del mio interesse,oltre che alla parte schiettamente informativa, va -però- anche al constatare la particolare virulenza dei toni impiegati da Enrico.
    Questi toni vorrebbero indurre i lettori a concepire nel proprio animo sentimenti di offesa indignazione?
    Due commenti.
    1)Non sono certo che la frontiera tra perversi ed angelici passi esattamente per il solco tra atei e credenti. Conosco atei stimabilissimi e credenti inqualificabili.
    2)Non condivido la “drammatizzazione” dei problemi relativi al sesso. Credo che tale drammatizzazione sia interessata, artificiosa e posticcia.
    Io credo che noi cittadini ci si debba interessare delle virtù civili che vengono portate nella vita pubblica; e che l’unica condizione da rispettare,nella condotta sessuale, sia il non abusare della volontà di deboli o non consenzienti.
    Tutto il resto è fuffa: a me non interessano i gusti privati di un politico, se questo politico,poi, fa bene il proprio dovere verso i cittadini (capito, deMatteis?)
    Ovviamente, la pedofilia è inclinazione condannabile poichè va contro uno dei requisiti che indicavo sopra.
    Ricorderei, comunque, ai turiferari cattolici che la legislazione dei paesi nordeuropei, (quelli laici e protestanti) è severissima contro i corruttori di bambini.
    Ricorderei,ancora, che la morale cattolica è perlomeno doppia : non c’è limite alle trasgressioni private che vengono praticate da tanti benpensanti, buoni borghesi, onesti padri di famiglia ed assidui frequentatori dei confessionali.

  31. ******Aldo Busi, noto ateo, anticlericale, radicale e omosessuale si è mostato aperto alla pedofilia. Al Maurizio Costanzo Show ha dichiarato: “ma da quando la pedofilia è un crimine? Io ho fatto di tutto! Se anche un adulto masturbasse un ragazzino, che male ci sarebbe?”. E’ presente anche un video su Youtube in cui alla fine di queste affermazioni si sente il pubblico applaudire******

    Premesso che gli ultimi commenti(compresi i miei, ovviamente)stan piano piano allontanandosi dal tema centrale del post di Andrea vorrei dire due tre cose:

    a)Adriano Meis ha scritto: “è evidente che il malcostume sessuale è più odioso in chi si dovrebbe occupare della formazione morale degli adolescenti. E’ ancora più odioso se costui si serve proprio del suo ruolo di educatore autorevole per raggiungere i propri scopi”. Ebbene, chi può non convenire. Infatti il grande “educatore” russò(chi ha fatto il magistrale e/o ha fatto studi pedagogici lo sa bene)che viene propinato – ANCORA OGGI!!!- in tutte le salse come il “padre(!!!)della pedagogia moderna” FACEVA QUELLE BELLE ED EDIFICANTI PORCHERIE: Enrico, con tanto di citazione completa, ci ricorda che “Il noto filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, profeta dell’educazione relativista e laicista dopo aver avuto cinque figli dalla sua compagna, se ne libera rapidamente depositandoli nell’ospizio dei trovatelli. Credente nella assoluta bontà delle sensazioni, a Venezia si compra per pochi franchi una bambina di dieci anni per allietare sessualmente le sue serate (da Jean-Jacques Rousseau, Le Confessioni, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, p.28)”

    b)in riferimento ad un lunghissimo e noioso commento ad opera e firma di uno strano utente iersera diedi una mia “risposta”. Poichè si son accavallati dei commenti ulteriori(fra iersera e stamane)volevo ribadire che QUEL MIO COMMENTO(August 22nd, 2010 at 10:27 pm)era tutto per lui e non per altri(a stò punto era necessaria la precisazione);

    c)si professoressa Lignani: molti ed importanti provvedimenti eran già stati presi(uno, importantatissimo lo ho menzionato io). E del resto chi ritiene che la Chiesa di Cristo sia “schiava” dei media o, in genere, della mentalità del mondo, SI SBAGLIA DI GROSSO. Che poi qualche singolo sporcaccione si imbarchi clandestinamente nella Barca di Pietro è altro discorso.

    e per ora basta così che mi chiaman a tavola ;)

  32. Simon de Cyrène scrive:

    Adriano,

    non credo che Enrico volesse mostrare che il “solco” tra perversi e normali passi esattamente tra atei e credenti: Lei qui storce volontariamente il proposito di Enrico per i Suoi fini propagandistici che non ingannano nessuno a parte Lei stesso.

    E lo storce perchè sul fondo Lei non ha elementi da ribattere alla tesi di Enrico che possiamo riassumere in due punti che lui ha ormai perfettamente comprovato:

    1) Che i nostri amici ateisti dovrebbero dapprima spazzare davanti a casa loro prima di venir a criticare casa altrui.

    2) Che essere credente e, prete, diminuisce SIGNIFICATIVAMENTE il tasso di perversione riscontrabile nella società ateista indipendentemente dal sistema penale civile in vigore.

    Purtroppo, caro Adriano, quelli della Sua credenza ateistica hanno rinunciato all’uso della ragione, della scienza ed all’osservazione dei fatti e lo hanno sostituito con un pensiero ideologico irreale e con sloganistica di conforto, come lo dimostra il Suo modo di trattare il soggetto esposto da Enrico, dove invece di contrargomentare porta su giudizi che nulla hanno a che vedere (dello stile “onstatare la particolare virulenza”(sic)).

    Lei poi termina esclamandosi “Ricorderei, comunque, ai turiferari cattolici che la legislazione dei paesi nordeuropei, (quelli laici e protestanti) è severissima contro i corruttori di bambini”: ciò mi permette di ricordare che se così è, è appunto perchè in quei paesi questi delitti accadono molto più soventemente che nei paesi di altra tradizione.

    In Pace

  33. enrico scrive:

    “la particolare virulenza dei toni impiegati da Enrico”

    Veramente…virulenza?

    “Ricorderei, comunque, ai turiferari cattolici che la legislazione dei paesi nordeuropei, (quelli laici e protestanti) è severissima contro i corruttori di bambini.
    Ricorderei,ancora, che la morale cattolica è perlomeno doppia : non c’è limite alle trasgressioni private che vengono praticate da tanti benpensanti, buoni borghesi, onesti padri di famiglia ed assidui frequentatori dei confessionali.”

    La morale cattolica non è per niente doppia, caso mai potrebbe essere doppio il comportamento.
    Di tutte le possibile colpe nel Vangelo questa è l’unica di cui si legga “È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare”.
    Posizione direi diversa da questi nuovi profeti dell’educazione giovanile.
    Nella parte finale se posso essere sincero Lei forse dice una verità, ma è altrettanto vero che generalizza, e fare di colpe singole le colpe di un gruppo è un meccanismo mentale molto pericoloso, storicamnete parlando.
    Io ho riportato alcune posizioni, penso che sia diverso andare contro una propria morale rispetto ad affermare la liceità della pedofilia.

    Ma non ho mai pensato che tale sia la posizione di tutti gli atei.

    Perchè invece Lei che mi ha ricordato i valori generati dalla rivoluzione francese è così pronto a generalizzare queste colpe verso i cattolici.
    Usa quasi gli stessi termini di alcuni interventi che ho citato “benpensanti, buoni borghesi”.
    Ma non Le pare strano?

  34. enrico scrive:

    Comunque adesso Le esprimo il mio punto di vista.
    Quando vi sono degli sbagli e delle colpe è una grazia che qualcuno te lo faccia notare, mentre è una dis-grazia quando attorno a te non c’è nessuno che ti mostri gli errori che compi.

    Veramente ben venga quanto è avvenuto, non sto parlando dei fatti chiaramente, se questo porterà che mai più accada.

    Ho già riportato una pagina del diario di S. Faustina Kowalska, lettura sconvolgente e che proporrei a chiunque.
    La santa muore nel ’38, ma a quanto pare a Gesù queste cose erano già note.
    Non Le par strano che una suora si esprima in tal modo direi profetico

    “Giovedì. Adorazione notturna. Quando andai all’adorazione, fui subito investita dal bisogno di raccoglimento interiore e vidi Gesù legato alla colonna, spogliato delle [Sue] vesti e sottoposto subito alla flagellazione. Vidi quattro uomini che a turno sferzavano coi flagelli il Signore. Il cuore mi si fermava alla vista di quello strazio. Ad un tratto il Signore mi disse queste parole: “Ho una sofferenza ancora maggiore di quella che vedi”. E Gesù mi fece conoscere per quali peccati si sottopose alla flagellazione: sono i peccati impuri. Oh, che tremende sofferenze morali patì Gesù, quando si sottomise alla flagellazione! Improvvisamente Gesù mi disse: “Guarda e osserva il genere umano nella situazione attuale”. E in un attimo vidi cose tremende: i carnefici si allontanarono da Gesù, e si avvicinarono per flagellar[Lo] altri uomini, che presero la sferza e sferzarono il Signore senza misericordia. Erano sacerdoti, religiosi e religiose ed i massimi dignitari della Chiesa, cosa che mi stupì molto; laici di diversa età e condizione; tutti scaricarono il loro veleno sull’innocente Gesù. Vedendo ciò il mio cuore precipitò in una specie di agonia. Quando Lo flagellarono i carnefici, Gesù taceva e guardava lontano; ma quando lo flagellarono le anime che ho menzionato sopra, Gesù chiuse gli occhi e dal Suo Cuore uscì un gemito represso, ma tremendamente doloroso.”

  35. mauro scrive:

    Enrico scrive: “Di tutte le possibile colpe nel Vangelo questa è l’unica di cui si legga “È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare”.”.

    Leggiamo allora Luca 17 piu’ compiutamente:

    1 Disse ancora ai discepoli:” E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengano. 2 E’ meglio per tutti che gli sia messa sl collo una pietra di mulino e venga gettato nel mare; piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. …”.

    Enrico, se leggeva il punto 1 si sarebbe accorto che vi è scritto che è inevitabile che avvengano gli scandali ed allora non si può certo mettere una pietra di mulino al collo e gettarlo in mare prima che uno di questi avvenga.

    Non le sembra che voglia intendere che la punizione di Dio sarà piu’ terribile del momento in cui qualcuno lo dovesse uccidere?

    Qualcuno doveva pur rispondere al problema che si era posto quando aveva scritto: “Quando vi sono degli sbagli e delle colpe è una grazia che qualcuno te lo faccia notare, mentre è una dis-grazia quando attorno a te non c’è nessuno che ti mostri gli errori che compi.”

  36. enrico scrive:

    @ Mauro

    No non capisco cosa Lei voglia intendere.
    Io ho semplicemente detto che quando si compiono degli errori e una grazia che qualcuno te lo faccia notare.
    Lei sembra interpretare le parole che vengono scritte, e desumere il pensiero di chi Le scrive anche quando non è espresso.
    Da una parte ho affermato che nel vangelo è definita una colpa di particolare gravità scandalizzare uno solo di questi piccoli.
    Dall’altra ho detto che le critiche sono un’occasione di miglioramento.

    Ma Lei è forse troppo preso dalla sua vis polemica.

  37. Caro Enrico,

    ti rispondo su questo thread poichè ho cose da dire che riguardano questo ma anche un altro(quello sulle povere -e, se volete, vi spiego il perchè di tale aggettivo- bimbe “chierichette” ed i vaneggiamenti attorno ad una “impurità” della donna).

    Ebbene, su quest’ultimo thread mi chiedevi se mi riferissi a te. Nello specifico mi chiedevi se la mia “lamentela” fosse indirizzata ai tuoi frequenti off topic (TU dici d’esser OT, NON io).
    Dunque. No. Nessuna lamentela sugli OT e men che meno sui tuoi presunti OT. Semplicemente -diciamo così- mi meravigliavo della totale “sordina” sulla persona che ha scritto certe cose.
    Totale o pressochè totale: tre persone (su quasi 250)lo hanno fatto.

    Ma, come dicevo, anche riguardo un intervento di QUESTO thread ho qualche breve cosa da dire.
    E precisamente sulle parole di santa Faustina da te citate.
    Tu pensa: riflettevo proprio ieri su quelle parole.
    Esse sono forti e non possono che incitarci ad una sempre piu profonda meditazione della Passione.
    Ti confesso: non avevo mai pensato che quelle parole potessero essere rivolte alle persone coinvolte in quell’abominevole peccato.
    (mi riferisco alle parole da te citate e presenti nel diario di suor faustina).

    Naturalmente non posso escludere che sia così.
    Io le avevo sempre “lette” come un riferimento generico ai peccati di impurità dei Consacrati e non specificamente a quella roba là.

    Oh, sia chiaro: qui parliamo di rivelazioni private, non scordiamocelo. Con tutto l’amore e la devozione (mia personale) verso la Religiosa polacca non posso considerare le (mille?) pagine del suo corposo diario alla stregua del Vangelo.
    Ripeto: lo dico da DEVOTISSIMO di Santa Faustina!

    Ti aggiungo una piccola confidenza: quando nelle Rivelazioni private (in questa o in altre) si parla della maggiore responsabilità dei peccati dei Consacrati (che è una cosa piu che giusta: il “tradimento” è ancor piu ignominioso)io vado col pensiero alle infedeltà di Costoro rispetto ai Comandamenti, alla Legge di Dio ma piu in particolare al devastante tradimento dell’Insegnamento della Chiesa da parte, ad esempio, di Sacerdoti e -ahiloro- Vescovi. Che poi magari uno o dieci o mille siano pure sporcaccioni bè non fà che “peggiorare” la situazione della loro anima molto più vicina alla dannazione. La apostasia e la scristianizzazione, pregressa ed in atto, è dovuta MAGGIORMENTE alle cattive omelie, alle cattivissime testimonianza di vita, alle orride “indulgenze”(et assoluzione) concesse nel Confessionale -si, è così- piuttosto che a qualche Prete sventuratamente sporcaccione o nauseabondamente effemminato.

    E CMQ:
    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2010/08/23/fe-i-sbuc.html

  38. enrico scrive:

    “La apostasia e la scristianizzazione, pregressa ed in atto, è dovuta MAGGIORMENTE alle cattive omelie, alle cattivissime testimonianza di vita, alle orride “indulgenze”(et assoluzione) concesse nel Confessionale -si, è così- piuttosto che a qualche Prete sventuratamente sporcaccione o nauseabondamente effemminato”

    Guardi capisco il suo punto di vista, ma da peccatore penso che il messaggio dato alla Kowalska, la Divina Misericordia, sia un messaggio pieno d’Amore che ci esorta a proprio alla riconciliazione con Cristo.
    E il mezzo è proprio il sacramento della confessione ovvero della riconciliazione.
    Poichè solo la grazia ci preserva dal peccato.
    Lo stesso Pietro rinnegò Gesù tre volte, nonostante le sue precedenti assicurazioni.
    Dunque sarebbe già una gioia se ci si accostasse più spesso alla confessione.

    ” Datemi le vostre miserie e Io ne fo splendori”

  39. mauro scrive:

    Caro enrico, lei attribuisce i passi di luca (17,1-2) alla pedofilia perchè in esso trova “scandalo” riferita ai bambini ma tale parola è genericamente un’azione cattiva od un discorso corruttore, od anche un cattivo esempio quindi non si capisce il motivo per cui lei intenda riferirla a pratiche di sesso perverso. E’ ovvio che essendo questi comportamenti rivolti a bambini che ben poco conoscono, ci si scagli contro con veemenza per proteggerli, ma restano non identificabili con alcun atteggiamento preciso.
    Dio l’ho ricordato perchè alla fine Dio sarà sempre giudice supremo ed ultimo, anche quando questi “scandali” non verranno alla luce, il cui giudizio porterà ad una sentenza severa.

  40. Caro Enrico,
    è facile dire “CONFESSIONE”!

    Nessuno, ovviamente, discute la immensa ed insondabile Misericordia Divina?
    Chi potrebbe farlo?

    Io mi riferisco ad una ipotetica (ipotetica ma VEROSIMILE, verosimilissima) persona che vive in una situazione STABILE di peccato. Ok?
    Bene(anzi: male). Questa persona decide di accostarsi al Confessionale.
    Bene.
    “desidero confessarmi, Padre: ha tempo?”
    [per non allungare troppo la scenetta facciamo finta che il Prete sia in chiesa -e non al mare o al pc o peggio- e sia dispostissimo a confessare e non abbia impegni piu importanti]
    “si, venga”

    “In Nomine Patri…..”

    (…segreto confessionale…)

    Giunge il momento della ASSOLUZIONE.
    Bene.
    Come è noto (qui siam tutti cattolici e conosciamo bene la Misericordia, il Sangue Effuso, la Grazia etcetera etcetera. Molti conoscono le rivelazioni private attorno a tale tema -inclusi i fatti prodigiosi, tipo quel presbitero spagnolo che ritenne di non dare l’assoluzione ad un penitente ed il Crocifisso che rimproverò tale gesto- ed in particolare le già citate rivelazioni ricevute da suor Faustina)vi sono delle CONDIZIONI per fare la Confessione.

    Per inciso: il fatto che si imparassero a memoria al catechismo non le rende nè obsolete nè meno valide-e qui tornerebbe il discorso sull’immenso BENE apportato alla Chiesa da San Pio X, Vescovo di Roma durante l’inizio del secolo scorso.

    Ebbene: oltre al pentimento SINCERO (gli altri ricercateveli: vi farete una sana ripassata del Catechismo :) ) è NECESSARIO il PROPONIMENTO di non peccare più.

    Ora: quale PROPONIMENTO può esserci in una persona che vive il suo adulterio in modo stabile e duraturo, CON CASA, CONVIVENZA, CONCUBINAGGIO, MUTUO, VACANZE PROGRAMMATE-scimmiottando infantilmente di essere una famiglia- etcetera etcetera?

    Se questa persona durante la confessione NON ESPRIME LA S I N C E R A INTENZIONE DI R O M P E R E COL PECCATO

    mi spiegate come può essere ASSOLTA?

  41. Ovviamente, caro Mauro, qui nessuno discute la immensa ed insondabile Misericordia Divina?
    Chi potrebbe farlo?

    Io mi riferisco ad una ipotetica (ipotetica ma VEROSIMILE, verosimilissima) persona che vive in una situazione STABILE di peccato. Ok?
    Bene(anzi: male). Questa persona decide di accostarsi al Confessionale.
    Bene.
    “desidero confessarmi, Padre: ha tempo?”
    [per non allungare troppo la scenetta facciamo finta che il Prete sia in chiesa -e non al mare o al pc o peggio- e sia dispostissimo a confessare e non abbia impegni piu importanti]
    “si, venga”

    “In Nomine Patri…..”

    (…segreto confessionale…)

    Giunge il momento della ASSOLUZIONE.
    Bene.
    Come è noto (qui siam tutti cattolici e conosciamo bene la Misericordia, il Sangue Effuso, la Grazia etcetera etcetera. Molti conoscono le rivelazioni private attorno a tale tema -inclusi i fatti prodigiosi, tipo quel presbitero spagnolo che ritenne di non dare l’assoluzione ad un penitente ed il Crocifisso che rimproverò tale gesto- ed in particolare le già citate rivelazioni ricevute da suor Faustina)vi sono delle CONDIZIONI per fare la Confessione.

    Per inciso: il fatto che si imparassero a memoria al catechismo non le rende nè obsolete nè meno valide-e qui tornerebbe il discorso sull’immenso BENE apportato alla Chiesa da San Pio X, Vescovo di Roma durante l’inizio del secolo scorso.

    Ebbene: oltre al pentimento SINCERO (gli altri ricercateveli: vi farete una sana ripassata del Catechismo :) ) è NECESSARIO il PROPONIMENTO di non peccare più.

    Ora: quale PROPONIMENTO può esserci in una persona che vive il suo adulterio in modo stabile e duraturo, CON CASA, CONVIVENZA, CONCUBINAGGIO, MUTUO, VACANZE PROGRAMMATE-scimmiottando infantilmente di essere una famiglia- etcetera etcetera?

    Se questa persona durante la confessione
    NON ESPRIME
    LA
    S I N C E R A
    INTENZIONE
    DI
    R O M P E R E
    COL
    PECCATO

    mi spiegate come può essere ASSOLTA?

  42. enrico scrive:

    @ Mauro

    No era palese per chiunque il fatto che si possa recare scandalo ai bambini in molti modi.

  43. enrico scrive:

    @ Mauro

    Era palese per chiunque che Gesù stesse parlando di qualunque comportamento che possa recare scandalo ai bambini.
    Tra cui questo.

  44. mauro scrive:

    Caro enrico, non è per nulla palese che si tratti della pedofilia, tutt’altro quei passi di Luca 17 lo negano. Lei interpreta a sua discrezione come peraltro le ha insegnato la Chiesa. Non ha uno straccio di prova che possa riferirsi a quel particolare crimine rimanendo una dichiarazione generica di un peccato che si commette verso i bambini e non sui bambini.
    Il passo di luca 17,2 recita :”piuttosto che scandalizzare (portare scandalo a [o verso]) uno di questi piccoli., che dimostra che lo scandalo non è commesso su di loro.

  45. enrico scrive:

    @ Mauro

    Guardi diventa proprio difficile risponderLe.

    Si parla di recare scandalo ai bambini.
    Si vede che per Lei queste azioni non recano scandalo ai bambini.

  46. enrico scrive:

    @ Cosimo de Matteis

    Capisco.
    Ma a Lei non è mai accaduto di confessare il medesimo peccato?
    Se è così sono contento per Lei.
    Guardi io credo che come mostra l’episodio del ladrone in croce l’uomo abbia fino l’ultimo istante per attingere alla Divina Misericordia.
    Purtroppo temo che molti volontariamente se ne astengano.
    …E temo che a “qualcuno” non dispiaccia manco un pò….
    Quanto al resto non posso che darLe ragione.

  47. Il medesimo peccato?
    Ma scherzi?
    Stai dicendo (insinuando) che io abbia vissuto una situazione stabile di adulterio/concubinaggio(=peccato gravo e RIFIUTO della Grazia di Dio)???

    Ti rispondo subito:
    M A I !!!!

    Non mi sento migliore di nessuno, assolutamente!
    Ma, PER GRAZIA DI DIO( e per la mia piccola ed umile corrispondenza a tale Grazia) ho sempre avuto il sano discernimento prima e il buon senso di di scegliere poi.

    Un conto sono le cadute accidentali( debolezza, occasioni, fragilità eccetera)
    un conto sono le cadute “ricercate”
    ed un conto ancora sono le cadute continue, volute, ricercate ed INEVITABILI.

    Fuor di metafora: se un
    Sacerdote
    dà l’assoluzione ad un concubino/àdultero
    (prescindendo da tutti gli altri peccati che, presumibilmente, sussistono)
    che non ha dimostrato la NETTA DECISIONE DI
    R O M P E R E
    con la situazione grave di peccato mortale in cui si trova,
    ebbene tale Presbìtero sbaglia gravemente.
    Di più: egli PECCA.
    ed assolvendo tali peccatori
    crea un sulfureo circolo vizioso
    in cui si beano gli sporcaccioni.

    Leggi qui: http://cosimino.myblog.it/archive/2010/08/13/temp-fc8f1ad773837fde658af3d02999b014.html

  48. enrico scrive:

    Cosimo de Matteis

    Intendevo lo stesso peccato..che ne so.. dire una bugia…o altro..suvvia si capiva che non parlavo di una situazione stabile di adulterio.

  49. Guarda, ti assicuro che solo RILEGGENDO PIU VOLTE il tuo commento ho compreso che ti riferivi alla “recidività”, CREDIMI.

    Avevo inteso per “medesimo peccato”
    il “medesimo peccato” di cui si stava parlando.
    Avrò anche sbagliato nel non leggere piu volte il tuo commento prima di rispondere ma TI ASSICURO che avevo assolutamente capito che mi chiedevi se avevo quelle infelici (sebbene umanissime) situazioni.

    Confermo di NON sentirmi meglio degli altri, anzi.
    Sono fango impastato, pieno di miserie e colpe.
    Ma mi sforzo di seguire la Legge di Dio, questo si.
    Ed ho quel briciolo di razionalità che mi porta ad una conclusione logica e semplicissima(sebbene la mentalità mondana finge di non comprendere)che ho esposto piu volte a voce e per iscritto e che, di recente, ho messo per iscritto nel mio blog:
    http://cosimino.myblog.it/archive/2010/08/13/temp-fc8f1ad773837fde658af3d02999b014.html

    Infine ti confesso di temere una “sospensione” da parte del sito cui è “appoggiato” il mio blog:

    non infrequentemente in rete
    accàde
    che
    utenti sporcaccioni toccàti nel loro nervo scoperto
    si “vendicano”
    con il “Battista” che gli ricorda di vivere situazioni di peccato.

    Il Precursore di Cristo venne decapitato: a me si limitano a togliermi l’account. E, siccome non ho peli sulla lingua, se volete vi dico quale piattaforme virtuali e quali “social network” applicano tale trattamento mooolto tollerante.
    Di questa tollerenza parolaia (che ripete a mò d’emblema quella stupidaggine di voltèr) ne abbiamo “RAS LE BALL” dicono i francòfoni!

  50. Antonio Nalli scrive:

    Approfitto di questo blog, per rendere nota una lettera aperta nei confronti di Mons. Tommaso Ghirelli, Vescovo della Diocesi di Imola.

    I falsi miti dell’illuminismo e della rivoluzione francese paragonati al Cristinesimo? Caro Mons. Tommaso Ghirelli, neanche per sogno!!!

    Quando mi capita un giornale tra le mani, mi resta difficile non leggerne il contenuto e se quest’ultimo è un giornale diffuso dalla Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, allora lo faccio ancora più volentieri.
    Nel mio sangue scorre e nel mio cuore pulsa, la fede di un cattolico che rispecchia l’insegnamento di una famiglia Cristiana da sempre, la quale nel suo albero genealogico scorge sacerdoti, tra i quali alcuni perfino portati in esilio, proprio per la loro convinzione e fedeltà, ma su questo punto vi tornerò a breve.
    Dopo una visita nella cittadina di Filettino (FR), dove fino al 15 agosto scorso si sono tenute numerose celebrazioni per la traslazione di San Bernardino da Siena, mi è capitata fra le mani una copia dell’Osservatore Romano di sabato 7 agosto 2010.
    A pagina 4, vi ho trovato un articolo riguardante Sua Santità Pio VII, scritto da Antonio Filippazzi.
    Ho seguito dalla prima il contenuto del medesimo, che promuove la pubblicazione di un volume su un periodo ben preciso relativo alla storia del Pontefice, quando, ancora Cardinale, Gregorio Barnaba Chiaramonti si trovava alla guida dell’episcopato imolese.
    Ad un certo punto del testo, però, mi sono imbattuto in una scoperta che francamente mi ha disorientato e lo ha fatto ancor più in modo particolare, perché proviene da un’analisi espressa, nella prefazione dello stesso libro pubblicizzato nell’articolo, dall’attuale Vescovo della Diocesi di Imola, Mons. Tommaso Ghirelli.
    Sua Eccellenza, infatti, ha proposito di illuminismo e rivoluzione francese, facendo riferimento ad un’omelia pronunciata dal Cardinale Chiaramonti il giorno di Natale del 1797 (3 anni prima dell’elezione a Sommo Pontefice) dichiara addirittura che lo stesso futuro Pio VII, volle <>.
    Se ho ben capito, quindi, secondo Mons. Ghirelli, il Cardinale Chiaramonti, ovvero lo stesso Papa che con fermezza combatté Napoleone e l’invasione delle truppe francesi, avrebbe spinto e rassicurato i fedeli della sua Diocesi a dormire sonni tranquilli sui falsi ideali che animavano i francesi, tanto che il comportamento degli stessi, ovvero lo stupro di civili, l’uccisione di prelati, la devastazione di Chiese e seminari, la deportazione dei religiosi che non giuravano fedeltà a Napoleone, erano praticamente gli stessi riconducibili alla morale cristiana.
    Si tratta di un’analisi che mi ha lasciato e mi lascia tutt’ora a dir poco inquieto, senza parole e che non può non farmi pensare a quel coraggio e a quella Fede, che in questo modo si tenta ora di far passare come inutile, di quei numerosi sacerdoti che, animati da vero spirito Cristiano e per nulla timorosi della loro sorte, rifiutarono di giurare fedeltà a Napoleone.
    Come avevo accennato all’inizio di questa lettera, proprio per questo motivo, un mio lontano avo, don Vincenzo Malizia, sacerdote in Ceccano (FR) presso la Chiesa di San Pietro, venne portato in esilio in Corsica, dove vi rimase per diversi anni, sbeffeggiato e maltrattato dagli “amici” francesi di Mons. Ghirelli.
    Mi viene da pensare chi glie lo ha fatto fare, se all’interno della Chiesa di oggi, personaggi come Mons. Ghirelli, arrivano perfino ad “elogiare” questo falso mito della storia che con il Cristianesimo, invece, non ha nulla a che vedere.
    Un “elogio” che mi preoccupa, perché passa attraverso un paragone, con il quale tra l’altro, si distorce l’operato di un Pontefice che, invece dimostrò l’esatto contrario.
    Di tutto questo, però, non si è reso conto neanche il giornalista autore del pezzo, che nel prosieguo dell’articolo ha riportato anche il pensiero di Sua Santità Benedetto XVI.
    Si tratta ovviamente di un pensiero più profondo, distante dalle parole orribili scritte dal Vescovo imolese: <>.
    E poi ancora: <>.
    Auspico, a questo punto, che le parole pronunciate dal Santo Padre aprano la mente di questi nuovi “interpreti” della Storia della Chiesa, i quali con le loro fantasiose teorie, molto più idonee per qualche nuova dottrina di forma protestante, non portano altro che a disprezzare la Fede ed il Sacrificio di tanti religiosi, per i quali si dovrà rendere conto non tanto ai loro discendenti, ma a Dio, Padre Nostro.

    Ceccano, lì 23 Agosto 2010 Antonio Nalli

  51. fedenrico scrive:

    Caro Mauro,
    In merito allo “skandalon” di cui Matteo capo XVIII, Marco capo IX e Luca capo XVII, se lei osservasse la fedele traduzione del Tommaseo noterebbe in Marco: “E chi farà INCIAMPARE uno de’ piccoli”. Ché “skandalon” significa proprio “Pietra d’inciampo, insidia”.
    “Chi scandalizzerà” ha dunque il significato di “chi insidierà”.

  52. enrico scrive:

    Cosimo de Matteis

    Dispiace a me non esser stato più chiaro.
    Scusami.

  53. Carlo Bollani scrive:

    Per Simon de Cyrene:

    Lessi punto per punto la Caritas in Veritate l’anno scorso. Da persona formata accademicamente appunto in economia, posso vedere sia quello che c’e’ (forse anche troppi temi insieme, il che è certamente indice di buona volonta’) sia cose che mancano (quello su cui ancora non ci si è azzardati a creare magistero).

    Non ho detto che mancavano posizioni in tema di natalità, ma di collegamento tra natalità e crescita economica (la rimando all’economista Gotti Tedeschi).

    La rerum novarum arrivo’ come un pugnalata intellettuale a quello che si ritenteva all’epoca il modello intoccabile di sviluppo europeo: al papa fu dato, all’epoca, del pazzo rivoluzionario.

    La Caritas in Veritate è un bel quadro di alto profilo, ma non porta nessun unico messaggio chiaro e tondo ad un interlocutore preciso del tipo: se non pagate uno stipendio sufficiente a garantire un esistenza dignitosa all’operaio “di buoni costumi” ed alla sua famiglia, siete fuori dalla Chiesa.

    Apprezzo piu’ della Caritas in Veritate per nitore e consequenzialità di pensiero “The Gospel of Wealth” di Andrew Carnegie (che pero’ tratta solo di etica pubblica della ricchezza, non degli aspetti educativi, famigliari, di crescita spirituale legati al vivere nella società dell’opulenza etc.).

    Lei mi fa dire anche cose che non ho detto: in nessun punto faccio la buffa affermazione che per essere vescovi si debba essere capitani d’industria.

    Ho detto invece che sarei felice se si riuscisse a trarre dal laicato all’episcopato qualche battezzato di seria condotta di vita cristiana che, per studi accademici in scienze tecniche (economia, medicina, amministrazione etc.), sappia espandere il magistero in termini di profondità d’analisi etica che queste scienze al giorno d’oggi richiedono. Profondità di analisi etica, ecco quello che voglio.

    Potrà sembrarle assurdo, ma il passaggio dal laicato all’episcopato non è affatto senza precedenti nella storia della Chiesa: Ambrogio di Milano – stiamo parlando di un Padre della Chiesa – fu scelto per la sua autorevolezza nel guidare le opposte fazioni della chiesa milanese in un momento critico (la successione del vescovo precedente), evitando che si scannassero tra di loro.

    Fu scelto perche’ guida autorevole, ottimo retore (“comunicatore” diremmo oggi), capace di influenzare e conciliare la gente (lasciamo da parte gli aspetti miracolistici del racconto). Non per la sua conoscenza delle scritture o per il decennio di presbiterato (non era ancora battezzato). Fu clericalismo … o lungimiranza, al di la’ della situazione formale contingente (ce n’erano anche all’epoca di presibiteri tra cui scegliere a Milano: quelli che lo battezzarono dopo l’elezione, e che si posero al suo servizio dopo la sua consacrazione episcopale).

    Mi piacerebbe vedere nella chiesa una simile “capacità di osare” nella scelta delle persone …

    Perche’ invece devo ritrovarmi un Fisichella “fatto a fette” da un clinico in un talk show televisivo in tema di eutanasia, quando al suo posto ci sarebbe dovuto essere l’Abate di Montecassino, che, da medico, sicuramente saprebbe leggere gli studi di neurologia dai quali si puo’ desumere surrettiziamente qualche forma percezione di dolore conseguente alla cessazione dell’alimentazione e dell’idratazione anche in individui in stato di coma irreversibile?

    Voglio persone che sappiano difendere le posizioni della Chiesa con tutto cio’ che la scienza pensa, implica o dibatte sul punto, PIU’ il riferimento scritturale. Se la Chiesa adotta una posizione, deve essere coperta – culturalmente parlando – a 360 gradi.

    Il fondamento della Scolastica anche questo era … Tommaso su tutto o quasi prendeva anche come punto di riferimento lo stato della scienza dell’epoca (eredità aristotelica) discutendo e risolvendosi i punti di apparente contrasto con le scritture.

    Un consiglio personale: legga, di tanto in tanto, anche qualche enciclica ottocentesca, oltre a quelle di questo e del secolo appena trascorso. Forse capirà meglio come “intellettualmente affilata” vorrei che fosse la Chiesa anche oggi.

    Qual’e’ l’e’ l’enciclica degli anni ’60 – ’70 che riassuma e pronunci l’ “anathema sit” in paragrafi talmente chiari da poter essere intesi anche da un deficiente per quanto riguarda gli errori del permissivismo, inteso come quella cultura pedagogica degli anni ’50-’70 che nega l’utilità di applicare le definizioni etiche normalmente utilizzate dagli adulti nell’educazione dei ragazzi, sulla base del presupposto che “si correggeranno da soli” osservando i danni causati da comportamenti non etici (riassumo alla buona: vedi Dottor Spok e dintorni)? Insomma, quella corrente culturale che ci ha regalato padri spinellari che si lamentano ora dei figli cocainomani?

    Bah … ho l’ impressione che si inseguano le mosche (libri su libri sul tema della “figura di Cristo”, sostituto della discussione medievale sul sesso degli angeli), lasciandosi passare gli elefanti sotto gli occhi.

    Concludo: Simon, tutti e due amiamo la Chiesa (almeno, cosi’ mi sembra). Io, pero’, causa vicissitudini della vita, mi sono trovato a dover inziare con successo alla Fede anche amici atei ideologici non battezzati (sottolineo il termine “ideologici”: cosa diversa dal battezzato-agnostico per abitudine-ex parrocchiano da ragazzo, cioe’ il tipo piu’ diffuso in Italia).

    Le dico – per esperienza pratica – che, per come è messo il magistero, non mi è facilitato il compito. Di tanto in tanto me la sono dovuta letteralmente “inventare”.

    Se il Suo apostolato personale si è svolto in un contesto piu’ tradizionale, magari soltanto italiano, forse Le è piu’ diffile capirmi.

    Detto cio’ … mi metta pure dalla parte dei cattivi: prendero’ anche questa con spirito sportivo …

    C.B.

  54. P.Danilo scrive:

    Gent.mo Carlo Bollani, ciò che scrive è condivisibile e personalmente sono d’accordo con lei. Tuttavia, devo aggiungere che ciò che lei vorrebbe dai vescovi, io lo pretenderei dai laici: son loro che devono trasformare la politica, l’etica, ecc., con gli insegnamenti del Vangelo, o se si vuole con la sociologia soprannaturale (di Don Sturzo, ad esempio). Il compito e la missione dei sacerdoti è un altro. Né si può pretendere che tutti i sacerdoti e vescovi siano esperti in sociologia, bioetica, e altre scienze umane. Loro compito è insegnare le scienze sacre, celesti e divine. Anche qui molto carenti. Quanti vescovi sono esperti in metafisica? Forse l’hanno studiata un po’ quando erano in seminario. E qui intendo gli eterni princìpi di ordine non umano che reggono il Tutto. Senza di questi si ritorna sugli alberi con le scimmie.

  55. P.Danilo scrive:

    Caro Mauro, questa volta devo concordare con lei: quando nel Vangelo di parla di “piccoli” o di “bambini” si devono intendere i “discepoli” in formazione, che sono appunto piccoli, rispetto ai Giudei, Farisei, Scribi che si ritenevano “grandi”. Così interpretano Papia di Gerapoli, Ireneo di Lione ed Eusebio.

  56. Marco N. scrive:

    Il compito e la missione dei sacerdoti è un altro. Né si può pretendere che tutti i sacerdoti e vescovi siano esperti in sociologia, bioetica, e altre scienze umane. Loro compito è insegnare le scienze sacre, celesti e divine. Anche qui molto carenti. Quanti vescovi sono esperti in metafisica? Forse l’hanno studiata un po’ quando erano in seminario. E qui intendo gli eterni princìpi di ordine non umano che reggono il Tutto. Senza di questi si ritorna sugli alberi con le scimmie.

    Sublime, P. Danilo. Era ora che qualcuno se ne accorgesse e proclamasse questa verità fondamentale.
    Vescovi e preti devono fare i vescovi e i preti , non gli intellettualoidi o i tuttologi, come oggi accade sempre più di frequente.
    Ciò non toglie che essi debbano avere padronanza delle scienze umane, ma, direi, più padronanza di cuore che di biblioteca…
    In questo senso esprimevo qualche giorno fa qualche preoccupazione per le parole di Mons. Ouellet.

  57. enrico scrive:

    @ P.Danilo

    In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?».
    Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

    E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
    Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

    Guardi qui si stava discutendo di questo passo evangelico.
    Le riporto la versione in Matteo.
    Sinceramente mi pare proprio che si parli di bambini nel senso di bambini.
    Se poi vuole trovare un secondo significato.
    Papia di Gerapoli e Ireneo di Lione non so sinceramente come abbiano considerato quanto contenuto in questo passo evangelico.
    Magari me lo cita.
    Grazie.

  58. ADRIANO MEIS scrive:

    A Cosimo de Matteis e Simon de Cyrene.
    Vorrei rammentarvi che i filosofi illuministi ed atei erano e sono gente notoriamente fuori della grazia di Dio. Rousseau (e gli altri perversi deviati) erano,appunto, atei e materialisti : dunque, personaggi in linea con le loro depravazioni carnali e con la loro celebrazione. Non ci meraviglia, dunque, cari amici, v’è perlomeno coerenza in loro.
    Altra cosa, invece, sono i preti (gente che non è fuori della grazia di Dio, anzi, riceve una investitura ufficiale dalla Istituzione). Allora, vedete anche voi che il fare “pulizia in casa loro”, diventa una questione di secondo piano. Questo smonta dalle radici anche la tesi di Simon, il quale pare sottindendere che -fuori dal cattolicesimo- non esiste moralità. Questa è una tesi insostenibile che serve solo ad illudersi e a dormire bene di notte, abbandonati in una illusoria sicurezza.
    Non credo di dover andare oltre con la spiegazione. (Al netto di un’altra considerazione : non credo che ,dal nobile testo delle confessioni di Rousseau, si debba e si possa evincere solo ciò che voi ci trovate; c’è molto, molto altro -evidentemente- ma temo che voi siate del numero di quanti sono portati a drammatizzare tutte le questioni concernenti il sesso, -chissà perchè- e non siete interessati ad altro).
    Circa la legislazione dei Paesi nordeuropei : dove non c’è il comodo servizio del lavacro periodico domenicale, la legge deve essere seria per forza, caro amico.
    Ci siamo capiti, no?

  59. Forse il “lavacro domenicale” farebbe bene pure a te.
    Il tuo olezzo, infatti, esce persino dal monitor… :)

  60. Dav scrive:

    I nupvi vescovi devono nascere da presbiteri nuovi, formati alla missionarità e all’itineranza e pronti a sacrificare la vita per l’annuncio del Vangelo.
    I seminari Redemptoris Mater svolgono bene questo compito e spero che non sono i soli.

  61. Carlo Bollani scrive:

    Caro Padre Danilo,

    Certamente non si puo’ pretendere che tutti i vescovi e sacerdoti siano medici, ingegneri etc..

    Pero’, non sarebbe piu’ opportuno se a capo della pontificia accademia per la vita ci fosse un vescovo medico? A cercarli, si trovano, e neanche troppo lontano (Montecassino).

    Ricorda l’arguto argomento metafisico – probabilistico della “scommessa per il bene” di Pascal?

    Guarda a caso … fu uno dei piu’ grandi matematici della storia, appassionato appunto di calcolo delle probabilità.

    Magari avessimo nell’episcopato qualcuno (non tutti certamente: il biblista, il canonista “puro” etc. hanno comunque diritto al proprio spazio) … dico almeno qualcuno che, forte delle scienze “profane”, possa fare da apologeta altrettanto tagliente quanto Pascal (non da semplice scrittore privato: da successore degli apostoli)…

    C.B.

  62. enrico scrive:

    @ Meis

    Vede Lei costantemente esaspera il significato degli interventi di modo che il concetto, una volta distorto, risulti errato.

    Alcuni esempi

    “il quale pare sottindendere che -fuori dal cattolicesimo- non esiste moralità”

    Questo non lo ha affermato proprio nessuno

    “non credo che ,dal nobile testo delle confessioni di Rousseau, si debba e si possa evincere solo ciò che voi ci trovate; c’è molto, molto altro -evidentemente- ma temo che voi siate del numero di quanti sono portati a drammatizzare tutte le questioni concernenti il sesso, -chissà perchè- e non siete interessati ad altro, -chissà perchè- e non siete interessati ad altro”

    La cosa è molto più semplice, si stava parlando di pedofilia, e sono state portate alcune citazioni che riguardavano il pensiero di alcuni esponenti del materialismo ateo riguardo alla questione.
    Se avessimo parlato d’altro avremmo citato altro, il che è perfettamente logico.
    Ed è chiaro che diverso è giustificare ideologicamente un comportamento dal compierlo contro i propri principi etici o morali.
    Da un punto di vista personale è forse più grave la seconda condizione, ma da un punto di vista generale la prima è molto più grave perchè rischia di infettare il pensiero della società con una ideologia che GIUSTIFICA la pedofilia.

    Posso farLe una domanda?

    Lei ha per caso letto il libro di Odifreddi ” perchè non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”..no perchè egli torna spesso sul punto “drammatizzare tutte le questioni concernenti il sesso”.
    Nel primo capitolo ” Il Padre” compie più di dieci orrori e linguistici e scientifici.
    Ma chi si accosta a tali letture non ha purtroppo a questo punto nè una cultura umanistica nè scientifica per accorgersene, altrimenti come potrebbe esistere la X edizione del volumetto.

  63. ADRIANO MEIS scrive:

    Frequento questo Forum alla ricerca di risposte.
    Invece, ricevo essenzialmente insulti, particolarmente dall’ottimo deMatteis.
    Pagherei volentieri lo scotto degli insulti, se arrivasse,però, anche qualche replica decente. Invece,no.
    Questo ci dice due cose : primo) i cristiani sono assai meno caritatevoli di quanto amano credere (e far credere);
    secondo) le risposte razionali non esistono.
    Io non me ne adonto, perchè già so che l’uomo è alla ricerca solo di supporti identitari e meccanismi di sicurezza ideologici (e la religione è il primo fra questi).
    Nè mi pento d’aver cercato risposte (anche qui) perchè la ricerca è cosa che dovevo a me stesso.
    Dico solo che, se c’è un posto in paradiso pronto per deMatteis, sono leciti dubbi sulla qualità del paradiso stesso.

  64. ADRIANO MEIS scrive:

    Volentieri rispondo al cortese Enrico.
    1)”Non lo afferma proprio nessuno”, scrive, dunque, Enrico.
    Infatti, io ho scritto “sembra sottintendere”, nel caso specifico di Simon. Altri (ed altre),invece, nel Forum, lo scrivono esplicitamente.
    L’atteggiamento di sprezzante sufficienza verso le altre forme di esperienza spirituale, per non parlare di quello tenuto in serbo pei non credenti, è -comunque- diffusissimo e tanto greve da potersi tagliare a fette.
    Fa parte della compiaciuta inerzia mentale di chi si crede depositario dell’Unica Verità.
    2) La giustificazione della pedofilia non la ha trovata nel mio post, caro Enrico : anzi, ho detto espressamente il contrario (e lo ho pure motivato). Aggiungo che la giustificazione della pedofilia è fatto assai dubbio, malamente sostenibile ed identificabile, anche nelle parole di chi si vuole che la giustifichi. Ma, se pure fosse un fatto chiaro, è ,nondimeno, appannaggio di una netta minoranza di persone (e che -comunque- non si schierano dalla parte dei valori della Fede).
    Voglio dire che -tra “demoniaci” esponenti di opposte posizioni, dentro e fuori la Fede– non so chi sia più pericoloso, Enrico: chi prende un microfono ed urla in pubblico “giustifico la pedofilia”, oppure chi si cammuffa e si traveste (protetto dalla sacralità del proprio ruolo) e,poi, celebra in privato la corruzione?
    3) Circa il professor Odifreddi, mi trovo un pò in imbarazzo. Infatti, ho acquistato qualche suo libro, ma riesco a leggerlo assai malamente, per la prosa che a me pare densa , pesante , priva di scorrevolezza e di valore letterario. Questo me la rende ostica ed, in breve tempo, lascio perdere.
    Trovo, invece, che una certa strana chiusura, di ostile fermezza, un pò preconcetta, verso tutto ciò che sa di liberazione sessuale sia, innegabilmente, una tradizionale caratteristica dell’universo cattolico. Questo tratto è inesorabilmente smentito dalla Natura stessa e ben abbiamo visto,in passato?, anche preti ed alti prelati che -spessissimo- si sono concesse ampie deroghe dall’osservanza di questo comandamento….

  65. enrico scrive:

    @ Meis

    Cosa sta dicendo?
    Le ho appena risposto.

  66. Sal scrive:

    Non posso fare a meno di esprimere un complimento all’ottimo
    Adriano Meis per le acute osservazioni, la sottile pungente e vera
    ironia che traspare dai suoi post.
    Mi ha rincuorato perchè anch’io avevo perso le speranze di
    incontrare persone argute e invece mi accorgo che come la donna che
    per ritrovare la dracma smarrita deve spazzare con cura tutta la casa
    ma quando la trova è felice. (Luca 15.8) non si deve mai
    perdere le speranze di trovare ciò che si cerca.

    Mi accodo al suo: “ sono leciti i dubbi su quel tipo di
    paradiso.” Sottoscrivo completamente, io preferisco rimanere
    con lui e xagena a farci una birra al bar. Mi spiace per enrico che
    malgrado la sua cultura e fine intelligenza, volendo a tutti i costi
    dimostrare che gli asini parlano, fa torto a se stesso e si perde la
    birra.
    Caro enrico, l’ho chiesto mille volte a Simon senza risposta, lo
    chiedo anche a lei, ma lei ci crede che gli asini parlano ? (Numeri
    22.22-30)

  67. enrico scrive:

    @ Meis

    Bisogna intendere cosa vuol dire “liberazione sessuale”, guardi in tutta sincerità io ho ricominciato a ” frequentare” da poco, ma la cosa è molto semplice.

    La Chiesa riguardo al sesso ed alla sessualità ha una posizione ben precisa, ed essendo che non si tratta di una posizione ideologica ma legata appunto al credo non può mutarla perchè così sarebbe ” più simpatica” al modo di pensare corretto corrente.
    Come questo possa infastidire chi non crede mi è incomprensibile.
    Chi non crede non si farà influenzare da ciò che dice la Chiesa.
    Riguardo ai credenti avranno tutti i diritti di fare come credono, penso che Lei non voglia impedirglielo.

    Se ad esempio considereremmo gli anticoncezionali non mi dirà che non vengono usati dai giovani o giovanissimi perchè questa è la posizione della Chiesa.

    Riguardo ad Odifreddi la prosa è scadente ma soprattutto mente spesso o spesso ignora.
    Scelga Lei.
    Di Andrea Vesalio ho già detto, ma lo fa spesso nel volumetto.
    E questa non è una bella cosa.

  68. Sal scrive:

    Caro sig. Bollani
    pur mantenendo intatte le nostre differenze, leggendo il suo post
    a p.Danilo mi è sembrato di cogliere una certa ragionevolezza
    intorno all’idea di mettere un medico a dirigere strutture che si
    occupano di medicina, come un finanziere starebbe bene a capo di una
    banca. Ma la domanda è: “Perché, ora non si fa
    così ?” e Se non è così, com’è ?

  69. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani,
    avevo dimenticato, malgrado le differenti posizioni, dicevo, sarà
    d’accordo con me che se il maestro è ignorante lo sarà
    anche l’allievo. Ne conviene ?
    Ma secondo lei, come si potrà far capire all’allievo che
    ciò che il maestro gli ha insegnato non serve a niente ?

  70. enrico scrive:

    @ Meis

    “L’atteggiamento di sprezzante sufficienza verso le altre forme di esperienza spirituale, per non parlare di quello tenuto in serbo pei non credenti, è -comunque- diffusissimo e tanto greve da potersi tagliare a fette.”

    Guardi sul sito dell’UAAR.
    Sono stato definito:

    Miserabile essere
    Storpio giudeocristiano
    Miserabile Storpio
    Cattotalebano
    Fanatico religioso..etc etc

    e nonstante questo, ovvero avendo ricevuto insulti senza rispondere di rimando sono stato bannato con diversi indirizzi Mail, e sinceramente quando dopo avermi bannato mail ed IP hanno utilizzato un falso nick “enrico” per farsi beffe del mio pensiero mi sono spaventato del loro fanatismo.
    Ovvero come se qui improvvisamente Lei non riuscisse più a commentare ma ci fosse un fake “adriano Meis” che si mette ad insultare pesantemente gli altri utenti.
    Cosa penserebbe?

    Da quando mi sono riavvicinato alla fede devo confidarLe che parlo spesso con i miei amici ma spesso devo dirle che di rimando ne ricevo una discreta dose di commiserazione chiosata da frasi del tipo ” la fede è una cosa personale” o ” sarà un periodo, e passerà”.

    Nessun serio cristiano può disprezzare la fede di altri poichè credere è un dono collegato alla grazia, dunque non è un suo merito personale.
    Caso mai è una responsabilità.
    E io sono qui a risponderLe principalmente per questa responsabilità, poichè magari un giorno qualche cosa che qui Le scrivi la invoglierà a far entrare il dubbio ed a salire sul sicomoro come fece Lazzaro.

  71. ADRIANO MEIS scrive:

    Enrico, Le dico quello che penso io, chiedendo scusa in anticipo se viene ravvisato qualche “eccesso di mancanza” di ipocrisia.
    Indubbiamente, l’atteggiamento della chiesa di fronte alle questioni del sesso, è un atteggiamento preciso ed inequivoco : si ritiene giusto confinare l’istinto sessuale dei credenti al solo ambito della procreazione. [Per rispondere alla Sua domanda, io intendo per "liberazione", ogni comportamento sessuale non finalizzato al ruolo che la chiesa indica].
    Per la mia esperienza, Enrico, questa posizione è inutilmente rigorosa: l’ambito riproduttivo non mi pare danneggiato dalla libera sessualità, e neppure compromesso : siamo sette miliardi su questo pianeta!
    Inoltre, il sesso può essere fecondissima strada di comunicazione e di intese tra esseri umani ed è una strada verso la felicità; dunque, volerlo chiudere nell’ambito riproduttivo è addirittura un crimine contro l’umanità.
    Secondo me, tale rigore trova la sua spiegazione in altri ambiti di motivazione ed è connesso al fatto che è una formidabile arma per la creazione di sensi di colpa, ed i sensi di colpa sono il mezzo principale per impadronirsi dell’animo delle persone.
    Inoltre, vede, Enrico, uno sguardo alla platea dei vescovi ci dice molto già su di un piano antropologico: una assemblea di persone assai anziane, ed esclusa per contratto da una vita erotica, ammetterà, non mi pare il contesto più adatto per legiferare in materia di comportamenti sessuali; ed, infatti, la Natura (che è nata miliardi di anni prima della religione) lo sa molto bene, con l’unico, ovvio, risultato che le “consegne comportamentali” vengono eluse ogni giorno, anche dalla massima parte di chi si chiama cattolico.
    Cosa aggiungere, Enrico? Naturalmente, questo la chiesa non lo ignora e mi viene –anzi– il sospetto che se ne giovi, onde far crescere il sunnominato senso di colpa e vedere i confessionali affollati,alla domenica, da fedeli che non vedono l’ora di assaporare il sospirato lavacro periodico (salvo ricominciare daccapo il lunedì mattina).
    Tutto questo, garbato amico, conferma il mio pluriennale sospetto che la fede, da noi, sia una specie di teatrino dove ognuno recita una parte ed ognuno ci guadagna qualcosa, (salvo la morale pubblica, naturalmente).
    Ma anche qui ci sarebbe qualche commento acre da aggiungere e non lo faccio perchè temo di avere già sfidato abbastanza la pazienza del dr Tornielli e temo molto di venire escluso dalla discussione,prima o poi.
    Ringrazio tutti per l’attenzione, perfino deMatteis.

  72. ADRIANO MEIS scrive:

    Leggo con ritardo il post di Enrico circa gli epiteti grevi che vengono riservati sul sito UAAR; ovviamente, me ne dispiaccio e non li approvo nella forma. Salvaguardare le forme e la cortesia dovrebbe essere prioritario; ma forse, anche io, talvolta ho fallito in questo senso (con grave cruccio di deMatteis)….
    Su un piano più generale, mi sentirei di rispondere che, nell’ambito di un contraddittorio, ciascuno tende ad avere dentro di sè scarsa stima dei convincimenti avversari ed autoesaltazione dei propri; lotta,infatti, per affermarli e -spesso- la discussione diventa un corpo a corpo. In linea di massima,però, mi pare si possa dire che -negli ultimi dieci secoli– i danni creati dal fanatismo religioso sono stati assai più significativi di quelli del fanatismo laico (seppure ne esiste uno).
    Inoltre, come già si è scritto, la Fede non poggia su alcuna evidenza degna di tale nome e,quindi, pare più fondata l’accusa laica del pascersi di “favole” ( accusa che risale addirittura ad Averroè, passando per Machiavelli fino ai contemporanei).
    Inoltre, la Fede insegna che queste “favole”non necessitano affatto di dimostrazione (e,dunque, a rigore, l’affermazione laica che Essa sia un fatto personale non è immotivata).
    Aggiungerò anche che mi pare particolarmente pericoloso il convincimento che viene ritenuto un merito non cercare dimostrazioni e che la virtù vera è credere tout court; con questa metodologia, si potrebbe,in linea teorica, creare automi e giustificare qualsiasi eccesso.
    Infine, quarto argomento, noi viviamo in un Paese dove la religione non è confinata -come pur dovrebbe- nell’ambito della propria coscienza, ma è la base di un Potere che cerca di intervenire continuamente in tutte le scelte sociali e politiche della collettività allo scopo di dare alla società la sola forma che esso (Potere) crede giusta.
    In questo senso, non mi pare sbagliato il doversi armare di uno spirito combattivo in più (che non è necessario, per intenderci, in altre società dove lo Stato è “sdivinizzato” da più tempo, vedi società nordeuropee).
    Grazie.

  73. enrico scrive:

    @ Meis

    Lei pone molti argomenti.
    Dunque effettivamente la sessualità è per il credente un dono all’interno del matrimonio.
    Come si legge in S. Paolo.
    Non è confinata “al solo ambito della procreazione” ma non può chiudersi alla possibilità del dono del proprio amore verso un’altra vita che è amore.
    Che è un concetto diverso.
    Che poi questo sia difficile da seguire è vero, ma che le proprie debolezze debbano portare al rifiuto del messaggio di salvezza è cosa ben diversa.

    Ovvero ponendo che il cammino di fede sia un percorso che debba come portare a salire una montagna, l’uomo può incamminarsi, conscio delle proprie debolezze, decidere che non è possibile riuscirci e restare ai piedi del monte o giustificarsi dicendosi in cuor suo ” la montagna non esiste”.

    Non penserà mica che questo cammino sia privo di insidie e di cadute.

    Il sacrificio di Cristo è un sacrificio di giustificazione, ovvero:

    “Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
    schiacciato per le nostre iniquità.
    Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui
    per le sue piaghe noi siamo stati guariti” Isaia 53

    Se le interessa Isaia scrive nel 700 aC.

    “Inoltre, il sesso può essere fecondissima strada di comunicazione e di intese tra esseri umani ed è una strada verso la felicità; dunque, volerlo chiudere nell’ambito riproduttivo è addirittura un crimine contro l’umanità”

    Capisco cosa intende ma è anche vero, e lo vede chiaramente nel rapporto uomo donna dei nostri giorni che seppur il sesso sia una forma di comunicazione è altresì vero che si rischia concretamente di evitare il confronto dialettico con il proprio compagno/compagna risolvendo o appianando divergenze attraverso il sesso rischiando di portare a non conoscere chi sia nell’intimo la persona che ci sta accanto.

    Quando esprime il suo parere riguardo al senso di colpa come collante della religione, mi ripropone cioè grosso modo le tesi di “Zeitgeist”, capisco il suo punto di vista ma non mi trova d’accordo.
    Diciamo che la religione è vista in termini di “complotto”, ma per far questo si deve prescindere da un punto di vista storico dal cristianesimo delle origini, che nasce da apostati delle religione ebraica, perseguitati e dai loro stessi ex correligionari e dall’impero romano, setta complottistica che avrebbe ordito un inganno mirabile e come testimonianza testuale e archeologica.
    Si deve prescindere dalla testimonianza delle vite dei Santi ovvero di coloro che a differenza di me e di Lei sono ancora legati alle proprie debolezze (Lei non sta parlando con un Santo sia ben chiaro)ma che hanno testimoniato la bellezza della vita pienamente cristiana.

    Si compri qualche diario di qualche santo, se cerca la verità, e non scelga le bassezze della Chiesa come esempio, anche Giuda era un apostolo ma tradì Gesù.
    Eppure era tra coloro che Lui si era scelto.

    Guardi non so citarLe il passo ma provvederò.
    In una rivelazione privata Gesù afferma che Giuda si sarebbe salvato se avesse avuto un vero amico accanto.
    Capisce?
    Anche colui che l’ha tradito si sarebbe salvato se l’avesse voluto e fosse stato aiutato a volerlo.

    Lei vede il cristianesimo come una serie di precetti, a leggerLa questo è forse la sua difficoltà.

  74. P.Danilo scrive:

    Caro Enrico, Lei deve imparare a fidarsi, di un prete…! Oltre agli autori già citati, aggiungo Clemente d’Alessandria. “Pais” e “paidion” indicano sempre “discepolo”, “iniziando”, “figlio della Via”. Per cui ogni volta che nelle pessime traduzioni italiane trova “bambino” non pensi ad una realtà sociologica… “micros” (piccolo) indica addirittura una realtà gerarchica, e cioè quei 72 discepoli occulti, di cui mai nessuno parla. Sarebbe interessante sapere che fine abbiano fatto…

  75. enrico scrive:

    @ Meis

    Se vuole possiamo cominciare un tentativo di apologetica.
    Ma oggi esco.
    Guardi che la fede non abbia bisogno di prove non è mica vero.
    Lei crede che mi abbiano bannato perchè risultavo inconcludente nei miei ragionamenti?

    Però andiamo pericolosissimamente OT.
    E un po mi secca perchè non è corretto nei confronti di Andrea Tornielli.

  76. enrico scrive:

    @ P Danilo

    Le ho solo chiesto alcuni riferimenti precisi sul passo.
    Conosco gli autori di cui Lei parla.
    Mi può semplicemente indicare qualche riferimento più preciso?
    Grazie.

  77. Riguardo i “tolleranti” (dei miei stivali) che bannano a manetta appena si accorgono che la Verità stà entrando nei loro fecali spazi virtuali:

    http://materecclesiae.splinder.com/post/23188287/feisbuc-il-libro-dei-fessi#cid-62535691
    ma anche:
    http://cosimino.myblog.it/archive/2010/08/23/account-disattivato-come-fare.html

    PS: se avete tempo leggète anche i commenti giunti(e se volete aggiungetene altri: io sono mediamente tollerante ;)

  78. Riguardo i “tolleranti” (dei miei stivali) che bannano a manetta appena si accorgono che la Verità stà entrando nei loro fecali spazi virtuali:

    http://materecclesiae.splinder.com/post/23188287/feisbuc-il-libro-dei-fessi#cid-62535691
    ma anchehttp://cosimino.myblog.it/archive/2010/08/23/account-disattivato-come-fare.html

    PS: se avete tempo leggète anche i commenti giunti(e se volete aggiungetene altri: io sono mediamente tollerante

  79. Simon de Cyrène scrive:

    Gentile Sig Bollani,

    mi riferisco al Suo Carlo Bollani Scrive: agosto 23rd, 2010 at 11:16 pm.

    Mi rallegra l’idea che Lei abbia studiato da vicino Caritas in Veritate, perchè mi ero un po’ meravigliato che Lei citasse “In Spe Salvi” come esempio di dottrina cattolica in campo economico.

    Ciononostante la Sua affermazione che in quest’enciclica “mancavano posizioni in tema … di collegamento tra natalità e crescita economica” mi stupisce un poco se non altro a causa della frase seguente del Capitolo IV punto 44 dove vi è scritto nero su bianco:

    “Considerare l’aumento della popolazione come causa prima del sottosviluppo è scorretto, anche dal punto di vista economico: basti pensare, da una parte, all’importante diminuzione della mortalità infantile e al prolungamento della vita media che si registrano nei Paesi economicamente sviluppati; dall’altra, ai segni di crisi rilevabili nelle società in cui si registra un preoccupante calo della natalità”

    eppoi:

    “L’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica. Grandi Nazioni hanno potuto uscire dalla miseria anche grazie al grande numero e alle capacità dei loro abitanti. Al contrario, Nazioni un tempo floride conoscono ora una fase di incertezza e in qualche caso di declino proprio a causa della denatalità, problema cruciale per le società di avanzato benessere. La diminuzione delle nascite, talvolta al di sotto del cosiddetto « indice di sostituzione », mette in crisi anche i sistemi di assistenza sociale, ne aumenta i costi, contrae l’accantonamento di risparmio e di conseguenza le risorse finanziarie necessarie agli investimenti, riduce la disponibilità di lavoratori qualificati, restringe il bacino dei « cervelli » a cui attingere per le necessità della Nazione. ”

    Quando Lei poi afferma che Caritas in Veritate “non porta nessun unico messaggio chiaro e tondo ad un interlocutore preciso del tipo”, Lei mi lascia di stucco perchè io vedo invece direttive estremamente chiare, quando frasi di questo tipo, violentemente precise sono espresse:

    “In questa prospettiva, gli Stati sono chiamati a varare politiche che promuovano la centralità e l’integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, prima e vitale cellula della società, [112] facendosi carico anche dei suoi problemi economici e fiscali, nel rispetto della sua natura relazionale.”

    Lei mi chiede poi “Qual’e’ l’e’ l’enciclica degli anni ’60 – ’70 che riassuma e pronunci l’ “anathema sit” “: mi scusi, ma non vedo perchè Lei abbia bisogno di tali anatemi in campo sociale. Le ricordo che sono peccati che gridano vendetta a Dio Stesso quelli in cui non si paga all’operaio la giusta mercede o quelli in cui si sfruttano i poveri; gridano vendetta alla stess astregua che l’omicidio o il peccato contro-natura, perchè appunto sono tutti contro-natura.

    In campo socio-economico si sviluppa tutta la libertà di figli di Dio dei laici perchè quella è terra specifica di loro missione: a lor spetta nel loro agire rendere concreta la Parola di Dio ed il Magistero può aiutare alla riflessione e proporre quale possibile soluzione, ma le responsabilità in questo campo sono dei laici e non del clero in quanto tale.

    Anch’io sono convinto che ambo amiamo la Chiesa, ma quando si ama si conosce e più si conosce più si ama: personalmente amo l’insegnamento della Chiesa e cerco di consocerlo sempre meglio, il che me La fa amar sempre di più.

    Non vivo in Italia e non sono neppure italiano, ma vivo in un ambiente veramente poco cattolico socialmente e religiosamente parlando e La posso assicurare che l’apostolato ai non cattolici conosco. Ma più che “inventare” direi che si deve “meditare” nel proprio cuore l’insegnamento della Chiesa epr poi poter spiegarlo con la nostra propria personalità.

    In Pace

  80. Carlo Bollani scrive:

    Per Simon de Cyrene:

    C’e’ un semplice fraintendimento. Il mio paragrafo era:


    Possibile che il Sig. Gotti Tedeschi debba (giustamente) elogiare sulla carta stampata questo papa per aver finalmente creato il magistero sul collegamento tra rifiuto della natalità e atrofizzazione economica della società (v. Deus Caritas est)? L’Europa è in crisi di natalita’ da decenni: solo ora arriva il magistero pontificio su questo punto particolare?

    Ho scritto appunto “v.”, cioe’ “vedi” Deus Caritas Est riguardo al tema del collegamento tra rifiuto della natalità e atrofizzazione economica della società, e quando dico “su questo punto particolare” mi riferisco a tale collegamento, e non al tema, piu’ generale, della natalità (ci mancherebbe di far torto a Paolo VI con la sua indimenticabile Humanae Vitae).

    La Spe Salvi ovviamente non c’entra col magistero in tema economico: c’entra pero’ con il tema dello stato etico/ideologico (sono stati Stati etici quello nazista, quelli comunisti: quelli, in sintesi, con alla base un’idea di sviluppo della persona umana totalmente sganciato dalla speranza in senso cristiano e che, infatti, ha prodotto i mostri che ha prodotto).

    Questo tipo di stati in Europa non esiste piu’ (sono vivi e vegeti in altre parti del mondo): non perche’ dalla politica non possano ancora arrivare dei mali per la Chiesa … ne arrivano eccome … ma perche’ il problema semmai è un altro: non stati che cercano di imporre etiche complessive loro proprie, distorte e disumane, ma semmai Stati ridotti ad un “vuoto etico” pressoche’ assoluto, puri mediatori d’interessi contrapposti o casse di risonanza per gli interessi di qualche gruppo particolare; stati che, messa da parte l’etica dei poteri, si dimenticano anche quella dei doveri verso i propri cittadini, perdendone progressivamente il rispetto … siamo nell’ epoca in cui manca il “senso dello stato”, dello “stato degradato” … c’e’ qualche differenza con i tempi della Gestapo.

    Per motivi anagrafici e di vissuto personale suo proprio, credo che il concetto di stato etico in senso tradizionale sia ancora abbastanza centrale nelle riflessioni del Papa: molto meno per quanto mi riguarda, essendo decenni piu’ giovane di lui e avendo studiato quel periodo sui libri di Storia.

    Non la vedo comunque come una questione di dottrina, ma di sensibilità ed esperienze personali.

    Cordialmente,

    C.B.

  81. Carlo Bollani scrive:

    Sempre per Symon de Cyrene:

    Riguardo alla sua affermazione “Lei mi chiede poi “Qual’e’ l’e’ l’enciclica degli anni ’60 – ’70 che riassuma e pronunci l’ “anathema sit” “: mi scusi, ma non vedo perchè Lei abbia bisogno di tali anatemi in campo sociale”.

    Feci quell’affermazione non parlando di un tema economico-sociale: il permissivismo è stato una posizione prettamente filosofico / educativa, sviluppatasi in alcuni decenni per opera di alcuni autori facilmente individuabili (appunto Dottor Spok e dintorni) totalmente antitetica ai canoni dell’educazione etica tradizionale dei giovani, non solo in Europa ma, oserei dire, anche resto del mondo.

    Infatti, a quanto ne so, in Asia non ha mai attecchito (al limite, forse, negli ultimi anni in Cina, causa politica del figlio unico).

    Sostanzialmente, l’affermazione si riassume, terra terra con “non punite vostro figlio perche’ ha rotto un giocattolo … lasciate che distrugga anche la televisione, e, quando non potrà vedere i suoi programmi preferiti, capirà da solo che ha sbagliato”.

    La posizione tradizionale è invece da sempre stata quella che nell’educazione etica dei ragazzi occorre essere chiarissimi e pronti. Da grandi, avranno anch’essi da conoscere le “tinte di grigio” della vita, ma se non si insegna da piccoli che il bianco è bianco e il nero e nero, non capiranno piu’ un fico secco. Infatti, ci ritroviamo con i “bamboccioni”.

    Libri su libri sono stati venduti a milioni di famiglie, convincendole a passare dalla posizione tradizionale alla nuova filosofia. E’ stato – opinione mia personale – il peggior zunami etico della seconda metà del ’900: i danni che si provocano nel periodo di educazione infantile si trovano centuplicati negli adulti.

    Non mi risulta che vescovi e parroci abbiano tuonato dai pulpiti contro questa roba, condannando gli autori delle relative opere e proibendo di acquistarle, o che i principi del permissivismo siano stati velocemente anatemizzati (come esempio di efficienza e chiarezza in materia di anatemi utili, prenda la Auctorem Fidei di Pio VI, del 1794).

    Bah … forse era un tema troppo “minore” rispetto alle ultime scoperte sui rotoli di Qumran o ai libri di Rahner per destare sufficiente interesse.

    Fatto sta che ci sono cascati a milioni.

    Magari mi sbaglio e un’enciclica di espressa condanna del permissivismo c’e’ (non sono uno storico ecclesiastico, puo’ essermi sfuggita): se la trova, mi dia per cortesia il link. Grazie.

    C.B.

  82. ADRIANO MEIS scrive:

    Gentile Enrico,
    La ringrazio per la replica.
    Sono d’accordo sulla oggettiva scortesia fatta al dr Tornielli ed agli altri forumisti, se ci imbarchiamo nei nostri OT.
    Nell’ottica di tale riguardo, mi limito a ringraziarLa ancora (anche se non vedo le cose dal Suo stesso punto di vista).
    Sfrutterò, dunque, il Suo scritto come materia per ulteriori riflessioni, senza occupare spazi nel Forum.

  83. Simon de Cyrène scrive:

    Gent. Sig Bollani,

    vedo quindi con piacere che anche Lei apprezza Caritas in Veritate: effettivamente quest’enciclica dovrebbe essere letta e meditata in ginocchio e subito messa in opera in piedi dai laici nel miglior modo possibile asseconda delle capacità, delle idiosincrasie e delle grazie di stato di ciascuno.

    Gli altri Suoi punti sono opinioni e sensibilità molto rispettabili sui quali possiamo consentire o dissentire molto pacamente.

    La mia umile opinione è che vi sia bisogno di “anatemi” specialmente quando si è in posizione difensiva un po’ a mo’ di corazza. Ma il prezzo di una corazza è diminuzione di mobilità di fronte all’attacco del nemico.

    Se c’è qualcosa di cambiato in questi ultimi decenni, anche se sò perfettamente che quel che sto’ per dirle potrà sembrarLe paradossale, è che la Chiesa ha cambiato strategia: La Chiesa è passata all’attacco: non ha bisogno di corazze quindi di anatemi, ma vuole il confronto diretto con una società ateizzante e ad ogni modo apostata che quindi si mette lei ad anatemizzare la Chiesa.

    Lei vive in Italia e forse le cose hanno significati differenti per voi perché la vostra storia è differente. Ma negli ultimi 50 – 60 anni il Papato, e quindi la Chiesa cattolica, decenni dopo decenni sono diventati il solo Punto di Referenza Morale Globale, del quale tutte le nazioni debbono tener conto anche se negativamente, perché è la sola contro-cultura costruita e coerente disponibile su tutto il pianeta, perchè si è riappropriata ed ha rifiutato il divorzio tra fede e ragione e perché attacca alla sua stessa base il pensiero ed i modi di vivere ammessi nel mondo contemporaneo, nella pseudo-cultura ambiente massmediatica e nell’economia consumistica criminale e sfruttatrice.

    Lei parla dei problemi di educazione: il verme nella mela in questione fu J.J. Rousseau colla sua idea in contrapposizione totale coll’esperienza multimillenaria quando affermò che l’uomo nasce buono e che lasciato crescere da solo diventerebbe un buon selvaggio. Mentre tutti sanno che è esattamente il contrario: l’uomo è segnato dalla maledizione del peccato originale e tende al male “naturalmente” e solo l’educazione che la società può impartigli con i differenti paletti necessari può “contenerlo” un po’, schiavizzandolo. La vera soluzione è in mano del cristiano, il quale sa che solo morendo nel Cristo e rinascendo in Lui, la sua coscienza individuale illuminata dalla Verità che è Via e Vita sarà finalmente capace di fare il bene senza neanche paletti esterni e diventa veramente libera, mentre gli altri rimangono schiavi delle leggi. Ed in effetti nelle società attuali si assiste ad una sovrabbondanza di creazioni di migliaia di nuove leggi e di restrizioni e di controlli, che tutti sono nuove catene e schiavitù legali necessari per assicurare un minimo di comportamento decente nella contemporanea società apostata.

    La libertà da “figli di Dio” non esiste in società apostate.

    In Pace

  84. P.Danilo scrive:

    Grazie, Simon, per il suo ultimo commento al Sign. Bollani, condivisibile in pieno. Aggiungerei che quel Rousseau era una grande “malandrino”… se le capita e ne ha voglia si legga una sua biografia.

  85. Carlo Bollani scrive:

    Per Simon de Cyrene:

    Si sbaglia del tutto su un punto, che mi riguarda da vicino. Non vivo e lavoro da anni in Italia, ma in un paese dal regime ideologicamente ateo (ne è rimasto qualcuno, nel mondo).

    Ho avuto per cinque anni un vescovo scomunicato, poi morto e sepolto con onori di stato in terra non consacrata, un figlio spirituale battezzato di nascosto dal padre per evitare tragedie famigliari, e conosciuto di persona miei coetanei nipoti di gente che si è fatta anni nei campi di rieducazione perchè catechista nel posto sbagliato al momento sbagliato.

    Abbia pazienza se apprezzo di piu’ lo stile d’azione che la Chiesa usava in altre epoche, cum imperialis brevitas.

    Qui chiudo per parte mia la discussione, non perchè offeso dagli argomenti o perchè non desidererei controbattere, ma perchè vedo che siamo d’accordo sulla sostanza, ma lontani di parecchio su modi e forme. Quindi, in buona fede da parte di entrambi, si potrebbe procedere all’infinito.

    Buon lavoro -

    C.B.

    P.S. Le consiglierei di scusarsi per quel “Mi sà che Lei prona uno governo di ayattollah cattolici”, che mi pare decisamente sopra le righe e, in ogni caso, non è da gentlemen talk.

  86. Carlo Bollani scrive:

    Per Padre Danilo:

    Rifletta. Il Sillabo, da molti considerato la sfida piu’ sconvolgente lanciata dalla Chiesa al suo secolo, non era forse una compilazione di frasi sintetiche prese dall’una e l’altra enciclica già emessa tempo addietro?

    Eppure, non fu proprio quella forma cosi’ sintetica, chiara, contundente, alla portata anche dei non lettori abituali di encicliche papali, a creare un (salutare) scandalo delle coscienze, senza precedenti?

    C.B.

  87. P.Danilo scrive:

    Caro Bollani, non riesco a capire cosa mi vuole dire… che il Sillabo è ancora valido? Per me lo è, anche perché, appena presa la laurea in teologia, mi han fatto fare il giuramento anti-modernistico… quindi ho sempre cercato di presentare il Dogma cattolico così come è e non secondo opinioni mie o di altri.

  88. Una Voce Nel Deserto scrive:

    Una cosa è chiara – La Santa Sede si sta “desitalianizzando” – Non se ne puo piu di tutti questi sacerdoti italiani in carriera dovunque negli uffici della Segreteria di Stato, nelle Congregazioni, nei Consigli e nelle Nunziature sparse nel mondo – Sta finendo questo monopolio ai vertici della Chiesa Cattolica Romana che spesso per secoli si sarebbe potuto solo chiamare Chiesa Cattolica Italica visto l´assenza tremenda di sacerdoti di altre nazioni – Ratzinger, Burke, Quellet, Koch, ecc … tutti sacerdoti stranieri di grande cultura arrivati a Roma senza essersi dovuti munire delle solite amicizie e raccomandazioni. Quando la Chiesa Cattolica Romana avrà veramente un volto cattolico a Roma, sicuramente tutta la Chiesa sparsa per il mondo battera di un unico cuore veramente cattolico. Una Chiesa Catholica Romana meno calabrese, meno italiana e più universale cioè cattolica non può che essere una GRAZIA per tutti cattolici.

  89. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    mi sono permesso di leggere il suo post al sig. Bollani e la sua “umile opinione” come la definisce che mi stimola ad una domanda. Mi permette ? Non entro nel merito della valutazione che lei fa della Chiesa dicendo che è diventata “il solo Punto di Referenza Morale Globale, del quale tutte le nazioni debbono tener conto…..” . E’ una sua opinione, ma se lei dice che “La vera soluzione è in mano del cristiano, il quale sa che solo morendo nel Cristo e rinascendo in Lui, la sua coscienza individuale illuminata dalla Verità che è Via e Vita sarà finalmente capace di fare il bene” mi trova perfettamente d’accordo.

    Quello che non ho capito bene è la questione dei paletti. Me la spiegherebbe meglio ? Chi dovrebbe metterli questi paletti ?

    E non capisco nemmeno questo concetto: “l’uomo nasce buono e che lasciato crescere da solo diventerebbe un buon selvaggio. Mentre tutti sanno che è esattamente il contrario: l’uomo è segnato dalla maledizione del peccato originale e tende al male “naturalmente” e solo l’educazione che la società può impartigli con i differenti paletti necessari può “contenerlo” un po’, schiavizzandolo.”

    Lei dice “l’educazione che la società può impartirgli,” a chi si riferisce ? Qual’è la società che dovrebbe “schiavizzarlo” per il suo bene ?

    Le sembra il suo un pensiero in linea con quello che disse Gesù : – “ “Se qualcuno vuol venire dietro a me, ….” ( Matteo 16.24) ? A me pare che sia lasciata libertà di scelta, non imposta con paletti o schiavizzato. Una più chiara e simile indicazione viene da “ Elia si accostò quindi a tutto il popolo e disse: “Fino a quando zoppicherete su due differenti opinioni? Se il [vero] Dio è Jehovah, seguitelo; ma se è Baal, seguite lui”. E il popolo non gli disse una parola di risposta. ( 1 Re 18.21)

    Non sembra che qualcuno sia stato costretto o schiavizzato. Lei davvero pensa che la Verità possa essere imposta ?

  90. la “Voce nel deserto”
    -un pò presuntuoso come nickname, o no?-
    dice che “Non se ne puo piu di tutti questi sacerdoti italiani in carriera dovunque negli uffici della Segreteria di Stato, nelle Congregazioni, nei Consigli e nelle Nunziature sparse nel mondo!”

    Può darsi che sia come dice lui -dico: può darsi- ma non credo che si tratti solo di Presbiteri nostri connazionali. Del resto il “carrierismo” non ha nazionalità e non ho notizie riguardo la “ambizione” come “male” solo italiano (o addirittura solo calabrese…).

    Suvvia, “voce”: vabbè che ci hai fatto un pò sorridere però, in futuro, èvita di fomentare razzismi intraecclesiali (meglio: cerca di non voler esportare il tuo, di razzismo)

    Saluti.

  91. Simon de Cyrène scrive:

    @Sal

    mi riferisco al Suo commento in Sal Scrive: agosto 27th, 2010 at 10:03 pm.

    Quando dico che la società deve mettere “paletti” e schiavizzare i suoi membri ovviamente non dico che sia una cosa buona, anzi! Semplicemente faccio una constatazione: quando l’amore di Dio e del prossimo non è più iscritto nel cuore di ciascuno, quando non si è morti e risuscitati nel Cristo, cioè quando non si vive della vita del battesimo, allora per forza la società deve palliare con leggi esterne e paletti.

    La legeg rende schiavi: non lo dico io ma san Paolo.

    La società moderna, come quelle pagane, in realtà schiavizza i suoi membri come si constata con l’incremento allucinante di leggi e regolamenti, tutte stampelle “esterne” che tentano di rimpiazzare la libertà di figli di Dio: è cosa buona? No. Ma è il minor male visto che senza di esse il funzionare stesso della società ateistica e/o pagana non sarebbe neanche possibile.

    Penso che, per una volta, Lei ed io diciamo la stessa cosa.

    In Pace

  92. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene

    Si penso che abbia ragione, per una volta siamo d’accordo. Stiamo dicendo la stessa cosa, ma ho dovuto faticare parecchio per arrivarci. Questo dimostra quanto più in basso mi trovo nella scala della conoscenza e quanta fatica dovrò ancora fare per arrivare.

    In ogni caso è sempre un piacere leggerla e ammirare……

  93. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Per dirla con sinteticita’ orientale:

    “Perduta la Via, venne la virtu’ umana,
    perduta la virtu’ umana … venne la giustizia,
    perduta la giustizia, venne la legge”. (Tao Teching)

    C.B.

  94. P.Danilo scrive:

    Caro “Una Voce Nel Deserto”: sarà invece proprio una disgrazia. Lei evidentemente non è italiano, quindi non può capire nè il Genio metafisico dell’Italia, né la missione sacerdotale-pontificale dell’Italia tutta. Se è italiano, si legga Dante (anche tra le righe) e forse capirà qualcosa. Presto l’Italia rifiorirà, e con essa l’Europa intera, e ci sarà una nuova Primavera e una nuova Pentecoste. Ovviamente il prossimo papa sarà Petrus Romanus.

  95. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    ringrazio per avermi considerato degno della sua attenzione. Devo tuttavia dire che faccio fatica a comprendere il detto:

    Perduta la via venne la virtù umana – Chi avrebbe perduto la via ? La virtù umana avrebbe perduto la via o la via avrebbe perduto la virtù ? O Forse Adamo ed Eva? Ma allora non c’entra la virtù umana ma al contrario la NON virtù; l’imperfezione.

    Eppoi se non avevano la virtù come avrebbero potuto perderla ? Ma se anche l’avessero perduta , che c’entra la Giustizia ? Gesù dice, “col mio ci faccio quello che mi pare” (Matteo 20.15) Eppoi ancora, come poteva venire la Giustizia se non c’era la legge ? Forse avrebbe dovuto venire prima la legge e poi la Giustizia…..

    Sinceramente non capisco questi orientali, ma forse se me lo spiega lei ci capirò di più.
    La ringrazio

  96. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    La legge e’ un quid minus rispetto alla giustizia, perche’ si preoccupa principalmente di dettare regole astratte per risolvere situazioni umane e sociali controverse, senza tener conto dei casi singoli, degli aspetti umani dietro le situazioni oggettive.

    La giustizia e’ un quid minus rispetto alla virtu’ umana, perche’ se e’ la virtu’ umana a guidare l’agire, la giustizia non e’ piu’ necessaria: si previene il conflitto da risolvere con la giustizia.

    La virtu’ umana e’ un quid minus rispetto alla “via”, cioe’ la norma d’azione derivata per obbedienza all’ “altro da se’” trascendente, perche’ solo ammettendo che la virtu’ umana stessa non e’ nostro merito assoluto, tutte le singole virtu’ possono essere vissute nella forma dettata dall’umilta’.

    C.B.

  97. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani,

    La ringrazio per la spiegazione e non faccia caso alle mie limitate competenze, ma mi sono inceppato sulla “virtù *** umana stessa non è nostro merito assoluto, tutte le altre singole virtù possono essere vissute nella forma dettata dall’umiltà”

    1. Anche essere bravi cacciatori per es. è una virtù ma non è dettata dall’umiltà bensì dall’orgoglio.

    2. La virtù umana non è nostro merito assoluto. Se così fosse il gioco sarebbe truccato mentre perfino Gesù fu abbandonato e lasciato solo nel momento più doloroso “Elì, Elì, lamà sabachthàni? (Matteo 27.46)

    Credo si debba dire che l’uomo deve scegliere la virtù ma potrebbe anche non farlo come spesso accade. Altrimenti si dovrebbe parlare di predestinazione.

    ***Virtù
    1 sf abito morale per cui si vive rettamente, facendo il bene e fuggendo il male
    2 sf ogni buona qualità

    Cordialmente, perdoni la zucca dura.

  98. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Non comprendo la consecutio del suo ragionamento, quindi non posso aiutarla piu’ di tanto.

    Forse ha banalizzato la definizione di virtu’ umana, almeno per come e’ intesa nel Tao e nella maggior parte dei testi filosofici (suo esempio della caccia: credo che la maggior parte delle persone non confonda il significato filosofico di virtu’ con … quello di “hobby o professione nella quale si riesce bene”; ne’ parlavo di “virtuosi” in senso musicale …). Prenda ad esempio la definizione di wikipedia: “disposizione d’animo volta al bene al di fuori di ogni considerazione di un eventuale premio o castigo”.

    Il suo secondo punto mi e’ del tutto oscuro.

    Per cortesia, eviti di riferirsi al testo sacro a ogni pie’ sospinto: ci vuole un po’ di pudore, ed occorre aver interiorizzato i significati, prima di citare.

    C.B.

  99. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimabile interlocutore, apprezzando la sua disponibilità a scambiarci opinioni, non mi sorprende affatto l’incapacità, che lei nota in me, di trasmettere idee e concetti. Ma non me ne voglia, fa parte della mia limitazione, dovuta alla scarsa cultura ed impossibilità in gioventù di frequentare scuole di pregio che avrebbero potuto migliorare le mie capacità intellettuali.

    Sa, da giovane ho vissuto in Africa (Etiopia), poche scuole poco accattivanti, e io spesso scioperavo la scuola per accompagnare come guida, giornalisti avventurosi ma poco pratici a caccia e/o a fare servizi giornalistici in territori poco conosciuti e praticati come la Dankalia e tutte le altre belle e assolate pianure del “bassopiano Etiopico”.

    Non deve nemmeno farsi colpire dalla rozzezza che a volte traspare, caratteristica di chi è poco avvezzo ai salotti e alle corti di nobili sopraffini.
    Le assicuro che la caccia (visto che se ne parlava) per quanto hobby per i damerini, se fatta bene diviene virtù intesa come buona qualità di chi è capace di notare una pista e seguirla dove altri non vedono che sassi e polvere.

    Le dico queste cose, non per giustificarmi, né perchè deve intendere la mia come sfrontatezza o disonestà; ma rimango sinceramente colpito dal suo: “eviti di riferirsi al testo sacro a ogni pie’ sospinto: ci vuole un po’ di pudore, ed occorre aver interiorizzato i significati, prima di citare.”

    Non pensavo che il testo sacro fosse indecente. Pensavo che “quello” proprio perchè “sacro”, fosse il manuale guida del vero cristiano, dal quale si dovesse attingere costantemente senza “deviare nè a destra nè a sinistra” (Deut.5.32) del resto se non lo citassi, meditassi, (se non lo “ruminassi” come lei ebbe simpaticamente a ricordarmi) non lo potrei interiorizzare e correrei il rischio di dimenticare. Sa come si dice: “Repetita iuvant”.

    E’ lo stesso sacro testo ad invitare, a non abbandonarlo, infatti recita: “ Questo libro della legge non si deve allontanare dalla tua bocca, e vi devi leggere sottovoce giorno e notte, per aver cura di fare secondo tutto ciò che c’è scritto; poiché allora avrai successo nella tua via e allora agirai con saggezza.” (Giosuè 1.8) e in fondo, come riconoscere il “vero “ Maestro se oggi ognuno ha le sue teorie modernizzanti ? Mia nonna mi ripeteva: “ Chi lascia la via vecchia per la nuova….” lei conosce il resto.

    Quindi, augurandole di trovare nella sua via tutto ciò che si è meritato, permetta che io continuai a seguire un vecchio consiglio: “ In quanto a me, son divenuto vecchio, sono avanzato nei giorni…..(Giosuè 23.2)….Ma in quanto a me e alla mia casa, serviremo YHWH”. (Giosuè 24.15)…… poiché Jehovah tuo Dio è con te dovunque tu vada”. (Giosuè 1.9).
    In fondo, non ha ricordato Gesù e ( scusi se continuo con le brutte abitudini ormai interiorizzate): “Tutti quelli che sono venuti invece di me sono ladri e rapinatori” (Giovanni 10.8)
    Cordialmente.

  100. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani

    scusi avevo dimenticato. Forse il detto dovrebbe essere :

    Trovata la via, venne la virtù umana
    Venuta la virtù si allontanò la Giustizia
    Perché non c’era bisogno di alcuna legge. (Sal)

    Non è orientale ma è ugualmente sintetica.
    Che ne dice ?

  101. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Che posso dire di piu’ …

    Apprezzo la sua passione per l’Africa: anch’io ho bellissimi ricordi del mio periodo trascorso da bambino nel deserto della Libia.

    Non mi spingo molto oltre, perche’ vedo che mi fa dire cose che non ho detto. Non voglio piu’ correre il rischio di essere costantemente travisato.

    Lei dice: “non pensavo che il testo sacro fosse indecente”.

    Ma chi mai ha affermato una cosa del genere? La invitavo al pudore NEL CITARE il testo sacro, perche’ “occorre aver interiorizzato i significati, prima di citare” …

    Le do un consiglio che potra’ sembrare paradossale: smetta di leggere la Bibbia, almeno per un po’. Se si accorge che la sua erudizione procede oltre l’intelligenza, rischia il corto circuito, la masturbazione intellettuale.

    Dedichi invece piu’ tempo ad un opera di carita’ utile, “fisica” (sia essa promossa dalla Chiesa o no): la cosa potrebbe aiutarla a riscoprire il verbum vivum, guidandola poi a leggere con piu’ lucidita’ il verbum scriptum.

    C.B.

  102. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Stimabile interlocutore, forse non è improprio citare l’accordo di pace testé firmato o riconfermato tra i due leader, chissà che non si ripresentino le condizioni per poter tornare a rivedere il fascino del deserto libico.

    Sembra che il cavaliere abbia nuovamente fatto centro malgrado l’invidia e la rivendicazione che altri fanno di meriti che loro non sono stati capaci di raggiungere.

    Ben strano paese il nostro, dove il rovescio sta per il dritto e il diritto non sa sa più dove sia. Magari qualcuno ci prova ad averlo, ma spesso muore prima di sapere se qual diritto ce lo aveva o no. E’ diventato tutto complicato, paradossale, come dice lei. Chissà perché da noi è così ? Sicuramente è il frutto della nostra storia o tradizione. Ma mi crede se le dico che sono almeno 8 mesi che non leggo la Bibbia ?

    Spiego meglio, non leggo nel senso che non lo prendo in mano e leggo un capitolo intero. Ma la stranezza è che quando mi si presenta una qualunque situazione familiare, sindacale, politica, da commentare, è come se si aprisse una finestrella da cui esce il principio biblico ad essa collegato che mi fornisce la risposta.

    Conosce quel giochino che fanno alcuni burloni quando parlano di associazione di idee ?
    Le faccio un esempio: lei dice “masturbazione intellettuale” a me viene in mente il versetto:(Matteo 12.34) “dall’abbondanza del cuore la bocca parla” oppure, lei dice “bambino nel deserto libico” a me si apre la finestrella che dice: “ Di sicuro dichiarerò tutte le tue meravigliose opere.” (Salmi 9.1) e così via.

    Stia certo onorevole amico non ho nessuna intenzione di farle dire ciò che non ha detto, non mi permetterei mai. Come ho detto, preferisco usare le virgolette e fare il copia incolla così non corro rischi e dimostro il mio rispetto per l’interlocutore in modo che non sia io a dire ma lascio che sia il testo a parlare a chi sa ascoltare.

    La sa quella : “Chi ha orecchio oda ? “ (Riv. 2.7) Ma che altro può fare l’orecchio se non udire ? Il problema è di chi è sordo e mi chiedevo, come spiegherebbe lei una sinfonia ad un sordo ?

    Le auguro una serena serata.

  103. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Non basta udire: bisogna anche ascoltare (oltre che riflettere attentamente, prima di rispondere).

    Un filosofo dell’antichita’ cosi’ riassunse: “che l’oratore sia ben valutato se ha detto tutto quello che doveva dire, per come lo ha detto, e se ha detto SOLTANTO quello che doveva dire”. Il superfluo e’ dannoso.

    Si chieda: a cosa portano tutte queste libere associazioni mentali se non c’e’ una tesi, un punto?

    Un blog e’ luogo di discussione, non di auto-introspezione.

    C.B.

  104. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Stimabile sig. Carlo, forse si stava riferendo a Gesù che dice : “il di più è del malvagio” (Matteo 5.37) vede questo è ciò mi capita, come dicevo, l’associazione di idee.

    Lei ha perfettamente ragione, il blog è un luogo di discussione, infatti mi è servito per dire che è inutile conoscere tanti “filosofi” quando tutto ciò che serve è scritto in un solo libro”.
    Rispondo alla sua domanda – E’ questa la tesi, il punto. Forse non è chiaro, ma lo scopo è dimostrare che è inutile rincorrere la sapienza umana quando si ha a disposizione quella divina. E’ inutile faticare tanto quando si può arrivare allo scopo con meno tempo e minor fatica.

    Vede, le parabole sono sapienza nascosta che sta sotto gli occhi di tutti ma che solo pochi sanno vedere o vogliono vedere ma che vanno ricordate affinché nessuno dica “non sapevo”(Romani 10.4) e per essere messe in relazione alla vita di ogni giorno per trarne un beneficio.

    Ricorda, la virtù del cacciatore ? sta nello scoprire la pista dove nessun altro sa vedere ?
    E’ questo il punto. Rendere chiara questa (pista) sapienza nascosta ai più ma sotto gli occhi di tutti e capire chi è disposto a fidarsi.

    Gesù si è scelto persone “illetterate e comuni”, avrebbe potuto scegliersi sapienti come “Nicodemo” – governante dei Giudei che andava da lui di notte a chiedere spiegazioni (Giovanni 3.2) invece volle dimostrare che si possono fare cose grandi anche con le ‘zucche’ “affinchè nessuna carne si vanti” (1 Corinti1.29) – “non furono chiamati molti saggi secondo la carne, non molti potenti, non molti di nobile nascita; ma Dio scelse le cose stolte del mondo, per svergognare i saggi…;” (1Corinti 1.26-30)

    Sa perchè questa è la risposta ? Perchè solo chi si rende conto di essere debole chiede aiuto. I forti contano solo sulle proprie forze o sulla propria sapienza pensando di non aver bisogno di nessuno.
    Non so se questo si può definire auto-introspezione, certamente non lo è per me ma potrebbe esserlo per qualcuno che ha voglia di sentire o di vedere, provare scoprire.

    Le dirò, qui sul blog, si fanno molti discorsi, eppure, per me, proprio Lei ha fornito la risposta vera a ciò di cui sto cercando di illustrare. La Vita non ha bisogno di molti, bastano pochi (il vino buono sta nella botte piccola no ?) per ricominciare.

    Lei ha discusso con anniballo sulla negatività o sulla tristezza relativa alla crudeltà e sofferenza che sta intorno a noi da migliaia di anni, e ha dato una risposta che mi ha colpito e che a mio avviso corrisponde a quella Verità nascosta di cui parlo. Lei ha scritto in Carlo Bollani Scrive: agosto 13th, 2010 at 9:45 pm [appunto sull'inchiesta dei preti gay] senza rendersene conto o almeno riferendosi ad altro:

    “(la biologia prova l’interesse alla conservazione della specie, non del singolo; l’antropologia prova l’esistenza costante di un interesse sociale alla religione, non l’interesse del singolo). “

    Questo è il significato del versetto : “chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.” (Giov. 3.36) – (Rimane, – l’ira rimane anche se Gesù è morto per tutti, – L’ira rimane –
    .
    Sintetizzando e concludendo stimabile sig. Carlo, la questione non è essere tanti sapienti e forti perché la battaglia non è nostra – : “Ecco ciò che Jehovah vi ha detto: ‘Non abbiate timore né siate atterriti a causa di questa grande folla; poiché la battaglia non è vostra, ma di Dio.” (2 Cronache 20.15).
    Lo confermano la biologia e l’antropologia; lei ha ragione, non basta udire bisogna ascoltare. Basta crederci, basta crederci.
    Cordialmente

  105. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    No.

    Lei confonde quello che nel Vangelo e’ il messaggio ai “saggi”: cioe’ l’invito a farsi “stolti”, a non presumere di esaurire con le sole proprie forze la conoscenza delle cose di Dio, che e’ un “modo di essere”,una forma dell’umilta’, con un “modo di agire” (lei dice: “è inutile rincorrere la sapienza umana quando si ha a disposizione quella divina. E’ inutile faticare tanto quando si può arrivare allo scopo e’ con meno tempo e minor fatica”).

    La Chiesa Cattolica si e’ sempre preoccupata di prendere in esame tutti gli argomenti razionali, prima di arrivare ai punti di Fede: e’ stato cosi’ dal tempo dei primi contatti con la filosofia greca.

    Se lei e’ protestante, il discorso e’ diverso: nell’eterodossia, tutto e’ possibile.

    C.B.

  106. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimabile interlocutore, intanto la ringrazio per il tempo che mi dedica con le sue risposte. Sono onorato e sorpreso perchè una mente lucida e razionale, come lei dimostra di avere, non dovrebbe prestare il fianco così facilmente,
    (almeno a me sembrano tali – perdoni se le faccio notare)

    Lei dice : “ La Chiesa Cattolica si e’ sempre preoccupata di prendere in esame tutti gli argomenti razionali, prima di arrivare ai punti di Fede.”

    Immagino che per chiesa intenda “il magistero” e potrebbe anche sembrare vero ciò che sostiene, ma come può conciliare i tanti “misteri” inspiegabili e fantastici con la razionalità ? Per es. lo stesso rosario nella sua formulazione contempla i “misteri” che per definizione non sono conoscibili razionalmente.

    Le basti esaminare il thread sull’assunzione dove troverà qualche mio commento in merito e si accorgerà che non si può dire che la fede di molti cattolici si concilia con la ragione sebbene si voglia far intendere che “questa fede” è ragionata.

    Io non so se devo/posso definirmi protestante, mi definisco una voce nel deserto che suscita interrogativi e che non combatte sotto nessuna bandiera.

    Mi definisca un isolato e autonomo Cavaliere di ventura fedele a un solo Padrone. “La Ragione.”
    Cordialmente

  107. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Non ho detto che non ci siano punti di fede / misteri, ho detto che “la Chiesa Cattolica si e’ sempre preoccupata di prendere in esame tutti gli argomenti razionali, PRIMA DI arrivare ai punti di Fede”. M

    Cmq, non e’ questo il punto.

  108. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Non ho detto che non ci siano punti di fede / misteri, ho detto che “la Chiesa Cattolica si e’ sempre preoccupata di prendere in esame tutti gli argomenti razionali, PRIMA DI arrivare ai punti di Fede”. Ma qui mi fermo, per evitare di moltiplicare inutilmente le parole.

    I, non e’ questo il punto: e’ piu’ importante che capisca la differenza tra ignoranza come espressione di umilta’ intellettuale / modo di essere, dall’ignoranza nell’agire.

    C.B.

  109. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    in effetti, concordo con lei, a volte è meglio non moltiplicare le parole, perché, almeno questo è ciò che accade a me, corro il rischio di perdere il filo e divagare.
    Vediamo se capisco bene, Lei vuole dire che c’è differenza tra ignoranza come umiltà e ignoranza nelle azioni.
    Esempio uno che non è pratico e vuole fare il falegname si da una martellata sul dito è ignorante nell’agire mentre l’altro che è umile, ma saggio, non è ignorante.

    E’ vero, qui siamo d’accordo. Io lo avrei chiamato modesto più che umile anche se chi è umile è anche modesto. Vede che la perseveranza alla fine ci mette d’accordo.

    E’ stato un vero piacere conversare con lei e con l’occasione saluto anche il moderatore che deve subirsi tutte le mie immodeste e impudiche citazioni. (impudiche perché non interiorizzate – come dice lei).
    Le auguro una felice giornata.