Il dragone, come si presenta oggi

[photopress:papa_com2_1.jpg,full,alignleft]Nell’omelia che ha pronunciato a braccio ieri mattina, celebrando la festa dell’Assunta nella chiesa parrocchiale di Castelgandolfo, Benedetto XVI ha commentato il passo dell’Apocalisse dove si legge della Donna e del drago, dicendo:
Anche oggi esiste il dragone in modi nuovi, diversi. Esiste nella forma delle ideologie materialiste che ci dicono: è assurdo pensare a Dio; è assurdo osservare i comandamenti di Dio; è cosa di un tempo passato. Vale soltanto vivere la vita per sé. Prendere in questo breve momento della vita tutto quanto ci è possibile prendere. Vale solo il consumo, l’egoismo, il divertimento. Questa è la vita. Così dobbiamo vivere. E di nuovo sembra assurdo, impossibile, opporsi a questa mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica, propagandistica. Sembra impossibile oggi ancora pensare a un Dio che ha creato l’uomo e che si è fatto bambino e che sarebbe il vero dominatore del mondo. Anche adesso questo dragone appare invincibile, ma anche adesso resta vero che Dio è più forte del dragone, che vince l’amore e non l’egoismo.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

26 risposte a Il dragone, come si presenta oggi

  1. Alberto - udine scrive:

    Si è così.
    Le nuove cattedrali sono i centri commerciali dove si celebra il rito dell’annientamento dell’uomo.
    Durante i giorni festivi decine di migliaia di creature – quasi carte di credito che camminano – si annullano e di disumanizzano trasformandosi da esseri umani a semplici consumatori che valgono solo tanto quanto possono spendere;
    nessun altro valore verrà loro attribuito poichè questo è il valore che loro stessi desiderano per sè stessi.
    Merci tra le merci, prodotti tra i prodotti, mancano ancora di una cosa. Un codice a barre.
    Pare che – tuttavia – che anche per questo ci sia qualcuno che sta provvedendo.

  2. fra enzo scrive:

    queste parole del Santo Padre ci richiamano ad una dimensione più umana e vera della vita. L’essenzialità, valore spesso bistrattato, viene così rivalutato e in questo tempo di crisi così complicato e complesso dove i potenti del mondo pensano di mantenere la pace con le armi queste parole del Papa ci aiutano a ripensare un mondo altro dove solidarietà, pace e comunione non sono più parole emarginate ma indicano valori importanti e densi di speranza. Grazie Papa Benedetto…

  3. Giovanni scrive:

    Più passano i giorni più mi rendo conto della grandezza di questo Papa: anche stavolta ha colpito nel segno! Ogni giorno con i miei colleghi di lavoro vedo come il consumismo è diventato l’atteggiamento dominante anche nelle relazioni interpersonali: l’amico esiste in funzione del “mio divertimento”, la ragazza deve “soddisfare il mio bisogno di sentirmi appagato”. d’altra parte se la vita non ha senso e non c’è nulla dopo la morte l’unico obiettivo è godere il più possibile, e lo stato deve garantirmi il diritto di esaudire i miei desideri più capricciosi… poi ci meravigliamo se il mondo va a rotoli…

  4. Silvano T. scrive:

    A farti riscoprire l’essenzialità ci sta pensando il Massone di Scandiano con i suoi furti nelle tasche degli italiani, aiutato dalle sviolinatine di fra ulivo …

  5. Luca scrive:

    Parole appropriatissime, come al solito, quelle del Papa. Peccato che nel testo dell’omelia abbia parlato di “dittatura di Stalin” anziché di comunismo: speriamo non sia vittima (persino lui) della solita sindrome italiana per cui è vietato parlar male del comunismo, sindrome ampiamente presente anche in Vaticano, come si vide nella penosa occasione del testo manipolato inserito nella bara di Giovanni Paolo II. Oppure forse deve mantenere buoni rapporti coi sindaci dei paesetti dei Castelli Romani, dove la sinistra è forte…

  6. Gianluca Barile scrive:

    Un amico di Piove di Sacco, in provincia di Padova, mi ha raccontato davvero un bell’episodio. Mercoledì, dopo la Messa del Papa trasmessa da Castel Gandolfo, ha incontrato un vecchietto del suo paese (80 e passa anni) che gli ha detto: “Ho visto la Messa alla Tv con la parabolica -, quand’ero giovane io queste diavolerie tecnologiche neanche si immaginavano. Ma quello che mi ha stupito di più, è che con la sua omelia a braccio, in pochi minuti il Papa mi ha fatto capire più di quanto mi abbiano fatto capire in vita mia catechisti e sacerdoti”.
    Cari saluti a tutti

  7. fra enzo scrive:

    lo stato sociale esige ciascuno a contribuire perchè tutti, ma proprio tutti, possano vivere una vita dignitosa. la dimensione dell’essenzialità ci invita a riscoprire come lo Stato è chiamato a conseguire il bene comune e come le cose vada ricercato anche nella destinazione universale dei beni. E’ evidente che abbiamo anche il dovere di esigere che chi è chiamato al governo lo faccia con diligenza e responsbailità. Questo perchè chi più ha più deve contribuire al bene comune. Il bene comune è una grande conquista che non possiamo permetterci il lusso di sciupare anche se, ne sono fermamente convinto, dobbiamo evitare gli sprechi e il malgooverno da qualsiasi parte provenga. L’egoismo non ha partito ma si annida nel cuore dell’uomo. Grazie

  8. Francesco G scrive:

    Gentile Fra Enzo, Gesù se la cavava meglio: “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Purtroppo quando sento parlare di “bene comune” mi preoccupo un po’: viene da pensare a una combriccola di lestofanti che mette sul tavolo il frutto di furti e rapine, per poi dividere il malloppo tra compari… Il Bene è inevitabilmente di tutti, non siamo noi a dispensarlo: c’è Chi ci sommerge del Suo Amore n ogni attimo della nostra fugace esistenza. Non so di quale altro bene parlare. Se ho due pani, uno lo darò a qualcuno che ha fame, ma non capisco perché farlo finire nelle tasche di chi è molto più ricco di me. La cosa che intristisce molti cattivi cristiani come me è che una certa Chiesa mette la società davanti a tutto, eppure i comandamenti di Cristo sono solo due, essenziali e chiari. Per questo mi piace moltissimo Benedetto XVI, anche per parlare di fatti molto materiali ricorre a metafore spirituali, al drago e alla donna, non bisogna essere dei cattedratici per sentire la forza delle sue parole e la profondità. Sa perché mi fa paura “comune” vicino a bene? In passato inventarono una parola: “comunismo”, basata su materialismo e denigrazione del sovrannaturale (“la religione è l’oppio dei popoli” diceva Marx che invece ci ha reso tutti sani e puri e in risultati si vedono proprio in quei paesi dove il “bene comune” è finito tutto da una sola parte). Gesù si trova tra i poveri e i derelitti, non porta loro i soldi… Possibile che anche nella Chiesa il bene debba essere solo economico? Mi piace questo Papa: mi fa sentire più vicino a un mondo che non ha bisogno solo di pane per vivere. Grazie Benedetto XVI!

  9. Syriacus scrive:

    [Approposito di "diavolerie tecnologiche che un tempo neanche si immaginavano", guardate che notizia extraordinaria :-) dagli USA:
    http://wdtprs.com/blog/2007/08/ewtn-live-tridentine-mass-on-14-september/ ]

  10. Raffaele Savigni scrive:

    Condivido le osservazioni di fra Enzo. A Francesco faccio notare che il concetto di “bene comune” non è un’invenzione del comunismo, ma è centrale nel pensiero di san Tommaso d’Aquino e dei teologi e predicatori domenicani e francescani a partire dal Medioevo, nonché nelle encicliche sociali dei papi e nel documento preparatorio della prossima Settimana sociale dei cattolici italiani. Come ha spiegato tra gli altri Maritain, il “bene comune” non è il bene dello Stato in antitesi al bene della singola persona, e non è la semplice somma degli interessi individuali, ma è il bene “di tutti e di ciascuno”.In questo senso, più che il fantasma del comunismo, mi preoccupa il consumismo (giustamente condannato dal papa) ed anche il folle messaggio di chi, come Bossi, invita a non pagare le tasse, necessarie per il bene comune (anche se occorre aggiungere che il ricavato deve essere utilizzato correttamente e non sprecato per gli interessi della “casta” politica). Raffaele

  11. Gilbert scrive:

    EWTN, fondata dalla mitica Mother Angelica, che oggi ha 84 anni, si può vedere via satellite (gratuitamente) in 127 paesi, tra cui l’Italia, e raggiunge 118 milioni di case nel mondo. Sarà davvero una bella pubblicità per la messa del Motu Proprio.

  12. Silvano T. scrive:

    Dare le tasse al ladro di Scandiano è amorale e acattolico.

  13. Silvano T. scrive:

    IL SANTO PADRE PARLA DI DRAGONE ROSSO, QUINDI PER ESSERE ROSSO E’ MOOOLTO ROSSO, NON E’ PROPRIO UN DRAGONE … MA LA RIMA LA FA BENE … CON “ONE” E INIZIA CON LA “C” ….

  14. Syriacus scrive:

    [Approposito di EWTN, interessante questo commento (anonimo) a un post del celeberrimo blog Rorate Caeli:

    " Anonymous said...

    I worked for a number of years at EWTN, and I must say I am quite surprised by this turn of events. I have heard Mother denigrate the old mass. And many of the employees at the time were Charismatics and supporters of Medjugorgia (groups that have never been particularly sympathetic to tradition). Yes, in the last 15 years Mother has become progressively more conservative. But to large extent I think this is an example of executives at the network sensing a change in the air with the Motu Proprio and all. They just want to be "with it" and "current". This is not to suggest any principled decision on their part. The executives at EWTN are mere reeds in the wind. Currently the wind is tending toward tradition.
    18 August, 2007 13:17 "

    http://rorate-caeli.blogspot.com/2007/08/traditional-latin-mass-live-on-ewtn.html#5438309862021770096 ]

  15. Grisostomo scrive:

    Il “bene comune” non è lo Stato, come pensa qualcuno qui. Nessuno Stato e nessun cattolicone adulto, meno che mai lo spiritista di Scandiano, può santificare il ruolo dell’esattore delle tasse.
    Pagare le tasse non è, in assoluto, prova di moralità.
    C’è anche chi non le paga perchè non ha più soldi, oppure per vera legittima difesa di se stesso e della sua famiglia.
    Il bugiardo che ci governa aveva detto che avrebbe ridotto, e non aumentato le tasse. Adesso siamo qui a piangere, sia chi l’ha votato sia chi non l’ha votato.
    E anche sulla “follia” di Bossi avrei qualche riserva.
    Non mi pare proprio che il detto di Gesù su Dio e Cesare ponga Dio e Cesare sullo stesso piano. Lo Stato non ha nessuna funzione metastorica o sacra, e più si ritrae dalla vita della gente meglio è.
    Ci ha già provato Stalin e, dopo aver fatto centinaia di milioni di morti ammazzati, ha ridotto in miseria la Russia.

  16. Raffaele Savigni scrive:

    A me pare che il papa abbia visto raffigurato nel dragone il consumismo, l’individualismo egoistico, non le tasse (che, come ha osservato il cardinal Bertone, devono servire ad aiutare i più poveri). Come mai abbiamo dimenticato le parole del papa per concentrarci sulla polemica contro il fisco e contro Prodi (che ha tanti difetti ma non è certo massone e non è comunque peggio di chi pochi anni fa invitava ad adorare il dio Po ed attaccava i “vescovoni”, ed ora esorta a violare il “Date a Cesare…”)? Alcuni dei commenti riportati su questo blog sono francamente offensivi ed irresponsabili (non si può dare del “ladro” a uno solo perchè è un oppositore politico che fa leggi non gradite; lo si può criticare anche duramente ma non offendere). Non ho condiviso le parole di Prodi sui “cattolici adulti”; ma non vorrei che dimenticassimo che san Paolo ci invitava a diventare adulti nella fede “sino alla piena maturità di Cristo”, e che sul Cristianesimo “adulto” è in corso da cinquant’anni una riflessione teologica di tutto rispetto (a partire almeno da Bonhoeffer), criticabile per certi aspetti ma che non si può liquidare con una battuta.Raffaele Savigni

  17. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie a Raffaele per questo richiamo a una maggiore responsabilità nei commenti: vi invito a non usare toni offensivi. La passione politica non deve sfociare in maleducazione…

    a.t.

  18. Francesco G scrive:

    Ringrazio il Sig. Raffaele Savigni per i chiarimenti storici. La mia, quella sul “bene comune”, voleva essere solo una battuta, proprio perché la percezione di molti, tra cui me, è che l’eccessivo prelievo fiscale più che costituire un fondo per il bene comune, sembra più un malloppo da dividere tra compari. Non è certo stato il comunismo a inventare il “bene comune” e la mia seconda affermazione era soltanto una nota etimologica: comune e comunismo hanno identica radice ma purtroppo le fronde che poi formano la chioma delle due parole, lo si vede nel mondo, non ultimmi i fatti di questi giorni in Cina, comunista, sono assai diverse. Consumismo ha semmai un’assonanza con comunismo, ma ben altra etimologia. E non dimentichiamo comunque che il tanto deprecato consumismo (qualcuno ricorda il “panta rei” eracliteo, tutto scorre nella vita, l’immobilità è la morte)in questo momento mi consente di scrivere una lettera “elettronica” senza necessariamente aver investito un capitale per un computer e che molti di noi sono vivi grazie alle cure, al benessere, alle medicine della sporca società consumistica. In questa posso cedere alle diaboliche tentazioni ma posso resistere loro, aiutato dai fari (come le parole del Papa) che mi illuminano nelle tenebre e che nel mondo consumista possono esistere. Altrove, e non si tratta solo di comunismo, esistono uomini che si proclamano virtuosi e tutori della nostra purezza (vi prego, non sono né un filosofo né un sociologo né un “politologo”, nelle mie parole c’è sempre un po’ di sciocco sarcasmo…) per cui tolgono all’uomo (e qui mi si consenta il maiuscolo) LA LIBERTA’ DI SBAGLIARE. Cosa che Dio non fa da quando ci ha creato. Per me è proprio semplice semplice (e un po’ dantesco… per es. canto V del Paradiso): “del volere la libertade”. Questo ci rende unici, per questo il Papa ci ricorda di non cadere nelle grinfie diaboliche del “consumismo” e degli altri mille e mille aspetti del demonio. Non a caso parla di “dragone”, che un po’ in tutti i bestiari del mondo è un essere molto potente con il potere di ingannarci (soffiando fumo intorno a sé… la nebbia che toglie il “limite alle figure”), che può farci ardere (di desiderio o di insoddisfazione) con il suo respiro di fuoco, che può volare (quindi si sposta più rapidamente della nostra immaginazione), che si nasconde nelle tenebre delle caverne (per cui dove proprio manca la luce della nostra coscienza, scintilla divina), che è molto prima di noi… e chi più ne ha più ne metta. Io faccio tutt’altro lavoro, ma se Dio avesse voluto l’uomo un giocattolo perfetto, così l’avrebbe fatto. Ci ha voluti così, e Lo ringrazio, perché per me quello che più conta è tutto lì: pur non essendo nulla la mia persona c’è nientemeno che il mio Creatore che mi lascia libero. Libero di sbagliare. Libero di capire. Libero di tornare. Ma non vi sentite il brivido della vita corrervi lungo la schiena solo a pensarci?

  19. Raffaele Savigni scrive:

    Concordo con Francesco sul fatto che il nostro deprecabile sistema consumista è sempre un male minore rispetto al comunismo di Stalin (anche se Giovanni Paolo II e Solgenitzin, che conoscevano bene il sistema comunista, li hanno criticati entrambi).

  20. Silvano T. scrive:

    Qualcuno ha detto “le vostre parole siano SI SI, NO NO …” e francamente questa ecumenica, apparentemente soave e veramente ipocrita difesa di un massone, spiritista, spione del kgb sovietico, speculatore con i soldi degli altri, che per un pugno di voti in più AFFAMA una nazione, è, si, ARROGANTE E PRESUNTUOSA, altroche moderazione !!!!!!!

  21. Syriacus scrive:

    In questi giorni il Bollettino Vaticano è stato parco di “rinunce e nomine” : vale la pena di notare che, dall’8 agosto u.s., Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Pisa , Mons. Alessandro Plotti, ha raggiunto la canonica meta dei 75 anni compiuti -ovvero quella che per i vescovi potrebbe essere chiamata l’”età pensionabile”- . Ebbene: a quanto pare, sinora il Santo Padre non ha accettato le “dimissioni dovute” (per tutti) al compimento dei 75 anni (che sicuramente Plotti ha a lui presentato) .

    http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bplotti.html

    Di solito, se un vescovo “le ha combinate grosse” (è stato ad esempio il caso del vescovo di Limburg -cattedra vacante da febbraio- , Kamphaus ["Wer Christ ist, muss auch Sozialist sein." (Dr. Franz Kamphaus, 1990)]), allora le sue “dimissioni” vengono “accettate” (i casi di pessima salute sono un discorso a parte)al giorno del compimento del 75esimo genetliaco dell’interessato.

    Evidentemente, Il Santo Padre (o i suoi collaboratori, e.g. il Card. Re) non ha ritenuto che vi fossero gli estremi per un atto potenzialmente così eloquente…

    Credo che le dimissioni di Martini fossero state anch’esse accettate -da Wojtyla- ai suoi 75 anni -ma erano ‘concordate’, c’era la salute di mezzo, etc…- . Di recente ad esempio, il Papa ha confermato nel suo ruolo di Arcivescovo di Praga il Cardinale Miroslav Vlk -non so se realmente a lungo, o ‘donec aliter provideatur’ – .
    E Vlk non è stato mica poi così tanto diverso da Plotti nel commentare la Summorum Pontificum…: un mese fa in un’intervista ha detto (fra l’atro) che non sa mica “se il cosiddetto ‘Altare del popolo’ possa essere usato per celebrare la Messa in rito antico”.

    (In ogni caso, al Cardinal Vlk, e non solo, umilmente consiglierei la visione del seguente – ormai già noto a molti- video: http://dailymotion.alice.it/video/x1o9as_la-metamorphose-dun-autel_fun

    Sempre istruttivo. ]

  22. Syriacus scrive:

    Dalla Spagna: http://www.zenit.org/article-11703?l=italian

    “Il libro del Papa esaurito nel giorno della pubblicazione.”

    (Cone buona pace del -pur simpatico – Crozza -al contempo ‘imitatore’ di Papa Ratzinger e ‘cantore’ di Zapatero-.)

  23. Cosimo De Matteis scrive:

    molti preti e vescovi,ma anche laici responsabili di movimenti e realtà ecclesiali, si pongono il problema se sia giusto e corretto lasciar parlare dei testimoni di Medjugorje nelle chiese o nei meeting cattolici. Un vescovo latino-americano ha posto qualche anno fa la questione DIRETTAMENTE AL PAPA. Alcuni centri per la pace stanno organizzando una serie di conferenze di padre Slavko in Sudamerica per il gennaio-febbraio 1995. L’arcivescovo di Asunciòn, in Paraguay, monsignor FELIPE SANTIAGO BENITEZ AVALOS, non è convinto di consentire l’uso delle chiese della diocesi per incontri su Medjugorje. Perciò chiede che padre Slavko fornisca lettere di presentazione da parte del provinciale dei frati minori dell’Erzegovina e del vescovo di Mostar.

    Ma trovandosi a Roma, nel novembre 1994, monsignor Benitez ha l’occasione di CHIEDERE AL PAPA SE SIA OPPORTUNO promuovere questi incontri, per giunta con la presenza di un frate di San Giacomo.

    Giovanni Paolo II gli risponde pronto:
    “AUTORIZZATE TUTTO CIO CHE RIGUARDA MEDJUGORJE!”.

    L’arcivescovo a questo punto non ritiene più necessarie altre garanzie, chiama i centri per la pace e dà il suo consenso, raccontando il perchè del suo ripensamento.

    R.CANIATO-V.SANSONETTI, Maria,alba del terzo millennio. Edizioni Ares, Milano, 2002(7°ed.),p.394.

  24. Cosimo De Matteis scrive:

    O MARIA

    concepita senza peccato

    pregate per noi

    che ricorriamo a voi

  25. maurizio scrive:

    ciao Andrea , son di RADIOMARIA il volontario che talvolta ti fa regia da Erba . buon lavoro con La Regina della Pace
    ciao Maurizio