Arriva in libreria ATTACCO A RATZINGER

Attacco a Ratzinger. Accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI (Edizioni Piemme, pp. 322 – euro 18) è il mio nuovo libro, in vendita nelle librerie italiane da oggi. È una lunga inchiesta che racconta dietro le quinte alcuni momenti dei primi cinque anni di pontificato di Papa Ratzinger. L’ho scritta assieme a Paolo Rodari, vaticanista del Foglio. Più di 300 pagine di documenti e testimonianze inedite che svelano i retroscena delle crisi  e degli attacchi mediatici che hanno caratterizzato il papato di Benedetto XVI. Il libro è nato sull’onda degli ultimi scandali che hanno coinvolto esponenti del clero. Il Papa è stato messo sul banco degli imputati così come è accaduto altre (troppe) volte negli ultimi cinque anni: le critiche e le polemiche suscitate dal discorso di Regensburg; il caso clamoroso delle dimissioni del neo-arcivescovo di Varsavia Wielgus a causa di una sua vecchia collaborazione con i servizi segreti del regime comunista polacco; le polemiche per la pubblicazione del Motu proprio Summorum Pontificum; il caso della revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, che ha coinciso con la trasmissione in video dell’intervista negazionista sulle camere a gas rilasciata a una Tv svedese da uno di loro; la crisi diplomatica per le parole papali sul preservativo durante il primo giorno del viaggio in Africa; il dilagare dello scandalo degli abusi sui minori, che non accenna ancora a placarsi. Di bufera in bufera, di polemica in polemica, l’effetto è stato quello di “anestetizzare” il messaggio di Benedetto XVI, schiacciandolo sul cliché del Papa retrogrado, depotenziandone la portata. Sul Giornale di oggi viene anticipata quasi integralmente la prefazione. Si può acquistare anche online. Vi segnalo anche questa accurata recensione di Massimo Introvigne e il link per ascoltare la puntata di “Cronache Cattoliche”, la rubrica che tengo mensilmente su Radio Maria, dedicata allo stesso argomento. Aggiungo anche la puntuale recensione del vaticanista americano John Allen.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

246 risposte a Arriva in libreria ATTACCO A RATZINGER

  1. Marco N. scrive:

    Grazie al limk regalatoci da Luisa, ho potuto ascoltare con gusto l’ora abbondante di trasmissione co0ndotta su Radio Maria da Tornielli: vale la pena ascoltarla e varrà sicuramente la pena leggere questo libro scritto a quattro mani con Paolo Rodari.
    Una piuetra miliare per capire la Chiesa di oggi e il suo travaglio dentro la sofferenza ( che mi pare sfiori proprio il martirio) di Benedetto XVI.
    Grazie, Tornielli, Grazie, Rodari, grazie anche a Luisa.

  2. Carlo Prevosti scrive:

    E’ necessario, reagire, non soccombere, preparare un LAICATO, mediante lo studio della Dottrina, disponibile a comprendere il valore della preghiera, della vita spirituale. Dobbiamo unirci-stringerci, fare corpo!!! Mai esser succubi nemmeno di COLORO che vanno (i politici) alla continua ricerca del male minore pur di galleggiare!!!!!

  3. xagena scrive:

    …..ma uno sconticino per i fedeli bloggers no??? ;-)

  4. Carlo Prevosti scrive:

    ……come laicato adulto, preparato, formato, non possiamo lasciare che la difesa della nostra fede, dei beni superiori, quali la persona del Pontefice, siano attuati soltanto dall’autorità ecclesiastica. Dobbiamo impegnarci ad essere più presenti, meno disponibili alla scelta del “minor male”, dagli avversari impariamo ad essere intransigenti nella difesa dei nostri principi, non demordiamo….

  5. Reginaldus scrive:

    “…visto che il suo pontificato è destinato a lasciare un segno …” Quale segno??? Quello di una chiesa omologata al grande disegno mondialista dei poteri giudaico-massonici??? Divenuta promotrice in seconda battuta del NUOVO ORDINE MONDIALE che certamente non fa riferimento ai principi cristiani, ma questi li vuole sovvertire da cima a fondo ( divorzio aborto uso degli embrioni omofilia eutanasia eugenetica pianificazione demografica…. ) ??? Quello dell’ istituzione – funzionale al disegno sopra indicato – di una Chiesa nuova, Universale e Onnicomprensiva? Bel segno davvero…. quello dell’anticristo che arriva???

  6. Sal scrive:

    @ Reginaldus

    non è una critica, ma le
    chiederei sommessamente e con molta educazione, perché mai non
    crede al “Nuovo Ordine Mondiale ?”

    Convengo con lei che non sia una
    questione di poteri giudico-massonici, ma solo per capire, lei
    recita mai il “Padre nostro, Pater Noster, Πάτερ
    ἡμῶν
    ) ” ? La più
    conosciuta preghiera cristiana ?
    Su Wikipedia c’è l’originale
    Greco del testo di Matteo, la translitterazione, la traduzione latina
    e la traduzione italiana che riporto : – “ Padre
    nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo
    regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in
    terra….”

    Ha mai riflettuto sul significato di
    queste parole ripetute milioni di volte al giorno ?

    Si chiede la venuta di un Regno, mica
    dice “fammi entrare o fammi venire nel tuo regno” si dice
    che il Regno dovrà venire qui non viceversa. (venga il tuo
    Regno)

    Si dice che la Sua volontà dovrà
    essere fatta anche sulla terra come già si fa in cielo, quindi
    significa che qualcosa dovrà cambiare qui sulla terra, per
    fare in modo che anche qui si compia ciò che già si
    compie in altro luogo o in altra realtà.

    Lei come se lo spiega ? Ha idea del
    quando questo accadrà e come ? Non le sembra un nuovo ordine
    mondiale ? Come si potrebbe definire altrimenti ?

  7. P.Danilo scrive:

    Carlo Prevosti, lei ha perfettamente ragione, ha colto il problema e ne vede la soluzione. Un laicato preparato che sia in grado di stare in piedi da solo. Era l’appello ultimo del Concilio Vaticano II (i vari messaggi finali di Paolo VI), tutti ovviamente travisati anche da quel Reginaldus che qui scrive, ma non riesce mai a cogliere nel segno. Tra l’altro ripete sempre le stesse cose: le sappiamo ormai a memoria.

  8. pinetax scrive:

    Ammiro tanta ossessione per la Chiesa ed i fatti della Chiesa; quello che mi fa paura da credente e’ l’uso dei dubbi e delle parole. Le critiche ad un individuo, sono troppo spesso usate per voler screditare un’intera categoria: nel caso specifico i Cristiani e poi tocchera’ tutti coloro che da stolti credono in una religione.
    Quello che la Chiesa, ed ahime’ non riesce a farsi capire, continua a ripetere e’ che oggi tutti ci arroghiamo il diritto di criticare, dissacrare e parlare senza voler costruire, conseguenza del porci sempre al di sopra di tutto ed anche di Dio (per chi ci crede).
    Non ho letto il libro e non so se lo faro’ (solo per pigrizia), ma spero vivamente che l’intento non sia quello di muovere critiche vanamente senza un animo costruttivo. Anche se, ammettiamolo, sarebbe solo un effetto collaterale della democrazia e della liberta’ di stampa.

    Cordiali saluti,

    Aldo

  9. silvio scrive:

    Ma non facciamo ridere i polli. Per lo meno i polli con
    un pò di cultura. E’ SEMPRE, ED E’ SEMPRE STATO, IL
    VATICANO AD ATTACCARE LA SOCIETA’ CIVILE NELLA LIBERTA’,
    NELLA CULTURA, NELLE SCELTE SOCIALI, NELLE TRUFFE AL
    PATRIMONIO DELLE COMUNITA’, NEGLI INCIUCI CON LA POLITICA
    USATA PER TENERE IL POPOLO SOTTO ”DUE” PADRONI E CIOE’
    STATO E CHIESA CHE NE DIVORAVANO LE FATICHE. Attacchi al
    vaticano? ma non fateci ridere, di nuovo.

  10. P.Danilo scrive:

    Sal, sono d’accordo con lei, il Regno è alle porte; l’Apocalisse parla di Nuovi Cieli e Nuova Terra. Non azzardo alcuna data, né alcuna interpretazione; bella la sua riflessione sul Pater Noster…; se siamo sinceri quando diciamo “Venga il Tuo Regno!” significa che lo attendiamo anche per domani… o fra qualche anno.

  11. emiliano scrive:

    Nuovo ordine mondiale? Si quello geovista e di Sal

  12. emiliano scrive:

    NOn vorrei urtare la sensibilità di nessun cattolico,ma le cose sono evidenti,va tutto ha rotoli. Purtroppo mi sento in causa,si non tutti anno macchiato il sacerdozio cattolico,ma chi lo ha fatto è al proprio posto. Saluti

  13. emiliano scrive:

    Poiché Dio non desidera che siamo privati della Sua guida, Egli invia lo Spirito Santo perché consoli e guidi i Suoi figli. Lo Spirito Santo è il terzo componente della Divinità. La Sua missione è quella di rendere testimonianza della verità, di consolarci, di santificarci, e di riportarci alla memoria determinate cose (Giovanni 14:26; Giovanni 15:26; Giovanni 16:13).

  14. Sal scrive:

    @ p. Danilo
    grazie p. Danilo, apprezzo.
    Ha visto che il diavolo a volte è meno brutto di quello che si crede ? Lo dica anche al moderatore, di lei si fida.

  15. antonella lignani scrive:

    Secondo me la crisi più immotivata a tutto sommato anche la più dannosa è stata quella che ha preceduto il viaggio in Africa, che avrebbe potuto essere un vero successo. Invece i viaggi a Malta e in Spagna non sono stati rovinati dalla crisi sulla pedofilia, in quanto, più che i principi, si metteva in duscussioni la lentezza della “macchina” vaticana.

  16. Marco N. scrive:

    in quanto, più che i principi, si metteva in duscussioni la lentezza della “macchina” vaticana..

    Cara Lignani, ne è veramente convinta? Pensa che realmente si stigmatizzasse la disorganizzazione e l’elefantiasi della burocrazia vaticana o non piuttosto che non si sferrasse di continuo, come si continua peraltro a fare, un attacco al cuore del Papato, cioè alla stessa persona di Papa Ratzinger?
    Legga Tornielli e Rodari o ascolti almeno la trasmissione di RadioMaria per rendersene conto prima di dare le Sue poco credibili chiavi di lettura, per favore.

  17. Tradizionalista scrive:

    Dottor Tornielli,
    sarebbe giusto dire che Lei e Rodari, anche se non lo scrivete chiaramente, ad un certo punto mettete sul ‘banco degli imputati’, la sala stampa vaticana e chi la dirige (Padre Lombardi e Monsignor Filoni)?
    La comunicazione del Papa nn è forse affidata a loro?

  18. Luisa scrive:

    Leggo nella prefazione del libro di Andrea Tornielli e Paolo Rodari:

    “Di bufera in bufera, di polemica in polemica, l’effetto è stato quello di «anestetizzare» il messaggio di Benedetto XVI, schiacciandolo sul cliché del Papa retrogrado, depotenziandone la portata.”

    Ma chi dovrebbe in primis diffondere il messaggio del Papa, difendere il Papa quando e se bisogno? Chi dovrebbe farlo se non i suoi confratelli?
    Quanti vescovi prendono cura di far passare, trasmettere ai loro fedeli il messaggio del Papa?
    Quanti vescovi abbiamo visto salire al fronte per difendere il Papa qaundo è stato attaccato con violenza dai media?
    Quanti? Ebbene, purtroppo, pochissimi.
    Abbiamo piuttosto assistito al silenzio della maggioranza dei vescovi o a discorsi che si permettevano di “precisare” il pensiero del Papa, quando non lo correggevano.
    Abbiamo visto anche vescovi prendere le distanze in modo aperto dal Papa contestando le sue decisioni o le sue parole.
    Allora, se l`astio, i pregiudizi, la malafede e disonestà intellettuale dei media non dovrebbero stupirci, anzi raggiungono proporzioni tale da provocare una reazione inversa di solidarità, credo che noi cattolici dovremmo almeno avere fiducia nei nostri pastori, sentirli e vederli realmente uniti al Papa, dovremmo contare su di loro e vederli controbattere agli insulti, offese e menzogne di cui è vittima Benedetto XVI.
    Purtroppo ciò non succede o,meglio,non è la norma,il Papa è stato troppo spesso lasciato solo e-o contestato, sono queste assenze, questi silenzi o queste contestazioni che sono, a mio avviso, le più gravi e sconcertanti per noi cattolici, che ci fanno più male.

  19. Reginaldus scrive:

    Demolire l ‘avversario deridendolo…è una tecnica ben nota, e magnificamente descritta da San Pio X nella sua enciclica Pascendi…Ma (Padre) DANILO che dice sempre cose nuove e coglie sempre nel segno ( il suo ) non è tenuto al rispetto, al rispetto almeno che si pratica dando risposte pertinenti e che si basino sul principio logico della non- contraddizione ( che altrimenti non varrebbe proprio discutere, -san Tommaso… ). E’ vero o non è vero che questo ‘papa’, massimamente lui, ma sempre in linea con gli altri suoi antecessori conciliari, è in rotta di collisione con la dottrina della Chiesa perenne, quella che valeva, almeno ufficialmente – ho infatti forti perplessità sull’atteggiamento di PIO XII ( vedere “The Undermining of the Catholic Church “di Mary Ball Martinez… ) – fino al Vatican 2? E’ vero o non è vero che questo Ratzinger ( parlo di lui perché ora ‘regnante’ ) pratica la dottrina della permanenza della Vecchia Alleanza, quando la Chiesa ha sempre sostenuta la dottrina della Sostituzione?? E’ vero o non è vero che questo Ratzinger -Ben16 benedice e magnifica la grande ricchezza della tradizione anglicana, non so con quale rispetto per tutti i martiri cattolici inglesi che hanno preferito farsi macellare e squartare piuttosto che accogliere quella ricchezza di nuova esperienza religiosa? E’ vero o non è vero che questo Ratzinger–Ben 16 riconosce negli organismi mondialisti ONU ed EU i punti di riferimento dell buona politica, con tutti i nessi e connessi di carattere morale che una simile impostazione comporta, in barba alle tanto conclamate ( per scena ??? ) proteste per il mancato inserimento delle radici cristiane nella Carta della Nuova Europa o Paneuropa Kalergiana??? E’ vero o non è vero che la dottrina della Eucarestia di questo Ratzinger-Ben16 non si discosta per nulla da quella di un Cranmer, che è già molto riduttiva rispetto a quella del Lutero prima maniera ( leggere per esempio, predica sull’eucarestia rivolta ai ministranti convenuti recentemente a Roma … ). E’ vero o non è vero che questo Ratzinger- Ben 16 pratica il metodo dell’ecumensimo contro i disposti di un Pio XI che lo bollava come tradimento della fede cattolica nella sua Mortalium Animos??? (Padre) Danilo, quale dottrina, allora devo seguire? Quale papa devo ascoltare? Risponda, la prego, in maniera pertinente, e vedrà, se lei sarà convincente, che ‘quel’ ( bel garbo da Padre!) Reginaldus la smetterà di importunarla con la sua ‘petulanza’ ! Ma non mi dica che la dottrina non può rimanere ferma nei secoli, pena la sua sclerotizzazione ( altro pensierino del suo Ratzinger-Ben16…). In questo caso la manderei a ramengo , lei il suo Ratzinger e tutti i novatori…. che non passeranno 50 anni che sarete tutti dei povero obsoleti…in nome del vostro principio!

  20. Reginaldus scrive:

    # Sal–Perché non mi piace il progetto del Nuovo Ordine Mondiale? E come potrebbe piacermi il Progetto simboleggiato spudoratamente dalla Piramide sulla banconota del Dollaro che ha nel suo vertice luminoso simboleggiati i Supremi Reggitori del mondo che esercitano il loro dominio sui 13 ( appunto, 13! ) piani sottostanti, che immersi per definizione nel buio dell’ ignoranza, abbisognano dell’ Illuminazione che scende dall’Alto, dai Superiori che siedono sul vertice, a tutti sconosciuti – Incogniti quindi – ma inesorabili nella capacità di ottenere obbedienza – volontaria o obtorto collo – dai sudditi su quei piani dislocati, attraverso l’ efficacia infallibile dello strumento Finanziario, che ha nel Dollaro il suo simbolo supremo??? Progetto che ha, sempre sulla banconota, indicato – sul primo piano della piramide –il suo anno di inizio conclamato, il 1776 nei suoi caratteri romani MDCCLXXVI, e, nel cartiglio sottostante, a forma di mezzaluna (!) il suo slogan: Novus Ordo Seclorum (17 ! lettere ) , e su in alto, al di sopra del Triangolo Luminoso fornito di Occhio che tutto vede e tutto dispone, le parole di approvazione del dio illuministico, gnostico massonico, Annuit Ceoeptis ( scomodato anche Virgilio…) Che il Ratzinger- Ben16 si faccia promotore, come ultimamente nella sua ‘enciclica’ Caritas in veritate’ – sulla scia della ‘Pacem in terris’ del suo antecessore G.23 – del Progetto chiamato espressamente col suo nome ‘Nuovo Ordine Mondiale’, è la prova che costui, come i suoi antecessori, sono usciti dal solco della Tradizione Cattolica, che ha sempre professato che la Chiesa è essa il riferimento Unico ed Assoluto di ogni giusta e retta politica. E che il dovere della Chiesa e di ogni cristiano è quello di lavorare per il Progetto : INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO! Perché il Mondo intero sia consegnato, redento dal Suo Sangue, da Cristo Dio, a Dio Padre. Perché Dio è Unico, certo, per tutti: Egli è il Padre, di Gesù Cristo, Dio, e, in Gesù Cristo, Nostro, e noi , cristiani, gli unici, in Gesù Cristo, che osiamo chiamarlo Abba, Padre! … Questi è il Creatore del Mondo , il Dio Sussistente, indivisibile con altri dio..a cui il mondo deve amore e obbedienza. ( Altro che Libertà religiosa… )– Che sia anche la prova che quanto predetto da san Paolo nella sua Seconda Lettera ai Tessalonicesi si sta verificando? E’ questo il momento in cui è stato “tolto di mezzo chi finora trattiene “ – il mistero di iniquità – perché possa “rivelarsi l’ empio” e tutte le sue empietà – empietà= il Progetto illustrato sul Dollaro, dove tutto è diabolicamente orchestrato al grido blasfemo del primordiale e sempre ritornante: NON SERVIAM???

  21. Sal scrive:

    @ p. Danilo
    visto che le è piaciuto il post sulla preghiera del “Padre
    nostro”, col suo permesso mi permetto aggiungere un ulteriore
    dettaglio per una migliore comprensione al suo “anche per
    domani….o fra qualche anno. “
    La
    domanda collegata e consequenziale è: “ Lei come pensa
    che verrà ? Domani o fra qualche anno ?” Secondo Lei
    come/cosa dovrebbe accadere ? Ha qualche idea di come possa
    realizzarsi l’avvenimento dei “Nuovi cieli e nuova terra “
    dell’Apocalisse ?

    La voglio mettere sulla strada.
    Per iniziare consideri per es.: (Matteo 24.26) : – Allora
    se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, o:
    ‘È là!’ non lo credete. Poiché
    sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti che faranno grandi segni e
    prodigi da sviare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, vi ho
    preavvertiti.  Perciò, se vi dicono: ‘Ecco, è
    nel deserto’, non uscite; ‘ecco, è nelle camere
    interne’, non lo credete.  Poiché come il lampo
    viene dalle parti orientali e risplende fino a quelle occidentali,
    così sarà la presenza del Figlio dell’uomo.
     Dovunque sia il cadavere, là si raduneranno le aquile.”

    Anche
    (Luca 17.20.21) da un’indicazione: – “ Ma
    interrogato dai farisei su quando verrebbe il regno di Dio, rispose
    loro, dicendo: “Il regno di Dio non viene in maniera
    appariscente,  né si dirà: ‘Eccolo qui!’
    o: ‘Là!’ Poiché, ecco, il regno di Dio è
    in mezzo a voi”.

    La
    “presenza”
    del Figlio dell’uomo come la descritta da Matteo, può
    avvenire “come
    il lampo”

    solo sulla terra, perchè nel cielo Egli è sempre
    presente, quindi la descrizione deve riferirsi ad un avvenimento
    sulla terra perchè alcuni faranno grandi segni e prodigi per
    sviare, però dice anche di non credere a chi avrebbe preteso
    di averlo visto qui e là. D’altro canto Luca dice che il Regno
    era presente perchè Lui era presente ma di certo quella
    presenza contrasta con la presenza di Matteo descritta come il lampo;
    ma nello stesso tempo “non
    appariscente

    perchè il lampo lo vedono tutti. E che c’entrano le aquile ?
    Lei che ne pensa ?

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  22. Americo scrive:

    Basta leggere la storia di Roma nel Medioevo di Gregorovius per non trovare nulla di eccezzionale nel recente libro. Di papi ne abbiamo avuti centinaia, buoni e medicri, ma di loro non é rimasto nulla se non una postilla senza importanza nella storia. A paragone di un Galileo, di un Newton, di un Pasteur, di un Fleming, di un Einstein, a cui si deve molto del progresso dell’umanitá, i papi non sono che dei bambinetti che giocano a calcetto per la strada.

  23. Luisa scrive:

    Ho letto la recensione di Massimo Introvigne che, con ragione, Andrea Tornielli definisce accurata. Ne estraggo questi due passaggi:

    “Il ruolo del dissenso progressista appare particolarmente cruciale nelle campagne successive al motu proprio del 2007 Summorum Pontificum, che liberalizza la Messa con il rito detto di san Pio V, e alla remissione della scomunica nel 2009 ai quattro vescovi a suo tempo consacrati da mons. Marcel Lefebvre (1905-1991). Nel primo caso Rodari e Tornielli descrivono un quadro sconfortante di resistenza di liturgisti, riviste cattoliche, intellettuali con un accesso diretto ai grandi media come Enzo Bianchi ma anche vescovi e intere conferenze episcopali che si agitano, si riuniscono, arruolano la stampa laicista e tramano in mille modi per sabotare il motu proprio. La posta in gioco, notano giustamente gli autori che si riferiscono in particolare a uno studio di don Pietro Cantoni pubblicato sulla rivista di Alleanza Cattolica Cristianità, non è solo la liturgia ma l’interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Chi combatte il motu proprio difende l’egemonia di quell’interpretazione del Vaticano II in termini di discontinuità e di rottura con tutta la Tradizione precedente che Benedetto XVI ha tentato in molti modi di correggere e scalzare.”

    E, evocando le lobby “anti-Benedetto XVI”, aggiunge:

    “Queste lobby hanno successo perché hanno arruolato un secondo nemico del Papa costituito dal progressismo cattolico e da quei cattolici e teologi – tra cui non pochi vescovi – i quali vedono la loro autorità e il loro potere nella Chiesa minacciato dallo smantellamento da parte di Benedetto XVI di quella interpretazione del Concilio in termini di discontinuità e di rottura con la Tradizione su cui hanno costruito per decenni carriere e fortune. Le interviste ai cattolici progressisti permettono ai media laicisti di rappresentare la loro propaganda non come anticattolica ma come sostegno  contro il Papa reazionario che vuole “abolire il Concilio”, cioè mettere in discussione il suo presunto “spirito”, dal momento che la lettera dei documenti conciliari dai giornalisti anticattolici non è neppure conosciuta e dai loro compagni di strada “cattolici adulti” è giudicata irrilevante.”

    http://www.cesnur.org/2010/mi-ratzinger.html

  24. Sal scrive:

    @ Reginaldus
    il suo post 26/8 11.35 am sembra rivelare un forte dissenso e una
    certa fermezza basati su una fede che la spinge ad impegnarsi per la
    realizzazione di ciò che ritiene giusto.
    Lei scrive: “ Che il Ratzinger- Ben16 si faccia
    promotore, come ultimamente nella sua ‘enciclica’ Caritas
    in veritate’ – sulla scia della ‘Pacem in terris’
    del suo antecessore G.23 – del Progetto chiamato espressamente
    col suo nome ‘Nuovo Ordine Mondiale’, è la prova
    che costui, come i suoi antecessori, sono usciti dal solco della
    Tradizione Cattolica, che ha sempre professato che la Chiesa è
    essa il riferimento Unico ed Assoluto di ogni giusta e retta
    politica. “

    Non entro nel merito di ciò
    che è stato fatto per non iniziare un confronto senza fine, ma
    mi permetto, dato che lei si dimostra uomo di fede, ricordarle la
    disposizione che il Maestro diede ai “suoi” discepoli fu
    : – “ :
    “Ogni pianta che il mio Padre celeste non ha piantato sarà
    sradicata.  Lasciateli stare. Sono guide cieche. Se, dunque, un
    cieco guida un [altro] cieco, entrambi cadranno in una fossa”.

    (
    Matteo 15.13-14)

    Quando
    i “suoi” discepoli si trovarono nella medesima situazione
    di chi vuole fare la cosa giusta, il principio base fu espresso da
    Gamaliele : – “Non
    vi immischiate con questi uomini, ma lasciateli stare; (perché,
    se questo progetto o quest’opera è dagli uomini, sarà
    rovesciata;  ma se è da Dio, non li potrete rovesciare);”
    (Atti
    5.38)
    Per
    ultimo, una riflessione sulla Tradizione per mostrare come il Maestro
    considerava la Tradizione. Egli disse: – “
    rendete la parola di
    Dio senza valore con la vostra tradizione che avete tramandato. “

    (
    Marco 7.13)

    Non
    mi sembrano parole di approvazione, perchè la tradizione rende
    la mente inutile, affossa la capacità di ragionare, di
    comprendere motivi, ragioni, le cause. Lei sa che gli ebrei avevano
    una molteplicità di tradizioni che furono abbandonate una
    volta divenuti cristiani. La vera forza dell’uomo è quella di
    riuscire a cambiare visuale, cambiare modo di pensare e di agire per
    rendere onore all’intelligenza che gli è stata donata anziché
    adattarsi alla tradizione perché : – ”
    il mondo passa e pure
    il suo desiderio”
    (1
    Giovanni 2.17)

    Tutto
    è in movimento e non si può rimanere statici, ma
    occorre essere capaci di afferrare l’opportunità : – “
     Fosti chiamato
    quando eri schiavo? Non te ne preoccupare; ma se puoi anche divenire
    libero, afferrane piuttosto l’opportunità”

    (1Crinti
    7.21)

  25. Simon de Cyrène scrive:

    Personalmente preferisco acquistarmi e leggere il nuovo saggio di prima mano che discuterne sulle basi di altrui commenti.

    Ma, basandomi sull copia/incolla di Luisa, penso che non si può che essere d’accordo con quest’analisi di Introvigne: “Chi combatte il motu proprio difende l’egemonia di quell’interpretazione del Vaticano II in termini di discontinuità e di rottura con tutta la Tradizione precedente che Benedetto XVI ha tentato in molti modi di correggere e scalzare.”

    Definitivamente chi ama la Chiesa ed il Papa difende un’interpretazione del S.S. Concilio Vaticano II che ne mostri la continuità con tutta la Tradizione precedente: questa è la pietra d’inciampo e chiunque, all’interno della Chiesa, lotta a viso aperto o no per un’interpretazione di discontinuità in realtà pugnala il Santo Padre e partecipa all’hallalì denunciato dal Nostro e da Rodari.

    Ringrazio Luisa per aver specificamente sottolineato questo punto.

    In Pace

  26. peccatore scrive:

    Ringrazio Luisa e mi fa molto piacere che Simon de Cyrene la complimenti. Ringrazio ancor più Andrea Tornielli e Rodari.

    Aggiungo che la Chiesa ed il Papa di nemici esterni ne avrà sempre e dobbiamo persino amarli. Più deplorevole è la presenza di nemici interni. A loro va rivolta, con la preghiera per la loro conversione, tutta la nostra deplorazione (o meglio, tutto il nostro disgusto).

    Quanto allo “specifico”, sarà utile sapere che nell’elenco di “casi” citati un comune denominatore lo si può trovare nello schema seguente.

    La Segreteria di Stato è il dicastero della Curia Romana che collabora più da vicino con il Papa nella guida della Chiesa universale, sia coordinando i vari uffici della Santa Sede che curando i rapporti con gli Stati e gli organismi internazionali. È presieduta dal Cardinal Segretario di Stato, il massimo esponente dell’attività politica e diplomatica della Santa Sede.
    Si articola in due sezioni: la Sezione per gli Affari Generali e la Sezione per le Relazioni con gli Stati.

    Affari Generali è una sorta di ministero per gli affari interni, si occupa della direzione e del coordinamento di tutti gli uffici della Santa Sede: custodisce il Sigillo papale (con cui vengono autenticati gli atti più importanti del pontefice) e l’anello piscatorio (con cui vengono sigillati i brevi), vigila sugli organi di informazione della Santa Sede (il Portavoce, l’Osservatore Romano, la Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano) e pubblica gli Acta Apostolicae Sedis (il bollettino ufficiale della Santa Sede). È posta sotto la direzione del Sostituto per gli Affari Generali, coadiuvato dall’Assessore per gli Affari Generali.

    Relazione con gli Stati è l’equivalente di un ministero degli affari esteri; cura, anche attraverso le Nunziature apostoliche, i rapporti diplomatici della Santa Sede con gli Stati stranieri e gli altri organismi internazionali; gli compete anche la stipula di accordi come i concordati. È posta sotto la direzione del Segretario per i Rapporti con gli Stati coadiuvato dal Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati (un prelato), ed è assistito da una commissione di Cardinali e Vescovi.

    In questo schema è possibile individuare un “filo rosso” di tutti i “casini”? Un punto “nevralgico”, una “nota dolens” reiterata, coperta e temuta? Secondo alcuni sì.

    “Giuda, Giuda, perchè mi tradisci?”
    Ma Gesù lo chiamò comunque amico.
    La croce è necessaria perchè il demonio perda mentre tresca per vincere…

    Comunque l’aria sta cambiando. Nessuna illusione circa i colpi di coda dell’amico del giaguaro, non mancheranno e dolorosi, ma il disvelamento dei ruoli, lo smascheramento dei “conciliarmente discontinui”, le quinte colonne del relativismo modernista (e massone) saranno sempre più alla luce del sole, magari con qualche “promoveatur ut…”, meglio ancora se senza “promozioni” ed un bel “amoveatur”.

    Sia fatta la volontà del Padre! E tante preghiere a Dio perchè sostenga ed aiuti il nostro Papa Benedetto.

  27. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Peccatore,

    se Lei ci potesse aiutare ad evidenziare questo “filo rosso”…. ;-)

    In Pace

  28. P.Danilo scrive:

    Caro Reginaldus, impossibile rispondere alle molte domande che lei pone. Me le sono poste anch’io negli anni giovanili, e le risposte me le ha date tutte un certo Card. Giuseppe Siri, di venerata memoria. Anch’io amo molto San Pio X, papa nostro veneto (sono veneto pure io), ultimo baluardo della Cristianità-Europa. Ma essendo io da sempre papalino, ora sto con questo Papa e seguo tutta la sua dottrina; provi anche lei e vedrà che troverà risposta a tutte le sue domande. Nella dottrina di questo Papa non ho trovato nulla in contrasto con la Tradizione cattolica. I Dogmi della Fede cattolica sono sempre quelli, nulla è stato cambiato nell’ultimo secolo. I documenti del Vat.II, riflettono la teologia di San Tommaso, più di quanto si possa immaginare; il problema è che pochi conoscono la teologia tomista. Un altro problema è che oggi non si riesce a fare una presentazione dottrinale del Cristianesimo, tutti scappano, quindi a chi rivolgersi? Agli uccelli e ai pesci del mare?

  29. peccatore scrive:

    Caro Simon,

    non è importante odiare il peccatore, ma detestare il peccato. Il peccato -nella fattispecie- è di “comunicazione”. Il peccatore è in condizione di agire lì. Non certo “pro domo sua”, ma nell’interesse “collettivo” di chi rema contro Papa Benedetto XVI, tanto chiaro, logico, determinato e lucido, tanto quanto ne si vuole depotenziare il messaggio. Ciò che mi piace del Santo padre è la sua bonomia, la sua costanza calma, la sua ingenuità tutta abbandonata alla provvidenza, ma piena di intelligenza e di sapienza. Alle quali vengono opposti potere, mezzucci e furbizie. Contando che chi “subisce e patisce” ama almeno tanto quanto soffre. Questo è cristianesimo, più che aziendalismo. Ne sono felice. Prego per la conversione del peccatore, non mi interessa odiarlo, preferisco che se ne occupi chi è nella responsabilità e nella grazia di poterlo fare. Dico solo che non parliamo di eterei fantasmi, ma di uomini in carne ed ossa, occupanti certe scrivanie… Almeno non dovrebbero stare lì, senza andare all’inferno, magari capendo il danno provocato… Addirittura diventando dei nuovi San Paolo. Perciò il peccatore va amato, detestandone il peccato. Perciò il nemico va amato, riconoscendolo come nemico. Scaltri come serpenti… lo dice anche il vangelo! E non pettegoli.

  30. Simon de Cyrène scrive:

    P.Danilo,

    concordo con Lei sulla densità tomista dei documenti del S.S. CVII; vorrei aggiungere, per chi desidera passarsi il tempo di comparare i documenti di questo Concilio con quelli dei Concili precedenti, che i primi si riferiscono esplicitamente ed organicamente alle dottrine tradizionali im modo assai più sovente che i secondi, ad un punto tale che si può dire che, dal punto di vista della stesura dei testi, il S.S.CVII è probabilmente quello che ha il più tenuto conto della Tradizione.

    In Pace

  31. P.Danilo scrive:

    Caro Sal sono molto felice del suo interesse riguardo il ritorno di Cristo nella gloria. Diciamolo sommessamente: il Cristianesimo è la religione dell’escaton, per preparare l’umanità tutta intera alla nuova umanità; ci sarà una nuova umanità: tutte le Scritture parlano di questo. Avremo noi la grazia di vedere questa nuova umanità? Lo speriamo. Non mi azzardo a fare altri discorsi sulla probabile data, sul come il Cristo apparirà, su chi lo vedrà, su chi lo saprà riconoscere. Vero è che le Chiese non si stanno per nulla preparando a questo, hanno paura di parlare di questo, e chi predica il ritorno ormai imminente del Signore è preso per pazzo e messo a tacere. P.S.: secondo i calcoli di certuni mancano circa vent’anni.

  32. Luisa scrive:

    @ Andrea Tornielli

    Andrea, potrebbe dirmi se è già prevista un`edizione in francese? Grazie.

  33. P.Danilo scrive:

    Caro Simon, riguardo quanto lei dice, c’è un libro, di cui ora mi sfugge il titolo; spero di ritrovarlo, così le comunicherò autore e titolo. Avevo anche letto i Commenti ai documenti del Conc. Vat.II del card. Siri, pubblicati, mi pare, dalla editrice Massimo di Roma (1966 o 1968), oggi introvabili.

  34. Pippo Trolley scrive:

    Il papa è un uomo anziano, è un uomo di esperienza, sapeva che fare il papa non è certo una passeggiata di salute, uno come Benendetto XVI è contento di prender “schiaffi” (Atti 5:41). E non ha forse detto Gesù Cristo nostro SignoRe: A chi ti schiaffeggia sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica? (Lc 6:29)

    Sta scritto, infatti: Il discepolo non è da più del Maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. (Lc 6:40)
    Inoltre, se quanto scritto in 2Samuele 16:9-11 è vero per il “lancio di sassi, polvere e maledizioni”, allora quanto più sarà vero per banali contrarietà di opinioni.

    Se proprio devo indagare sugli schiaffi presi da qualcuno,
    allora preferisco indagare sugli schiaffi – QUELLI VERI – presi da Gesù Cristo nostro SignoRe.

    Sia lodato Gesù Cristo.

  35. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Peccatore: la Sua risposta mi va benissimo ;-)

    Caro P. Danilo, grazie :-)

    In Pace

  36. Dav scrive:

    Voglio ricordare a tutti che appena il Santo Padre chiama, i primi ad accorrere siamo noi neocatecumenali pronti a dare la vita per il Papa e per la Chiesa missionaria nel mondo.

  37. Teofilo scrive:

    Grazie per questo libro! MI sarà di grande aiuto anche a scuola con gli studenti!!!

  38. Marco N. scrive:

    Beati voi, Dav…comunque i primi della classe ( o sedicenti tali) non li ho mai avuti particolarmente a genio…chissà perchè?

  39. Andrea Tornielli scrive:

    A Luisa: al momento non ci sono accordi per l’edizione francese, ma spero vivamente che possa essere pubblicata.

    A Tradizionalista: chi ha modo di leggere tutto il libro, può vedere che noi non mettiamo nessuno sul “banco degli imputati”: constatiamo l’esistenza di attacchi esterni da più fronti, dell’esistenza di un “frame”, cioè di un cliché mediatico negativo e consolidato, dell’esistenza di un dissenso interno piuttosto visibile. E non nascondiamo anche qualche pecca di governo e di comunicazione da parte dei collaboratori, notando però – ad esempio – come durante le recenti polemiche per lo scandalo pedofilia proprio la comunicazione sia notevolmente migliorata nel controbattere prontamente a certe semplificazioni mediatiche.

  40. Reginaldus scrive:

    #Padre Danilo–Grazie della risposta. Ma io continuo a non racapezzarmi. Come si fa a sostenere che “ la medesima persona , nel medesimo tempo, pensi che la medesima cosa sia e non sia” ( Principio di non contraddizione, da Aristotele, che San Tommaso fa suo… ), come per esempio che il papa, che nella sua funzione è la medesima persona- il successore di Pietro. il Custode del patrimonium fidei – sostenga ora che Cristo è l’unico Salvatore , al quale ” deve piegare ogni ginocchio in cielo e sulla terra”, e poi dire che gli Ebrei si salvano in forza della Thorà di Mosé , e cioè che la Vecchia Alleanza è sostituita dalla Nuova, anzi no, che la Vecchia Alleanza continua a rimanere in vigore, a prescindere da Cristo??? Come si fa a sostenere che la Libertà Religiosa è insostenibile e che, no, ognuno ha il ‘diritto’ di scegliere la sua religione? ( metto subito in chiaro che ognuno è sì LIBERO nella sua scelta, ma insieme che ognuno ha l’ OBBLIGO di scegliere secondo verità, perché l’uomo, animal rationalis, è orientato per natura verso la razionalità della verità, e Cristo E’ la Verità – Vangelo e san Tommaso… )….Non si può affermare questo e il contrario di questo,” nella stessa relazione” ( sempre per quel principio …)… Lei dice che in questo Papa non ha trovato nulla in contrasto con la Tradizione cattolica” ? Beato lei : io trovo che dal vatican due, e massimamene in questo ‘papa’ , nulla è più conforme alla dottrina perenne della Chiesa ( quei due esempi ancora qui citati, per ripetermi- ma repita juvant! – lo dimostrano… ). E dico ‘massimamente in questo ‘papa’, che gli errori del vaticandue li ha portati alla massima esasperazione nascondendo questa sua operazione con un atteggiamento da falso conservatore…. )Lei dice che il vaticandue “ riflette la teologia di san Tommaso più di quanto si possa immaginare”?Sì, d’accodo, il vaicandue cita per centinaia di volte San Tommaso, ma, spudoratamente, per demolirlo: operazione praticata da sempre, dagli eretici, che per fare passare le loro eresie, le ‘novità’ di cui parla San Paolo, citano sempre le “autorita”…. Si rilegga, anche a questo riguardo, la Pascendi del suo amato Pio X! Sì lo citano a ripetizione , per trarre in inganno gli sprovveduti che si fanno incantare dalla risonanza del nome, e chi si fa trarre in inganno non conosce certo San Tommaso ( si legga Padre, La denuncia di Garrigou-Lagrange – anche lui un inesperto di San Tommaso??? – degli errori della Nouvelle Théologie, che impregna tutto il suo vaticandue e tutto il pensiero e l’insegnamento dei ‘papi’ generati da tanto concilio e di questo custodi ed esecutori!… ). La realtà è che chi non pratica il principio di non contraddizione, deve lasciare stare San Tommaso, e si affidi pure alle nuove teologie fondate sulle filosofie razionaliste tedesche, di Kant e di Hegel e di Heiddeger, per le quali la religione è solo una manifestazione del sentimento religioso, e per le quali la verità non è oggettiva, in re, nelle cose, come nella metafisica aristotelico-tomistica, ma è puro parto dell ‘intelletto umano, che la ‘verità inventa e innova secondo i suoi bisogni, vari in ogni tempo… Lei sta col papa? Anch’io sto col papa, ma col papa che è papa, il Successore di Pietro : perché se dovessi credere nel ‘papa’ alla sua maniera, sia che mi dica questo che il suo contrario, più serio sarebbe non credere affatto in nessun papa…. A me non piace essere preso per i fondelli…Ma niente paura: la Chiesa permane, seppure eclissata. Non sarà l’anticristo a distruggerla, anche se l’apparenza sembra dargli ragione. “ Roma perderà la fede e diventerà sede dell ‘ Anticristo… La Chiesa sarà eclissata e il mondo sarà nella costernazione” … Sì, la chiesa -moderna ( modernista) ha fatto di tutto per screditare La Salette ( e Fatima, terzo segreto travisato e… ridicolizzato ), secondo una ripetuta tipologia metodologica…), ma queste parole come suonano conformi a quelle della Sacra Scrittura, per esempio quelle in 2 Tess. 2! (testo citato nel mio precedente commento, ma di cui non si sa dare una spiegazione…)

  41. Reginaldus scrive:

    #Sal: ma la Tradizione, come la intende la (vera) Chiesa, fa un tutt’uno con la Verità della Sacra Rivelazione: essa veicola il messaggio di fede allo stesso modo della Scrittura. E già nella Sacra Scrittura abbiamo questa testimonianza, come si legge in San Paolo ed in san Pietro, per esempio. Sono cattolico, Sal, non protestante, e non cattolico alla maniera romana di oggi, che è una nuova versione ( in ritardo… ) del protestantesimo…

  42. Reginaldus scrive:

    ” i papi non sono che dei bambinetti che giocano a calcetto per la strada…” ( AMERICO ).: quando l’ignoranza pura si atteggia a saccenteria! Senza i Papi non ci sarebbe stata l’ Europa con il corteo dei suoi grandi personaggi: punto. Proviamo un po’ a pensare alla condizione umana nelle parti del mondo dove l’azione nulla e bambinesca dei papi non si è esercitata così da presso come in questa Europa….

  43. peccatore scrive:

    A proposito di francesi…

    oggi è stato il giorno del (tete de) Minc, di turno…

    Giusto per non farsi mancare nulla, Sara-kosì, kosi sarà…

    E per notare come chi dovrebbe almeno far presente che c’è un limite, latita. Avessero offeso un “prete di frontiera”, accogliente quanto basta per non cacciarsela troppo con la VERITA’, apriti cielo! sarebbe stato un fuoco d’artificio di dichiarazioni solidali.

    Ma per un tedesco, un papa, ma dai…

  44. Luisa scrive:

    Su NCR recensione di John L Allen che spera in una rapida traduzione in inglese e si offre per scrivere la prefazione!

    http://ncronline.org/blogs/all-things-catholic/attack-ratzinger-italian-book-assesses-benedicts-papacy

  45. Simon de Cyrène scrive:

    Reginaldus,

    Lei afferma che il Papa avrebbe detto che “gli Ebrei si salvano in forza della Thorà di Mosé , e cioè che la Vecchia Alleanza è sostituita dalla Nuova, anzi no, che la Vecchia Alleanza continua a rimanere in vigore, a prescindere da Cristo”.

    Non è che mi diffido di Lei, ma apprezzerei citazioni precise, alfin di evitar da aver da discutere su fuffa.

    In Pace

  46. antonella lignani scrive:

    Propongo a Luisa e a Simon, che penso conoscano bene il francese, di scrivere un breve testo da inviare ad Alain Minc, per biasimare i suoi giudizi sprezzanti e superficiali sul “papa tedesco”. Non ci provo di persona, pour moi c’est mieux le latin.

  47. Sal scrive:

    @ Reginaldus
    non mi permetterei di mettere in dubbio la sua fede, nè di criticarla per questo. Il rispetto è dovuto a tutti a prescindere. Devo tuttavia chiederle come fa a sostenere e dimostrare che si tratta di “vera” chiesa” .
    Avrà certamente letto quante volte ho sostenuto la tesi che la “vera” chiesa, sarà quella che verrà dichiarata tale, alla fine; al ritorno del Signore, se riteniamo che la scrittura sia autentica e credibile.

    E’ vero che ci sono persone meritevoli e degne, ma ce ne sono in tutte le religioni e gruppi come similmente ce ne sono anche di non meritevoli in tutte. Né siamo stati nominati giudici di alcuno.

    Ma se lei, come mi pare voglia intendere, si definisce credente parlando di Sacra Rivelazione come può affermare che il cervello di un terzo sia diverso dal suo ? Se tutti i battezzati in acqua, ricevono lo SS, perché mai un terzo dovrebbe averne di più o di meglio per poter stabilire ciò che è vero o per poter attribuire ad uno scritto un significato migliore di quanto non potrebbe fare lei ?
    Non credo che ogni giorno quando legge il giornale va da qualcun altro a farsi tradurre le notizie.

    Solo un esempio, generalmente si sostiene che la vera chiesa è quella di Pietro perchè ricevette il mandato da Gesù stesso. Ma anche Paolo sostiene di aver ricevuto il mandato da Gesù stesso quindi perché definirla la chiesa di Pietro e non di Paolo ? ( Galati 2.8) conseguentemente la tradizione verrebbe a cadere perchè non sarebbe più quella discendente da Pietro.

    Lei conosce meglio di me i motivi della nascita del protestantesimo, che fu originato da cattolici “scandalizzati” come sa pure che qualche papa affermò che anche in altri fratelli separati esistono semi di verità.
    E quindi perchè l’esclusiva ? La chiesa è stata fondata per una rivelazione della Verità basata e spinta dall’amore, non per rivendicare chi siamo o dimostrare se abbiamo operato bene o male. Il giudizio è di Altri.

    Rifletta su questo, 1 Corinti 12.27 : “ Ora voi siete il corpo di Cristo, e individualmente membra” – “Individualmente, non dice in gruppo né dice come religione.

    La Tradizione non potrà mai essere un tutt’uno, perché altrimenti avrebbero ragione i sacerdoti ebrei discendenti da Aaronne, i Leviti per ordine di Dio direttamente. Gesù ha scardinato la tradizione perchè la tradizione fa solo regredire la mente mentre il mondo avanza.

    Saluti

  48. raffaele savigni scrive:

    Anch’io credo che Benedetto XVI sia stato attaccato in misura eccessiva (come accadde del resto a Paolo VI): è la sorte che tocca ai papi giudicati da certi opinionisti “troppo intellettuali”. Ma non credo che l’attacco provenga solo dai cosiddetti “progressisti”: viene anche da altri settori, colpiti nei loro bassi interessi. E del resto non mancarono infami attacchi nei confronti dii altri grandi uomini di Chiesa come il già citato Paolo VI, il card. Lercaro ecc.

  49. peccatore scrive:

    Prof. Savigni, la cosa più disdicevole degli eccessivi attacchi cui è soggetto, come lei stesso scrive, il Papa Benedetto XVI (come del resto accadde a Paolo VI, per esempio sull’Humanae vitae) non consiste nei salotti buoni degli opinionisti, progressisti o meno, che hanno in antipatia gli “intellettuali”.

    La cosa davvero grave, per me -da cattolico- è la netta impressione di una saldatura tra una fetta consistente e potente di apparato ecclesiale ostile al Santo Padre con il potere organizzato e RELATIVISTA che asseconda (se si vuole semplificare chiamiamola massoneria), lucidamente smascherato, pur nella fragilità che caratterizza ogni vita umana, dal magistero petrino di questo Papa, più attento alla Verità che all’opportunità e più facile da capire di chiunque dica qualcosa (anche perchè dice qualcosa, nel nulla assoluto dei frittimisti, anche pastorali, di altre campane secolarizzanti).

    A mio avviso però non c’è paragone che regga, nel recente passato, con quanto sta accadendo oggi, tanto è grande l’ammucchiata di potere che tenta di silenziare o depotenziare il Papa e soprattutto tanto è forte la sensazione di scollatura dentro la Chiesa stessa, dopo un quarantennio abbondante di libere uscite senza giustificare nemmeno i ritardi al rientro.

    Non avessi la fede in Gesù, stenterei a credere che un uomo possa reggere ciò che sta reggendo Benedetto XVI. Sapendo che è la fede ad animare il Papa, so già che, qualunque cosa accada, il Signore è con Lui e chi gli vuole male non potrà che perdere, secondo la Volontà di Dio.

    Che il Signore continui ad assisterLa, Santo Padre.

    Abbia la fede perseverante che tanti suoi teorici collaboratori hanno ormai riposto nelle vicende dei potentati umani. E ci benedica, perchè vediamo la differenza tra il cristianesimo del vangelo e quello delle sue varie riproposizioni adulterate e taroccate, dall’inconfondibile puzza sulfurea.

    La Vergine interceda per tutti noi.

    Messaggio 25/8: “Con grande gioia anche oggi desidero nuovamente invitarvi: pregate, pregate, pregate. Questo tempo sia per voi tempo per la preghiera personale. Durante la giornata trovate un luogo dove, nel raccoglimento, possiate pregare con gioia. Io vi amo e vi benedico tutti.”

  50. Marco N. scrive:

    Anch’io credo che Benedetto XVI sia stato attaccato in misura eccessiva (come accadde del resto a Paolo VI): è la sorte che tocca ai papi giudicati da certi opinionisti “troppo intellettuali”. Ma non credo che l’attacco provenga solo dai cosiddetti “progressisti”: viene anche da altri settori, colpiti nei loro bassi interessi.

    Egregio Savigni, mi era sorto il dubbio che Lei appartenesse agli ” altri settori” di cui Lei parla in chiusura di codesto alato commento. Non capisco però fino a qual punto siano “bassi” i suoi interessi.
    Ma forse è meglio non capire in questo caso…. stia benino..

  51. Marco N. scrive:

    Pardon , Savigni, ho scritto ” egregio”, ma avrei voluto scrivere ” povero”, come al solito.
    Sa….cerco di essere buono con Lei come il Suo commercialista personale….

  52. antonella lignani scrive:

    Molto bello l’intervento di “peccatore”. Incredibili le parole dell’ineffabile Minc.

  53. P.Danilo scrive:

    Io non credo proprio a tutti questi fantasmatici attacchi, né all’interno, né all’esterno. Benedetto XVI è venerato e onorato da tutti, anche dai “nemici”. Non si lascia influenzare da alcun card. o mons. L’obolo di San Pietro è cresciuto come non mai tanto che il S.Padre riesce ad aiutare tutti i Vescovi del mondo, ma, questo nessuno lo sa ed è meglio così; anzi bisogna anche aggiungere che vi è un aiuto diretto anche ad altre Chiese povere e senza risorse. Ha fatto un’ottima e sintetica presentazione dei tutti i Padri della Chiesa… qualcuno se ne è accorto?

  54. P.Danilo scrive:

    Reginaldus, ciò che ha scritto nel suo ultimo post a me rivolto,lo ritiri immediatamente, non è degno di un cattolico. Ma chi è lei per giudicare questo Papa e tutti i Papi del Novecento? Certo lei non è un uomo della Tradizione, ma piuttosto della reazione. Un vero tradizionalista non giudica mai la gerarchia ecclesiastica, né la critica, né di essa si fa beffe, ma soltanto obbedisce. Questa è la regola fin dai tempi di Dionigi Areopagita.

  55. peccatore scrive:

    Che cosa va dicendo di tanto indigesto Papa Benedetto XVI, da creare mal di pancia globali?

    Che cosa dà tanto fastidio al potere dominante, al principe di questo mondo, tenebroso quanto sfavillante di luci, ricchi premi e soprattutto tanti “cotillons”?

    E, quinte colonne interne a parte, dove si annida più precisamente il serpente tentatore?

    Noi, fragili creature, siamo stati creati. Siamo terra in questa minuscola terra, sperduta nell’universo. Dio ha creato tutto. Dio è Trinità ed è amore. L’uomo, sedotto da Satana, puro spirito ribellatosi per superbia, ha peccato e questo peccato ha corrotto la perfezione della creazione. Il peccato, come un microbo, un virus, produce ogni sorta di male. Propalato, addirittura insegnato, persino raccomandato. Dio ha preso l’iniziativa di visitarci e salvarci. Gesù, Dio incarnato, è l’unico salvatore. I vangeli sono resoconti storici e la Chiesa è in diretta continuità con questa storia di salvezza. Rendere culto fiducioso e grato a Dio è l’unica vera finalità liturgica, rivolta al primato di Dio, umile, conscia del sacrificio della croce. Non è un’idea, ma l’effetto efficace di una presenza reale, perdurante, volta al ritorno sensibile di Cristo ed alla veenuta del Regno di Dio, come promesso. Non c’è carità senza Verità. La Verità esiste, è una, è questa, protesa nell’eterno, nel giudizio di Dio. In questa speranza c’è la salvezza.

    Proviamo adesso ad immaginarci chi (liturgicamente) predilige una centralità dell’uomo, che dice che non c’è peccato originale. Anzi, che ha omesso di trattare del peccato nella catechesi, giustificando tutti, sempre e comunque. Che ritiene i vangeli scritti un secolo dopo i fatti, un manuale interpretabile di valori ed ideali. Che centra tutta l’attenzione sull’al di qua, che dei morti e della comunione dei santi, dei miracoli, delle apparizioni e degli angeli custodi non sa che farsene, tranne per promuovere la cultura new age.
    “Forte” di queste “acquisizioni” moderne ed aperte, ritiene “abbastanza vera” ogni religione. Cioè non ritiene essenziale Gesù per la salvezza. E tanto meno la Chiesa sposa di Gesù, ridotta a istituzione ed organizzazione umana, abitata con le stesse logiche di potere da prelati collusi con il “mondo”. Perciò costoro vedono nel progresso umano la via alla perfezione e si crede l’uomo creato per caso ed “evoluto” secondo i dettami (post)darwiniani. Ebbene la secolarizzazione e la cristianizzazione hanno deisticamente infiltrato la società. Fallita l’illusione comunista, siamo ubriacati di consumismo, plagiati da un sistema mass mediatico sempre più seducente, uniformante, pilotato e posseduto da pochi. Chi detiene le leve finanziarie, con queste corrompe vieppiù la creazione. Sono gli stessi che propongono il relativismo come verità e lo scollamento da ogni storicità come via per affermare le proprie magnifiche sorti e progressive. E che nella tentazione del potere esercita il proprio mortifero influsso su tutto… Persino mettendo le religioni le une contro le altre. Per fare di Dio un problema. Mentre hanno già fatto un problema dell’uomo, specie se non è uniformato e produttivo… contento di lorsignori e d’accordo con il loro modo di vedere ed imporre ciò che è “giusto per i giusti”. Per affermare il loro “nuovo ordine” non disdegnano il nichilismo. L’uomo viene visto come un pericolo per l’umanità. All’occorrenza qualche sterminio atomico può persino essere “utile”. Perchè comunque è “l’utile” a guidare la catechesi di mammona. E così per affermare la cupola cercano di scoperchiare er cupolone che imperterrito li smaschera.

    Ecco il fastidio provocato da questo papa, vicario di Cristo, un tedesco, proprio nel XX secolo che ha macchiato quel popolo. «La verità deve venire prima della libertà affinché la libertà sia responsabile. In questo modo la carità, cioè l’azione economica, sarà subordinata ai fini e non ai mezzi. E il fine principale è uno sviluppo integrale dell’uomo».
    Integrale? Eh sì… siamo “integralisti”!
    W IL PAPA !!!

  56. peccatore scrive:

    Comunque lorsignori stanno barando forte: la crisi economica è fuori controllo. Sanno solo stampare soldi per salvare le banche, facendo pagare il conto ai popoli, mediante gli Stati sempre più indebitati. E speculando su salite e discese di borsa, che conoscono in anticipèo, “scommettendo” a colpo sicuro.
    Dietro questi strani giochi, giochetti e giocatori si celano decisioni quali un bailout (paracadute) al sistema delle banche (specie anglo-americane, ma non solo). Un sistema basato sullo spreco ed il debito posseduto e rivenduto ad interesse, con oltre 350 mila (!) miliardi di Euro in derivati scorrazzanti per le tastiere degli operatori finanziari (quasi 10 volte il PIL del mondo).
    La coperta è tanto corta che per non far vedere le mutande del re, ci si è inventati di aiutare “il sistema” con uno “stimulus” (in realtà un defibrillatore) o paracadute (più appropriato, vista la caduta libera da molto in alto), “inventandosi” (stampandoli) qualcosa come 5 mila miliardi di Euro (in più riprese), finiti a saldo negativo del bilancio degli Stati. Questi si “rifaranno” dapprima tagliando le spese (tra cui gli aiuti ai Paesi poveri), poi o alzando le tasse o riducendo il welfare dei propri cittadini. In alternativa chi è più indebitato potrebbe sceglierà l’inflazione, riducendo così il peso del debito per evitare la bancarotta (e la fine del sistema), ma mettendo sul lastrico tutti i redditi fissi (nonché i senza reddito). Chi manovra questo gioco per “coerenza” rinuncia a spendere anche per l’ambiente (e non è il momento di rompere le scatole ai creditori cinesi), mentre i leaders politici, quando non sono parte integrante del gioco, non possono più promettere nulla, essendosi ormai giocati anche la camicia (gli resta solo la faccia ed il ruolo di leaders mediatici, rassicuranti e proni/supini ai diktat dei mammasantissima della finanza globale).
    Così non si trovano 30 miliardi di Euro (meno di un misero 1% degli aiuti dati al sistema finanziario negli ultimi 24 mesi) per un miliardo di persone alle prese con la fame, cioè meno di 10 centesimi al giorno cadauno! Intanto però ci si arma, si minaccia, si crea l’ansia per blindarci e proteggerci, si fantastica di “riprese” che al massimo saranno quelle di una telecamera. La soluzione? Magari fare meno figli, aborti, eutanasia, pillole varie. E, perché no, qualche arma di distruzione di massa. Mentre milioni di alluvionati attendono un pacco-viveri c’è chi fa profitti persino sui mercati con le corna a toro. Sono venute al pettine le contraddizioni economiche che ruotano intorno al cibo. Il costo degli alimenti lievita. E qualcuno vedrà salire i propri profitti, avendo messo le mani sui raccolti “asciutti” e sugli OGM che affamano i contadini. La crescita della popolazione non c’entra. Il Papa lo dice chiaramente: ci sarebbe cibo per tutti. E non lo dice solo lui. Piuttosto «l’egoismo, consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci». Benedetto XVI non parla di un fenomeno generico, ma di un meccanismo preciso che riguarda alcuni strumenti finanziari – i cosiddetti futures – che vengono scambiati da alcuni soggetti. Gli stessi che tramite i media tracciano la linea dei governi. E che chiedono “riforme”. I globalizzatori. I maestri della “competitività”, della “crescita”, delle percentuali, delle bolle e soprattutto di colossali balle.
    Pensate un po’ in che mondo “etsi Deus non daretur” viviamo: dei furbastri senza soldi ma con il potere di dire di averli prestano anche quello che non hanno, sulla parola di un altro come loro. Di prestito in prestito, tutti si indebitano, pagando interessi. C’è chi vive di questi interessi, erogando altri prestiti e facendo scommettere sulla solvibilità dei debitori. Alla fine viene scommessa una cifra che è decine di volte maggiore di quella prestata, che è dieci volte quella effettivamente posseduta, mentre il risparmiatore “si fida” dando a questi pescecani il frutto del proprio lavoro… Ma non basta: ci vogliono Stati che legiferino senza troppe pretese, ma adatti a tassare i propri cittadini o a pagare interessi sovranazionali. Dico: ma perchè dovrei pagare interessi a uno che ha prestato soldi che non ha? Invece li paghiamo, in cambio di una apparente libertà di chiedere tutto e fare tutto, basta non toccare dell’albero del bene e del male, cioè le banche, specie quelle centrali, nel regno di Mammona. Queste speculano su tutto, cibo compreso, affamando gli agricoltori e i più poveri, mentre con il mutuo trentennale su case di piccole dimensioni prosciugano stupendi bassi e precari… Che bello! E chi è il problema? Ma certo (e non ironizzo): il Vaticano! Che come il grillo parlante fa ragionare le masse, checchè ne dicano i mass media. “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: questo è il Regno di Dio. Invece in quello di Mammona ci rimettiamo noi e vien voglia di rimettere quel che mangiamo mentre un miliardo di persone soffrono la fame. Liberaci dal male, o Padre nostro e che chi ha ben presente il timor di Dio si ravveda, finchè c’è il tempo della Grazia, perchè poi ci sarà presentato il conto.
    Temo molto salato. Io sto tra quelli che comunque mangiano sempre, e bene.

  57. Simon de Cyrène scrive:

    Peccatore,

    rispetto al Suo ultimo post, vorrei dire una sola cosa: mi dispiace non averlo scritto io.

    Grazie

    In Pace

  58. Gianfranco scrive:

    Ciao Andrea,
    Il tuo libro puo’ essere comprato da qualche parte in formato digitale per essere letto in un ebook reader?

  59. Sal scrive:

    @ peccatore
    mi accodo al commento di Simon de Cyrene per dire che mi sarebbe piaciuto scrivere un commento così sentito caloroso e pieno di verità.

    Magari io avrei aggiunto nel gruppo degli speculatori bancari anche lo IOR che in realtà è una banca che non si è distinta per avere una reputazione di mani pulite. Ma forse tutte queste malignità sono dovute al fatto che gode di extraterritorialità pur operando in Italia o dall’Italia non so come dire. Però il suo commento lo appoggio completamente.
    Saluti

  60. Francesco Ursino scrive:

    Questo me lo compro senz’altro…………….

  61. Luisa scrive:

    Anche Monsignor Crepaldi parla degli attacchi a Benedetto XVI

    “Il Papa è sotto attacco perché vuole che Dio sia presente tra gli uomini”

    http://www.loccidentale.it/articolo/il+papa+%C3%A8+sotto+attacco+perch%C3%A9+vuole+che+dio+sia+presente+tra+gli+uomini.0094964

  62. peccatore scrive:

    Cara Luisa, ringrazio per aver proposto i due articoli.
    Li considero un ottimo, qualificato e documentato rilancio delle mie sensazioni.

    Riprendo solo qualche spunto dello scritto di Mons. Crepaldi, quando Benedetto XVI scrive ai vescovi:

    “La prima priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel Cenacolo in modo inequivocabile: ‘Tu… conferma i tuoi fratelli’ (Lc 22,32).
    Pietro stesso ha formulato in modo nuovo questa priorità nella sua prima Lettera: ‘Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’ (1 Pt3,15).

    Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non ad un qualsiasi Dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine (cfr. Gv 13, 1) – in Gesù Cristo crocifisso e risorto.

    Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l´umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più. Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa è la priorità suprema e fondamentale della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo”.

    Parole sante… Così commentate, magistralmente, da Mons. Crepaldi:

    “Rendere Dio presente in questo mondo”. All’interno di questa missione noi leggiamo anche il ruolo della Dottrina sociale della Chiesa, poiché “con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento”. Da cui tutti i mali della società.

    La Lettera di Benedetto XVI può sembrare un segno di debolezza e quindi sconcertare, ma è un segno di forza, se si crede veramente che la verità e la carità siano la vera forza.

    Non era mai successo che un papa parlasse pubblicamente di cattolici che “hanno pensato di doverlo colpire con una ostilità pronta all’attacco”. Ostilità che ha preso spunto dalla questione del ritiro della scomunica, ma che “rivelava ferite risalenti al di là del momento”. Non era mai successo che un pontefice denunciasse pubblicamente di essere stato “trattato con odio senza timore e riserbo”, senza che gli fosse concessa nemmeno la tolleranza che solitamente non si nega a nessuno.

    Il problema è dentro la Chiesa e non fuori.

    Il fatto è che questo Papa ha tracciato una linea molto precisa… sbagliano anche quanti pensano che il Vaticano II sia stato un nuovo inizio, dato che invece “porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa”.

    Il punto, in fondo, è uno solo: se Dio debba avere un posto in questo mondo. Se la natura e la ragione umana siano ordini di per sé sufficienti o se abbiano bisogno di speranza e di salvezza, se la vita “senza elemento religioso” divenga “come un motore che non ha più olio” (Guardini) oppure no.

    Benedetto XVI ha tracciato la linea che no, il mondo non ce la fa da solo e il cristianesimo non può rinunciare ad essere una forza che anima la storia, presente nell’ambito pubblico e, soprattutto, i cristiani devono riprendere la consapevolezza che professano la religione “vera”.

    Il cristianesimo pone alla ragione (al mondo) il problema della sua verità, la aiuta a chiarirsene l’idea e la rende quindi capace di capire la verità stessa del cristianesimo.

    Questo papa ritiene che il cristianesimo e solo il cristianesimo faccia sì che il mondo si riappropri di se stesso e si renda pienamente conto della propria verità.

    Non è integralismo, perché non appiattisce i due livelli l’uno sull’altro, ma toglie definitivamente spazio ai sottili distinguo dei cattolici della carità senza verità.

    … egli nella Lettera rende noto di sapere bene cosa sia la priorità del Successore di Pietro: “rendere Dio presente in questo mondo”. Proprio quello che molti critici, con ogni probabilità, guardano con sospetto, segno, secondo loro, di un ritorno indietro contrario allo “spirito” del Concilio.

    Il papa della Verità è anche il papa della Carità.

    E vallo a dire a chi -più o meno consapevolmente- idolatra il principe di questo mondo! Soprattutto gli adoratori di “mammona” che qualche benpensante ha pensato di togliere persino dalle traduzioni…

  63. anniballo scrive:

    Un applauso sincero alla formidabile analisi che “PECCATORE” fa,nel suo post (una fotografia davvero esemplare per chiarezza ed efficacia).
    Lo ho anche quotato positivamente,nel giudizio numerico sottostante il riquadro.
    Nessuna meraviglia,però che la situazione sia così estrema: l’essere umano è incoercibilmente portato a soverchiare il prossimo, ad affermare sè stesso, a lucrare il massimo possibile, a sfruttare i deboli, a perseguire il possesso, ad accumulare beni ed a fortificare le proprie “posizioni”, divorato dalla brama di sedare i propri appetiti a breve raggio,anche in modo cieco, sproporzionato alle necessità e senza preoccuparsi davvero del futuro.
    Piaccia o no, l’intera Evoluzione poggia su tali basi, sono le leggi della biologia, sono le leggi della Natura : tutte fondate su istinti ciechi ,primordiali e privi di misericordia.
    Queste leggi sono totalmente spietate e, pur essendo folli, sono le uniche possibili; la massima parte dei singoli soccomberà per le proprie idiozie, ma alla Natura non interessa nulla :qualcuno sopravviverà e quel qualcuno sarà comunque il più forte.
    Selezionare e promuovere il forte è l’unica cosa davvero centrale nel grande giuoco folle che dura da quattro miliardi di anni; solo così si vince al tribunale della sopravvivenza, al netto delle favole filosofiche….
    Io sono convintamente ateo proprio per tali ragioni: è impensabile che un Dio buono possa aver programmato l’intero mondo vivente su tali basi disperatamente “carnivore”; resta da capire come si possa contemplare tale osceno spettacolo da credenti.
    La saluto, “Peccatore”: ci ritroveremo tra centomila miliardi di anni, in un altro Universo, dopo un altro BigBang : sperando che,stavolta, il Suo Creatore avrà imparato qualcosa e metterà su un gioco meno pazzo.

  64. Libera scrive:

    Tornielli, che spesso mi censura,ignora che -in realtà- io sono una sua accanita lettrice ed estimatrice.
    Anche questo ultimo testo lo giudico di straordinario interesse e scritto con un brillante acume giornalistico.
    Ad majora, (senza rancore)!

  65. peccatore scrive:

    Caro Anniballo,
    te ne convincerai da solo quando permetterai allo Spirito Santo, che è già in te, di aprire il tuo cuore a Dio.
    Non ho alcuna pretesa di convincertene io: hai già in te l’unica cosa necessaria: l’amore di Dio. Dall’esterno puoi solo riceverne un annuncio: il fatto di frequentare questo blog te ne dà l’occasione. Ma un annuncio è solo un richiamo a prestare attenzione ad un fatto. E quel fatto è duplice: storicamente è il cristianesimo, frutto dell’incarnazione e della resurrezione di Gesu, vero Dio e vero uomo. E’ una “cosa da sapere”. Ma quella “cosa da sapere” è una Persona Viva, il cui Spirito è già in te. Ti abita. Attende pazientemente che tu Lo ascolti.
    Dio è amore e non c’è amore senza libertà. Il peccato è rifiuto. Ed il male esistente è il prodotto del rifiuto dell’Amore. Con l’Amore che ne rispetta il dramma e la decisione. Non c’è caso: è tutto logico. Il peccato non ha conseguenze morali, ma fisiche, persino genetiche. Si innesta nella creazione corrompendola. Solo la libertà di Dio, di amare perchè Egli è Amore e fa solo ciò che è, non essendoci doppiezza nè finzione in Lui, permette a noi, tramite il pentimento e la conversione, comunq

  66. peccatore scrive:

    comunque indegnamente, di essere salvati. L’ha fatto nel solo modo possibile: pagando Lui per noi. La croce è il centro ed il senso di tutto. Lo è per Dio, lo è per noi.
    Poi c’è chi vorrebbe cavarsela “per caso”. Invece no…
    Ma prendiamoci le nostre responsabilità, se scegliamo satana, la menzogna, la falsità…

  67. peccatore scrive:

    Quello che sta subendo Papa Benedetto XVI e che stanno subendo tanti cattolici e tanti esseri umani nel mondo è una “furia satanica” all’estremo, cioè alla disperazione, un po’ come Erode al culmine della propria follia, quando tentò di fermare Dio con la strage degli innocenti…

    C’è chi imputa a Dio le colpe di Erode… Eh no, non va.
    Era inevitabile che Gesù patisse così tanto? Non sarebbe bastato qualcosa di meno a Dio, nel versare il proprio sangue? Perché flagelli, spine, chiodi, percosse, oltraggi?

    Perché tutto il male della storia, anche quello odierno, l’ha voluto assumere su di sé.

    Che Padre è mai quello che manda di propria volontà il Figlio a morire crocifisso? Che Dio è un Dio che si fa trattare così dall’uomo? Lo scandalo è troppo grande per i religiosi, per i potenti, persino per i discepoli.

    Eppure il Padre e il Figlio sono una cosa sola, lo stesso Spirito.
    Il Figlio conosce il Padre. Il Figlio attua la volontà del Padre, perché la conosce.
    Pregando al Getsemani: “Se è possibile…”, Gesù desiderava avere (e darci) ancora una volta la conferma che la sua imminente morte era proprio la volontà del Padre e la Sua, che Gli è obbediente. Quello stesso “sì” richiesto alla creatura, come Maria, per permettere il compiersi del Regno di Dio, un regno di amore. Anche la madre soffre la croce del Figlio. C’era un’altra strada? La parola “calice” si riferisce alla giustizia di Dio, di cui Cristo è partecipe sulla croce prendendo su di se stesso il peso del peccato dell’umanità. Lo “spettacolo” della croce mostra chi è Dio, nel Figlio fatto uomo, l’Agnello che si dispone ad essere immolato. Come ci sembra inimmaginabile il fatto che Gesù, che non ha conosciuto peccato, dovesse portare il peccato e la colpa di tutti gli uomini: “Colui che non ha conosciuto peccato, Dio lo ha fatto essere peccato per noi” (2 Cor 5,21). Non esisteva altro modo per compiere la volontà del Padre senza bere quel calice? Era la domanda che Gesù (anche come Dio) si poneva, e in totale ubbidienza (come Dio) alla volontà del Padre, ne accettò volontariamente la risposta. No: non c’era. Doveva diventare colpevole di omicidio, adulterio, truffa, menzogna, e di ogni cattivo comportamento umano. E’ molto più di quanto le nostre menti umane possono comprendere. Il peccato deve essere sconfitto e il peccatore redento; se Dio avesse semplicemente perdonato i nostri peccati senza giudicarli, non ci sarebbe stata giustizia, ne’ responsabilità per il male fatto, e Dio non sarebbe realmente giusto. E se Dio avesse soltanto giudicato i nostri peccati, allora non ci sarebbe alcuna speranza di vita eterna e salvezza per nessuno perché “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Rom 3,25). Il suo amore non avrebbe saputo trovare un’altro mezzo per la nostra salvezza. La croce era l’unico mezzo per risolvere questo terribile dilemma. Il conflitto di tutti i tempi raggiunge il suo culmine. Da una parte i nostri peccati stanno per essere posti su Cristo, pur senza peccato: sarebbe stato “rivestito” nei nostri peccati come di un abito sporco e sulla croce quei peccati sarebbero stati giudicati (i tuoi e i miei peccati). Gesù sarebbe stato il completo sacrificio d’espiazione per il peccato. Dall’altra parte, comunque, la perfetta giustizia di Cristo sarebbe stata data a noi come un immacolato e risplendente vestito. Il peccato è stato perciò giudicato e la giustizia di Dio soddisfatta. La porta al perdono e alla salvezza veniva aperta, e soddisfatto l’amore di Dio: “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2 Cor 5,21). Il Catechismo di San Pio X, dice una cosa importante: una sola goccia di sangue di Gesù ( Dio) sarebbe stata più che sufficiente.
    Ma l’amore di Dio è esagerato. Ci supera. Trabocca.
    Non fa i conti in tasca, come chi criticava la donna a Betania che “sprecava” olio prezioso per adorare Gesù, mentre i soliti “concreti” avrebbero speso tali somme “per i poveri”… I “cattolici adulti” avrebbero preferito meno sofferenza e più dialogo con il mondo… “principe compreso”, ma è proprio quel principe la radice del male.

    Dio ci dà tutto e non ci toglie nulla, SE ci fidiamo.
    Noi invece gli misuriamo tempo e risorse, per tenercele per noi, che ci crediamo “padreterni”…

  68. anniballo scrive:

    Ma, gentile e stimato “Peccatore”, al solito non mi riesce di sintonizzarmi appieno con la Sua lunghezza d’onda.
    A me pare che la vita dipenda da un complesso di istinti, che son sempre gli stessi ,violenti ed implacabili (anche se noi li celebriamo quando portano esiti apprezzabili e li condanniamo quando portano esiti non convenienti).
    L’istinto-base a difendere sè stessi od il proprio gruppo umano, ad esempio, in origine era utile,poichè si combatteva solo con un bastone e.quindi, si sopravviveva al “solo” prezzo di ammazzare poche creature; oggi, che c’è la bomba atomica, quello stesso istinto può diventare esiziale per l’intera umanità.
    Dio è Autore di quelle stesse leggi implacabili che,in questo momento, portano i viventi a sopraffarsi ed una buona fetta di carne nel Suo piatto domenicale; questo,per me, è già “male esistente” ed è inscindibile dalla vita stessa; non può essere presentato,quindi, come rifiuto dell’amore. Non è, cioè, frutto di corruzione : ho già scritto che il mondo è un sistema chiuso ed i viventi possono sopravvivervi solo a patto di straziare gli altri più deboli.
    Il lupo si ciba dell’agnello fin dall’inizio dei Tempi,per così dire, ed è illusorio credere che verrà un tempo in cui lupi e agnelli si addormenteranno insieme.
    Io potrò anche aprirlo, il mio cuore a Dio, ma ciò non renderà più confortevole la sopravvivenzadei protagonisti del mondo vivente, non introdurrà misericordia nelle spietate Leggi che reggono la Vita da sempre.
    La ringrazio.

  69. peccatore scrive:

    C’è una “legge di Dio”: l’amore, non solo morale, ma materiale, l’ordine perfetto creato da Dio.

    Poi c’è una ribellione: il peccato.

    Il male è introdotto da questa “legge” che non c’entra con Dio. Si innesta anche sulla biologia.

    L’uomo è costretto a darsi delle leggi.
    Rispetto a quella di Lamech (Genesi 4,24), con le sue vendette infinite, persino la legge del taglione è un progresso.

    Ma la china da risalire, scaduti nell’imbestialimento, è lunga e faticosa.

    Dio detta una Legge più precisa, nelle dieci tavole.

    Ma ancora l’uomo duro di cuore ne fa macerie, trasformandola in centinaia di cavillosi orpelli.

    Gesù viene a redimere questa deriva. Non è la “legge”, tanto meno quella degli uomini, a portare alla salvezza.

    Ed infatti la croce è secondo un’altra legge: quella dell’amore.

    Ma Dio, in tutto questo percorso, rispetta la libertà di ribellarsi. L’uomo rispetti almeno la responsabilità delle conseguenze. Affidandosi alla misericordia di Dio. Nella nostra inutilità di servi inutili.

    Poi si può rifiutarla. L’inferno non è vuoto, malgrado qualche “teologo” ormai offuscato dalle leggi umane: quelle del marketing.

  70. peccatore scrive:

    C’è una “legge di Dio”: l’amore, non solo morale, ma materiale, l’ordine perfetto creato da Dio.

    Poi c’è una ribellione: il peccato.

    Il male è introdotto da questa “legge” che non c’entra con Dio. Si innesta anche sulla biologia.

    L’uomo è costretto a darsi delle leggi.
    Rispetto a quella di Lamech (Genesi 4,24), con le sue vendette infinite, persino la legge del taglione è un progresso.

    Ma la china da risalire, scaduti nell’imbestialimento, è lunga e faticosa.

    Dio detta una Legge più precisa, nelle dieci tavole.

    Ma ancora l’uomo duro di cuore ne fa macerie, trasformandola in centinaia di cavillosi orpelli.

    Gesù viene a redimere questa deriva. Non è la “legge”, tanto meno quella degli uomini, a portare alla salvezza.

    Ed infatti la croce è secondo un’altra legge: quella dell’amore.

    Ma Dio, in tutto questo percorso, rispetta la libertà di ribellarsi. L’uomo rispetti almeno la responsabilità delle conseguenze. Affidandosi alla misericordia di Dio. Nella nostra inutilità di servi inutili.

    Poi si può rifiutarla. L’inferno non è vuoto, malgrado qualche “teologo” ormai offuscato dalle leggi umane: quelle del marketing.

  71. Marco N. scrive:

    Penso sia il caso di congratularci tutti, noi ospiti di Tornielli, per la grandissima risonanza mondiale che sta avendo questo bellissimo libro in cui, finalmente, si fa chiarezza su tante assurde incrostazioni create ad arte nel dibattito cattolico odierno solo al fine di colpire il Papa alle spalle e il Cattolicesimo al cuore.

    Tra le tantissime recensioni entusiaste di questo libro, mi pare molto significativa quella di Massimo Introvigne, massimo autore nell’analisi, tra l’altro, di certa fenomenologia pseudoreligiosa, il quale, in un passaggio- chiave della sua recensione così si esprime:

    “Emerge dunque uno schema in tre stadi – errori di comunicazione della Santa Sede, aggressione della stampa laicista, ruolo essenziale di cattolici ostili a Benedetto XVI nel supportare quest’aggressione – che si ritrova in tutti gli altri episodi, con poche varianti. Il ruolo del dissenso progressista appare particolarmente cruciale nelle campagne successive al motu proprio del 2007 Summorum Pontificum, che liberalizza la Messa con il rito detto di san Pio V, e alla remissione della scomunica nel 2009 ai quattro vescovi a suo tempo consacrati da mons. Marcel Lefebvre (1905-1991). Nel primo caso Rodari e Tornielli descrivono un quadro sconfortante di resistenza di liturgisti, riviste cattoliche, intellettuali con un accesso diretto ai grandi media come Enzo Bianchi ma anche vescovi e intere conferenze episcopali che si agitano, si riuniscono, arruolano la stampa laicista e tramano in mille modi per sabotare il motu proprio. La posta in gioco, notano giustamente gli autori che si riferiscono in particolare a uno studio di don Pietro Cantoni pubblicato sulla rivista di Alleanza Cattolica Cristianità, non è solo la liturgia ma l’interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Chi combatte il motu proprio difende l’egemonia di quell’interpretazione del Vaticano II in termini di discontinuità e di rottura con tutta la Tradizione precedente che Benedetto XVI ha tentato in molti modi di correggere e scalzare.”

  72. Marco N. scrive:

    Rodari e Tornielli descrivono un quadro sconfortante di resistenza di liturgisti, riviste cattoliche, intellettuali con un accesso diretto ai grandi media come Enzo Bianchi ma anche vescovi e intere conferenze episcopali che si agitano, si riuniscono, arruolano la stampa laicista e tramano in mille modi per sabotare il motu proprio

    Era ed è evidente a tutti che Enzo Bianchi si sta ponendo infatti come vessillifero di un dissenso, che va ben oltre il rifiuto del Motu Proprio Summorum Pontificum…

    E pensare che l’anno scorso lo stesso Bianchi ha curato su “Famiglia Cristiana” la rubrica di commento alle letture domenicali e festive della S.Messa.
    Se qualcuno ha il tempo e la voglia, vada a rileggere qualcuna di quelle pagine che a me spesso hanno fatto venire i brividi…

  73. Carlo Bollani scrive:

    Per Anniballo:

    Nel quadro della natura che sembra richiamare lei vede soprattutto il gene egoista … ma non le sfuggira’ che c’e’ anche il “gene altruista”: non solo l’uomo, ma molti mammiferi gia’ agiscono per la protezione della societa’ in cui vivono (branco), mettendo a rischio se’ stessi; molte specie condividono una “conoscenza sociale” non istintuale, tramandandola di generazione in generazione.

    La condivisione di conoscenze ed esperienze tra individui, per la nostra specie, e’ la civilta’.

    Vorrei inoltre che si rendesse conto del fatto che il suo modo di vedere le vicende umane si perde nella notte dei tempi: non e’ solo una posizione atea o anticristiana, ma, prima di tutto, filosofica (direi tendente al “volontarismo etico”, contro quella del “razionalismo etico”, probabilmente unica compatibile con la visione cristiana).

    E’ una posizione abbastanza rischiosa, perche’ questo pessimismo di fondo sulla capacita’ degli uomini di staccarsi da un modo di agire violento e implacabile, orientato solo alla sopravvivenza del piu’ forte, e’ anche cio’ che legittima il fatto di essere trattati con la stessa violenza ed implacabilita’ dalle autorita’ che essi stessi costituiscono (Platone, Hobbes, ideologie sette-novecentesche e dintorni).

    Il riconoscere che c’e’ “qualcosa di piu’” crea invece proprio la possibilita’ di concepire una societa’ piu’ umana.

    C.B.

  74. Paolo scrive:

    come si fa ad educare il popolo da Radio Maria? e scoperta l’astoricità dei vangeli, ha senso prenderli ancora come riferimenti etici? non si crede in dio perchè esiste…esiste dio ( nel pensiero dei credenti)
    perchè ci si crede.e ci si fa un libro pamphlet in difesa di un’indifendibile, perchè obsoleta, figura papale?

  75. raffaele savigni scrive:

    Non condivido quanto afferma Introvigne, che è intelligente ma un po’ “tendenzioso” (è di “Alleanza cattolica”, movimento cattolico notoriamente ultraconservatore). Non condivido tutto quello che dice e scrive Enzo Bianchi. Ma tra Enzo Bianchi e don Pietro Cantoni preferisco il primo. Rifiutare o minimizzare il Vaticano II mi sembra molto più grave che esprimere (forse)qualche perplessità su un “motu proprio”.Inoltre mi risulta che papa Ratzinger stimi (come molti vescovi) Enzo Bianchi.Nella mia diocesi ha contraddetto pubblicamente Paolo Flores d’Arcais che difendeva il “diritto” all’eutanasia.

  76. raffaele savigni scrive:

    Una precisazione: la recensione di Introvigne è condivisibile su altri punti (ad es. laddove denuncia attacchi anche “da destra” e lamenta qualche problema di comunicazione). Le mie riserve riguardano la frase non a caso prescelta da Marco N.

  77. Carlo Bollani scrive:

    Per Paolo:

    La figura del papa era obsoleta nel 1200-1300, quando rappresentava la chiesa ricca e potente, contraria all’umita’ dei veri figli di Dio, lo era nel 1500, quando qualcuno disse che le scritture andavano interpretate in piena libera’ da ciascuno secondo coscienza, lo era nel 1700, quando gli stati tentavano di creare chiese nazionali, lo era ai tempi della rivoluzione francese, in quanto maggior rappresentante dell’ “infame”, lo era nell’800, quando se ne intravedeva la fine al finire del potere temporale.

    E’ da secoli oggettivamente obsoleta ed indifendibile.

    Guarda a caso, pero’, da secoli, i cristiani non se ne sono ancora voluti liberare …

    Rifletta: qualche motivo “in contra” ci sara’.

    C.B.

  78. anniballo scrive:

    Son d’accordo con BOLLANI, naturalmente; nella Natura già c’è inscritto tutto l’altruismo che è necessario avere.
    Comportamenti cooperativi, empatici ed altruistici esistono a tutti i livelli, anche inferiori al nostro, nella scala evolutiva.
    L’Evoluzione ha trovato utile e produttivo selezionare tali comportamenti; e ,quando i geni che li determinano erano ereditabili, essi sono passati alle generazioni successive, poichè codificavano per un carattere vincente.
    Dunque, per trovare le basi che spiegano tali comportamenti, basta guardare al genoma che è dentro di noi ed è inutile guardare al cielo che è sopra di noi.
    I valori “più umani” cui Lei fa riferimento sono entrati assai lentamente nel nostro orizzonte di esseri viventi; hanno dovuto farsi largo con immensa fatica nell’arco di milioni di anni e rappresentano,direi, una sorta di “novità culturale”; la protezione dei più deboli, infatti, non è esattamente all’ordine del giorno nell’agenda della Natura; anzi!
    Io non li nego, gentile sig. Bollani; ma -ripeto- rappresentano,evolutivamente, una novità che possiamo chiamare recente. Tanto recente da essere,in buona misura, alquanto trascurabile e limitata alle società più ricche e culturalmente sofisticate.
    Non sappiamo quali frutti darà: per ora, le cose più durature restano quelle costruite con l’impiego di ricette violente; perfino le religioni vincenti sono quelle che han tenuto dietro all’azione degli eserciti militarmente meglio organizzati e meglio armati. (Non ho notizia di dei che si sono affermati al seguito di eserciti sconfitti).
    Inoltre, anche io e Lei, sig. Bollani, due personcine così civili e garbate, all’indomani dell’espolsione nucleare che distruggerà tutto, ci uccideremo per una scatoletta di simmenthal da dare ai nostri figli. Ed a mangiare, sarà la prole del più forte.

  79. emiliano scrive:

    Qui si minimizza gli scandali di abusi non denunziati o occultati per non dare scandalo……..aprite gli occhi.
    Si possono scrivere mille libri ma i fatti rimangono quel che sono gli abusi ci sono stati e le denunce anche,ora che ognuno si assumi le proprie responsabilità e se è il caso venga ridotto allo stato laicale e si trovi il modo che non nuoci più ad altri! Questi sono i fatti.

  80. Carlo Bollani scrive:

    Caro Anniballo,

    Prenderei l’occasione per farle notare che il cristianesimo, sicuramente per almeno 300 anni, si e’ diffuso in maniera abbastanza capillare nella civita’ romana senza bisogno di eserciti (anzi, contro una repressione tremendamente sanguinaria).

    Che poi, in alcune fasi storiche, sia stato usato come “instrumentum regni”, e’ un altro discorso.

    Diversa storia per l’Islam, “militare” sin dall’inizio.

    Quanto alla “lentezza” e progressivita’ di diffusione da lei citata, cosi’ come per il legame con ricchezza e sofisticazione culturale, sono invece in disaccordo con lei. Ma la cosa non e’ di particolare interesse.

    Mi chiedevo invece, considerata la sua propensione per il volontarismo etico: si considera una persona felice?

    C.B.

    p.s.: Le avevo lasciato alcuni post all’articolo “appunto sull’inchiesta di Panorama e i preti gay” che forse non ha letto.

  81. Marco N. scrive:

    @ povero Savigni.
    Io invece quoto fino alle virgole quanto ha affermato Introvigne ( e non solo lui) sul libro di Tornielli/Rodari e sulla situazione ecclesiale odierna, nella certezza che Introvigne, rispetto ad altri cattedratici o presunti tali, fa la figura di un gigante accanto a una formica…

  82. enrico scrive:

    @ Paolo

    “e scoperta l’astoricità dei vangeli”.

    Mi specifica meglio questa sua affermazione.
    Grazie.

  83. raffaele savigni scrive:

    Attento, Marco N.: “anche le formiche, nel loro piccolo…”. Prosegua lei, visto che è così colto, così pieno di sicumera nello sparare giudizi. Guardi alla trave che c’è nel suo occhio.

  84. anniballo scrive:

    Caro BOLLANI,
    innanzitutto, mi scuso; il mese di agosto travolge uomini e cose con gli incubi sociali vacanzieri che si trascina dietro, forse mi son sfuggite le Sue note nell’altro thread. Le cercherò per leggerle quanto prima e proverò a risponderLe.
    Non ho dubbi (per tornare a noi) che una credenza si può affermare [più o meno localmente] per sua propria forza interna, anche se ,magari, in tempi assai più lunghi.
    Si potrebbe fare, al riguardo, l’esempio della lenta espansione mondiale del buddhismo (che non mi pare si sia avvalso di alcun traino bellico).
    La mia era una riflessione di ordine assai generale; quando una fede è al seguito di eserciti, e questi eserciti sono vittoriosi, e viene scientificamente organizzata la sua diffusione, e si accompagna al primato politico, economico e culturale della società dove è nata, ha ottime probabilità di affermarsi più in fretta e più globalmente di quanto non farebbe per forza propria.
    Nel caso del cattolicesimo, ciò mi pare sia particolarmente vero.
    Circa il Suo quesito, no; ho la fortuna di non essere una persona felice.
    La saluto, stia bene.

  85. Marco N. scrive:

    …anche se tremante di paura…… Le dico: ciao, Savigni.

  86. Carlo Bollani scrive:

    Caro Anniballo,

    Mi dispiace per la sua infelicita’.

    Posso dirle che prima dei trent’anni, gia’ mi successe per ben due volte di dover guardare la morte in faccia.

    Da allora, per me e’ quasi scontato considerare la vita come un “dono”, pur con tutti i suoi se, i suoi ma, e la naturale ribellione interiore verso il male.

    C’e’ una frase di San Benedetto che mi ripeto spesso a questo proposito: “vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, e, allo stesso tempo, come se avessi davanti a te mille anni di vita”.

    Credo dia il senso piu’ profondo del vivere quotidianamente come cristiano: essere pronti a lasciare tutto, se necessario o inevitabile, senza rimpianti, e, allo stesso tempo, amare questa vita perche’ ci si possono realizzare mille cose utili per se’ stessi e gli altri.

    Le fonti della felicita’, cosi’ come dell’infelicita’, sono in fin dei conti dentro di noi, piu’ che nei piaceri e nelle tragedie del mondo, o nelle leggi della natura, con i quali bisogna convivere.

    Un carissimo saluto,

    C.B.

  87. Sal scrive:

    Per chi si definisce non cattolico l’argomento proposto dal moderatore, non è facile da commentare, perchè corro il rischio di apparire gratuitamente colpevolista. Premetto quindi che non c’è alcun intento irrispettoso né vuol essere offensivo verso le sensibilità più delicate, e chiedo scusa se dovessi scivolare chiedendo fin d’ora venia.

    Mi rimetto solamente a brevi e facili sottolineature del resto già espresse dal moderatore stesso.
    Attacco a Ratzinger – Dice il moderatore, perchè ci sono complotti. Si tratta di vedere se sono reali o inventati. Chi sono i complottatori e perchè ? Naturalmente si dice che solo chi non fa nulla non è criticabile mentre chi opera, qualunque cosa faccia troverà sempre qualcuno che non gradisce.

    Nell’attuale situazione, la cosa è meno semplice perchè sempre più appare evidente che l’istituzione è meno compatta di quanto dovrebbe essere. Troppo frammentata, con troppi interessi divergenti fra loro e sembra che più si cerca di unire le forze, più queste tendono ad allontanarsi.
    Si dicono molte cose di questo papa, per es. sulla questione preservativo, sulla questione della strisciante epurazione dalla gerarchia di italiani per mettere stranieri, la questione della pedofilia, della tradizione o modernizzazione, ma ugualmente si diceva tanto anche di GPII, ugualmente di PioXII, di GXXIII e così via via all’indietro, non c’è mai stato momento felice per un modo o per un altro.

    Il problema quindi non è esterno alla chiesa. Il problema è la chiesa stessa così com’è, fuori dal tempo in cui vive, interrogandosi sulla strada da percorrere per aggiornarsi. Come abbandonare certe tradizioni senza trovarsi scoperta sul lato della coerenza, ed è naturale che l’accumularsi dei problemi legati alla sua storia e mai risolti, sempre coperti, non curati, ha aggravato la malattia che è rimasta latente non curata a cui si sono aggiunte nuove infezioni di difficile soluzione essendo ormai gli antibiotici di un tempo inutili ai nuovi virus più resistenti.

    Il rimedio naturalmente come ho già scritto è sempre nel dito indice che non deve puntare verso l’esterno ma verso l’interno, verso il sè stesso per scoprire il male, ritrovare le cause e curarle seguendo l’esempio del detto che il medico pietoso non fa guarire la piaga.

    Ma fare questo significa perdere posizioni di privilegio e di potere, perchè non si può fare una casa nuova se non si demolisce la vecchia e bisogna stare attenti a ricostruire la vecchia con uno spirito nuovo, diverso, altrimenti, Gesù dice, quando uno spirito se ne esce, il vuoto lasciato deve essere riempito velocemente altrimenti quello ritorna con altri 7 ad occupare il posto lasciato libero e le condizioni finali di quell’uomo divengono peggiori delle prime. ( Luca 11.24)

    La questione infine è sapere se tutto ciò ricade o no nelle parole di Gesù che quali cristiani non possiamo scordare. (Matteo 15.13) : – “ disse: “Ogni pianta che il mio Padre celeste non ha piantato sarà sradicata. “ Solo il tempo potrà dire. Si tratta di sedersi e attendere, se sarà sradicata non era stata piantata, se resiste era costruita sulla roccia. Basta attendere.

  88. Dav scrive:

    @ Sal @ Anniballo ecc.ecc.

    Forse voi non conoscete bene la grandezza di questo Papa e contyinuate a scrivere qualcosa che si ritorce contro di lui. Noi neocatecumenali daremmo anche la vita per lui invece e questo ci addolora profondamente.

  89. Dav scrive:

    @ Marco————
    Non sono i movimenti a indebolire la chiesa è l’apostasia di questo tempo a indebolire la chiesa. Il Cammino Neocatecumenale difende e irrobustisce la chiesa coi suoi seminari e centinaia di sacerdoti e di suore che ogni anno vengono dati alla chiesa.

  90. Sal scrive:

    @ Dav,
    caro Dav, il cacio sui maccheroni, mi perdoni. Come dicevo, lei con il suo “noi catecumenali difendiamo ….ecc” già si è differenziato da altri cattolici che potrebbero e sono certo fanno la stessa affermazione. Forse non si dovrebbe dire noi NC o noi Focolarini o noi Salesiani, noi Rinnovamento, noi Legionari ecc.

    Forse dovrebbe dire noi cattolici al servizio del papa o meglio di Cristo. Anche se i discepoli litigavano fra loro per sapere chi era il più grande, il messaggio è che il più grande deve essere il più piccolo e schiavo di tutti. (Loro non lo sapevano ancora, e gli fu spiegato, ma oggi non si può dire non sapevo)

    Ricorda quando fu detto: “ Quando sei invitato, va a giacere nel posto più basso, affinché quando viene l’uomo che ti ha invitato ti dica: ‘Amico, sali più in alto’. Allora avrai onore davanti a tutti quelli che sono ospiti con te.” (Luca 14.8-10)

    In contrapposizione si può menzionare per es. che qualcun altro disse: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò affatto”. La stessa cosa dissero pure tutti gli altri discepoli.” poi il gallo cantò !

    E’ facile pensare di poter/saper fare; più difficile è farlo. E potrà sapere se è in grado di farlo solo dopo che lo ha fatto. ( Lo spirito è desideroso ma la carne è debole. (Matteo 14.38))

    E Giacomo ricorda: “ Tutto questo inorgoglirsi è malvagio” (Giacomo 4.16)

    Io ho solo ricordato le parole di Gesù : ogni pianta che non è stata piantata sarà rimossa. Non ho detto né che sia una pianta buona né che sia da estirpare. Si vedrà. Il Giudizio non ci è permesso. Il Tempo e la Perseveranza si.

  91. Reginaldus scrive:

    a PADRE DANILO: Bel modo ha di rispondere , e poi ha il coraggio di dire che io continuo a battere sullo stesso chiodo. Certo che non è il SUO chiodo! Comunque, caro (padre) Danilo, io non ritiro un bel niente: lei i suoi ordini li dà poi alla sua claque. La sua stizza poi è segno di cattiva coscienza o almeno di confuso discernimento. Credere nel papa e nel contro-papa, nella Chiesa e nella Controchiesa. Ben altra è la regola per distinguere la verità cattolica dall’ errore- regola valida fin dal tempo di San Vincenzo di Lerino anni 400-410 : “ricercare e confrontare le opinioni dei nostri maggiori, di quelli soltanto però che, pur appartenendo a tempi e luoghi diversi, rimasero SEMPRE NELLA COMUNIONE e nella fede dell’unica Chiesa Cattolica e ne divennero maestri approvati. Tutto ciò che si troverà che non da uno o due soltanto, ma da TUTTI INSIEME, IN PIENO ACCORDO, è stato ritenuto, scritto, insegnato apertamente, frequentemente e costantemente, si sappia che questo si può credere senza alcuna esitazione”. — Chi sono io? Un cristiano che ha il dovere – un dovere che appartiene ad ogni cristiano – di dare “ soddisfazione a chiunque [gli] domandi ragione della speranza che è in [lui] (1PT 3,15 ). E la contraddizione nelle cose credute e sperate non dà certo a queste un buona testimonianza…. E poi che ha detto la Madonna sul colle de La Salette? “ Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’ anticristo….” Chi è mai allora questa Madonna che osa lanciare una simile profezia contro il papasantissimo che siede a Roma? [PS: lei poi la sua lucidità la mantenga almeno nella lettura materiale dei miei commenti: quando mai io avrei 'giudicato' TUTTI i papi del Novecento???]

  92. anniballo scrive:

    @ “DAV” @ BOLLANI

    Stimabilissimo sig Bollani, devo segnalare qualche difficoltà imprevista, che mi preclude l’accesso alla rubrica in cui Lei replicò al mio post ,a metà agosto. Ciò mi insegnerà ad essere più attento e preciso quando sollecito una interlocuzione, per evitare figure brutte come questa che ho fatto con Lei. La ringrazio, comunque, del Suo ultimo scritto.

    A “DAV” trovo difficoltà a rispondere, sinceramente. Ciò accade sempre quando si mescolano valutazioni sentimentali/affettive con quelle di altro ordine. Vede, “Dav”, l’unica cosa che mi viene da replicare è questa : la chiesa dovrebbe stare nella vita pubblica, ma non nella vita politica. Le due cose, com’è ovvio, non sono proprio uguali anche se ,sovente, si sovrappongono nelle menti dei cittadini credenti.
    Nel caso che riguarda il nostro Paese, purtroppo, la chiesa agisce da protagonista della vita nazionale agendo spessissimo più come partito politico che come istituzione spirituale e, quasi sempre, interviene pesantemente in tutte le scelte politiche e sociali. Ciò è inevitabilmente legato ai corposi interessi di un clero di mestiere ed a quell’antico male della nostra società che è designato come clericalismo : una cosa che, nel tempo, ha fatto tanto male da aver suscitato alcune condanne persino all’interno della stessa Chiesa.
    Quando ci si comporta così, è inevitabile ,temo, suscitare animosità.

  93. raffaele savigni scrive:

    Una (presunta) apparizione mariana, anche se autorevole, non può mai sostituirsi alla Scrittura ed al magistero, né contraddirli: può solo richiamarli e sottolinearli, ossia attualizzarli. Nel II-III° secolo ci furono gruppi (come i montanisti) che in nome di presunte rivelazioni dello Spirito contrastavano la Chiesa dei vescovi, arrogandosi il diritto di decidere chi poteva essere perdonato e chi no: si trattava di persone che spesso avevano sofferto per la fede (come poi i donatisti), ma vescovi autorevolissimi come Cipriano ed Agostino (oltre ai papi dell’epoca) non accettarono la loro linea priba di misericordia, che avrebbe allontanato dalla Chiesa le membra più fragili. Quelle membra che Cristo e san Paolo ci raccomandano di rispettare. Se anche uno donasse tutti i suoi beni e morisse martire, ma non ha la carità, dice san Paolo, ciò non gli giova. La superbia è il peccato più insidioso per chi ha vinto gli altri peccati e per questo si sente superiore e non bisognoso anche lui del perdono di Cristo.

  94. raffaele savigni scrive:

    Per essere ancora più chiaro: non credo proprio che la Vergine si sia MAI riferita al Vaticano II ed ai Papi “conciliari” per condannarli. Se per assurdo una visione si presentasse in questi termini io resterei fedele ai concili ecumenici (Vaticano II in primis) e giudicherei non attendibile quella visione.

  95. ADRIANO MEIS scrive:

    Dav si lamenta perchè qualcuno critica l’operato del papa che lui giudica formidabile e per cui sarebbe pronto a dare la vita.
    Bell’argomento, caro amico!
    Anch’io amavo mia madre, ma avrei giustificato le critiche di mia moglie, se mia madre avesse preteso di regolare le decisioni di casa mia.
    Ora,
    i cattolici apostolici romani influenzano pesantemente la vita di tutti.
    Le faccio solo tre esempi : una coppia che voglia fare l’esame pre-impianto di un embrione deve andare all’estero.Una donna che voglia abortire incontra un sacco di ostacoli, frapposti da medici obiettori sobillati dalla Chiesa e da Comunione e Liberazione.Uno che voglia morire in pace senza essere torturato, non può farlo, perchè il Papa non vuole.
    E ci sarebbe anche dell’altro.
    Orbene, io non dico ai cattolici quali sono i valori che pretendo siano rispettati da loro ; perchè deve sistematicamente avvenire il contrario?

  96. Simon de Cyrène scrive:

    Concordo con Savigni,

    non c`è modo, per un cattolico romano, di mettere sullo stesso livello di epistemé un’apparzione mariana (o anche di Gesù!), che restano comunque esperienze private e soggettive, con l’insegnamento obiettivo dato dal Magistero Autentico soprattutto poi quando espresso da un Concilio Ecumenico.

    Il (pseudo-)cattolico che ragiona così si mette epistemologicamente allo stesso livello di chi ingenuamente crede alle visioni di un John Smith (mormoni) o di un Charles Russel (tdg)!

    In Pace

  97. Simon de Cyrène scrive:

    @ Adriano,

    a me sembra che una donna che trucida il proprio bimbo nel suo ventre, spesso tagliandolo a pezzetti, “influenza pesantemente la vita” altrui, come anche quella che vuole avere più figli generati per farne genocidare la stragrande maggioranza al solo fine impiantarne qualcheduno.

    Mi sembra poi che sperimentare su bambini non ancora nati nuove tecniche genetiche o medicali sia “influenzare pesantemente la vita “altrui.

    A me sembra invece proprio che i cattolici che si battono contro queste pratiche degne da eugenismo nazista proteggano appunto “la vita di tutti”, altro che influenzare pesantemente!

    In Pace

  98. enrico scrive:

    @ Simon de Cyrène

    “non c`è modo, per un cattolico romano, di mettere sullo stesso livello di epistemé un’apparzione mariana (o anche di Gesù!), che restano comunque esperienze private e soggettive, con l’insegnamento obiettivo dato dal Magistero Autentico soprattutto poi quando espresso da un Concilio Ecumenico.

    Il (pseudo-)cattolico che ragiona così si mette epistemologicamente allo stesso livello di chi ingenuamente crede alle visioni di un John Smith (mormoni) o di un Charles Russel (tdg)!”

    Penso però che dipenda anche se in queste apparizioni ciò che vien detto è in linea o meno con il magistero.
    E se tali apparizione vengono riconosciute o meno.

  99. ADRIANO MEIS scrive:

    Simon, le decisioni che una donna può prendere riguardano la sua coscienza ed il giudizio di Dio; non c’entra nessun altro.
    Ogni inframettenza è grave su questo, come sugli altri punti da me illustrati.
    Mi pare, Simon, che Lei dimostri una eccessiva inclinazione a vedere il mondo della scienza medica come un agguerrito esercito di assassini che intervengono solo per spezzare vite innocenti.
    Rammenterei tre punti :
    -La scienza lotta quotidianamente per proteggere le vite non per distruggerle .
    -Gli aborti sono sempre avvenuti, anche tra donne cattoliche.
    -In ogni caso,i morti per questioni religiose non si contano.

  100. enrico scrive:

    @ in generale

    Porto un esempio concreto.
    Benedetta Rencurel a 16 anni nel maggio 1664 ebbe, sopra il villaggio di St. Etienne, la prima apparizione della Madonna.
    Tali apparizioni durarono per cinquantaquattro anni.
    Sequenzialmente a tale apparizione, è presente a laus un profumo che tuttora permane.
    Chiunque infatti sale al Laus può sentire, oggi, questo profumo.
    I profumi a Laus sono un fenomeno inspiegabile.
    Si tratta dunque di un fenomeno continuato, tuttora presente e dunque studiabile con un approccio scientifico.
    Non come è avvenuto in altre circostanze in cui si è costretti a basarsi, in merito all’attendibilità, sulle testimonianze dei presenti (vedi Fatima).
    Non mi risulta che l’approccio scientifico abbia, tuttora, spiegato tale fenomeno.

    Meis
    L’uomo è libero, dunque certamente ha la libertà di scegliere anche riguardo alla vita o alla futura esistenza di un altro essere umano.
    Infatti esiste l’omicidio.
    Tuttavia questo non significa che l’uomo abbia il diritto di compiere tale scelta.

  101. enrico scrive:

    @ Meis

    “La scienza lotta quotidianamente per proteggere le vite non per distruggerle”

    qui il post sarebbe chilometrico…………………………………………come quando Von Braun si occupava delle V2?

  102. Marco N. scrive:

    @ Dav

    Anche lei ” basito”? Forse lùper la frase che ho ustao e che ha destato tanto scandalo?. Speravo che almeno lei avesse capito ciò che scrivevo. “Il Verbo si fece carta…” non è una frase mia irriverente, ma un modo di dire in voga specialmente tra i ciellini( Il mio vescovo lo ripete spesso) per stigmatizzare i mille convegni, congressi,giornali, riviste, bollwettini ecc, con cui la Chiesa, a livello centrale o perfiferico, sembra dimenticare Cristo per inseguire pose intellettuali fuori luogo.

    Quanto ai suoi soliti spot a favore del Cammino Neocatecumenale, caro Dav, Lei ha proprio rotto …. ……

  103. Simon de Cyrène scrive:

    Scrive Meis: “le decisioni che una donna può prendere riguardano la sua coscienza ed il giudizio di Dio; non c’entra nessun altro.”

    Con un ragionamento come questo, e come sottolinea Enrico, si può giustificare tutto ed il contrario di tutto: in coscienz ami va di ammazzare il vicino che mi disturba, dunque lo posso fare.

    Si ricordi che il bambino anche non nato è un’entità genetica indipendente dalla madrfe: non è quindi di essa corpo né parte, anche se ne dipende per sopravvivere e giungere a maturazione. Il bimbo appena concepito è quindi già un’alterità la cui vita va rispettata.

    I diritti degli uni si terminano là dove cominciano quelli degli altri, e dove cominciano i diritti degli altri, lì cominciano i doveri, il cui scopo è quello di garantire i primi.

    Non c’è diritto più fondamentale che quello di vivere: un bambino nel ventre di sua madre ha anche questo diritto che non coincide per forza con quel che vorrebbe la madre. Il cittadino responsabile, cioè il cittadino che difende i diritti di tutti a cominciare dai quelli più fondamentali dei più deboli, deve fare di tutto per impedire che questi massacri e sperimentazioni su degli innocenti impotenti abbiano luogo.

    Questo è il rispetto della libertà di tutti e ciascuno.

    Quanto alla Sua frase “La scienza lotta quotidianamente per proteggere le vite non per distruggerle” per non offenderLa, diciamo che Lei pecca di ingenuità. Già dovrebbe esere capace di dimostrare che la “scienza” è intrinsecamente sempre buona eppoi passare questa frase al vaglio della storia.

    Dimentico le altre Sue sentenze che sono pura propaganda con scarsa rilevanza intellettuale.

    In Pace

  104. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Enrico,

    se il Magistero Autentico, cioè l’Insegnamento della Chiesa Docente dovesse essere contraria a quella di una “apparizione” anche del più lontano passato, allora è chiaro che quest’ultima non era di Dio o che chi l’abbia ricevuta non l’abbia capito.

    Ad ogni modo i cattolici non sono tenuti nell’obbligo di credere in nessun’apparizione, visto che la totalità della Rivelazione si termina coll’Ascensione.

    In Pace

  105. enrico scrive:

    @ Simon Cyrene

    Siamo d’accordo, e siamo d’accordo sul fatto che i cattolici non siano tenuti a credere ad un’apparizione.
    Perfetto.

    Ho volutamente citato però un’ apparizione, riconosciuta nel 2008, che ha lasciato un segno tangibile e tuttora osservabile e studiabile con un approccio scientifico.
    Appunto l’apparizione al Laus.

  106. raffaele savigni scrive:

    “Il Verbo si fece carne”, dice Giovanni. “Carne” significa umanità concreta, con i suoi limiti spazio-temporali ecc., che Il Verbo divino ha voluto assumere. Detto questo, csa c’è di strano se il Verbo si fa anche “carta”, ossia se si traduce in uno sforzo di elaborazione culturale per tentare, sia pure con i nostri poveri mezzi umani (le parole ed i gesti…), di “render ragione della speranza che è in noi”, come dice l’apostolo Pietro?
    Un certo antiintellettualismo (che il papa non ha mai coltivato) è alquanto sospetto, e finisce per diventare un’arma in mano ai non credenti che ci accusano di essere “irrazionali”.

  107. Marco N. scrive:

    Detto questo, csa c’è di strano se il Verbo si fa anche “carta”, ossia se si traduce in uno sforzo di elaborazione culturale

    Gentile Savigni, sia gentile, non provochi…e non mi rivolga la parola, specialmente quando, come in questo caso, è in preda ai fumi dell’alcool. Grazie!

  108. ADRIANO MEIS scrive:

    Ma, caro Enrico, che argomento è mai il Suo?
    Con tale metodo di giudizio,allora, non si salva più nulla da quando è stata inventata la prima clava o la prima pietra tagliente, passando per le spade fino alle pallottole perforanti.
    Una cosa è la tecnologia bellica, una cosa è la scienza cui io mi sono riferito, medica e non solo.
    Del resto, caro Enrico, se Lei vuol fare le Sue vendette contro la Scienza Cattiva è presto fatto : può rifiutare tutti i suoi ritrovati, dall’antinevralgico per il mal di denti fino alla camera iperbarica, passando per le pillole per l’ipertensione e gli enzimi digestivi dopo una cena abbondante….

  109. ADRIANO MEIS scrive:

    L’argomento di Simon.
    Nessuno ha scritto che si può ammazzare impunemente il vicino che disturba; io ho scritto che del male commesso va reso conto a Dio (che è ben altra cosa,mi pare).
    Secondo me, questo è il concetto giusto e tutti,in ultima analisi, siamo d’accordo. Inoltre, non si può dire che l’esistenza di autorità intermediarie fa si che gli umani si astengano dal commettere il male, mi pare; è soltanto una coscienza adeguatamente fortificata e matura che dovrebbe spingere a tale astensione.
    La mia ferma opinione è che –quando si è commesso un peccato- nessuno deve potertelo togliere, altrimenti si va incontro proprio a quell’afflosciamento delle coscienze cui facevo cenno, perché è troppo comodo il servizio del lavacro periodico.
    In ultima analisi, comunque, Simon io sono incline a vedere nell’aborto un male evidente, né lo considero augurabile.
    Il mio punto di vista differisce dal Suo per quanto si attiene a questa concezione del mondo laico che voi dipingete quasi come assetato del sangue degli embrioni; mi pare che le legislazioni moderne cerchino, anzi, di mettere a punto procedure sia di sicurezza sanitaria che di rispetto dei diritti di tutti. Anzi, credo che le società moderne siano quelle che maggiormente si sforzano di garantire i diritti, tra quante se ne sono viste dall’alba dei tempi.
    Torno a dire per la centesima volta che, anzi, se di uno straccio di idea di diritto dei deboli si comincia a parlare, questo è avvenuto proprio da quando le vecchie società, gestite dalle vecchie autorità, sono state messe da parte. Sappiamo bene quali erano i tradizionali puntelli di una certa ottusa conservazione e sappiamo bene anche quanta poca stima della vita umana facevano le società dei secoli passati.

  110. enrico scrive:

    @ Meis

    “Del resto, caro Enrico, se Lei vuol fare le Sue vendette contro la Scienza Cattiva è presto fatto : può rifiutare tutti i suoi ritrovati, dall’antinevralgico per il mal di denti fino alla camera iperbarica, passando per le pillole per l’ipertensione e gli enzimi digestivi dopo una cena abbondante….”

    Signor Meis, Lei ha scritto “La scienza lotta quotidianamente per proteggere le vite non per distruggerle”.
    Ora caso mai sono le persone che si occupano di materie scientifiche ad impegnarsi nella comprensione del mondo “ricerca pura” e nelle sue “applicazioni pratiche”, diciamo per semplicità tecnologiche.
    Dunque la scienza, a meno da non essere identificata nella “dea ragione” della rivoluzione francese non “lotta”, gli uomini lottano per proteggere le vite.
    Dunque vi sono buone applicazioni della scienza, per difendere e migliorare la vita, e cattive applicazioni della scienza per distruggere la vita.

    Poi è veramente incredibile che Lei mi parli di mie personali vendette contro la “scienza cattiva”.
    Il metodo scientifico nasce nell’occidente cristiano, e sì che ho già parlato di questo, non nonostante ma a causa dell’ approccio razionale cristiano al creato come derivante dal logos-Cristo, dunque razionale, rispetto al precedente approccio che identificava nell’universo il monogens.

  111. ADRIANO MEIS scrive:

    Ascolti, Enrico, io scrivo che la Scienza lotta da secoli per tutelare vita e salute e Lei mi ribatte con le V2 di VonBraun….
    Per quanto si possa essere preparati a risposte bislacche, questa le supera tutte, mi scusi, qualunque arzigogolo Lei possa,dopo, scrivere a sostegno della Sua tesi.
    Io lo confesso, davvero non comprendo appieno il “vostro” armamentario di argomenti; mi pare che sia fatto solo di teorizzazioni astratte, di chiacchiere, accademismi e distinguo bizantineggianti del tutto improduttivi (come il Suo ultimissimo,quello su chi lotta, “la scienza” o gli “scienziati”)…
    Per esempio, riguardo alla tanto sbandierata retorica della vita, Lei ha riflettuto sul fatto che la prima impegnata a distruggere la vita senza alcuna misericordia ed alcun ritegno è proprio la spietatezza assoluta della Natura, le cui splendide leggi sono state scritte dal cosiddetto Dio misericordioso?
    Che, se in qualche modo, l’umanità è riuscita ad attenuare il rigore di una vita insopportabilmente crudele e dolorosa, ciò si è ottenuto solo grazie alla determinazione di una Scienza laica e positivista, svincolata da dogmi? E che oggi, se il papa va al Gemelli e non a Lourdes a curarsi, e si mette i pannelli solari in Vaticano (coi nostri danari,tra l’altro), ciò si deve alla pervicacia di chi ha rifiutato Verità Precostituite ed ha preteso libera ricerca, lottando contro gli Autoritarismi?
    O non sarà che molto del vostro risentimento deriva dal fatto che vi faceva più comodo lo scenario di prima, quando un bambino poliomielitico veniva ritenuto vittima del demonio e bisognava portarlo in processione dal parroco, per esempio?
    O un cieco che oggi riacquista la vista con un intervento chirurgico,prima poteva solo pregare, contribuendo ad affollare le chiese ?

  112. Viseminara scrive:

    Personalmente parlando, questa nuova moda nordica, quasi scandinava, di attaccare la sacra figura del papa, è riprovevole, sol perchè è un uomo che ha cercato di far luce, e non ha insabbiato nulla. Il coraggio di saper vivere è una dote, così bella che da buona credente non credo possa essere, non udita anche da Dio stesso. C’è molta gente, che ha voglia di porre domande spirituali al papa, così come molti sentono la necessità di esternare le proprie idee sul blog, magari un blog del vaticano stesso, sull’osservatore o sul secolo.Il papa si renderebbe conto di quanti seguono la fede.Non esistono soltanto quelli che attaccano, impunemente e giudicano e basta.

  113. Viseminara scrive:

    E’ come se la gente non riuscisse più a diventare famosa se non attaccando il papa?Non ho letto il libro e non giudico lo scrittore, ma vedo che ormai in generale è diventata davvero una moda. che Tristezza, è sciacallaggio!

  114. enrico scrive:

    @ Adriano Meis

    “l’umanità è riuscita ad attenuare il rigore di una vita insopportabilmente crudele e dolorosa, ciò si è ottenuto solo grazie alla determinazione di una Scienza laica e positivista, svincolata da dogmi?”

    Meis, mi scusi ma quale sarebbe il dogma contro cui ha dovuto combattere la scienza?

    Il metodo scientifico nasce in occidente e nasce proprio non nonostante ma a causa della forma mentis dell’occidente cristianizzato.
    Ovvero come le ho già scritto poichè a differenza del mondo antico dove l’universo era il monogens e dunque l’approccio mistico e quello scientifico non erano scindibili, un esempio i legami fra la mistica e le ricerche matematiche della scuola pitagorica, con il m cristianesimo il creato è non equivalente con il monogens che è il Cristo, dunque razionale dunque studiabile senza ricercarvi atti di volizione.
    E questo non è bizantinismo.
    Inoltre il cristianesimo sviluppa l’apologetica, ovvero la ricerca dell’ esistenza di Dio, ovvero sviluppa un’approccio razionale verso la religione.
    Il paziente lavoro degli ammanuensi nei monasteri permise di non perdere il sapere degli antichi e scientifico e filosofico.
    Le Università nacquero in ambito cristiano cattolico.
    Ho già parlato del fatto che S. Tommaso d’Aquino affermasse che in mancanza di PROVE la teoria tolemaica non poteva essere accettata, o già scritto di Copernico, sacerdote, che precedeva Galileo di vent’anni, e di come tali idee circolassero nell’università di Salamanca, cattolica.
    A Lei è stato insegnato invece che la scienza nasce “nonostante” il cristianesimo, e qualunque cosa io scriva, lasciamo perdere il fatto che Lei definisca il pensiero altrui

    “teorizzazioni astratte, di chiacchiere, accademismi e distinguo bizantineggianti”,

    Lei ha di questo come dogma.
    Tanto da invitarmi a rifiutare l’uso di medicinali, come se un cristiano fosse un corpo estraneo nell’occidente e dovesse curarsi a novene.
    FacendoLe notare che fin dal vangelo, a differenza ad esempio dal buddismo, che è una filosofia di distacco dal mondo, vi è la parabola dei talenti.
    Il metodo scientifico non è nato affatto con l’illuminismo, lo precede di circa cent’anni ed embrionalmente molto prima.
    Le ricordo tre nomi cardine della scienza: Galileo Galilei, Isaac Newton, James Clerk Maxwell.
    Tutti credenti signor Meis.

    Identificare la Scienza come un concetto astratto, imprescindibilmente buono, è logicamente incomprensibile dal mio punto di vista, dipendo dall’impiego che ne fa l’uomo, a meno di non divinizzare la Scienza e considerare gli scienziati i nuovi sacerdoti di questo nuovo culto.

  115. enrico scrive:

    @ Meis

    “Per esempio, riguardo alla tanto sbandierata retorica della vita, Lei ha riflettuto sul fatto che la prima impegnata a distruggere la vita senza alcuna misericordia ed alcun ritegno è proprio la spietatezza assoluta della Natura, le cui splendide leggi sono state scritte dal cosiddetto Dio misericordioso?”

    Vorrei porLe una domanda, ovvero perchè Lei scrive qui.
    Ovvero qual’è il motivo che la spinge a interessarsi della religione.

    Se parte dal presupposto che Lei sta parlando con un cristiano, deve considerare che un cristiano crede nel trascendente, dunque la morte non rappresenta la fine di tutto, e non ha dunque il significato catastrofico che si legge nel suo intervento.
    Quanto al male, ovvero la soferenza, ovvero la morte, il concetto che Lei esprime è errato.
    Ovvero il male non deriva da Dio, bensì è permesso da Dio.
    Deriva dal rifiuto della creatura di Dio, ovvero dal proposito della creatura di essere come Dio.
    E possibile che Lei veda in questo una “colpa” diretta di Dio ovvero una imperfezione nella creazione della creatura.
    Ma come mi pare di averLe già scritto questo, sempre per un cristiano ben inteso, deriva dal libero arbitrio concesso alla creatura, conditio sine qua non è possibile l’amore della creatura verso il proprio creatore.
    Ora, ragionandoci ma posso sbagliarmi, questo deriva dal fatto che se Lei fosse onnipotente estirperebbe il male dal creato, ma questo sarebbe incompatibile con il concetto di amore e di misericordia.
    Ovvero sarebbe paragonabiLe alla pena di morte per una data colpa, considerando la realtà immanente come l’unica realtà esistente.

  116. Reginaldus scrive:

    -in ‘Dio e il Mondo’, 2000, Ratzinger dice:
    “Naturalmente è possibile leggere l’antico testamento in modo tale da non intenderlo nella prospettiva di Cristo.; non si può affermare che esso sia rivolto in modo inequivocabile a Cristo. E se i giudei non riescono a vedere che le promesse si sono compiute in lui, questo non è segno di una cattiva volontà da parte loro, ma è semplicemente dovuto all’oscurità dei testi… Ci sono allora senz’altro buone ragioni per negare che l’Antico Testamento si riferisca a Cristo e per dire: No, non è quello che egli dice [di essere]! E nello stesso tempo ci sono altrettante buone ragioni per riferirlo a lui – in questo sta la disputa tra Gesù e i Giudei.”

    -in Gv5:39-40,45-47 Gesù dice::
    “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.
    -Ma voi non volete venire a me per avere la vita.
    - Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
    - Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
    - Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?”.
    —Padre Danilo, mi può spiegare come si accordano queste due affermazioni? Così, in caritate veritatis…

  117. ADRIANO MEIS scrive:

    Provo a replicare ad Enrico.
    -Il dogma principale contro cui la scienza moderna ha dovuto battersi è che la Natura sia proiettiva, mentre in realtà è oggettiva. E’ un pregiudizio di partenza non da poco e capovolgere questa impostazione aprioristica ha chiesto tempi lunghissimi.
    -L’apertura alla indagine scientifica era già nata nell’Ellade, mille anni prima di Cristo. Non è ,dunque, affatto vero che la dobbiamo alla successiva affermazione cristiana. Il sapere scientifico non poteva essere abbandonato, ma il metodo scientifico (laicità della procedura di indagine) sì. Tutto il lavoro cui Lei si riferisce fatto dalla chiesa nei secoli è stato finalizzato a preservare il sapere ma indirizzandone gli sviluppi. Anche questo è contrario alla libera ricerca.
    -Inoltre, vi è la controversia di fondo, (basilare direi), che la Fede tende ad innalzare l’uomo e la sua posizione nell’universo, laddove la Scienza tende a ridimensionarlo.
    -Non so cosa abbia a che fare l’apologetica con la scienza.
    -Ho già precisato che scrivo in questo forum per cercare di capire come ragiona il credente e perché è una ricerca che debbo a me stesso (la farò finchè mi staccano l’ossigeno). Resta il fatto che continua a sembrarmi che il credente creda nonostante le obiezioni e le evidenze e che, tutto sommato, preferisca ignorarle.
    Inoltre, credo di dover condurre una lotta contro l’eccessiva presenza della religione istituzionalizzata nella nostra vita sociale e politica (nella speranza che Tornielli non mi cacci).
    -Circa l’ultima questione, ho già scritto molte volte che il mio quesito non riguarda tanto il dolore umano (l’uomo costituisce meno dello 0,01 per cento di tutti i viventi), ma riguarda la sofferenza universale di tutte le forme di vita, che sono –però- escluse da qualunque progetto di riscatto.
    Se anche esse sono creature dello stesso Dio buono, come siamo educati a credere, i conti non mi tornano più.
    Ho parlato di questo cento volte con altri forumisti credenti, (ed anche con esponenti di altre fedi) ma mancano totalmente le risposte : l’uomo, con la sua perniciosa mistura di egoismo e viltà, è attento solo a sé stesso. Addirittura, sembra credere che tutte le altre forme di vita esistano solo per il Suo comodo e per la Sua signorìa…..

  118. enrico scrive:

    Ho identificato 6 punti nella sua risposta.

    1 la sua prima affermazione se possibile potrebbe specificarmela meglio, poichè ho un dubbio riguardo al suo significato.
    2 Questo è errato, l’uomo ha sempre indagato la natura, ma ha identificato l’universo con il monogens, ovvero ha dato un significato non solamente razionale all’approccio ma anche mistico.
    Al contrario, ma l’ho già detto, con il cristianesimo il creato non si identifica con il monogens dunque è di per se razionale.
    Che poi è l’errore del suo approccio, ovvero Lei deriva dati metafisici, Dio non esiste, da uno studio scientifico della realtà fisica che è uno studio di grandezze quantitative, e non si occupa affatto del problema poichè non ne ha gli strumenti.
    L’approccio di S. Tommaso d’Aquino al problema Tolemaico è emblematico :quanto scritto nella Bibbia va provato e se le evidenze “sperimentali” sono contrarie non può essere accettato.
    3 Su questo punto ci sarebbe molto da discutere, ovvero da una parte l’uomo è semplicemente creatura, dall’altra non ha nulla al di sopra di se.
    Infatti pretende di arrogarsi il diritto sulla vita altrui prima della stessa nascita dell’individuo.
    Non la libertà di questa scelta, bensì il diritto a questa scelta.
    Schietto…l’uomo è Dio.
    4 Semplice la fede ha bisogno di prove.
    Ovvero il cristiano si chiede i “perchè” della propria fede.
    5 ho letto la sua risposta, e come immaginavo lei tutto sommato ha già deciso, in cuor suo, unque ritiene lecito “lottare” per ciò che Lei considera vero, ovvero il cristianesimo è una illusione quindi mentre io scrivo “per Lei” Lei scrive “contro”poichè in alcun modo ciò che Lei ha da ofrirmi migliorerà la mia esistenza, in quanto, se Dio non esiste e non esiste il trascendente, la mia vita finirà nel nulla comunque.
    6 Lei ha letto il Genesi frettolosamente, ovvero la ribellione a Dio non è costata solo il male per l’uomo ma anche il male e la sofferenza nel resto del creato.

  119. raffaele savigni scrive:

    “Gentile Savigni, sia gentile, non provochi…e non mi rivolga la parola, specialmente quando, come in questo caso, è in preda ai fumi dell’alcool”.
    Vedo che Marco N. continua ad offendere, invece di portare qualche argomento a sostegno delle sue posizioni. Evidentemente non si trova molto a suo agio con la “carta”, quindi neppure col “logos” (molto caro, invece, al nostro pontefice). Comunque, io sono in buona compagnia: anche gli apostoli, nel libro degli Atti, erano accusati di essere ubriachi…

  120. Marco N. scrive:

    Sim Savigni. Però gli apostoli erano ubriachi di Spirito Santo, Lei solo di gazosa!
    E comunque, se lo avesse per compagno, chedo si turerebbero il naso anche loro…

  121. enrico scrive:

    @ Mauro

    Aggiungo una cosa riguardo l’apologetica:

    Riguardo ad un possibile approccio razionale alla fede, constatato che probabilmente è inutile considerare contenuto e datazione dei testi quadro storico della giudea del I secolo dC o un’analisi dei passi veterotestamentari “profetici”, e ritenendo ugualmente non significativa per Lei una analisi di alcuni fenomeni legati ai mistici successivamente.
    Evitando di analizzare le testimonianze di alcuni miracoli avvenuti, oggi o nel passato, analisi effettuate anche con metodi scientifici ad esempio dall’AMIL,

    ( anche se non capisco perchè se tali argomenti sono accademismi se ne occupino, male , le pubblicazioni contrarie al cristianesimo)

    ho riportato il fenomeno lasciato al Laus, che è paragonabile alla “cosiddetta cattedrale sospesa a 3 metri dal suolo” che piace tanto al cicap (a meno che non debba per forza essere una cattedrale), in quanto studiabile continuativamente.
    Ad esempio utilizzando una fiala a carboni attivi e una successiva corsa gascromatografica con un rivelatore a spettrometria di massa per individuare il composto organico responsabile e successivamente la sua origine ” terrena”.

    Ma ho visto che non ha destato interesse, in nessuno in verità……

  122. Sal scrive:

    @ enrico
    distinto enrico, mi rivolgo a lei per due motivi, perché mi devo scusare non avendo notato il suo post di risposta di cui parlerò più sotto e perché dimostra di avere una notevole conoscenza intorno a questioni che non sono di facile comprensione, spesso neanche facilmente accessibili agli addetti ai lavori e sconosciute ai più.

    Ho pensato quindi che potesse essere in grado di dare risposta ad una questione più seria degli asini, che riguarda manoscritti e traduzioni ed è anche una questione recente che mi incuriosisce, perché non riesco a capire qual’è la ratio.

    Così mi sono permesso di sentire anche il suo parere intorno alla questione che tra l’altro non è neanche off thread in quanto rientra in tutta quella serie di critiche che formano l’attacco.

    E’ stato lei nel suo enrico Scrive: agosto 30th, 2010 at 11:34 am @ Bo.Mario a fare quella bella disquisizione su Elohim pl. di Eloha termini che indicano Dio per questo mi sono permesso di chiedere il suo parere.

    Trattasi del Tetragramma, di cui il Prof. George Howard scrive: abbiamo tre diverse copie precristiane della Settanta greca, e in nessun caso il Tetragramma viene tradotto “kyrios” (Signore) né in alcun altro modo. (Biblical Archeology Review).

    Su un altro fronte però, il 29 Giugno 2008 è stata inviata ai presidenti delle conferenze episcopali cattoliche una lettera del Vaticano in cui era scritto: “ In anni recenti è invalsa la pratica di pronunciare il nome proprio del Dio di Israele…Il nome di Dio non deve essere né usato né pronunciato…per la traduzione dei testi biblici in lingua moderna deve essere seguito quanto già prescritto…cioè il tetragrammaton divino venga reso Adonai/Kyrios”

    E’ sorprendente, anche perché ormai sia la famosa Reina-Valera sia la Biblia Latinoamerica e non solo usano la forma sia Jahvé che Jahwéh o simili.

    E qui mi devo prima scusare per non aver notato il suo post di risposta all’asina di Balaam che mi era completamente sfuggito; ed anche complimentare, per l’ottima spiegazione (sebbene di Maimonide) che ho letto solo ora, intorno alla sua spiegazione dell’asina di Balaam. Era lui a sentire non lei a parlare. Complimenti davvero.

    Non concordo con la seconda parte quando Lei dice: “ Riguardo al fatto che le preghiere non vengano ascoltate. “ Lei questo non lo può dimostrare poichè dovrebbe essere a conoscenza di cosa sarebbe accaduto se le preghiere non fossero state fatte.”

    Il punto è che “non” sono state fatte ma “non” ascoltate perchè se lo fossero “ascoltate” visto che se ne fanno a iosa, probabilmente ci sarebbero più sorrisi in giro e meno omicidi.

    Perdoni ancora il ritardo mi era proprio sfuggito. La ringrazio per la risposta.

  123. ADRIANO MEIS scrive:

    Forse, gentile Enrico, il problema è che Lei vede la fede (anzi, la Sua fede) come l’alfa e l’omega di tutto ciò che merita di essere detto e conosciuto, come tutto ciò per cui vale la pena di esistere, che tutto contiene, tutto spiega ed all’interno della quale tutto si esaurisce.
    A me pare, al contrario, che questa sia la presunzione centrale dell’uomo in genere e dell’uomo bianco in particolare.
    Secondo me, la nostra esistenza come civiltà, la nostra religione, la nostra stessa vita, l’esistenza medesima dell’intera razza umana non sono che un piccolo, trascurabile incidente locale.
    Ciò viene difficilmente condiviso poichè l’uomo in genere tende a dare una immensa importanza a se’ stesso e non sopporta l’idea che l’intera dinamica universale è totalmente indifferente alla sua esistenza.
    Le religioni monoteiste aggravano tale situazione,poichè lusingano l’uomo -sacralizzando la sua carne,come fu detto-e gli cantano la canzone che la sua presunzione vuol sentirsi cantare.
    Tutto qui.

  124. anniballo scrive:

    Intervengo su di un punto relativo alla garbata controversia tra MEIS ed ENRICO.
    Scrive infatti Enrico : “Lei ha letto il Genesi frettolosamente, ovvero la ribellione a Dio non è costata solo il male per l’uomo ma anche il male e la sofferenza nel resto del creato”.
    Questa citazione mi pare una bella conferma alla tesi di A. Meis, secondo cui l’Uomo non riesce a non mettere sé stesso al centro del fenomeno “vita universale”, (ed io sono d’accordo con Meis, avendo assai spesso insistito sui medesimi temi) (Lo sa Simon!!).
    Il credente giustifica il dolore del mondo con questa facile tesi, si “crogiola” nella propria peccaminosità, assolve Dio e colpevolizza sé stesso e si tranquillizza, davvero a buon mercato.
    Se davvero Dio,infatti, facesse pagare all’intera creazione le conseguenze della colpa dell’uomo, ci troveremmo di fronte al più condannabile dei tiranni.
    Chiedo scusa per l’intromissione, ma davvero ci sono dei limiti a ciò che può essere creduto.
    Grazie.

  125. Reginaldus scrive:

    DOMANDA:
    Con quale ermeneutica della continuità si possono intendere come coincidenti queste altre due affermazioni:
    —Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze : “ Chiunque desideri essere salvato deve credere nella fede cattolica…. per avere la salvezza eterna è necessario credere nell’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo … che il Figlio di Dio è Dio e uomo..” [ “Verus homo vero unitus Deo”, Leone I anno 449 ]
    —e Ratzinger-Ben.16 in ‘Zenith News story’, 5 Sett. 2000, dice:
    “ Siamo d’accordo che un Ebreo – e questo è vero anche per i credenti di altre religioni – non debba necessariamente conoscere o riconoscere Cristo come Figlio di Dio per essere salvato…
    —Forse solo con quella della ‘coincidentia oppositorum’….

  126. Sal scrive:

    @ enrico
    vede come sono distratto, divagando divagando, nella fretta di complimentarmi con lei per la bella risposta copiata da Maimonide, mi ero scordato di chiederle se anche lei ci crede. Ossia condivide anche lei l’opinione di Maimonide o ha solo voluto evitare di dire se lei ci crede o no che gli asini possano parlare ? Non ho capito bene.

  127. enrico scrive:

    @ Sal

    La ringrazio.
    Volevo solo riportare il pensiero di Maimonide, poichè mi ero imbattuto in questa sua spiegazione, considerando che forse dallo scambio di informazioni io approffiterò delle conoscenze di qualcuno e qualcuno approfitterà delle mie.
    Così l’ho scritto.
    Sinceramente non mi sono fatto un’opinione personale.

  128. enrico scrive:

    @ Reginaldus

    L’unica Chiesa di Cristo. . . ” è quella “che il Salvatore nostro, dopo la
    sua Risurrezione, diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri
    Apostoli la diffusione e la guida. . . Questa Chiesa, in questo mondo costituita
    e organizzata come una società, sussiste ["subsistit in"] nella Chiesa
    cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con
    lui”: [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 8]

    Il decreto sull’Ecumenismo del Concilio Vaticano II esplicita: “Solo per mezzo
    della cattolica Chiesa di Cristo, che è lo strumento generale della salvezza,si
    può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza. In realtà al solo Collegio
    apostolico con a capo Pietro crediamo che il Signore ha affidato tutti i beni
    della Nuova Alleanza, per costituire l’unico Corpo di Cristo sulla terra, al
    quale bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche
    modo appartengono al Popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis
    redintegratio, 3].

  129. enrico scrive:

    @ Meis Annibalo

    Per prima cosa va ricordato che precedentemente alla caduta del genere umano vi fu la perversione degli angeli caduti, dunque l’”inquinamento del creato” non è di sola responsabilità umana.
    Secondariamente il punto è che la ribellione a Dio comporta l’inquinamento del creato non come volere di Dio ma come diretta conseguenza del fatto.
    Ovvero come se fosse stata inquinata l’aria che si respira, per dare un’immagine.
    Dunque o il male viene estirpato alla radice, e questo fa l’uomo quando ad esempio applica la condanna a morte, o non può che recare conseguenze all’intero creato…
    In questo senso Dio permette il male, ovvero non lo estirpa, ovvero concede il libero arbitrio alla creatura.

    Al contrario i vostri interventi dimostrano che, dal vostro punto di vista, è l’etica dell’uomo occidentale l’unica etica possibile, e ciò che voi non concepite come eticamente corretto e scorretto e quindi non accettabile ovvero come scrive Annibalo

    “ci troveremmo di fronte al più condannabile dei tiranni”.

    Non solo in questo tipo di approccio ma più in genrale, l’uomo “illuminato”, si pone alla periferia dell’universo ma non riconoscendo nulla al di sopra di se pone la propria interpretazione etica come l’unica possibile.

  130. Reginaldus scrive:

    enrico Scrive: settembre 2nd, 2010 at 11:02 am: la sua non è una risposta: è un girare intorno a vuoto. Io ho messo due citazioni a confronto: lei smentisca se può la loro veridicità, e se non sa rispondere , taccia. non serve menare il can per l’aia.

  131. Reginaldus scrive:

    ###a Simon de Cyrene; le ripropongo la lettura di un testo già inserito in questi post:—In: ‘Il popolo Ebraico e le Sue sacre Scritture nella Bibbia Cristiana’( Pontificia Commissione Biblica , Prefazione del card. Ratzinger, 2000):
    -“L’attesa messianica ebraica non è vana.”
    “…leggere la Bibbia alla maniera del giudaismo implica necessariamente l’accettazione di tutti i presupposti di quest’ ultimo, cioè l’accettazione integrale di ciò che è costitutivo del giudaismo, in particolare l’autorità degli scritti e delle tradizioni rabbiniche, che escludono la fede in Gesù come Messia e Figlio di Dio…..I cristiani possono e devono ammettere che la lettura ebraica della Bibbia è una lettura possibile…”.

    – In Dio e il Mondo’- Ratzinger, 2000:
    - “Naturalmente è possibile leggere l’antico testamento in modo tale da non intenderlo nella prospettiva di Cristo.; non si può affermare che esso sia rivolto in modo inequivocabile a Cristo. E se i giudei non riescono a vedere che le promesse si sono compiute in lui, questo non è segno di una cattiva volontà da parte loro, ma è semplicemente dovuto all’oscurità dei testi… Ci sono allora senz’altro buone ragioni per negare che l’Antico Testamento si riferisca a Cristo e per dire: No, non è quello che egli dice [di essere]! E nello stesso tempo ci sono altrettante buone ragioni per riferirlo a lui – in questo sta la disputa tra Gesù e i Giudei.”

    - “… Il loro [dei Giudei] ‘No’ a Cristo porta gli ebrei in conflitto con i successivi atti di Dio, ma nello stesso tempo sappiamo che essi sono certi della fedeltà di Dio. Essi non sono esclusi dalla salvezza….”
    —in ‘Milestones’, Ratzinger,1998:
    “… mi sono sempre più convinto che il giudaismo e la fede cristiana descritte nel NT sono due modi di appropriarsi delle Scritture di Israele, due modi alla fin fine determinati dalla posizione che uno prende nei confronti della figura di Gesù di Nazareth. La Scrittura che noi oggi chiamiamo Antico Testamento è aperta alle due possibilità…”
    —In ‘Zenith News story’, intervista a Ratzinger, 5 Sett. 2000:
    “ Siamo d’accordo che un Ebreo – e questo è vero anche per i credenti di altre religioni – non debba necessariamente conoscere o riconoscere Cristo come Figlio di Dio per essere salvato…

    —-Se gli ebrei si salvano pur rifiutando Cristo Messia ( oh certo in buona fede, Cristo e i profeti non sono stati abbastanza chiari..secoli di preparazione profetica e Cristo stesso bollati di pedagogia inefficace…..), significa che si salvano per la fedeltà alla Legge, che quindi è strumento di salvezza [o per che cosa si salvano???]- cosa smentita solennemente da Paolo nella sua lettera ai Galati )
    —– La fuffa è quella che voi usate per coprirvi e darvi un’aria da intenditori…

  132. Stefano scrive:

    Approfonditissima inchiesta, assolutamente imparziale. Complimenti vivissimi, Dr. Tornielli, a lei e al suo collega Rodari.

  133. Cherubino scrive:

    parlando del papa, mi sembra sempre utile evidenziare come colui di cui si parla viva e senta la Chiesa di cui è guida.

    Questo passaggio del messaggio di Benedetto XVI ai partecipanti al prossimo congresso di Seul mi ha colpito per la sua bellezza e per la sua serenità.
    Dall’Osservatore romano di oggi.

    “”I popoli dell’Asia hanno bisogno di Gesù Cristo e del suo Vangelo, poiché il Continente ha sete dell’acqua viva che solo lui può dare” (Ecclesia in Asia, n. 50). Queste parole profetiche del Servo di Dio Giovanni Paolo II risuonano ancora oggi come monito rivolto a ciascun membro della Chiesa in Asia. Se i fedeli laici devono assumersi questa missione, devono divenire ancora più consapevoli della grazia del loro battesimo e della dignità che è loro propria quali figli e figlie di Dio, il Padre, condividere la morte e la resurrezione di Gesù, suo Figlio, ed essere unti dallo Spirito Santo quali membri del Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. In unione di mente e di cuore con i loro pastori, e accompagnati a ogni passo del loro viaggio di fede da un’adeguata formazione spirituale e catechetica, devono essere incoraggiati a cooperare in maniera attiva non solo all’edificazione delle loro comunità cristiane locali, ma anche alla creazione di nuove modalità di annuncio del Vangelo in ogni settore della società. Di fronte agli uomini e alle donne dell’Asia si aprono dunque ora ampi orizzonti di missione nei loro sforzi di testimoniare la verità del Vangelo. Penso in particolare alle opportunità offerte dal loro esempio di amore coniugale e di vita familiare cristiani, alla loro difesa del dono divino della vita dal concepimento fino alla morte naturale, alla loro amorevole sollecitudine per i poveri e per gli oppressi, alla loro disponibilità al perdono dei nemici e dei persecutori, al loro esempio di giustizia, di verità e di solidarietà sul posto di lavoro e alla loro presenza nella vita pubblica.
    Il numero sempre più alto di laici impegnati, preparati ed entusiasti è dunque un segno di immensa speranza per il futuro della Chiesa in Asia. Qui, desidero evidenziare con gratitudine l’opera eccezionale di numerosi catechisti che trasmettono le ricchezze della fede cattolica sia ai giovani sia agli anziani, spingendo individui, famiglie e comunità parrocchiali verso un incontro ancor più profondo con il Signore risorto. I movimenti apostolici e carismatici sono anche un dono speciale dello Spirito perché portano nuova vita e rinnovato vigore alla formazione del laicato, in particolare alle famiglie e ai giovani. Le associazioni e i movimenti ecclesiali dediti alla promozione della dignità e della giustizia umane dimostrano in maniera concreta l’universalità del messaggio evangelico della nostra adozione quali figli di Dio. Con numerose comunità e individui impegnati nella preghiera e nelle opere caritative, e contribuendo ai consigli pastorali e parrocchiali, questi gruppi svolgono un ruolo importante nell’aiutare le Chiese particolari asiatiche a essere edificate sull’amore e sulla fede, rafforzate nella comunione con la Chiesa universale e rinnovate nello zelo per la diffusione del Vangelo.
    Per questo motivo, prego affinché l’attuale congresso evidenzi il ruolo indispensabile dei laici nella missione della Chiesa e sviluppi iniziative e programmi specifici per aiutarli nel loro compito di proclamare Gesù Cristo in Asia oggi. Confido nel fatto che le deliberazioni del congresso sottolineeranno che la vita e la chiamata cristiane devono essere considerate soprattutto come una fonte di felicità sublime e come un dono da condividere con gli altri. Ogni cattolico dovrebbe poter affermare con l’Apostolo Paolo: “per me infatti il vivere è Cristo” (Filippesi 1, 21). È naturale che quanti avranno trovato in Gesù la verità, la gioia e la bellezza che donano significato e orientamento alla loro vita vorranno trasmettere tale grazia agli altri. Senza farsi scoraggiare dalla presenza di difficoltà e dall’enormità del proprio compito, confideranno nella misteriosa presenza dello Spirito Santo che è sempre all’opera nel cuore dei singoli, nelle loro tradizioni e culture, aprendo misteriosamente le porte a Cristo “la via, la verità e la vita” (Giovanni, 14,6) e al compimento di ogni anelito umano.
    Con questi sentimenti, invoco su tutti i partecipanti al congresso un’abbondante effusione dello Spirito Santo e mi unisco volentieri alla preghiera che accompagnerà questi giorni di studio e di discernimento.”

  134. raffaele savigni scrive:

    “Siamo d’accordo che un Ebreo – e questo è vero anche per i credenti di altre religioni – non debba necessariamente conoscere o riconoscere Cristo come Figlio di Dio per essere salvato…”
    Occorre tener presente l’avverbio “necessarioamente”. Chi ha avuto il dono della fede deve credere in Cristo e seguirne gli insegnanmenti. Chi non ha vuto questo dono (per impossibilità storica o altri motivi” può salvarsi ugualmente (per vie che solo Dio conosce) anche senza riconoscere Cristo ed entrare nella Chesa, se è in buonafede e ricerca sinceramente la Verità.
    Il Vaticano II e l’attuale magistero hanno precisato ed arricchito i precedenti documenti conciliari (correggendone o, meglio, reinterpretandone certe affermazioni un po’unilaterali), in quanto lo Spirito santo guida a poco a poco la Chiesa verso la Verità tutta intera, anche se l’essenziale ci è già stato dato nei testi del Nuovo Testamento.
    Anche il celebre “Extra Ecclesiam nulla salus” va riferito a chi con piena avvertenza (quindi in malafede) rompe l’unità ecclesiale, non a coloro che non hanno avuto la possibilità di incontrare in modo efficace Cristo e la sua chiesa.La vera ermeneutica implica un rinnovamento nella continuità, non una mera continuità formale.L’albero è giò conntenuto in potenza nel seme, anche se a guardarli dall’esterno sembrano realtà molto diverse… E la Chiesa è il seme che nella storia diventa progressivamente albero. Non ha senso voler ritornare indietro, dall’albero all’arbusto o al seme…

  135. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Nel citare il concilio di Papa Eugenio, lei intende fare specifico riferimento alla Bolla di Unione degli Armeni, sesto punto, paragrafo “diamo agli ambasciatori la norma sintetica di fede composta dal beato Atanasio, il cui contenuto è questo: [E,segue il simbolo Atanasiano, che inizia con le parole: Chiunque vuole salvarsi...]“?

    Ha fatto una domanda in tema di ermeneutica, e vorrei confrontarmi con il suo riferimento esatto.

    Grazie.

    Cordialmente,

    C.B.

  136. Sal scrive:

    @ raffaele savigni
    benché la mia opinione conta come il due di coppe e non ho la pretesa di essere un profeta ispirato, mi permetto fare qualche osservazione al suo commento sull’”ebreo”. Lo prenda per quello che è, il raglio di un asino e non sia troppo severo con me se non le piacerà.

    Dopo aver tenuto presente l’avverbio “necessariamente” che non so a che cosa serviva, non l’ho capito, lei scrive: “

    Chi non ha avuto questo dono….può salvarsi ugualmente….anche senza riconoscere Cristo ed entrare nella Chiesa, se è in buonafede e ricerca sinceramente la Verità. “ (il dono dovrebbe essere il diritto di far parte del popolo di Dio per nascita – ebreo -)

    a) Cristo dice : “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” ( Giovanni 14.6)
    b) Cristo dice : “ A meno che uno non nasca d’acqua e di spirito, non può entrare..” (Giovanni 3.5)
    c) Cristo dice: “ Andate dunque e fate discepoli,…. battezzandoli in nome del Padre ..ecc” (Matteo 28.19)

    Capisco che necessità vuol fare virtù, e le rendo il merito di avere la capacità e il coraggio di voler far intendere le lucciole per lanterne, “correggendone o, meglio, reinterpretandone certe affermazioni un po’ unilaterali” ma non pensa che ci siano dei limiti anche per il rispetto dell’intelligenza di chi legge ?

    Vero è che l’albero è già contenuto in potenza nel seme, ma se pianta un seme di barbabietola, non può pretendere che germogli l’albero della cuccagna pieno di zucchine d’oro perchè se lo racconta non gli crederà nessuno.

    Chi ricerca la Verità non può esimersi dal conoscere Gesù. (Io sono la Verità e la Via ) Forse l’avverbio “necessariamente” dovrebbe essere inteso in positivo non in negativo.

    Inoltre dovrebbe considerare che tutti i primi apostoli essendo già ebrei per nascita dovettero cambiare riconoscendo Cristo, il suo ruolo e facendosi battezzare e non solo, perchè Paolo ricorda che i rami dell’ulivo orginale (i Giudei) furono “recisi” per non aver riconosciuto il Cristo al posto dei quali (Giudei) furono innestati rami selvatici (i Gentili) ma che dovevano stare bene attenti perché se Dio non aveva risparmiato i rami originali tanto meglio avrebbe reciso quelli non originali. (Romani 11.16-21)

    Comunque poiché appartenete alla stessa religione, dovreste mettervi d’accordo perchè enrico in enrico Scrive: settembre 2nd, 2010 at 11:02 am @ Reginaldus dice: “ crediamo che il Signore ha affidato tutti i beni
    della Nuova Alleanza, per costituire l’unico Corpo di Cristo sulla terra, al quale bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche modo appartengono al Popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 3]. “

    Così ebreo privilegiato o non ebreo privilegiato enrico sostiene che tutti (gli ebrei) devono essere incorporati nella chiesa e riconoscere cristo come il Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 3] sostiene.

    Concludo dicendo che lo Spirito Santo non può guidare in direzioni opposte, o si è sbagliato o si sbaglia chi pensa di aver capito che la bussola indica il Sud.

    Non faccia caso alle mie esternazioni, sono solo ragli asinini.

  137. Sal scrive:

    @ Reginaldus
    spero proprio che il mio commento la raggiunga perchè vorrei complimentarmi con lei per la chiarezza dei suoi post e per l’esattezza del suo ragionamento relativamente al popolo ebraico. Mi trova perfettamente in sintonia e concordo con lei in tutto ciò che ha scritto.

    “Se gli ebrei si salvano pur rifiutando Cristo Messia ( oh certo in buona fede, Cristo e i profeti non sono stati abbastanza chiari..secoli di preparazione profetica e Cristo stesso bollati di pedagogia inefficace…..), significa che si salvano per la fedeltà alla Legge, che quindi è strumento di salvezza [o per che cosa si salvano???]- cosa smentita solennemente da Paolo nella sua lettera ai Galati )”

    (Colossesi 2.13-14) : – “Egli … cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti e che ci era contrario; ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura. “

    La legge non può più essere mezzo di salvezza.

  138. Reginaldus scrive:

    Per Carlo Bollani:
    - esattamente. A riprova che nella ( vera ) Chiesa la dottrina permane identica a se stessa… (Vangeli-predicazione apostolica – Sant’Atanasio – Eugenio IV- Gregorio XVI – Pio IX – San Pio X…
    -Altre affermazioni dalla stessa Bolla:

    —“La Santissima Chiesa Cattolica Romana crede fermamente, professa e predica che nessuno di coloro che esistono fuori dalla Chiesa Cattolica, non solo i pagani, ma anche gli ebrei e gli eretici e gli scismatici, possa partecipare alla vita eterna; ma che essi vadano nelle fiamme eterne che vennero preparate per il diavolo e i suoi angeli, a meno che prima della morte essi si uniscano ad Essa; e che così importante è l’unità di questo corpo ecclesiastico che solamente coloro che sono rimasti all’interno di questa unità possono ricevere una ricompensa eterna per i loro digiuni, le loro elemosine, le altre loro opere di devozione Cristiana e i loro doveri di soldati Cristiani. Nessuno, per quanto grandi le sue elemosine, nessuno, persino se versa il suo sangue in nome di Cristo, può essere salvato a meno che egli non rimanga nel seno e nell’unità della Chiesa Cattolica. (Papa Eugenio IV, Bolla Cantate Domino del 1442)

    ( e questa dopo avere proclamato i dogmi della Fede quali la Trinità e la vera umanità e divinità di Gesù Cristo:)
    —“Chiunque, pertanto, abbia opinioni avverse e contrarie, la Chiesa lo disapprovi e lo anatemizzi, e lo dichiari estraneo al corpo Cristiano, che è la Chiesa. Essa, inoltre, anatemizza, esecra e condanna ogni eresia che suggerisca cose contrarie.”

    (L’ignoranza INVINCIBILE che salva? La buona fede?Condizioni che sono di appartenenza esclusiva di Dio…)

  139. Reginaldus scrive:

    errata corrige- nel tra parentesi finale l’espressione chiara è ovviamente: condizioni che giudicarle appartiene solo a Dio…

  140. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus,

    (e Raffaele Savigni, Simon de Cyrene, Enrico e Anniballo)

    Anticipo la sua risposta, supponendo che effettivamente il passo da lei citato riguardo al Concilio Fiorentino sia effettivamente il riferimento al simbolo atanasiano (“Chiunque voglia salvarsi deve anzitutto possedere la Fede cattolica. Colui che non la conserva integra ed inviolata perirà senza dubbio in eterno”). Se anche cosi’ non fosse, si tratterebbe solo di rettificare il contesto: il succo del ragionamento resta lo stesso. Non si offenda se non attendo la sua risposta: e’ che domani avro’ una giornata particolarmente impegnata. Preferisco approfittare della serata.

    Cominciamo da una cosa sulla quale siamo sicuramente d’accordo: se si mette il costume da bagno, e’ probabile che stia andando al mare o in piscina. Se si mette giacca e cravatta, e’ probabile che stia andando al lavoro (salvo faccia … il bagnino di mestiere). Il “contesto” serve a capire dove va a parare il messaggio.

    Ora: il simbolo atanasiano e’ un “simbolo”, un “credo”. Come sapra’, il credo e’ un riassunto della nostra Fede, letto preferibilmente in contesto liturgico. Chi sono i destinatari? I cristiani, o, almeno, i catecumeni (se prendiamo la spiegazione del Credo come parte del catechismo).

    Papa Eugenio lo “da agli ambasciatori” degli armeni, dopo aver sanzionato un bel riassunto della dottrina cattolica sui sacramenti ed aver spiegato il contenuto di alcuni concilii ecumenici che questi non conoscevano prima della riunione con Roma.

    In sintesi: e’ uno dei vari strumenti dottrinali con il quale si ricuce una parte dello scisma d’oriente.

    Un “credo”, sia esso l’atanasiano o il niceno, e’ un documento dei cristiani per i cristiani (Roma nel caso di specie lo “da” ai cristiani di Armenia): non e’ invece una dichiarazione di Magistero sul destino escatologico dei non cristiani. Non per nulla, il credo si legge a messa o durante la liturgia delle ore.

    A riprova di cio’, la seconda riga del credo condanna “colui che non la conserva integra e inviolata”, dicendo che “perira’ senza dubbio in eterno”.

    Non condanna espressamente colui che non l’ha acquisita.

    Il Concilio di Firenze non contiene dichiarazioni di natura escatologica sui non cristiani per il semplice fatto che si stava trattando della riunione con altri cristiani. Punto.

    A capo.

    Vogliamo ripescare un documento del Magistero in cui, con parole adamantine, si affronta il diverso tema?

    Piu’ che dei prolissi documenti del Vaticano II, direi che basta andare sul libricino grigio e bigio del “Nuovo Manuale del Catechista”, pubblicato per ordine di San Pio X (il “mostro antimodernista” per eccellenza). Il catechismo fatto per trasformare in cristiani anche i sassi, domandine e rispostine per bambini, cosa dice al punto 132.: “Chi e’ fuori dalla chiesa si salva?”

    Risposta: “Chi e’ fuori dalla Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi si trovi senza propria colpa e viva bene, puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei”.

    Noticina sul manualetto in tema di non cristiani:

    Giova ricordare quest’insegnamento di Pio X: « A Noi ed a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna. Dio infatti vede perfettamente, scruta, conosce gli spiriti, le anime, i pensieri, le abitudini di tutti e nella sua suprema bontà, nella sua infinita clemenza non permette che qualcuno soffra i castighi eterni senza essere colpevole di qualche volontario peccato » (Enciclica “Quanto conficiamur”, agosto 1863).

    Traduzione:

    Se Tizio e’ nato e cresciuto in Tibet, e’ stato educato nella tradizione buddista, ha per mentore un lama, gli hanno insegnato la compassione e la carita’ secondo a pratica Tonglen, prega Amida Buddha, e non ha mai visto in sacerdote cristiano in vita sua … e’ ovvio che i suoi strumenti di ascesi e santificazione non possono essere quelli dei cattolici. Avra’ altri doni dalla tradizione spirituale del suo paese, ma non i sacramenti.

    Per cio’ che ha conosciuto e avuto, sara’ giudicato (o “si giudichera’” a seconda di come si voglia intendere il fatto).

    Noi abbiamo conosciuto e avuto Cristo, i sacramenti, e la Fede cattolica, e, come dice il credo atanasiano, se non la conserviamo integra ed inviolata, periremo senza dubbio in eterno.

    Stiamo, in un certo senso, anche peggio del nostro amico buddista: poiche’ il battesimo e’ – secondo l’espressione antica – nostro “sacramento dell’illuminazione” (illuminazione che, per i buddisti, e’ alla fine di un lungo percorso di ascesi e, magari, dopo molte vite), e in piu’ abbiamo altri strumenti spirituali che rendono la nostra vita terrena ancor piu’ ricca di grazia (confessione per il perdono, matrimonio indissolubile per la famiglia etc.) … subiremo conseguenze peggiori se li sprecheremo.

    Ben venga quindi la schiettezza del credo atanasiano a ricordarcelo.

    Ben venga, allo stesso tempo, la certezza di poter conoscere un giorno in Cielo coloro che osservano “i precetti di Dio scolpiti nei cuori di tutti”, anche provenienti da religioni diverse dalle nostre, non avendo conosciuto la nostra.

    Che l’illuminismo abbia messo in circolazione una montagna di panzane sulla dottrina della Chiesa, passi: abbiamo sempre avuto buona stampa mista a cattiva stampa.

    Quella pero’ secondo cui per ogni religione, la maggior parte dell’umanita’ (cioe’ tutti quelli che non professano essa), sono destinati all’inferno, davvero, non sta ne’ in Cielo ne’ in Terra.

    E non rende giustizia non soltanto al cristianesimo, ma nemmeno all’Islam nella piu’ pura tradizione (leggasi il Corano, e il rispetto che vi traspare per le Genti del Libro), oltre che al buddismo (se i maestri tibetani emigrati in occidente considerano nelle loro opere Madre Teresa o il Venerabile Beda come altrettanti Boddishava, significa che quando diciamo la parola “santita’”, possiamo essere capiti anche da altri).

    Se un ebreo, per “invincibile ignoranza” non conosce la nostra Fede, ebbene, che cerchi di salvarsi con la sua, seguendo i precetti di Dio scolpiti nel suo cuore: se puo’ farlo un buddista o un mussulmano, perche’ non potrebbe farlo un ebreo?

    “Invincibile ignoranza” non significa imbecillita’: una fede si accompagna sempre a una religione, a una storia personale e famigliare, a maestri in carne ed ossa, ad esperienze personali. Quasi tutti gli uomini del mondo avranno sentito parlare almeno una volta nella loro vita del cristianesimo (libri di storia, TV …). Ma l’”averlo conosciuto” e’ una questione di coscienza: Dio sapra’ a quale cuore ha bussato con il messaggio di Cristo, offrendo la possibilita’ di vincere l’ignoranza ed … a quale cuore invece non ha potuto bussare con tale messaggio, per i motivi piu’ vari (condizionamenti culturali, epoca storica etc.).

    Un’ultima considerazione, e poi chiudo.

    Non dimentichi il fatto che l’intero discorso della morale, della Fede, dei sacramenti etc. esiste per l’uomo, non per Dio (almeno, nella visione cristiana). Le dorature sul tabernacolo sono una nostra espressione di devozione e gratitudine, ma nulla aggiungono alla Sua gloria.

    Quindi, il riconoscere che, anche altre religioni insegnino, pur non avendo sacramenti, a seguire in modo piu’ o meno perfetto, piu’ o meno facile, i precetti “scolpiti nel cuore di tutti”, e che, anche al di fuori della nostra religione ci sia qualche possibilita’ di salvezza, ci conforta.

    Lo dico perche’, a sentire qualche nemico della Chiesa, sembra si voglia far intendere che noi siamo “i biu’ belli del reame” e gli “altri”, dei poveri disgraziati senza speranza.

    Invece, noi ci sentiamo quelli che hanno avuto, grazie ai sacramenti, la vita spirituale piu’ facile di tutti, e di conseguenza, come quelli con piu’ responsabilita’, oltre che verso Dio, anche verso noi stessi, prima ancora che con gli “altri”.

    Agli “altri”, possiamo e dobbiamo in qualche modo far avere anche il nostro messaggio e le nostre ricchezze spirituali, ma poi, cosa succeda nel cuore dell’uomo all’abbracciare o al cambiare o no una religione, non e’ compito nostro giudicare. Siamo sereni.

    C.B.

  141. Cherubino scrive:

    il ragionamento di Bollani non fa una grinza fino al punto in cui equipara le religioni. La citazione di Pio X è chiara: la disposizione del cuore prevale sull’elemento esteriore.
    Ma ciò che poi viene dedotto da Bollani è errato. Il non cristiano non si salva grazie ad un altro percorso euipqrabile a quello cristiano. Egli si salva nonostante un credo errato. Perchè se è vero che nelle altre religioni vi sono elementi di verità circa Dio (“i semi del Logos”) esse comunque non riescono a dare con pienezza e senza errori il Volto di Dio che si è rivelato in Gesù.
    Il non cristiano dunque che ottiene la beatitudine, lo fa grazie ad una carità frutto di un impulso dello Spirito Santo di cui però non comprende l’origine, al massimo riportandola vagamente a Dio. Egli non sa di essere nella carità incorporato in Cristo Gesù e non sa di salvarsi comunque per la sua mediazione, di cui gode inconsapevolmente per l’onestà del suo cuore.

    Occorre fare molta attenzione, perchè si finisce per entrare in errore ritenendo non necessaria la grazia di Cristo Gesù, che invece è l’unico mediatore, anche per chi non lo sa ancora.

  142. Carlo Bollani scrive:

    Caro Cherubino,

    Non vedo l’equiparazione di cui parla, nel mio scritto.

    Ho messo cose del tipo: “strumenti di ascesi e santificazione (che) non possono essere quelli dei cattolici”, “altri doni dalla tradizione spirituale del suo paese, ma non i sacramenti”, “la certezza di poter conoscere un giorno in Cielo coloro che osservano “i precetti di Dio scolpiti nei cuori di tutti”, “anche provenienti da religioni diverse dalle nostre [PROVENIENTI NEL SENSO DI PERSONE PROVENIENTI, NON PRECETTI], non avendo conosciuto la nostra”.

    Forse si confonde tra religione e Fede.

    La Fede cristiana non e’ comparabile / equiparabile a nient’altro.

    Cio’ che e’ “religione”, invece si puo’ paragonare (“complesso di comportamenti, atti rituali e culturali, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con il sacro”). Parliamo di pratiche ascetiche, digiuni, tempo per la preghiera et similia.

    C.B.

  143. Carlo Bollani scrive:

    P.s. per Cherubino: La prego di notare che, comunque, il mio messaggio era rivolto a Reginaldus (invitati anche Raffaele Savigni, Simon de Cyrene, Enrico e Anniballo). Non l’ho citata, mentre lei invece ha preso la parola prima ancora che si pronunciasse alcuno dei riceventi espressamente menzionati.

  144. Sal scrive:

    @ enrico
    caro enrico, lo sa, io quando leggo un libro, costantemente salto la lettura della prefazione e dell’introduzione che a volte è fatta di numerose pagine e di tante inutili chiacchiere tendenziose.

    Magari le leggo dopo aver letto il libro, come scritto dall’autore per controllare se la mia comprensione del libro corrisponde a quella del commentatore o se ne diverge.

    Lei scrive: “ Si possono leggere quelle traduzioni volgari della Bibbia, che sono riconosciute fedeli dalla Chiesa cattolica, e sono accompagnate da spiegazioni approvate dalla Chiesa medesima. “

    Perchè mai un libro deve essere fedele alla chiesa piuttosto che al suo autore ? E perchè mai e è la chiesa stessa a dover dire se la traduzione è fedele e non il suo autore ?

    E’ curioso questo atteggiamento della chiesa che tutto dice di sapere e di conoscere senza mai poter o saper spiegare. Per es. ieri le avevo posto una domanda a cui lei non ha risposto in Sal Scrive: settembre 1st, 2010 at 6:25 pm sul thread Attacco a Ratzinger che probabilmente non avrà notato dato che compare sempre in ritardo, dovuto al controllo di censura che così amorevolmente il sorvegliante giustamente effettua anche se poi deve sorbirsi tutto quello che vado scrivendo. Ma è comunque per me garanzia di canonicità .

    Come fa un onesto e ingenuo lettore a fidarsi di una traduzione, fatta su misura della quale sono state fate numerose revisioni e della quale colui che si vanta essere l’unico autentico interprete, dichiara che è inspiegabile e misterioso ? Non lo sa spiegare ma sostiene che solo quella traduzione di cui non sa spiegare, perché misteriosa, è quella autentica ? Salvo poi a cambiare tesi a secondo della convenienza del momento come la faccenda “dell’ebreo” dimostra di cui ai post di Reginaldus a Bollani e Savigni.
    vedi Reginaldus Scrive: settembre 2nd, 2010 at 1:32 pm
    Reginaldus Scrive: settembre 2nd, 2010 at 5:41 pm
    Reginaldus Scrive: settembre 1st, 2010 at 8:37 pm

    effettivamente non rimane che piangere, piangere su tanti talenti sprecati eppure lei dimostra di essere persona intelligente ed esperta. Possibile che non si rende conto ? NOn faccia caso al somaro che raglia consideri solo il salmo 49.20
    Saluti

  145. enrico scrive:

    @ Carlo Bollani

    Io sapevo che

    Solo per mezzo
    della cattolica Chiesa di Cristo, che è lo strumento generale della salvezza,si
    può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza,

    e anche che

    coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna.

    Dunque non avrei saputo dare una risposta che comprendesse la citazione di Reginaldus estrapolata dal concilio di Firenze.
    Così mi sono limitato a riportare un post, ritenendo plausibile che si sarebbe avviata una discussione, che avrebbe portato “qualcuno” più competente a dare una spiegazione.
    E così è andata.
    Ringrazio Lei e anche Cherubino..che poi state esprimendo il medesimo concetto.

  146. Reginaldus scrive:

    RIVOLTO ai TRADIZIONALISTI CONCILIARISTI: Ma perché non finirla una buona volta con questo gioco degli equilibrismi impossibili, tra la chiesa ante e quella post concilio ? Già basta dire Chiesa del Concilio e tutti capiscono che si parla della chiesa di oggi, quella partorita dal Concilio Vaticano II , il concilio paradigmatico e risolutore, di fronte al quale gli altri concili svaniscono nella nebbia di una storia morta e sepolta.
    Perché non ammettere chiaramente e onestamente che col CONCILIO la chiesa si è aperta finalmente al mondo, che una brezza di primavera l’ha pervasa e fatta rifiorire, che si è messa umilmente e ansiosamente in ascolto, divenendo comprensiva delle ragioni altrui, riconoscendo il bon diritto di ogni religione a proclamarsi via di salvezza, imponendosi il divere di adeguarsi e di sostenere gli sforzi compiuti dalle grandi centrali della politica di dare un nuovo assetto alla realtà mondana…??? Che ha chiuso finalmente con la pretesa di essere lei la guida del mondo, e guai non adeguarvisi, pena i fulmini delle scomuniche; con l’ arroganza di essere lei la vera unica espressione religiosa gradita a Dio, un Dio che ogni uomo sulla terra deve adorare come Padre e come Figlio e come Spirito Santo, Creatore e Salvatore del mondo nel Figlio Suo divino fatto Uomo e Crocifisso per ogni uomo che voglia salvarsi credendo in Lui…Che finalmente la chiesa ha chiuso con il suo passato oscurantista integralista fondamentalista..Quello dei fanatismi ideologici alla San Giovanni evangelista, di tanto San Paolo, di Sant’Atanasio, di Bonifacio VIII ed Innocenzo III, di Eugenio IV di San Pio V e di Paolo IV, di Gregorio XVI e di Pio IX e di San Pio X …. Perché non ammettre francamnete che col CONCILIO è morto l’Ancien Régime, quello del terrore e della sopraffazione, e si è inaugurato il tempo radioso della modernità ( come ebbe a dire, in uno slancio di sincerità e coraggio, il cardinal Suenens …di gloriosa -!- memoria ). Se i meriti della Nuova Chiesa sono questi, perché continuare a sostenere le buone ragioni della Vecchia Chiesa? Quando la negazione di queste buone ragioni è il fondamento stesso per l’affermazione dei suddetti meriti !

  147. enrico scrive:

    @ Sal

    Lei mi chiede riguardo alla domanda sul perchè non si scriva il nome di Dio espresso nel tetragramma ma lo si sostituisca con Signore?

  148. Carlo Bollani scrive:

    Caro Enrico,

    Certamente sono del tutto d’accordo con Cherubino, nella sostanza.

    Il catechismo dice: “Chi e’ fuori dalla Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi si trovi senza propria colpa e viva bene, puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei”.

    Cioe’: chi e’ unito per amor di carita’ a Colui che e’ “anima della Chiesa”, e’ unito, in maniera mistica, alla Chiesa.

    Non si tratta di scavalcare in qualche modo la mediazione di Cristo, ma semplicemente di riconoscere che, tutto cio’ che, il altre tradizioni religiose, aiuta l’uomo, per usare le parole di Pio IX, a condurre “una vita onesta e retta” ed a praticare “la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti”, e’ degno di rispetto e di ammirazione.

    C.B.

  149. Sal scrive:

    Simpatico, il ragionamento del sig. Bollani veramente “sopraffino”, me lo passi.

    Lei scrive: “ Un “credo”, sia esso l’atanasiano o il niceno, e’ un documento dei cristiani per i cristiani (Roma nel caso di specie lo “da” ai cristiani di Armenia): non e’ invece una dichiarazione di Magistero sul destino escatologico dei non cristiani….A riprova di cio’, la seconda riga del credo condanna “colui che non la conserva integra e inviolata”, dicendo che “perira’ senza dubbio in eterno”. Non condanna espressamente colui che non l’ha acquisita.”

    Se capisco bene – un cristiano, se peccatore perirà in eterno. Un non cristiano, se peccatore, è giustificato perchè non ha acquisito la coscienza cristiana.

    Bravo, non fa una piega, così è meglio non essere cristiani perchè si può peccare gratuitamente senza conseguenze. Rimane giustificati in ogni caso. Bravo sig. Bollani mi ha suggerito il modo facile facile per la salvezza. Basta dire – “io non sapevo.” Tutto il contrario del messaggio di Cristo.

    Peccato che fa a cazzotti con :
    (Atti 3.19): – “Pentitevi, perciò, e convertitevi perché i vostri peccati siano cancellati,”

    (Atti 17.30) : – “ È vero che Dio non ha tenuto conto dei tempi di tale ignoranza, ma ora dice al genere umano che tutti, in ogni luogo, si pentano”

    (1Corinti 12.1): – “ non voglio che siate nell’ignoranza”

    (Matteo 24.14): – “ E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine” Chissà perchè mai tanti missionari perdono la vita solo per trasmettere un messaggio, sono dei poveri scemi ?

    (Romani 10.18-11.9 ) : – “Essi non hanno mancato di udire, vero? Anzi, in realtà, “il loro suono è uscito per tutta la terra, e le loro espressioni fino alle estremità della terra abitata”. Tuttavia chiedo: Israele non ha mancato di conoscere, vero? Per primo Mosè dice: “Vi inciterò a gelosia per mezzo di quella che non è una nazione; vi inciterò a violenta ira per mezzo di una nazione stupida”.

    Già un esempio in piccolo fu dato in tempi antichi a dimostrazione che il processo non è mutato

    (2Cronache 17.7-9) : – “ E nel terzo anno del suo regno (Giosafat) mandò i suoi principi, cioè Ben-Ail e Abdia e Zaccaria e Netanel e Micaia, per insegnare nelle città di Giuda, e con loro i leviti, Semaia e Netania e Zebadia e Asael e Semiramot e Ieonatan e Adonia e Tobia e Tob-Adonia i leviti, e con loro Elisama e Ieoram i sacerdoti. Ed essi insegnavano in Giuda, e con loro c’era il libro della legge di Jehovah; e andavano in giro per tutte le città di Giuda e insegnavano fra il popolo.”

    Forse non farà comodo. E’ per questo che mi suggeriva di non leggere la Bibbia ? Così può impunemente raccontare qualunque storiella ?

  150. enrico scrive:

    @ Carlo Bollani

    Si capiva il concetto nell’intervento, così come si capisce che dite la stessa cosa, e nella forma e nella sostanza a mio parere.
    Io ho approfondito alcune cose ma non certo tutte, quindi se mi trovo impreparato su qualche argomento vedo di aspettare una spiegazione, ma se noto che non accade nulla provo a vedere cosa succede se si scrive “qualcosa”.

  151. Reginaldus scrive:

    #a CARLO BOLLANI:…Ah sì, la chiesa parlerebbe solo ai cristiani? Ma dove erano i cristiani in quell’alba della Pentecoste, quando lo Spirito Santo procedette solennemente al varo della Chiesa??? o più che ispirati quei Dodici erano invasati- o ubriachi davvero , se si misero a predicare urbi et orbi qull’Unico Dio e quell’Unica salvezza, a gente che certo non poteva dirsi cristiana. All’ interno del loro ‘collegio’ dovevano a limitarsi a predicare!- E poi, mi scusi Sig. Bollani: ma lei come ha fatto a ESTRAPOLARE queste sue idee, davvero peregrine, dai testi dl Concilio di Firenze o dalle professioni dei diversi credo cristiani??? Sa che le dico, se l’obbligo di credere a quelle ‘fantasie’ salvifiche incombe solo su di me in quanto ‘cristiano’, allora quell’obbligo non incombe su più su nessuno, e io non sono più cristiano né credente in nessun credo: Dio capirà le mie ragioni e mi salverà comunque…

  152. P.Danilo scrive:

    Scriveva Silvano Panunzio, di venerata memoria, nel suo “Cristianesimo Giovanneo”: “Il Cristianesimo è un fiore celeste che doveva sbocciare secolo per secolo per poi aprirsi tutto negli “ultimi tempi”. è quel che ha fatto il Concilio Ecumenico Vaticano II i cui testi, regolarmente ignorati, non si compongono né di meccaniche ripetizioni né di sconsiderati rivolgimenti, ma attuano il capolavoro di un rinnovamento nella tradizione. è l’opera provvidenziale, non ancora ben compresa, ma che ha tutto il futuro davanti a sé, del tradizionalissimo Giovanni XXIII”.

  153. enrico scrive:

    @ Sal

    Dipende semplicemente se Lei è venuto in contatto con il genuino messaggio di Cristo.

    Leggevo oggi che Stephen Hawkig ha affermato non essere più necessario, considerando le risultanze della fisica moderna,l’idea di un Dio creatore.
    Intanto mi risultava che comunque almeno una parte del mondo scientifico, negasse tale necessità già precedentemente alle teorie di Stephen Hawking.
    Secondariamente non mi risulta che tali teorie ( a partire dalla teorie stessa delle stringhe) abbiano tuttora delle conferme sperimentali.

    Ad esempio se consideriamo l’esperimento avviato al CERN di Ginevra io mi chiedo perchè stiano cercando la conferma spettrale del bosone di Higs ad energie significativamente inferiri a quanto previsto dalla teoria stessa di Higs.

    Ovvero come mai una affermazione così azzardata da parte di un fisico così autorevole.

  154. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Non a caso non ho indirizzato il mio commento a lei, ma ad altri: Reginaldus, Raffaele Savigni, Simon de Cyrene, Enrico e Anniballo.

    Non l’ho menzionata tra i riceventi perche’ volevo appunto evitare che lei sollevasse confusione gratuita, al solito.

    Comunque, dato che in lei e’ irrefrenabile l’istinto della risposta caotica senza cognizione di causa, della geremiade senza capo ne’ coda, rilegga un momento la risposta del catechismo:

    Chi e’ fuori dalla Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma CHI SI TROVI SENZA COPLA PROPRIA E VIVA BENE, puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei.

    In che modo – rileggendo il paragrafo del catechismo – le avrei dato il suggerimento che “così è meglio non essere cristiani perchè si può peccare gratuitamente senza conseguenze”?

    Non risponda a me: si risponda da solo, evitando di moltiplicare le parole inutili.

    C.B.

  155. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Le ho dato una risposta circostanziata al suo quesito che segue. Vorrei quindi che rispondesse in modo altrettanto circostanziato sui passaggi della mia risposta per i quali non concorda.

    Le riporto per comodita’ quesito e risposta.

    QUESITO:

    Con quale ermeneutica della continuità si possono intendere come coincidenti queste altre due affermazioni:
    —Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze : “ Chiunque desideri essere salvato deve credere nella fede cattolica…. per avere la salvezza eterna è necessario credere nell’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo … che il Figlio di Dio è Dio e uomo..” [ “Verus homo vero unitus Deo”, Leone I anno 449 ]
    —e Ratzinger-Ben.16 in ‘Zenith News story’, 5 Sett. 2000, dice:
    “ Siamo d’accordo che un Ebreo – e questo è vero anche per i credenti di altre religioni – non debba necessariamente conoscere o riconoscere Cristo come Figlio di Dio per essere salvato…

    MIA RISPOSTA:

    Per Reginaldus,

    (e Raffaele Savigni, Simon de Cyrene, Enrico e Anniballo)

    Anticipo la sua risposta, supponendo che effettivamente il passo da lei citato riguardo al Concilio Fiorentino sia effettivamente il riferimento al simbolo atanasiano (“Chiunque voglia salvarsi deve anzitutto possedere la Fede cattolica. Colui che non la conserva integra ed inviolata perirà senza dubbio in eterno”). Se anche cosi’ non fosse, si tratterebbe solo di rettificare il contesto: il succo del ragionamento resta lo stesso. Non si offenda se non attendo la sua risposta: e’ che domani avro’ una giornata particolarmente impegnata. Preferisco approfittare della serata.

    Cominciamo da una cosa sulla quale siamo sicuramente d’accordo: se si mette il costume da bagno, e’ probabile che stia andando al mare o in piscina. Se si mette giacca e cravatta, e’ probabile che stia andando al lavoro (salvo faccia … il bagnino di mestiere). Il “contesto” serve a capire dove va a parare il messaggio.

    Ora: il simbolo atanasiano e’ un “simbolo”, un “credo”. Come sapra’, il credo e’ un riassunto della nostra Fede, letto preferibilmente in contesto liturgico. Chi sono i destinatari? I cristiani, o, almeno, i catecumeni (se prendiamo la spiegazione del Credo come parte del catechismo).

    Papa Eugenio lo “da agli ambasciatori” degli armeni, dopo aver sanzionato un bel riassunto della dottrina cattolica sui sacramenti ed aver spiegato il contenuto di alcuni concilii ecumenici che questi non conoscevano prima della riunione con Roma.

    In sintesi: e’ uno dei vari strumenti dottrinali con il quale si ricuce una parte dello scisma d’oriente.

    Un “credo”, sia esso l’atanasiano o il niceno, e’ un documento dei cristiani per i cristiani (Roma nel caso di specie lo “da” ai cristiani di Armenia): non e’ invece una dichiarazione di Magistero sul destino escatologico dei non cristiani. Non per nulla, il credo si legge a messa o durante la liturgia delle ore.

    A riprova di cio’, la seconda riga del credo condanna “colui che non la conserva integra e inviolata”, dicendo che “perira’ senza dubbio in eterno”.

    Non condanna espressamente colui che non l’ha acquisita.

    Il Concilio di Firenze non contiene dichiarazioni di natura escatologica sui non cristiani per il semplice fatto che si stava trattando della riunione con altri cristiani. Punto.

    A capo.

    Vogliamo ripescare un documento del Magistero in cui, con parole adamantine, si affronta il diverso tema?

    Piu’ che dei prolissi documenti del Vaticano II, direi che basta andare sul libricino grigio e bigio del “Nuovo Manuale del Catechista”, pubblicato per ordine di San Pio X (il “mostro antimodernista” per eccellenza). Il catechismo fatto per trasformare in cristiani anche i sassi, domandine e rispostine per bambini, cosa dice al punto 132.: “Chi e’ fuori dalla chiesa si salva?”

    Risposta: “Chi e’ fuori dalla Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi si trovi senza propria colpa e viva bene, puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei”.

    Noticina sul manualetto in tema di non cristiani:

    Giova ricordare quest’insegnamento di Pio X: « A Noi ed a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna. Dio infatti vede perfettamente, scruta, conosce gli spiriti, le anime, i pensieri, le abitudini di tutti e nella sua suprema bontà, nella sua infinita clemenza non permette che qualcuno soffra i castighi eterni senza essere colpevole di qualche volontario peccato » (Enciclica “Quanto conficiamur”, agosto 1863).

    Traduzione:

    Se Tizio e’ nato e cresciuto in Tibet, e’ stato educato nella tradizione buddista, ha per mentore un lama, gli hanno insegnato la compassione e la carita’ secondo a pratica Tonglen, prega Amida Buddha, e non ha mai visto in sacerdote cristiano in vita sua … e’ ovvio che i suoi strumenti di ascesi e santificazione non possono essere quelli dei cattolici. Avra’ altri doni dalla tradizione spirituale del suo paese, ma non i sacramenti.

    Per cio’ che ha conosciuto e avuto, sara’ giudicato (o “si giudichera’” a seconda di come si voglia intendere il fatto).

    Noi abbiamo conosciuto e avuto Cristo, i sacramenti, e la Fede cattolica, e, come dice il credo atanasiano, se non la conserviamo integra ed inviolata, periremo senza dubbio in eterno.

    Stiamo, in un certo senso, anche peggio del nostro amico buddista: poiche’ il battesimo e’ – secondo l’espressione antica – nostro “sacramento dell’illuminazione” (illuminazione che, per i buddisti, e’ alla fine di un lungo percorso di ascesi e, magari, dopo molte vite), e in piu’ abbiamo altri strumenti spirituali che rendono la nostra vita terrena ancor piu’ ricca di grazia (confessione per il perdono, matrimonio indissolubile per la famiglia etc.) … subiremo conseguenze peggiori se li sprecheremo.

    Ben venga quindi la schiettezza del credo atanasiano a ricordarcelo.

    Ben venga, allo stesso tempo, la certezza di poter conoscere un giorno in Cielo coloro che osservano “i precetti di Dio scolpiti nei cuori di tutti”, anche provenienti da religioni diverse dalle nostre, non avendo conosciuto la nostra.

    Che l’illuminismo abbia messo in circolazione una montagna di panzane sulla dottrina della Chiesa, passi: abbiamo sempre avuto buona stampa mista a cattiva stampa.

    Quella pero’ secondo cui per ogni religione, la maggior parte dell’umanita’ (cioe’ tutti quelli che non professano essa), sono destinati all’inferno, davvero, non sta ne’ in Cielo ne’ in Terra.

    E non rende giustizia non soltanto al cristianesimo, ma nemmeno all’Islam nella piu’ pura tradizione (leggasi il Corano, e il rispetto che vi traspare per le Genti del Libro), oltre che al buddismo (se i maestri tibetani emigrati in occidente considerano nelle loro opere Madre Teresa o il Venerabile Beda come altrettanti Boddishava, significa che quando diciamo la parola “santita’”, possiamo essere capiti anche da altri).

    Se un ebreo, per “invincibile ignoranza” non conosce la nostra Fede, ebbene, che cerchi di salvarsi con la sua, seguendo i precetti di Dio scolpiti nel suo cuore: se puo’ farlo un buddista o un mussulmano, perche’ non potrebbe farlo un ebreo?

    “Invincibile ignoranza” non significa imbecillita’: una fede si accompagna sempre a una religione, a una storia personale e famigliare, a maestri in carne ed ossa, ad esperienze personali. Quasi tutti gli uomini del mondo avranno sentito parlare almeno una volta nella loro vita del cristianesimo (libri di storia, TV …). Ma l’”averlo conosciuto” e’ una questione di coscienza: Dio sapra’ a quale cuore ha bussato con il messaggio di Cristo, offrendo la possibilita’ di vincere l’ignoranza ed … a quale cuore invece non ha potuto bussare con tale messaggio, per i motivi piu’ vari (condizionamenti culturali, epoca storica etc.).

    Un’ultima considerazione, e poi chiudo.

    Non dimentichi il fatto che l’intero discorso della morale, della Fede, dei sacramenti etc. esiste per l’uomo, non per Dio (almeno, nella visione cristiana). Le dorature sul tabernacolo sono una nostra espressione di devozione e gratitudine, ma nulla aggiungono alla Sua gloria.

    Quindi, il riconoscere che, anche altre religioni insegnino, pur non avendo sacramenti, a seguire in modo piu’ o meno perfetto, piu’ o meno facile, i precetti “scolpiti nel cuore di tutti”, e che, anche al di fuori della nostra religione ci sia qualche possibilita’ di salvezza, ci conforta.

    Lo dico perche’, a sentire qualche nemico della Chiesa, sembra si voglia far intendere che noi siamo “i biu’ belli del reame” e gli “altri”, dei poveri disgraziati senza speranza.

    Invece, noi ci sentiamo quelli che hanno avuto, grazie ai sacramenti, la vita spirituale piu’ facile di tutti, e di conseguenza, come quelli con piu’ responsabilita’, oltre che verso Dio, anche verso noi stessi, prima ancora che con gli “altri”.

    Agli “altri”, possiamo e dobbiamo in qualche modo far avere anche il nostro messaggio e le nostre ricchezze spirituali, ma poi, cosa succeda nel cuore dell’uomo all’abbracciare o al cambiare o no una religione, non e’ compito nostro giudicare. Siamo sereni.

    C.B.

    Cordialmente,

    C.B.

  156. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Non prendo per risposta il suo: “RIVOLTO ai TRADIZIONALISTI CONCILIARISTI: Ma perché non finirla una buona volta con questo gioco degli equilibrismi impossibili … “.

    Posso dire, usando le sue stesse parole: “Io ho messo due citazioni a confronto: lei smentisca se può la loro veridicità, e se non sa rispondere, taccia. non serve menare il can per l’aia”.

    O mi contesta punto per punto sul ragionamento, o sia lei a tacere.

    In caso invece il suo “RIVOLTO ai” non fosse per me, ignori questo messaggio. Grazie.

    Cordialmente,

    C.B.

  157. john coltrane scrive:

    ENRICO- Lei cita il nuovo di libro di Hawkwing : “Leggevo oggi che Stephen Hawkig ha affermato non essere più necessario, considerando le risultanze della fisica moderna,l’idea di un Dio creatore.

    E’ affascinante, nella sua tragicità, vedere dove la passione di assoluto e di (pseudo)coerenza porti un uomo dotato di grandissima intelligenza quando non vuole rimangiarsi l’irrazionalità delle proprie teorie.

    Nel libro, ho letto nella recensione, il dott Hawking ci dimostrerebbe -in sostanza- che l’universo si è fatto dal niente.

    Immagino i paroloni e le astrusità per affermare una simile contraddizione in tèrmini.

    Eppure così è: a forza di voler far fuori DIO con l’ossessione di “dimostrarlo” scientificamente, si arriva a questo: il niente ha creato l’universo.

    Il dott Hawking avrebbe a mio avvso bisogno di ascoltare qualche vecchietta analfabeta che gli spiegherebbe, senza tema di smentita, che dal niente viene niente.

    La saluto, buona giornata.

  158. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    sono consapevole di essere solo piccino piccino e con una comprensione limitatissima di cose sacre e di faccende di chiesa, e come le ho detto è dovuto al fatto che ho studiato poco. Non me ne faccia una colpa, ma le mie confusioni sono atte solo a cercare di capire e chiarirmi le idee, ne va della mia vita futura. A chi potrei indirizzarmi se non ai massimi esperti ? alle menti più nobili ?

    Lei propone la risposta del catechismo: – “ Chi e’ fuori dalla Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva .“ Significa che chi è fuori della chiesa, per salvarsi deve provare dolore (pentirsi) altrimenti non ha salvezza. E’ così ?

    Ma chi si trova senza colpa propria e viva bene, può salvarsi. E’ così ?

    Facciamo delle ipotesi per essere chiari:
    1. Lutero esce dalla chiesa perchè in coscienza non condivide il commercio delle indulgenze, per salvarsi secondo il catechismo deve pentirsi e rientrare altrimenti non si salva. E’ così ? Ha agito bene o male a uscire ? Deve/Può provare dolore ?

    2. Galileo spiega che la chiesa si sbaglia e per non finire arrosto ritratta e si pente. Si salva ?

    3. Il buddista o l’ebreo che non conosce Cristo, che non è interessato alla chiesa, e vive decentemente, si salva ? Lei dice di si, ma Gesù dice di no se non è battezzato, a chi credere ?

    Io ci provo ad evitare parole inutili e a rispondermi da solo, ma le risposte che mi do, non coincidono con le sue spiegazioni. In coscienza a causa dell’ignoranza che è in me, (Dio mi perdoni)se sono fori dalla chiesa sono inevitabilmente condannato non potendo pentirmi di qualcosa che non ritengo un peccato bensì un merito ?

    NOn deve la ragione avere la precedenza sulla fede ?

    Esempio: il cannibale non può mica pentirsi di essersi mangiato il suo nemico perchè fa parte della sua cultura, sarà salvato dato che fa un’azione abominevole anche se la sua coscienza non glielo ricorda ? O sarà dannato ?

    (1Giovanni 3.21) : – “Diletti, se il [nostro] cuore non [ci] condanna, abbiamo libertà di parola verso Dio; “

    Vede, succede come dice Lei, io faccio solo confusione e non mi rendo conto di nulla, deve scusare.

    (1 Corinti 4.3-4): – “ Poiché non mi rendo conto di nulla contro me stesso. Ma non per questo sono provato giusto”.

    Grazie per la sua pazienza.

  159. enrico scrive:

    @ John Coltrane

    Specifico meglio il mio intervento con l’intento di aprire la discussione anche ai non credenti.
    Io ho una ” debolissima” preparazione scientifica ( sono un chimico), ho un fratello che si occupa di laser a elettroni liberi, appena assunto allo SLAC della Stanford University ben più capace di me.
    L’altro giorno volevo chiedergli qualcosa di più nel merito alla teoria delle stringhe, ma avendo un “caratterino”, mi ha risposto che o si tratta l’argomento considerando specificatamente la teoria o è inutile parlarne.
    Quindi forse sarebbe meglio tacere.
    Ma mi risulta che non risultino evidenze sperimentali delle teorie fisiche che derivano da quella delle stringhe di Hawking.
    Io non sono “contro” queste ricerche, anche perchè non mi aspetto che la realtà fisica sia un susseguirsi di eventi miracolosi, e quindi mi immagino l’universo, a partire dal concetto del Logos, come razionale, dunque razionalmente studiabile.
    Ma non capisco come mai uno scienziato, capacissimo, abbia fatto una affermazione così categorica sulla scorta di una teoria.
    Al CERN si cercano evidenze sperimentali anche della teoria delle stringhe nell’esperimento in corso.
    Magari è stato trovato qualche risultanza, non so.

    Forse però è che siamo in settembre, e forse stavolta l’intervento che scrivo non è tanto distante dal target dell’articolo di Tornielli.

  160. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    scusi riprendo dalla seconda parte del suo commento:

    “Noticina sul manualetto in tema di non cristiani” che in parte risponde alle domande fatte prima, ma naturalmente suscita un ulteriore interrogativo.

    “Giova ricordare quest’insegnamento di Pio X: « A Noi ed a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna. Dio infatti vede perfettamente, scruta, conosce gli spiriti, le anime, i pensieri, le abitudini di tutti e nella sua suprema bontà, nella sua infinita clemenza non permette che qualcuno soffra i castighi eterni senza essere colpevole di qualche volontario peccato » (Enciclica “Quanto conficiamur”, agosto 1863). “

    Ma allora a che servono le religioni e perchè si sono fatti morti a tonnellate per dimostrare che una è vara e tutte le altre sono “pagane” ? Bastava che ciascuno facesse secondo coscienza e tutto era risolto no ?

    Lei ci ricorda: – “Quella pero’ secondo cui per ogni religione, la maggior parte dell’umanita’ (cioe’ tutti quelli che non professano essa), sono destinati all’inferno, davvero, non sta ne’ in Cielo ne’ in Terra. “
    E qui mi fa sorgere un altro problema, mi perdoni sono io il somaro che raglia, ma

    (Romani 8.30) : – “Inoltre, quelli che ha preordinati sono quelli che ha anche chiamati; e quelli che ha chiamati sono quelli che ha anche dichiarati giusti. Infine quelli che ha dichiarati giusti sono quelli che ha anche glorificati.”

    (Matteo 22.14) : – “ “Poiché molti sono invitati, ma pochi eletti”.

    Proprio non capisco, nella parabola di Matteo 22.1-14 Si parla della festa a cui i ricchi invitati non poterono andare perché occupati, allora il padrone di casa mandò i servitori in giro per le strade del villaggio ad invitare i poveri del villaggio che tutti contenti per l’onore riservato loro andarono felici alla festa.
    Poco dopo però il padrone di casa si accorse che uno di questi non aveva il vestito della festa e lo fece cacciare fuori.
    Ma come? Avrebbe dovuto saperlo che i poveri non hanno i soldi per comprarsi il vestito nuovo per andare alle feste, quindi non capisco perché mai si sarà arrabbiato ? Doveva saperlo che i poveri sono sempre poveri come me che non capisco granché No ? Lei che ne dice ? Era davvero troppo esigente anche con i poveri ? che ci vuole dire ?

  161. Carlo Bollani scrive:

    Per Enrico:

    Condivido con lei una formazione scientifica, anche se diversa da quella di Hawking (sono economista).

    Ricordo di aver letto con piacere “A Brief History of Time”, cioe’ la precedente pubblicazione divulgativa di Hawking: molto ben scritto, affascinante. Magari sospenderei il giudizio sino a dopo aver gustato il nuovo libro, ma non darei peso piu’ di tanto all’aspetto delle credenze individuali in materia religiosa: per un Hawking ateo ci sara’ sempre un Nicola Cabibbo credente.

    Sara’ che lo studio delle stelle attira la curiosita’ piu’ di quello degli aggregati monetari …

    C.B.

  162. Sal scrive:

    @ John Coltrane
    intanto mi complimento per il suo bravo e capace fratello, sono certo che anche lei gli assomiglia a parte “il caratterino”

    Lei scrive: “Ma non capisco come mai uno scienziato, capacissimo, abbia fatto una affermazione così categorica sulla scorta di una teoria. “

    Non potendo entrare nella mente dello scienziato posso solo incollarle una frase famosa di Einstein dal libro di Odifreddi: “ Dio non gioca a dadi con l’universo.
    (da una lettera del 4 dicembre 1926 a Niels Bohr; citato in Bartolomeo, Magni, p. 174) “

    “Dio non gioca a dadi è il modo con cui viene in genere riportato il pensiero di Einstein, che in realtà disse: «Sembra difficile dare una sbirciata alle carte di Dio. Ma che Egli giochi a dadi e usi metodi “telepatici” [...] è qualcosa a cui non posso credere nemmeno per un attimo» (cit. in Bill Bryson, Breve storia di (quasi) tutto, traduzione di Mario Fillioley, TEA, 2009).
    Niels Bohr, alle cui teorie si riferiva Einstein con questa frase, rispose “Non dire a Dio come deve giocare”. Più tardi, in una discussione dove John Wheeler proponeva la sua (e di Richard Feynman) interpretazione sui positroni, Einstein ripropose la famosa frase “Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi”, aggiungendo anche “Ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori” (dal libro di Piergiorgio Odifreddi “Incontri con menti straordinarie”). “

    Una teoria è sempre solo una teoria suscettibile di variazioni in ogni momento e nei modi i più stravaganti.

    Se ne vuole una mia, forse Hawking. Avrà voluto farsi due risate alle spalle di tanti creduloni pensando “guarda questi come sono sciocchi a credere che dal nulla possa venire qualcosa”.
    Chi può dire ?

  163. john coltrane scrive:

    Caro Enrico lei dice “non capisco come mai uno scienziato, capacissimo, abbia fatto una affermazione così categorica sulla scorta di una teoria”.

    Il fatto, a mio modesto avviso, è che non basta certo essere uno scienziato di valore (come è il dott Hawking) per essere liberi da rimangiarsi teorie non provate, o accettare che una vecchietta analfabeta ti risolva il problema molto semplicemente.

    Il guaio dell’io autonomo è che rischia di non essere + in grado di ammettere di aver sbagliato, e allora le inventa tutte…a livello di uno scienziato come Hawking, la cosa viene fatta sotto la parvenza di dimostrazione scientifica, in altri casi siamo a livello di bar, ma il punto, mi fa vedere, sta sempre lì.

    E’ un dono di DIO poter ammettere i propri sbagli.

    La ringrazio, buona giornata.

  164. Sal scrive:

    @ enrico
    rispondo al suo cortese enrico Scrive: settembre 3rd, 2010 at 12:04 pm “Lei mi chiede riguardo alla domanda sul perchè non si scriva il nome di Dio espresso nel tetragramma ma lo si sostituisca con Signore? “

    Si enrico era questa la domanda, solo un suo parere. Il parere di uno che dimostra di essere ben informato e ben preparato su molti argomenti. Molto “scafato” dicono a Roma.

    Non ho ben capito se la risposta sia stata: – “ Dipende semplicemente se Lei è venuto in contatto con il genuino messaggio di Cristo “ dato che avevo citato la dichiarazione di uno de massimi esperti di traduzioni e di papiri tratto “Byblica Archeology Review” e poi non sono io ad essere venuto in contatto ma il traduttore.

    Certo se il dubbio è quello di non avere il messaggio genuino, anche la traduzione del tetragramma con “kyrios” sarebbe una scelta criticabile, sarebbe comunque una mistificazione perchè basata sulla non certezza di avere il messaggio genuino e quindi non avrebbe valore qualunque altra interpretazione o predicazione basta su qualcosa di non certo che rimane non genuino per tutti.

    Tornando a Hawking ho già detto a John Coltrane che quando si parla di teorie occorre andare molto cauti pensando che una teoria rimane tale fino a che non è dimostrata. La mia teoria è che Hawking si sia voluto fare una risata pensando a quanto creduloni sono disposti a perdere tempo e discutere per valutare se dal niente viene qualcosa.

    Lei sa com’è, anche gli scienziati sono un po’ come i religiosi in po’ burloni un pò fantastici quando non vanno completamente fuori di testa. Qualche tempo fa ho visto un film con Athony Hopkings che sostien la mia tesi:
    “the Proof” – Catherine deve fare i conti con la malattia mentale del padre Robert, un celebre matematico, da cui ha ereditato il genio per i calcoli. Claire, sorella di Catherine, è convinta che anche la pazzia del padre sia ereditaria: le sue supposizioni vengono confermate da un giovane studente di Robert. Il ragazzo scopre tra le carte del matematico un’importante teoria dei numeri che Catherine sostiene essere sua. Glielo suggerisco vale la pena.

    Passando dal faceto al serio poi ci sono gli scienziati che vogliono diventare ricchi o famosi a tutti i costi e via così.
    Sa perchè penso che il sacro testo sia stato scritto piuttosto che narrato a voce ? Proprio per evitare che potessero esserci fraintendimenti e malgrado questo, guardi lei le interpretazioni e le traduzioni. Proprio un moltiplicarsi di teorie per nascondere quella vera.

    Ma l’angelo offre un’assicurazione e io mi fido: “
    “Ed egli proseguì, dicendo: “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine. ….. E i malvagi di certo agiranno malvagiamente, e nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno. (Daniele 12.9-10) “ forse è stato fatto apposta così. Per il tempo della fine !
    Saluti

  165. enrico scrive:

    Qualche mese fa aveva fatto una affermazione “simile” riguardo alla vita extraterrestre.
    Aggiungendo inoltre che sarebbe pericoloso un contatto perchè sarebbero più evoluti…..perchè?
    Partendo quindi dal presupposto che si tratterebbe di una forma di vita intelligente, più evoluta e “aggressiva” applicando un clichè tipicamente terreste, ora se per un cristiano la ribellione degli angeli caduti ha introdotto il “male” nel creato, e dunque l’affermazione di Hawking è plausibile, mi pare azzardata la sua affermazione in un’ottica squisitamente ateo-agnostica.
    Inoltre la nascita della vita, sulla scorta delle teorie dell’abiogenesi risulta, ad oggi, non risolta, se non embrionalmente.
    Hawking è un fisico e non un biologo.
    Già ero rimasto sorpreso che Fred Hoyle rifiutasse le teorie dell’abiogenesi bollandole come spazzatura, ma parlasse di panspermia azzardando, per il sorgere della vita, un calcolo delle probabilità che portava ad un ordine di grandezza non compatibile nè con i tempi dell’evoluzione sulla terra nè con l’età dell’universo.

  166. Carlo Bollani scrive:

    Per Enrico: credo che anche astronomi e biologi abbiano bisogno di qualche “pour parler” per il sabato pomeriggio …

  167. Cherubino scrive:

    gentile sig. Bollani, questo è un blog privato aperto al pubblico, nel quale quindi si creano discussioni a cui chiunque può intervenire, sempre che il suo gestore lo permetta. E finora Tornielli non ha mai dato segno di voler creare “stanze a chiamata” ossia chat personali di alcuni con altri a scelta.
    Pertanto chiunque scrive qui, anche se indica il destinatario, si espone all’intervento di chiunque nel momento stesso in cui posta.

  168. Cherubino scrive:

    quanto al Catechismo, mi sembra molto più pregnante quanto dice quello del 1992:

    “1260 « Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale ».59 Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.”

    Innanzitutto si specifica meglio che non si tratta di una generica comunione nella carità, anima della Chiesa (infatti questo termine nel passo del Catechismo di S.Pio X è riferito direttamente alla carità e non a Cristo). Si tratta invece del frutto inconsapevole della morte e resurrezione di Gesù, con il quale il non credente è stato messo in contatto dallo Spirito Santo pur non essendone consapevole.

    La seconda specificazione è interessante, perchè non dice “ogni uomo che cerca la verità… è salvato”, ma “può essere salvato”. E tale possibilità è ricondotta alla presunzione (la cui verifica solo Dio potrà fare) che la disposizione battesimale vi sarebbe nelle giuste condizioni. Non è quindi una rettitudine naturale, una giustizia umana che quindi vanificherebbe il Vangelo, a salvare, ma pur sempre e solo quel battesimo cristiano che una persona è inconsapevolmente disponibile a ricevere.

    In tal senso la altre religioni o filosofie non funzionano, quando funzionano, come vie che dispongono a “vivere bene”, ma come percorsi soggettivi (e non oggettivi) in cui una persona vive un avvicinamento interiormente, progressivo e inconsapevole, al battesimo.

  169. Carlo Bollani scrive:

    Per Cherubino:

    Ovvio.

    Non e’ questione di regole. Solo di tatto. Che “ciò che poi viene dedotto da Bollani è errato” (punto sul quale ho gia’ risposto nel merito) lo lasci dire in primo luogo alla persona a cui ho tentato di rispondere in modo preciso (nessun altro l’aveva fatto).

    Per di piu’, nella sostanza, anche se non ci siamo capiti, sono anche d’accordo con quanto ha scritto.

    Comunque, buon fine settimana anche a lei.

    Cordialmente,

    C.B.

  170. Carlo Bollani scrive:

    Per Cherubino:

    I due catechismi mi sembrano dire la stessa cosa, pur se con qualche differenza di stile.

    Non la seguo invece quando dice: “non si tratta di una generica comunione nella carità, anima della Chiesa (infatti questo termine nel passo del Catechismo di S.Pio X è riferito direttamente alla carità e non a Cristo)”.

    Le parole “…puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei”

    per me sarebbero equivalenti a

    “… puo’ salvarsi con l’amor di carita’ che unisce a Dio/Cristo, che e’ anima della Chiesa, e quindi, alla Chiesa stessa”.

    O mi sbaglio?

    Cordialmente,

    C.B.

  171. Cherubino scrive:

    è evidente che i due passi non si contraddicono, ma il primo acquista senso pieno nel sistema complessivo, dove la comunione -implicita con la Chiesa- sottintende la comunione in Cristo. Letteralmente però Cristo non è nominato e l’espressione “anima della Chiesa” non è riferita esplicitamente a Lui. Nè scritturisticamente è espressione usata. Cristo è “sposo”, “capo”, ma non mi sembra sia mai chiamato “anima della Chiesa”.

    La frase “l’amor di carita’ che unisce a Dio e, in spirito, anche alla Chiesa, cioe’ all’anima di lei” non indica Cristo, nè lo indica come “anima della Chiesa”. Questo termine, vuole precisare invece che la carità unisce alla Chiesa ma in modo solo spirituale. Vi sarebbe quindi una inconsapevole appartenenza alla Chiesa, ma parziale, solo spirituale (cosa che già salva) ma senza quella appartenenza di tutta la propria esistenza umana (in tal senso “materiale”).

    E’ chiaro che il riferimento a Cristo emerge per collegamento dove il Catechismo collega la Chiesa a Cristo, quindi il risultato ultimo è il medesimo. Ma il Catechismo recente preferisce esprimere subito tale riferimento al mistero pasquale e al battesimo che “sarebbe voluto se…”. Per questo ritengo più chiara, perchè più cristocentrica e più esplicitamente kerigmatica, la definizione del 1992.

  172. Carlo Bollani scrive:

    Ok Cherubino, de gustibus non disputandum est.
    C.B.

  173. enrico scrive:

    @ Carlo Bollani

    Ho letto la risposta di Zecchi su “Il Giornale” riguardo Hawking..ma mi pare non c’entri il punto..ovvero non esistono ad oggi riscontri sperimentali alla teoria proposta da Hawking, inoltre leggo:

    “In questa ultima opera, Il progetto grandioso, Hawking ricorda la scoperta, nel 1992, di un pianeta che orbita intorno a una stella simile alla Terra intorno al Sole. Ciò conferma, a suo giudizio, che il caso terrestre non è unico. Ora, considerando che è altamente probabile che non solo esistano altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi, Hawking si chiede: se Dio avesse voluto creare l’universo allo scopo di creare l’uomo, che senso avrebbe avuto aggiungere tutto il resto?”

    la domanda che si pone mi pare troppo “elementare” per un Hawking, tale domanda se la può porre chiunque..non occorre avere la sua statura internazionale.
    Domande, come quelle che pongono Meis o Annibalo qui, ad esempio il perchè della sofferenza del creato, qualche disputa sollevata da Sal mi sembrano più ” serie” di questo problema che si pone Hawking.

    Inoltre Hawking ha riscontri sperimentali di quale sia la situazione su tale pianeta?
    Poi cosa significa “è altamente probabile che non solo esistano altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi”, quando la teoria dei multiversi, legata alla teoria delle stringhe e per l’appunto una teoria da convalidare.
    Al momento è una “teoria del Tutto” a livello puramente teorico come mi risulti..
    Ho perso qualche passaggio…………in questi ultimi anni?

  174. Marco N. scrive:

    Sandro Magister in un articolo odierno fa il punto sulla situazione degli ” attacchi” sa lui subiti e cita ampiamente, tra l’altro, il lavoro di Tornielli/Rodari.
    Vale la pena leggerlo:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1344604

  175. Marco N. scrive:

    Pardon intendevo… fa il punto sulla situazione degli “attacchi” subiti dal Papa…

  176. Reginaldus scrive:

    #sig. Bollani: infatti, non era rivolto a lei…Quando la ‘moderazione’ avrà compiuto il suo compito, lei potrà leggere la risposta diretta a lei.

  177. Reginaldus scrive:

    questo nuovo sistema di votazione mi sembra che si presti facilmente alla pratica di uno sport piuttosto infantile: colpire l’estensore del commento più che il commento stesso, così, per partito preso… Come si fa infatti a dare bocciature su una affermazione pacifica come quella che attribuisce a Dio l’esclusiva competenza di giudizio sulla buona fede e l’ignoranza invincibile? A meno che qualcuno degli addetti alla nuova professione di fede , non si senta lui stesso in possesso di capacità divine…

  178. Carlo Bollani scrive:

    Per Enrico:

    L’idea piu’ potenzialmente rivoluzionaria in giro nelle ultime settimane per la cosmologia mi sembra l’ipotesi di Wunyi Shu – http://astronomicamentis.blogosfere.it/2010/08/modelli-cosmologici-senza-big-bang-luniverso-di-wunyi-shu.html

    Mi sembra anche particolarmente “elegante”.

    Cordialmente,

    C.B.

  179. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Si’, credo anch’io che il sistema di votazione sia di fatto piu’ per le persone che per i singoli commenti. Pero’ si tratta pur sempre di un “segnale di gradimento”.

    Aspetto dunque che il suo messaggio di replica sul decreto di Papa Eugenio passi la moderazione.

    C.B.

  180. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Il mio consiglio resta sempre lo stesso: non legga piu’ la bibbia per un po’, si dedichi a qualche opera di carita’ prettamente “fisica” (senza contatto con libri o discorsi). Altrimenti rischia di generare sempre piu’ caos, per se’ stesso e per gli altri.

    Risponderle punto per punto va oltre la mia dose di pazienza. Solo Cherubino – che e’ particolarmente angelico, nel nickname e nei post – puo’ aiutarla.

    C.B.

  181. enrico scrive:

    @ Sal

    Si adesso sono certo di aver capito la domanda e le risponderò, oggi, però le risponderò mettendo insieme “nozioni” quindi la risposta potrebbe essere inesatta.
    Riguardo al “genuino messaggio cristiano” riguarda il commento postato da Carlo Bollani, a proposito del quesito posto da Reginaldus, risposta che è stata, a mio avviso, precia e ben specificata.
    Poi ognuno ha il proprio punto di vista.

  182. antonella lignani scrive:

    Torno al tema, attacco a Ratzinger. Il papa ha scritto uno splendido messaggio per la GMG, in cui asserisce che i giovani non si possono contentare di una esistenza normale e borghese, ma sentono la necessità di ideali che portino in alto. Ricorda inoltre quello che provava da ragazzo. Ebbene: giornali e web hanno titolato “Secondo il papa il posto fisso non serve” esprimendo giudizi che, almeno a mio modo di vedere, sono assai meschini. Possibile che non si riesca a capire questo concetto? Eppure per tutti il papa è quanto meno uno sconsiderato … Vuoi vedere che non ce lo meritiamo? A miei tempi avrei preso le mosse da quei concetti per far svolgere agli studenti un tema o un saggio breve.

  183. Cherubino scrive:

    mah… punterei più su Santa Rita…

  184. Reginaldus scrive:

    #BOLLANI scrive e io commento::
    1) “Si’, credo anch’io che il sistema di votazione sia di fatto piu’ per le persone che per i singoli commenti. Pero’ si tratta pur sempre di un “segnale di gradimento”.”
    —siamo appunto a questo livello: magnifico!
    2) “Aspetto dunque che il suo messaggio di replica sul decreto di Papa Eugenio passi la moderazione”.
    —passata. e se non le basta, sono problemi suoi.

  185. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimato interlocutore, la ringrazio per il consiglio, ma ho una difficoltà che forse lei potrebbe aiutarmi a superare. Come si fa un’opera di carità prettamente fisica ?
    Carità (dal Dizionario Italiano) s.f.inv.
    1. sf secondo gli insegnamenti cristiani, l’amore verso Dio e il prossimo
    2 sf sentimento che spinge a porgere aiuto a chi ne ha bisogno
    3 sf affetto per i parenti, per la patria
    4 sf atto concreto di misericordia; elemosina
    5 sf favore, piacere
    Essendo l’Amore una astrazione o un’espressione spirituale, avrei qualche difficoltà con l’aggettivo “fisico”
    Se lo intende solo come porgere aiuto a chi ne ha bisogno, ho due obiezioni. La prima è che io potrei averne bisogno più di altri, la seconda è che se lo facessi toglierei il lavoro a chi è preposto (per es. La Caritas) che mi odierebbe per avergli tolto i clienti, o tutti coloro che potrebbero lamentarsi per aver tolto loro l’opportunità di fare il bene.

    Così non posso far altro che prendere esempio dalla “Sacra “scrittura” che dice:” Non aver timore, ma continua a parlare e non tacere, perché io sono con te” (Atti 18.9)
    E le faccio un esempio, se vedessi qualcuno che si avvicina ad un burrone, la mia manifestazione di non indifferenza, di carità, consiste nel gridare allo sventurato di stare attento. Ed è quello che Gesù disse di fare a suoi seguaci: “il Signore designò altri settanta e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo in cui egli stesso stava per andare. “ (Luca 10.1-2) – e disse “Non andate per la strada delle nazioni, e non entrate in una città samaritana; ma andate piuttosto di continuo alle pecore smarrite della casa d’Israele. Mentre andate, predicate, dicendo: ‘Il regno dei cieli si è avvicinato” (Matteo 10.5-7) e aggiunge “non siate ansiosi di come parlerete o di ciò che dovete dire poiché vi sarà dato in quell’ora.” (Matteo 10.19)

    Ribadisco, l’aggettivo “fisico” non ha relazione con quanto ordinato dal Maestro; benché io sia disponibile ad accontentarla, dovrebbe ragguagliarmi meglio sul perché dovrei abbandonare un’ordine specifico della Sacra Scrittura per seguire un suo consiglio.
    Approfitto per es. per dirle, che seguendo i link della Sig.ra Antonella Lignani come anche di altri, ho notato che tutti documenti Vaticani riportano sempre – citate o menzionate – le sacre scritture e si rifanno ad esse per sostenere il messaggio che veicolano con la nota. Proprio come faccio io. Forse io lo faccio un po’ peggio, ma posso sempre migliorare no ? Ma se non leggo più la Bibbia poi me la scordo, come potrei migliorare ?

    Venendo alla sua pazienza debole, non posso che dimostrarle solidarietà e comprensione e non la infastidirò più per non aggravare la situazione. La ringrazio anche che si preoccupa del mio “caos” ma il mio ruolo mi obbliga, come ho detto a non tacere.

    Che dire se altri vanno in confusione ? Beh, il problema è serio perché la profezia di Zaccaria dice che la confusione sarà originata da Jehovah (Zaccaria 14.13*) e Paolo chiarisce che era dovuto alla loro mancanza di amore per la Verità. ( (2Tessalonicesi 2.10 **). Il problema non ha soluzione, sia perchè l’angelo ha detto che nessun malvagio avrebbe capito, (Daniele 12.10), sia perchè Gesù ha detto che il seme sarebbe stato portato via dagli uccelli o si sarebbe seccato sul terreno roccioso. Il problema non posso risolverlo io. (Marco 4.4.) Le pare ?
    Le auguro di migliorare con la pazienza. Auguri.

    * (Zaccaria 14.13) : – ““E deve accadere in quel giorno [che] si spargerà fra loro la confusione da Geova, e realmente afferreranno ciascuno la mano del suo compagno, e la sua mano realmente si leverà contro la mano del suo compagno”
    ** (2Tessalonicesi 2.10): – “ perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati. E per questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia.”

  186. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    “Ma lei come ha fatto a ESTRAPOLARE queste sue idee, davvero peregrine, dai testi dl Concilio di Firenze …”.

    Proprio la mia risposta e’ stata in se’ una spiegazione di come ho fatto.

    Cmq: e’ un problema mio.

    Rendere ragione del livore gratuito contenuto nei suoi messaggi, invece, e’ un problema suo.

    Buon fine settimana.

    C.B.

  187. enrico scrive:

    @ Sal

    Il nome espresso nel tetragramma è il vero nome di Dio, ovvero non è un nome che si può riferire a Dio, come Signore-Adonai, Padre-Abbah.

    L’uomo non è degno di pronunciare il vero nome di Dio, anche perchè pronunciare il vero nome di una persona o cosa indica un possesso sulla persona o sulla cosa.

    Ora facciamo un esempio.
    Io mi chiamo Enrico ma tale nome non designa realmente l’essenza della mia persona al contrario il Dio creatore ha dato ad ognuno di noi fin dal principio un nome che realmente è quella creatura.

    “O Signore dammi il nome che mi desti”

    Dunque pronunciare il vero nome di una cosa o di una persona indica una conoscenza totale di quella persona e ne indica anche un possesso.Che la creatura non può esprimere nei confronti del suo creatore

    Nella cultura ebraica vi è inoltre una potenza anche magico-evocativa contenuta nella vera interpretazione del tetragramma.
    In alcuni passi talmudici I “poteri” di Gesù vengono spiegati proprio per il fatto che avesse imparato il significato delle lettere, scritte su di una pergamena, fatto un taglio nella carne della coscia e inseritevele.
    (Toldoth Jeschu)

    Anche il passo evangelico di Marco indica come il pronunciare il Nome stia ad indicare un possesso o meglio in questo caso un tentativo di possesso sulla persona:

    “..un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare. “«Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il Santo di Dio»
    Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo»
    E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore….”

    Lo spirito impuro cerca di instaurare una posizione di prevalenza su Gesù affermando di sapere chi lui sia ed il suo nome, “il Santo di Dio”.
    Gesù si sottrae e categorico afferma “taci” e lo comanda.

    Queste sono le ragioni per cui l’uomo non può pronunciare il vero nome di Dio,per questo viene sostituito da altre espressioni

  188. Sal scrive:

    @ enrico
    Devo riconoscere che lei merita la stima e il rispetto del
    coraggioso. Credo che sia stata la prima persona che ha avuto il
    “fegato” di affrontare l’argomento. Mi. congratulo con
    lei.
    Inutile dire che non condivido, ma questo non è importante.
    Ciascuno ha il suo punto di vista e deve vivere in armonia con le sue
    credenze. Le assicuro che non cerco di vincere un confronto né
    ricerco una supremazia.
    Il mio punto di vista è diverso perché penso che se
    Dio avesse voluto mantenere questa distanza con l’uomo, non lo
    avrebbe fatto conoscere a Mosé come del resto Gesù
    confermò dicendo: “ Giovanni 17,26 CEI : –
    E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere,
    perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in
    loro
    ». Come avrebbero potuto ricevere l’amore di un Dio
    “anonimo” ?

    Aggiungo anche se se il “Nome” non fosse conosciuto o
    non pronunciato sarebbe impossibile “Santificarlo”.
    (Matteo 6.9) : – “sia
    santificato il tuo nome “

    né si potrebbe conoscere il suo proposito racchiuso nel Nome.
    Avrei ancora molto da
    dire ma mi fermo qui ribadendo quanto detto sopra. “L’immeritata
    benignità del Signore Gesù Cristo sia con lo spirito
    che mostra
    .”
    (Filippesi 4.23)

  189. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Per opera di carita’ prettamente “fisica” intendo semplicemente, come del resto gia’ detto tra parentesi: senza contatto con libri o discorsi.

    Se desiderara offrirsi come volontario per servire alle mense Caritas nel tempo libero, va benissimo: meglio spendere tempo tra mestoli e padelle piuttosto che per creare confusione sul blog.

    Che Santa Rita l’assista!

    C.B.

  190. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimato interlocutore, intanto la ringrazio perchè dimostra di volermi bene e le sono grato che si preoccupa di me. E’ generoso da parte sua e altruista. Lo apprezzo.

    Forse non era chiaro il senso del mio precedente, io non ci tengo affatto di perdere tempo tra mestoli e padelle togliendo il lavoro ad altri, per vari motivi che le dirò:

    Inizio con Paolo che dice: – “ Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.” (1 Corinti 12.4-11 CEI)

    Come potrà notare, fra i vari doni e “nella diversità di operazioni” che lo spirito concede non ci sono né pentole né padelle ed è per questo che non riesco a conciliare i suoi suggerimenti con quelli che indica la scrittura. Io scelgo di seguire la Scrittura – mi perdoni.

    Un’altro motivo, per es. è dettato da Gesù stesso che dice: “ Quando dunque fai doni di misericordia, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle vie, per essere glorificati dagli uomini. Veramente vi dico: Essi hanno appieno la loro ricompensa. Ma tu, quando fai doni di misericordia, non far sapere alla tua mano sinistra quello che fa la tua destra, affinché i tuoi doni di misericordia siano fatti in segreto; allora il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà.” (Matteo 6.2-4)

    Se mi mettessi a spadellare mi vedrebbero tutti e mi ringrazierebbero e avrei già una ricompensa che non desidero quindi siamo da capo.

    E per ultimo ma non ultimo lei che è pratico di Tao e cose orientali, ricorda la storiella del pesce ? Quella che dice che se oggi doni un pesce al povero domani avrà fame di nuovo ma se gli insegni a pescare lo avrai sfamato per la vita. Molto meglio insegnare a pescare. No ?

    Ora faccia una riflessione, “Dio è un gran RE su tutta la terra” (Salmi 47.2) Come può sinceramente pensare che un Gran RE abbai un popolo di morti di fame ? Impensabile !

    Infatti Egli dice: “mettetemi alla prova, suvvia, riguardo a questo”, ha detto Jehovah degli eserciti, “se non vi aprirò le cateratte dei cieli e realmente non vuoterò su di voi una benedizione finché non ci sia più bisogno”. (Malachia 3.10-12) – “E tutte le nazioni vi dovranno dichiarare felici, poiché voi stessi diverrete un paese di diletto.”

    Evidentemente chi si trova in condizioni pietose è perché non ha Jehovah Dio, come suo Dio, ma ne ha altri che non possono aiutarli come Egli stesso dichiara : – “I loro idoli sono argento e oro, Opera delle mani dell’uomo terreno.  Hanno bocca, ma non possono parlare; Hanno occhi, ma non possono vedere;  Hanno orecchi, ma non possono udire. Hanno naso, ma non possono odorare. Hanno mani, ma non possono toccare. Hanno piedi, ma non possono camminare; Non esprimono suono con la loro gola.  Proprio come loro diverranno quelli che li fanno, Tutti quelli che in essi confidano.” (Salmi 115.4-8; 11) – “Voi che temete Jehovah, confidate in Jehovah; Egli è il loro aiuto e il loro scudo”

    Vede come i conti tornano “finché non ci sia più bisogno”. Altro che spadellare !

    (Isaia 43.3-4) : – “ Poiché io sono Jehovah tuo Dio, il Santo d’Israele tuo Salvatore. Ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba in luogo tuo. Per il fatto che sei stato prezioso ai miei occhi, sei stato considerato onorevole, e io stesso ti ho amato. E darò uomini in luogo tuo, e gruppi nazionali in luogo della tua anima.”

    (Matteo 6.33) :- “ Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia, e tutte queste [altre] cose vi saranno aggiunte. “ “Non vi procurate oro né argento né rame per le borse delle vostre cinture, né bisaccia da cibo per il viaggio, né due vesti, né sandali né bastone; poiché l’operaio merita il suo cibo.” (Matteo 10.8-10)

    (Salmi 37.25) : – “Ero giovane, sono anche invecchiato, Eppure non ho visto nessun giusto lasciato interamente, Né la sua progenie cercare il pane.”

    Non voglio abusare oltre della sua pazienza ricordandole solo un detto coniato da me : “Fuori dall’ombrello piove” – “Fuori dall’ombrello ci si bagna”. Le assicuro che funziona, quando piove bisogna avere l’ombrello per non bagnarsi. Non la Caritas.

    Saluti

  191. T. Harvey scrive:

    Gentile A. Tornielli,
    grazie per la sua risposta e grazie anche perché, correttamente, ammette possibili errori o insufficienze. Da parte mia mi scuso con Lei e con i suoi lettori per non aver caricato il mio precedente Post nell’articolo corrispondente. Avrei molte cose da dire e proporre come spunti sul tema in discussione, ma sarebbe un abuso. Si soffermo su poche cose essenziali.
    Mi creda, non ho nessun’intenzione polemica nei suoi confronti, o del suo libro, o del suo collega Rodari. Non c’è nessun motivo.
    Quando dico che il vostro libro è “ipocrata” (= simulazione), certo, – lo dico e ribadisco sul vostro testo- , ma lo dico a tutti coloro che hanno scoperto la “pepita d’oro” degli attacchi al Papa e degli “errori mediatici del Vaticano”. (In cinque lingue i libri su questi temi che circolano in questo momento sono oltre 10. Essattamente ne conosco 12). Tutti dimenticano però la responsabilità della stampa medesima e chi fa qualche cenno alla questione si scuda dietro il banale argomento: “è notizia”, senza chiedersi mai, quando ne parla, si tale “notizia” è vera o non.
    Domando a Lei e ai suoi colleghi: se la stampa che voi criticate tanto (nelle tre alternative che il vostro libro analizza) siete anche voi, dove vi collocate allora al momento di fare i conti? Quanto avete fatto per spiegare, anche mille volte, come stavano le cose, i dinamismi, le meccaniche della particolare comunicazione vaticana, gli interessi in gioco, al posto di limitarvi solo ad amplificare, con il solito pretesto (“é una notizia”), sommandovi al coro dei dubbi, sospetti, oscure trame e altro.
    Naturalmente, scrive Lei, si fa così perché “è una notizia”; cosa ovviamente, ripeto, che non significa che sia “vero”. A Lei interessano le notizie o la verità, in particolare quando le due cose non coincidono? Da quale parte si colloca Lei? Dunque, anche giornalisti come Lei, formalmente rispettosi del Papa e della Chiesa, quando partecipano al can-can mediatico perché “è notizia”, senza intenti pedagogici, educativi, formativi o “performativi” come direbbe Ratzinger (dell’opinione pubblica), sta partecipando oggettivamente a ciò che voi in questo caso chiamati “Attacchi a Ratzinger”.
    Vi siete mai chiesto sulla possibilità che esista un’altra spiegazione, e cioè, che “Benedetto XVI sia un Papa non-necessario” per combattere il Comunismo (ormai scomparso nell’ignominia) come invece lo era Papa Wojtyla? E se a quest’ultimo fossero stati “perdonate” molte cose (proprio perché “alleato” indispensabile), mentre al secondo non si perdona nulla. Lei, caro Tornielli, crede che “The New York Times” (e altri) ha scoperto sulla pedofilia solo in questi 17 mesi le cose che usa per attaccare Ratiznger. Prima, sotto il papato di Wojtyla non sapeva nulla? Provi a darsi una riposta.
    Concludo con due note: la prima riguarda la solita espressione, penosa, nonché scontata al limite del luogo comune: “spero che abbia letto il libro”. Certo che l’ho letto, mica sono cretino per parlare su un qualcosa che non conosco. La seconda, forse Lei non lo sapeva, poiché afferma che non fa i titoli dei suoi pezzi (tra l’altro Lei pensa che sia serio lasciare i suoi testi nelli mani di chiunque, e sicuramente persone che non conoscono le delicate materia sul quale Lei scrive). Ecco un suo testo con due titoli diversi, nonostante che il testo sia identico dalla prima all’ultima parola, che fanno capire subito il perché è stato cambiato nel giro di poche ore:
    ANDREA TORNIELLI – IL GIORNALE
    31 agosto – (dopo mezzanotte)
    Si dimette monsignor Marchetto difensore a oltranza dei clandestini
    L’arcivescovo Agostino Marchetto, il segretario del Pontificio consiglio (…) ecc.
    ANDREA TORNIELLI – IL GIORNALE
    1° settembre – (ore 8 del mattino)
    Vaticano e immigrazione: pensione “anticipata” per monsignor Marchetto
    di Andrea Tornielli
    L’arcivescovo Agostino Marchetto, il segretario del Pontificio consiglio (…) ecc.
    Sa, sig. Tornielli, c’è un meraviglioso sito, nato sette mesi (e non voglio darela sua URL perché qualcuno potrebbe pensare che è pubblicità) che segue tutti i testi, in cinque lingue, che si pubblicano sulla Chiesa cattolica nel mondo. In questo sito si trovano tutti i suoi articoli e dei suoi colleghi (che a volte fanno peggio perché pubblicano un testo e dopo qualche ora lo cancellano, dimenticando, poverini, di cancellare la copia “cache”). In questo sito è documentato quanto racconto sul suo articolo. Chiedo scuse per il mio pessimo italiano. Buon lavoro e belle cose a tutti i suoi tanti lettori. Theo Harvey.

  192. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile sig. Harvey,
    grazie per il suo commento. La variazione dei titoli sull’online – ripeto – non dipende da me.
    Mi stupisce però, data la sua attenzione a questi temi, che lei associ anche me e Rodari agli attacchi a Ratzinger. Vede, al di là del libro, credo che proprio sul Giornale – ad esempio sulla vicenda scandali pedofilia – Benedetto XVI sia stato difeso e la realtà dei fatti sia stata presentata in modo corretto.
    Ciò non significa, ovviamente, che il sottoscritto (parlo per me, Rodari risponderà per lui) non commetta errori, e parecchi. E dunque sull’ammissione di colpa da parte mia, lei sfonda una porta aperta. Dipende però da quali colpe…
    Nel caso di Marchetto sinceramente non credo di averne. Ma ovviamente posso sbagliare.
    Sono invece molto interessato a conoscere il sito internet a cui lei fa riferimento. Se non vuole fare pubblicità (ma non vedo che male ci sarebbe nell’indicarlo pubblicamente), può scrivermi un’email cliccando sotto la mia foto sul blog.
    Posso invece dirle che in tutti i casi di cui parliamo nel libro – da Ratisbona al caso Williamson, dal preservativo africano ai casi di pedofilia – ho cercato di presentare correttamente la realtà, mettendo in luce anche l’inconsistenza di certe polemiche e di certi attacchi.
    Posso capire che lei non sia d’accordo, ma per risponderle in modo adeguato dovrei ricevere da parte sua qualche contestazione più precisa e meno generica, basata su ciò che ho scritto e su come l’ho scritto.
    Buona domenica
    at

  193. Andrea Tornielli scrive:

    … gentil sig. Harvey,
    non ho risposto a una domanda cruciale: tra “la notizia” e la “verità” io da che parte mi colloco? Beh, mi colloco cercando di pubblicare sempre notizie vere e mai (non) notizie false!

  194. T. Harvey scrive:

    Gentile sig. Tornielli, grazie ancora per la sua attenzione e cortesia. Io non accuso Lei o il sig. P. Rodari di prendere parte alla campagna di attacchi contro il Papa. So bene che Lei non solo difende la verità sulla persona del Papa e del suo magistero, anche quando deve smascherare fandonie come la fotografia in cui, si diceva in un libro, “appare alzando il braccio per fare il saluto hitleriano”. Ricordo bene: Lei fu il primo a far vedere la panzana malevola. Io dico invece che la stampa, e dunque Lei e i suoi colleghi, fanno poco per svelare cosa c’è dietro a questa campagna e anche quando, giustamente, difendendendo il Papa, non faticano più di tanto per smontare l’ordigno. Alla fine si scudano, in pubblico e in privato, nell’altra panzana: “Un altro errore mediatico del Vaticano”. Guardate che se al posto di p. Lombardi ci fosse ancora il dr. Navarro Valls sarebbe andata nello stesso modo. E’ certo che il Vaticano ha fatto errore mediatici. Basta ricordare che per rispondere al sig. Feltri, in pieno delirio di odio contro Boffo, ha atteso 17 giorni e quando ha parlato ha detto ciò che avrebbe potuto dire il primo giorno. Nel frattempo il sig. Feltri ne ha combinate di cotte e di crude. Dunque errori ci sono stati e anche gravi, come d’altronde è accaduto in diversi momenti del papato di Giovanni Paolo II. La cosa determinante però non sono gli errori mediatici vaticani o i gravi fatti della pedofilia, per esempio, bensì che una parte dell’Occidente sopporta malvolentieri il magistero di Ratzinger e siccome lui non “serve” a nessun causa “anti-” è e sarà “target” di quella stampa che ha scambiato la “notizia” (contenuto di coscienza) per una qualsiasi merce” (come le patate e o profumi). Il sito di cui parlo nel Post precedente è questo: http://www.ilsismografo.blogspot.com/
    Ancora buon lavoro.
    Theo Harvey

  195. antonella lignani scrive:

    Harvey ha ragione su molte cose. L’attacco a Benedetto XVI ha radici nei vari malcostumi odierni, tra i quali il modo di dare le notizie. Leggo su “Avvenire” di oggi, a proposito del modo in cui è stato “interpretato” il messaggio della GMG, una frase assai efficace di Marco Tarquinio: “Per fare cronoca non basta saper scrivere, bisognerebbe saper leggere”. In effetti, per dirla in soldoni, papa Ratzinger è abituato ad argomentare, “Tesi – antitesi – sintesi”. I giornali sintetizzano le sue argomentazioni in slogans, per di più superficiali. Il messaggio assai articolato ai giovani è stato dunque sintetizzato in: “Il posto fisso non fa la felicità, meglio credere in Dio”. Da qui discussioni e polemiche. Attacco a Ratzinger … incapacità di leggere … mi viene da dire: incapacità di ragionare.

  196. antonella lignani scrive:

    Il sito segnalato da Harvy mi sembra bello. Splendida l’Omelia di Benedetto XVI tenuta oggi a Carpineto Romano. Chissà cosa ne verrà fuori nelle varie agenzie di stampa …

  197. antonella lignani scrive:

    Il sito segnalato da Harvey mi sembra bello. Splendida l’Omelia di Benedetto XVI tenuta oggi a Carpineto Romano. Chissà cosa ne verrà fuori nelle varie agenzie di stampa …

  198. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Peccato, Sal. E’ veramente accecato, senza l’intelligenza del cuore.

    Non le dissi di “PERDERE tempo tra mestoli e padelle”, come scrive lei, ma di “SPENDER(LO)”.

    Ha offeso profondamente me, offendendo mio figlio di battesimo.

    Proprio qualche settimana fa venni a sapere che questo giovane imprenditore, battezzato la scorsa Pasqua – nipote di una signora che nel suo paese lo portava di nascosto a pregare da bambino per paura delle retate della polizia – si e’ gia’ molto dato da fare per organizzare nella sua citta’ un servizio mensa Caritas la domenica sera, quando in tutte le altre parrocchie della zona e’ chiuso. E’ un uomo molto ricco, che non manca di nulla (impresa sua, mercedes …): proprio per questo, la sua attenzione pratica per i piu’ poveri gli fa onore.

    Lei crede che stia buttando via il suo tempo, o piuttosto testimoniando con la vita gli obblighi che ha assunto col battesimo?

    Come puo’ pensare che l’invito fattole fosse un invito a perdere tempo?

    So bene che, quando si parla di carita’, meglio “non sappia la mano destra quello che fa la sinistra”. Pero’la storia ci insegna che non c’e’ nulla di male nel dover rinunciare all’anonimato se una specifica opera di carita’ riesce meglio per tutti in maniera organizzata, coinvolgendo piu’ persone.

    Gli ordini religiosi hanno creato ospedali, i cattolici di fine ‘800 in Italia fondavano case editrici, sindacati e banche, perche’ di cio’, per motivi storici contingenti, aveva bisogno la comunita’: tutte opere che, necessariamente, non potevano rimanere “anonime”, dovendo coinvolgere un certo numero di persone. Si legga un giorno o l’altro sul web la vita del Beato Giuseppe Tovini, fondatore della casa editrice La Scuola, del San Paolo di Brescia, di un sindacato, nonche’ avvocato e padre d’una numerosa famiglia …

    Tutte opere buone che non avrebbero dovuto esistere per il rischio che “qualcuno sappia”? Andiamo … omnia munda mundis …

    Lei che fa, invece? Prende il vangelo come scusa? Che tristezza leggere i suoi interventi! Emendi il suo comportamento, sinche’ e’ ancora in tempo.

    Se ne renda conto: ha ricevuto, a titolo di correzione fraterna, il consiglio di coltivare l’intelligenza del cuore in opere di carita’ attiva, perche’ non abbia a perdersi nella confusione di scritture che continua a creare, senza averne appreso il significato, mettendo dolosamente a rischio la sua propria anima.

    Io rispondero’ al giudizio di Dio del consiglio che le sto dando, lei del suo atteggiamento.

    Mediti l’omelia del Santo Padre data quest’oggi a Carpineto, soprattutto il passaggio in cui ricorda che tra i compiti dei cristiani non c’e’ quello di trasmettere una semplice DOTTRINA, ma una SAPIENZA, cioe’ una dottrina realmente coniugata con l’esperienza della vita e nel tempo presente.

    C.B.

  199. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimabile Carlo, grazie per la sua reprimenda, lei certamente si espone per la mia salvezza e di questo le sono grato. Il suo altruismo non mancherà di essere notato in alto, molto in alto.
    Replico alla sua gentile nota partendo dalla fine per dirle che potrà leggere un mio commento su “quel discorso” sul nuovo thread.

    Sono sorpreso che non abbia “interiorizzato” nel mio post l’esempio del pescatore che non regala il pesce ma insegna a pescare perché questo è a mio modesto parere il compito del cristiano ed è anche il senso delle parole del papa di cui lei mi incoraggiava a meditare ma non è ciò che il cattolicesimo ha fatto a mio modo di vedere.

    Vede, lei ed io abbiamo un diverso concetto di “cristiano” che non è “accecato”, ma è un diverso intendimento di ciò che dovrebbe fare il cristiano perché come ho già scritto, il Cristiano è suddito di un Dio che è un gran Re ed un gran Re non può avere sudditi morti di fame. Se poi qualcuno (in mercedes) va a “spendere” il suo tempo dentro la mensa della Caritas, avrà la sua ricompensa, ma non da me né da lei che non siamo stati costituiti giudici. Nè tanto meno può pretendere che tutti si buttino nel burrone perchè lo fanno altri. Lasciamo che sia il gran Re a giudicare.

    Se proprio devo imitare qualcuno, la richiesta della scrittura è quella di imitare Paolo : – “Non che non [ne] abbiamo l’autorità, ma per offrirci a voi come esempio perché ci imitiate.” ( 2 Tessalonicesi 3.9) – così, non mi risulta che l’apostolo Paolo facesse il “padellaro o il cuoco” alla Caritas anche perché poi aggiunge: “ “Se qualcuno non vuole lavorare, neppure mangi”. Poiché udiamo che certuni camminano disordinatamente fra voi, non lavorando affatto….A tali persone diamo l’ordine e l’esortazione nel Signore Gesù Cristo che lavorando quietamente mangino il cibo che esse stesse guadagnano.” (2 Tessalonicesi 3.10-12) – Non ci vedo granché di legame con lo spendere il tempo con le padelle della Caritas.

    Questo mi porta ad un altro punto del suo ragionamento che mi fa dire che lei mi fa torto, perchè non potevo sapere che lei avesse un figlio, anche se di battesimo né potevo sapere che lei è così facile ad offendersi, e mi dispiace che accada perché seguendo il sacro testo esso recita : “’offendersi è ciò che riposa nel seno degli stupidi.” (Ecclesiaste 7.9) e lei sicuramente non lo è.

    Se il suo figlioccio testimonia con la vita gli obblighi assunti col battesimo, sarebbe stato forse più meritevole (visto che ha la mercedes) se li avesse inviati a a casa sua, ma non devo essere io a ricordarle che Gesù la vedeva come me. (Luca 14.13) : – “ fai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;  e sarai felice, perché non hanno nulla per ricompensarti. Poiché sarai ricompensato nella risurrezione dei giusti”. (Noti, non parla di paradiso) nè tanto meno di Caritas.

    Come vede c’è sempre modo e modo, il modo Bollani e il modo Gesù.

    “ non c’e’ nulla di male nel dover rinunciare all’anonimato se una specifica opera di carita’ riesce meglio per tutti in maniera organizzata, coinvolgendo piu’ persone. “ Lei dice. Ed ha perfettamente ragione, salvo poi a criticare il governo se non accoglie i morti di fame e reclama le dottrine sociali. Andiamo Bollani.
    C’è un modo catotlco e un modo cristiano io seguo quest’ultimo.
    Le auguro un felice proseguimento di serata.

  200. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Spero per lei che almeno la comunita’ protestante alla quale appartiene condivida la sua impostazione.

    C.B.

  201. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    stimabile interlocutore, riprendo un concetto che qualche tempo fa avevo già espresso a Symon de Cyrene per ricordare che ritengo chela salvezza sia personale e non collettiva.

    Non credo di doverle ricordare che la salvezza non è legata all’appartenenza ad un gruppo ad una religione o di una setta ma si è salvati per il merito che il sacrificio che il Cristo ha compiuto per tutti coloro che seguono le Sue direttive.(Ebrei 2.17)

    Forse lei non la vede così, non so, ma (Atti 13.47) dice : – “ Ti ho costituito come luce di nazioni, affinché tu sia una salvezza fino all’estremità della terra’”. Non specifica se è per i cattolici o per i membri di qualunque altro gruppo anche protestante. Mentre : (Romani 1.16): – “la buona notizia; essa è, infatti, potenza di Dio per la salvezza di ognuno che ha fede, del giudeo prima e anche del greco; poiché …., come è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.”
    Piuttosto mi sembra che l’invito sia l’esatto contrario dell’appartenenza ad un gruppo, perché sollecita “ad uscire da essa” per non partecipare alle sue colpe.(Rivelazione 18.4)

    Da nessuna parte si parla di salvezza collettiva. Proprio per questo motivo, preferisco ribadire che io parlo sempre e solo a titolo personale, non appartenendo a nessun gruppo ufficiale e organizzato, rivendico la mia indipendenza e la mia sottomissione solo alla mia Ragione. Come ho già detto, sono una solitaria voce che grida nel deserto, che ricorda Verità antiche ma sempre attuali che valgono in ogni tempo, che cerca di svelare ipocrisie e falsi ragionamenti innalzati contro la Verità.

    Pertanto la mia impostazione, è quella del Vangelo (quello stesso che lei mi consiglia di non leggere) che cito in continuazione per sostenere la veracità delle mie affermazioni. Può non piacere o non essere condiviso, ma il mondo è bello perché è vario dice il detto.

    Io preferisco essere una singolarità indipendente e scollegata dai gruppi che troppo spesso preferiscono “aggiustarsi” le cose sempre come più ritorna comodo e profittevole.

    In qualche modo cerco di imitare un profeta dell’antichità, Eliseo del quale ricordo un detto che lui pronunciò al suo servitore: “Quelli che stanno con noi sono di più di quelli che stanno con loro” (2 Re 6.16) Così sto ugualmente sempre in buona compagnia.

    Le auguro una serena giornata.

  202. Reginaldus scrive:

    “… se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia NULLA , NON VALIDA e SENZA ALCUN VALORE (nulla, irrita et inanis existat)… Tutte le loro parole, tutte le loro azioni e i loro gesti , e tutti gli atti amministrativi, con tutto ciò che ne consegue, opere, atti amministrativi, con tutto ciò che ne consegue, NON HANNO IL MINIMO EFFETTO GIURIDICO e non conferiscono ad alcuno il minimo diritto(nullam prorsus firmitatem nec ius). E le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate)”. (Bolla: Cum ex Apostolatus Officio, Paolo IV)

  203. Reginaldus scrive:

    Dedicato a chi in buona fede crede di trovare in Benedetto 16 il restauratore della fede cattolica, per via di parole, ora qui ora là, da lui promunciate, o di gesti da lui compiuti, che sembrano in linea con la fede trasmessa…
    “E poiché è artificio astutissimo dei modernisti (ché con siffatto nome son chiamati costoro a ragione comunemente) presentare le loro dottrine non già coordinate e raccolte quasi in un tutto, ma sparse invece e disgiunte l’una dall’altra, allo scopo di passare essi per dubbiosi e come incerti, mentre di fatto sono fermi e determinati; gioverà innanzi tutto raccogliere qui le dottrine stesse in un sol quadro, per passar poi a ricercar le fonti di tanto traviamento ed a prescrivere le misure per impedirne i danni….
    Negli scritti e nei discorsi sembrano essi non rare volte sostenere ora una dottrina ora un’altra, talché si è facilmente indotti a giudicarli vaghi ed incerti. Ma tutto ciò è fatto avvisatamente; per l’opinione cioè che sostengono della mutua separazione della fede e della scienza. Quindi avviene che nei loro libri si incontrano cose che ben direbbe un cattolico; ma, AL VOLTAR DELLA PAGINA, si trovano altre che si stimerebbero dettate da un razionalista. Di qui, scrivendo storia, non fanno pur menzione della divinità di Cristo; predicando invece nelle chiese, l’affermano con risolutezza. Di qui parimente, nella storia non fanno nessun conto né di Padri né di Concilî; ma se catechizzano il popolo, li citano con rispetto. Di qui, distinguono l’esegesi teologica e pastorale dall’esegesi scientifica e storica. Similmente dal principio che la scienza non ha dipendenza alcuna dalla fede, quando trattano di filosofia, di storia, di critica, non avendo orrore di premere le orme di Lutero (Prop. 29, condannata da Leone X, Bolla. “Exsurge Domine”, 15 maggio 1520: “Ci si è aperta la strada per isnervare l’autorità dei Concilî e contraddire liberamente alle loro deliberazioni…), fanno pompa di un certo disprezzo delle dottrine cattoliche, dei santi Padri, dei sinodi ecumenici, del magistero ecclesiastico: e se vengono di ciò ripresi, gridano alla manomissione della libertà. Da ultimo, posto l’aforisma che la fede deve soggettarsi alla scienza, criticano di continuo e all’aperto la Chiesa, perché con somma ostinatezza rifiuta di sottoporre ed accomodare i suoi dogmi alle opinioni della filosofia: ed essi, da parte loro, messa fra i ciarpami la vecchia teologia, si adoperano di porne in voga una nuova, tutta ligia ai deliramenti dei filosofi.
     

  204. Reginaldus scrive:

    dimenticavo di indicare la fonte della citazione ( qualcuno dirà dell’ estrapolazione…): San Pio X, Enciclica Pascendi.

  205. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Intuivo il fatto che interpretazioni tanto miopi delle scritture, come quelle che ha dato nei suoi post, potessero derivare probabilmente dal fatto di essersi ormai allontanato, deliberatamente, dalla Chiesa Cattolica, e, probabilmente, da qualsiasi altra comunita’ ecclesiale.

    Lei me lo conferma.

    Ha abbandonato il “Dio con noi”, che ha promesso: “se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome, Io sono in mezzo a loro”.

    E’ tornato al “Dio dei Filosofi”, per rivendicare “la mia indipendenza” e “la mia sottomissione solo alla mia Ragione”. Se le goda, ma non si aspetti frutti di santita’.

    C.B.

  206. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Domanda puramente “tecnica”: dove vuol andare a parare?

    Un giorno sembra glorificare nei suoi post la Chiesa del Postconcilio, un altro sta forse criticando il Papa attuale come criptomodernista? Qual’e’ il messaggio che vuol far passare?

    Please clarify.

    Grazie.

    C.B.

  207. Cherubino scrive:

    circa il post di Reginaldus, vale la pena leggere http://www.instoria.it/home/papa_sedevacantismo.htm

  208. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    lei ha intuito bene caro distinto interlocutore, ha intuito benissimo e dimostra acutezza, ma non abbastanza.

    Non ho quasi nulla da replicare avendo già spiegato il mio punto di vista, ma la cosa che mi colpisce e mi fa anche sorridere è che non si è accorto che almeno su questo blog, male che vada siamo già, in due a parlare di Cristo senza considerare quanti altri ci leggono, fra cui sicuramente il moderatore a cui va tutta la mia comprensione dovendosi sorbire tutti i miei post. Quindi siamo almeno in tre, Perché vuole escludere la presenza di Cristo se ne stiamo parlando ? Siamo almeno in tre !

    Vede c’è differenza fra Jehovah, il Gran Re, e il Dio dei filosofi, perchè quello dei filosofi se lo immaginavano a loro uso e consumo secondo la propria personale comprensione, (di cui non voglio commentare non conoscendone l’insegnamento). Io a differenza, cito e ricito solo ciò che è scritto da sempre, non c’è nulla di mio, tanto è vero che lei stesso mi ha consigliato di abbandonare questo tipo di approccio.

    Così la sorprenderò. Sofonia dice : “ Una voce continuerà a cantare alla finestra…..egli denuderà il medesimo rivestimento di legno.” (Sofonia 2.14).

    Vede il Pc è una “finestra sul mondo” mentre il rivestimento di legno lo può paragonare alle “sbarre del giogo di legno di (Geremia 28.13) oppure lo può identificare con la fede di legno di alcuni cristiani (1Corinti3.12 e 2 Timoteo 2.20). Faccia lei, ma rimane il fatto che qui siamo già almeno in tre di cui due parlano di Cristo, ed io come affacciato ad una finestra rivelo verità nascoste e “rovescio cose fortemente trincerate”. (2 Corinti 10.4) Perché vuole scartare a priori la sua presenza ?

    Se preferisce la possiamo spiegare anche in un altro modo: – “ Poiché, stando alla finestra della mia casa, guardai attraverso la mia grata, per scorgere gli inesperti. Mi interessava discernere tra i figli un giovane che mancava di cuore” ( Proverbi 7.6-7) Io sto al mio PC e leggendo i commenti scopro chi manca di cuore dai commenti scritti.

    Oppure un altro modo ancora, secondo Osea, 2.7-9 : – ““Corrono come uomini potenti….. Salgono nelle case. Entrano per le finestre come il ladro” anche questi hanno lo stesso scopo, “demolire cose fortemente trincerate. Entrando per la finestra”.

    Quanti modi per far stare Cristo in mezzo a noi caro Carlo Bollani perché vuole sempre ricorrere a modi vecchi e terreni per spiegare cose celesti ?

    Isaia dice : “ “Io sono Geova. Questo è il mio nome; e non darò a nessun altro la mia propria gloria, né la mia lode alle immagini scolpite. “Le prime cose, ecco, son venute, ma io annuncio cose nuove. Prima che comincino a germogliare, ve [le] faccio udire”. (Isaia 42.8-9)

    “Se vi ho parlato di cose terrene eppure non credete, come crederete se vi parlerò di cose celesti?” (Giovanni 3.12)

    Le auguro ogni bene.

  209. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Credo che lei confonda il suo “parlare di Cristo” con l’”essere riuniti nel suo nome”: essere “ecclesia”, cioe’ assemblea, e chiaccherare di questioni di dottrina.

    Pero’, e’ una confusione abbastanza ovvia, posto che lei considera il Vangelo come un testo filosofico a sua libera disposizione ed interpretazione.

    C.B.

  210. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    distinto amico, lei ha certamente ragione intendendo l’affermazione di Matteo 18.19-20 CEI in un modo datato : – “In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

    Lei intende il modo classico dell’essere radunati, o l’essere chiesa, con l’ufficialità dei paramenti, con l’incenso e le litanie ecc. ma come le ho detto quello è un modo vecchio di essere radunati, perché Gesù si è radunato con i suoi, per es. ad una cena in una casa, in luogo diverso dal tempio di Gerusalemme, luogo deputato ed eretto allo scopo. Non le sfugga che Gesù condusse i suoi amici a pregare sul monte di notte, in un luogo ancora una volta non deputato dall’ufficialità, ancora Gesù mangiava con i peccatori e gli esattori di tasse crando scandalo e smontando tutto ciò che era un modo e un mondo vecchio e inutile per la ricerca della comprensione di Dio, perché metteva in risalto solo la forma, infatti fu tutto distrutto e cambiato.

    Vorrà pure dire qualcosa se Gesù ha cambiato vecchie tradizioni ? Certo lei ha diritto alle sue opinioni e deve naturalmente difendere la sua parrocchia, capisco benissimo, né ha tutto il diritto, cercavo solo di proporle qualcosa di nuovo perché se continua a camminare guardando indietro, dubito che possa arrivare al traguardo sano e salvo.

    Parlando di ufficialità e cose vecchie, ha qualche idea da dove viene quel bastone ricurvo in cima a spirale che è sempre in mano al vescovo o al papa ? E La mitra ? Ne trova traccia nelle scritture ? E la messa ? Non proseguo oltre, ma Paolo le ricorda,: – “ la scena di questo mondo cambia” (1Corinti 7.31)
    A che le serve rimanere legato a vecchi e inutili schemi e che siano inutili glielo dimostra il calo dei fedeli, il calo delle vocazioni, il calo di interesse, ecc.

    Le posso ricordare una bella massima di Cristo ? “Non si mette il vino nuovo negli otri vecchi. Né si cuce la toppa nuova sul vestito vecchio (Matteo 9.7) E’ lei che sostiene di appartenere ad una chiesa “vecchia” mentre Isaia ricorda: “ “Le prime cose, ecco, son venute, ma io annuncio cose nuove. Prima che comincino a germogliare, ve [le] faccio udire”.” (Isaia 42.9).

    Caro sig. Bollani se non avesse imparato ad usare il PC non avremmo potuto conversare così velocemente, né considerare che Gesù ha insegnato cose nuove a chi era disposto ad accettare cambiamenti. Ma non si preoccupi, lei continui con i suoi riti e le sue ufficialità, io preferisco pensare a Gesù come ad un amico piuttosto che come un capo. I Capi si temono gli amici si amano.

    Saluti

  211. Reginaldus scrive:

    per Carlo BOLLANI:

    “Un giorno sembra glorificare nei suoi post la Chiesa del Postconcilio…”- Qualcosa mi sfugge (o mi è sfuggito): in quale mai luogo mio ha trovato che io abbia glorificato . addirittura! -la chiesa conciliabulare??? Chiarezza cerca da me ? Più di così! Ma se non la vede che colpa ne ho???

  212. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Si puo’ condividere l’eucarestia anche passandosi di nascosto tra carcerati briciole di pane consacrato nei pacchetti delle sigarette: i cristiani vietnamiti facevano cosi’, nei campi di lavoro (rischiando comunque di essere scoperti e ammazzati). Parliamo di trent’anni fa, non delle catacombe.

    Lei confonde i sacramenti con le cerimonie.

    C.B.

  213. Carlo Bollani scrive:

    Per Reginaldus:

    Boh …

    Stralci di suoi messaggi:


    Perché non ammettere chiaramente e onestamente che col CONCILIO la chiesa si è aperta finalmente al mondo, che una brezza di primavera l’ha pervasa e fatta rifiorire, che si è messa umilmente e ansiosamente in ascolto, divenendo comprensiva delle ragioni altrui, riconoscendo il bon diritto di ogni religione a proclamarsi via di salvezza, imponendosi il divere di adeguarsi e di sostenere gli sforzi compiuti dalle grandi centrali della politica di dare un nuovo assetto alla realtà mondana…??? … Perché non ammettre francamnete che col CONCILIO è morto l’Ancien Régime, quello del terrore e della sopraffazione, e si è inaugurato il tempo radioso della modernità ( come ebbe a dire, in uno slancio di sincerità e coraggio, il cardinal Suenens …di gloriosa -!- memoria ). Se i meriti della Nuova Chiesa sono questi, perché continuare a sostenere le buone ragioni della Vecchia Chiesa? Quando la negazione di queste buone ragioni è il fondamento stesso per l’affermazione dei suddetti meriti !

    IMPRESSIONE: Sta contrapponendo l’”illuminata” Chiesa del Concilio a quella preconciliare?


    Dedicato a chi in buona fede crede di trovare in Benedetto 16 il restauratore della fede cattolica, per via di parole, ora qui ora là, da lui promunciate, o di gesti da lui compiuti, che sembrano in linea con la fede trasmessa…
    “E poiché è artificio astutissimo dei modernisti …

    IMPRESSIONE: Sta sostenendo che il Santo Padre e’ un criptomodernista?

    Sta semplicemente tentando di ridicolizzare la Chiesa in toto, o e’ contro qualche idea in particolare, preconciliare o postconciliare che sia?

    Non dubito del fatto che a lei stesso le sue idee appaiano chiare, e presumo la sua buona fede, come generalmente faccio con qualsiasi interlocutore.

    Pero’, se da un’occhiata al mio precedente post, nel quale le chiedo dove vuole andare a parare, notera’ una certa adesione (+4): lo leggo come conferma del fatto che non solo io, ma anche qualcun altro, non capisce in generale la sua posizione.

    Magari eviti di citare, e faccia per qualche riga un ragionamento suo, di senso compiuto.

    C.B.

  214. enrico scrive:

    @ Sal

    Riguardo alla discussione precedente.
    Non Le pare però che lo stesso Gesù insegnò a pregarLo con il nome di Padre.

    Matteo 6,9-13

    “Voi dunque pregate così:

    Padre nostro che sei nei cieli,
    sia santificato il tuo nome;
    venga il tuo regno;
    sia fatta la tua volontà,
    come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
    e rimetti a noi i nostri debiti
    come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
    e non ci indurre in tentazione,
    ma liberaci dal male.”

    Inoltre gli stessi ebrei consideravano dall’antichità il tetragramma troppo sacro per essere pronunciato: nella lettura della Bibbia e nelle preghiere è sostituito in ebraico con Adonai , o Elohim. Bisogna aggiungere che per gli ebrei la presenza scritta del tetragramma (mantenuta nel testo ebraico) non significa che esso venga effettivamente pronunciato.

  215. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Stimato interlocutore, grazie sempre per la considerazione che mi mostra e per i commenti che spesso mi fanno riflettere. In questo caso rispondendo al suo Carlo Bollani Scrive: settembre 7th, 2010 at 8:50 am le devo chiedere: “rischiano di essere scoperti e ammazzati perché si passano le sigarette e fumano di nascosto ?” Vede che è sbagliato fumare e che il fumo uccide anche i cristiani senza distinzione ? Fanno bene allora a scriverlo anche sui pacchetti che “IL FUMO UCCIDE”

    Se poi vuole discutere di eucarestia il discorso si fa un po’ più lungo, perché se leggiamo bene il sacro testo esso recita: (Luca 22.20 – 1 Corinti 11.25)
    Nuova Riveduta:- “«Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. “
    CEI : – «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
    Nuova Diodati: – “«Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi “
    New World : – “Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, “

    Non capisco come lei possa intendere che dentro il calice ci fosse il sangue quando la scrittura mi sembra chiara. Le ho elencato alcune traduzioni cattoliche che traducono allo stesso modo. Trattasi di un simbolismo riferito al nuovo patto che Gesù fece con i suoi 11 apostoli, predetto da Geremia 31.31 convalidato da un brindisi la seconda sera del 14 Nisan.

    Il calice rappresenta il nuovo patto, la nuova alleanza, il nuovo accordo, il nuovo contratto, lo chiami come preferisce, che sarebbe stato convalidato con la sua morte, con lo spargimento del suo sangue.

    Infatti nel calice c’era………. ??? Il prodotto della vite !

    New World
    Matteo 26.29 – Marco 14.24-25 – Luca 22.18
    – “ Ma io vi dico che da ora in poi non berrò più di questo prodotto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”
    – “ Veramente vi dico: Non berrò più del prodotto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”
    - “poiché vi dico: Da ora in poi non berrò di nuovo del prodotto della vite finché non arrivi il regno di Dio”.

    CEI
    – “Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
    – In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».
    - “poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

    Nuova Riveduta
    – “Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
    - “In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio».
    - “perché io vi dico che ormai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio».

    Veramente faccio fatica a comprendere dove abbiate scovato la diceria che dentro il calice c’era il sangue, a meno di fare di Gesù un bugiardo ?

    Si ha ragione lei, io confondo, confondo sempre, è tutta una confusione che non riesco proprio a comprendere. Mi perdoni, è la mia ignoranza che mi annebbia l’intelletto non facendomi raggiungere le alte vette necessarie. Vedrò di fare penitenza.
    Stia bene

  216. Cherubino scrive:

    mi inserisco a proposito del post di Reginaldus, perchè la questione (anzi la “quaestio”) è seria e l’affondo di Reginaldus potrebbe suggestionare qualcuno.

    Si tratta di uno degli argomenti principali dei sedevacantisti, basato su una interpretazione inesatta del documento papale citato, la bolla “Cum ex Apostolatus Officio” di Paolo IV. Perchè il passo citato sembra attribuire la decisione se un papa sia eretico o meno al singolo credente, mentre da altri passi della Bolla, da altri documenti della Chiesa, dalla prassi seguita nei secoli dalla stessa, è del tutto chiaro come sia indispensabile 1) un’evidenza assoluta, quindi una esplicita dottrina contraria al Credo, 2) il consenso di un Concilio e la conferma di un successivo papa. La stessa Bolla del resto nasceva proprio per confermare le scomuniche per eresie comminate dalla Chiesa in passato, scomuniche che qualcuno metteva in dubbio.
    Utilizzarla quindi come un’autorizzazione al libero discernimento di ognuno se obbedire alla Chiesa o meno sarebbe andare proprio contro lo stesso dogma che non ammette che la Chiesa in quanto tale possa errare.

    Ciò viene spiegato in modo ineccepibile proprio da un ex lefebvriano, rientrato nella Chiesa Cattolica essendosi accorto del fondamento “protestante” delle tesi di mons. Lefebvre e della Fraternità S. Pio X.
    Don Cantoni infatti dice:
    Chi non si accontenta di questi fragili “addomesticamenti” può essere tentato dalle prospettive sedevacantiste o sedeprivazioniste (tale è il nome più appropriato per la tesi del padre Guérard). In effetti la discussione teologica sul “Papa eretico” è assolutamente tradizionale. Gli ecclesiologi sono sempre stati consapevoli che non è possibile escludere a priori che il Papa, come persona privata, possa cadere in eresia e sul punto esistono teorie teologiche varie e complesse (43). Non bisogna però dimenticare che il nostro Ernstfall, il nostro caso serio, è veramente “serio”. Trattandosi di un concilio che ha raccolto l’unanimità quasi numerica dei vescovi cattolici, con una adesione totale ai documenti promulgati (anche Mons. Marcel Lefebvre e Mons. Antonio de Castro Mayer, i due vescovi che sono all’origine dello scisma di Ecône, hanno firmato tutti i documenti, senza eccezioni), non si tratterebbe più soltanto della, già non proprio “inoffensiva”, quæstio de papa hæretico, ma di una, ben altrimenti inquietante, quæstio de magisterio hæretico… Anche la discussione sul papa eretico non ha però portato ad una soluzione comunemente accettata, né sull’effettiva possibilità del caso, al di là della sua astratta possibilità teorica, né su quello che la Chiesa in tale eventualità potrebbe e dovrebbe fare… Di fatto il sedevacantismo si è ben presto frantumato in una miriade di gruppi e gli antipapi sono attualmente una decina, se non di più… Billot concludeva la questione con un tratto di risolutivo buon senso: “[...] l’adesione della Chiesa universale sarà sempre per sé sola il segno infallibile della legittimità della persona del Pontefice e dunque anche dell’esistenza di tutte le condizioni che questa stessa legittimità richiede” (44).”

  217. Cherubino scrive:

    dimenticavo il link del brano di don Cantoni
    http://www.opusmariae.it/cantoni_amerio.htm

  218. Sal scrive:

    @ enrico
    caro stimabile enrico, confermo con piacere ciò che lei sostiene, è una verità, sia la preghiera che ha così cortesemente riportato, sia la superstizione ebraica che ha di fatto nascosto il Sacro Nome, riportando al posto del Tetragramma il meno preciso “Adonai-Elohim” che quando ci porta a leggere il Samo 110.1 : – “Il Signore ha detto al mio Signore” ingenera facilmente confusione non identificandosi facilmente chi è il primo e chi è il secondo Signore.

    Infatti alcuni traduttori hanno usato il nome “Geova” nelle loro traduzioni delle Scritture Greche Cristiane per rendere chiaro chi era l’uno e chi l’altro. The Emphatic Diaglott, traduzione inglese del XIX secolo ad opera di Benjamin Wilson, contiene diverse volte il nome Geova (Jehovah), specie dove gli scrittori cristiani citavano le Scritture Ebraiche. Ma già nel XIV secolo il Tetragramma aveva cominciato a essere usato in traduzioni delle Scritture Cristiane in ebraico, a partire dalla traduzione ebraica di Matteo incorporata nell’opera ʼÈven bòchan di Shem Tob ben Isaac Ibn Shaprut. Questa traduzione, ogni volta che Matteo citava le Scritture Ebraiche, riporta il Tetragramma in tutti i casi in cui ricorre. Molte altre versioni ebraiche in seguito hanno fatto lo stesso.

    In quanto alla correttezza di questa impostazione, può notare la seguente dichiarazione FATTA PRIMA del ritrovamento di manoscritti comprovanti che la Settanta greca conteneva in origine il nome Geova: “Se quella versione [LXX] avesse ritenuto il termine [Geova], oppure avesse usato un termine greco per Geova e un altro per Adonai, tale uso sarebbe stato senz’altro seguito nei discorsi e nelle argomentazioni del N. T. Quindi nostro Signore, nel citare il 110° Salmo, invece di dire ‘Il Signore ha detto al mio Signore’, avrebbe potuto dire: ‘Geova ha detto ad Adoni’”. — R. B. Girdlestone, Synonyms of the Old Testament, 1897, p. 43.

    Proseguendo il ragionamento (che ora risulta basato su fatti reali) viene detto: “Supponiamo che uno studioso cristiano stesse traducendo in ebraico il Testamento Greco: ogni volta che incontrava il termine Κύριος, egli avrebbe dovuto valutare se nel contesto c’era qualche cosa che indicasse il vero corrispondente ebraico; e questa è la difficoltà che sarebbe sorta nel tradurre il N. T. in qualsiasi lingua se il titolo Geova fosse stato lasciato nell’A. T. [LXX]. Le Scritture Ebraiche avrebbero costituito una norma per molti brani: infatti ogni volta che ricorre l’espressione ‘l’angelo del Signore’, sappiamo che il termine Signore rappresenta Geova; si poteva giungere a una conclusione simile per l’espressione ‘la parola del Signore’, secondo il precedente stabilito dall’A. T.; e così anche nel caso del titolo ‘il Signore degli Eserciti’. Quando invece ricorre l’espressione ‘Mio Signore’ o ‘Nostro Signore’, dovremmo sapere che sarebbe inammissibile il termine Geova, e si dovrebbe usare Adonai o Adoni”. (R. B. Girdlestone, op. cit., p. 43) Per questa ragione traduzioni delle Scritture Greche (già menzionate) contengono il nome Geova.

    I versetti di Esodo 3:13-16 e 6:3 sono spesso stati erroneamente citati per dimostrare che il nome di Geova fu rivelato per la prima volta a Mosè qualche tempo prima dell’esodo dall’Egitto. È vero che Mosè aveva chiesto: “Supponiamo che ora io sia andato dai figli d’Israele e realmente dica loro: ‘L’Iddio dei vostri antenati mi ha mandato a voi’, ed essi realmente mi dicano: ‘Qual è il suo nome?’ Che dirò loro?” Ma questo non significa che lui o gli israeliti non conoscessero il nome di Geova. Il nome stesso di Iochebed madre di Mosè forse significa “Geova è gloria”. (Eso 6:20) Se Mosè avesse detto semplicemente di essere venuto nel nome di “Dio” (ʼElohìm) o del “Sovrano Signore” (ʼAdhonài) questo non avrebbe avuto molto significato per gli israeliti sofferenti. Essi sapevano che gli egiziani avevano i loro dèi e signori e senza dubbio avevano subìto gli scherni degli egiziani, i quali sostenevano che i loro dèi fossero superiori al Dio degli israeliti.

    Questo ci porta a chiederci perchè mai Dio ci dice che non conoscevano il suo nome ? (Esodo 6:3):– “ E apparivo ad Abraamo, Isacco e Giacobbe come Dio Onnipotente, ma rispetto al mio nome Geova non mi feci conoscere da loro.“ Qual’è allora il reale significato di queste parole ?

    Ma tornando al suo quesito, quando Gesù insegnò la preghiera di Matteo 6.9 questo non significava poteva/doveva essere rivolta a sé stesso. il Padre di cui lì si parla non è Gesù. Infatti egli chiarisce bene questo concetto:
    Per es. quando Gesù dice a Pietro :– “ Felice te, Simone figlio di Giona, perché non te [lo] hanno rivelato la carne e il sangue, ma il Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 16.16-17), non poteva essere stato Gesù (sangue e carne) a suggerire la risposta a Pietro ma qualcun Altro che doveva come dice Gesù essere nei cieli.

    Ancora, La differenza e diversità tra Padre e Figlio è maggiormente meglio specificata quando Gesù disse di non conoscere il giorno e l’ora, ma solo il Padre. (Matteo 24.36)

    Ancora, – “tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giovanni 15.16– CEI)

    Quindi non è Gesù ad essere “pregato” ma il Padre nel suo nome.

    Come lei ben comprende, la scrittura è molto chiara in proposito e malgrado la superstizione ebraica atta a voler “nascondere” il “Nome” questo è tornato alla luce con grande potenza tanto che è ormai impossibile nasconderlo.

    Ma c’è un’altra questione molto importante che riguarda “Il Nome” ma gliene parlerò un’altra volta se lo vorrà perchè non voglio abusare del suo tempo, della pazienza del moderatore e corro il rischio di stancarla.
    Saluti

  219. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Di nuovo: che il Cielo abbia pieta’ di lei.

    Apprezzo comunque l’ironia anti-nicotinica.

    Per la cronaca: mai fumato in vita mia.

    C.B.

  220. enrico scrive:

    @ Sal

    Il punto è che la condizione di creatura non permette una completa conoscenza di Dio, mentre al contrario pronunciarne il nome indica una piena conoscenza.
    ci è stato insegnato a chiamarLo con il nome di Padre, e non diversamente, diversamente sarebbe stato altrimenti indicato, la preghiera del Padre nostro lo esprime chiaramente.

    Quanto al rapporto tra il Padre e il Figlio.

    Il Vangelo di Giovanni si esprime chiaramente :

    “In principio era il Verbo,
    il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio.”

    Dice “era Dio” non “era un Dio”.

  221. Sal scrive:

    @ enrico
    gentile amico, cercherò di rispondere alle sue argomentazioni meglio che posso. Lei dice:
    1. “La condizione di creatura non permette una completa conoscenza di Dio” – Risposta: “Vero” ma lei dimentica: “ nessuno conosce pienamente il Figlio eccetto il Padre, né alcuno conosce pienamente il Padre eccetto il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Matteo 11.27) “E COLUI AL QUALE IL FIGLIO LO VOGLIA RIVELARE (Forse a lei non l’ha rivelato ancora) – Questo naturalmente non significa che la condizione di creatura ci permetta di conoscere la natura di Dio, e i suoi dettagli, ma è Dio stesso che rivela ciò che si può conoscere di Lui: “quello che si può conoscere di Dio è manifesto fra loro, poiché Dio lo ha reso loro manifesto. “ (Romani 1.19) per es. Possiamo ricordare la visione del Carro di Ezechiele, la visione delle 4 facce o qualità di Dio o anche la Rivelazione di Giovanni 5.1-7 (Colui che è seduto sul trono)

    2. Non capisco il suo “ pronunciarne il nome indica una piena conoscenza.” (Cosa vuol dire “piena”) Esempio : è certo che se io mi rivolgo a lei chiamandolo per nome, “enrico” non so se è alto basso grasso magro buono cattivo, ma in fondo non mi interessa saperlo bensì sapere cosa pensa e quale opinione ha degli argomenti di cui discutiamo. Dio ha rivelato sia il suo Nome che le sue qualità sia il suo proposito che i suoi desideri e ciò e quanto mi basta di sapere.

    Passiamo al secondo aspetto più complesso

    “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” Dice “era Dio” non “era un Dio”.

    3. – Su questa sua affermazione dobbiamo disquisire un po’ perchè non tutti condividono questa affermazione e vado a spiegare. La traduzione CEI rende il versetto: “ come da lei esposto, In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio [greco: ton theòn], e il Verbo era Dio [theòs]”.

    4. Questo versetto contiene due forme del sostantivo greco theòs (dio). La prima è preceduta da ton (il), una forma dell’articolo determinativo greco, e in questo caso la parola theòn si riferisce all’Iddio Onnipotente. Nel secondo caso, invece, theòs non ha l’articolo determinativo.

    5. Il Vangelo di Giovanni fu scritto in koinè, o greco comune, che ha regole precise circa l’uso dell’articolo determinativo. Il biblista Archibald T. Robertson ammette che se il soggetto e il predicato hanno l’articolo “sono entrambi determinati, considerati identici e intercambiabili”. Robertson cita ad esempio Matteo 13:38, che dice: “Il campo [greco: ho agròs] è il mondo [greco: ho kòsmos]”. La grammatica ci permette di comprendere che il mondo equivale al campo

    6. Nei casi però, in cui, come in Giovanni 1:1, il soggetto ha l’articolo determinativo ma il predicato non ce l’ha, citando questo versetto a titolo di esempio, il biblista James Allen Hewett sottolinea: “In questa costruzione il soggetto e il predicato non coincidono, non sono uguali, identici”.

    7. Per illustrare il punto, Hewett cita 1 Giovanni 1:5, che dice: “Dio è luce”. In greco, “Dio” è ho theòs e pertanto ha l’articolo determinativo. Ma il termine fos, “luce”, non è preceduto dall’articolo. Hewett spiega: “Si può sempre . . . dire che Dio è caratterizzato dalla luce; ma non si può sempre dire che la luce è Dio”. Si trovano esempi simili in Giovanni 4:24, “Dio è uno Spirito”, e in 1 Giovanni 4:16, “Dio è amore”. In entrambi questi versetti il soggetto, “Dio”, ha l’articolo determinativo, mentre il predicato, “Spirito” e “amore”, non ce l’ha. Pertanto soggetto e predicato non sono intercambiabili.

    8. Molti grecisti e traduttori biblici riconoscono che Giovanni 1:1 mette in risalto, non l’identità, ma una caratteristica del “Verbo” o “Parola”. Il traduttore biblico William Barclay dice: “Siccome [l’apostolo Giovanni] non pone l’articolo determinativo prima di theòs, esso diviene una descrizione . . . Qui Giovanni non identifica la Parola con Dio. In parole molto semplici, non dice che Gesù è Dio”. Sullo stesso tono, lo studioso Jason David BeDuhn dice: “In greco, in una frase come quella di Giovanni 1:1c, i lettori attribuiranno al theòs senza l’articolo il significato di ‘un dio’. . . . La mancanza dell’articolo rende theòs molto diverso da ho theòs, così come ‘un dio’ è diverso da ‘Dio’”. BeDuhn aggiunge: “In Giovanni 1:1, la Parola non è l’unico e solo Dio, ma è un dio, o essere divino”. O per dirla con le parole di Joseph Henry Thayer, un biblista che ha collaborato alla stesura dell’American Standard Version: “Il Logos [o Parola] era divino, non l’Essere divino stesso”.

    9. A maggior conferma il testo copto-saidico della Bibbia è particolarmente interessante per due motivi. Innanzi tutto, come indicato sopra, rispecchia un intendimento delle Scritture anteriore al IV secolo, quando la della Trinità divenne una dottrina ufficiale. In secondo luogo, la grammatica copta è relativamente simile alla nostra grammatica sotto un aspetto importante. Le prime traduzioni delle Scritture Greche Cristiane erano in siriaco, latino e copto. Il siriaco e il latino, come il greco dell’epoca, non hanno l’articolo indeterminativo. Il copto invece ce l’ha. Inoltre vari studiosi concordano sul fatto che nel copto l’uso dell’articolo determinativo e di quello indeterminativo è molto simile all’uso di questi articoli in alcune lingue moderne come l’italiano o l’inglese.

    10. Pertanto, la traduzione copta fornisce un elemento interessante che fa luce su come all’epoca veniva compreso Giovanni 1:1. La traduzione in copto-saidico usa l’articolo indeterminativo con il sostantivo “dio” nell’ultima parte di Giovanni 1:1. Perciò, resa in italiano sarebbe: “E la Parola era un dio”. Evidentemente, quegli antichi traduttori compresero che le parole di Giovanni riportate nel primo versetto del suo Vangelo non significavano che Gesù fosse Dio Onnipotente. La Parola era un dio, non Il Dio Onnipotente.

    Naturalmente, rispettando le sue convinzioni e/o credenze, non ho la presunzione di farle cambiare idea, quanto di aiutarla a capire come stanno in realtà le cose, ricordano per quanto concerne me che Dio disse ad Ezechiele:
    “Figlio dell’uomo, ti ho reso sentinella alla casa d’Israele, e devi udire dalla mia bocca la parola e li devi avvertire da parte mia. Quando io dico a qualcuno malvagio: ‘Positivamente morirai’, e tu in effetti non l’avverti e non parli per avvertire il malvagio [perché si ritragga] dalla sua malvagia via per conservarlo in vita, essendo egli malvagio, morirà nel suo errore, ma io richiederò il suo sangue dalla tua propria mano. Ma in quanto a te, nel caso che tu abbia avvertito qualcuno malvagio ed egli realmente non si ritrae dalla sua malvagità e dalla sua via malvagia, egli stesso morirà per il suo errore; ma in quanto a te, avrai liberato la tua propria anima.” (Ezechiele 3.17-21)

    Ci tengo solo ad aiutarla ad indagare per una miglior comprensione. Potrebbe provare a considerare come altre traduzioni rendono lo stesso verso e chiedersi perchè altri traducono diverso il che fa sorgere la domanda: “perchè anche di fronte a tutte le evidenze storiche e linguistiche grammaticali, quei traduttori si siano orientati a far dire al testo ciò che il testo non dice ?”

    (An American Translation; A New Translation of the Bible, di James Moffatt (The New Testament in an Improved Version) “La Parola era con Dio e aveva la stessa natura”. (The Translator’s New Testament)
    “Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Messia, il Figlio di Dio”. (Giovanni 20:31, Garofalo)

    Encyclopædia Britannica: “Né la parola Trinità, né l’esplicita dottrina in quanto tale, compare nel Nuovo Testamento”. In aggiunta E. Washburn Hopkins, docente presso la Yale University, osservò: “A Gesù e a Paolo la dottrina della trinità era evidentemente sconosciuta; . . . non ne parlano”

    Si prenda ad esempio ciò che dice una nota a Giovanni 1:1 nella traduzione dei quattro Vangeli pubblicata nel 1836 da John Lingard con lo pseudonimo di “Un cattolico”. (A New Version of the Four Gospels) Essa dice: “Uomini di ogni confessione religiosa trovano conferma delle loro peculiari opinioni all’interno del testo sacro. Non è infatti la Scrittura che istruisce loro: sono loro che attribuiscono alla Scrittura il significato che vogliono”.

    Non approfitto oltre della sua pazienza, mi scusi se mi sono dilungato ma l’argomento lo richiedeva.
    Saluti

  222. enrico scrive:

    @ Sal

    Posso fareLe una domanda.
    Ovvero la faccio lo stesso al limite non mi risponde.
    Perchè frequenta il sito dell’UAAR?

  223. Sal scrive:

    @ enrico
    gentile amico lei può fare domande, non ho difficoltà a rispondere alla sua gentile domanda. Per lo stesso motivo che mi vede qui.
    La differenza è che qui ogni tanto trovo qualcuno più preparato ed è uno scambio più interessante e costruttivo.
    Non so se ha avuto modo di leggere la scrittura di Ezechiele 3.17 Quella che parla della sentinella, io credo che sia un dovere di qualunque sentinella avvertire il popolo e suonare la tromba all’avvicinarsi del pericolo in modo da dare a chi ascolta l’avvertimento, il tempo di di fare i preparativi che crede.

    Non sarebbe etico avvisare alcuni e dimenticare altri. Però se sto più tempo qui ho meno tempo di stare lì, e vv. Io non faccio preferenze poi ciascuno agisce come meglio crede.
    L’unica differenza che posso notare sui due mondi è che là i polli sono più ruspanti, qua cercano di essere più nobili ed io non faccio una distinzione di piumaggio. Mi adeguo al clima dominante.

    Magari là mi “moderano” meno anzi mai, anche se scrivo peggio, ma ognuno si da le regole che vuole.
    Da qualunque palco viene suonato il repertorio e sempre lo stesso e c’è sempre qualcuno che non gradisce qui o là e qualcuno che medita qui o là.
    Io non mi faccio carico dei problemi e della sensibilità degli altri perchè mi appaiono come una forma di ipocrita formalismo inutile e deviante, roba da curia, da passi felpati. Oggi il linguaggio è cambiato anche sugli SMS e chi non si adegua rimane indietro. Il problema se esiste è sempre di chi deve scegliere nessuno deve essere spinto o costretto.

    E poi vuol mettere, vale sempre la pena fare una visitina per scoprire notizie che quasi nessun altro avrebbe il coraggio di pubblicare è anche una forma di aggiornamento quasi esclusivo.

    E lei perchè ci và ? Ma se vuole non mi risponda.
    E’ sempre un piacere conversare con chi sa ascoltare.
    Saluti

  224. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Vedo che oggi e’ in vena di divagazioni ornitologiche.

    Ahime’!

    C.B.

  225. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    caro Carlo, che piacevole sorpesa, non credevo di poter avere ancora il piacere di conversare con lei. Grato per il pensiero, e preoccupato che lei si esprima con un “Ahimè” perchè mai così sofferente ? Quale guaio l’affligge ? Se posso esserLe in qualche modo di aiuto approfitti pure, io sono a disposizione. L’importante è, come lei dice, che disquisendo di ornitologia, non sia io a rimetterci le penne. Non si sa mai, con i cattolici nostrani la prudenza è d’obbligo. Qui sono tutti amanti del sacro, tutti battezzati e devoti a qualche santo e pur restando nascosti in bunker sotterranei con doppia e tripla lupara a portata di mano, non esitano a farsi costruire l’altarino privato con relativa messa celebrata all’uopo da qualche paludato compiacente.

    Che mondo che mondo, non c’è più religione. Ma che dobbiamo fare, è forse questa è la volontà divina ?

    Ha sentito la notizia odierna dell’ex ministro dei trasporti Lunardi, poverino anche lui ci sta rimettendo le piume per essere stato troppo buono….proprio come i precedenti “gentiluomini di sua santità”.

    Non si capisce più nulla, il mondo è sottosopra, come dice il mio sacro testo: “Perciò la legge si intorpidisce, e non esce mai il diritto. Poiché il malvagio circonda il giusto, per tale ragione il diritto esce distorto. (Abacuc 1.4) – “Dove più vi si colpirà ancora, in quanto aggiungete altra rivolta? L’intera testa è malata, e l’intero cuore è debole. Dalla pianta del piede fino alla testa non c’è in esso alcun punto sano. Ferite e lividure e piaghe fresche, non sono state spremute né fasciate, né alleviate con olio. Il vostro paese è una desolazione, le vostre città sono bruciate col fuoco; il vostro suolo, gli estranei lo divorano proprio di fronte a voi, e la desolazione è come un rovesciamento mediante estranei. “ (Isaia 1.5-7)

    Vede caro Carlo, non c’è più alcun punto sano dice la profezia perfino il diritto esce storto con questa giustizia lumaca che reca solo danno al paese pur essendo pagata in modo da non doversi lamentare.

    Forse si, ha ragione lei, Ahimè, proprio Ahimè, – dove più si dovrà colpirà ancora per far capire ?

    Saluti e auguri

  226. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Il mio consiglio resta sempre lo stesso: non legga piu’ la bibbia per un po’, si dedichi invece a qualche opera di carita’ prettamente “fisica” (senza contatto con libri o discorsi). Altrimenti rischia di generare sempre piu’ caos, per se’ stesso e per gli altri.

    Non aggravi ulteriormente la sua situazione.

    C.B.

  227. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Caro interlocutore amico, il suo suggerimento è stato registrato. Non mi trova concorde per il semplice fatto che il caos si genera solo nelle menti di chi non ha le idee chiare, in chi vaga nell’incertezza, in chi non sa vedere quei piccoli dettagli che lungo una pista difficile indirizzano l’esploratore che sa notarli. ( Mi ripeto). Aggiungo anche che qualcuno ha definito “il caos” come “un ordine ad un più alto livello” incomprensibile ai più. Quindi non è da temere ma da analizzare.

    In più, devo tenere conto anche del fatto che quando Mosè fu incaricato di andare da Faraone a riferire alcune cosette che Dio voleva che sapesse, Mosè che non era un sempliciotto, cercò di menare il can per l’aia, cercando di trovar scuse per non andare infatti disse: – “ Scusami, Geova, ma io non sono un oratore dalla parola facile, né da ieri né da prima né da che hai parlato al tuo servitore, poiché sono lento di bocca e lento di lingua “ Vede ? Proprio come me, un incapace balbuzziente che trovava scuse”.

     Allora Geova gli disse: “Chi ha costituito la bocca per l’uomo….Or dunque va, e io stesso mostrerò d’essere con la tua bocca e certamente ti insegnerò ciò che devi dire”. Ma egli disse: “Scusami, Geova, ma manda, ti prego, per mano di colui che manderai”. Quindi Geova si accese d’ira contro Mosè e disse: “Non è Aaronne il levita tuo fratello? So bene che realmente egli sa parlare….E devi parlargli e mettergli le parole in bocca; e io stesso mostrerò d’essere con la tua bocca e con la sua bocca, e senz’altro vi insegnerò ciò che dovete fare”

    Quindi la questione è semplice, se anche cercassi di stare zitto, certamente arriverebbe un altro ‘fratello’ al posto mio. Non si può combattere contro il cielo vero ? Lei conosce certamente la storia di Mosè; è interessante la risposta che Mosè diede alle minacce del Faraone: – “Ma contro alcuno dei figli d’Israele nessun cane affilerà la lingua, dall’uomo alla bestia; perché sappiate che Geova può fare una distinzione fra gli egiziani e i figli d’Israele’. “ (Esodo 11.7)

    Io so bene che queste parole sono una grande Verità perché io stesso non riesco a capire, come un povero illetterato e comune senza laurea e cultura, possa continuare a scrivere questa verità e cose che una volta erano pertinenza solo di “menti nobili e saccenti”, se non perché Qualcun altro mi organizza le idee e i pensieri e guida gli eventi. Non è un mio potere o una mia capacità, questo è certo, anche se lei lo potrà considerare “fanatismo o esaltazione” io non potrei da solo avere tutta questa conoscenza e capacità di analisi.

    Se lei è uomo di ‘fede’ come sostiene dovrebbe saperlo che molte sono le vie del Signore né dovrebbe meravigliarsi. Potrei continuare al lungo menzionando per es. Giona che non voleva andare a Ninive e andò nella pancia del grande pesce. ( Ma solo per un po’) Poi dovette andare in ogni caso.

    Io credo che dovremmo meditare un po’ di più e meglio a questo pensiero di Giacomo: – “ Poiché siete un vapore che appare per un po’ e quindi scompare.” (Giacomo 4.14)

    Caro Carlo, io ci ho pensato su parecchio ed essendo anche vicino al traguardo, non ho molte altre velleità né forze residue nè desideri. Non mi resta che proseguire verso il traguardo che non è troppo lontano, ma con dignità.
    Come potrei fare marcia indietro dopo una vita di impegno ? Lei lo farebbe ?

    Cordialmente.

  228. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Peggio, molto peggio.

    La cosa che mi preoccupa non sono tanto le affermazioni viste qua e la’ nei suoi post, in quanto eretiche, scismatiche, temerarie, inducenti alla sovversione del regime gerarchico ed ai giudizi dogmatici della Chiesa, lesive della dignita’ episcopale, ingiuriose verso la potesta’ disciplinare dei sommi pontefici in materia sacramentale e verso la pieta’ dei fedeli, soprattutto dei bambini (non ho dimenticato – tra le altre cose – che lei parlo’ contro la concessione dell’eucaristia ai ragazzi). L’errore si puo’ sempre riconoscere e lasciare alle spalle.

    La cosa peggiore e’ invece vedere che non appartiene all’altra parte per convinzione: per quanto mi riguarda sono molto piu’ sereno a dialogare con gente come Anniballo, che fa i punti che deve fare contro la Chiesa e poi passa ad altro.

    Lei sta invece girando su se stesso, in solitaria ricerca di qualche cosa che non puo’ essere la santita’, e usando le scritture come scudo contro i consigli che persone (diverse da me) le danno di volta in volta (escludo me stesso dal novero, perche’ vedo che il mio fu del tutto controproducente).

    C.B.

  229. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani

    che posso dirle ? Che mi dispiace di farla preoccupare. Ma Stai sereno, non si preoccupi per me, a me ci penso me diceva un contadino che conosco piuttosto provi a pensare come si porrà lei ora che bruceranno il corano mettendo in ancor più grave conflitto le grandi religioni monoteistiche. Quale grande ira si scatenerà verso i “cristiani crociati” che a causa delle loro divisioni in gruppi e gruppetti mostrano di essere solo “crociati “ dimentichi dei “cristiani”.

    Perchè si preoccupa di me visto che la chiesa come dice enrico in enrico Scrive: settembre 9th, 2010 at 8:58 am : “di attacchi ne ha avuti tanti. Pensi alla testimonianza di Plinio il giovane, pensi ad un Enrico IV, ad un Filippo il Bello, a Carlo V d’Asburgo, agli scismi alle eresie, cominciate subito nel II secolo dC con quella gnostica. Persecuzioni interne ed esterne. L’accusa di pedofilia era già stata utilizzata dai nazisti precedentemente alla seconda guerra mondiale. “
    Stando così le cose, non sembra reale questa “forza che agisce sulle coscienze sia nemmeno tanto pacifica” guardi quanti guasti e controversie ha prodotto nel mondo.

    Forse ha ragione lei dicendo che io giro su me stesso in solitaria ricerca di qualcosa che non è la santità. Infatti la Bibbia sostiene che Dio è nascosto (Salmi 89.46) e bisogna cercarlo “andando come a tastoni e realmente trovarlo, benché, in effetti, non sia lontano da ciascuno di noi.” (Atti 17.27) e non ho mai detto di essere santo.

    Non ho ben capito la questione dei “ consigli” e le chiedo: perchè mai dovrei seguire consigli suoi o di altri che a mio modo di vedere non hanno nessun senso e non quelli che leggo e che hanno un senso ? Vede io ho ben presente ciò che Paolo ricorda a Timoteo circa coloro che “solleticano le orecchie” (2 Timoteo 4.3) e quindi le chiedo: “secondo lei cosa è più giusto fare, la cosa giusta perchè suggeritami da lei ma non essendone convinto o la cosa sbagliata ma turata dalla mia coscienza ?

    A Proposito, di coscienza, lei sa dove si trova ? Nel cuore o nella mente ?
    ( Mi ricordavo di quelli che squartavano i cadaveri alla ricerca dell’anima e delusi non riuscivano a trovarla) Chissà dove starà la coscienza ?

  230. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Lei si chiede: “Non ho ben capito la questione dei “ consigli” e le chiedo: perchè mai dovrei seguire consigli suoi o di altri che a mio modo di vedere non hanno nessun senso e non quelli che leggo e che hanno un senso ?”.

    Perche’ i peccati contro lo spirito – tra i quali, l’impugnare ostinatamente le verita’ rivelate e l’impenitenza finale – non possono essere perdonati nemmeno nell’altra vita.

    C.B.

  231. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    E’ vero caro Carlo, è proprio vero, ma da quello che scrive capisco che non ha le idee chiare almeno questo è ciò che mi sembra. Le spiego. Quando lei scrive del peccato contro lo Spirito intende:
    “impugnare ostinatamente le verità rivelate”.
    Se ho ben capito le verità rivelate sono quelle scritte nella Sacra Scrittura, quindi deve essere lei a spiegare perché compie gesti, azioni, riti e predica dottrine che non hanno nessuna rispondenza con le verità rivelate. Come la trinità, l’eucarestia, il battesimo dei bimbi, il natale, l’investitura pietrina, l’assunzione, la dottrina sociale ecc.

    Perché mai dovrei conformarmi a queste sue fantasie solo perchè lei minaccia un non perdono neanche nell’altra vita ? Solo per la paura dell’inferno ? Ma non dice la Verità rivelata che ciascuno deve essere pienamente convinto nella sua propria mente ? (Romani 14.5) Se non lo fossi e agissi secondo i suoi consigli sarei un ipocrita come coloro che compiono riti e fanno azioni di cui non hanno alcuna conoscenza come sosteneva enrico, quanti non conoscono neanche il fondamento della loro fede.
    Mi permetta di dire che preferisco scontentare lei ed eventualmente accontentare il mio Dio.

    Vede, moderne teorie sostengono che se l’alunno è ignorante significa che il maestro è ignorante mentre come ho detto, sono io stesso sorpreso di quanto bene il mio Maestro mi ha insegnato ed eventuali errori sono attribuibili solo a me.

    Per farle un esempio semplice di verità rivelate ed istruzione :
    Se lo stato italiano invece di devolvere l’8 per mille alla religione lo usasse per migliorare la vita dei suoi cittadini, i cittadini avrebbero qualche problema in meno da risolvere. Mentre la religione, accettando i soldi a scapito dei cittadini, dimostra di avere un dio che non è in grado di sostenere i propri figli.
    Le sembra possibile ? Mentre Gesù, per esempio ha dimostrato di non aver bisogno dei denari dei discepoli, ma al contrario quando pagò le tasse come tutti lo fece non solo per sé ma anche per Pietro infatti gli disse: Che ne pensi, Simone? Da chi i re della terra ricevono imposte o tributi? Dai loro figli o dagli estranei?” Avendo egli detto: “Dagli estranei”, Gesù gli disse: “Realmente, dunque, i figli sono esenti dalle tasse. Ma per non farli inciampare, va al mare, getta un amo, e prendi il primo pesce che viene su e, aprendogli la bocca, troverai una moneta da uno statere. Prendila e dalla loro per me e per te”.(Matteo 17.25-27)

    Vede Il Dio può rimediare i denari anche dai pesci, non li deve estorcere furbescamente ai figli che dovrebbero essere esentati. Le pare ? Questa non è verità ?

    Non dimentichi il Proverbio 29.25 : “ Il tremare davanti agli uomini è ciò che tende un laccio, ma chi confida in Geova sarà protetto.” e non dimentichi Isaia 54.17 “ Qualsiasi arma formata contro di te non avrà successo, e qualsiasi lingua si levi contro di te in giudizio tu la condannerai. Questo è il possedimento ereditario dei servitori di Geova, e la loro giustizia viene da me”, è l’espressione di Geova.

    Saluti e grazie dei consigli. A buon rendere.

  232. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Appunto, “il mio (cioe’ suo) Dio”. Se lo tenga ben stretto, perche’ e’ soltanto suo.

    C.B.

    P.s.: “Se lo stato italiano invece di devolvere l’8 per mille alla religione lo usasse per migliorare la vita dei suoi cittadini …” Guardi che lo stato italiano si becca comunque il restante 992 per mille dell’IRPEF, piu’ tutte le altre imposte, e tutte le settimane ci troviamo sulla stampa storie di sprechi scandalosi. Chissa’ come fa lei ad essere cosi’ confidente nella nostra “Repubblica delle Banane” …

  233. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Eh si, ha ragione lei, questa volta ha proprio ragione lei. Lo stato italiano si becca il restante 992 per mille dell’Irpef e allora ? Che fa caro Carlo è invidioso ? Lo vorrebbe lei per caso o vorrebbe veder aumentata la sua quota ? Vede caro amico lei confonde e non ha introitato il mio punto.

    Il punto è che se il suo Dio (diverso dal mio naturalmente) non è in grado di provvedere per i suoi figli è un dio povero che non agisce da bravo genitore. Lo sapeva vero che non sono i figli che devono mantenere i genitori quando sono piccoli, ma viceversa, sono i genitori che si fanno carico delle necessità dei figli.

    Voi cattolici (parlo della gerarchia naturalmente), non siete neanche parte di questa repubblica ma Stato indipendente, però pretendete sempre che questa repubblichina delle banane tolga le banane ai suoi figli per darli ad estranei, volete si faccia carico delle vostre necessità economichea scapito dei figli legittimi. Salvo poi lamentarsi con Anniballo in Carlo Bollani Scrive: settembre 10th, 2010 at 12:59 pm: “ siete a pretendere che la Chiesa…abbiano il dovere di collaborare in qualche modo con la giustizia civile nella repressione dei reati? “
    Non è anche una questione di lealtà verso Dio ?

    E perchè non dovrebbe, visto che è questo Stato bananifero che finanzia un altro Stato religione chiamato Vaticano già ricco di suo. Quando vi fa comodo i soldi li prendete salvo poi lamentrsi che lo Stato Italiano spreca i suoi.

    Le è consentito fare i conti in tasca agli altri invece che ringraziare per aver ottenuto ciò che neanche vi spettava ? Quando però non vi fa comodo siete uno stato con passaporti esteri che non vuole neanche collaborare a fare giustizia che tra l’altro è un vostro preciso obbligo derivante dalla scrittura.

    Si decida allora caro Carlo, o sempre indipendenti o sempre leali ma girarsi la frittata a secondo della comodità caro amico è la prova provata che caratterizza secoli di ipocrisia mai sopita.

    Le ho citato la scrittura di Matteo 17.25 – 27 ma noto che non ha meditato su quelle parole allora le faccio un altro esempio, sempre che lei si ritenga cristiano: Il figliol prodigo. Conosce la parabola ? il Padre che vide da lontano il figlio tornare, non aspettò che arrivasse per chiedergli i soldi o la quota da pagare per il banchetto che aveva preparato in onore del figlio. Fu lui a mettere a disposizione le sue ricchezze anche superando le critiche del figlio maggiore che reclamava un maggior onore essendo sempre stato fedele mentre l’altro andandosene aveva dissipato la sua eredità.

    Sono sempre i genitori che si fanno carico di aiutare i figli ma sembra che lei non sia d’accordo mentre è d’accordo che il titolo dato ai preti sia “padre” proprio perchè la scrittura dice di non chiamare nessuno padre sulla terra (Matteo 23.9).

    Come vede reclamare qualcosa specialmente se non dovuta, è sempre sintomo di avidità e invidia.
    Eh Bravo il sig.Carlo Bollani, che ci rivela la sua personalità. Cristiana.

    Forse è venuto il tempo di cominciare a non finanziare più quanti benchè salariati da questo Stato non agiscono con fedeltà verso la Giustizia Divina e verso questo Stato contribuendolo a rendere più repubblica delle banane di quello che è.
    Saluti

    “Continua a ricordare loro di essere sottoposti e di essere ubbidienti ai governi e alle autorità come governanti, di essere pronti per ogni opera buona, 2 di non parlare ingiuriosamente di nessuno” (Tito 3.1-2)

  234. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Forse lei confonde due piani: quello religioso e quello civile. Parlavo del 998%% del fior fior di tasse che anche IO pago, non perche’ cristiano, ma come cittadino.

    Abbia pazienza se mi rompe il c. il fatto che una buona fetta di quello che pago se ne deva andare in interessi sul debito contratto da una generazione tanto disgraziata da concedersi privilegi pensionistici inimmaginabili secondo qualsiasi sano calcolo attuariale, nel faraonico assistenzialismo sponsorizzato dall’assemblea regionale siciliana, etc.. Se potessi rinascere, vorrei essere austriaco, svizzero o tedesco.

    Nessuno e’ obbligato a dare l’8%% alla Chiesa: puo’ tranquillamente decidere di restituirlo allo stato.

    In genere, comunque, mi pare che la Chiesa faccia buon uso di quel poco che riceve. Non so quanto il il caso italiano sia assimilabile a quello spagnolo. Comunque sia, da quando per legge la conferenza episcopale spagnola e’ tenuta a redigere per legge una relazione annuale sull’uso e sulla valorizzazione dei servizi pubblici prestati con i contributi che riceve, e’ emerso che, anche adottando criteri conservativi, “restituisce” un valore triplo.

    Cioe’: “prezzando” a valori di mercato i servizi che la Chiesa fornisce, si ottiene tre volte le risorse immesse, proprio perche’ attorno alle attivita’ avviate dalla Chiesa con pochi mezzi si “coaugola” una dose di volontariato che ne triplica il valore.

    Il che non mi sembra una performance disprezzabile. Probabilmente, il governo spagnolo la penso’ come un “dispetto” ai vescovi. Il risultato fu controproducente, nel senso che ne salto’ fuori – quantificata in termini economici – la capacita’ della Chiesa di creare valore per la societa’ (sempre in termini economicamente valutabili: lascio da parte il piano spirituale, non valorizzabile in $).

    C.B.

  235. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Il mio consiglio resta sempre lo stesso: non legga piu’ la bibbia per un po’, si dedichi invece a qualche opera di carita’ prettamente “fisica” (senza contatto con libri o discorsi). Altrimenti rischia di generare sempre piu’ caos, per se’ stesso e per gli altri.

    Non aggravi ulteriormente la sua situazione.

    C.B.

    p.s.: repetita iuvant

  236. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    che dirle, è difficile ragionare con lei, confesso che faccio qualche fatica a spiegarmi. Evidentemente è la mia zucca che diventa sempre più dura e divengo sempre meno bravo a spiegarmi. Perdoni l’inefficienza e la menziono proprio perchè non è di efficienza che discutevo. Non c’è alcun dubbio che lo stato bianco e giallo sia più abile, più capace più efficiente, meglio organizzato più sofisticato. Ma non deve dimenticare che è composto di super laureati anche e non solo in filosofia e sottigliezza ed è una monarchia. Lo stato delle banane è formato da tanti galli nello stesso pollaio che conoscono solo i vegetali e fanno a gara a come farsi le scarpe gli uni con gli altri rimanendo sempre e comunque coltivatori di ortaggi. Ma non era di questo che parlavamo.

    Se pagare quella buona fetta che paga le rompe il c. posso solo dirle di non farselo rompere, non paghi più. Faccia come molti sono usi in questo ortofrutticolo stato. Non paghi, eviti, chi glielo fa fare. Se poi vuole cambiare nazionalità o residenza, non c’è mica bisogno di aspettare la prossima vita, può farlo anche ora. Io me se sono andato in Usa apposta per non pagare le tasse. Lo faccia anche lei. Lo dice anche lei: “ Nessuno e’ obbligato a dare l’8 x mille alla Chiesa: può tranquillamente decidere di restituirlo allo stato. “

    Però lei sa meglio di me che se si trattasse di soldi veri anziché virtuali per i cittadini, sarebbero molti di meno quelli liberamente donati. Se i cittadini cattolici dovessero fisicamente depositare con le loro manine nel raccoglitore delle offerte, i soldini tratti dalle loro tasche, stia certo che sarebbe molto meno di quel miliardo o più che a tutt’oggi lo stato ortofrutticolo versa. Un conto è donare una firma, un conto è donare i soldi veri.

    La mia non era una critica allo stato Vaticano per la sua abilità nello sfilare i soldi allo stato italiano, e nemmeno una critica alla sua capacità di utilizzo dei fondi. E’ una critica a un dio minore che non sa provvedere da sé ai suoi figli e ricorre a metodi poco regali e nobili per espropriare i già poveri cittadini per i motivi da lei addotti, approfittando dell’incapacità di quelli che governano questo stato dove i galli cantano sempre e non si fa mai giorno. Ed è anche una critica per non aver saputo e per non saper educare quegli stessi che chiama figli ma che spreme con la complicità dello stato delle banane. Sapersi approfitare degli sciocchi non è abilità, nemmeno moralità e nemmeno decente. La morale è altra cosa.

    Saluti

  237. Carlo Bollani scrive:

    Per Sal:

    Guardi che non stavo parlando di stato “bianco e giallo”. Il vaticano e’ una cosa a se’ stante, anche dal punto di vista economico, e diversa dall’episcopato italiano. Il vaticano, la CEI (conferenza episcopale italiana) o la CEE (conferenza episcopale spagnola) hanno ciascuna le proprie entrate ed uscite.

    La Fede non si puo’ valutare economicamente, ma una religione e’ anche fatta di persone e cose da gestire in modo umano e da umani: aspetti economici inclusi, non ci si scappa.

    L’organizzazione economica varia da paese a paese, a seconda della storia. In Italia, la chiesa e’ dotata di una certa ricchezza immobiliare, e, con l’8%%, non si puo’ dire che, in generale, sia in condizioni disagiate (ma neppure che goda di ricchezze scandalose: il salario mensile di un vescovo spagnolo e’ meno di 1000 EUR, e credo che uno italiano non riceva molto di piu’).

    Nei paesi orientali invece, sono molto maggiori (in proporzione al costo della vita), le offerte e le donazioni dei fedeli, proprio perche’ i sacerdoti possono contare qualsi solo su quello per il proprio sostentamento.

    C.B.

  238. Sal scrive:

    @ Carlo Bollani
    Vede che ha sempre ragione lei, ed io rimango la solita zucca incapace di distinguere tra tutti questi simbolismi, che, le dirò, assomigliano molto alle scatole cinesi dove alcuni sono indipendenti altri no, altri ancora a metà. E’ una complicazione che crea confusione e per riuscire a distinguere chi è chi, mi rifaccio a tutti quelli che per simbolo hanno le chiavi sovrastate dalla tiara.

    E’ vero che si tratta di una grande famiglia e allora non si capisce il perchè delle distinzioni e differenziazioni. Solo per non pagare le tasse o per pagarne ciascuno di meno ? Ma infatti come dice lei, non si scappa le organizzazioni economiche possono essere le più variegate e diversificate da paese a paese ma un dio che si nutre dei soldi dei suoi figli è un dio povero, scalcinato. Incapace e non onnipotente perché Lui stesso ha detto che sono i genitori che devono farsi carico dei figli non il contrario.
    Lei è certamente in buona fede, ma rimane il fatto che l’8x mille sono i cittadini che lo danno a dio non viceversa ma solo perchè costa loro “NULLA” solo una firma.

    Perchè mai devono essere i cittadini a sostenere i sacerdoti e non viceversa ? O almeno sostenersi da soli ?
    Lei sa bene che con la morte di Gesù è stata tolta la legge e le offerte in essa previste, e che nella nuova alleanza Dio si accontenta del “frutto di labbra che fanno pubblica dichiarazione al suo Nome” : – “offriamo sempre a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che fanno pubblica dichiarazione del suo nome” (Ebrei 13.15).

    O preferiamo annullare la Scrittura e fare come ci pare ? E’ legittimo anche così se a lei piace, ma non è conforme. Condivide ?

  239. antonella lignani scrive:

    Mi hanno regalato il libro e lo sto leggendo.

  240. Sal scrive:

    @ antonella lignani

    Ecclesiaste 12.12. CEI : – “figlio mio, bada bene: i libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo. “ …..e arricchisce chi li scrive. [ndr]

  241. antonella lignani scrive:

    Sto leggendo il libro “Attacco a Raztinger”. L’attacco più immotivato? Quello durante il viaggio in Africa. Il più assurdo? Quello del caso Williamson. Il più angosciante? Sicuramente quello sulla pedofilia. In quei giorni l’attacco fu così assordante da rendere quasi impossibile dare chiarimenti, perché la gente, suggestionata, non voleva nemmeno stare a sentire. Sintomatico il fatto della “lettera in latino”, di cui si parla a pp. 189 – 190; nella quale comunque non si fa parola sulla tutela delle vittime, e questo, secondo me, prova una volta di più che si tratta di una lettera di routine di rifiuto della dispensa per potersi sposare. Mi sembra importante rileggere il contributo che cito di don Filippo di Giacomo:
    http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2010&mese=04&file=14POL17a
    Comunque, hanno fatto bene Tornielli e Rodari a fare quasi un bilancio delle varie questioni, ora che gli animi si sono un po’ calmati. In certi momenti di concitazione non è quasi possibile “fare il punto” sulla verità.

  242. antonella lignani scrive:

    Angoscianti anche le vicende di mons. Maciel. Conosco persone che danno una vera testimonianza cristiana, assai vicine a Regnum Christi, che sono disorientate dalle rilevazioni che ci sono state. In ogni caso, ripeto, il clamore su questi fatti e su quelli analoghi è così forte che non si riesce nemmeno a spiegare le ragioni a favore, che naturalmente non riguardano la gravità dei fatti, ma le circostanze, il vero significato dei singoli documenti, i tempi ecc. Non altrettanto assordante lo sdegno per le uccisioni dei cristiani! E poi, come andrà il viaggio del Papa? Non è un invito retorico: preghiamo.

  243. Gino Dalpiaz scrive:

    BENE SCRIPSISTI, Andrea. Ho letto con piacere il tuo ultimo libro, “Attacco a Ratzinger.” Hai fatto bene a difendere questo grande Papa. Leggo sempre – e con grande profitto – le sue magnifiche conversazioni del mercoledi’ in Piazza S. Pietro, i suoi profondi discorsi in varie occasioni e a vari gruppi. Questo Papa e’ sempre cosi’ lucido. Sa toccare non solo la mente ma specialmente il cuore. Sono convinto che e’ lui stesso che scrive questi pensieri. Non sono scritti da altri. Conosco bene il suo stile. Questo Papa e’ un dono di Dio non solo alla Chiesa ma a tutto il mondo. Povero Papa Benedetto! Voleva anadare in pensione e ritirarsi a pregare, studiare, e scrivere in santa pace. Invece – quando accetto’ di essere Papa – ha dovuto dire: “Accepto in crucem.”

    Gino Dalpiaz
    Chicago, Illinois – USA

  244. antonella lignani scrive:

    Attacco a Ratzinger? Per forza. Giovanni Paolo II era l’alleato ideale dell’Occidente contro l’URSS. Benedetto XVI è un alleato scomodo contro il fondamentalismo islamico. In più rimprovera all’Occidente i suoi limiti. Mi viene da pensare a Laocoonte o a Cassandra …