Il Papa che rinuncia sereno

Cari amici, c’era qualcosa di straordinario nella sobrietà e nella normalità dell’ultimo Angelus domenicale di Benedetto XVI, ormai alla vigilia di lasciare il pontificato. Il Papa ha innanzitutto commentato – come a solito – le Letture del giorno. Poi ha dedicato poche righe finali al suo gesto, per spiegare che la rinuncia non significa abbandonare la Chiesa ma servirla in modo diverso.

A me ha colpito il fatto che per due volte Papa Ratzinger abbia fatto riferimento a Dio che gli “chiede” di compiere questo passo indietro, al Signore che lo “chiama” per continuare a servire la Chiesa nella preghiera e nella meditazione, in un modo più consono alla sua età e alle sue forze. Ma mi ha colpito anche la sua determinazione. Ratzinger era evidentemente commosso, di fronte a una piazza stracolma di fedeli che gli manifestavano affetto. Ma era evidente, dalle sue parole e dal suo sguardo, la consapevolezza della sua decisione, la certezza di aver agito per il bene della Chiesa. Non c’era tensione, ma pace.

Il Papa che recita il suo ultimo Angelus e abbraccia per l’ultima volta i fedeli dalla finestra del suo studio che si affaccia su piazza San Pietro, li saluta con un “Buona domenica e buona settimana”, come ogni altra volta. Un Papa umile fino alla fine.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

211 risposte a Il Papa che rinuncia sereno

  1. stefano scrive:

    Il Papa non ha detto che Dio gli chiede di compiere un passo indietro, ma di “salire sul monte”. Mi sembra perciò che Dio gli abbia chiesto di compiere piuttosto un passo avanti. Infatti, quell’espressione è un chiaro riferimento alle letture della Domenica, e dunque il Papa ha voluto paragonare la sua alla speciale vocazione ed elezione che fu di Pietro, Giacomo e Giovanni. Inoltre, il Papa non ha detto che il Signore lo chiama a servire la Chiesa in un modo più consono alla sua età, ma che continuerà a servire la Chiesa nella preghiera e nella meditazione, nella misura che gli è consentita dalla sua età. Cioè fino all’ultimo.

  2. Mimma scrive:

    I Cristiani sanno, che alla base di un gesto del Santo Padre di tale portata, non vi è sicuramente un momento di impulso o di scoraggiamento come i vari anticristi ed eretici del nostro tempo vogliono insinuare. Non vi è tantomeno la rinuncia al pontificato forzata da eventuali ricatti intimidatori delle lobby massoniche come viene insinuato da certe testate giornalistiche, nè che abbia ceduto al peso gravoso degli scandali dell’ultimo anno!
    I cristiani sanno: che alla base di un gesto di tale portata certamente vi è stato un percorso di Grazia e discernimento guidato e sorretto dallo Spirito Santo ,ecco il perchè dott. Tornielli il motivo di tanta pace nel saluto del Papa.
    Ogni decisione che i figli di Dio prendono in sintonia con il Suo Volere d ed in ubbidienza ai Suoi comandi lascia il cuore libero e pacificato.
    Il suo ultimo saluto con tono abituale conferma inoltre che la sua “presenza” in seno alla Chiesa non sarà teorica, ma attiva ed operante nell’intercessione .
    Noi rinnoviamo la nostra fiducia in Gesù Cristo Redentore del mondo!
    Lo spirito Santo farà tutto il resto.

  3. peccatore scrive:

    Carissimo Andrea,
    la fede è una risorsa straordinaria dell’intelligenza, che si aggiunge -nel caso di Benedetto XVI- a una lucidità dell’analisi razionale che è già insolita.

    In Benedetto XVI traspare più che mai il dialogo dell’anima con Dio.
    In più, l’aver la coscienza pulita fa dormire sonni tranquilli…

    Qualunque cosa accadrà ora, la accetterò come volere del Signore: non necessariamente sarà piacevole, ma è certamente quello che ci vuole, che sfugge a ogni lettura politica, sociologica, etica, ipocrita e istituzionale.

    Ieri è emerso una volta di più l’affidamento del Papa a Maria: in effetti, anche nel sabato santo, lei è sempre -con il cuore- nella posizione migliore, di chi ama con fede.

    Da madre di Gesù è stata, da Gesù stesso crocifisso, nominata madre della Chiesa.
    Questa Chiesa di cui lei è madre e che ci è madre come figli adottivi di Dio, è il corpo di cui Cristo è capo; è il tralcio della vite, la cui radice è Dio. E’ tutto nelle mani di Dio.

    Gloria a Dio in excelsis e pace in terra agli uomini del suo compiacimento!

  4. Reginaldus scrive:

    Nel momento del congedo , in aggiunta al coro del plauso, non me se ne vorrà se
    oso inserire, nella partitura, una voce dissonante, ricordando, da un altro versante,
    e in stretta sintesi, le imprese dell’illustre congedante:

    - messa bugni-montina, quella della cena luterana, ad memoriam, dichiarata rito corrente della chiesa, insensatamente pareggiata a quella cattolica del Santo Sacrificio, e concessa in via straordinaria – eccezionale – per solleticare il lato nostalgico di certi tradizionalisti amanti delle anticaglie paleocristiane…

    -visite alle sinagoghe, con abbracci e strette di mano e discorsi d’amore vicendevoli…

    -visite alle moschee, con preghiere, ‘con’ o ‘accanto’ è per le varie interpretazioni, al dio-unico che ci affratella ( ma ci divide mortalmente sulla….mortadella )

    -partecipazione alle liturgie protestanti, che con l’ instaurazione della nova-missa, quella bugni-montina, sono diventate liturgie sorelle per famiglie che si ritrovano…

    -corteo di visite, in pompa magna, delle delegazioni talmudiche e massoniche, ri-affratellate doposecoli di famigerate scomuniche reciproche…

    - Incontri di Assisi, trionfo del sincretismo religioso, della religione di Astana (alias satana….)

    - altro???

  5. Reginaldus scrive:

    ….altro:
    e avere ridotto, last but not least, la carica papale a carica pensionabile… 75 o 80 anni, si vedrà nel prosieguo…

    • Reginaldus scrive:

      una cosa non è giusta perché la dice il papa ma il papa è papa se dice le cose giuste… in altre parole non è la verità a servizio del papa ma il papa a servizio della verità. E quando un papa, addirittura, sostiene che due affermazioni contrarie sono ambedue vere, significa che è fuori non solo dalla successione petrina ma anche dalle connessioni logiche…

  6. Filippo scrive:

    C’è un libro che leggo e rileggo con attenzione, “La pace del cuore”, scritto da Jacques Philippe.
    In una settantina di pagine, si spiega che, per lasciare agire in noi la grazia di Dio, bisogna acquisire e conservare la pace del cuore.
    “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” – ci dice Gesù nel Vangelo di Giovanni 14,27.
    Nella mia vita di peccatore provo e riprovo a cercare la “pace del cuore”.
    Talvolta la trovo, spesso la perdo.
    Ieri l’ho intravista nel Papa: sereno e determinato, si affida a Dio e confida in Dio, per lui e per la Chiesa.
    “Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia. Io ho vinto il mondo.”- ci rassicura ancora Cristo nel Vangelo di Giovanni 16, 33.
    La rinuncia di Benedetto XVI mi aveva sconcertato inizialmente. Poi ho riflettuto, ho imparato ad aprezzare il suo gesto come esempio di coraggio, fede ed umiltà.
    A Reginaldus mi permetto umilmente di suggerire una più salda fede in Cristo misericordioso…ed una sana lettura de “La Pace del cuore”.

  7. minstrel scrive:

    Strepitoso Ratzinger.
    Buona settimana anche a lei.
    E grazie di tutto.

  8. Sal scrive:

    “Poi ha dedicato poche righe finali al suo gesto, per spiegare che la rinuncia non significa abbandonare la Chiesa ma servirla in modo diverso.

    L’argomento offre lo spunto a numerose considerazioni. La prima mi fa pensare che non poteva dire “mi avete stufato e me ne vado”. Doveva trovare una forma meno ruvida per significare la stessa cosa. In fondo si devono salvare sempre le apparenze.

    La seconda è di tipo logico. Se, come disse nel primo discorso, il Signore l’aveva chiamato a lavorare nella vigna, è alquanto illogico, che dopo essere stato solo poco tempo nella veste di timoniere della barca, il Signore abbia deciso di degradarlo a mozzo, ne è convincente la scusa della vecchiaia. Per fare un parallelo, anche Mosè fu incaricato di guidare il popolo di Dio, e anche Mosè era diventato vecchio, ma stranamente “Mosè aveva centovent’anni quando morì. Il suo occhio non si era indebolito, e la sua forza vitale non l’aveva abbandonato.” ( Deut 34.7) Il Dio, creatore della vita è certamente in grado di sopperire alle difficoltà dell’età. Ciò porta alla terza considerazione.
    Se è vero che Dio l’ha chiamato a salire sul monte, per servire in un modo diverso facendo un passo indietro, o si tratta di un premio o di una punizione, ma non possono essere ambedue perché si escludono a vicenda. Anche perché, essendo la chiesa una comunità, la comunità non si serve restando in isolamento e in meditazione.

    E andrebbe chiarito il tema: “spiegare che la rinuncia non significa abbandonare la Chiesa ma servirla in modo diverso.”
    Si tratta di chiarire se si tratta di una rinuncia o si tratta di una chiamata sul monte. Se è una chiamata non è una rinuncia, e se è una rinuncia non può essere una chiamata. Inoltre, che non può essere una chiamata sul monte, è evidentemente sia a causa dell’età e della mancanza di forze come ha spiegato Ratzinger, e sarebbe oltremodo affaticante salire senza forze, ma soprattutto perché Gesù rese chiaro, parlando alla Samaritana : “La donna gli disse: “Signore, vedo che sei un profeta. I nostri antenati hanno adorato su questo monte [Gherizim]; ma voi dite che a Gerusalemme [monte Moria] è il luogo dove si deve adorare”. Gesù le disse: “Credimi, donna: L’ora viene in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza ha origine dai giudei”(Gv 4.19-22)

    Per servire Dio non c’è bisogno di andare in montagna. Si può fare anche in pianura.

    • minstrel scrive:

      Ratzinger ha fatto un gesto di estrema libertà. Punto. La libertà che Dio concede, la libertà della verità!
      Tutto il resto è pura gratuita illazione
      mi fa pensare che non poteva dire “mi avete stufato e me ne vado”.

      perché non poteva?
      Quod gratis adfirmatur…

      Doveva trovare una forma meno ruvida

      Meno ruvida di quella che ha usato?
      Quod gratis adfirmatur…

      il Signore abbia deciso di degradarlo

      Degradarlo? E perché mai? Perché “perde potere”? Allora vede che lei pensa il papa come schiavo del potere e questo Papa le ha dato una bella lezione di libertà? E ancora: lei ha in mente il Papato come potentato o come momento di servizio? E lei crede di capire le parole di un Papa senza nemmeno comprendere in quale “ambiente” e sotto quale metodologia esse sono state pronunciate? Sembra il solito errore che commette con le scritture.
      Alla Betel si fa critica testuale e teoria del linguaggio prima di affrontare un qualsivoglia scritto?

      Per il resto non c’è nulla da commentare poiché gli arzigogoli sul mare, la montagna, la pianura e altre amenità geofisiche son teologicamente inesistenti.

      • Reginaldus scrive:

        “un gesto di estrema libertà “: sì, come quella di chi per sfuggire ai problemi – soprattutto se da lui creati – si butta dalla finestra…. ( e questo sarebbe il raziocinio raziocinante dei nuovi cattolici, adulti senz’altro???Qui siamo nell’altra faccia del bigottismo fanatico…quella progressista! )

        • Enrico scrive:

          concordo, dopo aver provato per anni interi, dando prova di un estenuante cerchiobottismo (ma si sa, oramai in Santa Romana Chiesa si pseudogoverna attraverso la mite persuasione) con nomine curiali e residenziali di segno controverso, a “conciliare” ciò che per sua stessa natura non è “conciliabile” (ironia del termine…), si è veramente stufato. E come dargli torto? le pecorelle smarrite che osano resistere al nuovo corso conciliare? che non accettano di fare le belle statuine in una riserva indiana mentre ovunque balla la polka dell’aggiornamento e dell’apertura delle finestre al mondo? che ancora si scandalizzano per le processioni del Corpus Domini con pizza (vedasi Linz) oppure con vescovi e presti vestiti da clown? certo che i tradizionalisti hanno proprio una bella faccia, già mi sembra di sentire…

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        Perché “perde potere”?

        Si metta d’accordo con sè stesso sig. minstrel, se non perde potere ci saranno due pai in vaticano, ma in genere ogni nave ha un solo comandante. Se la vede lei una nave con due comandanti ? Se ciascuno decide una rotta diversa la nave si divide.
        Ha insegnato nulla la FSSPX ?

        “gli arzigogoli sul mare, la montagna, la pianura “
        guardi che le parole di Gesù sono Parola di Dio. Vangelo, mica arzigogolii… Rifletta meglio altrimenti devo pensare che è diventato eretico anche lei.
        “Il deserto e la regione arida esulteranno, e la pianura desertica gioirà e fiorirà come lo zafferano. “ ( Isa 35.1)
        Vede ? Non si parla di montagne.

        • minstrel scrive:

          Non è questione di potere e se non ci crede non cambia la realtà.
          Per il resto ho capito che non si fa alla Betel teoria del linguaggio. Lei crede di fare mistica quando scrive umorismo? Tsk

          • Sal scrive:

            @ mistrel
            “Non è questione di potere”

            Già, per questo tutti si inchinano baciando la mano, prima era la pantofola.
            Ma secondo lei, ha una logica spiegazione, chiamare il contadino a lavorare nella vigna e senza neanche attendere il raccolto, frutto del suo operato, destituirlo/rimuoverlo per fargli fare un altro lavoro ?
            I casi sono due, o il Padrone della vigna è incapace avendo assoldato l’operario inesperto, o l’operario si è reso colpevole di qualche magagna inconfessabile. Decida lei.
            La terza è che l’operaio si è stufato di zappare.

            E così rispondo anche all’altra questione : ““Quanto al Testo, siamo sempre in attesa che ci spieghi quella faccenduola della resurrezione.”

            Difficile spiegare a chi non è in grado di capire. Non mi sognerei mai di spiegare che non si può mangiare il presunto cadavere di un uomo vivo ma morto 2000 anni fa, dal quale cavarne miracolosamente borracce di sangue dalle quali dissetarsi per non morire di dannazione.

            Capisce anche lei che sarebbe dura. Se poi aggiunge che quel morto è risorto con un corpo umano, sarebbe oltremodo da invasati un po’ fanatici e masochisti, quindi non ci penso proprio.

            E’ lei che dice di avere il magistero e la verità. Quindi è lei che ha l’onere della prova e l’onere della spiegazione con logos o parola intelligente e razionale.
            ” Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio…Dio agisce „σὺν λόγω”, con logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione” (Benedetto XVI) Link
            Non vorrà smentire il suo capo dimissionario o dimissionato non so !
            Non è mistica e nemmeno umorismo. Soltanto logica da Logos.

          • Manuel2012 scrive:

            “Non mi sognerei mai di spiegare che non si può mangiare il presunto cadavere di un uomo vivo ma morto 2000 anni fa, dal quale cavarne miracolosamente borracce di sangue dalle quali dissetarsi per non morire di dannazione. ”

            Azz… Sal cose le è successo? Come mai tanta acredine, perché tali insulti? Stanotte le è andata male la pesca miracolosa? Ha tirato a rive più scarpe che carpe? E’ dura la vita del pescatore.
            Orsù beva ancora un goccetto, vedrà che le passa. D’altra parte sta facendo una pessima pubblicità anche ad Andrea Tornielli, anche se lui e buono e lo lascia fare.
            Anzi, meglio: c’è il rischio che se beve ancora un po’ le spara ancora più grosse. Visto che lei se ne intende di matematica e scienza le suggerisco della buona musica con le vibrazioni adatte (con prevalenza delle onde delta): ci creda, hanno veramente un effeto straordinario. Mi sento buono: cominci ad ascoltare questa presa da youtube
            hxxp://www.youtube.com/watch?v=QUvmq2lkrHM
            Soprattutto mi sembrano adatte queste parole:
            Pesca forza tira pescatore
            pesca non ti fermare
            Poco pesce nella rete
            lunghi giorni in mezzo al mare
            mare che non ti ha mai dato tanto
            mare che fa bestemmiare
            e si placa e tace senza resa
            e ti aspetta per ricominciare

  9. macv scrive:

    Provate ad immaginare un abate anziano, di una abbazia dove i cattivi monaci, ribelli e litigiosi, pigri e lussuriosi, carrieristi e invidiosi, gli avvelenano la vita con le loro continue controversie , le loro meschinità, e veri e propri crimini … immaginate l’anziano, saggio e buon abate, un uomo veramente devoto e religioso, nonchè amante della lettura e della scrittura, che ogni santo giorno invece di occuparsi delle cose del cielo deve rappacificare due monaci che se le danno di santa ragione, riprenderne altri due che si trastullano coi chiererichetti, difenderne un altro che ha rubato le elemosine e via dicendo.. pensate che un bel giorno questo buono e saggio uomo avendone le palle piene, dica “cari miei adesso io mi ritiro, me ne vado, cercando di passare in pace gli ultimi giorni che mi rimangono, non ne posso più delle vostre stupide beghe , dei vostri misfatti e delle vostre ribellioni. Ho cercato di ammonirvi e di pregarvi in tutti i modi, ho cercato di governarvi ma mi sono accorto che non ne ho le forze. Addio”.
    e immaginate che l’ anziano e buon abate lasci il monastero per andarsene in eremitaggio ( e in santa pace!!!) a pregare e a leggere la Bibbia, lontano da quei monaci ottusi, riottosi e malvagi.. Chi potrebbe criticarlo? chi di noi non lo comprenderebbe??

    • Enrico scrive:

      certo nessuno, chi potrebbe? tuttavia questo abate buono e saggio che lei prefigura non è il Sommo Pontefice. Capisco che possa suonare strano e pesante, ma al Sommo Pontefice è richiesto l’esercizio della Autorità (conferitagli da Cristo in persona, non da una assemblea sociale nè una camera dei deputati), per compiere TOTALMENTE il mandato affidatogli da Nostro Signore: “custodisci le mie pecore”. Questo mandato non è fare l’amministratore delegato della Santa Chiesa Cattolica Spa.

      PS candidamente poi mi piacerebbe pensare che ogni tanto un respiro a pieni polmoni di onestà farebbe bene a qualsiasi età, perchè quindi scomodare (se del caso) le cedenti forze?

    • Reginaldus scrive:

      io penso piuttosto a un abate allevatore di serpi che alla fine viene costretto dalle sue stesse creature a battere in ritirata, se non vuole essere morso……Questo abate non è una povera vittima: si legga sopra la pagina succinta delle sue imprese e si provi – in tutta sincerità – a dichiararle conformi alla Chiesa di Cristo! Facile dopo avere evocato le forze occulte, assumere l’aria della vittima perché non riesci più a controllarle! L’ Apprenti Sorcier!

    • Annarita scrive:

      Io avrei pure compreso il Buon Dio se invece di salire sulla croce per noi smidollati, avesse salutato i farisei, e i romani, e se ne fosse tornato al cielo dicendo a tutti: arrangiatevi!
      Ma siccome non l’ ha fatto pur avendone tutte le ragioni, sapendo per quale marmaglia si stava sacrificando, faccio fatica a comprendere in quest’ottica il fu Papa.
      Allora sarà anche giusto che due divorzino se devono tanto penare a mantenere saldo un matrimonio. Allora giustifichiamo tutti coloro che devono portare delle croci molto pesanti, se rinunciano a farlo e magari qualcuno si fa fare l’eutanasia, per non tribolare più.

  10. Stefania scrive:

    Ha ragione Andrea,
    ha colpito anche me la serenità con cui il Papa ha parlato ieri, accennando a se stesso, ma solo per rispondere in qualche modo all’affetto dei semplici che hanno compreso il suo stato d’animo e la sua decisione (pur desiderando che resti). Credo che la forza di Benedetto XVI sia stata quella di non aver mai contraddetto con il suo modo di fare quello di cui parlava nelle sue omelie o nei suoi libri. Sin dal primo momento ha voluto far comprendere che l’attenzione non andava sul Papa ma su Chi rappresentava. A me ha colpito tantissimo anche il momento in cui, emozionatissimo, durante la Messa delle Ceneri, ringraziò per gli applausi e disse “Ora ritorniamo alla preghiera”. Mi dispiace che non tutti lo abbiamo compreso e si fermino ai sentito dire, all’apparenza. Se leggessero una sola pagina scritta da papa Benedetto…

    Vorrei anche ringraziarla, perché in questi anni lei è stato uno dei pochi giornalisti che ha sempre scritto del Papa con grande rispetto

  11. Thiago scrive:

    Stefano, I don’t know how to write in italian so I’m going to write in english. I entirely agree with Andrea because this was exactly what I understand when I heard these words from Benedict XVI. It’s the second time he tells us it’s because of God’s will he is resigning. The climbing the mounting means letting the chair of Peter to sacrifice himself for the entire Church. We can expect that God in his Divine Providence is preparing the next sucessor of Peter to achieve what Benedict wasn’t able to because of his lack of vigor and of approval among his own collaborators.

  12. Reginaldus scrive:

    leggetevi la lettera confidenziale del Ratzinger prete e teologo 42-enne di cui parla la Suddeutsche Zeitung di ieri, nella quale, esso prete e teologo – nella sua completa libertà di pensiero , priva di condizionamenti, chiede di esaminare l’ipotesi della fine del celibato per i preti…Certo, salito in alto nella gerarchia fino al sommo soglio, prudenza gli imponeva di barcamenarsi e mostrarsi pio conservatore rispettoso della tradizione, perché scosse brusche non facessero deragliare il convoglio intero – tattica già prevista e smascherata nella Pascendi…- ….ma ora il momento è venuto di passare il testimone, perché altri compia il piano, senza che lui perda la faccia??? E così avremo presto i preti sposati ( con donnina in seminario???)… e poi anche i preti divorziati – i diritti e le libertà umane mica si possono negare ai preti ( anche quelli di abortire, se il caso???) e anche i figli dei preti sbandati… drogati… eversivi… animatori dei centri sociali??? E noi dovremo mantenere non più un prete, ma anche la sua famiglia??? L’ 8%o moltiplicato per quanto???…
    eggetevi la lettera confidenziale del Ratzinger prete e teologo 42-enne di cui parla la Suddeutsche Zeitung di ieri, nella quale, esso prete e teologo – nella sua completa libertà di pensiero , priva di condizionamenti, chiede di esaminare l’ipotesi della fine del celibato per i preti…Certo, salito in alto nella gerarchia fino al sommo soglio, prudenza gli imponeva di barcamenarsi e mostrarsi pio conservatore rispettoso della tradizione, perché scosse brusche non facessero deragliare il convoglio intero – tattica già prevista e smascherata nella Pascendi…- ….ma ora il momento è venuto di passare il testimone, perché altri compia il piano, senza che lui perda la faccia??? E così avremo presto i preti sposati ( con donnina in seminario???)… e poi anche i preti divorziati – i diritti e le libertà umane mica si possono negare ai preti ( anche quelli di abortire, se il caso???) e anche i figli dei preti sbandati… drogati… eversivi… animatori dei centri sociali??? E noi dovremo mantenere non più un prete, ma anche la sua famiglia??? L’ 8%o moltiplicato per quanto???…

    http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/news/il_giovane_ratzinger_preti_basta_celibato-11799222/

    • Reginaldus scrive:

      …dalla Pascendi, il gioco smascherato tra le due forze che operano, ciascuna dalla sua postazione, apparentemente in contrasto tra di loro [per darla da intendere agli sprovveduti ingenui ], all’evoluzione, cioè allo stravolgimento della fede e della disciplina della chiesa:

      “Studiando più a fondo il pensiero dei modernisti, deve dirsi che l’evoluzione [nella fede e nella disciplina] è come il risultato di due forze che si combattono, delle quali una è progressiva, l’altra conservatrice. La forza conservatrice sta nella Chiesa e consiste nella tradizione. L’esercizio di lei è proprio dell’autorità religiosa… Per contrario la forza che, rispondendo ai bisogni, trascina a progredire, cova e lavora nelle coscienze individuali, in quelle soprattutto che sono, come dicono, più a contatto della vita… . Da una specie di compromesso fra le due forze di conservazione e di progressione, fra l’autorità cioè e le coscienze individuali, nascono le trasformazioni e i progressi. Le coscienze conservatrici individuali, o talune di esse, fan pressione sulla coscienza collettiva; e questa a sua volta sull’autorità, e la costringe a capitolare ed a restare ai patti.”

      — e questo personaggio Ratzinger è l’espressione in se stesso concreta e visibile di queste due forze al lavoro, dalla postazione ‘progressista’, prima, da prete teologo e perito, e quindi da quella ‘conservatrice, come esigeva appunto la nuova funzione, per finire poi con il capitolare, lasciando ora ad altri il compito delle sintesi sempre più avanzate, ché lui “ha già fatto abbastanza”…

  13. Sal scrive:

    @ Manuel2012
    “Ha tirato a rive più scarpe che carpe? E’ dura la vita del pescatore.”

    Distinto Manuel, non capisco bene il senso del suo intervento, anche perché non vado a pesca. I pesci sono finiti, il mare è vuoto. Li hanno ormai pescati tutti.
    E non capisco perché la realtà delle cose la dovrebbe turbare così tanto. Non mi è successo niente, non si tratta di acredine, mi infastidiscono quelli, che invece di chiamare le cose con il loro nome preferiscono nascondersi dietro “a nuora perché suocera capisca”, perché poi alla fine c’è sempre qualcuno a cui non è chiaro, regna la confusione. Quindi è meglio essere papali, anche perché non è un iniziativa personale ma un suggerimento biblico : “Riprendi il saggio e ti amerà … Le ferite inflitte da chi ama sono fedeli, ma i baci di chi odia sono cose da supplicarsi … Chi riprende un uomo troverà poi più favore di chi fa l’adulatore con la sua lingua … Se mi colpisse il giusto, sarebbe amorevole benignità; E se mi riprendesse, sarebbe olio sulla mia testa, Che la mia testa non vorrebbe rifiutare(Prov 9.8; Prov 27.6; Prov 28.23; Sl 141.5 )
    IL suo intervento quindi, rivela, che non conoscendo il pensiero del Creatore, anche lei non fa altro che preferire quegli ambienti dove si respira il fumo delle candele, dove si bisbiglia parlando sottovoce, dove i passi sono felpati e dove i corvi oltre che volare servono a nascondere la verità.
    “E nel caso che vi dicano: “Rivolgetevi ai medium spiritici o a quelli che hanno uno spirito di predizione, i quali bisbigliano e si esprimono con tono sommesso”, non deve un popolo rivolgersi al suo Dio?” ( Isa 8.19)
    Ne faccia tesoro. I tempi sono cambiati bisogna stare al passo coi tempi.

    • minstrel scrive:

      non conoscendo il pensiero del Creatore

      Chi o cosa le attesta che tali parole siano il presunto pensiero del Creatore?
      Dove sono gli originali di queste sue parole?
      Dove sta scritto nella Bibbia di quali libri è composta la Bibbia?
      Nell’indice? Eh no, mi spiace, oggi non se la cava con una battuta!
      Nel canone? Va già meglio. Ma lo sa che è un dogma?

      Si che lo sa… glielo diciamo ad ogni santo post del gentile Tornielli.

      • mauro scrive:

        Le parole dette sono gli originali ma poichè per fissarle nel tempo occorre scriverle, quelle scritture esistono. Tranne che non siano dei falsi per cui non esiste cristianesimo di sorta e lei come al solito scrive a vanvera in quanto la Chiesa legge dei falsi, insegna sui falsi e lei ci crede anche.
        Se sono falsi non esiste neppure la sua fede, l’hanno buggerata.

        • minstrel scrive:

          Le parole dette sono gli originali ma poichè per fissarle nel tempo occorre scriverle, quelle scritture esistono.

          Lei lo sa che questa frase in italiano non significa nulla?
          Lei lo sa che il primo papiro esistente e ritrovato è un frammento minimo di Giovanni ed è datato 125 d.c.? Lei lo sa che le prime scritture più o meno complete risalgono al terzo secolo quando la Chiesa non aveva ancora un canone preciso, ma era certissima della Divinità di Gesù Cristo?

          Se sono falsi non esiste neppure la sua fede

          Amen, finalmente ci siete arrivati. Il problema è che per non sono falsi perché io credo nella Chiesa che li ha prodotti.

          • Simone 2 scrive:

            E quindi caro Minstrel se non ho capito male, per credere, per avere fede è necessario credere nella Chiesa che ha prodotto quei documenti?
            Glielo chiedo non per polemica, ma perché ritengo interessante il suo intervento e vorrei comprenderne il senso senza snaturarlo.
            Grazie.

          • minstrel scrive:

            Esatto. Altrimenti non è “Parola di Dio” poiché tale parola non esiste nemmeno! E’ semplicemente una serie immane di documenti storici (tantissimi e con milioni – e non esagero! – di varianti testuali!) che servono agli storici per fare storia. E allora si può accettare tutto quello che scientificamente è accettabile, anche i risultati del Jesus Seminar, i quali naturalmente darebbero non poco fastidio a gente come Mauro o Sal.

    • Manuel2012 scrive:

      @Sal
      Riprendi il saggio e ti amerà …
      La ringrazio per il complimento, anche se non me la sento proprio di amarla. Un conto è essere ripresi ed un conto è essere insultati non soltanto personalmente ma soprattutto in quanto uno crede nel profondo. Lei ragiona non tranquillamente e pacatamente ma “cecato” dall’ira ed i suoi ragionamenti finiscono nell’insulto e nella denigrazione di chi non la pensa come lei.
      L’esempio tipico è quello da me ripreso sopra

      “Non mi sognerei mai di spiegare che non si può mangiare il presunto cadavere di un uomo vivo ma morto 2000 anni fa, dal quale cavarne miracolosamente borracce di sangue dalle quali dissetarsi per non morire di dannazione. ”

      Pensi anche la sua Bibbia (quella dei TDG) scrive:

      Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo”.27E prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene, voi tutti;28poiché questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati.

      Vede che addirittura i tdg parlano di “corpo” e non di “cadavere”? Nessuno (solo lei) si è sognato nel “cecamento” della ragione di affermare che i cristiani pensano di cibarsi di un cadavere morto da 2000 anni?

      D’altra parte tanta gente è andata alla ricerca del Sacro Graal, ma nessuno ha mai pensato di cavare “borracce di sangue” da un cadavere. Già altre volte lei ha paragonato me personalmente e gli altri a Dracula oppure a cannibali: non mi pare un bell’esempio di rispetto nei confronti di chi non la pensa come lei o di chi semplicemente usa la ragione

  14. ADELINA scrive:

    Oramai caro Sal abbiamo i forzieri pieni dei suoi “tesori”!
    La cosa più naturale risulta evitare di scrivere su questo blog per la paura di essere investiti da lei come un tir che viaggia contromano!
    Se lei conoscesse l’umilta…!

    • Sal scrive:

      @ Adelina
      “Se lei conoscesse l’umilta…!

      La ringrazio ancora per avermi considerato degno della sua attenzione sig. Adelina. Offro a lei l’occasione per spiegare cos’è l’umiltà.
      Spieghi lei se per es. Geù rovesciando i tavoli ha dimostrato di essere umile, o se Paolo con queste parole ha dimostrato di essere umile : “Poiché ci sono molti uomini insubordinati, inutili chiacchieroni e ingannatori della mente, specialmente quegli uomini che aderiscono alla circoncisione. A questi è necessario chiudere la bocca, poiché questi stessi uomini continuano a sovvertire intere case, insegnando cose che non dovrebbero per amore di guadagno disonesto.” ( Tito 1.10-11)…”Poiché da questi sorgono quegli uomini che si insinuano scaltramente nelle case e conducono come prigioniere deboli donne cariche di peccati, mosse da vari desideri ( 2Tim. 3.6)
      Forse stava parlando di lei ? Voleva significare che dovrei dire prima “per piacere “?
      Se è così, allora per piacere, spieghi perchè, lamentandosi è ricorsa a chiedere aiuto a Tornielli, per sotegno e protezione invece che ricorrere all’aiuto del Creatore che potrebbe aiutarla meglio. Non crede ?

      • ADELINA scrive:

        Il suo fare istrionico e sbruffone non fa che avvalorare la mia tesi che credo di aver centrato ascoltandola nelle poche battute di questo blog.
        Lo sa Sal, anche Satana conosce alla perfezione le scritture(quelle vere s’intende, non quelle spudoratamente falsate da Russel e compagni) e le cita di continuo perchè non può sopportare di essere sottomesso da coloro che hanno per Padre il Dio di Giacobbe e per Madre l’Immacolata Concezione.
        E sa su chi fa maggiormente presa Satana?
        Su coloro che non si nutrono dei sacramenti dispensati dalla Chiesa Cattolica!!!
        Se sta per rispondermi che sono inebriata dal fumo delle candele o dall’incenso della sacrestia, le rispondo subito che IO non ho bisogno di altro!
        Sono astemia, non ho mai fatto uso di droghe e vivo in grazia di Dio! E lei????

        • Sal scrive:

          @ Adelina
          “(quelle vere s’intende, non quelle spudoratamente falsate da Russel e compagni)”

          Distinta Adelina spero comprenderà e perdonerà – lei che conosce l’umiltà – il mio fare istrionico, ma torno a dire, come già le dissi, che ogni accusa fatta senza prove è una calunnia. Quindi per non dimostrare di essere calunniatrice, lei dovrebbe dimostrare dov’è l’errore, non semplicemente evocarne uno.
          Proprio per questo, convengo col suo dire che “anche Satana legge le scritture”, il problema è che non le capisce.
          E’ un grosso guaio che accomuna tutti coloro che sostenendo di adorare il Padre, non sanno che Maria, essendo la madre del Figlio, che è Dio, è anche la madre dello Spirito Santo, quello stesso che l’ha messa incinta e ha fatto un parto trigemino essendo che Gesù è uno con il Padre e lo Spirito Santo, ma essendo madre di Dio oltre che di Gesù, è anche madre del Padre di Suo figlio.

          Io non lo capisco, ma poiché lei fa parte di quelli che dicono di crederci, perché non mi aiuta a capire come può essere che Maria essendo madre di Dio e della Chiesa,[sua sorella] oltre che di Gesù e dello Spirito Santo, possa permettere che suo figlio sposi sua sorella in un matrimonio incestuoso dopo essere stata messa incinta da uno dei suoi figli ?
          Senza voler entrare nel merito della verginità della partoriente, dato che il parto è avvenuto sulla terra in modo umano, risulta che essendo Maria anche madre del padre e il Padre, Padre del Figlio, essa è una nonna vergine due volte. Risulta ? Secondo lei, lo saprà chi è il Padre del Figlio Essendo lei madre del Padre ? Visto che dice di averne bisogno, si faccia una fumatina in sacrestia poi quando si sveglia ci riflette e si accorgerà che Satana non ha capito niente o forse era uno che spaccia e si è divertito a spacciare – a persone intelligenti – tutta una serie di impossibilità incredibili. Solo per adulti consenzienti visto che il suo “fumo” sta in Vaticano.Parola di papa.

          • Sal scrive:

            @ Adelina
            Poiché ritengo che aspettare una spiegazione circa le traduzioni fasulle sia del tutto inutile, sarebbe da capire se ritiene fasulle anche queste altre traduzioni edite dai TdG.

            “La TNM d’altronde, non è l’unica Bibbia stampata dai Testimoni di Geova. Dal 1926 i Testimoni hanno stampato in proprio, traduzioni come, l’l'Emphatic Diaglott, la King James Version, che è la versione inglese più diffusa nel mondo anglosassone essendo la versione ufficiale o autorizzata dalla Chiesa anglicana, la Rotherham’s Bible, l’ American Standard Version, The Bible in Living English, la Holman Linear Bible e The New Testament Newly Translated and Critically Emphasised (Seconda Edizione). L’Emphatic Diaglott, la King James Version e The Bible in Living English sono tuttora stampate e diffuse dai Testimoni di Geova.” – Wikipedia
            http://it.wikipedia.org/wiki/Traduzione_del_Nuovo_Mondo_delle_Sacre_Scritture
            La invito anche ad informarsi meglio sul procedimento per la traduzione e all’uopo può leggere del sistema MEPS.
            “ Il MEPS, acronimo di Multilanguage Electronic Phototypesetting System (in italiano, “Sistema Multilingue per la Fotocomposizione Elettronica”) è un sistema di fotocomposizione elettronica capace di gestire più di 400 lingue contemporaneamente (dato aggiornato a fine 2010).” – Wikipedia
            http://it.wikipedia.org/wiki/Multilanguage_Electronic_Phototypesetting_System

            “C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza. – Socrate

            L’ignoranza è temporanea, la stupidità è per sempre. – Anonimo”

          • Sal scrive:

            @ Adelina
            Poiché ritengo che aspettare una spiegazione circa le traduzioni fasulle sia del tutto inutile, sarebbe da capire se ritiene fasulle anche queste altre traduzioni edite dai TdG.

            “La TNM d’altronde, non è l’unica Bibbia stampata dai Testimoni di Geova. Dal 1926 i Testimoni hanno stampato in proprio, traduzioni come, l’l’Emphatic Diaglott, la King James Version, che è la versione inglese più diffusa nel mondo anglosassone essendo la versione ufficiale o autorizzata dalla Chiesa anglicana, la Rotherham’s Bible, l’ American Standard Version, The Bible in Living English, la Holman Linear Bible e The New Testament Newly Translated and Critically Emphasised (Seconda Edizione). L’Emphatic Diaglott, la King James Version e The Bible in Living English sono tuttora stampate e diffuse dai Testimoni di Geova.” – Wikipedia
            h**p://it.wikipedia.org/wiki/Traduzione_del_Nuovo_Mondo_delle_Sacre_Scritture

            La invito anche ad informarsi meglio sul procedimento per la traduzione e all’uopo può leggere del sistema MEPS.
            “ Il MEPS, acronimo di Multilanguage Electronic Phototypesetting System (in italiano, “Sistema Multilingue per la Fotocomposizione Elettronica”) è un sistema di fotocomposizione elettronica capace di gestire più di 400 lingue contemporaneamente (dato aggiornato a fine 2010).” – Wikipedia
            h**p://it.wikipedia.org/wiki/Multilanguage_Electronic_Phototypesetting_System

            “C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza. – Socrate

            L’ignoranza è temporanea, la stupidità è per sempre. – Anonimo”

          • minstrel scrive:

            Ahahahah, Adelina l’hai beccato alla grande visto che ha cominciato a tirar fuori il bagaglio inesistente che tenta di giustificare come decente una pessima traduzione di una orribile traduzione compiuta in malafede.
            Distruggiamo finalmente qualsiasi tentativo di scuse con l’unico saggio scientifico che ha tentato un’esplorazione di questa traduzione.
            Polidori, Valerio
            Bibbia dei Testimoni di Geova (La)
            Storia e analisi di una falsificazione. Presentazione di Valentino Cottini

            “Le radici protestanti dei Testimoni di Geova, che oggi contano circa otto milioni di fedeli in tutto il mondo, impongono l’uso della Bibbia come unica fonte autorevole della teologia. Ma com’è possibile che un gruppo che si definisce «cristiano» ed è così saldamente ancorato al testo sacro non creda alla Trinità, alla divinità di Cristo, all’immortalità dell’anima, all’esistenza dello Spirito Santo, dunque al fondamento stesso di tutte le confessioni cristiane? La risposta passa attraverso la rigorosa analisi filologica della Traduzione del Nuovo Mondo, la versione biblica prodotta a partire dagli anni ’50 del secolo scorso e utilizzata dai Testimoni di Geova per lo studio e la predicazione. Come dimostra questo saggio, primo lavoro scientifico edito in Italia sull’argomento, il testo biblico usato dai Testimoni di Geova è stato piegato alle esigenze teologiche del movimento con procedimenti filologicamente sbagliati. È la storia di una falsificazione che ha avuto e ha tuttora una ricaduta pesantissima sulla vita di milioni di persone, indotte a cambiare vita sulla base di un testo manipolato ad arte con finalità che poco o nulla hanno a che fare con la religione.”

            http://www.dehoniane.it/edb/cat_dettaglio.php/Bibbia-dei-Testimoni-di-Geova-La-/?ISBN=41015

            770 note a piè pagina e ricca bibliografia di supporto. Un buon tempo.

  15. Sal scrive:

    @ mistrel
    Vedo che continua a non capire sig. minstrel. Non lo so dove sono gli originali e poco mi importa. Se è interessato li chieda al papa 1 o la futuro papa 2 visto che sono infallibili e se lo fccia dire da loro che sono in contatto diretto con l’aldilà.
    Rimaneil fatto che le ho già citato il catechismo. Se lo rilegga:
    CCC 103 “Per questo motivo, la Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture, come venera il Corpo stesso del Signore.
    CCC 104 Nella Sacra Scrittura, la Chiesa trova incessantemente il suo nutrimento e il suo vigore; infatti attraverso la divina Scrittura essa non accoglie soltanto una parola umana, ma quello che è realmente: Parola di Dio. « Nei Libri Sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro ». “
    Sono loro che conversano, lo sapranno dove sono gli originali no ?
    Link
    Non sia monotono, dimostra cocciutaggine e incosisitenza. La prego. Trovi altri argomenti.

    • minstrel scrive:

      Non lo so dove sono gli originali

      Amen, per quanto ne sa l’archeologia non saranno nemmeno reperibili.

      e poco mi importa.

      Però è strano… non è quello che cita a sproposito giocando con le parole di queste fantomatiche scritture che non esistono? Scusi, mi sembra logico che se lei si attacca ad una parolina per un’interpretazione e poi viene a scoprire che quella parolina ha 2000 varianti in altrettanti manoscritti e che è stata scelta quella perché democraticamente un comitato di scienziati della critica testuale ritiene sia la più vicina a quella che la Chiesa TRINARIA del III secolo accettava, come minimo la sua esegesi è da distruggere come le schede elettorali di scorta delle elezioni politiche.

      Se è interessato

      io non sono interessato poiché il cristianesimo NON è una religione del libro.

      li chieda al papa 1 o la futuro papa 2

      Inutile richiesta poiché non li hanno e nemmeno interessa loro averli.

      visto che sono infallibili

      Lo sono anche io quando le dico la Verità: i manoscritti originali per ora non esistono e Dio è uno e trino.

      e se lo fccia dire da loro che sono in contatto diretto con l’aldilà.

      Ahahahah, ma lei ci crede a queste fantasie?

      Per quanto riguarda il CCC non riesco a capire come mai si ostina a voler fare figuracce. Lei mi cita l’introduzione della parte dedicata alla Scrittura pensando che mi smentisca? A parte che nulla smentisce quanto da me proferito in quelle righe, ma ha provato a leggere cosa dice dopo?
      109 Nella Sacra Scrittura, Dio parla all’uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole.
      110 Per comprendere l’intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei « generi letterari » allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca.[...]
      126 Nella formazione dei Vangeli si possono distinguere tre tappe:
      1. La vita e l’insegnamento di Gesù. […]
      2. La tradizione orale. […]
      3. I Vangeli scritti.

      E prima?
      80 « La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine ».94 L’una e l’altra rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero di Cristo, il quale ha promesso di rimanere con i suoi « tutti i giorni, fino alla fine del mondo » (Mt 28,20).
      81 « La Sacra Scrittura è la parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito divino ».
      « La sacra Tradizione poi trasmette integralmente la parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli, ai loro successori, affinché questi, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano ».
      82 Accade così che la Chiesa, alla quale è affidata la trasmissione e l’interpretazione della Rivelazione, « attinga la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra Scrittura. Perciò l’una e l’altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e di rispetto ».

      Devo continuare o le basta per capire che citare il CCC per smentire uno che segue nelle sue affermazioni il CCC è un’assurdità?

  16. Reginaldus scrive:

    Con riferimento alla lettera sopra citata:
    9 febbraio 1970, Ratzinger aveva appena [???] 42 anni. – per comodità di lettura…

    “Pieni di timor di Dio  -  scrisse il nostro insieme agli altri suoi 8 compari – poniamo la questione della situazione d’emergenza della Chiesa. Le nostre riflessioni riguardano la necessità urgente di una riflessione e di un approccio differenziato sulla legge del celibato della Chiesa. Siamo convinti che ciò sia necessario al più alto livello ecclesiastico”.

    “Chi ritiene superfluo un simile chiarimento ci sembra abbia poca fede nell’invito del Vangelo e della Grazia di Dio”, si legge ancora nella lettera dei teologi che, a suo tempo, ricordavano come il celibato nella Chiesa fosse una legge ma non un dogma. E ancora: “Teologicamente è ingiusto non ripensare il tema alla luce della nuova situazione storica e sociale. Specialmente i preti giovani si chiedono, alla luce dell’acuta crisi delle vocazioni, come questi problemi della vita della Chiesa e dei suoi pastori potranno essere risolti nei prossimi anni”. Chi sceglie il sacerdozio, sottolinearono i nove, affronta solitudine e perdita di riconoscimento del proprio ruolo nella società di oggi, una società altamente sessualizzata.

    I famosi segni dei tempi al posto dei segni di Dio… E anche qui – un riflesso condizionato dei comportamenti preteschi???? – si tira in ballo la fede in Dio e l’amore della chiesa…certo, certo… ( bisogna pur confezionare il pacco coi nastrini devozionali….]

  17. peccatore scrive:

    A leggere Sal e Reginaldus, commentando la pace, l’intelligenza, la pazienza e la fede di un santo cattolico (per me lo è già), viene da chiedersi se sia giusto che Dio, a figli della stessa umanità, dia talenti in modo tanto disuguale. Poi però mi ricordo della logica del vangelo: a chi ha, sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha… Mt 13,12

    • Sal scrive:

      @ peccatore
      “Poi però mi ricordo della logica del vangelo: a chi ha, sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha… Mt 13,12”

      Distinto peccatore, il suo commento può essere letto in modi diversi, mi astengo quindi perchè non mi è chiaro. Mi limiterò a dire che la logica è: “in proporzione all’impegno che ciascuno ci mette.”

      Nel popolo di Israele, quando Eldad e Medad iniziarono ad agire da profeti, un giovane corse subito a riferirlo a Mosè, e subito Giosuè ministro di Mosè disse di trattenerli, ma Mosè non era dello stesso parere infatti disse: “Provi gelosia per me? No, io vorrei che tutto il popolo di Jehovah fossero profeti, perché Jehovah porrebbe su di loro il suo spirito!” ( Num 11.29-30)
      Può approfittare è gratis.

    • Reginaldus scrive:

      invece di dire cavolate, peccatore mio, che c’entrano appunto come i cavoli a merenda, le piace il prete con moglie magari poi divorziato e poi magari con figli discoli???? Se le piace tanto il suo santo-già – che pare dio stesso che lo stia sfornando – le piaceranno anche le sue sante idee, certamente rispettose della tradizione (modernista )…. E poi per fortina che dio i suoi talenti li dia in modo tanto diseguale….Ma, anche l’ ipocrisia è un talento??? ( A proposito, riconoscere qualcuno come santo spetta a dio, e presumere di essere Dio è davvero un grosso peccato….che le viene facilmente di commettere essendo appunto un peccatore professo)

  18. peccatore scrive:

    C’è chi del vangelo non ha capito nulla e lo dimostrano le “ragioni” portate dai due “che perdono quel che hanno”:

    1) è Dio che fa, non “l’impegno che ci mettiamo”. Ogni impresa (per il vangelo) è essenzialmente impresa “di fede”, non “di fare”. La fede riconosce la priorità del dono, immeritato, in cui il merito consiste nell’accoglierlo senza vantare meriti. Siccome è il Signore “a fare” non dovremmo preoccuparci troppo di ciò che facciamo noi, ma di accogliere quello che fa Lui.
    2) se continueremo a girare attorno a torti e ragioni, facendo leva su leggi, la nostra umanità costruirà città di schiavi, uniti nella schiavitù, imposta o subita: non c’è libertà senza fede, ma solo schiavi che si accapigliano attorno alla legge, la quale serve ad educarci a salvarci, ma non salva. Chi si ferma alla legge non ridonerà il dono ricevuto, preferendo far valere i propri meriti, senza accogliere i doni di Dio. Solo Dio ci fa capaci di amare nel Suo modo, e se non amo nel Suo modo non amerò nella libertà.

    “Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera.Il peccato vi attira verso le cose terrene ma io sono venuta per guidarvi verso la santità e verso le cose di Dio ma voi lottate e sprecate le vostre energie nella lotta tra il bene e il male che sono dentro di voi. Perciò figlioli, pregate, pregate, pregate affinché la preghiera diventi gioia per voi e la vostra vita diventerà un semplice cammino verso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

    La tragedia di chi non vuole pregare e di chi smette di pregare non è perchè Dio smette di aiutarci, ma perchè smarriamo l’orizzonte del dono, riconoscendolo e accettandolo. Ogni impresa è impresa di fede e si nutre di preghiera. La comunità dei credenti non è il luogo dei perfetti, ma il luogo di quelli che credono alla perfezione della carità del Signore.

    C’è chi sale al monte della Trasfigurazione, chiamato da Dio, fidandosi, nel desiderio non di estraniarsi, ma di fare il bene per tutti. E c’è chi a valle blatera, senza fede in Dio, ma solo nei propri soliloqui, nelle proprie rabbie, nell’odio per i propri nemici. Senza pace nel cuore, cioè agitati da Demonio, che ci schiaccia alla terra.

    • ADELINA scrive:

      Amen !

    • Sal scrive:

      @ peccatore
      “è Dio che fa, non “l’impegno che ci mettiamo”. Ogni impresa (per il vangelo) è essenzialmente impresa “di fede”, non “di fare”.

      Distinto sig. peccatore, benché il suo argomentare appare logico da un certo punto di vista, mi permetto farle notare che l’affermazione “è Dio che fa” non è corretta fino in fondo.
      Sebbene è vero che è Dio che fa, ci si dovrebbe chiedere “cosa fa, a chi lo fa e perché lo fa.”
      Faccio notare che qualunque cosa Dio facesse, senza avere prima ottenuto il consenso di colui che è beneficiario o colui al quale è richiesto qualcosa, sarebbe un atto di imperio simile a quello di un crudele dittatore al quale non ci si può ribellare. Al contrario, Il Dio ha dimostrato di voler rispettare la libertà concessa all’uomo, e prova ne è che prima di stipulare con i discendenti di Abraamo il suo patto ha chiesto al popolo se erano disponibili a osservare la sua legge . “E queste sono le decisioni giudiziarie che devi porre davanti a loro… Quindi Mosè venne e riferì al popolo tutte le parole di Geova e tutte le decisioni giudiziarie, e tutto il popolo rispose con una sola voce e disse: “Siamo disposti a mettere in pratica tutte le parole che Geova ha proferito” (Eso 21.1;24.3)
      Come vede, benchè in forma verbale, era richiesto un consenso volontario a cui tutti si erano impegnati solennemente. Non fu imposto senza possibilità di scegliere.
      Ugualmente Gesù, fu rispettoso e non impositivo, ma rispettando la scelta personale di ciascuno, ribadì la stessa volontarietà d’azione consenziente e libera, dicendo: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo.” ( Mt 16.24) Come vede non c’è nessun obbligo.
      L’impegno è reciproco. Il Dio si impegnerà a rispettare per la parte di sua competenza, se l’uomo farà altrettanto. E’ ovvio che si tratta di fede, perché ciascuno sarà interessato a scoprire se l’altro contraente si impegnerà e fino a che punto.
      Se così non fosse, l’Apostolo non avrebbe chiarito dicendo : “Tuttavia qualcuno dirà: “Tu hai fede, e io ho opere. Mostrami la tua fede senza le opere, e io ti mostrerò la mia fede mediante le mie opere”…. Ma ti curi di sapere, o uomo vuoto, che la fede senza le opere è inattiva? Non fu il nostro padre Abraamo dichiarato giusto per le opere dopo che ebbe offerto suo figlio Isacco sull’altare? Vedi che la [sua] fede operava insieme alle sue opere e che mediante le [sue] opere la [sua] fede fu perfezionata, e si adempì la scrittura che dice: “Abraamo ripose fede in Jehovah e gli fu attribuito a giustizia”, e fu chiamato “amico di Jehovah”.(Giac. 2.18-23)

      Lei scrive anche “non c’è libertà senza fede” Ma credo che avrebbe dovuto scrivere “Non c’è fede senza libertà” Perché senza libertà c’è solo un obbligo coercitivo, ma poiché la Scrittura recita: “Perciò, siccome abbiamo tale speranza, noi usiamo grande libertà di parola, …Ora Jehovah è lo Spirito; e dov’è lo spirito di Jehovah, lì c’è libertà… Per tale libertà Cristo ci rese liberi…. affinché quando apro la bocca mi sia data la capacità di parlare con libertà di parola per far conoscere il sacro segreto della buona notizia, “(2Cor. 3.12-18; Gal 5.1; Efe 6.19)
      Penso che dovrebbe riconsiderare il punto di vista, perché la prospettiva cambia, sempre a seconda di dove ci si posiziona. Provi, vedrà che sarà sorpreso. Sul monte della trasfigurazione c’è salito Gesù, ma lo scopo di quella salita non era quello di travestire il lupo da agnello. E… non è il demonio che ci schiaccia sulla terra, è il cuore dell’uomo che schiaccia l’uomo stesso sulla terra
      “a causa dell’ignoranza che è in loro, a causa dell’insensibilità del loro cuore” ( Efe 4.18)
      Stia bene

  19. gibici scrive:

    Caro Reginaldus,
    non vorrei fare il perpetuo contradditore, ma ogni volta che ritorno sul blog e vedo i suoi interventi mi chiedo perche’ lei non affronta un argomento alla volta, e non lo considera nella sua dimensione storica.
    Che male c’e', ad esempio, nel dire che il celibato e’ solo una legge ecclesiastica propria del rito latino? E’ la perfetta verita’. Ancor oggi nella Chiesa ortodossa (ed eccezionalmente anche in quella cattolica latina) ci sono sacerdoti sposati senza che caschi il mondo e penso che lei lo sappia.
    Se studiasse il problema della continuita’ tra le religioni ebraica, cristiana ed islamica invece che ricordare che noi possiamo bere lambrusco e mangiare mortadella, forse capirebbe che e’ certo maggiore di quella che esiste all’interno di quella ebraica nelle varie fasi della sua storia.
    Questi ultimi papi si sono veramente discostati dalla tradizione costitutiva del cristianesimo o solo da tradizioni di poco piu’ di un secolo?
    Nelle dimissioni che male c’e'? Si discuta, ma non ci si stracci le vesti troppo presto.
    Sempre cordialmente!

    • minstrel scrive:

      Questo post mi sembra abbia troppo buon senso per essere ascoltato dal caro Regi. Ma è sempre un bene tentare, grazie Gibici!

    • Sal scrive:

      @ gibici
      non vorrei fare il perpetuo contradditore, ma per non dimenticare :
      “LETTERA ENCICLICA
      DEL SOMMO PONTEFICE
      PAOLO PP. VI
      SACERDOTALIS CAELIBATUS
      14. Noi dunque riteniamo che la vigente legge del sacro celibato debba ancora oggi, e fermamente, accompagnarsi al ministero ecclesiastico; essa deve sorreggere il ministro nella sua scelta esclusiva, perenne e totale dell’unico e sommo amore di Cristo e della consacrazione al culto di Dio e al servizio della Chiesa, e deve qualificare il suo stato di vita, sia nella comunità dei fedeli, che in quella profana.
      17. Certo, come ha dichiarato il Sacro Concilio Ecumenico Vaticano II, la verginità non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta dalla prassi della Chiesa primitiva e dalla tradizione delle Chiese orientali, ma lo stesso sacro Concilio non ha dubitato confermare solennemente l’antica, sacra, provvidenziale vigente legge del celibato sacerdotale, esponendo anche i motivi che la giustificano per quanti sanno apprezzare in spirito di fede e con intimo e generoso fervore i doni divini.
      36. La Chiesa d’Occidente, fin dagli inizi del secolo IV, mediante l’intervento di vari Concili provinciali e dei Sommi Pontefici, corroborò, estese e sanzionò questa pratica. Furono soprattutto supremi Pastori e maestri della Chiesa di Dio, custodi e interpreti del patrimonio della fede e dei santi costumi cristiani, a promuovere, difendere e restaurare il celibato ecclesiastico nelle successive epoche della storia, anche quando si manifestavano opposizioni nello stesso clero e i costumi della società in decadenza non erano favorevoli agli eroismi della virtù. L’obbligo del celibato fu poi solennemente sancito dal Concilio Ecumenico Tridentino e inserito infine nel Codice di Diritto Canonico.
      37.”La legge del celibato ecclesiastico e la cura di farla prevalere resta sempre un richiamo alle battaglie dei tempi eroici, quando la Chiesa di Cristo dovette battersi, e riuscì, al successo del suo trinomio glorioso, che è sempre emblema di vittoria: Chiesa di Cristo, libera, casta e cattolica”

      Che succede ? UN solenne concilio può essere rinnegato solo perché qualcuno ha il mal di pancia in funzione della lattuga di stagione ?
      “ affinché non siamo più bambini, agitati come da onde e portati qua e là da ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo dell’astuzia nell’artificio dell’errore. Solo le banderuole girano al vento…”(Efe 4.14)

      http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_24061967_sacerdotalis_it.html

      • minstrel scrive:

        Si rilassi Sal, la realtà è esattamente come dice GBC.

        http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=17&t=11290&hilit=+celibato

        • Sal scrive:

          e4h certo se nonle piace neanche ciò che dice il papa… è evidente che ha ragione gibici. Ognuno ha ragione nei suoi ragionamenti è da vedere se sono in armonia con i capi a cui si è assoggettato.
          E’ sempre questione di libertà, c’è chi ne approfitta e chi no ! Lei no !

          • minstrel scrive:

            Contraddizione pura:
            certo se nonle piace neanche ciò che dice il papa

            quindi, stando ai suoi termini, sarei “libero” (e ci rido sopra) eppure…

            E’ sempre questione di libertà, c’è chi ne approfitta e chi no ! Lei no !

            Come no?! Mi ha appena detto che approfitto della libertà per dire che le cose che dice il Papa non mi vanno bene?!?

            Ma ci è o SI fa?

          • Reginaldus scrive:

            Sal, come si fa ad affrontare con gli strumenti di una logica superata questi competitors armati delle affilatissime armi della nuova logica della ‘concordantia oppositorum’… in ciò dimostrando armonioso assoggettamento alla tecnica dei loro capi, l’ultimo dei quali oggi li saluta per l’ultima volta? E niente paura di fronte a chi verrà, la nova logica liman terrà sempre conformi, sempre in linea di continuità…

          • minstrel scrive:

            Regi, la nuova logica è quella delle filosofie e teorie dell’assurdo basate sulla quantistica. ;)

    • Reginaldus scrive:

      lo so che è una legge ‘latina’, ma questa legge ha / ha avuto un senso nella storia della Chiesa??? Possibile che si tratti solo di una pura tradizione nel senso terra terra che si dà a questa parola , come di una consuetudine dettata forse da ragioni che non erano poi quelle altisonanti che si è voluto far credere???? Di una tradizione umana, per intenderci, e per fini inconfessabili? E se solo badiamo alle ragioni delle convenienza pratico/ ‘pastorale’ di una tale possibilità, che può realisticamente esporre il prete e i fedeli a situazioni poco piacevoli ( crisi matrimoniali tra i coniugi ‘clericati’ , figli loro non del tutto ‘esemplari’…si sa, où il y a l’ homme il y’ a de l’hommerie…. -) qual’ è il suo giudizio, come vedrebbe lei il suo rapporto con simili preti in tali situazioni??? Perché magari non pensare al prete che corrisponda finalmente al senso della parola presbitero- ANZIANO/VECCHIO – che tale si diventa DOPO una vita di fede e maturità cristiana.???..

      Se poi vogliamo prendere il caso ortodosso, perché i vescovi qui sono scelti tra i preti ‘celibi’ ?”’ Se la ragione che spinge ora nella chiesa latina a chiedere la figura del prete sposato sta nel tentativo/speranza di rimediare alle incresciose situazioni di pedo/efebo-filia e omosessualità che toccano i preti cattolici ‘latini’, perché queste ragioni non valgono anche nei confronti dei vescovi – a meno che qui non si voglia superare l’esempio ortodosso e rifarsi a quello protestante….cosa possibilissima vista la protestantizzazione completa della fede cattolica….- , quando ben sappiamo che da quelle situazioni non sono certo esenti vescovi e cardinali e … (lasciamo perdere… )??? Forse che i vescovi ortodossi sono presi giù dalle schiere celesti???

      E poi come si fa a non vedere nelle parole di quella lettera il solito atteggiamento di chi vuole mascherare la sue vere intenzioni, quelle della sconfessione di una pratica e della rottura di essa, sotto le speciose motivazioni della “necessità urgente” data da “una situazione di emergenza” nella Chiesa, che poi emergente non è ( il che vorrebbe dire transitoria… ) ma corrente nella Chiesa, oggi come ieri??? …—è poi la situazione ‘normale’ in cui si trova la Chiesa di oggi??? Perché non dire chiaramente – al di là degli infingimenti clericali – che è ‘NECESSARIO’ abolire il celibato, visto che chi scegli il sacerdozio ( !!!) “affronta solitudine e perdita di riconoscimento del – e perché ora…proprio ruolo”???

      E perché quei propositi di prete e teologo/professore 42 enne ( mica un bambinello!) non li ha perseguiti nel corso della sua vita ‘professionale’ , e in modo aperto, da cardinale e da papa se questa era la situazione di ‘emergenza che richiedeva di necessità una soluzione, per il bene della chiesa !- verto – in vista di liberare il sacerdozio [!!!] dalla solitudine e dalla perdita del suo ruolo nella società”???

      B- Quanto al problema della continuità tra religione ebraica e cristiana e islamica, sarò netto: non c’è nessuna continuità, per quanto riguarda il rapporto tra religione cristiana da una parte, e religione ebraica e islamica dall’altra… Con quella ebraica la continuità si è rotta col rifiuta di questa di riconoscersi compiuta in Cristo ( il velo del tempio che si squarcia… ) e col suo appellarsi alle ‘tradizioni degli uomini’ ( con le quali hanno annullata la Parola di Dio, cfr.Mc. 7)- vedi Talmud!

      Con quella islamica questa continuità non c’è mai stata, essendo questa, l’ islamica , la versione arabizzata della religione talmudica ebraica (stesso rito di iniziazione stesse pratiche stessa intolleranza e stesso razzismo e stesso odio al nome cristiano….)– la citazione della mortadella (e lei aggiunge il lambrusco) è la banalizzazione in chiave ridanciana di una differenza abissale tra noi e loro: che coinvolge l’idea di dio, la vita di quaggiù – il mangiare, certo, il bere, la donna, la famiglia, il rapporto con gli ‘infedeli’…- e la vita di lassù, dove loro si aspettano un paradiso carnale (di vergini femmine di latte e di miele….).

      Ecco anche qui gli effetti devastanti sulla dottrina e sulla fede dell’operazione conciliare e dei suoi papi, di questo in particolare… Qui si è sradicato il pilastro della fede cristiana, la sua ragione d’essere… e allora che che me ne importa se arrivano i ‘preti’ con moglie e prole ( da mantenere, no, questa poi no!)

      • Reginaldus scrive:

        la mia replica qui sopra ovviamente è al post di @ gibici…

        • gibici scrive:

          Caro Reginaldus,
          grazie della ragionata risposta. Sono stato io stesso che ho messo insieme piu’ di una questione, ma preferisco affrontarne una alla volta, iniziando dalla piu’ semplice: il celibato.
          Concordo che una tradizione antica non deve essere presa alla leggera e finora sono state richiamate dalla gerarchia proprio le ragioni profonde che storicamente lo hanno motivato. Ma l’alternativa non e’ “abolire il celibato”, che ci sara’ sempre, ma abolire l’obbligatorieta’ del celibato come condizione per chi dev’essere ordinato. Certo la decisione non sarebbe solo una questione di emergenza, ma una scelta di fondo, che Benedetto XVI dopo che e’ diventato papa non si e’ sentito di fare o non ha voluto fare, avendo cambiato idea, come sembra sia avvenuto sulla decentralizzazione.

          I vescovi ortodossi sono scelti tra i monaci, ma quella tradizione e’ legata alla concezione che la vita monacale sia piu’ evangelica e percio’ superiore a quella del comune cristiano. Questa concezione e’ attualmente molto discussa in occidente e non per scimiottare Lutero.

          Ci saranno problemi se il matrimonio di un sacerdote entrera’ in crisi? Certamente, ma si prevedera’ che cosa fare con regole adeguate.

          Almeno su questo punto non vedo un attacco alla fede cristiana, anche se cio’ che e’ vero bene per la Chiesa e’ in definitiva un bene anche per la fede e viceversa. Proprio per questo si discute.

          Tornero’, dopo che ci ho pensato un momento, sul velo del tempio e la continuita’ tra le religioni. Peccato che non possiamo discuterne seduti con lambrusco e mortadella!

          • Reginaldus scrive:

            grazie ,@ gibici,
            dell’ attenzione che mi ha prestata. . . Capisco bene che non si voglia imporre la via matrimoniale al clero – scelta è sposarsi e scelta è non sposarsi per il regno dei cieli (attenti alla motivazione evangelica …)…Ma quel volere cercare nella liberazione dall’ obbligo celibatario la soluzione per “la crisi delle vocazioni”, e nell’indicare nella scelta dello stato sacerdotale una condizione, dalle parole scritte pare congenita, drammatica di “solitudine e di perdita di riconoscimento del proprio ruolo”, mi pare semplicistico, e un’offesa a tutti quei meravigliosi esempi di dedizione sacerdotale nella gioa e nella partecipazione con gli altri, che la Storia della Chiesa ci presenta, in barba a tutti i giudizi catastrofici su di questa. Un’offesa che grida vendetta, e quindi una menzogna indegna… per fini di particolari interessi, che non si ha il coraggio di manifestare???

  20. Teseo scrive:

    Ma di queste indicazioni che Dio ha dato a papa benedetto, c’è una registrazione? Se no è troppo comodo: “questo me l’ha detto Dio…” Non vi sembra che il papa abbia perso un po’ il senso della misura ?

    • Reginaldus scrive:

      Teseo,

      e difatti anche un altro tedesco si attribuiva la sponsorizzazione di dio…Gott mit uns!

  21. peccatore scrive:

    Teseo, il senso della misura lo perde chi ascolta soprattutto la propria pancia…
    Non c’è la “registrazione” dei dialoghi con Dio, per nessuno.
    C’è comunque l’evidenza del dialogo con Dio: in papa Benedetto è chiara.
    Non lo stesso può dirsi di chi lo critica nei modi che sono soliti usare alcuni bloggers.
    Qui c’è la “carta” (o lo schermo) a cantare. E che stonature: stridente cacofonia, in dissonanza con il vangelo, con la verità e con la ragione.

  22. Teseo scrive:

    Un papa che irrompe nella suburra di tweet mescolando il suo alto insegnamento a insulti e bestemmie… questa è la stridente – e blasfema – cacofonia. Chi glielo ha consigliato? Già da questo indizio si poteva prevedere il peggio…
    Quella della “registrazione” era ovviamente una battuta. Ma nessuno, e soprattutto un Papa può affermare davanti al mondo “Dio mi ha detto…”. Si hanno visioni, si è rapiti in estasi, si hanno contatti con il soprannaturale anche fisici e visibili come Padre Pio (peraltro vilipeso per questo), ma non si pubblicizzano. Dubito poi che questo papa abbia propensione per tali esperienze.
    Quanto alla sostanza, rileggiamo Gv X, 12 o giù di lì sulla descrizione del buon pastore e di quello – mercenario – che abbandona il suo gregge ai lupi.

  23. Sal scrive:

    @ Adelina
    “Lupi travestiti da candidi agnellini sono coloro che sulla base di una falsa predicazione di una falsatissima scrittura”

    Con dispiacere vedo che non demorde sig. Adelina. Però penso che si stia facendo del male da sola. Le sue opinioni legittime, andrebbero sostenute da fatti concreti e specifici sui quali poter ragionare.
    Lanciare accuse senza alcuna dimostrazione la rende debole, inoffensiva, facilmente criticabile e calunniatrice.
    Se accusa, è lei che ha l’onere della prova. Se non assaggia il cibo come fa a dire che è fatto male ? se poi non è neanche cuoca fa solo nascere un sorriso di compatimento. Non si danneggi da sola nel tentativo di rattoppare il vestito ormai logoro se non sa cucire.
    E ricordi il Vangelo, : “Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio… Deviando da queste cose certuni sono stati sviati in parlare ozioso, volendo essere maestri della legge, ma non comprendendo né le cose che dicono né le cose circa le quali fanno forti asserzioni”. Perché rinnega anche il vangelo ? Almeno rispetti questo se si dice cristiana ! (1Tim 2.12; 1 Tim 1.6-7)

    • ADELINA scrive:

      E? questo che le rode, Sal, essere messo davanti alla sua triste realtà e per giunta da una donna!
      Chi dovrei smentire e che cosa?
      Un fiume di idiozie che dice e che nessuno oramai ascolta più?
      Non è forse vero che 50000 TDG ogni anno vi stanno “mollando”?
      Oramai non le resta che scrivere su questo blog, Sal, finchè troverà ancora qualcuno che le risponde. Quanto prima vedrà totalmente deserte le care sale del regno!

      • Eremita scrive:

        Non si faccia troppe illusioni, Adelina, se in Italia ci sono 10 milioni di persone che votano Berlusconi, è probabile che qualche milione abbia la struttura mentale adeguata a seguire i TDG.

        • ADELINA scrive:

          Purtroppo non posso darle torto!

        • Teseo scrive:

          Poveri razzisti della sottospecie sinistra, non vi abbattete troppo: questi 10 milioni sono destinati ad aumentare visto lo squallore del panorama politico e religioso.

        • Reginaldus scrive:

          ci mancava l’evocazione del giaguaro, te pareva! geniale e intelligente davvero (ognuno ha le sue convinzioni….)!

          • Teseo scrive:

            Si, ognuno ha le sue convinzioni e dovrebbero essere rispettate. Tutte. Anche se mi pare grave fare il cattolico e sostenere una dottrina intrinsecamente perversa (Divini Redemptoris, n. 58).

    • minstrel scrive:

      Adelina si dice cristiana perché crede in Gesù il Cristo, Figlio di Dio, seconda persona della Trinità.

      • ADELINA scrive:

        Nel Padre Creatore e nello Spirito Santo Parola d’Amore !
        Il Cristiano non solo crede in Gesù Cristo, ma unito a Lui Risorto e Vivo , opera per mezzo di Lui nel mondo e fra i fratelli attraverso la Chiesa. Uniti a Lui come il tralcio alla vite formiamo un sol corpo e un’anima sola.

        • Sal scrive:

          @ Adelina
          “E’ questo che le rode, Sal, essere messo davanti alla sua triste realtà e per giunta da una donna! Chi dovrei smentire e che cosa? Un fiume di idiozie “

          Distinta Adelina, confesso che non mi rode nulla, sono però dispiaciuto che lei, pur definendosi “cristiana” – “come un tralcio unito alla vite”, – sostiene che si tratta di idiozie.
          Capisco che per lei come per tanti cattolici è preferibile credere a ciò che maggiormente soddisfa il suo cuore “insanguinato pieno d’amore”, ma la Scrittura non dice questo. Dice “La donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio” ( 1Tim 2.11-12)
          Legittimo che non le piaccia, ma si tratta di sapere fino a che punto “un cuore sanguinante pieno d’amore” è pronto a ubbidire alla Parola.

          Sal 49.20 “L’uomo terreno, quantunque in onore, che non comprende, In realtà è paragonabile alle bestie che sono state distrutte.”

          Provi a meditare oltre che essere un tralcio, magari quel tralcio è stato tagliato via.
          “ Non esultare sopra i rami. Se, però, esulti sopra di essi, non sei tu a portare la radice, ma la radice [porta] te. “ ( Rm 11.18)

          • ADELINA scrive:

            E’ deludente la sua risposta se consideriamo che ha impiegato più di 2 ore ad arrivare!
            Forse il suo compare anziano che gliele suggerisce era impegnato?
            Con suo grande disappunto devo ricordarle che la Sacra Scrittura nell’Antico e nuovo Testamento è ricchissima figure di donne che hanno compiuto la grandezza del Regno di Dio!
            “1 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio.”(1tim 2,11-12).
            Lei non è mio marito Sal!!!
            “non insuperbirti contro i rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.” (Rm 11,18)
            Le ricordo che è proprio la radice che voi TDG spudoratamente negate!
            La sua infinita superbia la porta a credere di essere superiore a tutto e a tutti ma io le dico:
            Non vi è posto per i superbi e gli orgogliosi nel Regno dei cieli!

          • ADELINA scrive:

            P.S.: Se inizia a STUDIARE seriamente LA BIBBIA DI GERUSALEMME forse potremmo intenderci meglio!
            STIA BENE!

  24. mauro scrive:

    Adelina cara,

    mediti:

    Siracide 26,14

    È un dono del Signore una donna silenziosa,
    non c’è compenso per una donna educata.

    • ADELINA scrive:

      FEBE, PRISCA, MARIA E GIUNIA, TRIFENA, TRIFOSA E PERSIDE,MADRE DI RUFO, PATROBA, GIULIA E LA SORELLA DI NEREO, EVODIA E SINTICHE, APPIA, LE 4 FIGLIE DEL DIACONO FILIPPO, LIDIA.
      Solo alcuni dei tanti nomi di sante donne che hanno fatto la storia della Chiesa primitiva insieme agli apostoli e ai discepoli….
      Si compri una Bibbia Sal!

    • ADELINA scrive:

      E’ un dono del Signore anche il ben dell’intelletto!

  25. Sal scrive:

    @ Adelina
    “Se inizia a STUDIARE seriamente LA BIBBIA DI GERUSALEMME forse potremmo intenderci meglio!”

    Distinta Adelina, credo che abbia capito male, non ho alcuna intenzione di studiare tanto meno con lei. Non ho nemmeno nessuna intenzione, né voglia, di intendermi con lei. Il blog è aperto a tutti contributi e io intendo commentare gli argomenti proposti dal dr. Tornielli. Lei faccia ciò che preferisce. Può contestare i miei commenti se crede o astenersi.
    Non faccio discepoli e non sono interessato a quelli che cercano un maestro. Di Maestro ce n’è solo Uno. Può rivolgersi a Lui se crede.
    So bene che nel regno dei cieli non vi è posto per i superbi, ma non sta a lei di decidere. Il Giudizio è affidato a Chi di dovere. Pur ringraziandola per la premura nei miei confronti, penso che farebbe meglio a pensare a quel silenzio che dovrebbe mantenere, anche see non sono, fortunatamente, suo marito invece di andare in cerca di compagnia con cui intendersi. Però non capisco perché lo fa se per lei sono “idiozie”.

    • ADELINA scrive:

      Desidero rassicurarla che la sua compagnia non è affatto piacevole nè rilassante e non è certo quanto di cui io vado in cerca!
      Come le dicevo qualche tempo fa, il suo delirio di onnipotenza non conosce limiti…

    • ADELINA scrive:

      CRISTO E LE DONNE
      1. Gesù si pronuncia contro la legge divorzista ebraica che era a solo vantaggio
      dell’uomo, e toglie così il diritto padronale del marito nei confronti della moglie,
      opponendosi a secoli di tradizione.
      2. Nell’ambiente giudaico per un rabbì era assolutamente disdicevole parlare in pubblico
      con una donna. Gesù si mostra libero da questi condizionamenti:
      - parla, accoglie, si fa lavare ed asciugare i piedi da una donna di strada;
      - un gruppo di donne segue stabilmente Gesù;
      - le donne sono le prime ad annunciare la resurrezione.
      3. Nella disputa tra i discepoli, in Marco 10, su chi è il più grande, Gesù afferma che,
      mentre i capi di questo mondo signoreggiano, tra i suoi discepoli il primo deve essere
      l’ultimo, come il Figlio dell’uomo che non è venuto per essere servito ma per servire.
      Caro il mio Sal, non basterà alle vostre gentili signore TDG il peregrinare porta a porta in lunghe gonne e camicette con le riviste SVEGLIATEVI, se non si faranno vere discepole del Maestro chinandosi sul fratello bisognoso e sofferente che chiede una “prova” dell’Amore di Dio!

      • Sal scrive:

        Se lo dice lei…..

        • ADELINA scrive:

          Lo dice la PAROLA DI DIO quella VERA!

          • Sal scrive:

            @ Adelina
            “Gesù si mostra libero da questi condizionamenti: – parla, accoglie, si fa lavare ed asciugare i piedi da una donna di strada;”

            E questo lei lo chiama “libero da condizionamenti” ?

            Vede che fa meglio a lasciar perdere !

          • minstrel scrive:

            si fa lavare ed asciugare i piedi da una donna di strada;”

            E questo lei lo chiama “libero da condizionamenti” ?

            Trova scritto per caso l’ordine perentorio di Gesù di lavargli i piedi?
            Già che cerca questo ordine, cerchi anche dove si trova scritto in uno qualsiasi dei libri della Bibbia quali sono i libri della Bibbia.

  26. mauro scrive:

    Già, perchè “si fa lavare i piedi” corrisponde a (come esempio):”si apprestarono a lavargli i piedi”, ovvero una richiesta corrisponde ad un atto spontaneo?
    Solo se cammina con le mani a terra ed i piedi in aria si arriva a crederlo, vedendo un mondo rovesciato.

  27. Sal scrive:

    @ Minstrel
    “Trova scritto per caso l’ordine perentorio di Gesù di lavargli i piedi?”

    Ha ragione sig. minstrel, non c’è l’ordine perentorio, ma se doveva opporsi “a secoli di tradizione” e “a toglie così il diritto padronale del marito nei confronti della moglie” avrebbe almeno dovuto rinunciare a farsi lavare, modificando la tradizione, insegnando che non era opportuno che la donna si umiliasse in quel modo, dovendo godere degli stessi diritti.
    In fondo fu lui a lavarli ai discepoli, avrebbe potuti farlo anche alla donna, per mostrare che poteva reclamare un più alto grado di libertà e indipendenza, andando oltre la tradizione, quella peraltro ancora in uso in Vaticano con le monache di clausura e le case magdalene. Non crede ?

    h**p://www.youtube.com/watch?v=6K5PbKX4O-I
    http://labuonastrada.wordpress.com/2012/02/12/la-testimonianza-sconvolgente-e-scioccante-della-sorella-charlotte-wells-ex-suora-di-clausura/

    • minstrel scrive:

      Seriamente:
      WASHING OF THE FEET
      The liturgical rite of the washing of the feet on Holy Thursday takes its inspiration from the Last Supper, where Jesus first washed the feet of his apostles and commanded them to do likewise (see Jn 13:4-14). As a liturgical
      rite for Holy Thursday it is first found in the canons of the 17th Synod of Toledo in Spain (694). Evidently, however, it was even older, for the synod recommends its restoration (C. J. von Hefele, Histoire des conciles d’après les documents originaux 3:586). It made its way to Rome by the 11th century; the pope washed the feet of 12 subdeacons at the end of the evening Mass on Holy Thursday. When the other Holy Thursday rites were moved to the morning hours during the 14th century, the Mandatum remained a separate service to be held in the afternoon. Pius XII’s Holy Week Ordinal places it during the evening Mass of the Lord’s Supper immediately after the Gospel and homily. It has remained in this position in the liturgical books promulgated in the wake of the Second Vatican Council. Accompanying the washing of feet is the beautiful hymn Ubi caritas et amor (‘‘Where
      charity and love prevails’’).
      Bibliography: N. M. HARING, ‘‘Historical Notes on the Interpretation of John 13:10,’’ Catholic Biblical Quarterly 13 (1951) 355–380. H. WEISS, ‘‘Foot Washing in the Johannine community,’’ Novum Testamentum 21 (1979), p. 298–325. S. M. SCHNEIDERS, ‘‘The Foot Washing (John 13:1–20): An Experiment in Hermeneutics,’’ Catholic Biblical Quarterly 43 (1981) 76–92. Abendmahl und Fusswaschung (Hamburg 1991) C. NIEMAND, Die Fusswaschungserzählung des Johannesevangeliums: Untersuchungen
      zu ihrer Entstehung und Überlieferung im Urchristentum (Rome 1993). J. C. THOMAS, Footwashing in John 13 and the Johannine Community (Sheffield, England 1991). P. JEFFERY, A New Commandment : Toward a Renewed Rite for the Washing of Feet (Collegeville, MN 1992). D. TRIPP, ‘‘Meanings of the Foot- Washing: John 13 and Oxyrhynchus Papyrus 840,’’ Expository
      Times 103 (1992) 237–239.

      and:
      “172    (i) Lavanda dei piedi ai discepoli (13,1-20). La prima sezione si divide in tre parti: l’azione di Gesù (w. 1-5) e due interpretazioni (w. 6-11.12-20). La seconda interpretazione generalizza l’azione, così da diventare un insegnamento per tutti i futuri discepoli di Gesù. 1*3. La narrazione inizia con una frase poco scorrevole che occupa tre versetti (cf. 6,22-24). I w. 1 e 3 sono affermazioni riassuntive nelle quali l’evangelista e forse un redattore posteriore hanno sintetizzato il significato della partenza di Gesù. Il Padre ha consegnato tutto al Figlio-rappresentante (3,35; 7,30.44; 10,28-29), sicché gli può portarli alla salvezza morendo per loro e mostrando con ciò il suo amore (10,17). Il riferimento al tradimento di Giuda può essere stato introdotto da 13,27 in una edizione successiva. 5. cominciò a lavare i piedi dei discepoli: Lavare i piedi era un segno di ospitalità (Gen 18,4; 1 Sam 25,41; Le 7,44). Lo potevano fare gli schiavi del padrone di casa quando si accoglieva in casa una persona importante come in Giuseppe e Aseneth 7,1. In T. Abr. 3,7-9 Abramo e Isacco lavano i piedi del loro visitatore angelico, Michele. 173    6-8. Pietro giustamente rifiuta quello che Gesù gli vuol fare perché egli non è un superiore a cui Gesù (che non ha nessun superiore tra gli umani) dovrebbe fare questo servizio in segno di rispetto. La risposta iniziale di Gesù ricorda al lettore giovanneo altri avvenimenti: il detto di Gesù sul Tempio o il suo ingresso in Gerusalemme, che i suoi discepoli non poterono capire fino a quando non «si ricordarono» di tutto ciò, dopo la morte e risurrezione (2,22; 12,16). 8. non avrai parte con me: L’ostinazione di Pietro si scontra con l’affermazione che lui non condividerà il «posto» che Gesù offre ai suoi discepoli (cf. 14,3; 17,24), se non si lascia lavare. 9. non solo i piedi ma anche le mani: Un letteralismo come questo è tipico dei fraintendimenti giovannei. L’evangelista ha collegato questo racconto con l’amore di Gesù per i suoi fino alla fine. L’azione di Gesù rappresenta il suo sacrificio imminente per i suoi discepoli. In linea con l’insistenza sulla soteriologia propria del vangelo, vediamo Gesù come mezzo di salvezza. Il v. 10 creava ovviamente difficoltà nell’antichità, visto che alcuni manoscritti omettono l’espressione «se non i piedi». Senza questa frase, parrebbe che Gesù citi un proverbio per dire che i discepoli sono sufficientemente puri (eccetto Giuda, il quale non «avrà parte con Gesù»). Il narratore a questo punto interviene per ricordare al lettore che Gesù sa che osa Giuda ha intenzione di fare. 174    14. anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri: Istruzioni sul dovere dei discepoli di seguire la strada mostrata da Gesù sono presenti anche nei sinottici (p. es., Me 10,42-45 par.). Le 22,24-30 collega la partecipazione dei discepoli al banchetto escatologico con la loro partecipazione al processo contro Gesù e alla loro disponibilità a seguire l’esempio di Gesù di essere servo (diakonos) 16. il servo non è più grande del suo padrone: Una variante giovannea del detto di Mt 10,24; Le 6,40. Dalla cristologia del vangelo, riprende il tema di colui che invia e di colui che è inviato. 17. sarete beati: A sottolineare la serietà dell’esortazione, viene aggiunto un macarismo.
      Pheme Perkins – Nuovo Commentario Biblico pag. 1274

      Le risparmio il world commentary e il Leon-Dofour.

      Queste sono le cose che di solito utilizziamo noi per approfondire un aspetto della Scrittura prima di parlare e dare aria alla bocca. Mi aspetto una bibliografia almeno pari in coda ad ogni suo commento esegetico in modo per lo meno da comprenderne metodologia e possibilità storica. Le ricordo che la rivista “Torre di Guardia” è scientificamente nulla per tutti coloro che vogliono approfondire criticamente le scritture. Quelle poche paginette infatti non seguono nemmeno un parametro dei minimi consentiti da una pubblicazione definibile scientifica: zero fonti, bibliografia inesistente, citazioni tagliate ad hoc, articoli anonimi e altre belle amenità.
      Quando vuole, buona giornata.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        Ricorda che le avevo detto che dovrebbe commentare ciò che la Scrittura suggerisce a lei, non quello che i tromboni riportano per essere ripetuti dai trombini ?
        E’ ritornato a cecio !

        • minstrel scrive:

          E ricorda che io le ho detto che questo metodo è fondamentalismo relativista puro che tradisce in pieno lo spirito di OGNI scritto che legge? Si è mai chiesto perché a scuola si insegna la letteratura italiana? Eppure… basterebbe leggere una poesia di Leopardi per capirla no? E perché ci fracassano i maroni con bibliografie sterminate prima di avviare la declamazione de “l’infinito”?

          Probabilmente questo modo di procedere allo studio del poeta italiano le sembrerà sbagliato. Calcolando che è il consueto modo odierno di procedere alla lettura razionale e logica di qualsiasi scritto, in qualsiasi parte del mondo, questo dovrebbe (condizionale d’obbligo) farla almeno riflettere su quanto è lei schiavo del suo non procedere oltre quello che implicitamente e involontariamente ha imparato – e che si ostina a non voler più mettere in discussione nonostante le evidenze scientifiche, storiche e razionali.
          Buona prigione a tutti!

          • Sal scrive:

            @ minstrel
            Quando va al cinema, e le domandassi un giudizio sul film visto,, mica vuol dire che mi deve ripetere la critica cinematografica fatta da qualche giornalista pseudo esperto ogni volta no ?

          • Sal scrive:

            ” Gesù chiese ai suoi discepoli: “Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo?”  Essi dissero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti”.  Egli disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia? (Mt16.13-15)

          • minstrel scrive:

            No naturalmente, poiché avendo letto molti libri di critica, di teoria del cinema, di filosofia del cinema e avendo aiutato un amico a scrivere la sua tesi su Tsukamoto ritengo di avere una buona competenza per chiarire la mia posizione all’interno di un SERIO panorama di storia del Cinema. Ma questo non mi esenta dal leggere eventuali critici e quindi criticarli, CON SENNO e con precisa consapevolezza, a mia volta.
            Celeberrima la discussione che ebbi dopo lo straordinario INLAND EMPIRE di Lynch: per 3 ore di film, 4 ore di discussione fra una birra trappista e l’altra. Che meraviglia di serata!

            Questa cosa invece, ad esempio, non posso farlo con il balletto del quale sono immenso ignorante.
            E questa cosa tendo a non farla con le scritture che sono immensamente più importanti di qualsiasi balletto o film, scritture delle quali non mi sento ancora totalmente ferrato per intraprendere un mio studio personale con metodologia chiara e senza errori storici.

          • minstrel scrive:

            “Ma voi, chi dite che io sia?”

            Tu sei il Cristo, il figlio del Dio Vivente, e perdona se puoi chi non crede a questo poiché non sa quello che fa (e che si perde).

        • ADELINA scrive:

          16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

  28. mauro scrive:

    Adelina cara,

    vorrei farle presente che Gesu’ in Mt 5 dice che l’uomo che lascia la moglie la espone all’adulterio, tranne il caso di concubinato ed inoltre chi sposa una moglie lasciata commette adulterio.
    Mt 19 che se l’uomo lascia la moglie e ne sposa un’altra commette adulterio, tranne il caso di concubinato.
    Il concubinato era regolato da diritti antichi come istituto socialmente riconosciuto, quindi l’uomo, oltre la moglie, poteva avere sia in casa che altrove un’altra donna economicamente a suo carico.
    Non le sembra che Gesu’ favorisse il libero amore dell’uomo al di fuori del matrimonio? Non le sembra che Gesu’ privilegiasse l’uomo e fosse per lui prodigo di consigli e lasciasse la donna sola tanto da non potersi risposare in quanto il nuovo marito sarebbe diventato adultero?
    Gesu’ era forse contro la legge divorzista se l’uomo poteva sposare una donna non lasciata da altri od addirittura una concubina?

    • minstrel scrive:

      Le fonti?!

      • mauro scrive:

        Ha perso gli occhiali?

        • minstrel scrive:

          No, è lei che ha perso un’occasione.

          • mauro scrive:

            allora vuol proprio dire che gli occhiali non li ha mai avuti ed è cieco come una talpa. Sono li scritte le fonti.
            Si svegli che è ora! Quando sarà sera sarà troppo tardi.

          • minstrel scrive:

            Una bibliografia sterminata infatti… le farei preente che le fonti bibliografiche NON corrispondono all’oggettto di studio.

          • mauro scrive:

            E’ del tutto evidente che le fonti non siano le fonti bibliografiche (gli antecedenti letterarî di un autore o di una sua opera, cioè l’insieme dei testi e anche delle tradizioni e delle influenze che fanno parte dell’esperienza di un autore, e da cui egli ha tratto materia o ispirazione per la propria opera, attraverso una personale assimilazione, trasformazione ed elaborazione) così come i riferimenti bibliografici non siano le fonti bibliografiche.

            Lei ha chiesto le fonti e come recita l’enciclopedia Treccani:Principio, origine, ciò da cui qualche cosa emana o proviene direttamente, quindi la fonte è Matteo ed i riferimenti sono quelli che ho scritto.

            La seconda evidenza è che, come ho già avuto modo di scriverle, non sa cosa vi sia scritto nel Vangelo della Chiesa Cattolica, con tanto di imprimatur della stessa e non sia adatto a proporne una critica di qualsiasi genere.

          • minstrel scrive:

            Oh my… mi spiego meglio. Lei scrive:
            “Il concubinato era regolato da diritti antichi e blablabla” al che se uno chiede le fonti si ritiene norma che chieda dove queste informazioni sono state da lei reperite e quindi eventualmente una bibliografia dove ritracciarle e controllarle.

            Naturalmente si può anche credere sulla fiducia, ma la fiducia va conquistata.

          • mauro scrive:

            Allora proprio la testa le va da un’altra parte!
            Primo: ha chiesto le fonti, e c’rano, poi scrive che voleva le fonti bibliografiche, che non sono i riferimenti bibliografici, poi che si riferiva, non proponendolo in alcun modo, al concubinato per essere regolato nell’antichità da leggi.
            L’ha risposta l’ha sempre avuta: è Gesu’ che lo dice in Matteo. Non vorrà anche farlo passare per falso!

          • minstrel scrive:

            Non faccia confusione della semplicità. Mi ha capito benissimo, tant’è che non mi ha risposto.
            Le fonti?

  29. P.Danilo scrive:

    Per Reginaldus: studi biblici recenti e seri (non come quelli dei protestanti per intenderci) sostengono che: è volontà di nostro Signore Gesù Cristo che i sacerdoti, che lo devono vicariare nel sacrificio consecratorio, siano celibi e casti. Si tratta di leggere il modo attento e preciso il testo greco dei Vangeli, ricompitandolo in altro modo. Di recente anche un teologo cattolico è arrivato alla stessa conclusione.
    La consuetudine presente nella Chiesa orientale di ordinare uomini sposati è una “dispensazione” (umana?) che si sono presi a partire, mi pare, dal 640. Che nei primi secoli del cristianesimo, in alcune Chiese locali, ci siano stati dei preti sposati è anche vero; per esempio San Patrizio era figlio di un diacono sposato e nipote di un presbitero sposato. Lui però scelse il celibato, diventò monaco e vescovo. Spesso si sente dire che gli apostoli erano tutti sposati, non è affatto vero, i vangeli non lo dicono, parlano solo della suocera di Pietro, ma non parlano di una moglie. Infine, l’obbligo del celibato non c’entra nulla con la scarsità delle vocazioni: la scarsità è dovuta piuttosto allo spirito del mondo che è entrato e penetrato nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle menti e finanche nel sacrario delle nostre coscienze.

    • MANUEL2012 scrive:

      interessante…
      Mi daresti delle indicazioni più precise, soprattutto a riguardo della prima parte delle tue affermazioni? Quale sarebbe il testo greco al quale ti riferisci? Da quanto ne so il problema della primitiva comunità cristiana non era quello del matrimonio dei presbiteri ma quello del nicolaismo. I testi di San Paolo sono inequivocabili: il vescovo “deve” essere sposato (una sola volta ecc ecc)
      D’altra parte anche il modo di comportarsi del magistero non è univoco in quanto si ammette il matrimonio dei preti cattolici di rito orientale ed addirittura quello dei preti anglicani che decidono di diventare cattolici
      Grazie in anticipo

    • Eremita scrive:

      Non voglio entrare nella polemica sul tema, ma non riesco a capire, P. Danilo, questa sua frase: “…i vangeli non lo dicono, parlano solo della suocera di Pietro, ma non parlano di una moglie “. Ma Pietro era proprio un masochista, tenersi la suocera e privarsi della moglie! Forse era vedovo, divorziato, o che altro? Mi disveli il mistero di quella sua frase, La prego.

    • Sal scrive:

      @ P.Danilo
      “è volontà di nostro Signore Gesù Cristo che i sacerdoti, che lo devono vicariare nel sacrificio consecratorio, siano celibi e casti.”

      <i<“La consuetudine presente nella Chiesa orientale di ordinare uomini sposati è una “dispensazione” (umana?) che si sono presi a partire, mi pare, dal 640”

      Allora sono ribelli disubbidienti ?

      • ADELINA scrive:

        8 ottobre 2011 – L’era dei falsi profeti inviati da Satana.
        POSTED BY MESSAGGI DA GESU CRISTO ⋅ GENNAIO 4, 2013
        ARCHIVIATO IN FALSO PROFETA, VEGGENTI
        Mia amata figlia prediletta, come i Miei autentici veggenti avanzano nel mondo, così faranno anche i falsi veggenti. Li conoscerete scrutando attentamente i loro messaggi dati al mondo. Poiché da qualche parte dentro di voi, troverete che i Miei insegnamenti e la verità contenuta nella Sacra Bibbia, sono stati alterati. Questi mentitori sono così astuti che solo chi ha una vera conoscenza delle Sacre Scritture riuscirà ad individuarli.

        Fate attenzione al livore che tali veggenti creano tra i loro seguaci quando lottano, dividono e frammentano le famiglie. Le venerazioni che sorgono dal lavoro di tali veggenti, inonderanno il mondo per indurre confusione ed ansia tra coloro che ci credono. Dovunque ci sia la Mia Santa Parola, troverete amore.

        I Miei messaggi generano amore ed armonia, e non mancheranno di contagiare le vostre anime.

        I Miei messaggi, anche se talvolta duri e drammatici, diranno sempre la Verità, figli Miei, per amore.

        I falsi veggenti daranno messaggi che non sono facili da leggere o da capire. La loro facciata mostrerà autorità e creerà un sentimento di amore. Tuttavia non porteranno pace nell’anima. Tali veggenti, molti dei quali non sono di Dio, prima vi sedurranno, poi vi controlleranno fino a risucchiarvi in un letto di bugie e inganni.

        Satana e il suo esercito influenzeranno tali falsi visionari e veggenti. Egli può anche attaccare i veri veggenti quando li incoraggia ad allontanarsi da Me confusi. Vi esorto, figli, a stare in guardia in ogni momento.

        Denunciate in ogni modo i messaggi che contraddicono i Miei insegnamenti, poiché potete essere certi che sono falsi.

        Io parlo solo attraverso un numero selezionato di autentici visionari e veggenti nel mondo di oggi. Ce ne sono meno di 20, e sono meno di quanto si pensi. Ad ognuno di loro è stato dato un ruolo diverso, ma la Mia Voce e le Mie istruzioni avranno un tono di familiarità che potrete riconoscere. I loro messaggi hanno uno scopo. Essi mirano tutti ad incoraggiarvi a preparare le vostre anime.

        Voltate le spalle a coloro che si definiscono visionari e veggenti che sembrano strani o che incoraggiano i loro seguaci a intraprendere azioni che non comportano l’amore del prossimo.

        Osservate ora, perché questa è l’era in cui il falso profeta si farà conoscere in tutto il mondo a breve. Così è anche l’epoca della moltitudine di falsi profeti inviati dall’Ingannatore nel mondo per creare confusione e un buio nell’anima.

        Il tuo amato Gesù

    • Reginaldus scrive:

      padre Danilo, sono d’accordissimo, lo dica anche al papa ormai emerito, che mediti su quello che ha scritto nel 1970!…

      • gibici scrive:

        Caro Reginaldus,
        mi scusera’ se torno solo ora sul tema delle tre religioni cd abramitiche. Il termine continuita’ non e’ forse il piu’ adatto per parlare dei rapporti tra queste religioni dopo che e’ nata la discussione sull’ermeneutica della continuita’ relativa al Vaticano II. Infatti, se e’ in discussione la continuita’ all’interno del cattolicesimo, figuriamoci se puo’ essere trovata tra tradizioni religiose complesse come le tre che ci interessano.

        Percio’ senza voler insistere sul termine continuita’ e sulla sua definizione, cerchero’ di far intendere cio’ a cui mi riferisco facendo ricorso, per l’ebraismo in primo luogo, al dato storico sempre piu’ emergente che la prima chiesa cristiana era ebraica, frequentava il tempio e non si considerava certo una nuova religione. Paolo nella sua polemica non negava tutto questo, ma sottolineava che la morte e resurrezione di Gesu’ aveva aperto una nuova dimensione salvifica radicale, ben al di la’ delle diverse interpretazioni degli ebrei dell’epoca (salvezza attraverso l’osservanza della legge, dei sacrifici del tempio, dell’appartenenza al popolo ebraico, della liberazione dai romani …) e che questa dimensione rendeva inutili le altre formule per i convertiti dal paganesimo (non pero’ per gli ebrei battezzati). Questa posizione venne infine accettata dalla Chiesa ufficiale che poco dopo, con la guerra giudaica, cesso di essere “ebrea” e divento’ rapidamente quella nata tra i gentili. I Vangeli scritti probabilmente in questo secondo tempo che cosa vogliono significare con la rottura del velo del tempio? Certamente la rivelazione completa della redenzione, forse anche l’anticipazione della distruzione del tempio, ormai inutile per l’esperienza ex post, rimpiazzato dal nuovo tempio di salvezza, il Cristo risorto.
        Gesu’, come gli antichi profeti, il Battista e altri ebrei suoi contemporanei, criticava le deviazioni della religiosita’ ebraica, non il suo spirito che anzi richiamava nella sua purezza e approfondiva.
        Per l’Islam inizio citando la considerazione del non sospetto san Bellarmino a proposito della salvezza dei protestanti che morivano fuori della Chiesa cattolica. Li paragonava ai catecumeni che morivano prima di aver concluso il catecumenato ed erano considerati salvi. Come i catecumeni i protestanti avevano appreso e creduto molte verita’ del cristianesimo, ma erano morti senza averle conosciute e credute espressamente tutte.
        Non c’e’ dubbio che Maometto volesse predicare la religione ebraico-cristiana senza se e senza ma. Le sue fonti erano non canoniche, ma il suo monoteismo era adamantino e la sua morale riprendeva la sostanza della legge mosaica. Purtroppo accoglieva anche le primitive limitazioni della religione ebraica (poligamia, guerra santa ecc.), che pero’ in parte sono oggi superate. Per questo dicevo che la continuita’ tra queste religioni non e’ inferiore a quella che esiste all’interno della religione ebraica, della quale noi accettiamo i testi sacri.

        Sono d’accordo con le sue considerazioni sul celibato, non con i suoi timori di secondi fini in Ratzinger.

        • Reginaldus scrive:

          Caro gibici,

          torno a ripetere che l’unica continuità che esiste tra ‘religione ebraica’ e ‘religione cristiana’ è nel compimento/avveramento di quella in questa. Ai Giudei che non credono in Lui Gesù dice: Mosé stesso vi condanna : se credeste in Lui credereste in me, perché di me lui ha scritto….


          la “prima chiesa cristiana era ebraica”? No, “la prima Chiesa cristiana” era… cristiana: perché in Cristo vedeva il compimento delle profezie e della legge. Pregavano nel Tempio? Certo, anche Cristo vi pregava: perché lì era la presenza di Dio, il Dio che si manifestava in Cristo Signore…Ma verrà presto il momento, secondo quanto annunciato, che quel tempio non sarà più il luogo dove si adorerà più il Padre … San Paolo? San Paolo dice esattamente e con forza le stesse cose , rischiando fortemente la vita, tanto che i suoi nemici faranno voto con giuramento esecratorio di non toccare cibo fino a che non lo abbiano ucciso …( At 13;.23; Gal….)

          - I Vangeli scritti dopo la guerra giudaica??? Mi dice dove trova un segno nei vangeli che sia come un’ eco di quella immane tragedia per il popolo ebraico che fu la distruzione del Tempio? E come spiegare gli infiniti aramaicismi che sottendono al testo greco se i vangeli furono scritti post dispersione da guerra giudaica, per una chiesa che non era più di appartenenza esclusiva giudaica???

          - le sarei grato se mi dicesse dove san Bellarmino dice quelle cose sui protestanti che lei vuole applicare anche ai maomettani ( questo è il temine che usa san bellarmino, riferendosi ai seguaci della ‘ maomettana’…). ( Fermo che Dio trova le sue vie per la salvezza di tutti…)

          Ma andiamo con ordine…

          Sui Maomettani e in primis sul loro Maometto, nel catechismo di san Roberto Bellarmino leggo:

          “Quante cose ha la legge dell’impurissimo Maometto, che ripugnano alla manifestissima ragione e all’onestà dei costumi! La legge di Maometto, come si può rilevare dal libro di S. Giovanni Damasceno intorno alle cento eresie, non è altro che un mostro orrendo, deforme, smisurato, fuso insieme di molte eresie e superstizioni. Dai Giudei ha l’orrore per la carne di maiale, la moltitudine delle mogli, il divorzio, la circoncisione, i frequentissimi lavacri. Dagli eretici Ariani ha, che il Verbo di Dio non è figlio né consustanziale al Padre, ma creato e schiavo. Dai Nestoriani, che Cristo Signore è nato sì da una Vergine, ma che è solo uomo, e non anche Dio. Dai Manichei, che Cristo né ha patito, né è morto: e che bisogna astenersi sempre dal vino. Da Aristippo e da Epicuro ha, che la più grande beatitudine è riposta nella amenità dei giardini, nella moltitudine delle mogli, nel mangiare e nel bere e negli altri piaceri del corpo. I Maomettani praticano sì religiosamente il digiuno: ma dalla levata al tramonto del sole. Di notte, quando non c’è pericolo d’esser visti neppure dal sole, né d’essere accusati dinanzi al loro dio della inosservanza del digiuno, hanno libertà di mangiare e bere a crepapelle…”
          Credo che ciò basti, nei riguardi di quest’uomo che nella NOVA CHIESA CATTOLICA lo si colloca ormai sul piano dei Padri della chiesa…

          Sui protestanti e sugli eretici in generale , sempre in san roberto bellarmino, catechismo, trovo qualificazioni come: pazzi… perfidi…stolti e ridicoli… guerrafondai e sediziosi… scellerati …assassini . Come catecumeni non c’ è male!

          (mi scusi la dimensione della risposta, ma non ho potuto fare altrimenti, vista la posta in gioco…)

          • Sal scrive:

            @ Reginaldus
            Distinto Reginaldus, con rispetto e simpatia, mi permetta qualche piccola osservazione.
            Lei dice :“la “prima chiesa cristiana era ebraica”? No, “la prima Chiesa cristiana” era… cristiana..”
            La prima chiesa è stata formata da giudei(ebrei) che erano chiamati “seguaci della via” Senza capi o riti formali. (Una fratellanza tribale)
            “Ma Saulo,… gli chiese lettere .. affinché se avesse trovato degli appartenenti alla Via, “ (Atti 9.1-2) e lei sa meglio di me che chiesa è la “comunità, associazione” che accettava Josha di Nazaret quale Messia come profetizzato ( compimento delle promesse).

            Poi aggiunge: “Cristo prega nel tempio ? Certo !” Credo che non sia così sig. Reginaldus : “ E di giorno insegnava nel tempio, ma di notte usciva e restava sul monte chiamato monte degli Ulivi. E tutto il popolo veniva di buon mattino da lui nel tempio per udirlo” (Lc 21.37-38)
            ”Inoltre, insegnava quotidianamente nel tempio… congedate le folle, salì tutto solo sul monte a pregare. Benché si facesse tardi, egli era là solo.” ( Lc 19.47; Mt 14.23)

            Poi aggiunge : “perché lì era la presenza di Dio, il Dio che si manifestava in Cristo Signore”
            Credo che anche in questo ci sia da dire che la presenza del Signore nel tempio era caratterizzata dalla presenza della luce scekinah
            “E devi porre il coperchio sull’Arca, e nell’Arca porrai la testimonianza che ti darò. E lì per certo mi presenterò a te e ti parlerò di sopra il coperchio, di fra i due cherubini che sono sull’arca della testimonianza, sì, di tutto ciò che ti comanderò per i figli d’Israele.” ( Eso 25.21-22)
            ”Ora, ogni volta che Mosè entrava nella tenda di adunanza per parlare con lui, udiva quindi la voce che conversava con lui di sopra il coperchio che era sull’arca della testimonianza, di fra i due cherubini; e gli parlava.( Num 7.89 v. sl 99.1-16; 80.1) Sopra il coperchio c’era una lampada alimentata da olio sacro – la “Luce Shekinàh” controlli su Wikipedia per la spiegazione e i significati.
            http://it.wikipedia.org/wiki/Shekhinah
            Stia bene

          • Reginaldus scrive:

            per dirla in breve, la continuità è nello spirito, non nelle forme esteriori. Un monoteismo alla Maometto ( e degli ebrei talmudici ) non è definibile adamantino ma semplicemente assurdo: che ci fa su in cielo un dio uni-personale? Senza relazioni alla pari, senza amore ( “Dio ama solo se stesso” dice infatti san Tommaso dìA., e qui è la fonte del Dio vero, il Dio Trinità di Persone e unità di Natura )… lì divertirsi a rapportarsi con NOI?!? A controllare i nostri cibi e le nostre donne ??? Ridicolo, altro che adamantino…( e se il loro monoteismo è adamantino – puro e duro come il diamante – il nostro cosa sarà, di poltiglia????). La continuità e contiguità c’ è solo nell’errore: non ci può essere nulla di buono dove c’è presenza di cattivo: bonum ex integra causa, malum ex quocqunque defectu…una grande massima davvero ( provi a commercializzare delle mele bellissime all’aspetto ma con vermetto che le abiti….)

          • gibici scrive:

            Caro Reginaldus,
            la citazione del Bellarmino l’ho presa da Owen Chadwick, The Reformation, Penguin Books, p.369. Nella stessa pagina Chadwick aggiunge che queste considerazioni “ireniche” non erano le prevalenti nel clima dell’epoca, come dimostrano le citazioni che Lei fa a proposita di protestanti e musulmani.
            Ma un conto e’ la polemica ed altro le valutazioni “sine ira”, che non mi sembrano intaccate dalla prima.
            La ebraicita’ della prima chiesa di Gerusalemme mi sembra ormai una conclusione condivisa e innegabile. Non ho la possibilita’ di seguire le pubblicazioni in italiano. In inglese posso indicare un breve saggio di Tatha Wiley, Encountering Paul. Understanding the Man and His Message del 2010 con le indicazioni bibliografiche (vedere su Amazon anche della stessa: Original Sin. Origins, Developments, Contemporary Meanings del 2002).
            Sulla datazione dei vangeli probabilmente Lei si riferisce agli studi di Carmignac che tende ad anticiparne la datazione per via dei semitismi. Non sarei contrario, ma non mi sembra provato e non e’ comunque un elemento essenziale nel discorso della relazione tra ebraismo e cristianesimo.
            “Malum ex quocumque defectu”: Lei si fa trasportare dalla polemica perche’ secondo la Sua interpretazione della massima tutta la storia della salvezza sarebbe un male per la presenza del peccato. E’ vero che
            la massima potrebbe essere interpretata in modo da non condannare la storia della salvezza, ma allora Lei non potrebbe utilizzarla.

  30. Sal scrive:

    @ minstrel
    “E questa cosa tendo a non farla con le scritture che sono immensamente più importanti di qualsiasi balletto o film, scritture delle quali non mi sento ancora totalmente ferrato per intraprendere un mio studio personale con metodologia chiara e senza errori storici.”

    Ma come non sono false perché non ci sono gli originali ?
    A parte le battute,
    “Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma ora che son divenuto uomo, ho eliminato i [tratti] del bambino.” ( 1 Cor 13.11)
    Si comincia sempre leggendo poi si cresce. Nessuno è nato “imparato” ma se si limita a ripetere le esegesi degli esegeti…. Si rimane trombini del trombini. Perché vuole rimanere trombino ripetitore ? La metodologia chiara e senza errori storici non è mica vietata. Ma quando il Testo le dice una cosa contraria all’esegesi comune, ch acetterà di seguire ?

    • minstrel scrive:

      Ma come non sono false perché non ci sono gli originali ?

      Assolutamente no. Sono false se è falsa la CHiesa che li ha attestati come veri, POICHE’ gli originali non esistono. La capisce la differenza?

      Si comincia sempre leggendo poi si cresce.

      Il suo discorso, spero se ne accorga, presuppone che si arrivi ad un punto in cui poi si smette. E di leggere. E di crescere. Mi perdoni, da eterno studente (nonché maestro in alcuni campi), non lo accetto.

      ma se si limita a ripetere le esegesi degli esegeti…. Si rimane trombini del trombini.

      Lei avrebbe ragione se mi conoscesse totalmente e non per solo quello che scrivo qui e soprattutto per come rispondo a lei. A lei non rispondo io perché è inutile rispondere con metodologia rigorosa a chi la metodologia non sa cosa sia e pertanto non può applicarla. Si è tentato di spiegargli la metodologia, invano. E allora le posto studiosi -con tanto di bibliografia – in modo che capisca come siamo abituati a leggere, studiare, confrontarci e discutere e quindi si renda conto dei motivi per i quali leggendo i suoi commenti spesso non possiamo che alzare le braccia e dire: “che devo farci? Signore pensaci tu!”.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “Assolutamente no. Sono false se è falsa la CHiesa che li ha attestati come veri, POICHE’ gli originali non esistono. La capisce la differenza?”

        Certo che capisco la differenza e convengo sulla logicità del suo ragionamento. La questione è che nessuno può affermare se quegli scritti sono o non sono la parola di Dio, se sono autentici o da rigettare, se i consigli e gli episodi lì scritti sono da accettarsi o da rifiutarsi. Nessuno lo può stabilire eccetto il singolo studente che li esamina e potrebbe accettarli anche solo in parte o rigettarli in toto. Per questo si chiama fede.

        Il mio punto è che non c’è nessun magistero, nessuna approvazione o critica, ma ciascuno può e deve decidere solo personalmente, in un rapporto spirituale tra il libro e sé stesso. Questo porta alla negazione dei dogmi, del magistero, della gerarchia, della casta, dell’autorità. Ciascuno diventa autorità per sè stesso, con la responsabilità che questa autonomia e indipendenza comportano. Per questo non ci sono capi ma c’è libertà, non c’è religione organizzata ma c’è libertà dalla legge con l’instaurazione della legge del cuore. Perché sarà una scelta di cuore, nella consapevolezza maturata dall’esame dei principi espressi nel Testo, che ciascuno accetta o rifiuta in base alle proprie capacità e alle proprie caratteristiche che preferirà certi aspetti rispetto ad altri facendo risaltare le sue personali caratteristiche piuttosto che divenire una marionetta che si agita a comando secondo il volere di chi tira i fili. Così col tempo arriva la crescita e la maturità.
        “Ognuno ci stimi come subordinati di Cristo ed economi dei sacri segreti di Dio. Inoltre, in questo caso, ciò che si richiede dagli economi è che uno sia trovato fedele.(1Cor 4.1-2)

        Che differenza c’è tra leggere un libro qualsiasi cominciando dalla prefazione o leggendo la prefazione alla fine ? E’ un po’ la stessa cosa !

        “quindi si renda conto dei motivi per i quali leggendo i suoi commenti spesso non possiamo che alzare le braccia e dire: “che devo farci? Signore pensaci tu!”.”

        Per es. Paolo di Samosata, adozionista, (ca. 200 – ca. 275) fu vescovo di Antiochia di Siria dal 260 al 272 …”Contro le sue idee furono tenuti vari sinodi, probabilmente tre, tra il 264 ed il 268. i vescovi riuniti nel primo concilio per giudicarlo innocente. In seguito, fu convocato un secondo sinodo che lo condannò.” – Wikipedia E’ sempre questione di mode o di convenienze.
        Anche il celibato benché stabilito e approvato dal concilio di Trento sembra essere alla sua fine, anzi per altre confessioni cattoliche orientali è già finito. Perché la differenza ?

        • minstrel scrive:

          eccetto il singolo studente che li esamina e potrebbe accettarli anche solo in parte o rigettarli in toto. Per questo si chiama fede.

          Finalmente! Ecco una confutazione alla mia tesi! Bene Sal, allora conviene con me che lo “studente” di cui parla è l’unico possibile infallibile? E’ l’unico a possedere la sua verità? L’unico che può accedere alla sua strada attraverso i suoi errori?
          Questo è lecito, solo attenzione che lei in questo modo sta procedendo in modo relativistico (con tutti i limiti del relativismo!), fondamentalista (poiché si ritiene strumento di un Dio costruito sulla sua figura) e illogico (poiché ritiene che l’uomo sia infallibile).

          No Sal, la risposta alla sua domanda è che il Papa non è infallibile in quanto uomo.
          Comunque un passo avanti! E di questo voglio ringraziarla.

          • Sal scrive:

            “conviene con me che lo “studente” di cui parla è l’unico possibile infallibile? E’ l’unico a possedere la sua verità? L’unico che può accedere alla sua strada attraverso i suoi errori?
            Convengo e confermo.

            Ricambio ! Anch’io ringrazio lei !

          • minstrel scrive:

            La abbraccio; e spero che presto Dio mi offra la possibilità di un dialogo sulla “stessa frequenza”, come questo, con mauro.

        • minstrel scrive:

          Infine questo

          Per questo si chiama fede.

          e avendolo ben compreso per questo mi sono espresso dicendo che non voglio far perdere la fede a nessuno. Mi ha detto che non è possibile, io dico “speriamo” e le auguro un buon cammino sulla strada dell’unica verità possibile.

  31. Reginaldus scrive:

    che fortuna alla CHIESA-NOVA: tra poco avrà due papi, uno emerito e uno vigente, e soprattutto due santità, una sul monte e una a Palazzo! E due bianco-vestiti..( qaulcuno potrebbe spavetarsi a vederene girare uno di notte….).E non si venga a dire che tutto ciò ha dei precedenti… La storia della Chiesa ha sì conosciuto momenti drammatici, ma mai PAGLIACCIATE del genere!

    • macv scrive:

      questo non è vero Reginaldus, ammetterai che la Chiesa di cui tu sei seguace come sedevacantista ( che arriva forse fino a Pio IX???? ) ne ha visto di situazioni pagliaccesche e molte: papi e antipapi e papesse.. papi messi su colle armi dalle fazioni armati, papi buttati giù colle stesse armi, insomma situazioni tali che quella di oggi è oltremodo “soft”. per cui caro Reginaldus o uno non crede nella santità della Chiesa e del papato in TUTTA la storia o se ci crede, nella santità della Chiesa e del papato, non può fare lo scandalizzato solo oggi…. se tu fossi stato presente a certe scene storiche , tipo lo schiaffo di Agnani di Bonifacio VIII, o le orge in Vaticano che organizzava il Papa Borgia che avresti detto o fatto?? per cui , calmiamoci, la storia è la storia e quello che è oltre la storia cioè la dimensione meta-storica e meta-fisica sono due piani diversi: la Chiesa di Cristo è la sposa di Cristo santa e immacolata nella dimensione meta-storica e spirituale, purtropo nella dimensione storica è spesso vittima di pagliacciate..ma anche nel passato è stato così e anche peggio!!!!.

      • Reginaldus scrive:

        scene pagliaccesche no, tragiche sì…Lo schiaffo di Anagni , le orgie di Alessandro VI, i ‘pontificati’ di Benedetto IX, lo scisma d’occidente ( le papesse sono favole, mi meraviglio della sua citazione…. ), sono tragedie nella storia della Chiesa, non sono pagliacciate ( sempre ammesso – e non concesso – che questa ultima scena appartenga alla storia della [vera ] Chiesa… Credere nella santità della Chiesa non significa credere nella santità dei papi ( che significa “ santità del papato”??? certo che l’istituzione del PAPATO è santa!!!), veri o presunti, perché quando non santi – o disgraziati – non appartengono all’anima della Chiesa, che rimane immune da sconcezze di peccato e santa e santificatrice in se stessa, come il Cristo suo Sposo…

      • Sal scrive:

        Peccato che la chiesa di Cristo è sconosciuta…..
        “Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo? Felice quello schiavo se il suo signore, arrivando, lo troverà a fare così! Veramente vi dico: Lo costituirà sopra tutti i suoi averi.” ( Mt 24.45)

        Chiunque può invocare per sè il privilegio o l’onere. Il punto sarà stabilire se “il suo Signore” approverà o meno.

        “E uno prende questo onore non da sé, ma solo quando è chiamato da Dio, come [lo fu] anche Aaronne. E così il Cristo non glorificò se stesso divenendo sommo sacerdote, ma [fu glorificato da colui] che disse a suo riguardo” ( Ebr 5.4-5)

      • Reginaldus scrive:

        caro macv, io cito spesso la Pascendi, anche in questo ‘thread’ ( si dice così???), e la Pascendi essendo di SanPio X, onestà vuole che mi si dia credito di credere papalmente almeno fino a…. San Pio X (già ci spostiamo avnti di una 30-ina d’anni)!

    • peccatore scrive:

      Reginaldus, quando ti sarai tolto il nasone rosso, il bianco dalla faccia, e la maglia a righe sotto le bretelle, oltre all’orribile papillon e le mutandone a righe colorate, suonati il triplice fischio e vai a dormire… per oggi hai fatto ridere abbastanza!

      http://www.valledeilaghi.it/cms/mambots/content/multithumb/images/b.600.600.0.0.stories.attualita.200902.pagliaccio_4.jpg

      • Reginaldus scrive:

        peccatore, come replica la sua è simpatica e carina: se è fondata, vorrà dire che pagliacci siamo in due, io e il Dimissionario in questione…– lei no, lei è un povero peccatore, non fa nemmeno ridere!!!

  32. Lia Orsenigo scrive:

    Uno dei grandi vantaggi del plurisecolare ed ostinato silenzio di Dio è che gli uomini possono farGli dire ciò che essi vogliono : tanto un ingresso quanto una uscita possono essere attribuiti alla volontà di un Dio sempre silenzioso. Grande comodità!

    Saluto,poi, con immenso piacere la rinuncia al conclave di personaggi equivoci e discussi come certi cardinali inquisiti : questa è una grande vittoria dell’informazione e della spinta all’onestà delle coscienze laiche. E’ sotto la loro pressione,infatti, che la chiesa è costretta a prendere decisioni ispirati alla decenza.
    Chissà per quanti secoli, invece, cardinali corrotti hanno potuto partecipare liberamente ai conclave, quando la gente non era informata e nulla poteva sapere delle turpitudini interne al vaticano.
    L.O.

    • Sal scrive:

      Splendida osservazione. Grazie.
      UN saluto

    • ADELINA scrive:

      Dio non tace affatto cara Lia, solo le anime abbrutite dal proprio IO ONNIPOTENTE non sono in grado di ascoltarne la voce!

      • Simone 2 scrive:

        @Adelina.
        E allora vuol dire che tutti i sacerdoti, i vescovi, gli arcivescovi, i cardinali e non vado oltre per decenza, che si macchiano o sono complici di colpe ignominiose hanno da tempo l’animo abbrutito.
        E infatti nessuno si è mai fermato sotto l’impulso di quella voce prima di commettere atti infami di cui poi vergognarsi e rendere conto e nessuno ha mai sentito il dovere etico e morale di autodenunciarsi o fare almeno un semplice passo indietro.
        Se non ci fosse stato il tam tam del web sugli scandali e sulle malefatte commessi da coloro che vestono la tonaca e l’eco di tutto ciò che accade dietro le sacre mura, ovunque si trovino, nessuno avrebbe mai saputo nulla, come del resto è accaduto per molti secoli.
        E l’amico O’Brien, che si è ricordato del suo 75° compleanno per dimettersi soltanto dopo le denunce dei 3 sacerdoti e di un ex, non si sarebbe mai ritirato. Avrebbe partecipato a testa alta al conclave e si sarebbe permesso, come ha sempre fatto negli anni passati, di fare la morale agli altri con la spocchia di chi si sente in diritto di giudicare.
        Ciò che ha destabilizzato il “potere”, a qualsiasi individuo e organizzazione appartenga è stata la rete, che non consente di insabbiare nulla di quanto accade in qualsiasi angolo sperduto del mondo e la cui memoria è lì a rendere perpetua testimonianza.
        Grazie a questo straordinario strumento di trasparenza, oggi la credibilità della Chiesa, come quella di qualsiasi altra istituzione è messa a dura prova e procede sulla lama di un rasoio, su cui è molto facile tagliarsi.

        • Annarita scrive:

          Il tam tam del web è ben pilotato anche questo, infatti se ci fa caso, viene sempre presa di mira la Chiesa, ma delle turpitudini che le cosidette persone per bene, fanno ne parla mai qualcuno? No perchè le turpitudini delle lobby omossessuali e pro pedofilia, sono mai denunciate? E le personcine per bene che sono per la legge 194 e permettono il massacro degli innocenti sono turpi o no?
          No perchè il marcio è ovunque, nessuno è esente dal peccato, solo che fare scandalo con la Chiesa è divertente, tanto non si avranno rogne, mentre se tocchi gli omosessuali o gli assassini dei bambini si alzano subito gli scudi e si grida all’omofobia e ai diritti di fare turpitudini.
          L’ipocrisia è il vizio più diffuso in questo tempo. Mentre si massacrano cristiani ovunque, ci si crede buoni perchè si fanno due minuti di silenzio nel giorno della memoria. La ridicolaggine è talmente difusa che si crede pure di essere seri ed intelligenti.

          • Sal scrive:

            @ Annarita
            “ma delle turpitudini che le così dette persone per bene, fanno ne parla mai qualcuno?”

            Ma quelli non sono mica “sacerdoti” e non sono protetti dal potere dal “Crimen Sollecitationis”.

          • ADELINA scrive:

            Sopratutto non hanno satanisti travestiti da pseudo cristiani predicatori porta a porta che gli rompono le scatole!

          • Lia Orsenigo scrive:

            Lei dimentica che nessun laico pretende l’autorità morale che ,invece, pretende un ministro della chiesa. La colpa del sacerdote è ovviamente assai peggiore di quella di qualsiasi laico.
            L.O.

          • Simone 2 scrive:

            @Annarita.
            Nel web si trova di tutto e di più, come sanno perfino i ragazzini: basta ricercare.
            Si trovano i vizi e le virtù di chiunque: non esistono algoritmi che evidenziano o amplificano le magagne della Chiesa.
            Abusare di un minore, che in quanto tale non può essere consenziente è un’infamia assoluta e lo è ancor di più, quando a commetterla è un educatore con o senza tonaca o peggio, chi negli istituti si prende cura delle creature prive di famiglia o portatrici di disabilità e quindi maggiormente indifese.
            Non a caso a suggerire di legare una macina d’asino al collo dei colpevoli non è stato uno sprovveduto, mi pare.
            Non so quali siano le turpitudini degli omosessuali cui lei fa riferimento, ma se si riferisce alle richieste di veder riconosciute le loro unioni o i loro matrimoni non ci vedo nulla di male e in moltissimi paesi ormai è la legislazione che lo consente.
            Le “personcine per bene” che sono per la legge 194, che tanto l’angustiano e le tolgono il sonno non obbligano nessuno ad abortire, ma consentono alle donne che non vogliono portare a termine una gravidanza di poterlo fare in strutture adeguate in modo da non rimetterci la vita, come è invece accaduto nella “cattolicissima” Irlanda, qualche tempo fa a una giovane donna, cui è stato negato l’aborto terapeutico in nome di non si sa bene quale principio. Una vergogna degna di un paese retrogrado e oscurantista.
            Nessuno obbliga nessuno ad abortire, gentile signora, e ognuno è padrone della propria coscienza e la Chiesa non ha nessun diritto di imporre i suoi principi, semmai diffonderli a chi è disposto ad ascoltarla.
            L’ipocrisia è sempre stata il vizio più diffuso, non lo è soltanto oggi. La “facciata” ha sempre prevalso sulla realtà soprattutto in una società sessuofobica come la nostra e la Chiesa, che in parte ne è stata la promotrice, può innalzare il gonfalone dell’ipocrisia a pieno titolo.

    • Teseo scrive:

      Quello che mi stupisce sempre in voi “laici” è l’interesse per la Chiesa di Cristo. Se la considerate un ammasso di pazzoidi che seguono una dottrina fantasiosa e irreale, lasciate a questa gente la libertà di sentire quello che vuole. No, in questo caso la libertà non la ammettete e vi inserite in questo mondo per voi assurdo pretendendo da esso l’applicazione delle categorie morali, gnoseologiche e logiche che regolano il vostro universo di laici.
      Chissà perché questo atteggiamento è così simile a quello degli eretici di tutti i tempi. Forse perché a quella Chiesa per voi falsa volete sostituire la vostra chiesa laica.

      • Sal scrive:

        @ Teseo
        Sensata osservazione la sua sig. Teseo. Ma rivelatrice di un particolare che dimostra incompetenza (con rispetto e simpatia).

        E’ proprio il “loro” testo a dire : “E continuate a mostrare misericordia ad alcuni che hanno dubbi; salvate[li] strappando[li] dal fuoco … andate di continuo alle pecore smarrite della casa d’Israele. (Giuda 22; Mt 10.6)

        In fondo si tratta di aiutare a ragionare quelli che hanno cervello e logica. Non crede ?
        In fondo facciamo noi quello che dovrebbero fare loro.

        • ADELINA scrive:

          L’unica cosa che state facendo da 150 anni è quella di dare una grossa mano a Satana Padre della Menzogna cercando in ogni modo di confondere i figli di Dio screditando inutilmente l’Unica e Vera Parola di Dio che viene annunciata attraverso la Chiesa Cattolica. Purtroppo per lei, caro Sal, NON L’AVRETE VINTA…

          • Lia Orsenigo scrive:

            Se la chiesa si occupasse solo del perfezionamento morale dei suoi fedeli, senza entrare da protagonista in tutte le scelte politiche e sociali del paese, Teseo avrebbe ragione.

            Ma,poichè la chiesa, da oltre mille anni, di tutto si occupa tranne che di spiritualità, allora deve accettare di essere giudicata come qualsiasi attore politico , economico e finanziario della scena pubblica.
            Semplice.
            L.O.

        • Teseo scrive:

          Il dramma è che oggi la chiesa logica ha contaminato quella di Cristo, al punto che nel conclave (a partire almeno dal quint’ultimo) la logica laica dei cardinali vuol sostituirsi al il soffio dello Spirito Santo. Non può salvar nessuno chi deve essere salvato.

          • P.Danilo scrive:

            Ma Gesù non ha detto anche di lasciare che la zizzania cresca con il grano buono? Perché la volete strappare proprio voi, se Dio non lo fa? Mistero della misericordia divina! Ora anche i laici (irrazionali e agnostici, cioè privi di conoscenza) vorrebbero invadere il campo e strappare la zizzania. Perché non strappano quella di casa loro. Ovvio, perché non si può. Anche loro hanno, stampigliata nel cuore, una piccola immagine di Dio e nessuno può toccarla, Chi tocca muore. Riguardo a questo laicismo invadente, leggettivi l’intervista a Cacciari apparsa su Avvenire questa mattina. Grazie.

          • Reginaldus scrive:

            caro padre Danilo, ma Gesù non ha detto che la chiesa sia la zizzania!

          • minstrel scrive:

            Non l’avrà detto (ed è una affermazione apodittica e gratuita), ma resta il fatto che era circondato da uomini che l’ahnno tradito, venduto, abbandonato. Non male, no?

  33. Teseo scrive:

    Questa intervista di Cacciari, sotto la scorza del laicismo nasconde l’inquietante argomento del katechon che a lui sta particolarmente a cuore e non da ora (vedi il prezioso studio di Blondet “I fanatici dell’Apocalisse”). Secondo Cacciari (che definire laico è eufemistico) il katechon deve smettere di trattenere satana incatenato. Anzi, perfidamente Cacciari dice “contenere”… Avete capito?!

    • Reginaldus scrive:

      come emissario delle Tenebre (lo si vede anche dal suo aspetto fisico ) ha tutto l’interesse che il katechon venga tolto di mezzo… per il trionfo del suo signore, il principe delle tenebre!

  34. Reginaldus scrive:

    Caro Sal ( con riferimento alle su e osserazioni sulla preghiera di Gesù… )

    Lei dice che Gesù entrava nelle sinagoghe il giorno di sabato SOLO per insegnare e poi andarsene? Non è possibile né immaginabile: la sinagoga era il centro della preghiera e della vita comunitaria degli ebrei ( come oggi, e come le moschee per i maomettani, che appunto da quelle derivano…). e questa comprendeva la preghiera e l’istruzione.. Se Gesù a partecipava come suo solito (L.4) alla vita comunitaria che si svolgeva nella sinagoga – e nel Tempio – non era certamente solo per insegnare e poi filarsela… Se il Vangelo fa riferimento esplicito solo – convengo – all’insegnamento di Gesù nella sinagoga – e aggiungo, nel Tempio (Lc.19) – è perché questa è la novità: l’insegnamento di Gesù dato autorità, e nel luogo deputato per eccellenza – la sinagoga e il tempio – non come lo davano gli scribi e i farisei…Ed era Lui propriamernte indicato ad ISTRUIRE, NON a farsi ISTRUIRE!

    Altra cosa e ricordata spessissimo la preghiera privata di Gesù, nel deserto, sul monte, nel giardino Getzemani…a vivere e ad insegnarci il rapporto continuo ininterrotto con Dio Padre , come il respiro del corpo con la vita…

  35. Sal scrive:

    @ Reginaldus
    “Lei dice che Gesù entrava nelle sinagoghe il giorno di sabato SOLO per insegnare e poi andarsene?”

    Distinto Reginaldus, non lo dico io lo dice il Testo Sacro: “ E di giorno insegnava nel tempio, ma di notte usciva e restava sul monte chiamato monte degli Ulivi. E tutto il popolo veniva di buon mattino da lui nel tempio per udirlo (Lc 21.37-38) ”Inoltre, insegnava quotidianamente nel tempio… ” ( Lc 19.47; Mt 14.23)
    La parola ebraica hehkhàl, tradotta “tempio”, vuol dire anche palazzo. Sia il tabernacolo che il tempio furono chiamati “la casa del vero Dio”. (Giudici 18:31; 2 Cronache 24:7)
    I sacerdoti avevano l’incarico di suonare le sacre trombe, (Nu 10:1-10) Quando i sacerdoti [che vivevano a casa loro con le loro famiglie] avevano il turno di servizio presso il santuario del tempio, avevano il compito di scannare gli animali offerti in sacrificio dal popolo, spruzzare il sangue sull’altare, tagliare a pezzi gli animali sacrificati, tenere acceso il fuoco sull’altare, cucinare la carne e ricevere tutte le altre offerte.
    Dovevano occuparsi dei casi di impurità contratta da singoli individui, (come medici) interessarsi dei voti speciali, ecc. (Lev. capp. 1–7; 12:6; capp. 13–15; Nu 6:1-21; Lu 2:22-24) Si occupavano degli olocausti del mattino e della sera e di tutti gli altri sacrifici che venivano fatti regolarmente nel santuario. (Una specie di macello dove si cucinava per i sacerdoti e per il popolo) (Eso 29:38-42; Nu 28:1-10; 2Cr 13:10, 11)
    I sacerdoti avevano anche il compito principale di spiegare la legge di Dio, e avevano un ruolo importante nell’ordinamento giudiziario d’Israele. (Erano anche giudici di un tribunale e maestri di scuola) Insegnavano la Legge al popolo, leggendola e spiegandola a quelli che si recavano al Tempio. Inoltre, quando non erano in servizio, avevano ampia opportunità di insegnare sia nell’area del santuario che in altre parti del paese. (De 33:10; 2Cr 15:3; 17:7-9; Mal 2:7) Una volta tornato a Gerusalemme da Babilonia, il sacerdote Esdra, aiutato da altri sacerdoti e dai leviti, radunò il popolo e dedicò ore alla lettura e alla spiegazione della Legge. — Ne 8:1-15.
    Dovevano essere presenti quando gli anziani della città si occupavano dei casi di omicidio non risolti, per assicurarsi che venisse seguita la corretta procedura affinché la colpa del sangue non ricadesse sulla città. (De 21:1, 2, 5)
    L’amministrazione sacerdotale serviva di salvaguardia per la nazione sia in materia di purezza religiosa che di salute fisica e di istruzione
    Quindi il Tempio non aveva unicamente lo scopo di mantenere l’adorazione ma era il centro della vita pubblica funzionando come scuola, come pronto soccorso, come mattatoio per la macellazione della carne e come luogo dove i poveri otevano riceere cibo.
    L’obbligo della partecipazione al tempio era una delle 3 feste obbligatorie comandate che costituivano motore per l’economia.
    Tre volte l’anno mi devi celebrare una festa. Osserverai la festa dei pani non fermentati. …la festa della mietitura dei primi frutti maturi delle tue fatiche, di ciò che avrai seminato nel campo; e la festa della raccolta all’uscita dell’anno,.. In tre occasioni l’anno ogni tuo maschio si presenterà dinanzi alla faccia del [vero] Signore, Jehovah.” ( Eso 23.14-19)
    Il vero tempio in questo tempo è essenzialmente spirituale.“Tuttavia l’Altissimo non dimora in case fatte con mani; come dice il profeta”(Atti 7.48) “L’Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo, come Questi è, Signore del cielo e della terra, non dimora in templi fatti con mani,”(Atti 17.24)

    “Certamente, perciò, voi non siete più estranei e residenti forestieri, ma siete concittadini dei santi e membri della casa di Dio,  e siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, mentre Cristo Gesù stesso è la pietra angolare. Unitamente a lui<b< l’intero edificio, essendo armoniosamente collegato, cresce in un tempio santo a Geova. Unitamente a lui, anche voi siete edificati insieme per essere un luogo che Dio abiti mediante lo spirito.” (Efe 2.19-21)

    • Reginaldus scrive:

      Caro sal,
      ho giò cercato di spiegarmi… quindi Gesù entrava nelle sinagoghe per insegnare e poi fuori? Questo non mi pare sensato… Ciò che non è detto esplicitamente, non è detto che sia negato: può essere ovvio! e a me pare ovvio che Gesù partecipasse anche alla preghiera pubblica , nella sinagoga e nel tempio!

      • Sal scrive:

        @ Reginaldo
        E’ questo il punto, Non si pregava nella sinagoga. Lì si studiava la legge come nelle madrasse.
        Si curavano i malati e si offrivano i sacrifici per i peccati (Buoi, uccelli farina)
        La preghiera è affare personale privato.

        • Reginaldus scrive:

          Non sono d’accordo, Sal. Le sinagoghe sono i centri della vita comunitaria, preghiera e insegnamento ( non studio ) La corrispondenza con le madrasse non esiste, esiste quella con le moschee, preghiera e insegnamento. E la sinagoga è la disponibilità del Tempio in ogni comunità… Anche qui Gesù insegnava e… pregava. “Sta scritto: ‘La mia casa sarà casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una caverna di ladri”— di PREGHIERA: se è casa di preghiera, e Gesù lo ri-afferma, perché Gesù non vi avrebbe pregato???

          • Sal scrive:

            @ Reginaldus
            “Anche qui Gesù insegnava e… pregava. “Sta scritto: ‘La mia casa sarà casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una caverna di ladri”— di PREGHIERA: se è casa di preghiera, e Gesù lo ri-afferma, perché Gesù non vi avrebbe pregato???”

            Bella considerazione sig. Reginaldus, sembrerebbe coerente ma non lo è perché “la sua casa” non è più quelle terrena fatta con mani, ma è cambiata. La “caverna di ladri” è dovuto al fatto che i preti rubavano e facevano la cresta sul commercio degli animali offerti.
            “Tuttavia l’Altissimo non dimora in case fatte con mani;… Voi siete …l’edificio di Dio. ..l’intero edificio, essendo armoniosamente collegato, cresce in un tempio santo a Jehovah. Unitamente a lui, anche voi siete edificati insieme per essere un luogo che Dio abiti mediante lo spirito.” .(Atti 7.48; 17.24; 1Cor 3.9; Efe 2.21)
            Il nuovo tempio ove pregare è spirituale e non h più un luogo esterno ma interno per questo trova spiegazione la cima della montagna, il luogo isolato e la cameretta. Per questo Gesù pregava “da solo” e insegnava nel tempio.

        • vincenzo da torino scrive:

          Nella sinagoga si recitavano i salmi e si pregava sia privatamente come pubblicamente! “Ogni ebreo prega ogni giorno tre volte a casa o in sinagoga: la sera, la mattina e il pomeriggio.
          Per gli ebrei la religione coinvolge tutti gli aspetti della vita. Vi sono rituali di preghiera per molte delle
          attività giornaliere, dal risveglio sino al momento di coricarsi. Per gli ebrei, Dio deve essere ricordato in ogni
          azione della giornata.
          Molte delle preghiere recitate nella sinagoga sono benedizioni, note anche come Berachot. Nell’Ebraismo la
          benedizione non viene recitata solo in sinagoga: i fedeli benedicono Dio in ogni momento della vita con lo
          scopo di ricordarsi di Lui e di ringraziarlo per ogni cosa. Un ebreo maschio prega sempre con il capo coperto
          e tutti gli uomini (ebrei e non) entrano in sinagoga con il capo coperto.
          Durante la preghiera è importante la posizione del corpo (la “postura”). Una posizione corretta prevede i piedi
          uniti, le mani giunte poste all’altezza del cuore, la faccia rivolta a Gerusalemme e, in precisi momenti, un
          lieve inchinarsi del tronco. Ecco quindi quella particolare posizione ondeggiante tipica degli ebrei quando
          pregano (le tradizionali oscillazioni avanti e indietro degli ebrei mentre pregano). Questo oscillare è da alcuni
          spiegato con un versetto del Salmo 35 che viene interpretato come un comando che bisogna pregare con tutto
          il corpo. Secondo altri, invece, questi movimenti risalgono al periodo in cui non tutti potevano permettersi di
          avere libri a disposizione per la preghiera: oscillare avanti e indietro dava la possibilità a più persone di
          condividere lo stesso libro.
          La principale preghiera ebraica è lo Shemà (in ebraico significa “ascolta”…ecc. (da internet) Inoltre lei da perfetto ignorante di una conoscenza anche minima di esegesi e critica documentele interpreta il “quando vuoi pregare fallo in privato” di Matteo in modo letterale quando è evidente che Gesù vuole stigmattizzare l’uso dei farisei che pregavano in pubblico spesso solo per mettersi in mostra e non con il cuore. Ignoranza abissale…da troll

          • Sal scrive:

            @ vincenzo da torino
            “Nella sinagoga si recitavano i salmi e si pregava sia privatamente come pubblicamente!”
            Concordo pienamente.

            “E queste parole che oggi ti comando devono essere nel tuo cuore; e le devi inculcare a tuo figlio e parlarne quando siedi nella tua casa e quando cammini per la strada e quando giaci e quando ti levi. E devi legartele come un segno sulla mano, e devono servire da frontale fra i tuoi occhi; e le devi scrivere sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.”(Deut 6.6-9)

          • Reginaldus scrive:

            bene Sal, io continuo a credere che una cosa per il fatto che non venga detta esplicitamente venga negata, soprattutto quando negarla parrebbe andare contro il buon senso.

        • Eremita scrive:

          Sal, lei confonde il tempio giudaico con le sinagoghe, e sono due cose diverse, nelle sinagoghe non “si offrivano i sacrifici per i peccati (Buoi, uccelli farina)”. Cerchi di studiare su testi seri, non sui foglietti con le illustrazioni delle famigliole insieme ai leoni ed alle pecorelle in paesaggi bucolici, from Watch Tower.

          • Sal scrive:

            @ Eremita
            Ha ragione, la ringrazio per la precisazione.

            Nella Settanta greca i due vocaboli ekklesìa (assemblea; congregazione) e synagogè (riunione) sono usati scambievolmente. Il termine “sinagoga” finì per indicare il luogo o l’edificio in cui si teneva l’assemblea. Però non perse completamente il suo significato originale; infatti la Grande Sinagoga non era un edificio grande ma un’assemblea di valenti studiosi, a cui è attribuita la stesura del canone delle Scritture Ebraiche per gli ebrei della Palestina. Si dice che abbia avuto inizio ai giorni di Esdra o di Neemia e sia durata fino all’epoca del Grande Sinedrio, verso il III secolo a.E.V. Giacomo usa il termine nel senso di assemblea pubblica o adunanza cristiana. — Gc 2:2.
            La sinagoga serviva per impartire istruzione, non per offrire sacrifici. I sacrifici venivano fatti solo nel tempio. Sembra che le funzioni della sinagoga includessero lodi, preghiere, recitazione e lettura delle Scritture, e anche una spiegazione ed esortazione o predicazione. Il rendimento di lode includeva i Salmi. Le preghiere, anche se prese fino a un certo punto dalle Scritture, finirono col tempo per diventare lunghe e ritualistiche, e spesso venivano recitate per ostentazione. — Mr 12:40; Lu 20:47.
            Un aspetto dell’adorazione sinagogale era lo Shemà, la confessione di fede degli ebrei, così chiamato dalla parola iniziale del primo versetto usato: “Ascolta [Shemàʽ], o Israele: Jehovah nostro Dio è un solo Jehovah “. (De 6:4) La parte più importante era la lettura della Torà o Pentateuco, fatta il lunedì, il giovedì e il sabato. In molte sinagoghe la lettura della Legge era programmata in modo che venisse completata nel corso di un anno; in altre il programma durava tre anni. A motivo dell’importanza data alla lettura della Torà il Giacomo poté ben dire ai componenti di Gerusalemme: “Dai tempi antichi Mosè ha avuto di città in città quelli che lo predicano, perché è letto ad alta voce ogni sabato nelle sinagoghe”. (At 15:21) Anche la Mishnàh (Meghillah 4:1, 2) fa riferimento all’usanza di leggere brani dei profeti, o Haftaròth, ciascuno con la sua spiegazione. Quando Gesù entrò nella sinagoga del suo paese, Nazaret, gli fu consegnato uno dei rotoli che conteneva le Haftaròth da leggere, dopo di che, secondo la consuetudine, fece un commento sul brano letto. — Lu 4:17-21.

  36. Reginaldus scrive:

    “RESTO SULLA CROCE”…

    e quindi sistemarsi in un monastero appositamente portato alle sue misure (lavoro di mesi, mica improvvisato … ) … sulla cima del monte vaticano, tra giardini incantevoli…essere seguito da una squadra di devote donnette memores sotto la sorveglianza amorevole – e la protezione – del suo inseparabile Georg creato alla bisogna Arcivescovo Prefetto dei Sacri Palazzi ( inclusi i monasteri…) …dedicarsi ai piaceri della lettura e della musica…, non avere pensiero alcuno… ecc. ecc…: questo sarebbe un restare sulla croce! E il tutto, come si conviene, fasciato ostinatamente ripetutamente ossessivamente di pie riflessioni per fare sciogliere di commozione il popolo devoto…. Basta basta!

  37. P.Danilo scrive:

    Ovviamente la zizzania di cui parla il Vangelo non è la Chiesa, ma il male che coesiste, insieme al bene, nel cuore dell’uomo. (Anche se ci sono poi tante altre interpretazioni).
    Per quanto riguarda Massimo Cacciari so chi è e conosco un po’ il suo pensiero, tuttavia l’intervista a lui fatta da Avvenire (di oggi) mi sembra interessante per gli aspetti apocalittici. Avvenire lo leggete si o no? Ma guardiamoci attorno, a me sembra che lo sportello delle informazioni apocalittiche sia stato chiuso in Vaticano. La nostra Santa Chiesa, vi sembra tutta intenta nell’attesa di Lui, Re glorioso, Rex Regum et Dominum Dominantium? Potrebbe tornare anche domani, o prima dell’elezione del nuovo papa. “Vieni, Signore Gesù!”. Mi pare che i cristiani, sia di destra che di sinistra,
    rifiutino di parlare, di interessarsi dei Tempi Ultimi. Le dimissioni del Papa, accettate irenicamente non potrebbero essere un segno dei Tempi Ultimi?

    • ADELINA scrive:

      Lo sono eccome P. Danilo, che lo si voglia accogliere o no!

    • Reginaldus scrive:

      no, caro padre, non tutti, io ho fatto un riferimento preciso agli ultimi tempi citando 2 Tess.! E ho detto quello che penso del ‘tenebroso’ Cacciari, senza bisogno di leggere Avvenire, che se dà spazio – episcopalmente – a simile gente, significa che gli ultimi tempi stanno galoppando verso di noi!

    • vincenzo da torino scrive:

      P.Danilo. Non concordo affatto con il suo catastrofismo degli ” Ultimi Tempi” , pur rilevando un attacco del Male verso la chiesa e lo” Spirito” senza precedenti. In parte è semplicemente l’abbandono di massa alla fede ed alla spiritalità frutto della secolarizzazione. I segni da lei proposti non convincono, tanto meno, anzi direi assurdo, quello del papa. Non era forse ora che finalmente si decidesse che un papa quando ritiene di non avere più le forze fisiche e soprattutto mentale debba diventare “emerito”? Semplice …buon senso e vero amore per la chiesa. Credo sia meglio preoccuparsi sopratutto dell’ultimo proprio ultimo tempo. Il resto lo lascio al buon Dio. Fare il bene perche Dio non punisca l’umanità…

      • iva scrive:

        * la visione dei pastorelli di Fatima mostrò “un vescovo vestito di bianco che veniva ucciso…..ci “sembrava” il Santo Padre….”
        * il sogno riferito da S. Pio X: “Sarò io, o un mio successore col mio stesso nome?…l’ho visto fuggire da Roma e poi morire di morte violenta”….

      • P.Danilo scrive:

        Caro Vincenzo, mi scusi se insisto, io non sono d’accordo sulle dimissioni del papa non perché non ami questo papa, l’ho sempre scritto che sono “papalino”, né per mia idea o ragionamento, ma solo per motivi di tradizione: cosa dice la tradizione al riguardo? Nessuno ha il coraggio di dirlo? E non sono d’accordo nemmeno sulle dimissioni dei vescovi ad una certa età. Una volta, quando un vescovo non ce la faceva più gli si metteva accanto un ausiliare. Perché non si può mettere accanto al papa che non ce la fa più un vescovo ausiliare?
        Se il papa non ce la fa più ad andare in tutti i continenti, si può mandare un delegato , come si faceva ai tempi antichi, se non riesce ad andare a celebrare la messa in San Giovanni, può benissimo celebrare nella sua cappella privata. Non è affatto detto che la prassi attuale sia migliore e più giusta di quella antica e non è affatto detto che chi viene dopo abbia ragione su chi veniva prima. Capisco che il discorso è più complesso ma ora non ho né tempo né voglia di farlo.

        • vincenzo da torino scrive:

          Stiamo attenti quando si parla di Tradizione! Spesso si tratta solo di usi e costumi legati alle varie epoche. L’idea di affiancare un altro ad una persona anziana , quando questa non riesce ad essere efficiente fisicamente e mentalmente ,creerebbe un dualismo pericoloso producendo inefficenza e paralisi a grave destrimento della comunità. Si è visto con GPII e prima con troppi vescovi per i quali si creava una specie di venerazione-culto che bloccava ogni nuova iniziativa in vari campi. Una vera iella. Va bene il titolo “emerito” che nulla toglie al sacramento sacerdotale ed episcopale , ma ne blocca la funzione a vantaggio esclusivo di altri.

          • P.Danilo scrive:

            La Tradizione Cristiana non è un’opinione personale, o la si conosce o non la si conosce, ed è esatta, anzi esattissima, è come la matematica. Pietro significa e simbolizza il Cristo-unità, non ci possono essere contemporaneamente due Pietro.

        • gibici scrive:

          Tutto ragionevole, ma allora perche’ questi ausiliari non li facciamo titolari? Il precedente titolare non rischia di apparire una finzione? Inoltre l’ausiliare del vescovo e’ un vescovo, ma quello del papa e’ un papa?

          Infine la funzione papale non e’ solo di celebrare la messa a s.Giovanni e neppure quella di cacciare gli indegni ma in primo luogo quella di indirizzare l’azione ecclesiale, cosa oggi piu’ complessa che nel passato.

          La tradizione e’ stata cambiata per ottimi motivi e ha ragione il vescovo di Parigi che ha sottolineato l’importanza storica di queste dimissioni.

  38. emmegi scrive:

    circa “Le dimissioni del Papa, accettate irenicamente …..”
    penso che sia veramente un brutto segno, quantomeno di decadenza spaventosa della Fede, come evidenzia p. Danilo. Infatti giorni fa, quando si era ancora sotto shock, e se ne parlava in giro, (mentre oggi la notizia è già “vecchia”, superata dalle elezioni politiche), per la strada sentii un tizio qualunque (piccolo commerciante) che diceva: “Beh, se si è dimesso, vuol dire che ….il papa non è affatto necessario (cioè il papato non serve a niente)”
    Vox populi, segno dei tempi: la grande apostasia profetizzata da S. Paolo.

    • gibici scrive:

      Tutto e niente: gli estremi si toccano. Coloro che per respirare pensano di aver bisogno del placet papale alimentano scetticismo. Solo una dottrina chiara della funzione papale e in genere della gerarchia – dottrina che non potra’ non essere basata sulla sussidiarieta’ – potra’ ripristinare il consenso e quindi l’autorita’ nella Chiesa.

  39. Cherubino scrive:

    contro tutti i catastrofisti e i disfattisti:

    “Grazie di cuore, sono veramente commosso e penso che dobbiamo davvero dire grazie perché la Chiesa è viva”. Benedetto XVI, 27 febbraio 2013

  40. Cherubino scrive:

    contro tutti i catastrofisti e i disfattisti:

    “Grazie di cuore, sono veramente commosso e penso che dobbiamo davvero dire grazie perché la Chiesa è viva”. Benedetto XVI, 27 febbraio 2013

  41. emmegi scrive:

    ah….”la Chiesa è viva ?”
    che sollievo !……

    beh, visto che ci tiene tanto a rimarcarlo, mi pare proprio………una
    exscusatio non petita !

    • gibici scrive:

      Non e’ un’excusatio ma un giudizio di riconoscimento e ringraziamento per la grande solidarieta’ riscontrata e che si e’ meritato come persona che ha dato tutta una lunga vita alla causa ecclesiale. Questo non toglie nulla al dissenso che ci puo’ essere su indirizzi concreti che in buona fede ha deciso nel corso del suo servizio alla Chiesa.

  42. emmegi scrive:

    commenti dal web:

    Non si diventa Papa in forza della sola elezione da parte del conclave, ma quando, dopo l’elezione da parte dei cardinali, l’eletto accetta di diventare Sommo Pontefice. Allora e soltanto avviene l’investitura divina.
    Non so quanto sia certa la dottrina che afferma che il Papa possa rinunciare validamente al Papato. Il Papato non è un sacramento come quello dell’ordine, lo sappiamo, ma è comunque un ufficio che deriva direttamente da Dio e Dio solo può cancellarlochi può sapere se Dio è daccordo con tale rinuncia?
    Il Papa abdicatario può solo presumere che Dio accetti la sua rinuncia, ma non può averne la certezza.
    D’altronde, se la rinuncia venisse ratificata da Dio, allora l’ex papa non godrebbe più nè dell’infallibilità nè della grazia di stato specifica dell’ufficio di Successore di Pietro

    (da chiesaepostconcilio.blogspot.it)
    ———————————————
    ragionamento ineccepibile, che non fa una piega.
    Per questo è del tutto assurdo e incomprensibile dalla retta ragione che il papa uscente, visto che, se “congedato da Dio” perde la Grazia di stato, (=oneri e onori come disse Celestino V, andate a leggere la sua rinuncia) continui a mantenere il titolo di “Sua Santità Benedetto XVI”, come se non si fosse dimesso.
    Se egli con certezza ritiene che Dio stesso lo ha “congedato da papa”, perchè vuole mantenere i titoli del papa ?
    nessuno, io penso, che sia dotto o incolto, riesce a capire o spiegare questa enorme assurdità… segno dei tempi oscuri (d’iniquità potente e indecifrabile) che ci tocca vivere.

    • gibici scrive:

      Penso che la soluzione sia semplicemente nel distinguere i titoli onorifici e la realta’ di una funzione. Il fatto che l’attuale pontefice dopo la rinuncia possa continuare ad essere chiamato “santita’” non vuol dire che sara’ ancora papa.
      Quanto alle considerazioni di chiesaepostconcilio saranno pie, ma non mi sembrano per nulla condivisibili.

      • vincenzo da torino scrive:

        Le funzioni si danno e si tolgono.Rimangono i titoli “onorifici” di tali funzioni. Nel caso del papato , però , è fondamentale la libera scelta del papa senza forzature. Il papa rimane il papa, ma non può più “esercitare” per sua scelta e quindi non può in alcun modo opporsi al nuovo papa , salvo come sacerdote ed episcopo in alcuni casi uguali a quelli dei vescovi “emeriti”

        • gibici scrive:

          Il papa dopo le dimissioni non e’ piu’ papa.

          • vincenzo da torino scrive:

            Non fa il papa, rimane papa “emerito”

          • gibici scrive:

            Caro Vincenzo,
            capisco quello che Lei dice e non ho “prove positive” per la tesi che il papa emerito non puo’ piu’ fare il papa perche’ non lo e’ piu’, se non che questo mi sembra il senso delle dimissioni storicamente avvenute e di quella attuale. Ma aspettiamo che la cosa venga autorevolmente chiarita. Cordialmente.

  43. emmegi scrive:

    gibici, lei non sta rispondendo all’obiezione suesposta:

    Se il papa uscente con certezza ritiene che Dio stesso lo ha “congedato da papa”, perchè mai vuole mantenere i titoli del papa, ovvero chiamarsi/essere chiamato “SUA SANTITA’ BENEDETTO XVI” ? non è una grave e assurda incoerenza ?
    c’è già chi teme la figura di un “papa ombra” che potrà interferire col papa neo-eletto.

    Quanto al commento su riportato, esso è la-condivisibile o meno- considerazione di un blogger qualsiasi , NON DEL BLOG succitato, nè del/ dei suoi redattori.
    Ritengo che nell’attuale situazione caotica TUTTE LE OPINIONI siano opinabili e/o condivisibili o non-, a seconda della forma mentis degli osservatori, e delle loro idee, + o – collimanti con la Tradizione, ovvero con laDottrina perenne e INALTERABILE riguardante la Chiesa e i dogmi fondamentali del Cattolicesimo (immutabili per definizione, credo).
    E credo che le opinioni di chi rispetta la Dottrina perenne siano ALMENO rispettabili quanto quelle di chi ritiene che la Verità muti col passare del tempo e col mutare delle mode ideologiche (ovvero MODERNISTI di ogni risma).

    • gibici scrive:

      Mi dispiace di non essere stato chiaro. Parto dal presupposto che dopo le dimissioni il papa non sia piu’ papa, comunque continui a chiamarsi. Certamente se e’ cosi’ deve essere chiarito a tutti da chi, per motivi comprensibili, ha preso le decisioni in materia, che sembrano portare grave confusione.
      Grazie del modernista, da parte mia cerco di non disprezzare nessuno ne’ di dare concretamente dell’eretico.
      Mi avrebbe fatto piacere, invece di tanto mistero, che lei avesse detto di chi erano le affermazioni del blog in questione. Se si tratta di un’ apparizione privata mantenga pure il segreto. Amici come prima, se puo’ stringere la mano a un “modernista”.

  44. gibici scrive:

    Chiarisco anche il mio disaccordo con il blogger non individuato che dice “l Papato… è…un ufficio che deriva direttamente da Dio e Dio solo può cancellarlochi può sapere se Dio è daccordo con tale rinuncia?” Viene da Dio attraverso le legittime procedure ecclesiali e le dimissioni sono accettate da Dio attraverso l’adempimento delle condizioni e formalita’ legittimamente previste dalle autorita’ umane competenti (in questo caso dalle norme del diritto canonico).
    E’ qui che dico che il troppo pio sbaglia perche dimentica la mediazione umana. Che cosa c’e’ contro la tradizione?

    • Eremita scrive:

      E’ vero quello che dice, gibici, le procedure e le cariche di cui Lei parla sono di origine umana, e non capisco come ci siano persone che attribuiscano ad esse caratteristiche divine e soprannaturali. Un conto è credere che ci sia una assistenza globale della chiesa universale da parte di Dio, nel tempo e nello spazio, un altro conto è sostenere che una particolare carica, persona, ufficio o procedura sia completamente di natura divina. Secondo me è idolatria…che consiste nella’attribuire ad un prodotto della mano o della mente dell’uomo una patente di divinità. Idolo non è soltanto un pupazzo di creta o marmo o bronzo, ma ogni prodotto dell’uomo.

      • gibici scrive:

        Caro Eremita,
        una volta le distinzioni erano molte: c’erano le procedure umane, quelle umane ma stabilite da Dio, quelle umane stabilite da un’autorita’ umana per volere speciale di Dio e probabilmente altre distinzioni ancora, che rendevano la garanzia divina piu’ o meno prossima al risultato delle “procedure umane”. La teologia attuale cerca di far chiarezza a beneficio di tutti, anche della gerarchia, ma e’ vero che il compito e’ ancora del futuro.
        Dal punto di vista teorico non era idolatria, praticamente e’ facile che talora lo fosse.